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ARCHEOLOGIA

STORIA
SCIENZA
E MISTERO

ANNO I
LUGLIO 2011

OMAGGIO

14

PA
G

IN

PIRAMIDI
BOSNIACHE

Tra scoperte e sabotaggi

CATARI: I BONI HOMINES


STORIA: LA BIBBIA SVELATA
UFO: LA STELLA DI BETLEMME
ARCHEO: LA PI ANTICA CHIESA CRISTIANA

IN QUESTO NUMERO:

17 ARTICOLI 20 NEWS 5 LIBRI 6 VIDEO 4 SITI WEB

LUGLIO 2011 | N.1

SOMMARIO
Editoriale
News
Video
Libreria
Siti web
Mostre & eventi

3
5
21
23
27
29

RUBRICHE
Trasmutazione dello spirito
nellevoluzione universale
cosmica
di Lilly Antinea Astore

33

ARTICOLI
Missione italiana sulle
piramidi bosniache
Le ricerche e i risultati
di Paolo Debertolis

Il mio primo incontro


con Sai Baba

35

41
Il cosmo mi parla
45
Il simbolismo della Piramide
51

69
81

I Catari: i seguaci dellAnticristo


di Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti

Homo Saurus

Un alieno dacqua dolce


di Unconventional Research Group

Luomo che super i confini


del mondo

89

Vita e viaggi di Cristoforo Colombo


di Ruggero Marino

Agopuntura,Yoga e
silenzio

95
99

Luniverso frattale e lilluminazione del S


di Michele Proclamato

Custodi dellImmortalit

Le piramidi, lo Zed, Osiride, Orione e Iside


di Piero Magaletti

Incontri ravvicinati del IV tipo

Dal mito dei rapimenti reali alla teoria delle


interferenze mentali. Presentazione di un
caso. Parte I
di Giulia M. DAmbrosio e Duccio Calamandrei

105
113

Passaggio in India, ai piedi di Swami


di Tullia Parvathi Turazzi

Ciclopi del Nord

ora di svegliarsi, figlia


di Anja Zablocki

Il sito proto-cristiano di
Haroba Kosht (III XIII sec.)

Le radici di una scienza antica


di Antonio Crasto

La Bibbia svelata

Non ci hanno raccontato tutto


e nemmeno il vero
di Mauro Biglino

La Stella di Betlemme
era un UFO?

Riflessioni sulla cometa avvistata


ai tempi di Ges
di Vincenzo Di Gregorio

I Boni Homines

Runa Bianca

Omero nel Baltico


di Felice Vinci

119

La scoperta della pi antica chiesa cristiana.


Parte I
di Gabriele Rossi Osmida

Il passaggio segreto di
S. Marco

129
59 Il Cerchio della Vita
135
Runa Bianca
63 Anticipazioni
numero 2 agosto 2011 142
Archeologia del Sottosuolo
di Luigi Bavagnoli e Margherita Guccione
La porta del tempo
di Mario Balocco

Luglio 2011 | n.1

EDITORIALE
tempo di lettura 4 minuti

di Vincenzo Di Gregorio

Siamo arrivati al secondo numero...

iamo arrivati al secondo numero di


Runa Bianca ed gi tempo di consuntivi. Il numero Zero andato
molto bene, superiore a tutte le nostre aspettative. Abbiamo riscontrato un grande interesse sia negli utenti sia negli autori, che
hanno giustamente visto in questa iniziativa
editoriale online, un qualcosa che sinora
mancava nel patrimonio culturale ed editoriale italiano.
Runa Bianca garantir sempre la massima
trasparenza nella pubblicazione dei vari articoli con date condivise e un rapporto ed accordi chiari e onesti con i singoli autori. La nostra filosofia avete avuto modo di conoscerla
attraverso il nostro numero Zero ma anche
attraverso il nostro sito internet (www.runabianca.it) in cui campeggia un trinomio per
noi fondamentale Trasparenza, Gentilezza e
Cortesia e dal motto Prima che studiosi siamo tutti amici accomunati da una stessa passione e su tale traccia vorremmo improntare
la nostra e la vostra collaborazione.
Nel frattempo il passaparola ci ha gi fatto diffondere a macchia dolio nel web, leco
della nostra iniziativa stata incredibile portandoci inaspettatamente ad essere recensiti
anche in siti doltralpe XGate (www.x-gate.ch/
index.aspx?m=1400).
Il nostro PDF stato scaricato da moltissimi siti che lo hanno letteralmente fagocitato contribuendo alla sua diffusione ma ancor
pi alla divulgazione delle teorie e delle idee
proposte dai nostri autori.
Nella rete il passa parola ha raggiunto decine di migliaia di persone, vedremo di non
disattendere le loro aspettative.
Stiamo lavorando per Voi su molti fronti e
oltre a contattare i migliori ricercatori italiani
(e non-italiani) stiamo anche intraprendendo

Luglio 2011 | n.1

iniziative e spedizioni che un eMagazine che


si rispetti non pu ne deve trascurare. Stiamo
per effettuare ricerche mirate in siti italiani e
stranieri che faranno sicuramente scaturire
interessantissimi report di cui i nostri lettori
avranno sempre lanteprima assoluta. Per lanno prossimo stiamo anche organizzando un
grande evento da coordinare assieme ad altri
noti protagonisti della cultura italiana, mentre parallelamente stiamo predisponendo
la creazione e luscita di numeri Monografici
da collezione, su alcuni temi noti, arcinoti, o
poco conosciuti, ma sempre col taglio della
nostra rivista, nellintento di far parlare tutti i protagonisti e i ricercatori, per mettere a
confronto pi ipotesi e pi tesi senza filtri o
censure. Frammenti di verit sicuramente
usciranno fuori, spetter a tutti voi saperli cogliere e giudicare.
Ma veniamo a questo numero.
Come nei film di successo, dopo il primo
tutti si aspettano luscita del secondo per vedere se allaltezza del precedente e se lo ...
forse non stato un caso!
Noi riteniamo che il caso non esista ma
tutto quello che facciamo e che ci accade sia
il frutto di determinate azioni, magari anche
non del tutto consapevoli. Quindi se c una
formula vincente la formula che crea il successo, a prescindere da tanti altri fattori, e la
formula in questo caso la qualit che alla
lunga paga sempre.
Come potete vedere il sommario di questo numero ricchissimo di molti nomi noti
per chi mastica da un po di anni questi argomenti. Vi sono per anche delle New-Entry
deccezione come il gruppo di ricerca che sta
indagando da mesi sulle Piramidi Bosniache.
Limportanza dei loro risultati, la loro professionalit, le potenziali conseguenze sulla-

Runa Bianca

EDITORIALE

Vincenzo Di Gregorio

pertura di porte mai aperte sul nostro passato


di europei, ci ha indotto a dedicare la copertina di questo numero alla piramide del sole
di Visoko e a pubblicare uninteressantissimo
report da parte del capo-missione il Prof. De
Bertolis delluniversit di Trieste.
Alcuni elementi della nostra redazione si
recheranno questestate sul posto e vi saranno sicuramente degli sviluppi nelle ricerche
che vi saranno puntualmente documentate,
quasi in diretta, nei prossimi numeri.
Vi segnalo il profondo articolo di Lilly
Antinea Astore che ci indica come rispondere
ad alcune delle domande esistenziali pi profonde e rimaste sinora senza risposta. Alcuni
nuovi autori ci hanno dato la loro adesione inviandoci un articolo di presentazione
come Mauro Biglino o Tullia Parvathi Turazzi.
Mentre il primo ci fa intravedere alcune
nuove chiavi di lettura della Bibbia la seconda
ci descrive un affresco del suo arrivo in India.
Una foto a colori in cui si avvertono i profumi
delloriente, questo solo per scaldare i motori
per i report che saranno pubblicati nei prossimi numeri ma non vi tedio oltre e vi lascio
alla lettura di questo nuovo secondo numero
della Runa Bianca.
Buona lettura e a presto!

Arch. Vincenzo Di Gregorio


Tutti i diritti di riproduzione degli articoli
pubblicati sono riservati. Manoscritti e originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Il loro invio implica il consenso gratuito
alla pubblicazione da parte dellautore. vietata la riproduzione anche parziale di testi, e
fotografie, documenti, etc. senza il consenso
scritto dellautore e della rivista Runa Bianca.
La responsabilit dei testi e delle immagini
pubblicate imputabile ai soli autori.

Runa Bianca

COMITATO REDAZIONALE
Vincenzo Di Gregorio
Lilly Antinea Astore
Enrico Baccarini
Andrea Critelli

Per contattare la redazione,


collaborare, segnalare libri,
eventi potete scrivere a
redazione@runabianca.it

www.runabianca.it
HANNO COLLABORATO
Anja Zablocki
Antonio Crasto
Duccio Calamandrei
Felice Vinci
Gabriele Rossi Osmida
Giulia M. DAmbrosio
Luigi Bavagnoli
Margherita Guccione
Mario Balocco
Mauro Biglino
Michele Proclamato
Osvaldo Carigi
Paolo Debertolis
Piero Magaletti
Ruggero Marino
Stefania Tavanti
Tullia Parvathi Turazzi
Unconventional Research Group
SVILUPPO E PROGETTO GRAFICO
Andrea Critelli

Luglio 2011 | n.1

NEWS
tempo di lettura 44 minuti

a cura di Enrico Baccarini

Le notizie pi interessanti dal web


ARCHEOSTORIA
La civilt perduta
dellAmazzonia

egli ultimi anni gli archeologi hanno


scoperto in Amazzonia le tracce di
antichi insediamenti, densamente
popolati. Ci fa supporre lesistenza di societ
pi consistenti e pi sviluppate di quanto finora di ritenesse.
Larcheologa Denise Schaan, dellUniversit Federale di Par in Brasile, ha steso una
mappa di gruppi di misteriose sculture realizzate sulle rocce tra 700 e 2000 anni fa. Si
trovano inoltre 269 opere realizzate in terra,
di forme circolari e rettangolari, sparse su
unarea di 40.000 km quadrati, realizzate per
scopi finora sconosciuti, ma Schaan sospetta
che si trattasse di centri cerimoniali. Tali opere potevano essere realizzate soltanto da una
popolazione numerosa e ben coordinata, ha
dichiarato la ricercatrice.
Larcheologa brasiliana Helena Lima dellUniversit Federale di Amazonas pensa che gi
insediamenti identificati abbiano una lunga
storia. Oltre alle centinaia di intagli e sculture
di volti umani, risalenti tra 3000 e 7000 anni
fa, Lima ha trovato anche oggetti di terracotta, che suggeriscono lesistenza di una rete di
villaggi ramificata in tutta la parte centrale
dellAmazzonia.
La fitta foresta non sembra adatta al fiorire duna civilt, ma un ricercatore suggerisce
che il paesaggio anticamente fosse molto diverso.
Larcheologo Augusto Oyuela-Caycedo
dellUniversit di Florida ricorda che le tracce
di cereali e di altre coltivazioni nel Per nordorientale indicano che le grandi piane semia-

Luglio 2011 | n.1

ride della regione erano in realt dolci praterie, coltivate con cura dai loro abitanti.

Discover
2 luglio 2011

ARCHEOSTORIA
Scoperta una nuova specie
di dinosauri: la pi piccola
mai conosciuta

coperta da due paleontologi dellUniversit di Portsmouth una nuova


specie di minuscoli dinosauri, che
potrebbe essere la pi piccola mai conosciuta. A individuare la nuova specie, trovata in
una fossa a Bexhill, nellEast Sussex, sono stati
Darren Naish e Steve Sweetman. La scoperta
sar descritta nel prossimo numero del Cretaceous Research.

Corriere del Giorno


20 giugno 2011

Runa Bianca

NEWS
ARCHEOSTORIA
Scoperta a Palenque una
tomba maya

l solstizio destate non poteva portare


migliori auspici per larcheologia. In contemporanea con la scoperta in Egitto
della seconda barca solare di Cheope, dallaltra parte del mondo, allombra di altre piramidi, sono venute alla luce importanti rinvenimenti. Luso di una piccola telecamera ha permesso di addentrarsi allinterno di quella che
sembra essere una tomba intatta di un capo
maya della citt di Palenque, nello stato messicano del Chiapas. Larea funeraria, seppellita
per circa 1.500 anni, si trova allinterno di una
piramide dellAcropoli a sud dellarea archeologica della grande citt maya; era conosciuta gi dal 1999 ma linstabilit della struttura,
con il pericolo che parte delledificio potesse
crollare sulla tomba, impediva laccesso. La
microcamera, spinta fino a cinque metri di
profondit attraverso un piccolo buco nella
piramide, ha mostrato affreschi sulle pareti
e a terra oggetti del corredo funerario composto perlopi da reperti in ceramica, giada e
madreperla. Le pitture rappresentano figure
in nero su uno sfondo rosso vivo. La ricchezza
del corredo ha spinto gli archeologi a credere
che si tratti della sepoltura di un capo religioso. Per il momento le riprese hanno permesso
di identificare solo alcuni oggetti archeologici per cui sembra che manchi il sarcofago,
come stato invece riscontrato nella famosa
sepoltura di Pakal il Grande (Knich Janaab
Pakal) 615-683 d.C. , il pi conosciuto dei signori maya, trovata da Alberto Ruz negli anni

Runa Bianca

a cura di Enrico Baccarini


cinquanta non molto lontano, nella stessa
Palenque, nel Tempio delle Iscrizioni. Larea
archeologica abbraccia attualmente pi di
due chilometri quadrati, ma gli archeologi
calcolano che si esplorato solo il 10
per cento della citt. Migliaia di strutture risultano essere ancora coperte
dalla folta vegetazione della giungla.
In Palenque, come in altre citt maya,
il problema della ricostruzione storica
sta nel fatto che gli ultimi governanti
si sono fatti seppellire sulle tombe dei
predecessori. Praticamente Pakal ed
altri signori del periodo classico tardo,
con la costruzione dei propri edifici sacri, hanno in parte distrutto e celato le
epoche anteriori, il periodo formativo
ed il primo periodo classico. La tomba investigata, di circa cinque metri quadrati, secondo
gli esperti dovrebbe datare tra il 431 ed il 550
dopo Cristo, primo periodo classico, e da ci
il suo straordinario interesse. Alcuni studiosi
pensano che potrebbe trattarsi del sepolcro
di KukBahlam, il primo signore della cittstato. Altri sperano che si tratti della tomba
di Ix Yohl Iknal, la famosa donna che govern
Palenque. Nellarea fu gi trovata nel 1994 la
tomba di una donna di alto rango e di gran
prestigio, battezzata dagli archeologi come la
Regina Rossa per il pigmento rosso che copriva la sua sepoltura.
Giuseppe Lembo
ArcheoMolise
25 giugno 2011

ARCHEOSTORIA
Nuove indagini su Ciro,
il dinosauro meglio
conservato del mondo

ppena uscito dalluovo 110 milioni


di anni fa in una zona ora in provincia di Benevento. Lunico fossilizzato insieme agli organi interni, ora sottoposto
a una vera e propria autopsia.
Sulla bianca lastra di calcare, non pi
grande di un piatto, la breve esistenza di un

Luglio 2011 | n.1

a cura di Enrico Baccarini


dinosauro neonato appare in tutta la sua
istantanea, minuta fragilit. Ma questa vita,
per breve che fu, venne letteralmente intrappolata nella vertiginosa profondit del tempo
geologico, facendosi quasi eterna. Questo il
paradosso di Ciro, che oggi, capita la sua vera
et anagrafica, affascina ancora di pi: visse
soltanto una manciata di giorni.
Appena sgusciato fuori da un uovo, con la
fontanella aperta sul capo come nei cuccioli
di uomo e con il ventre ancora gonfio di una
piccola riserva di tuorlo, ebbe giusto il tempo di guardarsi intorno stupito, sgranchirsi le
gambe al tepore del sole, assaporare i primi
pasti. Anche questi conosciamo bene, ora, addirittura nellordine in cui furono ingeriti: nel
suo intestino, lo stesso incredibile destino cristallizz le scaglie di una sardina, i cui anelli di
accrescimento dicono che
aveva nuotato
per nove stagioni, prima di
finire tra i dentini seghettati
di Ciro; poi un
piccolo rettile e un altro
pesce, e infine la zampa
di una grande
lucertola, cos
grande
per
lui, che furono i genitori a
procacciarla.
Il dinosauro
neonato non
ebbe neppure il tempo di
digerirla, che vento e acqua lo spazzarono
via improvvisamente, sottraendolo alla vita e
immobilizzandolo per 110 milioni di anni nel
fondo fangoso del mare che piano piano diventava roccia. Tanto dovuto passare, finch
altri esseri potessero scoprire chi fosse questa
creatura e come avesse trascorso la sua brevissima esistenza.
Unico dinosauro al mondo fossilizzato con
gli organi interni, e dunque primo al mondo

Luglio 2011 | n.1

NEWS
a poter essere sottoposto a una vera e propria autopsia, Scipionyx samniticus divenne
una star della paleontologia conquistando la
copertina diNaturenel 1998, con un articolo
firmato dai paleontologi Cristiano Dal Sasso e
Marco Signore. Ma era solo linizio. Il battesimo scientifico di Ciro come lo chiamarono
i giornalisti italiani mirava in primis a riconoscere i caratteri peculiari dello scheletro e
dunque a confermare lidea che il primo dinosauro trovato in territorio italiano fosse anche
una specie nuova per la scienza. Le ricerche
sono continuate con metodi di studio sempre
pi moderni e oggi, dopo cinque anni di Tac,
fotografie in luce ultravioletta, esplorazioni
al microscopio elettronico su microcampioni infinitamente piccoli, Dal Sasso e Simone
Maganuco hanno fatto cos tante nuove scoperte da riempire un volume di 300 pagine.
Le eccezionali fotografie e le dettagliate ricostruzioni anatomiche appena pubblicate dai
due paleontologi del Museo di Storia naturale di Milano documentano in modo inequivocabile cheScipionyxda Pietraroia (Benevento)
il dinosauro meglio conservato al mondo.
Per essere un fossile, Ciro presenta una
ineguagliabile variet di tessuti molli, molti
dei quali mai visti in alcun altro dinosauro: legamenti intervertebrali, cartilagini articolari
nelle ossa delle zampe, muscoli e connettivi
del collo, parte della trachea, residui dellesofago, tracce del fegato, lintero intestino, vasi
sanguigni mesenterici, capillari ramificati, fasci muscolari degli arti posteriori e della coda
composti da cellule ancora perfettamente
striate, addirittura i batteri che colonizzavano
lintestino. inoltre ineguagliabile il dettaglio
con cui questi tessuti sono fossilizzati: grazie
a particolari condizioni fisico-chimiche, essi
sono stati replicati da cristalli pi piccoli di
un millesimo di millimetro, che ancora oggi
ci mostrano strutture di dimensioni cellulari e
subcellulari. Ancora pi stupefacente appare
che alcuni elementi chimici, una volta utilizzati dalle cellule vive, come il ferro accumulato nellemoglobina del sangue, non siano
stati rimossi dalle acque mineralizzanti ma siano stati riutilizzati nella rapidissima fossilizzazione dellanimale, incorporati nei cristalli
di limonite che formano una grande macchia

Runa Bianca

NEWS

a cura di Enrico Baccarini

rossa, presente nel torace del piccolo dinosauro.


La microsonda che ha effettuato le analisi chimiche non ha lasciato dubbi: quel ferro
autigeno. Ovvero, quegli stessi atomi, 110
milioni di anni fa, si trovavano nei globuli
rossi di Ciro che, spinti da un piccolo cuore
pulsante, trasportavano ossigeno vitale in un
caldo corpicino piumoso. Secondo il teamdi
esperti di fama mondiale che ha valutato la ricerca dei paleontologi milanesi, le descrizioni
e le illustrazioni pubblicate nella monografia
suScipionyxpermetteranno di confrontare la
morfologia dei tessuti molli di un importante
gruppo estinto di animali, quali sono i dinosauri, con le analoghe strutture biologiche osservabili nei vertebrati viventi. Pertanto Ciro
destinato a far parlare di s ancora per molto e a diventare un esemplare di riferimento
per un gran numero di discipline scientifiche,
coinvolgendo non solo paleontologi ma anche biologi evoluzionisti, morfologi funzionali, anatomisti comparati, fisiologi, veterinari, erpetologi e ornitologi.
Cristiano Dal Sasso
(sezione di paleontologia dei vertebrati,
Museo di Storia naturale di Milano)

Il Corriere della Sera


20 giugno2011

ARCHEOSTORIA
Una Stele di Rosetta per la
scrittura dellIndo

i piacciono i misteri e gli enigmi


delle antiche scritture? Certamente
piacciono a Rajesh Rao, un neuroscienziato esperto di computer, ricercatore
presso lUniversit di Washington, Seattle. Ha
dedicato parecchio del suo tempo a risolvere
il principale dei problemi di parole crociate:
come decifrare la scrittura dellIndo, di oltre
anni fa. Il Dr Rao ha usato modelli informatici
per capire i meccanismi della mente umana
in due direzioni: per sviluppare modelli che
descrivessero come pensa la mente umana,
e per applicare tali modelli alla decifrazione

Runa Bianca

della lingua misteriosa. Il video che si trova


nella notizia originale pu spiegarvi meglio
come ha proceduto. Alcune delle questioni
alla base della ricerca del Dr Rao includevano:
Come acquisisce il cervello umano rappresentazioni efficienti di nuovi oggetti e nuovi
eventi naturali? Quali algoritmi consentono di avvicinarsi ad un uso sensoriale tipico
dellapprendimento umano? Quali meccanismi di calcolo permettono al cervello di adattarsi alle circostanze mutevoli, rimanendo robusto e tollerante degli errori?
The Guardian
1 luglio 2011

ARCHEOSTORIA
Una piccola era glaciale
spazz via i Vichinghi dalla
Groenlandia

n repentino abbassamento delle temperature, compiutosi nel


giro di poche decine danni, ancora prima che avesse inizio la Piccola Era Glaciale: solo pochi gradi in meno, quattro, ma
abbastanza da mettere in crisi la sopravvivenza delle popolazioni nordiche. Secondo
unostudiopubblicato suPnasdai ricercatori
dellaBrown University(Usa) sarebbe questa
una delle cause della scomparsa deiVichinghi dallaGroenlandia intorno al 1100 d.C.
Per studiare landamento delle temperature nel tempo, gli scienziati hanno prelevato alcuni campioni dal sedimento di due
laghi nei pressi diKangerlussuaq, un piccolo
villaggio nella regione sud occidentale della
Groenlandia, ottenendo dati climatici su un
periodo complessivo di 5.600 anni. Le regioni dove sono stati eseguiti i campionamenti,
come spiegano gli studiosi, sono le stesse in
cui vissero i Vichinghi, e ancor prima le popolazioni delle cultureSaqqaq eDorset.
Analizzando i campioni, i ricercatori hanno
osservato che intorno al 1100 d.C., circa due
secoli dopo linsediamento dei Vichinghi, le
temperature in Groenlandia cominciarono a
diminuire in modo significativo: meno quattro gradi Celsius nel giro di soli ottanta anni.

Luglio 2011 | n.1

a cura di Enrico Baccarini


Un cambiamento che ebbe effetti devastanti e mise in crisi la sopravvivenza dei popoli
nordici perch determin una riduzione dei
tempi di crescita delle coltivazioni, limit le risorse con cui allevare il bestiame e prolung i
periodi di gelo in mare, rendendo pi difficili i
viaggi per il commercio. Questo, insieme allo
stile di vita solitario e lindole combattente,
avrebbe dato origine alla scomparsa dei Vichinghi dai territori della Groenlandia, che
si sarebbe poi concretizzata tra la met del
1300 e gli inizi del 1400, come suggeriscono i
reperti archeologici e le testimonianze scritte.
Scavando pi indietro nel tempo, invece,
i ricercatori hanno scoperto che la cultura
degli Saqqaq, in Groenlandia dal 2500 a.C.,
speriment per secoli oscillazioni di temperature, fino all850 a.C. circa. Intorno a quella data infatti, ilclima divenne allimprovviso
pi rigido, contribuendo forse alla scomparsa
della popolazione e favorendo linsediamento della cultura deiDorset, pi adattata al clima rigido.
Anna Lisa Bonfranceschi

Storia in Rete e Galileo


16 giugno 2011

ARCHEOSTORIA
Ustica, un mistero lungo 31
anni

ono passati 31 anni dal disastro aereo


di Ustica, quando un Dc9 dellItavia si
inabiss in mare provocando la morte di 81 persone. Una tragedia dai contorni
mai chiariti, rimasta senza colpevoli, che ha
prodotto in tre decenni inchieste della magistratura, interrogativi e polemiche e che rappresenta ancora oggi un mistero insoluto. Il
volo IH870 decolla alle 20.08, con due ore di
ritardo, da Bologna alla volta di Palermo.
Lultimo contatto radio tra il velivolo e il
controllore delle 20.58. Poi alle 21.04, chiamato per lautorizzazione di inizio discesa
su Palermo, il volo non risponde. Alle altre
chiamate replica solo un silenzio inquietante.
Laereo disperso. Cominciano le ricerche e

Luglio 2011 | n.1

NEWS
per tutta la notte elicotteri, aerei e navi perlustrano la zona. Solo alle prime luci dellalba,
ad alcune decine di miglia a nord di Ustica,
una chiazza oleosa e i primi relitti fanno capire cosa avvenuto: il velivolo precipitato
al largo dellisola del palermitano, in un tratto
del mar Tirreno in cui la profondit supera i
tremila metri.
INDAGINI. Immediatamente vengono avviate le indagini. Dal ministero dei Trasporti
e dalla magistratura. Tre procure aprono un
fascicolo: quella di Bologna, luogo di partenza del volo, quella di Palermo, dove il velivolo
avrebbe dovuto atterrare, e quella di Roma,
in cui ha sede legale la societ Itavia. Lallora
ministro dei Trasporti, Rino Formica, nomina
una commissione dinchiesta, la cosiddetta Luzzati, che, per, dopo la presentazione
di due relazioni preliminari si autoscioglie
nel 1982 per contrasti di attribuzione con la
magistratura. Anche le Procure di Palermo e
Bologna rimettono per competenza i propri
atti a Roma. Sui pochi relitti del velivolo vengono ritrovate tracce di esplosivi TNT e T4 in
proporzioni compatibili con ordigni militari. I periti concludono che senza lesame del
relitto non possibile chiarire se il Dc9 cadde per unesplosione interna, vale a dire una
bomba o esterna, quindi un missile. In ogni
caso, per, viene esclusa lipotesi inizialmente
sostenuta di un cedimento strutturale. Spiegazione ufficiale della tragedia, che porter
infine la societ a sciogliersi.
Dal 1982 dellindagine si occupa il giudice
istruttore Vittorio Bucarelli, che nomina una
nuova commissione di periti. il 1987 quando la ditta francese Ifremer comincia le operazioni di recupero della carcassa del Dc9, ad
una profondit di oltre 3mila metri. Servono,
per, due campagne di lavori ed alcuni anni
per riportare in superficie circa il 96% del relitto. Nel frattempo anche la Commissione Stragi, presieduta dal senatore Libero Gualtieri,
comincia ad occuparsi della vicenda, contestando una serie di reati a numerosi militari
in servizio presso i centri radar di Marsala, in
provincia di Trapani, e Licola nei pressi di Napoli.
Prende corpo la tesi dei depistaggi ed inquinamenti delle prove che avrebbero impe-

Runa Bianca

NEWS
dito agli inquirenti di far luce sulle cause della
strage. linizio di una seconda fase delle indagini e al giudice Bucarelli subentra Rosario
Priore. Da questo momento in poi ingenti risorse umane e finanziarie vengono impiegate per dimostrare il cosiddetto scenario aereo
e il suo occultamento. La sentenza-ordinanza
Priore viene depositata nellagosto del 1999.
LE OMBRE. Nonostante le lunghe indagini, il recupero di una parte consistente del
relitto e le centinaia di pagine dei periti non ci
sono prove definitive e certe per individuare
i colpevoli del disastro aereo. Nella sentenza,
comunque, viene stabilito che il Dc9 Itavia
rimasto coinvolto in uno scenario di battaglia
aerea avvenuto nei cieli italiani. Le reticenze
e le false testimonianze, secondo la sentenza
Priore, hanno ostacolato le indagini, inquinando le informazioni su quanto accaduto.
Per il giudice a causare il disastro potrebbe
essere stata la collisione con un missile o con
un altro velivolo. I responsabili materiali del
disastro, per, non possono essere individuati conclude il giudice Priore e, quindi, essendo
ignoti gli autori non si pu procedere in ordine al delitto di strage.
Ma linchiesta non manca di sviluppi giudiziari dal momento che diversi militari italiani vengono rinviati a giudizio per i presunti
depistaggi. Nel settembre del 2000 nellaula
bunker di Rebibbia si apre il processo davanti
alla terza sezione della Corte dAssise di Roma
a carico di quattro generali, vertici dellAeronautica del tempo: Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo. Molti
i reati contestati dal falso ideologico allabuso
dufficio e favoreggiamento fino allalto tradimento. Dopo quasi 300 udienze e migliaia di
testimoni ascoltati il 30 aprile del 2004 la Corte assolve i quattro generali da tutte le accuse
contestate. Mentre per un capo dimputazione nei confronti di Bartolucci e Ferri, in merito
alle informazioni sbagliate che i due militari
fornirono alle autorit politiche, viene dichiarata la prescrizione del reato. Viene presentato il ricorso in appello, ma anche la Corte
dAssise dAppello di Roma il 15 dicembre del
2005 assolve, perch il fatto non sussiste gli
imputati, i generali Bartolucci e Ferri. Per i giudici non ci sono prove a sostegno dellaccusa

10

Runa Bianca

a cura di Enrico Baccarini


di alto tradimento.
La Procura generale di Roma propone il
ricorso in Cassazione contro la sentenza dappello del 2005, ma il 10 gennaio del 2007 la
prima sezione penale della Corte di Cassazione conferma la sentenza pronunciata dai giudici della Corte dAssise dAppello di Roma e
dichiara il ricorso inammissibile. Lassoluzione
diventa definitiva. Il 21 giugno del 2008, a
28 anni dalla strage, linchiesta su Ustica viene riaperta dopo le dichiarazioni di Francesco
Cossiga, presidente del Consiglio allepoca
dei fatti, secondo il quale ad abbattere laereo
sarebbe stato un missile a risonanza e non
ad impatto, lanciato da un aereo francese.
dello scorso anno, infine, la presa di posizione
del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che l8 maggio 2010 sottoline lesistenza oltre che di intrecci eversivi, anche
di intrighi internazionali, che non possiamo
oggi non richiamare, insieme con opacit di
comportamenti da parte di corpi dello Stato,
ad inefficienze di apparati e di interventi deputati allaccertamento delle verit.

La Sicilia
27 giugno 2011

ARCHEOSTORIA
Chi uccise Lorenzino de
Medici? Dopo 5 secoli
svelato il mistero

organizzare la congiura contro Lorenzino de Medici (1514-1548), ucciso a colpi di pugnale da due sicari, non fu Cosimo I de Medici. Il mandante del
suo omicidio fu limperatore Carlo V dAsburgo. stato svelato dopo quasi cinque secoli
uno deimisteri pi lunghi della storia del Rinascimento, facendo emergere un complesso intrigo internazionale.
La morte di Lorenzino de Medici, noto
comeLorenzaccio per lagguato mortale che
il giovane rampollo fiorentino tese il 6 gennaio del 1537 al primo duca di Firenze, Alessandro de Medici, viene ricostruita ora nel libro
Lassassino del duca. Esilio e morte di Loren-

Luglio 2011 | n.1

NEWS

a cura di Enrico Baccarini


zino de Medici dallo storico Stefano DallAglio, pubblicato dalleditore Olschki.
Stefano DallAglio, professore di storia moderna allUniversita La Sapienza di Roma,
dal 2006 al 2010 ha lavorato come fellow del
Medici Archive Project allArchivio di Stato di
Firenze.
Grazie alle sue ricerche, DallAglio ha ricostruito le vicende dellassassino del duca
nellarco di tempo degli undici anni compresi
tra la morte di Alessandro e quella dello stesso Lorenzino, facendo ordine per quanto possibile tra realt e leggenda.
Le ricerche hanno portato lo studioso
allArchivio di Valladolid in Spagna, dove ha
trovato due lettere dellimperatore Carlo V
nelle quali si ordinava, a chiare lettere, luccisione di Lorenzaccio. La vendetta per la morte
di Alessandro che si consum a Venezia il 26
febbraio 1548 non fu quindi ordita da Cosimo
de Medici, ma dallimperatore del Sacro Romano Impero in persona.
DallAglio ha condotto unaccurata ricerca
sulla figura di Lorenzino de Medici e sulla sua
morte, scandagliando centinaia di documenti
inediti, anche in cifra, contenuti nellArchivio
di Stato di Firenze e in altri archivi, italiani e
stranieri. Dopo avere scoperto che gli uomini
del duca Cosimo non avevano effettivamente
eseguito lassassinio, come in un giallo lo studioso si messo alla ricerca del vero mandante dellomicidio.
Avendo ricostruito un quadro storico dal
quale emergeva la sete di vendetta dellimperatore Carlo V dAsburgo, suocero del duca
Alessandro ucciso da Lorenzino, DallAglio
ha imboccato una pista di ricerca che lo ha
portato in Spagna. NellArchivo General de
Simancas, presso Valladolid, ha scoperto due
lettere dellimperatore in persona nelle quali
si ordinava espressamente luccisione di Lorenzino. La storia di quellepisodio va dunque
completamente riscritta: il mandante dellassassinio veneziano non fu il duca di Firenze
Cosimo I, come sostenuto unanimemente
dalla storiografia fino ad oggi, ma il potentissimo Carlo V, imperatore del Sacro Romano
Impero.
Il libro di Stefano Dallaglio offre un ritratto molto lontano dagli stereotipi della storio-

Luglio 2011 | n.1

grafia del passato, dal quale emergono, tra le


altre cose, il ruolo politico di primo piano rivestito da Lorenzino de Medici nellambito delle
manovre dei fuoriusciti fiorentini e importanti novit sulla redazione della sua Apologia,
nella quale spieg le ragioni dellassassinio
del duca Alessandro de Medici, suo cugino e
compagno di scorribande notturne.

Adnkronos
30 giugno 2011

ARCHEOSTORIA
Scoperta ad Assuan la pi
antica effige di un sovrano
dellAlto Egitto

li archeologi dellUniversit di Bologna e di Yale hanno ricostruito in


digitale le incisioni rupestri di Nag
el-Hamdulab, risalenti al 3200 a.C., scoprendo
la pi antica immagine di un re sacerdote con
la corona bianca dellAlto Egitto e una delle
pi antiche iscrizioni geroglifiche.
La scoperta arriva dalla missione The
Aswan-Kom Ombo Archaeological Project
nata dalla collaborazione tra lUniversit di
Yale e il Dipartimento di Archeologia dellUniversit di Bologna. Gli studiosi italo-statunitensi, assieme ai colleghi della Provinciale Hogeschool Limburg in Belgio, hanno completato la prima documentazione digitale e grafica di Nag el-Hamdulab, sito di arte rupestre
scoperto alla met del 900 dal famoso egittologo egiziano Labib Habachi, nei deserti alle
spalle del villaggio omonimo, situato sulla
riva occidentale del Nilo a nord di Assuan.
Le immagini e liscrizione geroglifica costituiscono la prima straordinaria raffigurazione di un giubileo regale completo di tutti gli
elementi che lo caratterizzeranno nei periodi successivi, tra cui il faraone con indosso la
corona bianca dellAlto Egitto, accompagnato dal cosiddetto Seguito di Horus ossia la
corte regale, come si conosce da fonti protodinastiche.
Il ciclo figurativo risale probabilmente al
3200 a.C., che corrisponde alla parte fina-

Runa Bianca

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NEWS
le della cultura preistorica di Naqada, in un
momento collocabile cio tra il re Scorpione
ossia il primo re della dinastia Zero (cui da
attribuirsi con ogni probabilit, la tomba Uj
ad Abydos) e Narmer, sovrano della Prima dinastia.
Le scene individuate ad Assuan sono uniche e importantissime poich consentono di
fissare sulla roccia il momento di passaggio
tra i temi raffigurati nel periodo predinastico,
ossia processioni di barche e animali quali
simboli del potere regale, al repertorio propriamente dinastico dove la figura regale, posta al centro della scena, domina gli eventi. E
proprio il potere del faraone a emergere dalle

scene di Nag el-Hamdulab, ritratto nelle vesti di supremo sacerdote, figura-simbolo del
potere terreno e divino. Immediato il suo riconoscimento nella scena grazie alle insegne
regali che lo contraddistinguono: la corona
bianca dellAlto Egitto, qui documentata nella
sua forma pi antica.

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Runa Bianca

a cura di Enrico Baccarini


La scoperta eccezionale anche perch
fra le scene figurative stata individuata una
delle prime iscrizioni geroglifiche.
Nelliscrizione presente a Nag el-Hamdulab si fa riferimento ad un luogo e ad una barca appartenente ad un non meglio specificato seguito di. Lespressione sembra essere un
chiaro riferimento alla corte di Horus come
confermano i primi testi, tra cui in particolare gli annali della pietra di Palermo, dove la
raffigurazione di unimbarcazione appunto
associata allespressione corte di Horus. Con
lo stesso termine nei documenti della Prima
dinastia si riferisce ai viaggi del re e della sua
corte, apparentemente finalizzati alla riscossione delle tasse, pratica
che in seguito prender la
forma della ben nota tassa biennale sul bestiame.
Il testo, nel riferirsi a una
barca della corte di Horus,
rappresenta la prima e pi
antica testimonianza della pratica di riscossione di
tasse da parte del faraone
e la prima e pi antica forma di controllo economico
sullEgitto e probabilmente
anche sulla Nubia.
Questo studio, grazie
allinnovativo
approccio
metodologico ha permesso di documentare dettagliatamente, sia in formato
digitale che cartaceo, un
complesso di raffigurazioni rupestri prima del tutto
sconosciute. La ricostruzione della scena principale,
recentemente danneggiata in modo irreparabile a
seguito di atti vandalici,
stata possibile grazie alla
disponibilit delle foto originali scattate da
Habachi (messe gentilmente a disposizione dalla Chicago House di Luxor dellIstituto
Orientale dellUniversit di Chicago).

Unibo Magazine
5 luglio 2011

Luglio 2011 | n.1

NEWS

a cura di Enrico Baccarini

ARCHEOSTORIA
Scoperta nuova barca
solare del faraone

i piedi delle piramidi di Giza gli archeologi hanno scoperto una nuova barca solare, sorella della cosiddetta barca di Cheope, rinvenuta e ricostruita
diversi anni fa.
Per anni si ritenuto che la seconda barca
fosse troppo fragile per essere riportata alla
luce. Ma secondo gli esperti, oggi ci sono le
condizioni per farlo. Se cos fragile, significa
che dobbiamo salvarla adesso, dice larcheologo Zahi Hawass.
Gli archeologi del team nippo-egiziano
stanno esaminando i frammenti di legno di
cedro che costituiscono limbarcazione, ma il
responsabile delloperazione preferisce non
rivelarne i dettagli: un segreto, dice Sakuji
Yoshimura delluniversit giapponese di Waseda. Il reperto non mai stato toccato, quindi va esaminato scientificamente.
Sotto la lastra si trovano centinaia di fragili
frammenti di legno, che verranno trasportati
allinterno di una tensostruttura eretta sul sito
nel 2008 dallatmosfera controllata.
Una volta terminato il lungo lavoro di
estrazione del pezzi, ci vorranno alcuni anni
per ricomporre la barca, che andr a fare compagnia alla barca di Cheope, lunga 43 metri,
custodita nellapposito museo a Giza. Gli studiosi ritengono che la nuova barca sia leggermente pi piccola di quella gi ricostruita.
Le barche solari avevano un ruolo importante nella mitologia egizia dellaldil. Gli antichi ritenevano che ogni notte, il dio del Sole,
Ra, navigasse come Ra-Atum su una barca
attraverso laldil per battersi contro dei e
bestie mitologiche, finch non sorgeva come
Sole del mattino - Ra-Horakhty - e navigasse
sulla barca diurna attraverso il cielo.
Le barche, sepolte accanto alla Grande Piramide, dovevano servire ai viaggi nellaldil
del faraone Cheope (Khufu).
I rematori sulla barca probabilmente rappresentano un mezzo utilizzato da Ra, sostiene Hawass, explorer-in-residence di National
Geographic.

Luglio 2011 | n.1

Larcheologo convinto inoltre che le barche non siano mai state utilizzate da Cheope
per navigare realmente sul Nilo, come invece
sostengono alcuni.
Anche la barca di Cheope, scoperta nel
1954, venne sepolta in vari pezzi in un pozzo
profondo una trentina di metri, e venne ricostruita nellarco di 13 anni. Dal 1982 la barca
di Cheope esposta in un museo, creato appositamente a fianco della Grande Piramide,
progettato dallarchitetto italiano Franco Minissi.
I ricercatori guidati da Youshimura fecero
lo stesso nel 2008 per esaminare le condizioni
del legno. Da allora, fino al recente scavo, la
camera rimasta perfettamente sigillata nel
timore che laria o gli insetti potessero danneggiare le assi di legno.

Il Fatto Storico
7 luglio 2011

SCIENZA
Singola cellula produce un
impulso laser

ricercatori del Wellman Center for Photomedicine al Massachusetts General


Hospital hanno recentemente sviluppato un laser biologico, un fascio di luce
coerente prodotto a partire da una singola
cellula vivente. Sembra fantascienza, ma questo nuovo metodo si spinge ben oltre i tra-

Runa Bianca

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NEWS
dizionali sistemi di produzione di luce laser.
Illaserbiologico non sar (per ora) in grado di
tagliare una lamiera, ma potrebbe tornare utile in futuro per una svariata gamma di situazioni. Uno dei nostri obiettivi sul lungo termine spiega Malte Gather, uno degli autori della
ricerca, sar quello di trovare un sistema per
portare le comunicazioni ottiche, attualmente
funzionanti tramite apparecchiature elettroniche inanimate, nel regno della biotecnologia. Sarebbe particolarmente utile in progetti
che necessitano di interfacciare elettronica
con organismi biologici. Speriamo inoltre di
essere in grado di impiantare una struttura

equivalente al laser allinterno di una cellula, sar il prossimo passo in questa ricerca.
Un laser non altro che un dispositivo in
grado di emettere luce coerente, monocromatica e molto luminosa. Il suo funzionamento, almeno sulla carta, relativamente
semplice: un mezzo ottico (un materiale in
grado di amplificare la luce) viene stimolato
allinterno di una cavit ottica, un tubo alle
cui estremit sono stati posti duespecchisecondo una configurazione tale da costringere
la luce a rimbalzare diverse volte da un lato
allaltro della cavit, fino a quando lenergia
accumulata dalla luce non tale da riuscire
a sfuggire dallo specchio semitrasparente.
Attualmente non esiste in natura alcun organismo biologico in grado di riprodurre questo fenomeno. La realizzazione di un laser
comporta lutilizzo di soli materiali inorgani-

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Runa Bianca

a cura di Enrico Baccarini


ci, specialmente se si parla del mezzo attivo,
generalmente composto da gas (come elio o
neon), cristalli(rubino, zaffiro) o metalli. Da
quando fu sviluppato il primo 50 anni fa, i laser hanno sempre utilizzato materiali come
cristalli, coloranti o gas purificati come mezzo
ottico entro il quale gli impulsi di fotoni potessero essere amplificati e rimbalzare avanti
e indietro tra i due specchi spiega Seok Hyun,
co-autore della ricerca. Il nostro il primo resoconto di un laser biologico funzionante basato su una singola cellula vivente. Per creare
il primo esemplare di questa nuova generazione di laser, i ricercatori hanno sfruttato una
proteina espressa nella medusa Aequorea
victoria, la GFP (Green Fluorescent Protein),
che se colpita da luce di una specifica lunghezza donda in grado di emettere luce
verde. La proteina non ha nulla di misterioso per la scienza, e viene comunemente
utilizzata per la sperimentazione genetica
in molti organismi, ma il suo impiego per la
produzione di luce laser non era mai stato
ipotizzato in precedenza. I ricercatori hanno modificato alcune cellule di mammiferi
rendendole in grado di esprimere questa
particolare proteina. Una sola cellula stata
posta in una microcavit ottica composta
da due minuscoli specchi, distanziati luno
dallaltro di soli 20 milionesimi di metro. La
cellula si dimostrata in grado non solo di
produrre brevi impulsi di luce laser, ma anche
di amplificare la luce emessa tramite la sua
forma sferica e di sopravvivere al processo,
emettendo centinaia di impulsi di luce laser.
Anche se i singoli impulsi laser sono durati
solo per pochi nanosecondi, erano sufficientemente luminosi da poter essere rilevati
facilmente, e sembrano trasportare informazioni molto preziose che potrebbero indicarci
nuovi metodi per analizzare quasi istantaneamente le propriet di grandi gruppi di cellule
dice Yun. E labilit di generare luce laser da
una sorgente biocompatibile allinterno di un
paziente potrebbe risultare utile per le terapie fotodinamiche, in cui i farmaci vengono
attivati dallapplicazione della luce.
Dita di Fulmine
13 giugno 2011

Luglio 2011 | n.1

a cura di Enrico Baccarini

SCIENZA
Lameditazionebatte i
farmaci

econdo uno studio pubblicato


sul Journal of Neuroscience, lo zen
ha un effetto analgesico. Durante
lesercizio della concentrazione positiva, nel
cervello si accendono alcune aree e se ne
spengono delle altre in unazione combinata
che riduce la sofferenza anche del 40%.
Altro che analgesici: quando il dolore
troppo forte basta unora di meditazione. La
capacit di concentrare la propria mente e liberarla dai pensieri negativi, infatti, avrebbe
il potere di ridurre lintensit del dolore fino
al 40%. Non solo, abbasserebbe del 57% anche quella sensazione spiacevole che segue
la sofferenza. Queste certezze sono il punto
darrivo di uno studio, pubblicato sul Journal
of Neuroscience, secondo il quale lo zen batte i farmaci perch in grado di influenzare
lattivit delle aree cerebrali che controllano
lo stimolo doloroso, regolandone il grado di
intensit. In altre parole, dicono i ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di
Winston-Salem (Usa), la meditazione ha il potere di assopire la corteccia somatosensoriale e di svegliare il cingolo anteriore, linsula
anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Questa azione combinata sulle aree che governano la percezione del dolore ha un potere
analgesico.
Leffetto che abbiamo riscontrato sorprendente - spiega Fadel Zeidan, autore dello
studio - basti pensare che la morfina o altri
antidolorifici riducono in media il dolore del
25%. Per testare gli effetti postivi della meditazione sul dolore, il team ha coinvolto 15 volontari. Tutti erano novizi dello zen. Per questo il campione stato invitato a partecipare
a un corso intensivo di una paricolare forma
di meditazione, chiamata mindfullness. Ogni
lezione di attenzione focalizzata durava 20
minuti, durante gli incontri ai partecipanti si
chiedeva di concentrare la mente sul respiro,
di mandare via pensieri intrusivi ed emozioni
negative.
Contemporaneamente gli studiosi, con

Luglio 2011 | n.1

NEWS
unapposita apparecchiatura sistemata sotto
la gamba destra dei soggetti, generavano per
cinque minuti un calore dolorifico, raggiungendo una temperatura di 49 gradi centigradi. Prima e dopo le lezioni, i ricercatori fotografavano ci che accadeva nel cervello dei
partecipanti grazie a una speciale risonanza
magnetica, chiamata Arterial spin labelling.
Questa particolare tecnica in grado di rilevare, attraverso la mappatura del flusso sanguigno, lintensita del dolore. Cos registravano le reazioni dei partecipanti al dolore sia
durante lesercitazione sia mentre erano a riposo. E emerso che la meditazione spegne il
dolore riducendolo del 40%, con delle punte
del 93% in alcuni volontari.
A livello cerebrale le scansioni hanno messo in evidenza una riduzione significativa
dellattivit della corteccia somato-sensoriale, unarea fortemente coinvolta nella genesi
della sensazione di dolore. Contemporaneamente si iperattivavano anche altre zone: il
cingolo anteriore, linsula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Queste regioni cerebrali - dicono i ricercatori - plasmano il modo
in cui il cervello costruisce lesperienza del dolore a partire dai segnali nervosi provenienti
dal corpo. Una delle ragioni per cui la meditazione pu essere stata cos efficace nel bloccare il dolore che non agisce su una singola
regione del cervello, ma a pi livelli.
Questo studio - dice Fadel Zeidan - mostra che la meditazione produce effetti realmente positivi sul cervello. E che quindi po-

Runa Bianca

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NEWS

a cura di Enrico Baccarini

trebbe garantire il controllo del dolore senza


lutilizzo di farmaci.
Adele Sarno

La Repubblica
24 giugno 2011

SCIENZA
Nuotano sotto zero, pescighiacciolo in Antartide

eri e propri supereroi sottomarini


che per vincere la sfida in questo
ambiente estremo sono arrivati ad
auto-modificare le proprie caratteristiche
biologiche, ritrovandosi, per esempio, con
sangue bianco o con lo scheletro alleggerito,
pur di adattarsi al clima polare. Sono i pescighiacciolo che, sotto gli strati di ghiaccio, popolano le acque gelide dellAntartide.
A studiarli i ricercatori dellIstituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) nellambito del progetto Eco-fish,
insieme al Museo nazionale dellAntartide e
allUniversit di Genova. Ora la vita speciale
di questi animali racchiusa in un video, Pesci sotto il ghiaccio, dove gli esperti hanno
creato un percorso per guidare gli osservatori nellesplorazione dellambiente subacqueo
antartico. In questo ambiente estremo - osserva Marino Vacchi dell Ispra - gli ice-fish
hanno sviluppato una spettacolare capacit
di adattamento che consente a questi esseri
di vivere e nuotare in acque sotto zero, che
sfiorano i meno due gradi. In alcuni di essi si
trova, per esempio, la presenza di liquidi anti-gelo, oppure in altri non presente l emoglobina n i globuli rossi, cosa che riduce la
densit del sangue e lo rende meno soggetto
al congelamento.
Alcuni di questi pesci polari cambiano anche le caratteristiche corporee come il silver-fish che diventato pi leggero a livello
osseo per via di una demineralizzazione dello
scheletro, cosa che ha consentito a questo
pesce di vivere in ambiente pelagico, cio
nella colonna dacqua. Per altri sono invece
aumentati i grassi e gli olii del corpo che essendo pi leggeri dellacqua ne permettono

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Runa Bianca

la risalita. Proprio lo sviluppo delle modificazioni presenti in questi pesci ha acceso anche
lattenzione della medicina che - rileva Vacchi
- nutre dellinteresse per il modello biologico
del silver-fish, quello in cui si alleggerito lo
scheletro. Si studiano le fasi di crescita per capire quando si instaura questo meccanismo
che, messo in relazione con la salute umana,
fa pensare ad unanalogia con losteoporosi.
Per vivere, dice Vacchi, questi pesci unici sul
Pianeta, traggono dallacqua lossigeno molto abbondante come componente disciolta.
La loro derivazione storico-geologica spiega poi lesperto dellIspra - arriva fino a
noi da quando milioni di anni fa il continente
sudamericano si stacc dall Antartide portandosi dietro un piccolo gruppo di pesci che
- rileva Vacchi - sono riusciti a sopravvivere
(nototenioidei) e a vincere la sfida dei cambiamenti climatici, che soprattutto in quellarea del mondo hanno causato estinzioni di
massa. Con ladattamento sono stati poi in
grado anche di dare vita a nuove specie, creando un caso unico di isolamento geografico
per un gruppo di pesci in ambiente marino,
anche per via della convergenza antartica,
che da 30 milioni di anni si pone come una
barriera invalicabile, sia in entrata che in uscita, per i pesci.
Tommaso Tetro
ANSA
2 luglio 2011

Luglio 2011 | n.1

NEWS

a cura di Enrico Baccarini

SCIENZA
Il diserbante pi
venduto al mondo causa
malformazioni genetiche. E
la Ue non fa nulla

la denuncia di un rapporto realizzato


da un gruppo internazionale di scienziati dellong Earth Open Source. Sotto accusa lerbicida Roundup della Monsanto, usato anche in giardini pubblici e scuole.
La Commissione europea non ha mai preso
provvedimenti.
Lindustria agro-chimica e la Commissione europea sanno da almeno trentanni che
Roundup, il diserbante dellamericana Monsanto pi venduto al mondo, contiene il glifosato: un erbicida totale che, come dimostrato da ricerche condotte in mezzo mondo,
causa malformazioni genetiche nei feti degli
animali da laboratorio.
E questa la denuncia di un nuovo rapporto realizzato da un gruppo internazionale di
scienziati dellEarth Open Source (Ong britannica che mira alla condivisione di informazioni con lo scopo di assicurare la sicurezza
alimentare preservando la Terra), che accusa
le istituzioni europee di avere colpevolmente tenuto nascosto alla popolazione i potenziali rischi legati al diserbante Monsanto,
largamente utilizzato anche nei giardini delle scuole o ai lati delle strade pubbliche gi
dagli anni 90.
Il dossier degli scienzati ha un titolo esplicito: Roundup and birth defects: Is the public
being kept in the dark?. Chiarissimo il contenuto: lindustria agro-chimica (capeggiata
da Monsanto), gi dai primi anni 80 sapeva,
grazie a ricerche di laboratorio, che il glifosato
causa malformazioni negli animali utilizzati
per gli esperimenti; nel 1993 stato scoperto
che questi effetti sono provocati anche dallesposizione a dosi medie o basse di questa
sostanza; tra il 1998 e il 99, gli esperti della
Commissione Europea vengono a conoscenza di tutto ci, ma nel 2002, invece di avvertire la popolazione sui potenziali effetti della
sostanza, ne nascondono le caratteristiche
scomode, permettendo la commercializza-

Luglio 2011 | n.1

zione in Europa del diserbante Monsanto.


Per Claire Robinson, portavoce di Earth
Open Source e co-autrice del rapporto, sembra che ci sia stata una deliberata volont di
coprire la verit da parte dellindustria chimica (spiegabile ma non giustificabile) e di chi
doveva controllare (inspiegabile e ingiustificabile). Tutto ci sulla pelle della sicurezza
pubblica accusa la dottoressa Robinson -.
Perch il Roundup non viene utilizzato solo
in agricoltura, ma anche nel giardinaggio, nei
parchi e nelle aree verdi delle scuole, grazie
alla falsa informazione che sia sicuro.
I ricercatori hanno analizzato per diversi mesi le colture geneticamente modificate
in cui si usa il Roundup, riscontrando grandi
quantit di un agente patogeno che pu causare aborti e malformazioni alla nascita negli
animali. Un problema che era stato sollevato
gi lo scorso autunno da uno studio indipendente di scienziati argentini, che dimostrava come il glifosato, lerbicida appunto pi
usato in agricoltura e ingrediente attivo del
Roundup, provochi malformazioni craniofacciali negli embrioni di rane e polli, anche
a dosi inferiori al livello di residuo massimo
autorizzato in Europa.
Queste ricerche, partite da studi effettuati
sullalto tasso di malformazioni genetiche e
cancro nella popolazione sudamericana, una
delle aree al mondo in cui si usa maggiormente la soia Ogm Roundup (nata proprio
per tollerare elevate quantit del diserbante
omonimo), una volta diffuse vennero prontamente smentite dalle istituzioni europee. Lufficio federale per la tutela del consumatore e
sicurezza alimentare tedesco, ad esempio, in
seguito alla pubblicazione dello studio argentino dichiar che non cerano evidenze di
teratogenesi (lo sviluppo anormale di alcune
regioni del feto) a causa del glifosato.
Per Monsanto, che dal suo blog ha risposto agli scienziati autori del rapporto, la Commissione europea ha gi deciso in precedenza che il glifosato rientra in una categoria
di pesticidi che non richiede unimmediata
attenzione. Non solo: Le autorit regolatrici ed esperti indipendenti di tutto il mondo
concordano sul fatto che il glifosato non causi effetti negativi al sistema riproduttivo negli

Runa Bianca

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NEWS

a cura di Enrico Baccarini

animali adulti esposti alla sostanza, n difetti


alla nascita nella loro progenie, anche a dosi
di molto superiori a quelle consentite. Ma
Robinson non ci sta: Queste conclusioni
dice a ilfattoquotidiano.it sono contraddette dagli studi che proprio compagnie come
Monsanto hanno condotto dagli anni 80.
Esperimenti che, a differenza di quanto viene
affermato oggi, hanno dimostrato gli effetti
orribili dellesposizione anche a dosi medie o
basse di glifosato.
Lautorizzazione di questo erbicida doveva essere rivista nel 2012, ma la Commissione
ha deciso, con una nuova direttiva, di fissare
la revisione al 2015. Ciononostante, entro il
prossimo mese lUe dovrebbe approvare una
pi rigorosa regolamentazione sui diserbanti. La speranza degli scienziati di Earth Open
Source quella di vedere il glifosato bandito
definitivamente. Visto che questa volta verranno presi in considerazione anche gli studi
indipendenti. Ma, conclude Robinson, non
siamo sicuri che ci sar la forza e il volere politico di fronteggiare il colosso Monsanto.
Andrea Bertaglio
Il Fatto Quotidiano
27 giugno 2011

MISTERO
Orologi in tilt in Sicilia, un
biosifico del Cnr: Fascio
elettromagnetico dei radar

possibile che in alcune citt siciliane


si stia verificando un caso di incompatibilit elettromagnetica tra gli orologi
digitali e una fonte ancora sconosciuta. Lo
dice in unintervista a La Stampa Settimio
Grimaldi, biofisico esperto di elettromagnetismo del Consiglio nazionale delle Ricerche,
commentando un fenomeno che sta accadendo in varie zone della Sicilia, da Catania a
Palermo, dove le sveglie si spostano in avanti
di cinque minuti al giorno. Sullipotesi che un
campo elettromagnetico possa mandare in
tilt gli orologi, Grimaldi spiega: Non di certo un fenomeno che si vede tutti i giorni, ma
plausibile.

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Runa Bianca

Mentre c difficolt a credere che un


campo elettromagnetico possa far male alla
salute delluomo, penso ad esempio ai cellulari, sappiamo con certezza che pu danneggiare circuiti elettronici. probabile che ci
sia unemittente fissa che porti gli apparecchi elettronici a dare la stessa informazione
sbagliata, aggiunge. Difficile dire cosa pu
creare uninterferenza elettromagnetica cos
costante, sottolinea, possiamo ipotizzare che
una serie di radar militari emanino un fascio
elettromagnetico costante che mandi in tilt
tutti gli orologi digitali interessati. Certo non
si pu neanche escludere che questa interferenza sia causata da satelliti spia o da una
serie di esercitazioni militari.
Sicilia Informazioni
10 giugno 2011

MISTERO
Scomparsi i file della difesa
australiana sugli UFO

allAustralia una notizia ideale per


gli appassionati delle ipotesi di
complotto, o conspiracy theories.
Dagli archivi superprotetti della Difesa sono
misteriosamente scomparsi gli X-Files che
dettagliavano i numerosi episodi di avvistamento in tutto il continente di Ufo (oggetti
volanti non identificati), nellarco di decenni.
Lo riferisce oggi il Sydney Morning Herald,
che da due mesi attendeva di ottenere accesso ai documenti secondo la legge detta Freedom of Information Act (Foia), che obbliga i
funzionari governativi a dare accesso a documenti di pubblico interesse.
Nel corso degli anni i militari australiani
avevano doverosamente indagato su un numero sconosciuto di avvistamenti; gli ufficiali
di intelligence dellaeronautica avevano controllato i movimenti noti di aerei confrontandoli con gli avvistamenti, rispondendo educatamente per posta a tutti colori che dichiaravano di aver visto luci sospese nel vuoto,
dischi volanti o altri oggetti misteriosi.
Il quotidiano aveva chiesto di esaminare
i documenti, ma la risposta e stata piu sor-

Luglio 2011 | n.1

NEWS

a cura di Enrico Baccarini


prendente di quello che avrebbero potuto rivelare gli X-Files (il nome viene da una fortunata serie Tv americana di fantascienza, Ndr):
il materiale e quasi totalmente scomparso.
I file non hanno potuto essere ubicati. Il
comando centrale dellAeronautica notifica
formalmente che sono considerati perduti,
ha scritto al giornale il vice direttore del Foi,
Natalie Carpenter. Lunico file che il dipartimento della Difesa ha potuto recuperare si
chiama Rapporto su Ufo/strane occorrenze e
fenomeni a Woomera, una vecchia base missilistica nel centro desertico dellAustralia.
I militari australiani avevano deciso verso
la fine del 2000 di metter fine alla pratica di
indagare e compilare rapporti sugli avvistamenti di Ufo, chiedendo ai cittadini di riferire
gli avvistamenti alla polizia.
ANSA
10 giugno 2011

MISTERO
Tra ventanni
incontreremo gli alieni

vita nello spazio. Scienziati di diverse nazionalit ce lo dicono da


decenni, sperando di arrivarci prima
dei loro colleghi di altri Paesi. Lultima promessa arriva dalla Russia, con tanto di scadenza: ventanni.
Il 10% dei pianeti come la terra La genesi della vita tanto inevitabile quanto la
formazione di atomi () La vita esiste anche
su altri pianeti e la troveremo entro i prossimi 20 anni. Lo promette Andrei Finkelstein,
direttore dellAccademia russa delle Scienze
astronomiche applicate, parlando ad un forum internazionale dedicato alla ricerca di
vita extraterrestre. Ne convinto perch il
10% dei pianeti conosciuti situati nella galassia hanno molte somiglianze con la Terra.
DOVE CE ACQUA CE VITA Dato che in
questi pianeti c acqua, allora forme di vita si
possono trovare anche l; aggiungendo che
gli alieni somigliano molto probabilmente
agli esseri umani, con due braccia, due gambe e una testa. Possono avere la pelle di colo-

Luglio 2011 | n.1

re diverso, ma anche no, dice Mr Finkelstein.


Il suo istituto gestisce un programma lanciato nel 1960, al culmine della corsa allo spazio tipica della Guerra Fredda. Daltronde lo
dicevano anche i Bluvertigo praticamente
ovvio che esistano altre forme di vita. Basta
solo scovarle.
Giornalettismo
28 giugno 2011

MISTERO
Caccia ai tesori di Hitler

ai lingotti della Banca dItalia alloro di Dongo: una vera e propria mappa dei tesori predati durante la Seconda guerra mondialequella che
Enzo Antonio Cicchino e Roberto Olivo, giornalisti e ricercatori storici, tracciano nel loro
libro in uscita in questi giorni.
Un saggio-inchiesta che ricostruisce sulla
base di documenti e interviste ai testimonii
movimenti dei beni incamerati dai nazisti le
cui tracce spesso sono scomparse nel nulla nonostante le ricerche di governi, avventurieri, e persino improvvisati cercatori doro.
Il libro prende le mosse dal tesoro della
sede centrale della Banca dItalia: 120 tonnellate doro, tra le quali anche le 8 provenienti
dalla Banca Nazionale Jugoslava acquisite nel
1941 a titolo di preda bellica, le 14 tonnellate
e mezzo trasferite allItalia dal governo francese di Vichy, e 373 chili provenienti dalle razzie in Grecia.
Gi nel maggio del 1943, lallora governatore della Banca dItalia, Vincenzo Azzolini insieme al ministro delle finanze Giacomo Acerbo valut la possibilit di trasferirlo a Bolzano
o a Verona per evitare che cadesse nelle mani
degli Alleati. Con la caduta di Mussolini, il 25
luglio, e poi con lArmistizio gli avvenimenti
precipitano e i nazisti chiedono la consegna
delloro che viene inviato in treno a Fortezza,
in Alto Adige.
Da qui una parte finir nelle banche svizzere, una parte in Germania, una parte sar
riconsegnata dagli Alleati alla Banca dItalia. I
tre filoni in cui si divide loro italiano danno
origine ad altrettante vicende di cui il libro da

Runa Bianca

19

NEWS

a cura di Enrico Baccarini

conto con dovizia di particolari e con i ritratti di personaggi che sembrano usciti da una
spy story come quel Herbert Herzog, un cacciatore di tesori a percentuale: negli anni Cinquanta consent alla Banca dItalia di tornare
in possesso delloro italiano predato dai nazisti e che, misteriosamente, gli Alleati avevano
restituito agli austriaci.
I conti delle riserve auree della Banca dItalia sembrano tornare ma non bastano i documenti ufficiali a placare la febbre delloro: sul
Monte Soratte, in provincia di Roma, per lungo tempo reduci con badile in spalla, perlustrarono i 15 chilometri di gallerie militari alla
ricerca di 79 casse nascoste dalle SS nel 1944.
Le voci popolari, non suffragate da nessun
riscontro, parlano ancora oggi di tesori rubati agli ebreie oro della Banca dItalia. Non
poteva mancare, infine, un capitolosulloro di
Dongo, ovvero i beni che Mussolini aveva con
s al momento della cattura, stimati in diversi
milioni in oro, beni e valuta.
Un tesoro disperso su cui mai si sono
spente le ricerche e le leggende. Cos come
si continua a indagare susommergibili nazisti
affondati con un preziosi carichi o sul tesoro
di Rommel, composto pare di oggetti doro
razziati in Tunisia e Libia. Tante storie che parlano di una guerra che per molti non ancora
finita.
ANSA
29 giugno 2011

MISTERO
Eclissi di luna e... un Ufo nel
cielo pesarese?

a curiosa foto inviata da un lettore del


Carlino immortala un oggetto di forma geometrica alla destra della luna.
Sembra che quella notte ci siano stati altri
5 avvistamenti. Pubblichiamo una curiosa
fotgrafia inviata da un lettore del Carlino,
Claudio Madoglio, che si accorto, un po in
ritardo, della presenza di una strana forma
conica nel cielo pesarese. Ecco uno stralcio
del suo racconto: La sera del 16 giugno 2011,
durante leclisse lunare, mi sono appostato

20

Runa Bianca

sulla terrazza del Hotel Caravelle a Pesaro


per scattare alcune foto con la mia digitale.
Il mattino seguente, riguardando lalbum fotografico della sera precedente, mi sono accorto che nel fotogramma in questione era
presente una figura di forma conica alla destra della luna. Documentandomi su Internet
ho notato che ci sono stati altri cinqueavvistamenti di oggetti non identificati lo stesso
giorno in cui ho scattato questa fotografia.
Linvito, dunque a far luce su questo mistero attraverso i vostri commenti, le vostre segnalazioni e, perch no, altre foto di U.F.O. in
salsa pesarese.
Il resto del Carlino
8 luglio 2011

MISTERO
Ufo e avvistamenti a
Palermo

Una sfera luminosa, non omogenea,


con un lungo fascio centrale ed una
luce rossa. SiciliaInformazioni raccoglie ancora una segnalazione, lennesima in
questi giorni, su avvistamenti di oggetti non
identificati nei cieli di Palermo. Mi era capitato spesso - ci racconta Paola - e pi frequentemente mi capita di notare queste strane
luci allinizio dellestate, approssimativamente dal 30 giugno in poi. Qualche anno fa mi
era capitato di avvistare un oggetto misterioso mentre viaggiavo sulla statale 113, in direzione Bagheria: poche ore dopo, a Cefal,
stato avvistata la stessa luce. Scia luminosa di colore verde, molto lunga. Fra i ricordi
di Paola, residente a Bagheria, in provincia
di Palermo, anche unesperienza vissuta nel
1997, quando una notte mi sono svegliata ricorda - a causa dirumori stranissimi, che mi
davano lidea di una sorta di corsa, ed anche
alcunevoci di sottofondo, particolarmente
inquietanti, che si inseguivano. Erano le 3.30
della notte, ed anche mia figlia disse di avere
avvertito qualcosa di simile.
Sicilia Informazioni
9 luglio 2011

Luglio 2011 | n.1

VIDEO
tempo di lettura 8 minuti

a cura di Andrea Critelli

La videoteca virtuale di Runa Bianca


ARCHEOSTORIA
Unit dItalia 150 anni
dopo. Le ferite, la speranza

marzo 1861.
Sono le parole che si possono leggere nel
documento della legge n. 4671 del Regno di
Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno dItalia, che fa seguito alla

ocumentario in tre parti dedicato


alla storia della nascita dellItalia
prodotto dalla MGMedia.
Il Senato e la Camera dei Deputati hanno
approvato; noi abbiamo sanzionato e promul-

ghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per s e suoi Successori il titolo di Re dItalia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita
nella raccolta degli atti del Governo, mandando
a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino add 17

seduta del 14 marzo 1861 della Camera dei


Deputati, nella quale stato votato il progetto di legge approvato dal Senato il 26 febbraio 1861. La legge n. 4671 fu promulgata il 17
marzo 1861 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861.
GUARDA VIDEO 1 >>
GUARDA VIDEO 2 >>
GUARDA VIDEO 3 >>

SCIENZA
Interferenza RNA

interferenza dellRNA, abbreviata comunemente come RNAi, un meccanismo mediante il quale alcuni
frammenti di RNA a doppio filamento sono in
grado di interferire (e spegnere) lespressione
genica.
La RNAi distinta da altri fenomeni di silenziamento genetico, dal momento che in
Caenorhabditis elegans stata osservata es-

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

21

VIDEO
sere in grado di diffondere da cellula a cellula
e di essere ereditabile. Ci stato osservato
anche nelle piante, oltre che nei mammiferi
ma, nellultimo caso con meno efficienza, e
solo nei primi stadi dello sviluppo embrionale. GUARDA VIDEO >>

a cura di Andrea Critelli


viaggio nel futuro, ferma restando limpossibilit di superare la velocit della luce. La prima costruzione teorica per la quale risultava
possibile un viaggio nel passato, fu elaborata
pi tardi dalla stesso Einstein insieme a Nathan Rosen. GUARDA VIDEO >>

MISTERO
Anne Givaudan:
Shambhalla

SCIENZA
Piergiorgio Odifreddi
Il paradosso dei gemelli

l paradosso dei gemelli un esperimento mentale che sembra rivelare una contraddizione nella teoria della relativit
ristretta.
Lanalisi che porta a tale conclusione
per scorretta: unanalisi corretta mostra che
non vi alcuna contraddizione. Principale sostenitore della questione fu Herbert Dingle,
filosofo inglese. Pur avendo ricevuto numerose confutazioni logiche da Einstein e Bohr,

egli continu a scrivere ai giornali, e quando questi ultimi cominciarono a rifiutare le


pubblicazioni, parl di un complotto ai suoi
danni. Risolvendo il paradosso dei gemelli,
Einstein ammise la possibilit teorica di un

22

Runa Bianca

escrivere Shamballa difficile perch non ci sono termini di paragone. In moltissimi hanno cercato
questa terra cava, da Alessandro Magno ad
Adolf Hitler, ma il sotterraneo regno di Agharta riservato a pochi eletti. Andrea Canetta
andato nellHymalaya occidentale e ha raccolto i racconti di chi vive nelle terre che ancora ospitano la leggenda: fra questi la scrittrice francese Anne Givaudan, che con Daniel
Meurois ha scritto Viaggio a Shambhalla,
cronaca di unesperienza che ha cambiato
radicalmente la loro vita. Quando, qualche
anno fa, gli Autori andarono in vacanza in
Ladakh, non si aspettavano certo di essere
contattati dai grandi Fratelli di Shambhalla,
malgrado unesperienza ormai decennale di
viaggi astrali... Questo libro la testimonianza di quellincontro che cambi radicalmente

la loro vita, ed nel contempo una trasmissione iniziatica di insegnamenti voluta dai
Grandi Maestri: Shambhalla incomincia ad
uscire dal mistero e dalla leggenda, per portarci un messaggio dAmore Cristico e di Saggezza Buddhista, finalmente uniti. GUARDA
VIDEO >>

Luglio 2011 | n.1

LIBRI
tempo di lettura 8 minuti

a cura di Andrea Critelli

La libreria virtuale di Runa Bianca


ARCHEOSTORIA
Al di l delle sabbie
di Rgis Belleville
Edizioni Saecula
p. 231, 2011, 25,00

el 2002 Rgis
Belleville compie, in 49 giorni
e in totale autonomia, la
pi lunga traversata nella
storia del Sahara, senza rifornimenti di acqua.
Questa mhare di 1137 Km porta Rgis
Belleville e il suo amico mauritano Taha Ould
Bouessif, da Chinguetti a Timbuctu, al centro
di una zona iperarida di 500.000 Km, nella
Majabat al-Koubr la distesa della grande
solitudine.
La traversata viene effettuata in condizioni estremamente difficili le riserve dacqua
sono limitate e, rapidamente, i due uomini
inizieranno a soffrire di disidratazione
Nel cuore di questa zona, dove nessuno
ha mai osato avventurarsi, la sopravvivenza
degli uomini dipende da quella dei dromedari, gli spiriti astuti del deserto - i djiin - sono
sempre presenti e la mente deve rimanere
attenta per contrastarli.
Questa spedizione ha consentito a Rgis
Belleville di confermare quel che fino a quel
momento non era che unipotesi scientifica:
quali variet di piante crescono in questa regione? E fin dove si spingono? Quali sono i limiti delle presenza della fauna? Come datare
le tracce delluomo preistorico? Oggetti del
Neolitico, pitture rupestri, paleosuoli si offrono ai suoi occhi, come risposte emozionanti.

Luglio 2011 | n.1

Un percorso storico, scientifico, etnologico, ma altres uneccezionale avventura umana e unesplorazione che rimarr nella storia.
Al di l delle sabbie.

ARCHEOSTORIA
Le chiavi per aprire 99
luoghi segreti dItalia
di Costantino DOrazio
Palombi Editori
p. 292, 2011, 14,00

arcare il portale
di Palazzo Gangi a Palermo per
rivivere latmosfera del
celebre ballo del Gattopardo di Luchino Visconti, scoprire graffiti rupestri sconosciuti nei Sassi
di Matera, ammirare gli straordinari affreschi
rinascimentali del Chiostro del Platano a Napoli o perdersi nei cieli del Tiepolo a Palazzo
Labia di Venezia. Queste sono solo alcune
delle esperienze che tutti potranno finalmente vivere grazie alle preziose informazioni contenute in questo volume. La ricerca di
Costantino DOrazio si concentra ancora una
volta su luoghi chiusi al pubblico di straordinaria bellezza, tra palazzi privati, chiese, ville
e monasteri, dei quali racconta le storie e i tesori, oltre a spiegare il modo per visitarli. Accanto alle informazioni storiche e artistiche,
descritte in uno stile accattivante e brioso,
il libro offre i numeri di telefono, gli indirizzi
email e tutti i contatti per ottenere il permesso ad entrare in questi luoghi inaccessibili. Il

Runa Bianca

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LIBRI

a cura di Andrea Critelli

volume si concentra sui luoghi pi facilmente


raggiungibili nei grandi centri urbani, tra Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma,
Napoli fino a Palermo e Bari, senza trascurare
le citt di provincia, come Vicenza, Piacenza,
Cremona e Catania.

SCIENZA
Per la scienza, per la patria.
Carlo Matteucci, fisico e
politico nel Risorgimento
italiano
di Fabio Toscano
Sironi Editore
p. 304, 2011, 18,00

Unaffascinante
narrazione
scientifica
intrecciata alle burrascose
vicende che condussero
allUnit dItalia.
Il fisico Carlo Matteucci fu a lungo quello che oggi si direbbe un
precario della ricerca. I suoi pi fecondi lavori scientifici, che lo avrebbero portato a una
delle scoperte pi importanti dellOttocento lesistenza dellelettricit animale erano cominciati in privato: proprio come molti
dei nostri cervelli in fuga, infatti, pur essendo
acclamato dai maggiori scienziati europei,
il giovane era negletto in patria. Una patria
ancora tutta da inventare e da costruire, che
per a lui premeva tantissimo.
Dopo la nomina a professore presso lUniversit di Pisa, Matteucci fu tra gli intellettuali
liberal-moderati pi attivi del Risorgimento:
partecip alla prima guerra di Indipendenza
con il Battaglione universitario degli studenti
pisani, svolse unintensa attivit diplomatica
per il Granducato di Toscana, divenne senatore del Regno. Fu soprattutto un pensatore libero e scomodo: da scienziato cattolico giunse a definire insostenibile il potere temporale della Chiesa; da ministro del Regno uno
dei rari di estrazione scientifica tent la
prima, spregiudicata riforma delluniversit,

24

Runa Bianca

in barba agli interessi dei suoi stessi colleghi


professori.
Leggendo la sua biografia nelle belle pagine di Fabio Toscano, ci sentiamo scivolare
via dal nostro presente traballante, verso i
tempi in cui o si faceva lItalia o si moriva. Per
farla, menti lucide e capaci come quella del
fisico Matteucci tesero sulle italiche contraddizioni una coperta che oggi non sappiamo
pi allungare. Ma, anche grazie a storie come
questa, viene voglia di provarci, di crederci
ancora.

MISTERO
Sindone. Firenze e i misteri
del Sacro Telo
di Enrico Baccarini
Press & Archeos
p. 80, 2010, 9,50

n mistero della
fede, un enigma della storia.
La Sacra Sindone ha percorso duemila anni dallevento centrale della cristianit, la Resurrezione
di Ges di Nazareth. Da allora il Sacro Telo si
affermato come la reliquia pi preziosa della storia occidentale, la testimonianza di un
evento unico impresso su un semplice panno
di lino.
Sopravvissuta a due terribili incendi, il primo nel 1532 e il secondo nel 1997, oggi la sua
vulnerabile e fragilissima trama raccoglie e
attende ad ogni ostensione un vastissimo numero di fedeli da tutto il mondo.
Per quanto nel 1988 le analisi abbiano dichiarato la reliquia un falso di origine medievale, questo giudizio ha dimostrato nel tempo la sua fallacit portando molti scienziati,
storici e tecnici ad attestare come la Sindone
sia realmente collocabile nella Palestina del
primo secolo dopo Cristo.
Dopo la trafugazione da Bisanzio e il suo
arrivo ad Atene la Sindone scompare per 150
anni, fino a ricomparire inaspettatamente,

Luglio 2011 | n.1

LIBRI

a cura di Andrea Critelli


nel 1356, in Francia. In questo arco temporale, conosciuto come gli anni perduti, si collocano domande che ancora oggi non sembrano aver trovato una risposta. Chi la conserv?
Come pot giungere da Atene ai lidi francesi.
Una dettagliata e rigorosa analisi storica tenta di rispondere a queste domande ancor pi
sviluppando una nuova e suggestiva ipotesi,
il suo possibile passaggio da Firenze, luogo in
cui sarebbe stata segretamente custodita.
Antichi affreschi, legami genealogici, ordini cavallereschi, intrighi politici e simbolismi
esoterici delineano una via di ricerca carica
di richiami tangibili e di tracce dissimulate. Il
libro un viaggio rigoroso attraverso i secoli,
unanalisi minuziosa della storia e dei segreti
del Sacro Telo attraverso lo studio delle fonti
antiche e delle pi recenti scoperte dellindagine documentale.
Non cercate di approfondire largomento
attraverso ricerche su Google o altro, perch
troverete solo allusioni, notizie incomplete,
persino falsi storici. Gran parte delle intuizioni, delle scoperte e delle informazioni raccolte dallautore sono presenti solo in questa
pubblicazione.
Nonostante il libro conta solo di 80 pagine, ha numerose informazioni snella, fruibile e soprattutto economico.

MISTERO
L uomo che super i confini
del mondo. Vita e viaggi di
Cristoforo Colombo, leroe
che dovrebbe essere santo

di Ruggero Marino
Sperling & Kupfer
p. 426, 2010, 20,00

n In Cristoforo Colombo. Lultimo dei


Templari
Ruggero
Marino ci invitava a ripensare limmagine che stata tramandata ai posteri
del navigatore genovese.
In questo nuovo libro, la

Luglio 2011 | n.1

sua tenace e anticonformista ricerca storica


si spinge ancora oltre, regalandoci unappassionante narrazione che smonta a uno a
uno i miti costruiti sulla figura dellammiraglio genovese. A partire proprio dalla grande bugia, quella che tuttoggi si trova sui libri di scuola, secondo cui Colombo approda
al Nuovo Mondo per errore, nel tentativo di
circumnavigare il globo terrestre e raggiungere lestremo Oriente. Niente di pi falso: il
genovese perfettamente consapevole del
suo obiettivo ed molto pi di un semplice e
fortunato marinaio.
Si muove sulla base di antiche mappe con
la decisione di un missionario, di un soldato
di Cristo, con lo stesso afflato religioso che
caratterizzava gli ordini cavallereschi e, in
particolare, quello pi misterioso della Storia:
i Templari. un messaggero, incaricato direttamente da un papa, quellInnocenzo VIII che
subir come lui una damnatio memoriae a
opera del successivo pontefice, lo spagnolo
Rodrigo Borgia. E lAmmiraglio, il Christo Ferens (come si firmava), subir linfamia di tornare in Spagna in catene, per poi essere liberato da quei re cattolici, Ferdinando e Isabella,
cui si devotamente affidato ma che hanno
pi di una responsabilit tanto nellaccaduto
quanto nella falsificazione storica che seguir.
Prender pi volte il mare verso il Nuovo Mondo, fino a un quarto estremo viaggio, come
un novello Ulisse mosso, tuttavia, da intatte
virt cristiane pi che da desiderio di ricchezze e avventura. Dopo la morte, il silenzio. Per
secoli la figura di Colombo sar dimenticata,
e tuttora in attesa di unautentica riabilitazione. Per due volte stato avviato un processo di beatificazione, regolarmente interrotto,
prima di prendere in esame i documenti pi
importanti, in grado di certificare la sua fulgida condotta cristiana. I mille volti di Colombo,
geniale navigatore, eroe senza pace, cavaliere
del mare, templare, santo e missionario, vengono restituiti in questo libro definitivo con
una prosa avvolgente, che incalza il lettore
con ipotesi sorprendenti, sempre sorrette da
solidissima documentazione, e lo conduce in
un lungo viaggio, ricco di fascino e mistero,
da ripetere al fianco del navigatore dei due
mondi.

Runa Bianca

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In hoc vinces

La notte che cambi la storia


dellOccidente
Bruno Carboniero e Fabrizio Falconi

DISPONIBILE
IN LIBRERIA

La notte del 27 ottobre dellanno 312 d.C.,

durante il sonno, Costantino riceve la visione di Cristo che gli suggerisce


di scrivere sugli scudi il monogramma greco del Salvatore XP con la
leggendaria promessa in hoc vinces (con questo vincerai). Il giorno dopo
si scontra in battaglia col nemico Massenzio, schierato a difesa di Roma.

SITI WEB
tempo di lettura 8 minuti

a cura di Andrea Critelli

Una selezione di blog, siti e portali


ARCHEOSTORIA
ArcheoMega
www.archeomega.com

pesso nei propri studi, o nelle proprie ricerche sarebbe utile riuscire
a reperire delle informazioni anche
semplici, senza dover perdere del tempo prezioso: le nostre domande possono costituire
le risposte di altri, e solo costruendo una realt comune a portata di mouse, si possono
accorciare le distanze.
possibile iscriversi a diversi livelli: due infatti sono le sezioni principali che si trovano
evidenziate. La prima quella della community, la seconda quella delle imprese: luna
non esclude laltra .
Nella sezione Community pu iscriversi
chiunque si occupi di archeologia a qualunque livello: studente, professionista, ricercatore, docente, tecnico, appassionato etc...Chi

si iscrive costruisce allinterno del portale un


suo profilo, in cui condividere le proprie esperienze a 360: questo consente di partecipare
ad una grande banca dati in cui poter attingere alloccorrenza, attraverso un sistema di
ricerca per parole chiave.

Luglio 2011 | n.1

Nella sezione imprese pu iscriversi chiunque sia dotato di partita iva e sono previste
diverse modalit di partecipazione cui corrispondono differenti profili di visualizzazione:
da unanagrafica base ad uno spazio pi articolato e con maggiore visibilit.

ARCHEOSTORIA
ArcheoMega
www.fastionline.org

ra il 1946 e il 1987 lAssociazione Internazionale di Archeologia Classica


(AIAC) ha pubblicato i Fasti Archaeologici. La rivista conteneva notizie brevi molto utili sugli scavi riguardanti larea dellimpero romano. Nel tempo costi crescenti e ritardi
nella pubblicazione si sono sommati fino a
rendere sempre meno utile la loro edizione.
Il consiglio direttivo dellAIAC ha quindi deciso nel 1998 di abbandonare la pubblicazione
dei Fasti e di cercare un modo innovativo per

registrare e diffondere i risultati delle indagini


archeologiche recenti. I Fasti Online sono il risultato di questa sforzo: Un database di scavi
archeologici condotti dal 2000 ad oggi.

Runa Bianca

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SITI WEB
Scienza a Due Voci

a cura di Andrea Critelli

SCIENZA

Le donne della scienza italiana dal Settecento


al Novecento
scienzaa2voci.unibo.it

cienza a due voci un sito in cui viene messo a disposizione del grande
pubblico un primo esemplare di dizionario biografico delle scienziate italiane.
E uno strumento di facile consultazione per
saperne di pi sulla parte avuta dalle donne
italiane nello sviluppo e nella diffusione della scienza, dal 1700 allet contemporanea (al
momento sono state inserite le donne nate
entro il 1925).

Il contributo femminile alla scienza stato


ed ancor oggi, pi che oggetto di conoscenza storica, raccontato in forma aneddotica.
Le donne che hanno partecipato allimpresa
scientifica sono state solitamente raffigurate
come fenomeni straordinari o muse ispiratrici
di grandi scienziati o abili assistenti al fianco
di illustri professionisti. E cos che, tra eccezionalit e marginalit, la loro collocazione
rimasta al di fuori dalla scienza ufficiale.
Una ricerca minuziosa, approfondita e insieme appassionata, intenta a ricostruire un
quadro pi veritiero e autentico della scena
scientifica, ha invece portato alla luce una
presenza femminile reale, cospicua e diversificata: tanti nomi nuovi, interessanti percorsi
scientifici, imprese intellettuali e sociali, vite
non sempre facili e lineari, volti e voci pressoch sconosciuti o dimenticati.
Con questo sito si vuole dunque riparare
alla dimenticanza o alla rimozione della sto-

28

Runa Bianca

ria: riconoscere alle donne il posto che hanno


realmente occupato nella cultura scientifica
dellItalia moderna e contemporanea: ridare spazio a quella voce che rimasta nascosta ma che ha contribuito con pari dignit al
cammino della scienza. Per una scienza, appunto, a due voci.

MISTERO
NEXUS

www.nexusedizioni.it

EXUS Edizioni nata per la pubblicazione in Italia del bimestrale NEXUS


New Times, ledizione italiana di una
rivista bimestrale australiana distribuita con
crescente successo in tutto il mondo anglosassone. Quella italiana, nata nel 1995, stata
la prima edizione tradotta dallinglese.
NEXUS si occupa di scienza, di tecnologie
del futuro, di free Energy e tecnologie soppresse che, se sviluppate, garantirebbero la
produzione di energia abbondante, economica e pulita; di salute, di alimentazione, di
benessere olistico e di trattamenti terapeutici alternativi; di archeologia proibita, dei
grandi misteri relativi alle autentiche origini
dellumanit, ai possibili contatti con civilt
extraterrestri e alla tecnologia degli UFO; di

cospirazioni, delle manovre dei vari servizi segreti e delle speculazioni dei grossi agglomerati finanziari e commerciali. Non solo: NEXUS
parla anche di storie segrete, di profezie, di
informazione globale e altro, proponendo
un genere di notizie che difficilmente potrete
trovare altrove.

Luglio 2011 | n.1

MOSTRE & EVENTI


tempo di lettura 8 minuti

a cura di Andrea Critelli

Le rassegne da non perdere

ARCHEOSTORIA
1 luglio - 13 novembre 2011

Le grandi vie delle civilt

Relazioni e scambi fra il Mediterraneo e il


centro Europa, dalla Preistoria alla Romanit
Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 - Trento

noi che crediamo di aver inventato


qualcosa di nuovo! Considerazione
che verr spontanea a chi visiter
questa ricchissima mostra (oltre 400 i reperti, moltissimi di assoluta eccezione, in essa
esposti) allestita al Castello del Buonconsiglio a Trento e curata dal direttore del museo
Franco Marzatico, da Rupert Gebhard, direttore del museo di Monaco, e da Paul Gleirscher conservatore del museo di Klagenfurt.
Temi come quello della mobilit, della circolazione di uomini, beni, idee del multiculturalismo della globalit non sono certo temi
che riguardano solo lattualit. Sono realt
con le quali luomo viaggiatore ed esploratore per eccellenza, - si misurato nei millenni in Europa come nel resto del globo. Questa affascinante esposizione, attraverso una
selezione di preziose testimonianze archeologiche provenienti da oltre 50 musei e soprintendenze italiane ed estere, racconta dei
contatti, degli scambi e delle relazioni a largo

Luglio 2011 | n.1

raggio che hanno segnato gli sviluppi delle


civilt in Europa con la trasmissione di saperi, al contaminazione di modelli e stili di vita.
Una fitta ragnatela si vie tra il Mediterraneo e
il Centro Europa, le cui trame si intrecciano, si
separano in un continuo divenire che hanno
portato territori e culture lontani e diversi a
trovare una serie di elementi in comune.
Di questa immensa e complessa trama la
mostra segue i fili millenari a partire da quando si diffusero, a sud come a nord delle Alpi,
le espressioni dellarte e le figure delle cosiddette dee madri, fino ai tempi del cosmopolitismo e della globalizzazione dellimpero
romano.
A transitare lungo le diverse Vie della Civilt non sono solo merci, sono uomini con
le loro credenze, linguaggi, talvolta nati in
ambiti locali talvolta giunti nel Vecchio Continente dallOriente.
Accanto alle concrete tracce dei commerci documentati da materie prime e manufatti
esotici, la mostra segue i percorsi avventurosi di innovazioni idee che hanno comportamenti e abitudini.
Gi in epoca preistorica materie prime e
manufatti percorrono, sulle spalle degli uomini, sulle imbarcazioni, sulle some degli animali o, inventata la ruota, sui primi carri, distanze
impressionanti. E sulla base di scambi e commerci si consolidano le prime differenziazioni
sociali.

Runa Bianca

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MOSTRE & EVENTI


Il rango ben presto richiede segni esteriori
di appartenenza, ed ecco la ricerca di status
symbol tanto pi preziosi quanto esclusivi ed
esotici.
Ma eccessi di ricchezza richiamano anche
razzie, invasioni e migrazioni, talvolta calmierate da matrimoni diplomatici e da alleanze
strategiche.
La diffusione di nuovi saperi, dallagricoltura, alla metallurgia ma anche alla cucina e
aspetti legati allideologia del banchetto percorrono lEuropa.
Forme ed idee contaminano popolazioni diverse. Siano archetipi come quello della
fertilit femminile o quello delluomo eroeguerriero dellatleta. Ma sono anche figure
di animali, espressione di unarte animalistica che fiorisce in diverse aree, o iconografie
di barche, il carro solare, lalbero della vita, le
immagini del Signore e della Signora degli
Animali che, fissati su diversi supporti, stupiscono per la loro potenza e bellezza. Poi le
enigmatiche tavolette dellet del bronzo, i dischi solari in oro, le maschere funerarie, i doni
votivi, gli astragali. Testimonianze di contaminazioni di culti e di influssi.
Infine la diffusione della scrittura alfabetica, dai fenici, ai greci, agli etruschi, ai popoli
alpini, sino allegemonia del latino.
Gli eccezionali reperti esposti in questa irrepetibile mostra raccontano una storia fatta
di attinenze ma anche di contrasti, di forme di
alterit che delineano singoli territori. Il global di cui si discute tanto oggi, alla fine, non
un concetto del tutto nuovo.
Gli oggetti, pi di 600 provenienti da 72
musei e soprintendenze, 52 italiani e 19 stranieri, saranno esposti in 18 sale del Castello
del Buonconsiglio su una superficie di 1800
meri quadrati. Il catalogo della mostra, curata
da Franco Marzatico, Rupert Gebhard e Paul
Gleirscher, vedr lintervento di 80 studiosi. Michelangelo Lupo curer lallestimento
mentre le scenografie saranno di Gigi Giovanazzi.
Tel. 0461/233770 - 0461/492829
info@buonconsiglio.it
www.buonconsiglio.it
www.legrandivie.it

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Runa Bianca

a cura di Andrea Critelli

ARCHEOSTORIA
20 aprile - 31 dicembre 2011

Nutrire il corpo e lo spirito


Il significato simbolico del cibo nel mondo
antico
Museo Archeologico
Corso Magenta, 15 - Milano

al 20 aprile 2011 il Museo Archeologico di Milano presenta un nuovo


percorso espositivo dedicato al significato simbolico del cibo nel mondo antico, dal titolo Nutrire il corpo e lo spirito.
Levento promosso dallAssessorato alla
Cultura del Comune di Milano, dal Civico Museo Archeologico, in collaborazione con Palazzo Reale, ed organizzato da Civita.

Realizzato grazie ai generosi prestiti del


Museo Archeologico Nazionale di Napoli, di
Metaponto e del Museo Archeologico Regionale di Siracusa, il percorso tematico allesti-

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MOSTRE & EVENTI

a cura di Andrea Critelli


to nella cripta cinquecentesca della Chiesa di
S. Maurizio Maggiore, allinterno degli spazi
espositivi del Museo Archeologico.
Se cibarsi latto primario legato alla sopravvivenza, ed segno tangibile per luomo
della sua condizione mortale, non c da stupirsi che la scelta degli alimenti e le modalit
del loro consumo rivestano in tutte le culture
una forte valenza simbolica.
Nellantichit la consapevolezza della totale dipendenza della sopravvivenza umana
dalla natura, madre e dispensatrice di ogni
cibo, alla base di un incredibile numero di
riti sacri e cerimonie propiziatorie, tramite le
quali evocare a s il favore della natura madre di ogni alimento e contemporaneamente lavare la colpa per aver sottratto, falciato,
raccolto i frutti della terra. Per luomo che anticamente osservava con estrema attenzione
la natura e i suoi fenomeni, i cicli vitali delle
piante e dei raccolti erano specchio e metafora della vita umana; il loro annuale rigenerarsi
rappresentava il mistero e la speranza al tempo stesso di rinascita dopo la morte anche
per luomo.
Ogni alimento determinante per la vita
umana quindi contraddistinto da un percorso materiale e da un significato simbolico
e rituale. Se il pane rappresenta la forza misteriosa e inarrestabile della natura che dal
seme fa germogliare la spiga, che diventa a
sua volta, con il lavoro paziente delluomo, farina e nutrimento, il vino nel mondo classico
lo strumento potente che permette, tramite
lebbrezza e lespansione della coscienza, la
comunicazione diretta con il divino. I due alimenti, cos centrali per la cultura greca e romana, rivestono un ruolo fondamentale anche nel Cristianesimo.
Non solo i singoli alimenti, ma anche la
condivisione dei momenti segnati dal consumo di cibo e bevande codificano le relazioni
del vivere sociale, sancendo lunione tra chi
vi partecipa, ribadendo lappartenenza ad un
gruppo, sia esso un clan familiare o una comunit religiosa.
Tel. 02/88445208 - 02/88465720
www.comune.milano.it/museoarcheologico

Luglio 2011 | n.1

ARCHEOSTORIA
21 maggio - 5 agosto 201

DiVino

DallAntichit ad Oggi
Materima
Via Umberto I, 2 - Casalbeltrame (NO)

ulla storia del vino di mostre se ne


sono gi viste diverse, sia in Italia che
allestero. Ma mai nessuna cos.
DiVino. DallAntichit ad Oggi, allestita dal 21 maggio al 5 agosto a Materima, in
quel di Casalbeltrame nel novarese, per pi
aspetti evento assolutamente deccezione. Innanzitutto per lampiezza dellarco temporale
esaminato: in pratica dai primordi della coltura intensiva della vite ad oggi. Ma soprattutto
per la rilevanza e il numero dei materiali originali riuniti per raccontare questa lunga, affascinante vicenda: 350 i reperti archeologici,
in parte mai prima esposti, che abbracciano
tutte le civilt vinicole del Mediterraneo. Alle
testimonianze storiche si uniscono le sculture
contemporanee di Marino Marini e Giuliano
Vangi, in un gioco di suggestioni antico-contemporaneo che non potr non coinvolgere i
visitatori.
DiVino, curata da Giuseppina Carlotta
Cianferoni, direttore del Museo Archeologico
Nazionale di Firenze, e da Fabrizio Minucci, di
ARA (Attivit di Ricerca Archeologica), nasce
dalla collaborazione tra lo Studio Copernico,
che da sempre si occupa di arte moderna, e la
Soprintendenza per i Beni Archeologici della
Toscana e il Museo Archeologico Nazionale di
Firenze e ARA. Ad accoglierla sono gli spazi di
rara suggestione di Materima, il luogo creato
da Nicola Loi per fare incontrare le arti, a Casalbeltrame nel novarese.
Lampio nucleo dei materiali presentati afferma Giuseppina Carlotta Cianferoni, curatore della Mostra - copre un arco cronologico

Runa Bianca

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MOSTRE & EVENTI


che va dal III millennio a.C. al XIX secolo d.C.:
dalle pi antiche testimonianze del Vicino
Oriente alla Grecia, dallEtruria a Roma, per
finire, attraverso Medioevo e Rinascimento al
periodo Risorgimentale.
La mostra si articola in 4 grandi sezioni.
Nella prima si affronta il tema della vinificazione e viticoltura, partendo dalle sue origini
e concentrandosi poi sullideologia del simposio greco ed etrusco, con una finestra sul
commercio del vino etrusco, giungendo infine alla pratica del banchetto in epoca romana. La seconda sezione riguarda il mondo del
Vicino Oriente e della Grecia; la terza lEtruria
e Roma; lultima presenta un excursus sul Medioevo ed il Rinascimento, fino a giungere al
periodo Risorgimentale. A corredo di questo
percorso vi sono due sale espositive in cui
sono stati ricreati scenari suggestivi e sensoriali: un fondale marino con resti del carico di
una nave da commercio di epoca etrusca ed
una sala tricliniare di epoca romana.
Il cuore della mostra rappresentato dai
principali temi che costituiscono la cultura
del vino e della viticoltura, intesi come produzione, tecnologia, costume e territorio. Viene
trattato il tema della coltivazione della vite e
della produzione del vino nel mondo antico
con particolare attenzione allItalia, evidenziando gli aspetti - storico, sociale, artistico,
antropologico e culturale - del consumo della
principale bevanda dellantichit. Lo studio
attento delle fonti iconografiche e letterarie
offre una ricca documentazione sui vini e sul
loro approvvigionamento, nonch sul banchetto e sul simposio.
Un cospicuo nucleo di materiali mostra,
a volte con pitture vascolari, altre volte con
lastre fittili a rilievo o piuttosto con materiali lapidei, la tradizione della produzione del
vino, la vinificazione e lideologia del simposio legata al culto di Dioniso. Si segnala una
scena di banchetto sulla lastra fittile a rilievo
da Murlo datata al VI secolo a.C., piuttosto che
scene di vendemmia e pigiatura delluva su
vasi attici a figure rosse, come la grande kylix
a occhionia figure rosse o il cratere del pittore di Firenze, databili tra la fine del VI e la met
del V secolo a.C.. Legate ancora al banchetto
si possono ammirare alcune urne etrusche in
alabastro, di cui la pi imponente unurna

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Runa Bianca

a cura di Andrea Critelli


bisoma con coniugi a banchetto proveniente
dalla tomba dei Calisna Sepu a Monteriggioni
(SI). La cultura del banchetto in Etruria grandemente testimoniata dai corredi funebri che
sono stati rinvenuti e qui presenti, ad esempio,
con un corredo in bronzo proveniente da San
Cerbone (Populonia), un corredo in ceramica
etrusco corinzia e bucchero o con un grande
foculo di produzione chiusina. Una statua in
marmo che rappresenta un Dioniso bambino
ci conduce al tema del culto di Dioniso nella
tradizione della viticoltura, della produzione
e consumo del vino. La tipica ceramica della
fine dellet repubblicana ed inizio di quella
imperiale, la terra sigillata italica, introduce
alla tradizione del banchetto romano.
Nella seconda sezione vengono messi in
esposizione numerosi oggetti che documentano la cultura materiale legata al vino nel
modo del Vicino Oriente antico, a partire dal
III millennio fino al VI sec. a.C..
La terza sezione presenta una grande
quantit di materiale da banchetto, con un
abbondante variet di forme proveniente in
massima parte dalle necropoli dellEtruria laziale e toscana.
Le conoscenze necessarie alla domesticazione della vite, alla produzione del vino e
al suo consumo, lideologia del simposio e il
commercio di questo importante coagulante
sociale: sono questi gli aspetti che oggi, forse troppo spesso, diamo per scontati ma che
affondano le loro radici nelle terre e nelle societ dei popoli che si affacciavano sul bacino
del Mediterraneo pi di 6000 anni fa.
Il valore aggiunto dellevento la fusione
ponderata tra queste fondamentali testimonianze del nostro passato ed alcune tra le pi
suggestive creazioni di due degli artisti italiani moderni pi importanti: Marino Marini e
Giuliano Vangi.
La scelta di esporre opere di questi scultori nasce dal loro essere degli etruschi contemporanei che, al pari degli antichi, si sono
cimentati nella scultura policroma. E anche
per questo che i lavori selezionati trovano respiro in questa esposizione, offrendo cesure e
unioni con il mondo antico.
Tel. 02/67075049
info@materima.it
www.materima.it

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PERLE DI SAGGEZZA
tempo di lettura 6 minuti

di Lillyy Antinea Astore

Trasmutazione dello spirito


nellevoluzione universale cosmica
La lotta spirituale brutale quanto la battaglia degli uomini, ma la visione della giustizia
il piacere soltanto di Dio...
Arthur Rinbaud

due principi fondamentali della dottrina spiritica sono: la persistenza dellIo


cosciente dopo la morte; levoluzione
progressiva dellanima attraverso i suoi stessi
sforzi.
Questa dottrina ha portato ad una rivoluzione completa della filosofia, della morale
e della vita sociale, permettendo di mettere
definitivamente da parte le oscurit sistematiche, le dottrine incoerenti e caduche, presto dimenticate davanti alla semplicit della
nuova concezione e davanti alla soddisfazione completa che essa porta ai nostri istinti di
felicit, ai nostri desideri di immortalit e alla
nostra speranza, infine realizzata, di conoscere lAldil.
Farebbe scomparire sia le idee nichiliste
cos deprimenti, sia i dogmi religiosi cos poco
soddisfacenti, rimpiazzerebbe limposizione
delle credenze con la convinzione ragionata,
libererebbe lo spiritualismo dagli orpelli sotto
i quali per secoli ci si sforzati di nasconderlo e di mascherarlo per le convenienze delle
varie teocrazie. Ci liberer da quegli di antropomorfi spesso crudeli e capricciosi che
intervengono costantemente nella creazione
coi miracoli, la grazia o la predestinazione,
che riservano i loro favori a pochi eletti, che
esigono sanguinosi sacrifici e che scelgono le
vittime destinate a placare la loro collera tra
le migliori delle loro creature. Di che seminano di tentazioni il nostro cammino e che per
il pi piccolo sbaglio ci puniscono per leternit, che ci subissano, durante la nostra esistenza, di prove e di dolori che altro non sono

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se non lassaggio di castighi ancor pi crudeli.


Spariranno queste prescrizioni dogmatiche
che impongono credenze irragionevoli, che
restringono sino ad annichilirlo il nostro libero arbitrio e che ostacolano il nostro sviluppo cosciente. Svanir quellinterpretazione
incredibilmente meschina delluniverso che
riduce tutta la creazione allumanit terrestre.
Sparir il dogma del peccato originale, con le
sue conseguenze ingiuste. Di conseguenza,
svanir la nozione di salvezza attraverso la
preghiera e i sacramenti. Soprattutto cadranno le aberrazioni sullinferno, le sue legioni
di demoni, i suoi supplizi eterni. Nasce cos
questa duplice concezione di involuzione e di
evoluzione che abbraccia un panteismo grandioso. Evoluzione progressiva dei mondi e degli esseri attraverso le loro stesse forze, senza
il capriccioso intervento della divinit La pi
alta idea che ci si possa fare di un Ordinatore
ha detto giustamente Lon Denise di supporlo creatore di un mondo capace di crescere
per le sue stesse forze e non grazie a continui
interventi miracolosi.
La divinit non potr essere considerata
esterna alluniverso: Lidea di Dio per noi oggi
non esprime pi quella di un essere qualsiasi,
ma lidea di un essere che comprende tutti gli
esseri [...] niente creazione spontanea, originata, miracolosa, la creazione continua, senza inizio n fine [...] il mondo si rinnova incessantemente nelle sue parti, nel suo insieme esso
eterno.
La terra su cui - secondo lespressione di
Flammarion - le religioni vogliono concentrato
ogni pensiero del creatore, non che un puntino insignificante nelluniverso. Una sola esistenza su questo pianeta, daltra parte, non
che un istante insignificante nella serie delle
innumerevoli incarnazioni dellessere vivente.

Runa Bianca

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PERLE DI SAGGEZZA
Lanima individuale non creata di sana pianta con le facolt che il volere del creatore ha
pensato di assegnarle, ma forma e sviluppa s
stessa attraverso i propri sforzi, i propri sacrifici e le proprie sofferenze. Essa si libera da sola,
a poco a poco, dal male necessariamente proprio delle fasi inferiori della sua evoluzione;
da sola arriva alla comprensione del Vero, del
Bello e del Bene; da sola sviluppa gli elementi
della sua felicit futura, lentamente conquistati. Da qui la perfetta comprensione delle
ineguaglianze umane e la soluzione completa del problema del male, due condizioni
della vita terrestre che cos difficilmente si
conciliano con la nozione di una Provvidenza
attiva.
Le ineguaglianze umane, dal punto di vista dellintelligenza, della coscienza e del
cuore, ineguaglianze che n lereditariet n
linfluenza dellambiente spiegano con sufficienza, trovano semplice spiegazione nelle
differenze evolutive degli esseri. Il male non
il prodotto delle forze cieche della natura
che impongono alla nostra personalit delle
sofferenze prive di compensazione. Non la
conseguenza ingiusta di un peccato originale. Non una prova, ancor meno un castigo o
una vendetta della divinit. Il male semplicemente la misura dellinferiorit dei mondi
e la condizione necessaria al loro perfezionamento.
Il male diviene motore alchemico, stimolo dellattivit degli esseri, necessario per
impedir loro di immobilizzarsi nel loro stato
presente. Alcuni privilegiati dellesistenza potranno perdere intere vite nellozio, ma presto
o tardi potrebbero subire e sentire sulla propria pelle la conoscenza del male attraverso
una malattia, un grosso dispiacere: il dolore
in una delle sue forme gli far comprendere
la vacuit dei piaceri materiali, rimpiangere il

Lilly Antinea Astore


Conduttrice e creatrice dei primi convegni di parapsicologia
con relatori Massimo Inardi e
Peter Kolosimo. Archeoastronoma, Cavaliere dellordine mi-

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Runa Bianca

Lilly Antinea Astore


tempo perduto e gli conferir lilluminazione
di unidea pi elevata e la comprensione della
vera felicit. Per quanto riguarda la condizione dellevoluzione spirituale, ne risulta che
il male sia inevitabile, anche nei suoi stessi
eccessi; per esempio le grandi catastrofi o le
sciagure immeritate sono la conseguenza del
divenire naturale cosmico, e non potranno
essere imputate alle divinit. Il male diminuisce sempre pi attraverso i progressi dellevoluzione spirituale. Non c pi posto, in questa
interpretazione delluniverso, per le immagini
del paradiso o dellinferno. Pene e ricompense non provengono che da noi stessi, e sono
la conseguenza naturale, necessaria dei nostri errori o dei nostri sforzi.
Come disse Lon Denis: La vita attuale
la conseguenza diretta, inevitabile, delle nostre
vite passate, come la nostra vita futura sar il
risultato delle azioni presenti. Siamo il prodotto delle nostre azioni. La sanzione per nostri
errori semplicemente la permanenza nelle
incarnazioni inferiori, secondo le condizioni
che risultano matematicamente per ogni esistenza dalle esistenze gi vissute. La ricompensa la compensazione che ci dobbiamo
attendere dai nostri sforzi, dalle nostre sofferenze, dalle nostre virt il passaggio in uno
stato superiore, e questa ricompensa risulter
dalle leggi evolutive e non da un giudizio divino.
Il nostro progresso ci assicura la felicit, risultato naturale della diminuzione del
male, coincidente con laumento della coscienza, della libert e delle facolt emotive.
Otterremo questa felicit rendendocene degni con i nostri liberi sforzi. Per essere capaci
di godere uno stato superiore bisogna prima
elevarsi al suo livello. Non si pu apprezzare
un bene che non si comprende.

stico Rosacrociano, rappresentante internazionale Synergetic Art, creatrice della trasmissione


radiofonica Dimensione X, conduttrice di UFORAMA.

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di Paolo Debertolis
Le ricerche e i risultati

Missione italiana sulle


piramidi bosniache
tempo di lettura 10 minuti

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Runa Bianca

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Missione italiana sulle piramidi bosniache

rmai quasi un anno che la missione di ricerca italiana (SB Research


Group) collabora con la Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole che cura
gli scavi sulle piramidi scoperte nel 2005 a
Visoko (Bosnia-Erzegovina) ed i risultati sono
tanti.
Daltra parte fare il punto della ricerca sulle piramidi bosniache un argomento di non
facile sintesi in poche righe. Spesso con piramidi di Bosnia si intende un numero notevoli
di siti a diverso stadio di avanzamento degli
scavi.
Quel che per appare sempre pi evidente
che la Valle di Visoko ha ospitato una grande
civilt in Epoca Neolitica in grado di disporre
della tecnologia e la forza di costruire strutture monumentali.
Attualmente sono riconosciute cinque piramidi di dimensioni cospicue, probabilmente colline rimodellate, delle quali solo due
sono in fase di studio e di scavo: la Piramide
del Sole (220 metri) e la Piramide della Luna
(190 metri). Le altre piramidi, del Dragone, di
Madre Terra e dellAmore, non sono state ancora sfiorate dalla pala dei ricercatori.
Ma a queste strutture non possiamo non

Paolo Debertolis
aggiungere anche le altre strutture minori.
Una tra queste sicuramente il Tumulo di
Vratnica ed i tunnel (di Ravne e il KTK). Ma non
sono le uniche. Ad esempio il nostro gruppo
di ricerca ha individuato almeno altre tre piramidi di dimensioni pi piccole (50-60 metri
daltezza), che ci ripromettiamo di studiare i
prossimi anni, ed un tempio megalitico che
abbiamo tuttora allo studio.
In realt non sappiamo ancora se le strutture siano state erette contemporaneamente.
Siamo di fronte a tecnologie costruttive molto diverse tra loro e probabilmente anche distanti dal punto di vista temporale. In fondo
anche la nostra capitale, Roma, ospita delle
strutture erette in un arco di tempo ampio pi
di 2.000 anni.
Cos potrebbe essere anche per la cosiddetta Civilt di Visoko un termine ombrello
da noi dato agli artefici di tutte queste strutture che in realt potrebbero essere state costruite a centinaia di anni di distanza. Civilt
poi scomparsa proditoriamente senza lasciare scritti o testimonianze nelle civilt successive.
Per ora abbiamo un punto di riferimento
dal punto di vista della datazione per quan-

LINGEGNERE MARJANOVICH SUL TUMULO DI VRATNICA (FOTO R. HOYLE)

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Missione italiana sulle piramidi bosniache


to riguarda la Piramide della Luna che sembra risalire a 10.350 anni fa (+- 50 anni). Un
campione di legno posto al di sotto della pavimentazione dello strato pi profondo nel
sondaggio di scavo n. 20 ha fornito questo
risultato. Ma non possiamo accontentarci. Un
unico campione, a parte gli errori di laboratorio, troppo poco. Bisogner pertanto ripetere ancora lanalisi al Carbonio 14 in questo
sito con prelievi seriati, considerando che il
meglio conservato della Piramide della Luna.
Noi lavoriamo costantemente con le cronologie che spesso rappresentano il punto
centrale dello nostro studio. Le cronologie
vengono utilizzate in archeologia per riordinare gli eventi del passato e per fornire uno
schema entro il quale pu essere discusso un
cambiamento sociale.
evidente la necessit di rivedere e perfezionare la cronologia delle strutture incontrate sul nostro cammino via via che sono
disponibili nuove informazioni. Questo uno
degli scopi principali nella nostra ricerca sulle
piramidi bosniache.
Le cronologie sono, per, talora costruite
artificialmente, create da una parziale comprensione del passato e incorporano tutta

Paolo Debertolis
una serie di ipotesi, spesso non dichiarate e
non intenzionali, ma che pesano sul giudizio
globale sulla Civilt di Visoko. Per questo motivo dobbiamo essere sempre molto prudenti
quando parliamo di datazioni nelle piramidi
di Bosnia.
Ma le strutture della Civilt di Visoko non
solo sono lesempio di unabile capacit costruttiva, ma anche rappresentative di una
tecnologia la cui memoria stata persa nel
tempo. Ne un esempio le ricerche che da
oltre sei mesi eseguiamo nel campo degli
ultrasuoni che sembrano permeare queste
strutture e la cui origine per ora non ci conosciuta.
abbastanza noto ormai che un fascio di
ultrasuoni esca dalla Piramide del Sole e punti
verso lo spazio con caratteristiche molto peculiari. Si tratta di una frequenza audio, ossia
meccanica, nella banda degli ultrasuoni con
una frequenza di circa 32.000 Hz di media. La
frequenza di trasmissione contraddistinta
da una portante costante ed una modulazione sovrapposta con caratteristiche di irregolarit molto curiose, molto simili ad una trasmissione radio.
Per noi stata una scoperta inaspettata in

ALLA RICERCA DI ULTRASUONI NEI TUNNEL DI RAVNE

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Runa Bianca

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Missione italiana sulle piramidi bosniache


quanto abbiamo prima registrato i suoni ultrasonici rilevati dagli strumenti e poi con due
metodiche diverse, per eliminare i possibili
errori strumentali (attraverso un compressore
sonoro oppure via software), li abbiamo riportati ad una frequenza udibile. Lascolto dei
suoni resi udibili ricorda molto le trasmissioni
dei vecchi modem audio oppure sono molto
simili ad una trasmissione criptata.
Secondo un altro ricercatore serbo, ling.
Goran Marjanovich, questa trasmissione meccanica accompagnata da una trasmissione
elettromagnetica che lui ha rilevato tramite i
suoi strumenti e sembra rispecchiare le stesse
frequenze meccaniche audio da noi rilevate.
Secondo la sua opinione, i canali ripieni
dacqua posti nel ventre della piramide, di cui
abbiamo un esempio nelle nostre esplorazioni dei Tunnel di Ravne, fungerebbero da stadio primario di una enorme macchina di Tesla
modulando leffetto piezoelettrico dovuto
alla compressione dei quarzi presenti nel suolo sotto la piramide e facilitando lo scambio
ionico con latmosfera.
unipotesi molto suggestiva, ma ancora
da dimostrare. Unico dato sicuro che questa radiazione meccanica (rilevata dal no-

Paolo Debertolis
stro gruppo) ed elettromagnetica (rilevata
dalling. Marjanovich) sembra originarsi da
un unico stadio primario posto allinterno
della piramide, con delle curiose somiglianze
strutturali, principi energetici e meccanici collaudati da Nikola Tesla nella costruzione del
suo Magnifying Amplifier, controverso potentissimo trasformatore a Colorado Springs.
Qualcosa funziona ancora nella struttura
della piramide? possibile.
Solitamente onde meccaniche ed elettromagnetiche possono essere registrate sulla
superficie terrestre provenienti principalmente da attivit geofisiche e sismiche nella
crosta terrestre e il suo nucleo, in una gamma
molto ampia di valori di ampiezza e frequenza, e di solito sono piuttosto varie sia per lintensit che per la durata; mentre le caratteristiche delle frequenze rilevate sulle piramidi
bosniache appaiono decisamente diverse e
difficilmente possono essere spiegate con
processi naturali.
Nel nostro prossimo round a Visoko rivaluteremo anche la trasmissione delle onde
sonore ultrasoniche nellacqua dei tunnel di
Ravne. Ci siamo dotati di microfoni impermeabili, solitamente utilizzati dai biologi marini

IL MEGALITE K2 NEI TUNNEL DI RAVNE

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Runa Bianca

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Missione italiana sulle piramidi bosniache

Paolo Debertolis

per ascoltare le balene. Nella precedente rilepossibili solo durante lestate, nel periodo che
vazione nellaria dei tunnel di Ravne, abbiava da met giugno a met settembre.
mo comunque constatato la presenza anche
Prima e dopo questi termini le piogge non
l ad un livello molto basso di ultrasuoni, circa
solo rallentano i lavori, ma possono anche
10 db.
causare danni al sito non protetto da tettoie
Qualcosa di pi anche in alcune locazioni
oppure disperdere o contaminare gli evendel Tumulus di Vratnica
tuali campioni organici presenti nei siti, anaMa non solo questo il filone pi clamorolizzabili con il Carbonio 14 per una datazione
so delle ricerche sulle piramidi bosniache. In
sicura dei resti.
via di completamento sono anche le ricerche
Tuttora i lavori sono sospesi per quanto
sui megaliti presenti nei tunnel di Ravne per i
riguarda la Piramide del Sole, anche se larquali abbiamo gi eseguito delle indagini pecheologa responsabile per gli scavi per contrologiche.
to della Fondazione Bosniaca della Piramide
Il sospetto che non si tratti solo di medel Sole, dott.ssa Sara Acconci, conterebbe
galiti di origine naturale manipolati, bene o
di liberare dalla terra almeno un centinaio di
male, dai costruttori dei tunnel di Ravne, ma
metri lungo lo spigolo che separa la facciata
di pietre di sintesi costruite a partire da maNord dalla facciata Ovest entro lestate e con
teriale crudo, poi compattato a caldo per forlapporto dei volontari.
mare una base, dentro alla quale stato inseUno spigolo regolare e ben intonacato
rito qualcosa di metallico e successivamente
sarebbe la testimonianza pi eclatante per
richiuso con un coperchio colato a sua volta
contraddire gli scettici che continuano a consulla base. Questa ipotesi non campata in
siderare la Piramide del Sole come una collina
aria, ma basata sulle ricerche effettuate con il georadar da una ditta croata lo
scorso anno.
Anche in questo caso non possibile
per ora supporre il significato di questa
operazione da parte dei costruttori dei
tunnel, ma sar in primo luogo necessario eseguire di nuovo uno scanner con il
georadar del loro interno, con ampia documentazione fotografica, prima di fare
supposizioni che siano realistiche. Bisogna prima confermare con sicurezza, infatti, quanto gi descritto in precedenza.
Intanto proseguono con laiuto dei
volontari gli scavi per liberare i tunnel
di Ravne della terra che li hanno sigillati.
un lavoro lungo e che richiede molto
tempo in quanto il lume dei tunnel
molto ristretto e permette lasportazione di materiale molto lentamente con
luso di carrettini trainati a mano che
rappresentano lunico mezzo possibile
MANUFATTO RITROVATO NEI TUNNEL DI RAVNE
per lasportazione della terra senza creare anni danni alla struttura.
I lavori allinterno dei tunnel non si sono
naturale. Tra questi lex Ministro della Cultura
quasi mai interrotti durante tutta la stagione
bosniaco, Gavrilo Grahovac, fiero oppositore
invernale, in quanto protetti dalle intemperie,
alla realt delle piramidi bosniache che si
a differenza degli scavi allesterno, che sono
sempre rifiutato di visitare i siti della Valle di

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Missione italiana sulle piramidi bosniache


Visoko, ma che ora sotto inchiesta per distrazione di fondi. Il Ministro Grahovac anche lautore del decreto che nel 2007 ha bloccato gli scavi sulla Piramide del Sole.
Per quanto riguarda gli scavi sulla Piramide della Luna, al contrario, proseguono, ed
in questo periodo sono stati ripristinati i siti
sulla cima della piramide con possibilit di visitarli anche per i turisti. Un gruppo di volontari presente costantemente in questa sede
e prosegue i lavori di scavo.
Quindi dispiace di contraddire quelle persone che hanno previsto il termine degli scavi
nel 2012. Non vero. Qui gli scavi possono
proseguire indefinitamente. C cos tanto
da cercare che probabilmente finir come in
Egitto dove tuttora a distanza di due secoli si
continua a scavare e scoprire.
In appendice la testimonianza di un ritrovamento nei tunnel di Ravne da parte di
un operaio italiano della Fondazione, Afredo
Brentan: un piccolo manufatto sul quale incisa una lezione di geometria.
Su un lato di questo manufatto infatti presente un triangolo equilatero profondamente inciso. In prossimit della base del
triangolo riconoscibile un ulteriore angolo
con propria bisettrice disegnata solo allinterno dellarea del triangolo e, in questo caso,
lincisione risulta essere meno profonda.
Certo che non potevano essere dei selvaggi dediti solo alla caccia, come maliziosamen-

Paolo Debertolis
coordinatore del progetto di
ricerca, in ruolo allUniversit
degli Studi di Trieste dal 1987
presso la Facolt di Medicina
e Chirurgia, dove insegna sia
presso il Corso di Studio per la Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia che presso il Corso
di Studio in Odontoiatria e Protesi Dentaria.
laureato in Medicina e Chirurgia e specialista
in Odontostomatologia. Presso lUniversit degli Studi di Milano ha conseguito nel 2006 il
Diploma di Perfezionamento in Odontoiatria
Legale e Odontologia. laureando in Scienze
Giuridiche. Presso il Corso di Studio in Odon-

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Runa Bianca

Paolo Debertolis
te afferma qualcuno, quelli che abitavano la
Valle di Visoko nel Neolitico, in quanto i tunnel sono stati abitati fino a 5.000 anni fa come
provato dai residui carboniosi al C14 presenti
allingresso dei tunnel.
Il reperto ritrovato molto pi in profondit
nei tunnel a 150 metri dallentrata, ipotizzabile sia di epoca ancora precedente e testimonia la perfetta conoscenza della geometria di
quelle popolazioni.
In ogni caso a poca distanza sono stati ritrovati recentemente altri residui organici che
potranno fornire ulteriori informazioni sulle
datazioni di questo sito e che ci accingiamo
ad esaminare nei prossimi mesi proprio qui in
Italia.
La strada della ricerca ormai aperta in
molte direzioni sulle piramidi bosniache, ma
anche molto lunga e non priva di incidenti
di percorso. Per questo abbiamo ideato il nostro gruppo interdisciplinare con conoscenze
antropologiche, architettoniche, archeologiche e geologiche che cerca di gestire questi
siti un po speciali in modo globale, senza trascurare alcuna ipotesi di studio e ampliando
il pi possibile le nostre possibilit di ricerca.
Per gli aggiornamenti e approfondimenti
si pu visitare il sito del gruppo di ricerca SB
Research Group (www.sbresearchgroup.eu/
index.php?lang=it) e il sito della Fondazione
Bosniaca della Piramide del Sole (www.piramidasunca.ba/en/).
toiatria dellUniversit di Trieste titolare per
affidamento della Cattedra di Odontoiatria Legale, Odontologia e Archeologia Odontoiatrica (Applicazioni forensi di Odontoiatria Legale
ed Odontologia). Da alcuni anni ha ampliato le
proprie linee di ricerca in ambito antropologico e archeologico collegate allinsegnamento
di Archeologia Odontoiatrica (applicazione
delle tecniche forensi in ambito archeologico).
Dal 2009 ha iniziato uno studio in ambito antropologico connesso alle Piramidi di Bosnia ed
agli sviluppi delle ricerche sulla Civilt di Visoko.
Dalle sue ricerche emerge, infatti, che lestensione di questultima sembra travalicare il puro
fenomeno delle Piramidi poste nella Valle di Visoko ed interessare ampiamente i Balcani.

Luglio 2011 | n.1

di Tullia Parvathi Turazzi


Passaggio in India, ai piedi di Swami

Il mio primo incontro con


Sai Baba
tempo di lettura 5 minuti

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

41

Il mio primo incontro con Sai Baba

aeroporto di Linate quel mattino, mi


apparve come un luogo strano e minaccioso. Non avevo mai volato prima, anzi, ero terrorizzata allidea di salire su
un aereo, per me volare era come morire. Qui
Freud si potrebbe sbizzarrire... ma, era cos. Mi
chiesi ma dove sto andando? Devo essere impazzita, nel mio cuore per ero certa che quel
viaggio avrebbe cambiato la mia vita. Salutai
mio marito e mio figlio sapendo che li avrei
rivisti dopo 15 giorni, portando con me un ricordo indelebile, cos immaginavo. Il volo fu
sereno, nessuna paura ma tanta emozione, e
su ogni volo 3 in tutto per arrivare a Bangalore in India incontrai compagni di viaggio che
miracolosamente mi aiutarono in tutto, a me
che ero una novizia del volo. Arrivata allaeroporto di Bombay, mi prese lo sgomento.
Una confusione totale, io allora non parlavo
una parola di inglese, solo italiano e un po
di francese. Gente sdraiata ovunque persino
nei bagni. Mendicanti che li avevano fatto il
loro rifugio notturno, io colta da nausea, ero
stata assistita e confortata da queste care
donne indiane, poverissime, costrette a vivere in un bagno dellaeroporto, ma pronte ad
aiutare una sciocca turista smarrita che stava

Tullia Parvathi Turazzi


per svenire. Questo fu il mio tragico e meraviglioso impatto con lIndia e i suoi meravigliosi abitanti, cos diversi da noi occidentali, cos
poveri e cenciosi alcuni.. ma con occhi brillanti e spirituali, come mai ne avevo visti prima.
Finalmente il terzo aereo della Jet Airways
tocc il suolo di Bangalore, avevo trovato una
compagna di viaggio che guarda il caso andava proprio da Sathya Sai Baba, una devota
di lungo corso, ormai esperta che mi guid e
sostenne in tutto. Quando entrai nellashram
di Sai Baba, provai un intensa commozione,
come se stessi tornando a Casa da un vecchio
e caro amico e padre, e desiderai baciare il
terreno che calpestavo, ma non lo feci, un po
ne ebbi pudore e forse non era molto igienico... pensai.
Parlare di Lui, mi difficile, soprattutto ora
che il suo Sacro Corpo ci ha lasciati tutti orfani
per salire verso i Cieli pi alti. Fu veramente
unesperienza unica e cos meravigliosa che
ancora dubito sia capitata a me.
Il piccolo Asram di Whitfield vicino a Bangalore era intriso di una strana e dolce energia che io percepivo in ogni mia cellula, mi
penetrava ovunque e mi riempiva di uno
stato di beatitudine e amore, che non so

SAI BABA IN PREGHIERA

42

Runa Bianca

Luglio 2011 | n.1

Il mio primo incontro con Sai Baba


descrivere. Il Suo primo sguardo al Darshan,
quando fluttuando senza quasi toccare il pavimento del tempio, venne verso di me e mi
fisso a lungo in silenzio... fu come guardare
nellInfinito, nella beatitudinefatta Uomo. Conoscevo quello sguardo, da tante vite, i nomi
diversiRama, Krisna, Gesu... ma Lui. Lessenza
del SE... era sempre la stessa, eterna, compassionevole, amore infinito. Fuori le strade polverose e trafficate mi riportarono alla realt di
tutti i giorni... camminavo come in un sogno,
diventato ora rumoroso e caotico, le bancarelle esponevano frutti esotici multicolori a
prezzi davvero irrisori. Altre mostravano file
di saree colorati appesi. I saree sono il tipico
abito femminile indiano, 6 metri di stoffa da
avvolgere intorno al corpo. Elegantissimo e
pratico da indossare, una volta imparato a
indossarlo. Foto delle divinit ind ovunque.
Da Baba a disegni di Krisna il Dio delle Gopi,
pastorelle devote del Dio dal flauto incantato
del colore blu nuvola. Statuine di ogni forma
e materiali, e soprattutto gli odori dellIndia,
penetranti, inconfondibili, che ti accompagnavano anche quando rientrata in Italia, tirando fuori le poche rupie rimaste, improvvisi
colpivano le mie narici... provocandomi una
struggente nostalgia... tornare da Lui, tornare
a Casa.

Tullia Parvathi
Turazzi
Nata a Monza (MI) il 10 agosto
1955. Caduta dal cielo insieme
a migliaia di stelle cadenti nella notte di San Lorenzo. Ha frequentato il liceo Artistico di Brera diplomata in
grafica pubblicitaria, studi di psicologia e danza
moderna, studiosa di religioni antiche, antiche
filosofie, simbolismo, esoterismo, ricercartrice,
conoscitrice di molti mezzi di divinazione dai
tarocchi agli I Ching, astrologia, sensitiva fin da
piccolissima, in contatto con altre dimensioni o
loka. Pratica meditazione e yoga tantra kundalini da 13 anni, pratica il reiki e lhealing canalizzatrice di Baba ed di altri maestri ascesi ma
pi che canale ha con loro contatti astrali dove

Luglio 2011 | n.1

Tullia Parvathi Turazzi


Feci molti viaggi e tutti in un solo anno,
fino al giorno in cui decisi... di rimanere. Ricordo di quel mio primo indescrivibile incontro
con lAvatar, e un braccialetto che ho ancora.
Una notte sognai Baba, era un sogno vero,
reale, dove benedisse quel piccolo bracciale,
comprato il giorno prima su una bancarella
per poche rupie, era in argento con 7 ametiste incastonate. Al risveglio di fonte allo stupore mio e delle donne che dormivano con
me nellAshram in una stanza dove eravamo
in 8 sdraiate su materassi di fortuna vedemmo che in ogni ametista compariva la figura
chiara di Baba che noi chiamiamo Swami... e
in ogni pietra Lui era in posizioni diverse e a
volte cambiava secondo i giorni e le situazioni... era uno dei suo Lila mi dissero le devote
esperte. Ma per me era incedibile vedere un
tale miracolo vivente, nel mio braccialetto.
Questo fu uno degli innumerevoli Lila che
vidi e che ricevetti. Ma il vero dono fu un altro,
limmersione totale nellAmore Divino e Cosmico, un Amore che non mi ha pi lasciata,
neppure nei momenti bui e difficili che tutti
noi, incontriamo lungo il cammino verso la
Realizzazione del S. Questo fu il mio primo
incontro a livello fisico del mio Amato Maestro. Ma ogni mia parola totalmente inadeguata ad esprimere La Sacralit e bellezza di
ci che ho vissuto e continuo a vivere.
li vede e tocca normalmente come in 3 dimensioni, un dono di BABA, uno dei molti che ha
ricevuto da LUI. Vive attualmente in India, ma
viaggia tra i vari stati indiani. Vive Puttaparthi
dove ebbe la fortuna a 43 anni di avere la
grande benedizione di conoscere ed incontrare lAvatar di questo kali yuga SRI SRI SATHYA
SAI BABA che mostr me stessa a me stessa, e
gli rivel che Dio vive in noi e non fuori di noi.
Ha vissuto continuamente ai suoi piedi di loto
dal 1998 ad oggi fino al Suo Mahasamadi. Un
esperienza che da sola merita un libro che sta
scrivendo. Prosegue il percorso seguendo i suoi
insegnamenti AMA TUTTI E SERVI TUTTI... il
percorso umano e spirituale continua, in astrale con la Sua vicinanza continua perch non ce
limite alla bellezza e alla meraviglia della Rivelazione.

Runa Bianca

43

di Anja
j Zablocki
ora di svegliarsi, figlia

Il cosmo mi parla
tempo di lettura 13 minuti

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

45

Il cosmo mi parla

draiata sul prato del Circo Massimo,


dove piedi umani per millenni hanno
calpestato il suolo, io e Jek siamo due
Wally, due punti fermi in mezzo a una distesa di corpi agitati. Provate a trovarci.
Siamo quelli talmente estranei alla situazione da risultare paradossalmente invisibili,
slegati momentaneamente dalla mente collettiva in cui siamo immersi, presi da un estatico amore artificiale.
una fresca giornata di marzo, il cielo
blu superlativo assoluto, e sulla sua rotondit
scorrono bianche nuvole. In questo momento perfetto non potrei essere pi vicina e pi
lontana di cos dallessere umano. Del resto,
io in questo mondo non sono altro che uno
spettatore, un passante curioso.
Quella una pecora, quello un unicorno,
quello un drago.
Nello stato mentale in cui mi trovo, non
sono sicura se la fantasia a dare forma alle
nuvole o se il mio pensiero cos potente da
crearle. Qualcuno grida slogan a un microfono e decine di altoparlanti riportano una
versione distorta della sua indignazione. Per
un secondo mi sento in colpa della mia totale indifferenza; forse dovrei salire anche io sul
palco e gridare a quelle persone che si stanno
scaldando troppo per delle questioni insensate. Molto rumore per nulla, avrebbe detto
Shakespeare. Non lo faccio, ovviamente, perch non compito mio. Non sono un invasore, sono un errante. Il cosmo mi parla: io
ascolto e assorbo in silenzio.
Onde di energia si riversano su di me mentre cammino per quelle strade piene di gente
e di storia, e ogni persona ruba e regala qualcosa, passando. Il tempo non lineare, ma
composto da attimi fissati su una pellicola, ed
come guardare un film gi visto. La sensazione che provi, quando il cosmo ti parla,
lassoluta certezza che ogni cosa sta perfettamente al posto giusto.
Dalla cima della scalinata in piazza di Spagna osservo il mondo. tutto cos dolorosamente vivo, i tetti sono troppo rossi, il sole
troppo giallo, laria occupa troppo spazio. Se
solo penso al miracolo che accade in ogni
istante, mi sembra di impazzire. Jek ha un sorriso e una luce negli occhi che non gli avevo

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Runa Bianca

Anja Zablocki
mai visto.
Non fantastico come tutto riesca a esistere
contemporaneamente? gli chiedo.
Penso allarcano XII mentre stiamo seduti
sulla scalinata.
Una settimana prima, una voce metallica, disumana, mi aveva svegliata mentre sognavo di camminare sul letto asciutto di un
fiume. Davanti a me, sopra alberi rinsecchiti
dondolavano i corpi impiccati di dodici frati.
La voce divertita mi cantava nella testa una
filastrocca:
Dodici frati appesi nel prato, chi sar stato?
Chi sar stato?
Uno scherzo di cattivo gusto, certo, ma efficace. Svegliarmi per due mesi di fila nel letto,
nella posizione dellappeso, e sognare continuamente questo archetipo, mi era bastato
per capire che era ora di ripartire da zero.
Pensavo a quale ruolo stesse avendo questo viaggio a Roma nel mio percorso di risveglio. Era il mio appuntamento al buio con Dio
e la mia mente estraeva riflessioni come conigli da un cilindro.
Una madre sale la gradinata con un bambino, contando insieme gli scalini: sessantuno, sessantadue, sessantatr...
superfluo dire che, alla nostra altezza, i
gradini sono sessantaquattro? E come posso
spiegare con parole di carne, quale il significato di tutto questo?
Io sorrido, Jek sorride, madre e figlio sorridono, mentre capisco che il cosmo ha imbastito un piano, perfetto e intricato quanto
solo le cose pi semplici possono sembrare.
Un piano di cui sono sempre stata complice
ignara. Questo piano tutto ci che vale la
pena di conoscere.
Trovo ironicamente bellissime le coincidenze numerologiche delluniverso.
Osservo il mondo e il mondo uno specchio; guardando tra le spire dellenergia riemergono ricordi perduti e tutto mi sembra
cos ovvio, chiaro. La vita si palesa in tutte le
sue definizioni. Una voce sussurra verit incontestabili: come imparare qualcosa che
gi conosci, come risvegliarsi da un coma,
come lodore rassicurante della propria casa.
In quellistante io sono, e sono tutto, e sento lenormit energetica che muove questa

Luglio 2011 | n.1

Il cosmo mi parla

Anja Zablocki

tamente. Una grande macchina, la colonna che regge luniverso.


Le persone mi attraversano come
neutrini: le persone che mi passano accanto ogni giorno, le persone con cui
parlo, mangio o dormo, le persone che
nemmeno conosco. Nessuno si ferma,
nessuno rimbalza o mi abbatte ma, attraversando la mia vita per un istante,
raccolgono e scambiano informazioni.
Alcuni, come ora Jek, interagendo con
la mia energia scoprono nuovi sentieri. Sono un catalizzatore, un viandante
antico. Sono un Rispondente, e porto il
fuoco.
Penso a tutte queste cose, seduta su
quegli scalini, e a milioni di altre. I pensieri sono un fiume in piena, una marea
che sommerge tutto. Da questa marea
riemergono i ricordi dei primi contatti con le mie guide. Mi rendo conto di
non averne mai compreso realmente il
significato. Sentivo, ma non ascoltavo.
Credevo, ma avevo dubbi. Pensavo di
vivere, in realt respiravo soltanto. Vedo
me stessa in tutte le mie forme. Qui e
ora, un unico interminabile momento,
in cui sono questa e molte altre forme
di vita, dimensioni, mondi. La pluralit
di ci che chiamiamo Io mi sconvolge.
Il mio nome Legione perch siamo tanti.
Sono consapevole.
Insieme alla gioia di avere riscoperto
me stessa arrivato anche un senso di
perdita per tutti gli anni che ho vissuto
senza dare la giusta importanza al mio
dono. Le persone vivono le loro esistenze nella cecit e nella paura. Quando naARCANO MAGGIORE XII: LAPPESO. RAPPRESENTA LINIZIAZIONE,
sci in un simile contesto, senza una guiIL SACRIFICIO, IL TRAVAGLIO DEL CORPO PER LELEVAZIONE
da, senza qualcuno che ti aiuti a sfruttaDELLANIMA. LA CARTA DELLA TRASFORMAZIONE,
re il tuo potenziale, finisci con lassopirti
DELLINTROSPEZIONE, DEL MUTAMENTO. ARCHETIPO
anche tu. lironia della nostra natura,
DELLABBANDONO AL MONDO E AL VIAGGIO DENTRO S STESSI.
esser certi dellinganno e negare la veriIL RISVEGLIO DELLA CONSAPEVOLEZZA
t. Inconsapevolmente aiutiamo i nostri
carcerieri a tenerci in prigione. Come ucrealt. Sento linterazione fra questa realt e
celli cresciuti in cattivit, quando il velo
molte altre, e so che non c limite al pensiero.
di Maya si alza e intravediamo la libert, non
Lunico limite lo Spirito del mondo, con cui
sappiamo che farcene. Perch libert significa
ci autogoverniamo, e attraverso il quale so di
staccare lancora, liberarsi di schemi mentali
essere il tutto: ogni sasso o persona, indistinlogori, dogmi socialmente acquisiti, certezze

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

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Il cosmo mi parla
personali. lesser rovesciati in un mondo tutto nuovo, come lAppeso insegna.
La Via della consapevolezza non una
passeggiata. lunico modo di esistere, per
lanima. Muore e rinasce continuamente. Passa attraverso la sofferenza, la lotta, ed esige
molto coraggio. Passa attraverso lAmore, anche se non lo comprende appieno. Si nutre di
ogni istante regalato dallillusione del tempo.
Impara.
Non un percorso lineare. Certe esperienze
non sono facili da digerire. Esige una costanza
e una presenza fisica e
mentale impossibile da
avere con le limitazioni del corpo fisico e le
trappole mentali contro
cui deve continuamente
lottare. Forse la trappola pi pericolosa linganno ad opera dei falsi
messaggeri. I contattisti New Age ne sono esempio. Chi ha canali
aperti e riesce a comunicare con altre realt,
deve rendersi conto di essere aperto a tutto.
Luniverso pieno di entit che non aspettano altro che una breccia, per nutrirsi della nostra energia approfittando dellingenuo desiderio di sapere dellessere umano.
Anche io sono stata spesso vittima di queste creature, sia da parte di visitatori astrali,
sia da viaggiatori in carne e ossa, che mi hanno sovente lasciato sul corpo i segni del loro
passaggio. Dopo lesperienza di Roma, la mia
nuova consapevolezza mi ha fatto risplendere come un faro, e con esso ho attirato di tutto. Ma ancora una volta ho commesso un errore, lo stesso che anni prima, mi aveva portata a giocare dazzardo con la sanit mentale e
con la vita stessa. Mi sono gettata a capofitto
nellesplorazione della realt separata, senza
proteggermi in modo adeguato, senza informarmi, convinta di sapere esattamente cosa
stavo facendo, e di avere il controllo.
Prima dellavvenimento che mi ha fatto
fare cento passi indietro, c stato un altro
viaggio a Roma.
Avevo da poco conosciuto il ragazzo che

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Runa Bianca

Anja Zablocki
poi sarebbe diventato mio marito, e desideravo fortemente condividere con lui ci che
stavo vivendo. Lui era mentalmente aperto e
disponibile a credermi, ma senza esperienza
pratica non avrebbe mai potuto farlo fino in
fondo. Non sapevo se Rabey avrebbe accettato di dare dimostrazioni: avevo sempre vissuto i contatti in solitudine e, a parte qualche
sporadico avvenimento, nessuno ne mai
stato partecipe.
Era la notte di Capodanno, e la voce di
Rabey ha risposto alla
mia richiesta.
Vi facciamo un regalo
adesso, ha detto, cos lui
potr vedere.
In quel momento
tornata in me la sensazione familiare di estraniamento. Il tempo era
un abbozzo, le persone
erano pi presenti, gli
oggetti avevano contorni pi forti. Ho chiesto a mio marito di seguirmi, e come fossi guidata da un Gps, ho iniziato a percorrere i vicoli della citt come un
automa. Dopo alcuni minuti, siamo sbucati in
una piazzetta dove, sulla facciata di un palazzo, stavano proiettando immagini raffiguranti
dipinti famosi e laria tremava per un brano
del Duetto dei fiori di Delibes, il nostro preferito. Mio marito, incantato, rideva. Come hai
fatto? Mi ha chiesto. Come facevi a saperlo?
Io avevo il cuore caldo e la mente serena.
Finito lo spettacolo, siamo andati in piazza di
Spagna, dove gli ho chiesto di sedersi con me
sulla scalinata ad aspettare. La piazza era stracolma di gente, camminare era quasi impossibile. Quando la voce di Rabey mi ha detto Ora
digli di guardare in quel punto, ho spiegato a
mio marito che cosa mi stava dicendo. Gli ho
mostrato il punto della scalinata che Rabey
mi aveva indicato e gli ho detto che, anche se
lui non poteva vederli, li avrebbe percepiti, e
avrebbero fatto in modo di fargli capire che
esistevano davvero, e che erano li con noi.
Pochi istanti pi tardi, in mezzo a quella
fiumana di persone, in quel preciso punto si
aperta una falla, un vuoto in cui potevano sta-

Luglio 2011 | n.1

Il cosmo mi parla
re quattro grandi persone, e nessuno vi passava. Centinaia di persone sgomitavano nella calca per riuscire a muoversi, ma nessuno
osava attraversare quel piccolo punto vuoto,
vi giravano invece attorno. Attraverso me,
Rabey ha detto a mio marito Ora vedi listante.
Adesso se ne vanno, ho aggiunto, e lo spazio vuoto stato subito sommerso dalla calca.
Sei stata brava, mi ha comunicato Rabey
col pensiero, ti facciamo un altro piccolo regalo.
Ho sorriso, ripetendo le sue parole a mio
marito. Cos siamo rimasti ancora li seduti. Un
minuto pi tardi, un venditore ambulante di
rose sbucato tra la folla e si diretto verso
di me. Mi ha porto un fiore e mio marito ha
aperto il portafoglio per pagarlo, ma il venditore lha bloccato con una mano e sorridendo ha detto: No, questa per lei, perch stata
brava.
Forse quella frase stata, pi di qualsiasi
cosa successa quella notte, a sconvolgere mio
marito. Anche in lui, come stato per Jek, un
nuovo sguardo, una nuova luce, un sorriso di
emozione e di serenit.
Quando vedo quello sguardo di meraviglia nelle persone, anche se si accende negli
occhi di uno su mille, penso valga la pena di
combattere contro la cecit del mondo.
Qualche mese pi tardi, mentre dormivamo in un hotel, ci siamo svegliati entrambi
con un grido, scalciando nel letto. Pochi istanti prima avevamo percepito una presenza,
unombra enorme, una faccia che ci fissava in
volto a pochi centimetri di distanza e di cui
riuscivo a sentire i pensieri malevoli. Mentre
mio marito scattava in piedi per accendere la
luce, io ero seduta col cuore che martellava
nel petto. Lui era bianco come un lenzuolo, e
mentre cercava di rassicura-

Anja Zablocki
Nasce in Bosnia nel 1981, si trasferisce in Italia a nove anni per
sfuggire alla guerra civile. Fin
da piccola ha esperienze di
contatto coi mondi sottili. Nel
1999 inizia un rapporto amichevole con enti-

Luglio 2011 | n.1

Anja Zablocki
re se stesso controllando ogni angolo della
stanza e del corridoio, continuava a chiedermi che cosa era quella cosa e cosa era la luce
che aveva visto nel muro.
Non abbiamo chiuso occhio quella notte
e la sera dopo, mentre ne parlavamo a casa
mia, io avevo gi preso la mia decisione. Parlando a mio marito, e alle mie guide, ho confessato di essere troppo stanca. Prima di quel
fatto non lo avevo ammesso neppure a me
stessa, ma ero davvero sfinita dai contatti,
dalle esplorazioni OBE, dalle settimane senza sonno, dovendo immagazzinare quantit
enormi di dati. Questa stanchezza si era trasformata in debolezza, e la debolezza stava
dando occasione a tutto ci che c di peggio di manifestarsi, trovandomi impreparata
a combattere. Rinunciare a tutto questo era
troppo allettante, e rifugiarsi in una vita normale era lunica soluzione che mi sembrava
possibile.
Ho chiesto che non venisse pi a disturbarmi nessuno, ho chiuso il canale di comunicazione, e mi sono addormentata nella mia
personale cripta sigillata. Rabey si ritirato,
dicendo che capiva la mia necessit di riposo,
e che per un po non mi avrebbe pi cercata.
In quel momento, la stanza stata illuminata da un abbagliante lampo. Mio marito ha
chiesto cosa fosse. Nulla, gli ho risposto, non
ci sar pi nulla da oggi in poi.
La pausa durata quasi cinque anni: un
coma dove vivevo nellillusione di un sogno,
ed ero riuscita a costruirmi un mondo, una
vita, che ricalcavano ci che io credevo fosse
normalit; una norma che piano piano mi stava consumando, indebolendo, ammalando.
Poi, una notte, una voce metallica che conoscevo molto bene, era tornata a sussurrare
nella mente: ora di svegliarsi, figlia.

t provenienti da unaltra dimensione, con le


quali condivide un percorso evolutivo. Da un
paio danni frequenta il forum di Nexus (forum.
nexusedizioni. it) di cui diviene moderatrice col
nickname di Ressay. Le sue esperienze son state oggetto di discussione in alcune trasmissioni
televisive tra cui mistero Italia1.

Runa Bianca

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Il leone rosso
Elisir di vita eterno

Maria Szepes

DISPONIBILE
IN LIBRERIA

Si pu vivere in eterno?

Un uomo misterioso, che si presenta come Adam Cadmon, consegna


ad uno studioso il manoscritto di una storia fantastica: quella di Hans
Burgner, giovane tedesco che nel XVI secolo diviene allievo di Anselmus
Rochard, un alchimista che possiede il segreto dellElisir di Vita Eterna.

di Antonio Crasto
Le radici di una scienza antica

Il simbolismo della Piramide


tempo di lettura 8 minuti

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

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Il simbolismo della Piramide

Simbolismo
Vari studiosi ritengono molto probabile
che durante il Paleolitico Superiore sia esistita
una civilt molto evoluta, civilt che sarebbe
stata distrutta da una serie di cataclismi.
Alcuni studi scientifici portano a ipotizzare
che il centro di questa civilt fosse la regione
sudorientale asiatica, la vastissima regione
della penisola indocinese, quella che per risulterebbe considerando un abbassamento
del livello medio dei mari di circa 150 metri.
Questa civilt dellEra Glaciale sembra richiamata dai miti della leggendaria civilt di
Mu dellOceano Pacifico, ma anche delle leggendarie civilt delle Americhe e di Atlantide.
Si ritiene, infatti, possibile che lantichissima civilt si sia propagata dalla regione
asiatica a Est e a Ovest, mantenendosi forse
nella fascia tropicale, quella che a causa del
clima rigido dellEra Glaciale risultava la sola
a essere abitabile con una certa possibilit di
sviluppo.
Ritengo probabile che questa antichissima civilt abbia sviluppato una religione che

Antonio Crasto
venerava un solo Dio creatore e che abbia ripreso il concetto della terna familiare: padre,
madre e figlio, per assegnare al dio creatore
tre valenze, tre distinte volont nella creazione. Potrebbe esser nato dunque moltissimi
millenni fa il concetto della trinit divina, concetto che sarebbe stato espresso numericamente dal numero 3 e geometricamente dal
triangolo.
Seguendo questo simbolismo numerale
e/o geometrico, ritengo che lidea della creazione nelle quattro direzioni cardinali abbia
portato ad associare al creato e allumanit il
numero 4 e il quadrato.
Questi simbolismi potevano dunque essere riassunti geometricamente dalla rappresentazione di un triangolo costruito sopra
un lato di un quadrato e la rappresentazione
avrebbe cos simboleggiato il dominio del
Creatore sulla Terra e sullUmanit.
Ovviamente il passo successivo sarebbe
stato la rappresentazione tridimensionale di
questo concetto, per cui sembra logico pensare che lantichissima civilt abbia considerato
la piramide. La trinit del Creatore, espressa
dal triangolo, sarebbe stata cos considerata

SUGGESTIVA IMMAGINE DELLE TRE PIRAMIDI PRINCIPALI DELLA PIANA DI GIZA

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Runa Bianca

Luglio 2011 | n.1

Il simbolismo della Piramide


in tutte le quattro direzioni cardinali e il dominio del Creatore sullUmanit sarebbe stato rappresentato dalla piramide sovrastante il
quadrato di base o se vogliamo un ipotetico
cubo sottostante la piramide.
Alla luce di queste possibilit, risulta consequenziale che le antiche civilt abbiano
edificato piramidi quale omaggio al Dio creatore. Questo concetto religioso sarebbe stato
poi esportato nelle terre in cui lantichissima
civilt si estese e il concetto religioso sarebbe stato tramandato alle civilt che nacquero
dopo la fine dellEra Glaciale.
Questa interpretazione logica spiega dunque come mai in vari continenti e in epoche
differenti furono edificati monumenti o templi a forma piramidale e spiega soprattutto
come questi monumenti abbiano sempre
avuto una valenza sacra e furono spesso associati a cerimonie religiose.
La sacralit della piramide e il suo collegamento al Dio creatore spiega anche perch
esse furono edificate in particolari momenti
di crisi di una civilt, al fine di rendere omaggio al Creatore e ottenere lintercessione divina.

Antonio Crasto
Questa spiegazione non stata finora
considerata dagli archeologi n dagli studiosi
della antiche religioni.
Il mistero della comparsa di piramidi in
vari continenti e in periodi differenti stato
risolto ipotizzando che la piramide fosse la
costruzione pi facile da realizzare e che la
loro costruzione in differenti localit fu puramente casuale.
A parte che questa spiegazione semplicistica non entra nel merito della sacralit del
monumento, si ritiene che la spiegazione
pecchi anche da un punto di vista ingegneristico. Non infatti vero che sia facile edificare una costruzione piramidale, realizzando
quattro facce che abbiano la stessa inclinazione. Sembra molto pi semplice edificare un
cubo o un parallelepipedo, posizionando un
blocco su laltro e aiutandosi per la verticalit
con un semplice filo a piombo.

Le piramidi in Egitto
Nella terra dei faraoni le piramidi comparvero agli inizi della III dinastia. Fu infatti il fa-

LA PIRAMIDE A GRADONI DI DJOSER

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Runa Bianca

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Il simbolismo della Piramide

Antonio Crasto

IN ALTO LE COSTELLAZIONI ODIERNE. IN BASSO


LE PROBABILI COSTELLAZIONI EGIZIE SECONDO
ANTONIO CRASTO

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Runa Bianca

Luglio 2011 | n.1

Il simbolismo della Piramide

Antonio Crasto

LO ZODIACO DI DENDERA

raone Djoser che edific la prima piramide a


gradoni nella necropoli reale di Saqqara, nel
deserto di fronte alla capitale Menphy.
Gli studiosi sono tutti daccordo sul fatto
che la piramide fu realizzata come sovrapposizione ideale di varie mastabe, il monumento
funebre a forma di parallelepipedo, fino ad allora utilizzato come sepoltura dei personaggi
di una certa importanza.
Gli studiosi non sanno per giustificare
questa eccezionale innovazione architettonica. Non avendo considerato un simbolismo
religioso connesso al Creatore, gli Egittologi
non hanno saputo considerare che Djoser
potrebbe aver ideato un grandioso progetto
architettonico, da realizzare nel corso di varie
centinaia di anni e che avrebbe reso omaggio al Dio creatore, nella speranza che questo omaggio prolungato nel tempo valesse a
esorcizzare nuove catastrofi in Egitto.
Ritengo infatti molto probabile che lEra
Glaciale sia terminata a seguito di varie catastrofi, che la scienza ha oggi individuato dai

Luglio 2011 | n.1

loro effetti: rapida rottura e scioglimento di


estese zone di ghiacci dellAmerica settentrionale e/o dellEuropa, immissione violenta
di molte tonnellate di ghiacci nellOceano Atlantico con conseguente formazione di impetuosi tsunami, che avrebbero percorso lOceano formando onde gigantesche.
Questi effetti avrebbero portato a un rapido sollevamento dei mari, conseguente inondazione delle zone costiere e distruzione dei
villaggi e/o citt edificati lungo le coste. Gli
studi geologici portano a considerare 4 catastrofi, grosso modo databili intorno al 12000,
9500, 6000 e 5500 a.C.
Lultima catastrofe potrebbe aver determinato lidea del Diluvio Universale riportata
da molte antiche culture: Sumeri, Babilonesi,
Ebrei, ecc.
Questa teoria giustifica la regressione delle antiche civilt e le varie fasi devoluzione
dellUmanit. I successivi periodi evolutivi: Paleolitico Superiore, Mesolitico e Neolitico non
sarebbero dunque delle fasi di evoluzione

Runa Bianca

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Il simbolismo della Piramide

Antonio Crasto

Livello del mare rispetto al valore attuale (metri)

migliaia di anni a.C.


SOLLEVAMENTO DEI MARI A CAUSA DEI TRE DILUVI

crescente, ma dei periodi in cui levoluzione


dovette ripartire pressoch da zero. Gli Egizi
potrebbero dunque aver vissuto con il ricordo o lincubo di catastrofi immani che per pi
volte distrussero le loro terre.
La lunga cronologia egizia, da me rivisitata sulla base dei dati dello storico egizio /
tolemaico Manetone, dati pervenutici grazie
allopera di alcuni storici: Giuseppe Flavio,
Giulio Sesto Africano ed Eusebio da Cesarea,
inquadra la fine della II dinastia egizia intorno
al 3300 a.C., mentre le cronologie cortissime,
generalmente oggi proposte, datano la fine
di questa dinastia intorno al 2780 a.C.
Ebbene alcuni studi di geologia sembrano
suggerire che proprio intorno al 3300 - 3200
a.C. possa essersi verificata una nuova catastrofe. La caduta di un grosso meteorite in
Mesopotamia o di vari suoi frammenti fra il
Mediterraneo orientale e lAsia occidentale.
probabile che un frammento di questo

56

Runa Bianca

grosso meteorite sia caduto in Egitto e che


abbia causato danni abbastanza gravi da determinare uno sconvolgimento dinastico e la
fine della II dinastia.
Anche volendo limitarci ai riscontri geologici, si potrebbe considerare che il meteorite
sia caduto in Mesopotamia e che lEgitto abbia subito gli effetti climatologici determinati
dalla catastrofe.
Un riscontro di questi avvenimenti si ricava
sia da rappresentazioni di gente scheletrica in
monumenti a Saqqara sia da quanto riportato
sulla Stele della Carestia, che, per quanto di
datazione tarda, riporta la storia di una tremenda carestia accaduta durante il regno del
faraone Djoser.
Possiamo dunque ipotizzare che i sacerdoti egizi abbiano ricordato le drammatiche
catastrofi precedenti e abbiano considerato il
nuovo evento come un nuovo castigo divino.
Sembra dunque molto probabile che il

Luglio 2011 | n.1

Il simbolismo della Piramide


faraone Djoser abbia voluto ideare un vasto
programma di edificazione di vari monumenti piramidali quale omaggio al Creatore, al
fine di ottenere lintercessione divina per le
sorti dellEgitto.
Djoser potrebbe cos aver ideato un programma di edificazione di varie piramidi,
che corrispondessero alle stelle principali di
alcune costellazioni nelle quali i sacerdoti /
astronomi egizi avevano immaginato la rappresentazione di alcune divinit connesse al
mito di Osiride.

Progetto unitario
Senza addentrarci nella descrizione del
mito di Osiride, che tratteremo in un prossimo articolo, ritengo che gli Egizi abbiano
considerato una rappresentazione stellare
dei personaggi del mito in differenti costellazioni del cielo boreale, nella particolare regione a Ovest della via Lattea.
Alla luce della rappresentazione dello zodiaco circolare di Dendera (nel riquadro delle
immagini), in cui si evidenzia la figura del falco Horus posizionato su un piedistallo (obelisco o pianta di papiro), ritengo molto probabile che gli Egizi abbiano visto: il dio Osiride
nella costellazione di Orione, la dea Iside nella

Antonio Crasto
Nasce a Mogoro (OR) il
1/7/1944. Vive a Cagliari fino al
1 anno di Universit e quindi
si trasferisce, per seguire la sua
famiglia, a Torino, dove si laurea in Fisica. Ufficiale geofisico meteorologo
dellA.M., si specializza in Fisica dellAtmosfera
e presta servizio in varie sedi in Italia: Vigna di
Valle, Milano, Cagliari, Perdasdefogu e Roma.
Appassionato di storia delle antiche civilt ha
centrato le sue ricerche sullantichissima civilt egizia. I suoi lunghi studi lo hanno portato
a una clamorosa scoperta scientifica in merito
ai calendari e la cronologia egizia, scoperta divulgata nel suo primo saggio sullantico Egitto

Luglio 2011 | n.1

Antonio Crasto
costellazione del Cane Maggiore e in particolare nella luminosa stella Sirio, il dio Horus,
figlio di Iside e Osiride, in una costellazione
formata dalle stelle dellattuale Auriga, quelle
occidentali dei Gemelli e quelle della costellazione dellUnicorno, gli dei Shu, Tefnut, Geb
e Nut nelle stelle alfa e beta dei Gemelli e del
Cane Minore, il dio Atum nella costellazione
del Leone, il dio Seth nella costellazione del
Toro e infine il dio Thot nelle stelle delle attuali costellazioni di Perseo e Andromeda.
Ritengo ancora probabile che Djoser abbia progettato la trasposizione delle stelle
principali di alcuni personaggi celesti: Osiride, Horus e Thot in una serie di piramidi del
deserto occidentale, lasciando ovviamente la
scelta dellelemento piramidale da realizzare
alla volont dei singoli faraoni, a seconda delle aspettative di vita e dei mezzi economici a
disposizione.
Ritengo infine che le dimensioni e/o la
preziosit delle piramidi avrebbe rispecchiato in qualche modo limportanza, secondo la
magnitudine o il simbolismo religioso, della
stella scelta per la correlazione piramidale.
Alla luce di questa ipotesi, Djoser avrebbe deciso di edificare la prima piramide del
grandioso progetto, quale elemento corrispondente al corpo del grande Falco celeste,
lattuale stella gamma dei Gemelli, Alhena.

Hassaleh. Locchio di Horus. Manetone aveva ragione! (Ugiat, 2007). Sulla spinta del notevole interesse destato dal suo lavoro scientifico,
Crasto ha pubblicato di recente il nuovo saggio
Dendera. La sacra terra della dea (Ugiat, 2011)
nel quale esplora i misteri
del tempio di Dendera, approfondendo in particolare:
la cosmogonia, lastronomia e la religione egizia.

Dendera. La sacra
terra della dea
Ugiat, 2011
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Runa Bianca

57

di Mauro Biglino
g
Non ci hanno raccontato tutto e nemmeno il vero

La Bibbia svelata

tempo di lettura 6 minuti

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

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La Bibbia svelata

a Bibbia stata oggetto di svariate


chiavi di lettura e questi diversi approcci hanno prodotto interpretazioni teologiche, allegoriche, metaforiche, teosofiche, antroposofiche, esoterico-iniziatiche,
psicanalitiche, sociologiche...
Ogni interpretazione stata condizionata dalle idee e dagli obiettivi dei vari
commentatori che hanno sempre fatto in modo di trovare nei testi conferme alle dottrine o idee che essi stessi
hanno elaborato e sulle quali sono state costruite intere strutture di potere finalizzate al
controllo sistematico delle coscienze per motivi spesso non solo spirituali.
Le finalit degli interpreti piegano il testo e rielaborano i significati alla
luce di dottrine la cui origine appare essere addirittura esterna ai testi stessi e
talvolta neppure con quelli coerente.
Spesso la realt si prende una sorta di rivincita, tende a superare la volont interpretativa
e si impone anche contro chi la vuole ricondurre nei binari necessari alla diffusione delle
verit che si intendono veicolare...
Rashi de Troyes - uno dei massimi esegeti
ebrei (X-XI sec d.C.) era consapevole di questo problema che determinante agli effetti

60

Runa Bianca

Mauro Biglino
di quanto qui diremo, sulla base di contenuti
che derivano esclusivamente da traduzioni
letterali della Bibbia derivante dal testo pi
antico ed universalmente accettato: il Codice
di Leningrado.
Rashy afferm che alle parole della Torh si possono attribuire anche 70 significati diversi, ma c un significato che queste
parole non possono non avere ed quello letterale (peshat) cio il significato semplice accompagnato dalla sua spiegazione, cui seguono (remtz) lindizio, (dersh)
linterpretazione omiletica e (sod) la cabbala.
Si tratta quindi di provare a pensare che
gli autori biblici ci abbiano voluto dire esattament ci che ci hanno detto, senza messaggi particolari, senza contenuti celati in codici, senza misteri da svelare: rispettiamo cos
anche le parole dello stesso Elohm chiamato
Yahwh che afferm di parlare faccia a faccia
e non per enigmi (Nm 12, 8). Facciamo quindi
un esercizio inusuale e consideriamo lAntico
Testamento come un libro di storia, un testo
in cui vari autori di un popolo hanno voluto
raccontare la loro saga. Cos facendo dobbiamo attribuire a quel testo le caratteristiche di
ogni lavoro storiografico e considerare quindi
che contiene delle verit, ma anche delle fal-

Luglio 2011 | n.1

La Bibbia svelata
sit, degli errori, delle dimenticanze accidentali o volute; certi eventi saranno enfatizzati
ed altri sottaciuti, magari interpretati in funzione degli obiettivi e dei messaggi che si intendeva veicolare.
Abbiamo definito inusuale questa scelta
perch sappiamo che chi si accinge a presentare i significati dei testi biblici (teologo, cabalista od esoterista che sia) tende spesso a
seguire un atteggiamento che lo porta a dire:
quando la Bibbia dice questo in realt vuol
dire che....
Noi per una volta fingiamo invece di pensare che il significato sia proprio quello trasmesso dagli autori e cos facendo si costruisce una visione di insieme che non richiede
lutilizzo di categorie interpretative particolari come il mistero della fede o il nascondimento esoterico/iniziatico o ancora lilluminazione mistica che hanno portato nella
storia esegetica tante versioni quante sono
le categorie mentali di coloro che se ne sono
occupati.
Va ricordato inoltre che una delle caratteristiche fondamentali ed ovvie di ogni testo
la seguente: gli autori scrivono utilizzando le
categorie culturali, concettuali e linguistiche
di cui dispongono. Ogni autore impiega ne-

Luglio 2011 | n.1

Mauro Biglino
cessariamente gli strumenti di comunicazione che il suo tempo gli mette a disposizione;
non potr quindi usare termini che ancora
non esistono per descrivere realt nuove e
strabilianti per lui e per chi lo legger.
Abbiamo quindi una duplice premessa
metodologica: importanza del significato
letterale del testo e storicizzazione degli strumenti di comunicazione usati da chi scriveva.
Precisiamo questi aspetti perch costituiscono un elemento peculiare che differenzia questa rappresentazione della Bibbia da
quella della Chiesa che invece tende a reinterpretare in chiave dottrinale ci che appare
astruso o comunque non in linea con il messaggio dogmatico veicolato da due millenni.
Rispettando Rashi de Troyes traduciamo il
testo nel significato letterale sapendo che gli
autori biblici dovevano fare uso delle espressioni del linguaggio appartenente a quel periodo e a quel particolare contesto culturale;
avevano la necessit di raccontare a persone
non certo dotate di una ampia cultura eventi
che erano di ordine diverso rispetto alla normalit, fenomeni che sembravano superare le
conoscenze e le capacit di comprensione di
un popolo nomade o seminomade. Tutto ci
che era inerente al volo veniva quindi definito

Runa Bianca

61

La Bibbia svelata

Mauro Biglino

con la terminologia propria del mondo degli


uccelli; tutto ci che attraversava velocemente laria non poteva che essere descritto
come una forma di vento (ruch: termine
il cui significato si evoluto fino ad acquisire poi il valore astratto di spirito); tutto ci
che emetteva una qualche forma di energia
visibile era definito ardente o infuocato; gli
improvvisi getti o riflessi di luce erano necessariamente lampi; ogni rombo, frastuono
o rumore prodotto da un qualunque mezzo
veniva identificato con il tuono o con il suono prodotto da grandi masse di acqua; ogni
strumento di osservazione, magari di forma
tondeggiante, era evidentemente un occhio,
e cos via...
La traduzione letterale della Bibbia nella forma pi antica definita dai masoreti (i
custodi della tradizione) porta, sulla base di
quanto appena detto, a fare delle scoperte di
non poco conto. Lo strabiliante (ci che desta
meraviglia) appare ai nostri occhi e ci rivela
anche linatteso che trova conferme dirette
e indirette. La traduzione letterale condotta sulla Bibbia Stuttgartensia consente di riscontrare ci che non stato mai raccontato
con sufficiente chiarezza o che addirittura
stato raccontano con deliberata volont di
nascondimento; anni di traduzioni hanno fatto maturare nel traduttore delle convinzioni

Mauro Biglino
Realizzatore di numerosi prodotti multimediali di carattere
storico, culturale e didattico per
importanti case editrici italiane,
collaboratore di riviste, studioso di storia delle religioni, traduttore di ebraico
antico per conto delle Edizioni San Paolo: dalla
Bibbia stuttgartensia (Codice di Leningrado)
ha tradotto 23 libri dellAntico Testamento di
cui 17 gi pubblicati. Da circa 30 anni si occupa
dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che
solo la conoscenza e lanalisi diretta di ci che
hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare
a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dallumanit nella sua storia. Tra i

62

Runa Bianca

precise.
Va detto che il sottoscritto traduttore - autore del libro e del presente articolo - non
un ufologo tanto meno un contattista, non
ha mai visto un UFO in vita sua - anche se da
sempre vive sotto il monte ufologico per eccellenza (il Musin) - non se ne mai occupato e quindi pensa che sia utile introdurre
qui le parole di un teologo, Mons. Corrado
Balducci portavoce del Vaticano per il tema
degli extraterrestri il quale ha sostenuto che
gli Alieni esistono e che la Bibbia li conosceva
senza alcun dubbio!
Conosciamo i molti testi che affrontano la
possibilit di contatti con civilt extraterrestri
e che tali contatti siano allorigine della nostra
nascita e della nostra evoluzione: questa produzione libraria talvolta cita e analizza passi
dellAntico Testamento sulla base delle versioni della Bibbia che tutti possediamo.
Ma la traduzione letterale dellantico testo
ebraico ci ha rivelato che abbiamo la possibilit di saperne di pi, di avere riscontri ancora
pi significativi, di trovare conferme concrete
alle parole di Mons. Balducci, ma anche di andare ben oltre ci che egli stesso affermava e
a cui forse non pensava, perch era sempre e
comunque un sacerdote legato alle dottrine
della sua Chiesa madre.

suoi libri ricordiamo: Resurrezione reincarnazione. Favole consolatorie o realt? Una ricerca per
liberi pensatori (Infinito Records, 2009), Chiesa
romana cattolica e massoneria. Realmente cos
diverse? Una ricerca per liberi
pensatori (Infinito Records,
2009) e...

Il libro che cambier


per sempre le nostre
idee sulla Bibbia
Infinito Records, 2010

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Luglio 2011 | n.1

di Vincenzo Di Gregorio
g
Riflessioni sulla cometa avvistata ai tempi di Ges

La Stella di Betlemme era un


UFO?
tempo di lettura 12 minuti

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

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La Stella di Betlemme era un UFO?

Vincenzo Di Gregorio

i sono storie che ci vengono


...e se tutto quello che ci viene descritto
raccontate sin dai primi anni della
nella Bibbia fosse il ricordo di un fatto
nostra vita. Storie che per il loro
realmente accaduto, riconosciuto da subito
fascino rimangono fissate nella nostra
come un evento eccezionale non naturale
memoria per sempre. Una di queste
e che essendo nel Cielo, stato ovviamente
sicuramente la storia/leggenda della stella
attribuito alla sfera del divino?
di Betlemme, la stella cio che muovendosi
Anche se con queste note non si
nel cielo e precedendo i Re Magi nel loro
raggiungeranno certezze, ritengo sia cosa
cammino, li condusse davanti alla grotta di
buona e giusta porsi il problema ed analizzare
Betlemme ad adorare Ges bambino.
la questione con razionalit, ma anche con un
La dicitura comunemente pi diffusa
pizzico di umorismo (che non guasta mai). Ma
per indicare la stella di Betlemme la
vediamo cosa ci racconta la Bibbia. Chi erano
contraddittoria stella cometa. La veridicit
i Re Magi?
del racconto discussa. Storici non-cristiani
Non si sa con esattezza, ma secondo
e alcuni biblisti cristiani lo vedono come un
il Vangelo di Matteo (Mt 2, 1 12) furono
dettaglio di un racconto Midrashico, altri
coloro che seguendo il suo astro giunsero
biblisti cristiani ne ammettono lattendibilit
da Oriente a Gerusalemme per adorare il
storica.
bambino Ges. Si ritiene che fossero degli
Molti han provato a dare delle spiegazioni
scienziati specializzati nellastronomia e
razionali a questa strana stella che si muove
sacerdoti zoroastriani, gli unici in grado di
e che per questo gli stato attribuito
lepiteto di cometa. Altri hanno
ipotizzato che non fosse una cometa
ma bens la congiunzione di pi pianeti
(Giove, Venere, Saturno, avvenuta nel 7
a.C.) che avvicinandosi tra loro avessero
dato limpressione che si fosse formata
dal nulla una nuova stella.
Altri,
abbandonando
qualsiasi
tentativo di una spiegazione razionale,
si son limitati ad attribuirle un valore
esclusivamente simbolico.
In fondo una stella che appare dal
nulla non altro che il simbolo di una
luce, che appare nella notte. La luce che
illumina le tenebre.
Cristo, cio il Dio che viene sulla Terra
incarnandosi nel corpo di un bambino,
non altro che la Luce che viene per
illuminare le tenebre del mondo.
Ecco quindi che la stessa Stella
Cometa non altro che il simbolo di
Ges stesso.
Cos i Re Magi che vengono da paesi
LADORAZIONE DEI MAGI AFFRESCO DI GIOTTO A PADOVA
lontani ad ossequiare il bambino-Dio
non sarebbero realmente esistiti, ma
sarebbero anche loro il simbolo del fatto che
riconoscere nellosservazione del cielo che
Ges sia venuto per tutti, sia per gli ebrei sia
improvvisamente era sorta una nuova stella.
per i gentili, cio tutti i non ebrei.
Ci sono stati tramandati anche dei nomi
...e se non fosse vero?
dalla tradizione popolare, raccolti nel Vangelo

64

Runa Bianca

Luglio 2011 | n.1

La Stella di Betlemme era un UFO?


armeno dellinfanzia, che li chiama Melchiorre,
Baldassarre e Gaspare.
La stessa tradizione popolare ci indica
anche che uno di loro avesse la pelle scura,
probabilmente originario dallAfrica. Ma da
che paesi provenivano?
Anche qui le informazioni sono scarse,
in quanto ci viene detto che venivano
genericamente Da Oriente... e ad oriente vi
erano le civilt maggiormente evolute nelle
scienze astronomiche ( assiri/babilonesi )...
ma validissimi astronomi vi erano anche in
Egitto. Forse da l che proveniva il re magio
con la pelle scura africana.
Ma riepiloghiamo brevemente i fatti
tramandataci. Questi scienziati astronomi,
ognuno dal proprio paese, vedono che nel
cielo improvvisamente era apparsa una
nuova stella... e cosa fanno? Decidono tutti
e tre autonomamente di organizzare una
spedizione per andare a osservarla meglio,
andandoci incontro.
Si credeva a quei tempi che lapparizione
di una nuova stella in cielo indicasse la nascita
di un nuovo re. I Re Magi quindi, dovendosi
recare in un paese straniero per osservare
la stella, potevano trovarsi a dover essere

Direzione NORD stella Polare

Vincenzo Di Gregorio
ricevuti nella corte del nuovo Re e per un
elementare segno di buona creanza, si erano
portati dietro ognuno un dono di natura
regale (oro, incenso e mirra).
Ma la stranezza vuole che giunti alle porte
del paese (Palestina) pur giungendo da
luoghi diversi, si incontrano, si riconoscono
e appurato che erano giunti l tutti e tre per
lo stesso scopo, decidono di fare da quel
momento in poi lo stesso percorso insieme.
La stella da questo momento ci viene
descritta come una stella anomala e dotata
di una propriet magica... si muoveva
davanti a loro rispetto al piano delle stelle
fisse indicandogli la direzione del Cammino...
ma anche indicandogli il luogo dove era il
re-bambino (la grotta di Betlem)... da un suo
altro strano comportamento... perch una
volta giunti alla grotta di Betlemme, la stella
si ferm e da quel fatto i re magi capirono che
erano arrivati a destinazione.
Questo racconto che, ripeto, ci viene
narrato con alcune varianti sin da bambini,
se analizzato con la logica della mente e non
dello spirito o del simbolo, rivela molte strane
ma interessanti contraddizioni.
Molte cose stonano, non quadrano... sono

Direzione convergente in caso


di oggetto posto in orbita
geostazionaria

LA STELLA FU UN OGGETTO POSTO IN ORBITA GEOSTAZIONARIA COME DIMOSTRATO DALLIMMAGINE


DI DESTRA. TALE POSIZIONE AVREBBE PERMESSO UNA DIREZIONE CONVERGENTE NEL PERCORSO DEI
MAGI. SE LOGGETTO FOSSE STATA UNA VERA COMETA, E SUL PIANO DELLE STELLE FISSE, I TRE SAPIENTI
NON SI SAREBBERO MAI POTUTI INCONTRARE

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

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La Stella di Betlemme era un UFO?

Vincenzo Di Gregorio

tasselli di un mosaico che non possono essere


spiegati con le conoscenze astronomiche
tradizionali... ma tutti i tasselli si incastrano
qualora si ipotizza una soluzione non
tradizionale. Ma partiamo con ordine dalla
prima contraddizione.
I Re Magi erano dei valenti astronomi
e lastronomia a quei tempi, per calcolare
le eclissi luna/sole o le fasi delle stagioni,
utilizzavano allineamenti a mezzo di pali o
aste posti su blocchi in pietra monolitiche...
inamovibili... ci viene in mente il famoso
Cromlec di Stonehenge, ma anche molto
pi recenti gli osservatori astronomici Celtici
quali quello in localit Castello a Casoli val di
Lima.
Cosa pu avere spinto un astronomo a
lasciare il suo osservatorio e recarsi a piedi
per... osservare una stella?!!!
Riflettiamo. Facciamo finta che volessimo
studiare la stella polare... chi quel genio
che per farlo lascia tutte le sue attrezzature
astronomiche per recarsi a piedi... al polo
Nord?... per fare?... per osservarla meglio?
Senza attrezzature tecniche?
No... questo un comportamento illogico,
non degno di una delle menti pi eccelse di
quei tempi.
Ma quello che stupisce che lo stesso
comportamento illogico lo han fatto ben
tre menti eccelse e contemporaneamente e
allinsaputa luno dellaltro.

Il leggendario Sherlock Holmes


passato alla storia anche per la sua celebre
affermazione: quando tutte le spiegazioni
possibili sono scartate, ci che rimane, sebbene
impossibile, deve essere la verit.
Per spiegare questa follia (perpetrata
ben tre volte) abbiamo scartato tutte le
spiegazioni possibili e ne rimasta una che
sembra impossibile... cio che quella Stella
potesse non giacere sul piano delle stelle fisse
(come tutte le stelle comete)... ma potesse
essere un oggetto luminoso (come una stella),
ma posto in unorbita geostazionaria sopra la
grotta di Betlemme.
Lidea sufficientemente assurda, ma
quasi per gioco vediamo dove ci conduce
e scopriamo che improvvisamente tutti i
tasselli del puzzle come per miracolo vanno
al loro posto.
Se un astronomo vedesse un oggetto
luminoso non sul piano delle stelle fisse ma
molto pi vicino al suolo... b, forse in quel
caso, acquisterebbe un senso logico quello di
abbandonare i propri osservatori astronomici
per andare ad osservare quella stella
portandosi sotto la sua verticale e quindi
avvicinandosi di fatto ad essa.
Se invece si fosse andati nella direzione
di una stella posta sul piano delle stelle fisse
non si sarebbe mai potuto avvicinarsi ad essa,
n tantomeno si sarebbe potuto osservarla
meglio.

RAPPRESENTAZIONE DELLA POSIZIONE GEOSTAZIONARIA


DELLA COS DETTA STELLA DI BETLEMME.

66

Runa Bianca

Luglio 2011 | n.1

La Stella di Betlemme era un UFO?


Altra stranezza: I tre Re Magi pur
provenendo da tre paesi diversi si sono
incontrati una volta giunti ai confini della
Palestina. Quando improvvisamente il
cielo si copr per diversi giorni di nuvole ed
imped ai tre astronomi di proseguire il loro
cammino seguendo la stella. Decisero quindi
di chiedere informazioni alla gente del posto
(Mt 2, 1 12.16).
Si recarono da Erode e dissero abbiamo
visto sorgere la sua stella e siamo venuti per
adorarlo... . Da Erode seppero che le profezie
indicavano che a Betlemme sarebbe sorto
il capo del popolo di Israele, il messia.
Ringraziato e salutato Erode, mentre si
dirigevano nella direzione di Betlem il cielo
nuvoloso si apr ... ed ecco la stella che avevano
visto nel suo sorgere giunse e si ferm sopra il
luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la
stella, essi provarono una grandissima gioia....
Questi i fatti raccontati nel vangelo di
Matteo. Analizziamoli nel dettaglio.
Che probabilit ci sono che tre persone
partendo da tre luoghi differenti posti in tre
paesi differenti, seguendo la stessa stella
si trovino nello stesso luogo (ai confini della
Palestina).
Ritorniamo allesempio di prima della
stella polare.
Se un abitante di Babilonia si volesse
mettere in cammino verso la stella polare
andrebbe in direzione Nord. Se un abitante in
Egitto volesse seguire la direzione della stella
polare andrebbe in direzione Nord. E cos per
il terzo viandante.
Tre Magi che si fossero recati nella direzione
di una vera stella avrebbero percorso direzioni
tra di loro perfettamente parallele e che non
si potranno incontrare MAI in quanto la stella
polare si trova su di un piano allinfinito.
Vi solo un caso in cui tre persone possano
percorrere delle direzioni tra loro convergenti,
quando cio la sorgente verso cui si recavano
fosse posta in un punto finito.
Solo in questo caso tre persone partendo
da posti diversi si potrebbero incontrare nello
stesso posto (nel caso in studio alle porte
della Palestina).
Vi era quindi un oggetto luminoso posto
sulla perpendicolare della grotta di Betlemme.

Luglio 2011 | n.1

Vincenzo Di Gregorio
Ma come spiegare la strana caratteristica
del movimento tanto da fargli attribuire il
soprannome di stella cometa?
Seguendo la chiave di interpretazione di
una luce posta ad un altezza finita rispetto
al piano delle stelle fisse un eventuale
viandante che si muovesse verso questa luce
la vedrebbe muoversi rispetto a quelle poste
sul piano delle stelle fisse.
Ecco quindi perch pur stando ferma la
Stella cometa sembra muoversi, solo perch
si muovevano verso di essa i Re Magi. Ma
ecco unaltra stranezza che conferma questa
chiave di lettura.
... Ed ecco la stella che avevano visto nel suo
sorgere giunse e si ferm sopra il luogo dove si
trovava il bambino.
Si ferm solo quando giunsero sulla
verticale delloggetto luminoso e da questo
gli Astronomi capirono che erano giunti nel
luogo dove loggetto si era posto in attesa
della nascita pi importante della nostra civilt.
Questo fatto ci porta ad un altro tipo di
considerazioni.
Quanto tempo ci sar voluto per dei Re
Magi / Astronomi a capire che quelloggetto
luminoso non era una Stella posto sul piano
delle stelle fisse? Ma anche organizzare
una spedizione che attraversando stati e
percorrendo svariate miglia, comportava
anche pericoli e quindi un numero
sufficientemente numeroso di guardie e di
mezzi che ne garantissero lincolumit?
E quante settimane o mesi occorrevano
per giungere a piedi da un luogo come la
piana del Tigri e lEufrate sino a Gerusalemme?
Diversi mesi se non anni.
Questo fatto ci induce a stabilire che
questa strana stella era posta sopra la
grotta di Betlem da molto tempo prima che
Giuseppe e Maria si recassero da quelle parti
per il famoso censimento e giunti a Betlemme
si compissero i giorni del parto.
Quindi la luce in orbita sopra Betlemme
sapeva che in quel luogo sarebbe accaduta
una nascita di un bambino speciale, ma non
sapevano esattamente quando tanto da farla
posizionare in quella verticale mesi o anni
prima che il fatidico evento si compisse.
Quindi chi sapeva dove non sapeva

Runa Bianca

67

La Stella di Betlemme era un UFO?


quando, interessante!
Ebbene se noi oggi avessimo i mezzi
tecnologici (leggi una macchina del tempo)
per recarci su quei posti a fotografare il primo
vagito di Ges Cristo, non sapremmo neanche
noi quando, a che data impostare sulla nostra
Delorian di Ritorno al Futuro.
Infatti la data esatta della nascita di
Cristo non nota per via di alcuni errori del
calendario giuliano-gregoriano su cui si
basato Dionigi il piccolo nel VI secolo.
Dionigi attribuendo la nascita di Ges
al 1 d.C. si discosta di uno o due anni dalla
datazione fornita dai Padri della Chiesa
tramandata sino al II-III secolo d.C.
Uno o due anni... sufficienti per organizzare
e compiere una spedizione dallOriente sino a
Betlemme.
La conclusione di tutto ci induce a
ritenere che un UFO (nella sua vera accezione
del termine ovvero Oggetto Volante Non
Identificato ), fosse in orbita (geostazionaria?)
sopra la grotta di Betlemme e che lo stesso
fosse guidato da dei viaggiatori del tempo (o
di altre dimensioni spazio-temporali grazie al
quale si conosceva perfettamente il luogo ma
non lesatto momento della nascita).
Questo UFO quindi suggerisce che i
suoi piloti siano degli studiosi dei momenti
topici della nostra civilt ma largomento ci
porterebbe fuori rotta ed allargare il discorso
agli avvistamenti Ufo durante la seconda

guerra mondiale o durante i voli di prova


delle missioni Mercury... ecc.
Ma se, e ribadisco se, i Re Magi son
veramente esistiti e si son veramente recati
alla grotta di Betlemme seguendo questa
luce anomala allora molto probabile che
quella luce non fosse solo un simbolo ma
una navicella con allinterno altri Re Magi
provenienti da nazioni o mondi molto pi
lontani dei nostri Melchiorre, Baldassarre e
Gaspare.
Dei Re Magi un pelino pi tecnologici il
cui scopo era quello di studiare fatti a loro gi
noti tramandati da millenni di storia a volte
nebulosa, e per il fatto che fossero proprio l
ne confermava la loro intenzione di porgere
anche loro un garbato omaggio.
Se costoro erano realmente l in
quel particolarissimo momento storico,
sicuramente saranno venuti attrezzati con
vari strumenti per registrare dati ed immagini.
Noi con la nostra tecnologia siamo in
grado di effettuare, con i satelliti spia, foto ad
alta risoluzione grazie alle quali si possono
leggere dallo spazio le lettere di un giornale
al suolo.
Mi piace pensare quindi, che da qualche
parte, nello spazio o nel tempo, esista una
foto di una ragazza-madre con in braccio
un bambino con uno sguardo molto dolce e
pieno di amore per tutti noi.

Vincenzo Di Gregorio

al sito web: www.aereofoto.it. Suoi studi son


stati mostrati in diverse riviste di settore, e su
reti televisive quali: Voyager
(rai2), Mistero (italia1), Mediolanum Chanel (Sky), OdeonTV.

Architetto ed imprenditore, da
sempre appassionato di archeologia, noto come scopritore
delle cosiddette piramidi di
Montevecchia i cui studi sono
stati pubblicati nel libro dal titolo Il Mistero delle
Piramidi Lombarde (Fermento, 2009). Fondatore di Antikitera.net (uno dei pi noti siti web di
news archeologiche e di misteri) e della rivista
Runa Bianca (www.runabianca.it). Per le sue ricerche si avvale di foto aeree sia nel visibile che
nellinfrarosso, fondando una societ finalizzata
alla ricerca chiamata ludi ricerche che fa capo

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Vincenzo Di Gregorio

Runa Bianca

Il Mistero delle
Piramidi Lombarde
Fermento, 2009
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di Osvaldo Carigi
g e Stefania Tavanti
I Catari: i seguaci dellAnticristo

I Boni Homines

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Runa Bianca

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I Boni Homines

Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti

el sito Internet Dizionario del penin quanto si raccontava che i catari adorassesiero cristiano alternativo, alla voce
ro il diavolo sotto forma di gatto. In realt la
catari (o albigesi) troviamo scritto
loro era una dottrina molto simile al cristiala grande alternativa religiosa alla Chiesa Catnesimo delle origini, strettamente correlata al
tolica dOccidente nel XII e XIII secolo.
bogomilismo bulgaro (non a caso i bogomili
Non sorprende, dunque, che il catarismo
furono considerati i Cristiani per eccellenza!)
sia stato duramente condannato dalla Chiesa
che, a sua volta, era di chiara derivazione maromana e che i suoi seguaci siano stati feronichea. Molti studiosi si sono chiesti quale sia
cemente perseguitati fino alla loro estinziostato il fattore scatenante lespansione dellene. Per attuare tale disegno Papa Innocenzo
resia in Europa, che coinvolse lOccitania, la
III cre la temibile Inquisizione ed indisse, nel
Champagne, lAquitania e lItalia settentriosud della Francia dove il catarismo era parnale. Secondo Isaac Ben Jacob, autore del liticolarmente diffuso, una crociata con ben
bro The Rise, lespansione corrisponderebbe
500mila uomini, la prima di un popolo cristiaa quella dellimpero germanico. Sembra che
no contro un altro popolo cristiano, che dur
verso il VIII secolo la Bulgaria abbia portato in
quasi 40 anni, mietendo circa 800.000 vittime
Germania la sua eresia che, con lallargamento
tra uomini, donne e bambini; fu inoltre istituidei confini del paese, si di conseguenza prota a Tolosa luniversit di Teologia, con lobietpagata (...) Federico Barbarossa (un Hohentivo di cancellare per sempre il ricordo dellestaufen) e Federico II ripresero le ostilit contro
resia catara. Ma perch il catarismo rapprela Chiesa, sostenendo, tra laltro, proprio leresia
sent, agli albori del secondo millennio,
un tale pericolo per la potente Chiesa di
Roma? I sacerdoti catari, sia uomini che
donne, conducevano una vita di ascesi,
ben diversa da quella del clero cattolico,
che, in casi estremi, poteva addirittura
sfociare nel suicidio per inedia (endura),
predicavano la carit e la comunione dei
beni, condannavano la violenza (erano
vegetariani), le passioni, il lusso, larroganza e la corruzione, in special modo
quella dei sacerdoti e vescovi cattolici,
spesso travolti da scandali ed intrighi.
Inoltre i credenti potevano liberamente
leggere ed interpretare il vangelo: una
libert che la Chiesa di Roma vietava
e condannava (Te lo doveva spiegare il
prete, il rappresentante della Chiesa). Per
LA NECROPOLI DEI BOGOMILI A STOLAC
questi motivi il catarismo contava numerosi adepti e simpatizzanti, non solo
tra i ceti pi umili ma anche tra i membri della
catara-manichea. Leresia bulgara citata da
nobilt. La prima forma di ribellione dei creBen Jacob nacque nel X secolo nel villaggio
denti catari fu la disobbedienza civile: non pamacedone di Bogomil, dal nome del quale
gavano pi le decime alla chiesa. Per la Chiesa
vennero chiamati Bogomili gli appartenenti a
cattolica i catari erano veri e propri rivoluzionaquesta dottrina dualista troppo simile a quelri da sterminare. Allo scopo di enfatizzarne la
la dei Catari per non ipotizzarne una sorta di
natura perversa e demoniaca del catarismo,
eredit da parte di questultimi. Ren Relli affu coniata una nuova etimologia del termine
ferm che Ci sono stati, fra bogomili e catari,
cataro, facendolo derivare dal latino catus
i medesimi contatti sul piano della simbologia
(gatto) invece che dal greco katharos (puro),
iconografica che su quello religioso e filosofico.

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Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti

RAFFIGURAZIONE SU AFFRESCO DI INNOCENZO III

Non abbiamo la pretesa di dire che i bogomili


abbiano inventato questi temi, ma crediamo
che i catari li abbiano mutuati da loro. Una
delle similitudini che maggiormente colpisce
quella inerente al rifiuto, da parte di entrambe le eresie, di venerare la croce.
Qualunque simbolo legato con la croce
cristiana... non appartiene al catarismo ed alla
storia dei Catari - spiega Adriano Petta, medievalista ed autore di romanzi storici, per i
quali, cos come per i primi cristiani, Cristo era
un angelo del bene, non era stato mai uomo,
non era mai stato crocifisso, mai nessuno gli
aveva scavato nel costato e mai nessuno aveva raccolto il suo sangue in nessun Santo Graal: tutto questo leggenda attribuita ai catari
da noi gente dei nostri tempi. Invece, secondo
A. Borst bogomili e catari non sono assolutamente la stessa cosa poich seppure il bogomilismo molto prossimo allo straordinario
movimento eretico occidentale e gli ha fornito
linsegnamento dualista lOccidente non
in alcuna maniera, neppure nelle eresie che ha
perseguitato, una semplice copia dellOriente.
Linsegnamento, le scritture, i missionari, potevano venire dallOriente. Ma leresia aveva in
Occidente, dallinizio di questo millennio, le sue
proprie leggi e un suo proprio volto.

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Il catarismo di S. Francesco
Incredibilmente a dirsi, lordine dei Domenicani e quello dei Francescani che, ricordiamo, furono espressamente delegati allannientamento delleresia, avrebbero in comune con i manichei non solo insegnamenti
e comportamenti ma addirittura le origini!
Laccostamento fra catarismo e francescanesimo , a mio parere, dice Adriano Petta pi che
una ipotesi: erano due movimenti religiosi che
in comune avevano una visione pura del cristianesimo, e ce lavevano come pratica quotidiana... e non solo come idea. Non a caso papa
Innocenzo III fu sul punto di mandare al rogo
anche Francesco... ma poi dovette desistere, in
quanto il frate dAssisi era ormai troppo conosciuto ed aveva gi un grandissimo seguito. I
perfetti catari ed i frati francescani, nella pratica quotidiana erano molto simili, per la loro
semplicit di costumi, per il loro rispetto della
natura e di tutte le creature. E soprattutto per il
loro continuo sforzo di mettere in pratica il puro
messaggio damore cristiano.
Nel saggio History of the Christian
Church di Philipp Schaff, leggiamo che San
Francesco si ispir molto probabilmente agli

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eretici Umiliati, di cui avrebbero fatto parte
anche catari, e di opinione simile il domenicano Richard Weber per quanto riguarda il
proprio ordine. Pu sembrare un paradosso,
dice Ben Jacob, che lInquisizione, formata
appunto da francescani e dominicani, fosse
eretica. Fino a prova contraria essa aveva come
obiettivo quello di combattere le devianze religiose. O almeno ci che si crede. Non dobbiamo dimenticare che i penitenti erano per natura
dei sado-masochisti (si flagellavano a vicenda e
mortificavano il proprio corpo). Lidea di eretici
che torturano altri eretici non inconcepibile
se per questi si trattava di far fare penitenza.
Quello di creare in seno alla Chiesa una struttura per la repressione delleresia stato un capolavoro di perversione. Linquisizione permise
ai penitenti di fondare, in tutte le circoscrizioni
che contavano la presenza di manichei, dei monasteri per la conversione degli eretici... ma non
conversione al cristianesimo bens alla peni-

Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti


tenza. Dopotutto la regola domenicana non
prevede proprio la penitenza, oltre che allo
studio e alla preghiera?

Il mito dei Catari


Tutto inizi una quarantina danni fa,
spiega Adriano Petta, quando uno psichiatra
inglese (Arthur Guirdham) scrisse un libro e dette inizio ad una dottrina New Age (che cerc di
mascherare con una forma di catarismo): ebbe
tanto successo che da allora stato un inarrestabile fiume in piena. Studioso di eresia catara e di reincarnazione (suoi sono i libri Catari
e Reincarnazione, Noi siamo un altro, The Great
Heresy: The History and Beliefs of the Cathars),
Arthur Guirdham, convinto di essere stato in
una vita precedente Roger de Grisolles, sacerdote cataro, riferisce di casi clinici di alcuni suoi pazienti che avevano reminiscenze di

IL MASSACRO DEGLI ALBIGESI, CRONACHE DI SAINT-DENIS, XVI SECOLO, LONDRA, BRITISH LIBRARY

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tati al conte di Monfort... e lavevano invitato a


seguirli e ad andare a vedere il corpo di Nostro
Signore, che era divenuto carne e sangue nelle
mani del loro prete. Monfort, sconcertato da
questo invito, rifiut in quanto ossequioso ai
dettami della Santa Chiesa.
Se per Petta si tratterebbe di pura invenzione, considerando che la storia del catarismo ci pervenuta, in gran parte, dai registri
della Santa Inquisizione e, quindi, soggetta a
manipolazioni che oggi definiremmo mediatiche soprattutto quando si parla dei catari che
rubavano i bambini etc. etc. per Ben Jacob I
Catari in questione si riferivano ovviamente ad
un tipo di messa nera che veniva officiata dai
loro sacerdoti. Gli storici solitamente non menzionano questi riti, limitandosi invece a parlare
del Consolamentum (n. b. battesimo cataro)
che, tuttavia, non veniva impartito soltanto
alla morte dei credenti ma anche in altre occaPurezza e consolamentum
sioni importanti come ad esempio per aiutare
lanima del defunto a reincarnarsi, durante la
I catari seguivano il
nomina dei nuovi sacerdoti e per la purificaziovangelo di Giovanne. In alcuni documenti bizantini abbiamo
ni, credevano che
trovato la descrizione di un
esistessero
due
particolare Consolamendivinit contrappotum, che coinvolgeva dei
ste, una del bene e
bambini e prevedeva
una del male, in lotta
una sorta di comunione
tra di loro per il domie sacrificio con la carne
nio delle anime e che
ed il sangue della vitlanima fosse impritima, simboleggiante,
gionata nella materia,
per i Catari, la carne ed
credevano nella reinil sangue di Cristo. (...)
carnazione, rifiutavaIn Francia, e specificano, come abbiamo
tamente nella regione
visto, il simbolo della
di Rennes-le-Chteau,
croce e la resurrezioesiste un movimento
ne della carne poich era
religioso, la Chiesa
loro convinzione che Ges
Gnostica che prevede
Cristo fosse sceso sulla terra
lesecuzione della cericome spirito La loro era, insomma,
monia descritta sopra.
una religione pura. Tuttavia, ne Il
Uno dei suoi memSanto Graal di Baigent, Leigh e
bri, Eugene Vintras, si
Lincoln viene riportato un invantava di poter moquietante episodio tratto dal listrare ostie macchiate
bro Vita di San Luigi di Jean de
del sangue di Cristo.
Joinville, in cui narrato
Adriano
Petta
MONACI MANICHEI INTENTI A COPIARE TESTI
che ...molti uomini degli
puntualizza che
SACRI, CON ISCRIZIONE IN SOGDIANO. MANOAlbigesi si erano presenquesta cerimonia
terribili torture e degli orrori dei roghi: questo
lo port ad asserire che erano dei catari reincarnati nei pazienti a procurare tali ricordi. Le
drammatiche descrizioni riportate dal medico inglese furono in seguito ritenute autentiche dalla studiosa Lynda Harris, specializzata
in catarismo. Secondo Adriano Petta, questo
avrebbe dato la svolta moderna allo studio
del catarismo esoterico, che da quel momento sub una impennata di popolarit: Ebbe
inizio una leggenda, una moda... che ci ha portato allo stato attuale (...) Inutile dire che tutti
coloro che hanno dato vita ad una setta, ad una
corrente esoterica ecc., ne hanno ricavato dei
guadagni materiali, vendendo il loro prodotto
culturale-filosofico-esoterico-religioso, raccogliendo attorno a s tanta gente in buona fede
e stanca della religione tradizionale.

SCRITTO DA KHOCHO, TARIM BASIN

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e altre manifestazioni potevano subire delle
variazioni locali poich il catarismo stata
una religione vissuta e praticata quasi sempre in clandestinit e, quindi, impossibilitata
ad assumere un aspetto organico unitario.
Tuttavia, la liturgia classica del Consolamentum la si pu riconoscere in un rito officiato
sia dai manichei, concernente limposizione
delle mani nel momento in cui il credente
diventava un eletto, che dai bogomili presso i quali leletto veniva consacrato tale da
unassemblea di eletti e credenti dopo un
lungo preparatorio periodo iniziatico.

Bisogna schiacciare i
seguaci dellanticristo
Una linea di pensiero vuole che nella Fortezza di Montsgur, rifugio degli ultimi catari ribelli e sede di una biblioteca contenente
importanti libri di religione, filosofia e scien-

Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti


za, venisse praticato, da parte degli eretici, un
culto solare, testimoniato anche dal fatto che
prima della loro resa, avvenuta a marzo dopo
10 mesi di assedio da parte dei crociati, fu accordata loro una tregua per celebrare - cos si
ipotizza - lequinozio.
Larchitettura dellimponente castello presenta la particolarit che durante il solstizio
destate i primi raggi del sole attraversano
il loggione: Ho assistito personalmente ad
unalba del 22 giugno riferisce Petta ... e posso assicurare che non era un caso: i primi raggi di sole del solstizio destate attraversano le
strette feritoie della torre principale da parte a
parte... e solo in quei pochi momenti dellanno.
Chi la costru sapeva il fatto suo, era sicuramente un osservatorio astronomico. Ritroviamo la stessa descrizione in un libro dedicato
allenigma cataro di Jean Markale, studioso
francese recentemente scomparso: Sul pog
di Montsgur, al mattino del solstizio destate,
quelli che si alzano presto e hanno il coraggio e

LE ROVINE DELLA FORTEZZA DI MONTSGUR RIFUGIO DEGLI ULTIMI CATARI RIBELLI

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la passione di salire fino alle rovine del castello
sono testimoni di un fatto incontestabile: il primo raggio di luce, sfiorando il Pic de Bugarach,
attraversa da parte a parte le feritoie del torrione. Non un caso. Indubbiamente concepito e realizzato in modo tale da determinare
il fenomeno sopra citato, Montsgur non
per, secondo Markale, un tempio dedicato
al culto solare, giudicando tale classificazione
il parto di una fantasia delirante, soprattutto
alla luce del fatto che i catari non edificavano
templi in quanto sarebbe stato in netto contrasto con la loro dottrina che considerava la
materia una creazione diabolica. Ma da dove
nasce lipotesi che Montsgur, prima di essere il centro della resistenza catara contro
loppressione della Chiesa e della monarchia
capetingia, fosse un santuario? Markale, cita,
tra le cause, proprio quelle condizioni di resa
riportate in apertura di questo paragrafo: si
sarebbe associato il rinvio con il permesso accordato ai catari di celebrare una festa solare

Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti


semplicemente perch il 15 marzo del 1244
corrispondeva allequinozio. Ma che cosa significa?, si chiede lo studioso, aggiungendo
che non esistono inoltre riscontri documentali riguardo cerimonie solari celebrate dagli
albigesi nel XII e XIII secolo. I catari, seppur
eredi dei manichei e dei mazdei, al contrario
di questi manifestarono sempre una precisa
volont di non sacrificare mai lo spirito alla
materia, quindi, conclude Markale, la cosiddetta cerimonia del 15 marzo, in concomitanza con lequinozio di primavera, non esistita
che nellimmaginario dei commentatori del
XX secolo. Montsgur non sarebbe stato un
tempio solare ma, probabilmente, un luogo
di meditazione, di sicuro sacro, in cui la creatura inglobata nella materia si risveglia e riceve
i raggi benefici della Luce originale... e questa
stanza del sol non pu essere che in cielo o su
unisola oppure in cima a una montagna.. ..
Secondo Petta, contrariamente a quanto
comunemente si pensa, I catari nulla hanno

LE ROVINE DELLA FORTEZZA DI MONTSGUR RIFUGIO DEGLI ULTIMI CATARI RIBELLI

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a che vedere con quel castello, al di l del fatto
che vi trovarono rifugio (1235 circa - 1244 ) prima di essere sterminati. Non si sa esattamente
a quale epoca risalga, probabilmente al V o VI
secolo, molto tempo prima che si manifestasse
leresia catara. Venne solamente ristrutturato
dal signore locale (Raymonde de Perella), il quale vi stabil la sua residenza, soprattutto perch
si trattava di un luogo fortificato praticamente
imprendibile; non a caso capitol solo per un
atto di tradimento.
Montesegur tuttavia al centro di una delle storie pi affascinanti dellepopea catara,
quella che vede protagonisti 4 perfetti catari
che, la notte prima della capitolazione, sarebbero riusciti a fuggire, complice il buio, calandosi con delle funi dalla rocca, per mettere in
salvo un tesoro. Sono tutti fatti accertati storicamente, si conoscono anche i nomi di questi catari, sono presenti nelle deposizioni rese
allInquisizione dai sopravvissuti di Montsgur.
Che cosera questo tesoro che non doveva

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assolutamente finire nelle mani dei crociati?
Si fanno varie supposizioni, spiega Petta c
chi pensa al Santo Graal, chi a monete, gioielli o
libri preziosi.
Per Markale la soluzione meno verosimile
sarebbe proprio quella di un cospicuo tesoro
materiale, ragionevolmente impossibile da
trasportare lungo sentieri da capre costellati di precipizi. Molto probabilmente i quattro
perfetti dovevano raggiungere determinate
persone alle quali trasmettere indicazioni segrete. Questa missione venne quasi certamente portata a termine ma gli interessati si guardarono bene dal lasciarne traccia. Un tesoro,
dunque, che non doveva assolutamente cadere nelle mani degli assedianti, forse costituito da preziose reliquie o documenti in grado di scuotere le fondamenta su cui poggia il
cattolicesimo e il cui recupero sarebbe stato
il vero motivo che spinse Papa Innocenzo III
a lanciare la sua terribile crociata. Secondo
Petta la ragione delleccidio sarebbe da impu-

LE ROVINE DELLA FORTEZZA DI MONTSGUR RIFUGIO DEGLI ULTIMI CATARI RIBELLI

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tare, invece, pi semplicemente alla ricchezza
delle terre di Occitania: Il popolo occitano era
tollerante; amava la poesia, larte, la cultura;
era dedito a viaggiare, agli scambi commerciali. LOccitania era una terra in cui vivevano
pacificamente le comunit ebraiche, cattoliche,
catare, valdesi e in cui cresceva la libert di pensiero; era una terra ricca, faceva gola a tutti, ai
barbari baroni e conti del nord della Francia, al
re, a vescovi e papi. Leresia catara fu un pretesto
per poter invadere una terra libera e occuparla,
depredarla, sottometterla. La crociata degli
Albigesi in parte fu come tutte le guerre, come
tutte le crociate. Papa Innocenzo III si alle al
re di Francia Filippo Augusto per conquistare
lOccitania e spartirsela. E ci che i 4 fuggitivi
misero in salvo la notte prima della resa? Gli
storici sono certi si trattasse di libri: dal formato
prezioso, con gioielli incastonati nella rilegatura della copertina, e libri dal contenuto rivoluzionario, di scienza, testi contenenti pagine di
astronomia, di matematica, e di un metodo per

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stampare: invenzioni e scoperte scientifiche
che avrebbero potuto mutare il corso della
storia giunte dalloriente, che Adriano ha denominato chiavi del sapere. Era soprattutto
di questo tesoro che volevano impossessarsi i
crociati, ma non ci riuscirono. Le chiavi del sapere furono portate lontano, e dopo due secoli
dettero inizio alla rivoluzione culturale e tecnologica che avrebbe mutato il corso della storia e
della diffusione del Sapere in mezzo ai popoli.
La conoscenza sarebbe stata dunque il
vero tesoro, in una epoca in cui ... Se possedevi un Vangelo, un libro di Aristotele, qualsiasi
libro di fisica, matematica potevi finire bruciato
vivo (...) Papi, re, imperatori hanno fatto di tutto, in tutte le epoche storiche, perch la conoscenza filosofica, scientifica, religiosa, restasse
nelle loro mani per poterla distribuire goccia a
goccia, purgata, perch un popolo colto non
li avrebbe seguiti facilmente, sarebbe stato un
popolo libero e quindi capace di ribellarsi.
Tuttavia, come si legge nel gi citato Il

STELE FUNERARIA AI PIEDI DI MONTSGUR IN RICORDO DEI CATARI

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Santo Graal, sarebbe esistito anche un tesoro pi materiale, messo in salvo tre mesi prima della caduta di Montsgur. Adriano Petta
quasi certo che si trattasse di oro,
che doveva servire per lultimo
tentativo di liberare il castello di
Montsgur dallassedio dei crociati, oro con cui si dovevano pagare
dei coraggiosi mercenari comandati da Corbario, che per fallirono
limpresa.

Il predecessore di
Leonardo Da Vinci
Mentre studio sono libero: mentre la mia mente indaga ed apprende, ho vinto la schiavit
(Eresia Pura)
Montsgur, 16 marzo 1244.
Duecentocinque catari vengono arsi vivi. Tra questi un geniale
personaggio la cui vera identit
riemersa dalle nebbie del passato
grazie al lavoro di Adriano Petta.
Adriano Petta anche studioso
della scienza, la stessa che in passato terrorizz i potenti ... in quanto strumento di emancipazione e
di libert. Non a caso al concilio di
Cartagine nellanno 383 d.C. i vescovi proibirono la lettura di ogni testo,
religioso, filosofico o scientifico, a
tutti... compresi loro stessi... tanta
LA FORTEZZA DI QURIBUS LULTIMA ROCCAFORTE OCCITANA A CAera la paura del sapere che potevaDERE. UNDICI ANNI DOPO QUEL TERRIBILE 1244
no contenere quei libri!. Ed proprio su trattati di scienza e matequella di Giordano di Sassonia, il primo capo
matica che Adriano ha incontrato uno
dellInquisizione.
sconosciuto genio del medioevo, Giordano
Non era possibile che Nemorario, innamoNemorario: matematico, filosofo, scopritore
rato della matematica, se ne andasse con una
delle equazioni di secondo grado, autore di
torcia in mano ad appiccare il fuoco ai roghi
opere di matematica, astronomia, meccanica,
degli eretici. In quegli anni vennero bruciati vivi
egli pu essere considerato il predecessore
nel centro di Parigi dieci allievi dello scienziato
del grande Leonardo da Vinci. Secondo Petta
Amaury de Bene, perch studiavano i libri di fila vera identit di Nemorario fu volutamente
sica di Aristotele. Giordano Nemorario non ponascosta - perch Uno scienziato era mille volteva essere Giordano di Sassonia, ne ero quasi
te pi pericoloso di un eretico - e confusa con

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certo! E mi misi a scavare. Anni di ricerche e
di viaggi in tutta Europa, sino alla Turchia e
allArmenia, tra biblioteche ed abbazie, hanno finalmente gettato nuova luce su questo
incredibile personaggio, del quale Petta ha
scritto la biografia romanzata. Originario del
lago di Nemi, vicino Roma, Nemorario viene
a conoscenza delle chiavi del sapere, contenute in antichi codici. Braccato dallInquisizione fugge in Linguadoca, a Bziers, citt
tristemente nota per la strage dellintera popolazione, sia cattolica che catara, dove il suo
destino si lega a quello del popolo occitano
e degli eretici, che come lui perseguono la
verit e la conoscenza, poi in Inghilterra e a
Parigi con la nuova identit di Giovanni de Sacrobosco, ed infine nuovamente in Occitania.
La sua vita si conclude drammaticamente ai
piedi del castello di Montsegur, ma non prima di aver messo in salvo le preziose chiavi
del sapere.
Nonostante la Chiesa abbia cercato di cancellare tutto e di riscrivere la storia, qualche indizio rimasto. molto probabile che il cammino di Giordano Nemorario sia stato quello che
ho raccontato io: le cose devono essere andate
proprio cos, le poche tracce rimaste lo confermano. .
Un cammino segnato da morte, odio e violenza, intrapreso da uno scienziato che non
ha voluto arrendersi alloscurantismo, per
proteggere quel sapere in grado di rendere
luomo libero e di farlo progredire in un mondo in cui sia possibile studiare senza vincoli di
nessuna natura, in cui sia possibile professare
liberamente il proprio credo o non credo, un
mondo senza catene teso verso la conoscenza,
alla scoperta dei segreti racchiusi nella vita e
nelluniverso.
Lintervista completa ad Adriano Petta
stata pubblicata sulla rivista FENIX di Novem-

Osvaldo Carigi
Nato a Roma nel 1953, collabora con Adriano
Forgione da Maggio 2007. Pubblica regolarmente su FENIX e saltuariamente su NEXUS e la
spagnola MAS ALLA. Da Maggio 2009 lavora in
coppia con Stefania Tavanti.

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bre 2010.

Un falcone saldamente aggrappato a un pugno di roccia


Montsgur non fu, comunque, lultima roccaforte occitana a cadere. Undici anni dopo
quel terribile 1244, la fortezza di Quribus,
ai confini dellOccitania e della Catalogna, fu
conquistata e restituita ufficialmente al Re di
Francia senza colpo ferir. Eretto in posizione strategica sulla sommit di una delle cime
calcaree nella parte meridionale del massiccio montuoso delle Corbires, , questo castello, al pari di Montsgur, presenta impressionanti difese naturali: circondato dal vuoto e
protetto efficacemente dal lato meno ripido
della cresta da un massiccio torrione poteva
tenere a bada a lungo anche unarmata numerosa, la stessa che, al comando di Pierre
dAuteuil, nel maggio del 1255, inizi un assedio che venne tolto nel settembre successivo. Quribus cadde senza gloria ma anche
senza i massacri che caratterizzarono la presa
di Montsgur. Lipotesi accreditata da Markale
quella secondo cui il responsabile di Quribus, certo Chabert de Barbaira (ingegnere
militare, convinto seguace del catarismo e
protettore di coloro che erano sfuggiti ai
massacri della crociata contro gli albigesi) sarebbe caduto in una trappola e, fatto prigioniero, avrebbe consegnato la fortezza in cambio della propria vita e della libert nonch
di mille marchi dargento dietro garanzia di
Philippe de Montfort e di Pierre Voisins. Non
vi sono documenti attestanti la sorte dei catari rifugiatisi a Quribus, ma probabilmente,
afferma Markale, ebbero, proprio in mancanza di unazione militare, il tempo di disperdersi, forse migrando nellItalia del Nord.

Stefania Tavanti
Nata nel 1966 a Firenze, lavora nel campo
delleditoria dal 1995. Appassionata da sempre
di archeologia, pubblica in collaborazione con
Osvaldo Carigi sulle riviste FENIX, MAS ALLA e
NEXUS.

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di Unconventional Research Group


p
Un alieno dacqua dolce

Homo Saurus
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Homo Saurus

Unconventional Research Group

a luna piena si rifletteva sulle piatte


che andava aumentando col passare del temacque del Po, che scorrevano lente e
po. Da alcuni anni, Sergio passato a miglior
silenziose nel loro lungo andare. Il suo
vita.
chiarore creava giochi di luci ed ombre tra la
Ma questo avvenimento non era destinato
vegetazione fluviale, appena scossa da una
a rimanere un caso isolato. Verso la met degli
leggera brezza. Sergio aspettava paziente che
anni ottanta, dal Veneto e dallEmilia, cominqualche pesce abboccasse allamo. Era divenciavano ad assumere consistenza le segnalatata unabitudine per lui passare alcune ore
zioni di avvistamenti di un essere dalle stesse
della notte in quel posto, in compagnia dei
caratteristiche. I racconti degli sventurati testisuoi pensieri e del fumo di qualche sigaretta,
moni passavano di bocca in bocca riempienlontano dal traffico e dalla monotonia del sodo le piazze e i bar dei paesi e la causa degli
lito bar. Sembrava una notte tranquilla, una
stravaganti racconti veniva generalmente atnotte come tante altre, ma qualche cosa di l
tribuita allormai classico e logoro bicchiere di
a poco avrebbe sconvolto per sempre la sua vita. Ad un tratto, proprio
davanti a lui, qualche cosa emerse dallacqua, infrangendo limmagine riflessa della luna, per stagliarsi minacciosa verso lalto.
Una figura lugubre, un essere
raccapricciante che fece sobbalzare lincredulo Sergio dallo sgabello
sul quale era seduto. Scosso dallinsolita presenza e dai due grandi
occhi giallorossi che lo stavano
fissando, rimase fermo, immobile,
pietrificato. Per una ventina di interminabili secondi, rimasero fermi
uno di fronte allaltro, poi, la strana creatura gir le spalle, avanz
di qualche passo verso il largo e
si inabiss. Sergio rimase immobile per qualche minuto ancora,
il tempo di riordinare le idee, di
convincersi che non si trattava di
IMPRONTE DELLHOMO SAURUS
un allucinazione e poi, di corsa, si
diresse verso casa, a cercare rifugio tra le mura domestiche, dimenticando
troppo. Certo che quel vino avrebbe dovuto
sul posto: canna da pesca, sgabello e tutta
avere caratteristiche organolettiche davvero
lattrezzatura. Nei giorni a seguire trov il costraordinarie per indurre tutti i consumatori
raggio di confidare laccaduto ai famigliari e a
ad avere la medesima sconcertante visione.
qualche fidato amico, ma nessuno di loro lo
Quello proprio s che doveva essere un propresero seriamente. Laltezza dellessere potedotto che andava analizzato!
va raggiungere tranquillamente i due metri e
le mani erano palmate. Questa sua breve ma
LHomo Saurus e le sue
sconvolgente descrizione quanto gli aveva
caratteristiche
permesso di vedere il chiarore della luna. Ser
gio non torn mai pi a pescare sulle rive del
A parte gli scherzi, i loro resoconti testimoPo, non parl mai pi con nessuno della sua
niali venivano regolarmente ignorati e linsoesperienza e si chiuse in un ostinato silenzio
lita presenza attribuita a strascichi di antiche

82

Runa Bianca

Luglio 2011 | n.1

Homo Saurus

Unconventional Research Group

leggende, alla sparata di qualche buontempone o, nella migliore delle ipotesi, a qualche
specie di rettiloide che non ha voluto seguire
i suoi simili nella remota fase di estinzione.
Il clamore suscitato dagli articoli apparsi sui
giornali, di quellessere che girovagava terrorizzando le persone, non era altro che una
frizzante alternativa alle notizie di tutti i giorni. Gli unici a pagare a caro prezzo tale presenza, inutile dirlo, erano e rimanevano solo
gli sventurati testimoni. Le segnalazioni comunque stavano aumentando come pure le
persone che timidamente si facevano avanti,
confessando di avere visto quellessere, in luoghi diversi e anche distanti fra loro, ma sempre nelle vicinanze di fiumi o canali. Il caso era
decisamente interessante ma estremamente
vago e confuso. Bisognava approfondire la ricerca e fare luce sul fenomeno, portarlo su un
piano pi razionale e restituire credibilit alle
persone che in buona fede vivevano le loro
esperienze, ma che venivano regolarmente derise, additate come
visionarie o allucinate. A questo ci
pens il professore Sebastiano Di
Gennaro che, sceso in campo
con una equipe tecnicoscientifica dellUSAC, si
mise sulle tracce di quello
che poi lui stesso avrebbe
battezzato HOMO SAURUS.
Il professore Sebastiano Di Gennaro direttore
dellUSAC, (Centro Accademico Studi Ufologici)
da lui creato nel 1978 a
Santa Maria Maddalena,
Rovigo, dove tuttora ha la
sua sede. Nel 1986 ha iniziato la sua ricerca che durata
quasi un ventennio durante il
quale ha raccolto numerose
testimonianze, reperti, calchi
in gesso delle orme, eseguito
analisi scientifiche e ambientali e indagini a tutto campo.
Le testimonianze raccolte, la morfologia delle

impronte e i dati incrociati dei vari casi, hanno prodotto una stima piuttosto precisa sui
dati fisici e sulle caratteristiche dellHOMO
SAURUS. I risultati ottenuti parlano di altezza
che supera i due metri, per arrivare a toccare i
due metri e mezzo.
Le mani, contenenti quattro dita sono palmate e quindi adatte al nuoto. I piedi sono
dotati di tre dita ampiamente ungulati ed in
alcuni casi palmati. Le orme prodotte evidenziano che le dita ungulate dei piedi, il pi delle volte trafiggono il terreno su cui poggiano.
La sua andatura leggermente barcollante e
i suoi passi, largamente distanti fra loro, confermano le sue notevoli dimensioni. La struttura cranica molto sviluppata e denota un
volume cerebrale superiore a quello umano
e a quello di molti mammiferi. Le cavit orbitali sono molto grandi e la pupilla, verticale,
si staglia su una cornea giallastra o giallo-rossastra. Il muso allungato e le narici sono costituite da due piccoli fori.
La bocca sporgente e
munita di fila di denti
piccoli ed aguzzi, adatti
al carattere sia carnivoro che erbivoro. Non si
notano orecchie cartilaginose allesterno e il collo sottile
e sporgente. Nessun
pelo sul capo o sul resto del corpo. Lintero
corpo coperto da
scaglie verdastre come
le lucertole e alcuni
serpenti (Figura 1). A
questo punto piuttosto comprensibile lo
stato danimo che si ritrovano le persone che
hanno avuto la sfortuna
di trovarsi davanti un essere cos formato.

IDENTIKIT HOMO SAURUS

Luglio 2011 | n.1

Vestigia aliena?

Alla fine dellinverno


del 1988, un collabora-

Runa Bianca

83

Homo Saurus
tore dellUSAC, mentre passeggiava su un
tratto sabbioso dellargine del Po, nel ferrarese, si imbatt in una sostanza carnosa che giaceva al suolo sparsa per un centinaio di metri.
Laspetto dava lidea di residui di un grosso
rettile. Le squame, alcune di queste molto
grandi, rivestivano la massa carnosa, allapparenza gelatinosa. La sostanza presentava
caratteristiche piuttosto curiose e oltretutto,
non mostrava alcun segno di decomposizione in atto. Alcuni campioni della sostanza
furono quindi consegnati dal professore Di
Gennaro, allIstituto di Zoologia allUniversit di Ferrara per essere analizzati. La risposta
dei tecnici dellIstituto, per niente convincente, diceva che il reperto non poteva essere tagliato col microtomo, (strumento che
permette di tagliare a fettine sottilissime un
prodotto organico) e che quindi non poteva
essere sottoposto ad unanalisi microscopica.
La causa era da attribuire allorigine sintetica
del materiale. Non voglio percorrere nei particolari tutto liter che la sostanza ha subito,
ma voglio aggiungere che durante il percorso, sono emersi particolari a dire poco eclatanti. Furono contattati altri laboratori per
fare analizzare il prodotto, ma per procedere
chiedevano cifre insostenibili per le possibilit del momento. Nel frattempo, il professore
Sebastiano Di Gennaro, laureato in chimica
organica e docente in materie scientifiche, ha
pensato bene di procedere personalmente
con alcuni esperimenti, confidando nella sua
conoscenza di uomo di scienze e con laiuto
dellamico Angelo Fiacchi, inventore, naturalista ed esperto in varie materie, ha iniziato
con analisi varie ed esperimenti sulla strana
sostanza. Un risultato in particolare colpisce.
Sottoponendo alcuni campioni della sostanza squamosa, ad alte temperature, si disidratava assumendo una colorazione verdastra.
Sottoposta poi alla fiamma azzurra, esalava
un forte odore di cheratina bruciata. Ora
sorgeva un problema: come poteva una sostanza come la cheratina, che poi una proteina che costituisce i capelli, i peli, le unghie
e le piume dei pennuti, comporre una sostanza sintetica come sostenevano i tecnici dellIstituto di Zoologia dellUniversit di Ferrara?
Evidentemente qualche cosa non quadrava.

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Runa Bianca

Unconventional Research Group


Molto tempo dopo, un conoscente del Di
Gennaro, gli confid che alcuni campioni del
prodotto, erano stati trattenuti dallIstituto di
Ferrara e sui quali erano in corso approfondite analisi allinsaputa di tutti, persino dello
stesso professore. I risultati non vennero mai
divulgati. Solo una parte, seppur parziale, arriv nelle mani del Direttore che, in cambio dovette promettere di non rivelare il nome del
latore e con lassicurazione che comunque in
seguito avrebbe avuto i risultati completi. Ma
delle prove altamente strumentali alle quali
fu sottoposta la sostanza, nessuna risposta.
Comunque, tra le righe del documento, ci
sono dei punti estremamente interessanti e
che inducono ad una ragionevole riflessione. Uno dice: Vi sono figurazioni che a prima
vista sembrano essere scaglie a disposizione
embricata, di forma Rettiliana. Ad unanalisi
pi accurata non esistono scaglie ma estroflessioni che ne simulano la forma. In un
altro punto si legge: Il materiale sottoposto
allazione di un Bunsen, carbonizza mandando un odore di cheratina bruciata. In stufa a

SOSTANZA CARNOSA

50 si disidrata diventando consistente ed


assume una colorazione brunastra.
Il materiale rimesso in acqua, diventa
elastico, mantenendo la colorazione acqui-

Luglio 2011 | n.1

Homo Saurus
sita. In seguito a queste vicende, sembrava
arrivato il momento tanto atteso. Si era presentata la persona giusta che conosceva le
giuste persone. Finalmente avrebbe avuto le
risposte che tanto voleva e svelato il mistero
di un prodotto tanto speciale quanto impossibile. E invece, come succede nelle storie pi
classiche, gli ultimi campioni di un prodotto
tanto speciale quanto impossibile, andavano
perduti per sempre.
Concludo questo argomento dicendo che
in fondo, quella misteriosa sostanza stata sottratta con linganno sommato ad una
buona dose di ingenuit da parte dellUSAC,
ignara probabilmente dellenorme valore

Unconventional Research Group


milanesi i quali la usavano principalmente per
trascorrervi le ferie estive. Il fatto che avessero le chiavi di casa, insospett non poco la signora, perch, per quanto ne sapeva, solo lei
poteva avere una copia delle chiavi della villetta, incaricata dagli stessi proprietari di controllare di tanto in tanto allinterno che tutto
fosse a posto. Incuriosita anche dal comportamento furtivo dei tre, attravers il giardino
e sbirci dalle gelosie della finestra che erano
appena state socchiuse. Il sangue gli si raggel nelle vene quando assistette alla scena
che si stava svolgendo. I tre personaggi erano
completamente nudi, con le sembianze perfettamente identiche agli umani, ma la cosa

TRACCE DI FORMA ROTONDA E DISEGNO RICOSTRUZIONE RILEVAMENTI

scientifico che tale sostanza avrebbe potuto


avere.
Se la sostanza avesse effettivamente avuto le caratteristiche riscontrate durante gli
esperimenti, ossia, una composizione mista
di materiale sintetico e una proteina come
la cheratina, ecco allora che lesperienza vissuta da unanziana signora, nella primavera
del 1985 a Varazze (SV), oltre ad assumere un
aspetto davvero sconvolgente, apre un nuovo scenario sulla realt aliena.
In un pomeriggio di quella primavera, raccont la signora, tre persone, due uomini e
una donna, si prestavano ad entrare in una
villetta situata nelle vicinanze della sua abitazione e di propriet di una copia di coniugi

Luglio 2011 | n.1

terribile fu quando cominciarono a strapparsi la pelle di dosso, fino ad assumere laspetto di grosse lucertole squamose. Il viso
era oblungo, gli occhi molto lunghi, il naso
sembrava una protuberanza con due piccoli
fori al centro. Non avevano lobi alle orecchie
e nessun pelo o capelli. La femmina, girata di
spalle, era senza natiche, al loro posto cera
una coda legata alla vita da formare qualche
cosa di vagamente simile alle natiche. Dopo
avere assistito alla scena, la signora si allontan terrorizzata di essere vista. Non ne parl
con nessuno, per la paura di essere scoperta
e per uneventuale reazione di quegli esseri.
Qualche giorno dopo per, dovette cedere
alle insistenti domande del marito, preoccu-

Runa Bianca

85

Homo Saurus
pato del suo comportamento non pi consueto e al parroco, al quale confid quanto
aveva visto.
Il primo non le credette, contribuendo,
cos facendo, ad aumentare la depressione
nella quale la signora era gi caduta, il secondo la rimprover, consigliandole di frequentare pi spesso la parrocchia e le funzioni religiose.

Consistenza fin dallinizio


Lipotesi extraterrestre dellHOMO SAURUS, avrebbe trovato conferma nelle testi-

Unconventional Research Group


strettamente reale. Frutto di unincessante
attivit di ricerca durata quasi un ventennio,
vengono in esso riportate passo dopo passo, tutte le fasi dellappassionante avventura
iniziata nel 1986, con tutti i risultati ottenuti
ed esposte con estremo rigore scientifico. Le
approfondite e scrupolose indagini supportate da testimonianze e analisi ambientali, le
comparazioni incrociate le numerose foto e
le raffigurazioni in esso contenute, fanno di
questo volume un saggio ineguagliabile in
campo ufologico e non.
Negli ultimi tempi, gli avvistamenti
dellHOMO SAURUS, si sono drasticamente
interrotti tranne alcune dubbie segnalazioni

TRACCE DI FORMA QUADRANGOLARE E DISEGNO RICOSTRUZIONE RILEVAMENTI

monianze di persone le quali affermavano di


avere visto oggetti volanti non identificati l
dove poi avrebbe fatto la sua comparsa lalieno, di bagliori notturni che per diverso tempo illuminavano parte delle zone boschive e
nelle quali successivamente venivano rilevate tracce di forma rotonda e, in altri casi, quadrangolare prove concrete che in quel punto
qualche cosa di non identificato era atterrato.
Con il libro HOMO SAURUS, una creatura
aliena sta popolando il nostro mondo, il professore Sebastiano Di Gennaro, ha sapientemente tolto al mondo fantastico, nel quale era stata inizialmente collocata la figura
inquietante e mitologica del rettiloide, per
portarlo con determinazione su un piano

86

Runa Bianca

che devono essere ancora indagate dalla sezione tecnico-scientifica dellUSAC.


Io penso che questo essere, indubbiamente dotato di unottima intelligenza, abbia
tenuto conto gi da qualche tempo che, lincessante attivit di inquinamento, il degrado
a cui viene sottoposto lambiente e la sempre
pi scarsa quantit dacqua che scorre nei nostri fiumi e oltretutto alla prospettiva di una
situazione che non andr certo migliorando,
abbia coscientemente deciso di cambiare
aria e prendere altre strade, o meglio dire, altri corsi.
A questo punto dovremmo stare pi tranquilli, visto che lalieno non d pi notizie da
diverso tempo, per...

Luglio 2011 | n.1

Homo Saurus

Unconventional Research Group

Inquietante prospettiva

La pericolosit dellHOMO SAURUS, intesa come forma di violenza nei confronti


delluomo, non mai stata dimostrata o testimoniata, almeno nellambiente in cui si muove e vive. Ma se teniamo conto delle recenti
rivelazioni espresse da alcuni ricercatori che
si basano sullipnosi come sistema, per estrapolare agli addotti tutti i particolari di una
presunta abduction, allora il discorso cambia.
Testimonianze emerse grazie a questo metodo infatti, confermerebbero la presenza di
un essere dalle stesse caratteristiche, operare insieme ai classici alieni grigi o Ebe, (Entit
Biologiche Extraterrestri), e con individui in
uniforme rigorosamente militare. Il fatto preoccupante che nel gruppo, questi rettiloidi
manifestano chiare attitudini al comando. Ora
resta da capire se si tratta della stessa specie.
Se questo dovesse essere confermato, allora
la questione assumerebbe risvolti
davvero preoccupanti. Gi si sa, che i rapiti
ad opera degli alieni, vengono sottoposti ad
ogni sorta di esperimento e di analisi e che
una volta caduti nelle loro mani ben difficile
poterne uscire.
LHOMO SAURUS, non ha mai infierito sulle sfortunate persone che lo hanno incontrato lungo gli argini dei canali, nessuno di loro
ha mai denunciato questo, ma se lo troviamo
in un laboratorio di analisi di chiara matrice
aliena, in compagnia di Ebe e di personale
militare, beh, il problema c. Come se non ce

Unconventional
Research Group
LAssociazione nasce dallo spirito di coloro che nonostante
il trascorrere del tempo e delle mille vicissitudini personali ,
hanno mantenuto nel profondo spirito umano,
linesauribile desiderio di conoscenza e gioia di
vivere e condividere! Essendo una libera Associazione, non esiste alcuna presunzione di verita assoluta, nelle teorie e/o supposizioni rela-

Luglio 2011 | n.1

ne fossero gi abbastanza. A dirigere il gioco,


il cervello del gruppo dunque, proprio lui,
tutto il resto solo personale addetto ai lavori, manovalanza. Se da una parte si diverte a
fare gli scherzetti agli ignari pescatori, approfittando della sua non celestiale apparenza
fisica, allo solo scopo di terrorizzarli e a tenerli
lontano dal suo habitat, dallaltra, in separata sede, il pi interessato alle operazioni in
corso, usando materiale umano come cavia,
esattamente lo stesso trattamento che noi riserviamo agli animali da laboratorio. Il fatto
che le parti sono semplicemente invertite e
in questo contesto gli animali da laboratorio
sono proprio gli esseri umani.
Evidentemente, in nome della scienza, tutto permesso, a noi per la nostra e a lui per
la loro e in fondo poco importa da che parte
ci si trova, il concetto non cambia, sempre di
cavie si parla.
Chi ha incontrato lHOMO SAURUS, non
pu sicuramente considerarsi un uomo fortunato, per tutte le conseguenze psicologiche
subite dopo i fatti, e neppure un privilegiato
per avere visto quello che la maggior parte
delle persone non ha mai visto e non vedr
mai, ma sono gli unici a poter testimoniare
lesistenza di una realt che esula completamente dalla nostra conoscenza.
Il libro HOMO SAURUS, una creatura
aliena sta popolando il nostro mondo, non
distribuito nelle librerie, pu essere richiesto alla Cartografica Edizioni di Ferrara o allo
stesso autore.

tive alle scoperte di antichi insediamenti ed ai


loro periodi storici; nelle dichiarazioni relative
allutilizzo di apparati specifici ed ai dati rilevati
con essi; alle osservazioni di tecnici o metal detectoristi relative allutilizzo consigliato dei metal detector di una o altra marca e modello;allo
studio fotografico di possibili anomalie riscontrate in loco e dai relativi esami mediante sofware specifici;allaccuratezza dei dati audio/video
rilevati mediante prototipi hardware/sotware
realizzati dallAssociazione Unconventional Research Group (www.uresearchgroup.org).

Runa Bianca

87

Luomo che super i


confini del mondo
Ruggero Marino

DISPONIBILE
IN LIBRERIA

Colombo scopr lAmerica il 12 ottobre 1492

Tutti conoscono la storia della scoperta e di Colombo che ci hanno


insegnato a scuola. Ma i fatti non andarono realmente cos, la storia
fu cambiata ed giunto il momento di riscrivere le vicende della
scoperta dellAmerica e del genio di Cristoforo Colombo.

di Ruggero
Marino
gg
Vita e viaggi di Cristoforo Colombo

Luomo che super i confini


del mondo
tempo di lettura 11 minuti

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Runa Bianca

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Luomo che super i confini del mondo

a 500 anni non fanno, non facciamo


che raccontarci in fotocopia la solita soap opera dannata e dannata.
il caso ormai di definirla una barzelletta
dantiquariato. Tanto per farci capire meglio
facciamo un esempio, aggiornato allepoca
moderna e in tempi di sbandierata eguaglianza sociale, un esempio ambientato nel
pi democratico dei paesi del duemila, nella
terra del sogno americano e dei self-mademan. Mettiamo che uno chicano messicano,
una sorta di vu cumpr, varchi la frontiera
con gli Stati Uniti e si presenti nel nuovo paese pretendendo di andare da Obama. E che
in breve ci riesca. Per presentarsi al suo cospetto e fargli pi o meno questa proposta,
anzi imponendogli un vero e proprio diktat
(!): conosco altre vite e altri mondi ricchissimi,
mi dia tre astronavi. Quando sar rientrato
dalla scoperta sar quasi praticamente tutto
mio e solo io avr il diritto di governare quelle
nuove terre, dove sar libero di amministrare
la giustizia, mentre ne ricaver oltre il 50 per
cento di tutto quello che vi si trover. Al che
Obama gli d la mano e acconsente. credibi-

Ruggero Marino
le oggi questa favoletta? quello che sarebbe
accaduto ad una marinaretto di umili origini,
avido e ignorante, in epoche in cui i re erano
re e i plebei, se avessero osato anche molto
meno, sarebbero finiti in una lurida galera e
poi sul rogo. Stiamo parlando di Cristoforo
Colombo, di Isabella di Castiglia e Ferdinando
di Aragona, le corone che sottomisero i grandi di Spagna, che cacciarono gli ebrei e sconfissero i musulmani, che fecero terra bruciata
degli avversari, pur di unire le lande iberiche.
Stiamo parlando, in definitiva, della storia della scoperta dellAmerica.
Una storia dalla quale sparito il personaggio pi importante della fine del Quattrocento: il papa. Chi era il pontefice a quellepoca?
Giovanni Battista Cybo, cittadino genovese,
salito sul soglio di Pietro col nome di Innocenzo VIII. Daltronde come avrebbe fatto il figlio
di una un lanaiolo genovese a recarsi dai re di
Portogallo e di Spagna, come avrebbe fatto a
sposare, sempre in Portogallo, la figlia di un
nobile cavaliere, imparentata con le corte di
quel paese, come avrebbe fatto Colombo a
pretendere dalle teste coronate tutto ci che

FERDINANDO IL CATTOLICO E ISABELLA DI CASTIGLIA SPONSORIZZANO CRISTOFORO COLOMBO

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Runa Bianca

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Luomo che super i confini del mondo


vuole fino allultimo, come avrebbe potuto
recarsi, qualora avessero continuato in Spagna a dirgli di no, alla corte del re di Francia?
Come avrebbe fatto suo fratello Bartolomeo a
soggiornare alla corte del re di Inghilterra per
poi recarsi, a sua volta, dal re di Francia? Come
avrebbe fatto un ignoto capitano del mare a
scriversi con una delle pi grandi menti scientifiche del tempo, quel Paolo del pozzo Toscanelli, che risiedeva nella Firenze dei Medici?
Come avrebbe ancora fatto a dare a papa
Alessandro VI Borgia, il pontefice spagnolo
che succeder a Innocenzo VIII, dando tutto
agli spagnoli, le indicazioni per come dividere
il mondo in due per stabilire i possedimenti
di Spagna e Portogallo? E via di questo passo.
Ma andiamo per ordine.

Luomo
Da 5 secoli la tradizione ha ingessato e
mummificato Cristoforo Colombo in un copia-incolla perpetratosi premeditatamente
prima, colposamente dopo. Accecato dallo-

Ruggero Marino
ro, avido e supponente, bugiardo e schiavizzatore, alla ricerca spasmodica di titoli e di
ricchezze, ignorante quanto basta per avere
sempre creduto di essere approdato in Asia,
al Giappone-Cipango. Basta leggere poche righe delle carte del navigatore per capire che
non cos. Basterebbe esaminare il suo strano
criptogramma da Gran Maestro, sicuramente
anche un erede templare, con il quale si firma:
un rebus ancora non completamente risolto:

.S.
.S. A .S.
X M Y
Xpo FERENS
la firma di un misterioso Ammiraglio, di
un personaggio complesso, dai risvolti esoterici, che appartiene di diritto al grande e utopistico sogno del Rinascimento italiano. Un
uomo il cui vero identikit in una frase vergata di suo pugno: Lo Spirito Santo presente in Cristiani, Musulmani ed Ebrei e di qualsiasi altra setta. Parole audaci, ancora oggi
passibili di rogo. Ma la dimostrazione che il

IL PRIMO SBARCO DI CRISTOFORO COLOMBO NEL NUOVO MONDO A SAN SALVADOR

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

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Luomo che super i confini del mondo


marinaretto aveva una cultura profonda in
molti campi, in linea appunto con la tradizione umanistica. Si aggiunga che in un Libro
delle profezie, che quasi nessuno conosce e
in cui lautore colleziona passi dei testi sacri
dove si annuncia e profetizza la scoperta di
nuovi cieli e nuove terre, il navigatore afferma che chi sa veramente leggere e scrivere
lo sa fare in quattro modi differenti (!). Ecco
perch alla terza riga e quarta riga dellenigmatica firma si pu leggere, il linea con le sue
parole, che lui il portatore di Cristo (Xpo
Ferens) alle tre grandi religioni del libro: Cristo, Maometto, Yaweh. Un uomo ed un nome
simboli di un sogno universale di cui era il
messaggero (cos si autodefinisce in alcuni
passi) non solo in senso geografico: luomo
vitruviano e leonardesco per eccellenza, che
i nuovi tempi ponevano al centro del cerchiomondo. Ma non solo questo: se si va a scavare si scopre un esperto di alchimia, di cabala,
di conoscenze esoteriche, con una capacit
incredibile di leggere i segni della natura,
come se fosse un libro spalancato. Di un vero
e proprio sciamano, che indovina le tempeste, che ammansisce uragani e trombe daria,
che interpreta i segnali delloceano, che sotto
altre volte stellate indovina al minuto secondo uneclisse di luna, salvando cos la vita per
s e per i suoi uomini dagli indios stanchi dei
soprusi dei troppi spagnoli-traditori, che fanno di tutto per ostacolare il compito del loro
Ammiraglio.

Le rotte
Si dice che Colombo non abbia mai capito
nulla: dove andasse, dove fosse sbarcato, da
dove fosse tornato. Strano che abbia sempre
indovinato tutto. Praticamente il suo primo
viaggio si svolge da casello a casello. Le sue
rotte, sino ad allora considerate ignote, sia
allandata che al ritorno, sono quelle che ancora oggi percorrono i velisti nelle immensit
dellAtlantico, loceano che gli arabi chiamavano il verde mare delle tenebre. Colombo
avanza scegliendo le situazioni climatiche
giuste, conosce le calme oceaniche come le
correnti, cambia le vele per rendere pi spedi-

92

Runa Bianca

Ruggero Marino
to il viaggio. Quando i suoi marinai cominciano ad essere presi dalla paura chiede tre giorni, mettendo a disposizione anche la propria

vita,
prima
di poter
decidere
di tornare indietro.
Dopo tre giorni
MAPPA DI PIRI REIS, 1513
fa tana. Quando
avvista terra nella notte non prosegue, perch preferisce farlo di giorno, quasi consapevole del rischio delle barriere coralline. Dir
che dalla Spagna alle Canarie e poi alle nuove terre ha impiegato 40 giorni. Di 40 giorni
parlavano i testi antichi per poter raggiungere il continente posto al di l del continente
liquido. A dimostrazione che quel mondo
nuovo era stato raggiunto svariate volte in
precedenza e non solo dallOccidente. I Turchi, come dimostra la carta dellammiraglio
Piri Reis nel 1513, che presenta pi America
di quella fino ad allora perlustrata, avevano le
stesse mappe dei cristiani, i Cinesi andavano
regolarmente in America come sempre pi
spesso si sostiene. Il Cipango che Colombo
voleva raggiungere ci insegnano che fosse
il Giappone. Ma il Giappone non era stato
ancora scoperto. Per di pi se si guarda una

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Luomo che super i confini del mondo


mappa della Cina non si trovano desinenze in
ango mentre il Mesoamerica ne costellato:
Durango, Cichicastenango, Xipangu, Xipan...
Daltronde sufficiente leggere il passo del
Milione, che Colombo leggeva e chiosava
come tutti grandi scienziati dellepoca, relativo al Cipango, per capire che anche Marco
Polo (altro strano mercante, che si recava dal
Gran Khan, portando lolio del Santo Sepolcro
su incarico del pontefice dellepoca), in quel
breve paragrafo sta esattamente parlando
dellAmerica. Si sa che Colombo effettu nella
sua vita quattro viaggi, sfidando la sorte fino
alla maturit, visto che a quel tempo non erano crociere. Si dice che solo nella terza traversata tocc il continente. Siamo convinti che
accadde molto prima e quasi sicuramente
anche prima del 1492. E per chi volesse saperne di pi, dato che lo spazio quello che
, rimandiamo il lettore curioso ai nostri ultimi due libri (Cristoforo Colombo lultimo dei
Templari e Luomo che super i confini del
mondo, ambedue della Sperling).

Il Papa
Mai nella storia di Colombo, prima che
questa ricerca cominciasse oltre 20 anni fa,
trasformando lautore da un semplice ricercatore storico alla Fantozzi in un convinto Indiana Jones, si era mai parlato di un pontefice,
del Vaticano, della Chiesa in funzione delloperazione America. I rapporti dellAmmiraglio con Roma venivano fatti cominciare dalla
tradizione con lavvento sulla cattedra di Pietro di Rodrigo Borgia, il famigerato spagnolo
Alessandro VI. Cancellando completamente
il vero sponsor, il Deus ex machina della
prima spedizione colombiana. Ovvero quello che abbiamo da sempre chiamato il papa
decaparecido, Innocenzo VIII, Giovanni Battista Cybo. Un papa cittadino genovese (!), che
viene dallOriente. Il padre, fu Vicer di Napoli,
era nato a Rodi, lisola dei cavalieri del mare,
oggi di Malta: si chiamava Aronne, un nome
che per i tempi rinvia ad unascendenza ebraica. La nonna si chiamava Sarracina, un nome
che rinvia a commistioni musulmane. Nel sangue del pontefice cattolico romano si univa-

Luglio 2011 | n.1

Ruggero Marino
no le tre grandi religioni monoteiste, in linea
con le parole di Colombo: Lo Spirito santo
presente in Cristiani, Musulmani ed Ebrei.
Innocenzo VIII governa la Chiesa dal 1484 al
1492, muore appena sette giorni prima della
partenza di Colombo, il 3 agosto. Quando il
Borgia versava nei calici la cantarella, il veleno, come Coca Cola. Il papa coltivava il sogno,
qualora non fosse stato possibile raggiungere un accordo, di realizzare una santa crociata per la riconquista di Gerusalemme e del
santo Sepolcro ancora in mano agli infedeli.
Un papa la cui tomba, eseguita dal Pollaiolo,
lunica traslata dalla vecchia basilica costantiniana alla nuova, in un omaggio singolare
per un vicario di Cristo praticamente infamato dalla pubblicistica che seguir, presenta
nel tempio della Cristianit unenigmatica
epigrafe. Alla terza riga vi compare incisa, nel
marmo scuro, una menzogna: sicuramente
la fotografia della verit: Novi orbis suo aevo
inventi gloria (Nel tempo del suo pontificato
la gloria della scoperta di un Nuovo Mondo).
Perch? Le domande si moltiplicano guardando nella parte superiore del feretro, dove
la statua del pontefice reca in mano un talismano, che dona il potere del mondo e limmortalit, la lancia di Longino, una reliquia
inseguita anche da Carlo magno, Napoleone
e persino Hitler. Strano papa in odore di ermetismo e forse, come per Colombo, di eresia. Mentre ancora oggi, sempre attorno alla
basilica si vende un poster dove, nella breve
biografia, si pu leggere aiut Cristoforo Colombo nella scoperta dellAmerica. Unaltra
menzogna o unaltra verit? C infine da aggiungere che il viso del pontefice e quello di
Colombo nel ritratto del Ghirlandaio si assomigliano in maniera inquietante. Che Colombo al nord equivale allEsposito del Sud, figlio
di padre ignoto, che i colori dello stemma originario di Colombo hanno gli stessi colori di
quelli dei Cybo. Che due documenti dei primi
del 500 parlano di un Columbus nepos...

I soldi
Avrete probabilmente presente qualche
monumento con Isabella di Castiglia, che

Runa Bianca

93

Luomo che super i confini del mondo


offre le sue gioie pur di far partire Colombo.
Scordateveli. Sono, lo riconoscono gli stessi
spagnoli, un falso storico buono solo per lagiografia di chi si appropri delloperazione
America. Il finanziamento per la prima spedizione, oltre alle tre imbarcazioni, non rappresent un investimento oneroso. Met di quei
soldi, lo si sa da sempre, venne dallItalia, da
nobili famiglie genovesi che si scoprono essere tutte imparentate con i Cybo. Unaltra parte venne da un banchiere dei Medici. Guarda
caso il papa, che aveva molti figli (Pasquino
annotava: Finalmente abbiamo il padre di
Roma) era il consuocero di Lorenzo il Magnifico, con buona pace dei pavidi storiografi
italiani. E laltra met? Fu prestata da una milizia laica spagnola, la Santa Hermandad. Da
chi era amministrata, visto che non lo si spieg
correttamente? Da un ebreo converso, ricevitore delle rendite ecclesiastiche in Aragona e
quindi uomo di Innocenzo VIII e da un nipote
genovese del papa, Francesco Pinelli. Come
se non bastasse quel prestito,

Ruggero Marino
giornalista, scrittore e poeta
italiano, ex capo redattore del
quotidiano Il Tempo. Ha lavorato, per trentaquattro anni, al
quotidiano Il Tempo di Roma,
ricoprendo anche le cariche di inviato speciale
e di responsabile dei settori spettacolo e cultura. Ha effettuato reportages da circa 50 paesi
nel mondo. Ha collaborato e collabora a riviste
italiane e straniere. Ha vinto oltre 10 premi giornalistici, a carattere nazionale, fra i quali quello dellAssociazione Stampa Romana, il Premio
Scanno, per il giornalismo nel 1981 e per la narrativa nel 1991, e quello del Coni. Inoltre stato
nominato Accademico onorario del Centro Culturale Giuseppe Gioacchino Belli, Per aver saggiamente colto, interpretato e reinterpretato
in modo tanto originale la storia di uno dei pi
grandi Italiani: Cristoforo Colombo. Svelandone
le sue autentiche origini, la sua vera personalit
e le sue intuizioni. Ed in relazione alle Sue competenze di giornalista e scrittore, Roma oggi
apprezza in Lui tutti i lati qualificanti dellauten-

94

Runa Bianca

Ruggero Marino
e non lo si dice, fu restituito pochi giorni dopo
dal fondo della crociata contro i Mori in Spagna, istituito sempre da Innocenzo VIII. Fondo
che aveva fra gli amministratori un altro genovese, un Gentili, familiare del pontefice.
Se si continua ad affondare (anche per questa
ricerca occorrerebbe uno sponsor, un mecenate) in questa storia i conti prima o poi tornano sempre. In maniera perfettamente opposta a quanto sino ad ora ci stato raccontato. Per concludere che se non fosse sbarcato
il cristiano Colombo oggi lAmerica avrebbe
agitato il libretto rosso di Mao o si inginocchierebbe verso la Mecca. E che se lOccidente ha trionfato, se al posto dei campanili non
abbiamo minareti, se al posto di San Pietro
non stata sovrapposta Santa Sofia questo,
piaccia o non piaccia, lo si deve alla Chiesa di
Roma. E soprattutto al papa decaparecido e al
Christo Ferens. In una ricostruzione, che un
perfetto uovo di Colombo.

tico ricercatore, che i Romani de Roma hanno


apprezzato ed apprezzano, per la loro natura di
abitanti della citt Caput Mundi. Per aver adottato, in tutto il Suo positivo lavoro, il chiaro segno della passione per il proprio lavoro e la Citt
Eterna, condividendo pienamente usi, costumi,
umori, emozioni e passioni della nostra tipicit
sia romana sia romanesca. Ha fondato e diretto
per 7 anni il quadrimestrale internazionale Poeti & Poesia. Tra i suoi libri ricordiamo: Cristoforo
Colombo lultimo dei templari. La storia tradita e i
veri retroscena della scoperta dellAmerica (Sperling & Kupfer, 2007) e...

L uomo che super i


confini del mondo
Sperling & Kupfer, 2010
vai scheda libro >>
Luglio 2011 | n.1

di Michele Proclamato
Luniverso frattale e lilluminazione del S

Agopuntura,Yoga e
silenzio

tempo di lettura 4 minuti

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

95

Agopuntura,Yoga e silenzio

Michele Proclamato

o scritto di Yoga per una rivista


specializzata del settore. Non
Chakra Shasrara
so se la cosa verr pubblicata.
Non lo nascondo, mi piacerebbe. Sarebbe una di quelle perle che da anni con
Chakra Ajna
pazienza metto insieme, nella speranza
di veder finita una preziosa collana coSushumna
noscitiva che comunque ora mi appare
Chakra
Vishudda
con pi chiarezza. Vi chiederete come e
perch chi si occupa anche di Cerchi nel
Pingala
Grano, come me, possa dire la sua anche
in un campo che nulla dovrebbe avere a
Chakra Anahata
che fare con un pseudo- mistero collaudato come quello dei Crop. Ebbene la risposta semplice. Io penso, che il sapeIda
re dei Cerchi quello dellOttava quindi
non mi stupisco affatto quando vedo
Chakra Manipura
lennesima sua applicazione millenaria. Chi fa Yoga semplicemente applica
i dettami di questo sapere per otteneChakra Svadhishthana
re un percorso di avvicinamento a Dio
attraverso un sistema fisico strutturato
da posizioni ben precise. Certo la cosa
pi complessa e affascinante se conChakra Muladhara
siderate che fare Yoga vuol dire anche,
fare una vita Yogica, o almeno sforzarsi
di farla attraverso tutti i suoi dettami LA RAFFIGURAZIONE DEI SETTE CHAKRA E DEI TRE PRINCIPALI
CANALI NADI NEI QUALI SI COSTITUISCE LA KUNDALINI
spirituali, capaci di rivedere ogni nostra
abitudine, comprese quelle alimentari.
Ma, e qui viene il bello, il sottoscritto, che con
7 centri energetici ben precisi, i celeberrimi
grande difficolt farebbe a meno dei suoi arChakra. Il tutto poi, verr riassunto attraverso
rosticini, pu forse dare al suddetto mondo
108 posizioni Yogiche ben precise rappresenun momento di comprensione altro, utile,
tanti una summa altamente raffinata di atcontemporaneamente, a pi campi conoteggiamenti fisici, capaci, attraverso la giusta
scitivi. Essenzialmente infatti chi interpreta
respirazione, di avvicinare, corpo, mente e
questa scienza-spirituale, sa, che 8 sono gli
anima umana al divino. Sostanzialmente il ristadi dello yoga (Yama, Niyama, Asana, Prasultato ottenuto lo stesso perseguito, mennayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana, Satalmente, da Giordano Bruno attraverso larte
madhi), guarda caso, di cui 4 estremamente
della memoria ... immortale. (LUomo di DIO).
fisici e 4 soprattutto mentali. Inoltre conosce
Per chi mi conosce credo a questo punto sia
un tipo di fisiologia Vedica per la quale il corestremamente semplice ritrovare in questo
po umano risulterebbe attraversato da 72000
tipo di fisiologia la matrice numerica e frazioNadi che, sostanzialmente, rappresentano
naria (3\4) del sapere dellOttava di cui mi ocdei canali preposti alla conduzione di 4 tipi di
cupo. Allora, vi domanderete perch essa apenergie (Prana, Apana, Sapana e Vyana).
pare nei campi di tutto il mondo e allinterno
Ebbene questa quadriplice situazione
del corpo umano... orientale? Semplicemenenergetica seguir una canalizzazione ben
te perch la struttura creante delluniverso,
precisa fatta esattamente da 3 Nadi principali
di per se anche numerica, si ripete in modo
(Ida, Sushumna, Pingala) poi, attraverso cuore
frattale a tutti i livelli, quello fisico compreso
e mente, tale circolazione verr finalizzata da
e chi fa i cerchi semplicemente... lo sa. Non

96

Runa Bianca

Luglio 2011 | n.1

Agopuntura,Yoga e silenzio

Michele Proclamato

basta, vogliamo parlare dellAgopuntura? Anche in questo


caso il corpo umano figlio di
4+4 meridiani curiosi, da cui
prenderanno spunto i 12 organi principali a loro volta matrice
dei 12 meridiani primari capaci
di generare i 48 secondari. Nuovamente ci troviamo di fronte
ad un sistema numerico che
comunque, come la fisiologia
Celeste, utilizza intervalli e riferimenti numerici appartenenti
alla Precessione degli Equinozi.
E quindi? Quindi, essendo
il sapere dellOTTAVA la codifica della Creazione, fu, semplicemente normale utilizzarla
per meditare, curarsi, ricordare,
pensare, sapere, scrivere, dipingere, costruire, scolpire e... prevedere il futuro come lOttuplice I Ching insegna. Allora qual
CERCHIO DEL GRANO A BEGGARS KNOLL, NR WESTBURY (WILTSHIRE)
il problema, perch lUfficialit
scientifica e culturale non prende seriamente
essere il dover ammettere che sol... non lo
un tale sapere e le sue poliedriche applicaziosiamo mai stati.
ni? Direi che una delle motivazioni potrebbe
Per il resto solo... silenzio

Michele Proclamato
uno scrittore, simbolista, che
vive allAquila. Conduce una rubrica dedicata ai Crop Circles ed
ha pubblicato numerosi articoli
sulla rivista Hera, Misteri di Hera,
Totem, Scienza e Conoscenza. Sono in uscita
alcuni suoi articoli per Vivere lo Yoga e il Ria.
collaboratore di diversi siti telematici quali: Il
Portale del Mistero, Stazione Celeste, Paleoseti,
Cropcircle Connector, Altrogiornale, Riflessioni,
Ufo network, Nonsiamosoli, Esonet. Ha partecipato a numerosi convegni e conferenze e tiene
corsi e seminari. accompagnatore di Tour basati sulle sue pubblicazioni: allAquila, Castel del
Monte, Milano sulle orme conoscitive del grande Leonardo da Vinci, Assisi ed in Inghilterra,
dove il sapere costruttivo dei Cerchi convive, da
secoli, con alcune basiliche che recano il simbo-

Luglio 2011 | n.1

lo dellOTTAVA. Il suo sito : www.micheleproclamato.it. Tra i suoi libri ricordiamo: Il segreto


delle tre ottave dai rosoni di Collemaggio ai cerchi nel grano alla ricerca delle leggi delluniverso
(Melchisedek, 2007), Il genio sonico. La scoperta
incredibile che lega ogni opera di Leonardo, ad
un codice divino (Melchisedek, 2008), L ottava.
La scienza degli dei (Melchisedek, 2008), La storia millenaria dei cerchi nel grano (Melchisedek,
2009), Quando le stelle fanno
lamore. Ossia: la teoria eterica del tutto (Melchisedek,
2010) e...

L uomo di Dio
Giordano Bruno
Melchisedek, 2011
vai scheda libro >>

Runa Bianca

97

Quando le stelle fanno


lamore
La teoria eterica del tutto

Michele Proclamato

DISPONIBILE
IN LIBRERIA

Come la scienza usa lesoterismo per creare se stessa


1999: con il progetto Chandra la Nasa mette in orbita il telescopio pi
avanzato che mai luomo abbia costruito. 2006: la Nasa sconvolge il
mondo scientifico dimostrando come il VUOTO non sia mai esistito.

di Piero Magaletti
g
Le piramidi, lo Zed, Osiride, Orione e Iside

Custodi dellImmortalit
tempo di lettura 11 minuti

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

99

Custodi dellImmortalit

partire dalla pubblicazione nel 1994


de Il Mistero di Orione di Robert
Bauval, gli studi sulle piramidi egiziane hanno interessato una nutrita schiera
di appassionati che, focalizzando lattenzione ora su un dettaglio ora su un altro, hanno
dato vita ad vivace underground di idee che
si sviluppa, pi attivo che mai, parallelamente
allEgittologia ufficiale; un mondo che i detentori del sapere, coloro che hanno potere
di veto su ci che o non storia, sono restii
a considerare.
Nonostante le conferme oggettive che le
teorie dei pi noti fantarcheologi riscontrano, lEgittologia si impone di non dar credito
a ci che proviene dallesterno della ristretta
elite scientifica e a ci che non sia supportato
da fatti concreti, prove certe, documentazioni
attendibili.
Un criterio necessario, ne conveniamo, ma
che in taluni casi si tradotto nella colpevole
sottovalutazione di ipotesi interessanti, cestinate e spesso derise prima di essere valutate.
da questo principio che nato Custodi
dellImmortalit: fornire le prove definitive
che dimostrino, una volta per tutte, la fondatezza degli studi di alcuni maestri di cui
lautore si definisce con umilt un discepolo,
come litaliano Mario Pincherle e il gi citato Robert Bauval, per poi coniare una teoria
nuova e affascinante sullintimo rapporto che
unisce terra e cielo, un segreto che, in una
sola parola, si chiama Immortalit.
Come noto, secondo Bauval le tre piramidi della Piana di Giza riproducono sulla Terra
le tre stelle della Cintura di Orione e il loro
scopo era condurre le anime dei re nellAldil,
ubicato nella costellazione di Orione, la rappresentazione stellare del dio Osiride.
Le Piramidi di Giza (e Cheope in particolare) sono un ascensore cosmico che conduce i
sovrani al cospetto di Osiride presso il quale,
secondo i Testi delle Piramidi, le loro anime si
tramutano in stelle.
Che la necropoli di Giza esprimesse un
nesso tra terra e cielo ne convinto anche
Pincherle, secondo il quale il compito delle piramidi era allineare il piano finito della nostra
dimensione con quello infinito delluniverso.
Mario Pincherle noto al pubblico per

100

Runa Bianca

Piero Magaletti
una straordinaria scoperta legata alla piramide di Cheope; Pincherle rilev che la parte interna della Grande Piramide custodiva
una torre di granito, alta circa 60 metri, il cui
nome Zed (in greco) o Djed (in egiziano)
Bauval e Pincherle; la Piana di Giza come
riproduzione della Cintura di Orione; la piramide di Cheope come luogo in cui nascondere il pilastro Zed: teorie su cui due generazioni di studiosi e appassionati hanno indagato,
fantasticato, ma che per lEgittologia sono
carenti dei requisiti necessari per essere elette a verit; mancano, a detta degli egittologi,
quelle prove schiaccianti e inconfutabili che
ne confermino lassoluta veridicit.
Prove che oggi, Custodi dellImmortalit, finalmente in grado di fornirci.

Il misterioso Codice di Bayer


Nel 1603 il tedesco Johann Bayer pubblic lUranometria, un monumentale atlante
celeste che cataloga 1277 stelle visibili sia
nel cielo dellemisfero boreale che in quello
australe, fino ad allora del tutto sconosciuto
agli europei, attingendo dalle preziosissime
carte nautiche di navigatori come Amerigo
Vespucci e Pieter Geyser.
LUranometria stabilisce in maniera definitiva la regola di associare lettere dellalfabeto greco alle stelle, in base alla luminosit, alla
grandezza e al colore.
Il sistema ideato da Bayer ritenuto cos
valido da essere il codice di catalogazione a
cui lastronomia mondiale fa tuttoggi riferimento; eppure, nonostante la sua validit, il
nostro misterioso astronomo ha commesso
qualche errore. Nella costellazione di Orione,
secondo alcuni studiosi, lassegnazione delle
lettere non corrisponderebbe al criterio da lui
inventato.
una svista o uneccezione voluta?
Gli Arabi chiamarono le tre stelle nel modo
a noi noto: Alnitak (la Fascia), Alnilam (il Filo
di Perle), Mintaka (la Cintura).
Bayer, molti secoli dopo, assegn loro tre
lettere greche: Zeta [Orionis], Epsilon [Orionis] e Delta [Orionis]. Isolando le lettere, otteniamo Zeta, Epsilon e Delta: cio Z, E, D.

Luglio 2011 | n.1

Custodi dellImmortalit
Incredibile a dirsi, la parola che compongono ZED.
possibile che, su 1277 stelle, Bayer abbia
commesso un errore in relazione alle tre stelle
della Cintura e che le lettere da lui assegnate, per un caso del tutto singolare, formino il
nome dello Zed individuato da Pincherle nella Grande Piramide?
Se gli studiosi cercavano una prova scritta e inconfutabile, lesplicito
riferimento nellUranometria rappresenta un elemento pi che valido: il
Codice di Bayer stato ideato da un
precursore della moderna astronomia, la cui attendibilit non pu essere messa in discussione.
Siamo quindi in presenza di uneccezionale conferma storica: la Grande Piramide nasconde realmente
uno Zed ed esiste una corrispondenza tra le Piramidi di Giza e Cintura di Orione.

Piero Magaletti
piccola stella.
La sequenza di stelle secondarie che accompagnano le tre principali della Cintura, 3 1 3, coincide con il numero delle
piramidi satellite di Giza: chiunque abbia
riprodotto la loro struttura nella Piana, conosceva perfettamente la natura multipla delle

Le piramidi satellite
Unulteriore conferma giunge
dallosservazione delle Piramidi Satellite.
Queste costruzioni sorgono nei
pressi delle piramidi principali seguendo una sequenza apparentemente inspiegabile: Cheope affianZETA [ORIONIS], EPSILON [ORIONIS] E DELTA [ORIONIS]
cata ad est da tre piramidi minori; una
posta a sud di Chefren; Micerino ne conta
tre stelle.
tre a sud.
Ma per comprendere definitivamente il leQual era la loro funzione?
game tra la Cintura e Giza, dobbiamo tornare
Osserviamo la Cintura di Orione: Alnitak
allo Zed e scoprire il suo significato.
(che corrisponde a Cheope) una stella multipla1; i telescopi hanno individuato tre stelle
di minore grandezza che la accompagnano.
Lo Zed
Anche Alnilam (Chefren) affiancata da
una stella di piccole dimensioni.
Lo Zed un simbolo molto diffuso nellAnInfine Mintaka (Micerino), composta da
tico Egitto; comunemente associato ad Osiuna principale, che in realt binaria, e una
ride ed considerato la sua colonna vertecompagna a sua volta separata da unaltra
brale.
1) Le stelle multiple sono formate da una coppia
o anche pi di stelle che, a causa della distanza
dal punto di osservazione, sembrano costituire
il nucleo di ununica stella.

Luglio 2011 | n.1

Il nome egizio, Djed, deriva dalla radice


djd e significa, secondo gli esperti, stabile, duraturo.
In greco diventa Zed; il suono dj, infatti,

Runa Bianca

101

Custodi dellImmortalit
viene contratto in Z2.
Lanalisi del nome del padre degli di
dellOlimpo, Zeus, il cui genitivo Dios, o
Djos, rileva tracce della radice egizia, dj.

Piero Magaletti
troduce un discorso del tutto nuovo: a quale
membro maschile si farebbe riferimento? Si
tratta dello Zed, finora interpretato come una
colonna vertebrale?

LO ZED DENTRO LA PIRAMIDE DI CHEOPE

Concentriamo la nostra attenzione su


Medjedu, che il nome in lingua egizia di
Cheope, composto da m djd w: w significa
luogo; m indica sta, stare; djd lo zed; il risultato il luogo in cui si trova lo Zed, un significato alquanto bizzarro per essere il nome di
un faraone
Il termine greco piramide composto da
Pr md: pr vuol dire casa; md da origine al
femminile medea o al maschile mezos e indicano entrambi il membro virile. Il significato
della parola : la casa del membro virile
Lidenticit di significati tra m djd w (il luogo in cui si trova lo Zed), e Pr md (la casa del
membro maschile) a dir poco sconcertante.
Siamo di fronte ad unaltra scoperta straordinaria: quello che era il nome di un luogo, Medjedu, diventato impropriamente
il nome di un faraone, mentre il termine
piramide divenuto un nome comune per
designare una figura geometrica o un tipo di
costruzione, non pi quella specifica costruzione
La traduzione di piramide e Medjedu, intesi come la casa del membro maschile, in2) Vocabolario della lingua greca, Loescher
Editore, pag. 865

102

Runa Bianca

Non abbiamo che una pista da esplorare,


quella che conduce al dio a cui lo Zed associato: Osiride.

Il mito di Osiride
Secondo la mitologia egizia, Geb (la Terra,
il maschio) e Nut (il Cielo, cio la femmina)
generarono due coppie di gemelli, Osiride e
Iside, Seth e Nefti.
Osiride divenne re dEgitto e spos sua
sorella Iside; Seth, invidioso del potere del
fratello, ord una congiura e lo uccise, smembrandone il corpo in 14 pezzi e disperdendoli
in altrettante citt.
Iside recuper tutte le membra del marito
eccetto il fallo, mummific il suo corpo grazie
allaiuto di Anubi (figlio di Osiride e di Nefti)
e vi applic un fallo artificiale, per poter concepire Horus.
Horus crebbe protetto dalla madre e da
Anubi con lo scopo di vendicare la morte del
padre al compimento del trentesimo anno.
Una volta affrontato e sconfitto Seth, Horus
consacr a suo padre locchio che aveva perso nello scontro col rivale, deponendolo tra
le stelle.

Luglio 2011 | n.1

Custodi dellImmortalit

Piero Magaletti

Osiride assunse cos il ruolo di sovrano del


regno dei morti, mentre Horus divenne il simbolo dei regnanti viventi.
Com noto, ognuna di queste figure mitologiche ha una propria raffigurazione nel
cielo: Iside corrisponde alla stella Sirio e
Osiride alla costellazione di Orione.
Ma se lorigine di queste assegnazioni da
ricercare nel mito, non si pu non notare che
il movimento di queste stelle nel cielo non
trova alcun riscontro nella narrazione.
Orione appare allorizzonte precedendo
Sirio di pochi giorni; se vi sovrapponiamo i
protagonisti del racconto, avremmo Osiride
(Orione) che sorge prima di Iside (Sirio) annunciandone lavvento
Ma, secondo il mito, Iside non preceduta da Osiride e non certo la sua
nascita che determina linizio di un nuovo regno. Inoltre, nonostante la sua importanza, per una ragione inspiegabile
gli studiosi non hanno mai riconosciuto
ad Horus un corrispettivo stellare e, al
contrario dei suoi genitori, non vanta un
astro o una costellazione con cui identificarsi.
I binomi Orione Osiride e Sirio Iside sembrano suscitare pi dubbi che
certezze, soprattutto perch si fondano
sul dogma, ormai millenario, secondo
cui la costellazione di Orione rappresenti un individuo di sesso maschile.

Orione e Iside

ZETA [ORIONIS], EPSILON [ORIONIS] E DELTA [ORIONIS]

Al contrario di molte culture antiche, gli


egiziani ritenevano che il Cielo (Nut) fosse
unentit femminile e la Terra (Geb) maschile.
La Terra il principio fecondatore, il Cielo
il ventre ricettivo.
Ma se le piramidi sono in relazione con
Orione e la Terra unentit maschile, come
pu questo principio maschile relazionarsi intimamente con una costellazione che raffigura un uomo, Osiride?
Cerchiamo allora chi potrebbe rappresentare un soggetto maschile sulla Terra e uno
femminile nel cielo.
Nel 1818 Giovanni Battista Caviglia sco-

Luglio 2011 | n.1

pr uniscrizione in greco su una delle zampe


della Sfinge: La Sfinge era il custode della tomba di Osiride3; il nome egizio della Piana di
Giza pr wsr nb rstw; pr significa casa, wsr
Osiride, nb signore, rstw Rostau: Casa di Osiride, signore di Rostau (antico nome di Giza).
Giza era s connessa ad Osiride, ma il legame non tra la sua presunta raffigurazione
stellare (Orione) e le piramidi, bens tra il dio e
la Piana, che il luogo della sua sepoltura, la
sua dimora eterna: il soggetto maschile sulla
Terra , quindi, Osiride.
Abbiamo infatti visto che nella Piramide di
Cheope c lo Zed, strettamente legato a Osiride.

Ma linterpretazione dello Zed come sua


colonna vertebrale che lascia perplessi: il mito
non accenna ad una specifica importanza
della spina dorsale del dio.
E se lo Zed fosse il fallo artificiale di Osiride?

Le nebulose di Orione
singolare che gli Arabi si riferissero ad
Orione con attributi femminili: Betelgeuse,
3) Il Codice di Giza, di Lawton Ogilvie
Herald, pag. 54

Runa Bianca

103

Custodi dellImmortalit

Piero Magaletti

dallarabo Yad al-Jawz, significa spalla (Yad)


zione di Orione la dea Iside.
di colei che sta al centro (al-Jawz un termiLa scoperta della vera identit di Orione
ne chiaramente femminile).
costituisce la pietra angolare della nostra riMa la caratteristica pi rilevante la precerca; il progetto della Piana di Giza non si
senza nel perimetro suo perimetro delle neproponeva soltanto di copiare la disposizione
bulose pi grandi e spettacolari finora scodelle stelle, ma doveva collegare le entit maperte: raggruppate nella Spada di Orione,
schio femmina.
la M42, la M43, la NGC 1977 e la B33
(nota come Testa di Cavallo) si trovano
al di sotto di Alnitak.
Le nebulose sono i grembi materni
delluniverso, in grado di generare un
numero infinito di stelle ( stato stimato
che la sola M42 contenga materia sufficiente a dar vita a 10.000 stelle identiche
al sole4).
La soluzione dellenigma vicina:
lidentificazione della costellazione di
Orione con un essere maschile ostacolava lautentica interpretazione del
legame tra terra e cielo che le piramidi
esprimono.
Dobbiamo essere pronti accettare
una conclusione rivoluzionaria: la costellazione pi nota del cielo rappreLE NEBULOSE DI ORIONE
senta una figura femminile, la madre
delle stelle
Il faraone, col sopraggiungere della morte,
La trasmissione dellanima del faraone nel
diventava Osiride e, in ossequio allimitazione
cielo attraverso lo Zed di Cheope senza dubdel suo dio, doveva ricorrere allespediente
bio la simulazione dellatto del concepimento
del fallo artificiale per ingravidare la sua sposa
e il personaggio che, secondo il mito, riceve il
celeste, Iside.
seme maschile attraverso un fallo artificiale
Questo fallo artificiale lo Zed nella Piraproprio Iside.
mide di Cheope, attraverso cui lanima del re
Ormai non vi sono pi dubbi: la costellapoteva tramutarsi in una stella raggiungendo
4) Stella per stella. Guida turistica alluniverso,
il grembo della dea Iside.
di Piero Bianucci, Giunti Editore, pag. 222.

Piero Magaletti
nato a Bari il 29 giugno 1977.
laureato in filosofia con 110 e
lode. Studioso di antichit egizie, di storia medioevale, di lingue antiche, di esoterismo, di
occultismo, di storia del cinema, parla correntemente linglese. Poeta, musicista, compositore,
sceneggiatore, romanziere, ha allattivo diverse
pubblicazioni di romanzi, saggi e raccolte di po-

104

Runa Bianca

esie a partire dal 1999.

Custodi
dellimmortalit
Bastogi Editrice Italiana
2011
vai scheda libro >>
Luglio 2011 | n.1

di Giulia M. DAmbrosio e Duccio Calamandrei


Dal mito dei rapimenti reali alla teoria delle interferenze
mentali. Presentazione di un caso. Parte I

Incontri ravvicinati del IV tipo

tempo di lettura 17 minuti

Luglio 2011 | n.1

Runa Bianca

105

Incontri ravvicinati del IV tipo

ino si presenta come una persona


che si pone in modo interlocutorio
non solo con se stesso, ma in generale con l esistente. La sua ricerca per comprendere cosa gli stia accadendo, iniziata in
sordina in un periodo in cui era spaventato
da alcuni eventi notturni, gli ha concesso di
accedere via via a numerose informazioni, e a
collegare avvenimenti della sua vita con quelli dei suoi familiari pi stretti. Le esperienze
che lo hanno segnato, nel corso dellinfanzia,
riguardano una particolare malattia del fratello e le strane percezioni che sia il fratello che
il padre avevano. Lui stesso percepiva strane
presenze, contro le quali preparava dei rituali
difensivi. Durante la notte si sentiva toccare, e
questa sensazione perdura nei tempi attuali.
Il fratello non era cos spaventato, ma la connotazione di bizzarria della sua malattia avr
per sempre uninfluenza sul nostro experiencer.
Dino una persona concreta, legato in
modo sano agli aspetti dellesistenza, privo
di inutili orpelli mentali, con unattitudine ad
affrontare i problemi in modo diretto, dopo
attenta riflessione. Moderato, equilibrato, con
una certa gestione della sua aggressivit.
laureato in una disciplina scientifica, specializzato nella modellazione di strutture proteiche. Geneticamente di derivazione scozzese, per parte di padre, e francese, per parte di
madre.
Lo scambio tra di noi iniziato ragionando sul fatto che la realt che noi vediamo e
percepiamo soltanto una piccola parte di
quello che esiste, e che ignoriamo la vera natura della realt. Dino ribadiva che introdurre
concetti quali la virtualit delle esperienze
quotidiane importante: quando noi facciamo esperienza, simuliamo o attendiamo
certi avvenimenti, in realt stiamo lavorando
virtualmente con il nostro cervello. La realt
che noi creiamo attraverso luso del pensiero
e dellimmaginazione non , cio, totalmente
disconnessa dalla realt materiale, e contribuisce a crearla, anche quando a noi sembra
di non dare seguito alle immagini del nostro
mondo interno.
A conferma dei suoi pensieri, dopo poche
settimane si trova in un sogno in cui SA di sta-

106

Runa Bianca

Giulia M. DAmbrosio e Duccio Calamandrei


re affrontando un sogno simulato, ossia un
sogno apparente, un sogno-schermo. Non
il primo che gli capita. Si tratta di sogni che
finiscono improvvisamente, come se qualcuno togliesse la spina. Allinterno di questo sogno compaiono degli esseri grigi, che hanno
laspetto di robot. Se questi robot oltrepassano certi limiti, la loro struttura viene spostata
dallequilibrio, come se tendessero a disintegrarsi. Quando il sogno bruscamente si interrompe, la sua sensazione quella di aver vissuto, per la verit, una cosa diversa da quella
che appariva.
Come tutti i sogni, questo episodio va letto su pi piani. Esaminiamo prima laspetto
ufologico - chiamiamolo cos.
Limpressione che i grigi siano dei robot, o
comunque qualcosa di artificiale, un dato
che si riscontra nei soggetti IR4 che hanno
una capacit introspettiva pi marcata.
come se alcuni soggetti riuscissero ad andare
oltre la percezione visiva del fenomeno, oltre
la sorpresa/spavento; anche come se alcuni
aspetti della percezione risvegliassero nella
coscienza il dato oggettivo, reale, che tali personaggi, a volte, possono non essere ci che
appaiono, e forse abbiamo qualche prova del
fatto che si tratti effettivamente di creature
artificiali.
Anche in un sogno di un altro soggetto
IR4, che chiameremo Victor, esistono le tracce
di pi incontri con esseri artificiali.
Victor lo chiama Black Dream.
C un campo di concentramento dove
alcuni bambini vengono messi ad attendere
in alcune aree. Sono trattati male, vengono
spinti. Ci sono degli uomini vestiti di nero hanno pantaloni, camicia, fazzoletto neri e
scarponi in cuoio. Non hanno piet o carit,
fanno puzza di sangue umano.
Victor sente che esiste una lotta tra bene e
male e che questi sono le pedine di un gioco
pi grande di loro. Questi esseri hanno intenzione di sfruttare la specie umana, hanno sete
di potere. Il loro gioco fatto da esseri ancora
pi grandi di loro.
In seguito, Victor dichiarer che questi esseri avevano un modo di operare che richiamava lartificialit, e al termine del suo percorso con me arriver proprio a dividere i suoi

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Incontri ravvicinati del IV tipo


incontri ravvicinati in due generi (quelli con
esseri robotici e quelli con esseri pi reali, entrambi specie di grigi).
Le testimonianze di un altro soggetto IR4,
Leo, e gli studi di Derrel Sims ci danno modo
di pensare che effettivamente almeno una
parte di queste creature sia artificiale, e che
abbiano dei compiti da eseguire nel livello
materiale che rappresenta il nostro quotidiano.
Leo racconta: Mi sveglio una notte, e li trovo in camera. Balzo dal letto e ne afferro uno
(Leo militare abituato a operazioni speciali). Mi sembra fatto di gomma, ma ci che mi
stupisce di pi che sento, attraverso il contatto con il suo polso, la paura che lo pervade
per essere stato scoperto e catturato. Ci che
stupisce me che questo ricordo fluisce dopo
che Leo si sottoposto a un massaggio al collo, come se il toccare certe strutture attivasse
il ricordo.
Esaminando il punto del secondo sogno
cui gli esseri artificiali non possono oltrepassare certi limiti, pena la loro disintegrazione,
troviamo che il concetto si sposa con il fatto che questi esseri siano apparentemente
rappresentativi di una gerarchia di creature
(vive? semirobotiche? pseudo-spirituali?), tra
cui si collocherebbero come la parte pi adatta a interagire con il mondo materiale senza
ricevere danni, perlomeno per un tempo limitato.
Limpressione che ci sia un inganno, in tutto il sogno, rende conto di unidea di ambivalenza. Lambivalenza un aspetto importantissimo da esaminare insieme ai soggetti IR4.
Terrore e passione per gli accadimenti notturni vanno di pari passo, fino a quando la coscienza non subisce un risveglio tale da non
tollerare pi che vi sia qualcosa di nascosto. Il
mistero un alimento importante per la vita
spirituale; ma anche linganno, che pi crudo, rappresenta una possibilit di evoluzione,
unoccasione, purch lo si sa sappia capire e
gestire.
Anche gli esseri umani, come i grigi robotici del sogno, non possono oltrepassare certi
limiti, pena il disequilibrio e la disintegrazione, soprattutto mentale.
In un altro sogno, Dino circola in mezzo

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Giulia M. DAmbrosio e Duccio Calamandrei


a persone che portano sulla schiena un simbolo che solo lui pu vedere. Le persone del
sogno sono quindi diverse dalle altre, e potrebbero rappresentare sia parti di se stesso
diverse dal resto, quindi sconosciute, come
pure potrebbero rappresentare il fatto che vi
siano aspetti, forse del corpo, forse della psiche, forse dello spirito, che sono marchiati, e
non sappiamo se questa marcatura sia resolvibile oppure no.
Anche Dino si trovato a svegliarsi, alternativamente, con dolori notturni a un ginocchio, con una zona circolare di un rosso vivo,
infiammata allinterno del ginocchio; oppure
con due punti a forma quadrata sulla scapola,
nelle vicinanze di alcuni graffi.
Marchiato. La vita pu marcare le persone
con dolori terribili, con scoperte abissali, con
sensazioni di non appartenenza a quello che
si vede, che si percepisce, che si costretti a vivere e a condividere. Gli eventi della vita reale
possono creare delle discrepanze tra ci che
esprimiamo e le vere emozioni che ci scuotono allinterno. Il pi delle volte, le forze aliene
che provocano gli IR4 approfittano proprio
di questa crepa che si forma tra i processi coscienti e quelli inconsci per agganciarsi, e fare
proprie le immagini prese dal vero vissuto
della persona, per usarle in modo manipolativo, mescolando ci che vero, ci che vissuto, per mascherare qualcosa di inconoscibile
a parole, di indescrivibile, qualcosa di sottilmente oscuro, per capire come impossessarsi
degli individui, scavalcando le normali difese.
Quelli dei soggetti IR4 sono sogni?, sono
ricordi di esperienze vissute?, sono tentativi
di segnalare che qualcosa non va? Sono un
inganno ben congegnato, dove il soggetto vive, trasposto sugli altri, qualcosa che
gli appartiene, e si ritrova a mischiare avvenimenti e sentimenti personali con soggetti
apparentemente estranei a lui, in una sorta
di finto coinvolgimento di altre persone (che
pu dargli la sensazione di non essere solo a
vivere quel problema) in un tema che invece
riguarda soltanto lui.
I sogni con protagoniste creature che sembrano robot ritornano. Predisposti a un dialogo molto semplice, afferma Dino. Proprio
come sembrano essere le creature grigie, ma-

Runa Bianca

107

Incontri ravvicinati del IV tipo


novalanza altrui, creature incompiute, esecutori senza spirito. Una creatura di sembianze
femminili si trova allinterno di una struttura
che sembra richiamare scenari di fantascienza. Tuttavia la struttura sembra una stazione
di comando. Alcune creature danno doni ad
altre persone, Dino sbircia la scena e si sente
in pericolo. Una parte di lui, quindi, riesce a
rimanere estranea a quanto accade.
Le paralisi con allucinazioni sono un fatto
comune, nelle sue notti. Ma accanto a queste,
accadono altri fenomeni che lo portano a teorizzare qualcosa di nuovo nel campo.
I soggetti IR4 spesso avvertono degli strani
suoni, che si presentano a ripetizione. Secondo Dino la cadenza sonora serve per indurre
uno stato di apertura. Il suono ha leffetto di
coinvolgere la persona e di bloccarne le reazioni, lasciandola cosciente di quanto sta per
avvenire. Il suono cessa quando lo stato di paralisi completo. A quel punto una presenza
(non un Grigio) interagisce con il corpo del
soggetto.
Scrive un utente del forum di Primocontatto: un paio di sere che sento presenze in
camera mia... cominciano attorno alle 23: 00;
le avverto perch sento che il mio orecchio
sinistro viene in qualche modo stimolato:
come se sentissi avvicinarsi qualcuno, per
quasi come i suoi passi fossero un ultrasuono
particolare, che non riesco a sentire, ma mi
stimola comunque lapparato uditivo sinistro.

108

Runa Bianca

Giulia M. DAmbrosio e Duccio Calamandrei


Quando succede questa stimolazione, poi 9
volte su 10 faccio o un sogno apocalittico oppure sogno qualcosa di attinente agli ET.
Come potrebbe avvenire questo fenomeno? Potrebbe il suono essere una sorta di
segnale ipnotico? O arriva a coinvolgere, con
particolari onde durto, i recettori che potrebbero essere implicati nella comparsa degli
scenari ufologico-abduttivi? Forse andrebbe
presa in considerazione la natura elettrica
del suono. Questo aspetto elettrico potrebbe
essere quello che interferisce con il sistema
nervoso, e forse con la struttura energetica
dellindividuo.
Nel momento dellinterazione, il contatto
potrebbe essere coscientemente interrotto.
Infatti, se esiste un meccanismo con cui il
suono consente laccesso alla persona, questo meccanismo deve far parte della normale
struttura umana; addirittura si pu pensare
che il soggetto stesso potrebbe inconsapevolmente tenere aperto questo canale e consentire la ripetizione del contatto, quando addirittura non sollecitarlo.
Lessere umano potrebbe comportarsi
come un conduttore, come un ponte, attraverso cui potrebbero passare molteplici segnali. Anche gli animali domestici, presenti in
casa, potrebbero svolgere la stessa funzione
(questo farebbe pensare che il corpo del soggetto IR4 non costituirebbe il bersaglio a cui
le forze aliene tenderebbero).

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Incontri ravvicinati del IV tipo


Tutto questo riporta alla mente il caso di
Victor, descritto prima, che dopo un anno
di lavoro era riuscito a ricordare il fatto che,
durante la notte, poteva udire un suono, da
cui capiva che stavano arrivando. Per sfuggire allabduction, Victor emetteva a sua volta
un suono, mentalmente, che gli consentiva
di staccare la sua coscienza e di trasportarla
in un luogo a lui molto caro, da cui era assai
difficile portarlo via. Victor asseriva: Se la mia
coscienza non c, loro non possono utilizzare
il corpo.
Il suono per non sempre presente, nei
modelli di IR4. La cosa pi semplice a cui si
possa pensare che entit diverse utilizzino
passaggi e strumenti diversi per accedere alle
varie parti di un essere umano. Gli oggetti
alieni trovati nel corpo (che non sono impianti di trasduzione) sono anche spesso oggetti
del tutto privi di tecnologia, che potrebbero
avere lo scopo di riorganizzare energeticamente certe zone, o potrebbero destrutturarle. Il suono che induce la paralisi, comunque,
si presenta anche in soggetti che non sono
portatori di oggetti estranei.
A che scopo tutto ci? La sofferenza sembra essere il cibo di queste entit. Esse lavorano sulle nostre parti meno coscienti, sui nostri
difetti di razza, sulle nostre ombre psicologiche. Il lato oscuro il modo giusto per accalappiare gli umani: prontamente disponibile e si gonfia con poco. La paura ne il tramite
pi chiaro e logico. La trappola consiste nel
fatto che se un soggetto cerca di approfondire gli aspetti non ordinari dellesistenza, e comincia un percorso di consapevolezza a livello spirituale, se non procede anche con una
consapevolezza a livello psichico, non gli
data la possibilit di conoscere realmente n
ci che sta avvenendo n di isolare i problemi
personali che costituiscono la porta di ingresso della fenomenologia. La fenomenologia
abduction, infatti, si avvale delle esperienze e
delle immagini interne proprie del soggetto
per mostrarsi. Lavanzamento solo dal punto
di vista spirituale del soggetto consente alle
forze intrudenti di accedere a livelli pi sottili
della consapevolezza universale, accelerando
probabilmente taluni processi creativi generali, svincolati dal singolo.

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Giulia M. DAmbrosio e Duccio Calamandrei


Tornando al fatto che queste creature diano unimpressione di artificialit, noi e Dino
siamo arrivati separatamente alla stessa conclusione, ossia che questi esseri siano controllati da strutture superiori. Afferma Dino: Queste strutture possono essere enormi e amorfe,
buie e composte dalla sostanza con cui fatto il male. Ne possiamo derivare proprio una
fisica, una Fisica del Male. Alla stessa conclusione arriva uno scienziato molto conosciuto,
un fisico: Questi fenomeni coinvolgono sicuramente lo Zero Point Field, la capacit creatrice della coscienza universale (sia nella luce
che nellombra), luniverso a pi dimensioni
delle superstringhe. Dietro queste bizzarre
e spesso spaventose manifestazioni, c una
scienza. E in qualche punto delluniverso, anzi
dello Zero Point Field, c solo un furbo che si
gonfiato a dismisura con le nostre paure, e
si trovato gratis il meccanismo della creazione. Ma un furbo imbecille, perch Dio LO USA,
e lui non lo sa.
Dino afferma: I Grigi rappresentano una
possibilit concreta da parte delle strutture
amorfe (senza forma che possono assumere forme) di intervenire sulla nostra terza dimensione. Gli Amorfi possono interagire con
il rapito, ma questo avviene in una vibrazione
diversa, e non in questa. Ho limpressione che
i Grigi predispongano a un contatto diretto
con queste entit, stimolando il contattato.
Credo che se fosse possibile intervenire sui
Grigi, gli altri avrebbero molti pi problemi,
anche se la situazione spiritualmente molto
pi complessa. Lipotesi che quindi formuliamo quella che vede in campo forze di ordine
pi materiale, i Grigi, la cui forma fisica potrebbe essere ricavata in parte dal DNA umano e
da quello animale, che sarebbero i pi adatti
a soffermarsi nel nostro mondo vibrazionale e che avrebbero il compito di consentire
il contatto con forze meno materiali; e forze
di ordine via via meno materiale, gerarchicamente organizzate in senso spirituale (negativo) e materialmente sempre pi rarefatte,
il cui controllo sulla materia viva non pu essere diretto, ma mediato dalle creature grigie
o da meccanismi assai pi sottili, che hanno
come tramite le strutture del nostro sistema
nervoso centrale, in particolare alcuni tipi di

Runa Bianca

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Incontri ravvicinati del IV tipo

Giulia M. DAmbrosio e Duccio Calamandrei

recettori con tutta probabilit i recettori serotoninergici. Le visioni, i disturbi del sonno,
i campi di luce che vengono visualizzati dai
soggetti, fanno ritenere che effettivamente le
strutture mesencefaliche vengano coinvolte
nel contatto. Alcuni recettori serotoninergici coinvolti in lesioni, uso cronico di LSD e
farmaci agonisti dei recettori serotoninergici
- sembrano i pi probabili candidati a fornire il bersaglio fisiologico a stimoli (interni o
esterni?) che si rivelano fondamentali nel ricreare lambiente caratteristico riferito dagli
interessati, e che comprende sia le creature
che gli scenari silenziosi che accompagnano
la visione di queste esperienze. In un modo o

te, avendo in noi la capacit della creazione


(avendo come nucleo inalterabile una Luce
cosmica), attribuiamo loro una forma.
Questa situazione non univoca, nel senso che non tutta la fenomenologia IR4 riportabile esattamente a questo schema, bench
esso funzioni per la maggior parte delle volte.
Dobbiamo avere delle perplessit sulluniformit delle creature grigie. Se per gli Amorfi
possiamo ipotizzare che le forme siano dei
pretesti subdoli per entrare in contatto con gli
esseri umani, per quanto riguarda i Grigi questo difficilmente pu essere vero, essendo la
loro realt di esseri di materia incompatibile
con idee di trasformismo. Vi devono essere
diverse razze di creature
grigie, razze che si sono
anche trasformate nel
Ricordare & Raccontare
tempo. Sims ritiene che
Gruppo di Lavoro sulle Esperienze Anomale
siano stati programmati
in modo diverso con il trascorrere degli anni. Questo pu essere vero, e pu
essere che siano molto
WORKSHOP PRATICO
pi specializzati nellinterCON SESSIONI INDIVIDUALI E DI GRUPPO
ferenza mentale, rispetto
a venti o cinquantanni or
Toscana, 7 10 Giugno 2012
sono. Ma si deve supporre
che esistano anche razze
per info - esperienzeanomale@gmail.com
che sono sfuggite a questo genere di controllo.
Si ipotizzato di creature
nellaltro, liperstimolazione o il blocco di tali
che proseguono una loro linea sperimentale,
recettori potrebbe fornire la base fisio-neurodel tutto ignare che il programma di prelielogica per il manifestarsi del fenomeno.
vi biologici a cui dovevano aderire sia finito.
Dice Dino: Credo che gli Amorfi usino
Unaltra ipotesi che una delle razze di Grigi
lolografia del nostro sistema percettivo per
stia tentando di riparare i danni provocati da
presentarsi come vogliono, o come noi voaltri esseri. E probabilmente ve ne unaltra
gliamo, ma le cose adrebbero un po insieme,
ancora che non daccordo con quello che
e raccolgono pezzettini di ricordi forse vincosta avvenendo, si tiene in disparte e non sa
lati a parti emotive/sensitive. Ho visto i rettili
come contattarci in modo efficace. Tutte quepoche volte, meccanici dinosauri con la pelle
ste ipotesi richiederebbero un approfondito
marrone, anche questi specie di cyborg, sono
esame di funzioni mentali e biochimiche che
molto aggressivi, ma son finti anche, molto
si trovano al confine con le funzioni psichiche,
limitati nel loro campo di azione. Allo stesso
per arrivare a capire in che modo lesperienza
tempo ritengo che tutti questi siano feticci,
con queste forze pu arrivare a influenzare la
loscuro reale sta dietro e non deve necesnostra attenzione, la capacit di trasformare
sariamente avere una forma propria... anzi
le immagini, la possibilit di accedere a un
credo che loscuro sia la materia prima della
mondo non materiale.
Luce, buia immobile gelata. ProbabilmenRiguardo per le forme che sembrano

Rapimenti Alieni, oltre il velo della memoria

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Runa Bianca

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Incontri ravvicinati del IV tipo

Giulia M. DAmbrosio e Duccio Calamandrei

operare in modo pi intrusivo, e che sono viste rispettivamente come: esseri grigi filiformi, sauri, Man in Black, soldati di vario grado,
ombre, Nordici ci che traspare dopo anni
di attivit una loro sostanziale immobilit
psicologica. Questo un lato che si presta
alle speculazioni pi pericolose e pi ridicole, contemporaneamente. Per chi, come Dino,
si immerso a tutto volume nellesplorazione delle sensazioni, la risposta che emerge,
almeno a grandi linee, pare essere una sola:
Dividi e controlla: loro sono mutilati e sono
rabbiosi per questo, una rabbia durata milioni
di anni.
Il risveglio della coscienza dellUomo (circa
duemila anni or sono, nella nostra cultura; in
un tempo precedente, nelle culture orientali;
e non mi sospingo oltre) ha creato scalpore,
nel mondo invisibile. Siamo esseri in grado di
vivere sia linvisibile che il visibile, con le giuste tecniche; siamo quindi in grado di procedere a unevoluzione e una conoscenza di alto
livello. Probabilmente nessun altro Essere
creato, nel Cosmo che conosciamo, ha queste
caratteristiche. lopinione anche del fisico
citato pi sopra: La coscienza, concetto un
tempo trascendentale, adesso sta diventando uno dei temi della fisica teorica. Sembra
funzionare in maniera realmente olografica e
pu essere studiata con le tecniche di topologia algebrica della meccanica quantistica
non-classica, ma ancora non

conosciamo la funzione donda che descrive la coscienza e il suo funzionamento; sappiamo solo che legata a uno strano campo
quantico, dove linformazione non si propaga
per segnali che vanno alla velocit della luce,
ma si propaga istantaneamente per strani effetti di risonanza, innescati da fattori di passione. Ci vorranno ancora anni per mettere
a punto gli operatori matematici che ci permettano di capire quantitativamente come la
coscienza interagisca in maniera istantanea
con la materia, lenergia, lo spazio e il tempo,
ma ci arriveremo. La gente comune e lestablishment scientifico non sono pronti, e allora
questo processo evolutivo nella scienza in
corso a porte chiuse. Ma avviene.
L fuori, qualcuno rimasto congelato,
senza tempo, senza spazio e senza possibilit
di evolvere. La scintilla del contatto scaturisce
dallo scontro tra la rabbia aliena per questa
immobilit e lincoscienza dellessere umano.
Le forze aliene pi visibili e materiali inseguono probabilmente lobiettivo di ottenere un
corpo costituito da componenti sia fisiche
che astrali, ossia materia sottile e plasmabile.
Tale possibilit infatti peculiare dellessere umano e rappresenta esattamente la sua
connessione con laspetto divino positivo del
Cosmo, e con la sua possibilit di evoluzione
su piani di cui cominciamo soltanto a comprendere lesistenza.

Giulia M. DAmbrosio

Da molti anni studia il campo delle esperienze


straordinarie. stata co-autore in: Gagliardi G.,
Garzia P., DAmbrosio G., Margnelli M., Fattori
G. Poltergeist: lesplosione del distress infantile.
In: Atti del Convegno Nazioneale Stress e infanzia, Torino, 30-31 marzo-1 aprile 1990, Edizioni
Proing, pag. 429-442. Lavoro scientifico pubblicato e presentato al World Congress of the International Society of Hypnosis Monaco 2000:
Alcune raccomandazioni sullimpiego dellipnosi con soggetti che riferiscono esperienze
del genere Incontri Ravvicinati del Quarto Tipo
(in collaborazione con il dottor Mario Cigada).
Il suoi siti sono www.giuliadambrosio.it e www.
primocontatto.net

Nasce a Milano. Laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia,


e specializzata in Neuropsichiatria infantile, svolge la professione di medico e psicoterapeuta. Proviene da una formazione molteplice.
Ha lavorato presso lUniversit di Milano per
10 anni nel campo della neurofisiologia clinica, ha realizzato la stesura di lavori scientifici
per riviste peer-review internazionali durante
l iter universitario e specialistico, nellambito
della ricerca in neurofisiologia clinica e si specializzata con una tesi sulla Rottura dei legami
di attaccamento come evento psicopatogeno.

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Runa Bianca

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Custodi dellimmortalit
Piero Magaletti

DISPONIBILE
IN LIBRERIA

Le piramidi di Giza non sono edifici funebri

Secondo Robert Bauval riproducono sulla Terra le tre stelle della Cintura
di Orione; secondo Mario Pincherle la piramide di Cheope nasconde al
suo interno un pilastro di granito alto 60 metri, lo Zed. Queste ipotesi
trovano nel libro conferma e prova definitiva della loro validit.

di Felice Vinci
Omero nel Baltico

Ciclopi del Nord


tempo di lettura 9 minuti

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Runa Bianca

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Ciclopi del Nord

Felice Vinci

Ciclopi dellOdissea hanno lasciato le


loro tracce nella letteratura nordica medievale: una saga vichinga (la Hlfs saga
ok Hlfsrekka) racconta lavventura di un navigatore che approda con i suoi uomini in
una terra lontana, dove affronta un gigante
minaccioso e lo sconfigge accecandolo con
una lancia infuocata, dopo averne arroventato la punta sul fuoco: non si tratta di Ulisse,
bens del re vichingo Hjrleif, e la vicenda
ambientata nella Norvegia settentrionale: gli
studiosi convengono che il motivo ricorda il
mito di Polifemo. E tuttora, nei negozi di souvenir di Bergen, non difficile trovare, tra gli
spiritosi pupazzetti raffiguranti i Troll (esseri
mitici, talvolta giganteschi e con un pessimo
carattere), quelli con un solo occhio in mezzo
alla fronte.
Una traccia del mondo dei Ciclopi forse
rimasta anche nella toponomastica: lungo la
costa della Norvegia settentrionale troviamo
un Tosenfjorden, che ricorda il nome della
madre di Polifemo: ... Lo gener Toosa, la ninfa/ figlia di Forchis, signore del
mare instancabile/ nei cupi
anfratti unita con Poseidone (Od. I, 71-73). Davanti al
Tosenfjorden vi sono alcune
isole, tra cui potrebbe esservi
lisola piatta che il poeta colloca accanto allapprodo della terra dei Ciclopi. E, non
lontano da l, la montagna
forata di Torghatten, il cui
caratteristico occhio luminoso ben visibile dalle navi di
passaggio, potrebbe anchessa
aver contribuito alla costruzione del mito del gigante
monocolo, che Omero paragona ad un picco selvoso deccelsi monti.
Daltronde, lo storico e
geografo medievale Adamo di Brema (XI secolo)
colloca i Ciclopi, che nella
fronte hanno un solo occhio,
nellarea dei monti Rifei. I monti
Rifei sono menzionati da vari geografi antichi, che di solito li situano verso lestremo nord, nel-

la zona abitata dagli Iperborei. Vengono citati


anche da Plinio, il quale ad un certo punto
d unindicazione geografica molto precisa,
allorch afferma che essi si trovano ad una latitudine assai settentrionale, corrispondente
a quella di Tule. Ora, sempre Adamo di Brema
identifica tout court Tule con lIslanda: Tule
adesso chiamata Islanda, a causa del ghiaccio che ricopre loceano (Thyle nunc Island
appellatur, a glacie quae oceanum astringit).
E, a chiudere questa catena di relazioni fra la
terra dei Ciclopi, i Rifei, Tule e lIslanda, sta il
fatto che larea del Tosenfjorden, situata sulla
costa norvegese attorno al 65 parallelo, oltre
ad essere assai montuosa si trova effettivamente alla stessa latitudine dellIslanda, che
da quel parallelo viene tagliata esattamente
a met (la misura della latitudine, a differenza della longitudine, piuttosto agevole, in
quanto corrisponde allaltezza della Stella Polare sullorizzonte del luogo dove si effettua
la misura).
Sarebbe a questo punto da chiedersi se il
nome dei monti Rifei, chiamati anche
Ripei, non sia accostabile a quello
dellHypereia, la terra alta dove, a
detta dellOdissea, prima di scendere nella Scheria i Feaci avevano sofferto i disagi di una
difficile convivenza proprio
con i Ciclopi, uomini tracotanti/ che li depredavano.
Il fatto che si trattasse di
una regione montuosa collima con una precisa indicazione dellOdissea, secondo
cui i Ciclopi vivono sulle cime
di alte montagne. In ogni
caso, laccostamento tra
la Hypereia omerica ed
i Rifei-Ripei confortato dal fatto che, ripetiamo, luna la terra dei
Ciclopi secondo Omero,
gli altri sono i monti dei
Ciclopi secondo Adamo di
Brema.
Daltronde sempre Adamo
di Brema, in una mappa comprendente le terre attorno al
Mar Baltico e la Scandinavia,

TROLL IN VENDITA A BERGEN

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Runa Bianca

Luglio 2011 | n.1

Ciclopi del Nord


a collocare i Ciclopi lungo la costa della Norvegia settentrionale! E l indica persino lIsola
dei Ciclopi (Insula Cyclopum).
Ancora, in un altro passo di Adamo di Brema troviamo lavventurosa navigazione verso
lestremo nord di un equipaggio frisone, che
rischia di essere risucchiato dal grande gorgo, chiamato voragine dellabisso, in cui si

Felice Vinci
tracce di un popolo nomade), dove si narra che
fra tutti i mostri e i giganti che popolavano le
estreme foreste della Lapponia, il pi forte e
coraggioso era Stalo: costui era un orco malvagio, dedito allantropofagia (era molto avido di cervella umane) e con un occhio solo
in mezzo alla fronte, proprio come Polifemo.
Tra i vari racconti che lo riguardano, il pi in-

MAPPA DI ADAMO DI BREMA IN CUI COLLOCA I CICLOPI LUNGO LA COSTA DELLA NORVEGIA

trovano tutti i movimenti del mare, che pare


decrescere, essere assorbito e poi di nuovo rivomitato. Notiamo che questi frisoni simbattono sia nel micidiale risucchio (facilmente
identificabile con il famoso gorgo del Maelstrom, situato nella Norvegia settentrionale,
allestremit delle isole Lofoten, che corrisponde in maniera stupefacente alla descrizione che Omero fa di Cariddi), sia nei Ciclopi:
infatti videro uomini di altezza straordinaria,
che i nostri chiamano Ciclopi. Tutto ci conferma che lambientazione proprio quella
delle avventure di Ulisse.
Sempre riguardo ai Ciclopi, estremamente
interessanti sono certe leggende lapponi (riportate da Roberto Bosi nel suo Lapponi: sulle

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teressante ai nostri fini quello in cui egli viene accecato con lastuzia da un Lappone suo
ospite: subito dopo, continua il Bosi, Stalo si
alz e, accortosi di essere ormai completamente cieco, tent di agguantare il Lappone
che per gli sgusciava di mano con grande
facilit. Allora pens di giocare anche lui dastuzia. Fa uscire le capre dalla capanna disse
e si mise davanti alla porta a gambe larghe. Il
Lappone sospingeva le capre che, per uscire,
dovevano passare una alla volta e venivano
tastate dal gigante. Fa uscire per ultimo il capron aggiunse Stalo. Mentre le capre uscivano una ad una, il Lappone uccise il caprone
e ne indoss la pelle, quindi pass carponi
tra le gambe di Stalo. Molto ben disse Sta-

Runa Bianca

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Ciclopi del Nord

Felice Vinci

lo, ora puoi passare tu. Ma il Lappone era gi


moso otre dei venti. Infatti, secondo lOdissea,
fuori e saltando di gioia, grid: Ma io sono gi
nellisola Eolia Ulisse ricevette da Eolo, il re dei
passato! Ormai battuto, Stalo pens che solo
venti, il dono pi prezioso per un navigante:
i suoi figli avrebbero potuto aver ragione di
un otre, chiuso con una catenella dargento,
quelluomo cos astuto e lo preg di dirgli il
in cui erano imprigionati tutti i venti sfavosuo nome. Certamente te lo dir disse il Laprevoli che avrebbero potuto intralciargli la
pone mi chiamo io stesso Detto questo fugg.
navigazione verso casa. Ora, lEolia omerica
Quando i figli di Stalo rientrarono e saccor collocabile nellarcipelago delle Shetland
sero che il grande caprone, cui erano molto
per una serie di ragioni, tra cui la frequenza e
affezionati, era stato ucciso, interrogarono il
leccezionale violenza dei venti, che qui si scapadre. Chi ha ucciso il nostro caprone? dotenano fino a 250 km/ora, nonch per laspetmandarono in collera. Io Stesso rispose Stalo.
to dirupato a cui queste isole devono il loro
E lui stesso fu ucciso dai suoi figli.
Dunque questo racconto, oltre a
ripercorrere par pari le modalit
della fuga di Ulisse dalla grotta di
Polifemo, addirittura riprende, ed
in termini molto simili, il famoso
gioco di parole, basato sul nome
(fasullo) dellingegnoso prigioniero, con cui egli riesce a beffare il
suo aguzzino, prevenendo la reazione degli altri Ciclopi.
Daltronde sempre nellarea
della Lapponia che si colloca lavventura nellisola di Circe, dove
Ulisse appena sbarcato non sa pi
dove il sole sorga e dove tramonti: il fenomeno del sole di mezzanotte! Quanto alla stessa Circe,
chiamata polypharmakos, quella
dalle molte pozioni, ha le caratteristiche di una sciamana lappone.
Non solo: uno stranissimo equivoco tra un remo e un ventilabro,
ossia una pala da grano, oggetto
della profezia che lindovino Tiresia fa ad Ulisse nellAde omerico
(anchesso localizzabile nellestremo nord), lo ritroviamo par pari,
come segnalato dal grande studioso Georges Dumzil, nella figura di Bieka-Galles, un dio della
Lapponia, il cui culto durato fino
a tempi relativamente recenti: costui infatti viene raffigurato con LA COLLERA DI POLIFEMO AFFRESCO DI ANNIBALE CARRACCI
in mano un remo che anche un
ventilabro...
nome, originariamente Hjaltland, terra alta,
Ma non questo lunico esempio di persida cui derivato lattuale nome Shetland, che
stenza di un mito omerico dallet del bronzo
ben sattaglia alla descrizione omerica: Nuda
fino allepoca attuale: un altro quello del fasergeva la roccia. Ora, una straordinaria con-

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Runa Bianca

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Ciclopi del Nord

Felice Vinci

ferma di tale identificazione dellEolia con


una delle Shetland (dove vi unisola chiamata Yell) la troviamo nel Ramo doro di James
Frazer: I marinai delle Shetland comprano
ancora oggi i venti sotto forma di fazzoletti
e spaghi, annodati dalle vecchie che pretendono di saper governare le tempeste. Si dice
che a Lerwick, il capoluogo dellarcipelago, vi
siano delle vecchie megere che vivono vendendo i venti. Se pensiamo che il Frazer ha
compiuto le sue ricerche sui miti, il folklore e
le tradizioni di tutto il mondo tra la fine del
XIX e linizio del XX secolo, possiamo renderci conto dellincredibile persistenza di certe
credenze e di certe tradizioni, a dispetto dei
secoli, anzi, dei millenni! E, a questo punto, le
venditrici dei venti di Lerwick ci confermano
che con ogni probabilit il famoso calzolaio di
Eratostene (lo studioso greco a cui dobbiamo
lironica frase che si troveranno i luoghi delle
peregrinazioni di Ulisse quando si trover il
calzolaio che ha cucito lotre dei venti), a cui
per tanto tempo stata data invano la caccia,
aveva la sua bottega proprio da quelle parti,
nei mari tempestosi dellEuropa settentrionale.
Tornando a Stalo, sempre lui che in unaltra storia lappone rovescia pietre tanto grandi che la gente di oggi non riesce a spostarle,
fossero pure venti uomini, il che rappresenta
unulteriore conferma della sua identit con il
ciclope omerico, il quale aggiust, sollevandolo, un masso enorme, pesante, / che chiudeva la porta: io dico che ventidue carri/ buoni, da quattro ruote, non lavrebbero smosso
da terra; / tale immensa roccia, scoscesa, mise

Felice Vinci
Felice Vinci ingegnere nucleare con la passione di Omero e
della mitologia greca. Ha iniziato la sua ricerca sulla reale localizzazione dellIliade e dellOdissea nel 1992. Negli anni riuscito a trovare
numerose coincidenze e tracce di un passato
nel nord Europa e ha racchiuso le sue scoperte nel libro Omero nel Baltico che stato aggiornato pi volte e tradotto di molte lingue.

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a chiuder la porta, e poi, il mattino successivo,


dopo aver mangiato spinse fuori dallantro le
pecore pingui, / senza fatica togliendo lenorme masso; ma subito/ ve lo rimise, come se
alla faretra rimettesse il coperchio.
Notiamo anche che Polifemo, oltre a spostare facilmente enormi massi, secondo Omero era anche in grado di lanciarli: Strapp la
cima di un monte enorme e la scagli, / la fece
cadere davanti alla nave, / sfior quasi il timone. Ora, nel folclore norvegese riguardo ai
giganti si racconta che essi hanno lanciato o
fatto rotolare questo o quello dei molti giganteschi massi erratici del paese (Enciclopedia
Treccani).
Tutto ci conferma ulteriormente lambientazione nordica del mondo omerico,
dove si ritrovano tutti i fenomeni dellestremo Nord: oltre al sole di mezzanotte (talvolta chiamato da Omero Sole Iperione (Hyperion), quello che va al di sopra), vi sono le
notti chiare del solstizio destate (che consentono la prosecuzione notturna della battaglia
pi lunga dellIliade, impensabile in un contesto mediterraneo), le tenebre di quello invernale, le cosiddette albe rotanti (che preannunciano il ritorno del sole alla fine della
notte solstiziale), le aurore boreali e perfino
una particolare anomalia delle fasi lunari, che
si ritrova, suscitando comprensibili perplessit negli studiosi, nellInno omerico a Hermes e
che si pu spiegare soltanto con lalta latitudine. Gi questo dovrebbe bastare a dissipare
ogni dubbio sul fatto che il mondo originario
di Ulisse era assai lontano da quello della Grecia e del Mar Egeo.

Un documentario stato
trasmesso da Voyager nel
2008 girato in Finlandia e in
Norvegia.

Omero nel Baltico


Palombi Editori, 2008
vai scheda libro >>

Runa Bianca

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di Gabriele Rossi Osmida


La scoperta della pi antica chiesa cristiana. Parte I

Il sito proto-cristiano di
Haroba Kosht (III XIII sec.)

tempo di lettura 12 minuti

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Runa Bianca

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)

Gabriele Rossi Osmida

MAPPA DELLIMPERO SASANIDE (220-652). IN ALTO, A DESTRA, IL GRANDE CENTRO COMMERCIALE DI


MERV OGGI NEI PRESSI DI MARY (TURKMENISTAN).

IL

sito di Haroba Kosht (lett. : Castello in rovina) si trova nella Repubblica del Turkmenistan, Regione di
Mary, comune di Bayram Al ed compreso
nel Parco Storico-Archeologico dellAntica
Merv, posto sotto la tutela dellUnesco.
Le sue coordinate geografiche GPS sono:
374512.07 N e 620541.76 E.
Per la struttura anomala rispetto alle altre
costruzioni medievali della Margiana, considerato di grande importanza dal Ministero
per i Beni Culturali che ha conferito mandato
allarcheologo Gabriele Rossi Osmida di recuperarlo e restaurarlo.
Grazie alla disponibilit del Consiglio Re-

120

Runa Bianca

gionale del Veneto e del Centro Studi Venezia-Oriente, a partire dal 2009 ebbe inizio una
campagna triennale che ha portato al recupero e alla messa in sicurezza del sito, in stretta collaborazione con il National Department
of Turkmenistan for Protection, Research and
Restorations of Historical and Cultural Monuments.
Le prime notizie storico-archeologiche
sul sito di Haroba Kosht si devono a G. Pugacenkova che, nel 1951 e nel 1958, lo visit intuendo che questo edificio doveva esser stato costruito da una comunit cristiana.
Nel 1966, una squadra della missione sovietica dello YuTAKE sotto la direzione di

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)


G.Y.Dresvyanskaya, oper degli scavi di assaggio al suo interno. Ma, dal momento che
non si provvide a drenarli, le strutture murarie
che ancora esistevano collassarono riducendo il tutto ad una collinetta informe di detriti.
Della rovina provocata da questi scavi si
possiede una puntuale documentazione attraverso le fotografie conservate presso larchivio del National Archaeological Park of Ancient Merv che segnalano lesistenza, a ovest,
di un articolato edificio su due piani dotato
di stanze interne e munito di porte e finestre;
e, sul lato est, di una imponente costruzione
sormontata dai resti di una cupola.
Sullimpiego religioso delledificio concordarono anche altri studiosi sovietici che per
non sempre sostennero la matrice cristiana,
avanzando lipotesi che fosse una struttura utilizzata per il culto zoroastriano. Ipotesi
fermamente esclusa da Pugacenkova che, a
ragione, ricorda come sia difficile collegare
ledificio di Haroba Kosht allo Zoroastrismo in

Gabriele Rossi Osmida


quanto i Templi del Fuoco erano strutture
chiuse e i luoghi sacri presentavano delle aree
circolari di cui non esiste traccia a Haroba
Kosht.
Seguirono anni di discussioni lasciando insoluto questo problema che, per gli studiosi,
divenne un vero enigma.
Fino al 2009 quando ebbero inizio i lavori
della missione italo-turkmena che si conclusero nel 2011.

Campagna 2009
Il primo intervento stato riservato alla
bonifica e alla messa in sicurezza del sito.
Si pertanto provveduto alla rimozione
delle macerie e dei rifiuti accumulati lungo i
fianchi della struttura e al loro trasferimento
in una discarica. Successivamente si rimosso il terriccio incoerente e si sono raccolti i
frammenti di ceramica che abbiamo deposi-

IN ALTO IL LATO SUD DI HAROBA KOSHT FOTOGRAFATO DA G. PUGACENKOVA NEL 1958. IN BASSO LO
STESSO LATO FOTOGRAFATO DALLAUTORE NEL 2003

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Runa Bianca

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)


tato nei magazzini del National Archaeological Park of Ancient Merv. A parte, si sono accatastati i mattoni e i frammenti di mattone
sparsi tra le macerie, in previsione di un loro
possibile riutilizzo.
Il secondo intervento che si imponeva era
un rilievo topografico strumentale del sito
con evidenziate le quote per poter programmare una mirata sequenza delle operazioni
successive.
Poich, dal punto di vista archeologico, ledificio in questione costituito dalla sovrapposizione di pi livelli di mattoni avvenuta in
epoche diverse, si evidenzi la necessit di assegnare con certezza i diversi tipi di mattone
alle diverse epoche per stabilire una corretta
sequenza diacronica.
Si realizz cos una banca-dati dei mattoni
presenti nel Parco Archeologico di Merv raccogliendo campioni dalle principali strutture
che furono sottoposte ai laboratori dellIstituto Sperimentale e di Diagnostica per la Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali di
Bergamo (Zeila) per individuarne sia le caratteristiche tipo-cronologiche che i caratteri
fisico-chimici.
Come consigliato dal Dipartimento per la
Tutela e la Conservazione dei Monumenti del
Ministero della Cultura del Turkmenistan, si
creato un dosso perimetrale per confluire le
mandrie di bovini e cammelli lungo un sentiero obbligato, limitando cos i danni derivanti dai loro quotidiani sconfinamenti sullarea archeologica.
Di comune accordo con gli esperti del Ministero della Cultura, abbiamo deciso di occuparci in prima battuta dellangolo SW per
testare sia il metodo che i materiali, verificandone la tenuta durante le stagioni critiche: il
grande freddo e la grande piovosit del periodo gennaio-febbraio e il grande caldo di
luglio-agosto.
Langolo SW stato quindi attrezzato con
un sistema di drenaggio basato su di una rete
di canali di scolo confluenti su una serie di
pozzi di raccolta distribuiti lungo il perimetro.
Va opportunamente segnalato che, a ridosso
della struttura, si scavato un canale largo
circa un metro, spingendolo per circa 50 cm al
di sotto della piattaforma basale in mattoni in

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Runa Bianca

Gabriele Rossi Osmida

Riferimenti Cronologici
253 a.C.
224 d.C.
220
240
313

320
322
431

476
498

632
652
651
748
800
1037
1145
1153

1221

La dinastia dei Parti Arsacidi


regna sullimpero Persiano e in
Turkmenistan
il sasanide Ardashir I conquista
Merv
Impero Romano: Editto di
Tolleranza promulgato da
Costantino e Licinio imperatori.
Libert a tutti i culti, anche al
Cristianesimo che viene citato
per la prima volta.
Costantino unico imperatore di
Roma
Si costruisce la nuova capitale
Costantinopoli sul luogo
dellantica Bisanzio
Concilio di Efeso. Condanna di
Nestorio e suo esilio in Egitto.
A Seleucia-Ctesifonte i suoi
seguaci costituiscono un primo
nucleo separatista che porter
gradualmente alla costituzione
di una Chiesa Nestoriana
Caduta dellImpero Romano
dOccidente
Il patriarca di Seleucia diviene
patriarca nestoriano di Persia,
Siria, India e Cina. Gode
dellappoggio sasanide mentre
i cristiani ortodossi vengono
espulsi per la loro dipendenza
dagli imperatori bizantini.
ultimo re sasanide Yazdegerd III,
ucciso nei pressi di Haroba Kosht
inizio occupazione araba di Merv
(Omayyadi)
Merv capitale degli Abassidi
che si oppongono alla dinastia
omayyade
Carlo Magno imperatore del
Sacro Romano Impero
i Turchi selgiuchidi prendono
pacificamente possesso di Merv
Merv la pi grande citt
del mondo (200.000 abitanti)
superando Costantinopoli che,
dal 1127, deteneva questo
primato
invasione di Tolui figlio di Gengis
Khan. Distruzione e scomparsa di
Merv.

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)

Gabriele Rossi Osmida

IL SISTEMA DI DRENAGGIO APPLICATO NEL 2009 AL SETTORE OVEST PER ARRESTARE LE PERICOLOSE
INFILTRAZIONI PIOVANE CAUSATE DAGLI SCAVI DEL 1966

modo da consentirne laerazione. stato durante questo scavo che sono venute alla luce
alcune interessanti testimonianze partico-ellenistiche (II-III sec.d.C.).
Si quindi proceduto alla messa in luce di
una sezione muraria corrispondente ad un
probabile ingresso delledificio fino alla sua
soglia.
Grazie alla rapida trasmissione dei risultati
delle analisi sui mattoni crudi e sui campioni di intonaco esterno fornitici dai Laboratori
Zeila, abbiamo potuto utilizzare materiali
tipici dellambiente turkmeno operando secondo i principi dellarcheologia sperimentale senza ricorrere a componenti acrilici o a
sigillanti.
Per questo si scelto come legante una
malta elastica costituita da inerte macinato e
setacciato raccolto sul posto, gesso di origine
locale e fibre vegetali frammentate in piccole
dimensioni, nel rispetto della tradizione costruttiva tradizionale.

Campagna 2010
Dopo aver verificato lesito positivo del
metodo applicato durante la campagna del

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2009, si deciso di continuare con questo


tipo di intervento.
Pertanto si provveduto a mettere in luce
buona parte del lato sud e langolo sud-ovest
ripulendo i mattoni ed erigendo dei contrafforti in mattoni crudi dove le strutture erano
pericolanti o insicure.
Dopo aver consolidato il tutto, si passati
alla ricostruzione di porte e finestre restituendole alle forme documentate fotograficamente nel 1958 e 1966. Infine, per mettere in
sicurezza la struttura, si prestata la massima
attenzione alla copertura che, a causa degli
interventi sovietici, rappresenta il principale
pericolo per la stabilit del monumento.
Abbiamo quindi creato sulla copertura
un piano a doppia pendenza, convergente
su due canali di scolo che scaricano lacqua
piovana alla base dei lati nord ed ovest dove
abbiamo scavato delle fosse di raccolta idrica.
Si quindi provveduto a ricoprire il tutto
con strati alternati di glyna rinforzata con gesso, tenuti assieme da una rete di contenimento in fibra di vetro. In questo modo si letteralmente inscatolato ledificio impedendone
un ulteriore degrado.
Laddove le strutture murarie si sono rinvenute in condizioni ottimali, si deciso di non

Runa Bianca

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)

Gabriele Rossi Osmida

IL RECUPERO DELLA GRANDE PORTA AD ARCO ACUTO N.2D. SI OSSERVI AL SUO INTERNO LA FITTA STRATIFICAZIONE LAMELLARE TIPICA DEI DEPOSITI DI RIEMPIMENTO CAUSATI DAL TRASPORTO DI ELEMENTI
ARGILLOSI ATTRAVERSO IL PERCOLAMENTO DELLACQUA PIOVANA

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Runa Bianca

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)

Gabriele Rossi Osmida

GLI OPERAI PREPARANO DELLE BOCCE DI GLYNA DA INSERIRE A FORZA NEI PUNTI INSTABILI DELLA MURATURA COME RINFORZO. LA GLYNA UN IMPASTO DI LARGO UTILIZZO IN ASIA CENTRALE E NEL MEDIO
ORIENTE COSTITUITO DA SABBIA ARGILLOSA SETACCIATA, GESSO E MINUTI FRAMMENTI DI PAGLIA

ricoprirle totalmente con il plaster protettivo


lasciandone scoperto qualche tratto con funzione di testimone.

Campagna 2011
Agli inizi di aprile abbiamo proceduto per
gradi alla messa in luce e al rinforzo delle parti
ancora sommerse delledificio e al consolidamento statico dei picchi pericolanti.
Durante questi interventi, sul lato est, venuta in luce la facciata principale della struttura, provvista di una porta ad arco centrale
in mattoni cotti e con le spalle ricoperte da
tavelle in crudo e in cotto.
Sullangolo NE stato rinvenuto un pozzo destinato allalloggiamento di un grande
orcio, simile ad analoghi visibili in superficie
sulla cima e sui fianchi del vicino De ken
tepe, una residenza reale di epoca sasanide.
Sul lato nord, inoltre, apparsa una struttura addossata al corpo principale che lascia
supporre lesistenza di un articolato edificio a

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supporto del sito principale.


La base del monumento stata quindi
circondata da un ampio fossato largo circa 2
metri e profondo in media 70 cm, per arieggiare la costruzione e raccogliere le acque di
impluvio convergendole su tre pozzi praticati
ai lati est, sud ed ovest. Per il lato nord questo
non si ritenuto necessario dato che i lavori agricoli avevano gi creato una sufficiente
depressione che convergeva su di un canale
irriguo.
Con la stesura del rilievo definitivo, la documentazione fotografica e filmata e il restauro dei principali reperti raccolti che sono
stati depositati presso la direzione del Parco
Archeologico di Merv, si concluso il previsto
ciclo di interventi.

Descrizione del monumento


Ultimati gli interventi su Haroba Kosht si
constatato che questo monumento di fatto
costituito da due parti nettamente distinte

Runa Bianca

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)

Gabriele Rossi Osmida

IL PORTALE EST, ENTRATA PRINCIPALE DELLA STRUTTURA PRIMA DELLA SUA TRASFORMAZIONE IN UN
MONASTERO NESTORIANO. IN EPOCA SELGIUCHIDE STATO RINFORZATO CON TABELLONI IN COTTO.

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Runa Bianca

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)

Gabriele Rossi Osmida

PIANTA DEL COMPLESSO DI HAROBA KOSHT CON EVIDENZIATI GLI EDIFICI A E B, DI EPOCHE DIVERSE,
FUSI ASSIEME VERSO LEPOCA SASANIDE TARDA

tra loro: una costruzione longilinea, pi stretta, verso ovest (Edificio A) e una pi massiccia
e pi allargata verso est (Edificio B) costruite
in momenti diversi ma sempre in epoca sasanide, con restauri e interventi di epoca selgiuchide.
Solo lEdificio A ha offerto testimonianze di
epoche anteriori, specificamente del periodo
partico-ellenistico (monete, statuette, ceramica, bronzo, ecc.) in occasione della messa
in luce del suo basamento e della creazione
delladiacente canale di drenaggio.
Il corpo principale orientato lungo lasse 300 W g 120 E ma, nella descrizione, per
praticit faremo riferimento direttamente ai
quattro punti cardinali.
Ledificio lungo 55 m, largo da 13 a 18
m. Fino a 34.5 metri da ovest verso est, la larghezza si mantiene sui 13 metri, poi si evidenzia una sporgenza che, sul lato sud, di 1.60
mt mentre sul lato nord sembra essere pi
accentuata. Questa sporgenza continua per
circa 8.5 metri per poi rastremarsi per altri 9
metri e allargarsi nuovamente nella facciata
est dove raggiunge la larghezza massima di
18 metri.

Facciata lato est


Originariamente lentrata principale si trovava sul lato est, di fronte ad un tratto dellan-

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tica via che conduceva a Horezm e al Caspio.


Al centro della facciata si apriva una grande porta daccesso con arco a tutto sesto
poggiante su due massicci piedritti, mantenuto in tensione da cunei e da chiavi di
volta. Il tutto stato realizzato con tavelle
in cotto di dimensioni diverse. Questo particolare fisserebbe la sua costruzione in epoca
selgiuchide, ma probabile che una porta a
est esistesse gi in epoca sasanide e che quella che noi ammiriamo sia stata realizzata nel
corso degli interventi di restauro che hanno
coinvolto lEdificio B.
Queste, a titolo informativo, le principali dimensioni della porta in oggetto: altezza
massima m 2,80; larghezza massima m 270;
larghezza massima dellarco m 2,40; altezza
massima dellarco m 1,00; larghezza dei piedritti m 0,65. Come segnalato in precedenza,
lo spessore stimato di circa 1,20 m.
interessante osservare che gli spigoli
interni delle spalle (o piedritti) sono sensibilmente arrotondati per luso fino ad altezza
duomo. Si presume che, varcando il portale,
i fedeli, per qualche motivo rituale o beneaugurante (come usa ancora in alcuni santuari)
ne accarezzassero la soglia.
La struttura massiccia del portale troverebbe una propria giustificazione per il fatto
che doveva sopportare la spinta di una grande cupola sovrastante i cui resti erano ancora visibili nel 1968. Funzione di sostegno che

Runa Bianca

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Il sito proto-cristiano di Haroba Kosht (III XIII sec.)

Gabriele Rossi Osmida

spiegherebbe anche le due pareti inclinate


rebbe per la derivazione sasanide ritenendo
ai lati del portale costruite con compito di
che gli interventi di epoca selgiuchide si siacontrafforte, che poggiano su di un muro di
no limitati ad una sua ristrutturazione con lucontenimento alto 110 cm su cui stata sotilizzo di tavelle in cotto.
vrapposta a spiovente la copertura delledificio realizzata a gradoni e ricoperta con
tavelle accostate: sotto, crude, sopra in
cotto.
Nel corso di interventi di trasformazione e di restauro avvenuti in epoca selgiuchide tarda, il portale venne parzialmente murato ricavando una nicchia con, sul
fondo, una finestra (=finestrata) con arco
a sesto acuto.
La tipologia del grande arco a tutto
sesto, fino ad oggi pressoch sconosciuto
dallarchitettura di Merv, pone un quesito
sulla sua provenienza: o stato importato
in epoca sasanide dallarea mesopotamica dove esistono altre strutture simili, oppure proviene dallAnatolia selgiuchide
influenzata dallarchitettura bizantina.
DURANTE LA MESSA IN LUCE DELLE SPALLE IN MURATURA,
Per una serie di motivi legati sia alla
INCASTRATA TRA IL PIEDRITTO DI DESTRA E LA RADICE DI UN
ARBUSTO, STATA RINVENUTA UNA CROCE TIPICA DELLA
storia dellinsediamento nestoriano di
TRADIZIONE NESTORIANA. LA CROCE PETTORALE NESTORIHaroba Kosht che ad un ventaglio di reANA, IN BRONZO-RAME NOTA ANCHE COME CROCE DI SAN
perti individuati durante i lavori di sterro,
TOMMASO O CROCE DI GLORIA.
attualmente si propende-

Gabriele Rossi Osmida


Archeologo, giornalista e scrittore, esperto in Storia delle
Esplorazioni e delle Scoperte
Geografiche della Societ Geografica Italiana.
Presidente del Centro Studi e Ricerche Venezia-Oriente Antiqua Agredo.
Dirige la collana I know the Central Asia prodotta dalla Casa Editrice Il Punto di Padova.
Nel 1996 ha curato la ristrutturazione del Museo
Nazionale di Ashgabat su mandato del Ministero alla Cultura del Turkmenistan e di ENI-AGIP.
Ha condotto ricerche nellex Yugoslavia, Romania, Egitto, Sudan, Madagascar, Niger, Iran e
Asia Centrale.
Gi direttore del progetto Berel-Altai (Kazakhstan) patrocinato dal Ministero Affari Esteri, responsabile per la parte italiana delle ricerche archeologiche nel progetto congiunto

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Runa Bianca

Gobi Altayn Geo-Archaeology (Mongolia)


promosso dal CNR-IRPI.
Honor Professor alla State Academy di Ashgabat (Turkmenistan) dove tiene corsi di propedeutica archeologica e collabora strettamente
con la Haward University e il Peabody Museum
(USA).
Da quasi ventanni conduce le missioni archeologiche italo-turkmene in Margiana sostenute
dal Ministero della Cultura del Turkmenistan e
dal Ministero Affari Esteri Italiano. Dal 2001 dirige le ricerche nelloasi di Adji Kui dove ha scoperto una nuova civilt del III-II mill.a.C. nota col
nome di Civilt delle Oasi.
Dirige le operazioni di recupero e di restauro
del sito cristiano nestoriano di Haroba Kosht
(Oasi di Merv, Turkmenistan) con il contributo
del Consiglio Regionale del Veneto.
autore di diverse pubblicazioni a carattere
storico e archeologico.

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di Luigi
e Margherita
Guccione
g Bavagnoli
g
g
Archeologia del Sottosuolo

Il passaggio segreto di
S. Marco
tempo di lettura 7 minuti

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Runa Bianca

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Il passaggio segreto di S. Marco

ebbene lArcheologia del Sottosuolo,


multi disciplina allinterno della quale convergono speleologia in cavit
artificiali, archeologia, geologia, storia, antropologia, architettura e molte altre branche
ancora, si occupi di ogni opera ipogea realizzata dalluomo, il passaggio segreto indubbiamente quella di maggior fascino.
Sia che si tratti di un camminamento segreto per abbandonare un fortilizio assediato
o di una galleria nascosta capace di collegare
un edificio ad un altro, ci ritroviamo, in ogni
caso, ad indagare su di un mistero. Alla ricerca
di un opera cunicolare volutamente occultata
e nascosta dai nostri antenati.
Luomo ha cavato il sottosuolo da tempo
immemore, per inumare, per cercare lacqua,
per realizzare un rifugio, per estrarre minerali,
e cos via. In questo modo ha realizzato una
gran variet di cavit, un patrimonio spesso
sottovalutato ma ancora perfettamente in
grado di fornire preziose indicazioni complementari a studi archeologici tradizionali.
Questo perch le opere in sotterraneo, di
norma, subiscono meno le modificazioni che
affliggono gli elevati nel corso del tempo.
Fenomeno accentuato ancora di pi quando
un edificio viene demolito. Ben raramente ci
si occupa di smantellare e di demolire le fondazioni e le opere sotterranee, quali pozzi,
cisterne, cunicoli. Anzi, sovente queste opere
vengono reimpiegate, riutilizzate adattandole alle nuove esigenze.
La nostra indole quella di esplorare.
ci che facciamo fin dalla primissima infanzia, durante la quale impariamo a conoscere,
tramite lesperienza diretta, lambiente che ci
circonda. Ed proprio a questo primordiale
istinto che ci siamo appellati quando, ancora
una volta, abbiamo sentito raccontare la leggenda del passaggio segreto nella chiesa di S.
Marco di Brera, nel cuore di Milano.
La Chiesa, che venne edificata nel 1254
per volere del Priore degli Eremitani di
SantAgostino, Lanfranco Settala, sorge su
di una precedente fondazione risalente al
1177. Lintitolazione a S. Marco sembra essere un omaggio a Venezia, che aiut la citt di
Milano nel periodo delle lotte contro Federico
Barbarossa. Originariamente di impianto go-

130

Runa Bianca

Luigi Bavagnoli e Margherita Guccione


tico, venne modificata nel corso del Seicento
secondo il gusto barocco.
La sua facciata, che risale al 1872 ed
frutto dellintervento di restauro di Carlo
Maciachini1, presenta bifore e trifore goticheggianti, un grande rosone e un portale ad
arco a tutto sesto, decorato nella lunetta con
un mosaico raffigurante la Madonna e i Santi.
Linterno composto da tre navate e nove
cappelle. Allinterno della prima cappella, lungo la navata destra, sono conservati affreschi
cinquecenteschi con le Storie di San Pietro e
San Paolo, realizzati da Paolo Lomazzo2 e un
presepe in carta, opera del Londonio3. Nel
transetto si trova il monumento funebre del
beato Lanfranco Settala.
Nel XVIII secolo, come ricorda una targa, la
canonica ospit per tre mesi un giovanissimo
Mozart. Il 22 maggio 1874, inoltre, venne eseguita per la prima volta la Messa da Requiem
di Giuseppe Verdi, che diresse egli stesso e
che aveva composto per onorare lo scrittore
Alessandro Manzoni nel primo anniversario
della scomparsa.
La leggenda, tramandata da tempo imme1) Carlo Francesco Maciachini stato un archi-

tettoitaliano. La sua opera pi famosa senzaltro il Cimitero Monumentale di Milano, la cui


costruzione gli venne affidata nel1863.

2) Giovanni Paolo Lomazzo, pittore e trattatista italiano dellet del Manierismo, verso la
fine degli anni 60 e i primi 70 dipinse una serie
di pale daltare per chiese milanesi, quasi sempre su tavola, caratterizzate da uno stile monumentale e severo. Il suo ciclo pittorico pi importante, per, certamente quello conservato
nella Cappella di Pietro Foppa nella chiesa diS.
MarcoaMilano(1573).
3) Francesco Londonio, pittore, viene ancora
oggi ricordato per essere stato tra gli artisti pi
operosi nel Settecento per le famiglie private milanesi. Egli fu infatti un valente ritrattista
non solo per le casate dellantica aristocrazia (i
Borromeo, per esempio), ma anche per la nuova
nobilt, quella composta da imprenditori come
i Greppi, i Tanzi o i Mellerio. La sua opera massima, e anche la pi curiosa, certamente rappresentata dal presepio realizzato nel1750per
laChiesa di San Marco, composto da una trentina di figure lignee ricavate da tavole di legno
e poi dipinte.

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Il passaggio segreto di S. Marco

Luigi Bavagnoli e Margherita Guccione

LA TECA DELLA MADONNA DELLA CINTURA, CON GLI ESPLORATORI IN AZIONE

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Runa Bianca

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Il passaggio segreto di S. Marco

Luigi Bavagnoli e Margherita Guccione

IL POZZO VERTICALE CHE DALLA BOTOLA CONDUCE ALLA BASE DELLAMBIENTE SOTTERRANEO

more, veniva ulteriormente confermata da un


signore che prest servizio come sagrestano
fino a diversi anni addietro, poi pensionatosi.
Quelluomo ne era convinto, sebbene non lavesse mai visto, ma a sua volta aveva sentito il
racconto dalluomo che lo aveva preceduto e
forse questultimo ne era venuto a conoscenza nel medesimo modo.
Le informazioni in nostro possesso erano
quindi generiche e molto approssimative e
nessuno era mai stato autorizzato in precedenza a condurre unindagine sistematica per
la sua ricerca.
Grazie alla collaborazione ed alla disponibilit del parroco, Monsignor Testore, ci
rechiamo in chiesa un sabato mattino per il
sopralluogo.
Lindagine preliminare ci ha condotto in
ogni angolo della chiesa e del cortile interno
del chiostro, osservando porte, grate, mura-

132

Runa Bianca

ture, tamponature, prendendo misurazioni e


fermandoci per fare ipotesi. Nonostante laccurata metodologia seguita, non era emerso
nessun risultato di interesse. Solo in alcuni
ambienti nei pressi del chiostro parso evidente che i soffitti fossero troppo bassi a causa di una ripavimentazione e la presenza di
una tamponatura lungo un corridoio avrebbe potuto indicare lesistenza di una nicchia
se non di un cunicolo orientato in direzione
della chiesa.
I nostri antenati avevano architettato tutto talmente bene che eravamo quasi persuasi si trattasse solamente di una leggenda.
Occorreva cercarlo proprio dove nessuno lo
avrebbe cercato.
Il piano di studio non poteva che proseguire con la pianificazione di una seconda
giornata di studio, organizzata con lausilio di
un georadar.

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Il passaggio segreto di S. Marco

Luigi Bavagnoli e Margherita Guccione

FASE DELLESPLORAZIONE, SI NOTI NELLA PARTE SUPERIORE DELLIMMAGINE, IL BASAMENTO LIGNEO SU


CUI POGGIA LA STATUA

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Runa Bianca

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Il passaggio segreto di S. Marco


Dopo aver richiuso mestamente gli zaini
ed aver effettuato alcuni ultimi tentativi quasi
disperati di trovare qualcosa, ecco che viene
localizzata una botola. Lentusiasmo si era riacceso improvvisamente.
La botola era nascosta quasi sotto ai piedi
della grande statua lignea della Madonna della Cintura, conservata allinterno della grande
teca collocata sopra laltare della prima cappella laterale destra.
Un luogo cui nessuno avrebbe mai fatto
caso. Inoltre, la pavimentazione a parquet raffigurante motivi geometrici occultava molto
bene i due cardini in ferro ed una piccolissima
maniglia che consentiva la sua apertura. Dalla
botola possibile accedere ad un vano pi
basso, interno allaltare e rivestito in muratura. Lulteriore discesa era in origine possibile
grazie a sette gradini in pietra sporgenti dalla
muratura.
Si raggiunge cos la base di questo primo
vano, il quale un tempo doveva essere dotato di una pavimentazione oggi scomparsa.
per ancora possibile scendere ulteriormente
in un secondo vano, alla base del quale ipotizzabile lapertura di un cunicolo.
Esso si articola in direzione ortogonale alla
navata, orientato verso linterno della chiesa,
ed quasi totalmente interrato. Solo unope-

Luigi Bavagnoli
Speleologo ed esploratore,
il presidente dellassociazione
speleo-archeologica TE.S.E.S.
(www.teses.net), da lui fondata nel 1996, che si prefigge di
ricercare, studiare ed esplorare gli ambienti
sotterranei realizzati dalluomo. stato co-fondatore e consigliere della Federazione Nazionale Cavit Artificiali, che ha lasciato nel 2008,
dopo tre congressi nazionali di Archeologia
del Sottosuolo ed alcune importanti pubblicazioni presso il British Archeological Reports di
Oxford. Appassionato di storia, archeologia, geologia, folklore ed esoterismo tiene anche numerose conferenze sulle ricerche, e le scoperte
effettuate.

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Runa Bianca

Luigi Bavagnoli e Margherita Guccione


razione di sterro potrebbe portarci alla corretta comprensione del manufatto che potrebbe anche essere un semplice scasso del muro.
stato per notato, durante operazioni successive, che in seguito ad abbondanti
piogge, lambiente si ammorba di acqua stagnante. Questo evento fa ipotizzare un possibile collegamento di questo pozzo con il
vicino canale voltato che scorre sotto a via
Fatebenefratelli. Questa teoria potrebbe confermare il suo utilizzo come via di fuga sotterranea e segreta, nel momento in cui avrebbe
potuto cos raggiungere la spalletta dellex
canale.
Allo stato attuale delle indagini solo lo
sterro dellipogeo pu o meno portare alla
conferma del cunicolo come camminamento
di fuga. Resta invece la certezza che il vano,
della profondit complessiva superiore ai
cinque metri, sia stato realizzato o riutilizzato
con la funzione di nascondiglio, dal momento che il suo accesso appare ancora oggi cos
ben occultato.
BIBLIOGARFIA
La chiesa di San Marco a Milano, a cura di
M.L. Gatti Perer, Milano 1999.

Margherita Guccione
Coltiva da sempre una grande
passione per tutto ci che concerne larcheologia e le materie
storico-artistiche, tanto dabbandonare gli studi in Giurisprudenza per dedicarsi ai Beni Culturali. Entra
a far parte dellassociazione T.E.S.E.S. nel 2010
e dimostra fin da subito di essere, oltre che
preparata, anche unottima esploratrice. Tutto
ci, insieme allesperienza maturata esplorando ambienti sotterranei e dimenticati, le d la
possibilit di promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico ed archeologico italiano. Allinterno dellassociazione la
responsabile delle ricerche storiche e culturali.

Luglio 2011 | n.1

di Mario Balocco
La porta del tempo

Il Cerchio della Vita


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Runa Bianca

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Il Cerchio della Vita

Mario Balocco

partire dallepoca dellIlluminismo,


dal senso profondo dellesistenza.
della Rivoluzione francese e della
Nellantichit pi remota il cerchio della
prima industrializzazione, nel mondanza costituiva la migliore immagine per
do europeo e occidentale si and affermando
esprimere il significato dellesistenza, mentre
la convinzione che luomo fosse in grado di
a partire dal 500 la linea retta delle esploraspezzare il collegamento con il proprio centro
zioni geografiche e intellettuali sostitu gradi rotazione, partendo per la tangente di una
dualmente la circonferenza che la saggezza
libera e spassionata esplorazione. Almeno dal
antica aveva posto a simbolo del mondo. Fino
punto di vista mentale lumanit, in tal modo,
ad alcuni secoli fa, chiunque sapeva che la
ha creduto di essersi sganciata dallorbita fervita era tutta un girotondo, e i filosofi della
rea della Natura per muoversi secondo un
Natura si ponevano pertanto alla ricerca del
percorso rettilineo e autonomo.
centro motore, mentre i profani si godevano
Questa sorta di incanto collettivo
fu successivamente avvalorato da una
lunga serie di realizzazioni scientifiche
e di applicazioni tecnologiche, che rafforzarono il senso di una latente onnipotenza umana in fase di graduale
manifestazione. Fin dalla prima met
del 700, allinterno di alcuni circoli iniziatici, questa infatuazione fu interpretata come un segno che lepoca di confusione si andava aprendo. Contrariamente a ci, nella moltitudine profana
la convinzione di andare incontro a un
periodo di progresso e di miglioramento senza limiti conquist rapidamente
tutte le classi sociali, fino a trasformarsi nella seconda met del XX secolo
nellunica religione intimamente riconosciuta e inconsciamente praticata a
livello planetario.
Ci troviamo quindi oggi, allalba del
terzo millennio, di fronte a una societ
fermamente convinta di procedere in
avanti, mentre in realt continua come
sempre a girare su se stessa, orbitando intorno allunico punto dal quale
nasce il Mondo. Seguendo lesempio
della ruota, la vita di ogni giorno perCUPIDO CON LA RUOTA DELLA FORTUNA DI TIZIANO VECELLIO
corre leterno cerchio dellesistenza e il
mentalismo generato dalla coscienza
cerebrale si muove, invece, in direzione retcon spontaneit la bellezza della danza.
tilinea, nellillusione di un progresso che in
Le allegorie dei Misteri medioevali, che
verit non esiste. Aerei pi veloci e navi pi
raffigurano la precaria stabilit dellequilibrio
grandi, comunicazioni istantanee e terapie
esistenziale con limmagine della Ruota deldurto finiscono per illuderci che davvero ci
la Fortuna e il continuo divenire degli eventi
stiamo allontanando dal mondo oscuro e ricon la Danza della Morte, ci permettono di
stretto nel quale vivevano i nostri antenati: si
capire quanto fosse profonda e radicata nelle
tratta, per, solo di artifici che ci allontanano
popolazioni la consapevolezza di una circola-

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Runa Bianca

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Il Cerchio della Vita

Mario Balocco

AFFRESCO TRIONFO DELLA MORTE E DANZA MACABRA, ORATORIO DEI DISCIPLINI A CLUSONE

rit alla quale nulla e nessuno pu sottrarsi.


Invece, laffanno e linquietudine dei nostri
giorni derivano in buona parte dalla pretesa tutta mentale di un obiettivo preciso da
raggiungere, di una condizione sociale, economica o anche intellettuale da conseguire
per potersi considerare soddisfatti. In altri
termini, oggi rifiutiamo la circolarit dellesistenza e, dunque, di ammettere che nascendo siamo emersi da un mondo del quale non
ricordiamo nulla e che morendo torneremo a
immergerci in esso. Rifiutiamo di essere i raggi di una ruota immersa nellacqua delloblio
fino al perno e pretendiamo di vivere in base
a una tangente rettilinea che disconosce lesistenza stessa di un centro. come se qualcosa o qualcuno, che potremmo assimilare
a unentit oscura e obnubilante, avesse ristretto la nostra visione del mondo grazie a
un paraocchi che proietta il nostro sguardo in
avanti.
O forse, invece, molto pi semplicemen-

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te, la banale padronanza di alcuni elementari


princpi fisici applicati alle locomotive e alle
lavatrici ci ha inorgogliti al punto da cancellare quellautoironia, quella capacit di scherzare e di prenderci gioco di noi stessi che per
lunghi millenni ci aveva mantenuti in equilibrio. Forse, stiamo solamente considerando
ogni cosa con troppa seriet e questo atteggiamento ci acceca irrimediabilmente.
Fin dalle epoche pi remote, le scritture
profetiche avevano previsto un periodo oscuro nel quale lumanit sarebbe andata fuori di
senno, ma ben pochi oggi sono in grado di
accorgersi che queste profezie si stanno avverando puntualmente e nel modo pi inaspettato. Quando viene legato alla macina, lasino
deve essere bendato affinch non si accorga
di procedere in cerchio. Luomo libero, invece,
pu compiere un lavoro analogo senza la costrizione di alcuna benda, poich in grado
di accettare e di comprendere che il Cerchio
della Vita il mulino che trasforma il grano in

Runa Bianca

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Il Cerchio della Vita


farina adatta per fare il pane dello Spirito. Il
mito di un progresso materiale senza limiti
un semplice strumento psicologico utilizzato
dalle gerarchie che sovrintendono al risveglio
della coscienza planetaria quando devono indurre le moltitudini umane, che ancora non
possono comprendere la luminosa realt del
servizio, a uno sforzo supplementare, ma necessario.
Lillusione di correre per conquistare qualcosa che immediatamente lo gratifica scuote
nellintimo anche lessere umano pi torpido e lo costringe ad agire nellapparenza del
proprio personale interesse, nel momento in
cui sta portando lacqua al mulino di coloro
che rimangono per lui del tutto sconosciuti.
Lindividuo che vuole risvegliarsi deve, invece,
accettare lesistenza della Gerarchia universale, senza la quale larmonia del cosmo risulterebbe impossibile. Deve rendersi conto di
essere uno strumento e accettare, quindi, di
girare in tondo con gli occhi bene aperti, fino
a quando lesperienza maturata e la comprensione raggiunta non gli consentano (questa
volta realmente e non pi in senso illusorio)
di staccarsi dal cerchio del divenire, governato dalla ferrea legge della trasmutazione delle
forme, per penetrare nella dimensione immobile dellessere, posta nel punto centrale del
cerchio. Quel medesimo punto che la mentalit profana continua a ricercare fuori della
circolarit dellesistenza, senza accorgersi che
si trova, in verit, laddove convergono le aspirazioni pi intime e gli aneliti di tutti gli esseri vissuti e viventi su questa Terra. Nulla pu
esistere allesterno del Cerchio della Vita, perch coincide con il Tutto che emanato da
un unico punto. Ecco, quindi, che il pensiero
di potersi strappare allesistenza andandone
oltre si dimostra del tutto assurdo agli occhi
dellantica Sapienza.
Dal punto di vista iniziatico qualsiasi ricerca deve sempre condurre alla radice di ci che
si va studiando, poich nellOrigine situata
la bocca che genera qualsiasi fenomeno, secondo la giusta etimologia del termine. In altre parole, si pu affermare che la vita di ogni
giorno costituisce, gi per se stessa, tutto ci
che ci dato generosamente dalla Provvidenza e che ci occorre per compiere il cammino

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Runa Bianca

Mario Balocco
verso la liberazione. Il nostro primo compito
quello di perfezionare lumilt interiore fino a
renderci conto degli immensi doni che ci vengono offerti. In tal senso, possiamo valorizzare ogni singolo momento, fino a trasmutarlo
in qualcosa di eterno. Loccasione propizia
non si nasconde dietro langolo, ma risplende
sempre di fronte ai nostri occhi con unintensit che per il saggio e per il santo diventa abbacinante, mentre per il profano risulta, addirittura, inesistente. Luomo e la donna di un
tempo sapevano di essere destinati a vivere, a
riprodursi, a invecchiare e a morire. Tenevano
ben presente tutto ci in qualsiasi momento
della propria giornata e sviluppavano un attaccamento minore nei confronti delle mille
illusioni del mondo. Il senso stesso della loro
esistenza risiedeva nellalternarsi armonico e
continuo della vita e della morte, della notte
e del giorno, del sonno e della veglia diurna.
Una danza nella quale la Rigenerazione e la
Mortificazione occupavano il palcoscenico
come autentiche protagoniste eterne.
Oggigiorno, lindividuo afferma di essere
impegnato in un continuo avanzamento e di
non disporre del tempo necessario per andarsene da questa Terra. Infatti, si sempre troppo occupati per potersi permettere di mollare la presa sugli eventi e ci si distacca con
sempre maggiore fatica dallesistenza, senza
neppure accorgersi che si tratta soltanto di
una nostra costruzione mentale. Tutto ci
assurdo perch rinnega la realt del Cerchio
dellEsistenza. Ecco, quindi, che la vita stessa
risulta oggi senza senso, perch appare come
una parabola che non riesce a chiudersi nel
viaggio naturale delloltretomba. Una parabola troncata dallevento traumatico e inspiegabile della morte. Daltro canto, si vive nellepoca del restauro e della conservazione a oltranza di tutto ci che il passato ha lasciato
in eredit, anche perch non si possiede pi
lo slancio necessario per creare ogni giorno
la fresca bellezza del momento presente. Un
presente che temiamo ancor pi del futuro
anche perch, a differenza di questultimo,
non possiamo ipotizzarlo e immaginarlo a
piacimento, ma siamo costretti a viverlo in
prima persona sulla nostra pelle.
Dopotutto, la tremenda paura di sbaglia-

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Il Cerchio della Vita


re ogni cosa, che oggi quasi ci immobilizza,
nasce anche dal fatto che, illudendoci di procedere in linea retta, abbiamo perso quellintima sicurezza che il Cerchio della Vita offriva
ai nostri progenitori. Ovvero, siamo convinti
di dover affrontare ogni giorno qualcosa di
nuovo e di sconosciuto, laddove un tempo
chiunque sapeva, almeno in modo inconscio,
di trovarsi di fronte alla medesima situazione
di sempre, manifestata sotto unapparenza
lievemente diversa.
Nellincerto e convulso panorama dellOccidente, anche la semplice ricerca di un lavoro
o la decisione di sposarsi per molte persone
assume ormai contorni drammatici e toni da
tragedia greca, come se in passato non fosse mai accaduto ad alcuno di affrontare simili
eventi. La realt, nuda e cruda, che temiamo
profondamente di sbagliare, poich abbiamo
perso la consapevolezza di muoverci allinterno del cerchio che costituisce la base della
vita. Quando gli uomini avevano ancora ben
chiaro il concetto del ciclo esistenziale erigevano maestose cattedrali senza alcun timore
di alterare lequilibrio ambientale, poich vivevano nellequilibrio della Natura. Nessuno
avrebbe pensato di prolungare il Carnevale

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Mario Balocco
oltre il Marted Grasso che precede il Mercoled delle Ceneri, come purtroppo oggi molto
spesso accade per motivi puramente commerciali. E questo, non tanto perch la potenza della Chiesa incutesse nel popolo un autentico timore, quanto piuttosto per la ragione che tutti riconoscevano la necessit di un
Ordine superiore, posto a fondamento della
vita e del benessere sociale. A motivare simili
affermazioni non la nostalgia di un passato
idilliaco, il quale comunque non potr tornare, ma semplicemente a constatazione che un
tempo lesistenza umana si svolgeva in base a
un equilibrio aureo, spezzato in seguito dalla
necessit di demolire il vecchio edificio per
costruire un Nuovo Mondo.
Si sta vivendo ora la fase in cui i muri portanti sono rasi al suolo e i pilastri minati alla
base. Resta in piedi solo una parvenza di facciata, affinch i distruttori si affrettino a compiere lopera per la quale sono nati. A livello
collettivo, in realt, nulla deve essere fatto per
mantenere in piedi un mondo che, comunque, destinato a sparire per lasciare spazio a
unaltra costruzione. Invece, il discorso risulta
diverso sul piano individuale, poich chiunque provi empatia e compassione per i pro-

Runa Bianca

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Il Cerchio della Vita


pri simili, pu preparare nel proprio intimo le
fondamenta sulle quali potr innalzarsi una
nuova civilt. Chiunque si renda conto che
la vicenda umana non giunta al termine,
bens solamente a una svolta che presuppone di conseguire un livello di coscienza superiore, pu trovare in se stesso, e nella Natura
benigna, la fiducia, il coraggio e la forza per
accettare di svolgere ogni giorno il compito
che la Gerarchia universale gli ha affidato al
momento della nascita. Per conferire le giuste proporzioni alle cose, si deve sviluppare
unacuta consapevolezza del Cerchio della
Vita, entro il quale tutti insieme stiamo orbitando da epoche immemorabili, in modo pi
o meno inconscio.
In questo senso, il fatto di risvegliarsi corrisponde a rendersi conto che si nasce e si
muore, ci si arricchisce e ci si impoverisce per
il fatto che ogni elemento del nostro mondo
procede in base a un continuo e inarrestabile alternarsi di circostanze. Pensare di poter
organizzare la societ umana in modo che
ogni cosa vada sempre per il meglio equivale
a ignorare le leggi fondamentali dellUniverso. Ci che nasce, ci che viene fondato o,
che comunque, trae la propria origine in un
punto qualsiasi del flusso temporale destinato, prima o poi, a scomparire. Anche per
limpero pi maestoso e granitico che luomo
possa immaginare verrebbe il giorno in cui se
ne perderebbe perfino il ricordo. Non si deve,
dunque, cercare lequilibrio nellimmobilit
della vita eterna, bens, al contrario, nella radice stessa del movimento, cuore pulsante e
ragione dessere dellesistenza. In tal senso,
pu essere utile sviluppare una neutralit be-

Mario Balocco
Nato a Monesiglio nel 1961. Saggista, laureato
in Scienze Politiche, dopo ventanni trascorsi a
Torino, periodo che lo ha visto impegnato nella direzione editoriale di una nota casa editrice, tornato a vivere nellAlta Langa cuneese.
Appassionato studioso di storia e antiche religioni, si dedica allesplorazione del mistero che
si cela dietro allapparenza delle cose. Tra i suoi
libri ricordiamo: Luoghi magici. Aspetti misterio-

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Runa Bianca

Mario Balocco
nevola nei confronti di tutto ci che accade. Il
perno della ruota, dal quale traggono origine
i raggi convergenti che noi stessi rappresentiamo, situato in una dimensione che va ben
oltre gli ordinari schemi di pensiero.
Non migliorando le nostre condizioni
materiali che possiamo pensare di risvegliarci,
poich non esiste alcuna evoluzione possibile in questa direzione. Lo scopo non quello
di erigere palazzi lussuosi o di costruire ponti
sempre pi lunghi, di vivere su questa Terra
per centinaia di anni o di essere osannati dalle folle, anche perch quando ci si accorge del
rigido cerchio che delimita i contorni dellesistenza ogni valore precedente viene sconvolto. Tutto ci che agli occhi altrui risulta di
grande importanza, per colui che si apre alla
visione ciclica risulta un dettaglio transitorio
e superfluo.
La possibilit di conseguire una reale indipendenza dalla rotazione del cerchio, ossia
la piena liberazione della coscienza, diventa
allora lautentico obiettivo del pellegrino che
cammina sulla Via dello Spirito. Per colui che
riesce a ottenere tale liberazione, una parte
importante del lavoro che resta ancora da
compiere consiste nellaiuto offerto a tutti coloro che ancorano brancolano nelle tenebre.
La vita, infatti, non una corsa a ostacoli che
prevede un premio per chi arriva primo, ma
una sinfonia generata da molteplici strumenti.
La vera evoluzione coincide con il risveglio, e il risveglio in ogni caso un ricordo: il
ricordo intrinseco di ci che fummo, che siamo e che saremo per sempre, al di l delle forme assunte nellarco di un continuo divenire.
si ed esoterici del territorio
italiano (LEt dellAcquario, 2008), La magia dei monasteri (LEt dellAcquario,
2009) e...

La porta del tempo


Arethusa, 2011
vai scheda libro >>
Luglio 2011 | n.1

La porta del Tempo


Leredit di Atlantide
dagli Egizi ai giorni nostri

Mario Balocco

DISPONIBILE
IN LIBRERIA

Dove conduce la porta del Tempo? Quale Sapere nasconde?


Un viaggio alla scoperta di un mondo nel quale pochi hanno avuto
accesso. Un mondo nel quale i misteri dellUomo sono stati svelati e la
Scienza sacra degli antichi rimasta custodita per millenni.

Siete stanchi di avere la suocera in vacanza con voi? Vi


hanno multato lennesima volta e non riuscite a imparare le
norme stradali? Siete stati abbandonati ad una solitudine
estiva? Liberatevi dalla tristezza leggendo il nuovo numero
di Runa bianca, anche ad agosto vi far compagnia!

Nel prossimo numero...

Indagheremo nel castello di Montebello sulle tracce del


fantasma di Azzurrina con Michele Morettini del portale
Dal Tramonto allAlba, scopriremo i valori del pi greco e della
precessione degli equinozi nelle piramidi di Teotihuacan e Giza,
continueremo linteressante analisi di un caso di abduction
studiato dalla psichiatra Giulia DAmbrosio e la scoperta
della pi antica chiesa cristiana dellarcheologo Gabriele
Rossi Osmida, analizzeremo gli enigmatici teschi di cristallo
con Giuseppe di Stadio di Italia Parallela, poi sveleremo,
insieme a Mario Moiraghi, come Re Art abbia estratto una
spada italiana, quella di San Galgano...
...e tanto altro ancora nel numero di AGOSTO!