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FINANZA 19/10/2016 LEZ.

8 (1a PARTE)
Xi non xi della slide precedente, questa volta xi ha la funzione di ci nella slide
precedente. (#25)
Nella slide precedente avevamo indicato un parametro ci, erano delle varabili casuali
invece adesso lo stiamo parando alla nostra realt e quindi investiamo una frazione di
ricchezza xi nel titolo i e quindi questo xi esattamente la frazione di ricchezza che
andiamo a investire in una si.
Lo chiameremo da questo momento in poi sempre xi, qui era una definizione generale
e lo indicavamo con ci.
Se siamo nel continuo ovviamente faremo l'integrale, mettendo la distribuzione di
probabilit delle due variabili i e j.
Il coefficiente di correlazione pu assumere valori compresi tra - 1 e 1.
Variano per attenzione a questo concetto di variano, variano non significa rispetto al
valore precedente ma sempre rispetto al loro valore atteso. Assumono dei valori che
sono uno sopra e uno sotto rispetto al valor medio se il coefficiente di correlazione
negativo. Tutte e due sopra o sotto se il coefficiente di correlazione positivo.
Un modo abbastanza semplice per ricordarci come si calcola la varianza di un
portafoglio di titoli, per ci piacerebbe sapere anche il contributo di ogni singolo titolo
alla varianza di questo portafoglio. Ecco questo modo di rappresentare la varianza che
adesso vedremo ci di aiuto per spiegare poi il contributo di ogni singolo titolo e la
varianza complessiva di ogni singolo portafoglio.
Se abbiamo un portafoglio di N titoli costruiamo una matrice nxn, in questa matrice
andremo a mettere nella diagonale principale xii, nelle altre celle invece metteremo
il prodotto xixjij, quindi nella generica cella ij, troveremo x ixjij. La varianza del
portafoglio la ottengo sommando tutti gli elementi della matrice, tutte le caselline
della matrice, facendo cos ottengo esattamente la formula che avevamo visto sotto
forma di sommatoria (# 24).
Questo un modo semplice per ricordarci come si calcola la varianza di un portafoglio
di N titoli, in cui ho investito in ciascun titolo una frazione di ricchezza pari a xi.
Facciamo un esempio:(#28)
Se abbiamo lo scarto quadratico medio dei due titoli (ij) e la covarianza e possibile
calcolare il coefficiente di correlazione ij che uguale al rapporto tra la covarianza
tra i e j (cov ij) e lo sqm dei due titoli. ESEMPIO QUADERNO
Prima ci possiamo calcolare il rendimento che la media pesate dei rendimenti,
uguale al 13.5%.
Ci costruiamo la matrice 2x2, ovvero coca cola-reebok in cui mettiamo nella diagonale
principale xii e anche con j, in quelle secondarie xixjcov(ij), che non altro che
covij=ijij, cio il coefficiente di correlazione per i titoli (xixj) per ij.
Sommiamo tutto e otteniamo la del portafoglio e quindi lo sqm sar uguale alla
nostra varianza, cio pari alla radice quadrata della . (#30)
Lo scarto quadratico medio ha la stessa dimensione della variabile che sto misurando,
cio il rendimento in questo caso.
Qui c' una sintesi: il rendimento del portafoglio la media pesata dei rendimenti,
mentre la varianza la troviamo con la formula precedente.
Esercizio per vedere il concetto di diversificazione, abbiamo 2 titoli e 4 scenari.
Abbiamo il titolo G e F, k il rendimento misurato nei 4 scenari, che non hanno la
stessa probabilit, quindi questa volta non si fa diviso 4, ma si moltiplica ogni singolo
accadimento per la probabilit di accadimento, che variano da 15% a 40%, i

rendimenti sono quelli indicati (#33).


Ci dobbiamo calcolare tutto, abbiamo fatto delle osservazioni e abbiamo visto che per
il 20% dei casi Kg 2%, mentre Kf = 12% e cos via.
Questi sono dei fatti che si verificano insieme. Il rendimento il valore atteso dei
rendimenti. La varianza il valore atteso dello scarto al quadrato del rendimento dal
suo valore atteso. La varianza il valore atteso degli scarti al quadrato.
Calcoli i rendimenti attesi, complessivamente. In G 20 volte su 100 ha un rendimento
del 2%, 15 volte su 100 del 6% e cos via. Quindi calcolare il rendimento atteso di G.
Per le varianze: lo scarto di ogni osservazione dalla media.(QUADERNO)
Se le probabilit sarebbero state uguali (25%) avrei dovuto moltiplicare tutto per 0.25
che uguale a dividere per 4, che ci che avevamo fatto nell'esempio precedente
perch
avevamo
la
stessa
probabilit.
Quando gli scenari sono equiprobabili dobbiamo moltiplicare per 1/numero di scenari,
altrimenti dobbiamo tenere conto della probabilit di ciascun scenario. quello che
facciamo con la distribuzione continua.
Per la covarianza facciamo il prodotto degli scarti, non altro che un integrale che non
altro che una sommatoria nel continuo e ci mettiamo la distribuzione di probabilit.
Quando siamo nel discreto l'integrale diventa la sommatoria.
Con alta probabilit quando uno ei due titoli sta sopra il valor medio, l'altro sta sotto.
Quindi considerando che r G=9.8% e rF=10.5%, nel primo caso con una probabilit del
20% G sta sotto la media e F sta sopra. Lo stesso accada nel secondo caso, nel terzo
caso il primo sta un po sopra la media e il secondo sta sotto. Nell'ultimo caso il primo
sta sopra la media e il secondo sta sotto. Vedrete che stanno sempre una sopra e uno
sotto. Perch non 100%? perch non basta solo stare sopra e sotto, ma anche di
quanto,
l'ampiezza.
Se avessi registrato la stessa ampiezza volta per volta avremmo -100%, per gi un
coefficiente di correlazione del -77.51% sicuramente ci consente di diversificare bene il
nostro portafoglio.
Vediamo cosa otteniamo quando andiamo a comporre questo portafoglio con il 40% di
G e il 60% di F.
Il rendimento viene 10.22 e la =1.33%, e vedremo che la non sta in mezzo ai due
rendimenti, si ridotta in maniera considerevole in virt del fatto che la correlazione
tra i due titoli pesantemente negative. interessante notare che il portafoglio P offre
un rendimento atteso intermedio tra i due titoli ( non poteva non essere cos) ma un
rischio pi contenuto di entrambi grazie alla covarianza negativa fra
G e F,
nonostante quest'ultimo domini G. In altre parole un investitore avverso al rischio non
investir tutta la sua ricchezza sul titolo F, ma potrebbe allocarne una porzione a G al
fine di diversificare il rischio nel suo portafoglio, poi dipende sempre dalle curve di
differenza dell'investitore.
Un altro esempio di diversificazione, per questa volta abbiamo la , il rendimento, la
composizione e il coefficiente di correlazione.
Qui stiamo iniziando a spostarci verso i portafogli ammissibile. Quindi se io ho 2 titoli,
questi titoli posso comporli in maniera diversa, quindi io posso allocare la mia
ricchezza in maniera diversa, se ho il tiolo A e B, vado ad allocare tutto su A, oppure
parte la sposto su B con continuit fino a che alloco tutto su B. Quindi io ho un luogo di
portafogli ammissibili nel mio piano rischio-rendimento, quando voglio comporre il
portafoglio da 2 titoli, in cui la variet dei portafogli sta proprio nella quantit di

ricchezza che vado a allocare sui due titoli. Evidentemente il rendimento e il rischio di
questo portafoglio che ottengo mixando in maniera diversa i due titoli varia di
conseguenza, a seconda di quanto metto in un titolo e nell'altro titolo.
Allora ci viene un dubbio, se questa funzione di ha un minimo e quindi se io possa
assortire il mio portafoglio in modo da minimizzare il rischio del portafoglio stesso.
Stiamo vedendo un po' come variando il mix del mio portafoglio varia il rischio e
ovviamente varier il mio rendimento.
Calcoliamo il rendimento del mio portafoglio e la varianza (QUADERNO). (#37)
Considerando 2 titoli A e B, poich divido la mia ricchezza tra questi due titoli il totale
il 100%, quindi xA+xB=1. Scriviamo la formula di P e la metto a sistema con
xA+xB=1 e ottengo una funzione con una sola incognita, se al posto di x B=1-xA, allora
tutto diventa in funzione di xA (P (xA)). Derivando e imponendola =0 trovo il minimo
di . Quindi trovo quel valore di x A che rende minima quella varianza del portafoglio
composto da A e B.
Il portafoglio che mi consente di avere la varianza minima quello composto al 80.5%
dal 1 titolo e il restante dal secondo. In corrispondenza di questa composizione lo
sqm che ottengo pari a 26.89. ancora inferiore rispetto all'unione dei due sqm
nonostante la correlazione...., comunque non variano in fase, non hanno sempre la
stessa ampiezza e lo stesso comportamento rispetto al loro valore medio, perch il
coefficiente di correlazione non esattamente 1, un po meno di 1, quindi comunque
riesco un pochino a diversificare e a ottenere per una varianza minima, non ci ho
guadagnato.
(#39) Nel piano rischio-rendimento, tutti i punti di questo grafico li ho ottenuti facendo
variare xA e xB, considerando sia r che in funzione di xA e xB.
In Excel, nella prima colonna si mette la variabile indipendente e nella seconda rischio
e otteniamo il grafico. Nel grafico i punti estremi corrispondono al portafoglio fatto
esclusivamente da A e da B; spostandomi lungo questa curva io sto variando la
composizione del mio portafoglio quindi se il punto che trovo in basso ha un
rendimento del 15%, spostandomi significa che sto togliendo da ABC e mettendo in
BIG CORP, fino ad arrivare al punto in cui avr solo BIG CORP, quindi sto variando con
continuit, in questa varianza ci ho un punto, un mix che mi consente di minimizzare il
mio sqm, la tangente verticale alla curva che mi d il minimo.
Possiamo osservare che quello arancione il punto a varianza minima e spostandomi
da A verso B, io sto arricchendo in B e impoverendo in A, se ci fate caso tutti i punti
che stanno oltre il punto a varianza minima dominano quelli che ho lasciato sotto
perch a parit di rischio hanno un rendimento superiore. Quindi questi punti non mi
interessano, li prendo e li butto (punti azzurri). Quella rossa la frontiera efficiente,
perch tutti quelli che stanno sotto a a parit di rischio mi offrono un rendimento
inferiore.
Se noi guardiamo il grafico e consideriamo il punto a varianza minima, noi abbiamo la
possibilit di scindere questo luogo dei portafogli ammissibili (un portafoglio con A e B
non posso ottenerlo), io individuo una parte dei portafogli che dominano l'altra che
chiamo frontiera efficiente.
Efficiente perch a parit di rischio, prendo quello con rendimento superiore tra A e B.
Se ho individuato la frazione di ricchezza x A* del portafoglio a varianza minima la
frontiera efficiente data da tutti quei portafogli ammissibili tali per cui x A minore i
xA*. Andando in questa direzione diminuisce la frazione di ricchezza che ho allocato ad
A e aumenta quella che ho allocato a B.

Questo il luogo dei punti della frontiera efficiente (curva rossa). Da un punto a un
altro varia quanta ricchezza investo in A e in B.
In questi portafogli ammissibili mi interessano quelli che dominano gli altri, a parit di
quelli con rendimento maggiore e li individuo perch sono tutti quei portafogli che
hanno una composizione xA inferiore rispetto a quelli che mi trovo nel portafoglio a
varianza minima. Perch andando verso destra aumenta x B e diminuisce xA.
#40:
Consideriamo 3 casi notevoli:
1. AB=1, allora scrivo il rendimento che uguale alla media pesata del
rendimento di A e rendimento di B, pesata rispetto alla frazione di ricchezza di A
e B-->rP.
Trovo P2. Se vado a sostituire al posto di AB 1, vedremo che questo non altro che un
binomio al quadrato. Pertanto estraendo la radice quadrato, la P non altro che la
combinazione lineare della lineare stessa solo quando il coefficiente di correlazione
1, si comporta come rendimento, una combinazione lineare o una media pesata
come il rendimento, ma solo in questo caso.
Solo in questo caso non riusciamo a ottenere una inferiore a quella di partenza, la
del portafoglio compresa tra quelle di partenza, ma non riusciamo a diversificare,
perch questi titoli vanno all'unisona, tanto va uno sopra, tanto va l'altro sopra, idem
per il sotto. Sono uno quasi dipendete dall'altro. Sfruttando questa relazione, se questa
relazione xA=1-xB, sostituiamo nel rendimento, a questo punto ci calcoliamo x B in
funzione di rP e la sostituiamo in P, la andremo a sostituire e quindi cos avremmo
tutto in funzione di rP e infine anche P. Otteniamo questa retta.
2. AB=-1, passando alla presentazione grafica rappresento un portafoglio senza
rischio, riesco a costruirlo privo di rischio. In questo caso quindi il portafoglio a
varianza minima io lo conosco, so gi qual la sua varianza. Prendiamo P lo
imponiamo uguale a 0, troviamo la frazione di ricchezza e gi quello il
portafoglio a varianza minima, non ' bisogno di farci la derivata perch quando
il coefficiente di correlazione non pari a -1, io non so quanto vale la varianza
del portafoglio a varianza minima, ma qui lo so ed uguale a 0. Sfrutto questa
informazione, prendo l'espressione della varianza o dello sqm, lo pongo uguale
a 0 e ottengo subito il portafoglio a varianza minima.
Per capire come rappresentarla: considero sempre la formula di r P, P e mi accorgo
che P il valore assoluto di AxA- BxB, a questo punto il valore assoluto lo vado a
disegnare.
La pu assumere valore uguale a 0, se la pongo uguale a 0, mi trovo quel valore di
xA per cui la mia uguale a 0. Prima non poteva andare a 0, perch era la somma di
due cose positive.
3. AB=0
Ottengo una nuova P che se vado a riportare nel grafico avr la seguente forma.
Individuiamo una frontiera efficiente di portafogli non dominati, come il caso
precedente.

Conclusioni:
Se abbiamo 2 titoli A e B, il luogo dei portafogli ammissibili e quindi il rendimento e la
dei portafogli che possiamo ottenere combinando questi 2 titoli sicuramente dipende
dalle caratteristiche dei titoli, cio dal rendimento e dalle dei nostri titoli, poi dipende
dal coefficiente di correlazione e allora ottengo diverse di possibilit dei portafogli
ammissibili. Infine il portafoglio specifico dipende da quanto vado ad allocare in A e in
B. Intanto devo sapere le caratteristiche di A e B, poi il coefficiente di correlazione per
capire la forma del luogo dei portafogli ammissibili, poi tutti questi portafogli a
secondo di come vado ad assortire il mio portafoglio avr uno specifico portafoglio, il
suo rendimento e la sua varianza.
Possiamo osservare i 3 casi notevoli, se li riportiamo in un grafico, ci significa che se
mi sposto dalla curva con il coefficiente di correlazione pari ad 1 alla curva con il
coefficiente pari a -1, la forma del luogo dei portafogli ammissibili cambia con
continuit. La spezzata fuxia deve contenerle tutte, quindi tra la retta blu e gialla
posso disegnare tutti portafogli ammissibili che hanno un coefficiente di correlazione
positivo, tra 1 e 0. Se sono negativi tra la curva fuxia e gialla.
Considerer solo i portafogli pi efficienti, quando sceglier in quali portafogli
investire.
La varianza minima sar maggiore quando il coefficiente di correlazione 0.5, rispetto
alla varianza del coefficiente di correlazione pari a 0.