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Ero in piazza ad aspettare il pullman delle sette e cinquanta con il mio amico M

ario: lautomezzo non arrivava pi. Poi dopo pochi minuti, eccolo!
Mi sedetti al solito posto, in fondo a sinistra, mi accoccolai come sempre nella
comoda poltroncina pronto per una piacevole conversazione, quando a un tratto i
l cielo si oscur di nuvole nere: in quel momento mi sentii il sangue gelare nelle
vene; volevo gridare, ma allo stesso tempo non lo volevo sapendo che lautista er
a molto severo.
Mi decisi: urlai con tutto il fiato che avevo in gola e vidi quella orribile fac
cia! Non era lautista ne sono sicuro aveva il volto senza la pelle: era uno schele
tro!! Domandai a Gianni, quello che sedeva accanto a me, se avesse notato lautist
a ma lui era paralizzato: anzi, erano tutti paralizzati!
Ma che stava succedendo? Era un incubo!?!
Finalmenteeravamo in salvo! L cera la scuola! Ma lautista non si ferm, and aventi. Do
e mi stava portando?!
Forse al suo malefico castello?! Pensavo mentre con i capelli dritti e ispidi co
me gli aculei di un riccio me ne stavo accovacciato sotto il sedile cercando di
nascondermi da quellorribile creatura senza occhi.
Tutto sembrava cos irreale mi sentivo male, era tutto sfuocato.
Sbirciando da una fessura tra i due sedili e notai che lessere aveva una strana c
icatrice sulla guancia, sembrava quasi che gliela avesse fatta qualcuno.
Ad un certa punto il Pulmino si ferm; lautista smont dal sedile; aveva in mano uno
strano bastone a forma di serpente lo batt per cinque volte per terra e tutta dun t
ratto i miei compagni uno ad uno vennero risucchiati in un vortice. Doverano fini
ti?! E perch non io?
Lo sentii parlare a qualcuno, per non capii niente di quello che diceva perch la m
ia mente era troppo impegnata a pensare a quello che stava succedendo.
Sentii solo che nominava il mio nome. Quale orrore!
Lautista tornato in macchina riavvi il mezzo.
Ogni minuto era lungo eterno in quel maledetto Pullman, ogni secondo produceva un
altro motivo per aver ancor pi paura: qualcosa che cadeva una frenata
Finalmente il Pulmino si ferm davanti ad un grandissimo castello abbandonato.
Il cumulo di ossa si dirigeva verso la stradina che portava al castello. Ero ter
rorizzato ma allo stesso tempo curioso quindi decisi di avviarmi.
Sceso dal mezzo corsi subito dietro ad una grande roccia bianca che si rivel esse
re un gigantesco scheletro. Tutta un tratto lessere malvagio si ferm: sembrava che
avesse percepito qualcosa, strapp delle foglie alla pianta e in quel momento mi s
entii trascinare da qualcosa, guardai attorno cercando di capire : non era lui e
un attimo dopo mi trovai per appiccicato al muro.
Mi comparve per la seconda volta quellorribile faccia che tuonava: - Pensavi di f
armela, piccolo marmocchio, eh!
Non avevo il fiato per rispondere, il cuore mi batteva ai cento allora e le gambe
non reggevano lo stesso peso del corpo.
A strattoni mi port dentro e mi scaravent in una prigione dicendo: - Adesso non pu
oi pi spiarmi piccolo bamboccio! Era ormai un settimana che mi trovavo l, prigioniero di un mucchio di ossa che ne
mmeno sapeva mangiare.
Una mattina mi guardai intorno, non cera nessuno. Notai una leva nascosta sotto l
a botola e con le dita incrociate tirai quella leva.
In un batter docchio suonarono gli allarmi e nel muro si form un piccolo buco. Aff
rettato, mi infilai nel pertugio e mi trovai fuori del castello: montai sul Pulm
ino, accesi il motore e via! Partii come un fulmine:
Guardai nello specchietto retrovisore: cera lo scheletro che mi inseguiva.
Mentre sfrecciavo, il pullman sbatteva contro gli alberi.
Ad un certo punto mi venne in mente unidea: curvai di scatto nel bosco l vicino e
quindi seminai quel mostro.
Tornato a casa, tutto sporco mi feci una doccia.
Mentre mi lavavo sentii un picchiettio sulla finestra, sbirciai fuori: era lui!