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ISSN 2037-6677

DPCE online 2015-1

GIAPPONE Il Governo interpreta in modo innovativo lart. 9


della Costituzione sul ricorso alluso della forza
di Giacomo Mannocci

Lo scorso 1 luglio il Governo, presieduto da Shinzo Abe, ha adottato una


risoluzione relativa alla sicurezza nazionale per garantire la sopravvivenza del
Giappone e la protezione del suo popolo contro eventuali attacchi terroristici
esterni. Tale risoluzione modifica linterpretazione consolidata e ultracinquantennale
dellart. 9 della Costituzione con il quale il Giappone ha rinunciato non solo al
diritto alla guerra, quale diritto sovrano della Nazione, ma anche alla possibilit di
avere proprie Forze armate. In realt lart. 9 della Costituzione non ha impedito nei
fatti la costruzione, subito dopo la stipula del trattato di sicurezza e cooperazione tra
USA e Giappone nel 1952, della Jieitai, Forze di autodifesa, il cui personale
definito personale civile speciale in servizio con una evidente finzione giuridica.
La compatibilit con la costituzione del trattato di sicurezza con gli Usa e delle le
Forze di autodifesa stata pi volte oggetto di dibattito in dottrina e in
giurisprudenza. A tal proposito, mentre non mai intervenuta nel merito sulla
legittimit delle Forze di autodifesa, quanto al trattato di sicurezza con gli USA, la
Corte suprema ha osservato che lart. 9 della Costituzione impedisce al Giappone di
avere un esercito, ma non preclude ad altri Stati di dislocare forze militari sul
territorio nipponico e quindi il trattato costituzionalmente legittimo. Occorre
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ricordare che le principali forze politiche presenti nella Dieta dal 1947 al 2005 hanno
sempre interpretato lart. 9 della Costituzione nel senso che preclusa la
partecipazione del Giappone a missioni di polizia internazionale sia direttamente sia
tramite supporto logistico allestero. Il dibattito politico ha cominciato ad
interessarsi ad una nuova e pi estensiva interpretazione dellart. 9 gi con il primo
Governo Abe (26 settembre 2006 26 settembre 2007). La questione venne poi
accantonata con il successivo Governo di Yasuko Fujuda e ripresa con le elezioni
del 2012, vinte nuovamente dal Partito Liberaldemocratico e dal New Komeito.
Gi al momento della sua designazione a Primo ministro da parte della Dieta, il
26 dicembre 2012, Shinzo Abe manifest la concreta intenzione di modificare la
tradizionale

interpretazione

dellart.

della

Costituzione

sul

pacifismo

costituzionale proprio per consentire al Giappone di partecipare pi attivamente


alle operazioni di polizia internazionale sotto legida delle Nazioni Unite e di
sviluppare la cooperazione militare e strategica con gli Stati Uniti, suo tradizionale
alleato. Consapevole delle difficolt e delle polemiche che ne sarebbero scaturite,
Abe non ha per intrapreso la strada della revisione costituzionale, seguendo il
procedimento previsto dallart. 96 della Costituzione, secondo cui gli emendamenti
alla Costituzione devono essere approvati con una maggioranza dei due terzi dei
membri di ciascuna Camera e poi sottoposti a referendum popolare per il quale
richiesto il voto favorevole della maggioranza dei voti espressi. Il Primo ministro ha
optato invece per una reinterpretazione dellart. 9, da realizzare mediante
unapposita delibera del Gabinetto da sottoporre alla Dieta qualora fosse necessario
modificare le fonti primarie in materia di sicurezza nazionale. Il testo della
disposizione costituzionale rimane pertanto invariato.
La decisione del 1 luglio 2014 stata preceduta da una serie di iniziative
adottate dallo stesso Governo volte al potenziamento della politiche sulla sicurezza
nazionale e da continue consultazioni con i due principali partiti che compongono la
maggioranza parlamentare il Partito Liberaldemocratico e il New Komeito . Il 17
novembre 2013 stato istituito il Consiglio di sicurezza nazionale, un comitato
interministeriale presieduto dal Primo ministro e composto da un suo consigliere e
dai Ministri degli Esteri e della Difesa; il 17 dicembre stata adottata una risoluzione
sulla politica estera e di difesa che delinea le nuove sfide geopolitiche che, a giudizio
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del Governo, il Giappone chiamato ad affrontare; il 15 maggio 2014 la


Commissione incaricata di porre le basi giuridiche per una politica di sicurezza
nazionale, composta da politici e docenti universitari nominati dal Governo, ha
presentato un Rapporto relativo alla ricostruzione dei fondamenti giuridici per la
sicurezza nazionale , che stato poi preso come base per la decisione governativa
del 1 luglio successivo. Tale risoluzione esordisce riaffermando la volont del
governo di continuare a fare del Giappone una nazione volta al mantenimento della
pace; a tal fine ricorda che dalla fine della seconda guerra mondiale, il Giappone ha
costantemente seguito il percorso di nazione pacifica, rinunciando a divenire una
potenza militare, aderendo alle Nazioni Unite, partecipando alle missioni umanitarie
con supporti logistici. Il Governo ritiene per che il contesto geopolitico del XXI
secolo imponga una rilettura dellart. 9 della Costituzione proprio alla luce delle
minacce terroristiche che possono mettere in pericolo la prosperit e il desiderio di
pace del popolo giapponese. La risoluzione sostiene che lart. 9 deve essere letto in
stretta correlazione con lart. 13 della Costituzione in base al quale la legge e i
pubblici poteri devono rispettare tutte le persone come individui, ma devono altres
garantire il loro diritto alla vita, alla libert ed al raggiungimento della felicit. Questi
diritti possono essere minacciati da attacchi terroristici esterni e pertanto i soggetti
deputati alla sicurezza nazionale del Giappone le Forze di autodifesa, la Guardia
costiera e la Polizia hanno lobbligo di intervenire senza per questo venir meno al
divieto di autodifesa collettiva prevista dallart. 9 della Costituzione. Sulla base di
questa peculiare interpretazione del combinato disposto dagli articoli 9 e 13 della
Costituzione, il Governo ha approvato una risoluzione suddivisa in quattro parti.
Nella prima parte si affronta lipotesi di un attacco al Giappone che non comporti
luso di forze militari. In tal caso ci dovrebbe essere un coordinamento fra Polizia di
Stato, Guardia costiera e Forze di autodifesa per prevenire attacchi non militari
contro le isole remote dellarcipelago. Nella seconda parte si prospetta un
ampliamento dellutilizzo delle Forze di autodifesa nelle missioni internazionali
svolte sotto legida dellONU, come strumento di supporto nelle immediate retrovie.
Nella terza parte si precisano i casi in cui ammissibile luso della forza ai sensi
dellarticolo 9 della Costituzione: le misure di autodifesa sono infatti consentite solo
quando divengono inevitabili per affrontare situazioni illecite imminenti che
minacciano il diritto alla vita, alla libert e al perseguimento della felicit del popolo
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giapponese provocate da un attacco armato proveniente da un Paese straniero o da


una organizzazione terroristica. Luso della forza per consentito solo nella misura
minima necessaria a reprimere il pericolo. Nellultima parte della risoluzione la pi
breve il Governo dichiara il proprio impegno a sottoporre alla Dieta le misure
legislative di attuazione della risoluzione stessa, senza peraltro prevedere n modalit
n particolari tempistiche.
Nel presentare alla stampa il provvedimento governativo appena adottato il
premier Abe ha rilasciato una dichiarazione con cui precisa che la discussione
sullinterpretazione dellart. 9 non n formale n astratta e che soprattutto non
vuol contraddire la politica di pace perseguita negli ultimi settantanni dal Giappone;
lo scopo solo quello di rispondere a minacce terroristiche non convenzionali. Il
Premier ha poi precisato che anche in futuro non sar consentito linvio di truppe
giapponesi allestero, richiamando proprio quanto avvenuto in occasione delle
Guerre nel Golfo Persico.
La risoluzione del Governo ha dato luogo a un vivacissimo dibattito sia a livello
interno, tanto da essere uno dei principali temi della campagna elettorale per il
rinnovo della Camera dei rappresentanti; sia a livello internazionale, a causa delle
forti prese di posizione contrarie espresse dalla Repubblica Popolare Cinese e da
altri Stati del sudest asiatico che, durante la Seconda guerra mondiale, sono stati
occupati dalle Forze armate giapponesi.
In seguito alla vittoria alle elezioni del 14 dicembre 2014, Abe si rafforzato
nella convinzione di procedere ad una revisione costituzionale dellart. 9 dal
momento che adesso la sua coalizione, composta

ancora

dal Partito

liberaldemocratico e dal New Komeito, detiene i due terzi dei seggi alla Camera dei
rappresentanti. Non detto per che vi riesca, in quanto alla Camera dei consiglieri
Abe deve riuscire a trovare almeno 25 30 voti nelle file dellopposizione per
riuscire ad avere la maggioranza dei due terzi, necessaria per cambiare la
Costituzione. Limpresa ardua e proprio per questo motivo il Primo ministro si sta
gi concentrando sulle elezioni del 2016, quando la Camera alta della Dieta sar
rinnovata per met dei suoi seggi. Non bisogna dimenticare che il mandato da
Primo ministro dovrebbe concludersi solo nel dicembre del 2018 e quindi il Premier
avrebbe in teoria due anni di tempo per portare a termine il suo progetto.
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Non mancano per altre incognite. La prima si colloca nella maggioranza di


governo, visto che il New Koimeito, il partito numericamente pi piccolo della
coalizione che sostiene lesecutivo, non vuole modificare il testo dellarticolo 9, ma
solo specificare il comando e le funzioni delle Forze di autodifesa. La seconda
costituita dalle forze di opposizione al Governo. Il Partito democratico del
Giappone, seppur fortemente ridimensionato a livello parlamentare gi dal 2012,
contrario alle decisioni adottate nel luglio 2014; intende rimarcare il pacifismo
costituzionale ma al tempo stesso propone di intervenire solo a livello di legislazione
ordinaria per definire i compiti delle Forze di autodifesa per prevenire il terrorismo,
rafforzando lalleanza strategica con gli Usa. Il Partito comunista giapponese, che
nelle ultime elezioni ha conquistato ben 21 seggi e che rifiuta ogni modifica dellart.
9, propone addirittura di abrogare i trattati di mutua cooperazione con gli Usa. Il
Governo potrebbe per trovare un alleato nel Partito Ishin no T, una formazione
di destra che ha ottenuto 41 seggi alle ultime elezioni e che reclama una incisiva
revisione costituzionale. La terza incognita rappresentata dallopinione pubblica. Il
problema maggiore per Abe non tanto il raggiungimento del (necessario) consenso
parlamentare per le sue riforme, ma il consenso popolare in occasione del
successivo referendum confermativo. Il Primo Ministro deve convincere lopinione
pubblica della necessit di modificare il testo della Costituzione del 1947.
Questanno, peraltro, ricorrono settantanni dalla fine della Seconda guerra mondiale
e sono previste numerose iniziative di commemorazione. Per evitare che tale
anniversario possa essere strumentalizzato contro la riforma, il premier Abe non
perde occasione per ribadire che il Giappone dalla fine della seconda guerra
mondiale fornisce un contributo attivo al mantenimento della pace.

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