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CONFERENZA VENERDI' SERA, ROMA 14 APRILE 2005

LAURE NAVEAU: IL SINTOMO CONTRO IL SENSO COMUNE


LAURE NAVEAU: Non c' risposta al disagio se non particolare di ciascuno. Il titolo che avevo dato
in un primo tempo a questo intervento potrebbe far credere che sia possibile generalizzare le soluzioni
incontrate da dei soggetti che incontrano un analista mentre tutta la clinica e la teoria psicoanalitica si
oppongono a tale generalizzazione. Questa la ragione per cui stasera vi propongo un nuovo titolo: Il
sintomo contro il senso comune.
Freud il primo ad affermare che il sintomo soddisfa un'esigenza, che vi una soddisfazione
particolare propria del sintomo, un'intenzione, un voler dire del sintomo. L'angoscia al contrario non
soddisfa nessuna pulsione ma indica una certezza legata al desiderio dell'Altro che prende talvolta
questa forma interrogativa: "cosa vuole l'Altro da me?" oppure "cosa mi vuole?".
Del sintomo il soggetto si lamenta mentre l'angoscia lo fulmina, lo schiaccia. "L'angoscia ci che fa
fallire le agende": questa ultima considerazione viene dalla considerazione fatta da Miller alle nostre
giornate di studio sull'angoscia. Faceva riferimento alla testimonianza pubblica della mia passe che
poggia sulla scia della mia analisi e sul passaggio alla posizione di analista. In effetti, nella mia
testimonianza era questione di un'agenda e di un'affermazione conclusiva che era emersa a partire da
un sogno. L'affermazione era "Ho delle cose da fare" che la traduzione del termine latino agenda.
Questa notazione del mio sogno segnalava l'uscita dall'angoscia e la decisione di concludere sulla vita,
sull'amore e sulla psicoanalisi.
L'analisi non propone nessun sollievo perch il fatto di parlare a un'analista non da sollievo: l'analista
propone la decifrazione del messaggio che il sintomo racchiude per far passare il godimento che il
messaggio contiene all'inconscio. Il sintomo nel senso psicoanalitico implica che l'analista ne faccia
parte, che si aggiunga al sintomo, che lo complementi allo scopo di restituirne il senso nascosto dal
momento che l'incidenza necessaria del grano di sale dell'analista nel sintomo che permetta
all'analizzante di avere accesso al suo inconscio, ai suoi sogni, ai suoi lapsus, ai suoi atti mancati e al
suo sintomo. In tal senso il sintomo non esiste senza analista ma prende la sua consistenza con
l'analista. Vent'anni fa Miller aveva parlato del grano di sale dell'analista per dire che l'analista fa
precipitare la soluzione chimica come in un esperimento chimico.
Prendiamo l'esempio di Lorenzo, diciassette anni, studente in una scuola post maturit di alto livello e
che viene a trovarmi un mese fa in un momento di angoscia e di dubbio. Nella prima seduta mi dice
che sta attraversando una crisi che riguarda il suo orientamento, le sue scelte e i suoi studi. Teme di
opporsi ai genitori e di dispiacere loro. Ha una ragazza con cui passa molto tempo e a causa della
quale lascia un po' da parte gli studi. Sente che la sua ragazza si oppone all'orientamento professionale
che i suoi genitori vorrebbero che lui prendesse: io lo fermo su questa opposizione. Nella seconda
seduta si lamenta del fatto che la sua ragazza respinge le sue avances sessuali cos come aveva fatto la
sua primissima ragazza quando aveva tredici anni. La ragazza gli rimprovera di non pensare altro che

a questo e sostiene che l'amore non passa obbligatoriamente per l'atto sessuale e che fare l'amore non
un obbligo. Lei gli chiede di lasciare che possa esprimere il suo desiderio mentre quello di Lorenzo
sistematico e pressante. E cos Lorenzo dice che teme di dispiacere alla sua ragazza. Gli faccio notare
allora che teme di dispiacere nel momento in cui il suo desiderio non conforme al desiderio
dell'Altro e su questo punto interrompo la seduta. Mi chiama al telefono per avere una seduta
supplementare durante la quale mi parla del suo problema al liceo rispetto alla minaccia di esclusione
che gli viene fatta dal preside. Pensa che la sua analisi sia l'unico luogo in cui pu prendere una
decisione conforme al suo desiderio senza essere preso nell'inferno della conformit o non conformit
al desiderio dell'Altro. Si sottometter a ci che gli domandano sua madre e il preside e cio tagliare i
capelli, vestirsi in un altro modo, assistere alle lezioni, integrarsi alle regole del liceo dal momento che
ha fatto dei grandi sforzi e non ne ha pi voglia (si trova in un sistema scolastico diverso dal nostro
all'interno di una classe preparatoria all'universit successiva alla maturit e che molto difficile)
oppure andr nel senso che sostiene la sua ragazza e che il padre accetta e cio lasciare questo
percorso classico e costringente per orientarsi verso gli studi che lo appassionano fin dall'infanzia e
cio fare cinema anche se in questo caso si sottometter all'ingiunzione della sua ragazza? Nota allora
che davanti a questo dilemma crede di essere diventato dipendente dall'analisi per prendere una
decisione. Gli faccio notare allora la costanza del fantasma di sottomissione nella sua vita. Egli decide
allora di raccontarmi l'episodio omosessuale che ha vissuto a dodici anni. un episodio che per un
attimo l'ha fatto vacillare sul suo orientamento sessuale che per la psicoanalisi rivela la scelta di un
oggetto sessuale. Gli faccio notare allora che peggio della scelta la non scelta. Mi dice che quello che
il suo preside gli rimprovera riguarda la sua apparenza fisica simbolizzata dai suoi capelli lunghi che
non vuole tagliare. Interrompo la seduta dicendogli che riparleremo del taglio.
Vedete bene che l'analista diventato colui che fa precipitare il sintomo che concerne la costruzione
fantasmatica di Lorenzo legato a un fantasma di sottomissione all'Altro. Dal momento in cui l'analista
incluso ne diventa la leva che permette l'elaborazione sotto transfert. A partire da questa prospettiva
non atteso nessun adattamento alla realt ma piuttosto il riconoscimento da parte del soggetto del
soddisfacimento che ottiene da ci che lo fa soffrire per elaborare una soluzione pi vivibile per lui e
pi conforme alla scelte che pu sostenere a nome suo.
Nell'ultima seduta avvenuta qualche giorno fa, Lorenzo mi annuncia che ha scelto di intraprendere la
strada che gli interessa iscrivendosi subito. Mi dice di avere capito che per quanto riguarda il suo
fantasma di sottomissione ne lui il regista che fa giocare ai personaggi dei ruoli che loro stessi
ignorano. un paziente intelligente!
L'adolescenza una metafora tra un difetto di sapere e la risposta apportata a questo difetto. un
arrangiamento particolare di ciascuno di fronte a un impossibile incontrato nella pubert e macchiato
dal linguaggio. Si potrebbe riassumere cos: le parole mancano, non riescono a dire, sono insufficienti
a dire. C' un taglio nel linguaggio che concerne la sessualit. In un bell'articolo pubblicato in Belgio

Alexander Stevens proponeva una formula l'adolescenza il sintomo della pubert ed scritta
attraverso una metafora:

O/
Il sintomo della pubert dove la pubert rappresentata dall'insieme vuoto e cio ci che manca nel
linguaggio. I sintomi e i fantasmi che verranno a depositarsi in questa faglia sono altrettanti tentativi
che trova un soggetto per rispondere a ci che non va nell'incontro tra i sessi.
Costruire un fantasma come ha cominciato a fare Lorenzo dice lui stesso " come scrivere la
sceneggiatura per colmare le lacune della sua verit individuale attraverso una verit preistorica". La
definizione di fantasma come ci che colma le lacune della verit individuale attraverso la verit
preistorica viene da una definizione di Freud nei Tre saggi sulla teoria sessuale. Cos il fantasma
permette di occupare il posto di vivente nel mondo dei genitori, un posto immaginario che fa da
schermo al reale che non va. Diventa il quadro attraverso cui il soggetto guarda il mondo: da questa
finestra l'incontro appare sempre mancato, sempre traumatico perch sfugge a ci che organizzato
dal fantasma. Inoltre, Lacan ha potuto dire che una donna pu incappare bene quando incontra un
uomo che le parla secondo il suo fantasma fondamentale e che un uomo si pu sbagliare nel credere
che trover in tutte quello che non riesce a trovare in una sola. E questo l'ha detto a partire da Freud.
Durante tutto il suo insegnamento Lacan ha ripetuto che il rapporto tra l'uomo e la donna una
questione delicata e lo trovate precisamente nel seminario X sull'angoscia e dice che il malinteso
strutturale permanente; per dice anche che questo non equivale a parlare di scacco e quindi fa una
distinzione tra il malinteso e lo scacco e questo ci rimanda al seminario XX Ancore dove Lacan ci dice
che il vero fallimento si situa a livello di un incontro mancato con un oggetto che in causa per
ciascuno e quindi l'incontro mancato con l'oggetto e non con la persona. Penso che un'analisi portata
a termine consenta di vedere la portata di questa proposizione dato che la fine dell'analisi concerne la
questione dell'oggetto. Lacan indicava che al di l dell'oggetto e del lutto necessario dell'oggetto
adeguato da parte dell'analista, la fine dell'analisi permette di attingere un amore senza limite. Dice
anche nel seminario X che l'amore un velo per riparare dall'angoscia e che attraverso di esso il
godimento pu accondiscendere al desiderio.
L'adolescente si trova a un crocevia tra la nostalgia del passato legata all'more dei genitori e il
richiamo alla vita, al desiderio sessuale e al distacco dalla loro autorit. L'adolescente colui il cui
corpo cambia e si sessualizza, colui che fa fatica ad accettare questo nuovo corpo tanto pi oggi che
la societ propone ideali fisici irraggiungibili che devastano soprattutto le femmine.
Allora: il particolare contro l'universale. Come dicevo prima, non esiste una risposta standard di fronte
al sorgere dell'angoscia e alla costituzione di sintomi in un bambino o in un adolescente. Ce ne sono
tanti quanti sono i soggetti sempre che questi abbiamo la possibilit o prendano la decisione di passare
attraverso la parola per servirsene e per mettere a fuoco, ovvero nominare, il reale in gioco per
ciascuno nei sintomi. Nessuna risposta pseudoadeguata (come quelle che propongono i protocolli

cognitivo comportamentisti) vale nei confronti del pi intimo, del pi particolare di ciascuno che
Freud ha chiamato inconscio.
Questa settimana Miller, riguardo a questi temi e alla lotta che deve portare avanti oggi la psicoanalisi,
nel suo corso presso il Dipartimento di Psicoanalisi di Parigi proponeva questa metafora: che i cani di
Diana non si lascino addomesticare dai cani di Pavlov. Penso che tutti conosciate sia i cani di Diana
che quelli di Pavlov. Queste tecniche che si basano su questionari prestabiliti non sono solo un
immenso inganno ma anche una minaccia per la democrazia perch queste risposte ready made non
installano altro che una pseudonormalit schiacciante e alienante che uccide la creativit.
Insegnanti istruiti da Freud, Lacan, Miller e qualcun altro o psicoanalisti prendono partito per
considerare il sintomo come una risposta singolare del soggetto di fronte a ci che lo angoscia e a ci
che per lui fa enigma. Il sintomo un partner di cui sapr servirsi per quando avr messo in luce le
coordinate di godimento che possono essergli decifrate. L'analista si presta cos a farsi partner del
soggetto che viene a chiedergli aiuto, colui che non indietreggia ma si mette in gioco con il soggetto
perch possa addivenire presso di lui la cosa pi preziosa.
Il fatto di rivolgersi a un'analista gi un acconsentire a servirsi della lingua, a uscire dai codici e dal
"tutto uguale per tutti". una scommessa sul fatto di trovare un luogo di eccezione per "ben-dire" e
non per dire tutto come vorrebbe credere il senso comune: non si va a trovare un'analista per dirgli
tutto anche se la regola fondamentale quella di dire tutto.
Un bambino agitato o violento portato da un'analista dai suoi genitori per dire ci che lo agita e per
questo mette in scena il quadro di una situazione familiare particolare: cerca di ritrovare la sua propria
particolarit. La concezione del bambino iperattivo oggi una specie di sacco in cui si mette dentro di
tutto mentre per ciascun bambino c' una questione particolare: il bambino che io ricevo nel mio
studio mi ha indicato proprio questo perch ha fatto dire a suo padre che era come lui quando era
piccolo e quindi contento di ritrovare questa sua caratteristica in lui.
Un adolescente di fronte all'incontro con lo scacco del suo fantasma o con l'enigma che lo lascia senza
ricorso ad alcun discorso pu trovarsi spinto ad uscire di scena, pu commettere dei passaggi all'atto:
ne parler dopo.
Un altro adolescente sar spinto a deprimersi, a mangiare troppo, a drogarsi o a delirare.
L'angoscia dunque un fenomeno legato al desiderio dell'Altro,a ci che l'Altro vuole, a ci che far
ma anche a ci che far di me, all'essere che mi conferir. Sar per esempio per lui il cibo buono da
mangiare oppure uno scarto, un resto da lasciar cadere oppure un' immagine che deve tacere per
piacergli oppure un libro sapiente che deve divertire? Il desiderio dell'Altro angoscia.
La clinica delle nevrosi, delle psicosi e delle perversioni ci insegna a questo proposito: c' sempre un
oggetto in causa nell'angoscia e sempre una certezza che lo concerne per il soggetto ignora tutto
questo. L'angoscia una certezza ma il soggetto non certo di niente. Cos l'analista pu permettere la
messa in forma del sintomo e solleva dall'angoscia perch occupa il posto dell'oggetto in eccesso,
l'oggetto in causa per ciascuno. Investito di un transfert particolare di cui risponde con la sua persona,

e non con dei questionari pronti, occupa un posto d'eccezione nella corte degli oggetti di godimento
che sono proposti dalla civilt moderna. La sua parola interpretativa come quella degli oracoli prende
avvio da un'enunciazione singolare. L'analista ha un'enunciazione singolare che risulta da ci che lo ha
fatto diventare analista: dare enunciazione non consiste nel dare senso a tutto ma al contrario
nell'alleggerire dal senso comune per instaurare la dignit di una significazione propria a ciascuno.
L'operazione di linguaggio della psicoanalisi consiste nel ristabilire le condizioni di una parola vera
per il soggetto situando la mancanza del linguaggio stesso per il tramite di una nuova alleanza con i
sapere (perch quando si va trovare un analista perch si vuole sapere qualcosa), permette di fare di
questa mancanza un altro uso che riposa su un'acquiescenza al linguaggio.
La patologia moderna del "dire tutto" e l'ideale che "dire tutto fa bene" confina in effetti con una
nuova religione del padre: l'imperativo di godere di oggetti fittizi sempre pi numerosi caratterizza la
nostra modernit. Freud aveva chiamato questo imperativo Super-io che vicino alla pulsione di
morte. Bisogna che l'analista si tenga fuori da questi oggetti fittizi e che non entri nella loro serie: deve
essere vigile poich l'operazione analitica restaura la dimensione del desiderio nella sua caratteristica
prima che di mancanza dal momento che la mancanza a creare il desiderio cosicch il rimpinzarsi
di oggetti distrugge il desiderio.
Domani tratter in modo pi specifico la questione del "dire tutto" quando parler della mia passe a
partire da ci che mi ha permesso di concludere la mia analisi e di diventare psicoanalista. Ci sono
voluti diciassette anni!
Concludo parlandovi di un altro caso, quello di Le che ha quindici anni. L'ho presentata a una
presentazione di malati in una clinica per adolescenti dove era stata ricoverata. Il suo ricovero era stato
richiesto da lei stessa a causa delle sue idee di suicidio che seguivano a un episodio delirante con un
ragazzo del suo collegio. Era cominciata cos: lo aveva notato nel cortile perch lo trovava bello. Si
era informata e aveva saputo che il ragazzo portava lo stesso cognome suo e tutti e due erano di
origine rumena. Pensa allora che potrebbero scambiarli per fratello e sorella o per marito e moglie. Gli
scrive delle lettere a cui lui non risponde e poi una lettera in rumeno. Non risponde in maniera
favorevole nemmeno alla sua domanda dicendole che non capisce. Diventa il persecutore di Le: il suo
sguardo su di lei dappertutto persino nell'intimit della casa genitoriale, con delle telecamere
nascoste che la obbligano a farsi bella, a truccarsi, a tingersi i capelli da bionda a bruna per
corrispondere a ci che pensa possa piacere di pi a lui. Lo sguardo che lui aveva rifiutato era
diventato un oggetto reale, onnipresente, senza la mediazione della parola nel supporto della presenza
fisica del ragazzo. Per di pi tutti quelli che la guardano la amano. Diventa aggressiva con i suoi
vicini, con i suoi professori, sbatte le porte, risponde male finch quell'insopportabile viene a galla nel
giorno del suo compleanno nella forma di idee suicidarie. In quel momento decide di andare in
ospedale e di farsi ricoverare. seguita regolarmente in una consultazione ambulatoriale dal medico
del servizio che orientato dalla psicoanalisi. Durante il colloquio che Le ha accettato di avere con
me durante la presentazione pubblica dei malati, vuole testimoniare. Va meglio, pacificata, ha

ritrovato il sorriso e soprattutto da prova di un rapporto con il dire bene che colpisce. un dire di
qualit. Pu rispondere alle mie domande davanti a degli studenti e dirmi con chiarezza ci che ha
ricostruito degli elementi familiari della sua storia. di origine rumena ed in Francia solo da due
anni. Ha solo sette anni quando suo padre parte solo per la Francia lasciandola sola con sua madre e
sua sorella. Non lo vede per cinque anni ma gli parla al telefono tutte le domeniche piangendo
moltissimo. Dice che non ha capito questa partenza che vive come un suo abbandono
CAMBIO LATO CASSETTA
scrive lettere e piange abbondantemente quando le scrive ma anche quando le rilegge diventando
una ragazzina senza padre che piange. Allo stesso modo quando sua madre trova queste lettere e le
legge, Le la vede piangere e scopre che pu farla piangere: interpreta ci come un segno di
riconoscimento da parte della madre depressa. Cos mi racconta l'episodio in cui riporta a casa una
pagella piena di bei voti e la madre si mette a piangere. Quel giorno si sente finalmente figlia di sua
madre: come se i pianti di sua madre la identificassero come sua figlia. Questo vedrete che molto
importante perch contraddistingue la sua struttura. Mi racconta un incubo che, negli anni di assenza
del padre, stato il discorso tenuto dalle due nonne che hanno preso l'impegno della sua educazione.
Queste due nonne svelano l'esistenza di una prima figlia dei suoi genitori morta prima della sua
nascita. Dice di non aver mai capito perch queste due nonne abbiano tanto insistito per raccontare
questa scomparsa accidentale della sorella: il racconto era pieno di sottintesi che indicavano la
negligenza del nonno materno e del padre di Le. In effetti le due nonne accusano della morte della
bambina queste due persone. Capisce cos che i pianti di sua madre sono legati al lutto non elaborato
di questa prima bambina ma mi dice che rimasta perplessa di questa rivelazione tardiva fatta in
seguito alla partenza del padre. Quando era bambina amava molto fare delle passeggiate in citt con il
padre: la loro vicinanza fisica per lei contava molto, non si ricorda di tante parole. Quando arriva in
Francia a dodici anni dice che suo padre non la riconosce non avendola vista crescere e che lei stessa
aveva dimenticato come lui fosse. Mi dice che i genitori furono obbligati a divorziare perch la
famiglia potesse riunirsi in Francia, che ci furono difficolt con la legge rumena e che ha incontrato
pi volte un giudice al quale, le avevano detto, doveva parlare male di suo padre e che voleva vivere
con sua madre. Mi dice che all'epoca queste questioni sono rimaste senza risposta e che quando arriv
in Francia al momento del ritrovamento con il padre l'unica cosa che voleva era piacere e incontrare
dei ragazzi. L'episodio delirante sopraggiunge un anno dopo il suo ritrovamento con il padre.
Possiamo supporre che la presenza fisica ritrovata con il padre associata all'incontro con un ragazzo
che porta lo stesso cognome del padre, siano gli eventi che l'hanno collocata nell'obbligo delirante di
essere la sua donna. Da quel momento stata seguita con colloqui regolati, ha incontrato un ragazzo
serio che l'ha guardata nel metr, che le ha scritto il suo numero di telefono su un foglietto di carta e
che l'ha spinta a intraprendere degli schemi. Dice che ha conservato le poesie che aveva scritto
nell'infanzia negli anni di perplessit e di solitudine e che continua a scrivere ancora oggi. Sono
sempre poesie tristi che scrive di getto, ispirata, in pochi minuti.

Penso che Le, presa nella coppia inconsolabile che formava con sua madre, attraverso la poesia triste
provi a colmare il buco scavato dalla scomparsa della sorella ma che per le sia mancata l'istanza che
potesse separarla da questo posto e umanizzare il suo desiderio perch il padre di Le non ha fatto da
schermo tra il padre e la figlia e la sua partenza fisica ha contribuito a lasciare questa ragazzina alle
prese con discorsi devastanti. Nel momento dell'incontro amoroso Le confrontata con l'enigma del
sesso che concerne tutti gli adolescenti ma, all'appello che lei fa in quel momento a qualcosa che
potrebbe darle delle coordinate simboliche e pacificarla, le ritorna nel reale il nome proprio del
ragazzo. Un nome che l'associa come donna del padre e che trasforma l'enigma dell'incontro nella
certezza di essere guardata dappertutto da lui. Vedete come qui non ci sia nessun fallimento del
rapporto sessuale che Lacan scopre nella nevrosi dicendo che la sessualit fa buco nel reale perch
mancano le parole per dirlo. Al posto del buco Le incontra la certezza delirante.
Il bambino sintomo o il bambino fantasma? Lacan ci ha insegnato a riconoscere i due modi attraverso
cui un soggetto preso nel discorso.
* il bambino viene a saturare la mancanza della madre come Le dopo la scomparsa del primo
figlio morto e irrimpiazzabile della madre e si ritrova cos in una relazione di fusione psicotica; il
bambino preso nella soggettivit materna, in questo caso nella depressione, e questa posizione
che riposa su un rigetto del padre implica anche un rigetto nel discorso di ogni sapere proveniente
dall'Altro;
oppure

il bambino occupa il posto di sintomo nella coppia genitoriale che vuol dire che preso da ci
che succede tra i genitori in quanto sono anche un uomo e una donna e non solo un padre e
una madre. In questo caso va a dividere la madre tra la posizione di madre e di donna.

Miller mi proponeva in una conferenza a Losanne il caso di una donna che aspetta che qualcosa le
vanga dato non dal suo bambino ma da un uomo. Ci vuol dire che non tutta madre. Lacan dice che
questa posizione offre un margine di manovra analitica pi ampio e che, se Le ha acconsentito a
passare per il linguaggio per trovare un rapporto pi moderato con il desiderio dell'Altro e pi lontano
dal suo godimento maligno, probabile che Le debba trovare una supplenza per sostenersi nella sua
esistenza. Per ha potuto servirsi di un certo ben dire nel suo incontro con il discorso analitico per
ristabilire una relazione al sapere e una relazione pi pacificata con gli altri. un'altra funzione che
pu avere l'analista, quella di incarnare una legge pacificante che poggia sul linguaggio e sul vivente.
Per concludere: Lacan ha affermato che l'analisi permette di saperci fare con il proprio sintomo dopo
averlo svuotato di senso e di godimento. E se per Freud la rimozione ci che si oppone al dire, per
Lacan c' un soddisfacimento che proprio dell'atto di parlare a causa della presa dell'essere umano
nel linguaggio e che la maniera di iscriversi nel mondo dei viventi. E forse potremmo volere che la
psicoanalisi diventi il sintomo di cui la civilt far un uso elettivo per contrastare la pulsione di morte
attraverso un desiderio inedito, particolare che il desiderio dello psicoanalista.