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Poste Italiane Spa Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.

t. 1 comma 1 - NE/PD - Contiene I.R. - Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione

Numero 122
Giugno 2013

Scelti per servire

Associazione Madonna di Fatima

Gustavo Kralj

Dio Si fatto bambino per noi

e maltratti un bambino, lo insulti

ne ingiuriosa, ma poi Gli offri il fiore del-

o lo picchi, ma poi gli mostri e gli

la contrizione o la rosa di una confessione

dai in dono un fiore, una rosa o qualcosa

bagnata di lacrime le lacrime sono il

del genere, lui si dimentica dell ingiuria

sangue dellanima Egli dimenticher la

ricevuta e, senza alcuna collera, corre ad

tua offesa, perdoner la tua colpa e corre-

abbracciarti.

r ad abbracciarti e baciarti.

Allo stesso modo, se offendi il Signore


Ges, col peccato mortale o qualche azio-

SantAntonio da Padova,
Sermone nella Nativit del Signore, 11

Sopra: SantAntonio da Padova - Chiesa di San Pietro Martire, Murano (Venezia)

SommariO
Scrivono i lettori

San Marcellino
Champagnat Modello
per genitori ed educatori
......................

Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione

Scelti per servire (Editoriale) . . . . . . . . . . . . . .

Anno XV, numero 122, Giugno 2013

Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Consiglio di redazione:
Guy Gabriel de Ridder, Suor Juliane
Vasconcelos A. Campos, EP,
Luis Alberto Blanco Corts, Madre
Mariana Morazzani Arriz, EP,
Severiano Antonio de Oliveira
Traduzione: Antonietta Tessaro
Amministrazione:
Via San Marco, 2A
30034 Mira (VE)
CCP 13805353
Aut. Trib. Venezia 11 del 31/3/12
Poste italiane, s.p.a Spedizione
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353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
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www.araldi.org
www.salvamiregina.it
Con la collaborazione
dellAssociazione
Privata Internazionale di Fedeli
di Diritto Pontificio

Araldi del Vangelo


Viale Vaticano, 84 Sc. A, int. 5
00165 Roma
Tel. sede operativa
a Mira (VE): 041 560 08 91
Montaggio:
Equipe di arti grafiche
degli Araldi del Vangelo
Stampa e rilegatura:
ELCOGRAF S.p.A.
Via Mondadori, 15
37131 Verona
Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.

La voce del Papa


Annunciare, testimoniare,
adorare
........................

10

Donna Lucilia Ribeiro dos


Santos Corra de Oliveira
Perdono per chi
lha trattata male
......................

19

20

Araldi nel mondo

......................

......................

38

accaduto nella
Chiesa e nel mondo
......................

40

Storia per bambini...


La tua fede doro!
......................

46

I Santi di ogni giorno

Un invito per tutti:


sii mistico!
......................

La parola dei Pastori


La grandezza dellumilt

Commento al Vangelo
Limpatto delle iniziative del
Redentore
......................

33

......................

48

Guardate gli uccelli del


cielo...

26

......................

50

S crivono

Semplice, profonda e
ben presentata

Ricevo puntualmente la rivista


Araldi del Vangelo. Ringrazio molto
per la gentilezza dellinvio e desidero che sappiate che sono un assiduo
lettore della stessa.
Sono a vostra disposizione, in comunione di preghiera e con fede rinnovata in questa Pasqua di Resurrezione. Ringrazio per lenorme e prezioso sforzo che fate per evangelizzare
attraverso questa pubblicazione semplice, profonda, molto ben presentata
e illustrata. Che il Signore Ges continui a benedire gli Araldi del Vangelo
e che possiamo continuare a contare
sullamicizia di tanti di loro.
Fra David A. D. C., OP
Vicario Episcopale per la Vita Consacrata dellArcidiocesi
Parroco di La Candelaria
Messico DF

Arricchisce la pastorale
Molto ho potuto apprendere e arricchire la pastorale con gli interessanti articoli di questa Rivista, cos vari e spirituali, che sempre hanno dato
frutto nella predicazione ai fedeli.
Don Ciro A. G.
Ambato Ecuador

Piena dinsegnamenti

i lettori

comprendiamo con lintelletto. Cos,


mano a mano che conosciamo di pi,
amiamo di pi Dio. Questo il dono
che la Rivista ci mette a disposizione.
Thiago M. S.
Fortaleza Brasile

La nostra maggior
grazia: la salvezza
Ho appena ricevuto il primo numero della rivista Araldi del Vangelo. Sono coordinatore di un gruppo
di preghiera Il rosario che cammina con Maria , col quale abbiamo
lobiettivo di evangelizzare mostrando limportanza della preghiera per
ottenere la nostra maggior grazia: la
salvezza. Con la Rivista aumenteremo le nostre conoscenze da condividere con i nostri fratelli.
Roberval S. L.
Salvador Brasile

Invita a imparare a
evangelizzare

Mi felicito con tutti quelli che lavorano con dedizione e amore a diffondere la Parola di Dio per mezzo della
rivista Araldi del Vangelo. uno strumento per meditare e riflettere. Invita
a non rimanere quieti, ma ad apprendere a evangelizzare e far conoscere
agli altri quanto grande e mirabile il
Signore. Grazie a tutta lequipe della
redazione e della diffusione.
Suor Marta G. R.
La Unin Cile

dottrinali solidi

piacevole leggere la Rivista

La Rivista, nella sua integralit,


attualizzatissima e piena dinsegnamenti dottrinali solidi. I suoi contenuti portano a un approfondimento
nella dottrina della Chiesa che, a sua
volta, ha conseguenze nella nostra vita pratica, sia per mezzo del nostro
comportamento coerente con i principi della Fede sia attraverso lapostolato verbale. Dice lApostolo che
la Fede viene dalludito, da ci che

Mi piace proprio tutto di questa


bella Rivista. La Storia per bambini
sempre molto istruttiva. Il Vangelo, commentato da Mons. Joo Scognamiglio Cl Dias, denso e molto
chiaro. Le vite dei Santi sono modelli di un cammino da seguire. Il Santorale del mese mostra tutti coloro che
ora lodano Dio faccia a faccia e che,
per una ragione o per laltra, devo
imitare. Le varie foto degli Araldi nei

4Araldi del Vangelo Giugno 2013

diversi paesi dove operano, ci rallegrano il cuore. La sezione accaduto nella Chiesa e nel mondo ci orienta
riguardo alluniversalit della Chiesa.
Insomma, molto piacevole leggere
la rivista Araldi del Vangelo.
Enrique S. C.
Gijn Spagna

Ricchezza di contenuto
con grande gioia che ricevo tutti
i mesi la rivista Araldi del Vangelo e mi
incanto con tutti gli argomenti che vengono trattati. Diventa quasi impossibile specificare quello che potrebbe spiccare, a causa della grande ricchezza del
suo contenuto. In verit, non appena
arriva la Rivista, la prima cosa che faccio sfogliarla tutta, poi leggo lEditoriale e il Commento al Vangelo di Mons.
Joo, e alla fine il resto. Che lo Spirito Santo continui a illuminare Monsignore e tutti quelli che sono coinvolti in
questa grande opera.
Jos C. J. G.
Contagem Brasile

Nuovi volumi dei


commenti al Vangelo
Ho fatto lacquisto dei libri con i
commenti ai Vangeli domenicali di
Mons. Joo Scognamiglio Cl Dias,
nei Volumi V e VI, e vorrei sapere
quando saranno pubblicati i Volumi I
- IV e il VII. E, se sono gi stati pubblicati, chiedo il favore di informarmi
su come ottenerli. Sono un fan di questi commenti. Che Dio vi benedica!
Rogrio S. N. da S.
Itabora Brasile
Nota: La redazione del volume VII,
con i commenti ai Vangeli delle solennit e feste, gi stata portata a termine da Mons. Joo; il libro stampato deve essere disponibile alla fine del mese
di luglio. previsto il lancio dei volumi I e II (domeniche dellanno A) per
la fine di ottobre, e dei volumi III e IV
(domeniche dellanno B), per il 2014.

Editoriale
Scelti
per servire

a di Fatima

- Maria,

Stella della

Nuova Evange

lizzazione

Poste Italiane

Spa Spedizi

one in Abbona

mento Postale

D.L. 353/200

3 (conv.

in L. 27/02/2

004 n. 46)

art. 1 comma

1 - NE/PD

- Contien

e I.R. - Periodic

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122
Numero
2013
Giugno

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Cerimonia di
ordinazione
presbiterale nella
Basilica della
Madonna del
Rosario, a Caieiras
(Foto: Sergio Miyazaki)

n tutti i tempi, le societ umane hanno sentito la necessit di scegliere alcuni uomini e metterli in luce per essere mediatori tra loro e la divinit, reale o fittizia,
alla quale consacrano la loro fede. Sentimento e necessit cos imperiosi che, a
ben dire, quasi non troviamo nelle pagine della Storia eccezioni a questa regola. Infatti, nel momento in cui invoca istintivamente linfinito, la nostra natura anela a stabilire un ponte che la aiuti a trasporre lincommensurabile abisso che la separa da Dio, e
le propizi la condiscendenza di questo Essere Onnipotente, la cui perfezione e purezza assolute la nostra intelligenza riesce appena a intravvedere.
Ora, quanto pi alta la considerazione che la societ nutre nel Dio che venera
e onora, tanto maggiore sar la perfezione che essa pretende dagli stabiliti come
vincolo sacro di unione con Lui. Cos, nellAntica Legge, ai sacerdoti della nazione eletta era imposta questa perfezione come precetto, esattamente perch essi
esercitavano la funzione di intermediari con il Dio di Israele: Saranno santi per
il loro Dio e non profaneranno il nome del loro Dio, perch offrono al Signore sacrifici consumati dal fuoco, pane del loro Dio; perci saranno santi (Lv 21, 6).
LIncarnazione del Verbo ha elevato ad un piano inaudito le relazioni tra Dio e
lumanit. Tutti gli attributi di questa relazione sono stati oltrepassati da un fenomeno imponderabile: il ponte sacro che univa il Cielo alla Terra non sar pi costituito da semplici uomini distinti dal popolo, ma dallo stesso Figlio di Dio fatto
uomo, Ges Cristo, perch Dio lo ha proclamato Sacerdote (Eb 5, 10).
per Lui, santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli (Eb 7, 26), che altri uomini saranno dora in poi sacerdoti fino alla consumazione dei secoli e, sullesempio dellApostolo, possono dire: Cristo
che vive in me (Gal 2, 20). Infatti, al presbitero stata conferita linsuperabile dignit di agire in persona Christi: attraverso il suo ministero, chi insegna, governa e
santifica lo stesso Ges.
Da questuomo elevato a cos sublime altezza, il popolo fedele chiede e esige oggi pi che mai non soltanto la luce della correzione e della buona reputazione, ma lo splendore della vera santit. Il sacerdote di Ges Cristo non
stato scelto per essere servito, ma per servire. S, servire i fedeli e il mondo intero, dando spettacolo della sua purezza senza macchia e della sua santit. Cos risplenda la vostra Luce davanti agli uomini, perch vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che nei Cieli (Mt 5, 16).

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo5

La voce del Papa

Annunciare,
testimoniare, adorare
Adorare spogliarci dei nostri idoli anche quelli pi nascosti, e scegliere il
Signore come centro, come via maestra della nostra vita.

ella prima lettura colpisce la forza di Pietro e


degli altri Apostoli. Al
comando di tacere, di
non insegnare pi nel nome di Ges, di non annunciare pi il suo Messaggio, essi rispondono con chiarezza:
Bisogna obbedire a Dio, invece che
agli uomini. E non li ferma nemmeno lessere flagellati, il subire oltraggi,
il venire incarcerati. Pietro e gli Apostoli annunciano con coraggio, con
parresia, quello che hanno ricevuto, il
Vangelo di Ges.
E noi? Siamo capaci di portare la
Parola di Dio nei nostri ambienti di
vita? Sappiamo parlare di Cristo, di
ci che rappresenta per noi, in famiglia, con le persone che fanno parte della nostra vita quotidiana? La
fede nasce dallascolto, e si rafforza
nellannuncio.

Annunciare il Vangelo
con parole ed esempi
Ma facciamo un passo avanti:
lannuncio di Pietro e degli Apostoli non fatto solo di parole, ma la fedelt a Cristo tocca la loro vita, che
viene cambiata, riceve una direzione
nuova, ed proprio con la loro vita
che essi rendono testimonianza alla
fede e allannuncio di Cristo.
6Araldi del Vangelo Giugno 2013

Nel Vangelo, Ges chiede a Pietro


per tre volte di pascere il suo gregge e di pascerlo con il suo amore, e
gli profetizza: Quando sarai vecchio
tenderai le tue mani, e un altro ti vestir e ti porter dove tu non vuoi
(Gv 21, 18). E una parola rivolta anzitutto a noi Pastori: non si pu pascere il gregge di Dio se non si accetta di essere portati dalla volont di
Dio anche dove non vorremmo, se
non si disposti a testimoniare Cristo con il dono di noi stessi, senza riserve, senza calcoli, a volte anche a
prezzo della nostra vita. Ma questo
vale per tutti: il Vangelo va annunciato e testimoniato. Ciascuno dovrebbe
chiedersi: Come testimonio io Cristo con la mia fede? Ho il coraggio di
Pietro e degli altri Apostoli di pensare, scegliere e vivere da cristiano, obbedendo a Dio? [...]
Chi ci ascolta e ci vede deve poter leggere nelle nostre azioni ci
che ascolta dalla nostra bocca e rendere gloria a Dio! Mi viene in mente
adesso un consiglio che san Francesco dAssisi dava ai suoi fratelli: Predicate il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole. Predicare con la vita: la testimonianza. Lincoerenza dei fedeli e dei Pastori tra
quello che dicono e quello che fan-

no, tra la parola e il modo di vivere


mina la credibilit della Chiesa.

Che significa adorare Dio?


Ma tutto questo possibile soltanto se riconosciamo Ges Cristo,
perch Lui che ci ha chiamati, ci
ha invitati a percorrere la sua strada,
ci ha scelti. Annunciare e testimoniare possibile solo se siamo vicini
a Lui, proprio come Pietro, Giovanni e gli altri discepoli nel brano del
Vangelo di oggi sono attorno a Ges
Risorto; c una vicinanza quotidiana con Lui, ed essi sanno bene chi ,
Lo conoscono.
LEvangelista sottolinea che nessuno osava domandargli: Chi sei?,
perch sapevano bene che era il Signore (Gv 21, 12). E questo un
punto importante per noi: vivere un
rapporto intenso con Ges, unintimit di dialogo e di vita, cos da riconoscerlo come il Signore. AdorarLo!
Il brano dellApocalisse che abbiamo ascoltato ci parla delladorazione: le miriadi di angeli, tutte le
creature, gli esseri viventi, gli anziani, si prostrano in adorazione davanti al trono di Dio e allAgnello immolato, che Cristo, a cui va la lode,
lonore e la gloria (cfr. Ap 5, 11-14).
Vorrei che ci ponessimo tutti una

LOsservatore Romano

Chi ci ascolta e ci vede, deve poter leggere nelle nostre azioni ci che ascolta dalla nostra bocca e
rendere gloria a Dio!
Papa Francesco durante lomelia nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, 14/4/2013

domanda: Tu, io, adoriamo il Signore? Andiamo da Dio solo per chiedere, per ringraziare, o andiamo da
Lui anche per adorarLo?
Che cosa vuol dire allora adorare
Dio? Significa imparare a stare con
Lui, a fermarci a dialogare con Lui,
sentendo che la sua presenza la
pi vera, la pi buona, la pi importante di tutte. Ognuno di noi, nella
propria vita, in modo consapevole e
forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle
cose ritenute pi o meno importanti.
Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare,
credere, non per semplicemente a
parole, che Lui solo guida veramente la nostra vita; adorare il Signore
vuol dire che siamo convinti davanti a Lui che il solo Dio, il Dio della
nostra vita, il Dio della nostra storia.

Spogliarci degli idoli nei


quali ci rifugiamo
Questo ha una conseguenza nella
nostra vita: spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo e nei
quali ci rifugiamo, nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza. Sono idoli che spesso
teniamo ben nascosti; possono essere lambizione, il carrierismo, il gusto del successo, il mettere al centro
se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita, qualche
peccato a cui siamo legati, e molti
altri.
Questa sera vorrei che una domanda risuonasse nel cuore di ciascuno di noi e che vi rispondessimo
con sincerit: ho pensato io a quale
idolo nascosto ho nella mia vita, che
mi impedisce di adorare il Signore?
Adorare spogliarci dei nostri ido-

li anche quelli pi nascosti, e scegliere il Signore come centro, come via


maestra della nostra vita.
Cari fratelli e sorelle, il Signore ci
chiama ogni giorno a seguirLo con
coraggio e fedelt; ci ha fatto il grande dono di sceglierci come suoi discepoli; ci invita ad annunciarLo con
gioia come il Risorto, ma ci chiede
di farlo con la parola e con la testimonianza della nostra vita, nella
quotidianit.
Il Signore lunico, lunico Dio
della nostra vita e ci invita a spogliarci dei tanti idoli e ad adorare
Lui solo. Annunciare, testimoniare,
adorare. La Beata Vergine Maria e
lApostolo Paolo ci aiutino in questo
cammino e intercedano per noi.
(Estratto dellomelia nella
Basilica Papale di San Paolo Fuori
le Mura, 14/4/2013)
Giugno 2013 Araldi

del Vangelo7

Santa Madre Chiesa, gerarchica e cattolica


Lidentit cristiana non una carta didentit. Lidentit cristiana
unappartenenza alla Chiesa, perch tutti questi appartenevano alla Chiesa.

La prima lettura di oggi mi fa


pensare che, proprio nel momento in cui scoppia la persecuzione, scoppia la missionariet
della Chiesa. E questi cristiani erano
arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad
Antiochia, e proclamavano la Parola
(cfr. At 11, 19). Avevano questo fervore apostolico dentro; e la fede viene diffusa cos! Alcuni, gente di Cipro
e di Cirene non questi, ma altri che
erano diventati cristiani giunti ad
Antiochia, incominciarono a parlare
anche ai Greci (cfr. At 11, 20).

un assurdo voler vivere


con Ges senza la Chiesa
E un passo in pi. E la Chiesa va
avanti, cos. Di chi questa iniziativa di parlare ai Greci, cosa che non
si capiva, perch si predicava soltanto ai Giudei? E dello Spirito Santo,
Colui che spingeva di pi, di pi, di
pi, sempre.
Ma a Gerusalemme, qualcuno,
quando ha sentito questo, diventato un po nervoso e hanno inviato
una Visita Apostolica, hanno inviato
Barnaba (cfr. At 11, 22). Forse, con
un po di senso dellumorismo, possiamo dire che questo sia linizio teologico della Congregazione per la
Dottrina della Fede: questa Visita
apostolica di Barnaba. Lui ha osservato, e ha visto che le cose andavano
bene (cfr. At 11, 23).
E la Chiesa cos pi Madre, Madre di pi figli, di molti figli: diventa Madre, Madre, Madre sempre di
pi, Madre che ci d la fede, Madre
che ci d lidentit. Ma lidentit cristiana non una carta didentit. Lidentit cristiana unappartenenza
8Araldi del Vangelo Giugno 2013

alla Chiesa, perch tutti questi appartenevano alla Chiesa, alla Chiesa Madre, perch trovare Ges fuori
della Chiesa non possibile.
Il grande Paolo VI diceva: una
dicotomia assurda voler vivere con
Ges senza la Chiesa, seguire Ges
fuori della Chiesa, amare Ges senza la Chiesa (cfr. Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 16). E quella Chiesa
Madre che ci d Ges, ci d lidentit che non soltanto un sigillo:
unappartenenza. Identit significa
appartenenza. Lappartenenza alla
Chiesa: questo bello!

La dolce e consolante
allegria di evangelizzare
La terza idea che mi viene in mente la prima: era scoppiata la missionariet; la seconda: la Chiesa Madre
che quando Barnaba ha visto quella
folla dice il testo: E una folla considerevole fu aggiunta al Signore (At
11, 24) quando ha visto quella folla,
ha avuto gioia. Quando questi giunse
e vide la grazia di Dio, si rallegr (At
11, 23). E la gioia propria dellevangelizzatore. E, come diceva Paolo VI,
la dolce e consolante allegria di evangelizzare (cfr. Esort. ap. Evangelii
nuntiandi, n.80). E questa gioia incomincia con una persecuzione, con una
tristezza grande, e finisce con la gioia.
E cos la Chiesa va avanti, come
dice un Santo, fra le persecuzioni
del mondo e le consolazioni del Signore (cfr. S. Agostino, De Civitate Dei, 18, 51, 2: PL 41, 614). Cos
la vita della Chiesa. Se noi vogliamo
andare sulla strada della mondanit, negoziando con il mondo come
volevano fare i Maccabei, che erano

tentati in quel tempo mai avremo


la consolazione del Signore.
E se noi cerchiamo soltanto la
consolazione, sar una consolazione
superficiale, non quella del Signore, sar una consolazione umana. La
Chiesa va sempre tra la Croce e la
Risurrezione, tra le persecuzioni e le
consolazioni del Signore. E questo
il cammino: chi va per questa strada
non si sbaglia.

Chiediamo al Signore
questo fervore
Pensiamo oggi alla missionariet della Chiesa: questi discepoli che
sono usciti da se stessi per andare, e
anche quelli che hanno avuto il coraggio di annunciare Ges ai Greci,
cosa in quel tempo scandalosa, quasi (cfr. At 11, 19-20). Pensiamo alla
Madre Chiesa che cresce, cresce con
nuovi figli, ai quali d lidentit della fede, perch non si pu credere in
Ges senza la Chiesa. Lo disse Ges stesso nel Vangelo: Ma voi non
credete, perch non fate parte delle
mie pecore (cfr. Gv 10, 26).
Se non siamo pecore di Ges,
la fede non viene; una fede allacqua di rose, una fede senza sostanza.
E pensiamo alla consolazione che
ha avuto Barnaba, che proprio la
dolce e consolante allegria di evangelizzare. E chiediamo al Signore questa parresia, questo fervore
apostolico, che ci spinga ad andare
avanti, come fratelli, tutti noi: avanti! Avanti, portando il nome di Ges
nel seno della Santa Madre Chiesa,
come diceva SantIgnazio, gerarchica e cattolica.
(Omelia, 23/4/2013)

Sacra Scrittura e Tradizione


Linterpretazione delle Sacre Scritture devessere sempre confrontata, inserita e
autenticata dalla Tradizione vivente della Chiesa.

i siete radunati nuovamente per approfondire un argomento molto importante:


lispirazione e la verit della Bibbia. Si
tratta di un tema che riguarda non soltanto il singolo credente, ma la Chiesa intera, poich la vita e la missione
della Chiesa si fondano sulla Parola di
Dio, la quale anima della teologia e,
insieme, ispiratrice di tutta lesistenza
cristiana.

Unit tra Sacra Scrittura


e Tradizione
Come sappiamo, le Sacre Scritture sono la testimonianza in forma
scritta della Parola divina, il memoriale canonico che attesta levento
della Rivelazione. La Parola di Dio,
dunque, precede ed eccede la Bibbia.
E per questo che la nostra Fede non
ha al centro soltanto un libro, ma una
storia di salvezza e soprattutto una
Persona, Ges Cristo, Parola di Dio
fatta carne. Proprio perch lorizzonte della Parola divina abbraccia e si
estende oltre la Scrittura, per comprenderla adeguatamente necessaria la costante presenza dello Spirito Santo che guida a tutta la verit
(Gv 16, 13). Occorre collocarsi nella
corrente della grande Tradizione che,
sotto lassistenza dello Spirito Santo
e la guida del Magistero, ha riconosciuto gli scritti canonici come Parola
rivolta da Dio al suo popolo e non ha
mai cessato di meditarli e di scoprirne le inesauribili ricchezze.

Il Concilio Vaticano II lo ha ribadito con grande chiarezza nella Costituzione dogmatica Dei Verbum:
Tutto quanto concerne il modo di
interpretare la Scrittura sottoposto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino mandato e ministero di conservare e interpretare la Parola di Dio
(n.12).
Come ci ricorda ancora la menzionata Costituzione conciliare, esiste uninscindibile unit tra Sacra
Scrittura e Tradizione, poich entrambe provengono da una stessa fonte: La sacra Tradizione e la
Sacra Scrittura sono strettamente
congiunte e comunicanti tra loro.
Ambedue infatti, scaturendo dalla stessa divina sorgente, formano,
in un certo qual modo, una cosa sola e tendono allo stesso fine. Infatti, la Sacra Scrittura Parola di Dio
in quanto messa per iscritto sotto lispirazione dello Spirito Santo;
invece la sacra Tradizione trasmette
integralmente la Parola di Dio, affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli Apostoli, ai loro successori, affinch questi, illuminati dallo Spirito di verit, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano. In questo modo la Chiesa attinge la sua certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Sacra Scrittura. Perci luna e laltra devono essere accettate e venerate con pari

sentimento di piet e di riverenza


(Dei Verbum, n.9).

Insufficienza di ogni
interpretazione soggettiva
Ne consegue pertanto che lesegeta devessere attento a percepire la Parola di Dio presente nei testi biblici collocandoli allinterno
della stessa Fede della Chiesa. Linterpretazione delle Sacre Scritture non pu essere soltanto uno sforzo scientifico individuale, ma devessere sempre confrontata, inserita e
autenticata dalla Tradizione vivente
della Chiesa. Questa norma decisiva per precisare il corretto e reciproco rapporto tra lesegesi e il Magistero della Chiesa. I testi ispirati
da Dio sono stati affidati alla Comunit dei credenti, alla Chiesa di Cristo, per alimentare la fede e guidare
la vita di carit. Il rispetto di questa
natura profonda delle Scritture condiziona la stessa validit e lefficacia
dellermeneutica biblica.
Ci comporta linsufficienza di
ogni interpretazione soggettiva o
semplicemente limitata ad unanalisi incapace di accogliere in s quel
senso globale che nel corso dei secoli
ha costituito la Tradizione dellintero
Popolo di Dio, che in credendo falli
nequit (Lumen gentium, n.12).
(Estratto del discorso nelludienza
ai membri della Pontificia Commissione Biblica, 12/4/2013)

Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana.
La versione integrale di questi documenti pu essere trovata in www.vatican.va

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo9

Il figlio della vedova di Nain


resuscitato da Cristo Cattedrale di Monreale, Palermo

In quel tempo, Ges Si rec in una citt


chiamata Nain e facevano la strada con Lui i
discepoli e grande folla.
12
Quando fu vicino alla porta della citt, ecco che veniva portato al sepolcro un morto,
figlio unico di madre vedova; e molta gente
della citt era con lei. 13Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: Non piangere! 14E accostatoSi tocc la bara, mentre i
10Araldi del Vangelo Giugno 2013

portatori si fermarono. Poi disse: Giovinetto, dico a te, alzati! 15Il morto si lev a sedere e incominci a parlare. Ed Egli lo diede alla madre. 16 Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: Un grande
profeta sorto tra noi e Dio ha visitato il suo
popolo.
17
La fama di questi fatti si diffuse in tutta la
Giudea e per tutta la regione (Lc7, 11-17).

Sibeaster

aVangeloA
11

X Domenica del Tempo Ordinario

Limpatto
delle iniziative
del Redentore
Per fare miracoli, Ges esigeva di solito una prova di fede del
favorito ma, a volte, era Lui che anticipava qualsiasi richiesta
e distribuiva prodigamente i suoi divini benefici. Questo modo
di agire racchiude in s un profondo significato.
Mons. Joo Scognamiglio Cl Dias, EP

I Lo choc delle grandi


conversioni

Nella Storia della Chiesa, frequente trovare situazioni nelle quali un apostolo, ispirato da
Dio, desidera la conversione di unanima lontana dalla Religione, ma molte volte il suo ardore si vede respinto dal rifiuto di chi oggetto del
suo zelo. Tutti gli sforzi si rivelano inutili, poich
largomentazione non riesce a piegare una volont ostinata.
Alfonso Ratisbonne, per esempio, era un
ebreo di razza e religione, profondamente radicato nelle sue tradizioni. Il suo amico, il Barone di Bussires, spinto da una mozione interiore della grazia, us fra i pi convincenti mezzi dellapologetica per tentare di convertirlo alla Chiesa Cattolica, senza aver successo. Attaccato alle proprie convinzioni e pi preoccupato
di godere delle delizie della vita che il futuro gli
offriva, accett solo di portare al collo una medaglia della Madonna delle Grazie, con la promessa, fatta controvoglia, di recitare tutti i gior-

ni il Memorare la nota preghiera di San Bernardo, il RicordaTi. Io non potevo rendermi conto avrebbe narrato pi tardi il Barone
di Bussires della forza interiore che mi spingeva, la quale, a dispetto di tutti gli ostacoli e
dellostinata indifferenza da lui opposta ai miei
sforzi, mi dava una convinzione intima, inesplicabile che, presto o tardi, Dio gli avrebbe aperto gli occhi.1
Alcuni giorni dopo, entrambi entrarono nella chiesa di SantAndrea delle Fratte, a Roma. Il
Barone si diresse in sacrestia, per trattare di una
questione, mentre il giovane Ratisbonne rimase da solo nella chiesa, analizzandone le opere
darte. Allimprovviso, in un altare laterale, gli
apparve la Santissima Vergine, tale come nella
medaglia, e senza dire nulla oper allistante la
sua conversione radicale: Ella non mi ha parlato, ma io ho compreso tutto!,2 esclamava egli,
pi tardi, con veri slanci di entusiasmo. Infatti,
la fede cattolica gli era stata impiantata nel cuore in modo inesplicabile; il giovane ebreo coGiugno 2013 Araldi

Lardore di
un apostolo
si vede molte
volte inibito
negativamente da chi
oggetto del
suo zelo

del Vangelo11

Timothy Ring

minci a parlare dei misteri e dei dogmi della


Religione come se li conoscesse e li amasse da
sempre. Era bastato appena uno sguardo di Maria per trasformare la sua anima!

Lazione della grazia efficace

La fede
cattolica
gli si era
impiantata
nel cuore
in modo
inspiegabile;
il giovane
israeliano
cominci a
parlare dei
misteri e dei
dogmi della
Religione
come se li
conoscesse
e li amasse
da sempre

Non illudiamoci, pertanto, nel constatare la conversione di unanima, che essa si debba allargomentazione razionale fatta da chi si
proponeva di attrarla, o a unesposizione teologica che, inframmezzata da esempi adeguati
e svolti in forma brillante, abbia sconvolto lascoltatore, portandolo a un cambiamento di vita. Se liniziativa di concedere una grazia efficace cio, quella che produce il suo effetto sempre, in modo infallibile non parte da Dio, possono esser impiegati tutti i mezzi dellintelligenza umana, le dimostrazioni pi convincenti o i
ragionamenti pi irrefutabili, che non si riuscir
a smuovere lanima neanche di un passo nemmeno nella direzione del bene. Leminente teologo domenicano, padre Antonio Royo Marn,
spiega che senza la grazia attuale o un aiuto soprannaturale di Dio, lanima in grazia e, a maggior ragione ancora, il povero peccatore, non
possono fare assolutamente nulla nellordine
soprannaturale. Il peccatore non pu pentirsi in
maniera sufficiente per recuperare la grazia se
Dio non gli concede previamente la grazia attuale del pentimento.3
Infatti, lazione di Dio sulle anime molto
varia. Essa non dipende dalla lucidit, dalla logica o dalla capacit oratoria dellapostolo, non
dipende dai meriti di questi, n di chi la riceve,
non dipende nemmeno, come condizione assoluta, dalle preghiere che altri facciano intercedendo per lanima, sebbene la preghiera in favore del prossimo abbia una grande attenzione
presso Dio. La conversione, pertanto, obbedisce ad una iniziativa di Dio, come insegna San
Tommaso: Che luomo si converta a Dio non
pu capitare se non sotto limpulso dello stesso
Dio che lo converte. [...] La conversione delluomo a Dio , certamente, opera del libero arbitrio. Per questo, precisamente, gli ordina di convertirsi. Ma il libero-arbitrio non pu rivolgersi a Dio, se lo stesso Dio non lo converte a S.4
Tale impulso divino, che con frequenza incide non solo [su coloro che] in precedenza non
hanno meritato nulla nel bene, ma addirittura
[su quelli che] hanno meritato nel male,5 ci illustrato in forma convincente nel Vangelo pro-

12Araldi del Vangelo Giugno 2013

Conversione di Alfonso Ratisbonne


Basilica di SantAndrea delle Fratte, Roma

posto nella Liturgia della 10 Domenica del


Tempo Ordinario.

II Liniziativa compassionevole
di Nostro Signore
In quel tempo, 11Ges Si rec in una
citt chiamata Nain e facevano la strada
con Lui i discepoli e grande folla.
Nain era una piccola citt della Galilea, situata su unaltura, alle pendici del Piccolo Hermon,
a dodici chilometri di distanza da Nazaret e a 38
chilometri da Cafarnao. Il suo nome che significa la graziosa proveniva dal bel panorama affacciato sulla fertile pianura di Esdrelon, le montagne di Nazareth e limponente Monte Tabor.
Come la maggior parte delle citt della Palestina in quellepoca, possedeva mura di difesa per
evitare saccheggi e invasioni. Laccesso allabitato avveniva da una strada in salita che conduceva
fino alla porta della citt, probabilmente stretta,

che rendeva difficile lentrata e luscita, nel caso


si formassero grandi assembramenti di persone.6

Il provvidenziale incontro di due moltitudini

Quando fu vicino alla porta della citt, ecco che veniva portato al sepolcro
un morto, figlio unico di madre vedova;
e molta gente della citt era con lei.

12

Di fronte a questo quadro, possiamo immaginare limpatto causato dallarrivo di Nostro Signore, che saliva alla citt seguito da una grande moltitudine, e che incontra unaltra comitiva numerosa, costituita dagli abitanti, che scendeva per la strada portando a interrare il figlio
unico di una vedova.7 Secondo il costume giudaico, chi incrociava un corteo funebre doveva
fermarsi e seguirlo.8 Ges, amante e rispettoso
delle leggi, Si ferm davanti al defunto e, a causa della strettezza della strada, probabilmente
Egli stesso Si mise di lato per consentire il passaggio del feretro.
In quei tempi, la morte di un figlio unico costituiva per una vedova la scomparsa del suo pilastro. A partire da questo momento, lei e le
sue possibili propriet restavano alla merc della rapina generale abuso denunciato da Ges pi avanti, nella sua censura agli scribi (cfr.
Lc 20, 47; Mc 12, 40). Infatti, non mancava chi
si rallegrasse in tali circostanze, perch alle vedove potevano strappare tutto quanto possedevano, senza che nessuno si opponesse, come indica San Giovanni Crisostomo: E il peggio era
che non riempivano le loro pance con i beni dei
ricchi, ma con la miseria delle vedove, aggravando una povert che avrebbero dovuto soccorrere.9 Situazione simile ci indicata da Cristo stesso nella parabola del giudice iniquo (cfr.
Lc 18, 1-8), che mostra questo crimine strano alle orecchie del tempo.

Nostro Signore prende liniziativa


senza previa richiesta

Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: Non piangere!

13

Nella maggior parte dei miracoli realizzati


dal Divino Maestro come, per esempio, quello
del servo del centurione, contemplato nella Liturgia della precedente domenica , liniziativa
partiva dal bisognoso che, pieno di fede, chiedeva aiuto, e veniva esaudito da Nostro Signore.

In questo caso, al contrario, accaduto qualcosa di diverso: Ges stesso che prende liniziativa. Egli, in quanto Dio, aveva considerato quella famiglia da tutta leternit, e in quanto anima umana, nella visione beatifica, la conosceva pure perfettamente, cos come la difficile circostanza in cui si trovava. Tuttavia, i suoi
occhi materiali e la sua scienza sperimentale
lhanno constatato soltanto in questo momento.
La scena di una madre desolata, colpita dalla perdita di chi era il suo appoggio e sostegno,
rimanendo sola al mondo, era peraltro commovente. Su quel capo amato, ella aveva riunito
tutti gli affetti e tutte le speranze del suo cuore. Ella lo educava come una vedova sa educare un figlio unico. Possiamo affermare: la sua
anima e la sua vita gravitavano intorno a questa
esistenza. Ed ecco che, allimprovviso, si rompe
il filo al quale era sospesa lunica felicit che lei
avrebbe potuto sperimentare sulla Terra. Ecco
che la morte strappa agli abbracci disperati di
sua madre il figlio ormai maturo, nel momento
in cui egli appariva come una forza, come una
protezione.10
Per questo, Ges fu preso da dolore e compassione nei confronti della povera donna e, rivolgendosi per primo a lei, le disse: Non piangere. Senza dubbio, tali parole devono averle
tranquillizzato lo spirito afflitto, poich il Divino Maestro le fece seguire da speciali grazie
di consolazione. A questo proposito, commenta Maldonado: In maniera del tutto differente
da come molti altri le avranno ripetuto, dobbiamo credere che Cristo le abbia detto questa parola di consolazione. Poich non c dubbio che
parole uguali o simili gliele avranno dette tutti. Chi c che non dica Non piangere a chi si
lamenta? Ma gli altri lo avranno detto in modo umano e con ragioni umane [...]. Cristo, al
contrario, la consola in maniera che, o con altre
parole omesse dallevangelista, o con il tono di
voce con il quale ha detto queste stesse parole,
le lascia intravvedere, in qualche modo, la speranza che suo figlio sarebbe resuscitato.11 Questo primo atteggiamento del Signore Ges deve aver causato stupore intorno a s, poich manifestava una compassione unica a quellepoca.

Ges fu preso
da dolore e
compassione
nei confronti
della povera signora e,
rivolgendoSi in primo
luogo a lei, le
disse: Non
piangere

Contrariando la Legge di Mos

E accostatoSi tocc la bara, mentre i


portatori si fermarono.
14a

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo13

Io ti ordino
era una
formula che
non era mai
stata usata
da nessun
taumaturgo
della Storia,
neanche
da Elia

Subito dopo, Egli tocc la bara. Quelli che


stavano portando il defunto si fermarono sorpresi, percependo che qualcosa di insolito sarebbe accaduto, visto che solo a loro era permesso questo gesto, poich si riteneva immondo negli uomini tutto quanto era corrotto o esposto alla corruzione. E siccome la morte corrruzione, il cadavere era considerato immondo.12 La Legge prescriveva espressamente certe abluzioni e purificazioni per chiunque
avesse avuto contatto con un morto (cfr. Nm 9,
6-7; 19, 11-13). Tanto pi che, secondo il costume, la cassa non era chiusa e il corpo, gi imbalsamato e avvolto in un lenzuolo, era traslato sopra una barella, alla vista di tutti, con la testa
coperta da un sudario, che di quando in quando sollevavano per vedere il volto.13 Cos, mettere la mano sopra il feretro significava farlo quasi sul cadavere. Ma, Nostro Signore e questo
un punto fondamentale non ha avuto ripugnanza, n timore alcuno a toccarlo.

Un miracolo che superava tutti i precedenti

Poi disse: Giovinetto, dico a te, alzati!


14b

Il Maestro aveva iniziato la sua predicazione gi da qualche tempo, aveva operato miracoli, impressionando le moltitudini e la sua fama si
era propagata per tutta la regione (cfr. Lc 4, 37; 5,

15). Ora, per, Egli far un prodigio che superer in maest e potere tutti gli altri prima realizzati.
Sarebbe bastato un semplice atto della sua volont divina per far ritornare lanima del giovane al
corpo. Tuttavia, affinch non ci fosse alcun dubbio
che era proprio Lui lAutore di quella resurrezione, con voce imperiosa, diede al morto lordine di
alzarsi. Io ti ordino, era una formula che mai era
stata usata da nessun taumaturgo della Storia, n
da Elia, che la prima lettura di questa domenica
contempla, quando ha resuscitato il figlio della vedova di Sarepta, e che ottenuta solo con grandi
suppliche e un prolungato cerimoniale (cfr. I Re
17, 17-22), n da Eliseo, quando restitu alla sunamita il figlio che aveva perso (cfr. II Re 4, 32-35)
e nemmeno da Mos o Giosu, aprendo le acque
del Mar Rosso o del fiume Giordano (cfr. Es 14,
21; Gs 3, 15-17). Solo Dio, dominatore assoluto di
tutta la creazione, Signore della vita e della morte,
poteva dire io ti ordino. Cristo mostra con queste parole che lo resuscita con la propria autorit
e comando, e non con potere altrui. Parla a colui
che era morto, perch Dio, la cui voce pu farsi sentire solamente dai morti stessi.14 Questo era
sufficiente affinch tutti i presenti credessero alla
sua divinit.

Un gesto di divina delicatezza

Il morto si lev a sedere e incominci


a parlare. Ed Egli lo diede alla madre.

15

Resurrezione del figlio della vedova di Naim, di Matthias Gerung


Miniatura della Bibbia di Ottheirnrich, Biblioteca dello Stato di Baviera, Monaco, Germania

14Araldi del Vangelo Giugno 2013

LEvangelista non narra le circostanze della morte del giovane, nemmeno il momento in
cui questa era avvenuta; tuttavia, possiamo affermare con certezza che tutti i testimoni del
fatto, soprattutto la moltitudine di Nain e anche quelli che seguivano Nostro Signore, avevano constatato la sua morte, data limmobilit e
la rigidit del corpo. Improvvisamente, il cadavere prende vita, si siede sulla barella in cui era
trasportato e comincia a parlare. Immaginiamo
limpatto di una tale scena e il brivido di terrore [che] invase lanimo di tutti davanti a quella
manifestazione della divinit di Cristo.15
Una volta fatto il miracolo, Ges avrebbe
ben potuto allontanarsi ma, con un gesto di divina delicatezza, lo consegn a sua madre, come
se le dicesse con accento pieno di bont: Non
ti avevo detto di non piangere? Ecco qui tuo figlio. concepibile la gioia della madre: senza
dubbio, la tristezza di aver assistito alla morte
del figlio e di vederlo dirigersi verso il tumulo
fu largamente superata dal piacere sperimentato in quellistante. Nemmeno la felicit del giorno in cui aveva ricevuto il bambino in braccio,
dopo che era nato, si uguagli a quella di questo
momento, nel quale il figlio le veniva restituito
dalle mani di Dio stesso.
Immaginiamo, anche, il giubilo del giovane, dopo che aveva attraversato le soglie della morte, resuscitando con pi vigore di quello avuto durante tutta la sua esistenza precedente, poich, sebbene il Vangelo non affermi
nulla a tal riguardo, necessario sottolineare,
con convinzione, che la salute datagli da Nostro Signore non pu esser stata uguale a quella che sua madre gli aveva trasmesso nel concepirlo, a causa della differenza infinita tra il
potere della madre e quello di Ges Cristo,
Uomo e Dio vero. A partire da quellistante, il
giovane ebbe una maggiore vitalit, lavor con
raddoppiata energia e diede a sua madre un
conforto straordinario fino al termine dei suoi
giorni. Senza dubbio, egli avr assistito tra le
lacrime alla sua morte, pensando a Chi, anni
prima, lo aveva resuscitato.

Leffetto causato nella moltitudine

Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: Un grande profeta sorto tra noi e Dio ha visitato il suo
popolo.
16

Di fronte a un simile prodigio, lo stupore e


la paura si impossessarono di tutti. Avevano
constatato nel Maestro la presenza di una virt assoluta e totalmente sovrumana, prova irrefutabile che Egli era profeta. Infatti, era costume che il profeta dimostrasse, per mezzo di
un segnale, lautenticit della sua missione (cfr.
I Sam 2, 34; II Re 19, 29; 20, 8-9; Ez 24, 24). Nostro Signore, in questo caso, non ha ricevuto il
titolo di profeta, ma quello di grande Profeta,
poich, come abbiamo visto, ha rivelato di avere potere sulla vita e sulla morte. Questo stupore rispettoso commenta Lagrange non
che il preludio delle lodi fatte a Dio. Le moltitudini chiamano profeta Ges, e non figlio di
Dio come i demoni (cfr. Lc 4, 41), giacch questi hanno la vista sul mondo invisibile, mentre
gli uomini cercano analogie nel passato, quando
alcuni profeti avevano resuscitato morti. Nessuno di loro, per, lo aveva fatto con una parola;
per questo considerano Ges come un grande
profeta, quello atteso per il tempo della salvezza.16 Ora, la funzione fondamentale del profeta non quella di prevedere il futuro, ma quella
di esser guida del popolo e indicargli il corso del
suo tragitto. Pertanto, in questo episodio della
vita pubblica dellUomo-Dio, Lo vediamo manifestarSi come via e vita, come pi tardi Egli
stesso affermer: Io sono la via, la verit e la vita (Gv 14, 6).

Perch hanno provato paura?


Coloro che si trovavano l sono stati dominati dalla paura anche perch vennero in contatto con il soprannaturale e conclusero che,
di fatto, Dio aveva visitato il suo popolo. Anche sapendo dellesistenza di Dio con la Rivelazione, molti vivevano sommersi nellateismo pratico, tenendoLo interamente assente dai loro pensieri e dalle loro opere. Erano capaci di parlare di Lui, ma modellavano
la vita come se in Lui non credessero. In quel
momento, per, sentendo la sua prossimit,
molto probabile che la coscienza si sia risvegliata nellintimo di ognuno, indicando le
proprie miserie e censurando le colpe commesse nel passato.
Qui possiamo chiederci: e noi, nella nostra
vita concreta, crediamo in Dio? O adottiamo
una forma di vita materialista, per la quale crediamo soltanto teoricamente e, in pratica, viviamo come se Egli non esistesse?
Giugno 2013 Araldi

A partire da
quellistante,
il giovane
ebbe pi
vitalit, pot
lavorare con
raddoppiata
energia e
diede a sua
madre un
conforto
straordinario

del Vangelo15

Una proiezione folgorante della


figura di Nostro Signore

La fama di questi fatti si diffuse in


tutta la Giudea e per tutta la regione.

17

Come resuscitare qualcuno


spiritualmente, una
volta che ha
varcato la
soglia della
morte del peccato grave?

In quei tempi remoti, non essendoci i mezzi


di comunicazione attuali radio, telefono, televisione, internet e neppure giornale , la trasmissione delle notizie era fatta oralmente. Le novit
si diffondevano in maniera pi naturale e pi autentica, al contrario dei nostri giorni in cui, a causa della velocit delle nuove invenzioni, esse vanno perdendo, poco a poco, la penetrazione nelle
anime, tale leccesso di informazione. In questo
modo, il racconto di questo straordinario miracolo si diffuse per tutta la Giudea, ed ben probabile per tutta la Palestina, oltrepassando persino i
limiti della regione. In questo modo, il nome del
grande Taumaturgo della Galilea avrebbe acquistato una fama crescente.17

III Il significato mistico


del miracolo

Lepisodio della resurrezione del figlio della


vedova di Nain racchiude un profondo significato mistico. Dopo la caduta delluomo, in Paradiso, il peccato si trasmesso, di padre in figlio, a tutta la posterit. Macchiata dal peccato originale, lumanit giaceva come mor-

ta, meritevole delleterna condanna, avendo


le porte del Cielo chiuse davanti a s. Per i discendenti di Adamo ed Eva, la giustificazione poteva essere ottenuta soltanto per mezzo
della fede (cfr. Rm 4, 9; Eb 11, 7). Tuttavia, se
fossero incorsi in una colpa grave, perdendo la
grazia per umana debolezza, sarebbe stato loro possibile solo di restaurarla attraverso grandi e prolungate penitenze. Anche cos, nulla,
nemmeno la pratica della Legge, dava loro la
garanzia della riconciliazione con Dio e del recupero della vita soprannaturale. Infatti, San
Paolo, nella sua lettera ai Galati, scrive: Dalle opere della Legge non verr mai giustificato nessuno (Gal 2, 16). E il Dottor Angelico ci
spiega che il fine della Legge antica era anche
la giustificazione degli uomini, che, certamente, la Legge antica non poteva fare, ma raffigurava con alcuni atti cerimoniali, e prometteva con parole.18 Come, infatti, resuscitare uno
spiritualmente, dopo aver superato le soglie
della morte del peccato mortale? Era impossibile se non ci fosse stato un Redentore.
Il Signore Ges, Seconda Persona della Santissima Trinit, ha avuto compassione
di coloro che permanevano avvolti nelle tenebre e nellombra della morte (cfr. Lc 1, 79) e ha
preso liniziativa di incarnarSi, subire la Passione e la morte di Croce, per trionfare nella Resurrezione, al fine di resuscitare il cor-

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16Araldi del Vangelo Giugno 2013

Francisco Lecaros

Ges resuscita il figlio della vedova di Nain, di Mario Minniti - Museo Regionale di Messina

po inerte dellumanit peccatrice. Egli, il Verbo Eterno, col potere di una semplice parola
porta la vita della grazia, che infusa nei cuori dei fedeli, come Egli stesso dir: Io sono
venuto perch abbiate la vita e labbiate in abbondanza (Gv 10, 10). Assumendo la natura
umana e diventando nostro fratello, Ges colloca gli uomini in una condizione superiore a
quella dei nostri progenitori, poich in Paradiso, prima del peccato, essi non avevano il Salvatore, che ci offre flussi di grazie attuali, si
lascia mettere tra noi come alimento e ci lascia in eredit il prezioso dono dei Sacramenti, per mantenere la vita soprannaturale da Lui
instaurata. O Felix Culpa, qu talem ac tantum meruit habere Redemptorem!19 O Felice
Colpa, che ci ha fatto meritare un cos grande
Redentore!.

Nostro Signore prende l iniziativa


della nostra conversione
Ma, il punto che pi deve attrarre la nostra
attenzione, nel considerare questo passo del
Vangelo, il fatto che Cristo stesso ha preso liniziativa di operare quella resurrezione, senza
che la vedova glielavesse richiesta o qualcuno
intercedesse in favore di lei. Inoltre, tutto indica che era la prima volta che Ges visitava la citt di Nain e, pertanto, gli abitanti forse ancora
nemmmeno Lo conoscevano, di modo che Egli

non poteva esigere un atto di fede della donna,


n del popolo che la seguiva. Di conseguenza, in
questo caso, Egli ha voluto realizzare un miracolo stupendo, oltrepassando tutte le regole, per
aver sentito compassione.
In Ges, la capacit di compatire le miserie e
le necessit degli altri insuperabile, ineffabile
e persino inimmaginabile per qualunque mente
umana, poich infinita e proviene da un Cuore avvinto di amore per il Padre e, pertanto, di
amore per gli uomini, in Dio. Questo Cuore, per
il fatto di essere umano, anche sensibile. Egli
ama la fragile natura delle sue creature, che Egli
stesso ha assunto venendo al mondo, e vuole
colmarla di beni, per farla regnare con s nelleternit. Essendo Egli salito ai Cieli, la carit del
suo Sacro Cuore permane sempre presso di noi.
E cos, manteniamo ferma la professione della
nostra fede. Infatti non abbiamo un Sommo Sacerdote che non sappia compatire le nostre infermit, (Eb 4, 14-15). Al contrario, se nel corso della sua vita terrena ha esaudito tutti coloro
che a Lui si sono approssimati, ed stato mosso a piet verso una povera vedova che ha incrociato nel suo cammino, perch non avr pena di
noi quando ci troveremo in una situazione di necessit? Quante volte Egli stesso fa il primo passo per incontrarci, prendendo liniziativa di salvarci da un pericolo, senza che noi gli abbiamo
rivolto almeno una supplica, con un meraviglioGiugno 2013 Araldi

In Ges la
capacit di
avere compassione
delle miserie
e necessit
degli altri
insuperabile,
ineffabile e
perfino inimmaginabile
per qualsiasi
mente umana

del Vangelo17

Srgio Hollmann

so atteggiamento che rende palese la tenerezza


del suo amore per ognuno di noi!

Non dobbiamo avere alcun timore

Essendo
Egli salito
in Cielo, la
carit del
suo Sacro
Cuore rimane
sempre
vicino a noi

Allora, vale la pena di vivere in funzione di


questa Voce che ci ha resuscitato per la vita
eterna e ci d il coraggio necessario per andare avanti, affrontando tutti gli ostacoli, e considerandoli soltanto come elementi permessi da
Dio per aumentare i nostri meriti. E se avessimo
la sfortuna di cadere in peccato, non crediamo
che Egli ci respinger. Anche i morti, nella legislazione giudaica, non potevano esser toccati e,
tuttavia, il Vangelo di questa Domenica ci mostra Ges che Si avvicina al feretro, per toccarlo
e resuscitare quel giovane deceduto.
Non allarmiamoci, allora, per le possibili tragedie che ci possano capitare. Nelle circostanze pi
difficili, quando la sofferenza ci assale, gettando
la sua nera ombra sulla nostra vita, ricordiamoci che mai soffriremo da soli, perch c Qualcuno che passa anche al nostro fianco e ci segue col
suo sguardo, perch ci ama con un Cuore di Padre compassionevole e desidera la nostra salvezza
eterna. Essendo Signore di tutto, ha il potere di liberarci sempre da tutti i pericoli e da tutte le pene
che possano minacciarci. Questo deve essere per
noi motivo di sostegno e di gioia.
1

BUSSIRES, Le Baron Th. Conversion de M. Marie-Alphonse Ratisbonne. Rlation authentique. 2.ed. Paris: Ambroise Bray,
1859, p.19.

Idem, p.29.

ROYO MARN, OP, Antonio. Somos hijos de Dios. Madrid: BAC,


1977, p.60.

SAN TOMMASO DAQUINO.


Somma Teologica. I-II, q.109,
a.6, ad 1.

SANTAGOSTINO. De gratia
et libero arbitrio. XIV, 30. In:
Obras. 3.ed. Madrid: BAC, 1971,
v.VI, p.248-249.

Cfr. FERNNDEZ TRUYOLS,


SJ, Andrs. Vida de Nuestro
Seor Jesucristo. 2.ed. Madrid:
BAC, 1954, p.276; GOM Y
TOMS, Isidro. El Evangelio explicado. Aos primero y segundo
de la vida pblica de Jess. Barcellona: Rafael Casulleras, 1930,
v.II, p.219.
Cfr. GOM Y TOMS, Isidro.
El Evangelio explicado. Introduc-

18Araldi del Vangelo Giugno 2013

Sacro Cuore di Ges - Parrocchia di Loreto, Lisbona

cin, Infancia y vida oculta de


Jess. Preparacin de su ministerio pblico. Barcellona: Rafael
Casulleras, 1930, v.I, p.147.
8

Cfr. GOM Y TOMS, El Evangelio explicado. Aos primero y segundo de la vida pblica de Jess,
op. cit., p.219.
SAN GIOVANNI CRISOSTOMO. Sermo in Ev. Math LXXIII,
n.1. In: Obras. Madrid: BAC,
1956, v.II, p.463.

10

BADET, Jean-Franois. Jsus et


les femmes dans lvangile. 6.ed.
Paris: Gabriel Beauchesne, 1908,
p.223-224.

11

MALDONADO, SJ, Juan de. Comentarios a los Cuatro Evangelios. Evangelios de San Marcos y
San Lucas. Madrid: BAC, 1951,
v.II, p.489-490.

12

SAN TOMMASO DAQUINO,


op. cit., q.102, a.5, ad 4.

13

Cfr. GOM Y TOMS, El Evangelio explicado. Introduccin, Infancia y vida oculta de Jess. Pre-

paracin de su ministerio pblico,


op. cit., p.146-147.
14

MALDONADO, op. cit., p.490.

15

Idem, p.491.

16

LAGRANGE, OP, Marie-Joseph.


vangile selon Saint Luc. 4.ed.
Paris: J. Gabalda, 1927, p.211.

17

GOM Y TOMS, El Evangelio


explicado. Aos primero y segundo de la vida pblica de Jess, op.
cit., p.220.

18

SAN TOMMASO DAQUINO,


op. cit., q.107, a.2.

19

VIGILIA PASCHALIS IN
NOCTE SANCTA. Prconium
Paschale. In: MISSALE ROMANUM. Ex decreto Sacrosancti Oecumenici Consilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP. VI
promulgatum Ioannis Pauli PP. II
cura recognitum. Iuxta typicam
tertiam. Belgium: Midwest Theological Forum, 2007, p.284.

Donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corra de Oliveira

Perdono per chi


lha trattata male
Donna Lucilia nel 1912, a Parigi

el periodo successivo
allintervento chirurgico era permesso a donna
Lucilia assumere solo alimenti liquidi. Uno dei primi pasti che le
fu dato, da uninfermiera dai modi dittatoriali, fu una zuppa di midollo. Ora,
donna Lucilia non gradiva questa pietanza, per quanto poca fosse la quantit. Con la sua gentilezza di sempre e le
nobili maniere, chiese di cosa fosse fatta la zuppa. Linfermiera, capendo di
trovarsi di fronte a una paziente molto delicata, e percependo dallinflessione della voce la sua incompatibilit con
quellalimento, evit di dirle la verit,
affermando solo che era un cibo indicato dallo stesso Dott. Bier.
Donna Lucilia, non contenta, insistette:
Lei deve sapere che non riesco a
mangiare il midollo. Non sar di midollo la zuppa?
Linfermiera, fissandola negli occhi,
afferm allora senza giri di parole:
proprio una zuppa di midollo,
ma il Dott. Bier ha dato espressamente ordine che le sia servita.
Donna Lucilia rinnov pi volte
il suo rifiuto di mangiarla, senza riuscire a convincere limplacabile infermiera. Poco dopo averla ingerita, cominci a sentire unintensa nausea,
che diede origine a un improvviso aggravamento del suo stato di salute.
Non ci volle molto a che la tirannia
si trasformasse in disperazione. La po-

impossibile non trovare in questi atteggiamenti i


tratti di un eroico atto di virt.
vera infermiera, vedendo le drammatiche conseguenze del suo gesto, cerc
immediatamente il medico di turno.
Constat, nel frattempo, che questi
aveva scavalcato la finestra per andare
a una festa, lasciando completamente
abbandonati i suoi pazienti. Senza pi
sapere cosa fare, ricorse a un medico
di un altro reparto, affinch prestasse
soccorso a Donna Lucilia.
Il mattino dopo, nella visita che
faceva a tutti i suoi pazienti, il Dott.
Bier si rese conto che le condizioni
di donna Lucilia erano molto peggiorate, e volle allora sapere, con
una precisione tedesca, quello che
era successo. Questa, senza omettere di dire la verit in nessun momento, evit di accusare linfermiera, consegnandola a una giusta punizione. Dietro al chirurgo, la tiranna
si mise inizialmente in una posizione
di supplica, con le mani giunte a implorare Donna Lucilia affinch non
le facesse perdere il lavoro. Non appena si vide salva, si profuse in manifestazioni di gratitudine per il nobile
gesto di cui era stata oggetto. Tuttavia il Dott. Bier, con spirito molto investigativo, sospettando qualche errore nel trattamento della paziente, non si ritenne soddisfatto e fece
chiamare il medico responsabile affinch chiarisse la situazione.
Questo fatto diede luogo ancora una volta allinsigne pratica della virt di carit verso il prossimo

da parte di Donna Lucilia. Normalmente perfino le persone bene educate sarebbero portate a esteriorizzare la loro scontentezza, sia per il
cattivo trattamento ricevuto dallinfermiera sia per la grave negligenza del medico di turno. Meritavano questi, di sicuro, una punizione esemplare, che forse si sarebbe
tradotta nellespulsione di entrambi da quellospedale, che per di pi
era una delle migliori istituzioni
europee nel suo genere. Costatando una tale mancanza nella scheda
di servizio personale, sarebbe stata
pregiudicata la loro carriera. Tanto al medico come allinfermiera
non sarebbe rimasta altra alternativa che lavorare in una delle numerose colonie dellImpero Tedesco, nel
Sud Ovest dellAfrica, o nellAfrica
Orientale Tedesca, o in una qualsiasi isola perduta nel Pacifico.
Con il candore che le era cos caratteristico, donna Lucilia si rivolse verso
il suo famoso chirurgo e, senza specificare chi lavesse assistita, disse:
venuto qui il medico.
E cos, contro il suo diritto stesso, salv la situazione di quelli che
avrebbero dovuto darle lassistenza
che il suo stato di salute esigeva.
(Estratto di CL DIAS, EP, Joo
Scognamiglio. Donna Lucilia. Citt
del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana, p.130-131)
Giugno 2013 Araldi

del Vangelo19

Francisco Lecaros

Un invito
per tutti:
sii mistico!
La mistica consiste solo in grandi fenomeni
soprannaturali riservati a un ridotto numero
di anime privilegiate? Oppure alla portata
di tutti i fedeli?
SantAntonio, Abate, di Antonio Brea Palazzo
Bianco, Genova

eggendo il titolo di questarticolo, il lettore pu essere


colto da sorpresa. La mistica non solo il premio
che ricevono su questa Terra le anime molto virtuose? Perch estendere
questo invito a tutti?
La domanda motivata da una nozione erronea di quello che la mistica,
molto diffusa ai nostri giorni. E il pregiudizio spirituale provocato da questo
equivoco ben maggiore di quello che
a prima vista si potrebbe immaginare.

Alcune considerazioni erronee


Per la grande maggioranza delle
persone, la parola mistica si ricollega vagamente allazione misteriosa
di forze superiori, estranee a quelle
della comune esperienza razionale.
Per altri, essa si identifica con certi
rapimenti dellanima come limpulso simbolico originato da un elegante inno o da una bella bandiera.
Gi sotto una prospettiva cristiana, la mistica solita esser identifica20Araldi del Vangelo Giugno 2013

Don Ignacio Montojo Magro, EP

ta con fenomeni soprannaturali straordinari, come apparizioni, rivelazioni, stigmate, estasi, levitazioni, ecc.,
ossia, con quelle ineffabili esperienze divine riservate a anime che, avanzatissime nellarduo cammino della santit, sono oggetto della speciale predilezione di Dio. Di conseguenza, essa sarebbe irraggiungibile dalla
grande maggioranza dei fedeli.
Lasciando da parte i due primi concetti enunciati che sebbene estranei
alla Teologia, sono utili e, in un certo
senso, validi passiamo ad analizzare il
terzo, che quello di maggior interesse
sotto il punto di vista pastorale. Infatti,
come vedremo nel corso di questarticolo, il cattolico che non entrato nelle
vie della mistica un anziano, una persona consacrata a Dio, dintensa preoccupazione apostolica, o un saggio di
ampia cultura teologica non uscito
ancora dallo stato di bambino nella sua
vita spirituale.
La mistica qualcosa di molto
pi accessibile di quello che si so-

liti immaginare. Il problema sta nel


sapere quello che essa , di fatto, e
da qui partire per conquistarla potete crederci senza molto sforzo.

Cos, allora, la mistica?


I fenomeni straordinari che ci impressionano nella vita di certi santi
fanno parte della mistica, ma non ne
costituiscono una parte essenziale e
neppure necessaria. Del resto, ci riferiamo di proposito a certi santi,
poich non sono necessarie apparizioni, rivelazioni o stigmate per ottenere il Cielo, n necessario esser
stati oggetto di tali fenomeni straordinari per esser proposti come modelli di vita per la Chiesa.
Come definire allora la mistica?
Secondo il teologo domenicano Fra
Antonio Royo Marn, OP, essa consiste nelloperare dei doni dello Spirito Santo al modo divino o sovrumano,
che produce ordinariamente unesperienza passiva di Dio o della sua azione divina nellanima.1 In questo enun-

ciato, che sar sviluppato nel corso di


questarticolo, ci sono due elementi
principali: loperare dei doni dello Spirito Santo e lesperienza passiva di Dio.
Analizziamo il primo per meglio intendere il secondo e, infine, sapere perch
la mistica alla portata di tutti.

Differenza tra virt e doni

La mistica di solito identificata con i


fenomeni soprannaturali straordinari,
come apparizioni,
rivelazioni, stigmate, estasi, levitazioni

ne benefica dei doni. Lo Spirito Santo ci porta in braccio, sublimando,


mediante le sue illuminazioni e mozioni specialissime, il nostro stesso
modo di pensare, volere e agire, proteggendoci da tutte le minacce che ci
circondano durante la vita.3
Ossia, quando pratichiamo una
virt, siamo noi che agiamo e, pertanto, lo facciamo in modo sempre
imperfetto. come se ci fosse chiesto
di eseguire con un violino Stradivari,
unico al mondo, una bella partitura.
Solo dopo molto esercizio sotto lorientamento di un professore di esperienza saremmo capaci di farlo con
qualche perizia. In caso contrario,
nel frizionare con larchetto le corde
del preziosissimo strumento, produrremmo solo dei suoni cacofonici.
E se le nostre mani fossero guidate da un Angelo? La situazione
sarebbe molto differente, poich il
violino produrrebbe i suoni pi belli e armoniosi, senza merito da parte nostra, salvo quello di non opporre resistenza. Cos succede con i doni. Attraverso di essi, lo Spirito Santo stesso tocca le corde della nostra
anima e opera in noi, perfezionando
in modo divino quegli atti che, col
Fotos: Francisco Lecaros

Per comprendere come avviene


lazione dei doni nellanima, possiamo riportarci allarticolo di Mons.
Joo Scognamiglio Cl Dias, pubblicato nel numero precedente di questa rivista.2 In esso troveremo una
bellissima sintesi di quello che succede nel nostro intimo dopo aver ricevuto la vita soprannaturale col Battesimo e una dettagliata e chiara spiegazione del funzionamento dei doni.
Questo Sacramento infonde in noi,
insieme con la grazia che ci rende veri
figli di Dio, le virt e i doni che rendono dinamico il nostro organismo soprannaturale, dandoci la capacit di
fare il bene ed evitare il male in forma meritoria agli occhi di Dio. Invece,
grandi sono le differenze tra i due. E
per renderle chiare, molto eloquenti
sono gli esempi dati dal fondatore degli Araldi del Vangelo.

Per comprendere meglio il ruolo


delle virt nellanima, scrive, ricordiamoci della classica figura del bambino che cammina dando la mano a
sua madre: sicuramente chi avanza
il bambino, soggetto allinesperienza
della sua tenera et e sostenuto dalla protezione materna. Molto diverso sarebbe se la madre, temendo i pericoli cui si espone il fragile figlio andando da solo, lo prendesse in braccio. Lo sforzo di muoversi dipenderebbe unicamente dalla volont di
lei, e non pi dalle gambe poco agili
del piccolo. Questa seconda situazione una pallida immagine dellazio-

A sinistra: San Francesco dAssisi riceve le stigmate - Museo delle Belle Arti, Cordova (Spagna);
a destra Matrimonio Mistico di Santa Caterina da Siena - Santuario di Santa Caterina, Siena

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo21

Lesperienza del divino nellanima


Ecco lessenza della mistica: lazione dei doni. Quando essi agiscono,
opera nel nostro intimo un fattore incomparabilmente superiore a noi... e
quanto! Questo ci porta a comprendere il secondo elemento della definizione enunciata: lesperienza ineffabile
che costituisce il privilegio del mistico.
In queste ore non sempre, ma
di solito percepiamo chiaramente
nel nostro intimo questo qualcosa
interamente superiore e trascendente alla nostra natura, la cui azione
chiaramente non stata prodotta da
noi, ma sta dentro di noi: lo Spirito Santo stesso che inabita la nostra
anima e in essa opera, facendo sentire, come dice Santa Teresa, la sua
divina compagnia.4
la patiens divina esperienza personale del divino , di cui gi
parlava lo Pseudo-Dionigi.5 Toccher allanima consentire soltanto con
la sua volont, non ponendo ostacoli
a questazione, ma lasciandosi condurre dallo Spirito Santo nello stesso modo in cui, nellesempio dato da
Mons. Joo, il bambino portato in
braccio dalla madre.

I momenti di aridit
opportuno insistere: non sempre lesperienza sensibile accompagner gli atti mistici, come accade
durante le aridit nella nostra vita
spirituale, nelle quali, sebbene possiamo agire nel miglior modo possibile, la nostra sensibilit completamente spenta. Sono le notti buie di cui ci parla San Giovanni
della Croce, lui stesso grande mistico. Questo non significa che in queste circostanze i doni non agiscano
nel nostro intimo. Del tutto al contrario, essi perfezionano in un modo
speciale le virt, portandole, nel caso dei santi che corrispondono alla
sua azione, fino alleroismo.
22Araldi del Vangelo Giugno 2013

Dio riduce la sensibilit solo per


aumentare il merito di quella persona. In realt, Lui che eleva lanima
fino a questo grado di fedelt. quello che accaduto a Santa Teresina del
Bambino Ges che ha passato nella pi completa aridit gli ultimi anni
della sua vita. Senza dubbio lei fu una
grande mistica, come ci attesta lelevazione dei suoi scritti, ricchi di una dottrina inconcepibile, umanamente parlando, in una giovanissima suora.

la via ordinaria, mentre la mistica


tratta della via straordinaria, alla
quale apparterrebbe la contemplazione infusa dei misteri della Fede. [...] Per questi autori, lascesi
non solo distinta, ma separata dalla mistica; non si ordina a lei; infatti la mistica tratta soltanto delle grazie straordinarie che non sono necessarie alla piena perfezione della vita cristiana.7
Separati cos nel campo della teoria il ruolo delle virt e dei doni, lo
sforzo delluomo e lazione di Dio
nellanima, si passati a considerare
il cammino ascetico come la via comune per la santit, svincolata dalla
mistica, creando lidea che lo Spirito Santo agisca nelle anime solo per
mezzo dei suoi doni dopo che esse
hanno superato, con la pratica della
virt, le elevate scarpate accessibili
soltanto alle anime eccellenti.
Tuttavia, senza lazione dei doni,
lanima resta priva di un ausilio imprescindibile per la conquista della
santit. Essa si scoraggia con facilit
e la sua vita spirituale diventa ridotta,
per mancanza di stimolo, alla mediocrit di un eterno principiante.
In realt, non esiste separazione
tra ascetica e mistica, salvo per ef-

Pu separarsi lascetica
dalla mistica?
Qual , allora, lorigine della nozione di mistica indicata nelle prime righe di questo articolo, che la riduce ai
fenomeni sovrannaturali straordinari?
Essa risale al XVIII secolo, quando autori come padre Giovanni Battista Scaramelli decisero di mutare lorientamento dello studio delle vie della
perfezione cristiana, preconizzando la
separazione tra lascetica cio, quella
parte del progresso spirituale che tocca allo sforzo del fedele e la mistica.6
Nellopinione di questi studiosi, spiega il teologo domenicano
Rginald Garrigou-Lagrange, l
ascesi tratta delle virt che conducono alla perfezione secondo
eglarz

mero esercizio delle virt, erano irrimediabilmente difettivi.

I doni sono nel nostro intimo e, per cos


dire, avidi di agire;
essi sono comparati
alle vele sugli alberi
che permettono alla
barca di avanzare.
Nave-scuola
(Speranza), dellarmata russa

Fotos: Sergio Hollmann

A sinistra: Santa Maria Maddalena, penitente - Parrocchia di Santa Maria Maddalena, Malaga (Spagna);
a destra Penitenza di San Girolamo, di Sano di Pietro, Museo del Louvre, Parigi.

fetti didattici e, anche cos, con molte riserve. Entrambe sinterpenetrano costantemente, poich non possiamo mai separare lo sforzo personale dallausilio divino. Non esiste, pertanto, lasceta puro n il mistico puro, e se qualche volta si parla di questo, per indicare il predominio di uno o altro stato nella persona. Chi vive frequentemente immerso nella mistica, si pu dire che
un mistico, ma possiamo essere certi
che questo stato non permanente.
Allo stesso modo, per quanto uno,
proprio come un asceta del deserto
della Tebaide nei primi secoli della
Chiesa, possa sembrare stoicamente
impegnato nelle vie della virt, non
abbiamo dubbi che, se egli ha raggiunto una qualche perfezione, lo ha
fatto con lausilio dei doni dello Spirito Santo, anche senza percepirlo.8

La mistica ci data dallinizio


La porta della mistica, di conseguenza, aperta a tutti, e per varcare la sua soglia non necessario un
arduo noviziato, come alcuni potrebbero esser portati a pensare.
La mistica, afferma Fra Royo
Marn cos lontana dallessere una

Per quanto qualcuno possa sembrare


stoicamente animato
nelle vie della virt,
se egli ha raggiunto
una certa perfezione, lo ha fatto con
laiuto di doni
grazia anormale o straordinaria come le grazie gratis dat , che essa comincia, al contrario, in pieno stato
ascetico, e tutti i cristiani ne partecipano pi o meno, anche quando si trovano agli albori della vita spirituale.9
Infatti, in questa fase Dio solito svelare agli occhi della persona i
vasti panorami della santit, dando
una pregustazione gi in questa vita di quello che verr alla fine, quando varcheremo le soglie delleternit. Questa esperienza ci d le forze
per affrontare, pi avanti, le difficolt che la vita presenter.

Chi ha sentito la consolazione che invade lanima dopo una


buona Confessione, la gioia della Prima Comunione, o, nel caso di una conversione, la bont di
Dio che apre le braccia per accogliere e perdonare come il padre
della Parabola del Figliol Prodigo,
non pu ricordare senza nostalgia
questi momenti in cui ha inteso i
concetti di perdono o bont con
pi chiarezza che se li avesse studiati nel miglior manuale di teologia. Questa comprensione con sapore tutta soprannaturale e ci
data dallazione dei doni nella nostra anima.
A questo riguardo, aggiunge Fra
Royo Marn: Questa dottrina, piena di luce e di armonia, restituisce
alla vita cristiana tutta la grandezza
e sublimit che ammiriamo nellepoca della Chiesa primitiva, nella
quale, senza dubbio alcuno, lo spirito cristiano ha raggiunto la sua massima fioritura e splendore. Allepoca degli Apostoli e dei primi secoli
del Cristianesimo, il soprannaturale inteso nel senso pi impressionante, come sinonimo di eroico e sovrumano era latmosfera normale
Giugno 2013 Araldi

del Vangelo23

Quante volte
durante la nostra
vita riceviamo un
invito da Lui per
addentrarci di pi
nel suo amore...

Prima Comunione di San Luigi


Gonzaga - Chiesa dei Gesuiti, Parigi

se lasciamo le vele ammainate... sar impossibile. Il Divino Consolatore desideroso di comunicare con
noi con intensit crescente ma, molte volte, non trova una nostra corrispondenza. Perch accade questo?
Quante volte nel corso della nostra vita riceviamo un Suo invito ad
addentrarci di pi nel suo amore...
Sar, per esempio, un tocco mistico a farci apparire lespressione materna di unimmagine della Madonna. Il nostro cuore si sente toccato
da questo sguardo. Cos successo?
Pi che lespressione fisionomica di

Viagem

com grande
a responder

ar-me ao juuma opinio


ns podemos

lica e Roma
cumbe o doce
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a Providnci
e
ria de Deus

ii

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mbuco
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Pernambuco simile a quello
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Ricordi
di affron e
coloniali, , un ruolo

Capitolo

IV

no
ni di Ingeg di
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oyo Marn, OP)

L.e.V.

Scognamiglio
Mons. Joo
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So Paulo, Brasi
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15 de agosto
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de So Frandade do Largo u seus estucisco, aprofundo
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fia, Teologia,
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Humanidades
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48 Lucilia vicino
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Libreria edit

Capitolo IV
Capitolo iV

Nelle mani di

i tempi
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Dai remot minori propo quanto riguar
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suoi abitanno, per la seriet
pi per
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lunga vita,
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Da bamb un certo senso
La signor
una devozi
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greti del della Madonna e molte volte
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e senza
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Dio, la scelta

della vocazione

Captulo

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lia, con tratti
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della SignoraLuci
ore di contemplazi
ava nellanimo
durante le lunghe preghiera a voce alta,
pi marcati,
dalla
inframmezzate
della sua virtuosa
nella quiete,
Tuttavia, di l
one
alla vita religiosa1. cera la robusta determinazi
buounaspirazione
e al sublime,
di frenare i suoi
propensione allelevato di Dio, anche se a costo
momento, per
volont
a seguire in qualsiasi
di compiere la
questa
di spirito. Pronta Spirito Santo, era sicura che
ni movimenti
amato
la voce dello
o ordini del suo
quanto le costasse, volte attraverso i consigli
molte
si manifestasse
o
con il suo caratteristic
padre.
del mae, il Dr. Antonio,
del delicato tema
Un giorno, allimbrunir
trattare
per
correva
avvicin la figlia anni stavano passando e lei
tratto paterno,
gli
i nipoti
riflettere che
intorno alla quale
trimonio. La fece
in una zia zitellona,
trasformarsi
di
rischio
il
non avrebbe vofanno festa.
da buon padre,
. In questa stesil Dr. Antonio,
Era chiaro che
per il matrimonio
Prodecisione di Lucilia un certo amico, il Dr. Joo
luto forzare una
il Dr.
figlia che
raccont alla
un giovane avvocato,
di
sa occasione,
gli aveva presentato
unillustre famiglia
copio de Carvalho, de Oliveira, discendente da
tali motivi,
per
,
Joo Paolo Correa fine e intelligente. Lo considerava parola spettava
molto
la che lultima
Pernambuco,
, rassicurando
lo sposo pi conveniente
la signora Lucilia
solamente a lei.
e affettuosa,
una nuosempre mite
o paterno. Era
Con lespressione
la
al suggeriment
gi raggiungeva
affatto davanti
temperanza che
non si alter
ne di quella stabile
va manifestazio
sua piena fioritura.

Fondazione della
101

casa

Tuttavia
in un ordine religioso.
e
su un suo ingresso cui Chiesa tanto le piaceva
anche a meditare
della Luce, la
dei Campi Elisi
1) Lucilia giunta
dietro al Palazzo allaristocrazia
ricadde sul Monastero
grazie. Cera
la scelta non
appartenente
innumerevoli
che lei conosceva, candore del suo animo, Ludove aveva ricevuto
viveva una suora
dos Santos. Nel
vita di famiglia.
un convento dove
alla famiglia Ribeiro una forma raffinata della
come
paulista e giunta
la vita religiosa
cilia immaginava

poco
La signora Lucilia
94
prima del matrimonio

49

100

Donna Lucilia

pa

Euro

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Arrivata contorce dal mar
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potu
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Cuo
conf
inci avrebbe il Sacro
pazienza
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vano
ante
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o che
ello,
emozion signora Luc dondoli cabina, preg o mod ta.
ne,
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La
il divin traversa
del timo effetti nella sua
barra nella cabi
secondo la lunga
la
lito, gli Sdraiata
ch,
del
rotta scesero
debo mali.
quel
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i suoi ndo graz tutti i disa
messo ni parenti le le gran in mezzo
aver
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implora ortasse
dopo
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narr
una
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da
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re loce nfortarla
virt
ra, visto
Quando a guadagnaper rico
naba
di Gua
estava
Lucilia
si appr signora della Baia
na della o scenario
maestos e.
alle acqu
Captulo
VI
fira
a, non
signo ,
gnat
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cogn
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Carn
Dr. Bier A
evale, due ro acco i fratelli,
o dal
ho Linde
e
Adolp Yay
o offert
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anch
lavrebbe
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ricord a: il prof.
, ma ia.marchesi
li che
Quan
In alto: a destr della signo
to figli
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i suoidiscreGab
Lucili
marit
gioia,
ito e delsign
ora ti erano quei
ialista.imper
lontan
marano
so spec nto suo
re,lalafrenes o 1915, contrafesteggiameo
ania e limm
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II
Capitol

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Capitolo

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Mons. Joo Scog

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Essendo stati battezzati e mantenendo lo stato di grazia, i doni sono


nel nostro intimo e sono, per cos dire, avidi di agire. Essi sono comparati alle vele inalberate che permettono alla barca di ricevere in forma
efficiente il vento per procedere. Allo stesso modo, il soffio dello Spirito Santo vuol farci raggiungere rapidamente il porto della santit, ma,

oto Hapag

Non chiudiamo le porte


alla mistica

unopera darte, lazione di un dono


dello Spirito Santo ci ha dato con luminosa chiarezza la nozione dellimmensa bont di Maria Santissima,
che non riusciremmo ad acquisire in
anni di fila di studi mariologici.
Questo semplice fenomeno, che
pu capitare a qualsiasi persona, fa
piacere, chiaro. Tuttavia, non gli
diamo la sufficiente attenzione perch subito siamo assorbiti dalla sollecitudine delle cose terrene. Sviata la nostra attenzione verso un programma futile della TV, una conversazione banale o un oggetto ma-

Archivf

che si respirava nella Chiesa di Ges Cristo.10

209

Una biografia di Donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corra de Oliveira,


scritta da Mons. Joo Scognamiglio Cl Dias, EP, che tra breve sar pubblicata dalla Libreria Editrice Vaticana.
Richieste via tel.: 041 560 0891 o tramite Fax: 041 560 8828

24Araldi del Vangelo Giugno 2013

Mrio Shinoda

Cos, di grazia in
corrispondenza, di
corrispondenza in
grazia, la persona
sale fino alla vetta
della mistica, dove
Dio la aspetta
Il Prof. Plinio Corra de Oliveira
mentre partecipa a una celebrazione
Eucaristica nella Chiesa del Sacro Cuore
di Ges, a San Paolo, il 25/12/1989

teriale, limpressione e gli effetti di


questa grazia rimarranno soffocati,
quando solo lei basterebbe a riempirci lanima e occupare le nostre riflessioni per alcune ore.
Questa imperfetta corrispondenza, molto frequente, ci sta rendendo sempre pi insensibili e impedisce che questi favori soprannaturali
si moltiplichino al punto da diventare comuni. Altra dovrebbe essere la
nostra attitudine, poich, come spiega il Prof. Plinio Corra de Oliveira,
chi procede bene davanti a una grazia mistica invita Dio a darne unaltra ancora pi grande. E cos, di grazia in corrispondenza, di corrispondenza in grazia, la persona sale fino
alla vetta della mistica, dove Dio la
aspetta. In questo senso, sebbene la

ROYO Marn, OP, Antonio. Teologia de la Perfeccin Cristiana. 9.ed. Madrid: BAC, 2001, p.241.

Cfr. CL DIAS, Joo Scognamiglio, EP. Condotti dal


fuoco dello Spirito Divino.
In: Araldi del Vangelo. So
Paulo. Anno XII. N.137
(Maggio, 2013); pp.10-18.

Idem, p.15.

sostanza della santificazione non sia


la mistica, ma lamore a Dio, la mistica un potentissimo ausilio della
santificazione.11

Se vogliamo esser santi,


siamo mistici
Anche davanti al panorama
aperto dalla dottrina contenuta in
questarticolo, possiamo scoraggiarci di fronte alle circostanze dei nostri giorni, cos in disaccordo con
tutto quanto sovrannaturale. Ma
forse proprio questo il contributo
pi decisivo per alimentare la nostra
speranza.
Quando il fattore umano diventa carente, il momento di ricorrere con pi tenacia al soprannaturale: Quando mi sento fiacco, allo-

SANTA TERESA DI GESU.


Sptimas moradas, c.I, n.7.
In: Obras de Santa Teresa de
Jess. Burgos: Monte Carmelo, 1917, t.IV, p.183.
PSEUDO-DIONIGI AREOPAGITA. Los nombres de
Dios, II, 9. In: Obras completas. Madrid: BAC, 1995,
p.288.
Principalmente a partire da
due opere di padre Giovan-

ra che io sono forte (IICor 12, 10),


dice lApostolo, confortando tutti quelli che sentono la propria contingenza nellora di percorrere le vie
della virt.
Ecco lo stato ideale affinch Dio
eserciti la Sua azione, libero da impedimenti. Al contrario, lorgoglio
umano, illuso per la sua presunta autosufficienza, non riconosce
il ruolo di Dio nella santificazione
e colloca ostacoli insuperabili. Abbiamo la piena certezza che se Dio
chiama tutti alla santit, Egli dovr
darci i mezzi per raggiungere questa meta. E tra loro, una profusione
di grazie mistiche ci accompagner
lungo il cammino. Teniamo lanima
interamente aperta ad esse e Lui far il resto!

ni Battista Scaramelli: Direttorio ascetico e Direttorio


mistico.
7

GARRIGOU-LAGRANGE,
OP, Rginald. Les trois ges
de la vie intrieure: prlude de celle du ciel. Paris: Du
Cerf, 1939, t.I, p.20.
Cfr. GONZALEZ ARINTERO, OP, Juan. Caracteristica del estado mistico (Cuestiones misticas, 6, a.3). In:

Revista La Ciencia Tomista. Madrid. Anno VII. T.13


(Mar.-Ago., 1916); p.207.
9

ROYO Marn, op. cit.,


p.255.

10

Idem, ibidem.

11

CORRA DE OLIVEIRA,
Plinio. Palestra. So Paulo,
2 nov. 1989.

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo25

Ordinazioni presbiterali e diaconali

Nuovi servi per la messe

na delle realt pi pungenti dei nostri giorni ,


senza dubbio, la privazione spirituale nella quale
si trovano milioni e milioni di persone. In tutti i
paesi abbondano le anime che non trovano una direzione per le loro vite, un sollievo nei loro dolori o un appoggio nelle
loro perplessit, per mancanza di un sostegno incrollabile che presuppone una
fede viva nel Signore Ges.
Cos, in poche epoche della Storia
c stata tanta necessit di operai per
la messe del Signore, e anche tanto si
sperato da quelli che sono chiamati
al ministero sacerdotale. Pi che mai,
tocca a loro essere zelanti pastori, sempre disposti a servire il popolo di Dio
secondo lesempio sublime dellunico
Maestro, alla cui missione partecipano.
stato in questa prospettiva che si sono svolte, nei giorni 21 e 22 aprile, le ordinazioni di 11 diaconi e 11 sacerdoti degli Araldi del Vangelo, realizzate nella Basilica della Madonna del Rosario, a Caieiras, Brasile. Tra gli ordinandi, cerano rappresentanti dellIndia, del Mozambico, della Spa26Araldi del Vangelo Giugno 2013

gna, del Nicaragua, del Costa Rica, del Venezuela, della Colombia, dellEcuador, del Cile, del Paraguay, dellUruguay e
del Brasile. Questa variet di nazioni ha conferito alle cerimonie unaccentuata nota di universalit
della Fede Cattolica.

Guardare a coloro che


sono pi fragili
Lordinazione diaconale del giorno 21, realizzata in un clima di gioiosa
aspettativa, stata presieduta da Mons.
Sergio Aparecido Colombo, Vescovo di
Bragana Paulista, diocesi in cui si trova il seminario degli Araldi del Vangelo.
Nella sua omelia, Mons. Sergio ha
esortato i nuovi chierici a esercitare con
valore le tre diaconie: quella della Parola, prestando scrupolosa attenzione alla catechesi dei fedeli nelle diverse tappe dellesistenza cristiana, in modo da
aiutarli a conoscere la Fede in Cristo,
rafforzarla col ricevimento dei Sacramenti e esprimerla
nella loro vita personale, familiare, professionale e sociale; quella della Liturgia, tenendo sempre viva la coscien-

za che ogni celebrazione liturgica azione sacra per eccellenza; e quella della carit, mostrandosi sempre misericordiosi, attivi, progredendo nella verit del Signore, il
quale Si fatto servo di tutti.
Alla fine della cerimonia, le parole
del diacono mozambicano Aro Otlio
Gabriel Mazive hanno espresso il profondo effetto prodotto dallesortazione di Mons. Sergio nellanima dei neo
ordinati: Desidero fare mie le parole proferite nel vostro notevole sermone, secondo le quali dovere del diacono guardare a coloro che sono pi fragili, i bisognosi, i poveri, i malati. Esse
hanno toccato a fondo i nostri cuori ed
echeggiano nellintimo di tutti noi diaconi, come se provenissero dallo stesso
Ges Cristo Nostro Signore.

Il Buon Pastore sacrifica la


sua vita per le sue pecore
Il giorno successivo, ha avuto luogo la cerimonia di
ordinazione presbiterale, presieduta da Mons. Benedito Beni dos Santos, Vescovo di Lorena. La sua omelia,

di grande spessore dottrinale, sar riprodotta integralmente nel prossimo numero della rivista Lumen Veritatis,
pubblicata dallIstituto Filosofico Aristotelico Tomista
e dallIstituto Teologico San Tommaso
dAquino. In essa, Mons. Beni ha parlato della figura del Buon Pastore che
conosce le sue pecore ed disposto a
sacrificare la vita per loro.
Col Sacramento dellOrdine, ha
spiegato Mons. Beni, ogni candidato
diventa maestro della Parola, ministro
dei Sacramenti e pastore della comunit cristiana. Come maestro della Parola, lefficacia delle sue attivit di evangelizzazione dipender dalla coerenza della sua vita col suo insegnamento.
Come ministro dei Sacramenti, specialmente quello della Penitenza, il sacerdote deve avere la conoscenza dellanima umana, della spiritualit, della vita di preghiera e, soprattutto, del sentimento morale, e soffrire per il peccato del mondo. Il sacerdote, ha aggiunto, non pu tralasciare un solo giorno
di celebrare lEucaristia; lEucaristia deve essere il centro

Zelanti operai Esercitando il ministero al quale sono stati chiamati, diaconi e sacerdoti devono cercare di agire
come zelanti operai nella messe del Signore. In questa pagina, alcuni aspetti dellordinazione presbiterale;
nella pagina di sinistra, foto dellordinazione diaconale.

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo27

della sua vita. Infine, come pastore, egli deve prendersi


cura con umilt del suo gregge, soccorrere i poveri, visitare i malati. Il sacerdote pastore soprattutto quando va in
cerca della pecorella smarrita, ha sottolineato.
Testimone illustre di questa cerimonia stato lArcivescovo Jean-Louis Brugus, OP, Archivista e Bibliotecario
della Santa Romana Chiesa, che ha concelebrato lEucaristia ed ha assistito allordinazione dei nuovi presbiteri.
Reputato specialista in Teologia Morale, si trovava di passaggio in Brasile per tenere un corso extracurricolare intitolato Piccola teologia dellimmagine di Dio e ha voluto
onorare latto con la sua presenza.

A servizio della Chiesa


In segno di gratitudine, subito dopo essere stati ordinati, diaconi e presbiteri si sono rivolti a Monsignor Joo Scognamiglio Cl Dias per manifestargli la loro riconoscenza
per la formazione, lesempio e lo stimolo alla pratica della
virt che da lui hanno sempre ricevuto. Formazione, esempio e virt che a partire da questo giorno mettono totalmente a servizio della Chiesa nel seno della Societ Clericale di Vita Apostolica di Diritto Pontificio Virgo Flos Carmeli, il ramo sacerdotale degli Araldi del Vangelo.

Ringraziamento al fondatore Dopo essere


stati ordinati diaconi e sacerdoti si avvicinavano al
fondatore per ringraziare per la formazione, esempio
e stimolo alla pratica della virt. Nella foto, il Diac.
David Werner Ventura, EP, di Lages (Brasile).

Scelti per servire In unione coi loro fratelli chierici degli Araldi del Vangelo, e con tutti i presbiteri delle
diocesi in cui operano, i nuovi sacerdoti e diaconi si mettono al servizio della Chiesa e del prossimo, disposti a
esercitare il loro ministero dove lobbedienza li invii.
28Araldi del Vangelo Giugno 2013

Celebranti Le ordinazioni diaconali sono state presiedute da Mons. Srgio Aparecido Colombo, Vescovo Diocesano
di Bragana Paulista (foto a sinistra) e le sacerdotali da Mons. Benedito Beni dos Santos, Vescovo Diocesano di Lorena,
accompagnato da Mons. Jean-Louis Brugus, OP, Archivista e Bibliotecario della Santa Romana Chiesa (foto a destra).

Dai quattro continenti Tra gli 11 diaconi ordinati il giorno 21, cerano rappresentanti di Asia, Africa, America ed
Europa. Nelle foto: Diac. Kirthan Blasius Carlo, EP, dallIndia; Diac. Aro Otlio Gabriel Mazive, EP, dal Mozambico; e
Diac. Antonio Jako Ilija, EP, dalla Slovenia.

Gioia fraterna Nel Corpo Mistico di Cristo, la gioia di uno si trasmette a tutti. Nelle foto, Don Pablo Beorlegui
Vicente, EP, del Cile (foto a sinistra) e Don Csar Javier Dez Jurez, EP (foto a destra), dalla Spagna,
ricevono i complimenti dei loro fratelli dabito.

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo29

Canada Il 7 aprile, cooperatori hanno promosso


unaffollata processione nella Parrocchia Giuseppe
Lavoratore, a Toronto.

Spagna Dal 7 al 14 aprile, la Parrocchia San Domenico,


a Pinto, localit vicino a Madrid, ha ricevuto la Statua
Pellegrina del Cuore Immacolato di Maria.

Colombia Tra le pi recenti attivit realizzate dai coordinatori dellApostolato dellIcona Maria Regina dei Cuori,
di Bogot, si segnalano la consacrazione delle famiglie promossa nella Parrocchia del Beato Chaminade, il 14 aprile
(foto a sinistra) e la consegna di nuovi oratori nella Parrocchia Santa Croce (foto a destra).

Guatemala 1.300 persone, tra le quali numerosi bambini che si preparano alla Prima Comunione,
hanno partecipato alla Messa e alla meditazione del Primo Sabato di maggio
nella Casa degli Araldi del Vangelo, a San Jose Pinula.

30Araldi del Vangelo Giugno 2013

Missione Mariana a SantAgapito

Ferroviario, dove ha avuto luogo una Celebrazione Eucaristica (foto1). In questi giorni, la Statua ha visitato la Casa
di Riposo Liliana (foto 3) e le abitazioni di numerosi malati
(foto 4). Il sabato, si svolta una processione luminosa a Temennotte (foto 5) e la domenica, una Messa di commiato, alla quale ha partecipato il Sindaco della cittadina (foto 6).

al 2 al 5 maggio, la Statua Pellegrina del Cuore Immacolato di Maria ha visitato la popolazione di SantAgapito, pittoresco comune della Provincia di Isernia composto
da diversi nuclei di popolazione. Dopo essere stata calorosamente ricevuta dal parroco, Don Luigi Russo, essa stata
condotta in processione (foto 2) fino alla cappella dello Scalo

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo31

Progetto Futuro e Vita:


evangelizzare la giovent

Recife

Recife

Nova Friburgo

Vitria

Joinville

Curitiba

ellintento di contribuire alla formazione religiosa e


culturale della nostra giovent, gli Araldi del Vangelo
hanno portato il Progetto Futuro e Vita a numerose scuole del Paese.
Tra le istituzioni visitate nellultimo mese segnaliamo,
a Recife, il Liceo di Arti e Mestieri, dove Don Clio Casale, EP, ha rivolto parole di stimolo agli allievi e il Collegio Elo, i cui alunni sono stati particolarmente impe32Araldi del Vangelo Giugno 2013

tuosi nel manifestare la loro devozione alla Madre di


Dio. Significative sono state anche le visite alla Scuola
Municipale Miguel Raymundo de Moraes Bittencourt,
a Nova Friburgo, e allUMEF Marina Barcellos Silveira, a Vitria. Nel sud del Paese sono state realizzate anche rappresentazioni, come quella della Scuola Municipale Pastor Hans Mller, a Joinville, e quella del Collegio Statale Prof. Francisco Zardo, a Curitiba.

Fotos: champagnat.org

San Marcellino Champagnat

Modello per
genitori ed educatori
Nel prezioso lascito di San Marcellino ai suoi discepoli,
spiccano il suo sapienziale metodo di educazione e la
devozione alla Madonna, fondamento e quintessenza
della pedagogia marista.

Ritratto dipinto da Giuseppe Ravery


subito dopo la morte del Santo

Suor Isabel Cristina Lins Brando Veas, EP

ono note le difficolt per le


quali pass il giovane contadino Giovanni Battista
Vianney, quando dovette
affrontare gli studi in seminario. Il futuro Curato dArs, nonostante simpegnasse tanto, andava cos male agli
esami che fu quasi un miracolo essere promosso. La sua piet, comunque,
superava di gran lunga la grossolanit
della sua intelligenza e la grazia suppl generosamente a quello che la natura non gli aveva concesso. Ordinato
sacerdote, richiam le folle alla piccola Ars e il suo nome divenne famoso
in tutta la Francia, sia per la sua saggezza nel trattare le anime che per la
sua scienza delle cose di Dio.
curioso notare che, tra i compagni di seminario del Curato dArs ci
fu un personaggio che, in quei primi
giorni del XIX secolo, ebbe ugualmente serie difficolt nellappren-

dimento: San Marcellino Champagnat, fondatore della Congregazione dei Fratelli Maristi.
Anchegli un autentico figlio della campagna, di corporatura robusta
e di spirito tenace, entr nel seminario cos deciso a diventare sacerdote
quanto a essere santo. Educato dalla culla ai solidi principi della Religione, gli mancavano le conoscenze,
ma non la fede. Per questo, quando
i superiori vollero allontanarlo, alludendo alla sua incapacit di portare
a termine con successo i prolungati studi ecclesiastici, non esit a fare
appello alla sua grande Protettrice,
la Madre di Dio. Affid alle sue cure la sua vocazione, supplicandoLa
di aiutarlo nelle difficolt dello studio. E ottenne molto pi di quello
che aveva chiesto. A tal punto che,
il giorno della sua canonizzazione, la
Chiesa, grande Maestra di vita, co-

ron i suoi meriti definendolo modello per i genitori e gli educatori.1

Un bambino vigoroso, dotato


di unanima eccellente
Ero un fanciullo di nobile indole,
avevo avuto in sorte unanima buona (Sap 8, 19). Nessuna espressione sembra cos appropriata per descrivere linfanzia del nostro Santo
come questo elogio che il Sapiente fa
di se stesso. Nato il 20 maggio 1789,
poche settimane prima dello scoppio
della Rivoluzione Francese, Marcellino Giuseppe Benedetto Champagnat era il penultimo di dieci fratelli
e venne al mondo nel piccolo villaggio di Le Rosey, che si trova nella regione montuosa della Loira. Bambino sano, dal temperamento allegro
ed espansivo, assimil presto la devozione alla Madonna, che la madre fin
da subito cerc di trasmettergli.
Giugno 2013 Araldi

del Vangelo33

Il visitatore lo chiam da parte e gli disse: Ragazzo mio, tu devi studiare il latino ed essere prete; Dio lo vuole
A sinistra, disegno di Conti che rappresenta lincontro di Marcellino con il visitatore;
a destra la casa degli Champagnat nel villaggio di Le Rosey

Certamente per una protezione


speciale di Maria, i venti dirreligione che devastavano la Francia durante la fanciullezza di San Marcellino non penetrarono nella casa degli Champagnat. E siccome il ragazzo dimostr vivo interesse per tutte
le questioni concernenti la Religione,
decisero di anticipare la sua Prima
Comunione agli 11 anni, due in meno
rispetto allet prescritta dalla Chiesa in quellepoca. In questo periodo,
la vita religiosa cominciava a tornare
alla normalit nel paese e Marcellino
pot essere iscritto nel primo gruppo di neocomunicandi del 1800, nella parrocchia di Marlhes, cui apparteneva il villaggio di Le Rosey.

Primi contatti con il


mondo delleducazione
Gi nel corso di preparazione per
il momento solenne dellEucaristia,
San Marcellino cominci a osservare, con notevole acume pedagogico, il mondo delleducazione. Era
in piena lezione quando linsegnante perse la pazienza con un certo
alunno indisciplinato e, in un impeto dirritazione, cominci a rimpro34Araldi del Vangelo Giugno 2013

verarlo con dure parole, dandogli un


soprannome umiliante. Gli altri ragazzi trovarono lepiteto divertente,
e da quel giorno, prendevano in giro
il loro compagno, ripetendo in modo scherzoso il soprannome.
Per sbarazzarsi degli scherni, lunica via di uscita trovata dal colpevole fu lisolamento. Questo fece di
lui, nel tempo, un adolescente taciturno, maleducato e scontroso. Qui
c uno sbaglio nelleducazione,
concludeva San Marcellino, narrando questo fatto ai Frati Maristi, decenni pi tardi. E il bambino costretto a diventare, per il suo cattivo
carattere, il tormento della sua famiglia e, chiss, il flagello dei suoi vicini di casa! Tutto questo a causa di
una parola detta con leggerezza in
un momento di nervosismo e insofferenza che non sarebbe stato difficile da dominare.2
Nella scuola infantile del paese, egli ebbe unaltra esperienza poco felice. Oltre a fare lezione in uno
spazio molto precario, linsegnante
aveva labitudine di risolvere i problemi disciplinari con punizioni corporali, secondo la prassi del tempo.

Il primo giorno di scuola, San Marcellino lo vide applicare una di queste punizioni, assumendo un atteggiamento brusco che meritava pi
il nome di manifestazione di collera
che di correzione. Sent una tale avversione per quella mancanza di rettitudine e di giustizia, che decise di
non tornare mai pi a scuola. Aveva
allora poco meno di 12 anni, ed era
deciso a trascorrere la sua vita lontano dalla scuola e dai libri. Fino al
giorno in cui conobbe la volont di
Dio a suo riguardo...

La chiamata al sacerdozio
Era poco che il Concordato firmato da Papa Pio VII e da Napoleone aveva ristabilito in Francia la libert religiosa. Il cardinale Fesch,
zio di Bonaparte, governava la diocesi di Lione, alla quale era stata annessa la parrocchia di Marlhes e, date le molte lacune lasciate dalla rivoluzione nei ranghi ecclesiastici, prodigava sforzi per conquistare nuove vocazioni. Riapr gli antichi seminari, ne inaugur altri e chiedeva ai
parroci che indicassero candidati tra
i loro fedeli.

Cos, alla fine del 1803, quando


il nostro Santo aveva 14 anni, venne al villaggio di Le Rosey un sacerdote inviato dal vicario generale della Diocesi, con il compito di reclutare giovani desiderosi di studiare latino, nellespressione comune che
si usava per dire studiare per diventare prete. Su raccomandazione del parroco, il visitatore si diresse
direttamente a casa Champagnat,
per verificare se qualcuno dei ragazzi della famiglia aspirasse al sacerdozio. I due figli pi grandi dissero
di no, ma Marcellino non riusc a rispondere niente. Il sacerdote allora
decise di chiamarlo da parte e, dopo una breve conversazione, constat in lui il profilo di un autentico sacerdote. E gli disse in modo paterno
e molto categorico: Ragazzo mio,
tu devi studiare latino ed essere un
sacerdote, Dio lo vuole.3
Fino a poco prima di questa visita, il giovane non aveva mai pensato di abbracciare lo stato sacerdotale. Aveva pensato di seguire la professione dei genitori, agricoltori e
proprietari di un mulino, e poi aveva

deciso di progettare il suo futuro come commerciante, poich possedeva delle abilit per le finanze. Tuttavia, le parole di quel ministro di Dio
furono sufficienti per annullare del
tutto tali piani umani. Rispose prontamente alla chiamata divina, e da
quel giorno la sua vita acquist una
nuova prospettiva, molto diversa dai
ristretti limiti delleconomia, e molto pi adeguata, peraltro, alla nobilt della sua anima e alla robustezza
della sua fede.

Un gruppo di lite nel seminario


Dopo diversi mesi cercando di imparare alcune nozioni di latino, il giovane Marcellino entr nel 1805, nel
Seminario Minore di Verrires. Affront momenti difficili, a causa della sua inidoneit iniziale per gli studi ma, sotto la protezione della Madonna e a costo di molto impegno, riusc a vincerli e giunse a sorprendere
i suoi insegnanti, quando super gli
altri alunni, riuscendo a terminare in
un anno due periodi scolastici.
Nel 1813, ormai nel Seminario
Maggiore di Lione, promosse la for-

mazione di un gruppo di ferventi


alunni tra cui, il futuro Curato dArs
, il cui ideale era restaurare la Fede
nel mondo per mezzo della devozione a Maria. Insieme, discutevano i migliori mezzi di apostolato per realizzare questo nobile obiettivo e salvare il
maggior numero possibile di anime,
entro due campi dazione in cui aspiravano a lavorare: le missioni e levangelizzazione della giovent.
Si gettarono in tal modo le basi della Societ di Maria o Congregazione dei Padri Maristi, opera che sarebbe stata poi consolidata e fondata dal venerabile Padre
Jean-Claude-Marie Colin. questo sacerdote che testimonia, nelle
sue memorie, il fatto che San Marcellino, impressionato dalle difficolt affrontate per istruirsi,4 aveva
proposto nel corso di una riunione
di questo gruppo di lite la creazione di un altro istituto non di sacerdoti, ma di frati docenti , destinato
alleducazione dei bambini e dei giovani, unendo in uno stesso metodo
linsegnamento delle verit della Fede e quello delle scienze elementari.

Nel gennaio 1817, meno di sei mesi dopo larrivo di padre Champagnat come vicario a La Valla,
iniziava la storia dei Piccoli Fratelli di Maria
A sinistra: mensa preparata dallo stesso San Marcellino e utilizzata nei primi tempi della fondazione, a La Valla-en-Gier;
a destra, vista generale del villaggio

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo35

Carlos yo

lo, sarebbero arrivati a essere


pi di ottomila, con 700 collegi
sparsi in tutto il mondo. Il santo fondatore aveva allora solo
28 anni di et.
A partire da l, la vita di San
Marcellino segu il cammino percorso da tutti i fondatori, che acquistano con la proNascono i Piccoli
pria sofferenza la fedelt dei
Fratelli di Maria
loro seguaci e la gloria della loro opera. Fino alla sua morte,
Designato come coadiutoavvenuta allet di 51 anni, dire della popolosa parrocchia
sgrazie di ogni tipo diedero aldi La Valla-en-Gier, il giovala sua esistenza la nota distinne sacerdote conobbe da vitiva degli uomini graditi a Dio:
cino la triste realt del disorquella di essere provati dal
dine morale e lallontanacrogiuolo del dolore (Sir 2, 5).
mento dalle pratiche pietoFu calunniato dai nemici e
se in cui viveva gran parte di
osteggiato da alcuni dei suoi
quel popolo. Lignoranza relistessi discepoli; gli mancarono
giosa una delle pi nefaste
I frutti dellazione di San Marcellino sono prova
i mezzi finanziari e, in un cerconseguenze della Rivoluzioincontestabile dellefficacia dellamore di Maria
to periodo, anche le vocazioni.
ne del 1789 era quasi geneSan Marcellino Champagnat, Limache (Cile)
Le tribolazioni finirono per miralizzata, e non cera sul ponare la sua salute, accorciando
sto nemmeno un insegnanNon pass molto tempo che si i suoi giorni. Pochi minuti prima delte per alfabetizzare i bambini e trasmettere loro le conoscenze elemen- presentarono i primi aspiranti: due la sua morte, per, il suo volto riactari. In queste condizioni, il suo pia- ragazzi della parrocchia, dotati di quist colore e guardando fisso verso
no della nuova fondazione divent buon carattere, frequentatori dei lalto, disse con un sorriso: Sto sorriSacramenti e desiderosi di abbrac- dendo perch vedo la Madonna. l
quasi unesigenza di apostolato.
Prima di prendere qualsiasi misu- ciare la vita religiosa. Entusiasmati e viene a prendermi.5
ra concreta, ebbe cura di mettere il dallideale proposto, ben presto coE i frutti della sua azione, che si
progetto nelle mani della Madonna, minciarono a vivere in comunit, in moltiplicarono dopo la sua dipartiassumendoLa come Madre, Patro- una modesta casa vicino alla chie- ta da questo mondo, ci permettono
na, Modello e Prima Superiora del sa parrocchiale. Cos, nel gennaio di considerarlo come prova inconfuturo Istituto. Decise inoltre che i 1817, meno di sei mesi dopo larri- testabile dellefficacia dellamore di
religiosi si sarebbero chiamati Picco- vo di Padre Champagnat a La Valla, Maria, che fa dei suoi figli diletti la
li Fratelli di Maria, certo che sareb- iniziava la storia dei Piccoli Fratelli buona terra in cui il Divino Contadibe bastato il nome della Vergine per di Maria noti anche come Fratel- no raccoglie trenta volte pi di quelli Maristi che, a met del XX seco- lo che ha seminato.6
attrarre molti candidati.
Lidea fu approvata, restando a carico di San Marcellino la sua realizzazione.
Subito dopo aver ricevuto
lordinazione sacerdotale, il
22 luglio 1816, egli incontr
le circostanze propizie per
concretizzare il progetto.

BEATO GIOVANNI PAOLO II. Omelia nella Canonizzazione di Marcellino


Champagnat, Giovanni Calabria e Agostina Livia Pietrantoni, del 18/4/1999.
SAN MARCELLINO
CHAMPAGNAT, apud FURET, Jean-Baptiste. Vida
de So Marcelino Jos Bento Champagnat. So Paulo:
Loyola, 1999, p.6.

FURET, op. cit., p.10.

COLIN, Jean-Claude-Marie.
Memrias, apud FURET,
op. cit., p.28.

SAN MARCELLINO
CHAMPAGNAT, apud FURET, op. cit., p.317.
CORRA DE OLIVEIRA,
Plinio. Ladainha de invocaes a Nossa Senhora. In:
Opera Omnia. Reedio de

36Araldi del Vangelo Giugno 2013

apud FURET, op. cit.,


p.262.

escritos, pronunciamentos e
obras. So Paulo: Retornarei, 2011, v.III, p.410.

11

SAN MARCELLINO
CHAMPAGNAT, apud FURET, op. cit., p.498.

SAN MARCELLINO
CHAMPAGNAT, apud FURET, op. cit., p.490.

12

Idem, p.499.

Idem, p.471-472.

13

Idem, p.500-501.

SAN MARCELLINO
CHAMPAGNAT. Regra de
1837, apud FURET, op. cit.,
p.319.

14

FURET, op. cit., p.313.

10

SAN MARCELLINO
CHAMPAGNAT. Carta ao
Ir. Bartolomeu, 31/1/1830,

Alcuni aspetti della pedagogia marista

el prezioso lascito di San Marcellino ai Frati Maristi, spicca il suo sapienziale metodo pedagogico,
una delle pi perfette espressioni della sua vocazione.

Il buon esempio del maestro


Come presupposto al successo della missione dellIstituto, egli riteneva essenziale la compenetrazione dei suoi
discepoli, nel senso di essere veri educatori, e non semplici trasmettitori di conoscenze: Vogliamo educare i
bambini, cio, istruirli sui loro doveri, insegnare loro a praticarli, infondere loro lo spirito e i sentimenti del Cristianesimo, le abitudini religiose, le
virt del cristiano e del buon cittadino.7 E faceva uninteressante analogia tra la coltivazione del suolo e limportanza delleducazione infantile: Per quanto buono sia
un terreno, se lasciato incolto non produrr altro che spine e cardi. Allo stesso
modo, per quanto buone siano le disposizioni di un bambino, se gli manca leducazione crescer senza virt e la sua esistenza sar nulla per il bene.8
Considerava come elemento imprescindibile per lefficacia di questa missione il rispetto reciproco tra alunno e professore e, soprattutto, il buon esempio del maestro,
una delle credenziali per ottenere lobbedienza degli
alunni. Leducazione , quindi, in primo luogo, una questione di buon esempio, perch la virt fortifica lautorit;
perch proprio della natura delluomo imitare ci che
vede fare, e gli atti hanno pi forza di convincere e persuadere che le parole e le istruzioni. Il bambino impara
pi con gli occhi che con le orecchie. Vedendo i genitori o
i capi che lavorano, si abitua a lavorare e impara un mestiere. Cos pure, vedendo fare il bene e ricevendo buoni esempi che impara a praticare la virt e a vivere cristianamente. Il Fratello pio, osservante, caritatevole, paziente, devoto, onesto e fedele a tutti i doveri sta sempre dando catechismo. Senza preavviso, con i buoni esempi trasmette agli alunni la piet, lobbedienza, la carit, lamore
del lavoro e tutte le virt cristiane.9
E non lasciava passare nessuna occasione per ricordare
questo ai religiosi: So anche che ha molti alunni scriveva a un Frate direttore avr pertanto molte copie delle
sue virt, poich a sua immagine che i bambini si formano e sono i suoi esempi che guideranno la loro condotta.10

La disciplina il corpo delleducazione


Un altro aspetto al quale San Marcellino dava somma
importanza nellarte di insegnare era la disciplina. Insisteva nel dire che lordine piacevole per tutti, anche
per i bambini, chiarendo che lessenza della disciplina
non la repressione con la forza e con la paura dei castighi, ma la correzione dei difetti e la formazione della volont. La disciplina rappresenta la met delleducazione del bambino; mancando questa met, nella maggioranza dei casi si rende inutile laltra. A che serve al
ragazzo saper leggere, scrivere e anche imparare il catechismo, se non ha imparato ad obbedire, a comportarsi, se non ha acquisito labitudine a frenare le cattive inclinazioni per
seguire la voce della coscienza? Per quale ragione gli uomini oggi sono cos volubili, sensuali, incapaci di rinunciare, incapaci di sostenere qualcosa che contrari la natura? Perch non sono stati sottoposti alla disciplina fin dallinfanzia.
Hanno goduto di troppa libert. Non
stato insegnato lautocontrollo, labnegazione e la lotta contro le cattive inclinazioni. La disciplina il corpo delleducazione; la Religione, lanima.11

Tutto a Maria, per Ges


Come eccellente didatta, non gli mancavano i sentimenti paterni, in un perfetto equilibrio della fermezza con la bont, che si riflette in questo consiglio: Dica ai suoi alunni che Dio ama coloro che sono molto beneducati, perch assomigliano a Ges, il
massimo del beneducato, e che ama anche coloro che
non si comportano bene, perch spera che ancora ci
arrivino.12
nella devozione alla Madonna, per, che si trovano il fondamento e la quintessenza della pedagogia marista, com prescritto nella Regola della fondazione: I
fratelli faranno tutto il possibile per ispirare nei ragazzi una grande devozione alla Santissima Vergine.13 Tale era il desiderio di San Marcellino Champagnat di glorificare la Madre di Dio che il motto Tutto a Ges per
mezzo di Maria non laccontent. Da qui la ragione per
cui, adottandolo per il suo Istituto, lo complet con un
audace e filiale gioco di parole, che potrebbe ben riassumere la sua vita: Tutto a Maria, per Ges!.14

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo37

La parola dei Pastori

La grandezza dellumilt
Nel servizio allintegrit della Fede e allunit della Chiesa,
Pio V manifest uno dei peculiari obblighi del Successore
di Pietro, che chiamato a garantire allo stesso tempo
lautentica Fede apostolica e lunit ecclesiale.
Mons. Gerhard Ludwig Mller

Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede

ome molti lettori sanno,


Michele Ghislieri, futuro
Papa Pio V, trascorse nei
campi, come pastore, buona parte della sua prima giovent, a
causa dellindigenza della sua famiglia. Fu cos linizio della vita di questo grande santo che il nostro patrono. [...]
Forse in quegli anni ha cominciato a sviluppare propriamente una
propensione al silenzio e alla preghiera, una speciale sensibilit alla bellezza della natura, una certa
essenzialit e concretezza nel vivere, una vigile prontezza nella cura di
branchi di animali.

Nellumilt si preparano
le grandi cose
Osservando, chiss, il gregge posto sotto la sua custodia, mai avr
potuto immaginare come ben altre
sarebbero state le greggi che il Signore avrebbe affidato alle sue cure. Ci piace cos considerare quei
primi quattordici anni di vita di Michele Ghislieri dei quali sappiamo
soltanto che trascorsero soprattutto pascolando come una discreta
e umile preparazione per gli importanti avvenimenti che lo avrebbero
38Araldi del Vangelo Giugno 2013

visto poi come incontestabile protagonista della Chiesa del suo tempo,
prima come Inquisitore e poi come
Pontefice. Infatti, le grandi cose si
preparano sempre nellumilt.
Si ricorda oggi Papa San Pio V,
soprattutto, per la sua grande capacit di governo e la sua fermezza a
tutela della Fede. Egli propendeva a
proteggere specialmente la Fede dei
semplici, tanto nella dottrina quanto nella disciplina. Difese con tutte
le sue forze la Chiesa e il bene del
popolo cristiano. Si dedic interamente al compito di implementare il
Concilio di Trento, in modo speciale alla riforma della Curia Romana,
del clero e degli ordini religiosi.
Tutti di lui ci ricordiamo come del
Papa acclamato per la vittoria di Lepanto, ma conviene non dimenticare
che, anche come Cardinale, Ghislieri
non ebbe paura di cadere in disgrazia
per rimanere fedele al bene e alla verit. Amava, infatti, la verit e il bene pi della sua tranquillit. Forse
stato esattamente per questo che un
santo, Filippo Neri, profetizz la sua
elezione al Pontificato, e che un altro
santo, il Cardinale Carlo Borromeo,
divenne, nel conclave, un suo grande
elettore. Infatti, frequente che na-

sca tra i santi una connaturale affinit e unamicizia.

Paladino della Fede e


dellunit ecclesiale
Pio V fu un tenace paladino, tanto della Fede quanto dellunit ecclesiale. Non solo simpegn a difendere lintegrit della Fede contro
le eresie ma pubblic il Catechismo
Romano e promosse la sua traduzione in altre lingue. Istitu un comitato
per la redazione di un testo ufficiale
delle Sacre Scritture. Cre una commissione cardinalizia per organizzare e regolare levangelizzazione
dellAmerica, dellAfrica e dellAsia.
Simpegn anche a unificare la
tradizione cristiana dellOriente e
dellOccidente, decretando per i
quattro dottori della Chiesa Greca
(Basilio, Gregorio Nazianzeno, Gregorio Nisseno e Giovanni Crisostomo) gli stessi onori prestati ai dottori latini (Ambrogio, Girolamo, Agostino e Gregorio Magno). Si sforz
di consolidare lunit della Fede, per
mezzo della riforma e unificazione
della Liturgia. ricordato come il
Papa che pubblic il Breviario. E ancora oggi si pu celebrare lEucaristia con il suo messale.

Francisco Lecaros

LOsservatore Romano

Pio V fu un tenace paladino, tanto della Fede quanto dellunit ecclesiale


A sinistra: Mons. Gerhard Ludwig Mller nella cappella della Congregazione per la Dottrina della Fede, durante lomelia
dell 30/4/2013. A destra: San Pio V, di Alonso Antonio Villamayor, Museo delle Belle Arti, Salamanca (Spagna)

In questo inseparabile e infaticabile servizio allintegrit della Fede e


allunit della Chiesa, Pio V manifest
uno dei peculiari doveri del Successore di Pietro, il Pontefice Romano, che
chiamato a garantire allo stesso tempo lautentica Fede apostolica e lunit ecclesiale. Non era disposto a negoziare la Fede, poich sapeva bene che
qualsiasi compromesso relativamente alla Fede degli Apostoli costituisce
una minaccia diretta a quel dono per
il quale Ges tanto preg e per il quale offr la sua propria vita (cfr. Gv 17,
21): lunit dei suoi discepoli.
Apprendiamo questo, vedendo per
molti anni il lavoro di Joseph Ratzinger, prima come Prefetto di questa
Congregazione e poi come Papa. Poco tempo fa ha ricordato questo anche Papa Francesco: Non si negozia
la Fede, ha detto, perch quando cominciamo a tagliare la Fede, iniziano le
apostasie, ossia, si dilacerano le carni del Corpo risorto del Signore, della
sua Chiesa. Lo osserviamo quotidianamente, nel lavoro a noi affidato. [...]

La Fede e lunit: alimento


del corpo ecclesiale
Fede e visibile unit ecclesiale sono due doni che non possono esser

separati. la permanenza nellautentica Fede apostolica che permette ai discepoli di Ges di mantenersi saldi in quellunit che germe e profezia del mondo nuovo, che
segno e strumento dellintima
unione con Dio e dellunit di tutto
il genere umano (Lumen gentium,
n.1). E lunit della Chiesa il locus
genetico della Fede dei suoi figli e
della testimonianza che convince gli
uomini di buona volont, converte i
cuori e suscita la gioia di credere.
Fede e unit ecclesiale sono, infatti, la buona terra nella quale fiorisce la martyra, nella quale germinano gli amici di Dio e le loro autentiche testimonianze, nella quale
il cuore si apre con fiducia e si abbandona con pace al Signore. Dove
viva la Fede degli Apostoli e si realizza lunit visibile della Chiesa, nascono le testimonianze, e la testimonianza come ha preconizzato Papa
Paolo VI diventa una cattedra che
ci introduce nella vita di Dio.
Una vita quella che viene da
Dio che vivace comunione e nella quale le ricchezze e le diversit si
lasciano comporre in ununit che
accoglie la multiformit, ma non negozia la verit. Quando la Fede e lu-

nit sono reali, succede anche che la


carit e limpeto missionario alimentano come linfa il corpo ecclesiale;
accade che non si pu pi nascondere la ricchezza del dono ricevuto;
succede che non pi possibile non
parlare di Colui che si riconosce per
il lavoro nella comunione ecclesiale
(cfr. At 4, 20). []
Siamo chiamati ad accogliere con
generosit e assumere il carico dei
grandi doni che Dio ci prodiga con
la Fede, per esser a servizio di Pietro. Ancor oggi egli come ci ricorda il Vangelo appena letto riceve
direttamente da Ges il suo mandato: pasci le mie pecore.... Lamore
a Cristo che incita Pietro, ci trascina con lui e ci invita a servire la sua
missione: amare e pensare alla verit, dare la vita per i fratelli pascolare il gregge. Servire con umile orgoglio questa missione nostro dovere e una nostra ricchezza. Preghiamo San Pio V, chiedendo la sua intercessione affinch non importa
quale sia qui la nostra funzione cos sia davvero per tutti noi!
Passi dellOmelia del 30/4/2013.
Testo integrale in LOsservatore Romano, 1/5/2013, p.8
Giugno 2013 Araldi

del Vangelo39

David Angus, famoso oncologo


americano che ha curato il cancro
del fondatore e direttore esecutivo
dellApple, Steve Jobs, si chiede nel
suo libro The End of Illness, (La fine
della malattia, nella sua versione italiana), la ragione della longevit delle suore.
La risposta semplice: esse conducono una vita regolata, si nutrono di cibo di verit, fanno esercizio fisico e camminate. Le statistiche
sembrano confermare i benefici: le
suore cattoliche vivono in media 86
anni, mentre lamericano medio vive 77 anni. La regolarit negli orari e una buona alimentazione possono realmente prevenire le malattie e
prolungare laspettativa di vita, molto pi che il consumo di vitamine.

270 mila pellegrini venerano la


reliquia della Santa Faccia
Il giorno 11 aprile, pi di 270 mila pellegrini sono accorsi al monastero delle Clarisse della Santa Faccia ad Alicante, in Spagna, al fine di
venerare il prezioso tessuto che, secondo la tradizione, fa parte del velo col quale Veronica asciug il volto del Redentore nel suo cammino
40Araldi del Vangelo Giugno 2013

Il Centro Internazionale Famiglia


di Nazareth presentato
alla stampa
Il giorno 16 aprile, stata realizzata una conferenza stampa destinata a presentare ufficialmente la fondazione vaticana Centro Internazionale Famiglia di Nazareth e far conoscere ledificio che in corso di costruzione in questa citt al fine di accogliere famiglie del mondo intero
in pellegrinaggio in Terra Santa. Lidea nata nel 1997 e subito stata
accolta e appoggiata dal Beato Giovanni Paolo II, ma la prima pietra di
costruzione ha potuto esser benedetta solo da Papa Benedetto XVI
nel 2009, a causa di diversi ostacoli
logistici. Il 15 ottobre 2012, lo stesso
Benedetto XVI ha eretto la fondazione destinata a portare avanti liniziativa ed ha affidato la sua gestione al movimento Rinnovamento nello Spirito Santo.
Levento, realizzato nella Sala Stampa, stato presieduto da
Mons. Vincenzo Paglia, presidente
del Pontificio Consiglio per la Famiglia, accompagnato da Mons. Jacinto Boulos Marcuzzo, Vescovo Ausiliare di Gerusalemme e Vicario Pa-

triarcale in Israele, da padre Federico Lombardi, SJ, Direttore della


Sala Stampa della Santa Sede, e da
Salvatore Martinez, presidente del
Rinnovamento nello Spirito Santo.
Nel suo intervento, Martinez ha
evidenziato che uno degli scopi del
centro consiste nel: Promuovere la
formazione spirituale e levangelizzazione delle famiglie, con la finalit di mettere in pratica il Magistero
della Chiesa Cattolica riguardo alla
famiglia, cos come di sostenere la
pastorale famigliare in tutto il mondo e in Terra Santa. Ha manifestato anche il desiderio di fare del Centro un luogo privilegiato per la diffusione del Vangelo della Famiglia,
una vetrina per tutto il bello, il buono..., il giusto che la famiglia propone e testimonia nel mondo....
president.gov.tw

Vita religiosa e longevit

al Calvario. Il pellegrinaggio, che si


ripete da pi di 500 anni, si rivestito di una speciale solennit essendo
un anno giubilare.
Secondo i calcoli di Juan Seva, responsabile di sicurezza della prefettura, i pellegrini erano circa 10 mila pi dellanno precedente, e nonostante lenorme afflusso di persone, tutto si svolto con tranquillit.
Il pellegrinaggio, presieduto dal Vescovo di Orihuela-Alicante, Mons.
Jess Murgui Soriano, iniziato alle
otto del mattino, ma alle sei la Piazza della Concattedrale di San Nicola era gi stipata. Il percorso verso il
monastero, di otto chilometri, stato
fatto a piedi, con molti pellegrini che
portavano il tradizionale giubbotto
nero e un fazzoletto bianco e blu.

Il Cardinale Braz de Aviz


visita Taiwan
Il Prefetto della Congregazione
per gli Istituti di Vita Consacrata e
le Societ di Vita Apostolica, Cardinale Joo Braz de Aviz, giunto a
Taiwan in visita ufficiale il giorno 8
aprile, per partecipare alla riunione annuale dei Superiori Maggiori
di questo paese e incontrarsi con le
attive comunit cattoliche della regione.
Al suo arrivo nellisola, Mons.
Aviz stato ricevuto dallArcivescovo di Taipei, Mons. Hung ShanChuan e dallArcivescovo, Mons.
Ti-Kang. In seguito, Ma Ying-Jeou,
presidente del paese, ha ricevuto il
Cardinale e la delegazione vaticana
e ha manifestato loro il suo piacere
per il caloroso ricevimento e corte-

bishopsblog.dosp.org

Profilo tipico dei


nuovi sacerdoti
nord americani

sia di alto livello di cui stato oggetto nella sua recente visita alla Santa Sede, in occasione dellelezione di
Papa Francesco. Ha espresso anche
la sua fiducia che questa visita migliorer la comprensione degli sforzi
fatti dal governo taiwanese per migliorare la condizione sociale, politica e economica del paese.

La Civilt Cattolica si rinnova


La celebre rivista bimensile La
Civilt Cattolica, con 163 anni di esistenza ininterrotta, ha affrontato nel

www.theologicalcollege.org

l Center for Applied Research in the Apostolate,


dellUniversit di Georgetown ha pubblicato i
risultati di una ricerca destinata a descrivere il profilo tipico dei sacerdoti che sono stati o saranno ordinati nel 2013, negli Stati Uniti dAmerica. Essi sono in maggioranza cattolici di nascita, hanno 32 anni
di et, tre o pi fratelli e pregavano regolarmente il
Rosario gi prima di entrare in seminario.
La ricerca stata realizzata intervistando 366 dei
497 sacerdoti che saranno ordinati negli Stati Uniti nel 2013. Pi del 40% di loro ha studiato in scuole
cattoliche. Daltronde, il sacerdote diocesano tipico
vissuto nella diocesi in cui sar incardinato nei 18
anni antecedenti alla sua entrata in seminario. Solo il 9% convertito, e il 34% aveva qualche parente che gi era prete o religioso. Nell 81% dei casi,
padre e madre sono cattolici, nel 34% dei casi stata la madre che ha incoraggiato il figlio e negli altri
22% stato il padre che lo ha appoggiato.
Prima di entrare nei seminari, il 68% recitava regolarmente il Rosario e il 62% partecipava regolarmente ad adorazioni del Santissimo Sacramento. La
maggior parte dei candidati ha cominciato a pensare
alla vocazione a partire dai 16 anni.

Ryan Adorjan

Nelle foto, dallalto in basso, seminaristi di


Washington DC e degli Stati di Minnesota e Florida

suo numero di aprile un importante


rinnovamento. Per ampliare la cerchia dei suoi lettori, sono state aggregate alla rivista nuove sezioni e il
suo formato stato attualizzato con
lo scopo di rendere disponibile la rivista ai tablet e ad altri lettori elettronici. Lultima modifica di formato
risaliva al 1970.
I dettagli di questo mutamento
sono stati fatti conoscere dal suo direttore, padre Antonio Spadaro, SJ,
nella Sala Stampa della Santa Sede,
il 5 aprile scorso. Come egli ha spie-

gato, si tratta di una rivista culturale che conta su articoli scritti solamente da gesuiti. I suoi autori sono specialisti che utilizzano un linguaggio per non specialisti. La rivista vuole condividere unesperienza
intellettuale illuminata dalla fede.
Nellevento, sono intervenuti anche Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per
le Comunicazioni Sociali e Mons.
Antoine Camilleri, sottosegretario
per le Relazioni con gli Stati della
Segreteria di Stato.
Giugno 2013 Araldi

del Vangelo41

irishdominicanvocations.blogspot.com

Una notizia pubblicata nella pagina web della conferenza episcopale delle Filippine raccoglie dichiarazioni di Vescovi e parroci che affermano che il numero di cattolici che
frequentano le chiese in questo paese-arcipelago sta aumentando.
Mons. Honesto Ongtioco, Vescovo
di Cubao, sottolinea che stato necessario autorizzare nella sua diocesi la
celebrazione di Messe nei centri commerciali, per facilitare la partecipazione allEucaristia dei fedeli che hanno
difficolt ad andare in una parrocchia
la domenica. Gi lArcivescovo di Jaro, Mons. Angel Lagdameo segnala
che cresciuta la frequenza nelle 93
parrocchie della sua diocesi e le nove
Messe nella Cattedrale di Jaro hanno
raggiunto praticamente la loro massima capacit. Nella Diocesi di Marbel, a Mindanao, dove ha consacrato una nuova parrocchia a dicembre e
prevede di consacrarne unaltra il 24
giugno il Vescovo Diocesano, Mons.
Dinualdo Gutierrez, afferma: nelle
nostre 26 parrocchie, la frequenza in
chiesa sta aumentando..

Labito domenicano
attira vocazioni
I domenicani di Cork, in Irlanda,
hanno avuto un aumento nel numero di vocazioni prendendo appena
alcune semplici misure: vestire labito di San Domenico, ideato da quasi 800 anni e far conoscere i benefici dellorazione e della vita in comunit.
Liniziativa nata dallesperienza
di Fra Gerard Dunne, che da 12 an42Araldi del Vangelo Giugno 2013

ni si dedica alla ricerca di novizi per


lOrdine. Oggi, dopo aver viaggiato
per circa 800 mila chilometri nel lavoro vocazionale, convinto che labito sia il miglior elemento di attrazione: Abbiamo preso da vari anni
la decisione cosciente di vestire labito, perch non avevamo vocazioni, dice il sacerdote di 46 anni in
una intervista concessa il 3 aprile al
reputato The New York Times. Ed ha
aggiunto: Se non ci presentiamo
noi per primi in forma autentica, chi
vorr unirsi a noi?.
Come frutto di queste nuove misure, nel ritiro vocazionale di gennaio, non cerano posti vacanti sufficienti per tutti i candidati, e per questa ragione si reso necessario programmarne altri per marzo e aprile.

Cortesia in internet
La cortesia un attributo che
partecipa senza dubbio alla virt
della carit. Lassenza negli ambienti
cibernetici di questo elemento della
convivenza umana, apparentemente superfluo, fa s che i giovani siano stufi dellironia, della maleducazione e dei commenti sarcastici che
predominano nelle loro vite in Internet. Almeno, questa lopinione
di Jane Pratt, giornalista specialista
negli stili di vita, che aggiunge: Letichetta sta tornando in parte come
risposta di fronte alla durezza delle
relazioni nella sfera digitale. Lamabile di moda.
La gentilezza, la cortesia e le buone maniere stanno tornando sotto
il nome di etichetta, e i suoi mentori hanno come obbiettivo aiutare gli
utenti di internet ad avanzare nei
sentieri scabrosi e pieni di ostacoli
dellepoca della tecnologia. Tra i libri recentemente pubblicati su questo tema bisogna citare Emily Posts
manners in a digital world: living well
online, (Le buone maniere di Emily
Post in un mondo digitale: vivere bene in internet), di Daniel Post Senning, pronipote di Emily Post, autri-

ce americana famosa per i suoi scritti sulletichetta.


Piotr Tumidajski/KAI

Nelle Filippine, aumenta la


frequenza dei fedeli nelle chiese

Giornata della Divina


Misericordia a Lagiewniki
Cinquantamila pellegrini si sono riuniti il 7 aprile, seconda domenica di Pasqua, nel Santuario della
Divina Misericordia a Lagiewniki,
nelle vicinanze di Cracovia, in Polonia, per celebrare la Festa istituita nellanno 2000 in onore di questa
devozione dal Beato Giovanni Paolo II. Tra di loro cerano fedeli della
Slovacchia, Filippine, India, Canada, Stati Uniti, Irlanda, Gran Bretagna, Brasile, Argentina e altri paesi.
Sabato 6 sono iniziate le celebrazioni con una veglia. Durante tutta la giornata 90 sacerdoti erano disponibili per ricevere Confessioni.
Lepiscopato polacco ha approfittato per cominciare in questi giorni
la Settimana della Carit, organizzando workshops di terapia occupazionale e altre attivit di assistenza
sociale. LArcivescovo di Cracovia,
Cardinale Stanisaw Dziwisz ha presieduto la celebrazione Eucaristica
che ha chiuso le festivit.
La devozione a Ges misericordioso stata diffusa da Santa Maria Faustina Kowalska, incaricata di
questa missione da Nostro Signore in
unapparizione del 22 febbraio 1931.

Valore liturgico delle vetrate


Il 4 dicembre si compiranno 50
anni dalla promulgazione della Costituzione Sacrosanctum concilium,
la quale esprime il dovere di interessarsi in modo particolare della riforma e dellincremento della Li-

turgia. Approfittando di questanniversario, la fiera internazionale


Koin Ricerca, creata sotto legida
della CEI, Conferenza Episcopale
Italiana, ha promosso un colloquio
internazionale sullarte sacra, e pi
in particolare sulle vetrate.
Don Roberto Tagliaferri, professore di Liturgia Pastorale dellAbbazia di Santa Giustina, a Padova,
ha spiegato il valore liturgico della vetrata, allo stesso tempo materia
e immaterialit, che introduce nei
sentieri spirituali e teologici della luce. Secondo lo studioso, il linguaggio delle immagini colorate della vetrata penetra fin nel profondo della
coscienza, facendo sentire la presenza dello Spirito Santo.

La Santa Sindone in alta


risoluzione, nelliPad
Shroud 2.0 unapplicazione
creata dallimpresa italiana Altadefinizione, che permette di contemplare nelliPad immagini della Santa
Sindone in alta definizione.
Le immagini che hanno dato origine al progetto furono scattate nel 2008,
con lautorizzazione dellArcidiocesi di
Torino, e per la prima volta sono stati
utilizzati filtri speciali e tecniche avan-

zate di alta risoluzione sulla reliquia,


avendo come obbiettivo una riproduzione fedele dei colori originali. In totale, sono state scattate 1649 fotografie di superfici parziali, ognuna di pochi centimetri quadrati, con le quali si
composto il mosaico totale della Sindone. Per avere unidea del dettagliato
lavoro di definizione, il risultante archivio di 72 Gigabytes, permetterebbe di
stampare unimmagine di 68 metri di
lunghezza, per 18 di larghezza. Oltre
alle foto, lapplicazione contiene informazioni sugli aspetti scientifici della reliquia, concordanza delle prove trovate
su di essa con i Vangeli, e caratteristiche fisiche del tessuto.

IV Congresso Eucaristico
del Costa Rica
Dal 17 al 21 aprile stato realizzato nella citt di Cartago, il IV
Congresso Eucaristico Nazionale del Costa Rica, che avviene cento anni dopo il primo realizzato in
questo paese. Per la Messa inaugurale presieduta dal Nunzio Apostolico Mons. Pierre Nguyen Van Tot,
stata portata in processione la statua della patrona del Costa Rica, la
Madonna degli Angeli. Mons. Piero Marini, delegato pontificio per i

Congressi Eucaristici, ha celebrato la Messa di chiusura nello Stadio Fello Meza, dove stato letto un
messaggio di Papa Francesco, firmato dal Cardinale Tarcisio Bertone,
Segretario di Stato di Sua Santit.
Il tema del Congresso stato: lEucarestia: Pane della vita per il nostro popolo, sotto lo slogan Dacci sempre di
questo Pane. Nel convocare levento, i
Vescovi del Costa Rica hanno spiegato la relazione dellEucaristia con il richiamo che tutti i cattolici hanno verso la santit: LEucarestia lorigine di
ogni santit, e tutti siamo chiamati alla
pienezza della vita nello Spirito Santo.
La santit ha avuto sempre il suo centro nel Sacramento dellEucaristia.

La Diocesi di Saint Louis


promuove lapostolato
di porta in porta
Sotto gli auspici del suo Pastore,
Mons. Robert J. Carlson, larcidiocesi di Saint Louis, negli Stati Uniti,
sta scoprendo i vantaggi dellevangelizzazione di porta in porta. In un recente programma di discussione, su
questo tema, Kenneth Livengood ha
raccontato la storia della sua famiglia
e il suo ritorno alla Fede Cattolica,
quando due membri della sua par-

Nuovi candidati
allonore degli altari

urante unudienza concessa


il 2 maggio al Cardinale Angelo Amato, SDB, prefetto della Congregazione per la Causa dei
Santi, Papa Francesco ha aperto il
cammino per la beatificazione di
quattro Servi di Dio.
Due decreti emessi dalla Congregazione per la Causa dei Santi, con la debita autorizzazione di
Papa Francesco, confermano i miracoli attribuiti alla laica italiana Maria Bolognesi (1924-1980) e

alla Principessa Maria Cristina di


Savoia (1812-1836). Altri due decreti attestano le virt eroiche della religiosa polacca Maria Teresa di San Giuseppe, nata come Janina Kierocinska (1885-1946), e
Joaquim Rosello Ferra, sacerdote
spagnolo (1833-1909), questi ancora in uno stadio preliminare in
rapporto ai primi due. Quando un
miracolo sar attribuito alla loro
intercessione, entrambi potranno
anche esser beatificati.

Maria Cristina di Savoia,


regina delle Due Sicilie

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo43

Opere complete di Padre Vieira


Oltre a essere uno dei maggiori
predicatori portoghesi del XVII secolo, Padre Antonio Vieira, SJ, fu
un prolifico letterato le cui opere
complete, malgrado siano stati fatti
15 tentativi nel corso di 150 anni, ancora non sono state pubblicate.
Volendo sanare questa carenza,
nato il progetto Vieira global. Secondo Jos Eduardo Franco, uno dei
coordinatori dello stesso, esse saranno divise in 30 volumi, la cui stampa,
realizzata in tre fasi, deve esser conclusa nel corso dellanno 2014. La
prima edizione dellopera sar di 10
44Araldi del Vangelo Giugno 2013

mila copie. Sar anche compilato un


dizionario con versione on-line per
lutilizzazione accademica e scolastica, come pure una selezione di 300 400 pagine dei migliori testi del gesuita portoghese in vista di una loro
traduzione in mandarino, tedesco,
spagnolo, russo, inglese e italiano.
In unintervista allagenzia Ecclesia, Franco ha affermato: Quello che straordinario in Padre Antonio Vieira, oltre a essere uno scrittore notevole, il fatto che ha elevato la lingua portoghese a una perfezione mai prima vista. Molti scrittori lusofoni del XX secolo affermano
che Vieira una scuola nellarte del
parlare bene e scrivere portoghese.
Per questo credo che non solo dal
punto di vista dello scritto della lingua, egli abbia un pensiero di grande attualit.

50 domande su Ges Cristo


Il libro gratuito pi scaricato da
internet in iTunes spagnolo ha per
titolo: 50 domande su Ges Cristo.
Esso opera di unequipe di professori di Storia e Teologia dellUniversit di Navarra tra i quali bisogna menzionare Juan Chapa, Francisco Varo, Vicente Balaguer, Gonzalo Aranda, Santiago Ausn e Juan
Luis Caballero.
Commentando il successo ottenuto, il responsabile delledizione
dellopera, Guillermo Sanz, afferma
che il primo luogo rivela laccettazione di questo insieme di risposte sulla figura di Ges Cristo. Aggiunge anche che Ges Cristo e le
domande fondamentali sulla sua vita e i suoi insegnamenti continuano
a generare una grande domanda nel
mondo digitale. La prima volta che
lopera apparsa, stato in PDF, nel
2006. Finora, stata gi scaricata 3,9
milioni di volte.
Il libro strutturato nella forma
di domande e risposte, come per
esempio: Perch Ges stato condannato a morte? Farisei, sadducei,

esseni, zeloti. Chi erano? Cosera il


Sinedrio?.
ANS

rocchia hanno bussato alla sua porta


per parlare di Dio. Ora, Kenneth fa
lo stesso, incoraggiando altri a farlo.
Nel menzionato programma, al
quale hanno partecipato 125 fedeli interessati a collaborare in questa
forma di evangelizzazione, ha affermato: Siamo stati portati a pensare che la Fede sia un fatto privato.
Questo falso. La Fede deve esser
pubblica, e ci sono molte forme di
condividerla. Dividetevi in gruppi di
due. Uno pu parlare, e laltro deve
esser il guerriero orante. Nella casa
successiva, invertite i ruoli.
Molti come lui affermano che un
semplice bussare alla sua porta pu
mutare la loro vita. Nel sito dellarcidiocesi, cercando door-to-door si
trovano informazioni su questo apostolato, che include linvito alle famiglie di inviare i loro figli a studiare nelle scuole cattoliche.

Reliquie di Don Bosco percorrono


lUcraina e la Slovacchia
Lordine salesiano si prepara a festeggiare nel 2015 il secondo centenario della nascita del suo fondatore, San Giovanni Bosco, con diverse
attivit, tra cui un pellegrinaggio internazionale delle reliquie del Santo.
Il mese di aprile stato riservato
alle comunit salesiane dellUcraina
e della Slovacchia. In Ucraina, le reliquie hanno percorso Odessa, Kiev,
Korostishev e Ternopil. Giunta a
Lviv, lurna stata ricevuta allentrata della citt dal sindaco, il Dott.
Andriy Sadovyj. Di qui stata portata fino alla frontiera con la Slovacchia, dove dopo esser stata ricevuta
dalle autorit religiose, ha percorso 19 citt, tra le quali Michalovce,
Humenn, Preov e Koice. Il giorno 30 arrivata a Bratislava, capitale del paese, dove il sacerdote salesiano Carol Manik ha espresso il
sentimento dei fedeli: Siamo molto
emozionati per questo grande onore di poter ricevere qui, per la prima
volta, le reliquie del nostro fondatore e patrono.
Il pellegrinaggio iniziato a Torino il 25 aprile 2009 ed ha gi percorso 130 paesi nelle Americhe, Africa,
Asia ed Europa. La reliquia esposta
alla venerazione dei fedeli consiste
in unurna di cristallo nella quale si
trova unimmagine giacente di Don
Bosco, contenente parte della sua
mano destra. Essa rivestita con paramenti liturgici, alcuni dei quali sono stati utilizzati dal Santo.

Nostalgia del confessionale


edizione nord americana dell Huffington Post
ha pubblicato nella sua sezione di temi religiosi
del 29 aprile, uninteressante reportage di Ann Marie Somma, editrice dellHartford Faith & Values, su
un fatto accaduto nella parrocchia dellImmacolata
Concezione, nella citt di Derby, in Connecticut.
Durante la Quaresima di questanno, il parroco,
Don Jusz Kukulka, ha sentito la mancanza dei confessionali, che erano stati rimossi dalla chiesa da vari decenni per installare unit di aria condizionata.
Da allora, le confessioni dei penitenti erano ascoltate in una piccola sala a fianco dellaltare della Madonna. Cos, una domenica, ha detto ai fedeli nella
Messa che voleva un confessionale visibile. E lo ha
ottenuto in una settimana, con laiuto di due parrocchiani, Timothy Conlon e Patrich Knott. Questultimo, che non si era mai sentito attratto dalla confessione nella sala, stato il primo a utilizzare il confessionale, primo di una lunga fila che si formata allinaugurazione, nel mese di febbraio. Sono diventato
famoso, dice Knott, e non male. Don Kukulka
afferma che da allora, il numero delle Confessioni
aumentato. Thomas Groome, professore di teologia
ed educazione religiosa nel Boston College ha affermato, commentando lepisodio, che i fedeli volevano lanonimato che offre la grata.
Un fatto simile, ricorda lHuffington Post, successo a Mons. Stephen Di Giovanni, nella Basilica

di San Giovanni Evangelista, a Stamford, in Connecticut, nel 1998. Nellassumerla, egli ha chiuso la
sala di riconciliazione sostituendola con due confessionali e, nel 2009, ha dichiarato al The New York
Times che pi di 400 fedeli desideravano confessarsi ogni domenica. Ma il numero continuato a crescere, rendendo necessario aumentare gli orari in
cui amministrato il Sacramento.
Jack Sheedy/The Catholic Transcript.

Timothy Conlon, Don Janusz Kukulka, Lisa Knott


e suo marito, Patrick, di fronte al confessionale
istallato nella Parrocchia dellImmacolata, a Derby

Informazioni on line sulle Missioni degli Araldi del Vangelo in Italia

UN NUOVO SITO INTERNET:


LA MADONNA PELLEGRINA
Acceda il link http://fatima-araldi.arautos.org/
per seguire tutti i giorni:
- le Missioni Mariane degli Araldi del Vangelo
- il commento del Vangelo del giorno
- fioretti della Madonna di Fatima
- ed altre iniziative degli Araldi del Vangelo in Italia

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo45

Storia per bambini... o adulti pieni di Fede?

La tua fede
doro!
Terminata la Messa, camminando
ormai senza difficolt, Pietro si
dirige con Giuseppe presso laltare
dove, con le lacrime agli occhi, i due
bambini rendono grazie alla Madonna.
Patricia Victoria Jorge Villegas

ellinaccessibile Valle di
Fern, nel pieno cuore
del Tirolo austriaco, c
un pittoresco villaggio
che nel periodo invernale soffre i rigori della stagione. Situata presso il lago
Blindsee, vi si contemplano splendidi panorami, limponente Zugspitze,
la montagna pi alta della Germania
sullo sfondo.
L viveva il dott. Roberto, un giovane chirurgo molto stimato in tutta la
regione per la sua competenza professionale. Lesperto dottore, tuttavia, viveva lontano dalla Religione e questo
rendeva molto tristi i suoi vicini. Inoltre, essi conoscevano il grande dolore che portava nel suo cuore: Pietro,
il suo unico figlio, che egli amava teneramente, era affetto da una paralisi sul lato destro del corpo contro la
quale suo padre aveva prodigato tutti i
suoi sforzi e la sua scienza. Sotto le cure materne della signora Margherita,
moglie eccellente e governante di casa, il bambino cresceva privo dei giochi comuni ai ragazzi della sua et.
46Araldi del Vangelo Giugno 2013

Tutti gli anni, in estate, la famiglia


pianificava un viaggio per distrarre il
piccolo malato.
Margherita, stavo pensando di
fare un viaggio in Svizzera in queste
vacanze. Il nostro Pietro ha bisogno
di cambiare un po ambiente.
S. bene che conosca altri paesi. Mi sembra unottima idea!
Perfetto. Partiremo questa settimana.
Decisa la destinazione, comunicarono la notizia a Pietro e cominciarono i preparativi per il viaggio. Il
Dott. Roberto fece verificare la sua
automobile per controllare che tutto fosse in ordine, e nel giorno fissato cominciarono il viaggio.
Dopo due giorni... Pum! Lauto si
ferm per strada! Un meccanico venne a soccorrerli e, dopo aver revisionato a fondo il veicolo, dichiar che sarebbero stati necessari tre giorni per
rimetterlo a posto. Non restava alternativa se non alloggiare nella citt pi
vicina, dove per coincidenza cera un famoso Santuario nel quale era

venerata una miracolosa statua della


Madonna. Accomodati presso lhotel
dove avrebbero trascorso quei tre giorni, e avendo preso possesso delle loro
stanze, andarono a riposare dopo una
giornata piena di preoccupazioni.
La mattina seguente, Pietro era nel
giardino dellalbergo a contemplare
alcune belle cartoline che suo padre
gli aveva comprato, mentre sua madre
stava parlando con la portinaia dalbergo. A un certo punto, si avvicin
un altro bambino della sua stessa et.
Anchio ho delle belle cartoline.
Prendi, ti do questa!
Iniziarono a parlare e divennero
ben presto amici. Giuseppe era figlio del giardiniere e gli spieg le peculiarit delle piante del luogo. Pietro, a sua volta, gli raccont di aver
visitato molti medici, ma di non essere riuscito a guarire. Cos Giuseppe, preso da affetto per il suo nuovo
amichetto, gli chiese:
Perch non chiedi ai tuoi genitori di portarti al Santuario? L, la
Madonna fa molti miracoli.

suno si accorger di nulla. E prima


delle otto saremo gi tornati allhotel. Vuoi?
Certo che voglio!
Ma, per favore, non dire nulla
a nessuno! Quanto al resto, sai pregare?
No...
Allora tinsegno. Prendi questo
rosario e fa scorrere le palline fra le
dita. Nei grani grandi dirai: Regina del Cielo, abbi piet di questo figlio malato, e in quelli piccoli: Ave
Maria, piena di grazia, il Signore
con te....
Pietro trascorse la notte quasi senza poter dormire, pregando di
nascosto secondo quanto aveva imparato. Alle cinque del mattino, arriv il suo amico e, alcuni minuti dopo, una carriola, spinta da questo
bambino intelligente e pieno di fede, saliva la rampa che conduce al
Santuario.
Arrivati
alla porta del tempio,
Giuseppe aiut il suo compagno
malato a scendere e lo port davanti allaltare della Madonna, dove un
sacerdote si apprestava a pregare la

Edith Petitclerc

Un raggio di speranza irruppe


con forza nel cuore del bambino.
Tuttavia, disse tristemente:
Mio padre non mi lascer andare.
Allora, chiedi a tua madre!
Il piccolo storpio rimase in silenzio. Sapeva bene che per quanto la signora Margherita insistesse, il
dott. Roberto non avrebbe mai permesso che suo figlio mettesse piede in una chiesa, e meno ancora per
chiedere un miracolo...
Il giorno dopo, Giuseppe torn a
chiedergli:
Allora hai chiesto il permesso a
tua madre?
S, ma il problema mio padre. Dice che pura immaginazione
tutto quello che tu dici succeda nel
Santuario.
Allora il figlio del giardiniere
ide un piano.
Domani, alle cinque del mattino, vengo a prenderti. Porter la
carriola di mio padre e ti porter al
Santuario. Dobbiamo esser molto
attenti a non svegliare nessun adulto. Se non facciamo rumore, nes-

Alcuni minuti dopo, una carriola, spinta da questo bambino furbo e pieno di
fede, si dirigeva verso il Santuario

consueta Messa per i malati. Pietro


non aveva mai assistito ad una Messa! Il cerimoniale liturgico, le candele accese ai candelieri dargento,
le letture proclamate con pia solennit gli causarono un forte impatto
nellanima. Giunto il momento della
Consacrazione, Giuseppe sent sussurrargli allorecchio:
Adesso devi inginocchiarti...
Imbevuto della sacralit dellambiente e intuendo che qualcosa di
molto importante stava per accadere, il piccolo paralitico si inginocchi... dimenticandosi che gli era impossibile! Per un attimo i due amichetti si guardarono stupiti, e poi fissarono lOstia Sacra, adorando Ges l presente nelle mani del sacerdote.
Terminata la Messa, Giuseppe
disse a Pietro:
Alzati e andiamo vicino alla
Vergine. Sei guarito!
Camminando gi senza difficolt,
Pietro si diresse con Giuseppe presso laltare dove, con le lacrime agli
occhi, i due bambini resero grazie
alla Madonna, prima di tornare in
albergo.
Mentre tutto questo accadeva, il
dott. Roberto si svegli e, trovando
il letto del figlio vuoto, cominci a
cercarlo, afflitto... Fino a che, stando nella hall, vide Pietro alla porta, che camminava tranquillamente,
senza laiuto di nessuno.
Commosso, saputo quello che era
successo, il dott. Roberto si gir verso il figlio del giardiniere ed esclam:
Giuseppe, la tua fede doro!
Egli rispose immediatamente:
Non me, ma la Vergine dovete
ringraziare.
Cadendo in ginocchio, lincredulo medico abbracci il figlio e, piangendo di emozione, si diresse senza
ulteriori indugi al Santuario, con la
moglie e il bambino, per ringraziare Maria Santissima per il miracolo
che aveva appena operato, grazie alla grande fede di due bambini .
Giugno 2013 Araldi

del Vangelo47

_
_______
I Santi di ogni giorno
1. San Giustino, martire (circa nel
165).
SantAnnibale Maria di Francia, sacerdote (1927). Fondatore della Congregazione dei Padri
Rogazionisti del Cuore di Ges e
di quella delle Figlie del Divino
Zelo, a Messina.

7. Sacratissimo Cuore di Ges.

2. Corpus Domini
Santi Marcellino e Pietro,
martiri (304).
San Niceforo di Costantinopoli, Vescovo (828). Espulso dalla sua sede per essersi opposto
con fermezza allimperatore iconoclasta Leone V, mor esiliato in
un monastero.

8. Cuore Immacolato della Beata


Vergine Maria.

Beata Anna di San Bartolomeo,


vergine (1626). Religiosa
carmelitana, discepola e grande
ausiliaria di Santa Teresa di Ges,
diffuse e consolid il suo Ordine
in Francia e fond un convento ad
Anversa, in Belgio, dove mor.

San Guglielmo Fitzherbert, Vescovo (1154). Dopo esser stato restituito alla sua sede arcivescovile di York, in Inghilterra, da cui era
stato ingiustamente deposto, perdon i suoi nemici e favor la pace.
9. X Domenica del Tempo
Ordinario.

4. Beati Antonio Zawistowski, sacerdote e Stanislao Starowieyski,


martiri (1942). Morirono nel
campo di concentramento di Dachau, in Germania, dopo aver
sofferto atroci tormenti.

48Araldi del Vangelo Giugno 2013

11. San Barnaba, Apostolo. Secondo la tradizione, mor lapidato a


Salamina, nellIsola di Cipro.
SantAleide, vergine (1250).
Religiosa cistercense del monastero di La Chambre, vicino a
Bruxelles. A 22 anni fu colpita
dalla lebbra, restando paralitica
e cieca. Offriva le sue sofferenze
per le anime del purgatorio.
12. Beata Maria Candida dellEucaristia Barba, vergine (1949).
Sent il richiamo alla vita religiosa
a 15 anni, sebbene ostacolata dai
suoi familiari. Solamente a 35 anni riusc a entrare nel Carmelo di
Ragusa, del quale fu eletta priora.
13. SantAntonio di Padova, sacerdote e Dottore della Chiesa
(1231).
SantEulogio, Vescovo (circa nel 607). Ad Alessandria dEgitto scrisse vari trattati contro le
eresie, del suo tempo.

5. San Bonifacio, Vescovo e martire (754).


SantIlidio di Clermont, Vescovo (384). Vescovo di Clermont, in Francia, fu chiamato a
Treviri, in Germania, dallimperatore Massimo per liberare sua
figlia da uno spirito immondo.
Mor nel viaggio di ritorno.
6. San Norberto, Vescovo (1134).
Beato Lorenzo de Masculis da
Villamagna, sacerdote (1535). Sacerdote francescano morto a Ortona, in Abruzzo. Con la sua predicazione attir moltitudini, producendo numerosissime conversioni.

10. SantItamaro di Rochester, Vescovo (circa nel 666). Primo sacerdote di Kent, in Inghilterra, ad esser
elevato allordine episcopale.

Sergio Hollmann

3. Santi Carlo Lwanga e compagni,


martiri (1886).
Beato Andrea Caccioli, sacerdote (1254). Essendo gi sacerdote,
ricevette labito dalle mani di San
Francesco e lo assistette nella sua
morte. Mor a Spello, in Umbria.

SantEfrem, diacono e Dottore della Chiesa (373).


Beato Giuseppe Imbert, sacerdote e martire (1794). Religioso
gesuita nominato vicario apostolico
di Moulins da Pio VI durante la Rivoluzione Francese. Fu rinchiuso in
una galera a Rochefort, dove mor.

14. SantEliseo, profeta. Discepolo


e successore di SantElia e profeta di Israele dal tempo del re Ioram fino ai giorni di Ioas.

Santa Germana,
Cattedrale di Narbona (Francia)

15. Santa Germana, vergine (1601).


Pastorella di Pibrac, in Francia, fu
disprezzata dal padre e maltrattata dalla matrigna ma, sopportando tutto con pazienza e gioia, mor in una stalla, a 22 anni.

____________________ Giugno

17. Santi Nicandro e Marciano,


martiri (circa nel 297). Soldati
che, per essersi rifiutati di sacrificare agli dei pagani, furono decapitati a Silistra, in Bulgaria, al
tempo di Diocleziano.
18. Beata Osanna Andreasi, vergine (1505). Religiosa domenicana, a Mantova, che riusc a unire con saggezza la contemplazione
delle cose divine con loccupazione terrena e lesercizio delle buone opere.
19. San Romualdo, abate (1027).
Santi Remigio Isor e Modesto Andlauer, sacerdoti e martiri (1900). Gesuiti francesi martirizzati mentre pregavano davanti
allaltare, a Hebei, in Cina.
20. Beata Margherita Ball, martire (1584). Vedova settuagenaria accusata dal suo stesso figlio
di accogliere a casa sua sacerdoti
cattolici. Mor in prigione a Dublino, in Irlanda.
21. San Luigi Gonzaga, religioso
(1591).
San Raimondo di Barbastro,
Vescovo (1126). Francese di nascita, fu canonico regolare della
cattedrale di Tolosa, in Francia e
successivamente Vescovo di Roda-Barbastro, in Spagna.
22. San Paolino di Nola, Vescovo
(431).
Santi Giovanni Fisher, Vescovo, e Tommaso Moro, martiri (1535).

santiebeati

16. XI Domenica del Tempo


Ordinario.
San Benno de Meissen, Vescovo (circa nel 1106). Per voler
conservare lunit della Chiesa e
la fedelt al Papa, fu deposto dalla sede episcopale di Meissen, in
Germania ed esiliato.

SantAnnibale Maria di Francia, Santa Maria di Guadalupe Garcia Zavala e


San Josemara Escriv de Balaguer

SantEusebio di Samosata,
Vescovo e martire (379). Morto
dopo essere stato colpito in testa
con una tegola lanciata da una
donna ariana, mentre era in visita ai fedeli di Dlk, in Turchia.
23. XII Domenica del Tempo
Ordinario.
Beata Raffaella Santina Cimatti, vergine (1945). Religiosa delle Suore Ospedaliere della Misericordia, si dedic alla cura dei malati e poveri ad Alatri, in Lazio.
24. Nativit di San Giovanni Battista.
Santa Maria di Guadalupe
Garca Zavala, vergine (1963).
Cofondatrice della Congregazione delle Serve di Santa Margherita Maria e dei Poveri, a Guadalajara, in Messico, canonizzata il 12
maggio scorso.
25. San Salomone, martire (874).
Mentre era re della Bretagna, ampli i monasteri, istitu sedi episcopali e mantenne la giustizia. Ma,
avendo abdicato, fu accecato e ucciso in una chiesa dai suoi avversari.
26. San Josemara Escriv de Balaguer, sacerdote (1975).
Beato Andrea Iak, sacerdote
e martire (1941). Sacerdote diocesano dellArcieparchia di Lviv

degli Ucraini, fucilato nella sua


parrocchia, a Sykhiv.
27. San Cirillo dAlessandria, Vescovo e Dottore della Chiesa (444).
Beata Luisa Teresa Montaignac
de Chauvance, vergine (1885).
Fondatrice della Pia Unione delle
Oblate del Sacro Cuore di Ges, a
Moulins, in Francia.
28. SantIreneo, Vescovo e martire
(circa nel 202).
San Paolo I, Papa (767). Affabile e misericordioso, combatt
gli iconoclasti e incentiv la traslazione dei corpi dei martiri e santi
dalle catacombe alle basiliche.
29. Santi Pietro e Paolo, Apostoli.
San Cassio, Vescovo (558).
Mor nella sua diocesi di Narni, in Umbria, dopo aver celebrato la Messa e amministrato la comunione ai fedeli.
30. XIII Domenica del Tempo Ordinario.
Santi Protomartiri della Santa Chiesa di Roma (64).
San Vincenzo Yn, sacerdote e martire (1838). Religioso domenicano decapitato a Hai
Duong, in Vietnam, al tempo
dellimperatore Minh Mang.
Giugno 2013 Araldi

del Vangelo49

Guardate gli uccelli


Se Dio ha tanto zelo per un uccello, creatura irrazionale,
incomparabilmente maggiore la sua premura per gli uomini,
creati a sua immagine e somiglianza, figli suoi col Battesimo.
Emelly Tainara Schnorr

Foto: Andrei Stroe

er insegnare agli uomini a


confidare nella Provvidenza, Dio ha voluto creare
nella natura immagini palpabili della sua infallibile benevolenza, come gli uccelli del cielo. Essi non
seminano n mietono, n ammassano
nei granai, ma il Padre celeste li alimenta. Ora, chiede Ges, non contate voi forse pi di loro? (Mt6,26).
Oltre a darci coraggio nelle difficolt dellesistenza, questo passo del Vangelo ci facilita la contemplazione di uno degli infiniti aspetti
dellAutore della vita, prodigo verso
le sue creature e ci permette di intravvedere misteriosi riflessi dellEterna Sapienza creando le moltitudini di uccelli che volano sulla superficie della Terra, sotto il firmamento
dei cieli (Gn1,20). Infatti, Dio non
solo d loro da mangiare dellabbondante mensa della natura, ma
ha anche predisposto lorganismo di
tutti loro, secondo le differenti spe50Araldi del Vangelo Giugno 2013

cie, offrendo a ognuno i mezzi ideali per cercare il proprio nutrimento.


Uno splendido esempio ci offerto dal picchio, uno dei pi curiosi
uccelli del cielo. Esso non ha un piumaggio esagerato n un canto soave,
ma suscita lammirazione di chi ha
la gradevole sorpresa di incontrarlo, quasi sempre solitario, saldamente ben dritto sul tronco dellalbero.
Grazie alla peculiare disposizione dei quattro artigli delle sue zampe due rivolti indietro e due avanti e alla coda rigida, alla quale si
appoggia, questo rumoroso abitante delle foreste riesce a mantenersi a
piombo in elegante posizione, mentre martella gli alberi alla ricerca di
cibo. Il becco, molto pi robusto di
quello degli altri uccelli, gli permette di passare il giorno intero in questo laborioso frugare, in straordinaria velocit, facendo risuonare per il
bosco il toc-toc-toc caratteristico
della sua presenza.

Come proprio di tutte le opere uscite dalle mani di Colui che


la Perfezione, questa intensa attivit giornaliera non causa dolori n
fastidi al piccolo uccello, poich la
sua testa guarnita da una struttura cartilaginosa che funziona come ammortizzatore, proteggendo
il cervello contro limpatto di tante vibrazioni. A tutto questo ricco
meccanismo naturale del simpatico
martellatore, si aggiunge una finissima capacit uditiva: egli riesce a
sentire il rumore degli insetti e delle larve che trovano riparo nel cavo degli alberi. Per questo lo perfora sempre nel punto esatto e cattura le prede facendo uso della sua
lingua puntuta che arriva ad avere
una lunghezza cinque volte maggiore del becco!
Ecco alcuni elementi di perfezione della specie dati dal Padre celeste
al picchio per garantire la sua sussistenza. Ognuno di essi ci fa vedere

del cielo...

ni in fervente preghiera e rivolgiamo il nostro sguardo filiale e fiducioso a Colei che, tra
mille altri titoli, chiamata anche Madre della Divina Provvidenza. Per mezzo di
Lei, il governo di Dio su di noi
si fa con una pienezza di affetto,
di commiserazione, di amore, che
esaurisce in modo completo tutto
quanto luomo possa immaginare.1
Dopo aver sperimentato questazione materna, sgorga nellanima fedele una domanda che esprime pi
amore che desiderio di sapere, vero
inno di gratitudine e lode: Che cosa luomo perch Te ne ricordi e il
figlio delluomo perch te ne curi?
(Sal8,5).
1

CORRA DE OLIVEIRA, Plinio. Nossa Senhora, Me da Divina Providncia. In: Dr. Plinio. So Paulo. Anno X.
N.116 (Nov., 2007); p.26.

Andrei Stroe

un tratto dellinsondabile scienza e


dellinfinita bont di Dio, e ci fa venire in mente lindagine del Siracide: A nessuno possibile svelare le
sue opere e chi pu indagare le sue
grandezze? (Sir18,2-3).
***
Questa misteriosa meraviglia ci
riporta allinsegnamento del Signore Ges e confidiamo nellillimitata generosit di Dio, che non ci abbandona mai. Infatti, se tale il suo
zelo per un uccello, creatura irrazionale, incomparabilmente maggiore la sua sollecitudine verso gli uomini, creati a sua immagine e somiglianza, figli suoi attraverso il Battesimo, chiamati a glorificarLo, amarLo e servirLo in modo libero e cosciente, nella vita terrena e per tutta leternit.
Tuttavia, nei momenti dincertezza e afflizione estreme, non limitiamoci a contemplare gli uccelli del cielo. Congiungiamo le ma-

Picchio verde (Picusviridis) fotografato nel


Parco Carol, Bucarest
(Romania)

Giugno 2013 Araldi

del Vangelo51

La Madonna con il Bambino


Ges - Cattedrale di San
Domenico della Calzada
(Spagna)

hi per Signora ha
la Vergine, Regina del Cielo,
non abbia alcun timore.

Vive sempre senza tristezza


chi per Lei ha devozione;
porta grande consolazione
contemplare la sua bellezza;
e chi cerca di servirLa
con affetto in questa Terra
non abbia alcun timore.
A chi Lei d coraggio
non abbia alcun timore
e se ha qualche dolore,
questo si trasformer in gioia.
Juan del Encina

Francisco Lecaros

Infatti i cuori deboli,


con la sua grazia rende forti,
trasforma in vita la morte,
ed chiave che apre le prigioni.
Chi con le sue preghiere
raggiunge un certo conforto
non abbia alcun timore.