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Scenario mondiale e chimica europea

Produzione chimica mondiale

Quota sul valore della


produzione chimica mondiale

(indici 2000=100)
150

140

Crescita media annua


chimica mondiale
(2000-2013): +2,9%

Mondo

100%
90%
80%

55%

70%

130

60%
120

50%
40%

UE

110

30%
20%

100

USA

10%
0%

90

80

45%

2001 2003 2005 2007 2009

2011

2013

1997 1999 2001 2003 2005 2007 2009 2011 2013

Paesi emergenti

Paesi avanzati

Fonte: elaborazioni su Cefic Chemdata, ACC

Lindustria chimica continua ad essere uno dei settori trainanti a livello


mondiale. Nonostante la crisi del 2008-09, il consumo mondiale di chimica
continua ad aumentare a ritmi intensi (+2,9 % nel 2000-2013).

La domanda di chimica cresce molto soprattutto nei Paesi emergenti, dove


trainata dai processi di sviluppo che vedono affiancarsi ad unestesa base
industriale, nuove infrastrutture e consumi sempre pi consistenti di beni durevoli
e non.

Dal 2000 i Paesi emergenti hanno visto una forte crescita della produzione
chimica, superando rapidamente anche la crisi del 2008-2009. I Paesi avanzati
hanno incontrato pi difficolt nel ripristinare i livelli pre-crisi, di conseguenza a
partire dal 2012 la quota dei Paesi emergenti sul valore della produzione chimica
mondiale ha superato quella dei Paesi avanzati, che attualmente rappresentano
il 45%.

In una prospettiva di medio-lungo termine la domanda mondiale di chimica


attesa continuare a crescere.
-

Da un lato, continueranno a correre i consumi di chimica dei Paesi


emergenti;

dallaltro lato, la spinta verso lo Sviluppo Sostenibile stimoler i consumi


di chimica anche nei Paesi avanzati non solo in valore (per il crescente
contenuto tecnologico dei prodotti chimici), ma anche in volume (per
laumento della penetrazione dei prodotti chimici nei settori utilizzatori).

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Scenario mondiale e chimica europea

Destinazione
dei prodotti chimici (%)
Agricoltura
Industria
- Plastica e gomma
- Metalli
- Energia, acqua, rifiuti
- Farmaceutica
- Tessile e cuoio
- Elettronica ed elettrotecnica
- Carta e stampa
- Vetro e materiali per edilizia
- Mobili e legno
- Costruzioni
- Alimentare
- Mezzi di trasporto
- Meccanica
- Estrattivo e petrolifero
- Altre industrie
Consumi finali
Servizi

4,2
68,2
19,7
7,0
5,3
5,3
4,7
4,3
3,9
3,0
3,0
2,4
2,3
2,0
1,7
1,5
1,5
17,1
10,5

Incidenza dellindustria e della chimica


nelleconomia europea
(% in termini di valore aggiunto)
2000
Industria europea / PIL
Chimica / industria europea

2012

18,5

15,2

6,7

6,8

Catena del valore dellindustria chimica


Chimica di base

FLUSSI

Acquisti
Chimica fine
e specialistica

Innovazione
Sostenibilit

Industria

Note: stime basate sui consumi di chimica in Italia, anno 2010

Fonte: Istat, Eurostat

Il prodotto chimico pu essere considerato il bene intermedio per eccellenza,


infatti, una quota preponderante dei prodotti chimici destinata agli altri
settori industriali (68%).

Di conseguenza, la chimica europea risente inevitabilmente del


ridimensionamento dellindustria manifatturiera locale, che per effetto dei
processi di delocalizzazione e della crisi ha visto ridursi la sua incidenza sul
PIL dal 18,5% del 2000 al 15,2% del 2012.

Il forte orientamento ai mercati esteri ha consentito alla produzione chimica una


performance migliore rispetto allandamento della domanda interna, infatti il suo
peso sullindustria manifatturiera leggermente aumentato.

Daltro canto, lindustria chimica rappresenta un elemento chiave per mantenere


una base industriale forte in Europa in quanto attraverso i suoi beni intermedi
trasferisce tecnologia e innovazione ai settori utilizzatori, contribuendo anche alla
loro sostenibilit.

Di conseguenza, la chimica dovrebbe essere al centro delle iniziative della


Commissione Europea per riportare lindustria manifatturiera al 20% del
PIL.

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Scenario mondiale e chimica europea

Distribuzione geografica
della produzione chimica mondiale (miliardi di euro, anno 2013)
1.047

Totale Mondo
3.156 miliardi di euro
630
Europa
non UE

612
528

103

UE

527
152

144
44

Cina

Europa

Resto
Asia

Nord
America

Giappone

America
Latina

Altri

Note: Nord America = USA, Canada e Messico


Resto Asia = Asia esclusi Cina e Giappone
Fonte: elaborazioni su Cefic Chemdata e Eurostat, 2013

La chimica mondiale realizza un valore della produzione prossimo ai 3.160


miliardi di euro.

Nonostante la rapida ascesa della Cina, prima in classifica con 1.047 miliardi di
euro, la chimica europea continua a rivestire un ruolo importante nel panorama
mondiale: con 527 miliardi di euro, rappresenta il 17% del valore della
produzione mondiale (il 20% includendo i Paesi europei non UE).

Anche sul fronte degli investimenti produttivi la Cina risulta ormai il polo di
attrazione principale con oltre 100 miliardi di euro. LEuropa e gli Stati Uniti
ricoprono comunque una posizione migliore rispetto al Giappone, alla Corea del
Sud e agli altri BRIC. Gli Stati Uniti sono attesi vedere una crescita molto
importante degli investimenti nel prossimo triennio connessa alla rivoluzione
dello shale gas.

Lindustria chimica europea garantisce posti di lavoro altamente qualificati


e occupa circa 1,2 milioni di addetti. Considerando anche loccupazione
attivata indirettamente, si stima che ben 3,2 milioni di lavoratori in
Europa abbiano un impiego collegato alla chimica.

Dagli anni Duemila loccupazione chimica tendenzialmente diminuita, in parte


anche per effetto delloutsourcing di attivit prima svolte allinterno delle imprese
chimiche con conseguente miglioramento dellefficienza. Dopo il crollo marcato
durante la crisi del 2008-2009, loccupazione si stabilizzata.

LItalia il terzo produttore chimico europeo dopo Germania e Francia e


lundicesimo a livello mondiale. Per alcune produzioni della chimica fine e
specialistica riveste posizioni anche pi rilevanti.

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Scenario mondiale e chimica europea

Occupazione nella chimica europea


(UE, milioni di addetti)
1,60

Occupazione
chimica 2013 :
1,2 milioni di addetti

1,40

1,20

Occupazione chimica
diretta e indiretta 2013 :
3,2 milioni di addetti

1,00

0,80

0,60

0,40

0,20

0,00
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Fonte: elaborazioni su Cefic Chemdata e Eurostat, 2013

Produzione chimica dellUE per Paese


Quota sul totale UE

Miliardi di euro, anno 2013

Altri
16,1%

Germania
28,4%

Belgio
6,9%
Spagna
7,4%
Paesi Bassi
9,6%

Francia
14,9%
ITALIA
9,9%

Germania
Francia
ITALIA
Paesi Bassi
Spagna
Belgio
Regno Unito
UE15
Polonia
Rep. Ceca
Ungheria
Romania
UE

149,7
78,4
52,2
50,8
39,2
36,2
35,6
489,4
14,7
6,7
5,6
2,8
526,9

Note: il dato dei Paesi Bassi include molte attivit puramente commerciali
Fonte: elaborazioni su Cefic Chemdata e Federchimica, 2013

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Scenario mondiale e chimica europea

Saldo commerciale della chimica europea


(UE, miliardi di euro)

42

43

2009

2010

48

49

2012

2013

40

35
29

29

2002

2003

32

32

2004

2005

32

2006

2007

30

2008

2011

Fonte: Cefic Chemdata

Saldo commerciale della chimica europea


per settore e area geografica (UE, miliardi di euro)
2003

2013

-1,4

-3,1

Petrolchimica

9,3

2,3

Nord America

Materie plastiche
e fibre chimiche

1,5

7,9

12,4

26,2

7,4

15,4

29,2

48,7

Inorganici di base

Chimica fine
e specialit industriali
Detergenti
e cosmetici
Totale chimica

2003

2013

4,8

15,0

11,4

8,9

America Latina

2,5

6,4

Asia

2,3

6,9

Medio Oriente

2,4

1,6

Africa

3,2

7,6

Oceania

1,4

1,7

Resto del Mondo

1,2

0,6

29,2

48,7

Europa non UE

Totale chimica

Fonte: Cefic Chemdata

L'industria chimica europea genera un surplus commerciale


raddoppiato negli ultimi 10 anni e pari a 49 miliardi di euro nel 2013.

La ricomposizione dellavanzo commerciale testimonia alcuni cambiamenti in


atto: un contributo crescente nel tempo e ormai maggioritario proviene, infatti,
dalla chimica fine e specialistica (26,2 miliardi di euro) e dalla chimica per il
consumo (15,4 miliardi di euro) mentre gli organici e gli inorganici di base
ridimensionano il loro apporto (pur restando in territorio positivo per la
petrolchimica).

La chimica europea presenta un saldo positivo rispetto a tutte le aree del Mondo.
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quasi

Scenario mondiale e chimica europea

Le prime societ chimiche nel mondo


Fatturato 2013
(miliardi di )
BASF
Sinopec
ExxonMobil
Dow Chemical
Sabic
LyondellBasell Ind.
Shell
Du Pont
Mitsubishi Chemical
Bayer
INEOS
Total
Linde Group
LG Chem
Sumitomo Chemical
Air Liquide
Akzo Nobel
Johnson Matthey
Toray
Evonik

76,7
54,4
44,6
43,0
38,0
33,2
31,8
26,9
25,6
22,0
21,0
19,4
17,3
16,5
16,4
15,8
15,1
14,0
13,4
13,4

UE
Cina
USA
USA
AS
USA
UE
USA
GP
UE
UE
UE
UE
SK
GP
UE
UE
UE
GP
UE

Sede in:

UE

USA Giappone Altri

Totale

Numero di societ

10

20

Fatturato mondiale (miliardi di )

247

148

55

109

558

Quota su prime 20 societ (%)

44

26

10

19

100

Quota su fatturato mondiale (%)

18

Note: GP = Giappone; SK= Sud Korea; AS= Arabia saudita;


Fonte: ICIS, Cefic Chemdata, 2014

La classifica delle principali imprese chimiche nel mondo segnala il


primato dell'Europa con 10 fra le prime 20 societ, che rappresentano l8%
del fatturato mondiale. Negli ultimi anni si sono affermati nuovi player provenienti
da Paesi emergenti come Sinopec (Cina), diventato ormai il secondo player a
livello mondiale, e Sabic (Arabia Saudita).

In un contesto caratterizzato dalla crescente competizione globale, stato


tendenzialmente abbandonato il modello dei grandi gruppi attivi in tutti i settori
della chimica e il processo di specializzazione ha portato allaffermarsi di imprese
leader su singoli segmenti produttivi. Questa tendenza si ulteriormente
intensificata dopo la crisi.

In Italia prevale da sempre il modello dellimpresa chimica fortemente


specializzata.
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Scenario mondiale e chimica europea

Quota di personale dedicato alla R&S in Europa


(% sul totale degli addetti a parit di ore lavorate, anno 2011)
Industria chimica

5,2%

2,9%

Industria manifatturiera

Spese di R&S
nella chimica per area geografica
(miliardi di euro, anno 2011)
8,1
7,1
6,7
5,9
1,5
1,1

UE
USA
Giappone
Cina
Corea del Sud
India

Incidenza delle spese di R&S


sul valore della produzione nella chimica europea (%)
2,8

2,2

2,1
1,8

1991

1995

1999

2003

1,5

1,5

2007

2011

Fonte: elaborazioni su Cefic Chemdata e Eurostat

La chimica un settore ad elevata intensit di ricerca: in Europa la quota di


addetti dedicati alla R&S nel settore quasi il doppio della media
manifatturiera.

LEuropa mantiene la leadership mondiale in termini di investimenti in R&S.

Lincidenza delle spese di R&S sul fatturato mostra tuttavia un andamento


cedente non solo in Europa, ma anche nelle altre principali aree avanzate (USA
e Giappone). Non si tratta comunque di una tendenza generalizzata a tutti i
prodotti chimici n inarrestabile. Al contrario, le nuove frontiere tecnologiche
dalla sostenibilit alla chimica da fonti rinnovabili, dalle nanotecnologie alle
biotecnologie potrebbero dare nuovo slancio alla R&S nellindustria chimica.

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Scenario mondiale e chimica europea

Prezzo del petrolio in Europa


e del gas naturale negli USA
$ / BTU

Investimenti dellindustria chimica


negli USA dopo la rivoluzione shale gas

$ / barile (miliardi di $)

petrolio Brent
(scala dx)

20
18

120

14
12

100

16
14

10

80

12

10

60

4
2

40

gas naturale USA

20

(Henry Hub, scala sx)

2011

2005

2007

2009

2011

2013

2013

2015

2017

2019

2021

2023

propilene

Virgin
nafta

etilene

aromatici

butadiene
propilene

Gas
naturale

etilene
Fonte: IHS, EIA, 2012

Esiste una variet elevatissima di prodotti chimici, ma essi derivano attraverso


innumerevoli trasformazioni da un numero piuttosto ristretto di prodotti di
chimica di base (i cosiddetti building blocks) la cui competitivit dipende in modo
critico dal costo delle materie prime.

Nellambito della petrolchimica, letilene il prodotto principale in termini di


volumi ma il processo produttivo (cracking) genera anche diverse altre sostanze.
Letilene pu essere ottenuto a partire dalla virgin nafta (o da altri derivati del
petrolio), come avviene prevalentemente negli impianti europei (circa l80%),
oppure dal gas naturale, come avviene prevalentemente in Medio Oriente e in
Nord America (in entrambi i casi quasi il 90%).

Il Medio Oriente gode di un notevole vantaggio di costo legato allabbondante


disponibilit di fonti energetiche. In Nord America limpiego di una nuova
tecnologia di estrazione del gas non convenzionale (shale gas) ha sganciato il
prezzo del gas naturale da quello del petrolio, migliorando significativamente la
competitivit degli impianti alimentati a gas. Ci pu rappresentare una minaccia
per gli impianti europei, anche se contano in misura rilevante anche le
dimensioni, le tecnologie adottate e gli aspetti di logistica.

Gli impianti alimentati a gas naturale generano una minore disponibilit di


prodotti chimici diversi dalletilene, in particolare con riferimento al butadiene e
agli aromatici. Di conseguenza, lo spostamento verso luso di gas naturale
potrebbe portare alla scarsit di alcuni prodotti chimici di base che hanno
importanti applicazioni (ad esempio pneumatici).
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