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La gravit

La mela di Newton non leggenda - Corriere della Sera


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Gravity: la recensione del film e trailer
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La mela di Newton non leggenda - Corriere della Sera

Non gli cadde in testa ma sicuramente ispir lo scienziato a formulare


la sua teoria

La mela di Newton non leggenda


Lo dimostra un manoscritto reso pubblico dalla Royal Society. Invece le
biglie di Galileo...
Il manoscritto reso pubblico dalla Royal Scoiety britannica (Ap) ROMA Vi ricordate la storiella sul grande genio inglese del Seicento Sir Isaac Newton, che
mentre sonnecchia sotto un albero di mele viene svegliato dallimprovviso colpo di un
frutto maturo sulla sua testa? Lo scienziato sinterroga su quale sia la forza che abbia
fatto cadere la mela e, dopo un po, arriva a formulare la sua famosa legge di attrazione
universale. Ebbene, questo episodio, un tempo si spacciava per storia autentica, poi ci
hanno assicurato che era una leggenda, ora viene reso pubblico un manoscritto dellepoca
per dimostrare che si tratta di realt documentata.
LA SCOPERTA - A mettere le cose in chiaro ci ha pensato la Royal Society, la
stessa celebre societ scientifica inglese di cui Newton fu presidente, rendendo
disponibile online, per la prima volta, la biografia di Newton scritta dal suo
contemporaneo e amico William Stukeley, che conferma, in gran parte, la veridicit del
celebre aneddoto. In questo manoscritto del 1752, intitolato Memoirs of Sir Isaac
Newton's Life, Stukeley riferisce di avere raccolto dalla viva voce di Newton il ricordo di
come fu concepita la teoria della gravitazione universale: Avvenne mentre sedeva in
contemplazione, a causa della caduta di una mela. Certamente il frutto non gli piomb in
testa, come raccontano i maestri agli scolari delle elementari. Ma di sicuro lo scienziato si
trovava nel giardino della sua casa di Woolsthorpe Manor, quando assistette al tonfo del
frutto e si chiese: Perch cade sempre verso il centro della terra e non trasversalmente o
verso lalto?. Da quella domanda fondamentale, elabor poi la teoria secondo cui deve
esistere un potere attrattivo universale, proprio a tutti i corpi dotati di massa, che fu
chiamato forza di gravit. Lo stesso tipo di forza che attira i corpi verso il centro della
Terra, anche quello che governa i grandi moti astronomici dei corpi celesti. Dunque,
grazie alla divulgazione online dellopera di Stukeley, che per inciso fu anche uno dei
primi studiosi del tempio di Stonehenge, finalmente possiamo verificare che laneddoto
della mela non una panzana, ma nasce da una testimonianza diretta resa dallo stesso
Newton. La Royal Society, solitamente gelosa e discreta nel custodire il suo patrimonio
archivistico, oltre a chiarire il mistero della mela, ha voluto con questa iniziativa
celebrare il 350 anniversario della sua fondazione (1660).
MA LE BIGLIE DI GALILEO... - La storiella della mela di Newton richiama
alla mente un altro celebre aneddoto che riguarda il nostro Galileo Galilei e i suoi famosi
esperimenti dalla Torre di Pisa. Se si lasciano cadere, contemporaneamente, una piuma e

una pietra, quale delle due arriva per prima a terra? I seguaci della filosofia aristotelica,
affermavano, come dimostra lesperienza, che prima arriva la pietra e poi la piuma;
attribuendo la maggiore o minore velocit di caduta al peso dei corpi. Galilei, invece,
attribuiva la diversit di comportamento alla resistenza opposta dallaria (che maggiore
per la piuma); e sosteneva che se non ci fosse l'aria, tutti i corpi in caduta libera, piccoli e
grandi, pesanti e leggeri, arriverebbero simultaneamente. Per dimostrarlo, come ha
lasciato scritto il suo discepolo Vincenzo Viviani in un resoconto del 1654, avrebbe fatto
cadere insieme, dalla cima della Torre di Pisa, due biglie di eguale dimensione: una di
legno e laltra di ferro. Le quali, offrendo circa la stessa resistenza allaria, avrebbero
toccato il terreno contemporaneamente con gran sconcerto di tutti i filosofi. Ma anche
su questo aneddoto alcuni storici della scienza hanno seminato il germe del dubbio:
lesperimento sarebbe stato pi mentale che reale; Galilei, probabilmente lo progett, ma
non lo realizz, a causa di difficolt pratiche. La dimostrazione dellarrivo simultaneo di
corpi di diverso peso sarebbe venuta, piuttosto, dai suoi esperimenti di rotolamento di
biglie su piani variamente inclinati. Chiss che, anche in questo caso, non spuntino fuori
nuove testimonianze storiche a ristabilire la verit.
Franco Foresta Martin
18 gennaio 2010(ultima modifica: 19 gennaio 2010) RIPRODUZIONE RISERVATA
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Gravity: la recensione del film e trailer

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Chi non ha mai sognato lo spazio? Non avete mai sognato di farmi una
passeggiata nellUniverso? Da bambini non volevate diventare astronauti? Per questo
esiste il cinema, per i sogni. Gravity il film dedicato a tutti coloro che sognano di
osservare la Terra dallo spazio galleggiando. 90 minuti in cui vi sembrer sul serio di
essere nello spazio con Sandra Bullock e George Clooney.
I protagonisti sono Ryan Stone (Sandra Bullock) e Matt Kowalsky (George
Clooney) che si trovano nello spazio per una missione di routine: una riparazione nella
stazione orbitante. Allimprovviso per una violenta tempesta di meteoriti si scaglia
contro di loro distruggendo la stazione spaziale ed uccidendo i collaboratori di Ryan e
Matt che rimangono da soli a galleggiare nello spoazio nel disperato tentativo di
sopravvivere. Matt era quasi vicino alla pensione e Ryan una donna tratti quasi androgini
cercava di riprendersi da un trauma subito.
Un film senza dubbio spettacolare che ingloba molte tematiche: la solitudine e la
bellezza degli spazi sconfinati, i traumi personali ed il processo di superamento degli
stessi, le catastrofi, lignoto e la sopravvivenza. Il protagonista dunque lo spazio non la
scoperta di questo o di ci che pu vivervi o non vivervi ma lo spazio come idea di luogo
sconfinato in cui tutto possibile, in cui uno ipoteticamente ritrova se stesso o si trova di
fronte a se stesso mettendosi alla prova, in cui necessariamente si crea unavventura. Si
pu dire dunque che Cuarn si rif molto allidea dello spazio come fu concepito
cinematograficamente dai russi negli anni settanta ovvero un logo reale in cui incontrare
se stessi.
Un parallelismo che vorrei notaste: la tragica esperienza vissuta da Ryan Stone e
Matt Kowalsky che sconfina nella tematica di survival (come scordare Alive con i
protagonisti che si salvano dal disastro aereo e devono sopravvivere, meglio se non vi
dico come) che si rapporta alle tragiche esperienze di vita personali che inevitabilmente
innescano soprattutto in Ryan una metamorfosi. Molto tipico del cinema americano in cui
unavventura in uno spazio sconfinato non mai fine a se stessa ma assume i tratti di un
viaggio personale in cui i protagonisti finiscono per guardarsi dentro e risolvere i propri
conflitti.
Sceneggiatura ben fatta, ottimi i dialoghi, ottima latmosfera con un crescendo di
attesa e tensione e assolutamente ottimi gli scenari che immergono lo spettatore nello
spazio.
Due parole su Sandra e George la cui collaborazione in Gravity ha fatto pi
notizia del film stesso visto che sono due grandi del cinema (lei sempre strepitosa in
qualsiasi ruolo e io sono una sua fan). Durante le interviste si sono dimostrati molto
affiatati hanno ammesso che questo film stato unimpresa a livello personale hanno
seguito un programma molto simile a quello degli astronauti per poter reggere bene la
simulazione di assenza di gravit ragion per cui si sono duramente allenati facendo fra
laltro yoga insieme. Sandra ha riferimento anche desser stata in costante comunicazione
con la base spaziale da cui ha ricevuto preziosi consigli che hanno notevolmente influito
sulla sua perfetta perfomance. Splendido film che vi consiglio di andare a vedere. Fateci
sapere che ne pensate.

Tutte le bufale di Gravity: la lista degli errori scientifici di un grande film | Best Movie

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Gravity, lo space movie di Alfonso Cuarn arrivato nelle sale italiane settimana
scorsa, piaciuto a tutti: pubblico italiano e pubblico americano, critica, colleghi. C
qualcuno, per, che non del tutto convinto che lopera del regista messicano sia
quellesempio di perfezione che sembra essere a leggere le recensioni in giro: stiamo
parlando di Neil deGrasse Tyson, fisico americano e soprattutto divulgatore scientifico
di primissimo piano, da sempre appassionato di cultura pop, avido frequentatore dei
social network, commentatore attentissimo a tutti i fenomeni di massa che smuovono la
coscienza collettiva di Internet un uomo talmente conosciuto sulla Rete da essersi
meritato un meme tutto suo.
deGrasse Tyson ha approfittato delluscita in sala di Gravity, film che usa un
approccio molto realistico e rigoroso alla vita nello spazio, per smontarlo pezzo a
pezzo, dimostrando quanto il potere della finzione e della sospensione dellincredulit sia
di fatto centrale nel raccontare la storia dei due astronauti sopravvissuti a un incidente su
un satellite. Resta inteso che lastrofisico ha molto apprezzato Gravity, e che i tweet
che vi riportiamo qui sotto sono pi che altro un bel gioco legato alla fama (e alla
professione) delluomo che li pubblica; ci non toglie che siano decisamente interessanti,
e alle menti pi ricettive possono fornire spunti di riflessione su un film finora salutato
come un miracolo senza difetti.
Fonte: The Verge
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Esperimento PRO K: spazio alleossa! | Avamposto 42

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Avete mai sentito parlare del cilindro di ONeill? Forse s, se siete appassionati di
fantascienza. Si tratta di un progetto per un habitat spaziale molto particolare: due cilindri
in contro rotazione, alti 30 km e con un raggio di 3 km, che permettono di creare una
forza di gravit simulata dalla forza centrifuga sulla superficie interna. Siamo ancora
lontani da un simile scenario, ma questo espediente stato utilizzato da molti scrittori di
fantascienza in passato.
Oggi dobbiamo ancora fare i conti con gli effetti negativi della microgravit,
come losteoporosi, ma iniziamo ad avere le prime contromisure. Lesperimento Pro K,
per esempio, unindagine che ha il compito di valutare quali possono essere gli
accorgimenti da adottare da un punto di vista alimentare per ridurre la perdita osseadegli
astronauti. Pro K propone una dieta con un rapporto ridotto di proteine animali (acide)
rispetto alla quantit assunta di potassio (basico). Questo dovrebbe consentire una
diminuzione della perdita minerale ossea.
Il meccanismo che riduce la massa ossea nello spazio coinvolge molteplici fattori.
Il protocollo dellesperimento progettato per valutare linfluenza dei precursori acido e
base nella dieta. Il concetto che la dieta possa alterare lequilibrio acido-base del nostro
organismo non affatto nuovo ed ormai accertato che una diminuzione del pH del
sangue, causata dai prodotti acidi del metabolismo (acidosi metabolica), influisce
negativamente sulla massa ossea. Questo fenomeno stato osservato anche durante le
simulazioni a terra tramite il riposo prolungato a letto.
PRO K vuole verificare lipotesi che diminuendo rapporto tra i precursori acidi e
quelli alcalini (in particolare, come detto, proteine animali rispetto al potassio) nella dieta
si possa ridurre la perdita minerale ossea durante il volo spaziale e la successiva fase di
recupero una volta rientrati sulla Terra. Il rapporto tra le proteine animali e il potassio
presenti nella dieta degli astronauti viene dunque controllato prima, durante e dopo le
missioni, in un arco di tempo di 4 giorni. Questo permette ai ricercatori di valutare gli
effetti della dieta sulla perdita ossea in orbita e sul suo recupero una volta rientrati nella
gravit terrestre.
In caso di successo, lo studio potrebbe portare a miglioramenti nella salute delle
ossa durante le missioni di lunga durata (sei o pi mesi), tra cui lo sviluppo di una
contromisura che praticamente priva di rischi e non necessita di un carico utile (il
cosiddetto payload) supplementare. Tra laltro, PRO K non incide negativamente
nemmeno sul tempo utilizzato dallequipaggio o su altre risorse importanti.
Per saperne di pi:
http://www.nasa.gov/mission_pages/station/research/experiments/721.html
Una curiosit: Nel film Interstellar proprio un cilindro di ONeill quello
mostrato nelle scene finali.
04/03/2015
avamposto42.esa.int

Riflessioni sulla fisica di Interstellar | Zanichelli Aula di scienze

aulascienze.scuola.zanichelli.it
28 novembre 2014 Il recente film di Christopher Nolan ha avuto grande successo ed
stato presentato come nuova frontiera nella trasposizione cinematografica di idee
scientifiche davanguardia.
Interstellar ha senzaltro il merito di aver avvicinato Einstein al grande pubblico,
raccontando una storia basata sugli strani effetti previsti dalla teoria generale della
relativit.
Nella trama infatti hanno un ruolo-chiave le distorsioni estreme dello spazio-tempo, e in
particolare la dilatazione gravitazionale che fa scorrere il tempo pi lentamente l dove la
gravit pi intensa.
Qui esamineremo alcuni interrogativi sulla plausibilit del film dal punto di vista
scientifico, iniziando da una semplice questione di fisica classica e tecnologia quotidiana.
Che cosa mantiene in volo il drone indiano?
Allinizio del film il protagonista cattura un drone che secondo la sceneggiatura
alimentato a energia solare, grazie a pannelli fotovoltaici straordinariamente efficienti, ed
in volo ininterrottamente da dieci anni.
I protagonisti del film, Cooper e Murph, davanti al drone indiano: sulle ali si
intravedono i pannelli solari che ne alimentano il motore (immagine:
http://turntherightcorner.com/).
Questa scena avviene sulla superficie terrestre, dove sappiamo che la potenza
solare massima dellordine di 1 kW/m.
Il drone del film peser almeno 50 kg e ha sulle ali non pi di 3 m di pannelli solari;
anche con unefficienza del 100%, questi pannelli produrrebbero (a mezzogiorno, in
assenza di nubi) soltanto 3 kW, meno della potenza media del motore di uno scooter.
Pare semplicemente impossibile che un drone del genere voli per anni anche di notte,
anche durante le tempeste di sabbia con una fonte di energia tanto modesta.
Non proprio il massimo per le ambizioni di credibilit scientifica del film.
Si pu attraversare un tunnel gravitazionale?
Come annunciato dal titolo, nel film gli esseri umani lasciano il Sistema solare e
raggiungono stelle lontane, addirittura in unaltra galassia. Questo viaggio impossibile
con le tecnologie aerospaziali di cui disponiamo oggi; e se pure inventassimo nuovi
fantastici sistemi di propulsione, richiederebbe tempi lunghissimi.
Ecco perch c bisogno della scorciatoia cosmica rappresentata nel film da un
wormhole, una sorta di tunnel gravitazionale, che nel film qualche misteriosa entit ha
generosamente creato e posizionato vicino a Saturno.
In origine stato Einstein nel 1935, insieme al fisico Nathan Rosen, a concepire lidea
del wormhole (che perci chiamato anche ponte di Einstein-Rosen). Di solito lo si
raffigura con disegni in cui lo spazio ridotto a due dimensioni, come la superficie di un
foglio.
Per andare dalla Terra a una stella lontana stando sul piano del foglio, il percorso
sarebbe lunghissimo; ma pu diventare molto breve se esiste un tunnel che collega tra
loro due porzioni della superficie.

Il film introduce il concetto di wormhole con questanalogia bidimensionale, per poi


mostrare con grande efficacia grafica che nello spazio reale a tre dimensioni il buco
dingresso di un wormhole in realt una sfera (e il condotto del tunnel, di
conseguenza, avrebbe quattro dimensioni).
Tutto questo scientificamente corretto, seppure molto ipotetico. Certo ci si
aspetterebbe che lintensa gravit del wormhole avesse forti effetti su Saturno,
distruggendone quanto meno gli anelli. E non esiste nessuna prova del fatto che sia
possibile attraversare fisicamente un wormhole, quandanche esistesse.
Nel film comunque dodici eroici astronauti hanno gi attraversato il wormhole,
avventurandosi alla ricerca di possibili pianeti da colonizzare, e sono riusciti a inviare alla
base terrestre informazioni sulle loro scoperte. Possibile?
Dai loro nuovi pianeti, gli esploratori devono aver usato antenne super-potenti per
inviare segnali verso il wormhole; e soprattutto quei segnali, una volta attraversato a
ritroso il wormhole, devono aver puntato miracolosamente proprio verso la Terra.
Uno scenario, questo, che va ben oltre il limite della plausibilit scientifica.
Come scorre il tempo vicino a un buco nero?
Il primo pianeta extrasolare visitato dai protagonisti del film, ricoperto dacqua, in
orbita intorno a Gargantua, un buco nero. Il pianeta dunque si trova in una regione dello
spazio-tempo deformata da un campo gravitazionale intensissimo, perci un luogo in
cui per chi osserva da lontano il tempo scorre molto lentamente.
Uno spettacolare anello di gas contorna Gargantua, il buco nero intorno a cui orbita il
pianeta ricoperto dacqua visitato dai protagonisti del film (immagine:
http://timsfilmreviews.com/) Al contrario, per gli astronauti che visitano il pianeta il
tempo sullastronave-madre scorre velocemente; infatti essa li attende lontano dal buco
nero, dove la gravit molto minore. Cos, quando si ricongiungono allastronave-madre,
dopo aver passato poche ore sul pianeta, scoprono che il loro collega li ha attesi per
ventanni.
In questo non c nulla di paradossale. Nel caso dei celebri gemelli della relativit
speciale si ha un apparente paradosso perch, per ciascun gemello, dovrebbe essere il
tempo dellaltro gemello a rallentare. La dilatazione del tempo della relativit generale,
invece, un effetto gravitazionale e non simmetrico per i diversi osservatori.
La dilatazione gravitazionale del tempo un fenomeno reale e del tutto distinto dalla
dilatazione del tempo prevista dalla relativit speciale per chi viaggia a velocit altissima
(nel film, peraltro, nulla si dice sulla velocit a cui viaggiano le astronavi, n sul loro
sistema di propulsione).
Sperimentiamo la sua validit ogni giorno, quando per i nostri spostamenti ci affidiamo a
navigatori satellitari che dipendono da questo effetto.
I satelliti della costellazione GPS, infatti, orbitano a 20 000 km dalla Terra; a quella
distanza la gravit minore che sulla superficie del nostro pianeta, perci gli orologi dei
satelliti battono il tempo pi velocemente rispetto ai nostri.
La geolocalizzazione GPS, che si basa su misure di tempo (il ritardo tra i segnali ricevuti
da satelliti diversi) funziona proprio perch quelle misure vengono corrette come indicato
dalla teoria generale di Einstein.
Che cosa provoca le enormi onde sul pianeta
dellacqua?

La gravit del buco nero Gargantua si manifesta nelle gigantesche onde che spazzano il
pianeta dellacqua. Si tratta di maree come quelle che osserviamo due volte al giorno
sulla Terra, dovute al fatto che la forza di gravit varia come linverso del quadrato della
distanza.
Dal lato del globo che si affaccia verso la Luna e il Sole, la loro attrazione ha il valore
massimo, mentre dal lato opposto ha il valore minimo. Perci gli oceani formano due
rigonfiamenti le alte maree sui lati opposti del globo, e la rotazione del pianeta ci fa
attraversare ciascun rigonfiamento ogni 24 ore.
Uno spaventoso muro dacqua sta per investire gli astronauti e TARS, il robot in
dotazione alla Endurance (immagine: http://scriptshadow.net/)
Sul pianeta dellacqua di Interstellar il gradiente di gravit dovuto al buco nero
molto maggiore che sulla Terra, perci le maree hanno ampiezza enorme e producono
onde-killer.
Lesistenza di un pianeta cos vicino a un buco nero poco probabile (quelle stesse forze
di marea non avrebbero gi dovuto disintegrarlo? E quanto pu sopravvivere un pianeta
del genere, prima di essere ingoiato dal buco nero?). Ma se si suppone che esista, i
fenomeni descritti nel film sono plausibili.
Anche se il pianeta dellacqua di Interstellar esposto a una gravit molto intensa, gli
astronauti sulla sua superficie camminano normalmente. Non dovrebbero invece essere
pesantissimi? La risposta no, perch il pianeta in orbita, cio in continua caduta
libera verso il buco nero.
La situazione analoga a quella della nostra Stazione spaziale internazionale: a 400 km
di quota la forza di gravit ridotta soltanto del 10% rispetto al valore sulla superficie
terrestre. Ma nella Stazione gli astronauti non hanno peso, perch insieme alla Stazione
stanno continuamente cadendo verso la Terra.
Sul pianeta dellacqua dunque si cammina normalmente, perch si risente soltanto della
gravit dovuta alla massa del pianeta (che la sceneggiatura del film, per non aggiungere
complicazioni, postula sia simile a quella terrestre). Si pu sfruttare il terzo principio
della dinamica senza carburante?
La fisica classica, sotto forma del principio di azione e reazione, fa da deus ex machina
nella scena in cui la astronauta Brand, ai comandi dellastronave-madre, deve trovare il
modo per sfuggire al buco nero a cui si avvicinata.
Immaginate di risalire in barca a motore un fiume che scorre verso una cascata: se finisce
la benzina, come si pu evitare di finire nellabisso? Bisogner lanciare con gran forza
verso la cascata tutto ci che si trova nella barca, sperando che il rinculo ci spinga verso
monte.
In modo analogo lastronave-madre, finito il combustibile, per non essere ingoiata dal
buco nero ha bisogno di una spinta verso lesterno; e la ottiene espellendo verso il buco
nero la navicella con a bordo il protagonista Cooper.
La salvezza sembra gi improbabile nel caso della nostra barca, ma sarebbe fisicamente
impossibile nel caso di Interstellar. Lespulsione della navicella ad altissima velocit,
infatti, richiede energia (che nel caso della barca fornita dai muscoli del lanciatore). Ma
il combustibile terminato: da dove viene allora nel film lindispensabile energia? Forse
gli sceneggiatori, abbagliati dal rimando erudito al terzo principio, non si sono neppure
posti il problema.

Che cosa c dentro un buco nero?


Abbiamo visto che alcuni aspetti della storia sono discutibili dal punto di vista
scientifico. Ma quando si arriva alla parte finale del film, tutto diventa fanta- e di -scienza
non resta niente.
Un buco nero nero perch nulla, neppure la luce che contiene, pu sfuggire alla sua
attrazione gravitazionale. Per sapere che cosa c dentro un buco nero, dunque, bisogna
andare a controllare di persona.
Ma lingresso dellastronauta di Interstellar nel buco nero pura fantasia. Durante la
caduta infatti la gravit locale aumenta continuamente, e le gi citate forze di marea
distruggerebbero qualunque cosa: non c materiale in grado di resistere.
Se ci si tuffa di testa in un buco nero, la forza che attrae la testa verso la singolarit
diventa, prima o poi, molto pi intensa di quella che attrae i piedi. La gravit cos
stiracchia il corpo fino a disintegrarlo con quella che in inglese, icasticamente, si chiama
spaghettification.
Lunico astronauta che pu visitare linterno di un buco nero, in altre parole, un
astronauta morto.
Si pu influenzare il passato viaggiando nel tempo?
No: la dilatazione del tempo prevista da Einstein rende certamente possibili viaggi nel
futuro, come avviene in Interstellar con lescursione ad alta gravit sul pianeta dellacqua
(o, nellambito della relativit speciale, con il viaggio super-veloce del paradosso dei
gemelli).
Ma nessuna teoria scientifica degna di questo nome contempla la possibilit di viaggi nel
passato.
Alcuni fisici mattacchioni hanno provato a immaginare complicati schemi teorici che
renderebbero un viaggio nel passato compatibile con le leggi note della natura.
Rimane per insormontabile la semplice obiezione di un vecchio paradosso logico: se
riuscissi a viaggiare nel passato potrei uccidere mia mamma da bambina, e avrei cos la
certezza di non essere mai nato
Una descrizione delle basi teoriche della trama del film si pu trovare nel libro The
Science of Interstellar dellastrofisico Kip Thorne, che stato il principale consulente
scientifico del regista.
Chi interessato ai fondamenti della relativit generale trover unintroduzione meno
spettacolare di Interstellar, ma pi ortodossa e comprensibile nel nuovo programma
multimediale RelativitApp edito da Zanichelli.
aulascienze.scuola.zanichelli.it

I problemi di Interstellar - Il Post

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Di solito mi piace scrivere recensioni di film. un modo divertente per raccogliere i
miei pensieri attorno a un certo film, analizzarne la trama, la produzione, la
sceneggiatura, persino la sua plausibilit scientifica.
Per questo motivo ho avuto qualche ritrosia a scrivere di Interstellar. Non vedevo
davvero lora di vederlo: ma poi, dopo averlo visto, ho pensato che fosse orribile. Un
disastro totale. Se state cercando una lunga recensione di Interstellar, eccola. Non mi
piaciuto per nulla, ma proprio per nulla. E ci speravo davvero, che mi piacesse.
La cosa che pi mi spiace che il film poteva davvero essere forte. La trama, tutto
sommato, non malvagia (sebbene riciclata da un vecchio soggetto di fantascienza), e
alcune idee dentro al film funzionano. Gli effetti speciali sono pazzeschi. Fantastici. Ma
non possono bilanciare un film con dialoghi sciatti, un andamento ovvio, un messaggio
maldestro e un serioso ma poco accorto tentativo di risultare profondo. E molti dei
dettagli decisivi presenti nella trama sono un miscuglio di idee che non hanno senso.
E poi, la parte scientifica. Santo cielo. La parte scientifica.
Attenzione. Da qui in poi ci saranno molti spoiler, sappiatelo.
La trama piuttosto difficile da sintetizzare, ma ecco i punti chiave: in un
momento non precisato del futuro, tipo fra cinquantanni da oggi, il mondo si trova in una
grave crisi ambientale. I raccolti vanno male, il cibo scarseggia, miliardi di persone sono
morte. Matthew McConaughey interpreta il ruolo di Cooper, un ex pilota e ingegnere che
sta avendo difficolt a far crescere il mais nella sua fattoria dove vive insieme al suo
figlio, alla sua figlia Murph e al suocero. La figlia si lamenta del fatto che nella sua
stanza c un fantasma che sta provando a contattarla. Inizialmente scettico, Cooper
scopre che i messaggi sono veri, che sono criptati utilizzando in qualche modo la forza di
gravit e che contengono le coordinate di un luogo l vicino.
Cooper e Murph scoprono che a quelle coordinate si trova una base segreta della
NASA. A Cooper viene detto che cinquantanni prima era stata scoperta una anomalia
gravitazionale vicino Saturno: un condotto spazio-temporale, probabilmente piazzato l
dagli alieni, forse gli stessi che hanno contattato Murph. Una dozzina di pianeti abitabili
sono stati tracciati al di l del tunnel, e un gruppo di umani viene mandato l per
esplorarli. Il sistema ha tre potenziali pianeti adatti alla vita, e ora sta a Cooper pilotare
unastronave attraverso il tunnel, capire qual il pianeta migliore e salvare gli umani
dando loro una nuova casa.
A questo punto il film sbraca, sia dal punto di vista della trama sia da quello
scientifico. Per esempio: nonostante anni prima i fondi della NASA siano stati tagliati,
lagenzia ha comunque la capacit di lanciare dozzine di astronavi dal costo di centinaia
di miliardi di dollari ciascuna (e lo fa, inspiegabilmente abituatevi a questa parola da
un silo posizionato sottoterra, proprio accanto ai suoi uffici). Non chiaro perch
lastronave debba contenere degli umani e non dei robot, e lidea che da l possano essere
inviati solo dei dati a corto raggio pretesto per mandare Cooper e gli altri a dare
unocchiata mi sembrato un banale mezzuccio per far funzionare la trama.
Cooper pilota con successo lastronave attraverso il tunnel spazio-temporale:
una scena ben fatta, anche per quanto riguarda la spiegazione di come funziona un tunnel
spazio-temporale, presa in prestito dal romanzo Nelle pieghe del tempo di Madeleine

LEngle. E dallaltra parte Cooper e la sua squadra scoprono che il sistema coi tre pianeti
orbita attorno a un buco nero. Durante queste scene ho sospirato sonoramente. Da dove
prendono luce e calore questi pianeti? C bisogno di una stella per ottenere queste due
cose. Il calore non pu provenire dal buco nero, perch fra laltro Cooper dovr
inevitabilmente entrare dentro al buco nero. E quando lo far, non finir arrosto. Quindi
i pianeti sono abitabili, anche se in zona non presente alcuna fonte di calore.
Potrei andare avanti a lungo (molto a lungo) a elencare gli errori scientifici che il
film presenta da qui in avanti. Ma sceglier un esempio soltanto, dato che riguarda una
parte fondamentale della trama ma mostra esattamente quanta scienza sia stata buttata
dalla finestra nel realizzarla.
Si scopre che uno dei tre pianeti ha unorbita molto vicina al buco nero: cos
vicina che ci sono parecchi effetti sulla relativit. Nei pressi di un buco nero il tempo
rallenta (vero): di conseguenza, unora su un pianeta equivale a sette anni sulla Terra. C
per un problema: per avere quel tipo di dilatazione temporale (cio di un fattore 60.000,
in gergo), bisogna stare sulla superficie del buco nero. Ma per come si comportano i
buchi neri, per essere stabile lorbita dei pianeti devessere grande almeno tre volte la
massa dello stesso buco nero. Gli orologi a quella distanza vanno pi lenti rispetto a uno
sulla Terra: ma circa del 20 per cento. In altre parole, affinch il pianeta abbia una
dilatazione temporale come quella rappresentata nel film, dovrebbe essere troppo vicino
al buco nero per avere unorbita stabile: ci cadrebbe dentro [Phil Plait, in un secondo
articolo su Slate, si scusato dicendo di non aver calcolato che il buco nero potrebbe
ruotare su se stesso: in quel caso, potrebbe produrre la dilatazione temporale citata nel
film, ndr].
C poi un problema di effetti di marea. Un lato del pianeta molto pi vicino al
buco nero rispetto allaltro. La gravit cambia con la distanza; pi lontano vai dalla fonte
di energia, meno avr effetto la gravit. La differenza fra la forza gravitazione esercitata
da un buco nero fra i due lati dello stesso pianeta molto, molto forte: il pianeta, la cui
forma sarebbe distorta dalla forza di marea, sarebbe allungato. Per un pianeta cos vicino,
la forza di marea sarebbe enorme, e quindi finirebbe a pezzettini, vaporizzato. [Plait, nel
secondo articolo, ha corretto il tiro anche su questo fatto: ha spiegato che nonostante in
teoria abbia ragione riguardo alla forza di marea, il suo ragionamento comunque stato
inficiato dal fatto che ha considerato che il buco nero non ruotasse su se stesso, ndr].
Nel caso in cui il pianeta non cada nel buco nero, quindi, finirebbe comunque per
essere vaporizzato. In entrambi i casi non esisterebbe nessun pianeta. In tutto questo, se
anche il pianeta non fosse stato vaporizzato, la sua rotazione sarebbe bloccata: dovrebbe
mostrare sempre lo stesso lato al buco nero, di conseguenza la forza di marea dovrebbe
agire prevalentemente in una sola direzione, senza muovere dei corpi sulla superficie del
pianeta stesso. Non dovrebbero esserci onde.
La stessa esistenza del pianeta solo un esempio degli strafalcioni scientifici del
film. Ce ne sono molti altri. Fatemene citare uno: il buco nero. Per ragioni di trama,
Cooper deve andarci dentro. Attorno al buco nero vediamo ruotare una massa di
materiale, probabilmente il disco di accrescimento: un disco piatto e rotante che sta per
finire dentro al buco nero. A causa delle enormi forze che agiscono, i dischi di
accrescimento sono estremamente caldi e hanno una temperatura di milioni di gradi.
Sono inoltre cos brillanti che possono essere visti a milioni di anni luce di distanza ed
emettono una sufficiente quantit di radiazioni da distruggere qualsiasi materiale

ordinario.
Eppure Cooper ci vola vicino come se stesse viaggiando fra gli anelli di Saturno
(letteralmente: un richiamo a una scena precedente nella quale oltrepassa davvero gli
anelli di Saturno). Nella realt, la sua astronave sarebbe stata cotta a una temperatura di
un fantastilione di gradi, e lui sarebbe diventato nulla pi che un esile mucchio di
particelle subatomiche. Inoltre, nel film non vediamo il disco di accrescimento muoversi
e roteare: statico, immobile, quando in realt dovrebbe ruotare velocissimamente
attorno al buco nero.
Potreste pensare che tutto questo sia frutto di pedanteria, e in un certo senso lo .
Potrei perdonare gli strafalcioni scientifici se della buona scienza si fosse scontrata con le
esigenze della trama. Ma in questo caso la scienza cruciale per la stessa trama: il film
tutto incentrato sui buchi neri. Uno dei produttori esecutivi del film il fisico teorico Kip
Thorne (uno dei robot di Interstellar si chiama KIPP, cosa che mi ha fatto sorridere), uno
scienziato per cui nutro abbastanza rispetto. La notizia della partecipazione di Thorne al
film circolata abbastanza, perlopi per il modo in cui sono rappresentati i buchi neri nel
film ed effettivamente sono visivamente meravigliosi.
una cosa buona: il problema che nel film non c niente sui buchi neri che non
sia contenuto in un libro di testo o in una pagina di Wikipedia. Lidea della dilatazione
temporale, della deformazione dello spazio, del tunnel spazio-temporale, e perfino dei
viaggi nel tempo: sono tutte cose gi note ed utilizzate nella fantascienza. Thorne un
fisico molto bravo e importante, e non affatto mia intenzione screditarlo: ma non sono
sicuro di cosa sarebbe cambiato se non fosse stato coinvolto nel film.
Il vero problema non ha a che fare con la scienza, ma con la storia. Sono certo che
Thorne sapesse benissimo che cose del genere fossero scientificamente fallaci, ma posso
supporre che il regista e sceneggiatore Christopher Nolan abbia deciso di ignorare questi
problemi al fine di rendere pi efficace la storia. Anche ignorando i problemi scientifici
che il film pone, il modo in cui si sviluppa la storia orrendo. I personaggi hanno molta
poca profondit, per esempio, e i dialoghi sono spesso stucchevoli.
Durante una conversazione fra Cooper e Anne Hathaway sullamore, lei dice che
lamore un manufatto di proporzioni gigantesche (ma che vuol dire, fra laltro?), e
trascende i limiti dello spazio e del tempo, come se fosse una forza fisica unallusione
alla forza di gravit, che al contrario del contenuto del film trascende davvero le
dimensioni, il tempo e lo spazio. Il dialogo in questione suona come minimo innaturale, a
peggiora quando Matt Damon parla dellamore di un genitore verso i propri figli,
spiegando: la nostra evoluzione deve ancora trascendere questa semplice barriera. Chi
parla in questo modo? Il film pervaso di tentativi di sembrare profondo, ma anche
grazie a questi dialoghi faticosi suona semplicemente sciocco.
Anche la trama presenta qualche difficolt: la situazione iniziale si sviluppata
lentamente e in modo prevedibile; era ovvio sin dallinizio che i fantasmi di Murph
avrebbero costretto Cooper a gettarsi nel buco nero e a viaggiare nel tempo, cos come il
fatto che gli alieni si sarebbero poi rivelati gli umani del futuro. Questo aspetto piuttosto
interessante, ma non nuovo: Kurt Vonnegut ne ha parlato estesamente nel libro Le sirene
di Titano, per esempio. Ci sono poi riferimenti a 2001: Odissea nello Spazio e a 2010, e
a un sacco di altri film. E a volte sono pi di semplici riferimenti.
In una delle scene iniziali, prima che Cooper lasci la figlia per il suo viaggio
spaziale le lascia in dono un orologio da polso, che pi avanti nel corso del film si

riveler decisivo per le sorti dellumanit. Ho quasi urlato durante quella scena. Nel film
Contact, il personaggio di Matthew McConaughey d a Jodie Foster una bussola prima
che lei vada in giro per lo spazio, e le dice che potrebbe salvarle la vita (cosa che
effettivamente fa).
Ci sono molti altri problemi in questo film: personaggi messi da parte, grossi
snodi della trama che si basano su coincidenze oppure su commenti a bassa voce di un
dato personaggio che danno a un secondo personaggio una pazza-idea-che-potrebbefunzionare, rivoli della storia che finiscono nel nulla. un casino, ve lho detto.
Sono uno scienziato, amo la scienza, e apprezzo quando c qualcosa di
scientifico di ben scritto allinterno di un film. Ma non stata la scienza a rendere
pessimo questo film. Mi sento di dire che il problema di Interstellar che si tratta di un
film che vuole disperatamente essere profondo, ma che banalmente non lo . Se la sua
presunta profondit non ci fosse stata sbandierata in faccia ad ogni occasione, avrebbe
probabilmente funzionato meglio.
Ironicamente, un film incentrato sulla forza di gravit non dispone della gravitas
che crede di avere.
Slate
ilpost.it

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