Sei sulla pagina 1di 96

Enrico

Meloccaro

FOTOGRAFIA AVANZATA:
LA REFLEX
Guida alluso, i consigli del professionista

2014 Area 51 s.r.l., San Lazzaro di Savena (Bologna)


Prima edizione ebook Area51 Publishing: febbraio 2014
Cover: Valerio Monego
Redazione e sviluppo ebook: Enrico De Benedictis
Se intendi condividere questo ebook con unaltra persona, ti chiediamo cortesemente di scaricare una copia a pagamento
per ciascuna delle persone a cui lo vuoi destinare. Se stai leggendo questo ebook e non lo hai acquistato, ti chiediamo, se
ti piace, di acquistarne anche una copia a pagamento, al fine di poterci permettere di far crescere il nostro lavoro e di
offrirti sempre pi titoli e una qualit sempre maggiore. Grazie per il tuo aiuto e per aver rispettato il lavoro dellautore e
delleditore di questo libro.

Segui Area51 Publishing :

Google Plus

Facebook

Twitter

Pinterest

www.area51editore.com
www.area51editore.com/blog

LUOGHI COMUNI DELLA FOTOGRAFIA

Durante la mia attivit professionale sono entrato spesso a contatto con professionisti e
semplici appassionati dai quali ho sentito raccontare una serie di luoghi comuni sui quali
vale la pena soffermarsi per chiarire una volta per tutte alcuni concetti.

Leterna lotta tra digitale e fotografia analogica causa di numerosi dibattiti.

Il digitale pi facile della fotografia analogica.


Falso.
La fotografia digitale ha portato con s una serie di variabili che prima, fotografando
con la pellicola, non si prendevano in considerazioni o di cui si teneva conto solo in
modo limitato. il caso del bilanciamento del bianco che, al pari delle videocamere,
essenziale per ottenere la corretta corrispondenza tra i colori della realt e la loro
riproduzione attraverso lapparecchio di ripresa. Con la fotografia analogica il
fotografo poteva scegliere solo tra 3-4 tipi di pellicole tarate per una temperatura
colore [1] differente: di solito una per la luce naturale e due per quella artificiale.
Le fotocamere digitali, al contrario, consentono di regolare il bilanciamento del

bianco in modo molto preciso per qualsiasi tipo di illuminazione. E che dire poi
delleleaborazione delle immagini? Il lavoro al computer spesso visto come
unoffesa alla fotografia. In realt devi considerare che anche le pellicole sono
sempre state in qualche modo lavorate, ma a questo pensava il tecnico di
laboratorio. Una operazione, questa, purtroppo non priva di problemi, infatti se
avessimo fatto stampare un negativo in dieci laboratori diversi avremmo ottenuto
dieci stampe differenti. Al contrario, attraverso un computer qualsiasi, un software di
editing e la buona taratura di un monitor, tutti, ma proprio tutti sono in grado di
ottenere immagini approssimativamente corrispondenti ai propri desideri.

Le macchine fotografiche fanno tutto da sole.


Falso.
Le macchine fotografiche digitali funzionano come tutte gli apparecchi fotografici.
Alla base ci sono sempre le solite variabili: tempo di otturazione, valore di
diaframma, sensibilit ISO, messa a fuoco, ecc.
Anche le fotocamere digitali possono funzionare in completo automatismo (gli
automatismi di ripresa sono disponibili sugli apparecchi fotografici da almeno 20
anni!).

La qualit di una foto digitale inferiore a quella ottenuta con la pellicola.


Dipende.
Il gap tra negativo convenzionale (quello 135) e sensore si ormai colmato. Ci che
diverso il sapore di una foto digitale che, attualmente, ancora lontano da
quello di una foto ottenuta con una pellicola. Per, per mezzo dellelaborazione al
computer possiamo ottenere fotografie dallatmosfera analogica, con quella
dominante tipica delle foto degli anni settanta e quindi pi calde. Il discorso
cambia se paragoniamo limmagine ottenuta con un piccolo sensore, come il full
frame, con una pellicola di grande formato. In questo caso c ancora molto lavoro da
fare.
In realt in commercio esistono macchine fotografiche e soprattutto dorsi digitali con
sensori di grandi dimensioni con risoluzioni elevatissime: 40/50/60 megapixel dal
costo, per, assai elevato e riservato, quindi, ad agenzie pubblicitarie e ricchi
professionisti. Apparecchi di questo genere si utilizzano per lavori particolari, come i
rilievi fotogrammetrici e campagne pubblicitarie nazionali.

Meglio acquistare una fotocamera dal marchio noto.


Falso.
ora di piantarla con lidea che la fotografia si riduca ai soliti 3 nomi. Ci sono
colossi dellelettronica che, grazie alla loro competenza, sono riusciti a produrre
apparecchi di elevatissima qualit e sensibilmente pi economici di quelli che hanno
stampigliato sul corpo uno dei soliti marchi. Devi sapere che i costruttori di sensori
dimmagine si contano sulle dita di una mano e che la maggior parte dei sensori che
si possono trovare in tutte le fotocamere digitali (anche quelle professionali), spesso
sono realizzate dallo stesso produttore.
In commercio non difficile trovare apparecchi fotografici prodotti da case differenti
con lo stesso sensore dimmagine, per cui entrambe le fotocamere sono in grado di
offrire una qualit dimmagine molto simile. Il sensore, comunque, non il solo
elemento da prendere in considerazione prima di acquistare una digitale, ci sono
diversi altri aspetti ugualmente importanti che rendono un apparecchio fotografico
pi o meno interessante: i materiali di cui composto il corpo macchina, la velocit e
la sensibilit del sistema AF, le funzioni, la semplicit di utilizzo, il valore nel tempo,
la disponibilit di obiettivi e accessori e altro ancora.

Per fare una foto di qualit occorre spendere molti soldi.


Falso.
vero che una maggiore risoluzione d luogo a immagini pi ricche di dettagli che
possono sopportare ingrandimenti pi grandi, ma tutto relativo e dipende da cosa si
desidera fotografare e dallimpiego delle immagini. Inutile acquistare una reflex full
frame da 6 mila euro se le foto poi saranno dimenticate in qualche hard disk e riviste
solo sul monitor del computer dal costo di 100 euro.

Maggiore risoluzione vuol dire maggiore qualit.


Dipende.

Anche in questo caso dipende da quello che faremo con limmagine finale. Se le foto
rimarranno memorizzate nellhard disk del computer e quindi esclusivamente
visualizzate sul monitor, una risoluzione elevata non servir praticamente a nulla.
Infatti i monitor, anche quelli pi costosi, non arrivano a 2000 pixel di lato, per una
risoluzione equivalente inferiore ai 2MP, per cui che senso ha scattare con 20? Il
discorso cambia se le foto saranno stampate su un supporto rigido (carta, plastica,
alluminio, ecc.), ma anche in questo caso dipende solo ed esclusivamente dal formato
della stampa finale. Se le stampe rimarranno entro il formato 15x20 cm, una
risoluzione di 4/5 megapixel pi che sufficiente.
In generale si stampano molte meno fotografie rispetto al passato e nella maggior
parte dei casi queste non superano il formato 20x30cm. Solo una minima parte viene
stampata in un formato superiore al 20x30cm (come quello di un foglio A4 per
intenderci). Troppo spesso il numero di megapixel di una fotocamera viene sfruttato
come specchietto per le allodole per attirare clienti di fatto poco attenti. La maggior
parte dei fotografi alle prime armi pensa che poter scattare con una digitale con
unelevata risoluzione sia sinonimo assoluto di qualit, non cos. Molti di loro
rimangono delusi nel rivedere le foto scattate spesso in automatismo che non
soddisfano le esigenze cui si era fatto riferimento nel momento dellacquisto della
fotocamera. Permettetemi di fare un nome, uno solo: la Nikon D3 una reflex
professionale presentata al grande pubblico ad agosto 2007. Sette anni nel digitale
un tempo molto lungo. Si potrebbe dire che una fotocamera cos vecchia sia ormai
obsoleta. Ebbene, i file generati dal sensore full frame da 12 megapixel sono ancora
oggi decisamente buoni e se la battono con quelli generati da sensori di ultima
generazione.
Questo la dice lunga su come il numero dei megapixel sia solo uno degli elementi che
determinano la qualit dellimmagine finale. In generale, comunque, meglio
preferire un sensore pi grande, con un numero di pixel non troppo elevato e gli
elementi posti a una distanza adeguata, in modo da preservare il file da piccole
interferenze di segnale tra un pixel e laltro. Per il full frame, 20 megapixel sono un
rapporto area/risoluzione ottimale per ottenere immagini di elevata qualit.
Attualmente esistono sensori (full frame) con 36 megapixel e sono state annunciate
reflex con 48 megapixel e oltre.

UALE FOTOCAMERA?

Mai come in questi ultimi anni la scelta della macchina fotografica diventata sempre pi
complessa e difficile. I grandi produttori mettono sul mercato apparecchi con cadenza
quasi mensile e aggiornano tutto il loro listino almeno una volta ogni due anni.
C da dire che, rimanendo nella fascia di mercato entry level, le digitali si somigliano un
po tutte, ma salendo di livello il numero di apparecchi si riduce e, con un briciolo di
attenzione, si pu scegliere lapparecchio che fa esattamente al caso proprio. Non vero
che le macchine fotografiche sono tutte uguali, anzi. Esattamente come accade nel mondo
delle auto, anche per la fotografia ci sono grosse differenze tra marchio e marchio e,
rimanendo nello stesso brand, anche tra apparecchio e apparecchio.
Prima di fare un acquisto importante bene comprendere cosa si cerca, cosa si vuole
fotografare e limpiego finale delle immagini. Non accontentatevi di parlarne con il vostro
fotonegoziante che, per quanto possa essere preparato e competente, sar
necessariamente sbrigativo e sar spinto a consigliarvi gli apparecchi presenti nel suo
magazzino. Sulla rete ci sono moltissimi siti ricchi di informazioni e test che possono
fornire una grossa mano al fotografo che desidera acquistare una fotocamera importante; i
pi accreditati tra questi, per, sono americani o tedeschi.
Ci sono fotocamere e marchi pi votati alla fotografia di eventi sportivi e, in generale, di
soggetti dinamici, e altri che vantano una qualit fotografica migliore e magari una minor
attitudine per la fotografia di azione. Altri marchi producono fotocamere in grado di
lavorare con buoni risultati anche con poca luce ambiente e altre che, al contrario,
zoppicano vistosamente in queste situazioni ma danno il meglio alla luce del sole. Altre
hanno aspetto e uninterfaccia utente classica, altre invece sono molto moderne e si
distaccano completamente dallimpronta tipica delle fotocamere classiche che tutti
abbiamo in mente. Le differenze e le caratteristiche si spingono anche allaspetto. Infatti
alcuni apparecchi sono grossi, pesanti e robusti come carri armati, altri invece sono

piccoli, leggeri e facilmente trasportabili. difficile rintracciare la somma di tutte queste


caratteristiche in un solo apparecchio, spesso il fotografo costretto a costruire il suo
corredo attorno a diversi apparecchi anche di marche differenti a seconda del tipo di
fotografia che dovr affrontare.
La fotografia, e parlo di quella professionale, richiede attrezzature diverse per ogni tema
trattato, oltre a questo il professionista deve considerare le condizioni presenti nel luogo in
cui dovr fotografare. evidente, almeno per chi scrive, che una cosa fotografare a 50
gradi nel deserto del Sahara e unaltra lavorare nel centro di una cittadina del centro
Italia in primavera.
Altra caratteristica da considerare la possibilit, ormai diffusa su quasi ogni apparecchio,
di eseguire riprese video. La qualit, anche quella offerta da alcune compatte pi costose,
ormai molto elevata grazie ai sensori in dotazione, che sono pi grandi di quelli presenti
nella maggior parte delle videocamere consumer. La caratteristica che fa la differenza
data dal firmware, cio dal software di gestione che pu offrire pi o meno funzioni per la
gestione delle riprese video, e anche dallusabilit della fotocamera oltre che dal numero
di accessori che si possono applicare sulla digitale.
Altri aspetti che dovrebbero essere presi in considerazione prima di fare un acquisto
importante sono il tipo di garanzia, il servizio di assistenza e il mercato dellusato. In
questo senso i marchi con una maggiore tradizione hanno un passo in pi rispetto a quelli
pi giovani. La loro storia molto pi lunga e importante e quindi anche sul mercato
dellusato sar pi semplice reperire un obiettivo o un accessorio; inoltre sar pi facile
poter rivendere la vecchia fotocamera. Purtroppo per evidenti ragioni mi impossibile
citare nello specifico dei nomi. Vi consiglio di girare sulla rete, soprattutto su siti
internazionali, per lo pi americani, inglesi e tedeschi che vi potranno chiarire nei dettagli
tutti gli aspetti delle aziende e della loro produzione di apparecchi fotografici. A tal
proposito ecco una breve lista di siti importanti che potete prendere in considerazione per
una consultazione approfondita e di qualit.

Risorse Web

1. dpreview.com

La bibbia del fotografo digitale in inglese. Conta milioni di visitatori mensili ed


stato recentemente acquistato da Amazon. Potete trovare le schede tecniche di
praticamente ogni fotocamera digitale prodotta dal 1998 a oggi e, di queste, quasi
sempre un test approfondito. Ci sono poi le foto scattate con gli apparecchi in esterni
e in studio, oltre a numerosi articoli di tecnica.
2. photozone.de

Un sito dove potete trovare tanti test MTF di moltissimi obiettivi.


3. dxomark.com

Qui si analizzano in laboratorio i sensori dimmagine e la loro capacit di produrre


immagini di qualit anche con scarsa luce ambiente. Dxo una software house
francese che ha in listino una serie di programmi molto tecnici per elaborare e
migliorare le immagini digitali.
4. photographyblog.com
5. kenrockwell.com
Sono due tra i pi famosi blog fotografici a conduzione familiare. Trovate test di
fotocamere e obiettivi, news e articoli di tecnica.
Vi consiglio anche di iscrivervi in qualche forum importante, dove potrete trovare
informazioni e dettagli che spesso nemmeno i siti pi seguiti rivelano.

ONOSCIAMO LA REFLEX

Cominciamo con una domanda: perch la reflex? Ebbene la risposta piuttosto articolata.
Esistono molti tipi di fotocamere analogiche e digitali, adatti agli usi pi disparati: dalla
riproduzione dei quadri, alla fotogrammetria architettonica, dai banchi ottici, alla
microfotografia, dal reportage, alla fotografia naturalistica, dalla cronaca allo sport, ecc.
Ebbene, ogni tema fotografico ha bisogno inevitabilmente di attrezzature specifiche.
assai difficile, infatti, che un tipo di macchina fotografica si adatti a molteplici utilizzi. Per
confermare questa affermazione sufficiente analizzare un qualsiasi listino di ottiche. Ci
sono teleobiettivi per la fotografia sportiva, tele-cannoni adatti alla fotografia naturalistica,
grandangoli shift per la correzione delle linee cadenti e quindi adatti alla fotografia
architettonica, obiettivi macro per la riprese del piccolissimo, ecc. E questo solo un
piccolo esempio che riguarda il piccolo formato, quello, cio, delle reflex.
Esistono fotocamere con sensori dimmagine molto grandi, altre piccolissime, fotocamere
facilmente trasportabili, altre che possono essere usate solo se fissate a una struttura
immobile e cos via. Le reflex offrono probabilmente il miglior rapporto
qualit/prezzo/dimensioni. Sono, infatti, piuttosto compatte, raggiungono al massimo un
chilo di peso per il solo corpo, montano sensori di discrete dimensioni che offrono
unottima qualit. Hanno a disposizione ampi corredi di ottiche molto diverse tra loro che
permettono di affrontare praticamente tutte le situazioni fotografiche. Sono caratterizzate
per lo pi da un costo abbordabile, anche i modelli professionali sono, tutto sommato, alla
portata di tutti. Offrono una grandissima variet di modi di funzionamento e automatismi e
complesse funzioni di supporto al fotografo. Molti modelli permettono di effettuare riprese

video di grande qualit, tanto da essere sfruttati anche per il cinema, la pubblicit e i
videoclip musicali. Proprio per questo le reflex sono di gran lunga le fotocamere pi
diffuse tra i professionisti e gli appassionati evoluti.
Le caratteristiche principali di una reflex sono:
1. Visione reflex del 100% del campo effettivamente inquadrato

Le reflex si chiamano cos in virt della presenza di uno specchio che devia i raggi di luce
catturati dallobiettivo verso il mirino. In questo modo la visione reflex permette di avere
sotto controllo linquadratura e poter osservare nel mirino limmagine finale prima dello
scatto.
2. Sistema AF rapido e versatile

LAuto Focus, cio il sistema elettro-meccanico che permette alla fotocamera di regolare
la messa a fuoco, si sviluppato diffusamente nel 1985 grazie alla grande tecnologia delle
fotocamere Minolta (marchio ormai scomparso), da allora i sistemi si sono sviluppati e
migliorati fino ad arrivare a livelli di eccellenza. Ora le digitali sono in grado di seguire e
anche di anticipare il movimento del soggetto e addirittura di seguirne il movimento in
base al colore.
3. Gamma di funzioni

Le moderne reflex vantano una grandissima disponibilit di funzioni che permettono di


estendere le possibilit creative del fotografo. Si va dai modi di esposizione (manuale,
programmato, priorit dei tempi e dei diaframmi), alla disponibilit di effetti e filtri (HDR,
b/n, solarizzazione, ecc.), alle funzioni per il controllo dellimmagine come, ad esempio,
lestensione della gamma dinamica. Come pure quella per la taratura fine dellesposimetro
e della messa a fuoco.
4. Riprese video

Ormai quasi tutte le reflex permettono di registrare filmati di ottima qualit. La differenza
sostanziale tra un apparecchio e laltro nel firmware, cio nel software di gestione.
Pensate che dalla rete possibile scaricare firmware universali da sostituire alloriginale
che regalano alla fotocamere nuove funzioni e ne estendono, di fatto, le possibilit
creative.
5. Caratteristiche fisiche del corpo macchina

Le reflex professionali sono molto solide e robuste e in grado di sopportare grosse moli di
lavoro anche in condizioni meteorologiche non esattamente adeguate, quando piove o
molto freddo. Alcune fotocamere sono realizzate completamente in leghe metalliche che
donano allapparecchio una grande robustezza ma che, purtroppo, ne innalzano il costo e
soprattutto il peso. Alcune reflex sono tropicalizzate, sono dotate cio di una serie di
guarnizioni che le rendono particolarmente resistenti alla pioggia e allumidit. Il termine
tropicalizzato non deve essere confuso col termine impermeabile, che invece relativo a
quegli apparecchi capaci di sopportare vere immersioni fino a diversi metri di profondit.
6. Vasta gamma di ottiche e accessori

Tutte le reflex possono accedere a un vasto sistema costituito da decine di ottiche e


numerosi accessori come impugnature supplementari, comandi a distanza, temporizzatori,
moduli WiFi [2], flash, ecc.
Ci sono poi diverse importanti aziende fotografiche che producono accessori e obiettivi
che, in molti casi, non hanno nulla da invidiare ai prodotti originali e che riescono a
compensare eventuali lacune dei corredi fotografici con ottiche non presenti nel listino
ufficiale.
7. Impugnatura, mirino, LCD

Anche limpugnatura gioca un ruolo importante per la buona riuscita di una fotografia.

Le digitali sono apparecchi fotografici molto importanti e richiedono unottima


competenza per essere sfruttati a fondo. Ma non meno importante la loro struttura e
limpugnatura che permette al fotografo di avere una presa solida e sicura
dellapparecchio e, inoltre, di non stancarsi troppo dopo ore di lavoro.
Prima di acquistare una reflex sarebbe buona cosa fare delle prove impugnando la digitale
con diversi obiettivi, in modo da verificare che sia adatta e comoda alle nostre mani.
Esistono apparecchi molto diversi tra loro, alcuni sono piccoli e leggeri, altri grandi e
pesanti. Ci sono reflex che hanno vistose impugnature che ben si adattano alle mani grandi
di alcuni fotografi, altre, invece, che dispongono di impugnature appena accennate che
sono pi adatte alle piccole mani di una donna. Un capitolo a parte riguarda il display
LCD presente sul dorso. La loro dimensione si aggira quasi sempre sui 3 di diagonale. Di
solito la loro qualit molto elevata.

Dovrebbe essere sfruttato solo per una rapida analisi delle immagini e, soprattutto, per la
configurazione dellapparecchio, ma in molti casi alcuni fotografi un po insicuri
rimangono molto tempo a esaminare le foto sul piccolo monitor. I display LCD sono
costituiti da milioni di pixel e offrono una buona visione soprattutto se sfruttati quando la
luminosit ambiente scarsa.
Il mirino un chiaro elemento distintivo di questo tipo di apparecchi fotografici. Grande,
luminoso e dettagliato offre quasi sempre una visione impeccabile, prossima al 100%, del
campo effettivamente inquadrato.

quindi di fondamentale importanza per la costruzione di una bella foto. Grazie a diversi
piccoli display LCD presenti nel suo interno e visibili solo avvicinando locchio al mirino,
il fotografo pu tenere sotto controllo molti parametri importanti per la corretta esecuzione
delle fotografie, senza essere costretto ad andare a guardare uno dei display presenti sul
corpo macchina.
Un grande nome della fotografia contemporanea ha scelto di utilizzare al posto del
classico mirino ottico uno elettronico costituito da milioni di pixel e quindi capace di
unelevata qualit. Questa scelta dovuta alla particolare costruzione della fotocamera,
che prevede lutilizzo di uno specchio semitrasparente e fisso al posto di quello mobile
delle reflex tradizionali. Ladozione di uno specchio fisso favorisce lo scatto in sequenza
ad altissima velocit, anche 12 ftg/sec. Ci richiesto, ma non indispensabile, nella
fotografia sportiva, dove i fotografi professionisti tendono a scattare sequenze di immagini
dalle quali estrapolare un singolo fotogramma buono da inviare ad agenzie e giornali.

A CONFIGURAZIONE DELLA DIGITALE

Una delle caratteristiche che esalta il valore di questo tipo di fotocamere la grande
variet di personalizzazione dellapparecchio. Il fotografo pu adattarne il funzionamento
secondo le proprie esigenze, cercando di avvicinarsi al proprio modo di vedere il mondo e
di fotografarlo. Di seguito un breve elenco delle caratteristiche pi importanti.
1. Profilo colore

Il profilo colore il modo numerico in cui vengono riprodotti i colori da un apparecchio


elettronico (scanner, macchina fotografica, stampante, ecc.). Purtroppo, per una serie di
limiti tecnici, le macchine fotografiche, i monitor e le varie apparecchiature elettroniche
possono riprodurre pi o meno correttamente solo una parte (Gamut) dei colori visibili
dallocchio umano. di fondamentale importanza che tutti i dispositivi attraverso i quali i
file immagine passano, abbiano lo stesso profilo colore, al fine di mantenere pi o meno
invariata la corrispondenza dei colori dellimmagine, da quando questa stata realizzata
(con la macchina fotografica o con uno scanner), fino alleventuale processo di stampa.
I profili colore pi usati in fotografia e grafica sono due:

sRGB
Mostra il 35% (circa) dei colori dello spettro visibile, nato per rappresentare i colori
visualizzabili dai comuni monitor tipici dei modelli montati su smartphone, notebook
e monitor LCD e CRT tradizionali. il profilo che dovreste usare se le vostre foto

saranno pubblicate solo su internet.


Adobe 1998
Sviluppato dalla nota azienda di software americana, mostra circa il 50% dei colori
visibili dallocchio umano e, quindi, quello maggiormente sfruttato dai fotografi
non solo professionisti. nato per cercare di mostrare quasi tutti i colori
indispensabili per la stampa ottenuta con metodo CYMK (Ciano, giallo, magenta,
nero), ma basandosi sul modello RGB (rosso, verde, blu). Quindi il gamut dei colori
pi ampio, soprattutto per quanto riguarda le tonalit di verde e ciano.
Probabilmente le differenze con il profilo sRGB saranno poco o per niente
apprezzabili sul monitor del vostro computer, ci sarebbe bisogno di comprare un
monitor CYMK che per molto pi costoso dei display tradizionali. in fase di
stampa invece che le differenze saranno visibili. Le fotografie avranno una maggior
relazione con la realt e, in definitiva, saranno pi belle.
2. Modalit di scatto

Le macchine fotografiche si possono usare in tanti modi, a seconda del proprio modo di
utilizzare la fotocamera e delle diverse situazioni che ci si trova ad affrontare. Di seguito
un elenco delle modalit di scatto principali.

Manuale
la modalit in cui tempi, diaframmi e sensibilit ISO si impostano manualmente.
il tipo di funzionamento pi complesso indicato quando nella scena sono presenti
condizioni di illuminazione complicate. riservata ai fotografi esperti.
Priorit dei tempi e dei diaframmi

Sono modalit semi automatiche di supporto al fotografo in situazioni di ripresa, per


lo pi dinamiche, come lo sport e alcuni tipi di reportage, in cui il fotografo imposta
uno dei due valori e lelettronica della digitale si occupa di regolare laltro.
Programmato
di fatto una modalit di scatto che trasforma la reflex in una compatta e per questo
fortemente evitata dal professionista e dallappassionato pi competente. Purtroppo,
gran parte di quelli che si avvicinano alla fotografia e scelgono una reflex per scattare
usano lapparecchio in questo modo, un approccio poco formativo e del tutto inutile
con un apparecchio come una reflex.
3. Lettura esposimetrica

Una bella fotografia il risultato di unaccurata esposizione.

il modo in cui lesposimetro della macchina fotografica legge la luce che cade sul
soggetto. Attraverso unindicazione grafico/numerica fornisce al fotografo lindicazione
del raggiungimento della presunta corretta esposizione. A questa ovviamente corrisponde
anche una coppia tempo-diaframma. Ci sono diversi modi in cui lesposimetro legge la
luce della scena, ecco i pi diffusi:

Lettura media con prevalenza centrale

quella per cui la digitale legge la luce dando pi importanza alla zona centrale del
mirino (spesso contrassegnata da un cerchio visibile nel mirino), nella misura del
70% (circa), mentre la parte rimanente ha un peso del 30% circa.
Lettura spot

In questo caso la fotocamera legge la luce al 100% nella zona centrale del
fotogramma tralasciando tutto il resto. indicata quando si desidera leggere
lesposizione su un particolare immerso in un ambiente molto ampio, come ad
esempio un ballerino illuminato da un faro immerso nel buio del palco di un teatro.
Lettura a zone

Con la lettura a zone (o a settori) la digitale suddivide idealmente il campo


inquadrato in un certo numero di aree (zone, settori). In questo modo, basandosi su
migliaia di modelli preimpostati, tenta di ricostruire la scena e suggerisce cos la
coppia tempo-diaframma pi adatta. Nella realt questo tipo di lettura piuttosto
precisa quando il soggetto inquadrato banale. Le situazioni di luce mista, i
contrasti accesi e le tonalit intermedie e omogenee creano sempre difficolt di
elaborazione anche ai sistemi pi complessi, dando luogo a immagini con errori
anche grossolani, difficili da risolvere con il computer.
Le diverse letture esposimetriche devono essere utilizzate in base alle caratteristiche del
soggetto, alle condizioni di illuminazione e al tipo di fotografia che si desidera ottenere.
bene tenere chiaro in mente che lesposimetro fornisce sempre e solo unindicazione che
poche volte corrisponde alla corretta esposizione e questo principalmente a causa di tre
motivi:

Lelettronica non pu sapere cosa il fotografo sta fotografando n come lo desidera
fotografare.
Gli esposimetri delle macchine fotografiche funzionano sulla base della luce riflessa
dal soggetto del quale assumono la colorazione. Questa caratteristica influisce
pesantemente sulla percezione della luminosit di un soggetto.
Gli esposimetri delle fotocamere sono tarati su un grigio medio al 18%, per cui
tendono a riportare le varie tonalit di colore a quella tonalit di grigio. Ecco il
motivo per cui fotografando un soggetto prevalentemente chiaro viene riprodotto
piuttosto scuro, mentre con un soggetto scuro accade esattamente il contrario.
4. Caratteristiche dellimmagine
Le caratteristiche cromatiche di una fotografia possono essere personalizzate in base ai
propri gusti. Attraverso il menu di ogni apparecchio fotografico potrai intervenire sulla
saturazione cromatica, sul contrasto e sulla gamma dei colori. Per questo necessario
effettuare molte prove fotografando lo stesso soggetto ma con differenti regolazioni della
fotocamera.
Una nota a parte quella che riguarda la nitidezza, che va sempre regolata in base al
soggetto che stai fotografando. Ad esempio, il ritratto non richiede unelevata nitidezza
che, al contrario, potrebbe evidenziare i piccoli difetti della pelle, come rughe, punti neri,
piccole ferite, ecc. Viceversa, le immagini di paesaggi sono pi gradevoli se riescono a
riprodurre ogni pi piccolo particolare con il massimo dettaglio, lo stesso, poi,
praticamente obbligatorio quando ci si avvicina alla fotografia macro.
5. Tipo di file dimmagine
Il file JPEG il pi diffuso tipo di file fotografico. un formato compresso, ci vuol dire
che limmagine viene elaborata dallelettronica della macchina fotografica prima di essere
convertita e memorizzata come file. Un file di questo tipo ha un peso minore rispetto alla
foto originale e ci si ottiene per mezzo di complessi algoritmi matematici che eliminano

di fatto informazioni (bit) ritenute poco importanti. Il grado di compressione determina


inevitabilmente la qualit dellimmagine: un file molto compresso riduce la qualit delle
immagini (sotto forma di una leggera sfocatura), una bassa compressione riesce a restituire
una buona fotografia.
I file RAW sono i dati grezzi prodotti dal sensore dimmagine prima che vengano elaborati
dal processore e memorizzati come un file JPEG. Approfondir il concetto pi avanti.
6. Scatto silenzioso
una modalit di scatto, disponibile solo su alcuni modelli, tramite la quale la fotocamera
diventa molto silenziosa. La silenziosit e la discrezione durante la realizzazione di un
servizio diventano di fondamentale importanza quando ci si trova a lavorare in condizioni
in cui non si pu disturbare, come ad esempio a teatro, in un museo o in chiesa.
7. AF: singolo o continuo

La modalit AF singola quella per cui la macchina regola la messa a fuoco ogni volta
che si preme il pulsante di scatto ed quindi indicata per i soggetti immobili (paesaggi,
architettura, ritratti, ecc.). La messa a fuoco continua, invece, percepisce il movimento del
soggetto e segue il suo movimento. Per questo si usa con soggetti dinamici e situazioni in
cui la velocit di azione alla base della corretta produzione di una foto: sport, reportage,
ecc.
8. Correttore fisso dellesposizione

Le macchine fotografiche non sono tutte uguali e hanno di conseguenza un


comportamento differente rispetto alla valutazione della luce. Ci sono apparecchi
fotografici che tendono a sottoesporre, cio a produrre immagini un po scure, e altre che
al contrario tendono a sovraesporre. In realt il comportamento della fotocamera legato
anche al modo di fotografare del fotografo. In ogni caso possibile forzare la digitale a
realizzare costantemente le foto pi chiare o pi scure rispetto alla normale lettura
esposimetrica suggerita dal circuito esposimetrico. Tutte le reflex hanno un tasto apposito
che serve a modificare lesposizione intenzionalmente entro un range che di solito si
estende tra +/- 5EV in passi di 1/3 di EV.
9. Modalit di scatto
Le moderne fotocamere permettono di realizzare sequenze di immagini in rapida
successione o singole immagini ogni volta che si preme il pulsante di scatto. I fotografi
sportivi tendono spesso ad abusare di questa possibilit anche se innegabile che la
possibilit di realizzare brevi sequenze ad alta velocit aiuta a trovare lo scatto corretto,
soprattutto quando si fotografa azioni molto rapide come un colpo di tennis, una
schiacciata a pallavolo, il salto in lungo, il salto agli ostacoli, ecc.
Alcune digitali, di solito i modelli pi costosi, offrono anche altre due interessanti
modalit di scatto:

Con lo specchio alzato

quella per cui la digitale alza lo specchio prima di far scattare lotturatore. Ci
serve per ridurre al massimo le possibilit di micro vibrazioni che potrebbero
rovinare una bella foto. un tipo di funzionamento che si utilizza con la macchina su
cavalletto durante la riproduzione di quadri e documenti importanti o quando si fa
della macro fotografia. Nella foto, puoi vedere il sensore esposto alla polvere e allo
sporco mentre lo spesshio reflex alzato.
Modalit di scatto silenziosa
La macchina scatta in modo quasi del tutto silenzioso, permettendo al fotografo di
fotografare anche in quei momenti e in quelle situazioni che richiedono assoluta
discrezione.

UCE E FOTOGRAFIA

La luce, cos come la vediamo e, soprattutto, percepiamo, da considerarsi effettivamente


bianca in limitati casi. Questo perch le diverse fonti di illuminazione quali fari alogeni,
lampade fluorescenti, al tungsteno, ecc., emettono in realt radiazioni luminose diverse dal
bianco puro. Spesso i raggi di luce prodotti da una qualsiasi sorgente luminosa (il sole, una
lampadina, una candela, il fuoco, ecc.), assumono in parte la colorazione del soggetto sui
cui i raggi si riflettono. Il fatto che noi vediamo o meglio percepiamo bianca una parete,
anche se in realt illuminata da raggi di luce pi o meno colorati, dovuto al grande
lavoro del cervello che ci permette di vedere le cose cos come sono nella realt attingendo
dai ricordi. Il cervello sa che quella parete bianca e fa in modo che noi possiamo
percepirla sempre allo stesso modo.
La macchina fotografica, evidentemente, non ha le stesse potenzialit del cervello umano
e ci restituisce le cose cos come sono. Ecco perch spesso rimaniamo perplessi davanti a
una fotografia che mostra una colorazione ben diversa da quello che ci saremmo aspettati
prima di premere il pulsante di scatto. Spesso rimaniamo interdetti di fronte a una foto in
cui presente una forte tonalit verde, blu o rossa. In realt non si tratta di un vero errore
perch quella la luce reale presente nel momento dello scatto. Volete fare una semplice
prova che confermi questo concetto? Accendete le luci della stanza dove vi trovate,
sembra che i colori degli oggetti intorno a voi siano riprodotti correttamente, vero? Ora
uscite di casa e guardate da lontano la finestra, noterete che la luce che ne proviene ha una

colorazione rossa o verdastra.

Un errore? No, la luce nel momento dello scatto era proprio gialla, la macchina non mente!

importante adattare il funzionamento della digitale alle condizioni di luce presenti sulla
scena nel momento dello scatto, operando quella che in gergo si chiama taratura del
bilanciamento del bianco. In questo modo riuscirai a ottenere una gamma di colori molto
vicina alla realt. Naturalmente il bilanciamento del bianco pu anche essere
approssimativo e del tutto sbagliato, per realizzare immagini personali e dalla
connotazione fortemente artistica in cui anche le varie sfumature dei colori contribuiscono
a realizzare scatti dal grande impatto emotivo.

A RIPRODUZIONE DEI COLORI

Quella della riproduzione dei colori del visibile uno dei maggiori limiti della fotografia,
non solo di quella digitale. Il problema nasce dal fatto che il nostro cervello molto spesso
ci fa vedere le cose diversamente da come sono. Abbiamo quindi una percezione delle
cose che pu discostarsi anche parecchio dalla realt. Lessere umano vive quella che
potrei definire una sensazione psicologica che deriva dallo stimolo generato da un
elemento esterno, la luce. Se la luce in qualche maniera misurabile, la sensazione che ne
deriva evidentemente no. Ricordate che nessuna macchina per la stampa e nessun monitor
pu riprodurre i colori cos come li vede lessere umano. Gli strumenti di ripresa, e anche
le stampanti, appunto, e gli scanner, hanno il difficile compito di comprendere i colori e
restituirli in maniera sintetica attraverso lelettronica, in un file costituito da una serie di
bit. Ma come si ottengono i colori con un sensore dimmagine? Sovrapponendo a questo
tre filtri con i colori fondamentali rosso, verde e blu. Che determinano la separazione delle
singole componenti cromatiche di cui costituito un fascio di luce. Questo metodo si
chiama Bayer e prende il nome dal dipendente della Kodak che per primo lo invent tanti
anni fa.

Il verde presente con un numero doppio di elementi per un motivo molto semplice, i
nostri occhi sono pi sensibili al verde rispetto agli altri colori. Attualmente esistono
diversi sensori con differenti tecnologie atte a restituire una riproduzione dei colori
ottimale e un comportamento del sensore il pi possibile simile allemulsione fotografica
(il negativo). il caso della Fujifilm e dei suoi sensori X-Trans, adottati nella sua nuova
gamma di fotocamere serie X in cui i diversi pixel sono disposti sul sensore non con il
tradizionale schema a matrice, ma secondo una logica casuale, un po come, appunto, i
grani di argento del negativo. I risultati sono effettivamente molto buoni.

LI OBIETTIVI

Gli obiettivi sono dei complessi sistemi ottici costituiti da un certo numero di lenti che,
come un imbuto, catturano una parte della luce della scena inquadrata e convogliano i
raggi luminosi sul sensore elettronico. Il primo obiettivo della storia fu realizzato dal
francese Charles Chevalier e aveva una lunghezza focale di 360 mm e una luminosit
massima vicina a f/13. Il pi semplice e allo stesso tempo complesso e prodigioso
obiettivo che si conosca sono i nostri occhi. Questi sono costituiti da una singola lente, il
cristallino, in grado di svolgere egregiamente il lavoro di molte lenti
contemporaneamente e di regalarci una nitidezza ancora ineguagliata.
Gli obiettivi delle macchine fotografiche, invece, sono costituiti da diverse lenti, anche se,
soprattutto allinizio, i modelli pi semplici ne avevano solo una. A seconda del tipo di
ottica il numero di elementi di cui costituito lo schema pu facilmente superare i 15. Le
lenti di un obiettivo sono lontane dallessere semplicemente in vetro, ma sono realizzate
con terre rare che ne aumentano molto il loro costo e anche la loro qualit. Limpiego di
elementi cos particolari, come ad esempio il fosfato di fluoro o il fluoruro di calcio, serve
a realizzare lenti sempre pi precise e corrette che riescano a ridurre al minimo una serie
di difetti ottici (comunque sempre presenti in una qualche misura), denominate
aberrazioni ottiche. In passato molti obiettivi utilizzavano elementi come lurano e il
lantanio che di fatto rendeva radioattivi gli obiettivi. Con levoluzione della tecnica e
degli studi sulle leggi ottiche ormai non esistono pi fondi di bottiglia e anche le ottiche
pi economiche offrono comunque una buona qualit dimmagine a prezzi abbordabili.
Le aberrazioni pi diffuse sono:

Aberrazione cromatica (assiale e laterale)

Le lenti di un obiettivo si comportano come una serie di prismi sovrapposti. E cosa accade
a un raggio di luce bianca quando colpisce un prisma? Dovresti saperlo fin dai banchi
della scuola elementare si scompone in una serie di fasci colorati. Quando i diversi
raggi di luce, pi o meno paralleli allasse ottico attraversano le lenti che sono realizzate
con materiali differenti e quindi hanno indici di rifrazione diversi, si focalizzano su piani
leggermente differenti. Ad esempio il blu va a fuoco leggermente prima del piano focale
(corrispondente al sensore dimmagine o al fotogramma della pellicola), mentre il rosso si
sistema anche oltre. Il difetto causa, soprattutto coi raggi di luce laterali, sfrangiature
colorate intorno ai bordi dei particolari e dei contorni pi netti. Un obiettivo corretto
riduce le possibilit di questo difetto, ma costa anche di pi. Chiudendo il diaframma il
difetto si riduce leggermente, ma non lo si elimina. Nello schema puoi vedere cosa
succede a un raggio di luce quando attraversa una lente. Le diverse frequenze di colore
che tutte insieme danno luogo alla luce bianca sono focalizzate su piani leggermente
diverse.
Distorsione (barilotto e cuscinetto)

Teoricamente, fotografando un parallelepipedo con un obiettivo privo di distorsioni,


questo dovrebbe essere rappresentato in foto con le linee perfettamente in quadro. Nella
realt non accade quasi mai. Le linee possono convergere leggermente verso linterno
(distorsione a cuscinetto) o risultare arrotondate verso lesterno (barilotto). Il difetto non
deve essere confuso con le distorsioni prospettiche introdotte fisiologicamente dagli
obiettivi grandangolari. Questo difetto non si corregge se non attraverso il fotoritocco. Il
problema pi evidente con soggetti architettonici dalle linee guida nette e precise, quasi
per niente in una foto di paesaggio.
Vignettatura

La vignettatura quel difetto che si manifesta con una diversa luminosit degli angoli
dellimmagine e dipende da una realizzazione non accurata dello schema ottico
dellobiettivo. particolarmente visibile nei grandangolari, fotografando a tutta apertura, e
in molti obiettivi economici. Pu essere ridotto e praticamente eliminato chiudendo il
diaframma. Oggi molti giovani fotografi introducono nelle foto il difetto artificialmente
attraverso un software di editing, nellintenzione di restituire alle immagini un aspetto
antico. Mai una pratica del genere poteva essere pi sbagliata
Ci sono poi altre aberrazioni quali: coma, aberrazione sferica, astigmatismo, curvatura di
campo, ma di solito si fa riferimento solo a quelle che ho trattato che sono quelle i cui
effetti sono pi frequenti e rintracciabili nelle immagini.

Caratteristiche di un obiettivo

Gli obiettivi si caratterizzano per la lunghezza focale, langolo di campo e la luminosit


massima.
La lunghezza focale, espressa in millimetri indica la distanza tra il centro ottico
dellobiettivo e il piano focale che nelle fotocamere digitali coincide con il sensore
dimmagine. Dalla lunghezza focale dipende langolo di campo che rappresenta la
porzione di area che lobiettivo vede. La luminosit massima, espressa con la lettera f
indica la quantit massima di luce che lobiettivo in grado di convogliare sul sensore
dimmagine. La luminosit di un obiettivo indica immediatamente quanto pu essere
versatile e la sua classe.
Obiettivi molto luminosi (f/1,8-4) possono essere utilizzati anche con poca luce, per
esempio a teatro. Obiettivi poco luminosi (f/4-5,6) riducono il campo di applicazione a
situazioni in cui presente una forte luce ambiente. Gli obiettivi economici hanno una
scarsa luminosit massima ma, come dicevo, non per questo offrono una bassa qualit
dimmagine. A parit di focale gli obiettivi molto luminosi hanno un costo decisamente
maggiore rispetto a quelli che non lo sono. In generale i professionisti hanno nel loro
corredo per lo pi ottiche f/2,8.
Gli obiettivi si dividono in tre grandi famiglie:
Standard o normale

un obiettivo la cui lunghezza focale grossomodo uguale alla diagonale del fotogramma
(o del sensore). Gli obiettivi standard sono quelli il cui angolo di visione, pari a circa 46
gradi, si avvicina a quello dellocchio umano e per questo motivo sono anche quelli meno
indicati alle riprese creative. Sono piuttosto semplici da realizzare e quindi sono anche
generalmente economici, di buona qualit e caratterizzati da una grande luminosit
massima (almeno f/1,8). Gli obiettivi di questo tipo si usano quando importante
riprodurre un soggetto nel modo pi vicino alla realt, sono quindi utilizzati per la
riproduzione di quadri, documenti, foto antiche, ecc. Proprio per questo sono ritenuti poco
attraenti dal punto di vista estetico-artistico. Gli obiettivi normali sono stati quasi del tutto
soppiantati da zoom corti come il 18-55mm, pi versatili dellottica normale a focale fissa.
Grandangolari

I grandangoli o grandangolari sono obiettivi in grado di vedere letteralmente una


porzione pi ampia di quello che possono vedere i nostri occhi. Pensa che esistono
obiettivi con un angolo di campo di 180 e anche di 270 e quindi in grado di vedere
letteralmente dietro le spalle. Di solito sono utilizzati per la fotografia di paesaggi e per
la fotografia di interni. Sono grandangolari tutte le ottiche che hanno una lunghezza focale
minore di 50mm. Hanno una luminosit elevata che nei modelli pi costosi e raffinati
eguaglia quella di un obiettivo standard.
Teleobiettivi

I teleobiettivi (o tele), ingrandiscono il soggetto e per questo sono utilizzati quando non
possibile avvicinarsi al soggetto o quando preferibile rimanere a distanza, come quando
si fotografano animali pericolosi in libert. Hanno un angolo di campo molto ridotto e
spesso non semplice utilizzarli a mano libera anche a causa delle loro dimensioni e del
peso non proprio contenuto. I fotografi sportivi usano potenti teleobiettivi quasi sempre in
combinazione con un monopiede [3] su cui poggiare la struttura corpo macchina-ottica.
Sono gli obiettivi pi utilizzati per la fotografia sportiva e di azione per evidenti ragioni di
praticit. Non per questo non possono essere sfruttati per selezionare porzioni ristrette di
paesaggi o per esaltare un soggetto, sfruttando la loro fisiologica ridotta profondit di
campo, e rappresentare un soggetto su un sfondo completamente sfocato. Si definiscono
teleobiettivi tutte quelle ottiche che hanno una focale maggiore di 50mm. Ad esempio un
100mm ingrandisce 2 volte (2x) rispetto allottica normale. Generalmente molto
complicato costruire teleobiettivi molto potenti (300-600mm) e al tempo stesso luminosi.
Per far s che una grande quantit di luce attraversi un complesso sistema di ottica
sviluppato in circa 15/30cm, c bisogno di lenti molto grandi e complessi calcoli fatti al
computer che contribuiscono a innalzare esponenzialmente il costo dellobiettivo. Per
questo i modelli con una grande apertura massima sono davvero costosi e riservati a
professionisti specializzati in fotografia sportiva e di azione. Un 300mm f/2,8 costa
almeno 8/9.000 euro.

Obiettivi speciali
Esistono poi una serie di obiettivi specialistici come le ottiche macro, i tilt shift e i fish
eye.

Gli obiettivi macro sono obiettivi ottimizzati per la ripresa a distanze ravvicinate e sono
utilizzati ogni volta che si ha la necessit di fotografare soggetti molto piccoli come
monete, fiori, insetti, francobolli, ecc. Naturalmente possono essere usati anche a distanze
standard, ma le ottiche macro costano di pi rispetto ai corrispettivi non-macro.

Gli obiettivi tilt shift, anche detti basculanti e decentrabili, sono obiettivi che possono
essere inclinati e spostati rispetto al piano del sensore dimmagine per il controllo della
prospettiva e dellinclinazione del piano di messa a fuoco. Sono queste le possibilit
tipiche di un banco ottico, un particolare apparecchio fotografico a grande formato
dedicato alla fotografia soprattutto in studio. Gli obiettivi tilt shift sono indicati per la
fotografia architettonica e di interni e per la riproduzione di elementi geometrici dei quali
sia indispensabile riprodurre esattamente le linee e le proporzioni.

I fish eye, invece, sono grandangolari esasperati che hanno un angolo di campo che pu
raggiungere e superare i 180. La loro particolare struttura ottica restituisce immagini
circolari e da qui il loro nome (occhio di pesce). Non trovano molte applicazioni, proprio a
causa delle vistose distorsioni prospettiche non sempre digeribili dallosservatore comune.
In un reportage una o due foto realizzate con un fish eye possono sempre trovare posto.
Tre sono troppe.

Linnesto

Prima di acquistare un obiettivo devi verificare che sia compatibile con la tua fotocamera.
Sono (molto) lontani i tempi in cui la maggior parte degli obiettivi aveva un innesto a vite
che poteva essere montato su apparecchi fotografici anche di marche differenti. Da anni
ogni azienda utilizza un innesto a baionetta meccanico-elettronico specifico con un
tiraggio particolare, per cui le cose si sono fatte pi complicate e la scelta relativamente
pi limitata. Non solo, rimanendo nella stessa famiglia possibile trovare obiettivi con
innesti leggermente diversi tra loro. il caso di Canon che in catalogo ha obiettivi con
innesto EF e EF-S o Nikon con le sue ottiche FX e DX. Senza contare, poi, le mirrorless
che montano obiettivi con un altro tipo di innesto. Il tutto sembra fatto apposta per
confondere ancora di pi le idee ai fotografi. A mettere un po dordine ci pensano una
serie di grandi aziende generaliste che producono obiettivi per un po tutti i marchi.
possibile trovare, dunque, lo stesso obiettivo con innesto (ed elettronica) compatibile con
Canon, Pentax, Sony, ecc. Di solito i professionisti non amano le ottiche universali anche
se queste spesso non hanno niente da invidiare alle ottiche originali e, anzi, qualche volta
costano anche meno dei corrispettivi. La diffidenza dei professionisti nasce in verit anche
da un certo tipo di vanit che li spinge ad avere un corredo coerente con lo stesso marchio.
I professionisti che sfruttano anche qualche ottica universale qualche volta sono bersaglio
di scherno e di sguardi di disapprovazione.
I produttori generalisti hanno un catalogo molto vasto e vantano modelli con focali molto
particolari che, spesso, non sono presenti nei listini ufficiali. il caso del Sigma 120-

300mm f/2,8, un obiettivo estremamente versatile e utilissimo per il fotografo sportivo, di


ottima qualit e dal costo decisamente inferiore a un tele da 300mm a focale fissa. Ma
esistono decine di esempi. La tecnologia ha reso tutto molto pi complicato per cui pu
capitare che un obiettivo universale sia compatibile meccanicamente con un certo
modello di fotocamera ma non elettronicamente. Questo vuol dire che montandolo
sullapparecchio lelettronica di bordo non lo riconosca e si rifiuti di farlo funzionare. un
po come quando si connette una stampante al computer e si dimentica di installare i driver
[4]. Questo pu accadere perch magari lelettronica e/o il software che della macchina o
dellobiettivo non recente. Meglio verificare prima sul sito del produttore la reale
compatibilit tra la vostra reflex e un certo obiettivo. Qualche volta si pu rimediare
aggiornando il firmware dellobiettivo in un centro di assistenza ufficiale, ma non
unoperazione troppo economica e poi in qualche caso non si risolve completamente il
problema. Potrebbe accadere che la macchina si pianti proprio sul pi bello costringendovi
a riavviarla. Fate attenzione, dunque, prima di acquistare un obiettivo universale
soprattutto se usato.

Messa a fuoco

La messa a fuoco serve a riprodurre il soggetto nel modo pi chiaro e nitido possibile in
ogni suo pi piccolo particolare. Si ottiene muovendo una o pi lenti dellobiettivo in
avanti o indietro allinterno della sua struttura cilindrica (barilotto).

La storica Minolta 7000, prima reflex di massa con un vero sistema AF.

Dal 1985, grazie a Minolta e alla reflex 7000, tutte le fotocamere montano sistemi di
messa a fuoco automatici che nel corso degli anni sono diventati via via pi veloci,
affidabili e sensibili, che possono quindi funzionare bene anche con bassa luce ambiente.
Purtroppo, come qualsiasi altro automatismo, anche quello della messa a fuoco non
infallibile e bisogna fare molte prove per identificarne i limiti e quindi essere pronti a ogni
evenienza. Peccato che molti fotografi, anche i pi esperti, tendono a rimettersi
completamente nelle mani dellautomatismo, cadendo spesso in errori e di fatto dando
luogo a fotografie inservibili, che avrebbero potuto evitare con un minimo di attenzione.
In molti casi, come nella fotografia macro e in quella di still life (e anche nel ritratto), la
messa a fuoco manuale ancora preferibile ma, generalmente in tutte le altre occasioni,
lAF di fatto il modo pi semplice e veloce per regolare la messa a fuoco del soggetto.

Proprio nella fotografia di still life la messa a fuoco deve essere regolata scrupolosamente.

Molte delle attuali fotografie di azione non sarebbero state possibili senza le potenzialit e
la versatilit dei moderni sistemi AF. In mancanza di questi sarebbero stati necessari
moltissimi tentativi. Di norma la messa a fuoco va regolata sempre sul soggetto pi
importante e, su questo, nel punto pi importante che poi il reale centro di interesse di
tutta la foto. Ad esempio, immaginando il viso di una persona la messa a fuoco va regolata
sugli occhi che sono il punto pi importante e di maggiore attrazione di un viso.

Quando il diaframma tutto aperto e quindi la profondit di campo [5] ridotta, bisogna
fare molta attenzione durante la regolazione della messa a fuoco, anche in automatismo e
anche in piena luce, perch anche il pi piccolo errore pu compromettere una buona
fotografia. Durante la messa a fuoco bisogna rimanere immobili e scattare
immediatamente dopo che la reflex ha regolato correttamente lobiettivo. Ogni minimo
spostamento della macchina fotografica pu compromettere la buona riuscita della foto e
ci obbliga a effettuare nuovamente una nuova procedura di messa a fuoco. I sistemi
automatici di messa a fuoco si basano sulla rilevazione del contrasto e sfruttano una serie
di microscopici sensori la cui disposizione visibile in sovrimpressione sul mirino.
sufficiente far coincidere uno o pi sensori col soggetto, premere a met corsa il pulsante
di scatto e attendere qualche istante mentre la fotocamera regola la messa a fuoco.
Non sempre loperazione va a buon fine a causa delle caratteristiche cromatiche del
soggetto e delle condizioni di luce e delleventuale movimento. In generale per la digitale
pi semplice mettere a fuoco un soggetto colorato, immobile e con una buona
illuminazione ambiente. Il contrario di queste affermazioni rende la procedura pi difficile
e lenta e spesso imprecisa.
Devi anche imparare a gestire i diversi punti di messa a fuoco, sapendo che se sono attivi
tutti quanti la fotocamera d la preferenza a quello che rileva un soggetto o una parte di
questo pi vicina alla fotocamera. Lautofocus pu funzionare anche in modalit continua
con soggetti in movimento e adattarsi quindi al moto, alla direzione e alla sua velocit
consentendo, in linea teorica, di ricavare sequenze di fotogrammi a fuoco prevedendo
addirittura il movimento del soggetto.

Proprio nella fotografia sportiva i professionisti hanno labitudine di scattare sequenze di fotografie da cui
successivamente estrapolano il fotogramma migliore. Eppure in passato anche senza questa possibilit molti validi
fotografi ci hanno regalato immagini sportive di grande qualit.

In realt non esiste nessuna fotocamera in grado di assicurare sequenze di scatti tutti
perfettamente a fuoco ed ecco che anche in questo caso gioca un ruolo fondamentale
lapporto del fotografo che, attraverso lesperienza, pu compensare i limiti fisiologici
della macchina, magari prevedendo il punto in cui il soggetto passer e anticipare la messa
a fuoco manuale.

Lesposizione

Solo con unattenta esposizione stato possibile restituire nella foto tutte le delicate sfumature di colore e latmosfera di
questo tramonto greco.

Lesposizione la quantit di luce che serve a dare luogo a unimmagine tecnicamente


corretta ed espressa in EV (Valori di Esposizione). Un valore EV equivale a uno scatto
del diaframma o del tempo di esposizione. Gli EV si modificano per mezzo dei valori del
tempo di otturazione e dellapertura del diaframma regolabili per mezzo di comandi
specifici presenti sul corpo macchina. Se, come credo, hai un minimo di competenza di
tecnica fotografica dovresti conoscere il funzionamento e la relazione esistente tra il
tempo di scatto e lapertura del diaframma, per cui far solo un breve cenno: per avere una
foto correttamente esposta dobbiamo riuscire a individuare una coppia di valori adeguata.
Il tempo di otturazione (t) indica per quanto tempo la luce colpisce il sensore dimmagine
(o la pellicola) ed espressa in frazioni di secondo. Il valore di diaframma (f) indica la
quantit di luce che arriva sul sensore e anche questo espresso in frazioni. Una coppia
tempo-diaframma tipica potrebbe essere quindi: 1/250 sec. f/5,6. Essendo entrambe le
scale piuttosto ampie evidente come spesso si possa arrivare alla stessa esposizione
attraverso diverse coppie tempo diaframma che danno luogo allo stesso valore EV.
necessario chiarire che una buona fotografia quasi mai legata a una esposizione
impeccabile. Una fotografia interessante e che abbia un qualche tipo di valenza artistica
quella che rappresenta unidea, unemozione, un messaggio che pu essere espresso
attraverso linquadratura, laccostamento dei colori, la composizione, per cui lesposizione
solo una delle variabili che concorrono alla realizzazione di una foto efficace che si lasci
guardare nel tempo. In questo senso lesposimetro ci fornisce quella che definirei come
unindicazione pi o meno approssimativa di quella che sar la corretta coppia tempodiaframma utile per arrivare al risultato idealizzato prima dello scatto.
Proprio il concetto di previsualizzazione uno dei passi pi importanti di ogni fotografo

professionista e richiede lunghi anni di studi e dedizione. Aver acquisito questa capacit
consente di immaginare o meglio prevedere la fotografia prima ancora di averla scattata.
Tutte le macchine fotografiche hanno un circuito esposimetrico pi o meno elaborato.
Questo costituito da un piccolo sensore di silicio, un minerale sensibile alla luce che in
grado di generare una debole carica elettrica proporzionale alla quantit di luce che lo
colpisce. I valori di energia elettrica sono elaborati da un microprocessore che in tempo
reale fornisce unindicazione grafica dellesposizione disponibile sia nel mirino, sia in un
display esterno. La coppia tempo-diaframma suggerita non ha valore assoluto ma una
semplice indicazione sulla quale effettuare una serie di ragionamenti che permettano di
arrivare allimmagine ideale. Gli esposimetri sono tarati su un determinato valore di grigio
che in gergo si definisce: medio. Immaginando una gradazione di toni di grigio che va
dal nero al bianco assoluto, cio senza il minimo dettaglio, il grigio medio si pone a met
di questa scala ed in grado di riflettere il 18% della luce che lo colpisce. importante
conoscere il funzionamento dellesposimetro perch in questo modo potrai in qualche
modo immaginare i risultati, spesso deludenti, forniti dalla macchina fotografica e regolare
la fotocamera di conseguenza e in anticipo, in base alla tua esperienza e al messaggio che
desideri esprimere con le tue fotografie. Devi sapere che il cartoncino grigio esiste
davvero e in alcune situazione potrebbe aiutarti a ricavare unottima fotografia di partenza.

Luso del cartoncino molto semplice, ad esempio con la foto di ritratto: sistema il
cartoncino di fronte al soggetto e cerca di non modificare in nessun modo la luce che gli
cade sopra, potresti, per sbaglio, fare ombra con il tuo corpo o con la digitale.
Ora riempi il mirino con la sagoma del cartoncino, premi a met corsa il pulsante di scatto
e memorizza i valori di tempo e diaframma risultanti.
Adesso rimetti il soggetto al posto del cartoncino, imposta i valori precedentemente
trovati, premi il pulsante di scatto e opl, il gioco fatto.
La conoscenza dellapparecchio fotografico in ogni sua sfumatura un processo lento e

piuttosto complesso che richiede tempo e migliaia di scatti di prova. sbagliato sentirsi un
bravo fotografo solo perch per caso si arrivati a produrre qualche buona immagine. Non
esiste la fotocamera infallibile perch in tutti i casi dietro a un apparecchio fotografico c
sempre lingegno delluomo che attraverso righe di programma tenta di istruire il circuito
elettronico della fotocamera nellimpresa, vana, di ricostruire le infinite situazioni
fotografiche che si possono presentare dinanzi, in modo che la fotocamera riesca a
restituire un valore di esposizione pi o meno affidabile. evidente che malgrado tutti i
tentativi, esposimetri sempre pi complessi e circuiti sempre pi elaborati, impossibile
creare la macchina fotografica perfetta. Anche i modelli professionali, ben pi costosi ed
elaborati di tutti gli altri, sbagliano e spesso in modo vistoso. Lunico modo approfondire
la conoscenza dellapparecchio che si utilizza e cercare, con lesperienza, di anticipare il
comportamento della macchina. Considera che la macchina fotografica vede e ragiona in
sfumature di grigio basandosi soprattutto sul potere riflettente dei materiali di cui sono
costituiti gli oggetti che ci circondano. Gli stessi colori sono in grado di influenzare
negativamente le valutazioni dellesposimetro ed importante tenerne a mente gli effetti
per prevederne i risultati. Avendo chiaro in mente il concetto a cui ho fatto riferimento
poco fa sul grigio al 18%, dovrebbe essere logica la procedura con la quale la macchina
fotografica produce una fotografia. Quando la scena o il soggetto prevalentemente
chiaro, la macchina tenta di riprodurlo come quella sfumatura di grigio e quindi scurisce
limmagine, il contrario accade con una scena o un soggetto scuro. In entrambi i casi la
macchina d luogo a una fotografia sbagliata.

Ecco un esempio classico della modus operandi di ogni macchina fotografica: di fronte a un soggetto prevalentemente
chiaro lapparecchio scurisce limmagine cercando di ricondurla al grigio medio al 18%.

Potresti evitare di dover ogni volta modificare la coppia tempo-diaframma utilizzando un


esposimetro esterno che funziona con la luce incidente, cio valutando la luce effettiva che
arriva sul soggetto. In questo caso otterresti una foto che rispecchi le reali condizioni di

luce presenti nel momento dello scatto. Purtroppo sono apparecchi che costano molto, in
qualche caso anche pi della stessa fotocamera. Inoltre il loro uso non semplicissimo e
poi richiede qualche minuto che in tutte le situazioni fotografiche non abbiamo a
disposizione: immaginiamo quando nostro figlio ci sgambetta davanti, solo una delle
situazioni in cui la rapidit dazione alla base della buona riuscita della fotografia.

NQUADRATURA, PUNTO DI RIPRESA, PROSPETTIVA

Il controllo della luce uno degli aspetti tecnici che devono sottostare a precise regole per
ottenere una buona immagine di partenza che sia almeno tecnicamente corretta, e cio
nitida, con la giusta riproduzione dei colori e con unadeguata luminosit. Oltre alla
valutazione e alla gestione della luce e dei colori importante muoversi con attenzione per
organizzare i vari elementi presenti allinterno della scena, scegliere un soggetto principale
su cui costruire lintera immagine, individuare un secondo elemento per bilanciare
limmagine, trovare la giusta posizione da cui effettuare la foto e, infine, scegliere una
determinata focale per rappresentare in modo ottimale tutto quanto. Sembra facile
Largomento data la sua complessit meriterebbe un volume a parte, mi limiter a fornirti
qualche concetto fondamentale che comunque sar sufficiente a cambiare laspetto delle
tue foto. La prima cosa che dovrai fare comprendere cosa ha catturato la tua attenzione
tanto da spingerti a scattare una fotografia. Potrebbe essere un elemento ben specifico,
come una persona, un animale, un fiore, una casa, ma anche una situazione meno
appariscente come, una macchina di colore, un particolare accostamento cromatico, una
serie di linee che si intersecano tra loro dando luogo a suggestive forme geometriche, un
riflesso, ecc. In ogni caso non lasciarti scappare quellemozione ma cerca di trattenerla
con te ancora qualche secondo durante la costruzione della fotografia.

Anche il soggetto pi attraente, se fotografato senza un minimo di organizzazione logica,


dar luogo a una fotografia di scarso impatto emotivo. Le scelte sono diverse. Puoi
decidere di riempire il mirino con il soggetto o inserirlo in un contesto in cui convivono
altri elementi che, tutti insieme, contribuiscono direttamente o indirettamente alla sua
valorizzazione. Puoi fotografarlo in verticale o in orizzontale.
Allo stesso tempo non sempre sufficiente un soggetto attraente per ottenere una foto
interessante e, spesso, si tende a identificare una bella foto solo nel soggetto. Pensate alla
classica immagine di una bella ragazza magari anche svestita: quanti di voi hanno
esclamato che bella foto!, quando il bello non la foto, ma solo il soggetto. Un errore
di valutazione tipico dei fotografi alle prime armi e di osservatori non troppo preparati.

Una delle pi importanti regole da seguire di evitare come la peste di sistemare il


soggetto al centro dellinquadratura, scelta che allorigine di foto piatte, banali e
scontate.

Il sole al centro del mirino un classico di quasi ogni foto di tramonto.

Per aiutarti a scegliere un punto migliore, che valorizzi il soggetto principale, fai sempre
buon uso della classica regola dei terzi.

Questa si basa sulla divisione del mirino in 9 rettangoli identici attraverso 4 linee, due
orizzontali e due verticali poste alla stessa distanza tra loro, che si intersecano dando luogo
allo schema dellimmagine in alto. I 4 punti di intersezione A, B, C e D si definiscono
punti forti dellimmagine ed proprio in corrispondenza di questi che dovrai sistemare
il soggetto principale. Sul punto opposto a quello scelto per il soggetto principale, poi,
dovrai mettere un secondo soggetto, di minore impatto, che dia un equilibrio compositivo
alla foto e che con la sua presenza sia in grado di convogliare ancora di pi lo sguardo
dellosservatore sul soggetto principale, in un raffinato gioco di rimbalzo psicologico.

Puoi anche sfruttare le diagonali per sistemare soggetti pi grandi o porzioni di questi, in
modo da dare luogo a un altro grande classico della composizione e cio il soggetto sulla
diagonale. In corrispondenza dei punti forti potrai anche sistemare il punto di fuga di
strade, fiumi, corsi dacqua. Le stesse linee saranno il punto di riferimento per organizzare

le componenti cielo-terra e cielo-mare. Inoltre, non dividere mai il fotogramma


perfettamente a met, ma dai sempre prevalenza a uno dei due elementi secondo le
sensazioni che questi suscitano dentro di te.

C poi un elemento che in ogni caso cattura lattenzione di chi osserva la fotografia,
luomo. Che sia una piccola figura persa nello spazio, o pi grande e riconoscibile, in
ombra o vestito con colori sgargianti, proprio luomo, o oggetti fortemente riconducibili
a lui, che pu modificare, con la sua presenza, laspetto e limportanza di una fotografia. E
ora alcune avvertenze: prima di tutto vorrei ricordarti che, a parte rare eccezioni, luomo
un animale in grado di muoversi. Per cui ti prego di evitare di regolare avanti e indietro la
focale del tuo zoom. Devi scegliere la focale dellobiettivo in funzione del messaggio che
desideri trasmettere e del modo in cui vuoi rappresentare il soggetto, per poi spostarti alla
ricerca del giusto punto di vista e non il contrario! Un grandangolo amplifica lo spazio tra
i vari piani dellimmagine, dona profondit e spazio alla fotografia. Suggerisce calma e
pace. Luso di un tele invece appiattisce i vari piani, effettua forti selezioni della scena, d
luogo a immagini pi dure. Se esistono tanti obiettivi diversi un motivo dovr pur esserci!
E infatti ognuno ha la capacit di rappresentare il mondo che ci circonda con un sapore
diverso.

RAW JPEG
E

, PRO E CONTRO


Grazie alla particolare compressione, i file JPEG sono pi piccoli di quelli RAW ma hanno anche una qualit minore.

I file fotografici pi diffusi sono il RAW e il JPEG (o JPG). Il primo viene comunemente
definito come un negativo digitale perch d luogo effettivamente a unimmagine nativa
generata dal sensore priva di alcun tipo di elaborazione. I dati cos grezzi (RAW in
inglese vuol dire proprio questo), sono memorizzati cos come sono e, successivamente,
consentono ampi margini di intervento al computer.
I file JPEG, invece, sono ottenuti automaticamente dalla logica della macchina che prende
i dati grezzi (RAW), li elabora e li memorizza riorganizzando i dati in un file compresso
che si chiama JPEG. I file di questo tipo occupano circa 1/5 di spazio di memoria rispetto
ai RAW, ma evidentemente non si prestano per applicazioni professionali e non
permettono una grande versatilit di intervento di fotoritocco al computer.
Si fotografa in RAW per:

riprodurre quadri e documenti importanti;
documentare cerimonie e avvenimenti;
realizzare book fotografici e ritratti in studio;
fotografare paesaggi ricchi di particolari e sfumature di colore;
ottenere immagini di qualit adatte alla stampa;
in generale quando il soggetto o la situazione non richiedono grandi velocit di
esecuzione.
Si fotografa in JPEG per:

le vacanze, i compleanni, la famiglia;
il reportage di cronaca;
le foto che non dovranno essere stampate;
le immagini che dovranno essere pubblicate solo su internet o su carta di bassa

qualit (come quella dei quotidiani);


la fotografia sportiva e di azione;
in tutte quelle occasioni in cui si ha fretta!
In generale, quando possibile, comunque preferibile scattare in RAW e ricavare
immagini pi piccole in JPEG.

PPROFONDIMENTI

La fotografia un lavoro molto particolare anche per quanto riguarda il rapporto con le
attrezzature. Pensa che per ogni tipo di tema fotografico ci sarebbe bisogno di attrezzature
e competenze tecniche differenti. Ti illustrer di seguito attrezzature e tecniche di ripresa
relative ai pi comuni temi fotografici che fanno parte del percorso formativo di qualsiasi
fotografo.

Il ritratto

Per realizzare un ritratto efficace c bisogno essenzialmente di un solo obiettivo, per la


precisione di un medio tele. Le focali pi adatte sono quelle comprese tra 85 e 135 mm.
Con una focale di questo tipo sarai costretto a rimanere distante qualche metro dal
soggetto e otterrai contemporaneamente due effetti:

1. il viso del soggetto sar riprodotto con le giuste proporzioni;
2. il soggetto avvertir meno la tua presenza e quindi sar pi rilassato e anche tu
riuscirai a lavorare con pi tranquillit.
Per esaltare il viso del soggetto preferibile scegliere diaframmi molto aperti, in questo
modo la profondit di campo sar ridotta. Grazie ai diaframmi aperti il tempo di

otturazione sar molto rapido e cos le foto saranno sicuramente nitide e il soggetto
congelato. Inoltre, la sensibilit ISO sar necessariamente ridotta e quindi i colori pi
belli.
Un elemento di fondamentale importanza ma spesso trascurato quello psicologico. Per
realizzare ritratti efficaci importante conoscere il soggetto, comprenderne i lati e le
caratteristiche essenziali del carattere per far s che le immagini lo rispecchino
pienamente, magari, e non scherzo, andando a cena insieme la sera prima dello shooting.
Le persone ritratte sono, nella maggior parte dei casi, certamente non modelli
professionisti, quindi sar opportuno fare tutto il possibile per metterele a proprio agio e
rendere latmosfera meno formale possibile. Anche lambiente nel quale si scatteranno le
fotografie gioca un ruolo importante. Uno studio, o comunque un locale adibito a sala di
posa probabilmente piuttosto freddo e rende un soggetto non abituato a quel tipo di
contesto, chiuso nella sua timidezza. Cerca di rendere lambiente colorato, metti della
musica sottofondo, preparatevi alla sessione di scatto con una calda tazza di t, scambiate
due chiacchiere prima di mettervi al lavoro magari parlando prima di tutto del pi e del
meno e poi soffermandovi insieme sul tipo di immagini che cercate. Sul set di posa
sistema una sedia, una poltrona, dei cuscini e qualsiasi altro oggetto che permetta al
soggetto di muovere e rilassare il corpo. Nei ritratti giocano un ruolo fondamentale le
mani che possono sorreggere il viso, accarezzarlo, tenere i capelli, e compiere gesti
semplici che serviranno in ogni caso a rendere pi interessanti le foto.

Viaggi

La fotografia di viaggio incontra i gusti della maggior parte dei fotografi, professionisti e
non. Tutti infatti, chi prima, chi dopo, dedicano il periodo delle vacanze estive (e/o
invernali) a un viaggio, magari allestero. La fotografia di viaggio riunisce in s diversi
generi fotografici: il paesaggio, il reportage urbano, la fotografia naturalistica, il ritratto, la
fotografia architettonica e anche quella macro. evidente che per affrontare tante
situazioni diverse tra loro avrai bisogno di parecchia attrezzatura dal costo elevato che non
alla portata di tutti.

Ecco un breve elenco:


una o due reflex non necessariamente full frame;
un grandangolare compreso tra i 20 e i 24mm;
un medio tele di 85-135mm;
uno zoom 70-200mm;
uno zoom normale 24-70mm;
un obiettivo macro;
un flash;
il comando remoto;
un paio di filtri ND (neutral density);
batterie di ricambio;
alcune schede di memoria;
un hard disk esterno o un notebook;
un kit per la pulizia delle lenti;
un kit per la pulizia del sensore.
Probabilmente unattrezzatura cos non alla portata di tutti, e oggettivamente non credo
sia nemmeno indicata per il target di lettori di questo manuale. Ti consiglio comunque di
acquistare una buona reflex, non per forza professionale, e di dotarla di un paio di zoom.

Quelli non troppo luminosi (f/3,5-5,6) non hanno un costo eccessivo e sono anche pi
leggeri e compatti di quelli professionali. Certo, la qualit non sar la stessa e avrai
qualche problema quando la luce sar poca, ma riuscirai comunque a divertirti senza
spendere un capitale. Fotografando in strada potresti dare nellocchio e irritare i passanti.
Cerca di essere veloce, anticipando per quanto possibile le regolazioni della digitale.
Affronta le persone con un grande sorriso e magari con due parole per spiegargli che
quelle foto sono per il solo utilizzo personale.

In alcuni paesi esteri, soprattutto in quelli a maggioranza musulmana, fotografare la gente


per strada potrebbe crearti qualche problema. Chiedi sempre gentilmente il permesso e
magari apri le porte della disponibilit della gente regalando loro qualche moneta. Nella
fotografia di viaggio, come ho gi spiegato, convivono pi generi fotografici. Non
dimenticare, quindi, di documentare anche il paesaggio, larchitettura, gli usi e i costumi
locali. Tutto, nella fotografia di viaggio, pu partecipare alla buona riuscita del reportage,
anche la semplice fotografia dei piatti al ristorante.

In studio

Lo studio per il fotografo assume le sembianze delle tela di un pittore. In uno studio
attrezzato un buon fotografo pu ricreare artificialmente le condizioni di luce naturali o
dar luogo ad altre completamente diverse, magari sfruttando fari di diversi colori e una
lunga serie di accessori, per creare effetti suggestivi e diversi. Lavorare in un contesto cos
complesso, per, non affatto facile e richiede prima di tutto la conoscenza approfondita
delle tecniche fotografiche, degli schemi di illuminazione classici, derivanti direttamente
dalla pittura, delle attrezzature, dello studio delle ombre, ecc. Per chi volesse provare ad
avventurarsi in questo non facile terreno, suggerisco almeno allinizio di limitare i propri
investimenti. Un piccolo kit semi-professionale costituito da 3 fari (il minimo necessario),
pu costare anche 1000 euro [6].
Sulla rete possibile spendere molto meno e potersi divertire lo stesso. I fondali
professionali, anche quelli molto costosi perch spesso realizzati con materiali ignifughi,
possono essere sostituiti da drappeggi di recupero. Nel caso si desideri uno sfondo bianco
si pu anche sfruttare semplicemente una parete di casa purch dipinta in modo omogeneo
e con pittura opaca. Ricordati di sistemare il soggetto ad almeno un metro, un metro e
mezzo dal fondale in modo che non si formino ombre troppo evidenti e di disturbo.
Di seguito ecco alcuni schemi classici di illuminazione che ti potranno essere utili per
realizzare ritratti efficaci divertendoti.
In tutti gli schemi ci sono almeno 3 tipi di luce che hanno un nome proprio:

Luce principale
Anche chiamata luce chiave, serve a illuminare il soggetto. quasi sempre sistemata
in un angolo, la pi potente e illumina pi o meno completamente il soggetto.

Luce di schiarita
La seconda luce, pi debole della prima, serve essenzialmente a schiarire le ombre
generate dalla luce principale.
Luce deffetto
Detta anche di enfasi, serve a creare effetti particolari. Nel caso del controluce
disposta dietro al soggetto.
Spesso troviamo anche:

Luce per i capelli
Usata soprattutto quando il soggetto ha i capelli biondi, serve a rischiararli in modo
da esaltarne la struttura e valorizzare allo stesso modo il viso della persona.
Luce per lo sfondo
Serve a schiarire lo sfondo e ad ammorbidire le eventuali ombre che sono presenti sul
fondale come conseguenza delle altre luci.

Schemi di illuminazione
Luce frontale

Sistema il faro pi potente dei tre leggermente in alto rispetto al soggetto e in posizione
frontale, in questo modo otterrai un rapporto di illuminazione pari a 1:1. Questo vuol dire
che il viso del soggetto illuminato con la stessa quantit di luce. lo schema pi classico
ma anche uno dei meno efficaci. Riduce le imperfezioni della pelle, questo s, ma annulla
la sensazione di tridimensionalit e volume del viso. Inoltre, quando il soggetto in

carne, si rischia di esaltarne ancora di pi le dimensioni. Una piccola variante quella di


sistemare la luce ancora pi in alto e rivolta verso il basso, ottenendo quello che si
definisce: schema a luce di farfalla. Va bene con soggetti femminili con zigomi alti,
dagli occhi non troppo infossati.
Luce Rembrandt

Dal nome dellomonimo pittore di origini olandesi. Dona al soggetto un aspetto


drammatico e intenso. La luce principale arretrata e angolata rispetto al soggetto, in
questa maniera si former una caratteristica sagoma triangolare sulla guancia opposta alla
posizione del faro. adatta ai visi maschili, meno a quelli femminili. una luce di grande
impatto emotivo che va utilizzata con cautela e non si presta a qualsiasi tipo di soggetto.
Luce bipartita

quello schema per cui la luce principale raggiunge solo la met del viso. Conferisce
drammaticit e mistero al soggetto. Pu essere sfruttata quando il viso ha il naso piuttosto
prominente. In qualche caso si utilizza anche una luce di schiarita, magari per nascondere
eventuali imperfezioni del volto.
Luce di profilo

Prima di tutto il soggetto deve ruotare la testa di 90 rispetto allobiettivo della macchina
fotografica. La luce principale va sistemata lateralmente, alle spalle del soggetto. un tipo
di illuminazione che richiama il palcoscenico dei teatri. Per ridurre limpatto emotivo si
pu usare una luce di schiarita per regalare una migliore leggibilit al viso.

In studio possono essere utilizzate diverse fonti di illuminazione, dalle lampade alogene, a
quelle a tungsteno, al neon, a luce fredda. Tutte hanno vantaggi e svantaggi in termini di
costi, durata, potenza assorbita e calore prodotto. Al posto delle luci continue potresti
acquistare dei flash che, per, oltre a essere molto pi costosi dei fari sono anche pi
difficili da usare e per questo li sconsiglio allappassionato alle prime armi.

IDEO AVANZATO

Per realizzare delle buone riprese video necessario poter contare su una buona
attrezzatura. Attualmente tutte o quasi le reflex digitali permettono di realizzare riprese
video di grande qualit, anche full HD. Oltre alle reflex si possono anche usare le
compatte e, addirittura, gli smartphone.
La qualit dei filmati realizzati con una reflex non di rado molto pi elevata di quella che
potresti ottenere anche con un camcorder semi professionale. Il motivo piuttosto
semplice: le reflex hanno un sensore di formato ampio, almeno APS-C (circa 25,1 x
16,7mm) [7], mentre le telecamere, quasi tutte, hanno un sensore dimmagine pi piccolo.
Dalle dimensioni del sensore dipende quasi interamente la qualit finale delle immagini e
anche il costo dellapparecchio di ripresa, sia esso una fotocamera o una videocamera. Le
reflex per non sono versatili come le videocamere e hanno quindi bisogno di alcuni
accessori per poter essere sfruttate al meglio anche per le riprese video.
Di seguito unanalisi delle loro caratteristiche.
Il corpo macchina
Le fotocamere nascono, appunto, per scattare fotografie e hanno la disposizione dei
comandi, limpugnatura e tutta la struttura dellapparecchio espressamente progettata per
questo scopo. Quella della registrazione dei filmati solo una possibilit in pi, fornita da
qualche linea di programma aggiunta al firmware della digitale. Lergonomia non
certamente il punto forte delle reflex; i camcorder, parlo di quelli semi professionali, sono
fatti per essere sostenuti con entrambi le mani, e offrono un appiglio decisamente pi

comodo rispetto alle macchine fotografiche. Gli apparecchi pi grandi e pesanti sono
realizzati in modo da essere appoggiati su una spalla per migliorare la stabilit delle
riprese. Per risolvere questo limite fisiologico delle reflex esistono in commercio supporti
metallici di ogni tipo per sostenere lapparecchio durante la registrazione dei filmati.

Il mirino

Per poter eseguire riprese video con la reflex si sfrutta il display LCD, utilizzato con la
funzione Live View. Gli operatori professionisti sfruttano essenzialmente un buon mirino
elettronico, solo le videocamere amatoriali in mano a cameraman improvvisati hanno il

display LCD.
La messa a fuoco
Contrariamente a quello che si pensa, nella video ripresa professionale la messa a fuoco
sempre e solo eseguita manualmente. Anzi, le macchine da ripresa professionali, parlo di
modelli da parecchie decine di migliaia di euro, ne sono privi. Loperatore video di solito
un professionista molto competente e oltre alla messa a fuoco regola lesposizione (tempi
e diaframmi) in manuale, esattamente come accade in fotografia con la macchina
fotografica. Molti fotografi che cercano nelle reflex un buon prodotto per realizzare anche
filmati, fanno la loro scelta in funzione di un presunto sistema di messa a fuoco
automatico pi o meno veloce e pi o meno efficiente, commettendo un banale errore di
valutazione.
Durante le riprese video importante imparare a lavorare con il diaframma e la profondit
di campo, adattando con attenzione la messa a fuoco rispetto al movimento del soggetto
e/o a quello della camera. A proposito di accessori, uno di quelli pi importanti a riguardo
sicuramente il follow-focus, un congegno meccanico fissato alla ghiera della messa a
fuoco dellobiettivo e alla struttura della reflex, che permette, per mezzo di una rotella, di
regolare in modo molto preciso la messa a fuoco e anche la focale dello zoom.

Allo stesso modo luso dello zoom nelle riprese video non va sempre bene. In questo caso
bisogna distinguere tra la televisione e il cinema. Nelle riprese televisive, per esigenze di
inquadratura, le telecamere sono quasi sempre sistemate in un punto ben preciso, lontano
dal soggetto e per questo, per regolare linquadratura, loperatore usa lo zoom. Nel cinema
si adottano soluzioni diverse. Di solito si impiegano ottiche a focale fissa e si sposta tutta
la struttura della camera quando si vuole ingrandire un soggetto o rappresentare un
particolare. Per cui, prima di eseguire delle riprese, bisogna aver ben chiaro in mente cosa
si desidera ottenere, televisione e cinema sono due ambiti profondamente differenti.

La ripresa
Diversi sono gli errori in cui di solito inciampano gli operatori alle prime armi:

Zoomata
Di questo abbiamo appena parlato. quelloperazione per cui il cameraman sposta in
avanti e indietro la focale dello zoom avvicinandosi e allontanandosi dal soggetto.
Leffetto davvero terribile e mal tollerato. Le zoomate, quando necessario, devono essere
poche e eseguite molto lentamente. C un modo molto semplice per imparare le
inquadrature: accendete la televisione e guardate un programma televisivo o un bel film.
Riprese alla focale massima
Molti operatori si sistemano troppo lontani dal soggetto, per questo, per riprodurre il
soggetto con dimensioni accettabili, regolano lo zoom sulla focale massima. Il problema
che alla focale pi grande langolo di campo molto ridotto e tenere immobile il corpo
della reflex durante le riprese praticamente impossibile, per cui i filmati saranno
caratterizzati da un generico tremolio a tratti imbarazzante.
Riprese verticali
Ebbene s, non si sa bene per quale motivo ma ci sono parecchie persone che muovono la
camera di 90 per effettuare riprese verticali! Eppure tutti abbiamo una televisione in casa
e tutti, prima o poi, siamo stati al cinema. Chiariamo questo concetto una volta per tutte e
non torniamoci mai pi sopra: le riprese video sono solo orizzontali!
Esposizione sommaria
Non c niente di pi sbagliato e fastidioso che assistere alla variazione automatica
dellesposizione quando si passa da unarea molto chiara a una molto scura. il tipico
effetto che si ha quando si fa, ad esempio, una panoramica di un paesaggio passando da
una zona in cui si inquadra una zona collinare piena di vegetazione, a una in cui c un
lago che riflette la luce del sole. In questo e in tantissime altre situazioni la camera, se
lasciata lavorare in automatico, regola il diaframma (iris) e il gain (la sensibilit della
macchina alla luce), alla ricerca della corretta esposizione. Ma non questo il modo pi
corretto per lavorare. Si deve invece impostare ogni valore dellesposizione (diaframma,
tempo di otturazione e gain) in manuale, proprio come si fa (o si dovrebbe fare) con la
macchina fotografica. Le registrazioni dovrebbero essere brevi, poche decine di secondi al
massimo. Ci permette di modificare i valori di esposizione passando da una situazione
allaltra.
Durante le riprese video, di solito non si modifica spesso il tempo di otturazione (shutter)
che quasi sempre regolato su 1/50 secondo. Tempi di otturazione pi rapidi possono
incrementare leggermente la nitidezza di una ripresa soprattutto durante un replay o un
fermo immagine. Viceversa tempi pi lenti rendono limmagine a scatti.
Il diaframma deve essere regolato, sia per arrivare alla corretta esposizione, sia per
aumentare o diminuire lestensione della profondit di campo, in continuo equilibrio tra
luna e laltra caratteristica.

EDITING DELLE IMMAGINI

Lediting o elaborazione delle immagini effettuata con il computer ed un software


specifico serve, generalmente, a migliorare laspetto delle fotografie. Equivale, in un certo
modo, al lavoro che lo stampatore, anche attualmente, effettua nel laboratorio di stampa.
Forse molti dei fotografi che ancora rimpiangono lanalogico affermando che quella s
che era la vera fotografia, dimenticano che il rullino veniva stampato da un operatore
che regolava, un po come si fa con un software per lediting fotografico, sia la tonalit dei
colori, sia la luminosit e il contrasto. Ci significa che se avessimo portato la stessa
pellicola in 100 laboratori diversi avremmo ottenuto 100 stampe differenti, perch diversa
era la macchina da stampa, i supporti chimici utilizzati e diverso, soprattutto, era lo
stampatore. evidente, poi, che ogni stampatore avrebbe regolato i parametri di stampa in
base ai propri gusti e alle proprie capacit.

La domanda in conclusione questa: meglio lavorare sulle proprio immagini


personalmente o lasciare che qualcun altro le elabori al posto nostro?
Quali immagini, in definitiva, rispecchiano di pi il nostro modo di essere, di vedere il
mondo e di fotografarlo, le immagini digitali lavorate in proprio o quelle ottenute con una
pellicola il cui trattamento demandato a una persona, anche se competente, del tutto
sconosciuta?
Con le diapositive questo non accadeva, evidente, perch il trattamento (il famoso E6)
era lo stesso per ogni laboratorio, anche se in realt anche in questo caso potevano esserci
differenze comunque abbastanza rilevanti tra un trattamento e laltro, a causa di macchine
non perfettamente pulite, chimici parzialmente esausti, temperatura mal regolata. Ecco,
quindi, il proliferare di laboratori professionali che assicuravano un trattamento dei
negativi o delle dispositive di alto livello ma, anche, a un costo elevato.
Adesso tutto molto pi semplice, se cos si pu dire, ma soprattutto tutto molto pi
gestibile in prima persona di quanto non fosse possibile fare in un passato recente. Quello
che ci serve un computer, nemmeno tanto potente, parecchia memoria RAM [8], un
monitor di qualit ben tarato e un software. Se si vuole produrre delle stampe su carta
necessario dotarsi di una buona stampante. Unottima inkjet in grado di assicurarci stampe
di grande qualit durevoli nel tempo di formato A3 (circa 30x42cm); costa circa 500 euro,
una spesa assolutamente sostenibile. Certamente non il caso di stampare in casa anche le
foto in formato cartolina, sarebbe poco economico.

Ma nel caso in cui si desiderasse ottenere dalle proprie foto dei beglingrandimenti,
magari anche per una piccola mostra, esistono delle ottime stampanti che sono
assolutamente al livello dei grandi laboratori di stampa. E poi, volete mettere il gusto di
trattare in casa le proprie fotografie?
Considerate, poi, che se il risultato di una elaborazione non ci piace si pu tornare in un
attimo alla foto originale, ricominciare e viaggiare nel tempo per riprendere il lavoro da
un certo momento della procedura, annullando tutti gli altri passaggi, una bella comodit.
Quello a cui non si ancora arrivati un bianco e nero in grado di rivaleggiare ad armi
pari con le foto ottenute con il metodo tradizionale, s proprio quello delle vaschette
dellingranditore di metallo e della fioca luce rossa che illumina il bagno di casa. ancora
il metodo migliore per ottenere delle foto in bianco e nero di grande qualit. Esistono
tuttavia dei kit da applicare ad alcuni modelli di stampanti ink jet, costituiti da supporti di
stampa realizzati ad hoc e inchiostri particolari che permettono di arrivare a risultati molto
buoni ma ancora distanti dalla profondit, dal calore, dallatmosfera che solo una buona
stampa chimica b/n riesce ancora a regalare.

Un altro errore compiuto, magari involontariamente, da alcuni fotografi quello di


scattare su pellicola e scansionare il negativo (o la diapositiva) per ottenere un file
immagine da elaborare al computer. C una grande differenza tra limmagine ottenuta
direttamente da una pellicola e quella che invece si pu avere da una fotocamera digitale.
un po come se prendessimo una cialda per le macchinette da bar e usassimo la miscela
per ottenere un caff con una moka originale napoletana o se acquistassimo delle pizze
precotte e congelate e pensassimo di arrivare allo stesso gusto di una buona pizza cotta a
legna.

ON SOLO

HOTOSHOP

Per effettuare lediting delle immagini quasi tutti i fotografi ricorrono al famoso Adobe
Photoshop, uno dei pi potenti, versatili, completi (e costosi) software per lelaborazione
delle immagini digitali. Le versioni pi recenti permettono anche di lavorare con i video,
disegnare e realizzare GIF animate e altri elementi per il web. Photoshop indubbiamente
potente ma anche molto difficile da utilizzare in maniera completa.
Proprio per questo esistono centinaia di corsi tenuti sia da bravi esperti che ne hanno
imparato luso sul campo, sia coloro che la casa chiama: Adobe ambassador. Ma non
sempre serve manipolare a fondo le immagini e spesso la gran parte dei fotografi ha
bisogno di intervenire solo sulla regolazione ottimale dei livelli di luminosit, saturazione
cromatica, contrasto e sul bilanciamento del bianco, tralasciando tutta una serie di
interventi creativi che possono stravolgere totalmente laspetto della foto originale. In
questo senso spendere tanti soldi per un software che fin dallinizio sappiamo che non
utilizzeremo mai a fondo non ha molto senso. Meglio ripiegare su prodotti pi economici
che conservino intatte le possibilit che ci interessano, come quelle che ho appena
menzionato. Si potrebbe rimanere in casa Adobe scegliendo Photoshop Elements, una
versione ridotta del fratello maggiore, o rivolgersi ad altri marchi come Corel, Magix, e
tanti altri. Dalla rete possibile scaricare software gratuiti come Gimp e Picasa e anche
usufruire di vere applicazioni online per elaborare, magari in modo molto semplice le
proprie immagini, senza la necessit di un software installato nel proprio computer. il
caso di siti come:

pixlr.com

Pixlr.com, uno dei tanti servizi online per lediting delle immagini.

online-image-editor.com
ipiccy.com

IGLIORARE LE FOTOGRAFIE

Personalmente ritengo che lediting delle immagini si possa ridurre al seguente elenco di
interventi.
1. Ritaglio

Malgrado unattenta composizione, possibile che la foto presenti un piccolo elemento di


disturbo, magari non visto durante lo scatto, o non sia perfettamente perpendicolare al
terreno. In questo caso con lo strumento taglierina possibile sistemare linquadratura
in pochissimi istanti.
2. Saturazione ed equilibrio dei colori

Le macchine fotografiche digitali tendono a produrre immagini con colori troppo forti,
spesso perch la saturazione cromatica ritenuto un elemento dalla forte attrattiva. Sono
di solito le tonalit di rosso e verde a soffrire di una saturazione eccessiva che pu non di
rado disturbare e rovinare una bella foto. Con lapposito comando saturazione
cromatica, si pu intervenire anche sui singoli canali dei colori e ristabilire il giusto
equilibrio cromatico alla foto. Allo stesso modo possibile intervenire sul bilanciamento
del bianco, ottimizzando i colori e restituendo una foto che rispecchi pi o meno

fedelmente la realt.
3. I livelli

La finestra dei livelli mostra uno strano grafico nero. Si tratta della distribuzione della
luminosit espressa con una scala che va da 0 a 255, dove lo zero (a sinistra nel grafico)
indica il nero puro, mentre il 255 (a destra), rappresenta il bianco. Tra queste ci sono tutte
le gradazioni intermedie. Listogramma ideale dovrebbe avere una rappresentazione
uniforme, indice di una corretta esposizione. Se il grafico spostato verso sinistra vuol
dire che la foto sottoesposta, se invece il grafico tende a destra allora significa che la
foto troppo chiara. Nella finestra canale indicato il canale dei colori rappresentato
dal grafico: RGB indica la luminosit complessiva dellimmagine, ma potrai selezionare
uno solo dei canali Red (rosso), Green (verde) o Blu per una correzione ancora pi precisa
che agisca sui singoli colori della foto lasciando invariati gli altri.
La finestra del livelli permette una gestione della luminosit della foto pi efficiente e
graduale rispetto al semplice comando della luminosit di cui abbiamo parlato nel primo
volume. Il piccolo triangolino grigio sotto il grafico permette di variare la luminosit dei
toni intermedi dellimmagine. Quello a destra, invece, incide sui toni pi chiari della foto,
mentre quello a sinistra su quelli pi scuri. Regolando poco alla volta luno e gli altri,
riuscirai a ristabilire il corretto grado di luminosit dellimmagine. Attraverso luso del
contagocce, presente nella finestra, potrai campionare un singolo pixel nero, bianco o di
tonalit intermedia per ottimizzare la regolazione della luminosit. I livelli sono una
modalit molto potente per intervenire sulle foto ma non possono fare miracoli,
indispensabile partire sempre da un originale corretto e limitarsi a pochi interventi. Le
possibilit sono molte ma per iniziare gi la semplice regolazione dei livelli della
distribuzione della luminosit riuscir a tenervi davanti al computer per molte ore
4. La nitidezza

Come ho gi detto in precedenza, se una foto sfocata andr a finire direttamente nel
cestino. La sfocatura, infatti, lunico difetto a cui non possibile porre rimedio con
lelaborazione al computer. Si pu per incrementare la sensazione di nitidezza attraverso
le regolazione del microcontrasto dei bordi del soggetto. In tutti o quasi i software di
editing presente la maschera di contrasto. Regolando il raggio di azione e le
dimensioni dei pixel su cui agisce, potrai aumentare leffetto di nitidezza.
Tre sono i valori fondamentali su cui intervenire:

Raggio (radius); permette di impostare quanti pixel saranno interessati allaumento
del contrasto. Di solito si lascia un valore basso.
Ammontare (amount); consente di decidere lincremento del contrasto.
Soglia (threshold); indica il valore minimo dei valori dei pixel oltre il quale applicare
laumento del contrasto. Serve a preservare laspetto della fotografia evitando che si
formino imperfezioni a causa degli effetti del filtro, anche piuttosto visibili, e quindi
intollerabili.
5. Controllo luci/ombre

questa una possibilit di cui soprattutto oggi si abusa facilmente. Il controllo delle luci e
delle ombre permette di regolare in una qualche misura il livello di illuminazione delle
aree pi scure e di quelle pi chiare dellimmagine. questa una di quelle operazioni che
offrono margini di intervento maggiori quando si lavora con un file RAW. Gli effetti sono
facilmente controllabili a monitor, una modifica esasperata porta a risultati che lasciano
perplessi.

L VIDEO EDITING

Lediting di un video permette di migliorare i filmati realizzati in precedenza con la reflex


(o con la videocamera). Malgrado offra comandi e funzioni simili a quelle di un software
per il fotoritocco, di solito non si interviene sui livelli di luminosit e contrasto o lo si fa in
modo minimo. Qualche volta si pu migliorare la saturazione cromatica e magari il
bilanciamento del bianco quando non sono stati regolati con attenzione in fase di ripresa.
In generale, per le riprese video valgono un po i principi fotografici e cio: sempre
meglio partire da unimmagine buona realizzata con cura in fase di ripresa, invece di
tentare di salvare il salvabile effettuando pensati interventi al computer che spesso sono
controproducenti.

Realizziamo un semplice montaggio


Il montaggio di un filmato abbastanza facile da spiegare, meno da realizzare. Anche
questo argomento meriterebbe un volume a parte. Sommariamente si tratta di eliminare da
una serie di riprese le parti e le scene sbagliate (sia tecnicamente sia per errori di ripresa o
di esposizione o dei soggetti) e di combinarle poi insieme in modo efficace.

Detto cos sembra facile, ma nella pratica il montaggio unarte e dal montaggio dipende
lo stile e il significato di un filmato. Considerate che quando si gira un film, di tutto il
materiale registrato si utilizza per il filmato finale circa 1/10! Pensate che grande lavoro di
selezione. Nel caso di un film, per, lo storyboard, la sceneggiatura e il copione aiutano il
montatore. Diverso il caso delle riprese effettuate in vacanza, o di una serata tra amici o
di una cerimonia, spesso bisogna inventare una storia, un filo logico per legare insieme le
varie scene e dargli un significato che riesca a tenere incollate allo schermo le persone
senza che queste sbadiglino ogni minuto.
Esistono parecchi software per lelaborazione e il montaggio video. In linea di principio la
struttura e il funzionamento il medesimo: le clip o scene, cio le varie parti che
compongono un filmato, si sistemano in ordine cronologico orizzontalmente, lungo una
traccia che indica la durata del filmato e sulla quale si muove un cursore indispensabile
per individuare il punto esatto dove effettuare le varie modifiche. Questa traccia
chiamata timeline. Di solito la timeline mostra una traccia per il video e due tracce per
laudio suddivise in canale destro e sinistro. Attraverso la tastiera o il mouse, si sposta il
cursore sulla traccia fino a identificare, con pazienza e attenzione, uno alla volta i punti
esatti in cui effettuare il taglio delle scene.

Questa operazione si pu effettuare da tastiera premendo il pulsante T o con un apposito


comando da menu. Si ripete questa operazione per eliminare dal girato originale tutte le
parti sbagliate o inutili. In realt questa procedura si fa con filmati di breve durata. Quando
il girato molto, si procede esattamente al contrario, selezionando con pazienza ogni
scena, ogni spezzone, ogni fotogramma da conservare e si sistemano lungo la timeline
prima di combinarle in modo logico. Si procede poi selezionando con il mouse le diverse
scene e spostandole sulla timeline in modo da realizzare un filmato con un senso e unidea
ben precisa. Tra le varie scene si inseriscono quelle che si chiamano transizioni, brevi
effetti di fusione tra una scena e laltra che servono a indicare uno spostamento nel tempo
o solo il passaggio da uninquadratura allaltra.

bene non abusare delle transizioni, i montaggi professionali dei grandi film e di tanti
bellissimi documentari sfruttano poche e semplici transizioni. Spesso si salta da una scena
allaltra o da uninquadratura allaltra in modo netto senza transizioni. Un elemento

fondamentale di ogni filmato, anche amatoriale, la traccia audio costituita dal sonoro
registrato in presa diretta per mezzo di un microfono collegato direttamente alla
telecamera o con un registrazione esterno e la colonna sonora costituita da una serie di
musiche.

Proprio le musiche svolgono un ruolo fondamentale per la buona riuscita di un video e


hanno il compito di sottolineare e valorizzare le diverse scene amplificandone i contenuti.
Purtroppo, soprattutto nei filmati amatoriali e particolarmente in quelli di cerimonie, la
scelta delle canzoni viene fatta non dal montatore ma dai clienti che le scelgono solo come
elemento emozionale o perch legati a ricordi e non come un elemento portante, capace di
esaltare una particolare scena. La traccia audio talmente importante che tutti i software
per lediting video hanno una sezione dedicata alla gestione e al controllo del sonoro che
prevede una serie di effetti digitali, un equalizzatore, il denoiser, riverbero, controllo e
studio della dinamica dei segnali, ecc.

OTE

[1] Ogni sorgente luminosa presenta un picco di emissione che per consuetudine viene
espressa in Kelvin. Ad esempio la temperatura colore della luce diurna di 5500 k.
[2] Il termine WiFi indica una tecnologia di trasmissione dati senza fili che si basa sulle
specifiche IEEE 802.11.
[3] Il monopiede un cavalletto che ha una sola gamba.
[4] I driver sono dei particolari software che permettono a un sistema operativo di
riconoscere e quindi utilizzare un accessorio o un apparecchio esterno come, ad esempio,
una stampante.
[5] La profondit di campo larea di nitidezza che si estende prima e dopo il punto di
messa a fuoco. Tre sono i fattori che incidono sulla pdc: la distanza di ripresa, la focale
dellobiettivo e il valore del diaframma utilizzato.
[6] Di solito un kit di illuminazione prevede 3 fari di potenza differente, ad esempio:
1000W, 750W e 500W.
[7] Il formato APS non nato con il digitale ma con la pellicola circa 20 anni fa. Doveva
essere un formato rivoluzionario e invece fu un insuccesso. Attualmente il 90% delle
reflex, invece, montano un sensore di queste dimensioni.
[8] RAM, acronimo di Random Access Memory, la memoria ad accesso casuale presente
in molti dispositivi come computer e smartphone. Una volta tolta lalimentazione elettrica,
le informazioni in memoria vengono perse.

AUTORE

Enrico Meloccaro, quarantaquattro anni spesi bene, reatino-romano, motociclista,


snowboarder, scout, amante della cuina, del giardinaggio, e dei viaggi, ho seguito il detto
che dice: impara larte e mettile da parte e anche quello forse pi attinente: di necessit
virt.
Fotografo (Il Messaggero, LaPresse, Corriere, Gazzetta), operatore video (Rai, Sky
Sport), redattore di fotografia e informatica (Tattilo Editrice, PlayPress Publishing,
Cesco Ciapanna Editore), insegnante di fotografia, direttore editoriale de facto di
Fotografare, e molto molto altro ancora.
Durante la mia lunga attivit di fotoreporter ho pubblicato in diciasette anni migliaia di
immagini praticamente su ogni quotidiano e settimanale italiano. Ho un archivio di circa
500.000 fotografie, il tutto accompagnato da qualche inevitabile querela e anche da alcuni
calci nel fondoschiena. In cerca di una vita pi calma e stabile, ho deciso di cimentarmi
come autore grazie alle ottime opportunit della casa editrice Area51 Publishing perch
nonostante la mia giovane et ritengo di aver accumulato una buona esperienza e ho
voglia di condividerla a piccoli passi con i tanti appassionati del mondo dellimmagine.

Hobby e Creativit

Indice
I luoghi comuni della fotografia
Quale fotocamera?
Risorse Web
Conosciamo la reflex
La configurazione della digitale
Luce e fotografia
La riproduzione dei colori
Gli obiettivi
Caratteristiche di un obiettivo
Obiettivi speciali
Linnesto
Messa a fuoco
Lesposizione
Inquadratura, punto di ripresa, prospettiva
RAW e JPEG, pro e contro
Approfondimenti
Il ritratto
Viaggi
In studio
Schemi di illuminazione
Video avanzato
La ripresa
Lediting delle immagini
Non solo Photoshop
Migliorare le fotografie
Il video editing
Realizziamo un semplice montaggio
Lautore