Sei sulla pagina 1di 5

Lumanesimo ha esordito Garfagnini - un periodo della durata di 150/200 anni, a

partire dalla met del 300. Ci soffermeremo, per presentarlo, su tre passaggi salienti.
Il primo caratterizzato dalla creazione delluniversit e dalla concessione allo studium, in
considerazione del tradizionale legame con Roma, della facolt di teologia (su questo vedi
G.C.Garfagnini, Citt e Studio a Firenze nel XIV secolo: una difficile convivenza,
in Critica
storica 25,
1988,
pp.182-201).
La repubblica di Firenze si dot cos di uno studio, di una universit. Avere il
riconoscimento di uno studium, voleva dire ottenere il riconoscimento di civitas regia,
voleva dire allargare lo sguardo sul contado e poterlo pian piano dominare. Ci sono
elementi nuovi nello studiumfiorentino. Innanzitutto non si parlava solo in latino, ma anche
in volgare. Inoltre non cera una sede vera e propria, ma linsegnamento era dislocato. La
sede dello studio - che sorgeva dove ora, appunto, via dello Studio - era un edificio preso
in affitto e non di propriet delluniversit. Domenico Bandini o de Bandini solo per
citare un esempio, venne autorizzato a tenere lezioni in casa propria. Inoltre, non si
insegnavano solo autori antichi, ma anche Dante, attraverso la lectura Dantis (Boccaccio fu
uno
dei
primi
a
ricevere
questo
incarico).
Le facolt delluniversit medioevale erano quattro: Arti (filosofia), Medicina, Diritto,
Teologia. Si poteva accedere alla Teologia solo dopo essersi laureati in una delle altre tre
facolt. Pochissime universit avevano la facolt di insegnare teologia. A Firenze questo era
possibile. E il riconoscimento della vocazione guelfa di Firenze. Remigio de Girolami fu
uno dei primi maestri di teologia. Fu il teologo della repubblica e fu tenace assertore
dellautonomia della repubblica. Nel De bono communi e nel De bono pacis affermava che
qualora sorgesse un contrasto civile fra repubblica e papato il cittadino avrebbe dovuto dare
priorit al suo essere un bonus civis, un fedele cittadino della repubblica. E la tesi gi
espressa da Tommaso dAquino nel commento alla Politica di Aristotele. E la qualit
del civis che emerge nellopera dellAquinate, come in quella di Remigio de Girolami.
Hans Baron ed Eugenio Garin sono stati i sostenitori dellumanesimo fiorentino come
umanesimo civile. Secondo la loro lettura, lumanesimo fiorentino ha avuto una precisa
connotazione civile. Salutati, Bruni, Bracciolini erano umanisti ed erano presenti nella vita
civile
della
citt.
Nello studium ci fu una grande attenzione alle humanae litterae. Per prima Firenze band
una cattedra di lingua e letteratura greca. Ci fu, inoltre, un forte legame dellumanesimo
con
la
spiritualit.
Il secondo episodio evidenziato dal prof. Garfagnini per introdurre alla comprensione
dellumanesimo fiorentino la vicenda di Antonino Pierozzi, larcivescovo di Firenze pi
noto
come
santAntonino.

SantAntonino nacque nel 1389 e mor nel 1459. Fu discepolo di Giovanni Dominici, a sua
volta seguace di Caterina da Siena. Figlio di un notaio venne accolto nellordine dei
domenicani e divenne priore. Entr nellosservanza e fu fatto vicario per losservanza in
Italia, viaggiando a Roma e Napoli. In veste di vicario torn a Firenze ed ottenne il
passaggio del Convento di San Marco in Firenze - che era dei monaci Silvestrini - ai
domenicani. Il ritorno a Firenze di Antonino coincise con il ritorno dal breve esilio di
Cosimo il Vecchio, dominatore non ufficiale della citt, ma anche interessato ai fatti
religiosi. Sono gli anni del concilio di Ferrara-Firenze, unoccasione stupenda per la
cultura. Ambrogio Traversari, che fu una delle personalit pi importanti del concilio,
tradusse le Vite dei filosofi di Diogene Laerzio. Aristotele era conosciuto all'epoca, ma gli
altri filosofi greci lo erano solo attraverso di lui. Traversari li fece conoscere pi
direttamente, attraverso le Vite. Il Medioevo, in particolare, non aveva Platone. Conosceva
solo la prima parte del Timeo, tradotto e commentato da Calcidio, un neo-platonico.
Cosimo si innamor di Platone. Affida il compito di tradurlo ad un giovane del contado i
funzionari pi fedeli erano scelti dai Medici dal contado cio a Marsilio Ficino, di Figline
Val
dArno.
SantAntonino visse il tempo del concilio. Gli interessava governare con giustizia la
diocesi, per ricostruire spiritualmente chiesa e citt. Per questo scelse come punto di
riferimento concreto il nuovo convento di San marco per Savonarola, invece, il punto di
riferimento
sar
il
Salone
dei
Cinquecento.
Vennero sfrattati i pochi Silvestrini rimasti in San Marco. Il convento venne ricostruito con
le finanze di Cosimo il Vecchio. SantAntonino protesse ed incoraggi il Beato Angelico.
Accett il progetto di Cosimo di una biblioteca per le conversazioni e le letture. E la prima
biblioteca pubblica europea. Cosimo si fece carico dei debiti di Niccol Niccoli e ne acquis
la biblioteca. Ancora in quegli anni lunico modo per avere libri era quello di farseli
prestare e di copiarli. La biblioteca del Niccoli pi quella personale di Cosimo sono
allorigine di quella di San Marco. SantAntonino comprese loccasione e seppe sfruttarla.
Nel convento di San Marco nascer poi lAccademia Marciana, nella quale si elaborer il
progetto delledizione trilingue della Bibbia, che non sar poi realizzata. Lidea sar ripresa
e
portata
a
compimento
a
Lovanio.
Antonino scrisse una Summa di teologia morale. Scrisse anche un Chronicon, nel quale la
parte dedicata alla storia contemporanea mostra una grande capacit di penetrazione della
societ di allora, utilizzando le opere di Bruni e Bracciolini, suoi contemporanei.
Le quattro caratteristiche del governo di Antonino riconosciute dai contemporanei erano:
giustizia,
misericordia,
preghiera,
predicazione.

Gi ai tempi di san Tommaso il discorso sulleconomia si era andato allargando. Antonino


parla dellusura e si vede bene che conosce bene le banche. Affronta, come fa Bernardino
da Siena, i problemi di etica economica e riconosce il valore del denaro in una economia
mercantile (con il problema del credito e delle operazioni di banca, del lucro cessante e del
danno
emergente).
Ebbe un atteggiamento molto deciso verso il clero. Volle che i servi del sacro fossero
veramente tali. Il suo biografo Vespasiano da Bisticci scrive: Ordin tutta la corte sua,
levando tutte le cose che avevano non solo simonia, ma ombra di simonia. Agli ordini si
davano voleva essere lui alla esamina, et non dava gli ordini se non a chi egli conosceva lo
meritassi, altrimenti no... Ordin di poi il clero chera in grandissimo disordine... Andava
ogni anno a vicitare tutto il vescovado... Voleva che ogni prete avessi uno breviario...
Corresse et castig molti preti disoluti, et contumaci, priv di loro benefici, per i loro cattivi
comportamenti, quando conosceva erano incorrigibili... Autorit di persona appresso di lui
non valeva, cos amministrava ragione al povero come al rico, tutti gli mandava uguali,
sanza farne diferenza ignuna. A munasteri di monache sottoposti alla sua diocesi gli castig
et ridusse alla vera via... Non voleva che le dote delle fanciulle, chi laveva a fare, facessi
che, sella si morissi, il capitale si perdessi, altrimenti non voleva che il contratto fussi
lecito.
Lopera di Antonino mirava, cio, a togliere alle grandi famiglie la possibilit di ordinare i
figli, di farli diventare preti. Si usava ancora, a quel tempo, mandare un figlio in seminario,
per lutilit della famiglia. Inoltre Antonino firmava i breviari, durante la visita pastorale,
per
controllare
che
ognuno
avesse
il
proprio
per
poter
pregare.
Cosimo fu il grande benefattore, anche se non il capo pubblico della repubblica.
A quel tempo si metteva al Monte la dote della figlia, ma alcune morivano prima di sposarsi
(ci si sposava a 13/14 anni!). Per Antonino se la figlia moriva, lo Stato doveva restituire la
dote.
Dopo il concilio alcuni intellettuali approfittarono del clima che si era ulteriormente creato.
Marsilio Ficino, incaricato da Cosimo, tradusse tutto Platone, con una sua introduzione che
accampognava i testi e li presentava, intrepretandoli. Tradusse anche le Enneadi di Plotino,
oltre a testi a met fra filosofia, teologia, magia ed astrologia. Hegel leggevr ancora
Platone
nella
traduzione
di
Ficino.
Cera, in Ficino, lidea di una pia philosophia e di una docta religio, di una religione che
concordasse con la ragione e di una filosofia che si riconciliasse con la religione.
L'umanesimo di Ficino aveva la ferma convinzione della possibilit di questo incontro,
fondato
sulle
possibilit
della
ragione
umana.

Molte pagine di Ficino riprendevano la linea della Summa contra gentiles di Tommaso
dAquino. Per Tommaso la ratio andava usata. Ognuno, prima di essere un fidelis, era uomo
e
lo
era
per
luso
della ratio.
Ficino elabor lidea che accanto alla ragione ed alla rivelazione ci fosse una catena di
eletti che avevano ricevuto una pi profonda rivelazione. Questi eletti trasmettevano tale
rivelazione oralmente. Nel De vita coelitus comparanda almeno in un libro al di l
dellortodossia, quando afferma che luomo ha la possibilit di mettersi direttamente in
sintonia con le potenze celesti, in una possibile deificatio. Assistiamo alla ripresa di temi
avicennisti, con la presenza dellidea di un intellectus propheticus che permettesse di
entrare direttamente in contatto con le sfere celesti. Ficino accolse con entusiasmo
Savonarola, ma presto se ne distacc. Scrisse una lettera ai cardinali contro di lui, negli
ultimi due anni, chiamandolo architetto di Satana. Per Ficino era ormai evidente che per
Savonarola la ragione non aveva pi un ruolo; Savonarola vedeva ormai solo la grazia e
sosteneva che luomo non potesse far altro che disporsi ad essa, a tutto detrimento della
ragione. Il tema della profezia spiega tutto Savonarola, senza bisogno della mediazione
della
ragione.
Alessandro VI offr a Savonarola il cappello cardinalizio, purch non predicasse pi. Si
ironizzato su questo, ma Alessandro Vi gli offr veramente questa possiblit. Savonarola
sal sul pergamo in duomo e disse: Io desidero il cappello rosso del martirio. Il 23 maggio
1498 fu impiccato e poi, gi morto, bruciato - non fu bruciato vivo, cme alcuni affermano.
In mezzo a queste vicende troviamo la terza figura sulla quale Garfagnini si soffermato:
Giovanni
Pico
della
Mirandola.
Egli rinunci a tutti i suoi diritti rovinando per sempre il casata dei Pico per costruire
una
biblioteca.
Invi le sue 900 tesi a Roma. Voleva mettere tutta la sua conoscenza a servizio di un
incontro per la concordia delle religioni da tenersi a Roma. Era disposto a pagare il viaggio
a tutti gli studiosi che fossero intervenuti a questo convegno da lui progettato.
Delle 900 tesi ne furono estrapolate 15/20 e 2 di esse condannate. Pico rispose con
una Apologia che aggrav la sua posizione e fugg in Francia. Era un principe, inseguito da
una bolla di scomunica. Fu protetto dal re di Francia. Poi Lorenzo de Medici dette le
garanzie
per
lui.
Pico pot cos tornare in Italia. Scrisse lHeptaplus, le Interpretazioni della Scrittura, tutte
improntate alla spiritualit savonaroliana. E un altro Pico, rispetto al precedente. Mor nel
1494, al fiorire dei gigli come gli aveva preannunciato Savonarola (era il giorno nel quale
il
re
di
Francia
entr
in
Firenze).

Era divenuto un seguace dellorazione interiore, vivendo una sua spiritualit, ma non
partecipando pi alla liturgia. La grande stagione dellumanesimo fiorentino si avvia cos
alla conclusione, ma lascia le tracce artistiche di Leonardo, Michelangelo, ecc. ecc.

Nelle risposte alle domande rivoltegli Garfagnini ha spiegato che prima del sorgere delle
universit nel medioevo, cerano le scuole cattedrali, intorno al capitolo delle cattedrali.
Cera a capo di esse lo scolarca. Ma non cera un corso regolare di studi. Poteva mancare
luna o laltra materia per il trasferimento dei professori. Nel 1215 Roberto di Courzon
firm gli Statuti dellUniversit di Parigi, i primi statuti universitari del'Europa. Da allora si
afferm un corso di studi regolare. Gli studenti ricevevano degli attestati per i corsi seguiti
e ricevevano i titoli necessari per poter insegnare a loro volta. Nel 1255, negli Statuti
dellUniversit di Parigi specificato quanto tempo si deve dedicare ad un certo maestro,
alla spiegazione di un certo passo della Scrittura, ecc. ecc. Insomma si codifica luniversit.
Lo studium fiorentino venne fondato nel 1321. Il primo laureato in Sacra Pagina cio in
teologia concluse i suoi studi alla met del 300. Suonarono le campane di Firenze a festa
per quelloccasione che sanciva il riconoscimento pieno delluniversit.. Parigi era allora
la parens scientiarum, la madre degli studi, ma non aveva la facolt di diritto. A Bologna
mancava la teologia. Era Roma a concedere la facolt di teologia. Le universit avevano
due bolle, quella della Chiesa e quella dellImpero. Solo a Napoli, la prima bolla in ordine
cronologico era stata quella dellImpero (per la sua fondazione ad opera di Federico II).
Firenze voleva lo studium, ma poi non voleva pagarne le spese. Da qui la necessit di una
sede
in
affitto.
A differenza di Baron e di Garin, Kristeller sostiene che lumanesimo fiorentino
innanzitutto letterario (e sono daccordo con lui i francesi e gli anglosassoni).
Tommaso dAquino modernissimo nella sua proposta politica. Il civis deve avere come
primo obiettivo quello del bene del comune cui appartiene. Tommaso parla anche
del consensus,
della
delega,
ecc.
ecc.
Boccaccio , in parte, ancora medioevale, ed, in parte, nei suoi scritti in volgare, gi
appartenente allumanesimo.