Sei sulla pagina 1di 6

Claudio Biscarini: San Miniato, 22 luglio 1944 | Della Storia d'Empoli

http://www.dellastoriadempoli.it/?p=11723

Della Storia d'Empoli Memoria, cultura e arte del territorio empolese e dintorni

Search
Search for: Home Contact Articoli Autori Archivio Eventi Fotogallery E-Book Ricerche Pubblicazioni Partners Privacy Contatti Subscribe by Email Subscribe to RSS // Articolo Go

Articoli Claudio Biscarini: San Miniato, 22 luglio 1944


By paolopianigiani 18 luglio 2012 08:00 Scrivi un commento 145 views Tag: Claudio Biscarini, San Miniato
Mi piace 18 0 0

L'altare della Cattedrale di S. Miniato. Si intravede, a destra, la colonna dove, rimbalzando, scoppi l'obice americano.

___________________________ La Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Genesio. Domenica prossima ricorderemo il 68 anniversario della strage nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Genesio di San Miniato. Certamente, nonostante la pubblicazione di un documento che riteniamo risolutivo nel volumetto La Prova, non mancano ancora i nostalgici di spiegazioni diverse da quella della granata da 105 mm americana, entrata per puro caso attraverso il semirosone del braccio meridionale del transetto ed esplosa nella navata destra della chiesa. Cerchiamo, quindi, per lennesima volta di

1 of 6

11/21/2012 11:06 AM

Claudio Biscarini: San Miniato, 22 luglio 1944 | Della Storia d'Empoli

http://www.dellastoriadempoli.it/?p=11723

prevenire questi nostalgici e analizziamo i fatti partendo dal documento americano. Perch diciamo che risolutivo? Due sono le cose che si leggono in quelle scarne righe che ne fanno un testo importantissimo che si accodano ad altre. Primo: il documento coevo e non ha subito manipolazioni successive in quanto serviva solo per annotare fasi tecniche dellimpiego degli obici del 337th US Field Artillery. Per questo siamo stati in grado non solo di stabilire con assoluta esattezza lora dellinizio dei due cannoneggiamenti su San Miniato, ricordati anche dai testimoni, le coordinate di tiro e il numero dei proiettili sparati. Secondo: leggendo lannotazione del 23 luglio si pu comprendere come essa sia chiara nella sua esposizione seppure sintetica. Si legge, infatti, che i partigiani samminiatesi dicono agli americani che qualcuno, ieri, ha sparato nella zona di San Miniato e ha colpito una chiesa. Ora, anche se non fossimo a conoscenza che a sparare furono gli obici statunitensi, salta agli occhi che, se i partigiani avessero saputo che a colpire erano stati i mortai o gli obici tedeschi, la cosa sarebbe stata riportata in maniera chiara agli americani i quali non si sarebbero certo perduta loccasione di annotare un altro crimine tedesco nei loro documenti. Lannotazione prosegue con I feriti sono stati trasportati allospedale non ci sparate sopra. Altra palese ammissione che gli americani furono da subito consci di aver preso la chiesa. Infatti, in questo passo come se avessero scritto abbiamo fatto una fesseria ieri, badiamo di non ripeterla con lospedale.Ma, anche senza il documento americano che pubblicammo con Lastraioli ne La Prova, da anni ci battevamo per avere un confronto pubblico con i detrattori della granata americana, tra cui anche insigni storici, confronto mai avvenuto. I detrattori, i quali ammettevano le due assurde possibilit della mina posta in duomo dai tedeschi per rappresaglia o della granata sparata da un mortaio tedesco piazzato oltre lArno, dovevano rispondere alle nostre poche ma semplici domande ma senza fare voli pindarici sulle massime frequenze, ch siamo tutti daccordo che in Toscana i tedeschi fecero una guerra di stragi per i motivi pi diversi ma solo per capire che San Miniato non fa parte di quella stagione di assassini fatta dagli uomini di Kesselring. 1) Ipotesi della mina. Nessuno ci ha mai spiegato come perch, dalle foto del famoso Barzacchi, non risulti il fornello, cio quella buca che unesplosione provoca nel terreno se un oggetto esplosivo posato a terra. Perch, dentro una cassapanca o altrove, a terra doveva trovarsi la arcinota mina visto che non plausibile (lavrebbero vista in centinaia) che fosse legata a una colonna. 2) Ipotesi della rappresaglia. Nessuno ci ha spiegato, nemmeno tra gli esperti di stragi perch i tedeschi avrebbero scelto questo unico modo di fare rappresaglia, visto che in NESSUN ALTRO CASO in Italia essi hanno rinchiuso le persone in un edificio sacro uccidendone solo una minima parte con una mina e/o proietto. Le zone sacre sono state spesso oggetto di stragi. Ad Oradour-sur-Glane, gli uomini della 2. SS Panzer-Grenadier- Division Das Reich riunirono donne e bambini nella chiesa, ammazzandoli in massa dandogli fuoco. Su Monte Sole di Marzabotto, a San Martino i civili, donne vecchi e bambini, furono ammassati nel cimitero e uccisi a colpi di mitragliatrice mentre nelloratorio di Cerpiano furono ammazzati con i mitra e con le bombe a mano. A SantAnna di Stazzema le SS della 16. Panzer-Grenadier-Division Reichsfhrer ammassarono donne, vecchi e bambini sul sagrato della chiesa assassinandoli con una MG 42 e bruciandone i corpi. I superstiti si contarono sulle dita di una sola mano. Perch a San Miniato si sarebbe pensato a punire solo i civili che si trovavano in un determinato punto della chiesa visto che non sono mai state trovate mine in altra zona delledificio? Perch, alla fuga in massa dopo lo scoppio, i tedeschi non aprirono il fuoco con i mitra uccidendo chi usciva dalla chiesa, come avvenuto su chi tentava di scappare dagli edifici in fiamme di Monte Sole, SantAnna di Stazzema e altre localit sedi di stragi? Perch i tedeschi avrebbero dovuto fare una rappresaglia di quelle proporzioni? 3) Perch, allora, i tedeschi rinchiusero i civili in due chiese? Come ho ribadito in altri casi, purtroppo in Italia la storia militare diventa storia politica e poco importa ai diversi interlocutori che ne professano anche linsegnamento ad alti livelli, di conoscere veramente le tecniche e le modalit di un esercito in campagna. A San Miniato, il 16 e lo stesso 22 luglio, erano stati emessi ben due ordini di sfollamento che, o che non fossero stati adeguatamente conosciuti o per negligenza, non vennero obbediti dalla gran parte della popolazione che prefer, non avendo nessuna cognizione dei fatti che sarebbero potuti accadere, rimanere in citt nascondendosi. Sappiamo che la forza del reparto tedesco che presidiava San Miniato era di circa 40 soldati comandati da un tenente. Con questi uomini, egli doveva fronteggiare parti di due reggimenti di fanteria americani della 88th Infantry Division, minare le case della citt ritenute indispensabili a bloccare la marcia avversaria e tenere a bada la popolazione che poteva anche provocare guai se si fosse accorta del piano di distruzioni. Se non poteva influire che in parte sulle due prime cose, poteva farlo sulla terza concentrando i civili in pochi edifici dove potevano essere pi facilmente
2 of 6

11/21/2012 11:06 AM

Claudio Biscarini: San Miniato, 22 luglio 1944 | Della Storia d'Empoli

http://www.dellastoriadempoli.it/?p=11723

controllati da pochi uomini. 4) Ipotesi del mortaio tedesco. La Commissione Giannattasio gi escluse la mina in duomo, ipotesi invece cara soprattutto ad alcuni studiosi odierni ma che non hanno mai saputo portare prove valide a suffragarla. La Commissione ripieg sulla granata da mortaio sparata da oltre Arno dai granatieri germanici. Ma non spieg alcune cose basilari. Che tipo di mortaio ( si disse genericamente di medio calibro), come avrebbe effettuato il tiro e, soprattutto, perch mai lartiglieria o i mortai tedeschi avrebbero dovuto sparare sulla citt a casaccio con la forte probabilit, visto che ancora era in loro mani, di uccidere magari accidentalmente qualcuno dei loro uomini. Diciamo a casaccio, perch centrare da rilevante distanza un obiettivo piccolo come lapertura del rosone della cappella della SS. Annunziata con un mortaio, avrebbe richiesto almeno dei tiri di aggiustamento, la classica forcella, prima di eventualmente fare centro. Tra laltro, i tedeschi usavano mortai di vario calibro come il 5 cm leichter Granatwerfer 36 con gittata massima a 600 metri, il Granatwerfer 42 da 120 mm con gittata massima di 6000 metri oppure armi gi italiane come il 120 mm con gittata massima di 7000 metri e l80-81 mm con gittata di 6000 metri. Tiro arcuato, la gittata con un colpo sparato di oltre Arno, appare ai limiti massimi (con proietto che va dove gli pare e con scarsa forza) per avere la precisione al primo colpo di centrare il rosone e quindi, a nostro parere, inevitabile dire che nessun mortaio tedesco spar mai sul duomo di San Miniato quella mattina del 22 luglio 1944. Ecco, solo queste poche e semplici considerazioni ci hanno portato da sempre, a parte il documento americano, a trovare nella granata americana penetrata per caso in chiesa la spiegazione pi logica. Una spiegazione che a San Miniato in molti gi sapevano da quel 22 luglio di 68 anni fa. Allora, perch in tutti questi anni le Amministrazioni comunali per prime non lhanno accettata, trincerandosi dietro la credenza popolare (di parte della popolazione semmai)? Possiamo capire che negli anni passati, in mancanza di prove documentali certe, anche in tempi, per la sinistra italiana di forte antiamericanismo, si sia continuato a credere alla versione di (parte) della popolazione. Ma che al momento dellarrivo di documenti si sia continuato su questa strada, senza onestamente ammettere che, anche se per anni si era data una versione che errata, con lapertura degli archivi si era pronti a fare unanalisi seria, ci appare sconcertante. Si creduto, invece, che lanalisi dei nuovi documenti e il ribadire lattenzione sulla granata statunitense, e non sulla fredda strage tedesca, fosse un attacco politico allAmministrazione comunale, complici anche alcuni samminiatesi che hanno voluto scientemente fare di questa ricerca solamente storica una battaglia politica. Ma noi da questo ci siamo prontamente ritratti indietro. Noi facciamo storia e non politica e sul piano storico amiamo essere contraddetti, sul merito e non sulla valenza politica di cui francamente ce ne freghiamo alquanto. Si arrivati a dire che be tutto sommato la granata poteva essere anche americana ma, visto che la guerra lavevano scatenata i tedeschi, la colpa andava sicuramente a loro. Come dire che se uno nasce in Sicilia sicuramente mafioso! Chi rilasci a suo tempo tale dichiarazione opinabilissima dimenticava che a fianco di quella Germania ceravamo stati anche noi per tre anni. Anzi, a onor del vero, se Mussolini si fosse tenuto fuori da quella tragedia, nessuna granata americana o bomba avrebbe mai colpito la nostra terra. Quindi, chi causa del suo mal, pianga se stesso semmai. Ma, probabilmente, il nostro avr pensato, in linea con una certa sorpassata storiografia degli anni 60-70 dello scorso secolo, che solo i fascisti e Mussolini erano responsabili e non il popolo italiano. Certo, gli italiani non furono, nella stragrande maggioranza, contenti di quella guerra. Ma la combatterono e per almeno due anni sperarono che, o la solita fortuna e abilit del capoccione o i Panzer dellalleato germanico, risolvessero le cose a favore dello Stellone nazionale. Solo alla fine del 1942 e, soprattutto, nel 1943 le cose cambiarono vistosamente. Ma, attenzione, la Resistenza fu ancora opera di una minoranza, non esigua, ma sempre minoranza era (80.000-100.000 alle fine, secondo altre stime con i partigiani dellultima ora, 200.000 nel 1945 rispetto alla totalit della popolazione, non sono il blocco granitico). Nessuno ormai pronto ad ammettere il monolite del popolo alla macchia caro a Longo. Ci fu unampia zona grigia fino al 1945, dove navigavano la gran parte degli italiani che non vedevano lora che tutto finisse, la cui massima aspirazione era di non morire e di arrivare a sera con qualche cosa nello stomaco. In questa zona grigia, agivano anche i borsaneristi, le segnorine, i delatori, che non furon pochi, anche anonimi e per una volta, magari facevano la spia non per odio politico ma per interesse personale: non lo ha mai saputo nessuno in quanti denunciarono il vicino e, poi, rientrarono silenti nella normalit magari alla fine con un bel fazzoletto colorato al collo e unarma in mano a conquistarsi il loro singolo, personale posto al sole per il futuro. Certo, gli italiani nella gran parte non amavano n fascisti n tedeschi ma in tanti non

3 of 6

11/21/2012 11:06 AM

Claudio Biscarini: San Miniato, 22 luglio 1944 | Della Storia d'Empoli

http://www.dellastoriadempoli.it/?p=11723

amavano nemmeno i partigiani a cui obtorto collo dovevano dare il vitello, la farina, le galline e che con le loro azioni mettevano in pericolo la loro vita, disagiata quanto si vuole, ma sempre preziosa. Basta parlarci coi contadini per saperlo. Altrimenti Contini Bonaccossi come avrebbe fatto a coniare, riguardo alla strage di Civitella della Chiana ma applicabile anche a molte altre stragi compreso Fucecchio, quelle due parole che si rifanno a una memoria divisa? Ma a San Miniato le cose si son visto in altro modo e si voluto ribadire la strage tedesca nonostante tutto e tutti. Addirittura, unica sede comunale che porta una errata corrige sulla facciata, con linaugurazione di una seconda lapide quasi che questa tragedia fosse un romanzo dappendice con due capitoli. Non ci rimane, quindi, che innalzare, in questo 68 anniversario, un pensiero agli unici che pagarono con la vita, quei poveri innocenti che rimasero stritolati nel pi grande e terribile conflitto che la storia umana, fino ad ora e speriamo in eterno, ricordi. Per loro, granata americana o tedesca o mina, fece poca differenza. ____________________
Mi piace Invia Piace a 18 persone. Di' che ti piace prima di tutti i tuoi amici.

Content blocked by BHI Policy


Plug-in sociale di Facebook

Reason:

Articoli correlati
Obice da 105 mm in azione verso Livorno. Estate 1944. Claudio Biscarini: San Miniato, la strage.

This Websense category is filtered: Streaming Media. http://www.facebook.com/plugins


piste

URL:

foto n. 1: un motociclista /send_button_form_shell.php?api_key=5330194133924 tedesco a

99&locale=it_IT&sdk=joey&offsetX=73&nodeRef=belowpost&nodeURL=http://www.della Michelangelo,
La Presa di Saminiato, in perigliosa trasferta Claudio Biscarini: La lunga notte del 43 ebbe un protagonista empolese? Una piastrina militare dalla Russia Messaggio da Barcellona Claudio Claudio fonte Biscarini: Storia Biscarini: Piste Bundesarchiv militare, troppi ne parlano, pochi la conoscono.

Commenti
Nessun commento. contatto mail:
dellastoriadempoli@gmail.com

Connettiti
Nome utente: Password:

4 of 6

11/21/2012 11:06 AM

Claudio Biscarini: San Miniato, 22 luglio 1944 | Della Storia d'Empoli

http://www.dellastoriadempoli.it/?p=11723

Ricordami

Registrati Hai perso la parola chiave ? Ultimi-articoli Tuttigliarticoli Eventi

Cerca nel sito


Cerca:

Iscriviti alla Newsletter


Nome E-mail

Della Storia d'Empoli su


Facebook Mi piace Della Storia d'Empoli piace a 2,012 persone.

Angela

Monica

Roberto

Riccardo

Articoli recenti
La Presa di Saminiato, in perigliosa trasferta novembre 19, 2012 By paolopianigiani Il Proposto novembre 19, 2012 By paolopianigiani Alluvione ad Empoli 31 ottobre 1992 di Andrea Giglioli novembre 19, 2012 By admin Appunti di storia lucchese per Empoli novembre 19, 2012 By admin Giampiero e la sua compagnia (manca Beppino Fabiani): Io e la mia ombra

5 of 6

11/21/2012 11:06 AM

Claudio Biscarini: San Miniato, 22 luglio 1944 | Della Storia d'Empoli

http://www.dellastoriadempoli.it/?p=11723

novembre 18, 2012 By paolopianigiani

Cronologia Articoli
<<

2012
gen
(63 posts)

>>

feb
(103 posts)

mar
(100 posts)

apr
(90 posts)

mag
(89 posts)

giu
(87 posts)

lug
(91 posts)

ago
(66 posts)

set
(74 posts)

ott
(69 posts)

nov
(67 posts)

dic
(0 posts)

Partners
Partners bannervs2 Tutti i diritti sono riservati All copyrights reserved

6 of 6

11/21/2012 11:06 AM