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Pala D - Non abituarti a questo. Non lo meriti, non serve, ti fa male.

NON ABITUARTI A QUESTO. NON LO MERITI, NON SERVE, TI FA MALE.


di Deanna Pala
20 dic 2014

Ci stiamo abituando. Ci stiamo abituando a perdere le cose che ci appartenevano, proviamo


sgomento nel momento in cui avvertiamo la perdita ma poi ci arrendiamo a convivere con la
mancanza.
Nelle piccole cose come nelle grandi. Mi sono abituata a guidare nelle strade della mia cittadina
tipo Mister Mag, con la faccia attaccata al cruscotto perch della luce dei lampioni rimasto
solo il lampione. Illuminare le strade, tutte e ovunque, un costo che un Comune non pu pi
permettersi.
Mi sono abituata a tagliare molto di quello che viene etichettato come superfluo.
Non tutto e non sempre. Ma prima o poi mi abituer al fare a meno di, ma spero almeno di
non finire come molti che conosco, che descrivono il nuovo stile di vita allinsegna della
privazione con un non so che di positivo, di eroico, di ritrovato stato di salute. Saper vivere con
poco una grande capacit ma poter vivere concedendosi il superfluo un diritto.
Ci siamo abituati a pensare che se conserviamo uno stipendio, pi basso rispetto a prima, ma
almeno ogni mese una grande fortuna. I ragazzi si sono abituati allidea di lavorare anche
gratis perch comunque fa esperienza. Ci siamo abituati cos tanto al fatto che DEBBA esistere
un certo tasso di disoccupazione, che grasso che cola quando almeno ce n uno in famiglia
che lavora. Ci siamo abituati cos tanto al martellamento mediatico dello Stato che non pu
permettersi di spendere, anzi di pi, non sano che spenda, che anche chi difende la spesa
pubblica lo dice bisbigliando e con la premessa la spesa pubblica va aumentata, almeno un
pochino, almeno in recessione.
In realt ci abituiamo alla scarsit ancora prima che una cosa ci venga tolta. Preannunciare la
rinuncia, enfatizzare labbondanza descrivendola come il sintomo di una malattia, ha lobiettivo
di farti abituare allidea della rinuncia. Serve a farti abbassare le sane resistenze al
cambiamento, quando vira verso il peggio. Leffetto di questa comunicazione che quando ti
arriva la notizia della cancellazione di un diritto, di un pezzo di reddito, delle abitudini
addirittura avvertirai una sensazione di ritardo rispetto allattesa negativa che nutrivi.
Come nel migliore esperimento pavloviano, ormai basta lannuncio. La shock economy ha
imparato molto dalla psicologia sperimentale.
Sfatare le superstizioni economiche con le quali lUnione Europea ti abitua alla progressiva
povert ormai anche un esercizio di sanit mentale. Una sorta di resistenza mentale e fisica,
un po come perseverare a ragionare bene allinterno di un manicomio. Non abituarti
allausterit, neanche a quella travestita da ingannevoli messaggi come la dieta dello Stato: ti
fa male, non ti serve, non necessario, una balla.
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