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COMUNE DI

POTENZA PICENA
PROVINCIA DI MACERATA

PROGETTO

AUTORIZZAZIONE UNICA PER NUOVO


IMPIANTO DI RECUPERO RIFIUTI SPECIALI
NON PERICOLOSI IN C.DA TERGI

COMMITTENTE

PSP srl

N. ALLEGATO

ALLEGATO 25

OGGETTO

RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA


GENERALE ED ALLEGATI
INTEGRAZIONE - RICHIESTA PROVINCIA
PROT. N. 46228 DEL 14/07/2014

ALLEGATI:
1. Relazione sugli aspetti faunistici (Dott. Paolo Perna, Dott. Carlo Nardi)
2. Relazione integrativa sul tema delle polveri e dei rumori (Dott. Chim. Maurizio Di Marino)
3. Relazione sulle opere di mitigazione e compensazione a verde (Dott. Agr. Gianni
Belluccini)

I tecnici
Ing. Paolo FERRANTI

__________________

Arch. Andrea FRANCIONI

__________________

Geol. Pierpaolo RINALDELLI

___________________

RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA GENERALE


La presente integrazione viene presentata in seguito alla richieste di chiarimenti ed
approfondimenti avanzate dalla Provincia di Macerata, Ufficio Ambiente, con nota del
14/07/2014 prot. 46228.
Gli argomenti trattati vengono esaminati con la stessa progressione numerica riportata
nella nota dellUfficio Ambiente della Provincia.

Punto 1)
Descrizione della coerenza del progetto in relazione alle previsioni degli strumenti pianificatori, di
Settore e Territoriali, nei quali inquadrabile il progetto stesso, ed in relazione alla vocazione del territorio
deducibile dagli stessi.

STRALCIO PRG ADOTTATO con D.C.C. n. 6 del 09/04/2014


P.R.G. IN ADEGUAMENTO AL PTC
TAV. 03 - "Carta della salvaguardia e potenziamento delle biodiversit (EN8)
Carta di sintesi delle prescrizioni relative ai sistemi ambientali"
TRASPOSIZIONE ATTIVA

Da tale carta risulta la presenza di due Roverelle a


margine dellarea di intervento che per la loro posizione
non saranno interessate dai lavori, contribuendo al
al contempo alla schermatura arborea dellimpianto,
anche grazie alla loro posizione sopraelevata rispetto alla
quota di posizionamento del trituratore.

TRALCIO PRG ADOTTATO con D.C.C. n. 6 del 09/04/2014


P.R.G. IN ADEGUAMENTO AL PTC
TAV. 04 - "Tavola Uso del Suolo"

Dalla cartografia sopra riportata, sia allinterno dellarea oggetto di intervento che in un
intorno significativo, non risultano presenti usi del suolo di pregio riscontando
esclusivamente la tipologia di seminativo e seminativo erborato. Nello specifico, larea
oggetto di intervento interessata dalla presenza di pochi ulivi che saranno ricollocati in
zona periferica nella stessa.

STRALCIO PRG ADOTTATO con D.C.C. n. 6 del 09/04/2014


P.R.G. IN ADEGUAMENTO AL PTC
TAV. 11 - "Trasposizione attiva dei vincoli del P.P.A.R." - Sottosistema geologico geomorfologico

Relativamente al sistema geologico e geomorfologico, in un intorno presente un


ambito di tutela permanente del crinale che non interessa tuttavia larea oggetto di
intervento. Essa infatti situata ad una quota decisamente inferiore rispetto al crinale ed
ha una pendenza media pari a circa il 12%.
Ci ribadisce la poca visibilit del sito rispetto ad area sensibili circostanti individuate
dagli strumenti urbanistici.

STRALCIO PRG ADOTTATO con D.C.C. n. 6 del 09/04/2014


P.R.G. IN ADEGUAMENTO AL PTC
TAV. 03 - "Carta di trasposizione passiva delle prescrizioni del PTC relative alle categorie geomorfologiche"
(TAVV. EN3-EN4-EN5-EN6-EN8) Categoria della struttura geomorfologica

STRALCIO PRG ADOTTATO con D.C.C. n. 6 del 09/04/2014


P.R.G. IN ADEGUAMENTO AL PTC
TAV. 13 - "Carta di trasposizione attiva delle prescrizioni del PTC relative alle categorie geomorfologiche"
Sistema ambientale Risorse acqua e suolo

Si evidenzia che dalla trasposizione passiva del PTC larea marginalmente


interessata da una potenziale corona di frana quiescente.
La stessa viene tuttavia non riproposta nella trasposizione attiva del PTC da cui si
deduce che i rilievi e gli studi condotti (PRG, PAI) hanno determinato linesistenza di tale
problematica; gli stessi studi geologici di cui alla presente istanza condotti a scala di
dettaglio, non hanno rilevato alcuna criticit geomorfologica riconducibile a fenomeni
gravitativi.
Le opere progettuali non comportano inoltre modifiche tali da generare instabilit
geomorfologica, sia nel breve che nel lungo termine.
In definitiva, anche in questo caso viene confermato lassenza di elementi di valore
ambientale che possono essere influenzati dalla realizzazione dellintervento in progetto.

Punto 2)
Rilevato che le attivit di gestione rifiuti in capo alla Ditta, una esistente e l'altra di progetto,
appaiono localizzate a breve distanza e nel medesimo contesto territoriale, si chiede di
fornire chiarimenti in merito alle effettive esigenze produttive, all'eventuale mantenimento
di attivit nel sito originario pi o meno necessarie a seguito del progetto in oggetto, agli
eventuali interventi ed attivit da delocalizzare presso il sito in oggetto, agli eventuali
interventi di ripristino ambientale presso il sito originario, etc..

La ditta proponente attualmente esercita lattivit di gestione rifiuti (R13) nellarea sita
in c.da Varco localizzata a breve distanza dal sito in cui si intende realizzare limpianto in
progetto. A tal proposito la ditta intende, una volta reso operativo questultimo, dismettere
lattivit attualmente in essere in c.da Varco unificando lattivit di gestione rifiuti nel nuovo
impianto.
Relativamente agli eventuali interventi di ripristino ambientale da eseguirsi presso il
sito originario, la ditta svolger ogni azione prevista dalle norme nel caso di specie. La
necessit di unopera di bonifica sar quindi correlata alleffettivo stato del sito al momento
della cessazione dellattivit: in quella data saranno comunque messi in atto, se necessari,
tutti quegli interventi di riqualificazione ambientale e paesaggistica che consentano di
recuperare il sito alla effettiva e definitiva fruibilit per la destinazione duso conforme agli
strumenti urbanistici in vigore, assicurando la salvaguardia della qualit delle matrici
ambientali.

Punto 3)
In relazione agli effetti da considerare sull'assetto territoriale, manca l'analisi del contesto
territoriale di riferimento del progetto, che indichi gli impatti negativi diretti su usi e
fruizioni delle aree interessate dal progetto (uso abitativo, consumi di aree per cui sono
previste finalit pi pregiate dal punto di vista territoriale) ed eventuali effetti cumulativi
rispetto ad attivit similari e/o trasformazioni in atto poste in adiacenza al sito di cui trattasi.
(Si segnala, per gli opportuni approfondimenti, che in adiacenza al sito Foglio 31 p. 21 - 55 risulta
una iscrizione RIO ai sensi dell'art. 216 del D.Lgs. 152/2006 rilasciata nel dicembre 2013 alla ditta
Scocco Nello, di cui non si conosce lo stato dei lavori n viene data menzione nella
documentazione)

Il contesto territoriale in cui si inserisce limpianto in progetto del tipo agricolo con
abitazioni sparse, i nuclei residenziali esistenti sono localizzati a distanze rilevanti,
comunque non visibili reciprocamente, sia per lorografia del terreno che per la
vegetazione esistente (vedi trattazione punto 4).
In un intorno significativo del sito in esame non risultano presenti aree con usi di
pregio, sia dal punto di vista agricolo che abitativo, nonch aree con finalit pi pregiate
dal punto di vista territoriale (colture DOC, DOGP, DOP, ecc).
Le immagini sotto riportate, reperite in rete (Bing e Google) mostrano la presenza
prevalente di terreni non destinati alla coltivazione agricola intensiva, limitate aree con
piantumazione di ulivi, nonch unarea destinata alluso militare.

Si conferma inoltre la presenza, nella parte subito a sud-ovest dellarea in esame, in zona
ad essa limitrofa, di un progetto di ripristino ambientale di una ex cava, gi citata nella
documentazione depositata, autorizzato dal Comune di Potenza Picena.
Nellarea in questione la propriet ha anche ottenuto autorizzazione ai sensi dellart. 216
del D.L 152/06 per lutilizzo di terre e rocce da scavo come ulteriore materiale per il
ritombamento.
Considerato che lattivit di recupero ambientale viene svolta da un altro soggetto rispetto
alla ditta proponente, si pu evidenzia che la stessa in corso di esecuzione.
Si ribadisce a tal proposito che la scelta del sito di localizzazione dellimpianto in progetto,

stata valutata anche in virt della presenza della ex cava nonch di aree limitrofe
comunque antropizzate in conformit ai criteri previsti nel Piano Regionale di gestione dei
rifiuti, il quale privilegia tali zone per la localizzazione di impianti di trattamento inerti.

Punto 4)
Integrazione della documentazione fotografica con fotosimulazioni del progetto, da punti di
vista
localizzati
presso
recettori
sensibili
(zone
residenziali/abitazioni
rurali),
punti
panoramici e strade panoramiche individuate dal PRG e dal PPAR, con riferimento ad un
ambito significativo ai fini della visibilit del sito

A tal proposito si allega di seguito uno stralcio del PRG adottato, Tav. n. 4, "Carta del
patrimonio storico culturale e viste panoramiche", comprendente un ambito molto ampio
attorno al sito in esame, dove sono ricomprese alcune strade panoramiche individuate
come tali dallo strumento urbanistico.

STRALCIO PRG ADOTTATO con D.C.C. n. 6 del 09/04/2014


SISTEMA INSEDIATIVO STORICO CULTURALE
TAV. 4 - "Carta del patrimonio storico culturale e viste panoramiche"

AREA OGGETTO DI INTERVENTO

Esse sono la strada provinciale n. 101 Potentina che collega labitato di Potenza
Picena con quello di Porto Potenza Picena, la strada provinciale n. 102 che da Potenza
Picena scende verso il Bivio Regina, passando per la frazione di San Girio, e la strada
provinciale n. 75 che da potenza Picena scende verso la costa passando per la frazione di
Montecanepino.
In tutti i casi, percorrendo le suddette vie di comunicazione, come dimostrato dalle
immagini di seguito allegate, non si trova una visuale libera verso il sito oggetto di
intervento.
Al fine di dimostrare quanto sopra si allega di seguito una immagine acquisita tramite
il software Google Earth Pro che consente di individuare le aree di visibilit rispetto ad un
punto preciso tenendo conto dellorografia del terreno.
Assegnando quindi quale punto di riferimento quello posizionato in corrispondenza
dellarea oggetto di intervento, sopraelevato di circa mt 2,00 dal suolo al fine di simulare la
quota di progetto, si ottiene la seguente immagine.
Dalla stessa emerge quindi chiaramente ed in maniera univoca che le aree visibili
sono localizzate in un intorno molto ristretto rispetto al sito e pertanto non vi nessuna
visuale reciprocamente libera tra il futuro impianto e qualunque punto posto lungo le
strade panoramiche sopra individuate.

SP 102

Oltre a quanto sopra esposto occorre aggiungere inoltre che il software utilizzato si
basa esclusivamente sulla orografia del terreno senza tener conto della presenza di
elementi antropici e/o naturali (edifici, vegetazione), tale aspetto quindi avvalora
ulteriormente la tesi per la quale non vi alcuna visibilit tra limpianto e le vie
SP 101
panoramiche da PRG. SP 75

Aree di visibilit
Relativamente alla vista del sito rispetto a recettori sensibili, quali abitazioni e/o zone
residenziali, posti in un intorno significativo rispetto al sito in esame, acquisisce un rilievo
maggiore, oltre all orografia del terreno, anche il fattore vegetazione, la cui presenza o
meno condiziona significativamente la visibilit dellimpianto.
A tal proposito vengono esibite una serie di immagini fotografiche ognuna delle quali
mostra la specifica situazione di ogni sito preso in esame.

FOTO 6
FOTO 5
FOTO 4

FOTO 3

FOTO 10

FOTO 9

FOTO 7

FOTO 8

FOTO 2
FOTO 1

FOTO 1: Vista da abitato di Casette Antonelli

Area in oggetto

La foto n. 1 mostra la visuale da un punto di vista situato nellabitato della frazione


Casette Antonelli, situata nel crinale posto verso sud rispetto al sito in oggetto. Si rileva
che la distanza reciproca tra i due punti, misurata in linea daria, notevole, ovvero pari a
circa 850 mt.
Area in oggetto

FOTO 2: Vista dalle abitazioni

Area in oggetto

FOTO 2: Vista dalle abitazioni

Da entrambe le foto n. 2, i cui punti di vista sono situati in corrispondenza di alcune


abitazioni, larea risulta non visibile, sia per la lorografia del terreno che per la presenza di
vegetazione.

La stessa situazione si ripropone nella foto n. 3 e nella foto n. 4 dove il sito in oggetto
rimane nascosto dietro la vegetazione e comunque dietro il profilo del versante.

Area in
oggetto

FOTO 3: Punto di vista lungo la direttrice tra il sito in oggetto e la zona residenziale

Area in oggetto

FOTO 4: Punto di vista sul crinale a nord del sito in oggetto

FOTO 5: Punto di vista posto nellarea antistante (limite di propriet) una abitazione sita a Nord

FOTOINSERIMENTO

FOTO 6: Punto di vista posto nellarea antistante (limite di propriet) una abitazione sita a Nord

FOTOINSERIMENTO

FOTO 7: Punto di vista posto nellarea antistante (limite di propriet) una abitazione sita ad Ovest

FOTOINSERIMENTO

FOTO 8: Punto di vista posto nellarea antistante (limite di propriet) una abitazione sita a sud

FOTOINSERIMENTO

FOTO 9: Punto di vista dallinterno dellarea in direzione di unabitazione posta verso nord

FOTOINSERIMENTO

FOTO 10: Punto di vista dallinterno dellarea in direzione di unabitazione posta verso Ovest

FOTOINSERIMENTO

Punto5)
Produrre elaborato grafico relativo all'impianto in esame inserito in un idoneo intorno
significativo, per poter meglio comprendere la viabilit di accesso allo stesso nonch la
presenza di abitazioni ed altre attivit nell'area circostante

mt 60
mt 80

mt 130

mt 70
mt 120
Area oggetto di recupero ambientale ex cava
Iscrizione R10 Scocco Nello

Quanto sopra conferma i dati gi riportati negli elaborati tecnici gi depositati


(Valutazione previsionale acustica) in merito alle distanze dellimpianto rispetto ai recettori
sensibili posti in un suo intorno (abitazioni).
A tal proposito occorre specificare che le distanze sono state riferite al perimetro
esterno dellarea mentre la principale sorgente di potenziali impatti (frantumatore e vaglio)
posizionata in corrispondenza della zona centrale dellarea e quindi a distanza maggiore.
Relativamente allanalisi della viabilit di accesso al sito, si riporta la cartografia
generale da PRG mentre ulteriori valutazioni vengono trattate nei punti successivi.

STRALCIO PRG ADOTTATO con D.C.C. n. 6 del 09/04/2014


P.R.G. IN ADEGUAMENTO AL PTC
TAV. V - "Carta della Viabilit"

SITO IN OGGETTO

SP 101 Potentina

Punto 6)
In merito alla gestione delle terre e rocce da scavo, pur condividendo il riutilizzo in sito, si
evidenzia che deve essere certificata la non contaminazione e il bilancio dei materiali
escavati, dimostrando il riutilizzo con apposite sezioni sterro/riporto, come da vigente
normativa

In ottemperanza a quanto richiesto in merito alla certificazione della non


contaminazione dei terreni in sito che saranno oggetto di movimentazione mediante sterro
e riporti al fine della realizzazione delle opere progettuali, si proceduto in data
04/09/2014 allesecuzione di n7 sondaggi-scavo.
Gli scavi eseguiti hanno evidenziato che i terreni presenti sono costituiti da terreni in
posto e di sicura origine naturale e pertanto non contenenti materiali di origine antropica.
Tale realt era peraltro gi nota in quanto dagli scavi eseguiti precedentemente nellarea
per la ricostruzione litostratigrafica e gi presentati, si potevano trarre le medesime
conclusioni.
Nel corso degli scavi sono stati prelevati alcuni campioni di terreno sottoposti
successivamente a verifica analitica presso il laboratorio di analisi chimiche CONSUL
CHIMICA AMBIENTE di Civitanova Marche (MC).
I campioni sono stati prelevati osservando i seguenti criteri :
sono state individuate le aree oggetto di movimentazione terra (sbancamento)
e distribuiti gli scavi cercando di coprire statisticamente tali aree;
stato valutato lo spessore di terreno interessato dallo sbancamento ;
gli scavi sono stati spinti fino alla quota di sbancamento di progetto;
i campioni sono stati prelevati secondo il metodo della quartatura e pertanto
ogni campione risulta rappresentativo del volume di terreno interessato dal
movimento terra;
per profondit di sbancamento fino a 1.2-1.3 metri stato prelevato un
campione rappresentativo per ogni scavo;
per profondit di sterro oltre 1.2-1.3 metri si prelevato un campione
rappresentativo del 1 metro ed un campione di fondo scavo.
In totale sono stati prelevati n 8 campioni.
I risultati stratigrafici ed i risultati analitici, sono riportati di seguito.
I valori di concentrazione degli analiti analizzati non superano mai i limiti tabellari del
D.L. 152/06-Parte Quarta-Titolo V-All.5-Tab. 1/A siti ad uso verde pubblico, verde privato e
residenziale.
In allegato si riporta anche la Planimetria con evidenziati i punti di prelievo.
Si allega inoltre il calcolo analitico dei volumi di sterro e riporto confermando la
necessit di circa 540 mc di apporto di terreno con il riutilizzo totale in sito del terreno
escavato. (Tavola n. 8 Sezioni con determinazione dei volumi di sterro e riporto. Allegato
27).

Committente:PSPSNC
Localit:ContradaTergiPOTENZAPICENA(MC)

TerrenoVegetale

SabbialimosaeLimosabbiosocolor
nocciola-brunastroconvenaturebiancastre
equalcheconcrezionecalcarea.
Damediamentecompattaacompatta.

Prelevatocampionetra0e1.0metriRapportoprova6858(Camp.1Scavo1)
Prelevatocampionea2.5metri
Rapportoprova6859(Camp.2Scavo1)

Committente:PSPSNC
Localit:ContradaTergiPOTENZAPICENA(MC)

TerrenoVegetale

SabbialimosaeLimosabbiosocolor
nocciola-brunastroconvenaturebiancastre
equalcheconcrezionecalcarea.
Damediamentecompattaacompatta.

Prelevatocampionetra0e1.2metriRapportoprova6860(Camp.3Scavo2)

Committente:PSPSNC
Localit:ContradaTergiPOTENZAPICENA(MC)

TerrenoVegetale

SabbialimosaeLimosabbiosocolor
nocciola-brunastroconvenaturebiancastre
equalcheconcrezionecalcarea.
Damediamentecompattaacompatta.

Prelevatocampionetra0e1.3metriRapportoprova6861(Camp.4Scavo3)

Committente:PSPSNC
Localit:ContradaTergiPOTENZAPICENA(MC)

TerrenoVegetale

SabbialimosaeLimosabbiosocolor
nocciola-brunastroconvenaturebiancastre
equalcheconcrezionecalcarea.
Damediamentecompattaacompatta.

Prelevatocampionetra0e1.2metriRapportoprova6862(Camp.5Scavo4)

Committente:PSPSNC
Localit:ContradaTergiPOTENZAPICENA(MC)

TerrenoVegetale

SabbialimosaeLimosabbiosocolor
nocciola-brunastroconvenaturebiancastre
equalcheconcrezionecalcarea.
Damediamentecompattaacompatta.

Sabbiagrossolanaeciottoliconsubordinata
matricelimosa.
Ciottoliarrotondatidinaturacalcarea
eterometrici.

Prelevatocampionetra0e1.2metriRapportoprova6863(Camp.6Scavo5)

Committente:PSPSNC
Localit:ContradaTergiPOTENZAPICENA(MC)

TerrenoVegetale

SabbialimosaeLimosabbiosocolor
nocciola-brunastroconvenaturebiancastre
equalcheconcrezionecalcarea.
Damediamentecompattaacompatta.

Prelevatocampionetra0e1.3metriRapportoprova6864(Camp.7Scavo6)

Committente:PSPSNC
Localit:ContradaTergiPOTENZAPICENA(MC)

TerrenoVegetale

SabbialimosaeLimosabbiosocolor
nocciola-brunastroconvenaturebiancastre
equalcheconcrezionecalcarea.
Damediamentecompattaacompatta.

Prelevatocampionetra0e1.3metriRapportoprova6865(Camp.8Scavo7)

Punto 7)
In relazione al calcolo della invarianza idraulica, si chiede di integrare lo stesso con
spiegazioni in merito all'adozione dei coefficienti applicati

In ottemperanza a quanto richiesto in merito al calcolo dellinvarianza idraulica si fa


presente che i coefficienti utilizzati per il calcolo stesso sono tratti da dati riportati in
bibliografia per situazioni analoghe non essendo entrate in vigore, al momento dello studio
le Linee Guida per lo sviluppo della verifica per linvarianza idraulica della Regione
Marche del Marzo 2014.
Vista lentrata in vigore delle suddette linee guida lo studio in oggetto stato adeguato
alla Normativa regionale vigente.
Di seguito si riportano la verifica eseguita e ladeguamento delle cisterne di raccolta
delle acque per un volume complessivo di 104 mc.

Punto 8)
Chiarire le incongruenze sul corpo recettore dello scarico, che viene individuato a volte
come Fosso dell'Acquabona (ovvero nella relazione geologica presente come 100 m pi a
valle), a volte come Fosso vicinale

Relativamente alle incongruenze riscontrate sul corpo ricettore dello scarico, si precisa
che il Fosso di cui trattasi un ramo secondario in destra idrografica del Fosso
dellAcquabona, il cui ramo principale scorre effettivamente a 100 metri circa ad Est a valle
idrografica rispetto al punto di immissione delle acque di scarico.
Pertanto si ritiene corretto che le acque di scarico confluiscono nel Bacino Imbrifero
del Fosso dellAcquabona come riportato nella relazione geologica . Si allega di seguito
corografia tratta dal CTR della Regione Marche dalla quale si evince graficamente quanto
sopra descritto.

Punto 9) e Punto 10)


Aggiornare il SIA e le relative relazioni progettuali in relazione alla presenza di un impianto
per il lavaggio dei mezzi (tavola 7) ed i relativi impatti su suolo, acque sotterranee ed acque superficiali
Indicare le modalit di trattamento di tale scarico industriale in relazione alle prestazioni
richieste rispetto al recettore dello scarico

Sulla base di successive valutazioni rispetto allavvio del procedimento di VIA, la ditta
proponente ha ritenuto di escludere dal progetto in esame, limpianto di lavaggio dei mezzi
dopera rinunciando quindi definitivamente alla sua realizzazione.
Ci premesso quindi risulta evidente linutilit di approfondimenti e valutazioni
specifiche sugli impatti che tale impianto possa avere sul suolo, sulle acque sotterranee e
superficiali.
Altrettanto superflua quindi una specifica valutazione sulle modalit di trattamento
delle acque di scarico provenienti da tale impianto.
Per maggiori dettagli vedere planimetria generale aggiornata (Allegato 26)

Stralcio CTR della Regione Marche

Punto 11)
Descrivere le modalit di gestione dei materiali in sospensione del piazzale di manovra, in
terra battuta, che potenzialmente possono essere trascinati con le acque meteoriche; va
tenuto in debita considerazione il fatto che, come emerge dalle sezioni e dal piano quotato,
risulta che la pendenza in progetto tale da convogliare il deflusso delle acque e dei
materiali sospesi verso le propriet limitrofe

Volendo considerare il potenziale ruscellamento superficiale delle acque meteoriche


sul piazzale di manovra che si potr avere solo in condizione di precipitazioni abbondanti,
considerata la declivit del piazzale verso lo spigolo Sud-Est dello stesso, al fine quindi di
intercettare le acque superficiali e quindi leventuale materiale da esse trasportato in
sospensione, si propone la realizzazione di due fossi di scolo da scavare in prossimit del
ciglio superiore della scarpata in progetto, uno lungo il confine Est ed uno lungo il confine
Sud a partire dallaccesso allarea andando verso langolo Sud-Est dove ci sar un punto
di confluenza.
I due fossi interromperanno il naturale deflusso delle acque superficiali consentendo il
decadimento del materiale eventualmente in sospensione; la periodica manutenzione
degli stessi consentir di mantenerli sempre efficienti recuperando anche il materiale in
essi accumulato.
Le acque cos intercettate verranno quindi incanalate e convogliate in maniera
controllata, insieme a quelle provenienti dal sistema fognario gi descritto in progetto,
verso il recettore finale individuato nel corpo idrico superficiale denominato Fosso
dellAcquabona.
Per maggiori dettagli vedere planimetria generale aggiornata (Tav. n. 7i - Allegato 26)

Punto 12)
Indicare le fonti di approvvigionamento delle acque potabili nonch la stima delle quantit
di acque utilizzate

La necessit di acqua potabile connessa allattivit in oggetto legata esclusivamente


alla funzionalit dei servizi igienici presenti nelledificio C ovvero di un bagno con relativo
spogliatoio a servizio dei due operatori previsti, uno avente mansioni di ufficio e laltro
mansioni operative.
Riferimenti bibliografici (vedi tabella 1.5) valutano la suddetta necessit compresa tra
50 e 100 l/giorno per ogni addetto, il che vuol dire che nel caso di specie, facendo
riferimento al valore medio di 75 l/giorno per ogni addetto si ha un fabbisogno complessivo
pari a 150 l/giorno per ogni addetto.

Tale fabbisogno verr soddisfatto mediante un nuovo allaccio idrico allacquedotto


pubblico prevedendo un prelievo pari a circa 40 mc/anno, confermando quanto gi
riportato nella relazione di Studio di Impatto Ambientale.
Relativamente al consumo di acqua per usi diversi ovvero bagnatura cumuli, strade e
piazzali, nebulizzazione impianto di triturazione, verr utilizzata lacqua stoccata nella
vasca di raccolta delle acque piovane preventivamente trattate ed integrata, ove occorra,
mediante lattingimento da pozzo in progetto.

Punto 13)
Con riferimento alla analisi del traffico, si chiede di approfondire la valutazione analizzando
l'uso della strada di accesso anche da parte di altre attivit e di quantificare il traffico medio
giornaliero stimato da parte della nuova attivit in progetto

Considerando la richiesta della ditta di un quantitativo di messa in riserva dei rifiuti pari
a 7547,00 ton/anno in ingresso dallimpianto e valutando che gli stessi vengano nello
stesso arco temporale conferiti ad altre destinazione (o come materiali recuperati o come
rifiuti destinati ad altre attivit di recupero), considerando la portata media di un mezzo
destinato a tali trasporti pari a circa 20 ton., si ottiene:
(7547x2)/20= 755 viaggi/anno
Considerando 220gg/anno lavorativi si ha:
755/220=3,50 viaggi/giorno come valore medio annuale comunque valutato sulla
massima potenzialit dellimpianto.
Fermo restando la valutazione media sopra riportata si pu inoltre affermare che
eventuali picchi di traffico saranno contenuti in valori paragonabili a quelli gi riscontrati nel
sito di c.da Varco dove la ditta esercita da tempo lattivit di R13, con quantitativi
autorizzati similari a quelli di cui la presente istanza, e desumibili dai propri registri dai
quali risultano un numero massimo di conferimenti giornalieri pari a 8 viaggi/giorno,
accaduti in 2/3 giorni nellarco degli ultimi 3/4 anni.
Volendo invece considerare il valore medio del numero dei conferimenti giornalieri,
sempre nellimpianto di c.da Varco, questo risulta essere pari a 3,25 viaggi/giorno;
considerando che tale valore stato desunto considerando solo i giorni con effettivo
conferimento, il valore medio giornaliero riferito allintero anno lavorativo, risulterebbe
decisamente inferiore.
Relativamente invece allattivit di recupero ambientale da parte della ditta Scocco
Nello, con la quale si condivide parte della strada di accesso, al fine di eseguire un
ragionamento analogo a quello adottato per la PSP, dal progetto di cui al Permesso di
Costruire rilasciato al sig. Scocco risulta una quantit complessiva stimata di materiale da
conferire pari a circa 15.000 mc.
Considerato che lattuazione del progetto avvenga in anni 3, si ha che annualmente il
conferimento medio pari a circa 5.000 mc corrispondenti, secondo il criterio anche sopra
utilizzato, si ha:
(5.000mc x 1,6 ton/mc) / 20ton / 220gg/anno = 2 viaggi/giorno.

In conclusione andando quindi ad analizzare il traffico che si genera per la presenza


congiunta dellattivit in oggetto e di quella gi presente, si stima che i viaggi giornalieri
medi su base annuale sono pari a 5,5 ovvero, sulle 8 ore lavorative giornaliere si ha meno
di un viaggio/ora.

Punto 14)
Dalle immagini desunte nella documentazione agli atti si evince che la strada di servizio per
l'accesso al sito risulta in terra o materiale similare, il quale pu generare dispersioni di
polveri negli ambienti circostanti. Si chiede di chiarire tali aspetti e quali mitigazioni si
intendono adottare per la riduzione di eventuali rischi nonch documentare lo stato attuale di
efficienza di tale infrastruttura

La strada di accesso allimpianto proposto, considerando nello specifico il tratto dopo


la strada comunale asfaltata di c.da Tergi, costituita da una strada in macadam con un
primo tratto di lunghezza pari a circa mt 80 a servizio anche di tre abitazioni private, in
ottimo stato di conservazione, ed un tratto successivo a servizio esclusivo del sig. Scocco
Nello nonch dellattivit di recupero ambientale della ex cava di sua propriet.

Per questo secondo tratto occorre precisare che, nellambito del progetto di recupero
ambientale della cava, di cui al Permesso di Costruire n. 138 del 481/08 e successiva
SCIA prot. n. 3514/2013 del 07/02/2013, entrambe pratiche intestate al sig. Scocco Nello,
previsto lampliamento del tracciato stradale e la manutenzione straordinaria dello
stesso operando quindi un allargamento del piano viabile fino a mt 5,00 e la
depolverizzazione dello stesso, nonch opere di regimazione delle acque piovane.
La ditta PSP srl si dichiara disponibile fin dora, alla realizzazione, prima dellinizio
dellattivit di conferimento nel proprio sito, di tali opere, qualora non risultino ancora
eseguite. (Tratto di colore rosso nella figura sottostante)

Punto 15)
In merito alla viabilit, si evidenzia
in C.da Tergi apparirebbe non
in quanto dovrebbe essere previsto
come scelta progettuale per ambo
fornire valutazioni in merito

che l'intersezione tra la S.P. 101 "Potentina" e la Strada Comunale


idonea al passaggio in sicurezza dei mezzi pesanti,
un raggio di curvatura non inferiore a ml. 10,00 adottato
i lati. Si chiede, pertanto, di verificare tale aspetto e di

Con riferimento a tale aspetto si rileva che si tratta di due strade, S.P. 101 Potentina
e S.C. di C.da Tergi, che per un breve tratto hanno un andamento pressoch parallelo e
ravvicinato tant che il raggio di curvatura in corrispondenza dellintersezione risulta
essere inferiore a mt 10,00.

S.P. 101 Potentina Direzione


Porto Potenza Picena-Potenza Picena
Sede PSP srl

A tal proposito tuttavia occorre precisare quanto segue:


non vi alcun divieto alla svolta a dx e/o al transito, imposto dal Codice della Strada,
riguardanti mezzi pesanti di alcun tipo, tant che tale viabilit utilizzata
comunemente dai mezzi della nettezza urbana, scuolabus, ed altri, che devono
raggiungere le zone in c.da Tergi, di dimensioni analoghe a quelli per il trasporto di
inerti;
inoltre, sempre e solo per i mezzi che provengono da Porto Potenza che devono
svoltare a dx verso limpianto, potrebbe essere considerata come possibile alternativa,
quella di utilizzare il piazzale della sede della ditta proponente PSP srl, posto poche
decine di metri oltre lintersezione, per fare inversione e imboccare lincrocio dalla
direzione opposta, quindi data lampiezza dello stesso, la marcia risulterebbe
decisamente pi agevole.

Oltre a quanto sopra espresso, al fine di dimostrare con i fatti lassenza di


problematiche legate alla sicurezza al transito dei mezzi pesanti diretti allimpianto, viene
di seguito documentato con fotogrammi scattati in sequenza ravvicinata, il transito di un
camion utilizzato comunemente per il trasporto degli inerti, che esegue la svolta a destra
sulla strada comunale di Tergi provenendo da Porto Potenza Picena.

Le foto mostrano come, nonostante lo stretto raggio di curvatura della corsia stradale,
i mezzi attualmente in uso dispongono di una capacit di sterzata tale da poter eseguire la
manovra con ampio margine di sicurezza, senza occupare la corsia adibita allaltro senso
di marcia, questo anche grazie allampiezza della carreggiata in corrispondenza
dellintersezione stradale.

Punto 16)
Progetto delle opere di mitigazione
dell'inserimento delle opere nello specifico
firma di un tecnico abilitato

e compensazione a verde necessarie al fine


contesto territoriale ed ambientale interessato, a

Si allega di seguito la relazione tecnica redatta dal Per. Agr. Gianni Belluccini oltre ad
un elaborato grafico progettuale specifico (Tav. n. 9 Opere di mitigazione e
compensazione a verde. Allegato 28).

Per. Agr. Gianni Belluccini


C.da San Girio 28 62018 Potenza Picena (MC)
Iscrizione albo periti agrari di Macerata n 429
P.I. 01676940438

RELAZIONE TECNICA

MITIGAZIONE AMBIENTALE VISIVA DI UN IMPIANTO


RECUPERO RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI
(art. 208 D. Lgs. 152/2006) operazione R5 R 13 recupero
materiali edili.

Committente
Indirizzo:
Codice fiscale:
Partita IVA:

Societ PSP srl di Pirro Franco, Stacchietti Stefano, Pesci


Mirko e C.
Via Varco 62018 Potenza Picena (MC)
01477370439

Potenza Picena, il 07 OTTOBRE 2014

Per. Agr. Gianni Belluccini

Mitigazione ambientale visiva di un impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi


(art. 208 D. Lgs. 152/2006) operazione R5 R13 recupero materiali edili.

RELAZIONE TECNICA
Premessa

Il sottoscritto Per. Agr. Gianni Belluccini, iscritto allOrdine dei Periti Agrari con il numero 429, con
studio a Potenza Picena in C/da San Girio n. 28, stato incaricato dalla Societ PSP srl di Pirro
Franco, Stacchietti Stefano, Pesci Mirko e C. con sede in Via Varco, comune di Potenza Picena
(MC), di redigere un Progetto per la mitigazione ambientale visiva di un impianto di recupero
rifiuti speciali non pericolosi (art. 208 D. Lgs. 152/2006) operazione R5 R13 recupero materiali
edili, parte integrante della presente relazione.

La Societ PSP S.r.l. ha intenzione di realizzare un insediamento per lattivit di trattamento,


recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi, nellappezzamento di terreno identificato al N.C.T.
del comune di Potenza Picena, localit Tergi, Foglio 31, particelle 204 205 e 208, di propriet del
Sig. Nello Scocco (C.f. SCC NLL 38B27 G919A) nato a Porto Recanati il 27/02/1938, residente in Via
Antonelli e Tebaidi n. 61 a Potenza Picena.

Descrizione dellarea di progetto

Larea con superfice di circa 9.000 mq sita in posizione collinare, ricade in area agricola ed
usufruisce dei contributi AGEA per laiuto ai seminativi.
Nellarea sono inoltre presenti n.7 olivi secolari, attualmente produttivi, oltre ad altri posti subito
fuori larea oggetto di intervento.

Per. Agr. Gianni Belluccini - C. 328/5817048


C/da San Girio n. 28 - Potenza Picena (MC)

Mitigazione ambientale visiva di un impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi


(art. 208 D. Lgs. 152/2006) operazione R5 R13 recupero materiali edili.

Obiettivi progettuali

Il progetto intende minimizzare limpatto ambientale legato alla realizzazione e allattivit


dellimpianto per il trattamento, recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi, attraverso un
insieme dinterventi di riparazione e mitigazione volti a coniugare le esigenze produttive con
quelle della qualit paesaggistica del contesto territoriale, in modo da ridurre la frammentazione
del paesaggio e realizzare un corretto assetto ecosistemico allinterno di un quadro di sviluppo
sostenibile.
Queste le linee di azione:
-

creare nuove entit verdi come siepi arbustive allevate in forma libera, accanto a fasce vegetali
arboree-arbustive che, nel lungo termine, saranno capaci di equilibri dinamici che
comprendano necessariamente lazione umana;

Per. Agr. Gianni Belluccini - C. 328/5817048


C/da San Girio n. 28 - Potenza Picena (MC)

Mitigazione ambientale visiva di un impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi


(art. 208 D. Lgs. 152/2006) operazione R5 R13 recupero materiali edili.

riqualificare il paesaggio, ferito dalla presenza del nuovo complesso produttivo, attraverso un
sistema verde continuo tra la nuova vegetazione e le aree agricole circostanti in modo da
favorire gli scambi di biocenosi tra le stesse. Tali realt verdi, opportunamente gestite,
avranno un importante ruolo nello sviluppo ecosostenibile, svolgendo funzioni sia
naturalistiche che di controllo degli agenti inquinanti;

coniugare al meglio larticolazione degli spazi e la componente vegetale con la nuova attivit,
attraverso la creazione di forme e volumi percepibili in tutte le stagioni dellanno, usando
specie arboree, arbustive ed erbacee caratterizzate da forme, altezze, tessiture e cromatismi.

La tipologia della sistemazione proposta di tipo paesaggistico, basandosi sui criteri di uniformit
e di integrazione con le caratteristiche del paesaggio circostante, evitando di costituire una
sovrapposizione priva di legami e collegamenti.

Interventi di progetto

Premesso che, la zona di lavorazione e stoccaggio dei materiali sar definita da una recinzione
dellaltezza di cm 180, realizzata con paletti in ferro e rete metallica plastificata di colore verde
scuro, lattivit svolta allinterno sar completamente occultata da una fascia vegetale arbustiva
realizzata con Laurus nobilis, specie arbustiva sempreverde tipica della macchia mediterranea.
Le piante di alloro, saranno acquistate in vaso da cm 24- 36 di diametro in modo da garantire il
massimo attecchimento indipendentemente dal periodo dimpianto, saranno poste alla distanza di
cm 100 circa sulla fila. Verranno realizzate due file distanti tra loro circa cm 50-60 in modo che, nel
tempo, si ottenga un unico e compatto corpo vegetale grazie alla posizione sfalsata degli arbusti
luno rispetto allaltro. Le piante, libere di crescere, formeranno una siepe di altezza superiore ai 34 metri. Per la siepe informale, la distanza dimpianto ridotta a 0,5-1 metro.

Per. Agr. Gianni Belluccini - C. 328/5817048


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Scheda Tecnica:
Lalloro si presenta, poich spesso sottoposto a potatura, in
forma arbustiva di varie dimensioni ma un vero e
proprio albero alto fino a 10 m. una pianta sempreverde,
perenne.
Il fusto
eretto,
la corteccia verde
nerastra.
Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella
parte superiore e opache in quella inferiore e molto
profumate.
I frutti sono drupe nere e lucide (quando mature) con un
solo seme. L impollinazione prodotta dal vento.

Per la messa a dimora sono previste le seguenti operazioni:


-

scasso a trincea ad una profondit non inferiore ai 60/70 cm lungo tutto il perimetro;

concimazione con pellettato organico di bovino-equino in ragione di 1kg/mq, per


migliorare la fertilit del terreno, favorire un rapido attecchimento e una rapida
crescita delle stessa;

realizzazione di un impianto di irrigazione a goccia automatizzato con ala gocciolante


autocompensante.

Cos facendo sin da subito si avr una schermatura ad altezza umana del sito di lavorazione e
stoccaggio e si garantir un rapido accrescimento della siepe di alloro che, libero di crescere in
forma libera, arriver rapidamente ad unaltezza superiore a 3 m.

La siepe monospecifica di alloro, su parte dei lati nord, ovest e sud della propriet verr integrata
da una fascia vegetale di tipo arboreo-arbustiva sia per incrementare la mitigazione visiva che per
ridurre linterruzione della frammentazione ecologica.

Per. Agr. Gianni Belluccini - C. 328/5817048


C/da San Girio n. 28 - Potenza Picena (MC)

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(art. 208 D. Lgs. 152/2006) operazione R5 R13 recupero materiali edili.

La funzione naturalistica resa efficace dalla presenza di specie ad alto fusto tipiche del paesaggio
agrario, come querce, olmi e aceri campestri, e di arbusti a portamento cespuglioso con rami bassi
e ricadenti che formano ripari per la fauna grazie alla densa copertura.
Il criterio che verr privilegiato per coniugare al meglio larticolazione degli spazi, necessari per lo
svolgimento della nuova attivit produttiva, con la componente vegetale al fine di ristabilire gli
equilibri ecologici, sar quello di rendere complessa e variata la compagine, usando specie arboree
ed arbustive caratterizzate da forme, altezze e tessiture diverse. Nel tempo si avr una struttura
come quella della foto sottostante, tipica del paesaggio agricolo marchigiano.

Gli olivi secolari presenti sul fondo verranno spostati e posizionati allinterno dellarea a solo scopo
ornamentale.

Per. Agr. Gianni Belluccini - C. 328/5817048


C/da San Girio n. 28 - Potenza Picena (MC)

Mitigazione ambientale visiva di un impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi


(art. 208 D. Lgs. 152/2006) operazione R5 R13 recupero materiali edili.

Conclusioni

Gli interventi progettuali proposti con la sistemazione verde, siepi arbustive e fasce vegetali di tipo
arboreo-arbustivo, saranno nel tempo capaci di minimizzare limpatto ambientale legato alla
realizzazione del nuovo impianto coniugando le esigenze produttive legate al trattamento,
recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi, con la qualit paesaggistica del contesto
territoriale.
Inoltre attraverso un sistema verde continuo tra la nuova vegetazione e le aree agricole circostanti
non solo salvaguarder la fauna gi presente ma favorir gli scambi di biocenosi tra le stesse.
Redatta in quattro copie in carta semplice per gli usi consentiti dalla legge, dal Perito Agrario
Gianni Belluccini residente a Potenza Picena in C/da San Girio n 28, iscritto allAlbo Professionale
dei Periti Agrari della provincia di Macerata al n 429.
Potenza Picena l 07/10/2014

______________________________
Per Agr. Gianni Belluccini

Per. Agr. Gianni Belluccini - C. 328/5817048


C/da San Girio n. 28 - Potenza Picena (MC)

Punto 17)
Pareri e Osservazioni
Dare riscontro ai pareri e alle osservazioni di seguito riportati, pervenuti ai sensi della L.R. 312012 e
della legge 24171990, allegati alla presente:
A) ARPAM nota prot. n. 21927 del 27/0612014 (assunta al ns. prot. n. 42484 del 27/0612014);
B) ASUR nota prot. n. 35159 del 30/04/2014 (assunta al ns. prot. n. 30761 del 08/0512014);
C) Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche di Ancona nota
prot. n. 8328 del 30/0512014 (assunta al ns. prot. n. 36371 del 03/06/2014);
D) Dott. Leonardo Marotta, Osservazioni trasmesse in nome e per conto di alcuni residenti
nelle immediate vicinanze del sito scelto per l'ubicazione dell'impianto e/o proprietari di
immobili situati in adiacenza o in prossimit a detto sito, pervenute con nota datata
13/06/2014 (assunta al ns. prot. n. 39294 del 13/0612014)

Punto 17 a)
Con riferimento alle note ARPAM si precisa quanto segue:
Matrice Acqua

Al fine di eliminare leventuale trasporto solido al recettore finale delle acque piovane
derivanti dal dilavamento delle aree scoperte di stoccaggio di cumuli di materiale trattato si
ribadisce quanto gi descritto precedentemente, ovvero la realizzazione di due fossi di
scolo da scavare in prossimit del ciglio superiore della scarpata in progetto, uno lungo il
confine Est ed uno lungo il confine Sud dellarea.
Matrice Aria

Nel prendere atto della adeguatezza dello studio proposto si ribadisce limpegno al
rispetto delle procedure di lavorazione e nellattuazione delle misure di mitigazione
compensazione gi previste.
Matrice Rifiuti/suolo

Nel prendere atto della adeguatezza dello studio proposto si ribadisce limpegno al
rispetto dellart. 185 del D.L. 152/2006.
Punto 17 b)
Con riferimento alle note ASUR, nel prendere atto del parere favorevole, si precisa
che:
In merito ai rumori e polveri gli studi specifici presentati dimostrano il rispetto
dei limiti di legge, tuttavia prevista lapplicazione di presidi atti a limitarne la
diffusione (alberature perimetrali, irrigazione dei cumuli/strade potenzialmente
polverose, sistemi di nebulizzazione sul trituratore);
Il manufatto adibito ad ufficio/servizi sar dotato di spogliatoio e bagno con
doccia ed acqua calda per il personale, nonch di deposito dei DPI di legge. Le
acque di scarico provenienti dal WC saranno trattate mediante idonei sistemi
gi descritti nel progetto (vasca imhoff e subirrigazione);
Relativamente alle aree di stoccaggio dei rifiuti si ribadisce che prevista una
pavimentazione impermeabile con sistema di raccolta e/o trattamento dei reflui
di percolazione.
Punto 17 c)
Con riferimento alle note della Soprintendenza per i Beni Archeologici e paesaggistici
delle Marche di Ancona, nel prendere atto del parere favorevole, si precisa che, in
adempimento alle condizioni impartite:
la rete perimetrale di recinzione sar di colore verde scuro;

la piantumazione messa a dimora sar di essenze autoctone di medie/alto


sviluppo gi in fase di impianto;
in merito alla mitigazione delle percezioni delle visuali si ribadisce la poca
visibilit dellarea da recettori sensibili gi allo stato attuale, ulteriormente ridotta
in fase di progetto grazie alle opere di mitigazione adottate.

Punto 17 d)
Quadro di riferimento Programmatico.
Nel SIA redatto (cap. 6) si evidenziato come larea in esame ricade allinterno di unarea
individuata dal Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti come non idonea andando ad
analizzare le motivazioni per cui stata posta in essere lesclusione da parte di tale
strumento.
La metodologia di costruzione del PPGR, evidente dalla lettura stessa del Piano
Provinciale del 2000, evidenzia che lo stesso, redatto sulla base dello studio condotto
dallUniversit di Ancona, deriva da una trasposizione dei diversi strumenti di
programmazione esistenti sul territorio dellarea vasta.
In particolare per il sito in esame stato evidenziato come il vincolo derivi dal D.Lgs.
42/2004 tanto che la stessa forma dei due limiti risulta molto similare.
Inoltre, dalla analisi condotta degli altri strumenti di pianificazione regionale e provinciale
(PAI e PTC), sia evidente la non sussistenza di altre tipologie di vincolo sullarea in esame.
In definitiva, nello Studio di Impatto Ambientale si ribadisce che con lottenimento del
parere positivo da parte sella Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali per il
superamento del vincolo del D.Lgs. 42/2004, ovvero il rilascio di una autorizzazione
paesaggistica favorevole da parte degli organi competenti, di fatto superi limpostazione
vincolistica adottata nel PPGR per lapposizione del vincolo.
Oltre a ci, lo studio di impatto ambientale ha predisposto idonee analisi delle matrici
ambientali e dei presidi adottati al fine di garantire la protezione delle matrici stesse con
lattuazione dellintervento (gestione delle acque, pavimentazioni, aree coperte, .).
In merito allubicazione dellarea in zona agricola E, si evidenzia come lattuale normativa
di settore (D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.) non impone che la realizzazione di impianti di
smaltimento e recupero dei rifiuti debba avvenire necessariamente ed esclusivamente in
aree industriali, cos esprimendo una previsione tendenziale e di massima. Del resto
agevole intuire la ratio di un simile criterio direttivo, volto a sottolineare la natura industriale
di tali impianti, collocandoli quindi preferibilmente, in coerenza con il disegno urbanistico
delineato dallo strumento di governo del territorio, nella zona da quest'ultimo individuata
per le attivit industriali; tuttavia, la circostanza che tale collocazione costituisca solo una
indicazione di massima ovvero un criterio preferenziale confermata dalla espressa
previsione che essa deve essere comunque compatibile con le peculiari caratteristiche
dell'area: insomma il legislatore ha inteso fissare una indicazione preferenziale, salvo poi a
demandare in concreto la verifica e la valutazione della sua compatibilit.
Di per s, quindi, il fatto che l'area su cui stata prevista la realizzazione dell'impianto,
non fosse urbanisticamente classificata quale zona industriale non pu costituire motivo
ostativo al rilascio dell'approvazione, n impone al proponente di provare l'impossibilit di
collocare l'impianto da realizzare in zona industriale, spettando piuttosto
all'amministrazione il potere/dovere di verificare comunque la compatibilit del sito
prescelto con l'impianto da realizzare; si evidenzia, inoltre, come lattivit in oggetto ha una
durata limitata nel tempo, coincidente con la durata dellautorizzazione, confermata dalla
presenza di un Piano di Ripristino dellArea da attuare alla fine delle attivit. Larea
dovr, alla fine dellattivit, ritornare alla sua destinazione principale anche se, per un
lasso di tempo avr differente destinazione compatibilmente con i presidi ambientali e il
rispetto della salute umana.

A tal fine non pu essere invocata la circostanza che l'area su cui era stata prevista la
realizzazione dell'impianto fosse urbanisticamente classificata, come zona agricola E.
E' sufficiente ricordare, al riguardo, che secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale,
dal quale non vi motivo di discostarsi, la destinazione agricola di una determinata area
volta non tanto e non solo a garantire il suo effettivo utilizzo a scopi agricoli, quanto
piuttosto a preservarne le caratteristiche attuali di zona di salvaguardia da ogni possibile
nuova edificazione, con la conseguenza che, salvo diverse specifiche previsioni, essa non
pu considerarsi incompatibile con la realizzazione di un impianto di gestione rifiuti, tanto
pi che quest'ultimo deve essere ragionevolmente localizzato al di fuori della zona abitata
(C.d.S., sez. V, 1 ottobre 2010, n. 7243; 16 giugno 2009, n. 3853).
Risulta inoltre consolidato che il potere di pianificazione del territorio non pu precludere,
del resto, dalla presenza di insediamenti industriali in zone a destinazione agricola, salvo
che in via eccezionale, quando cio si sia in presenza di un assetto agricolo di particolare
pregio, consolidato da tempo remoto ovvero favorito da opere di bonifica, ci anche in
considerazione del fatto che la destinazione agricola ha in realt lo scopo di impedire
insediamenti abitativi residenziali e non gi quello di precludere in via assoluta e radicale
qualsiasi intervento urbanisticamente rilevante (C.d.S., sez. V, 18 settembre 2007, n.
4861).
In questa ottica si inserisce la previsione contenuta nel sesto comma dell'art. 208 del
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, secondo cui "L'approvazione sostituisce ad ogni effetto visti,
pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, costituisce,
ove occorra, variante allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica
utilit, urgenza ed indifferibilit dei lavori".
Essa invero sarebbe ultronea e priva di qualsiasi utilit se l'impianto da realizzare dovesse
essere collocato obbligatoriamente ed esclusivamente in zona industriale, laddove la
ricordata previsione normativa ne permette invece la collocazione anche in una zona che,
secondo le previsioni urbanistiche, non la tollererebbe, subordinatamente al riscontro ed
alla valutazione di compatibilit in concreto da parte dell'amministrazione.
Quanto sopra risulta espresso dal Consiglio di Stato Sez. V, Sentenza, 28-06-2012, n.
3818 con la quale si ribadisce che un Impianto RIFIUTI risulta compatibile con ogni
destinazione urbanistica.
A parere degli scriventi si ribadisce quanto gi scritto nel SIA in merito al Quadro
Programmatico e seguenti specificando, nuovamente, che larea individuata risulta gi
oggetto di modificazioni dello stato originario dei luoghi, per la presenza di precedente
attivit estrattiva, ed caratterizzata, a livello urbanistico, dal vincolo del D.Lgs. 42/2004
recepito dal PPAR della Regione Marche e dal PPGR della Provincia di Macerata.
Ottenuta una valutazione positiva da parte delle Autorit competenti in materia di
Salvaguardia Paesistico Ambientale (Soprintendenza ai Beni Archietttonici e Ambientali) si
ritiene che la problematica connessa con la non idoneit del sito venga a decadere,
previsti i necessari presidi di sicurezza ambientali (trattamento e raccolta acque,
abbattimento delle polveri, rumore,.)
Oltre al discorso Paesaggistico si evidenzia come l'insediamento di industria insalubre sia
subordinato al parere favorevole ai sensi dell'art. 216 r.d. 27.07.1934 n. 1265 che, nel
prescrivere che le industrie insalubri di prima classe devono essere isolate dalle
campagne e tenute lontane dall'abitazione, non fissa specifiche distanze; pertanto, se il
titolare dimostra che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, l'esercizio
dell'attivit non reca nocumento alla salute del vicinato, le distanze, eventualmente
prescritte dal p.r.g., possono essere derogate.
In definitiva gli art. 216 e 217 r.d. 27.07.1934 n. 1265 conferiscono al Comune ampi poteri
in materia di industrie insalubri, anche prescindendo da situazioni di emergenza e
dall'autorizzazione a suo tempo rilasciata, a condizione, per, che siano dimostrati, da

congrua e seria istruttoria, gli inconvenienti igienici e che si sia vanamente tentato di
eliminarli.
Ai sensi dell'art. 216, comma 5, R.D. 1265/1934 consentita la permanenza di un'industria
insalubre di prima classe nell'abitato, allorch sia provato che il suo esercizio, per le
speciali cautele introdotte, non rechi danno alla salute dei residenti: pertanto,
l'insediamento di un'attivit insalubre nell'ambito di centri abitati o di aree
paesaggisticamente sensibili non vietato in assoluto, essendo subordinato alla verifica di
compatibilit dell'impianto con il contesto di riferimento (cfr. TAR Brescia, sent. n.
420/2010 e n. 671/2008) (TAR Lombardia-Milano, Sez. II, sentenza 02.09.2011 n. 2150).
Quadro di riferimento Progettuale.
Come riportato al capitolo 4) del SIA si rimarca che il sito in esame stato scelto dalla
Ditta Proponente in relazione alla sua ubicazione, funzionale alle esigenze generali della
P.S.P. SrL, e dalla positiva valutazione della disponibilit e situazione morfologica
dellarea. Infatti tale sito risulta gi, da un punto di vista morfologico ed ambientale, essere
stato modificato ed antropizzato in quanto utilizzato per la realizzazione di sito di cava di
estrazione, oggi dismessa e che risulta ancora visibile come sistemazione attuale
topografica dellarea.
La scelta adottata porta a definire la casistica di tipo
Con tale tipologia si definisce lo Studio Ambientale che riguarda un progetto gi ben
definito per il quale si vogliono attuare interventi che, dal punto di vista ambientale,
tendono ad ottimizzare lo stesso riducendo gli impatti previsti e mitigando gli impatti
residuali che si generano dalla attuazione dellopera.
Ricadendo lopera in unarea gi antropizzata per la presenza di morfologie modificate a
seguito della precedente attivit di escavazione, si ritiene che il progetto presentato vada
ad inserirsi proprio in un contesto come quello sopra descritto ottimizzando la morfologia
esistente alle esigenze della attivit di recupero rifiuti inerti.
Per quanto riguarda lattuale sito di attivit della ditta PSP Scavi risulta, da una semplice
visione di Google Maps, ubicato allinterno di unarea a maggiore presenza di abitazioni ed
in unarea che non permette di ottimizzare gli spazi per un progetto di attivit di recupero
inerti. Infatti la morfologia in pendenza del sito collinare ha gi dovuto subire modifiche per
linserimento dellattuale attivit svolta dalla PSP Scavi con la realizzazione di gradonate e
sbancamenti che per ottimizzare gli spazi andrebbero a rendersi maggiormente invasivi e
determinerebbero una maggiore alterazione dello stato dei luoghi.
La ditta, gi in precedenza aveva inoltrato istanza per una nuova localizzazione della
gestione di recupero rifiuti inerti da demolizione in un sito poco distante a dimostrazione
della propria volont di migliorare gli spazi destinati a tale attivit.
Larea scelta risultata non idonea in virt di problematiche connesse con il superamento
del vincolo paesistico e della vicinanza con una specifica tutela integrale ai sensi dellart.
40 edifici e manufatti del PPAR che ne comport il parere contrario espresso dalla stessa
Soprintendenza.
Tutto ci a dimostrare come la ditta, nel rispetto delle proprie valutazioni, ha valutato di
delocalizzare limpianto attuale che non permette uno sviluppo dellattivit anche in
relazione allattuale regime normativo, sempre pi severo, in merito alla produzione di
inerti da demolizione e delle terre e rocce da scavo che ricadono nellambito delle attivit
di gestione dei rifiuti.
Quadro di riferimento Ambientale.
Il SIA presentato si compone dello studio e degli allegati quali la relazione geologicageotecnica, le valutazioni previsionali in merito alle emissioni in atmosfera e sullimpatto
acustico. Tali documenti, insieme a tutti gli altri depositati costituiscono la documentazione
progettuale per inerente listanza di Valutazione di Impatto Ambientale.

Di conseguenza si ritiene che le risposte alle varie problematiche ambientali sono state
compiutamente affrontate ed analizzate nei diversi elaborati tecnici specialistici, anche
basati su modellistica, e tutti a firma di professionisti abilitati ed iscritti ad albi professionali.
In tali studi, condotti secondo le vigenti normative e linee guida di settore, risulta che
limpianto sar dotato di idonei sistemi di raccolta e trattamento delle acque sia per quanto
concerne la verifica di compatibilit idraulica che per la stessa invarianza idraulica. Che
sono stati assunti e idoneamente dimensionati i sistemi di trattamento delle acque reflue
che vanno a dilavare il cumulo di rifiuti in attesa di lavorazione sia quelle di scarico per i
servizi igienici tramite trincea drenante a dispersione.
Cos come risulta pretestuoso e senza costrutto volere equiparare lattivit di recupero
condotta con lausilio del frantumatore mobile per inerti ad una attivit estrattiva cosa che
ci lascia estremamente perplessi sulla valutazione effettivamente svolta dei documenti agli
atti. In merito si evidenzia che il macchinario che la PSP Scavi intende utilizzare al fine del
recupero dei rifiuti da Costruzione e Demolizione quello gi autorizzato dalla Provincia di
Macerata ai sensi dellart. 208 del D.Lgs. 152/2006 come ampiamente scritto nel SIA.
Tale macchinario costituito da trituratore REV e da unit vaglio pu, in virt
dellautorizzazione conseguita, essere utilizzato, ai fini del recupero di materiali inerti,
presso qualsiasi sito dove si ha la diretta produzione del rifiuto senza alcuna necessit di
procedure di VIA ma con apposita istanza di campagna mobile.
Tale istanza prevede che si definisca il luogo dove si intende procedere con lattivit, la
documentazione inerente lex D.Lgs. 626/94 per i rischi e le misure di sicurezza degli
operatori, una documentazione relativa alla localizzazione del sito, una dichiarazione dei
valori di emissione in atmosfera, autorizzazione allo scarico reflui il tutto secondo
specifiche note previste dalla modulistica provinciale.
La documentazione gi oggi agli atti risulta contenere tutte le specifiche previste al fine di
depositare una istanza di campagna mobile nel sito in esame che per, non venendo
effettuata nel sito di produzione del rifiuto stesso, oggi sarebbe comunque sottoposta ad
una procedura di verifica di valutazione di impatto ambientale.
Alla luce di quanto sopra si ritiene ribadire che quindi luso, seppur in una zona non
oggetto di produzione dello stesso rifiuto, degli stessi macchinari nella zona in progetto
non deve e non pu essere in alcun modo equiparata ad una attivit estrattiva n possono
valere limiti di distanze che nulla hanno a che vedere con le norme che regolano la
situazione nel territorio provinciale.
Relazione paesaggistica ed impatti sul paesaggio.
Si evidenzia come gi detto in precedenza che allistanza sono allegati documenti tecnici
ed elaborati che nel loro insieme forniscono un quadro generale del progetto sottoposto
alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
In tale documentazione risulta anche la Relazione Paesaggistica redatta sulla specifica
modulistica prevista dalla Regione Marche per interventi di grande impegno territoriale
scheda tipo C.
Risulta ancora necessario rilevare come le osservazioni fatte risultino poco attinenti alla
luce della intera documentazione agli atti che permette di analizzare il progetto nella sua
interezza e nel suo completo inserimento paesaggistico.
Al fine di fornire maggiori chiarezze allintervento previsto in progetto stata prodotta la
documentazione di cui sopra atta ad illustrare come lintervento in progetto venga ad
inserire in una zona morfologicamente nascosta dalle aree di maggiore visuale
inserendosi in una depressione che difficilmente risulta visibile.
Inoltre le opere di mitigazione previste e linserimento del progetto morfologico permettono
di ridurre ulteriormente la visuale indotta dallattivit sul paesaggio circostante cos come
la scelta tipologica dei fabbricati previsti in progetto con tetti a due falde tipici del costruito
agricolo delle zone circostanti.

In ultimo si vuole sottolineare come la ditta PSP Scavi, od i suoi soci, operi nel settore di
recupero rifiuti da inerti e demolizione da diverso tempo come testimoniano le precedenti
autorizzazioni ottenute ai sensi delle cos dette procedure semplificate negli anni
precedenti senza avere mai recato danni ambientali o pregiudizi allambiente.
Per quanto concerne la precedente istanza di delocalizzazione dellattivit di recupero
inerti si ribadisce che, come risulta agli atti della Provincia di Macerata, il sito individuato
stato dichiarato non idoneo a seguito del vincolo del PPAR per la presenza dellarea di
influenza di un edificio di importanza rilevante che ha portato ad una espressione negativa
da parte della Soprintendenza recepita dalla stessa Provincia di Macerata.

A ulteriore riscontro dei pareri ed osservazioni di cui al punto 17) si allegano di seguito alla
presente le relazioni su temi specifici: quella sugli aspetti faunistici, redatta dal Dott. Paolo
Perna e dal Dott. Carlo Nardi; quella ad ulteriore integrazione, sul tema delle polveri e dei
rumori, a firma del Dott. Chim. Maurizio Di Marino.

I tecnici
Ing. Paolo FERRANTI

__________________

Arch. Andrea FRANCIONI

__________________

Geol. Pierpaolo RINALDELLI

___________________

spin-off di UNICAM Universit degli Studi di Camerino

AUTORIZZAZIONE UNICA PER NUOVO IMPIANTO DI


RECUPERO RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI IN C.DA
TERGI
Analisi delle osservazione
(aspetti faunistici)

Responsabile tecnico scientifico:


Paolo Perna

Collaborazione
Carlo Nardi

Data:
08/10/2014

Versione del
IMPIANTO DI RECUPERO RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI IN C.DA TERGI

08/10/2014

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Versione del
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08/10/2014

Lopera in esame riguarda lautorizzazione per la creazione di un impianto di recupero rifiuti


speciali non pericolosi, nel particolare, riguarda un impianto di frantumazione di sfridi edilizi e
di stoccaggio degli inerti.
Larea interessata dal progetto, si trova nel Comune di Potenza Picena (MC) in Contrada
Tergi, posizionata ad est rispetto al centro comunale, area che scende dolcemente dal centro
abitato fino alla Strada Statale 16 Adriatica. Tale area di bassa collina, tipica delle colline
marchigiane, caratterizzata da un ambiante agricolo con indirizzo cerealicolo, con un
abbondante vegetazione arbustiva ed arborea lungo il perimetro dei campi e piccoli corsi
dacqua.

Scendendo nei particolari limpianto, verr realizzato in unarea in abbandono dove sono
evidenti i primi processi di rinaturalizzazione che hanno portato allo sviluppo di un incolto
erbaceo. La superficie occupata dallimpianto risulta essere inferiore ad 1 ettaro.

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Versione del
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IMPIANTO DI RECUPERO RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI IN C.DA TERGI

Per quanto riguarda laspetto faunistico, dallo Studio di Impatto Ambientale (SIA)
presentato al Comune di Potenza Picena non si evidenzia la presenza di specie tutelate da
Leggi Nazionali o Direttive Europee.
Dalle osservazioni pubblicate successivamente, si segnala la presenza di alcune specie
come il Gruccione, Falco pellegrino, Quaglia comune, Allodola, Averla piccola e Gufo
comune.
LISTA ROSSA 2011

FENOLOGIA

CATEGORIE DI
TUTELA

Falco
pellegrino

SB, M reg, W par

SPEC3, PP, CEE 1,


Berna II

Gruccione

M reg, B

SPEC3, Berna II

Averla piccola

M reg, B

SPEC3, CEE 1, Berna


II

Gufo comune

M reg, B, W

PP, Berna II

Allodola

SB, M reg, W

SPEC3

Quaglia

M reg, B

SPEC3

SPECIE

Direttiva 09/147/CEE
Conservazione Uccelli
CATEGORIA
Selvatici

GLOBAL
ASSESSMENT

LC

LC

LC

LC

VU

LC

LC

LC

II

VU

LC

II

DD

LC

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Analizzando in dettaglio le singole specie ed aver effettuato i sopralluoghi, possibile


affermare:

GRUCCIONE (Merops apiaster)


Specie esile e variopinto, si nutre prevalentemente di insetti catturati in aria. I gruccioni
sono socievoli, fanno il nido in colonie in banchi di sabbia, preferibilmente lungo le rive dei
fiumi, sponde di cava, scarpate di dislivello tra i campi, bordi di strada e sbancamenti
temporanei. Scavano un cunicolo lungo anche 3-5 metri in fondo al quale depongono 5-8
uova sferiche.
In Italia le colonie di nidificazione sono numerose, concentrate quasi esclusivamente in
pianura e collina. La specie molto numerosa ed in incremento lungo la costa adriatica
anche marchigiana, arriva tra la fine di aprile e maggio per ripartire ad agosto inoltrato.
Allinterno dellarea interessata dallopera non si hanno la presenza di nidi, ma stata
accertata la presenza di una piccola scarpata (circa 10 metri di lunghezza) nelle immediate
vicinanze dellarea di studio, con la presenza di 5-6 fori.

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I Gruccioni hanno una buona tollerabilit al disturbo arrecato dalluomo, infatti sono in
grado di portare a termine e crescere la covata anche lungo le scarpate stradali con elevata
densit di traffico; inoltre il gruccione una specie migratoria, quindi sarebbe presente
nellarea di studio solamente nel periodo primaverile-estivo. Nello Studio di Impatto
Ambientale (SIA) sono previste delle opere di mitigazione, come la piantumazione di specie
arboree e arbustive autoctone lungo tutto il perimetro dellopera da realizzare. Tale
mitigazione ampiamente sufficiente per proteggere la piccola colonia di gruccioni presenti
(potenzialmente una/due coppia) e ridurrebbe al minimo gli eventuali impatti anche in
considerazione del fatto che essa al di fuori dellarea di intervento.

FALCO PELLEGRINO (Falco pereginus)


Il Falco pellegrino un uccello rapace della famiglia dei Falconidi, diffuso in tutta Italia. Le
caratteristiche peculiari del Falco pellegrino sono la sua velocit di picchiata e la sua capacit
di attaccare e colpire la preda in aria con la tecnica della stoccata, un colpo sferrato con
entrambi gli artigli, che dovrebbe tramortire, o sbilanciare, o ferire la preda, che cade a terra,
dove viene uccisa con il potente becco.
Nellarea di studio non si hanno caratteristiche ambientali idonee per la nidificazione, infatti,
il Falco pellegrino nidifica su pareti rocciose o in alternativa su strutture architettoniche
prominenti come torri o campanili. La coppia di Falco pellegrino pi vicino allarea in esame,
si trova nella parete rocciosa del Parco Regionale del Monte Conero, che situato a pi di 15
Km di distanza. Tale coppia pu utilizzare il territorio in esame come area di caccia, ma
confrontando lareale di caccia del Falco pellegrino e la superficie occupata dallopera, le
modalit di caccia (illustrate sopra), cio caccia in aria indipendentemente a cosa trova sul
terreno, si pu affermare che la realizzazione dellopera non reca nessun danno a tale specie.

AVERLA PICCOLA (Lanius collurio)


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La specie nidifica in quasi tutta l'Europa, un uccello insettivoro, come tutte le averle ha
l'abitudine di infilzare la preda sulle spine dei rovi. Il nido viene costruito nei cespugli nei
pressi delle aree aperte, dove depone 4 alle 6 uova. Larea collinare circostante allarea di
studio, prevalentemente agricola, con elevata presenza di siepi ed alberi, crea un ambiente
idoneo alla presenza dell Averla piccola. Confrontando la conformazione e il mosaico
paesaggistico di tutta larea collinare del Comune di Potenza Picena, con la piccola area dove
si prevede la realizzazione dellopera, si pu dedurre che lopera crei pochissimo impatto alla
specie in esame anche perch la vegetazione che vi si sviluppata, un incolto legato alle
successioni post abbandono, non presenta per le sue caratteristiche strutturali e di
composizione caratteri particolarmente idonee ad essa. Un elemento che favorir certamente
la specie, se le aree agricole circostanti saranno gestite in modo corretto, sono le opere di
mitigazione consigliate nello Studio di Impatto Ambientale (SIA) e cio la piantumazione lungo
il perimetro dellopera di specie arboree ed arbustive autoctone, mitigazione che
aumenterebbe le zone di rifugio ed alimentazione dellaverla piccola.

GUFO COMUNE (Asio otus)


Il Gufo comune vive principalmente nei boschi e lungo i filari alberati di maggior
dimensione. Larea in esame non presenta elementi di questo tipo per cui il progetto non
interferisce con possibili siti di nidificazione. Potenzialmente il Gufo comune pu utilizzare tale
area come sito di caccia, ma come per le altre specie di rapaci diurni e notturni, la superficie
occupata dallopera rappresenterebbe una frazione molto marginale di un potenziale areale di
caccia, quindi limpatto dellopera su individui eventualmente presenti sostanzialmente
ininfluente.

QUAGLIA COMUNE (Coturnix coturnix) e ALLODOLA (Alauda arvensis)


Entrambe le specie nidificano in ambienti aperti erbosi, con preferenza di quelli steppici,
con scarsa presenza di cespugli o piccoli alberi. Il suo habitat sono, nelle aree rurali, i coltivi
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estensivi con presenza di siepi ed arbusti per cui la principale causa di diminuzione della
popolazione nelle aree agricole sono da un lato linte nsivizzazione delle pratiche con
conseguente incremento delluso di sostanze chimiche e modifica dei cicli colturali e dallaltro
labbandono delle pratiche agricole che comporta la progressiva evoluzione della vegetazione
verso incolti non adatti alla loro sopravvivenza. Larea di studio gi in precedenza era
sottoposta a disturbo per cui originariamente non presentava caratteristiche idonee ad esse e
i processi di rinaturalizzazione in corso hanno portato allo sviluppo di formazioni erbacee per
la loro struttura e composizione non utilizzabili; la tutela di queste specie nellarea non
dipende quindi dallutilizzo del sito in oggetto ma da una corretta conservazione delle aree
agricole circostanti nelle quali deve essere evitata leliminazione di siepi e filari e deve essere
favorita la riduzione delluso di biocidi..

Per concludere, si pu affermare che lopera oggetto di studio, non crea impatto con
lavifauna potenzialmente presente, in quanto, la superficie occupata dallopera, cio inferiore
ad 1 ettaro, risulta irrilevante rispetto allambiente circostante, ambiente ad indirizzo agricolo
cerealicolo, con una buona connessione ecologica apportata dalla presenza di siepi ed alberi.
Inoltre le caratteristiche della vegetazione presenti non sono tali da avere caratteristiche
particolarmente idonee a nessuna delle specie segnalate o di altre di interesse
conservazionistico. Inoltre le mitigazioni consigliate sullo Studio di Impatto Ambientale (SIA)
sono idonee per diminuire al minimo leventuale impatto arrecato dalle strutture da realizzare.

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Consultin
sulting
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Relazione Tecnica
di riscontro alla nota della Provincia di Macerata
Prot. 46228 del 14/07/2014)

Committente

PSP S.r.l.

Ubicazione
Stabilimento

Potenza Picena (MC) Loc. Tergi

Elaborato

Recupero di materiali inerti per demolizione tramite


frantumazione
Relazione Tecnica

Data Valutazione

26/09/2014

Attivit

Prot. n. 190/14 VIATM

Settembre 2014

Via Lorenzoni,18

MACERATA  0733231896 fax 0733271876 E-mail: studioiges@tin.it

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Relazione Tecnica di riscontro alla nota della


Provincia di Macerata Prot. n. 46228 del
14/07/2014
PSP S.r.l. Potenza
Potenza Picena

Sommario
1

Premessa ..................................................................................................................................................2

Valutazione Previsionale di Impatto Acustico Prot. 206/13 PIA..........................................................3

Valutazione Previsionale di Impatto Atmosferico Prot. 201/13 VIATM...............................................6

pag. 1/8

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Relazione Tecnica di riscontro alla nota della


Provincia di Macerata Prot. n. 46228 del
14/07/2014
PSP S.r.l. Potenza
Potenza Picena

Premessa

La presente relazione tecnica viene redatta in ottemperanza a quanto richiesto al punto 17 d) della
nota Prot. n. 46228 inviata dalla Provincia di Macerata in data 14/07/2014. Essa volta a fornire i
dovuti chiarimenti a quanto riportato nel documento, a firma del Dott. Leonardo Marotta,
Osservazioni trasmesse in nome e per conto di alcuni residenti nelle immediate vicinanze
del sito scelto per lubicazione dellimpianto e/o proprietari di immobili situati in adiacenza
o in prossimit a detto sito, pervenute con nota datata 13/06/2014.

In tale documento, al cap. 4 Quadro di riferimento ambientale, in relazione alla componente


IMPATTO VISIVO/PAESAGGISTICO, terzo capoverso, riportato:
La distanza dalle abitazioni considerato solo negli studi: 1413669_18
Valutazione_previsionale_di_impatto_atmosferico, 1413671_19Valutazione_previsionale_di_impatto_acustico
dove sono considerati gli edifici pi prossimi come recettori sensibili senza tenere conto dei
possibili effetti di risomma e battimenti della topografia complessa sul rumore, n del possibile
intrappolamento di polveri dovuti alla stessa (si vedano ad esempio: omissis).

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Potenza Picena

Valutazione Previsionale di Impatto Acustico Prot. 206/13 PIA

In relazione alla Valutazione Previsionale di Impatto Acustico Prot. N. 206/13 PIA, opportuno
richiamare, in questa sede, alcuni elementi distintivi sulla base dei quali essa stata elaborata:
1. le sorgenti sonore sono state individuate nella motopala gommata che opera la
movimentazione dei materiali (S1), nel trituratore di materiali inerti (S2) e nei mezzi in transito
allinterno del sito (S3);
2. per ciascuna di esse stato stimato il contributo di rumore presso i ricettori a partire dai livelli
di potenza sonora dichiarati dal costruttore, per le sorgenti S1 ed S2, e da dati bibliografici per
S3 (vedi par. 6.1 della relazione Prot. n. 206/13 PIA);
3. il livello di pressione sonora continuo equivalente (LAeq) presso i ricettori sensibili stato
stimato sommando energeticamente il contributo sonoro di ciascuna sorgente, ipotizzando
cautelativamente che tutte le sorgenti emettessero contemporaneamente e nella
condizione di massima emissione sonora (attuazione simultanea delle operazioni di
movimentazione del materiale inerte, transito di mezzi in ingresso e uscita per lo scarico di
materiale, carico dei mezzi per la consegna del materiale, funzionamento del frantumatore
inerti). Tale situazione non certamente quella pi rappresentativa delle condizioni operative
aziendali ma di gran lunga quella pi penalizzante, sulla quale stato impostato il modello
di simulazione nella valutazione previsionale. A titolo di esempio, nella seguente tabella si
riporta una simulazione in cui stato ipotizzato il funzionamento del solo frantumatore,
situazione assolutamente compatibile con la realt e con la tipologia di attivit che si intende
realizzare:

Livello assoluto di

Contributo

Rumore

Livello assoluto di

S2 dB(A)

residuo dB(A)

immissione d(BA)

RC1

35,1

41,0

42,0

44,4

-2,4

RC2

34,4

41,3

42,1

45,0

-2,9

RC3

37,3

41,3

42,8

44,7

-1,9

RC4

35,5

41,6

42,5

44,7

-2,1

RC5

31,0

41,1

41,5

42,3

-0,8

Ricettore

immissione d(BA)
Prot. 206/13

Differenza
dB(A)

Dal confronto con i risultati ottenuti nella valutazione previsionale, si evince immediatamente
come le condizioni in essa considerate siano penalizzanti rispetto a quella appena descritta, che
si verificher per significativi periodi di tempo.
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PSP S.r.l. Potenza


Potenza Picena

4. le distanze sorgente-ricettore utilizzate in input al modello di propagazione sono quelle


riferite al piano bidimensionale, quindi lievemente minori di quelle reali, in quanto sono state
considerate le proiezioni sul piano orizzontale dei vari punti che nella realt si trovano a quote
s.l.m. diverse tra loro. Tale condizione, seppur di poco, penalizza la simulazione in quanto il
livello di pressione sonora diminuisce allaumentare della distanza dalla sorgente.;
5. le quote s.l.m. dei ricettori e del sito sono quelle riportate nella tab. 1 della Valutazione
Previsionale di Impatto Atmosferico Prot. n. 201/13 PIA. Fatto salvo il ricettore RC2, che si
trova ad una quota inferiore rispetto al sito, e RC1 posto alla stessa quota, gli altri ricettori sono
tutti posti ad una quota superiore rispetto a quella del sito valutato. Ci significa che il rumore
generato nel sito della PSP si imbatterebbe col suolo prima ancora di giungere ai
ricettori il quale, oltre che ad esercitare un effetto di attenuazione (Aground), fungerebbe da
barriera: nella valutazione, il cammino sorgente-ricettore stato ipotizzato sgombro da
ostacoli di qualsiasi genere e dimensioni ed il suono libero di propagarsi nel mezzo
senza subire nessun effetto di attenuazione.

Tutte le ipotesi descritte sono state inserite nel modello di calcolo al fine di verificare quale fosse la
quantit massima di rumore che pu arrivare presso i ricettori individuati nelle condizioni lavorative
pi cautelative possibili.
Per quanto concerne la geomorfologia dellarea, tale da poterla classificare come complex terrain,
opportuno precisare quanto segue:
1. il terreno di tutta larea circostante il sito della PSP un terreno di tipo poroso, con un Ground
Factor pari a 1 su una scala 0<G<1 (vedi ISO 9613-2). Tralasciando i dettagli fisico-matematici
della norma, esso costituisce il massimo grado sulla base del quale calcolare il fattore di
attenuazione per assorbimento del suolo, che dipende anche dallaltezza dal suolo della
sorgente e del ricettore. In definitiva, suoli di questo tipo sono caratterizzati pi da
propriet fonoassorbenti che riflettenti, qualit per cui quando unonda sonora colpisce la
superficie, la maggior parte dellenergia si disperde nel mezzo assorbente e lenergia residua
origina unonda riflessa non percepibile per effetto del fenomeno del mascheramento
sonoro;
2. larea esaminata, vista in pianta, ricorda vagamente una U, con il sito della PSP al centro ed i
ricettori lungo i lati (vedi fig. 3 della relazione Prot. 206/13 PIA). Il terreno degrada verso la
costa (Est) e si apre nella direzione frontale al sito lasciandosi i ricettori alle spalle ed ai lati. La
presenza di alberature e siepi (es: RC2 ed RC3) d luogo anche ad effetti barriera che sono
stati trascurati nella relazione previsionale. Le pareti dei due crinali a destra e sinistra del
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Potenza Picena

sito sono caratterizzate da una lieve pendenza, tale da non costituire un piano frontale che
possa riflettere il suono nella medesima direzione andando ad alimentare un potenziale
campo riverberante. Semmai, vista la posizione del sito, le onde riflesse, per quanto deboli,
verrebbero reindirizzate verso lapertura della U e verso lalto, creando fenomeni di
interferenza, in allontanamento dai ricettori.

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Valutazione Previsionale di Impatto Atmosferico Prot. 201/13 VIATM

La Valutazione Previsionale di Impatto Atmosferico stata condotta con unimpostazione


estremamente cautelativa del modello di simulazione per la ricaduta di inquinanti al suolo:
1. simulazione

delle

ricadute

in

modalit

Short-Term per

ricercare

le

massime

concentrazioni in funzione delle diverse condizione meteoclimatiche;


2. utilizzo dellopzione Brode 2 Mixing Height con la quale laltezza dello strato di
rimescolamento viene calcolata sui livelli minimi in relazione alla velocit del vento ed alla
stabilit atmosferica considerata;
3. utilizzo dellopzione Worst Case Meteorological Condition che individua la classe di
stabilit atmosferica di Pasquill e la velocit del vento in grado di provocare la massima
ricaduta al suolo degli inquinanti;
Con tali impostazioni, il modello ha fornito come output la concentrazione di massima
ricaduta al suolo per le diverse distanze dalla sorgente calcolata nelle peggiori
condizioni meteorologiche possibili. Tali valori sono stati poi estesi a tutte le direzioni
della porzione di territorio interessato.
I fattori di emissione per il calcolo degli Emission Rate in input al modello sono stati calcolati
ipotizzando che:
1. le attivit lavorative (transito dei mezzi in ingresso e in uscita, movimentazione e
stoccaggio degli inerti, frantumazione degli inerti, carico dei mezzi per la consegna) si
svolgano tutte contemporaneamente ed al massimo della potenzialit.
2. la quantit di polveri che si libera da dette attivit stata considerata come se fosse
costituita integralmente da PM10.
Nella relazione previsionale stato stimato che la massima ricaduta di polveri al suolo si ha,
nel 50% dei casi, per condizioni meteo-climatiche che si verificano prevalentemente durante
le ore notturne, quando lattivit ferma (quindi non c emissione di polveri), o con scarsa
radiazione solare ed elevata ventosit (vedi par. 7 relazione previsionale Prot. 201/13 VIATM). Il
modello indica una ricaduta di polveri presso i ricettori sempre inferiore a 3,7 g/m3.
I valori ottenuti sono stati anche confrontati con i limiti stabiliti dalle Linee guida per la valutazione
delle emissioni di polveri provenienti da attivit di produzione, manipolazione, trasporto, carico o
stoccaggio di materiali polverulenti della Provincia di Firenze approvate con D.G.P. n. 213/09. In
questo documento stabilito un limite di emissione, in relazione al sito ed ai ricettori considerati,
pari a 76 g/h, mentre nella valutazione stata stimata unemissione massima di 34,05 g/h, un
valore inferiore del 55% rispetto a quello limite.
Per quanto concerne gli altri aspetti sollevati allattenzione delle autorit competenti, si ritiene che
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Provincia di Macerata Prot. n. 46228 del
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Prot. 190/14 VIATM

PSP S.r.l. Potenza


Potenza Picena

le caratteristiche geomorfologiche ed orografiche dellarea siano tali da non dare origine a


fenomeni fisici a causa dei quali si possano verificare situazioni di intrappolamento degli
inquinanti in quanto si registra:
1. un valore del fattore di forma (rapporto altezza/larghezza) del sito molto basso (0,2-0,25) che
sta ad indicare unarea aperta alla circolazione delle masse daria;
2. una direzione W-E dello sviluppo collinare e dei relativi fossi;
3. una presenza di brezze (di terra e di mare) che soffiano in direzione W-E;
4. un angolo dincidenza tra la direzione del vento e lasse del sito molto basso (inferiore ai
20) per quanto detto ai punti 2 e 3 ;
5. che i due versanti collinari a destra e sinistra del sito degradano dolcemente verso i fossi
senza costituire ostacolo alla circolazione delle masse daria;
Tali elementi non rispecchiano i criteri oggettivi di perturbazione della circolazione che le masse
daria possono subire quando impattano contro degli ostacoli, dando origine a dei vortici sottovento
e sopravento dai quali scaturiscono fenomeni di accumulo degli inquinanti, come codificato nel
caso delleffetto canyon.
Fatto salvo quanto appena precisato, va da s che, anche nellipotesi di potenziali fenomeni di
intrappolamento, le polveri catturate dai vortici rimarrebbero intrappolate allinterno del sito
dando origine a fenomeni di accumulo nello stesso, determinando unulteriore riduzione di
ricaduta di polveri presso i ricettori sensibili.

Macerata, l 26/09/2014
Il Tecnico

(Dott. Chim. Maurizio Di Marino)

Per accettazione

___________________________________
(Il legale rappresentante)
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