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1.

The motive-hunting of motiveless malignity: le presunte


motivazioni di Iago
La figura di Iago una delle pi carismatiche e discusse nellambito della
letteratura, avendo affascinato milioni di critici e lettori di tutte le epoche. Il
suo rapporto con Othello, in particolare, fonte di dibattiti e riflessioni che
ad oggi sembrano non aver portato a conclusioni certe, dato il suo carattere
di ambiguit e mistero.
La maggior parte degli antagonisti presenti nelle opere shakespeariane
considerata tale poich, alla base delle proprie azioni, vi sono motivazioni,
condivisibili o meno, che portano a compiere determinati atti con
conseguenze molto spesso catastrofiche. Nel caso di Iago, invece, le ragioni
della condotta vile e malvagia che lo contraddistingue non sono specificate:
i suoi monologhi hanno carattere vago e gli accenni a vicende che possano
aver portato ad un cos forte desiderio di vendetta e distruzione non sono
sufficienti a giustificare le azioni che porteranno ad un triste epilogo degli
eventi.
Il monologo di Iago presente nellapertura dellopera sembra
apparentemente fornire dei chiarimenti riguardo al profondo odio che egli
nutre nei confronti di Othello, legato alla decisione di questultimo di
insignire della carica di luogotenente il fiorentino Michael Cassio
nonostante Iago stesso sia, a suo dire, ben pi meritevole di tale titolo:
I know my price, I am worth no worse a place:
But he; as loving his own pride and purposes,
Evades them, with a bombast circumstance
Horribly stuff'd with epithets of war;
And, in conclusion,
Nonsuits my mediators; for, 'Certes,' says he,
'I have already chose my officer.'
And what was he?
Forsooth, a great arithmetician,
One Michael Cassio, a Florentine,

A fellow almost damn'd in a fair wife;


That never set a squadron in the field,
Nor the division of a battle knows
More than a spinster; unless the bookish theoric,
Wherein the toged consuls can propose
As masterly as he: mere prattle, without practise,
Is all his soldiership. But he, sir, had the election:
And I, of whom his eyes had seen the proof
At Rhodes, at Cyprus and on other grounds
Christian and heathen, must be be-lee'd and calm'd
By debitor and creditor: this counter-caster,
He, in good time, must his lieutenant be,
And I--God bless the mark!--his Moorship's ancient.
[I.i.8-33]
Le accuse che Iago rivolge ad Othello sono di aver preferito Cassio, privo di
esperienza in guerra poich le sue doti derivano solo da conoscenze teoriche
in tale ambito, ad un uomo che ha pi volte dimostrato la propria efficienza
sul campo di battaglia dando prova di essere degno di fiducia, quale egli
stesso, che ha dato prova della sua affidabilit At Rhodes, at Cyprus and on
other grounds | Christian and heathen (I.i.19-20). Tuttavia, escludendo ci
che Iago stesso dice, non abbiamo nessuna testimonianza che faccia pensare
al personaggio come un soldato eccellente e capace sul campo di battaglia.
Iago rimarca il fatto che Cassio sia fiorentino, dunque non veneziano,
nello stesso modo in cui ritiene che Othello non sia un vero veneziano, bens
un extravagant and wheeling stranger | Of here and everywhere (I.i.1345). A tal proposito, in Shakespeare: The Tragedies, Nicholas Marsh analizza
la presa di posizione di Iago nei confronti del luogotenente, concludendo
che, dalle parole del personaggio, emerga come the world is unjust,
rewarding false pretention over experience (I.i.134-35).
Roderigo sembra concordare con Iago, assecondando il suo
ragionamento; questultimo, per attestare la ragionevolezza della sua tesi,
estende il suo pensiero ad una considerazione generale della condizione di
un militare che, pur meritando di avanzare nella carriera per la sua condotta

lodevole, deve sottostare alle ingiuste dinamiche alla base delle scelte dei
suoi superiori:
Why, there's no remedy; 'tis the curse of service,
Preferment goes by letter and affection,
And not by old gradation, where each second
Stood heir to the first. Now, sir, be judge yourself,
Whether I in any just term am affined
To love the Moor.
[I.i.35-40]
Seguendo quella sembra una spiegazione di un risentimento cos radicato
nel suo cuore, Iago giunge quindi a sottolineare come il suo apparente
servizio nei confronti del Moro sia in realt solo uno strumento per poter
raggiungere lobiettivo che intende perseguire, cio quello di portarlo alla
disfatta; per attuare ci necessario agire discretamente, fingendo fedelt
per mascherare il suo vero volto, come attesta la frase I am not what I am:
O, sir, content you;
I follow him to serve my turn upon him:
[] Others there are
Who, trimm'd in forms and visages of duty,
Keep yet their hearts attending on themselves,
And, throwing but shows of service on their lords,
Do well thrive by them and when they have lined
their coats
Do themselves homage: these fellows have some soul;
And such a one do I profess myself. For, sir,
It is as sure as you are Roderigo,
Were I the Moor, I would not be Iago:
In following him, I follow but myself;
Heaven is my judge, not I for love and duty,
But seeming so, for my peculiar end:
For when my outward action doth demonstrate
The native act and figure of my heart
In compliment extern, tis not long after
But I will wear my heart upon my sleeve
For daws to peck at: I am not what I am.
[I.i.41-66]

Nella terza scena del primo atto, durante una discussione fra Roderigo e
Iago in cui questultimo tenta di persuaderlo a partire segretamente in guerra
per conquistare il cuore di Desdemona, vi unulteriore attestazione dei
sentimenti dodio di Iago nei confronti del Moro, senza tuttavia
approfondirne le cause:
Thou art sure of me: go, make money: I have told
thee often, and I re-tell thee again and again, I
hate the Moor: my cause is hearted; thine hath no
less reason. Let us be conjunctive in our revenge
against him: if thou canst cuckold him, thou dost
thyself a pleasure, me a sport.
[I.iii.358-363]
La stessa scena tuttavia sede di un altro importante monologo dellalfiere,
che sembra contrastare la tesi iniziale secondo la quale dietro al suo
desiderio di vendetta risiedano cause riguardanti la sua mancata possibilit
di ricoprire la carica di luogotenente; in questa occasione, Iago pone alla
base del suo rancore il presentimento che Othello sia stato lamante della
moglie, pur non avendone le prove, come egli stesso puntualizza:
[...] I hate the Moor:
And it is thought abroad, that 'twixt my sheets
He has done my office: I know not if't be true;
But I, for mere suspicion in that kind,
Will do as if for surety.
[I.iii.378-382]
Il medesimo desiderio di vendetta rivolto a Cassio, anchesso presunto
amante di Emilia, moglie di Iago:
Ill have our Michael Cassio on the hip,
Abuse him to the Moor in the rank garb
For I fear Cassio with my night-cap too []
[II.i.296-298]

Pur avendo fornito diverse presunte motivazioni volte a giustificare il suo


terribile progetto, Iago non sembra tuttavia convinto del suo stesso dire;
queste dichiarazioni sembrano al contrario un mero tentativo di validare un
disprezzo di cui egli stesso non conosce la natura, risultando incapace di
assumere qualsiasi connotazione umana che possa permettergli di ricevere
empatia da parte del pubblico, e diventando cos espressione del male pi
cupo e minaccioso.
Tale carattere ingiustificato dellagire di Iago sottolineato da Coleridge,
citato da Andrew Hadfield in William Shakespeares Othello, il quale fa
riferimento alla terza scena del primo atto, in cui Iago saluta Roderigo
affermando Go to, farewell. Put money enough in your purse (I.iii.318):
The triumph! Again, put money after the effect has been fully produced.-The last speech, [Iagos soliloquy] the motive-hunting of motiveless
malignity how awful! In itself fiendish; while yet he was allowed to bear
the divine image, too fiendish for his own steady view. A being next to
devil, only not quite deviland this Shakespeare has attemptedexecuted
without disgust, without scandal! (Hadfield 2005, 49)
Coleridge mette in evidenza come Iago ricerchi nel suo discorso delle
motivazioni per le sue stesse azioni; le ragioni menzionate, ovvero la
presunta mancata promozione ed il sospetto del tradimento della moglie con
Othello e Cassio sono semplici razionalizzazioni, che non permettono di
percepire quale sia la verit e dunque di comprendere la reale personalit di
Iago, il quale diventa il risultato delle finzioni della sua natura irrequieta,
unita ad un forte senso di superiorit intellettuale e allamore per lesercizio
del potere, in particolare nei confronti di coloro che sono moralmente
superiori a lui.
Laconseguenzadiunamalvagitcosprofondamenteradicataun
vorticedicattiveriacheaumentaincessantementenelcorsodelloperaeche

investetuttiipersonaggi,animatodaisoliloquisprezzantidiIago,chetrova
soddisfazionenelprogressodelsuopianoletale,nellameditazionedelsuo
successivoattomalignoenellalegittimitdellasuacausa.
Molti critici hanno definito Iago come figura malvagia in stile
machiavelliano, in quanto egli si propone il raggiungimento del suo scopo
tramite qualsiasi mezzo, a prescindere da ogni tipo di moralit. Un
antagonista ordinario dispone solitamente di un piano malvagio da
realizzare, in funzione del quale ogni azione compiuta allinterno della
vicenda razionalmente pianificata; al contrario, allinizio dellopera Iago
espone il piano di distruggere Othello ma non il modo attraverso il quale
intende farlo.
Iago manipola la verit e la virt a suo vantaggio, un atteggiamento
tipico degli eroi machiavelliani e legittimato in particolare nellopera Il
Principe:
Et io so che ciascuno confesser, che sarebbe laudabilissima cosa un
Principe trovarsi di tutte le sopraddette qualit, quelle che sono tenute
buone; ma perch non si possono avere, n interamente osservare per le
condizioni umane che non lo consentono, gli necessario essere tanto
prudente, che sappia fuggire linfamia di quelli vizi che li torrebbono lo
Stato, e da quelli che non gliene tolgano, guardarsi, se egli possibile; ma
non potendosi, si pu con minor rispetto lasciare andare. Ed ancora non si
curi dincorrere nellinfamia di quelli vizi, senza i quali possa difficilmente
salvare lo Stato; perch, se si considera bene tutto, si trover qualche cosa
che parr virt, e seguendola sarebbe la rovina sua; e qualcunaltra che parr
vizio, e seguendola ne risulta la sicurt, ed il ben essere suo. (Machiavelli
2013, 52)
In Shakespeare's 'Othello': Seventeenth-century Religious Identity and Its
Disguised Act, Hanita Ismail afferma che una delle idee machiavelliane la
necessit di reagire per poter assicurare lordine, anche se ci comporta
delle azioni immorali, in particolare per quanto riguarda i prncipi che hanno
lobbligo di proteggere il re ed il suo regno. Nonostante Iago non sia un

principe, egli sente che i suoi diritti, cos come i suoi possedimenti, fra cui la
moglie, gli vengono derubati da uno straniero. Secondo Iago, il futuro di
Venezia non pu essere assicurato a meno che Othello non venga eliminato,
in quanto la sua diversit rappresenta una minaccia alla sua stabilit
geografica, politica ed economica ed alla sua identit religiosa e nazionale.
Ismail afferma che, secondo la mentalit del tempo, la diversit era
percepita come minaccia, dunque il matrimonio di Othello con una giovane
aristocratica dalla pelle bianca avrebbe potuto creare un precedente e linizio
di una pratica diffusa che avrebbe potuto creare disordine della societ,
motivo per cui lapplicazione dellidea machiavelliana percepita come
latto di utilizzare la malvagit in modo obbligato: Iago quindi una perfetta
rappresentazione di tale difesa nazionale.
One of the Machiavellian ideas is the urgency to react in order to secure
interest (such as protecting a king and his reign), a prince needs to do what
is considered as necessary, even if it is immoral in nature. Although Iago
may not be a king by nature, he feels threatened when his rights as well as
possession (including Emilia) are taken away by a foreigner. []
Iago predicts a dire Venetian future if Othello is not disposed of. The
blackamoor is a representation of an invading threat and by informing the
current situation of the advancing influence of the Turks during the period,
the Venetians are alerted to the danger of miscegenation. The sleeping
Brabantio needs to be awakened (I.i.83-166). The Other was fashioned to be
perceived as an immediate threat not only to the Selfs geographical
territory but also to its political as well as economic stability, if not religious
and national identity. Refusal to acknowledge this threat will, however, open
loopholes that interrupt a conventional order and allow a possibility for a
power shift in the state. If Othellos marriage to a white aristocrat is
allowed, it is the beginning of an accepted pratice. It will bring new disorder
to the society and this is simply unacceptable. Fearing this, the application
of Machiavellian idea is perceived as an act of using necessary evil. Hence,
Iago is a perfect representation of the call for such national defence. (Ismail
2011, 97, 100)
Iago rimarca il fatto che Cassio sia fiorentino, dunque non veneziano,
nello stesso modo in cui ritiene che Othello non sia un vero veneziano, bens
un extravagant and wheeling stranger | Of here and everywhere (I.i.134-

5). A tal proposito, in Shakespeare: The Tragedies, Nicholas Marsh analizza


la presa di posizione di Iago nei confronti del luogotenente, concludendo
che, dalle parole del personaggio, emerga come the world is unjust,
rewarding false pretention over experience (I.i.134-35).
Lincapacit di Iago di discernere tra le due forze contrastanti del bene e
del male sottolineata da William Hazlitt in Characters of Shakespeares
Plays, citato da Kenneth Muir in Shakespeares Tragic Sequence, attraverso
una descrizione del personaggio tanto realistica quanto terrificante:
Some persons, more nice than wise, have thought this whole character
unnatural, because his villainy is without a sufficient motive. Shakespeare,
who was as good a philosopher as he was a poet, thought otherwise. He
knew that the love of power, which is another name for the love of mischief,
is natural to man . . . Iago in fact belongs to a class of character, common to
Shakespeare and at the same time peculiar to him; whose heads are as acute
and active as their hearts are hard and callous. Iago in to be sure an extreme
instance of the kind; that is to say, of deseased intellectual activity, with the
most perfect indifference to moral good or evil, or rather with a decided
preference of the latter, because it falls more readily in with his favourite
propensity, gives greater zest to his thoughts and scope to his actions. He is
quite or nearly as indifferent to his own fate as that of others; he runs all
risks for a trifling and doubtful advantage; and is himself the dupe and
victim of his ruling passion an insatiable craving after action of the most
difficult and dangerous kind. . . . [He] plots the ruin of his friends as an
exercise for his ingenuity, and stabs men in the dark to prevent ennui. His
gaiety, such as it is, arises from the success of his treachery; his ease from
the torture he has inflicted on others. (Muir 2004, 106)
Hazlitt mette in evidenza come, diversamente da ci che molti critici e non
ritengono, la malvagit di Iago non sia immotivata, in quanto lamore per il
potere, che comporta inevitabilmente la cattiveria, una peculiarit
delluomo. La tendenza di Iago verso il male, in quanto esso pone le sue
azioni in prospettiva di un piano in grado di legittimarle; egli corre qualsiasi
rischio pur di ottenere la sua vendetta, mettendo a repentaglio la sua stessa
vita. La sua contentezza deriva dal successo del suo crudele tradimento e la
tortura che infligge al prossimo per lui fonte di conforto.

Come evidenzia Maurice Charney in Shakespeares Villains, non un


caso che Iago utilizzi il termine snipe per definire Roderigo, personaggio
che egli sfrutter per il suo sport and profit: snipe, letteralmente
beccaccino, designa un tipo di uccello facilmente catturabile, che, insieme
alla beccaccia (woodcock), Shakespeare utilizza frequentemente per
esprimere il disprezzo; lo sdegno di Iago nei confronti del prossimo deriva
da tale sentimento di superiorit.
Limpiego del termine sport come motivazione per le sue tremende
azioni dimostra come Iago tragga piacere dai suoi piani come fini a s stessi,
e non per particolari scopi a cui possano servire. Ne deriva dunque che
lantagonista goda del suo particolare senso di trionfo che scaturisce dalla
sofferenza inflitta al prossimo. Le sue presunte ragioni, proprio come i
differentiruolicheinterpreta,sicompenetranocomeitantistrumentiche
suonanoinsiemeinunasinfoniaechecicomunicano,allostessomodo
dellamusica,nonsingolarmentemanellalorototalit.
Visonoaltriastutimanipolatorichecontribuisconoallacadutadelnobile
eroeinvarieopereshakespeareane,epropriocomeIagomostranospessoun
interesse particolare verso il processo di cambiamento degenerativo che
stannocausando,tuttavianessunaltrostrategapuesserecomparatoaIago
inscaltrezzaomalvagitinquantoOthellolunicoeroetragicoadessere
dapprima moralmente ed emotivamente Olympushigh (II.i.173) e
successivamenteaslow|Ashellsfromheaven(II.i.1734).
Alcuni critici hanno parlato di iagoism, una particolare forma di
egoismo attinente al personaggio: la prima persona singolare risuona
costantementenelsuodiscorsoinizialeconRoderigo.Taleegoismouna
formadimisantropiachesiestendeallamisoginiaesirivelainunacostante
tendenzaversoilsarcasmo,loscherno,ildisprezzoeladegradazione.Egli
respingelamoretrauominiedonnecomesemplicegratificazionesessuale
animalistica,lacortesiadaluivistacomeipocrisiaelosplendoreverbale

comepomposit.Nellazione,coscomenellinguaggio,eglilagentedella
trasformazionedegenerativachehacomeobiettiviprincipalilareputazione
diDesdemonaelatteggiamentodiOthello.
NellanalizzareiprocessimentaliallabasedeisoliloquidiIago,A.C.
Bradley,citatodaMuir,creauncollegamentoconlartedidrammaturgodi
Shakespeare,entrambicaratterizzatidaunabozzainizialechegradualmente
vienesviluppataechiaritaduranteillavorodiaffinamento:
Thereisacuriousanalogybetweentheearlystagesofdramaticcomposition
andthosesoliloquiesinwhichIagobroodsoverhisplot,drawingatfirst
onlyanoutline,puzzledhowtofixmorethanthemainidea,andgradually
seeingitdevelopandclarifyasheworksuponitorletsitwork.(Muir2004,
107)
Tuttavia lopera di Shakespeare un successo ottenuto attraverso il
controlloartisticototaledeldrammaturgo,mentreilpianodiIagosirivelail
fallimentodeglierroridivalutazionediunimprovvisatore.
NellasuaedizionediTheOxfordShakespeare:Othello,MichaelNeill
metteinevidenzailmodoincuiillinguaggiodiOthellodimostricomela
mancatapromozioneinfluenziancoraIago,unelementosottolineatodalla
sua insistenza nellutilizzare lappellativo lieutenant con unaccezione
negativa,comeseCassiosifosseletteralmenteappropriatodelsuoposto:
[]closerattentiontoIagoslanguagewillshowthatthelostpromotion
neverceasestoranklewithIago:heharpsonhisrivalsnewrankwithan
insistenceshownbynooneelseintheplay;[]hecontinues(withbarely
veiledsarcasm)toaddressCassioaslieutenantafterhehasbeencashiered
(II.iii.250,299,318)andevenafterhehimselfhasbeenpromotedinhis
rivalsstead(IV.i.99;V.i.57).Moreover,justasIagouncoveredapunning
licencefordeceitinhisownrank,sohisremorselessiterationofCassios
titledrawsattentiontotheetymologicalinsultconcealedinlieutenant
literallyoneholding[anothers]place(Frenchlieutenant).Displacement,
after all, is the unifying theme of Iagos resentments whether social,

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sexual,orpsychological.Bythesimmetricallogicofretribuition,ofcourse,
it is also the organizing principle of Iagos revenge, ensuring that his
gnawingconvictionthatOthelloandCassiohavedonemyoffice(I.iii.377
andcf.II.i.2867,298)willfindanexactequivalentintheMoorsagonized
Cassioshallhavemyplace(IV.i.253).(Neill2006,32).
Ilsensodidislocazionerappresentailtemaunificatoredeirisentimentidi
Iago, siano essi sociali, sessuali o psicologici, e dunque il principio
organizzatoredellasuavendetta.
NonostantesiaunufficialeegliordinidiOthello,adifferenzadiCassioe
Roderigo, Iago non viene mai identificato come gentleman, ed egli si
riferisce alla sua relazione con il generale come se fosse un degradante
serviziodomestico.
Iagostatoderubatodelsuopostodaunbookish...countercaster
(I.i.32), e ci aggravato dal fatto che questultimo sia un outsider, a
Florentine(i.i.21),unuomochenonappartieneallasocietlocaleeche
quindifuoriluogo.DalpuntodivistadiIagoilfattostessocheOthelloe
Cassiosisianosegretamenteaccordatiperprivarlodiuntipodioffice,
quello militare, che suggerisce che gliene abbiano rubato un altro, nei
confrontidellamoglie:
IhatetheMoor,
Anditisthoughtabroadthattwixtmysheets
Hesdonemyoffice.

[I.iii.3768]

For that I do suspect the lusty Moor


Hath leaped into my seat. The thought whereof
Doth, like a poisonous mineral, gnaw my inwards,
And nothing can or shall content my soul
Till I am evened with him, wife for wife.
Or, failing so, yet that I put the Moor
At least into a jealousy so strong
That judgment cannot cure. Which thing to do,
If this poor trash of Venice, whom I trace

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For his quick hunting, stand the putting on,


Ill have our Michael Cassio on the hip,
Abuse him to the Moor in the right garb
(For I fear Cassio with my night-cape too)
[I.ii.220-232]
Lo stesso senso di dislocamento rappresentato in modo bizzarro dalla
mostruosa fantasia onirica in cui Iago assume il posto di Desdemona
nellabbraccio adultero di Cassio:
I lay with Cassio lately
And, being troubled with a raging tooth,
I could not sleep. There are a kind of men
So loose of soul that in their sleeps will mutter
Their affairs. One of this kind is Cassio.
In sleep I heard him say Sweet Desdemona,
Let us be wary, let us hide our loves.
And then, sir, would he gripe and wring my hand,
Cry O sweet creature! and then kiss me hard,
As if he plucked up kisses by the roots
That grew upon my lips, lay his leg
Over my thigh, and sigh, and kiss, and then
Cry Cursed fate that gave thee to the Moor!
[III.iii.420-435]
Lusurpazione del posto di Desdemona una variazione ingegnosa della
simmetria della vendetta, attraverso la quale, sostituendo Othello nel letto di
Desdemona, riesce nel suo intento di essere evened with him, wife for
wife (II.i.290).
Tuttavia la sete di vendetta dellalfiere non viene saziata dallaccusa di
adulterio nei confronti del luogotenente: Cassio, luomo accusato da Iago di
essersi ingiustamente appropriato della sua promozione militare, non
soffrir esclusivamente per la perdita della propria posizione, ma verr
inoltre punito per essere il presunto usurpatore del matrimonio di Othello.
In Shakespeares Othello, Matt Simpson sottolinea come la forza motrice
delle azioni di Iago sia la consapevolezza di aver subito una grave offesa
derivante dallimportanza ricoperta per lui dalla reputazione; egli conscio

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del suo valore e della legittimit della sua ambizione. Inoltre la sua
posizione di alfiere, colui che deve portare con fierezza la bandiera di
Othello, rappresenta una simbolica identificazione con il generale, ovvero
luomo che egli odia, un possibile ulteriore motivo alla base del suo
risentimento; tale sentimento di disagio deriva, secondo Simpson, da un
possibile complesso dinferiorit legato allimmagine di s come qualcosa di
inferiore al proprio valore, in quanto egli odia trovarsi in una posizione
subordinata, che interpreta come servilismo e che lo conduce dunque al
desiderio di vendetta:
Driven by hatred and with a stinging consciousness of having been slighted,
he too values his reputation. I know my price; I am worth no worse a
place. He has been passed over in the promotion stakes, after engaging
three great ones of the city | In personal suit to speak on his behalf and he
doesnt think much of the man who got the job he expected to get. It looks
like a case not only of thwarted ambition but also of losing face. This may
be considered genuine and motive enough.
[] It might be argued that Iagos office of ensign (i.e. the bearer of
Othellos standard) is for him too close a symbolic identification with
Othello, someone he purports to hate. Such a discomfort may be further
explication of his resentment. The image of himself as something less than
his estimation of his own worth can either be seen as fuelling an arrogance
or as the workings of a profound inferiority complex. He hates being held in
an inferior position, which he interprets as servility and therefore decides on
self-seeking and mischief. (Simpson 2003, 42)
In Shakespeare and Moral Agency, Michael D. Bristol paragona Iago ad
un altro personaggio shakespeareano, Cassius di Julius Caesar, due figure
accomunate dallinvidia nei confronti di un individuo preminente; la
peculiarit del discorso di Cassius lutilizzo di elogi verso Caesar, in
particolare riguardo la sua umanit e la sua uguaglianza nei confronti degli
altri aristocratici, che enfatizzano lipocrisia della sua tecnica di
persuasione. Nonostante Cassius affermi honor is the subject of my story
(I.ii.94), linvidia della grandezza di Caesar chiaramente il suo movente,

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un sentimento che, nella sua esortazione a Brutus, Cassius riesce a tramutare


in una virt repubblicana.
Lo stesso paragone messo in evidenza da Maurice Chamey in
Shakespeares Villains, il quale sottolinea lefficacia delle abilit di
convincimento di Cassius, delle quali egli fiero, grazie allonest di
Brutus, una qualit pi volte menzionata in riferimento ad Othello; le parole
di Cassius If I were Brutus now, and he were Cassius, | He should not
humor me (I.ii.310-11) riecheggiano lespressione di Iago
Michael Hanke prende invece in considerazione un altro personaggio di
Julius Caesar in Othello: Ignatius Critical Editions, Brutus, ed il tragico
eroe Macbeth. Egli sottolinea che, pur essendo lontano dal tipo di malvagit
che caratterizza Iago, motivato esclusivamente dallinteresse personale,
anche Brutus ritenuto un individuo onesto; Brutus e Macbeth sono, come
Iago, vittime del proprio orgoglio, in funzione del quale perdono la
reputazione. Allontanandosi dalla moralit, in particolare dal comandamento
di non uccidere, si allineano con il principio espresso da Iago in base al
quale apparenza e realt sono spesso in forte contrasto, come testimonia la
sua espressione I am not what I am (I.i.66-7):
No one, surely, would consign Brutus, motivated as he is by concern for the
welfare of Rome, to the same level of villainy as Iago, who is motivated by
self-interest, though we should not forget that Antonius will describe Brutus
as an honourable man (III.ii.82) in a way that calls to mind Othellos
description of Iago as [a] man . . . of honesty (I.iii.284). Macbeth and
Julius Caesar illustrate the corrosion of characters who are not, and certainly
not from the outset, presented as thugs like Iago. We measure their final fall
against the well-deserved reputation they had formerly enjoyed among their
fellow men. And yet, in a way, both Macbeth and Brutus illuminate Iagos
character. They, too, are victims of the sin of pride. They consider it feasible
to absent themselves from morality, more specifically from the unequivocal
commandment not to murder Brutus temporarily, Macbeth permanently. In
so doing they lay claim to what we may call a transmoral position as in
Iagos I am not what I am, which epitomizes the Shaspearean dichotomy
of appeareance and reality. (Hanke 2014, 220)

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In An Introduction to Shakespeares Comedies Patrick Swinden crea un


paragone fra Othello ed unaltra opera di Shakespeare, Much Ado About
Nothing; Don John, con i suoi spietati piani, rappresenta Iago, nonostante i
suoi piani iniziali non implichino luccisione dei personaggi a lui ostili:
Borachio explains his plot to Don John in the following terms. He will
adduce proof enough to misuse the Prince, to vex Claudio, to undo hero,
and kill Leonato. So far as I can remember, no other villain in a
Shakespearean comedy behaves as villainously as this. But in a tragedy he
does. I mean in Othello. Accept Shakespeares vestigial but still creative
interest in Don Pedro as next of kin to the hero in the source, along with the
occasional depression of Claudios role which is its consequence so that
Claudio (called Don Pedro) is the go-between and Don Pedro (called
Claudio) the lover and you have a situation which is potentially the one
we find in Othello. Don Pedro, the Prince, is Othello; Claudio is Cassio;
Hero is Desdemona; and Leonato is Brabantio. Iago (Don John) intends,
initially, to misuse, not to kill, Othello; to vex Cassio; to undo Desdemona.
In the process it so happens that Brabantio dies, though I concede I should
be stretching the point if I said Iago killed him. (Swinden 1973, 93)
The Apologetics of Evil: The Case of Iago Richard Raatzsch
Here I return to the reflection that the vagueness of Iagos motives should be
regarded not as a weakness of the play, but as the very point of it. If the play
presents Iago as the very paradigm of something, then this paradigm
includes the relative unimportance of a motive. If, however, the motive
disappears in the background, what remains, apart from Iagos method of
operating? If this method consists in nothing but what the sequence or series
of his actions manifests, then the absence of a clear specification of Iagos
motive proves to be an essential point! Iagos method of operating itself is
the main issue. For any motive that could explain Iagos actions as a whole
would shift the weight of the examination away from his method toward
what drives him, say, for example, the passion of jealousy or hatred. But
how can a method be represented without the display of an actual operation
of it? Since a real operation is essentially determined by a motive, nothing is
better suited to be a model of the method of operating itself than a
pathological case of action, that is, an action without a clear motive. Such a
case is Iago. (Raatzsch 2009, 49)

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