Sei sulla pagina 1di 52

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art.

1, comma 2, DR PD - Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione

Numero 63
Luglio 2008

LApostolo delle genti

Salvami Regina

Gustavo Kralj

SantElia discute con i sacerdoti


di Baal Vetrata del convento
carmelitano di Niagara Falls
(Canada)

l profeta Elia presentato nelle Sacre Scritture come luomo di Dio che
cammina alla presenza del Signore
e che, ardente di zelo, lotta per la difesa
del culto dellunico Dio vero.
Ha difeso i diritti di Dio in una sfida pubblica, realizzata sul monte Carmelo contro
i sacerdoti di Baal. Si dedicato allintima
esperienza del Dio vivo sul monte Oreb.
A lui si sono ispirati i primi eremiti che,
seguendo i Santi Padri, lo hanno assunto

come Padre e Guida della vita eremitica e


monastica iniziando nel sec. XII sul Monte
Carmelo un nuovo stile di vita che allorigine dellOrdine dei Frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Per questo motivo, il profeta Elia considerato come il modello ispiratore e Fondatore ideale dellOrdine.
(Solennit di SantElia Profeta
www.ordem-do-carmo.pt)

SommariO
Salvami
Regina
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione
Anno X, numero 63, Luglio 2008

Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Consiglio di redazione:
Guy Gabriel de Ridder, Juliane
Vasconcelos A. Campos, Luis Alberto
Blanco Corts, Mariana Morazzani
Arriz, Severiano Antonio
de Oliveira
Amministrazione:
Via San Marco, 2A
30034 Mira (VE)
CCP 13805353
Aut. Trib. Padova 1646 del 4/5/99
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione
in Abbonamento Postale - D. L.
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46)
art. 1, comma 2, DR PD
www.araldi.org
www.salvamiregina.it
Con la collaborazione
dellAssociazione
Privata Internazionale di Fedeli
di Diritto Pontificio

Araldi del Vangelo


Viale Vaticano, 84 Sc. A, int. 5
00165 Roma
Tel. sede operativa
a Mira (VE): 041 560 08 91
Montaggio:
Equipe di arti grafiche
degli Araldi del Vangelo

Stampa e rilegatura:
Istituto Veneto di Arti Grafiche
Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.

Scrivono i lettori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Fino a dove pu la
Grazia di Dio? (Editoriale) . . . . . . . . . . . . . . .

La voce del Papa


Un dono di Dio
a tutta la Chiesa

4
5

Lanno Paolino

......................

34

Araldi nel mondo

........................

......................

36

La Parola dei Pastori


Essere un altro Cristo
......................

10

E accaduto nella
Chiesa e nel mondo
......................

42

Commento al Vangelo
Le parabole sul Regno
......................

12

I Quaranta Martiri
del Brasile
......................

Storia per bambini....


Il regalo del contadino
......................

46

20
I Santi di ogni giorno

Il male non ha bisogno


di un principio per esistere
......................

25

LApostolo dei Gentili

......................

......................

48

La Basilica di
San Paolo fuori le Mura

26

......................

50

S crivono

i lettori

sto apostolato. Ricevete le mie benedizioni.


Padre Horacio Bojorje, SJ
Montevideo Uruguay

Ringraziamento per il CD
dei Canti Gregoriani
Ho ricevuto oggi la sua lettera con
il CD I pi bei Canti Gregoriani e la
ringrazio vivamente e come appassionato di tali canti Le invier il mio
contributo da pensionato.
Plaudo alla Sua iniziativa sia per la
diffusione che per la scelta. Ho ascoltato con tranquillit la serena melodia del gregoriano provando molta
pace e tranquillit. Porter nella mia
Parrocchia il CD per farlo ascoltare.
Molti cordiali saluti,
Prof. Domenico Amoroso
Matera - MT

Mostra al mondo la ricchezza


spirituale della Santa Chiesa
Non potete immaginare quanta
gioia provo nel ricevere la rivista, cos bella e ricca di fede, cultura e amore verso nostra Madre, la Santissima
Vergine. Con tutto il cuore mi felicito con voi perch mostrate al mondo la ricchezza spirituale della nostra
Santa Madre Chiesa. Ricevo la rivista
con grande amore ed emozione, poich vi trovo la presenza del Signore e
di Sua Madre e Madre nostra. Che la
Vergine vi benedica.
Fra Jos de Mara Pinto Pinto
Cordova Spagna

La leggo con
molto interesse
Ci tengo a ringraziarvi per linvio
regolare della vostra rivista. La leggo con molto interesse e prendo coscienza dellopera che fa il Signore
per mezzo degli araldi. Dopo averla letta, la passo a diverse persone, in
modo che continui a circolare e a fare
del bene. Vi ringrazio molto per que-

4Salvami Regina Luglio 2008

Una grande scoperta


Oggi sono entrata in una Chiesa di
una citt vicino alla mia e ho scoperto la vostra rivista. Mi sono piaciute
le immagini nitide che colpiscono subito il cuore, le preghiere, gli articoli
incuriosiscono quindi intendo approfondire.
Desiderei ricevere questo aiuto alla preghiera, grazie.
Anna Barutello
Mathi - TO

Messaggio di fede
e speranza

Sono molto contento della vostra


rivista, perch solo ad aprirla trovo i
bei messaggi di fede e speranza che
contiene, ogni mese. Prego Dio che
continui a benedire questo importante lavoro degli araldi.
Edson T. Jernimo
So Sebastio do Paraso Brasile

Pi sicura nella
mia fede in Dio
Ringrazio Dio e la Rivista Araldi del Vangelo, perch da quando ho
cominciato a riceverla, ho ottenuto
molte grazie. La mia famiglia viveva
piena di problemi, senza direzione,
ma ogni nuovo numero che arriva
una luce che ci guida. I miei figli oggi
vivono bene con le loro famiglie ed io
sono una madre pi sicura nella mia
fede in Dio.
Maria de Jesus
Teresina Brasile

Rafforzati nella devozione


alla nostra Madre Celeste
Riceviamo la Rivista Araldi del
Vangelo e, leggendola in famiglia,
abbiamo potuto riflettere sui temi

trattati. Ci piaciuta molto, soprattutto la preghiera alla Santissima


Vergine, che ci ha rafforzato nella
devozione alla nostra Madre Celeste. Per questo mi felicito con voi e
vi ringrazio per tutto ci che di bello e meraviglioso ci fate arrivare per
mezzo della vostra rivista. Chiedo a
Dio e alla nostra Madre che continuino a guidarvi e a benedire il vostro apostolato.
Manuela Macedo Celis
Iquitos Per

Lavori ricchi
della Parola di Dio
Non potevo non mandare una parola di ringraziamento, e dirvi che
sento una gioia molto grande nel ricevere i vostri lavori, sempre molto
illustrati, fatti con sapienza e ricchi
della Parola di Dio, che fortifica ed illumina i nostri cuori per una vita pi
saggia e santa. La vostra opera ha dato molta gioia a Dio e alla Madonna,
perch cos, molti uomini hanno scoperto lamore verso di Lui e di Lei.
Prego affinch Dio vi aiuti nei vostri
progetti.
Emilia da Costa Fernandes Machado
Guimares Portogallo

Le musiche gregoriane
ci rimettono in linea con Dio
Mi stupite sempre! Ho molto
gradito il CD di musiche gregoriane
e lascolto del canto produce leffetto descritto: rimette in linea con
Dio. Ho ricevuto anche la sempre
interessantissima Rivista degli Araldi del Vangelo che informa sulla vita
della Chiesa e forma spiritualmente con articoli che sono il cuore della teologia.
Con viva cordialit porgo auguri a
Lei e Collaboratori per una piena realizzazione dei progetti avviati.
Elvira Cuppone
Salerno - SA

Editoriale
Fino a dove pu la
Grazia di Dio?

Madonna

di Fatima

- Maria,

Stella della

Nuova Evange

lizzazione

Poste Italiane

s.p.a. - Spediz

ione in Abbon

amento

Postale

- D. L. 353/20

03 (conv.

in L. 27/02/2

004 n 46)

art. 1, comma

2, DR PD

- Periodi

co dellAs

sociazione

63
Numero 8
Luglio 200

lo
LAposto

ti

delle gen

Salvami R

egina

San Paolo Apostolo Quadriportico della Basilica di


San Paolo Fuori le
Mura, Roma
(Foto: Victor Toniolo)

a vitalit di una semente, che in alcuni anni si sviluppa al punto da trasformarsi in un frondoso albero, uno dei simboli delloperato della Grazia nelle anime.
Dono gratuito di Dio, la Grazia ci offre la possibilit di diventare suoi figli adottivi, capaci della beatitudine eterna. Essa ci rende partecipi della natura divina, introducendoci in un santificante rapporto con la Santissima Trinit.
Nel mistero del processo trinitario, eterno ed immutabile, la conoscenza del Padre genera il Figlio, e dallamore tra questi due procede lo Spirito Santo. In questo
perpetuo convivio tra le tre Persone divine c un traboccamento di amore infinito, e
Dio, sebbene sia perfettamente felice, ha manifestato con lopera della creazione il
suo desiderio di far s che altri condividessero questo ineffabile amore.
Il bene eminentemente diffusivo e per questo la vita divina tende ad espandersi. Dio ha creato luniverso, non solo per manifestare la sua gloria, ma per comunicarla. Siccome le creature sono naturalmente incapaci di una conoscenza soprannaturale dellessenza divina, Dio concede loro agli esseri dotati di intelligenza e volont, Angeli e uomini la sua Grazia, un dono che li rende partecipi della natura
divina (II Pd 1, 4).
Essa, molte volte, agisce in forma soave e quasi impercettibile, ma in certe occasioni ha unazione folgorante ed efficace, provocando nelle anime pi incallite una
completa trasformazione.
La conversione di San Paolo uno degli esempi storici pi eminenti di un dietrofront spirituale, dalle inenarrabili conseguenze: da persecutore della Chiesa ad
Apostolo di Ges Cristo, egli stato il grande strumento per lespansione del Cristianesimo, cambiando cos la stessa direzione della Storia.
San Paolo stato un uomo che si lasciato coscientemente muovere dalla Grazia
e ha mirato a servire da veicolo affinch essa operasse anche negli altri. Egli la nomina continuamente e la cita nei suoi scritti. laddove abbondato il peccato, ha sovrabbondato la Grazia (Rm 5, 20), afferma. In un altro passo dice che Dio ha mostrato per i secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bont
verso di noi, in Cristo Ges (Ef 2,7). E ancora ci ammonisce: vigilando che nessuno
venga meno alla grazia di Dio (Eb 12, 15).
Quando gli uomini non sono indifferenti alla Grazia divina, ma, al contrario, la
accettano, le corrispondono e con questa decidono di collaborare, si producono meraviglie, come quelle che sono sbocciate dalla fede solida e dalla focosa carit di San
Paolo. Lungo il corso della Storia di essa troviamo esempi luminosi, come la conversione dei barbari, demolitori della civilt romana, ma alla fine attratti alla vera Religione grazie al potere della Grazia divina.
In questo misterioso dono di Dio sono riposte le nostre speranze per la trasformazione del mondo attuale, in quanto ci che per luomo impossibile, per Dio possibile. E cos, pu darsi che veniamo ad assistere, in un intervento divino, a uno dei
miracoli della Grazia: linstaurazione del Regno di Cristo, per mezzo di Maria.
Luglio 2008 Salvami

Regina5

La voce del Papa

Un dono di Dio
a tutta la Chiesa
Rivolgendosi ai Vescovi partecipanti al Seminario di Studi organizzato dal
Pontificio Consiglio per i Laici, Benedetto XVI ha sottolineato nuovamente
il segno luminoso della bellezza di Cristo e della Chiesa, sua Sposa
nellesperienza dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunit.

on la prima volta
che il Consiglio per
i Laici organizza un
Seminario per i Vescovi sui movimenti
laicali. Ricordo bene quello del 1999,
ideale prosecuzione pastorale dellincontro del mio amato Predecessore Giovanni Paolo II con i movimenti e le nuove comunit, tenutosi il 30
maggio dellanno precedente. Come
Prefetto della Congregazione per la
Dottrina della Fede fui coinvolto in
prima persona nel dibattito. Ebbi modo di stabilire un dialogo diretto con i
Vescovi, uno scambio franco e fraterno su tante questioni importanti.

Il risveglio di un vigoroso
impulso missionario
Lodierno Seminario, analogamente, vuol essere una prosecuzione
dellincontro che io stesso ho avuto,
il 3 giugno 2006, con una larga rap6Salvami Regina Luglio 2008

presentanza di fedeli appartenenti a


pi di 100 nuove aggregazioni laicali.
In quella occasione indicai nellesperienza dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunit il segno luminoso
della bellezza di Cristo, e della Chiesa, sua Sposa (cfr. Messaggio ai partecipanti al Congresso del 22 maggio
2006). Rivolgendomi ai cari amici
dei movimenti, li esortavo a fare di
essi sempre pi scuole di comunione,
compagnie in cammino in cui si impara a vivere nella verit e nellamore che
Cristo ci ha rivelato e comunicato per
mezzo della testimonianza degli apostoli, in seno alla grande famiglia dei
suoi discepoli (ibid.).
I movimenti ecclesiali e le nuove comunit sono una delle novit
pi importanti suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa per lattuazione del Concilio Vaticano II. Si diffusero proprio a ridosso dellassise conciliare, soprattutto negli an-

ni immediatamente successivi, in
un periodo carico di entusiasmanti
promesse, ma segnato anche da difficili prove.
Paolo VI e Giovanni Paolo II seppero accogliere e discernere, incoraggiare e promuovere limprevista irruzione delle nuove realt laicali che, in
forme varie e sorprendenti, ridonavano vitalit, fede e speranza a tutta la
Chiesa.
Gi allora, infatti, rendevano testimonianza della gioia, della ragionevolezza e della bellezza di essere cristiani, mostrandosi grati di appartenere al mistero di comunione che la
Chiesa. Abbiamo assistito al risveglio
di un vigoroso slancio missionario,
mosso dal desiderio di comunicare
a tutti la preziosa esperienza dellincontro con Cristo, avvertita e vissuta come la sola risposta adeguata alla profonda sete di verit e di felicit
del cuore umano.

vimenti ecclesiali e le nuove comunit non sono un problema o un rischio


in pi, che si assomma alle nostre gi
gravose incombenze. No! Sono un dono del Signore, una risorsa preziosa
per arricchire con i loro carismi tutta
la comunit cristiana. Perci non deve mancare una fiduciosa accoglienza che dia loro spazi e valorizzi i loro
contributi nella vita delle Chiese locali. Difficolt o incomprensioni su questioni particolari non autorizzano alla
chiusura. Il molto amore ispiri prudenza e pazienza.
A noi Pastori chiesto di accompagnare da vicino, con paterna sollecitudine, in modo cordiale e sapiente, i movimenti e le nuove comunit,
perch possano generosamente mettere a servizio dellutilit comune, in
modo ordinato e fecondo, i tanti doni di cui sono portatori e che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare: lo slancio missionario, gli efficaci itinerari di formazione cristiana, la
testimonianza di fedelt e obbedienza alla Chiesa, la sensibilit ai bisogni
dei poveri, la ricchezza di vocazioni.

Discernere e guidare i
carismi, senza soffocarli

Come non rendersi conto, al conLautenticit dei nuovi carismi gatempo, che una tale novit attenrantita dalla loro disponibilit a sotde ancora di essere adeguatamentomettersi al discernimento dellaute compresa alla luce del disegno di
torit ecclesiastica. Gi numerosi
Dio e della missione della Chiesa nemovimenti ecclesiali e nuove comugli scenari del nostro tempo? Proprio
nit sono stati riconosciuti dalla Sanperci si sono succeduti numerosi inta Sede, pertanto vanno senza dubterventi di richiamo e di orientamenbio considerati un dono di Dio per
to da parte dei Pontefici, che hanno
tutta la Chiesa. Altri, ancora in fase
avviato un dialogo e una collaboranascente, richiedono lesercizio di un
zione sempre pi approfonditi a livelaccompagnamento ancor pi delicalo di tante Chiese particolari. Sono
to e vigilante da parte dei Pastori delstati superati non pochi pregiudizi,
le Chiese particolari. Chi chiamaresistenze e tensioni. Rimane da asto a un servizio di discernimento e di
solvere limportante compito di proguida non pretenda di spadroneggiamuovere una pi matura comunione
re sui carismi, ma piuttosto si guardi tutte le componenti ecclesiali, perdi dal pericolo di soffocarli (cfr 1 Ts
ch tutti i carismi, nel rispetto della
5,19-21), resistendo alla tentazione
loro specificit, possano pienamente
di uniformare ci che lo Spirito Sane liberamente contribuire alledificato ha voluto multiforme per concorzione dellunico Corpo di Cristo.
rere alledificazione e alla dilatazioHo molto apprezzato che sia stane dellunico Corpo di Cristo, che lo
ta scelta, come traccia del Seminario,
stesso Spirito rende saldo nellunit.
lesortazione da me rivolta a un grupConsacrato e assistito dallo Spirito di
po di Vescovi tedeschi in visita ad liDio, in Cristo, Capo della Chiesa, il
mina, che oggi senzaltro ripropongo
Vescovo dovr esaminare i carismi e
a tutti voi, Pastori di
tante chiese particolari: Vi chiedo di andare incontro ai movimenti con molto amore (18 novembre
2006). Potrei quasi
dire di non aver altro
da aggiungere! La carit il segno distintivo del Buon Pastore:
essa rende autorevole
ed efficace lesercizio
del ministero che ci
stato affidato. Andare incontro con molto
amore ai movimenti e
alle nuove comunit
ci spinge a conoscere adeguatamente la
loro realt, senza impressioni superficiali o giudizi riduttivi.
Nella mattina del 17 maggio, nella sala del Concistoro, il Santo Padre
Ci aiuta anche a comha ricevuto in udienza i partecipanti al Seminario di Studi per i
Vescovi promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici
prendere che i moLuglio 2008 Salvami

Regina7

Osservatore Romano

Vi chiedo di andare incontro ai


movimenti con molto amore

provarli, per riconoscere e valorizzare ci che buono, vero e bello, ci


che contribuisce allincremento della santit dei singoli e delle comunit.
Quando saranno necessari interventi
di correzione, siano anchessi espressione di molto amore.
I movimenti e le nuove comunit si
mostrano fieri della loro libert associativa, della fedelt al loro carisma,
ma hanno anche dimostrato di sapere
bene che fedelt e libert sono assicurate, e non certo limitate, dalla comu-

nione ecclesiale, di cui i Vescovi, uniti


al Successore di Pietro, sono ministri,
custodi e guide.
Cari Fratelli nellEpiscopato, al
termine di questo incontro vi esorto a ravvivare in voi il dono che avete ricevuto con la vostra consacrazione (cfr 2 Tm 1,6). Lo Spirito di Dio ci
aiuti a riconoscere e custodire le meraviglie che Egli stesso suscita nella
Chiesa a favore di tutti gli uomini. A
Maria Santissima, Regina degli Apostoli, affido ognuna delle vostre Dio-

cesi e vi imparto di tutto cuore unaffettuosa Benedizione Apostolica, che


estendo ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose, ai seminaristi, ai catechisti e a tutti i fedeli laici, in particolare, oggi, ai membri dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunit presenti nelle Chiese affidate alle vostre
cure.
(Discorso ai partecipanti del Seminario di Studio promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici, 17/5/2008)

Il Rosario sta conoscendo


quasi una
nuova Primavera
Dando inizio al mese di Maria, Papa Benedetto XVI ha recitato il Rosario
nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, su invito del Cardinale
Bernard Francis Law. Nelle sue parole di chiusura, ha fatto notare
limportanza e lattualit di questa devozione.

l termine di questo
momento di preghiera mariana, desidero rivolgere a
tutti voi il mio cordiale saluto e ringraziarvi per la vostra partecipazione. Saluto in particolare il Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete di questa stupenda Basilica di Santa Maria Maggiore. Questo , in Roma, il tempio ma-

8Salvami Regina Luglio 2008

riano per eccellenza, in cui il popolo


della Citt venera con grande affetto
licona di Maria Salus Populi Romani. Ho accolto volentieri linvito che
mi stato rivolto nel primo sabato
del mese di maggio, a guidare il santo Rosario, secondo la bella tradizione che ho vissuto fin dalla mia infanzia. Nellesperienza della mia generazione, infatti, le sere di maggio rievocano dolci ricordi legati agli appunta-

menti vespertini per rendere omaggio alla Madonna. Come, infatti, dimenticare la preghiera del Rosario in
parrocchia oppure nei cortili delle case e nelle contrade dei paesi?

Il Rosario aiuta a collocare


Cristo al centro
Oggi insieme confermiamo che il
santo Rosario non una pia pratica
relegata al passato, come preghiera

Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana.
La versione integrale di questi documenti pu essere trovata in www.salvamiregina.it/lavocedelpapa

Luglio 2008 Salvami

Regina9

Osservatore Romano

di altri tempi a cui


pensare con nostalgia. Il Rosario sta
invece
conoscendo quasi una nuova
primavera. Questo
senzaltro uno dei
segni pi eloquenti dellamore che le
giovani generazioni nutrono per Ges
e per la Madre sua
Maria. Nel mondo
attuale cos dispersivo, questa preghiera aiuta a porre Cristo al centro,
come faceva la Vergine, che meditava
interiormente tutto ci che si diceva
del suo Figlio, e poi
quello che Egli faceva e diceva. Quando
Nel mondo attuale cos dispersivo, questa preghiera aiuta a porre
si recita il Rosario si
Cristo al centro, come faceva la Vergine
rivivono i momenti
importanti e significativi della storia Nome Santissimo di Ges, invocato
Vi affido le intenzioni pi urgenti
della salvezza; si ripercorrono le va- con fede e con amore al centro di del mio ministero, le necessit della
ogni Ave Maria.
rie tappe della missione di Cristo.
Chiesa, i grandi problemi dellumanit: la pace nel mondo, lunit dei
Maria aiuta i fedeli a formare
Con Maria si orienta il cuore al
cristiani, il dialogo fra tutte le culun cuore solo e unanima sola
mistero di Ges. Si mette Cristo al
ture. E pensando a Roma e allItacentro della nostra vita, del nostro
Cari fratelli e sorelle, ringraziamo lia vi invito a pregare per gli obiettempo, delle nostre citt, mediante Dio che ci ha concesso di vivere que- tivi pastorali della Diocesi, e per lo
la contemplazione e la meditazione sta sera unora cos bella di grazia, e sviluppo solidale di questo amato
dei suoi santi misteri di gioia, di lu- nelle prossime sere di questo mese Paese. Al nuovo Sindaco di Roma,
ce, di dolore e di gloria. Ci aiuti Ma- mariano, anche se saremo distanti, Onorevole Gianni Alemanno, che
ria ad accogliere in noi la grazia che ciascuno nelle proprie famiglie e co- vedo qui presente, rivolgo laugupromana da questi misteri, affinch munit, sentiamoci ugualmente vicini rio di un proficuo servizio per il beattraverso di noi possa irrigare e uniti nella preghiera. Specialmente ne dellintera comunit cittadina. A
la societ, a partire dalle relazio- in questi giorni che ci preparano al- tutti voi qui convenuti e a quanti si
ni quotidiane, e purificarla da tante la solennit della Pentecoste restia- sono uniti a noi mediante la radio e
forze negative aprendola alla novit mo uniti con Maria invocando per la la televisione, in particolare ai madi Dio. Il Rosario, quando prega- Chiesa una rinnovata effusione dello lati e agli infermi, imparto di cuore
to in modo autentico, non meccani- Spirito Santo. Come alle origini, Ma- la Benedizione Apostolica.
co e superficiale ma profondo, reca ria Santissima aiuti i fedeli di ogni coinfatti pace e riconciliazione. Con- munit cristiana a formare un cuore
(Discorso alla fine della recita del
tiene in s la potenza risanatrice del solo e unanima sola.
Rosario, 3/5/2008)

La Parola dei Pastori

Essere un altro Cristo


Rivolgendosi ai sacerdoti della sua prelatura, Mons.
Kay Schmalhausen, del Sodalizio di Vita Cristiana, ha
affrontato con profondit di vedute tre grandi temi:
obbedienza, preghiera e celibato.
Mons. Kay Martn Schmalhausen Panizo, SCV
Vescovo Prelato di Ayaviri (Per)

l sacerdozio intimamente legato allofferta di tutta la Chiesa, al sacrificio


eucaristico. La sua ragion
dessere , tra le altre, il
prolungamento nel tempo del mistero della salvezza contenuto in essa,
lofferta dellunica vittima pura, santa e immacolata e, con Lei, lalimentazione del popolo santo di Dio.
La grandezza di questo compito presuppone in ognuno di noi, sacerdoti di Cristo, precisamente
quellimitazione di quanto commemoriamo e l adattamento della nostra vita al mistero della croce del Signore che celebriamo.
per questo che la nostra vita deve
essere orientata e riprodurre il modello supremo, che Ges Cristo. Il sacerdote non vive pi in funzione di se stesso, n stato consacrato per realizzare
la propria volont. Questa in funzione di questAltro che lo ha chiamato, si
rende totalmente disponibile a Colui
che lo ha consacrato, e che ci dice alla
maniera di un testamento e program10Salvami Regina Luglio 2008

ma di vita: Mio cibo fare la volont di


colui che mi ha mandato e compiere la
sua opera (Gv 4, 34).

Sacerdote: uomo di
disponibilit e obbedienza
Cari fratelli sacerdoti, in queste parole appare chiara una prima nota caratteristica della nostra vita: quella
dellobbedienza. Se prestiamo attenzione per un momento alle parole del
rito di ordinazione, non possiamo non
notare il fatto che il sacerdote effettivamente chiamato ad essere un uomo di disponibilit e obbedienza. []
La verit che soltanto in questo
modo facendo nostra la disposizione di obbedienza di Ges, mediante
la rinuncia a noi stessi, e riaffermando la promessa di assolvere ai sacri doveri che per amore di Cristo accettiamo
con piacere nel giorno della nostra ordinazione per servire alla Chiesa 1
saremo autenticamente liberi, il nostro ministero veramente fecondo
per la Chiesa e il Regno, e la nostra
vita interamente felice e piena. []

Obbedienza non
sinonimo di oppressione
Non sorprende che il mondo doggi, sottomesso al secolarismo e a quella che stata chiamata civilt dellaccidia 2, non solo non sia capace di assumere questa logica amorosa e oblativa dellobbedienza, ma si rivolti francamente contro di essa e veda nellobbedienza un sinonimo delloppressione.
Purtroppo, linflusso di questa prospettiva mondana e fallace si lascia
sentire non poche volte allinterno
del corpo ecclesiastico quando in certi
ambiti dello stesso, si verificano lo spirito di contestazione, laperto dissenso
in relazione al Magistero, la formazione di gruppi e meccanismi di pressione che cercano di mettere alle strette i vescovi, le azioni o organizzazioni ai margini dei legittimi pastori, la ricerca di consensi deboli che imprimono uno spirito di mediocrit nella
vita ecclesiastica, i progetti pastorali o ecclesiastici che tentano di erigere
nuove ideologie o formae mentis totalmente estranee al Vangelo e al sentire

Joel ngel / www.flickr.com

della Chiesa, come idoli ai quali rendere culto. Tutto questo per lo scandalo e la confusione dei fedeli.
vero che, da un lato, tali procedimenti rivelano, in quelli che li propugnano, unassimilazione totalmente immatura dello Spirito di Cristo e
della Chiesa. Da un altro lato, sono
tutte realt che sembrano manifestare ancora una volta lazione tenebrosa del Maligno, e rieditano il Mistero
della passione del Signore, ora come
passione della Chiesa, che completa
nel suo corpo i dolori e sofferenze di
chi suo Capo3. [...]

La vita spirituale
fondamentale nel sacerdote
Desidero riferirmi ad una seconda nota caratteristica della nostra vita e del nostro ministero sacerdotale. Per noi, sacerdoti, lincontro quotidiano con il Signore Ges nellorazione, nella meditazione assidua della Parola di Dio e nella celebrazione
e adorazione eucaristica, non qualcosa di opzionale.
l, nella preghiera sincera e profonda, che avviene lassimilazione
dellautentico stile di vita del Signore
Ges, la maturazione del significato
dellessere sacerdoti e la nostra crescita nellamicizia con Colui che ci ha
amato fino allestremo.[]
In sintesi, la vita spirituale fondamentale nel sacerdote, per la propria salvezza e per ci che riguarda il
suo ministero e testimonianza, mentre la sua assenza porta a gravissime
conseguenze, come spesso possiamo
constatare. Solo questa assicura al sacerdote un amore fedele e generoso,
un cuore non diviso, una dedizione
totale alla Chiesa.

Un immenso dono per la Chiesa


Accenno qui molto brevemente ad una terza e ultima caratteristica: quella del celibato. Il celibato lo
sappiamo bene un immenso dono per la Chiesa. Veramente, questo
rende il sacerdote libero per un servizio universale, apre il suo cuore al-

Cattedrale dAyaviri, Per

le necessit di tutti i fedeli, lo rende


capace di una dedizione senza calcoli n misure.
In ogni caso, il genere di vita propria del celibato conviene ricordarlo presuppone anche di applicare con
responsabilit i mezzi che ci permettono di maturarlo, di integrare positivamente nella nostra vita la rinuncia che
presuppone come sviluppare i beni spirituali e pastorali che comporta.
Di fronte a quanto abbiamo visto
con molta pena e dolore negli ultimi anni, la Chiesa non pu permettere tra i suoi figli sacerdoti una vita
doppia che pregiudica gravemente il
corpo ecclesiale e toglie la credibilit ai suoi ministri. Per questo il Santo Padre ci ha chiesto recentemente
di contribuire a riparare ai gravissimi
danni causati in questa materia, pregando per i sacerdoti che sono caduti in colpe gravi, e per le loro vittime.
Ci obbliga anche ognuno di noi a riesaminarsi seriamente.
Sforziamoci, cari fratelli, realmente
ad essere riconosciuti come veri sacerdoti, per lintegrit dei nostri costumi,
per lo zelo della nostra carit pastorale, per il desiderio di amare secondo
il cuore di Ges, Buon Pastore, e per
lasciar trasparire questo al di fuori di

noi. Insisto qui, come ho fatto sapere


nella mia recente Lettera Pastorale:
noi, sacerdoti, per la nostra condizione di vita, siamo obbligati ad usare il
distintivo esterno che ci corrisponde,
cio, labito clericale. []
Per terminare, cari fratelli, in segno di gratitudine per limmeritato
dono del richiamo al sacerdozio ministeriale, non ci pu a questo punto venire meglio a proposito se non
un commosso rendimento di grazie a
Dio Amore per questimmenso dono
che abbiamo ricevuto: essere un altro Cristo, fare le veci di Cristo Capo e rappresentarLo in seno alla comunit a noi affidata.
(Brani dellomelia della messa crismale, 20/4/2008. Traduzione degli
Araldi del Vangelo. Testo originale disponibile in www.prelaturaayaviri.org)

Si veda: Liturgia della Messa Crismale, Rinnovo delle Promesse Sacerdotali.

BOJORGE SJ, Horacio. Gozo e Tristeza do Sacerdote na Civilizao da


Acedia. La Plata: 7 marzo 2007.

Si veda: Pontificale e Rituale Romano: Ordinazione di un Presbitero.


Luglio 2008 Salvami

Regina11

aVangeloA

l regno dei cieli simile a un tesoro


nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra
quel campo. Il regno dei cieli simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata
una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi
averi e la compra. Il regno dei cieli simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie
ogni genere di pesci. Quando piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono
i pesci buoni nei canestri e buttano
via i cattivi. Cos sar alla fine del mondo.
Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sar pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose?. Gli risposero: S. Ed egli disse loro:
Per questo ogni scriba divenuto discepolo del
regno dei cieli simile a un padrone di casa che
estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche
(Mt 13, 44-52).

12Salvami Regina Luglio 2008

Commento al Vangelo XVII Domenica del Tempo Ordinario

Le parabole sul Regno


Tre parabole sul Regno quella del tesoro nascosto,
della perla e della rete -, preziosi insegnamenti per la
nostra vita spirituale e per ottenere la salvezza. Quando i
pescatori separeranno i pesci, alla fine del mondo, noi
staremo tra i buoni, o tra i cattivi?

Don Joo Scognamiglio Cl Dias, EP

I Il Regno
rivelato dal
Maestro
Alcuni soldati, inviati dalle
autorit religiose del Tempio a
catturare Ges, erano ritornati
senza portare a termine la missione. Eseguire gli ordini era stato loro impossibile, per il semplice
fatto che nessuno mai aveva parlato come Lui. Traspare in questo episodio, il grande potere di espressione della verit insegnata dal Signore.
Nessuno mai arriv ad essere Maestro, o verr ad esserlo, nel senso pi
profondo del termine, come lo stato Ges Cristo. Chi, infatti, potr oltrepassarLo in pedagogia?
Consideriamo anche il fatto di
quanto luomo sia moralmente inca-

pace di conoscere da solo e pienamente le verit religiose, avendo bisogno per questo scopo del concorso
della Rivelazione. Anche a questo riguardo possiamo chiederci: chi meglio dello stesso Ges per offrire questa Rivelazione? Egli portava dallalto una ricca variet di temi per istruirci, tra i quali quello del Regno di
Dio.

Obiettivo degli
insegnamenti di Ges
Il suo grande desiderio era farci
conoscere direttamente le meraviglie
che il Padre ci aveva preparato, poich non facile esprimerle nel linguaggio umano, come lo stesso San
Paolo avrebbe detto: Quelle cose che
occhio non vide, n orecchio ud, n

mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo
amano (I Cor 2, 9). Se Egli ci avesse
mostrato il Regno dei Cieli, invece di
rivelarcelo, avremmo perduto i meriti. Per questo, diventava indispensabile servirsi di immagini approssimative, molto compenetrate di logica e
verosimiglianza, e facilmente accessibili alla nostra intelligenza. Unoratoria magniloquente non era necessaria
al Maestro, per la sua stessa essenza
e perch ci comunicava una dottrina
eterna, grandiosa, nella propria sostanza.
Dopo Ges, i Santi e i Dottori
molto ci hanno illuminato su questo
punto particolare, come SantAgostino quando ha scritto: Chi rivendica per se stesso quello che Voi offriLuglio 2008 Salvami

Regina13

te per uso di tutti, volendo come proprio ci che di tutti, ridotto da ci


che di tutti a ci che suo, cio, dalla verit alla menzogna1. S, da questo punto di vista, Ges ci ha dato il
pi alto esempio di modestia, proprio come dice San Paolo: Essendo di natura divina, non consider un
tesoro geloso la sua uguaglianza con
Dio; ma spogli se stesso, assumendo la condizione di servo,e divenendo
simile agli uomini (Fil 2, 6-7). Per
questo, invariabilmente, Egli Si richiama al Padre.

Supremazia del Magistero Divino


Ecco alcuni elementi che ci portano a meglio intendere il perch
Ges il Maestro. Cos, afferma il
Dottor Angelico: Cristo il principale dottore della dottrina spirituale e della fede, conforme alla Lettera
agli Ebrei: Questa infatti, dopo essere stata promulgata allinizio dal Signore, stata confermata in mezzo
a noi da quelli che lavevano udita,
mentre Dio testimoniava nello stesso
tempo con segni e prodigi, ecc. (Eb
2, 3-4).2
Infatti con tutta sicurezza si pu
parlare di una eccellenza del Magistero di Cristo, poich il potere di
Cristo nellinsegnare si vede, sia grazie
ai miracoli con cui confermava la sua
dottrina, sia per lefficacia con cui persuadeva, sia per lautorit con cui parlava, poich lo faceva come chi aveva
dominio sulla legge, affermando: Ma
io vi dico (Mt 5, 34), sia infine per la
rettitudine del suo procedere, vivendo
senza peccato.3
Anche San Tommaso ci mostra
come la scienza sacra superi tutte
le altre, sia per il suo oggetto, poich si occupa di temi elevati inaccessibili alla pura ragione umana, mentre le altre abbracciano soltanto ci
che si trova entro i loro limiti; sia per
la certezza, poich la scienza sacra si
basa sulla Luce divina che infallibile, e le altre sulla luce della ragione,
che passibile di errore. Per cui conclude: Dunque, evidente che, sotto
14Salvami Regina Luglio 2008

tutti questi aspetti, la scienza sacra


pi nobile delle altre.4
Di fronte a questa supremazia del
Magistero Divino di Ges, riesaminiamo per quale ragione Egli si serviva di parabole nel Suo insegnamento.

Metodo che intreccia


semplicit ed eternit
Le parabole erano molto comuni nellAntico Testamento. Fra queste possiamo menzionare quella del
cantico della vigna di Isaia (cfr. 5,
1-7), o quella utilizzata da Natan per
la sua invettiva contro Davide per i
suoi peccati (cfr. 2 Sam 12, 1-4). Tutto porta a credere che, ai tempi del-

San Tommaso
ci mostra come
la scienza sacra
superi tutte le altre,
sia il suo oggetto,
sia la certezza

la vita pubblica di Ges, esse fossero divenute ancor pi abituali, soprattutto tra i rabbini. Erano di vario tipo ed includevano un paragone
che aveva lo scopo di rendere accessibile un insegnamento arduo da capire. Come strumento pedagogico,
malgrado la loro semplicit e forse
proprio per questa ragione risultavano attraenti, poich, in virt di una
certa aura di ambiguit, che sempre
le accompagnava, risultavano enigmatiche. Cos, coloro che non riuscivano a cogliere il loro intero significato ne rimanevano curiosamente interessati e coloro che captavano il
loro contenuto provavano un sentimento di letizia. Per questo il Signore si rivolgeva cos ai Suoi ascoltatori: Chi ha orecchie per intendere, intenda (Mc 4, 9).

Gli autori hanno differenti opinioni a questo proposito. Alcuni, attraverso lottica della giustizia, analizzano le parabole come un
procedimento usato dal Messia con
lobiettivo di castigare quelli che si
rifiutavano di credere nella Rivelazione, nonostante i Suoi miracoli. Tra questi spicca Maldonado, come pure Knabenbauer e Fonk. Altri, al contrario, a partire dalla misericordia, spiegano che il soave velo delle parabole mirava a stimolare
linteresse degli astanti, inducendoli a fare domande, per questo afferma San Gerolamo: Mescola il chiaro con loscuro affinch, per mezzo
del comprensibile, afferrino quello
che non intendono.5
Era anche indispensabile che
Ges formasse i Suoi discepoli passo passo e non in maniera brusca dentro i nuovi orizzonti. Sotto questo punto di vista, il metodo
da Lui adottato non potrebbe essere stato migliore. In s, la parabola dovrebbe essere semplice, sprovvista di qualsiasi carattere ricercato e, trattando una materia legata
alleternit, risultare sempre attuale. Semplicit ed eternit erano termini che si intrecciavano nel fulcro
della Rivelazione portata da Ges
riguardo il Regno.

Due visioni opposte del Regno


I Giudei avevano una concezione sbagliata su questo punto in particolare. Credevano che la venuta
del Messia fosse unopportunit unica per la realizzazione del sogno nazionalista del popolo eletto: un intervento divino per instaurare unera
storica nella quale la supremazia politica, sociale e finanziaria sopra tutti i popoli sarebbe stata raggiunta con
gloria e trionfo.
Proprio in senso opposto era il
contenuto della Rivelazione sul vero Regno. In questo, tutto semplicit, lentezza e superamento di ostacoli. Di qui il riferimento alle immagini del grano di senape, del loglio e

del frumento, parabole contrapposte


agli errori di visualizzazione del popolo giudeo.

Ges predica alla moltitudine

Il soave velo delle


parabole mirava a
stimolare linteresse
degli astanti,
inducendoli a
fare domande
sa, solamente ai discepoli, e non alla
moltitudine, Maldonado la pensa in
modo contrario: Io credo che sia pi
probabile che li abbia detti a tutti prima, insieme con le altre parabole.6

II La parabola del
Tesoro nascosto
Il regno dei cieli simile a un tesoro nascosto in un campo; un
uomo lo trova e lo nasconde di
nuovo, poi va, pieno di gioia, e
vende tutti i suoi averi e compra
quel campo.
I dettagli secondari sono omessi dallEvangelista. Saranno stati, o
no, trattati dal Signore? Non abbiamo modo di saperlo. Tuttavia, si pu
immaginare quanto la spiegazione di
Ges debba essere stata molto attraente, per il fatto che Egli ne discorreva attraverso la Sua umanit e, pari passu, andava illuminando, ben disponendo e aiutando, con la grazia e
il Suo potere divino, il fondo dellanima di ognuno in quel momento l
presente.

Gustavo Kralj

Questa la tematica trattata


nellintero capitolo 13, da San Matteo. In questo passo, seguiamo la predicazione di Ges in Galilea. Uscito di casa, Ges si siede sulle rive del
mare di Tiberiade. Lo circonda una
moltitudine tale che Egli si trova nella circostanza di dover salire su una
barca, per riuscire a parlare a tutti. Discorre nuovamente utilizzando parabole: il seminatore, la zizzania, il grano di senape, il lievito. Dopo di che, saluta i presenti e ritorna
verso casa. Una volta solo con i suoi
discepoli, Gli viene chiesto di spiegare la metafora della zizzania. Se continuiamo ad ascoltarLo, penetreremo

nel passo del Vangelo della Liturgia


di oggi.
Sebbene San Matteo presenti questi insegnamenti come proferiti in ca-

Era anche indispensabile che Ges formasse i Suoi discepoli passo passo,
evitando di introdurli in maniera brusca, nei nuovi orizzonti
Ges insegna agli Apostoli Museo della Cattedrale di SantIsacco, San Pietroburgo (Russia)

Luglio 2008 Salvami

Regina15

Gustavo Kralj

Numerosi sono
oggi coloro che
abbandonano la
perla della verit e
preferiscono rotolare
nel precipizio
dellerrore

16Salvami Regina Luglio 2008

Matteo ha un obiettivo concreto in mente. Per questo sintetizza


la parabola nei suoi elementi essenziali, lasciando da parte, per esempio, lindicazione di come fu scoperto tale tesoro. Noi conosciamo episodi verificatisi nella Storia, a proposito di scoperte stupefacenti come
questa. Rimane perci a carico della nostra immaginazione ambientarla, completandone i particolari.
Luomo nasconde nuovamente il
tesoro. Da una prospettiva morale, procede bene, perch non si appropria delle ricchezze trovate. Allo stesso tempo, si mostra prudente
non lasciando in vista quelle preziosit, per evitare qualsiasi tentazione
da parte di chi poteva imbattersene.
Non necessario adeguare questo
dato [il fatto di nascondere il tesoro]
al significato della parabola, perch,
secondo la mia teoria, non fa parte
di questa, se non come ornamento.7
Maldonado discorre su questo punto in particolare con grande e saggio
criterio, glossando considerazioni
fatte da San Girolamo e San Beda.
Ci pare curioso che gli autori
concentrino le loro considerazioni
sulluomo che trova il tesoro, ma siano evasivi quando considerano il terreno in cui era nascosto. Ci sia consentito proporre una riflessione a
questo proposito.
Guardando ai primi tempi della
Chiesa, vediamo quanto sia costato
ai giudei e ai pagani convertiti comprare il terreno nel quale si nascondeva il tesoro della Salvezza. La rinuncia che si esigeva era totale: famiglia, beni, reputazione e perfino
la propria vita. Quanto bene hanno
proceduto, pertanto, quelli che allora hanno abbracciato la Fede Cattolica!
Lumanit attuale quale dei due
ruoli rappresenta: quello delluomo che desidera comperare o quello di chi vuole vendere? Purtroppo
la quasi totalit dei fatti ci fa propendere verso la seconda ipotesi. A molti di noi, al giorno doggi,

non importa del tesoro della nostra


Fede, che tanto costata ai nostri
antenati, e per la quale il Salvatore ha versato tutto il Suo Preziosissimo Sangue sul Calvario. Per quale miserevole prezzo alcuni di noi
vendono un cos grande tesoro, come ha fatto Esa con la sua primogenitura, scambiandola per un misero piatto di lenticchie! Oggi, pi
che mai, si moltiplicano le lenticchie della sensualit, della corruzione, del piacere illecito, dellambizione, ecc.
Qui potrebbe essere inclusa anche la figura del religioso che si lascia trascinare dalle faccende concrete, dimentico del tesoro per il
quale aveva abbandonato tutto nel
suo primitivo fervore.
Questa pienezza di gioia delluomo della parabola deve accompagnarci tutta la vita, senza interruzione, perch uno degli effetti della
vera Fede. La virt un dono gratuito, non si compra. Nel contempo,
il suo possesso continuo e crescente
costa sforzi di ascesi, piet e fervore. necessario che vendiamo tutte le nostre passioni, capricci, manie,
vizi, sentimentalismi, ecc., insomma,
tutta la nostra cattiveria. il miglior
affare che si possa fare su questa
Terra.

III La parabola della


perla preziosa

Il Regno dei Cieli anche simile a un mercante che cerca perle


preziose, e avendone trovata una
di grande valore, va, vende tutto
quello che ha e la compra.
Il Regno dei Cieli simile non al
mercante, ma alla perla; come nella
presente parabola esso non simile
alluomo che trova il tesoro, ma allo
stesso tesoro in questione.8 NellAntichit, le perle erano considerate
di un valore inestimabile. Per questa ragione, chi ne avesse trovata
in vendita una di eccellente categoria, sarebbe stato disposto a dare

no, senza paura, nelle acque torbide dellindifferenza e della debolezza a proposito della loro salvezza eterna, del Regno e dello stesso
Dio. Per costoro, il senso dellessere
si affievolisce, al punto che non distinguono quasi pi tra bene e male, bello e brutto, verit ed errore.
E quanti ce ne sono oggi che, pur
conoscendo la verit, non si concedono a lei, per pura mancanza
di generosit? Non vendono tutto quello che possiedono E chi
sono quelli che, nel mondo doggi,
sono disposti a sacrificare tutto per
mantenere lo stato di Grazia?
Infine, queste due parabole si
completano armoniosamente. Una
si riferisce al pulchrum del Regno
(quella della perla); laltra cerca di
infonderci lidea di vantaggio, utilit e premio (quella del tesoro).
In questultima si riflette la gratuit del Regno (trova), nella precedente, lo sforzo (cerca). In entrambe diventa palese quanto debba staccarsi dai beni di questo mondo chi desideri acquisire il Regno
dei Cieli.

Gustavo Kralj

via tutti i suoi beni pur di comprarla.9 Il testo ci parla di un mercante che cerca perle preziose. Egli, nel
comprarne una di altissima qualit,
non pensa a venderla per lo meno niente risulta a questo proposito
nella lettera del Vangelo.
Sui dettagli secondari, dibattono
tra loro diversi autori. Limportante
tener ben presente lidea secondo
cui la presente parabola ha lo stesso significato della precedente, cambia solo la materia 10ossia, si tratta di lasciare, se necessario, tutto
ci che si possiede al fine di acquistare questo tesoro o perla, che
non niente di pi che lo stesso Regno dei Cieli.
A questo proposito San Giovanni Crisostomo fa la seguente riflessione: La predicazione del Vangelo non solo una fonte di molteplici ricchezze, come lo un tesoro, ma
anche preziosa come una perla.E
pi avanti, completando il suo pensiero, afferma: La verit una, non
pu essere divisa in varie parti; per
questo si racconta di una sola perla
trovata. E cos come chi possiede una
perla di grande valore conosce bene
la sua ricchezza mentre tutti gli altri la ignorano, perch quella perla
cos piccola che ci sta in una mano
allo stesso modo, nella predicazione
del Vangelo, coloro che hanno la felicit di riceverla sanno quali ricchezze
spirituali acquistano,ricchezze completamente ignorate da coloro che
non conoscono il valore di questo tesoro. 11
Infatti, quanti pensatori pagani
hanno aderito alla verit del Cristianesimo, in quei primi tempi, perch
si sono sentiti attratti dalla sua dottrina, arrivando, alcuni di loro, a fare dono della propria vita per amore di questa? Erano buoni mercanti di perle.
Al contrario, numerosi sono oggi
coloro che abbandonano la perla
della verit e preferiscono rotolare
nel precipizio dellerrore, dellequivoco e della confusione. Si lancia-

IV La parabola della rete


Il Regno dei Cieli simile anche a una rete lanciata nel mare,
che prende tutte le speci di pesci.
Quando piena, i pescatori la tirano fuori e, seduti sulla spiaggia,
scelgono i buoni che mettono nel
cesto e buttano via i cattivi. Sar cos nella fine del mondo: Verranno gli angeli e separeranno i
cattivi dai giusti, e li lanciano nel
fuoco. L ci saranno pianti e ranger di denti.
Continuiamo ad ascoltare Ges
che parla nei dintorni del mare di
Tiberiade, nelle cui acque, secondo
le informazioni di specialisti, vivono approssimativamente trenta specie diverse di pesci. Descrive bene
la realt storico-geografica di questa parabola Don Manuel de Tuya,
OP, quando analizza secondo la le-

Quando la rete
piena, i pescatori
la tirano fuori e,
seduti sulla spiaggia,
separano i pesci
buoni dai cattivi

Luglio 2008 Salvami

Regina17

gislazione levitica, i pesci che erano


considerati impuri a causa dellassenza di squame, ecc. e gli altri,
classificati come cattivi in quanto difettosi. Per questo motivo, una
volta che i pescatori avevano trascinato la rete sulla spiaggia, i buoni
erano messi nei cesti e i cattivi erano rigettati.12
Questa scena, cos comune nella vita quotidiana dei Suoi discepoli, ricordata da Ges con lintento di rendere loro chiaro che, per
penetrare nel Regno di Cieli, indispensabile essere buon cittadino
in questo stesso Regno, che comincia con la vita soprannaturale. Solo cos non saremo esclusi nel nostro Giudizio particolare e, quindi,
anche in quello Finale. O detto altrimenti: si compara la Santa Chiesa
ad una rete, perch stata consegnata ad alcuni pescatori, e tutti, tramite questa, sono trascinati dalle onde
della vita presente al Regno Eterno,

Il compito di separazione
toccher agli Angeli, nel giorno
del Giudizio: i buoni a
destra, i cattivi a sinistra

Scala Archives

18Salvami Regina Luglio 2008

affinch non periscano sommersi negli abissi della morte eterna.


Questa Chiesa riunisce tutti i tipi
di pesce, perch chiama per perdonare tutti gli uomini: i saggi e gli insensati, i liberi e gli schiavi, i ricchi e i po-

Per penetrare nel


Regno di Cieli,
indispensabile
essere buon
cittadino in questo
stesso Regno, che
comincia con la vita
soprannaturale
veri, i forti e i deboli. La rete, cio la
Chiesa, sar completamente piena, quando alla fine dei tempi sar terminato il destino del genere umano.

Per questo, continua: la quale quando piena, ecc. perch cos come il
mare rappresenta il mondo, allo stesso modo lorizzonte del mare rappresenta la fine del mondo; e in questa fine saranno scelti e conservati in cesti
i buoni e i cattivi saranno buttati via,
ossia, gli eletti saranno ricevuti nei Tabernacoli Eterni, e i cattivi, dopo aver
perso la luce che illuminava linterno
del Regno, saranno portati nelle tenebre esterne: perch ora la rete della Fede contiene anche, come pesci mescolati, tutti i cattivi e i buoni; ma dopo, a
riva si vedr quelli che sono dentro la
rete della Chiesa. 13
Non solo secondo San Gregorio
questa rete pu essere interpretata come unimmagine della Chiesa;
molti altri autori la giudicano nello
stesso senso. La Chiesa composta
da giusti, ma

anche da peccatori. Il male che a volte incontriamo nella sua parte umana non deve farci paura, tanto meno
scandalizzarci; tutto previsto. La
Chiesa non smette per questo di essere Santa nella sua essenza, poich
Essa divina. Ci che deve importarci cercare la perlae, una volta
trovato questo tesoro, abbandonare tutto per essere buoni pesci in
questa rete.
Il compito di separazione toccher agli Angeli, nel giorno del Giudizio: i buoni a destra, i cattivi a sinistra; i sacerdoti santi saranno separati dai sacerdoti sacrileghi, i religiosi osservanti, dai sensuali; i magistrati integri, dagli ingiusti: saranno ricevute le vergini sagge, rifiutate le sciocche; accolte le spose fedeli, allontanate le adultere; insomma,
gli eletti saranno messi da una parte,
e i peccatori dallaltra.
Verrebbe a proposito qui unesauriente descrizione riguardo ai tormenti eterni dei cattivi nellinferno,
come, in contrapposizione a questi,
una seconda relativa ai piaceri celesti di cui godranno i buoni nella vita
eterna. Non mancher occasione per
discorrere su una materia cos importante.

V Epilogo
Ges insegnava ai Suoi discepoli la sostanza e la bellezza del Regno
dei Cieli, rendendoli dottori. Cos, altamente formati, avrebbero dovuto
insegnare agli altri con abbondanza e

Fissiamo la
nostra mente e il
nostro cuore nelle
meraviglie del
Regno dei Cieli
e conserviamo
un perseverante
terrore dellInferno
variet di dottrina, secondo il livello e
la necessit di coloro che li ascoltavano, senza mai essere sorpresi a mani vuote. Perch, cos come il padre
di famiglia deve alimentare i suoi con
il mantenimento corporale, allo stesso
modo il dottore evangelico deve nutrire
il popolo cristiano con lalimento spirituale.14
Anche per noi costituisce una necessit, quando abbiamo altri sotto la
nostra responsabilit, impiegare tutti i mezzi della miglior erudizione
antica e attuale - e della pi attraente didattica, in modo da istruirli e
formarli bene.
Ges contemplava, in questoccasione, il futuro della Sua opera, non
pi solo con le conoscenze eterne
della Sua divinit, e nemmeno soltanto con quelle della visione beatifica della Sua anima nella gloria, ma
attraverso la Sua esperienza umana,
e discerneva gli splendori dellepilogo finale di tutti gli eventi, dopo i
Suoi drammi e sofferenze durante la
Passione. Esultava di gioia nel vedere con anticipo il trionfo dei Suoi discepoli, della Chiesa, e dei buoni in
generale dopo il Giudizio, cos come
la giustizia del Padre che si abbatter su quelli che avranno rigettato la

Sua Rivelazione. Per questo, mostrava davanti al pubblico come pure


davanti ai Suoi discepoli panorami
dellavvenire, ora con tinte scure e cariche di gravit, ora con fulgori splendidi e meravigliosi. I suoi ascoltatori,
alle volte, si riempivano di paura e di
terrore e, in altri momenti, di consolazione e speranza. Poich la paura
un eccellente freno di fronte allinvito
del male, e la speranza uno dei migliori stimoli per condurci a Dio.
Fissiamo la nostra mente e il nostro cuore nelle meraviglie del Regno dei Cieli e conserviamo un perseverante terrore delleternit nellInferno. Cos, saremo in condizione di
trovarci tra quegli invitati che si troveranno a destra di Ges, nel Giudizio Finale.

Le Confessioni, l.12, c.25.

Summa Teologica III, q.7, a.7, rep.

Summa Teologica III, q.42, a.1, ad 2.

Summa Teologica I, q.1, a.5c.

GERONIMO, San, Commentariorum


in Evangelium Matthaei Libri Quattuor: PL 26, 108.

MALDONADO SJ, P. Juan de. Comentarios a los cuatro Evangelios.


Madri: BAC, 1950, v.I, p.508.

Idem, pp.508-509.

Idem, pp.509-510.

Cfr. Plinio il Vecchio, Hist. Nat.,


1. IX, 34 apud FILLION, LouisClaude. Vie de N.-S. Jsus-Christ.
Paris: Letouzey et An, 1922, t. II,
p.379.

10

MALDONADO. Op. cit. p. 510.

11

Apud dAQUINO, San Tommaso,


Catena Aurea

12

Cf. TUYA OP, P. Manuel de. Bblia Comentada. Madri: BAC, 1964,
v.II, p.321.

13

GREGORIO I MAGNO, San. XL


Homiliarum in Evangelia, h.11: PL
76, 1114-1118.

14

MALDONADO. Op. cit. p.512.


Luglio 2008 Salvami

Regina19

I Quaranta Martiri
del Brasile
Ignazio di Azevedo, con la sua giovane falange,
alimentava lardente desiderio di vedere un Brasile
prospero in virt. Nel frattempo Dio lo chiam, come se
dicesse: Ignazio, non vedrai pi il Brasile. Vieni a Me!

Don Santiago Ignacio Morazzani Arriz, EP

orreva la seconda met del secolo XVI. Limmensa vastit del Nuovo
Mondo, con i suoi milioni di anime in attesa della luce del Vangelo, sfidava lardimento dei missionari. Le onde dellAtlantico, nellaccarezzare le spiagge e le
rocce delle due nazioni iberiche, sembravano chiamare alleroismo i cuori
idealisti. Le squadre portoghesi, contraddistinte dalla Croce di Cristo, facevano continuamente rotta sul Mar
Oceano, ora trasformato in strada
di sole e di schiuma; gli abitanti del
Brasile vedevano, con frequenza, abiti religiosi sbarcare dalle navi che gettavano le ancore nella Baia di Salvador, nella Capitaneria di Pernambuco o nelle insenature accoglienti di
So Vicente.
Ma, in poco tempo, la dura realt
della nuova evangelizzazione apparve
in tutta la sua crudezza. La conversione degli indigeni era lungi dallessere
un compito tranquillo e non si intravvedevano speranze di risultati dura-

20Salvami Regina Luglio 2008

turi per quella generazione di catecumeni. Il cannibalismo, pratica radicata fin da tempi immemorabili, resisteva con feroce tenacia alle esortazioni
dei predicatori e alle minacce dei governanti, anche fra coloro che erano
gi stati battezzati: tamoios, tapuias e
tupinambs si divoravano tra loro in
indescrivibili orge, degne del peggiore degli incubi. Lesempio di vita dei
colonizzatori laici, in quellambiente tropicale ed esuberante, lasciava
spesso a desiderare lo scoraggiamento cominciava a guadagnare terreno nelle anime dei missionari e le
braccia stanche molte volte pendevano inerti lungo il corpo.
Era necessaria la comparsa di apostoli della tempra di un San Paolo!
Uomini infiammati dallo Spirito Santo, che non indietreggiassero davanti
alle pi grandi delusioni o sconfitte.
Lavoratori e organizzatori instancabili, consapevoli della grandezza del
piano provvidenziale che realizzavano, ma disposti a consegnare la fiamma del fuoco sacro alle successive ge-

nerazioni, chiudendo gli occhi alla vita senza vedere realizzati i loro disegni pi santi.
Dunque, questi uomini sono comparsi realmente e a loro il Brasile tributa unincondizionata gratitudine
per la titanica impresa che hanno assunto senza esitazioni, col sacrificio
totale delle loro esistenze. Facevano
parte di una nuova istituzione appena fondata da un uomo veramente
ispirato: la Compagnia di Ges. I nomi di Manoel da Nbrega e Giuseppe
di Anchieta, tra gli altri, saranno ricordati come i grandi benefattori della Terra di Santa Croce.

Ondata di conversioni
Agitata e lacerata dalle guerre di
Religione, lEuropa vedeva le falangi di Ignazio di Loyola moltiplicarsi rapidamente, in maniera quasi miracolosa. Il passaggio di questi austeri predicatori scatenava vere ondate di conversione e di riforma di vita, in ambienti molte volte dominati
dalleuforia rinascimentale dellidola-

Un sacerdote gesuita
Nato nel 1526, a poca distanza da
Porto, era figlio di Mons. Manuel
de Azevedo e Donna Francesca de
Abreu. Poco sappiamo della sua infanzia, in giovent serv come paggio
nella corte del re Don Giovanni III.
Il suo mutamento di vita fu improvviso e sorprendente: consigliato da un
amico, assistette alle prelezioni del
famoso gesuita spagnolo padre Francesco Estrada, di passaggio per Porto, e immediatamente il desiderio di
diventare religioso sbocci nella sua
anima come decisione irrevocabile.
Esit appena sulla scelta, sentendosi
inizialmente attratto dallOrdine dei
Domenicani, per la devozione che essi avevano per la Madonna1, ma, dopo un incontro con il padre Estrada,
il giovane nobile non ebbe pi dubbi:
sarebbe stato figlio di SantIgnazio.
Nel 1548 si distinse negli studi
presso la casa gesuita di Coimbra, per
lausterit delle penitenze quotidiane
e per limpegno nellesercitare i servizi pi umilianti. Non era considerato un predicatore eloquente, n brillava per loratoria, ma si mostrava incomparabile nellarte della conversazione, la quale sarebbe stata sempre
la sua grande arma.2
Ricevette i sacri Ordini a Braga,
nel 1553, ed assunse il rettorato del
nuovo collegio di Santo Antao di Li-

PPCJ.pt

tria del piacere. Le moltitudini si accalcavano nelle chiese e, alla parola


dei discepoli del convertito di Manresa, le lacrime scorrevano sui volti, le mani battevano il petto e i buoni propositi fiorivano in abbondanza. In non rari casi, il colorito abito di
corte cinquecentesco veniva definitivamente abbandonato a favore della veste nera del novizio gesuita. Cos, nel 1547, un portoghese di nobile lignaggio, toccato profondamente
dalla predicazione di don Francesco
Estrada, decise di abbandonare la vita mondana ed entrare nelle fila della
Compagnia. Si chiamava Ignazio de
Azevedo.

Brasile: il grande sogno

Il Beato Ignazio de Azevedo


che mostra la copia fedele della
famosa Salus Popoli Romani

sbona, uno dei primi istituti scolastici della Compagnia, opera del famoso padre Girolamo Nadal. Nel suo
nuovo incarico, dimostr unillimitata dedizione, trovando ancora del
tempo per visitare carcerati, lebbrosi
ed infermi della citt. Pochi anni dopo, dovette esercitare le funzioni di
vice-provinciale della Compagnia in
Portogallo, facendosi conoscere per
la sua carit eroica presso le vittime
della terribile peste che aveva devastato alcune citt del regno e acquistando in quelloccasione grande fama di apostolo, medico e consolatore
presso la popolazione bisognosa.
La sua fedelt al Fondatore si rifletteva nelle sue molte lettere. In
queste chiedeva insistentemente al
Generale di inviare in Portogallo un
Visitatore che seguisse il padre Ignazio 3, di modo che tutto fosse interamente di suo piacimento. Nel
1559, nominato rettore del nuovo
collegio gesuita di Braga, la sua prima preoccupazione fu quella di allestire il luogo pi dignitoso della casa per servire da cappella del Santissimo Sacramento, mentre lui alloggiava in un posto scomodo e freddo.
Otto anni dopo, a Coimbra, padre
Azevedo realizz finalmente la professione solenne, nelle mani del Provinciale Diogo Miro.

In questa incessante azione apostolica, egli chiese molte volte al Generale la grazia di essere inviato nelle terre pi lontane, dove la presenza dei figli di Ignazio di Loyola si rendeva pi necessaria. Il Brasile esercitava su di lui una misteriosa attrazione ed il terzo Generale della Compagnia, Francesco de Borgia, comprese lappello alla missione che faceva
vibrare il cuore di questo suo suddito, al punto da menzionare affettuosamente il suo Brasile 4 nelle lettere dirette al gesuita lusitano. Nel febbraio del 1567, Ignazio de Azevedo
fu nominato Visitatore della Terra di
Santa Croce. Cos, con larmata che
partiva nel maggio dello stesso anno,
viaggi, raggiante di giubilo, un nuovo missionario della Compagnia.
Per due anni il Visitatore percorse palmo a palmo le vastit del Brasile. Percorrendo tutte le case della
Compagnia, introdusse costumi, suscit nuove speranze, ascolt lamentele e suggerimenti, incentiv ed organizz gli studi e dett sagge regole per la perseveranza di quelli che si
addentravano nella foresta. Giuseppe di Anchieta menzion nelle sue
lettere gli enormi benefici della visita
di Azevedo5 e, quando arriv il momento del ritorno, dopo aver percorso due volte il litorale brasiliano, tutti gli abitanti di Salvador si riversarono sulla spiaggia, pieni di nostalgia e
di speranze6, celebrandolo come vero padre e supplicandolo insistentemente di ritornare presto. Egli promise tutto quanto gli venne chiesto e
si mise in viaggio verso il Portogallo,
fermamente deciso a tornare al suo
Brasile.

La partenza e il viaggio
Nonostante il suo impegno a ritornare, trascorsero altri due anni prima
del nuovo imbarco. Questa volta, egli
preparava un vero rinnovamento spirituale e materiale della colonia. Insistendo sulla necessit di vocazioni
specificamente destinate allevangeLuglio 2008 Salvami

Regina21

lizzazione del Brasile, affermava che


non cera bisogno di reclutare novizi
di grande cultura, ma soltanto coloro
che dessero garanzie di perseveranza
e si sforzassero di apprendere le lingue indigene.Com latim, tupi e virtude 7 sarebbero stati adatti alla grande missione.
Francesco de Borgia diede il suo
totale appoggio alliniziativa di Ignazio e lo autorizz a reclutare volontari in tutte le Case della Compagnia. Il
papa San Pio V ricevette il gesuita in
udienza e gli concesse sostanziosi privilegi per il suo viaggio, oltre allindulgenza plenaria per tutti coloro che lo
avessero accompagnato. Al passaggio
di Ignazio si moltiplicavano i candidati
a partecipare allepopea, in modo che,
alla vigilia della partenza, settanta valorosi giovani si riunirono sotto la direzione del missionario, ora nominato
Provinciale del Brasile. Oltre a due sacerdoti, quasi tutti erano fratelli o novizi della Compagnia, tra loro cerano
degli artigiani di diverse specialit, come sarti, calzolai, tessitori, muratori,
contadini e un pastore che si sarebbe
imbarcato con le sue pecore.
Alla fine, il 5 giugno del 1570, larmata di Don Luigi di Vasconcelos,
nuovo Governatore del Brasile, alz lancora alla foce del Tago, con a
bordo la squadra di volontari. Padre
Ignazio, con trentanove compagni,
viaggiava a bordo della nave mercantile Santiago.
In pochi giorni, quellimbarcazione divent scenario degno del migliore ritiro ignaziano. I fratelli e novizi
si riunivano intorno al padre Ignazio
e trascorrevano i giorni in preghiera, conversazioni edificanti e letture in comune, accompagnate alle volte dai begli accordi della polifonia sacra. Gli stessi marinai, i cui costumi e
linguaggio non erano sempre dei pi
raccomandabili, furono influenzati
dallambiente generale e partecipavano con gioia alle lunghe conversazioni sulle verit della Fede. Lesame
di coscienza, al tramonto, si chiudeva
col canto del Salve Regina.
22Salvami Regina Luglio 2008

Pochi giorni furono sufficienti per


approdare allisola di Madeira. Don
Luigi de Vasconcelos non sembrava avere molta fretta di arrivare in
Brasile, quindi decise di fermarsi l
per alcune settimane, rendendo in
tal modo impaziente il capitano della
Santiago, che chiese licenza per navigare da solo fino alle Canarie. Padre
Azevedo era contrario a tale temerariet, la possibilit di essere attaccati
dai corsari in alto mare era molto alta, comunque lasci loro la libert di
scegliere tra il continuare sulla Santiago o aspettare insieme allarmata.
Un impeto di entusiasmo gli rispose: non vogliamo abbandonarlo! E
la nave part da sola, portando il suo
piccolo esercito di candidati al martirio che approdarono felicemente al
piccolo porto di Terza-Corte, nelle
Canarie, dove furono affettuosamente ricevuti e ove rimasero per cinque
giorni, in attesa di venti favorevoli per ripararsi nella citt di Las Palmas. Tutto indicava che padre Ignazio aveva ricevuto in quelloccasione
chiari segnali dal Cielo sulla sorte che
li aspettava, poich, a partire da allora, le sue parole di incoraggiamento
si riferivano sempre alla bellezza del
martirio e al servizio prestato a Dio
da coloro che donavano la loro vita
per la Fede cattolica.
Intanto, Don Luigi de Vasconcelos, ancora a Madeira, ordinava alle sue navi di uscire precipitosamente dalla bocca del porto per inseguire alcune navi che spuntavano al largo. Si trattava di Jacques Sria corsaro francese a servizio della regina
della Navarra, Giovanna dAlbret,
famoso per il suo fanatismo anticattolico e sanguinario che era partito da La Rochelle, a caccia dei gesuiti. Per, il pirata non os affrontare la flotta portoghese e riprese lalto
mare, approssimandosi a Las Palmas,
esattamente quando i pellegrini, dopo aver lasciato Terza-Corte, avvistavano il porto desiderato. Fu in questo
momento che la vedetta della Santiago diede lallarme: Nave in vista!.

Il martirio
Tutto accadde rapidamente: mentre i nemici accerchiavano la loro preda, cercando labbordaggio, i figli di
santIgnazio si riunirono presso lalbero maestro della Santiago, intorno
al loro superiore, il quale manteneva
eretta una statua della Madonna, copia fedele della famosa Salus Populi
Romani che si venera nella Basilica di
Santa Maria Maggiore, a Roma.
Intonarono allora la litania lauretana e offrirono a Dio le loro vite ad
alta voce. Padre Azevedo design un
gruppo per proclamare la Fede Cattolica durante la lotta e soccorrere i
combattenti feriti, mentre gli altri sarebbero rimasti a pregare incessantemente. Egli stesso si mantenne fino alla fine ai piedi dellalbero maestro, esposto al furore della mischia.
Ebbe inizio allora un breve scambio
di artiglieria, il cui risultato era facile
da prevedere, data lenorme diseguaglianza di forze.
Il fratello Benedetto de Castro dirigeva la preghiera dei novizi, ma, ad
un certo punto li abbracci tutti, corse a prua dove ferveva la battaglia e,
impugnando il crocifisso, rimase in
piedi sulla murata, proclamando a
gran voce la sua Fede, fino a cadere
tra le onde trafitto dalle pugnalate.
Fu il primo martire.
Alla fine, le imbarcazioni del
francese, stringendo lassedio, sgominarono gli avversari sul casseretto della nave. Le ingiurie dei calvinisti contro i papisti erano dominate dalla voce di Ignazio di Azevedo, il quale, con limmagine di Maria
ben visibile al petto, esortava i cattolici a morire per la loro Fede e ricordava al nemico il rischio della perdizione eterna. Il piccolo equipaggio
ormai non riusciva pi a contenere
lattacco dei corsari ed uno di questi, approssimandosi infine a padre
Ignazio, gli sferr un tremendo colpo di spada alla testa, mentre il martire, senza fare un passo indietro e
ricevendo nuove stoccate, proclamava cadendo: Tutti mi siano testimoni

PPCJ.pt

che muoio per la Fede Cattolica e per


la Santa Chiesa Romana!.8
Il padre Francesco lvares gli amministr lultima assoluzione e allora i fratelli e i novizi accorsero, gettandosi presso il loro caro padre e abbracciandolo tra le lacrime, mentre
egli li incoraggiava: Figli, non temete! Io vado avanti, a prepararvi la dimora.9
Il capitano della Santiago cadde
trafitto da coltellate, cos i pirati dominarono interamente il casseretto, scagliandosi ferocemente contro
i religiosi e facendo di loro una orribile strage. Il fratello Manuel lvares, che in Portogallo aveva ricevuto
la rivelazione del suo martirio, rimase a suonare un tamburo nel mezzo
del combattimento, urlando ai nemici tutto quanto pensava sulla loro empiet. Ebbe le membra spezzate dai
colpi ricevuti, ma non emise neppure un gemito. Anche il corpo del padre Azevedo, con le braccia incrociate, and a riposare nel mare, sotto lo
sguardo dei suoi compagni. Il novizio
Francesco di Magellano, di ventanni,
ostentava sul viso, con fierezza, il sangue del suo santo superiore, che aveva abbracciato con infinita tenerezza. Il fratello Alessio Delgado, piccolo e minuto, ebbe la testa schiacciata con una forza tale che il sangue
gli sgorgava dal naso mentre prorompeva in grandi risa, felice di ricevere i
primi colpi che lo avrebbero condotto al martirio.
Jacques Sria ordin perentoriamente di uccidere tutti i gesuiti, ad
eccezione del cuoco, Giovanni Sanches, il quale sarebbe stato risparmiato per prestare i suoi servizi come schiavo. E cos si consum quella giornata: trafitti da pugnali o colpiti dalle spade, gli ultimi figli di
santIgnazio furono gettati nelloceano senza piet. Il nipote del capitano,
chiamato San Giovannino, che aveva ricevuto da padre Azevedo la promessa di essere ammesso nella Compagnia prima di approdare in Brasile, si offerse allora di morire al po-

In Spagna, la grande Santa Teresa dAvila riceve la visione di tutto quanto


sarebbe successo sulla nave Santiago e del trionfo dei gloriosi martiri.
I quaranta martiri del Brasile Quadro di Giuseppe Bagnasco
Chiesa dei Gesuiti, Palermo

sto del cuoco e complet cos il numero di quaranta. Per lungo tempo si
udirono le preghiere dei martiri sulle acque tranquille, mentre lo splendore del tramonto illuminava il corpo
di santIgnazio, che ancora fluttuava con le braccia incrociate vicino al
sacro quadro della Madonna. Nella
lontana Spagna, la grande Santa Teresa dAvila riceveva in quel momento la visione di tutto quanto era accaduto nella nave Santiago e del trionfo
di quei gloriosi martiri10

La donazione totale
Misteriosi sono i disegni di Dio riguardo alle anime. Quanti, nel corso
della Storia della Chiesa, si sono sentiti chiamare dalla Divina Provvidenza a determinate missioni e, dopo essersi dedicati a queste col massimo
impegno, sono morti senza aver compiuto le loro nobili aspirazioni! Comunque si ingannerebbe chi concludesse che c un equivoco in questi
casi da parte di coloro che hanno ottenuto soltanto, come esito apparenLuglio 2008 Salvami

Regina23

te, la delusione e linsuccesso. Quando Dio accende un qualche desiderio


nel cuore di un apostolo, pi che la
realizzazione dellopera iniziata, Egli
desidera lofferta generosa di unanima che ha deciso di dedicarsi senza
macchia di egoismo o autorealizzazione. In una parola, Egli non vuole
tanto la cosa, ma chi la fa.
Ignazio di Azevedo, con i suoi
compagni, alimentava ardentemente
il desiderio di vedere un Brasile prospero in virt, la cui nuova civilt fosse tutta fondata sulla Fede Cattolica.
Navigando verso la realizzazione del
suo ideale, Dio lo chiam, come se
gli dicesse: Ignazio, non vedrai pi
il Brasile. Vieni a Me! Egli seppe rispondere allinvito con la pi completa pace danimo. Da Ignazio Dio voleva, soprattutto, proprio Ignazio, pi
che il Brasile.

Martiri brasiliani
E chi lo sa se, per la grandezza
di questo Paese, Dio voleva da quei
quaranta eroi la conquista misteriosa e soprannaturale di grandi glorie in un avvenire che essi neppure
sospettavano? Nel contemplare le
spiagge del litorale brasiliano, dove
le onde sembrano baciare la sabbia e
ritirarsi con nostalgia, siamo portati a pensare a quella squadra di giovani martiri e, pieni di emozione, nel
ricordare che questa spuma luminosa viene irrigata da sangue tanto fecondo, goccia dacqua nel calice del
Preziosissimo Sangue del Redentore, cantiamo con la sacra Liturgia:
Si rallegrano nel Cielo le anime dei
santi che hanno seguito i passi di Cristo e che, per amore di Lui, hanno
versato il loro sangue. Con Lui esultano eternamente!

M. Gonalves da Costa, Incio de


Azevedo, o homem e sua poca, Livraria Cruz, Braga, 1957, pag. 42.

Idem, pag. 57.

Idem, pag. 117.

Idem, pag. 227.

Cf. Cartas do Padre Jos de Anchieta in


Cartas Jesuticas, Civilizao Brasileira, Rio de Janeiro, 1933, pag. 257.

M. Gonalves da Costa, Incio de


Azevedo, o homem e sua poca, Livraria Cruz, Braga, 1957, pag. 278.

Idem, pag. 290.

Idem, pag. 415.

Idem, pag. 416.

10

Cf. Rocha Pita, Histria da Amrica


Latina Portuguesa, Itatiaia, Belo Horizonte, 1976, pag. 90.

I Quaranta
Martiri Brasiliani
P. Incio de Azevedo, Sacerdote, 43 anni
P. Diogo de Andrade, Sacerdote, 38 anni circa
Diac. Gonalo Henriques, Diacono, 20 anni circa
Afonso de Baena, Fratello, 31 anni
Aleixo Delgado, Studente, Cantore, 17 anni
lvaro Mendes, Studente, Cantore, 19 anni circa
Amaro Vaz, Fratello, Orefice, 17 anni
Andr Gonalves, Studente (Filosofia), 18 anni
Antnio Correia, Studente, 17 anni
Antnio Fernandes, Fratello, Carpentiere, 18 anni circa
Antnio Soares, Studente, 21 anni circa
Bento de Castro, Maestro dei Novizi, 27 anni
Brs Ribeiro, Fratello, Novizio, 24 anni
Diogo Pires, Studente, 24 anni circa
Domingos Fernandes, Fratello, 19 anni
Estvo de Zuraire, Fratello, Ricamatore, 30 anni
Ferno Sanchez, Studente, 18 anni circa
Francisco Prez Godoy, Studente, Canonista, 30 anni
Francisco lvares, Fratello, 31 anni
Francisco de Magalhes, Studente, Cantore, 21 anni

24Salvami Regina Luglio 2008

Gaspar lvares, Fratello, 18 anni circa


Gregrio Escrivano, Fratello, 18 anni circa
Joo Adaucto, Studente, 18 anni circa
Joo de Mayorga, Fratello, Pittore, 37 anni
Joo de San Martn, Studente, 20 anni
Joo de Zafra, Irmo, 18 anni circa
Joo Fernandes, di Lisbona, Studente, 19 anni circa
Joo Fernandes, di Braga, Studente, 23 anni
Lus Correia, Studente, 17 anni
Lus Rodrigues, Studente, 16 anni
Manuel lvares, Fratello, 24 anni
Manuel Fernandes, Studente, 19 anni circa
Manuel Pacheco, Studente, 19 anni circa
Manuel Rodrigues, Studente, 20 anni circa
Marcos Caldeira, Studente, Novizio, 23 anni
Nicolau Dinis, Studente, Novizio, 17 anni
Pero de Fontoura, Fratello, Novizio, 23 anni
Pero Nunes, Studente, 19 anni circa
Simo da Costa, Fratello, 19 anni
Simo Lopes, Studente, 18 anni

Il male non ha bisogno


di un principio per esistere
Una natura santa, pura e giusta come stata capace di contaminarsi
col Peccato Originale, non avendo in se stessa un principio del male?

osa rispondere alla seguente difficolt, sollevata da una eccellente


religiosa?
Se la natura umana
stata creata nello stato di santit e di
giustizia e allo stesso modo dellangelo
decaduto, creatura del Dio tre volte santo il male non esisteva in lei,come , allora, stata capace di mutare al male, se in se stessa non aveva un principio del male? E se stata lei stessa che
ha creato questo principio nefasto, come possibile che sia stata santa, giusta
e corretta nella sua origine, visto che la
santit non ammette il male?
Questa obiezione presuppone,
nello spirito della consulente, una conoscenza incompleta del male, della giustizia originale e del peccato
delluomo e dellangelo.
Il male non un ente che ha bisogno di un principio per esistere. un
puro difetto, una pura carenza che non
richiede per riprodursi niente pi che
la defettibilit in colui che lo commette. Non cerchiamo, dunque, il principio
del male come se fosse qualche cosa di
positivo, cerchiamo la presenza del difetto in colui che lo ha commesso.
La giustizia originale ha stabilito
nelluomo un ordine perfetto in tutte le sue facolt; mediante questo era
unito al sovrano Bene e lasciandogli una attitudine ad amare tutti i beni creati regolava i suoi affetti in
modo tale che lamore del bene cre-

ato era subordinato allamore del Bene increato, del Bene divino.
Questa santit non ha messo luomo in possesso del Bene increato;
luomo non vedeva Dio faccia a faccia, egli non Lo conosceva se non attraverso le sue manifestazioni esteriori. Visto e posseduto in Se stesso,
questo Bene supremo attira le creaSergio Hollmann

Lespulsione dal Paradiso Particolare


dell Annunciazione del Beato
Angelico Museo del Prado, Madrid

ture in modo cos irresistibile da risultare impossibile separarsi da Lui.


Visto attraverso le creature, sebbene
sia conosciuto come il Bene sovrano,
Dio non apparso nella sua bellezza
e bont infinite nemmeno agli angeli;
Egli attira a S la creatura senza metterla nellimpossibilit di scambiarLo
per qualunque bene creato.
La prima santificazione lasciava
sussistere, tanto nella natura umana
quanto in quella angelica, la defettibilit inerente a qualsiasi creatura.
Non possedendo il sovrano Bene
nella pienezza del suo fine ultimo, esse avrebbero potuto, col loro libero
arbitrio defettibile, attaccarsi a qualsiasi creatura in particolare, alla loro propria eccellenza al punto stesso di dimenticarsi del Bene supremo.
stato quello che hanno fatto sia gli
angeli, elevandosi nei propri pensieri fino a pretendere di uguagliarsi a
Dio e rifiutarGli la loro sottomissione, sia luomo, cedendo allattrazione
del frutto proibito, trasgredendo alla
proibizione divina.
stato cos che il male entrato
nel mondo, senza nessunaltra origine che la mancanza dellangelo dapprima e delluomo in seguito. Fallibili
luno e laltro, essi sono caduti.
Questa tutta la spiegazione del
male.
(Tradotto, con adattamenti,
da LAmi du Clerg,
del 1907, pagg. 125-126.)
Luglio 2008 Salvami

Regina25

LApostolo dei Gentili


N la vita n la morte potevano separare Paolo
dallamore di Cristo. Per questo, mille anni dopo linizio
della sua peregrinazione terrena, la monumentale opera
dellApostolo dei Gentili si mantiene viva e continua a
produrre abbondanti frutti per la Chiesa.

Clara Isabel Morazzani Arriz

a vocazione un dono
concesso liberamente
da Dio e, a volte, il Signore si compiace nel
chiamare
qualcuno
apparentemente contrario alla missione alla quale Egli lo destina, al fine di manifestare con maggior fulgore il potere della Sua Grazia e la gratuit del Suo richiamo. In questi casi, nonostante gli apparenti paradossi e a prescindere dalla consapevolezza del diretto interessato, le cui aspirazioni sembrano entrare in conflitto
con i disegni Divini, il Signore prepara il cammino, servendoSi perfino degli stessi ostacoli per far compiere la
sua Santa Volont.

Giovane fariseo di Tarso


Nulla sembrava indicare che quel
giovinetto dal volto vivo e intelligente, di nome Saulo, si trasformasse in
un intrepido difensore di Ges Cristo. Nato a Tarso, in Cilicia, in seno
a una famiglia ebrea, il piccolo Saulo
fu soggetto, molto presto, a due forti
influenze che avrebbero pesato enor26Salvami Regina Luglio 2008

memente sulla formazione del suo


carattere.
Da un lato, le convinzioni religiose che apprese dai suoi genitori non
tardarono a fare di lui un autentico fariseo, attaccato alle tradizioni, desideroso dellarrivo di un Messia vittorioso e liberatore del popolo eletto, allora sottomesso al giogo
straniero e zelante osservante della
Legge fino alle sue minime prescrizioni.
Dallaltro lato, lambiente della sua citt natale marc profondamente la personalit del giovane fariseo. Tarso metropoli greca suddita dellImpero Romano divenne, per la sua localizzazione privilegiata, uno dei centri di commercio
pi importanti di quel tempo. Era
un crogiolo di popoli provenienti
dalle nazioni pi diverse, le cui lingue e costumi si mescolavano sotto
il fattore preponderante della cultura ellenica. La Provvidenza cominciava a preparare il giovane fariseo
alla sua futura missione di Apostolo dei Gentili.

Discepolo di Gamaliele
Poco pi che adolescente, Saulo
abbandon la sua patria per installarsi nella citt-culla della religione dei
suoi antenati: Gerusalemme. L, divenne assiduo studioso delle Scritture, istruito dal dotto Gamaliele, uno
dei pi noti membri del Sinedrio. Anche qui possiamo notare la mano di
Dio che interviene nella sua vita, poich la conoscenza dei Libri Sacri, che
acquis durante quegli anni, gli sarebbe servita pi tardi per aprire i suoi
orizzonti rispetto alla realt messianica di Ges Cristo.
Nel frattempo, se Saulo progrediva a passi rapidi nelle dottrine farisaiche, sotto lo sguardo vigilante di Gamaliele, in nulla sembr assimilare
la prudenza che caratterizzava il suo
maestro, sempre cauto nei suoi giudizi e moderato negli apprezzamenti.
Al contrario, il giovane alunno mostrava un esaltato fanatismo religioso, come egli stesso avrebbe confessato nella sua lettera ai Galati: Superavo nel giudaismo la maggior parte
dei miei coetanei e connazionali, acca-

Ricardo Castelo Branco

San Paolo Piazza


San Pietro (Vaticano)

Luglio 2008 Salvami

Regina27

nito comero nel sostenere le tradizioni


dei padri (Gal 1,14)
Tra i discepoli di Gamaliele batteva
un cuore sincero, alla ricerca della verit. Egli la cercava ardentemente, desideroso di raggiungere la sua piena conoscenza. Non sapeva che il fine di questi suoi desideri si trovava in Colui che,
di Se stesso, aveva detto: Io sono la Via,
la Verit e la Vita, nessuno viene al Padre
se non per mezzo di Me (Gv 14,6)
S, Saulo non poteva arrivare al
Padre, Suprema Verit, senza passare
per Ges, il Mediatore tra Dio e gli

uomini. Laffermazione proferita dal


Signore, momenti prima della Sua
Passione, egli lavrebbe vista compiersi nella sua vita, anche se contro
la sua volont e nonostante le sue riluttanze. Le convinzioni di Saulo, in
urto di fronte al Cristianesimo che
sorgeva, si erano convertite in odio
profondo contro questo.

Incontro di Saulo con


il Cristianesimo
Saulo aveva trascorso fuori Gerusalemme alcuni anni, che coincisero con

Il giovane fariseo si sentiva a disagio: le parole di Stefano erano talmente


ispirate e convincenti, che non gli si poteva resistere
"Martirio di Santo Stefano" Juan de Juanes Museo del Prado, Madrid

28Salvami Regina Luglio 2008

il periodo della vita pubblica di Ges. Quando torn, verific un grande


cambiamento. La Citt Santa non era
la stessa che aveva conosciuto quando era studente: dopo la tragedia della Passione, pesava sulla coscienza del
popolo e soprattutto delle autorit,
limmagine insanguinata della Vittima
del Golgota, che essi invano cercavano
di gettare nelloblio. Inoltre i discepoli di quellUomo non avevano paura di
predicare la loro dottrina nello stesso
Tempio, proclamando che questo Ges, che avevano ucciso, era resuscitato
dai morti (cfr. At 3, 11 e segg.).
Tali avvenimenti non potevano lasciare indifferente un fariseo convinto come Saulo. Non comprendeva come quei semplici galilei si alzassero impunemente contro la religione dei suoi
antenati, trascinando dietro di loro una
s grande moltitudine di seguaci. La
sua irritazione arriv al culmine quando, stando nella sinagoga detta dei Liberti, dove settimanalmente si riunivano giudei di tutte le comunit della
Diaspora, si imbatt su di un giovane
chiamato Stefano, mentre annunciava
impavidamente la lieta novella.
Poco pi tardi, essendo stato presentato Stefano al tribunale del Grande Consiglio, Saulo ascolt attentamente il lungo discorso in cui costui
dimostr, con esempi storici e di profezie, che Ges era il Messia atteso.
Il giovane fariseo si sentiva a disagio:
le parole di Stefano erano talmente
ispirate e convincenti, che non gli si
poteva resistere (cfr. At 6, 10), daltro
canto, la figura di questo Ges Nazareno, che egli non aveva conosciuto, sembrava perseguitarlo e costantemente si vedeva obbligato a sentir
parlare al riguardo, in tal modo i suoi
adepti erano disseminati per Gerusalemme. Duro era per lui ricalcitrare
contro il pungolo (cfr. At 26, 14). E,
intanto, Saulo recalcitrava!
Indignato di fronte al coraggio di
Stefano, approv entusiasticamente la
sua morte (cfr. At 8, 1) e consider come un onore la missione di custodire i
mantelli dei lapidatori, visto che la sua

et non gli permetteva di sollevare la


mano contro il condannato.

Sorge il persecutore dei cristiani


A partire da quel giorno, lesaltato
discepolo di Gamaliele non pose pi
freno alla sua furia. Credendo che
aveva il dovere di lavorare attivamente contro il nome di Ges il Nazareno
(At 26, 9), entrava nelle case dei fedeli per mettere uomini e donne in
prigione (cfr. At 8, 3); arrivava a maltrattarli per obbligarli a bestemmiare
(cfr. At 26, 11). Non contento di devastare soltanto la Chiesa di Gerusalemme, and a presentarsi al principe dei sacerdoti, chiedendogli lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di catturare, in questa citt, tutti
coloro che si proclamassero seguaci
della nuova dottrina (cfr. At 9, 2).
Ma, questo Ges che egli si ostinava a perseguitare (At 9, 5), si sarebbe
posto di nuovo sul suo cammino, questa volta in modo definitivo ed efficace.

Sulla via di Damasco


Possiamo immaginare lansia del
giovane Saulo nellavvicinarsi a Damasco, pregustando lora di saziare
la sua collera nel compimento della
missione che si era proposto. Ma ecco che, allimprovviso, una luce folgorante proveniente dal cielo lo avvolse insieme ai suoi compagni, derubandolo del cavallo. L, caduto a terra e accecato dallo splendore dei raggi divini, lorgoglioso fariseo non pot pi resistere al potere di Cristo e si
dichiar vinto: Signore, che vuoi che
io faccia? (At 9, 6).
Da persecutore qual era pochi
istanti prima, diveniva servo fedele,
pronto ad obbedire ai comandi del
Messia. Quanta gloria per il Crocifisso! Con un semplice tocco della sua
grazia, aveva trasformato in Suo Apostolo uno dei pi ferventi discepoli di
coloro che erano stati i suoi principali
avversari, durante la vita pubblica.
Aiutato dai suoi compagni, Saulo
si rizz in piedi, ma pi che sollevarsi
dal suolo, sorse nella sua anima luo-

mo nuovo, creato secondo Dio nella


giustizia e nella santit vera (Ef 4, 24).
Il blasfemo di una volta sarebbe rimasto per sempre prostrato in un amoroso riconoscimento della sua sconfitta:
Cristo Ges venuto nel mondo per
salvare i peccatori e di questi il primo
sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perch Ges Cristo
ha voluto dimostrare in me, per primo,
tutta la sua magnanimit, a esempio di
quanti avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna (I Tm 1, 15-16).

Saulo si converte in Paolo


Con la stessa radicalit con cui prima si era votato al giudaismo, Saulo
abbracciava ora la Chiesa di Cristo. La
grazia aveva rispettato la natura, conservando le caratteristiche proprie della sua personalit che avrebbero pi
tardi contribuito alla formazione della
scuola paolina di vita spirituale. A partire da questo momento, il Saulo convertito, il nuovo Paolo, si sarebbe mosso soltanto per un unico ideale, che
prendeva tutte le fibre della sua anima
e dava un senso vero alla sua esistenza: Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Ges Cristo, per mezzo della quale il
mondo per me stato crocifisso, come io
per il mondo (Gal 6, 14).
Dora in poi questa Croce nella
quale Paolo non solo considerava le
sofferenze del Salvatore, ma vedeva,
soprattutto, lo splendore della Resurrezione sarebbe stata per lui la direzione della sua vita, la luce dei suoi
passi, la forza della sua virt, il suo
unico motivo di gloria. Questo amore, che in un istante aveva operato la
sua trasformazione, lo spingeva ora
a parlare, a predicare, a percorrere i
confini del mondo allo scopo di conquistare anime a Cristo, strappandogli, dal fondo del cuore, questo gemito: Guai a me se non predicassi il
vangelo! (I Cor 9, 16).
Per questo amore era disposto ad
affrontare tutte le tribolazioni, a sopportare i peggiori tormenti, sia di ordine naturale, che di ordine morale:

Spesso sono stato in pericolo di


morte. Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i trentanove colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e
una notte in bala delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli
di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella
citt, pericoli nel deserto, pericoli sul
mare, pericoli da parte di falsi fratelli;
fatica e travaglio, veglie senza numero,
fame e sete, frequenti digiuni, freddo e
nudit. E oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per
tutte le Chiese! (IICor 11, 23-28).
Egli si era proposto, innanzitutto,
la glorificazione di Ges Cristo e della Sua Chiesa e questo costituiva per
lui il succo essenziale, il punto di riferimento della sua vita. A questo riguardo commenta San Giovanni Crisostomo: Ogni giorno egli saliva pi in alto
e diventava pi ardente, ogni giorno lottava con energia sempre nuova contro i
pericoli che lo minacciavano. [] Realmente, in mezzo alle insidie dei nemici riportava continue vittorie, trionfando
in tutti i suoi assalti. E dappertutto, flagellato, coperto di ingiurie e maledizioni, come se sfilasse in un corteo trionfale, ergendo numerosi trofei, si gloriava e
rendeva grazie a Dio, dicendo: Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare
al suo trionfo in Cristo (II Cor 2, 14).

Apostolo dei Gentili


Cos, a poco a poco, con i suoi
viaggi apostolici e le numerose lettere attraverso cui sosteneva nella fede i suoi figli spirituali, Paolo andava fissando i fondamenti della Sposa
Mistica di Cristo. Neanche allinterno gli dovevano mancare avversari: a
volte, tra gli stessi cristiani sorgevano
concetti erronei, come quello di voler
obbligare i pagani convertiti a praticare i costumi della Legge Mosaica.
A questo riguardo Paolo port la sua
audacia fino al punto da discutere
con lo stesso apostolo Pietro, opponendosi a lui a viso aperto perch eviLuglio 2008 Salvami

Regina29

dentemente aveva torto (Gal 2, 11).


Pietro accett con umilt il punto di
vista di Paolo e si affrett a metterlo in pratica, ma i cristiani che avevano sparso le sue idee per le Chiese della Galazia non lo imitarono, adducendo come giustificazione il fatto che essi compivano strettamente
la Legge. Nulla avrebbe potuto essere tanto nocivo per la Chiesa nascente quanto tali errori e Paolo lo cap
subito. Decise di lasciare per iscritto
tutta la dottrina su questo punto, con
tanta sicurezza e chiarezza da far dedurre che labbia ricevuta dalle labbra dello stesso Ges.
La lettera diretta ai Galati uno
scritto polemico, senza timore di presentare la verit cos com : O stolti Galati, chi mai vi ha ammaliati, proprio voi agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Ges Cristo crocifisso?
[] Quelli invece che si richiamano
alle opere della legge, stanno sotto la
maledizione (Gal 3, 1. 10). Poco prima aveva affermato: Abbiamo creduto anche noi in Ges Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non
dalle opere della legge (Gal 2, 16).

San Paolo e i greci


Se Paolo ebbe da affrontare opposizioni allinterno del suo stesso popolo, si vide anche contestato dai greci, che presentavano obiezioni di tenore completamente differente, ma
che non erano meno pericolose. La
Grecia, principale centro della cultura di quei tempi, era orgogliosa della fama dei suoi pensatori e di essere
la culla della filosofia. Ora, la parola
e la predicazione sostenute da Paolo,
non si basavano su discorsi persuasivi di sapienza (I Cor 2, 4), come egli
stesso affermava.
Non poche volte diventava bersaglio del disprezzo o oggetto di vergogna per i convertiti. Egli non si preoccupava delle offese fatte alla sua
persona, ma temeva che i suoi discepoli facessero eco a idee cos vane o venissero a soccombere, per
paura delle umiliazioni. Per questo,
30Salvami Regina Luglio 2008

egli scriveva ai fedeli di Corinto, citt ove principalmente queste false dottrine avevano trovato spazio:
La parola della croce infatti stoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per
noi, potenza di Dio (I Cor 1, 18).
Non era questo, tuttavia, il peggiore
degli ostacoli incontrati da Paolo in
Grecia. Sprofondati nella dissolutezza e nel disordine morale, i greci avevano elaborato, nel corso dei tempi,
una giustificazione per i loro cattivi
costumi, negando la resurrezione dei
morti. Alcuni addirittura, come Epicuro di Samo (270 a.C.), erano giunti ad affermare che lanima umana
materiale e mortale.
Nello stesso Vangelo percepiamo
delle scintille di questa incandescente tematica quando i sadducei che,
su influenza ellenica, non credevano
nella resurrezione si approssimarono a Ges per metterlo alla prova, rivolgendoGli una domanda capziosa (cfr. Lc 20, 27-39). La discussione,
come vediamo, veniva da lontano e si
ergeva come principale ostacolo allo
sviluppo dellapostolato paolino.
Forse Paolo, ai tempi del suo fervore farisaico, aveva gi dovuto affrontare gli stessi sadducei a questo
proposito. Ora, per, come cristiano,
possedeva largomento della Resurrezione di Cristo e contava sul poderoso aiuto della grazia.

Grande Apostolo della


Resurrezione
I dubbi esposti dai greci, quando non lopposizione aperta, gli servivano da stimolo per approfondirsi di pi nella dottrina della resurrezione e lasciarla esplicitata per i secoli futuri. Cos egli scrisse ai Corinzi: Ora, se si predica che Cristo risuscitato dai morti, come possono dire
alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo risuscitato! Ma se Cristo non risuscitato, allora vana la nostra predicazione ed
vana anche la vostra fede. [] Se poi

noi abbiamo avuto speranza in Cristo


soltanto in questa vita, siamo da compiangere pi di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti (I Cor
15, 12-14; 19-20).
Costava, a quei greci dalla vita sregolata, dover assimilare questi principi. Accettando la resurrezione della
carne, si sarebbero visti forzosamente
invitati ad un mutamento dei costumi
e ad abbracciare un modo di pensare
e di comportarsi confacente a questa speranza. Anche la loro riluttanza
avrebbe contribuito al bene, come afferma lo stesso San Paolo: Oportet et
haereses inter vos esse (ICor 11, 19)
necessario che vi siano fazioni, o
eresie, tra di voi. Spinto dalle circostanze, Paolo si trasforma nel grande
Apostolo della Resurrezione.

Agnello e leone allo stesso tempo


Non tutto per era lotta per linstancabile Paolo. Se di fronte allerrore e alla mancanza di fede egli mostrava tutto il suo ardore combattivo
e la sua intransigenza, in relazione ai
buoni lasciava intravvedere un fondo
danimo estremamente affettuoso e
compassionevole, ordinato secondo
la carit di Cristo. In questa ammirevole coniugazione di virt, allapparenza opposte, Paolo assomigliava al
Ges, sempre disposto a perdonare o
pronto a riprendere, ad essere Agnello e Leone allo stesso tempo.
In una sua lettera ai fedeli di Filippi, che si preoccupavano per le loro sofferenze e le loro necessit, cos scrive: Infatti Dio mi testimonio del profondo affetto che ho per tutti voi nellamore di Cristo Ges! (Fil 1,
8). Ed ancora, agli stessi Galati, contro cui prima aveva fatto uninvettiva
a proposito delle loro deviazioni, scriveva pi avanti: Figlioli miei, che io di
nuovo partorisco nel dolore finch non
sia formato Cristo in voi (Gal 4, 19).

San Paolo, secondo Bossuet


difficile esaltare le virt dellApostolo dei Gentili in uno spazio cos esi-

mane nella persona di un proconsole,e


far tremare nei suoi tribunali i giudici davanti ai quali sar citato. Roma
ascolter la sua voce e un giorno quella
vecchia maestra si sentir pi onorata
per una sola lettera dallo stile barbaro
di San Paolo, diretta ai suoi cittadini,
che per tutte le famose arringhe di Cicerone, ascoltate in altri tempi.

La prigione a Gerusalemme
S, Roma avrebbe dovuto ascoltare
la sua predicazione e le sue vie lastricate di grandi pietre sarebbero state calpestate dai piedi dellApostolo. Questi piedi, intanto, avrebbero trascinato pesanti catene che gli avrebbero tolto la libert dei movimenti. Accusato
dallodio dei suoi concittadini, a causa della sua fedelt a Cristo, Paolo era
stato consegnato alla giustizia romana.

Se il suo corpo sopportava le catene e


i ceppi, la sua anima sentiva pesare su
di s il soave giogo di Cristo. Prigioniero dello Spirito (cfr. At 20, 22), Paolo
aveva ricevuto, una notte, questa rivelazione: Coraggio! Come hai testimoniato per me a Gerusalemme, cos necessario che tu mi renda testimonianza
anche a Roma (At 23, 11).
Obbediente allispirazione ricevuta, Paolo esclamer nel tribunale del
governatore Festo: Mi trovo davanti al tribunale di Cesare, qui mi si deve
giudicare. []Io mi appello a Cesare!
(At 25, 10-11). Volendo disfarsi del
caso cos complicato, che coinvolgeva questioni della religione giudaica,
Festo si affrett a soddisfare il desiderio del prigioniero, mandandolo a
Roma, ammanettato e sotto la custodia del centurione Giulio.

Sergio Hollmann

guo. La pluralit strabiliante dei suoi


fatti, il potere della sua voce e la portata della sua azione apostolica, i cui
frutti anche oggi alimentano la Chiesa,
lasciano nellimbarazzo qualsiasi scrittore. Per questo ricorriamo allincomparabile eloquenza di Bossuet, che cos ha descritto limpeto della predicazione dellApostolo:
Questuomo, ignorante nellarte
del parlare bene, dalla locuzione rude e
dallaccento straniero, giunger alla raffinata Grecia, madre di filosofi e oratori e, nonostante la resistenza mondana, fonder pi chiese di quanti discepoli ha avuto Platone. Predicher Ges ad Atene, ed il pi saggio degli oratori passer dallAreopago alla scuola
di questo barbaro. Continuer ancora
nelle sue conquiste e abbatter ai piedi del Signore la maest delle aquile ro-

Lorgoglioso fariseo non pot pi resistere al potere di Cristo e si dichiar vinto:


Signore, che vuoi che io faccia?
La conversione di San Paolo, di Murilo Museo del Prado, Madrid

Luglio 2008 Salvami

Regina31

Gustavo Kralj

Ammanettato, Paolo portato da Gerusalemme a Roma. Durante il viaggio, Paolo non perde
lopportunit di annunciare il Vangelo in tutti i luoghi del suo passaggio.

Il primo periodo di
predicazione a Roma
Durante il viaggio, Paolo non perdeva lopportunit di annunciare il Vangelo in tutti i luoghi dove passava. Dopo varie difficolt lungo la traversata e
dopo aver affrontato un naufragio, fece scalo a Siracusa, in Sicilia, e da l fu
condotto a Reggio ( At 28, 12-13).
Una volta giunto alla capitale
dellImpero e posto in prigione domiciliare, Paolo realizzava un desiderio
che da tempo covava nel cuore, come
egli stesso lo espresse ai cristiani di
Roma: Sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi di Roma (Rm 1, 15).
Due anni sarebbe dovuta durare
la sua prigionia, ma egli, come afferma San Giovanni Crisostomo, considerava come un gioco da ragazzi i mille supplizi, i tormenti e la stessa morte, purch potesse soffrire qualcosa per Cristo. Approfitt del tempo per predicare il Regno di Dio ( At
28, 31), scrivere numerose lettere alle
32Salvami Regina Luglio 2008

comunit della Grecia e dellAsia, le


cosiddette Lettere della prigionia.
La Provvidenza chiedeva al suo
Apostolo ancora altri anni di abnegazione e fatiche, a lui che sospirava
la morte, considerandola un profitto
per giungere a Cristo (Fil 1, 21).

Nuovi viaggi e ritorno alla


capitale dellImpero
Liberato per un decreto giuridico,
Paolo avrebbe ancora visitato Creta,
la Spagna e nuovamente le note chiese dellAsia Minore, alle quali tanto
si era dedicato. Infine sarebbe tornato a Roma dove si sentiva attratto, forse per un segreto presentimento della prossimit della corona della giustizia (II Tm 4, 8) che l lo aspettava.
Sul trono dei cesari si sedeva allora il terribile Nerone, la cui crudelt,
a fianco di un orgoglio patologico, gi
aveva contribuito alla sua fama. Noto
era lodio che votava contro i cristiani, e Paolo non pass inosservato alla
perspicacia delle spie del tiranno.

Accusato di essere capo della setta, fu catturato dalla milizia imperiale e gettato nel Carcere Mamertino
dove, secondo unantica tradizione,
gi si trovava Pietro. In questo oscuro
sotterraneo, dalle strette dimensioni
e dal soffitto basso, il Pontefice della Chiesa di Cristo e lApostolo dei
Gentili rimasero incatenati ad una
stessa colonna. Cos, uniti in ununica fede e speranza, stavano entrambi avvinti dalle catene dellamore alla
Roccia, che Cristo ( I Cor 10, 4).

Il martirio di San Paolo


Giunse infine il giorno in cui Pao
lo avrebbe dovuto essere immolato
(II Tm 4, 6). Per lui la morte significava poco, si riteneva gi morto per
il peccato e vivo per Dio ( Rm 6, 11).
Unintima ed esclusiva unione lo legava al suo Signore. Non era lui stesso che viveva, ma Cristo che in lui
abitava ( Gal 2, 20) e operava.
Condannato allamore, Paolo, per
il fatto di essere un cittadino roma-

grande la carit. La carit non avr


mai fine! (I Cor 13, 13.8).
Bibliografia:
BOVER, SJ, Teologa de San Pablo.
Madrid: BAC, 1967, 4ed.
BOSSUET, Jacques-Bnigne. Pangyrique de laptre saint Paul in Oeuvres Compltes. Paris: Libaririe de
Louis Vivs diteur, 1863.vol.XII,
pp.234-235.
CRISOSTOMO, San Giovanni. De
laudibus sancti Pauli Apostoli Homilia 2: PG 50,447-480.

FOUARD, C. Les Origines de lglise Saint Paul. Paris: Victor Lecoffre, 1910.
HOLZNER, Josef. Paulo de Tarso, So Paulo: Quadrante, 1994.
Trad. Maria Henriques Osswald.
LUCE, H. K. So Paulo, Porto: Tipografia Nunes, 1958.
ROPS, Daniel. So Paulo Conquistador de Cristo. Porto: Tavares
Martins, 1952.
VV.AA. Ao Cristiano,
Madrid: BAC, 2002/2004,
vol.I, pp.497-500 e vol.VI,
pp.696-704.
Hugo Grados

no, non poteva, come Pietro, soffrire


la pena ignominiosa della crocifissione, ma quella della decapitazione, che
doveva avvenire fuori della citt. Condotto da un gruppo di soldati, lApostolo trascin i suoi pesanti ceppi lungo la via Ostiense e la Via Laurentina,
fino a raggiungere una distante vallata, nota col nome di Aqu Salviae.
L, in quella regione paludosa, il
sublime imitatore di Cristo sigillava
il suo testamento col proprio sangue.
La sua testa, nel cadere al suolo sotto il colpo fatale della spada, salt tre
volte, facendo sgorgare in ognuno dei
tre punti una fonte di acqua zampillante. Questo fatto, se non comprovato dalla Storia, si basa su una pietosa tradizione confermata dal nome
di Tre Fontane, nome del monastero
trappista costruito in quel luogo.

Ha combattuto la giusta lotta


Paolo era morto, ma la sua monumentale opera apostolica, fondata sulla carit che aveva consumato la sua vita, continuava ad essere viva e avrebbe
prodotto abbondanti frutti per la Chiesa. Fino allultimo respiro, la sua vita
non era stata se non una grande lotta.
Lotta di entusiasmo e di dedizione, di
altruismo e di eroismo, lotta per portare il Vangelo a tutte le genti, confidando sempre nella benevolenza di Cristo.
I peggiori marosi della vita non riuscirono ad intaccare il suo tabernacolo interiore. La sua fermezza, simile allimmobilit di una roccia battuta dalle onde del mare, si manteneva inalterabile nelle maggiori angustie e agonie, certo che n la vita n la
morte lo avrebbero potuto separare
dallamore di Cristo ( Rm 8, 38-39).
Una volta conclusa la lotta, percorsa tutta la sua carriera e giunto al
termine della sua peregrinazione terrena ( II Tm 4, 7), lApostolo apparve
allo sguardo ammirato dellumanit,
in tutta la sua statura di gigante della fede, trasmettendo per i secoli futuri questo messaggio: . Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede,
la speranza e la carit; ma di tutte pi

Il sublime imitatore di Ges Cristo compie d testimonianza


col proprio sangue.
Martirio di San Paolo Parrocchia di Maroggia

Luglio 2008 Salvami

Regina33

Stemma dellAnno Paolino


celebrato nella Basilica Papale
di San Paolo Fuori le Mura

Lanno Paolino
Numerosi eventi, culturali, pastorali e sociali, in onore
dellApostolo dei Gentili avranno luogo durante lAnno
Giubilare che commemora la sua nascita.

irca duemila anni fa


nasceva a Tarso, in Cilicia, San Paolo Apostolo. In commemorazione di questo avvenimento, il Papa Benedetto XVI
ha proclamato un Anno Giubilare,
che ha avuto inizio il 28 giugno, vigilia della Solennit dei Santi Pietro

e Paolo, e si prolungher fino al 29


giugno del 2009.

Il Giubileo nella Basilica Papale


di San Paolo Fuori le Mura
Nonostante siano previste celebrazioni in tutta la Chiesa, in ogni continente, gli eventi dellAnno Paolino
avranno luogo in modo privilegiato

a Roma, nella Basilica Papale di San


Paolo Fuori le Mura, in cui da venti
secoli si venera il tumulo dellApostolo dei Gentili.
In questo tempio, come pure nellabbazia benedettina annessa, si terranno
numerose celebrazioni liturgiche, programmi culturali ed ecumenici, ed altre
iniziative pastorali e sociali ispirate al-

Nel sito www.annopaolino.org, creata per la Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura,
si potranno trovare delle informazioni attualizzate in italiano, inglese, spagnolo e francese
34Salvami Regina Luglio 2008

la pi profonda spiritualit paolina. Il


programma di tali attivit disponibile
nel sito www.annopaolino.org.
Questi eventi saranno presieduti principalmente dal cardinal Andrea
Cordero Lanza di Montezemolo, nominato nel 2005, da Benedetto XVI, come
il primo Arciprete della Basilica di San
Paolo Fuori le Mura.

Indulgenze Plenarie
durante lAnno Paolino
Durante lintero Anno Paolino, i
fedeli potranno ottenere indulgenze
speciali, in accordo con il decreto promulgato dalla Penitenzieria Apostolica, su incarico del Sommo Pontefice.
A Roma, tutti i fedeli che visiteranno in pellegrinaggio la Basilica di San
Paolo Fuori le Mura otterranno lIn-

dulgenza Plenaria se assolveranno alle seguenti condizioni: la confessione,


la comunione e la preghiera secondo
le intenzioni del Papa, praticate con
lanimo veramente pentito e distaccato da qualsiasi peccato, anche veniale.
La medesima indulgenza pu essere
ottenuta, in qualunque citt, dai fedeli che, adempiendo alle condizioni sopra menzionate, partecipino con devozione alla sacra funzione o a una pratica realizzata pubblicamente in onore
dellApostolo delle Nazioni: nel giorno
della solenne apertura dellAnno Paolino (28/6/2008) e in quello di chiusura
(29/6/2009), in tutti i luoghi sacri, o in
altri giorni determinati dal Vescovo locale, nei luoghi sacri dedicati a San Paolo o in qualunque luogo sacro designato dal Vescovo.

I fedeli impediti da malattia o altra


legittima e rilevante causa potranno
anche loro ottenere lIndulgenza Plenaria a condizione che, liberi da qualunque affezione al peccato, si uniscano spiritualmente a una celebrazione
giubilare in onore di San Paolo, offrendo a Dio le loro orazioni e sofferenze
per lunit dei Cristiani, ed abbiano il
proposito di confessarsi e comunicarsi
non appena sia loro possibile.
Il Decreto della Penitenzieria
Apostolica conclude con un appello
ai sacerdoti: Affinch i fedeli possano pi facilmente partecipare a questi favori celesti, i sacerdoti approvati dallautorit ecclesiastica competente per lascolto delle confessioni si
prestino, con animo sollecito e generoso, ad accoglierle.

Arcidiocesi di San Paolo, 1908-2008

n coincidenza con lAnno Paolino, lArcidiocesi di San Paolo,


una delle pi grandi del mondo, commemora nel 2008 il centenario della sua creazione, sotto il motto:
Dio abita questa citt (Sal 46, 6).
Creata dal Papa Benedetto XIV nel
1745, la diocesi fu elevata da San Pio
X, il 7 giugno del 1908, alla categoria
di arcidiocesi metropolitana, avendo
come suffraganee le diocesi di Campinas, Taubat, Botucatu, So Carlos
e Ribeiro Preto.
Nel programma del Centenario
disponibile nel sito www.arquidiocesedesaopaulo.org.br dato speciale risalto al Decreto della Santa Sede,

grazie al quale lApostolo dei


Gentili riconosciuto come
patrono dellArcidiocesi.
Nelle parole dellattuale
Arcivescovo, Cardinal Odilo
Scherer: Il grande Apostolo,
amico incondizionato di Ges Cristo e missionario ardente del Vangelo, sar dora in
poi, nostro intercessore presso Dio, amico della Chiesa e
del popolo paulista, e stimolo
affinch anche noi, come lui,
siamo veri discepoli e missionari di Ges Cristo. Abbiamo
molto da apprendere dal nostro Patrono!

DEUS HABITA ESTA CIDADE!


H exatos 100 anos, no dia 7
de junho de 1908, a Diocese
de So Paulo tornava-se
Arquidiocese e iniciava uma
caminhada evangelizadora
semeando f, alimentando
esperana e testemunhando
amor na cidade que assumia
ares de metrpole.
Hoje, 100 anos depois,
esta Igreja particular olha
o passado e agradece.
Finca o p no presente
e assume com mais
vigor sua misso. V o
futuro com esperana
e se dispe a fazer tudo
o que for possvel para
que o Evangelho da
vida ilumine as
estruturas desta
cidade.

Mergulhe conosco na histria


centenria desta amada
Arquidiocese de So Paulo.
Perceba nas informaes e nos
comentrios, na imensa galeria
das pessoas aqui evocadas,
nos textos e imagens, que
esta Igreja e esta cidade
de So Paulo esto
entrelaadas num
abrao amoroso e terno.
Esta edio especial de
O SO PAULO para voc
que feliz por ser catlico
e feliz por pertencer a esta
Arquidiocese, bero de
santos, de heris, de
homens e mulheres que
no se envergonham do
nome de Jesus Cristo e
que h 100 anos vem
contribuindo para que
sempre mais cresa a
certeza de que

Deus habita
esta cidade!

Luglio 2008 Salvami

Regina35

Alves Pereira
e Arquivo Metropolitano Arte: Jovenal

100 anni a servizio


del Vangelo

EDIO ESPECIAL CENTENRIO DA


ARQUIDIOCESE 7 de junho de 2008
www.osaopaulo.org.br

ARQUIDIOCESE DE SO PAUL
O
1908 2008
100 ANOS A SERVIO DO EVAN
GELHO

Fotos: Luciney Martins/O SO PAULO

Semanrio da Arquidiocese de So Paulo

Araldi ne

Centenario dellArcidioc

8 giugno scorso, decine di migliaia di fedeli hanno affollato gli spalti dello stadio Pacaembu per commemorare un secolo dalla creazione dellArcidiocesi di San
Paolo. Tra loro erano presenti pi di 10mila associati
degli Araldi del Vangelo, molti dei quali indossavano
un mantello arancione confezionato proprio per questa occasione.
La Celebrazione Eucaristica stata presieduta dal Nunzio Apostolico in Brasile, Mons. Lorenzo Baldisseri, che ha avuto come concelebranti, il Cardinale Primate del Brasile e Arcivescovo di Salvador, Geraldo Magella Agnelo, il Cardinal Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo Metropolitano di San Paolo, lArcivescovo di Aparecida e
presidente del CELAM, Mons. Dimas Lara Barbosa, con 30 arcivescovi e vescovi e centinaia di sacerdoti di tutto il Brasile. Hanno partecipato alla Messa il Prefetto di San Paolo, Dott. Gilberto Kassab
oltre a numerose autorit civili e militari.
Nel discorso di apertura, Mons. Pedro Luiz Stringhini, vescovo
ausiliare di San Paolo, ha letto il messaggio del Papa Benedetto XVI,
in cui il Sommo Pontefice ricorda con gioia la sua visita a San Paolo e
offre orazioni per il bene e la felicit del popolo fedele dellArcidiocesi
con le sue regioni episcopali.
Subito dopo, il Cardinal Odilo Scherer ha salutato i presenti e
pronunciato un discorso ricordando la storia dellArcidiocesi, la testimonianza data dai suoi predecessori e da persone che hanno contribuito al progresso dellArcidiocesi. Nellordine, ha avuto luogo
il solenne ingresso della statua di San Paolo Apostolo e la lettura
del decreto della Congregazione per il Culto Divino che conferma
lApostolo San Paolo come Patrono presso Dio dellArcidiocesi di San
Paolo, in Brasile. Durante lomelia, Mons. Lorenzo Baldisseri ha fatto riferimento al coraggio e allardore evangelizzatore dellApostolo dei Gentili e ha proclamato: a partire da oggi, questa arcidiocesi
ha ufficialmente come patrono San Paolo, in modo che, a somiglianza
dellapostolo gigante, questa citt di tale importanza nel contesto latinoamericano, nellambito sociale, politico ed economico, sia un esempio
di ardore e irradiazione apostolici per tutto il continente.

Gli associati degli Araldi hanno partecipato alla Messa con


confezionati per loccasione.
36Salvami Regina Luglio 2008

el mondo

cesi di San Paolo

Gli Araldi del Vangelo hanno accompagnato


solennemente il Santissimo Sacramento
fino ai punti ove stata distribuita la Sacra
Comunione.

La bella statua di San Paolo


che si venera nella Cattedrale
stata condotta a Pacaembu
per levento.

Alla fine della celebrazione, la statua di San Paolo Apostolo


stata portata trionfalmente in corteo fino alla Cattedrale, dove in
un posto donore viene venerata.

abiti
Luglio 2008 Salvami

Regina37

N
Lomelia di Mons. Angelo di Pasquale,
sullimportanza dellintercessione dei santi, seguita
con attenzione dai fedeli a San Benedetto in Piscinula.

Nel Carcere Regina Caeli, i detenuti si avvicinano


alla Statua pellegrina del Cuore Immacolato
di Maria per le loro suppliche.

Mese di

el mese dedicato alla lode della Santissima Vergine, gli Araldi italiani hanno promosso visite
della Statua Pellegrina del Cuore Immacolato di Maria nelle diverse parrocchie di Roma, realizzando incontri di preghiera del rosario in comunit, animando le celebrazioni eucaristiche e portando la dolce presenza di Maria a coloro che non potevano avere la possibilit del benefico incontro con la Madre Celeste, in ospedali
e carceri, luoghi in cui la visita della Madonna ha provocato una grande commozione. Gli Araldi hanno anche partecipato alla processione del Corpus Domini a Roma e a
Venezia. Nella Chiesa di San Benedetto in Piscinula, che
sotto la custodia dellAssociazione, stata promossa la
festa di Santa Rita, celebrata da Mons. Di Pasquale, assistente spirituale degli Araldi del Vangelo a Roma.

Alla fine della peregrinazione della Statua del Cuore


Immacolato di Maria nella Basilica di Santa Maria in
Trastevere, il sacerdote recita una preghiera di commiato.

Roma Come di costume, decine di Araldi e cooperatori hanno partecipato alla solenne cerimonia del
Corpus Domini, presieduta dal Sommo Pontefice.

maggio a Roma

La Statua pellegrina del Cuore Immacolato di


Maria visita il reparto neonatale dellospedale
Fatebenefratelli, nellisola Tiberina.

Dopo la celebrazione eucaristica nella chiesa di


Santa Dorotea, la Statua Pellegrina stata condotta
a visitare i fedeli, accompagnata dal parroco,
Don Umberto Fanfarillo.

Nel settore delle camere, i fedeli infermi


hanno pregato con forte devozione la
Mediatrice di tutte le Grazie.

Le famiglie trasteverine hanno aperto


le loro case e i loro cuori alla Madre Celeste.
Nella foto la statua pellegrina visita la residenza
della Sig.ra Giuliana Martella.

Venezia Invitati dalla Curia Patriarcale di Venezia, gli Araldi hanno partecipato alla processione
del Corpus Domini (foto a destra). Dopo la cerimonia hanno salutato Sua Eminenza
Cardinal Angelo Scola, Patriarca di Venezia. (foto a sinistra)

Houston (USA) Centinaia di fedeli hanno partecipato alla cerimonia del 13 maggio nella Co-Cattedrale.
La celebrazione stata presieduta da Don Marcos Faes, EP: nelloccasione sono stati ammessi nuovi
cooperatori degli Araldi.

Ruanda: Maria nella famiglia

o sforzo dei cooperatori degli


Araldi, mese dopo mese, sta ottenendo di aumentare la presenza
del Cuore Immacolato di Maria nelle case
ruandesi. Dopo Pentecoste, le attivit missionarie dellApostolato dellIcona si sono svolte nellArcidiocesi di Kigali e nella
Diocesi di Butare.

40Salvami Regina Luglio 2008

92 nuovi
laureati in Teologia

n una cerimonia realizzata nellAuditorio Paulo Autran, a San Paolo (foto 3), a 61 Araldi del
settore maschile e 31 del settore femminile stata conferita la laurea in Teologia dal Centro Universitario Italo-Brasiliano. Lanimazione musicale dellevento
stata affidata al Coro e Orchestra Internazionale degli
Araldi del Vangelo.
La cerimonia iniziata con la solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta da Don Joo S. Cl Dias,
Fondatore degli Araldi del Vangelo. Durante lomelia,
il celebrante ha evidenziato quanto la responsabilit di
dare a Dio quello che di Dio debba essere la maggiore
aspirazione di una laurea di Teologia.
In seguito si dato inizio alla cerimonia di consegna
dei diplomi. Componevano il tavolo direttivo (foto 1): il
Rettore del Centro Universitario Italo-Brasiliano, Prof.
Luiz Carlos Pereira de Souza; il Segretario Generale del
suddetto Centro, Sig. Wagner Xavier; la Coordinatrice
dei Corsi, Prof.ssa Ester Cambra; Don Joo Scognamiglio Cl Dias, E.P. e il Relatore della classe, Don Edwaldo Marques, EP.
Nella sua allocuzione, il Prof. Marcos Cascino ha riflettuto sullimportanza del ruolo del teologo di fronte alle sfide presenti nella societ di oggi. Subito dopo,
il tutore della classe, Prof. Marcelo Pereira de Andrade, ha tessuto delle considerazioni su una meditazione
di SantAgostino. In successione, i laureandi hanno ricevuto il tocco, simbolo del laureato e il diploma, che ratifica la conclusione del corso (foto 2 e 4).

Luglio 2008 Salvami

Regina41

anche possibile trasferirlo in un


CD, iPod o roproduttore MP3.
H2Onews un servizio di informazione che diffonde tutti i giorni notizie in formato audio/video/testo, in
otto lingue, sulla vita della Chiesa e
avvenimenti di interesse dei cattolici.

trasformato in un grande centro culturale e di studi, con aree per esposizioni


darte e realizzazione di concerti, oltre
ad una biblioteca aperta al pubblico.

Recitando il Rosario
con Benedetto XVI
AFRICA Gli Apostoli di
Ges commemorano 40 anni
La Pia Associazione degli Apostoli di Ges, primo ordine missionario
nato in Africa, si prepara a celebrare,
il 22 agosto, il suo 40 anniversario.
Fondata nel 1968, a Moroto in
Uganda, dal missionario comboniano
Don Giovanni Marengoni, la Congregazione conta attualmente su un
vescovo e 370 sacerdoti e professi, secondo i dati dellagenzia Fides.
Gli Apostoli di Ges operano come parroci, vicari, cappellani in ospedali e scuole, in vari paesi dellAfrica,
dellEuropa e negli Stati Uniti.

Ora tutti i fedeli che lo desiderino,


potranno recitare il Rosario guidati
dalla voce del Papa, grazie alla registrazione di quattro CD, uno per ogni
cinque misteri, fatta dalla Radio Vaticana.
Liniziativa nata come risposta
ad una richiesta degli ascoltatori e di
varie radio cattoliche, ha dichiarato il
Direttore Generale della Radio Vaticana, Don Federico Lombardi.
Nella registrazione, il Rosario recitato in latino. Don Lombardi spiega
le ragioni di questa scelta: in latino esattamente perch abbiamo ricevuto le richieste non soltanto dallItalia, ma anche dalla Germania e da altri paesi. In questo modo, usiamo il latino che, per il Rosario, tutti intendono
facilmente; e anche perch il latino la
lingua universale della Chiesa.
I CD possono essere ordinati alla
Radio Vaticana o alla Libreria Editrice Vaticana.

CUBA Costruzione di un
nuovo seminario allAvana

Enciclica Spe Salvi in audio


Tramite il suo sito internet, lagenzia cattolica H2Onews ha lanciato
una versione audio dellenciclica Spes
Salvi di Papa Benedetto XVI.
Gli interessati possono ascoltare il
documento pontificio online nel servizio di podcast di www.h2onews.org.
42Salvami Regina Luglio 2008

in fase di costruzione alla periferia dellAvana il nuovo Seminario Arcidiocesano San Carlo e SantAmbrogio. Lopera, di grande portata, la
pi significativa della Chiesa di Cuba
negli ultimi 50 anni, informa lagenzia Fides.
La costruzione sta per essere conclusa grazie alle donazioni fatte dalla Conferenza Episcopale Italiana
e da un gruppo di cattolici francesi.
Oltre a questo, la Diocesi di Milano
ha offerto le vetrate di San Carlo e
SantAmbrogio.
Ledificio attuale del seminario, ubicato nella zona storica della citt, sar

Pagina Web della Santa


Sede in latino
VATICANO (VIS) La pagina web della Santa Sede offre, dal 9
maggio, una versione in latino, la lingua ufficiale della Chiesa Cattolica.
Insieme alle lingue disponibili da
anni nella pagina www.vatican.va (italiano, tedesco, spagnolo, francese inglese e portoghese), appare ora lopzione Sancta Sedes Latine. Cliccando
in questo link, si pu consultare il menu Documenta Latina, del quale fanno parte la biografia dei Papi (Summi
Pontifices), la Sacra Bibbia ( Biblia Sacra), il Catechismo della Chiesa Cattolica (Catechismus Catholicae Ecclesiae),
i documenti del Concilio Vaticano II
(Concilium Vaticanum II) e il Codice
di Diritto Canonico (Codex Iuris Canonici). Nellitem Romana Curia sono disponibili i documenti relativi allattivit
dei dicasteri della Santa Sede.
In Romana Curia c anche una sezione dedicata a Latinitas, la fondazione istituita nel 1976, da Papa Paolo VI, con il chirografo pontificio Romani sermonis, attraverso cui si propone lo studio della lingua latina,
della letteratura classica e cristiana
e del latino medievale, oltre alla promozione della lingua latina attraverso la pubblicazione di libri in latino e
di altri mezzi adeguati.

Casa Generalizia Colombana


trasferita in Cina
La Casa Generalizia della Societ di San Colombano per le Missio-

ni Esterne si trasferita da Dublino


in Irlanda, ad Hong Kong, per meglio
rispondere alle necessit missionarie.
La decisione stata presa dopo
una lunga e molto attenta riflessione
comunitaria, che rispecchia i 90 anni
di lavoro missionario oltre frontiera e
nelle diverse culture della societ ha
spiegato al giornale diocesano Kong
Ko Bao il Superiore Generale, Don
Thomas Murphy, secondo uninformazione dellagenzia Fides.
Don Jim Mulroney, Superiore
Provinciale di Hong Kong, ha ribadito, secondo la stessa agenzia, che la
scelta di questa citt stata fatta tenendo conto della facilit dei collegamenti, per le comunicazioni e per il trasporto, che permettono di contattare
facilmente tutti i nostri confratelli .
La Societ di San Colombano
stata fondata nel 1918 in Irlanda,
dai sacerdoti Edward Galvin e John Blowick per inviare missionari in
Cina. Attualmente ha 29 case e 554
membri, 502 dei quali sono sacerdoti.

Pontificia Commissione per


lAmerica Latina compie 50 anni
VATICANO (RV) E stata rea
lizzata il 9 maggio, nella Pontificia
Universit Urbaniana, una cerimonia
accademica in occasione dei 50 anni della Pontificia Commissione per
lAmerica Latina (CAL) e dei 25 anni della proclamazione, da parte di
Giovanni Paolo II, di San Turibio di
Mongrovejo a patrono dei vescovi latino-americani.
Hanno partecipato allatto il presidente della CAL, il Cardinale Giovanni Battista Re e il vice presidente,
Mons. Jos Octavio Ruiz Arenas, che
ha parlato dei 50 anni delorganismo e
dellimportanza della relazione tra la
CAL e le Chiese nellAmerica Latina.
In rappresentanza del Consiglio
Episcopale Latino-americano (CELAM), il suo presidente, Mons. Raymundo Damasceno Assis, ha messo
in risalto la stretta collaborazione tra
la CAL e il CELAM, e limportante vincolo con altre Conferenze Epi-

scopali, per contribuire alle necessit umane e materiali delle Chiese


pi bisognose del continente. Mons.
Raymundo rende grazie a Dio e alla
Patrona dellAmerica, la Madonna di
Guadalupe, per questi 50 anni di vita della Pontificia Commissione per
lAmerica Latina.
Erano presenti altri vari cardinali
latino-americani, come lArcivescovo
di Lima, Juan Luis Cipriani Thorne,
il prefetto della Congregazione per
il Clero, Mons. Claudio Hummes, il
prefetto per la Congregazione per la
Dottrina della Fede, Cardinal William Levada, tra gli altri.

Calendari 2009 con


foto di Benedetto XVI e
Giovanni Paolo II
Il servizio fotografico del giornale LOsservatore Romano ha preparato due versioni del calendario 2009
una con 13 foto del pontificato di Benedetto XVI e laltra con 13 foto del
Servo di Dio Giovanni Paolo II.
Le immagini sono state stampate
nella misura 42x30 cm, che d lopportunit di farle incorniciare. I calendari, al costo di cinque euro, possono essere acquistati nel servizio fotografico
de LOsservatore Romano, oppure ordinati per mail a photo@ossrom.va

CAMBOGIA Icona della


Santissima Vergine trovata
nel fiume Mekong
Pescatori di religione musulmana
hanno trovato una statua della Madonna di Lourdes nelle acque profonde e fangose del fiume Mekong,
davanti alla citt di Phnom, capitale
della Cambogia.
Si tratta di una statua di ferro fuso, di un metro e mezzo di altezza,
che era nel fiume da almeno 33 anni,
dallinizio del regime dei Khmer Rossi - informa lagenzia Fides.
I pescatori hanno ceduto la statua
sacra a una famiglia del villaggio, che
lha portata trionfalmente alla parrocchia della Madonna della Pace. I
fedeli vi si recano numerosi per chie-

dere lintercessione di Maria, ai piedi


della statua, che ora si chiama Madonna di Mekong.

Nuovo presidente delle


Pontificie Opere Missionarie
Il Santo Padre ha nominato il 24
maggio Mons. Piergiuseppe Vacchelli nuovo titolare delle cariche di Segretario Aggiunto della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli
e di Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, informa lagenzia Fides. E lo ha elevato alla dignit di Arcivescovo.
Uomo di grande esperienza e ampia cultura, Mons. Vacchelli professore di Diritto Canonico e, dal 1996,
era Sottosegretario della Conferenza
Episcopale Italiana; era anche Presidente del Comitato per gli interventi
caritativi a favore del Terzo Mondo.

Riflessioni sulla Lettera


Apostolica Mulieris Dignitatem
In occasione del 20 anniversario
della Lettera Apostolica Mulieris Dignitatem, il Pontificio Consiglio per i Laici
ha aperto una pagina web che propone
riflessioni su questo documento, scritto
da Papa Giovanni Paolo II.
Il nuovo sito offre adeguato materiale per lo studio del ruolo e della missione della donna nella societ, con un
rilievo speciale agli insegnamenti del
Magistero Pontificio, come anche ricerche e analisi di specialisti e intellettuali informa Rocio FIgueroa Alvear,
responsabile della sezione Donna, del
Pontificio Consiglio per i Laici.

Scoperti i resti del palazzo


della Regina di Saba
Un gruppo di ricercatori tedeschi
dellUniversit di Amburgo ha trovato ad Axum-Dingur, in Etiopia, le rovine del palazzo della Regina di Saba,
datato al sec. X a.C.
In una nota diffusamente divulgata
dalla stampa, lUniversit di Amburgo
solleva lipotesi che in questo palazzo
possa essere stata conservata, per qualche tempo, lArca dellAlleanza, nelLuglio 2008 Salvami

Regina43

Il Papa Benedetto XVI


esorta i sacerdoti a essere
modelli di preghiera.
Il Papa Benedetto XVI ha trovato nella Cattedrale di San Lorenzo di
Brindisi, il 16 giugno, i sacerdoti, diaconi e seminaristi della suddetta regione italiana in occasione della recita dellAngelus. Nel discorso rivolto ai
presbiteri ha affermato: perch la vostra sia una fede forte e vigorosa occorre, come ben sapete, alimentarla
con unassidua preghiera. Siate per-

tanto modelli di preghiera, diventate


maestri di preghiera. Le vostre giornate siano scandite dai tempi dellorazione, durante i quali, sul modello di
Ges, vi intrattenete in un colloquio
rigenerante con il Padre. So che non
facile mantenersi fedeli a questi quotidiani appuntamenti con il Signore, soprattutto oggi che il ritmo della vita si
fatto frenetico e le occupazioni assorbono in misura sempre maggiore.
Ed ha anche aggiunto: Dobbiamo
tuttavia convincerci: il momento della preghiera il pi importante nella vita del sacerdote, quello in cui agisce con pi efficacia la grazia divina,
dando fecondit al suo ministero. Pregare il primo servizio da rendere alla comunit, perci i momenti di preghiera devono avere nella nostra vi-

ta una vera priorit. So che tante cose ci premono: per quanto mi riguarda, unudienza, una documentazione
da studiare, un incontro o altro ancora. Ma se non siamo interiormente in
comunione con Dio non possiamo dare niente neppure agli altri. Perci Dio
la prima priorit. Dobbiamo sempre
riservare il tempo necessario per essere in comunione di preghiera con nostro Signore.

Il Cardinale Biffi ringrazia


Dio per i suoi ottantanni.
BOLOGNA (ZENIT). Il Cardinale Giacomo Biffi ha presieduto il 15
giugno nella Basilica di San Luca a
Bologna una concelebrazione liturgica solenne in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Ordinati 36
Presbiteri dellOpus Dei

l giorno 24 maggio, in una solenne cerimonia realizzata nella Basilica di


SantEugenio a Roma, Mons. Javier Echevarra, Prelato dellOpus Dei, ha
conferito lordinazione sacerdotale a 36 diaconi di quella Prelatura.
I nuovi sacerdoti, secondo le informazioni della pagina web dellOpus Dei, provengono da 15 pae
si: Argentina, Brasile, Costarica, Spagna, Filippine,
Francia, Guatemala, Italia, Kenia, Messico, Per, Polonia, Portogallo e Venezuela.
La maggiore povert che c nel mondo la mancanza di Dio. Portare Cristo agli altri il bene pi grande che si possa fare loro, questa la missione del sacerdote ha dichiarato uno di loro, Jos Antonio Brage, ex-ufficiale della marina spagnola.
Nella sua Omelia, il Prelato ha invitato i neo sacerdoti ad operare come giudici, maestri e pastori, ma
anche come genitori e medici. Per compiere bene e
in modo efficace questo compito, vi esorto con il nostro
Padre, a operare con mano materna, con la delicatezza
infinita delle nostre madri, mentre ci curavano le ferite
grandi o piccole dei nostri giochi e inciampi infantili.

44Salvami Regina Luglio 2008

Opus Dei

la quale si trovavano le Tavole della


Legge, consegnate da Dio a Mos, nel
Monte Sinai (cfr. Es 31, 18).
La storia della Regina di Saba
narrata nelle Sacre Scritture, nel Primo Libro dei Re (I Re 10, 1-13).

Il porporato, Arcivescovo emerito


della Diocesi di Bologna, ha confessato la difficolt di prendere la parola in
una circostanza cos particolare, manifestando un sentimento di sorpresa e
riflettendo sullabitudine degli anziani
di ripercorrere il tempo andato.
Ha spiegato che facile cadere
nellerrore di considerare la catena degli avvenimenti, dai quali siamo
stati condizionati e plasmati, come
determinata quasi interamente dalla casualit.
E un pensiero che per un momento minquieta, ha confessato. Ma solo per un momento, perch subito vinto e superato dalla verit di un
Dio che - se esiste, come esiste - non
pu che essere il Signore delluniverso, della storia e dei cuori, cui niente
sfugge di mano: tutto obbedisce al suo
disegno di salvezza e di amore.
Alla luce di questa persuasione,
ogni pagina di qualsivoglia biografia
riceve unaltra lettura, ha osservato.
Tutto ci che sulle prime mi era
sembrato contingente e fortuito mi
si manifesta perci come frutto di un
progetto mirato: un progetto eccedente ogni mia immaginazione e del
tutto gratuito, liberamente formulato
da colui che lEterno.
Il porporato ha spiegato che la
casualit soltanto il travestimento
assunto da un Dio che vuol passeggiare in incognito per le strade del
mondo; un Dio che si studia di non
abbagliarci con la sua onnipotenza e
col suo splendore.
Da questo punto di vista, ogni pensiero e ogni esame lasciano il posto alla
contemplazione stupita dellincredibile e arcana benevolenza del Padre della
luce, dal quale discende ogni buon regalo e ogni dono perfetto.
Questa di stasera - ha confessato
- per me davvero unEucaristia (in
greco la parola significa ringraziamento). Grazie diventa per me la parola
che riassume tutte le altre; la parola cui
non c pi niente da aggiungere.
LArcivescovo emerito si mostrato lieto di ringraziare nella Basilica di

San Luca, tanto cara al popolo bolognese e ha aggiunto: Il mio canto di


gratitudine e di lode difettoso e inadeguato. Ma siete venuti in molti ad
aiutare il mio povero grazie.
Dopo aver benedetto i fratelli
nellepiscopato, i presbiteri che per
tanti anni hanno generosamente collaborato con lui, i diaconi e tutti coloro che oggi mincoraggiate con la
vostra presenza e il vostro affetto,
il Cardinale Biffi ha concluso sottolineando di aver imparato a recitare
in modo pi profondo lultima parte
dellAve Maria: Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nellora
della nostra morte. Amen.

Nuovo libro su Benedetto XVI


Benedictus Servus Sevorum Dei
il titolo del pi recente libro su Papa
Benedetto XVI, scritto da Giuseppe
De Carli, giornalista specializzato in
argomenti legati al Vaticano.
Nella presentazione dellopera,
realizzata a Roma il 21 maggio, Mons.
Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha messo in risalto le molteplici
correlazioni esistenti tra il Cardinal
Ratzinger e il Papa Benedetto XVI:
Lucidit intellettuale, zelo per la dottrina, semplicit nelle relazioni umane e umilt come persona informa
lagenzia Fides.
Sono intervenuti alla cerimonia
anche i cardinali Jos Saraiva Martins, prefetto della Congregazione
per le Cause dei Santi, e Andr Cordero Lanza di Montezemolo, Arci-

prete della Basilica di San Paolo fuori


le Mura, Gianni Alemanno, sindaco
di Roma e Roberto Napoletano, direttore del giornale romano Il Messaggero.
Sulla forte attrazione esercitata da
Benedetto XVI, Giuseppe De Carli ha commentato allagenzia Zenit:
Quando stato eletto Papa, si diceva
che avrebbe svuotato le piazze e riempito le chiese. Non so se ha riempito le
chiese, ma nelle piazze riuscito a duplicare il numero di fedeli e pellegrini.

Approvati statuti Cammino


Neocatecumenale
CITT DEL VATICANO (VIS).
Il 16 giugno, il Cardinale Stanislaw
Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, ha reso pubblico il
decreto di approvazione definitiva
degli Statuti del Cammino Neocatecumenale.
Nel corso di una cerimonia presso la sede del Dicastero, il Porporato ha reso noto il Decreto con cui viene promulgata la versione finale degli Statuti, agli iniziatori del Cammino, Kiko Argello e Carmen Hernndez ed al sacerdote italiano Mario Pezzi.
Essi hanno manifestato la loro riconoscenza e gratitudine al Papa Benedetto XVI che con tanto amore ha
seguito e approvato la conclusione
dei lavori.
Alla fine del Comunicato, i tre
Fondatori Kiko Argello, Carmen
Hernndez e Don Mario Pezzi scrivono: Dopo lapprovazione degli Statuti, davanti alle grandi sfide che attendono la Chiesa, siamo lieti di poterci offrire al Santo Padre ed ai Vescovi, per la nuova evangelizzazione
e la trasmissione della fede alle nuove generazioni.
Il 29 giugno 2002, con un Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici, sono stati approvati gli Statuti del
Cammino Neocatecumenale ad experimentum, nel corso di cinque anni, che si concludono con lattuale approvazione definitiva.
Luglio 2008 Salvami

Regina45

Storia per bambini... o adulti pieni di fede?

Il regalo del contadino


Poteva un rozzo contadino osare offrire delle semplici
mele al re? Ci che alle guardie parve uno scandalo,
non lo fu per la buona regina.

Lucia Nga Thi Vu

n bel giorno destate,


passate le forti piogge
di primavera, il signor
Francesco cominciava unaltra giornata
della sua solita vita di contadino, nel
regno della Valle delle Acque Chiare.
Col suo modo di fare rozzo, egli si
dirigeva affrettatamente verso il suo
campo, per dare inizio alla raccolta di
quellanno. Entro pochi giorni sarebbe cominciata la grande fiera, dove egli
voleva portare i suoi migliori frutti.
Il modesto contadino, malgrado
let avanzata, aveva ancora una buona disposizione danimo, e percorreva allegramente e con decisione tutti i filari e gli alberi del suo immenso campo espressivo cos era soli46Salvami Regina Luglio 2008

to definire la sua piantagione, a causa della molteplicit di colori -, raccogliendo i frutti degli alberi, molti dei
quali molto antichi, e di cui lui si occupava con particolare cura.
Quel giorno, decise di esaminare alcuni meli che si trovavano in un
punto di difficile accesso. L giunto,
ebbe una gradita sorpresa: quegli alberi avevano prodotto mele di incomparabile colore e bellezza. In verit,
pens, in tanti anni di lavoro, non ho
mai visto niente di simile. Mature e
lucenti, avevano un colore quasi scarlatto ed emanavano un delicato aroma. Nel vederle, pens:
Sono degne di un re!
Allora gli venne in mente il suo sovrano, che tempo addietro gli aveva

dato quel grande campo, quindi decise di consegnargli quelle magnifiche


mele come regalo.
Prese le migliori con le sue mani incallite ed utilizz un modesto panno
per lustrarle. Poi le pose in un sacchetto, sistemandole per bene nel fieno.
Di ritorno a casa sua, ripose il resto della raccolta fatta in vista della
successiva fiera e, dopo essersi messo
in ordine come meglio poteva, si incammin verso il palazzo Reale, portando in spalla un rozzo sacchetto
con le mele per il re.
Giunto alle porte della fortezza, si
imbatt con due alti soldati armati di
spada che erano a guardia del grande
portone principale. Rivolgendosi ad
uno di loro, disse:

Per favore, vorrei parlare con il


re!
Vedendo il deplorevole stato di
quel povero contadino, la guardia gli
rispose con un tono di disdegno:
Che cosa vuoi dal re? Fissa la
tua udienza. E vieni vestito pi degnamente!
Potrei allora parlare col ministro?
Chi credi di essere? Che cosa
vuoi insomma?
Vorrei consegnare un regalo al re.
Ah! questa roba? disse con
disprezzo laltra guardia lasciala l
sulla porta la prender dopo il vetturino.
Il contadino esit e si allontan
con disappunto.
Allimprovviso apparve dallalto
della merlatura, una terza guardia,
che diede un bello squillo di tromba.
Lentamente venne abbassato il pesante ponte levatoio, mentre unelegante carrozza si approssimava. La
regina stava arrivando!
Quando era ormai vicina al portone del palazzo, al vecchio contadino
venne unidea. Approfittando della
distrazione delle guardie, si gett davanti al cocchio e fece un rustico gesto di saluto alla sovrana. Ella diede
ordine di fermarsi e chiese delicatamente al pover uomo:
Figlio mio, desideri qualcosa?
Meravigliato per laffabilit della
regina, il signor Francesco non sapeva neppure come rivolgerle la parola. Vedendo i vestiti della sovrana, rimase estasiato per cos belli e colorati ornamenti. Al loro cospetto, il colore delle sue mele gli sembrava addirittura quasi opaco! Ma, incoraggiato
dalla bont della regina, sollev il suo
povero sacchetto e disse:
Io vorrei dare queste mele al
re. Sono le migliori della mia raccolta!
Perch no, sta tranquillo. Io
stessa gliele consegner.
Allora il contadino scosse un po il
sacchetto, per togliere la polvere della strada e lo consegn alla regina,
che chiese:

Dimmi, qual il tuo nome?


Ah, s. Sono Francesco e abito
nel Campo Nuovo, abbastanza vicino
al palazzo.
La regina fece un cenno discreto
affinch una delle cameriere prendesse nota e disse:
Senti, consegner le tue mele con molto piacere. Sappi che sono molto riconoscente per la tua generosit.
La carrozza entr e il contadino
si allontan, tornando al suo lavoro. Era contento, perch era riuscito
a far recapitare le sue mele nella miglior maniera possibile. Fatto questo,
torn ad occuparsi della fiera, che in
breve sarebbe cominciata.
Entrata a palazzo, la regina suon
un campanello e disse ad una dama
di corte:
Hanno appena portato queste mele, affinch io le consegni al
re. Tu devi curarne la presentazione meglio che puoi. bene lavare
e pulire questa frutta, in modo che
risulti molto lucente. Poi, prendi un
vassoio dargento, mettile bene al
centro e, intorno, abbellisci con alcune ciliegie. Cos le consegner al
re.
Poco dopo, la dama fece ritorno
con le mele gi pronte e le consegn
alla regina. Questa prese il vassoio e
lo port al re, che si trovava nella sala
da pranzo, ormai
alla fine del pasto
in attesa del dolce.
Il re, vedendola entrare, disse:

Signora,
che cosa fate con
questo vassoio in
mano?
il regalo di un contadino, la
cui propriet molto vicina al palazzo.
Che belle mele! Che meraviglia!
Il re le assapor con vero piacere,
mentre la regina assisteva contenta
alla scena. Egli ordin che fosse con-

segnata al contadino una buona porzione di ciliegie del palazzo, disposte


anchesse su un bel vassoio.
Alcuni giorni dopo, mentre era in
pieno lavoro, il signor Francesco vide
da lontano una carrozza. Si sporse,
osserv bene e cap che veniva verso di lui! Chi poteva essere? Scosse la
polvere dai suoi vestiti ed aspett. La
carrozza si ferm e scese un lacch
che, rivolgendosi al contadino, disse:
Il re ti invia queste ciliegie, in
riconoscenza per le mele che gli hai
offerto.
Lumile contadino ne fu sorpreso
e, rimanendo a bocca aperta, impieg
un po di tempo prima di rispondere.
Che bella frutta! Aspetti che la
prendo e le restituisco il vassoio!
Ah No. Anche il vassoio dargento un regalo reale Buon lavoro!
La carrozza si allontan e il contadino cominci a piangere per lemozione. Mai si sarebbe aspettato nella sua vita di ricevere un simile regalo dal suo re!
* * *
Per noi, la regina di questa storia
la Madonna, che porta tutte le nostre offerte, per quanto semplici esse siano, a Ges, il Re dei re. Per una
modesta mela, Ella ottiene per noi
meraviglie!
quello che dice il grande santo mariano San Luigi Grignion de
Montfort: Mettiamo nelle mani di Maria le nostre buone azioni, che nonostante appaiano buone sono in fondo
macchiate e indegne di Dio e Lei,
avendo ricevuto il nostro povero regalo, lo purificher, santificher e render bello in tal misura, che diventer degno di Dio.
Facciamo tutto per mezzo di questa Madre tanto generosa e piena di
compassione verso di noi. In Lei troviamo il mezzo pi rapido, facile ed
efficace per giungere a Dio.
Luglio 2008 Salvami

Regina47

_
_______
I Santi di ogni giorno
1. San Zhang Huailu, martire
(1900). Catecumeno che, durante
la persecuzione in Cina, spontaneamente si dichiarato cristiano ed
stato battezzato col proprio sangue,
nella citt di Zhuhedian.
2. Santa Monegonda, eremita (570). Col consenso dello sposo,
si ritir in una grotta nei dintorni di
Tours in Francia, per condurre una
vita eremitica.
3. San Tommaso, apostolo.
SantAnatolio, vescovo (458). Patriarca di Costantinopoli, difensore
del dogma delle nature divina e umana in Cristo, durante il Concilio di
Calcedonia.
4. Santa Isabella del Portogallo,
regina (1336).
San Cesidio Giacomantonio, presbitero (1900). Religioso francesca-

no lapidato e bruciato in Cina mentre


proteggeva il Santissimo Sacramento
dalla profanazione degli adepti della
setta Yihetuan.
5. SantAntonio Maria Zaccaria,
presbitero (1539).
SantAtanasio, lAtonita, monaco (1003). Fond sul Monte Athos in
Grecia, un piccolo monastero, dando
inizio alla vita cenobitica della regione.
6. XIV Domenica del Tempo Ordinario.
Santa Maria Goretti, vergine e
martire (1902).
Beato Agostino Giuseppe Desgardin, martire (1794). Monaco cistercense che, durante la Rivoluzione
Francese, fu incarcerato in una naveprigione, qui mor contagiato dai suoi
compagni infermi, dei quali si prendeva cura.

Sergio Hollmann

7. Santa Edilburga, badessa


(695). Figlia del re degli inglesi orientali, si consacr a Dio
come religiosa nel monastero
di Ebreuil in Francia, del quale fu badessa.
8. SantAdriano III, Papa
(885). Lasci il segno nel suo
breve pontificato per limpegno
a riconciliare la Chiesa di Costantinopoli con quella di Roma.
9. Santa Paolina del Cuore
Agonizzante di Ges, religiosa
(1942).
Beata Giovanna Scopelli,
vergine (1491). Religiosa carmelitana, fond a Reggio Emilia, un monastero del quale fu
priora. Si distinse per la sua
grande devozione alla Madonna e le sue austere penitenze.
San Giacomo Cattedrale di Santiago de
Compostela, Spagna

48Salvami Regina Luglio 2008

10. San Pietro Vincioli, presbitero (1007). A Perugia, rie-

dific la Chiesa di San Pietro e vi costru a fianco un monastero dove introdusse la disciplina cluniacense.
11. San Benedetto da Norcia, abate (547).
San Leonzio, vescovo (570). Govern con saggezza la diocesi di Bordeaux in Francia, restaur la disciplina ecclesiastica e la liturgia.
12. San Leone, abate (1079).
Abate del celebre monastero di Cava
a Napoli, che molto progred con le
sue virt ed esempio. Si dedic specialmente al servizio dei poveri.
13. XV Domenica del Tempo Ordinario.
SantEnrico
II,
Imperatore
(1024).
Beato Mariano di Ges Euse Hoyos, presbitero (1926). Proveniente da unumile famiglia colombiana,
esercit il suo ministero sacerdotale
in diverse parrocchie e si dedic alla
cura fisica e spirituale di poveri, contadini e infermi.
14. San Camillo de Lellis, presbitero (1614).
Santa Toscana, vedova (1344).
Dopo la morte del marito, distribu i
suoi beni ai poveri e si dedic allassistenza agli infermi, a Verona.
15. San Bonaventura, vescovo e
dottore della Chiesa (1274).
Beata Anna Maria Javouhey, vergine (1851). Fond a Parigi la Congregazione Cluniacense delle Suore di San Giuseppe, dedicate alla cura degli infermi e alla formazione cristiana della giovent femminile.
16. Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.
Santa Maria Maddalena Postel,
vergine (1846). Terziaria francescana. Durante la Rivoluzione Francese

______________________ Luglio

17. Beato Ignazio di Azevedo, presbitero, e compagni, martiri (1570).


San Leone IV, Papa (855). Fece costruire le mura del Vaticano per
proteggere la regione dagli attacchi
dei saraceni.
18. Beato Simone di Lipnica, presbitero (1482). Religioso francescano, insigne predicatore e ardente devoto del Nome di Ges. Durante una
pestilenza che si propag a Cracovia,
mor contagiato dalle vittime, di cui si
prendeva cura.
19. SantEpafra, discepolo di San
Paolo. Predic il Vangelo a Colossi,
Laodicea e Gerapolis.
20. XVI Domenica del Tempo Ordinario.
San Vulmaro, presbitero (689).
Religioso benedettino. Fond a Hautmont, in Francia, due monasteri.
21. San Lorenzo da Brindisi, presbitero e dottore della Chiesa (1619).
SantAlberico Crescitelli, martire (1900). Sacerdote delle Missioni Straniere, fu squartato dagli adepti
della setta Yihetuan, nelle prossimit
di Yangpingguan in Cina.
22. Santa Maria Maddalena.
San Vandregisilo, abate (668).
Abbandon la corte del re Dagoberto e abbracci la vita monastica. Ordinato presbitero, fond il monastero di Fontanelle in Normandia, celebre nel Medioevo come scuola di arti
e mestieri e centro de spiritualit.
23. Santa
(1373).

Brigida,

Beato Pietro Ruiz de los Paos,


martire (1936). Direttore Generale della Confraternita dei Sacerdoti Operai Diocesani. Fond le Discepole di Ges e lavor molto per
la crescita vocazionale. Fu martirizzato durante la Guerra Civile Spagnola.
24. San Charbel Maklhuf, presbitero (1898).
Santi Boris e Gleb, martiri (1015).
Principi russi, figli di San Vladimiro,
assassinati per ordine del loro fratello, Svjatopolk.
25. San Giacomo Maggiore, apostolo.
Santa Olimpia, vedova (408). Rimasta vedova ancora molto giovane,
si dedic al servizio di Dio a Costantinopoli e fu fedele discepola di San
Giovanni Crisostomo.

SantOlaf, re e martire (1030).


Diffuse la fede cristiana e distrusse
lidolatria nel Regno di Norvegia. Fu
assassinato dai suoi nemici.
30. San Pietro Crisologo, vescovo
e dottore della Chiesa ( 450).
Beata Maria Vicenta Chvez
Orozco, vergine (1949). A Guadalajara in Messico, fond LIstituto delle
Serve dei Poveri, che vivono interamente affidate alla Provvidenza Divina.
31. SantIgnazio di Loyola, presbitero (1556).
Beata Sidonia Schelingov, martire (1955). Suora della Congregazione delle Suore della Carit della Santa Croce. Durante il dominio totalitario nella Slovacchia, aiut la fuga di
un sacerdote, per cui fu imprigionata e mor in carcere dopo tre anni di
sofferenze.

26. San Gioacchino e


SantAnna, genitrice della Beata Vergine Maria.
SantAustindo,
vescovo
(1068). Diresse la diocesi di
Auch, in Francia, cercando di
riformare gli edifici sacri e perfezionare i costumi dei fedeli.

Gustavo Kralj

difese ardentemente i religiosi. Destin tutti i suoi beni agli infermi e fond la Congregazione delle Figlie della Misericordia, per leducazione delle giovani.

27. XVII Domenica del Tempo Ordinario.


San Celestino I, Papa (432).
Grande propagatore della fede, istitu lepiscopato in Irlanda e in Inghilterra. Fu il primo
a celebrare la solennit della
maternit divina di Maria.
28. San Sansone, vescovo
(565). Diffuse il Vangelo e restaur la disciplina ecclesiastica nella Bretagna, come abate
del monastero di Caldey e vescovo di questa citt.

religiosa
29 Santa Marta.

Santa Maria Maddalena Antonio Veneziano,


Musei Vaticani
Luglio 2008 Salvami

Regina49

David Domingues / Gustavo Kralj

La Basilica di
San Paolo fuori le Mura
Questo maestoso tempio, uno dei pi antichi della
Chiesa, associato a quasi tutta la Storia della
Roma cristiana.
Carlos Toniolo

llinizio del IV secolo


si chiudeva il lungo e
terribile periodo delle persecuzioni perpetrate da Roma contro il Cristianesimo. La giovane Chiesa, nutrita dal sangue dei suoi martiri, usciva dalloscurit delle catacombe, ormai senza timore, cominciando a predicare alla luce del sole il nome di Ges.
Furono allora costruiti i primi templi, tra i quali uno dedicato alla memoria del grande San Paolo, anima di
fuoco che predic la Buona Novella
nelle terre bagnate dal Mediterraneo.

50Salvami Regina Luglio 2008

Questo santuario fu costruito, sotto gli auspici dello stesso imperatore Costantino, nel luogo di un antico
cimitero fuori le mura di Roma da
cui il suo nome esattamente dove si
trovava il tumulo dellApostolo dei
Gentili. Nel 324, Papa Silvestro I consacrava solennemente in suo onore il
nuovo tempio, dando inizio alla storia di una delle pi significative chiese di tutta la Cristianit.
In poco tempo, la costruzione originale fin per diventare troppo piccola
rispetto alla crescita del Cattolicesimo.
Durante il regno congiunto degli imperatori Teodosio I (379-395), Graziano

(375-383) e Valentiniano II (375-392),


fu demolita per fare spazio a una nuova costruzione a cinque navate, pi simile alla Basilica Vaticana dellepoca.
Nel luglio del 1823, purtroppo, un
terribile incendio distrusse praticamente tutta la storica chiesa. Costernato, il Papa Leone XII fece appello a tutti i fedeli, nel raccogliere fondi per la sua ricostruzione immediata. Il rispetto e lammirazione per il
nome di San Paolo Apostolo erano
tali che la risposta non venne solo dai
cattolici,ma anche da altri, per esempio : il re Fuad I dEgitto, don le colonne di finissimo alabastro, mentre

Ricardo Castelo Branco

Quadriportico della Basilica

Altare della tomba di San Paolo

Da sinistra a destra:
Gregorio VI, Beato Urbano II, San
Giulio I, Sergio III, San Melchiade,
SantEugenio I, Lando, San Leone IV,
San Silvestro I e Benedetto XVI

lo Zar Nicola I di Russia, i blocchi di


malachite e lapislazzuli per gli altari
laterali del transetto.
La nuova Basilica fu consacrata il
10 dicembre del 1854 da Papa Pio IX,
davanti a un gran numero di Cardinali e Vescovi che si trovavano a Roma, per la proclamazione del dogma
dellImmacolata.
Edificata in stile neoclassico, la
maestosa costruzione misura 131 metri di lunghezza, 65 di larghezza e 29
di altezza ed la seconda maggiore
chiesa di Roma, pi piccola solo della Basilica di San Pietro. Nella parete interna delle navate e del transetto

si trova la famosa collezione delle effigi di tutti i pontefici, da San Pietro a


Benedetto XVI.
Limmenso valore culturale rappresentato da questo santuario, stato riconosciuto dai pi rilevanti organi internazionali. Nel 1980 stato
classificato dallUNESCO come patrimonio dellumanit.
***
Passati pi di 1600 anni, la vocazione della Basilica di San Paolo fuori le mura come uno dei pi importanti centri della spiritualit cristiana, continua ad essere attuale come
allepoca della sua fondazione.

Ci stato riaffermato da Sua


Santit, Papa Benedetto XVI, nel suo
Motu Proprio , del 31 maggio 2005,
nel quale manifesta il desiderio che
LApostolo delle Genti illumini e protegga quanti svolgono le loro mansioni nella Basilica a lui dedicata e conceda aiuto e conforto a tutti i fedeli ed
ai pellegrini che con sincera devozione
si recano nel luogo sacro alla memoria
del suo martirio, per ravvivare la loro
fede ed invocare la sua protezione sul
proprio cammino di santificazione e
sullimpegno della Chiesa, per la diffusione del Vangelo nel mondo contemporaneo.

Luglio 2008 Salvami

Regina51

(Orazione della Novena


alla Madonna del Carmelo)

Madonna del Carmelo Basilica


del Carmelo, San Paolo (Brasile)

Timothy Ring

enedetta e Immacolata Vergine Maria, bellezza e gloria del C


armelo, Tu che tratti con bont del tutto speciale coloro
che indossano il tuo amatissimo abito, volgi anche su di me uno sguardo propizio e coprimi col manto della tua materna protezione.
Col tuo potere fortifica la mia
debolezza; con la tua saggezza illumina le tenebre del mio
spirito, aumenta in me
la fede, la speranza e la
carit.
Orna la mia anima con le
virt che mi rendano gradito al
Tuo Divino Figlio e a Te.
Assistimi durante la vita,
consolami nella morte e
conducimi con la Tua amabile presenza alla Santissima Trinit, come
tuo figlio tutto dedito a lodarTi e
benedirTi eternamente in Paradiso.