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Poste Italiane Spa Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.

t. 1 comma 1 - NE/PD - Contiene I.R. - Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione

Numero 124
Agosto 2013

Nel cuore dellAfrica

Associazione Madonna di Fatima

Conoscere il bene
e non farlo

San Bernardo. Sermoni sul Cantico


dei Cantici. Sermone XXXVI, n.4.

Sergio Hollmann

n cibo indigesto o quello


che non ben cotto produce
cattivi umori e corrompe il corpo
invece di nutrirlo. Allo stesso modo,
quando lo stomaco dellanima, che
la memoria, ingerisce una grande
quantit di conoscenze e queste non
sono cotte con il fuoco della carit n
sono in seguito sparse sulle membra
dellanima cio, gli atti e i costumi
che producono in essa il bene,
non si trasforma questa scienza in
peccato, come gli alimenti in umori
sconvenienti e nocivi? E non sono
forse cattivi umori il peccato e i
costumi depravati? E non soffrir di
gonfiori e acuti dolori di coscienza
chi conosce il bene e non lo pratica?
E uno non sentir in se stesso una
sentenza di morte e di condanna
ogni qual volta gli verranno in
mente le parole di Dio: Il servo che,
conoscendo la volont del padrone,
non avr disposto o agito secondo la
sua volont, ricever molte percosse
(Lc 12, 47)?

San Bernardo
di Philippe Quantin Museo delle Belle Arti,
Digione (Francia)

SommariO
Scrivono i lettori

San Giovanni Berchmans


Esser Santo...
in poco tempo!
......................

Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione

Chi ha bisogno del Medico? (Editoriale) . . . . .

5
Il culto di San Giuseppe
nella tradizione della Chiesa

Anno XV, numero 124, Agosto 2013

Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Consiglio di redazione:
Guy Gabriel de Ridder, Suor Juliane
Vasconcelos A. Campos, EP,
Luis Alberto Blanco Corts, Madre
Mariana Morazzani Arriz, EP,
Severiano Antonio de Oliveira
Traduzione: Antonietta Tessaro
Amministrazione:
Via San Marco, 2A
30034 Mira (VE)
CCP 13805353
Aut. Trib. Venezia 11 del 31/3/12
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Con la collaborazione
dellAssociazione
Privata Internazionale di Fedeli
di Diritto Pontificio

Araldi del Vangelo


Viale Vaticano, 84 Sc. A, int. 5
00165 Roma
Tel. sede operativa
a Mira (VE): 041 560 08 91
Montaggio:
Equipe di arti grafiche
degli Araldi del Vangelo
Stampa e rilegatura:
ELCOGRAF S.p.A.
Via Mondadori, 15
37131 Verona
Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.

30

La voce del Papa


Dio ci convoca
a far parte del suo popolo
........................

......................

Commento al Vangelo
La tentazione
della limbolatria
......................

10

34

Donna Lucilia Ribeiro dos


Santos Corra de Oliveira
Vogliamo storie di
zia Lucilia...
......................

38

accaduto nella
Chiesa e nel mondo
......................

40

Credo nella comunione


dei Santi!
......................

18

Storia per bambini...


Il tesoro pi prezioso
......................

Due settimane di missione


nel cuore dellAfrica
......................

24

I Santi di ogni giorno

......................

48

Padre che anche Re

Araldi nel mondo

......................

46

28

......................

50

S crivono

i lettori

Trasforma il difficile in
lieve e accessibile

DallIstituto Tecnologico
Don Bosco
Ringrazio molto per linvio della Rivista allIntec Don Bosco. Si sta
rivelando molto utile per le classi di
formazione, tanto della Scuola Media quanto dellOratorio.
Fra Jorge B. H., SDB
Saltillo Messico

Articolo su San Marcellino


Champagnat
Scriviamo per complimentarci con
la rivista Araldi del Vangelo, cos ben
presentata, per i suoi eccellenti articoli, ben documentati e con una dottrina biblica, storica ed ecclesiale.
Vogliamo anche fare i complimenti
ai suoi collaboratori, che sono di alto livello, e in modo speciale ci complimentiamo con lautrice dellarticolo su San Marcellino Champagnat,
Modello per genitori ed educatori. Lei
dimostra di conoscere perfettamente la sua biografia, scritta da uno dei
suoi primi discepoli, e lessenza della pedagogia marista. Vi auguriamo
di continuare sempre su questa linea.
Rosario D. W. e Ramiro M. E.
Alcal de Henares Spagna

Per adulti, giovani e bambini


molto arricchente ricevere la
Rivista ogni mese, poich in essa si
incontrano temi di grande interesse
che mi permettono di evangelizzare
i bambini, giovani e adulti a cui devo dare esempio e dimostrazione del
mio impegno di cattolica, in famiglia e nella comunit. Ha richiamato
particolarmente la mia attenzione,
in un numero, la bellezza della Basilica Madonna del Rosario, nel Seminario degli Araldi.
Claudia Y. C. C.
Chiquinquir Colombia
4Araldi del Vangelo Agosto 2013

Mi piace immensamente la rivista


Araldi del Vangelo per il suo contenuto profondo ed elevato, e altrettanto
mi piace la sua presentazione grafica,
che di prima qualit e grande bellezza. In particolare mi piacciono gli
articoli di Mons. Joo, il quale ha il
dono di trasformare il difficile in accessibile, chiaro e lieve.
Elza M. B. S.
Belm Brasile

Dai loro frutti li conoscerai...


Gi diceva il Divino Maestro: Dai
loro frutti li conoscerai (Mt 7, 20). E
dal bene che vedo che questa Rivista
fa a chi la legge, potrei classificarla come una fonte di grazie. una pubblicazione molto buona e vorrei dare un
suggerimento alla redazione: serebbe
interessante che ci fossero degli articoli riguardanti le eroiche avventure
dei martiri, poich credo che attirerebbero molto i giovani.
Felipe A. T.
Belo Horizonte Brasile

Mi allontano dai
problemi del mondo
Quando mi sento triste oppure ho
qualche difficolt, dopo aver recitato
una preghiera, ricorro alla rivista Araldi del Vangelo, perch leggendo i suoi
articoli ottengo pace e molta speranza, sento che mi allontano dai problemi del mondo e mi addentro nella vita spirituale. Sul mio comodino non
manca mai un numero della Rivista.
Paola C. de D. la C.
Guatemala Guatemala

Vita dei santi ed


evangelizzazione
Auguro che la Madonna continui
a benedire gli Araldi e la loro Rivista,
nella quale si possono ammirare gli argomenti trattati, la bellezza della sua
presentazione ed essere aggiornati sui

fatti accaduti nella Chiesa. Le sezioni


che pi mi incantano sono quelle che
concernenti la vita dei santi e dellevangelizzazione che questa Associazione
conduce, in Brasile e nel mondo.
Simo P. R.
Fortaleza Brasile

Bellezza e contenuto spirituale


La rivista Araldi del Vangelo di
grande ricchezza spirituale. Da essa
apprendiamo molte cose per la nostra formazione e possiamo crescere
nellamore a Dio e alla nostra Chiesa.
Ci informa anche sulle verit del Vaticano e ci fa conoscere la vita dei santi, che dobbiamo imitare per giungere
un giorno alla santit, nostra meta. Gli
articoli di Mons. Joo, bellissimi e vari, alimentano la nostra anima e ci aiutano a crescere nella Fede.
Myriam L.
San Jos Costa Rica

Argomenti interessanti
e attraenti

Realmente questa pubblicazione molto bella. La porto sempre


nellinterno di Bahia, dove di grande utilit per quelli che integrano la
Legione di Maria, di cui faccio parte, poich permette di sviluppare vari lavori con i suoi argomenti, tutti
molto interessanti e attraenti.
Jos A. F. F.
Salvador Brasile

Tutto attrae e istruisce


In questa Rivista tutto attrae e
istruisce. Ma quello che mi riempie
di gioia, in ogni numero, leggere la
testimonianza delle persone che, come me, apprendono e ricevono grazie per mezzo di questa pubblicazione. Sappiate che dove vado porto sempre i dpliant informativi e
la Rivista, per condividere con tutti
quello che gli Araldi mi insegnano.
Arminda A. de A. B.
Mogi das Cruzes Brasile

Editoriale

Chi ha bisogno del Medico?

a di Fatima

- Maria,

Stella della

Nuova Evange

lizzazione

1 - NE/PD

- Contien

e I.R. - Periodic

o dellAss

ociazione

Madonn

124
Numero
2013
Agosto

frica

art. 1 comma

re dellA

Poste Italiane

Spa Spedizi

one in Abbona

mento Postale

D.L. 353/200

3 (conv.

in L. 27/02/2

004 n. 46)

Nel cuo

Associazion

e Madonna

di Fatima

Momenti della
visita della Statua
Pellegrina del
Cuore Immacolato
di Maria a Vumbi
e Rango (Ruanda)
(Fotos: Pascal Batagata)

nenorme sensazione provocherebbe nel mondo, se uno dimostrasse che


le tecniche di ripresa esistevano gi al tempo dei Vangeli. E ancora maggiore sarebbe lo stupore se tale affermazione fosse corroborata da una
scoperta inaudita: film autentici della vita di Ges.
Il meraviglioso ritrovamento produrrebbe un incanto indescrivibile, ma anche alcune sorprese.
Infatti, chi si abituato a considerare la figura del Salvatore secondo preconcetti radicati e visioni unilaterali, si sentirebbe probabilmente sconcertato. E cos
potrebbe esprimere una delle sue obiezioni:
Ma che pubblico eterogeneo, vero universo di classi e razze sfila davanti a Lui
per essere beneficiato! Ora, per esempio, dopo aver guarito uno sfortunato lebbroso, Egli si ferma ad ascoltare con sollecitudine la richiesta di un soldato romano, simbolo vivente della legge del pi forte, e, oltre a questo, danaroso! E, che
cosa fa Lui in quella nobile dimora, partecipando a un funerale di lusso? Ah! la
casa di un importante personaggio, dove Lui resusciter la bambina che appena
morta. Va bene, ma perch allora va a riposare in quellaltra sala, cos fine e ben
sistemata? Di nuovo, una casa di ricchi! Bene! Va a cenare con tre fratelli, una
famiglia nota e molto frequentata, che lo riceve con speciale affetto, vero. Ma
una delle sorelle impazzita allimprovviso! Sperpera denaro in profumi, solo per
compiacerLo, e Lui ancora prende la difesa della dissennata! Oh! E io che immaginavo Ges circondato solo da straccioni, protettore solamente dei mendicanti,
avvocato soltanto degli emarginati...
E la sua tunica? Inconsutile, di prima categoria! Richiama lattenzione persino degli ignoranti, come i legionari di Pilato! Non potrebbe presentarSi con pi
semplicit?
Che dire delle sue parabole? Non vi si trova particolarmente contemplata alcuna classe, n poveri n ricchi, nobili o plebei. Vediamo re che partono per la
guerra, pastori, vignaioli, donne di casa, miliardari che pagano i loro dipendenti in
modo esagerato o perdonano loro debiti astronomici, monarchi che organizzano
feste di matrimonio, potentati nellinferno, vergini pazze o previdenti
Cos, quante altre sorprese causerebbe questo ipotetico film della vita del nostro Salvatore! Per, i Vangeli narrano nei minimi dettagli tutti questi episodi, che
rivelano in modo indiscutibile luniversalit dellazione santificatrice di Ges. Se
avessimo limmensa felicit di presenziarli, soltanto un atteggiamento sarebbe accettabile e degno di veri seguaci Suoi: cadere in ginocchio ai suoi piedi ed esclamare, pervasi di amore e adorazione:
Signore, hai detto bene che Non sono i sani che hanno bisogno del medico,
ma i malati (Mc 2, 17). Malati di spirito esistono in tutte le classi e in tutti gli ambienti. Chi potrebbe dichiararsi in salute davanti a Te? Soltanto Tua Madre Santissima, poich hai voluto adornarLa con tutte le pienezze dellinnocenza e della
santit. Ma tutti gli altri implorano le tue medicine, divino Medico delle anime. E
chi oserebbe disprezzare i poveri e i piccoli, amati da Te con tanta tenerezza? Chi
si azzarderebbe a escludere i ricchi e condannarli come malvagi, se anche a loro
hai offerto il tuo affetto? Che non ci siano pi frontiere alla carit tra gli uni e gli
altri! Abbiano i ricchi la gioia e la generosit sempre rinnovata di aiutare i poveri,
e ricevano questi la consolazione instancabile di quelli. Vogliamo imitarTi, Signore, nel tuo zelo universale e nel tuo amore senza frontiere.
Agosto 2013 Araldi

del Vangelo5

La voce del Papa

Dio ci convoca
a far parte del suo popolo
Che missione ha questo popolo? Quella di portare nel mondo la
speranza e la salvezza di Dio: essere segno dellamore di Dio che
chiama tutti allamicizia con Lui

ggi vorrei soffermarmi brevemente su un altro dei


termini con cui il Concilio Vaticano II ha definito
la Chiesa, quello di Popolo di Dio
(cfr. Lumen gentium, n.9; Catechismo
della Chiesa Cattolica, n.782). E lo faccio con alcune domande, sulle quali
ognuno potr riflettere.
Che cosa vuol dire essere Popolo di Dio? Anzitutto vuol dire che
Dio non appartiene in modo proprio
ad alcun popolo; perch Lui che ci
chiama, ci convoca, ci invita a fare
parte del suo popolo, e questo invito rivolto a tutti, senza distinzione,
perch la misericordia di Dio vuole
la salvezza per tutti (I Tm 2,4).

Introdotti in questo popolo


attraverso il Battesimo
Ges non dice agli Apostoli e a
noi di formare un gruppo esclusivo, un gruppo di elite. Ges dice:
andate e fate discepoli tutti i popoli (cfr. Mt 28,19). San Paolo afferma
che nel popolo di Dio, nella Chiesa,
non c pi giudeo n greco poich tutti voi siete uno in Cristo Ges (Gal 3,28). Vorrei dire anche a
6Araldi del Vangelo Agosto 2013

chi si sente lontano da Dio e dalla Chiesa, a chi timoroso o indifferente, a chi pensa di non poter pi
cambiare: il Signore chiama anche
te a far parte del suo popolo e lo fa
con grande rispetto e amore! Lui ci
invita a far parte di questo popolo,
popolo di Dio.
Come si diventa membri di questo popolo? Non attraverso la nascita fisica, ma attraverso una nuova nascita. Nel Vangelo, Ges dice a Nicodemo che bisogna nascere dallalto,
dallacqua e dallo Spirito per entrare nel Regno di Dio (cfr. Gv 3,3-5). E
attraverso il Battesimo che noi siamo
introdotti in questo popolo, attraverso la fede in Cristo, dono di Dio che
deve essere alimentato e fatto crescere in tutta la nostra vita. Chiediamoci: come faccio crescere la fede che
ho ricevuto nel mio Battesimo? Come faccio crescere questa fede che
io ho ricevuto e che il popolo di Dio
possiede?

Quanto bello amarci


come fratelli veri!
Laltra domanda. Qual la legge del Popolo di Dio? E la legge

dellamore, amore a Dio e amore al


prossimo secondo il comandamento nuovo che ci ha lasciato il Signore (cfr. Gv 13,34). Un amore, per,
che non sterile sentimentalismo
o qualcosa di vago, ma che il riconoscere Dio come unico Signore
della vita e, allo stesso tempo, laccogliere laltro come vero fratello, superando divisioni, rivalit, incomprensioni, egoismi; le due cose
vanno insieme.
Quanto cammino dobbiamo ancora fare per vivere in concreto questa nuova legge, quella dello Spirito
Santo che agisce in noi, quella della carit, dellamore! Quando noi
guardiamo sui giornali o alla televisione tante guerre fra cristiani, ma
come pu capitare questo? Dentro
il popolo di Dio, quante guerre! Nei
quartieri, nei posti di lavoro, quante guerre per invidia, gelosie! Anche
nella stessa famiglia, quante guerre
interne!
Noi dobbiamo chiedere al Signore che ci faccia capire bene questa legge dellamore. Quanto bello
amarci gli uni con gli altri come fratelli veri. Quanto bello! Facciamo

LOsservatore Romano

Basta leggere un giornale per vedere che la presenza del male esiste, che il Diavolo agisce.
Ma vorrei dire a voce alta: Dio pi forte!
Papa Francesco percorre in papamobile Piazza San Pietro prima dellUdienza Generale del 12/6/2013

una cosa oggi. Forse tutti abbiamo


simpatie e non simpatie; forse tanti di noi sono un po arrabbiati con
qualcuno; allora diciamo al Signore:
Signore io sono arrabbiato con questo o con questa; io ti prego per lui e
per lei. Pregare per coloro con i quali siamo arrabbiati un bel passo in
questa legge dellamore. Lo facciamo? Facciamolo oggi!

Il Diavolo agisce, ma
Dio pi forte!
Che missione ha questo popolo?
Quella di portare nel mondo la speranza e la salvezza di Dio: essere segno dellamore di Dio che chiama
tutti allamicizia con Lui; essere lievito che fa fermentare tutta la pasta,
sale che d il sapore e che preserva dalla corruzione, essere una luce
che illumina.
Attorno a noi, basta aprire un
giornale, lho detto vediamo che
la presenza del male c, il Diavolo agisce. Ma vorrei dire a voce al-

ta: Dio pi forte! Voi credete questo: che Dio pi forte? Ma lo diciamo insieme, lo diciamo insieme tutti: Dio pi forte! E sapete perch
pi forte? Perch Lui il Signore,
lunico Signore. E vorrei aggiungere
che la realt a volte buia, segnata dal
male, pu cambiare, se noi per primi
vi portiamo la luce del Vangelo soprattutto con la nostra vita.
Se in uno stadio, pensiamo qui
a Roma allOlimpico, o a quello di
San Lorenzo a Buenos Aires, in una
notte buia, una persona accende una
luce, si intravvede appena, ma se gli
oltre settantamila spettatori accendono ciascuno la propria luce, lo stadio si illumina. Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo; insieme porteremo la luce del Vangelo
allintera realt.

Dobbiamo essere il
fermento di Dio
Qual il fine di questo popolo?
Il fine il Regno di Dio, iniziato

sulla terra da Dio stesso e che deve essere ampliato fino al compimento, quando comparir Cristo,
vita nostra (cfr. Lumen gentium, 9).
Il fine allora la comunione piena
con il Signore, la familiarit con il
Signore, entrare nella sua stessa vita divina, dove vivremo la gioia del
suo amore senza misura, una gioia
piena.
Cari fratelli e sorelle, essere
Chiesa, essere Popolo di Dio, secondo il grande disegno di amore del Padre, vuol dire essere il
fermento di Dio in questa nostra
umanit, vuol dire annunciare e
portare la salvezza di Dio in questo nostro mondo, che spesso
smarrito, bisognoso di avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo vigore nel
cammino.
La Chiesa sia luogo della misericordia e della speranza di Dio,
dove ognuno possa sentirsi accolto, amato, perdonato, incoraggiato
Agosto 2013 Araldi

del Vangelo7

a vivere secondo la vita buona del


Vangelo. E per far sentire laltro
accolto, amato, perdonato, inco-

raggiato la Chiesa deve essere con


le porte aperte, perch tutti possano entrare. E noi dobbiamo usci-

re da quelle porte e annunciare il


Vangelo.
Udienza Generale, 12/6/2013

Imparate a essere magnanimi


Per essere magnanimi con libert interiore e spirito di servizio
necessaria la formazione spirituale. Voi sarete felici e costruirete bene la
vostra vita se saprete rispondere alla chiamata di Cristo.

ari ragazzi, cari giovani!


Sono contento di ricevervi
con le vostre famiglie, gli educatori e gli amici della grande famiglia delle Scuole dei Gesuiti italiani e dAlbania. A voi tutti il mio affettuoso saluto: benvenuti! Con tutti voi mi sento veramente in famiglia. Ed motivo di particolare gioia la coincidenza di questo nostro
incontro con la solennit del Sacro
Cuore di Ges.
Vorrei dirvi anzitutto una cosa
che si riferisce a SantIgnazio di Loyola, il nostro fondatore. Nellautunno del 1537, andando a Roma con il
gruppo dei suoi primi compagni si
chiese: se ci domanderanno chi siamo, che cosa risponderemo? Venne
spontanea la risposta: Diremo che
siamo la Compagnia di Ges!
(Fontes Narrativi Societatis Iesu, vol.
1, p.320-322). Un nome impegnativo, che voleva indicare un rapporto
di strettissima amicizia, di affetto totale per Ges di cui volevano seguire le orme.

Un ambiente nel quale


si impari a vivere
Perch vi ho raccontato questo
fatto? Perch santIgnazio e i suoi
compagni avevano capito che Ges insegnava loro come vivere bene,
8Araldi del Vangelo Agosto 2013

come realizzare unesistenza che abbia un senso profondo, che doni entusiasmo, gioia e speranza; avevano capito che Ges un grande maestro di vita e un modello di vita, e
che non solamente insegnava loro,
ma li invitava anche a seguirlo su
questa strada.
Cari ragazzi, se adesso vi facessi
la domanda: perch andate a scuola,
che cosa mi rispondereste? Probabilmente ci sarebbero molte risposte secondo la sensibilit di ciascuno. Ma penso che si potrebbe riassumere il tutto dicendo che la scuola
uno degli ambienti educativi in cui si
cresce per imparare a vivere, per diventare uomini e donne adulti e maturi, capaci di camminare, di percorrere la strada della vita.
Come vi aiuta a crescere la scuola? Vi aiuta non solo nello sviluppare la vostra intelligenza, ma per
una formazione integrale di tutte le
componenti della vostra personalit.

Avere grandezza danimo per


rispondere a ci che Dio ci chiede
Seguendo ci che ci insegna
santIgnazio, nella scuola lelemento
principale imparare ad essere magnanimi. La magnanimit: questa
virt del grande e del piccolo (Non
coerceri maximo contineri minimo,

divinum est), che ci fa guardare sempre lorizzonte!


Che cosa vuol dire essere magnanimi? Vuol dire avere il cuore grande, avere grandezza danimo, vuol
dire avere grandi ideali, il desiderio di compiere grandi cose per rispondere a ci che Dio ci chiede, e
proprio per questo compiere bene
le cose di ogni giorno, tutte le azioni quotidiane, gli impegni, gli incontri con le persone; fare le cose piccole di ogni giorno con un cuore grande aperto a Dio e agli altri.
E importante allora curare la
formazione umana finalizzata alla
magnanimit. La scuola non allarga solo la vostra dimensione intellettuale, ma anche umana. E penso che in modo particolare le scuole
dei Gesuiti sono attente a sviluppare
le virt umane: la lealt, il rispetto,
la fedelt, limpegno.

Siate liberi per il bene e


campioni nel servizio agli altri
Vorrei fermarmi su due valori
fondamentali: la libert e il servizio.
Anzitutto: siate persone libere!
Che cosa voglio dire? Forse si pensa che libert sia fare tutto ci che si
vuole; oppure avventurarsi in esperienze-limite per provare lebbrezza
e vincere la noia. Questa non liber-

LOsservatore Romano

Noi siamo liberi per


il bene. E in questo
non abbiate paura di
andare controcorrente,
anche se non facile!
Un momento dellincontro
di Papa Francesco con
alunni e professori delle
scuole dei gesuiti in Italia
e Albania

t. Libert vuol dire saper riflettere


su quello che facciamo, saper valutare ci che bene e ci che male, quelli che sono i comportamenti che fanno crescere, vuol dire scegliere sempre il bene.
Noi siamo liberi per il bene. E in
questo non abbiate paura di andare
controcorrente, anche se non facile! Essere liberi per scegliere sempre il bene impegnativo, ma vi render persone che hanno la spina
dorsale, che sanno affrontare la vita, persone con coraggio e pazienza
(parresia e ypomon).
La seconda parola servizio.
Nelle vostre scuole voi partecipate a
varie attivit che vi abituano a non
chiudervi in voi stessi o nel vostro
piccolo mondo, ma ad aprirvi agli altri, specialmente ai pi poveri e bisognosi, a lavorare per migliorare il
mondo in cui viviamo. Siate uomini
e donne con gli altri e per gli altri,
dei veri campioni nel servizio agli altri.

Dio parla sempre; sta


a noi ascoltarLo
Per essere magnanimi con libert interiore e spirito di servizio
necessaria la formazione spirituale. Cari ragazzi, cari giovani, amate
sempre di pi Ges Cristo! La nostra vita una risposta alla sua chia-

mata e voi sarete felici e costruirete


bene la vostra vita se saprete rispondere a questa chiamata.
Sentite la presenza del Signore nella vostra vita. Egli vicino a
ognuno di voi come compagno, come amico, che vi sa aiutare e comprendere, che vi incoraggia nei momenti difficili e mai vi abbandona.
Nella preghiera, nel dialogo con Lui,
nella lettura della Bibbia, scoprirete
che Lui vi veramente vicino. E imparate anche a leggere i segni di Dio
nella vostra vita. Egli ci parla sempre, anche attraverso i fatti del nostro tempo e della nostra esistenza
di ogni giorno; sta a noi ascoltarlo.

Senza coerenza non


possibile educare!
Non voglio essere troppo lungo,
ma una parola specifica vorrei rivolgerla anche agli educatori: ai Gesuiti, agli insegnanti, agli operatori delle vostre scuole e ai genitori.
Non scoraggiatevi di fronte alle difficolt che la sfida educativa presenta! Educare non un mestiere, ma
un atteggiamento, un modo di essere; per educare bisogna uscire da
se stessi e stare in mezzo ai giovani,
accompagnarli nelle tappe della loro crescita mettendosi al loro fianco. Donate loro speranza, ottimismo per il loro cammino nel mondo.

Insegnate a vedere la bellezza e la


bont della creazione e delluomo,
che conserva sempre limpronta del
Creatore. Ma soprattutto siate testimoni con la vostra vita di quello che
comunicate.
Un educatore Gesuita, insegnante, operatore, genitore trasmette conoscenze, valori con le sue
parole, ma sar incisivo sui ragazzi se accompagner le parole con la
sua testimonianza, con la sua coerenza di vita. Senza coerenza non
possibile educare!
Tutti siete educatori, non ci sono
deleghe in questo campo. La collaborazione allora in spirito di unit e
di comunit tra le diverse componenti educative essenziale e va favorita e alimentata. Il collegio pu e deve fare da catalizzatore, esser luogo
di incontro e di convergenza dellintera comunit educante con lunico
obiettivo di formare, aiutare a crescere come persone mature, semplici, competenti ed oneste, che sappiano amare con fedelt, che sappiano
vivere la vita come risposta alla vocazione di Dio, e la futura professione
come servizio alla societ.

Estratto del discorso preparato per


i rappresentanti delle scuole dei gesuiti in Italia e in Albania, 7/6/2013

Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana.
La versione integrale di questi documenti pu essere trovata in www.vatican.va

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo9

Vassil

Commento al Vangelo XVIII Domenica del Tempo Ordinario

La tentazione
della limbolatria
Lavarizia Cattedrale di Metz (Francia)

Di fronte ai piaceri, anche legittimi, che la vita


su questa Terra pu offrire, facilmente luomo si
dimentica delleternit per la quale stato creato.
Mons. Joo Scognamiglio Cl Dias, EP

I La vocazione scambiata
per una serratura...

I discepoli
non capivano
lelevato
significato di
tale annuncio

Si narra che una volta un monaco fin per abbandonare la sua vocazione per una mera bagatella. Egli aveva lavorato per anni come esimio
maniscalco e, in un determinato momento, aveva sentito, dentro di s un forte impulso a seguire le vie della vita contemplativa. Abbandonato tutto, si diresse in un monastero, dove venne ammesso.
Trascorso del tempo, gli fu destinata una
cella la cui porta cigolava e sbatteva incessantemente giorno e notte, poich non si chiudeva bene. Volendo risolvere il problema, il nostro
monaco chiese licenza al superiore e fabbric
una magnifica serratura. Inoltre, approfitt per
fissare anche la porta, aggiustandola meglio agli
stipiti. Insomma, riusc a trasformarla in un pezzo esemplare per tutta la comunit.
Soddisfatto del proprio lavoro, passeggiava
per i corridoi delledificio, meravigliandosi di
non trovare nessuna serratura comparabile alla sua, cos perfetta e ben rifinita, ma con il passare dei mesi, si stava creando in lui un attaccamento eccessivo per quellelemento, apparentemente inoffensivo.
Un giorno, per, labate ordin un cambio di
celle nella comunit. Depresso dalla prospettiva

10Araldi del Vangelo Agosto 2013

di vedersi obbligato a ripetere il minuzioso lavoro nella sua nuova destinazione, il monaco-maniscalco chiese il permesso di portare con s la
serratura, ma per decisione del superiore, nessuno fu autorizzato a traslocare alcunch della mobilia nel trasferimento da una cella allaltra. Scontento della decisione arbitraria del priore e non essendo disposto a rinunciare alla sua
eccellente serratura, il monaco la strapp dalla
porta e decise di abbandonare la vocazione religiosa, ricevuta dalle mani di Dio, portandosi via
loggetto del suo attaccamento e percorrendo le
vie del mondo...
Che cosa sottintende la storia della serratura di questo monaco? quello che ci insegna
il Vangelo della 18 Domenica del Tempo Ordinario.

II Il pericolo dellavidit
Lepisodio narrato in questo Vangelo si svolge quando Ges e i suoi discepoli erano in cammino verso Gerusalemme, citt dove Egli avrebbe consumato la missione divina. Precedentemente, e per due volte, aveva predetto la Passione (cfr. Lc 9, 22.44). Tuttavia, i discepoli non
comprendevano lelevato significato di tale annuncio, nonostante avessero la speranza di es-

aVangeloA
In quel tempo, 13 Uno della folla Gli
disse: Maestro, di a mio fratello che
divida con me leredit. 14 Ma Egli
rispose: O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?
15
E disse loro: Attenzione! Tenetevi
lontani da ogni tipo di cupidigia, perch anche se uno nellabbondanza
la sua vita non dipende dai suoi beni.
16
Disse poi una parabola: La campagna di un uomo ricco aveva dato un
buon raccolto. 17 Egli ragionava tra
s: Che far, poich non ho dove ri-

sere i primi nel supposto Regno Messianico che


Cristo avrebbe fondato in questo mondo (cfr.
Lc 9, 45-46). Per correggere questa visione umana, Egli li aveva inviati in missione, dandogli il
potere di scacciare i demoni, e aveva insegnato loro il Padre Nostro, incitandoli alla perseveranza e fiducia nella preghiera (cfr. Lc 10, 1.17;
11, 1-4). Fu nelle attivit di questo ministero cos soprannaturale che fecero al Maestro questa
singolare richiesta.

In quel tempo, 13Uno della folla Gli


disse: Maestro, di a mio fratello che
divida con me leredit.
Le parole iniziali del passo evangelico contemplato ci manifestano lintera disponibilit
di Nostro Signore ad esaudire tutte le persone
che lo circondavano. Mantenendo facile accesso a S, senza intermediario alcuno, era sempre pronto a rispondere alle necessit di coloro
che a Lui si accostavano. Solo questo minuscolo particolare sarebbe stato di per s sufficiente
a riempirli di fiducia.
Infatti, la scena narrata ci presenta il caso di
un tale che si diresse da Ges per chiedere aiuto. Si tratta, senza dubbio, di un fratello minore che stava affrontando delle difficolt riguar-

porre i miei raccolti. 18E disse: Far


cos: demolir i miei magazzini e ne
costruir di pi grandi e vi raccoglier
tutto il grano e i miei beni. 19Poi dir a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni;
riposati, mangia, bevi e datti alla gioia! 20 Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sar richiesta la tua
vita. E quello che hai preparato di chi
sar? 21Cos di chi accumula tesori per s, e non arricchisce davanti a
Dio (Lc12, 13-21).

danti la divisione di uneredit che gli toccava.


Per la legge civile giudaica, quando due fratelli ricevevano leredit lasciata dal padre, questa
avrebbe dovuto esser divisa in tre parti, due per
il maggiore e solamente una per laltro (cfr. Dt
21, 17).1 Dato il carattere avido dellessere umano, nonostante la Legge, questo precetto non
evitava frequenti discussioni al momento della
sua applicazione. Era comune che tali contese
terminassero davanti a un giudice, a un rabbino o a un altro arbitro appropriato. Come commenta Lagrange, i rabbini avevano abituato i
Giudei a ricorrere a loro per chiudere le questioni che dovevano pi o meno esser risolte secondo i principi del diritto.2

Un difetto comune a tutte le epoche


Il contendente del Vangelo, avvicinandosi a
Nostro Signore per chiederGli lintervento nella
divisione dei suoi beni di famiglia, non sembra
essersi fermato un po a riflettere sulla grandezza di fronte alla quale si trovava, considerando
il Maestro solo come uno di enorme popolarit,
come un avvocato sicuro per la causa che desiderava vincere. Possiamo ben immaginare come
egli avesse sofferto per la perdita del padre gi
in et matura. La giovinezza era ormai trascorsa ed egli desiderava garantirsi il futuro, preocAgosto 2013 Araldi

Per correggere
questa visione
umana, Egli
li aveva
inviati in
missione,
dando loro
il potere di
scacciare
i demoni

del Vangelo11

Anche ai
nostri giorni
esiste un forte
desiderio di
trovare un
elisir della
vita eterna,
nel tentativo
di vivere
in un limbo
permanente in
questo mondo

cupazione molte volte dominante nelle persone


avanti negli anni.3 Questa la mentalit di coloro che in questa tappa dellesistenza perdono il
senso della generosit e la capacit di comprendere il carattere transitorio dei beni temporali.
Il nostro fratello minore del Vangelo sta con gli
occhi fissi sul suo futuro, su quello che potremmo definire anche se paradossalmente come
la perpetuit di questa Terra.
Dal primo momento delluscita di Adamo
ed Eva dal Paradiso Terrestre, la natura umana ha cominciato a cercare il frutto dellalbero
della vita in esilio, nella patria terrena. Anche
ai nostri giorni, e con pi intensit che in epoche passate, esiste un forte desiderio di trovare,
attraverso la medicina, lelisir della vita eterna, nel tentativo di vivere in un limbo permanente. Questo atteggiamento molto comune
e secondo unespressione usata dal Prof. Plinio Corra de Oliveira si potrebbe denominare limbolatria,4 termine che ben designa la posizione degli adoratori di unesistenza felice in
un limbo infinito, in una continua fruizione di
piaceri in questo mondo, dimentichi della vera eternit e del soprannaturale. Di fronte a tale concezione della vita, vediamo quale stata la
risposta del Divino Redentore.

La missione di Nostro Signore


non era temporale

Ma Egli rispose: O uomo, chi mi ha


costituito giudice o mediatore sopra di
voi?

14

Non risulta esserci nel Vangelo nessuna negazione chiara ed esplicita di Ges di fronte a
qualsiasi richiesta, soprattutto se fatta con sincera umilt di cuore, ma nel caso di questuomo
Egli rifiuta di pronunciarsi sullargomento, per il
fatto che questa non era la sua missione. Competeva, piuttosto, ai giudici e ai rabbini, i quali
avevano per diritto tale responsabilit. Secondo
quanto commenta SantAmbrogio, colui che
era disceso per ragioni divine, con ogni giustizia rifiuta quelle terrene, e non si degna di farsi
giudice di contese n ripartitore di eredit terrene, poich a Lui toccava giudicare e decidere sui
meriti dei vivi e dei morti.5
Questi primi versetti sono sufficienti per trarre una bella lezione. La reazione di Cristo ci mostra che quando uno desidera un bene solo per
s, Dio si allontana. Zelante, per, per leterna

12Araldi del Vangelo Agosto 2013

salvezza di tutti, ha voluto presentare a quelluomo un nuovo insegnamento: il pericolo di lasciarsi prendere dalle questioni di uneredit familiare. Il richiedente esigeva la met delleredit
afferma SantAgostino chiedeva la met di
uneredit terrena e il Signore gliela offr tutta intera nel Cielo: gli dava pi di quanto chiedeva.6
Questo si era verificato per il fatto che egli era rivolto ai beni visibili con una volutt non comune,
volendo averli, a tutti i costi, nelle sue mani.

Cos la cupidigia

E disse loro: Attenzione! Tenetevi


lontani da ogni tipo di cupidigia, perch
anche se uno nellabbondanza la sua
vita non dipende dai suoi beni.

15

In primo luogo, sorprendente vedere Nostro Signore che fa uso della parola attenzione,
per mostrare limportanza capitale della frase
proclamata da Lui. Ora, in questo versetto, dobbiamo tener conto che quando Ges parla di
ogni tipo di cupidigia non si riferisce solo al
denaro. Se avesse detto solamente dalla cupidigia, avrebbe potuto significare solo il denaro.
Avendo detto contro ogni tipo di cupidigia,
poteva non riferirsi solo a questo, comprendendo, pertanto, altri beni materiali.
Se desideriamo qualcosa per la nostra stabilit, egoismo o bene personale, separato dallamore di Dio e bramato con avidit, questo si chiama cupidigia! Ci insegna il Dottor Angelico che il
peccato della cupidigia si compie quando si desidera acquisire e accumulare ricchezze oltrepassando la dovuta moderazione. Questo proprio
dellavarizia, la quale si definisce come un desiderio smisurato di possedere.7 Tornando, allora,
alla storia del nostro povero monaco-maniscalco,
bisogna chiederci: come possibile che la vita di
un uomo si riduca allamore per una serratura?
Siamo onesti e guardiamo bene in faccia
lampio campo di beni intorno a noi. San Giovanni della Croce li definisce con precisione:
intendiamo per beni temporali ricchezze, stati, mestieri e altre pretese, e anche figli, parenti, matrimonio, ecc..8 Questi potranno consistere anche in una serratura, in un apprezzamento
squilibrato per un animale domestico o per un
oggetto qualsiasi, al quale ci attacchiamo in modo eccessivo, anche se ci porter lontani da Dio.
Esistono anche altre specie di cupidigia come
quella del sentimentalismo, dellaffetto, del ro-

Lattaccamento pu concentrarsi
su pochi beni
Nostro Signore parla di abbondanza di beni. Tuttavia, necessario tener presente che se
ci trovassimo in una situazione di scarsezza di
mezzi, di ricchezze o di beni di qualsiasi altro
genere, questo non significherebbe che siamo
esenti dal rischio di attaccamento a loro.
Continuando la sua analisi, San Giovanni della Croce commenta come terribile la dedizione
sregolata al benessere materiale, e spiega che se
una persona ha molti beni, la sua considerazione
sar ripartita fra tutti loro. Sar il caso, per esempio, di un possessore di mille monete doro. Se ne
perde una sola, restando con novecentonovantanove, lo shock non sar tanto grande. Invece, se
ne perde novecentonovantanove, tutta la sua attenzione per le mille monete si concentrer su
una sola. In questo modo, chi ha pochi beni pu
avere per loro lo stesso attaccamento che un nababbo avrebbe per tutta la sua fortuna, dimenticandosi, a causa di
questo, di Dio.
indispensabile, tuttavia, sottolineare una sfumatura importante. Ges non sta condannando, in questa parabola, il possesso
di beni, n il diritto di propriet,
ma la cupidigia, ossia, la mancanza di regole nella considerazione
dei beni temporali.9

Il Divino Maestro sottolinea, gi allinizio, la


fortuna di questuomo della parabola. Era ricco,
ben sistemato e aveva soddisfatto in abbondanza tutte le sue necessit. Infatti, lallevamento e
lagricoltura erano le principali fonti di ricchezza
nella Palestina di quel tempo. Egli stava dunque
guadagnando, perch la generosit di Dio gli aveva procurato la gioia di vivere nellabbondanza.
Tanto era stato favorito, che la sua terra gli aveva
dato un grande raccolto, e secondo quanto possiamo supporre dalla successiva narrazione, con
un risultato molto superiore al normale.
Ora, questa terra, a chi appartiene? Senza
dubbio propriet dellagricoltore, ma chi lha
creata? Chi le ha fatto produrre frutti? certo
che stata la semente, ma... chi ha generato la
semente? E se procedessimo oltre, arriveremmo
alla conclusione che, in fondo, tutto di Dio e
solo a Lui appartiene! Da Dio provengono tutti questi benefici, la buona terra, la buona temperatura del cielo, labbondanza di sementi, laiuto dei buoi e di tutto ci che lagricoltura necessita per produrre in abbondanza. E, che cosa scopriamo in questo uomo?.10 Davanti a tale
bont della Provvidenza Divina, la reazione del
padrone del terreno non stata di reciprocit.

Egoismo e cupidigia vanno sempre a braccetto

Egli ragionava tra s: Che far, poich non ho dove riporre i miei raccolti. 18E disse: Far cos: demolir i miei
magazzini e ne costruir di pi grandi
e vi raccoglier tutto il grano e i miei

17

Se
desideriamo
qualcosa per
il nostro bene
personale,
separato
dallamore di
Dio e bramato
con avidit,
questo si
chiama
cupidigia
Vctor Toniolo

manticismo, che ci obbligano a mettere Dio da parte per adorare quello che meramente umano.
Quando uno consegna il suo cuore alla cupidigia
di questo tipo e alla adorazione degli altri e questa lessenza del romanticismo , vorr sempre di
pi, vivendo in una continua inquietudine. Un altro
tipo ancora di cupidigia la vanit, il desiderio di
apparire, sia per la bellezza fisica, perdendo tempo
nella cura eccessiva del proprio aspetto, sia per ritenersi in possesso di una grande intelligenza. Pu
esserci cupidigia anche in relazione alla salute, dedicandoci in modo sproporzionato ed esclusivo alla
cura del corpo e al trattamento delle malattie.

Un uomo benedetto da Dio

Disse poi una parabola:


La campagna di un uomo
ricco aveva dato un buon
raccolto.

16

Monete doro dellepoca dellImpero - Museo dei Valori della Banca Centrale del Brasile, Brasilia

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo13

beni! 19Poi dir a me stesso: Anima


mia, hai a disposizione molti beni, per
molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia!

Dario Iallorenzi

Il personaggio
della parabola
vuole
custodire il
prodotto del
buon raccolto
in modo
esclusivo
per la sua
soddisfazione

Latteggiamento iniziale del proprietario quello di colui che, allimprovviso, si imbatte in una situazione di saziet inattesa. Che far? Non ho
dove custodire il mio raccolto!. Deplorabile stato questo suo primo pensiero, pieno di egoismo.
Trovando i campi floridi e pronti per trarne il rendimento di un raccolto come mai era riuscito ad
immaginare, luomo ha sentito ribollire in s lelisir della limbolatria, cio, il desidero di rimanere
su questa Terra per tutta leternit, senza incidenti.
Dio scomparso dai suoi piani, e quando questo succede, subentra il disastro. nostro dovere
non toglierLo mai dal centro delle nostre preoccupazioni. Se non agiamo cos, la nostra persona
assumer rapidamente il ruolo principale dellesistenza, poich per noi esistono solo due amori: o amiamo Dio fino a dimenticarci di noi stessi,
o amiamo noi stessi fino a dimenticarci di Dio.11
Il personaggio della parabola vuole custodire il
prodotto del buon raccolto in modo esclusivo, per
la sua soddisfazione. Come ammoniva Nostro Signore poco prima, egli avido e avaro, desidera
tutto per s e solo per s! Partendo da un principio
errato quello dellegolatria , nemmeno si ricorda di fare un qualche bene agli altri. Una volta che
ha ricevuto con copiosit dalle mani del Creatore
quel raccolto, e in una quantit tanto superiore a
quella che lui si aspettava, in una quantit tale che
non aveva nemmeno dove immagazzinarlo, era
desiderio dellAltissimo che lo utilizzasse anche

Campi di grano pronto per il raccolto (Paraguay)

14Araldi del Vangelo Agosto 2013

per il bene del prossimo, ma non gli era nemmeno venuta in mente una simile possibilit! Se Dio
non al centro delle riflessioni dellanima, gli viene unansia propria dellattaccamento e, con questa, il turbamento. Non in commotione Dominus
il Signore non nellagitazione (I Re 19, 11). Lo
spirito della cupidigia ci fa perdere la pace.12
Come il gi criticato monaco-maniscalco non si
era preoccupato di fare nuove serrature per tutte
le celle sebbene fosse eccellente nella professione e avesse in abbondanza labilit per farle , e
aveva chiesto il permesso di rifare soltanto la sua,
allo stesso modo quel proprietario vuole costruire
i granai pensando ad una stabilit basata sul mero
godimento della vita personale. In entrambi emerge un profondo atteggiamento egoista.
Daltra parte, il Maestro non afferma che ci sia
unintenzione esplicita di peccato in tutto questo.
Tuttavia, dicendo riposati, mangia, bevi e datti alla gioia..., luomo ricco si dimenticato del Primo Comandamento della Legge di Dio: Amerai
il Signore tuo Dio sopra ogni cosa. Colui che gli
aveva procurato la situazione di abbondanza era
stato ora messo da parte e non pi ricordato.
per questa ragione che egli non ritiene nemmeno sufficiente il considerevole sostentamento
messo da parte nei granai gi esistenti. Nellanno successivo e in quelli seguenti, avrebbe nuovamente avuto un raccolto, magari ancora di pi.
Tuttavia, lavarizia e il desiderio di godere lo resero cieco. Questo il pensiero di quanti sono dominati dalla cupidigia. Non sono mai soddisfatti dei doni ricevuti dalle mani di Dio, aspirando
sempre a qualcosa in pi. La ragione per la quale lavidit non si sazia mai che il cuore delluomo fatto per ricevere Dio. [] Per
questo, non pu riempirlo quello che
meno di Dio.13 Questa insoddisfazione porta a uno squilibrio emozionale, e
i suoi frutti si traducono nella mancanza di virt, a causa del desiderio disordinato di voler sempre di pi. la cupidigia definita da San Bernardo come
male sottile, segreto veleno, peste occulta, artefice del dolore, madre dellipocrisia, padre dellinvidia, origine dei
vizi, semente di eccessi, [...] tarma della
santit che rende ciechi i cuori, converte in malattie gli stessi rimedi e in nuovi
acciacchi la medicina.14
Guai a chi fonda la sua vita spirituale o temporale pensando soltanto a se

stesso! Prima o poi, sentir lo stesso ammonimento, uscito dalle labbra di Nostro Signore, alluomo
di questa parabola.

Alla fine della vita, a nulla


ci servir la cupidigia

Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sar richiesta la tua vita. E
quello che hai preparato di chi sar?
21
Cos di chi accumula tesori per s, e
non arricchisce davanti a Dio.
20

Continuava ad accumulare grano e beni materiali, volendo costruire un nuovo granaio sicuro, poich aveva fatto della vita nel tempo il
suo ultimo fine, credendo di prolungarla eternamente. La sua pazzia consistita in un atto
di disamore rispetto alleterno. Questo poveretto avr forse visto la demolizione dellantica dispensa. Ma di sicuro non gli fu possibile vedere
le fondamenta della nuova costruzione.
Chi non compie il Primo Comandamento della Legge di Dio si trova nel caso di questo infelice. Tale latteggiamento di molte persone, che,
ottenebrate dalla cupidigia, nei riguardi dei beni spirituali servono al denaro e non al Signore, e
si muovono per il denaro e non per Dio, anteponendo il valore dei soldi a quello del premio divino, facendo in molti modi del denaro il loro dio e
fine primario, anteponendolo al fine ultimo che
Dio.15 Si dimenticano delle due vite presenti dentro di s: quella materiale e quella divina, e si occupano con ogni zelo della prima, smettendo di occuparsi di questultima, che lo stato di grazia.
Ora, chi di noi non ha avuto la tentazione di
accumulare altri tipi di beni, nonostante essi ci
allontanassero da Dio e dalleternit, dimenticando la breve durata della nostra vita? Quanti
e innumerevoli casi ci sono, nella Storia, di persone la cui vita stata strappata proprio quando erano allapice di una realizzazione terrena!
Infatti, afferma con severit San Giovanni della Croce: Tutte le volte che ci rallegriamo vanamente, Dio ci sta guardando, e preparando
qualche punizione o amarezza, commisurata alla colpa.16 Non siamo pazzi! Chi pu assicurare il giorno e lora della propria morte, se persino i medici sono incapaci di determinarli con
esattezza? Chi pu garantire la durata della propria vita, fino a stasera? Chi pu essere certo di
continuare ad esistere domani? Per morire, basta ununica condizione: essere vivo!

Pertanto, mille volte meglio stare, in ogni


istante, con tutta la propria attenzione rivolta
a ci che eterno. Dopo la morte vivremo per
sempre e, in un determinato momento, recupereremo i nostri corpi, in stato di gloria o di orrore, a seconda delle nostre opere. Se andremo in
Cielo riceveremo la gloria, ma se andiamo allinferno sar la perpetua sofferenza.
Vale la pena, dunque, rimanere turbati, vivendo nellafflizione delle cose concrete, dimenticando quelle eterne? Procedendo in questo modo, per quanto possediamo innumerevoli raccolti, desideriamo costruire numerosi granai o avere propriet infinite o, in senso opposto, sebbene siamo poveri, seduti ai margini di una strada a
chiedere lelemosina, il risultato sar lo stesso: rimarremo amareggiati, come il triste uomo della
parabola, disposti a costruire con lui un granaio
per questa Terra e non per leternit.

La legittimit della provvista


Una domanda pu sorgere dentro di noi: come agire in relazione alle incertezze della vita presente? legittimo fare provviste? Come
placare le legittime preoccupazioni umane per
la stabilit materiale? In verit, chi non esamina
con attenzione il testo evangelico potrebbe farsi
unimpressione sbagliata, immaginando che Nostro Signore stia disapprovando il diritto di possedere, poich luomo della parabola considerato un pazzo dallo stesso Ges. Dio starebbe condannando laspirazione a un diritto, posta
da Lui stesso nellanima umana17 il diritto di
propriet , dando lidea che si commette peccato per il fatto di possedere beni? Qual stata la pazzia delluomo? Avrebbe Cristo condannato latto di fare provvista, per il semplice fatto che lagricoltore ha riunito un enorme raccolto, molto al di sopra delle sue aspettative ed ha,
per questo, voluto costruire un granaio capace
di contenere queste quantit fino alla fine della sua vita? Se cos fosse, ogni casa con dispensa sarebbe condannata, perch non sarebbe permesso fare provviste, secondo questo Vangelo...
Purtroppo non raro sentire argomenti assurdi
contro il diritto di propriet. Ora, esso presente
in questaspirazione posta da Dio nel cuore umano. Ed la pratica di tale diritto che ci permette
di conservare e custodire i mezzi per garantire la
sussistenza e rispondere alle necessit personali o,
persino, per una dignitosa rappresentanza sociale. Il problema non consiste nellaggiungere tesoAgosto 2013 Araldi

Chi di noi non


ha avuto la
tentazione di
accumulare
altri tipi
di beni,
nonostante
essi ci
allontanassero
da Dio e
dalleternit,
dimenticando
la breve
durata della
nostra vita?

del Vangelo15

Innanzitutto,
necessario
essere ricchi
davanti a
Dio; questa
ricchezza
si conquista
avendo la
principale
attenzione
rivolta ai
beni eterni

ri per mantenere la propria stabilit o una buona


immagine nella vita di societ, ma nellesser ricchi
davanti a Dio. Questa ricchezza si conquista tenendo la principale attenzione rivolta ai beni eterni. In questo modo, se lamore a Dio sar presente e legoismo posto di lato, anche il fare provvista
e il tesaurizzare beni sar legittimo.
Tuttavia, lamore di Dio esige uno spiegamento di amore al prossimo. necessario, allora, ricevere ed economizzare per distribuire sempre, senza custodire esclusivamente per s. Questa regola
si estende non solo al denaro e ai beni puramente
materiali, ma anche a ogni beneficio o qualit dati da Dio. Si potrebbe, allo stesso modo, applicare
la condanna del Vangelo a chi studia solo con lintento di diventare un genio e non per trasmettere
le sue conoscenze agli altri; chi prega per s e mai
per gli altri; chi si relaziona con i suoi simili con il
puro anelito di soddisfare un desidero di considerazione e di stima personale e non con lintenzione di fare il bene, in cui traspaia il desidero della
salvezza eterna di tutti. Tali errori rendono gli atti
di una persona malefici e segnati con il timbro inconfondibile dellegoismo.

III Non distogliere gli


occhi dall eternit
E necessario, dunque, tener presente quanto
rapidamente passiamo su questa Terra. La nostra
attenzione non pu fissarsi solo su questo mondo e dimenticare laltro. Quante volte, nel corso
dei secoli, verifichiamo che quando una nazione o
unarea di civilt decide di rivolgersi a Dio, aprendosi alla prospettiva delleternit, tutto quanto
buono fiorisce!Daltro canto, quando gli uomini
escludono Dio dal centro delle loro vite e rubano
il posto a Lui riservato, ogni specie di disastri e castighi si abbattono su di loro. Ci troviamo, attualmente, in unepoca di invenzioni e magnifiche sco1

Cfr. FILLION, Louis-Claude. Vida


de Nuestro Seor Jesucristo. Vida pblica. Madrid: Rialp, 2000,
v.II, p.381; GOM Y TOMS,
Isidro. El Evangelio explicado.
Ao tercero de la vida pblica de
Jess. Barcelona: Rafael Casulleras, 1930, v.III, p.226-227.
LAGRANGE, OP, Marie-Joseph.
vangile selon Saint Luc. Paris: J.
Gabalda, 1927, p.357.

16Araldi del Vangelo Agosto 2013

perte scientifiche, le quali erano impensabili nel


passato, ma questo un grave problema, poich,
davanti a tale panorama, Dio scompare...
Ai nostri giorni, con pi impeto che mai, limmoralit sembra voler distruggere in modo definitivo la moralit, come indica la velocit di degradazione delle mode, dei costumi, della famiglia. Le sregolatezze morali si vanno generalizzando in tal maniera che, se fosse offerto a persone con aspettativa di morte imminente un rimedio per prolungare la vita un po di pi, esigendo da loro, per, di rinunciare ad essere impuri,
senza dubbio alcuno, buona parte di loro preferirebbe morire, piuttosto che perdere la possibilit
di commettere questo genere di peccato. Chi cos
procede ha, in fondo, uno spirito nel quale impera una deliberata disobbedienza ai Dieci Comandamenti, poich i suoi occhi sono posti nelle cose di quaggi e non in quelle del Cielo. quello
che si comprende anche nella prima lettura, tratta dal Qoelet: Chi ha lavorato con sapienza, con
scienza e con successo dovr poi lasciare i suoi
beni a un altro che non vi ha per nulla faticato,
anche questo vanit (Qo 2, 21).
Il senso etimologico della parola vanit
vuoto. Chi vive cercando cupidigie immaginando con esse di riempire la sua anima rincorre un vuoto.
Quando facciamo un viaggio definitivo in
un altro Paese, abbiamo ancora la possibilit di portare con noi tutti i nostri beni. Tuttavia, quando ce ne andiamo da questo mondo
passando per il Giudizio verso leternit, non
possiamo portare niente, neanche i nostri vestiti, poich questi rimangono nella sepoltura, con
il corpo, e diventano cibo per i vermi. Allora, sar meglio per chi parte da questa vita investire il
suo capitale nel tesoro spirituale, per giungere
dallaltro lato molto pi fortunato. il consiglio
che oggi ci dato: non fissare la nostra atten-

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica. II-II,


q.118, a.1, ad 3.

SANTAGOSTINO. Sermo CVII,


c.I, n.2. In: Obras. Madrid: BAC,
1958, v.VII, p.427.

CORRA DE OLIVEIRA, Plinio. Conferenza. So Paulo, 15


nov. 1980.

SAN TOMMASO DAQUINO,


op. cit., a.1.

SAN GIOVANNI DELLA CROCE. Salita al Monte Carmelo. L.III, c.XVIII, n.1. In: Obras
Completas. 5.ed. Pao de Arcos:
Carmelo, 1986, p.301.

SANTAMBROGIO. Tratado sobre el Evangelio de San Lucas.


L.VII, n.122. In: Obras. Madrid:
BAC, 1966, t.I, p.405.

Stephen Nami

Tramonto nella casa Lumen Coeli, Mairipor (Brasile)

zione e le nostre preoccupazioni sulle cose concrete di questa Terra, ma su quelle delleternit, cosa che si ottiene accettando lammonimento di San Paolo ai Colossesi, nella seconda lettura della Liturgia di questa domenica: Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene
alla Terra: fornicazione, impurit, passioni, desideri cattivi e avarizia insaziabile (Col 3, 5).
Insomma, il problema non nellavere o non
avere, ma nellesser ricchi davanti a Dio. E per
questo necessario non esser romantici, non essere vanitosi, non voler lelogio degli altri, non
cercare il denaro con avidit, non essere orgogliosi. Esser ricchi davanti a Dio , in verit, esser modesti, essere altruisti. Esser ricchi davan9

Cfr. SAN BEDA. In Luc Evangelium Expositio. L.IV, c.12: ML 92,


491-492.

10

11

SAN BASILIO MAGNO. Homilia in illud dictum Evangelii. Destruam horrea mea, n.1: MG 31,
261-264.
Cfr. SANTAGOSTINO. De Civitate Dei. L.XIV, c.28. In: Obras.
Madrid: BAC, 1958, v. XVIXVII, p.984.

12

ti a Dio avere molta fede. Questa la ricchezza alla quale Ges ci invita.
Per raggiungere tale meta, non esiste altra
via che la vita di preghiera, dove troveremo le
grazie necessarie per giungere felici alleternit.
Praticare la virt, cercando di esser buoni con
gli altri e volendo il nostro autentico bene personale, ecco la preparazione per questo viaggio senza ritorno, viaggio che dispensa dal passaporto, carta di identit, carta di credito e persino visto di ingresso. Lingresso dipender, questo s, dalla vita condotta su questa Terra, la cui
principale preoccupazione dovr consistere nel
desidero di piacere a Dio, nel desidero di esser
interamente fedeli alla sua Legge.

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO, op. cit., a.8.

13

SAN TOMMASO DAQUINO.


De decem prceptis. Art. 11. De
nono prcepto.

14

SAN BERNARDO. Sermo in


psalmum XC, c.VI, n.4. In:
Obras Completas. Madrid: BAC,
1953, v.I, p.388.

15

SAN GIOVANNI DELLA CROCE, op. cit., L.III, c.XIX, n.9,


p.310.

16

Idem, c.XX, n.4, p.314-315.

17

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO, Somma Teologica, op. cit.,


q.66, a.1: Luomo ha il dominio naturale sulle cose esteriori.
[] Infatti sempre gli esseri meno perfetti esistono per i pi perfetti. [] E tale dominio naturale sulle altre creature compete
alluomo, perch dotato di ragione, nella quale consiste limmagine di Dio.

Agosto 2013 Araldi

E necessario
aver presente
quanto
rapidamente
passiamo per
questa Terra;
la nostra
attenzione
non pu
fissarsi solo in
questo mondo
e dimenticare
laltro

del Vangelo17

Credo nella
comunione
dei Santi!
Nel meraviglioso universo della Comunione dei
Santi, il pi insignificante dei nostri atti, realizzato
nella carit, sinverte a favore di tutti i fedeli
e ogni peccato pesa negativamente in questa
comunione.
Millon Barros de Almeida

fidando il progresso scientifico moderno, il corpo


umano continua ad essere,
sotto molti aspetti, ancora
un mistero. A mano a mano che conosciamo meglio le sue leggi e operazioni, assurgono nuove incognite e anche
nuove meraviglie si svelano, suscitando ammirazione.
Infatti, chi oggi non si meraviglia davanti alla spettacolare efficacia del sistema immunologico del
nostro organismo? Quale scienziato
potr spiegare con esattezza la straordinaria agilit, capacit e precisione del nostro sistema nervoso? O
come non stupirsi dellinstancabile
18Araldi del Vangelo Agosto 2013

lavoro del cuore, che, con i suoi battiti ritmati, pompa incessantemente
il sangue verso gli altri organi?
Ora, il corpo umano la migliore
immagine alla nostra portata di una
ricca e profonda verit della nostra
Fede: la Comunione dei Santi. Riaffermata da noi ogni volta che recitiamo il Credo, essa , tuttavia, rare volte oggetto delle nostre riflessioni, forse perch trascende la sfera temporale e terrena e ci conduce a realt estranee alle preoccupazioni quotidiane.
Percorriamo, dunque, alcuni passi
delle lettere di San Paolo, consideriamo le riflessioni del famoso predicatore domenicano Jacques-Marie-Louis

Monsabr, e ricorriamo agli insegnamenti del Concilio Vaticano II e di alcuni dei Papi pi recenti per addentrarci in questappassionante tema.

Cristo, capo del


Corpo Mistico della Chiesa
Come insegna lApostolo, c nella
Santa Chiesa unintima relazione tra i
suoi membri: Pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo (Rm 12,
5), il Corpo Mistico di Cristo. E, come ogni corpo ben costituito, esso ha
un Capo dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legamenti, realizzando cos la crescita secondo il volere di
Dio (Col 2, 19).1 Da Cristo, capo del
Corpo, della Chiesa (Rm 12, 4-5),
scaturisce la vita, la forza e la vitalit
per il resto dellorganismo.
Lo stesso Redentore ci spiega
questa realt nella parabola della
vite e dei tralci: Io sono la vera vite e il Padre mio il vignaiolo. Ogni
tralcio che in me non porta frutto, lo
toglie [...]. Come il tralcio non pu
far frutto da se stesso se non rimane
nella vite, cos anche voi se non rimanete in me (Gv 15, 1-2a .4).

Tutti voi vi siete rivestiti


di Cristo
Tutti i battezzati, per quanto diversi siano per razza, nazione o clas-

Da Cristo, Capo del


Corpo Mistico della
Chiesa scaturisce
la vita, la forza e la
vitalit per il resto
dellorganismo
Il Giudizio finale del Beato Angelico Gemldegalerie, Berlino

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo19

se sociale, fanno parte di questo Corpo. Ci insegna lApostolo: Tutti voi che siete stati battezzati in Cristo, vi siete
rivestiti di Cristo. Non c pi
giudeo n greco; non c pi
schiavo n libero; non c pi
uomo n donna, poich tutti voi siete uno in Cristo Ges. (Gal 3, 27-28). Nella lettera agli Efesini, egli insiste sulla necessit di questunione:
Cercate di conservare lunit
dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo,
un solo spirito, come una sola la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra
vocazione (Ef 4, 3-4).
Questo importante insegnamento
si materializzava nei costumi vigenti
nei primi tempi della Chiesa, come
narra il libro degli Atti degli Apostoli: La moltitudine di coloro che
erano venuti alla fede aveva un cuore solo e unanima sola e nessuno diceva sua propriet quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro
comune (At 4, 32).
La relazione tra i membri del
Corpo Mistico, molto differenti tra
loro, si reggeva sulla carit e sullo spirito di comunione. Tutti loro,
dai successori degli Apostoli fino alla pi umile vedova, si articolavano
in unarmoniosa convivenza che non
voleva in nessun modo distruggere i
carismi o superiorit dei pi dotati,
n permetteva il disprezzo degli inferiori, poich, come dice lApostolo delle Genti: E in realt noi tutti
siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. Ora il corpo non risulta di un
membro solo, ma di molte membra.
[...] Ora, invece, Dio ha disposto le
membra in modo distinto nel corpo,
come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il
corpo? Invece molte sono le mem20Araldi del Vangelo Agosto 2013

bra, ma uno solo il corpo (ICor


12, 13-14.18-20).

I tre stati dellunica e


indivisibile Chiesa
Questo Corpo Mistico, tuttavia,
non costituito soltanto dalla Chiesa visibile, pellegrina sulla Terra.
Come ci spiega padre Monsabr, essa non che una porzione della vasta assemblea nella quale si applicano diversamente gli effetti della
Redenzione; essa ingloba anche la
Chiesa Trionfante e la Chiesa Sofferente.2
La Chiesa Trionfante la porzione del Corpo Mistico che gi si trova
nelleterna beatitudine, termine finale del nostro cammino. Poich sta
presso il trono di Dio, questassemblea di Eletti prega costantemente
per i suoi fratelli che ancora peregrinano nel mondo.
Si denomina Chiesa Sofferente
linsieme di fedeli che soffrono nel
Purgatorio, espiando le loro colpe
e purificando le loro viste spirituali
per incontrarsi con Dio.
E noi che, in questa valle di lacrime, lottiamo per conquistare, con
i meriti infiniti di Nostro Signore,
la corona di gloria, costituiamo la
Chiesa Militante (Ecclesia Militans),
secondo il termine classico, che mette in risalto la necessit di combatte-

re in questa vita il peccato e le cattive inclinazioni.


Questi tre stati dellunica e indivisibile Chiesa Cattolica sono strettamente uniti tra loro, come ben sottolinea il Concilio Vaticano II: Fino a che dunque il Signore non verr nella sua gloria, accompagnato da tutti i suoi angeli (cfr. Mt 25,
31) e, distrutta la morte, non gli saranno sottomesse tutte le cose (cfr.
1 Cor 15, 26-27), alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini sulla Terra,
altri, compiuta questa vita, si purificano ancora, altri infine godono della gloria contemplando chiaramente Dio uno e trino, qual ; tutti per, sebbene in grado e modo diverso, comunichiamo nella stessa carit
verso Dio e verso il prossimo e cantiamo al nostro Dio lo stesso inno di
gloria. Tutti infatti quelli che sono di
Cristo, avendo lo Spirito Santo, formano una sola Chiesa e sono tra loro uniti in lui (cfr. Ef 4, 16). 3

La beatitudine celeste
scende fino a noi
Per spiegare il rapporto tra i
membri della Chiesa Militante e
quelli della Trionfante, padre Monsabr ricorre a unespressiva allegoria:
In relazione alla Chiesa Trionfante, la Chiesa Militante in condi-

Gustavo Kralj

Nelle difficolt
quotidiane, abbiamo intercessori che
vegliano in ogni
istante su di noi
Santi e Profeti che adorano Ges
Risorto, del Beato Angelico
Pannelli della predella della Pala di
Fiesole, National Gallery, Londra

zioni analoghe a quelle di un esercito che combatte lontano dal suo Paese, nel quale tutto ordine, riposo e prosperit. Come potrebbe non
mantenere questo esercito gli occhi
rivolti alla Patria, da dove attende i
mezzi e rinforzi necessari per portare a buon fine la sua ardua campagna? E, daltra parte, potrebbe la
Patria, per usufruire di una felicit egoista, disinteressarsi delle fatiche e sofferenze di questi valenti figli
che si battono per lonore nazionale? Sarebbe possibile che non ci fosse tra lesercito e la nazione, unintima solidariet, espressa da un fiducioso e generoso scambio di preghiere e di premure, di voti e di benefici,
fino al giorno in cui i soldati vittoriosi sfilano in trionfo tra la moltitudine
dei loro concittadini i cui cuori stavano con loro nella terra straniera?4
Cos, la Chiesa pellegrina sulla
Terra implora e spera dalla Patria
Celeste una sua efficace assistenza, affnch un giorno possa anche
lei trionfare. Grave errore sarebbe
pensare che, nelleterna gloria, i Beati si siano dimenticati dei loro fratelli sulla Terra. Del tutto al contrario, essi conoscono pi di noi le nostre necessit e, ancor prima che arrivi loro la nostra preghiera, sono
stati preparati da Dio ad ascoltarla
ed esaudirla.5

Questa certezza di un ausilio continuo deve incoraggiarci e, pi ancora,


farci esultare di gioia. Poich sappiamo che, in mezzo alle difficolt quotidiane, abbiamo intercessori che vegliano in ogni istante su di noi. La nostra debolezza cos grandemente aiutata dalla loro sollecitudine di fratelli6
insegna il Concilio Vaticano II.

Oggetto di tenerezza della


Terra e del Cielo
Tuttavia, se la Chiesa pellegrina
trae beneficio dallintercessione dei
beati, anchessa ha una responsabilit e un obbligo: dobbiamo pregare per coloro che si sono addormentati nella pace del Signore, ma ancora non godono della visione beatifica, le anime dei fedeli defunti che si
trovano nel Purgatorio.
Relitti salvati dal furore di un
mare fecondo in naufragi, reclute dellesercito celeste, che portano
nel loro volto profondamente triste e
tranquillo il marchio della Chiesa da
cui sono usciti e di quella nella quale entreranno, i membri della Chiesa
Sofferente sono oggetto delle tenerezze della Terra e del Cielo. Come
linfelice Giobbe, essi ci chiamano:
Piet, piet di me, almeno voi miei
amici! (Gb 19, 21). Noi preghiamo
per loro. Unendo la loro potente voce alla nostra, gli Eletti ci offrono

del tesoro della misericordia divina


che essi hanno arricchito con i loro
meriti la consolazione, la rappacificazione, la liberazione.7

Leggi che regolano questo rapporto


Questa sinfonia prodotta dallo
scambio di beni e intercessioni tra la
Chiesa Trionfante, Militante e Sofferente retta da due leggi strettamente vincolate alla natura del Corpo Mistico.
La prima la legge dellunit:
Quanto pi perfetta lunit, pi facile, pronta e abbondante sar la comunicazione di beni8, spiega Monsabr.Questo principio cos ovvio
dellordine naturale si applica con
propriet ancora maggiore nellordine soprannaturale. In questo modo,
quanto pi staremo uniti con Cristo
e con la Chiesa, pi ci beneficeremo
della Comunione dei Santi.
La seconda cos formulata dal
teologo domenicano: Ges Cristo, principio dellunit, mantiene
sotto la sua dipendenza, la circolazione dei beni spirituali comunicati a ognuno dei membri del suo Corpo Mistico.9 Perch la Chiesa, come insegna il Catechismo, non solamente congregata intorno a Lui;
unificata in Lui, nel suo Corpo.10
Stando cos le cose, spetta a noi
un unico atteggiamento: cercare di
Agosto 2013 Araldi

del Vangelo21

La comunione dei beni spirituali


La Chiesa lassemblea di tutti i
Santi: quelli del Cielo, quelli del Purgatorio e quelli della Terra. La Comunione dei Santi precisamente la
Chiesa,11 afferma il Catechismo. E
spiega che il termine Comunione dei
Santi ha due significati intimamente
connessi: comunione tra le cose sante (sancta) e comunione tra le persone sante (sancti).12 E subito dopo aggiunge: Sancta sanctis! (Tutto santo per i santi): cos proclama il celebrante nella maggior parte delle liturgie orientali, al momento dellelevazione dei Santi Doni prima del servizio della Comunione. I fedeli (sancti)
sono alimentati dal Corpo e Sangue
di Cristo (sancta), per crescere nella
comunione dello Spirito Santo (Koinonia) e comunicarla al mondo.13
Quali sono queste cose sante
messe in movimento nella vita del
Corpo Mistico? Il Catechismo ci indica la comunione nella Fede, dei Sacramenti, dei carismi, dei beni terreni e della carit.14 E padre Monsabr
le riassume in tre categorie di beni: le
buone opere, le grazie e i meriti.15

Ricorriamo alle orazioni dei Santi


Le grazie intese come linsieme
di favori e benefici che ci sono offerti dalla vita soprannaturale circolano per via dellintercessione, spiega
il dotto domenicano.
Infatti, insegna il Concilio Vaticano II: quindi sommamente giusto che amiamo questi amici e coeredi di Ges Cristo, che sono anche
nostri fratelli e insigni benefattori, e
che per essi rendiamo le dovute grazie a Dio, rivolgiamo loro suppli22Araldi del Vangelo Agosto 2013

ci invocazioni e ricorriamo alle loro


preghiere e al loro potente aiuto per
impetrare grazie da Dio mediante il
Figlio suo Ges Cristo, Signore nostro, il quale il nostro solo Redentore e Salvatore Infatti ogni nostra
vera attestazione di amore fatta ai
santi, per sua natura tende e termina a Cristo, che la corona di tutti i
santi e per lui a Dio, che mirabile
nei suoi santi e in essi glorificato.16

Il Tesoro della Chiesa


La circolazione delle grazie per
tutta la Chiesa in certo modo comFrancisco Lecaros

star sempre pi uniti al Divino Salvatore e alla sua Chiesa attraverso


lorazione, sforzandoci di vivere secondo i Comandamenti e ricorrendo
con frequenza ai Sacramenti, principalmente a quello dellEucaristia,
nella quale riceviamo Ges Cristo
stesso, fonte di tutte le grazie.

Dobbiamo pregare
per coloro che si sono
addormentati nella
pace del Signore, ma
ancora non godono
della visione beatifica
Anime del Purgatorio liberate dalla
celebrazione della Santa Messa,
di Bernat Despuig e Jaume Cirera Museo Nazionale dArte
della Catalogna, Barcellona

pletata da un altro insieme di beni: i


meriti. vero che, in quanto ordinato alla beatitudine, il merito strettamente personale. Tuttavia, i meriti provenienti dalla pratica di buone opere sono sempre accompagnati da una virt espiatoria destinata a
diminuire il debito delle pene imposte dalla giustizia divina. Quanto pi
penose sono le nostre buone opere,
pi sono imbevute della virt espiatoria. E quanto pi progrediamo nelle vie del bene, pi diventa comunicabile agli altri questa forza espiatoria proveniente dai nostri atti, di cui
ormai non abbiamo bisogno.
Padre Monsabr illustra questa
dottrina con un suggestivo esempio: Due uomini sono ugualmente sprovvisti di beni, ma uno di loro
pieno di debiti, laltro invece ne
completamente libero. Entrambi si
lanciano al lavoro con lo stesso ardore, in esso spendono i loro giorni, le loro energie, le loro vite. E sono ricompensati dallo stesso sorriso
della fortuna. Giunti al termine dei
loro sforzi, sono i due ugualmente
ricchi? No. Il primo si liberato appena dei suoi debiti; il secondo possiede tutto il frutto dei suoi lavori e
pu beneficiare generosamente i bisognosi.17
Questi due uomini rappresentano il peccatore e il santo. Non
avendo bisogno di espiare se non
piccole colpe, il santo accumula
meriti che possono esser applicati a beneficio di quelli che ancora
si trovano indebitati. Linsieme di
questi meriti denominato il Tesoro della Chiesa.
In questo tesoro sono messi a nostra disposizione i meriti infiniti di
Nostro Signore che, da ricco che
era, si fatto povero per voi, perch
voi diventaste ricchi per mezzo della
sua povert (IICor 8, 9).

Lobbligo di dare buoni esempi


Grazie e meriti vengono seguiti
da un terzo gruppo di beni: le buo-

Sailko

Se un membro
soffre, tutte le
membra soffrono
insieme; e se un
membro onorato, tutte le membra
gioiscono con lui
Via Veritas La Chiesa Militante e
la Chiesa Trionfante, di Andrea di
Bonaiuto - Chiesa di Santa Maria
Novella, Firenze

ne opere, che sono messe in circolazione nella Comunione dei Santi


con la via dellesempio e dellimitazione.
Abbiamo, in primo luogo, il supremo esempio di Cristo, il quale Si
fatto uomo e ha percorso il cammino che ci ha indicato. Sotto di Lui,
ma incomparabilmente al di sopra di
tutti i Beati, quello della Madonna.
E quello dei Santi, vere stelle che ci
indicano la strada da seguire per arrivare alla gloria celeste.
Tuttavia, questultimo gruppo di
doni della Comunione dei Santi implica un impegno di tutti noi, membri del Corpo Mistico: abbiamo anche noi lobbligo di dare buoni esempi. La nostra vita intera deve essere
un riflesso di quello in cui crediamo.
1

Come ha spiegato Papa Benedetto XVI, questo titolo di Capo ha due significati. Primo: Cristo il governante, il dirigente, il responsabile che guida la comunit cristiana come suo
leader e suo Signore. Secondo: Egli come la testa
che innerva e vivifica tutte
le membra del corpo a cui
preposta. Ossia, non
solo uno che comanda, ma
uno che organicamente
connesso con noi, dal quale

Pertanto, i nostri atti sono molto pi


importanti di quanto possano sembrarci. Infatti, oltre a incrementare
il Tesoro della Chiesa, devono servire da potente stimolo perch gli altri
pratichino il bene.

Non siamo soli nella strada


che conduce al Cielo
Oh! Che mondo meraviglioso
quello della Comunione dei Santi!.18 Ben pu essere nostra questa esclamazione di Papa Paolo VI,
poich la considerazione di questa
verit di Fede apre davanti a noi
un grandioso panorama: il pi insignificante dei nostri atti, realizzato nella carit, si trasforma in profitto di tutti i fedeli, vivi o defunti; e, in senso contrario, ogni pec-

viene anche la forza di agire


in modo retto (cfr. Udienza generale, del 14/1/2009).
2

MONSABR, OP, JacquesMarie-Louis. La Communion des Saints. In: Exposition du Dogme Catholique:
gouvernemant de Jsus-Christ. 9.ed. Paris: P. Lethielleux, 1882, p.294-295.
CONCILIO VATICANO II.
Lumen gentium, n.49.
MONSABR, op. cit., p.308309.

cato pesa negativamente su questa


comunione.19
Ci insegna lApostolo: Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso (Rm 14,
7). E specifica: Se un membro
soffre, tutte le membra soffrono
insieme; e se un membro onorato, tutte le membra gioiscono con
lui (I Cor 12, 26).
Non siamo, pertanto, soli nella strada verso il Cielo: i Santi ci accompagnano nelle nostre difficolt.
Cerchiamo di beneficiarci sempre pi
con questo magnifico tesoro, senza
dimenticarci che abbiamo anche un
dovere verso la Chiesa. Potremo cos proclamare non solo con le labbra
ma, soprattutto, con la vita: Credo
nella Comunione dei Santi!

Idem, p.310.

CONCILIO VATICANO II,


op. cit, n.49.

MONSABR, op. cit., p.314.

Idem, p.295.

Idem, p.423.

10

CCE 789.

11

Idem 946.

12

Idem 948.

13

Idem, ibidem.

14

Cfr. Idem 949-953.

15

Cfr. MONSABR, op. cit.,


p.423.

16

CONCILIO VATICANO II,


op. cit., n.50.

17

MONSABR, op. cit., p.328329.

18

PAOLO VI. Omelia nella solenne beatificazione


dei martiri della Corea, del
6/10/1968.

19

Cfr. CCE 953.

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo23

Fotos: Pascal Batagata / Franois Boulay

Due settimane di missione


nel cuore dellAfrica
Quando, di ritorno in Canada, laereo decollava nellaeroporto di
Kigali, i cuori dei missionari palpitavano gi di nostalgia per le
manifestazioni di Fede l presenziate.
Franois Boulay

aese montagnoso dal clima ameno, nonostante sia


situato proprio nel cuore
dellAfrica, il Rwanda diventato tristemente famoso nella met degli anni 90, in seguito ai massacri
che hanno portato alla morte quasi 1
milione di abitanti. La popolazione di
questantica colonia belga, in maggioranza cattolica, ancora soffre le conseguenze di questo conflitto armato,
24Araldi del Vangelo Agosto 2013

ma cerca di superare le difficolt della quotidianit, con mirabile spirito di


Fede, coraggio e gagliardia.
Per sette anni, Emmanuel Batagata, Cooperatore degli Araldi del
Vangelo, ha fatto in diverse citt di
questo paese di 11 milioni di abitanti un intenso lavoro di divulgazione
dellApostolato dellIcona. E siccome i frutti, grazie alla Madonna, sono stati abbondanti, egli insisteva

sulla necessit di una visita dei missionari Araldi per consolidare e stimolare la devozione dei numerosi
gruppi di Oratorio l formati.
quello che accaduto il giorno
26 giugno, quando chi scrive queste righe e un altro Araldo canadese, il frate Joseph Bassi, abbiamo
iniziato un lungo viaggio fino a Kigali, portando una preziosa compagnia: la Statua Pellegrina della Ma-

donna di Fatima. Nello stesso giorno del nostro arrivo, abbiamo iniziato le attivit, conducendo la celeste Visitatrice al Seminario Minore San Vincenzo de Paoli, nel quale 270 giovani si preparano al ministero sacerdotale.

Sempre seguita da
un gran numero di devoti
Siamo partiti in seguito per Rango, nel sud del paese, dove la Statua Pellegrina stata fervorosamente accolta nel Collegio Salesiano e in
vari altri istituti scolastici dei dintorni. Sempre seguita da un gran numero di devoti, la luminosa statua ha
visitato le case di partecipanti allApostolato dellIcona.

Le Messe giornaliere del parroco di Rango, Don Gaspar Nteziryayo, SDB, sono molto frequentate,
specialmente da bambini e giovani.
Subito dopo la Messa celebrata nel
giorno della missione, essi hanno attorniato gli Araldi del Vangelo, chiedendo medaglie e immaginette e facendo loro mille domande sul carisma di questa Istituzione ecclesiale.
Scene identiche si sono ripetute
nella citt di Mubumbano, dove la
statua pellegrina stata condotta alla Parrocchia di Nyumba. Ha visitato un gran numero di case, essendo
accompagnata nel percorso da buona parte della popolazione, che manifestava la sua gioia cantando incessantemente per ore. Pi di cin-

quanta giovani di questa citt hanno


manifestato il loro desiderio di essere ammessi come Araldi del Vangelo.

Commemorando il settimo
anniversario dellOratorio
nel paese
Nella festa degli Apostoli San
Pietro e San Paolo, 29 giugno, si sono compiuti sette anni di Apostolato
dellIcona in Rwanda. La data stata
commemorata con una solenne Eucaristia nella Chiesa matrice di Rango. Vari parrocchiani non hanno esitato a percorrere a piedi la distanza
di 20 chilometri per partecipare alla
festa. Lanimazione dellatto liturgico
stata a carico di un gruppo corale di

A Rango i missionari hanno visitato il collegio dei Salesiani e hanno condotto la Statua Pellegrina in altre scuole e
abitazioni dei dintorni (foto 1 e 2); a Muhondo invece, sono stati creati quattro nuovi gruppi di preghiera
durante la missione (foto 3 e 4)

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo25

A Mumbi, dopo aver percorso la citt visitando numerose case (foto 1 e 2), i missionari araldi hanno
incontrato una chiesa piena di persone che desideravano conoscere meglio il carisma degli Araldi (foto 3);
nel cammino erano continuamente interrotti da richieste di preghiere e di oggetti religiosi (foto 4)

60 giovani che ricevono mensilmente


a casa loro lIcona del Cuore Immacolato di Maria, alcuni dei quali devono percorrere un lungo cammino per
poter partecipare agli addestramenti
di routine.
Si realizzata in questoccasione anche la cerimonia di consegna
dellIcona ai coordinatori dei gruppi
appena formati, insieme con il mantello color arancione che li caratterizza.
Che devo fare per essere un
Araldo del Vangelo? hanno chiesto centinaia di ragazzi e ragazze,
vedendo i missionari vestiti col loro
abito.
26Araldi del Vangelo Agosto 2013

Missione a Muhondo, Tumba,


Vumbi, Sahera e Kibeho
Dopo un lungo viaggio a Muhondo, ubicata a nord della capitale, siamo arrivati a Tumba la mattina del 2
luglio, accompagnati da Emmanuel
Batagata e il coro dei partecipanti allApostolato dellIcona. La missione iniziata con una Celebrazione Eucaristica, alla fine della quale si
riunita intorno agli Araldi una moltitudine di giovani e adulti, desiderosi di conoscere pi particolari riguardo al lavoro che realizzano. Tra questi si distaccata una religiosa che,
emozionata, ha suggerito loro di tornare pi spesso in Rwanda per evan-

gelizzare soprattutto la giovent. Come nelle altre localit, anche qui essi
hanno fatto visita a diverse famiglie e
hanno avuto lopportunit di incentivare un gran numero di giovani a dare testimonianza della loro Fede con
lesercizio di una attivit apostolica.
Il pomeriggio di questo giorno
stato dedicato a una missione a
Vumbi. In questa localit rurale di
difficile accesso, i missionari si sono
commossi nellosservare la devozione veramente impressionante dei fedeli che riempivano la piccola chiesa. Vari di loro costumano percorrere a piedi circa 10 chilometri per partecipare alla Santa Messa.

I 60 membri del coro organizzato dal Sig. Batagata, tutti appartenenti allApostolato dellIcona, hanno fatto un
pellegrinaggio a piedi fino al Santuario di Kibeho per celebrare il Primo Sabato del mese (foto 1 e 2). Hanno anche
cantato nella Messa e nella processione di commiato della Statua, a Rango (foto 3 e 4)

Gi nella localit di Sahera vicina a Rango, una delle regioni pi povere e sofferte del paese si formata una vera processione, con canti e danze intorno alla statua della
Vergine Santissima che stata festosamente condotta in molte case dei
dintorni.
Il primo sabato del mese, 6 luglio,
le nostre attivit si sono svolte al Santuario di Notre Dame de Douleurs Nyina wa Jambo, nella citt di Kibeho, a
30 chilometri da Rango, per realizzare una cerimonia in onore della Vergine Madre di Dio in questo locale
dove Lei si degnata di manifestare
il suo affetto per il popolo ruandese

per mezzo di diverse apparizioni, tra


il 1981 e 1983. Gli instancabili giovani
del coro formato da Emmanuel Batagata hanno fatto a piedi il percorso di andata al Santuario, hanno dato
lustro alla cerimonia e sono tornati a
piedi nelle loro case.

Commiato a Rango e Kigali


In occasione della Messa domenicale a Rango, il giorno 8 luglio, i
fedeli si sono adoperati a fare una
cerimonia festiva, con danze e consegna di regali ai missionari Araldi.
Dopo questa Celebrazione, ci stato possibile approfittare ancora di
alcuni momenti per visitare la ca-

sa dei Missionari della Pace di Cristo Re, che si occupano di bambini


portatori di handicap. Siamo partiti in seguito per Kigali, dove siamo
rimasti una notte prima di ritornare in Canada.
Quando, dopo quasi due settimane di intense attivit, si chiudeva la
porta dellaereo e si faceva sentire il
rombo dei motori, sono cominciati
a sfilare nelle nostre menti i ricordi
di questi benedetti giorni di missione. E al momento del decollo i nostri
cuori gi palpitavano di nostalgia per
le manifestazioni di Fede presenziate in questo paese cos sofferto e allo stesso tempo cos pieno di vita.
Agosto 2013 Araldi

del Vangelo27

Nocera Superiore (SA) La parrocchia Santa Maria Maggiore ha ricevuto la statua della Madonna di Fatima.

Dopo la processione verso la chiesa (foto 1 a 3), Mons. Giuseppe Giudice, Vescovo de Nocera Inferiore-Sarno
(foto 4) ha celebrato la prima Messa. Nei giorni successivi sono stati organizzati: catechismo per i bambini (foto 5),
veglia eucaristica, confessioni, Messe, consacrazione della parrocchia a Maria e la procesione luminosa (foto 6).

In suffragio per le anime


dei membri benefattori

on Antonio Coluo, EP include nelle intenzioni delle sue Messe quotidiane il suffragio per le anime dei membri
benefattori, che hanno lasciato i
loro beni in testamento o lascito
affinch lAssociazione Madonna di Fatima Maria, Stella della

Nuova Evangelizzazione aumenti la diffusione della devozione


alla Madonna nel nostro paese
e continui il suo lavoro evangelizzatore e missionario. La memoria di questi generosi donatori permane, cos, sempre viva
tra noi!

28Araldi del Vangelo Agosto 2013

Messico: Mese di Maria nei collegi

n occasione del mese di Maria, missionari Araldi


hanno condotto la Statua Pellegrina del Cuore Immacolato di Maria in numerose istituzioni scolastiche
del Distretto Federale. In queste visite, da evidenziare
la devozione con cui i 600 alunni dellIstituto Pinecrest
hanno accolto la Madre di Dio. Nel Collegio Francese di

Istituto Pinecrest

Istituto Pinecrest

Kinder Alpine

Pedregal, i 700 alunni hanno fatto lunghe file per baciare la Statua Pellegrina. Nel Collegio La Salle de Seglares, stato necessario dividere in turni i suoi 1.200 alunni affinch tutti potessero venerarla da vicino. Meritano
di essere menzionate, infine, le visite fatte ai piccoli degli
asili di Kinder Grove e Kinder Alpine.

Collegio Francese di Pedregal

Collegio La Salle de Seglares

Kinder Grove

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo29

Sergio Hollmann

San Giovanni Berchmans

Esser Santo... in
poco tempo!
Super con mirabile serenit tutte le
delusioni umane e realizz il suo nobile ideale
soprannaturale: la santit, sulle vie del suo
Fondatore.
San Giovanni Berchmans e San Luigi
Gonzaga - Parrocchia dei Gesuiti,
Barcellona (Spagna)

uando San Tommaso


chiese a Nostro Signore
sulla direzione che avrebbero dovuto prendere i
suoi discepoli per seguire le sue orme,
Ges non indic altro cammino che Se
stesso: Io sono la via, la verit e la vita (Gv14,6). Il Maestro insegnava
cos che Lui personificava la dottrina
che predicava. E come christianus alter
Christus, nella Storia della Chiesa, molte anime furono chiamate a essere anche loro esempi vivi del Santo Vangelo.
In questo senso, afferma il Prof. Plinio
Corra de Oliveira: Chi ha conosciuto
la persona del buon cattolico ha compreso la Chiesa pi di chi ha analizzato
soltanto la sua dottrina.1
Questo quanto successo, in modo particolare, ai fondatori degli Ordini Religiosi, la cui mentalit propria a ogni carisma era lo stretto
cammino attraverso cui i loro figli
spirituali trovavano i lumi per il pellegrinaggio terreno, nel compimento della vocazione. Un esempio paradigmatico fu SantIgnazio di Lo30Araldi del Vangelo Agosto 2013

Suor Juliane Vasconcelos Almeida Campos, EP


yola, che bram la santit con tutta
la forza del suo cuore e seppe formare la mentalit dei suoi seguaci
in accordo con quanto assorb dalla Chiesa, incamminandoli alla perfezione. I gesuiti, a loro volta, cercavano di conformarsi a SantIgnazio,
avendo non pochi raggiunto di fatto
leroicit di virt.2 Uno di questi fu
San Giovanni Berchmans.

Concezione seria della vita


fin dallinfanzia
Primogenito di cinque fratelli,
nacque a Diest, il 13 marzo 1599, in
seno a una fervente famiglia cattolica, ricevendo il Battesimo il giorno seguente. Le guerre, che nel corso del XVI secolo seminarono la distruzione in tutta la regione dei Paesi Bassi, non risparmiarono gli illustri
Berchmans dalla povert. Il padre,
conciatore di pelli, arriv anche a dover esercitare lumile lavoro di calzolaio, mentre la madre, colpita da una
paralisi, si vide obbligata a stare a letto. In queste circostanze, leducazio-

ne del piccolo Giovanni e dei suoi


fratelli fu affidata alle cure di alcune zie religiose. Il fatto di aver conosciuto da vicino le difficolt dei genitori nella conduzione della casa serv a dargli, fin da molto piccolo, una
concezione della vita, se non severa,
per lo meno molto seria.3
A soli sei anni di et entr nella Klyne School, trasferendosi poco tempo dopo alla Grande cole.
Durante il tragitto per le lezioni, il
suo sguardo infantile contemplava
uno spettacolo quotidiano di rovine. In mezzo ad esse, vicino al vecchio mercato, si ergeva limponente
Chiesa di San Sulpizio, dove era stato battezzato. Tutti i giorni il bambino ci entrava per pregare. Un sacerdote lo invit a essere chierichetto e
da questo momento cominci a fiorire nel piccolo Giovanni il suo entusiasmo per il servizio dellaltare.
Quando comp dieci anni, era
chiarissima la sua propensione al sacerdozio. La madre, disinteressata
nei confronti del figlio, accett il suo

allontanamento e egli fu affidato al


canonico Pierre van Emmerick, eccellente educatore e parroco di Notre Dame de Diest, che gli diede una
buona formazione intellettuale e religiosa. Con il passare del tempo il
giovane si rivelava ogni giorno pi
umile e sollecito, come pure intelligente, applicato e docile.

Incontro con la vocazione religiosa

cosa che era molto per lepoca la


Comunione ogni 15 giorni.5
La lettura della vita di Luigi Gonzaga lo entusiasm; prese la decisione di farsi religioso e scrisse ai genitori: Dopo molte comunioni e buone opere preparatorie, mi sono deciso e ho fatto il voto, con la grazia
di Dio, nostro Maestro, di servirLo
nella vita religiosa.6

La prima grande prova


Questo provoc una tremenda
delusione al signor Berchmans, che
part per Malines, al fine di impedire la realizzazione dei propositi del
figlio. Se almeno lui si fosse laureato allUniversit di Lovanio, avrebbe
potuto aiutare la famiglia! Facendo
valere la sua autorit, port Giovanni dai padri cappuccini, chiedendo
loro di esaminare lautenticit della
sua vocazione. Questi, per, non poterono non riconoscere lappello divino e incoraggiarono il giovane nel
suo intento. Ci fu ancora uno scambio di lettere tra Malines e Diest, ma
il tempo calm gli animi. Era vinta
la sua prima grande prova.

Queeste

Sonuwe

A13 anni, a causa della difficile situazione economica familiare, il padre lo chiam ad aiutarlo nel lavoro. Il ragazzo, tuttavia, lo supplic:
Pap, non impedirmi di continuare
i miei studi; vivr di pane e acqua, ma
lasciami diventare sacerdote.4
La Provvidenza intervenne a suo
favore: su richiesta delle sue zie religiose, il cappellano della comunit lo ricevette a casa sua, anche se
per poco tempo, poich il canonico
Frans van Groenendonk, amico di
famiglia, riteneva che un cos brillante alunno sarebbe dovuto andare alla Grande cole di Malines. I
genitori acconsentirono e lui allora
part, alloggiando come cameriere

in casa del canonico e grande cantore della Cattedrale di Saint Rombaut, il quale si assumeva le spese
dei suoi studi.
Rappresent un considerevole cambiamento di orizzonti andare
dallinterna Diest a Malines, in quel
tempo citt importante e con aspetto di capitale. Di giorno serviva il suo
maestro e la notte studiava, alla luce
di una semplice candela, nella soffitta, dove dormiva. In questa quotidianit forgi e tempr la volont, senza
lasciar offuscare la spontaneit della
sua anima innocente.
Nel 1615, lapertura di un collegio gesuita nella citt provoc una
grande migrazione di alunni delle altre istituzioni educative per il
nuovo collegio, tra loro Giovanni
Berchmans, che si iscrisse al corso
di retorica. Saldo negli insegnamenti ricevuti dallinfanzia e avido di
una vita disciplinata, tracci per s
un programma di condotta, avendo
come punti principali: Ogni giorno la Messa, la recita del Rosario e
del Piccolo Ufficio della Santissima
Vergine; Confessione settimanale e

A Diest, vicino al vecchio mercato, si erge limponente Chiesa di San Sulpizio,


dove tutti i giorni il bambino entrava a pregare
A sinistra: la Chiesa di San Sulpizio vista dalla piazza del mercato; a destra: casa natale di
San Giovanni Berchmans, a Diest (Belgio)

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo31

Giovanni termin come primo


alunno il corso di retorica e, a 17 anni, buss alla porta del noviziato della Compagnia di Ges. Il suo cuore palpitava di ardore missionario:
voleva andare a incontrarsi con i figli di SantIgnazio nelle lontane terre dellIndia, del Giappone, della Cina e delle Americhe e con questobiettivo desiderava studiare per conoscere
in profondit la bellezza dei tesori della dottrina della Chiesa, giungendo a
essere un notevole teologo. Si sentiva
cos felice di essere stato ammesso come novizio gesuita che pianse di gioia.

Frre Hilarius
Nel noviziato, la rigorosa disciplina
spirituale scolpir e fisser la sua personalit, mettendogli le redini dellanima in mano. La sua fede intrepida e la
fedelt incrollabile alla Regola, unite a
una raffinata delicatezza di cuore, rifulser in tutta la sua persona.
Dopo un anno di noviziato, il superiore gli affid lincarico di prefetto dei
novizi. Quando era necessario imporre un lavoro sgradevole, egli lo chiedeva con una parola cos amabile e un
sorriso cos franco che la resistenza diventava impossibile. E se aveva una reprimenda da fare, non affrontava mai
il compagno senza prima aver pregato.
I suoi confratelli lo chiamavano
Frre Hilarius Frate Allegro , poich rifiutava energicamente qualsiasi ombra di tristezza o malinconia.
La sua grande mortificazione consisteva nella vita comune, nella duplice accezione del termine: il quotidiano e lesimia fedelt alla Regola in
tutti gli atti della comunit, in perfetta e continua obbedienza.
Nel settembre 1618, emise i voti solenni e scrisse al padre: Io morir sulla Croce di Ges, su di essa
inchiodato con i tre chiodi della povert, della castit e dellobbedienza.
Quanto dolce morire nella Compagnia di Ges, tra le braccia di Ges. Rallegratevi: vostro figlio vivr in
questa morte e vivr felice.7
32Araldi del Vangelo Agosto 2013

Difensore dellImmacolata
Concezione
Nonostante la sua fermezza, sperimentava la paura spirituale di non
perseverare nella vocazione, il che
in verit era la sfiducia in se stesso.
Presso la Vergine lui trovava la pace. Se amo Maria, sono sicuro della
mia salvezza, della mia perseveranza
nello stato religioso, e otterr da Dio
tutto quanto voglio.8 E lui non voleva altro che la santit.
Ancora nel noviziato, aveva pronunciato un voto di devozione alla Madonna, secondo un costume
dellepoca e nel 1620, ormai nellultimo anno della sua vita, scrisse di
suo pugno un nuovo voto in difesa
dellImmacolata Concezione, firmandolo col suo stesso sangue. Ancor oggi questo documento si conserva in
un reliquario, nel Collegio San Giovanni Berchmans di Bruxelles.
Secondo il Cardinale Giovanni di
Lugo, gesuita ed eminente teologo
contemporaneo del Santo, non si sarebbe ottenuta, senza linfluenza soprannaturale di questo giovane studente gesuita di Roma,9 la promulgazione del decreto del 24 maggio
1622, nel quale Papa Gregorio XV
prescrisse: Nessuno affermi, verbalmente o per iscritto, in pubblico o in
privato, sotto pena e censura gravissima, nulla di contrario allImmacolata
Concezione.10 Questo stato un importante passo per la solenne proclamazione del dogma, fatta due secoli e
mezzo pi tardi dal Beato Pio IX.

Nel Collegio Romano


Nello stesso anno in cui pronunci i voti solenni, un suo superiore lo
mand a studiare filosofia nel Collegio di Anversa. Tuttavia, la sua intelligenza e applicazione indussero
il Padre Provinciale a trasferirlo nel
Collegio Romano, attuale Universit Gregoriana.
L, una grande gioia gli riemp lanima: la cella del Beato Luigi Gonzaga gli era stata attribuita. Coinci-

denza... o Provvidenza? Il suo arrivo


caus viva impressione nei professori e alunni. Tra questi si commentava: arrivato un piccolo fiammingo
con aspetto di angelo.11 Il suo unico obbligo ora era studiare, e a questo si dedic con tutte le sue energie.

Animo e gioia nella malattia


Allinizio della sua vita religiosa
egli sinterrogava: Con tanti mezzi
che mi saranno offerti, come non arrivare alla pi alta santit? E, profeticamente, diceva: Se non mi santifico nella mia giovent, gli anni non mi
porteranno la santit.12 Il Signore gli
concesse la grazia di arrivare alleroismo delle virt a soli 22 anni di et.
Si riteneva un peccatore e si sottoponeva ad austere privazioni in materia di cibo. Come meravigliarsi che
questo, sommato a tanti sforzi intellettuali e morali, gli debilitasse la salute? Cos, alla fine del 1620, Giovanni si trov ad affrontare linfermit.
Mentre la malattia minava il suo
corpo, egli ingaggiava una grande lotta interiore per mantenere la serenit.
Il suo diario di note intime rivela la tremenda difficolt per la quale passava.
Alla met di dicembre, Dio ricompens la sua severit verso se stesso, concedendogli una grande consolazione, un
fiume di pace.13 Nellultimo giorno
dellanno egli riconobbe il suo progresso nel completo abbandono nelle mani
del Creatore: Non credo di essere pi
attaccato a nulla.14 E nellaprile successivo, manifest la sua intera impassibilit per quanto riguarda la salute: Piuttosto morire che essere obbligato, per
la preoccupazione per la mia salute, a
rinunciare a qualunque cosa dellideale di santit al quale Dio mi chiama.15
Sebbene debilitato, sostenne in
luglio, con grande successo, lesame
pubblico conclusivo dellanno di filosofia. Agli inizi di agosto, designato dai superiori, rappresent il Collegio Romano nella difesa della sua
tesi, nel Collegio Greco. Svolse il suo
compito con tanto lustro che ludito-

Sergio Hollmann

rio lo applaud incantato. Il giorno


dopo, colpito da una violenta febbre,
fu trasportato nellinfermeria, da dove non usc pi.

Integrit danimo fino alla fine


Regnava linquietudine nel Collegio Romano: professori, alunni e
perfino i medici si mostravano commossi.
Il 10 agosto, si aggrav il male del
giovane Berchmans. Le visite si succedevano e linfermo consolava i visitatori, parlando loro delle gioie del Cielo. La notte seguente, ricevette il Santo Viatico e improvvis una professione di Fede. Gli fu amministrata lEstrema Unzione e, secondo il costume
della Compagnia, egli si accus pubblicamente delle colpe contro la Regola, calmo e imperturbabile. Allorecchio del Padre Rettore, per, confid che la sua grande consolazione era
quella di non avere mai commesso un
peccato veniale deliberatamente, durante la sua vita di religioso.
Si addentrava nella sua ultima notte. Il santo infermo cominci ad agitarsi e esclam allimprovviso, col
volto alterato: No! No! Non lo far! Questo mai... Mille volte no! Via,
satana!16 Mistero della lotta finale...
Tutti i presenti raddoppiarono le preghiere e aspergevano il letto con acqua benedetta. Impugnando il suo
Rosario e il suo Crocefisso, Giovanni disse: Ecco le mie armi!17 Apr,
in seguito, il libro della Regola e recit con piet la formula dei voti, omet1

CORRA DE OLIVEIRA,
Plinio. Santo Incio de Loyola. Alma repleta de lgica e enlevo. In: Dr. Plinio.
So Paulo. Anno IX. N.100
(Lug., 2006); p.63.

Idem, p.62.

HOORNAERT. Introduction. In: LIOBA, Marie.


Le vrai visage de Saint Jean
Berchmans. Bruges: De la
Vigne, 1962, p.18.

Piuttosto morire che essere


obbligato a rinunciare a qualsiasi
cosa dellideale di santit al quale
Dio mi chiama
San Giovanni Berchmans
Parrocchia dei Gesuiti, Parigi

LIOBA, op. cit., p.36.

Idem, p.40.

Idem, p.42.

7
8
9

Idem, p.48.
Idem, p.50-51.
GONZLEZ VILLANUEVA, Joaqun. San Juan
Berchmans. In: ECHEVERRA, Lamberto de;
LLORCA, Bernardino; REPETTO BETES, Jos Lu-

tendo le parole al fine di passare in


essa il resto dei miei giorni. Era nel
pieno possesso della sua coscienza.
Era giunto il giorno 13 agosto
1621. Faceva giorno e, siccome doveva uscire per celebrare la sua Messa, il Padre Rettore si avvicin al giaciglio del moribondo e gli chiese di
non morire prima del suo ritorno.
Fra Giovanni fece cenno di s, in segno di obbedienza. Quando egli ritorn, il Santo manifest ancora una
volta la gioia di aver obbedito e chiese che i presenti recitassero la Litania della Madonna. Erano circa le 8
del mattino e le sue ultime parole furono Ges e Maria. Nelle invocazioni Sancta Virgo Virginum e Mater Castissima, chin il capo, in segno di venerazione e spir con gli occhi fissi
sul Crocefisso.
Una moltitudine afflu nel Collegio Romano per prestargli lestremo
omaggio. Il suo abito talare fu fatto
a pezzi. Per due volte dovettero rivestire il cadavere. Tutti volevano una
reliquia del giovane santo gesuita.
Un cieco recuper la vista e le grazie
si moltiplicarono. Papa Leone XIII
lo canonizz il 15 gennaio 1888.
San Giovanni Berchmans pass
con mirabile serenit per tutte quelle che si possono chiamare delusioni umane: non ebbe tempo di essere missionario, n fu il grande teologo che desiderava, ma realizz pienamente il suo ideale soprannaturale: Voglio essere Santo, un grande
Santo e in poco tempo!18
la: Universidad de Sevilla,
2001, p.143.

is. Ao Cristiano. Madrid:


BAC, 2005, vol.VIII, p.418.
10

REYES PEA, Mercedes de


los. Un pasqun anti-inmaculista en la Sevilla del primer tercio del siglo XVII.
In: REYES CANO, Rogelio; REYES PEA, Mercedes de los; WAGNER,
Klaus (Eds.). Sevilla y la literatura: homenaje al Profesor Francisco Lpez Estrada
en su 80 cumpleaos. Sevil-

11

LIOBA, op. cit., p.57.

12

Idem, p.73.

13

Idem, p.76.

14

Idem, p.77.

15

Idem, p.78.

16

Idem, p.90.

17

Idem, ibidem.

18

Idem, p.47.

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo33

Il culto di San Giuseppe


nella tradizione della
Chiesa
Il decreto recentemente emanato della Congregazione per il Culto Divino
e la Disciplina dei Sacramenti sottolinea lininterrotta tradizione del culto
che la Chiesa tributa al Santo e la particolare devozione dei fedeli.
Mons. Maurizio Barba

devozione del vir iustus sono stati sempre vivi nella mente e nel
cuore dei Padri della Chiesa, degli scrittori ecclesiastici, dei Pontefici, degli autori cattolici e dei
fedeli.

Sergio Hollmann

sorprendente il fatto che


il culto di San Giuseppe
sia stato introdotto ufficialmente nella Chiesa se
non in epoca tardiva, mentre sin
dai tempi pi remoti il ricordo o la

Se una certa prudenza di non


mettere in risalto la figura di San
Giuseppe si andata facendo strada
in tempi nei quali la polemica in difesa della divinit del Figlio di Dio
e della verginit della Madre di Dio
era alquanto accesa, un riservato e
silenzioso impulso maturava nellanimo umano verso lo sposo di Maria
e padre putativo di Ges.

I testi apocrifi e la
letteratura patristica

Un riservato e silenzioso impulso maturava nellanimo umano verso


lo sposo di Maria e padre putativo di Ges
Sposalizio di Maria Vergine e San Giuseppe,
Giovanni Francesco da Rimini - Museo del Louvre, Parigi

34Araldi del Vangelo Agosto 2013

I modesti accenni che la Sacra


Scrittura riserva a San Giuseppe sono sviluppati dallabbondante letteratura apocrifa e patristica. Il Protoevangelo di Giacomo (II-III sec.) come anche la Storia di Giuseppe il falegname (IV sec.) e il Vangelo dello
pseudo-Matteo (VI sec.) cercano di
colmare il silenzio biblico con racconti carichi di devozione. Per la loro forma letteraria alcuni di questi
testi apocrifi, come ad esempio la
Storia di Giuseppe il falegname, nella quale sono state rinvenute tracce
di una devozione popolare, pare fossero usati anche nella liturgia in occasione della festa di San Giuseppe,

Gustavo Kralj

viario Romano (cio la recita del Credo, linserimento dellinvocazione Cum Beato Joseph nellorazione A
cunctis da far seguire immediatamente quella della Bea
ta Vergine Maria, laggiunta dellantifona ai Vespri Ecce fidelis servus, quella alle Lodi Ipse Iesus e lorazione Deus, qui ineffabili providentia). Pio X trasfer la festa
del Patrocinio al mercoled
dopo la III Domenica dopo
Pasqua e con decreto della
Congregazione dei Riti (18
Il culto
marzo 1809) ne approv le litanie in suo onore con le reI primi indizi di un cullative indulgenze. Benedetto a San Giuseppe risalgoto XV approv e concesse (9
no al VII sec.: il Vescovo delaprile 1919) di introdurre nel
la Gallia Arculfo, durante il
Messale Romano il testo del
suo pellegrinaggio nella TerPrefazio proprio per le Mesra Santa ne attesta la presense di San Giuseppe, sia feza a Nazaret nel 670; i calenstive che votive, in occasiodari copti, dei secc. VIII-IX,
Nella letteratura patristica, la menzione di San
ne del 50 anniversario delne testimoniano la festa il 20
Giuseppe sempre posta in relazione con Ges
la proclamazione di San Giuluglio e il Menologio di Basiseppe a Patrono Universale
lio II il 25 dicembre in relaSan Giuseppe col Bambino Ges - Convento carmelitano
di San Giuseppe, Siviglia (Spagna)
della Chiesa; con il decreto
zione con i Magi.
della Congregazione dei RiDallOriente pare che il
culto a San Giuseppe fu portato in Pio IX nel 1847, con il decreto del- ti (23 febbraio 1921) fece introdurOccidente: una chiesa era a lui de- la Sacra Congregazione dei Riti In- re il nome di San Giuseppe nelle indicata a Bologna nel 1129, e nel sec. clytus Patriarcha Joseph (10 settem- vocazioni Dio sia benedetto; infiXIII il primo Ufficio proprio del bre 1847), estese a tutta la Chiesa la ne, con decreto della Sacra CongreSanto appare nel codice (Ms 9598- festa del Patrocinio di San Giuseppe gazione dei Riti (26 ottobre 1921),
606) di Bruxelles che attesta la da- inizialmente accordata ai Carme- volle estendere alla Chiesa Univerta del 19 marzo; nei secc. XIV-XV il litani di Francia e dItalia nel 1680 sale la festa della Santa Famiglia,
culto di San Giuseppe ebbe un no- fissandone la data alla III Domeni- istituita da Leone XIII nel 1895, statevole sviluppo ad opera dei France- ca dopo Pasqua e nel 1870 lo procla- bilendo che fosse celebrata con riscani si pensi a Ubertino da Casa- m Patrono della Chiesa universale, to doppio maggiore la domenica
le (1325) e al cancelliere Gersone al fine di ottenere per i suoi meriti e nellottava dellEpifania, con diritti
(1429) e Carmelitani che lo inse- per la sua intercessione, con pi ef- e privilegi della stessa domenica. Pio
ficacia la misericordia di Dio perch XII nel 1955 trasfer la festa del Parirono nel loro Breviario.
Alla fine del XV sec. Sisto IV fossero allontanati tutti i mali che trocinio di San Giuseppe al 1 mag(1471-1484) ne approva la festa di affliggevano da ogni parte la Chie- gio cambiando il titolo in San Giugrado simplex fissandola al 19 mar- sa; inoltre, con la Lettera Apostolica seppe operaio. Giovanni XXIII, alzo. Gregorio XV nel 1621, in seguito Inclytum Patriarcham (7 luglio 1871) la fine del primo periodo del Conalle istanze di alcuni sovrani devoti riconobbe a San Giuseppe il diritto cilio Ecumenico Vaticano II, con il
del Santo, la dichiar festa di precet- ad un culto specifico, con lintrodu- decreto Novis hisce temporibus delto. Clemente X nel 1670 la elev a zione di particolari privilegi e ono- la Sacra Congregazione dei Riti (13
festa doppia di seconda classe e ne ri che spettano ai Patroni secondo novembre 1962), ne inser il nome
approv lUfficio proprio nel 1714. le rubriche del Messale e del Bre- nel Canone Romano.
specialmente nei monasteri copti.
Anche nella letteratura
patristica incontriamo una
certa predilezione verso San
Giuseppe da parte di alcuni
esponenti come ad esempio
San Girolamo, SantEfrem il
Siro, San Agostino, San Giovanni Crisostomo, anche se
nei loro scritti la menzione
del Santo sempre posta in
relazione con Ges, e Maria,
nellottica del mistero della
salvezza.

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo35

Gli autori ecclesiastici


A differenza dei Padri della Chiesa che trattarono di San
Giuseppe solo occasionalmente
nel contesto dei commenti ai passi evangelici che lo nominano, gli
scrittori ecclesiastici e i grandi teologi scolastici tra i quali vanno segnalati ad esempio San Bernardo,
San Tommaso dAquino, San Bonaventura, San Vincenzo Ferrer,
San Bernardino da Siena, Santa Teresa di Ges, San Pietro Canisio,
San Francesco di Sales, San Giovanni Eudes, San Vincenzo de Paoli, San Leonardo da Porto Maurizio, SantAlfonso Maria de Liguori
si interessarono a lui pi ampiamente, creando un vero e proprio
pensiero teologico sulla sua figura
e missione mediante uno sviluppo
letterario diversificato.

Gli autori e scrittori cattolici


Nellambito della tradizione ecclesiale si colloca anche tutto un filone di produzione letteraria ad
opera di autori e scrittori cattolici che vanno dallepoca pi antica
come ad esempio: Remigio di Autun
(sec. X), Ubertino da Casale (sec.
XIV), Bartolomeo da Pisa e Bernardino da Feltre (sec. XV), Bernardino de Bustis (sec. XVI), Giovanni
da Cartagine a quella pi moder-

na come J. Jacquinot (1645), J.J.


Olier, J. Richard (1698), J.B. Bossuet (1697), V. Houdry (1718), E.
Hello (1875), B. Marchaux (1910),
Ch. Sauv (1920), phram (1996).

La voce dei Sommi Pontefici


Ma il forte impulso alla diffusione del pensiero teologico su San
Giuseppe fu dato dalla voce autorevole dei Sommi Pontefici che nel
Magistero hanno fissato le linee essenziali della teologia giuseppina.
Pio IX, con la Lettera Apostolica Inclytum Patriarcham (7 luglio
1871), riassumeva il magistero pontificio precedente relativo a San
Giuseppe, e presentava un primo
breve trattato sulla sua figura, con
riferimento ai suoi titoli, grandezza,
dignit, santit e missione.
Leone XIII, nellEnciclica Quam
quam pluries (15 agosto 1889), approfondiva la dottrina su S. Giuseppe dai fondamenti della sua dignit sino alla ragione singolare per cui
merita di essere proclamato Patrono
di tutta la Chiesa, modello e avvocato di tutte le famiglie cristiane. Autentico teologo di San Giuseppe,
egli illuminava con questa Enciclica
la grandezza di San Giuseppe come
Padre putativo di Ges Cristo.
Benedetto XV, nel Motu proprio
Bonum sane (25 luglio 1920), ricor-

dava lefficacia della devozione a


San Giuseppe come rimedio ai problemi del dopoguerra e raccomandava di supplicarlo in favore dei moribondi, poich egli ritenuto meritatamente il loro pi efficace protettore, essendo spirato con lassistenza di Ges e Maria.
Pio XI, nel discorso del 19 marzo
1928 sosteneva la precedenza di San
Giuseppe su San Giovanni Battista e
San Pietro.
Pio XII, nel discorso del 1 maggio 1955, in occasione del decimo
anniversario delle ACLI, proponeva
la figura di San Giuseppe come Patrono e modello degli operai.
Giovanni XXIII, nella Lettera
Apostolica Le voci (19 marzo 1961),
riassumeva gli atti dei precedenti
Pontefici in onore di San Giuseppe e
lo nominava protettore del Concilio
Ecumenico Vaticano II.
Paolo VI, in diversi discorsi presentava la figura di San Giuseppe
nella sua poliedrica ricchezza.
Giovanni Paolo II, nellEsortazione apostolica Redemptoris custos (15 agosto 1989) offriva unampia riflessione sulla figura e la
missione di San Giuseppe nella vita
di Cristo e della Chiesa e lo collocava chiaramente nel cuore del mistero della Redenzione, sulla stessa linea delle grandi Encicliche Re-

Il forte impulso alla diffusione del pensiero teologico su San Giuseppe fu dato
dalla voce autorevole dei Sommi Pontefici
Alcuni dei Papi che hanno promosso la devozione a San Giuseppe nel corso della storia:
Sisto IV, Gregorio XV, Beato Pio IX e Beato Giovanni XXIII

36Araldi del Vangelo Agosto 2013

sa, corpo mistico di Cristo,


che beneficia della sua protezione.
Il documento, inoltre, sottolinea lininterrotta tradizione del culto che la Chiesa tributa al Santo e la particolare devozione dei fedeli che
da sempre ne hanno onorato
la memoria di Sposo castissimo della Madre di Dio e Patrono celeste di tutta la Chiesa. Si fa, quindi, riferimento al
fatto che durante il Concilio
Ecumenico Vaticano II, il Beato Giovanni XXIII ha voluto inserire il nome di San Giuseppe nel Canone Romano,
ponendo sotto il suo patrocinio la riuscita dellassise conciliare.
Sulla scia di questo provvedimento e degli auspici pervenuti da pi parti, il decreto mette in evidenza la benevola accoglienza del Papa BeIl recente provvedimento
Benedetto XV raccomandava di supplicarlo
nedetto e la fattiva attuazioa favore dei moribondi, poich egli spir con
ne del Papa Francesco a introIn considerazione della
lassistenza di Ges e Maria
durre nelle altre Preghiere euvolont del Santo Padre BeMorte di San Giuseppe - Santuario della Madonna
caristiche il nome di San Giunedetto XVI, confermata da
delle Grazie, Honfleur (Francia)
seppe con la formulazione apPapa Francesco, di inserire
propriata del testo da inserila menzione di San Giuseppe nelle Preghiere eucaristiche II,
In esso viene espresso in manie- re secondo lo stile delle diverse PreIII e IV del Messale Romano, sup- ra concisa il ruolo del Santo nelle- ghiere, considerata tipica per la linportata anche dalla dottrina del conomia della salvezza, chiama- gua latina.
Infine, per quanto riguarda la trarecente Magistero espresso nellE- to da Dio a esercitare la sua patersortazione Apostolica Redempto- nit a servizio della persona e del- duzione delle medesime formule
ris custos di Giovanni Paolo II, la missione di Cristo con genero- nelle altre lingue, il decreto afferma
in cui viene presentato lo specia- sa umilt e adorno di quelle vir- che per le lingue moderne occidenle vincolo di San Giuseppe con il t comuni, umane e semplici, che tali di maggior diffusione se ne ocmistero di Cristo, la Congregazio- fungono da modello tipico per co- cuper la Congregazione per il Culne per il Culto Divino e la Disci- loro che si mettono alla sequela di to Divino e la Disciplina dei Sacraplina dei Sacramenti ha proceduto Cristo. Lesercizio della sua pater- menti, mentre per quelle da redigead emanare il decreto con il quale nit espresso mediante la dupli- re nelle altre lingue si demanda la
si apporta tale intervento nel Mes- ce missione di prendersi amorevo- preparazione, come stabilito dal disale Romano.
le cura della Beata Vergine Maria ritto, alla relativa Conferenza dei
Il documento, che riprende nel e di dedicarsi con gioioso impegno Vescovi con la seguente approvaziotesto varie espressioni dellEsorta- alleducazione di Ges, divenendo ne della Santa Sede.
zione Apostolica Redemptoris custos in tal modo il custode dei tesoPubblicato in:
di Giovanni Paolo II, porta la data ri pi preziosi di Dio. La sua paterLOsservatore Romano, 153 n.140
del 1 maggio 2013, memoria di San nit, poi, si manifesta anche nel sogioved 20 giugno 2013 p.4
Giuseppe Lavoratore.
stegno che egli concede alla ChieSergio Hollmann

demptor hominis (4 marzo


1979) e Redemptoris Mater
(25 marzo 1987).
Non sfugge, infine, la particolare devozione anche degli ultimi due Papi: Benedetto XVI, che, oltre a portare
il nome del Santo come nome di battesimo, durante il
suo pontificato pi volte ha
fatto riferimento al Santo, e
Papa Francesco, che nel suo
stemma ha voluto esprimere
la personale devozione verso
il padre putativo di Ges con
linserimento del fiore di nardo, che nella tradizione araldica e iconografica rimanda
al Patrono della Chiesa universale. Per singolare coincidenza, poi, linizio del ministero petrino di Papa Francesco stato celebrato proprio
nel giorno della solennit di
San Giuseppe.

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo37

Donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corra de Oliveira

Donna Lucilia nel 1929


con sua nipote Maria Alice

Vogliamo
storie di zia
Lucilia...

I racconti meravigliosi sono indispensabili per appurare il senso artistico dei bambini,
elevare il loro spirito, aguzzare la loro perspicacia e stimolare saggiamente la loro
immaginazione. Donna Lucilia sapeva narrarli con tatto e buon gusto notevoli.

utte le sere del gioved, la


maggior parte della famiglia si riuniva nella residenza di Donna Gabriela
per un lunga ed elegante cena. I bambini cenavano in una sala separata e
naturalmente finivano prima dei loro
genitori e zii. In quel momento, essendoci molti bambini, questi chiamavano Donna Lucilia:
Vogliamo le storie di zia Lucilia! Vogliamo le storie di zia Lucilia!
Lei, sebbene fosse molto affettuosa, faceva valere il principio che i pi
vecchi non devono essere interrotti
dai pi giovani. Cos, i piccoli non potevano entrare nella sala da pranzo fino a che gli adulti non avessero terminato. Dallesterno, attraverso la porta
socchiusa, i piccoli cominciavano a dire parole gentili a Donna Lucilia, per
convincerla ad andare subito da loro.
Lei non rispondeva e tranquillamente
continuava a mangiare. Quando finiva, diceva molto compiaciuta:
Vengo nello studio e vi racconto una storia.
La stanza si riempiva di bambini,
tutti incantatissimi...
38Araldi del Vangelo Agosto 2013

Le meravigliose favole
Mentre nella sala da pranzo gli
adulti proseguivano la conversazione su questioni dattualit, Donna
Lucilia si sdraiava su una chaise longue dello studio del marito e i piccoli, letteralmente, si appollaiavano intorno a lei, persino alle sue spalle.
Per Donna Lucilia, preservazione
dellinnocenza non significava mantenere i bambini indefinitivamente
nellinfantilismo. Al contrario, cercava di fare in modo che tale preservazione li aiutasse a maturare lo spirito, e con questo intento modellava le
favole, cosa che costituiva una delle
principali attrazioni delle sue storie.
Linnocenza conduce lanima infantile a vedere tutto in proporzioni
favolose. I racconti fantastici sono indispensabili per raffinare il senso artistico, elevare lo spirito, aguzzare la
perspicacia e stimolare saggiamente limmaginazione. Donna Lucilia
sapeva narrarli con tatto e buon gusto notevoli, evitando che i bambini si
ponessero come partecipanti dellintreccio, ma portandoli a dilettarsi
della felicit degli altri e a incantar-

si con lesistenza della perfezione in


tutti i suoi aspetti: morale, culturale
e artistico. In questo modo, scontrandosi con la volgarit della vita, avrebbero capito che non ci si deve dimenticare dei begli esempi delle storie
della loro infanzia.

Il Gatto con gli Stivali,


il Marquese di Carabs
e Cenerentola
Il fine senso psicologico di Donna Lucilia le offriva unadeguata conoscenza dei figli e dei nipoti. Avendo distinto quello di cui avevano pi
bisogno, lo impacchettava con la sua
arte nella letteratura. A furia di volergli bene, finiva per aggiustare i
racconti alle loro mentalit e buone
aspirazioni.
Cos, per esempio, nella storia
del Gatto con gli Stivali, evidenziava
il fatto che il Marchese di Carabs
era divenuto possidente di un immenso e superbo castello. E la bella carrozza multicolore, guidata da
postiglioni impeccabilmente vestiti
con la livrea della sua casa e spinta
da destrieri focosi, attraversava este-

o
os

mace
cia
se

Edith Petitclerc

na di madre, la cui matrigna era cattivissima. Donna Lucilia descriveva i difetti morali di questa megera, che frequentemente picchiava la figliastra
per invidia delle sue doti. Trasmetteva nei bambini pena per quellinfelice creatura che aveva perduto la sua
buona mamma. Nello svolgersi del
racconto narrava, con abbondanza di
particolari, la scena in cui i servitori
del principe sperimentavano la scarpetta di cristallo su Cenerentola, mentre linvidiosa matrigna glielo voleva
impedire... Delineava il quadro di una
giovane glorificata, dopo essere uscita da una profonda umiliazione. In
questo modo, Donna Lucilia aiutava i
bambini a comprendere come sono i
mutamenti della vita.
Tale era lattrattiva di questi racconti che, a volte, un cognato di
Donna Lucilia veniva nello studio e, fingendo di leggere il giornale, ascoltava estasiato quelle meravigliose narrazioni che, di sicuro, gli
procuravano la nostalgia della sua
lontana infanzia.

Nella storia del Gatto con gli


Stivali, lei metteva in evidenza
che il Marchese di Carabas
era diventato possessore di un
immenso e superbo castello

Ma, mamma, cera qualche pietra a ornare la borsa?


Chiaro che cera, figlio mio. La
chiusura era un bel topazio dorato,
che contrastava con il cuoio scuro
della borsa.
Unaltra sera era la volta della storia di Cenerentola, una bambina orfa-

Estratto da CL DIAS, EP,


Joo Scognamiglio. Donna Lucilia.
Citt del Vaticano: Libreria Editrice
Vaticana, 2013, p.201-204
Viagem

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aveva
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Ricordi
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coloniali, , un ruolo

Capitolo

IV

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OP)

L.e.V.

Scognamiglio
Mons. Joo
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filho de Anto
Scognamiglio
e de Annitta
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de So Frandade do Largo u seus estucisco, aprofundo
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Libreria edit

Capitolo IV
Capitolo iV

Nelle mani di

i tempi
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Dai remot minori propo quanto riguar
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suoi abitanno, per la seriet
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della vocazione

Captulo

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one
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durante le lunghe preghiera a voce alta,
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inframmezzate
della sua virtuosa
nella quiete,
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one
alla vita religiosa1. cera la robusta determinazi
buounaspirazione
e al sublime,
di frenare i suoi
propensione allelevato di Dio, anche se a costo
momento, per
volont
a seguire in qualsiasi
di compiere la
questa
di spirito. Pronta Spirito Santo, era sicura che
ni movimenti
amato
la voce dello
o ordini del suo
quanto le costasse, volte attraverso i consigli
molte
si manifestasse
o
con il suo caratteristic
padre.
mail Dr. Antonio,
del
e,
tema
delicato
Un giorno, allimbrunir
per trattare del
correva
avvicin la figlia anni stavano passando e lei
tratto paterno,
gli
i nipoti
riflettere che
intorno alla quale
trimonio. La fece
una zia zitellona,
in
il rischio di trasformarsi
non avrebbe vofanno festa.
da buon padre,
. In questa stesil Dr. Antonio,
Era chiaro che
per il matrimonio
Prodecisione di Lucilia un certo amico, il Dr. Joo
luto forzare una
il Dr.
figlia che
raccont alla
un giovane avvocato,
di
sa occasione,
gli aveva presentato
unillustre famiglia
da
Carvalho,
de
copio
, per tali motivi,
de Oliveira, discendente
Joo Paolo Correa fine e intelligente. Lo considerava parola spettava
molto
la che lultima
Pernambuco,
, rassicurando
lo sposo pi conveniente
la signora Lucilia
solamente a lei.
e affettuosa,
una nuosempre mite
o paterno. Era
Con lespressione
la
al suggeriment
gi raggiungeva
affatto davanti
temperanza che
non si alter
ne di quella stabile
va manifestazio

sua piena fioritura.

Fondazione della
101

casa

Tuttavia
in un ordine religioso.
e
su un suo ingresso cui Chiesa tanto le piaceva
anche a meditare
della Luce, la
dei Campi Elisi
1) Lucilia giunta
dietro al Palazzo allaristocrazia
ricadde sul Monastero
grazie. Cera
la scelta non
appartenente
innumerevoli
che lei conosceva, candore del suo animo, Ludove aveva ricevuto
viveva una suora
dos Santos. Nel
vita di famiglia.
un convento dove
alla famiglia Ribeiro una forma raffinata della
come
paulista e giunta
la vita religiosa
cilia immaginava

poco
La signora Lucilia
94
prima del matrimonio

49

100

Donna Lucilia

sa
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allora del sucsi
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ia dal
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Prof.
personal cistifelle sigmedico ione dellaparenti della i li
ront
unestrazstima dei suoi conf sforzi
grande ilia nei rmiare gli famoLuc
nora a non rispa da questo

re
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Captulo

VI

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Arrivata contorce dal mar
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Capitolo
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208
marqu
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Mons. Joo Scog

Don a Luc ilia

e
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si e dorati campi di grano, mentre il


sole, battendo sui suoi cristalli bombati, produceva bei riflessi...
A mano a mano che la carrozza
avanzava, una soave brezza faceva
piegare lievemente i campi di grano,
causando limpressione che si chinassero come cortigiani a riverire il
marchese, loro signore, al suo passaggio.
Donna Lucilia svelava per i giovanissimi ascoltatori la bellezza della carit, raccontando che il Marchese di Carabs portava con s una
bella borsa piena di monete doro per distribuirle, con magnanimit, ai contadini che rispettosamente
lo salutavano al suo passaggio. Dopo spiegava come questi, con venerazione, lo ringraziavano. Per Plinio, che era insaziabile nel suo desiderio di conoscere i modi di essere, i costumi e persino gli oggetti di
uso personale del nobile marchese,
Donna Lucilia non mancava di aggiungere, in ogni narrazione della
storia, un nuovo particolare. Cos, se
il figlio le chiedeva:
Mamma, la borsa del marchese
aveva le frange?
S, figliolo, i fili erano sottili e
molto belli...

209

La biografia di Donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corra de Oliveira,


scritta da Mons. Joo Scognamiglio Cl Dias, EP, che tra breve sar pubblicata dalla Libreria Editrice Vaticana.
Richieste via tel.: 041 560 0891 o tramite Fax: 041 560 8828

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo39

Primo Vescovo
autoctono del Niger
Domenica 9 giugno, Don Djalwana Laurent Lompo ha ricevuto lordinazione episcopale a Niamey, capitale del Niger, cominciando a svolgere la funzione di Vescovo Ausiliare di questa Arcidiocesi. Mons.
Djalwana diventa cos il primo Vescovo oriundo di questo Paese africano di 12,5 milioni di abitanti, che
conta su quasi 22 mila cattolici, dei
quali appena una quarta parte sono
nigeriani di nascita.
La cerimonia, durata tre ore,
stata presieduta dallArcivescovo
Michel Cartatguy, ed ha contato
sulla partecipazione di 3.500 fedeli. Durante la stessa stata ricordata la storia di 80 anni di presenza della Chiesa Cattolica in questo
Paese.

Fernando Poo Galn

Questo suggerimento viene a


completare uniniziativa precedente dei Vescovi americani: la richiesta fatta ai cattolici del paese di fare digiuno e astinenza di carni tutti
i venerd dellAnno della Fede, con
intenzioni riguardanti la santit di
vita, il matrimonio e la libert religiosa.

I Vescovi Nordamericani
promuovono orazione e digiuno
per i padri di famiglia
La Conferenza dei Vescovi
Cattolici degli Stati Uniti (USCCB)
ha suggerito un modo speciale di
rendere omaggio ai pap nella loro
giornata, festeggiata questanno il
16 giugno in questo Paese. I Vescovi
hanno chiesto che il venerd, 14 giugno, oltre a fare digiuno e astinenza, si pregasse per i padri, affinch la loro dedizione verso i figli
possa riflettere lamore infinito di
Dio Padre, oltre che per tutti coloro che sono in lutto per lassenza
del loro padre terreno, affinch Dio
Padre li conforti.
40Araldi del Vangelo Agosto 2013

Durante levento sono stati rivelati i nomi degli intellettuali che riceveranno il Premio Ratzinger, qualificato da alcuni come il Premio Nobel di Teologia. Gli omaggiati sono
Richard Burridge, decano del Kings
College di Londra e Christian Schaller, docente di teologia dogmatica e
vicedirettore dellIstituto Papa Benedetto XVI di Ratisbona. Essi sono stati scelti dal Comitato Scientifico della Fondazione, in base a rigidi criteri di eccellenza intellettuale.

La Conferenza Episcopale
dello Sri Lanka annuncia la
nuova web radio
La Fondazione Vaticana
Joseph Ratzinger presenta
le sue ultime attivit
La giovane e influente Fondazione
Vaticana Joseph Ratzinger Benedetto XVI ha organizzato una conferenza stampa per far conoscere le ultime
attivit realizzate, tra le quali spicca
lorganizzazione del prossimo simposio Il Vangelo: Storia e Cristologia. La
ricerca di Joseph Ratzinger, che sar
realizzato nellUniversit Lateranense di Roma, dal 24 al 26 ottobre.
Il Presidente della Fondazione,
Mons. Giuseppe Scotti, ha introdotto levento, che si realizzato il giorno 21 giugno nella Sala Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede. A seguire, sono stati ascoltati gli interventi del Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione;
dellArcivescovo Mons. Jean-Louis
Brugus, OP, Bibliotecario e Archivista della Santa Chiesa e presidente
del Comitato Organizzativo del simposio; di Mons. Luis Romera Oate, Rettore della Pontificia Universit della Santa Croce, vice-presidente
del Comitato Organizzativo del Simposio e del menzionato Mons. Giuseppe Scotti, che anche Presidente
della Libreria Editrice Vaticana.

Il Centro per le Comunicazioni


sociali della Conferenza Episcopale
dello Sri Lanka ha deciso di creare
una radio attraverso internet come
un mezzo per portare la Parola di
Dio ai giovani dello Sri Lanka e trattare temi di interesse per la comunit cattolica. Don Benedict Joseph,
direttore nazionale del Centro, ha
spiegato allagenzia Asia News che
oggi i nuovi mezzi di comunicazione hanno un ruolo sempre pi importante nella societ, e pensiamo
che anche noi potremo fare la nostra parte.
La programmazione sar al 100%
cattolica e i presentatori, sacerdoti,
suore o laici impegnati. Trasmetteremo la Messa, programmi devozionali, interviste a esperti e dibattiti sulle Scritture. In futuro vogliamo anche affrontare temi sociali pi
ampi, che consideriamo importanti
per la comunit, ha aggiunto Don
Benedict. Le trasmissioni avverranno nelle tre principali lingue di questa isola-nazione annessa al subcontinente indiano: cingalese, tamil e
inglese.

Solamente Maria capace


di salvare questo Libano
Noi ti imploriamo, o Madre,
di accettare da noi la consacrazione del Libano e dellest al tuo Cuo-

Prima enciclica del nuovo Pontificato

re Immacolato e al tuo santo patrocinio. Cos, noi ci consacriamo a


Dio, attraverso lazione dello Spirito Santo, seguendo lesempio del Figlio Unico che si consacrato a suo
Padre Divino e gli stato fedele in
tutti i suoi atti e insegnamenti, per la
salvezza dellumanit. Prega per noi,
affinch possiamo vivere nel pieno compimento di questa consacrazione, pentendoci dei nostri peccati, ascoltando la Parola di Dio che
fonte della vita e rinnovando il nostro amore a Dio...
Ecco il momento saliente del testo letto da Sua Beatitudine, il Cardinale Mons. Bchara Boutros Ra,
OMM, Patriarca Cattolico Maronita di Antiochia, nellatto di consacrazione del Medio Oriente, e del
Libano in particolare, alla Madonna. Essa si realizzata la domenica 16 giugno nel Santuario Nazionale della Madonna del Libano, ad

Francesco e il Papa Emerito a Castelgandolfo


il 23/3/2013

lazione alla duplice autoria del documento, che questo mostra la sostanziale continuit del magistero di
Benedetto XVI nel messaggio di Papa Francesco.

Harissa, subito dopo la Santa Messa, ed ha contato sulla presenza del


Presidente del Libano Michel Sleiman e del Primo Ministro, Tammam
Salam. Una buona parte dei fedeli,
che non sono riusciti a entrare nel
recinto sacro, si assiepata intorno
alla Basilica.
Solamente Maria capace di
salvare questo Libano sbattuto dalle onde ha affermato emozionato il Patriarca durante la cerimonia. Il testo della consacrazione si
concludeva con questa filiale richiesta: Madre di Dio e Signora
del Libano, piena di santit, intercedi per noi che accogliamo nel nostro Paese e nellOriente le grazie
che Dio ha concesso al mondo... affinch con te e attraverso di Te eleviamo linno di gloria e lode alla
Santissima Trinit che Ti ha scelto:
il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.

Timothy Ring

La prima lettera enciclica di Papa Francesco, intitolata Lumen fidei (Luce della fede), stata presentata nella Sala Stampa del Vaticano il 5 luglio scorso. Levento stato presieduto dal Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, accompagnato da Mons. Gerhard Ludwig Mller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e
Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
Il testo che, come ha evidenziato il Cardinale, il
Papa Emerito Benedetto XVI aveva cominciato a
preparare, presenta in verit la Fede cristiana come una luce proveniente dallascolto della parola di
Dio nella storia. Mons. Rino Fisichella, da parte sua,
ha richiamato lattenzione sul binomio luce e amore, poich si tratta di unenciclica con una forte connotazione pastorale, nella quale Papa Francesco, con
la sua sensibilit di pastore, riesce a tradurre molte
questioni di carattere perfettamente teologico in tematiche che possono aiutare nella riflessione e nella
catechesi. Infine, Mons. Mller ha affermato, in re-

LOsservatore Romano

Il Cardinale Cludio Hummes


pubblica il suo quarto libro
LArcivescovo Emerito di San Paolo e Prefetto Emerito della Congregazione per il Clero, Cardinale
Cludio Hummes, OFM, ha pubblicato recentemente il suo quarto libro: unopera destinata ai sacerdoti
intitolata Preti per la Nuova Evangelizzazione.
In dichiarazioni allArcidiocesi di
San Paolo, riprodotte nel sito delAgosto 2013 Araldi

del Vangelo41

la Canzone Nuova, Mons. Cludio


ha chiarito il motivo della sua scelta: chiaro che il Papa e i Vescovi sono molto importanti nella Nuova Evangelizzazione il Papa come
pastore universale e i Vescovi come
pastori delle loro diocesi ma i preti hanno un ruolo fondamentale in
essa perch stanno nella quotidianit nelle parrocchie, che dove questa evangelizzazione deve accadere.
Nellultimo capitolo del libro,
Mons. Cludio si dilunga specialmente su questo tema: Tento di spiegare
in modo semplice come organizzare la
parrocchia per questo. Il Cardinale
insiste anche sul fatto che la missione
non pu mai essere data per conclusa:
Essa pu aver punti alti, ma non pu
mai essere chiusa. Se viene fatta soltanto una missione di una settimana o
un mese ogni cinque o dieci anni, ha
aggiunto, le persone penseranno che
non abbiamo amore per loro.

Il Cardinale Rod inviato in


Slovacchia come Legato Apostolico
Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Franc Rod rappresentante ufficiale per la celebrazione dei 1.150
anni dallarrivo di San Cirillo e San
Metodio in Slovacchia, avvenuto il 5
luglio nella citt di Nitra. S.E. Rod
Prefetto Emerito della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e
Societ di Vita Apostolica.
Nellannunciare la scelta del Papa, Mons. Stanislav Zvolensk, Arcivescovo di Bratislava e Presidente della Conferenza Episcopale della
Slovacchia, ha commentato con gioia: Il Cardinale Rod proviene dalla Slovenia, la sua origine rende pi
42Araldi del Vangelo Agosto 2013

facile lapprossimazione alla nostra


forma di pensare e vivere la Fede.
Ritengo la decisione del Santo Padre molto attenta e gentile. E risaputo che il Cardinale Rod ha gi visitato in passato la Slovacchia, e anche questo aiuta nella sua missione.
In una conferenza stampa concessa ai mezzi di comunicazione cattolici
allarrivo nel Paese, il Cardinale Rod ha dichiarato che il messaggio trasmesso da San Cirillo e San Metodio
al XXI secolo che ogni nazione ha
diritto alla sua cultura, alla sua lingua
e al modo di esprimere la sua relazione con Dio. Quando gli stato chiesto cosa riferir a Papa Francesco al
suo ritorno a Roma, il prelato ha affermato che: Con grande emozione dir che sono venuto per incontrare cristiani. Non solamente individui
o gruppi, ma una nazione intera che
pu esser chiamata cristiana.

La Germania realizza il suo Primo


Congresso Eucaristico Nazionale
Colonia stata palco, dal 5 al 9
giugno, del primo Congresso Eucaristico Nazionale della Germania. La
grande manifestazione di fede cominciata con una Celebrazione Eucaristica allaria aperta, in Piazza
Tanzbrunnen, situata sulla riva destra del Reno. seguita una processione che ha attraversato il fiume ed
arrivata fino alla Cattedrale. Dopo
la benedizione solenne, il Santissimo
Sacramento stato traslato fino alla
Chiesa di Maria Assunta, dove rimasto esposto per lAdorazione perpetua fino alla fine del Congresso.
Tra le attivit, oltre alla frequente celebrazione della Santa Messa,
e momenti di Adorazione, si sono
svolti conferenze catechetiche, concerti, workshops per diaconi, dirigenti pastorali e comunitari, lettori e ministri dellEucaristia. C stato anche
un forum teologico. Il punto culminante del congresso stata la Messa Pontificale, durante la quale si
meditato sulla massima: Signore, tu

hai Parola di vita eterna. La Messa di


chiusura, che ha avuto per motto: Signore, da chi andremo?, stata concelebrata da 54 Vescovi, e ad essa
hanno partecipato 20 mila persone,
tra cui, 1.200 chierichetti.

Il Santo Padre riceve Mons. Javier


Echevarra in Udienza
Mons. Javier Echevarra Rodrguez,
Prelato della Prelatura della Santa
Croce e Opus Dei, stato ricevuto in
udienza privata da Papa Francesco il
giorno 10 giugno, nella Biblioteca del
Palazzo Apostolico del Vaticano.
Durante il cordiale incontro, Mons.
Echevarra ha chiesto speciali orazioni al Santo Padre per i nuovi Paese nei
quali lOpera ora presente in modo
stabile: Sri Lanka, Indonesia, Corea del
Sud e Romania. Il Prelato ha trasmesso al Papa anche le manifestazioni di
simpatia e affetto dei fedeli della Prelatura, attualmente in 69 paesi e che
contano su allincirca 90 mila membri.
Mons. Javier membro della Congregazione per la Causa dei Santi e
del Supremo Tribunale della Signatura Apostolica, ed stato per pi di 20
anni collaboratore e segretario di San
Josemara Escriv de Balaguer. anche Gran-Cancelliere dellUniversit di Navarra, della Pontificia Universit della Santa Croce, a Roma e
dellUniversit di Piura, in Per.

morta la decana delle


monache di clausura
Il giorno 11 giugno, morta a 105
anni di et Suor Teresita, religiosa cistercense del Monastero Buenafuente del Sistal, in Spagna, che, dopo 86
anni nel convento, era diventata decana delle monache di clausura.

Gli Emirati Arabi Uniti inaugurano


una Chiesa dedicata a SantAntonio

Ras Al Khaimah, emirato di 250 mila


abitanti appartenente agli Emirati Arabi
Uniti, stata consacrata il 14 giugno una chiesa di 5 mila metri quadrati dedicata a SantAntonio da Padova. Linaugurazione civile delledificio stata a carico dello stesso Emiro, Xeque Saud Bin Kayed Al Qasimi, mentre la cerimonia religiosa stata presieduta dal Cardinale S.E. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli.
Il Cardinale si congratulato con i presenti affermando che un sogno si fatto realt. I riti di consacrazione, dalla benedizione dellacqua allunzione dellaltare, sono stati seguiti dagli 11 mila fedeli che hanno partecipato alle cerimonie distribuiti nei
vasti spazi della Chiesa. Erano presenti anche lArcivescovo Mons. Petar Raji, Nunzio Apostolico in Kuwait, Bahrein, Quatar e Delegato Apostolico nella Penisola Arabica, lArcivescovo Giuseppe De Andrea, Primo Nunzio Apostolico della Peni-

Durante lultima Giornata Mondiale della Giovent, realizzata in Spagna, Suor Teresita, allora con 103 anni di et, aveva avuto lopportunit
di salutare Papa Benedetto XVI. In
quelloccasione, lei raccont al giornale ABC comera stato il suo ingresso nel convento: Siamo uscite da
Vitria il 15 aprile del 1927, alle sette
del pomeriggio e siamo arrivate a Madrid alle sette del mattino del giorno
dopo. Abbiamo preso un caff a Madrid e da l siamo andate direttamente a Sigenza. Il nostro viaggio stato
tutto un avvenimento, poich eravamo
tre giovani ad entrare nel monastero.
Chi incentiv grandemente la vocazione di Suor Teresa stato il padre, fervente cattolico che pregava il Rosario quotidianamente. Nonostante avesse una sorella che abitava nello stesso convento, la paren-

sola Arabica e il Vescovo Mons. Paul Hinder, Vicario Apostolico dellArabia del Sud. La cura pastorale della nuova chiesa resta a carico del parroco, Don
Thomas Ampattukuzhi.

tela non era pi mondana, ma spirituale: Una volta qui, non facevamo
vita di sorelle in famiglia, ma sorelle
della comunit. Logicamente parlavamo delle cose di casa, ma per noi,
era molto pi importante la comunit che il nostro proprio sangue.
Nata Valeriana Barajuen, Suor
Teresa si mantenuta lucida fino
allultimo momento. Raccontava
che le doleva, nel suo periodo di badessa, dover mandar via una novizia
senza vocazione. Fino a poco prima
della sua scomparsa, faceva deliziose omelettes, cui, diceva, la Vergine d il sapore, e San Giuseppe, le
fa voltare.

Le Filippine si consacrano
al Cuore Immacolato di Maria
Alle 10 del mattino dell8 giugno,
in tutte le cattedrali, parrocchie, san-

tuari e cappelle delle Filippine stato letto il testo di consacrazione del


Paese al Cuore Immacolato di Maria, Mama Mary, come affettuosamente la chiamano gli isolani.
Nella sua lettera di convocazione dei fedeli, lArcivescovo di Manila, Cardinale Luis Antonio Tagle,
ha spiegato che la consacrazione fa
parte della preparazione di nove anni che larcipelago sta facendo per
celebrare, nel 2021, il quinto centenario dellarrivo della Fede Cattolica. Ha aggiunto che questatto sar
necessariamente accompagnato dal
rinnovo della consacrazione al Sacro
Cuore di Ges, fiduciosi nellimmensa grazia di Dio che passa per mano
della Santissima Vergine Maria fino
a noi, suoi figli che lei ama.
Da parte sua, lArcivescovo di
Cebu e presidente della ConferenAgosto 2013 Araldi

del Vangelo43

za dei Vescovi Cattolici delle Filippine (CBCP), Mons. Jos Serofia Palma, ha ricordato in una lettera ai Vescovi del Paese la genesi della consacrazione, che risale al 1975, mettendo in risalto quanto profondamente la Santissima Vergine Maria formi
parte delleredit e identit filippina. Ha cos concluso: Che Maria,
Madre di Dio e Madre della Chiesa, guardi il suo popolo che la ama,
le Filippine, con occhi di madre e lo
guidi per le vie della giustizia, verit
e amore. Amen.

Diocesi venezuelana celebra


Congresso Eucaristico Catechetico
La diocesi di San Cristbal, incastonata nelle Ande Venezuelane, ha
realizzato dal 13 al 16 giugno il suo
Secondo Congresso Eucaristico Catechetico. La Messa di chiusura si
realizzata nella Basilica della Madonna della Consolazione, a Triba, ed stata presieduta dal Nun-

zio Apostolico Mons. Pietro Parolin. Hanno concelebrato il Vescovo Diocesano, Mario del Valle Moronta Rodrguez e quello della vicina
diocesi colombiana di Ccuta, Mons.
Julio Csar Vidal Ortiz.
Durante la celebrazione, il Nunzio Apostolico ha letto un messaggio del Santo Padre seguito dalla benedizione apostolica, esortando ad
aver sempre il mistero eucaristico come fonte di comunione, di ardore apostolico, di carit e di dedizione agli altri, specialmente i pi bisognosi. Mons. Pietro ha ricordato anche che lEucaristia un cammino di comunione, di condivisione,
di amicizia e di consegna di se stesso. LEucaristia il dono di una nuova relazione tra Dio e gli uomini, ma
anche tra gli uomini stessi; la possibilit che ci offerta per costruire la nuova umanit che Ges vuole, per superare la divisione tra Caino e Abele.

Da parte sua, il Vescovo di San


Cristbal ha approfittato della solennit delloccasione per far giungere a
Papa Francesco una missiva in nome
dei partecipanti al congresso: vogliamo riaffermare la nostra comunione con il Santo Padre.

Statua della Vergine del Pilar


intronizzata sulla
cima pi alta dei Pirenei
Ripetendo limpresa realizzata
per la prima volta nel 1956, un gruppo di 150 alpinisti ha intronizzato sabato, 15 giugno, una statua della Vergine del Pilar in cima al Monte Aneto, che con i suoi 3.404 metri di alti-

er mezzo della Congregazione per il Culto Divino, la Santa Sede ha promulgato in data 1 maggio un decreto che include il nome di San Giuseppe, Patrono della Chiesa, nelle Orazioni Eucaristiche II, III e IV. Cos, il
fedelissimo sposo della Santissima Vergine vi sar menzionato subito dopo
quello della Madre di Dio secondo le formule che riproduciamo a seguire.
NellOrazione Eucaristica II: ut cum Beata Dei Genetrice Virgine Maria, Beato Ioseph, eius Sponso, Beatis Apostolis (con la Vergine Maria,
Madre di Dio, con San Giuseppe, suo Sposo, i Beati Apostoli). NellOrazione Eucaristica III: cum Beatissima Virgine, Dei Genetrice, Maria,
cum Beato Ioseph, eius Sponso, cum Beatis Apostolis (con la Vergine
Santa Maria, Madre di Dio, con San Giuseppe, suo Sposo, i Beati Apostoli). NellOrazione Eucaristica IV: cum Beata Virgine, Dei Genetrice,
Maria, cum Beato Ioseph, eius Sponso, cum Apostolis (con la Beata Vergine Maria, Madre di Dio, con San Giuseppe, suo Sposo, gli Apostoli).
La versione integrale del decreto, e le formule da usare nelle principali lingue occidentali, possono essere consultate nella pagina della Congregazione (http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/
ccdds/index_it.htm).

44Araldi del Vangelo Agosto 2013

Gustavo Kralj

Inclusione del nome di San Giuseppe


nelle Orazioni Eucaristiche

Congresso internazionale
per la famiglia in Per

Arcivescovado di Lima e la Commissione Arcidiocesana della Famiglia


e Difesa della Vita hanno organizzato il
Congresso Internazionale Famiglie del XXI
secolo: proteggendo il futuro, con conferenzieri peruviani e provenienti da Spagna,
Stati Uniti, Messico, Argentina, Colombia
ed Ecuador. Levento stato realizzato nei
giorni 31 maggio e 1 giugno, nellAuditorio
del Collegio San Agustn, e si concluso la
domenica, giorno 2, con la partecipazione
alla Messa e Processione del Corpus Domini nella Praa Maior di Lima.
Mettere in risalto limportanza della famiglia nel XXI secolo, come istituzione sacra ed elevata alla condizione
di sacramento da Nostro Signore stato lobiettivo del Congresso. Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne ha dato inizio alle conferenze, tra le quali da
segnalare c quella di Mons. Jos Antonio Eguren Anselmi, Arcivescovo di
Piura e Tumbes. Allinizio dellevento,
stata intronizzata nellAuditorio la Statua della Madonna dellEvangelizzazione, patrona dellArcidiocesi.

tudine la cima pi alta dei Pirenei.


La spedizione era formata da membri
dellassociazione sportiva Montaeros de Aragn e dai corpi di Montagna
dellEsercito e della Guardia Civil. La
statua della Vergine stata questa
volta solidamente fissata a una colonna di acciaio inossidabile, per evitare
che sia profanata nuovamente.

Ventimila fedeli partecipano


alla consacrazione di
una chiesa in India
In uninsolita manifestazione di
fede, 20 mila cattolici si sono riuniti per partecipare alla cerimonia di

Sopra: Vista generale dellauditorio del Collegio San Agustn;


sotto: conferenze del Cardinale Juan Luis Cipriani e
di Mons. Jos Antonio Eguren

consacrazione della chiesa della Madonna Regina del Carmine, nella


citt di Paloncha, diocesi di Khammam, in India. La costruzione del
tempio durata tre anni e mezzo, ed
stata intrapresa dalla provincia dei
Carmelitani Scalzi di Andhra Pradesh, la pi recente dellOrdine.
La consacrazione stata realizzata l8 giugno ed stata presieduta dallArcivescovo di Hyderabad,
Mons. Thumma Bala, accompagnato da Mons. Prakash Mallavarapu,
Arcivescovo di Visakhapatnam, da
altri sei Vescovi dello stato di Andhra Pradesh e dal Padre Provinciale

dei carmelitani, Gorantla Johannes.


Erano presenti anche gli altri Provinciali Carmelitani dellIndia, come
i superiori di altre congregazioni religiose, oltre a 200 presbiteri.
Linterno della Chiesa tipicamente carmelitano. Oltre ai simboli dellordine, vi si venerano le statue della Madonna del Monte Carmelo, Santa Teresa dAvila, San Giovanni della Croce e
Santa Teresina del Bambino Ges. Durante la Celebrazione Eucaristica sono
stati letti messaggi del Nunzio Apostolico e del Padre Generale dellOrdine
Carmelitano, preceduti dalla Benedizione Apostolica del Santo Padre.
Agosto 2013 Araldi

del Vangelo45

Storia per bambini... o adulti pieni di Fede?

Il tesoro pi prezioso
Sorpresi e increduli, i corsari si scambiarono unocchiata; il
capo, dando lesempio, segu il bambino che gi si era lanciato
fuori e li precedeva con passo leggero...
Suor Clara Isabel Morazzani Arriz, EP

imponente nave avanza- sto, prima dello spuntar del giorno,


va con le vele gonfie, che in compagnia del parroco che andaspiccavano nel limpido va ad amministrare gli ultimi Sacraorizzonte di quel pome- menti a un moribondo, in un villagriggio estivo, mentre si approssimava gio dellinterno dellisola.
rapidamente alla costa dellisola. In cima allalbero maestro sventolava la temibile
bandiera nera. Non cera alcun dubbio: i pirati sarebbero sbarcati!
Con lagilit di un gatto, Juanito, il piccolo indigeno, scese dal promontorio roccioso, dove si trovava a contemplare il bel panorama del mar dei Caraibi, e corse verso il villaggio.
Si ricordava bene delle raccomandazioni che tante volte aveva ricevuto riguardo a
queste tigri dei mari. Antonio, il padre del bambino,
era il sacrestano dellunica
chiesa del luogo ed era incaricato di suonare le campane in caso di pericolo, in
modo da mettere in fuga gli
abitanti. Invece, a peggiorare le cose, proprio quel
giorno Antonio non cera.
Sullalbero maestro sventolava la temibile
bandiera nera: i pirati sarebbero sbarcati!
Se ne era andato molto pre-

46Araldi del Vangelo Agosto 2013

Nonostante avesse soltanto otto anni, Juanito era bravo e deciso;


comprese che la responsabilit della
sicurezza dei suoi concittadini pesava
sulle sue fragili spalle. Era stato il primo ad avvistare limbarcazione e, soprattutto, in mancanza di suo padre, lobbligo
di suonare la campana ricadeva su di lui! Ma... avrebbe avuto la forza sufficiente
per mettere in movimento la
grande campana di bronzo?
Sempre correndo, attravers la piazza principale e
giunse fino a una porticina
che dava accesso diretto al
campanile della chiesa. Senza esitare, simpossess della grossa corda che pendeva dallalto e vi si appese,
mettendo tutto il peso del
suo corpo. A poco a poco,
la campana gir e, dopo vari
tentativi, emise il suo suono
grave e solenne, echeggiando per lintera citt. Una
volta dato il primo impulso, i rintocchi continuarono rapidi, allertando la popolazione: con la forza della campana, Juanito si solle-

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo47

Edith Petitclerc

vava pi di un metro dal pavimento, appeso alla corda,


convinto
dellimportanza
della sua missione.
Infatti, sentendo lallarme
convenuto, gli abitanti si affrettarono a fuggire nel bosco vicino, certi che il villaggio non sarebbe stato risparmiato dal saccheggio. Gli uomini fuggivano portando con
s i loro beni pi preziosi, le
donne prendevano in braccio i bambini, tutti correvano
terrorizzati e con gran confusione. In pochi minuti le strade restarono completamente deserte. Soltanto la grande
campana di bronzo continuava a suonare...
Allimprovviso, la porta del campanile si apr con
Mentre parlava, mostr loro un Rosario fatto di semi e dal quale pendeva
una croce di legno
violenza ed entr un uomo
alto e robusto, seguito da
Eccolo! esclam trionfante toccava il suo cuore, invitandolo a
molti altri. Con mano ferrea,
afferr il piccolo indio per il braccio e lo tengo bene al sicuro come mi ha cambiare vita...
gli fece mollare lestremit della cor- raccomandato il sacerdote quando
E rivolgendosi a Juanito, contime lo ha consegnato, il giorno del nu con voce commossa:
da che ancora teneva in mano.
Veloce, bambino esclam mio Battesimo! Egli ha detto che
Custodisci il tuo prezioso tesomostraci dove sono nascosti i tesori avrei dovuto averne cura, poich il ro, bambino. Grazie alla tua innopi prezioso dei tesori!
di questa gente!
cenza questo villaggio non sar tocMentre parlava, mostr loro un cato da noi, nemmeno con la punJuanito esit... egli non possedeRosario fatto di semi e da cui pende- ta delle nostre sciabole. E quanva nessun tesoro!
Allimprovviso i suoi grandi occhi va una croce di legno...
do sgranerai il tuo Rosario, elevanSui volti dei pirati, per, si dipin- do le tue richieste a Dio, ricordati di
scuri brillarono e un sorriso si disegevano la delusione e la rabbia nei ci che ho fatto per te e offri unAve
gn sul suo volto infantile...
A casa mia c il tesoro pi pre- confronti di questo bambino che ave- Maria per me!
va agito in questo modo, poich rizioso! Venite con me!
Quelle tigri dei mari ritornaroSorpresi e increduli, i corsa- tenevano che tentasse di ingannarli. no alle loro navi e, veleggiando legri si scambiarono unocchiata; il ca- Uno di loro, cui mancava locchio si- gere al soffio del vento, scomparvepo, dando lesempio, segu il bambi- nistro, avanz sul piccolo, sollevando ro allorizzonte.
no che gi si era lanciato fuori e li minacciosamente il pugnale. TuttaPoco tempo dopo, il parroco feprecedeva con passo leggero... Do- via, il capo ferm il suo gesto e url:
ce ritorno e il bambino gli raccon Che fai? Non toccare il bambi- t quello che era successo. Antonio
po aver risalito la china da dove si
scorgeva il mare con una prospettiva no! Non vedi che parla con sincerit diede di nuovo un tocco di campaprivilegiata, arrivarono ad unumi- e rettitudine di cuore?
na, questa volta richiamando il poEgli si ricordava degli insegna- polo indietro, e tutti si riunirono in
le capanna di legno e fango, col tetto di paglia. Sempre seguito dallin- menti che aveva ricevuto durante le chiesa per rendere grazie alla Vergiquietante banda di pirati, lintrepi- lezioni di catechismo, quando era ne Maria per averli salvati in quelledo indigeno entr e si mise a cercare piccolo, e di tutte le volte che aveva mergenza, grazie allinnocenza e al
qualcosa sotto il cuscino di un letto, pregato il rosario coi suoi compagni coraggio di Juanito e al suo preziodella Prima Comunione. Una grazia so tesoro: il Santo Rosario.
nel fondo del tugurio.

_
_______
I Santi di ogni giorno
1. SantAlfonso Maria de Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa (1787).
SantEtelvoldo, (984). Discepolo di San Dunstano di
Canterbury e Vescovo di Winchester, compil la Regolare
Concordia per la restaurazione
dellosservanza monastica in Inghilterra.
2. SantEusebio di Vercelli, Vescovo
(371).
San Pietro Giuliano Eymard,
sacerdote (1868).
Santo Stefano I, Papa (257).
Per affermare con chiarezza che
lunione battesimale con Cristo
accade una sola volta, proib che
quelli che volessero tornare alla
piena comunione con la Chiesa
ricevessero il Sacramento per la
seconda volta.
3. SantEufronio, Vescovo (475).
Edific ad Autun, in Francia, una
basilica in onore del martire San
Sinforiano e adorn con maggior
decoro il sepolcro di San Martino di Tours.
4. XVIII Domenica del Tempo
Ordinario.
San Giovanni Maria Vianney,
sacerdote (1859).
Beato Enrico Giuseppe
Krzysztofik, sacerdote e martire
(1942). Cappuccino del convento di Lublino, in Polonia, deportato nel campo di concentramento di Dachau, in Germania, dove mor.
5. Dedicazione della Basilica di
Santa Maria Maggiore.
Santa Margherita da Cesolo,
vedova (circa nel 1395). Figlia
di contadini di Cesolo (Mc). Dopo la morte del marito, dedic
tutta la sua vita al servizio dei po48Araldi del Vangelo Agosto 2013

veri, alla preghiera e alla penitenza.


6. Trasfigurazione del Signore.
Beato Ottaviano, Vescovo
(1132). Monaco benedettino,
fratello di Papa Callisto II, eletto
Vescovo di Savona.

Santa Chiara dAssisi, vergine (1253).


Beato Maurizio Tornay, sacerdote e martire (1949). Nato in
Svizzera, annunci il Vangelo in
Cina e nel Tibet, dove fu assassinato in unimboscata.

7. San Sisto II, Papa, e compagni,


martiri (258).
San Gaetano da Thiene, sacerdote (1547).
Beato Edmondo Bojanowski,
sacerdote (1871). Fondatore
della Congregazione delle Serve
dellImmacolata Concezione della Madre di Dio, in Polonia.

12. Santa Giovanna Francesca de


Chantal, religiosa (1641).
Santi Giacomo Do Mai
Nam, sacerdote, Antonio Pietro
Nguyen Dich e Michele Nguyen,
martiri (1838). Sacerdote, contadino e medico; decapitati a
Nam inh, in Vietnam, dopo
aver sofferto atroci supplizi.

8. San Domenico di Guzman, sacerdote (1221).


Santa Bonifacia Rodrguez
Castro, vergine (1905). Fond a Zamora, Spagna, la Congregazione delle Serve di San Giuseppe.

13. Santi Ponziano, Papa, e Ippolito, sarcedote, martiri (circa nel


236).
San Giovanni Berchmans, religioso (1621). Frate gesuita
morto a Roma, a 22 anni, dopo
una breve malattia.

9. Santa Teresa Benedetta della


Croce, vergine e martire (1942).
Santa Marianna Cope, vergine (1918). Tedesca di nascita, entr nel Terzo Ordine Regolare di San Francesco negli Stati Uniti. Subentr a San Damiano di Veuster nella cura dei lebbrosi nellisola di Molokai, nelle Hawaii.

14. San Massimiliano Maria Kolbe,


sacerdote e martire (1941).
Beata Elisabetta Renzi, vergine (1859). Fondatrice delle Maestre Pie della Vergine Dolorosa.

10. San Lorenzo, diacono e m


artire
(258).
Beati Claudio Giuseppe Jouffret de Bonnefont, Francesco
Franois e Lazzaro Tiersot, sacerdoti e martiri (1794). Sacerdoti sulpiciano, francescano e
certosino che morirono imprigionati in una sordida nave vicino a
Rochefort, durante la Rivoluzione Francese.
11. XIX Domenica del Tempo
Ordinario.

15. Solennit dellAssunzione della


Beata Vergine Maria.
San Stanislao Kostka, religioso (1568). Nato in Polonia, fugg di casa affrontando lopposizione paterna alla sua vocazione
e entr nel noviziato della Compagnia di Ges a Roma. Mor a
18 anni.
16. Santo Stefano dUngheria, re
(1038).
Santa Rosa Fan Hui, vergine e martire (1900). Nella persecuzione dei boxers, in Cina, sub innumerevoli torture, essendo infine gettata in un fiume ancora viva.

____________________ Agosto
17. Santa Giovanna Delanoue, vergine (1736). Fond a Saumur, in
Francia, lIstituto delle Suore di
SantAnna della Provvidenza.
18. XX Domenica del Tempo
Ordinario.
SantElena, regina (circa nel
329). Madre dellimperatore Costantino, attribuita a lei la scoperta della vera Croce di Nostro
Signore.
19. San Giovanni Eudes, sacerdote (1680).
Beati Ludovico Flores e Pietro de Ziga, sacerdoti, e compagni, martiri (1622). Sbarcati nel porto di Nagasaki, in Giappone, furono catturati, torturati e
martirizzati insieme a 13 marinai
giapponesi.

decapitati al tempo dellimperatore Diocleziano.


24. San Bartolomeo, Apostolo. Secondo la tradizione, mor decapitato in India.
Beata Maria dellIncarnazione Rosal, vergine (1886). Suora
Belemita nata in Guatemala, fu
riformatrice dellordine e fondatrice di vari collegi in Guatemala,
Costa Rica, Colombia ed Ecuador, dove mor.

26. Beata Maria di Ges Crocefisso


Baouardy, vergine (1878). Nata in
Galilea ed educata in Francia, entr
nelle Carmelitane Scalze e fond i
conventi dellordine di Mangalore
(India) e Betlemme (Palestina).
27. Santa Monica (387).
SantAmedeo, Vescovo
(1159). Abate del monastero
cistercense di Hautecombe, in
Francia, eletto Vescovo di Losanna, in Svizzera.

20. San Bernardo di Chiaravalle,


abate e Dottore della Chiesa
(1153).
Santa Maria de Mattias, vergine (1866). Discepola di San
Gaspare del Bufalo, fond a Roma la Congregazione delle Suore
Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Cristo.

28. SantAgostino, Vescovo e Dottore della Chiesa (430).


Santa Fiorentina, vergine (sec.
VII). Suora dei Santi Leandro,
Fulgenzio e Isidoro di Siviglia.

Timothy Ring

21. San Pio X, Papa (1914).


Beato Bruno Zembol, religioso e martire (1942). Francescano polacco deportato nel campo
di concentramento di Dachau, in
Germania, dove mor.
22. Beata Vergine Maria Regina.
San Filippo Benizi, sacerdote
(1285). Religioso Servita, considerava Cristo Crocifisso come
suo unico libro.
23. Santa Rosa da Lima, vergine
(1617).
Santi Claudio, Asterio e Neone, martiri (303). Fratelli accusati dalla matrigna di esser cristiani, furono, a quanto risulta,

25. XXI Domenica del Tempo


Ordinario.
San Luigi, re di Francia
(1270).
San Giuseppe Calasanzio, sacerdote (1648).
San Gregorio di Utrecht, abate (775). Discepolo di San Bonifacio, lo accompagn nellevangelizzazione di Hessen e della Turingia, in Germania, e fu da lui designato abate del monastero di San
Martino e Vescovo di Utrecht.

29. Martirio di San Giovanni Battista.


Beato Edmondo Ignazio Rice,
fondatore (1844). Fond a Waterford, in Irlanda, la Congregazione dei Frati Cristiani e quella
dei Frati della Presentazione.
30. Beato Alfredo Ildefonso Schuster, Vescovo (1954). Monaco
benedettino, fu abate di San Paolo Fuori le Mura di Roma, e pi
tardi Arcivescovo di Milano.

Santa Rosa da Lima


Parrocchia Santa Beatrice, Lima

31. Santi Giuseppe dArimatea e Nicodemo (sec. I). Raccolsero il


Corpo del Signore Ges e lo depositarono nel Sepolcro.
Agosto 2013 Araldi

del Vangelo49

Padre che anche Re


Come Ges si fatto tenero e piccino, o maestoso
e compassionevole, nella sua vita terrena, cos nel
Santissimo Sacramento Egli Si rivela ora Padre, ora Re.

emendo e piangendo in
questa valle di lacrime...
La preghiera di San Bernardo la Salve Regina
riflette bene le difficolt che, come
una tempesta in alto mare, dobbiamo
attraversare in questa vita per giungere al porto felice del Cielo. Nel percorso, la nostra povera imbarcazione
d spesso segnali che sta per naufragare, agitata dai marosi dei drammi e
delle afflizioni. E non poche volte siamo portati a ritenerci abbandonati e
senza direzione.
Intanto, lo stesso sguardo divino che ha fissato gli Apostoli per tre
anni ci accompagna a ogni passo, invitandoci a cercare rifugio presso di
Lui nelle gioie o nei rovesci della vita,
cos prossimo quanto con i Dodici,
nella sacra comunione dellEucaristia. Nel Santissimo Sacramento Ges realmente presente, e l permane giorno e notte in nostra attesa, sia
nei magnifici sacrari delle imponenti
cattedrali, sia nei raccolti tabernacoli
delle semplici chiesette o cappelle. E
per incontrarci con Lui non necessario fissare un appuntamento...
Presi da faccende e preoccupazioni, forse passiamo davanti a una chiesa e decidiamo di entrarvi. Chi ci ha
incitato a varcare le soglie della casa
di Dio, senza il timore che la nostra
visita sia importuna? Forse pensiamo che sia stata uniniziativa personale. Invece stato il Celeste Prigionie50Araldi del Vangelo Agosto 2013

Emelly Tainara Schnorr

ro del sacrario che ci ha invitato a stare con Lui per alcuni istanti.
Inginocchiamoci davanti allaltare
e sentiamoci oggetto di uno sguardo
buono e nascosto, o ascoltati da orecchi pronti ad esaudirci. Ci avvolge un
silenzio benefico, rotto appena dal
crepitare del fuoco del lumino che,
continuamente acceso, indica laugusta presenza di Colui che la Luce del mondo. Persino i discreti crepitii del piccolo stoppino sembrano
portare lanima ad ascoltare la voce
del Redentore, desideroso di entrare
in contatto con noi e comunicarci la
sua grazia. Davanti a Lui non ci deve intimorire labisso che esiste tra la
sua grandezza infinita e le nostre miserie, poich Lui si fatto Uomo, come noi, e ci aspetta per esaudire la
nostra preghiera, purch sia sincera.
Uscendo da tale visita, ci sentiamo
confortati da Ges Eucaristico, con
pi forza per continuare la nostra vita affaccendata. Se cerchiamo sempre
questo affettuoso stimolo, non ci scoraggeremo mai davanti agli ostacoli
che sorgono nel nostro cammino.
Ora, quanti si dimenticano di
questo Medico Onnipotente che cura le miserie passate, d vigore per
affrontare le lotte presenti e prepara per la vita futura nel Cielo! E cercano, al contrario, una vana soluzione alle loro fatiche nelle ricchezze e
piaceri materiali che lasciano lanima vuota...

La Santa Chiesa, per, non si accontenta di adorare Cristo-Ostia nel


sacrario. Essa ha creato anche lostensorio. In esso Ges sembra esser rivestito di splendore, e lo stesso cerimoniale prescritto per lesposizione del Santissimo ricorda che
presente il Re dei re, che intronizzato nella cristallina custodia riceve
gli omaggi dei suoi sudditi fedeli e su
loro versa i suoi abbondanti doni.
Questa breve riflessione pu suggerire al lettore una domanda: esiste, allora, una differenza tra il contatto che
abbiamo con Ges nel sacrario e quello che fruiamo quando Lo incontriamo
nellostensorio? Strettamente parlando, la risposta no, poich in entrambe le situazioni c la sua presenza reale, in Corpo, Sangue, Anima e Divinit.
Ma come nella sua vita era Ges
stesso che, tenero Bambino, in una povera mangiatoia caus paura a Erode e
attir a S i re dellOriente, e con insuperabile maest provava compassione
per le miserie umane, al punto da toccare i lebbrosi o restituire la vista ai ciechi, cos anche nellEucaristia Egli si
presenta con aspetti differenti: nellostensorio, un Re che anche Padre.
Nel sacrario della cappella un Padre
che anche Re. E la nostra anima vuole ora una, ora laltra relazione.1

CORRA DE OLIVEIRA, Plinio. Palestra. So Paulo, 29 set. 1979.

Gustavo Kralj

Cappella del Santissimo Sacramento Parrocchia di Saint Giles, Cheadle (Inghilterra)

Agosto 2013 Araldi

del Vangelo51

Statua Pellegrina del


Cuore Immacolato di
Maria appartenente agli
Araldi del Vangelo

Beata Elisabetta della


Trinit

Timothy Ring

ome permangono
nellombra
tutti i santi quando
si contemplano i
chiarori della Vergine!
Il segreto custodito e
meditato da Lei nel
suo cuore, nessuna
lingua ha potuto
rivelarlo, nessuna
penna ha potuto
tradurlo.