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0050.indice.

qxd

13-02-2009

9:26

Pagina VII

Indice
capitolo

Elementi di statistica descrittiva

ESERCIZI

.........................

...................................................

Generalit sulla statistica

......................................................

Distribuzioni statistiche

Rappresentazioni grafiche

Generalit sulla statistica

Distribuzioni statistiche

................................................

39

...................................................

40

Rappresentazioni grafiche

.............................................

43

Medie statistiche

.................................................................

16

Medie statistiche

.................................................................

47

Indici di variabilit

...............................................................

24

Indici di variabilit

...............................................................

54

Applicazioni a problemi reali

........................................

29

Applicazioni a problemi reali

................................................................................................

33

Test di autoverifica

....................................................

34

Prova strutturata conclusiva

......................................................

63

ESERCIZI

in sintesi

Applicazioni informatiche

capitolo

................................................

........................................

57

..................................................................

60

..........................................

62

Calcolo combinatorio
1

Raggruppamenti fra gli elementi


di due o pi insiemi ........................................................... 64

Raggruppamenti fra gli elementi


di due o pi insiemi ........................................................... 78

Disposizioni

65

Disposizioni

Permutazioni

..........................................................................

68

Permutazioni

..........................................................................

82

Combinazioni

.........................................................................

70

Combinazioni

.........................................................................

84

................................................................................................

74

Test di autoverifica

75

Prova strutturata conclusiva

91

ESERCIZI

in sintesi

............................................................................

Applicazioni informatiche

capitolo

....................................................

Calcolo delle probabilit

...............................................

............................................................................

..................................................................
..........................................

80

88
90

92

Il concetto di probabilit e la sua evoluzione

................

93

La probabilit nella concezione classica

................................

96

Altre impostazioni di probabilit

.....

103

La probabilit della somma logica di eventi

........................................

106

La probabilit condizionata

La probabilit del prodotto logico o composta 110

La probabilit del prodotto logico o composta 138

Concetto di variabile aleatoria o casuale

Concetto di variabile aleatoria o casuale

Il concetto di probabilit e la sua evoluzione

La probabilit nella concezione classica

Altre impostazioni di probabilit

La probabilit della somma logica di eventi

La probabilit condizionata

in sintesi

.....

124

.............................

129

.....

133

........................................

136
144

...............................................................

146

115

.............................................................................................

118

Test di autoverifica

119

Prova strutturata conclusiva

.................................................

123

............

............

Applicazioni informatiche

..

.............

.......................................

148

Soluzioni esercizi .................................................................................................................................................................................................................. 149

VII

capitolo

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Pagina 1

Elementi
di statistica
descrittiva

prerequisiti
Avere buona padronanza del calcolo algebrico
Conoscere i primi elementi della geometria analitica

conoscenze
Essere in grado di analizzare una tabella
di dati rilevati

abilit

Conoscere le principali rappresentazioni


grafiche e saper scegliere le pi funzionali

Saper tracciare e saper leggere


rappresentazioni grafiche di dati statistici

Conoscere i pi semplici valori di sintesi


e di variabilit di una distribuzione

Saper operare su una tabella per costruire


frequenze relative e percentuali
Saper calcolare medie statistiche e indici
di variabilit

percorso
STATISTICA
DESCRITTIVA
Rappresentazioni
grafiche
Medie statistiche

di calcolo

di posizione

Indici di variabilit

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capitolo 1
Vedere esercizi
a pag. 39

10:03

Pagina 2

Elementi di statistica descrittiva

1 Generalit sulla statistica


La statistica entrata in questo secolo a far parte della vita quotidiana di ognuno di
noi, essendo presente in tutti i mezzi di comunicazione di massa. Sui giornali quotidiani troviamo tabelle, grafici, rapporti percentuali, sia su argomenti di importanza vitale per la societ, sia su argomenti di natura meno impegnativa.
Espressioni quali ricerca di mercato, sondaggi di opinione, indice di ascolto, prodotto interno lordo, tasso di disoccupazione ecc., fanno parte del linguaggio comune.

nota storica
La statistica come raccolta di dati su popolazioni,
beni posseduti dagli individui, quantit di prodotti agricoli ecc. era gi presente in Cina sotto limperatore Yu (circa 2000 a.C.).
In Egitto, per censire terreni e case si invent il
catasto.
Nellantica Roma, Servio Tullio istitu il census, che
consisteva in una rilevazione ogni 5 anni per conoscere il numero dei cittadini, lammontare dei loro beni, landamento delle nascite e delle morti.
Nellantichit si raccolsero dati, non solo per la
rilevazione del numero di individui e dei loro beni ai fini della riscossione delle tasse, ma anche
per lo studio dei moti del Sole e dei pianeti, utilizzando molte osservazioni e misurazioni, effettuate in particolare dagli astronomi babilonesi (circa
2500 a.C.) e da quelli greci (circa 200 a.C.).
Il termine statistica, come descrizione della situazione geografica e sociale degli stati, si fa risa-

lire allo studioso tedesco H. Conring (1606-1681).


Una visione pi moderna della statistica come metodo di studio dovuta al belga A. Qutelet (17961874), che sosteneva la necessit di una statistica
scientifica legata al calcolo delle probabilit.
Con gli studi di K. Pearson (1857-1936) e di R.A.
Fisher (1890-1962) si ebbe un notevole progresso
sia nella ricerca di relazioni fra due o pi caratteri, sia con la teoria del campionamento e con le stime statistiche.
Il campo di applicazione della statistica si notevolmente ampliato, anzi si pu dire che ogni ambito dellattivit umana, in modo pi o meno approfondito, si avvale dei metodi statistici.
Nei paesi industrializzati si fa uso quotidianamente dei modelli statistici per rilevare, mediante il
controllo statistico di qualit, eventuali variazioni nei processi di produzione e poter quindi intervenire in tempo utile.

Varie sono le definizioni di statistica; riteniamo interessante quella proposta da B. Giardina:


La statistica, in senso moderno, propriamente lapplicazione dei metodi scientifici alla programmazione della raccolta dei dati, alla loro classificazione, elaborazione, analisi e presentazione e alla inferenza di conclusioni attendibili da essi.
(da Manuale di statistica, F. Angeli, Milano, 1962)
Per tradizione, la statistica si suddivide in:
statistica descrittiva, che consiste nella rilevazione e in una prima elaborazione di dati riguardanti fenomeni collettivi;
inferenza statistica, che permette di stimare le caratteristiche di un fenomeno collettivo partendo dallanalisi di un campione.
Nel nostro studio ci limiteremo a esaminare i fenomeni statistici dal punto di vista della statistica descrittiva, in quanto lo studio dellinferenza statistica molto pi complesso e ancora in continuo sviluppo.
Il metodo statistico si occupa non di fenomeni singoli, ma di fenomeni collettivi, allo
scopo di ricavare le leggi che li governano, o almeno di evidenziare possibili regolarit
per poterne prevedere il comportamento futuro.

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Pagina 3

Distribuzioni statistiche

esempio 1
a La produzione di unazienda agricola un fenomeno singolo, mentre la produzione delle aziende
agricole di una regione un fenomeno collettivo.
b La causa della morte del signor Rossi un fenomeno singolo, invece lanalisi della mortalit di una
popolazione secondo le varie cause riguarda un fenomeno collettivo.

I fenomeni collettivi possono presentare grande variabilit; con i metodi statistici si


cerca di sintetizzare i dati utilizzando medie, rapporti, scarti ecc.

esempio 2
a Se consideriamo il reddito dei cittadini italiani, i valori assunti possono essere molto variabili. Mediante un valore medio si sintetizza tutta una serie di dati.
b Se rileviamo il numero annuo di nascite nelle varie regioni italiane otteniamo dati molto variabili.
Mediante il rapporto fra il numero dei nati e la popolazione (detto tasso di natalit) si pu analizzare meglio il fenomeno.

Si definisce unit statistica il pi piccolo elemento sul quale si effettua unosservazione.


Si definisce popolazione statistica (o universo, se molto grande) un insieme di unit statistiche fra loro omogenee.

esempio 3

Vedere esercizi
a pag. 40

2 Distribuzioni statistiche
Le fasi fondamentali di unindagine statistica sono essenzialmente due:
rilevazione dei dati;
elaborazione dei dati.
La rilevazione dei dati statistici consiste nel raccogliere le informazioni da una popolazione statistica secondo certi caratteri, ossia certi aspetti del fenomeno, e quindi nel
raggrupparli.

esempio 1
a Nella popolazione costituita dalle famiglie di una citt si possono rilevare i seguenti caratteri: numero dei componenti, reddito del capo famiglia, possesso dellabitazione, utilizzo dei mezzi di trasporto, provincia di nascita del capo famiglia, titolo di studio ecc.
b Nella popolazione costituita dalle autovetture di nuova immatricolazione nellanno 2008 da residenti in Italia si possono rilevare i seguenti caratteri: cilindrata, potenza del motore, casa costruttrice, tipo di alimentazione, velocit massima, numero di airbag installati, numero posti ecc.

RCS Libri S.p.A. - Divisione Education, Milano

a Linsieme degli allievi di una scuola rappresenta una popolazione statistica di cui gli allievi sono
le unit statistiche.
b Linsieme delle autovetture immatricolate in Italia nel 2008 una popolazione statistica di cui
ogni autovettura una unit statistica.
c Linsieme dei libri venduti in una libreria in un dato mese una popolazione statistica di cui i libri
sono le unit statistiche.
d Linsieme dei voti espressi dagli elettori in una consultazione elettorale una popolazione statistica di cui ogni voto una unit statistica.

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capitolo 1

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Pagina 4

Elementi di statistica descrittiva

I caratteri statistici si distinguono in:


quantitativi;
qualitativi.
I caratteri quantitativi sono espressi da numeri ottenuti da enumerazioni o da misurazioni e si distinguono in discreti e continui.
Precisamente sono:
continui, se si esprimono con numeri reali, che possono assumere i valori di un intervallo, come le altezze degli studenti di una classe, i pesi delle casse di un magazzino,
lestensione di superfici coltivabili ecc.
discreti, se si esprimono generalmente mediante numeri naturali, come il numero dei
componenti di una famiglia, il numero dei vani di un appartamento, il numero degli
addetti in un settore industriale ecc.
I caratteri qualitativi sono espressi mediante aggettivi o nomi, come lo stato civile di
un insieme di persone, la nazionalit di un insieme di persone, il sesso delle persone di
un insieme ecc.
Riassumiamo in uno schema i diversi tipi di caratteri statistici.
CARATTERI

Quantitativi

Continui

Qualitativi

Discreti

prima di continuare
Esaminare se sono caratteri quantitativi o qualitativi i seguenti caratteri relativi a una indagine statistica fra gli allievi di una scuola secondaria di primo grado:
numero dei fratelli degli allievi, sesso degli allievi, peso degli allievi, comune di nascita,
mese di nascita, voto finale in una disciplina, tipo di sport praticato
Vedere
Algebra 1,
capitolo 1

Da un punto di vista matematico, una rilevazione statistica secondo un carattere opera una partizione della popolazione statistica in sottoinsiemi, ciascuno formato dalle
unit statistiche aventi la stessa modalit; inoltre, i sottoinsiemi non vuoti sono disgiunti a due a due e la loro unione la popolazione statistica stessa.
Effettuata una rilevazione statistica, i dati rilevati vengono presentati in tabelle che
possono essere a semplice entrata, a doppia entrata e composte, secondo che, rispettivamente, nella stessa popolazione statistica vengano rilevati un solo carattere, due caratteri collegati fra loro, pi caratteri.
Una tabella a semplice entrata costituita da due colonne: nella prima sono riportate
le modalit del carattere qualitativo o le intensit del carattere quantitativo, nella seconda i valori rilevati o il numero di unit statistiche corrispondenti.
Se il carattere qualitativo, la successione dei dati rilevati detta serie statistica; se il
carattere quantitativo, la successione detta seriazione statistica.
Per alcune tabelle statistiche si parla di distribuzione statistica proprio per indicare che la popolazione statistica stata suddivisa fra le varie modalit sia qualitative, sia quantitative.
Fra le distribuzioni statistiche hanno particolare rilevanza le distribuzioni di frequenze.
In statistica, con il termine frequenza assoluta si intende il numero delle unit statistiche aventi una data modalit.

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Pagina 5

Distribuzioni statistiche

Altre distribuzioni statistiche in cui i valori rilevati sono quantit misurabili, come pesi, lunghezze ecc., sono dette distribuzioni di intensit.
Vediamo alcuni esempi di tabelle a semplice entrata sia per caratteri qualitativi, sia per
caratteri quantitativi.
Tabella 1

Distribuzione degli studenti italiani per tipo di scuola, anno scolastico 2005-2006
(ISTAT, Italia in cifre 2007)

Tipo di scuola

N alunni

Dellinfanzia
Primarie
Secondarie di 1 grado
Secondarie di 2 grado

1.662.139
2.790.254
1.764.230
2.691.713

Totale

8.908.336

Si tratta di una serie statistica poich il carattere qualitativo, espresso dai tipi di scuola.
La distribuzione una distribuzione di frequenze.
A ogni modalit (tipo di scuola) associato il numero degli allievi che frequentano quel
tipo di scuola. I numeri degli allievi sono detti frequenze assolute del carattere.
Tabella 2

Produzione complessiva di frumento in Italia secondo le aree geografiche nellanno 2005


(in migliaia di quintali)
(ISTAT, Italia in cifre 2007)

Aree geografiche

Produzione frumento

Nord
Centro
Mezzogiorno

25.508
18.873
32.790

Italia

77.171

una serie geografica o territoriale, in quanto le modalit del carattere sono le aree geografiche in cui suddivisa lItalia. una distribuzione di intensit.
La totalit della produzione ripartita in tre sottoinsiemi.
Tabella 3

Rilevazione degli investimenti delle imprese per la protezione dellambiente negli anni 1997-2006
(in milioni di euro a prezzi correnti)
(ISTAT, Conti nazionali 2008)

Attenzione! Si tratta di
una serie, non di una
seriazione, in quanto i numeri
(anni) non sono dovuti a
enumerazioni o misurazioni,
ma sono contrassegni.

Anni

Investimenti

Anni

Investimenti

1997
1998
1999
2000
2001

1.061
1.364
1.489
1.700
4.163

2002
2003
2004
2005
2006

2.683
1.621
1.157
2.316
2.362

Si tratta di una serie storica o temporale, in quanto i dati rilevati sono riferiti a intervalli di tempo (mesi, anni ecc.).
Le serie storiche sono molto importanti perch permettono di analizzare
come un fenomeno si modifica al passare del tempo.

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capitolo 1

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Pagina 6

Elementi di statistica descrittiva

Tabella 4

Distribuzione delle famiglie residenti in Italia secondo il numero dei componenti


(14 Censimento del 2001 - ISTAT, Annuario statistico italiano 2006, Tavola 26.4)

N componenti

N famiglie

1
2
3
4
5
6 o pi

5.427.621
5.905.411
4.706.206
4.136.206
1.265.826
369.406

Totale

21.810.676

Si tratta di una seriazione rispetto a un carattere quantitativo discreto.


una distribuzione di frequenze. Si pu considerare una funzione che associa a ogni
valore del numero dei componenti il numero delle famiglie corrispondenti.
Tabella 5

Distribuzione del parco autovetture per classi di cilindrata (con alimentazione a benzina) nellanno 2006
(ACI, Annuario statistico 2007 - Tab. III, 24)

Classi di cilindrata (cm3)


0
800
1.200
1.600
2.000
oltre 2.500

800
1.200
1.600
2.000
2.500

N autovetture
1.735.610
9.090.133
9.509.631
2.156.710
119.753
301.812

Totale

22.913.649

Si tratta di una seriazione rispetto a un carattere quantitativo continuo.


una distribuzione di frequenze.
In questa tabella il segno
significa che a ogni intervallo appartiene lestremo destro
e non il sinistro, ossia si dice che ogni intervallo chiuso superiormente (si hanno anche tabelle in cui chiuso lestremo sinistro e aperto il destro).
Nelle distribuzioni di frequenze, oltre alle frequenze assolute, per avere una migliore valutazione del fenomeno si possono utilizzare le frequenze relative, che si ottengono dividendo ogni frequenza assoluta per la somma di tutte le frequenze. Spesso le frequenze relative si esprimono in percentuale, moltiplicando ogni quoziente per 100.
Indicato con X il carattere, una distribuzione di frequenza si pu rappresentare con il
seguente schema:
Carattere X
x1 x2 ......... xn
Frequenza assoluta Y y1 y2 ......... yn
Indicando con fi le frequenze relative, ossia il rapporto fra ogni yi e la somma di tutte
le yi, la tabella pu essere rappresentata dallo schema:
Carattere X
Frequenza relativa F

x1
f1

x2 ......... xn
f2 ......... fn

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Pagina 7

Distribuzioni statistiche

esempio 2
Nella Tabella 1 , che una serie statistica della distribuzione degli studenti secondo il tipo di scuola, si pu associare alla colonna delle frequenze assolute la colonna delle frequenze relative.
Tabella 1 bis
Nella terza colonna calcoliamo le frequenze relative e nella quarta le frequenze relative percentuali:
Tipo di scuola

N alunni

Frequenze relative

Frequenze rel. in %

Dellinfanzia
Primarie
Secondarie di 1 grado
Secondarie di 2 grado

1.662.139
2.790.254
1.764.230
2.691.713

0,1866
0,3132
0,1980
0,3022

18,66
31,32
19,80
30,22

Totale

8.908.336

1,0000

100,00

Per ricavare le frequenze relative si divide ciascuna delle frequenze assolute per la loro somma, arrotondando i quozienti ai centesimi, ai millesimi, ai decimillesimi secondo la precisione richiesta.
Si ottengono cos le frequenze relative:
f1 =

1.662.139
0,1866 arrotondato ai decimillesimi
8.908.336

f2 =

2.790.254
0,3132 arrotondato ai decimillesimi
8.908.336

f3 =

1.764.230
0,1980 arrotondato ai decimillesimi
8.908.336

f4 =

2.691.713
0,3022 arrotondato ai decimillesimi
8.908.336

Dalla colonna delle frequenze relative in percentuale si ricava che gli allievi delle scuole dellinfanzia
sono il 18,66% del totale degli studenti italiani, quelli delle scuole primarie sono il 31,32% del totale
degli studenti italiani ecc.

esempio 3
Consideriamo la distribuzione di frequenze della Tabella 5 , che riporta la distribuzione del parco autovetture per classi di cilindrata (con alimentazione a benzina) nellanno 2006.
Tabella 5 bis
Nella terza colonna calcoliamo le frequenze relative e nella quarta le frequenze relative percentuali:
Classi di cilindrata (cm3)
0
800
1.200
1.600
2.000
oltre 2.500

Totale

800
1.200
1.600
2.000
2.500

N autovetture

Frequenze relative

Frequenze rel. in %

1.735.610
9.090.133
9.509.631
2.156.710
119.753
301.812

0,0757
0,3967
0,4150
0,0941
0,0052
0,0132

7,57
39,67
41,50
9,41
0,52
1,32

22.913.649

0,9999

99,99

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capitolo 1

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Pagina 8

Elementi di statistica descrittiva


Le frequenze relative si ottengono dividendo ogni frequenza assoluta per la somma delle frequenze assolute e arrotondando i quozienti ai decimillesimi, cio:
f1 =

1.735.610
0, 0757
22.913.649

f2 =

9.090.133
0, 3967
22.913.649

Notiamo che la somma delle frequenze relative non 1, ma 0,9999; ci dovuto ai vari arrotondamenti: se si arrotondasse a un numero maggiore di cifre decimali si migliorerebbe la precisione.
Dallesame delle frequenze relative in percentuali si osserva che il 39,67% delle autovetture ha una
cilindrata compresa fra 800 e 1200 cm3, il 48,50% ha una cilindrata compresa fra 1200 e 1600 cm3,
e solo l1,32% delle autovetture ha una cilindrata superiore a 2500 cm3.

esempio 4
La seguente tabella composta riporta la distribuzione delle famiglie italiane secondo il numero dei
componenti rilevanti in due censimenti: 12 Censimento del 1981 e 14 Censimento del 2001 (vedere anche tabella 4) (Fonte ISTAT):
Tabella 6
N componenti

12 Censimento
N famiglie

14 Censimento
N famiglie

1
2
3
4
5
6 o pi

3.323.456
4.402.980
4.117.217
4.008.008
1.773.621
1.007.055

5.427.621
5.905.411
4.706.206
4.136.206
1.265.826
369.406

18.632.337

21.810.676

Totale

Calcoliamo le frequenze relative percentuali per le due distribuzioni; da esse possibile effettuare
confronti, meglio che con i dati grezzi (ossia i dati come sono stati rilevati nei censimenti), per esaminare come in 20 anni si modificata la composizione delle famiglie italiane.
Tabella 6 bis

N componenti
1
2
3
4
5
6 o pi

Totale

12 Censimento
Frequenze relative
percentuali

14 Censimento
Frequenze relative
percentuali

17,84
23,63
22,10
21,51
9,52
5,40

24,89
27,08
21,58
18,96
5,80
1,69

100,00

100,00

Confrontando i valori percentuali si rileva che la percentuale delle famiglie con un solo componente
aumentata dal 17,84% al 24,89%, mentre la percentuale delle famiglie con 6 o pi componenti diminuita dal 5,40% all1,69%.

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Pagina 9

Rappresentazioni grafiche

Le frequenze relative, soprattutto in percentuale, sono molto utilizzate nello studio delle distribuzioni statistiche, in particolare nella presentazione e nellanalisi dei dati.
Sono noti a tutti i dati forniti da televisione, radio, giornali, riviste, internet ecc. sugli
avvenimenti di attualit.
Ad esempio, nel caso di uno sciopero di una categoria di lavoratori, i media parlano di
una partecipazione del 70%, o del 35%, dei lavoratori di quella categoria, senza indicare il numero degli aderenti allo sciopero e il totale dei lavoratori appartenenti a quella
categoria.

prima di continuare
Data la seguente tabella della distribuzione per aree geografiche della popolazione residente in Italia
al 1 gennaio 2006 (ISTAT, Italia in cifre 2007), determinare le frequenze relative e le frequenze relative percentuali.
Popolazione residente

Frequenze relative

Frequenze relative
percentuali

Nord
Centro
Mezzogiorno

26.670.323
11.321.337
20.760.051

........................

........................

........................

........................

........................

........................

Totale

58.751.711

1,0000

100,00

Aree geografiche

Vedere esercizi
a pag. 43

3 Rappresentazioni grafiche
Un primo modo per analizzare le tabelle statistiche la rappresentazione grafica che permette un esame complessivo del fenomeno oggetto di studio e consente il confronto
con rilevazioni effettuate in altri luoghi o in altri tempi.
Le rappresentazioni grafiche hanno anche uno scopo divulgativo e per questo sono presenti non solo in pubblicazioni specializzate, ma in giornali, riviste di varia natura ecc.
Si possono rappresentare graficamente sia tabelle di dati grezzi, sia tabelle di frequenze assolute o relative.
Nella rappresentazione grafica molto importante la scelta delle unit di misura, che
deve tener conto dei valori minimi e massimi dei dati da rappresentare, anche perch
una scelta non opportuna pu dare unimmagine distorta del fenomeno.
In statistica si utilizzano diversi tipi di rappresentazioni grafiche secondo il carattere qualitativo o quantitativo e si possono utilizzare vari programmi gi predisposti per il computer.
Esaminiamo le rappresentazioni grafiche pi importanti.

Diagrammi cartesiani
I diagrammi cartesiani sono utilizzati soprattutto per rappresentare serie storiche e seriazioni nel discreto.
Le unit di misura sugli assi sono generalmente diverse.
Per rappresentare serie storiche si riportano sullasse delle ascisse gli anni (o in generale i tempi di rilevazione) e sullasse delle ordinate i valori corrispondenti.
Si soliti collegare i punti rappresentativi con una spezzata per evidenziare landamento del fenomeno nel tempo, oppure si utilizzano altri modi che indicheremo negli
esempi.

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capitolo 1

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Pagina 10

Elementi di statistica descrittiva

esempio 1
a Rappresentiamo graficamente la Tabella 3 , che riporta gli investimenti delle imprese per la protezione dellambiente negli anni 1997-2006.
grafico 1

Investimenti

Milioni di euro

5.000
4.000
3.000
2.000
1.000

2006

2005

2004

2003

2002

2001

2000

1999

1998

1997

Anni

Dallesame del grafico si rileva che gli investimenti in questi 10 anni sono stati molto variabili con
un massimo notevole nel 2001 e due minimi nel 1997 e nel 2004.
b Esaminiamo mediante la rappresentazione grafica la seguente tabella.
Tabella 8

Produzione di olivo e di agrumi (in migliaia di quintali) in Italia (ISTAT, Annuari statistici italiani 2001-2007)
Anni

Olivo

Agrumi

Anni

Olivo

Agrumi

1996
1997
1998
1999
2000
2001

21.951
35.911
25.485
37.651
28.103
30.162

28.477
28.997
21.748
28.748
31.001
28.954

2002
2003
2004
2005
2006

32.313
35.461
45.342
37.748
35.181

27.891
27.813
32.286
35.180
35.289

In uno stesso grafico rappresentiamo le due serie storiche:


grafico 2

Produzione di olivo e agrumi


50.000

Migliaia di quintali

40.000
30.000
Olivo
Agrumi

20.000
10.000

Anni

10

2008

2006

2004

2002

2000

1998

1996

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paragrafo 3

10:03

Pagina 11

Rappresentazioni grafiche

Dalla rappresentazione grafica possiamo rilevare landamento delle produzioni di olivo e di agrumi.
Entrambe le produzioni sono variabili, nei vari anni; in particolare, la produzione di olivo subisce
forti aumenti e altrettante diminuzioni.
c Rappresentiamo ora graficamente, mediante un diagramma cartesiano a barre, la seriazione con
valori nel discreto della distribuzione delle famiglie italiane secondo il numero dei componenti data dalla Tabella 4 .
Sullasse delle ascisse poniamo il numero dei componenti, sullasse delle ordinate le corrispondenti frequenze assolute:
grafico 3

Composizione delle famiglie


6.000.000
5.000.000
Numero famiglie

0060.capitolo1.qxd

4.000.000
3.000.000
2.000.000
1.000.000
0
1

6 o pi

Numero componenti

Per evidenziare meglio la distribuzione delle famiglie, i valori corrispondenti sono tracciati con tratto pi marcato (meno bene sarebbe collegare i punti con una spezzata, perch i valori sono discreti e non esistono valori intermedi fra due successivi).

prima di continuare
Seguendo il procedimento utilizzato per rappresentare la distribuzione delle famiglie italiane nel 14 Censimento del 2001, dare la rappresentazione grafica della distribuzione delle famiglie italiane nel 12
Censimento del 1981.

Istogrammi
Per rappresentare seriazioni con i dati raggruppati in classi, cio con intervalli consecutivi, si utilizzano particolari diagrammi detti istogrammi.
Fissato un sistema di assi cartesiani ortogonali, si riportano sullasse delle ascisse tanti intervalli consecutivi che individuano le classi e su ognuno di essi si costruisce un
rettangolo in modo che larea sia proporzionale alla relativa frequenza.
Per calcolare laltezza dei rettangoli si possono presentare due casi:
le classi hanno la stessa ampiezza, perci i rettangoli hanno uguale base e quindi le altezze risultano proporzionali alle frequenze;
le classi hanno ampiezza diversa, allora le altezze si ottengono dividendo la frequenza per lampiezza della relativa classe.

esempio 2
a Rappresentiamo mediante un istogramma la tabella della rilevazione dei ragazzi presenti a uno spettacolo teatrale secondo le classi di et.

11

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capitolo 1

10:03

Pagina 12

Elementi di statistica descrittiva

Tabella 9
Classi di et
6
8
10
12
14
16

N ragazzi

8
10
12
14
16
18

Totale

20
25
40
32
23
10
150

Le classi di questa distribuzione sono intervalli che contengono lestremo sinistro e non il destro:
sono dette classi chiuse a sinistra e aperte a destra.
Lampiezza delle classi costante, perci, dopo aver riportato gli intervalli di et, costruiamo i rettangoli aventi altezza proporzionale alle rispettive frequenze.
grafico 4

Presenze a spettacolo

Numero di ragazzi

40
35
30
25
20
15
10
5
0
0

10
Et

12

14

16

18

20

b Rappresentiamo graficamente la Tabella 5 , che riporta la distribuzione del parco autovetture alimentate a benzina secondo classi di cilindrata (cm3). Lultima classe contiene le autovetture di cilindrata superiore a 2500 cm3 e per rappresentarla si deve fissare lestremo destro dellultimo intervallo (abbiamo scelto 3000 cm3).
Avendo alcune classi ampiezze diverse e quindi i rettangoli basi diverse, dobbiamo determinare le altezze dividendo ogni frequenza per lampiezza della relativa classe (arrotondando i
valori ai centesimi) secondo lo schema seguente:
Classi di cilindrata
0
800
1200
1600
2000
2500

Attenzione! Per tracciare listogramma


tenere conto delluguaglianza o della
diseguaglianza dellampiezza delle classi.

12

800
1200
1600
2000
2500
3000

N autovetture
1.735.610
9.090.133
9.509.631
2.156.710
119.753
301.812

Altezza dei rettangoli


1.735.610 :
9.090.133 :
9.509.631 :
2.156.710 :
119.753 :
301.812 :

800
400
400
400
500
500

= 2.169,51
= 22.725,33
= 23.774,08
= 5.391,78
=
239,51
=
603,62

Queste classi sono aperte a sinistra e chiuse a destra.


Ripor tiamo sul piano car tesiano le classi sullasse delle ascisse e costruiamo i rettangoli con le altezze determinate nella terza colonna della tabella.

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Pagina 13

Rappresentazioni grafiche

grafico 5

Distribuzione del parco autovetture alimentate a benzina


25.000
20.000
15.000
10.000
5.000
3.200

3.000

2.800

2.600

2.400

2.200

2.000

1.800

1.600

1.400

1.200

1.000

800

600

400

0
200

paragrafo 3

10:03

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Classi di cilindrata (cm3)

Dallesame della rappresentazione grafica risulta evidente che la maggior parte delle autovetture
ha cilindrata compresa fra 800 cm3 e 1600 cm3. Questo risultato confermato dalla Tabella 5 bis
delle frequenze in %, da cui si poteva dedurre che oltre l81% delle autovetture ha cilindrata compresa fra quei valori.

prima di continuare
data la tabella seguente, che riporta la distribuzione di 120 famiglie secondo la spesa sostenuta (in
euro) per spettacoli cinematografici in un mese:
Classi di spesa
0
50
100
150
200

50
100
150
200
250

N famiglie
10
22
30
40
18

Rappresentare la tabella mediante un istogramma.


Le classi hanno ........................ ampiezza, perci le altezze dei rettangoli risultano

........................ .

Ortogrammi (o diagrammi a canne dorgano)


Sono le rappresentazioni grafiche pi utilizzate soprattutto per rappresentare serie statistiche di qualunque tipo.
Sono costituiti da tanti rettangoli aventi tutti basi uguali secondo le modalit del carattere e altezze proporzionali alle frequenze, o alle intensit, secondo una scala assegnata.

esempio 3
a Rappresentiamo con un ortogramma la seguente tabella sulla rilevazione della superficie (in migliaia di ettari) secondo le principali coltivazioni nellanno 2005 (ISTAT, Italia in cifre 2007).
Tabella 10
Prodotti agricoli
Agrumi e fruttiferi
Barbabietola da zucchero
Olivo
Ortive
Foraggiere
Frumento
Mais

Superficie (migliaia di ettari)


637
253
1.169
503
2.062
2.123
1.113

13

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Pagina 14

Elementi di statistica descrittiva

grafico 6

Superficie secondo coltivazioni

Migliaia di ettari

2.500
2.000
1.500
1.000

mais

frumento

foraggiere

barbabietola

agrumi e fruttiferi

500
0
ortive

capitolo 1

10:03

olivo

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Coltivazioni

Si possono rappresentare anche tabelle composte accostando rettangoli riferiti a caratteristiche


diverse (maschi e femmine, zone territoriali, nazioni ecc.) per poter effettuare confronti.
b Rappresentiamo con un ortogramma la seguente tabella sugli Arrivi di clienti (in migliaia) negli
esercizi ricettivi italiani secondo larea geografica nellanno 2005 (ISTAT, Italia in cifre 2007):
Tabella 11
Arrivi
Italiani
Stranieri

Nord

Centro

Mezzogiorno

Italia

25.875
21.437

12.316
11.986

12.021
4.704

50.212
38.127

grafico 7

Arrivi clienti

N clienti

60.000
Italiani
Stranieri

50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
0
Nord

Centro

Sud

Italia

Zone geografiche

I rettangoli possono anche essere posti orizzontalmente. Si parla allora di diagramma a nastro, come indicato nel seguente diagramma della precedente Tabella 11 .
grafico 8

Arrivi clienti
Stranieri
Nord
Centro
Sud

60.000

50.000

40.000

30.000

20.000

10.000

Italiani

N clienti

I rettangoli possono anche essere posti verticalmente uno sopra laltro.

14

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paragrafo 3

10:03

Pagina 15

Rappresentazioni grafiche

Diagrammi a settori circolari


I diagrammi a settori circolari di un cerchio, o anche di un semicerchio (detti in statistica torte), sono utilizzati per rappresentare distribuzioni di frequenze o di intensit.
Si suddivide un cerchio in settori circolari di ampiezza proporzionale alle frequenze,
espresse solitamente in forma percentuale.

esempio 4
Tabella 12

Distribuzione degli istituti di cura del Servizio Sanitario Nazionale per area geografica nellanno 2003
(ISTAT, Italia in cifre 2007)
Aree geografiche

N istituti

Frequenze (%)

436
300
545

34,04
23,42
42,54

1.281

100,00

Nord
Centro
Mezzogiorno

Italia
grafico 9

Distribuzione istituti di cura


Nord
34,04%

Mezzogiorno
42,54%

Determiniamo lampiezza degli angoli al centro dei settori


di cerchio con la proporzione:
: 360 = 34,04 : 100
: 360 = 23,42 : 100
: 360 = 42,54 : 100

122 33
84 19
153 08

Rappresentiamo i dati nel diagramma a fianco.

Centro
23,42%

Cartogrammi
I cartogrammi servono per rappresentare lintensit di un fenomeno in diverse zone geografiche.
Su una carta geografica si contrassegnano le varie parti in cui
suddiviso il fenomeno mediante simboli convenzionali e colori di diversa gradazione.
Riportiamo il cartogramma sulla densit della popolazione residente in Italia (numero di abitanti per km2; ISTAT, Italia in cifre 2007).

grafico 10
72
38

394

153

Fino a 100
Da 101 a 200
Da 201 a 300
Oltre 300

255

170
294

188

156

157
102
121
306
73
416

210
60

68
133

195

MEDIA ITALIA: 194

15

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capitolo 1

10:03

Pagina 16

Elementi di statistica descrittiva

Ideogrammi
Sono rappresentazioni mediante figure di grandezza dipendente dallintensit del fenomeno, oppure figure uguali accostate (o parti di figura) secondo la frequenza assoluta del fenomeno.
Si utilizzano soprattutto a scopo divulgativo.
Diamo lideogramma degli immigrati residenti in Italia negli anni dal 2001 al 2005 (da
Il Sole-24 Ore dell11 marzo 2007).
grafico 11

Immigrati residenti in Italia (in migliaia)

Vedere esercizi
a pag. 47

2001

1.334

2002

1.549

2003

1.990

2004

2.402

2005

2.670

4 Medie statistiche
Dopo aver rilevato i dati di unindagine statistica e dopo aver effettuato una o pi rappresentazioni grafiche per visualizzare il fenomeno, si cerca di sintetizzare i dati mediante uno o pi valori, detti medie statistiche, per poter confrontare fra loro dati riguardanti fenomeni analoghi in tempi diversi o in luoghi differenti.
Secondo la definizione classica di A.L. Cauchy (1789-1857), si considera media di un
insieme di numeri un qualsiasi valore compreso fra il minimo e il massimo dellinsieme.
Si possono avere varie medie in relazione al fenomeno oggetto della rilevazione e al
metodo della loro determinazione.
Si soliti distinguere due tipi di medie:
medie di calcolo, che si ottengono tenendo conto di tutti i dati rilevati;
medie di posizione, che si ricavano tenendo conto solo di particolari valori.
Esaminiamo ora le seguenti medie elementari che danno informazioni importanti nello studio di una rilevazione statistica: la media aritmetica, la mediana e la moda.

Media aritmetica
Fra le medie di calcolo, quella pi nota e pi utilizzata la media aritmetica.
Si definisce media aritmetica di n valori x1, x2, ..., xn il numero che si ottiene dividendo per n la somma dei valori:
x + x +...+ xn
M= 1 2
n

16

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paragrafo 4

10:03

Pagina 17

Medie statistiche

La propriet di questo valore medio che, sostituito ai dati, mantiene invariata la loro somma; infatti si ha:
x1 + x2 + ... + xn = M + M + ... + M = nM
da cui si ricava il valore di M.

esempio 1
Le votazioni riportate da un allievo nelle verifiche scritte di matematica nel primo quadrimestre sono
state:
6
6,5
7
4,5
5
Calcoliamo il voto medio con la media aritmetica:
M=

6 + 6,5 + 7 + 4,5 + 5 29
=
= 5,8
5
5

Il valore 5,8 una votazione non attribuita ad alcuna verifica, ma sintetizza il complesso delle votazioni.

esempio 2
Con i dati della Tabella 3 , determinare limporto annuo medio degli investimenti (in milioni di euro)
delle imprese per la protezione dellambiente nel periodo 1997-2006.
Si ricava:
M=

1.061 + 1.364 + 1.489 + ... + 2.316 + 2.362 19.916


= 1.991,6 (milioni di euro)
=
10
10

Pertanto, nel decennio sono stati investiti in media annualmente 1.991,6 milioni di euro.
Anche in questo caso osserviamo che tale valore non stato investito in nessun anno, per sintetizza tutti i dati mantenendo costante la loro somma.

esempio 3
Nella Tabella 8 riportata la produzione annua di olivo e di agrumi (in migliaia di quintali) in Italia.
Sintetizziamo i dati calcolando la produzione media annua.
Per lolivo si ricava:
M1 =

21.951 + 35.911 + 25.485 + ... + 37.748 + 35.181 365.308


=
= 33.209, 81 (migliaia di quintali)
11
11

Per gli agrumi si ricava:


M2 =

28.477 + 28.997 + 21.748 + ... + 35.180 + 35.289 326.384


=
= 29.671, 27 (migliaia di quintali)
11
11

Per la produzione media di olivo si pu dire che il valore medio trovato 33.209, 81 compreso fra la
minima produzione 21.951 e la massima 45.342 nel periodo rilevato.
Allo stesso modo, per la produzione media di agrumi si pu dire che il valore medio trovato 29.671, 27
compreso fra la minima produzione 21.748 e la massima 35.289 nel periodo rilevato.

Finora abbiamo esaminato il calcolo della media aritmetica di valori che si presentano
una sola volta nella rilevazione. La media aritmetica cos determinata viene detta media aritmetica semplice e si applica per le serie statistiche (ad esempio, temporali, territoriali ecc.)
Vi sono altre distribuzioni statistiche in cui i valori si presentano con frequenze diverse, e nella media si deve tenere conto non solo dei valori, ma anche delle frequenze assolute, che vengono dette pesi, in quanto i rispettivi valori contribuiscono diversamente al calcolo della media.

17

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Pagina 18

Elementi di statistica descrittiva

esempio 4
In una scuola secondaria di primo grado stata fatta una rilevazione sul numero di libri della biblioteca letti in un mese dagli alunni e si ricavata la seguente tabella.
Tabella 13

Rilevazione del numero dei libri letti dagli allievi di una scuola secondaria di primo grado
N libri letti

N allievi

0
1
2
3
4
5

12
26
44
28
23
17

Totale

150

Per calcolare il numero medio di libri letti non si deve fare la media aritmetica semplice tra i valori 0,
1, 2, 3, 4, 5, ma si deve tenere conto del numero degli allievi che hanno letto i libri.
Infatti 12 allievi hanno letto zero libri, quindi 0 12 = 0 sono i libri letti da quegli allievi, 26 allievi hanno letto 1 libro, quindi 1 26 = 26 sono i libri letti da quegli allievi, 44 allievi hanno letto 2 libri, perci 2 44 = 88 sono i libri letti da quegli allievi; ecc.
Pertanto si ha:
M=

(0 + 0 + ... + 0)12 volte + (1 + 1 + ... + 1)26 volte + ..... + (5 + 5 + ... + 5)17 volte
150

0 12 + 1 26 + ... + 5 17
=
= 2,5
150
In pratica, per tener conto delle diverse frequenze si aggiunge alla precedente tabella una colonna
con i prodotti di ciascun valore (numero libri letti) per la rispettiva frequenza (numero lettori):
N libri letti xi

N allievi yi

Prodotti xi yi

0
1
2
3
4
5

12
26
44
28
23
17

0
26
88
84
92
85

150

375

Totali

Il valore 375 rappresenta la totalit dei libri letti dai 150 allievi, pertanto si ricava:
M=

375
= 2,5
150

Si pu dire che in media ogni allievo ha letto, nel mese considerato, due libri e mezzo.

In generale, dati n valori x1, x2, ..., xn, con pesi y1, y2, ..., yn, si definisce media aritmetica ponderata il rapporto fra la somma dei prodotti di ogni valore per il rispettivo peso e la somma dei pesi:
x y + x y + ... + xn yn
M= 1 1 2 2
y1 + y2 +...+ yn

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capitolo 1

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Pagina 33

Elementi di statistica descrittiva

in sintesi Elementi di statistica descrittiva


Distribuzioni statistiche

Medie statistiche

Unit statistica il pi piccolo elemento sul quale si


effettua unosservazione.
Si definisce popolazione statistica un insieme di
unit statistiche fra loro omogenee.
Con il termine carattere si intende qualche aspetto
di un fenomeno.
I caratteri possono essere quantitativi o qualitativi.
I caratteri quantitativi sono espressi da numeri ottenuti da enumerazioni o da misurazioni e si distinguono in continui se si possono esprimere con numeri reali di un intervallo, discreti se si esprimono generalmente con numeri naturali.
I caratteri qualitativi sono espressi da aggettivi o
nomi.
Si definisce serie statistica una successione di dati rilevati rispetto a un carattere qualitativo.
Si definisce seriazione statistica una successione di
dati rilevati rispetto a un carattere quantitativo.
In statistica, con frequenza assoluta si intende il
numero di unit statistiche aventi una data modalit; con frequenza relativa si intende il rapporto fra
una frequenza assoluta e la somma di tutte le frequenze.

Media aritmetica
semplice: uguale alla somma dei dati divisa per n:

Rappresentazioni statistiche

Si utilizzano vari tipi di rappresentazioni grafiche:


diagrammi cartesiani per rappresentare serie storiche e seriazioni nel discreto;
istogrammi formati da rettangoli di base uguale o
diversa, le cui aree sono proporzionali alle rispettive frequenze, per rappresentare seriazioni con i valori raggruppati i classi;
ortogrammi (o diagrammi a canne dorgano), costituiti da rettangoli di basi uguali e altezze proporzionali alle frequenze, per rappresentare serie statistiche;
diagrammi a settori circolari (detti torte) per rappresentare distribuzioni di frequenze o di intensit;
cartogrammi per rappresentare lintensit di un fenomeno in diverse zone geografiche;
ideogrammi formati da figure di grandezza proporzionale allintensit del fenomeno, o da figure
uguali accostate secondo la frequenza assoluta del
fenomeno.

M=

x1 + x2 + ... + xn
n

ponderata: uguale al rapporto fra la somma dei


prodotti dei dati per i rispettivi pesi e la somma dei
pesi:
x y + x y + ... + xn yn
M= 1 1 2 2
y1 + y2 + ... + yn
Propriet: la media aritmetica quel valore che sostituito ai dati mantiene invariata la loro somma.
Mediana quel valore che bipartisce la distribuzione, ossia tale che non inferiore alla met dei dati ordinati e non superiore allaltra met.
Moda (o valore modale) di una distribuzione di
frequenze la modalit, o il valore della variabile, alla quale corrisponde la massima frequenza.
Indici di variabilit

Campo di variazione uguale alla differenza fra il


maggiore e il minore dei dati rilevati.
Varianza la media aritmetica semplice o ponderata del quadrato degli scarti.
Scarto quadratico medio semplice la radice quadrata della varianza:
=

( x1 M)2 + ( x2 M)2 + ... + ( xn M)2


n

Scarto quadratico medio ponderato la radice


quadrata della varianza, se gli scarti sono ponderati:
=

( x1 M)2 y1 + ( x2 M)2 y2 + ... + ( xn M)2 yn


y1 + y2 + ... + yn

Scostamento semplice medio dalla mediana la


media dei valori assoluti degli scarti fra i valori e la
mediana:
x Me + x2 Me + ... + xn Me
SMe = 1
n
Scostamento semplice medio dalla media aritmetica la media dei valori assoluti degli scarti fra
i valori e la media aritmetica.

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Applicazioni informatiche
Proposte di laboratorio
a) un foglio elettronico con il calcolo delle frequenze
b) lalgoritmo per il calcolo della media aritmetica
c) un foglio elettronico per il calcolo delle medie semplici, della moda e della mediana
d) un foglio elettronico per il calcolo della media ponderata
e) un foglio elettronico per il calcolo dei vari tipi di medie
f) un foglio elettronico con il calcolo degli indici di variabilit

a) Foglio elettronico con il calcolo delle frequenze


Consideriamo la tabella di dati demografici riportata nella pubblicazione ISTAT Italia in cifre
e, partendo dai dati relativi ai residenti per sesso nelle aree geografiche, ricaviamo gli indici di frequenza.
Impostiamo il foglio nel modo seguente:
zona A5:D10 per inserire i dati in migliaia e calcolare le somme per area e per sesso;
zona A13:D18 per calcolare le frequenze riportando a 100 il totale Italia in modo da ottenere una frequenza a carattere territoriale con la formula nella cella B14=B6/B$10 (copiabile in tutta la zona);
zona F13:I18 per calcolare le frequenze facendo 100 ogni area in modo da ottenere una
frequenza per sesso con la formula nella cella G14=B6/$D6 (copiabile in tutta la zona).
Con i due grafici a torta si evince lo stesso risultato in modo grafico.

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Pagina 35

APPLICAZIONI INFORMATICHE

b) Algoritmo per il calcolo della media aritmetica


Il calcolo della media aritmetica si ottiene con la tecnica iterativa, ripetendo un certo numero di volte le stesse operazioni.
Lalgoritmo prevede:
la lettura del numero di dati da sommare (variabile n) per poter impostare il ciclo iterativo
di lettura e di somma dei dati;
lazzeramento della variabile s che deve contenere la somma;
la gestione del ciclo con indice (istruzione FOR nei vari linguaggi di programmazione) per
leggere uno dopo laltro i singoli valori (variabile a) e sommarli (variabile s);
il calcolo del valor medio con la variabile m;
la stampa dei valori della somma e della media.
La variabile i agisce da contatore, in quanto si incrementa da 1 a n per controllare la chiusura del ciclo.
La variabile s agisce da accumulatore, in quanto parte da 0 e contiene le somme parziali fino a ottenere la somma totale dei dati.
La variabile m viene calcolata solo al termine del ciclo, dopo aver ottenuto la somma complessiva dei dati.
Forniamo il diagramma di flusso e la simulazione dellalgoritmo per calcolaINIZIO
re la media dei dati dellinsieme di 6 elementi: {12, 25, 17, 33, 42, 51}
LEGGERE n

s:=0

i da 1 a n

12

12

LEGGERE a

25

37

17

54

33

87

42

129

51

180

s:=s+a
m:=s/n
STAMPARE s,m

30

FINE

c) Foglio elettronico per il calcolo delle medie semplici,


della moda e della mediana
Proponiamo il calcolo delle medie con il foglio elettronico
utilizzando le funzioni di libreria.
Le funzioni si ottengono in modo diretto usando il pulsante
e scegliendo la categoria statistica.
Si pu osservare che la libreria comprende molte funzioni specifiche e fornisce per ciascuna di esse: la sintassi,
una spiegazione sintetica e una finestra per consentire
lutilizzo in modalit guidata.

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capitolo

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Pagina 36

Elementi di statistica descrittiva

Come esempio, impostiamo una tabella con le misure dellaltezza e del peso di un gruppo
di persone.
Il foglio contiene:
la zona A3:A26 per inserire le lettere identificative delle persone;
la zona B3:B26 che contiene le misure dellaltezza e la zona C3:C26 per le misure di
peso;
la riproduzione grafica a istogramma delle due misure; la zona A28:C33 per calcolare alcuni indici statistici con le formule di libreria.

d) Foglio elettronico per il calcolo delle media ponderata


Per calcolare la media ponderata possibile impostare i calcoli in modo analogo al procedimento manuale. Come caso esemplificativo, partiamo dai dati relativi alle altezze delle
persone gi utilizzati nello studio precedente, per costruire le classi di frequenza e calcolare la media partendo dalle classi.
Occorre:
inserire una colonna D3:D8 con i valori che identificano il valore massimo della classe, ad
esempio 180 in D6 indica la classe di altezze h con 170 < h 180;
calcolare nella colonna E il valore centrale di ogni classe con la formula in E4=(D3+D4)/2
copiabile nel resto della colonna;
calcolare la frequenza mediante la funzione specifica con la formula in
F3={FREQUENZA(B3:B26;D3:D9)}
calcolare la colonna dei prodotti in G3=E3*D3 copiabile nel resto della colonna;
calcolare la somma delle frequenze e dei prodotti;
ottenere la media nella cella H10 con la formula =G10/F10.

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ESERCIZI
c apitolo

Elementi
di statistica descrittiva

1 Generalit sulla statistica


Verificare le conoscenze
A

Scegliere la risposta corretta ai seguenti quesiti e, in caso di difficolt,


consultare il paragrafo corrispondente della parte teorica.

1) La statistica una scienza recente?


a S, una scienza sorta nel XX secolo.
b No, ha avuto origine in tempi antichissimi.

2) La statistica si occupa solo di fenomeni economici e demografici?


a S, le ricerche riguardano informazioni su persone e beni da esse posseduti.
b No, come metodo di studio si pu applicare a qualunque attivit umana.

3) Che cosa si intende per unit statistica?


a Per unit statistica si intende il pi piccolo elemento sul quale si effettua unosserva-

zione.
b Per unit statistica si intende ogni valore di un insieme di dati.

4) Che cosa si intende per popolazione statistica?


a Per popolazione statistica si intende un insieme di persone oggetto dellindagine.
b Per popolazione statistica si intende un insieme di unit statistiche fra loro omogenee.

Rispondere per iscritto alle seguenti domande aperte consultando la


teoria per la verifica della correttezza.

1) Che cos la statistica?


2) Spiegare che cosa distingue la statistica descrittiva dallinferenza statistica.

Indicare se le seguenti proposizioni sono vere o sono false.

1) La statistica sorta come indagine su persone e beni da esse posseduti.

V F

2) Il metodo statistico non si pu applicare a fenomeni fisici, naturali.

V F

3) Con popolazione statistica si intende linsieme di persone che effettuano


la rilevazione.

V F

4) In una indagine statistica non interessa un fenomeno singolo, ma interessano


fenomeni collettivi.

V F

5) Per unit statistica si intende il pi piccolo elemento che pu fornire


uninformazione.

V F

[A. 1) b; 2) b; 3) a; 4) b). C. 1) vero; 2) falso; 3) falso; 4) vero; 5) vero]

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capitolo

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Elementi di statistica descrittiva

Sviluppare le abilit
Esercizi di primo livello
1

Indicare se i seguenti fenomeni sono collettivi o singoli.


a) La misura dellaltezza dellEverest.
b) La cilindrata di unautovettura prodotta dalla Fiat nellanno 2008.
c) La produzione di mais nelle varie regioni italiane nellanno 2008.
d) La temperatura registrata in una citt alle ore 10 del mattino di un certo giorno.
e) Le temperature registrate ogni ora per 24 ore in una localit fissata.

Individuare le unit statistiche e la popolazione statistica nelle seguenti rilevazioni.


a) La produzione di cereali nelle varie regioni italiane.
b) Gli esiti degli esami di Stato nelle scuole superiori italiane.
c) I risultati delle votazioni dopo una consultazione elettorale.
d) Gli stipendi dei dipendenti di unazienda.
e) Lampiezza delle famiglie dei residenti in una citt.
f) Le vendite annue di telefoni cellulari secondo la marca.

2 Distribuzioni statistiche
Verificare le conoscenze
A

Scegliere la risposta corretta ai seguenti quesiti e, in caso di difficolt,


consultare il paragrafo corrispondente della parte teorica.

1) Che cosa si intende per carattere statistico?


a Per carattere statistico si intende ogni aspetto di un fenomeno oggetto di una rileva-

zione.
b Per carattere statistico si intende un modo di presentare una rilevazione.

2) Come si esprime un carattere qualitativo?


a Un carattere qualitativo si esprime con un attributo o un nome.
b Un carattere qualitativo si esprime con una caratteristica della rilevazione.

3) Come si esprime un carattere quantitativo?


a Un carattere quantitativo si esprime indicando una relazione fra le unit della popo-

lazione statistica.
b Un carattere quantitativo si esprime mediante numeri o intervalli di numeri reali ottenuti con enumerazioni o con misurazioni.
4) Che cosa si intende per serie statistica?
a Per serie statistica si intende una successione di dati rilevati secondo un carattere

qualitativo.
b Per serie statistica si intende un insieme di numeri in successione.

5) Che cosa si intende per seriazione statistica?


a Per seriazione statistica si intende una successione di dati rilevati secondo un carat-

tere quantitativo.
b Per seriazione statistica si intende un insieme di numeri legati da una legge matematica.

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ESERCIZI

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paragrafo

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Distribuzioni statistiche

ESERCIZI

6) Che cosa si intende per frequenza assoluta?


a Per frequenza assoluta si intende il numero delle unit statistiche rilevate.
b Per frequenza assoluta si intende il numero delle unit statistiche aventi una data

modalit.
7) Che cosa si intende per frequenza relativa?
a Per frequenza relativa si intende il rapporto fra una modalit del carattere quantita-

tivo e la frequenza assoluta corrispondente.


b Per frequenza relativa si intende il rapporto fra una frequenza assoluta e la somma
di tutte le frequenze.

Rispondere per iscritto alle seguenti domande aperte consultando la


teoria per la verifica della correttezza.

1) Esporre quali sono le fasi principali di unindagine statistica.


2) Indicare con esempi pertinenti la differenza fra caratteri qualitativi e caratteri quantitativi.
3) Spiegare con esempi la differenza fra caratteri quantitativi discreti e caratteri quantitativi continui.
4) Esporre la distinzione fra frequenze assolute, frequenze relative e frequenze percentuali.

Indicare se le seguenti proposizioni sono vere o sono false.

1) Le fasi fondamentali di unindagine statistica sono: rilevazione dei dati


ed elaborazione dei dati.
2) Per carattere statistico si intende un qualsiasi aspetto rilevabile di un fenomeno.
3) Un carattere detto quantitativo se le sue modalit si esprimono con numeri
qualsiasi.
4) Le modalit di un carattere quantitativo continuo si esprimono con intervalli
di numeri reali.
5) La frequenza assoluta il valore assoluto delle modalit di un carattere
quantitativo.
6) Per frequenza relativa si intende il rapporto fra una frequenza assoluta
e la somma di tutte le frequenze del carattere.
7) Si definiscono frequenze percentuali le percentuali dei valori discreti assunti
da un carattere quantitativo.

V F
V F
V F
V F
V F
V F
V F

[A. 1) a; 2) a; 3) b; 4) a; 5) a; 6) b; 7) b). C. 1) vero; 2) vero; 3) falso; 4) vero; 5) falso; 6) vero; 7) falso]

Sviluppare le abilit
Esercizi di primo livello
Analizzare le seguenti tabelle statistiche distinguendo le serie dalle
seriazioni e, in caso di distribuzione di frequenze, calcolare le frequenze
relative e le frequenze percentuali.
3

Tabella 1 Rilevazione delle forze di lavoro (in migliaia) nellanno 2006 secondo le zone geo-

grafiche (ISTAT, Italia in cifre 2007)


Zone geografiche
Forze di lavoro

Nord

Centro

Mezzogiorno

Totale

12.266

4.971

7.425

24.662

[Serie territoriale; distribuzione di frequenze. Frequenze relative 0,4973 - 0,2016 - 0,3011]

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