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ARTICOLI DI STUDIO

30 SETTEMBRE 6 OTTOBRE
Siamo stati santicati
PAGINA 3

CANTICI: 125, 66

7-13 OTTOBRE
Non divenire furente
contro Geova
PAGINA 10

CANTICI: 119, 80

14-20 OTTOBRE
Consideriamoci
e incoraggiamoci
a vicenda
PAGINA 18

CANTICI: 124, 20

21-27 OTTOBRE
Che sorta di persone
vogliamo essere?
PAGINA 23

CANTICI: 61, 43
34567
15 AGOSTO 2013
Questa pubblicazione non
`
e in vendita. Viene distribui-
ta nellambito di unopera mondiale di istruzione bibli-
ca sostenuta mediante contribuzioni volontarie. Salvo
diversa indicazione, la versione biblica usata
`
e la
Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture con
riferimenti.
La Torre di Guardia
`
e un periodico quindicinale
edito in Italia dalla Congregazione Cristiana dei Testi-
moni di Geova, Via della Bufalotta 1281, Roma. Diret-
tore responsabile: Romolo DellElice. Reg. Trib. Roma
n. 14289 - 10/1/1972. Stampata in Germania da:
Wachtturm Bibel- und Traktat-Gesellschaft der Zeugen
Jehovas, e. V., Selters/Taunus. Druck und Verlag:
Wachtturm Bibel- und Traktat-Gesellschaft der Zeugen
Jehovas, e. V., Selters/Taunus. Verantwortliche Redak-
tion: Ramon Templeton, Selters/Taunus. 5 2013
Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania.
Tutti i diritti sono riservati. Printed in Germany.
34567
August 15, 2013
Vol. 134, No. 16 Semimonthly ITALIAN
ARTICOLI DI STUDIO

Siamo stati santicati


In qualit
`
a di dedicati servitori di Geova, siamo stati
santicati, ossia separati per un servizio sacro. Questo
articolo approfondisce il capitolo 13 di Neemia, che indica
quattro fattori che possono aiutarci a rimanere santi.

Non divenire furente contro Geova


In questo articolo esamineremo cinque elementi che
potrebbero indurre un cristiano leale a divenire furente
contro Geova (Prov. 19:3). Passeremo poi in rassegna
cinque consigli che ci aiuteranno a non prendercela con
Geova per i nostri problemi.

Consideriamoci e incoraggiamoci a vicenda


Che sorta di persone vogliamo essere?
Il primo articolo parla di come possiamo aiutarci vicendevol-
mente ad andare avanti nonostante le dicolt
`
a. Il secondo
si concentra su come possiamo resistere alle tentazioni usa-
te da Satana per distruggere la nostra amicizia con Dio.
IN QUESTO STESSO NUMERO

8 Domande dai lettori

9 Ogni giorno Geova porta il carico per me

15 Genitori, iniziate dallinfanzia

28 Eliseo vide carri di fuoco, e noi?

31 Dai nostri archivi


PAPUA NUOVA GUINEA
IN COPERTINA: Proclamatrici che
predicano di casa in casa a Erap,
uno dei numerosi villaggi isolati che
si trovano tra i monti della provincia
di Morobe

Popolazione: 7.013.829
Media dei proclamatori: 3.770
Media dei pionieri regolari: 367
Media degli studi biblici: 5.091
Presenti alla Commemorazione
nel 2012: 28.909
Si traduce in 14 lingue
In media ogni proclamatore
ha accolto alla Commemorazione
qualcosa come sei persone
interessate
GERUSALEMME
`
e in fermento. Un noto straniero oc-
cupa una stanza del tempio; i leviti stanno lasciando i
loro incarichi; invece di dare lesempio nelladorazione,
gli anziani commerciano di sabato; molti tra il popolo
sposano non israeliti. Questo
`
e solo un quadro parziale
della situazione allarmante che Neemia trova al suo ri-
torno a Gerusalemme qualche tempo dopo il 443 a.E.V.
(Nee. 13:6).
2
Israele era una nazione dedicata a Dio. Nel 1513 gli
israeliti avevano accettato con entusiasmo di sottomet-
tersi alla volont
`
a di Geova. Siamo disposti a mette-
re in pratica tutte le parole che Geova ha proferito,
avevano detto (Eso. 24:3). Di conseguenza Dio li aveva
santicati, nel senso che li aveva separati facendone il
suo popolo scelto. Davvero un enorme privilegio! Qua-
rantanni dopo, Mos
`
e aveva ricordato a Israele: Tu sei
un popolo santo a Geova tuo Dio.
`
E te che Geova tuo
Dio ha scelto perch

e tu divenga suo popolo, una specia-
le propriet
`
a, fra tutti i popoli che sono sulla supercie
del suolo (Deut. 7:6).
3
Triste a dirsi, quelliniziale entusiasmo per il fat-
to di essere una nazione santa di l
`
a poco si smor-
z
`
o. Anche se tra loro ci fu sempre qualcuno che servi-
va Dio, gli israeliti in generale sembrarono spesso pi
`
u
interessati ad apparire santi e pii che a fare la volon-
t
`
a di Dio. Quando Neemia venne a Gerusalemme per
la seconda volta, erano trascorsi un centinaio danni
da che un fedele rimanente era tornato da Babilonia
per ripristinare la pura adorazione. Ancora una volta lo
zelo della nazione per le cose spirituali stava venendo
meno.
1. Quale situazione allarmante trova Neemia al suo ritorno a Ge-
rusalemme? (Vedi lillustrazione iniziale.)
2. In che modo Israele era divenuto una nazione santicata?
3. Qual era la condizione spirituale degli ebrei quando Neemia
venne a Gerusalemme per la seconda volta?
SIAMO STATI
SANTIFICATI
Siete stati lavati, siete
stati santicati
(1 COR. 6:11)
COME RISPONDERESTE?

Perch

e dobbiamo evitare
le cattive compagnie?

Come possiamo sostenere


le disposizioni teocratiche?

Cosa ci aiuter
`
a a mettere le
cose spirituali al primo posto
e a salvaguardare la nostra
identit
`
a cristiana?
3
4 LA TORRE DI GUARDIA
4
Come gli israeliti dellepoca, i testimo-
ni di Geova, presi collettivamente, sono
stati santicati da Dio. Sia i cristiani unti
che gli appartenenti alla grande folla
sono santi, nel senso che sono separati per
svolgere un servizio sacro (Riv. 7:9, 14, 15;
1 Cor. 6:11). Nessuno di noi vorrebbe per-
dere questa condizione davanti a Dio, come
avvenne alla ne agli israeliti. Cosa pu
`
o
aiutarci a evitare che ci
`
o accada e a rima-
nere santi e utili nel servizio che rendiamo
a Geova? In questo articolo analizzeremo
quattro insegnamenti che possiamo trarre
dal capitolo 13 di Neemia e che vertono sul-
limportanza di: (1) evitare le cattive com-
pagnie, (2) sostenere le disposizioni teocra-
tiche, (3) mettere le cose spirituali al primo
posto, (4) raorzare il nostro senso di iden-
tit
`
a cristiana. Esaminiamoli uno alla volta.
EVITIAMO LE CATTIVE COMPAGNIE
5
Leggi Neemia 13:4-9. Dato che siamo
circondati da inuenze corruttrici, non ci
`
e facile rimanere santi. In questo senso
`
e
esemplare il caso di due personaggi: Eliasib
e Tobia. Il primo era il sommo sacerdote;
il secondo era un ammonita probabilmen-
te impiegato come piccolo funzionario nel-
lamministrazione persiana sulla regione.
Tobia e i suoi sostenitori si erano opposti
agli sforzi di Neemia di ricostruire le mura
di Gerusalemme (Nee. 2:10). Inoltre gli am-
moniti non avevano il permesso di entrare
nellarea del tempio (Deut. 23:3). Eppure il
sommo sacerdote aveva concesso a Tobia di
avere una sala da pranzo nel tempio. Co-
mera potuto accadere?
6
Tobia aveva stretto dei forti legami con
Eliasib. Sia lui che suo glio Ieoanan ave-
vano sposato donne ebree; in pi
`
u, tanti
del popolo parlavano molto bene di Tobia
4. Quali fattori ci permetteranno di rimanere un
popolo santicato?
5, 6. Chi erano Eliasib e Tobia, e come si potrebbe-
ro spiegare i loro stretti rapporti?
(Nee. 6:17-19). Uno dei nipoti di Eliasib ave-
va sposato la glia di Sanballat, governatore
di Samaria in strettissimi rapporti con To-
bia (Nee. 13:28). Tutto ci
`
o potrebbe spiegare
perch

e il sommo sacerdote Eliasib si fosse
fatto inuenzare da un non credente, e per
di pi
`
u oppositore. Neemia invece si mostr
`
o
leale a Geova e gett
`
o fuori dalla sala da pran-
zo tutti i mobili appartenenti a Tobia.
7
Dal momento che siamo un popolo a
lui dedicato, la nostra lealt
`
a va in primo
luogo a Geova. Se vogliamo rimanere san-
ticati ai suoi occhi dobbiamo attenerci alle
sue giuste norme. Non dobbiamo permet-
tere che i vincoli familiari eclissino i prin-
c
`
pi biblici. Gli anziani cristiani si faran-
no guidare dai pensieri di Geova, non dalle
proprie opinioni o dai sentimenti (1 Tim.
5:21). Eviteranno attentamente di fare
qualsiasi cosa possa compromettere la loro
reputazione agli occhi di Dio (1 Tim. 2:8).
8
Non dimentichiamo mai che le cattive
compagnie corrompono le utili abitudini
(1 Cor. 15:33). Alcuni nostri parenti potreb-
bero non essere presenze positive nella no-
stra vita. Eliasib era stato un buon esempio
per il resto del popolo sostenendo entusia-
sticamente Neemia nella ricostruzione del-
le mura di Gerusalemme (Nee. 3:1). Poi
per
`
o, a quanto pare, la malsana inuenza di
Tobia e di altri lo port
`
o a fare cose che lo
contaminarono agli occhi di Geova. I buoni
amici sono quelli che ci spingono a impe-
gnarci nelle sane attivit
`
a cristiane, come la
lettura della Bibbia, la frequenza alle adu-
nanze e la partecipazione al ministero. I fa-
miliari che amiamo e apprezziamo di pi
`
u
sono quelli che ci inducono a fare ci
`
o che
`
e
buono.
7. Come possono gli anziani, e i cristiani in genera-
le, evitare di macchiare la loro condizione santica-
ta davanti a Geova?
8. Cosa dovrebbero tenere a mente tutti i dedicati
servitori di Geova in merito alle persone di cui si
circondano?
15 AGOSTO 2013 5
SOSTENIAMO LE DISPOSIZIONI TEOCRATICHE
9
Leggi Neemia 13:10-13. Quando Neemia
torn
`
o a Gerusalemme, sembra che le contri-
buzioni per il tempio fossero quasi del tut-
to cessate. Non potendo pi
`
u contare su que-
sto sostegno, i leviti stavano abbandonando
le loro mansioni per andare a lavorare cia-
scuno nel proprio campo. Neemia imput
`
o
tale situazione ai governanti delegati, per-
ch

e a quanto pare non si stavano occupando
dei loro compiti. Sia che non raccogliessero
le decime dal popolo o che non le portasse-
ro nel tempio, in entrambi i casi non stavano
facendo il loro dovere (Nee. 12:44). Neemia
perci
`
o si mise in moto perch

e fossero raccol-
te le decime, e nomin
`
o degli uomini dati
che si occupassero della gestione dei deposi-
ti nel tempio e delle future distribuzioni.
10
Possiamo imparare qualcosa da tutto
ci
`
o? Senzaltro: questa vicenda ci ricorda
che abbiamo il privilegio di onorare Geo-
va con le nostre cose di valore (Prov. 3:9).
Quando contribuiamo per sostenere lope-
ra, stiamo semplicemente dando a Geova
ci
`
o che in realt
`
a
`
e gi
`
a suo (1 Cron. 29:14-
16). Potremmo pensare di non avere poi cos
`

tanto da orire ma, se ne abbiamo il de-


siderio, tutti possiamo fare la nostra parte
(2 Cor. 8:12).
11
Per anni, ad esempio, una famiglia nu-
merosa ha invitato a pranzo, una volta a set-
timana, unanziana coppia di pionieri spe-
ciali. Anche se in famiglia cerano gi
`
a otto
gli, la madre era solita dire: Cosa vuoi
che siano due piatti in pi
`
u su una tavola
dove mangiano in dieci? Un invito a pranzo
a settimana potr
`
a sembrare poca cosa, ma
possiamo immaginare quanto fossero grati
quei due pionieri per tanta ospitalit
`
a. Anche
loro comunque si sono rivelati una benedi-
9. Perch

e le disposizioni relative al tempio stava-
no cadendo in disuso, e a chi imput
`
o la situazione
Neemia?
10, 11. In che modo i servitori di Dio hanno il pri-
vilegio di sostenere la pura adorazione?
zione per chi li ospitava. Le esperienze che
raccontavano e le loro parole incoraggianti
hanno aiutato i ragazzi a progredire spiri-
tualmente. Col tempo infatti hanno intra-
preso tutti il servizio a tempo pieno.
12
Impariamo anche unaltra cosa: pro-
prio come Neemia, oggi i fratelli nominati
sono in prima linea nel sostenere le dispo-
sizioni teocratiche. E tutti nella congrega-
zione beneciano del loro esempio. In que-
sto gli anziani imitano anche lapostolo
Paolo, il quale sosteneva la vera adorazione
e impartiva utili direttive. Ad esempio, or
`

diversi suggerimenti pratici su come con-


tribuire (1 Cor. 16:1-3; 2 Cor. 9:5-7).
12. Quale esempio danno i nominati nella congre-
gazione?
In che modo Neemia si dimostr
`
o leale a Geova?
(Vedi i paragra 5 e 6)
6 LA TORRE DI GUARDIA
METTIAMO LE COSE SPIRITUALI
AL PRIMO POSTO
13
Leggi Neemia 13:15-21. Se ci lasciamo
assorbire dalle cose materiali, rischiamo
pian piano di perdere la nostra spiritualit
`
a.
Come indica Esodo 31:13, il sabato doveva
ricordare agli israeliti che erano un popo-
lo santicato. Infatti doveva essere un gior-
no che la famiglia riservava alladorazione,
alla preghiera e alla meditazione sulla Leg-
ge di Dio. Ma per alcuni contemporanei di
Neemia il sabato era diventato un giorno la-
vorativo come gli altri. Ladorazione stava
passando in secondo piano. Resosene con-
to, Neemia dispose che allimbrunire del
sesto giorno le porte della citt
`
a venissero
chiuse e i mercanti stranieri mandati via
prima dellinizio del sabato.
14
Cosa impariamo da Neemia? Ad esem-
pio che dovremmo tenere gli aari al giu-
sto posto. Se non lo facessimo potremmo
facilmente essere distratti, o essere addi-
rittura divisi negli aetti, soprattutto se il
nostro lavoro ci piace. Ricordiamo lavver-
timento dato da Ges
`
u circa lessere schiavi
di due signori. (Leggi Matteo 6:24.) Neemia
aveva a disposizione delle risorse economi-
che, ma a cosa si dedic
`
o mentre era a Ge-
rusalemme? (Nee. 5:14-18). Anzich

e pen-
sare a intrattenere rapporti daari con i
mercanti tiri o altri, si prodig
`
o per aiutare
i suoi fratelli e per contribuire alla santi-
cazione del nome di Geova. In modo simi-
le, gli odierni anziani e servitori di mini-
stero si concentrano su attivit
`
a che mirano
al bene della congregazione; e i compagni
di fede apprezzano moltissimo il loro spi-
rito. Di conseguenza, nel popolo di Geova
regnano amore, pace e senso di sicurezza
(Ezec. 34:25, 28).
13. In che modo alcuni ebrei dimostravano di non
rispettare il sabato?
14, 15. (a) Cosa potrebbe accaderci se non met-
tiamo dei paletti nellambito degli aari? (b) Come
possiamo entrare nel riposo di Dio?
15
Anche se dai cristiani non
`
e richiesto
che osservino la legge del sabato, Paolo dis-
se che rimane [...] un riposo di sabato per
il popolo di Dio. E aggiunse: Chi
`
e entra-
to nel riposo di Dio si
`
e riposato lui pure
dalle sue opere, come Dio si ripos
`
o dalle
proprie (Ebr. 4:9, 10). I cristiani possono
entrare nel riposo di Dio operando ubbi-
dientemente in armonia con il progressivo
adempimento del suo proposito. Che dire
di noi e dei nostri cari? Stiamo mettendo
al primo posto nella nostra vita ladorazio-
ne in famiglia, le adunanze e il ministe-
ro? Avolte potrebbe rendersi necessario es-
sere chiari con i nostri datori di lavoro o
soci in aari, soprattutto se non rispetta-
no le nostre priorit
`
a teocratiche. In prati-
ca potremmo dover chiudere le porte della
citt
`
a e scacciare i mercanti tiri, metafori-
camente parlando, in modo da dare la prio-
rit
`
a e la debita attenzione alle cose sacre.
Poich

e siamo stati santicati, ognuno di noi
fa bene a chiedersi: Il modo in cui condu-
co la mia vita dimostra che sono appartato
per servire Geova? (Matt. 6:33).
RAFFORZIAMO IL NOSTRO SENSO
DI IDENTIT
`
A CRISTIANA
16
Leggi Neemia 13:23-27. Ai giorni di Nee-
mia, gli israeliti sposavano donne straniere.
In occasione della sua prima visita a Geru-
salemme, Neemia aveva fatto sottoscrivere a
tutti gli anziani un documento in cui si impe-
gnavano a non sposare donne pagane (Nee.
9:38; 10:30). Tuttavia, pochi anni dopo scopr
`

non solo che uomini ebrei avevano sposato


donne straniere, ma che la nazione era quasi
sul punto di perdere la sua identit
`
a di popo-
lo santicato a Dio. I gli avuti con quelle
straniere non sapevano leggere o parlare le-
braico. Una volta cresciuti, si sarebbero sen-
titi israeliti, o piuttosto asdoditi, ammoniti,
16. In che modo al tempo di Neemia era minaccia-
ta la stessa identit
`
a degli israeliti quale popolo san-
ticato?
moabiti? Non conoscendo lebraico, sarebbe-
ro riusciti a capire la Legge di Dio? Come
avrebbero potuto conoscere Geova e decide-
re di servire lui invece delle false divinit
`
a ve-
nerate dalle loro madri? Occorreva agire su-
bito e in modo risoluto, e Neemia lo fece
(Nee. 13:28).
17
Anche noi oggi dobbiamo agire con-
cretamente per aiutare i nostri gli a svi-
luppare un senso di identit
`
a cristiana. Ge-
nitori, chiedetevi: Mio glio conosce bene
la lingua pura delle verit
`
a scritturali?
(Sof. 3:9). Le sue conversazioni riettono
linuenza dello spirito di Dio o di quel-
lo del mondo? Non scoraggiatevi subito se
le cose non vanno bene come vorreste. Ci
vuole tempo per imparare una lingua, so-
prattutto quando si
`
e distratti da altre cose.
I vostri gli sono oggetto di incredibili pres-
sioni che mirano a far violare loro i princ
`
pi
cristiani. Perci
`
o, sfruttate con pazienza la-
dorazione in famiglia e altre occasioni per
aiutarli a costruire una personale amicizia
con Geova (Deut. 6:6-9). Fate loro notare
i benef
`
ci che derivano dallessere diversi
dal mondo di Satana (Giov. 17:15-17). E cer-
cate di arrivare al cuore.
18
In ultima analisi, ogni glio decide-
r
`
a da solo se servire Dio. Tuttavia c
`
e mol-
to che i genitori possono fare, come dare
il buon esempio, stabilire dei chiari limi-
ti e parlare apertamente delle conseguen-
ze che hanno certe decisioni. Genitori, non
c
`
e nessuno che meglio di voi possa guida-
re i vostri gli sulla strada che porta alla
dedicazione a Geova. I gli hanno bisogno
di sviluppare e salvaguardare la loro iden-
tit
`
a cristiana. Ovviamente ognuno di noi
deve stare in guardia per non perdere, in
senso gurato, le sue vesti, cio
`
e le qua-
lit
`
a e la condotta eccellente che ci identi-
17. Come possono i genitori aiutare i gli a stringe-
re una personale relazione con Geova?
18. Perch

e i genitori cristiani sono nella posizione
migliore per aiutare i gli a dedicarsi a Geova?
cano come seguaci di Cristo (Riv. 3:4, 5;
16:15).
SAREMO RICORDATI IN BENE
19
Il profeta Malachia, contemporaneo
di Neemia, parl
`
o di un libro di memo-
rie per quelli che avevano timore di Geova
e per quelli che pensavano al suo nome
(Mal. 3:16, 17). Dio non si dimenticher
`
a mai
di coloro che hanno timore reverenziale di
lui e amano il suo nome (Ebr. 6:10).
20
Neemia preg
`
o: Ricordati di me, s
`
, o
mio Dio, in bene (Nee. 13:31). Se continue-
remo a evitare le cattive compagnie, soste-
nere le disposizioni teocratiche, mettere le
cose spirituali al primo posto e salvaguar-
dare la nostra identit
`
a cristiana, anche i no-
stri nomi, come quello di Neemia, saranno
scritti nel libro di memorie di Dio. Con-
tinuate a provare se siete nella fede, esor-
ta la Bibbia (2 Cor. 13:5). E, se custodiremo
la nostra santicata relazione con Geova,
egli si ricorder
`
a di noi in bene.
19, 20. Come possiamo fare in modo che Geova si
ricordi di noi in bene?
Aiutiamo i nostri gli a stringere una relazione
personale con Geova
(Vedi i paragra 17 e 18)
15 AGOSTO 2013 7
8 LA TORRE DI GUARDIA
Non c
`
e motivo di dare troppo peso
a dove dovrebbero sedersi i disassociati
che vengono nella Sala del Regno. Que-
sta rivista ha incoraggiato in tutti i modi
i genitori cristiani che hanno gli disas-
sociati che vivono con loro ad aiutarli
spiritualmente, se la situazione lo per-
mette. Come spiegava La Torre di Guar-
dia del 15 novembre 1988, alle pagine 19
e 20, i genitori possono anche studia-
re la Bibbia con un disassociato mino-
renne che vive in casa.1 Quello che ci
si augura infatti
`
e che cos
`
riceva linco-
raggiamento necessario per correggere
la sua condotta.
Sembra dunque altrettanto ragione-
vole che un disassociato minorenne
possa starsene seduto quietamente ac-
canto ai genitori nella Sala del Regno.
Dato che non
`
e richiesto che i disas-
sociati siedano nelle ultime le, non ci
sono obiezioni se un ragazzo disassocia-
to si siede con i genitori, indipendente-
mente da dove questi abbiano preso po-
sto. Avendo a cuore la salute spirituale
del glio, vorranno senzaltro assicurar-
si che tragga il massimo dalle adunanze.
Da questo punto di vista pu
`
o essere uti-
le che il ragazzo si sieda con loro e non
da qualche altra parte dove sarebbe la-
sciato a s

e.
E se il glio disassociato non vive pi
`
u
a casa con i suoi? Questo cambiereb-
1 Anche se in questo articolo si parla del minoren-
ne disassociato al maschile, i princ
`
pi trattati valgono
per entrambi i sessi.
be le cose? In passato questa rivista ha
chiaramente spiegato come dovrebbe
regolarsi un cristiano in merito allo sta-
re in compagnia di un parente disasso-
ciato che non vive sotto lo stesso tetto.1
Ad ogni modo, un conto
`
e che un disas-
sociato stia seduto quietamente accanto
ai familiari durante le adunanze, un al-
tro
`
e che questi cerchino la sua compa-
gnia quando non ve n
`
e ragione: sono
due cose ben diverse. Se i familiari fede-
li hanno il giusto atteggiamento verso il
disassociato e si sforzano di seguire le
raccomandazioni scritturali relative allo
stare in sua compagnia, non dovrebbe
esserci motivo di preoccuparsi (1 Cor. 5:
11, 13; 2 Giov. 11).
`
E indierente se un disassociato si
siede accanto a un familiare o a qual-
siasi altro membro della congregazio-
ne, purch

e si comporti dovutamente.
Stabilire delle regole sui posti potreb-
be, in certe circostanze, creare dei pro-
blemi. Limportante
`
e che tutti i presen-
ti, compresi i familiari fedeli, si sforzino
di rispettare i princ
`
pi biblici in meri-
to alla disassociazione e che il posto in
cui il disassociato si siede non faccia in-
ciampare i fratelli. Se queste condizioni
vengono soddisfatte, non c
`
e bisogno di
fare una questione in merito ai posti a
sedere di coloro che assistono alle adu-
nanze.2
1 Vedi La Torre di Guardia del 1 gennaio 1982, pa-
gina 30.
2 Questo aggiorna quanto pubblicato nella Torre di
Guardia del 1 marzo 1954, pagina 159.
DOMANDE DAI LETTORI
`
E opportuno che dei genitori cristiani che hanno
un glio disassociato si siedano insieme a lui
alle adunanze?
15 AGOSTO 2013 9
Sono nata nel 1956, aetta da spina bida, una malformazione do-
vuta a una mancata saldatura del tubo neurale. I conseguenti danni
a livello nervoso mi hanno reso dicile camminare e causato altri seri
problemi di salute.
Poco prima che io nascessi, i miei genitori iniziarono a studiare la
Bibbia con una coppia di missionari dei testimoni di Geova. Quando
ero piccola, cerano solo pochi proclamatori isolati a Usakos, la citta-
dina della Namibia in cui vivevo, perci
`
o studiavamo in famiglia il ma-
teriale in programma per le adunanze di congregazione. Allet
`
a di
7 anni subii una urostomia (intervento chirurgico con il quale si rea-
lizza un orizio articiale sulla supercie corporea per eliminare luri-
na), e a 14 cominciai a sorire di epilessia. Dato che la scuola era di-
stante e io avevo bisogno di cure speciali da parte dei miei genitori,
non potei completare gli studi superiori.
Nonostante tutto ero decisa a raorzarmi spiritualmente. Molte
delle nostre pubblicazioni, per
`
o, non erano ancora disponibili in afri-
kaans, la mia madrelingua, cos
`
imparai linglese per studiare diversi
nostri libri. Col tempo diventai proclamatrice e a 19 anni mi battezzai.
Nei quattro anni che seguirono ebbi tanti problemi sici ed emotivi.
Inoltre, dal momento che la comunit
`
a in cui vivevo era molto unita, il
timore delluomo mi impediva di partecipare con zelo al ministero.
Quando avevo poco pi
`
u di 20 anni, dalla Namibia ci trasferimmo in
Sudafrica. Per la prima volta potevo frequentare una congregazione!
Ero felice. Di l
`
a poco per
`
o dovetti sottopormi a un altro intervento chi-
rurgico, stavolta una colostomia.
Qualche tempo dopo sentii un sorvegliante di circoscrizione che
parlava del servizio di pioniere. Quello che disse mi tocc
`
o il cuore. Sa-
pevo che la mia salute era tuttaltro che buona, ma avevo visto come
Geova mi aveva sostenuto in molte circostanze avverse. Perci
`
o com-
pilai la domanda per diventare pioniera. A motivo delle mie condizio-
ni, per
`
o, gli anziani erano riluttanti ad accettarla.
Decisi comunque di impegnarmi al massimo nella predicazione.
Con laiuto di mia madre e di altri, mi organizzai in modo da fare per
sei mesi le ore richieste dai pionieri. Cos
`
dimostrai che ero determi-
nata a fare la pioniera e che i miei problemi di salute erano gestibili.
Feci nuovamente la domanda, che questa volta fu approvata, e il
1 settembre del 1988 iniziai a servire come pioniera regolare.
Da quando sono pioniera ho sempre potuto contare sul sostegno
di Geova. Insegnare ai nuovi la verit
`
a invece che rimuginare sulla mia
situazione mi ha protetto e nutrito, permettendomi di crescere spiri-
tualmente. Ho provato lenorme gioia di aiutare diverse persone a
progredire no alla dedicazione e al battesimo.
La mia salute resta precaria, ma ogni giorno Geova porta il carico
per me (Sal. 68:19). Non si limita a rendere la mia vita sopportabile:
grazie a lui sono felice di essere viva!
Maretha du Raan

Ogni giorno
Geova porta
il carico
per me

Nonostante le mie pre-


carie condizioni di salute,
che potrebbero sembrare
un problema insormontabi-
le, nel corso di tutta la mia
vita ho sempre sentito la-
morevole sostegno del no-
stro caro Padre celeste. E
da pi
`
u di 20 anni provo
lindicibile gioia di servire
Geova come pioniera.
10 LA TORRE DI GUARDIA
SEI felicemente sposato da molti anni. Un giorno,
per
`
o, torni a casa e la trovi a soqquadro: mobili a pez-
zi, stoviglie in frantumi, tappezzeria irreparabilmente
danneggiata. Insomma, la casa a cui tenevi tanto
`
e un
campo di battaglia! In una situazione del genere
`
e nor-
male che tu ti chieda chi sia stato, ma non ti sognere-
sti nemmeno lontanamente di dare la colpa a tua mo-
glie, perch

e sai che noncompirebbe mai unsimile atto
di vandalismo.
2
Oggi vediamo la casa dellumanit
`
a deturpata da
inquinamento, violenza e degrado morale. Grazie allo
studio della Bibbia, sappiamo che Geova non pu
`
o es-
sere la causa di tutti questi problemi. Egli ha creato
questo pianeta perch

e fosse uno splendido paradiso
(Gen. 2:8, 15). Geova
`
e un Dio di amore (1 Giov. 4:8).
Le Scritture ci hanno permesso di identicare il re-
sponsabile di gran parte dei problemi che vediamo:
Satana il Diavolo, il governante del mondo (Giov.
14:30; 2 Cor. 4:4).
3
Comunque nonpossiamo incolpare Satana di tut-
ti i nostri guai. Alcuni dei problemi che abbiamo, in-
fatti, sono il risultato dei nostri errori. (Leggi Deutero-
nomio 32:4-6.) Eppure, anche se sappiamo che
`
e cos
`
,
la nostra natura imperfetta potrebbe portarci ad ave-
re una visione distorta delle cose e farci imboccare un
sentiero che alla ne porta al disastro (Prov. 14:12). In
altre parole, invece di incolpare noi stessi o Satana per
unproblema, potremmo iniziare a dare la colpa a Geo-
va. Qualcuno potrebbe addirittura arrivare a essere
furente contro Geova (Prov. 19:3).
4
`
E davvero possibile divenire [furenti] contro
1, 2. Perch

e non dovremmo dare a Geova la colpa dei proble-
mi che aiggono lumanit
`
a? Spiegate.
3. Cosa potrebbe darci una visione distorta delle cose?
4, 5. In che modo un cristiano potrebbe divenire furente
contro Geova?
NON DIVENIRE

FURENTE CONTRO
GEOVA

`
E la stoltezza delluo-
mo terreno che torce la
sua via, e cos
`
il suo
cuore diviene furente
contro Geova stesso
(PROV. 19:3)
COME RISPONDERESTE?

Cosa potrebbe indurci a divenire


[furenti] contro Geova?

Quali cinque elementi ci aiutano


a non divenire [furenti] contro
Geova?

Quando arontiamo problemi,


cosa dovremmo ricordare?
15 AGOSTO 2013 11
Geova? Di certo sarebbe una cosa as-
solutamente vana (Isa. 41:11). Dopotutto
cosa potremmo mai ricavarne? Un poeta
ha scritto: Hai braccia troppo corte per
fare a pugni con Dio. Forse non ci lamen-
teremmo mai apertamente di Geova, ma
Proverbi 19:3 dice che la stoltezza delluo-
mo torce la sua via, e cos
`
il suo cuore di-
viene furente contro Geova stesso. Pro-
prio cos
`
, si pu
`
o divenire furenti contro
Dio nel proprio cuore. Questo atteggiamen-
to potrebbe manifestarsi in modi sottili.
Un cristiano potrebbe, per cos
`
dire, ser-
bare rancore nei confronti di Geova e di
conseguenza estraniarsi dalla congrega-
zione, oppure non sostenerne pienamen-
te le disposizioni per ladorazione.
5
Cosa potrebbe farci divenire [furen-
ti] contro Geova? Come possiamo evitare
questo errore?
`
E fondamentale conoscere
la risposta a queste domande perch

e ne va
della nostra relazione con Geova Dio.
COSA POTREBBE PORTARCI A DIVENIRE
[FURENTI] CONTRO GEOVA?
6
Cosa potrebbe indurre un cristiano
fedele a lamentarsi in cuor suo di Geova?
Esaminiamo cinque elementi che potreb-
bero inuenzarci in tal senso e analizzia-
mo degli esempi biblici che mettono in
luce come in passato alcuni sono caduti
in questa trappola (1 Cor. 10:11, 12).
7
I discorsi negativi di altri possono
inuenzarci. (Leggi Deuteronomio 1:26-
28.) Prendiamo il caso degli israeliti ap-
pena liberati dalla schiavit
`
u in Egitto. In
modo miracoloso Geova aveva portato le
dieci piaghe su quella nazione oppressi-
va e poi aveva annientato il faraone e il
suo esercito nel Mar Rosso (Eso. 12:29-
32, 51; 14:29-31; Sal. 136:15). Il popolo
di Dio si preparava a entrare nella Ter-
ra Promessa. Eppure, in quel momento
6, 7. Perch

e gli israeliti dei giorni di Mos
`
e co-
minciarono a lamentarsi di Geova?
decisivo, gli israeliti cominciarono a la-
mentarsi di Geova. Cosa determin
`
o una
tale mancanza di fede? Si lasciarono in-
uenzare da coloro che avevano fatto
un rapporto negativo dopo aver esplo-
rato Canaan (Num. 14:1-4). Alla ne, a
unintera generazione non fu permesso
di entrare in quel buon paese (Deut. 1:
34, 35). Non permettiamo mai che i di-
scorsi negativi di altri indeboliscano la
nostra fede e ci facciano lamentare del
modo in cui Geova ci tratta.
8
Problemi e dicolt
`
a possono scorag-
giarci. (Leggi Isaia 8:21, 22.) Ai giorni
di Isaia la nazione di Giuda si trov
`
o in
gravi dicolt
`
a: era circondata dai nemi-
ci, il cibo scarseggiava e molti pativano la
fame. Cosa ancora pi
`
u grave, cera una ca-
restia spirituale (Amos 8:11). Invece di ri-
cercare laiuto divino per arontare le dif-
colt
`
a, molti iniziarono a invocare il male
sul loro re e sul loro Dio. In pratica incol-
parono Geova della situazione. Se soria-
mo a causa di una disgrazia o di problemi
personali, potremmo anche noi arrivare
a chiederci in cuor nostro: Dov
`
e Geova
ora che ho bisogno di lui?
9
Non conosciamo tutti i fatti. Dato
che non avevano il quadro completo del-
la situazione, gli israeliti contemporanei
di Ezechiele ritenevano che la via di Geo-
va non fosse propriamente giusta (Ezec.
18:29). Era come se si ergessero a giudici
di Geova Dio, mettendo le proprie nor-
me di giustizia al di sopra delle sue e giu-
dicandolo sulla base della loro limitata
comprensione dei fatti. A volte potrem-
mo non comprendere appieno un bra-
no biblico o la piega che alcuni avveni-
menti prendono nella nostra vita. In casi
8. Ai giorni di Isaia, cosa indusse il popolo a
prendersela con Geova per la situazione in cui
versava?
9. Perch

e i contemporanei di Ezechiele arriva-
rono ad avere un punto di vista sbagliato?
12 LA TORRE DI GUARDIA
del genere, potrebbe capitare anche a noi
di pensare che la via di Geova non sia
propriamente giusta? (Giob. 35:2).
10
Incolpiamo qualcun altro dei nostri
peccati ed errori. Allinizio della storia
umana, Adamo incolp
`
o Dio dei propri
peccati (Gen. 3:12). Gli attribu
`
la respon-
sabilit
`
a delle proprie azioni pur avendo
infranto la legge divina in modo delibera-
to e con piena consapevolezza delle con-
seguenze. In pratica disse che Geova gli
aveva dato una cattiva moglie. Da allora
molti altri, al pari di Adamo, hanno incol-
pato Dio dei propri errori. E noi? Chie-
diamoci: La delusione o la frustrazio-
ne causata dai miei stessi errori potrebbe
portare anche me a lamentarmi delle nor-
me di Geova?
11
Ci concentriamo troppo su noi stes-
si. Il profeta Giona ebbe da ridire sul-
la decisione misericordiosa di Geova ri-
guardo a Ninive (Giona 4:1-3). Come mai?
A quanto pare temeva di perdere credibi-
10. Come si potrebbe seguire il cattivo esempio
di Adamo?
11. Cosa impariamo da Giona?
lit
`
a visto che la distruzione che aveva pre-
detto non si era vericata. Era cos
`
preoc-
cupato per la sua reputazione che non
prov
`
o la bench

e minima compassione per
i niniviti pentiti. Forse potrebbe capita-
re anche a noi di concentrarci cos
`
tan-
to su noi stessi da divenire furenti contro
Geova per nonaver ancora portato la ne.
Oppure, se predichiamo da decenni che il
giorno di Geova
`
e vicino, potremmo di-
ventare impazienti con lui quando altri ci
criticano per il messaggio che proclamia-
mo (2 Piet. 3:3, 4, 9).
PER NON DIVENTARE
[FURENTI] CONTRO GEOVA
12
Cosa possiamo fare se il nostro cuo-
re peccaminoso inizia a mettere in discus-
sione loperato di Geova? Ricordiamo che
sarebbe poco saggio farlo. Una traduzio-
ne rende Proverbi 19:3 come segue: Cer-
ta gente va in rovina per la sua stoltezza,
ma se la prende con il Signore (Parola del
12, 13. Se nel nostro cuore iniziamo a mettere
in discussione loperato di Geova, cosa non do-
vremmo mai trascurare?
I discorsi negativi di altri possono avere un eetto deleterio su di noi
(Vedi il paragrafo 7)
Signore). Con questo in mente, conside-
riamo ora cinque consigli che ci aiuteran-
no a non permettere mai che i problemi
della vita ci inducano a incolpare Geova.
13
Non trascuriamo la nostra relazione
con Geova. Mantenere una stretta rela-
zione con Dio ci aiuter
`
a a evitare la ten-
denza, dovuta allimperfezione, a diveni-
re furenti contro di lui. (Leggi Proverbi
3:5, 6.) Dobbiamo condare in Geova ed
evitare di divenire saggi ai nostri occhi o
egocentrici (Prov. 3:7; Eccl. 7:16). In que-
sto modo sar
`
a meno probabile che incol-
piamo lui quando le cose vanno male.
14
Non lasciamoci condizionare dai di-
scorsi negativi. Gli israeliti dei giorni di
Mos
`
e avevano ogni ragione per credere
che Geova li avrebbe introdotti nella Ter-
ra Promessa (Sal. 78:43-53). Tuttavia, di
fronte al rapporto negativo dei dieci
esploratori privi di fede, non si ricorda-
rono della sua mano (Sal. 78:42). Se me-
ditiamo sullattivit
`
a di Geova, ricordan-
do tutto ci
`
o che di buono ha fatto per noi,
raorzeremo la nostra relazione con lui e
non lasceremo che i discorsi negativi di
altri creino una spaccatura tra noi e lui
(Sal. 77:11, 12).
15
Daltro canto, anche un atteggia-
mento negativo nei confronti dei com-
pagni di fede pu
`
o ripercuotersi sulla no-
stra relazione con Geova (1 Giov. 4:20).
Quando gli israeliti misero in discussio-
ne la nomina e la posizione di Aaronne,
per Geova fu come se mormorassero con-
tro di Lui (Num. 17:10). In maniera analo-
ga, se dovessimo iniziare a mormorare e
a lamentarci di coloro che Geova sta uti-
lizzando per guidare la parte terrena del-
la sua organizzazione, sarebbe come se
ci lamentassimo di Geova stesso (Ebr. 13:
7, 17).
14, 15. Cosa ci aiuter
`
a a non farci condiziona-
re dai discorsi negativi di altri?
16
Ricordiamo che non
`
e Geova a cau-
sare i nostri problemi. Anche se gli israe-
liti dei giorni di Isaia si erano allontanati
da lui, Geova desiderava ancora aiutar-
li (Isa. 1:16-19). A prescindere dalla na-
tura del problema che ci troviamo ad af-
frontare,
`
e confortante sapere che Geova
si preoccupa per noi e desidera aiutarci
(1 Piet. 5:7). Egli promette infatti di darci
la forza necessaria per continuare a perse-
verare (1 Cor. 10:13).
17
Se, come il fedele Giobbe, stiamo su-
bendo una qualche forma di ingiustizia
dobbiamo ricordare a noi stessi che Geo-
va non ne
`
e la causa. Geova ama la giu-
stizia (Sal. 33:5). Saremo invece daccor-
do con lamico di Giobbe, Eliu, che disse:
Lungi sia dal vero Dio lagire malvagia-
mente, e dallOnnipotente lagire ingiu-
stamente! (Giob. 34:10). Invece di cau-
sare i nostri problemi, Geova ci d
`
a ogni
dono buono e ogni regalo perfetto (Giac.
1:13, 17).
18
Non dubitiamo mai di Geova. Dio
`
e
perfetto e i suoi pensieri sono pi
`
u eleva-
ti dei nostri (Isa. 55:8, 9). Perci
`
o lumilt
`
a
e la modestia dovrebbero aiutarci ad am-
mettere che la nostra comprensione del-
le cose
`
e limitata (Rom. 9:20). Sono rari i
casi in cui abbiamo a disposizione tutti
i fatti. Senza dubbio sappiamo per espe-
rienza quanto siano vere le parole di que-
sto proverbio: Il primo a parlare in una
lite sembra aver ragione, ma viene il suo
avversario e lo confuta (Prov. 18:17, CEI).
19
Supponiamo che un amico dato
faccia qualcosa che di primo acchi-
to non comprendiamo o che ci sembra
strano; saremmo pronti a puntargli con-
tro il dito? Non gli concederemmo piut-
tosto il benecio del dubbio, specie se lo
16, 17. Cosa dobbiamo ricordare quando af-
frontiamo problemi?
18, 19. Perch

e non dovremmo mai dubitare di
Geova? Spiegate.
15 AGOSTO 2013 13
14 LA TORRE DI GUARDIA
conosciamo da molti anni? Se con amici
imperfetti siamo cos
`
amorevoli, tanto pi
`
u
dovremmo avere ducia nel nostro Padre
celeste, le cui vie e i cui pensieri sono mol-
to pi
`
u alti dei nostri.
20
Identichiamo il vero responsabile.
Perch

e dovremmo farlo? Perch

e potrem-
mo essere noi i responsabili di un proble-
ma che abbiamo, e in tal caso dobbiamo
riconoscerlo (Gal. 6:7). Sarebbe irragione-
vole scaricare la responsabilit
`
a dei nostri
problemi su Geova. Facciamo un esem-
pio: unautomobile pu
`
o raggiungere velo-
cit
`
a elevate. Immaginiamo che il con-
ducente aronti una curva stretta a una
velocit
`
a che va ben oltre il limite consi-
gliato e nisca fuori strada. Avrebbe sen-
so attribuire la colpa dellaccaduto al fab-
bricante della macchina? Naturalmente
no! In maniera analoga, il nostro Creato-
re ci ha dotati del libero arbitrio, ma ci
20, 21. Perch

e
`
e importante riconoscere il vero
responsabile della nostra situazione?
ha anche fornito istruzioni per farci pren-
dere decisioni sagge. Pertanto, che senso
avrebbe incolpare lui dei nostri errori?
21
Ovviamente non tutti i nostri pro-
blemi sono il risultato di errori personali
o iniziative sbagliate. Alcuni li causano il
tempo e lavvenimento imprevisto (Eccl.
9:11). In ultima analisi, per
`
o, non dobbia-
mo perdere di vista il fatto che la causa
principale della malvagit
`
a
`
e Satana il Dia-
volo (1 Giov. 5:19; Riv. 12:9).
`
E lui il nemi-
co, non Geova! (1 Piet. 5:8).
CUSTODIAMO GELOSAMENTE LA NOSTRA
PREZIOSA RELAZIONE CON GEOVA
22
Quando arontiamo prove e dicol-
t
`
a, ricordiamo lesempio di Giosu
`
e e Ca-
leb. A dierenza degli altri dieci esplora-
tori, questi due uomini fedeli fecero un
rapporto positivo (Num. 14:6-9). Dimo-
strarono fede in Geova, eppure dovettero
vagare nel deserto per 40 anni insieme a
tutti gli altri israeliti. Si lamentarono o si
amareggiarono ritenendo ingiusto questo
trattamento? No. Ebbero ducia in Geova
e di conseguenza furono benedetti. Men-
tre unintera generazione mor
`
nel de-
serto, Giosu
`
e e Caleb alla ne entrarono
nella Terra Promessa (Num. 14:30). Allo
stesso modo, anche noi riceveremo la be-
nedizione di Geova se non ci stanchia-
mo di fare la sua volont
`
a (Gal. 6:9; Ebr.
6:10).
23
Se siamo scoraggiati a causa di pro-
blemi, dellimperfezione altrui o della no-
stra stessa imperfezione, cosa dovremmo
fare? Concentriamoci sulle meravigliose
qualit
`
a di Geova. Cerchiamo di vedere
con gli occhi della mente ladempimento
delle sue promesse. Chiediamoci: Dove
sarei ora senza Geova? Teniamoci stretti
a Dio e non permettiamo mai al nostro
cuore di divenire furente contro di lui!
22, 23. Cosa dobbiamo ricordare se siamo sco-
raggiati da qualche problema?
Giosu
`
e e Caleb furono benedetti per
la ducia che avevano in Geova
(Vedi il paragrafo 22)
ECCO, i gli sono uneredit
`
a da Geova; il frutto del ventre
`
e
una ricompensa, dice la Bibbia (Sal. 127:3). Non sorprende
perci
`
o che i genitori cristiani accolgano con grande gioia lar-
rivo di un bambino.
Questo lieto evento, comunque, porta con s

e anche gran-
di responsabilit
`
a. Cos
`
come per diventare un adulto sano un
bambino ha bisogno di pasti nutrienti e regolari, per fare sua
la vera adorazione ha bisogno di nutrimento spirituale e di
genitori che lo guidino e instillino in lui i princ
`
pi biblici (Prov.
1:8). Quand
`
e che i genitori dovrebbero iniziare a farlo, e
cosa include questo addestramento?

Genitori,
iniziate
dallinfanzia
16 LA TORRE DI GUARDIA
I GENITORI HANNO BISOGNO DELLAIUTO DI DIO
Vediamo un esempio dal passato. Manoa era un
israelita della trib
`
u di Dan che viveva a Zora. Lan-
gelo di Geova annunci
`
o a sua moglie, no ad allora
sterile, che avrebbe avuto un glio (Giud. 13:2, 3).
Il fedele Manoa e sua moglie furono senzaltro feli-
cissimi alla notizia, ma alla loro mente si aaccia-
rono anche dei timori. Manoa quindi preg
`
o: Scu-
sami, Geova. Luomo del vero Dio che hai appena
mandato, ti prego, venga di nuovo da noi e ci inse-
gni ci
`
o che dobbiamo fare al piccolo che nascer
`
a
(Giud. 13:8). Ci
`
o che preoccupava i due coniugi era
leducazione del loro bambino, Sansone. I fatti indi-
cano che gli insegnarono le leggi di Dio e che i loro
sforzi furono premiati. Di Sansone infatti la Bibbia
dice: A suo tempo lo spirito di Geova cominci
`
o a so-
spingerlo. Fu cos
`
che Sansone divenne un giudice
di Israele e comp
`
molte gesta potenti (Giud. 13:25;
14:5, 6; 15:14, 15).
A che et
`
a bisognerebbe iniziare a istruire spiri-
tualmente un bambino? Grazie a sua madre Euni-
ce e alla nonna Loide, Timoteo conobbe gli scritti
sacri sin dallinfanzia (2 Tim. 1:5; 3:15). Questo
signica che inizi
`
o a studiare le Scritture quando
era molto piccolo.
Se vogliono iniziare ad addestrare un glio dal-
linfanzia,
`
e saggio che i genitori cristiani preghino
Dio per chiedere guida e stabiliscano in anticipo
come impostare questa educazione. I piani del di-
ligente sono sicuramente per il vantaggio, si legge
in Proverbi 21:5. In genere, prima della nascita di
un bambino i genitori si preparano allevento con
grande cura. Probabilmente stilano anche un elen-
co con tutte le cose di cui il neonato avr
`
a bisogno.
Allo stesso modo si devono pianicare le attivit
`
a
spirituali, con lobiettivo di iniziare prestissimo nel-
la vita del bambino.
Un libro rivolto ai neogenitori spiega: I mesi im-
mediatamente successivi alla nascita sono fonda-
mentali per lo sviluppo del cervello. In quellarco di
tempo il numero delle sinapsi le connessioni alla
base dellapprendimento aumentano di venti vol-
te (Early Childhood CountsA Programming Guide
on Early Childhood Care for Development). I geni-
tori, dunque, fanno bene a sfruttare questa breve
fase nello sviluppo mentale del bambino iniziando
subito a instillare in lui concetti e valori spirituali.
Una pioniera regolare ha raccontato a proposi-
to di sua glia: La porto con me nel ministero
da quando aveva solo un mese. Anche se allora
non capiva cosa stessimo facendo, sono sicura che
quellesperienza in tenera et
`
a abbia avuto su di lei
unottima inuenza. A due anni gi
`
a oriva con sicu-
rezza volantini a coloro che incontrava in servizio.
Iniziare ad addestrare un bambino da piccolo
produce ottimi risultati. Ma, come i genitori sanno,
impartire istruzione spirituale comporta anche del-
le sde.
RISCATTATE IL TEMPO OPPORTUNO
I bambini possono essere irrequieti e distrarsi
con facilit
`
a, il che costituisce una sda non indif-
ferente per i genitori. La loro attenzione si sposta
facilmente e velocemente. Dopotutto
`
e nella loro
natura essere curiosi e desiderosi di esplorare il
mondo circostante. Cosa possono fare i genitori per
aiutare un bambino a concentrarsi su quello che
stanno cercando di insegnargli?
`
E interessante quello che disse Mos
`
e in Deute-
ronomio 6:6, 7: Queste parole che oggi ti coman-
do devono essere nel tuo cuore; e le devi inculcare
a tuo glio e parlarne quando siedi nella tua casa
e quando cammini per la strada e quando giaci e
quando ti levi. La parola inculcare suggerisce li-
dea di insegnare attraverso la frequente ripetizio-
ne. Potremmo paragonare un bambino a una pian-
ticella che ha bisogno di acqua a intervalli regolari.
`
E indubbio che la ripetizione aiuti a ricordare cose
importanti, e se funziona con gli adulti, vale sicura-
mente anche per i bambini.
Per poter insegnare ai gli la verit
`
a, i genitori de-
vono trascorrere del tempo insieme a loro. Questo
pu
`
o essere tuttaltro che facile in un mondo frene-
tico come il nostro, ma lapostolo Paolo esort
`
o a ri-
scattare il tempo opportuno da dedicare alle attivi-
t
`
a cristiane, cos
`
essenziali (Efes. 5:15, 16). Come
lo si pu
`
o fare? Bisogna trovare il giusto equilibrio tra
leducazione dei gli, le responsabilit
`
a teocratiche
e il lavoro.
`
E proprio questa la dicolt
`
a che han-
no arontato un anziano cristiano e sua moglie, la
15 AGOSTO 2013 17
quale ha un programma molto tto essendo anche
pioniera regolare. Dove hanno trovato il tempo di
addestrare la loro bambina? Ogni mattina, prima
che io vada al lavoro, racconta il padre, leggiamo
con lei Il mio libro di racconti biblici o la scrittura del
giorno. Alla sera non manchiamo di leggerle qual-
cosa prima di metterla a letto, e quando svolgiamo
il ministero la portiamo con noi. Non vogliamo la-
sciarci sfuggire questi primi anni della sua vita.
I FIGLI SONO COME FRECCE
Tutti noi vogliamo senzaltro che i nostri gli di-
ventino adulti responsabili. Ma il nostro principa-
le obiettivo dovrebbe essere quello di educarli in
modo da far crescere nel loro cuore lamore per
Geova Dio (Mar. 12:28-30).
Salmo 127:4 dice: Come frecce nella mano di
un uomo potente, cos
`
sono i gli della giovinez-
za. I gli sono qui paragonati a frecce, che vanno
tirate con grande precisione se si vuole centrare
il bersaglio. Larciere non pu
`
o richiamare indietro
la freccia una volta che lha scoccata. I genitori
hanno a disposizione queste frecce solo per un
periodo relativamente breve. Pertanto dovrebbero
usare quel tempo per instillare santi princ
`
pi nella
mente e nel cuore dei loro gli.
Parlando dei suoi gli spirituali, lapostolo Giovan-
ni scrisse: Non ho motivo di gratitudine pi
`
u grande
di queste cose, che io oda che i miei gli continua-
no a camminare nella verit
`
a (3 Giov. 4). Anche i ge-
nitori cristiani potranno provare la medesima grati-
tudine vedendo i loro gli camminare nella verit
`
a.
Manoa preg
`
o per avere
la guida necessaria a
crescere il glio che
stava per nascere
18 LA TORRE DI GUARDIA
ALLA ne della seconda guerra mondiale, quando il
regime nazista stava ormai crollando, fu dato ordine
di eliminare le migliaia di persone ancora internate nei
campi di concentramento. I prigionieri del campo di
Sachsenhausen dovevano marciare no al mare per es-
sere caricati su navi che poi sarebbero state fatte aon-
dare al largo. Tutto ci
`
o faceva parte di una strategia che
prevedeva quelle che vennero poi denite marce della
morte.
2
Trentatremila detenuti di Sachsenhausen avrebbero
dovuto camminare per 250 chilometri no a Lubecca,
una citt
`
a portuale tedesca. Fra loro cerano 230 testimo-
ni di Geova provenienti da sei nazioni, ai quali fu ordi-
nato di marciare insieme. Bench

e stremati dalla fame e
dalle malattie, sopravvissero tutti. Uno di loro in seguito
disse: Ci incoraggiavamo di continuo ad andare avan-
ti. In aggiunta alla potenza oltre ci
`
o che
`
e normale che
Dio concede, fu lamore reciproco ad aiutare i nostri fra-
telli a superare quella terribile prova (2 Cor. 4:7).
3
Pur non dovendo arontare una marcia della morte,
oggi ci troviamo comunque alle prese con numerose dif-
colt
`
a. Dopo listituzione del Regno di Dio nel 1914, Sa-
tana fu cacciato dal cielo e connato nelle vicinanze del-
la terra, avendo grande ira, sapendo [di avere] un breve
periodo di tempo (Riv. 12:7-9, 12). Con lavvicinarsi di
Armaghedon, Satana ci presenta delle prove e ci met-
te sotto pressione nel tentativo di indebolirci spiritual-
mente. A questo si aggiunge lo stress della vita quoti-
diana (Giob. 14:1; Eccl. 2:23). A volte possiamo sentirci
talmente schiacciati dal peso di tutte queste dicolt
`
a
che le nostre sole energie emotive e spirituali non basta-
no a combattere lo scoraggiamento.
`
E questo il caso di
1, 2. Cosa permise a 230 testimoni di Geova di sopravvivere a
una marcia della morte verso la ne della seconda guerra mon-
diale?
3. Perch

e abbiamo bisogno di incoraggiarci reciprocamente?
CONSIDERIAMOCI
E INCORAGGIAMOCI
A VICENDA
Consideriamoci
a vicenda per incitarci
allamore e alle opere
eccellenti (EBR. 10:24)
COME RISPONDERESTE?

Cosa signica considerarsi


a vicenda?

Come possiamo incitarci


allamore e alle opere
eccellenti?

In che modo possiamo


incoraggiarci lun laltro?
15 AGOSTO 2013 19
un fratello che per decenni aveva aiutato
spiritualmente moltissime persone; con la-
vanzare dellet
`
a, per
`
o, sia lui che sua moglie
cominciarono ad avere problemi di salute, e
questo lo fece sentire profondamente sco-
raggiato. Proprio come lui, tutti noi abbiamo
bisogno di potenza oltre ci
`
o che
`
e normale
da Geova e di incoraggiarci reciprocamente.
4
Se vogliamo essere fonte di incoraggia-
mento per gli altri, dobbiamo prestare ascol-
to alla seguente esortazione che lapostolo
Paolo diede ai cristiani ebrei: Consideria-
moci a vicenda per incitarci allamore e alle
opere eccellenti, non abbandonando la no-
stra comune adunanza, come alcuni ne han-
no labitudine, ma incoraggiandoci lun lal-
tro e tanto pi
`
u mentre vedete avvicinarsi il
giorno (Ebr. 10:24, 25). Come possiamo far
tesoro del consiglio racchiuso in queste pa-
role cos
`
cariche di signicato?
CONSIDERIAMOCI A VICENDA
5
Secondo unopera di consultazione, il
verbo qui reso considerare signica te-
ner conto dei bisogni altrui, pensare agli al-
tri (A Greek-English Lexicon of the New Te-
stament and Other Early Christian Literature,
terza edizione a cura di F. W. Danker). Pos-
siamo davvero tener conto dei bisogni degli
altri se ci limitiamo a un saluto veloce nel-
la Sala del Regno o a qualche chiacchierata
superciale? Ovviamente staremo attenti a
pensare ai fatti [nostri] e a non [intromet-
terci] negli aari degli altri (1 Tess. 4:11;
1 Tim. 5:13). Daltra parte, se vogliamo inco-
raggiare i fratelli, dobbiamo saperne di pi
`
u
di loro e della loro vita, delle loro qualit
`
a e
della loro spiritualit
`
a, dei loro punti di forza
e delle loro debolezze. Devono considerarci
amici e sentire che li amiamo. Tutto questo
4. Se vogliamo essere fonte di incoraggiamento per
gli altri, quale consiglio dellapostolo Paolo dobbia-
mo far nostro?
5. Cosa signica considerarsi a vicenda, e cosa ri-
chiede da parte nostra?
`
e impossibile se non trascorriamo del tem-
po con loro, e non solo quando hanno un
problema o sono gi
`
u di corda (Rom. 12:13).
6
Gli anziani della congregazione sono
esortati a pascere il gregge di Dio ada-
to alla loro cura, e a farlo di buon grado
e con premura (1 Piet. 5:1-3). Come pos-
sono assolvere dovutamente il loro incarico
di pastori se non conoscono a fondo le pe-
core adate alla loro cura? (Leggi Proverbi
27:23.) Se gli anziani sono disponibili e ama-
no la compagnia dei fratelli, sar
`
a pi
`
u faci-
le per questi ultimi chiedere aiuto quando
ne hanno bisogno; saranno anche pi
`
u inclini
ad aprirsi, esternando sentimenti e preoccu-
pazioni. Questo permetter
`
a agli anziani di
considerare le pecore adate loro e di aiu-
tarle in modo mirato.
7
Ai fratelli di Tessalonica Paolo disse: So-
stenete i deboli. (Leggi 1 Tessalonicesi 5:14.)
Tra coloro che si possono denire debo-
li ci sono anche le anime depresse, e lo
stesso pu
`
o dirsi di chi
`
e scoraggiato. Prover-
bi 24:10 aerma: Ti sei mostrato scoraggia-
to nel giorno dellangustia? La tua potenza
sar
`
a scarsa. Le parole di chi
`
e profondamen-
te scoraggiato possono diventare un parlare
avventato (Giob. 6:2, 3). Nellaiutare qual-
cuno che si trova in questa situazione, quin-
di, bisogna ricordare che quello che dice pu
`
o
non corrispondere a ci
`
o che pensa e sente
in cuor suo. Rachelle lo ha imparato di per-
sona quando sua madre
`
e piombata in una
profonda depressione. Molte volte, raccon-
ta, mia madre diceva cose odiose. Il pi
`
u del-
le volte cercavo di ricordare a me stessa che
tipo di persona mia madre
`
e veramente: amo-
revole, benevola e generosa. Imparai che chi
`
e depresso dice molte cose che in eetti non
pensa. La cosa peggiore che si possa fare
`
e
rispondere o reagire allo stesso modo. Per
6. Cosa permetter
`
a agli anziani di considerare le
pecore adate alla loro cura?
7. Come dobbiamo prendere il parlare avventato
di chi
`
e abbattuto?
20 LA TORRE DI GUARDIA
dirla con le parole di Proverbi 19:11, la per-
spicacia di un uomo certamente rallenta la
sua ira, ed
`
e bellezza da parte sua passare so-
pra alla trasgressione.
8
Mettiamo il caso di un fratello che
`
e ab-
battuto a causa del pesante carico di ver-
gogna e disperazione che gli deriva da un
peccato commesso in passato, nonostante
abbia gi
`
a agito per rimettere a posto le cose.
Cosa possiamo fare per considerare qual-
cuno che prova simili sentimenti? A propo-
sito di un peccatore pentito di Corinto, Pao-
lo esort
`
o i fratelli a perdonarlo e confortarlo,
anch

e non sia scrisse in qualche
modo inghiottito dalla sua eccessiva tristez-
za. E aggiunse: Perci
`
o vi esorto a confer-
margli il vostro amore (2 Cor. 2:7, 8). Se-
condo il Grande Lessico del NuovoTestamento,
il termine tradotto confermare signica
dar forza, stabilire, render validi atti giuri-
dici.1 Non possiamo partire dal presuppo-
1 G. Kittel, continuato da G. Friedrich, ed. italiana a
cura di F. Montagnini, G. Scarpat e O. Soritti, Paideia,
Brescia, 1969, vol. V, col. 1.497.
8. A chi in particolare dobbiamo confermare il
nostro amore, e perch

e?
sto che il fratello sappia che ci preoccupia-
mo per lui.
`
E necessario che diamo forza a
tali sentimenti con il nostro atteggiamento e
le nostre azioni.
[INCITIAMOCI] ALLAMORE
E ALLE OPERE ECCELLENTI
9
Consideriamoci a vicenda per incitar-
ci allamore e alle opere eccellenti, scrisse
Paolo. Dobbiamo motivare i nostri compa-
gni di fede a mostrare amore e a impegnarsi
in opere eccellenti. Quando un fuoco sta per
spegnersi, bisogna smuovere le braci e sof-
are sulla amma (2 Tim. 1:6). Analogamen-
te, ci sono cose che possiamo fare per inci-
tare i fratelli a mostrare il loro amore per Dio
e per il prossimo. Uno dei modi migliori
`
e
quello di lodarli.
10
Tutti quanti, che siamo scoraggiati o
no, abbiamo bisogno di essere lodati. Mio
padre non mi ha mai detto neppure una vol-
9. Cosa signica [incitare] allamore e alle opere
eccellenti?
10, 11. (a) Chi di noi ha bisogno di essere lodato?
(b) Fate un esempio di come le lodi possono aiuta-
re chi fa qualche passo falso.
Partecipiamo insieme al ministero Incitiamoci allamore e alle opere eccellenti
ta che avevo fatto bene qualcosa, ha scritto
un anziano. Cos
`
sono cresciuto senza ave-
re stima di me stesso. [...] Anche se adesso
ho 50 anni, sono sempre grato ai miei ami-
ci quando mi rassicurano dicendo che sto
facendo un buon lavoro come anziano. [...]
Lesperienza mi ha insegnato quanto
`
e im-
portante incoraggiare gli altri, e faccio tut-
to il possibile in tal senso. Le lodi posso-
no essere di sprone per chiunque, compresi
pionieri, compagni di fede det
`
a avanzata e
quelli che sono scoraggiati (Rom. 12:10).
11
Se qualcuno ha fatto un passo falso,
consigli amorevoli e lodi appropriate da par-
te di coloro che sono spiritualmente qua-
licati possono aiutarlo a impegnarsi nuo-
vamente nelle opere eccellenti (Gal. 6:1). A
una sorella di nome Miriam
`
e andata pro-
prio cos
`
. Passai unperiodo traumatico nel-
la mia vita quando alcuni amici intimi la-
sciarono la congregazione e, nello stesso
tempo, mio padre ebbe unemorragia cere-
brale. Ero molto depressa, ha scritto. Nel
tentativo di vincere la depressione, comin-
ciai a uscire con un ragazzo del mondo.
Cos
`
facendo, per
`
o, Miriam si sent
`
indegna
dellamore di Geova e pens
`
o addirittura di
lasciare la verit
`
a. Poi un anziano le ricord
`
o
tutto il fedele servizio che lei aveva reso, e
questo la tocc
`
o profondamente. Miriam ac-
cett
`
o laiuto degli anziani, che la rassicura-
rono sul fatto che Geova la amava. A quel
punto fu il suo amore per Geova a riaccen-
dersi; Miriam smise di frequentare il ragaz-
zo e continu
`
o a servire Dio.
12
Umiliare un fratello con paragoni fuori
luogo, criticarlo sulla base di criteri rigidi o
farlo sentire in colpa perch

e non si impegna
abbastanza non
`
e il modo giusto per spro-
narlo. Pu
`
o anche darsi che in un primo tem-
po funzioni, ma i risultati che si ottengono
con questi sistemi sono tuttal pi
`
u dei fuochi
di paglia. Se invece lo si loda e si fa appello
al suo amore per Dio gli eetti saranno po-
sitivi e duraturi. (Leggi Filippesi 2:1-4.)
[INCORAGGIAMOCI] LUN LALTRO
13
In ultimo, Paolo esort
`
o a incoraggiarsi
lun laltro e tanto pi
`
u vedendo avvicinarsi il
giorno. Incoraggiare i fratelli signica moti-
varli a perseverare nel servizio che rendo-
no a Dio. Se incitare allamore e alle ope-
re eccellenti
`
e come smuovere le braci per
attizzare un fuoco che sta per spegnersi,
lincoraggiamento pu
`
o essere paragonato al-
laggiungervi legna perch

e continui ad arde-
re o per intensicare la amma.
`
E questo
che facciamo quando raorziamo e confor-
tiamo chi
`
e abbattuto. Se ci troviamo a in-
coraggiare una persona in queste circostan-
ze, dobbiamo parlarle in maniera calorosa e
benevola (Prov. 12:18). Dobbiamo anche es-
sere pronti a udire e lenti a parlare (Giac.
1:19). Ascoltare con empatia ci aiuter
`
a a ca-
pire qual
`
e il problema che scoraggia il no-
stro fratello e a dire qualcosa che lo aiuti a
gestire la situazione.
12. Cosa si ottiene quando si cerca di motivare gli
altri umiliandoli, criticandoli o facendoli sentire in
colpa?
13. Come si possono incoraggiare i fratelli? (Vedi
lillustrazione iniziale.)
Passiamo del tempo con i nostri fratelli
15 AGOSTO 2013 21
22 LA TORRE DI GUARDIA
14
Vediamo nello specico in che modo
un anziano compassionevole riusc
`
ad aiuta-
re un compagno di fede che era inattivo da
anni. Parlando con lui e ascoltandolo, si rese
conto che il fratello amava ancora profon-
damente Geova; studiava ogni numero della
Torre di Guardia e si sforzava di frequentare
regolarmente le adunanze. Il problema era
che qualcuno nella congregazione lo ave-
va deluso e amareggiato. Lanziano lo ascol-
t
`
o con attenzione e senza giudicarlo, espri-
mendo premura e interesse per lui e la sua
famiglia. Pian piano il fratello si rese conto
del fatto che stava permettendo a esperien-
ze negative passate di impedirgli di servire
il suo Dio, che pure amava tanto. Lanzia-
no lo invit
`
o a uscire in predicazione con lui.
Con il suo aiuto, il fratello ricominci
`
o a svol-
gere il ministero e col tempo torn
`
o a essere
idoneo per servire come anziano.
15
Non
`
e detto che chi
`
e scoraggiato rea-
14. Narrate in che modo un anziano aiut
`
o un fra-
tello scoraggiato.
15. Cosa possiamo imparare da Geova in quanto a
incoraggiare chi
`
e abbattuto?
gisca subito in modo positivo allaiuto che
gli viene oerto. Potrebbe essere necessario
continuare a stargli vicino. Paolo infatti dis-
se: Sostenete [o, tenete stretti, An Ameri-
can Translation] i deboli, siate longanimi ver-
so tutti (1 Tess. 5:14). Invece di arrenderci e
considerare irrecuperabili i deboli, dobbia-
mo continuare a sostenerli, a tenerli stretti
per cos
`
dire. Nel passato Geova si
`
e mostra-
to paziente con alcuni suoi servitori che si
erano scoraggiati. Ad esempio fu benevolo
con Elia e tenne conto dei suoi sentimen-
ti, provvedendo al profeta ci
`
o di cui aveva
bisogno per continuare a prestargli servi-
zio (1 Re 19:1-18). Quanto a Davide, sicco-
me lo vide sinceramente pentito, lo perdon
`
o
con benignit
`
a (Sal. 51:7, 17). E aiut
`
o anche lo
scrittore del Salmo 73, che aveva quasi ri-
nunciato a servirlo (Sal. 73:13, 16, 17). Geo-
va
`
e davvero benigno e amorevole nei nostri
confronti, soprattutto quando siamo abbat-
tuti e scoraggiati (Eso. 34:6). Le sue miseri-
cordie certamente non niranno. Si rinno-
vano ogni mattina (Lam. 3:22, 23). Geova
si aspetta che seguiamo il suo esempio nel
trattare con benignit
`
a chi
`
e depresso.
INCORAGGIAMOCI LUN LALTRO
A RIMANERE NELLA VIA DELLA VITA
16
La marcia della morte dal campo di
concentramento di Sachsenhausen falci
`
o
migliaia di vite. I 230 testimoni di Geova, in-
vece, si salvarono tutti: lincoraggiamento e
il sostegno che si diedero lun laltro furono
decisivi per la loro sopravvivenza.
17
Oggi ci troviamo lungo la strada che
conduce alla vita (Matt. 7:14). Presto tutti
coloro che adorano Geova entreranno uni-
ti nel suo nuovo mondo di giustizia (2 Piet.
3:13). Continuiamo quindi ad aiutarci gli
uni gli altri mentre percorriamo il sentiero
che conduce alla vita eterna.
16, 17. Cosa dobbiamo essere determinati a fare
man mano che si avvicina la ne di questo sistema,
e perch

e?
Ascoltiamo con pazienza chi ha bisogno
di incoraggiamento
(Vedi i paragra 14 e 15)
`
E NORMALE che ci preoccupiamo di ci
`
o che gli al-
tri pensano di noi. Non
`
e forse vero, per
`
o, che come
cristiani dovremmo preoccuparci innanzitutto di ci
`
o
che Geova pensa di noi? Dopotutto
`
e la Persona pi
`
u
importante delluniverso e presso di lui
`
e la fonte
della vita (Sal. 36:9).
2
Riferendosi alla sorta di persone che dovremmo
essere agli occhi di Geova, lapostolo Pietro ci inco-
raggia a impegnarci in santi atti di condotta e opere
di santa devozione. (Leggi 2 Pietro 3:11.) Per ave-
re lapprovazione di Dio, i nostri atti di condotta
devono essere santi, ovvero puri dal punto di vista
morale, mentale e spirituale. Inoltre dobbiamo com-
piere opere di santa devozione che scaturiscono
dalla riverenza e dal leale attaccamento per lui. Que-
sto signica che, oltre alle azioni che compiamo, en-
trano in gioco anche i sentimenti. Dal momento che
[esamina] il cuore, Geova sa se la nostra condot-
ta
`
e pura e se gli siamo totalmente devoti (1 Cron.
29:17).
3
Satana il Diavolo non vuole che otteniamo lap-
provazione di Dio. Anzi, fa tutto il possibile per in-
durci a porre ne alla nostra amicizia con lui. Non
si fa problemi a ricorrere a menzogne e inganni per
abbindolarci e farci smettere di adorare Dio (Giov.
8:44; 2 Cor. 11:13-15).
`
E saggio dunque che ognuno
di noi si chieda: In che modo Satana inganna le per-
sone? Come posso proteggere la mia relazione con
Geova?
1, 2. Che sorta di persone dovremmo essere per avere lapprova-
zione di Dio?
3. Cosa dovremmo chiederci pensando alla nostra relazione con
Dio?
CHE SORTA
DI PERSONE
VOGLIAMO ESSERE?
Quale sorta di persone
dovete essere voi
in santi atti di condotta
e opere di santa
devozione! (2 PIET. 3:11)
COME RISPONDERESTE?

Che sorta di persone dobbiamo


essere per avere lapprovazione
di Dio?

In quali modi Satana inganna le


persone?

Cosa possiamo fare per


proteggere la nostra relazione
con Geova?
23
24 LA TORRE DI GUARDIA
IN CHE MODO SATANA INGANNA
LE PERSONE?
4
Ciascuno
`
e provato essendo attirato
e adescato dal proprio desiderio, scrive
il discepolo Giacomo. Quindi il deside-
rio, quando
`
e divenuto fertile, partorisce
il peccato; a sua volta il peccato, quando
`
e stato compiuto, produce la morte (Giac.
1:14, 15). Nel tentativo di distruggere la
nostra relazione con Dio, Satana prende
di mira la sede dei desideri, il cuore.
5
In che modo Satana cerca di colpire il
cuore? La Bibbia dice che tutto il mon-
do giace nel potere del malvagio (1 Giov.
5:19). Le armi di Satana perci
`
o includo-
no le cose del mondo. (Leggi 1 Giovanni
2:15, 16.) Nel corso dei millenni il Diavo-
4. Nel tentativo di distruggere la nostra relazione
con Dio, cosa prende di mira Satana, e perch

e?
5, 6. (a) In che modo Satana cerca di colpire il
cuore? (b) Quali allettamenti impiega Satana nel
tentativo di far nascere desideri sbagliati nel nostro
cuore, e quanto
`
e esperto nel farlo?
lo ha abilmente plasmato lambiente che
ci circonda, e siccome viviamo in questo
mondo, dobbiamo badare a non cadere
vittima delle sue subdole tattiche (Giov.
17:15).
6
Satana si serve di metodi espressa-
mente concepiti per far nascere nel no-
stro cuore desideri sbagliati. Lapostolo
Giovanni identica tre degli allettamen-
ti utilizzati a tale scopo: (1) il desiderio
della carne, (2) il desiderio degli occhi
e (3) la vistosa ostentazione dei propri
mezzi di sostentamento. Satana li impie-
g
`
o anche quando tent
`
o Ges
`
u nel deser-
to. Con secoli di pratica alle spalle, Sa-
tana oggi
`
e un maestro nellusare questi
allettamenti, adattandoli di volta in vol-
ta alle inclinazioni del singolo individuo.
Prima di analizzare le contromisure da
adottare, vediamo in che modo il Diavolo
ne impieg
`
o alcuni, ecacemente con Eva
ma senza alcun successo con il Figlio di
Dio.
IL DESIDERIO DELLA CARNE
7
Per sostenersi in senso sico, gli es-
seri umani hanno il bisogno fondamenta-
le di nutrirsi. E il Creatore ha progettato
la terra perch

e produca cibo in abbon-
danza. Satana potrebbe cercare di disto-
glierci dal fare la volont
`
a di Dio sfruttan-
do il desiderio naturale di cibo. Lo fece ad
esempio con Eva. (Leggi Genesi 3:1-6.) Sa-
tana le disse che avrebbe potuto mangia-
re il frutto dell albero della conoscenza
del bene e del male senza per questo mo-
rire; aerm
`
o anzi che il giorno in cui ne
avesse mangiato sarebbe stata come Dio
(Gen. 2:9). Il Diavolo insinu
`
o in questo
modo che Eva non aveva bisogno di ubbi-
dire a Dio per poter vivere. Che spudorata
menzogna! Una volta che lidea era stata
7. In che modo Satana us
`
o il desiderio della car-
ne per tentare Eva?
Il desiderio della carne fu la rovina di Eva
(Vedi il paragrafo 7)
seminata nella mente di Eva, cerano due
cose che lei poteva fare: estirparla o rimu-
ginarci, lasciando che il desiderio cresces-
se. Nonostante avesse a disposizione tut-
ti gli altri alberi, Eva scelse di continuare
a pensare a quello che Satana aveva detto
a proposito dellalbero al centro del giar-
dino. Di conseguenza, prendeva [...] del
suo frutto e lo mangiava. Satana era riu-
scito a far nascere in lei il desiderio di
qualcosa che il Creatore aveva proibito.
8
Satana impieg
`
o la stessa tattica quan-
do tent
`
o Ges
`
u nel deserto. Dopo che que-
sti aveva digiunato per 40 giorni e 40 not-
ti, Satana fece leva sul suo desiderio di
cibo. Se tu sei glio di Dio, lo sd
`
o,
di a questa pietra che divenga un pane
(Luca 4:1-3). Ges
`
u aveva due possibilit
`
a:
decidere di utilizzare il suo potere di com-
piere miracoli per procurarsi del cibo, o
decidere di non farlo. Sapeva che non do-
veva usare il suo potere per scopi egoisti-
ci. Per quanto fosse aamato, la relazio-
ne che aveva con Dio era pi
`
u importante.
Perci
`
o rispose:
`
E scritto: Luomo non
deve vivere di solo pane ma di ogni cosa
che procede dalla bocca di Geova (Luca
4:4, nt.).
IL DESIDERIO DEGLI OCCHI
9
Tra gli allettamenti menzionati da
Giovanni troviamo anche il desiderio de-
gli occhi. Lespressione lascia intendere
che si pu
`
o iniziare a desiderare qualcosa
semplicemente guardandolo. Nel caso di
Eva, Satana fece leva su questo desiderio,
e le disse: I vostri occhi davvero si apri-
ranno. Pi
`
u Eva guardava il frutto proibi-
to, pi
`
u questo le sembrava appetibile. Alla
8. In che modo Satana fece leva sul desiderio del-
la carne per tentare Ges
`
u, ma perch

e non riusc
`

nel suo intento?


9. Cosa lascia intendere lespressione il desiderio
degli occhi, e in che modo Satana fece leva su que-
sto desiderio nel tentare Eva?
ne lalbero le parve qualcosa che mette-
va voglia agli occhi.
10
In che modo Satana impieg
`
o lo stes-
so allettamento con Ges
`
u? La Bibbia dice
che gli mostr
`
o in un istante di tempo
tutti i regni della terra abitata; e il Dia-
volo gli disse: Ti dar
`
o tutta questa auto-
rit
`
a e la loro gloria (Luca 4:5, 6). Non
che in quellistante Ges
`
u abbia visto let-
teralmente tutti i regni del mondo; Sa-
tana gli mostr
`
o piuttosto una visione del
loro splendore, pensando che potesse in
qualche modo allettarlo. Sfrontatamen-
te gli promise di dargli tutto ci
`
o in cam-
bio di un atto di adorazione (Luca 4:7).
Ma Ges
`
u non voleva nel modo pi
`
u asso-
luto essere il tipo di persona che Satana
voleva che fosse, e replic
`
o senza indugio:

`
E scritto: Devi adorare Geova il tuo Dio,
e a lui solo devi rendere sacro servizio
(Luca 4:8).
10. In che modo Satana impieg
`
o il desiderio degli
occhi con Ges
`
u, ma come reag
`
questultimo?
Ges
`
u non dimentic
`
o mai cosa aveva la priorit
`
a
(Vedi il paragrafo 8)
15 AGOSTO 2013 25
26 LA TORRE DI GUARDIA
LA VISTOSA OSTENTAZIONE DEI PROPRI
MEZZI DI SOSTENTAMENTO
11
In ultimo, Giovanni menziona la vi-
stosa ostentazione dei propri mezzi di so-
stentamento. Ovviamente quando Ada-
mo ed Eva erano gli unici esseri umani
sulla terra non potevano ostentare i pro-
pri mezzi di sostentamento davanti a
nessuno, ma comunque si inorgoglirono.
Nel tentare Eva, Satana insinu
`
o che Dio
le stesse negando qualcosa di meraviglio-
so. Le disse che il giorno stesso in cui
avesse mangiato il frutto dell albero del-
la conoscenza del bene e del male sareb-
be diventata simile a Dio, conoscendo il
bene e il male (Gen. 2:17; 3:5). In pra-
tica le stava dicendo che poteva rendersi
indipendente da Geova.
`
E plausibile che
lorgoglio contribuisse a farle credere in
quella menzogna. Pensando che non sa-
rebbe morta, mangi
`
o il frutto proibito. Ma
si sbagliava di grosso.
12
A dierenza di Eva, Ges
`
u ci ha dato
un ottimo esempio di umilt
`
a. Quando Sa-
tana lo tent
`
o chiedendogli di fare un gesto
spettacolare per mettere alla prova Dio,
11. In che modo Eva fu ingannata da Satana?
12. Menzionate un altro modo usato da Satana per
tentare Ges
`
u e spiegate come questi reag
`
.
Ges
`
u respinse anche il solo pensiero di
fare una cosa del genere; da parte sua sa-
rebbe stato un atto di orgoglio. Chiara-
mente e senza mezzi termini rispose:
`
E
detto: Non devi mettere alla prova Geova
il tuo Dio . (Leggi Luca 4:9-12.)
COME POSSIAMO PROTEGGERE
LA NOSTRA RELAZIONE CON GEOVA?
13
Oggi Satana il Diavolo ricorre ad al-
lettamenti simili a quelli usati con Eva e
Ges
`
u. Facendo leva sul desiderio della
carne, si serve del suo mondo per pro-
muovere immoralit
`
a ed eccessi nel man-
giare e nel bere. Sfrutta poi il deside-
rio degli occhi per adescare gli incauti
per mezzo della pornograa, soprattutto
su Internet. Beni materiali, potere e pre-
stigio rappresentano invece un richiamo
fortissimo per chi
`
e orgoglioso e tende alla
vistosa ostentazione dei propri mezzi di
sostentamento.
14
Le cose del mondo sono come le
esche usate dai pescatori. Per quanto pos-
sa essere invitante, ogni esca nasconde un
amo. Satana si serve di quelle che le per-
sone considerano normali necessit
`
a quo-
tidiane per spingerle a violare le leggi di
13, 14. Spiegate a quali allettamenti ricorre oggi
Satana.
Quali princ
`
pi biblici dovrebbero venirci in mente in questi frangenti?
(Vedi i paragra 13 e 14)
15 AGOSTO 2013 27
Dio. Le sue subdole tentazioni sono pre-
parate ad arte per sfruttare i nostri deside-
ri e corrompere il nostro cuore, facendoci
credere che prendersi cura dei propri bi-
sogni e agevolarsi la vita siano cose pi
`
u
importanti del fare la volont
`
a di Dio. Que-
ste esche funzionano anche con noi?
15
Mentre Eva cedette alle tentazioni,
Ges
`
u resist

e. Ogni volta rispose con le
Scritture, dicendo
`
e scritto o
`
e det-
to. Se siamo diligenti studiosi della Bib-
bia, la conosceremo bene e saremo in gra-
do di ricordare brani che possano aiutarci
a rimanere leali di fronte a una tentazio-
ne (Sal. 1:1, 2). Meditare sullesempio di
fedeli servitori del passato che rimasero
leali a Dio ci permetter
`
a di imitarli (Rom.
15:4). Avere profonda riverenza per Geo-
va, amando ci
`
o che egli ama e odiando ci
`
o
che odia, ci protegger
`
a (Sal. 97:10).
16
Lapostolo Paolo ci incoraggi
`
o a usare
la nostra facolt
`
a di ragionare per diven-
tare il genere di persone che si fanno mo-
dellare dai pensieri di Dio, non da quelli
del mondo (Rom. 12:1, 2). Sottolineando
limportanza di esercitare un controllo ri-
goroso sui pensieri, disse: Rovesciamo
i ragionamenti e ogni cosa alta innalza-
ta contro la conoscenza di Dio; e condu-
ciamo prigioniero ogni pensiero per ren-
derlo ubbidiente al Cristo (2 Cor. 10:5).
Dal momento che i nostri pensieri contri-
buiscono notevolmente a determinare ci
`
o
che siamo, dobbiamo [continuare] a con-
siderare cose edicanti (Filip. 4:8).
17
Non possiamo aspettarci di rimane-
re santi se alimentiamo pensieri e de-
sideri non appropriati. Dobbiamo amare
Geova con un cuore puro (1 Tim. 1:5).
Ma il cuore
`
e ingannevole, perci
`
o potrem-
15. Come possiamo imitare Ges
`
u nel resistere alle
tentazioni?
16, 17. In che modo la nostra facolt
`
a di ragionare
pu
`
o inuire sul tipo di persona che siamo?
mo non renderci conto no in fondo di
quanto le cose del mondo ci stiano in-
uenzando (Ger. 17:9).
`
E dunque saggio
da parte nostra che seguiamo lesortazio-
ne di Paolo: Continuate a provare se sie-
te nella fede, continuate a provare ci
`
o che
voi stessi siete. Mentre studiamo la Bib-
bia dovremmo chiederci: I miei pensieri
e i miei desideri piacciono a Dio? (2 Cor.
13:5).
18
Un altro accorgimento che pu
`
o aiu-
tarci a resistere alle cose del mondo
`
e
tenere a mente le ispirate parole di Gio-
vanni: Il mondo passa e pure il suo desi-
derio, ma chi fa la volont
`
a di Dio rimane
per sempre (1 Giov. 2:17). Il mondo di Sa-
tana pu
`
o sembrare solido e durevole, ma
`
e destinato a nire; nulla di ci
`
o che ore
ha un valore duraturo. Ricordarlo ci per-
metter
`
a di non farci ingannare dagli stra-
tagemmi di Satana.
19
Lapostolo Pietro ci esorta a essere il
tipo di persone che Dio approva mentre
[aspettiamo e teniamo] bene in mente la
presenza del giorno di Geova, mediante
cui i cieli essendo infuocati saranno dis-
solti e gli elementi essendo intensamente
caldi si fonderanno (2 Piet. 3:12). Molto
presto quel giorno arriver
`
a e Geova di-
strugger
`
a completamente il mondo di Sa-
tana. Fino ad allora Satana continuer
`
a
a usare le cose del mondo per tentar-
ci, proprio come nel caso di Eva e Ges
`
u.
Evitiamo di fare come Eva e di pensa-
re a soddisfare i nostri desideri. Questo
equivarrebbe a fare di Satana il nostro
dio. Dobbiamo piuttosto, a imitazione
di Ges
`
u, resistere alle sue tentazioni, in-
dipendentemente da quanto allettanti le
faccia sembrare. Mettiamocela tutta per
essere la sorta di persone che Geova desi-
dera che siamo.
18, 19. Perch

e dobbiamo essere decisi a rimanere
il tipo di persone che Geova desidera?
28 LA TORRE DI GUARDIA
Il re di Siria era sulle tracce di Eliseo, profeta di
Dio. Quando seppe che era a Dotan, citt
`
a collinare
cinta da mura, vi invi
`
o di notte cavalli, carri da guer-
ra e truppe. Allalba la citt
`
a era accerchiata (2 Re
6:13, 14).
Quando si alz
`
o e usc
`
, il servitore di Eliseo vide
che erano in trappola. Ohim
`
e, mio padrone! Che
faremo?, grid
`
o. Non aver timore, gli disse Eli-
seo, poich

e quelli che sono con noi sono pi
`
u nu-
merosi di quelli che sono con loro. Quindi preg
`
o:
O Geova, apri i suoi occhi, ti prego, anch

e veda.
La narrazione continua dicendo: Immediatamen-
te Geova apr
`
gli occhi del servitore, cos
`
che vide;
ed ecco, la regione montagnosa era piena di caval-
li e di carri da guerra di fuoco tuttintorno a Eliseo
(2 Re 6:15-17). Cosa impariamo da questo e da al-
tri episodi della vita di Eliseo?
Di fronte allassedio dei siri, Eliseo mantenne
la calma perch

e aveva ducia in Geova e vede-
va la sua potenza protettiva in azione. Oggi non ci
aspettiamo di assistere a miracoli, ma vediamo in
modo chiaro che Geova sta proteggendo il suo po-
polo come gruppo. In un certo senso anche noi sia-
mo circondati da cavalli e carri di fuoco. Se con
gli occhi della fede riusciamo a vederli e facciamo
sempre adamento su Dio, [dimoreremo] al sicu-
ro e godremo della sua benedizione (Sal. 4:8). Ma
vediamo cosa possiamo imparare da altri accadi-
menti della vita di Eliseo.
ELISEO FU PRONTO A SERVIRE ELIA
Un giorno, mentre Eliseo stava arando un cam-
po, il profeta Elia gli si avvicin
`
o e gli gett
`
o sopra la
sua veste uciale. Eliseo conosceva il signicato
di quel gesto. Organizz
`
o quindi un banchetto, si ac-
comiat
`
o da suo padre e sua madre e segu
`
Elia
(1 Re 19:16, 19-21). Essendosi messo prontamen-
te a disposizione per servire Geova nel modo pi
`
u
completo possibile, Eliseo divenne uno strumento
nelle sue mani e alla ne prese il posto di Elia come
profeta.
Eliseo vide carri di fuoco
E NOI?
15 AGOSTO 2013 29
Eliseo serv
`
Elia forse per sei anni. Durante quel
periodo fu colui che versava acqua sulle mani di
Elia (2 Re 3:11). Allepoca cera la consuetudine
di mangiare con le mani, senza lausilio delle posa-
te. Dopo il pasto un servitore versava dellacqua
sulle mani del padrone per lavarle. Se ne deduce
che almeno alcuni dei compiti di Eliseo erano umi-
li. Ci
`
o nonostante, questultimo reputava un privile-
gio servire Elia.
In maniera analoga, oggi molti cristiani intra-
prendono varie forme di servizio a tempo pieno,
animati dalla fede e dal desiderio di usare le pro-
prie energie nel modo pi
`
u completo possibile per
servire Geova. Alcuni incarichi prevedono che lasci-
no la propria casa e svolgano lavori ad esempio
alla Betel, in progetti di costruzione e cos
`
via che
in tanti potrebbero reputare umili. Nessun cristia-
no dovrebbe considerare tali compiti insignican-
ti o umilianti, dal momento che Geova li apprezza
moltissimo (Ebr. 6:10).
ELISEO APPREZZAVA IL SUO INCARICO
Prima di far salire Elia ai cieli in un turbine,
Dio lo invi
`
o da Ghilgal a Betel. Elia sugger
`
a Eliseo
di non accompagnarlo, ma questi gli disse: Certa-
mente non ti lascer
`
o. Nel corso del viaggio, Elia in-
vit
`
o Eliseo altre due volte a non seguirlo, ma senza
risultati (2 Re 2:1-6). Proprio come Rut era rimasta
con Naomi, Eliseo rimase con Elia (Rut 1:8, 16, 17).
Perch

e? Evidentemente perch

e apprezzava il privi-
legio datogli da Dio di servire Elia.
Eliseo costituisce un ottimo esempio per noi.
Quando riceviamo qualche privilegio di servizio, di-
mostriamo di apprezzarlo dovutamente se teniamo
presente che stiamo servendo Geova Dio. Non esi-
ste onore pi
`
u grande (Sal. 65:4; 84:10).
CHIEDI CI
`
O CHE DEVO FARE PER TE
Durante il viaggio Elia disse a Eliseo: Chiedi ci
`
o
che devo fare per te prima che io ti sia tolto. Al pari
della richiesta che Salomone aveva fatto molti anni
prima, anche quella di Eliseo fu di natura spiritua-
le. Chiese che due parti dello spirito di Elia venis-
sero su di lui (1 Re 3:5, 9; 2 Re 2:9). In Israele era il
primogenito a ricevere due parti delleredit
`
a (Deut.
21:15-17). In pratica, quindi, Eliseo stava chieden-
do di essere riconosciuto come erede spirituale di
Elia. Inoltre, voleva evidentemente avere lo stes-
so animo coraggioso di Elia, il quale era assoluta-
mente geloso per Geova (1 Re 19:13, 14).
Quale fu la risposta di Elia alla richiesta del suo
servitore? Hai chiesto una cosa dicile. Se mi
vedi quando ti sar
`
o tolto, ti avverr
`
a in quel modo;
ma se non mi vedi, non avverr
`
a (2 Re 2:10).
A quanto pare la sua risposta aveva un duplice si-
gnicato. In primo luogo, solo Dio poteva stabilire
se Eliseo avrebbe ricevuto ci
`
o che aveva chiesto. In
secondo luogo, per riceverlo, Eliseo doveva rimane-
re accanto a Elia, qualunque cosa fosse accaduta.
CI
`
O CHE ELISEO VIDE
Come consider
`
o Dio la richiesta di Eliseo di ri-
cevere due parti dello spirito di Elia? Il racconto
dice: Avvenne che mentre camminavano, parlan-
do mentre camminavano, ebbene, ecco, un carro
da guerra di fuoco e cavalli di fuoco, e operavano
fra loro due una separazione; ed Elia ascendeva ai
cieli nel turbine. Frattanto Eliseo lo vedeva.1 Fu
la risposta di Geova alla richiesta di Eliseo: questi
vide Elia quando gli fu tolto, ricevette due parti del
suo spirito e ne divenne lerede spirituale (2 Re 2:
11-14).
Eliseo raccolse laveste uciale di Elia e la indos-
s
`
o. Tale indumento lo identicava ora come profe-
ta di Dio. Unulteriore conferma della sua nomina
ci fu quando divise miracolosamente le acque del
Giordano.
Ci
`
o che Eliseo vide quando Elia sal
`
nel turbine
fece indubbiamente una profonda impressione su
di lui. Dopotutto vedere un carro da guerra e caval-
li di fuoco non
`
e una cosa che capita tutti i giorni!
Quella fu la prova che Geova aveva accolto la sua
richiesta. Quando Dio risponde alle nostre preghie-
re non vediamo carri da guerra ammeggianti e ca-
valli di fuoco. Ma possiamo discernere che Dio usa
grande potenza per far s
`
che la suavolont
`
a si com-
pia. Vedere come Geova sta benedicendo la parte
1 Elia non ascese ai cieli intesi come la dimora spirituale di
Geova e dei suoi gli angelici. Vedi La Torre di Guardia del 15 set-
tembre 1997, pagina 15.
terrena della sua organizzazione equivale in eetti
a vedere il suo carro celeste allopera (Ezec. 10:
9-13).
Eliseo ebbe molte esperienze che lo convinsero
del fatto che Geova
`
e dotato di grande potenza. In
eetti lo spirito santo di Dio permise al profeta di
compiere 16 miracoli, il doppio di quelli attribuiti a
Elia.1 La seconda volta che Eliseo vide cavalli e car-
ri da guerra di fuoco fu a Dotan, come descritto nel-
lintroduzione di questo articolo.
ELISEO CONFIDAVA IN GEOVA
Bench

e a Dotan fosse circondato dai nemici, Eli-
seo mantenne la calma perch

e aveva forte fede in
Geova. Anche noi abbiamo bisogno di tale fede. Pre-
ghiamo perci
`
o per avere lo spirito santo di Dio, in
modo da manifestare sia la fede che gli altri aspet-
ti del frutto dello spirito (Luca 11:13; Gal. 5:22, 23).
1 Vedi La Torre di Guardia del 1 agosto 2005, pagina 10.
Quanto accadde a Dotan, inoltre, diede a Eliseo
una valida ragione per condare in Geova e nei
suoi eserciti invisibili. Dio mise in campo schiere
angeliche per circondare la citt
`
a e i suoi assedian-
ti. Poi, colpendo i nemici con la cecit
`
a, salv
`
o mira-
colosamente Eliseo e il suo servitore (2 Re 6:17-
23). In quel momento critico, come anche in altre
situazioni, Eliseo esercit
`
o fede e ripose la sua com-
pleta ducia in Geova.
Anche noi vogliamo condare in Geova Dio
come fece Eliseo (Prov. 3:5, 6). Se lo faremo, Dio
stesso ci mostrer
`
a favore e ci benedir
`
a (Sal. 67:1).
`
E vero che il popolo di Geova non
`
e circondato
da cavalli e carri di fuoco letterali, ma pu
`
o comun-
que contare sulla sua protezione, non solo oggi ma
anche in futuro durante la grande tribolazione
(Matt. 24:21; Riv. 7:9, 14). Fino ad allora dobbiamo
sempre ricordare che Dio
`
e per noi un rifugio (Sal.
62:8).
RECENTI VIT TORIE LEGALI
243
Il numero di vittorie ottenute nora
dai Testimoni di Geova presso
alte corti di giustizia
in tutto il mondo
Francia: restituiti 6,3 milioni di euro
`
E questa la cifra totale che, l11 dicembre 2012,
il governo francese ha restituito ai Testimoni di Geova
dopo una battaglia legale durata 15 anni
Grecia: decisione del Consiglio
di Stato
Il 2 novembre 2012 il Consiglio di Stato ha riconosciuto
ai Testimoni di Geova, confessione cristiana largamente
conosciuta, il diritto di avere luoghi di culto di propriet
`
a
20
Le cause vinte presso
la Corte europea dei
diritti delluomo
dallaprile del 2000
Corea del Sud: sentenza del Comitato
per i Diritti Umani delle Nazioni Unite
Il 25 ottobre 2012 la Corea del Sud
`
e stata condannata
a compensare congruamente 388 obiettori di coscienza
Testimoni i cui diritti erano stati calpestati
15 AGOSTO 2013 31
ERA lagosto del 1936. Robert e George Nisbet si trovavano nei
pressi del kraal reale, il piccolo insediamento di capanne in cui
risiedeva il re dello Swaziland. Conla loro auto munita di altopar-
lanti avevano appena trasmesso dei brani musicali seguiti da un
discorso del fratello Rutherford. Re Sobhuza II ne fu entusiasta.
Fudavvero imbarazzante, raccont
`
o George, quando il re ci dis-
se che voleva acquistare il fonografo, i dischi e gli altoparlanti!
Scusandosi, Robert spieg
`
o che quegli oggetti non erano inven-
dita perch

e erano di unaltra persona. Il re volle sapere di chi fos-
sero.
La risposta di Robert fu: Appartengono a un altro re. Sobhu-
za quindi chiese chi fosse questaltro re.
`
E Ges
`
u Cristo, il Re del
Regno di Dio, disse Robert.
Allora
`
e un gran re, riconobbe con profondo rispetto Sobhu-
za. Non voglio prendere qualcosa che gli appartiene.
Robert in seguito scrisse di essere rimasto molto colpito dal-
latteggiamento del sovrano, il quale parlava un perfetto inglese
ma senza alcuna ostentazione o superbia, ed era assolutamente
schietto e aabile. Si erano trattenuti nel suo ucio per tre quar-
ti dora mentre fuori George aveva continuato a trasmettere la
musica.
Secondo il resoconto di Robert, il giorno dopo fecero visita alla
Swazi National School, in cui ebbero unesperienza interessan-
tissima. Diedero testimonianza al preside, il quale li ascolt
`
o vo-
lentieri. Quando menzionarono il fonografo e proposero di far
ascoltare le registrazioni a tutta la scuola, lidea gli piacque e con-
voc
`
o un centinaio di studenti, che poi fece sedere sul prato. Si
trattava di unistituto superiore incui ai ragazzi venivano insegna-
te materie come agraria, giardinaggio, falegnameria, edilizia, in-
glese e aritmetica, mentre i corsi per le ragazze riguardavano las-
sistenza ai malati, leconomia domestica e altre attivit
`
a pratiche.
Era stata la nonna del re a fondare la scuola.1
Gi
`
a nel 1933 re Sobhuza aveva ascoltato con piacere dei pio-
nieri in visita al kraal reale di Lobamba. In unoccasione aveva
anche radunato i cento soldati che costituivano la sua guardia
personale perch

e ascoltassero una registrazione del messag-
gio del Regno. Aveva sottoscritto un abbonamento alle nostre
1 Vedi The Golden Age (LEt
`
a dOro) del 30 giugno 1937, pagina 629.
DAI NOSTRI ARCHIVI
Il re ne fu entusiasta!
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rivista e altre
pubblicazioni da
www.jw.org
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Traduzione del Nuovo
Mondo online
Visita www.jw.org
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il codice
n
o
p
riviste e aveva accettato delle pubblicazioni. Il re
non ci mise molto a farsi una biblioteca teocra-
tica quasi completa e la protesse anche quando,
durante la seconda guerra mondiale, il governo
coloniale britannico proscrisse le nostre pubblica-
zioni.
Re Sobhuza continu
`
o ad accogliere i Testimoni
nel kraal reale, convocando perno i membri del
clero locale perch

e ascoltassero i loro discorsi bi-
blici. Una volta un Testimone della zona di nome
Helvie Mashazi stava facendo una trattazione di
Matteo capitolo 23, quando alcuni ecclesiastici in-
furiati cercarono di costringerlo a mettersi sedu-
to. Ma il re intervenne chiedendo al fratello Ma-
shazi di continuare; inoltre chiese ai presenti di
prendere nota di tutti i versetti menzionati nel di-
scorso.
In unaltra occasione, dopo aver sentito il di-
scorso pronunciato da un pioniere, quattro eccle-
siastici dichiararono: Non siamo pi
`
u ministri di
questa chiesa, ma testimoni di Geova. Dopodi-
ch

e chiesero al pioniere se avesse qualche libro di
quelli che aveva anche il re.
Dagli anni 30 no al 1982, anno in cui mor
`
, re
Sobhuza II mostr
`
o rispetto per i testimoni di Geo-
va e non permise che venissero perseguitati per il
fatto che non osservavano i rituali swazi. Dunque
i Testimoni avevano tutte le ragioni per dimostrar-
si grati nei suoi confronti, e alla sua morte prova-
rono sincero cordoglio.
Allinizio del 2013, nello Swaziland cerano ol-
tre 3.000 proclamatori del Regno. Dato che in
questa nazione vive poco pi
`
u di unmilione di per-
sone, la proporzione era di 1 proclamatore su 384
abitanti. I pionieri erano pi
`
u di 260 e le congrega-
zioni 90. Alla Commemorazione del 2012 ci sono
stati 7.496 presenti. Di certo ci sono tutti i presup-
posti perch

e la crescita continui. Si pu
`
o davvero
dire che coloro che per primi visitarono lo Swazi-
land negli anni 30 posero delle solide basi. (Dai
nostri archivi in Sudafrica.)
(Sopra) Studenti di una scuola superiore dello Swaziland
che assisterono a un discorso pubblico nel 1936
(A destra) George Nisbet con la sua auto munita
di altoparlanti