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6/9/2014

DIRITTI DEI LAVORATORI

Partite Iva, riforma lavoro e la presunzione di collaborazione | Job Fanpage

di Antonio Barbato

18 luglio 2012

14:17

COMMENTI 1

Partite Iva, riforma lavoro e la


presunzione di collaborazione
La riforma del lavoro Fornero colpisce il contratto di
prestazione dopera reso da titolari di partita Iva. Se il
professionista lavora per 8 mesi in regime di
monocommittenza con un datore di lavoro scatta la
presunzione di un rapporto di collaborazione coordinata e
continuativa con tutte le conseguenze, anche previdenziali.
Possibile anche la trasformazione in un rapporto di tipo
subordinato a tempo indeterminato se manca il progetto.

La

riforma del mercato del lavoro voluta dal Ministro Fornero ha avuto come obiettivo dichiarato la
lotta contro lutilizzo elusivo dei contratti atipici (contratti a progetto, contratti a termine, ecc.) e
delle collaborazioni rese da titolari di partita Iva. Tali forme contrattuali, se utilizzate in maniera
impropria, nella realt possono nascondere un rapporto di lavoro di tipo subordinato tra il datore di
lavoro e il lavoratore. Per contrastare labuso del ricorso a tali tipologie contrattuali sono state
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introdotte nella riforma delle misure restrittive che mirano ad evitare queste elusioni.
Sulle partite Iva, argomento di cui approfondiamo ora gli aspetti, c la stretta della presunzione del
rapporto di lavoro subordinato, che pu comportare la trasformazione del rapporto in una
collaborazione coordinata e continuativa e addirittura, se il progetto non stato perfezionato tra le
parti al momento della stipula del contratto dopera tra le parti, pu esserci la trasformazione in un
rapporto di lavoro di tipo subordinato a tempo indeterminato. Ovviamente il datore di lavoro
committente ha la facolt di dimostrare che si tratta solo di un contratto dopera. Vediamo nel
dettaglio.
E stato rafforzato il collegamento sostanziale e logico tra le collaborazioni rese da titolari di
partita Iva che operano in regime di monocommittenza o quasi (il lavoratore titolare di partita Iva
che svolge lattivit professionale ed emette fatture verso un unico datore di lavoro) e le
collaborazioni a progetto (di tipo coordinato e continuativo).
Di fatto la norma vuole rispondere, e chiarire, quei rapporti in cui il titolare di partita Iva, pur
firmando un contratto di prestazione dopera, alle dipendenze economiche del committente
datore di lavoro. Tale situazione in cui si trovano alcuni lavoratori autonomi, con la quasi totalit
dei incassi professionali legata ad un unico committente, genera un utilizzo fraudolento delle
partite Iva con un rapporto di lavoro tra le parti di fatto di natura subordinata o parasubordinata. I
lavoratori in questo caso, pur essendo di fatto lavoratori dipendenti, non godono delle tutele di
legge riservate proprio ai lavoratori dipendenti o parasubordinati. Entriamo nel merito delle novit
della riforma lavoro su queste tipologie di attivit con partita Iva.
SOMMARIO:
La presunzione di collaborazione
Cosa succede se scatta la trasformazione
Casi di esclusione dalla presunzione
Le competenze teoriche e capacit tecnico-pratiche
Esclusione degli iscritti agli ordini professionali
Attestazione scritta del lavoratore

La presunzione di collaborazione a progetto o subordinazione


La stretta sul contratto di prestazione dopera. La riforma del lavoro dice che le prestazioni
lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini dellimposta sul valore aggiunto
(titolari di partita Iva) sono considerate, salvo che sia fornita prova contraria da parte del
committente (ossia il datore di lavoro), rapporti di collaborazione coordinata e continuativa
(contratto di lavoro a progetto), qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti:
che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore a otto mesi annui per 2
anni consecutivi (come modificato dalla successiva legge n. 134 del 2012. La riforma del
Lavoro aveva previsto otto mesi nellarco dellanno solare);
che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a pi soggetti riconducibili
al medesimo centro dimputazione di interessi, costituisca pi dell80 per cento dei
corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nellarco di due anni solari
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consecutivi (sempre per effetto delle modifiche della legge n. 134 del 2012. La riforma aveva
previsto un solo anno solare);
che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del
committente.
Quindi il contratto di prestazione dopera, con il lavoro autonomo del titolare di partita Iva svolto
con lavoro prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione di cui allart. 2222 del
codice civile, viene parzialmente limitato, dopo le modifiche della legge n. 134 del 2012. Se si
realizzano i presupposti di cui sopra il rapporto diventa di collaborazione coordinata e continuativa.
Per quanto riguarda la durata della collaborazione, lart. 69 bis modificato dalla legge n. 134 del
2012, non menziona pi il riferimento allanno solare ma ai due anni consecutivi. Il Ministero del
Lavoro nella circolare n. 32 del 2012 chiarisce che il periodo biennale in questione va individuato
nellambito di ciascun anno civile (1 gennaio 31 dicembre).
Quando si applica la nuova legge sulla presunzione. La presunzione che determina lintegrale
applicazione della disciplina sulla trasformazione in un contratto a progetto, ivi compresa la
disposizione dellarticolo 69, comma 1, si applica ai rapporti instaurati successivamente alla data di
entrata in vigore della riforma lavoro, la legge n. 92 del 28 giugno 2012, ossia il 18 luglio 2012. Per
i rapporti in corso a tale data, al fine di consentire gli opportuni adeguamenti, le predette
disposizioni si applicano decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione. Quindi pi o meno dal mese di luglio 2013.
Computo degli 8 mesi: 241 giorni annui. La circolare ministeriale precisa che il legislatore fa
riferimento ad un periodo superiore ad 8 mesi annui. Considerando che convenzionalmente la
durata di un mese pari a 30 giorni possibile ritenere che, nellambito di ciascun anno, il periodo
in questione debba essere almeno pari a 241 giorni, anche non continuativi.
A tal fine, ai fini dellaccertamento, occorrer anzitutto tenere in considerazione i periodi di attivit
desumibili da elementi documentali (es. lettere di incarico o fatture in cui indicato larco
temporale di riferimento della prestazione professionale). La circolare precisa, inoltre, che c la
possibilit di determinare la durata dellincarico anche sulla base di elementi di carattere
testimoniale assunti, in sede di verifica ispettiva, da altri lavoratori o di terzi.
Il periodo di 8 mesi va inteso come durata del contratto, della collaborazione, indipendentemente
dal periodo in cui si colloca rispetto al calendario civile. Inoltre vanno incluse anche eventuali
proroghe o rinnovi intervenute tra le parti.
Con le modifiche apportate che fanno riferimento al biennio, va considerato che tale condizione di
lavoro per 8 mesi annui nel biennio potr essere verificata, essendo riferita a ciascun anno civile
ed essendo entrata in vigore la legge il 18 luglio 2012, solo a partire dai periodi 1 gennaio 31
dicembre degli anni 2013 e 2014.
Il parametro economico dell80% del fatturato. Va valutato il rapporto tra i ricavi percepiti dal
collaboratore nellanno solare e i ricavi stabiliti nel contratto di collaborazione tra il datore di lavoro
e il titolare di partita Iva. Sulla base di quanto disposto dalla legge vanno considerati solo i
corrispettivi derivanti da prestazioni autonome. Il Legislatore, precisa la circolare n. 32 del 2012 del
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Ministero del Lavoro, fa riferimento alla fatturazione, quindi alla luce di queste disposizioni, vanno
considerati i corrispettivi fatturati al committente, indipendentemente dalleffettivo incasso delle
somme pattueite.
E non vanno considerati i corrispettivi percepiti in forza di prestazioni di lavoro subordinato o di
lavoro accessorio o redditi di altra natura. Ai fini della verifica del requisito economico, si
computano anche i corrispettivi fatturati ad uno o pi soggetti riconducibili allo stesso centro
dimputazione dinteressi.
Inoltre si fa riferimento allarco temporale di due anni solari consecutivi, ossia 2 periodi di 365
giorni che non necessariamente devono coincidere con lanno civile. A titolo esemplificativo, il
collaboratore che alla data del 31 marzo 2016 intenda far valere lesistenza della condizione, dovr
dimostrare che per ciascun dei periodi 31 marzo 2015 30 marzo 2016 e 31 marzo 2014 30
marzo 2015 ha percepito, in forza della medesima collaborazione, l80% dei corrispettivi percepiti
in ciascun dei due archi temporali.
La postazione fissa di lavoro. E il terzo requisito che comporta la presunzione di
subordinazione. Come abbiamo detto, ne bastano due su tre di questi requisiti. Per la postazione
fissa si intende una postazione stabilmente assegnata al lavoratore anche se non esclusiva. Tale
condizione si verifica quando, negli archi temporali utili alla realizzazione di una delle altre
condizioni indicate, il collaboratore possa usufruire di una postazione ubicata in locali in
disponibilit del committente, indipendentemente dalla possibilit di utilizzare qualunque
attrezzatura necessaria allo svolgimento dellattivit.

Cosa succede se contratto dopera con partita Iva diventa collaborazione


La monocommittenza, la presenza di una postazione fissa in azienda e il fatturato del titolare di
partita Iva prodotto all80% presso il committente comportano quindi una trasformazione del
rapporto di lavoro tra le parti (prestazioni di lavoro autonomo da parte del titolare di partita Iva) in
un contratto di lavoro parasubordinato a progetto. Di fatto si ha la trasformazione in un contratto di
lavoro parasubordinato, in un contratto a progetto e tra laltro potrebbe anche dimostrarsi un lavoro
subordinato per mancanza di progetto. Con tutte le conseguenze del caso, che sono le seguenti.
Gli oneri contributivi Inps a carico del datore di lavoro. Da un punto di vista economico per il
datore di lavoro, e per il lavoratore titolare di partita Iva, ne consegue che gli oneri contributivi
derivanti dallobbligo di iscrizione alla gestione separata dellINPS ai sensi dellarticolo 2, comma
26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono a carico per due terzi del committente e per un terzo
del collaboratore, il quale, nel caso in cui la legge gli imponga lassolvimento dei relativi obblighi di
pagamento, ha il relativo diritto di rivalsa nei confronti del committente.
Il lavoratore titolare di partita Iva quindi non tenuto pi a versare la contribuzione interamente a
proprio carico. Ricade quindi sul datore di lavoro lonere del versamento di due terzi. Un bel
risparmio per il lavoratore, ora considerato collaboratore, mentre per lazienda si tratta di un costo
aggiuntivo consistente. Ovviamente il lavoratore ha diritto poi anche a tutte le tutele per i lavoratori
a progetto, come le prestazioni Inps (una tantum per i cocopro, tutele relative alla malattia, alla
maternit, allinfortunio).

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Salvo prova contraria del datore di lavoro. Se sussistono due dei tre requisiti, come abbiamo
visto c lapplicazione della disciplina relativa al lavoro a progetto, tutele comprese, contribuzione
compresa. La legge per dice salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente.
Quindi il datore di lavoro pu provare che tra le parti esista un vero e proprio rapporto di lavoro
autonomo non parasubordinato.
La possibile trasformazione in un
contratto a tempo indeterminato. Se il
rapporto di lavoro tra le parti diventa contratto
a progetto trova applicazione anche la
disposizione contenuta nellarticolo 1 comma
24 della riforma che dispone riguardo ad una
interpretazione autentica dellart. 69 comma 1
del Decreto Legislativo n. 276 del 2003. Cio
il rapporto di lavoro pu essere considerato di
natura subordinata e non parasubordinata
con la conseguente trasformazione in un
rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Linterpretazione dice che lindividuazione di
uno specifico progetto costituisce elemento
essenziale di validit del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e la cui mancanza
determina appunto la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Per
maggiori informazioni vediamo le novit della riforma lavoro sul contratto a progetto.

Partite Iva escluse dalla presunzione se il reddito superiore a 18.000 euro


Quando non si considerano rapporti di collaborazione. La presunzione di un rapporto di lavoro
parasubordinato a progetto o, anche, subordinato non opera (ossia c lesclusione dal campo di
applicazione della norma) qualora la prestazione lavorativa presenti i seguenti requisiti:
sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi
percorsi formativi, ovvero da capacit tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze
maturate nellesercizio concreto di attivit;
sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25
volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui
allarticolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 (ossia la Gestione Commercianti).
Sono due quindi le deroghe alloperativit della presunzione. Il primo requisito di natura teorica o
di capacit professionale, e fa riferimento ad una tipologia di prestazione resa dal titolare di partita
Iva che non pu essere di carattere esecutivo o ripetitivo, in analogia con quanto previsto nei nuovi
limiti del contratto a progetto. Mentre il secondo requisito introduce un parametro economico per la
valutazione del rapporto di lavoro autonomo: se il reddito annuo del titolare della partita Iva non
inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile della Gestione Commercianti.
Ci vuol dire che se il titolare di partita Iva ha un reddito annuo non inferiore a 18.663
euro(14.930 euro x 1,25), c lesclusione dal campo di applicazione della norma, ossia esclusione
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dalla presunzione di contratto di natura subordinata. Il reddito da considerare quello relativo


allanno di inizio della collaborazione interessata.
Esclusione in presenza di entrambi i requisiti. La circolare n. 32 del 2012 fornisce una
interpretazione ministeriale della norma che esclude la presunzione di un rapporto di lavoro
(contratto a progetto o subordinato): la formulazione normativa include la dicitura i seguenti
requisiti e questo lascia intendere, precisa il Ministero, che i requisiti indicati devono entrambi
realizzarsi in capo al collaboratore. Quindi deve trattarsi di una prestazione connotata da
competenze teoriche di grado elevato (che poi vedremo essere stata sensibilmente ridotta alle
prestazioni di coloro che sono in possesso di un diploma) ma soprattutto essere svolta da un
soggetto che ha un reddito superiore a 18.663 euro.
Quindi se il titolare di partita Iva produce un reddito inferiore non opera lesclusione dalla
presunzione. Ossia sulla sua attivit di consulenza con partita iva verso il committente scatta la
presunzione di una collaborazione coordinata e continuativa o anche di un rapporto di lavoro di
tipo subordinato.

Quali sono le competenze teoriche di grado elevato o capacit tecnicopratiche


Se per la presunzione di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (o addirittura di un
rapporto di lavoro di natura subordinata) sono necessari 8 mesi annui presso il committente per
due anni consecutivi ed un 80% del reddito prodotto, come abbiamo gi visto, a questo punto
importante chiarire quali sono le competenze teoriche di grado elevato o capacit tecnico-pratiche
che comportano lesclusione dalla presunzione, anche in presenza di un lavoro presso il
committente che supera gli 8 mesi annui. Il Ministero ha chiarito che necessario questo requisito
per la genuinit della partita Iva, anche in presenza di un reddito superiore a 18.663 euro, perch
sono necessari entrambi i requisiti.
La circolare n. 32 del 2012 con la quale il Ministero del Lavoro fornisce indicazioni operative per il
proprio personale ispettivo, che dovr appunto controllare le attivit dei titolari di partita Iva presso
le aziende, indica quali sono queste competenze, a cosa si riferisce grado elevato delle
competenze e quali sono le rilevanti esperienze che conferiscono una professionalit tale al
collaboratore da escluderlo dalla presunzione, equiparandoli ad esempio ai professionisti iscritti ad
ordini professionali, anchessi esclusi dalla presunzione, come vedremo.
Al Ministero basta il diploma per lesclusione. La circolare n. 32 del 2012 precisa che si ritiene
che il grado elevato delle competenze e le rilevanti esperienze che conferiscono professionalit al
collaboratore, possono essere comprovate attraverso:
il possesso di un titolo rilasciato al termine del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e
formazione (sistema dei licei e sistema dellistruzione e formazione professionale);
il possesso di un titolo universitario (laurea, dottorato di ricerca, master post laurea);
il possesso di qualifiche o diplomi conseguiti al termine di una qualsiasi tipologia di
apprendistato (apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale; apprendistato
professionalizzante o contratto di mestiere; apprendistato di alta formazione e ricerca);
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il possesso di una qualifica o specializzazione attribuita da un datore di lavoro in forza di un


rapporto di lavoro subordinato e in applicazione del contratto collettivo di riferimento. In tale
ultima ipotesi si ritiene tuttavia che solo una qualifica o specializzazione posseduta almeno
10 anni possa garantire capacit tecnico-pratiche derivanti da rilevanti esperienze);
lo svolgimento dellattivit autonoma in questione, in via esclusiva o prevalente sotto il profilo
reddituale, da almeno 10 anni.
In ogni caso, precisa il Ministero, per poter essere considerati utili ai fini dellesclusione dal campo
applicativo dellart. 69 bis del D. Lgs. 276 del 2003, i certificati, i diplomi o i titoli devono
evidentemente essere pertinenti alla attivit svolta dal collaboratore.
Appare evidente che, con lintroduzione delle attivit di formazione in elenco (ivi compreso il
diploma), la circolare del Ministero restringe notevolmente i casi in cui la presunzione opera,
aumentando i casi di esclusione dalla normativa (ossia i casi in cui la partita Iva viene ritenuta
genuina pur operando per pi di 8 mesi annui presso lo stesso committente). Si pone quindi
laccento sul requisito reddituale: sottoposti a controllo sono i collaboratori a partita Iva che non
superano il reddito di 18.663 euro, uno dei due requisiti necessari per lesclusione.

Escluse anche le prestazioni degli iscritti ad ordini professionali


La presunzione di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa non opera altres con
riferimento alle prestazioni lavorative svolte nellesercizio di attivit professionali per le quali
lordinamento richiede liscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri,
albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni. Alla
ricognizione delle predette attivit si provvede con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, da emanare, in fase di prima applicazione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, sentite le parti sociali.
Il Ministero del Lavoro ha poi disciplinato quali sono queste attivit col Decreto Ministeriale 20
dicembre 2012. Il D.M. elenca tutti gli ordini professionali che consentono lesclusione dalla
presunzione di cui allart. 69 bis, comma 1 del D. Lgs. 276 del 2003, come modificato dalla riforma
del mercato del lavoro. In buona sostanza tutti i professionisti che sono esclusi dal controllo
relativo alla possibile conversione del loro rapporto col committente in un contratto a progetto o
contratto di natura subordinata a tempo indeterminato.
Lart. 2 del D.M. stabilisce che gli ordini o collegi professionali, i registri, gli albi, i ruoli e gli elenchi
professionali qualificati indicati dallart. 69 bis, comma 3 del D. Lgs. 276 del 2003 (quelli esclusi
dalla presunzione) sono esclusivamente quelli tenuti o controllati da una amministrazione
pubblica, di cui allart. 1 comma 2 del D. Lgs. n. 165 del 2001, nonch da federazioni sportive, in
relazione ai quali liscrizione subordinata al superamento di un esame di stato o comunque alla
necessaria valutazione, da parte di specifico organo, dei presupposti legittimanti lo svolgimento
della attivit.
Elenco degli Ordini professionali: Lelenco nellallegato 1 del D.M. 20 dicembre 2012. Si tratta
tra gli altri degli ordini professionali relativi alle seguenti figure professionali: Notariato, Ingegneri,
Chimici, Avvocati, Architetti, Medici, Odontoiatri, Veterinari, Farmacisti, Giornalisti, Geologi, Biologi,
Consulenti del Lavoro, Psicologi, Dottori Commercialisti, ecc.
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Sulla base di quanto disposto dalla riforma del lavoro quindi sono esclusi dai requisiti di durata di 8
mesi, dell80% del compenso e della postazione fissa che determinano la trasformazione del
rapporto di lavoro con partita Iva in un rapporto di collaborazione a progetto tutti quei professionisti
iscritti agli ordini professionali. Ma la legge che riforma il mercato del lavoro introduce un nuovo
limite, ossia le attivit riservate.
Ossia lesclusione per i professionisti opera solo con riferimento alle attivit professionali per le
quali lordinamento richiede liscrizione ad un ordine professionale. Tutte le altre attivit, pure
svolte da un professionista iscritto allordine, non sono escluse dalla presunzione.
La disposizione concernente le professioni intellettuali per lesercizio delle quali necessaria
liscrizione in albi professionali, di cui al primo periodo del comma 3 dellarticolo 61 del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta infatti nel senso che lesclusione dal campo di
applicazione del capo I del titolo VII del medesimo decreto (normativa sui contratti a progetto)
riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile
alle attivit professionali intellettuali per lesercizio delle quali necessaria liscrizione in appositi
albi professionali. In caso contrario, liscrizione del collaboratore ad albi professionali non
circostanza idonea di per s a determinare lesclusione dal campo di applicazione del suddetto
capo I del titolo VII.

Cosa deve fare il datore di lavoro: Lattestazione del lavoratore


professionista
La legge mira a combattere lutilizzo improprio delle partite Iva nei rapporti di collaborazione in
regime di monocommittenza, quindi va a colpire i rapporti di durata superiore a 8 mesi su 12 e con
un corrispettivo tra le parti all80% del reddito del titolare di partita Iva. La legge per esclude
anche da questi limiti i titolari di partita Iva che fatturano almeno 18.663 euro.
La presunzione di legge opera in maniera certa, questo sicuro. Sul requisito economico sorge
subito la difficolt per il lavoratore e per il datore di lavoro di verificare i requisiti di legge in
anticipo rispetto ai risultati dellanno. In altri termini, il lavoratore non sa quale sar il suo reddito a
fine anno e non semplice. Quindi se superer o no i 18.663 euro che comportano lesclusione
dalla presunzione di legge. Maggiori certezze ci sono sul requisito dell80% e sul requisito degli 8
mesi nellanno, in quanto si tratta di parametri consistenti (8 mesi su 12 e 80% dei ricavi).
Il problema sorge in corso danno quando ci sono alcuni interessi contrapposti: quello del
lavoratore di ottenere una commessa di lavoro e quelli del datore di lavoro di avvalersi s della
collaborazione del professionista ma anche di tutelarsi contro le condizioni minime previste dalla
legge sulla presunzione.
Il datore di lavoro prima di sottoscrivere un contratto di collaborazione con il titolare di partita Iva
dora in poi dovr acquisire unattestazione del professionista relativamente alla sua posizione
fiscale, ossia unattestazione riguardo il reddito che presume produrre nel periodo dimposta, cio
se superiore a 18.663 euro in primis (e in questo caso c lesclusione del rapporto tra le parti
dalla presunzione di legge), ma anche se il reddito supera l80% del totale dei corrispettivi percepiti
dal lavoratore nellanno solare (condizione che unitamente alla postazione fissa resa al
collaboratore determina la presunzione di un rapporto di lavoro parasubordinato).
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In pratica il datore di lavoro dovr cautelarsi nel produrre la documentazione che comprovi
lautonomia del rapporto di lavoro prima di procedere alla stipula del contratto di collaborazione
con il professionista. Ovviamente, come previsto, non c problema se la collaborazione riguarda
unattivit riservata di un professionista iscritto ad un ordine professionale (Consulente del Lavoro,
Avvocato, Commercialista, ecc).

Antonio Barbato

Consulente del lavoro in Napoli. Esperto di diritto del lavoro e previdenza, di buste paga e
vertenze di lavoro. Ama districarsi nellarea fiscale. E risolvere problemi dei lavoratori, delle
imprese e dei contribuenti. Email: abarbato@fanpage.it.

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