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Da A. Ja.

Vyinskij, Questioni di teoria dello Stato e del diritto ,


Gosudarstvennoe izdatelstvo juridieskoj literatury, Moskva, 1949,
pp. 3-52:
PROBLEMI DEL DIRITTO E DELLO STATO IN MARX
1
Il 5 maggio 1938 si sono compiuti 120 anni dalla nascita di Marx, il
pi grande pensatore e rivoluzionario. Marx il fondatore della
teoria pi rivoluzionaria e autenticamente scientifica, che ha armato
il proletariato di unarma invincibile nella lotta contro gli oppressori
e gli sfruttatori, che ha ispirato e continua ad ispirare milioni e
milioni di lavoratori ad eroiche imprese nella lotta. Questa teoria,
grazie alla geniale applicazione fattane da Lenin e Stalin, geniali
successori e continuatori dellopera di Marx, ha assicurato la storica
vittoria del socialismo in un sesto del mondo.
* * *
La vastit e completezza del genio di Marx spiega perch egli abbia
creato immortali opere di scienza nei vari campi dello scibile,
compresa la scienza del diritto e dello Stato.
Al XVII congresso del PC(b) dellURSS Stalin ebbe a dire,
stigmatizzando le chiacchiere fanfarone dei fascisti circa lavvenuta
distruzione del marxismo in alcuni Stati: Queste, naturalmente,
sono sciocchezze. Cos pu parlare solo chi ignora la storia. Il
marxismo lespressione scientifica degli interessi vitali della classe
operaia. Per sterminare il marxismo bisognerebbe sterminare la
classe operaia. Ma sterminare la classe operaia non possibile. Pi
di ottantanni sono passati da quando il marxismo sceso in campo.
Da allora, decine e centinaia di governi borghesi hanno tentato di
sterminare il marxismo. E che cosa avvenuto? I governi borghesi
sono venuti e se ne sono andati, ma il marxismo rimasto. Anzi, il
marxismo riuscito a riportar completa vittoria su un sesto del globo
e a riportar vittoria proprio nel Paese in cui il marxismo era
considerato come definitivamente distrutto
2
.
Il marxismo lespressione scientifica degli interessi vitali della
classe operaia, ha detto il compagno Stalin, che ha cos definito
lintero contenuto e significato storico del marxismo
3
. Soltanto il
materialismo filosofico di Marx ha indicato al proletariato la via
duscita dalla servit spirituale in cui hanno finora vegetato le classi
oppresse. Soltanto la teoria economica di Marx ha spiegato la
situazione reale del proletariato nella struttura generale del
capitalismo
4
. Dopo la comparsa del marxismo, ognuna delle tre
grandi epoche della storia mondiale ne ha segnato nuove conferme e
nuovi trionfi. Ma un trionfo ancor pi grande segner per il
marxismo, come teoria del proletariato, lepoca storica che verr.
Cos scriveva Lenin del marxismo nel 1913
5
.
Le previsioni di Lenin si sono pienamente avverate. Lepoca presente
la luminosa epoca staliniana del socialismo fiorente lepoca di
un trionfo mai visto delle idee marxiste, della teoria marxista
sviluppata e sollevata dalle opere di Lenin e di Stalin ad una altezza
senza precedenti. Sulla base della dottrina di
Marx-Engels-Lenin-Stalin lURSS ha conseguito successi mai visti
che si sono conclusi con la vittoria del socialismo in un sesto del
globo. Sulla base della dottrina di Marx-Engels-Lenin-Stalin stata
costruita una nuova societ, la societ socialista, e sono stati
sanzionati e consolidati rapporti sociali nuovi, socialisti, liberi dallo
sfruttamento, dalle crisi e dalla disoccupazione, dalla miseria e
dalloppressione delle masse popolari. Sulla base della dottrina di
Marx-Engels-Lenin-Stalin sorto un nuovo sistema sociale: il
sistema socialista sovietico basato sulla propriet sociale socialista,
su una nuova disciplina socialista del lavoro, sulla nuova cultura
socialista. Questo nuovo sistema sociale la base e la condizione
fondamentale dello sviluppo gigantesco e della fioritura delle forze
spirituali del proletariato, dei contadini, degli intellettuali che per la
prima volta nella storia dellumanit provano la gioia e lorgoglio del
libero lavoro creativo.
La dottrina di Marx-Engels-Lenin-Stalin ha determinato e assicurato
alle masse lavoratrici del nostro paese le storiche vittorie che hanno
deciso il destino di tutto il movimento rivoluzionario, proletario e
antifascista in tutti i Paesi del mondo. Tutti i partiti del mondo
vivono senza prospettive, si impegolano sempre pi nel caos della
crisi e non vedono la via per uscire dalla palude
6
. Essi non sanno
dove andare, come orientare la propria azione, come uscire dal caos
delle contraddizioni interne ed esterne. Ecco perch anche i successi,
del resto temporanei e irrilevanti, che essi conseguono grazie ad un
semplice, meccanico mutamento dei rapporti di forze, sono effimeri e
illusori e sono destinati a inevitabile, rapido appassimento. Le loro
temporanee vittorie si mutano in loro stabili sconfitte, come prova
lintera storia dei Paesi capitalistici contemporanei, particolarmente
di quelli fascisti. Lora della disfatta del fascismo e del capitalismo
inevitabile: La borghesia non pu esistere senza rivoluzionare di
continuo gli strumenti di produzione, quindi i rapporti di produzione,
quindi tutto linsieme dei rapporti sociali. [] la moderna societ
borghese, che ha evocato come per incanto cos potenti mezzi di
produzione e di scambio, rassomiglia allo stregone che non pu pi
dominare le potenze sotterranee da lui evocate
7
. Non appena le forze
produttive superano queste difficolt, esse gettano nel disordine
tutta quanta la societ borghese, minacciano lesistenza della
propriet borghese []. Le armi con cui la borghesia ha abbattuto il
feudalesimo si rivolgono ora contro la borghesia stessa
8
. Lo
sviluppo della grande industria toglie dunque di sotto ai piedi della
borghesia il terreno stesso sul quale essa produce e si appropria i
prodotti. Essa produce innanzi tutto i suoi propri seppellitori. Il suo
tramonto e la vittoria del proletariato sono ugualmente inevitabili
9
.
questa la legge fondamentale di sviluppo della societ capitalistica
formulata da Marx ed Engels pi di novanta anni fa, una legge che
nessuna forza storica in grado n di abolire n di mutare. La
negazione che di questa legge fanno i cretini fascisti non ha alcun
valore. Il capitalismo e il suo reparto pi reazionario il fascismo
vivono senza prospettive, da ciechi. Soltanto il nostro partito sa dove
vuol andare e marcia avanti con successo. A che cosa deve il nostro
partito questa sua superiorit? Al fatto che esso un partito
marxista, un partito leninista. Lo deve al fatto chesso si ispira nel
suo lavoro alla dottrina di Marx, di Engels, di Lenin. Non ci pu
esser dubbio di sorta che finch rimarremo fedeli a questa dottrina,
finch possederemo questa bussola, registreremo sempre dei successi
nel nostro lavoro
10
. Cos ha detto il compagno Stalin, definendo in
queste parole brevi ma straordinariamente profonde il valore storico
del marxismo-leninismo come base dei successi della rivoluzione
socialista e della causa del socialismo nellURSS.
Del marxismo Lenin ebbe a dire che la dottrina di Marx
onnipossente perch vera
11
. vera perch una scienza autentica,
erede legittima di quel che di meglio ha creato lumanit nel XIX
secolo: la filosofia tedesca, leconomia politica inglese, il socialismo
francese
12
. Il marxismo, in particolare il materialismo storico di
Marx, la pi grande conquista del pensiero scientifico. Al caos e
allarbitrio che avevano dominato fino ad allora [cio prima di Marx]
nella teoria della storia e della politica subentr una teoria scientifica
mirabilmente completa e armonica, la quale mostrava come da un
tipo di vita sociale se ne sviluppa unaltra, pi elevata, grazie allo
sviluppo delle forze produttive
13
.
Il marxismo ha risposto a tutti i pi complessi problemi, fino ad
allora irrisolti, della storia, della filosofia, delleconomia politica, del
diritto, della morale. Che cosa era la scienza della societ prima di
Marx? La sociologia e la storiografia premarxiste, nel migliore dei
casi, davano un cumulo di fatti grezzi, frammentariamente raccolti,
una esposizione di aspetti parziali del processo storico. Il marxismo
ha aperto la via a uno studio universale, completo, del processo di
origine, di sviluppo e di decadenza delle formazioni economico-sociali,
considerando linsieme di tutte le tendenze contraddittorie,
riconducendole alle condizioni esattamente determinabili di vita e di
produzione delle varie classi della societ, eliminando il soggettivo e
larbitrario nella scelta di singole idee direttive o nella loro
interpretazione, scoprendo nella condizione delle forze materiali di
produzione le radici di tutte le idee e di tutte le varie tendenze senza
eccezione alcuna. Gli uomini stessi creano la loro storia; ma da che
cosa sono determinati i motivi degli uomini, e precisamente delle
masse umane? Da che cosa sono generati i conflitti delle idee e delle
correnti antagonistiche? Qual il nesso che unisce tutti questi
conflitti di tutta la massa delle societ umane? Quali sono le
condizioni oggettive della produzione della vita materiale, che forma
la base di tutta lattivit storica degli uomini? Qual la legge di
sviluppo di queste condizioni? A tutto ci Marx volse la sua
attenzione, e apr la via a uno studio scientifico della storia come
processo unitario e sottoposto a leggi, nonostante tutta la sua
formidabile complessit e le sue contraddizioni
14
.
Quella stessa via Marx indic anche per lo studio scientifico del
diritto e dello Stato, rimasto fino a Marx del tutto incompleto, in
bala di un ciarpame storico e filosofico privo di qualsiasi contenuto
scientifico. La disperata condizione di confusione in cui si mosse
prima di Marx e continua ancora a muoversi la scienza borghese del
diritto pu essere giudicata, per esempio, in base ai fatti seguenti.
Auguste Comte nel suo Systme de politique positive afferm che i
diritti delluomo formulati dalla metafisica contro la teocrazia
avevano svolto soltanto un ruolo negativo. La parola diritto vi si
legge deve essere eliminata dallattuale linguaggio politico cos
come deve esserlo la parola causa dallodierno linguaggio filosofico.
Di questi due concetti teorico-metafisici uno (il diritto) tanto
immorale ed anarchico quanto il secondo (causa) irrazionale e
sofistico. Nello Stato positivo che non riconosce il principio divino
lidea del diritto scomparir irrevocabilmente. Ciascuno ha un dovere
verso tutti, ma nessuno possiede diritti come tali []. In altre parole,
nessuno possiede altro diritto che il diritto di compiere il proprio
dovere
15
.
Lon Duguit, uno degli esponenti pi reazionari della corrente
idealistica nel diritto borghese, rispondendo alla domanda di che cosa
sia il diritto soggettivo, dice: questo un concetto dordine
puramente metafisico. Le infinite dispute che sono sorte attorno al
problema della vera natura del diritto soggettivo sono la migliore
dimostrazione dellartificiosit e precariet incluse in tale concetto
16
.
Karner nellopera Le funzioni sociali del diritto pone il problema del
ruolo che il diritto svolge nella societ nel modo seguente: Come crea
la societ il suo diritto e come crea il diritto la sua societ?
17
,
rivelando cos la sua ignoranza nel fondamentale problema della
origine del diritto. Sulla scienza del diritto Karner non trov nulla di
pi intelligente da dire se non le parole di Kant: Una dottrina
puramente empirica del diritto una testa che (come la testa di legno
della favola di Fedro) pu anche essere bella, ma purtroppo priva di
cervello
18
, aggiungendo che la scienza del diritto incomincia perci
l dove finisce la giurisprudenza
19
.
Il prof. erenevi, dopo aver analizzato vari sistemi giuridici, giunge
alla conclusione che non v alcuna speranza di ritrovare il ricercato
carattere suscettibile di applicazione ad ogni diritto e capace di
differenziarlo dagli altri fenomeni della socialit
20
. Disperando del
tutto di scoprire il contenuto materiale del diritto erenevi
conclude per la necessit di passare dallaspetto materiale allaspetto
formale del diritto.
Bergbohm, Gierke, Meyer, Gumplowicz, Jellinek, Jhering, Anton
Menger, Krabbe, Duguit, Petraickij, Kelsen, Karner ecc. ecc.
definiscono ognuno a suo modo il diritto, ma non riescono a fare un
passo avanti rispetto alla povert della concezione idealistica
arroccata dietro le astrazioni spirito, idea, volont, volont
generale, volont privata, solidariet sociale, funzione sociale e
via dicendo.
Limpotenza del pensiero giuridico borghese viene in luce con
particolare evidenza nel completo fallimento cui sono andati incontro
i giuristi borghesi nella spiegazione dellorigine stessa del diritto.
Hegel parla del diritto come prodotto dello spirito, dellidea. Il
terreno del diritto , in generale, la spiritualit, e il suo prossimo
luogo e punto di partenza la volont, che libera, in guisa che la
libert costituisce la sua sostanza e la sua determinazione; e il
sistema del diritto il regno della libert realizzata, il mondo dello
spirito, espresso da se medesimo, come una seconda natura
21
. Per
Hegel il diritto , in generale, la libert, in quanto idea
22
. Il diritto
qualcosa di sacro in genere, unicamente perch lesistenza del
concetto assoluto, della libert autocosciente
23
. Il diritto, anzitutto,
lesistenza immediata, che la libert si d in maniera immediata: a)
possesso, che propriet; la libert qui quella della volont astratta
in generale, o, appunto perci, di una singola persona, che sta in
rapporto soltanto con s; b) la persona, che distingue s da s, si
riferisce ad una altra persona, cio entrambe, soltanto in quanto
proprietari, hanno esistenza luna per laltra. La loro identit che
in s, riceve esistenza col passaggio della propriet delluno in quella
dellaltro, con volont comune e conservazione del loro diritto, nel
contratto; c) la volont in quanto (a) nella sua relazione con s, non
distinta da unaltra persona, (b) ma in se stessa, , come volont
particolare, diversa da s, quale in s e per s, e opposta, torto e
delitto
24
.
Tutta la successiva scienza borghese del diritto ha finora ricalcato
questa definizione hegeliana che non dice nulla senza fare un passo
innanzi.
Anche nella letteratura giuridica russa prerivoluzionaria dominarono
concezioni assolutamente non scientifiche come nella teoria borghese
dellEuropa occidentale. Basti fare i nomi di giuristi della vecchia
Russia come ierin, Gradovskij, Korkunov, Petraickij. Anzich
darci una definizione del concetto di diritto, Korkunov indica come
compito principale del diritto il restringimento dei suoi interessi e
cancella il confine fra diritto e morale.
Petraickij ritiene inconoscibile la natura del diritto. La natura del
diritto, afferma nella sua Teoria del diritto e dello Stato, mette i
giuristi su una strada sbagliata, non consente di farsi conoscere E
tuttavia Petraickij ricerca tenacemente la chiave per la
comprensione del diritto e la trova nella psicologia. Il diritto per
Petraickij impressione psichica, coscienza, emozione. Per diritto,
nel senso di una specifica classe di fenomeni reali, bisogna intendere
scrive Petraickij quelle impressioni etiche, quelle emozioni che
hanno carattere attributivo. Il diritto di Petraickij un diritto
intuitivo e i diritti intuitivi sono tanti quanti sono gli individui
25
.
Non sarebbe il caso di soffermarsi su questa teoria se ad essa non si
collegasse tutto un periodo della storia del diritto dopo lOttobre, un
periodo di rozze deformazioni e di antiscientifiche esercitazioni di
giuristi quasi marxisti che hanno minacciato di sommergere la
scienza del diritto sovietico nelle loro teorie e teoriuzze
idealistiche, psicologiche e simili.
A questo proposito non si pu non fare il nome del prof. M. A.
Rejsner
26
. Il prof. Rejsner ha rozzamente deformato nelle sue opere il
marxismo sostituendolo senza cerimonie con il machismo. Maestri di
Rejsner, in effetti, non sono Marx, Engels, Lenin, Stalin, ma Mach,
Avenarius e Bogdanov, anche se Rejsner singegna con gran cura di
occultare questa circostanza spacciando per marxismo autentico la
sua minestra eclettica. Egli vede il suo merito nella teoria del diritto
nellaver rielaborato la dottrina del diritto intuitivo di Petraickij
nel senso di averla posta su una base marxista: grazie a ci il
diritto intuitivo si mutato nel pi autentico diritto classista
27
.
Ma questa metamorfosi del diritto intuitivo, idealistico, in diritto
classista, come lo chiama il prof. Rejsner, esiste soltanto nella
coscienza dello stesso prof. Rejsner. Nella realt storica una simile
trasformazione che fonda lidealismo su una base marxista non
mai avvenuta senza che questa base sia stata completamente
distrutta. E cos accaduto anche in questo caso.
Grazie a questa concezione della natura del diritto, errata alle radici
e completamente opposta al punto di vista del marxismo-leninismo,
Rejsner pu affermare che a fondamento del nostro ordinamento
giuridico, con tutte le sue peculiarit e il suo principio classista,
stanno il Decreto N. 1 sui tribunali e lappello che nellOttobre del
1917 il proletariato vittorioso lanci al diritto intuitivo. Vengono
spontaneamente alla memoria le seguenti parole di Marx: la
societ non poggia sulla legge. Questa una fantasia dei giuristi. Al
contrario, la legge, in opposizione allarbitrio del singolo individuo,
deve poggiare sulla societ, deve essere espressione dei suoi interessi
e bisogni generali che scaturiscono da un determinato modo
materiale di produzione
28
.
Per Rejsner non esistono fenomeni giuridici reali, come fenomeni di
mediazione dei rapporti sociali. Fonte del diritto per Rejsner sono
non i rapporti di produzione, ma la psiche, il sentimento, le emozioni,
le idee. Circa 80 anni fa nella prefazione a Per la critica
delleconomia politica Marx scrisse che tanto i rapporti giuridici
quanto le forme dello Stato non possono essere compresi n per se
stessi, n per la cosiddetta evoluzione generale dello spirito umano,
ma hanno le loro radici, piuttosto, nei rapporti materiali
dellesistenza il cui complesso viene abbracciato da Hegel, seguendo
lesempio degli inglesi e dei francesi del secolo XVIII, sotto il termine
di societ civile; e [] lanatomia della societ civile da cercare
nelleconomia politica
29
. Per Marx i rapporti giuridici e quindi anche
il diritto hanno le loro radici nelle condizioni materiali della vita e
non possono essere n dedotti n compresi in s con riferimento alla
evoluzione generale dello spirito umano. Per Rejsner, invece, il
diritto una funzione psichica e pu essere compreso in s e per s in
quanto riferito alla psiche umana. Perci Rejsner conclude
affermando che criterio supremo del diritto la giustizia intesa come
categoria indipendente, a priori, dotata di un carattere universale
che ne fa il punto di partenza per categorici giudizi assoluti
30
.
Procedendo da queste errate impostazioni teoriche che ricalcano le
idealistiche e antiscientifiche verit di Mach, Avenarius, Bogdanov,
Freud, il prof. Rejsner ha costruito il suo diritto classista come
diritto di classi differenti, come un compromesso fra idee di natura
classista differente, come un tessuto variopinto fatto in base ad
esigenze e concezioni giuridiche delle pi diverse classi sociali.
Rejsner avanza del resto obiezioni esplicite contro la concezione
marxista del diritto come diritto della classe dominante assumendo
che, a fianco del diritto della classe dominante, esiste anche un
diritto della classe soggetta e oppressa. Al diritto positivo statuale
egli contrappone il diritto di queste altre classi che avrebbero una
loro raison dtre nella societ divisa in classi.
Il carattere reazionario della teoria giuridica di Rejsner risulta
evidente dalla rozza concezione antimarxista e antileninista che egli
ha del diritto sovietico. Non potendo, per la viziosit del suo punto di
partenza, spiegare il rapporto esistente fra il diritto dello Stato
sovietico e la dittatura del proletariato come specifica forma statuale
del dominio del proletariato, Rejsner ricerca un qualche aspetto
sociale nella definizione del diritto che fissi una qualche differenza
fra il diritto e la coercizione statuale, fra il diritto e il potere. Non
riuscendo a trovare questa differenza, Rejsner pone in dubbio la
necessit del diritto l dove si ha una formula chiara e definita della
dittatura. A che scopo scrive Rejsner una regolamentazione
giuridica se abbiamo un interesse di classe fermamente consapevole
e mezzi tecnici adeguati per la sua attuazione?
31
. Dice Rejsner:
Restiamo come prima in grave perplessit: non sappiamo se ci
necessario il diritto, in qual misura ci necessario, e se possiamo
ammettere che la dittatura proletaria e linteresse di classe vengano
da noi ritinti chiss perch nelle forme enigmatiche del
diritto
32
. Qual la causa di questa perplessit se non loblo dei
princpi del marxismo-leninismo? Di questo oblo, di questa rozza
deformazione del marxismo-leninismo prova limpostazione stessa
data da Rejsner al problema che pu definirsi come il problema della
compatibilit fra diritto e dittatura nello Stato proletario.
La dittatura del proletariato non soltanto non esclude una
regolamentazione giuridica dei rapporti sociali, ma la presuppone
necessariamente. Il diritto esprime una certa condizione di
ineguaglianza nei rapporti sociali degli uomini. Nella dittatura del
proletariato il diritto costituisce un mezzo specifico di controllo sulla
misura del lavoro e del consumo da parte della societ, vale a dire
della classe che nella societ dominante. In una societ che vien
fuori dalle viscere del capitalismo inevitabile la presenza del diritto
come leva di comando, come strumento di regolazione dei rapporti
sociali.
Ricordiamo la bellissima pagina della marxiana Critica del
programma di Gotha che chiarisce appieno e lucidamente tutto il
significato, limportanza e la funzione che ha il diritto nella prima
fase del comunismo. Domina qui evidentemente vi si legge lo
stesso principio che regola lo scambio delle merci in quanto scambio
di cose di valore uguale. Contenuto e forma sono mutati, perch,
cambiate le circostanze, nessuno pu dare niente allinfuori del suo
lavoro, e perch daltra parte niente pu passare in propriet del
singolo allinfuori dei mezzi di consumo individuali. Ma per ci che
riguarda la ripartizione di questi ultimi tra i singoli produttori,
domina lo stesso principio che nello scambio di equivalenti di merci:
si scambia una quantit di lavoro in una forma contro una uguale
quantit in unaltra. Luguale diritto qui perci ancora sempre,
secondo il principio, il diritto borghese, bench principio e pratica
non si azzuffino pi, mentre lo scambio di equivalenti, nello scambio
di merci, esiste solo nella media, non per il caso singolo. Nonostante
questo progresso questo ugual diritto reca ancor sempre un limite
borghese. Il diritto dei produttori proporzionale alle loro prestazioni
di lavoro, luguaglianza consiste nel fatto che esso viene misurato con
una misura uguale, il lavoro. Ma luno fisicamente o moralmente
superiore allaltro, e fornisce quindi nello stesso tempo pi lavoro,
oppure pu lavorare durante un tempo pi lungo; e il lavoro, per
servire come misura, devessere determinato secondo la durata o
lintensit, altrimenti cesserebbe di essere misura. Questo diritto
uguale un diritto disuguale per lavoro disuguale. Esso non
riconosce nessuna distinzione di classe, perch ognuno soltanto
operaio come tutti gli altri, ma riconosce tacitamente la ineguale
attitudine individuale, e quindi capacit di rendimento, come
privilegi naturali. Esso perci, pel suo contenuto, un diritto della
disuguaglianza, come ogni diritto. Il diritto pu consistere soltanto,
per sua natura, nellapplicazione di una uguale misura; ma gli
individui disuguali (e non sarebbero individui diversi se non fossero
disuguali), sono misurabili con uguale misura solo in quanto vengono
sottomessi a un uguale punto di vista, in quanto vengono considerati
soltanto secondo un lato determinato: per esempio, nel caso dato,
soltanto come operai, e si vede in loro soltanto questo, prescindendo
da ogni altra cosa. Inoltre: un operaio ammogliato, laltro no; uno
ha pi figli dellaltro, ecc. ecc. Supposti uguali il rendimento e quindi
la partecipazione al fondo di consumo sociale, luno riceve dunque pi
dellaltro, luno pi ricco dellaltro e cos via. Per evitare tutti questi
inconvenienti, il diritto, invece di essere uguale, dovrebbe essere
disuguale. Ma questi inconvenienti sono inevitabili nella prima fase
della societ comunista, quale uscita, dopo i lunghi travagli del
parto, dalla societ capitalistica. Il diritto non pu essere mai pi
elevato della configurazione economica e dello sviluppo culturale, da
essa condizionato, della societ
33
.
Commentando questo passo Lenin scrisse: Cos, nella prima fase
della societ comunista (comunemente chiamata socialismo), il
diritto borghese non completamente abolito, ma solo in parte,
soltanto nella misura in cui la rivoluzione economica compiuta, cio
unicamente per quanto concerne i mezzi di produzione. Il diritto
borghese riconosce la propriet privata su questi ultimi a singoli
individui. Il socialismo ne fa una propriet comune. In questa misura
e soltanto in questa misura il diritto borghese abolito. Ma
esso sussiste nellaltra sua parte, sussiste quale regolatore (fattore
determinante) della ripartizione dei prodotti e del lavoro fra i
membri della societ. Chi non lavora non mangia: questo principio
socialista gi realizzato; a uguale quantit di lavoro, uguale
quantit di prodotti: questo altro principio socialista anchesso gi
realizzato. Tuttavia ci non ancora il comunismo, non abolisce
ancora il diritto borghese che attribuisce a persone disuguali e per
una quantit di lavoro disuguale (di fatto disuguale) una quantit
uguale di prodotti. un inconveniente, dice Marx, ma esso
inevitabile nella prima fase del comunismo, in quanto non si pu
pensare, senza cadere nellutopia, che appena rovesciato il
capitalismo gli uomini imparino, dalloggi al domani, a lavorare per
la societ senza alcuna norma giuridica; daltronde, labolizione del
capitalismo non d subito le premesse economiche per un tale
cambiamento. E non vi sono altre norme, allinfuori di quelle del
diritto borghese. Rimane perci la necessit di uno Stato che,
mantenendo comune la propriet dei mezzi di produzione, mantenga
luguaglianza del lavoro e luguaglianza della ripartizione dei
prodotti. Lo Stato si estingue nella misura in cui non ci sono pi
capitalisti, non ci sono pi classi e quindi non pi possibile
reprimere alcuna classe. Ma lo Stato non si ancora completamente
estinto, poich rimane la salvaguardia del diritto borghese che
consacra la disuguaglianza di fatto. Perch lo Stato si estingua
completamente occorre il comunismo integrale
34
.
utopismo pensare alla possibilit di fare a meno del diritto nella
prima fase del comunismo, nella dittatura del proletariato. Il diritto
ancora necessario. Il diritto del periodo di transizione diverso in
linea di principio dal diritto borghese, sebbene abbia con quello
qualcosa in comune in forza dellorigine storica o dello sviluppo
storico (questo sottolineano appunto Marx e Lenin quando parlano
del diritto del periodo di transizione come di un diritto ancora
borghese), e svolge una grande funzione creativa e organizzativa.
Esso gi un diritto nuovo: diritto di un periodo di transizione,
diritto socialista generato dalla dittatura proletaria.
La dittatura del proletariato caratterizza lintero periodo di
transizione. Allepoca della dittatura del proletariato corrispondono
nuove, specifiche forme di lotta di classe, la cui natura stata cos
formulata da Lenin: 1) repressione della resistenza degli sfruttatori;
2) guerra civile; 3) neutralizzazione della piccola borghesia,
particolarmente del contadiname; 4) utilizzazione della borghesia;
5) educazione ad una nuova disciplina
35
. A queste cinque forme della
lotta di classe corrispondono poi compiti e metodi specifici della
dittatura del proletariato e, in particolare, possenti organi della
dittatura proletaria come il tribunale e la procura. Del tribunale
Lenin parl come di uno strumento di repressione degli sfruttatori e
di consolidamento della nuova disciplina socialista. Stalin parla della
legalit rivoluzionaria come di una specifica forma o metodo della
dittatura proletaria. La dittatura del proletariato [] non soltanto
violenza contro gli sfruttatori e, addirittura, non principalmente
violenza
36
. La sua principale caratteristica sta nella organizzazione
e disciplina del reparto avanzato dei lavoratori, della sua
avanguardia, del suo unico capo: il proletariato
37
.
Che cos la dittatura proletaria? A questa domanda il compagno
Stalin rispose indicandone i tre lati fondamentali: 1) Utilizzazione
del potere del proletariato per schiacciare gli sfruttatori, per
difendere il Paese, per consolidare i legami coi proletari degli altri
Paesi, per sviluppare la rivoluzione e assicurarne il trionfo in tutto il
mondo. 2) Utilizzazione del potere del proletariato per staccare
definitivamente dalla borghesia le masse lavoratrici e sfruttate, per
consolidare lalleanza del proletariato con queste masse, per attrarre
queste masse nelledificazione del socialismo, per assicurare la
direzione di queste masse da parte del proletariato al potere. 3)
Utilizzazione del potere del proletariato per organizzare il socialismo,
per abolire le classi, per passare a una societ senza classi, a una
societ senza Stato. La dittatura del proletariato linsieme di questi
tre lati
38
.
Il compagno Stalin insegna che nessuno di questi tre lati pu essere
presentato come tratto caratteristico unico della dittatura del
proletariato, e viceversa basta lassenza di uno solo di questi
caratteri perch, in un Paese circondato dal capitalismo, la dittatura
del proletariato cessi di essere dittatura. Perci nessuno di questi tre
lati pu essere lasciato in disparte senza che si corra il rischio di
snaturare il concetto di dittatura del proletariato. Soltanto tutti e tre
questi lati, presi insieme, ci danno un concetto completo e ben
definito della dittatura del proletariato
39
.
Per assolvere ai suindicati compiti il proletariato ha bisogno dello
Stato, di un apparato statuale, di un determinato ordinamento
statuale: dellordinamento giuridico socialista. Ci significa infatti
stabilit dei rapporti sociali socialisti, della disciplina socialista,
rispetto delle regole della convivenza socialista, rispetto e
intangibilit della propriet sociale socialista basi dellintero
sistema sovietico , osservanza di tutte le leggi sovietiche.
Laspro odio di classe verso il socialismo che nutrono gli sfruttatori e
i loro rimasugli allinterno dellURSS, la rabbia ostile e
irreconciliabile contro lURSS da parte dellaccerchiamento
capitalistico e, in particolare, da parte dei Paesi fascisti, che non
cessano di preparare nuove aggressioni contro lURSS costituendo
allinterno dellURSS gruppi di spie e banditi, di sabotatori,
diversionisti, terroristi fra gli elementi residui degli sfruttatori e i
rifiuti trotskisti-buchariniani, menscevichi e nazionalisti-borghesi:
tutto ci esige il rafforzamento della dittatura proletaria. Una
dittatura del proletariato forte e potente, ecco che cosa ci occorre oggi
per annientare gli ultimi residui delle classi che si stanno
estinguendo e spezzare le loro macchinazioni brigantesche
40
: questo
insegna il compagno Stalin mettendo a nudo tutto il danno che reca
alla causa del socialismo la sottovalutazione del problema della
gestione della dittatura proletaria e, quindi, dello Stato sovietico,
come forma specifica dello Stato proletario.
La dittatura del proletariato assolve ai compiti della rivoluzione
proletaria anche con lausilio del diritto e di misure definite dalla
legge, per il tramite degli organi amministrativi e giudiziari. La
dittatura del proletariato un potere non limitato da alcuna legge,
ma, creando proprie leggi, essa se ne avvale, esige che siano
osservate e punisce chi le viola. La dittatura non conosce lanarchia e
il disordine, al contrario essa significa ordine rigoroso e ferma
autorit fondati sui princpi esposti nella legge fondamentale dello
Stato proletario, nella Costituzione sovietica.
Dinnanzi allo Stato sovietico il compito di rafforzare la potenza della
dittatura del proletariato, la sua alleanza con i contadini, la tutela
degli interessi, dei diritti e delle libert civili delluomo sovietico si
pone con tutta acutezza e forza. Tale compito si intreccia con
lulteriore sviluppo e consolidamento del democratismo proletario,
sovietico. Il sistema sovietico un massimo di democratismo per gli
operai e per i contadini e in pari tempo segna una rottura con il
democratismo borghese e la nascita di un nuovo tipo storico di
democrazia, appunto del democratismo proletario o dittatura del
proletariato
41
. Espressione pi grande dello sviluppo del
democratismo proletario e al contempo di organica sintesi dei
princpi della democrazia proletaria e della dittatura proletaria
stata la Costituzione staliniana, che ha legislativamente sanzionato
le luminose vittorie di importanza storica mondiale del socialismo. In
pari tempo la Costituzione sovietica stata anche un grandissimo
monumento del diritto socialista sovietico, un grandissimo atto
storico nel quale trova espressione la volont del popolo sovietico, la
volont delle classi lavoratrici. La Costituzione staliniana segna un
ulteriore consolidamento del sistema sovietico e della dittatura
proletaria che poggia oggi su una base sociale pi forte di quanto mai
sia stata nel corso di tutta la storia ventennale della rivoluzione
socialista.
Il prof. Rejsner, come non ha compreso lessenza del
marxismo-leninismo, in quanto teoria pi combattiva e
rivoluzionaria del proletariato, cos non ha compreso lessenza della
stessa dittatura proletaria. Ecco perch egli presenta le pi rozze
deformazioni della dottrina marxista-leninista del diritto e dello
Stato e, in particolare, del diritto e dello Stato sovietico. Il
marxismo-leninismo insegna che [] il diritto non che la volont
della vostra classe innalzata a legge
42
. Per Rejsner il diritto un
cumulo di frammenti ideologici di varie classi. Il
marxismo-leninismo insegna che ogni partito in lotta e quindi ogni
classe deve formulare le sue rivendicazioni programmatiche in forma
di rivendicazioni giuridiche
43
. Per Rejsner il sistema dei diritti un
tessuto variopinto fatto in base ad esigenze e concezioni giuridiche
delle pi varie classi sociali.
Partendo da queste concezioni assolutamente errate, dannose,
antimarxiste e pseudoscientifiche, il prof. Rejsner giunto a
rappresentare il diritto sovietico come un diritto di compromesso,
come un diritto di pacificazione e conciliazione. Il prof. Rejsner
arrivato a prospettare il diritto sovietico come un diritto che,
secondo princpi di alleanza, include in s il diritto contadino e,
secondo princpi di tolleranza e compromesso, il diritto borghese.
Ecco quel che egli ha scritto in proposito: Il diritto sovietico ,
dunque, un ordinamento giuridico complesso del quale fanno parte
ampie sezioni di diritto socialista della classe operaia e il suo diritto
proletario di classe. questa una posizione dominante del diritto
proletario determinata dalla dittatura del proletariato. In secondo
piano sta il diritto di classe contadino, rappresentato dal Codice
agrario con la prevalenza della propriet collettiva che lo distingue.
Soltanto in terzo piano sta il diritto di classe della borghesia con il
suo Codice civile operante nellmbito della circolazione commerciale.
Ma in un determinato campo la borghesia pu riportare una vittoria
ideologica. Il nostro socialismo di Stato, a causa dellaccerchiamento
capitalistico, si serve del mercato come di un apparato di
distribuzione e in forza di ci lordinamento sovietico conserva in
molti casi le forme del diritto individualistico borghese. La
prevalenza di questultimo fra noi dovuta anche al fatto che i
giuristi di cui si avvalsero i Soviet per la codificazione provenivano
quasi tutti dalla giurisprudenza borghese o in notevole misura si
erano educati sotto la sua influenza
44
.
Per il prof. Rejsner il diritto sovietico un diritto trinitario:
proletario, contadino e borghese con una prevalenza, con il rispetto
dovuto, del sistema giuridico proletario. Il prof. Rejsner ha scritto
letteralmente quanto segue: Nellmbito delle nostre condizioni il
diritto un vasto apparato di pacificazione e di conciliazione che
rende possibile la dittatura del proletariato in un ambiente di grande
e piccolo capitalismo allinterno e allesterno, ma daltra parte, il
diritto pu esso stesso divenire una forza reazionaria che pu fissare
il periodo di transizione nella forma della NEP oltre ogni reale
necessit e dare sbocco al diritto borghese in una misura che pu
recare un serio danno allinteresse proletario e frenare cos
lintegrazione nella societ comunista o rendere necessaria una
nuova rivoluzione per liberare il proletariato dalla trama borghese
impercettibilmente tessuta
45
.
Per Rejsner, dunque, risulta che 1) il diritto sovietico pacifica e
concilia le classi in lotta e 2) salva la dittatura proletaria dalla
disfatta sotto i colpi dellaccerchiamento del grande e piccolo
capitalismo. In ci il prof. Rejsner vede il lato positivo del diritto
sovietico. Ma il diritto sovietico, pare, rischia di divenire una forza
reazionaria e di danneggiare linteresse proletario, di frenare
lintegrazione (?) nella societ comunista e di portare addirittura ad
una nuova rivoluzione (?). Questa rivelazione di Rejsner assai
sintomatica: essa mostra la stretta connessione e lintreccio che v in
Rejsner fra le concezioni borghesi-mensceviche e la calunnia
controrivoluzionaria trotskista a proposito della degenerazione
dello Stato sovietico, di una terza rivoluzione e via dicendo.
Si dimostrano esatte le parole di Lenin nella sua opera I destini
storici della dottrina di Karl Marx: La dialettica della storia tale,
che la vittoria del marxismo teorico costringe i suoi nemici a
travestirsi da marxisti. Il liberalismo, interiormente putrefatto, tenta
di rivivere nella veste dellopportunismo socialista
46
. Il rejsnerismo
una delle variet di questo opportunismo, dellinvolgarimento
borghese del marxismo, della deformazione freudiano-machista del
marxismo.
Una serie di deviazioni sostanziali dalla concezione marxista del
diritto troviamo anche in P. I. Stuka. Nelle opere di P. I. Stuka vi
sono seri errori e posizioni antimarxiste e antileniniste dalle quali
risulta una rappresentazione deformata della essenza e della
importanza del diritto sovietico nellepoca del socialismo. Fra tali
errori occorre innanzi tutto porre la definizione che P. I. Stuka d
dello stesso concetto di diritto. Stuka ha definito il diritto come
sistema (o ordinamento) dei rapporti sociali, corrispondente agli
interessi della classe dominante e tutelato dalla sua [di questa
classe] forza organizzata
47
. In seguito P. I. Stuka parl, anzich di
sistema, di forma di organizzazione dei rapporti sociali, cio dei
rapporti di produzione e scambio
48
. Nel suo articolo Note sulla teoria
classista del diritto P. I. Stuka afferm che Marx parla di
rapporti di produzione o, con espressione giuridica, di rapporti di
propriet
49
. Stuka sostiene dunque che i rapporti giuridici sono i
rapporti di produzione stessi e che, quindi, il diritto la forma di
questi rapporti. Ma Stuka si avvale di una traduzione inesatta del
passo di Per la critica delleconomia politica, ovvero traduce egli
stesso in modo errato il testo tedesco. Lespressione di Marx oder
was nur ein juristischer Ausdruk dafr ist
50
viene da lui tradotta o,
con espressione giuridica, mentre bisogna tradurla cos: o, il che
soltanto lespressione giuridica di ci
51
. La differenza evidente:
viene cos eliminata ogni possibilit di interpretare le note
indicazioni di K. Marx e F. Engels nel senso che i rapporti giuridici
siano gli stessi rapporti di produzione ovvero, la qual cosa ancor
meno esatta, il sistema dei rapporti sociali, e precisamente dei
rapporti di produzione.
Questa concezione del diritto contraddice chiaramente al marxismo,
secondo cui il diritto la volont della classe dominante innalzata a
legge, secondo cui il diritto una delle sovrastrutture che si
costituiscono al di sopra dei rapporti di produzione che formano la
struttura economica della societ
52
. Il diritto una delle forme dei
rapporti politici che Marx ha sempre considerati espressione della
societ civile, cio di un determinato sistema sociale. Ad Annekov
Marx scrisse: Scegliete uno stadio particolare di sviluppo delle forze
produttive delluomo ed avrete una forma particolare di commercio e
di consumo. Scegliete stadi particolari di sviluppo della produzione e
avrete una organizzazione corrispondente della famiglia, degli ordini
o classi, in una parola, una societ civile corrispondente.
Presupponete una societ civile particolare e avrete condizioni
politiche particolari, che sono soltanto la espressione ufficiale della
societ civile
53
. Interessante in proposito la lettera di Engels a
Starkenburg: Noi consideriamo le condizioni economiche come ci
che condiziona, in ultima istanza, levoluzione storica. Ma la razza
stessa un fattore economico. Vi sono qui per due punti, che non
bisogna trascurare: a) Levoluzione politica, giuridica, filosofica,
religiosa, letteraria, artistica, ecc. riposa sulla evoluzione economica.
Ma esse reagiscono tutte, tanto luna sullaltra, quanto sulla base
economica. Non che la situazione economica sia la sola causa
attiva, e che tutto il resto non sia che effetto passivo. Esiste, al
contrario, azione reciproca sulla base della necessit economica, che
in ultima istanza simpone sempre. Lo Stato, per esempio, agisce per
mezzo dei dazi protettivi, del libero scambio, della buona o cattiva
fiscalit. Persino lo sfinimento mortale e limpotenza del filisteo
tedesco, derivanti dalla situazione economica miserabile della
Germania dal 1648 al 1830, e che si espressero dapprima nel
pietismo, poi nel sentimentalismo e nello strisciante servilismo verso
i principi e la nobilt, non furono senza conseguenze economiche.
Questo sfinimento e questa impotenza furono uno dei pi grandi
ostacoli alla rinascita, e vennero scossi solamente grazie al fatto che
le guerre della Rivoluzione e di Napoleone fecero passare la miseria
cronica allo stato acuto. Non si tratta dunque, come qualcuno
vorrebbe far credere per maggiore comodit, di un effetto automatico
della situazione economica, ma sono gli uomini che fanno essi stessi
la loro storia in un ambiente dato per, che la condiziona, sulla base
di rapporti reali, esistenti in precedenza, tra cui i rapporti economici,
per quanto possano anche essi venire influenzati dai rimanenti
rapporti politici e ideologici, sono per in ultima istanza i decisivi e
formano il filo conduttore che va da un estremo allaltro ed il solo
che permetta di capire
54
.
Ricordiamo che Marx sottoline in modo speciale la necessit, nel
prendere in esame le rivoluzioni sociali, di [] distinguere sempre
il rivolgimento materiale, constatato con lesattezza della scienza
naturale, nelle condizioni economiche della produzione dai
mutamenti giuridici, politici, religiosi, artistici o filosofici, in breve:
dalle forme in cui gli uomini prendono coscienza di questo conflitto e
conducono la loro lotta
55
.
NellIdeologia tedesca (san Max, 1845-1846) Marx ha dimostrato
con particolare forza la connessione e linterdipendenza fra base e
sovrastruttura definendo lucidamente anche le radici del diritto e la
sua essenza. Se si prende il potere come base del diritto, come fanno
Hobbes e altri scrive Marx , il diritto, la legge, ecc. non sono
altro che sintomo, espressione di altri rapporti, sui quali riposa il
potere dello Stato. La vita materiale degli individui, che non dipende
affatto dalla loro pura volont, il loro modo di produzione e la forma
di relazioni che si condizionano a vicenda, sono la base reale dello
Stato e continuano ad esserlo in tutti gli stadi nei quali sono ancora
necessarie la divisione del lavoro e la propriet privata, del tutto
indipendentemente dalla volont degli individui. Questi rapporti
reali non sono affatto creati dal potere dello Stato; essi sono piuttosto
il potere che crea quello. Gli individui che dominano in questi
rapporti a parte il fatto che il loro potere deve costituirsi come
Stato devono dare alla loro volont condizionata da questi rapporti
determinati unespressione universale sotto la forma di volont dello
Stato, di legge: espressione il cui contenuto sempre dato dai
rapporti di questa classe, come dimostrano chiarissimamente il
diritto privato [cio civile] e il diritto criminale
56
. La legge, dice pi
oltre Marx, lespressione di questa volont
57
. Ma lesistenza della
legge o dello Stato non dipende da questa volont.
NellIdeologia tedesca K. Marx denuncia con eccezionale perspicuit
linconsistenza della rappresentazione idealistica della legge e dello
Stato come generati dalla volont degli uomini. Leggiamo qui il
seguente, importante passo: Per esempio, fintanto che le forze
produttive non sono ancora abbastanza sviluppate da rendere
superflua la concorrenza, e quindi continueranno a provocare sempre
di nuovo la concorrenza, le classi dominate vorrebbero limpossibile
se avessero la volont di abolire la concorrenza e con essa lo Stato e
la legge
58
. Non gi larbitrio, ma lo stato delle forze produttive
genera il diritto e la legge, come anche il delitto. Precisamente come
il diritto, anche il delitto dice Marx , ossia la lotta dellindividuo
isolato contro le condizioni dominanti, non deriva dal puro arbitrio.
Esso ha invece le stesse condizioni di questa dominazione
59
. K. Marx
irride a quei visionari che nel diritto e nella legge vedono la
dominazione di una volont universale per s indipendente e che
possono vedere nel delitto la semplice violazione del diritto e della
legge. Non si dir dunque che lo Stato esiste in virt della volont
dominante, ma che lo Stato sorto dal modo di esistenza materiale
degli individui ha anche la forma di una volont dominante. Se
questultima cessa di dominare, non mutata soltanto la volont,
bens anche lesistenza e la vita materiale degli individui, e solo per
questo mutata la loro volont
60
.
Se analizziamo il suesposto passo dellIdeologia tedesca, il carattere
materialistico della concezione del diritto e dello Stato in Marx in
questo periodo si fa del tutto chiaro. Stato e diritto sorgono dal modo
materiale di vita degli uomini e hanno soltanto la forma di una
volont dominante, ovvero, per dirla in altri termini, sono
lespressione di questa volont. In seguito Marx critica la specifica
illusione dei giuristi e dei politici che immaginano invece il contrario,
che pensano, cio, che la legge dipenda dal capriccio degli uomini. I
filosofi, dice Marx, poterono immaginare un particolare sviluppo e
storia di puri pensieri in forza dei quali la storia politica e civile si
risolve ideologicamente in una storia della dominazione di leggi che
si susseguono
61
. Marx porta a modello Jacques le bonhomme e le sue
varie illusioni, fra cui anche lillusione che la legge sia un puro
pensiero indipendente dalle condizioni materiali della societ.
Portando ad esempio Federico Guglielmo IV Marx dimostra che lo
Stato e la legge non dipendono da ci che gli uomini vogliono, da ci
che vuole la loro volont dominante. Egli dovrebbe dice Marx di
questo Jacques le bonhomme provare a ordinare un prestito di 25
milioni, la centodecima parte del debito pubblico inglese, e vedrebbe
da chi dipende la sua volont sovrana. Del resto vedremo anche in
seguito che Jacques le bonhomme utilizza come documenti i fantasmi
e gli spettri del suo sovrano e concittadino berlinese per confezionarci
le sue corbellerie teoriche sul diritto, la legge, il delitto ecc. Ci deve
tanto meno meravigliarci in quanto persino lo spettro della Vossische
Zeitung gli presenta parecchie volte qualche cosa, per esempio lo
Stato costituzionale. Lesame pi superficiale della legislazione, per
esempio della legislazione sui poveri in tutti i Paesi, mostrer a che
cosa abbiano approdato i dominanti quando si sono immaginati di
poter riuscire a qualche risultato mediante la loro sola volont
dominante, ossia semplicemente volendo. Daltronde san Sancio
deve accettare lillusione dei giuristi e dei politici sulla volont
dominante per poter far brillare splendidamente la sua propria
volont nelle equazioni e nelle antitesi, con le quali ci divertiremo fra
poco, e per riuscire a cacciarsi dalla testa unidea che si era messo in
testa
62
.
Ricorrendo alla storia dei tribunali Marx dimostra come i rapporti
giuridici siano strettamente connessi con lo sviluppo delle forze
produttive e con i rapporti di produzione: Fino a che punto i rapporti
giuridici siano connessi con lo sviluppo, nato dalla divisione del
lavoro, di questi poteri oggettivi, si pu gi vedere nello sviluppo
storico del potere dei tribunali e dai lamenti levati dai feudatari per
lo sviluppo del diritto. (Vedi per esempio Montheil, op. cit., XIV e XV
secolo). Proprio in questa epoca, tra la dominazione dellaristocrazia e
quella della borghesia, quando gli interessi di due classi entravano in
collisione, quando il traffico commerciale fra le nazioni europee
cominciava a diventare importante e le relazioni internazionali
assunsero quindi anchesse un carattere borghese, il potere dei
tribunali cominci a diventare rilevante, per raggiungere il suo
culmine sotto la dominazione della borghesia, quando questa evoluta
divisione del lavoro una necessit assoluta. Ci che in proposito si
immaginano i servi della divisione del lavoro, i giudici, e anche i
professores iuris, affatto indifferente
63
.
Da tutto quanto si detto sopra risulta evidente che Marx non
confuse mai i rapporti giuridici con le forze oggettive che sorgono
dalla divisione del lavoro e dai rapporti di produzione. NellIdeologia
tedesca Marx sottolinea ancora una volta che il diritto dipende dai
rapporti di produzione ed da essi generato. Egli dice che i rapporti
di produzione degli individui [] devono parimenti esprimersi come
rapporti politici e giuridici
64
. Ma da ci non segue che fra gli uni e gli
altri si possa porre un segno di eguaglianza come fa P. I. Stuka. Ma
P. I. Stuka, imbrogliatosi nellanalisi di questi rapporti, rigett a suo
tempo la responsabilit di questa sua confusione su Marx, in quanto
educatosi sul diritto romano e sui concetti degli anni 30 e
avvezzatosi alla terminologia del diritto romano. Stuka giunse al
punto di ipotizzare che oggi egli, Marx, capita la cosa, parlerebbe
un altro linguaggio
Ma gli errori di Stuka non finiscono qui. Ammiratore della
buchariniana legge delle spese di lavoro, Stuka come
Paukanis, ora smascherato come spia e sabotatore traspose nel
diritto le deformazioni buchariniane del marxismo-leninismo nel
campo delleconomia asserendo che l sta pronto dinnanzi a noi lo
schema del diritto dellattuale periodo di transizione
65
. Stuka
spieg in linguaggio giuridico la pianificazione socialista
puramente e semplicemente con quella legge di natura che nella
societ dellanarchia della produzione e dello scambio si manifesta
solo spontaneamente attraverso infinite crisi
66
. Da qui lalleanza
mercantile, linclusione nel piano di tutte le aziende (comprese quelle
private)
67
, lintegrazione buchariniana delle aziende dei kulaki nel
socialismo.
Stuka deform la teoria marxista del diritto del periodo di
transizione privandolo della sua funzione rivoluzionaria e della sua
essenza combattiva, riducendo tutto al controllo della nostra capacit
di entrare in concorrenza con il proprietario privato! Stuka non
comprese e deform radicalmente il concetto di legge sovietica, che
configur alla maniera di Kautsky come un compromesso fra lidea
del diritto e leconomia e, dal punto di vista classista, come un
compromesso fra gli interessi delle classi nel quale ci sarebbe solo
una chiara e definita prevalenza degli interessi della classe
dominante
68
.
Stuka considera il diritto sovietico e, in particolare, il diritto civile
sovietico come diritto borghese recepito. Tutta la differenza fra il
nostro Codice civile e il Codice civile borghese consisterebbe per
Stuka in ci, che nel primo sinserisce un nuovo elemento: la
pianificazione socialista
69
. Ma questo richiamo alla pianificazione
non cambia le cose perch lerrore fondamentale di Stuka sta nella
riduzione del diritto civile sovietico alla sfera della produzione e dello
scambio. Che ne , per, in tal caso di quella parte del diritto civile
che disciplina i rapporti matrimoniali e familiari? O anche questi
rapporti debbono essere disciplinati dal punto di vista della
pianificazione socialista? chiaro che il diritto civile comprende
una sfera di rapporti pi ampia che non i soli rapporti di scambio
(come afferm Paukanis) o anche soltanto i rapporti di produzione e
scambio (come ha affermato Stuka). V in questa impostazione una
indubbia connessione e parentela fra la teoria di P. I. Stuka e la
teoria di Paukanis. Non a caso Stuka esalt a piena voce, a suo
tempo, il dannoso libretto di Paukanis, La teoria generale del diritto
e il marxismo
70
.
Stuka caratterizza il diritto civile sovietico e il Codice civile sovietico
come fenomeni fondamentalmente borghesi. Egli definisce borghese
il nostro diritto del periodo della Nuova politica economica
affermando che avremmo semplicemente compiuto la recezione, la
presa a prestito del diritto borghese. I nostri nuovi (e, diciamolo
pure, primi) codici Stuka li considera come il risultato di
concessioni al diritto borghese, come pietre miliari di una ritirata
ripetendo cos le farneticazioni antileniniste di Zinovev e Bucharin e
trasponendo le impostazioni trotskiste-zinovieviste nella teoria del
diritto.
Nel suo volumetto Il ruolo rivoluzionario del diritto sovietico P. I.
Stuka ha scritto che, con laiuto dei compagni, egli riuscito a darci
una nuova concezione rivoluzionaria e dialettica del diritto civile in
genere e del nostro diritto civile sovietico in particolare. Questa
nuova concezione rivoluzionaria e dialettica, la cui invenzione
Stuka rivendica a suo merito particolare, non che la famigerata
teoria del cosiddetto diritto economico. noto che per diritto
economico Stuka e qualche suo discepolo intesero quella parte del
diritto civile che comprende problemi di carattere
economico-amministrativo. Le radici di questo diritto economico
stanno nella putrida e dannosa teoria di Paukanis, nellattivit
sabotatrice del vecchio Istituto della costruzione sovietica e del
diritto, da lui diretto. Il nucleo essenziale di questo diritto
economico-amministrativo si riduce alla divisione del diritto sovietico
che disciplina i rapporti economici in due diritti: il diritto civile
concernente i rapporti fra organi dello Stato e privati e fra privati, e
il diritto economico concernente i rapporti che si svolgono
allinterno del settore statuale o socialista. Parlando del contenuto
del diritto economico-amministrativo, Stuka ha scritto che questo
ramo del diritto disciplina i rapporti economici del settore socialista,
mentre il diritto economico-privato o civile (anchesso privato)
disciplina i rapporti patrimoniali principalmente del settore dei
proprietari privati e in parte i rapporti intersettoriali
71
. Stuka ha
inoltre chiarito che la differenza fra questi due diritti sta in ci, che
il primo contraddistinto dal carattere pianificato mentre il secondo
contraddistinto dal carattere anarchico della libert di
concorrenza, che sta alla base di quei rapporti. Fra questi due
settori e quindi anche fra questi due diritti si svolge una lotta nella
quale un settore tende a distruggere laltro
72
. E la stessa cosa,
evidentemente, deve accadere anche per i diritti, uno dei quali deve
tendere ad annientare laltro. A tanto arriva la confusione di P. I.
Stuka, che nella sostanza accede alla teoria di Rejsner del diritto
nostro e altrui.
A sostegno di questa sua posizione profondamente errata Stuka
afferma che la compravendita non sar mai socialista, che la
compravendita un istituto borghese e il socialismo non ammette la
compravendita. Esso ammette soltanto la fornitura diretta. Perci
bisogna separare in un apposito codice ci che attiene
semplicemente alla disciplina dei rapporti del settore socialista e non
al diritto civile
73
. Qui tutto viene confuso, a cominciare dalla parola
dordine leninista imparate a commerciare per finire con le
decisioni del XIV congresso del partito sul problema della NEP e del
socialismo.
La nuova concezione rivoluzionaria e dialettica orgogliosamente
proclamata da P. I. Stuka si riduce dunque alla teoria
opportunista di destra del diritto dei due settori, alla
contrapposizione degli interessi delleconomia socialista agli interessi
delluomo socialista, alla sottovalutazione del diritto civile come
diritto che disciplina, sanziona e tutela gli interessi personali e
patrimoniali dei lavoratori, dei cittadini dellURSS, costruttori del
socialismo. questa una rozza deformazione della dottrina di Marx,
Engels, Lenin, Stalin sul socialismo, sul posto e sul ruolo della
persona nella societ socialista. Il socialismo non nega, ma
contempera gli interessi individuali con gli interessi della collettivit.
Il socialismo non pu fare astrazione dagli interessi individuali.
Soltanto la societ socialista pu dare il soddisfacimento pi
completo di questi interessi individuali. Di pi: la societ socialista
costituisce la sola garanzia stabile per la tutela degli interessi della
persona. Con queste indicazioni il compagno Stalin precisa altres la
via di sviluppo del diritto civile sovietico e i compiti che in questo
campo ci si pongono: compiti che sono appunto di sviluppo e
consolidamento del diritto civile sovietico.
P. I. Stuka e i suoi seguaci, invece, videro tale compito nella
semplificazione e restrizione dellazione dei rapporti puramente
civili (Stuka). Da qui il misconoscimento dei compiti connessi con la
realizzazione del diritto di propriet personale dei cittadini,
essenziali per il diritto civile sovietico. Da qui laffermazione di vari
civilisti dellestinzione del diritto civile, dellestinzione delle categorie
della persona giuridica, la riduzione del diritto civile sovietico al
diritto economico e di questultimo ai problemi di gestione
delleconomia e via dicendo.
Con una simile impostazione il diritto civile sovietico viene di fatto
liquidato e questa liquidazione, compiuta da Stuka e dai suoi
seguaci, parte dei quali sono attualmente arrivati al diretto
sabotaggio e al tradimento, sottolinea in modo evidente quanto siano
profonde le deformazioni nel campo della teoria marxista-leninista
del diritto. La profondit di queste deformazioni balza
particolarmente agli occhi oggi, quando la pi grande delle
Costituzioni dellumanit la Costituzione staliniana assegna un
posto di particolare rilievo ai diritti civili degli uomini sovietici,
quando i rapporti giuridici civili salgono a un livello superiore di
sviluppo nelle condizioni della societ socialista.
Ma le deformazioni della teoria marxista del diritto sono arrivate ben
pi in l di quanto si possa giudicare da quel che si gi detto. Il
gruppo di traditori guidato dal Paukanis, Volkov, Docenko e altri,
insediatosi per vari anni allIstituto della costruzione sovietica e del
diritto, ha sistematicamente demolito la scienza giuridica marxista
industriandosi ad alterare i fondamentali ed essenziali princpi della
metodologia marxista-leninista nel campo del diritto.
Paukanis con il suo libretto La teoria generale del diritto e il
marxismo, Volkov con la sua Riflessologia penale, Gincburg con il suo
Corso di diritto economico sovietico, Krylenko con i suoi opuscoli
antimarxisti sul diritto penale, Berman e Docenko con le loro
teoriuzze sulla estinzione del diritto ecc. ecc. hanno ciascuno nel
proprio settore fatto non poco per deformare la grande dottrina di
Marx, Engels, Lenin, Stalin e intorbidire cos la limpida fonte di un
grande pensiero autenticamente scientifico.
Ecco alcuni esempi di come vari pseudo-scienziati hanno alterato la
concezione marxista-leninista del contenuto e della natura del diritto
sovietico e i fini dellordinamento sovietico.
Il traditore Paukanis, oggi smascherato, ha dimostrato che gli
atti legislativi e amministrativi, quando divengono compiti operativi,
conservano soltanto una debole lega di elementi giuridici, cio
formali. Un altro traditore, eljapov, ha scritto: Nella legislazione
dello Stato proletario si cancella il confine che in linea di principio
separa la legge da una parte e gli altri atti di amministrazione
statuale dallaltra. G. S. Gurvi ha negato valore alla legislazione
sovietica asserendo che non questa oggi la cosa principale, che ci
occorre non una legislazione, ma ben altro: una buona
amministrazione non costosa, un funzionario intelligente e leale, un
amministratore assennato che maneggi una norma amministrativa
ben fatta, acconcia, certa e precisa: questo occorre al Paese
74
.
Kobalevskij ha scritto che gli interessi dei singoli cittadini passano
nello Stato sovietico in secondo piano mentre viene in primo piano la
ricostruzione della societ su nuove basi economico-sociali
75
:
lattivit dellamministrazione per la tutela dellordine e della
tranquillit sociale caratterizzata da ci, che essa non persegue il
fine di fornire ai concreti soggetti servizi positivi, ma si riduce
fondamentalmente alla limitazione della libert naturale
dellindividuo allo scopo di proteggere con misure di costrizione
amministrativa lordinamento esistente nel Paese
76
. Gli ha fatto eco
lamministrativista A. F. Evticheev, che arrivato allaperta
calunnia antisovietica e alla menzogna controrivoluzionaria contro il
sistema sovietico: questo professore ha avuto il coraggio di
affermare che i diritti della persona nelle repubbliche sovietiche
tengono un posto del tutto subordinato ai diritti della collettivit
77
:
lmbito della discrezionalit nel diritto sovietico in realt assai
grande
78
.
Cos, facendo a gara luno con laltro, tutti questi uomini che
ardiscono chiamarsi giuristi sovietici hanno deformato e dileggiato la
scienza del diritto sovietico cercando di screditare la nostra scienza e
il nostro diritto. Ma il nemico stato smascherato e le sue posizioni
teoriche sono state smascherate e distrutte. Il terreno ora
ripulito. Il lavoro creativo dei giuristi sovietici prosegue con nuova
energia sulla base del retaggio scientifico dei pi grandi pensatori
dellumanit, degli immortali fondatori dellunica teoria
autenticamente scientifica che ha celebrato la sua vittoria in un sesto
del mondo coprendosi di gloria imperitura e che porta il nome del suo
iniziatore: del grande Marx, geniale maestro dei proletari di tutti i
Paesi.
merito della dottrina di Marx ed Engels di aver innanzi tutto posto
termine alla mistificazione della storia umana. Marx ed Engels
hanno dimostrato che lo sviluppo della societ umana soggetto a
proprie leggi indipendenti dalla volont degli uomini; ma in pari
tempo sono gli uomini stessi e nientaltro che gli uomini a creare la
loro storia. Marx ha aperto e indicato la via di una consapevole
azione delluomo sul corso e sulla direzione del processo storico. Egli
ha dato al proletariato una possente e invincibile arma di lotta: il
materialismo dialettico sotto la cui bandiera il proletariato ha gi
conseguito luminose vittorie di portata storica mondiale. Parlando
dei meriti di Marx ed Engels dinanzi al proletariato Lenin ha scritto:
In poche parole i meriti di Marx ed Engels dinanzi alla classe
operaia possono cos essere formulati: essi insegnarono alla classe
operaia a conoscersi e ad avere coscienza di s, e al posto delle
fantasticherie posero la scienza
79
; al caos e allarbitrio che fino ad
allora avevano dominato le concezioni della storia e la politica
subentr una teoria scientifica stupendamente completa e
armoniosa
80
. Cos come la conoscenza delluomo rispecchia la
natura esistente indipendentemente da lui, cio la materia in
sviluppo, cos la conoscenza sociale delluomo [cio le diverse
concezioni e teorie filosofiche, religiose, politiche ecc.] rispecchia la
struttura economica della societ. Le istituzioni politiche sono una
sovrastruttura della base economica. Noi vediamo, per esempio, come
le diverse forme politiche degli Stati europei contemporanei servono
a rafforzare il dominio della borghesia sul proletariato. La filosofia di
Marx un materialismo filosofico compiuto che ha dato grandi
strumenti di conoscenza allumanit e alla classe operaia in
particolare
81
. Cos Lenin caratterizz il significato della filosofia
marxiana che costituisce la base della teoria dello Stato e del diritto.
Una rilevante peculiarit del marxismo lunione della teoria
rivoluzionaria e della pratica rivoluzionaria, la loro unit, che
determina il carattere creativo e non dogmatico del marxismo. Ci
concerne tutti i campi dei rapporti sociali, anche quello che oggetto
della scienza dello Stato e del diritto.
Come giurista Marx dedic grandissima attenzione ai problemi della
giurisprudenza. La sua critica del sistema filosofico hegeliano scatur
dalla sua critica della filosofia hegeliana del diritto. Il giovane Marx
terminava la sua opera Per la critica della filosofia del diritto di
Hegel con queste parole profetiche: In Germania non si pu spezzare
nessuna specie di servit senza spezzare ogni specie di servit. La
Germania radicale non pu fare la rivoluzione senza compierla dalle
radici. Lemancipazione del tedesco lemancipazione delluomo. La
testa di questa emancipazione la filosofia, il suo cuore il
proletariato. La filosofia non pu realizzarsi senza leliminazione del
proletariato, il proletariato non pu eliminarsi senza la realizzazione
della filosofia. Quando siano adempite tutte le condizioni interne, il
giorno della resurrezione tedesca verr annunziato dal canto del gallo
francese
82
. Lelaborazione scientifica dei problemi del diritto e dello
Stato dunque in Marx strettamente connessa con i problemi
filosofici generali e metodologici.
Quando era redattore della Rheinische Zeitung (1842) Marx era
ancora su posizioni hegeliane in relazione al problema del diritto e
dello Stato, operava ancora con le categorie hegeliane e parlava dei
concetti di propriet privata, diritto, Stato. Ma gi in questo
periodo hegeliano della sua formazione Marx analizzava con forza
eccezionale i fenomeni sociali mettendo in luce il loro carattere reale,
materiale con geniali lampi di pensiero materialistico. Ecco le
argomentazioni di Marx nel dibattito sulla libert di stampa nella
Dieta della Renania: Anche se praticamente la censura fosse una
sola cosa con la giustizia, rimarrebbe tuttavia un fatto, che non ha
necessit alcuna di esistere. Fa parte della libert non solo quello che
io vivo, ma anche come lo vivo; non solo che io eserciti la libert, ma
anche che leserciti liberamente. Altrimenti che cosa distinguerebbe
il muratore dal castoro, se non il fatto che il castoro un muratore
con la pelliccia e il muratore un castoro senza pelliccia?
83
. E pi
oltre Marx dice: La stampa francese non troppo libera: al contrario
non lo abbastanza. Invero non sottost ad una censura spirituale,
bens ad una materiale: cio le alte cauzioni in danaro. Perci agisce
in modo materiale, proprio perch dalla sfera a lei propria venne
spinta in quella delle grandi speculazioni commerciali. Inoltre le
grandi speculazioni commerciali hanno luogo nelle grandi citt; la
stampa francese si concentra perci in pochi centri, e se la forza
materiale concentrata in pochi centri ha un effetto demoniaco, come
non lavr la forza spirituale? Ma se volete giudicare la libert di
stampa non secondo le sue idee, bens secondo la sua esistenza
storica, perch non la ricercate l dove esiste storicamente? Gli
scienziati per mezzo degli esperimenti cercano di riprodurre un
fenomeno naturale nelle sue condizioni pi pure. Voi non avete
bisogno di esperimenti; trovate nel Nord America il fenomeno
naturale della libert di stampa nelle sue forme pi pure e naturali.
Ma se il Nord America ha grandi fondamenti storici di libert di
stampa, la Germania ne ha di pi grandi. La letteratura di un popolo
e la cultura che ne deriva non sono soltanto i fondamenti storici
diretti della stampa, bens la sua stessa storia
84
.
Pur partendo dalla concezione hegeliana del diritto come espressione
dello spirito universale, Marx (nellarticolo sui dibattiti attorno alla
legge contro i furti di legna, per esempio) denuncia il diritto delle
classi privilegiate come un diritto che esprime il contenuto bestiale
dei loro interessi, come una mera maschera animalesca
85
. In questo
articolo Marx parla ancora della natura giuridica delle cose, cui la
legge deve conformarsi. Ma anche qui egli smaschera la falsit di
questa legge cui viene immolato il povero. Marx polemizza contro le
astrazioni nella costruzione della legge, contro lastrattezza della
legge: Se qualunque offesa alla propriet, senza distinzione, senza
specificazione, furto, non sarebbe da dirsi furto ogni propriet
privata?
86
. E pi avanti: Se negate la differenza fra tipi
essenzialmente diversi dello stesso reato, negate pure il delitto come
cosa diversa dal diritto, distruggete il diritto stesso
87
. Marx
denuncia lo spirito meschino della legislazione renana, imbevuta di
rozzo, egoistico interesse di classe. E sebbene Marx renda qui ancora
omaggio allidealizzazione dei rapporti sociali, quale coraggioso odio
rivoluzionario e quale nobilt risuona nella sua giovane voce che si
leva contro coloro che dei propri calli fanno la misura delle azioni
umane
88
: lanima meschina, balorda, insipida ed egoista
dellinteresse vede solo un punto, il punto in cui essa viene offesa,
come luomo rozzo, che forse giudica un passante per la pi infame e
riprovevole creatura della terra, perch questa creatura gli ha
pestato i calli. Costui fa dei propri occhi pollini gli occhi con cui vede
e giudica; fa di quel solo punto, in cui il passante lha toccato, lunico
punto in cui il proprio essere a contatto col mondo. Orbene, un
uomo pu ben pestarmi i calli senza cessare per questo di essere un
uomo rispettabile ed anche insigne; e come non giudicate gli altri
relativamente ai vostri calli, cos non dovete giudicarli in base al
vostro interesse privato. Linteresse privato trasforma in sfera vitale
di un uomo quel singolo settore in cui egli si trova a lottare con
linteresse medesimo. Fa della legge un cacciatore di topi, che vuole
sterminare lanimale nocivo, poich non un naturalista e vede
perci nei topi soltanto lanimale nocivo. Ma lo Stato ha il dovere di
vedere in chi asporta legna qualcosa di pi del mero ladro di legna, di
pi del nemico della legna. Ognuno dei suoi cittadini non legato allo
Stato da mille nervi vitali? E pu lo Stato recidere tutti questi nervi
perch un cittadino ne ha reciso di propria volont uno solo? Anche
in uno che asporta legna lo Stato deve vedere un uomo, un membro
vivente, in cui scorre il sangue del proprio cuore, un soldato che
difende la patria, un testimone la cui parola deve valere dinanzi ai
tribunali, un membro della comunit che deve assolvere funzioni
pubbliche, un padre di famiglia la cui esistenza sacra, anzitutto un
cittadino dello Stato. E lo Stato non escluder facilmente uno dei
propri membri da tutte queste determinazioni, poich lo Stato
amputa s stesso ogniqualvolta fa di un cittadino un delinquente. Ma
prima di tutto il legislatore morale considerer come il cmpito pi
serio, doloroso e delicato quello di incorporare nellmbito
dellattivit delittuosa unazione finora irreprensibile
89
.
Marx denuncia la natura dello Stato basato sullo sfruttamento come
lancella dellegoismo dei ricchi: Questa logica, che trasforma il
dipendente del proprietario forestale in unautorit statale,
trasforma lautorit statale in un dipendente del proprietario. La
struttura dello Stato, lufficio dei singoli magistrati, tutto deve essere
sconvolto, tutto decadere a mezzo del proprietario di foreste ed il suo
interesse risultare il principio determinante della intera societ.
Tutti gli organi dello Stato diventano orecchi, occhi, braccia, gambe,
con cui linteresse del proprietario ascolta, osserva, valuta, provvede,
afferra e cammina
90
. Marx smaschera lo Stato borghese come
commesso della borghesia, mette a nudo il caso ben singolare che la
punizione del reo si trasformi, da vittoria del diritto contro gli
attentati al diritto, in vittoria dello egoismo contro gli attentati
allegoismo
91
. In questo scritto Marx denuncia spietatamente la
natura usuraia, alla Shylock, del diritto borghese. Vi leggiamo: Ma
il principio riconosciuto : il senso del diritto e dellequit a difesa
dellinteresse del proprietario forestale, principio che si contrappone
direttamente al senso del diritto e dellequit a difesa dellinteresse
di chi possiede la vita, la libert, lumanit, lo Stato, cio di chi non
possiede altro che se stesso. Dunque siamo a questo punto: il
proprietario forestale riceve in luogo del ceppo di legno un ex-uomo.
Shylock: O sapientissimo giudice, la sentenza stata
pronunciata. Sbrigatevi.
Porcia: Aspetta un momento: c ancora da osservare una
cosa. Il documento non ti concede nemmeno una goccia di
sangue; le parole sono categoriche: una libbra di carne.
Prendi dunque il documento e con esso una libbra di carne;
ma se tagliando tu versi anche solo una goccia di sangue
cristiano, secondo la legge di Venezia ogni tuo avere cade in
possesso dello Stato veneto.
Graziano: O saggio giudice! Guarda, ebreo! Un giudice
saggio davvero.
Shylock: questa la legge?
Porcia: Guarda tu stesso gli atti.
E guardate gli atti anche voi!, dice Marx, e cos continua: Su che
fondate voi la pretesa alla propriet sul corpo del ladro? Sulle multe.
Abbiamo mostrato che voi non avete alcun diritto ad esse. Ma
prescindiamo da questo. Qual il vostro principio basilare? Che
linteresse del proprietario va assicurato, anche se dovesse per ci
andare in rovina il mondo del diritto e della libert. Per voi
incrollabilmente stabilito che il vostro danno forestale va compensato
in qualche modo dal ladro. Questo rigido sostegno ligneo del vostro
ragionamento cos fradicio, che un unico soffio di vento della sana
ragione lo sgretola in mille frammenti
92
.
Marx parla ancora qui delleternit del diritto, del fatto che il diritto
deve essere immortale, ma in pari tempo egli denuncia la terrestre
mortalit, la peccaminosit del diritto posto al servizio dei ricchi
contro i poveri! Vi sono in questo scritto geniali indicazioni sullunit
del diritto materiale e processuale, che confutano le
pseudoscientifiche contrapposizioni del diritto materiale e
processuale, della forma e del contenuto: se il processo non pi
altro che una forma senza contenuto, una simile inezia formale non
possiede alcun valore per s stante. Secondo questo modo di pensare
il diritto cinese diventerebbe francese, purch lo si rivestisse della
procedura francese. Ma la sostanza ha una propria forma processuale
necessaria e innata e, come nel diritto cinese necessario il bastone,
come al contenuto della giustizia penale medievale appartiene
necessariamente la tortura come forma processuale, cos il libero
processo pubblico ha secondo la propria natura un contenuto
pubblico, dettato dalla libert e non dal privato interesse. Il processo
e il diritto non sono pi indifferenti luno rispetto allaltro di quanto
le forme delle piante e degli animali siano indifferenti rispetto alla
carne e al sangue degli animali stessi. Devessere un unico spirito ad
animare il processo e le leggi, poich il processo non altro che il
modo di vivere della legge, dunque la manifestazione della sua vita
interiore. I pirati di Tidong, per assicurarsi dei prigionieri, rompono
loro braccia e gambe. Per assicurarsi dei ladri forestali la Dieta non
solo ha spezzato gambe e braccia al diritto, ma altres ne ha
trapassato il cuore. Riconosciamo alla Dieta il merito di avere
ricondotto ad effettiva nullit il processo per alcune categorie;
dobbiamo riconoscere la disinvolta coerenza con cui a un contenuto
non libero si d una forma non libera. Se si introduce materialmente
nel nostro diritto linteresse privato, che non sopporta la luce della
pubblicit, gli si d anche la sua forma adatta, un andamento furtivo,
affinch almeno non si risvegli e nutra alcuna illusione pericolosa e
fatua. Riteniamo dovere di tutti i Renani e specialmente dei giuristi
renani dedicare in questo momento tutta la loro attenzione al
contenuto del diritto, affinch in fine non ce ne resti fra le mani che
la maschera vuota. La forma non ha alcun valore, se non la forma
del contenuto
93
.
Nellarticolo Sulla questione ebraica Marx esprime ancora il suo
consenso con la definizione hegeliana dello Stato come la realt
morale autocosciente dello spirito
94
, ma qui Marx denuncia il diritto
borghese come diritto del proprietario privato dicendo che
lutilizzazione pratica del diritto delluomo alla libert il diritto
delluomo alla propriet privata
95
, il diritto dellegoismo.
Nel 1841 usc lopera di Feuerbach Lessenza del cristianesimo che
mand in congedo lo spirito del mondo di Hegel ed esercit grande
influenza su Marx. Marx, per, rimane su posizioni autonome
polemizzando contro le unilateralit di Feuerbach, che si fonda
troppo sulla natura e troppo poco sulla politica
96
: Marx invece esige
lunione di natura e politica, che sola in grado di rendere ideale la
filosofia
97
.
Nel 1844 Marx si libera definitivamente dallhegelismo e supera il
materialismo limitato di Feuerbach: Il primo lavoro intrapreso per
sciogliere i dubbi che mi assalivano fu una revisione critica della
filosofia del diritto di Hegel, lavoro di cui apparve lintroduzione nei
Deutsch-franzsische Jahrbcher pubblicati a Parigi nel 1844. La
mia ricerca arriv alla conclusione che tanto i rapporti giuridici
quanto le forme dello Stato non possono essere compresi n per se
stessi, n per la cosiddetta evoluzione generale dello spirito umano,
ma hanno le loro radici, piuttosto, nei rapporti materiali
dellesistenza il cui complesso viene abbracciato da Hegel, seguendo
lesempio degli inglesi e dei francesi del secolo XVIII, sotto il termine
di societ civile; e che lanatomia della societ civile da cercare
nelleconomia politica. Avevo incominciato lo studio di questa scienza
a Parigi, e continuai a Bruxelles, dove ero emigrato in seguito a un
decreto di espulsione del sig. Guizot. Il risultato generale al quale
arrivai e che, una volta acquisito, mi serv da filo conduttore nei miei
studi, pu essere brevemente formulato cos: nella produzione sociale
della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati,
necessari, indipendenti dalla loro volont, in rapporti di produzione
che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze
produttive materiali. Linsieme di questi rapporti di produzione
costituisce la struttura economica della societ, ossia la base reale
sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla
quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il
modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il
processo sociale, politico e spirituale della vita
98
.
Nella Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico Marx
analizza lucidamente il concetto hegeliano di diritto e mette in luce
linconsistenza dellidealismo hegeliano: Lerrore principale di Hegel
consiste in ci: chegli assume la contraddizione del fenomeno come
unit nellessenza, nellidea, laddove essa contraddizione ha la sua
ragione in qualcosa di pi profondo, cio in una sostanziale
contraddizione, come, per es., qui il contraddirsi del potere legislativo
in se stesso soltanto la contraddizione dello Stato politico con se
stesso, e dunque della societ civile con se stessa. La critica volgare
cade in un opposto, dogmatico errore. Cos essa critica, ad es., la
costituzione: attira lattenzione sullantitesi dei poteri etc., trova
ovunque delle contraddizioni. Questa ancora della critica
dogmatica, che lotta col suo oggetto, allincirca come una volta si
eliminava il dogma della santa Trinit per la contraddizione di uno e
tre. La vera critica, invece, mostra lintima genesi della santa Trinit
nel cervello umano. Descrive il suo atto di nascita. Cos la critica
veramente filosofica dellodierna costituzione dello Stato non indica
soltanto le sussistenti contraddizioni, ma le spiega, ne comprende la
genesi, la necessit. Le prende nel loro peculiare significato. Ma
questo comprendere non consiste, come Hegel crede, nel riconoscere
ovunque le determinazioni del concetto puro, bens nel concepire la
logica specifica delloggetto specifico
99
. Famiglia e societ civile si
fanno esse stesse Stato. Esse sono lagente. Secondo Hegel esse sono,
al contrario, agite dallidea reale: non la loro propria vita che le
unisce allo Stato, ma al contrario la vita nellidea, che se le assegna
da s; e invero esse sono [la] finit di questidea; esse debbono la loro
esistenza ad uno spirito altro dal loro; esse sono determinazioni poste
da un terzo, non sono affatto autodeterminazioni; perci sono anche
determinate, in quanto finit, come la finit propria dellidea
reale. Lo scopo della loro esistenza non lesistenza stessa, ma lidea
separa da s questi presupposti per scaturire dalla loro idealit
come per s infinito, reale spirito, cio lo Stato non pu essere senza
la base naturale della famiglia e la base artificiale della societ civile,
che sono la conditio sine qua non. Ma la condizione diventa il
condizionato, il determinante il determinato, il producente il prodotto
del suo prodotto
100
.
Marx si separa cos dalle concezioni hegeliane dello Stato e del diritto
e denuncia gli sconci hegeliani in questi termini: Il definire uno
sconcio come il maggiorasco una determinazione della propriet
privata da parte dello Stato politico insomma inevitabile, quando
sinterpreta una vecchia concezione del mondo nel senso di una
nuova; quando si d a una cosa, come qui alla propriet privata, un
doppio significato, un significato davanti al tribunale del diritto
astratto e uno opposto nel cielo dello Stato politico
101
.
Di questa emancipazione di Marx dagli errori hegeliani Engels ebbe
a scrivere: La critica dei dibattimenti alla dieta provinciale renana
obblig Marx a studiare questioni attinenti agli interessi materiali ed
egli giunse allora a concezioni nuove, non previste n dalla
giurisprudenza n dalla filosofia. Separandosi dalla filosofia
hegeliana del diritto, Marx arriv allidea che non lo Stato,
rappresentato da Hegel come coronamento di tutto ledificio, ma, al
contrario, la societ civile, verso la quale Hegel mostrava tanto
disprezzo, la regione nella quale bisogna cercare la chiave per
comprendere il processo dello sviluppo storico dellumanit
102
.
Qual la caratteristica della societ civile verso cui Hegel mostrava
tanto disprezzo? Ecco ci che ebbe a scriverne Marx nella Sacra
famiglia: , dunque, la necessit naturale, le propriet essenziali
delluomo, per quanto possano apparire estraniate, e linteresse, che
tengono insieme i membri della societ civile; la vita civile, e non la
vita politica, che costituisce il loro nesso reale. Non dunque lo Stato
che tiene insieme gli atomi della societ civile, ma il fatto che essi
sono atomi solo nellidea, nel cielo della loro immaginazione, e che
nella realt, invece, sono esseri distinti fortemente dagli atomi, ossia
non sono divini egoisti, ma uomini egoistici. Solo la superstizione
politica immagina ancora oggi che la vita civile debba essere tenuta
insieme dallo Stato, mentre, al contrario, lo Stato, in realt, che
tenuto insieme dalla vita civile
103
. Nella Sacra famiglia Marx entr
nel vivo della concezione materialistica della storia che fu per la
prima volta esposta in forma sviluppata nella Ideologia tedesca, nel
Manifesto comunista e in altre importanti opere di Marx ed Engels.
In San Max Marx mise a nudo la illusoria rappresentazione di San
Sancio del diritto di successione, denunciando lerroneit dei concetti
astratti di San Sancio in forza dei quali egli spiega il diritto di
successione adducendo la necessit dellaccumulazione e la famiglia
che esiste di fronte al diritto, ma lo spiega con la finzione giuridica
del prolungamento del potere oltre la morte
104
. Marx constata che
questa finzione giuridica viene sempre pi abbandonata da tutte le
legislazioni, via via che la societ feudale si trasforma nella societ
borghese: Sancio non poteva proprio scegliere un esempio pi
infelice del diritto di successione, che mostra con la massima
chiarezza la dipendenza del diritto dai rapporti di produzione
105
. E
vogliamo sottolineare appunto, soprattutto, questultimo elemento.
Pi avanti troviamo in Marx questo brano importante: certo che,
come non ha mai ricavato da un osso fosforo, farina o calcio, nessun
cane si mai messo in testa alcunch sul suo diritto allosso;
proprio come San Sancio non si mai messo in testa di chiedersi se
il diritto che gli uomini rivendicano su un osso e che i cani non
rivendicano non sia connesso al modo in cui gli uomini trattano
produttivamente questosso, ci che i cani non fanno. In un solo
esempio, insomma, abbiamo qui tutto il metodo della critica di Sancio
e la sua fede incrollabile nelle illusioni correnti. I rapporti di
produzione degli individui, quali si sono avuti sinora, devono
parimenti esprimersi come rapporti politici e giuridici
106
.
Marx denuncia poi il feticismo del diritto borghese e dirige la forza
possente del suo sarcasmo contro le illusioni giuridiche, contro i
tentativi di rappresentare i rapporti politici e giuridici come potenze
misteriose che sono in realt soltanto una conseguenza necessaria
dellindipendenza acquistata dai rapporti reali di cui essi sono
espressione
107
. Oltre a questo valore che hanno nella coscienza
comune, dice Marx queste generalit acquistano ancora un
valore e uno sviluppo particolare ad opera dei politici e dei giuristi, i
quali sono assegnati al culto di questi concetti in seguito alla
divisione del lavoro e vedono in essi, e non nei rapporti di produzione,
il vero fondamento di ogni reale rapporto di propriet. San Sancio
accetta ad occhi chiusi questa illusione, ed riuscito cos a far vedere
come la propriet legale sia la base della propriet privata e come il
concetto di diritto sia la base della propriet legale, cosicch ora pu
ridurre tutta la sua critica a dimostrare che il concetto di diritto un
concetto, un fantasma. Con questo San Sancio ha finito. Per farlo
contento potremo dirgli ancora che la condotta seguta dai cani,
quando trovano in due un osso, riconosciuta come diritto in tutti i
codici primitivi: vim vi repellere licere, dicono le Pandette; idque ius
natura comparatur, col che sintende ius quod natura omnia
animalia uomini e cani docuit; ma che in seguito il rigetto
organizzato della forza con la forza costituisce appunto il diritto
108
.
Lo stesso diritto della societ borghese viene da Marx qualificato
come privilegio dei ricchi, dei proprietari privati: [] tutta quanta
la societ civile proprio questa guerra, luno contro laltro, di tutti
gli individui, che si escludono reciprocamente solo per la loro
individualit, luniversale, sfrenato, movimento delle forze
elementari della vita sciolte dai vincoli dei privilegi. Lantagonismo
tra lo Stato rappresentativo democratico e la societ civile il
compimento dellantagonismo esistente nel mondo classico tra la
comunit pubblica e la schiavit. Nel mondo moderno, ciascuno ,
nello stesso tempo, membro della societ schiavista e della comunit.
Proprio la schiavit esistente nella societ civile , apparentemente,
la maggiore libert, poich lindipendenza, apparentemente
perfetta, dellindividuo, il quale crede che il movimento sfrenato, non
pi tenuto a freno n da vincoli generali n dalluomo, degli elementi
vitali a lui estraniati, come, ad esempio, propriet, industria,
religione ecc., sia la sua propria libert, mentre non che la sua
compiuta schiavit ed inumanit. Al posto del privilegio subentrato
qui il diritto
109
.
Che cos il diritto dal punto di vista della teoria marxista? Il vostro
diritto non che la volont della vostra classe, innalzata a legge, una
volont il cui contenuto determinato dalle condizioni materiali di
vita della vostra classe
110
: sono parole del Manifesto comunista
rivolte alla borghesia, che definiscono la concezione marxista del
diritto.
Il diritto, o sovrastruttura giuridica, pu e deve spiegarsi in ultima
analisi con la struttura economica della societ, con i suoi rapporti di
produzione: Questo Code pnal che tengo in mano non ha creato la
societ borghese moderna. Al contrario, la societ borghese, sorta nel
XVIII secolo e sviluppatasi ulteriormente nel XIX, trova in questo
codice soltanto la sua espressione giuridica. Non appena esso cessa di
corrispondere ai rapporti sociali, si trasforma in un semplice mucchio
di carta
111
. In questa indicazione di Marx contenuto altres il
riconoscimento della inevitabilit dello sviluppo del diritto che, per,
non ha una propria storia, ma la cui storia organicamente connessa
con lo sviluppo della societ civile, cio di quei rapporti sociali e, in
primo luogo, di quei rapporti di produzione dai quali e sui quali sorge
il diritto, lintera sovrastruttura giuridica come in generale quella
politica. Appunto perci il diritto non pu essere pi elevato del
livello della economia di una data societ, come, del resto, non pu
essere al di sotto di quel livello. Esso deve corrispondergli o
concordare con esso (Lettera di Engels a Conrad Schmidt del 27
novembre 1890). Tale circostanza esclude lidea di uno sviluppo del
diritto in cui sia possibile la meccanica trasposizione di concetti e
istituti giuridici da unepoca economica ad unaltra.
Da questo punto di vista resta facilmente smascherata la teoria
antimarxista e pseudoscientifica dei sabotatori Paukanis, Krylenko
ecc. i quali affermano che il diritto sovietico non che diritto
borghese recepito. La viziosit e il carattere pseudoscientifico di
simili costruzioni teoriche si spiega con la deformazione dei
fondamentali princpi della teoria marxista del diritto.
Quando, per esempio, Paukanis parla delle due epoche di sviluppo
culminante dei concetti giuridici generali di Roma col suo sistema
di diritto privato e del XVII-XVIII secolo in Europa con
luniversalismo della forma giuridica borghese e pensa di poter
estrarre appunto dallanalisi di queste forme una definizione esatta e
esauriente del diritto, egli abbandona il terreno della storia e
deforma il marxismo, il quale insegna che ad ogni epoca economica
della societ classista corrisponde un suo diritto e che una
comprensione adeguata del diritto va tratta non gi dalla analisi del
diritto sia pure nella sua forma pi sviluppata ma dallanalisi
dei rapporti sociali e di produzione che generano quella data forma
giuridica.
Ecco perch una rozza deformazione della teoria di Marx sul diritto
laffermazione dei Paukanis, dei Berman ecc. secondo cui il
passaggio al comunismo non comporta il passaggio a forme nuove di
diritto, ma lestinzione della forma giuridica in generale. Questa tesi
antimarxista gravida di serie conseguenze pratiche: essa apre le
porte ad un atteggiamento nichilista verso il diritto sovietico in
quanto diritto borghese, allindebolimento degli istituti giuridici che
sarebbero condannati allimmediata estinzione, al vero e proprio
disarmo del proletariato che dovrebbe essere privato di una delle pi
acuminate e potenti armi di lotta contro i nemici del socialismo.
Il marxismo insegna che necessario utilizzare il diritto come uno
dei mezzi di lotta per il socialismo, come uno dei mezzi per
trasformare la societ umana su basi socialiste. Nello Stato sovietico
il diritto sovietico interamente e completamente diretto contro lo
sfruttamento e gli sfruttatori. Il diritto sovietico il diritto di uno
Stato socialista degli operai e dei contadini, un diritto socialista
chiamato a servire la lotta contro i nemici del socialismo e la causa
della costruzione della societ socialista. Questi compiti vengono
assolti dal diritto sovietico, in quanto diritto socialista, fin dal
momento della sua nascita. Il diritto un insieme di regole della
condotta umana stabilite dal potere statuale in quanto potere della
classe che domina la societ, nonch delle consuetudini e delle regole
di convivenza sanzionate dal potere statuale e attuate
coercitivamente con lausilio dellapparato statuale al fine di tutelare,
consolidare e sviluppare i rapporti e lordinamento vantaggiosi e
favorevoli alla classe dominante. Il diritto sovietico attua la tutela e
serve il consolidamento e lo sviluppo dei rapporti e dellordinamento
sociali vantaggiosi e favorevoli al popolo lavoratore, agli operai, ai
contadini, ai lavoratori intellettuali del Paese dei Soviet.
Il marxismo insegna che il proletariato ha bisogno dello Stato anche
per reprimere gli sfruttatori e per dirigere enormi masse della
popolazione nellopera di organizzazione delleconomia socialista. Un
ruolo di eccezionale rilievo spetta in proposito agli organi dello Stato
come il tribunale, la cui attivit strettamente connessa con gli
istituti giuridici, con le regole, le leggi, le consuetudini giuridiche, con
le concezioni giuridiche e con il diritto nel suo insieme.
La complessit dei rapporti sociali del periodo di transizione non
consente neppure di pensare che sia possibile sempre e in ogni
condizione di assolvere ai compiti di repressione soltanto mediante la
diretta repressione amministrativa, con lausilio di misure e metodi
straordinari ed eccezionali. Come ha dimostrato lesperienza della
rivoluzione socialista nellURSS, la dittatura proletaria opera in
questo campo anche con strumenti giuridici (tribunali, norme
processuali, istituti processuali), organizzando e attivando il sistema
giudiziario basato su princpi come la pubblicit, limmediatezza, il
contraddittorio. Il proletariato ha bisogno del tribunale e della legge,
di codici penali, civili e processuali.
Il diritto penale sovietico esige a nome dello Stato sovietico una
condotta determinata, un determinato rapporto verso gli obblighi
civili, verso i doveri che esso pone e la cui esecuzione obbligatoria
sotto minaccia di pena. Il diritto penale sovietico al tempo stesso
espressione e elemento regolatore dei rapporti sociali che insorgono
fra lo Stato sovietico e i cittadini in certi casi determinati dallo Stato
e, a nome dello Stato, dallautorit, nonch nel concorso di certe
circostanze, anchesse determinate dallautorit statuale. Come tutto
il diritto socialista, anche il diritto penale sovietico espressione
della volont statuale del proletariato. La volont, se essa volont
dello Stato, deve essere espressa come legge emanata dallautorit,
scrisse Lenin nellarticolo Una posizione contraddittoria, altrimenti
aggiungeva la parola volont un vuoto soffio daria, un
suono vuoto
112
.
Sviluppando la dottrina di Marx ed Engels, Lenin e Stalin insegnano
che bisogna saper utilizzare il diritto e la legge nellinteresse della
rivoluzione socialista. Nel 1922, in una nota inviata a Kurskij, Lenin
ebbe a scrivere: Noi non ammettiamo nulla di privato, per noi
tutto nel campo delleconomia di diritto pubblico e non privato.
Ammettiamo il capitalismo soltanto come capitalismo di Stato. []
Bisogna perci estendere lintervento dello Stato nei rapporti di
diritto privato, ampliare il potere dello Stato di abolire i contratti
privati, applicare non gi il corpus juris romani ai rapporti civili,
ma la nostra coscienza giuridica rivoluzionaria, mostrare
sistematicamente, tenacemente, con perseveranza in una serie di
processi modello come si deve agire con intelligenza ed energia
113
.
Parlando nellottobre del 1922 alla IV sessione del Comitato
esecutivo centrale panrusso a proposito del Codice civile approvato in
tale sessione, Lenin disse: Anche qui abbiamo cercato di rispettare i
confini fra ci che legittima soddisfazione di ogni cittadino,
connessa con lattuale circolazione economica, e ci che costituisce
abuso della NEP e che in tutti gli Stati legale ma che noi non
vogliamo legalizzare
114
. Per Lenin il Codice civile era diretto contro
ci che costituiva un abuso della NEP e che in tutti gli Stati
legale, cio contro i princpi borghesi e contro il contenuto borghese
dei codici civili dei Paesi capitalistici. Stalin insegna che bisogna
rafforzare la legalit socialista sottolineandone lessenzialit per la
nostra marcia in avanti, che bisogna rafforzare la stabilit delle leggi
sovietiche. Questa idea della stabilit delle leggi ha trovato
espressione nella grande Costituzione staliniana, nel principio da
essa sancito che la funzione legislativa spetta soltanto ed
esclusivamente alla competenza del Soviet supremo, nella distinzione
che essa fa fra leggi, ukaz, postanovlenie e rasporaenie.
Perch necessaria la stabilit delle leggi? Essa necessaria perch
rafforza la solidit dellordinamento statuale, la solidit della
disciplina statuale, decuplica le forze del socialismo mobilitandole e
orientandole contro le forze ostili al socialismo.
Il diritto non pone soltanto diritti, ma anche obblighi.
Leliminazione delle classi una nostra istanza fondamentale, senza
di essa leliminazione del dominio di classe economicamente
impensabile. Invece di per un diritto eguale di tutti io propongo:
per eguali diritti ed eguali obblighi di tutti ecc. Eguali obblighi: per
noi questo un complemento di particolare importanza del diritto
eguale democratico-borghese, un completamento che toglie a
questultimo il suo senso specificamente borghese
115
. Questo rilievo
di Marx ed Engels contiene una indicazione di eccezionale
importanza circa il senso del diritto borghese nel periodo di
transizione di cui parla Marx nella Critica del programma di Gotha.
Marx spiega (contro Lassalle) che nella prima fase del comunismo
non v ancora eguaglianza e diritto eguale (diritto eguale di
ognuno ad eguale prodotto del lavoro). Questo diritto ancora e
sempre diritto ineguale giacch esso parte dalla applicazione di
ununica, eguale misura a uomini differenti, diversi per i loro bisogni
e per la loro situazione. Conseguentemente questo diritto ancora
ineguale e in questo senso ancora diritto borghese. Ma il
socialismo ha trasformato i mezzi di produzione in propriet comune
e pertanto il diritto borghese gi caduto. In questa societ sono
gi realizzati i princpi socialisti chi non lavora non mangia e per
eguale lavoro, eguale quantit di prodotto. Necessariamente quella
ingiustizia si conserva, ma viene sempre pi attenuata e ridotta,
tende a sparire completamente. Al diritto ineguale lo Stato
socialista appone una serie di correttivi: d ai lavoratori che ricevono
un salario ineguale un diritto eguale e effettivo ai sanatori, alle case
di riposo, alle cure mediche, allistruzione gratuita, alla pensione, ai
sussidi e cos via. E fra laltro scrisse Lenin i singoli uomini
non sono eguali, luno pi forte, laltro pi debole; uno sposato,
laltro no, uno ha pi figli, laltro meno ecc.
116
: a questa
ineguaglianza il potere sovietico apporta i suoi correttivi migliorando
la situazione di chi ha molti figli, di chi ha una famiglia numerosa
ecc. ecc. Cos va sviluppandosi il diritto socialista sovietico.
Come mezzo di controllo da parte della societ, come mezzo di
regolamentazione dei rapporti sociali, come metodo e mezzo di tutela
degli interessi della societ socialista e dei diritti e interessi dei
cittadini, il diritto sovietico assolve a una funzione sociale gigantesca,
della quale lo Stato sovietico, fino alla sua totale estinzione, non pu
fare a meno.
Come lo Stato, anche il diritto si estinguer nella fase superiore del
comunismo, quando tutti avranno imparato a fare a meno di regole
speciali che definiscono la condotta degli uomini sotto minaccia di
pena e con lausilio della coazione. Il diritto si estinguer quando gli
uomini si saranno assuefatti talmente al rispetto delle fondamentali
regole di convivenza da attuarle senza coazione. Ma fino ad allora
necessario un controllo sociale generale, necessaria una rigida
disciplina del lavoro e della convivenza ed occorre la subordinazione
di tutto il lavoro della nuova societ allo Stato realmente
democratico.
Parte centrale della dottrina di Marx ed Engels la teoria della
dittatura del proletariato, ricostruita e ulteriormente elaborata da
Lenin, il quale ha scoperto il potere sovietico come forma statuale
della dittatura proletaria, e dal compagno darmi di Lenin, Stalin,
che ha arricchito il marxismo-leninismo di unulteriore elaborazione
di tale problema. Stalin ha concretizzato le forme della lotta di classe
del proletariato nelle varie fasi della costruzione socialista, le vie
della trasformazione socialista del contadiname sotto la guida del
proletariato, la definitiva risoluzione della questione nazionale. Sulla
base della teoria di Marx ed Engels della dittatura del proletariato,
Lenin e Stalin hanno documentato la realt e possibilit della
vittoria del socialismo in un solo Paese a s preso smascherando cos
la falsit delle teorie controrivoluzionarie trotskiste-bucharianiane.
La teoria della dittatura del proletariato indissolubilmente
connessa con la teoria dello Stato del periodo di transizione. Spetta a
Marx di aver risolto appieno tale problema. La teoria di Marx ed
Engels dello Stato del periodo di transizione a sua volta connessa
con la teoria generale marxista dello Stato, la quale individua
lorigine, lo sviluppo e la natura dello Stato. Sono noti gli importanti
scritti che Marx ed Engels dedicarono a questo problema. Contro la
rappresentazione idealistica e meccanica dello Stato dei teorici
borghesi e pseudomarxisti il marxismo ha dimostrato la storicit
dello Stato, che nasce ad un determinato grado dello sviluppo
economico e ad un determinato grado dello sviluppo storico si
estingue. Il marxismo ha tolto allo Stato i fiori della romanticheria
idealistica e ha messo in luce lessenza e la natura dello Stato in
quanto strumento delle classi dominanti, mezzo di oppressione e
asservimento delle masse lavoratrici quando dominano gli
sfruttatori, mezzo e arma di liberazione quando dominano i
lavoratori.
Tra le opere giovanili di Marx dedicate a tale questione sono
particolarmente importanti Lideologia tedesca e il Manifesto
comunista. NellIdeologia tedesca, nel capitolo su Feuerbach, Marx
scrisse: Poich lo Stato la forma in cui gli individui di una classe
dominante fanno valere i loro interessi comuni e in cui si riassume
lintera societ civile di unepoca, ne segue che tutte le istituzioni
comuni passano attraverso lintermediario dello Stato e ricevono una
forma politica
117
. E pi avanti: [] tutte le collisioni della storia
hanno la loro origine nella contraddizione tra le forze produttive e la
forma di relazioni
118
. Ad un determinato grado del loro sviluppo,
insegnano Marx ed Engels, le forze produttive si trasformano in forze
distruttive e ogni volta la contraddizione tra le forze produttive e la
forma delle relazioni scoppia inevitabilmente in forma di rivoluzione.
NellIdeologia tedesca Marx ed Engels giunsero ad una completa
teoria della rivoluzione proletaria e della dittatura proletaria
dimostrando e ci fu brillantemente confermato dalle loro
successive opere, specie dopo lesperienza della rivoluzione del 1848 e
le lezioni della Comune di Parigi che al periodo di transizione dal
capitalismo al comunismo corrisponde un periodo di transizione
politica, uno Stato che non pu essere altro che la dittatura
rivoluzionaria del proletariato.
Marx ed Engels, inoltre, risolsero una delle questioni fondamentali:
quella del rapporto fra dittatura del proletariato e democrazia, il
problema di come la democrazia si trasformi nel passaggio al
comunismo. Denunciando, come fu fatto di nuovo nel Manifesto
comunista, la falsit della democrazia capitalistica cui si oppone la
democrazia proletaria in tutta la ricchezza e grandezza dei nuovi
princpi, Marx deline lo sviluppo ulteriore della democrazia
proletaria e del nuovo Stato socialista che attua una spietata
repressione degli sfruttatori utilizzando tutti i mezzi di coercizione
propri dello Stato contro i nemici del comunismo e sviluppa un
gigantesco sistema di provvedimenti intesi a disciplinare e educare al
rispetto delle norme la nuova societ socialista. Questo Stato nuovo
deve agire come una macchina speciale dellamministrazione
statuale sommamente organizzata e armonica in tutte le sue parti,
fino al momento in cui lo sviluppo delle forze produttive,
labbondanza inusitata delle ricchezze materiali, la scomparsa delle
contraddizioni tra lavoro fisico e lavoro intellettuale, nonch la
scomparsa delle contraddizioni tra citt e campagna, non
condurranno a quella nuova civilt socialista che render superfluo
limpiego di una macchina speciale di gestione e coercizione avendo
abituato gli uomini a tutelare essi stessi il sistema sociale socialista,
e nella quale lo stesso Stato entrer nella fase della sua estinzione.
Lenin e Stalin hanno arricchito la teoria dello Stato di Marx ed
Engels con lesperienza di portata storica mondiale della costruzione
del socialismo nellURSS.
Nella teoria di Marx ed Engels dello Stato del periodo di transizione
tiene un posto fondamentale laffermazione che inevitabilmente il
proletariato pu vincere solo con la conquista violenta del potere,
spezzando e distruggendo la macchina della amministrazione
statuale espressa dalla societ basata sullo sfruttamento. Gi nel
Manifesto comunista leggiamo: Il proletariato si servir della sua
supremazia politica per strappare alla borghesia, a poco a poco, tutto
il capitale, per accentrare tutti gli strumenti di produzione nelle
mani dello Stato, vale a dire del proletariato stesso organizzato come
classe dominante, e per aumentare, con la massima rapidit
possibile, la massa delle forze produttive. Naturalmente sulle prime
tutto ci non pu accadere, se non per via di interventi dispotici nel
diritto di propriet e nei rapporti borghesi di produzione, vale a dire
con misure che appaiono economicamente insufficienti e insostenibili,
ma che nel corso del movimento sorpassano se stesse e spingono in
avanti, e sono inevitabili come mezzi per rivoluzionare lintiero modo
di produzione
119
.
Nel Diciotto brumaio di Luigi Bonaparte, parlando della onnipotenza
dellorganizzazione burocratica e militare creata dalla borghesia
francese, di questo mostruoso organismo parassitario che avvolge
come in una rete lintero corpo della monarchia assoluta che fu
ulteriormente rafforzato e perfezionato da Napoleone, Marx scrisse:
Tutti i rivolgimenti politici non fecero che perfezionare questa
macchina, invece di spezzarla
120
. A questo proposito Lenin scrisse:
In questo importante ragionamento il marxismo compie un grande
passo avanti rispetto al Manifesto comunista []. Qui la questione
viene posta concretamente e la conclusione che se ne trae
estremamente precisa, determinata, praticamente tangibile: tutte le
precedenti rivoluzioni hanno perfezionato la macchina dello Stato, e
invece bisogna spezzarla, distruggerla. Questa conclusione la cosa
principale, fondamentale nella teoria marxista dello Stato
121
.
Nella prefazione di Marx ed Engels alledizione tedesca del Manifesto
comunista (1872) si afferma che la Comune di Parigi ha fornito la
prova che la classe operaia non pu impossessarsi di una macchina
statale gi pronta e metterla in moto per i suoi propri fini
122
, come
gi nel 1871 aveva scritto Marx nella Guerra civile in Francia. A
questo passo della Guerra civile si richiam anche Engels venti anni
dopo: Per lo Stato non in realt che una macchina per
loppressione di una classe da parte di unaltra, nella repubblica
democratica non meno che nella monarchia; nel migliore dei casi un
male che viene lasciato in eredit al proletariato riuscito vincitore
nella lotta per il dominio di classe, i cui lati peggiori il proletariato
non potr fare a meno di amputare subito, nella misura del possibile,
come fece la Comune, finch una generazione, cresciuta in condizioni
sociali nuove, libere, non sia in grado di scrollarsi dalle spalle tutto il
ciarpame statale. Il filisteo socialdemocratico recentemente si
sentito preso ancora una volta da salutare terrore sentendo
lespressione: dittatura del proletariato. Ebbene, signori, volete
sapere come questa dittatura? Guardate alla Comune di Parigi.
Questa fu la dittatura del proletariato
123
.
un caso che i pi abietti rinnegati del marxismo del tipo dei
Kautsky, dei Cunov, degli Adler ecc. si scaglino tanto rabbiosamente
e freneticamente proprio contro la teoria di Marx della rottura della
macchina statuale? Kautsky (La rivoluzione proletaria e il suo
programma) cerc impudentemente di provare che, parlando della
necessit di mandare in pezzi la macchina statuale borghese, Marx
alludeva soltanto alla sua forma burocratico-militare. Secondo
Kautsky il proletariato non ha bisogno di un apparato
burocratico-militare e la repubblica democratica del tutto adatta
alle finalit della dittatura proletaria. Scrisse Kautsky: Marx non
pensava affatto che il proletariato non possa in alcun caso servirsi
del potere conseguito senza preventivamente distruggere lapparato
statale avuto in eredit. Marx respingeva soltanto una specifica
forma di questo apparato: la sua forma burocratico-militare. []
Dalle stesse parole di Marx risulta evidente che la tesi non si riferiva
affatto a tutti gli Stati esistenti []. Non ogni apparato statuale
sufficientemente adatto a che il proletariato possa semplicemente
impadronirsene e farlo funzionare ai suoi fini. A ci non adatto
lapparato burocratico-militare. Soltanto la repubblica democratica
atta allo scopo. L dove essa non esiste al momento in cui il
proletariato vince, il proletariato vincitore deve crearla. Nel 1871 e
poi ancora per lunghi anni questo compito sembr inevitabile. Gli
ultimi anni hanno apportato un sostanziale cambiamento a questo
riguardo. In quasi tutti i Paesi dEuropa il proletariato vittorioso
trover belle pronta la repubblica democratica. Andando al potere
esso non dovr distruggere la macchina statuale per intero, ma dovr
soltanto eliminare i residui monarchici e i privilegi burocratici e
militari. In unaltra opera (La concezione materialistica della storia)
Kautsky cerca di provare che attualmente lapparato
burocratico-militare dello Stato va passando in secondo piano e che lo
Stato concentra adesso nelle sue mani una quantit crescente di
funzioni che sono importanti anche per gli sfruttati. Perci gli
sfruttati pensano sempre meno ad indebolire questo Stato e, anzi,
pensano sempre pi a conquistare il potere statale e farlo servire ai
propri fini per trasformare questo apparato da apparato di
oppressione in apparato di liberazione.
Non si pu pensare una pi cinica deformazione della teoria marxista
dello Stato e della dittatura proletaria. Lenin e Stalin, smascherando
le deformazioni kautskiane del marxismo, hanno ripulito la teoria
marxista da ogni putridume e da ogni sporcizia opportunistica e
controrivoluzionaria. La storica opera di Lenin Stato e rivoluzione e
le opere di Stalin dedicate ai problemi della dittatura proletaria non
hanno lasciato pietra su pietra del kautskismo, del trotskismo e di
tutte le deformazioni controrivoluzionarie che colpirono al cuore la
grande dottrina.
Nel 1920, alla seduta solenne del Soviet di Bak, il compagno Stalin
disse: Noi sapevamo teoricamente che il proletariato non avrebbe
potuto limitarsi a prendere la vecchia macchina statale e metterla in
moto. Questo nostro principio teorico, enunciato da Marx, venne
interamente confermato dai fatti, quando ci trovammo di fronte a
tutto un periodo di sabotaggi da parte dei funzionari zaristi, di
impiegati e di una certa parte degli strati superiori del proletariato,
periodo in cui il potere statale era completamente disorganizzato. Il
primo e il pi importante strumento dello Stato borghese, il vecchio
esercito e i suoi generali, venne demolito. Questo ci cost caro. In
conseguenza di questa demolizione dovemmo stare per un certo
tempo senza nessun esercito e fummo costretti a firmare la pace di
Brest. Daltra parte non avevamo altra via duscita; la storia non ci
indicava nessunaltra via per la liberazione del proletariato. Inoltre
fu distrutto, demolito, un altro apparato di eguale importanza, che
era nelle mani della borghesia, lapparato burocratico, lapparato
dellamministrazione statale borghese. Nel campo della direzione
delleconomia del Paese la circostanza pi caratteristica consist nel
fatto che alla borghesia venne tolto il nerbo fondamentale della sua
vita economica, le banche. Venne poi il lavoro volto a demolire i
vecchi apparati della vita economica e ad espropriare la borghesia, la
confisca delle fabbriche e delle officine e la loro consegna alla classe
operaia. Infine la demolizione dei vecchi apparati di
approvigionamento e il tentativo di costituirne dei nuovi, in grado di
ammassare il grano e di distribuirlo alla popolazione. Come
conclusione, la liquidazione dellAssemblea costituente. Queste sono
allincirca le misure che la Russia sovietica fu costretta a prendere in
questo periodo allo scopo di distruggere lapparato statale
borghese
124
.
In Stato e rivoluzione Lenin ha dato una esposizione esauriente del
problema dellestinzione dello Stato mostrando linevitabile necessit
di servirsi per un intero e lungo periodo di tempo dello Stato e del
diritto proletario come possenti strumenti di trasformazione della
societ socialista.
Venti anni di dittatura proletaria, i suoi giganteschi successi che in
un periodo eccezionalmente breve hanno consentito, nelle dure
condizioni dellaccerchiamento capitalistico, lespansione delle forze
produttive dellURSS, lo sviluppo del benessere materiale e culturale
delle masse e delleconomia costituiscono una mirabile conferma
della giustezza della teoria marxista, della dottrina di Marx, Engels,
Lenin, Stalin, invincibile bandiera della rivoluzione proletaria. Il
socialismo ha vinto sulla base di un forte potere della dittatura
proletaria che ha permesso di organizzare la societ socialista
secondo i princpi delleconomia socialista. Il socialismo ha vinto sulla
base di una spietata repressione della resistenza dei nemici. Il
socialismo ha vinto sulla base della fraterna e indistruttibile alleanza
degli operai e dei contadini, sulla base della indistruttibile e fraterna
amicizia di tutti i popoli del Paese dei Soviet. Il nostro Paese ha
conseguito le sue grandi vittorie socialiste abbattendo tutti gli
ostacoli sorti sul suo cammino, lavorando instancabilmente al
rafforzamento del potere statuale dei Soviet, dellapparato statuale
sovietico, di tutto il sistema statuale sovietico.
Lulteriore avanzata dellURSS verso il comunismo possibile solo su
questa strada sperimentata e verificata dalla storia, sulla via della
lotta per lulteriore rafforzamento dello Stato sovietico e del diritto
sovietico. I nemici del socialismo, i nemici dellURSS hanno cercato e
cercheranno ancora di impedire questa vittoriosa avanzata dei popoli
dellURSS verso il comunismo. Trotskisti e buchariniani hanno
cercato di contrapporre alla teoria di Marx, Engels, Lenin, Stalin, le
loro misere teoriuzze della impossibilit di costruire il socialismo in
un solo Paese, della impossibilit di una solida e incrollabile alleanza
fra operai e contadini, dellinevitabile crollo della grande politica
leninista-staliniana, della instabilit dellalleanza dei popoli
dellURSS, dellimpossibilit di superare con le nostre forze i pericoli
e le difficolt. Alla teoria marxista-leninista-staliniana del diritto e
dello Stato come strumenti socialisti di lotta e di vittoria per la
ricostruzione comunista della nostra societ, questi signori hanno
cercato di contrapporre invenzioni pseudo-scientifiche sul
deperimento del diritto sovietico, sulla sua natura borghese che
impedirebbe di attuare i compiti che stanno dinanzi alla rivoluzione
proletaria, sulla estinzione dello Stato nel periodo della dittatura
proletaria.
Il traditore e sabotatore Bucharin ha sviluppato nel campo della
metodologia generale e nel campo del diritto e della teoria dello Stato
concezioni dirette a disarmare il proletariato. Nel 1916 Bucharin
sostenne, sul problema dello Stato, della dittatura del proletariato e
della lotta di classe concezioni chiaramente antimarxiste,
anarchiche. In un articolo pubblicato in quello stesso anno Lenin
denunci queste deformazioni buchariniane del marxismo scrivendo:
Lautore pone la questione di quale sia la differenza tra socialisti e
anarchici nei confronti dello Stato, ma risponde non a questa, bens
allaltra questione di quale sia la differenza tra socialisti e anarchici
nei confronti della base economica della futura societ. Naturalmente
si tratta di una questione importante e necessaria. Ma da ci non
deriva che si possa dimenticare la essenziale differenza tra socialisti
e anarchici in merito allo Stato. I socialisti sono per lutilizzazione
dello Stato moderno e delle sue istituzioni nella lotta per
lemancipazione della classe operaia e parimenti per la necessit di
utilizzare lo Stato per una originale forma di transizione dal
capitalismo al socialismo. Questa forma di transizione, questo Stato
la dittatura del proletariato. Gli anarchici vogliono abolire lo Stato,
farlo saltare (sprengen) come si esprime in un punto il compagno
Nota-Bene attribuendo erroneamente questa concezione ai socialisti.
I socialisti lautore ha purtroppo citato in modo assai incompleto le
parole di Engels che a ci si riferiscono accettano lestinzione, il
graduale seppellimento dello Stato dopo lespropriazione della
borghesia []. Per sottolineare la avversione in linea di principio
per lo Stato bisogna capirla davvero chiaramente, mentre lautore
questa chiarezza non lha. La frase sulle radici della statualit
assolutamente confusa, non marxista e non socialista. Non la
statualit si scontrata con la negazione della statualit, ma la
politica opportunista (cio latteggiamento opportunistico,
riformistico, borghese verso lo Stato) si scontrata con la politica
socialdemocratica rivoluzionaria (cio con latteggiamento
socialdemocratico rivoluzionario verso lo Stato borghese e verso
lutilizzazione dello Stato contro la borghesia per abbatterla). Sono
cose completamente, completamente differenti
125
.
Fino al 1925 Bucharin tacque in merito a queste denunce di Lenin e
soltanto nel 1925, un anno dopo la morte di Lenin, stamp con laiuto
di Paukanis nella miscellanea La rivoluzione del diritto larticolo
Per la teoria dello Stato imperialista, cio lo stesso articolo che a suo
tempo Lenin non volle pubblicare (per la Raccolta del
socialdemocratico). In una nota a tale articolo Bucharin os
affermare che in quella discussione sullo Stato non aveva ragione
Lenin, ma lui. La posizione di Bucharin, esposta nel suo articolo
dellInternazionale giovanile, una posizione di negazione dello Stato
nel periodo di transizione dal capitalismo al socialismo
126
, ha scritto
il compagno Stalin a proposito delle rozze deformazioni del marxismo
compiute dal traditore Bucharin. Bucharin sostiene la teoria
anarchica che parla di far saltare lo Stato e non la teoria marxista
della demolizione, della rottura della macchina dello Stato
borghese. Lenin scrive pi oltre il compagno Stalin partiva
precisamente dalla teoria marxista della demolizione della
macchina dello Stato borghese, quando criticava la teoria anarchica
che parla di far saltare, di abolire lo Stato in generale
127
. Cos,
nel 1929, il compagno Stalin ha smascherato la teoria antimarxista,
controrivoluzionaria di Bucharin che parla di far saltare lo Stato.
Nello scritto Leconomia del periodo di transizione Bucharin,
deformando la teoria marxista dello Stato, ha cos tratteggiato lo
schema dellestinzione dello Stato dopo la vittoria della rivoluzione
proletaria: La regolamentazione coercitiva esterna comincer a
estinguersi: dapprima scompariranno lesercito e la flotta come
strumenti della coercizione esterna pi aspra; poi il sistema degli
organi punitivi e repressivi; pi avanti il carattere coattivo del lavoro
e cos via. Lenin derise in modo distruttivo questo schema
apponendovi la seguente nota: Non il contrario?: prima il pi
avanti, quindi il poi e infine il dapprima
128
.
Alla luce dei documenti resi pubblici dal processo contro il blocco
antisovietico trotskista di destra, lo schema buchariniano di
estinzione dello Stato dopo la vittoria della rivoluzione socialista
assume un senso particolarmente sinistro e suggerisce lidea che
questa teoria abbia un carattere provocatorio e proditorio del tutto
cosciente. Non pensava forse Bucharin, propagandando concezioni di
questo tipo, di aprire al nemico le porte del nostro Paese come si
apprestava a fare insieme a Trockij e ai socialisti rivoluzionari di
sinistra durante le trattative di Brest?
Dopo la vittoria della rivoluzione socialista si pone al proletariato e
alle masse lavoratrici nel loro insieme il compito di rafforzare al
massimo il loro Stato sovietico. Tirando le conclusioni del primo
piano quinquennale (nel 1933) il compagno Stalin mise in guardia
contro ogni indulgenza in questa questione, contro lincomprensione
della necessit di lavorare allulteriore rafforzamento dello Stato
sovietico. Il compagno Stalin ammon che laccrescimento della
potenza dello Stato sovietico aumenter la resistenza degli ultimi
residui delle classi che si stanno estinguendo
129
. Appunto perch
stanno estinguendosi e sono giunte ai loro ultimi giorni disse il
compagno Stalin esse passeranno da un forma di attacco ad altre
ancora pi violente, facendo appello agli strati arretrati della
popolazione e mobilitandoli contro il potere dei Soviet. Non c
bassezza e calunnia di cui questi ex non si servano contro il potere
dei Soviet, attorno a cui non cerchino di mobilitare gli elementi pi
arretrati. Su questa base possono rivivere e riprendere unattivit i
gruppi sconfitti di vecchi partiti controrivoluzionari,
socialisti-rivoluzionari, menscevichi, nazionalisti borghesi del centro
e della periferia, possono rivivere e riprendere unattivit i residui
degli elementi controrivoluzionari di opposizione trotskisti e fautori
della deviazione di destra. Certo, non c da spaventarsene. Bisogna
per tener conto di tutto questo se vogliamo finirla con questi
elementi rapidamente e senza grandi sacrifici
130
.
Il compagno Stalin ha denunciato tutto il danno di una inadeguata
comprensione della tesi della eliminazione delle classi, della
creazione di una societ senza classi e della estinzione dello Stato,
che si risolve nella giustificazione della teoria controrivoluzionaria
della estinzione della lotta di classe e dellindebolimento del potere
sovietico. Degli uomini che ragionano cos il compagno Stalin ha
parlato come di degenerati o di ipocriti che bisogna cacciar via dal
partito. Labolizione delle classi non si ottiene attraverso lestinzione
della lotta di classe, ma attraverso il suo rafforzamento. Lestinzione
dello Stato si far non attraverso lindebolimento del potere statale,
ma attraverso il suo rafforzamento massimo, indispensabile per
annientare i residui delle classi che si stanno estinguendo, e per
organizzare la difesa contro laccerchiamento del capitalismo, il quale
ben lungi dallessere stato distrutto e non lo sar tanto presto
131
.
La scienza del diritto sovietica ha sofferto non poco dei sabotatori e
traditori che a suo tempo monopolizzarono lelaborazione teorica del
diritto sovietico. Il danno subto dalla scienza del diritto sovietico ad
opera di questi uomini si fa sentire ancor oggi. Bisogna riesaminare
daccapo, ripulendole dal ciarpame e dal pattume, le opere del passato
dedicate ai vari campi delle scienze giuridiche, dalla teoria generale e
dalla filosofia del diritto al diritto penale, al diritto civile, al diritto
processuale. Questo lavoro va gi svolgendosi sulla base della grande
dottrina dei fondatori del marxismo Marx ed Engels e dei loro geniali
continuatori Lenin e Stalin. Solo su questa base possono trovare
giusta soluzione i compiti della scienza giuridica e pu trovare un
coronamento degno della nostra grande epoca socialista il lavoro nel
campo del diritto socialista sovietico.
________
1
Rapporto alla sessione della Sezione di scienze sociali dellAccademia delle Scienze
dellURSS del 27 aprile 1938.
2
I. Stalin, Questioni del leninismo, Roma, 1952, p. 590.
3
Ivi.
4
Lenin, Opere, vol. XVI, p. 353.
5
Ivi.
6
I. Stalin, op. cit., p. 590.
7
K. Marx-F. Engels, Manifesto del partito comunista, Roma, 1960, p. 64.
8
Op. cit., p. 65.
9
Op. cit., p. 75.
10
I. Stalin, op. cit., p. 590.
11
Lenin, op. cit., p. 349.
12
Ivi.
13
Op. cit., p. 350.
14
Lenin, Marx-Engels-Marxismo, Roma, 1952, p. 20.
15
Comte, Systme de politique positive, 1890, t. I, p. 361.
16
L. Duguit, Les transformations gnrales du droit civil, trad. russa, Gosizdat, 1919,
p. 13.
17
Karner, Die soziale Funktion des Rechts, trad. russa, Moskva, 1923, p. 11.
18
Ivi.
19
Ivi.
20
G. F. erenevi, Teoria generale del diritto, fasc. I, Moskva, 1910, p. 280.
21
Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto, Bari, 1954, p. 29.
22
Op. cit., p. 46.
23
Op. cit., p. 47.
24
Op. cit., pp. 55-56.
25
L. I. Petraickij, Teoria del diritto e dello Stato in relazione alla teoria della morale,
vol. II, Sankt Peterburg, p. 480.
26
M. Rejsner, Il diritto. Il nostro diritto, il diritto altrui, il diritto in generale,
Gosizdat, 1925.
27
Op. cit., p. 20.
28
K. Marx-F. Engels, Opere, vol. VII, p. 254.
29
K. Marx, Per la critica delleconomia politica, Roma, 1957, p. 10.
30
M. Rejsner, op. cit., p. 24.
31
Op. cit., p. 83.
32
Op. cit., p. 34.
33
K. Marx, Critica del programma di Gotha, in Il Partito e lInternazionale, Roma,
1948, pp. 231-232. La sottolineatura delle parole il diritto, invece di essere uguale,
dovrebbe essere disuguale mia.
34
Lenin, Stato e rivoluzione, in Opere scelte in due volumi, vol. II, Mosca, 1948, pp.
190-191.
35
Lenin, Opere, cit., vol. XXV, pp. 6-7.
36
Lenin, Opere, vol. XXIV, pp. 335-336.
37
Op. cit., p. 314.
38
I. Stalin, Questioni del leninismo, cit., p. 143.
39
Ivi.
40
Op. cit., p. 486.
41
Lenin, op. cit., vol. XXVII, p. 26.
42
K. Marx-F. Engels, Manifesto del partito comunista, cit., p. 82.
43
Cfr. K. Marx-F. Engels, Opere, vol. XVI, parte I, p. 296.
44
M. Rejsner, op. cit., p. 244.
45
M. Rejsner, op. cit., p. 224.
46
Lenin, Marx-Engels-Marxismo, cit., p. 69.
47
P. Stuka, Il ruolo rivoluzionario del diritto sovietico, Moskva, 1931, p. 7.
48
Anche lespressione forma esige adeguata precisazione giacch questa formula
generale non ci d alcuna determinazione: anche la morale e il costume sono in certo
senso forme dei rapporti di produzione.
49
Sovetskoe pravo, 1922, n. 3, p. 10.
50
K. Marx, Zur Kritik der politischen Oekonomie, Moskva-Leningrad, 1934, p. 5.
51
Cfr. K. Marx-F. Engels, Opere, cit., vol. XII, parte I, p. 7.
52
Cfr. op. cit., vol. V, p. 498; vol. XII, parte I, p. 6.
53
In K. Marx, Miseria della filosofia, Roma, 1949, Appendice, p. 144.
54
K. Marx-F. Engels, Sul materialismo storico, Roma, 1949, p. 88.
55
K. Marx-F. Engels, Opere, cit., vol. XII, parte I, p. 7.
56
K. Marx-F. Engels, Lideologia tedesca, Roma, 1958, p. 324.
57
Op. cit., p. 325.
58
Ivi.
59
Ivi.
60
Ivi.
61
Op. cit., p. 326.
62
Ivi.
63
Op. cit., p. 339.
64
Op. cit., p. 362.
65
P. Stuka, Stato e diritto nel periodo della costruzione socialista, Revoljucija
prava, 1927, n. 2, p. 20.
66
P. I. Stuka, Corso di diritto civile sovietico, vol. I, Moskva, 1927, p. 165.
67
Op. cit., p. 163.
68
Op. cit., pp. 16-17.
69
Op. cit., p. 70.
70
P. Stuka, Il ruolo rivoluzionario del diritto sovietico, cit., p. 96.
71
P. I. Stuka, Corso di diritto civile sovietico, cit., vol. III, Moskva-Leningrad, 1931, p.
10.
72
Ivi.
73
Eenedelnik sovetskoj justicii, 1929, n. 9-10, pp. 226-227.
74
G. S. Gurvi, Per la compilazione di un codice amministrativo, Vlast Sovetov,
1923, n. 3, p. 27.
75
V. Kobalevskij, Diritto amministrativo sovietico, Charkov, 1929, p. 34.
76
Op. cit., p. 187.
77
Prof. A. F. Evticheev, Princpi di diritto amministrativo sovietico, Charkov, 1925, p.
195.
78
Op. cit., p. 198.
79
Lenin, Opere, cit., vol. I, p. 410.
80
Op. cit., vol. XVI, p. 350.
81
Ivi, p. 350-351.
82
K. Marx, Un carteggio del 1843 e altri scritti giovanili, Roma, 1954, pp. 107-108.
83
K. Marx, Scritti politici giovanili, Torino, 1950, p. 110.
84
Op. cit., p. 111.
85
Op. cit., p. 186.
86
Op. cit., p. 182.
87
Ivi.
88
Ivi.
89
Op. cit., pp. 192-193. Sottolineatura mia, salvo che per le parole cacciatore di topi,
nemico della legna, uno solo e morale.
90
Op. cit., p. 203.
91
Op. cit., p. 211.
92
Op. cit., p. 217.
93
Op. cit., pp. 222-223.
94
K. Marx, Un carteggio del 1843, cit., p. 56.
95
Op. cit., p. 69.
96
K. Marx-F. Engels, Opere, cit., vol. I, p. 532.
97
Ivi.
98
K. Marx, Per la critica delleconomia politica, Roma, 1957, pp. 10-11.
99
K. Marx, Opere filosofiche giovanili, Roma, 1950, pp. 124-125.
100
Op. cit., p. 18.
101
Op. cit., p. 138.
102
K. Marx-F. Engels, Opere, cit., vol. XIII, parte I, p. 317.
103
K. Marx-F. Engels, La sacra famiglia, Roma, 1954, p. 131.
104
K. Marx-F. Engels, Lideologia tedesca, cit., p. 361.
105
Ivi.
106
Op. cit., pp. 361-362.
107
Op. cit., p. 362.
108
Op. cit., p. 362.
109
K. Marx-F. Engels, La sacra famiglia, cit., p. 126.
110
K. Marx-F. Engels, Manifesto del partito comunista, cit., p. 82.
111
K. Marx-F. Engels, Opere, cit., vol. VII, p. 254.
112
Lenin, Opere, cit., vol. XX, p. 532.
113
Op. cit., vol. XXIX, p. 419.
114
Op. cit., vol. XXVII, p. 319.
115
K. Marx-F. Engels, Opere, cit., vol. XVI, parte II, pp. 196-197.
116
Op. cit., vol. XXI, p. 434.
117
K. Marx-F. Engels, Lideologia tedesca, cit., p. 60.
118
Op. cit., p. 72.
119
K. Marx-F. Engels, Manifesto del partito comunista, cit., pp. 87-88.
120
K. Marx-F. Engels, Il 1848 in Germania e in Francia, Roma, 1946, p. 352.
121
Lenin, Opere, cit., vol. XXI, pp. 387-388.
122
K. Marx-F. Engels, Manifesto del partito comunista, cit., p. 33.
123
F. Engels, Introduzione a La guerra civile in Francia, in Il Partito e
lInternazionale, cit., pp. 141-142.
124
I. Stalin, Opere complete, vol. IV, Roma, 1951, pp. 430-431.
125
Lenin, Opere, cit., vol. XIX, p. 296.
126
I. Stalin, Questioni del leninismo, cit., p. 310.
127
I. Stalin, op. cit., p. 311.
128
Raccolta leninista, vol. XI, p. 400.
129
I. Stalin, Questioni del leninismo, cit., p. 487.
130
Op. cit., pp. 487-488.
131
Op. cit., p. 487.