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IL LASER IL LASER

INTRODUZIONE INTRODUZIONE
ELEMENTARE ELEMENTARE
PRESENTAZIONE CON CENNI STORICI
La parola LASER un acronimo che deriva da Light Amplification by Stimulated Emission of
Radiation. Il laser , come principio di funzionamento, simile al ASER !icro"ave
Amplification by Stimulated Emission of Radiation#.
entre il maser !$%&'# un amplificatore a bassissimo rumore, il laser !$%()#, se usato come
amplificatore, presenta alto rumore !ma di solito non viene usato come amplificatore di luce, ma
come emettitore#. Il laser un generatore di luce a elevato grado di coerenza, cio produce a
fre*uenze ottiche un campo con un valore determinato di fre*uenza, ampiezza e fase, a somiglianza
di *uelli prodotti dagli oscillatori elettronici alle fre*uenze pi+ basse.
Il primo laser costruito, *uello a rubino, impiega come materiale attivo un rubino sintetico, formato
da un cristallo di corindone !Al
,
-
'
#, drogato con ioni cromo trivalenti !.r
///
0 notiamo che l1Al
,
-
'
drogato con 2i forma lo zaffiro, che costituisce un altro dei materiali impiegati nella tecnologia dei
laser#. In esso, una lampada a flash allo 3eno veniva avvolta intorno alla barretta di rubino, alle cui
estremit4 vi erano due specchi, di cui uno semitrasparente0 attraverso *uest5ultimo specchio si
vedeva uscire un fascio di luce rossa a (%6 nm, dotato di particolari propriet4. Al primo sono seguiti
altri laser, a vetri e cristalli ionici come il rubino, a semiconduttore, a gas, a li*uidi, a coloranti
organici, a elettroni liberi !7EL# e, infine, a raggi 3.
I laser costituiscono una famiglia estremamente varia per prestazioni, struttura, possibilit4
applicative. Si pensi ad esempio che la gamma delle potenze che possono essere emesse dai vari tipi
e modelli di laser varia all5incirca, in regime continuo !.8 9 .ontinuos 8ave# tra ),$ m8 e & 8.
La potenza si pu: misurare con metodi termici o con sensori elettroottici. A titolo di aneddoto,
alcuni dei primi sperimentatori misuravano la potenza dei loro laser in numero di lame da barba
perforate dal raggio.
PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO
;onostante l5enorme variet4 di dispositivi, si possono identificare tre principi fondamentali alla base
del funzionamento dei laser<
$. Emissione stimolata di radiazione.
,. Inversione di popolazione.
,
'. Esistenza di cavit4 risonanti a fre*uenza ottica.
entre i primi due sono fenomeni abitualmente descritti nella meccanica *uantistica, il terzo
sottolinea l5esistenza, sia come concetto teorico, sia come possibilit4 di realizzazione pratica, di
strutture che possono essere considerate, a fre*uenze ottiche, la naturale estensione delle cavit4
risonanti per le microonde o, a fre*uenze pi+ basse, dei circuiti oscillanti.
EMISSIONE STIMOLATA DI RADIAZIONE
.onsideriamo il sistema materiale composto da un insieme di atomi, i cui elettroni possono stare in
livelli diversi. Supponiamo, per semplicit4, che tali livelli siano solo due, dotati rispettivamente di
energia E
$
ed E
,
, con E
,
= E
$
.
Siano inoltre n
$
ed n
,
le popolazioni dei due livelli, cio il numero di atomi di materiale per unit4 di
volume che hanno un elettrone dotato di energia E
$
ed E
,
rispettivamente.
Supponiamo che il campo di radiazione sia un campo monocromatico, cio di una sola fre*uenza,
che corrisponde al salto di energia tra i due livelli<
E > E
,
9 E
$
> h
?er *uanto riguarda le interazioni tra il sistema materiale e il campo possono verificarsi due
situazioni<
a. il sistema assorbe energia dal campo di radiazione0
b. il sistema cede energia al campo !al limite lo crea, se prima non c5era#.
?ossono avvenire tre fenomeni<
$. Assorbimento
Si verifica *uando esiste un campo di radiazione che eccita degli elettroni da E
$
a E
,
.
L1assorbimento descritto dalla relazione<
dn
dt
W n I n
$
$, $ $, $
= = !$#
dove 8
$,
il coefficiente di probabilit di assorbimento e I l5intensit4 del campo. La trattazione
dun*ue di tipo probabilistico. Il segno 9 dovuto al fatto che a causa dell5assorbimento n
$
cala, in
*uanto un certo numero di elettroni passa da E
$
a E
,
.
,a. Emissione spontanea.
?erch@ *uesto fenomeno si verifichi non necessaria la preesistenza del campo di radiazione.
Supponiamo che nel sistema materiale vi siano elettroni dotati di energia E
,
0 essi possono decadere
e passare al livello di energia E
$0
durante la transizione emettono un fotone !*uindi il sistema
materiale che produce il campo di radiazione#. A *uesto il fenomeno che da luogo alla fluorescenza.
L1e*uazione descrittiva dell1emissione spontanea la seguente<
'
dn
dt
A n
,
,
= !,#
dove A il coefficiente di probabilit4 di emissione spontanea.
L1interpretazione della !,# analoga a *uella della !$#. 8
$,
ed A sono esprimibili tramite le formule
dateci dalla meccanica *uantistica che descrivono le interazioni tra radiazione e materia !possiamo
assimilare le particelle a dei dipoli elettrici sui *uali agisce la radiazione#. Ricordiamo solo che A
proporzionale al cubo della fre*uenza della radiazione !ci: si riveler4 molto importante per capire a
fondo il laser e le sue problematiche#. A inoltre legato alla vita media degli elettroni nel livello da
un legame di proporzionalit4 inversa. Si pu: dimostrare !Appendice A$# che
A
SP
=
$

!'#
cio A l5inverso del tempo di decadimento dovuto all5emissione spontanea.
Balla !'# consegue che il laser presenta alto rumore, il maser viceversa un amplificatore a basso
rumore. Infatti, nel maser, la fre*uenza relativamente bassa e la probabilit4 dell5emissione
spontanea !non controllabile, *uindi per noi rumore# bassa. ;el laser, invece, essa molto elevata,
e per *uesto il laser non viene generalmente utilizzato come amplificatore.
?er lo stesso motivo molto difficile costruire un laser a raggi 3, in *uanto pi+ aumenta la
fre*uenza, pi+ cala il tempo di vita medio degli elettroni. Infatti, per costruire un laser bisogna
riempire E
,
pi+ di E
$
!inversione di popolazione#, ma l5emissione spontanea tende a realizzare il
processo inverso. Il tempo di vita degli elettroni in livelli dai *uali hanno origine transizioni a
fre*uenze 3 dell1ordine di $)
9$&
s, *uindi l5eccitazione deve essere molto rapida ed energica. I laser
a raggi 3 si sono aggiunti solo di recente alla famiglia dei laser0 per l1eccitazione si sono usate
addirittura esplosioni atomiche0 sistemi di eccitazione pi+ pratici sfruttano attualmente gli impulsi di
un altro laser che trasforma degli opportuni materiali bersaglio in plasmi nei *uali pu: avere luogo
l1emissione a raggi 3. Solo molto di recente si sono ottenuti risultati con eccitazione a scarica
elettrica.
A titolo indicativo, la relazione tra tempi di vita e fre*uenza della radiazione emessa pu: essere
schematizzata nella seguente tabella.
$)
9$&
s raggi 3
$)
9%
.. $)
9(
s luce visibile
$)
9(
.. $ s infrarosso
fino a millenni radiofre*uenze
All5accensione del laser l1emissione spontanea svolge il ruolo di innesco. Infatti l1emissione
spontanea che inizialmente genera il un campo, che, amplificato e CraffinatoD dar4 luogo all1effetto
laser. Burante il normale funzionamento l1emissione spontanea diviene poi un fenomeno parassita.
,b. Emissione stimolata di radiaione.
6
Supponiamo che n
,
sia diverso da ) e che il sistema materiale sia immerso in un campo di fotoni di
fre*uenza . A causa dell1interazione con un fotone, detto stimolante, *uindi non per emissione
spontanea, pu: accadere che un elettrone passi dal livello energetico superiore a *uello inferiore,
mentre il fotone stimolante prosegue inalterato il suo percorso. L5elettrone, decadendo, emette un
fotone identico a *uello stimolante !stessa fase, stessa direzione e stessa fre*uenza#. Euindi un
fotone arriva e due !identici# partono. Euesto fenomeno, che non trova una controparte nella
meccanica classica, fu descritto da Einstein nel $%$F.
?er l1emissione stimolata vale una relazione analoga a *uella scritta per l1assorbimento<
dn
dt
W n I n
,
,$ , ,$ ,
= = !6#
dove 8
,$
il coefficiente di probabilit4 dell5emissione stimolata.
Gale inoltre la seguente relazione di Einstein<

$, ,$
= =
!&#
IN!ERSIONE DI POPOLAZIONE
Supponiamo di avere una barretta di un materiale a due livelli, attraversata da un campo a fre*uenza
corrispondente al salto di energia fra i due livelli. .hiamiamo I l1intensit4 del campo alla distanza z
entro il materiale, !fig. $.$#.
z z/dz
I I/dI
Fig. 1.1. Variazione dellintensit di un campo di radiazione monocromatico risonante su due livelli di un
materiale.
Supponendo che vi siano n
$
atomi per unit4 di volume che hanno un elettrone in E
$
e n
,
in E
,
, e che
la radiazione abbia una fre*uenza corrispondente al salto energetico, cerchiamo di calcolare di
*uanto variato il campo, cio *uanto vale dI.
.hiaramente, se c5 assorbimento si ha dI H ), se c5 emissione si ha invece dI=).
Se n
,
cala di un certo numero di elettroni, nel campo vi saranno altrettanti fotoni in pi+0 ricordando
le leggi dell5assorbimento e dell5emissione stimolata<
( ) dz h n n I dI
$ ,
= !(#
se supponiamo la sezione della barretta unitaria.
Euindi
&
se n
,
= n
$
prevale l5emissione !situazione di inversione di popolazione#,
se n
,
H n
$
prevale l5assorbimento
Ricordiamo che in condizioni di e*uilibrio termico vale la seguente relazione di Ioltzmann
n
n
e
E E
kT
,
$
, $
=


!F#
e *uindi in e*uilibrio
n n
, $
<<
.
L5inversione di popolazione non una situazione di e*uilibrio termico, tuttavia dobbiamo cercare di
ottenerla in modo stazionario in *uanto essa rende il materiale amplificante o attivo. Supponiamo
ora che, in un certo istante, si abbia n
,
= n
$
0 in tal caso l5emissione stimolata prevale
sull5assorbimento e *uindi n
,
cala mentre n
$
aumenta. Bopo un certo tempo, si avr4 n
$
= n
,
0 a *uesto
punto, per:, prevarr4 l5assorbimento. In sostanza in un sistema materiale a due livelli in e*uilibrio
con un campo di radiazione risonante, la popolazione dei due livelli si e*ualizza e si produrr4 una
situazione in cui n
$
> n
,
.
?er avere un5inversione di popolazione stazionaria bisogna ricorrere a un materiale con pi+ di due
livelli energetici. Gedremo che un laser formato da un materiale reso attivo da un opportuno
meccanismo di eccitazione, posto internamente a una cavit4 risonante ottica.
Jno schema di laser a tre li"elli riportato in fig. $.,. Il livello ' una banda continua di livelli. Il
laser a rubino interpretabile abbastanza bene con uno schema a tre livelli.
'
,
$
eccitazione o
CpompaggioD
decadimento spontaneo
non radiante
emissione laser
Fig. 1.2. Schema di un laser a 3 livelli.
Il principio di funzionamento il seguente. Il materiale viene eccitato con luce tale da portare gli
elettroni dal livello $ alla banda '. L5operazione che fa passare elettroni dal livello fondamentale
alla banda di energia superiore ' viene detta pompaggio. Il fatto che ' sia una banda, fa sK che possa
venire assorbita buona parte della luce emessa dalla lampada, che una sorgente ad ampio spettro.
Lli elettroni che si trovano in ' hanno una vita molto breve !*uesta, come vedremo, deve essere una
propriet4 del materiale#, e *uindi il decadimento dalla banda ' al livello , avviene velocemente0 tale
decadimento, non radiante, non comporta l5emissione di fotoni. In tal maniera il livello , viene
riempito molto velocemente. A *uesto punto, *ualche elettrone passer4, per emissione spontanea,
dal livello , a *uello fondamentale, causando l5emissione di un fotone. 2ale emissione per:
caotica0 i fotoni emessi, avranno cio fase e direzione casuali e occuperanno anche uno spettro di
fre*uenza abbastanza ampio. 2uttavia, se inseriamo il materiale in una cavit4 risonante ottica !nella
versione pi+ semplice, fig. $.', essa costituita da due specchi piani paralleli#, alcuni dei fotoni
emessi si troveranno in sintonia con i possibili modi di risonanza della cavit4. 7inora avevamo
(
adottato una schematizzazione di linee atomiche infinitamente sottili, cio si era supposto che la
fre*uenza emessa in una transizione fosse monocromatica. ;on cosK< il prossimo paragrafo
chiarir4 *uesta *uestione e il ruolo svolto dalle cavit4 risonanti ottiche.
materiale attivo
specchi
fotoni che sfuggono dalla
cavit4
fotone in
sintonia
Fig. 1.3 Materiale attivo in una cavit risonante ottica.
Lli specchi della cavit4 riflettono i fotoni in sintonia obbligandoli a ripercorrere il materiale attivo0
ci: provoca un aumento dell5emissione stimolata. Se n
,
maggiore di n
$
, situazione che si realizza
in modo stazionario al proseguire dell5eccitazione, si ha un5amplificazione, in *uanto i fotoni
continuano a venire riflessi dai due specchi. A importante notare che i fotoni vengono selezionati in
fre*uenza, fase e direzione, per cui si avr4 un flusso amplificato estremamente coerente. Euesto
dispositivo converte *uindi luce incoerente in una luce molto pi+ ordinata, a causa dell5effetto
selettivo combinato dell5emissione stimolata e della cavit4. Jn problema di *uesti laser a tre livelli
che, per ottenere l5inversione di popolazione, almeno la met4 pi+ uno degli elettroni del livello $
deve venire portato nella banda '.Esiste *uindi una soglia che deve venire superata perch@ si abbia
l5innesco dell5oscillazione.
Si pu: realizzare anche un laser a # li"elli, il cui schema riportato in fig $.6.
decadimento spontaneo
non radiante
emissione laser
6
'
,
$ livello fondamentale
eccitazione o
CpompaggioD
transizione rapida
Fig. 1.4. Schema di laser a 4 livelli.
Jna volta portati nella banda 6 dal meccanismo di eccitazione, gli elettroni passano in '0 l5effetto
laser si instaura tra i livelli ' e ,. Il livello , non *uello fondamentale e *uindi praticamente
vuoto. ?er avere l5inversione di popolazione n
'
= n
,
basta portare pochi elettroni in ' e *uindi *uesti
sistemi non hanno il problema della soglia. .i possono per: essere dei problemi se E
,
9 E
$
piccolo
!dell5ordine di M2 > energia termica#, in *uanto in *uesto caso il livello terminale della transizione
laser si pu: riempire per ripopolazione termica !$ ,# e ci: pu: rallentare l5effetto laser o
addirittura bloccarlo.
F
Il livello ' !cosK come il , nei sistemi a tre livelli# deve essere un livello a lunga vita media !cio un
livello metastabile, che si ha *uando le transizioni verso gli altri livelli sono vietate#, in *uanto cosK
pi+ facile riempirlo ! chiaro che vi deve essere una certa emissione spontanea per garantire
l5innesco#. La transizione dal secondo al primo livello deve essere, invece, molto rapida, in modo
che il secondo livello si svuoti velocemente e l5inversione di popolazione non ne risenta.
A importante sottolineare a *uesto punto come non sempre le particelle che cambiano di livello
sono elettroni0 nei laser a cristallo gli elementi attivi sono elettroni in uno ione0 nei laser a gas a
atomi neutri sono elettroni in un atomo neutro, nei laser a ioni elettroni in uno ione di gas. Si
possono per: avere anche sistemi nei *uali le transizioni sono effettuate da molecole !ad esempio
nel laser ad anidride carbonica#. In tal caso si parla di livelli di energia molecolare, che
rappresentano degli stati di vibrazione degli atomi all5interno della molecola.
Esempi di laser a *uattro livelli sono *uelli al neodimio ;d
///
, la cui lunghezza d5onda di $.)( m.
Euesti laser possono essere a vetro o a cristallo !ad esempio NAL, granato a base di ittrio e
alluminio#. Euelli in vetro possono essere di dimensioni molto grandi e *uindi la potenza erogata
pu: essere pi+ elevata che non nei laser a cristalli0 d5altra parte i cristalli dissipano il calore meglio
dei vetri. ?er *uesto motivo i laser a cristallo, a differenza di *uelli a vetro, possono lavorare in
onda continua, o *uantomeno con elevata fre*uenza di ripetizione degli impulsi. L5eccitazione nei
laser non sempre di tipo ottico, ma pu: essere ottenuta anche tramite scariche elettriche o altri
meccanismi di trasferimento di energia, come raggi elettronici, ultravioletti, riscaldamento, reazioni
chimiche. Il rendimento nei laser !energia emessa O energia assorbita# legato ai meccanismi di
eccitazione. I laser con eccitazione ottica hanno un rendimento molto basso !dell5ordine del & P#.
Euello a .-
,
pu: raggiungere un rendimento del ,) Q, e *uelli a semiconduttori possono arrivare
fino al 6) Q.
LAR$%EZZA DI LINEA
?er poter comprendere il funzionamento del laser e il ruolo delle cavit4 risonanti ottiche,
necessario studiare in modo pi+ realistico il fenomeno della transizione fra stati, abbandonando la
schematizzazione monocromatica finora adottata, cio di linee atomiche infinitamente sottili0 infatti,
durante una transizione non vengono emessi o assorbiti fotoni ad una unica lunghezza d5onda, bensK
dei fotoni la cui fre*uenza compresa in una determinata banda.
E
v
v
)
Fig. 1.5. inea atomica
R
Jn grafico come *uello in figura $.& pu: illustrare la distribuzione, detta linea atomica, dell5energia
emessa da un elettrone *uando decade, in funzione della fre*uenza. !Lo stesso grafico pu: essere
visto anche come la curva di amplificazione del materiale#
Bue fenomeni contribuiscono ad allargare la curva di emissione<
effetto Boppler
effetto Lorentz
Esaminiamo in dettaglio come agiscono *uesti due effetti.
$. E&&etto Doppler.
Si manifesta con la variazione di fre*uenza percepita da un osservatore che si trova in moto relativo
rispetto alla sorgente di emissione. Lli atomi di un materiale che emette sono in movimento e
*uindi la fre*uenza dei fotoni emessi varia in maniera diversa a seconda della velocit4 di
spostamento dell5atomo. Llobalmente si vede un allargamento della campana.
,. E&&etto Lorent.
Jn atomo decadendo emette un certo treno d5onda0 terminata la transizione il processo finisce e
*uindi il treno ha una durata finita t. !Ricordiamo che in termini spettrali, una sinusoide di
lunghezza infinita corrisponde ad una singola linea di emissione, mentre una sinusoide troncata
corrisponde ad una banda. In *uesto caso si parla di linea atomica allargata# 2uttavia gli atomi che
emettono possono entrare in collisione tra loro e ci: interrompe momentaneamente il processo di
emissione che risulta caratterizzato da un t1 minore di t naturale0 ci: provoca *uindi un
allargamento della banda spettrale di emissione.
CA!IT' RISONANTI OTTIC%E
Jna cavit4 risonante ottica si pu: considerare come l1estensione a fre*uenze ottiche dei circuiti
oscillanti in bassa fre*uenza e delle cavit4 risonanti impiegate alle fre*uenze delle microonde.
Anche per le cavit4 ottiche si pu: parlare di modi di oscillazione, cio di configurazioni di campo
stazionarie all1interno della cavit4. ;on rientrano in *uesta definizione le cosiddette cavit4 instabili,
usati nei laser di grande potenza. Le cavit4 ottiche sono costituite generalmente da specchi o altre
strutture riflettenti, che come si visto, hanno il compito di far sK che il campo percorra pi+ volte il
materiale attivo, risultandone amplificato. Il raggio del laser radiazione che sfugge dalla cavit4.
%
E
v
v
)
linea atomica allargata
curve di risonanza della cavit4
linee di emissione del laser
Fig. 1.!. inee di oscillazione di un laser" risultanti dalle propriet di selettivit in #re$uenza sia del materiale
attivo che della cavit risonante.
Jna cavit4 risonante accetta un numero finito di modi di oscillazione o linee di oscillazione, che
differiscono per la loro fre*uenza. All5interno di una linea atomica allargata vi possono essere
diverse linee di oscillazione accettate dalla cavit4. La situazione illustrata nella figura $.(, in cui si
vede come il laser sia pi+ selettivo in fre*uenza tanto del materiale che della cavit4 considerati
singolarmente.
Fig. 1.%. &lcune cavit sta'ili.
Fig. 1.(. )avit insta'ili.
Alcune cavit4 risonanti sono mostrate in fig. $.F. La forma pi+ semplice di cavit4 risonante *uella
costituita da due specchi piani paralleli !fig. $.F 9 $# di cui uno semitrasparente0 vi possono essere
per: anche cavit4 costituite da specchi sferici confocali !fig. $.F 9 ,# o da uno specchio piano e uno
sferico !fig. $.F 9 '# disposti in maniera tale che il fuoco dello specchio sferico cada sullo specchio
piano. 2utte le cavit4 costruite in *uesta maniera sono dette cavit4 stabili, in *uanto vi sono alcuni
$)
raggi, che seguono particolari percorsi, che si richiudono, in termini di ottica geometrica, su se
stessi e che escono dal sistema risonante per trasparenza. Gi sono invece altri tipi di cavit4, dette
instabili, per le *uali non si possono individuare percorsi seguendo i *uali i raggi si richiudano su se
stessi0 con *uesti tipi di cavit4, la potenza utile *uella che sfugge a un5estremit4 !non trasparenza,
ma perdita ai bordi dello specchio o attraverso fori praticati nello specchio stesso#. Le cavit4
risonanti instabili vengono utilizzate per laser ad altissima potenza, in *uanto, se la potenza sale
molto, specchi costituiti da materiali trasparenti potrebbero degradarsi in seguito al passaggio del
fascio laser. Lli specchi per laser di alta potenza sono generalmente costituiti da blocchi metallici
dorati dotati di alta resistenza alla temperatura.
2orniamo alle cavit4 stabili e vediamo le cose dal punto di vista della teoria dei campi
elettromagnetici. In generale una cavit4 risonante sostiene dei modi di oscillazione caratterizzati da
una fre*uenza di risonanza e da una distribuzione spaziale del campo. ?er *uanto riguarda il laser, si
possono avere cavit4 metalliche !in prima approssimazione#, cavit4 dielettriche, in cui lo spazio fra
gli specchi riempito dal materiale, dielettrico, attivo, cavit4 aperte dette di 7abry9?erot, come nei
laser a gas, in cui la dimensione longitudinale predominante. Jno studio completo complicato.
?er *uanto riguarda una cavit4, o interferometro, di 7abry9?erot, si pu: dire che esistono dei modi
di oscillazione trasversi, che sono delle strutture di campo stazionarie nella cavit4 !l5onda che si
genera si propaga avanti e indietro tra gli specchi ordinandosi fino a diventare stazionaria, cio
converge verso un modo di oscillazione# e dei modi di oscillazione longitudinali, definiti
semplicemente dalla condizione di stazionariet4 longitudinale, cio che la lunghezza della cavit4 sia
un multiplo intero della semi9lunghezza d5onda. Bi solito per ogni modo trasverso vi sono diversi
modi longitudinali. Esistono cavit4 monomodali e multimodali dal punto di vista dei modi trasversi
e analogamente per i modi longitudinali. In ogni caso per i modi longitudinali vale la condizione
l n =

,
cio la lunghezza l della cavit4 deve essere un multiplo della semi9lunghezza d1onda. I modi di
funzionamento effettivo sono *uelli che presentano il migliore bilancio tra guadagno e perdite.
Interviene poi il fenomeno di (ompetiti"it) tra i modi< *uando uno di *uesti si instaura toglie
elettroni dal livello superiore !emissione stimolata# e sottrae cosK energia agli altri modi. Jn
espediente usato talvolta per far funzionare un laser su una certa linea consiste nell1inseminare un
amplificatore laser con uno dei modi su cui pu: funzionare, generato da un altro laser< si sviluppa il
modo desiderato, a scapito degli altri possibili. Euando un laser funziona su un solo modo trasverso
e longitudinale si dice unimodale. In generale, un laser unimodale !condizione sufficiente#, se la
spaziatura in fre*uenza fra i modi della cavit4 tale che uno solo cada entro la curva di
amplificazione del materiale attivo. I modi di funzionamento dei laser sono di tipo trasverso
elettromagnetico !2E#, cio con campo elettrico e magnetico perpendicolari alla direzione di
propagazione. Jn particolare modo di funzionamento il 2E
))
in cui l5andamento dell5intensit4
gaussiano con fase costante !onda piana# su ogni sezione del fascio.
$$
La figura $.% mostra come viene presentata nei fogli illustrativi la caratteristica relativa ai modi di
funzionamento di un laser.
E
v
v
)
odo 2E
))
odi longitudinali
spaziatura in fre*uenza fra i modi longitudinali
Fig. 1.*. Modi di #unzionamento di un laser.
?aragrafo successivo
Indice del capitolo
Indice generale
$,