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Meoiologia

Una disci]/ina arazerso i suoi c/assici


a cura oi
Aario Iireddu e Aarce//o Serra
Liguori Foitore
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Iireddu, Aario (a cura oi):
Mario Pireoou,
Marcello Serra ;a cura di)
Meoiologie
Napoli : Liguori, 2012
IS8N13 978 - 88 - 207 - 5601 - 7
1. ... 2. ... I. Jitolo II. Collana III. Serie
Iisam]e:

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Inoice
1 Iresenazione
5 1903 Georg Simmel, Ie mero]o/i e /a zia de//o
s]irio
recensione oi Antonio Ralele
17 1916 Gyrgy Lukcs, Teoria de/ romanzo
recensione oi Alberto Abruzzese
37 1929 Aby Warburg, Anemosyne. I'a/ane de//e
immagini
recensione oi Franco Speroni
19 1936 Ruooll Arnleim, Ia radio. I'are de//'asco/o
recensione oi Roberto Maragliano
61 1936 Walter 8en|amin, I'o]era d'are ne//'e]oca
de//a sua ri]roduci/i/i ecnica
recensione oi Davioe 8orrelli
72 1910 Walter 8en|amin, I "]assages" di Iarigi
recensione oi Giovanni Fiorentino
83 1917 Max Horkleimer, Jleooor W. Aoorno,
Iia/eica de//'i//uminismo
recensione oi Gino Frezza
95 1950 Harolo A. Innis, Im]ero e Comunicazioni
recensione oi Anorea Miconi
106 1955 Flilu Katz, Paul Felix Lazarslelo, I'in
//uenza ]ersona/e ne//e comunicazioni di massa
recensione oi Davioe 8ennato
VIII Indice
116 1957 Rolano 8artles, Aii d'oggi
recensione oi |orge Lozano
126 1957 Martin Heioegger, Ia quesione de//a
ecnica
recensione oi Miclel Mallesoli
131 1962 |rgen Habermas, Soria e criica de//'o]i
nione ]u///ica
recensione oi Stelano Cristante
115 1962 Marslall McLulan, Ia Ca/assia Cuen
/erg. Aascia de//'uomo i]ogra/ico
recensione oi Giovanni Ragone
161 1962 Fogar Morin, Io s]irio de/ em]o
recensione oi Sergio 8rancato
176 1963 Fric A. Havelock, Cu/ura ora/e e cizi/
de//a scriura. Ia Omero a I/aone
recensione oi Gabriele Frasca
186 1961 Marslall McLulan, C/i srumeni de/ co
municare
recensione oi Peppino Ortoleva
200 1968 |ean 8auorillaro, I/ sisema deg/i oggei
recensione oi Nello 8arile
211 1971 Raymono Williams, Te/ezisione, ecno/ogia
e /orma cu/ura/e
recensione oi Iain Clambers
221 1985 |oslua Meyrowitz, O/re i/ senso de/ /uogo.
I'im]ao dei media e/eronici su/ com]orameno
socia/e
recensione oi Massimo Di Felice
211 Bi//iogra/ia
255 C/i auori
1968
Jean Baudrillard, Il sistema degli oggetti
Prima opera teorica di Jean Baudrillard, Il sistema degli oggetti
viene pubblicato nel 1968, quando lautore ha 39 anni. Tardi, dir
lui stesso tempo dopo. In quel periodo Baudrillard, germanista
di formazione, era assistente di Henry Lefebvre, che lo aveva
introdotto agli studi di sociologia della vita quotidiana. Inoltre si
era avvicinato alla semiologia di Roland Barthes seguendo le sue
lezioni presso lcole pratique des hautes tudes en sciences
sociales a Parigi. Ed proprio Barthes linfluenza pi esplicita
di questo esordio, che nel titolo richiama il di lui Sistema della
moda, uscito lanno precedente, e pi in generale riprende il
progetto barthesiano di critica ideologica del segno iniziato con
Miti doggi.
Linteresse dichiarato di Baudrillard non risiede tanto negli oggetti
in se stessi, ma nella loro relazione con i soggetti. Tuttavia, len-
fasi della sua analisi non ricade sugli usi sociali o individuali ma,
come afferma il titolo, sul sistema. Un sistema degli oggetti la cui
esistenza resa possibile dal passaggio dalla tradizionale dimen-
sione simbolica a quella del segno. Nella prima la relazione con
loggetto rituale e retta da regole costrittive, si fonda sul gesto,
sullo sforzo, ed altamente significativa, fortemente connessa a
dei legami sociali. Nel caso delloggetto-segno, invece, sparisce
la fatica e la complessit gestuale arriva a ridursi al tocco, alla
pressione di un pulsante; inoltre, svanisce lambiguit simbolica,
sostituita da un sistema segnico astratto, non pi legato al vissuto
e infinitamente riconfigurabile. Alla base di questo cambiamento
c il concetto di funzionalit, intesa non come conformazione
ad un fine, ma come facolt di adattarsi a un ordine ed integrar-
si in un sistema. Questo permette alloggetto di trascendere il
suo scopo, la sua funzione in senso stretto, per entrare in un
gioco di combinazioni, per diventare un elemento di un sistema
universale di segni.
Nessun oggetto pu scappare a questa logica e tutti vengono
integrati nel sistema, che daltra parte offre al consumatore una
inedita libert di scelta. Tuttavia, facendo esplicito riferimento
alle idee di David Riesman sullindividuo eterodiretto, Baudrillard
sostiene che tale libert non che formale. Il sistema degli og-
getti, organizzato secondo i codici della moda e limperativo della
funzionalit, opera in funzione di una integrazione ideologica;
lidea che la formazione del soggetto avvenga mediante un
processo di personalizzazione i cui termini sono fissati anterior-
mente dal sistema stesso. In questo modo, Baudrillard fissa gi
Jean Baudrillard 201
da ora gli orizzonti di quella critica del consumo che continuer
a sviluppare in opere successive, in particolare in La societ
dei consumi (1970) e Per una critica delleconomia politica del
segno (1972).
Del senso delle cose.
Il sistema degli oggetti dallEncyclopdie a On-
topedia
di Nello Barile
La rilettura de Il sistema degli oggetti di Jean Baudrillard
pu inserirsi in un preciso movimento di torsione dei
discorsi che hanno assecondato lespansione dei pro-
cessi comunicativi e di consumo nel corso degli ultimi
ventanni. Il libro sinscrive in un processo di ripensa-
mento delle speculazioni che affidavano ai concetti di
virtualit, simulacro, sciopero degli eventi, metalepsi
ecc. una funzione decisiva nella descrizione dellevo
tecnologico. Come ho evidenziato altrove (Barile
2007), luscita de Lo spirito del terrorismo (Baudrillard
2002) ha suggellato una drastica inversione del rappor-
to tra immaginario e realt nel senso che questultima,
assopita sotto tonnellate di discorsi sulla virtualizzazio-
ne, aveva rivendicato il suo posto nella recrudescenza
della dinamica storica, nellesatto momento in cui la
catastrofe inaugurava linizio della nuova epoca. Anche
se Baudrillard non pu sconfessare in toto la validit dei
suoi cavalli di battaglia, costretto dagli eventi a con-
siderare lo slittamento da una cultura che abita sotto il
tetto della fine della storia verso un nuovo regime in
cui la storia sembra essersi liberata delle catene che la
imbrigliavano, per attivarsi in modo randomico, iper-
trofico e traumatico.
Nel caso che ci interessa si creduto di vedere (con
un certo sollievo, forse) una risorgenza del reale o
202 Mediologia
della violenza del reale in un universo che si spac-
ciava per virtuale. Finite le vostre storie di virtuale
qui siamo nel reale. Analogamente si potuto
vedere in ci una ricostruzione della storia, al di l
della sua fine annunciata. Ma la realt supera vera-
mente la finzione? Se sembra farlo, perch ne ha
assorbito lenergia, divenendo essa stessa finzione.
Si potrebbe quasi dire che la realt sia gelosa della
finzione, che il reale sia geloso dellimmagine [...].
una specie di duello fra loro a chi sia pi inim-
maginabile (Baudrillard 2002: 37).
Lidea di una sfida tra realt e immagine a chi sia
pi inimmaginabile in effetti la presa datto che
la liberazione della storia dallorbita referenziale della
realt possa produrre una iperstoria che entra in com-
petizione con limmaginario nel punto di rottura della
catastrofe. Tuttavia, in questa reciproca contaminazio-
ne, anche limmaginario subisce una drastica revisio-
ne dei suoi fini, ricurvandosi sulla realt per iniziare
a nutrirsi di storia, di singolarit e dautenticit. In tal
senso Baudrillard coglie il trend generale della cultura
del nuovo millennio al di l degli entusiasmi e della
sbornia euforica della cosiddetta utopia della comuni-
cazione. In coerenza con tale ri-scoperta, il suo ultimo
lavoro si colloca in una posizione simmetrica rispetto
al nucleo fondamentale di teorie e discorsi che lautore
ha sviluppato dagli anni settanta ai novanta e recupera
un aspetto centrale nella sua dissertazione, anche se
recentemente sacrificato: il discorso sulla cosa.
Il testo esordisce con una duplice esigenza teo-
rica:
a) individuare alcuni principi di classificazione del
sistema contemporaneo delle merci;
b) investigare le modalit duso ovvero la relazione
tra il soggetto e la rete di oggetti che lo circonda.
Come si vedr le due diverse istanze non sono af-
fatto divergenti e allimpossibilit di formulare un prin-
Jean Baudrillard 203
cipio generale, unificante e classificatorio della pletora
di oggetti quotidiani, si associa la necessit dindividua-
re un principio mobile, dinamico, eteroclito, attraverso
cui loggetto ci consente di definire la sua collocazione
nel nostro mondo. In tal senso il testo in linea di con-
tinuit con il famoso discorso introduttivo di Michel
Foucault ne Le parole e le cose (1966). La modernit
con la sua proliferazione di discorsi, luoghi, dispositivi
ecc. infrange lunit tassonomica dellepoca classica e
impone un principio di classificazione caotico in cui il
contenitore deve adattarsi, rimodularsi sulla incalzante
variet del contenuto:
[] il sospetto di un disordine peggiore che non
lincongruo e laccostamento di ci che non concor-
da; sarebbe il disordine che fa scintillare i frammenti
di un gran numero dordini possibili nella dimen-
sione, senza legge e geometria, delleteroclito; e oc-
corre intendere questa parola il pi vicino possibile
alla sua etimologia: nelleteroclito le cose sono co-
ricate, posate, disposte in luoghi tanto diversi
che impossibile trovare per essi uno spazio che
li accolga, definire sotto gli uni e gli altri un luogo
comune (Foucault 1966: 7).
passato certamente molto tempo da quando
la vocazione illuminista dellEncyclopdie tentava di
raccogliere la variet degli enti generati da Dio e dal-
luomo per ricondurli a un albero universale. La rottura
prodotta dal progresso tecno-industriale ha decisamen-
te sbilanciato il rapporto tra prodotti della natura e
prodotti delluomo verso un aumento sconsiderato di
questi ultimi, addirittura quasi sembra che il vocabola-
rio non basti pi per nominarli. Lo strappo ontologico
realizzato dalla produzione industriale rompe lequili-
brio fra la sintassi delle parole e quella degli oggetti,
determinando un totale sbilanciamento della societ
verso i secondi. Loggetto sembra oggi vivere un revival
204 Mediologia
inatteso e certamente il modo in cui Baudrillard intende
tale termine ben distante dal valore materico che gli
assegna il senso comune. Del resto, dopo le riflessio-
ni dellantropologia delle merci (Douglas-Isherwood
1979) non possiamo non concepire la merce come un
medium, un veicolo di significati continuamente rine-
goziabili. Lo sguardo che il filosofo indirizza verso log-
getto molto simile a quello del semiologo. Si tratta di
un oggetto comunicante che sinscrive funzionalmente
in un apparato tecnico rivolto al soddisfacimento di
alcuni bisogni attraverso linvenzione di nuove prati-
che. Queste sono al contempo lostacolo alla diffusione
dei nuovi prodotti ma anche la fonte dispirazione per
nuove invenzioni. Non a caso si definisce il tecnema
come lunit minima del sistema tecno-produttivo che
occupa una posizione simile a quella del fonema nel
sistema delle lingue. Il tecnema ununit sui generis in
quanto al contempo oggetto, dispositivo
1
e principio
di classificazione delloggetto a cui si riferisce. Esso in-
dica lo stadio di un regime ontologico in cui vigono
ancora lequilibrio, la simmetria e la corrispondenza tra
le parole e le cose. Tale equilibrio non solo quanti-
tativo nel senso di quantit di merci in relazione ai
nomi che le designano ma anche qualitativo nel senso
che loggetto in quanto singolo il frutto di una com-
presenza relativamente equilibrata di materia e forma.
Per questo linvestigazione si concentra su un certo tipo
di oggetti in cui comunque rinvenibile un nucleo di
gravit materica che li salva dal destino di un mondo
abbandonato allartificiale e allimmateriale. Non forse
un caso che lanalisi prenda piede dal luogo pi prossi-
mo al corpo, verso cui sviluppiamo un atteggiamento
1
Il termine dispositivo stato ripreso e ridiscusso da Agam-
ben (2006) in un breve saggio che riflette sul successo di tale
termine nella riflessione di Foucault e che condivide (senza
citarle) alcune acquisizioni baudrillardiane.
Jean Baudrillard 205
pratico immediato: la casa. Il principio che regola la
diversit degli oggetti allinterno di un salotto borghese,
insieme ai loro rimandi e alle loro reciproche implica-
zioni, definito come morale [19]. La monumentalit
dei mobili nei salotti e nelle camere da letto tradizionali
si edifica intorno a un nucleo dintimit che deve essere
protetto e coltivato. In questo senso lo spessore simbo-
lico dei materiali di fabbricazione corrisponde allo spes-
sore morale o sentimentale di una rete permanente di
relazioni che sancisce nettamente: la cesura tra interno
ed esterno come anche lopposizione formale sotto il
segno sociale della propriet e sotto il segno psicologico
dellimmanenza familiare [20]. Sul versante opposto
si colloca lambiente moderno quello delle giovani
coppie oppure dei single che per motivi di mobilit e
di spazio sono tenuti a circondarsi di oggetti essenziali,
senza troppi orpelli. Pezzi darredo che, asciugati fino
alla loro funzione essenziale, si rivelano liberi o liberati
nel raggiungimento della loro pura funzionalit. Tut-
tavia, proprio a tale movimento demancipazione del-
loggetto corrisponderebbe un soggetto che non pi
liberato [23] perch si riconosce unicamente come
utilizzatore delloggetto in questione.
Nel mezzo dellopposizione logica tra ambiente
tradizionale (governato da un principio di natura) e
ambiente moderno (ispirato da un principio di pura
astrazione), Baudrillard individua un terzo orientamen-
to indispensabile per la comprensione del consumo
odierno che capace di assegnare la stessa valenza
morale dellarredo tradizionale anche alle superfici
lisce a dominante spaziale dellambiente moderno.
Tale orientamento esprime in modo esemplare la di-
rompente trasformazione antropologica del soggetto
e del rapporto con il suo ambiente primario. Non a
caso le nuove forme dellabitare sono contraddistinte
da un informatore attivo dellambiente che dispone
dello spazio come di una struttura distributiva e che
206 Mediologia
per mezzo del controllo di questo spazio, ha in mano
ogni possibilit di rapporto reciproco e di conseguenza
la totalit dei ruoli che gli oggetti possono assumere
[33]. In poche righe si celebra un rivolgimento para-
digmatico della tesi iniziale. Il mondo delle cose che
colloca il soggetto al suo interno relegandolo al ruolo
di utilizzatore finale
2
delle sue funzionalit distribui-
te negli oggetti tende oggi a ribaltare drasticamente
tale prospettiva. Al progetto funzionale della tecnica
supportato della pubblicit (sua ancella immaginifica)
si associano cos nuove suggestioni che passano per
una retorica fatta di espressioni emozionali. Semplici
soluzioni linguistiche come a vostro gusto, secondo
le vostre esigenze, questa atmosfera sar la vostra,
personalizzazione ecc. acquistano la funzione di veri
e propri ambienti cognitivi che indirizzano verso un
nuovo modo di concepire la tecnica. Si tratta certamen-
te di una concezione atavica ma che pu essere intesa
oggi come tendenza emergente o ri-emergente
3
delle
societ contemporanee: mi riferisco allidea di soggetto
come vaso dinteriorit [34].
Loggetto funzionale si genera come strappo o
come tradimento dei requisiti che governavano il si-
stema tradizionale: funzione primaria delloggetto; pul-
2
Come ben sappiamo, in Italia lespressione riguarda uno
scandalo che ha coinvolto vertici delle istituzioni e in cui la
comunicazione politica abbandona il solito linguaggio politi-
cally correct per schermare, attraverso una burocratizzazione
dellevento, un dato discutibile: la relazione reificante tra cor-
po/immagine del potere e corpo/immagine della donna.
3
Qui manca una questione essenziale nella dinamica delle
cosiddette iper-merci. Baudrillard in grado di definire gli ef-
fetti della obsolescenza indotta dal sistema nei prodotti che
questione tipicamente moderna ma per via dellepoca
in cui scrive non pu prendere in considerazione i cicli di
ingresso/fuoriuscita dei prodotti dal regime di latenza (che
tipico delle mode post-moderne).
Jean Baudrillard 207
sioni e bisogni primari; relazione simbolica reciproca
[81]. Tuttavia non possibile concepire la famosa cate-
goria di merci-segno nel senso di un totale superamento
dello stadio pregresso che genera un sistema astratto
di significanti vuoti, intercambiabili e totalmente ma-
nipolabili. Se vero che gli oggetti formali conservano
la memoria storica dei loro colleghi antichi, artigianali,
unici ovvero il fascino di una vita anteriore essi
continuano a rivendicare limportanza strategica della
natura o meglio della naturalit, di una natura total-
mente culturalizzata in un mondo sintetico e artificia-
le. Lanalisi delloggetto marginale consente di inferire,
dalla singolarit del prodotto, un sistema emergente di
orientamenti collettivi, quasi una tendenza. Esiste difatti
un nesso non arbitrario che collega la questione della
naturalit (che oggi riesplode su scala globale grazie al
green marketing e al megatrend della ecosostenibilit),
quella della storialit (collegata al mito dellorigine) e
quella dellautenticit (di culture esotiche o sottoculture
urbane). Nellunione di queste tre direttrici fondamen-
tali si scorge difatti un unico grande processo di revi-
sione delle dinamiche del consumo contemporaneo.
Non a caso i pi recenti orientamenti del marketing
contemporaneo, i cosiddetti marketing postkotleriani,
assommano tali direttrici in una svolta antropologica
che enfatizza il ruolo del passato, della tradizione, di
unesperienza di consumo riterritorializzata, tanto che
possiamo parlare di un vero e proprio marketing del-
lautenticit
4
.
Purtroppo Baudrillard non pu esplicitare tali
orientamenti allinterno di una definizione pi completa
4
Mi riferisco ai vari marketing di recente concezione che
si fondano tutti su un diverso valore dellautenticit come
sfera di azione del consumatore (Cova, Dalli 2007), come
experience providing (Schmitt 1999) o come imperialismo
narrativo (Salmon 2008).
208 Mediologia
di marca, rispetto alla quale lautore si limita a discutere
due funzioni semplici e, in un certo senso, tipiche:
quella segnaletica e quella affettiva [241]. Pur ricono-
scendo al concetto di marca il ruolo fondamentale nella
regolazione del linguaggio del consumo, il nostro
troppo vincolato a unanalisi classica, nei termini di
una sociologia dei consumi che enfatizza la questione
dello status piuttosto che approfondire i termini del
consumo come linguaggio espressivo o auto-espressi-
vo. Non un caso che, proprio quando lanalisi si fa
pi attenta al rapporto tra personalit del consumatore
e personalizzazione della merce, spunta una citazione
di Riesman sul modo in cui il fine definitivo del Si-
stema mettere a disposizione una gamma articolata
di personalit [194]. Questa smania di autenticazione
passa per unalienazione estrema che meglio definita
come personalizzazione eterodiretta. Da un lato essa
deprecabile perch nel suo gioco combinatorio risiede
una allarmante matrice ideologica, dallaltro occorre
ammettere che anche le differenze superficiali diven-
tano reali dallistante in cui sono valorizzate in quanto
tali [195]. In tal modo, oltre a prestare il fianco agli
approcci neo-critici sul consumo, il nostro lascia aper-
to un minimo spiraglio da cui possibile intravedere
oltre la coltre nichilista di un sistema che si ciba di
autenticit qualche isola di sopravvivenza dei Valori
e della Realt.
Il medesimo concetto ritorna nellanalisi del siste-
ma marginale e del suo elemento portante: la collezio-
ne. Al di l dello spazio funzionale domestico e degli
oggetti che lo popolano, il vero rapporto di possesso
e di costruzione reciproca tra lidentit del soggetto e
quella delloggetto deve spostarsi su un piano meta-
funzionale. Solo loggetto svincolato dalla sua funzione
pu fare ingresso in una dimensione superiore che
esalta gli aspetti contraddittori del sistema. Il colle-
zionista colui che ha totale controllo sugli elementi
Jean Baudrillard 209
della serie a cui conferisce senso e scopo. Ma egli
anche schiavo della sua stessa passione, dato che il
vero scopo della serie quello di continuare allinfi-
nito e di ingaggiare il collezionista in questa rincorsa
di un obiettivo (il completamento della serie) che
sempre differito e che non deve essere appagato; pena:
la fine della fascinazione stessa. La collezione recupera
la logica puramente funzionale che gi discussa nelle
pagine dedicate al rapporto tra modello e serie, ma
trasferisce tale logica allambito della relazione intima
e concreta con una lite di oggetti (ma anche di esseri
viventi o di relazioni reificate)
5
. Solo tramite la sua
collocazione nellordine sintattico della serie loggetto
pu acquisire una patina di unicit che si rafforza nel
rimando reciproco tra gli elementi che co-apparten-
gono a quel determinato insieme. Ci fa della colle-
zione al contempo un principio di aggregazione e uno
strumento di esibizione di un certo capitale culturale
o emozionale. Smania di possesso, fanatismo e una
certa dose di feticismo contraddistinguono il mondo
del collezionista che in tal senso concepibile come
avanguardia dei consumi e del rapporto dellodierno
consumatore con le merci.
Sulla medesima traiettoria di scostamento dallog-
getto standard, banale e quotidiano, Baudrillard riesce
a cogliere con maggiore lucidit e confidenza la natura
del consumo contemporaneo. Nel trittico sugli oggetti
meta e disfunzionali, dedicato al gadget, allaggeggio e
al robot, si compie lardua esplorazione dellimmagina-
rio del consumo che generato dal rapporto di doppia
implicazione tra finalit umane e finalit della tecni-
5
A tal proposito lultima invenzione costruita intorno al
magnifico mondo di Paris Hilton il programma televisivo
My best friend forever, in onda su MTV trasferisce la logica
della collezione e del rapporto tra modello e serie a un gruppo
di aspiranti migliori amici della celebre ereditiera.
210 Mediologia
ca. La cosa che affascina del gadget principalmente
limmaginario neotecnico che esso genera, unepoca
neobarocca dominata dalla rassicurazione del puro au-
tomatismo tanto che c, ci deve essere un oggetto per
qualunque operazione: se non esiste, bisogna inventar-
lo [147]. Se il mondo dei gadget composto da una
pletora di oggetti dalla funzione minuziosa iperspe-
cificata ma altrettanto inutile che catturano grazie
alla loro natura ossessiva, laggeggio invece lavora sul
principio inverso: una forza che si annida nella sua
indeterminatezza nominale, nella sua de-specializzazio-
ne che ammicca a una funzionalit vaga, multipla e
imprevedibile. Il termine stesso dimostra la resa del lin-
guaggio nei confronti della proliferazione degli oggetti
e il primato della creativit industriale rispetto a quella
che un tempo risiedeva nel linguaggio. Ci si accorge al-
lora che la proliferazione dei particolari tecnici provoca
una sconfitta concettuale immensa, che il linguaggio
arretrato rispetto alla strutture e allarticolazione fun-
zionale degli oggetti duso quotidiano, tanto che nella
societ odierna ci sono sempre pi oggetti e sempre
meno concetti per designarli [149].
Bastano poche righe per capire che queste pagine
affrontano questioni fondamentali sia per leconomia
del libro che per la teorizzazione pi estesa dellautore.
La marginalit dellaggeggio (che sostituisce in termini
di vaghezza e vacuit quella che un tempo era espressa
dalla parola macchina) il luogo di condensazione di
un immaginario che ha attraversato tre stadi: animista,
energetico, cibernetico. Se nei primi due prevale ri-
spettivamente il mito dellorganicismo assoluto e quello
della funzionalit assoluta, nel terzo trionfa un imma-
ginario e una pragmatica quotidiana che sono regolati
dal mito della interrelazionalit assoluta [153]. In tal
modo Il sistema degli oggetti ci conduce al di l delle
riflessioni tipiche degli anni novanta sul neo-animismo
tecnologico, sul feticismo delle merci, sulla tecnoma-
Jean Baudrillard 211
gia
6
ecc. Ci a cui il filosofo ammicca senza nominarlo
il ruolo squisitamente pragmatico attraverso cui lat-
tuale tecnologia modifica il rapporto tra immaginario
e vita quotidiana.
La radicale alterazione dellambiente domestico
operata dallintelligenza artificiale e dalla cibernetica,
nelle sperimentazioni della cosiddetta domotica, rap-
presentano la pi vivida realizzazione dellipotesi di par-
tenza del libro. Lidea che esista un sistema di rimandi e
di implicazioni funzionali tra il soggetto-utente e linsie-
me di accessori di diversa natura, grandezza e funzione
che informano il nostro abitare il presupposto teorico
di una rivoluzione lenta ma tangibile, che trasformer
le nostre vite nel corso dei prossimi decenni.
In una visita recente presso i laboratori di Fusiono-
polis a Singapore, ho avuto modo di utilizzare perso-
nalmente i nuovi oggetti intelligenti che popoleranno
le nostre case nel prossimo futuro. Tecnologie come
lRFID, ad esempio, consentono di monitorare virtual-
mente i movimenti e le condizioni dei prodotti duso
quotidiano. Le stesse offrono la possibilit alle merci di
intrattenere un dialogo costante con altri accessori e di
rendere tangibile il reticolo di relazioni che si instaura-
no tra i diversi beni (elettrodomestici, beni di largo con-
sumo, contenuti mediali ecc.) e il soggetto-utente. Un
frigorifero che analizza i flussi di merci e che pondera
le ordinazioni in funzione della dieta e delle scadenze
settimanali. Un sistema di sorveglianza interna che al-
lerta lospedale se rileva che il corpo dellanziano inqui-
lino disposto per terra in una posizione insolita. Un
materasso che capisce dalla distribuzione del peso del
corpo se chiudere la serranda e spegnere le luci. Sono
6
Mi riferisco ad esempio al lavoro di Vincenzo Susca e
Derrick de Kerckhove (2009), che recupera elementi esote-
rici della concezione maffesoliana coniugandoli con il tec-
nopaganesimo di matrice statunitense.
212 Mediologia
piccoli esempi di come abitare un ambiente domestico
in modo biologico o prossemico sia immediatamente
traducibile in un flusso informativo e nel suo relativo
feedback. In tal senso il principio che unifica la radicale
eterogeneit degli oggetti si sposta dunque dal piano
funzionale (o metafunzionale per altre vie) verso quello
informazionale o addirittura comunicazionale. La capa-
cit delloggetto di scambiare messaggi con altre merci,
con utenti o con apparati che lo hanno prodotto non
solo d vita a un ambiente dinterazione totale in cui
tutto comunica, ma ancor di pi abbatte la barriera che
fino agli anni novanta suggellava la distanza tra il piano
della Realt e quello della Virtualit. Al di l dei successi
della domotica, lintegrazione dinamica tra questi due
piani rappresenta la grande rivoluzione che deborda
dalla ristrettezza dello spazio domestico e si riversa
sulla totalit dello spazio geografico. Come ha notato
Alberto Abruzzese, tale scostamento riguarda una tra-
sformazione epocale del sentire e dellabitare i luoghi
nella dimensione post-metropolitana, che modifica lo
spazio chiuso e segmentato della vecchia urbanistica
verso un modello fatto di connessioni viventi
7
.
Come dire che alla formidabile rivoluzione che
ci attende, nel momento di massima diffusione del-
la cosiddetta internet delle cose, seguiranno anche
altre innovazioni tecnologiche e culturali. Il racconto
degli oggetti non sar pi separato dal suo referente
materiale. Diverse ricerche raccontano oggi di questo
embedded storytelling che trasforma lidentit degli
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Scrive Abruzzese: Dovremmo inventare corrispondenze,
analogie, tra il territorio post-metropolitano dove viviamo ed
edifici, luoghi dove poter abitare, inventare, cio edifici che
siano luoghi, ma luoghi per la vita post-metropolitana, luoghi
che ne esprimano e riflettano il tempo, il movimento, che ne
riproducano le antiche segmentazioni dello spazio metropo-
litano, che siano piuttosto connessioni viventi (Abruzzese
2004: 57).
Jean Baudrillard 213
oggetti in un progetto dinamico e open source mentre i
nostri smartphone si trasformano in strumenti di scan-
sione di palazzi, monumenti, localit turistiche ecc. che
informano direttamente sui loro servizi oppure su cosa
pensano le persone che prima di noi hanno interagito
con essi. La tendenza futura ci dimostra come la tecno-
logia stia ricomponendo la frattura tra lEncyclopdie
e il mondo delle cose, tipica dellera industriale. La na-
scita di Wikipedia d consistenza digitale a questo spa-
zio eteroclito in cui oggetti, personaggi storici, localit
turistiche, concetti teoretici, soubrette, gente comune,
marche commerciali, prodotti di consumo, canzoni, be-
stseller ecc. coesistono nel medesimo spazio concettua-
le. Grazie alle nuove tecnologie di geolocalizzazione,
alla realt aumentata e allinternet delle cose che in
vario modo rientrano nella nuova categoria di U-Space
ovvero di marketplace Universale, Unico, Ubiquo e Uni-
sono (Watson, Pitt, Berthon, Zinkhan 2002) possiamo
intravedere il passaggio da Wikipedia a Ontopedia. I
principi di definizione/classificazione si muovono dal
piano dellastrazione formale a quello della realt degli
oggetti a tal punto che esisterebbero tanti criteri di
classificazione quanti sono gli oggetti stessi [5]. Nel
frattempo gli stessi oggetti diventano sistemi senzienti
e comunicanti, media che veicolano come contenuto
il loro stesso esserci e la loro relazione con il mondo.
Tutto ci forse ampiamente preannunciato dallope-
ra di Baudrillard e aderisce a un modello di trascen-
denza interiore al sistema [197] che innesca semplici
rivoluzioni tautologiche [198]. Oppure rappresenta
inesorabilmente un punto rottura irreversibile, che ci
proietta in una nuova epoca non pi fatta di ma fatta
dalle cose stesse.