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EsempiDiArchitettura.it - ISSN: 2035-7982 - Tutti i diritti riservati - vietata la riproduzione, anche parziale.
Elisa Palazzo
IL PAESAGGIO NEL PROGETTO URBANISTICO
Universit degli Studi di Firenze
Facolt di Architettura - Dipartimento di Urbanistica e Pianicazione del Territorio
Dottorato di Ricerca in Progettazione Urbana, Territoriale ed Ambientale XVIII Ciclo
EDA e-book
progetto editoriale a cura di Olimpia Niglio e Pietro Artale
Direttore Scientico
Olimpia Niglio
Direttore Responsabile
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Responsabile di Redazione
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Comitato Scientico
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Sito web www.esempidiarchitettura.it
Pietro Artale
Enrico Bono
Casa editrice il Prato
via Lombardia 41, 35020 Saonara (PD)
Aprile 2010
Copyright EdA, Esempi di Architettura
ISSN 2035-7982
Autore
Elisa Palazzo
Titolo
Il paesaggio nel progetto urbanistico
Progetto graco e impaginazione a cura dellautore
In copertina
Progetto per Lyon Conuence - Schizzo di Michel Desvigne
Questo lavoro costituisce un estratto delle ricerche sviluppate per la redazione della mia tesi di Dottorato
di Ricerca in Progettazione urbana territoriale ed ambientale tra il 2003 ed il 2006 e delle lezioni del corso
di Gestione Urbana tenute tra il 2007 e il 2009 presso la Facolt di Architettura di Firenze. Un ringrazia-
mento per laiuto, il supporto e lincoraggiamento va al Prof. Gian Franco Di Pietro, a Bruno Pelucca e a
tutti quanti hanno discusso con me il tema di studio.
Universit degli Studi di Firenze
Facolt di Architettura - Dipartimento di Urbanistica e Pianicazione del Territorio
Dottorato di Ricerca in Progettazione Urbana, Territoriale ed Ambientale XVIII Ciclo
Elisa Palazzo
IL PAESAGGIO NEL PROGETTO URBANISTICO
INDICE
Introduzione
PARTE I
Il progetto urbanistico tra citt e paesaggio
I.1 Il gioco del rovescio
I.2 La citt dentro il paesaggio
La progressiva apertura della citt verso lo spazio
aperto del paesaggio rurale
I grandi piani dell800 impostati sul concetto di verde
Lutopia borghese delle citt giardino
F. L. Olmstead e i Park System americani
I.3 Il paesaggio come valore duso della citt
I grandi riferimenti dellurbanistica moderna ed il ruolo
del paesaggio nella costruzione dei modelli urbani
La citt funzionalista ed il valore duso del paesaggio
Le realizzazioni del razionalismo
I.4 Il paesaggio dentro la citt
I progetti e le realizzazioni a partire dalla critica
allurbanistica funzionalista
Lo spazio aperto verde come connettivo delle strutture
insediative e fondamento della riessione progettuale
PARTE II
Il concetto di paesaggio come aspetto strutturale del
progetto urbanistico: matrici culturali e teoriche
II.1 La progettazione site specic come presupposto della
ricerca
Vittorio Gregotti: La forma del territorio
Kevin Lynch: The sensed landscape
Ian L. McHarg: Design with nature
Robert Smithson: A sedimentation of the mind

II.2 Le teorie del progetto in tre esperienze di ricerca
Progetto implicito o il paesaggio come metodo
Projet Urbain e Mouvance
La dimensione temporale del territorio
pag. 2
pag. 8
pag. 9
pag. 15
pag. 22
pag. 32
pag. 43

pag. 56
pag. 65
pag. 96
pag. 109
pag. 113
pag. 116
pag. 118
PARTE III
Contributi per la denizione di una strategia del progetto
urbanistico
III.1 Il paesaggio come metodo
Site specic planning. Sensibilit topologica e
razionalit topograca
La Mouvance. La dimensione temporale del territorio
Artialisation. Percezione, signicati, pratiche, abitanti
Sistema ambientale e urban design
III.2 La verica della teoria nelle operazioni concrete del
progetto:
La selezione dei progetti e il metodo di lettura
Indice tematico dei progetti
Progetti e sperimentazioni
III.3 Un approfondimento: il progetto per Lyon Conuence
Il contesto ambientale e urbano
Le strategie del progetto
Il progetto urbano
Un bilancio critico

III.4 Limiti e sviluppi della ricerca

PARTE IV
I materiali della ricerca
IV.1 Bibliograa
IV.2 Fonti iconograche
IV.3 Siti web
Introduzione
1
Negli ultimi tempi ho meditato seriamente sui problemi del paesaggio e dellarchitettura, ho
tentato anche qualche esperimento, e ora vedo dove sbocca la via che percorro e quanto me
ne rimane da compiere.
J. W. Goethe
1

RAGIONI ED OBIETTIVI DELLA RICERCA
Il problema maggiore con cui sembra debba confrontarsi la nostra societ in termini di
pianicazione del territorio costituito dalla crisi profonda del concetto di distinzione tra citt
e campagna. Sebbene il processo di diluizione delle forme urbane nel paesaggio rurale abbia
origini lontane nel tempo,
2
la nostra cultura ancora marcata profondamente da questa coppia
di categorie rappresentate dal mondo urbano e dal mondo rurale. La realt sica delle nostre
citt, per, non coincide pi completamente con questo modello premoderno. Lespansione
del costruito e del tessuto urbano nei territori agricoli e rurali ha determinato un mosaico di
spazi ibridi articolato secondo un alternarsi di pieni e di vuoti, di citt e campagna, senza alcun
nesso apparente. La complessit dei territori costituita dalla sovrapposizione di strati diversi
sedimentati nel tempo secondo una logica misteriosa di cancellazioni e di permanenze che
uno sguardo superciale non pu non classicare che come caotico e incoerente. Nella realt
della pratica, lurbanistica chiamata sempre pi a confrontarsi con frammenti di citt dentro
la campagna e frammenti di campagna dentro la citt senza avere a disposizione strumenti
propri ed adatti alla loro comprensione e gestione.
Bisogna rilevare, per, che questo discorso relativo alle nuove forme che la citt sta assumendo
in un inarrestabile processo di diluizione nel paesaggio legato intimamente a questioni pi
generali di ordine ecologico. La progressiva sopraffazione dei caratteri ambientali del territorio
da parte degli insediamenti costruiti e delle reti, iniziato per altro con la citt industriale del XVIII
secolo, ha raggiunto negli ultimi anni un altissimo grado di irreversibilit. Ci rende urgente
ed imprescindibile una maggior consapevolezza delle nostre responsabilit nei confronti
dellambiente naturale e degli habitat e la necessit di analizzare in profondit il rapporto tra
progettazione dellambiente naturale e progettazione degli insediamenti.
In questo senso negli ultimi anni riconoscibile un progressivo aumento dellinteresse
intorno a tematiche e discipline che si trovano ad operare a cavallo tra citt e paesaggio.
Specialmente nellambito della tradizione progressista si sviluppata una sensibilit per il
ruolo positivo che gli spazi pubblici naturali, i parchi, i giardini, il verde in citt, le aree agricole,
gli orti metropolitani hanno nel riequilibrare lestrema articialit della vita urbana rispondendo
a logiche salutistiche e ricreative ma anche come luoghi di pratiche e di mobilit alternative
e riserva di naturalit. Questa tendenza riconoscibile a partire dagli ultimi 10-15 anni
specialmente in alcuni paesi europei come la Francia e la Germania in cui molte politiche
urbane si sono andate gradualmente spostando sul discorso ambientale.
In questo contesto di strumentazione urbanistica si stanno moltiplicando i casi di progettazione
urbana in stretto rapporto con il contesto ambientale e paesaggistico sia che si tratti della
proposta di nuovi insediamenti, sia che si tratti di riqualicazione e rivalorizzazione di luoghi
esistenti. Si delinea quindi la necessit di individuare quali possano essere effettivamente i
contributi che questa direzione offre agli strumenti operativi del progetto urbanistico, attraverso
quali presupposti teorici e culturali, quali siano le direzioni che questa attitudine ha intrapreso
no ad oggi nel panorama europeo e con quali modalit questo avvenga.
In particolare si propone di indagare le potenzialit di metodi operativi in grado di ritenere la
complessit e lo spessore dei luoghi e dei materiali dei nuovi territori suburbani in alternativa
alla logica dei programmi e dei progetti esogeni.
La ricerca indaga, in denitiva, intorno alla possibilit di ripensare la disciplina del progetto
urbanistico a partire dal concetto di paesaggio come aspetto strutturale della citt e alla verica
dei possibili apporti delle discipline ad esso afferenti in termini metodologici e operativi.
2
I presupposti della ricerca
I presupposti della ricerca si sviluppano a partire
dallosservazione del paesaggio di mezzo che caratterizza
lambiente suburbano della citt contemporanea.
evidente come la progressiva dilatazione della citt
sia strettamente correlato alla sparizione del paesaggio
rurale. Labbandono delle strutture economiche
tradizionali, che modellavano e conformavano il paesaggio
antropogeograco
3
, per un agricoltura di mercato ha messo
in crisi prima di tutto il sistema morfologico delle aree rurali,
la loro conformazione sica, il loro essere paesaggio. La
perdita delle tecniche tradizionali e la trasformazione degli
strumenti ha fatto si che lagricoltura corrente perdesse la
capacit di radicarsi sulla geograa dei luoghi rendendola
intelligibile
4
. La stessa cosa si pu dire per quanto riguarda
le reti dei trasporti, appoggiate indifferentemente sul
territorio grazie a strumentazioni e tecniche che consentono
il superamento, attraverso la cancellazione, di qualsiasi
ostacolo orograco. Il risultato di questi processi stato
quello dellimpoverimento, dellindifferenziazione e della
banalizzazione del mondo rurale, la perdita di biodiversit.
Labbandono e la marginalizzazione dei terreni da una parte,
la loro riscrittura secondo tecniche moderne dallaltra hanno
operato un cambiamento radicale nella struttura sica del
mondo agricolo rendendo pi sensibili i terreni alle forze di
espansione immobiliare della citt. Questo processo circolare
che si propaga secondo un processo a macchia dolio ha
determinato quello che oggi noi deniamo paesaggio della
dispersione insediativa e che caratterizza pi o meno tutti
gli insediamenti abitati. Pi volte stato fatto il tentativo di
denirlo con nuove terminologie ma lesercizio di riempire il
vuoto lessicale nominando non ne cambia la sostanza n
arresta i fenomeni, n tanto meno ha contribuito a chiarire le
ragioni della sua essenza.
5
Tra tutte le denizioni quella che
ci sembra pi precisa nel rivelare la complessit e profondit
dei fenomeni e delle forme della citt quella di ipercitt di
Andr Corboz per la sua capacit di comprendere insieme,
senza escluderne nessuno, tutti i materiali che costituiscono
lessenza territoriale: reti infrastrutturali, centralit pi o meno
storiche, tracce di usi ed insediamenti desueti, pezzi di tessuti
agricoli, strutture ambientali, , tutti leggibili con modalit
diverse, interconnesse e trasversali, come in un gigantesco
ipertesto.
6

In realt dallecologia di paesaggio che ci proviene la
prima chiave per una comprensione dei fenomeni della
gura 1
after sprawl - Spazio aperto nel
territorio densamente costruito tra
Antwerp, Ghent, Brussels, Louvain.
Geyter architects - 2002
3
citt diffusa ed una loro parziale riabilitazione. Michel Corajoud sostiene, in questo senso
che nellesperienza del progettista di paesaggio lo spazio della citt, qualsiasi sia la sua
conformazione, da considerarsi come un vero e proprio ecosistema in cui tutti gli elementi,
naturali o articiali, tessono tra loro una molteplicit di scambi e mutue relazioni.
7
Questioni disciplinari
Vari autori hanno sottolineato come la strumentazione urbanistica si sia dimostrata inadeguata
a governare, strutturare e prevedere le forme della citt suburbana. In particolare stata messa
in risalto lobsolescenza tematica e concettuale dellurbanistica del XX secolo nei confronti
della dissoluzione delle forme della citt.
8
Difatti lurbanistica tradizionale si prevalentemente
occupata di disporre e denire gli oggetti architettonici determinandone quantit e funzioni
piuttosto che organizzarli e relazionarli tra loro, partendo dal presupposto del primato dellhabitat
umano sullambiente naturale. Inoltre, storicamente, lurbanistica ha afnato e applicato i suoi
strumenti su contesti urbani come quelli dei centri storici e delle periferie consolidate mentre
manca completamente di esperienza, modelli, riferimenti per quanto riguarda la citt della
dispersione insediativa dove le forze di mercato, senza regole e programmi prestabiliti, ed una
molteplicit di microrazionalit determinano gli assetti morfologici del territorio.
Ma allora quali sono i principi dobbiamo adottare per la trasformazione questi spazi senza
un modello di riferimento? Come affrontare i meccanismi della grande scala se gli strumenti
concettuali risultano operativi solo alle scale ridotte?
9
Queste domande spingono ad ampliare il campo della ricerca oltre i tradizionali conni
disciplinari e a rivolgere lo sguardo a quelle pratiche in grado di confrontarsi con la scala,
le forme e la dispersione dei nuovi territori, le problematiche ambientali e le preoccupazioni
ecologiche.
La rifondamentazione del processo progettuale
Laccelerazione nelle modicazioni dellambiente urbano e rurale a tutte le scale esige la
denizione di metodologie e strumentazioni progettuali efcaci sulle nuove forme di citt a
partire da nuovi presupposti.
Scomparsa lopposizione tra citt e campagna la rappresentazione mentale tradizionale della
citt non ha pi corso, perch impedisce di ideare i mezzi necessari a guidare il divenire
10
.
E necessario quindi cambiare alcuni dei nostri presupposti, operare uno slittamento del nostro
sguardo sui territori del paesaggio urbano contemporaneo per rintracciare nuove modalit nel
fare e nelloperare.
La ricerca tenta di indicare qualche direzione percorribile individuando, innanzi tutto, tre
questioni fondamentali:
il superamento di una certa banalizzazione del dibattito sul paesaggio e sulla citt diffusa a
partire dal riconoscimento di una loro dimensione sica; la necessit di ricentrare il discorso
intorno alle specicit disciplinari del progetto urbanistico e alle sue competenze su forma e
riessione sperimentale; il ricorso allambito operativo delle discipline paesaggistiche.
1 - la progettazione in unottica site specic
11
Le analisi dei materiali costituenti la citt portano inevitabilmente a riconoscere lunicit di ogni
situazione urbana contingente e la specicit di ogni territorio.
12

La successione storica di orograa, reti idrograche, macrosistemi ambientali, reti infrastrutturali,
parcellizzazione fondiarie ed agricole, morfologia del costruito e della vegetazione, ha costituito
una sedimentazione progressiva di materiali che si sono straticati secondo logiche temporali
lentissime, sconosciute allaccelerazione dei fenomeni della contemporaneit. Ogni strato si
costituito in successione secondo ragioni sempre diverse da cui si pu dedurre che non esiste
una citt uguale allaltra cos come non esiste un territorio uguale ad un altro.
Rinnovare lo sguardo sulla citt signica, allora, riutare lapologia alla citt generica
13
e
sbarazzarci di quellhabitus di osservazioni superciali secondo cui la citt contemporanea
non sia comprensibile se non come caos, omogeneizzazione, aleatoriet.
I problemi urbani che si pongono a noi oggi sono, ovviamente, imprescindibili da questa
situazione contingente. compito del progetto saper riconoscere tale specicit ed adeguare i
suoi modi operativi alla complessit dello spazio contemporaneo rinunciando a formulare modelli
formali dati a priori. Tale riessione suggerisce la possibilit di processi di riorganizzazione in
alternativa al controllo esogeno della pianicazione tradizionale cio costruiti a partire dalle
conformazioni, esigenze e specicit dei luoghi. In tal senso si muove anche il pensiero
ambientale ed ecologico che riconosce nel tema della sostenibilit la principale ragione per
ridurre le risorse impegnate nelle grandi operazioni di trasformazione urbana.
La necessit di una legittimazione delle questioni poste dalla ricerca richiede di porre degli
interrogativi esatti, specici, pertinenti alle questioni enunciate.
14
Riordinare, restituire senso e
fruibilit agli spazi della citt diffusa implica un atto di osservazione ravvicinata ed in profondit
che renda intelleggibile le sedimentazioni suburbane e che costituisca la base di partenza per
lelaborazione di strategie puntuali e limitate.
15
In questo discorso si inserisce il problema delle tecniche che consentono la lettura delle
peculiarit di un territorio. Il disegno, le tecniche di rappresentazione e tutti quegli strumenti che
consentono lanalisi dei luoghi hanno un ruolo centrale per ri-pensare la citt contemporanea,
che altrimenti sfugge a qualsiasi metro di comprensione, e pour poser des questions au
territoire.
16
2 Progetto urbanistico e specicit disciplinare
Lincapacit di comprendere appieno la citt contemporanea e di riconoscere un orizzonte
di senso ai materiali che la compongono sembra aver eliminato ogni giusticazione se non
ogni necessit di un suo progetto.
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Il discorso che deve essere portato avanti, quindi, non
riguarda solo gli aspetti interpretativi e conoscitivi, lanalisi e la lettura dei territori suburbani.
necessaria, in realt, la denizione di una pratica sperimentale che applichi tecniche e
strumenti in grado di vedere la sostanza dei luoghi e che contempli la possibilit reale di una
rivalorizzazione dello spazio attraverso azioni concrete oltre che mentali. In questa pratica
si possono riconoscere le caratteristiche del progetto urbanistico intesa come disciplina di
mezzo che colma il vuoto tra pianicazione e progetto edilizio.
Il progetto terreno comune a molte discipline ma proprio delle discipline dellarchitettura
di dare ad esso un esito spaziale oltre che linguistico.
18
Quindi la specicit disciplinare del
progetto urbanistico rintracciabile nella pertinenza ad operare sullo spazio della citt, nella
cura della forma.
In particolare si vuole qui usare il termine progetto urbanistico nel senso di projet urbain
alla francese cio come strumento capace di articolare alle diverse scale e in tempi diversi sia
gli aspetti spaziali, gurativi e formali che quelli sociali dellintervento urbanistico mediante un
asse morfologico e un asse del processo, il primo riferito allorganizzazione dello spazio,
4
il secondo alla capacit di trasformazione lungo il tempo.
19
In questo senso allora possibile
parlare, soprattutto nellambito della tradizione francese, di una cultura del progetto urbano
in cui emergono chiaramente alcuni aspetti: lattenzione al contesto e alla storia dei luoghi,
la considerazione della componente temporale nel processo di costruzione della citt, la
convinzione nella proposta di una mixit degli usi con particolare attenzione alla complessit
sociale, tipologica e paesaggistica.
Nella specicit disciplinare del progetto urbanistico risiedono capacit e attitudini che derivano
dalla lunga tradizione accumulata di lavoro sullo spazio pubblico: le strade, le infrastrutture, i
parchi e giardini e pi in generale tutti gli spazi aperti e destinati alla collettivit. Parte di questo
bagaglio acquisito di esperienze, tecniche e progetti comune con altre discipline che si sono
occupate della gestione e della conformazione degli spazi aperti e dei contesti naturali e rurali,
nello specico le scienze ambientali, la topograa, la geograa, larchitettura di paesaggio.
3 Lalternativa del paesaggio
20
interessante notare come per affrontare le problematiche di un territorio sospeso fra citt
e campagna le idee pi procue provengano proprio da campi disciplinari sul conne tra
architettura e paesaggio, come se la complessit morfologica debba riettersi in un pensiero
complesso e analogico. Larchitettura di paesaggio sembra apportare un terreno pi fertile
anche per quella sua specicit disciplinari che trova nellintenzionalit estetica e nella cura
della forma urbana un terreno comune con la progettazione urbanistica.
Secondo Sebastien Marot
21
la forza dei paesaggisti risiede nella loro capacit di coltivare una
cultura comune a citt e campagna che li porta a riscoprire la citt come una sedimentazione
di interpretazioni successive, come un sito, e dallaltra parte a considerare la campagna come
prodotta e conservata storicamente, come un artefatto
22
. Pi in generale lefcacia delle
discipline del paesaggio nellaffrontare i temi della rurbanizzazione
23
individuata in alcune
tematiche speciche che si possono cos brevemente riassumere:
- labitudine/familiarit a lavorare con il materiale vivo della vegetazione, a lavorare
con le dinamiche temporali diverse, a comprendere i processi naturali e ad includere
programmaticamente nel progetto il margine di imprevedibilit che questo comporta;
- la capacit di attraversare tutte le scale e di saper mettere in relazione il territorio con la
costruzione sica dello spazio urbano; il passaggio dal dettaglio costruttivo alla scala ambientale
consente di legittimare e radicare il progetto architettonico ed urbanistico nel substrato
territoriale, di riconsiderare la possibilit di operare concretamente/sicamente alla grande
scala geograca; il progetto accompagnato dalla fase di pianicazione e programmazione
astratta no agli esiti della realizzazione con lo scopo della costruzione sica dello spazio;
- il progetto di paesaggio come progetto di spazio pubblico dove la fruibilit costituisce la
preoccupazione primaria; il lavoro sullo spazio vuoto, aperto e gli spazi interstiziali operando
attraverso il progetto di suolo
24
e larchitettura di altezza zero;
- la capacit di un intervento endogeno attraverso il radicamento del progetto a partire dai
materiali presenti sul sito
25
, il recupero degli elementi della memoria e la lettura ed integrazioni
delle permanenze degli antichi usi del territorio;
- la capacit di lavorare in sinergia con le altre discipline urbane relativi a mobilit, architettura,
progettazione urbana, arte urbana;
- la capacit di rielaborare tutti questi elementi in una prospettiva creativa e con una visione
estetica molto prossima a quella degli architetti contestualisti ed ai progettisti urbani.
METODO E STRUTTURA DELLA RICERCA
La ricerca riveste un carattere principalmente operativo e si muove a partire da quei casi in
cui il contesto ambientale e paesaggistico assume un valore strutturale nel progetto delle
trasformazioni urbane. Lobbiettivo principale delineare quali siano i possibili contributi che
questa direzione offre alla strumentazione operativa, attraverso quali presupposti teorici e
culturali, quali siano le direzioni percorribili e con quali modalit.
La ricerca strutturata secondo tre grandi capitoli.
1 - il gioco del rovescio
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Il primo capitolo ricostruisce la storia e levoluzione del progetto urbanistico che si muove
tra citt e paesaggio. La rilettura dellurbanistica moderna europea orientata operando un
rovesciamento di prospettiva e cio rivolgendo lattenzione ai vuoti piuttosto che ai pieni, agli
spazi aperti ed al paesaggio piuttosto che a quelli costruiti, alle relazioni tra le parti piuttosto
che agli oggetti.
27
La riessione si sviluppa da un punto di vista alternativo e complementare
a quello usuale cercando di riconoscere nella storia dello sviluppo degli insediamenti un lo
conduttore comune che li mette in relazione con il paesaggio e lambiente.
La relazione tra citt e paesaggio, tra aree edicate e campagna un tema centrale nel
discorso urbanistico almeno a partire dalla prima met del 700. In questo senso levoluzione
del verde come materiale urbano e della progressiva concettualizzazione dellidea di
paesaggio pu essere studiata ripercorrendo i grandi riferimenti dellurbanistica, i piani, le
teorizzazioni degli ultimi 200 anni.
Il capitolo suddiviso in tre parti che corrispondono a tre diversi stadi di sviluppo della citt
nel territorio circostante: la citt dentro il paesaggio cio la progressiva apertura della citt
oltre i suoi limiti storici e verso lo spazio aperto rurale; lacquisizione del concetto di paesaggio
come valore duso della citt ed il suo ruolo nella costruzione dei modelli urbani moderni; il
paesaggio dentro la citt cio il percorso che sta gradualmente portando ad unidea di spazio
aperto come connettivo delle strutture insediative.
2 matrici culturali e teoriche
Il secondo capitolo indaga sulle matrici culturali e teoriche del concetto di paesaggio come
aspetto strutturale e formale del progetto urbanistico.
Nella prima parte del capitolo sono messi in luce quei loni di ricerca che, sino dalla ne degli
anni 60, hanno individuato nel paesaggio e nel territorio un campo di approfondimento da
abbordare con gli strumenti della progettazione. Si tratta di quattro direzioni afferenti a discipline
diverse e, allepoca, forse anche in contrapposizione: architettura, ecological planning, Land
Art, Site Planning ma che hanno saputo vedere nella conformazione dei luoghi il principale
spunto su cui fondare le scelte di progetto.
Nella seconda parte del capitolo sono approfonditi gli apporti teorici che in qualche modo
hanno colto quei presupposti e li hanno sviluppati con modalit e direzioni originali secondo
unidea concreta di progetto attraverso la ricerca in campo didattico. Si tratta di tre ambiti
accademici in Europa che almeno dallinizio degli anni 80 hanno individuato nel paesaggio
una possibile risorsa e fonte di materiali nuovi per la progettazione urbana.
3 il riscontro della teoria nelle operazioni concrete del progetto
Il terzo capitolo della ricerca, a partire dallanalisi di una serie di progetti recenti, tenta
5
unestrapolazione di dispositivi e principi operativi ad uso del progetto urbanistico.
Sono innanzi tutto individuate alcune linee progettuali ricche di implicazioni operative che
riassumono gli itinerari sperimentali e i principali assunti teorici dei progetti di trasformazione
che si muovono tra citt e paesaggio.
La ricerca si propone quindi di operare una verica dei principi teorici nelle occasioni concrete
del progetto. Questo signica andare ad analizzare come e se questi siano stati applicati e resi
operativi, con quali esiti e modalit, attraverso quali dispositivi operativi e formali.
In questo senso la lettura di alcuni progetti recenti ha lobbiettivo di costituire un bagaglio o una
cassetta degli attrezzi ideale e a cui poter attingere, costituita da un campione signicativo
di case studies. Non si tratta, quindi, di realizzare un repertorio sistematico di progetti recenti
quanto di operare una lettura critica e selettiva dei contributi alla denizione di nuove modalit e
strategie nellambito del progetto dellambiente urbano. Assumendo come elemento costitutivo
lesistenza di una pluralit di percorsi possibili attraverso una molteplicit di materiali e prodotti
la ricerca suggerisce di procedere per comparazione, ricavare spunti, indicare alcune ulteriori
direzioni di indagine per pregurare possibili temi di unapplicazione progettuale a cavallo tra
citt e campagna.
NOTE
1
J. W. GOETHE, Viaggio in Italia, Mondadori, Milano, p.430
2
Leonardo Benevolo situa simbolicamente la nascita della nozione di spazio aperto contemporaneo al 1756, anno della
nascita di Mozart, in corrispondenza allelaborazione della teoria dellabbandono della regolarit geometrica applicato
da Browns e Chambers alla progettazione dei giardini negli stessi anni. Da questo presupposto si svilupperanno
lesperienza paesistica di Olmstead, il superamento dei conni percettivi del campo visivo su cui si fonda la sensibilit
moderna, la capacit di pensare spazi astratti da riferimenti antropomorci. La citt contemporanea si svilupper in
base a questa civilt gurativa nuova. Cfr. BENEVOLO LEONARDO (1991), La cattura dellinnito, Laterza, Bari, p. 73.
3
Usando laccezione di: ambiente modicato dallopera o dalla presenza delluomo, Sestini (1947), Il paesaggio
antropogeograco come forma di equilibrio, Bollettino della societ geograca Italiana, gennaio-febbraio 1947.
4
MAROT SEBASTIEN (1995), Lalternative du paysage, Le Visiteur 1 ville, territoire, paysage, architecture, Socit
des Architectes, Paris, p. 54
5
Per i vari neologismi coniati per denire la forma della citt contemporanea si veda CORBOZ ANDR (2000), La Suisse
comme hiperville, Le Visiteur 6 ville, territoire, paysage, architecture, Socit des Architectes, Paris, p.125, in cui
vengono identicati: conurbation, mga lopole, galaxie urbaine, post-urbain, la citt diffusa, la ville extensive, mta-
polis, suburbanisme, corapole, Zwischenstadt, la dcentralisation concentre.
6
Ibidem: Dans le vide lexical qui caractrise aujourdhui les tablissements humains de trs grandes dimensions en
Occident, le termes dhyperville aurait lavantage de ne pas prjuger de la densit (contrairement ville extensive
ou ville diffuse ) et de ne, pas sopposer aux villes historiques , puisque celles-ci sont elles-mmes des
constituants de lhyperville. Certes, il sagit dune mtaphore, et lanalogie ne peut tre pousse jusqu lhomologie,
du moment quelle ne rend pas compte de toute la ralit : dans le territoire, les textes sont trs souvent mls,
superposs, partiellement effacs, ce qui nest jamais le cas dans lordinateur.
7
In: CORAJOUD MICHEL (2003), Geometri e tracs, in: Michel Corajoud et cinq grandes gures de lurbanisme, Ed.
de la Villette Paris, p. 25
8
Vedi, per esempio, GABELLINI PATRIZIA, Tecniche urbanistiche, Carocci, Roma, 2004. Sulla crisi disciplinare,
linadeguatezza tecnica del Piano, p. 39; sulla necessit di ricentrare il piano sugli aspetti sici della citt, sulla
rivalutazione delle discipline morfologiche, sulla considerazione dei vuoti anzich i pieni p.41. Si veda anche SECCHI
BERNARDO (2000), Prima lezione di urbanistica, Laterza, Bari, p.169.
9
MASBOUNGI ARIELLA (2004), Il progetto urbano alla francese, in: +citt, urbanregeneration, Genova, pp.67-72
10
ANDR CORBOZ, Verso la citt territorio, in: Ordine sparso, Milano Franco Angeli, 1998, p.214. Non si tratta qui, per
Corboz, di riutare un modello morfologico a priori, la tipologia edilizia, la conformazione dello spazio urbano della
citt storica, quanto di operare un superamento delle categorie di pensiero legate alla percezione dello spazio.
11
Il termine stato utilizzato per la prima volta nellambito della Land Art. La nota 11 del testo di Sebastien Marot
riporta la classicazione elaborata dal Land-artist Americano Robert Irwin per descrivere il rapporto di mutua
interferenza/inuenza tra unopera ed il suo sito: site-dominant, site-adjusted, site-specic and site-generated. Le
quattro classicazioni sono ordinate secondo la loro attitudine a recepire le qualit e le caratteristiche dei luoghi. Cfr.
MAROT SEBASTIEN (1995), cit. p.79. Si vedano anche il capitolo di questa stessa ricerca dedicato al Land Artist Robert
Smithson.
12
CORAJOUD MICHEL (2004), LHorizon, Faces/5: La crise actuelle de la ville est bien celle de sa priphrie. Certains
dfendent aujourdhui lide que la modernit se caractriserait par le principe de laccumulation simple: la ville mergente
; ils pensent que le principe de larticulation et la relation entre les choses est une notion dsute. Personnellement
je pense le contraire. Ce qui disqualie la priphrie de la ville, cest justement le manque de lien entre les choses.
Beaucoup trop darchitectures aujourdhui afrment leurs qualits par le clibat, par le fait quelles sexpriment
seules . Avec lide quelles doivent apparatre un jour dans une revue, au milieu dune page bien claire, sans rien
autour. La question de la connivence, de linterrelation, la question du contexte nest, semble-t-il, pas au centre des
proccupations de lurbanisme.
Dans ltude du projet de la plaine St Denis, nous avons tent linverse. Nous pensions rorganiser cette ancienne
plaine industrielle partir du rseau des espaces publics et du paysage: les rues, les plantations des rues, les places,
les jardins, le rseau des eaux pluviales, etc. - seraient penss en toute priorit pour crer sufsamment de liens et
quensuite les architectures prives sexpriment, dans le parcellaire, plus librement.
13
KOLHAAS REM (1995), The generic city, SMXXL, 010 Publisher, Rotterdam
14
Duna risposta che non si pu formulare non pu formularsi neppure la domanda. Lenigma non v. Se una
domanda pu porsi, pu anche avere una risposta. Cfr. WITTGEINSTEIN LUDWIG (1995) Tractatus logico-philosophicus
e quaderni 1914-1916, Einaudi, Torino, p.108
15
Si esprime qui una posizione molto simile a quella sviluppata in ambito operativo da Cesare Macchi Cassia nel
Corso di Progettazione urbanistica del Politecnico di Milano, seppure avulsa da qualsiasi considerazione di tipo
ambientale e paesaggistico. Cfr. MACCHI CASSIA CESARE [a cura di] (1998), Il progetto del territorio urbano, Franco
Angeli, Milano, p. 13.
16
Dallintervista ad Alain Leveill realizzata a Ginevra a cura dellautrice il 15 giugno 2005: il disegno e la precisione
descrittiva come ausilio per questionare il territorio, porre delle domande che riuniscano le condizioni per idee di
modicazione. Migliore sar la capacit di leggere la congurazione attuale, migliore sar la sua descrizione e il
rapporto di intelligenza che si instaurer con le cose. La descrizione del territorio come strumento per intravedere
delle piste, delle direzioni che indicano quali sia lattitudine del territorio a ricevere il nuovo.
17
SECCHI BERNARDO (2001), La citt europea contemporanea e il suo progetto, Atti del ciclo di convegni Lezioni di
storia urbana, Ass. alla cultura del comune di Modena, Modena.
18
GREGOTTI VITTORIO (1990), Cinque dialoghi necessari, Electa, Milano, p. 29
19
La denizione di R. Tabouret (Tabouret R. (1989), Fondaments du projet urbain: processus et enjeux, cole
dArchitecture de Strasbourg, Strasburgo) tratta da testo: SAINZ GUTIRREZ VICTORIANO (2005), Otro modo de concebir
el urbanismo. La trayectoria del morfologismo en Italia y Francia, Universidad de Siviglia, Siviglia, p.31
20
MAROT SEBASTIEN (1995), Lalternative du paysage, cit.
21
Sebastien Marot losofo di formazione, direttore della rivista Le Visiteur dellAssociazione degli Architetti francesi
e professore presso Lo IUAG di Ginevra. Si occupa di paesaggio e losoa della citt.
22
MAROT SEBASTIEN (1995), Lalternative du paysage, cit. p. 65
23
La Rurbanisation rsulte de dploiement et de la dissmination des villes, dans lespace; en cons quence, est
rurbaine, selon une premire dnition approxmatwe et provisoire, une zone rurali - proche de centres urbains et
subissant lapport r sidentiel dune population nouvelle, caractrise cependant par la subsistance dun espace non
urbanis trs largement dominant. Cest en ce la surtout que son organisation spatiale distingue de celle de nimporte
quelle banlieue traditionelle. Linterpntration de lespace rural agricole et de le space urbain devient alors A lchelle de
lamna geur, une donne permanente du cadre de vie ... . Jean Mi chel Roux, Grard Bauer, La rurbanisation
ou la ville parpille. Edition e Seuil, Paris 1976 tratto da: Llop Carles, Marincioni Mara, Calvo Adri, Morfologie,
forme della citt del XX secolo, in: INDOVINA FRANCESCO (2004) [a cura di], Lesplosione della citt, Ed. Compositori,
Bologna, p.234
24
BERNARDO SECCHi, Un progetto per lurbanistica, Einaudi, Torino 1989, p 129. Pubblicato originariamente in Casabella
520/1986.
25
Molti progettisti, fra cui lvaro Siza, Fernando Tvora, Georges Descombes, Michel Corajoud, Bernard Lassus,
fanno riferimento, in questo senso, ad una massima dellurbanista Antoine Grumbach: levidence du dej l per
denire questa capacit del progetto di radicarsi nellambiente e nellinstaurare un rapporto di equilibrio ideale con
materiali gi presenti sul sito..
26
TABUCCHI ANTONIO (1981), Il gioco del rovescio, Feltrinelli, Milano.
27
VIGAN PAOLA (1999), Unaltra avventura, La citt elementare, Skira, Milano, 1999, p.148.
6

PARTE I
Il progetto urbanistico tra citt e paesaggio
7
I.1 - IL GIOCO DEL ROVESCIO
1

Il primo capitolo della ricerca tenta una rilettura dellurbanistica moderna europea operando un
rovesciamento di prospettiva: cio rivolgendo lattenzione ai vuoti piuttosto che ai pieni, agli
spazi aperti ed al paesaggio piuttosto che quelli costruiti, alle relazioni tra le parti piuttosto che
agli oggetti.
2
La relazione tra citt e paesaggio, tra aree edicate e campagna un tema ricorrente in
urbanistica e risale almeno alla prima met del 700. In questo senso levoluzione dellidea del
verde come materiale urbano e della progressiva concettualizzazione dellidea di paesaggio
pu essere studiata attraverso i grandi riferimenti dellurbanistica, i piani, le teorizzazioni degli
ultimi 200 anni.
necessario per precisare che si tratta di una rilettura forzata nel senso che rintraccia
a tutti i costi un lo conduttore nella storia dellurbanistica in quel percorso ideale che lega
le tematiche del verde e del paesaggio, e pi in generali dellambiente, ad un discorso
progressista e aperto ad istanze sociali. Non sempre, per, il discorso teorico ha avuto
riscontri diretti in campo operativo soprattutto quando nella progettazione urbana e urbanistica
entrato in collisione con le dinamiche del mercato urbano. In realt la costruzione della citt
contemporanea avvenuta secondo altri criteri e le grandi teorizzazioni ed i modelli pi evoluti
sono stati quasi sempre abbandonati o perch riassorbiti da un mercato immobiliare urbano
spietato (p.e. le green cities o il piano verde di Cerd a Barcellona) o perch troppo innovativi
(p.e. la collettivizzazione dello spazio aperto della citt parco del Movimento Moderno).
Il discorso si sviluppa secondo due fronti opposti riconducibili allosservazione che alla
diffusione della citt nel paesaggio abbia corrisposto anche un progressivo ingresso dello
spazio aperto e del verde nel tessuto urbano compatto. Da una parte si approfondisce lidea
dellacquisizione dei materiali verdi (parchi, boulevards, reti verdi, cinture, ..) come strumenti
per il controllo della forma urbana dal suo interno; dallaltra la progressiva contaminazione/
riduzione delle aree agricole e la dilatazione della dimensione urbana alla scala degli spazi
aperti del paesaggio geograco. La conformazione stessa della citt contemporanea ci mette di
fronte allevidenza della necessit di ripercorrerne il processo di formazione per comprendere
le logiche e anticiparne gli sviluppi. In questo senso gli obbiettivi di questa rilettura sono
senzaltro da rintracciarsi in campo operativo e nalizzati a proporre nuove strade, nuove
direzioni, riconoscere tendenze e possibilit di sviluppo.
Alla luce di queste considerazioni si pu dire che, oggi, sia riconoscibile una graduale
convergenza di tematiche paesaggistiche nel progetto urbanistico. Quindi, senza pretesa di
esaustivit e con lintento di rintracciarne solo i principali passaggi, si analizza il ruolo strategico
che il paesaggio ha assunto col tempo nel progetto urbanistico, alla grande e alla piccola
scala, dando maggior rilevanza a quel corpus di strumenti e metodologie operativi, modelli,
teorie nalizzati alleffettiva modicazione dello spazio della citt.

8
I.2 - LA CITT DENTRO IL PAESAGGIO
La progressiva apertura della citt verso lo spazio aperto
del paesaggio rurale
interessante come Leonardo Benevolo faccia coincidere
la nascita di Mozart (1756) con il tramonto della cultura
prospettica, con la ne della posizione dominante della
cultura visiva e con la nascita della nozione di spazio aperto
contemporaneo.
3
Difatti la trasformazione profonda del rapporto di citt e
natura trova i suoi fondamenti a cavallo tra la seconda met
del secolo XVII e la prima met del secolo XVIII. In questo
arco di tempo avviata in campo urbano una ricerca, rivolta
inizialmente allarte dei giardini, che tenta di inoltrarsi con i
mezzi della prospettiva nel campo ancora inesplorato della
grande dimensione. Le sistemazioni paesistiche realizzate in
questo arco di tempo hanno dimensioni vastissime ma, come
dice Benevolo, restano ambienti concreti
4
non perdendo
il contatto con la realt. La ricerca di quel periodo riguarda
lampliamento concreto ed in modo vericabile dei limiti
della prospettiva umana. La cattura dellinnito avviene in
termini di progettazione della citt e del territorio ma anche
in termini di esecuzione dei progetti. Questa direzione viene
estesa alla citt ed al territorio e arriva solo successivamente
ad inuenzare la progettazione urbana fondando i suoi
presupposti sul progetto del parco naturalistico Settecentesco
e sulla nascita del concetto di paesaggio.
A partire dal secolo XVIII la ricerca scientica inizia
mettere in discussione i riferimenti del mondo gerarchico
tradizionale. In campo architettonico lopera di Laugier del
1753 pone le basi per una revisione radicale dei principi
teorici e si inizia unesplorazione scientica della storia e
delle origini dellarchitettura. La progettazione perde i suoi
riferimenti antropomorci (in Francia entra denitivamente
in vigore il sistema metrico nel 1801) e acquisisce un
carattere di astrazione scientica potenzialmente illimitata.
I progressi matematici e cartograci permettono ormai una
rappresentazione rigorosa e scientica di qualsiasi territorio
e intorno al 1775 si completa la conoscenza della supercie
terrestre con gli ultimi viaggi di Cook.
La svolta linguistica che apre denitivamente la strada
ad una percezione dello spazio che possiamo denire
completamente moderna, compare appunto intorno alla met
del 700 e riguarda la rinuncia della regolarit geometrica
nella progettazione dei giardini (Hogarth 1753, Burke 1756).
Labbandono delle regole della composizione geometrica,
della simmetria e del controllo prospettico di tradizione
rinascimentale, che verr per prima sperimentata nella
progettazione dei giardini allinglese di Brown e Chambers,
apre la strada ad unidea di spazio di cui si perdono i conni
percettivi e su cui si svilupperanno le esperienze paesistiche
di Olmstead e la cultura spaziale dellarchitettura moderna di
Le Corbusier.
5
A partire dalla ne del 700 la tradizione paesistica seicentesca
e settecentesca inizia ad essere incorporata nella cultura
della progettazione urbana come patrimonio di soluzioni da
applicarsi alla progettazione della citt. Il verde urbano viene
acquisito come spazio collettivo ad uso principalmente della
nuove classi emergenti e dellaristocrazia e declinato secondo
una serie di materiali funzionali alla citt. Inizialmente questi
materiali rispondono alle regole rinascimentali di natura
regolamentata: il parco urbano, il viale alberato, il giardino
formale. In seguito si assister allacquisizione del giardino
naturalistico allinglese nel disegno dei parchi trattati come
veri e propri pezzi di natura allinterno della citt. In effetti la
portata di questo trasferimento/travaso di materiali, spunti
operativi, metodi e tecniche della cosddetta arte dei giardini
nella cultura della progettazione architettonica ed urbanistica
assai pi vasta e va ben oltre la riproposizione di un
repertorio di soluzioni formali mediato dalla tradizione inglese
del Landscape.
6
Il primo esempio concreto di come questo trasferimento
avvenga e con quali modalit rappresentato dalle opere a
Parigi durante lAncien Regime nella seconda met del 700.
Una corona di sistemazioni fuori citt formata da piazze e
boulevards va a sostituire la cinta muraria ed i parchi reali
e nobiliari suburbani. Di fatto si tratta della realizzazione
di un gigantesco tracciato, realizzato attraverso opere di
architettura di paesaggio, che viene a pregurare gli assetti
futuri della citt.
Lesempio pi interessante, anche in termini di forma urbana,
rappresentato dal caso del viale suburbano che lega
Neuilly con il Jardin de Tuileries. Nel 1806 al centro delltoile
tracciata nel 1724 sulla collina di Chaillot viene collocato
lArc de Triomphe. Questa magistrale sistemazione, oggi il
Boulevard degli Champs lyses, rimanda inequivocabilmente
alle vedute scenograche dei giardini di Versailles ed
inaugura di fatto un nuovo modo di costruire la citt a partire
da grandi assi rivolti idealmente verso lo spazio innito del
paesaggio. Il metodo consiste nel urbanizzare gradualmente
9
con due cortine di edici entrambi i lati delle sistemazioni
paesaggistiche dei viali suburbani, che si costituiscono
come anticipazione e struttura della conformazione urbana
successiva. Questo sistema verr ampiamente utilizzato
dal 1853 al 1869 da Haussmann e proseguita per tutta
la seconda met dell800 con la trasformazione dei
boulevards alberati suburbani in strade urbane afancate
da edici. Il ruolo di Haussmann a Parigi particolarmente
importante e paragonabile a quello di Olmstead in America
perch conferisce alla progettazione del verde in citt un
carattere sistematico passando da una visione episodica
e locale ad una dimensione metropolitana del processo di
pianicazione.
La grande diffusione di parchi, squares e boulevards non
risiede esclusivamente nel carattere utilitaristico di quelle
nuove forme urbane come arredo, abbellimento o di
sfoggio e del passeggio. La loro fortuna va ricercata in
una rinnovata concezione dellidea di natura, non pi ostile
e nemica della citt ma anzi sua condizione di esistenza
come polmone verde e luogo di attrezzature. Si va
gradualmente formando unidea di natura e paesaggio in
senso igienico e salutistico come reazione alla condizione
reale delle citt ottocentesche della rivoluzione industriale
che porter pi tardi alla denizione degli standards minimi
di verde della cultura modernista.
I grandi piani dell800 impostati sul concetto di verde
Nella pianicazione urbanistica della seconda met del XIX
secolo si possono rintracciare nuove linee di progettazione
del verde quale materiale di costruzione della citt. Il
verde urbano ed il suo rapporto con il paesaggio si
congura come la grande componente innovativa dei piani
e delle realizzazioni dellurbanistica ottocentesca.
7
Il verde
concorre alla riuscita formale ed alla tenuta organizzativa
del mutamento di scala della citt pregurando una tappa
importante nellevoluzione in senso aperto dello spazio
urbano storico. La progettazione delle nuove citt dell800
risente, infatti, dellinuenza della nuova concezione di
spazio in senso astratto che si era andata diffondendo
lungo larco del secolo precedente.
8

Le citt crescono rapidamente e lesigenza di reperire
nuove aree per le espansioni conducono a rimuovere gli
antichi conni rappresentati dalle cinte murarie di difesa.
La demolizione delle mura unoperazione che accomuna
la storia di gran parte delle citt europee ed carica di
gura 2
Parco di Versailles - Parigi
gura 3
Parigi 1675,
Plan Jouvin de Rochefort
gura 4
Plan de la ville de Paris et de ses
faubourgs - 1801
10
signicati simbolici nonch di riscontri importantissimi per gli
assetti urbani.
9
La dilatazione del costruito oltre i tradizionali
limiti della citt e la loro estensione nel paesaggio circostante
impone agli urbanisti di inventare nuovi modelli insediativi.
Il problema risolto in modo diverso citt per citt ma si
possono riportare almeno due tipi di approccio caratterizzati
dalla dilatazione dello spazio aperto e dalla presenza continua
del verde che hanno costituito un importante contributo al
discorso urbanistico successivo.
Vienna e Colonia: i Rings
La fase dei Rings (Vienna, Colonia) costituisce un momento
importante di transizione dallo spazio chiuso della citt
storica allo spazio aperto della citt moderna. La demolizione
delle mura di Vienna avviene nel 1857. La striscia di terreno
corrispondente alle forticazioni e la zona di rispetto circostante
viene occupata da un sistema di viali, giardini ed edici privati
e pubblici. Il materiale verde, i lari alberati, i parterres, le
vasche di acqua, i gruppi di alberi, viene a costituire il fondale
urbano in grado di strutturare lo spazio e di costruire limiti
ed articolazioni prospettiche. Per la prima volta, trattato
nella sua denizione architettonica alla pari dei materiali
costruiti, diventa lo strumento per realizzare la transizione
tra citt e paesaggio. Il progetto di Otto Wagner per il XXII
distretto di Vienna rappresenta in tutta la sua evidenza questa
potenzialit.
10

Barcellona e la diffusione capillare del verde
Un altro caso signicativo rappresentato dal piano di
espansione di Barcellona progettato da Idelfonso Cerd tra
il 1855 e il 1859. Il piano dellEnsanche disegnato a partire
da una griglia a maglia quadrata estesa su tutto il territorio
pianeggiante di Barcellona in modo da costituire una trama
uniforme dal mare alla montagna. Le tre componenti che
costituiscono il tessuto del piano sono il lotto costruito, la
viabilit ed il verde. Sulla base di un tracciato ottocentesco,
uniforme e regolare, Cerd trasforma la tradizionale tipologia
dellisolato urbano chiuso in una forma aperta e costruita
esclusivamente su due lati in cui lo spazio centrale ha una
destinazione a spazio collettivo caratterizzato dal verde.
Linsieme degli isolati aperti disposti sulla griglia forma una
successione di spazi verdi pubblici che pregura le proposte
successive del Movimento Moderno. La stretta integrazione di
forte densit abitativa e paesaggio pregurava gi alla met
dellOttocento lidea della Ville Radieuse di Le Corbusier. Il
gura 8
A. Alphand - Place des Batignolles
Parigi - 1867-73
gura 7
F.L. Olmstead
Parkway Drexle Blv. - Chicago 1875
gura 5
Piazza delle arti e delle scienze a
Parigi - 1874
gura 6
John Nash
Il sistema degli spazi aperti di
Regents Park a Londra - 1820-1830
gura 9
I grandi lavori di Haussmann a Parigi
11
piano, forse troppo in anticipo sui tempi, viene in gran parte
disatteso e la sua componente pi innovativa, lo spazio
aperto pubblico continuo dellisolato aperto, riportata nella
sua realizzazione ai parametri tradizionali di corte interna.
11
Lutopia borghese della Citt giardino
Alla ne dellOttocento la ricerca di una alternativa migliore
alle condizioni reali delle citt della rivoluzione industriale
porta a sviluppare lidea di sintetizzare la citt e paesaggio
in ununica entit. Una struttura urbana fondata sul verde,
sul rapporto con la campagna e sul paesaggio si pone,
per la prima volta, a fondamento di una teoria urbanistica.
Limmagine della citt giardino si impone come una delle pi
forti teorizzazioni ideologiche sulla citt e una delle prime
teorie scientiche dellurbanistica moderna sotto la visione
dellunione di verde e di costruito.
La citt giardino ideata da Ebenezer Howard, propone il
superamento dellantica contrapposizione di citt e campagna
per conservare i pregi ed eliminare i difetti delluna e sfruttare
le capacit produttive ed ambientali dellaltra. Il riferimento
alla letteratura utopistica palese (Fourier, Godin, Owen)
ma Howard uno spirito pragmatico e progetta la nuova
citt anche a partire dai suoi aspetti economici e sociali.
12
Il
disegno della nuova citt atipico: non costituito da un piano
formale bens da un diagramma che si costituisce come un
riferimento esplicito alla tradizione della citt ideale, anche
nella scelta della forma radiocentrica. La citt verde dotata
di un centro, un giardino formale, ed un margine, lo spazio
della campagna agricola che si estende tutto intorno. Fra i
due settori si articola tutta una serie di anelli concentrici con
diversa destinazione funzionale strutturati secondo lidea di
parco verde come modello di spazio collettivo.
Un grande consenso intorno a quel modello di citt nasce
da subito e si tramuta in poco tempo in un vero e proprio
movimento di opinione: La citt giardino rivendica le ragioni
culturali di unidea che rimanda al pensiero dellutopia: una
citt ispirata ai valori comunitari, ma non al collettivismo; al
diritto individuale, al possesso di una casa e di un pezzo di
terra, in un quadro di propriet collettiva degli spazi urbani e del
suolo agricolo.
13
La chiave per comprendere il vero successo
dellidea che risiede nelle realizzazioni che seguirono va
ricercata nella essibilit formale lindenizione estetica dello
schema. Il suo senso si coglie nella didascalia che compare
sul diagramma e che riporta la scritta: diagram only - plan
must depend upon site selected.
14
Cos la concretizzazione
gura 10 e 11
I. Cerd
Ensanche di Barcellona - 1859
gura 13
I. Cerd
Ensanche di Barcellona - 1859
Gli spazi verdi
gura 12
I. Cerd
Ensanche di Barcellona - 1859
Gli spazi costruiti
12
dellutopia non venne legata ad una forma specica ma si
and denendo con lincontro di luoghi precisi, sensibilit
dei progettisti e gusto dellepoca. La forma concreta della
prima green city risulter dalladattamento al contesto del
diagramma di Howard e dalla particolare interpretazione dei
progettisti. Gi dalla prima realizzazione, Letchworth che
viene progettata da Unwin
15
e Parker nel 1901, verr adottato
un piano pi vicino allidea di pittoresco dei progettisti che
alla razionalit pragmatica di Howard. Landamento sinuoso
delle strade e limpianto irregolare del costruito costituir il
modello morfologico che sar replicato negli anni successivi.
Lo speciale carattere paesistico delle citt giardino diventer
il modello per le prime New Town inglesi del dopoguerra e
sar replicato no ad oggi.
F.L. Olmstead e il Park System
Lesperienza di F.L. Olmstead, sebbene non sviluppata in
ambito europeo, costituisce un caso importantissimo per le
implicazioni sul rapporto tra il paesaggio e la struttura della
citt e sul ruolo della progettazione paesaggistica nella
denizione della forma urbana. Il sistema degli spazi verdi
di Olmstead si colloca allinterno della citt con un ruolo
fondamentale di connettivo tra dimensione metropolitana e
territorio circostante. Sulla base di una conoscenza sommaria
delle esperienze europee Olmstead coglie nel collegamento
di tutti i parchi urbani in una rete verde un possibile vantaggio
aggiuntivo ed una moltiplicazione di beneci estesi allintera
supercie urbana. Grazie al Park Movement Olmstead
trasforma gradualmente il discorso sul recupero dei valori e
degli aspetti romantici della campagna in unidea moderna
in cui predomina linteresse per la costruzione di un sistema
di rapporti con la struttura urbana e il carattere di intervento
urbanistico complessivo.
16
Nel 1881 Olmstead, che no allora
aveva realizzato solo alcuni parchi tra cui il Central Park a
Manhattan, presenta la sua prima proposta per un sistema
di parchi alla Boston Park Commission, il cos detto Emerald
Necklace. La collana di smeraldi cos chiamata per via
della distibuzione del sistema di parchi a semicerchio intorno
alla citt e dal colore verde del materiale vegetale che la
compone. Il progetto costituito da un vero e proprio piano
lungo 5 miglia che mette in continuit il tessuto insediativo con
il territorio rurale circostante. Il sistema di parchi strutturato
secondo sei grandi interventi conformati a partire dai parchi
gi esistenti e connessi tra loro da un sistema integrato di
boulevards alberati. Questa visione sistemica del rapporto
gura 15
E. Pendl
Veduta del Ring di Vienna - 1905
gura 14
Veduta del Ring di VIenna - 1873
gura 16
E. Owen
Il villaggio di armonia e coperazione
1817
13
di citt e spazi aperti inaugura di fatto tutta una serie di
progetti di Park Systems realizzati da Olmstead e da suoi
collaboratori per le grandi citt Americane e rappresenta un
primo approccio alla pianicazione integrata negli Stati Uniti.
Lesperienza Americana costituisce un momento centrale nel
discorso sulla pianicazione delle citt moderne anticipando
di molti anni quelle forme che oggi conosciamo come
cinture verdi, colate verdi e reti ecologiche. Un altro
punto rilevante da non sottovalutare la capacit del Park
System di funzionare su diverse scale di intervento: a scala
metropolitana e regionale per le sue valenze ecologiche e di
riserva naturale; a scala urbana come parco cittadino di svago;
a scala del dettaglio per i suoi aspetti materiali e naturalistici.
Cio strutturato come uno strumento urbanistico a tutto
tondo capace di spaziare dalla scala regionale a quella del
dettaglio costruttivo: non bisogna sottovalutare nei lavori di
Olmstead la componente costruttiva ed ingegneristica che si
afanca a quelle progettuali e pi strettamente compositive.
gura 17
E. Howards
I diagrammi della citt giardino -1896
gura 18
E. Howards
I tre magneti -1896
gura 20
R. O. Salvisberg
Siedlung Piesteritz Wittenberg -1917
gura 19
R. O. Salvisberg
Siedlung Piesteritz - Wittenberg 1917
14
I.3 - IL PAESAGGIO COME VALORE DUSO DELLA
CITT
Allinizio del Novecento nella differenziazione proposta da
C. Sitte tra verde di abbellimento e verde sanitario inizia a
prevalere il concetto utilitaristico di questultimo. Si passa da
unidea di natura, di paesaggio e di verde con valore estetico
e decorativo ad un valore duso. I Volkparks
17
tedeschi, luoghi
deputati alle attivit sportive ed alla ricreazione allaria aperta
del popolo della Germania socialdemocratica, documentano
un nuovo programma ed una nuova politica sociale nei
confronti delle masse. Il parco perde le sue connotazioni
romantiche, i percorsi tortuosi, i fondali panoramici, i movimenti
del terreno, e viene concepito espressamente per ospitare le
attivit sportive allaria aperta con grandi parterres. Si passa
dal parco concepito per la borghesia emergente ottocentesca
al parco nalizzato alle esigenze salutistiche del popolo: il
verde sanitario.
Sebbene la fortuna delle socialdemocrazia si esaurisca in un
tempo limitato questo cambiamento si rivela fondamentale per
comprenderne le fasi successive verso il denitivo passaggio
ad una concezione funzionale del verde ed alla denizione
del concetto di standards.
I grandi riferimenti dellurbanistica moderna ed il ruolo
del paesaggio nella costruzione dei modelli urbani
Con il concetto di Stadtlandschaft
18
si apre la strada ad un
modello di citt radicalmente diverso.
Il discorso viene affrontato a partire dalla critica della citt
borghese in cui gli spazi aperti verdi sono degli spazi
circoscritti allinterno del tessuto della citt compatta. Nella
commistione di interessi pubblici e privati che caratterizza
lappropriazione privata del territorio urbano nalizzato al
ricavo di una rendita gli architetti moderni vedono, inoltre, il pi
grosso limite della citt borghese. Lalternativa a quel modello
viene rinvenuto nella riconquista del controllo pubblico dello
spazio urbano, che deve essere uno spazio aperto, fruibile da
tutti e senza barriere.
Lalternativa al tessuto della citt storica costituita dalla
proposta di una proporzione del tutto nuova nelle quantit
di edicato e di spazio aperto. Gli edici posti a grande
distanza sono intervallati da grandi superci aperte e verdi
destinate alle attrezzature pubbliche ed alle attivit ricreative
che, rivalutate per motivi igienici e salutistici, richiedono ora
nuovi spazi appositamente progettati e sparsi in ogni parte
gura 22
F.L. Olmstead
Park system Chicago - 1908
gura 21
F.L. Olmstead e Charles Eliot
La collana di smeraldo (Emerald
necklace) - Boston 1880-1887
15
della citt. Le aree per lo sport, i parchi di quartiere e quelli
cittadini, le grandi aree verdi protette dei parchi a scala
territoriale, devono formare un unico tessuto continuo, uno
spazio fruibile direttamente dalle abitazioni e dai luoghi di
lavoro. Le funzioni della citt vengono distribuite allinterno
di un immaginario enorme parco attrezzato. Questa struttura
urbana radicalmente diversa da quella della citt storica
ha lambizione di superare la vecchia dicotomia fra citt e
campagna in cui, tradizionalmente, viene rinvenuto il problema
delle disuguaglianza sociale.
19
Le aree verdi vengono
pensate non pi come abbellimento della citt quanto per
la loro funzione utile come spazio collettivo e luogo delle
attrezzature pubbliche.
La Ville radieuse costituisce forse lesempio pi preciso/
calzante di questa concezione di progetto urbano nel
paesaggio. Il progetto di Le Corbusier del 1933 per un milione
e mezzo di abitanti ha lobbiettivo di risolvere il problema
dellabitazione di massa. La residenza della Ville verte
occupa macro edici in linea di undici piani, piegati secondo
una serie di angoli retti, i redents. Gli edici sono costruiti
su pilotis per lasciare libera la percorrenza a livello del suolo
che congurato come un grande parco pubblico aperto sul
paesaggio in cui sono ubicati i servizi alla residenza. Niente
viene detto sul come e dai progetti non si riesce a ricavare
nessuna indicazione precisa sulla conformazione dello spazio
del generico verde che si presenta pi come un fondale
indistinto dellarchitettura che componente concreto dello
spazio moderno. Nellincertezza programmatica del piano si
perdono gli originari intenti di collettivizzazione dello spazio
aperto, di per s lodevoli ma irrealizzabili nella vaghezza
strutturale dei piani di Le Corbusier.
Al contrario, nellambito della pianicazione, il concetto
di verde ed il paesaggio assumono un ruolo strategico
nella composizione del nuovo assetto delle citt e
nellorganizzazione dei nuovi modelli urbani. Vari sono i
tentativi di determinare quale sia la struttura ideale che la
citt moderna deve assumere in relazione alla distribuzione
degli insediamenti costruiti nel paesaggio e, viceversa, quale
sia il ruolo dello spazio verde nella denizione della forma
urbana. Nel giro di pochi decenni vengono denite decine
di ipotesi e tra queste si possono identicare alcuni modelli
che costituiscono ancora oggi un valido contributo alla
pianicazione contemporanea. Sono riconoscibili almeno tre
grandi loni interpretativi riconducibili al rapporto tra citt e
campagna: la citt radiale, la citt lineare e la citt dispersa.
gura 23
le Corbusier
Piano di Parigi, Centro direzionale
1937
gura 24
Le Corbusier
Il paesaggio della Ville Radieuse
1935
gura 25
Le Corbusier
Dettaglio della Ville radieuse: la Ville
Verte - 1935
16
La citt radiocentrica
Il primo si riferisce al problema dellespansione citt centro
esistente nel territorio rurale circostante e che riconosce
nella continuazione della sua forma radiocentrica un principio
direttore. A questo lone sono riconducibili i due modelli
opposti di integrazione citt/campagna organizzati secondo
un principio radiale di penetrazione per cunei verdi o
secondo un sistema ad anelli concentrici di green belts
(cinture verdi). La questione, ampiamente dibattuta nei primi
due tre decenni del 900 a livello teorico, si concretizza con
una serie di piani negli anni trenta. Ovviamente, essendo
stato costruito il modello sulla reale conformazione delle citt
esistenti, questa ipotesi quella che conduce a pi esiti in
campo operativo. Dallo schema radiale di verde sanitario di
Martin Wagner del 1915 discendono per esempio il piano di
Eindhoven di J.M. De Casseres (1929), il piano di Francoforte
di E. May (1930), il piano di Mosca di N.A. Landovsky (1935),
il piano di Copenhagen (detto delle cinque dita del 1945).
Sono, invece, riferibili al modello delle green belts il piano
di Colonia di F. Schumacher (1923), il piano di Londra di P.
Abercrombie (1943).
La citt lineare
Il secondo modello quello della citt lineare cio distribuita
lungo le direttrici di connessione tra le citt esistenti.
Lidea compositiva, sviluppata da A. Soria y Mata alla ne
dellOttocento, ruota intorno allidea di un asse infrastrutturale
(strade e ferrovia) intorno a cui vengono distribuiti regolarmente
le funzioni della nuova citt secondo una sezione ripetuta. Ai
lati della spina centrale vi sono le attivit produttive, le zone
residenziali e le aree verdi secondo un sistema a bassa densit
e bassa altezza. Il modello viene ripreso in una forma molto
simile da Le Corbusier nella Cit linaire industrielle (1942-
43) che la rappresenta come esito della combinazione di tre
tipologie insediative:
20
la citt lineare lungo uninfrastruttura
(che in questo caso unautostrada e funziona come una vera
e propria parkway immersa nel verde) composta secondo il
criterio delle fasce funzionali lineari (industriale, infrastruttura,
verde di protezione, residenza e servizi alla residenza);
lunit di sfruttamento agricolo per la produzione alimentare,
i centri urbani esistenti. Gli edici sono costituiiti da unit di
abitazione su pilotis per permettere la libera circolazione
dello spazio sottostante pensato come un grande parco
informale costruito secondo prospettive paesaggistiche sulle
aree agricole circostanti. Alcune proposte dei Disurbanisti
gura 26 - 33
Lo schema radiocentrico nei modelli
del verde della citt moderna
Verde sanitario
M. Wagner - 1915
G. Langen - 1927
Il sistema degli spazi aperti per
Essen
R. Schmidt - 1912
Sistemazione dei parchi nella citt
secondo una schema radiale o
circolare
A. Hoechel - 1936
Sistema urbano policentrico di Killus
Schema di sviluppo urbano di P. Wolf
Il sistema delle aree verdi del Piano
di Colonia - 1923
F. Schumacher
Penetrazione del verde nella citt e
sistema insediativo
A. Badner - 1942
17
russi percorrono ugualmente la strada del modello lineare:
il progetto di I.Leonidov per Magnitogorsk (1930) e il piano
Green Moscow di M. Bar e M. Ginzburg (1929) per una
citt a nastri di 100.000 abitanti.
21
La citt dispersa
Il terzo modello relativo ad un concetto di citt diffuso sul
territorio in modo uniforme con una penetrazione capillare del
verde nel costruito e viceversa. derivato dallosservazione
della dispersione insediativa gi evidente nelle citt
americane di inizio secolo e costruisce una proposta per la
compenetrazione completa di citt e paesaggio, di costruito
e spazio aperto verde su di un modello di sviluppo a basso
carico insediativo e bassa altezza (low rise low density). La
proposta che meglio rappresenta questo lone il progetto
di Broadacre City di F. L. Wright (1931-1935) che costituisce
unimpressionante anticipazione della citt contemporanea
diffusa. La qualit urbana ricercata nel contatto con la natura
e attraverso la proposizione di uno spazio privo di gerarchie
e di conni dove la campagna ed il paesaggio costituiscono
idealmente lelemento di collegamento tra le parti. Questo
modello ha trovato fortuna particolarmente tra gli architetti
moderni emigrati negli Stati Uniti prima della seconda guerra
mondiale che ne hanno sviluppato i contenuti mettendo in
evidenza una preoccupazione per un ritorno ad uno stile di
vita in simbiosi con la natura. Tra questi gli scritti di R. Neutra
(Mistery and reality of the site, 1954) e R. Schindler allievi di
Wright in California. Si pensi anche allopera di alcuni urbanisti
e Landscape designers come C.Tunnard (Gardens in the
modern landscape, 1938), L.Hilbersheimeir (The new regional
pattern, 1949), C. Alexander (Community and privacy, 1963),
R. Rainer (Livable environments, 1966).
22
La citt funzionalista ed il valore duso del paesaggio
In campo operativo e su di un piano propriamente urbanistico,
sono numerosi i piani regolatori delle citt che discendono
direttamente dalle teorie derivate dal Movimento Moderno
e che si sono occupati principalmente di governare la
nuova spinta insediativa della citt verso il paesaggio rurale
circostante. Tra i vari casi gi menzionati ne riportiamo alcuni
fra i pi signicativi e ricchi di implicazioni operative in cui ad
unoriginale concezione dello spazio aperto si accompagnano
proposte concrete per una sua implementazione e progetti
spesso realizzati.
gura 35
Lo schema lineare nei modelli del
verde della citt moderna:
Cit Linare Industrielle
Le Corbusier - 1942
gura 34
Lo schema lineare nei modelli del
verde della citt moderna
Ciudad Lineal - Sorya y Mata - 1890
18
Amsterdam
una suggestione di derivazione neoplastica a guidare le
idee di spazio del piano di Amsterdam cio la costruzione di
un ambiente integrale attraverso la ricerca di armonia fra parti
diverse tra loro.
23
Il piano progettato da C. Van Eesteren tra il
1928 ed il 1934 si fonda sulla ricerca di equilibrio tra le diverse
componenti eterogenee della citt: il centro storico, i quartieri
ottocenteschi ed i sobborghi degli ampliamenti recenti. Il loro
collegamento demandato allambiente paesistico esterno e
la citt moderna si congura come un grande parco dentro
cui si trovano i diversi quartieri della citt. Il paesaggio viene
a costituire la struttura portante della citt. Il sistema del verde
di Amsterdam prevede la realizzazione di un grande bosco
di 895 ettari realizzato sulle terre strappate articialmente al
mare nella zona sud-ovest della citt e dotato di una serie di
attrezzature sportive e per il tempo libero fra cui un canale per
le regate di canottaggio.
Londra
Il piano di Londra viene adottato nel 1944 ed progettato da
Abercrombie e Forshaw.
Il piano distingue la citt in una serie di aree concentriche:
la contea del centro, la zona interna, la zona suburbana,
la cintura verde e la zona esterna. La cintura verde
riconfermata da una legge votata nel 1938 che bloccava
lespansione della citt ssando il perimetro raggiunto no a
quel momento dalledicato e vincolando una zona agricola
a forma di corona circolare che lo racchiude completamente.
La pressione per un ulteriore crescita della citt viene diretto
alla zona esterna in un raggio di 60-80 km dal centro in cui
prevista sia lespansione delle citt minori esistenti sia la
fondazione di nuove citt: le new towns. Queste nuove citt
rappresentano una rivisitazione in chiave moderna delle
prime citt giardino di inizio 900 e seguono nella struttura
le indicazioni del progetto di Howard. Accolgono circa 35000
abitanti con una densit abitativa molto bassa determinato
da tipologie abitative unifamiliari con giardino ed in quartieri
di abitazione separati da ampie zone verdi che determinano
un ambiente molto disperso. In parte questa impostazione
stata corretta nelle realizzazioni successive.
Ginevra
Tra gli esempi pi radicali ed allo stesso tempo pi chiari
e meno conosciuti vi il piano per Ginevra di Maurice
Braillard. Il piano direttore regionale del 1936 propone, per
gura 37
Lo schema della dispersione nei
modelli del verde della citt moderna
Broadacre city
Rapporto tra spazi verdi e tracciati
gura 36
Lo schema della dispersione nei
modelli del verde della citt moderna
Broadacre city
F. L. Wright - 1935
gura 38
Piano di Eindhoven
J. De Casseres - 1929
gura 39
Piano di Londra e Green Belt
A. Abercrombie - 1942
19
la citt Svizzera, uninnovazione straordinaria che risponde
al concetto di citt dentro ad un parco. Oltre alle consuete
destinazioni duso delle superci urbane (edicato esistente,
strade, edicato di previsione, aree agricole) viene introdotta
una nuova categoria detta surfaces publiques ou site
classer che viene a costituire la maglia su cui strutturata la
citt immersa nel verde. Le surfaces publiques corrispondono
a quelle che vengono comunemente denominate aree verdi e
zone agricole e si sviluppano su tutto il territorio cantonale.
24

La struttura urbana viene ripensata secondo due maglie
ortogonali sovrapposte e sfalsate: una formata dalla rete
delle strade, la seconda costituisce un reticolo verde che
collega tutti le aree edicate ed agricole fra loro offrendo la
possibilit di percorrere il territorio in tutti i sensi. La rete verde,
di spessore variabile, adattata alle irregolarit topograche
del suolo e si costituisce come alternativa in un sistema a due
velocit: pedonale e automobilistica. Distinguendo diversi
tipi di superci pubbliche anche in ambito agricolo viene
valorizzato linsieme del patrimonio naturale del cantone
perch lo si considera alla stregua di una ricchezza collettiva
minacciata dallespansione urbana. Questa concezione
pioneristica dellimportanza dellambiente naturale ha
certamente a che vedere con le teorie delle citt-giardino, ma
a Ginevra prende un accento particolare a causa della piccola
dimensione del territorio ginevrino e della tradizione culturale
da J.J. Rousseau ai grandi botanici della citt.
25
Le realizzazioni del razionalismo
Sono molti i progetti realizzati che seguono allattuazione dei
piani negli anni 60 e 70 e che rappresentano con evidenza
il punto di vista del razionalismo di tradizione moderna nel
rapporto di continuit tra citt e paesaggio. In particolare
sono signicativi quei casi in cui risulta evidente linusso di
una progettazione basata sul concetto di fondo territoriale
indifferenziato e sullo standard come principale strumento di
controllo delle enormi quantit richieste dai nuovi interventi
di espansione urbana del dopoguerra. Il dibattito della
nuova pianicazione scientica si concentra sui parametri
quantitativi delle aree verdi piuttosto che sulle caratteristiche
formali o sugli usi reali. Senza unattenzione alla denizione
sica dello spazio pubblico, caratteristica peculiare della
progettazione paesaggistica del secolo precedente, il
verde generico perde le sue attrattive. La quanticazione e
standardizzazione tipologica necessaria per la verica delle
quantit in gioco diventa il principale limite puntando al
gura 40
C. Van Eesteren - 1934
Schema del verde nel piano di
Amsterdam
gura 41
Il bosco di Amsterdam - 1937
gura 42
Noerum, Copenhagen - 1948
C.Sorensen - Giardini individuali
(Allottment gardens)
20
soddisfacimento di bisogni generici e dimenticando le relazioni
con le potenzialit dei luoghi e dei paesaggi esistenti.
Questo particolarmente evidente in quelle realizzazioni
che tra gli anni 50 e 60 hanno interpretato in modo forse
troppo letterale i contenuti del dibattito sulla citt parco e sullo
spazio astratto del piano libero del verde. Tra questi il caso
olandese del grande quartiere di Bijlmermeer (1965-1972)
sicuramente tra i pi signicativi a rappresentare lassoluta
indifferenziazione del costruito sul substrato territoriale.
Da queste esperienze di costruzione della citt si svilupperanno
gli impulsi per una critica radicale al sistema funzionalista
del verde a cui vengono contestati leccessiva quantit,
lassenza di gerarchia e di riferimenti spaziali, la monotonia e
la ripetitivit nellimmagine paesaggistica.
Nel caso delle new towns inglesi del dopoguerra invece
riconoscibile uneccezione nel panorama della progettazione
urbanistica del Movimento Moderno, soprattutto per quanto
riguarda lintegrazione tra lo spazio pubblico del generico
verde e lo spazio del paesaggio rurale circostante. In
Inghilterra i presupposti del funzionalismo radicale vengono
mitigati dalla solida tradizione delle green cities e mediati
attraverso la concezione del pittoresco derivata dalla cultura del
Landscape che manca in altri paesi. Nella loro realizzazione
le new towns rispondono a criteri funzionali di insediamento
nel verde ma anche ad un generale criterio di diversicazione
tipologica che si esplicita nella gerarchizzazione di diverse
tipologie di verde privato e di verde pubblico. Il caso di Milton
Keynes (1970) in questo senso esemplare e rappresenta
un caso in cui data priorit assoluta ad una composizione
basata sul paesaggio piuttosto che sulle componenti
architettoniche.
26
gura 43
Ginevra - 1948
Zone e connessioni
verdi - Agglomerazioni future
gura 45
Piano Regolatore Regionale del
cantone di Ginevra - 1935
dettaglio:
rosso - gli insediamenti esistenti
rosa - gli insediamenti di espansione
verde - superci pubbliche
giallo - superci agricole
gura 46
Ginevra - 1948
Zone e connessioni
verdi - Agglomerazione esistente
gura 44
Piano Regolatore Regionale del
cantone di Ginevra
Maurice Braillard- 1935
21
I.4 - IL PAESAGGIO DENTRO LA CITT
I progetti e le realizzazioni a partire dalla critica
allurbanistica funzionalista
A partire dalla ne degli anni 60 una forte critica alla teoria ed
alloperato del Movimento Moderno mette in luce il limite del
concetto di spazio aperto indifferenziato che aveva no allora
caratterizzato le realizzazioni dellurbanistica funzionalista.
La discussione relativa al rapporto tra insediamento costruito
e paesaggio delle nuove citt ritrova soprattutto nelle ragioni
del sito uno spunto per una nuova proposta progettuale.
Lalternativa alla progettazione urbana e territoriale di matrice
funzionalista si sviluppa inizialmente nellambito di settori
disciplinari diversi. Nuovi apporti provengono prima di tutto
dalla geograa, dallarte, dalle scienze ambientali, dalla
pianicazione paesaggistica.
In architettura la critica della citt degli standards e della
progettazione quantitativa porta a rivolgere unattenzione
maggiore al sito, al paesaggio naturale, alle componenti
geograche ed orograche dei luoghi. In Italia questo discorso
assume un ruolo determinante nel recupero delle citt storiche
e dei paesaggi tradizionali. Negli Stati Uniti a partire dagli anni
70 con la diffusione ed il consolidamento di una coscienza
ecologica il discorso sulla progettazione della citt assume
unimpronta ambientalista. Grazie anche alla diffusione di una
certa cultura artistica derivata dalla Land art si sviluppa una
diversa sensibilit per le componenti ambientali ed estetiche
del paesaggio urbano ma anche una nuova attenzione per le
necessit individuali degli abitanti delle citt.
Il nuovo interesse per il genius loci nella progettazione e per il
ritorno a fondare larchitettura nei luoghi, porta allabbandono
del pilotis e del plan libre per un contatto diretto con il suolo.
La fondazione del progetto a partire dagli elementi esistenti
ritenuto come principio ecologico di sostenibilit.
a partire dallarchitettura che si riscontrano le prime
sperimentazioni in questa direzione. Proprio in alcuni progetti
realizzati tra gli anni 60 e 70 da architetti che vedevano nel
Movimento Moderno un punto di riferimento si ritrovano alcuni
spunti importanti per il rinnovamento della progettazione
urbana in ambito paesaggistico. Burle Marx e Luis Barrgan,
in sud America, A. Aalto e J. Utzon in scandinavia, i progetti
di suolo di Alvaro Siza nel progetto di insediamento della
Malagueira in Alentejo (1975-1990), Giancarlo De Carlo ad
Urbino (1965), la sperimentazione sullarchitettura a scala
geograca di Gregotti e Gabetti e Isola; Atelier5 in Svizzera,
gura 50
Amsterdam - 1968-1971
Bijlmermeer
gura 49
Amsterdam - 1968-1971
Bijlmermeer - Foto Aerea
gura 48
Amsterdam - 1953
Nagele
W.C.J. Boer e M. Ruys
gura 47
Amsterdam - 1953
Nagele
W.C.J. Boer e M. Ruys
22
alcune realizzazioni inglesi ed olandesi negli anni 70, sono
solo alcuni degli esempi in cui si ritrova un principio sistemico
in cui realizzare una sintesi e integrazione equilibrata tra
costruzione architettonica e verde, tra citt e paesaggio.
Nellambito del progetto urbano sviluppato a partire da
posizioni di critica allurbanistica funzionalista si possono
ricordare alcune esperienze particolarmente signicative in
ambito europeo: le esperienze di progettazione urbana negli
anni 80 a Berlino con la rivalutazione dello spazio pubblico
come luogo di relazione disegnato nel tessuto urbano; il ruolo
dei parchi urbani a Barcellona come nuovo tipo di piazza
in cui il progetto dello spazio aperto e del paesaggio si
costituisce come occasione di riqualicazione della periferia
suburbana e delle aree industriali dismesse; la maggior
attenzione per il paesaggio e per le componenti ambientali
costitutive della citt nei piani della terza generazione in Italia
(Cervellati, Campos venuti), i primi Plan Vertes in Francia a
partire dallinizio degli anni 80 e di cui precursore lo Schema
Directeur dAmnagement et dUrbanisme de la Region de
lIle-de-France (1976).
Lo spazio aperto come connettivo delle strutture
insediative e fondamento della riessione progettuale
Negli ultimi anni si pu riconoscere una sempre maggiore
convergenza di tematiche paesaggistiche nel progetto
urbanistico.
La questione relativa alla progettazione di citt e paesaggio
in ambito contemporaneo deve essere introdotto da alcune
osservazioni.
La prima di ordine metodologico e riguarda linterdisciplinariet
della questione urbanistica. Lecologia rimasta per molto
tempo antagonista alle scienze urbane, allarchitettura e
alla progettazione urbanistica ha condotto la ricerca di
unalternativa al modello funzionalista su binari paralleli. solo
recentemente che le scienze ambientali stanno conuendo
nellambito delle scienze urbane in una vera integrazione e
avvalendosi di tutto il bagaglio di conoscenze accumulate
relative al territorio, allarchitettura di paesaggio, alla
conoscenza degli insediamenti umani. La sintesi coerente tra
campi disciplinari diversi sta portando alla diffusione lenta ma
costante dellidea di citt intesa come ecosistema complesso
che contribuisce a sua volta ad immettere nuovo materiale
e ad indicare direzioni operative nella pianicazione e nella
progettazione urbanistica.
La seconda osservazione riguarda la necessit di uno sguardo
gura 51
Milton Keynes - 1970
La rete delle strade e le aree
dellurbanizzazione
gura 52
Piano della New Town di Milton
Keynes - 1970
23
approfondito sulle esperienze accumulate (lesperienza del
Landscape design nel 700 e 800, le istanze sociali delle
socialdemocrazie di inizio secolo, le proposte del Movimento
Moderno legato al primo socialismo illuminato) che rivela
una miniera di idee, spunti, suggestioni non ancora del tutto
esplorata. La recente concezione della citt intesa come
ecosistema complesso ha dato impulso ad una ulteriore
denizione e sperimentazione di alcune proposte del passato:
la citt parco, le cinture verdi, i cunei verdi, i park system, le reti
e le trame verdi, che sono, infatti, da ricondurre alle esperienze
di inizio 900. In particolare sono andati gradualmente
aumentando negli ultimi anni le sperimentazioni ed i progetti
che hanno saputo recuperare alcuni assunti in senso
progressista del primo Movimento Moderno (specialmente
quello relativo alla fruibilit dello spazio aperto come valore
collettivo)
27
e a rivalutare la tradizione del Landscape.
La necessit di unarticolazione dialettica delle due
problematiche del paesaggio e dello spazio pubblico nelle citt
contemporanee rende il discorso della disciplina paesaggistica
particolarmente pertinente: fondato su di una cultura comune
di citt e campagna la forza della progettazione paesistica
risiede nella sua capacit di progettare il paesaggio come
spazio pubblico.
28
Inoltre la sua capacit di vedere la citt
come un luogo sedimento di interpretazioni successive e
la campagna come un artefatto gli consentono di abbordare
il discorso progettuale a partire dalla lettura del sito cio
attraverso una strategia nalizzata a rendere leggibile
contemporaneamente le specicit ambientali e culturali dei
luoghi.
In questo senso si pu parlare di una nuova possibilit
dellarchitettura di paesaggio di contribuire alla rifondazione
della progettazione urbanistica
29
sulle basi della reale
conformazione della citt contemporanea.
La terza osservazione, conseguente a questo discorso,
relativa ad una riessione di ordine progettuale avviata a partire
dal riconoscimento della forma concreta dello spazio urbano
contemporaneo come elemento guida di ogni intervento di
trasformazione. Risiedono, infatti, nella forma e nelle necessit
della realt territoriale contemporanea i potenziali contribuiti
per la denizione di una nuova concezione dello spazio urbano
e delle nuove direzioni da percorrere. Nella citt dispersa lo
spazio del paesaggio rurale e del sistema ambientale si
frammentato in un arcipelago di piccoli e piccolissimi spazi verdi
di risulta racchiusi tra reti infrastrutturali e insediamenti edilizi.
Risultato dellabbandono della campagna e delluso agricolo
gura 54
Atelier 5 - Siedlung Halen
Berna - 1961
gura 53
Jorn Utzon - Kingo houses
Elsinore - 1956-1960
gura 55
Giancarlo De Carlo
Universit di Urbino, 1962-1965
24
del suolo questi spazi acquisiscono una grande potenzialit
se ripensati in un disegno strategico complessivo alla scala
del territorio della citt. La scala geograca, la diffusione degli
insediamenti costruiti nel paesaggio, loccasione dei grandi
vuoti urbani della de-industrializzazione del territorio europeo
conduce verso una concezione di verde intesa come rete
di connessione dellinsieme composito del tessuto insediativo
della metropoli contemporanea.
Negli ultimi venti anni, e particolarmente dagli anni 90, si sono
moltiplicati in Europa i piani ed i progetti che si muovono a
partire da una concezione di paesaggio inteso come elemento
costitutivo dello spazio insediativo ed in cui particolarmente
signicativo lapporto della disciplina del landscape.
Sono riconoscibili, a grandi linee, almeno due grandi loni
operativi che costituiscono in Europa, la punta pi avanzata
della sperimentazione e che possono essere riassunti
nellesperienza di pianicazione di Francia e Germania.
30

In Francia, specialmente, la struttura della strumentazione
legislativa e tecnica vigente ha favorito uno sviluppo di
unidea urbanistica in cui la necessaria costruzione di un
sistema formale di verde vista in stretta correlazione con
lorganizzazione del costruito. Concetti come le cascate
verdi, le trame verdi, sono stati implementati attraverso una
concezione di projet urbain che acquisisce il paesaggio come
materiale di lavoro.
Tra i plans vertes, messi a punto in circa 20 anni esperienza
in Francia, il piano regionale per LIle-de-France del 1994
si congura come primo caso di applicazione operativa
del concetto di trama verde. Si tratta di unesperienza
di pianicazione a scala territoriale che integra in un
pi generale obbiettivo di continuit e fruizione i diversi
insediamenti con gli spazi verdi e naturali della citt. Il piano
costituisce un esempio di questa tendenza ed sulla base
di strumenti urbanistici a scala territoriale che si sviluppa
la progettazione di gran parte delle citt francesi negli anni
pi recenti. In questo ambito si sviluppa un fertile campo
di intervento per il progetto urbano in cui il ripensamento
della citt a partire dal ruolo assunto dallo spazio pubblico
coniugato con una strategia ambientale complessiva per il
controllo dellinquinamento dellaria, dellacqua e del suolo.
Ovviamente non si tratta esclusivamente di una questione
ecologica ma anzi la ricostituzione di una rete paesaggistica
gioca molti ruoli alla scala urbana: a livello di connessioni e
fruibilit territoriali; in senso paesistico come collegamento
dei grandi sistemi forestali e agricoli; in senso estetico come
gura 56
Vittorio Gregotti
Universit di Sesto Fiorentino - 1971
gura 57
Alvaro Siza
Quartiere della Malagueira - Evora
1977 - 1990
gura 58 e 59
Alvaro Siza
Quartiere della Malagueira - Evora
Planimetria e schizzo di progetto
25
connessione visuale e di riconoscibilit; in senso urbanistico
come precondizione di espansioni insediative future.
In Germania, invece, prevale il discorso ecologico in cui si
privilegia laspetto della rinaturalizzazione dei territori urbani.
Nei piani di citt come Francoforte, Monaco, Berlino vengono
utilizzate formule gi conosciute, come le cinture e cunei
verdi sviluppate negli anni 30, ma riproposte con una logica
completamente nuova ed in cui prevale la costruzione di
una rete paesaggistica disegnata a partire dalla costituzione
stessa della citt esistente. La grande novit di questi piani
risiede infatti nella loro capacit di conformarsi sulla base
della morfologia e delle opportunit esistenti. In questo senso
i fenomeni di deindustrializzazione costituiscono loccasione
per proporre la salvaguardia della biodiversit, dellidentit
dei luoghi, delle qualit paesaggistiche su di ampie aree
come strategia generale di riqualicazione e valorizzazione
delle regioni depresse. Si pu citare, in tal senso, lesperienza
dellEmscher Park nella Ruhr in cui un piano a scala regionale
di rinaturalizzazione e bonica del corso del ume Emsher
si costituito ad indirizzo e guida nello sviluppo di unintera
regione attraverso limplementazione di una serie di studi e
progetti di dettaglio che hanno accompagnato lidea del piano
al livello concreto della realizzazione.
Anche in Italia riconoscibile nei piani degli ultimi dieci
anni un rinnovato interesse per le problematiche di ordine
paesaggistico ma si pu ritenere che siano ancora troppo
pochi i casi che percorrono questa strada rispetto a quello che
accade in altre parti di Europa. In Italia prevale generalmente
la preoccupazione per la salvaguardia e la tutela dei contesti
ambientali sensibili mentre meno affermato il discorso
dellintegrazione del progetto urbano con il disegno dello
spazio verde come approccio ai paesaggi suburbani. Tra
le eccezioni particolarmente signicative nel rapporto tra
progettazione urbanistica, citt e paesaggio vi sono i progetti
per i grandi parchi metropolitani come il Parco nord a Milano
e, nel campo della pianicazione, la proposta per il PRG del
comune di Roma (2000).
31

In generale si rivelano signicative quelle sperimentazioni
in cui chiaramente riconoscibile la capacit di mettere in
relazione le diverse scale della pianicazione con piani guida
a scala geograca che vengono poi approfonditi da progetti
urbani di dettaglio. Il processo urbanistico si svolge cos in
modo unitario e compiuto no alla sua implementazione
garantendo fattibilit e controllo formale alla scala dei diversi
ambiti di intervento.
gura 60
Parco di Villeneuve a Grenoble
Michel e Claire Corajoud - 1974
gura 62
Plaine Saint Denis
Michel e Claire Corajoud - 1998
Dettaglio dellinterramento
dellautostrada
gura 61
Parco di Sausset a Seine Saint
Denis
Michel e Claire Corajoud - 1980/2000
26
In questo contesto di strumentazione urbanistica si stanno
moltiplicando i casi di progettazione urbana in stretto
rapporto con il contesto ambientale e paesaggistico sia
che si tratti della proposta di nuovi insediamenti, sia che si
tratti di riqualicazione e rivalorizzazione di luoghi esistenti.
Si delinea quindi la necessit di individuare quali possano
essere effettivamente i contributi che questa direzione offre
agli strumenti operativi del progetto urbanistico, attraverso
quali presupposti teorici e culturali, quali siano le direzioni
che questa attitudine ha intrapreso no ad oggi nel panorama
europeo e con quali modalit questo avvenga.
gura 63
Progetto generale della cintura verde
di Francoforte - 1989
gura 64
progetto di dettaglio della cintura
verde di Francoforte - 1989
27
NOTE
1
TABUCCHI ANTONIO (1981), Il gioco del rovescio, Feltrinelli, Milano
2
VIGAN PAOLA (1999), La citt elementare, Skira, Milano, p. 148.
3
BENEVOLO LEONARDO (1991), La cattura dellinnito, Laterza, Roma, p.102-
103
4
Ivi p. 4
5
Ivi p. 73
6
Ivi p. 79. Benevolo sostiene, al contrario, che si tratti di una vera e propria
diluizione e perdita di spinta creativa del paesaggismo Inglese che sopravvive
solo come repertorio formale di soluzioni progettuali.
7
BELFIORE EMANUELA (2005), Il verde e la citt. Idee e progetti dal Settecento
ad oggi, Gangemi, Roma, p. 77
8
BENEVOLO LEONARDO, BENNO ALBRECHT (1994), I conni del paesaggio umano,
Laterza, Roma, p.124
9
Ibidem
10
BELFIORE EMANUELA (2005), cit. p. 79
11
Ivi p. 80
12
GIORDANI PIER LUIGI (1972), Lidea della citt giardino, Calderini, Bologna,
p. 44
13
BELFIORE EMANUELA (2005), cit. p. 86
14
Ivi p. 89
15
UNWIN RAYMOND (1995), La pratica della progettazione urbana, Il Saggiatore,
Milano (Ed. Originale 1909)
16
DAL CO FRANCESCO (1973), Dai parchi alla regione. Lideologia progressista
e la riforma della citt, in: Ciucci G., Dal Co F., Manieri Elia M., Tafuri M.
(1973), La citt americana dalla guerra civile al New Deal, Laterza, Bari, p.
180
17
parchi del popolo
18
paesaggio in citt
19
Marx e Engels ne La condizione della classe operaia in Inghilterra vedono
nellabolizione della distinzione tra proletariato urbano e classe contadina un
punto importante per lemancipazione del lavoratori.
20
GABELLINI PATRIZIA (2004), Tecniche urbanistiche, Carocci, Roma, p. 138
21
VIGAN PAOLA (1999), cit. p.129
22
FRAMPTON KENNETH (1988), In search of the modern landscape, in: Wrede
S. e Adams W. H. [a cura di], Denatured Visions. Landscape and culture in
the Twentieth Century, Moma, New York, pp. 42-61
23
BENEVOLO LEONARDO, BENNO ALBRECHT (1994), cit., p. 134
24
COGATO LANZA ELENA (2005), Le territoire invers in: Versteegh P. (2005),
Mandres. Penser la paysage urbain, PPUR, Lausanne, p. 122
25
LVEILL ALAIN [a cura di] (2003), 1896-2001 Projets durbanisme pour
Genve, Georg Editeur, Genve, p.72
26
BELFIORE EMANUELA (2005), cit. p. 160
27
Purtroppo labitudine a banalizzare il signicato e la portata del
Movimento Moderno con una critica superciale e ormai convenzionale
e la sottovalutazione della sua componente progressista a scapito di una
sopravvalutazione dellecological planning non sempre ha portato delle
novit in senso migliorativo nel campo della progettazione urbanistica.
Per esempio le esperienze di bioedilizia hanno spesso replicato forme
e sistemi insediativi desunti dal modello della citt giardino rinunciando a
proporre qualsiasi tipo di innovazione spaziale e riducendosi ad un fenomeno
completamente assorbito dalle forze del mercato immobiliare urbano.
28
MAROT SEBASTIEN (1995), Lalternative du paysage, in: Le Visiteur 1 - ville,
territoire, paysage, architecture, Soc. des Architectes, Paris, p. 64
29
BELFIORE EMANUELA (2005), cit. p. 199
30
Il caso Olandese, sebbene importante, si inserisce in una tradizione
di gestione dello spazio pubblico che determinata da fattori storici ed
economici radicalmente diversi da quello della situazione dellEuropa sud-
occidentale. In particolare, il progetto di paesaggio coincide con unopera
continua di fondazione ed adattamento della terra strappata articialmente
al mare e poi gestita in un regime di propriet pubblica. In questo senso
e visti gli obbiettivi operativi della ricerca si ritiene che vada affrontato ed
approfondito in altra sede.
31
Adottato nel 2003 il piano di Roma denisce, oltre al sistema paesaggistico
ed ambientale ed alla rete ecologica, una serie di ambiti di paesaggio relativi
gura 65
Piano dellIle de France - 1994
Dettaglio della trama verde della
regione di Parigi
gura 66
Piano del verde di Monaco - 1990
Il sistema dei cunei verdi
28
a conformazioni orograche differenti (valli, umi, pianori, ). Una
guida alla progettazione indica icriteri indicativi per gli interventi edilizi e
di infrastrutturazione viaria. interessante notare, inoltre, come lormai
classico modello di cintura verde sia riproposto nella forma di ruota
verde costituita da raggi=cunei verdi e ruota=cintura verde.
gura 69
Michel Desvigne e Cristine Dalkony
Parco F. Mitterand - Issoudun
pianta
gura 67
Piano regionale dellEmscher
Landschaft Park - 1989

gura 68
Berlino - Piano per la riqualicazione
del quartiere di edilizia sociale
Marzhan - 1991-in corso
29
PARTE II
Il concetto di \paesaggio come aspetto strutturale del progetto urbanistico:
matrici culturali e teoriche
30
II.1 LA PROGETTAZIONE SITE SPECIFIC
1
COME PRESUPPOSTO DELLA RICERCA
Lacquisizione del concetto di paesaggio come materiale strutturale e formale nel progetto
urbanistico pu essere fatto risalire alla seconda met degli anni sessanta. In quegli anni
si sviluppa sia in ambito Europeo che in quello nord americano, un contesto culturale che,
seppur estremamente eterogeneo, esprime una critica durissima nei confronti dei fondamenti
dellurbanistica moderna di matrice funzionalista.
In primo luogo vengono messi in discussione gli strumenti stessi della disciplina, il piano degli
standards, degli indici e dello zoning ritenuti eccessivamente schematizzanti/semplicatori/
banalizzanti rispetto al contesto ed alle trasformazioni territoriali che si andavano delineando. Il
punto centrale delle contestazioni mosse alla cultura funzionalista rinvenuto nellindifferenza
della pianicazione verso il supporto geograco ed orograco dei luoghi. Il riuto del grado
zero dellarchitettura
2
diventa cos la ragione centrale intorno a cui si muovono molti ambiti
di ricerca. in alternativa alla pratica progettuale della tabula rasa della Carta di Atene che
viene avviata una riessione sullidea di unurbanistica diversa fondata su di un approccio
qualitativo e prestazionale e che si occupa di forme e relazioni dei materiali urbani oltre che di
dimensioni e programmi.
Tra i tanti loni di ricerca si possono mettere in luce quelli che, sino dallinizio del dibattito, hanno
individuato nel paesaggio e nel territorio un campo di approfondimento da abbordare con gli
strumenti della progettazione, intesa come pratica di implementazione di idee e piani astratti.
Alcuni di essi rivestono una particolare importanza perch hanno dato origine a veri e propri
loni teorici in qualche misura conuiti nella teoria e nella pratica del progetto contemporaneo
con apporti sempre riconoscibili.
Senza avere la pretesa di esaurire largomento e con lobbiettivo di sviluppare un discorso
progettuale relativo alla forma urbana e il paesaggio, sono stati individuati alcuni spunti teorici
particolarmente signicativi che hanno mosso le loro posizioni da quel clima culturale.
interessante notare che lacquisizione del concetto di paesaggio nella progettazione avvenga
a partire da altre discipline prima che in campo urbanistico. I testi proposti di Lynch, Mcharg,
Gregotti, Smithson sono, in questo senso, precursori di alcune linee di ricerca afferenti a contesti
culturali, disciplinari e geograci molto diversi tra loro. Pubblicati quasi contemporaneamente
hanno avuto grande risonanza negli anni a seguire e sono divenuti un riferimento nei relativi
ambienti disciplinari. Si veda per esempio la denizione delle problematiche relative alla nuova
dimensione della citt e laspirazione allunit tra urbanistica e architettura come apporto
italiano al dibattito europeo di quegli anni che avuto vari sviluppi tra cui il discorso sul Progetto
di Suolo di B. Secchi e il lone del projet urbain in Francia; la sensibilit topologica
3
, gli
earthworks, le escursioni suburbane della Land Art a cui possono essere ricondotte alcune
esperienze di riqualicazione come quelle di Peter Latz per lEmsher Park e quelle di gruppi
come i Cliostraat e gli Stalker; lapproccio ecologico alla pianicazione attraverso gli strumenti
ormai codicati delle analisi di idoneit ed i concetti di vocazione intrinseca dei luoghi e di
capacit portante
4
; la grande importanza didattica dei testi di Lynch in campo universitario
e lapproccio del siteplanning come una vera e propria nuova disciplina fondata in termini di
sistemi di signicato e di percezione dellambiente.
I testi di riferimento, scelti per il loro valore esemplicativo, hanno un ruolo importante nel
legare gli intenti morfologico-formali della progettazione urbana e territoriale ad alcuni aspetti
del paesaggio. In questottica nei quattro testi riconoscibile un terreno comune su alcuni
assunti di fondo:
1 - La progettazione come strumento capace di articolare alle diverse scale e in tempi diversi
sia gli aspetti spaziali che quelli sociali dellintervento sul paesaggio.
5
2 - La scala territoriale in relazione al concetto di paesaggio e le sue implicazioni nel campo della
progettazione sotto le sue diverse declinazioni (architettonica, urbana, ecologica, artistica).
3 - La ricerca di una fondamentazione del progetto a partire dalle caratteristiche dei luoghi
della trasformazione, la progettazione site specic ed il riconoscimento del ruolo dellanalisi
come primo atto progettuale.
4 - Il discorso sulla forma e, nello specico, sulla morfologia del territorio.
5 - Il vuoto, lo spazio aperto come inizio della riessione progettuale operando di fatto
uninversione sulla consueta relazione tra progetto e oggetto.
6

Il metodo di lettura dei testi nalizzato ad individuare alcuni contributi chiave per la denizione
di una metodologia operativa. I testi vengono analizzati per mezzo di una sorta di scheda
di lettura con lintento di poter estrapolare alcuni principi riconducibili ad una metodologia
del progetto urbanistico. La scheda articolata in tre sezioni. La prima parte contiene una
sintetica presentazione del contesto culturale in cui stato pubblicato il testo; una seconda
parte relativa allanalisi del corpo centrale del testo e dei suoi contenuti; la terza individua
sinteticamente i principi progettuali pi signicativi.
31
VITTORIO GREGOTTI: LA FORMA DEL TERRITORIO
7
Il contesto culturale ed i contenuti generali
Una prima versione del saggio La forma del territorio appare su di un numero speciale
di Edilizia Moderna 87-88/1966 con il titolo omonimo. Nel 1991, venticinque anni dopo
la prima pubblicazione, viene ripreso un estratto del testo nelleditoriale di Casabella 575-
576, Il disegno del paesaggio italiano dal titolo Progetto di paesaggio. La pubblicazione
avviene in un contesto culturale particolarmente attivo ed in coincidenza con Larchitettura
della citt di Aldo Rossi, un altro testo fondamentale per la cultura architettonica italiana.
Intorno alla rivista Casabella di Ernesto Nathan Rogers si forma, a partire dalla prima met
degli anni 60, una generazione di architetti che vede una via di uscita dalla crisi in cui si
trovava la cultura architettonica e urbanistica moderna nella considerazione della citt come
realt sica. In particolare lattenzione per la descrizione e classicazione della citt in termini
formali acquisisce il signicato di riportare lattenzione sugli aspetti peculiari dei luoghi nelle
loro componenti morfologiche, geograche, paesaggistiche ma anche sugli aspetti di ordine
storico e culturale che contribuiscono nel tempo alla loro formazione.
Alcuni temi fondamentali accomunavano il dibattito di quegli anni: la nuova dimensione
8
della
citt, il rapporto tra storia e architettura, il metodo di analisi della realt, il ruolo del progetto in
relazione agli strumenti tradizionali della pianicazione e specialmente le questioni di ordine
disciplinare che riguardavano lautonomia disciplinare e la specicit dellarchitettura.
Al contrario del gruppo Tendenza (Rossi, Aymonino) che si poneva in stretta continuit con
gli studi morfo-tipologici di Muratori, le premesse culturali di Gregotti si possono far risalire
al pensiero fenomenologico, vicino a certe posizioni dello strutturalismo, particolarmente
nella versione di Maurice Merlau Ponty
9
e di Enzo Paci. Da questi presupposti si articoler
la sua ricerca relativa al paesaggio e allidea di architettura come mezzo di trasformazione
dellambiente sico nella sua totalit.
I problemi vengono posti a partire da unottica di lettura dellarchitettura come insieme
ambientale totale in cui, in alternativa alla pratica del Movimento Moderno, si privilegia
lorganizzazione in gure delle forma esistenti attraverso linstaurazione di nuovo senso
piuttosto che la produzione di nuove forme
10
.
Consapevole delle trasformazioni territoriali che in quegli anni vedevano un primo forte impulso,
Gregotti riconosce nelle questioni poste dalla nuova dimensione della citt (la citt territorio,
la scala territoriale, il paesaggio) un assunto fondamentale del discorso sulla progettazione
dello spazio e sulla formalizzazione dei processi di trasformazione in atto. La denizione della
nozione di paesaggio antropogeograco
11
consente a Gregotti di articolare una proposta
intorno ai problemi relativi alla nuova dimensione della citt e affermare la necessit di una
descrizione della forma del territorio.
Struttura, articolazione e contenuti del testo
Il testo suddiviso secondo vari paragra che introducono gli argomenti della trattazione
e di cui si riassumono i contenuti rilevanti. La questione centrale del libro viene enunciata
immediatamente allinizio: [] di indagare intorno alla fondazione di una tecnologia formale
del paesaggio antropogeograco dal punto di vista dellarchitettura. Indagare cio quali
problemi vengano posti in primo piano dal considerare il nostro lavoro di architetti come lavoro
sugli insiemi ambientali a tutte le scale dimensionali.
12
gura 70
Vittorio Gregotti
Piano PEEP a Cefal - 1976
Nella possibilit di isolare il problema della forma alla
scala antropogeograca viene rinvenuta la necessita di
unapprofondimento di alcune questioni di ordine disciplinare
relative al rapporto tra Planning e Design e alla disciplina
del Landscape. Allesterno del campo disciplinare proprio
dellarchitettura Gregotti fa riferimento in particolar modo a
tre gruppi di studi che si sono occupati di problemi relativi alla
strutturazione formale del territorio
13
.
La geograa del paesaggio
In primo luogo la geograa come settore disciplinare da
sempre coinvolto nella descrizione e studio dellambiente
sico a grande scala e che pur indagando relazioni e
formazione dello spazio geograco, non costituisce proposte,
non ha nalit progettuali.
Il paesaggio come oggetto estetico
Il secondo settore quello che riguarda la modicazione degli
strumenti di comunicazione in particolare quello relativo alla
strutturazione della forma visuale dellarte moderna in grado
di far fronte alle dinamiche spaziali e temporali richieste dalla
dimensione geograca.
14
Lindagine sviluppata a partire dal
presupposto che il paesaggio antropogeograco possa essere
oggetto estetico. Gregotti si occupa dal ruolo assunto dalle
arti della rappresentazione (pittura, fotograa, cinematograa)
nella costruzione storica della nostra percezione evidenziando
il loro apporto signicativo nella conquista di nuovi punti di
vista sui diversi aspetti della realt territoriale e paesaggistica.
Il loro ruolo assume una particolare rilevanza nellambito di
tutte quelle discipline che hanno necessit di utilizzare gli
strumenti di descrizione e rappresentazione del territorio e sul
loro ruolo anticipatorio rispetto a discipline come lurbanistica
che ha un feedback molto pi lento.
Le teorie sugli aspetti formali della citt
Il terzo gruppo si riferisce a quegli studi che si sono occupati di
problemi di strutturazione della forma urbana e come il punto
di vista della gura della citt possa essere considerato un
caso particolare del problema della gura del territorio.
Gregotti individua negli studi condotti da Kevin Lynch e
Gyorgy Kepes presso il MIT di Boston uno dei contributi pi
importanti nel campo degli studi della gura dellambiente
sico e dellimmagine della forma urbana
15
ed in cui, per la
prima volta, la questione della morfologia urbana viene posta
in termini di sistemi di signicato.
32
Dinamica morfologica del territorio
Negli ultimi cento anni il movimento di trasformazione nel tempo della gura del paesaggio
antropogeograco ha subito una particolare accelerazione e con rapidit sempre maggiore si
assiste alla progressiva e inarrestabile riduzione da parte delluomo della natura a cultura.
16

A questa espansione spaziale ed accelerazione temporale dei processi di trasformazione non
ha corrisposto la messa a punto di unadeguata strumentazione progettuale che consente una
strutturazione formale del territorio alla scala geograca e del paesaggio. Gli architetti sono
costretti a ricorrere ad altre discipline per la rappresentazione del territorio di cui non sono pi
in grado di controllare n prevedere le modicazioni in atto.
La tradizione del landscape e la difesa del paesaggio
La fondazione della disciplina del Landscape e, quindi, lassunzione del paesaggio tra i
materiali in qualche modo operabili in senso estetico ed il riconoscimento culturale del valore
intrinseco dei luoghi, determina lesigenza di articolare una legislazione in grado di tutelarne le
caratteristiche peculiari. La prima legislazione di tipo vincolistico risale ai primi decenni del 900
con la fondazione dei Parchi Nazionali che hanno lo scopo principale di operare una difesa
di alcune porzioni di territorio dalle pressioni del mercato immobiliare. Il territorio risulta cos
suddiviso in aree privilegiate di particolare valore storico-naturalistico la cui operabilit intesa
esclusivamente in senso conservativo e aree non vincolate, di non-paesaggio
17
in cui spesso
le uniche norme sono quelle relative alla densit. Questa osservazione consente a Gregotti
di avanzare una critica ed allo stesso tempo una proposta sul ruolo della progettazione nel
governo delle trasformazioni dei luoghi, anticipando di almeno una ventina danni un dibattito
ancora in corso
18
. In particolare il progetto dovrebbe essere in grado di strutturare anche i
luoghi meno rilevanti da un punto di vista storico e paesistico, i luoghi non tutelati, secondo
obbiettivi gurali capaci di fornir loro un nuovo signicato allinterno di un sistema ambientale e
paesaggistico pi ampio. Attraverso la lettura dei caratteri formali dei luoghi esistenti il progetto
deve sviluppare unarte dellenvironnement in grado di porre gli oggetti luno in rapporto
allaltro e di servirsi delle forze in espansione in atto con lo scopo di ottenere un risultato
migliore delle condizioni originali.
19

La gura del territorio e la tradizione disciplinare dellarchitettura
Il discorso sulla gurabilit del paesaggio sviluppato a partire da tre ordini di considerazioni:
la prima costituisce il riconoscimento della crisi dellarchitettura e dellurbanistica di matrice
funzionalista che vede nel rapporto di corrispondenza sequenziale forma-funzione il suo
principale fondamento progettuale; la seconda riguarda la necessit di ricostituire la specicit
disciplinare dellarchitettura fondandola sul preciso compito di introdurre degli obbiettivi
gurativi nellattuazione spaziale dei servizi nel contesto
20
. In questo senso larchitetto deve
poter proporre modelli spaziali pertinenti al proprio campo disciplinare e metterli a confronto
con gli altri contributi specialistici sullo stesso piano interdisciplinare ed in questo senso deve
comparire sin dallinizio del processo di pianicazione il problema della gura signicativa di
citt e territorio; la terza si riferisce alla possibilit di riconoscere nella costruzione del paesaggio
un campo di specica competenza architettonica con lobbiettivo di costruire una geograa
volontaria mirata alla continua espansione della sua fruibilit a partire dalle situazioni esistenti
e dal loro riconoscimento.
Problemi di lettura dei sistemi ambientali
Per operare in una situazione geograca specica necessario operare una lettura alla scala
appropriata e quindi dotarsi di una nomenclatura e di una descrittiva formale del paesaggio
21

in grado di rappresentare e classicare le tipologie formali del paesaggio antropogeograco,
i valori formali del territorio, gli indici di trasformazione formale e i criteri di denizione del
comprensorio formale.
Gregotti evidenzia le difcolt riscontrabili in questa operazione di lettura alla scala del
territorio:
1- denire ununit operativa di lettura. suggerito un metodo riconducibile al riconoscimento
di insiemi formali circoscrivibili per esempio servendosi dei concetti della topologia spaziale
come quello di campo, insieme, gruppo, iterazione. I campi sono costituiti da vari insiemi di
elementi ambientali omogenei, collezioni di materie operabili, che vengono rilevati secondo
vari piani di rilevamento relativi a stratigrae, storia del processo di formazione, materiali e loro
inventario ed ordinamento per forma, colore, struttura. Sono compresi in questo gruppo tutti
gli schemi di relazione geometrici, le sequenze, le polarit, la posizione e quantit, le maglie
riconoscibili, le densit di signicato intese sia nel senso delle destinazioni duso sia dal livello
di qualit simbolica dei luoghi. Questa idea e principio di una possibile lettura del territorio a
scala geograca a partire dai materiali costituenti elementari stata poi ampiamente ripresa
ed approfondita da alcune ricerche sviluppate negli anni 90.
22
2- operare una revisione degli strumenti di rappresentazione partendo dal presupposto che il
piano fotogrammetrico o fotograco rappresenta uno strumento efcace come supporto ma
che non in grado di restituire niente del peso gurale delle varie parti del territorio.
23
Un catalogo degli approcci formali
Gregotti suggerisce vari piani di possibili di lettura formale del territorio secondo un ottica
proveniente dallo spostamento di scala degli approcci delle arti visive che conducono a diversi
tipi di atteggiamenti verso la strutturazione formale del paesaggio. Sono individuati diversi tipi
di approcci possibili:
- approccio tendente ad una invenzione gurale totale attraverso il cambiamento di senso
della materia esistente (a partire dallevocazione/riconoscimento nella forma geograca di
forme delle cose del mondo);
- approccio del riconoscimento delle preesistenze ambientali come sfondo continuo
dellintervento di trasformazione (loggetto che misura il paesaggio, gura per rapporto ad
esso);
- approccio combinatorio delle materie rilevate attraverso unottica molto distante e una lettura
alla dimensione geograca (geograa e geometria);
- approccio che sfrutta la materialit del suolo per operare la trasformazione attraverso la
lettura della struttura del supporto geologico.
Natura della disegnabilit a scala geograca
Gregotti si chiede allora quale sia il limite temporale e spaziale della disegnabilit e
dellinvenzione geograca, in cosa consista la differenza tra le operazioni gurali caratteristiche
del suo livello dimensionale, quelle tradizionalmente connesse alle arti gurative e quelle legate
alla tradizione architettonica moderna; quali siano gli elementi di queste due tradizioni che sia
possibile recuperare come valori della disegnabilit a scala geograca. Torna sulla necessit
33
di denire delle tecnologie formali di lettura del territorio nalizzate alla sua strutturazione
perch: troppo varie e resistenti sono le situazioni, troppo ricche di spunti per non appoggiarci
ad esse.
24
Il problema posto a partire dalla constatazione che le azioni di trasformazione che
implicano una modicazione della forma avvengono sempre relativamente ad una situazione
contingente ben precisa, con condizioni esterne e di preesistenze ambientali
25
di fatto
differenziate. Di conseguenza la specicit dellazione di trasformazione necessariamente
legata ad una soglia minima operativa oltre la quale lefcienza operativa viene meno nella
formazione/nellazione di creazione/conseguimento di un nuovo signicato: In ogni caso,
poich non si tratta nel progetto di paesaggio della manomissione totale dellambiente come
insieme di elementi su un campo determinato, ma della riassunzione totale di esso in funzione
della formazione di senso, si tratter di operare con il minimo degli spostamenti possibili, con
il massimo cio delleconomicit gurativa dellintervento.
26

riconosciuto in questo senso un primo principio chiave per la trasformazione del paesaggio
antropogeograco, quello cio della minima azione possibile valutata in base alle condizioni
dettate dalla specicit dei luoghi che consenta il massimo rendimento creativo col minimo
sforzo operativo. Questo principio di misura dellazione di trasformazione ritenuto
applicabile sia ai paesaggi in cui sia preponderante laspetto naturale sia nel caso dello spazio
geograco compromesso dallazione delluomo: in entrambi i casi ritenuto valido il principio
di individuazione di una soglia minima di intervento.
Architettura, ambiente, natura
Gregotti conclude il saggio riconoscendo che le considerazioni in esso contenute non possono
acquisire una validit scientica, perch partono da considerazioni orientate ad unoperazione
artistica in quanto estetica e che il problema della strutturazione formale dellambiente
antropogeograco impone una revisione del concetto di natura come valore cos come si
costituito nella tradizione dellarchitettura moderna. Vengono individuate due posizioni estreme:
da un lato lidea di Le Corbusier di natura che entra nella citt attraverso larchitettura, dallaltro
lidea di citt e campagna come due fatti indistinti nel piano per Broadacre city di F.L. Wright.
Lidea di Gregotti , al contrario, quella di paesaggio come insieme ambientale totale che
deve muovere, invece che verso la conservazione o ricostruzione dei valori naturali separati,
verso il riconoscimento della materialit dellintero ambiente antropogeograco come operabile
e continuamente intenzionabile, e fare riferimento alla fruibilit totale come ad un valore
indispensabile. Lo scopo ultimo della trasformazione di paesaggio individuata nella sua
riassunzione in un sistema ambientale accessibile e quindi pi disponibile.
Principi riconducibili ad una metodologia della progettazione
A distanza di quasi 40 anni il discorso di Gregotti appare ancora attualissimo pur essendo
stato in gran parte superato dalle tecnologie e dagli strumenti di descrizione, dal discorso
sullecologia, dalle normative e dalle tecniche urbanistiche nel frattempo sviluppatesi. Il testo
precursore di vari studi e tendenze ed ha anticipato moltissimi temi del dibattito ancora in
parte in corso, in questo senso non ha ancora esaurito la sua portata operativa. In particolare
si possono riassumere alcuni concetti chiave da un punto di vista operativo particolarmente
signicativi nel discorso che ne seguito:
- il riconoscimento nel problema dimensionale e della scala il nodo peculiare di ogni intervento
sul paesaggio e sul territorio geograco urbano;
- la necessit di reperire nuovi strumenti di lettura ed analisi del territorio per rintracciare nella
situazione esistente, nelle preesistenze ambientali e nella geograa dei luoghi gli spunti ed i
fondamenti del progetto;
- la necessit di mettere a punto unadeguata strumentazione progettuale in grado di servirsi
delle forze di trasformazione in atto per ricostituire un signicato ed una fruizione ai luoghi;
- il privilegiare una progettazione fondata sullarte delle relazioni piuttosto che sulla costruzione
di nuovi manufatti e sul design;
- lintroduzione del concetto di soglia minima operativa come soglia di trasformazione oltre
cui non possibile muoversi.
Gli esiti progettuali del discorso di Gregotti si sono limitati ad alcuni progetti di architettura
a scala geograca ed a problematiche relative alla standardizzazione di manufatti edilizi di
grande dimensioni, mentre le implicazioni operative non sono mai state estese direttamente
alla progettazione urbana nella sua complessit. Si vedano per esempio i progetti il complesso
di edilizia pubblica a Cefal (1976) e il progetto per il Polo Universitario di Sesto Fiorentino
(1971).
34
KEVIN LYNCH: THE SENSED LANDSCAPE
27
Il contesto culturale ed i contenuti generali
Siteplanning considerato uno dei testi fondamentali per la
disciplina del progetto urbano. Pubblicato nel 1962 per la
prima volta stato rieditato pi volte con numerose revisioni
ed ampliamenti. In Italia, al contrario di altri testi di Lynch di
notevole fortuna,
28
non esiste una edizione tradotta.
Il pubblico italiano conosce Lynch nella sua prima traduzione
di Limmagine della citt nel 1964 che come siteplanning
frutto della collaborazione con il Joint center for urban studies
del MIT di Boston.
Gi a partire dagli anni 50 con lapprofondimento dellapproccio
percettivo proposto da Architectural Review in Inghilterra
Lynch si occupa della ridenizione del concetto funzionalista
di progetto urbanistico.
Come nei suoi altri testi, Lynch propone un approccio diverso
nel metodo di lettura della citt con lintento preciso di
incidere sulla metodologia di formazione del progetto urbano
nel tentativo di fondare una nuova disciplina a cavallo fra
pianicazione urbanistica e progetto architettonico. In questo
senso Lynch utilizza il termine Siteplanning, gi usato da Unwin
nel capitolo Del site planning e delle strade residenziali
29
in
cui descritta una metodologia di controllo del processo di
pianicazione attraverso le diverse scale di intervento.
Partendo dalla considerazione dellinadeguatezza
dellapproccio disciplinare e alla ricerca di una presunta
oggettivit del processo progettuale Lynch sviluppa un
metodo empirico fondato sulle componenti della gurabilit
30

(imageability) cio basata sulla percezione dei fruitori dello
spazio urbano. Per la prima volta la questione della morfologia
urbana viene posta in termini di sistemi di signicato e
percezione. Nella chiarezza di orientamento e di lettura della
citt riconosciuto un obbiettivo perseguibile e valutabile
attraverso una serie di nuovi strumenti (mental maps, mappe
cognitive) messi a punto a partire da un rilevamento statistico
sullutente. La gurabilit ordinata secondo cinque schemi
operativi (percorsi, riferimenti, margini, nodi e quartieri) e
istituita dal punto di vista dellutente concreto. Loggettivit
presunta delle conclusioni rinvenuta nella verica posta su
basi collettive e, quindi, non soggettiva.
31
Struttura, articolazione e contenuti del testo
La denizione del termine Site Planning enunciata
immediatamente dalle prime righe del libro:
32
una scala di
gura 71
Kevin Lynch - Siteplanning
Ground Form - 1962
intervento intermedia tra il progetto architettonico e la pianicazione urbanistica sul conne
disciplinare di architettura, ingegneria, urbanistica e architettura di paesaggio. Il Site Planning
fornisce allurbanistica gli strumenti e le tecniche per progettare no ai dettagli lo spazio aperto
della citt sulla base delle caratteristiche siche dei luoghi. La condizione necessaria alla
trasformazione dello spazio rinvenuta in unanalisi attenta delle complesse relazioni che si
stabiliscono tra luomo ed il suo ambiente mentre lutilizzo di alcuni requisiti ambientali ha lo
scopo di dare forma al progetto. La progettazione intesa come un insieme di principi che
mettono in relazione tra loro i materiali sici della citt e del territorio in funzione delle diverse
possibilit percettive legate a tutti i cinque sensi.
Nella terza edizione di Siteplanning
33
completamente rivista nella struttura e nellordine dei
capitoli, compare una sezione dal titolo: The sensed landscape and its materials. Rispetto
alle versioni precedenti viene dato un grande risalto al concetto della priorit del sito sul
programma nella progettazione dei luoghi ed in particolare dello spazio aperto. Gi a partire
dallindice, infatti, the site e the user occupano un posto privilegiato. La grande novit del testo
e la sua portata anticipatoria risiede nellindividuare chiaramente nello spazio aperto e vuoto
un materiale progettabile ed intenzionabile secondo un metodo empirico dedotto da unanalisi
di tecniche e materiali.
Il sesto capitolo, The sensed landscape and its materials, si occupa del paesaggio e dei
suoi materiali a partire dal presupposto che la qualit sensoriale di un luogo costituita
dallinterazione tra la sua forma e chi la percepisce
34
. Come gi per lo spazio urbano la forma
dello spazio aperto deve essere progettata in modo tale da costituire unimmagine spaziale
signicativa e dinamica in cui tutte le componenti siche interagiscono coerentemente. Con
una serie di precisazioni Lynch estende le tecniche ad uso del site planning allo spazio
aperto del paesaggio.
Il programma tradizionale di quantit e funzioni viene progressivamente sostituito con la
denizione di una serie di behavior settings, requisiti prestazionali ricavati attraverso lanalisi
dei modi duso, dei vincoli, delle potenzialit, delle caratteristiche materiali e sociali del sito. Il
capitolo si occupa di fornire una serie di strumenti per perseguire questo scopo ed strutturato
come un manuale di tecniche e materiali progettuali relativi al campo specico del paesaggio.
Le proposizioni sono fondate in base allanalisi degli elementi sici della citt e agli aspetti
percettivi del progetto dello spazio aperto.
La prima parte del testo riservata ad una serie di precisazioni sulla natura e possibilit di
applicazione del metodo del siteplanning al paesaggio e da cui possibile ricavare alcuni
concetti generali chiave:
- Il lavoro del progettista deve essere diretto ad amplicare lespressione di un luogo, ad
esaltare e comunicare la sua natura.
35
- Il progetto di paesaggio e dello spazio aperto non pu fondarsi sulla riproposizione di prototipi
spaziali (il giardino francese o giapponese, la piazza italiana, ) che sebbene costituiscano
un enorme riserva di forme possibili, non possiedono nessun legame con luso dello spazio.
- Lo spazio esterno percepito attraverso luce e suono e denito da elementi di chiusura
(enclosures).
- Lo spazio esterno caratterizzato dalla dimensione orizzontale, le sue strutture sono meno
geometriche di quelle dello spazio architettonico e le connessioni tra oggetti meno precise; i
suoi materiali sono la terra, la roccia, lacqua e le piante, soggetti a costanti cambiamenti del
ciclo naturale.
35
- Lo spazio esterno percepito in sequenze temporali, il disegno complessivo delle varie
componenti spaziali che costituiscono un progetto devono essere leggibili come unitarie lungo
le variabili di distanza e tempo.
- La percezione visiva dipende da molte caratteristiche come luce, colore, tessitura e dettaglio,
alcune di queste possono essere manipolate per ottenere un effetto spaziale intenzionale.
La seconda parte del testo riporta una serie eterogenea di indicazioni relativa alle caratteristiche
ed ai materiali dello spazio aperto e del paesaggio e di tecniche di dettaglio per la loro
predisposizione nella costruzione del progetto: luce, tatto e udito, connotazioni, punti di vista,
modelli e mappe, tessiture e materiali, attivit visibile, congruenza e trasparenza, simboli, senso
del tempo, rocce e terra, acqua, piante, manutenzione, dettagli, segnali, arte ambientali,
interessante soffermarsi sulle indicazioni fornite da alcune di queste voci nellambito del taglio
critico-operativo della ricerca in relazione al progetto di paesaggio, per esempio quelle relative
alla topograa e alla forma del suolo
36
e quelle che introducono delle vere e proprie tecniche
progettuali relative allo spazio aperto. Tra queste si riporta una descrizione esemplicativa dei
contenuti di quelle ritenute pi signicative.
Enclosures
Lo spazio aperto denito da elementi come alberi, siepi, edici, colline ma raramente
completamente racchiuso da essi. La dimensione orizzontale prevale ed per questo che
qualsiasi elemento verticale acquisisce unimportanza amplicata. Anche i cambiamenti di
livello possono denire lo spazio aperto e creare un effetto dinamico. Il passaggio da un piccolo
spazio racchiuso ad una grande apertura crea una sensazione di transizione tra contrazione
e rilassamento.
Proportion and scale
Il carattere spaziale di un luogo varia a secondo di scala e proporzione cio la relazione
dimensionale tra gli oggetti e tra le varie parti di un solo oggetto. Lo spazio viene percepito
dallocchio secondo un angolo visivo che varia a seconda della distanza del soggetto
dagli elementi che lo racchiudono. Un elemento la cui dimensione pari alla sua distanza
dellosservatore pu essere analizzato nei dettagli ma non percepito nel suo complesso. Due
volte pi lontano appare come ununit. Tre volte occupa ancora il campo visivo ma comincia
ad essere percepito in relazione con gli altri oggetti.
Visual sequences
Le sequenze visive sono pi importanti dei punti di vista nella percezione dello spazio aperto
del paesaggio che avviene quasi sempre da parte di un osservatore in movimento. La forma
del moto ha, dunque, un signicato preciso cos come la velocit con cui si percorre uno spazio
pu inuenzarne la sua percezione. I luoghi sono percepiti in sequenza e di conseguenza il
tempo un elemento fondamentale nella percezione dello spazio. Come tale deve essere
considerato nella pratica del progetto dello spazio.
Ground form
La forma del terreno inuenza grandemente le scelte del progetto. La topograa originaria non
pu non essere ignorata anche se abbiamo oggi a disposizione macchine che ci consentono
di modellare il terreno. Lynch prende in considerazione i vantaggi e gli svantaggi di costruire
secondo la pendenza del terreno o in contropendenza. Suggerisce di tenere sempre in
considerazione la forma naturale del suolo e di attenuare limpatto sullo spazio circostante
costruendo sempre al di sotto del punto pi alto delle alture.
Stability and change
I materiali dello spazio aperto sono materiali vivi e quindi soggetti a cambiare nel tempo forma,
colore, dimensione. Il progetto deve prendere in considerazione la variabilit dei materiali ed
utilizzarla attivamente come variabile imprevedibile nella conformazione dello spazio sico
(per esempio prevedendo delle piantumazioni alternando specie vegetali con durata di vita
diverse per congurare uno spazio che raggiunger la sua forma completa solo dopo molto
tempo).
Principi riconducibili ad una metodologia della progettazione
Linteresse del testo risiede nella sua portata operativa. Lynch non si limita a fornire delle
indicazioni preliminari o propedeutiche al progetto ma si addentra in questioni prettamente e
specicamente progettuali. Gli strumenti disciplinari sono nalizzati al controllo della forma,
del signicato e delle qualit materiali in funzione di un utente reale.
Si possono riassumere alcuni punti cardine del discorso sul progetto del paesaggio:
- Il tempo come elemento che rientra nella progettazione dello spazio attraverso le sequenze
visive ed il movimento attraverso lo spazio aperto.
- La topograa del terreno e la sua modellazione come strumento per la denizione/controllo
della forma dei luoghi.
- La necessit di denire in dettaglio le qualit dei luoghi (topograche, orograche, )
attraverso la realizzazione di modelli e carte tematiche di analisi.
- La percezione sensoriale (tatto, vista, udito) come punto di partenza per le scelte di forma e
materiali del progetto.
- Limprevedibilit dei risultati nali e denitivi del progetto che si muove a partire da materiali
vivi come i vegetali e il terreno.
Il metodo trova un suo limite nella riduzione di tutto lo spazio ad una questione puramente
visivo-percettivo secondo un modello inventariale
37
dei materiali esistenti. Lapproccio
assolutamente antropocentrico, da un punto di vista esclusivamente umano . Non sono
prese in considerazione alternative, poco le ragioni del sito e delle qualit ambientali ed
ecologiche intrinseche perch esistenti comunque al di fuori della visione umana.
36
IAN L. MCHARG: DESIGN WITH NATURE
38
Il contesto culturale
Ian L. McHarg inizia il suo lavoro di ricercatore presso lUniversit della Pennsylvania agli inizi
degli anni 60 quando il movimento ambientalista comincia ad avere una notevole inuenza
sullopinione pubblica americana. Il corso che conduce di architettura di paesaggio strutturato
secondo un approccio ecologico della progettazione in un momento in cui gran parte dei
pianicatori basavano la loro disciplina su conoscenze che poco avevano a che vedere con le
scienze ambientali e la biologiche.
Lewis Mumford denisce McHarg come urbanistica ecologico
39
. In particolare sottolinea
laspetto innovativo della progettazione proposta da McHarg: Ribadendo la necessit
di un intento consapevole, di una valutazione etica, di unorganizzazione ordinata, di una
deliberata espressione estetica nel trattare ogni parte dellambiente, McHarg pone laccento,
non sulla progettazione o sulla natura in se stesse, ma sulla preposizione con, che implica
cooperazione umana e compartecipazione biologica.
40
In questo senso messo in risalto
lapproccio operativo di McHarg che rinviene negli aspetti restrittivi che la natura comporta alla
progettazione lo strumento per legittimare/fondare le motivazioni e le scelte della modicazione
territoriale. Mumford riconosce in uno sguardo innovativo sul rapporto di citt e paesaggio il
nucleo centrale del pensiero di Mcharg: Non si tratta di una scelta fra citt e campagna:
entrambe sono essenziali; ma oggi la natura, assediata in campagna, troppo scarsa in citt,
ad essere diventata preziosa.
41
Struttura, articolazione e contenuti del testo
Il libro strutturato secondo una serie di capitoli tematici (mare, ume, metropoli, salute, )
ognuno dei quali incentrato sulla descrizione di uno tra i molti lavori di pianicazione ecologica
eseguiti negli anni 60 da McHarg. Sono stati scelti alcuni casi di studio esemplicativi e che
possono essere rapportati al discorso del progetto urbanistico in relazione alla problematica
del paesaggio.
Il principio del determinismo siograco
La prima parte del libro dedicata alla dimostrazione che i fenomeni naturali, dinamici ed
interattivi, rispondono a precise leggi e offrono opportunit ma anche limiti alluso umano.
Opportunit e limiti possono essere valutati e quanticati in base ad ogni specica attivit
delluomo: [] ogni area di terra o di acqua adatta a certi usi del suolo, singoli o multipli, e
si pu stabilire un ordine di precedenza tra queste categorie duso.
42
Nel primo capitolo riportato il caso del Plan for the valleys realizzato nel 1963
dallassociazione di McHArg con David A. Fallace. Il piano riguardava lo studio di un possibile
sviluppo suburbano della regione metropolitana di Baltimora, unarea rurale di grande pregio
paesaggistico a rischio di urbanizzazione disordinata. Gli stessi proprietari delle terre,
consapevoli delle possibili conseguenza sullambiente di uno sviluppo insediativo senza
regole, si costituirono spontaneamente e commissionarono un piano che garantisse la miglior
conservazione dellambiente naturale attraverso un tipo ottimale di urbanizzazione e unequa
distribuzione dei beneci. Essi assunsero direttamente liniziativa per garantire linteresse
pubblico e incidere sulle decisioni riguardanti il destino del territorio.
Il piano venne sviluppato da McHarg come uno strumento capace di prevedere il futuro per
dimostrare le conseguenze siche e nanziarie che avrebbero
comportato scelte insediative sbagliate. Attraverso unanalisi
dettagliata di parametri demograci, di mercato, di valore e di
terreni, della domanda insediativa venne simulato un modello
di crescita cos come si sarebbe potuto vericare in assenza
di nuovi dispositivi urbanisitici. Il modello venne respinto
decisamente dai residenti della regione.
Per individuare il modello di sviluppo ideale nel piano delle
Valli venne, quindi, sviluppato il concetto di determinismo
siograco: Il determinismo siograco indica che
lurbanizzazione dovrebbe rispondere ai processi naturali

43
. Con questo termine McHarg indica il concetto che
ogni decisione di tipo insediativo debba venire valutata
esattamente sulla base degli elementi naturali presenti
nellarea interessata ed attraverso un esame approfondito
delle componenti ecologiche e biologiche legate allacqua,
alla terra, alla conformazione orograca ed idrograca,
geologica dei sottosuoli, alla vegetazione ed alla vita animale
oltre che ai processi umani presenti. Ciascuno di questi
processi interagisce con gli altri e ciascuno ha implicazioni
per lurbanizzazione permettendo di denire la vulnerabilit di
ogni area e la sua capacit di urbanizzazione.
La proposta per il Piano delle Valli riassunto in pochi punti
essenziali che vengono sviluppati solo brevemente da McHarg
e di cui si riportano i pi signicativi:
- Larea bella e vulnerabile
- Il processo di urbanizzazione inevitabile e bisogna trovargli
una sistemazione.
- Una crescita incontrollata sarebbe inevitabilmente
distruttiva.
- Losservanza dei principi di conservazione pu impedire la
distruzione e assicurare una valorizzazione.
Questarea in grado di assorbire tutta la crescita prevista
senza venirne distrutta.
- La crescita pianicata pi desiderabile e vantaggiosa di
quella incontrollata.
44

Sostanzialmente, con il Piano per la Valli, McHarg denisce
un metodo ben preciso per legittimare inequivocabilmente
modalit, dimensioni, caratteristiche e ubicazione dei nuovi
insediamenti umani nel territorio. Il metodo si articola secondo
varie fasi e pu essere cos riassunto:
1. raccolta di dati relativi alle caratteristiche naturali del
territorio
2. raccolta di dati relativi alla domanda ed alla pressione
insediativa di mercato
gura 72
Mc Harg - Designing with nature
Forma signicativa - 1969
37
3. simulazione di uno o pi scenari in cui viene realizzato tutto il carico insediativo
prevedibile
4. analisi e verica delle incompatibilit tra sistemi naturali e sistemi insediativi
5. individuazione per ogni area la capacit di urbanizzazione, la sua vulnerabilit, i vincoli e le
potenzialit inerenti il paesaggio
6. denizione di principi siograci per la conservazione e per lurbanizzazione
7. denizione di un modello di uso di suolo ottimale.
Il metodo in primo luogo fondato sulla raccolta approfondita e dettagliata di una serie di
elementi di conoscenza dei luoghi e sulla loro analisi.
Il principale merito di questo metodo di analisi di aver stabilito un principio di relazione tra
caratteristiche e risorse naturali di un luogo da una parte e possibilit di sfruttamento di tali
potenzialit da parte delluomo dallaltra. Esso si presenta come rapporto univoco e unico
che varia da regione a regione a secondo delle variabili siche presenti. Lapplicazione del
concetto di determinismo siograco , quindi, assolutamente circostanziale mentre il principio
ha sempre, di per se, unapplicabilit generale.
Lo sviluppo di questo principio ha dato, nellambito dellecologia urbana e della pianicazione
ambientale, la possibilit di perfezionare ulteriori strumenti di ricerca come per esempio il Land
Suitability Analysis
45
. Ma soprattutto ha contribuito a legittimare quei loni di progettazione
urbana che sostengono la prevalenza del contesto e delle sue caratteristiche sui programmi
della pianicazione urbanistica di grande scala imposti secondo logiche estranee alla
specicit dei luoghi. Lidea di McHarg in questo senso ancora assolutamente innovativa
e pertinente anche nonostante il radicale cambiamento delle nostre citt negli ultimi anni,
cio da quando venne scritto e concepito il testo di Designing with nature. Le problematiche
poste e le metodologie di lavoro affrontate, la centralit della tematica ambientale nella citt,
il costante assedio delle strutture naturali e di quelle antropiche da parte di modelli insediativi
disordinati e rispondenti esclusivamente a logiche di protto impongono una riessione sulla
rilevanza e pertinenza degli scritti e dei lavori di McHarg al giorno doggi. La loro applicabilit
ai contesti della citt contemporanea sembra possibile ed in alcuni casi gi sperimentata. Una
riessione pi approfondita conduce a valutare la possibilit di applicare il procedimento, la
procedura, la logica del metodo di McHarg alla disciplina della progettazione urbanistica che
con lecologia ed il naturalismo ha in comune linteresse per la fenomenologia dellHabitat
umano. Il metodo progettuale proposto trasferisce alla grande scala urbana linteresse per i
fenomeni sici e morfologici sostituendo di fatto alle politiche territoriali strategiche astratte
di lontani origini funzionalista un metodo pragmatico derivato direttamente dalle componenti
concrete del territorio. Questo signica in primo luogo la completa legittimazione delle scelte
progettuali secondo un metodo scientico fondato sui caratteri siograci dei luoghi ed in
secondo luogo, la verica della loro vulnerabilit-compatibilit con i processi insediativi sulla
base del principio dellinteresse comune.
I processi naturali come valori
46
McHarg costruisce la sua metodologia operativa sul postulato che qualsiasi luogo la somma
di processi storici, sici e biologici dinamici che si costituiscono come valori sociali.
47
Da
qui discende lidea che ogni area intrinsecamente adatta a esclusivamente a certi usi e
che esiste un rapporto univoco tra caratteristiche e usi: La terra, laria, lacqua sono risorse
indispensabili alla vita e costituiscono quindi dei valori sociali. [] Prima di prescrivere come
si dovrebbero utilizzare le risorse naturali, bisogna identicare questi valori sociali inerenti
ai processi naturali. Una volta accettato che il luogo una somma di processi naturali e
che questi processi costituiscono dei valori sociali, si possono trarre delle inferenze relative
allutilizzazione, per assicurarne luso ottimale e lincremento. Questa denita come la
vocazione intrinseca del luogo. Per esempio il terreno pianeggiante con un buon drenaggio
del suolo e delle acque superciali intrinsecamente il pi adatto per il tempo libero intensivo,
mentre le aree di differente siograa rappresentano un valore pi alto per il tempo libero
passivo.
48
McHarg spiega in questo capitolo dettagliatamente il metodo progettuale che porta dalla
denizione delle caratteristiche intrinseche dei luoghi allassegnazione di una categoria duso.
In primo luogo si individuano i processi storici, sici e biologici: clima, geologia, idrologia,
siograa, ecologia animale e vegetale, uso del suolo. Di ciascuna categoria di dati viene
scelto un certo numero di fattori da cui discende la denizione di una mappa delle aree a
vocazione composita conservazione-tempo libero-urbanizzazione.
Processo e forma signicativa
McHarg costruisce le sue teorie sul concetto di forma signicativa come aspetto indivisibile
di un unico fenomeno individuato nellidea di natura come processo. Nellarte e nella
preoccupazione estetica viene rinvenuto un principio comune al naturalismo ed allecologia:
Di tutti gli argomenti di cui si occupano nella loro ricerca del sapere, nessuno forse pi
affascinante della morfologia, e questa, ovviamente, lessenza delle arti grache e plastiche.
[] Vale a dire ci che si vede sia un aspetto importante di ci che .
49
Idoneit il termine che, per i Naturalisti ha sostituito il termine arte e la base della forma
da trovarsi nei processi naturali. Il fatto che le cose esistano la prova della loro idoneit
del loro processo di adattamento e quindi rappresentano forme signicative perch adatte.
La forma signicativa espressione del processo evolutivo che la accompagna ed in questo
senso esiste in natura una comunit di creature appropriata a ciascun ambiente che , non
solo adatta, ma la pi adatta. McHarg la denisce Lidentit della forma data.
50

Lidea della forma data come processo applicabile alle citt perch ogni luogo possiede
una determinata morfologia che rispecchia il processo peculiare di adattamento costituitosi
nel tempo nel rapporto uomo-natura-citt. La forma non segue, quindi, secondo il vecchio
postulato dellarchitettura e dellurbanistica moderna, la funzione: La forma non segue nulla:
parte integrante di ogni processo naturale. [] Se lo scopo delladattamento di assicurare
la sopravvivenza e il successo evolutivo per lorganismo, la specie, la comunit e la biosfera,
gli adattamenti sono diretti in primo luogo allelevazione della vita e dellevoluzione.
51
La citt: processo e forma
Nellultima parte del libro McHarg estende il discorso sulla forma signicativa alla struttura della
citt. I caratteri fondamentali delle citt derivano dal sito e rappresentano lo sfruttamento delle
caratteristiche naturali di un determinato luogo da parte delluomo. Ladattamento cosciente ad
esso ne accresce le qualit fondamentali attraverso un rapporto di reciproca valorizzazione.
In questo senso il genius loci pu essere considerato come uninterazione signicativa di vari
elementi tra i quali alcuni derivano dallidentit naturale dei luoghi altri dallopera delluomo.
38
Principi riconducibili ad una metodologia della progettazione
Il testo di Design with nature costituisce sicuramente lapporto pi signicativo alla
problematica del progetto urbanistico in relazione con il paesaggio. stato per anni un
riferimento importantissimo per la progettazione e costituisce tuttora un esempio importante di
integrazione tra teoria, spunti operativi e pratica progettuale. Rimasto per molti anni un testo
quasi specialistico tra architettura del paesaggio ed ecological planning solo ultimamente
che se ne sta cogliendo la sua portata anche in ambito urbanistico
52
.
I principi operativi fondamentali e le denizioni che si possono direttamente ricollegare ad una
pratica del progetto si possono cos sintetizzare:
- determinismo siograco come principio di relazione tra caratteristiche e risorse naturali di
un luogo da una parte e possibilit di sfruttamento di tali potenzialit da parte delluomo;
- determinazione del grado di incompatibilit tra sistemi naturali e sistemi insediativi, della
vulnerabilit e della capacit di urbanizzazione del paesaggio come punto di partenza del
progetto di modicazione;
- forma signicativa identicata come unica forma possibile ed il riconoscimento della
morfologia dei luoghi e della citt come espressione univoca di un processo di interazione tra
sistemi naturali e sistemi antropici;
- fondamentazione del progetto su di una complessa analisi preliminare che non si riduce alla
raccolta di dati ma anche ad un loro raffronto incrociato ed una lettura critica;
- riconoscimento della vocazione intrinseca di un luogo determinata univocamente dal
rapporto tra sistemi naturali e sistemi antropici esistenti. Sostanzialmente si riconosce che il
progetto di modicazione efcace gi contenuto implicitamente nel luogo.
Il valore centrale ed assoluto del fattore natura e la presunta scienticit del metodo
costituiscono un limite alla comprensione delle componenti antropiche del territorio ed ai valori
estetici, culturali ed artistici del discorso sul paesaggio.
ROBERT SMITHSON: A SEDIMENTATION OF THE MIND
53
Il contesto culturale
Un primo parziale recupero dellidea di paesaggio nellarte avviene negli Stati Uniti a partire
dalla seconda met degli anni 60. Un gruppo di artisti newyorchesi, accettando il confronto
con la complessit dellesperienza contemporanea, propone di estendere il campo di interesse
dellarte allambiente, allarchitettura, al paesaggio ed alla citt. Un atteggiamento critico verso
le forme artistiche chiuse in musei e gallerie spinge i primi land artist verso progetti ambientali
in cui arte e sito sono inestricabili ed in cui il paesaggio non costituisce solo loggetto dellarte
ma diventa il materiale grezzo su cui lavorare
54
. La Land Art nasce quindi come forma artistica
fuori dalle gallerie, nel tentativo di radicare le pratiche artistiche nel paesaggio lavorando a
scala territoriale e sperimentando varie forme di dialogo ambientale.
La critica principale che viene mossa allarte di essersi isolata in una ricerca formale astratta
divenendo unespressione autoreferenziale. A partire da questo presupposto vengono
sviluppate nuove forme di sperimentazione in cui lintervento artistico si trasforma in un vero
e proprio apparato critico-percettivo che relaziona lautore, lo spettatore ed il contesto facendo
interagire strutture architettoniche, terreno e vegetazione.
Limportanza teorica e pratica della Land Art risiede proprio in questo aspetto, ancora
attualissimo nel dibattito contemporaneo: il ruolo attivo e la partecipazione dello spettatore
nellopera darte intesa come dispositivo complesso nalizzato alla interiorizzazione attiva dei
luoghi. Il paesaggio, in questo senso, non riferibile ad una visione distaccata e contemplativa
ma visto come elemento continuamente ricostruibile operando sugli elementi percettivi e sulla
denizione del signicato dei singoli siti.
Tra gli esponenti della Land Art Robert Smithson ha contribuito in modo decisivo a denire
criticamente le tematiche e modalit di intervento dellarte ambientale in relazione ai territori
della citt e del paesaggio.
Struttura, articolazione e contenuti del testo
Gli scritti di Robert Smithsono furono pubblicati per la prima volta solo dopo la sua morte
avvenuta prematuramente nel 1979, a cura della moglie Nancy Holt.
55
La raccolta comprende
numerosi testi che accompagnavano le opere di Smithson o ne costituivano lessenza. Sono
presi qui in considerazione tre testi ritenuti fondamentali per comprendere i risvolti operativi
dellopera di Smithson e la relazione con il concetto di paesaggio della Land Art.
A Tour of the Monuments of Passaic
Il lavoro di Smithson ha origine dallosservazione dei profondi cambiamenti subiti dallambiente
nellalterazione della sue componenti naturali e si indirizza al restauro del paesaggio
postindustriale a partire dalla denizione di un nuovo linguaggio per raccontarlo.
In A Tour of the Monuments of Passaic
56
le escursioni suburbane di Smithson diventano una
forma inedita di turismo attraverso cui lartista dice trasformarsi in un site-seer. Per la prima
volta ai territori degradati delle periferie industriali viene riconosciuta una dignit artistica a cui
possibile rivolgere uno sguardo estetico, ben prima che gli architetti vi scoprissero una fonte
di ispirazione.
57
Giocando con i termini di sightseen=vista panoramica e siteseer=colui che vede i luoghi
Smithson opera un inversione del pittoresco. Nel testo sono riportati i dettagli di un panorama
39
grado zero della periferia suburbana di New York. I monumenti che il narratore va segnalando
come se si trattassero di costruzioni di un parco pittoresco, sono al contrario i segni e gli
strumenti della de-naturalizzazione di questo paesaggio
58
. Essi sono stati privati della sintassi
pazientemente costruita di una memoria locale che li connetta gli uni agli altri. Smithson li
denisce rovine al contrario (ruins in reverse)
59
perch, allopposto delle rovine romantiche,
non cadono in rovina dopo essere state costruite ma piuttosto si elevano a rovine prima
dessere costruite.
Lentropia intrinseca nei paesaggi abbandonati, quello delle aree industriali dismesse come
quelli desertici, contenuta potenzialmente in ogni processo di mutazione dellambiente.
La lettura di nuove geologie di deterioramento avviene con la raccolta di tracce e detriti
attraverso il procedimento dei non sites e delle three-dimensional maps. Queste operazioni non
costituiscono una catalogazione esatta di materiali ma unoperazione astratta di reperimento
di segni che equipara mutazioni siche e semantiche. Smithson dice che il tempo trasforma
le metafore in cose e che il futuro disperso da qualche parte nelle paludi del passato non
storico
60
aprendo di fatto una riessione sul funzionamento della memoria e su tutta una serie
di procedimenti analogici che consentono di determinare quali saranno gli assetti futuri del
territorio.
Latto cosciente di visitare luoghi invisitabili, lo sforzo di rappresentarli e di produrre unidea,
contiene gi un abbozzo, se non di una redenzione, almeno di una possibile reintegrazione,
di una reinvenzione dei luoghi
61
. Il site-seer si trasforma in un site-maker.
A sedimentation of the mind
La profondit delle riessioni intorno al tema del territorio evocata dal testo A sedimentation of
the mind scritto da Robert Smithson nel 1968, ci riporta immediatamente e con forte evidenza
alla complessit dei paesaggi contemporanei, articiali o costruiti, delle nostre citt. La citt,
dice Smithson, da lillusione che non esista la terra e larte deve porsi come alternativa al
sistema assoluto della citt per rivelare un ordine di pi fondamentale importanza. Per troppo
tempo larte si focalizzata sulloggetto trascurando il processo artistico che si svolge nel
tempo attraverso la mente e la materia.
Uno dei postulati principali di Smithson il legame intrinseco di pensiero e materia entrambi
deniti come una sedimentazione progressiva di frammenti, in stato di continua erosione.
62

Per Smithson la rassomiglianza tra processi mentali e geologici non solo una metafora ma
la prova di appartenenza ad un sistema cosmico pi vasto, il lavoro di polverizzazione
della materia di molte sue opere nalizzato a prendere coscienza dei substrati della terra e
del tempo geologico del paesaggio: Gli strati della terra sono un museo inesauribile. Inscritto
nel sedimento vi un testo che contiene limiti e barriere che evadono lordine razionale e
le strutture sociali che connano larte. Per leggere le rocce dobbiamo divenire consapevoli
del tempo geologico e degli strati dei materiali preistorici che sono sepolti nella crosta della
terra.
63
In questo senso lavorano gli earth projects detti non sites dispositivi che consentono la lettura
del tempo profondo della geologia attraverso un processo circolare di rimandi e contaminazione
tra realt sica e rappresentazione. Il procedimento consiste nel circoscrivere su una mappa
una porzione di territorio, raccogliere una certa quantit campioni di rocce e terreno nei settori
corrispondenti a quelli rappresentati nella mappa e portarli in galleria in contenitori con la
stessa forma dei settori geograci.
64
I contenitori ed il loro contenuto diventano per Smithson
delle mappe a tre dimensioni che entrano in un circuito di
scambio continuo tra astrazione, materialit e scale di lettura
diverse che operano uno svelamento del paesaggio e del
signicato del territorio.
The spiral Getty
In molti altri lavori di Smithson, forse i pi conosciuti della
Land Art, fa ricorso allidea di terreno come substrato ricettore
dellarte. Lazione di marcare il paesaggio della Spiral Getty
rimanda alle forme di simbolizzazione del luogo di alcuni siti
preistorici (Nazca, Stonhenge).
La suggestione che larte possa derivare alcuni suoi aspetti
di forma, materiale e contenuto dal contesto topograco in
cui realizzata conduce alla denizione del termine site
specic. Smithson afferma chiaramente che sar il sito
a determinare il tipo di costruzione e da una spiegazione
precisa delle motivazioni delle scelte relative al luogo e alla
forma dellimpianto dellinstallazione. La spirale scaturisce
dallevidenza della realt.
65
I materiali utilizzati sono quelli
rinvenuti, si fa ricorso allidea di sedimentazione ed accumulo
operando delle trasposizioni di terra e sassi senza apportare
o togliere niente, solo attraverso degli spostamenti.
In questo senso il lavoro di Smithson si pu dire site specic
perch intrinseco alla costituzione geologica stessa del
luogo, in una delle possibili conformazioni che pu assumere
nel tempo attraverso operazioni semantiche che lasciano
invariato il supporto territoriale. La geologia ed il concetto di
sedimentazione vengono utilizzati come elementi che ancorano
il segno a una dimensione profonda e contemporaneamente
lo dilatano orizzontalmente verso lestensione geograca. In
tutto questo processo lo spettatore viene sollecitato/coinvolto
attivamente nella lettura e reinterpretazione dello spazio
dalle opere che funzionano come dei dispositivi di lettura del
paesaggio a scala territoriale.
Principi riconducibili ad una metodologia della
progettazione
In termini progettuali il cammino intrapreso da Smithson
estremamante interessante specialmente quando non si
limita ad una contrapposizione tra siti e non-siti ma tenta una
fusione dialettica tra il supporto territoriale e lopera sica,
come nella realizzazione della Spiral jetty.
66
Sono riconoscibili alcuni principi non espressi esplicitamente
ma riconducibili ad una teoria della progettazione:
- la capacit dellarte site specic di derivare alcuni suoi
gura 73
Robert Smithson
Non site - 1967
40
aspetti di forma, materiale e contenuto dal contesto topograco
a cui si riferisce;
- la denizione di un nuovo linguaggio per raccontare il degrado
dei paesaggio suburbano assunto a soggetto estetico;
- il rimando continuo tra profondit e sedimentazione geologica
e estensione della scala geograca come capacit del
progetto di affrontare le diverse scale di denizione formale
del paesaggio: dal dettaglio al territorio;
- il riconoscimento di un legame intrinseco tra processi mentali
e materia geologica non solo in senso metaforico;
- opera darte come apparato critico-percettivo che relaziona
lautore, lo spettatore ed il contesto facendo interagire strutture
architettoniche, terreno e vegetazione;
- il ruolo della partecipazione dello spettatore nellopera
darte intesa come dispositivo complesso nalizzato ad
una restituzione di senso ed alla interiorizzazione attiva dei
luoghi.
gura 74
Robert Smithson
Spiral Getty - 1972
NOTE
1
Il termine site specic stato utilizzato per la prima volta nellambito della Land Art allinizio degli anni 70. Per
lorigine Cfr. con la nota 11 dellintroduzione a questa ricerca e le note successive in questa stessa sezione.
2
CORBOZ ANDR (1992), Lurbanistica del XX secolo: un bilancio, In: Ordine sparso. Saggi sullarte, il metodo, la citt
e il territorio, Franco Angelii, Milano, pp. 219-226
3
la denizione utilizzata da Andr Corboz per alcune opere della Land Art tra cui Shift realizzata da Richard Serra
in Ontario nel 1972. Cfr. CORBOZ ANDR, Avete detto spazio?, in: Casabella 597/598 1993, p.23.
4
Per una analisi dettagliata sullapplicazione delle tecniche dellEcological Planning si veda, p.e. TREU MARIA CRISTINA
(1996), Il piano di Mantova: un approccio ecologico, Urbanistica 107, p.66.
5
GREGOTTI VITTORIO (1990), Cinque dialoghi necessari, Electa, Milano, p.29
.
Nella denizione che ne da Gregotti: Il
progetto terreno comune a molte attivit umane, modo di dare corpo ai desideri o di strapparsi via da essi per
mezzo di una strategia, strumento anche per quelle attivit che non posseggono uno statuto disciplinare riconosciuto:
ma proprio delle discipline dellarchitettura, dellingegneria e delle arti visive di dare ad esso un esito spaziale e non
solo linguistico.
6
A partire dagli anni 80 si pu riconoscere un progressivo interesse in questo rovesciamento di prospettiva, fra
gli altri, nel Piano di Jesi di B. Secchi (1983-1988), a partire dal testo di K. Frampton In search of the modern
landscape del 1988 e no al concetto di imagining nothingness di R. Kolhaas (1985). Cfr. VIGAN PAOLA (1999), La
citt elementare, Skira, Milano, p.148.
7
GREGOTTI VITTORIO (1966), La Forma Del Territorio, In: Il territorio dellarchitettura, Feltrinelli, Milano, pp. 57-98
8
Si possono citare, per esempio, gli studi di Giancarlo De Carlo relativi allarea metropolitana milanese realizzati per
lILSES a partire dal 1960 ed il Seminario di Stresa organizzato sempre da De Carlo nel 1962 dal titolo: La nuova
dimensione della citt. La citt regione.
9
Cfr. con MERLAU PONTY MAURICE (1965) La fenomenologia della percezione, Gallimard, Parigi, citato nel testo.
10
GREGOTTI VITTORIO (1966), cit. p.47
11
Ivi, p. 59. Nella prima nota del capitolo (p. 95) Gregotti spiega chiaramente lorigine del termine derivato dalla
geograa di Friederich Ratzel nel 1882. Gregotti lo utilizza qui nel signicato di ambiente modicato dallopera o dalla
presenza delluomo usando laccezione utilizzata dal Sestini (1947), Il paesaggio antropogeograco come forma di
equilibrio, Bollettino della societ geograca Italiana, gennaio-febbraio 1947.
12
Ibidem
13
Ivi p. 60
14
Ivi p. 61
15
Cfr. con cap. II.1.2 di questa stessa ricerca
16
Ivi p. 73
17
Ivi p. 76
18
Sulla cosiddetta conservazione innovativa Cfr. GAMBINO ROBERTO (1996), Politiche ambientali e paradigma paesistico,
Bollettino del dipartimento di Urbanistica e Pianicazione del Territorio 2/1996, Universit degli Studi di Firenze, pp.3-
6
19
Ivi p. 78
20
Ivi p. 79
21
Ivi p. 83
22
Si vedano in particolare le ricerche condotte da Bernardo Secchi in: Materiali, abachi, guide in: SECCHI BERNARDO
[a cura di] (1996), Un progetto per Prato. Il nuovo Piano regolatore, Alinea, Firenze, p.195 e Rilevare, nominare in:
VIGAN PAOLA (1999), La citt elementare, Skira, Milano, pp. 21-30; e quelle di Alain Leveill a Ginevra, cfr. con cap.
II.2 di questa stessa ricerca.
23
Questo stesso presupposto assunto dal lone di ricerca pi avanzato intorno alle nuove tecniche di disegno
informatizzato sulla scala territoriale del SIT che si sviluppato negli ultimi anni.
24
Ivi p. 91
25
La denizione di preesistenza ambientale stata sviluppata da E.N. Rogers nel libro: Esperienze dellarchitettura,
Einaudi, Torino 1958 ed ampiamente ripresa da Gregotti.
26
Ibidem
27
LYNCH KEVIN (1984) The sensed landscape and its materials, In: Site planning (third edition), Cambridge, The MIT
Press, cit., pp. 153-192.
28
Sulla diffusione della ricerca e dei testi di Lynch in Italia vedi, tra gli altri: ANDRIELLO VINCENZO (1994), Kevin Lynch e
la cultura urbanistica italiana, Urbanistica 102, pp. 134-152.
29
Cfr. UNWIN RAYMOND (1995), La pratica della progettazione urbana, Il Saggiatore, Milano (Ed. Originale 1909), p.
241. Il metodo consiste nellelaborazione di un piano generale che denisce lo spazio e le funzioni pubbliche e di una
successiva urbanizzazione del terreno.
30
GABRIELLI BRUNO, Introduzione a: LYNCH KEVIN (1996), Progettare la citt. La qualit della forma urbana, Etas libri,
Torino, p. IX (ed. originale1981).
31
GIORDANI PIER LUIGI, Alla ricerca del design perduto: il capitolo Inglese, in: CULLEN GORDON (1976), Il paesaggio
urbano. Morfologia e progettazione, Calderini, Bologna (Ed. originale Townscape, 1961), p.LXI.
32
LYNCH KEVIN (1962), Site planning (rst edition), Cambridge, The MIT Press, p.3: Site Planning is the art of arranging
an external physical environment in complete detail. Site planners are all those who deal with structures and the land,
whose plans can be carried out in one continuous foreseeable process, according to one original design, under the
control of one agency, inclusive of all the details of engineering, land scaping, and architecture. Site planners may be
41
concerned with areas as small as a cluster of ve or six single-family houses, or even with a single building and its
ground, or they may plan something as large as the layout of a complete small town. Site planning is not a separate
profession, al though it may be practiced as a specialty. It is a design prob lem that lies on the boundaries between
architecture, en gineering, city planning, and landscape architecture, and is practiced by professionals of all these
groups. At the upper end of the scale, it is to be distinguished from city planning or urban design where control is
incomplete and development is never terminated. At the lower end site planning may be separated from the design of
objects such as buildings or bridges, from interior design, and from the layout of small and isolated exterior settings
such as gardens.
The site is a crucial aspect of the environment. It has an impact that is biological, social, and psychological. It sets
limits to the things that people can do, and makes pos sible their doing what they other-wise could not.
33
LYNCH KEVIN (1984), cit.
34
Ivi, p.153
35
Ibidem: The designer works to enhance the expression of place: to communicate its nature as a system of living
things residing in a particular habitat.
36
Lynch inaugura di fatto un lone di ricerca con anticipazioni del discorso sul disegno di suolo che si sviluppato
poi solo a partire dalla ne degli anni 80. Molte di queste voci, gi presenti nelledizione del 1962, vengono riproposte
in questa terza edizione solo con alcune modiche parziali relative alla strutturazione generale del testo.
37
GREGOTTI VITTORIO (1966), cit. p.69
38
MCHARG IAN L. (1989), Progettare con la natura, Franco Muzzio Editore, Padova (Ed. originale 1969). Il testo
originale Design with nature viene pubblicato a New York nel 1969. In Italia viene tradotto per la prima volta nel 1976
in unedizione ridotta a cura di Guido Ferrara.
39
MCHARG IAN L. (1989), cit., p. IX. In altri testi Mumford esprime concezioni molto vicine a quelle riprese successivamente
da Mcharg, la matrice etico-culturale esplicita e Mcharg cita pi volte il lavoro di Mumford. Si veda per esempio
il capitolo nale di: MUMFORD LEWIS (1990), La citta nella storia, Bompiani, Milano (ed. Originale 1961), p. 710: I
progressi veramente importanti si otterranno solo applicando arte ed ingegno alle principali preoccupazioni umane
della citt, e ad un nuovo interesse per i processi cosmici ed ecologici che si svolgono intorno ad ogni creatura. [] la
miglior economia urbana la cura e la cultura degli uomini. [] la grande missione della citt consiste insomma nel
favorire la partecipazione consapevole delluomo al processo cosmico e storico.
40
Ibidem
41
Ivi, p. 8
42
Ivi, p.101
43
Ivi, p. 105
44
Ivi, p. 106
45
Per una descrizione delle tecniche di analisi derivate dal metodo di McHarg si veda anche PEDROLLI ALBERTO,
Problemi di metodo per lelaborazione dei piani urbanistici delle aree extraurbane, in: Bollettino del Dipartimento di
Urbanistica e Pianicazione del Territorio 2/1996, Firenze, 1996 Universit degli Studi di Firenze, p.10. Sono descritte
in dettaglio le tecniche conoscitive e di intervento dei piani per le zone rurali articolati alle diverse scale. Tra queste
si segnalano sinteticamente: lindividuazione delle unit di paesaggio in base alla comparazione di dati e mappe
per perimetrare le invarianti strutturali; la classicazione del territorio in zone di grado diverso di idoneit (analisi
di idoneit) ai vari usi, attitudini o limitazioni a usi del suolo specici redatto attraverso unanalisi sistematica delle
diverse componenti siche che lo costituiscono (redazione di mappe tematiche e successiva sovrapposizione, overlay
mapping technique); lanalisi dei modelli di consumo di suolo agricolo in rapporto alle esigenze e dinamica dei processi
insediativi; lindividuazione dei criteri morfologici e localizzativi nalizzati alla minimizzazione dei consumi di suolo
ed alla tutela paesistico ambientale (conservazione degli ecosistemi agrari e naturali); il censimento del patrimonio
edilizio rurale e delle forme di cultura materiale, dei caratteri strutturali e produttivi nalizzato ad un manuale duso di
regole di corretta gestione del territorio extraurbano.
46
Ivi, p.131
47
Ivi, p.133
48
Ivi, p.134
49
Ivi, p.203
50
Ivi, p.211
51
Ivi, p.216
52
Per una descrizione dettagliata di unapplicazione del metodo dellEcological Planning al Piano urbanistico in Italia
vedi per esempio: TREU MARIA CRISTINA (1996), Il piano di Mantova: un approccio ecologico, Urbanistica 107, p. 66.
53
SMITHSON ROBERT (1996), A Sedimentation Of The Mind: Earth Projects (1968), In: Robert Smithson: the collected
writings (a cura di Jack Flam), University of California Press, Los Angeles (Ed. Originale 1979), p. 100
54
BEARDSLEY JOHN (1988), Earthworks: the landscape after modernism, in: WREDE S. E ADAMS W. H. [a cura di],
Denatured Visions. Landscape and culture in the Twentieth Century, The Museum of Modern Art, New York, p. 110
55
La pubblicazione originale intitolata The writings of Robert Smithson, a cura di Nancy Holt, New York University
Press, New York 1979
56
SMITHSON ROBERT (1996), A Tour of the monuments of Passaic (1967), cit. p.
57
Si pensi ai contemporanei walking di gruppi come gli Stalker a Roma ed i Kliostraat aTorino. Si veda anche il
lavoro del fotografo Gabriele Basilico ed il processo di estetizzazione delle periferie delle citt italiane assunte a veri
e propri paesaggi suburbani..
58
MAROT SEBASTIEN (1999), Lart de la memoire, le territoire et larchitecture, Le Visiteur 4 - ville, territoire, paysage,
architecture, Socit des Architectes, Paris, p.137
59
SMITHSON ROBERT (1996), A Tour of the Monuments of Passaic , cit. p.72.
60
Ivi p.74: I am convinced that the future is lost somewhere in the dumps of the non-historical past; it is in yesterdays
newspapers, in the jejune advertisements of science ction movies, in the false mirror of our rejected dreams. Time
turns metaphors into things, and stacks them up in the cold rooms, or places them in the celestial playgrounds of the
suburbs.
61
MAROT SEBASTIEN (1999), cit., p.145.
62
SMITHSON ROBERT (1996), A Sedimentation of the Mind: Earth Projects, cit. p. 100: Various agents, both ctional
and real, somehow trade places with each other-one cannot avoid muddy thinking when it comes to earth projects, or
what I will call abstract geology. Ones mind and the earth are in a constant state of erosion, mental rivers wer away
abstract banks, brain waves undermine cliffs of thought, ideas decompose into stones of unknowing, and conceptual
crystallizations break apart into deposits of gritty reason. Vast moving faculties occur in this geological miasma, and
they move in the most physical way. This movement seems motionless, yet it crushes the landscape of logic under
glacial reveries. This slow owage makes one con scious of the turbidity of thinking. Slump, debris slides, avalanches
all take place within the cracking limits of the brain.The entire body is pulled into the cerebral sediment, where particles
and fragments make themselves known as solid consciousness, bleached and fractured world surrounds the artist.
To organize this mess of corrosion into patterns, grids, and subdivisions is an es thetic process that has scarcely been
touched
63
Ivi p.110
64
BEARDSLEY JOHN (1988), Earthworks: the landscape after modernism, cit. p. 115
65
SMITHSON ROBERT (1996), The Spiral Jetty (1972), cit. p. 146: About one mile north of the oil seeps I selected my
site. Irregular beds of limestone dip gently eastward, massive deposits of black basalt are broken over the peninsula,
giving the region a shattered appearance. It is one of few places on the lake where the water comes right up to the
mainland. Under shallow pinkish water is a network of mud cracks supporting the jig-saw puzzle that composes the
salt ats. As I looked at the site, it reverberated out to the hori zons only to suggest an immobile cyclone while ickering
light made the en tire landscape appear to quake. A dormant earthquake spread into the utter ing stillness, into a
spinning sensation without movement. This site was a rotary that enclosed itself in an immense roundness. From
that gyrating space emerged the possibility of the Spiral Jetty. No ideas, no concepts, no systems, no structures, no
abstractions could hold themselves together in the actuality of that evidence. My dialectics of site and nonsite whirled
into an indetermi nate state, where solid and liquid lost themselves in each other.
66
MAROT SEBASTIEN (1999), cit., p.147. Per Marot Smithson avrebbe saputo nel tempo andare oltre e superare la sua
teoria provvisoria dei non siti per costruire dei quadri logici a tre dimensioni di quelle situazioni urbane incarnate nella
contingenza materiale, topograca e umana di quelle stesse situazioni: dei quadri profondi, spessi che contribuiscano
a chiarire leconomia di questi momenti di territorio e a renderli anche meglio abitabili.
42
II.2 LE TEORIE DEL PROGETTO IN TRE ESPERIENZE DI RICERCA
Molti sono gli apporti al progetto urbanistico che con unottica operativa hanno percorso la
strada del paesaggio sviluppandone alcuni aspetti peculiari. Alcuni di essi hanno saputo far
conuire i percorsi dellarchitettura di paesaggio, del site planning, dellecological planning e
della Land art in un unico discorso progettuale combinandoli in modo del tutto originale.
Tra questi sono stati presi in considerazione alcuni contributi metodologici relativi a tre
esperienze di ricerca applicata e di insegnamento in ambito accademico che, almeno sino
dallinizio degli anni 80, si sono distinte nellapprofondimento dei possibili risvolti paesaggistici
della progettazione urbanistica.
Si tratta di tre scuole (Versailles, Torino, Ginevra) che hanno saputo cogliere le implicazioni
del paesaggio nel dare un apporto multidisciplinare ai problemi e concentrare sulla dimensione
operativo-progettuale ingenti forze afferenti a campi di studio diversi: oltre allurbanistica e
allarchitettura le scienze paesistiche, la geograa, la topograa, le arti visive. La contaminazione
tra diversi campi di sapere stata accolta come tema di arricchimento capace di non annullare
la specicit delle singole discipline. Anzi lapporto di nuovo materiale alla questione della
progettazione ne ha ampliato lorizzonte operativo oltre la ragione puramente morfologica
facendo conuire i diversi contributi in un campo disciplinare specico.
Uno dei li conduttori del discorso teorico pu essere in qualche modo colto nel discorso
morfologico dellapproccio italiano negli anni 60 ma declinato ed arricchito secondo direzioni
del tutto originali. riconoscibile un attitudine geograca nel lavoro di Aimaro Isola, una
ricerca storica e topograca a Ginevra e un approccio processuale a Versailles.
Fatto salvo il caso italiano si tratta di elaborazioni teoriche e metodologiche che hanno un
riscontro preciso nella pratica concreta del progetto attraverso le esperienze sul campo. Anzi
si pu quasi dire che lambito didattico abbia la funzione di aiutare a derivare una metodologia
di lavoro, di renderla in qualche modo comprensibile e replicabile, a partire dalle pratiche del
progetto e delle realizzazioni sulla citt.
A rischio di ridurre la portata operativa e teorica dei diversi contributi, sono riconoscibili alcuni
fondamenti comuni nellapproccio progettuale:
- il riconoscimento degli aspetti sici del paesaggio, della citt e del territorio;
- la capacit di operare in riferimento a scale diverse (vicino e lontano);
- la messa a punto di un sistema di analisi approfondita dei luoghi della modicazione;
- la ricerca dei fondamenti morfologici e programmatici del progetto nel sito di intervento;
- il riconoscimento di un principio di sostenibilit nella dimensione dellintervento che deve
essere calibrato sulle risorse del luogo.
Lanalisi compiuta in questo capitolo svolta a partire dallapprofondimento di alcuni testi
rappresentativi del percorso progettuale di ricerca teorica ed operativa nei tre contesti culturali
senza peraltro avere la pretesa di costituire unanalisi esaustiva degli argomenti trattati.
Anche in questo capitolo, come nel precedente, sono stati individuati alcuni contributi chiave
per la comprensione della metodologia/pratica operativa. I testi vengono analizzati per mezzo
di una sorta di scheda di lettura con lintento di poter riconoscere/estrapolare alcuni principi
riconducibili ad una metodologia del progetto urbanistico. La scheda articolata in tre sezioni. La
prima relativa ad una sintetica presentazione del testo e dellautore ed introduce una seconda
parte relativa allanalisi del corpo centrale dei contenuti; la terza individua sinteticamente i
principi ed i dispositivi del processo progettuale e compositivo pi signicativi.
PROGETTO IMPLICITO OVVERO IL PAESAGGIO COME
METODO
1
Il paesaggio come metodo il titolo di un testo di Aimaro
Isola contenuto nel manuale Infra - forme insediative e
infrastrutture in cui sono stati raccolti i risultati delle ricerche
da lui coordinate in alcune Universit Italiane tra il 1999 e il
2001. Sebbene la ricerca di Isola si sia rivolta negli ultimi anni
specialmente alla relazione delle infrastrutture e ambienti
sensibili, la tematica del paesaggio compare sino dallinizio
del suo percorso progettuale avviato con Roberto Gabetti
dai primi anni 50. La ricerca dei due progettisti torinesi,
diretti protagonisti dellaspra critica alla cultura funzionalista
e modernista di quegli anni,
2
si inizialmente indirizzata
allapprofondimento del discorso dellarchitettura a scala
geograca riconducibile al percorso di Vittorio Gregotti.
3
A
partire dagli anni 80 in continuit con le esperienze della
prima IBA Berlino e trasponendo il discorso della citt nella
citt alla periferia torinese, Isola individua nel limite tra citt e
campagna il campo di sperimentazione del progetto urbano.
Allinterno del lavoro didattico coordinato insieme al gruppo di
lavoro del Politecnico di Torino con Dematteis, Gambino, De
Rossi, Gianmarco, il discorso stato gradualmente spostato
su tematiche paesaggistiche nelle loro implicazioni suburbane
e territoriali.
4
Le ragioni costitutive del progetto sono state
rinvenute specialmente nellosservazione e descrizione dei
luoghi e alla geograa riconosciuto un ruolo determinante
nel processo progettuale come strumento per rintracciare
e suggerire i [] signicati ed i valori inespressi ma in un
certo senso gi potenzialmente presenti, in certe forme meno
evidenti del mondo esterno.
5
Tra i molti testi pubblicati sono stati scelti due testi della met
degli anni 90 in cui sono esplicitate chiaramente le linee guida
per la progettazione urbana.
Disegnare le Periferie
6
Il libro si autodenisce un manuale per il progetto di
riqualicazione urbana delle periferie
7
per suggerire piste per
esplorazioni ed interpretazioni di volta in volta speciche
8
, in
questo senso sono proposti dei processi, strategie, dispositivi
e non dei modelli o dei precetti da seguire pedissequamente.
Come dice C. Gianmarco nella prima parte del libro, non
si tratta di proporre scenari operativi rassicuranti. In un
panorama urbano dove dato grande rilievo alla progettazione
di nuovi luoghi di eccellenza, (le grandi occasioni come i
vuoti urbani della citt post-industriale) semmai si tratta di
gura 75
Roberto Gabetti e Aimaro Isola
Talponia ad Ivrea - 1972
43
impostare uno strumento su cui fondare il progetto di riqualicazione della citt ordinaria,
in modo diffuso, un terreno che in Italia ancora in gran parte indeterminato e carente.
9
La
periferia individuata come campo delle trasformazioni urbane e del paesaggio: Dove c una
ricchezza da salvaguardare qui c una povert da riscattare, ci che manca nelle periferie
quello che vorremmo conservare nel paesaggio. Da una parte occorre salvaguardare,
dallaltra inventare.
10
La periferia torinese vista alla stregua di paesaggio cio come un
insieme di segni rivelatori di principi organizzativi specici, locali, diversi da quelli globali.
11

In questo senso il territorio della citt contemporanea pu essere considerata una geograa
complessa
12
dove losservatore deve essere in grado di assumere un punto di vista globale
ma anche di porsi allinterno dei sistemi locali. Losservazione e la descrizione devono essere
quindi rivolte a penetrare le logiche interne dei luoghi e le identit dei soggetti che li abitano.
Diversa la situazione nel resto dEuropa dove gi dallinizio degli anni 90 vengono sostenute
politiche di rinnovamento che hanno avviato ampie ed innovative pratiche di intervento.
I problemi delle grandi periferie sono in questo senso funzionali ad obbiettivi pi generali
di rilancio e di miglioramento complessivo della qualit urbana e le esperienze europee si
pongono come una grande miniera cui poter attingere. Attraverso la lettura delle esperienze
pi innovative in ambito internazionale si tenta di individuare le modalit operative del progetto
che possano in qualche modo essere condivisi e ripetuti per diventare prassi comune togliendo
alla pratica progettuale della trasformazione ineffabilit e improvvisazione
13
.
Il testo strutturato secondo otto capitoli suddivisi a loro volta in una serie di regole prestazionali
ad uso della progettazione ricavate dalla lettura di casi di studio concreti. Tra queste sono
state selezionate quei contenuti pertinenti ai temi della progettazione urbanistica in ambito
paesaggistico.
1. Il primo capitolo riguarda la dimensione della modicazione. Lintroduzione della dimensione
del paesaggio nel progetto impone la dilatazione dei punti di vista agli scenari ambientali della
citt senza perder di vista la matericit del territorio. Questo signica rivolgere lattenzione
alla dimensione sica dei luoghi a partire dai materiali esistenti cio allinclusione di presenze
e latenze materiali nel progetto: tracce e tracciati, grana dei tessuti, proli delledicato,
andamenti orograci, segni di limite e linee di frizione, fondali, skyline, visuali,
14
2. I segni dellidentit si occupa di ridenire le modalit per recuperare la struttura morfologica
e geograca della citt attraverso linterpretazione e la valorizzazione delle sue componenti
costitutive sedimentate nel tempo: le geometrie dei tracciati urbani, le tracce della storia, i
tracciati dei corsi dacqua, la conformazione del suolo. Il metodo progettuale proposto consiste
nel procedere per analogie, citazioni e spostamento di senso e nella densicazione puntuale
con linserimento di frammenti. Il risultato sempre diverso perch modellato a partire dal
dialogo con i contesti specici.
3. Nellarchitettura del percorso approfondita il ruolo dello spazio aperto come spazio di
relazione e di percorrenza. Il valore dello spazio della circolazione nella citt attribuito anche
alla sua funzione di connessione della trama urbana con gli spazi residuali relativi agli antichi
usi agrari del territorio.
4. Nel capitolo Gli ambienti dellabitare sono denite le modalit possibili per il progetto di
insediamento in relazione agli aspetti strutturali del paesaggio. Il programma da costruire
denito come una opportunit di riqualicazione per gli ambiti vicini attraverso la valorizzazione
di aspetti della geograa e della topograa del territorio e del paesaggio.
PAESAGGI SUL LIMITE
15
In questo secondo testo pubblicato a pochi anni dal Progettare le periferie sono documentate
le esperienze didattiche degli autori presso il Politecnico di Torino. Nel testo viene ulteriormente
approfondito il tema della progettazione e sviluppato un metodo preciso per affrontare
operativamente la riqualicazione dei territori suburbani a cavallo tra citt e campagna.
Le esercitazioni degli studenti sono strutturate come simulazioni di operazioni progettuali reali
rivolte alla periferia torinese. Il corso ha lobbiettivo di insegnare agli studenti ad intraprendere
i primi passi verso la denizione di un segno di modicazione della morfologia del territorio.
Il programma richiede agli studenti di ricostituire unimmagine urbana signicativa e coerente
a partire dalla comprensione e dalla cura dei luoghi. In questo senso il processo progettuale
inteso come una faticosa e progressiva interazione di descrizione e progetto secondo la
formula che gli autori deniscono lettura progettante.
16
Lo scopo di avviare un dialogo con
il contesto attraverso la lettura e lascolto delle diverse potenzialit del sito. signicativa in
questo senso la denizione di progetto implicito di Dematteis secondo cui il progettista del
territorio: [] rappresenta e allo stesso tempo interpreta e si pone in una posizione di ascolto,
di esplorazione di nuovi signicati, per scoprire possibilit gi inscritte negli stati delle cose
esistenti.
17
Dallesperienza didattica vengono distillati alcuni momenti signicativi del processo di
progettazione che strutturato secondo una serie di fasi successive. Esse possono essere
cos sinteticamente riassunte:
1. lascolto e interrogazione del territorio - attraverso il reperimento dei segni geograci e
delle tracce storiche, la lettura e confronto di carte topograche e mappe storiche, la presa di
contatto diretto con il luogo, le ricerche sullarea relative a politiche, programmi, destinazioni;
2. la lettura comparativa delle dimensioni dellarea da progettare attraverso la restituzione
graca della dimensione dellarea in relazione allestensione e scala di altri luoghi conosciuti
della citt, il disegno di proli e sezioni a grande scala, la ricostituzione graca dei segni e delle
tracce, lanalisi delle funzioni ed usi dei luoghi;
3. la costruzione di un impianto insediativo - attraverso la denizione di alcune immagini
guida: assi e poli, spazio verde aperto/chiuso, recinto, valli e colline, banchina urbana, spicchio
costruito, porta del parco, movimento di terra, doppia cortina, viale, bordo,
4. lo sviluppo del progetto urbano al dettaglio architettonico - attraverso alcuni modelli di
simulazione come il bando di concorso o il progetto guida.
Principi e dispositivi del processo compositivo riconducibili ad una metodologia
progettuale che riconosce nel paesaggio laspetto strutturale portante della progettazione
e della riqualicazione urbana
- ricostruzione di unimmagine urbana signicativa a partire dalla comprensione e dalla cura
dei luoghi;
- denizione della lettura progettante come progressiva iterazione tra materiali dellanalisi e
proposte di progetto;
- ascolto del sito attraverso lindividuazione delle potenzialit gi inscritte nello stato delle
cose esistenti;
- morfologia della citt esistente come struttura da proseguire nel progetto di modicazione;
- impostazione del discorso compositivo sulla base della descrizione dei luoghi;
44
- centralit della componente geograca nelle denizione delle scelte della modicazione;
- dilatazione dei punti di vista agli scenari ambientali e paesaggistici della citt senza perdere
di vista gli aspetti materiali del territorio;
- il concetto di limite come immagine signicativa per il progetto tra citt e campagna.
Il limite di questo metodo non risiede nei presupposti quanto nella proposizione di modelli
morfologici e immagini guida (il recinto, i bastioni, la porta, la collina, ) che vanicano il
paziente lavoro preliminare di raccolta di tracce e segni. Inoltre il campo di sperimentazione
applicata rimane in un ambito di pura simulazione accademica.
PROJET URBAIN

E MOUVANCE
18

Mentre in Italia il lavoro svolto riguarda essenzialmente la
ricerca in ambito accademico in Francia e si avviato un
fortissimo campo di sperimentazione direttamente sulla citt.
Lesperienza francese rappresenta un percorso inverso che,
a partire da tematiche prettamente paesaggistiche si mosso
verso la progettazione urbana inserendosi negli stessi canali
operativi ed istituzionali del progetto urbano.
19

Sono riconoscibili, tra gli altri, due diversi approcci al progetto
urbanistico di paesaggio che pur partendo da presupposti
molto diversi trovano una strada comune nella dimensione
operativa delle loro proposizioni.
20
Da una parte Bernard Lassus, professore della scuola di
belle arti di Parigi e responsabile del D.E.A. (Diplome tudes
Approfondies) in paesaggio della cole des Hautes Etudes.
Di formazione pittore, fonda il suo metodo progettuale
principalmente sugli aspetti artistici, sociali ed antropologici
inserendolo in un discorso a tutto tondo dove conuiscono
scienza agrarie, losoa e storia, arti visive.
21
Seppure non
abbia condotto le sue ricerche allinterno della scuola di
Versailles, pi orientata verso tematiche urbane, i progetti
di Lassus, che si sono occupati dellinserimento ambientale
delle grandi infrastrutture in ambienti sensibili, hanno avuto
una fgrande inuenza nellindirizzare in senso paesaggistico
lapproccio del progetto urbano in Francia.
Dallaltra parte si ritrova lapproccio strutturalista dellcole
nationale suprieure du paysage a Versailles rappresentata
da Michel Corajoud da molto tempo il responsabile della
didattica della scuola. Corajoud riconosce esplicitamente
lapporto italiano, in particolare quello di Vittorio Gregotti,

e fonda linsegnamento della progettazione sul signicato
e la fruizione dei luoghi e dello spazio pubblico e la pratica
del progetto di paesaggio sulla base del projet urbain alla
francese.
22

Lobligation de linvention du paysage aux ambiances
successives
23
Nel suo approccio al progetto di paesaggio Lassus si
distingue per una ricerca estensiva in termini artistici, sociali
e antropologici che si pu riassumere nel concetto della
mouvance. Il termine stato coniato nella scuola di dottorato
Jardins, paysages, territoires della cole des Hautes tudes
en sciences sociales di Parigi e indica il carattere dinamico e
processuale del concetto di paesaggio.
24

gura 76
Bernard Lassus
Il pozzo - 1972
45
Non c dubbio, per, che il progetto di paesaggio sia per Lassus unesperienza prima di
tutto poetica. Lassus ha una formazione come pittore nello studio di Fernand Lger. per
questo estremamente critico verso larchitettura di paesaggio che si riconosce completamente
nei precetti dellecologia ambientale. Riconosce nellequilibrio ecologico una precondizione
di fondamento nel progetto di paesaggio ma non lo considera obbiettivo sufciente.
25
Per
Lassus linvenzione poetica nellambito di un progetto di paesaggio signica raggiungere
un grande risultato senza necessariamente coinvolgere una grande quantit di lavoro e
materiale. Questa assunto costituisce gi di per s un approccio ecologico fondato sullidea di
sostenibilit ambientale. La strategia poetica implementata attraverso un metodo fondato su
interventi minimali, spostamenti semantici che minimalizzano levidenza visibile della presenza
del progettista.
Bernard Lassus sostiene che nellevidenza della necessit di dare forma al mondo concreto
necessario proporre una distinzione tra scala tattile e scala visiva.
La scala tattile legata alla quotidianit attraverso lincontro diretto con le cose, al di sopra
ed aldil di questo si trova la scala visiva, una zona in cui i fenomeni sono esclusivamente di
tipo visivo.
26
Lobligation de linvention du paysage aux ambiances successives costituisce il contributo
di Lassus alla raccolta di testi di Augustin Berque
27
di teoria di paesaggio. Il testo suddiviso
in una serie di paragra ognuno dei quali riporta una denizione chiave per la comprensione
dellidea di progetto di Lassus.
28

Entit paysagre
La proposta di Lassus si fonda sul concetto di entit paesaggisitca: non aggiungere nuove
frazioni o oggetti, non distruggere uno dei resti precedenti ma al contrario rivelarli nella loro
presenza successiva e simultanea allinterno di unestensione scelta in base allesistenza
stessa dei suoi caratteri di frazione morfologica.
29
Lentit paysagre il risultato di una negoziazione tra diverse scale di identit che sono
emerse dallanalyse inventive e che possono essere sistemate/condotte a partire dai loro
caratteri sici concreti e visibili tanto quanto dai loro spazi immaginari. Lassus porta come
esempio il progetto per Parco du Roi-Baudouin in cui sono stati ritenuti i frammenti di un
paesaggio di Brabant, il luogo scomparso di una villa romana, la traccia di un bosco preesistente.
In questo modo si introduce nel progetto una profondit oltre alla supercie visibile, fatta di
straticazioni di temporalit differenti.
30

Espace propre
A differenza del Land Artist il paesaggista deve rappresentare e facilitare la vita quotidiana
oltre che il gesto/intenzione artistica. Il progetto di paesaggio deve essere funzionale agli usi
oltre che suscitare limmaginario: la madre di famiglia pu avanzare con la carrozzina in tutta
tranquillit lungo un sentiero ombreggiato e allo stesso tempo notare qualche presenza inutile
che la porta a interrogarsi sul luogo che sta attraversando.
31
Intervention minimale
Il paesaggio per Lassus, una connivenza approfondita nel sensibile di quello che il concreto
pu offrire per cui non necessario che ci sia trasformazione sica per avere un intervento
paesaggistico. In questo senso lintervento minimale un apporto di altre dimensioni sensibili
a quello che gi sicamente presente in un luogo.
32
Lieux inscables (luoghi in-secabili/non attraversabili)
Il modo di intervenire in un luogo, di trovare una forma per unautostrada per esempio, non ha
niente a che vedere con il fatto di farla passare proprio in quel luogo. Realizzare unautostrada
per quanto bella possa essere, l dove non dovrebbe passare, non risolve il problema del
passaggio stesso, che prioritario e da cui non potr che risultare una frattura.
Ne consegue che necessario attribuire un valore di identit a certi luoghi che li rende
inscables.
La losoa di Lassus quella di non incrociare, tagliare, produrre fratture per non scalre
questa forza naturale. Una strategia progettuale pi sottile per cui la considerazione di nuovi
valori emergenti da un luogo fa parte della decisione da prendere.
33
Nature et deplacement
La denizione di un luogo come naturale gi di fatto una scelta e quindi un intervento
umano. Il naturale sar allora, nella scala di valori culturali, denito come il luogo che avr
subito meno modicazioni. per opposizione ad un altro elemento qualicato come articiale
che deniamo un oggetto come pi naturale.
34
Quando si prende in considerazione la possibilit di aggiungere qualcosa in un luogo la prima
conseguenza sar quella di un dplacement del valore stesso di natura che verr spostato/
sospinto verso il pi naturale. Lassus riporta lesempio del progetto di unautostrada.
Ancora prima che sia stato realizzato il progetto pu, nella percezione degli abitanti di quel
luogo, renderlo apprezzabile come ancora pi naturale. Il progetto quindi contribuisce a
costituire localmente un campo visuale relativo nettamente pi naturale. Tutti gli interventi
di trasformazione devono quindi essere previsti in rapporto alla denizione di categorie di
apprezzamento dei luoghi che tengano in considerazione la percezione dominante relativa.
Il concetto di identit paesaggistica non pu essere affrontato, quindi, come un problema
solamente visivo perch rientra nellordine del simbolico ed una scelta progettuale contribuisce
a mettere in evidenza il valore della natura.
Littralit
La lettura letterale di un luogo riguarda il rispetto totale del suo stato e dei suoi possibili. Si
possono distinguere due tipi di letteralit: la letteralit concreta che consiste nel conservare la
natura nei sui processi ecologici, la letteralit mitica che protegge le sistemazioni anteriori non
potendo prevedere se le trasformazioni previste possano essere meglio dello stato esistente.
La letteralit intimamente legata al concetto di reversibilit, di possibilit di tornare ad uno
stato anteriore.
Analyse inventive
Perch uninterpretazione progettuale riesca ad integrare assetti naturali, patrimoniali e sociali,
necessario ricorrere ad un processo di analisi che consideri simultaneamente lo stato sico
e storico dei luoghi ma che si occupi anche di identicare quale e di che tipo potr essere il
processo evolutivo di un luogo. Questo suppone di riuscire a discernere quale tipo di sviluppo/
modicazione sar il pi adatto alla relazione specica tra sito e pratiche del sito.
La tecnica che consente di accostarsi alle singolarit ed alle potenzialit di un luogo detta
46
analyse inventive. Si tratta di adottare n dallinizio del processo progettuale unattention
ottante e lasciarsi impregnare dai luoghi (faire lponge) durante lunghi sopralluoghi, quasi
no quasi a tediarsene. Quindi necessario trovare dei punti di vista preferenziali e individuare
i micro paesaggi e le prospettive che li legano. Lanalisi dellesistente deve scoprire nelluso dei
luoghi quello che stato occultato dallusura del quotidiano e quello che sta per scomparire.
necessario saper leggere il non visibile e renderlo evidente, rinvenire le tracce di nuovi usi e
pratiche non ancora identicati. Inne necessario considerare altre ipotesi che selezionate,
testate e precisate diventeranno i nuovi orientamenti proposti dal progetto. Lanalyse inventive
la premessa per linexus del progetto.
35
Entrelacement
Lassus propone la lettura dellentrelacement
36
del sistema esistente cio la logica di
articolazione tra composizioni successive di un luogo nel corso del suo sviluppo, una
successione di ri-scritture sullo stesso spazio e di re-interpretazioni da parte della societ
che lo utilizza. La logica del progetto dovr essere quella di perpetuare i diversi interventi
succedutisi nel tempo sullo stesso spazio: cest donc cette multiplicit du lieu quil fallait
rendre potiquement sensible et porsuivre le present.
37
Il progetto di Lassus per i Giardini
delle Tuileries risponde a questa losoa di progetto per cui non si tratta di intervenire con
aggiunte formali localizzate quanto proseguire e continuare logiche esistenti.
Inexus ou linexion du processus paysager
Prendere in considerazione linsieme dei movimenti interattivi di un luogo, i suoi processi
implica il non arrestare un luogo, prenderlo in corsa. Il ruolo dellintervento quello di rimettere
in moto alcuni fattori che si sono arrestati eventualmente aggiungerne di nuovi ma sempre
tenendo in considerazione il processo di quello che si trova gi sul posto. Lassus chiama
questo tipo di intervento Inexion du processus paysager in alternativa al termine abituale di
composizione e sistemazione. Il termine inessione indica un orientamento piuttosto che una
sostituzione, e implica una temporalit reversibile cio ricostruibile.
38
Questo signica voler
inscrivere il progetto di paesaggio nei diversi movimenti del concreto e non intervenire per
semplice giustapposizione di un sistema di oggetti ad un altro sistema quanto attraverso un
gioco di frazioni per ricostituire lunit di partenza. Ogni frazione dellintervento dovr situarsi
in relazione alle altre frazioni con la stessa temporalit (referenza orizzontale) e in relazione a
se stessa in tempi diversi (referenza verticale). Questo tipo di modicazione produce non tanto
una giustapposizione di oggetti che possono o no produrre paesaggio quanto una simultaneit
di tempi differenti.
Lassus ricorre allanalogia dei colori ed al concetto di spettro cromatico per spiegare come
linsieme di pi colori possa esaltare lindividualit di ciascuno di essi. Il progetto deve, a
partire da colori dati, esistenti, ricreare un nuovo spettro possibile in cui tutti i colori entrano
a fare parte. Per questo Il problema del paesaggio non di introdurre nuovi elementi in
termini di coerenza ed integrazione quanto di rappresentare un nuovo spettro in un sistema di
conformazioni esistenti.
39

Neuf conduites du projet
40
dalla scuola di paesaggio a Versailles che vengono i pi
importanti contributi al progetto urbanistico.
Michel Corajoud insegna da molti anni allcole nationale
superieure du paysage, nata da una sezione della pi
conosciuta cole dHorticulture de Versailles. Nel 1986
Corajoud, nominato professore in Teoria e pratica del
progetto sul paesaggio, redige un documento sulla
pedagogia dellinsegnamento su cui baser gran parte
dellinsegnamento alla scuola di paesaggio. Negli stessi
anni la prima generazione di studenti diplomati della scuola
inizia la propria carriera in architettura di paesaggio. Il lavoro
di Alexander Chemetoff, Alain Marguerit, Michel Desvigne
riconosciuto in pochi anni a livello internazionale proprio per il
forte legame con le tematiche della citt e pi specicatamente
con la progettazione urbana.
Dal 2001 Michel Corajoud insegna a Ginevra presso
listituto darchitettura. Per i suoi studenti ha redatto un testo
che raccoglie alcune osservazioni relative al progetto di
paesaggio.
Le conduites possono venire lette, piuttosto che come una
serie di insegnamenti o precetti da seguire pedissequamente,
come veri e propri spunti di una metodologia progettuale ben
precisa, applicabile ben oltre i limiti imposti dalle esigenze
della didattica. In successione viene denito esattamente
un percorso di approfondimento progressivo che porta a
sviluppare una proposta progettuale a partire dai luoghi
ma senza nulla negare al processo di sintesi creativa e ai
contenuti innovativi che ogni progetto deve poter proporre.
evidente che questi insegnamenti si afancano a tutte
le altre conoscenze speciche che deve possedere un
progettista di paesaggio (ecologia, scienze ambientali in
genere, geograa, progettazione architettonica e urbana, )
che vengono considerate come parte del bagaglio culturale
acquisito dagli studenti.
Il testo strutturato secondo nove sezioni. Ognuna di queste
descrive un momento del processo progettuale di ideazione e
rappresenta nel suo complesso la descrizione di un metodo.
Mettersi in stato di effervescenza
Sono due le operazioni che devono essere avviate in
contemporanea e secondo un cammino parallelo quando si
inizia a progettare.
Da un lato necessario porsi quante pi domande possibili
ed il pi precisamente possibile con lobbiettivo di farle
gura 77
Michel e Claire Corajoud
Parco Villeneuve a Grenoble - 1974
47
emergere. Le risposte potranno essere trovate in seguito mentre nella fase iniziale del
processo progettuale pi importante stimolare il meccanismo del porsi delle questioni, dei
problemi
41
.
Allo stesso tempo necessario iniziare da subito a porsi in unottica progettuale, propositiva,
senza aspettare di aver dato una risposta a tutte le domande, formulare delle ipotesi di
lavoro e cominciare a disegnare.
42
Lintuizione lo slancio da cui deve partire il progetto.
Unanalisi preventiva troppo lunga pu determinare il rischio di non riuscire pi a distinguere
quali elementi possano diventare fondatori del progetto e quali invece portino solo a risposte
letterali. Lintuizione gioca un ruolo di catalizzatore dellanalisi e il progetto si sviluppa a partire
da essa prolungandosi in un lavoro di aggiustamento progressivo alla realt.
43
Per evitare il rischio di prendere delle decisioni a priori necessario, poi, controbilanciare le
intuizioni con delle ipotesi inverse.
Secondo Corajoud il progetto di paesaggio una risposta spaziale apportato a una certa
quantit di fattori pi o meno concettualizzati, pi o meno oggettivi e spesso contraddittori.
44

I dati di analisi del sito e del programma rimangono privi di intenzioni spaziali e sono inefcaci
a generare da soli la forma dello spazio. Solo lintervento di un soggetto esterno in grado di
rielaborarli e di metterli in relazione fra loro pu denire una proposta spaziale coerente.
45

Ogni progetto costituito di circostanze particolari ed irripetibili. Lanalisi e il progetto sono
indissociabili e costituiscono le due attivit/azioni/processi/... di un procedimento non lineare
ma ricorrente dove tutti i materiali si devono organizzare progressivamente.
Percorrere in tutti i sensi
Il sito di progetto e le sue vicinanze devono essere percorsi in tutti i sensi ed in tutte le
direzioni con lo scopo di registrare quanti pi elementi possibili, anche i meno evidenti ed
insignicanti. A questo proposito Corajoud cita Franois Dagognet: Cest la pellicule sinon
mme dans les futilits (ou presque) que le vrai scintille et peut tre arrt.
46
Utilizzando
una sorta di economia di mezzi espressivi nel progetto possibile riportare alla luce le tracce,
le congurazioni e lorganizzazione spaziale delle occupazione dello spazio che si sono
succeduti nel tempo ed in parte cancellati dagli usi successivi. Il recupero di alcune di queste
tracce nel progetto consente di non creare rotture troppo violente con il passato dei luoghi e
di mantenere un lo di continuit con lidentit passata. Prendere in considerazione il pi alto
numero possibile di dati sul piano morfologico e culturale derivati dalle circostanze dei luoghi,
far in modo che le decisioni del progetto siano ispirate dal mondo stesso.
Per non fossilizzare lo sguardo su di un unico punto di vista rischiando di dimenticare tutte le
altre prospettive offerte dal paesaggio, Corajoud insegna il metodo dellubiquit: non appena
un punto di vista si impone, cambiare punto di osservazione, fuggire in un altro luogo no a che
persiste quella sensazione. Ad uno sguardo analitico sul paesaggio, che isola, divide, classica,
discrimina, Corajoud oppone la necessit di addestrare la nostra attenzione a cogliere quello
che resta dietro le qualit singolari e visibili di un luogo. Uno sguardo esclusivamente visivo,
come quello che usiamo costantemente per codicare la realt, incapace di leggere il mondo
come ununit e, come il linguaggio, sta dalla stessa parte dellefcacia e della sintesi.
Evitando di concentrare losservazione su di un singolo aspetto, anzi fuggendo da quelli
pi evidenti, Corajoud invita ad andare oltre le apparenze visibili in un mondo di emanazioni
e presenze furtive dove non distinguete, intravedete.
47
Lora pi adatta per questo tipo
di osservazione non quella della luce cruda e diretta delle ore centrali della giornata. La
penombra delle prime ore dellalba o della sera creano invece la possibilit di contaminazioni,
sovrapposizioni e aderenze tra le cose.
Esplorare i limiti, oltrepassarli
Un progetto sul territorio deve prima di tutto cominciare dal rimettere in discussione lapparente
legittimit dei conni stabiliti da una determinata operazione e dal riuto di lasciare che il
paesaggio venga frammentato in molteplici terreni di azione.
A questo proposito viene denito il concetto di orizzonte come capacit di un luogo di
concatenarsi con tutti gli spazi limitro e lidea che sia necessario oltrepassare i limiti prestabiliti
per testare la loro resistenza, la loro porosit, la capacit di creare interconnessioni. Corajoud
sostiene che nelle situazione di limite che si trovano i giacimenti del progetto, perch sui
suoi conni che un luogo ha gi modellato un rapporto con gli spazi vicini. Lorizzonte il luogo
del passaggio e dellinterrelazione, dove coesistono e si concatenano paesaggi singolari.
necessario prendere le distanze dai luoghi del progetto, estendere il campo di indagine oltre ai
conni, per riuscire a leggere questo gioco di relazione tra gli spazi ed i luoghi. Solo tornando al
centro del sito si potr apprezzare la giusta distanza utile per denire gli orizzonti del luogo.
Andare per ritornare
Nella fase iniziale di indagine e raccolta delle informazioni, man mano che si procede
nellaccumulo di conoscenze relative al luogo di progetto, andr aumentando anche il campo
di contraddizioni tra i diversi dati. Per esempio quelli relativi ai conitti tra programma e sito.
Per evitare di venire completamente sommersi e di bloccare ogni possibilit di decisione,
necessario prendere le distanze dal sito per un certo tempo e formulare le prime ipotesi. Il
lavoro sullo spazio attraverso la sua rappresentazione nel progetto apre delle prospettive che
la semplice gestione cumulativa dei dati non lascia intravedere. Questo perch: lo spazio
possiede delle risorse proprie che permettono di riformulare e smussare le contraddizioni
messe in gioco dallanalisi.
48
Intervenire sul paesaggio inteso come campo di relazioni
complesse richiede un processo conoscitivo che prevede numerose andate e ritorni tra analisi
e progetto per associarle profondamente in una proposta nale credibile. In questo processo
di aggiustamento successivo che costituisce intimamente il progetto Corajoud riconosce un
outil de connaissance, cio uno strumento per interrogare e sperimentare la realt del sito.
Attraversare le scale
Linterrelazione spaziale e temporale di tutti i materiali che compongono il paesaggio porta
inevitabilmente a dover affrontare simultaneamente le diverse scale. Lattraversamento delle
scale lo strumento che consente di lavorare sullinsieme del progetto insieme al suo aspetto
di dettaglio, che unisce e tiene in relazione reciproca il globale con il locale.
Anticipare
Lattenzione al contesto territoriale, ai suoi sviluppi passati e alla sua organizzazione presente
determina una predisposizione a leggere il paesaggio in maniera dinamica ed a riconoscere
le inclinazioni dello spazio a svilupparsi nel futuro. Corajoud propone un metodo di lavoro
che pu essere paragonato alluso della moviola nel montaggio di un lm. Le immagini
vengono fatte scorrere in avanti e indietro no a che le sequenze mancanti non scaturiscono
spontaneamente. Cos sul paesaggio le immagini che testimoniano diversi stadi temporali di
un sito suggeriscono quali possano essere gli sviluppi futuri.
48
Il progetto riesce in questo modo a riconoscere le tendenze che offrono pi garanzie di
supportare e poter condurre le trasformazioni a venire permettendo che si fondano durabilmente
con il reale consumando il minimo di energie
49
. In questo senso il progetto inteso come
mlange de souvenirs et anticipations. La raccomandazione di ancorarlo nella storia e nella
geograa non deve essere intesa in senso letterale, cio come unincitazione al passatismo
e alla conservazione; piuttosto di non lavorare su di una tabula rasa e di ancorare le nuove
proposte alla memoria del sito.
Difendere lo spazio aperto
Corajoud sostiene che sia necessario opporsi alloccupazione sistematica dello spazio
e rivalutare nel progetto paesaggistico e urbano limportanza delle lacune, degli intervalli,
in relazione con lidea di orizzonte: la responsabilit del progetto sullo spazio quella di
aggiungere ordinare delle cose ma spesso anche quella di astenersi dal farlo.
Introduce qui un concetto fondamentale cio quello dellattenzione sul vuoto, sullo spostamento
dellattenzione dagli oggetti agli spazi e alle relazioni, e sul concetto del non aggiungere, o
ancora meglio, del togliere. proprio il togliere una delle tecniche analizzate pi avanti nella
ricerca.
Aprire il proprio progetto in corso
Se il progetto inteso come un metodo che permette di rivelare i diversi modi in cui si pu
trasformare lo spazio allora necessario rendere pi trasparente possibile il suo processo di
formazione, condividere il pi possibile le sue scelte. Il progetto deve prendere in considerazione
lidea di una sua possibile negoziazione con i soggetti che ne usufruiranno. Perch il processo
sia efcace dovranno essere accessibili a tutti i soggetti coinvolti le ragioni per cui sono state
prese certe decisioni in modo tale da dare a tutti la possibilit di intervenire con cognizione di
causa sul corso del progetto.
Restare il guardiano del proprio progetto
Aprire il progetto in corso alle osservazioni ed alle critiche dei vari attori sicuramente un
modo per condividerlo e, se necessario, adeguarlo a possibili richieste. Ma Corajoud mette
in guardia dal lasciare che gli interlocutori possano accaparrarsi il progetto e trasformarlo in
qualcosa di diverso. Il creatore il solo che pu assicurare la coerenza e lunit del suo lavoro
sullo spazio e sulla forma in un processo compiuto.
Principi e dispositivi del processo compositivo riconducibili ad una metodologia
progettuale che riconosce nel paesaggio laspetto strutturale portante della progettazione
e della riqualicazione urbana
- proposta di una strategia minima (intervento minimale) come intervento di trasformazione
della citt e del paesaggio che ha luogo attraverso operazioni semantiche pi che strutturali;
- denizione di analisi inventiva come approccio progettuale che consente di avvicinarsi alle
singolarit ed alle potenzialit di un luogo attraverso lesperienza diretta e la presenza sica
di progettisti; i dati di analisi di un luogo, privi di intenzioni spaziali, una volta raccolti devono
essere sottoposti ad una rielaborazione attiva in grado di metterli in relazione tra loro per
denire una proposta spaziale coerente;
- il campo di relazioni complesse del paesaggio richiede un processo conoscitivo complesso
che consiste nel riformulare numerose volte le proposte in uniterazione progressiva tra dati di
analisi, progetto e sopralluogo;
- inessione del progetto paesaggistico nel proseguire e dare continuit a logiche esistenti e
ai diversi movimenti del concreto;
- leconomia di mezzi espressivi del progetto permette di riportare alla luce le congurazioni
delloccupazione dello spazio che si sono succeduti nel tempo;
- luso di uno sguardo diverso, che consente di intravedere piuttosto che distinguere, permette
di cogliere ci che non immediatamente visibile dietro le qualit materiali e formali di un
luogo;
- il progetto inteso di mescolanza di tracce rinvenute ed anticipazioni di congurazioni future;
- leggere nei conni e nei limiti dellarea di progetto unopportunit per concatenare e mettere
in relazione tutti gli spazi aperti contigui;
- il ruolo dello spazio aperto pubblico come possibilit di mettere in relazione i contesti esistenti
ed il vuoto come materiale di progetto;
- affrontare simultaneamente le diverse scale per mettere in relazione globale e locale, territorio
e dettaglio;
- necessit di accompagnare il progetto lungo tutto il processo di confronto con i vari attori e
fruitori nelle varie fasi della sua implementazione.
49
LA DIMENSIONE TEMPORALE DEL TERRITORIO
La sezione Architecture et Paysage dello IAUG di Ginevra
nata intorno a due gure chiave della facolt di architettura,
il topografo Alain Leveill e larchitetto Georges Descombes,
ha avviato gi a partire dagli anni 80 una indirizzo di ricerca
applicata basato sulla lettura e analisi dei materiali elementari
costitutivi della morfologia urbana. Attraverso lo studio della
topograa stato sviluppato un approccio che si fonda
sullindagine cartograca, in particolare quella storica, e che
riconosce nella dimensione temporale della morfologia dei
luoghi e del paesaggio il fondamento di ogni scelta progettuale.
I due diversi apporti di Leveill e Descombes rappresentano
i due aspetti della pratica progettuale fondata sul paesaggio:
una pi analitica descrittiva, laltra sintetico operativa.
Lapporto teorico di Andr Corboz ha ulteriormente arricchito il
discorso progettuale con la comprensione della complessit e
dello spessore della citt contemporanea spostando il campo
di indagine verso implicazioni di ordine territoriale.
50
Nella
ricerca della scuola i tre momenti di analisi interpretativa,
discorso teorico e proposta operativa si costituiscono come
fasi indissolubili del percorso progettuale.

La forme du territoire
51
LAtlas du Territoire Genevois stato realizzato dal Centro
di ricerca per il Rinnovo Urbano
52
della scuola di architettura
di Ginevra diretto dal Prof. Alain Lveill. Lo studio
commissionato dal Comune di Ginevra stato redatto sotto
la responsabilit del Servizio dei Monumenti e dei Luoghi del
Dipartimento dei lavori Pubblici della citt a partire dal 1985.
LAtlas una ricerca sulla cartograa storica del territorio
di Ginevra che copre lintera supercie del Cantone
corrispondente a circa 284 Km
2
. Basata sulla sovrapposizione
ed il confronto di documenti cartograci afferenti a tre periodi
storici (il catasto napoleonico, la cartograa del 1945, la
cartograa attuale) lAtlas si costituisce come un sistema di
lettura in trasparenza
53
del territorio e del paesaggio e del
lento processo di sedimentazione che ne costituisce la forma.
Lo scopo dellAtlas di mostrare la dimensione temporale
dello spazio geograco
54
del territorio ginevrino.
Leveill riconosce un certo numero di elementi, materiali sici
che hanno contribuito a determinare questa forma: alcuni
risalgono a tempi ed ere geologiche, altri alla colonizzazione
del territorio da parte delluomo con il tracciato delle vie di
comunicazione, lo sfruttamento agricolo del suolo e la sua
suddivisione in parcelle fondiarie, la densit e disposizione
gura 78
Alain Leveill - Atlas du territoire
genevois - 1993
Comparazione cartograca tra la carta
originale del catasto napoleonico, la
sua trascrizione sulla carta esistente
e la lettura delle trasformazioni.
delle costruzioni sul terreno. Ognuno di questi elementi contribuisce alla qualicazione dello
spazio sico.
Il territorio abitato denito come e risultato provvisorio
55
di un processo dinamico in cui
le varie fasi di formazione costituiscono una modicazione degli stadi anteriori ma non
necessariamente una loro cancellazione completa. Il processo di sedimentazione un
accumulo selettivo nel tempo che non da origine a strati equivalenti: alcuni materiali mostrano
una resistenza maggiore, altri subiscono un processo di erosione irreversibile. Attraverso gli
aforamenti, i residui di epoche passate, i frammenti e i resti di conformazioni pi antichee con
laiuto della cartograa storica possibile ricostruire e leggere in trasparenza le varie fasi
della sedimentazione territoriale e ricostruirne la genealogia complessa
56
.
Per Leveill tutti gli interventi sullo spazio contemporaneo non sono altro che lultima di una
lunga serie di modicazioni inscritte in un processo dinamico di cambiamento continuo, pi o
meno veloce. Tutte le azioni che incidono sula modicazione del paesaggio, la progettazione,
la pianicazione, la costruzione, concorrono ad aggiungere un nuovo strato alla citt e si
inseriscono nel tempo tra passato e futuro.
Questo concetto non assunto acriticamente: attraverso il riconoscimento dellunicit e
delle peculiarit di ogni luogo che si gettano le basi per ogni intervento a venire. In questo
senso avanzato un principio di precauzione secondo cui gli interventi di trasformazione
future si fondino sulla conoscenza delle trasformazioni passate.
57
LAtlas si pone come uno strumento atto a comprendere il tessuto territoriale, a ritracciare il
processo di formazione e trasformazione e a decifrare le straticazioni successive. Linteresse
e laccento sulle componenti storiche dei luoghi non implica per nessun atteggiamento
nostalgico sulle sparizioni, sulla conservazione di tracce e sugli objets trouvs. La lettura
complessiva di segni e tracce, al contrario, attribuisce un senso alla conformazione morfologica
del territorio e pu costituirsi come principio informatore del progetto sullattitudine del territorio
a sopportare/ricevere/reggere nuovi assetti.
58
Il progetto si congura in questo senso come una continuazione di dinamiche gi in atto che
pu trovare una sua denizione in riferimento concreto alla nozione di contesto, di ambiente
e di luogo con lobbiettivo di aggiungere senso e spessore al territorio. LAtlas dunque, in
questo senso, uno strumento di progetto. La ricerca morfologica che lo anima funzionale
ad una pi generale inchiesta sullo stato dei luoghi della citt e del paesaggio attraverso cui
isolare quegli elementi del tessuto in grado di costituire un fondamento dei successivi sviluppi
morfologici.
59
Analisi ed interpretazione assumono un ruolo di reciprocit e complementarit
nellazione di decifrare le forze accumulate sul territorio. In questo senso lanalisi dei caratteri
sici del luoghi che costituisce lessenza dellAtlas ha come obbiettivo ultimo quello di informare
il progetto sulle competenze del territorio a ricevere i nuovi dispositivi costruiti.
Leveill denisce uno strumento utile a legittimare le scelte formali del progetto attraverso
la ricerca di punti di appoggio, di garde-fous su di cui il progetto pu svilupparsi in un
modo non meccanico o deterministico, divenendo esso stesso strumento di investigazione e
comprensione. La scomposizione morfologica del territorio nelle sue componenti diacroniche
introduce un problema pi complesso che riguarda la dimensione temporale nellambito
del processo progettuale. Vengono sollevate una serie preoccupazioni relative allidentit e
alla storia dello spazio e dei luoghi che vanno oltre il semplice problema della gestione e
pianicazione.
50
Une recherche morfologique
60

LAtlas si congura come uno studio della congurazione del tessuto territoriale relativo cantone
di Ginevra. Il tentativo della ricerca di dmler, distinguere le varie componenti si fonda
sullaccettazione del sistema reti parcellizzazione costruito come modello di riferimento
della morfologia territoriale e di cui il catasto costituisce una buona rappresentazione. La ricerca
si fonda sul presupposto secondo cui possibile isolare quei materiali e quelle componenti
siche la cui combinazione in grado di determinare/qualicare lo spazio del territorio come
paesaggio.
61
Sono individuati sei elementi fondamentali: la rete viaria, la parcellizzazione
fondiaria rurale e dellabitato, lorograa, la rete idrograca ed i materiali vegetali. Una lettura
approfondita sulle componenti siche e formali del territorio non ne a se stessa: la specicit
morfologica di ogni luogo, determinata dallinterazione di ciascuno di questi materiali nel
tempo, costituisce lespressione sica e visibile del suo spessore storico.
La necessit di denire categorie di riferimento nel confronto fra carte di epoche diverse si
instaura/fonda/basa secondo due principi:
permanenza concordanza tra un catasto e laltro nella invariabilit di un elemento nella sua
forma, dimensione, posizione.
persistenza elementi del tessuto che sono stati sostituiti da altri mantenendo la stessa
posizione a terra.
Il lavoro impostato sul confronto e la comparazione di materiali cartograci afferenti a periodi
storici diversi in modo da costituire un inventario delle sedimentazioni territoriali avvenute in
circa due secoli.
Le cartograe di riferimento sono:
- il Catasto Napoleonico dellinizio del XIX secolo (1806-1818)
- il cosiddetto Plan dEnsamble nella sua prima edizione (1930-1950)
- il Plan dEnsamble nella sua versione pi recente.
Il Plan dEnsamble una carta del Cantone di Ginevra che per la prima volta in Svizzera, ma
forse in Europa, riunisce le informazioni catastali e fondiarie con quelle della carte topograche.
A partire dal 1985 costruita, oltre che in base a rilievi topograci, sulle aereofotogrammetrie
ed costantemente tenuta aggiornata grazie alle tecniche di disegno informatizzato.
La prima parte del lavoro riguarda la sovrapposizione del Catasto Napoleonico sulla carta
attuale e la trascrizione delle informazioni del catasto antico sullo stato di fatto presente.
La pianta che risulta da questa operazione propone una lettura sincrona di due situazioni
del territorio a duecento anni di distanza in cui sono evidenziati gli elementi della morfologia
scomparsi, persistenti o permanenti.
La seconda fase del lavoro confronta le due edizioni del Plan dEnsemble, quella del 1930-
50 con quella del 1989-91, aggiungendo alle permanenze segnalate nella prima carta, quelle
modicazioni intervenute lungo il XIX secolo e la prima parte del XX.
Il plan dEnsamble dello stato attuale la base per entrambe le due carte di sintesi ottenute dal
lavoro di sovrapposizione e di collazione rispettivamente il report du cadastre napolonien sur
le plan densemble actuel e formation-transformation du territoire aux XIX
e
et XX
e
sicles.
Il lavoro di analisi e confronto sulle carte stato eseguito alla scala 1:2500, cio la scala
originale della cartograa storica ed attuale, che permette una buon margine di precisione
nella descrizione delle modicazioni avvenute. Si tratta infatti di una scala quasi architettonica,
in grado di riportare i dettagli relativi al tessuto costruito con una sufciente denizione.
La pubblicazione delle due carte avvenuta, per, a scala 1:10000 che permesso una lettura
inedita del territorio nella sua evoluzione, allo stesso tempo globale ma dettagliata. a questa
scala che si possono apprezzare e leggere nel loro insieme alcuni dettagli che possono
apparire come insignicanti nel lavoro minuto di restituzione graca. La lettura dello spessore
storico e della dimensione temporale del territorio possibile e acquisisce valore e signicato
esclusivamente nel complesso geograco del paesaggio urbano.
Questo metodo di messa in prospettiva storica delle componenti dei tessuti urbani e territoriali
stato messo a punto per essere applicato allo studio della periferia urbana e alla campagna
di Ginevra. Ha trovato i suoi limiti nelle zone urbane dense dove sarebbe stato necessario
un approfondimento ed una scala di dettaglio pi esatta. Il metodo della sovrapposizione
delle carte, che stato sviluppato e perfezionato da alcune scienze ambientali per vericare
il grado di idoneit ----, qui riproposto per vericare il grado di permanenza delle reti, della
parcellizzazione e del costruito, non viene afancato, infatti da nessun lavoro di datazione
esatta.
Nella nota nale del testo sottolineato il carattere a volte soggettivo delle operazioni di
lettura dei catasti, specialmente in alcune situazioni complesse dove il ricercatore con la sua
conoscenza diretta dei luoghi ha potuto si trovato ad operare con un ampio margine di
interpretazione.
Le dessous des cartes
62
In questo testo Corboz coglie lestrema attualit del lavoro di comparazione catastale
dellAtlas du Territoire Genevois mettendone in evidenza il contributo metodologico alla
pratica del progetto. Non si tratta di un semplice esercizio accademico o di ricerca storica ne
a se stessa, al contrario per la sua precisione ed accuratezza delinea un metodo dai risultati
sorprendentemente innovativi nel campo della ricerca territoriale.
LAtlas si pone, innanzi tutto, attraverso la rappresentazione di persistenze, permanenze e
sparizioni di materiali territoriali, il problema della dimensione temporale dello spazio geograco
con numerose implicazioni sul piano operativo.
Innanzi tutto assicura una conoscenza dettagliata dei fatti morfologici del territorio di tutto il
cantone di Ginevra facilitando la comprensione della natura delle tracce che interessano i luoghi
degli interventi futuri. I catasti, infatti, a differenza delle aereofotogrammetrie che registrano
tutto quello che visibile, documentano anche tracce invisibili come le parcellizzazioni fondiarie
e le frontiere che non sempre sono riconoscibili. Allopposto alcuni elementi sici appariscenti
possono non essere riportati nei catasti, come ad esempio masse arboree o coltivazioni.
Questo perch il territorio costruito: sotto la carta, il terreno.
La seconda implicazione a livello operativo costituita dalla sua forma di inventario di tracce,
segni e frammenti persistenti sul territorio che possono costituire uno strumento importante per
gli studi storici dello sviluppo urbano, suggerendo dei percorsi di lettura privilegiati, come per
esempio pu essere quello della controversa lettura delle tracce della centuriazione romana.
La terza implicazione relativa alla possibilit di una migliore fondazione degli interventi futuri
che inuiscono sulla consistenza del territorio siano minimi o puntuali come la costruzione di
una sola casa, sia che riguardino grandi opere infrastrutturali come unautostrada.
Corboz sostiene che due attitudini opposte si sono confrontate negli ultimi secoli, di fronte
alla necessit di trasformazione del territorio. A partire dallapparizione dellidea di coscienza
storica illuminista non sono state che possibili due diverse condotte a partire da due concetti
diametralmente opposti: lessere assolutamente moderni riutando tutto quello che era stato
51
prima o la negazione che fosse intervenuta una rottura con il
passato e quindi luso della tradizione e la storia come self
service. In architettura le due posizioni sono rappresentate
da una parte dalla tabula rasa del Movimento Moderno
e dallaltra dalle posizioni postmoderniste con una sorta di
feticismo per la storia, il riuto per ogni tipo di intervento che
non sia puro mimetismo. Due posizioni, sostiene Corboz,
estremamente rassicuranti (rifare tutto o conservare tutto),
una scelta semplice. Riutare le tracce del territorio signica
non riconoscere che esse non sono arbitrarie ma possiedono
una razionalit intrinseca perch obbediscono a una logica
insediativa precisa. Cancellarle signica fondare una pratica
territoriale sullincomprensione di quello stesso territorio.
Ugualmente il culto per le tracce porta ad una gestione
urbana e territoriale in cui linnovazione non possibile se non
sotto forma di mimetismo in nome di una pretesa continuit
e permanenza che troppo spesso non corrisponde pi alla
cultura dei luoghi.
Un simile inventario di tracce e segni
63
non deve diventare un
motivo di paralisi per pianicatori ed architetti ma ugualmente
non deve dare limpressione che la modicazione del territorio
sia divenuta pi facile grazie ad esso: Iscriversi esattamente
nella maglia rivelata dalle carte non garantisce la qualit!
tutto qui il problema nel rapporto tra analisi e progetto.
Ugualmente se non sufciente spelare il territorio per
saperlo leggere (perch il pi delle volte le tracce non dicono
niente sulle proprie cause), non sufciente prendere atto
degli elementi costitutivi di un frammento territoriale per
dedurne il progetto. Lanalisi di natura descrittiva, mentre
il progetto di natura dichiarativa. [] Daltro lato il territorio
non un semplice supporto, una distesa passiva che ammette
qualsiasi tipo di sistemazione: esso manifesta quelle che
potremmo chiamare delle attitudini. Il risultato dovr nascere
da una sorta di negoziazione senza perdere di vista che il
progetto ha la precedenza perch consente di selezionare
quello che nellanalisi pertinente.
64
Per questo luso delle carte non pu essere confuso con una
chiave universale quanto invece rappresenta unopportunit
supplementare alla progettazione che rende il gioco pi
complesso, pi sottile e dunque pi difcile.
Sotto la carta, conclude Corboz, rimangono i progetti
scomparsi di chi ci ha preceduto ma anche le aree e gli
interstizi che questi, involontariamente, hanno sistemato
perch noi possiamo ancorarci le nuove modicazioni, sotto
le carte la citt.
gura 79
Georges Descombes
Plaine de lAire, schizzo di progetto
Shifting sites
65
Lapplicazione operativa dei principi teorici e delle fasi di lettura ed interpretazione del territorio
rappresentata dai progetti sul paesaggio di Geroges Descombes. Il lavoro di Georges
Descombes riguarda slittamenti di aspettative e punti di vista e slittamenti in complessit
ottenute con il minimo dei mezzi e agisce come un dispositivo per rivelare forze impercettibili
creando una visione diversa, unattenzione diversa, unemozione diversa. Linteresse per
il territorio trova nel lavoro di Descombes una nuova dimensione legata agli aspetti dinamici
del paesaggio. Il progetto inteso in termini di provvisoriet, sistematicamente trasformato
da un continuo rimodellamento da parte dei fenomeni della natura: stagioni, tempo, luce,
crescita, erosione, sedimentazione. La manifestazione di dinamiche diverse viene rinvenuta
nel reperimento di tracce presenti in un luogo, manifestazione materiale di quelle forze. Il
processo progettuale incentrato sullidea che future developments are already inscribed in
the land
66
e la mappatura dinamica di tracce e segni in periodi di tempo diverso ha lo scopo
di rendere manifesti i futuri potenziali oggi latenti.
Per Descombes il corpo umano deve essere il punto focale del discorso architettonico, il suo
movimento nello spazio determina i diversi punti di vista possibili, gli slittamenti di senso che
non sono esclusivamente visivi.
67
Come le tracce ed i segni di forze passate su di un sito costituiscono una costruzione mentale
oltre che materiale, anche il progetto, nel recuperare il senso di un luogo, deve porsi lobbiettivo
di agire sullimmaginario oltre che sullesperienza sica.
I progetti di Descombes perseguono lobbiettivo di rivelare la complessit del territorio nel
tentativo di evitare la riduzione e negazione dellesperienza che caratterizza le esperienze
di pianicazione contemporanea. Allopposto dellazione totalizzante del piano gli interventi
di Descombes sono tattiche discrete che operano una certa resistenza alla proliferazione di
oggetti e di segni. Lintervento laconico si costituisce in questo senso come un vero e proprio
metodo progettuale che fonda la sua efcacia su di una diluizione omeopatica degli spostamenti
o, anche, sullassenza e sulla sottrazione di materiale dal sito. Il metodo di Descombes lavora
sugli slittamenti di signicato, operazioni semantiche pi che strutturali, in grado di restituire
un senso e una dimensione di uso al territorio pi degradato.
Il metodo di lavoro di Descombes
68
dipende dalle circostanze e consiste nel far sorgere
attraverso una descrizione attiva gli elementi fondanti del progetto. Descombes cita una
frase di Peter Handke: quelque chose commena qui tait dj l
69
, un invito a spostare sul
luogo lattenzione che si presta abitualmente al programma senza negarne il ruolo. infatti
dalla tensione tra sito e programma che deve scaturire il progetto. Ugualmente una maggior
coscienza della situazione esistente e del contesto non implica posizioni nostalgiche o
storicistiche. Piuttosto questa una postura che incline a rivelare sviluppi possibili attraverso
piccoli spostamenti, slittamenti che esigono una grande chiarezza e precisione tra trovato e
modicato.
nel Parco di Lancy che Descombes esplora questo gioco di relazioni tra vicino e lontano:
Il sito di progetto non mai interamente contenuto nei limiti geograci o storici, del sito di
intervento, il progetto ha un respiro pi ampio.
70
Tutte i diversi interventi che lo costituiscono
sono determinati nelle loro relazioni, geometrie, materiali in rapporto ad un contesto molto pi
vasto. Il progetto tratta del ri-orientamento di un territorio lasciato allabbandono in cui quello
che scomparso altrettanto importante di ci che rimasto.
Il progetto propone la ricostruzione di un frammento di natura e siccome un ambiente
52
naturale non si pu ricostituire che attraverso un processo,
allora il lavoro di progettazione si occupa di metterli in moto
articialmente. Nel progetto per la rivitalizzazione del corso
del canale dellAire il mantenimento degli argini del vecchio
canale costituisce il dispositivo territoriale su cui si fonda
tutta la riorganizzazione circostante: il nuovo assetto del
ume, ledilizia dispersa, la parcellizzazione agricola, le
attrezzature del parco, le aree rinaturalizzate.
71

Principi e dispositivi del processo compositivo
riconducibili ad una metodologia progettuale che
riconosce nel paesaggio laspetto strutturale portante
della progettazione e della riqualicazione urbana
- messa a punto di una tecnica di lettura in profondit della
sedimentazione urbana (lettura in spessore) per ricostruire la
dimensione temporale del territorio come uno dei punti di
appoggio del progetto;
- la legittimazione delle scelte del progetto scaturisce
dallevidenza di quello che gi presente sul sito e dalla
continuazione delle logiche e delle razionalit presenti;
- riconoscimento di un principio di sostenibilit nel progetto
che agisce per mezzo di slittamenti di complessit e di senso
ottenuti con il minimo di mezzi espressivi e di spostamenti di
materia;
- processo progettuale come addestramento alla sensibilit
verso i luoghi;
- discorso sulla reversibilit delle azioni intraprese dal progetto
inteso come un principio di sostenibilit;
- efcacia del progetto rinvenuta nella diluizione omeopatica
degli spostamenti e delle modicazioni, nella tecnica di
sottrazione o comunque di non aggiunta di materiale dal
sito;
- progetto come costruzione mentale oltre che materiale per
recuperare il senso di un luogo e agire sullimmaginario,
sullidentit oltre che sullesperienza sica;
- reperimento di tracce e frammenti di usi passati per svelare
la manifestazione di dinamiche latenti;
- ruolo del disegno come strumento fondamentale del
processo progettuale (e non come ne);
- rovesciamento del rapporto programma-sito in cui il
programma viene calibrato sugli aspetti portanti dei luoghi e
non pi imposto dallesterno;
- il corpo umano come misura dello spazio, in grado di testarne
luso e la fruibilit.
gura 80
Georges Descombes
Plaine de lAire, schizzo di progetto
NOTE
1
Il titolo si riferisce a due testi chiave che riassumono in qualche modo la ricerca di Aimaro Isola: GIUSEPPE DEMATTEIS
(1996), Progetto Implicito, Franco Angeli, Milano e ISOLA AIMARO [a cura di] (2002), Il paesaggio come metodo, in: Infra
- forme insediative e infrastrutture, Manuale, Marsilio, Venezia, p. 7
2
Mi riferisco alla polemica con il guardiano di frigoriferi dalle pagine di Casabella di E.N. Rogers nel 1954.
3
Si vedano alcuni progetti dello studio Gabetti e Isola come il complesso residenziale Ovest per lOlivetti ad Ivrea
(1974) e il progetto di concorso per il Centro Direzionale Fiat a Candiolo (1973).
4
Si devono citare in particolare due raccolte di testi. La prima raccoglie le sperimentazioni della didattica e raccogli
gli esiti del Laboratorio di sintesi nale Paesaggi della dispersione insediativa tenuto dal 1997 presso la Facolt di
Architettura del Politecnico di Torino da Giuseppe Dematteis, Antonio De Rossi, Roberto Gianmarco, Francesca
Governa, Matteo Robiglio e coordinata da Aimaro Isola. Si tratta di: DE ROSSI ANTONIO [e altri] (1999), Linee nel
paesaggio. Esplorazioni nei territori della trasformazione, UTET Libreria, Torino. La seconda raccoglie gli atti del
convegno svoltosi presso il Castello di Mantra in Provincia di Cuneo nel settembre del 1999 e dal titolo: Disegnare
paesaggi costruiti.
5
GIUSEPPE DEMATTEIS (1993), Geo-grae, in: GIANMARCO CARLO, ISOLA AIMARO (1993), Disegnare Le Periferie. Il progetto
del limite, NIS, Roma, p. 239
6
GIANMARCO CARLO, ISOLA AIMARO (1993), Disegnare Le Periferie. Il progetto del limite, NIS, Roma.
7
GIANMARCO CARLO, ISOLA AIMARO (1993), cit. p.11.
Come nota P. Gabellini (GABELLINI PATRIZIA (2001), Tecniche Urbanistiche, Carocci, Roma, p. 268) la struttura del
libro come manuale anomala in quanto presenta un carattere argomentativo e prestazionale pi che proporre una
raccolta di modelli o di schemi precostituiti.
8
Ivi, p.47
9
GIANMARCO CARLO, ISOLA AIMARO (1993), cit. p. 11.
10
GIUSEPPE DEMATTEIS (1993), Geo-grae, in: GIANMARCO CARLO, ISOLA AIMARO (1993), Disegnare Le Periferie. Il progetto
del limite, NIS, Roma, p. 240
11
GIUSEPPE DEMATTEIS (1993), Geo-grafie, in: GIANMARCO CARLO, ISOLA AIMARO (1993), Disegnare Le Periferie. Il progetto
del limite, NIS, Roma, p. 245
6
Un concetto molto simile, con laccento sulla non-omogeneit della citt contemporanea, espresso dalla
metafora di ipercitt di Andr Corboz: Dans le vide lexical qui caractrise aujourdhui les tablissements humains
de trs grandes dimensions en Occident, le termes dhyperville aurait lavantage de ne pas prjuger de la densit
(contrairement ville extensive ou ville diffuse ) et de ne, pas sopposer aux villes historiques , puisque
celles-ci sont elles-mmes des constituants de lhyperville. Certes, il sagit dune mtaphore, et lanalogie ne peut tre
pousse jusqu lhomologie, du moment quelle ne rend pas compte de toute la ralit : dans le territoire, les textes
sont trs souvent mls, superposs, partiellement effacs, ce qui nest jamais le cas dans lordinateur, comme
Andrea Felicioni la not. [...] Comme lhypertexte, lhyperville est accessible de diverses faons; on y entre, on en
sort par une multitude de points - du moins si lon peut encore parler dentre et de sortie -; on y circule galement
par des itinraires extrmement varis, du moment que les activits y sont disperses, et surtout quil ny a pas de
centre, un centre, mais des polarits.
ce point, une observation complmentaire simpose : contrairement ce que pensent les ftichistes de la ville
historique, celle-ci ntait pas non plus homogne, ne serait-ce que pour cette premire raison quelle na jamais t
construite en une seule campagne. Elle tait faite au contraire de pices et de morceaux, de trames et de tissus
additionns. In: Le visiteur 6/2000 La Suisse comme hyperville, p.125.
12
Ibidem
13
Ivi, p.35
14
BAZZANELA LILIANA, GIANMARCO CARLO, ISOLA AIMARO, RIGAMONTI RICCARDA [a cura di] (1996), Paesaggi Sul Limite, Celid,
Torino.
15
Ivi, p.30
16
GIUSEPPE DEMATTEIS (1996), Progetto Implicito, Franco Angeli, Milano, p. 40.
17
BERQUE AUGUSTIN [e altri] (1999), La mouvance: du jardin au territoire: cinquante mots pour le paysage, Ed. de la
Villette, Paris, p.41
18
Si possono citare in particolare le ZAC, Zones de amenagement concert, che hanno consentito alla Francia in
pochi anni di attuare una serie numerosa di progetti di riqualicazione urbana.
19
BERQUE AUGUSTIN [e altri], Mouvance: un lessico per il paesaggio. Il contributo francese, Lotus Navigator 5 -
2002, pp. 78-99.
20
Si vedano in questo senso gli apporti di Augustin Berque, Alain Roger, Michel Conan, Pierre Donadieu, Gilles
Clement rispettivamente nei campi di geograa, losoa, sociologia, ecologia e agronomia.
21
CORAJOUD MICHEL (2004), LHorizon, Faces 05, pp.-
22
LASSUS BERNARD (1994), Lobligation de linvention du paysage aux ambiances successives, In: BERQUE AUGUSTIN
(a cura di), Cinq propositions pour une thorie du paysage, Champ Vallon, Paris
23
BERQUE AUGUSTIN [e altri] (1999), cit. p.41
24
BANN STEPHEN (1999), The necessity of invention: Bernard Lassuss garden landscapes, In: BIRKSTED JAN, Relating
architecture to landscape, E & FN Spon, London, p.235
25
Lassus Bernard (1994), cit. p.87.
26
BERQUE AUGUSTIN (1994) [a cura di], Cinq propositions pour une thorie du paysage, Champ Vallon, Paris.
27
I titoli delle denizioni non sono stati tradotti in italiano per non stravolgerne il senso con uninterpretazione
53
letterale.
28
BERQUE AUGUSTIN (1994) p.90
29
LASSUS BERNARD, Entit paysagre, in: BERQUE AUGUSTIN [e altri] (1999), cit. p.60
30
LASSUS BERNARD, Espace propre, in: BERQUE AUGUSTIN [e altri] (1999), cit. p.64
31
Lassus Bernard (1994), cit., p. 92
32
Ivi, p. 93
33
LASSUS BERNARD, Dplacement, in: BERQUE AUGUSTIN [e altri] (1999), cit. p. 54
34
LASSUS BERNARD, Analyse inventive, in: BERQUE AUGUSTIN [e altri] (1999), cit. p.45
35
Lassus Bernard (1994), cit. p.98
36
Ibidem. Il progetto pubblicato in: Le jardin des Tuileries de Bernard Lassus, Coracle Press 1991
37
Lassus Bernard (1994), cit. p.100
38
Ibidem: Le problme du paysage nest pas dapporter un ou des lments nouveaux, en raisonnant en termes
de coherence, dintgration, dinsertion; mais darriver mettre en place un nouveau spectre dans un systeme de
conformations.
39
CORAJOUD MICHEL (2000), Neuf Conduites Du Projet: les neuf conduites ncessaires pour une propdeutique, pour
un apprentissage du projet sur le paysage, in : Jean-Luc Brisson [a cura di], Le Jardinier, lArtiste et lIngnieur,
Editions de lImprimeur, Paris.
40
Di fatto la difcolt maggiore consiste nel denire le domande pi che rintracciarne le risposte. Come sostiene L.
Wittengstein: Se una domanda pu porsi, pu anche avere una risposta (Tractatus logicus-philosophicus, Einaudi
Torino, 1995, p.108)
41
Sul ruolo del disegno, o meglio, dello schizzo a mano come strumento conoscitivo fondamentale, come processo
chiaricatore, come metodo per ssare il latente, per svelare limpercettibile agli strumenti analitici del raziocinio si
veda anche A. Siza Limportanza di disegnare, in: lvaro Siza scritti di achitettura, Skira editore, Milano 1997.
42
Signicativa lanalogia di questo metodo di lavoro con quello utilizzato dai progettisti della Scuola di Porto in
particolare Fernando Tvora ed lvaro Siza. Si confronti questo testo con alcuni scritti di lvaro Siza specialmente Il
procedimento iniziale pubblicato nel catalogo Europa/America: architetture urbane, alternative, suburbane, a cura di
F. Raggi, Aleri, Venezia 1978, Il disegno come memoria pubblicato in: Stadtskizzen a cura di B. Fleck, Birkhuser
Basel 1994 entrambi tradotti in lvaro Siza scritti di achitettura, Skira editore, Milano 1997.
43
CORAJOUD MICHEL (2000), cit. : Le projet de paysage est une rponse spatiale apporte un faisceau de donnes
plus ou moins conceptualises, plus ou moins objectives et souvent contradictoires.
44
Un concetto molto simile alla sintesi tra essere e conoscere nella fase iniziale del processo progettuale in:
FERNANDO TVORA (1996), Da organizao do espao, FAUP Publicaes, Porto (ed. originale 1962), p. 74
45
CORAJOUD MICHEL (2000), cit. p. -: nella sottigliezza/sottile supercie se non anche nelle futilit (o quasi) che il
vero scintilla e pu essere fermato. Corajoud cita da: Dagognet Franois, (1977) Une pistmologie de lespace
concret, Nogographie, Paris.
46
Ivi p. - : En privant ainsi ce qui vous environne de tous les points saillants, vous ne remarquez rien, vous percevez
seulement des afuences. Vous tes au-del des apparences, dans un monde dmanations et de prsences furtives.
Vous ne distinguez pas, vous entrevoyez.
47
Ivi p. - :Lespace a des ressources propres qui permettent de reformuler et dapaiser certaines contradictions que
lanalyse dgage.
48
Ivi p. - :Dans le foisonnement et la chronologie des indices que vous aurez dcels, vous saurez reconnatre les
tendances les plus marquantes, celles qui offrent le plus de chances pour conduire et supporter les modications
venir, celles qui permettent de simmiscer durablement dans le rel en consommant le minimum dnergie.
49
Cfr. con CORBOZ ANDR (2000), La Suisse comme hiperville, in: Le Visiteur 6 ville, territoire, paysage,
architecture, Socit des Architectes, Paris, pp.112-129 e CORBOZ ANDR (1998), Lipercitt, cit. pp. 234-238.
50
LVEILL ALAIN (1997), La forme du territoire, In: Atlas du territoire genevois - Permanences et modications
cadastrales aux xix
e
et xx
e
siecles, Georg Editeur, Genve.
51
Centre de recherche sur la rnovation urbaine (CRR) dellIstituto di Architettura dellUniversit di Ginevra (IUAG).
52
MAROT SEBASTIEN (1999), Lart de la memoire, le territoire et larchitecture, in : Le Visiteur 4 - ville, territoire, paysage,
architecture, Socit des Architectes, Paris, p. 175
53
LVEILL ALAIN (1997), La forme du territoire, cit., p. 9
54
Ibidem. Laccumulation slective unidea ricorrente negli scritti di Leveill e deve essere intesa come gli
accumuli diacronici dei vari materiali non siano necessariamente continui e uniformi e che ogni strato vada sempre
e necessariamente a cancellare il precedente. Vedi anche CORBOZ ANDR (1997), Le dessous des cartes, in: Atlas
du territoire genevois. Permanences et modications cadastrales aux xix
e
et xx
e
siecles, Georg Editeur, Genve, cit.,
p.4
55
Ibidem
56
Lo stesso concetto espresso da Andr Corboz: Cfr. CORBOZ ANDR (1998), Il territorio come palinsesto, in Ordine
sparso: saggi sullarte, il metodo, la citt e il territorio, Milano Franco Angeli, p. 190
57
Confronta anche con ALAIN LVEILL (2000), Formation/Transformation des tissus urbains: lpaisseur historique
du territoire, in: Nouvelles n26, p.132-134, intervento al 5 Forum interdisciplinare del Centro di ecologia umana e
delle scienze ambientali dal tema: Les enjeux et les ds du XXIme siecle dans la perspective du dveloppement
durable organizzato nel giugno 2000 presso lUniversit di Ginevra (CUEH)
58
ALAIN LVEILL (1997), La forme du territoire, cit. p. 9
59
Ibidem
60
Cfr. con: GREGOTTI VITTORIO (1966), Il territorio dellarchitettura, Feltrinelli, Milano p. 88: Nasce cos la possibilit
di unottica e di un approccio combinatorio delle materie rilevate, considerate come concreto formale e operate
per accostamento, per collage, attribuendo ai salti di materia, nei suoi vari livelli di complessit di aggregazione o
dimensionali, un proprio potere di esistenza strutturante.
61
CORBOZ ANDR (1997), Le Dessous des Cartes, In: Atlas du territoire genevois - Permanences et modications
cadastrales aux xix
e
et xx
e
siecles, Georg Editeur, Genve, p. 4.
62
Vedi anche DEMATTEIS GIUSEPPE (1996), cit., in cui espressa la stessa idea.
63
CORBOZ ANDR (1997), Le Dessous des Cartes, cit. p.6
64
DESCOMBES GEORGES (1999), Shifting Sites: The Swiss Way, Geneva, In: CORNER JAMES (1999) [a cura di], Recovering
landscapes, Essays in contemporary landscape architecture, Princeton Architectural Press, New York, p.79.
65
Ibidem. Questo concetto si ritrova chiaramente in Michel Corajoud quando sostiene che progetto debba anticipare
gli assetti futuri del territorio, sebbene il metodo per arrivare allestrapolazione di quali debbano essere questi assetti
sia sostanzialmente diverso. Anche nel metodo di lavoro degli architetti Portoghesi Fernando Tvora ed lvaro Siza
si ritrova qualcosa del tutto simile. In lvaro Siza lacquisizione di tracce e segni del luogo allinterno del progetto
risolto attraverso un procedimento graco di lettura delle geometrie presenti sul sito e la loro restituzione in un
contesto poetico; in Tvora la conoscenza del luogo deve essere cos profonda e intensa da diventare da subito parte
integrante della proposta progettuale. Cfr. nota 45
66
DESCOMBES GEORGES (1999), cit. p.80: It is absurd that artists like Richard Serra have to remind archi tects that the
human body should be the central point of reference in architec ture, that a step is determined by the human
stride, that tactility -touch- s important.One has to remember, of course, that the routes and traces across a given
site . are as much mental constructions in their reality as they are material. Thus, my work is aimed at restructuring
an imaginative sense of place as much as its phys ical experience. I believe that any environmental intervention is a
creative cul tural act that ought to be part of the history and future of the site and the lives of its occupants. It is not only
terrain that changes with time but also the way peo ple perceive it. This is why design is about ideas as much as it is
concerned with material and space.
67
DESCOMBES GEORGES (2004), Comment Je Travaille, in: Carmen Perrin Contextes, infolio ed., Geneve, p. 68.
68
Ibidem
69
Ivi, p.69
70
Si confronti con la scheda relativa al progetto nellanalisi dei casi di studio di questa stessa ricerca.
54
PARTE III
Contributi per la denizione di una strategia del progetto urbanistico
55
III.1 IL PAESAGGIO COME METODO
1

Nei capitoli precedenti abbiamo indagato su quali basi teoriche
possa essere fondata uninterazione reale tra scienze urbane
e discipline del paesaggio in una progettazione che assume
il valore geograco ed ambientale dei luoghi come punto di
partenza per un reale rinnovamento della citt.
Dopo aver individuato alcuni principi del processo compositivo
riconducibili ad una metodologia progettuale possibile
operare una verica della teoria nelle occasioni concrete del
progetto. Questo signica andare ad analizzare come e se
questi siano stati applicati e resi operativi, con quali esiti e
modalit, attraverso quali dispositivi operativi e formali, cio
entrando nelle questioni di cucina.
2
In sostanza si tratta di
ricondurre lapplicazione della teoria del processo compositivo
ad un certo numero di sperimentazioni che riconoscono
il paesaggio come aspetto strutturale della progettazione
urbanistica e vericarne gli esiti formali.
Negli ultimi anni si riscontra un rinnovato interesse per le
tematiche della progettazione legate agli aspetti paesaggistici
ma nonostante un dibattito teorico molto attivo non si hanno
altrettanti riscontri nel campo della sperimentazione. Sono solo
alcuni, infatti, i progetti e le realizzazioni che hanno saputo far
conuire coerentemente in una proposta di trasformazione le
competenze, lesperienza, il bagaglio operativo di entrambe
progettazione urbanistica e progettazione paesaggistica. Per
la maggior parte dei casi si tratta ancora di una relazione
tradizionale in cui alla progettazione degli insediamenti
costruiti segue un progetto di abbellimento degli spazi
esterni con le tecniche dellarchitettura di paesaggio.
Limitatamente ad alcuni casi, per, le due tradizioni disciplinari
hanno saputo mettere in comune i propri strumenti e le proprie
strategie lavorando in sinergia attraverso una collaborazione
stretta tra urbanisti e paesaggisti (per esempio il caso di Michel
Desvigne e Franois Grether a Lione) o attraverso paesaggisti
che nel corso della loro carriera/attivit professionale sono
approdati allurbanistica ( il caso di Michel Corajoud e di
Alexandre Chemetoff). indubbio, in questo senso, che
il panorama francofono (Francia e Svizzera francese) sia
lambito pi ricco e denso di sperimentazioni in corso.
In questi casi possibile riconoscere un apporto concreto
allinnovazione degli strumentazione del progetto urbanistico
sia che si tratti di riqualicazione urbana sia che si tratti del
progetto di nuovi insediamenti.
Il processo di assunzione e trasferimento nella pratica del
progetto urbanistico di alcuni presupposti derivati dalla
56
pratica paesaggistica sta contribuendo a formare un bagaglio
operativo sostanzialmente rinnovato ed originale. In generale
emergono quattro assunti che si pongono in alternativa
allapproccio del progetto urbanistico corrente:
1. la capacit maieutica del progetto cio il saper mettere
in luce le potenzialit latenti attraverso linterrogazione
dei luoghi, il riconoscimento nella lettura di un metodo
di progetto che consenta non tanto lintegrazione del
progetto nel contesto quanto una manifestazione delle
caratteristiche siche, culturali, geograche e storiche dei
luoghi;
2. lo sguardo endogeno
3
del progetto, la cura del territorio
e della forma urbana con azioni speciche, sostenibili e
calibrate ed in cui la dimensione laconica del progetto e
lattenzione per la dimensione e la forma degli interventi
prevalgono sui programmi imposti da logiche estranee;
3. il progetto di paesaggio come progetto di spazio pubblico
e viceversa; iI ruolo dello spazio pubblico e del vuoto come
principale materiale del progetto, la fruizione del territorio
come valore collettivo da salvaguardare; la predilezione
per lo spazio delle relazioni, per le transizioni, i limiti, i
conni, i margini, cio tutti quei luoghi dove ambiti spaziali
diversi si incontrano;
4. il progetto come processo piuttosto che prodotto,
strategia aperta e in divenire, riconoscimento del sito in
relazione al passaggio del tempo, dei cicli delle stagioni,
delle alternanze di crescita e declino che caratterizzano i
materiali vegetali ed in generale tutti gli organismi viventi. Il
progetto non denisce a priori ma prende in considerazione
le fasi di una sua possibile implementazione nel tempo,
lasciando un margine di adattamento e di appropriazione
progressiva e graduale da parte degli abitanti e de
luoghi.
4
gura 81
Bernard Huet
Parco di Bercy Parigi - 1987
Piano delle preesistenze, dettaglio
Con lintento di creare una specie di cassetta degli attrezzi
per il nuovo progetto urbanistico, un terreno operativo comune
al progetto di citt e di paesaggio, proposto un repertorio
non sistematico ma tematico dei casi di studio analizzati a cui
poter fare riferimento.
In particolare, la lettura di alcuni progetti recenti ritenuti
particolarmente signicativi, ha messo in luce alcune linee
progettuali ricche di implicazioni operative che riassumono
gli itinerari mentali sperimentati e i principali assunti teorici
gi individuati. Operando una certa schematizzazione e certo
senza avere la pretesa di esaurire il discorso, possibile
distinguere quattro loni progettuali che individuano ambiti
leggibili anche trasversalmente attraverso la sovrapposizione
di alcune tematiche.
III.1.1 Site specic planning. Sensibilit topologica e
razionalit topograca
5

(principle of the second man)
Il primo gruppo di sperimentazioni si fonda sul riconoscimento
delle grandi e piccole razionalit che hanno progressivamente
costituito il senso del paesaggio ed della citt.
6
Ne discende
gura 82
Michel e Claire Corajoud
Parco di Sausset - Seine Saint Denis
1980-2000
57
una line progettuale che si riferisce alla strutturazione del
progetto in continuit con la razionalit intrinseca (costruita o
naturale) dei luoghi. La topograa intesa nel senso pi esteso
del termine (cio come congurazione di un luogo ovvero
di una citt in relazione a alla distribuzione di strade, piazze,
monumenti, sistemi geograci ed ambientali, ) costituita
a fondamento della composizione urbana ed il progetto
strutturato in forte continuit con il sito. In questo possibile
riconoscere un principio di sostenibilit implicito che limita le
azioni di modicazione allo strettamente necessario.
Si tratta di un principio derivato dalla tradizione premoderna
della costruzione della citt sia per quanto riguarda la relazione
con la conformazione geograca del territorio sia come
processo di evolutivo della citt su se stessa. In questo senso
la composizione urbana risponde ad un progetto collettivo
diacronico
7
secondo una straticazione di modicazioni
frutto di coscienze individuali che intenzionalmente hanno
lavorato seguendo la stessa regola. Non si tratta di un
processo inconscio secondo unidea di citt intesa come
rappresentazione sica di una memoria collettiva, ma di
azioni intenzionali fondate sul rispetto e sulla continuit di
intenzionalit precedenti. Edmund Bacon ha spiegato questo
principio riportando la storia di Piazza SS. Annunziata a
Firenze e denominandolo principle of the second man.
8
La conformazione della piazza attuale, porticata su tre lati
e strutturata secondo una chiara geometria, risulta da una
serie di interventi successivi al progetto di Brunelleschi per
il porticato dellOspedale degli Innocenti. Il porticato venne
replicato dapprima sulla facciata della chiesa, con il progetto
di Michelozzo, ed in seguito sullaltro lato della piazza con il
disegno di Antonio Da Sangallo che ne riprese le forme. Il
risultato complessivo risulta estremamente unitario sebbene
costituitosi nellarco di un secolo ad opera di tre grandissimi
protagonisti del Rinascimento orentino.
In questo lone si inseriscono tutti quei progetti che stabiliscono
con la morfologia esistente un rapporto di continuit ed in cui
riconoscibile lintenzione al riuso degli antichi segni geograci,
antropici e culturali che vengono assunti come elementi di
strutturazione e contestualizzazione del progetto. Negli
ultimi anni riconoscibile un graduale tendenza al recupero
di questa modalit operativa dapprima nellesperienza
progettuale di alcuni parchi realizzati, poi conuita anche in
alcune sperimentazioni di progettazione urbana. Il Parco di
Bercy (1987) di Bernard Huet a Parigi, discutibile forse sotto
gli aspetti realizzativi, rappresenta per la prima esperienza
gura 82 bis
Michel e Claire Corajoud
Parco di Sausset - Seine Saint Denis
1980-2000
di integrazione totale di un parco nel contesto urbano in cui
il disegno del reticolo di percorsi ed attraversamenti non
nega le tracce della citt. Il progetto pi rappresentativo che
ne ricalca la strategia applicandola al progetto urbanistico
quello per la PresqIle di Nantes del paesaggista/urbanista
Alexandre Chemetoff.
Ugualmente questo gruppo di progetti denisce una strategia
partendo dal presupposto che il territorio il risultato provvisorio
di un lento processo di sedimentazione di fatti orograci e
antropici in cui ogni fase di formazione ha determinato in parte
la trasformazione di fasi precedenti. Questa straticazione
una accumulazione selettiva non omogenea, in cui, almeno
apparentemente, permanenze e cancellazioni coesistono
senza una logica precisa. Il reperimento di tutte le tracce
lasciate dalle trasformazioni precedenti una condizione
imprescindibile per la modicazione dei luoghi della citt. Il
progetto deve essere inteso come uno dei tanti strati che si
sovrapposti secondo una serie di riscritture successive ed
ha, quindi, la responsabilit di valutare con circospezione
ogni trasformazione secondo un principio di precauzione. La
raccolta di un numero di indizi sufcienti evita di determinare,
con le operazioni di trasformazione, degli strappi, dei buchi
9
nel tessuto territoriale dove troppe sovrapposizioni hanno
operato una cancellazione denitiva ed irreparabile dello
spessore storico del territorio. Da queste considerazioni
discende unidea di progetto urbano e di paesaggio come
unarte della reminescenza piuttosto che dellimmaginazione
o della creazione, dove diventano signicativi anche i pi
gura 83
Alexandre Chemetoff
Plan guide per lIle de nantes - 2002
Pianta dei riferimenti rinvenuti nella
morfologia esistente.
Dettaglio
58
piccoli dettagli esistenti.
10
Per captare le forze accumulate e
ricercare i punti di appoggio sui cui sviluppare il progetto il
faut se donner les moyens de comprendre le territoire
11
ed in
questo senso la descrizione del territorio attraverso il disegno
assume un ruolo fondamentale e mai in forma nostalgica o
storicistica (lettura in spessore, memoria straticata, analyse
inventive
12
).
I riscontri operativi di questo approccio che derivano
dallesperienza sul paesaggio si declinano secondo due
direzioni principali.
La prima elabora i materiali rinvenuti dallanalisi del sito
secondo una losoa dellobjet trouv derivata dalla
poetica del giardino neoclassico e li ricomprende in un nuovo
disegno unitario.
13
I progetti territoriali e paesaggistici di
Georges Descombes si congurano, in questo senso, come
dei meccanismi di lettura della dimensione temporale dei
luoghi oltre a rappresentare lapplicazione rigorosa di una
concezione ecologica della citt.
14
La rinaturalizzazione della
Piana dellAire (2000), ed il Parco di Lancy sono i progetti
intorno a cui stata codicata una vera e propria strategia
progettuale fondata sul riconoscimento e la valorizzazione dei
materiali rinvenuti.
Una seconda declinazione del medesimo principio si fonda
su vere e proprie operazioni di riciclaggio dello spazio di
risulta, un riuso di frammenti, di tracce, di interstizi secondo il
principio di strutturazione relazionale dello spazio aperto.
In questo senso lavora lurbanista/paesaggista Michel
Corajoud partendo dalla stessa idea di progetto come
outil de connaisance
15
. La conoscenza dei luoghi diretta
esplicitamente alla ricerca del rimosso,
16
dello spazio
interstiziale e di risulta dei territori suburbani delle citt. Su
di esso possibile rifondare un discorso di signicato e di
fruibilit dei luoghi. Il materiale dei frammenti, delle tracce e
degli interstizi acquisisce un signicato importante nella sua
potenzialit di spazio di connessione tra tessuti insediativi e
costituisce una strategia che ben si applica alla conformazione
della citt dispersa. I progetti per i parchi di Sausset (1982-
2000) e Gerland (2001) investono il problema del riuso dello
spazio suburbano secondo una concezione di paesaggio
come luogo delle interrelazioni.
Nel Parco de Sausset, in particolare, il paesaggio riconcilia
la topograa originaria del sito con le grandi infrastrutture
viarie che lattraversano ed la sintassi del progetto ricavata
dal dialogo tra le logiche della parcellizzazione agricola e le
logiche urbane della trama viaria.
gura 84
Michel Desvigne e Franois Grether
Parc Provisoire a Lione - 2004
III.1.2 La Mouvance. La dimensione temporale del
territorio
(nature intermediaire
17
e strategie di adattamento)
Il secondo gruppo di sperimentazioni rileva nel fattore tempo e
nelle dinamiche urbane un principio su cui fondare il progetto
urbanistico. Il discorso sviluppato a partire da una critica
agli strumenti tradizionali ritenuti inadeguati ad accogliere,
allinterno di un disegno troppo rigido e denito, qualsiasi tipo
di interferenza o imprevisto. Il principale obbiettivo , quindi,
quello di garantire una sufciente essibilit al progetto
urbanistico in modo che esso si possa dispiegare nel tempo
senza perdere la sua efcacia operativa e la sua coerenza
formale.
Adattabilit e essibilit non vengono, quindi, intese nel senso
di indenizione o astrazione: semmai il progetto rivolto
pi direttamente agli spazi pubblici e collettivi mentre viene
demandata la denizione architettonica al progetto edilizio ed
al mercato urbano.
In questo senso il progetto paesaggistico si congura
come una vera e propria pre-condizione per linsediamento
dellarchitettura. Gli spazi verdi e il materiale vegetale sono
utilizzati come strumento per traghettare il territorio da una
conformazione morfologica ad unaltra e per pregurare assetti
urbani futuri. Lasciando aperti alcuni margini di imprevedibilit
lidea di progetto si costituisce come strategia in divenire dove
il discorso sulla essibilit demandato ai tempi lunghi degli
impianti vegetazionali. Il tempo stesso costituisce il mezzo
per di radicare e sedimentare lo spazio pianicato/progettato
nella conformazione sica del presente.
Una prima declinazione di questo approccio legato allidea
delle dinamiche naturali ed al libero sviluppo della natura
si pu ricollegare alla tradizione ecologista francese ed
gura 84 bis
Michel Desvigne e Christine Dalkony
Sistemazione degli spazi esterni
dellindustria Thompson a Guyancourt
1988/1992
Fasi di sviluppo
59
recentemente nellesperienza del botanico Gilles Clement ed
al suo jardin en movement.
18
Ma nella storia di molte citt europee che si ritrova
unapplicazione operativa importante di questo presupposto.
I giardini, i parchi ed i tracciati paesaggistici hanno spesso
preceduto la costruzione della citt costituendo un primo
stadio di addomesticazione del territorio, una terza natura
19
di transizione verso assetti urbani denitivi. nella tradizione
settecentesca che si pu far risalire lorigine di questa pratica
di costruzione della citt. Tra gli esempi pi famosi si pu
riportare il progetto per il tracciato degli Champs Elyses e
di Cours de la Reine a Parigi nel Piano Jouvin de Rochefort
del 1675.
20
Specialmente in Francia questa strategia stata
recuperata nella costruzione della citt contemporanea a
partire dagli anni 60 con strategie dette di prverdissement.
Negli ultimi 10 anni lidea stata riproposta attraverso alcuni
progetti con il concetto di prpaysagement
21
.
Il paesaggista/urbanista Michel Desvigne la gura che pi
chiaramente ha contribuito alla denizione di questo tema nel
contesto della citt contemporanea. Il paesaggio identicato,
nei suoi progetti, come unoccasione di riconnettere gli elementi
sparsi dei territori suburbani nellambito di una riessione
per una estetica della trasformazione. Lambiente naturale
individuato come mezzo vivente alla scala geograca in
grado di restituire ai luoghi delle qualit siche senza doverne
necessariamente pregurare la forma esatta.
La strategia per una nature intermediaire sviluppata
inizialmente da Desvigne nel progetto per le sistemazioni
degli spazi esterni dellindustria Thompson a Guyancourt
22
,
progettata da Renzo Piano (1988-1992). Qui il progetto si
interroga sulla gestione di unarea per un periodo di tempo
ben pi lungo di quello previsto per la durata dellimpianto
industriale (circa 30 anni). Il progetto della vegetazione
strutturato secondo una serie di fasi che prevedono
gura 85
Michel Desvigne e Christine Dalkony
Progetto per lo sviluppo della Penisola
di Greenwich a Londra - 1997/2000
inizialmente essenze a vita breve con la capacit di bonicare
il terreno. Le piantumazioni successive consentono allarea
di acquisire laspetto e la consistenza di un parco ttamente
popolato di essenze pregiate alla ne della vita dellimpianto
industriale.
Desvigne sviluppa ulteriormente questa idea mettendola pi
chiaramente in relazione con lambito urbano nel progetto per
il Greenwich Millenium Park a Londra (2000). La proposta
consiste in una strategia di occupazione verde che attraverso
la costruzione di una foresta pregura gli spazi di un nuovo
quartiere ancora da costruire. Lo spazio urbano verr
scolpito nella massa vegetale in funzione delle necessit
non ancora prevedibili che si presenteranno in futuro.
La maturit dellidea rappresentata dal progetto per
larea della conuenza di Sane e Rodano a Lione (1998).
Desvigne individua un principio di occupazione evolutiva
attraverso lintroduzione di una serie di parcs provisoires
23
.
Le aree oggetto delle demolizioni delle installazioni industriali
obsolete vengono via via occupate da spazi pubblici,
appunto provvisori, secondo una strategia di inltrazione
progressiva degli spazi verdi nel tessuto insediativo esistente
e di previsione. Il paesaggio transitorio serve a valorizzare
immediatamente un sito in trasformazione senza dover
attendere la denizione e la realizzazione di tutti gli elementi
gura 86
Parco Nord, Milano - 1970 / in corso
60
di progetto lasciando un ampio margine di imprevedibilit
allassetto nale. Il progetto organizza lo sviluppo futuro
degli isolati, prepara la trasformazione delle infrastrutture,
gerarchizza le vie e gli spazi pubblici sulla base di unidea di
citt in forte relazione con il suolo e con gli elementi naturali.
Un altro esempio importante di questa strategia costituito
dal progetto di Dominique Perrault per il Parco Unimetal a
Caen (1995-1997)
24
. La necessit di bonicare i terreni di una
acciaieria dimessa richiede la costruzione di un grande parco
di circa 700 ettari strutturato secondo una griglia geometrica
e sovrapposta al disegno della struttura industriale. La trama
del parco organizza il disegno del materiale vegetazionale
e costituisce una sorta di prepaesaggio che pregura la
struttura di una possibile espansione futura della citt.
III.1.3 Artialisation. Percezione, signicati, pratiche,
abitanti.
(Inexus e Intervention minimale
25
)
La terza linea progettuale si fonda sul concetto di reversibilit
delle operazioni di trasformazione del territorio e su di unidea
di progetto che si occupa di restituire la fruizione e recuperare
a nuovi usi lo spazio urbano attraverso operazioni semantiche
piuttosto che con modiche strutturali. I mezzi utilizzati sono
minimi ma accuratamente calibrati per dare un impulso alla
riqualicazione/trasformazione dei luoghi piuttosto che a
realizzarla materialmente. Il non aggiungere nulla o il togliere
sono utilizzate come tecniche progettuali per cui il percorso
del progetto paragonabile ad una cura omeopatica
o di agopuntura.
26
La ricerca di un nuovo signicato e di
nuove identit dei luoghi si muove a partire da una serie di
spostamenti minimi in cui lo sguardo del fruitore assume un
ruolo fondamentale per recuperare la natura inconfondibile
ed ineffabile di un luogo. Questo coinvolgimento implicito del
fruitore/spettatore costituisce un legame con il mondo dell arte
e specialmente con quello della Land Art ed interessante
notare che, nella pratica concreta del progetto, si combina
con alcuni presupposti derivati dallecologia del paesaggio.
Nel concetto di artialisation denito da Alain Roger troviamo
le due modalit secondo cui la natura ed il paesaggio possono
essere convertiti in oggetto estetico. Il processo in situ riguarda
il lavoro diretto e sostanziale sui luoghi, dal vivo, dove larte
interviene direttamente sulla natura; La seconda in visu
implica una procedura pi economica ma molto pi sosticata
ed avviene attraverso lo sguardo e la percezione. Sono i due
mondi dellarte di giardinieri e paesaggisti, da una parte, e
gura 87
Karres en Brands
Hoge Weide Park - Utrecht
2001
pittori, fotogra, scrittori, dallaltra. In questo senso il concetto
di artialisation si costituisce come la condizione di possibilit
di tutte le pratiche e di tutte le percezioni paesaggistiche.
27
Pi in generale questa strategia identica una nuova
generazione di progetti di recupero urbano e di riqualicazione
ambientale su scala territoriale di aree derelitte della
produzione industriale attraverso la minimizzazione degli
interventi e la massimalizzazione del trattamento discorsivo
e simbolico. La museicazione del territorio naturale, la tutela
e la rinaturalizzazione sono combinate in sinergia per la
costruzione di un nuovo paesaggio in cui colmata la distanza
tra espressione artistica e tecnica ecologica.
Il progetto dellEmscher Park nella Ruhr e quello della
Voie Suisse costituiscono due casi importanti che hanno
fondato la pratica operativa sul tentativo di limitare al minimo
lintervento strutturale ed esaltare il contenuto simbolico ed
estetico dei luoghi e dei paesaggi urbani. Loperazione di
risemantizzazione in chiave estetica delle aree dimesse
della regione tedesca della Ruhr costituisce lesempio forse
pi compiuto di questa strategia. Fin dai primi anni del parco
dellIBA Emscher venne avviato un percorso di educazione
allo sguardo
28
per far percepire ed apprezzare al pubblico il
paesaggio dellindustrienatur. Il mezzo scelto per esaltare
la dimensione estetica del paesaggio postindustriale fu la
produzione di immagini spettacolari mediate attraverso larte
contemporanea ed una politica di marketing territoriale per
sviluppare una sensibilit capace di riconoscere il valore e
la potenzialit dellesistente paesaggio industriale. Quella
strategia venne inizialmente molto criticata perch uno
sguardo estetico non sempre anche critico e si presta a
deviare lattenzione dalla storia reale di quei luoghi e dei
suoi abitanti. Resta per il fatto che attraverso loperazione
dellindustrienatur la Ruhr, una delle regioni tedesche pi
gravemente danneggiate dallo sviluppo industriale, sia
gura 88
Richard Haag
Gas works park - Seattle1978
61
riuscita ad avviare una politica di riqualicazione e bonica
del territorio che ha dato no ad oggi ottimi risultati.
III.1.4 Sistema ambientale e urban design
(ecologia come strategia urbana)
Si pu inne individuare un quarto lone operativo che
riguarda quelle sperimentazioni in cui il discorso ambientale
ed il progetto urbanistico sono coniugati in una strategia
urbana complessiva. Si tratta di casi in cui il progetto urbano
(anche inteso come progetto dello spazio urbano) si fonda
sul riconoscimento dei grandi sistemi ambientali a scala
geograca. La fruizione di questi stessi sistemi ambientali
riconosciuta come risorsa aggiuntiva per una politica urbana
sviluppata secondo una logica di integrazione tra spazio
pubblico, rete dei trasporti e attrezzature collettive.
Il miglioramento ambientale della citt ricercato sia
attraverso limplementazione di una rete di spazi verdi e
collettivi sulla scala urbana attraverso la rivalorizzazione
delle componenti naturali del territorio (bacini uviali e
marini, foreste, aree agricole) sia attraverso il contenimento
del trafco e dellinquinamento atmosferico. In questo
senso la complementariet e lintegrazione tra lo spazio
fruibile pedonale e ciclabile e la rete di trasporto pubblico
(metropolitana, bus, tranvia) assume un ruolo strategico per
costruire unalternativa al sistema automobilistico privato.
Trattandosi di un discorso ambientale complessivo
lestensione del piano derivata direttamente dai sistemi
gura 89
Michel Desvigne e Christine Dalkony
Piano del paesaggio e viabilit -
Montpellier 1991
geograci
29
e il piano generale si viene a congurare come un
quadro di unione di una serie di interventi diffusi sul territorio.
Limplementazione del piano territoriale realizzata secondo
due possibili modalit: o attraverso un sistema capillare di
interventi di dimensioni contenute e controllabili (p.e. Porto)
o attraverso la suddivisione del progetto urbano in stralci da
realizzarsi per fasi (p.e. Copenhagen). In entrambi i casi fermo
restando limplementazione delle reti di trasporto pubblico e la
capacit di controllare signicativamente il passaggio di scala
dal generale al particolare. Limportanza di questa strategia
risiede nella capacit di controllare il processo progettuale
alle diverse scale di denizione. La dilatazione del punto di
vista agli scenari ambientali della citt consente di coniugare/
controllare/ gli aspetti geograci e territoriali senza perdere di
vista gli aspetti sici e materiali dei luoghi abitati.
Alcune citt europee, specialmente francesi e tedesche,
hanno adottato questa strategia, tra queste Montpellier, Lione,
Nantes, Berlino, Colonia, Porto, Copenhagen.
Un esempio interessante costituito dallesempio della
costruzione dei progetti della Grande Porto in Portogallo:
un grande sistema di spazi pubblici di qualit ha preso forma
pregurando un modello a grande scala per la riqualicazione
delle aree periferiche, dismesse o degradate dei contesti litorali
dove lambiente e il paesaggio guidano e allineano in coerenza
i progetti architettonici con la pianicazione urbanistica.
gura 90
Manuel de Sol Morales
Progetto per lo sbocco a mare del
Parque da cidade a Porto
2000-2001
62
Nellambito degli innumerevoli progetti per la Grande
Porto particolarmente signicativo lapproccio progettuale
di Manuel Sol morales che riconosce esplicitamente il
contributo derivato dal substrato paesaggistico nel ristabilire
un principio insediativo fondato sulla geograa esistente: []
stata la convinzione che la geograa urbana la principale
ragione per congurare uno spazio libero e che in questo
luogo coesistono circostanze topograche e paesaggistiche
speciche che hanno orientato metodologicamente lo sviluppo
dellidea e la denizione successiva dei suoi elementi.
30
Ugualmente signicativa lesperienza in atto della citt di
Copenhagen con il grande progetto per larea di restadt,
inserita in un pi ampio programma di trasformazione che
coinvolge le due coste di Danimarca e Svezia intorno al nuovo
ponte resund.
Sebbene questa operazione sia stata condotta con trasparenza
e coerenza in continuit con le politiche urbane esistenti
ed attraverso un confronto continuo con le associazioni di
ambientalisti e di abitanti, contestabile nel suo complesso
per le quantit in gioco e per la portata delle modicazioni
previste.
La sua importanza risiede, tuttavia, nella capacit di integrare
coerentemente in un disegno unitario linsediamento dei nuovi
quartieri con le reti infrastrutturali di trasporto pubblico e con
il sistema ambientale tutelato dei Polder. Il limite tra il sistema
naturale geograco e gli insediamenti urbani stato denito
come un ecotone
31
urbano e, come tale, si costituisce come
fortissimo elemento di qualit urbana.
gura 91
I progetti per il margine uviale ed
atlantico a Porto, Portogallo
1999-2000
NOTE
1
ISOLA AIMARO [a cura di] (2002), Infra - forme insediative e infrastrutture, Manuale, Marsilio, Venezia
2
GREGOTTI VITTORIO (1990), Cinque dialoghi necessari, Electa, Milano, p. 21: [] raccontare le condizioni in cui un
progetto specico agisce: condizioni di programma, di area, di tempi, di aspettative.
3
Per la denizione di sguardo esogeno/endogeno vedi P. Donadieu, Regard exogne/endogne, in: BERQUE
AUGUSTIN [e altri] (1999), La mouvance: du jardin au territoire: cinquante mots pour le paysage, Ed. de la Villette,
Paris, p.83
4
Sebastien Marot riconosce cinque riessi possibili derivati dal progetto di paesaggio: lanalisi inventiva, lanamnesi,
la strategia processuale, la lettura in spessore, il pensiero di relazione. Cfr.: MAROT SEBASTIEN (1995), Lalternative du
paysage, in: Le Visiteur 1 ville, territoire, paysage, architecture, Socit des Architectes, Paris, p.71
5
Il termine derivato dal portoghese racionalidade topograca ed utilizzato da Fernando Tvora. Cfr. TVORA
FERNANDO (1996), Da organisao do espao, FAUP edies, Porto, p.27
6
Cfr. CORAJOUD MICHEL (2004), LHorizon, Faces 05, pp.
7
Lidea che il progettista (urbanista, architetto, paesaggista) non mai lunico autore ma semmai uno dei numerosi
fattori che entrano in gioco nel corso delle cose unidea non infrequente. Si veda la denizione di Gianfranco
Caniggia secondo il quale [] latto del progettare debba attuarsi in un continuo confronto tra quello che gi c e
quello che facciamo, quindi in una continua lettura se vogliamo produrre oggetti edilizi attuati in modo non velleitario
n individualistico. Cfr. CANIGGIA GIANFRANCO, MAFFEI (1979), Lettura delledilizia di base, Marsilio, Venezia, p. 12
8
BACON EDMUND N. (1976), Design of cities, Penguin books, New York (Ed. originale 1967), p. 109
9
Si veda in questo senso CORBOZ ANDR (1998), Il territorio come palinsesto, in: Ordine sparso: saggi sullarte, il
metodo, la citt e il territorio, Franco Angeli, Milano, p. 190: Il territorio, sovraccarico com di tracce e di letture
passate assomiglia piuttosto a un palinsesto. Per insediarvi nuove strutture, per sfruttare pi razionalmente certe
terre, spesso indispensabile modicarne la sostanza in modo irreversibile. Ma il territorio non un contenitore a
perdere n un prodotto di consumo che si posa sostituire. Ciascun territorio unico, per cui necessario riciclare,
grattare una volta di pi (ma possibilmente con la massima cura) il vecchio testo che gli uomini hanno inscritto
sullinsostituibile materiale del suolo, per deporvene uno nuovo, che risponda alle esigenze di oggi, prima di essere
a sua volta abrogato. Alcune regioni, trattate troppo brutalmente e in modo improprio, presentano anche dei buchi,
come una pergamena troppo raschiata: nel linguaggio del territorio, questi buchi si chiamano deserti. [] evidente
che il fondamento di ogni pianicazione non pu essere pi la citt, ma questo fondo territoriale al quale la prima
deve essere suboordinata.
10
Larte del paesaggista consiste dunque, a partire dallosservazione di un dato paesaggio, nel saper dedurne le
leggi di formazione, per assumerle poi a strumenti progettuali. Il progetto di paesaggio non si denisce come arte
dellimmaginazione, della creazione, ma della reminescenza.
Manuel Delluc (1996), Michel Desvigne e Christine Dalkony, in: MAROT SEBASTIEN [a cura di] (1996), Desvigne &
Dalkony, Motta Architettura, Milano, p.11
11
LEVEILL ALAIN (2000), Formation/transformation des tissus urbains: lepaisseur historique du territoire, in:
Nouvelles n26, p.132
12
LASSUS BERNARD (1999), in: BERQUE AUGUSTIN [e altri], La mouvance: du jardin au territoire: cinquante mots pour le
paysage, Ed. de la Villette, Paris, p. 44
13
Un bellissimo esempio di questa pratica costituito dal parco pubblico della Quinta da Conceio a Lea da
Palmeira in Portogallo, realizzato nel 1954 da Fernando Tvora. I frammenti di unantico convento sono stati qui
rielaborati in modo del tutto innovativo divenendo il motivo di aggregazione dei diversi ambiti del parco. Curiosamente
questa stessa modalit di intervento si ritrova alla scala del progetto urbano nellinsediamento del quartiere della
Malagueira di Alvaro Siza ad Evora.
14
La lettura delle tracce e dei frammenti come metodo di progetto non un argomentazione operativa nuova. Tra
gli altri si vedano l articolo di Carlo Olmo sul lavoro di Maurice Halbwachs dove vengono analizzate le possibili
implicazioni che ne possono derivare secondo uninterpretazione storica e lologica in: OLMO CARLO, Dalla Tassonomia
alla traccia, in: Casabella n575/576 1991, Il disegno del paesaggio italiano, p.22-24: Linteresse per la traccia che
un uomo, un ume, una produzione, una coltivazione hanno lasciato, riassorbito dagli apparati classicatori oggi in
moto e dagli interessi, non tutti conoscitivi, che li muovono. La traccia si frammenta, entra a far parte di saperi (e di
linguaggi) che negano lessere stesso ambiguo di quellindizio: la spiegazione appartiene alla serie, non al singolo
indizio ritrovato. Il passaggio di statuto scientico da indizio a dato non fa che concludere un itinerario gi avviato
da Halbwachs (e da Pirenne), mutandone profondamente il possibile signicato. Linformazione frammentata perde
il suo possibile legame con il tipo, per acquisire quello con la serie. E cos il trapasso tra due culture essenzialmente
quantitative pu segnare il passaggio da una cultura delle analogie (e dai suoi, molti esiti interpretativi, ma anche
progettuali) allannullamento della misura del tempo e dellambiguit del senso che una traccia, un indizio reca con s
(e che forse unica pu fornire loccasione per un nuovo progetto.
15
Ce nest donc pas par idologie que nous nous tenons loigns de la pense actuelle qui fait lapologie de la
juxtapositions, du chaos. Nous sommes tenus par nos expriences considrer lespace du paysage ou de la ville
comme un vritable milieu dont les lements, existants ou rapportes, tissent une multlipicit dchanges. Un tel projet
vise, videmment, lamlioration et la transformation de lieux. Mais il est, avant tout, une mthode permettant
dinterroger lhistoire et la gographie. Il est un outil de connaisance. In: CORAJOUD MICHEL (2003), Geometri e
tracs, in: Michel Corajoud et cinq grandes gures de lurbanisme, Ed. de la Villette Paris, p. 25
16
Laccettazione della condizione esistente di un dato contesto porta inevitabilmente a dover affrontare situazionii
impreviste ed imprevedibili, rinunciando di fatto al controllo totale del progetto ed aprendolo ad un processo non
totalmente oggettivo. Cfr. CORBOZ ANDR (2004), Circonstances extnuantes, in: PERRIN CARMEN, Contextes, Infolio
63
ed. Geneve, p. 72.
17
DESVIGNE MICHEL (2001), La fabrication pragmatique du territoire, in: MASBOUNGI ARIELLA [a cura di], Penser la ville
par le paysage, Ed. de la Villette Paris, p. 53.
18
Si vedano larticolo: BERQUE AUGUSTIN [e altri], Mouvance: un lessico per il paesaggio. Iil contributo francese,
in: I nuovi paesaggi, Lotus Navigator 52/2002, Editoriale Lotus, Milano, p. 81; CLEMENT GILLES (1991), Le jardin en
Mouvement, Editions Pandora, Paris; CLEMENT GILLES (1997), Trait succinct de lart involontarie, Ed. Sens et Tonka,
Paris.
19
DIXON HUNT JOHN (1993), Nel concetto delle tre nature, in: Casabella 597/598, Il disegno degli spazi aperti, pp.98-
101
20
Si veda, per la descrizione di questo progetto, il capitolo I.2 di questa ricerca.
21
Per il signicato dei due termini, intraducibili se non letteralmente con un pre-inverdimento o pre-paesaggiamento,
si veda il cap. I.2 di questa ricerca e il numero monograco di Lotus Navigator, Fare lambiente 5/2002.
22
A proposito di questo progetto gli autori spiegano che: Gli impianti industriali hanno vita limitata e stabilita in
partenza, e la loro durata massima non mai superiore ad alcune decine danni, vale a dire al periodo necessario alla
crescita di un giardino. La vegetazione del nostro paesaggio sar dunque adulta quando ormai ledicio non esister
pi. A somiglianza di un territorio agricolo con i suoi cicli ben precisi che concorrono a creare unestetica, abbiamo
immaginato il paesaggio come una successione di stati identicabili, una serie di tappe. Non appena entrati in funzione,
i fossi di drenaggio vengono ancheggiati da lari di salici destinati a stabilizzare il terreno e a favorire in parte
levaporazione dellacqua. [] Queste nuove specie si sostituiscono progressivamente alle piantumazioni povere,
no a che di queste ultime non resteranno che le tracce: e quando la fabbrica verr smontata il sito avr laspetto di
un parco ttamente popolato di essenze pregiate. DESVIGNE MICHEL e DALNOKY CHRISTINE (1993), Sistemazione degli
spazi esterni dellindustria Thomson a Guyancourt, in: Casabella 597/598, Il disegno degli spazi aperti, pp.110-111
23
DESVIGNE MICHEL (2001), cit. p. 57 : Parcs provisoire accompagnant les mutations dun territoire.
24
PERRAULT DOMINIQUE, Prpaysagement, in: Lotus Navigator 5/2002, Fare lambiente, p.109-112
25
LASSUS BERNARD (1999), cit. p. 44 e p. 70
26
Il concetto di strategia di riqualicazione come agopuntura urbana denito chiaramente da Ariella Masboungi
nellintervista: Il progetto urbano alla francese. Cfr. ALCOZER FEDERICA [a cura di] (2004), +Citt, Catalogo della mostra,
Urbanregeneration, Genova, pp. 67-71
27
ROGER ALAIN, Artialisation, in :BERQUE AUGUSTIN [e altri] (1999), La mouvance: du jardin au territoire: cinquante
mots pour le paysage, Ed. de la Villette, Paris, pp.45-46
28
MIGLIACCIO ANNA (2004), Nuovi paesaggi. La natura industriale dellEmscher Landschaftspark, intervento al
convegno: Mutamento del territorio e innovazione negli strumenti urbanistici VIII Conferenza della Societ
Italiana degli Urbanisti, Firenze gennaio 2004, p.6
29
possibile portare come esempio, al di l di una considerazione sui contenuti, il Piano dellAutorit di Bacino
del ume Arno che ben oltre i conni politico amministrativi, si sviluppa su tre regioni italiane facendo riferimento
esclusivamente ad un ordine geograco e di sistemi ambientali.
30
SOL MORALES MANUEL, in: AA.VV., Formas Urbanas, Porto, 2002
31
Un ecotone denito come unarea di transizione tra due comunit ecologiche adiacenti (ecosistemi). La parola
stata coniata da una combinazione di eco(logia) e -tone, dal greco tonos (tensione). Denizione tratta da http://
en.wikipedia.org/wiki/Ecotone.
64
III.2 LA VERIFICA DELLA TEORIA NELLE OPERAZIONI
CONCRETE DEL PROGETTO
La selezione dei progetti ed il metodo di lettura
La verica degli assunti teorici nella lettura dei progetti ha lo
scopo di individuare quali aspetti della pratica progettuale
siano stati derivati pi o meno indirettamente dal paesaggio e
dalla sua tradizione disciplinare.
Lobbiettivo che si pone la ricerca quello di raccogliere un
certo numero di casi signicativi per costruire un repertorio
di sperimentazioni piuttosto che tentare di codicare una
metodologia progettuale. Il motivo di questa scelta legato
essenzialmente a due ragioni: il primo riguarda leloquenza dei
progetti nel rappresentare le proprie scelte operative che non
si pu tradurre in linguaggi che non sia quello, senza parole,
dellarchitettura;
1
il secondo discende dal riconoscimento della
specicit e complessit dei luoghi della citt contemporanea
per la quale impossibile proporre modelli, codicare forme
e strategie astratte. Ogni caso legato ad un luogo preciso e
deve essere valutato in relazione alla situazione contingente
nella sua complessit e spessore.
In questo senso si pu dire che la scelta dei progetti, risultata
da un lavoro di analisi e cernita di molti casi, costituisce gi,
di per s, il punto di arrivo e lesito della ricerca.
2
Lobbiettivo
iniziale di costituire un bagaglio o una cassetta degli attrezzi
ideale per il progetto a cui poter attingere si materializza
e costruisce attraverso un campione di case studies
signicativo non tanto per la quantit ma per la densit delle
tematiche proposte. Sono stati presi in considerazione quei
progetti che per la loro chiarezza argomentativa nellaffrontare
uno o pi aspetti teorici posseggono un valore esemplicativo
e didascalico.
Linsieme dei progetti individua una traccia di cose a cui
pensare e di cui parlare
3
e pregura i temi possibili per
unapplicazione progettuale a cavallo tra citt e campagna.
Assumendo come elemento costitutivo lesistenza di una
pluralit di percorsi possibili attraverso una molteplicit di
materiali e prodotti la ricerca suggerisce di procedere per
comparazione, ricavare spunti, indicare alcune ulteriori
direzioni di indagine.
La scelta di ogni progetto oltre ad essere funzionale alla
spiegazione di una modalit del fare specica, segue alcuni
principi generali.
La centralit di un discorso basato sul rapporto con lesperienza
ha indirizzato la scelta verso i progetti realizzati od in corso
di realizzazione che hanno la capacit di fornire riscontri
operativi immediati. I tempi lunghi dellurbanistica e, quindi,
la difcolt a reperire materiali allo stesso tempo innovativi e
realizzati ha portato alla selezione di progetti ideati nellarco
degli ultimi dieci-quindici anni.
Sono stati presi in considerazione casi di citt ordinaria,
tralasciando i grandi eventi urbani e curando particolarmente
le operazioni di rivalorizzazione della periferia suburbana
in grado di far fronte alla dimensione territoriale della citt
contemporanea.
Inne, sono stati privilegiati quei progetti che presentano
unetica diversa, disinteressata quindi estetica
4
, che
si esprime attraverso la capacit di riportare il discorso
ambientale ed ecologico in un ambito disciplinare pertinente
occupandosi di questioni di forma, gurabilit e signicato
dirigendole verso lobbiettivo della sostenibilit e della
condivisione del progetto.

Le schede dei progetti, inne, si costituiscono come un metodo
di lettura orientato, e non un esercizio ne a se stesso. Ogni
caso concreto rappresenta uno dei punti di vista possibili sul
progetto che va a costituire, insieme agli altri, un bagaglio di
dispositivi e strumenti operativi a cui poter attingere.
NOTE
1
Isola Aimaro, Pensare il limite, abitare il limite in: GIANMARCO CARLO, ISOLA
AIMARO (1993), Disegnare le periferie. Il progetto del limite, La Nuova Italia
Scientica, Roma, p.25.
2
Si veda in questo senso la denizione di manuale di urbanistica nel suo
doppio aspetto di componente di repertorio e componente metodologica. Cfr:
GABELLINI PATRIZIA (2004), Tecniche urbanistiche, Carocci, Roma, p 35.
3
Gianmarco Carlo, Aprire itinerari nel labirinto urbano in: GIANMARCO CARLO,
ISOLA AIMARO (1993), cit. p.15.
4
PASOLINI PIER PAOLO (1981), Il caos, Editori riuniti, Roma, (ed. originale
1969), p. 161
65
INDICE TEMATICO DEI PROGETTI
Site specic planning. Sensibilit topologica e razionalit topograca
La forma del territorio: vuoto, geometria, disordine
Parco di Sausset - M. Corajoud, 1982/2000
Parco Franois Mitterand, Issoudun - M. Desvigne, C. Dalnoky
Parco di Gerland, Lione - M. Corajoud, 2001/2003
Progetto per Melun-Snart - R. Koolhaas, 1987
Quartiere di edilizia sociale della Malagueira, Evora - A. Siza, 1977/1990
Progettare con la natura: il determinismo siograco
Kirchberg Luxembourg - P. Latz
Il paesaggio come straticazione signicativa
Rinaturalizzazione del canale dellAire, Ginevra - G. Descombes, 2000 / in
corso
Il paesaggio come regola morfologica
Parco di Bercy, Parigi - B. Huet, 1987
Piano guida per lle de Nantes - A. Chemetoff, 1999 / in corso
La Mouvance. La dimensione temporale del territorio
Preverdissement
Parco di Versailles, Parigi - 1662-1693
New Town di Milton Keynes - 1970
ZAD di Borde-basse a Castres - Institut pour le Dveloppement Forestier,
1985
Greenwich Millenium Park, Londra - M. Desvigne, 2000
Area Unimetal, Caen - D. Perrault, 1995/97
Strategie di adattamento e progetto aperto
Piano per Lyon Conuence - F. Grether, M. Desvigne, 1998 / incorso
Sistemazioni esterne delle industrie Thompson, Guyancourt - M. Desvigne,
C. Dalnoky, 1988/1992
Il Parco Nord a Milano - F. Borella, A. Kippar e altri, 1975/2006
Progetto di recupero di Grenoble sud - Y. Lyon, 2003 / in corso
Artialisation. Percezione, signicati, pratiche, abitanti.
A sedimentation of the mind
Shifting sites, R. Serra,
A non site, Franklin, New Jersey - R. Smithson, summer 1968
Voie suisse - G. Descombes, 1991
Il paesaggio come processo di rinaturalizzazione
Gas works park, Seattle - R. Haag, 1978
Duisbourg Nord, Emscher Park - P.Latz, 1990/99
Linvenzione di nuove geograe
Le Parc Jean Verlhac, Villeneuve de Grenoble - M. Corajoud, 1974
Piano per il recupero del quartiere Marzhan, Berlino est - 1991 / in corso
Sistema ambientale e urban design
Ecologia urbana
Progetto per il margine uviale ed atlantico a Porto - 1999/2000
restadt, Copenhagen - 1995 / in corso
Piano del paesaggio e della viabilit, Montpellier - M. Desvigne, C. Dalnoky,
1991
66
PROGETTI E SPERIMENTAZIONI
67
localit
Duisbourg-Nord
comune
Duisbourg, Germania
committente
Iba Emscher Park
progettisti
Peter Latz und partners
area intervento
230 ha
progetto
1990- 1999
tipo di intervento
riconversione della fonderia Thyssen Meiderich
bibliograa Belore Manuela (2005), Il verde e la citt. Idee e progetti dal Settecento
ad oggi, Gangemi, Roma, p.184
Migliaccio Anna (2004), Nuovi paesaggi. La natura industriale
dellEmscher Landschaftspark, Intervento al convegno: Mutamento
del territorio e innovazione negli strumenti urbanistici, VIII Conferenza
della Societ Italiana degli Urbanisti - Firenze, gennaio 2004
Duisburg nord Park, Fare lambiente, Lotus Navigator 5/2002, pp. 101-
103
siti web
http://www.latzundpartner.de
IL PAESAGGIO COME RINATURALIZZAZIONE
1 Duisbourg Nord, Emscher Park
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
68
DUISBOURG NORD
Il paesaggio come rinaturalizzazione
In seguito ai processi di deindustrializzazione degli ultimi
25 anni la regione tedesca della Ruhr andata incontro
ad una forte crisi economica. Labbandono dei terreni
inutilizzabili per altri scopi a causa del forte inquinamento
ambientale ha interessato centinaia di ettari di aree
industriali contaminate dai residui delle lavorazioni.
LEsposizione Internazionale IBA Emscher Park, a
partire dallinizio degli anni 90, ha avuto come obbiettivo
limplementazione di progetti per la riconversione, la
rigenerazione e la bonica della valle del ume Emscher
e la risignicazione del paesaggio circostante, forse una
delle zone pi gravemente compromessa dallintenso uso
industriale.
La losoa su cui sono stati realizzati in 10 anni
complessivamente circa 100 progetti, si fonda su due
principi generali. Il primo riguarda la capacit di adattamento
e di autorigenerazione della natura che ha avuto esiti
nella bonica e nella rinaturalizzazione di gran parte delle
aree ex industriali e che ha portato a tutelare lo sviluppo
spontaneo della vegetazione nelle aree abbandonate. Il
secondo contempla la possibilit di una trasformazione
degli usi e dei signicati dei luoghi dismessi a partire dal
mantenimento delle strutture siche esistenti.
Il progetto di Peter Latz a Duisburg-nord, relativo alla
riconversione della ex fonderia Thyssen Meiderich in
un parco pubblico di nuova concezione, rappresenta
forse il caso pi signicativo e chiaro di tutta loperazione
dellEmscher. La costruzione del parco stata
fondata inequivocabilmente su di unoperazione di
monumentalizzazione e di risemantizzazione in chiave
estetica degli edici e delle strutture industriali esistenti.
I diversi elementi che componevano limpianto industriale
sono stati mantenuti nella loro struttura sica e riprogettati
attraverso una serie di sistemazioni paesaggistiche e di
materiali verdi che non negano la loro forma originaria
anzi la valorizzano in un complesso sistema di nuovi spazi
secondo un criterio di conservazione interpretativa.
Il progetto integra nel disegno del parco gli elementi ed
i pattern che costituivano la struttura della precedente
zona industriale offrendo un nuovo uso, una diversa
interpretazione e una fruibilit prima inesistente. Il parco
si costituisce come nuovo tipo di parco del popolo
(volkspark) in cui lo spazio aperto si presta ad una grande
pagina precedente:
gura 92
Planimetria dellintervento sugli edici
gura 93
Planimetria generale del complesso
industriale
gura 94
La Piazza Metallica al centro degli
altiforni
gura 95
La sistemazione delle rive dellEm-
scher
69
usi pubblici. La Piazza metallica realizzata al centro degli
altiforni rappresenta il simbolo della metamorfosi subita
dalle strutture industriali in spazio pubblico ed destinata
alle feste ed al teatro allaperto. Il suolo della piazza stato
coperto con quarantanove piastre metalliche recuperate
dalla produzione della fonderia che, lasciate allazione
dei processi naturali di erosione e di ossidazione, sono
programmaticamente ritornate a fare parte del ciclo
naturale.
In generale tutti gli spazi esistenti della fabbrica sono stati
riconvertiti in luoghi non convenzionali secondo una idea
di trasformazione fondata sul recupero e sulla valorizzare
di tutte le potenzialit presenti ed in cui domina il contrasto
tra rimanenze industriali da una parte ed il processo
di riconquista del territorio da parte della vegetazione
dallaltro.
Il disegno dello spazio aperto vegetale caratterizzato
da una commistione di vegetazione spontanea e di
giardini progettati privilegiando, per, i processi naturali di
riappropriazione e colonizzazione degli spazi da parte di
essenze spontanee e di biotopi urbani specici.
A anco alla costruzione del parco stata grande
importanza ai processi di bonica del terreno e quelli
relativi al recupero e alla ltrazione delle acque con un
sistema di drenaggio e la sistemazione paesaggistica del
canale dellEmscher.
SINTESI DEI DISPOSITIVI DEL PROGETTO
- Rinaturalizzazione delle aree industriali dimesse
attraverso la vegetazione spontanea ed i biotopi urbani
presenti;
- restituzione di fruizione ai luoghi una volta
inaccessibili;
- conservazione, recupero e valorizzazione di tutte le
potenzialit presenti costruite e naturali;
- risemantizzazione in chiave estetica degli edici e
delle strutture industriali esistenti;
- valorizzazione della capacit di adattamento e di
autorigenerazione della natura;
- tutela dello sviluppo spontaneo della vegetazione
nelle aree abbandonate.
gura 96-97
I giardini chiusi tematici
gura 98-100
Le aree destinate al gioco ed i
percorsi sulle passerelle metalliche
gura 101-103
I percorsi aperti attraverso le vecchie
strutture della fabbrica
70
localit
Cantone di Uri
comune
Morschach e Brunnen, Svizzera
committente
Confederazione Svizzera
progettisti
Georges Descombes, Carmen Perrin, Richard Long
area intervento
2 km di 35 di percorso pedonale intorno al lago di Uri
progetto
1991
tipo di intervento
Percorso alla scala territoriale
bibliograa
Descombes Georges, Shifting sites: the Swiss way,
Geneva, in: recovering landscapes, Essays in contem-
porary landscape architecture, A cura di James Corner,
Princeton Architectural Press, 1999 New York p.79
Descombes Georges, Voie suisse litinraire genevois
- De Morschach Brunnen.
siti web
IL PAESAGGIO COME FRAGILIT
Voie suisse 2
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
71
pagina precedente
gura 104
I massi erratici messi in evidenza
accompagnano il percorso nel bosco.
gura 105
Lo schema del percorso della Voie
Suisse in uno schizzo di Georges
Descombes con lindicazione dei
principali interventi: il belvedere, i
massi erratici, la scalinata, il recupero
del sistema dei muri e della vecchia
via ferrata.
VOIE SUISSE
Il progetto dellassenza o il paesaggio come fragilit
La Voie Suisse un cammino pedonale continuo intorno
a lago di Uri ed stato concepito inizialmente come
contrappunto ecologico alle celebrazioni grandiose
previste per il 700esimo anniversario della Confederazione
Svizzera nel 1991. Il suo percorso si snoda per circa 35 km
con un dislivello nel percorso di circa 400 m. Il cammino
parte da Rutli, in Canton Uri dove la confederazione
stata fondata nel 1291, e termina in Brunnen nel Cantone
di Schwyz. Ognuno dei 26 cantoni occupa simbolicamente
un tratto del cammino secondo lordine di ingresso nella
Confederazione e per una lunghezza proporzionale al
proprio peso demograco. Il risultato complessivo un
percorso pedonale continuo lungo cui si snodano una
serie di installazioni artistiche e culturali. Descombes ha
realizzato insieme agli artisti Carmen Perrin e Richard
Long il tratto corrispondente al Cantone di Ginevra che
si sviluppa per circa due Km tra Morschach e Brunnen. Il
progetto si fonda su di una sola idea: non inserire niente
che non si trovi gi lungo il percorso. Un vuoto semantico
costruito intenzionalmente deve lasciare a chi percorre
il sentiero la possibilit di uninterpretazione personale.
Gli interventi sici consistono principalmente in azioni
di sottrazione piuttosto che di addizione con lo scopo
di chiarire il paesaggio, di svelarne il funzionamento, di
renderlo comprensibile. Descombes dice che per capire
un sistema necessario prima di tutto indurre unazione
di disturbo nella sua organizzazione. Non si tratta di
creare qui un sistema didascalico per trasmettere delle
nozioni quanto lasciare che siano le cose stesse lungo il
percorso, e non le istruzioni, ad attirare lattenzione di chi
lo percorre.
Il percorso progettuale di Descombes si articola secondo
tutta una serie di collaborazioni con artisti, geogra,
scienziati e storici del paesaggio che hanno lo scopo
di costruire una miglior comprensione del luogo e di
trasmetterla attraverso il progetto. In sostanza il progetto si
fonda su tre concetti di base: 1. non aggiungere niente alla
situazione esistente, 2. amplicare alcune potenzialit del
sito, 3. rispondere con economia ai requisiti programmatici
funzionali di fruizione, sicurezza, riqualicazione e apertura
sul paesaggio dei luoghi toccati dal percorso. Oltre ad alcuni
piccoli interventi volti alla connessione sica dei livelli ed
alla rimozione di materiali ed attrezzature incoerenti,
72
la principale operazione realizzata quella di rimuovere i
licheni dai massi erratici sul percorso riportando alla luce
il granito bianco da cui risulta evidente la disposizione dei
massi e la presenza inequivocabile di una certa attivit
sul sito. Come sostiene Descombes: Sono forse le cose
che non si notano ad essere le pi importanti ed per
questo che riconosciuto al progetto un certo margine di
delicatezza, di fragilit nel suo rapporto con il paesaggio
con lobbiettivo chiaro di non volerne iscrivere lasua
realizzazione nella lunga durata.
Come le tracce ed i segni di forze passate su di un sito
costituiscono una costruzione mentale oltre che materiale,
anche il progetto, nel recuperare il senso di un luogo,
deve porsi lobbiettivo di agire sullimmaginario oltre che
sullesperienza sica. In questo senso agisce un intervento
laconico, cio attraverso il minimo delle operazioni possibili
e allopposto dellazione totalizzante degli strumenti
urbanistici tradizionali. Lintervento laconico si costituisce
in questo senso come un vero e proprio metodo progettuale
che fonda la sua efcacia su di una diluizione omeopatica
degli spostamenti o, anche, sullassenza e sulla sottrazione
di materiale dal sito. Il progetto lavora sugli slittamenti di
signicato, operazioni semantiche pi che strutturali, in
grado di restituire un senso e una dimensione di uso al
territorio.
SINTESI DEI DISPOSITIVI DEL PROGETTO
- Lavorare con il minimo di mezzi espressivi ed
intervenire per punti diffusi attraverso un progetto
omeopatico o di agopuntura urbana;
- realizzazione di operazioni semantiche pi che
strutturali, progetto laconico;
- la sottrazione come tecnica progettuale;
- il corpo umano come misura del progetto di
trasformazione dei luoghi;
- Il progetto inscritto in una logica di provvisoriet in
cui la riconoscibilit degli interventi direttamente
legata alla loro reversibilit.
gura 106
La scalinata di collegamento tra i due
livelli del percorso.
gura 107
Il belvedere trasparente.
gura 108
Il percorso sul lago.
gura 109
Un masso erratico.
73
localit
Plaine de Saint Denis
comune
Ville de Saint Denis, Francia
committente
Ville de Saint Denis
progettisti
Yves Lion, Michel Corajoud, Pierre Riboulet, Philippe
Robert
area intervento
800 ha della periferia nord ovest di Parigi
progetto
1993, in corso
tipo di intervento
Piano di recupero della periferia suburbana ai conni
con Parigi.
bibliograa
A. Masboungi (a cura di), Penser la ville par le pay-
sage, Ed. La Villette, Paris, 2001, pp.25-26
M. Corajoud, Le paysage : une exprience pour con-
struire la ville, testo del Gran Prix de Urbanisme 2003,
in: A. Masboungi (a cura di), Michel Corajoud et cinq
grandes gures de lurbanisme, Ed. La Villette, Paris,
2003, p.25
M. Corajoud, Strategie de crise: la Plaine Saint-Denis.
In: Techniques et architecture, August/September 1992
topos
Devoine Gilles (2001), La Plaine Siant Denis: a city from
nowhere, Topos 34/2001, pp. 85-89
siti web
http://corajoudmichel.nerim.net/
http://www.urbanisme.equipement.gouv.fr/index.html
IL PAESAGGIO COME DINAMICA DI FRUIZIONE
URBANA
Plaine de Saint Denis 3
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
74
Nella pagina precedente:
gura 110
Il percorso dellautostrada A1, ex
Boulevard Wilson tra Porte de Paris e
Porte de la Chapelle:
gura 111
Schema degli interventi del Piano
per Saint Denis relativi al reticolo
stradale:
gura 112
Il Piano Hippodamos 93 con la prima
proposta per un occupazione astratta
dello spazio aperto con un 50% di
supercie coperta.
gura 113
Il Piano del 2001 con ladattamento
dei progetti agli sviluppi insediativi
reali della Plaine saint Denis.
PLAINE DE SAINT DENIS
Il paesaggio come spazio pubblico e dinamica di
fruizione urbana
La geograa della plaine non ha opposto nel tempo
nessuna resistenza al tracciato delle infrastrutture e alla
straticazione delle costruzioni. Il territorio si presenta
gravemente compromesso, la geograa prigioniera
dellutilizzazione smodata e sregolata del suolo. Come in
altre periferie suburbane non pi riconoscibile un sistema
paesaggistico coerente inteso come rapporto signicativo
ed intelleggibile tra supporto territoriale e attivit delluomo
che lo abita.
Il progetto si inserisce in questo ambito in modo realistico
e pragmatico radicando le proprie scelte nella realt
esistente per pregurarne assetti futuri. Linteresse per
il contesto, lapertura ed adattamento alle circostanze
locali e alle condizioni spaziali che meglio interpretano la
collettivit del luogo sono mediate dalla pratica e cultura
del progetto paesaggistico. Il piano si sviluppato in un
arco di tempo di circa venti anni in cui andato incontro ad
un graduale processo di adattamento.
La proposta originale che stabiliva la regola per cui almeno
il cinquanta per cento dello spazio doveva essere
costituito da spazio aperto e libero stata adattata alle
conformazioni che la citt andava assumendo. Il ruolo
del progetto stato quello accompagnare il processo
di costruzione della pianura rientrandolo sul ruolo
fondamentale dello spazio pubblico.
Lopportunit di interrare 2 km di autostrada ha dato
un impulso fortissimo a questa strategia. Il progetto di
riqualicazione partito dalla costituzione di un sistema di
interrelazioni capaci di mettere in prospettiva le componenti
urbane (spazio pubblico, spazio aperto) e di riscoprire il
valore paesaggistico intrinseco dei luoghi.
Il progetto ristabilisce le connessioni urbane in direzione
est-ovest cancellato dalla presenza dellautostrada con una
serie di giardini e spazi verdi che si innestano sul tracciato
del nuovo Boulevards Wilson. Ricavato dallinterramento
dellinfrastruttura il boulevard si costituisce come un vero
e proprio park-way, un giardino lineare che garantisce
percorrenze e fruizioni alternative a quelle del grande
trafco metropolitano con una serie di connessioni
trasversali.
Lo spazio aperto assume in questo senso il ruolo di motore
della rigenerazione urbana. La denizione del vuoto
gura 114
Il Parkway con la realizzazione della
copertura dellautostrada.
75
utilizzato come strumento per creare unimmagine unitaria
alla citt. Anche gli interventi privati vengono assoggettati
alle regole valide per lo spazio aperto pubblico garantendo
cos un margine di unit a tutte le trasformazioni. Lo spazio
pubblico, vero protagonista del progetto, lelemento che
concorre alla ricostruzione di senso dei materiali urbani e
alla apertura e creazione di nuovi orizzonti al paesaggio
della pianura.
SINTESI DEI DISPOSITIVI DEL PROGETTO
- utilizzare il tracciato delle infrastrutture come
occasione di riconnessione trasversale attraverso una
maglia verde, corridoi verdi;
- lavorare per inserzioni puntuali di nuovo edicato per
ricostruire un tessuto riconoscibile nella dispersione
della periferia suburbana;
- lavorare sul ruolo di connessione dello spazio aperto
pubblico e sul suo ruolo fondativo nella creazione di
un disegno unitario;
- ricentrare il processo di costruzione della citt sul
ruolo fondamentale dello spazio pubblico nei tempi
lunghi del paesaggio e del progetto urbano;
- ricostruire le aperture della citt verso un orizzonte
geograco, la ricostituzione di horizons-paysages e
di un rapporto visivo con la geograa dei luoghi;
- riproposta del modello del park-way come un nuovo
tipo di boulevard urbano lungo cui concentrare la
spinta insediativi della citt.
gura 115
La sezione del nuovo Parkway con
linterramento dellautostrada.
gura 116
Schizzo di progetto con la relazione
tra gli spazi verdi del Parkway e il
sistema di spazi pubblici ed aree verdi
di connessione trasversale.
gura 117-118
Due vedute dellinterramento
dellautostrada in corso dopera.
76
localit
restadt
comune
Copenhagen, Danimarca
committente
Copenhagen Municipality
gestore
restadt Development Corporation
progettisti
Aaro Artto, Teemu Palo, Yrjo Rossi, Hannu Tikka, Matti
Kaijansinkko
area intervento
310 ha, 5 km per 600 m di larghezza
progetto
1995 concorso internazionale,
3 fasi: 2005-2010, 2011-2020, 2021-2030, in corso.
tipo di intervento
La ridenizione del limite della citt sul territorio dei pol-
der, 100 ha di area di protezione ambientale, 3400000
m2 di supercie utile lorda, un canale navigabile di 30
m lungo tutta la lunghezza dellarea, una metropolitana
di supercie sopraelevata, ununiversit per 17000 stu-
denti.
bibliograa
Topos 17/1996 pp. 94-99
AA.VV. (1995), restaden: the masterplan,
restadsselskabet, restad
Detail 4/2003
siti web
www.orestad.dk
IL PAESAGGIO COME ECOLOGIA URBANA
restadt 4
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
77
RESTADT
Il paesaggio come ecologia urbana
La costruzione del ponte resund sullo stretto del Mar
Baltico che divide Mlmo da Copenhagen ha dato di fatto
un impulso fortissimo per linsediamento di nuove funzioni
urbane nella regione di Amager Island a sud della citt.
Il primo programma di espansione risale al 1992. Nel
1995 viene bandito un concorso internazionale vinto da
unequipe nlandese che in seguito stata incaricata della
denizione del Masterplan. Il progetto stato sviluppato in
stretta collaborazione con la Municipalit di Copenhagen
e con le associazioni locali e di ambientalisti.
La conformazione geograca dellarea di restadt
ha comportato grandi implicazioni paesaggistiche ed
ambientali. Larea di progetto, infatti, situata al di sotto
del livello del mare ed una delle terre strappate allacqua
attraverso un complesso sistema di drenaggio e di
sbarramenti articiali.
Il progetto riconosce nella regola delle ve ngers che
ha strutturato la crescita della citt di Copenhagen un
principio ordinatore su cui fondare il disegno della nuova
composizione urbana.
Limpianto del un nuovo distretto urbano, costruito ex
novo secondo una implementazione per fasi, introduce un
boulevard urbano e la linea di metropolitana di supercie
nel paesaggio delle aree umide del polder. Di fatti il
tracciato del nuovo insediamento strutturato a partire
dalla denizione della nuova rete di trasporto pubblica.
Il tema della ridenizione del limite della citt affacciato sul
paesaggio dei Amager Faelled, larea umida che circonda
Copenhagen, ha avuto grande rilevanza nelle decisioni
formali di piano. Il piano impostato sul ruolo fondamentale
attribuito ai valori naturali nelle aree di espansione urbana,
al loro ruolo di spazio pubblico fruibile ed alla possibilit di
mantenere delle riserve di naturalit allinterno del territorio
metropolitano.
Lintervento della Danish Society for the Conservation
of Nature and Open Air Council, inizialmente contraria
allurbanizzazione dei polder, stata determinante nella
denizione delle superci coperte del piano. Lapprovazione
del piano stata vincolata ad un aumento cospicuo della
quantit di spazio aperto destinato ad area di protezione
ambientale, da 45 ha a circa 90 ha, rispetto al primo
programma proposto dallamministrazione della citt.
Conservando di fatto la capacit edicatoria del piano si
Pagina precedente:
gura 119
Veduta aerea dellarea prima dellinizio
dei lavori.
gura 120
La pianta di Copenhagen con
lindividuazione dellarea di restad.
gura 121
Schizzo di progetto. Relazione tra le
aree umide e costruito nel limite tra
citt e campagna.
gura 122
Schizzo di progetto. Il canale che
costituisce lasse strutturante del
progetto con la metropolitana
sopraelevata.
gura 123
Schizzo di progetto. Sezione sullasse
strutturante del progetto con la
metropolitana sopraelevata ed il
canale.
78
gura 124
Planimetria di insieme degli interventi
e Piano del Paesaggio:
1 Le aree umide di Amager Faelled in
restad
2 Larea di protezione ambientale di
Amager
3 Le aree aperte verdi nel piano di
restad destinate ad usi ricreativi e
sportivi in continuit con le aree di
protezione.
4 Larea di protezione ambientale di
Vastamager.
In tratteggiato orizzontale le aree
umide dei polder.
gura 125
Il sistema dellacqua a restad:
1 Il lago Ny Tojhus
2 Il canale curvilineo
3 Il canale delluniversit
4 Il grande lago nellarea umida di
protezione
5 Il canale principale
6 Le piazza dacqua tra gli edici
7 Le piazza dacqua tra gli edici
8 Il lago nellarea umida di
Vestamager.
79
operato un processo di densicazione rispetto alle prime
indicazioni programmatiche che ha di fatto consentito la
viabilit nanziaria di un processo di trasformazione di
queste dimensioni.
Linserimento di varie funzioni ubane, residenza,
commercio, attrezzature pubbliche, consente un buon grado
di mixit urbana. Limplementazione del progetto in pi fasi
garantisce un certo grado di adattabilit del programma da
costruire alle esigenze nel tempo (espansione/contrazione
del mercato immobiliare).
Il piano per restad costituisce uno dei pochissimi casi
di progettazione urbana recente in Europa in cui non si
ricorso al meccanismo dellarchitettura dautore come
richiamo di marketing urbano. Le architetture sono pi
anonime seppur di ottima progettazione, ed inserite nel
disegno complessivo con discrezione sapendo interpretare
il tema dellarchitettura sullacqua.
SINTESI DEI DISPOSITIVI DEL PROGETTO
- denizione del limite tra citt e campagna in continuit
con la citt esistente;
- testare i punti di vista sul paesaggio circostante alla
citt;
- dilatazione del punto di vista ad una scala geograca,
agli scenari ambientali della citt;
- seguire le regole iscritte nella geograa e nella
morfologia dei luoghi, in questo caso il principio detto
delle 5 ngers determinato dal primo piano della
citt;
- denizione del piano denitivo per successivi tentativi
assoggettati alla contrattazione con le associazioni
locali ed ambientaliste;
- luso dellacqua delle aree umide per costituire una
rete di canali navigabili e il riconoscimento di una loro
valenza gurativa/formale e artistica oltre che una
funzione di miglioramento ecologico (in alternativa al
pompaggio attuale);
- il ruolo fondamentale delle reti di trasporto pubblico
nel disegno dei nuovi tracciati urbani e nella capacit
di connessione con gli insediamenti esistenti.
gura 126
Schizzo di progetto: vista sullasse
centrale.
gura 127
Foto degli edici realizzati nella prima
fase del progetto.
gura 128
Veduta del modello di progetto
sulla zona destinata alle strutture
universitarie.
gura 129
Foto degli edici realizzati nella prima
fase del progetto.
gura 130
Planimetria delle aree di protezione
ambientale di Amager Faelled
e Vestamager. In rosso larea di
progetto
gura 131
Foto degli edici realizzati nella prima
fase del progetto.
80
localit
Caen
comune
Caen, Francia
committente
Unimetal
progettisti
Dominique Perrault
area intervento
700 ha
progetto
1995-1997 in corso di realizzazione
tipo di intervento
trasformazione dellarea di unindustria metallurgica
bibliograa
Belore Manuela (2005), Il verde e la citt. Idee e progetti
dal Settecento ad oggi, Gangemi, Roma, p.202
Prpaysagement, Fare lambiente, Lotus Navigator
5/2002, pp. 109-112
siti web
IL PAESAGGIO COME STRATEGIA EVOLUTIVA
Area Unimetal a Caen 5
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
81
CAEN
Il paesaggio come strategia evolutiva
Il progetto si situa in una vasta area lasciata libera alla
periferia di Caen in seguito alla dismissione dellindustria
metallurgica Unimetal.
La proposta del progetto consiste nel disegno di una griglia
geometrica di 100m per 100m di lato che organizza il
disegno del parco secondo una sistema di lotti piantumati
con essenze di alto fusto o semplicemente a supercie
erbosa e separati da percorsi asfaltati di due metri di
larghezza.
Il forte tracciato che caratterizza il parco disegnato da
pochi elementi: la griglia, un viale alberato che ne segna il
conne ed un grande parterre centrale. La regolarit degli
spazi deniti dalla griglia arricchita dal mantenimento
e dalla valorizzazione di alcune tracce del paesaggio
industriale precedente che si costituiscono come veri
e propri objets trouvs della composizione: la torre di
raffreddamento, il tracciato dei binari ferroviari, i segni
delle preesistenze naturali come alcune masse vegetali e
il corso dacqua del ume Orne sul conne dellarea.
Il disegno del parco si costituisce come un vero e proprio
dispositivo di Prverdissement, una strategia usata
molto spesso in Francia anche in tempi recenti nelle
villes nouvelles, in cui la fondazione degli insediamenti
preceduta da una sistemazione a verde in parte
temporanea. Il parco assolve, cos, due funzioni: da una
parte organizza il sistema di verde pensato anche per
realizzare la bonica ambientale e la rivitalizzazione dei
terreni contaminati dai residui delle lavorazioni industriali;
dallaltra costituisce la pregurazione della forma
dellinsediamento futuro strutturando una sorta di pre-
paesaggio. Il progetto del parco costituisce in questo
senso il primo atto di fondazione e di tracciamento della
possibile espansione della citt.
Negli sviluppi futuri a lungo termine, la grande area
centrale che copre una supercie complessiva di oltre
trenta ettari, verr mantenuta a parco come una specie di
Central Park suburbano, mentre i lotti pi piccoli verranno
progressivamente urbanizzati.
Pagina precedente
gura 132
Limpianto delle acciaierie prima
dellinizio dei lavori.
gura 133
Planimetria dellimpianto delle
acciaierie prima dellinizio dei lavori.
gura 134
Veduta dellarea delle acciaierie
dopo la demolizione delle strutture
industriali.
gura 135
Veduta dellarea con le prima
sistemazioni verde.
gura 136
Planimetria di progetto con le
sistemazioni a terra della prima fase
dei lavori
82
83
localit
Ile de Nantes
comune
Nantes, Francia
committente
Nantes Mtropole, Ville de Nantes
gestore
SAMOA (Socit dAmnagement de la Mtropole
Ouest-Atlantique
progettisti
Alexander Chemetoff paesaggista, Jean-Louis Bertho-
mieu urbanista
area intervento
335 ha ara di intervento
progetto
1999 concorso, 2002-2007 realizzazione, in corso
tipo di intervento
70 ha di spazi pubblici, 125000mq di residenza di cui
25% edilizia sociale, 100000 mq di grandi attrezzature,
6500 alloggi
bibliograa
J. L. Berthomieu, Bureau des Paysages, 1999 Lile de
Nantes. Le Plan guide en projet, ed. MEMO, Nantes.
Farinella, R. 2004 Riqualicare la citt, ritrovare il
ume. Nantes, la Loira, lle de Nantes, Paesaggio
urbano, n. 6.
A. Masboungi(a cura di), 2003 Nantes: La Loire dessin
le projet, Editions de la Villette, Paris.
R. Farinella, Nantes, a pleasant town to live in, in:
www.planum.net - The European Journal of Planning.
siti web
www.iledenantes.com
http://www.nantesmetropole.fr/index.jsp
IL PAESAGGIO COME REGOLA MORFOLOGICA
Piano guida per lle de Nantes 6
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
84
LE DE NANTES
La morfologia come regola
Il progetto per lIle de Nantes consiste nella
trasformazione dellarea di 335 ha dei cantieri navali
e spazi portuali sulla Loira in un vero quartiere urbano
sviluppandone tutte le funzioni di centralit: habitat
di qualit, sviluppo economico, commercio, trasporti
collettivi, attrezzature sociali, culturali ed ricreative.
Il progetto risultato vincitore al concorso bandito nel 1999
propone un operazione di ricomposizione urbana unitaria
e composita allo stesso tempo. In questo senso lo spazio
pubblico assume un ruolo centrale come principale
strumento per garantire la costruzione del territorio in
modo unitario e per combinare le operazioni pubbliche
con quelle private in un ottica di sviluppo sostenibile e
durevole. Le rive della Loira e lle de Nantes costituiscono
una parte importante della storia industriale e sociale della
citt ed in questo senso il progetto si muove a partire da
un principio di introversione. Tutte le scelte e le ragioni
del piano, cio, sono denite a partire dallinterno della
citt con una logica di completamento ed ottimizzazione
dellesistente. Questo principio si concretizza su due
piani diversi: quello del tessuto e della morfologia
urbana e quello degli edici e del materiale costruito.
Da una parte il progetto fondato sullattenzione al contesto
con lobbiettivo di valorizzare il patrimonio e le tracce
costitutive della storia dei luoghi dando allo stesso tempo
un impulso alla trasformazione dello spazio. Il progetto si
congura come una grande operazione di ristrutturazione
in cui il nuovo programma da costruire funzionale ad un
generale processo di recupero che stabilisce un principio
di continuit con la morfologia del tessuto urbano.
Dallaltra parte e accanto alle tradizionali funzioni e
programmi previsti dal progetto urbano (inserimento di
nuovi alloggi, attrezzature, spazi e servizi), prendono posto
una serie di azioni volte a riqualicare gli edici e gli spazi
aperti con una sequenza continua di interventi circoscritti.
Lobbiettivo di riparare e restaurare piuttosto che sostituire
lesistente non impedisce linnovazione ed pensato per
favorire un economia di misura, per esempio evitando
le demolizioni se un riuso possibile. Molte delle grandi
strutture industriali vengono riconvertite in attrezzature
ed ufci secondo una logica di crescita dallinterno.
Il Plan Guide denisce dove, come e con quale
forma debbano essere integrati tutti gli interventi e con
Pagina precedente:
gura 141
Foto dal satellite dellle de Nantes,
2005.
gura 142
Il sistema degli spazi pubblici:
Aree esistenti da ristrutturare, 83 ha.
gura 143
Il sistema degli spazi pubblici:
Nuove aree pubbliche, 72 ha.
gura 144
Il sistema degli spazi pubblici:
La Loira, 245 ha.
gura 145
Schizzo di progetto:
La continuit dello spazio pubblico
consente di far coesistere i diversi
frammenti dellesistente struttura
industriale senza demolizioni. La
trama dello spazio aperto pubblico si
appoggia sugli edici esistenti.
85
quale successione siano realizzati concentrandosi
particolarmente sullo spazio aperto mentre lasciato
un margine di essibilit a tutte le altre operazioni. In
questo senso il piano si congura come lo strumento di
elaborazione del processo evolutivo dell le de Nantes.
Sebbene non sia immediatamente riconoscibile un intento
paesaggistico nel progetto, qui derivato un metodo
di organizzare la trasformazione e la rigenerazione
della citt. Il principio fondativo su cui ruotano le scelte
trasformative costituito infatti dalla ricostituzione dei
legami di connessioni tra la citt ed il ume attraverso
la risistemazione paesaggistica delle rive della Loira. La
valorizzazione del ume apporter dei beneci ambientali
oltre a creare unattrattivit per le attivit residenziali.
SINTESI DEI DISPOSITIVI DEL PROGETTO
- la denizione del programma di trasformazione a
partire dal sito esistente e la costruzione del progetto
a partire dagli elementi strutturali presenti;
- la morfologia dei luoghi come regola;
- progetto come ristrutturazione a scala urbana;
- la denizione del processo evolutivo della
trasformazione attraverso le sue fasi di
implementazione;
- lavorare sul ruolo di connessione dello spazio aperto
e sul ruolo dello spazio pubblico come principio
ordinatore;
- principio di introversione, costruzione della citt a
partire dalla citt riutilizzando quello che esiste per
fare di pi con meno mezzi, una forma di ecologia
urbana a base economica.
gura 146
Lo stato di progetto al 2003:
dettaglio della planimetria degli
interventi previsti per larea ovest.
gura 147
Interventi da realizzarsi allinterno delle
volumetrie esistenti: planivolumetrico.
gura 148
Interventi da realizzarsi allinterno
delle volumetrie esistenti: sezione
86
localit
Plaine de LAire
comune
Ginevra, Svizzera
committente
Dpartment de lintrieur, de lagricolture, de
lenvironnement et de lenergie (DIAEE), cantone di
Ginevra
progettisti
Georges Descombes e ADR architectes
area intervento
5 km di sponde del canale, circa 100ha
progetto
Progetto di concorso 2000, incarico 2000-2002, in corso
di realizzazione lo stralcio Marais-Centenaire
tipo di intervento
Rinaturalizzazione del corso del canale dellAire,
realizzazione per stralci successivi
bibliograa G. Daghini, Faire du Paysage, Faces 50 hiver 2001/2002 pp. 18-29
E. Cogato Lanza, Le territoire invers, in: AA.VV , Mandres, PPUR,
Geneve, 2005, pp. 119-139
siti web
IL PAESAGGIO COME STRATIFICAZIONE
SIGNIFICATIVA
Rinaturalizzazione del canale dellAire 7
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
87
PLAINE DE LAIRE
Il paesaggio come sedimentazione
Il progetto si inserisce in una politica generale di
rinaturalizzazione di corsi dacqua intrapresa dal comune
di Ginevra e riguarda il recupero paesaggistico del bacino
dellAire, un afuente secondario del Rodano, caratterizzato
da un grave problema di degrado della qualit dellacqua
e dellambiente circostante. Larea, alla periferia sud ovest
della citt, caratterizzata da una forte dispersione degli
insediamenti e da una compenetrazione di edicato nel
paesaggio rurale. La pianura agricola attraversata dalle
arginature in cemento del canale, unopera di regimazione
delle acque realizzata nel 1930 che si impone come
principale elemento di strutturazione del paesaggio.
Il reticolo idrograco che ridisegna la parcellizzazione
fondiaria della pianura costituito da una serie di canali
secondari di collegamento.
Il progetto di Georges Descombes fondato sulle componenti
morfologiche del territorio e sul riconoscimento della loro
dimensione temporale nel processo di sedimentazione
avvenuto nel tempo. In questo senso la presenza delle
arginature articiali del canale non costituisce un ostacolo
alla rinaturalizzazione ma assume il ruolo di strutturazione
sica signicativa a partire dalla quale possibile recuperare
la leggibilit e fruibilit del territorio. La contrapposizione
tra il carattere di permanenza della struttura esistente
del canale e la natura mutevole del nuovo letto uviale
di rinaturalizzazione costituisce il principio su cui sono
costruite le ipotesi progettuali: il canale viene disseccato e
riprogettato come una passeggiata pubblica sopraelevata
da cui possibile osservare la riva inaccessibile del corso
dacqua rinaturalizzato.
La riutilizzazione dellimpronta del canale esprime la volont
di rapportarsi direttamente con la storia e la memoria dei
luoghi, di radicare il progetto nella morfologia a partire
da quello che gi stato costruito. In questo principio
viene riconosciuto una regola ineluttabile del progetto
contemporaneo di trasformazione della citt che si trova a
confrontarsi continuamente con unambiente costituito da
unimbricazione di geograa, natura, storia e cultura.
Accettando i materiali ed i frammenti di usi e funzioni
obsolete allinterno di un disegno complessivo ed operando
uno slittamento di signicato il luogo acquisisce un nuovo
uso, una nuova leggibilit, una nuova fruizione. Attraverso
il progetto lo spazio aperto del territorio rurale acquisisce
Nella pagina precedente:
gura 149
Ortofoto e sistema orograco, 2002
gura 150
Estratto della carta topograca del
Cantone di Ginevra, 1900.
gura 151
Estratto della carta topograca del
Cantone di Ginevra, 1958.
88
gura 152
Estratto dellAtlas du territoire
genevois - Permanences et
modications cadastrales aux xix
e
et
xx
e
siecles. Restituzione del Catasto
Napoleonico (1806-1818) sul Plan
densemble del Cantone di Ginevra
del 1991. Il dettaglio relativo al
percorso del ume Aire prima della
sua canalizzazione.
gura 153
Estratto dellAtlas du territoire
genevois - Permanences et
modications cadastrales aux xix
e
et
xx
e
siecles. Restituzione del Plan
densemble del Cantone di Ginevra
del 1930 sul Plan densemble
del 1991. Il dettaglio relativo al
percorso del ume Aire dopo la sua
canalizzazione.
gura 154
Elaborato di progetto.
Ricostruzione del percorso del ume
Aire prima della sua canalizzazione.
gura 155
Elaborato di progetto.
Proposta di una nuova conformazione
per lAire.
89
la dignit di spazio pubblico.
Il discorso sullidentit e la memoria dei luoghi inquadrato
in una riessione pi generale che coinvolge anche la
comprensione delle componenti ecologiche ed ambientali
del territorio. In questo senso il progetto si iscrive in una pi
generale questione che riguarda la riterritorializzazione
dei luoghi, cio la ricerca di nuovi rapporti di coesistenza
tra gli insediamenti urbani dispersi, il patrimonio naturale
rivitalizzato, le esigenze della produzione agricola e
linquadramento di nuovi orizzonti paesaggistici.


SINTESI DEI DISPOSITIVI DEL PROGETTO
- riconoscere la razionalit topograca iscritta nei
luoghi;
- fare riferimento alle preesistenze ed alle loro tracce
recuperandole in un disegno complessivo con nuovi
signicati e nuovi usi;
- lavorare sulla sovrapposizione di ambiti temporali
differenti con i materiali ad essi afferenti;
- valorizzare i tracciati dei corsi dacqua come
paesaggi lineari urbani e occasione per nuovi tipi di
percorrenze;
- riconoscere discorso della gestione della qualit
dellacqua e del suolo come elemento fondativo
del progetto in una pi ampia comprensione delle
componenti ecologiche e storiche del territorio;
- superare una visione strettamente tecnico-ecologica
dei problemi ambientali attraverso un approccio
pluridiscinare.
gura 156
Elaborato di progetto.
Ricostruzione delle diverse
conformazioni assunte dal ume Aire
prima della sua canalizzazione sulla
foto aerea.
gura 157
Elaborato di progetto.
Proposta della nuova conformazione
per il ume Aire: il canale viene
mantenuto come passeggiata e
giardino tematico a nord; a sud
il nuovo letto del ume recupera
parzialmente i terreni agricoli.
90
localit
Gerland
comune
Lione, Francia
committente
Communit Urbaine de Lyon
progettisti
Michel e Claire Corajoud
area intervento
80 ha
progetto
2001-2003
tipo di intervento
Parco nella citt suburbana
bibliograa
A. Masboungi (a cura di), Penser la ville par le pay-
sage, Ed. La Villette, Paris, 2001, pp.34-35
M. Corajoud, Le paysage: une exprience pour con-
struire la ville, testo del Gran Prix de Urbanisme 2003,
in: A. Masboungi (a cura di), Michel Corajoud et cinq
grandes gures de lurbanisme, Ed. La Villette, Paris,
2003, pp. 37-38
siti web
http://www.urbanisme.equipement.gouv.fr/index.html
http://corajoudmichel.nerim.net/
IL PAESAGGIO COME LUOGO DI CONNESSIONI
Parco di Gerland 8
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
91
PARCO DI GERLAND
Il paesaggio come luogo delle connessioni e della
fruizione
La dismissione di unarea industriale vicino al petrolchimico
di Feysin, ha consentito di restituire alla citt ed al quartiere
di Gerland la fruizione di un grande spazio in prossimit
del Rodano.
Il nuovo parco urbano costituitosi dalla riconversione delle
aree dismesse lungo il ume si presenta come un polo di
attrazione formidabile di persone ed attivit in relazione ai
quartieri circostanti. Il progetto, senza costituire un vero
e proprio progetto urbano, assume il ruolo strategico
di restituire un senso ed una fruizione a molti spazi da
sempre inaccessibili.
Il disegno del suolo ha avuto come principale obbiettivo
quello di radicare il parco nel tessuto urbano circostante
attraverso la denizione dello spazio aperto sui margini,
le aree di risulta, i bordi, gli accessi, le strade adiacenti,
i cancelli degli edici circostanti, i piccoli giardini limitro.
Il progetto realizza un doppio sistema di compenetrazioni
tra la citt ed il parco urbano in cui sono consolidate le
relazioni reciproche con le parti costruite circostanti.
Lo spazio liberato dalle funzioni industriali e portuarie
diventa un grande terreno di connessione, fruizione e
circolazione tra il sistema ambientale del ume e la citt.
I nuovi percorsi pedonali lungo le sponde del Rodano
restituiscono quello che un tempo era il ruolo del ume:
un canale percorribile da cui era possibile raggiungere gli
altri luoghi della citt.
La concezione e la dimensione degli spazi del parco fanno
un esplicito riferimento allagricoltura, in questo senso
evocata pi lidea di campagna che quella di natura. Il
parco costituito da una grande prateria aperta di sette
ettari per il gioco lungo le sponde del Rodano per la prima
volta rese accessibili e da un giardino lineare di 600 m per
40m di larghezza.
Lobbiettivo del progetto mostrare come una soluzione
paesaggistica leggera possa agire efcacemente su
un sistema degradato e compromesso a partire da una
disponibilit di investimento molto esigua. La scelta di
realizzare una grande prateria ha una ragione economica
perch di basso costo permettendo allo stesso tempo di
rivelare gli aspetti paesaggistici dellaffaccio sul ume di
un luogo no ad oggi sconosciuto alla citt.
Il giardino lineare ha costi di manutenzione molto bassi
Nella pagina precedente:
gura 158
Veduta della grande prateria sulla riva
della Saone.
gura 159
Veduta dellarea prima della
costruzione del parco (2001).
gura 160
Veduta dellarea con il parco in corso
di realizzazione (2002-2003).
gura 161
Schizzo di progetto con le connessioni
verdi intorno al perimetro del parco.
92
perch consente, con la sua geometria semplicata, la
meccanizzazione delle lavorazioni e costituisce allo stesso
tempo un luogo di intrattenimento ed osservazione del
sistema vegetale nelle sue variazioni stagionali.
SINTESI DEI DISPOSITIVI DEL PROGETTO
- ricostruire una dinamica di fruizioni possibili che si
estenda oltre il singolo progetto e sia riconoscibile
alla scala della citt;
- testare la porosit e la resistenza dei conni per
estendere il progetto oltre i suoi limiti e creare relazioni
con gli spazi limitro, ricucire gli elementi costruiti,
valorizzare lo spazio tra i vari contesi urbani della citt
diffusa;
- denire nel progetto il ruolo di connessione
dello spazio aperto pubblico nel tessuto urbano
circostante;
- utilizzare gli interstizi e gli spazi di risulta, gli spazi
abbandonati e sottosviluppati per estendere lo spazio
pubblico;
- costituire un progetto debole, non totalizzante in cui
il paesaggio ed il verde assume il ruolo di connessione
del tessuto insediativo.
gure 162 - 165
Vedute degli spazi del Parco.
gura 166
Pianta dei percorsi del parco con le
connessioni con la citt.
93
localit
Grenoble sud
comune
Grenoble, Francia
committente
Ville de Grenoble
progettisti
Yves Lion
area intervento
355 ha
progetto
2003-2004 progetto, 2004-2012 realizzazione, in corso
tipo di intervento
recupero urbano
bibliograa
Grenoble, Le renouvellement urbain dans les grandes
villes, Urbanisme 20/2003, pp.16-19
Lion Yves, Urbanisme, Grand prix de Urbanisme, juin
2005.
siti web
http://www.grenoble.fr/jsp/site/Portal.jsp?page_
id=196Enjeux
http://www.urbanisme.equipement.gouv.fr/index.html
IL PAESAGGIO COME PROGETTO APERTO
Progetto di recupero di Grenoble Sud 9
PROGETTI E
SPERIMENTAZIONI
94
GRENOBLE SUD
Il paesaggio come progetto aperto
Nellambito di un generale programma di rinnovo urbano la
citt di Grenoble ha avviato un processo di concertazione
per il rinnovo della zona sud della citt, caratterizzata
dalla presenza di grandi quartieri di edilizia popolare e
attrezzature. Il processo di riqualicazione stato denito
per mezzo di un piano guida che ha lobbiettivo di denire
e promuovere nuove strategie oltre alla prosecuzione ed
il coordinamento di tutte le azioni intraprese no ad oggi
nella riqualicazione del quartiere.
Il piano pensato come uno strumento urbanistico in
divenire formulato come un processo aperto che viene
costruito, modicato, aggiornato lungo il suo stesso
processo di implementazione.
Gli obbiettivi principali del piano ruotano intorno a tre grandi
tematiche: la concezione di nuove operazioni di rinnovo
urbano; il rafforzamento della qualit ambientale; un
programma di implementazione condiviso attraverso una
politica di partecipazione ed informazione della comunit
locale.
In particolare il progetto denisce alcune linee prioritarie di
intervento basate sul ruolo chiave dello spazio pubblico e
sui valori ambientali dei luoghi che costituiscono le costanti
su cui si sviluppa tutto il processo: la ricerca di una migliore
coesione urbana attraverso il rinforzo dei legami tra i
quartieri esistenti e la valorizzazione dei terreni disponibili
e sotto utilizzati; il rinforzo dellattrattivit economica
e commerciale; il rinforzo dellattrattivit residenziale
attraverso il miglioramento della qualit e della leggibilit
dello spazio pubblico. Questa strategia implementata
attraverso la concentrazione degli interventi intorno ad
alcuni temi chiave: lintroduzione di un nuovo quartiere
residenziale che permette di densicare il tessuto urbano
esistente; la creazione di una alle verte di collegamento
tra i vari parchi e che ha la funzione di migliorare la fruibilit
tra i quartieri; il miglioramento e la riorganizzazione dello
spazio pubblico nel quartiere del vecchio villaggio olimpico
attraverso alcuni interventi di densicazione che ne
migliorano lattrattiva commerciale; il ridisegno del Cours
de lEurope secondo una sezione stradale che privilegia
gli spostamenti pedonali e ciclabili.
Il progetto sviluppato sulla base di uno studio approfondito
degli spazi pubblici esistenti ed ha lobbiettivo di riutilizzare
le infrastrutture stradali e commerciali presenti e la
Nella pagina precedente:
gura 167
Larea di intervento nel contesto della
citt di Grenoble
gura 168
Larea degli interventi previsti dal
Piano guida per la riqualicazione di
Grenoble Sud:
in rosso gli interventi puntuali di
densicazione del costruito;
in verde la riqualicazione del verde
urbano, le nuove connessioni verdi
lungo le strade esistenti;
in rosa gli isolati dei quartieri di nuova
edicazione;
in giallo la riqualicazione dello
spazio pubblico dei percorsi pedonali
e ciclabili.
grande quantit di terreni sotto utilizzati attraverso la riorganizzazione delle relazioni reciproche.
Lintera operazione mira ad una pi generale ottimizzazione delluso dello spazio urbano
derivando il nuovo programma da costruire dai luoghi, dalle dimensioni e dalla forma della citt
esistente integrandolo nel tessuto urbano senza soluzione di continuit. Il nuovo edicato
concentrato intorno ad alcuni assi stradali che necessitano di densicazione mentre lo spazio
aperto verde gioca un ruolo di connessione tra i parchi esistenti della banlieu. Il risultato a cui
mira il progetto non quello di ricreare un singolo luogo di centralit quanto di rinforzare una
serie di polarit lavorando sulla concentrazione dei luoghi e delle funzioni nella periferia.
In questo senso il sistema ambientale e dei parchi urbani denisce una maglia verde che tiene
insieme il disegno urbano complessivo.
Dal 2004 in corso un processo di discussione dei contenuti del piano con gli abitanti dei
quartieri che ha portato ad una prima approvazione del progetto degli spazi aperti.
95
III.3 UN APPROFONDIMENTO:
IL PROGETTO PER LYON CONFLUENCE
96
localit
Quartiere della Conuence
comune
Lione, Francia
committente
Communit urbaine du Grand Lyon
gestore
SAEML, Lyon Conuence
progettisti
Franois Grether Architetto Urbanista
Michel Desvigne Paesaggista
Bureau dEtudes RFR
area intervento
150 ha
progetto
1998 studio preliminare, 2000 progetto, 2000-2015, in
corso
investimento globale
1,2 ml di Euro per la prima fase
tipo di intervento
38 ha di parco, 1200000 mq di sup. coperta
bibliograa
M. Baraness, Non un giardino ma una strategia di adat-
tamento, in: Giornale di Architettura 10/2003, p. 21
M. Desvigne, Eliminare ogni forma di terrein
vague, in: Giornale di Architettura 10/2003, p. 20
M. Desvigne, La fabrication pragmatique du terri-
toire, in: A. Masboungi (a cura di), Penser la ville par
le paysage, Ed. La Villette, Paris, 2001, pp. 53-59
M. Desvigne, Gographie et transforma-
tion des territoires, in: A. Masboungi (a cura
di), Michel Corajoud et cinq grandes gures de
lurbanisme, Ed. La Villette, Paris, 2003, pp. 53-57
F. Moiroux, De mmoire de presqle Per-
rache XVIII - XX, Lyon Conuence, Janvier 2002
siti web
http://www.lyon-conuence.fr/index.php
http://exhibitions.gsd.harvard.edu/contemp/pages/
abecedary
97
Nella pagina precedente:
gura 169
Veduta della Conuence.
gura 171
Progetto di Michel-Antoine Perrache
per la parte merdidionale della citt di
Lione - 1769
gura 172
Jacques-Germain Soufot
Piano del quartiere nuovo di Lione -
1774. Dettaglio
gura 170
Prospetto della citt di Lione dal lato
settentrionale -1657
gura 173
La stazione di Perrache ed il polo di
interscambio negli anni 60.
IL CONTESTO AMBIENTALE E URBANO
Situata alla conuenza di Rodano e Sane, Lione la seconda
citt della Francia per dimensione e importanza economica
particolarmente in campo industriale e commerciale.
Lantico quartiere industriale di Perrache, separato dalla
citt da due umi, una stazione ferroviaria e unautostrada,
ha sviluppato nel contesto della citt di Lione un carattere
particolare: di marginalit per via dellisolamento forzato ma
allo stesso tempo di prossimit con la citt storica. Si pu
dire che Perrache sia un vero e proprio pezzo di periferia
industriale racchiuso al centro della citt storica.
Lorigine del quartiere risale alla seconda parte del XVIII
secolo quando la Presqule formata dalla Sane e dal Rodano
si fermavano alle mura di Ainay. Fino a quel momento la
Conuence era costituita di una serie di terreni acquitrinosi e
di isolette la cui bonica e collegamento venne realizzato al
prezzo di enormi sforzi nanziari.
Nel 1769 lo scultore e architetto Antoine-Michel Perrache
propone al Re e ad i nobili di Lione di prolungare la citt verso
sud e di estendere il centro della citt sulle terre strappate
al ume. Il progetto di Perrache prevedeva la chiusura della
citt medievale a nord con un fronte continuo affacciato su
di una grande piazza. Su di essa conuiva un asse rettilineo
e centrale che, attraversando tutto il territorio guadagnato al
ume, veniva a costituire la spina dorsale dellurbanizzazione
da realizzare. Gi in un incisione del 1772 sono riconoscibili
i primi risultati di questa grande operazione urbana di
bonica.
1
Lurbanizzazione dellarea avvenne, per, molto pi tardi
durante la rivoluzione industriale con la costruzione delle
installazioni portuarie e ferroviarie e delle prime fabbriche. Nel
1860 venne realizzata una nuova stazione passeggeri proprio
in luogo della grande piazza immaginata da Perrache e da
cui prender il nome. A partire dallinizio del XIX secolo con
linstallazione delle fabbriche nascono i primi quartieri operai,
subito a sud della stazione ferroviaria e in corrispondenza
dellattuale quartiere di Sainte-Blandine.
Larea rimasta isolata dal resto del tessuto urbano a
nord denitivamente marginalizzata con la costruzione
dellautostrada sul lungo Rodano, intorno ai primi anni 60.
Con la chiusura al ume Perrache perde denitivamente
ogni attrattiva urbana e diventa il quartiere del macello,
delle prigioni, del grande mercato allingrosso, del porto
Rembaud, in denitiva il luogo dove la citt relega tutte le
grandi attrezzature urbane necessarie ma che non possono
gura 174
Michel Antoine Perrache
Piano generale della citt di Lione con
lespansione verso sud - 1770
98
rimanere sotto gli occhi.
2
A partire dagli anni 70 Perrache inizia a subire gli effetti della
deindustrializzazione. Larea perde in gran parte le attrattive
industriali e commerciali a vantaggio delle zone periferiche
della citt pi adatte e facilmente raggiungibili; gran parte
delle attivit e delle attrezzature vengono dismesse o sono in
via di dismissione.
Il quartiere operaio di Sainte-Blandine rimane oggi una delle
ultime tracce vive del passato industriale e commerciale del
quartiere. Attualmente vi risiedono 6800 abitanti che sono
ancora in gran parte impiegati nellindustria locale.
LE STRATEGIE DEL PROGETTO
Il contesto urbanistico e normativo del piano
Il progetto per la riconversione del quartiere a sud di Perrache
e della Presqule lionese, si inserisce in un pi ampio discorso
di rinnovo urbano che la citt porta avanti da vari anni. Negli
ultimi 15 anni, in seguito alla crisi post-industriale che la citt
ha particolarmente risentito, stato avviato un programma di
recupero su vasta scala nel tentativo di rilanciare limmagine
della citt attraverso un estensivo intervento di progettazione
urbana. Con un forte carattere sperimentale e gestita in
grande parte da artisti e architetti del paesaggio, la citt ha
intrapreso unoperazione di riscoperta della propria identit e
del proprio patrimonio attraverso la valorizzazione degli spazi
pubblici.
Tra gli interventi pi signicativi sugli spazi pubblici di Lione
realizzati negli ultimi 10 anni si segnalano, tra gli altri: la Cit
Internazionale di Michel Corajoud e Renzo Piano; la Place
de la Bourse di Alexandre Chemetoff; il progetto per la Porte
des Alpes; il progetto del Parc de Gerland di Michel and Claire
Corajoud; Place des Clestins, Parc des Hauteurs, Passerelle
de la Colline de Fourvire, la riqualicazione del quartiere di
Gerland di Michel Desvigne e Christine Dalnoky.
A anco alle operazioni di visibilit sono state portate
avanti anche politiche urbane di basso prolo che riguardano
specialmente linnovazione urbana in campo ambientale, le
riqualicazioni diffuse dei quartieri pi degradati, la creazione
di sistemi di trasporto alternativi da reti di trasporto pubblico ad
una serie di percorrenze su scala territoriale che consentono
spostamenti pedonali e ciclabili.
Tra le tante iniziative non si pu non ricordare ladozione
recente del cosiddetto Plan Bleu, un piano a scala geograca
per la salvaguardia e ottimizzazione delle risorse idriche ed un
progetto di riqualicazione capillare dello spazio pubblico del
gura 175
Foto dal satellite della citt di Lione e
della Conuence - 2005
gura 176
Cours de Charlemagne e lo scalo
merci ferroviario della Conuence.
99
quartiere popolare di Gerland nella periferia sud della citt.
Il progetto per la Conuence
In questo ambito particolarmente attivo ed innovativo nel
campo della progettazione urbana ed a pi di due secoli dal
progetto di Perrache, la comunit urbana di Lione ha deciso
di riprendere la grande idea di estendere il centro della citt a
sud della Presqule.
Il progetto urbano di Michel Desvigne e Franois Grther si
sviluppa come un processo dinamico fondato sullesistente
e nalizzato alla riconversione delle infrastrutture industriali.
Sono principalmente due le strategie su cui stato costruito
il piano.
gura 177
Schema interpretativo del sistema
ambientale di riferimento del
progetto:
il sistema dei parchi lungo la Sane e
i boulevards alberati lungo il Rodano.
Lascolto dellesistente
Partendo dagli elementi naturali locali e dalla loro evoluzione
nel tempo il sistema paesaggistico esistente diventa la
struttura del futuro tessuto urbano.
Le conformazioni del luogo, Lione e le rive minerali della
Presqule, le diverse conformazioni di Sane e Rodano,
concorrono a suggerire e legittimare le scelte del progetto.
Il territorio ordinato dando la priorit assoluta ai materiali
rinvenuti sul sito, la storia, la geograa dei luoghi, a monte
di qualsiasi programma precostituito. Desvigne acquisisce
la lezione del grande paesaggista americano Frederick Law
Olmstead in cui il disegno di paesaggio assunto come
atto fondativo della citt a prescindere da ogni genere di
interferenza.
Il tessuto urbano del quartiere di Sainte-Blandine, le altezze,
i fronti continui sul lungo Rodano regole urbane esistenti che
vengono replicate su tutto il territorio della Conuence per
ottenere un disegno omogeneo ed in continuit con la citt
esistente al di l della ferrovia. Le barriere vengono superate
anche attraverso la conformazione del tessuto urbano creando
una certa riconoscibilit, uniformit, identit.
I sistemi ambientali, geograci e del tessuto urbano esistente
vengono riconosciuti come regole implicite da seguire e da
estendere nel progetto della trasformazione senza diventare
una costrizione od un limite allinnovazione ed alla modernit
della nuova citt. Al contrario il principio direttore derivato
assunto senza nessun intento mimetico, storicistico o
nostalgico.
La strategia di occupazione evolutiva
3

La denizione di processi di trasformazione attraverso gli
strumenti urbanistici correnti, per un periodo di oltre 30 anni
e su di unarea cos vasta, un obbiettivo difcile a causa
delle troppe incognite in gioco. La forma compiuta e chiusa
del tradizionale piano direttore (plan de amenagement) non
garantisce i sufcienti margini di adattabilit e essibilit che
invece vengono richiesti per limplementazione di un progetto
di questa portata. La crisi degli investimenti immobiliari,
nuove sopraggiunte necessit di attrezzature pubbliche o, al
contrario, una forte richiesta di alloggi possono essere fattori
determinanti nella costruzione della citt. Per questo motivo
il piano stato concepito come una sequenza di processi
messi nella giusta successione, senza immaginare uno stato
denitivo di trasformazione ma piuttosto una serie di stadi
intermedi di metamorfosi.
100
Di fatto il piano introduce nel progetto la variabile temporale,
la dimensione temporale del luogo. Senza pregurare la citt
a venire il progetto tenta di donare ai luoghi delle qualit
siche che avranno uninuenza sulla denizione dei quartieri
a venire.
4
Il ritmo delle liberazioni fondiarie detta perci levoluzione
dello spazio e le superci esterne compongono una specie
di cartograa mobile secondo il modello della rotazione delle
culture agricole.
5
Alla richiesta della committenza di realizzare
un parco unitario di 30 ha viene proposta lalternativa di
un sistema di parchi che da subito possa cominciare ad
occupare il suolo disponibile in modo perenne o provvisorio.
Lidea dei jardins provisoires
6
necessaria ad evitare ogni
forma di indenizione e di terrain vague nel lungo termine
dellimplementazione del progetto. Desvigne inventa un
paesaggio a due velocit in cui alcuni elementi provvisori
(prati e vivai) valorizzano il sito da subito. Gli elementi perenni
(costituiti da lari di alberature, terrapieni ed infrastrutture)
vengono progressivamente a costituire la conformazione del
parco nale.
Fase I - La passeggiata lungo la Sane
La prima fase del progetto Lyon Conuence prevede la
valorizzazione delle sponde della Sane attraverso alcune
sistemazioni paesaggistiche e nautiche che si inscrivono
negli orientamenti del Plan Bleu
7
adottato dalla citt di Lione.
I tempi per la realizzazione delle trasformazioni urbanistiche e
paesaggistiche dellintero quartiere sono legate alla liberazione
dei lotti fondiari delle attivit industriali e commerciali oggi
presenti, ma la sistemazione delle sponde della Sane stata
pregurata in netto anticipo come asse portante dei progetti
a venire.
La prima tappa del progetto prevede la realizzazione di un
percorso pedonale e ciclabile che render accessibile questo
tratto di lungoume ai cittadini mettendolo in continuit con
tutte le passeggiate uviali ed i parchi che si affacciano su
entrambi Sane e Rodano.
Attualmente dal Ponte Kitchener a nord della conuenza le
banchine sul lungo ume presentano sezioni molto diverse
e difcilmente accessibili. A nord prevale il contesto urbano,
poi si aprono alcuni giardini a cui si succedono le cave di
sabbia in attivit, il porto uviale merci Rambaud ed inne la
conuenza. Laccesso alla sponda puntuale e discontinuo.
I primi interventi prevedono la realizzazione dei passaggi al di
sotto dei ponti e lapertura al pubblico del porto, ormai quasi
gura 178
Schema interpretativo delle fasi di
sviluppo del progetto del parco: le
previste demolizioni delle strutture
industriali vengono progressivamente
sostituite con una serie di giardini
provvisori.
Fase 1 - La passeggiata provvisoria
lungo la Sane.
Fase 2 - Il rafforzamento del parco
lungo la Sane e i primi giardini
provvisori in corrispondenza
dellattuale mercato generale.
Fase 3 - La compenetrazione
progressiva del parco nel tessuto
urbano.
Fase 4 - La conformazione denitiva
del parco e degli spazi verdi.
101
completamente dismesso in modo da restituire la continuit
della passeggiata a partire dal centro della citt. Gi oggi
questa parte del progetto quasi del tutto ultimata.
La sistemazione paesaggistica della passeggiata stata
realizzata in un primo tempo attraverso alcuni interventi leggeri
e provvisori nalizzati ad evidenziare la leggibilit e continuit
del percorso pedonale. Laspetto minerale delle banchine
stato in parte mitigato attraverso lintroduzione di un lo
conduttore vegetale costituito dalle piastre-giardino.
8
La
funzione delle piastre quello di separare lo spazio riservato
alla passeggiata da quello destinato alle attivit ancora in
funzione.
Fase II - Il parco
Gli studi preliminari al piano, realizzati nel 1998, vedevano nella
rinaturalizzazione delle sponde una possibilit di riscattare il
destino di quella parte della citt che, pur centralissima, era
rimasta completamente esclusa dalle dinamiche urbane. Agli
spazi verdi e allacqua era accordato il ruolo importante di
ricostituire la relazione tra la citt ed i suoi due umi riportandoli
ad una conformazione pre-industriale.
Lidea di una riva completamente naturale sviluppata negli
studi iniziali non stata accettata dal progetto di Desvigne.
Partendo dalla conoscenza precisa dellevoluzione storica
del luogo e della sua trasformazione graduale da zona
acquitrinosa a penisola industriale e portuaria, Desvigne ha
invece accolto la conformazione attuale di ume navigabile
proiettando nel progetto una visione realistica piuttosto che
romantica delle sue sponde.
Una serie di ragioni ha contribuito allaffermazione di questa
scelta non ultima una riessione di carattere economico:
sponde naturali e un ambiente naturale umido sono sistemi
molto fragili che difcilmente potrebbero reggere alla pressione
urbana del centro di una citt come Lione; inoltre intorno alla
citt esistono gi altri spazi fruibili che permettono questo tipo
di relazione con la natura uviale.
Il progetto , dunque, rivolto ad una soluzione pi attenta alla
tradizione dei moli e delle banchine murate che caratterizzano
Lione e fanno parte della storia industriale e commerciale
della citt.
In questo senso stato studiato il nuovo porto turistico
sviluppando le attivit nautiche sotto il punto di vista del loro
rapporto con le attivit urbane e con la fondazione del nuovo
parco. Lequilibrio tra porto e parco alla base dellintero
progetto. La nuova darsena stata pensata come un vero
gura 179
La passeggiata del parco provvisorio
lungo la Sane.
gura 180
Departement dveloppement urbain
servive espace publique - Agence
durbanisme - Lyon
Il Plan Bleu
102
e proprio prolungamento e introversione delle banchine
esistenti allinterno del tessuto urbano, con lintento di creare
un affaccio sullacqua alla citt.
Il parco previsto nella conformazione denitiva del
progetto a lungo termine riguarda circa 40 ha sui 150 della
supercie complessiva di intervento. La dimensione, seppur
ragguardevole, non pu competere con quella degli altri
parchi urbani di Lione, dalla Tte dOr a Gerland, rendendo
in qualche modo superua unulteriore offerta di questo
tipo di spazio aperto pubblico. Il progetto del nuovo parco
stato inserito in una logica diversa e pi circoscritta: invece
di creare un altro parco urbano compatto il progetto prevede
una conformazione sica frammentata degli spazi verdi che
penetrando nel tessuto urbano garantisca il massimo del
valore duso agli abitanti del nuovo quartiere.
Il progetto per la Conuence si pone come principale
obbiettivo la ricostituzione di un legame forte con il resto
della citt. I punti di appoggio su cui fondare le scelte della
futura trasformazione sono rinvenuti nelle questioni di ordine
morfologico e paesaggistico, nella geograa e nella storia
peculiare dei luoghi. Lorientamento nord-sud dei due umi
lungo cui la citt si sviluppata non deve far dimenticare che
la crescita urbana avvenuta in realt da est a ovest, prima
lungo la sponda destra della Sane e poi progressivamente
verso il Rodano. Il diverso grado di sviluppo urbano, la
morfologia del territorio e la storia del diverso sfruttamento
industriale dei due umi hanno determinato una situazione
paesaggistica completamente diversa per le sponde uviali:
urbane e strutturate quelle del Rodano, pi accidentate e
naturali quelle della Sane.
Le caratteristiche rispettive dei due umi sono elementi di
unidentit ben riconoscibile che il sito condivide con il resto
della citt e che possono essere ulteriormente valorizzati.
Il percorso della Sane si snoda attraverso la citt con una
serie di anse che lambiscono le colline della Sainte-Foy. Le
sponde sono meno densamente abitate e la vegetazione
scende quasi no al livello dellacqua sul lato della citt mentre
sulla Presqule gli argini sono occupati da una serie di attivit
commerciali e portuarie.
Il Rodano, al contrario, caratterizzato da un andamento
rettilineo ed articiale delle sponde. La retticazione degli
argini risale al progetto di Perrache del 1769 che prevedeva
la costruzione del Ponte della Mulatire e deniva lo sviluppo
dellurbanizzazione della Presqule lungo il tracciato di un asse
maggiore rettilineo in direzione nord sud. Questa vocazione
gure 181 - 185
Progetto del parco lungo la Sane.
Viste del modello di progetto.
103
di asse di comunicazione stata confermata nel tempo ed
ancora no allepoca contemporanea con la costruzione
dellautostrada.
La Sane
La conformazione della riva destra della Sane, formata dalle
pendici verdi della collina di Sainte-Foy che scendono no
allacqua, ha suggerito di prolungare lo stesso sistema lungo
la riva sinistra, in simmetria con il ume. Lidea direttrice del
progetto di Desvigne quella di un parco ramicato a partire
da una passeggiata verde lungo la Sane. Lansa curva
trattata come una specie di spina dorsale a partire da cui la
massa vegetale del parco penetra allinterno della Presqule.
Le ramicazioni del parco costituiscono dei passaggi tra la
gura 186
Schema interpretativo del progetto
Lyon Conuence: Il tessuto urbano
storico, il tessuto urbano del quartiere
di Sainte Blandine, il tessuto
insediativo di progetto.
citt, il nuovo porto turistico e il ume. Larticolazione degli
spazi del parco secondo una logica di penetrazione modulata
moltiplica i punti di contatto tra lhabitat costruito e il parco.
La caratterizzazione portuale delle rive dellattuale Quai
Rambaud (il porto in via di dismissione) verr mantenuta
lungo tutta la sponda della Sane limitando laccostamento
alle banchine alle sole barche ad uso turistico e ricreativo.
A partire dal ume, e seguendo landamento del parco,
lambiente navale e nautico penetrer nella citt attraverso
una serie di darsene trasversali creando un affaccio sullacqua
al nuovo tessuto urbano.
Il Rodano
A scala urbana le rive del Rodano costituiscono un asse
essenziale di organizzazione urbana a cui il progetto per
la Conuence si collega chiaramente, a prescindere dalla
presenza dellautostrada. Questo asse urbano costituir
necessariamente una delle componenti fondamentali nel
disegno del progetto di urbanizzazione.
Nonostante il declassamento dellautostrada previsto che il
usso di trafco sul lungo Rodano rimanga elevato. Non sono
state ritenute sostenibili, per, grandi opere stradali come
linterramento in tunnel sotterraneo del trafco. Al contrario
il progetto interviene in modo da implementare e facilitare i
mezzi di trasporto alternativi allauto. Lautostrada esistente
verr trasformata in un grande boulevard di supercie con
incroci semaforici. La dimensione del Quai Perrache lungo il
Rodano, con una larghezza di 48 m. permetter la creazione
di una passeggiata pedonale e ciclabile tra due allineamenti
di alberi di grande fusto. Attraverso lo studio di una nuova
sezione della banchina verr anche realizzata una passeggiata
a livello pi basso che, lungo tutta la lunghezza del fromte sul
Rodano, consentir lattracco dei traghetti.
Il progetto unitario delle sponde del Rodano nella Presqule
avr anche un ruolo fondamentale nel raccordare i fronti
uviali del quartiere esistente di Sainte-Blandine con le
nuove costruzioni previste nel progetto di sviluppo urbano.
Il trattamento paesaggistico ed architettonico ha individuato
nella ripetizione continua dei fronti uviali del quartiere
esistente un principio di continuit da replicare nel settore sud
della Presqule.
Il piano proposto da Desvigne per la trasformazione della
Presqule allantitesi di un piano di zoning in cui, per ogni
spazio, vengono esattamente denite le funzioni. Al contrario,
partendo dai due presupposti cardine della caratterizzazione
104
verde e portuaria del nuovo quartiere, sono stabilite delle
relazioni ni e mutevoli nel rapporto della citt costruita con
il ume. Il parco ramicato costituisce allo stesso tempo una
passeggiata alla scala della citt ed il supporto di una serie
di attrezzature sportive e ricreative alla scala del quartiere e
dellisolato: piccoli giardini, campetti sportivi, parcheggi.
Le fasi della trasformazione e la costituzione progressiva del
parco
Il primo vero atto fondatore del progetto costituita dalla
realizzazione della nuova darsena sul lato della Sane.
Linizio della trasformazione lungo il Rodano sar invece
legata al declassamento dellautostrada a boulevard urbano.
La prima operazione nella creazione del parco sar quella
di creare un paysage provisoire
9
in grado di valorizzare
gura 187
Schema interpretativo del progetto
Lyon Conuence: le direzioni viarie
esistenti, la trama viaria di progetto.
immediatamente il sito in corso di trasformazione.
La liberazione dei terreni attualmente occupati dalle strutture portuarie, commerciali o
industriali e la demolizione degli edici dismessi avverr necessariamente lungo un periodo
di tempo considerevole e secondo un ordine difcilmente prevedibile. Per evitare ogni forma
di terrein vague
10
il progetto propone di trasformare le parcelle liberate dalle loro funzioni
originali in spazi verdi. Alcune di essi rimarranno permanentemente giardini venendo a
costituire progressivamente il parco; altre assumeranno solo provvisoriamente lo status di
giardino prima di venire occupate dalle costruzioni del quartiere. In questo modo ed in tempi
relativamente rapidi compariranno le prime installazioni verdi che pregurano la forma nale
dello spazio urbano e del parco della Conuence.
IL PROGETTO URBANO
Il progetto urbano si sviluppa come un processo dinamico fondato sullesistente e nalizzato
alla riconversione delle infrastrutture industriali.
Il piano presenta una prospettiva di insieme dellarea pensata nella lunga durata del processo
di trasformazione ed strutturato secondo tre progetti guida: una fase iniziale che precede la
dismissione dellautostrada sul lungo Rodano, una pregurazione a lungo termine (30 anni)
e un quadro riassuntivo delle invarianti del progetto, (sostanzialmente la denizione dello
spazio pubblico).
Il progetto a lungo termine
Il piano a lunga scadenza (projet long terme) esprime le prospettive e gli obbiettivi generali
del progetto una volta che siano state realizzate le grandi ristrutturazioni stradali e ferroviarie.
Il progetto resta, comunque, aperto per poter eventualmente incorporare le domande e le
nuove necessit che potranno insorgere con levoluzione urbana.
Lo sviluppo dellurbanizzazione viene pensato per riproporre la densit e laltezza degli
isolati del quartiere di Sainte-Blandine a nord della Presqule. Un grande sistema di
paesaggio connette gli elementi costruiti tra loro e li inserisce in unentit geograca pi
vasta. Linterconnessione delle forme costruite e degli spazi aperti consente di aumentare
considerevolmente il perimetro delledicato affacciato sugli spazi privilegiati del parco e dei
bacini dacqua. Alcune pregurazioni rimangono volutamente aperte alle diverse condizionanti
e/o opportunit che si dovessero pregurare in futuro, come per esempio la realizzazione di
un secondo ed un terzo bacino portuario.
Il progetto della prima fase
Il piano della prima fase (projet prmiere tape) costituisce un vero e proprio progetto urbano a
se stante, concepito per avviare il processo di trasformazione dellarea nella fase precedente
alla dismissione dellautostrada. Questa prima fase pensata per essere realizzata in un
arco di tempo di circa 10-15 anni e rappresenta circa un quarto della capacit edicatoria
complessiva del piano. Per favorire il primo reinserimento della Presqule nel tessuto urbano
vengono deniti quattro settori di intervento: il polo Perrache-Verdun della stazione ferroviaria,
le rive della Sane, il quartiere di Sainte-Blandine, lingresso a sud della Presqule.
Il progetto sulla stazione ferroviaria esistente prevede una parziale ricongurazione del polo
scambiatore con il passaggio in sotterranea della nuova linea della metropolitana di supercie
e lo spostamento della stazione dei treni. Al livello di suolo sar cos possibile ripristinare un
105
passaggio pedonale pubblico di attraversamento tra il nuovo
intervento urbano lungo Rue de Charlemagne e la Place Carnot
a nord eliminando almeno in parte la barriera costituita dalla
stazione ferroviaria. Intorno al nuovo ingresso sud saranno
realizzate alcune piazze con parcheggi sotterranei.
Lungo le rive della Sane sono stati gi realizzati alcuni spazi
verdi transitori che pregurano limminente riapertura del bordo
sullacqua alla fruizione pubblica con la denitiva dismissione
delle strutture del porto Rambaud e delle attivit di estrazione
delle cave di sabbia. Il primo intervento strutturale sar la
creazione della darsena del nuovo porto turistico intorno a
cui saranno realizzati gli elementi del parco della Sane e gli
edici del nuovo quartiere della Place nautique.
Il parco sar prolungato no alla punta estrema della
gura 188
Schema interpretativo del progetto
Lyon Conuence: il sistema
ambientale, il tessuto urbano
esistente, il tessuto insediativo di
progetto.
conuenza dove nascer il Muse des conuences.
In corrispondenza dellesistente quartiere di Sainte-Blandine sono previsti interventi di
riqualicazione nalizzati alla valorizzazione dello spazio urbano.
Costanti
Il piano delle costanti (Constantes) ha lo scopo di garantire ladattamento e la essibilit nel
tempo del piano generale senza mettere in discussione la sua coerenza intrinseca e gli esiti
formali attraverso la denizione di un insieme di regole strutturali. Linsieme delle costanti della
pianicazione costituisce lossatura attorno a cui si svilupper la realizzazione del progetto.
Nelle indicazioni programmatiche del piano le costantes saranno oggetto di un processo
partecipativo con gli abitanti del quartiere a cui verr sottoposta lapprovazione dei contenuti
del piano e serviranno come base allelaborazione del piano urbanistico ufciale.
I contenuti del Piano delle Costanti riguarda principalmente la conformazione dello spazio
pubblico e le attrezzature collettive. Le regole fondamentali del piano sono:
lestensione del parco sulla totalit delle rive della Sane senza un contorno preciso sul
lato della citt;
la ripartizione delle funzioni del polo di interscambio intorno alla stazione e la ricostituzione
di un sistema di continuit urbana lungo il corso Verdun;
una nuova sezione per le banchine del lungo Rodano con un viale piantumato e un fronte
uviale costruito rettilineo;
il prolungamento del reticolo stradale esistente verso ovest e verso sud superando larea
ferroviaria;
le interconnessioni del parco con il porto e con la nuova urbanizzazione;
la creazione di ponti e passerelle sul ume per creare dei collegamenti con i quartieri al
di l del Rodano e garantire la continuit delle passeggiate lungo il ume prolungandole
verso il nuovo parco di Gerland;
la denizione dellubicazione delle grandi attrezzature urbane.

UN BILANCIO CRITICO
Il piano guida per la conuenza a Lione fonda le sue scelte di ordine formale e strategico
su di alcuni principi chiari e ben riconoscibili. Da una parte il riconoscimento di un principio
morfologico da seguire rinvenuto nella citt esistente: la conformazione paesaggistica delle
rive di Sane e Rodano, i tracciati, il tessuto e le dimensioni della citt esistente, lallineamento
dei fronti sul lungo Rodano. Dallaltra la capacit di inserirsi nelle strategie generali a scala
urbana, nella politica dei parchi, dei percorsi pedonali lungo ume, della rete dei trasporti.
In questo senso si pu dire che riconoscibile nel progetto la volont di legittimare le scelte
formali e strategiche secondo principi oggettivi e condivisibili.
Il piano guida per Lyon Conuence stato adottato recentemente e no ad oggi sono stati
aperti solo alcuni cantieri minori relativi ad alcune sistemazioni della viabilit lungo Rue de
Charlemagne e per il sottopassaggio della ferrovia. La realizzazione del parc provisoire nella
primavera del 2003 lungo la Sane ha di fatto inaugurato i lavori che restituiranno le rive del
ume alla fruizione pubblica e il processo di dismissione delle strutture portuarie e industriali
che attualmente le occupano. In sostanza ancora presto per fare un bilancio anche se gi si
pu dire qualcosa sulla fase di implementazione del piano.
Alla ne del 2005 sono stati messi a gara secondo la procedura dellAppalto Concorso i
106
lotti del primo stralcio del progetto (projet premiere tape)
corrispondente allarea circostante la nuova darsena. I lotti
coincidenti con la forma degli isolati proposti da Desvigne e
Grether sono stati assegnati ad una serie di imprese immobiliari
associate a grandi rme dellarchitettura contemporanea. I
progetti risultati da tale procedura sono ovviamene rispondenti
ad una logica estranea alle questioni poste dalla necessit
reale di qualit di vita delle citt e invece orientata su logiche
di mercato urbano e di marketing.
Il piano della prima fase, pensato per svilupparsi su di un
arco di tempo di circa 15 anni, gi denito in termini edilizi
nei minimi dettagli, almeno secondo le immagini accattivanti
e retoriche realizzate dai grandi studi di architettura. La
strategia di adattamento, prevista inizialmente per garantire
un margine di essibilit ed il radicamento del progetto nei
tempi lunghi della sua implementazione, si smorzata nello
scontro con le leggi del mercato urbano e con le sue esigenze
di marketing.
Lidea inserire programmaticamente limprevedibilit nel
progetto possiede una sua logica quando le forze economiche
sono di modeste dimensioni e frammentate (per esempio tutta
la citt medievale e costruita sulla base di questo principio) e
assume un signicato completamente diverso in uneconomia
di mercato dominato da grandi gruppi immobiliari. Cos
limpatto con il mercato delle citt in Lione sta ridimensionando
gli assunti pi innovativi del progetto che in questo caso non
riguardano tanto lo spazio pubblico quanto le scelte legate alla
costruzione degli spazi privati: con quale architettura, con quali
materiali, con quali costi in termini ambientali e soprattutto con
quali protti verranno realizzati. Occorre inne domandarsi se
nel contesto di Lione, a anco di questa grande operazione
immobiliare, non siano proprio le strategie pi modeste in
termini di quantit e risorse ad assumere maggior rilevanza
ed una portata decisiva sul lungo termine. In questo si pu
trovare il lato positivo delloperazione Conuence. Infatti non
si pu non considerare la politica generale portata avanti dal
comune di Lione in ambito ambientale (Plan Bleu) e sulla
questione relativa alla riqualicazione dello spazio pubblico.
Il progetto per la Conuenza fa parte di una strategia ben
pi ampia che rivolta capillarmente alla scala metropolitana
ben oltre gli interessi particolari per la rivitalizzazione di un
singolo settore della citt. In questottica anche il singolo
progetto urbano, seppure riassorbito da logiche puramente
speculative, acquisisce una sua coerenza ed importanza.
Specialmente se si prende in considerazione la questione
gure 189
Viste di progetto degli spazi pubblici
verdi tra ledicato.
gura 190
Viste della nuova piazza adiacente
alla stazione.
gura 191
Sezione di progetto di Rue de
Charlemagne.
gura 192
Sezione di progetto del lungo
Rodano.
gura 193
Il tracciato della nuova linea della
metropolitanan di supercie su rue de
Charlemagne.
107
dello spazio pubblico si deve riconoscere la qualit a lungo
termine di questo piano. Nuno Portas
11
sostiene che la vera
permanenza della citt nel tempo sia costituita, non tanto dalla
consistenza materiale degli edici quanto dalla morfologia
dello spazio vuoto, pubblico e quindi fruibile da tutti. La
conformazione dello spazio aperto il fattore che determina
la qualit ed il successo nel tempo di un piano, in questo caso
la garanzia di un suo perdurare nel tempo.
Il punto meno convincente del progetto della Conuence
rimane, forse, quello relativo agli aspetti della partecipazione
degli abitanti nelle decisioni riguardanti il quartiere di
popolare di Sainte-Blandine e i suoi 7000 abitanti. La grande
pubblicizzazione e trasparenza dellintero iter progettuale si
congurata piuttosto come una grande operazione di vendita
immobiliare che come un processo di condivisione delle
scelte urbane.
Ma anche in questo caso necessario evidenziare laspetto
buono in considerazione delle condizioni attuali del quartiere
che acquisir comunque signicativi beneci e miglioramenti
dallimplementazione del piano.
NOTE
1
MOIROUX FRANOIS (2002), De mmoire de presqle Perrache XVIII - XX,
Lyon Conuence, Lione, p. 5
2
Ivi p. 14
3
Di fatto il progetto di Desvigne introduce un inversione nellordine logico
della progettazione della citt. emblematico, in questo senso, lordine
in cui sono stati sviluppati i diversi studi preliminari e di fattibilit per la
trasformazione del quartiere della Conuence. La prima cosa che viene
denita dal progetto una passeggiata, poi il parco ed solo inseguito che
si arriva alla denizione del progetto urbano complessivo. Il progetto nasce
dal progetto dello spazio aperto verde, dalle circostanze ambientali presenti,
dal vuoto e dalla relazione con le parti di citt circostanti. Le decisioni prese
su questi presupposti deniscono e guidano tutte le altre scelte di ordine
compositivo.
4
DESVIGNE MICHEL (2001), La fabrication pragmatique du territoire, in:
MASBOUNGI ARIELLA (a cura di), Penser la ville par le paysage, Ed. La Villette,
Paris, p. 53.
5
DESVIGNE MICHEL (2003), Eliminare ogni forma di terrein vague, in: Giornale
di Architettura 10/2003, p. 20.
6
ibidem
7
Il Plan Bleu il piano metropolitano per la gestione delle risorse idriche
cittadine recentemente adottato dallamministrazione pubblica di Lione.
8
Una resa paesistica del materiale vegetale stata ottenuta rapidamente
attraverso la tecnica delle piastre-giardino (plaques-jardin). Una gabbia
metallica a sezione triangolare che contiene terreno vegetale preseminato
funge da supporto alle piante. Attraverso le maglie della griglia ori di
campo e piante graminacee niscono per mascherare completamente la
terra armata. Le piastre sono appoggiate al suolo per consentirne il veloce
posizionamento e per poi poterle spostare e riposizionare in altri luoghi via
via che si proceder con la costruzione del progetto.
9
Il concetto di Paesaggio provvisorio denito in: DESVIGNE MICHEL (2003),
Eliminare ogni forma di terrein vague, Giornale di Architettura 10/2003, p.
20.
10
ibidem
11
Da unintervista a Nuno Portas realizzata dallautrice il 14 marzo 2005 a
Firenze.
gure 194
Vista prospettica del progetto per la
Conuence:
in rosa gli isolati della nuova
espansione
in marrone gli edici esistenti.
gura 197
Il progetto della nuova darsena.
gura 196
Pianta della nuova darsena di
progetto.
gura 195
Vista propettica sulla nuova darsena di
progetto, prima fase dellintervento.
108
III.4 LIMITI E SVILUPPI DELLA RICERCA
Niente di nuovo
Lobbiettivo iniziale della ricerca riguardava la verica dei
possibili apporti innovativi delle discipline del paesaggio alla
progettazione urbanistica in termini teorici, metodologici e
operativi. Ma, come sostiene Corboz, il processo della ricerca
non coincide mai con i risultati e spesso si trovano cose che
non si cercano.
1
La sorpresa, nellarrivare alla ne di questo lavoro di ricerca
e nel ripercorrerne le fasi, stata di non avere trovato, in
denitiva, nulla di nuovo.
Gran parte degli assunti teorici ed operativi derivati dalla
lettura dei progetti sono riconducibili ad aspetti gi conosciuti
della citt e del paesaggio esistenti, alla pratica della
progettazione urbanistica corrente e perno alla tradizione
storica di costruzione della citt.
Questo non esclude, per, che nei progetti non risieda la
capacit di avanzare un poco oltre per dare un contributo
nuovo alla pratica del progetto urbano. Linnovazione dei
progetti analizzati si riscontra, piuttosto, nella loro capacit
mettere in relazione reciproca i principi teorici ed operativi
nellambito delle sperimentazioni progettuali. Ricorrendo ad
una metafora, se di questioni di cucina si tratta, non sono gli
ingredienti in s a costruire il sapore di una pietanza quanto
la loro miscela, lordine di inserimento, il modo in cui vengono
preparati in relazione al recipiente e al tipo di cottura.
La novit consiste, quindi, nella capacit di recuperare e
rielaborare in maniera specica e pertinente alcuni assunti
e dispositivi progettuali gi sperimentati: lanalisi dei luoghi,
il progetto per inserzioni puntuali, il salto di scala, lo spazio
pubblico come connettivo, luso dei materiali vegetali,
. Lefcacia del progetto risiede proprio nel riproporre
strumentazioni gi sperimentate e conosciute che, combinate
tra loro in una strategia complessa e relazionale
2
, si adattano
di volta in volta al contesto specico del luogo.
Nei progetti studiati non si riscontra nessuna grande novit,
nessuna formula, nessun aspetto eclatante, nessuna nuova
denizione o terminologia ma alcune scelte che trovano
nelluso dellintelligenza e nella ricostituzione di un rapporto
di intellegibilit con le cose il fondamento della pratica del
progetto urbanistico.
In questottica un altro aspetto che deve essere messo in
evidenza lattenzione di questi progetti per le questioni
relative allordinariet della citt esistente piuttosto che per
109
gli avvenimenti urbani eccezionali. Lo sguardo riportato su questioni meno eclatanti ma pi
consistenti come il recupero dei grandi insediamenti suburbani, il discorso sul destino degli
spazi di risulta tra reti infrastrutturali ed insediamenti, la riqualicazione e la fruizione dello
spazio aperto.
Tuttavia vanno evidenziati alcuni aspetti critici di questa strategia che vede nel paesaggio
un aspetto strutturale nel progetto di trasformazione e riqualicazione della citt
contemporanea.
Il primo deriva dalla riessione che senza la sovrastruttura di una politica ambientale chiara
e complessiva gran parte di questi discorsi sul disegno, la composizione, la forma, la fruibilit
dello spazio perdono il loro signicato e la loro efcacia.
infatti in Francia che si riscontrano i risultati migliori perch questo approccio inserito in un
contesto normativo, urbanistico e processuale sperimentato e consolidato negli anni. Il progetto
urbano funziona effettivamente come uno strumento di conoscenza e riqualicazione della
citt che ha consolidato nel tempo una tradizione operativa efcace. Quello che si sta facendo
oggi in Francia rappresenta lafnamento e la messa a punto di una serie di strumenti operativi
del progetto urbanistico che in realt gi funziona bene. Non si pu pensare, quindi, di poterli
importare acriticamente nelle nostre citt senza avviare, a monte, un discorso pi generale
su questioni relative a morfologia urbana e paesaggio, istanze sociali e di partecipazione,
tematiche ambientali, mobilit.
Un altro limite della ricerca pu essere rinvenuto nel taglio prettamente progettuale e
compositivo. Questo ha fatto si che gli obbiettivi si siano concentrati sullapprofondimento di
quegli aspetti che riconoscono nella specicit dei luoghi il punto di appoggio del progetto e
trovano nel lavoro sulla morfologia il campo disciplinare proprio per affrontare le problematiche
della citt. Lo stesso tema si presta, per, ad essere approfondito a partire da altri punti
di vista possibili secondo alcune tematiche che sono state qui trattate solo marginalmente
come aspetti secondari di argomenti correlati. Si possono individuare almeno due campi di
approfondimento ulteriore. Il primo riguarda tutte le questioni legate alla partecipazione e al
ruolo attivo dei cittadini nei processi di modicazione urbana ed in cui la denizione di citt
e di paesaggio assuma principalmente unaccezione culturale secondo la denizione della
Convenzione Europea del paesaggio
3
. Il secondo costituisce il naturale sbocco della ricerca in
un approfondimento da svolgersi nel campo delle tecniche urbanistiche (strutture, dimensioni,
distanze, regole, materiali, ) relativo ai progetti studiati.
Unapplicazione ai territori della dispersione insediativa
In sintesi e rimanendo in un ambito prettamente disciplinare vale la pena di valutare una
possibile applicazione delle strategie e dei principi rinvenuti dalla ricerca ai territori della
dispersione insediativa.
4
La straordinaria dilatazione dello spazio aperto della citt ha determinato una situazione in
cui prevale nettamente la quantit dello spazio aperto su quella del costruito. Il frammento,
la discontinuit, la sovrapposizione sono stati da molti ritenuti i connotati peculiari del
territorio suburbano. La parcellizzazione degli habitat umani, animali e vegetali, delle unit
ecosistemiche, delle unit spaziali omogenee ha determinato una situazione di alterazione
strutturale e di disarticolazione spaziale da cui risulta una progressiva e generale perdita di
biodiversit.
5

Leterogeneit dei paesaggi suburbani non impedisce, per, di poter tentare la ricostruzione
di un orizzonte di senso comprensibile e di una forma unitaria. L dove le altre discipline non
vedono che caos, giustapposizione di oggetti e omogeneizzazione, il progetto di paesaggio
pu orientare un nuovo cammino progettuale
6
specialmente se, come nei casi sperimentali
trattati, esso in grado di allearsi con metodi e strategie del progetto urbanistico.
Il disegno degli spazi aperti assume in questo ambito un ruolo fondamentale e paragonabile a
quello della rete stradale nella citt moderna,
7
cio quello di dare forma alla citt attenuandone
la frammentariet e di porsi come connettivo fra i diversi frammenti che la costituiscono in
termini di posizione, dimensione, funzioni e ruoli. In questo senso indispensabile tornare a
riettere in modo sperimentale sui caratteri dello spazio aperto, sul suo ruolo di mediazione e
sulla sua capacit di inuire sulla forma della citt contemporanea.
8
Si tratta, quindi, di avviare
unesplorazione che a partire dallanalisi di casi concreti sperimenti una nuova modalit
progettuale rivolta alla complessit spaziale dei territori suburbani e che contempli la possibilit
di colmare la distanza tra pratica artistica e tecnica ecologica.
9
Gli ingredienti di questa possibile sperimentazione sono di due ordini: quelli relativi alla
necessit di un approfondimento conoscitivo del territorio e quelli pertinenti ad una pratica del
progetto.
Per valutare la sedimentazione e lo spessore del territorio urbano ed il suo grado di specicit,
esistono vari strumenti che derivano da una prassi ormai consolidata e che costituiscono una
importante fase preliminare del progetto. Tra quelli che la ricerca ha pi o meno direttamente
trattato si possono citare la Land Suitability Analysis (McHarg, Forman)
10
; le simulazioni di
sviluppo (McHarg) e la costruzione di scenari (Secchi); la Overlay Mapping technique (Forman
in ambito ecologico, Leveill in ambito storico e topograco); il sopralluogo come strumento
per la conoscenza dei luoghi attraverso il contatto diretto (Smithson, Isola); la rielaborazione
inventiva di tutti i dati dellanalisi (Corajoud).
Su di un piano pi prettamente progettuale si possono elencare sinteticamente alcune
strategie che sono state individuate nei casi di studio presi in considerazione dalla ricerca
e che si prestano ad una possibile applicazione ai territori della dispersione insediativa: il
recupero degli spazi di risulta e degli aforamenti di usi antichi in nuove logiche, signicati
e fruizioni con lo scopo di una strutturazione relazionale dello spazio; la salvaguardia dello
spazio aperto che contempli limplementazione di colate verdi e di reti ecologiche fruibili dai
cittadini come connessioni alternative ai sistemi di trasporto tradizionali; la denizione di
strategie di adattamento del progetto nel tempo; la denizione di una strategia progettuale per
punti diffusi efcace con il minimo delle risorse economiche e quindi sempre realizzabile; luso
delle risorse ambientali esistenti (reti idrologica e uviale, aree agricole, masse vegetali) come
palinsesto di una nuova rete di connessione verde e capillare; linserimento di nuove forme
insediative, edici, attrezzature di supporto ed integrazione del tessuto esistente prevedendo
delle densicazioni e ricalcando la morfologia; la riqualicazione e riuso delle strutture esistenti
piuttosto che una loro ricostruzione.
necessario, in denitiva, avviare unadeguata riessione sui materiali della citt contemporanea
e su tutto quello che non stato ancora compreso, capito, studiato e che oggi siamo portati a
liquidare come informe. Per abbandonare la supercialit che ci fa guardare la citt diffusa
come un nulla continuo necessario cominciare ad applicare gli strumenti e le tecniche che ci
consentono di vedere la sua reale essenza ed il suo spessore e curare la sua forma.
110
Il discorso che deve essere portato avanti, perci, non riguarda solo gli aspetti interpretativi
quanto una pratica sperimentale che contempli la possibilit reale di una rivalorizzazione
dello spazio attraverso azioni concrete oltre che mentali. Lattenzione allambiente naturale
ed urbano e a tutte le sue forme sensibili implica di rinnovare lattenzione verso tutte quelle
tecniche di costruzione della citt e del territorio che possono essere utilizzate in modo
consapevole per evitare di compromettere irrimediabilmente le risorse essenziali. In questo
senso assume particolare rilevanza il discorso sullo spazio pubblico e sulla fruibilit del territorio
in un momento in cui la tendenza quella di una generale privatizzazione dello spazio urbano.
Questa riessione sotto intende un discorso pi generale cio quello della rivendicazione del
diritto per tutti allaccesso alle risorse naturali fondamentali (aria, acqua, terra) oltre che allo
spazio aperto.
NOTE
1
Corboz paragona la ricerca ad una scatola chiusa in cui: le istruzioni per
lapertura della scatola si trovano dentro di essa. CORBOZ ANDR (1996), I
riessi del ricercatore e loggetto della ricerca, Parametro 216, p. 58.
2
Si potrebbe forse parlare di unecologia delle idee di tipo relazionale. Cfr.
PIZZIOLO GIORGIO (2003), Dai margini del caos lecologia del progettare, Alinea,
Firenze, p. 470.
3
Larticolo 1.a della Convenzione Europea del paesaggio raticata a Firenze
il 20 ottobre 2000, recita Paesaggio designa una determinata parte di
territorio, cos come percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva
dallazione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni.
4
Per la denizione della citt della dispersione insediativa cfr. CORBOZ ANDR
(2000), La Suisse comme hiperville, Le Visiteur 6 ville, territoire, paysage,
architecture, Socit des Architectes, Paris, p.125.
5
PAOLINELLI GABRIELE (2003), Frammentazione del paesaggio periurbano:
criteri progettuali per la riqualicazione della Piana di Firenze, Firenze
University Press, Firenze, p.32.
6
MAROT SEBASTIEN (1995), Lalternative du paysage, in: Le Visiteur 1 - ville,
territoire, paysage, architecture, Socit des Architectes Paris, p. 74.
7
SECCHI BERNARDO (2002), Prima lezione di urbanistica, Laterza, Bari, p.
159.
8
FRAMPTON KENNETH (1988), cit. p. 1988
9
CORNER JAMES [a cura di] (1999), Recovering landscape as a critical cultural
practice, in: Recovering landscape: essays in contemporary landscape
architecture, Princeton Architectural Press, New York, p.18.
10
Per la denizione in dettaglio di questi termini derivati dallEcological
Planning si veda: FORMAN RICHARD T. T. (1995), Land mosaics: the ecology of
landscapes and regions, Cambridge University Press, Cambridge.
111
Parte IV
I materiali della ricerca
112
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Le Corbusier, Casabella 531-532 1987
Il disegno del paesaggio italiano, Casabella 575/576-1991
Il disegno dello spazio aperto, Casabella 597/598-1993
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Bollettino del Dipartimento di Urbanistica e Pianicazione del territorio, n. 2/96
IV.2 FONTI ICONOGRAFICHE
Introduzione
Figura 1
10 years of topos, Topos 40-2002
Parte I
Figure 5/7/8/10-15/21/22//25/38/63/65-69
BELFIORE MANUELA (2005), Il verde e la citt. Idee e progetti dal Settecento ad oggi,
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Figure 17/18
GIORDANI PIER LUIGI (1972), Lidea della citt giardino, Calderini, Bologna
Figure19/20/58/59
Il disegno dello spazio aperto, Casabella 597/598-1993
Figura 23
Le Corbusier, Casabella 531-532 1987
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Figura 46
Il disegno del paesaggio italiano, Casabella 575/576-1991
Figure 60/61
http://corajoudmichel.nerim.net/
Figura 62
Urban planning, Topos 34-2001
Figura 68
ALCOZER FEDERICA [a cura di] (2004), +Citt, Catalogo della mostra, Urbanregeneration,
Genova
116
Parte II
Figura 70
Il disegno dello spazio aperto, Casabella 597/598-1993
Figura 71
LYNCH KEVIN (1984), The sensed landscape and its materials, Site Planning Third Edition,
The MIT Press, Cambridge
Figura 72
MCHARG I.L. (1989), Progettare con la natura, Franco Muzzio, Padova, (Ed. originale Design
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Figura 78
LEVEILLE ALAIN, CASSANI YVES, MAYOR MARIE-PAULE (1993), Atlas du territoire
genevois - Permanences et modications cadastrales aux xixe et xxe siecles, Georg Editeur,
Genve
Figure 79/80
Le projet territorial et le paysage, Faces Journal Darchitecture, 50 2001-2002, IAUG Geneve
Parte III
Figura 81
MASBOUNGI ARIELLA [a cura di] (2002), Penser la ville par le paysage, Ed. de la Villette,
Paris
Figura 82
Il disegno dello spazio aperto, Casabella 597/598-1993
Figura 84
Urban concepts, Topos 38-2002
Figura 85
Velocit controllate, Lotus Navigator 8-2002
Figure 86/87/116/117/118
MASBOUNGI ARIELLA [a cura di] (2003), Grand Prix de lurbanisme: Michel Corajoud et cinq
grandes gures de lurbanisme, Direction Gnrale de lUrbanisme, Paris
Figure 88/89
10 years of topos, Topos 40-2002
Figura 90
BELFIORE MANUELA (2005), Il verde e la citt. Idee e progetti dal Settecento ad oggi,
Gangemi, Roma
Figura 91/142-148
MASBOUNGI ARIELLA [a cura di] (2003), Nantes. La Loire dessin le projet, Ed. de la Villette,
Paris
Figure 92/93/94/95/96/132-140
Fare lambiente, Lotus Navigator 5-2002
Figura 97/98/99/100/101/102/103
http://www.latzundpartner.de
Figure 104/106/107/108
PERRIN CARMEN (2004), Contextes, Infolio ed., Genere
Figura 105
DESCOMBES GEORGES (1988), Il territorio transitivo (Shifting Sites), Gangemi, Roma
Figure 110/111
Urban planning, Topos 34-2001
Figure 119/124/125
Detail 4 2003
Figure 126/127/128/129/130/131
AA.VV. (1995), restaden: the masterplan, restadsselskabet, restad
Figura 141/175
www.google-maps.com
Figure 149/150/151
LEVEILLE ALAIN [a cura di] (2003), 1896-2001 Projets durbanisme pour Genve, Georg
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Figure 152/153
LEVEILLE ALAIN, CASSANI YVES, MAYOR MARIE-PAULE (1993), Atlas du territoire
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http://corajoudmichel.nerim.net/
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http://www.urbanisme.equipement.gouv.fr/index.html
Figura 169/176/181-185/189
AA.VV. (2000-2001), Latelier du projet, Saeml Lyon Conuence, Lyon
Figure 170-174
MOIROUX FRANOIS (2002), De mmoire de presqle Perrache XVIII - XX, Lyon
117
Conuence, Lione
Figura 179
Il giornale dellarchitettura 10/2003, pp.20-21
Figura 180
Plan Bleu, Departement Developpement Urbain Service Espace Publique - Agence
Durbanisme Lyon
Dove non altrimenti specicato le foto o i graci sono dellautrice.
IV.3 SITI WEB CONSULTATI
Michel Corajoud Paysagiste http://corajoudmichel.nerim.net
Faces, journal darchitectures http://www.unige.ch/ia/faces/
Lyon-Conuence http://www.lyon-conuence.fr/index.php
Ministero dellurbanistica, Francia http://www.urbanisme.equipement.gouv.
fr/index.html

Le Visiteur - ville, territoire, paysage, architecture
http://www.sfarchi.org/publications/
visiteur
Facolt di Architettura di Ginevra http://www.unige.ch/
Citt di Montpellier http://www.ville-montpellier.fr/vmtm/
Citt di Nantes http://www.projets-urbains.nantes.fr/
Peter Latz Landscape architect http://www.latzundpartner.de
Comune di Roma http://www.urbanistica.comune.roma.it/
di part i ment oVI / pi ani f i cazi one/
pianoregolatore/ prg/index.html

The European Journal of Planning ww.planum.net
118