Sei sulla pagina 1di 80

Repubblica italiana del. n.

228/2016/VSG
La Corte dei conti
in
Sezione regionale di controllo
per lAbruzzo
nella Camera di consiglio del 17 novembre 2016
composta dai Magistrati:
Antonio FRITTELLA

Presidente

Lucilla VALENTE

Consigliere

Antonio DANDOLO

Consigliere

Vincenzo CHIORAZZO

Consigliere

Luigi DANGELO

Primo Referendario

Angelo Maria QUAGLINI

Referendario (relatore)

VISTO larticolo 100, comma 2, della Costituzione;


VISTO il Testo Unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio
1934, n. 1214 e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTO larticolo 1, commi 611 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
VISTA la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti del 16 giugno 2000,
n. 14/2000, che ha approvato il Regolamento per lorganizzazione delle funzioni di
controllo della Corte dei conti, nel testo modificato, da ultimo, con deliberazione del
Consiglio di Presidenza del 19 giugno 2008, n. 229/CP/2008 (G.U. n. 153 del 2.7.2008);

2
VISTI

Piani

operativi

di razionalizzazione

delle

partecipazioni

societarie trasmessi a questa Sezione dai Comuni, dalle Province e dalla Regione Abruzzo;
VISTE le Relazioni sui risultati conseguiti con il piano operativo di razionalizzazione
delle partecipazioni societarie trasmesse a questa Sezione dai Comuni, dalle Province e
dalla Regione Abruzzo;
VISTA la deliberazione del 18 febbraio 2016, n.38/2016/INPR, con la quale la Sezione
regionale di controllo per lAbruzzo ha approvato il Programma di controllo per lanno
2016;
VISTO il decreto del 10 marzo 2015, n.1/2015, con cui il Presidente ha ripartito tra i
Magistrati i compiti e le iniziative riferibili alle varie aree di attivit rientranti nella
competenza della Sezione regionale di controllo per lAbruzzo per lanno 2015,
successivamente modificato ed integrato;
VISTA lordinanza del 14 novembre 2016, n. 34/2016, con la quale il Presidente dott.
Antonio FRITTELLA ha convocato la Sezione per lodierna Camera di consiglio;
UDITO il relatore, dott. Angelo Maria QUAGLINI;
DELIBERA
di approvare la relazione Referto sui piani di razionalizzazione delle societ
partecipate predisposti dagli enti territoriali dellAbruzzo (art. 1, commi 611 e 612, della
legge 23 dicembre 2014, n. 190).
ORDINA
che, a cura della Segreteria, copia della presente deliberazione sia inviata, mediante
posta elettronica certificata, ai legali rappresentanti dei seguenti enti, nonch ai relativi
organi di revisione, affinch si conformino ai contenuti della relazione, adeguandosi ai
rilievi in essa formulati, anche ai fini dei successivi adempimenti previsti dalla nuova
legislazione in materia:

Regione Abruzzo;

Provincia di LAquila, di Pescara, di Teramo e di Chieti;

Comune di LAquila, di Pescara, di Teramo, di Chieti e di Montesilvano.

Cos deliberato in LAquila, nella Camera di Consiglio del 17 novembre 2016.


LEstensore

Il Presidente

F.to Angelo Maria QUAGLINI

F.to Antonio FRITTELLA

Depositata in Segreteria il 17 novembre 2016


Il Funzionario preposto al Servizio di Supporto
F.to Lorella GIAMMARIA

SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO


PER LABRUZZO

REFERTO SUI PIANI DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE


PREDISPOSTI DAGLI ENTI TERRITORIALI DELLABRUZZO
(art. 1, commi 611 e 612, della legge 23 dicembre 2014, n. 190)

| 2016 |

Deliberazione n. 228/2016/VSG

Camera di consiglio del 17 11 2016

TESTO

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 612, L. n.190/2014)
2

SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LABRUZZO

REFERTO SUI PIANI DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA


PARTECIPATE PREDISPOSTI DAGLI ENTI TERRITORIALI DELLABRUZZO
(art. 1, commi 611 e 612, della legge 23 dicembre 2014, n. 190)
art. 1, comma 173, della legge 23 dicembre 2005, n. 266)

Deliberazione n.228/2016/VSG

Magistrato relatore:
Dott. Angelo Maria Quaglini
Con la collaborazione dei dottori:
Lorella Giammaria, Carla Lomarco,
Giulio Di Pangrazio, Annarita Gentile,
Alfredo Leonetti, Daniela Anselmi,
Simona Marconi, Chiara Colasacco.
Supporto informatico
Dott. Miriano Esposito

Corte dei conti Sezione regionale di controllo per lAbruzzo


Via Buccio di Ranallo, 65/A 67100 LAquila
www.corteconti.it

Indice
1.

Sintesi ....................................................................................................................... 6

2. Quadro giuridico di riferimento in tema di razionalizzazione delle societ partecipate


da soggetti pubblici .......................................................................................................... 9
2.1. La natura degli atti implementativi del processo di razionalizzazione ................15
2.2. Levoluzione del quadro normativo in corso .......................................................16
3.

Lassetto degli organismi partecipati dagli enti territoriali in Abruzzo al 31.12.2014 19

4. Analisi del rispetto degli obblighi e dei termini di redazione del piano operativo e della
relazione sui risultati conseguiti. ......................................................................................20
5.

Analisi aggregata del processo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie. ...22


5.1. Esame dei piani di razionalizzazione e delle correlate relazioni tecniche..............22
5.2. Esame delle relazioni finali sui risultati conseguiti .............................................24

6. Considerazioni sul contenuto dei piani degli enti locali (province, comuni e unioni di
comuni) ...........................................................................................................................26
6.1. Regione Abruzzo................................................................................................26
6.2. Province ............................................................................................................38
Provincia dellAquila ..................................................................................38
Provincia di Pescara ...................................................................................42
Provincia di Teramo ...................................................................................46
Provincia di Chieti ......................................................................................54
6.3. Comuni ..............................................................................................................58
Comune di LAquila ....................................................................................58
Comune di Pescara ......................................................................................62
Comune di Teramo ......................................................................................65
Comune di Chieti .........................................................................................70
Comune di Montesilvano .............................................................................74
Indice delle tabelle
Tabella 1 Ripartizione organismi partecipati in base alla natura giuridica e allo status..19
Tabella 2 Organismi ripartiti in base alla struttura della partecipazione .......................19
Tabella 3 Ripartizione degli organismi aventi forma societaria in base a modalit di
partecipazione e relativa composizione ............................................................................20
Tabella 4 Analisi del rispetto dellobbligo di redazione del piano operativo e dei relativi
termini ............................................................................................................................21
Tabella 5 - Analisi del rispetto dellobbligo di redazione della relazione finale sui risultati
conseguiti e dei relativi termini ........................................................................................21
Tabella 6 Analisi delle partecipazioni per enti territoriali. .............................................22
Tabella 7 Esame dei risultati delle decisioni assunte nei piani di razionalizzazione
presentati ........................................................................................................................24
Tabella 8 - Esame dellattuazione delle misure di razionalizzazione desumibili dalle
relazioni finali .................................................................................................................25
Tabella 9 Grado di implementazione delle misure programmate....................................25
4

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Tabella 10: Riepilogo organismi partecipati diretti della Regione Abruzzo ......................33
Tabella 11: Riepilogo organismi partecipati indirettamente dalla Regione Abruzzo .........35
Tabella 12: Riepilogo organismi partecipati della Provincia dellAquila ..........................41
Tabella 13: Riepilogo organismi partecipati dalla Provincia di Pescara. ..........................45
Tabella 14: Riepilogo organismi partecipati dalla Provincia di Teramo ...........................52
Tabella 15: Riepilogo organismi partecipati dalla Provincia di Chieti. .............................57
Tabella 16: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di LAquila ...............................61
Tabella 17: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di Pescara .................................64
Tabella 18: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di Teramo .................................68
Tabella 19: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di Chieti ...................................72
Tabella 20: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di Montesilvano ........................76

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

1. Sintesi
La relazione illustra i risultati dellesame dei documenti relativi al processo di
razionalizzazione delle partecipazioni societarie predisposti nel 2015 e 2016 dagli enti
territoriali che hanno sede in Abruzzo, sulla base di quanto previsto dallart. 1, commi 611
e 612, della legge n. 190 del 2014.
Dopo una sintetica disamina del quadro normativo, viene effettuata una ricognizione
delle realt societarie partecipate da enti territoriali abruzzesi; al riguardo, linsieme di
riferimento per lapplicazione delle norme in tema razionalizzazione popolato da 144
soggetti, aventi varia natura giudirica e partecipati, in numero prevalente, da soggetti
pubblici.
La verifica del rispetto formale degli obblighi di legge in tema di razionalizzazione
societaria evidenzia percentuali di compliance elevate. Circa l83% degli enti ha proceduto
alla redazione dei piani operativi e delle corredate relazioni tecniche; a questo dato vanno
inoltre aggiunti i casi (n. 10) di enti che non hanno adottato il documento in discorso
comunicando di non possedere partecipazioni societarie. Percentuali simili di adesione
allobbligo legislativo si rigistrano con riguardo alla predisposizione della relazione finale sui
risultati conseguiti. Diversamente, se si prendono in considerazione i termini previsti dalle
norme per la predisposizione dei documenti del processo di razionalizzazione, il grado di
compliance si riduce notevolmente. Nel dettaglio, solamente 99 enti (38% del totale) sono
risultati tempestivi nella redazione del piano operativo e 103 (33% del totale) hanno
rispettato la scadenza per la relazione finale sui risultati conseguiti.
Dallesame dei documenti redatti dagli enti territoriali dellAbruzzo emerge, alla data
di rilevazione, un numero complessivo di partecipazioni di 1.034, di cui 892 aventi natura
diretta (86%) e 142 di tipo indiretto (14%). La quota principale di partecipazioni dirette e
indirette riferibile al comparto comunale (903 pari all87% del totale), e, allinterno di
questultimo, in misura prevalente agli enti con popolazione fino ai 15.000 abitanti (89,6%
del totale di comparto).
Tenendo in considerazione il peso relativo delle varie tipologie di ente, il numero medio
di partecipazioni a livello generale si attesta a 3,3 (3 per il comparto comunale, 12 per quello
provinciale). Disaggregando lanalisi per fascia di popolazione, i dati evidenziano una
relazione positiva tra numero medio di partecipazioni e numero di abitanti. In particolare,
il primo fattore cresce allaumentare della fascia di popolazione. Tale dato, letto
congiuntamente con quello relativo alla distribuzione del numero di partecipazioni tra gli
enti, porta ad una situazione complessiva caratterizzata da unampia polverizzazione delle
quote partecipative. Queste ultime, infatti, risultano per lo pi distribuite presso enti di
piccole dimensioni (fino a 15.000 abitanti), ciascuno con un numero medio di partecipazioni
compreso nellintervallo 2,2-4,1 e di rilevanza percentuale bassa.
Lesame, nel dettaglio, delle decisioni di policy societaria contenute nei piani di
razionalizzazione mette in luce difficolt di realizzare lobiettivo di contenimento numerico
dei soggetti partecipati perseguito dal legislatore. Ci in quanto la distribuzione
estremamente polverizzata delle partecipazioni tra gli enti territoriali non consente ampi
6

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

spazi di razionalizzazione del perimetro societario, essendo la maggior parte delle quote
partecipative riferibili a soggetti che svolgono servizi pubblici locali.
Infatti, escludendo le partecipazioni per le quali la fase di dismissione era gi stata
avviata al momento delladozione del piano (complessivamente 202 partecipazioni, pari al
20% del totale di quelle censite), le decisioni di dismissione-soppressione-eliminazioneaggregazione che effettivamente si traducono in un contenimento del portafoglio di
partecipazioni sono complessivamente 111, attestandosi quindi ad un livello basso rispetto
al totale (10,7%). Sul punto, occorre precisare che tale numero non corrisponde
allammontare effettivo di soggetti societari da eliminare (pari a 15 casi, 1,4% del totale),
essendo lo stesso riferito alle singole partecipazioni degli enti territoriali.
Anche le scelte di riduzione dei costi della struttura societaria e degli organi di governo
risultano numericamente contenute (15 casi).
Quasi integralmente trascurato nei piani di razionalizzazione e nelle correlate relazioni
tecniche appare laspetto della stima dei risparmi attesi per effetto delle misure
programmate. Non appare pertanto possibile quantificare la riduzione complessiva di spesa
conseguibile attraverso il processo di razionalizzazione.
Dalla disamina delle relazioni finali sui risultati conseguiti, emerge che, ad un anno
dalladozione dei piani, il grado di attuazione delle misure di razionalizzazione appare
sufficiente, soprattutto per le ipotesi di societ partecipate da un unico ente territoriale.
Maggiori criticit nelliter di realizzazione si registrano con riferimento alle misure di
soppressione e eliminazione rientranti nei criteri di cui alle lettere b) e c) del comma 611.
Dal quadro complessivo emerge la dismissione effettiva di 7 organismi societari
monopartecipati e di 39 partecipazioni in soggetti che vedono pi enti pubblici soci. Le
misure di razionalizzazione consistenti, invece, nellaggregazione di societ operanti nel
settore dei servizi pubblici locali ammontano a 6. Molto limitate sono, inoltre, le misure
attuate in tema di riduzione dei costi operativi, che interessano nel complesso solamente 9
partecipazioni.
Sono stati poi effettuati specifici approfondimenti in merito ai procedimenti di
razionalizzazione societaria avviati dagli enti territoriali dellAbruzzo (Regione, Province e
Comuni) di maggiore rilevanza, individuati in base alla soglia di popolazione (superiore a
50.000 abitanti).
Sul piano generale lindagine ha messo in evidenza la difficolt a concepire i piani di
razionalizzazione previsti dal citato comma 612 come veri e propri piani operativi,
implicanti una completa ricognizione delle partecipazioni, la disamina dei costi di
funzionamento delle societ partecipate, laccurata motivazione delle scelte enunciate, la
puntuale definizione dei tempi di attuazione, lindividuazione dei risparmi attesi.
A fronte di operazioni di ricognizione del portafoglio di partecipazioni, dirette e
indirette, sostanzialmente complete, i documenti mostrano carenze rispetto alle motivazioni
della scelta di mantenere la partecipazione, spesso limitate allenunciazione dellattivit che
costituisce loggetto sociale del soggetto partecipato o facenti ricorso ad espressioni
sintetiche e non argomentate circa il requisito dellindispensabilit rispetto alle finalit
istituzionali dellente.
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Altre considerazioni critiche riguardano i tempi di attuazione dei piani, molto spesso
indefiniti, i risparmi conseguibili per effetto delle azioni di contenimento dei costi,
generalmente trascurati.
Relativamente ai piani delle province, la relazione rileva lesigenza di una generale
riflessione in sede di revisione e aggiornamento dei piani di razionalizzazione, allo scopo di
correlare il giudizio di indispensabilit delle partecipazioni ai nuovi compiti attribuiti agli
enti dopo lemanazione della legge 7 aprile 2014, n. 56, e della legge regionale 30 luglio 2015,
n. 13.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

2. Quadro giuridico di riferimento in tema di razionalizzazione delle societ


partecipate da soggetti pubblici
E ormai da tempo in atto il tentativo del legislatore di regolare ed arginare il
fenomeno delle societ che costituiscono emanazione di enti pubblici; queste ultime, a
partire dagli anni novanta, sono andate crescendo in numero, in particolare nel settore delle
amministrazioni regionali, provinciali e locali. La proliferazione delle societ a
partecipazione locale stata oggetto di ripetute indagini nazionali svolte dalla Corte dei
conti a livello centrale. Da ultimo, con deliberazione n. 24/2015/FRG, la Sezione delle
autonomie ha fornito un ampio quadro degli organismi partecipati dai comuni, dalle
province e dalle regioni, analizzandone caratteristiche e tipologie.
Lobiettivo di contenimento stato perseguito, sostanzialmente, attraverso due
approcci: luno, volto a liberalizzare il mercato, rimuovendo rendite di posizione e conflitti
di interessi; laltro, inteso a restringere il perimetro dellintervento pubblico nelle attivit
economiche, considerando gli organismi partecipati una fonte di sprechi o una distrazione
di risorse dagli ordinari compiti amministrativi.
Nel solco del primo orientamento si pone la disciplina in materia di societ strumentali
introdotta dallart. 13 d.l. n. 223/2006, consistente in stringenti limitazioni allattivit
economica di tali societ in quanto destinatarie di affidamenti diretti degli enti pubblici, al
fine di evitare distorsioni della concorrenza1. Levoluzione di questo modello contenuta nei
cc. 7 e 8 dellart. 4 d.l. n. 95/2012, i quali, rispettivamente, impongono agli enti pubblici di
acquisire sul mercato i beni e i servizi strumentali alla propria attivit mediante procedure
concorrenziali e consentono laffidamento diretto solo a favore di societ a capitale
interamente pubblico, nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla
giurisprudenza comunitaria per la gestione in house.
Pu essere, invece, ricondotto alla seconda categoria lart. 3, c. 27, l. n. 244/20072, che
non si limita a regolare le societ strumentali, o a ricondurle nello schema dellaffidamento
in house, ma vieta agli enti pubblici di assumere o conservare partecipazioni azionarie
Con lart. 13, commi 1 e 2, decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 (c.d. decreto Bersani), che
verr abrogato al momento dellentrata in vigore del d.lgs. n. 175/2016 Testo unico in materia di societ a partecipazione pubblica,
sono stati introdotti i seguenti principi:
distinzione tra servizi strumentali allattivit dellamministrazione regionale e locale e servizi erogati ai cittadini (servizi
pubblici locali);
esclusivit delloggetto sociale delle partecipate che sono tenute a svolgere i servizi strumentali unicamente per gli enti
costituenti o partecipanti o affidanti, con il divieto di partecipare ad altre societ o enti aventi sede nel territorio nazionale.
Peraltro, la norma esclude esplicitamente le societ regionali finanziarie dallapplicazione di tale disciplina restrittiva.
I successivi commi 3 e 4, del medesimo articolo 13 dispongono la cessazione delle attivit non consentite e la perdita di efficacia dei
contratti relativi ad attivit non cedute o scorporate, con irrogazione della sanzione della nullit per i contratti conclusi in violazione della
disciplina introdotta.
2 Con lespressa finalit di tutela della concorrenza e del mercato, lart. 3, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007, che verr abrogato al
momento dellentrata in vigore del d.lgs. n. 175/2016 Testo unico in materia di societ a partecipazione pubblica, stabilisce che le
amministrazioni pubbliche non possono costituire societ aventi per oggetto attivit di produzione di beni e di servizi non strettamente
necessarie per il perseguimento delle proprie finalit istituzionali, n assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di
minoranza, in tali societ. , in ogni caso, sempre ammessa la costituzione e lassunzione di partecipazioni in societ che producono servizi
di interesse generale e che forniscono servizi di committenza o di centrali di committenza secondo le modalit indicate dalla norma (comma
27). Lassunzione di nuove partecipazioni e il mantenimento delle attuali devono essere autorizzati dallorgano competente con delibera
motivata in ordine alla sussistenza dei presupposti di cui al comma 27, delibera che deve essere trasmessa alla competente sezione della
Corte dei conti (comma 28). Le partecipazioni vietate ai sensi del comma 27 devono essere cedute a terzi entro trentasei mesi dalla data
di entrata in vigore della legge nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica (comma 29). Detto termine stato successivamente pi
volte prorogato ed ora fissato al 31 dicembre 2014, ai sensi dellart. 2, comma 1, lett. b), D.L. 6 marzo 2014, n. 16. Decorsa tale data, le
partecipazioni vietate e non alienate cessano ad ogni effetto; entro dodici mesi successivi alla cessazione la societ liquida in denaro il
valore della quota del socio cessato in base ai criteri stabiliti all'articolo 2437-ter, secondo comma, del codice civile.
1

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

quando le stesse non siano strettamente necessarie per il perseguimento delle finalit
istituzionali degli enti.
Al fine di ridurre il numero delle societ partecipate (cfr. Ministero delleconomia e
delle finanze, Documento di economia e finanza per il 2015, Sezione III, Programma
nazionale di riforme. La strategia nazionale e le principali iniziative, pag. 20), la legge di
stabilit 2015 (n. 190/2014) ha imposto alle regioni, agli enti locali e ad altri enti (camere di
commercio, universit, autorit portuali) di elaborare un piano operativo di
razionalizzazione delle partecipazioni societarie, rimettendo agli stessi enti la fissazione di
modalit e tempi di attuazione, nonch lindividuazione in dettaglio dei risparmi attesi. Pi
precisamente, lart. 1, c. 611, l. n. 190/2014 indica i criteri da seguire per la razionalizzazione,
precisando altres le misure da attuare in relazione alle diverse tipologie di societ e alle
specifiche situazioni operative delle stesse.
Nel dettaglio, con larticolo 1, commi 611 e 612, della legge 23 dicembre 2014, n. 190
del 2014 (Legge di stabilit 2015) il legislatore statale ha previsto quanto segue:
611. Fermo quanto previsto dallarticolo 3, commi da 27 a 29, della legge 24 dicembre
2007, n. 244, e successive modificazioni, e dallarticolo 1, comma 569, della legge 27 dicembre
2013, n. 147, e successive modificazioni, al fine di assicurare il coordinamento della finanza
pubblica, il contenimento della spesa, il buon andamento dell'azione amministrativa e la tutela
della concorrenza e del mercato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti
locali, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le universit e gli istituti di
istruzione universitaria pubblici e le autorit portuali, a decorrere dal 1 gennaio 2015, avviano
un processo di razionalizzazione delle societ e delle partecipazioni societarie direttamente o
indirettamente possedute, in modo da conseguire la riduzione delle stesse entro il 31 dicembre
2015, anche tenendo conto dei seguenti criteri:
a) eliminazione delle societ e delle partecipazioni societarie non indispensabili al
perseguimento delle proprie finalit istituzionali, anche mediante messa in liquidazione o
cessione;
b) soppressione delle societ che risultino composte da soli amministratori o da un numero
di amministratori superiore a quello dei dipendenti;
c) eliminazione delle partecipazioni detenute in societ che svolgono attivit analoghe o
similari a quelle svolte da altre societ partecipate o da enti pubblici strumentali, anche mediante
operazioni di fusione o di internalizzazione delle funzioni;
d) aggregazione di societ di servizi pubblici locali di rilevanza economica;
e) contenimento dei costi di funzionamento, anche mediante riorganizzazione degli organi
amministrativi e di controllo e delle strutture aziendali, nonch attraverso la riduzione delle
relative remunerazioni..
612. I presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, i
presidenti delle province, i sindaci e gli altri organi di vertice delle amministrazioni di cui al
comma 611, in relazione ai rispettivi ambiti di competenza, definiscono e approvano, entro il 31
marzo 2015, un piano operativo di razionalizzazione delle societ e delle partecipazioni societarie
direttamente o indirettamente possedute, le modalit e i tempi di attuazione, nonch l'esposizione
in dettaglio dei risparmi da conseguire. Tale piano, corredato di unapposita relazione tecnica,
10

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

trasmesso alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti e pubblicato nel sito
internet istituzionale dell'amministrazione interessata. Entro il 31 marzo 2016, gli organi di cui
al primo periodo predispongono una relazione sui risultati conseguiti, che trasmessa alla
competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti e pubblicata nel sito internet
istituzionale dell'amministrazione interessata. La pubblicazione del piano e della relazione
costituisce obbligo di pubblicit ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33..
Le citate disposizioni in tema di razionalizzazione societaria sono state oggetto di
specifico vaglio da parte della Corte Costituzionale, la quale, con sentenza n. 144/20016, ha
dichiarato non fondate tutte le questioni di legittimit sollevate, affermando che lobiettivo
perseguito dai richiamati commi va ricondotto a finalit di razionalizzazione e contenimento
della spesa attraverso modalit e assetti di coordinamento della finanza pubblica.
I singoli criteri elencati dalla norma rappresentano, a giudizio della Corte, parametri
che si innestano in ambiti di competenza esclusiva dello Stato (quali la tutela della
concorrenza e il risparmio di spesa attraverso anche la riduzione dei costi di funzionamento
degli organi sociali e delle remunerazioni dei componenti) e che impongono, di conseguenza,
un rapporto di stretta collaborazione con le Regioni alle quali residuano ampi margini di
manovra, adeguamento e opzioni al fine di conseguire una significativa riduzione del
fenomeno delle societ partecipate.
Il carattere dettagliato e puntuale delle disposizioni non confligge, dunque, con il
principio del coordinamento della finanza pubblica n lede lambito delle competenze
residuali delle Regioni in quanto non limita le facolt di scelta e organizzazione spettanti a
questultime.
Dunque, il piano di razionalizzazione secondo i criteri individuati dalla normativa
statale non emargina le Regioni le quali possono trovare nelle predette prescrizioni
completamento e implementazione alle proprie competenze, mantenendo, tuttavia, pur in
presenza di pregnanti criteri direttivi statali, la propria sfera di autonomia al fine di
conseguire il comune obiettivo della riduzione di spesa nellambito delle partecipazioni
societarie secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica delineati dallart. 117,
terzo comma, Cost.
Secondo lo schema configurato dal legislatore, il processo di razionalizzazione
costruito su due momenti valutativi. Il primo di carattere ricognitivo e programmatorio
consiste nellesame del portafoglio di partecipazioni societarie (dirette e indirette)
possedute dal soggetto pubblico e nellindividuazione delle concrete misure di
razionalizzazione da adottare, nel rispetto dei criteri di intervento fissati dallo stesso
legislatore nel richiamato comma 611. Il secondo momento, invece, attiene alla verifica ex
post dei risultati conseguiti attraverso ladozione delle misure programmate.
In proposito, va preliminarmente puntualizzato come ogni decisione sulla scelta di
adottare o mantenere lo strumento societario per perseguire la finalit pubblica individuata
richiede, secondo i principi generali dellazione amministrativa, una puntuale motivazione
sotto il profilo dellefficacia, dellefficienza e delleconomicit, nonch la valutazione delle
conseguenze sulla gestione economico-finanziaria e patrimoniale degli enti proprietari, fatto
che comporta la necessit di una adeguata istruttoria tecnica.
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

11

In tale contesto, il piano e la relazione tecnica non possono limitarsi ad affermazioni


generiche di intento in merito alle future politiche gestionali delle partecipazioni societarie,
ma devono delineare dettagliatamente le azioni da intraprendere con riferimento alle singole
societ, precisandone altres tempi e modi di attuazione, nonch i risultati attesi. Le
decisioni contenute nel piano operativo devono essere, inoltre, supportate da analitiche
motivazioni che diano contezza delle valutazioni sottostanti, cos da consentirne una
verifica ex ante di coerenza con i criteri fissati dal legislatore e un riscontro ex post dei
risultati conseguiti.
Alla luce di ci, appare preliminarmente utile esaminare i criteri guida cui deve
ispirarsi lazione di razionalizzazione, richiamando le linee interpretative cui pervenuta la
giurisprudenza di questa Corte (inter alia Sezione di controllo per il Piemonte, deliberazione
n. 61/2016).
Il primo di questi (comma 611, lett. a) prevede leliminazione delle societ e delle
partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle proprie finalit
istituzionali, anche mediante messa in liquidazione o cessione.
La disposizione si pone nel solco della disciplina di cui allarticolo 3, commi 27-28, della
legge finanziaria per il 2008 (legge n. 244/2007), che infatti viene espressamente richiamata
e fatta salva, in tema di partecipazioni c.d. non essenziali. In particolare, da un lato, il
comma 27 prevede che le amministrazioni non possano costituire societ aventi per oggetto
attivit di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento
delle proprie finalit istituzionali, n assumere o mantenere direttamente partecipazioni,
anche di minoranza, in tali societ; dallaltro, il successivo comma 28 rimette a carico
dellorgano consiliare la valutazione di ricorrenza delle predette condizioni.
Le disposizioni del citato comma 611 determinano unevoluzione della normativa del
2007, introducendo prescrizioni e criteri ancora pi rigorosi, sia sotto il profilo quantitativo,
che qualitativo.
Sotto il primo aspetto, il processo di razionalizzazione coinvolge ora anche le
partecipazioni societarie indirette. Sotto laspetto qualitativo, stato introdotto il criterio,
ancora pi stringente, dellindispensabilit per il perseguimento delle proprie finalit
istituzionali della partecipazione societaria, in mancanza della quale la stessa dovr essere
eliminata attraverso cessione o liquidazione. Sul punto, occorre rilevare che il comma 611
prevede la dismissione delle partecipazioni non indispensabili e, al contempo, fa salva la
disciplina della legge 244/2007; ci impone inevitabilmente una riflessione giuridica nel senso
di cogliere una differenza tra i due obblighi di dismissione.
Diversamente, essendo sempre cogente lobbligo dismissivo di cui alla legge n.
244/2007, la previsione del comma 611, lettera a), risulterebbe ultronea.
Sul punto, si condivide la ricostruzione effettuata dalla deliberazione della Sezione
Piemonte n. 61/2016, secondo la quale, fermo restando il divieto di mantenere societ non
coerenti con le proprie finalit istituzionali (principio della funzionalizzazione), il legislatore va
oltre imponendo la dismissione di quelle societ che, pur coerenti con i fini istituzionali dellEnte,
non sono indispensabili al loro perseguimento.
12

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Il predicato dellindispensabilit, legato alle partecipazioni coerenti con i fini istituzionali


dellente, va dunque individuato sotto il profilo della indispensabilit dello strumento societario
rispetto ad altre differenti forme organizzative (o alla scelta di fondo tra internalizzazione ed
esternalizzazione) o, ancora, allindispensabilit dellattivit svolta dalla partecipata rispetto al
conseguimento dei fini istituzionali.
Lindispensabilit richiede una seria analisi in presenza di partecipazioni c.d. polvere:
simili partecipazioni, non consentendo un controllo sulla partecipata da parte del socio
pubblico, non sembrerebbero coerenti con una valutazione di strategicit della
partecipazione, riducendosi al rango di mero investimento in capitale di rischio.
La partecipazione minima, specie in materia di pubblici servizi, potrebbe talora
spiegarsi con la necessit (spesso prevista dallo stesso Statuto) di aderire al capitale sociale
per fruire dei servizi erogati dal soggetto societario.
Fuori da tali casi, peraltro, queste partecipazioni non possono giustificarsi neppure
nellottica della canalizzazione delle risorse pubbliche. A tal fine, infatti, la detenzione di
partecipazioni polvere non n necessaria (esistono altri strumenti contrattuali per
perseguire analogo risultato) n utile (non consente uneffettiva azione di controllo
dallinterno).
Ci posto, evidente che la prima valutazione che un ente deve compiere quella
attinente la coerenza della partecipazione detenuta: solo dopo aver effettuato questa
valutazione lEnte proceder a verificare lindispensabilit della partecipazione per il
conseguimento di quei fini.
Va ancora ricordato che la scelta di assumere o mantenere partecipazioni impone
anche una valutazione di economicit, corollario del principio di buon andamento
dellazione amministrativa ex art. 97 Cost., oggi rafforzato, nella prospettiva della sana
gestione finanziaria, dallintroduzione dellobbligo dellequilibrio di bilancio per tutte le
amministrazioni pubbliche (cfr. gli artt. 81, 97 e 119 della Costituzione come novellati dalla
legge costituzionale n. 1/2012). Landamento della societ non deve essere strutturalmente
in perdita, attesa lincompatibilit tra il ricorso allo strumento societario e risultati
economici sistematicamente negativi; detto principio risulta rafforzato dallintroduzione del
divieto di soccorso finanziario, da parte dellart. 6, comma 19, d.l. n. 78/20103, convertito
con legge n. 122/2010, che, precludendo il sovvenzionamento di societ in perdita
strutturale, impone, a monte, una valutazione di convenienza economica sul mantenimento
della partecipazione.
Il secondo criterio indicato dal legislatore prevede la soppressione delle societ che
risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello
dei dipendenti.
La previsione normativa presenta un contenuto chiaramente definito: la societ in cui
si verifica il presupposto di legge , con elevata probabilit, una societ autoreferenziale e
non efficiente. In questa ipotesi lo stesso legislatore ad operare una valutazione a monte

Detta norma verr abrogata al momento dellentrata in vigore del d.lgs. n. 175/2016 Testo unico in materia di societ a partecipazione
pubblica, ma il relativo contenuto refluir nellart. 14 del nuovo testo unico.
3

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

13

di sproporzione tra lorganizzazione e i costi di una struttura societaria, da un lato, e


lattivit svolta dal soggetto partecipato, dallaltro.
Peraltro, la previsione del comma 611 pu essere rispettata aggregando le societ (e,
conseguentemente, aumentando il numero di dipendenti) ovvero, allopposto, riducendo il
numero di amministratori. Tali operazioni dovranno essere valutate con rigorosa
attenzione, evitando di mantenere in vita soggetti che, per espressa scelta del legislatore,
avrebbero dovuto venire soppressi.
Ci posto, il piano di razionalizzazione, al fine di valutare il rispetto del disposto
normativo, dovr necessariamente indicare il numero di amministratori e dipendenti della
societ (e, per completezza di analisi, il costo dellorgano amministrativo e quello della forza
lavoro impiegata, anche in outsourcing).
Il terzo criterio indicato dal comma 611 prevede leliminazione delle partecipazioni
detenute in societ che svolgono attivit analoghe o similari a quelle svolte da altre societ
partecipate o da enti pubblici strumentali, anche mediante operazioni di fusione o di
internalizzazione delle funzioni.
Tale indicazione mira a colpire la proliferazione di organismi strumentali
dellamministrazione, limitando la propria previsione agli organismi con funzione analoga a
quella di altre societ o enti pubblici.
Il confronto, pertanto, non riguarda solo le partecipazioni societarie ma anche queste
rispetto allattivit svolta da consorzi, aziende speciali, istituzioni o altri organismi
strumentali dellente pubblico socio. Inoltre, poich le attivit svolte possono essere non
solo analoghe ma anche semplicemente similari, si deve ritenere che possano essere
sovrapponibili anche attivit di soggetti operanti in settori differenti.
Proprio in virt della cogenza del precetto normativo, che impone leliminazione delle
societ doppione, imperativo che il piano di razionalizzazione fornisca le dovute
informazioni su tutte le funzioni esternalizzate dallente pubblico, sulle funzioni
concretamente svolte (e dunque non pu ritenersi esauriente la mera trasposizione
delloggetto sociale contenuto nello Statuto) dalle varie partecipate e sulle ragioni
delleventuale mantenimento.
Con la lettera d) il comma 611 dispone laggregazione di societ di servizi pubblici
locali di rilevanza economica.
Tale criterio, particolarmente rilevante nel settore degli enti territoriali, mira
alladozione di misure di razionalizzazione nellerogazione dei servizi pubblici,
organizzandoli su ambiti territoriali pi ampi, in grado di garantire economie di scala e livelli
pi alti di efficienza.
Lultimo criterio previsto dal comma 611, impone il contenimento dei costi di
funzionamento, anche mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e di controllo e
delle strutture aziendali, nonch attraverso la riduzione delle relative remunerazioni.
Il piano di razionalizzazione, pertanto, dovr necessariamente esporre unanalisi dei
costi di funzionamento di un certo soggetto societario, analisi imprescindibile per la
valutazione degli interventi diretti alla riduzione dei costi. Daltra parte, lo stesso
14

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

legislatore, nellimporre una valutazione dei risultati conseguiti, richiede implicitamente


una quantificazione e analisi degli attuali costi di gestione nonch delle azioni suggerite.
Non assolutamente sufficiente che il piano preveda genericamente lavvio di
unattivit di spending review, occorrendo invece unanalisi comparativa delle differenti
opzioni percorribili attraverso lapplicazione di metodologie e criteri economico-finanziari
volti alla minimizzazione dei costi di funzionamento.
In ordine ai costi dellorgano di amministrazione, ferma la necessaria indicazione
analitica, il piano dovr dare conto del rispetto delle normative in materia di organo di
amministrazione, da ultimo i commi 4 e 5 dellarticolo 4 decreto legge n. 95/20124.
Da ultimo, va ancora ricordato che le informazioni sopra descritte devono trovare
composizione non solo nel piano di razionalizzazione ma anche, e soprattutto, nella relazione
tecnica che lo deve corredare ai sensi del comma 612.
Mentre il piano dovrebbe contenere una sintetica descrizione del contesto di
riferimento, degli obiettivi perseguiti, dei risultati attesi, delle scelte di cessione, dismissione
o liquidazione con indicazione delle motivazioni e delle tempistiche, delle azioni di
contenimento dei costi, la relazione tecnica deve fornire tutte le informazioni analitiche a
sostegno del piano stesso. Deve rappresentarne, in altri termini, la chiave di lettura tecnica.
La relazione tecnica deve fornire un quadro analitico per ciascuna societ, fornendo
tutti i dati tecnici necessari (attivit svolta, quota di partecipazione, altri soci, principali
dati economici in un significativo arco temporale, natura della societ, numero di
amministratori e numero di dipendenti, modalit di esercizio del controllo, modalit di
affidamento dei servizi, analisi dei principali fattori di costo, sistema di amministrazione e
relativo costo, analisi comparativa delle diverse opzioni prese in considerazione) per
comprendere il percorso motivazionale esposto nel piano di razionalizzazione. Diversamente
opinando, infatti, una scelta di mantenimento o di dismissione, unazione di contenimento
dei costi, non potrebbe ritenersi adeguatamente ponderata.
E chiaro, infine, che il grado di analiticit della relazione andr poi modulato in
relazione alla rilevanza della partecipazione, in termini di valore assoluto e di quota di
partecipazione. Pi precisamente, nel caso di partecipazione minima, lente dovr dare atto
dellattivit svolta, dei principali indici economici e della motivata scelta di mantenimento
o dismissione. Di contro, nel caso di partecipazioni maggioritaria, sar richiesto un livello di
approfondimento significativamente maggiore.

2.1. La natura degli atti implementativi del processo di razionalizzazione


In applicazione dei criteri precedentemente descritti, gli organi di vertice degli enti
interessati sono tenuti ad adottare una serie di atti (piano operativo e corredata relazione
tecnica) dai quali conseguono specifiche azioni concrete. Al riguardo, la giurisprudenza
amministrativa (cfr. TAR Friuli-Venezia Giulia n. 17 del 18 gennaio 2016) ha proceduto a

Norme che verrano abrogate al momento dellentrata in vigore del d.lgs. n. 175/2016 Testo unico in materia di societ a partecipazione
pubblica.
4

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

15

qualificare, sotto il profilo giuridico, gli atti adottati in attuazione dei piani di
razionalizzazione (ad esempio, la deliberazione consiliare di dismissione delle
partecipazioni), escludendo che si tratti di atti politici o di atti di alta amministrazione.
I primi si connotano per un requisito soggettivo (la provenienza dellatto da un organo
di vertice della amministrazione, preposto allindirizzo e alla direzione dellente) e per un
requisito oggettivo (lattenere latto alla costituzione, salvaguardia e funzionamento dei
pubblici poteri nella loro organica struttura e nella loro coordinata applicazione). I secondi,
pur vincolati nei fini a differenza degli atti politici, si caratterizzano per lamplissima
discrezionalit (tipica, ad esempio, di taluni atti di nomina). Le deliberazioni attuative dei
piani di razionalizzazione difettano del requisito oggettivo, rispetto alla categoria degli atti
politici, e del carattere di ampia discrezionalit, rispetto a quelli di alta amministrazione,
avendo il legislatore definito gli obiettivi e i criteri del processo di razionalizzazione. Ne
consegue che tali deliberazioni restano assoggettate al generale obbligo di motivazione, in
relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che hanno determinato
lamministrazione.
Lobbligo di motivazione, eventualmente soddisfatto anche per relationem con il piano
operativo approvato dallente o con i documenti tecnici che ne sono alla base, funzionale
a garantire il sindacato di legittimit su tali atti, consentendo di verificare la corrispondenza
tra il fine concreto perseguito dallamministrazione e lobiettivo generale al cui
conseguimento sono finalizzati il potere di attuare la razionalizzazione e gli strumenti ad
essa preordinati. La divergenza tra il fine concreto e lobiettivo individuato dal legislatore
espone la deliberazione alla censura di illegittimit per sviamento di potere5.

2.2. Levoluzione del quadro normativo in corso


Il legislatore statale, con lart. 16 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante Deleghe
al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (c.d. Riforma
Madia della P.A.), ha delegato il Governo ad adottare, tra gli altri, un decreto legislativo
avente ad oggetto la semplificazione delle partecipazioni societarie detenute da
amministrazioni pubbliche.
In adempimento a tale delega, stato approvato il decreto legislativo n. 175/2016
recante il Testo unico in materia di societ a partecipazione pubblica, recentemente
pubblicato in gazzetta ufficiale. Tra gli obiettivi del decreto legislativo, nel rispetto dei
principi e dei criteri direttivi enunciati allart. 18 della citata legge delega n. 124/2015, vi
quello di razionalizzare e ridurre le partecipazioni pubbliche, dirette e indirette, ridefinendo
la disciplina, le condizioni e i limiti per la costituzione di societ, nonch per lassunzione e
il mantenimento di partecipazioni societarie da parte di amministrazioni pubbliche.
Il testo unico approvato affronta complessivamente il tema delle societ pubbliche,
sotto molteplici profili; di seguito si riepilogano sinteticamente gli ambiti di intervento pi
rilevanti rispetto alloggetto del presente referto.

A titolo esemplificativo, la dismissione delle partecipazioni societarie va considerata illegittima se indirizzata non ad operare una
razionalizzazione, ma esclusivamente a sostituire il soggetto affidatario del servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
5

16

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Lart. 3 limita lautonomia contrattuale delle pubbliche amministrazioni, elencando i


tipi di societ cui le stesse possono fare ricorso (societ, anche consortili, per azioni e a
responsabilit limitata). Larticolo 4 ribadisce che le amministrazioni pubbliche non
possono costituire societ o possedere partecipazioni aventi per oggetto attivit di
produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie
finalit istituzionali; inoltre, la norma elenca le sole attivit per le quali consentita la
partecipazione pubblica.
Gli atti deliberativi di costituzione di una societ a partecipazione pubblica e di
acquisto di partecipazioni sono aggravati da un onere di motivazione analitica che deve
toccare molteplici aspetti, quali la necessit rispetto al perseguimento delle finalit
istituzionali, la convenienza economica della scelta anche in considerazione della possibile
destinazione alternativa delle risorse pubbliche da impiegare (ad esempio gestione diretta
del servizio), la sostenibilit finanziaria, la compatibilit con i principi di economicit,
efficienza ed efficacia dellazione amministrativa. Latto deliberativo dovr essere inviato
alla competente Sezione di controllo della Corte dei conti, a fini conoscitivi, e allAntitrust.
Lart. 11 (Organi amministrativi e di controllo delle societ a controllo pubblico)
stabilisce che lorgano amministrativo delle societ a controllo pubblico dovr essere
costituito, di norma, da un amministratore unico (comma 2). Con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delleconomia e finanze, di concerto con il
Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, saranno definiti i
criteri in base ai quali, per specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa, lassemblea della
societ a controllo pubblico potr disporre che la societ sia amministrata da un consiglio
di amministrazione composto da tre o cinque membri, ovvero che sia adottato uno dei
sistemi alternativi di amministrazione e controllo previsti dal codice civile; anche in
questultimo caso, il numero complessivo dei componenti degli organi di amministrazione e
controllo non potr essere superiore a cinque (comma 3). Con decreto del Ministro
delleconomia e delle finanze, per le societ in controllo pubblico saranno stabiliti indicatori
dimensionali per classificarle in fasce e determinare, per ciascuna fascia, il limite dei
compensi massimi, il trattamento economico onnicomprensivo da corrispondere agli
amministratori, ai componenti degli organi di controllo e ai dipendenti.
Lart. 20 istituzionalizza il processo di razionalizzazione previsto introdotto dalla l. n.
190/2014, trasformandolo in un adempimento ordinario, da ripetersi con cadenza annuale.
In particolare, il primo comma richiede alle amministrazioni pubbliche unanalisi
dellassetto complessivo delle societ nelle quali detengono partecipazioni, predisponendo,
ove ricorrano determinati presupposti indicati al comma 2, un piano di riassetto per la loro
razionalizzazione, fusione o soppressione. Tali misure devono essere attivate qualora lesame
del portafoglio di partecipazioni in societ evidenzino le seguenti situazioni di criticit:
a) la tipologia di societ e la relativa attivit fuoriesce dal perimetro consentito alle
pubbliche amministrazioni;
b) societ con numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti o che non
hanno dipendenti;
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

17

c) societ doppione che svolgono attivit analoghe o similari a quelle di altri


soggetti;
d) societ che nel triennio precedenti abbiano conseguito un fatturato medio non
superiore a un milione di euro;
e) societ diverse da quelle che svolgono servizi di interesse generale che hanno
prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti;
f) societ che necessitano azioni di contenimento dei costi di funzionamento;
g) societ che necessitano di operazioni di aggregazione.
I provvedimenti e i piani di razionalizzazione devono essere trasmessi alle competenti
Sezioni di controllo della Corte dei conti.
Gli adempimenti in tema di razionalizzazione sono inoltre resi pi cogenti attraverso
la previsioni di specifiche sanzioni pecuniarie per le ipotesi di mancata adozione degli atti
richiesti dalle norme.
Infine, lart. 24 prevede che, entro sei mesi dallentrata in vigore del decreto, venga
operata una revisione straordinaria delle partecipazioni detenute dalle pubbliche
amministrazioni, allo scopo di verificare i presupposti del mantenimento delle stesse, sulla
base di quanto disposto dagli articoli 3 e 4, e, conseguentemente, di individuare quelle da
alienare. I provvedimenti di ricognizione saranno inviati alle sezioni della Corte dei conti
competenti, per consentire la verifica del puntuale adempimento degli obblighi.
Lalienazione dovr avvenire entro un anno dalla conclusione della ricognizione.
Per le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 611, della legge 23 dicembre 2014,
n. 190, la revisione straordinaria costituisce aggiornamento del piano operativo di
razionalizzazione adottato ai sensi del comma 612 dello stesso articolo, fermi restando i
termini ivi previsti.
Da una lettura complessiva del decreto, emerge evidente lintenzione del legislatore di
incidere profondamente sulluniverso delle partecipazioni pubbliche, diminuendone il
numero e, per quelle che permarranno, riducendo drasticamente il numero degli
amministratori e i costi. Parallelamente, sono stati previsti specifici controlli, in particolare
da parte della Corte dei conti, allo scopo di assicurare gli obiettivi perseguiti.

18

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

3. Lassetto degli organismi partecipati dagli enti territoriali in Abruzzo al


31.12.2014
Al fine di valutare appieno la portata del processo di razionalizzazione indotto dal
legislatore, si ritenuto necessario fornire un quadro generale dellassetto degli organismi
partecipati su cui detto processo andr ad incidere. Al riguardo, appare utile precisare che
linsieme degli organismi partecipati costituisce un aggregato pi ampio di quello preso in
considerazione dalla legge 190/2014, in quanto include soggetti che non rivestono natura
societaria, quali consorzi, fondazioni, istituzioni o aziende speciali.
In dettaglio, alla data del 26 luglio 2016, risultano censiti nella banca dati SIQUEL
188 organismi partecipati dagli enti territoriali dellAbruzzo, di cui 160 in attivit e la
restante parte in liquidazione o gi cessati (cfr. successiva Tabella 1).
La quota maggioritaria di questi organismi rappresentata da soggetti aventi natura
societaria (in totale 144), sia riconducibili al modello delle societ di capitali
(complessivamente 117), sia a quello consortile (n. 24), sia, infine, con finalit cooperative
(n. 3).
Tabella 1 Ripartizione organismi partecipati in base alla natura giuridica e allo status

Numero OOPP
Forma giuridica

Attivo

Cessato

Societ per azioni

53

Societ a responsabilit limitata

44

Societ consortile

20

In liquidazione

TOTALE

58

13

59

24

Societ cooperativa

Consorzio

26

29

Fondazione

Istituzione

Azienda speciale

Altre forme
TOTALE

7
160

7
2

26

188

Fonte: Banca dati SIRTEL - Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo

In relazione alla tipologia di partecipazioni, appaiono prevalenti numericamenti gli


organismi che vedono la componente principale della compagine sociale composta da uno o
pi soggetti pubblici. Pi in dettaglio, gli organismi partecipati, integralmente o in
prevalenza, da enti territoriali ammontano a 162, mentre quelli con soci in maggioranza
privati sono 25 (cfr. Tabella 2).
Tabella 2 Organismi ripartiti in base alla struttura della partecipazione

Metriche
Tipologia di partecipazione
A partecipazione paritaria 50% pubblica
50% privata
Mista a prevalenza privata
Mista a prevalenza pubblica

Modalit di
partecipazione
Diretta

Modalit di
partecipazione
Entrambe

Modalit di
partecipazione
TOTALE

24

25

90

94

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

19

Totalmente pubblica con pi


soci/partecipanti
Totalmente pubblica con unico
socio/partecipante
TOTALE

31

31

37

37

183

188

Fonte: Banca dati SIRTEL - Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo

La successiva Tabella 3 concentra lanalisi per tipologia di partecipazione solamente


sugli organismi aventi forma societaria. Trova anche in questo caso conferma la prevalenza
numerica dei soggetti che vedono una componente sociale maggioritaria di tipo pubblico.
Tabella 3 Ripartizione degli organismi aventi forma societaria in base a modalit di partecipazione e relativa composizione

Modalit di partecipazione
Modalit
Partecipazione

Tipologia di partecipazione

Societ a
responsabilit
limitata

Societ
consortile

Societ
cooperativa

19

20

12

32

65

Diretta

Mista a prevalenza privata


Mista a prevalenza
pubblica
Totalmente pubblica con
pi soci/partecipanti
Totalmente pubblica con
unico socio/partecipante
TOTALE

10

22

10

33

56

139

Entrambe

12
22

59

22

Mista a prevalenza privata


Mista a prevalenza
pubblica
TOTALE

TOTALE

Societ
TOTALE
per azioni

1
2

59

1
2

24

58

144

Fonte: Banca dati SIRTEL - Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo

4. Analisi del rispetto degli obblighi e dei termini di redazione del piano
operativo e della relazione sui risultati conseguiti.
Un primo profilo di indagine del processo di razionalizzazione societaria condotta da
questa Sezione attiene alla verifica del rispetto formale degli obblighi di redazione e
pubblicazione dei documenti, nonch di rispetto dei termini previsi dalla legge 190/2014.
Al riguardo, come riportato nella seguente tabella, rispetto ad un totale di 310 enti
territoriali, la percentuale di compliance dellobbligo di redazione del piano si attesta all83%
(260 enti). Tuttavia, dei 50 enti inadempienti 6 , 10 7 hanno comunque comunicato, su
esplicita richiesta della Sezione, di non possedere partecipazioni e di non essere quindi tenuti
alla redazione del piano, mentre ulteriori 10 enti hanno precisato che attesa la presenza di
un numero esiguo di partecipazioni, percentualmente irrilevanti e legate ad attivit
6 Trattasi di: Aielli/Barete /Barisciano/ Barrea /Bisegna/ Calascio/ Campotosto/ Canosa Sannita/ Cappelle Sul Tavo/ Casalanguida/

Casalbordino/ Castel Del Monte/ Castelvecchio Calvisio/ Castiglione Messer Marino/ Celenza Sul Trigno/ Citta' Sant'angelo /Civita D'antino
/Civitella Alfedena /Civitella Casanova//Civitella Messer Raimondo /Collepietro /Corropoli /Cortino /Cupello /Filetto/ Fresagrandinaria/
Gagliano Aterno/ Gioia Dei Marsi/ Gissi/ Guilmi/ Montazzoli/ Navelli /Palombaro/ Pennapiedimonte/Pineto/ Poggio Picenze/ Pollutri/
Pretoro /Rapino/ Roccamontepiano /Roccaspinalveti/ San Benedetto In Perillis /Santo Stefano Di Sessanio/ Scerni/ Scurcola Marsicana/
Secinaro/ Tornimparte/ Villa Santa Lucia Degli Abruzzi/ Villalfonsina/ Villetta Barrea.
7Trattasi di: Barrea / Campotosto / Cappelle Sul Tavo / Casalbordino / Civitella Alfedena / Civitella Casanova /Civitella Messer Raimondo

/ Cortino / Roccamontepiano / Tornimparte.

20

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

rientranti nei servizi pubblici locali avevano ritenuto inutile dare corso al processo di
razionalizzazione.
Focalizzando lattenzione sulla verfica del rispetto alle scadenze temporali fissate dal
legislatore (31 marzo 2015), la percentuale di compliance si riduce notevolmente; pi
precisamente, solamente 99 enti sono risultati tempestivi (38% del totale). Diversamente, i
restanti 161 piani sono stati adottati solamente successivamente allintervento sollecitatorio
della Sezione che ha accertato, mediante delibera, linadempimento8.
Tabella 4 Analisi del rispetto dellobbligo di redazione del piano operativo e dei relativi termini

Comuni

Fascia di
popolazione

N.
comuni

N. piani
redatti

< 1000

115

89

di cui entro
termini

di cui in
ritardo

N. piani
pubblicati

N. piani non
redatti

26

63

43

26

1000-5000

134

114

48

66

60

20

5000-15000

39

35

14

21

21

15000-50000

12

12

>50000

305

255

94

161

134

50

Province

Regione

310

260

99

161

139

50

Totale Comuni

Totale finale

Fonte: Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo

I medesimi trend di compliance si riscontrano anche con riferimento allobbligo di


redazione della relazione finale sui risultati conseguiti. La seguente tabelle evidenzia che gli
enti adempienti ammontano a 246, di cui per 143 non hanno rispettato la scadenza del
termine di legge (31 marzo 2016).
Tabella 5 - Analisi del rispetto dellobbligo di redazione della relazione finale sui risultati conseguiti e dei relativi termini

Comuni

Fascia di
popolazione

N.
comuni

N. relazioni
redatte

di cui entro
termini

di cui in
ritardo

N. relazioni
pubblicate

N. relazioni non
redatte

< 1000

115

82

19

63

30

33

1000-5000

134

111

51

60

53

23

5000-15000

39

32

19

13

16

15000-50000

12

11

>50000
Totale Comuni
Province
Regione
Totale finale

-3

305

241

99

142

111

64

310

246

103

143

116

64

Fonte: Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo

8 Le deliberazioni adottate dalla Sezione ammontano a n. 92.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

21

5. Analisi aggregata del processo di razionalizzazione delle partecipazioni


societarie.
5.1. Esame dei piani di razionalizzazione e delle correlate relazioni tecniche.
Dallesame dei documenti redatti dagli enti territoriali dellAbruzzo emerge, alla data
di rilevazione, un numero complessivo di partecipazioni di 1.034, di cui 892 aventi natura
diretta (86%) e 142 di tipo indiretto (14%). Nella seguente Tabella viene fornito il dettaglio
della distribuzione delle partecipazioni per tipologia di ente locale e, nel caso dei Comuni, il
dato ulteriormente ripartito in base alla fascia di popolazione. Proprio al comparto
comunale riferibile la quota principale di partecipazioni dirette e indirette (903 pari
all87% del totale). Pi precisamente, il numero maggiore di partecipazioni, in ambito
comunale, riconducibile agli enti con popolazione fino ai 15.000 abitanti (89,6% del totale
di comparto).
Tenendo in considerazione il peso relativo delle varie tipologie di ente, il numero medio
di partecipazioni a livello generale si attesta a 3,3 (3 per il comparto comunale, 12 per quello
provinciale). Disaggregando lanalisi per fascia di popolazione, i dati evidenziano una
relazione positiva tra numero medio di partecipazioni e numero di abitanti. In particolare,
il primo fattore cresce allaumentare della fascia di popolazione (cfr. successiva tabella 6).
Tale dato, letto congiuntamente con quello relativo alla distribuzione del numero di
partecipazioni tra gli enti, porta ad una situazione complessiva caratterizzata da unampia
polverizzazione delle quote partecipative. Queste ultime, infatti, risultano per lo pi
distribuite presso enti di piccole dimensioni (fino a 15.000 abitanti), ciascuno con un numero
medio di partecipazioni compreso nellintervallo 2,2-4,1 e di rilevanza percentuale bassa.
In questo quadro, come di seguito evidenziato dallanalisi dei piani, appaiono limitati
i margini per interventi di riduzione del numero di societ pubbliche, diverse da quelle
operanti nel settore dei servizi pubblici locali e da quelle strettamente necessarie per il
perseguimento delle finalit istituzionali.
Tabella 6 Analisi delle partecipazioni per enti territoriali.

Comuni

Fascia di
popolazione

Numero
partecipazioni
dirette

Media
partecipazioni
dirette

Numero
partecipazioni
indirette

Media
Partecipazioni
indirette

Totale
partecipazioni

Media totale
partecipazioni

< 1000

238

2,1

14

0,1

252

2,2

1000-5000

362

2,7

37

0,3

399

3,0

5000-15000

144

3,7

14

0,4

158

4,1

15000-50000

44

3,7

0,6

51

4,3

oltre 50000
Totale
Comuni
Province

37

7,4

1,2

43

8,6

825

2,7

78

0,3

903

3,0

48

12,0

48

12,0

Regione

19

Totale finale

892

64
2,9

142

83
0,5

1.034

3,3

Fonte: Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo

22

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Passando dallesame descrittivo dellassetto partecipativo a quello, nel merito, degli


esiti delle decisioni di policy societaria contenute nei piani di razionalizzazione, la successiva
Tabella 7 riepiloga i dati relativi ai documenti analizzati. Sul punto, al fine di trarre
informazioni utili in merito alleffettivo conseguimento dellobiettivo di riduzione del
numero di soggetti partecipati anelato dal legislatore, i dati sono stati disaggregati,
separando le societ partecipate da un unico ente territoriale al 100%, da quelle che, invece,
vedono nella compagine azionaria una pluralit di soci pubblici. Ci in quanto solo per il
primo gruppo di soggetti leventuale decisione di dismissione o di soppressione
dellorganismo partecipato comporta automaticamente una riduzione del numero di societ
pubbliche. Diversamente, in caso di organismi pluripartecipati, le scelte dei singoli enti, per
poter determinare il medesimo effetto di razionalizzazione numerica, devono essere
concordate con gli altri partecipanti, secondo le regole che disciplinano lo specifico tipo
societario.
In via preliminare, occorre rilevare che per un numero apprezzabile di partecipazioni
la fase di dismissione era gi stata avviata al momento delladozione del piano. Trattasi
complessivamente di 202 partecipazioni (pari al 20% del totale di quelle censite), la cui
eliminazione non quindi riconducibile al percorso di sfoltimento societario avviato dalla
legge 190/2014.
Analizzando, in modo aggregato, il contenuto dei piani e delle relative relazioni
tecniche emerge chiaramente come lobiettivo di razionalizzazione rimanga sostanzialmente
disatteso. Difatti, prendendo in considerazione le sole societ monopartecipate, le decisioni
di dismissione-soppressione-eliminazione-aggregazione che effettivamente si traducono in
un contenimento della platea delle societ pubbliche - sono limitate a 15 casi (1,4% del
totale), tutte riconducibili al comparto comunale.
Se si estende langolo di visuale anche alle societ pluripartecipate, le scelte latamente
di riduzione delle partecipazioni salgono complessivamente a 111, rimanendo comunque ad
un livello basso rispetto al totale (10,7%). Inoltre, essendo tale ultimo dato riferito alle
singole partecipazioni, lo stesso non pu rappresentare una proxy del numero di societ che
gli enti programmano di ridurre 9 . Trova, quindi, conferma la considerazione che la
distribuzione estremamente polverizzata delle partecipazioni tra gli enti territoriali non
consente ampi spazi di razionalizzazione del perimetro societario, essendo la maggior parte
delle quote partecipative riferibili a soggetti che svolgono servizi pubblici locali.
Le decisioni di abbandono delle partecipazioni sono percentualmente pi elevate in
ambito provinciale (29% del totale delle partecipazioni detenute), rispetto alla Regione
(16%) e ai Comuni (9%).
Anche le scelte di riduzione dei costi della struttura societaria e degli organi di governo
risultano numericamente contenute. Trattasi, in totale, di 15 casi, di cui 7 riferibili a societ
monopartecipate e 8 a societ pluripartecipate.
Quasi integralmente trascurato nei piani di razionalizzazione e nelle correlate relazioni
tecniche appare laspetto della stima dei risparmi attesi per effetto delle misure
9

Ci in quanto pi partecipazioni possono riferirsi al medesimo soggetto societario.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

23

programmate. Non appare pertanto possibile quantificare la riduzione complessiva di spesa


conseguibile attraverso il processo di razionalizzazione.
Tabella 7 Esame dei risultati delle decisioni assunte nei piani di razionalizzazione presentati

Soppressione ex lett. b)

Eliminazione ex lett.
c)

Aggregazione ex lett.
d)

Riduzione costi ex lett.


e)

Dismissione ex lett. a)

Soppressione ex lett. b)

Eliminazione ex lett.
c)

Aggregazione ex lett.
d)

Riduzione costi ex lett.


e)

< 1000

38

15%

11

1000-5000

86

22%

25

Fascia di popolazione

Comuni

Partecipate con altri enti

Dismissione ex lett. a)

Partecipate al 100% dall'ente

Gi in fase di
dismissione

% sul
totale

5000-15000

38

24%

15000-50000

12

24%

oltre 50000

2%

Totale Comuni

175

19%

56

Province

22

46%

Regione
Totale finale

6%

202

20%

68

13

12

Fonte: Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo

5.2. Esame delle relazioni finali sui risultati conseguiti


Nella successiva Tabella 8 sono riepilogati gli esiti del processo di razionalizzazione,
come desumibili dallanalisi dei dati contenuti nelle relazioni finali trasmesse a questa
Sezione. I dati sono riepilogati secondo il medesimo schema di aggregazione adottato per
lesame dei piani operativi.
Dal quadro complessivo, emerge la dismissione effettiva di 7 organismi societari
monopartecipati e di 39 partecipazioni in soggetti che vedono pi enti pubblici soci (nel
dettaglio 34 si riferiscono a dismissioni per assenza del requisito di indispensabilit, 3 sono
dovute al mancato rispetto del criterio del raffronto tra amministratori e dipendenti e 2 sono
relative alla presenza di soggetti c.d. doppione). Le misure di razionalizzazione
consistenti, invece, nellaggregazione di societ operanti nel settore dei servizi pubblici locali
ammontano a 6. Molto limitate sono inoltre le misure attuate in tema di riduzione dei costi
operativi, che interessano nel complesso solamente 9 partecipazioni.
Al fine di dare una visione complessiva del livello di attuazione delle misure
programmate nei piani operativi, la successiva Tabella 9 espone i risultati del raffronto
effettuato tra azioni pianificate e esiti conseguiti.
Come evidente, ad un anno dalladozione dei piani, il grado di attuazione delle misure
di razionalizzazione appare sufficiente, soprattutto per le ipotesi di societ partecipate da
un unico ente territoriale. Maggiori criticit nelliter di realizzazione si registra con
riferimento alle misure di soppressione e eliminazione rientranti nei criteri di cui alle lettere
b) e c) del comma 611.
Naturalmente, il livello di attuazione riflette anche lesiguo numero, rispetto al totale
complessivo delle partecipazioni, di azioni programmate dagli enti abruzzesi.
24

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Tabella 8 - Esame dellattuazione delle misure di razionalizzazione desumibili dalle relazioni finali

Soppressione ex
lett. b)

Eliminazione ex
lett. c)

Aggregazione ex
lett. d)

Riduzione costi
ex lett. e)

Dismissione ex
lett. a)

Soppressione ex
lett. b)

Eliminazione ex
lett. c)

Aggregazione ex
lett. d)

Riduzione costi
ex lett. e)

Fascia di
popolazione

12

27

34

< 1000
1000-5000

Comuni

Partecipate con altri enti

Dismissione ex
lett. a)

Partecipate al 100% dall'ente

5000-15000
15000-50000
oltre 50000
Totale Comuni
Province
Regione
Totale finale

Fonte: Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo


Tabella 9 Grado di implementazione delle misure programmate

100%

15000-50000

50%

Totale Comuni
Province

Totale finale

100%

50%

67%

48%

100%

57%

29%

60%

50%

50%

23%

100%
88%

89%

67%
88%

Regione

25%

67%

oltre 50000

60%

71%

Riduzione costi ex
lett. e)

5000-15000

Aggregazione ex
lett. d)

48%

Eliminazione ex
lett. c)

100%

Soppressione ex
lett. b)

1000-5000

Riduzione costi ex
lett. e)

9%

Aggregazione ex
lett. d)

100%

Eliminazione ex
lett. c)

< 1000

Soppressione ex
lett. b)

Fascia di popolazione

67%

Dismissione ex lett.
a)

Partecipate con altri enti

Dismissione ex lett.
a)

Comuni

Partecipate al 100% dall'ente

50%

100%

100%

22%

100%

50%

17%

100%

50%

Fonte: Elaborazione dati Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

25

6. Considerazioni sul contenuto dei piani degli enti locali (province, comuni e
unioni di comuni)
Si espongono qui di seguito (paragrafi da 6.1 a 6.3) le considerazioni in merito ai
procedimenti di razionalizzazione societaria avviati dagli enti territoriali dellAbruzzo
(Regione, Province e Comuni) di maggiore rilevanza; a tal fine, anche tenendo conto della
distribuzione delle partecipazione tra fasce di comuni, stata individuata una soglia di
popolazione, superiore a 50.000 abitanti.

6.1. Regione Abruzzo


La Regione Abruzzo ha approvato il Piano operativo e la relativa Relazione tecnica
in data 31 marzo 2015, con DGR n.255/2015, pertanto nel rispetto del termine di legge. Tali
documenti sono stati trasmessi a questa Sezione con nota del 2 aprile 2015 e pubblicati sul
sito istituzionale dellEnte. La Relazione sui risultati conseguiti con il Piano operativo di
razionalizzazione delle partecipazioni societarie stata approvata il 30 marzo 2016 con
DGR n. 203/2016, quindi nei termini di legge; anchessa stata pubblicata ed stata inviata
a questa Sezione con nota del 31 marzo 2016.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


Nel Piano di razionalizzazione, la Regione Abruzzo elenca 17 partecipazioni dirette e
53 partecipazioni indirette; 5 di queste ultime sono riferite a societ gi partecipate in via
diretta dalla Regione stessa. In merito alle partecipazioni indirette, lelenco stilato nel piano
rappresenta solo una prima ricognizione della numerosit del fenomeno. Infatti, nel
censimento definitivo contenuto nella Relazione finale emergono, in capo allEnte,
partecipazioni complessive riferite a n. 83 organismi aventi forma societaria, di cui n. 19
dirette e n. 69 indirette. Queste ultime includono n. 5 partecipazioni indirette in societ gi
partecipate direttamente dalla Regione; al netto di queste le partecipazioni indirette in
societ diverse da quelle partecipate direttamente dalla Regione sono n. 64.
Per quanto concerne le partecipazioni indirette dettagliate in uno specifico schema
- la Regione d evidenza sia delle quote possedute nelle societ di primo livello sia di quelle
possedute da questultima nella societ di secondo livello, in questo modo consentendo di
verificare leffettiva capacit di influenza esercitabile sul soggetto indirettamente
partecipato. Sul punto, si osserva che, n nel Piano n nella Relazione sui risultati, risulta
elencata la societ G.T.M. S.p.a., anche se la stessa societ presa in considerazione, con la
specificazione della natura di partecipazione indiretta, nelle decisioni di merito contenute
nei citati documenti, stante le misure di razionalizzazione che la hanno interessata
direttamente, consistente nellaggregazione di societ di servizi pubblici locali di rilevanza
economica previste dalla lettera d), comma 611, della legge n. 190/2014.
Delle sopra citate n. 19 partecipazioni dirette, risultanti dalla Relazione finale, n. 8
sono societ per azioni, n. 3 sono societ a responsabilit limitata e le restanti n. 8 si
riferiscono a societ consortili a responsabilit limitata.

26

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Nella tabella 10 viene riportato lelenco di 19 societ partecipate, per le quali sono
previste misure di razionalizzazione, di cui 17 direttamente e 2 indirettamente; queste
ultime sono Gestione Trasporti Metropolitani (G.T.M. S.r.l.) e Ferrovia Adriatico
Sangritana (F.A.S. S.p.a.) per le quali programmata la fusione per incorporazione. Nella
suddetta Tabella sono indicati i dati riferiti alla quota percentuale posseduta, ai risultati di
conto economico per gli esercizi 2014 e 2013 (nei casi in cui gli stessi sono riportati nella
Relazione tecnica), alle criticit rilevate dallAmministrazione in relazione alla
compatibilit della partecipazione con i singoli criteri guida stabiliti dal legislatore, nonch
gli esiti della valutazione (decisione di mantenimento o dismissione). Dallesame del piano
emerge lintenzione della Regione di mantenere e valorizzare 10 societ, di dismetterne 7
mentre emergono esigenze di approfondimento, con conseguente rinvio, della decisione
rispetto a n. 2 societ (Centro Agro alimentare La Valle della Pescara S.c.r.l. ed
Consorzio per il Polo Universitario di Sulmona e del Centro Abruzzo S.c.r.l.).
Il Piano non contiene, invece, informazioni di razionalizzazione in merito alle
partecipazioni in societ indirette, ad eccezione delle citate G.T.M. s.r.l. e F.A.S. s.r.l.,
sebbene richiesto dalle disposizioni di legge in materia di razionalizzazione societaria.
In via generale, si osserva che il Piano operativo e la Relazione tecnica appaiono
sufficientemente dettagliati in merito al profilo dellanalisi economico alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione. In linea generale, i
documenti non si limitano a riepilogare i dati qualitativi delle societ (iter storico di
costituzione, oggetto sociale, attivit svolte, capitale sociale, composizione dellorgano di
amministrazione e numero di dipendenti), ma si soffermano sullindividuazione delle
criticit gestionali pi rilevanti e sulle azioni strategiche da implementare per il loro
superamento.
In particolare la Regione precisa che lesigenza di rafforzare il processo di
contenimento della spesa regionale impone la conoscenza ed il monitoraggio delle societ
partecipate dallEnte non solo sotto il profilo societario, ma anche, soprattutto, dal punto
di vista patrimoniale, reddituale e finanziario.
Nel Piano di razionalizzazione stato schematizzato un quadro riassuntivo delle
azioni di razionalizzazione, in cui si riportano, per ciascuna societ considerata, la forma
giuridica, il capitale sociale, la percentuale di partecipazione detenuta dalla Regione e le
misure programmate distinte nelle seguenti fattispecie: valorizzazione; dismissione; fusione;
fusione per incorporazione e, in due casi, approfondimenti in atto.
La Regione precisa che leffettiva utilit delle societ, anche intesa come
indispensabilit, valutata nellambito della strategia complessiva dellAmministrazione,
nei profili di coerenza con le linee guida esplicitate nel programma di mandato del Presidente
della Regione e nel Documento di Programmazione Economico-Finanziario Regionale.
La Regione indica come principale e qualificante misura di razionalizzazione il Piano
straordinario di razionalizzazione delle Societ regionali di Trasporto Pubblico Locale. Il
documento, redatto a cura della societ A.R.P.A. S.p.a., al fine di razionalizzare limpiego
di risorse nella gestione del trasporto pubblico locale, prevede la razionalizzazione delle
societ G.T.M. S.p.a., F.A.S. Spa ed A.R.P.A. S.p.a.. Il 29 dicembre 2014 i Consigli di
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

27

Amministrazione delle tre societ hanno deliberato il progetto di fusione, come illustrato
nellExecutive Summary, in cui sono riportate le stime di EBITDA (indicatore di
profittabilit centrato sulla capacit dellazienda di generare reddito basandosi
esclusivamente sulla gestione operativa).
La valutazione di indispensabilit della partecipazione per il perseguimento delle
finalit istituzionali (criterio di cui alla lettera a) del citato comma 611), letta sotto il profilo
anzidetto della rilevanza strategica e della coerenza con il D.P.E.F.R. e con il Programma
di Governo, non risulta, tuttavia, sempre sufficientemente suffragata da adeguati supporti
motivazionali, soprattutto con riferimento a societ che presentano situazioni economicopatrimoniali delicate; in questi ultimi casi risulta carente la proiezione dei dati economici
sorretti dalla coerente revisione dei piani industriali.
Ad esempio, nel caso della societ S.A.G.A. Spa, caratterizzata da una perdita di
esercizio pari ad euro 5.450.808 (bilancio 2013), non sono state esplicitate le ragioni che
inducono a ritenere assolutamente strategica la partecipazione. Come precedentemente
descritto, la condizione legittimante il mantenimento delle partecipazioni non pu essere
fondata sulla mera descrizione dellattivit svolta dalla societ, ma richiede analisi
specifiche in merito al rapporto di coerenza con i fini istituzionali dellente, al profilo della
indispensabilit dello strumento societario rispetto ad altre differenti forme organizzative
(o alla scelta di fondo tra internalizzazione ed esternalizzazione) o, ancora,
allindispensabilit dellattivit svolta dalla partecipata rispetto al conseguimento dei fini
istituzionali. Conseguentemente, la decisione di mantenere la partecipazione nella societ
S.A.G.A. S.p.a. nel Piano di razionalizzazione non risulta adeguatamente supportata in
relazione al criterio di cui alla lettera a); diversamente nella Relazione conclusiva si
forniscono utili dettagli informativi.
In relazione al criterio del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti (lettera
b) del comma 611, il Piano di razionalizzazione evidenzia alcune lacune sullindicazione del
numero degli addetti, mentre sempre fornito il numero degli amministratori, ad eccezione
di 2 societ rispetto alle quali si evidenziano criticit. Si tratta del Consorzio per il Polo
Universitario di Sulmona e del Centro Abruzzo S.c.r.l. e del Consorzio di Ricerca per
lInnovazione Tecnologica, la Qualit e la Sicurezza degli alimenti S.c.r.l., ad esse si
aggiunge anche la Majella S.p.a. per la quale sono state rilevate anche le criticit di cui alla
lett. a).
Per il Consorzio per il Polo Universitario di Sulmona e del Centro Abruzzo S.c.r.l.,
sulla considerazione che, da visura camerale del 27/03/2015, risulta dotato di un Consiglio di
Amministrazione composto dal Presidente e da nove Consiglieri mentre non ha alcun
dipendente, nel Piano, coerentemente al dettato normativo, viene precisato che la
partecipazione pu essere dismessa.
Riguardo al Consorzio di Ricerca per lInnovazione Tecnologica, la Qualit e la
Sicurezza degli alimenti S.c.r.l., la Regione precisa che il Consorzio al 30/09/2014 risulta
dotato di un solo addetto a fronte di cinque amministratori e che, pertanto, si valuta
lopportunit di procedere allaccorpamento del consorzio con listituendo Organismo
societario di ricerca destinato ad operare nel settore agroalimentare.
28

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

In relazione al criterio dellattivit analoga o similare a quella svolta da altre societ


partecipate dallEnte (lettera c), il Piano di razionalizzazione non evidenzia situazioni di
criticit.
In generale, il Piano e la Relazione tecnica risultano carenti o non sufficientemente
dettagliati in relazione alla indicazione delle misure tese alla riduzione dei costi di gestione
delle partecipate, individuando i settori di intervento e le azioni da porre in essere, con
quantificazione dei risparmi da conseguire.
In sintesi la Regione, nel Piano di razionalizzazione, decide di adottare le misure di
seguito specificate, ai sensi del comma 611 dellart. 1 della legge n. 190/2014:
dismissione delle quote di 5 societ ritenute non strategiche/non indispensabili,
ai sensi della lett. a) del comma 611; trattasi delle societ: Centro Ceramico
Castellano (30,63%), Circolo Nautico Vallonchini (10,70%), Eurosviluppo
(2,72%), Gran Sasso Teramano (3,05) e Majella (30%)
dismissione delle quote di 2 societ (o in subordine accorpamento con altre
societ di ricerca) laddove il numero degli addetti risulti inferiore a quello degli
amministratori, come previsto dalla lett. b) del comma 611; trattasi di:
Consorzio di Ricerca per lInnovazione Tecnologica, la Qualit e la Sicurezza
degli Alimenti e Consorzio per il Polo Universitario di Sulmona e del Centro
Abruzzo;
aggregazione, mediante fusione per incorporazione, di 3 societ che svolgono
trasporto pubblico locale prevista dalla lett. d) del comma 611, ossia delle
societ A.R.P.A. S.p.a., G.T.M. S.p.a.e F.A.S. S.p.a.;
aggregazione di 3 societ consortili di ricerca come previsto dalla lett. d) del
comma 611, ovvero delle societ CO.TI.R S.c.r.l. in liquidazione, C.R.A.B.
S.c.r.l. in liquidazione e C.RI.V.E.A. S.r.l. in liquidazione, mediante fusione e
costituzione di un unico organismo di ricerca partecipato.
Nel Piano di razionalizzazione, inoltre, la Regione d atto che sono state analizzate
tutte le partecipazioni societarie, comprese quelle detenute in societ gi poste in
liquidazione, per verificarne leventuale rilevanza strategica, in coerenza con il D.P.E.F.R.
e con il programma dellattuale governo regionale.
In particolare, riguardo alla societ Abruzzo Engineering S.p.a. sono esposte, in
maniera dettagliata, la valenza strategica e le misure necessarie a renderla societ in house,
ipotizzando lacquisizione della quota detenuta dal socio privato SELEX S.p.a., garantendo
lesercizio del controllo analogo.
Nel Piano sono, altres, contemplate ipotesi di valorizzazione per la societ in house
Abruzzo Sviluppo S.p.a., per la quale la Regione sta valutando lopportunit di fusione per
incorporazione con la societ indirettamente partecipata (100%) Sviluppo Italia Abruzzo
S.p.a., quando si concluderanno i rapporti contrattuali in corso tra questultima ed
INVITALIA S.p.a. (in passato controllante della stessa Sviluppo Italia Abruzzo S.p.a.).

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

29

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
Nella Relazione sui risultati conseguiti la Regione, affinando loperazione di
ricognizione delle partecipazioni indirette, evidenzia in capo allEnte n. 83 societ
partecipate di cui 19 direttamente e 64 indirettamente partecipate. Le quote indirette,
complessivamente, sono 69, poich 5 si riferiscono a societ gi partecipate direttamente
dalla Regione. Non sono riportate, invece, nellelenco della Relazione sui risultati 2 societ
partecipate in via indiretta indicate nel Piano di razionalizzazione (la GETCO S.r.l. (FIRA
S.p.a.) e Uninnova S.c.r.l. gi in liquidazione (Co.TI.R S.c.r.l.)).
La Regione precisa che in occasione degli adempimenti previsti dallart. 17, commi 3
e 4, del D.L. 90/2015, nel mese di novembre 2015, sono state individuate due ulteriori societ
partecipate in via diretta dalla Regione, nello specifico si tratta del Centro Alta Formazione
Valle Peligna-Alto Sangro e della Societ Meridionale Saccarifera e Agro-alimentare S.r.l.
in liquidazione. Sarebbero, pertanto, n. 19 le partecipate in via diretta e n. 64 le partecipate
in via indiretta, per un totale di n. 83 societ partecipate.
Nella Relazione sui risultati conseguiti, la Regione indica specificatamente i principali
interventi realizzati in coerenza con il Piano di razionalizzazione, sia in riferimento alle
misure di razionalizzazione mediante fusione e dismissione, sia alle misure adottate per la
valorizzazione delle societ da mantenere. Espone, infatti, per finalit strategiche, i risultati
conseguiti in merito alla valorizzazione di Abruzzo Engineering S.p.A., di Abruzzo Sviluppo
S.p.A. e della S.A.G.A. S.p.A., evidenziando le riduzioni dei costi ottenute anche se non
previste nel Piano.
In via generale, si osserva che la Relazione sui risultati conseguiti appare
sufficientemente dettagliata in merito al profilo aggiornato dellanalisi economica condotta
per la valutazione del mantenimento o della dismissione della partecipazione. Il documento
si sofferma sullindividuazione delle azioni svolte nellarco temporale considerato, per il
conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione programmati.
Nella Relazione riportato un quadro riassuntivo delle azioni di razionalizzazione, in
cui sono sintetizzate per ciascuna societ considerata nel Piano, la forma giuridica, il
capitale sociale, la percentuale di partecipazione detenuta dalla Regione e le misure di
razionalizzazione intraprese. Nelle schede intestate a ciascuna societ partecipata sono
aggiornati e descritti le caratteristiche giuridiche, i dati economici e patrimoniali e si
esplicita ci che stato fatto in coerenza con le previsioni specifiche del Piano di
razionalizzazione. Non sempre, tuttavia, nelle schede adeguatamente motivato lo
scostamento tra quanto previsto e quanto realizzato; la Regione nelle conclusioni specifica
che alcune misure di razionalizzazione, come le fusioni e le cessioni, scontano
necessariamente il parametro economico dell'appetibilit del mercato e necessitano per la
realizzazione di tempi anche non brevi. In riferimento ad altre misure, come ad esempio le
liquidazioni, la Regione precisa che esse sono condizionate dalle caratteristiche economiche
delle societ e da conseguenze di carattere sociale quali il licenziamento o la difficolt di
ricollocazione del personale dipendente in altre strutture operative. La Regione, tuttavia, si
30

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

impegna a proseguire le attivit di approfondimento e di monitoraggio del Piano stesso,


anche in relazione alla normativa emananda a livello nazionale sul tema delle societ
partecipate, nonch tenendo in considerazione gli ulteriori elementi di approfondimento che
dovranno provenire dalle analisi e dai raffronti dei bilanci delle societ partecipate da
effettuarsi con cadenza periodica.
In sintesi, si espongono di seguito i risultati ottenuti della Regione per le misure
programmate nel Piano di razionalizzazione:
- dismissione delle quote di 5 societ ritenute non strategiche/non indispensabili, ai
sensi della lett. a) del comma 611; si tratta delle seguenti societ: Centro Ceramico
Castellano
S.c.a.r.l.
(30,63%),
Circolo
Nautico
Vallonchini
S.r.l.
(10,70%), Eurosviluppo S.p.a. (2,72%), Gran Sasso Teramano S.p.a. (3,05%)
e Majella S.p.a. (30%):
1. Centro Ceramico Castellano S.c.a.r.l. (30,63%): lassemblea dei soci ha
deliberato di azzerare il contributo dovuto dai medesimi per lesercizio 2015 tenuto
conto altres della volont espressa dalla maggior parte degli stessi di sciogliere
anticipatamente la Societ;
2. Circolo Nautico Vallonchini S.r.l. (10,70%): La procedura di dismissione delle
quote sociali tuttora in itinere anche in considerazione del ricorso presentato
dalla Societ innanzi al TAR che risulta ancora pendente;
3. Eurosviluppo S.p.a. (2,72%): La scelta di effettuare eventuali operazioni
straordinarie sul capitale della Societ stata rinviata successivamente
all'approvazione del Bilancio di esercizio al 31/12/2014;
4. Gran Sasso Teramano S.p.a. (3,05 %): La scelta di effettuare eventuali
operazioni straordinarie sul capitale della Societ stata rinviata
successivamente all'approvazione del Bilancio di esercizio al 31/12/2014;
5. Majella S.p.a. (30%): Il processo di dismissione previsto per l'esercizio 2015
non stato avviato, ma nel corso dell'esercizio 2016 dovr essere valutato se
alienare la quota di partecipazione posseduta o chiedere la liquidazione della
Societ.
-

dismissione delle quote di 2 societ (o in subordine accorpamento con altre societ di


ricerca), laddove il numero degli addetti risulti inferiore a quello degli
amministratori, come previsto dalla lett. b) del comma 611; nello specifico trattasi
delle societ Consorzio di Ricerca per lInnovazione Tecnologica, la Qualit e la
Sicurezza degli Alimenti e Consorzio per il Polo Universitario di Sulmona e del Centro
Abruzzo:
1. Consorzio di Ricerca per lInnovazione Tecnologica, la Qualit e la Sicurezza
degli Alimenti S.c.r.l. (4,4%): Nel corso degli ultimi anni la Regione Abruzzo
ha ridotto progressivamente la propria partecipazione nel Consorzio dal 13,20%
al 4,4%. Il processo di dismissione verr presumibilmente completato negli
esercizi successivi.
2. Polo Universitario di Sulmona e del Centro Abruzzo: Nel corso dell'esercizio
2015 la Regione Abruzzo non ha sostenuto alcun onere, diretto o indiretto, con
riguardo al Consorzio che, negli ultimi anni, ha progressivamente ridotto il
numero dei propri amministratori.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

31

- aggregazione di 3 societ che svolgono trasporto pubblico locale prevista dalla lett.
d) del comma 611, ossia delle societ A.R.P.A. S.p.a., G.T.M. S.p.a. e F.A.S. S.p.a..
Al riguardo, Nell'anno 2015 si proceduto alla fusione per incorporazione delle societ
G.T.M. S.p.a. e F.A.S. S.p.a. nella societ A.R.P.A. S.p.a. che ha cambiato
denominazione in Societ Unica Abruzzese di Trasporto S.p.a. Unipersonale.
- aggregazione di 3 societ consortili di ricerca come previsto dalla lett. d) del comma
611, ovvero delle societ CO.T.IR. S.c.r.l. in liquidazione, C.R.A.B. S.c.r.l. in
liquidazione e C.RI.V.E.A. S.r.l. in liquidazione, mediante fusione e costituzione di
un unico organismo partecipato: Il Collegio dei Liquidatori ha elaborato una prima
proposta di riordino dei Consorzi di Ricerca operanti nel settore agricolo che stata
sottoposta al Dipartimento competente per materia per le necessarie valutazioni.

32

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Tabella 10: Riepilogo organismi partecipati diretti della Regione Abruzzo

%
%
partecipazione partecipazio
diretta
ne indiretta

Risultati d'esercizio
(EURO)

Sussistenza di criticit rispetto ai


criteri guida

2014

lett.
a)

Ragione sociale/denominazine

Forma giuridica
dell'Ente

ARPA spa (cfr.T.U.A. S.p.a.)

Societ per azioni

100,00%

12.464.598

Abruzzo Engineering S.c.p.a. (in liquidazione)

Societ consortile per


azioni

60,00%

1.118.891

172.200

Abruzzo Sviluppo S.p.A.

Societ per azioni

100,00%

101.828

2.516

C.R.A.B. Consorzio Ricerche Applicate alla


Biotecnologia S.c.r.l. (in liquidazione)

Societ consortile a responsabilit limitata

47,00%

241.388

182.138

C.RI.V.E.A. Consorzio per la Ricerca


Vitivinicola ed Enologica in Abruzzo S.r.l. (in
liquidazione)

Societ a
responsabilit limitata

63,75%

5.518

54.018

Centro Agro Alimentare "La Valle della


Pescara" S.c.r.l.

Societ consortile a
responsabilit limitata

77,40%

Centro Ceramico Castellano S.c.a r.l.

Societ consortile a
responsabilit limitata

30,63%

Circolo Nautico Vallonchini S.r.l.

Societ a
responsabilit limitata

10,70%

712

185

CO.T.IR. Consorzio per la Divulgazione e la


Societ consortile a
Sperinnentazione delle Tecniche Irrigue S.c.r.l. responsabilit limitata
(in liquidazione)

61,90%

Consorzio di Ricerca per l'Innovazione


Tecnologica, la Qualit e la Sicurezza degli
Alimenti S.c.r.l.

Societ consortile a
responsabilit limitata

4,40%

2013

1.039.572

209.233

458

lett.
b)

lett.
c)

lett.
d)

lett.
e)

Esito

12.618.313

la Regione si
riserva di
approfondire

1.032.337

350.979

836

Dismissione Mantenimento

x
la Regione
si riserva di
approfondire

Consorzio per il Polo Universitario di Sulmona


e del Centro Abruzzo S.c.r.l.

Societ consortile a
responsabilit limitata

61,18%

Eurosviluppo S.p.A.

Societ per azioni

2,72%

F.A.S. S.p.A. (Ferrovia Adriatica Sangritana)

Societ per azioni

FI.R.A. S.p.A.

Societ per azioni

G.T.M. S.p.A.

Societ per azioni

Gran Sasso Teramano S.p.A.

Societ per azioni

3,05%

Majella S.p.A.

Societ per azioni

30,00%

13.277

S.A.GA. S.p.A.

Societ per azioni

99,99%

7.740.123

SIR S.p.A. (in liquidazione)

Societ per azioni

51,00%

9.528

34

1.784
-

100,00%

51,00%

100,00%

735
262.712

52.248

192.493

794.279

98.388

17.263

9.660

5.886

5.450.808

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

x
x

24.523

18.713

x
x

Tabella 11: Riepilogo organismi partecipati indirettamente dalla Regione Abruzzo

Societ partecipate indirettamente dalla Regione Abruzzo

Societ partecipata di II
livello

AGIRE - Agroindustria
Ricerca Ecosostenibilit
S.c.r.l.

Quota
posseduta
dalla societ
di I livello
nella Societ
di II livello

Societ partecipata di I livello

Quota
posseduta dalla
Regione
Abruzzo nella
Societ di I
livello

1,23%

Eurosviluppo S.p.A.

2,72%

0,98%

0,98%

Apptripper S.r.l.

32,72%

AQ Abruzzo Qualit L'Aquila - Sirente Velino


- Marsica S.c.r.l.

2,31%

Autoservizi Cerella S.r.l.

C.R.A.B. Consorzio di
Ricerche Applicate alla Biotecnologia "in liquidazione"
s.c.r.l.
CO.T.IR. - Consorzio per la
divulgazione e sperimentazione delle Tecniche
Irrigue "in lquidazio- ne"
S.c.r.l.
F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria
Regionale Abruzzese

Quota complessivamente
posseduta dalla Regione
Abruzzo nella Societ di
II livello

47,00%
1,10%
61,90%

51,00%

16,69%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

2,31%

51,58%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

51,58%

Benson Colori S.r.l. **

25,00%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

12,75%

Centro Agroalimentare
"La Valle della Pescara"
S.c.r.l.

0,57%

S.p.A. - Finanziaria Regionale


Abruzzese

51,00%

0,29%

Chef Line S.r.l.

25,00%

51,00%

12,75%

Chemical And
Pharmaceutical
Innovation Tank S.c.r.l.

0,80%

61,90%

0,49%

Compagnia degli
Appennini S.r.l. *

20,00%

Gran Sasso Teramano S.p.A.

3,05%

0,61%

CON.SER.T. S.c.r.l.

2,26%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

1,15%

7,00%

C.R.A.B. Consorzio di
Ricerche Applicate alla
Biotecnologia "in
liquidazione" s.c.r.l.

47,00%

2,00%

CO.T.IR. - Consorzio per la


divulgazione e sperimentazione delle Tecniche
Irrigue "in liquidazio- ne"
S.c.r.l.

61,90%

Conven Adriatica S.r.l.

21,95%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

11,19%

Costruzioni &
Partecipazioni
Finanziarie S.p.A.

20,70%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

10,56%

Consorzio di Ricerca per


l'Innovazione
Tecnologica, la Qualit e
la Sicurezza degli
Alimenti S.c.r.l.

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese
CO.T.IR. - Consorzio per la
divulgazione e sperimentazione delle Tecniche
Irrigue "in liquidazio- ne"
S.c.r.l.

4,53%

40,00%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

20,40%

Destination Management
Company Mar- sica
S.c.r.l.

2,50%

C.R.A.B. Consorzio di
Ricerche Applicate alla 13otecnologia "in liquidazione"
s.c.r.l.

47,00%

1,17%

DMC Gran Sasso d'Italia,


L'Aquila e Terre Vestine
S.c.r.l.

1,00%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

1,00%

E.S.CO. Adriatica S.r.l.

13,30%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

6,78%

Eurosviluppo S.p.a.

3,38%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

3,38%

FIRA Servizi S.r.l.

60,10%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

30,65%

Foodquote S.r.l.

29,58%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

15,09%

G.A.L. Terre Aquilane


S.r.l.

0,78%

C.R.A.B. Consorzio di
Ricerche Applicate alla Biotecnologia "in liquidazione"
s.c.r.l.

47,00%

0,36%

GESTECO S.c.r.l. *

0,55%

Abruzzo Sviluppo S.p.A.

100,00%

0,55%

Gran Sasso Laga - Cuore


dell'appennino S.c.r.l.

0,47%

Gran Sasso Teramano S.p.A.

3,05%

0,96%

ICT Group S.r.l.

14,00%

Abruzzo EngineeringS.c.p.A.
in liquidazione

60,00%

8,40%

1,57%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

1,26%

Eurosviluppo S.p.A.

2,72%

2,52%

S.A.G.A. S.p.A. - Societ


Abruzzese Gestione Aeroporto

99,49%

16,98%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

Interporto Val Pescara


S.p.A.

0,11%

S.A.G.A. S.p.A. - Societ


Abruzzese Gestione Aeroporto

100,00%

11,00%

Jamgle S.r.l.

19,70%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

10,05%

Kintalia S.p.a.

16,90%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

8,62%

Lookcast S.r.l.

38,46%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

19,61%

Marbel S.r.l.

10,46%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

5,33%

Cyber Dyne S.r.l.

Inoltra - Innovazione per


l'Organizzazione Logistica e dei Trasporti

36

20,32%

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Mlkyway S.r.l.

23,58%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

12,03%

Oltre il mare S.c.r.l.

0,74%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

74,00%

Oncoxx Biotech S.r.l.

33,33%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

16,99%

P.D.A. Commerciale S.r.l.

25,00%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

12,75%

Plastisud S.r.l.

17,86%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

9,11%

1,30%

Eurosviluppo S.p.A.

2,72%

0,04%

40,00%

Centro Agro-Alimentare "La


Valle della Pescara" S.c.r.l.

77,40%

30,96%

F.A.S. S.p.a.(*)

100%

A.R.P.A. S.p.a.

100%

100%

Sistema S.r.l.

75,20%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

75,20%

Smart S.c.r.l.

12,97%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

6,61%

Societ Consortile
"Maiella Verde" S.c.r.l.

0,49%

CO.T.IR. - Consorzio per la


divulgazione e sperimentazione delle Tecniche
Irrigue "in liquidazio- ne"
S.c.r.l.

61,90%

0,30%

Societ Consortile
Chietino - Ortonese
S.c.r.l.

1,00%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

1,00%

Societ Consortile Sangro


Aventino S.c.r.l.

1,34%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

1,34%

Solis Green Log S.r.l.

44,33%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

22,60%

Suncity S.r.l.

36,96%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

18,85%

Sviluppo Italia Abruzzo


S.p.a.

100,00%

Abruzzo Sviluppo S.p.A.

100,00%

100,00%

Terre del Piacere S.c.r.l.

2,94%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

2,94%

Terre Pescaresi S.c.r.l.

0,90%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

0,46%

Tiburtina Bus S.r.l.

18,92%

Societ Unica Abruzzese di


Trasporto S.p.A.

100,00%

18,92%

TRA.IND. S.r.l. *

24,51%

51,00%

12,50%

Centro Alta Formazione


Valle Peligna - Alto Sangro S.c.r.l.

3,77%

61,18%

2,31%

Polo Di Innovazione SA
S.c.r.l.
S.M.A. Societ Mercantile
Abruzzese s.r.l. Centro
Agro-Alimentare "La
Valle della Pescara"
S.c.r.l.

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese
Consorzio per il Polo
Universitario di Sulmona e del
Centro Abruzzo S.c.r.l.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

37

Villa Cervia S.r.l.

7,22%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruzzese

51,00%

3,68%

Delta Soluzioni S.r.l. in


liquidazione

24,95%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

12,72%

Picchio S.p.a.

16,19%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

8,26%

Terbroker S.r.l.

2,50%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

1,27%

Icra Italia S.r.l.

17,70%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

9,03%

Piscor S.r.l.

33,33%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

17,00%

Parsek Lab S.r.l.

42,80%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

21,83%

Skipassgo S.r.l.

27,78%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

14,17%

Quick S.r.l,

22,22%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

11,33%

Eatness S.r.l.

41,67%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

21,25%

Mangatar S.r.l.

28,57%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

14,57%

Viniexport S.r.l.

25,00%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

12,75%

Goalshouter S.r.l.

21,08%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

10,75%

Madai Italia S.r.l.

36,58%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

18,66%

AD2014 S.r.l.

29,95%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

15,27%

Tiassisto 24 S.r.l.

18,52%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

9,44%

Qube-Os S.r.l.

37,50%

F.I.R.A. S.p.A. - Finanziaria


Regionale Abruz-zese

51,00%

19,12%

G.T.M. S.p.a.(*)

100%

A.R.P.A. S.p.a.

100%

100%

(*) in data 8 giugno 2015 le societ F.A.S. S.p.a. e G.T.M. S.p.a. sono cessate a seguito della fusione per incorporazione nella Societ Unica
abruzzese di Trasporto T.U.A. S.p.a.

6.2. Province
Provincia dellAquila
Il Consiglio Provinciale dellAquila ha approvato il Piano operativo e la relativa
Relazione tecnica in data 31 marzo 2015, pertanto nel rispetto del termine di legge. Tali
documenti sono stati trasmessi a questa Sezione, con nota del 2 aprile 2015, e pubblicati sul
sito istituzionale.
La Relazione sui risultati conseguiti con il Piano operativo di razionalizzazione delle
partecipazioni societarie, stata approvata dal Presidente della Provincia dellAquila in
data 20 aprile 2016, quindi oltre i termini di legge; anchessa stata pubblicata e inviata a
questa Sezione, con nota del 20 aprile 2016.

38

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


Dallesame del censimento condotto nel Piano, emergono in capo allAmministrazione
Provinciale dellAquila partecipazioni complessive in 11 organismi aventi forma societaria.
Delle 11 partecipazioni societarie, 5 si riferiscono a societ consortili a responsabilit
limitata, 1 societ consortile per azioni, 3 hanno natura di societ cooperativa, 1 di societ
a responsabilit limitata, 1 societ per azioni.
Il Piano non contiene, invece, informazioni in merito alle partecipazioni in societ
indirette, sebbene richiesto dalle disposizioni di legge in materia di razionalizzazione
societaria.
Nella successiva tabella viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie
dellAmministrazione Provinciale dellAquila, corredato della relativa quota percentuale,
dei risultati di conto economico per gli esercizi 2014 e 2013 (nei casi in cui gli stessi sono
riportati nella relazione tecnica), delle criticit rilevate dallAmministrazione in relazione
alla compatibilit della partecipazione con i singoli criteri guida stabiliti dal legislatore,
nonch gli esiti della valutazione (decisione di mantenimento o dismissione).
Dallesame del Piano emerge lintenzione dellEnte Provincia di mantenere una
societ (Euroservizi.prov.aq. S.p.A.) e di dismetterne 6 (Gal Gran Sasso Velino, Sangro
Aventino S.C.A.R.L., Abruzzo italico Alto Sangro S.C.A.R.L., Consorzio per il Polo
Universitario di Sulmona e del Centro Abruzzo S.C.A.R.L., Banca popolare Etica e Banca
di Credito Cooperativo di Roma).
Infine n. 4 societ risultano gi in liquidazione (Abruzzo Engineering S.C.P.A., Centro
Alta Formazione Valle Peligna Alto Sangro S.C.A.R.L., Serit S.C.A.R.L. e Borghi Autentici
Appennino DAbruzzo S.R.L.).
In via generale, si osserva che il Piano operativo e la Relazione tecnica riepilogano i
dati qualitativi delle societ, ossia iter storico di costituzione, oggetto sociale, attivit
svolte, capitale sociale, composizione dellorgano di amministrazione, quota di
partecipazione e risultato dellultimo bilancio approvato (generalmente anno 2013). I
documenti risultano carenti, invece, relativamente al dato del numero di dipendenti; tale
mancanza non consente di verificare il rispetto del criterio di cui alla lettera b) comma 611
della legge 190/2014, attraverso il confronto con il numero di amministratori.
Passando allesame, in maggiore dettaglio, delle valutazioni relative ai singoli criteri
guida fissati dal legislatore si osserva quanto segue.
In merito al canone dellindispensabilit della partecipazione per il perseguimento
delle finalit istituzionali (criterio di cui alla lettera a) del citato comma 611) il Piano e la
Relazione tecnica appaiono sufficientemente analitici circa la descrizione dellattivit svolta
e pi sintetici in merito allindicazione della sussistenza/insussistenza della condizione di
indispensabilit. Ci trova, tuttavia, giustificazione nella generalizzata scelta di dismissione
delle partecipazioni che esclude, di fatto, la necessit di una approfondita valutazione
dellindispensabilit.
In relazione al criterio del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti (lettera
b), il Piano di razionalizzazione evidenzia forti criticit. Infatti, per la totalit della
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

39

partecipazioni detenute (11 societ) non vengono forniti i dati necessari per la valutazione
della sussistenza del requisito legittimante (presenza di dipendenti in numero superiore agli
amministratori). Anche tale criticit, tuttavia, sembra superabile per le partecipazioni
societarie di cui il Piano dispone la dismissione.
Inoltre, trascurato dal Piano e dalla Relazione tecnica appare il tema del
contenimento dei costi di struttura e di funzionamento delle societ di cui si mantiene la
partecipazione (criterio di cui alla lettera e), rispetto al quale non vengono individuate azioni
concrete. Solo per la Euroservizi.prov.aq. S.p.A., in attesa del perfezionamento del processo
di trasferimento delle funzioni (ai sensi dellart. 5 del D.P.C.M 12.11.2014 esercitando
attivit connesse alle funzioni di cui al comma 1 dellart. 3 della L.R. 32/2015) nellambito
del procedimento di riordino di cui alla Legge 56/2014, il Piano contempla misure volte alla
riduzione dei costi (quali riduzione del contratto di servizio e delle remunerazioni) e relative
ai risparmi da conseguire.
Infine, nei citati documenti poco viene detto in relazione allesposizione in dettaglio
dei risparmi da conseguire, fatta eccezione per il Consorzio per il Polo Universitario di
Sulmona e del Centro Abruzzo dalla cui dismissione stimato un risparmio pari a euro
50.000,00.

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
La Relazione conclusiva focalizza lattenzione sul contenuto tipico dei piani operativi,
ossia sullanalisi delle partecipazioni possedute dallEnte, sulla verifica dei criteri guida
fissati dal legislatore e sulle decisioni (di mantenimento, dismissione, razionalizzazione) da
prendere. Essa non sembra quindi idonea a svolgere la funzione prevista dal legislatore di
rendicontazione dellattivit di razionalizzazione svolta.
Nel dettaglio, la Relazione conclusiva dellAmministrazione Provinciale dellAquila
richiama limpianto normativo in questione, nonch riepiloga, in modo molto sintetico, le
decisioni gi riportate nel Piano in merito alle partecipazioni societarie. Al riguardo, il
documento riferisce che delle 10 ipotesi di dismissione preventivate, per 2 partecipazioni
lEnte ha poi optato per il mantenimento, in modo incoerente con limpostazione del Piano
(Gal Gran Sasso e Velino e Abruzzo Italico Alto Sangro), 6 organismi partecipati sono in
corso di liquidazione. La Sagro Aventino stata dismessa in data 23 febbraio 2016 e, per la
Euroservizi.prov.aq. S.p.A. previsto il mantenimento, con riduzione dei costi, sino al
completamento della procedura di riordino.

40

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Tabella 12: Riepilogo organismi partecipati della Provincia dellAquila

Risultati d'esercizio Sussistenza di criticit rispetto ai


(EURO)
criteri guida
% partecipazione
indiretta

Ragione sociale/denominazine

Forma giuridica
dell'Ente

% partecipazione
diretta

ABRUZZO ENGINEERING SOCIETA'


CONSORTILE PER AZIONI

Societ consortile per


azioni

10%

EUROSERVIZI.PROV.AQ S.P.A

Societ per azioni

100%

GAL GRAN SASSO E VELINO

Societ Cooperativa

13%

1.103

CENTRO ALTA FORMAZIONE VALLE


PELIGNA ALTO SANGRO

Societ Consortile
responsabilit limitata

2%

27.941

SERIT

Societ Consortile
responsabilit limitata

2%

3.605

BORGHI AUTENTICI APPENNINO


D'ABRUZZO

Societ a responabilit
limitata

4%

SAGRO AVENTINO

Societ Consortile a
responabilit limitata

13.48%

ABRUZZO ITALICO ALTO SANGRO

Societ Consortile a
responabilit limitata

6%

CONSORZIO PER IL POLO UNIVERSITARIO


DI SULMONA E DEL CENTRO ABRUZZO

Societ Consortile a
responabilit limitata

12%

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI


ROMA

Societ cooperativa
per azioni

0%

BANCA POPOLARE ETICA

Societ cooperativa
per azioni

0%

2014

2013

lett.
a)

lett.
b)

lett.
c)

lett.
d)

lett.
e)

Esito

4.061

21.140.332
1.922.000

x
x

6.257

9.612

Dismissione Mantenimento

Provincia di Pescara
LAmministrazione provinciale di Pescara ha adottato il Piano operativo di
razionalizzazione delle partecipazioni societarie, corredato della relativa relazione tecnica,
con decreto del Presidente in data 31 marzo 2015, provvedendone alla pubblicazione sul sito
internet della Provincia di Pescara nella sezione Amministrazione trasparente. Non
stato adempiuto lobbligo di trasmissione dei citati documenti alla Sezione di controllo della
Corte dei conti.
Il 31 marzo 2016, la Provincia trasmetteva a questa Sezione la Relazione al Piano
operativo di razionalizzazione delle societ e partecipazioni della Provincia di Pescara
adottata con decreto presidenziale del 25 marzo 2016, anchessa pubblicata sul sito
istituzionale dellEnte, nella sezione Amministrazione trasparente.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


In via preliminare, si rileva che la Provincia di Pescara ha avviato un processo di
razionalizzazione degli organismi partecipati gi a partire dallesercizio 2012 con la delibera
di Consiglio provinciale del 25 gennaio 2012, n. 6, avente per oggetto Societ partecipate
della Provincia di Pescara: piano di dismissione di cui alla delibera G. P. n. 429/2010. Detto
provvedimento stato adottato per dare attuazione a quanto disposto in materia di
partecipazioni pubbliche dalla l. 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008); ulteriori
dismissioni societarie sono state previste con la delibera di Consiglio provinciale del 10
giugno 2013, n. 40. Di conseguenza, il Piano operativo ricostruisce il percorso di
razionalizzazione gi avviato dallEnte, fornendone un aggiornamento dello stato di
attuazione alla data del 31 marzo 2015, senza prevedere ulteriori dismissioni di
partecipazioni.
Dallesame del censimento condotto nel Piano, emergono in capo alla Provincia di
Pescara partecipazioni complessive in 9 organismi aventi forma societaria (escludendo
quella in ARPA, in quanto non inclusa nel piano10). Dallesame del documento, inoltre, non
si ravvisano partecipazioni indirette.
Delle 9 partecipazioni societarie, 2 si riferiscono a societ consortili, 4 hanno natura di
societ per azioni e 3 di societ a responsabilit limitata.
Nella tabella 1 allegata viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie della
Provincia, corredato della relativa quota percentuale, dei risultati di conto economico per
gli esercizi 2014 e 2013 (nei casi in cui gli stessi sono riportati nella relazione tecnica), delle
criticit rilevate dallAmministrazione in relazione alla compatibilit della partecipazione
con i singoli criteri guida stabiliti dal legislatore, nonch gli esiti della valutazione (decisione
di mantenimento o dismissione). Il Piano, come rilevato, illustra i percorsi delle dismissioni
societarie gi avviate negli esercizi precedenti; in particolare, con la delibera di Consiglio
provinciale del 25 gennaio 2012, n. 6, stata disposta, tra le altre, la dismissione delle
partecipazioni: PALACONGRESSI S.P.A. (in liquidazione dal 10 febbraio 2015) e
La partecipazione dal 20 dicembre 2015 non pi esistente, a seguito delloperazione di azzeramento e successiva ricostituzione del
capitale sociale cui la Provincia non ha preso parte.
10

AUTOPARCO MONTESILVANO S.R.L.; con delibera consiliare del 10 giugno 2013, n.40,
lEnte ha previsto la dismissione di LE ANTICHE TERRE DABRUZZO S.C.A.R.L. ed
EUROSVILUPPO S.P.A.. Nel 2014, dette partecipazioni, in quanto non strategiche ai
sensi dellarticolo 3 della l. n. 244/2007, sono state poste in vendita tramite un bando
pubblico; non essendo pervenuta alcuna offerta, lEnte ha provveduto a richiedere, ai sensi
dellarticolo 1, comma 569, della l. n. 147/2013 (legge di stabilit 2014), il rimborso delle
quote alle societ partecipate. La societ EDIZIONI SCIENTIFICHE ABBRUZZESI
S.R.L. in liquidazione dal 31 gennaio 2012. Nel Piano viene confermata la decisione di
mantenere le partecipazioni nelle seguenti societ:
- PROVINCIA E AMBIENTE S.P.A societ in house providing: con delibera
consiliare n. 6/2012 la societ stata considerata indispensabile per il raggiungimento delle
finalit istituzionali dellEnte. Inoltre, nel Piano, sono state individuate le azioni da
intraprendere per ridurre i costi di gestione della societ;
- PESCARA INNOVA S.R.L.: con delibera consiliare n. 6/2012 la societ stata
considerata indispensabile per il raggiungimento delle finalit istituzionali dellEnte;
- CENTRO AGROALIMENTARE LA VALLE DELLA PESCARA S.C.A.R.L.:
con delibera di Consiglio provinciale del 31 ottobre 2014, n. 37, lEnte ha confermato il
mantenimento della partecipazione fino al termine del processo di riordino delle Province
tenuto conto dellattivit dellOsservatorio Regionale oltre che di eventuali scelte che la
Regione Abruzzo vorr fare in merito alle funzioni delle Province. Inoltre, al termine di
detto processo e comunque entro il 31 marzo 2015, lAmministrazione valuter il
mantenimento o la dismissione definitiva della partecipazione in parola;
- SAGA S.P.A.: con delibera consiliare n. 6/2012 la societ stata considerata
indispensabile per il raggiungimento delle finalit istituzionali dellEnte.
In via generale, si osserva che il Piano operativo e la Relazione tecnica (nel Piano la
Relazione tecnica non distintamente indicata, ma per ogni societ stata redatta una
relazione) mostrano carenze sotto il profilo dellanalisi economico-giuridica alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione. Pi precisamente, i
documenti si limitano a riepilogare i dati qualitativi delle societ (anagrafica, capitale
sociale, collegio sindacale, sintetica analisi dei bilanci, azioni intraprese, ecc.).
Con particolare riferimento alla valutazione di indispensabilit della partecipazione
per il perseguimento delle finalit istituzionali (criterio di cui alla lettera a) del citato comma
611) il Piano e la Relazione tecnica richiamano genericamente le motivazioni del
mantenimento/dismissione individuate con le delibere consiliari n. 6/2012, n. 40/2013 e
n. 37/2014, adottate allinterno di una cornice normativa diversa rispetto a quella prevista
dalla legge n. 190/2014; esse si riducono ad una sintetica indicazione di indispensabile/non
strategica della partecipazione, senza alcuna esplicitazione delle motivazioni sottostanti.
La condizione legittimante il mantenimento delle partecipazioni non pu essere fondata
sulla mera descrizione dellattivit svolta dalla societ, ma richiede analisi specifiche in
merito al rapporto di coerenza con i fini istituzionali dellente, al profilo della
indispensabilit dello strumento societario rispetto ad altre differenti forme organizzative
(o alla scelta di fondo tra internalizzazione ed esternalizzazione) o, ancora,
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

43

allindispensabilit dellattivit svolta dalla partecipata rispetto al conseguimento dei fini


istituzionali. Conseguentemente, le decisioni di mantenere le partecipazioni non risultano
sufficientemente supportate in relazione al criterio di cui alla lettera a).
In relazione al criterio del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti (lettera
b), nel Piano di razionalizzazione non indicato il numero dei dipendenti delle diverse
societ, quindi non stato possibile verificare il rispetto di tale criterio per le partecipazioni
che lEnte ha deciso di mantenere.
Per quanto riguarda il tema del contenimento dei costi di struttura e di funzionamento
delle societ di cui si mantiene la partecipazione (criterio di cui alla lettera e), nel Piano,
relativamente alla societ in house PROVINCIA E AMBIENTE S.P.A., vengono indicate
alcune misure da adottare per ridurre i costi di gestione, ma non vengono quantificati i
risparmi da conseguire.

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
In via preliminare, si rileva che la Relazione conclusiva, in gran parte, si limita a
riepilogare, in modo molto sintetico, le decisioni gi riportate nel piano in merito alle
partecipazioni societarie. Nel Piano era previsto il mantenimento della societ SAGA
S.P.A., ma dalla Relazione conclusiva si evince che la Provincia dal 5 agosto 2015 non
partecipa pi a detta societ.
Inoltre, nella Relazione conclusiva vengono quantificati i risparmi conseguiti nella
gestione della societ PROVINCIA E AMBIENTE S.P.A. a seguito delladozione delle
misure di contenimento previste nel Piano; tali risparmi, al 31 dicembre 2015, ammontano
a euro 176.650,00; vengono, altres, quantificati in euro 8.400,00 i risparmi conseguiti nella
societ PALACONGRESSI S.P.A., originati dalla nomina del liquidatore in luogo del
Consiglio di Amministrazione. Infine, viene ribadita la volont dellEnte di detenere la
partecipazione nel CENTRO AGRO-ALIMENTARE LA VALLE DELLA PESCARA
fino al termine del processo di riordino delle Province, tenuto conto dellattivit
dellOsservatorio Regionale oltre che di eventuali scelte che la Regione vorr fare in merito
alle funzioni delle Province.

44

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Tabella 13: Riepilogo organismi partecipati dalla Provincia di Pescara.

Risultati d'esercizio
(EURO)
%
partecipazione
indiretta

Sussistenza di criticit rispetto


ai criteri guida

Esito

Ragione sociale/denominazine

Forma giuridica
dell'Ente

%
partecipazione
diretta

EDIZIONI SCIENTIFICHE
ABRUZZESI S.R.L. (in liquidazione
dal 31.01.2012)

Societ a
responsabilit
limitata

10,0%

PESCARINNOVA SRL

Societ a
responsabilit
limitata

36,0%

CENTRO AGRO-ALIMENTARE LA
VALLE DELLA PESCARA SOCIETA'
CONSORTILE A R.L.

Societ consortile

3,8%

LE ANTICHE TERRE D'ABRUZZO


SCARL

Societ consortile

8,0%

n.d.

965

EUROSVILUPPO SPA (EX


Societ per azioni
EUROBIC ABRUZZO - MOLISE SPA)

3,5%

n.d.

262.712

30.173

2014

2013

n.d.

n.d.

1.039.572 -

PALACONGRESSI SPA (in


liquidazione dal 10.02.2015)

Societ per azioni

49,0%

PROVINCIA E AMBIENTE SPA

Societ per azioni

100,0%

SAGA - SOCIETA' ABRUZZESE


GESTIONE AEROPORTO S.P.A.

Societ per azioni

1,2%

n.d.

AUTOPARCO MONTESILVANO
S.R.L.

Societ a
responsabilit
limitata

1,0%

n.d.

8.518

lett.
a)

lett.
c)

lett.
d)

lett.
Dismissione Mantenimento
e)

1.032.337

117.046

47.674

lett.
b)

5.450.808

395

Provincia di Teramo
Il Presidente della Provincia di Teramo ha approvato il Piano operativo, senza la
relativa relazione tecnica, in data 31 marzo 2015, pertanto nel rispetto del termine di legge.
Tali documenti sono stati trasmessi a questa Sezione con nota di pari data e pubblicati sul
sito istituzionale dellEnte. La Relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di
razionalizzazione delle partecipazioni societarie stata approvata dal Presidente della
Provincia il 30/03/2016, quindi nei termini di legge; anchessa stata pubblicata e inviata a
questa Sezione, con nota del 31/03/2016.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


In via preliminare, occorre osservare che il piano predisposto si estende ad un novero
di organismi partecipati dallEnte pi ampio rispetto a quello richiesto dalle norme, in
quanto include soggetti non aventi natura societaria (consorzi, fondazioni e istituzioni) e,
come tali, estranei al perimetro applicativo delle disposizioni di cui alla finanziaria per il
2015 (deliberazione 30 marzo 2015, n. 205/2015/PAR Sezione regionale di controllo per il
Veneto).
Dallesame del censimento condotto nel piano, emergono, in capo allEnte,
partecipazioni complessive in 6 organismi aventi forma societaria; a questi si devono
aggiungere 5 partecipazioni in societ gi in liquidazione (BORGHI a.r.l. Societ consortile,
EDIZIONI SCIENTIFICHE ABRUZZESI ESA s.r.l., INNOVAZIONE S.p.a,
SO.C.ART. Societ consortili artigiana a.r.l., TERAMO LAVORO s.r.l.). Inoltre,
dallesame del contenuto della banca dati della Corte dei conti, emergono ulteriori 4
partecipazioni in capo allEnte, trascurate nel piano di razionalizzazione; tre di queste
risultano di entit minimale (LINK S.R.L. IN LIQUIDAZIONE per 3,33%, CISI
ABRUZZO S.P.A. CENTRO INTEGRATO PER LO SVILUPPO DELLA
IMPRENDITORIALIT IN ABRUZZO per 0,42%).
Il piano infine effettua una ricognizione di altre partecipazioni e associazionismo quali:
(AZIENDA REGIONALE delle ATTIVITA PRODUTTIVE; CONSORZIO DI
GESTIONE dellArea Marina Protetta del Cerrano; CONSORZIO ENTE PORTO di
GIULIANOVE; ASSOCIAZIONE ARCO ADRIATICO IONICO; FONDAZIONE
ISTITUTO TECNICO SUPERIORE PER LE NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE
IN ITALY SISTEMA AGROALIMENTARE; FONDAZIONE TERCAS).
Sebbene, a titolo di completezza, nella successiva tabella siano riportati anche gli
organismi partecipati non aventi forma societaria, loggetto del presente esame limitato
alle partecipazioni rientranti nellambito di applicazione delle disposizioni in tema di
razionalizzazione.
Delle 6 partecipazioni societarie prese in considerazione nel piano e non gi in
liquidazione, 5 si riferiscono a societ consortili e 1 ha natura di societ per azioni. Dal piano
non emergono partecipazioni indirette.

Nella tabella che seguir viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie della
Provincia di Teramo, corredato della relativa quota percentuale, dei risultati di conto
economico per gli esercizi 2014 e 2013 (nei casi in cui gli stessi sono riportati nella relazione
tecnica), delle criticit rilevate dallamministrazione in relazione alla compatibilit della
partecipazione con i singoli criteri guida stabiliti dal legislatore, nonch gli esiti della
valutazione (decisione di mantenimento o dismissione). Dallesame del piano emerge
lintenzione della Provincia di mantenere 3 societ (AGENA s.r.l. societ consortile a
responsabilit limitata, CONSORZIO Punto Europa Teramo Soc. Consortile a.r.l.,
LEADER TERAMANO CONSORTILE a.r.l.) e di dismetterne 2 (ALFA S.r.l. e CENTRO
CERAMICO CASTELLANO Societ Consortilea.r.l.). Per quanto riguarda la
partecipazione in GRAN SASSO TERAMANO S.p.a., lEnte decider la dismissione o il
mantenimento a seguito di ulteriori valutazioni da demandarsi successivamente.
Passando allesame, in maggiore dettaglio, delle valutazioni relative ai singoli criteri
guida fissati dal legislatore si osserva quanto segue.
In via generale, si rileva che il piano operativo e la relazione tecnica appaiono
sufficientemente dettagliati in merito al profilo dellanalisi economico alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione. Pi precisamente, i
documenti non si limitano a riepilogare i dati qualitativi delle societ (iter storico di
costituzione, oggetto sociale, attivit svolte, capitale sociale, composizione dellorgano di
amministrazione e numero di dipendenti), ma si soffermano sullindividuazione delle
criticit gestionali pi rilevanti e sulle azioni strategiche da implementare per il loro
superamento.
In merito al canone dellindispensabilit della partecipazione per il perseguimento
delle finalit istituzionali (criterio di cui alla lettera a) del citato comma 611) il piano risulta
non sempre sufficientemente argomentato con riguardo alle societ di cui si dispone in
mantenimento, in quanto si limita, in molti casi, ad enunciare la tipologia di attivit svolta
dal soggetto partecipato, omettendo di individuare il nesso di indispensabilit rispetto alle
finalit dellEnte. In particolare, la Provincia delinea le motivazioni per il mantenimento
delle partecipazioni nelle seguenti societ:
AGENA s.r.l. societ consortile a responsabilit limitata.
La societ viene costituita nel 2003 dalla Provincia di Teramo insieme ad altri soci
pubblici e privati sulla base di un finanziamento specifico dellUnione Europea che metteva
a disposizione degli Enti territoriali risorse per la costituzione di strutture finalizzate alla
cura e gestione di tutte le problematiche inerenti lenergia e la valorizzazione delle risorse
energetiche locali e delle fonti energetiche rinnovabili. Successivamente stata trasformata
in societ totalmente pubblica di cui la Provincia di Teramo socio unico, amministrata da
Amministratore Unico che non percepisce compenso. La societ si occupa prioritamente
della verifica ovvero ispezioni degli impianti di climatizzazione estiva ed invernale in qualit
di Organismo di Controllo e, di fatto lo strumento operativo della Provincia per assicurare
le funzioni descritte. Non rilevando elementi di contrasto con i principi contenuti nella legge
finanziaria 2015, intenzione dellEnte continuare a mantenere la propriet in tale societ.
CONSORZIO PUNTO EUROPA TERAMO a.r.l. societ consortile.
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

47

Il consorzio ha come scopo principale la diffusione della cultura attraverso attivit di


informazione e promozione. Fornisce, tra laltro, assistenza sulle istituzioni e legislazione
comunitaria, nonch sulle fonti di finanziamento dellUnione Europea. In relazione al
mantenimento della partecipazione, lEnte comunica comunque che qualora la societ non
potesse provvedere al suo auto-sostentamento, la Provincia di Teramo provveder a
dismettere la partecipazione esercitando il diritto di recesso.
LEADER TERAMANO societ consortile a.r.l.
La societ ha per oggetto la realizzazione di progetti comunitari di sviluppo economico
a carattere rurale e prioritariamente per la realizzazione di programmi Leader. E stata
costituita in ossequio alle direttive regionali di completamento della programmazione
comunitaria 2000/2006 con capitale sociale di 50.000,00.
La societ persegue lo scopo di riequilibrare le attivit nelle zone rurali della provincia
di Teramo, attraverso il mantenimento di un tessuto socio-economico sufficientemente
diversificato.
La Provincia di Teramo gi in occasione della prima ricognizione delle societ
partecipate e dellapplicazione delle norme contenute nella legge 244/2007, ha ritenuto di
dichiarare la strumentalit della societ in questione, in considerazione dei servizi di
interesse generale prodotti dalla societ stessa, pertanto intenzione dellEnte continuare a
mantenere la partecipazione in tale societ.
Necessita di ulteriore valutazione il mantinimento o meno della partecipazione della
Provincia di Teramo, nella societ GRAN SASSO TERAMO S.p.a.
Questultima stata costituita nel 2001 e ha iniziato ad operare nel 2002. La quota di
capitale inizialmente sottoscritta dalla Provincia di Teramo era pari al 17,5% dello stesso.
La societ svolge attivit di promozione e sviluppo delleconomia del comprensorio del Gran
Sasso teramano, attraverso lo studio e realizzazione di iniziative atte a favorire il
potenziamento del relativo servizio turistico ed il miglior utilizzo delle risorse naturali del
territorio. Inoltre pu provvedere alla realizzazione di opere necessarie al corretto
svolgimento del servizio turistico in genere e di infrastrutture ed altre opere di interesse
pubblico, non rientranti ai sensi della vigente legislazione statale e regionale, nelle
competenze istituzionali di altri enti. La societ ha realizzato, per conto della Provincia
beneficiaria di misure agevolative specifiche a valere sui fondi FAS, iniziative a supporto
delle infrastrutture gi esistenti nella stazione sciistica di Prati di Tivo. In attesa del
trasferimento dei fondi agevolativi, lavvio delle operazioni ha comportato un forte
indebitamento della societ tanto che nellAssemblea del 6 maggio 2013 la societ ha
deliberato lazzeramento del capitale sociale e contestualmente la sua ricostituzione nel suo
ammontare minimo fissato dallart. 2327 del c.c.. Considerata limportanza del ruolo svolto
dalla societ nei bacini sciistici della montagna teramana, la Provincia di Teramo ha
provveduto a sottoscrivere nuove azioni per un valore di 52,71% del capitale sociale. La
societ continua a trovarsi in una situazione debitoria. La Provincia, quindi,
successivamente alla chiusura delle attivit di rendicontazione delle spese a valere sui fondi
FAS e al conseguente introito, decider sul mantenimento della partecipazione ovvero sulla
trasformazione della societ o sul suo scioglimento.
48

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Vengono dettagliatamente riportate anche le societ gi in liquidazione alla data di


redazione del piano, quali (BORGHI cosiet consortile a.r.l.; EDIZIONI SCIENTIFICHE
ABRUZZESI ESA s.r.l.; INNOVAZIONE S.p.a.; SO.C.ART. societ consortile artigiana
a.r.l.; TERAMO LAVORO s.r.l.).
Particolari criticit presenta la verifica del rispetto del criterio di cui alla lettera b) del
citato comma 611 (rapporto tra numero di amministratori e dipendenti). Dallesame del
piano, infatti, emergono 2 situazioni (CONSORZIO PUNTO EUROPA TERAMO a.r.l.
societ consortile e LEADER TERAMANO societ consortile a.r.l.) in cui il numero degli
amministratori risulta superiore a quello dei dipendenti, senza che ne venga disposta
leliminazione.
Il piano appare carente in relazione allanalisi dei criteri di cui alle lettere c), d) ed e)
forniti dal legislatore. In particolare, non vengono individuate le misure concrete per la
riduzione dei costi di struttura e gestione nelle societ le cui partecipazioni vengono
mantenute. Da ultimo non viene fornita una quantificazione dei risparmi conseguibili con
le azioni di razionalizzazione programmate, come richiesto dalla legge.

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
In merito alla dismissione della partecipazione relativa alla societ ALFA s.r.l., la
Procincia di Teramo comunica che il diritto di recesso stato formalmente notificato alla
societ, secondo le modalit previste nello statuto, con nota prot. n. 268084 del 12/11/2015;
successivamente sono state avviate le procedure di valutazione della quota e sono a tuttoggi
in corso trattative al riguardo. LEnte precisa che nei termini previsti dallo statuto
societario, la procedura dovr essere conclusa entro 180 giorni dalla richiamata
comunicazione.
In merito alla dismissione del CENTRO CERAMICO CASTELLANO societ
consortile a.r.l. la Provincia comunica che il consiglio provinciale ha deliberato lavvio della
procedura di dismissione delle quote di partecipazione. Tale decisione stata partecipata
allAssemblea dei soci nella seduta del 20/02/2013. Non si provveduto ad indire apposito
bando di evidenza pubblica per il trasferimento delle quote, in quanto nellassemblea dei
soci tenutasi il 23/12/2015 stato inserito allO.d.G. lo scioglimento anticipato e la messa in
liquidazione della societ. In tale sede stato deliberato lazzeramento dei contributi dovuti
dai soci per lesercizio 2015 e - stante la volont espressa dalla maggior parte dei soci di
sciogliere anticipatamente la societ stato altres deliberato di conferire ampio mandato
al Consiglio di Amministrazione per definire i termini delle transazioni con i soci e le
modalit di reperimento delle risorse finanziarie necessarie per la copertura dei costi della
fase liquidatoria.
In merito alla partecipazione da parte della Provincia nella GRAN SASSO
TERAMANO S.p.a., per la quale il piano prevedeva il rinvio della valutazione sul
mantenimento o meno della stessa, lEnte riferisce che le operazioni di valutazione sono
ancora in itinere.
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

49

In riferimento alla partecipazione della Provincia nella societ AGENA s.r.l. per la
quale il Piano prevedeva il mantenimento della stessa, in fase di relazione sulle attivit
svolte e sui risultati conseguiti, lEnte riferisce che a seguito del riordino delle funzioni delle
Province ai sensi della legge n. 56/2016, il controllo degli impianti termici, svolto dalla
Provincia di Teramo mediante la societ AGENA s.r.l. risultato essere funzione da
trasferire alla Regione. Pertanto, si proceder al trasferimento della partecipazione.
In relazione alla ricognizione di altre partecipazioni e associazionismo indicate nel
piano, la Provincia relaziona solo sui seguenti organismi, interessati da operazioni con
ripercussioni sui risultati del Piano:
PER
LA
GESTIONE
SALVAGUARDIA
E
CONSORZIO
VALORIZZAZIONE DELLAREA MARINA PROTETTA TORRE DEL
CERRANO per il quale riferisce che nel corso del 2015 in considerazione dello
stretto legame tra il particolare oggetto sociale di valorizzazione dellarea
marina protetta e lassegnazione agli enti di area vasta, della materia della
valorizzazione dellambiente operata dalla legge di riordino dlele Province n.
56/2014, ha deciso di rientrare nel Consorzio; tale operazioni non
comporterebbe nessun aggravio di spesa per lEnte.

CONSORZIO ENTE PORTO DI GIULIANOVA per la quale la Provincia,


nel 2015, ha rideterminato in 40.000,00 la quota annuale.

La Provincia di Teramo relaziona anche in riferimento a numero 2 societ contenute


nel piano, ma gia in fase di liquidazione a tale data. Per la BORGHI montani societ
consortire, lEnte riferisce che nellesercizio 2015 si conclusa la procedura di liquidazione e
in data 9 novembre 2015 la societ stata cancellata dagli elenchi della locale Camera di
Commercio.
Per la TERAMO LAVORO s.r.l. si riferisce che il liquidatore, dopo aver preso atto del
mancato accoglimento dellistanza di concordato preventivo, con nota del 30/03/2015 ha
comunicato che in data 27/03/2015 ha depositato, presso il Tribunale di Teramo Ufficio
Fallimentare, un ricorso ai sensi e per gli effetti dellart. 6 del Regio Decreto 16/03/1942, n.
267, volto a dichiarare il fallimento della societ. Le attivit espletate dalla Provincia di
Teramo dalla data della messa in liquidazione della societ e fino a tutto il mese di dicembre
2015, sono da ricondurre alle operazioni di riconciliazione delle reciproche partite debiti e
crediti. Nella seduta del 21 gennaio 2016 si preso atto dellavvenuta riconciliazione delle
poste contabili tra la societ e il bilancio dellEnte.
Si esaminano, infine, i risparmi conseguiti in funzione della razionalizzaizone
effettivamente attuata che risultano cos determinati:
36.152,00 relativi alla quota annuale per la Societ consortile Centro
ceramico Castellano s.r.l.;

50

11.700,00 relativi alla riduzione della quota annuale dovuta al Consorzio


Ente Porto di Giulianova;

10.000,00 relativi allazzeramento della quota consortire annuale dovuta al


Consorzio di Gestione Area Marina Torre del Cerrano, (limporto annuale era
di iniziali 15.000,00 gi ridotti nel 2014 ad 10.000,00).

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

In relazione ai risparmi indiretti, nellanno 2015 non si riscontrano atti finalizzati ai


ripiani di perdite.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

51

Tabella 14: Riepilogo organismi partecipati dalla Provincia di Teramo

%
partecipazione
diretta

%
partecipazione
indiretta

Risultati d'esercizio
(EURO)

Sussistenza di criticit rispetto


ai criteri guida

2014

lett.
a)

Ragione sociale/denominazine

Forma giuridica
dell'Ente

AZIENDA REGIONALE DELLE ATTIVITA'


PRODUTTIVE (ARAP)

Consorzio

CONSORZIO DI GESTIONE AREA MARINA


PROTETTA TORRE DEL CERRANO

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

15,00%

CONSORZIO PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE


DELLA PROVINCIA DI TERAMO

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

25,32%

ENTE PORTO DI GIULIANOVA

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

24,39%

ARCO ADRIATICO IONICO

Associazione

FONDAZIONE ISTITUTO TECNICO SUPERIORE


NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE IN ITALY SISTEMA AGROALIMENTARE

Fondazione

9,09%

FONDAZIONE TERCAS

Fondazione

FONDAZIONE MUSEO D'ARTE DELLO


SPLENDORE

Fondazione

33,00%

ISTITUTO MUSICALE PAREGGIATO G.BRAGA

Istituzione

0,00%

2013

lett.
b)

lett.
c)

lett.
d)

Esito

lett.
Dismissione Mantenimento
e)

AG.EN.A. SOCIETA' CONSORTILE A


RESPONSABILITA' LIMITATA

Societ Consortile

51,00%

EDIZIONI SCIENTIFICHE ABRUZZESI S.R.L. IN


LIQUIDAZIONE DAL 31/01/2012

Societ a
responsabilit limitata

10,00%

LINK S.R.L. IN LIQUIDAZIONE

Societ a
responsabilit limitata

3,33%

347

TERAMO LAVORO SRL IN LIQUIDAZIONE DAL


14/02/2014

Societ a
responsabilit limitata

100,00%

406.758

ALFA CONSORZIO ABRUZZESE PER LO


SVILUPPO INDUSTRIALE SPA

Societ consortile

21,66%

63.325

BORGHI MONTANI SOCIET CONSORTILE A


RESPONSABILIT LIMITATA IN
LIQUIDAZIONE DAL 27/12/2013

Societ consortile

15,56%

79.791

CENTRO CERAMICO CASTELLANO SOCIETA'


CONSORTILE A RESPONSABILITA' LIMITATA

Societ consortile

21,44%

LEADER TERAMANO S.R.L.

Societ consortile

15,00%

SOCIET CONSORTILE ARTIGIANI A R.L. IN


LIQUIDAZIONE DAL 08/02/2013

Societ consortile

2,17%

CISI ABRUZZO S.P.A. CENTRO INTEGRATO


PER LO SVILUPPO DELLA
IMPRENDITORIALIT IN ABRUZZO

Societ per azioni

0,42%

18.443

GRAN SASSO TERAMANO SPA

Societ per azioni

52,71%

24.523

INNOVAZIONE S.P.A. IN LIQUIDAZIONE DAL


9/11/2011

Societ per azioni

10,00%

23.124

CONSORZIO PUNTO EUROPA TERAMO

Societ consortile a r.l.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

1.782,00

6.196

6.300

46

53

Provincia di Chieti
Il Consiglio provinciale di Chieti ha approvato il piano operativo e la relativa relazione
tecnica in data 31 marzo 2015, pertanto nel rispetto del termine di legge. Tali documenti
sono stati trasmessi a questa Sezione con nota del 1 aprile 2015 e pubblicati sul sito
istituzionale dellEnte. La Relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di
razionalizzazione delle partecipazioni societarie stata approvata dal Presidente della
Provincia il 31/03/2016, quindi nei termini di legge; anchessa stata pubblicata e inviata a
questa Sezione, con nota del 01/04/2016.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


In via preliminare, occorre osservare che il Piano predisposto si estende ad un novero
di organismi partecipati dallEnte pi ampio rispetto a quello richiesto dalle norme, in
quanto include soggetti, quali i consorzi, non aventi natura societaria e, come tali, estranei
al perimetro applicativo delle disposizioni di cui alla finanziaria per il 2015 (deliberazione
30 marzo 2015, n. 205/2015/PAR Sezione regionale di controllo per il Veneto).
Dallesame del censimento condotto nel piano, emergono in capo allEnte
partecipazioni complessive in 13 organismi, di cui 8 aventi forma societaria e 5 aventi natura
diversa (consorzi o fondazioni). A questi si devono aggiungere 3 partecipazioni in societ gi
in liquidazione (Societ consortile a r.l. Chietino Ortonese, E.S.A. s.r.l., COTIR).
Sebbene, a titolo di completezza, nella successiva tabella siano riportati anche gli
organismi partecipati non aventi forma societaria, loggetto del presente esame limitato
alle partecipazioni rientranti nellambito di applicazione delle disposizioni in tema di
razionalizzazione.
Delle 8 partecipazioni societarie, 5 si riferiscono a societ consortili e 3 hanno natura
di societ per azioni.
Il piano e la relazione tecnica sono costruiti mantenendo separate le valutazioni
inerenti le partecipazioni societarie rilevanti (n. 2, O.P.S. S.p.A. e Societ consortile Alesa a
r.l.) da quelle minoritarie (n. 6 organismi).
Nella tabella successiva viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie della
Provincia di Chieti, corredato della relativa quota percentuale, dei risultati di conto
economico per gli esercizi 2014 e 2013 (nei casi in cui gli stessi sono riportati nella relazione
tecnica), delle criticit rilevate dallamministrazione in relazione alla compatibilit della
partecipazione con i singoli criteri guida stabiliti dal legislatore, nonch gli esiti della
valutazione (decisione di mantenimento o dismissione). Dallesame del piano emerge
lintenzione della Provincia di mantenere 2 societ e di dismetterne 6 (Societ consortile a
r.l. I.A.M., Societ consortile Sangro Aventino a r.l., Societ consortile Trigno Sinello a r.l.,
Interporto Val Pescara S.p.A., Societ consortile a r.l. Centro Agro-alimentare La Valle
del Pescara, Eurosviluppo S.p.A.). A tali dismissioni si sommano quelle di 2 consorzi
(CODEMM e Consorzio esterno Lanciano-Fiera).

Passando allesame, in maggiore dettaglio, delle valutazioni relative ai singoli criteri


guida fissati dal legislatore si osserva quanto segue.
In via generale, si rileva che il piano operativo e la relazione tecnica appaiono
sufficientemente dettagliati in merito al profilo dellanalisi economica alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione. Pi precisamente, i
documenti non si limitano a riepilogare i dati qualitativi delle societ (iter storico di
costituzione, oggetto sociale, attivit svolte, capitale sociale, composizione dellorgano di
amministrazione e numero di dipendenti), ma si soffermano sullindividuazione delle
criticit gestionali pi rilevanti e sulle azioni strategiche da implementare per il loro
superamento.
In merito al canone dellindispensabilit della partecipazione per il perseguimento
delle finalit istituzionali (criterio di cui alla lettera a) del citato comma 611) il piano risulta
esaustivamente argomentato con riguardo alle societ di cui si dispone il mantenimento. In
particolare, lEnte ha predisposto due relazioni tecniche distinte in merito alle
partecipazioni maggioritarie, ossia Organizzazione Progetti e Servizi S.p.A. (O.P.S.) e la
Societ consortile ALESA.
La O.P.S. S.p.A. stata costituita nel maggio del 1999 nella forma giuridica di societ mista a capitale
pubblico maggioritario, poi trasformata tra il 2007 ed il 2008 in societ a totale capitale pubblico (89,7%
appartenente alla Provincia di Chieti ed il restante 10,3% al Comune di Chieti). La costituzione di detta societ
si resa necessaria, in primo luogo, in quanto la Provincia non aveva, nella propria dotazione organica, risorse
umane con profili professionali attinenti al settore informatico e, tantomeno, la struttura era dotata di
impianti ed attrezzature informatiche idonee a supportare le proprie necessit elaborative di gestione e
controllo amministrativo nonch di comunicazione istituzionale verso i cittadini ed altri enti. In secondo luogo,
conseguentemente alle novit introdotte dalla legge n. 10/1991 e dal D.P.R. n. 412/1993, la carenza nel proprio
organico di risorse umane con competenze tecniche ad hoc e la novit dellesecuzione di attivit connesse alla
specifica funzione amministrativa, sono state lo sprone per includere nelloggetto sociale della O.P.S. S.p.A. di
siffatte attivit e ci anche in ragione dellintendimento di avere un ruolo concreto nellespletamento di una
funzione innovativa, delicata e diretta alla tutela di interessi costituzionalmente garantiti. In sintesi, le
attivit costituenti loggetto sociale consistono nella progettazione, realizzazione, fornitura e gestione di
sistemi informativi, software di base, software applicativi e banche dati, unitamente alle attrezzature
hardware, alle reti di trasmissioni di dati, operativit nei settori delle manutenzioni delle apparecchiature di
misura, controllo e monitoraggio, anche degli impianti tecnologici, nonch dellhardware e del software,
attivit di raccolta, gestione, inserimento, trattamento, elaborazione, analisi, monitoraggio e diffusione dei
dati relativi anche alle verifiche e controllo ambientali, con particolare riferimento alle ispezioni degli impianti
termici (ex art. 31, comma 3, Legge n. 10/1991). LEnte riferisce che alla data di approvazione del piano, la
societ OPS ha in corso diverse attivit, quali il servizio VIT (verifica impinati termici per il periodo
2012/2017) e il servizio di gestione e manutenzione del SIPI (sistema informativo provinciale integrato per il
periodo 2014/2018).
In riferimento alla societ ALESA, societ a capitale totalmente pubblico e non a scopo di lucro, lEnte
riferisce che sorta come struttura operativa per la realizzazione del Programma Comunitario SAVE II,
approvato dalla Commissione Europea per la definizione e lattuazione della gestione della domanda di energia
e la promozione dellefficienza energetica. Allatto della costituzione, vennero demandate ulteriori attivit
tutte ricadenti sotto legida delluso dellenergia. Loggetto sociale di ALESA volto alla promozione
dellefficienza energetica, a favorire il miglior utilizzo delle risorse locali rinnovabili ed a migliorare la
protezione dellambiente. Inoltre ha per oggetto lattivit di assistensa nel settore energetico, ambientale ed
impiantistico nonch alla progettazione operata in detti ambiti.
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

55

LEnte riferisce che alla data di approvazione del piano, la ALESA ha in esecuzione una mole di attivit
sviluppata in campo locale, nazionale e internazionale, che in relazione al numero ed alla complessit dei
progetti in corso ed alle prospettive di sviluppo ad essi collegate generano considerevole esperienza e capacit
operative in grado di rispondere in modo adeguato alle evenienze che verranno a prospettarsi, anche in futuro
e che fanno di questa societ lo strumento indefettibile della Provincia per attivit di progettazione,
implementazione, gestione e rendicontazione di finanziamenti connessi, nelle specifiche materie, a fondi
comunitari, nazionali e regionali.
La legge 56/14 di riordino delle funzioni degli Enti di area vasta, pone la funzione sopra descritta tra
quelle non pi fondamentali della Provincia, rimettendo nella determinazione della Regione Abruzzo le
decisioni circa lo svolgimento delle azioni poste in essere dalla societ ALESA. Allo stato non vi sono
indicazioni di merito.
Successivamente alla eventuale decisione della Regione Abruzzo di mantenere in capo a s la funzione
energia attaulmente in capo alle province ai sensi del D.Lgs. 112/98 o riconfermare le stesse in capo alla
Provincia, verranno effettuate scelte di azione consequenziali. Nel contempo per la riduzione dei costi saranno
effettuate azioni concrete in riferimento al personale (in considerazione del possibile azzeramento del
contributo dei soci) in riferimento ai costi operativi (i costi per beni e servizi vanno ridotti almeno nella misura
minima del 50% rispetto a quelli dellanno 2014) e in riferimento alla riduzione di altri costi (azzeramento del
costo dellamministratore unico, con nomina di Commissario funzionario dellEnte).

In relazione al criterio del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti (lettera


b), il piano di razionalizzazione evidenzia una situazione di criticit per le seguenti societ:
Societ consortile a r.l. I.A.M., Societ consortile Sangro Aventino a r.l., Societ consortile
Trigno Sinello a r.l., Interporto Val Pescara S.p.A., Societ consortile a r.l. Centro Agroalimentare La Valle del Pescara, Eurosviluppo S.p.A., e il consorzio denominato
CODEMM le quali presentano un numero di amministratori superiore ai dipendenti;
pertanto il Piano dispone la dismissione delle relative partecipazioni.

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
In merito alla dismissione delle partecipazioni relative alle seguenti societ: Societ
consortile a r.l. I.A.M., Societ consortile Sangro Aventino a r.l., Societ consortile Trigno
Sinello a r.l., Interporto Val Pescara S.p.A., Societ consortile a r.l. Centro Agro-alimentare
La Valle del Pescara, Eurosviluppo S.p.A., oltre ai 2 consorzi CODEMM e Consorzio
esterno Lanciano-Fiera, lEnte comunica di aver provveduto alleliminazione delle proprie
partecipazioni, solamente in due societ (precisamente nella Societ consortile Sangro
Aventino a.r.l. e Interporto Val Pescara S.p.A. e nel consorzio CODEMM). Per le restanti
partecipazioni detenute e da dismettere, lEnte comunica di non aver raggiunto lobiettivo,
in quanto, a seguito di comunicazione del recesso da parte della Provincia, si ancora in
attesa di riscontro da parte delle societ, nonostante i solleciti effettuati.

56

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Tabella 15: Riepilogo organismi partecipati dalla Provincia di Chieti.

Enti non aventi forma societaria

Risultati d'esercizio
(EURO)
Ragione sociale/denominazine

Forma giuridica
dell'Ente

%
partecipazione
diretta

CONSORZIO PER L'AREA DI SVILUPPO


INDUSTRIALE DEL VASTESE

Altre forme

18,68%

CONSORZIO PER L'AREA DI SVILUPPO


INDUSTRIALE DEL SANGRO

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

23,05%

CONSORZIO PER LA TUTELA E


VALORIZZAZIONE DEGLI ECOSISTEMI
MONTANI E MARGINALI- CODEMM

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

25,00%

LANCIANO FIERA POLO FIERISTICO


D'ABRUZZO

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

24,88%

%
partecipazione
indiretta

2014

Sussistenza di criticit rispetto


ai criteri guida
lett.
a)

lett.
b)

3.223

6.491

2013

1.246 -

lett.
c)

lett.
d)

Esito

lett.
Dismissione Mantenimento
e)

FONDAZIONE MARIO NEGRI SUD

Fondazione

15,00%

SOCIETA' CONSORTILE INNOVAZIONE


AUTOMOTIVE E METALMECCANICA A R.
L.

3.047.662

Societ consortile

4,35%

SOCIETA' CONSORTILE SANGRO


AVENTINO A R. L.

Societ consortile

13,31%

SOCIETA' CONSORTILE TRIGNO


SINELLO A R. L.

Societ consortile

30,51%

SOCIETA' CONSORTILE ALESA A R.L.

Societ consortile

94,30%

INTERPORTO VAL PESCARA S.P.A.

Societ consortile

0,22%

852.270

SOCIETA' CONSORTILE A R.L. CENTRO


AGRO-ALIMENTARE "LA VALLE DEL
PESCARA"

Societ consortile

1,23%

1.032.337

ORGANIZZAZIONE PROGETTI E SERVIZI


SPA

Societ per azioni

89,70%

EUROSVILUPPO S.P.A.

Societ per azioni

4,42%

9.612
1.917

X
X

4.669

1.411
-

262.712

X
X

6.3. Comuni
Comune di LAquila
La Giunta del Comune di LAquila ha approvato il Piano operativo di
razionalizzazione delle societ partecipate in data 31 marzo 2015, pertanto nel rispetto del
termine di legge, trasmettendolo a questa Sezione con nota del 7 maggio 2015 e dandone
pubblicazione sul sito istituzionale dellEnte. Successivamente, in data 24 agosto 2015, il
Consiglio comunale approva con propria deliberazione il suddetto Piano. La Relazione sui
risultati conseguiti con il Piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni
societarie stata redatta e firmata dal Sindaco del Comune di LAquila il 31 marzo 2016,
dunque nei termini di legge; anchessa stata pubblicata e inviata a questa Sezione, con
nota del 31 marzo 2016.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


Il Piano operativo, in primis, riepiloga le azioni poste in essere dal Comune con
riguardo alle proprie societ partecipate, in via anticipatoria rispetto alla disciplina sulla
razionalizzazione di cui alla legge n. 190/2014.
In esito a tali misure, il censimento condotto alla data di redazione del Piano
evidenzia, in capo allEnte, partecipazioni complessive in 6 organismi aventi forma di
societ per azioni. Non emergono partecipazione di tipo indiretto.
Nella Tabella successiva, viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie del
Comune di LAquila, corredato della relativa quota percentuale, dei risultati di conto
economico per gli esercizi 2014 e 2013, delle criticit rilevate dallAmministrazione in
relazione alla compatibilit della partecipazione con i singoli criteri guida stabiliti dal
legislatore, nonch gli esiti della valutazione (decisione di mantenimento o dismissione).
Dallesame del Piano, emerge lintenzione del Comune di mantenere tutte le 6 societ.
Sul punto occorre dare tuttavia conto delle prospettive di razionalizzazione che
riguarderanno due societ svolgenti attivit di servizio pubblico: la A.M.A. S.p.a. e la
A.S.M. S.p.a.. Per la prima, in atto un percorso di confluenza nella societ di trasporto
regionale T.U.A. S.p.a.; per la seconda, prevista ladesione alla Convenzione con lAutorit
per la Gestione Integrata dei Rifiuti Urbani (A.G.I.R.), con conseguente gestione del
servizio sulla base di un ambito territoriale unitario (come previsto dalla l.r. Abruzzo n.
36/2013). Questo condurrebbe alla riduzione degli oneri a carico del Comune per la gestione
del servizio. Infine, nelle more dellentrata in funzione dellA.G.I.R., attraverso la
riorganizzazione prevista per il S.E.D. S.p.a. e la gestione del magazzino unico e dellofficina
centralizzata affidati allA.M.A. S.p.a., lA.S.M. S.p.a. dovrebbe beneficiare di economie di
scala su acquisti di materiali di consumo, servizi amministrativi-contabili, CUC e
magazzino. Per i processi di razionalizzazione, riguardanti le societ S.E.D. S.p.a., C.T.G.S.
S.p.a. e A.F.M. S.p.a., si dovrebbe raggiungere un miglioramento della gestione, con
possibilit di riduzione dei costi e conseguente realizzazione di risultati positivi di bilancio.

Infine, per quanto concerne la societ G.S.A. S.p.a., lEnte ritiene necessario condividere un
piano riorganizzativo ad hoc, che preveda un taglio dei costi e lottimizzazione delle risorse
umane e finanziarie, con gli altri 36 Comuni che hanno partecipazioni nella stessa.
In via generale, si osserva che, in merito al profilo dellanalisi economica alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione, il Piano operativo risulta
sufficientemente dettagliato. Pi precisamente, i documenti non si limitano a riepilogare i
dati qualitativi delle societ (iter storico di costituzione, oggetto sociale, attivit svolte,
capitale sociale, composizione dellorgano di amministrazione e numero di dipendenti), ma
si soffermano sullindividuazione delle criticit gestionali pi rilevanti e sulle azioni
strategiche da implementare per il loro superamento.
La valutazione di indispensabilit della partecipazione, per il perseguimento delle
finalit istituzionali dellEnte (criterio di cui alla lettera a) del citato comma 611), risulta
sufficientemente motivata con riguardo alle societ operanti nel settore dei servizi pubblici,
mentre appare carente rispetto a quelle di carattere strumentale. In tale ultima ipotesi,
infatti, il Piano dovrebbe valutare lindispensabilit confrontando la formula
dellacquisizione delle prestazioni mediante forma societaria con altri moduli organizzativi
(quali la reinternalizzazione o il ricorso al mercato).
In relazione al criterio del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti (lettera
b), il Piano di razionalizzazione evidenzia il rispetto del parametro, tuttavia dallo stesso si
evince leccessiva presenza di figure dirigenziali.
In relazione al criterio dellattivit analoga o similare a quella svolta da altre societ
partecipate dallEnte (lettera c), il Piano di razionalizzazione non evidenzia situazioni palesi
di criticit. Le uniche realt societarie che potrebbero dare adito a sovrapposizioni di
attivit sono la C.T.G.S. S.p.a. (operante, tra laltro, nel trasporto via cavo mediante la
Funivia Gran Sasso dItalia Fonte Cerreto Campo Imperatore) e lA.M.A. S.p.a.
(operante nel settore del trasporto pubblico su gomma). Al riguardo, il Piano d conto delle
iniziative tese ad ottenere un accorpamento delle attivit potenzialmente contigue e ne
considera possibile una reiterazione, qualora ci non comporti ostacoli alla confluenza
dellA.M.A. S.p.a. nella T.U.A. s.p.a.
Rispetto al criterio di cui alla lettera e), il Piano evidenzia le linee strategiche da
attuare ed i relativi interventi concreti al fine di ridurre i costi di gestione delle societ.
Non vengono, invece, fornite stime in merito ai potenziali risparmi conseguibili
attraverso le misure previste nel Piano, come richiesto dalle norme.

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
In merito agli obiettivi strategici prefissati nel 2015, per quanto riguarda la societ
A.S.M. S.p.a., nella Relazione conclusiva si evidenzia la riduzione dei costi della gestione
conseguita, in virt soprattutto della flessione della componente legata al personale; la
societ A.M.A. S.p.a. continua a perseguire lobiettivo di riduzione dei costi tramite
laccorpamento della societ alla T.U.A. S.p.a., la nuova azienda unica di trasporto
regionale. In merito alla societ C.T.G.S. S.p.a., nella Relazione conclusiva si evidenzia
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

59

unimportante riduzione dei costi per il personale, dovuta alla mobilit dello stesso presso
altre societ partecipate dal Comune (A.M.A. e G.S.A.). In merito alla societ A.F.M. S.p.a.,
il Consiglio comunale, con propria delibera, ha autorizzato lorgano amministrativo della
societ a rescindere anticipatamente la convenzione sottoscritta nel 2008 per la gestione
della farmacia comunale di Avezzano. Per quanto concerne la S.E.D. S.p.a., non si
ravvisano riduzioni significative di costi da conto economico. La societ G.S.A. S.p.a. non
viene trattata nella Relazione conclusiva.

60

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Tabella 16: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di LAquila

Risultati d'esercizio
(EURO)
Ragione sociale/denominazine

Forma giuridica
dell'Ente

% partecipazione
diretta

AQUILANA SOCIETA'
MULTISERVIZI SPA

Societ per
azioni

AZIENDA DELLA MOBILITA'


AQUILANA

% partecipazione
indiretta

Sussistenza di criticit rispetto ai


criteri guida
lett.
a)

lett.
b)

lett.
c)

lett.
d)

lett.
e)

Esito

2014

2013

Dismissione Mantenimento

100,00%

283.039

2.295.436

Societ per
azioni

100,00%

192.097

596.580

AZIENDA FARMACEUTICA
MUNICIPALIZZATA

Societ per
azioni

100,00%

87.782

236.502

CENTRO TURISTICO DEL GRAN


SASSO

Societ per
azioni

100,00%

639.811

GRAN SASSO ACQUA S.P.A.

Societ per
azioni

46,15%

1.149.058

SERVIZI ELABORAZIONE DATI

Societ per
azioni

100,00%

47.830

Comune di Pescara
Il piano operativo e la relativa relazione tecnica sono stati approvati dal Consiglio
comunale di Pescara con deliberazione del Consiglio comunale n. 78 del 23 giugno 2015,
pertanto con notevole ritardo rispetto al termine di legge del 31 marzo. Tali documenti sono
stati pubblicati sul sito dellEnte e inviati a questa Sezione con nota del 26 giugno 2015.
La Relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di razionalizzazione delle
partecipazioni societarie stata redatta a firma del Sindaco. La stessa, priva di data stata
pubblicata e inviata a questa Sezione con nota del 14 aprile 2016.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


Dallanalisi della documentazione prodotta, si evince che lEnte aveva gi avviato la
procedura di ricognizione delle partecipazioni societarie con atto del Consiglio Comunale n.
205 del 17 dicembre 2010, autorizzando il mantenimento delle partecipazioni ritenute
detenibili e disponendo lalienazione di quelle societ le cui attivit non sono state ritenute
strettamente necessarie (Autostrade dei Parchi S.p.A., MPS S.p.A., Consorzio per lo
Sviluppo Industriale dellArea Chieti-Pescara, Eurobic S.p.A., Centro Agroalimentare La
Valle del Pescara S.c.a.r.l., Interporto Val Pescara S.p.A.). Per tali societ veniva avviata
la procedura di alienazione, ad eccezione della societ MPS S.p.A, per la quale doveva essere
attivata la dematerializzazione dei relativi titoli quotati in borsa. Andate deserte le
procedure di evidenza pubblica per la cessione, lEnte ha richiesto alle societ in questione
la liquidazione in denaro del valore della quota di partecipazione, in base ai criteri stabiliti
dallart. 2437-ter comma 2 del Codice Civile.
Dallesame del censimento condotto nel piano in esame, escluse le predette societ per
le quali gi presa la decisione di dismissione e avviata la relativa procedura, emergono, in
capo al Comune di Pescara, partecipazioni complessive in 6 organismi aventi forma
societaria. Delle 6 partecipazioni societarie, solo una si riferisce a societ a responsabilit
limitata e le restanti hanno la forma di societ per azioni. Non vengono invece indicate
partecipazioni indirette.
Nella tabella 1 allegata viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie del
Comune di Pescara, corredato della relativa quota percentuale, dei risultati di conto
economico per gli esercizi 2014 e 2013 (nei casi in cui gli stessi sono riportati nella relazione
tecnica), nonch gli esiti della valutazione (decisione di mantenimento o dismissione).
Dalla disamina dei documenti trasmessi emerge lintenzione dellEnte di mantenere
tutte le societ.
In via generale, si osserva che il piano operativo e la relazione appaiono
sufficientemente dettagliati in merito allanalisi economico-giuridica alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione delle partecipazioni. Pi precisamente, non si
limitano a riepilogare i dati qualitativi delle societ (iter storico di costituzione, oggetto
sociale, attivit svolte, capitale sociale, composizione dellorgano di amministrazione e
numero di dipendenti), ma si soffermano sullindividuazione delle criticit gestionali pi
rilevanti e sulle azioni strategiche da implementare per il loro superamento.

Nel piano e nella relazione tecnica il portafoglio delle partecipazioni viene esaminato
alla stregua di tutti i criteri previsti dalla legge n. 190/2014. In particolare, il requisito
dellindispensabilit valutato sia rispetto ai fini sia rispetto ai mezzi e ritenuto
sussistente per tutte le sei societ. Per quanto concerne il requisito di cui alla lettera b),
vengono forniti i dati che consentono la verifica del rispetto dello stesso.
In relazione al criterio di cui alla lettera c), il Comune rileva che le societ Attiva ed
Ambiente sono entrambe coinvolte nel Ciclo integrato dei rifiuti. Tuttavia, atteso che con
l.r. n. 36/13 la Regione Abruzzo ha previsto una nuova governance per la gestione dei rifiuti
urbani istituendo lAGIR, il Comune di Pescara ha ritenuto di sospendere le valutazioni in
merito al futuro delle societ, nelle more dellattuazione del nuovo quadro regionale.
Rispetto agli obiettivi di contenimento dei costi di gestione, il piano e la relazione
indicano le iniziative intraprese per ridurre gli oneri legati alla governance societaria, per lo
pi consistenti nellistituzione della figura delllamministratore unico, in luogo dellorgano
collegiale. Come misura da adottare in prospettiva viene altres indicata la predisposizione
di un atto contenente gli indirizzi in materia di coordinamento delle politiche assunzionali
indirizzato alle societ totalmente partecipate, al fine del contenimento dei costi, definendo
altres specifici criteri e modalit di attuazione del principio di contenimento dei costi del
personale, in relazione al settore in cui ciascun organismo opera.
Da ultimo, non viene fornita alcuna quantificazione dei risparmi conseguibili
attraverso limplementazione delle misure di razionalizzazione, come invece richiesto dalla
norma.

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
In riferimento alle societ per le quali lEnte, con atto del Consiglio Comunale n. 205
del 17 dicembre 2010, ha gi disposto lalienazione e la dematerializzazione, in quanto non
ritenute strettamente necessarie (Autostrade dei Parchi S.p.A., MPS S.p.A., Consorzio per
lo Sviluppo Industriale dellArea Chieti-Pescara, Eurobic S.p.A., Centro Agroalimentare
La Valle del Pescara S.c.a.r.l., Interporto Val Pescara S.p.A.), ad oggi risulta che abbiano
provveduto a liquidare il valore in denaro della quota di partecipazione cessata, in base ai
criteri stabiliti dallart. 2437-ter del Codice Civile, solo le societ Interporto Val Pescara
S.p.A. e MPS S.p.A.; per le restanti lEnte ancora in attesa della dovuta liquidazione.
In merito alla partecipazione nella Societ Pescara Parcheggi S.r.l., successivamente
allapprovazione del piano di razionalizzazione, lEnte, con delibera di Consiglio Comunale
n. 174 del 23 dicembre 2015, ha proceduto alla revoca dello stato di liquidazione della
societ, al ripiano della perdita relativa al 2014, allaffidamento in concessione in house
providing della gestione dei parcheggi a pagamento per il periodo 2016/2020,
allapprovazione di un nuovo piano economico-finanziario 2016/2020 ed alla riduzione del
compenso per lAmministratore Unico da 30.000,00 a 25.000,00.
In riferimento alla partecipazione nella societ SAGA S.p.A., lEnte riferisce che ad
oggi non detiene pi alcuna partecipazione nella stessa.
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

63

Tabella 17: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di Pescara

Risultati d'esercizio
(EURO)
Ragione sociale/denominazine

Forma giuridica
dell'Ente

% partecipazione
diretta

PESCARA PARCHEGGI
S.R.L.

Societ a
responsabilit
limitata

A.C.A. S.P.A. IN HOUSE


PROVIDING

%
partecipazione
indiretta

Sussistenza di criticit rispetto ai


criteri guida
lett.
a)

lett.
b)

lett.
c)

lett.
d)

lett.
e)

Esito

2014

2013

Dismissione Mantenimento

100,00%

- 266.206,00

565,00

Societ per azioni

7,25%

931.321,00

- 8.016.815,00

AMBIENTE S.P.A.

Societ per azioni

13,74%

- 278.294,00

60.816,00

ATTIVA INDUSTRIA DEL


RECUPERO S.P.A.

Societ per azioni

100,00%

26.581,00

26.120,00

PESCARA GAS S.P.A.

Societ per azioni

100,00%

140.316,00

50.699,00

SOCIET ABRUZZESE
GESTIONE AEROPORTO
SPA

Societ per azioni

0,17%

- 7.740.123,00

- 5.450.808,00

Comune di Teramo
Il Consiglio del Comune di Teramo ha approvato il piano operativo e la relativa
relazione tecnica in data 31 marzo 2015, pertanto nel rispetto del termine di legge. Tali
documenti sono stati trasmessi a questa Sezione con nota dell1 aprile 2015 e pubblicati sul
sito istituzionale dellEnte. La Relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di
razionalizzazione delle partecipazioni societarie stata redatta a firma del Sindaco. La
stessa, priva di data, stata pubblicata e inviata a questa Sezione con nota n. 17988 del
31/03/2016.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


Dallesame del censimento condotto nel piano, emergono in capo allEnte
partecipazioni complessive in 13 organismi aventi forma societaria, di cui 7 dirette e 6
indirette. Sebbene, a titolo di completezza, nella successiva tabella siano riportati anche gli
organismi partecipati non aventi forma societaria, loggetto del presente esame limitato
alle partecipazioni rientranti nellambito di applicazione delle disposizioni in tema di
razionalizzazione.
Delle 11 partecipazioni societarie, 4 si riferiscono a societ consortili, 1 ha natura di
societ cooperativa, 3 di societ a responsabilit limitata e 3 sono riconducibili alla tipologia
delle societ per azioni.
Nella tabella successiva viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie del
Comune di Teramo, corredato della relativa quota percentuale, dei risultati di conto
economico per gli esercizi 2014 e 2013 (nei casi in cui gli stessi sono riportati nella relazione
tecnica), delle criticit rilevate dallamministrazione in relazione alla compatibilit della
partecipazione con i singoli criteri guida stabiliti dal legislatore, nonch gli esiti della
valutazione (decisione di mantenimento o dismissione). Dallesame del piano emerge
lintenzione del Comune di mantenere 4 societ e di dismetterne 1 (MO.TE. Montagne
Teramane e ambiente S.p.a.). Dalla documentazione emerge altres che per due
partecipazioni societarie (quelle in A.R.P.A. Autolinee regionali pubbliche abruzzesi e in
Gran Sasso Teramano S.p.a.) lEnte ha, gi alla data di redazione del Piano, dismesso la
qualifica di socio, non avendo aderito alle operazioni straordinarie di azzeramento e
successiva ricostituzione del capitale sociale.
Il Piano non contiene, invece, informazioni in merito alle partecipazioni in societ
indirette, sebbene richiesto dalle disposizioni di legge in materia di razionalizzazione
societaria.
In via generale, si osserva che il piano operativo e la relazione tecnica appaiono
sufficientemente dettagliati in merito al profilo dellanalisi economico alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione. Pi precisamente, i
documenti non si limitano a riepilogare i dati qualitativi delle societ (iter storico di
costituzione, oggetto sociale, attivit svolte, capitale sociale, composizione dellorgano di
amministrazione e numero di dipendenti), ma si soffermano sullindividuazione delle
Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

65

criticit gestionali pi rilevanti e sulle azioni strategiche da implementare per il loro


superamento.
La valutazione di indispensabilit della partecipazione per il perseguimento delle
finalit istituzionali (criterio di cui alla lettera a) del citato comma 611) non risulta sempre
sufficientemente motivata, soprattutto nei casi di societ strumentali. Ad esempio, nel caso
del Consorzio Punto Europa S.c.a.r.l., lEnte fornisce una sintetica descrizione dellattivit
svolta dalla societ, senza precisare le ragioni per le quali la stessa possa essere ritenuta
indispensabile. Come precedenemente descritto, la condizione legittimante il mantenimento
delle partecipazioni non pu essere fondata sulla mera descrizione dellattivit svolta dalla
societ, ma richiede analisi specifiche in merito al rapporto di coerenza con i fini istituzionali
dellente, al profilo della indispensabilit dello strumento societario rispetto ad altre
differenti forme organizzative (o alla scelta di fondo tra internalizzazione ed
esternalizzazione) o, ancora, allindispensabilit dellattivit svolta dalla partecipata
rispetto al conseguimento dei fini istituzionali. Conseguentemente, le decisioni di mantenere
la partecipazione nel Consorzio in esame non risulta adeguatamente supportata in relazione
al criterio di cui alla lettera a).
In relazione al criterio del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti (lettera
b), il piano di razionalizzazione evidenzia una situazione di criticit per la Farmacia
comunale, la quale presenta un numero di amministratori superiore ai dipendenti;
ciononostante non vengono contemplate n misure di revisione della composizione numerica
dellorgano di amministrazione, n di viene disposta la dismissione della societ che non
rispetta il criterio di cui alla lettera b). Vengono, invece, previste misure di riduzione degli
organi di controllo, mediante listituzione di un revisore unico in luogo del collegio sindacale,
con conseguente risparmio di spesa.
In relazione al criterio dellattivit analoga o similare a quella svolta da altre societ
partecipate dallEnte (lettera c), il piano di razionalizzazione evidenzia una situazione di
criticit solamente in merito alla partecipazione nella MO.TE. Montagne Teramane e
ambiente S.p.a., la quale svolge attivit analoga a quella della TE.AM. Ambiente S.p.a.;
pertanto il Piano dispone la dismissione della partecipazione nella prima societ, da attuarsi
mediante scambio di partecipazioni. In base a tale operazione lEnte ceder le proprie
partecipazioni alla stessa MO.TE S.p.a., ricevendo in cambio le azione che questultima
detiene nella TE.AM Ambiente S.p.a.
Loperazione descritta non appare tuttavia idonea a consentire il rispetto del quadro
normativo e, conseguentemente, alleliminazione delle societ c.d. doppione. Ci in
quanto mediante il predetto scambio azionario la partecipazione dellEnte nella MO.TE
Montagne Teramane e ambiente S.p.A. non verr eliminata ma cambier meramente
natura, passando da partecipazione diretta a partecipazione indiretta.
Il Piano e la Relazione tecnica risultano sufficientemente dettagliati in relazione alle
misure tese alla riduzione dei costi di gestione delle partecipate, individuando i settori di
intervento e le azioni da porre in essere.
Carenti risulta invece lesposizione in dettaglio dei risparmi da conseguire.
66

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
In merito alla dismissione della partecipazione relativa alla societ MO.TE. Montagne
Teramane e ambiente S.p.a., la relazione conclusiva mette in luce una riconsiderazione
delloperazione preventivata di scambio azionario. Dallesame del documento, infatti,
emerge che lassemblea ordinaria della societ avrebbe dato mandato allAmministratore
Unico di dare inizio alla procedura per il raggiungimento della vendita delle azioni possedute
dal Comune di Teramo.
Invece, in merito alla partecipazione nella Farmacia Comunale di Teramo S.r.l., lEnte
nella relazione conclusiva comunica di aver approvato le modifiche allo statuto della societ
in esame, che prevedono listituzione della figura del Revisore Unico, in luogo del Presidente
del Collegio Sindacale. Conseguentemente stato emesso avviso pubblico per la
presentazione di candidature per la nomina del Revisore Unico. Con leliminazione del
Collegio Sindacale e listituzione del Revisore Unico la spesa stata ridotta, in quanto fissata
in 3.000,00.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

67

Tabella 18: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di Teramo

Risultati
d'esercizio
(EURO)
Forma giuridica
dell'Ente

%
partecipazione
diretta

ATO 5 - TERAMANO

0,1%

CONSORZIO DEI COMUNI DEL BIM VOMANO


E TORDINO DI TERAMO

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

3,9%

CONSORZIO PER LO SVILUPPO


INDUSTRIALE DELLA PROVINCIA DI
TERAMO

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

25,3%

ENTE PORTO DI GIULIANOVA

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

1,4%

FONDAZIONE ISTITUTO TECNICO


SUPERIORE NUOVE TECNOLOGIE PER IL
MADE IN ITALY - SISTEMA
AGROALIMENTARE

Fondazione

9,1%

FARMACIA COMUNALE DI TERAMO SRL

Societ a
responsabilit limitata

51,0%

CONSORZIO PUNTO EUROPA TERAMO


SOCIETA' CONSORTILE A RESPONSABILITA'
LIMITATA

Societ consortile

51,0%

8.937

MONTAGNE TERAMANE E AMBIENTE S.P.A.


(ABBREVIATA MO.TE.AMBIENTE S.P.A. )

Societ per azioni

49,7%

68.912

RUZZO RETI S.P.A.

Societ per azioni

11,4%

TE.AM. TERAMO AMBIENTE SPA CON


ABBREVIAZIONE TE.AM. SPA

Societ per azioni

49,0%

A.I.A. SOCIETA' CONS. A R.L.

Societ consortile

Organismi partecipati aventi


forma societaria

Organismi partecipati non aventi


forma societaria

Ragione sociale/denominazine

%
partecipazione
indiretta

2014

2013

12.624

74.200

Sussistenza di criticit rispetto


ai criteri guida
lett.
a)

lett.
b)

lett.
c)

10%

lett.
Dismissione Mantenimento
e)

442.912
36.886

lett.
d)

Esito

X
X

ECO TE.SOC.CONS. R.L.

Societ consortile

INTERCREDIT CONFIDI SOC. COOP.

Societ cooperativa

IDROS S.R.L.

Societ a
responsabilit limitata

70%

EFESTO S.R.L.

Societ a
responsabilit limitata

0%

GRAN TERAMO SOCIETA' CONSORTILE

Societ consortile

1%

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

50%

69

Comune di Chieti
La Giunta del Comune di Chieti ha approvato il Piano operativo di razionalizzazione
delle societ partecipate in data 31 marzo 2015, pertanto nel rispetto del termine di legge,
trasmettendolo a questa Sezione con nota del 2 aprile 2015, dandone pubblicazione sul sito
istituzionale dellEnte. Non stata predisposta, invece, la Relazione tecnica richiesta dalle
norme. La Relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di razionalizzazione
delle partecipazioni societarie stata redatta e firmata dal Sindaco del Comune di Chieti il
31 marzo 2016, dunque nei termini di legge; anchessa stata pubblicata e inviata a questa
Sezione, con nota del 31 marzo 2016.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


Dallesame del censimento condotto nel Piano, emergono in capo allEnte
partecipazioni complessive in 10 organismi aventi forma societaria. Sebbene, a titolo di
completezza, nella successiva Tabella siano riportati anche gli organismi partecipati non
aventi forma societaria, loggetto del presente esame limitato alle partecipazioni rientranti
nellambito di applicazione delle disposizioni in tema di razionalizzazione.
Delle 10 partecipazioni societarie: 1 si riferisce a societ consortile, 2 hanno natura di
societ a responsabilit limitata e 7 sono riconducibili alla tipologia delle societ per azioni.
Il Piano non riporta indicazioni in merito a partecipazioni indirette.
Nella Tabella successiva, viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie del
Comune di Chieti, corredato della relativa quota percentuale, dei risultati di conto
economico per gli esercizi 2014 e 2013, delle criticit rilevate dallAmministrazione in
relazione alla compatibilit della partecipazione con i singoli criteri guida stabiliti dal
legislatore, nonch gli esiti della valutazione (decisione di mantenimento o dismissione).
Dallesame del Piano, emerge lintenzione del Comune di mantenere 3 societ, di dismetterne
2 (Interporto Val Pescara S.p.a. ed A.R.P.A. S.p.a.) e di rinviare ogni decisione di merito
per ulteriori 2 societ (Consorzio per lo sviluppo industriale dellArea Chieti-Pescara, A.C.A.
S.p.a.). Dalla documentazione emerge, altres, che per due partecipazioni societarie (quelle
in Eurobic S.p.a. ed in Finanziaria di Partecipazioni ed Investimenti S.p.a.) sono gi stati
stipulati i contratti di cessione ed il Comune ha gi incassato le somme dovute ( 129.040);
la societ S.A.G.A. S.p.a. (inserita tra le societ dismesse) non pi detenuta, in quanto la
societ ha ripianato le perdite con aumento di capitale sociale ed il Comune, non
partecipando a tale operazione, ha perso la propria quota di capitale sociale, uscendo di fatto
dalla compagine sociale.
In via generale, si osserva che in merito al profilo dellanalisi economica alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione, il Piano operativo risulta
sufficientemente dettagliato. Pi precisamente, i documenti non si limitano a riepilogare i
dati qualitativi delle societ (iter storico di costituzione, oggetto sociale, attivit svolte,
capitale sociale, composizione dellorgano di amministrazione e numero di dipendenti), ma

si soffermano sullindividuazione delle criticit gestionali pi rilevanti e sulle azioni


strategiche da implementare per il loro superamento.
La valutazione di indispensabilit della partecipazione, per il perseguimento delle
finalit istituzionali (criterio di cui alla lettera a) del citato comma 611), non risulta sempre
sufficientemente motivata; essa si riduce ad una mera affermazione di connesione con le
finalit dellEnte. Ad esempio, nel caso dellA.L.E.S.A. S.r.l. e dellO.P.S. S.p.a., lEnte
fornisce una sintetica descrizione dellattivit svolta dalla societ, senza precisare le ragioni
per le quali la stessa possa essere ritenuta indispensabile. Come precedenemente descritto,
la condizione legittimante il mantenimento delle partecipazioni non pu essere fondata sulla
mera descrizione dellattivit svolta dalla societ, ma richiede analisi specifiche in merito al
rapporto di coerenza con i fini istituzionali dellEnte, al profilo della indispensabilit dello
strumento societario rispetto ad altre differenti forme organizzative (o alla scelta di fondo
tra internalizzazione ed esternalizzazione) o, ancora, allindispensabilit dellattivit svolta
dalla partecipata rispetto al conseguimento dei fini istituzionali. Conseguentemente, le
decisioni di mantenere le partecipazioni nelle societ in esame non risultano adeguatamente
supportate in relazione al criterio di cui alla lettera a).
In relazione al criterio del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti (lettera
b), il Piano di razionalizzazione evidenzia il rispetto del parametro solamente per la
Teateservizi S.r.l.. Per gli altri casi, il Piano non include i dati (numero di dipendenti e di
amministratori) necessari per verificare il criterio in esame.
In relazione al criterio dellattivit analoga o similare a quella svolta da altre societ
partecipate dallEnte (lettera c), il Piano di razionalizzazione non evidenzia situazioni di
criticit.
Fatta eccezione per la Teateservizi S.r.l., il Piano trascura i profili legati alla riduzione
dei costi di gestione delle societ, omettendo di indicare le linee strategiche da attuare e i
relativi interventi concreti

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
In merito alla dismissione della partecipazione relativa alla societ Interporto Val
Pecara S.p.a., nella Relazione conclusiva si evidenzia come, a seguito della nota del Comune
di Chieti prot.n. 51194 del 05.11.2015 in conseguenza delle interpretazioni contenute nel
decreto Enti Locali n. 125 del 06.08.2015 in merito allapplicabilit della Legge 147/2013, la
societ abbia liquidato la partecipazione per 1.502,27 in data 15.12.2015.
Invece, in merito alla partecipazione nella societ A.R.P.A. S.p.a., nella Relazione
conclusiva si evidenzia come la societ stessa non abbia completato la procedura di acquisto
di azioni proprie (48.000 ) per sopravvenute situazioni di difficolt economiche. LEnte,
dopo aver richiesto chiarimenti allA.R.P.A. S.p.a., ha avanzato nuovamente la
liquidazione in denaro della quota ex art. 1 c.569 Legge 147/2013, e successive precisazioni
ai sensi della Legge n.125 del 06.08.2015.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

71

Tabella 19: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di Chieti

Risultati d'esercizio
(EURO)

Organismi partecipati aventi forma societaria

Organismi
partecipati non
aventi forma
societaria

Ragione sociale/denominazine

Forma
giuridica
dell'Ente

Ente D'Ambito Ottimale n. 4 del


Pescarese - A.T.O,

%
%
partecipazione partecipazione
diretta
indiretta
8,00%

AZIENDA SPECIALE
MULTISERVIZI CHIETI
SOLIDALE

Azienda
speciale

100,00%

AUTOLINEE REGIONALI
PUBBLICHE ABRUZZESI
ARPA S.P.A.

Societ per
azioni

0,26%

AGENZIA LOCALE PER


L'ENERGIA E LO SVILUPPO
AMBIENTALE SRL

Societ a
responsabilit
limitata

3,00%

TEATESERVIZI S.R.L.

Societ a
responsabilit
limitata

100,00%

A.C.A. S.P.A. IN HOUSE


PROVIDING

Societ per
azioni

4,35%

EUROSVILUPPO SPA (EX


EUROBIC ABRUZZO MOLISE SPA)

Societ per
azioni

FINANZIARIA DI
PARTECIPAZIONE E
INVESTIMENTI SPA

2014

lett. lett.
a)
b)

2013

avanzo

Sussistenza di criticit rispetto


ai criteri guida
lett.
c)

lett.
d)

Esito

lett.
Dismissione Mantenimento
e)

avanzo

23.989

80.897

12.618.313

1.220

8.560

5.421.187

0,01%

262.712

dismessa

Societ per
azioni

0,20%

6.866.394

dismessa

INTERPORTO VALPESCARA
S.P.A.

Societ per
azioni

0,11%

852.270

ORGANIZZAZIONE
PROGETTI E SERVIZI SPA

Societ per
azioni

10,30%

1.917

9.016
2.362.832

11.472

1.411

X
X

SAGA Societ Abruzzese


Gestione Aereoporto S.p.a.

Societ per
azioni

0,17%

5.450.808

CONSORZIO PER LO
SVILUPPO INDUSTRIALE
DELL'AREA CHIETI PESCARA

Societ
consortile

10,28%

580.628

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

73

Comune di Montesilvano
Il Consiglio del Comune di Montesilvano ha approvato il piano operativo e la relativa
relazione tecnica in data 8 maggio 2015, pertanto con notevole ritardo rispetto al termine di
legge. Tali documenti sono stati trasmessi a questa Sezione con nota dell8 maggio 2015 e
pubblicati sul sito istituzionale dellEnte. La Relazione sui risultati conseguiti con il piano
operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie stata redatta a firma del
Sindaco in data 31/03/2016. La stessa, stata pubblicata e inviata a questa Sezione con nota
n. 17647 del 31/03/2016.

Esame del piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie.


Dallesame del censimento condotto nel piano, emergono in capo allEnte
partecipazioni complessive in 6 organismi aventi forma societaria, a partecipazione diretta.
Sebbene, a titolo di completezza, nella successiva tabella siano riportati anche gli organismi
partecipati non aventi forma societaria, loggetto del presente esame limitato alle
partecipazioni rientranti nellambito di applicazione delle disposizioni in tema di
razionalizzazione. Delle 6 partecipazioni societarie, 5 si riferiscono a societ per azioni e 1 a
responsabilit limitata.
Nella tabella successiva viene riportato lelenco delle partecipazioni societarie del
Comune di Montesilvano, corredato della relativa quota percentuale, dei risultati di conto
economico per gli esercizi 2014 e 2013 (nei casi in cui gli stessi sono riportati nella relazione
tecnica), delle criticit rilevate dallamministrazione in relazione alla compatibilit della
partecipazione con i singoli criteri guida stabiliti dal legislatore, nonch gli esiti della
valutazione (decisione di mantenimento o dismissione). Dallesame del piano emerge
lintenzione del Comune di mantenere 3 societ e di dismetterne 3 (Pescarainnova S.r.l.,
Ecoemme S.p.A., Palacongressi S.p.A.).
In via generale, si osserva che il piano operativo e la relazione tecnica appaiono
sufficientemente dettagliati in merito al profilo dellanalisi economico alla base della
valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione. Pi precisamente, i
documenti non si limitano a riepilogare i dati qualitativi delle societ (iter storico di
costituzione, oggetto sociale, attivit svolte, capitale sociale, composizione dellorgano di
amministrazione e numero di dipendenti), ma si soffermano sullindividuazione delle
criticit gestionali pi rilevanti e sulle azioni strategiche da implementare per il loro
superamento.
La valutazione di indispensabilit della partecipazione per il perseguimento delle
finalit istituzionali (criterio di cui alla lettera a) del citato comma 611) non risulta sempre
sufficientemente motivata. Ad esempio, nel caso della Eurosviluppo S.p.a, lEnte fornisce
una sintetica descrizione dellattivit svolta dalla societ, senza precisare le ragioni per le
quali la stessa possa essere ritenuta indispensabile. Come precedenemente descritto, la
condizione legittimante il mantenimento delle partecipazioni non pu essere fondata sulla
mera descrizione dellattivit svolta dalla societ, ma richiede analisi specifiche in merito al
rapporto di coerenza con i fini istituzionali dellente, al profilo della indispensabilit dello

strumento societario rispetto ad altre differenti forme organizzative (o alla scelta di fondo
tra internalizzazione ed esternalizzazione) o, ancora, allindispensabilit dellattivit svolta
dalla partecipata rispetto al conseguimento dei fini istituzionali. Inoltre, la valutazione in
merito alla sussistenza del requisito dellindispensibilit non appare coerente con le
dimensioni minime della partecipazione che non consentono un effettiva influenza sulla
societ. Conseguentemente, la decisione di mantenere la partecipazione nella Societ in
esame in esame non risulta adeguatamente supportata in relazione al criterio di cui alla
lettera a).
In merito al criterio del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti (lettera b),
il piano di razionalizzazione evidenzia criticit in riferimento alle 3 societ (Pescarainnova
S.r.l., Ecoemme S.p.A., Palacongressi S.p.A.) poste in dismissione dallEnte.
Il Piano e la Relazione tecnica risultano sufficientemente dettagliati in relazione alle
misure tese alla riduzione dei costi di gestione delle partecipate, individuando i settori di
intervento e le azioni da porre in essere.
Carenti risulta invece lesposizione in dettaglio dei risparmi da conseguire.

Esame della relazione sui risultati conseguiti con il piano operativo di


razionalizzazione delle partecipazioni societarie.
In merito alle 3 societ oggetto di dismissione, lEnte comunica che, mentre per il
Palacongressi S.p.A. e per Ecoemme S.p.A. erano gi poste in liquidazione prima
delladozione del piano, la societ Pescarainnova S.r.l. lunica partecipazione per la quale
il piano prevedeva lavvio del processo di dismissione; per questultima, nel corso della
conseguente attivit istruttoria, sono state riscontrate difficolt nella vendita della
minimale partecipazione di propriet dellEnte. Inoltre, il Comune di Montesilvano riferisce
che le partecipazioni nelle 3 societ non comportano oneri a carico del bilancio comunale.

Corte dei conti | Referto piani di razionalizzazione partecipate Abruzzo (art.1, c. 611-612, L. n.190/2014)

75

Tabella 20: Riepilogo organismi partecipati dal Comune di Montesilvano

Enti con forma societaria

Enti non aventi forma societaria

Risultati
d'esercizio
(EURO)
%
partecipazione
indiretta

Sussistenza di criticit rispetto


ai criteri guida

Esito

Ragione sociale/denominazine

Forma giuridica
dell'Ente

%
partecipazione
diretta

AZIENDA SPECIALE PER I SERVIZI SOCIALI


DEL COMUNE DI MONTESILVANO

Azienda speciale

100,00%

CONSIDAN CONSORZIO INTERCOMUNALE


DEPURAZIONE ACQUE NERE
MONTESILVANO-SILVI CITT S. ANGELO IN
LIQUIDAZIONE

Consorzio (compresi
enti di governo
d'ambito - ATO)

58,00%

PESCARINNOVA SRL

Societ a
responsabilit limitata

3,75%

0,00

ACA SPA

Societ per azioni

2,74%

- 8.016.815

AMBIENTE S.P.A.

Societ per azioni

8,60%

60.816

ECOEMME SPA

Societ per azioni

49,85%

450.980

EUROSVILUPPO SPA (EX EUROBIC ABRUZZO


- MOLISE SPA)

Societ per azioni

0,01%

262.712

PALACONGRESSI SPA

Societ per azioni

51,00%

- 5.433

2014

2013

lett.
a)

lett.
b)

lett.
c)

lett.
d)

lett.
Dismissione Mantenimento
e)

X
X
X