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Giovanni Colazza : FESTA DI MICHELE

de La Scienza Dello Spirito, el jueves, 29 de septiembre de 2011, 4:21


29 Settembre 1945 Festa di Michele -
(Dr Giovanni Colazza)
Anche quest'anno si riuniscono qui - come ormai per molti anni abbiamo fatto - nello
stesso giorno, quelli che sono attivi nella societ Antroposofca e che intendono
parteciparvi sempre pi intensamente, secondo le fnalit dell'Antroposofa.
Nelle riunioni che facciamo regolarmente, al volger delle stagioni, durante l'anno, questo
giorno particolarmente signifcativo il giorno della festa di Michele. Non dico San
Michele, come la Chiesa, perch il "santo rappresenta piuttosto una diminuzione applicato
ad un Essere di tanta grandezza spirituale che sorpassa certamente, quello della santit
umana.
Noi abbiamo ricevuto dal Dr Steiner. la rivelazione di Michele come qualche cosa di nuovo
che non era stato dato al mondo
in quanto soltanto alcuni accenni vaghi e nascosti erano penetrati al di fuori. Il Dottore ci
ha presentato questa Entit spirituale quasi come una chiave di volta della nostra
evoluzione, come un mediatore necessario, anzi indispensabile, fra gli uomini e il mondo
spirituale. Noi dobbiamo, quindi, al Dr. Steiner se possiamo coordinare lo nostre attivit
verso un fne o dirigerci verso di esso; possiamo cos contare sulla cooperazione attiva
delle forza del mondo spirituale.
Pi volte abbiamo parlato sotto diversi aspetti di Michele ed anche oggi vogliamo rievocare
la Sua fgura, brevemente, perch non voglio sofocare nei dettagli quelle che sono le
caratteristiche generali dell'immagine che vogliamo evocare fra noi.
Ho avuto occasione di dire molto volte, secondo l'indicazione del Dottore, che la via di
Michele la via del pensiero. Se noi prendiamo da uno speciale punto di vista rapido e
sommario l'insieme dell'evoluzione umana, noi vediamo che al culmine dell'evoluzione,
come essa si presenta nel momento attuale di fronte a noi, noi vediamo allora che tutto
tendeva a trarre fuori dalle forze evolutive quello che il pensiero umano. E' appunto per
questo che l'uomo disceso da un rapporto spirituale fno all'oscurit, fno a quella
condizione in cui non solo non ha pi la vista del mondo spirituale, ma ha potuto anche
rinnegarlo nella sua orgogliosa solitudine. Questo avvenuto lentamente nel corso dei
secoli ed ha cominciato a culminare nell'epoca dell'anima cosciente, nel 15 secolo. Noi
sappiamo che prima gli esseri umani erano guidati spiritualmente, il loro mobile corpo
eterico riceveva impulsi dal mondo spirituale, rappresentazioni dal mondo spirituale, in
realt egli sentiva il suo pensiero come scendere in lui dal di fuori. Egli trovava in s le
formo dei pensieri ed, infatti, il riconoscimento dei mondo esteriore non era obiettivo, non
era, compiutamente come il nostro, basato sull'esperienza sensibile era sempre qualche
cosa che si presentava con un legame col mondo spirituale. Le forze della natura erano
viste non separate dalle forze spirituali, pi tardi, a poco a poco i che l'uomo ha formato
in s il proprio pensiero, si inteso padrone dei propri pensieri ed ha allora compiuta
un'opera che si pu dire meravigliosa, unica; ha creato la logica, ha creato la
coordinazione dei concetti, ha cominciato a stabilire dei rapporti con questo mondo
sensibile, tangibile, ha dato al suo pensiero una forma solida. Il fatto che il suo essere si
svolgeva nel tempo e che gli eventi umani ai evolvevano nel tempo, ha fatto al che potesse
avere una concezione evolutiva del mondo e non una concezione stabile come l'aveva
avuta nel passato. Il senso dei rapporti fra le cose lo ha portato a scoprire delle leggi; ora,
tutto questo il risultato della discesa dell'essere umano nella materia, dell'allontanarsi dal
mondo spirituale e del penetrare sempre pi profondamente nel mondo sensibile e
calcolabile, A questo punto noi possiamo incominciare ad intravedere quale lo scopo
della creazione delluomo e perche le forze spirituali hanno voluto luomo: stato appunto
perch si completasse un ordine del quale le forze del pensiero e dell'esperienza
dell'uomo potessero ritornare nel mondo spirituale. La coscienza divina nel mondo
spirituale qualche cosa di completamente diverso, ha un carattere unitario: per la
concezione umana, per le forze acquistate dall'uomo nella sua discesa, anche il mondo
spirituale assume l'immagine evolutiva, l'immagine d'uno svolgersi nel tempo. Le forze del
mondo spirituale si raggruppano In gerarchie, hanno un carattere ed un nome: voi
ricorderete perch pi volte ho avuto l'occasione di citarla - quella famosa leggenda in cui
si racconta che il Signore chiam Adamo e chiese a lui di dare un nome alle piante, agli
animali e poi gli chiese di dare un nome alle Entit divine e Adamo nomin Angeli,
Arcangeli e cos, via e poi fnalmente domand: "qual' il mio Nome?
In questo modo noi vediamo ci che viene rappresentato appunto quello che il fne della
evoluzione umana, vale a dire la possibilit che le forze spirituali vedano se stesse e
sentano se stesse in un modo diverso, acquistino una fgurazione - per cos dire che prima
non avevano. E in questo modo che, meravigliosamente, l'evoluzione umana completa
l'evoluzione divina e questo ai svolge per la conquista del pensiero umano. Gli uomini,
quindi, hanno ricevuto il dono della vita perch essi facciano evolvere le forze del proprio
pensiero,e quelli che vivono cos da brava gente, giorno per giorno, compiendo i loro
piccoli doveri quotidiani, contentandosi di non fare del male, accettando tutto ci che viene,
conformandosi cos agli avvenimenti a ci che stato fatto, coltivando magari una scienza,
una disciplina, solo per assumere informazioni e mai portando una forza interiore in tutto
questo, ebbene, questi uomini tradiscono il dono che hanno ricevuto, perche l'uomo ha
avuto la vita per evolvere le forze del pensiero in armonia col mondo spirituale. Quando
noi, infatti, non coltiviamo il nostro pensiero, abbiamo un appesantimento, un
imprigionamento del nostro corpo eterico, che diventa sempre pi aderente al cervello, che
non capace di elevarsi dal pensiero obiettivo al pensiero vivente,dal pensiero che
unicamente una rappresentazione della, realt a quel pensiero che tenta di trascendere la
visione reale e la visione sensibile. Infatti, dopo la morte, il corpo eterico di coloro che
hanno applicato ci che il pensiero umano aveva guadagnato nel suo evolversi alla
considerazione del mondo spirituale, porta un contributo reale, obiettivo, vivente,al mondo
spirituale. E' appunto ci che aspettano gli Dei dagli uomini; le forze del mondo spirituale
sono l ad attender cha l'uomo compia la sua missione nel mondo.
A questo punto noi troviamo di nuovo la fgura di Michele: da una parte egli il portatore
dell'intelligenza divina e dall'altra ha la capacit di comprendere e di rivolgersi a quegli
atteggiamenti che la mente umana assume quando ai eleva dal pensiero morto al pensiero
vivente. In quel momento egli ricongiunge l'intelligenza cosmica all'intelligenza umana, e
questo rende possibile passare il punto di svolta che altrimenti porterebbe l'uomo in una
direzione arimanica, che porterebbe l'uomo ad incatenarsi ed irretirsi nel proprio destino, a
contentarsi delle apparenze e delle realizzazioni esteriori dell'essere.Il mondo pieno di
questi pensieri morti che nulla possono rappresentare nel mondo spirituale e che non
possono essere illuminati dalle forze del mondo spirituale. Se si guarda intorno verso la
natura, se si vuole considerare, per esempio, il mondo vegetale come un insieme di
individualit viventi, ogni pianta di per s si pu dire - studiata separatamente secondo la
specie, invece di vedere un'unit nel mondo vegetale per cui le forze dei minerali sulla
Terra si tramutano in vita. Se s guardano gli animali come esseri intermediari fra le piante
e l'uomo, ognuno viene guardato come essere separato,pi limitato di fronte all'uomo,
invece di considerare la specie come un'unit che viene diretta da una forza spirituale al di
fuori. E se si considera l'uomo come un essere che comincia e fnisce in una vita - dalla
nascita alla morte - invece di rappresentare una linea di continuit, sulla Terra egli qui
segue il cammino, non si tiene conto che esso non solo rappresenta un essere pi elevato
degli animali ma che la fnalit di tutta l'evoluzione, che rappresenta lo Spirito ed il
signifcato dell'evoluzione stessa. Ora sono questi i pensieri che vengono accolti, che
vengono mandati nel mondo spirituale. Il fatto che noi ci siamo evoluti nel tempo, ha dato
la possibilit di concepire un'evoluzione spirituale nel tempo e questo ha sempre
signifcato per il mondo spirituale, in quanto esso determina una trasformazione profonda
che prima dell'uomo non esisteva.
l'opera di Michele, quindi,non soltanto di dare dei pensieri, ma si compie con lo stabilire
una relazione dell'uomo con le gerarchie spirituali. Non appena noi ci solleviamo
dall'attivit comune, noi troviamo per l'opera di questo Mediatore, che si stabilisce un
rapporto con le gerarchie. Quando noi e la nostra interiorit non siamo passivi,ma
diventiamo anzi attivi, noi portiamo coscientemente il sentire ed il volere nel nostro
pensiero e ci riuniamo allora alle forze della terza gerarchia. Quando noi consideriamo non
pi il mondo come una realt sensibile che, per cosi dire, completa in se stessa, ma
invece vediamo in essa l'essenza spirituale trasformata o noi vediamo in essa e dietro di
essa lo spirituale vivente, allora noi ci riuniamo alle forze della seconda gerarchia. Quando
cominciamo a vedere nella vita e negli eventi umani non pi l'opera del caso, ma una linea
spirituale che raccoglie tutto ci che si manifesta verso un fne, noi allora ci uniamo alle
forze della prima gerarchia. In questo modo noi vediamo come per il tramite di Michele,
attraverso il nostro pensiero coltivato ed esaltato, riunito allo spirituale, noi creiamo
un'unione ed una relazione col mondo spirituale stesso. Se poi, invece, noi abbandoniamo
il pensiero a se stesso e, invece di elevarlo e portarlo al di sopra del mondo della realt
sensibile, cerchiamo ancor pi e sempre pi di indagare la realt sensibile, come
distaccata da relazioni spirituali, allora compare quello che l'arimanesimo. E' perci che
nella fgurazione di Michele esso ha sotto i piedi il drago, ci rappresenta la vittoria contro
questa attitudine del pensiero umano, vittoria che stata prima riportata nel mondo
spirituale e che deve adesso efettuarsi nella mente degli uomini. Per ora questo
possibile soltanto in alcuni uomini perche la maggioranza continua ancora il suo commino
nella direzione arimanica anzich in quella di Michele.
Se noi guardiamo le nostre relazioni col mondo elementale, noi vediamo che le entit del
mondo elementare, le forze della natura, vengono incatenate ed imprigionate sempre pi
profondamente dal pensiero umano realistico e materialistico, mentre il guardare la natura
con gli occhi dello spirito le libera. Ed a questo appunto alludeva S Paolo quando scriveva
che la natura nella soferenza aspetta la liberazione! questa liberazione deve appunto
venire dagli uomini, deve venire dal modo come essi guardano il mondo,e questi esseri
allora non vengono sempre pi incatenati e celati nella sotto natura.
A questo punto il Dr. Steiner, fra tanto cose che aveva potuto prevedere, aveva preveduto
che il pi grande cataclisma e la pi grande tragedia dell'umanit erano derivati appunto
dall'abbassare le forze elementali sempre pi profondamente nella sotto-natura in modo
che la natura non era pi portata ad essere compresa secondo il suo valore spirituale, ma
ad essere sempre pi scomposta negli elementi materiali. Invece di elevarsi, l'uomo si
sprofondava sempre pi nella concezione materialistica, ha cercato di penetrare nella gi
materia,nella molecola, nell'atomo, nell'elettrone e questa attitudine doveva essere fatale
all'umanit.
A questo punto noi vediamo come il compito dell'Antroposofa, che contiene appunto il
messaggio di Michele, messaggio che un impulso che spinge le forze umane non verso
la sotto-natura, ma verso il mondo spirituale;costituisce appunto la possibilit di
elevazione, la possibilit al punto di svolta in cui ci troviamo, di non discendere sempre pi
verso ci che noi chiamiamo l'abisso, ma di elevarci invece, al di sopra di esso ed
incominciare quella ascesa cosciente il mondo spirituale, dove aveva cominciato
nell'unione incosciente col mondo spirituale.
Il Dottore ha parlato lungamente di Michele sotto tanti aspetti ed appunto necessario per
noi rappresentarci questi quadri in cui questa fgura coni vicina a noi, cos pronta a dare
pienezza alle nostre aspirazioni, questa Figura diviene per noi una realt con la quale noi
possiamo attuare uno scambio, per cui noi diamo la nostra visione del' mondo spirituale,
alimentata dalle forze che dal mondo spirituale stesso ci vengono e che noi rendiamo
trasformate.
In questo momento, quindi, in cui ricominciamo il nostro lavoro, dobbiamo sentirci coscienti
di quello che noi dobbiamo al mondo spirituale o di quello che il mondo spirituale aspetta
da noi, e volgere la nostra esistenza e la nostra opera in questa direzione.
Se noi cerchiamo nell'Antroposofa soltanto delle informazioni, delle conoscenze, noi non
facciamo nulla per il mondo spirituale. Dopo la nostra morte, il corpo eterico non porta
nulla al mondo spirituale;pu apportare soltanto in quanto questi pensieri dell'antroposofa
si trasformano in immagini, in visioni d'insieme, in forze viventi. E' perci che abbiamo
sempre incominciato il nostro lavoro antroposofco da questo giorno, come un punto di
partenza che anche una meta. Perci a tutti voi, ai gruppi ai quali appartenete, io faccio
l'augurio che durante questo periodo di lavoro possiate portare a fne quello che il vostro
dovere di Antroposof.
Giovanni Colazza.
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Iride Alvisi condivido il pensiero di non mettere davanti a nessun nome
..san,santo,santa,......ecc....
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