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RAZZE E RAZZISMO

Il concetto di razza deriva dallidea, scientificamente infondata, ma storicamente molto diffusa e influente,
che si possano utilizzare uno o pi tratti somatici per suddividere gli esseri umani in categorie distinte ed
esclusive.
Il confine tra queste presunte razze sempre arbitrario, come dimostrano due discipline molto diverse tra
loro: la geografia e la biologia. La geografia ci dice che i tratti fisici degli esseri umani tendono a variare
gradualmente nello spazio, determinando zone di transizione, piuttosto che confini netti, tra le aree abitate da
popoli caratterizzati da diversi tratti somatici. Inoltre, le caratteristiche dellaspetto degli esseri umani, come
il colore della pelle o il tipo di capelli, non hanno mai la stessa distribuzione spaziale.
In biologia la genetica distingue tra il fenotipo, cio laspetto esteriore degli individui (che il risultato dello
sviluppo dei suoi caratteri ereditari in un certo ambiente) e il genotipo, che linsieme dei suoi caratteri
ereditari, detto anche DNA. I fenotipi hanno una variabilit enorme allinterno di una stessa specie - negli
umani come negli altri animali (pensate ad esempio ai cani) mentre la variabilit genetica (la differenza tra
i genomi), cio quella su cui dovrebbe fondarsi il concetto biologico di razza minima.
In conclusione, oggi nel dibattito scientifico la razza viene considerata un costrutto sociale, cio unidea o un
fenomeno che non esiste in natura, ma che viene creato dalle persone, che attribuiscono un significato alle
apparenze somatiche degli individui.
Si definisce razzismo la convinzione che le differenze somatiche e genetiche producano una gerarchia, che
consente di dividere gli esseri umani in superiori e inferiori, con chiare conseguenze in termini di
pregiudizi, discriminazione e odio verso gli altri.
Ci porta allesclusione e alla discriminazione nei confronti di alcune categorie di persone, che spesso
sfociano in veri abusi psicologici e fisici e possono arrivare al genocidio. Il razzismo ha spesso assunto le
caratteristiche di unideologia, promossa nel corso della storia da numerosi movimenti (nazismo, fascismo).
La maggior parte degli studiosi concorde nel sostenere che gli avvenimenti storici del periodo della
colonizzazione e dellinsediamento europei nelle Americhe, tra il XVI e il XVII secolo, abbiano contribuito
in modo significativo allo sviluppo del razzismo. Negli stati Uniti gli storici hanno ricondotto le origini della
separazione dei neri dai bianchi al periodo della ribellione di Bacon, scoppiata nella Virginia coloniale nel
1676, quando le masse povere, costituite sia da bianchi che da neri, si allearono contro le elite bianche, in
unalleanza che metteva a rischio il controllo da parte delle classi dominanti. Il razzismo e la schiavit, in
questo caso, hanno fornito un pretesto per mantenere il controllo sociale e il potere. Il razzismo suggeriva
visioni del mondo che enfatizzavano le differenze tra i popoli, mettendole in relazione con una presunta
inferiorit genetica e intellettuale e giustificando le disuguaglianze e le conquiste coloniali. Infine, la razza
bianca diventata uno standard in base al quale misurare tutti gli altri popoli.
Lideologia del razzismo ha contribuito a perpetuare fino ai giorni nostri la schiavit, che, anche se
formalmente illegale, continua ad esistere sotto forma di traffico di esseri umani, ovvero lo sfruttamento
coercitivo di lavoratori, come accade nel caso di soldati bambini e della prostituzione. Il commercio di
schiavi attraverso loceano Atlantico era un fenomeno chiaramente visibile e permesso dalle leggi allora
vigenti, del quale restano tracce in molti documenti. Esso seguiva rotte ben precise tra lAfrica e lAmerica.
Il traffico di esseri umani , invece, un fenomeno di scala globale, presente in tutti i continenti, ma nello
stesso tempo illegale e quindi molto meno visibile e perci definito da alcuni il lato oscuro della
globalizzazione.

GEOGRAFIA DELLA RAZZA E DEL RAZZISMO


Per discriminazione istituzionale si intende la limitazione dei diritti di una parte dei cittadini di uno stato in
base a loro caratteri naturali o sociali. Questo tipo di discriminazione, come il razzismo, pu avere un
impatto significativo sullorganizzazione spaziale delle citt e do interi stati.
Il conflitto tra la comunit cinese di via Sarpi a Milano e i milanesi, non legato alle differenze razzaili o
etniche, ma essenzialmente a problemi pratici (la struttura viaria del quartiere era incompatibile con le
necessit logistiche dei grossisti cinesi, rendendo il quartiere poco praticabile per i residenti). Questa, che
potrebbe essere interpretata come discriminazione istituzionale, in realt ha origini essenzialmente
funzionali.
Ci sono invece esempi di vera e propria discriminazione istituzionale, sia su scala locale, sia su scala di un
intero paese, come dimostra lesempio del Sudafrica, dove, nei decenni successivi alla seconda guerra
mondiale, stata messa in atto una delle manifestazioni pi estensive di questa pratica.
Lindipendenza dello stato sudafricano, nel 1910, ha di fatto istituzionalizzato il dominio della minoranza
bianca, anche se allepoca i sudafricani di origine europea erano solo il 20% della popolazione del paese, a
fronte del 69% dei neri, dell8% di coloured (termine utilizzato per indicare una persona di origine mista), e
del 3% di indiani. Quando il partito nazionalista afrikaner sal al potere (afrikaner il termine con cui si
definiscono i discendenti degli olandesi che vivono in Sudafrica), lapartheid divenne una politica ufficiale,
alterando la geografia umana del paese e influenzato luso degli spazi non solo alla scala nazionale, ma
anche alla scala individuale.
Lapartheid, in vigore in Sudafrica dal 1948 al 1991, era stato istituito per creare una societ segregata su
basi razziali e territoriali, assegnando a ogni gruppo razziale il proprio spazio geografico. Alla base del
progetto cera il mito della purezza razziale, condiviso da molti nazionalisti di origine europea, che sarebbe
stata protetta dalla separazione fisica tra le razze, la quale avrebbe permesso a ciascun gruppo di svilupparsi
autonomamente, sia dal punto di vista sociale, che da quello economico. Nella realt, per, laccesso alle
risorse e il loro controllo era una prerogativa quasi esclusiva della comunit bianca.
Una segregazione totale era impossibile da mettere in atto nelle aree urbane, soprattutto per esigenze legate
allorganizzazione del lavoro, dal momento che molti neri lavoravano come domestici nelle case dei bianchi,
oppure nelle imprese esili. Per cercare di limitare le mescolanze, comunque, i neri erano obbligati a risiedere
solo in alcuni quartieri, chiamati townships, collocati ai margini esterni delle citt. Il petty apartheid (cio su
scala individuale), invece, applicava la segregazione razziale allutilizzo dei servizi pubblici, compresi i
bagni, le fontanelle di acqua potabile, le scuole e le spiagge.
Nel 1991 lapartheid venne finalmente abolito e le elezioni furono vinte da Nelson Mandela, una figura
fondamentale del movimento anti-apartheid.

CHE COS LETNICIT


Letnicit la componente personale e comportamentale dellidentit di un individuo, basata sul senso di
appartenenza sociale a un gruppo che si differenzia dagli altri per i suoi caratteri culturali.
Questo concetto va distinto da quello di nazionalit, cio laffiliazione di una persona ad uno stato che
solitamente avviene attraverso la cittadinanza. I due termini sono per storicamente legati tra loro a partire
dal XIX secolo, quando in molti paesi si afferm il principio dello stato su base nazionale fondato a sua volta
sullomogeneit etnica. Spinta ai suoi estremi, questa ideologia port alle politiche dette di pulizia etnica,

che consistono nellallontanamento o addirittura allo sterminio degli appartenenti e etnie diverse da quella
dominante.
Quando ci si occupa delletnicit occorre mettere in evidenza le sue molteplici sfaccettature, costituite da
elementi interni e personali, come anche da fattori esterni e comportamentali. Alla prima categoria appartiene
il senso didentit che ciascuno si attribuisce e che non necessariamente determinato dalle origini familiari
di una persona. Per esempio un individuo di padre peruviano e di madre giapponese, nato e abitante a Parigi
potrebbe considerarsi dal punto di vista etnico giapponese, oppure peruviano o un ibrido tra le due, o ancora
considerarsi solo francese, dimostrando cos come letnicit sia una categoria soggettiva.
Lidentit etnica di una persona dipende anche dal modo in cui si formata nel tempo la sua identit
individuale complessiva, che pu portarlo, varie volte nel corso della sua vita, ad abbracciare o rifiutare il
sentimento di appartenenza a etnie diverse.
In particolare lidentit, anche etnica, di una persona fortemente influenzata da processi di attribuzione,
attraverso i quali le persone attribuiscono agli altri o se stessi (auto-attribuzione) una certa qualit o identit.
Ad esempio il matrimonio tra Bulent, turco, e Leyla, curda, non stato approvato dalla comunit turca alla
quale luomo apparteneva, che dopo il matrimonio, ha iniziato a considerarlo etnicamente diverso,
attribuendogli unidentit curda. Lo stesso Bulent oggi si considera curdo ed accettato come tale nella
comunit di Leyla. Questo esempio mostra anche come lidentit etnica si fondi sul modo in cui si percepisce
e si rappresenta la differenza tra i gruppi. Letnicit, quindi, non solo soggettiva, ma anche flessibile e
contingente, in relazione alle circostanze e alle persone con cui interagiamo e che incidono sulla nostra vita.
Come gi detto, letnicit si manifesta anche attraverso determinati comportamenti, rappresentati dalle
nostre pratiche identitarie, come il parlare una certa lingua o il seguire determinate norme religiose o usanze
tradizionali, associate per esempio alle preferenze alimentari, al modo di vestire, alla musica, ecc. In alcuni
casi, inoltre, le componenti personali e quelle comportamentali delletnicit si rafforzano a vicenda e il senso
dellidentit etnica di una persona finisce per dipendere dalla pratica di determinati comportamenti.
Come la razza, anche letnicit una costruzione sociale soggettiva, che sfugge a una rigida suddivisione
delle persone in categorie fisse, sulla quale di conseguenza, molto difficile raccogliere dati precisi, eppure i
governi di molti stati insistono nel cercare di identificare e quantificare i diversi gruppi etnici o razziali
allinterno dei propri confini.
Il concetto di etnia viene sovente usato come sinonimo di cultura, che, come abbiamo visto nel primo
capitolo indica una costruzione sociale riferita a pratiche e credenze condivise.
Per civilt si intende unetnia o cultura diffusa su unampia area geografica, che presenta forme di
organizzazione tecnica e sociale considerate evolute in basi ai criteri di giudizio prevalenti nel mondo
occidentale.

LETNICIT NEL PAESAGGIO


La geografia etnica un filone della geografia umana che studia le migrazioni e la distribuzione spaziale dei,
gruppi etnici, linterazione e le reti etniche e i segni delletnicit nel paesaggio, che contribuiscono a formare
i cosiddetti paesaggi etnici.
Lo studio di questa particolare forma di paesaggio, si tradizionalmente concentrato sullanalisi di segni
della cultura materiale, come gli edifici religiosi, i centri di ritrovo comunitario o gli slogan scritti sui muri,

allargando di recente lo sguardo anche alle stazioni radio e televisive che si rivolgono a specifici gruppi
etnici o a i siti internet che veicolano le loro informazioni.
Lo studio delle interazioni etniche si fonda su tre modelli prevalenti: lassimilazione (che descrive una
graduale perdita dei tratti culturali, delle credenze e delle pratiche che caratterizzavano la comunit di
partenza), il melting pot (un pentolone nel quale le culture si mescolano fondendosi luna con laltra), il
multiculturalismo (parte dallidea che un gruppo etnico di immigrati possa resistere allassimilazione e
mantenere i propri tratti culturali distintivi), e leterolocalismo. Questultimo indica la dispersione di un
gruppo etnico nel territorio deimmigrazione, accompagnata da una forte permanenza del senso didentit
comune dei suoi membri. I quattro elementi fondamentali per lo sviluppo delleterolocalismo sono: 1) una
distribuzione sul territorio dispersa, con poche concentrazioni locali; 2) attivit sociali (lavoro, acquisti,
residenza, tempo libero etc.) che hanno luogo in sedi separate; 3) la persistenza del senso di identit grazie
anche alle innovazioni tecnologiche (come internet), secondo quella che stata definita comunit senza
propinquit; 4) una storia legata al processo di globalizzazione iniziata il secolo scorso.
I geografi hanno individuato numerosi tipi differenti di insediamenti etnici, tra i quali i pi diffusi sono le
isole etniche, i quartieri etnici e i ghetti.
Le isole etniche caratterizzano soprattutto le aree rurali e hanno dimensioni che variano da quelle di un
comune a quelle di unarea che si pu estendere anche su pi stati.
I quartieri etnici, invece, sono tipici delle aree urbane e hanno dimensioni variabili, da pochi isolati ad interi
distretti cittadini come nel caso delle varie chinatown. In essi la presenza esclusiva o preponderante di un
gruppo etnico risponde a una comunit di interessi, che porta allaggregazione.
Anche il ghetto si forma come aggregazione di interessi comuni che la prossimit aiuta a soddisfare, ma col
tempo diventa forma di segregazione obbligata. Infatti quando i componenti di una certa etnia fortemente
discriminata come i neri poveri in molte citt americane diventano numerosi in un quartiere, il restio
della popolazione si sposta altrove, gli edifici si deprezzano, ambienti e servizi subiscono un degrado. Questi
quartieri diventano cos gli unici che possono ospitare quel tipo do popolazione povera e etnicamente
segregata che ne rimane in gran parte prigioniera.
Il quoziente di localizzazione misura la presenza di un gruppo etnico in una regione o unarea ristretta, in
rapporto alla presenza complessiva in tutto il territorio di uno stato.
Le impronte etniche costituiscono un segno della presenza di un gruppo etnico nel paesaggio. Ne sono un
esempio le stazioni radio e televisive, i ristoranti, le feste e le celebrazioni pubbliche e i festival.
La giustizia ambientale riguarda il diritto di equit nella distribuzione di siti e di infrastrutture
potenzialmente pericolosi. Il movimento per la giustizia ambientale nasce dalla necessit su un trattamento
equo e un serio coinvolgimento delle persone nello sviluppo e nellattuazione di leggi, regole e politiche
relative allambiente, senza discriminazioni di razza, colore, origine e reddito. In Italia il problema si posto
per quanto riguarda la localizzazione di centrali elettriche potenzialmente inquinanti e anche per quanto
riguarda le discariche dei rifiuti urbani.

LE RELIGIONI NEL MONDO


Le religioni sono sistemi di idee, di regole e di pratiche, normalmente organizzate in strutture di servizio e di
potere, che rispondono allesigenza delle persone di dare un senso al mondo e al proprio ruolo al suo interno,

solitamente attraverso la devozione nei confronti di una o pi entit che si pongono al di l della nostra
esperienza nel mondo sensibile.
Oltre alla ben nota divisione delle religioni in monoteistiche, politeistiche e ateistiche, vanno tenute presenti
anche le religioni animiste, come quelle degli aborigeni australiani e di molte altre popolazioni dette
primitive, che uniscono la venerazione per entit spirituali o divine a quella per gli elementi naturali, come
rocce, montagne, alberi o fiumi, facendo dellambiente un vero e proprio regno spirituale. Molte religioni
possono inoltre venire definite sincretiche, per indicare la mescolanza di credi e pratiche al loro interno,
dovuta solitamente al prolungato contatto tra fedi diverse.
Le religioni possono avere importanti implicazioni per quanto riguarda i codici di comportamento, la morale
e letica, in quanto offrono ai propri fedeli verit assolute e valori non negoziabili. Anche le religioni sono
una delle sfaccettature della cultura e plasmano lidentit delle persone e di intere comunit, aiutando gli
uomini a capire chi sono, come devono comportarsi e come interpretare il mondo. I comportamenti religiosi
comprendono solitamente dei rituali, come le preghiere, certi modi di vestire o la celebrazione di determinate
festivit. Seguire con attenzione tutte le regole di un certo credo religioso determina il grado di devozione di
un fedele. Per molti fedeli le pratiche devozionali e le regole di comportamento assumono un valore
prevalentemente sociale e possono essere disgiunti dal credo religioso, dando origine al fenomeno degli atei
devoti, che fanno della religione uno strumento di proselitismo politico.
Unulteriore divisione quella tra religioni universali e etniche, a seconda del modo in cui acquisiscono
nuovi fedeli e alla loro diffusione. Le religioni universali come il Cristianesimo, lIslam, il Buddhismo e il
Sinkhismo sono caratterizzate dalla presenza di un fondatore, che rappresenta un riferimento spirituale per i
fedeli. Le religioni etniche, invece, come lEbraismo odierno, lInduismo, lo Scintoismo (una religione
giapponese) e molte religioni indigene, sono caratterizzate daun appartenenza determinata per nascita, tanto
che raramente esse usano dei missionari per diffondere il proprio credo e aumentare il numero dei fedeli.
Lebraismo - Nel mondo si contano oltre 13 milioni di ebrei, la maggior parte dei quali distribuiti tra gli
Stati Uniti e Israele, con cinque milioni di fedeli a testa, anche se questultimo lunico paese nel quale essi
rappresentano la maggioranza della popolazione. Gli ebrei riconosco in Abramo il loro profeta. La Torah, una
delle sacre scritture ebraiche, descrive due degli episodi pi importanti della tradizione ebraica: lEsodo, la
fuga di tutta la popolazione dalla schiavit in Egitto, guidata da Mos, e laccordo tra Dio e Abramo, secondo
il quale gli ebrei sarebbero il popolo scelto per custodire e mettere in atto la legge di Dio, che sarebbe poi
stata rivelata a Mos presso il monte Sinai, durante la lunga fuga attraverso il deserto che avrebbe condotto il
popolo ebraico ad insediarsi a Canaa, la terra promessa, in corrispondenza dellattuale Israele.
Il cristianesimo la religione pi diffusa nel mondo con oltre 2,3 miliardi di fedeli, si basa su una
tradizione contenuta nei libri sacri dellAntico Testamento (in comune con gli ebrei), dei quattro Vangeli che
raccontano la vita e gli insegnamenti di Ges e degli Atti degli Apostoli, cio dei primi seguaci di Ges.
Dallepoca della sua fondazione, il Cristianesimo ha visto molte divisioni al suo interno, cominciate con la
separazione tra un Cristianesimo occidentale e uno orientale, in seguito alla sua diffusione attraverso
lEuropa. Il primo, che ha il suo centro a Roma ed rappresentato dal Cattolicesimo romano, riconosce
lautorit del Papa, mentre il secondo, definito Cristianesimo ortodosso, fece di Costantinopoli la propria
citt di riferimento, suddividendosi in seguito in oltre quindici chiese indipendenti. La spaccatura pi
importante allinterno del Cristianesimo occidentale avvenne invece nel XVI secolo, in seguito alla Riforma
protestante, che rifiut alcuni dogmi e alcune pratiche del Cattolicesimo. Il Cattolicesimo, il Protestantesimo
e la chiesa Ortodossa raccolgono oggi circa l80% di tutti i seguaci di questa religione, anche se, come detto,
la crescita delle chiese indipendenti sta diventando una questione di sempre maggior rilevanza.

Linduismo gli induisti chiamano la propria religione sanatama dharma, che significa verit eterna,
mentre il termine Induismo, come la parola india, usato da chi non induista. Esso deriva, come la parola
India, da Sindhu che il nome persiano del fiume Indo. In tutto il mondo sono circa 900 milioni le persone
che si dichiarano induiste, facendone la pi grande religione etnica del mondo, diffusa soprattutto in India e
nel Sud dellAsia.
Linduismo non ha un fondatore, non forma una chiesa e non ha unautorit centrale. Storicamente si rif ai
testi sacri dellantichissima tradizione Veda. Non una religione come noi la intendiamo, in quanto integra
credenze di molte religioni, culti e modi di vita e d importanza fondamentale solo a una condotta che metta
il seguace in armonia con la sua natura profonda e con lordine naturale, cio con il suo dharma e con quello
del cosmo. Nonostante lInduismo racchiuda convinzioni e pratiche religiose molto diverse, esistono alcuni
tratti comuni che permettono di identificarlo come una religione unitaria, a partire da una visione ciclica
dellesistenza e della fede in unanima immortale, soggetta ad un ciclo di reincarnazioni causa di grandi
sofferenze spirituali e controllato dal karma, lazione mentale e fisica che modifica noi stessi e ha effetto sul
resto del mondo. Lobiettivo degli induisti quello di raggiungere il moksha, ovvero la liberazione dal ciclo
di nascite e morti, rappresentato come uno stato di completa liberta o felicit. Nella cosmogonia induista,
Brahman il nome attribuito allentit spirituale pi importante, talvolta intesa come una forza assoluta ed
eterna, in altri casi invece immaginata come un essere supremo, che sostiene luniverso e manifesta le
proprie qualit attraverso le moltissime divinit, maschili e femminili, venerate dagli induisti.
Il buddhismo la religione buddhista legata soprattutto alle culture dellAsia orientale e sud-orientale ed
la religione prevalente di stati come la Cina, il Giappone, Hong Kong, Taiwan e Singapore, dove si
mescolano con altre tradizioni locali, tra le quali il confucianesimo. Il fondatore del Buddhismo, Siddarta
Gautama (vissuto nel VI secolo a.C.) era un principe induista, che poteva aspettarsi di vivere relativamente al
sicuro dalle malattie e dalla povert, ma che, turbato e mosso a compassione dalla sofferenza che vedeva
intorno a s, decise di dedicare la propria vita alla ricerca di una strada per mettere fine alle afflizioni
dellesistenza umana. Durante la meditazione, Siddharta venne raggiunto dallilluminazione, in seguito alla
quale divenne il Buddha (letteralmente lilluminato) ed inizi a diffondere ai discepoli che si univano a lui,
i propri insegnamenti, raccolti in diversi documenti, il pi antico dei quali viene chiamato Tripitaka.
Per i buddhisti, la sofferenza dovuta al ciclo di reincarnazioni al quale tutti noi siamo obbligati e da cui
necessario sottrarsi, raggiungendo il nirvana, attraverso gli insegnamenti del Buddha, incentrati sulle
cosiddette Quattro Nobili Verit:
1. La vita provoca sofferenza
2. Il desiderio la causa di questa sofferenza
3. possibile mettere fine a questa sofferenza e raggiungere il nirvana
4. Lla strada per il nirvana passa per una rigida disciplina del corpo e della mente, che permette di
comportarsi e pensare in modo corretto.
Il sikhismo i suoi 23 milioni di adepti fanno del Sikhismo la pi piccola delle religioni universali del
mondo. Il termine Sikh significa discepolo, ovvero seguace di un maestro, chiamato guru, in onore al
fondatore della religione Guru Nanak, il quale, dopo una rivelazione divina, inizi a diffondere i propri
insegnamenti e a fondare le prime comunit Sikh. Nata nel nord dellIndia, questa religione mostra influenze
sai dallIslam, che dallInduismo. I sikh, ad esempio, predicano lesistenza di un unico dio creatore, ma nello
stesso tempo limportanza del karma.