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Articolo 10

Gabriele Vantaggiato
721114
La Costituzione, dopo aver affermato il concetto della sovranit nazionale,
intendeva inquadrare nel campo internazionale la posizione dellItalia: lart. 10
dispone che lordinamento giuridico si adatti automaticamente alle norme del diritto
internazionale generalmente riconosciute. Tali norme sono considerate parte
integrante del diritto della Repubblica.
Con questa disposizione, dal grande valore simbolico e dalla profonda valenza
sistematica ed ordinamentale, lo Stato da un lato, si riconosce membro della
Comunit internazionale e, dallaltro, riconosce loriginariet sia dellordinamento
giuridico internazionale che di quello degli altri Stati. La disposizione
sulladattamento automatico al diritto internazionale generale riprende la formula
della Costituzione di Weimar e risponde allaspirazione di allargare la base dei
rapporti internazionali del nostro Paese, (ri-)legittimando lItalia ad agire ed operare
nel contesto delle nuove relazioni internazionali, dopo che la partecipazione del
nostro Paese al fianco della Germania nella seconda guerra mondiale aveva reso
lItalia uno Stato nemico della Comunit internazionale.
Larticolo 10-117 comma 1 istituisce un dispositivo di adeguamento
automatico del diritto interno al diritto internazionale generale. Il principio
fondamentale che sta alla base di questo articolo quello di aprire il diritto interno
allordinamento internazionale, facendo in modo che esso si adatti automaticamente,
ossia senza bisogno di un atto legislativo di trasposizione degli obblighi che derivano
dal diritto internazionale generale, salvo il caso di una normativa interna di
integrazione di un precetto internazionale caratterizzato dallincompletezza delle sue
disposizioni. Ne consegue che un atto legislativo che risulti incompatibile con una
regola di diritto internazionale di natura consuetudinaria deve essere dichiarato
viziato da illegittimit costituzionale per violazione dellart. 10, comma 1. La citata
disposizione costituzionale, con lespressione norme del diritto internazionale
generalmente riconosciute, intende riferirsi soltanto alle norme consuetudinarie ed ai
principi generali di diritto internazionale.
Nel secondo comma viene determinata la condizione giuridica dello straniero
che regolata dalla legge in conformit delle norme e dei trattati internazionali. Nel
nostro paese la condizione giuridica dello straniero residente in Italia protetta dalla
previsione di una riserva rafforzata di legge; il trattamento giuridico a cui viene
sottoposto lo straniero non pu essere sottoposto all'arbitrio della pubblica

amministrazione ma deve essere stabilito dalla legge.


La legge non pu, tuttavia, essere meno favorevole di quanto previsto dalle norme di
diritto internazionale (leggi sia consuetudinarie che pattizie). Il nostro paese pu
anche predisporre un trattamento pi favorevole nei confronti dello straniero,
elevandosi a modello di riferimento per la comunit internazionale. Nel nostro
ordinamento esistono attualmente due categorie di stranieri: i cittadini dell'Unione
europea che godono di una tutela e di garanzie simili a quelle del cittadino italiano; i
cittadini extracomunitari, non appartenenti all'Unione europea, che possono essere
soggetti a restrizioni per quanto riguarda l'ingresso e la permanenza nel nostro paese.