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Ritorno alle origini e ritorno dalle origini

Capitolo 2
La scoperta e la conquista dellAmerica ruotano attorno a tre date essenziali: 1492 = quando Colombo attraversa lAtlantico per approdare a El Salvador (Guanahan) 1519 = quando Hernn Corts, parte da Cuba per conquistare il Messico 1532 = quando Francisco Pizarro, muovendosi da panama, conquista il Per e si dirige verso lEcuador e il Cile La storiografia distingue tre momenti dellinvasione americana: La scoperta La conquista, realizzatasi tra il 1492 e i primi quattro decenni del 1500 La colonizzazione che si verifica nella seconda met del 500 Le assi portanti di tale progetto furono: Ledificazione di citt e insediamenti minori Lintroduzione di una nuova organizzazione del lavoro Limposizione di un sistema economico-politico di tipo mercantile, individualista e schiavista La messa a punto di un sistema educativo che porta allevangelizzazione e quindi allo sradicamento delle culture originarie Se per gli indigeni fu unapocalisse, per gli spagnoli fu una genesi conoscitiva che segn il passaggio alla modernit dellAmerica. La volont di fissare questa esperienza, si traduce in unintesa attivit di scrittura: ledito, quindi la scrittura, serve da tramite per raccontare linedito. Lo storico spagnolo Lpez de Gmara compara la scoperta alla Genesi. Negli scritti per, il ruolo fondamentale non quello di raccontare lessenza del Nuovo Mondo, quanto pi di far trapelare lindividualit del cronista o dello storiografo che scrive, della sua classe sociale, della sua ideologia e della sua individualit. Il resoconto dei fatti del Nuovo Mondo, fin da subito, ha pochissimi termini di paragone: solo la mitologia e la letteratura cavalleresca. Figure retoriche usate negli scritti della scoperta: Iperbole Similitudine Preterizione Liperbole viene utilizzata da Cristoforo Colombo che descrive lAmerica come il paradiso terrestre, da Daz del Castillo, da Caboto che usa spesso termini di eccesso e dismisura e anche sa Vespucci. Corts utilizza la preterizione affidando talvolta addirittura al silenzio la descrizione di un evento. Bernal Daz usa anche la similitudine, attutendo il suo stupore a causa di un paragone con qualcosa di noto.

Capitolo 3
Negli ultimi anni si parla sempre con maggiore frequenza di letteratura, e pi in generale, cultura andina. Non si tratta di un riferimento territoriale, ma del riconoscimento di alcuni tratti peculiari che segnano la grande regione dellAmerica del Sud. Importante stata la rottura della continuit storica e culturale prodotta dalla Conquista. Il primo episodio emblematico della conquista la sottomissione di Atawallpa. 1

Il frate Marcos Garca, presenta una sorta di manifesto che preannuncia linabissamento della cultura andina e la sua resistenza secolare. I Comentario reales di Garcilaso de la Vega, El Inca, portano allaccentazione della conquista come compimento provvidenziale della storia andina, ma al contempo rivendicano le grandi realizzazioni politiche e civili degli Inca. Il cronista indigeno Puma, invece, offre il punto di vista delle popolazioni andine sottomesse dagli Inca, rovesciando il piano idilliaco di Garcilaso de la Vega. Gli Inca appaiono quindi come distruttori delle culture anteriori e lo scrittore si scaglia anche contro le forme che la conquista sta dando alle colonie. Lindipendenza del mondo andino viene realizzata soprattutto grazie a forze esterne allarea, essendo molto forte la monarchia con i viceregni. I nuovi Stati quindi si fondano sui principi del liberalismo europeo sia in senso politico, ma soprattutto in senso economico: le comunit agricole vengono identificate con larretratezza e messe sullo stesso piano dei residui feudali e subiscono quindi un forte attacco. Il rapporto con il passato precoloniale stabilito dalle nuove classi dirigenti dei paesi andini ben rappresentato da Olmedo con il Canto a Bolvar. La Guerra del Pacifico (1879 1883) vede il Per (e la Bolivia) piegato dal Cile ed un momento di presa di coscienza fondamentale. Gli Indios vengono inseriti in una comunit nazionale che non offre ai popoli nativi nessun beneficio concreto in quanto vengono utilizzati per le missioni ad alto rischio. Clorinda Matto de Turner descrive lambiente andino come degradato socialmente e umanamente. La realt peruviana viene rappresentata anche da Maritegul, il quale ritiene necessario per costruire la nazione, strappare il monopolio della tradizione ai tradizionalisti perch sono i suoi peggiori nemici. Essi infatti si fossilizzano e negano la sua essenza vitale profonda. Nel 900 Vallejo riprende questi motivi di fondo. In questi stessi anni, Arguedas, affronta il problema del meticciato, che riassume le lacerazioni che attraversano un paese in cerca di una sua identit. Il Per visto con occhi europei viene rappresentato da Vargas Llosa, il quale si spinge fino al punto di ritenere necessario un auto sacrificio della cultura indigena che dovrebbe piegarsi al progresso. Per quanto Llosa ammiri lopera di Arguedas, vi riconosce unutopia arcaica. Cos Arguedas diventa, involontariamente, il portatore di un progetto regressivo idealizzando una cultura che non ha alcun ruolo positivo da svolgere nel mondo attuale e che dovrebbe essere integrata dalla cultura superiore. Uno dei temi principali della letteratura andina degli ultimi anni sicuramente quello della violenza. Il romanzo di Colchado Lucio racconta le vicende della guerra sporca (la guerriglia di Sandero Luminoso) con tutta la loro crudelt, ma la narrazione viene intercalata da un viaggio della protagonista nellaldil che ripropone il repertorio e paesaggio mitico del mondo andino. In Ecuador alla tradizione del romanzo indigenista, Icaza affianca una letteratura legata ad altre figure etniche e sociali, come la popolazione di origine africana. In Bolivia la lacerazione del paese raccontata da Senza.

Capitolo 4
Chiunque viaggi oggi in Messico o Guatemala nota la presenza di una societ multietnica e multiculturale. Questa cultura eterogenea spesso stata vista come un ostacolo allo sviluppo dellidentit nazionale. Il Messico, nel momento della sua indipendenza, dichiara di voler mantenere la sua eredit multietnica (vedi bandiera: aquila, serpente, fico dIndia) ma con una strategia di omologazione. Anche i movimenti con forte base culturale come la Rivoluzione Messicana (1910 1917) hanno visto nella multiculturalit un problema da risolvere. La componente indigena infatti, stata interpretata come un ostacolo alla modernizzazione del paese per i suoi problemi economici e sociali. Un problema fu 2

lalfabetizzazione unicamente in spagnolo che fu a discapito degli indigeni; questa situazione culturale trasmessa dalla scuola ha influito a far vedere come arretrato ed inferiore lo status degli indigeni. Il panorama culturale attuale dei paesi centroamericani e del Messico sta conoscendo una fase di riorganizzazione, a causa di nuovi fenomeni di globalizzazione e migrazioni. Il mondo indigeno non rimasto escluso dalla modernit; le migrazioni verso le citt, vero il Messico, verso gli USA hanno portato al contatto tra individui di diverse regioni e quindi alla presa di coscienza della propria identit dentro nuove dinamiche sociali. La creazione delle prime universit indigene in America Latina dimostrano che il mondo indigeno non pi confinato ad unarea culturale di arretratezza. Negli ultimi anni sono fiorite anche diverse riviste che portano la cultura indigena a fuoriuscire dal proprio ambiente. Ma questa nuova visibilit non va vissuta come una rinascita, quanto pi come una nuova visibilit ai lettori occidentali. La definizione letteratura etnica presuppone che le altre letterature non siano etniche e che esiste un sistema culturale in grado di etichettarla dallesterno e di darle una posizione. Durante la colonizzazione del continente fu fondamentale il ruolo di un intermediario come un traduttore o un editore tra il pensiero maya ed il mondo occidentale: pensiero maya intermediario mondo occidentale. La poesia maya presenta una versificazione semantica ovvero con ripetizione di concetti che vengono ampliati e approfonditi nei versi successivi (avremo versi di 5 sillabe e altri di 20). Non vi quindi una base metrica come nella poesia occidentale che ripete costantemente un numero di sillabe. La maggior parte dei traduttori non riconosceva nella poesia maya nessuna versificazione; sar solo negli anni 70 che i linguisti e filologi inizieranno a riconoscere nelle poesie americane dei modelli retorici. Un fenomeno recente e significativo lintroduzione di editori maya. Infatti oggi lintermediario con il mondo occidentale non pi necessario in quanto i maya hanno dei canali editoriali, delle riviste letterarie e partecipano a discussioni accademiche e giornalistiche. Ne sono un esempio i congressi nazionali e internazionali indigeni in cui pensatori e artisti di diversi gruppi etnici americani si trovano per studiare la loro arte. La pi grande discriminante che per secoli ha escluso gran parte della produzione maya dallo status di letteratura il suo carattere orale. La maggior parte della poesia maya ancora oggi viene trasmessa con loralit, le poche parti che furono trascritte furono volute dagli spagnoli durante la conquista. Caratteristiche della retorica maya: Uso metaforico del linguaggio Ripetizioni binarie Associazioni lessicali (= DISFRASISMI) Versificazione semantica Paronomasie (accostamento di due parole simili nel suono, ma non nel significato) Tra i pochi scritti della storia maya abbiamo il Popol Vuh, un testo legale scritto in lingua kiche. importante per lidentit e la storia delle popolazioni americane perch soffre una risposta agli interrogativi sollevati dalla conquista spagnola sulla loro identit. Il testo raccoglie le tradizioni mitiche sullorigine della terra, la creazione dello stato, la migrazione a oriente e la versificazione semantica ha la funzione di semplificare la memorizzazione. Uno dei documenti legali della Colonia come il Ttulo de Totonicapn, nonostante la funzione legale, ha un linguaggio retorico e simbolico. Unopera teatrale il Rabinal Ach che una rappresentazione rituale che allude alla compenetrazione tra energie del cielo e della terra, necessarie per la continuit dello stato. Il fatto che di questa vicenda fosse 3

possibile la rappresentazione teatrale, perch il protagonista fa un percorso che lo porta ad una individualit. Dalla penisola dello Yucatan sono pervenuti 15 canti rituali Cantares de Dzitbalch utilizzati sia per rappresentazioni pubbliche che private. Inoltre i Chilam Balam sono testi profetici, di previsione mitica, medica, storica, rituale, astronomica, in cui appare anche la previsione della conquista spagnola. Infine, importanti il Ritual de los Bacab: 68 scongiuri e ricette mediche in cui viene espresso il concetto di malattia non solo come problema interno allindividuo, ma anche come problema della persona in disarmonia con lenergia cosmica. Attualmente gli antichi saperi maya sono trasmessi pi facilmente grazie ai media, ma questo potrebbe essere controproducente perch potrebbero perdere la loro peculiarit e intensit in quanto solo il linguaggio poetico pu davvero rappresentare la complessit e la ricchezza di quel mondo.

Capitolo 5
Le riforme borboniche Principale obiettivo delle riforme borboniche attuate da Carlo III tra il 1759 e il 1788 era di prelevare pi imposte dai possedimenti americani, sia per onorare la crescente domanda della Corona, sia per assicurare la difesa delle colonie. La guerra dei Sette anni, finita nel 1763 conferm la vulnerabilit delle colonie dato che gli inglesi conquistarono lAvana e la Spagna dovette cedere loro la Florida. Le riforme riguardarono soprattutto leconomia e la pubblica amministrazione ed in tal senso, limpero fu riorganizzato: ai vicereami del Per e della Nueva Espaa si aggiunsero quelli di Nueva Granada e del Rio de la Plata. I risultati non mancarono, e lo confermarono le proteste antifiscali scoppiate in diverse parti dei possedimenti imperiali. Ci furono anche riforme militari in quanto il continente americano era diventato campo di battaglia per le potenze europee; lesercito fu incrementato e modernizzato e il costo fu accollato alla popolazione creola. Queste milizie furono un problema per gli spagnoli perch provenivano da qui i futuri comandanti delle guerre dindipendenza. La riforma religiosa invece giudicava la Chiesa una zavorra e nel 1767 fece espellere i gesuiti cui fecero seguito in America lespropriazione dei loro bene ed il potenziamento del clero secolare, su cui il sovrano aveva giurisdizione attraverso il Real Patronato.

Capitolo 6
Il Porfiriato A stabilire le sorti del Messico (in cui si scontravano conservatori e liberali) interviene il regime autoritario di Porfirio Daz. Il generale si guadagna la prima presidenza nel 1877 e dal 1884 a 1911 seppe tenere le redini del paese latinoamericano con un primo consenso sia dei conservatori che dei liberali, ad avviare un processo di modernizzazione e globalizzazione. Il Porfiriato ambiva a sbiancare la popolazione messicana e schiacciare la prevalenza indometiccia grazie allimmigrazione europea, aprendo le porte agli investitori stranieri. La modernizzazione del Porfiriato induce il Messico verso la civilt delle ferrovie, industrie, elettricit e telegrafo impatto traumatico su popolazione variegata. Il Porfiriato pieno di rivolte indigene e per questo il regime attua una politica per molti versi simile al genocidio deportazione di ampia parte della popolazione nel Messico tropicale, a migliaia di km dai luoghi di origine. Una delle cause principale delle rivolte indigene il problema del rapporto capitalelavoro. Attorno al 1910 si intensificano le rivolte contro Porfirio a causa del radicamento delle ideologie internazionaliste, lattivismo del mondo cattolico, ribellioni contadine e lopposizione politica. Liniziatore della crisi irreversibile del regime di Don Porfirio Francisco Madero (ricchissimo uomo nel Nord, area del Messico pi influenzata dal modello americano e ha studiato negli USA), sostenitore di un progetto liberale. Egli vuole guidare il paese verso la liberaldemocrazia: certezza di diritti, riforme a favore 4

del mondo del lavoro, diritto di voto. Nel 1910 viene costretto da Porfirio al confino di Texas e organizza per il novembre uninsurrezione armata del popolo. La rivoluzione parte dal nord del Messico, ma in breve tempo si diffonde a livello nazionale vittorie dellEJERCITO LIBERTADOR. Nel 1911 Madero viene eletto Presidente della Repubblica Federale. Nello stesso anno per inizia la contrapposizione tra Madero, sostenitore della propriet privata e Emiliano Zapata, a favore del comunitarismo indigeno. Nel 1913 il generale Huelta uccide Madero dopo essere stato destituito, e instaura nuovamente una dittatura militare. Al Nord si accende la rivoluzione contro Huelta in cui si avviano alla ribalta i caudillos, signori terrieri assolutamente eterogenei tra loro. I protagonisti principali di questa rivoluzione furono: Carranza, Obregn, Villa e Zapata. Carranza e Obergn riescono a prendere in mano le sorti le paese e in materia socio-economica riaffiorano i conflitti nella loro fase pi acuta: Rivoluzione messicana (1915-1917). Carranza e Obregn sono costretti ad affrontale la questione sociale che li vede contro Zapata nel Sul e Villa nel Nord. Il villismo NON evolve in un movimento nazionale. Nel 1919 lesercito federale uccide Zapata e questo fatto getta discredito sulla figura di Carranza, il cui governo diviene simbolo di corruzione ed inizia a vacillare. I suoi antagonisti principali furono i caudillos. Carranza viene ucciso nel 1920 e Villa nel 1923. Gli anni Venti segnano anche il conflitto con la Chiesa, scatenato dallapplicazione radicale della Costituzione del 1917 che ridimensiona in maniera netta la presenza delle istituzioni ecclesiastiche nella societ messicana. Nel 1929 viene per trovato un accordo = laicismo della Costituzione. Negli anni Trenta il Messico si trasforma in un laboratorio indiometiccio in cui vi un progetto di modernizzazione che si manifesta con coerenza soprattutto con la presidenza di Lzaro Crdenas riforma agraria + nazionalizzazione petrolio. Le riforme di Crdenas creano cos il mito della rivoluzione la rivoluzione porta grande interesse degli USA verso il petrolio + Europa che si sta avvicinando alla seconda guerra mondiale, in cui volta le spalle alla Spagna. Il processo del mito della rivoluzione viene affrontato da Carlos Fuentes ne La morte di Artemio Cruz:
La morte di Artemio Cruz, di Carlos Fuentes, uno dei capisaldi della letteratura latino-americana del secolo scorso. A settantun anni, colto da un grave malore e costretto a letto, sentendo avvicinarsi la morte, Artemio traccia un bilancio della sua vita, e del tragitto che lo ha portato, da giovane rivoluzionario, ad essere uno degli uomini pi potenti e temuti del Messico. Un uomo che non si fermato dinanzi a nulla: davanti alla vigliaccheria, al tradimento ai compromessi; tutto pur di sopravvivere e diventare qualcuno. Nel conto dei guadagni e delle perdite, qualcosa per non torna, a cominciare dalla morte dellunico figlio Lorenzo, strappato da Artemio alla madre-chioccia per fare di lui un uomo. Riuscito in tutto fuorch nellamore, verrebbe da dire di Artemio, che si distingue per dagli ipocriti che lo circondano per non aver mai mascherato la sua ferocia e la sua brama di possesso. Il libro, del 1962, vede nel ruolo del narratore lo stesso Artemio, che ricorda come fanno i vecchi, a balzi in avanti e indietro, a tratti ripetendosi, a tratti cercando nella memoria quel nome che non ne vuole proprio sapere di venire fuori. Il filo dei pensieri diventa quasi uno stream of consciousness, in un gioco di incastri e flashback che Fuentes aveva gi inziato a sperimentare in La regione pi trasparente del 1958. Ne viene fuori un romanzo avvincente e spietato sul Messico sul suo popolo diviso fra i peones di sempre, gli ex aristocratici decaduti e riciclatisi dopola guerra civile e i nuovi ricchi, che si fanno strada con le unghie e coi denti, seminando di morte e dolore la strada al loro passaggio.

Capitolo 11
Rapporti America latina USA Europa Nel 1823 viene promulgata la dottrina Monroe gli USA si opporranno a qualsiasi tentativo di intervento negli affari americani da parte di altre potenze. Essa sanciva, di conseguenza, la volont degli USA di non intromettersi nelle dispute fra le potenze europee, e fra ciascuna potenza europea e le rispettive colonie d'oltremare. Gli USA miravano quindi allautogestione, obiettivo raggiunto solo pi tardi. 5

Le potenze europee tenteranno di interferite e occupare i territori dellAmerica Latina (nonostante questa sia formata da Stati indipendenti); Spagna ed Europa non si rassegnano ad aver perso i territori poich sono punti strategici e c sempre da parte loro il tentativo di riprenderli. LInghilterra, regina dei mari, sfruttando la situazione di indipendenza, pu esportare i suoi manufatti, prestare i suoi soldi, prendere ed importare materie prime alimentari e minerarie; desidera anche avere capisaldi in zone strategiche e occupa quindi due territori: Belisse, nel centro America (Honduras) per il controllo dei due oceani Nel 1833 nelloceano Atlantico, con affaccio sullo stretto di Magellano, le isole Folkland per il controllo delle navi che vanno verso il Pacifico attraverso Magellano o Capo Horn. Le Folkland causano una guerra tra Argentina e Inghilterra. MA un caso di intromissione dellEuropa in America: Massimiliano dAsburgo viene mandato in Messico da Napoleone per governare; questo un esempio di intervento dellEuropa (Francia) in America Latina (Messico). I paesi latinoamericani non hanno ancora definito i loro confini e nasce quindi una diatriba tra USA e Messico. I confini vengono definiti da una guerra nel 1848 che si conclude con un trattato di pace gli USA incrementano il loro territorio con gli stati del Texas, New Mexico, Baja California, Arizona, ceduti dal Messico che si riduce di circa il 45%. Da questo momento gli USA si interessano allAmerica spagnola (Caraibi) poich sono degli stati cuscinetto, e gli USA acquistano sicurezza rispetto alla loro paura di intromissioni europee. Nella seconda met dell800 manifest destiny = il destino degli USA quello di arrivare fino al Pacifico, verso lestremit del continente affacciata sul Pacifico. Sottotiolo del manifest destiny: a qualsiasi costo, a scapito degli indigeni. Questo avviene negli USA su modello della politica che si applica in Cile e Argentina nei confronti degli indigeni gli spagnoli non sono in grado di sottomettere queste etnie, ma ci riescono gli Stati nazionali = istituzioni nuove che erano nate su modello della rivoluzione francese, con lidea di libert per i sudditi nei confronti del gioco spagnolo. Gli Stati nazionali, su modello degli USA, risolvono la questione degli indigeni con guerre e violenza (testimonianza del generale Savedra che guida la rivolta contro i Mapuche o Araucani in Cile e il generale Rosa che guida la rivolta contro gli indigeni della Patagonia) indios in riserve e molti uccisi. Nel 1880 si conclude la fase di post indipendenza che porta alla formazione del territorio nazionale e allespulsioni degli indigeni dalle fronteras.
Destino manifesto (in inglese: Manifest destiny) una frase che esprime la convinzione che gli Stati Uniti abbiano la missione di espandersi, diffondendo la loro forma di libert e democrazia. I sostenitori del destino manifesto credevano che l'espansione non fosse solo buona, ma che fosse anche ovvia ("manifesta") e inevitabile ("destino"). In origine frase ad effetto della politica del XIX secolo, destino manifesto divenne un termine storico standard, spesso usato come sinonimo dell'espansione degli Stati Uniti attraverso il Nord America e verso l'Oceano Pacifico. Il destino manifesto fu sempre un concetto generale pi che una specifica politica. Il termine combinava un credo nell'espansionismo con altre idee popolari dell'epoca, compresi l'eccezionalismo americano, il nazionalismo romantico e un credo nella naturale superiorit di quella che allora veniva chiamata la "razza anglosassone". Mentre molti autori, quando discutono del destino manifesto, si concentrano principalmente sull'espansionismo statunitense, altri lo vedono in termini di una pi ampia espressione di un credo nella "missione" degli USA nel mondo, che ha significato cose differenti per persone differenti nel corso degli anni. Questa variet di significati possibili venne riassunta da Ernest Lee Tuveson, che scrisse: "Un vasto complesso di idee, politiche e azioni compreso nella frase Destino manifesto. Queste non sono, come dovremmo aspettarci, tutte compatibili, n provengono da un'unica fonte." La frase "destino manifesto" venne all'inizio usata principalmente dai democratici di Jackson negli anni 1840, per promuovere l'annessione di buona parte di quelli che oggi sono gli Stati Uniti Occidentali (il Territorio dell'Oregon, l'Annessione texana e la Cessione messicana). Il termine venne riesumato negli anni 1890, questa volta dai sostenitori repubblicani, come giustificazione teorica per l'espansione statunitense al di fuori del Nord America. Il termine cadde in disuso tra i politici statunitensi nel XX secolo, ma alcuni commentatori ritengono che alcuni aspetti del destino manifesto, in particolare il credo in una "missione" statunitense per promuovere e difendere la democrazia in tutto il mondo, continua ad avere un'influenza sull'ideologia politica statunitense.

Capitolo 12
Il popolamento delle regioni interne viene in parte impedito perch i latifondi sono utilizzati per il bestiame su scelta dei proprietari terrieri. Eventi chiave dellimmigrazione: 1871 febbre gialla 1877 colera I benestanti abbandonano le loro abitazioni per trasferirsi nel Nord al fine di non ammalarsi, e le loro dimore vengono quindi occupate da prostitute, lavoratori di impianti per la conservazione della carne, piccoli delinquenti e soprattutto immigranti. Il mix di sessi, et e persone ha fatto s che a questi agglomerati urbani venisse dato il nome di conventillo. Se la letteratura a noi pi vicina descrive il conventillo come uno spazio multiculturale, per la narrativa naturalistica urbana era invece il luogo simbolo di degrado e sporcizia. Nei primi due decenni del 1900, negli scrittori perdurano le contrapposizioni ricchi/poveri, palazzi/conventillos, dame/prostituite, cultura/ignoranza che continuano a far esistere lidea dellimmigrante come minaccia per lidentit nazionale. Il termine razza stato posto al centro delle riflessioni in America latina per il timore di un degenero razziale a causa del flusso migratorio. Tra il 1880 ed il 1930 in convetillo viene rappresentato a teatro con il nome di sainete, atto unico in tre quadri di origine spagnola. Il saiente recupera la dimensione collettiva del convetillo, un caos di et, sesso, persone di diversa provenienza e questo permette di scrivere una letteratura-documento. Il coventillo quindi, grazie al successo del saiente, si va sempre pi affermando in un processo di integrazione che permette allimmigrante di penetrare a tutti i livelli nella societ argentina. I saiteneros, spesso abitanti del convetillo, mettono in scena pieces i cui temi sono legati alla quotidianit e i cui personaggi creano situazioni comiche al limite del ridicolo. Su tutti spicca limmagine dellimmigrante soprattutto italiano (il tano) che con il suo cocoliche (mix di spagnolo, italiano, dialetto di provenienza) suscita ilarit imitatore vittima di ci che imita.

Capitolo 15
Lo zio Julio: fumetto, politica e letteratura Nel 1975, in anni di crescente instabilit politica ed economica in argentina (ritorno e morte di Pern + conseguenze della crisi petrolifera del 1973), lo scrittore Julio Cortzar, che vive a Parigi da quasi 25 anni, pubblica il pamphlet illustrato Fantomas contra los vampiros multinacionales. Tratta del difficile rapporto tra letteratura e fumetto; vi si mescolano prosa sperimentale, impegno umanitario, logiche della guerra fredda e omaggio ai formati della tiras e historietas (termini usati per indicare gli albi = libri illustrati). Cortzar costruisce per il suo Fantomas una complicata trama spionistico - cospirativa, basata su un tentativo di distruggere libri e biblioteche. In treno, tornando a Parigi dopo una sessione del Tribunale Russell tenutasi a Bruxelles, lautore-narratore si immerge nella lettura di un albo a fumetti. Lindagine di Fantomas sul caso dei libri scomparsi comprende molti scrittori famosi. Linterazione del narratore con i compagni di scompartimento, il suo spirito di osservazione, le conversazioni che immagina di avere con amici lontani e le foto di documenti che attestano come la CIA sia coinvolta nella destabilizzazione delle fragili democrazie dellAmerica latina, interrompono sia la lettura dellalbo di Fantomas che il racconto che la contiene.

La trama del Fantomas decisamente complicata: una setta internazionale di fascisti sta distruggendo tutti i libri del mondo; Fantomas, assieme a Cortzar, Alberto Moravia, Octavio Paz e Susan Sontag cercheranno di combattere contro questa setta, fallendo per miseramente. Fino a capire che il vero problema sono le dittature sudamericane ed il nemico sono le multinazionali ed il governo statunitense che le finanzia ed appoggia. Ma contro tale minaccia, c' una sola speranza per i popoli del cono sud: la ribellione, pi che contro un singolo governo, ad uno stato mentale che porta alla rassegnazione ed all'attesa di un leader.

Lultima immagine quella un po ambigua di un bambino che, per strada sotto gli occhi di Fantomas e del narratore, gioca con unas piedrecitas (dei sassolini), ignaro dei congiurati e delle congiure che lo circondano. La dedizione del bambino per il proprio gioco totale ed caratterizzata dalla tipica seriet dei bambini mentre giocano tragico doppio di quella che gli adulti sembrano mettere nel gioco delle spie o in quello della guerra e della competizione economica. Lo zio Walt: fumetto e cinema (danimazione) in America latina Allinizio degli anni 40, cio nella fase iniziale del peronismo, Walt Disney, il pi grande esponente del fumetto e del cinema danimazione, compio un lungo viaggio in America del Sud accompagnato da una squadra di musicisti, acquarellisti e disegnatori. Ufficialmente alla ricerca di stimoli creativi, in realt intende promuovere prodotti ed allontanarsi un po dagli studi di Hollywood portando avanti un ambizioso incarico commerciale e diplomatico. La missione disneyana di conquista della cartoonistica dellaltra America, traduce in pratiche simboliche di grande efficacia la cosiddetta Inter-American friendship (campagna di propaganda con il fine di contrapporre la pace e la prosperit delle Americhe ai drammi del totalitarismo e delle guerre vissute in Europa). Negli anni successivi, il viaggio di Disney trova eco in fortunati musical a cartoni (come ad esempio Saludos, Amigos). Le pratiche di auto rappresentazione del cinema di animazione locale, offrono al pubblico di tutto il mondo una ricca variet di personaggi latinoamericani creati dalla fantasia dei disegnatori disneyani: burloni, profittatori, scansafatiche, generosi, vanitosi, gelosi, seduttori, tutti come una sfilata turistico-folclorica. Nel 1943, come conseguenza del viaggio di Disney, la casa editrice argentina Abril, inizia a pubblicare con periodicit fissa gli albi di El pato Donald (Paperino), inserendo lArgentina sia nel ciclo distributivo dei prodotti disneyani, ma promuovendo una sua creativit grazie ad una serie di illustratori locali. Le sconfinate pianure argentine vengono rappresentate dai disegnatori di Disney, come uno doppione degli USA: il gaucho Pippo non altro che il cowboy Pippo, rivestito dettaglio per dettaglio e catapultato dalle grandi praterie del West agli sconfinati orizzonti delle Pampas. Il parallelismo potrebbe anche essere esteso (Disney NON lo fa) ad altri temi, come la stessa conquista dellOvest o lo sterminio degli indiani. Un altro protagonista hollywoodiano viaggia in America latina, Orson Welles e realizza uno pseudodocumentario a episodi intitolato Its all true. Se confrontiamo lAmerica latina di Welles con quella di Disney possiamo riconoscere dei tratti comuni: in entrambi i casi, sotto la superficie di un diario di viaggio, si agitano pulsioni ambigue, paure e inquietudini di ogni genere. Quasi-cinema per poveri, il fumetto stato un mass medium elementare e rudimentale, ma che, proprio per questo, si rivelato molto efficace per supportare i tumultuosi processi di alfabetizzazione, inurbamento e neutralizzazione linguistica che hanno caratterizzato i grandi stati federali delle Americhe. Gli ingredienti per tale successo sono stati la semplificazione della titolazione e della scelta di stile nei supplementi della domenica, il testo relativamente minimo, scritto in grande, a stampatello e con tante onomatopee convenzionali. Negli anni 20 e 30, le stesse caratteristiche accompagnano la comparsa dei fumetti nei supplementi dei giornali argentini. La popolarit dei protagonisti dei fumetti li rende testimonial pubblicitari ideali per rendere la comunicazione immediata con una popolazione multietnica, interculturale, plurilingue, disomogenea e talvolta analfabeta. La popolarit di cui il fumetto gode in entrambe le Americhe poggia sullimmediata ed evidente credibilit che propone ai proprio lettori quasi tutti i personaggi del fumetto classico internazionali sono, sono stati o potrebbero essere credibilmente dei divoratori di fumetti e quindi alter ego dei lettori.

Nipotini: Miguelito, Felipe e altri pebetes I nipotini adottivi di zio Walt sono senza dubbio dei consumatori colonizzati e sfruttati e sfruttati allosso da chi lavora nel settore, ma a furia di leggere storie e fumetti di avventura hanno anche imparato a muoversi con disinvoltura negli ampissimi orizzonti dellimmaginario eroico-ironico davvero condiviso. Nel cortometraggio di Adrin Caetano intitolato El hroe que nadie quiso, Nicols Loboa e Adrin Papaleo, due alunni di una scuola elementare, sono chiamati a partecipare a un concorso scolastico e gli viene assegnato il compito di ricostruire in aula la battaglia fluviale della Punta de Quebracho (1864), un episodio minore delle guerre del contrabbando tra lArgentina e le potente coloniali europee. Lunico aspetto che spicca che la guerra si conclusa dopo 3 ore di cannoneggiamenti con solo un morto, rappresentato dai bambini con Pikachu. I giocattoli utilizzati per mettere in scena la battaglia e le maschere utilizzate dai bambini riflettono un immaginario infantile caricaturalmente colonizzato: personaggi di fumetti e cartoni animati (provenienti dal nord America). La loro ricostruzione arriva alla conclusione che questa fu la battaglia migliore poich quella in cui ci furono meno morti. Indossando con ingenuit le loro maschere, i pebetes Nicols e Adrin si rivelano per ci che sono in realt: postmoderni e globalizzati e due potenziali figlio di Miguelito e Felipe della striscia di Mafalda: mentre gli altri personaggi pensano al loro futuro, loro pensano soltanto a giocare e leggere giornalini.

Capitolo 16
La tratta degli schiavi ebbe origine pochi anni dopo larrivo di Colombo e dur per tre secoli. In questo lasso di tempo fu deportato un cos gran numero di persone che la Spagna ebbe bisogno di stabilire delle norme per la gestione del traffico negriero e furono denominate Cdigos negros. I negros non venivano trattati come umani, ma come piezas non solo nel significato di oggetto, ma anche nel significato metaforico di pedine dello scacchiere coloniale. Avveniva un processo di cosificazione che imponeva allo schiavo il marchio del nome e cognome del padrone, distruggendo i legami fisici e familiari degli schiavi. Ancor prima dellimbarco iniziava quindi il processo di detribalizzazione che terminava con larrivo nelle miniere o nelle piantagioni. Oltre ad essere deportato come un anonimo fardello, al negro viene associata limmagine del bozal, museruola di ferro per la bocca (metafora anche del soffocamento della proprio lingua con imposizione di utilizzo del misero castigliano che conoscevano gli schiavi). Nelle Americhe quindi, a met del 500, inizia ad intensificarsi il conflitto liberi/schiavi (oltre ai conflitti gi presenti ricchi e poveri, aristocratici e plebei, puri e meticci, spagnoli nati della penisola iberica e criollos). Gli schiavi negri, a differenza degli indios, NON potevano essere evangelizzati poich venendo da troppo lontano non avevano nulla da raccontare. Problema: sensuale ambiguit della meticcia nel suo difficile contesto sociale Cecilia Valds di Cirillo Villaverde, che espone larchetipo della donna mulatta nel 900 che la pone come una seduttrice. Agli schiavi si aprivano alcune timide prospettive conviviali offerte dal sistema spagnolo al fine di controllare meglio i comportamenti confradas e cabildos erano infatti delle forme di riunioni religiose a cui potevano partecipare gli schiavi per favorire quindi il sincretismo religioso (= fusione di due tendenze eterogenee). Questo per port nel corso dell800 alla nascita delle prime societ segrete. Ad esempio, la societ segreta che nacque a Cuba diede vita a una forma di sincretismo religioso in cui venivano uniti elementi religiosi cattolici e africani. Allinizio del 900 alcuni intellettuali e pensatori andini pesavano che gli afroamericani erano troppo stanchi e provati dalla schiavit, da non poter essere in grado di sostenere una lotta sociale. Nello stesso periodo invece, in Europa, pittori e artisti sono sempre pi affascinati dal mondo tribale africano. A Parigi, si cominci a parlare di ngritude diversit negra come un patrimonio da difendere. Questa tendenza poi arriva fino in Latinoamerica dove attorno agli anni 30 alcuni esponenti delle avanguardie latinoamericane iniziarono a professarsi negristas, impegnati a difendere i linguaggi e i simboli africani, ma al contempo portano a degli stereotipi dellafroamericano. Pur riferendosi alla stessa condizione umana di dipendenza, negritud e indigenismo NON hanno la stessa origine. La negritud nasce tra coloro che hanno vissuto la discriminazione razziale e sono stati oppressi 9

dalluomo bianco, lindigenismo non ha origine dallindigeno, ma nella comunit di criollos e meticci che vogliono inserire lindio nella societ per assimilarlo. Dopo un secolo di battagli e dibattiti, dittature e rivoluzioni, solamente in alcune regioni latinoamericane si pu trovare la letteratura negra e indigena e comunque rimane sempre un fenomeno sporadico.

Capitolo 17
Nella prima met del 900 Cuba assunse un ruolo di grande rilievo perch le rivoluzioni non avevano solamente un carattere giovanile. Molte figure del Novecento erano impegnate a cogliere e rielaborare la complessit americana spingendo lo sguardo oltre i confini dellIsola. A Cuba vi era infatti la compresenza di diverse componenti etniche nello stesso territorio. Fernando Ortiz pu essere considerato il patriarca della riscoperta del negro a cuba per lo studio delle dinamiche interraziali a Cuba. Lydia Cabrera una narratrice, ed la prima donna cubana che lavora sul campo, lavorando duramente per le ricerche. Alejo Carpentier invece un raffinato romanziere e un giornalista per la patria.

Fernando Ortiz cresce e studia in giurisprudenza in Spagna, ma poi vive allAvana dove esercita la
professione di avvocato solo per pochi anni e poi si dedica allo studio, alla comprensione e al riscatto del patrimonio culturale della nazione cubana soprattutto attraverso le componenti negre e meticce. Nel 1937 fonda insieme a Carpentier la Sociedad de Estudios Afrocubanos e individua nel razzismo lostacolo per lintegrazione nazionale. Importante metafora del ajiaco = minestrone di diversi elemento che formano la societ di Cuba. La sua opera principale in Contrappunto, in cui propone una disputa tra Don Tabaco e Doa Azcar prodotti della stessa terra e dello stesso clima, ma che richiedono coltivazioni diverse tanto da rendere uno pi ricercato e raffinato dellaltro.

Lydia Cabrera si interessa al recupero del folklore africano oltre ad essere una importante esponente della
volont di aprirsi e di recepire la cultura meticcia afrocubana. Nel 1927 si reca a Parigi per studiare pittura e qui capisce limportanza della componente africana allinterno dellidentit cubana. Nel 1938 torna a Cuba dove inizia lo studio di cultura e religione di origine africana. Si focalizza sulla poesia, sulla musica e sui valori delle manifestazioni primitive delle civilt afrocubane. Nellopera Cuentos negros de Cuba, racconta il fenomeno della transculturazione attraverso la trascrizione di poesie di leggende, miti, tradizioni, credenze e raccontati da sempre riportati oralmente. Iniziata al folklore cubano dal cognato Ortiz, Lydia contribuisce alla formazione della coscienza culturale, in cui inclusa lesistenza di una parte africana come componente dellidentit cubana. Lintera narrativa di Lydia Cabrera pone i riflettori sullesistenza della parte africana nellidentit cubana e contribuisce alla definizione dellidentit nazionale. La singolarit delloperazione quella della novit di una donna bianca che, partendo dalla sua esperienza personale, propone linserimento della cultura degli schiavi nella cultura dei padroni.

Alejo Carpentier nella sua fase negrista riconosce nel negro una delle componenti fondamentali
dellidentit nazionale: indagare la sua storia e penetrare i segreti della sua spiritualit diviene prerogativa indispensabile per comprendere la realt dellisola. La grandezza del racconto di Carpentier risiede nel riconoscimento di quegli elementi rituali delle popolazioni africane presenti nel territorio e attraverso questo riconoscimento si pu aprire il dialogo.

Capitolo 20
Il 1492 segna uno strappo, una lacerazione mai pi ricomponibile nella vicenda del continente. Lingresso degli spagnoli in terra americana coincide con unimposizione cultura considerata pi avanzata. Gli obiettivi degli spagnoli erano due: Portare progresso e modernit 10

Diffondere il nome di Cristo Con la Conquista, lAmerica perde la sua tradizione ed entra nella storia dellEuropa, segnando lingresso nel nuovo tempo storico della modernit. Cos il Nuovo Mondo, su modello europeo, si lancia nella corsa al futuro con lansia di mettersi al pari con i tempi. Ma, per poter compiere questo progetto, lAmerica latina dovr passare attraverso immaginari di uccisioni, schiavit e genocidio. Le proiezioni europee nel sono presenti il tutto, gi a partire dal nome: Nuovo mondo, Iberoamerica, Ispanoamerica, America latina riflesso di una volont di rappresentazione interamente caratterizzata dallimmaginario europeo. LEuropa proietta le sue speranze, i suoi sogni e le sue aspettative in un luogo che non pi utopico (u-topos, non luogo), ma in uno spazio concreto; emerge cos lillusione europea di un mondo migliore. Il prefisso ispano, ibero, latino, indica la componente europea che sia spagnola, portoghese oppure un ampio riferimento latino, in opposizione al mondo sassone da cui derivano i vicini statunitensi. In questo modo tutte le componenti amerinde vengono rimosse. Ci contribuisce ad edificare il senso di solitudine e privazione dellessere americano e d vita a una serie di sforzi atti al ritrovamento di forme di espressione capaci di colmare la lacerazione subita. Da qui nasce una contraddizione se da un lato vi una forte volont di autonomia e costruzione di unidentit americana, dallaltra parte rimane la consapevolezza del segno culturale europee nelle idee, nei modelli e nella lingua come un qualcosa che non pu non essere tenuto in considerazione. quindi presente la volont di liberarsi dal peccato originale (= gli spagnoli) al fine di creare una propria identit nazionale. La riflessione sullidentit americana nel corso del 1800 incarna la necessit di definire i tratti caratteristici di ogni territorio, di definire quindi la loro natura. Lobiettivo delle borghesie nazionali diventa allora la liberazione rispetto alle dipendenze coloniali e il rilancio dei mercati internazionali. Le identit sono fissate a partire dalla creazione di coppie dicotomiche esistenzialiste (divisone di un concetto in due categorie distinte e opposte); la pi celebre quella di Sarmiento dal Facundo: civilizacin y barbarie. Secondo lintellettuale argentino, per favorire il progresso del continente americano e renderlo autonomo necessario urbanizzarlo coniugando i precetti intellettuali europei con il positivismo del nord America. Tale obiettivo pu essere raggiunto solamente attraverso il ripudio della barbarie, rappresentata con la periferia, la pampa ovvero un qualcosa di arretrato a causa della natura indomabile. Allinizio del 900, lintellettuale uruguaiano Jos Enrique Rod interviene nel dibattito sullidentit del continente identificando una nuova coppia dicotomica: Ariele e Calibano (Shakespeare, The Tempest). Ariel viene pubblicato emblematicamente nel 1900, quasi a voler inaugurare con il nuovo secolo, una nuova pagina di storia americana. La perdita delle ultime colonie da parte degli spagnoli (Cuba e Portorico, 1898) ha segnato definitivamente il tramonto dellinfluenza europea nel continente, consacrando lentrata in scena degli USA. Il motivo per cui Rod si rif alla letteratura di Shakespeare per manifestare lottimismo per la fine della dipendenza spagnola, ma comunque la paura della minaccia rappresentata dagli USA. Il ruolo dellAmerica latina viene rappresentato da Ariel, spirito illuminato simbolo di bellezza ed eleganza. Caliban invece rappresenta le barbarie del pragmatismo (= validit di una teoria affidata alla sua verifica pratica) anglosassone. Nel 1930 Roberto Fernndez Retamar pubblica il saggio Calibano in cui redime la presunta barbarie africana, affidandole il destino e la voce dellAmerica latina (si ispira a Jos Mart che nel saggio Nuestra America riconosce una fratellanza e uguaglianza tra le diverse etnie e le include tutte nellidentit del continente poich non esistono razze). Retamar per affida allAmerica latina il ruolo di Caliban perch egli ha un orgoglioso spirito popolare e rivoluzionario. Il centenario per lindipendenza fa nascere nuove riflessioni su diversi temi: le relazioni con la Spagna e con gli USA attivando un ampio dibattito sulla questione legata alla razza e allidentit del continente. Le due correnti pi significative sono: Arielismo = tendenza conservatrice che individua nella questione razziale il problema maggiore del continente. Promuove lidea di un meticciato integratore e omogeneizzante al fine di arrivare alla 11

razza perfetta che prevede lesclusione delle razze inadeguate: quella india e quella negra. Per poter raggiungere questo paradossale obiettivo indispensabile una grande immigrazione europea. Tellurismo = nuova tendenza filosofica e ideologica che concentra la sua attenzione sul territorio. La giusta concezione della razza si ottiene unendo il vissuto storico (= la genetica) al territorio fisico. La razza lespressione di un fenomeno collettivo determinato da una specifica collocazione sia spaziale che temporale. In questa tendenza viene recuperata lidea della terra che possiede una forza mistica. Da queste nuove teorie non pu che nascere uno scontro tra le radici autoctone e la tradizione eurocentrica. Nel periodo tra le due guerre mondiali, in seguito alle nuove aperture inaugurate dallo spirito di avanguardia, le classi sociali fino ad allora emarginate entrano a far parte di discorsi ufficiali e delle rappresentazioni dellidentit della nazione crisi del liberalismo, sorge il fenomeno del populismo (= regime fondato su ampie basi popolari che guidarono lintegrazione politica attraverso pi o meno vaste politiche di distribuzione della ricchezza). Tale prospettiva ha lobiettivo del dialogo tra le culture. Il peruviano Jos Carlos Maritegui, grande teorico dellindigenismo, attraverso la rimozione dei filtri della selettivit borghese, orienta il discorso identitario sulla scoperta delluniverso ibrido dellAmerica latina, ibridismo caratterizzato dallintreccio di voci e modelli culturali eterogenei.

Capitolo 21
Una delle definizioni attribuibili al mondo latinoamericano quella di un luogo di incontro tra culture, spazi e mondi diversi. LAmerica latina infatti, ci suggerisce immagini di unione, intersezione e molteplicit. A partire dalla Conquista, assistiamo a una straordinaria sovrapposizione di spazi e tempi storici differenti: lindio che suo malgrado deve accogliere leuropeo, che a sua volta, assetato di mano dopera schiava introduce lafricano. Lidea di transculturazione un concetto elaborato per spiegare le diverse componenti che si integrano nelleconomia cubana e risulta essere ancora oggi un pilastro fondamentale per lo studio delle dinamiche interrazziali dellIsola. Questo neologismo fu coniato da Fernando Ortiz nella sua opera Contrappunto. Il neologismo transculturazione nasce dallesigenza di definire la cubanit alla ricerca affannosa della sua identit nazionale, dando uniformit a uno spazio variegato e molteplice. Il concetto di transculturazione nasce quindi per spiegare lintersezione di diversi popoli, razze e culture nello stesso territorio. Ogni processo di incontro culturale diviene pretesto per la genesi di nuovi fenomeni di produzione, grazie allinterazione e allo scambio constante tra le sue componenti eterogenee. La ricerca di Ortiz finalizzata alla scoperta dei meccanismi di questa interazione e risponde a quel processo di idealizzazione del meticciato unificatore.

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