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Cosa una Associazione

L'associazione un Ente privato senza finalit di lucro che utilizza le proprie risorse finanziarie per scopi

educativi
religiosi
culturali
sociali
di pubblica utilit
La maggioranza delle organizzazioni che operano nel sociale sono contraddistinte da:

L'impegno per la soddisfazione di bisogni di servizi aventi valenza sociale sentiti in modo particolare
tra le fasce deboli della popolazione, che non vengono erogati n dalle imprese tradizionali, "for
profit" n dal Pubblico.
L'intento di tutelare i diritti di soggetti-cittadini "a rischio"
La volont di offrire modalit di utilizzo del tempo libero ispirate a valori sociali e all'impegno etico
L'opera di sensibilizzazione della comunit locale ai valori sociali
La rinuncia all'utile, per cui il profitto maturato non pu essere distribuito o solo entro una certa
misura rigidamente individuata.
Pu essere costituita da due o pi persone tramite atto pubblico o scrittura privata. L'associazione uno
strumento giuridico con cui un gruppo di persone possono perseguire uno scopo socialmente utile. Le norme
organizzative per il corretto funzionamento sono indicate nello statuto allegato all'atto di costituzione. Il fatto
che le istituzioni nonprofit possano essere enti sociali, oltre che giuridici, implica che non tutte le istituzioni
nonprofit debbano essere legalmente riconosciute. Il patrimonio dell'associazione deriva essenzialmente
dai contributi degli associati e di terzi. La denominazione dell'ente libera, ma deve contenere il termine
"associazione". Per redigere l'atto costitutivo occorre individuare un luogo fisico da indicare nell'atto stesso
per motivi civili e fiscali.

Come costituire un'Associazione Culturale, Sportiva, Ricreativa o di Volontariato


Il primo passo Per costituire un'associazione indispensabile essere almeno un gruppo di persone. Una
volta decisa la costituzione necessarioconvocare un'Assemblea di Costituzione tra i soggetti interessati che
discutano e ne approvino l'Atto Costitutivo e lo Statuto.

Statuto e Atto costitutivo Lo Statuto dell'Associazione deve rispettare i criteri di democraticit, vale a
dire tutti i soci sono uguali, hanno gli stessi diritti e possono essere eletti alle cariche elettive. Dentro lo
Statuto vanno elencati:

gli scopi dell'Associazione


i requisiti necessari per l'iscrizione
gli organi dell'Associazione (la loro durata e i loro distinti compiti).
E' utile registrare l'atto costitutivo all'Ufficio del Registro della propria provincia, in quanto pu essere
necessario nel caso si stipulino contratti o si richiedano contributi da Enti Pubblici, che tendenzialmente
possono essere richiesti dopo almeno due anni di vita dell'Associazione. L'atto di costituzione (sottoscritto
dai soci fondatori) e lo statuto vanno registrati presso un notaio, la spesa di circa 300. L'Associazione non
ha personalit giuridica quindi non pu possedere beni immobili.

Gli organi dell'Associazione E' necessario che tra gli organi dell'Associazione siano almeno previsti:

l'Assemblea dei soci (si riunisce almeno una volta all'anno, elegge il Consiglio Direttivo e il Collegio
dei Revisori dei Conti, discute e approva i bilanci presentati dal Consiglio, il massimo organo
deliberante dell'Associazione)
il Consiglio Direttivo (ne fanno parte il Presidente dell'Associazione, il Vicepresidente, e almeno 1
altro membro, in quanto i componenti devono essere in numero dispari, ha i poteri di ordinaria e
straordinaria amministrazione ad eccezione di quelli riservati al presidente e all'assemblea e tutti gli
altri che l'assemblea gli destina)
il Collegio dei Revisori dei Conti (eletto dall'assemblea, controlla la gestione economico-finanziaria
dell'Associazione e verifica che essa corrisponda ai fini sociali indicati nello Statuto)
il Presidente il legale rappresentante dell'Associazione, ed ha quindi la responsabilit giuridica, pu
essere eletto dall'Assemblea o dal Consiglio Direttivo, la sua carica (come del resto tutte le altre
cariche nell'associazione) temporanea.

Come disciplinare le attivit associative

E' obbligatorio tenere un registro cassa per il bilancio


sociale anche
se
non
va
depositato,
e
i
fogli
dunque
non
vanno
vidimati.
Le attivit dell'Associazione possono essere rivolte ai soci oppure no, devono essere in prevalenza senza
scopo di lucro, eventuali attivit commerciali possono essere esercitate ma non in natura prevalente rispetto
alle altre attivit associative, previa apertura di una partita IVA e quindi tenuta di libri contabili e pagamento
dei
dovuti
oneri
fiscali.
Eventuali utili vanno reinvestiti nelle attivit dell'Associazione. Nell'eventualit che l'Associazione voglia
funzionare come circolo o produrre servizi ai propri soci (ad esempio rivendita bevande, alcolici, alimenti,
ecc.) necessario per ottenere le autorizzazioni aderire ad un'associazione del tempo libero a diffusione
nazionale con riconoscimento del Ministero dell'Interno (ad esempio ARCI, ACLI, AICS, CAPIT, ANSPI,
ENDAS, ecc.).

Come costituire un circolo o un'associazione culturale


Il punto di partenza per costituire un'associazione quello di redigere i relativi Statuto ed Atto di
costituzione. La costituzione pu avvenire indifferentemente nella forma di atto pubblico, con l'intervento
quindi di un notaio, oppure con un semplice atto privato tra un gruppo di persone. Questi documenti devono
esplicitare la denominazione dell'ente, le attivit che attraverso esso si intendono svolgere, lo scopo
istituzionale, il patrimonio, la sede, oltre alle norme relative all'ordinamento ed all'amministrazione interni.
Devono essere anche fissati i diritti e i doveri degli associati nonch le condizioni di ammissione.
Si consiglia comunque, prima di mettersi al lavoro, di leggere attentamente il libro I del codice civile, agli
articoli
dal
14
al
35.
Un'associazione
si
pu
costituire
a
costo
zero.
Sotto il profilo giuridico le associazioni e i circoli culturali possono essere RICONOSCIUTI o NON
RICONOSCIUTI dallo Stato italiano. Solo tale riconoscimento conferisce loro personalit giuridica,
limitando cos la responsabilit degli amministratori agli atti compiuti nell'esercizio delle funzioni. Nel caso
si opti per il riconoscimento occorre registrarsi presso l'Ufficio del Registro ed inoltrare la relativa richiesta
di riconoscimento alla Prefettura, che avvier il procedimento affinch la pratica, passando per il ministero
competente, giunga infine alla Presidenza della Repubblica.
Se tutto procede bene il decreto di riconoscimento pu arrivare prima di 2 anni. I tempi possono essere pi
brevi nel caso in cui l'associazione limiti la sua attivit all'ambito provinciale o regionale: in questo caso,
infatti, il via libera viene dato dal Prefetto o dal Presidente della Giunta regionale.
Lo Statuto di un'associazione che aspiri al riconoscimento statale deve essere redatto dal notaio e contenere,
oltre ai dati summenzionati, anche l'obbligo dell'approvazione annuale del bilancio.
Va ricordato infine che sono previste agevolazioni fiscali (legge 153/94, art. 14) per le associazioni che
aderiscono ad una delle Associazioni Nazionali di settore riconosciute dal Ministero (ARCI, AICS ecc...). La
scelta dell'adesione deve essere citata nell'articolo 1 dello statuto.

Statuto tipo per un'associazione di promozione sociale


facsimile di statuto per associazione di promozione sociale
Art. 1 DENOMINAZIONE
E' costituita nel rispetto del codice civile e della L 383/2000 l'associazione.......
Art. 2 SEDE
L'associazione ha sede legale in .........., Via ........., non ha scopo di lucro, la sua durata illimitata. Gli
eventuali utili non possono essere ripartiti anche indirettamente.
Il trasferimento della sede sociale non comporta modifica statutaria.
Art. 3 SCOPI DELL'ASSOCIAZIONE
Scopo dell'associazione :
-.......
-.......
Tutte le attivit non conformi agli scopi sociali sono espressamente vietate.
Le attivit dell'associazione e le sue finalit sono ispirate a principi di pari opportunit tra uomini e donne e
rispettose dei diritti inviolabili della persona.
Art. 4 I SOCI
Sono ammessi a far parte dell'Associazione tutti gli uomini e le donne che accettano gli articoli dello Statuto
e del regolamento interno, che condividano gli scopi dell'associazione e si impegnino a dedicare una parte
del loro tempo per il loro raggiungimento.
L'organo competente a deliberare sulle domande di ammissione degli aspiranti soci il Comitato Direttivo.
L'ammissione all'Associazione deliberata dal Comitato Direttivo su domanda scritta del richiedente nella
quale dovr specificare le proprie complete generalit. In base alle disposizioni di legge 675/97 tutti i dati
personali raccolti saranno soggetti alla riservatezza ed impiegati per le sole finalit dell'Associazione previo
assenso scritto del socio. Il diniego va motivato.
All'atto dell'ammissione il socio si impegna al versamento della quota di autofinanziamento annuale nella
misura fissata dal Comitato Direttivo ed approvata in sede di bilancio dall'Assemblea ordinaria, al rispetto
dello Statuto e dei regolamenti emanati.
Non ammessa la figura del socio temporaneo. La quota associativa intrasmissibile.
Ci sono due categorie di soci:
- Soci fondatori: coloro che sono intervenuti alla costituzione dell'associazione, hanno diritto di voto, sono
eleggibili alle cariche sociali, la loro qualit di soci ha carattere di perpetuit, non soggetta ad iscrizione
annuale, ma solo al pagamento della quota sociale.
- Soci effettivi: coloro che hanno chiesto e ottenuto la qualifica di socio al Comitato direttivo. Hanno diritto
di voto e sono eleggibili alle cariche sociali. La loro qualit di soci effettivi subordinata all'iscrizione e al
pagamento della quota sociale.
Il numero dei soci effettivi illimitato.

I soci sono tenuti al pagamento della quota sociale entro 10 giorni dall'iscrizione nel libro soci.
L'ammontare della quota annuale stabilito dall'assemblea in sede di approvazione del bilancio.
Le attivit svolte dai soci a favore dell'associazione e per il raggiungimento dei fini sociali sono svolte
prevalentemente a titolo di volontariato e totalmente gratuite. L'associazione pu in caso di particolare
necessit, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai
propri associati.
Art. 5 DIRITTI DEI SOCI
I soci aderenti all'associazione hanno diritto di eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi. Tutti i
soci hanno i diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dal presente Statuto: il socio
volontario non potr in alcun modo essere retribuito, ma avr diritto al solo rimborso delle spese
effettivamente sostenute per l'attivit prestata. L'associazione si avvale in modo prevalente di attivit prestata
in forma volontaria e gratuita dei propri associati. Tutti i soci hanno diritto di accesso ai documenti, delibere,
bilanci, rendiconti e registri dell'associazione. Tutti i soci maggiorenni hanno diritto di voto.
Art. 6 DOVERI DEI SOCI
Gli aderenti svolgeranno la propria attivit nell'associazione in modo personale, volontario e gratuito senza
fini di lucro, in ragione delle esigenze e disponibilit personali dichiarate.
Il comportamento del socio verso gli altri aderenti ed all'esterno dell'associazione deve essere animato da
spirito di solidariet ed attuato con correttezza, buona fede, onest, probit e rigore morale, nel rispetto del
presente Statuto e delle linee programmatiche emanate.
Art. 7 RECESSO/ESCLUSIONE DEL SOCIO
Il socio pu recedere dall'associazione mediante comunicazione scritta da inviare al coordinatore del
Comitato direttivo di sezione. Il recesso ha effetto dalla data di chiusura dell'esercizio sociale nel corso del
quale stato esercitato.
Il socio pu essere escluso dall'associazione in caso di inadempienza dei doveri previsti dall'art. 6 o per altri
gravi motivi che abbiano arrecato danno morale e/o materiale all'associazione stessa.
L'esclusione del socio deliberata dal Comitato direttivo di sezione. Deve essere comunicata a mezzo lettera
al medesimo, assieme alle motivazioni che hanno dato luogo all'esclusione e ratificata dall'assemblea soci
nella prima riunione utile.
Soci receduti e/o esclusi che abbiano cessato di appartenere all'associazione, non possono richiedere la
restituzione dei contributi versati, n hanno diritto alcuno sul patrimonio dell'associazione.

Art. 8 GLI ORGANI SOCIALI


Gli organi dell'associazione sono:
- L'assemblea dei soci;
- Il comitato direttivo;
- Il presidente
Tutte le cariche sociali sono assunte e assolte a totale titolo gratuito.
Art. 9 L'ASSEMBLEA

L'assemblea organo sovrano dell'associazione. L'assemblea dei soci costituita dai soci fondatori e
effettivi, convocata almeno una volta all'anno dal presidente dell'associazione o da chi ne fa le veci,
mediante:
Avviso scritto da inviare con lettera semplice agli associati, almeno 10 giorni prima di quello fissato per
l'adunanza;
Avviso affisso nei locali della Sede almeno 20 giorni prima.
L'Assemblea dei soci convocata dal Presidente almeno una volta all'anno ed presieduta dal Presidente
stesso o da un suo delegato nominato tra i membri del Direttivo.
Deve inoltre essere convocata
a quando il Direttivo lo ritenga necessario;
b quando la richiede almeno un decimo dei soci.
L'assemblea organo sovrano dell'associazione.
Gli avvisi di convocazione devono contenere l'ordine del giorno dei lavori e la sede ove si tiene la riunione.
L'assemblea pu essere ordinaria e straordinaria. E' straordinaria l'assemblea convocata per la modifica dello
Statuto o deliberare il trasferimento della sede legale o lo scioglimento dell'associazione. E' ordinaria in tutti
gli altri casi.
L'assemblea ordinaria valida in prima convocazione se presente la maggioranza degli iscritti aventi diritto
di voto; in seconda convocazione, da tenersi anche nello stesso giorno, qualunque sia il numero dei presenti.
L'assemblea ordinaria
a elegge il Presidente
b elegge il Comitato Direttivo;
c propone iniziative indicandone modalit e supporti organizzativi;
d approva il bilancio consuntivo e preventivo annuale ed il rendiconto predisposti dal Direttivo ;
e fissa annualmente l'importo della quota sociale di adesione;
f ratifica le esclusioni dei soci deliberate dal Comitato direttivo;
g approva il programma annuale dell'associazione.
Le deliberazioni dell'assemblea ordinaria vengono prese a maggioranza dei presenti e rappresentati per
delega; sono espresse con voto palese, tranne quelle su problemi riguardanti le persone e la qualit delle
persone o quando l'assemblea lo ritenga opportuno. Ogni socio ha diritto di esprimere un solo voto e pu
presentare una sola delega in sostituzione di un socio non amministratore.
Le discussioni e le deliberazioni dell'assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che
viene redatto dal segretario o da un componente dell'assemblea appositamente nominato. Il verbale viene
sottoscritto dal Presidente e dall'estensore trascritto su apposito registro, conservato a cura del Presidente
nella sede dell'associazione.
Ogni socio ha diritto di consultare i verbali delle sedute e chiederne, a proprie spese, una copia.
L'assemblea straordinaria
a approva eventuali modifiche allo Statuto con la presenza di 2/3 dei soci e con decisione deliberata a
maggioranza dei presenti;
bscioglie l'associazione e ne devolve il patrimonio col voto favorevole di 3/4 dei soci.
Hanno diritto di partecipare alle assemblee, di votare e di essere eletti, tutti i soci iscritti, purch in regola
con il pagamento della quota.
Art. 10 IL COMITATO DIRETTIVO

L'associazione amministrata da un Comitato direttivo eletto dall'assemblea e composto da tre a dieci


membri.
La convocazione del Comitato direttivo decisa dal Presidente o richiesta e automaticamente convocata da
tre membri del Comitato direttivo stesso.
Le delibere devono avere il voto della maggioranza assoluta dei presenti, a parit di voti prevale il voto del
Presidente.
Il Comitato direttivo:
1. compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione
2. redige e presenta all'assemblea il rapporto annuale sulle attivit dell'associazione
3. redige e presenta all'assemblea il bilancio consuntivo e quello preventivo ed il rendiconto economico.
4. ammette i nuovi soci
5. esclude i soci salva successiva ratifica dell'assemblea ai sensi dell'art.7 del presente statuto.
Le riunioni del Comitato direttivo sono legalmente costituite quando presente la maggioranza dei suoi
componenti.
Nell'ambito del comitato direttivo sono previste almeno le seguenti figure: il Presidente (eletto direttamente
dall'assemblea generale), il Vice Presidente, il Tesoriere (eletti nell'ambito del Comitato direttivo stesso).
Art. 11 IL PRESIDENTE
Il Presidente ha la legale rappresentanza dell'Associazione, presiede il Comitato direttivo e l'assemblea.
Rappresenta l'associazione di fronte alle autorit ed il suo portavoce ufficiale.
Convoca l'assemblea dei soci e il Comitato direttivo sia in caso di convocazioni ordinarie che straordinarie.
Dispone dei fondi sociali con provvedimenti controfirmati dal tesoriere.

Art. 12 I MEZZI FINANZIARI


I mezzi finanziari per il funzionamento dell'associazione provengono:
- dalle quote versate dai soci nella misura decisa annualmente dal Comitato direttivo e ratificata
dall'assemblea;
- dai contributi, donazioni, lasciti in denaro o in natura provenienti da persone e/o enti le cui finalit non
siano in contrasto con gli scopi sociali.
Il Comitato direttivo potr rifiutare qualsiasi donazione che sia tesa a condizionare in qualsivoglia modo
l'associazione.
- da iniziative promozionali
I fondi dell'associazione non potranno essere investiti in forme che prevedano la corresponsione di un
interesse.
Ogni mezzo che non sia in contrasto con il Regolamento interno e con le leggi dello Stato Italiano potr
essere utilizzato per appoggiare e sostenere i finanziamenti all'associazione e arricchire il suo patrimonio.
Art. 13 BILANCIO
I bilanci sono predisposti dal comitato direttivo e approvati dall'assemblea.
Il bilancio consuntivo approvato dall'assemblea generale ordinaria con voto palese o con le maggioranze
previste dallo Statuto.

L'assemblea di approvazione del bilancio consuntivo deve tenersi entro la data del 30 aprile dell'anno
successivo alla chiusura dell'esercizio sociale.
Il bilancio consuntivo depositato presso la sede dell'associazione, e nelle varie sezioni, almeno 20 giorni
prima dell'assemblea e pu essere consultato da ogni associato.
Il bilancio preventivo approvato dall'assemblea generale ordinaria con voto palese o con le maggioranze
previste dallo Statuto.
Il bilancio preventivo depositato presso la sede dell'associazione, almeno 20 giorni prima dell'assemblea e
pu essere consultato da ogni associato.

Art. 14 MODIFICHE STATUTARIE


Questo statuto modificabile con la presenza dei due terzi dei soci dell'associazione e con voto favorevole
della maggioranza dei presenti. Ogni modifica o aggiunta non potr essere in contrasto con gli scopi sociali,
con la dottrina e il Regolamento interno e con la Legge italiana.
Art. 15 SCIOGLIMENTO DELL'ASSOCIAZIONE
Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di
almeno i tre quarti degli associati convocati in assemblea straordinaria.
L'assemblea che delibera lo scioglimento dell'associazione nomina uno o pi liquidatori e delibera sulla
destinazione del patrimonio che residua dalla liquidazione stessa.
La devoluzione del patrimonio sar effettuata con finalit di pubblica utilit a favore di associazioni di
promozione sociale di finalit similari.

Art. 16: DISPOSIZIONI FINALI


Per tutto ci che non espressamente previsto si applicano le disposizioni contenute nel codice civile e nelle
leggi vigenti in materia.

Normativa riguardante le Associazioni


Dal Codice Civile Libro I "Delle persone e della famiglia": CAPO II Delle associazioni e delle
fondazioni
Legge 8 novembre 1991, n. 381 - Disciplina delle cooperative sociali
Legge 11 agosto 1991, n. 266 - Legge-quadro sul volontariato
D.M. - Min. Industria -14 febbraio 1992 - Obbligo alle organizzazioni di volontariato ad assicurare i
propri aderenti ..
Legge Regionale FVG 4 20 febbraio 1995, n. 12: Disciplina dei rapporti tra le istituzioni pubbliche e le
organizzazioni di volontariato
Decreto 4 dicembre 1997, n. 460: Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle
organizzazioni non lucrative di utilita' sociale
Legge 13 novembre 2000, n. 328 "Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi
e servizi sociali
Legge 7 dicembre 2000, n. 383 "Disciplina delle associazioni di promozione sociale"
Decreto 14 novembre 2001, n.471: norme circa l'iscrizione e la cancellazione delle associazioni a
carattere nazionale nel Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale

Suggerimenti per un bilancio a prova di trasparenza


Un documento dell'Ordine dei Commercialisti. Questo testo pu essere un punto di riferimento per gli
amministratori degli enti non commerciali.
Il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti ha approvato di recente un documento, sotto forma di
raccomandazione, contenente uno schema di bilancio per gli enti non profit. Si tratta di un documento
importante visto che non di rado le organizzazioni senza fine di lucro incontrano enormi difficolt a redigere
un bilancio. Ve ne proponiamo ampi stralci.
I documenti che compongono lo schema di bilancio, e che compaiono indicati nella raccomandazione sui
bilanci delle aziende non profit, sono i seguenti (che di seguito analizzeremo uno per uno):

Stato patrimoniale;

Rendiconto di gestione;

Allegati esplicativi: nota integrativa e prospetto movimentazione dei fondi;

Relazione sulla gestione;

Relazione dell'organo incaricato del controllo, laddove previsto.

Schema di stato patrimoniale


Lo schema di Stato patrimoniale individuato per le aziende non profit riprende la struttura di base dello
schema previsto per le imprese dall'art. 2424 del Codice civile, con le seguenti modifiche:
- sono stati superati tutti i riferimenti alle societ controllanti;
- le 'quote da versare' sono relative a quote associative ancora da versare da parte di associati;
- con riferimento alle poste ideali del patrimonio netto si ritiene di evidenziare: il patrimonio libero, costituito
dalle riserve derivanti dai risultati gestionali realizzati. E, quindi, il risultato gestionale dell'esercizio in
corso; le riserve statutarie; i risultati gestionali relativi ad esercizi precedenti;
- il fondo di dotazione (se previsto dallo statuto);
- il patrimonio vincolato.
Il rendiconto di gestione
Ovvero lo schema di rappresentazione dei risultati economici a proventi e oneri.
Lo scopo del conto economico quello di rappresentare il risultato (positivo o negativo) di periodo e di
illustrare attraverso il confronto tra i ricavi ed i costi come si sia pervenuti al risultato economico del periodo
di gestione. Tale traslazione di concetti non pu invece essere operata dalle aziende non profit per le quali
risulta pi indicata la denominazione di rendiconto gestionale, cos come avviene per gli istituti non profit
anglosassoni. Infatti tali aziende non hanno generalmente un mercato di riferimento e, se lo hanno, esso
strumentale ad altri fini e, pertanto, il risultato del confronto fra impiego e destinazione dei fattori (costi di
gestione), da un lato, ed i ricavi (che spesso non ci sono come tali) ed i proventi (contribuzioni, interessi,
ecc.) dall'altro, non assume il significato economico che tipicamente questo risultato di sintesi assume
nell'impresa.
La rendicontazione nelle aziende non profit, infatti, ha come scopo quello di informare i terzi sull'attivit
posta in essere dall'azienda nell'adempimento della missione istituzionale e come oggetto le modalit in cui
l'azienda ha acquisito e impiegato le risorse nello svolgimento della propria attivit. Il rendiconto gestionale

a proventi e oneri dell'azienda non profit informa sul modo in cui le risorse sono state acquisite e impiegate
nel periodo nelle 'aree gestionali'.
Le aree gestionali dell'azienda non profit sono individuate in:
- attivit tipica o di istituto;
- attivit promozionale e di raccolta fondi;
- attivit accessoria;
- attivit di gestione finanziaria e patrimoniale;
- attivit di natura straordinaria;
- attivit di supporto generale.
Allegati esplicativi
La nota integrativa ha la funzione di illustrare o integrare i dati e le informazioni contenute nello stato
patrimoniale e nel rendiconto della gestione e insieme a questi documenti costituisce il 'Bilancio d'esercizio'.
Preliminarmente, la nota integrativa deve contenere:
1) indicazioni dell'organo che ha effettuato la revisione del bilancio (collegio dei revisori o societ di
revisione contabile);
2) informazioni circa le esenzioni fiscali di cui beneficia l'ente e la deducibilit fiscale sulle donazioni di cui i
donanti possono beneficiare;
3) indicazioni del numero delle persone direttamente dipendenti alla fine del periodo e del numero dei
dipendenti degli enti controllati (comitati o organizzazioni controllate o affiliate).
Il Prospetto movimentazione fondi assume una importante funzione espositiva e di controllo per aspetti che
riguardano:
1) l'esposizione del risultato della gestione articolato nelle varie condizioni di vincolo in cui i fondi
dell'azienda non profit possono trovarsi: fondi disponibili, fondi vincolati;
2) la rappresentazione delle dinamiche di variazione del 'patrimonio netto'.
A tal fine il prospetto di movimentazione delle componenti del patrimonio netto allegato alla nota
integrativa allo scopo di fornire determinate informazioni circa le modalit seguite nel perseguimento della
missione istituzionale e le modalit con cui l'azienda non profit ha impiegato i propri fondi nel corso
dell'esercizio.
La principale funzione espositiva del prospetto di movimentazione del patrimonio netto quella di dare
conto all'interno del bilancio di esercizio di una serie di eventi connessi alla formazione e alla destinazione
delle diverse componenti patrimoniali che, in talune aziende non profit costituiscono i fenomeni pi rilevanti
nella dinamica delle azioni poste in essere dall'azienda stessa.
La relazione sulla gestione
Occorre innanzitutto premettere che nella relazione sulla gestione (detta anche relazione di missione o
relazione morale) non si pone l'accento solo sulla consistenza patrimoniale da cui gli enti morali traggono i
proventi per il conseguimento dei fini istituzionali, come spesso accaduto nella erronea convinzione che
l'aspetto economico della gestione in questi enti fosse poco rilevante, ma anche sulla dinamica oneri proventi
e, comunque, sulle entrate e sulle spese, essendo l'equilibrio economico-finanziario condizione per la
sopravvivenza stessa dell'organizzazione nel tempo.
La relazione sulla gestione deve fornire tutte le informazioni sulle modalit concrete di svolgimento
dell'attivit, quali sono state le fonti di finanziamento e i relativi impieghi, i cambiamenti strutturali dell'ente,
le operazioni gestionali straordinarie, i programmi e le prospettive dell'esercizio successivo e ogni altra
informazione che consente ai destinatari del bilancio di acquisire una conoscenza completa sui risultati
raggiunti e sulla qualit della gestione.
La relazione sulla gestione anche la sede dove far confluire una serie di dati extra contabili, integrativi
rispetto alla funzione tipica del bilancio d'esercizio, inteso come documento che rappresenta la sintesi
monetaria di due grandezze: il valore del patrimonio dell'ente e il risultato (positivo o negativo) prodotto

dalla gestione. Tuttavia, data la peculiarit della gestione di un'azienda non profit, perdono gran parte del
loro significato sia il risultato economico dell'esercizio, inteso come indice sintetico dell'efficienza
dell'azienda (in quanto l'ente non pone nel profitto le proprie finalit), sia, pi in generale, gli aspetti
monetari in cui si traducono i i valori di bilancio,in quanto vi sono aspetti fondamentali della gestione (primo
fra tutti l'utilit sociale) che possono non trovare una manifestazione monetaria.
A questi documenti, ove prevista, va aggiunta la relazione dell'organo incaricato del controllo.
Uno schema corretto di stato patrimoniale.
Contenuto stato patrimoniale delle aziende non profit
ATTIVO
a) Crediti verso associati per versamento quote
b) Immobilizzazioni
- Immobilizzazioni immateriali
1) costi di impianto e ampliamento
2) costi di ricerca, sviluppo e pubblicit
3) diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere dell'ingegno
4) concessioni, licenze, marchi e diritti simili
5) avviamento
6) immobilizzazioni in corso e acconti
7) altre
- Immobilizzazioni materiali
1) terreni e fabbricati
2) impianti e attrezzature
3) altri beni
4) immobilizzazioni in corso e acconti
Immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili
entro l'esercizio successivo
1) partecipazioni
2) crediti
3) altri titoli
c) Attivo circolante
- Rimanenze
1) Materie prime, sussidiarie e di consumo
2) Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati
3) Lavori in corso su ordinazione
4) Prodotti finiti e merci
5) acconti
- Crediti con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili entro l'esercizio successivo
1) Verso clienti
2) Verso altri
- Attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
1) partecipazioni

2) altri titoli
- Disponibilit liquide
1) depositi bancari e postali
2) assegni
3) denaro e valori in cassa
d) Ratei e risconti
PASSIVO
a) Patrimonio netto
- Patrimonio libero
1) risultato gestionale esercizio in corso (positivo o negativo)
2) risultato gestionale da esercizi precedenti
3) riserve statutarie
- Fondo di dotazione dell'ente (se previsto)
- Patrimonio vincolato
1) fondi vincolati destinati da terzi
2) fondi vincolati per decisione degli organi istituzionali
b) Fondi per rischi e oneri
1) Per trattamento di quiescenza e obblighi simili
2) altri
c) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
d) Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo
1) titoli di solidariet ex art. 29 del D.Lgs n. 460/97
2) debiti verso banche
3) debiti verso altri finanziatori
4) acconti
5) debiti verso fornitori
6) debiti tributari
7) debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale
8) altri debiti
e) Ratei e risconti

Principali tipologie del Terzo settore


Le associazioni non riconosciute Le

associazioni non riconosciute costituiscono una importante


realt nell'area del Terzo Settore. Si tratta di organismi di diritto privato, senza scopo di lucro, che nascono
dalla volont degli associati uniti da scopi comuni (vedi artt. 36 - 41 c.c.). Operano nei campi pi svariati, di
tipo culturale, sportivo, ambientale, sociale, e cos via.

Le organizzazioni di volontariato Le organizzazioni di volontariato sono rappresentate


da organismi liberamente costituiti al fine di svolgere l'attivit avvalendosi in modo determinante e
prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. Tali organizzazioni possono
assumere la forma giuridica che ritengono pi adeguata al perseguimento dei loro fini, salvo il limite di
compatibilit con lo scopo solidaristico. In particolare, per attivit di volontariato deve intendersi quella
prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza
fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidariet
La Legge 11 agosto 1991, n. 266, Legge quadro sul volontariato detta i principi fondamentali relativi agli
organismi appartenenti a questa tipologia.
Al livello giuridico tali organizzazioni possono assumere la forma che ritengono pi adeguata al
perseguimento dei loro fini, salvo il limite di compatibilit con lo scopo solidaristico. Da notare che, dal
punto di vista occupazionale, tali organismi possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di
prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure
occorrenti a qualificare o specializzare l'attivit da esse svolta. Per l'accesso ai contributi pubblici e alle
agevolazioni fiscali, nonch per la stipula di convenzioni, le organizzazioni di volontariato debbono iscriversi
agli appositi registri istituiti dalle regioni e dalle province autonome.

Le cooperative sociali

Particolare rilevanza rivestono le cooperative sociali (L. 381/91) che, oltre a


seguire tutte le regole delle organizzazioni cooperative, si distinguono in due tipologie:
a) quelle che svolgono attivit di gestione di servizi socio-sanitari ed educativi (comma 1, lettera a, L.
381/91);
b) quelle che attraverso le pi diverse tipologie di attivit (agricole, industriali, commerciali o di servizi)
sono finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (comma 1, lettera b).

Le organizzazioni non governative

Le organizzazioni non governative - ONG - che operano nel


campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, sono definite nell'ambito della L. 49/87, che le
riconosce con decreto del Ministro degli affari esteri (art. 28). Sono organizzazioni che operano nella
cooperazione internazionale e vengono classificate essenzialmente per le seguenti attivit:
realizzazione diretta nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS) di interventi finalizzati alla salvaguardia
della vita umana, all'autosufficienza alimentare, alla valorizzazione delle risorse umane, alla
conservazione del patrimonio ambientale, alla promozione dello sviluppo, alla promozione della
donna e dell'infanzia.
assistenza tecnica, gestionale e finanziaria ai progetti realizzati nei PVS, mediante invio di fondi,
personale e attrezzature.
formazione professionale di cittadini dei PVS nei loro Paesi e formazione del personale locale
impegnato nei progetti e nelle attivit di cooperazione.

interventi di Educazione allo Sviluppo.

Le associazioni riconosciute e le fondazioni

Le fondazioni, in base alla definizione coniata


dall'European Foundation Centre di Bruxelles, sono enti privati senza finalit di lucro, con una propria
sorgente di reddito che deriva normalmente - in Italia, necessariamente - da un patrimonio. Questo ente,
dotato di una propria organizzazione e di propri organi di governo, usa le proprie risorse finanziarie per scopi
educativi, culturali, religiosi, sociali o altri scopi di pubblica utilit, sia sostenendo persone ed enti
(fondazione di erogazione), sia organizzando e gestendo direttamente i suoi programmi (fondazione
operativa).
La fondazione quindi un ente dotato di reddito, cio l'unione di organizzazione e finanza, lavoro e
capitale, un ente autonomo al livello amministrativo, finanziario e giuridico.

Settori economici di riferimento del Terzo settore


Le organizzazioni facenti capo al Terzo settore operano in generale nell'area dei servizi nel quadro dello
sviluppo dell'economia sociale, in particolare si tratta di:

servizi alla persona (di assistenza, socio-sanitari)


servizi per l'ambiente e il territorio
servizi culturali
servizi ricreativi, sport e tempo libero
servizi di promozione delle comunit locali.