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Preliminare N - Data 0 N Generale: 1676

SETTORE AMBIENTE

Provincia di Macerata

DE T E RM INAZIONE

DIRIGE NZIAL E

N. 2 8 7 - 1 2 Setto re / Del 0 1 -0 8 -2 0 1 1

Oggetto:

D.Lgs. 152/2006 art.20 - L.R. 7/2004 art.6 - Verifica di assoggettabilit alla V.I.A. Progetto: Impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile biomassa-olio vegetale denominato "ENERGIA CIVITANOVA", della potenza nominale complessiva pari a 4.625 kWe, da realizzare in via Breda, Zona Industriale "A" del Comune di Civitanova Marche. Proponente: MOLINARI PROGETTI SRL di Macerata. Assoggettamento alla procedura di V.I.A.

PROVINCIA DI MACERATA

Al Dirigente del Settore Ambiente Dott. Luca Addei SEDE

Per i provvedimenti di competenza si trasmette il seguente

DOCUMENTO ISTRUTTORIO

OGGETTO: D.Lgs. 152/2006 art.20 - L.R. 7/2004 art.6 Verifica di assoggettabilit alla V.I.A. Progetto: Impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile biomassa-olio vegetale denominato ENERGIA CIVITANOVA, della potenza nominale complessiva pari a 4.625 kWe, da realizzare in via Breda, Zona Industriale "A" del Comune di Civitanova Marche. Proponente: MOLINARI PROGETTI SRL di Macerata. Assoggettamento alla procedura di V.I.A.

1. NORMATIVA DI RIFERIMENTO D.Lgs. 03/04/2006 n. 152 Norme in materia ambientale; Legge Regionale n. 7 del 14/04/2004 recante Disciplina della procedura di valutazione di impatto ambientale che attribuisce alle Province la competenza in materia di Valutazione di Impatto Ambientale relativamente ai progetti indicati negli allegati A2 e B2 della medesima legge la cui localizzazione riguardi il proprio territorio; Legge Regionale n. 6 del 12/06/2007 recante Modifiche ed integrazioni alle Leggi regionali 14 aprile 2004 n. 7,;

2. PREAMBOLO ACQUISITA al prot. n. 35061 del 27/04/2011 della Provincia di Macerata listanza presentata dalla Ditta MOLINARI PROGETTI SRL di Macerata per lavvio della procedura di Verifica di assoggettabilit, ai sensi del combinato disposto dellart.20 del D.Lgs. 152/2006 e dellart.6 della L.R. 7/2004, del progetto relativo alla realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile biomassa-olio vegetale denominato ENERGIA CIVITANOVA, della potenza nominale complessiva pari a 4625 kWe, da ubicare nella Zona Industriale A del Comune di Civitanova Marche, in quanto ricadente nelle tipologie di cui allAllegato B2 punto 6 lettera n. terdecies) della citata legge regionale; CONSTATATO che listanza presentata conteneva la seguente documentazione: n. 5 domande di Autorizzazione unica ai sensi dellart. 12 del D.Lgs. 387/2003 indirizzate alla REGIONE MARCHE P.F. Energia, fonti rinnovabili e risparmio energetico, con relativo elenco della documentazione trasmessa consistente in: Autocertificazioni Dichiarazioni di Disponibilit con relativo elenco della documentazione progettuale trasmessa, consistente in: Certificato di Destinazione Urbanistico-Territoriale rilasciato dal Comune di Civitanova Marche; Relazione Opere Edili; Relazione Geologica, Relazione della Modellazione Sismica, Relazione Geotecnica sulle Indagini; Disposizione Capannoni, Cabina BT/MT, Distribuzione impianto elettrico capannone; Schemi elettrici unifilari; C.T.R.; Relazione Tecnica e Disciplinare Descrittivo e Prestazionale degli elementi tecnici; Planimetria catastale con individuazione area impianto; Planimetria di Insieme con Indicazione distanze dalle opere preesistenti e dai nuclei abitativi; Planimetria Locale e disposizione macchine prospetti e sezioni quotate destinazioni d'uso dei locali; Relazione di Compatibilit Urbanistico Ambientale ai sensi dellart. 5 del PTC della PROVINCIA di MACERATA; Dichiarazione di impegno versamento oneri 387; Richiesta di avvio procedimento di Verifica di assoggettabilit ai sensi dellart.6 della L.R. n. 7 del 14/04/2004 di competenza della PROVINCIA di MACERATA, con relativo elenco della

documentazione trasmessa consistente in: Dichiarazione relativa ai Comuni interessati (Allegato A), nella quale veniva individuato il Comune di ubicazione dellimpianto, vale a dire Civitanova Marche; Dichiarazione relativa al valore dellopera (Allegato B); Delega presentazione istanza ai sensi dell'art. 6 della L.R. 7/2004 e s.m.i.; Studio Preliminare Ambientale del Progetto procedura di verifica ai sensi dell'art.6 della L.R. 7/2004 e s.m.i.; Sintesi non Tecnica dello studio preliminare ambientale; Documentazione fotografica Stato Attuale e Stato Modificato con inserimento opere di mitigazione; Viabilit di Accesso al Sito; Opere di Sistemazione a Verde; Rilievo dell'area e sezioni trasversali con indicazioni Stato di Progetto; Stralcio Vincoli Esistenti sull'Area C.T.R. - PPAR - PTC Macerata - PAI - PRG Civitanova Marche NTA del PRG; Computo Metrico Estimativo Opere di Progetto, Opere per la dismissione dellimpianto, determinazione oneri istruttori e Cronoprogramma Intervento; Distinta versamento oneri VIA; Piano di attuazione; Valutazione Previsionale di Impatto Acustico; Valutazione Impatto Atmosferico.

ACQUISITA al prot. n. 39318 del 13/05/2011 lattestazione di deposito della documentazione progettuale, effettuato in data 04/05/2011, presso il Comune di Civitanova Marche, ARPAM, Corpo Forestale dello Stato e A.S.U.R. Zona Territoriale n. 8 (Allegato D); ACQUISITA al prot. n. 39629 del 13/05/2011 la copia della pubblicazione dellavviso di deposito sul B.U.R. Marche n. 41 del 12/05/2011 e sul quotidiano Il Resto del Carlino; PREMESSO che, a seguito della pubblicazione sul B.U.R. Marche n. 41 del 12/05/2011 e, in pari data, su Il Resto del Carlino dellannuncio di cui allart.6 comma 3 della L.R. 7/2004, stato comunicato lavvio del procedimento con nota prot. n. 39689 del 16/05/2011 alla Ditta proponente ed agli altri soggetti interessati ai sensi della Legge 241/1990 vale a dire: Comune di Civitanova Marche, ARPAM, Corpo Forestale dello Stato e A.S.U.R. Zona Territoriale n. 8, con contestuale richiesta di contributi e/o pareri; ACQUISITA al prot. n. 45889 del 07/06/2011 la nota della Regione Marche Servizio Territorio Ambiente ed Energia P.F. Rete Elettrica Regionale, Autorizzazioni Energetiche, Gas ed

Idrocarburi (prot. n. 342731 del 03/06/2011), avente ad oggetto lavviso di convocazione ai sensi dellart.12 del D.Lgs. 387/2003 per il giorno 09/06/2011 di una Conferenza dei Servizi, finalizzata allesame del progetto in oggetto, alla quale venivano invitate le n. 5 societ proponenti istanza di Autorizzazione unica e gli altri enti interessati (compresa questa Provincia); ACQUISITA al prot. n. 50336 del 21/06/2011 la nota del Sindaco del Comune di Civitanova Marche (prot. n. 31089 del 17/06/2011), con la quale lo stesso ha trasmesso le osservazioni formulate dallAmministrazione comunale in merito al progetto in esame, allegando alle medesime la Deliberazione n. 275 adottata dalla Giunta Comunale nella seduta del 06/06/2011 (avente per oggetto: Insediamento attivit energetica. Provvedimenti), con la quale stato espresso parere contrario del Comune di Civitanova Marche alla realizzazione dellimpianto in oggetto per le motivazioni indicate in premessa dellatto; PRESO
ATTO,

altres, che il suddetto provvedimento era supportato dai pareri tecnici allo stesso

allegati, rilasciati dal Dirigente del Settore VI - Pianificazione Territoriale e Progettazione Urbanistica (nota prot. n. 28655 del 06/06/2011) e dal Dirigente del Settore V - Lavori Pubblici (nota del 03/06/2011 senza protocollo); ACQUISITA al prot. n. 51237 del 22/06/2011 la nota del Corpo Forestale dello Stato (prot. n. 3767 del 15/06/2011) con la quale lo stesso, a seguito di breve descrizione del progetto, ha evidenziato lassenza del vincolo paesaggistico ed idrogeologico e lesclusione dellarea di intervento dalla cartografia del PAI per le aree a rischio idrogeologico. Nella medesima nota stato fatto presente, inoltre, che larea di progetto ricade nellambito della zona perimetrata con D.M. Ambiente 26/02/2003 del Sito di interesse nazionale del Basso Bacino del Fiume Chienti in quanto area contaminata da sostanze inquinanti, specificando che il sito stato comunque restituito agli usi legittimi. La comunicazione si conclude suggerendo il rispetto della seguente prescrizione: La siepe perimetrale di schermatura dovr essere estesa a tutto il perimetro e non solo ai lati nord est e richiedendo la seguente integrazione: Dovr essere evidenziata lescursione massima della
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falda, in modo da escludere possibili interferenze con i serbatoi interrati. RICHIAMATA la nota prot. n. 51513 del 23/06/2011 di questa Provincia con la quale, facendo seguito alle due note trasmesse dalla Sig.ra Streppa Tiziana (assunte rispettivamente al ns. prot. n. 45895 del 07/06/2011 e prot. n. 48341 del 14/06/2011), aventi ad oggetto la richiesta di partecipazione alla Conferenza dei Servizi riguardante limpianto in esame, si informava che al momento non era stata ancora fissata alcuna data a tal riguardo e si assicurava che, in caso di convocazione, questo ufficio avrebbe provveduto a darne opportuna comunicazione; ACQUISITA al prot. n. 53112 del 28/06/2011 la nota del Dirigente del Settore II del Comune di Civitanova Marche (prot. n. 33274 del 28/06/2011) con la quale lo stesso ha trasmesso lattestazione dellaffissione per 45 giorni allAlbo Pretorio del Comune di Civitanova Marche dellavviso di deposito del progetto, con riportati gli estremi del periodo di pubblicazione (dal 06/05/2011 al 20/06/2011), allegando alla stessa le osservazioni pervenute, inviate dai soggetti terzi di seguito indicati: Federazione Provinciale Coldiretti di Macerata (nota del 03/06/2011, assunta al prot. n. 28764 del 06/06/2011 del Comune di Civitanova Marche); Comitato di quartiere di Santa Maria Apparente (nota del 06/06/2011, assunta al prot. n. 29055 del 08/06/2011 del Comune di Civitanova Marche); Comitato No Biomasse a Civitanova Marche Santa Maria Apparente (nota del 20/06/2011, assunta al prot. n. 31975 del 22/06/2011 del Comune di Civitanova Marche); Comitato No alla Centrale a Biomasse a Civitanova (nota del 03/06/2011, assunta al prot. n. 28386 del 03/06/2011 del Comune di Civitanova Marche); Associazione Ambientalista Citt@Verde (nota del 06/06/2011, assunta al prot. n. 28770 del 06/06/2011 del Comune di Civitanova Marche); Associazione Ambientalista Citt@Verde (nota del 15/06/2011, assunta al prot. n. 30601 del 16/06/2011 del Comune di Civitanova Marche);

Comitato No Biomasse a Civitanova Marche Santa Maria Apparente (nota del 20/06/2011, assunta al prot. n. 31968 del 22/06/2011 del Comune di Civitanova Marche).

ACQUISITA al prot. n. 54743 del 04/07/2011 la nota del Dipartimento Provinciale ARPAM (prot. n. 26725 del 27/06/2011), con la quale detta Agenzia ha trasmesso le valutazioni di propria competenza, suddivise per matrici, effettuate dai Servizi Radiazioni/Rumore, Acque, Aria e Rifiuti/Suolo.

3. ELENCO DELLE OSSERVAZIONI/DIFFIDE PERVENUTE In relazione alla presente procedura sono pervenute le seguenti osservazioni/diffide:

SOGGETTO Streppa Tiziana

NUMERO PROTOCOLLO PROVINCIA 45895 del 07/06/2011 - 48341 del 14/06/2011 47521 del 10/06/2011 47535 del 10/06/2011 49712 del 17/06/2011 50010 del 20/06/2011 51032 del 22/06/2011 50336 del 21/06/2011 51067 del 22/06/2011 51199 del 22/06/2011 51576 del 23/06/2011 52870 del 28/06/2011 58218 del 14/07/2011 53112 del 28/06/2011 (N. PROTOCOLLO DEL COMUNE)

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Pierluca Maria Grazia Regini Amedeo 3 per lAssociazione Ambientalista Citt@Verde 4 Bevilacqua Domenico 5 Foresi Massimo Pierluca Maria Grazia 6 per lAssociazione Ambientalista Citt@Verde 7 Sindaco di Civitanova Marche Comitato No Biomasse a Civitanova Marche 8 Santa Maria Apparente - Diffide Pierluca Maria Grazia 9 per lAssociazione Ambientalista Citt@Verde 10 Marinangeli Sandro Comitato No Biomasse a Civitanova Marche 11 Santa Maria Apparente - Osservazioni Comitato No Biomasse a Civitanova Marche 12 Santa Maria Apparente Integrazione diffide Trasmissione documentazione da parte del Comune di Civitanova Marche contenente le seguenti osservazioni 13 14 15 16 Comitato No alla Centrale a Biomasse a Civitanova (a firma della Sig.ra Pierluca Maria Grazia) Federazione Provinciale Coldiretti di Macerata Associazione Ambientalista Citt@Verde Comitato di Quartiere di Santa Maria Apparente

28386 del 03/06/2011 28764 del 06/06/2011 28770 del 06/06/2011 29055 del 08/06/2011
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Associazione Ambientalista Citt@Verde 30601 del 16/06/2011 Comitato No Biomasse a Civitanova Marche 31968 del 22/06/2011 Santa Maria Apparente - Diffide Comitato No Biomasse a Civitanova Marche 31975 del 22/06/2011 Santa Maria Apparente - Osservazioni

Le diffide del Comitato No Biomasse a Civitanova Marche - Santa Maria Apparente di cui ai punti 8, 12 e 18 dellelenco, indirizzate al Presidente della Regione Marche, al Responsabile del procedimento in Regione Marche, al Presidente della Provincia di Macerata, al Responsabile del procedimento in Provincia di Macerata e al Sindaco del Comune di Civitanova Marche, sono finalizzate a garantire che la Ditta proponente si faccia carico, nella redazione del progetto, della valutazione, anche in termini economici, del danno a terzi sia per ci che attiene la svalutazione immobiliare che in termini di salute, oltre che della valutazione dellimpatto sanitario, e presti fidejussione bancaria immediatamente esigibile - di importo pari almeno allimporto dei contributi pubblici percepiti per la costruzione e/o lesercizio dellimpianto - a tutela dei danni ai patrimoni immobiliari pubblici e privati in caso di incidente e/o malfunzionamenti. Inoltre il Comitato invita e diffida il Sindaco di Civitanova Marche, in qualit di Autorit sanitaria e responsabile della salute pubblica, ad esprimere parere contrario nellambito della Conferenza dei Servizi che verr convocata dalla Regione Marche, attraverso formale parere scritto, affinch sia acquisito agli atti del procedimento. La documentazione presentata comprende n. 47 fogli contenenti elenchi di firme che, in ossequio a quanto previsto dallart.20 dello Statuto Provinciale, sono stati trasmessi al Presidente della Provincia di Macerata e, per conoscenza, al Segretario Generale della Provincia di Macerata. Per ci che concerne le comunicazioni trasmesse dalla Sig.ra Streppa di cui al punto 1, si evidenzia che le stesse riguardano la richiesta di partecipazione, in caso di convocazione, alla Conferenza di Servizi. I principali contenuti delle rimanenti osservazioni sono di seguito richiamati e riassunti: Osservazioni della Sig.ra Pierluca Maria Grazia di cui ai punti 2-13 dellelenco:
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1. il calore prodotto dalla centrale a biomasse provocher effetti negativi sui lavoratori occupati nella centrale medesima; si allega Studio ISPEL che elenca gli effetti sulla salute dei lavoratori e i principi di prevenzione; 2. analogamente al punto precedente, il calore prodotto provocher alterazioni del microclima locale, con effetti su flora, fauna etc.; quanto detto anche in relazione alla presenza nel sito in esame dellarea di Confluenza fluviale, perimetrata dal PTC della Provincia di Macerata, la cui finalit quella di tutelare, proteggere e preservare le biodiversit presenti; 3. incerta tipologia di combustibile utilizzata nella centrale e probabile utilizzo dellolio di palma proveniente dal mercato extra-nazionale come il sud-est asiatico; in tali paesi la produzione della palma avviene attraverso un massivo utilizzo di fertilizzanti DDT e OGM e comporta deforestazione con conseguente amplificarsi delleffetto serra; 4. proposta di deliberazione consiliare al Comune di Civitanova come atto di indirizzo per lesame delle centrali a biomassa; Osservazioni dellAssociazione Citt@Verde di cui ai punti 3-6-9-15-17 dellelenco: 5. improcedibilit dellistanza di Verifica di assoggettabilit alla VIA dato che la suddetta procedura stata avviata congiuntamente per cinque diversi soggetti giuridici, mentre in Regione sono state presentate cinque distinte richieste di Autorizzazione unica, una per ciascuna delle diverse Societ istanti; 6. divisione dellimpianto, in cinque unit, artificiosa e concepita allo scopo di ottenere una tariffa incentivante pi vantaggiosa; 7. il progetto ricade allinterno dellarea del Basso Bacino del Fiume Chienti, perimetrato con D.M. 26/02/2003, ove sussistono inquinamenti pregressi di suolo e falda idrica; 8. larea di insediamento della centrale si trova in prossimit di recettori sensibili quali un grande allevamento bovino ed aziende agrituristiche certificate;

9. notevoli preoccupazioni per la salute della popolazione, in particolare dei lavoratori della Zona Industriale A e degli abitanti della frazione di Santa Maria Apparente, per il carico inquinante prodotto dalla centrale; 10. elevato consumo annuo di oli vegetali (6600 ton/anno) ed elevato numero di autobotti per il trasporto della biomassa alla centrale: la rilevante movimentazione di materie prime potrebbe provocare rischi di incidente con sversamenti accidentali di olio; 11. le cisterne interrate per lo stoccaggio dellolio potrebbero creare interferenze con la falda idrica sia in fase di cantiere, sia in relazione a potenziali sversamenti; 12. in merito alle emissioni in atmosfera e allo stato ambientale dellaria, il modello di diffusione degli inquinanti presentato dal proponente non tiene conto della qualit dellaria ante operam; si evidenzia come nella zona di Civitanova la situazione della qualit dellaria risulti gi critica, essendo caratterizzata da frequenti superamenti, nel corso dellanno, dei valori delle PM10; 13. stata omessa nello Studio di Impatto Ambientale una valutazione in merito agli inquinanti presenti nelle emissioni quali: acidi carbossilici, metalli, diossine, aldeidi, PCB, COV; 14. probabile gestione problematica dei rifiuti pericolosi quali gli oli di consumo ed esausti; le precauzioni a tal fine proposte dalla ditta appaiono inidonee; 15. posto che limpianto verr realizzato in area di Confluenza fluviale, si evidenzia la necessit di effettuare una preventiva verifica di compatibilit; Osservazioni dei Sigg.ri Bevilacqua Domenico, Marinangeli Sandro e Foresi Massimo di cui ai punti 4-5-10 dellelenco: 16. dubbi sullapplicabilit della definizione di cogenerazione per la centrale a biomasse: nel progetto il calore prodotto dalla centrale risulta di fatto uno scarto della produzione di elettricit; 17. elevato impatto dellimpianto sulla salute e sulligiene della popolazione per le emissioni maleodoranti, le polveri sottili e gli ossidi di azoto emessi;

18. presenza di altri inquinanti emessi dalla centrale, oltre a quelli elencati dal proponente, come: formaldeide, benzene, IPA e diossine; 19. non stata valutata la qualit dellaria ante operam, alla luce anche dei rilevamenti che a Civitanova Marche registrano molti superamenti dei limiti consentiti dalla legge per quanto riguarda le PM10; Osservazioni del Comitato No Biomasse a Civitanova Marche - Santa Maria Apparente di cui ai punti 11-13-19 dellelenco: ANALISI DELLE EMISSIONI GASSOSE E DA PARTICOLATO IN ATMOSFERA. 20. In merito alle emissioni di particolato, lanalisi condotta nel SIA si riferisce specificatamente alle sole PM10 emesse direttamente dalla centrale, mentre risulta carente riguardo la quantificazione del particolato ultrafine PM2,5 e PM0,1: tali inquinanti secondari si formano in atmosfera in seguito a reazioni fotochimiche degli inquinanti primari emessi dalla centrale. Pertanto una valutazione affidabile del particolato totale sospeso (comprensiva sia del particolato primario che secondario) fondamentale per una corretta stima dellimpatto ambientale della centrale. La ricaduta di tali inquinanti nellarea, oltre a creare danni alla salute della popolazione, pregiudicherebbe lattivit di aziende agricole e allevamenti di qualit presenti nellarea; 21. non risulta agli atti analizzata la produzione di ulteriori inquinanti quali gli IPA e i furani, lozono e lanidride carbonica, tutte sostanze chimiche che si sviluppano ogniqualvolta si bruciano vegetali o loro derivati. In particolare rispetto allanidride carbonica, nella considerazione che gli oli vegetali potrebbero provenire da una filiera lunga, opportuno un bilancio complessivo tra il risparmio di CO2 derivante da un utilizzo di materia vegetale e la CO2 prodotta per la coltivazione, la trasformazione ed il trasporto dellolio vegetale; 22. in merito allolio vegetale utilizzato, il proponente non ne precisa n la provenienza, n la tipologia, n tantomeno la composizione chimica specifica. Si rappresenta che le emissioni

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gassose variano sia in termini di concentrazione che di produzione annuale a seconda del tipo di olio utilizzato e pertanto, dato che i generatori possono funzionare con una vasta gamma di carburanti, che la scelta fondamentalmente dettata da fattori economici e che la vita dellimpianto di circa 20-25 anni, occorrerebbe un approfondimento di valutazione delle emissioni inquinanti per ogni carburante utilizzato; 23. in relazione alla qualit dellaria ante operam, il proponente ha considerato due stazioni di misura di valori di fondo presenti sul territorio maceratese (precisamente la stazione di Macerata ubicata a Collevario e quella di Civitanova Marche ubicata allIppodromo), escludendo sia la centralina presente in Via Pola nel Comune di Civitanova, che ha rilevato nel corso del 2010 numerosi sforamenti dei valori limite di polveri PM10 - PM2,5 e che si trova nelle vicinanze del sito di progetto, sia uneventuale campagna di monitoraggio ad hoc. Inoltre si fa presente come anche le centraline prese in esame rilevano la concentrazione di PM2,5, mentre il proponente non analizza, come gi detto, la produzione di tale inquinante secondario; 24. in relazione alla simulazione condotta dal proponente si evidenziano alcune incongruenze in riferimento agli elaborati presentati e si pongono alcuni dubbi sia relativamente allarea presa in esame, che risulta meno estesa rispetto alla propagazione degli inquinanti (la nuvola si propaga verso Santa Maria in Apparente), sia relativamente al fatto che le simulazioni non sono state eseguite in termini cumulativi, ossia sommando le concentrazioni di inquinanti gi presenti nellaria a quelle prodotte dalla centrale; ANALISI DEGLI IMPATTI DOVUTI ALLE EMISSIONI SONORE. 25. La relazione di impatto acustico non si ritiene esaustiva e a tal proposito vengono richiesti i seguenti approfondimenti: Rilevazioni fonometriche del rumore residuo nella situazione ante operam effettuate in continuo per la durata di almeno 24 ore in corrispondenza di tutti i recettori e per un raggio di 1.000 mt. dal sito della centrale, comprendendo un raggio di 360;

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Prevedere, per quanto riguarda le emissioni sonore della centrale, un fattore di aggravio della rumorosit dovuto al logorio dei macchinari, alla luce del lungo periodo di utilizzo a cui dovranno rispondere (20-25 anni di vita). ANALISI DEGLI IMPATTI SULLA SALUTE PUBBLICA. 26. Limpatto del progetto sulla salute pubblica, o meglio sul fattore uomo, non viene trattato nello Studio di Impatto Ambientale. In particolare il proponente non ha descritto la situazione sanitaria esistente n prendendo come ambito dindagine il territorio della Provincia di Macerata, n il territorio impattato dalle ricadute derivanti dalla centrale; 27. il progetto risulta in contrasto con lart. 3-quater del D.Lgs. 152/2006 Principio dello sviluppo sostenibile. ANALISI DEGLI IMPATTI SOCIO-ECONOMICI. 28. Laspetto socio-economico, ossia i beni materiali ed il patrimonio culturale di cui allart. 4 comma 4 lettera b) del D.Lgs. 152/2006, non viene trattato nel progetto, n tantomeno viene fatta unanalisi, in termini economici, dei costi e dei benefici derivanti dalla realizzazione dellopera; Osservazioni della Coldiretti Macerata di cui al punto 14 dellelenco: 29. .pur trattandosi di diversi committenti il progetto ha una chiara definizione come unico impianto e pertanto sulla base delle nostre informazioni e dei decreti relativi al settore riteniamo pi opportuno che il procedimento amministrativo non segua procedure semplificate ma iter di maggior approfondimento necessitando attente valutazioni sullimpatto ambientale ed economico che sicuramente limpianto potrebbe provocare sul territorio circostante. 30. .riteniamo doveroso evidenziarecome tale impianto sia di fatto avulso dal tessuto agricolo del territorio in quanto funzionerebbe con prodotti (carburanti) importati vanificando in questo modo ogni teoria di produzione di energia da fonti rinnovabili. Basta fare un calcolo dellenergia necessaria per far giungere sul sito gli oli combustibili per evidenziare in modo

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inequivocabile che il beneficio ambientale sarebbe inferiore al dispendio di energia per lapprovvigionamento e il bilancio in CO2 negativo. Questa considerazione scaturisce dalla analisi dei costi di approvvigionamento di oli nazionali che a seguito della evoluzione del mercato dei semi proteici non ha pi economicit per la produzione di energia, questo porterebbe ad indirizzare limpianto totalmente su oli di importazione con conseguente vanificazione di ogni beneficio ambientale della proposta. 31. ubicazione dellimpianto in zona valliva e nelle vicinanze del fiume Chienti (zona SIN Basso Bacino Fiume Chienti), caratterizzata da fragilit idrogeologica per inondazione, e vicinanza con zone dedicate ad attivit agricola destinata a produzioni intensive ad alto valore quali quelle orticole, in particolare a foglia larga (insalate, cicorie, ), fortemente influenzate da fattori ambientali quali i fumi di scarico; 32. atteso che limpianto proposto risulterebbe ubicato tra la Zona Industriale/Artigianale e quella Agricola, ai fini della sua realizzazione si evidenzia la necessit di apportare una variante urbanistica; 33. relativamente al consumo idrico viene indicato un utilizzo annuo di 30 lt., che si ritiene sottovalutato ed assolutamente illogico rispetto allimpianto; 34. assenza di valutazione sul rischio incendio; 35. vicinanza dellimpianto con aziende agricole rivolte alla coltivazione con metodo biologico; 36. svalutazione economica degli immobili presenti nellarea, derivante dalla realizzazione della centrale; Osservazioni del Comitato di quartiere di Santa Maria Apparente di cui al punto 16 dellelenco: Si chiede lassoggettamento della centrale a biomasse alla procedura di VIA per le seguenti motivazioni: 37. vicinanza con un quartiere di oltre 4000 abitanti e con abitazioni sparse;

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38. la centrale non pu essere classificata come impianto di piccola taglia, avendo la stessa una capacit di generazione installata maggiore a 1 MWe; 39. vicinanza a zona con numerosi superamenti limite relativi alle PM10; 40. il sito interessato ricompreso nella perimetrazione del Sito di Interesse Nazionale del Basso Bacino del Fiume Chienti; 41. sulla zona di costruzione dellimpianto proposto esiste un vincolo di Confluenza fluviale; 42. limpianto non soddisfa pienamente il requisito dellautosufficienza produttiva mediante utilizzo di biomasse locali o reperite in ambito regionale previsto dallart.57 della L.R. n. 31 del 22/12/2009 (legge finanziaria 2010); 43. il PEAR della Regione Marche non tratta centrali di produzione di elettricit ad oli vegetali; 44. presenza nellarea in esame di agriturismi, Bed&Breakfast, attivit agricole e di allevamento bovino di qualit (produzione di carni tutelate con il marchio IGP Vitellone Bianco dellAppennino Centrale); 45. il Piano di Tutela e risanamento della qualit dellaria considera a rischio, sotto il profilo dellinquinamento atmosferico, il Basso Bacino del Chienti; 46. nella relazione per la rappresentazione del clima locale viene presa in esame la stazione del Comune di Montelupone, che non rappresentativo della zona; 47. presenza di n. 8 edifici residenziali a meno di 500 mt. di distanza; 48. il progetto non descrive le misure necessarie a contenere le emissioni diffuse, n le misure atte ad evitare le molestie olfattive; 49. preoccupazioni per la salute della popolazione. Si chiede, in subordine, il rispetto delle seguenti prescrizioni: 50. strumentazione di monitoraggio atmosferico permanente dei principali inquinanti; 51. uso di combustibili senza emissioni di IPA, metalli, sostanze clorurate, PCB, insetticidi, diossine;

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52. sistemi di abbattimento polveri pi sofisticati; 53. non utilizzo di oli esausti; Osservazioni del Sindaco di Civitanova Marche di cui al punto 7 dellelenco: 54. inesattezza della modalit proposta di realizzazione della centrale; 55. non conformit urbanistica relativamente alle distanze dai limiti di zona; 56. inadeguatezza dellimpianto rispetto alle opere di compensazione ambientale; 57. non completezza della verifica di conformit ambientale; 58. mancata valutazione sulla salubrit dei terreni agricoli e sulla salute della popolazione; 59. mancata valutazione dellescursione della falda idrica; 60. mancata valutazione del raggiungimento dellobiettivo di riduzione dellemissione di gas serra; 61. mancata valutazione degli effetti cumulativi del progetto anche per gli effetti dellOrdinanza sindacale n. 18 del 04/02/2011 sulla riduzione dellimmissione di PM10 in atmosfera.

4. MOTIVAZIONE ED ESITO DELLISTRUTTORIA Dallistruttoria svolta dal competente Ufficio VIA, che ha tenuto conto della documentazione progettuale, dei contributi degli Organi di supporto tecnico e degli Enti intervenuti nonch delle osservazioni pervenute da parte di soggetti terzi interessati, emerso quanto segue.

4.1 Descrizione del progetto Trattasi della realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, di potenza nominale pari a 4625 kWe, mediante combustione di biomasse oleaginose ed impiegato in assetto cogenerativo, denominato ENERGIA CIVITANOVA, ubicato in localit Santa Maria Apparente nel Comune di Civitanova Marche.

4.2 Aspetti Programmatici

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Il sito scelto per linstallazione dellimpianto a biomasse ubicato in localit Santa Maria Apparente nel Comune di Civitanova Marche, a confine con i lotti edificabili appartenenti alla Zona Industriale A sul terreno contraddistinto al foglio catastale n. 31 particella 857, in una superficie di dimensioni di circa 2050 m2. Larea inserita in una zona pianeggiante posta ad ovest del nucleo abitato di Civitanova Marche ed a nord del Fiume Chienti, compresa tra la ex S.S. 485 e la S.S.77. Il territorio circostante costituito a nord da terreno pianeggiante, mentre a sud risulta adiacente alla zona urbanizzata denominata Zona Industriale A. Le superfici sono attualmente ancora utilizzate a scopo agricolo (ortive e cereali) a contatto con una vasta zona gi antropizzata ed in fase di espansione industriale e artigianale. Larea circostante si presenta caratterizzata dalla presenza di sporadiche abitazioni civili. Dallanalisi del Certificato di destinazione Urbanistico-Territoriale, rilasciato in data 28/03/2011 dal Dirigente del Settore VII del Comune di Civitanova, e preso atto altres dei successivi accertamenti effettuati dal Dirigente del Settore VI di cui alla nota prot. n. 28655 del 06/06/2011 (allegata alla Delibera di Giunta Comunale n. 275 del 06/06/2011), si evince quanto segue: Rapporti con le previsioni del PRG vigente. Limpianto situato in aderenza al limite nord della zona industriale A ed, in particolare, larea di pertinenza dello stesso interessa, per porzioni, le seguenti previsioni urbanistiche accertate con le previsioni del vigente PRG e del PA 10: - Il PN 7.2 in particolare lUMI 7.2.9 Lottizzazione dello Sdregaro Nord; - La zona agricola individuata con la sigla E3 ( zone agricole produttive) . Con riferimento alle diverse previsioni interessate si effettuano le seguenti considerazioni: la porzione dellimpianto che ricade allinterno della UMI 7.2.9 Lottizzazione dello Sdregaro Nord interessa un ambito appartenente al Sub-sistema P1 aree produttive caratterizzato dalla destinazione duso principale Attivit industriali e artigianali (I) in misura superiore al 90%. Sono

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previste attivit industriali di prima e seconda classe come stabilito dallart.216 del testo unico n. 1265/34 e successivo DM del 5/9/1994 ad eccezione delle industrie trattamento rifiuti e quelle a rischio rilevante (legge Severo) , questultime andranno localizzate esclusivamente allinterno delle UMI 7.2.8 e 7.2.9. Dal punto di vista attuativo le previsioni della UMI sono sottoposte alla preventiva approvazione di un Piano di iniziativa pubblico - privata (art. 4.4.7.2). Rispetto al regime giuridico cui sottoposta larea interessata, lintervento proposto contrasta relativamente ai seguenti aspetti: a il primo riferito alle modalit attuative che, non essendo ancora stato attivato il prescritto piano attutivo, vengono proposte in forma di intervento edilizio diretto giustificato dal fatto che il proprietario dellarea non proprietario esclusivo di tutta la restante porzione interna al perimetro della UMI; ma tale circostanza potrebbe non essere rilevante data la possibilit di attivazione anche esclusivamente pubblica; b il secondo relativo al mancato rispetto delle distanze minime delledificazione sia dalla linea di confine rappresentata dal limite che identifica la UMI 7.2.9 (art.13 lett. p del vigente REC) che dal restante confine di propriet con le adiacenti zone agricole prescritte in ml. 20,00. La richiesta di attivazione dellintervento contiene anche la proposta di modifica della destinazione urbanistica dellarea da zona produttiva con indice D2.5 P1 a zona agricola produttiva E3. Tale variazione, se accolta, determinerebbe la piena conformit urbanistica dellintervento per effetto del richiamato art.12 comma 7 D.Lgs. 387/2003 e art.15 D.M. 15/9/2010. Rapporti con il sistema di pianificazione sovra ordinato. PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) Come si evince anche dal certificato urbanistico-territoriale del 28/3/2011, larea dintervento ricade in ambiti prescrittivi relativi alle categorie di beni appartenenti al sistema ambientale costituiti da: Struttura Geomorfologica
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- Piane alluvionali (art. 27 NTA PTC); Non essendo presenti ambiti di esondazione cartografati dal PTC la piana alluvionale sottoposta alle sole indicazioni di cui allart.27.4 delle NTA che, ai fini della tutela delle acque sotterranee dallinquinamento, prescrive la chiusura e la messa in sicurezza dei pozzi per lapprovvigionamento idrico non pi utilizzati salvo che siano attrezzati in modo da escludere comunque il suddetto inquinamento. Per tale aspetto pu risultare incidente la previsione di realizzare le cisterne di stoccaggio interrate ad una profondit di ml. 4,50 circa e quindi il rapporto con la falda acquifera la cui escursione stata dichiarata (in sede di indagine geologica redatta ai fini della caratterizzazione del sito per il SIN del Fiume Chienti) ad un livello di profondit di ml.11,00 senza per precisare se la stessa sia comunque lescursione massima, oltre e a verificare lidoneit della tenuta delle cisterne che viene dichiarato essere dotate di doppia camera stagna. La relazione non chiarisce se nellarea vi sia la presenza o meno di pozzi per lapprovvigionamento idrico. Patrimonio Botanico-vegetazionale - Aree Coltivate di valle (art. 31.2 NTA PTC); Sono aree di supporto degli elementi diffusi del paesaggio agrario che svolgono una funzione fondamentale nella salvaguardia della biodiversit; in tali aree, ogni intervento di trasformazione dovr prevedere opere di minimizzazione e compensazione degli impatti. Sotto tale profilo lintervento proposto non prevede lapprontamento di adeguate misure di compensazione ambientale, anche per lesiguit della superficie dellarea su cui si insedier limpianto. - Varchi Fluviali (art.23.10 NTA PTC). Il PTC ha individuato un ambito di varco fluviale in cui larea oggetto dintervento compresa. Per varco fluviale si intende una porzione di territorio prevalentemente libero, lungo la valle fluviale,

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compresa tra aree edificate. In tale ambito si applicano le norme di tutela integrale di cui allart.23.10 bis delle NTA del PTC che espressamente vietano tra laltro ogni nuova edificazione, il transito con mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali gravate da servit di pubblico passaggio; la realizzazione di depositi e di stoccaggi di materiali non agricoli. Nel merito, la relazione di compatibilit urbanistica - ambientale dellintervento non effettua la prescritta verifica di conformit secondo i criteri e gli elaborati di cui allart.5.6 delle NTA del Piano Provinciale, limitandosi ad effettuare una generica e non pertinente considerazione sulla presenza di elementi vegetali, sullimpatto visivo e sulla disposizione dei fabbricati esistenti; valutazioni che non affrontano in concreto laccertamento degli effetti indotti dallinterevento di trasformazione proposto nei riguardi delle risorse ambientali coinvolte n chiariscono se vi sia una proposta di modifica degli ambiti e dei livelli di tutela connesse. In aggiunta a quanto sopra si precisa che con atto n. 25 del 10/05/2006 ad oggetto: Atto di indirizzo per lesame delle verifiche di conformit effettuate ai sensi dellart.5 delle NTA del PTC e relative agli ambiti di varco fluviale, il Consiglio Comunale in attesa di un generale adeguamento del PRG al PTC, ha fornito gli indirizzi e le limitazioni per leffettuazione delle verifiche di conformit per interventi ricadenti nellambito del varco fluviale di cui allart.23.10 delle NTA del PTC. Dal contenuto di tale atto si evince limpossibilit, per tale tipo di intervento, di procedere alla verifica di cui trattasi. PPAR (Piano Paesistico Ambientale Regionale) Come si evince dalle trasposizioni attive degli ambiti di tutela relative alle categorie costitutive del paesaggio individuate dal Piano in argomento, si rileva che larea oggetto dellintervento non interessata da specifiche norme di tutela; la stessa ricade comunque allinterno delle aree V (sottosistema territoriale) di alta percettivit visuale relative alle vie di maggiore intensit di traffico. In detti contesti va attuata una politica di salvaguardia e valorizzazione delle visuali percepite dai luoghi di osservazione puntuali o lineari.

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PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) Larea non rientra nella classificazione del PAI SIN Basso Bacino del Chienti Larea oggetto dellintervento interna alla perimetrazione del Sito inquinato di Interesse Nazionale del Basso Bacino del Fiume Chienti individuata con Decreto del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) del 26/02/2003. Larea in sede di Conferenza di Servizio del MATTM del 07/06/2006 stata restituita agli usi legittimi. Piano di zonizzazione e classificazione acustica (approvato con atto del C.C. n. 88 del 03/11/2005) Rispetto alle previsioni di tale strumento, larea oggetto dellintervento ricade in classe 5 aree prevalentemente industriali nella quale sono compresi gli insediamenti industriali con scarsit di abitazioni. Vincoli: larea non risulta vincolata ai sensi del D.Lgs. 42/2004 n sottoposta ad ulteriori vincoli relativi a leggi o disposizioni statali o regionali.

4.3 Aspetti Progettuali Trattasi di un impianto di produzione di energia elettrica della potenza totale di 4625 kWe, formato da n. 5 gruppi moto-generatore a combustione interna da 825 kWe ognuno, alimentati da fonte rinnovabile (oli vegetali oli di palma, girasole, colza, jatropha,) e da n. 5 turbine ORC (Organic Rankine Cycle) da 100 kWe ognuno per la trasformazione in energia elettrica del calore di scarto e dei gas di scarico del generatore. Il funzionamento dellimpianto previsto per un totale di 8000 ore/anno (24/24h, 7/7h con un fermo per manutenzione di circa 30 gg. in un anno), con un consumo di biomassa-olio vegetale pari a 6600 ton/anno complessive.

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Le opere edili previste sono: recinzione perimetrale in rete metallica con altezza pari a 2 m; n. 5 container prefabbricati allinterno dei quali sono posti gli apparati (serbatoio buffer, motori Diesel, quadri elettrici, turbina ORC, trasformatori bt/MT) che occupano una superficie di circa 600mq e raggiungono altezza max pari a 6,7 m; n. 10 cisterne interrate per il stoccaggio dellolio vegetale di capacit unitaria pari a 50 m3; n. 5 pozzetti interrati per alloggiamento pompa di carico olio da cisterne interrate a serbatoio di servizio; n. 1 cabina di consegna ad ENEL dellenergia prodotta; connessione alla linea elettrica MT di ENEL con cavidotto interrato, realizzata interamente allinterno dellarea di propriet; strade e piazzali interni asfaltati per la gestione dellimpianto.

Limpianto costituito da: n. 5 Motori a ciclo diesel accoppiati ad alternatore con le seguenti caratteristiche: o Potenza primaria immessa con il combustibile olio vegetale o Potenza elettrica prodotta o Potenza termica 1625 kWt 825 kWe 790 kWt

n. 5 Turbine ORC (Organic Rankine Cycle) che impiegano il calore recuperato dal motore per generare ulteriore energia elettrica con potenza pari a 100 kWe.

Descrizione del processo per ogni gruppi moto-generatore Lolio vegetale (olio di palma, girasole, colza e jatropha) necessario alla combustione viene stoccato in n. 2 serbatoi della capacit complessiva di 100 m3, interrati ed idonei al mantenimento delle caratteristiche chimico-fisiche del materiale: il quantitativo stoccato permette di avere una autonomia di funzionamento dellimpianto di 30 gg. Partendo dalle cisterne di stoccaggio, lolio viene pompato allinterno di un serbatoio buffer dove viene preriscaldato a 50 C e trattato con
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una filtrazione meccanica e con filtrazione ad osmosi, prima di essere inviato al circuito di alimentazione del motore della potenza elettrica di 825 kW. Successivamente il calore, derivante dallacqua di raffreddamento del motore e dai fumi di scarico trattati del motore stesso, viene trasformato in energia elettrica producendo ulteriori 100 kWe tramite una turbina ORC. Infine, attraverso un trasformatore 0,4/20 kV e una cabina elettrica di interfaccia, questa energia elettrica viene consegnata alla rete in MT di ENEL Distribuzione SpA. Per ogni gruppo moto-generatore sar necessario un quantitativo di olio pari a 0,2 ton/h - pari ad un apporto di 1320 ton/anno - di olio vegetale, 30 l/anno di acqua di raffreddamento, 10 m3/anno di acqua per servizi ausiliari e 2 m3/anno di olio lubrificante per motore endotermico. Lapprovvigionamento dellolio vegetale consiste in n. 2 carichi settimanali con capacit di 12 m3 ciascuno.

4.4. Aspetti Ambientali Dallo Studio preliminare ambientale si evincono le seguenti informazioni. Lobiettivo strategico aziendale consiste nel produrre energia elettrica e termica da fonti energetiche rinnovabili per ridurre le emissioni di gas serra con ladozione di criteri che permettano il facile ripristino dei luoghi a fine vita dellimpianto (20-25 anni) con lutilizzo di strutture rimovibili, e la minimizzazione dellimpatto ambientale con particolare riferimento agli aspetti paesaggistici con linterramento delle cisterne di stoccaggio della biomassa. 4.4.1 Impatto atmosferico Lanalisi condotta riguardo le emissioni in atmosfera derivanti dallimpianto di autoproduzione diesel-elettrico alimentato da olio vegetale ha preso in esame tre tipologie di inquinanti: monossido di carbonio, ossidi di azoto, PM10. Limpianto dotato di un sistema di trattamento dei fumi con due marmitte catalitiche, a metalli nobili, poste in serie, le quali abbattono in maniera sensibile gli agenti inquinanti presenti.

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Successivamente si procede ad un lavaggio dei fumi a mezzo di un sistema a pioggia, il quale garantir un abbattimento delle polveri e degli agenti NOx ancora presenti. Una valvola di by-pass sul circuito dei fumi permette di inviare gli stessi ad uno scambiatore a fascio tubiero, che produrr calore per lORC (Ciclo Rankine Organico), attrezzatura deputata alla produzione di energia elettrica da calore a bassa temperatura, che consente di sfruttare la maggior parte del contenuto entalpico dei fumi. Infine i fumi vengono immessi nei punti di emissione E1-E5 costituiti da un camino di diametro 0,20 m avente altezza di circa 12 m sul piano di campagna. Al fine di valutare limpatto atmosferico indotto dallattivit oggetto di studio stato utilizzato il modello di calcolo previsionale ISC-AERMOD View, modello gaussiano stazionario, che consente di stimare la concentrazione degli inquinanti analizzati in corrispondenza dei recettori potenzialmente pi esposti. Per la caratterizzazione meteoclimatica dellarea, in assenza di stazioni di misura limitrofe allarea oggetto di studio, sono stati adottati i dati meteorologici orari della stazione ASSAM di Montelupone localit str. Regina. Dallanalisi dei valori calcolati dal modello previsionale ISC-AERMOD View si evince che: per quanto riguarda il monossido di carbonio, in tutti i recettori puntuali esaminati, posizionati in prossimit degli edifici e quindi rappresentativi degli spazi utilizzabili dalle persone, i valori massimi giornalieri calcolati su 8 ore sono inferiori allo 0.7% del valore limite per la qualit dellaria; per quanto riguarda il biossido di azoto, in tutti i recettori puntuali esaminati, posizionati in prossimit degli edifici e quindi rappresentativi degli spazi utilizzabili dalle persone, i valori massimi orari sono inferiori all 82% del valore limite per la qualit dellaria; per quanto riguarda le polveri, il valore massimo giornaliero, in corrispondenza di tutti i recettori individuati, non supera mai il 3% del valore limite. Al fine di caratterizzare la qualit dellaria attualmente esistente nellarea oggetto di intervento, in assenza di campagne effettuate direttamente nella zona, ci si riferiti ai dati delle stazioni fisse di
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monitoraggio della qualit dellaria della Provincia di Macerata posizionate nel Comune di Macerata in localit Collevario - via G. Verga (fondo urbano) e nel Comune di Civitanova in prossimit dellippodromo (fondo rurale). Il proponente dallanalisi dei dati specifica quanto segue: relativamente al monossido di carbonio, si osserva come sia il fondo che la concentrazione massima stimata siano sensibilmente inferiori al valore limite di qualit dellaria; relativamente agli ossidi di azoto, si osserva come la concentrazione massima stimata sia sempre al di sotto dei valori limite di riferimento; relativamente alla concentrazione di polveri PM10, si osserva come la concentrazione massima stimata sia sensibilmente inferiore al valore limite di qualit dellaria. 4.4.2 Rumore Dalla valutazione di impatto acustico, redatta conformemente alla D.G.R. 896/2003, e dallanalisi dei risultati delle simulazioni, si evince che il clima acustico successivo alla realizzazione del progetto di intervento risulta accettabile in quanto non viene superato alcuno dei limiti stabiliti dalla classificazione acustica attualmente vigente nellarea oggetto di indagine. Si pu pertanto concludere che limpatto acustico, nella situazione impiantistica descritta, da ritenersi ammissibile in quanto i livelli di pressione sonora ed i livelli differenziali ad esso riferibili rientrano nei limiti fissati dalla normativa vigente. 4.4.3 Vibrazioni Il gruppo moto-generatore, essendo di tipo alternativo, genera vibrazioni che verranno mitigate con opportuni accorgimenti tecnici. 4.4.4 Scarichi in acque Limpianto non produce scarichi in acque superficiali. 4.4.5 Traffico

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Il traffico generato dallimpianto risulta di modesta entit e consistente in 2 cisterne al giorno per la fornitura dellolio vegetale. Inoltre sono presenti mezzi per interventi di manutenzione ordinaria. La frequenza prevista di 2,5 camion/giorno. 4.4.6 Suolo La presenza dellimpianto non produce impatti negativi su suolo e sottosuolo. Infatti tutte le attivit si svolgono allinterno di locali tecnici dotati di pavimentazione in calcestruzzo armato e finitura superficiale di tipo industriale. Ogni locale dotato di sistema di raccolta interno con pozzetti stagni in cui eventuali sversamenti saranno raccolti. Per lo stoccaggio dellolio vegetale saranno utilizzati dei serbatoi interrati del tipo a doppia camera con sensori per il rilevamento delle perdite di liquido. Inoltre larea in esame, trovandosi allinterno del SIN Basso Bacino Fiume Chienti, stata restituita agli usi legittimi con lettera prot. n. 12090/Adv/VII/VIII/IX del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio. 4.4.7 Radiazioni I livelli raggiunti dallimpianto rispettano i limiti normativi. 4.4.8 Paesaggio Limpatto sul paesaggio non risulta significativo in ragione della collocazione dellimpianto in zona pianeggiante, di limitato valore, e limitrofa a una zona industriale. La piantumazione di una barriera perimetrale mitigher inoltre la visibilit dellimpianto dalla zona agricola posta a nord. 4.4.9 Produzione di rifiuti I rifiuti prodotti saranno costituiti da olio lubrificante esausto e morchie per 2 m3/anno, oli di pulizia periodica del sistema filtraggio oli, sabbie oleose del filtro a sabbia 4 m3/anno. I rifiuti saranno stoccati in apposita area dello stabilimento e gestiti secondo la normativa vigente. Le acque reflue verranno trattate per renderle scaricabili in fognatura pubblica.

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Dai contributi istruttori pervenuti si evince quanto segue. Parere ARPAM (nota prot. ARPAM n. 26725 del 27/06/2011) MATRICE ACQUE Dallo studio preliminare di verifica relativo all'impianto proposto, si evince un impatto relativo alla matrice acqua sostanzialmente trascurabile: infatti non si prevedono scarichi di acque reflue di processo in recettori naturali. Per contro a pag. 20 della relazione tecnica, precisamente al capitolo sistema recupero morchie", si parla di trattamento delle acque di prima pioggia, che verranno recapitate nella rete fognaria dello stabilimento. Il Comune di Civitanova Marche dispone di rete fognaria doppia per cui le acque di seconda pioggia recapiteranno verosimilmente, tramite la rete delle acque bianche, al reticolo idrografico superficiale. Quanto sopra esposto impone una particolare attenzione nella scelta del sistema di selezione tra le acque di prima e seconda pioggia, che dovr essere conforme a quanto previsto dalle NTA di cui al piano di tutela della acque della Regione Marche. Infine per quanto riguarda le acque di processo, a pag. 19 dello studio preliminare di impatto, si parla di un "sistema di lavaggio" dei fumi a mezzo di un sistema a pioggia per il quale non chiaro se verranno prodotte acque reflue, se e come verranno trattate, se e dove verranno scaricate. Se in questa fase previsto uno scarico di acque reflue in pubblica fognatura, si ricorda che il depuratore di Civitanova Marche di tipo biologico e non dispone di un trattamento chimico fisico per cui necessario provvedere in proprio a tale tipo di trattamento. MATRICE ARIA 1) Descrizione dello stato di qualit dellaria ante-operam in rapporto agli inquinanti ritenuti significativi e alle caratteristiche meteorologiche del sito. Lo stato di qualit dell'aria stato cautelativamente assimilato a quello di zone di fondo urbano o fondo rurale e rappresentato, in termini di concentrazioni nell'aria degli inquinanti, dalle misure

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ottenute da stazioni di monitoraggio delle rete provinciale di rilevamento della qualit dell'aria. 2. Pressione prevista dallopera sulla componente atmosfera Non sono stati presi in considerazione alcune emissioni (IPA e Matalli nelle polveri, COT). E' prevista l'emissione di oltre 7 kg/ora di ossidi di azoto ed 1 kg/ora di polveri totali. Non sono evidenti le considerazioni che hanno consentito di stimare le emissioni di poveri sottili PM10. 3. Previsione dello stato di qualit dellaria post-operam Premesso quanto rilevato al punto 2), le applicazioni utilizzate non consentono di escludere che, localmente, nellintorno circostante limpianto, possano essere raggiunti valori di concentrazione medi annuali di ossidi di azoto NO2 superiori a 40ug/mc (valore limite annuale riferito allanno civile). Lo studio di impatto presentato necessita di chiarimenti e integrazioni. MATRICE RADIAZIONI/RUMORE E' stata presentata la valutazione di impatto acustico redatta conformemente alla DGR 896/2003, dalla quale si desume il presumibile rispetto dei limiti di cui al DPCM 14/11/1997. Nella relazione non vengono riportate le distanze dei singoli recettori dalle sorgenti rumorose. Successivamente all'attivazione negli impianti dovr essere effettuata una valutazione del clima acustico post operam, al fine di verificare la correttezza delle ipotesi progettuali. MATRICE RIFIUTI/SUOLO Si ritiene che vadano definiti con maggiore dettaglio tipologie e quantit di rifiuti prodotti in fase di cantiere, specificandone la destinazione. Si ritiene che vadano pi approfonditamente descritte le modalit di gestione di rifiuti prodotti sia in fase di cantiere che di esercizio con particolare riferimento alle aree destinate al deposito temporaneo degli stessi e le misure adottate al fine di evitare contaminazioni ambientali. Non chiaro se prevista la produzione di energia a partire anche da rifiuti e non sembra che sia stata specificata la provenienza delle materie prime in ingresso all'impianto.
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Si ritiene che nel progetto vada inserito un bilancio dei materiali gestiti che includa non solo le terre e rocce da scavo, ma anche le eventuali materie prime utilizzate ed in cui sia anche specificato quanta parte viene riutilizzata sul posto e quanta smaltita/recuperata.

Infine in considerazione del fatto che l'area ricade all'interno del perimetro del sito di interesse nazionale del Basso bacino del fiume Chienti si fa presente che riguardo il riutilizzo dei materiali escavati in sede di Conferenza di servizi decisoria si affermava: I partecipanti allodierna conferenza dei servizi decisoria ricordano che: I terreni escavati potranno essere riallocati in situ esclusivamente alle seguenti condizioni: che le risultanze analitiche di detti materiali, riferite alla sola frazione granulometrica < 2 mm, risultino conformi ai limiti della tabella 1 dellallegato 1 del D.M. 471/99 (attualmente valori soglia di concentrazione di contaminazione di cui alla Tabella 1 dellAllegato 5 al Titolo V alla parte quarta del D. Lgs. n. 152 del 03/04/2006) colonna A o B a seconda della destinazione duso delle aree in cui il materiale viene riutilizzato; che le risultanze analitiche delleluato ottenuto nel test di cessione, indicato dallallegato del D.M. 471/99 realizzato sulla frazione > 2 mm, con una durata di 24 ore diano conformi ai limiti della tabella acque sotterranee dellallegato 1 del D.M. 471/99 (attualmente valori soglia di concentrazione di contaminazione di cui alla Tabella 2 dellAllegato 5 al Titolo V alla parte quarta del D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006); che il monitoraggio della falda, prima durante e dopo lintervento, a monte ed a valle, rispetto alle linee di deflusso, non evidenzi un incremento di contaminazione nellarea oggetto di riutilizzo di materiale; I terreni escavati potranno essere riutilizzati ex situ esclusivamente alle seguenti condizioni: che le risultanze analitiche di detti materiali, riferite alla sola frazione granulometrica < 2mm, risultino conformi ai limiti della tabella 1 dellallegato 1 del D.M. 471/99 colonna A (attualmente valori soglia di concentrazione di contaminazione di cui alla Tabella 1
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colonna A - dellAllegato 5 al Titolo V alla parte quarta del D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006); che poi sia verificata la conformit dellanalisi sulleluato del test di cessione condotto secondo le modalit previste dal D.M. 5.02.1998 eseguito sul tal quale, con i limiti della tabella acque sotterranee dellallegato 1 del D.M. 471/99 (attualmente valori soglia di concentrazione di contaminazione di cui alla Tabella 2 dellAllegato 5 al Titolo V alla parte quarta del D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006).

Stralcio del Parere del COMUNE DI CIVITANOVA MARCHE (nota del Dirigente del Settore VI prot. n.28655 del 06/06/2011, allegata alla D.G.C. n. 275 del 06/06/2011) Aspetti Ambientali Relativamente alla valutazione degli spetti ambientali si ritiene che debbano essere considerati i criteri di verifica proposti dalle Linee Guida Regionali per lAttuazione della legge Regionale sulla VIA: Ai sensi dei criteri di verifica preventiva: 1. lopera potrebbe essere classificata come non necessaria, in quanto lintervento non risulta avere una effettiva giustificazione sotto il profilo socio- economico. Infatti la centrale con potenza di circa 5 Mwe di energia richiede limportazione di 1320 ton/anno di oli vegetali, a fronte di una produzione di una percentuale di energia elettrica presumibilmente irrilevante rispetto al fabbisogno regionale. Si consideri, inoltre, che lesercizio della stessa centrale richiede quantit di materiale che proviene da una filiera lunga, di cui, peraltro, non si certifica la tracciabilit, cosa che potrebbe rendere immediatamente negativo il bilancio energetico, oltre allevidente mancanza di coerenza del progetto con quanto disposto dal Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) che, al contrario, evidenzia come la valenza ambientale ed economica delle biomasse si esplica

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compiutamente solo se la produzione e lutilizzo sono concentrati nel raggio di qualche decina di km. La realizzazione di centrali a biomasse provenienti da una filiera lunga rischia di bloccare quel circolo virtuoso perseguito come obiettivo del PEAR, in cui concentrando nello spazio e nel tempo la domanda e lofferta di biomasse, si possa garantire una quota significativa del fabbisogno energetico ed offrire nuove opportunit allagricoltura regionale. La filiera corta comporta inoltre un abbattimento dei costi di trasporto e dellinquinamento dovuto allo stesso. 2. lopera potrebbe non risultare completamente rispondente ai suoi obiettivi tecnici, in quanto lobiettivo strategico preposto alla sua realizzazione quello della produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili, al fine di ridurre limmissione in atmosfera di gas serra. Tuttavia, pur pervenendo le biomasse liquide (olio di palma, girasole, colza, jatropha, ecc...) da filiere lunghe, nel progetto non viene verificata lanalisi del ciclo di vita del prodotto, ovvero il bilancio del LCA ( Life Cycle Assessment - UNI EN ISO 14040-14041-14042-14043), metodo utile alla quantificazione, linterpretazione e la valutazione degli impatti ambientali di uno specifico prodotto o servizio, durante la sua vita. La valutazione include lintero ciclo di vita del processo, comprendendo lestrazione e il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, luso e lo smaltimento finale. Si rileva, quindi, la non completezza della documentazione relativamente ai bilanci energetici effettivamente coinvolti in tutto il ciclo di produzione dellenergia elettrica da parte della centrale. Si consiglia lapplicazione di questa metodologia di valutazione ambientale, al fine di verificare lefficacia della realizzazione e di certificare la coerenza del funzionamento dellimpianto a biomassa con il suo obiettivo strategico, dimostrando che in realt la qualit della vita e la qualit dellambiente del territorio coinvolto non venga effettivamente a peggiorare, senza portare benefici chiari alla popolazione locale.

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3. lopera potrebbe risultare non ottimale e sovradimensionata, rispetto al bilancio tra lobiettivo preposto e impatti generati. Il progetto prevede, infatti, la realizzazione di un impianto di media taglia su di una superficie limitata al punto da non offrire sufficiente spazio per opere di mitigazione ambientale, limitandole a vegetazione su confine nord. Ai sensi dei criteri fondati su bilanci ambientali complessivi degli effetti attesi: 1. le valutazioni degli impatti non sono inserite in un quadro complessivo che tenga conto degli impatti negativi e positivi prodotti dal progetto, comparando le matrici ambientali ante e post operam; infatti il pi corretto termine di riferimento per giustificare la scelta, dovrebbe essere il confronto della qualit dellaria, del suolo e delle acque, prima dellentrata in funzione dellimpianto a biomasse, con stime della qualit delle stesse matrici ambientali, una volta che limpianto proposto realizzato. Quindi, una valutazione degli impatti non in termini assoluti, ma in termini di effetti cumulativi. La valutazione degli effetti cumulativi consentir di stimare il grado di impatto dellopera, che aumenter la produzione di emissioni in atmosfera, che se gi elevate, potranno portare a condizioni di effettiva criticit. Si sottolinea, inoltre, come: non sia stata giustificata la scelta del sito e della soluzione progettuale, in funzione della minimizzazione dellimpatto ambientale, confrontandola con altre possibili alternative localizzative e tipologiche, in modo da proporre misure diverse per la realizzazione del medesimo obiettivo; non sia stato considerato laspetto delle emissioni di cattivi odori; non vengono effettuate stime sulle possibili ricadute sulla salute della popolazione e sulla salubrit dei terreni agricoli circostanti.

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Stralcio del Parere del COMUNE DI CIVITANOVA MARCHE (nota del Dirigente del Settore V datata 06/06/2011, allegata alla D.G.C. n. 275 del 06/06/2011) Riferimento al PEAC: - lAmministrazione Comunale, con atto di G.C. n. 278 del 30/6/2009, si dotata del Pianto Energetico Ambientale Comunale (PEAC) qual strumento indicativo e di programmazione per il contenimento dei consumi energetici, luso razionale dellenergia, lo sviluppo di fonti rinnovabili di energia, ecc; - nel caso in specie, per quanto attiene alla produzione di energia elettrica da biomassa, viene data indicazione dal PEAC dellutilizzo di prodotti combustibili di origine agricola e forestale ottenuti da filiere corte cio derivanti da territori vicini nellordine di circa 70 Km dallimpianto. La motivazione di questa scelta nel PEAC trova riscontro nellindicazione della Regione Marche di indirizzare la produzione agricola verso fini energetici privilegiando i terreni a minore qualit ambientale gi esistenti nella nostra Regione; inoltre viene ripreso il concetto della crescente distruzione degli ambienti autoctoni della foresta pluviale e degli ecosistemi tropicali per far spazio a culture dedicate ai prodotto energetici (oli vegetali, ecc..); per queste motivazioni che nel nostro PEAC viene indicata la filiera corta. Rapporto tra il PEAC ed il progetto proposto: - il progetto proposto, che utilizza per biomassa olio vegetale, con ogni probabilit avr provenienza dai Paesi della Comunit Europea se non altrove, quindi ne deriva che limpianto non coerente con le finalit indicate nel nostro PEAC; daltra parte non mi risultano nelle vicinanze aree su cui si producono colture specifiche da derivarne oli vegetali di entit tale da soddisfare le necessit dellimpianto di che trattasi.

Inoltre, dallistruttoria condotta emerso, per gli aspetti di competenza, quanto segue: 1. al fine di una valutazione completa dei potenziali impatti ambientali dellimpianto in oggetto, necessario condurre unanalisi che consideri lintero ciclo di vita dellolio vegetale impiegato
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come combustibile. A tal fine deve essere, pertanto, effettuata una approfondita valutazione e quantificazione dei carichi energetici ed ambientali e degli impatti potenziali attraverso lapplicazione di adeguata metodologia, come evidenziato anche nel parere del Comune di Civitanova Marche; 2. quanto riportato al punto precedente si rende necessario in relazione al fatto che negli elaborati progettuali non stata specificata n la tipologia di olio che si intende utilizzare, n la sua provenienza. Inoltre, poich a seguito delle ricerche del Servizio Agricoltura della Regione Marche, come evidenziato nel documento Energia dallagricoltura: lutilizzo delle biomasse per la valorizzazione delle aree rurali nella Regione Marche, la filiera olio-energia corta appare possibile solamente con impianti di piccola taglia (350 kWe) ad olio di girasole, presumibile che limpianto proposto ricorrer allutilizzo di materia prima di provenienza extra-regionale, o, nel caso di utilizzo di olio di colza o palma o jatropha, extra-nazionale; 3. limpianto, attraverso lutilizzo della turbina ORC, aumenta la propria efficienza energetica: si rende necessario, pertanto, provvedere ad una attenta verifica dellimpiego del calore residuo, a valle della turbina, in sostituzione di altri generatori termici per riscaldamento; 4. in merito alla relazione sullimpatto in atmosfera si evidenzia che: a. il proponente specifica che i dati relativi alle concentrazioni di inquinanti in emissione (PT 50 mg/Nm3, NOX 350 mg/Nm3, CO 270 mg/Nm3) sono stati dedotti dalla documentazione tecnica relativa allimpianto di produzione, ma non chiaro quale sia la fonte dei dati ossia se questi provengano da letteratura, schede tecniche di prodotto o da esperienze sul campo (analisi chimiche, etc..); b. nellelenco delle caratteristiche chimiche dei gas di scarico contenute a pagg. 35, 36 e 37 del Disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici, oltre agli inquinanti elencati al punto precedente, si rileva la presenza di Ossidi di zolfo, Metalli, COT per i quali non stata operata una stima della dispersione, soprattutto in corrispondenza dei recettori sensibili;

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c. non appare sufficientemente chiaro come nella valutazione di impatto atmosferico, partendo da un valore di concentrazione di polveri totali in emissione pari a 50 mg/Nm3, sia stato ricavato il valore di 50 g/Nm3 per le PM10; d. non sono state allegate al progetto le schede tecniche dei sistemi di abbattimento degli inquinanti (sistemi catalitici e lavaggio fumi); 5. mancano valutazioni circa la produzione di odori molesti e lindividuazione di eventuali modalit di mitigazione degli stessi; 6. la descrizione (avvalendosi anche di planimetrie) dellarea circostante allimpianto fornita non appare esaustiva: necessario, pertanto, un adeguato approfondimento mediante lanalisi dei recettori sensibili e delle fonti di pressione ambientali gi presenti nellarea (tipologie industrie, assi viari) in un ambito esteso rispetto allarea di sedime dellimpianto; 7. manca il parere preventivo dellente gestore sulla realizzabilit della connessione alle rete elettrica.

SINTESI DELLE POTENZIALI CRITICIT RILEVATE Per tutto quanto sopra esposto ed evidenziato, nel corso dellistruttoria condotta, che tiene conto delle osservazioni e dei contributi pervenuti sono emerse, pertanto, diverse problematiche relativamente allinserimento ambientale dellimpianto, che possono essere riassunte come di seguito riportato: non stato correttamente dimostrato lobiettivo strategico preposto alla realizzazione della centrale di progetto, ovvero la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili al fine di ridurre limmissione in atmosfera di gas serra, dato che, provenendo le biomasse da filiere lunghe, sarebbe stato necessario estendere lanalisi allintero ciclo di vita della materia prima attraverso un bilancio LCA - per poter dimostrare lefficacia dellopera e per certificare la coerenza del funzionamento dellimpianto rispetto al suddetto obiettivo in relazione anche ai

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bilanci energetici effettivamente coinvolti in tutto il ciclo di produzione dellenergia elettrica da parte della centrale; in merito allolio vegetale utilizzato, non viene precisata n la provenienza, n la tipologia, n la composizione chimica specifica. Questo risulta un fattore di primaria importanza dato che una filiera lunga potrebbe rendere negativo il bilancio energetico ed ambientale del progetto, oltre che bloccare il circolo virtuoso perseguito dal PEAR secondo il quale, concentrando nello spazio e nel tempo la domanda e lofferta di biomasse, si pu garantire una quota significativa del fabbisogno energetico ed offrire nuove opportunit allagricoltura regionale; manca una descrizione esaustiva dellarea vasta interessata dallimpianto: non viene fornita n una valutazione approfondita dei recettori sensibili (aziende agricole biologiche, allevamenti, strutture ricettive, zone abitate), n delle fonti di pressione ambientali gi presenti nellarea e di inquinamenti pregressi di suolo e falda idrica (Basso Bacino del Fiume Chienti, tipologie industrie, assi viari); necessaria, inoltre, unadeguata valutazione delle dimensioni dellopera, proposta su di una superficie molto circoscritta, al fine di prevedere idonee opere di mitigazione ambientale non limitate esclusivamente al confine nord; in merito alla presenza di un ambito di varco fluviale, non stata effettuata la verifica di conformit secondo i criteri e gli elaborati di cui allart.5.6 delle NTA del PTC: lanalisi condotta appare generica e non esauriente in ordine alla considerazione della presenza di elementi vegetali, allimpatto visivo ed alla disposizione dei fabbricati esistenti; le valutazioni effettuate non affrontano, in concreto, laccertamento degli effetti indotti dallintervento di trasformazione proposto nei riguardi delle risorse ambientali coinvolte, n chiariscono se vi sia una proposta di modifica degli ambiti e dei livelli di tutela connessi;

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le valutazioni degli impatti non sono esaurientemente inserite in un quadro complessivo che tenga conto degli impatti negativi e positivi prodotti dal progetto, comparando le matrici ambientali ante e post operam; la mancata valutazione degli effetti cumulativi, anche con impianti similari presenti in aree contigue, non permette di stimare il grado di impatto dellopera soprattutto in relazione allaumento della produzione di emissioni in atmosfera, non consentendo di escludere il verificarsi di condizioni di effettiva criticit; per quanto concerne la caratterizzazione meteoclimatica e la rappresentazione del clima locale si ritiene necessario prendere in esame i dati di una zona rappresentativa con condizioni simili dal punto di vista orografico e territoriale; in relazione alla previsione dello stato di qualit dellaria post operam, dalla documentazione presentata non possibile escludere che, localmente, nellintorno circostante limpianto, possano essere raggiunti valori di concentrazione medi annuali di ossidi di azoto NO2 superiori a 40ug/mc (valore limite annuale riferito allanno civile); in merito alle concentrazioni di inquinanti in emissione non appare chiaro quale sia la fonte dei dati, ossia se questi provengano da letteratura, schede tecniche di prodotto o da esperienze sul campo (analisi chimiche, etc..); in merito alla pressione prevista dallopera sulla componente atmosfera non sono state analizzate tutte le emissioni della centrale (IPA, Ossidi di zolfo, Metalli, COT, formaldeide, benzene, diossine, ammoniaca ); in relazione alla simulazione condotta si rende necessario estendere cautelativamente la stessa ad un intorno significativo, con riferimento alle zone abitate anche ad alta densit (es. Santa Maria in Apparente), ed anche in termini cumulativi con le concentrazioni di inquinanti gi presenti nellaria;

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devono essere prodotte unitamente al progetto le schede tecniche dei sistemi di abbattimento degli inquinanti (sistemi catalitici e lavaggio fumi); inoltre, sempre in riferimento alla qualit dellaria, manca una valutazione degli effetti cumulativi del progetto in relazione alle disposizioni di cui allOrdinanza sindacale n. 18 del 04/02/2011 sulla riduzione dellimmissione di PM10 in atmosfera; infine, in merito alle emissioni di particolato, lanalisi andrebbe approfondita anche alla quantificazione del particolato ultrafine PM2,5 e PM0,1; mancano valutazioni circa la produzione di odori molesti e lindividuazione di eventuali modalit di mitigazione degli stessi; mancano adeguate informazioni in ordine alla scelta del sistema di selezione tra le acque di prima e seconda pioggia, che dovr essere conforme a quanto previsto dalle NTA di cui al piano di tutela della acque della Regione Marche; per quanto riguarda le acque di processo, non chiaro se verranno prodotte acque reflue, se e come verranno trattate, nonch le modalit di scarico; in relazione alle acque sotterranee necessario approfondire la valutazione dellescursione della locale falda idrica e del suo stato di qualit ambientale; per quanto concerne il rumore, non sono state riportate le distanze dei singoli recettori dalle sorgenti rumorose; relativamente alla matrice rifiuti/suolo necessario definire in dettaglio tipologie e quantit di rifiuti prodotti in fase di cantiere, specificandone la destinazione nonch le modalit di gestione di rifiuti prodotti sia in fase di cantiere che di esercizio con particolare riferimento alle aree destinate al deposito temporaneo degli stessi e le misure adottate al fine di evitare contaminazioni ambientali;

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il bilancio dei materiali gestiti dovrebbe includere non solo le terre da scavo, ma anche le eventuali materie prime utilizzate ed in cui sia anche specificato quanta parte viene riutilizzata sul posto e quanta smaltita/recuperata; quanto al riutilizzo dei materiali escavati, dovr essere accertato il rispetto delle condizioni stabilite dal MATTM nellambito della Conferenza dei Servizi del procedimento per la bonifica del sito di interesse nazionale del Basso bacino del fiume Chienti; non stato esaurientemente trattato il tema della salute pubblica, inteso come benessere generale e rischi per la comunit; non sono state effettuate stime sulle possibili ricadute sulla salute della popolazione, sulla salubrit dei terreni agricoli circostanti, sullassetto sociale ed economico dellarea, su eventuali incidenti che limpianto potrebbe direttamente o indirettamente creare (es. sversamenti,), ivi compresa la valutazione sul rischio incendio; si rende necessario motivare un approfondimento del profilo socio-economico del contesto territoriale interessato, inteso anche come beni materiali e patrimonio culturale, che produca unanalisi dei costi e dei benefici derivanti dalla realizzazione dellopera e la sussistenza di condizioni di rischio di svalutazione economica degli immobili presenti nellarea derivante dalla realizzazione della centrale; non stato valutato limpiego del potenziale termico della centrale in sostituzione di altri generatori termici per riscaldamento; manca il parere preventivo dellente gestore sulla realizzabilit della connessione alla rete elettrica; non sono state fornite sufficienti motivazioni e giustificazioni in ordine ai criteri di scelta del sito e della soluzione progettuale, in funzione della minimizzazione dellimpatto ambientale. Si rende, pertanto, necessario approfondire tale aspetto con lindicazione e la valutazione degli impatti positivi e negativi di altre possibili alternative localizzative e tipologiche, in modo da
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proporre misure diverse ed alternative, nel rispetto del bilancio tra obiettivo preposto e impatti generati;

CONSIDERATO che, pertanto ed in conclusione, tenuto conto di tutta la documentazione prodotta, dei contributi istruttori trasmessi dagli organi di supporto tecnico e dagli enti interessati, delle osservazioni pervenute dai soggetti terzi intervenuti e dellistruttoria espletata da questa Provincia, sono emerse diverse problematiche relativamente allinserimento ambientale dellimpianto, si ritiene che non sussistano le condizioni per poter escludere il verificarsi di impatti significativi e negativi sullambiente derivanti dalla realizzazione della centrale in oggetto, per la valutazione dei quali si reputa necessario lassoggettamento del progetto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale; VISTA listruttoria condotta dagli uffici provinciali; CONSIDERATO che lintervento da realizzare non ricade in aree vincolate paesaggisticamente ai sensi del D.Lgs. 42/2004, n in aree SIC/ZPS di cui al D.P.R. 357/97; RITENUTO che, per quanto sopra esposto, ricorrano le condizioni per assoggettare il progetto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale di cui allart. 9 della L.R. 7/2004; VISTO il D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267; RICHIAMATA la D.G.P. n. 44 del 30/01/2006 recante Funzioni in materia di procedure di Valutazione di Impatto Ambientale conferite con Legge Regionale n. 7/2004 concernente Disciplina della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Organizzazione delle procedure di VIA e costituzione dellUfficio VIA; VISTO il regolamento provinciale di organizzazione degli uffici e dei servizi;

Tutto ci premesso si propone al Dirigente del Settore di determinare quanto segue: 1)


DI ASSOGGETTARE,

ai sensi dellart.6, comma 7, lettera c) della L.R. 7/2004,

ALLA PROCEDURA DI

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VIA, per le motivazioni addotte nel documento istruttorio, il progetto presentato dalla Ditta MOLINARI PROGETTI SRL di Macerata relativo alla realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile biomassa-olio vegetale denominato ENERGIA CIVITANOVA, della potenza nominale complessiva pari a 4625 kWe, da ubicare nella Zona Industriale A del Comune di Civitanova Marche; 2)
DI DARE ATTO

che, ai sensi del comma 1 dellart.9 della L.R. 7/2004, il progetto da allegare

allistanza per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) deve comprendere gli esiti della presente procedura di verifica; 3)
DI DISPORRE

che il presente provvedimento venga notificato alla Ditta MOLINARI PROGETTI

SRL di Macerata; 4)
DI DISPORRE

che il presente provvedimento venga trasmesso a tutti i soggetti cui stato

comunicato lavvio del procedimento; 5)


DI DARE ATTO

che nel corso del procedimento sono pervenute n. 19 osservazioni/diffide trasmesse

dai soggetti terzi interessati, elencate nellAllegato 1, che costituisce parte integrante del presente provvedimento; 6)
DI DISPORRE

che le osservazioni/diffide, di cui al punto precedente, vengano comunicate alla ditta

proponente in ossequio al disposto di cui al comma 5 dellart.6 della L.R. 7/2004; 7)


DI DISPORRE

che il presente provvedimento venga pubblicato per estratto sul BUR della Regione

Marche; 8) 9)
DI DARE ATTO

che il presente atto per sua natura non comporta impegno di spesa; infine che, contro il presente provvedimento ammesso ricorso al TAR entro 60

DI DARE ATTO,

giorni o, in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni. Macerata, l 01/08/2011 IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO F.to Dott. Roberto Ciccioli

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IL DIRIGENTE

VISTO il documento istruttorio, sopra riportato, a firma del responsabile del procedimento Dott. Roberto Ciccioli, concernente la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile biomassa-olio vegetale denominato ENERGIA CIVITANOVA, della potenza nominale complessiva pari a 4625 kWe, da ubicare nella Zona Industriale A del Comune di Civitanova Marche Soggetto Proponente: Ditta MOLINARI PROGETTI SRL di Macerata; RITENUTO di condividerne le motivazioni e di fare integralmente propria la proposta di determinazione con esso formulata; VISTO lart. 107 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267; VISTO il vigente regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi; RICHIAMATA la DGP n. 44 del 30/01/2006 recante Funzioni in materia di procedure di Valutazione di Impatto Ambientale conferite con Legge Regionale n. 7/2004 concernente Disciplina della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Organizzazione delle procedure di VIA e costituzione dellUfficio VIA;

DETERMINA

1) DI ASSOGGETTARE, ai sensi dellart.6, comma 7, lettera c) della L.R. 7/2004, ALLA PROCEDURA DI V.I.A., per le motivazioni addotte nel documento istruttorio, il progetto presentato dalla Ditta MOLINARI PROGETTI SRL di Macerata relativo alla realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile biomassa-olio vegetale denominato ENERGIA CIVITANOVA, della potenza nominale complessiva pari a 4625 kWe, da ubicare nella Zona Industriale A del Comune di Civitanova Marche; 2) DI
DARE ATTO

che, ai sensi del comma 1 dellart.9 della L.R. 7/2004, il progetto da allegare
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allistanza per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) deve comprendere gli esiti della presente procedura di verifica; 3) DI DISPORRE che il presente provvedimento venga notificato alla Ditta MOLINARI PROGETTI SRL di Macerata; 4) DI
DISPORRE

che il presente provvedimento venga trasmesso a tutti i soggetti cui stato

comunicato lavvio del procedimento; 5) DI


DARE ATTO

che nel corso del procedimento sono pervenute n. 19 osservazioni/diffide

trasmesse dai soggetti terzi interessati, elencate nellAllegato 1, che costituisce parte integrante del presente provvedimento; 6) DI
DISPORRE

che le osservazioni/diffide, di cui al punto precedente, vengano comunicate alla

ditta proponente in ossequio al disposto di cui al comma 5 dellart.6 della L.R. 7/2004; 7) DI DISPORRE che il presente provvedimento venga pubblicato per estratto sul BUR della Regione Marche; 8) DI DARE ATTO che il presente atto per sua natura non comporta impegno di spesa; 9) DI DARE ATTO, infine che, contro il presente provvedimento ammesso ricorso al TAR entro 60 giorni o, in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni. Macerata, l 01/08/2011

IL DIRIGENTE DEL SETTORE AMBIENTE F.to Dott. Luca Addei

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ALLEGATO 1 OSSERVAZIONI/DIFFIDE PERVENUTE

SOGGETTO Streppa Tiziana

NUMERO PROTOCOLLO PROVINCIA 45895 del 07/06/2011 - 48341 del 14/06/2011 47521 del 10/06/2011 47535 del 10/06/2011 49712 del 17/06/2011 50010 del 20/06/2011 51032 del 22/06/2011 50336 del 21/06/2011 51067 del 22/06/2011 51199 del 22/06/2011 51576 del 23/06/2011 52870 del 28/06/2011 58218 del 14/07/2011 53112 del 28/06/2011 (N. PROTOCOLLO DEL COMUNE) 28386 del 03/06/2011 28764 del 06/06/2011 28770 del 06/06/2011 29055 del 08/06/2011 30601 del 16/06/2011 31968 del 22/06/2011 31975 del 22/06/2011

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Pierluca Maria Grazia Regini Amedeo 3 per lAssociazione Ambientalista Citt@Verde 4 Bevilacqua Domenico 5 Foresi Massimo Pierluca Maria Grazia 6 per lAssociazione Ambientalista Citt@Verde 7 Sindaco di Civitanova Marche Comitato No Biomasse a Civitanova Marche 8 Santa Maria Apparente - Diffide Pierluca Maria Grazia 9 per lAssociazione Ambientalista Citt@Verde 10 Marinangeli Sandro Comitato No Biomasse a Civitanova Marche 11 Santa Maria Apparente - Osservazioni Comitato No Biomasse a Civitanova Marche 12 Santa Maria Apparente Integrazione diffide Trasmissione documentazione da parte del Comune di Civitanova Marche contenente le seguenti osservazioni 13 14 15 16 17 18 19 Comitato No alla Centrale a Biomasse a Civitanova (a firma della Sig.ra Pierluca Maria Grazia) Federazione Provinciale Coldiretti di Macerata Associazione Ambientalista Citt@Verde Comitato di Quartiere di Santa Maria Apparente Associazione Ambientalista Citt@Verde Comitato No Biomasse a Civitanova Marche Santa Maria Apparente - Diffide Comitato No Biomasse a Civitanova Marche Santa Maria Apparente - Osservazioni

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