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Ciao mamma orsa dolcissima!

Sai che mi piace ritagliarmi il tempo per scriverti, la notte?


uno dei momenti della giornata durante i quali chiudo tutti gli altri canali di trasmissione e penso soltanto a te.
Mi aiutano a superare tutti gli altri di merda, perch darti in quella manciata di minuti pi o meno grande, tutta la mia attenzione mi fa
apparire pi sopportabile darla poi a chi non se la meriterebbe proprio, ma tant', nella vita tocca sporcarsi le mani.
E poi ho sempre avuto un indissolubile legame, con la notte.
La notte mi ha nascosto, mi ha protetto, ha contribuito a farmi esser quel che sono, mi ha ciancicato quando ce n'era bisogno e
coccolato quando era necessaria la tenerezza, stata il pacoscenico dei miei trionfi pi indimenticabili e delle mie pi sonore sconfitte e
mi ha sempre avvolto, in qualche modo, in un invisibile mantello di energia positiva.
Quando ti scrivo di notte riesco a dirti cose che di giorno non mi sogno nemmeno, come se le ombre della sera potessero addolcire, con
le proprie sfumature, le grandi e piccole follie che mi passan per la testa e darmi la spintarella necessaria a non nasconderti nulla,
neanche quelle piccole idiozie che tengo per me perch me le devo sfangare io e anche perch son convinto che dall'esser comprensive
all'esser sante ce ne corre, senza contare che tu santa proprio non sei, quindi son doppiamente fregato, e in partenza.
La notte, ecco, mi aiuta a dirti quelle cose con cui non voglio appesantirti la giornata, che gi lunga per gli impegni che hai tra lavoro e
famiglia, e se ci metto anch'io il carico da undici stai fresco dopo a dire che ti amo, te lo puoi dare in faccia, il frasone romantico.
Per fan parte di quel genere di cose che, un po' come per il lavoro, se non mi sento dire, si trattasse anche di ribadire l'ovvio, mi
rimarrebbe in bocca il sapore acre di esser passato per il rottame da Caritas di turno. E quindi alla fine, da vigliacchetto paraculo quale
sono, mi, come dire, tolgo il sassolino dalla scarpa dal sicuro di una lettera, che se ti fa incazzare quello che scrivo tu puoi far finta di
non averla proprio letta, la lettera, e io mi sottraggo, con gran gioia se proprio devo esser sincero, alla tua ira.
E vabb insomma, per non fartela lunga volevo soltanto dirti che Luca per me non mai stato un incubo, anche se l'impressione stata
quella pi che altro per una reminescenza cabarettistica, quella del tormentone che se fa ridere ci batti e ribatti.
E' stato soltanto la valvola di sfogo di una serie di dubbi, paure, antiche insicurezze che mi vorticavano in testa, in un momento in cui
ancora non mi pareva vero quel che stavo vivendo, in generale, e poi un pizzico di gelosia e poi e poi un altro miliardo di motivi, da qui,
quando ho ripensato a quei giorni, l'idea per il nuovo racconto.
Sai, forse ero anche spaventato da tutta quella felicit che mi era piovuta improvvisamente addosso e tutta insieme, fatto sta che
quando ti sentivo raccontare di lui, mentre parlavi succedeva come nei film quando sfuma la voce di chi parla e partono i pensieri di chi
ascolta e pensavo che tutti gli altri uomini di cui mi avevi raccontato non avevano neanche un nome, lui s, lui lo aveva e ne parlavi al
presente, e mi pareva di aver capito che vi eravate visti da poco e sentivo dal trasporto con cui raccontavi e ne parlavi che in qualche
modo ti era rimasto dentro, aveva lasciato il segno, e cos mi sono incastrato sulla convinzione che si sarebbe rifatto vivo, e cominciare
a giocarci, prima della deviazione da tormentone, stato un modo per non arrivare impreparato a quel che sarebbe accaduto il giorno in
cui sarebbe riapparso nella tua vita, qualunque cosa sarebbe successa. S lo so, un bel cazzo di sceneggiatura, per poi alla fine come
apparsa cos si dissolta. Dunque non un incubo, soltanto l'effetto di una serie di minkiapensieri di quelli proprio da sagra della
lenticchia, per capirci.
E quindi cos, volevo soltanto dirti questo, perch son convinto che una persona la conosci anche e a volte soprattutto grazie a queste
piccole follie, a sti film esagerati ma che svaporano senza far danni come le piccole stupide paure che li han girati.
E volevo raccontartela perch non ti amo anche e soprattutto perch sei quel che sei, la donna con cui posso parlar di tutto, e tutto vuol
dir tutto, anche e soprattuto delle cose di cui ti vergogni come un ragazzino, senn sei solo chiacchiere e distintivo, non esattamente il
genere di uomo che suscita il tuo interesse.
Buongiorno, amore mio bellissimo
Ti bacio...ovunque tu desideri
Alf