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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA PENALE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. PETTI Ciro - Presidente Dott. TADDEI Margherita - Consigliere Dott. DAVIGO Piercamillo - Consigliere Dott. RAGO Geppino - Consigliere Dott. PELLEGRINO Andrea - est. Consigliere ha pronunciato la seguente:
sentenza
sui ricorsi proposti rispettivamente nell'interesse di:
M.G., n. a (OMISSIS), rappresentato e assistito dall'avv. Sandra Gigante;
BANCA EUROMOBILIARE s.p.a., in persona del procuratore speciale avv. S.P., in qualit di responsabile
civile dell'imputato M.G., rappresentata e assistita dall'avv. S. P.;
BANCA EUROMOBILIARE s.p.a., in persona del procuratore speciale avv. S.P., in qualit di parte civile,
rappresentata e assistita dall'avv. S.P.;
avverso la sentenza della Corte d'Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, n. 419/2010 in data
25.10.2012;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed i ricorsi;
sentita la relazione della causa fatta dal consigliere dott. Andrea Pellegrino;
udita la requisitoria del sostituto procuratore generale dott. Mario Fraticelli, il quale ha concluso
chiedendo l'annullamento con rinvio al giudice civile competente in grado di appello limitatamente alla
determinazione del danno non patrimoniale, con rigetto del resto sentite le discussioni dell'avv. S.P., per
Banca Euromobiliare s.p.a., che, in qualit di difensore della parte civile, ha chiesto di voler disporre:
-l'annullamento della sentenza impugnata per contraddittoriet della motivazione ex art. 606 c.p.p.,
comma 1, lett. e) alla luce della conclusione cui la stessa pervenuta in ordine alla esclusione del
responsabile civile Maiorano Assicurazioni s.r.l. rispetto alle incompatibili risultanze istruttorie emerse dal
dibattimento, precedentemente valorizzate dal Tribunale;
-la trasmissione alla Sezione di Corte d'Appello competente per la rinnovazione del giudizio sulla base dei
principi di diritto che saranno espressi;
-condannare l'imputato M.G. al ristoro a favore della costituita parte civile anche delle spese legali
sostenute per il presente grado di giudizio, quantificate in Euro 5.000,00 oltre rimborso spese forfettarie
nella misura del 15%, IVA e CPA, dell'avv. S.P., per Banca Euromobiliare s.p.a., che, in qualit di
difensore del responsabile civile dell'imputato M.G., ha chiesto di voler disporre:
-l'annullamento della sentenza impugnata per erronea applicazione della legge penale ex art. 606 c.p.p.,
comma 1, lett. b) nella qualificazione giuridica delle condotte in contestazione ex art. 646 cod. pen.,
anzich ai sensidell'art. 640 cod. pen., trattandosi di profilo incidente direttamente sulla solidariet del
paventato rapporto tra imputato e responsabile civile;
-la trasmissione alla Sezione di Corte d'Appello competente per la rinnovazione del giudizio sulla base dei
principi di diritto che saranno espressi;
dell'avv. Arturo Balzano, comparso in sostituzione dell'avv. Sandra Gigante, che, in qualit di difensore
del responsabile civile di Maiorano Assicurazioni s.r.l., ha chiesto il rigetto del ricorso presentato dalla
parte civile Banca Euromobiliare s.p.a. e, in qualit di difensore dell'imputato, si riportato al ricorso
chiedendone l'accoglimento.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Con sentenza in data 25.10.2012, la Corte d'appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, in riforma
della sentenza del Tribunale di Taranto, sezione distaccata di Manduria, dichiarava non doversi procedere
nei confronti di M.G. in ordine a tutti i reati a lui ascritti (e precisamente i capi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9,
10, 11, 12, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20 e 21) fatta eccezione di quello di cui al capo 13 della rubrica
limitatamente all'importo di Euro 9.000,00 erogato nel maggio 2005, perch estinti per prescrizione; per
l'effetto, la Corte territoriale, previa l'esclusione dell'aggravante di cui all'art. 61, n. 7 e ferma la gi
ritenuta aggravante di cui all'art. 61, n. 11 contestata in fatto, rideterminava la pena nei confronti del M.
in relazione al citato capo 13, cos come circoscritto, nella misura di anni uno e mesi quattro di reclusione
ed Euro 400,00 di multa, con pari durata temporale dell'interdizione dall'esercizio della professione di
promotore finanziario.
Venivano confermate le statuizioni civili nei confronti dell'imputato, salva la concessa provvisionale di cui
veniva disposta la eliminazione e venivano altres eliminate le statuizioni medesime nei confronti del
responsabile civile Banca Euromobiliare s.p.a.
(quanto ai capi 1 e 4); previa esclusione della concessa provvisionale, venivano confermate nel resto le
statuizioni civili a carico dell'imputato e, quanto al responsabile civile Banca Euromobiliare s.p.a.,
limitatamente all'importo di Euro 3.000,00 cos circoscritto nei confronti di quest'ultimo l'ammontare del
risarcimento; venivano condannati l'imputato ed il responsabile civile Banca Euromobiliare s.p.a., in solido
tra loro, alla rifusione delle spese del grado in favore della parte civile P.P. (quanto al capo 5); previa
esclusione della concessa provvisionale, venivano confermate nel resto le statuizioni civili a carico
dell'imputato e del responsabile civile Banca Euromobiliare s.p.a., con condanna, in solido tra loro, alla
rifusione delle spese del grado in favore della parte civile P.W. (quanto al capo 6);
previa esclusione della concessa provvisionale, venivano confermate nel resto le statuizioni civili a carico
dell'imputato e, quanto al responsabile civile Banca Euromobiliare s.p.a., limitatamente all'importo di Euro
7.000,00 cos circoscritto nei confronti di quest'ultimo l'ammontare del risarcimento; venivano condannati
l'imputato ed il responsabile civile Banca Euromobiliare s.p.a., in solido tra loro, alla rifusione delle spese
del grado in favore della parte civile B.D. (quanto al capo 7); venivano confermate le statuizioni civili nei
confronti dell'imputato (quanto ai capi 10, 11 e 12); veniva ridotto l'ammontare della provvisionale
liquidata a carico dell'imputato ed in favore della parte civile G.R. ad Euro 5.500,00; venivano confermate
nel resto le statuizioni civili e condannato l'imputato alla rifusione delle spese del grado (quanto al capo
13); venivano confermate le statuizioni civili nei confronti dell'imputato, salva la concessa provvisionale di
cui veniva disposta la eliminazione e venivano altres eliminate le statuizioni medesime nei confronti del
responsabile civile Banca Euromobiliare s.p.a. (quanto al capo 14);
venivano confermate le statuizioni civili nei confronti dell'imputato che veniva condannato alla rifusione
delle spese del grado in favore della parte civile M.T. (quanto ai capi 16 e 17); veniva eliminata la
concessa provvisionale e confermate nel resto le statuizioni civili a carico dell'imputato che veniva
condannato alla rifusione delle spese del grado in favore della parte civile P.G. (quanto ai capi 18 e 19);
venivano confermate le statuizioni civili nei confronti dell'imputato che veniva condannato alla rifusione
delle spese del grado in favore delle parti civili M.G. e B.G. (quanto ai capi 20 e 21);
venivano eliminate le statuizioni civili pronunciate in favore della parte civile Banca Euromobiliare s.p.a.
ed in danno del responsabile civile Maiorano Assicurazioni s.r.l.; venivano confermate le residue
statuizioni civili pronunciate in favore della parte civile Banca Euromobiliare s.p.a. ed in danno
dell'imputato, che veniva altres condannato alla rifusione delle spese del grado.
2. Avverso della sentenza venivano proposti, tramite difensori, distinti ricorsi per cassazione,
rispettivamente da parte dall'imputato e di Banca Euromobiliare s.p.a. sia in qualit di responsabile civile
che di querelante/persona offesa, gi costituita parte civile.
3. Nel ricorso nell'interesse di M.G., si deduce: - inosservanza o erronea applicazione della legge penale
con riferimento all'art. 646 cod. pen. e art. 192 cod. proc. pen. (primo motivo);
-mancanza e manifesta illogicit della motivazione con riferimento alla contestata condotta appropriativa
ed ai criteri di valutazione della prova (secondo motivo);
-inosservanza o erronea applicazione della legge penale con riferimento all'art. 61 c.p., n. 11 (terzo
motivo);
-mancanza e manifesta illogicit della motivazione con riferimento alla circostanza aggravante di
cui all'art. 61 c.p., n. 11 (quarto motivo);
-mancanza e manifesta illogicit della motivazione con riferimento alla richiesta di rinnovazione
dell'istruttoria exart. 603 cod. proc. pen. (quinto motivo);
-inosservanza o erronea applicazione della legge penale con riferimento ai criteri di quantificazione della
pena e di riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (sesto motivo).

In relazione al primo e al secondo motivo, si contesta innanzitutto la contraddittoriet della sentenza


nella parte in cui, dopo aver riconosciuto l'attendibilit delle testimonianze delle persone offese, ritenute
tutte lineari, coerenti, prive di eccessi sintomatici di inattendibilit, ne ha suffragato il giudizio attraverso i
contenuti della copiosa documentazione acquisita (estratti conto, ricevute di pagamento, lettere ed altro)
di cui, peraltro, riconosceva la falsa formazione da parte dell'imputato: e cos quegli stessi documenti
giudicati falsi finivano per essere considerati come utilizzabili a fini di prova delle dazioni di denaro e del
loro ammontare. Mancanza di motivazione si denuncia in merito alla valutazione della testimonianza della
persona offesa (don G.R.) la cui confutazione si limitata alle doglianze afferenti la sola entit e/o la
effettiva destinazione delle somme restituite dall'imputato e non sulla sua credibilit complessiva, anche
alla luce delle rilevanti incongruenze fattuali tra il narrato del teste ed altre circostanze emerse in
dibattimento.
In relazione al terzo e al quarto motivo, si censura la sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto la
ricorrenza della circostanza aggravante di cui all'art. 61 c.p., n. 11 senza tener conto:
-del fatto che, al momento della consegna dei 9.000,00 Euro non coperti dalla prescrizione (maggio
2005), il M. non era pi, da tempo, promotore finanziario per conto di Banca Euromobiliare;
-del fatto che, in ogni caso, la pregressa esistenza del rapporto di prestazione d'opera non aveva in alcun
modo agevolato o facilitato la commissione del reato, atteso che la persona offesa non aveva consegnato
la somma in virt di quel rapporto ma, per sua stessa pacifica ed incontestata ammissione, in virt di una
pregressa conoscenza ed amicizia risalente alla prolungata frequentazione parrocchiale. Tutt'al pi,
l'essersi l'imputato presentato in una veste per la quale gi dal novembre 2004 gli era stato revocato il
mandato, costituirebbe l'artifizio o raggiro del diverso reato di truffa per il quale, tuttavia, certamente
tardiva la presentazione della querela rispetto alla conoscenza dell'appropriazione. Inoltre, non
comunque ravvisabile in capo al promotore finanziario l'esistenza di un obbligo di tacere, implicante un
rapporto di fiducia che agevoli la commissione del reato. In relazione al quinto motivo, si censura la
sentenza impugnata nella parte in cui non aveva accolto la sollecitazione di parte di disporre
l'acquisizione d'ufficio di tutti gli assegni bancari emessi nel periodo di riferimento al fine di meglio
circoscrivere, ridimensionare o addirittura annullare le pretese economiche lamentate dai querelanti,
affermando che il M. aveva avuto modo di depositare documentazione completa: conclusione questa - a
detta del ricorrente - palesemente illogica dal momento che la richiesta difensiva aveva natura di impulso
d'ufficio con riferimento a documentazione certamente non in possesso del richiedente.
In relazione al sesto motivo, si censurava l'entit della pena irrogata palesemente ingiusta ed inadeguata
nonch la decisione di non riconoscere le circostanze attenuanti generiche anche con giudizio di
prevalenza rispetto alla contestata aggravante.
4. Nel ricorso di Banca Euromobiliare s.p.a. in qualit di responsabile civile, si deduce:
-l'erronea qualificazione giuridica delle condotte in contestazione ex art. 646 cod. pen. anzich ai
sensi dell'art. 640 cod. pen., profilo incidente direttamente sulla solidariet del paventato rapporto tra
imputato e responsabile civile (primo motivo);
-violazione di legge nonch mancanza, contraddittoriet e manifesta illogicit della motivazione rispetto
alle risultanze dibattimentali con riferimento al riconoscimento della sussistenza di una responsabilit ex
art. 31 TUF in capo alla Banca Euromobiliare s.p.a. per il periodo dal 29 settembre 2003 all'ottobre 2005
(secondo motivo);
-mancanza e contraddittoriet interna della motivazione con riferimento all'individuazione dell'entit delle
somme riconosciute a favore delle parti civili costituite a titolo di risarcimento dei danni morali cui
perviene la Corte d'appello rispetto ai criteri generali espressi nella stessa pronuncia in impugnazione;
violazione di legge con riguardo alla ritenuta legittimit del frazionamento dell'azione risarcitoria in sede
civile e penale, nonch al criterio di determinazione di un coefficiente proporzionale con riferimento ai
diversi titoli azionati dalle parti civili (terzo motivo).
In relazione al primo motivo, viene reiterato il motivo di gravame d'appello in ordine all'erronea
qualificazione giuridica attribuita alle condotte illecite ascritte all'imputato.
In relazione al secondo motivo, si censura la sentenza impugnata nella parte in cui non ha inteso
esprimere una motivazione in ordine alla ritenuta irrilevanza delle peculiari e molteplici tipologie di attivit
con cui si realizzavano le condotte illecite perpetrate dall'imputato, tali e tante da qualificare la condotta
del medesimo come estranea all'incarico contrattualmente affidatogli da Banca Euromobiliare. Ulteriori
censure vengono mosse nei confronti della motivazione adottata dalla Corte territoriale per pervenire
all'estensione della responsabilit di Banca Euromobiliare persino per il periodo successivo alla cessazione
del rapporto contrattuale con il promotore finanziario, che viene ritenuta sussistente sino all'ottobre 2005.
In relazione al terzo motivo, si censura la sentenza impugnata con riferimento all'individuazione delle
somme che sono state riconosciute a favore delle parti civili costituite, P.P. (capo 5), P.W. (capo 6) e B.D.
(capo 7) in relazione alle quali non si era tenuto conto delle riconosciute restituzioni e delle dazioni di
denaro avvenute in epoca precedente alla vigenza del contratto con Banca Euromobiliare. 5. Nel ricorso di

Banca Euromobiliare s.p.a. in qualit di querelante/persona offesa, gi costituita parte civile, si deduce,
come motivo unico:
-l'illegittimit dell'esclusione del responsabile civile Maiorano Assicurazioni s.r.l. e la contraddittoriet della
motivazione sul punto rispetto alle risultanze dibattimentali.
Osserva la ricorrente come il giudice di prime cure avesse condannato Maiorano Assicurazioni s.r.l., in
solido con l'imputato, a risarcire i danni cagionati alla parte civile Banca Euromobiliare s.p.a.,
quantificazione demandata alla separata sede civile, concedendo una provvisionale di Euro 120.000,00.
La sentenza impugnata si era invece risolta a riformare la pronuncia di primo grado pervenendo
all'esclusione del responsabile civile Maiorano Assicurazioni s.r.l., asserendo - in modo apodittico ed in
contrasto con le effettive evidenze probatorie - che il dibattimento si sarebbe concluso senza
l'acquisizione degli elementi necessari a provare la commissione da parte dell'imputato ed in qualit di
preposto della Maiorano Assicurazioni s.r.l., dell'attivit in relazione alla quale si sarebbero svolti gli illeciti
oggetto delle contestazioni.

MOTIVI DELLA DECISIONE


6. Il ricorso della parte civile Banca Euromobiliare s.p.a. risulta fondato e, come tale, meritevole di
accoglimento.
6.1. Nell'interesse di Banca Euromobiliare s.p.a. veniva presentata al giudice di primo grado richiesta di
autorizzazione alla citazione, in qualit di responsabile civile dell'imputato, della societ Maiorano
Assicurazioni s.r.l., rilevando come M.G., agendo quale legale rappresentante o comunque amministratore
di fatto della Maiorano Assicurazioni s.r.l., si fosse avvalso della societ per movimentare su conti correnti
intestati alla stessa somme affidategli dai propri danti causa a fronte delle false attestazioni loro
consegnate, nonch emettendo titoli di credito o polizze assicurative a copertura o ad apparente
copertura o rimborso di tali dazioni, indebitamente distratte o trattenute. Si rappresentava come la
Compagnia assicurativa avesse, dunque, costituito un veicolo societario attraverso il quale il M.G. aveva
potuto proseguire nella gestione degli illeciti rapporti maturata nella veste descritta ai capi d'imputazione
da 1 a 15, perpetrando il raggiro verso i propri danti causa, legittimandone la citazione quale responsabile
civile dell'imputato. Il Tribunale, in accoglimento della richiesta, disponeva la citazione della Maiorano
Assicurazioni s.r.l. che si costituiva in giudizio. All'esito dell'istruttoria dibattimentale, il giudice di primo
grado condannava la Maiorano Assicurazioni s.r.l., in solido con M.G., a risarcire i danni cagionati alla
parte civile Banca Euromobiliare s.p.a., quantificazione demandata alla separata sede civile, concedendo
una provvisionale in misura di Euro 120.000,00.
6.2. In sede di giudizio di appello, la pronuncia veniva riformata e si perveniva all'esclusione del
responsabile civile Maiorano Assicurazioni s.r.l., sostenendosi che il dibattimento si era concluso senza
l'acquisizione degli elementi necessari a provare la commissione, da parte dell'imputato ed in qualit di
preposto della Maiorano Assicurazioni s.r.l., dell'attivit in relazione alla quale si sarebbero svolti gli illeciti
oggetto della contestazione, riconoscendosi soltanto come fosse emersa l'utilizzazione della cassa della
societ da parte del M. per far confluire una parte dei proventi illeciti. Secondo la Corte territoriale, "la
responsabilit civile, in ambito penale, non pu prescindere dalle norme del codice civile o delle leggi civili
che disciplinano una responsabilit civile per fatto altrui. Nel caso in esame il processo di primo grado si
concluso in mancanza di qualsiasi indicazione della norma che legittimerebbe la responsabilit della
Maiorano Assicurazioni ...".
6.3. Ritiene il Collegio come la conclusione in parola appaia tautologica e contraddittoria rispetto agli
elementi di prova emersi dall'istruttoria dibattimentale, puntualmente richiamati dalla sentenza di primo
grado sia all'interno del capitolo 2 ("il contenuto delle prove orali e le risultanze documentali di
riferimento"), che nel capitolo 3 ("Dato storico e valutazione delle prove") che, infine, nel capitolo 5 ("La
responsabilit civile"), a cui si rimanda unitamente alla lettura delle deposizioni dei testi indicati dalla
ricorrente quali riportate nella sentenza di primo grado (v.
testimonianze A. e R. a pagg. 17; testimonianza G. a pag. 21; testimonianza M. a pag. 24; testimonianza
M. a pag. 34; testimonianza T. a pag. 53).
Elementi, questi, capaci di provare - difformemente da quanto ritenuto dalla Corte territoriale - come il
M., quale proposto della Maiorano Assicurazioni s.r.l. di cui deteneva il 95% delle azioni societarie finendo
per esserne l'amministratore di fatto, avesse posto in essere le attivit illecite in contestazione,
sostanziatesi in diversi episodi di consegna, incasso, girata di assegni, proprio sfruttando la possibilit - in
funzione agevolatrice - dell'agire in nome e per conto della citata societ, la quale aveva un reale ed
effettivo vincolo di mandato con la Compagnia Axa Assicurazioni: ampia libert di azione che rendeva, di
fatto, irrilevante, l'individuazione degli indici di riconducibilit dell'azione ad un contesto (promotore
finanziario) piuttosto che ad un altro (agente assicurativo) in presenza di una sostanziale
"sovrapposizione" dei due soggetti (persona fisica e persona giuridica).
L'accoglimento della domanda della parte civile Banca Euromobiliare s.p.a. nei confronti della Maiorano

Assicurazioni s.r.l. impone l'annullamento della sentenza impugnata limitatamente all'esclusione dal
processo di quest'ultima, quale responsabile civile, con conseguente doverosa rimessione delle parti
avanti al giudice civile competente per valore in grado di appello in relazione al petitum richiesto.
7. Manifestamente infondato e, come tale, inammissibile il ricorso di M.G..
7.1. Va premesso come il ricorrente, non senza evocare in larga misura censure in fatto non proponibili in
questa sede, si per lo pi limitato a riprodurre le stesse questioni gi devolute in appello e da quei
giudici puntualmente esaminate e disattese, con motivazione del tutto coerente ed adeguata. E' ormai
pacifica acquisizione della giurisprudenza di questa Suprema Corte come debba essere ritenuto
inammissibile il ricorso fondato su motivi che riproducono le medesime ragioni gi discusse e ritenute
infondate dal giudice del gravame, dovendosi gli stessi considerare non specifici.
La mancanza di specificit del motivo, infatti, va valutata e ritenuta non solo per la sua genericit, intesa
come indeterminatezza, ma anche per la mancanza di correlazione tra le ragioni argomentate dalla
decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione, dal momento che quest'ultima non
pu ignorare le esplicitazioni del giudice censurato senza cadere nel vizio di aspecificit che conduce, a
norma dell'art. 591 cod. proc. pen., comma 1, lett. c), alla inammissibilit della impugnazione (v., in tal
senso, Cass., Sez. 2, n. 29108 del 15/07/2011, Cannavacciuolo non mass.; conf., Cass., Sez. 5, n. 28011
del 15/02/2013, Sammarco, Rv. 255568; Cass., Sez. 4, n. 18826 del 09/02/2012, Pezzo, Rv. 253849;
Cass., Sez. 2, n. 19951 del 15/05/2008, Lo Piccolo, Rv. 240109; Cass., Sez. 4, n. 34270 del 03/07/2007,
Scicchitano, Rv. 236945; Cass., Sez. 1, n. 39598 del 30/09/2004, Burzotta, Rv. 230634; Cass., Sez. 4, n.
15497 del 22/02/2002, Palma, Rv. 221693).
Ma non solo. Nella motivazione della sentenza d'appello, con riferimento alla parte riguardante
l'affermazione della penale responsabilit del M.G. e del regime sanzionatorio allo stesso applicabile, non
si ravvisa alcuna manifesta illogicit o contraddizione che la renda sindacabile in questa sede. Infatti, nel
momento del controllo di legittimit, la Suprema Corte non deve stabilire se la decisione di merito
proponga effettivamente la migliore possibile ricostruzione dei fatti n deve condividerne la
giustificazione, ma deve limitarsi a verificare se questa giustificazione sia compatibile con il senso comune
e con "i limiti di una plausibile opinabilit di apprezzamento", secondo una formula giurisprudenziale
ricorrente (Cass., Sez. 5, n. 1004 del 30/11/1999, dep. 31/01/2000, Rv. 215745; Cass., Sez. 2, n. 2436
del 21/12/1993, dep. 25/02/1994, Rv. 196955). Del resto, va ricordato che il vizio di motivazione implica
o la carenza di motivazione o la sua manifesta illogicit. E, sotto quest'ultimo profilo, la correttezza o
meno dei ragionamenti dipende anzitutto dalla loro struttura logica e questa indipendente dalla verit
degli enunciati che la compongono (cfr., Cass., Sez. 1, n. 41738 del 19/10/2011, dep. 15/11/2011, Pmt in
proc. Longo, Rv. 251516, secondo la qual il sindacato del giudice di legittimit sulla motivazione del
provvedimento impugnato deve essere volto a verificare che quest'ultima: a) sia "effettiva", ovvero
realmente idonea a rappresentare le ragioni che il giudicante ha posto a base della decisione adottata; b)
non sia "manifestamente illogica", perch sorretta, nei suoi punti essenziali, da argomentazioni non
viziate da evidenti errori nell'applicazione delle regole della logica; c) non sia internamente
"contraddittoria", ovvero esente da insormontabili incongruenze tra le sue diverse parti o da
inconciliabilit logiche tra le affermazioni in essa contenute;
d) non risulti logicamente "incompatibile" con "altri atti del processo" (indicati in termini specifici ed
esaustivi dal ricorrente nei motivi posti a sostegno del ricorso) in misura tale da risultarne vanificata o
radicalmente inficiata sotto il profilo logico).
7.2. Fermo quanto precede, in relazione al primo e al secondo motivo, trattabili congiuntamente per
omogeneit di tema, rileva il Collegio come la Corte territoriale, con motivazione congrua e priva di vizi
logico-giuridici, come tale capace di "superare" le odierne censure, abbia riconosciuto come apparissero
"del tutto condivisibili le motivazioni esposte dal Tribunale in merito all'attendibilit delle testimonianze
delle persone offese, tutte lineari, coerenti, prive di eccessi sintomatici di inattendibilit ..., confermate
dalla copiosa documentazione acquisita, in buona parte depositata anche dalla difesa della
Euromobiliare ...; ... le deposizioni, in un certo senso, si rafforzano a vicenda, evidenziando il carattere
programmato e non "anomalo" delle varie appropriazioni poste in essere dal M.".
Adeguatezza di motivazione si registra anche con riferimento al capo 13) relativo alla posizione del
sacerdote G.R., costituito parte civile nei confronti del M.. La Corte opera al riguardo richiamo per
relationem alla sentenza di primo grado, e segnatamente alle parti in cui vengono riportate "le chiari e
lineari dichiarazioni del G. in ordine al versamento della complessiva somma di Euro 31.000,00 in tre
tranches (due assegni ed un pagamento in contanti, dal dicembre 2002 al maggio 2005)", riconoscendo
come anche qui il Tribunale avesse "indicato con precisione la prova documentale ... che conferma la
veridicit delle dichiarazioni".
Il ricorrente, invero, reiterando il motivo d'appello, non contesta sostanzialmente il versamento dei
predetti tre importi, bens "fa leva, essenzialmente, sulla presunta restituzione della somma di Euro
23.000,00 a mezzo di assegno emesso in favore della ditta Bellucchi Elchi ...", ritenendo di aver provato
tale pagamento. La Corte territoriale evidenzia, tuttavia, come "la prova riguarda un pagamento di soli
Euro 6.282,00 ... confermato dal teste G. B. ... evidentemente mai portato a conoscenza del G., il quale

ha infatti riferito di apprendere in quel momento di tale pagamento" ed aggiunge che "quanto ai
versamenti effettuati dal padre e dalla sorella del M., dei quali il G. ha ugualmente detto di non essere a
conoscenza, risultano effettivamente documentati due pagamenti sul conto della parrocchia di Euro
3.000,00 e di Euro 5.000,00, rispettivamente da parte di M.A.L. e M.C.. Invece non v' nessuna prova in
merito alla destinazione e all'incasso delle matrici di assegno, ugualmente depositati dalla difesa, in
relazione alla posizione in esame".
Fermi i rilievi che precedono, va in ogni caso precisato come il giudice, una volta esaminati
compiutamente i fatti rilevanti ed espresso il proprio convincimento dando logica ed adeguata spiegazione
dei risultati acquisiti e dei criteri adottati, non tenuto ad esaminare singolarmente, ed al contrario, tutti
gli elementi che vengano addotti per sostenere una diversa - e, a sua parere, inverosimile - ricostruzione
del fatto: un effetto, per cos dire, di "assorbimento", che si ritiene ricorrere nella fattispecie e che ha
correttamente esonerato il giudice del provvedimento impugnato a prendere specifica posizione sugli
ulteriori profili di censura attinenti gli elementi probatori raccolti a carico del M..
7.3. Altrettanta manifesta infondatezza involge il terzo ed il quarto motivo di doglianza.
Sul riconoscimento della circostanza aggravante, la Corte territoriale offre adeguata e condivisibile
motivazione, capace di "coprire" tutti i profili di doglianza nuovamente riproposti in sede di legittimit,
riconoscendo l'irrilevanza dei moventi della condotta e la rilevanza e la decisivit della (sola) circostanza
rappresentata dal fatto "che i risparmiatori conferivano al M. un mandato d'opera, legato all'ordinario
svolgimento della sua attivit, in modo professionale ed in forma di impresa, alla quale l'imputato era
"delegato" in forza di un regolare contratto con la Euromobiliare stipulato in data 29.09.2003. Al possesso
del denaro hanno fatto seguito gli illeciti atti di interversione del possesso:
la fattispecie quindi quella tipica dell'appropriazione indebita, ben descritta nei suoi elementi oggettivo e
soggettivo alle pagg.
78/79 della sentenza impugnata. Non rileva in questa sede il fatto che l'imputato, parallelamente,
svolgesse altre attivit e consulenze ... dal momento che i capi d'imputazione 1/14 attengono tutti a casi
in cui il M. spendeva il nome della societ e raccoglieva il risparmio, secondo lo schema del mandato
ricevuto dalla stessa ...".
7.4. Identiche conclusioni di manifesta infondatezza vanno tratte in relazione al quinto motivo di
doglianza.
La giurisprudenza di legittimit assolutamente conforme nel riconoscere come il rigetto dell'istanza di
rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello si sottrae al sindacato di legittimit quando la
struttura argomentativa della motivazione della decisione di secondo grado si fonda su elementi sufficienti
per una compiuta valutazione in ordine alla responsabilit (cfr., ex multis, Cass., Sez. 6, n. 30774 del
16/07/2013, dep. 17/07/2013, Trecca, Rv. 257741). Nella fattispecie, la manifesta infondatezza del
motivo di ricorso, inerente alla violazione dell'art. 603 cod. proc. pen. per l'omesso accoglimento
dell'istanza di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale attraverso la sollecitazione all'acquisizione
d'ufficio di documenti (nella specie "di tutti gli assegni bancari emessi nel periodo di riferimento, al fine di
meglio circoscrivere, ridimensionare o addirittura annullare le pretese economiche lamentate dai
querelanti"), emerge (fino a sconfinare nell'evidenza) dalla stessa prospettazione della richiesta di
integrazione probatoria avanzata alla Corte territoriale (motivi di appello) con riferimento alla carente o
confusa enunciazione della "decisivit" delle assumende nuove prove da raccogliersi con chiara finalit
"esplorativa".
Censura il ricorrente la contraddittoriet della decisione dei giudici d'appello che hanno ritenuto come il M.
avesse avuto modo "di depositare documentazione completa, regolarmente indicizzata per ciascuna
posizione". In realt, il provvedimento della Corte territoriale ha chiaramente natura declinatoria della
richiesta con implicito ma inequivoco riconoscimento della sua non assoluta necessariet n sul piano
conoscitivo n su quello diversamente valutativo alla luce del materiale probatorio raccolto, il tutto in
conformit all'insegnamento giurisprudenziale indicato in premessa.
La doglianza di mancata ammissione di una prova decisiva si risolve, una volta che il giudice abbia
indicato in sentenza le ragioni della non ammissione della prova ex art. 603 cod. proc. pen., in una
verifica della logicit e congruenza della relativa motivazione correlata al materiale probatorio raccolto e
apprezzato: e l'impugnata sentenza di appello motiva a sufficienza sulle ragioni della raggiunta
completezza dell'indagine probatoria. Del resto, non superfluo rammentare che l'esercizio del potere di
rinnovazione istruttoria si sottrae, per la sua natura discrezionale, allo scrutinio di legittimit, nei limiti in
cui la decisione del giudice di appello (tenuto ad offrire specifica giustificazione soltanto dell'ammessa
rinnovazione) presenti una struttura argomentativa evidenziante - in caso di denegata rinnovazione l'esistenza di fonti sufficienti per una compiuta e logica valutazione in punto di responsabilit (cfr., Cass.,
Sez. 6, n. 5782 del 18/12/2006, Gagliano, Rv. 236064). Ci che quanto deve constatarsi alla luce del
testo dell'impugnata sentenza della Corte d'Appello di Lecce.
7.5. Anche il sesto motivo affetto da manifesta infondatezza. Sia in ordine alla determinazione della
pena irrogata che al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, la sentenza

impugnata offre ampia ed incensurabile motivazione, riconoscendo:


-quanto al trattamento sanzionatorio, l'equit della pena di anni uno e mesi quattro di reclusione ed Euro
400,00 di multa, tenuto conto dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen., e segnatamente:
a) del particolare disvalore ed effensivit della condotta;
b) dell'allarmante personalit del M., il quale ha abusato della fiducia che portava i suoi conoscenti ad
affidargli i risparmi;
c) della particolare intensit del dolo;
d) del movente delittuoso, ascrivibile alla mera utilit economica;
-quanto al diniego delle attenuanti generiche, in presenza di una "volont collaborativa" da parte del M.
che stata contrastata da alcuni comportamenti tesi "a negare anche l'evidenza" e dalla mancanza
assoluta di resipiscenza.
8. Infondato invece il ricorso di Banca Euromobiliare s.p.a. quale responsabile civile.
8.1. Il primo motivo, che reitera negli stessi sostanziali termini la censura sollevata in appello,
manifestamente infondato.
Sulla qualificazione giuridica delle condotte attribuite al M., la Corte territoriale offre congrua e giustificata
motivazione nei termini che gi sono stati esposti nel precedente paragrafo 7.3. a cui si rimanda.
8.2. Infondato il secondo motivo.
La Corte territoriale, con motivazione del tutto conforme a criteri logico-giuridici, dopo aver riconosciuto
la correttezza del rilievo del giudice di primo grado che, sulla base delle testimonianze assunte, aveva
ritenuto che il M. avesse continuato ad operare utilizzando il nome della Banca Euromobiliare, la cui
insegna continu a contrassegnare l'ufficio della piazza centrale di Maruggio almeno sino alla
perquisizione effettuata dalla polizia giudiziaria in data 25.11.2004, ha affermato come "la revoca del
mandato da parte di Banca Euromobiliare, avvenuta nel novembre 2004, non (fosse) sufficiente ad
escludere la responsabilit solidale della societ per le operazioni successive, per una elementare
esigenza di tutela dell'affidamento dei risparmiatori", alla luce della normativa applicabile correttamente
individuata (v. pagg. 17 e segg. della sentenza impugnata).
La Corte territoriale avvalora quindi i principi affermati dal Tribunale anche sulla base dei pi recenti e
conformi arresti della giurisprudenza civile, assolutamente conferenti al caso di specie, con particolare
riguardo all'ipotesi di corresponsabilit dell'intermediario preponente con il promotore per il danno subito
dall'investitore.
Si affermato infatti che, in tema di intermediazione mobiliare, la mera allegazione del fatto che il cliente
abbia consegnato al promotore finanziario somme di denaro con modalit difformi da quelle con cui
quest'ultimo sarebbe legittimato a riceverle, non vale, in caso di indebita appropriazione di dette somme
da parte del promotore, ad interrompere il nesso di causalit esistente tra lo svolgimento dell'attivit
dello stesso e la consumazione dell'illecito, e non preclude, pertanto, la possibilit di invocare la
responsabilit solidale dell'intermediario preponente; n un tal fatto pu essere addotto dall'intermediario
come concausa del danno subito dall'investitore, in conseguenza dell'illecito consumato dal promotore, al
fine di ridurre l'ammontare del risarcimento dovuto. Le disposizioni di legge e regolamentari dettate in
ordine alle modalit di corresponsione al promotore finanziario dell'equivalente pecuniario dei titoli
acquistati o prenotati, infatti, sono dirette unicamente a porre a suo carico un obbligo di comportamento
al fine di tutelare l'interesse del risparmiatore e non possono, quindi, logicamente interpretarsi come
fonte di un onere di diligenza a carico di quest'ultimo, tale da comportare un addebito di colpa
(concorrente, se non addirittura esclusiva) in capo al soggetto danneggiato dall'altrui atto illecito, e salvo
che la condotta del risparmiatore presenti connotati di "anomalia" (e tale non certamente la situazione
di cui trattasi), vale a dire, se non di collusione, quanto meno di consapevole e fattiva acquiescenza alla
violazione delle regole gravanti sul promotore, palesata da elementi presuntivi, quali ad esempio il
numero o la ripetizione delle operazioni poste in essere con modalit irregolari, il valore complessivo delle
operazioni, l'esperienza acquisita nell'investimento di prodotti finanziari, la conoscenza del complesso
"iter" funzionale alla sottoscrizione di programmi di investimento e le sue complessive condizioni culturali
e socio-economiche (Cass., Sez. 1 civ., n. 6829 del 24/03/2011, Rv. 616358). Inoltre, la medesima
giurisprudenza riconosce altres come la disposizione della L. 2 gennaio 1991, n. 1, art. 5, comma 4,
secondo la quale la societ di intermediazione mobiliare responsabile in solido degli eventuali danni
arrecati a terzi nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari, anche se tali danni
siano conseguenti a loro responsabilit accertata in sede penale, richieda un rapporto di "necessaria
occasionalit" tra incombenze affidate e fatto del promotore, che ravvisabile in tutte le ipotesi in cui il
comportamento del promotore rientri nel quadro delle attivit funzionali all'esercizio delle incombenze di
cui investito. N rileva che il comportamento del promotore abbia esorbitato dal limite fissato dalla
societ, essendo sufficiente che la sua condotta sia stata agevolata e resa possibile dall'inserimento del
promotore stesso nell'attivit della societ d'intermediazione mobiliare e si sia realizzata nell'ambito e

coerentemente alle finalit in vista delle quali l'incarico stato conferito, in maniera tale da far apparire al
terzo in buona fede che l'attivit posta in essere, per la consumazione dell'illecito, rientrasse nell'incarico
affidato (Cass., Sez. 1 civ., n. 6829 del 24/03/2011, Rv. 616357).
8.3. Infondato anche il terzo motivo di doglianza. Nessuna incongruit o inesattezza materiale di calcolo
rileva il Collegio alle merito alla determinazione delle somme riconosciute a favore delle parti civili
costituite, P.P. (capo 5), P.W. (capo 6) e B.D. (capo 7).
La Corte territoriale, dopo aver dato atto (par. 8 a pag. 14 della sentenza impugnata) di aver considerato
- nella propria criteriologia di calcolo - le somme consegnate e/o restituite ai denuncianti, ha cos
provveduto:
-con riferimento alla posizione di P.P., viene liquidata in via equitativa, a titolo di danno morale, la somma
di Euro 3.000,00 posta a carico della Euromobiliare s.p.a., importo ridotto rispetto a quello liquidato in
primo grado e che tiene conto del fatto che il responsabile civile non pu rispondere in relazione alla
consegna dell'importo di Euro 5.000,00 del gennaio 2003;
-con riferimento alla posizione di P.W., viene confermata - in assenza di consegne, restituzioni o altri
presupposti legittimanti una riduzione dell'importo - la liquidazione in via equitativa, a titolo di danno
morale, effettuata dal giudice di prime cure nella misura di Euro 1.700,00, somma posta a carico della
Euromobiliare s.p.a.;
-con riferimento alla posizione di B.D., viene liquidata in via equitativa, a titolo di danno morale, la
somma di Euro 7.000,00 posta a carico della Euromobiliare s.p.a., importo ridotto rispetto a quello
liquidato in primo grado e che tiene conto del fatto che il responsabile civile non pu rispondere in
relazione alla consegna dell'importo di Euro 5.000,00 del luglio 2003.
9. Alla declaratoria di inammissibilit del ricorso di M. G. consegue, per il disposto dell'art. 616 cod. proc.
pen., la condanna del medesimo al pagamento delle spese processuali nonch al versamento, in favore
della Cassa delle ammende, di una somma che, considerati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si
determina equitativamente in Euro 1.000,00. Infine, all'accoglimento della domanda della parte civile
Banca Euromobiliare s.p.a., consegue la condanna di M.G., in solido con Maiorano Assicurazioni s.r.l. in
persona del legale rappresentante pro tempore, alla rifusione delle spese processuali sostenute nel grado
dalla predetta parte civile, spese che si liquidano in Euro 4.000,00 oltre rimborso spese forfettarie, IVA e
CPA.
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata limitatamente all'esclusione del responsabile civile Maiorano Assicurazioni
s.r.l. e rimette sul punto le parti avanti al giudice civile competente per valore in grado d'appello; rigetta il
ricorso del responsabile civile Banca Euromobiliare s.p.a.; dichiara inammissibile il ricorso di M. G. che
condanna al pagamento delle spese processuali nonch al versamento della somma di Euro 1.000,00 alla
Cassa delle ammende;
condanna altres M.G., in solido con Maiorano Assicurazioni s.r.l. in persona del legale rappresentante pro
tempore, alla rifusione delle spese processuali sostenute nel grado dalla parte civile Banca Euromobiliare
s.p.a. che liquida in Euro 4.000,00 oltre rimborso spese forfettarie, IVA e CPA. Cos deciso in Roma, nella
Pubblica Udienza, il 15 ottobre 2014.
Depositato in Cancelleria il 11 novembre 2014