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GLI ULTIMI BAGLIORI DEL GOTICO DI INFLUENZA ISPANICA

IN SICILIA: LA TORRE DEL CARMINE E IL CAMPANILE DEL


DUOMO A PIAZZA ARMERINA
Cettina Santagati

A 721 metri sul livello del mare, adagiata su


tre colli al centro di unampia valle anticamente denominata cuore della Sicilia1, si
erge la medievale citt di Piazza Armerina,
fino al 1862 chiamata Piazza2.
Di fatto, limpianto urbano della cittadina
risale, nella parte pi antica, alla seconda
met del XII secolo quando venne ricostruita
dalle rovine di una citt omonima, distrutta
nel 1161 da Guglielmo I dAltavilla3.
Per la sua posizione centrale gi al tempo
dei normanni Piazza rappresentava un
importante punto di confluenza e di sosta
dei cavalieri crociati, un centro fortificato e,
pertanto, fortemente militarizzato4.
Successivamente elevata a citt demaniale,
essa svolse un ruolo di fondamentale importanza negli avvenimenti della storia siciliana
a cavallo tra il XIII e il XV secolo: dalla rivolta del Vespro Siciliano (1282) alla convoca-

zione del Parlamento (1296) da parte di


Federico III di Aragona in cui si decise la
guerra contro il fratello Giacomo e Carlo II
dAngi e si approv la costituzione del
Regno (Capitoli di Piazza); dal tentativo di
assedio dellesercito di Roberto dAngi
(1299) alla firma del trattato di pace (1362)
con cui Federico IV tent di far cessare la
lunga e sanguinosa guerra civile tra i baroni
Latini e Catalani per il dominio del territorio siciliano.
Questi solo per citare alcuni fra i principali
eventi che hanno visto Piazza protagonista
attiva, a fianco delle pi importanti citt siciliane del periodo, nelle intricate vicende
politiche che durante la dominazione aragonese-catalana inevitabilmente tolsero allarte
ogni possibilit di un regolare svolgimento con un conseguente ritardo stilistico
delle correnti artistiche isolane rispetto al

Veduta storica del 1929 di Piazza Armerina dominata dallimponente presenza del Duomo (da E. Franchina, 1929).

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panorama culturale europeo.


E solo nel XV secolo che la nobilt catalana,
appoggiata dai Vicer spagnoli, riesce ad
insediarsi stabilmente nella cittadina5. Di
fatto, con la costruzione del castello da parte
di Re Martino nel 1396 e laffidamento della
castellania a cavalieri catalani che vessavano
ripetutamente la popolazione, i rapporti con
la nobilt latino-chiaramontana piazzese e la
popolazione si erano acuiti sempre di pi.
I rinsaldati contatti con la Catalogna portarono a Piazza i riflessi della fiorente cultura
architettonica e figurativa catalano-aragonese, con il fiorire di diversi palazzi che con la
loro facies rispondevano alle esigenze della
nobilt di provenienza iberica di voler affermare e manifestare orgogliosamente le proprie origini. Tutto ci port ad un arricchimento del linguaggio architettonico-figurativo delle maestranze locali che assimilarono e trasformarono stilemi e forme importate dalla penisola iberica restituendoli in
nuova koin, in nuova originale creazione
di bellezza6.

Oggi purtroppo di tali palazzi non restano


che alcuni portali dingresso con arco a tutto
sesto e archivolto in pietra calcarea7 sparsi
per le vie della cittadina (via Monte, Via
Mandrescate, Via Garibaldi) la cui magnificenza pu solo far intuire la ricchezza delle
architetture originarie. Di contro, le testimonianze pi emblematiche e significative della
dominazione aragonese-catalana appartengono allarchitettura religiosa8 piazzese.
Tra queste, si distinguono la torre del complesso
del Carmine e il fianco del campanile del Duomo
che, sopravvissute fino ad oggi e realizzate
proprio quando in Europa fioriva il
Rinascimento italiano, rappresentano gli ultimi riverberi del tardo gotico di influenza ispanica in Sicilia.
Questi due monumenti medievali9 sono
stati studiati e rilevati nel 1910 dallarchitetto tedesco Walther Leopold, risultando, a
tuttoggi, come afferma Nigrelli, la pi
puntuale e rigorosa analisi dellarchitettura
medievale di Piazza10 cui fare riferimento.
Ad essa si affiancano anche le preziose ricer-

Veduta storica di Piazza Armerina in cui emerge lo skyline della torre del Carmine (da E. Franchina, 1929).

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che dei locali cultori di memorie patrie con


la loro revisione critica di documenti gi
conosciuti.
La Torre del Carmine
Sul colle dellAltacura, in una zona un
tempo ricca di vegetazione e di limpide sorgenti dacqua (fonte dellAltacura), oggi
inglobata dal centro abitato e in prossimit
di un importante crocevia, si erge svettante
la torre-campanile dellex complesso monastico del Carmine11.
Originariamente sorta come torrione di
difesa della Magione dei Cavalieri
Crociati12, nel 1332 venne acquistata dai
Padri Carmelitani, in cerca di una sede pi
comoda e pi salubre13.
Solo una parte delle strutture esistenti fu
adibita a celle per i frati, privilegiando nella
costruzione della chiesa la preesistenza della
torre difensiva, riutilizzandola come campa-

nile (probabilmente realizzando lultima elevazione) e come punto di partenza per la


costruzione del chiostro del convento (realizzato a met 500). Al chiostro ancora oggi
si accede dal piano terreno della torre che
funge da angolo del chiostro stesso (fig 5).
Eccezion fatta per la torre campanaria, delle
strutture originarie e di quelle realizzate nel
XIV secolo dai padri Carmelitani oggi resta
ben poco.
Lattuale chiesa dedicata alla Vergine del
Carmelo e alla S.S. Annunziata venne
costruita nel 165214, mentre allinterno del
complesso monastico ancora possibile
scorgere nel chiostro cinquecentesco qualche tratto murario con portali murati in stile
gotico-catalano.
La torre che si erge massiccia e compatta per
quattro elevazioni nascosta fino alla seconda dalle costruzioni circostanti, slanciandosi poi in tutta la sua snellezza verso lal-

La torre del Carmine nellodierno contesto ambientale di Piazza Armerina (da M. Manganaro, 1998).

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Pianta del piano terreno della chiesa e del convento del


Carmine - Sono evidenziati (grigio chiaro) la torre e gli assi
direttori che governano limpianto del chiostro. (Elaborazione dellA. su disegni tratti da L. Villari, 1988)
Gli ultimi due livelli della torre caratterizzati da aperture
finestrate su tutti e quattro i lati.

to15.
Solo gli ultimi due livelli sono finestrati e
presentano aperture caratterizzate da arco
inflesso con infiorescenza. Gli studiosi si
sono soffermati maggiormente sulleleganza
decorativa delle finestre del penultimo
piano che richiamano le forme tardo-gotiche della Spagna e della Francia meridionale. Lultimo piano invece una realizzazione
posteriore che ripete scialbamente i motivi
stilistico-figurativi del livello inferiore, con
elementi raccogliticci di fattura pi sciatta
che nellinsieme appaiono disparati e privi
di unit stilistica, come afferma lo storico
dellarte Maganuco.
Le finestre del penultimo livello, che oggi si
presentano cieche, sono rese slanciate dal
falso arco acuto fiorito che sovrasta larchivolto a tutto sesto, con ghiere leggermen46

Portale di accesso al chiostro del convento sovrastato dal


simbolo dei Cavalieri Teutonici.

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te strombate, poggiante su capitelli sostenuti da colonnine. I peducci su cui poggia larco inflesso-carenato si conformano in modanatura che prosegue fino agli spigoli laterali
della torre. Spigoli che risalendo sotto forma
di esile colonnina angolare reggono la cornice marcapiano del livello superiore.
Linsieme inoltre impreziosito da elementi
decorativo-funzionali (doccioni antropomorfi, porta bandiera e porta vessilli a forma
di pugno di guerriero, sostenuti da scodella sottostante) che si trovano al di sotto
della cornice marcapiano tra il terzo e il
quarto livello. Attualmente incastrati nella
muratura, quindi senza pi alcuna funzione,
sembrano confermare ulteriormente lipotesi secondo cui originariamente la torre si
concludeva in corrispondenza della terza
elevazione.

7/Particolare della finestra del penultimo ordine.

La torre del Carmine, successivamente inglobata nel chiostro del convento dei Carmelitani viene disegnata da Walther Leopold
secondo quella che dovette essere la conformazione originaria s da coglierne l'iniziale compattezza e snellezza. (da Leopold
W, 1907, Biblioteca Comunale Enna).

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Il campanile del Duomo


Se la Torre del Carmine rappresenta lultima parabola del gotico catalano, di quellarte assai pi sobria dellaragonese che ci
venne tardivamente dalla Catalogna16, la
torre campanaria del Duomo con la ricchezza e la magniloquenza delle sue forme decorative si manifesta invece come lultima
parabola del gotico aragonese, in sul finire
del 400, come sostiene il Maganuco.
Il campanile del Duomo, unico ricordo della
cattedrale gotico-catalana di Santa Maria
Maggiore, svetta sulla sommit del Monte,
la pi alta delle tre colline che sovrastano il
centro storico della cittadina piazzese.
Lantica cattedrale17 che i registri pontifici

Il Campanile del Duomo di Piazza Armerina in un disegno


di Mario Manganaro (da M. Manganaro, 1998)

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danno come esistente gi nel 130818 e


ampliata nel 1479 in occasione della peste19,
tra il 1627 e il 1705 venne demolita per far
posto allattuale Duomo di Santa Maria
delle Vittorie20.
La nuova costruzione innalzandosi fino
allaltezza del campanile ne ha ridotto lo
slancio e, inglobandolo parzialmente ne ha
diminuito limponenza mortificandolo esteticamente.
Oggi, il fianco laterale della torre campanaria con la sua candida architettura originaria che verso la sommit dialoga con gli
interventi posteriori [] per fondersi poi
con la gran mole del santuario21 spicca nel
contesto barocco dellimponente fabbrica
del Duomo, testimoniando con la sua presenza il tardivo passaggio di Piazza dal
medioevo artistico allet moderna, dallarea
culturale di influenza ispanica a quella del
rinascimento italiano22.
Di fatto, i primi due livelli del campanile,
edificati nel 1517 con coppie di finestre cieche ad arco inflesso con infiorescenza sommitale che si ripetono nei due ordini scandendoli, richiamano il cosiddetto goticofiorito della tarda architettura catalana cui
si ispirava probabilmente anche il resto
della chiesa. Inoltre, secondo quanto riportano i documenti custoditi nellarchivio del
Duomo23, le ulteriori due elevazioni a completamento del campanile sono state realizzate in stile rinascimentale nel 1578 da
Nicola Calderaio da Petralia Sottana.
La ricca architettura esterna della parte inferiore, a carattere squisitamente decorativo,
suddivide la superficie muraria in due ordini che presentano la stessa struttura configurativa: una duplice fila di finestre cieche
disegnate da fasci di colonnine con capitelli
a fogliame e basi riccamente profilate concluse in alto da archi carenati culminanti in
gigli cuspidali e ritmate da una duplice

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Vista del Campanile del Duomo di Piazza Armerina

Disegni di rilievo del Campanile del Duomo di Piazza (da


W. Leopold, 1997, Biblioteca Comunale Enna)

terna di esili colonnine. Al contrario, gli altri


due piani spengono lo slancio dellarchitettura sottostante, imprigionando lo spazio
tra file sovrapposte di lesene e pesanti cornicioni.
qui riproposto, leggendo Leopold, con
grande sciupio di materiali e straordinaria
pesantezza24 il tipico arco aragonese con
geometria a fiamma e giglio cuspidale a
fiore di magnolia o canna indica presente nei portali delle chiese di San Giorgio in
Modica, S. Maria delle Scale a Ragusa, S.
Maria del Ges in Modica, Santa Maria a
Randazzo. In essi il mazzo di fiori o lo stemma centrale sembrano pesare tanto da far flettere elegantemente larco. Larco acuto diventa cos una causale derivazione estetica, non
conseguenza di una necessit statica per lo
scarico delle forze ai lati dellarco stesso25.
Le tre paraste a sezione semi-ottagonale, che
separano le aperture ritmando la superficie,
sono anchesse concluse da uninfiorescenza
sommitale e, spingendosi fin sopra al decoro floreale centrale, danno slancio alla composizione, aumentandone la tensione verso
lalto e conferendo maggiore imponenza alla
coppia di finestre.
Internamente una scala a chiocciola conduceva ai piani superiori arrestandosi alla
terza elevazione in un vano quadrangolare
buio, coperto da una volta a crociera costolonata, con profili tardo-gotici, poggiante su
semplici mensoloni angolari.
Particolarmente ricercata ed elegante in
questo esempio la soluzione angolare in corrispondenza degli spigoli della torre, risolti
con colonne aggettanti per tre quarti che
poggiano sulla cornice marcapiano del
primo ordine. Si innalzano per i primi due
livelli arrestandosi al cornicione che appartiene alla parte di pi recente edificazione.
Viene cos assicurato il continuum spaziale
tra i quattro lati, mentre le fasce marcapiano
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12/ Particolare del primo ordine del Campanile del Duomo di Piazza Armerina.

13-14/ Portali delle chiese di San Giorgio Vecchio (a sinistra) e di Santa Maria delle Scale (a destra) a Ragusa (foto S.
Sgariglia)

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e i capitelli dimposta, che proseguono orizzontalmente fino a segnare anche le colonne


dangolo, assolvono la funzione di legame
orizzontale.
Come si rammarica il Leopold la torre non
si [] conservata del tutto nella sua originaria e unitaria architettura26; essa ci nonostante si prefigura unica nel panorama siciliano, eccezion fatta per il campanile del
Duomo di Agrigento. Anchesso, di fatto, si
presenta nei primi due livelli come unarchitettura fittizia costituita da una serie di
finestre cieche su due ordini che per differiscono tra il livello inferiore (caratterizzato
da archi a Tudor fiammeggiante separati
da svettanti parastine) e quello superiore
(con archi a tutto sesto conclusi da arco
inflesso).

Entrambe le torri presentano un arricchimento figurale proprio delle cattedrali ispaniche, mentre analogie sintattiche si trovano
con le torrette che inquadrano i portici della
cattedrale di Palermo e delle chiese di S.
Maria della Catena e S. Maria di Ges, seppur di dimensioni minori.

15/Parte basamentale del campanile del duomo di


Agrigento (foto L. Inzerillo)

16/Particolare della torre del portico della cattedrale di


Palermo (foto L. Inzerillo)

...verso unidentit euromediterranea!


I due imponenti esempi di Piazza Armerina,
qui trattati, testimoniano quel fervido processo di interscambio tra culture che nel
periodo della dominazione catalana-aragonese invest lintero bacino del mediterraneo, generando una vera e propria koin
artistica e culturale che ancora oggi fa parte
del patrimonio identitario dei nostri luoghi.
Essi diventano pertanto emblemi materiali

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di un rinnovato interscambio, contatto e


dialogo tra i popoli.
Riappropriarsi oggi di questo patrimonio
culturale mediterraneo, in un continuo
rimando tra presente e passato, consente
infatti di ritrovare e di consolidare quellidentit euromediterranea che da sempre ha

accomunato tutti i popoli del Mediterraneo,


pur nella specifica riconoscibilit dei singoli
apporti culturali; di muoversi verso un
obiettivo comune che, come asserisce lo storico Braudel, porti alla ri-costituzione di una
rete di citt che si tengono per mano.

NOTE
1 E. Franchina, Piazza Armerina: cuore della Sicilia, Le cento citt dItalia illustrate, Milano, Sonzogno, 1929.
2 La denominazione deriva dal latino medioevale Pltea (che indica la piazza del mercato), cui nel 1862 fu aggiunto Armerina,
ad indicare il castrum armorum, ilcentro fortificato edificato nellXI secolo dai Normanni.
3 Nel 1161 la citt preesistente venne completamente rasa al suolo per ordine di Guglielmo I dAltavilla che volle punire la cittadinanza per avere partecipato alla rivolta dei baroni lombardi contro la sua politica filosaracena. Cfr. I. Nigrelli, Piazza
Armerina medievale, Note di vita sociale, artistica e culturale dal XII al XV secolo, Electa, Milano, 1983; I. Nigrelli, Piazza Armerina, lambiente naturale, la storia la vita economica e sociale, ILA Palma, Palermo, 1989; L. Villari, Storia della citt di Piazza Armerina (lantica
Ibla Erea), La Tribuna, Piacenza, 1981.
4 L. Villari, Storia della citt..., cit., pag. 113.
5 Alla fine del XIII secolo un consistente gruppo di cavalieri catalani della compagnia mercenaria di Roger de Flor e Ramon
Muntaner si stanzi a Piazza. Cfr. I. Nigrelli, Piazza Armerina Medievale..., cit., pag 83 e relative note bibliografiche.
6 E. Maganuco, Opere darte in Sicilia inedite o mal note, SEI, Torino, 1944, pag 10.
7 A questi si aggiunge la torre del Padresanto, un palazzo-torre, realizzato nei primi del XVI secolo.
8 Secondo quanto riporta il Villari (Storia della citt..., cit., pag. 261-265), tra il XIV e il XV secolo vennero fondate diverse istituzioni religiose: Convento di San Domenico, Priorato di San Gregorio (1360), Monastero di San Giovanni Evangelista (1352),
Monastero della S. S. Trinit (1444), Convento del Carmine (1332), Convento di San Francesco (1292), Convento di Santa Maria del
Ges (1418), Monastero di Santa Chiara (1340), Ospedale per gli Infermi (1420). La maggior parte di questi nel tempo ha subito
stratificazioni, aggiustamenti, manomissioni, da rendere difficile una lettura orientata al ritrovamento di elementi stilistici di
influenza aragonese-catalana.
9 Il materiale raccolto dal Leopold in preparazione alla tesi di laurea costituito da un copioso numero di disegni di rilievo (648
circa tra prospetti, piante, sezioni e particolari scultorei) insieme a un piccolo archivio fotografico. Alla dissertazione di laurea presentata nel 1913 al Politecnico di Dresda, segu nel 1917 la pubblicazione presso leditore E. Wasmuth con il titolo Sicilianische Bauten
des Mittelalters in Castrogiovanni, Piazza Armerina, Nicosia und Randazzo corredata dalle preziose tavole dei disegni di rilievo.
10 I. Nigrelli, Piazza Armerina medievale..., cit, pag. 31.
11 Nel 1866, a seguito della legge che aboliva le Corporazioni religiose i Carmelitani furono cacciati, il loro patrimonio devoluto al fisco e venduto a privati, mentre la chiesa, concessa alla Curia vescovile piazzese, continua ad essere officiata.
12 Secondo una tradizione locale sembra che la magione sia appartenuta allOrdine dei Templari, questa ipotesi sostenuta dal
Roccella secondo il quale la torre non comunica n con lantica chiesa ne col convento ma vi si acceda per mezzo di un vetusto
fabbricato di normanna costruzione , cfr A. Roccella, I Templari e gli Spedalieri a Piazza Armerina, Piazza Armerina, 1883, pag 14;
mentre il Villari sulla base di alcune iscrizioni poste in corrispondenza del portale di accesso al chiostro che corrisponde alla
base della torre attribuisce la prima costruzione delledificio ai Cavalieri Teutonici, cfr. L. Villari, Il Carmelo nella citt di Piazza
Armerina, in Carmelus, vol. 29, 1982, pp 236-252; L. Villari, Storia ecclesiastica di Piazza Armerina, Messina, 1988, pp 261-269.
13 I Carmelitani venendo a Piazza ottennero dal comune la chiesa e il cenobio di Santa Lucia siti nei pressi della cattedrale.
14 La chiesa venne costruita sotto il priorato di padre Pio Angelo Fardella, della precedente chiesa costruita alla fine del XIII secolo dai Carmelitani oggi non c pi alcuna traccia.
15 W. Leopold, op cit.
16 E. Maganuco, op cit. pag 10
17 La prima cattedrale di Piazza fu la chiesa di San Martino, che venne costruita nella parte bassa del Monte nel XII secolo quando la citt venne ricostruita, in seguito la funzione di cattedrale pass alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Cfr R. Pirri, Sicilia
sacra, III ediz, Palermo, 1733, pag 585; G. P. Chiarand, Storia di Piazza, vol III pag 335.
18 P. Sella, Rationes decimarum Italiae Sicilia, Citt del Vaticano, 1944, pag 78-80.
19 Cfr. R. Pirri, G. P. Chiarand, A. Roccella, cit in I. Nigrelli, Piazza Armerina medievale..., cit., p.150.
20 Lattuale duomo fu edificato grazie ai lasciti del barone Marco Trigona (1600-1659). Cfr. C. Minacapelli, Marco Trigona e lopera sua, Piazza Armerina, 1906; A. Ragona, Il santuario di M. SS. delle Vittorie in Piazza Armerina, Piazza Armerina,1980.
21 M. Manganaro, Isole nellisola: Enna, Piazza Armerina, Nicosia, Randazzo. Le tappe principali del viaggio di Walther Leopold nei disegni di Mario Manganaro, Sicania, Messina, 1998.
22 I. Nigrelli, Piazza Armerina..., cit., pag. 152
23 A. Ragona, op cit, pag 3.
24 W. Leopold, op cit.
25 E. Maganuco, op cit, pag 13.
26 W. Leopold, op cit.

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