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Riassunto Teoria e Istituzioni Monetarie A 2011/2012 Sara Lurati

RIASSUNTO TEORIA E ISTITUZIONI MONETARIE A


PROFESSOR ALVARO CENCINI ANNO ACCADEMICO 2011/2012 SARA LURATI

Riassunto Teoria e Istituzioni Monetarie A 2011/2012 Sara Lurati

CAPITOLO 1 LA MONETA-FLUSSO E LA MONETA-STOCK


1.1 La moneta e il credito bancario
Cerchiamo di capire in quale senso la moneta possa venire considerata un attivo e quale relazione intercorre tra moneta e beni reali. Il deposito bancario considerato come la forma monetaria o bancaria dei beni reali depositati allattivo delle banche sotto forma di titoli finanziari. Le banche emetterebbero quindi crediti (attivi monetari) di cui questi beni reali (attivi reali (finanziari)) sono loggetto, a favore di coloro che li depositano. ! Le banche trasformano gli attivi reali in attivi monetari. Creare moneta significa monetizzare leconomia; cio si parla di acquisti, vendite e prezzi, la cui determinazione il risultato e non il presupposto di tale processo, la creazione di moneta non pu dunque avvenire dallo scambio di attivi finanziari con attivi monetari. Sayers: sulla base dei depositi reali dei loro clienti (registrati allattivo) le banche creerebbero attivi monetari equivalenti (registrati al passivo), cio unoperazione di scambio tra attivi reali e monetari di ugual valore. Tuttavia questa ipotesi non credibile: si tratterebbe della creazione dal nulla di attivi netti da parte delle banche. Unulteriore formulazione afferma che la moneta rappresenta il certificato di deposito (ne testimonia il proprietario) dei beni reali (beni che depositati i clienti in banca) registrati allattivo delle banche. (vedi
bilancio banca)

Anche questa idea non soddisfa, poich gli attivi reali depositati in banca sono titoli finanziari che esistono solo se il loro valore espresso monetariamente. Allora, la moneta non n la contropartita di beni reali depositati allattivo, n il certificato del loro deposito. Dagli autori classici (Smith, Ricardo e Marx) si evince che la moneta la forma attribuita ai beni reali. Attraverso lemissione, le banche trasformano in attivi monetari gli attivi finanziari corrispondenti ai beni reali. Non c creazione di nuovo valore, la moneta non si aggiunge ai beni reali, ma vi si sostituisce e ne diventa la nuova forma-valore. La creazione monetaria e il credito bancario Una banca accorda crediti sulla base dei depositi monetari di cui dispone, comportandosi da intermediario finanziario. La moneta, intesa come deposito bancario, ha come oggetto i beni reali depositati allattivo delle banche; tuttavia, lemissione monetaria precede logicamente ogni operazione di credito, proprio perch essa presuppone lesistenza di depositi bancari, di cui i titoli finanziari costituiscono il contenuto reale. Schmitt: lemissione monetaria va distinta da tutte le operazioni di credito. Dire che le banche creano moneta, ossia che creano i depositi bancari, significa dire che le banche monetizzano i beni reali depositati al loro attivo sotto forma di titoli finanziari. Come avviene la monetizzazione? Introduciamo la distinzione tra flussi e stock. La moneta un flusso che, partendo dalla banca, vi fa immediatamente ritorno (nel caso della moneta non possibile definire un circuito che non sia quello descritto dalla circolazione monetaria, la moneta stessa che nel suo flusso istantaneo da e verso la banca lo definisce). Riproduciamo questo flusso: A acquista da C mediante lintermediazione di una banca B, la quale addebita A e accredita C. Nella sua circolazione istantanea la moneta funge da semplice mezzo di pagamento (moneta-flusso), mentre, come deposito bancario ne loggetto stesso del pagamento (moneta-stock). 2

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Qual il contenuto reale del pagamento? La creazione di monetaria la monetizzazione degli attivi finanziari depositati allattivo della banca. Quindi, il contenuto reale del deposito bancario di cui C titolare costituito dai beni reali rappresentati dai titoli finanziari depositati da A. Problema: la banca a creare questo contenuto reale? Nella sua intermediazione monetaria la banca non pu creare credito (o reddito), bens svolgere contemporaneamente unintermediazione finanziaria e unintermediazione monetaria. La banca non pu creare prestare ad A il reddito necessario a finanziare il pagamento di C, ma pu prestargli un reddito che le stessa riceve da C. Nel momento stesso che C viene pagato, egli deposita in banca la moneta che gli viene accreditata, diventando titolare di un deposito bancario equivalente. Dunque il pagamento di C porta alla creazione di un deposito bancario positivo per C e di uno negativo per A. Quando la banca effettua un pagamento nella sua funzione creatrice, si limita ad attribuire forma monetaria alla transazione. Il contenuto reale del pagamento non creato dalle banche, ma deriva dalla produzione. Alle banche spetta il compito di monetizzare la produzione, la creazione riguarda la forma monetaria ed unoperazione gratuita, mentre la produzione trova la sua espressione numerica associandosi alla creazione monetaria. Tale monetizzazione della produzione ha come risultato un reddito positivo, un attivo monetario che un attivo reale abbinato alla forma monetaria, che Schmitt chiama il prodotto-nella-moneta.

1.2 La moneta come forma numerica e la moneta-flusso


Lunico risultato possibile della creazione monetaria zero, qualora venisse chiesto alle banche di fornire moneta alleconomia senza che lemissione monetaria si identifichi con la monetizzazione della produzione. Ci che le banche possono creare sono grandezze numeriche (a-dimensionali) positive e al tempo stesso negative. La contabilit permette di identificare la moneta bancaria come un attivopassivo, una forma puramente numerica priva di qualsiasi valore intrinseco. Lemissione monetaria dunque la registrazione contabile di un credito e un debito equivalenti: un attivo-passivo. Com possibile che la moneta venga contabilmente emessa? La creazione di moneta a favore di un cliente A consiste nellemissione di uno spontaneo riconoscimento di debito che rende la banca debitrice di A, a questo corrisponde un credito equivalente, poich A si indebita con la banca dalla quale riceve in prestito la somma creata. Loperazione non nulla, poich le cause che portano alla registrazione del credito e del debito di A sono distinte: - il credito di A nasce dalla creazione di moneta da parte della banca (il suo riconoscersi spontaneamente debitrice di A) - il debito di A risale allobbligo sottoscritto da A di restituire la moneta prestatagli dalla banca. E vero che il risultato quantitativo dellemissione zero, ma non per questo priva di significato. Come viene definito loggetto della duplice registrazione contabile del debito e del credito di A (e della banca)? Esso deve essere identico, sia per A che per la banca, poich se si sostenesse che reale loggetto del debito e monetario loggetto del credito, lemissione corrisponderebbe a un raddoppio della ricchezza totale (attivo reale + attivo monetario). La moneta come forma numerica Vista limpossibilit delle banche di creare attivo monetario dal nulla e vista la necessit di spiegare lorigine della moneta senza ricorrere al reddito, nasce lidea che la moneta sia ununit di misura puramente numerica, n un attivo netto n un passivo, ma attivo-passivo la cui funzione contare i prodotti e non definirne il controvalore. Gi i classici distinguevano tra moneta nominale (reddito) e reale (moneta in s e per s, destinata a identificarsi con il suo contenuto reale, i prodotti, e a trasformarsi cos in reddito). 3

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La moneta va dunque vista, in primis, come numerario, come unit di misura necessaria a contare i beni e i servizi prodotti dalleconomia reale, serve solo a misurare e veicolare un reddito la cui formazione legata allattivit lavorativa delluomo. Compito delle banche quello di fornire questa unit di conto attraverso lemissione e il prestito del proprio riconoscimento di debito. Smith: lemissione di moneta non va confusa con la creazione di reddito. La monetizzazione della produzione richiede lintervento delle banche come intermediarie monetarie, poich la moneta emessa si identifica in uno spontaneo riconoscimento di debito. Loperazione di monetizzazione un processo circolare e istantaneo, che lascia traccia in una registrazione contabile che definisce il valore del prodotto. Oggi la massa monetaria per lo pi costituita da moneta scritturale, tesorizzazione e velocit di circolazione sono ormai concetti archeologici. Non possibile tesorizzare moneta, come invece metalli preziosi e banconote, poich queste ultime non sono moneta ma titoli al portatore. Siccome tutta di origine bancaria e di natura immateriale, la moneta non pu che trovarsi allinterno del sistema bancario, al di fuori del quale non esiste; essa pu solo abbandonarlo e ritornarvi seduta stante, in un movimento che definisce un circuito monetario. La moneta-flusso Schmitt osserva come la moneta definisca un credito personale tra banca e beneficiario dellemissione. Anche la moneta, come ogni credito personale, un credito (debito) il cui oggetto reale. Qual loggetto della moneta creata dalla banca a favore di A? La moneta definisce un credito reale del beneficiario dellemissione monetaria (A) nei confronti della banca, loggetto di tale credito un flusso e non un o stock (tesorizzazione, equivale a identificarla come attivo-netto): la sua circolazione necessariamente istantanea, si crea nel momento in cui il pagamento effettuato ed subito distrutta lasciando il posto a un deposito bancario che non ha come oggetto una somma di unit di moneta! La prestazione che la banca promette ad A e che rappresenta loggetto reale della moneta creata un pagamento: A ottiene cio il diritto a che la banca esegua un pagamento per suo conto a favore di una persona terza, cio le banche creano solo un mezzo di pagamento numerico e non loggetto del pagamento stesso. Loperazione concreta che corrisponde a questa promessa lapertura di una linea di credito: la banca si impegna a eseguire un pagamento a C per conto di A, cio a contrarre con A un debito di 100 (passivo della banca) e contemporaneamente A accetta di divenire debitore della banca (attivo della banca) per lo stesso ammontare, non c ancora stata creazione monetaria. Quando la linea di credito verr attivata, la banca effettuer il pagamento e la moneta verr creata. Quando il pagamento avviene, A perde il suo credito. A seguito del pagamento la moneta subito distrutta. La moneta-flusso presente solo nel pagamenti ed creata e distrutta dalla banca che lo effettua. Il risultato del pagamento (creazione e distruzione istantanea di moneta) non equivale a uno stock di moneta, ma a una moneta-stock, un deposito bancario il cui oggetto non creato dalla banca, che funge solo da intermediario tra gli agenti economici.

1.3 Dalla moneta-flusso alla moneta-reddito


Pur non essendo dotata di valore intrinseco al momento dellemissione, la moneta ne acquisisce subito uno derivandolo dal suo abbinamento alla produzione; infatti, essa pu servire da mezzo di pagamento solo in quanto investita di un potere dacquisto positivo.

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Intermediazione monetaria e intermediazione finanziaria Per svolgere la funzione di contenitore numerico delle merci, la moneta deve essere integrata ai prodotti. Lemissione monetaria deve essere assimilata a un pagamento che consenta la trasformazione della moneta nominale in moneta reale. Tale pagamento, lunico che non riguardi lacquisto di un prodotto e che dunque non richieda la presenza di un reddito, consiste nella remunerazione del lavoro che permette dunque di trasformare la moneta (nominale) in reddito (moneta reale). (!distinzione tra lavoro e prodotto, il lavoro crea il prodotto, il pagamento dei salari non si identifica n con lacquisto del prodotto n con lacquisto del lavoro!). La banca paga i salari ai lavoratori per conto dellazienda. I lavoratori ottengono un deposito bancario senza per questo doversi indebitare e lazienda in cambio del suo indebitamento non ottiene nessun deposito monetario. Il pagamento dei salari definisce la nascita di un reddito di cui beneficiano i lavoratori e che ha forma di deposito bancario. Dallincontro tra moneta e prodotto che avviene nei salari deriva la loro unione in un oggetto unico: il reddito. Quando si associano moneta e prodotto, si attribuiscono contemporaneamente contenuto reale alla moneta e forma monetaria al prodotto (la moneta misura la merce e la merce definisce il contenuto reale della moneta). Essenziale la distinzione tra moneta (nominale) e valore della moneta (moneta reale). La moneta nominale (involucro numerico senza valore) si trasforma, una volta emessa, in moneta reale. Quindi i lavoratori non ottengono un semplice deposito in moneta nominale, ma un diritto di prelievo sulla produzione corrente, un potere dacquisto che definisce il valore da loro stessi prodotto. Smith: il reddito (nazionale) non va aggiunto al prodotto (nazionale), perch laspetto monetario e laspetto fisico sono due facce della stessa medaglia (il detentore finale del prodotto il titolare del reddito). Il reddito la definizione del prodotto e il detentore del prodotto il titolare del reddito. Lazienda indebitata con la banca per un ammontare pari a quello del reddito generato dalla produzione, con la vendita far fronte ai suoi impegni. Le merci, prima della vendita, definiscono il contenuto della moneta reale (reddito) depositata dal sistema bancario. I lavoratori hanno un credito presso la banca, cio il reddito effettivamente depositato in banca ed essi lo detengono solo sotto forma di certificato di deposito. Il reddito nasce come deposito bancario e viene dunque prestato allimpresa per il finanziamento della produzione corrente. Quindi la banca interviene sia per monetizzare la produzione sia per trasferire, dai lavoratori allazienda, il reddito che la definisce. Allintermediazione monetaria si aggiunge lintermediazione finanziaria per cui loggetto finale del debito dellazienda risulta essere una somma di moneta reale (il reddito prestatole dai lavoratori) equivalente a quella guadagnata dai titolari del deposito bancario. La copertura dei costi di produzione si riduce al pagamento dei salari, perch, rispetto a macchinari e materie prime, il lavoro umano non una merce. Il lavoro lunico vero fattore di produzione poich la sua remunerazione crea nuovo reddito. Il finanziamento della produzione avviene tramite le banche, ma non da esse originato, fanno solo da intermediarie tra debitore e creditore. Il reddito nato dalla produzione subito depositato e prestato alle aziende, i costi delle quali sono coperti dal credito loro accordato dai lavoratori (Keynes), la spesa finale del reddito ne comporta la distruzione. Moneta veicolare e prodotto reale Se consideriamo il processo economico dal punto di vista monetario constatiamo tre fasi: creazione, trasferimento e distruzione di reddito; le quali implicano la presenza della moneta, sia come forma numerica, sia come strumento o veicolo della circolazione. Gi Smith aveva intuito la natura veicolare della moneta attribuendole il compito di assicurare la circolazione delle merci tra i diversi agenti economici. 5

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1) Creazione del reddito (pagamento dei salari): come gi visto il pagamento dei salari avviene attraverso una creazione-distruzione di moneta sullazienda e sul lavoratore che, proprio in quanto moneta-flusso, pu essere rappresentata da un movimento circolatorio da e verso la banca (vedi ultima figura). I lavoratori vengono pagati dalla banca per conto dellazienda, depositano la moneta di vengono accreditati e diventano i titolari di un deposito bancario positivo. La moneta-flusso trasferisce ai lavoratori, sotto forma di deposito bancario, le merci prodotte da loro (vedi figura). La relazione tribolare tra B, L e A che si crea al momento del pagamento dei salari rende i lavoratori proprietari della loro produzione. La moneta bancaria non ha alcun valore intrinseco e si limita a veicolare i prodotti a cui viene associata, inoltre la sua duplice natura (attiva e passiva) le impedisce qualsiasi movimento che non sia circolare. 2) Trasferimento (reversibile) di reddito: si tratta di garantire il trasferimento di redito da colui che lo ha risparmiato a colui che lo richiede in prestito. I lavoratori, tramite la banca, trasferiscono al cliente una parte del reddito guadagnato in precedenza, ottenendone in cambio un titolo finanziario. La moneta agisce da veicolo numerico (come nel pagamento dei salari), trasportando il prodotto monetario da L a C(vedi figura), che diventa il nuovo proprietario del deposito (che prima era in banca a nome di L), quindi i lavoratori hanno scambiato il diritto di prelievo sul prodotto corrente contro la promessa di pagamento di un prodotto futuro. Il prodotto depositato in azienda appartiene ora a C sotto forma di moneta (vedi figura). 3) Distruzione di reddito: lacquisto finale del prodotto avviene addebitando i detentori di reddito e accreditando lazienda. Siccome il reddito si identifica con il prodotto, anche questa operazione costituisce uno scambio assoluto. Qui, a differenza del pagamento dei salari che da vita al reddito, il prodotto si libera del suo involucro monetario e torna ad essere un semplice oggetto fisico. Anche qui la moneta svolge la sua funzione veicolare, definendo un movimento circolare che ha la banca come punto di partenza e di arrivo. La banca fornisce ai titolari finali di reddito (qui L e C) la moneta-flusso necessaria al trasferimento del loro deposito allazienda (vedi figura). Lacquisto finale del prodotto provoca la distruzione del reddito tramite la dissociazione della forma monetaria e del suo contenuto reale (al contrario che nel pagamento dei salari in cui moneta e prodotto si assimilavano dando origine al reddito). Dal punto di vista economico, il consumo corrisponde alla distribuzione del reddito e deve essere distinto dal consumo fisico. ! Riassumendo: tutte le operazioni avvengono mediante lintervento della moneta veicolare. Il suo flusso-riflusso (creazione-distruzione) lascia come traccia scritture contabili (che si annullano luna con laltra, a riprova del fatto che la spesa finale comporta la distruzione definitiva del reddito creato dalla monetizzazione della produzione). Laspetto veicolare e laspetto finanziario sono due facce di ogni operazione monetaria. Le banche sono cosi tenute a svolgere una duplice funzione: - fornire alleconomia il veicolo numerico necessario alla monetizzazione e alla circolazione del prodotto corrente ! le banche creano moneta veicolare. - favorire, attraverso il prestito del reddito depositato, un poi rapido consumo (economico) dello stesso prodotto ! le banche trasferiscono reddito.

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CAPITOLO 2 MONETA E BANCHE


2.1 Emissione monetaria e sistema bancario
Moneta e banche secondarie Come gi intuito da Ricardo, lemissione di moneta strettamente connessa con la produzione (regole necessarie), se cos non fosse, le banche potrebbero arricchirsi indebitamente con il signoraggio (derivante dalla differenza tra valore facciale della moneta emessa e il suo costo di produzione), sottraendo potere dacquisto ai legittimi titolari di reddito. La moneta il riconoscimento di debito spontaneamente emesso da ogni banca incaricata di effettuare i pagamenti per conto dei propri clienti, ed suddivisa in tante specie quante sono le banche secondarie. Quindi ogni banca emette una promessa di pagamento diversa da quella emessa dalle altre banche. Il problema che cos le monete sono eterogenee, per arrivare ad uno spazio monetario omogeneo le banche sono riuscite a trasformare i rispettivi riconoscimenti di debito in elementi costitutivi di un unico insieme chiamato moneta nazionale. La soluzione stata quella di assicurare la trasformazione delle monete secondarie in moneta legale attraverso lintervento della banca centrale, garantendo la circolazione con il mezzo meno caro (Ricardo). Moneta e banche centrali La banca centrale rende possibile lo svolgimento della compensazione (clearing) interbancaria e operando come centrale di clearing, essa trasforma monete eterogenee in elementi indifferenziati di un insieme detto moneta nazionale. Lemissione di moneta da parte della banca centrale, sia essa scritturale o cartacea e metallica, non accresce la ricchezza del paese; si tratta di unoperazione gratuita che si differenzia dalla creazione del reddito, che richiede lassociazione della moneta veicolare alla produzione. Ci che accresce la ricchezza infatti il suo contenuto reale, il prodotto che chiamata a misurare e a veicolare. La banca centrale svolge anchessa la duplice intermediazione monetaria e finanziaria, nel primo caso si ha la compensazione interbancaria.

2.2 Intermediazione monetaria e sistema bancario


Lintermediazione monetaria della banca centrale: lesempio della compensazione interbancaria Def: intervento della BC volto a omogeneizzare le monete secondarie. In assenza di banca centrale, la moneta emessa da BS1 non avrebbe nulla in comune con quella emessa da BS2, rendendo impossibile lesistenza di un sistema monetario nazionale. Siccome la moneta creata da BS1 definisce il suo spontaneo riconoscimento di debito, il suo deposito presso BS2 stabilisce un rapporto dindebitamento tra i due istituti (idem per i crediti). La banca centrale fornisce alle altre banche il denominatore comune tra le loro rispettive promesse di pagamento, trasmettendo la sua omogeneit alle varie monete di origine secondaria: vengono trasformate in moneta centrale. Come avviene? La BC fornisce a BS1 e BS2 la MC per effettuare la compensazione tra i loro reciproci riconoscimenti di debito. BS1 cessa di essere debitrice di BS2, per poi diventarlo della BC che a sua volta si riconosce debitrice di BS2 per un importo equivalente di MC. La compensazione interbancaria si completa quando la BC si fa carico dellindebitamento di BS2 nei confronti di BS1. Le monete secondarie lasciano il posto alla MC. Al termine delloperazione di compensazione, la moneta centrale viene distrutta, per essere nuovamente ricreata ogni volta che sia necessaria una nuova intermediazione. 7

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! Quando interviene come garante della compensazione interbancaria, la BC svolge una funzione di intermediazione interbancaria. La BC stabilisce un rapporto di scambio assoluto tra le monete secondarie e quella centrale. La MC svolge la funzione di catalizzatore (trasforma MS1 in MS2 tramite MC). Un altro esempio dintermediazione monetaria: lemissione di banconote Emettendo banconote, la BC, che ne ha il monopolio, si limita a fornire alleconomia un involucro o, un mezzo circolatorio il cui valore non si aggiunge a quello della produzione nazionale (Smith), mette a disposizione una forma che deve essere associata alla produzione per avere un contenuto. Esempio: i detentori di x unit di reddito sotto forma di depositi bancari possono decidere di trasformarli in banconote, obbligando la loro banca a chiedere alla BC banconote per lequivalente del riconoscimento di debito da lei emesso (nei confronti dei suoi clienti), che cos dispongono dello stesso potere dacquisto di prima. Per quanto riguarda il reddito, creditori e debitori rimangono gli stessi, cosi come rimane invariata la loro relazione contabile, ci che cambia la relazione tra BS e BC: la banca secondaria ora deve alla BC quello che prima doveva ai clienti, la BC a essere debitrice di questi ultimi in quanto detentori di banconote (ossia di titoli sulla MC, che il riconoscimento di debito spontaneamente emesso dalla BC). Il reciproco indebitamento della BS e della BC indicano la perfetta sostituibilit della moneta emessa dal sistema bancario. In altre parole, la mediazione della BC consente di cambiare la forma dei titoli ai depositi bancari, trasformando la relazione iniziale tra C creditori e BS in una relazione tra C creditori e BC. Quello che cambia non il reddito, la cui origine non mai direttamente bancaria, ma il tipo di titolo scelto dai detentori di reddito per conservare il loro diritto a disporne. La funzione della moneta emessa dalla BC di fornire alleconomia una forma alternativa al certificato di deposito bancario e non sostituirsi ad esso. Quindi, se lattivit del settore reale fornisce il contenuto (o loggetto) del deposito, lattivit di emissione fornisce la forma monetaria che consente di attribuire al prodotto lespressione numerica che pu garantirne lomogeneit.

2.3 Intermediazione finanziaria e sistema bancario


Lintermediazione finanziaria effettuata dalle banche secondarie La moneta, emessa nellistante del pagamento dei salari, immediatamente trasformata in reddito e depositata a nome dei suoi titolari iniziali. Siccome il deposito bancario, la moneta non abbandona mai la sua banca dorigine. La moneta flusso descrive cos un circuito il cui risultato liscrizione di due depositi: uno positivo per i L e uno negativo per le A. Dopo aver operato come intermediarie monetarie tra A e L, le banche svolgono ora unintermediazione finanziaria (trasferimento di reddito): prestano alle A quanto depositato da L. ! il reddito risparmiato da L viene investito da A, per coprire i costi di produzione. Tale investimento iniziale di reddito non porta alla sua distruzione, ma alla sua trasformazione in capitale. La prima intermediazione finanziaria delle banche secondarie ha luogo fin dal momento di formazione del reddito (pagamento dei salari) e ha come conseguenza la nascita del capitale-tempo (Schmitt), altre intermediazioni finanziarie possono avere luogo prima che il reddito sia definitivamente distrutto con la sua spesa finale. Questi trasferimenti, reversibili o meno (acquisto di obbligazioni o pagamento di imposte), mantengono intatto il reddito iniziale, modificandone solo la ripartizione. Le banche, nella loro duplice funzione dintermediarie finanziarie e monetarie, accordano crediti alla produzione e crediti ordinari (prestiti dei depositi). Queste due forme di credito sono antinomiche. I crediti accordati ad A attraverso lassociazione di moneta e prodotto portano alla formazione di nuovi depositi e quindi al loro prestito. In definitiva, nessun pagamento effettivo avviene senza la presenza simultanea di un reddito e della moneta necessaria per veicolarlo. 8

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Ogni BS ha la facolt di emettere moneta per veicolare i pagamenti dei suoi clienti, tuttavia ci sono dei regolamenti onde evitare che le banche accordino prestiti maggiori delle somme depositate. Il sistema di compensazione impedisce pure alla BC di agire come prestatore di ultima istanza (lender of last resort); Lintermediazione finanziaria effettuata dalle banche centrali Nelle transazioni interbancarie (regolamento dei saldi) viene usata come mezzo di pagamento la MC che perfettamente omogenea, e non la MS, poich altrimenti loperazione sarebbe fallimentare. Il problema di sapere se, sostituendosi alle MS, la MC pu garantire il pagamento definitivo dei saldi interbancari (lender of last resort). Si pensa che la BC possa intervenire fornendo alle BS lammontare di banconote o di depositi necessario a coprire leccesso di credito accordato ai privati (rispetto ai depositi che il pubblico detiene) ricevendo in cambio una somma equivalente dei loro attivi. Tuttavia, i crediti accordati dalle banche nel loro insieme sono necessariamente depositati in questo stesso insieme e un eventuale squilibrio pu riguardare solo una parte degli istituti bancari nei confronti dellaltra. Lidea che la BC possa accordare crediti di ultima istanza sembra essere connaturata alla sua funzione di centrale di clearing e di supervisore del sistema finanziario. Il concetto di credito di ultima istanza (CUI) suggerisce lidea che la BC possa concedere prestiti, pur non disponendo di alcun reddito, attuale o anticipato. Essa sarebbe quindi chiamata con una semplice emissione monetaria a rifornire il sistema bancario degli attivi necessari alla copertura di disavanzi di natura interbancaria (clearing) o congiunturale (deficit finanziari ecc.). Lindebitamento interbancario richiede lintervento della banca centrale come puro intermediario Riprendiamo lanalisi svolta in precedenza ed esaminiamo lindebitamento di BS1 nei confronti di BS2, lintervento della BC e lo svolgimento di tutta loperazione. In una prima fase, BS1 accorda crediti per un ammontare pari a x unit di cui y vengono depositate presso BS2: BS1 indebitata per y nei confronti di BS2. Ora la BC interviene agendo da intermediario tra le due BS: il debito di BS1 preso a carico dalla BC che diventa allo stesso tempo creditrice di BS1 e debitrice di BS2 per un ammontare di MC equivalente a y di MS1. BS2 ha al suo attivo y unit di MC, mentre debitrice di y unit di MS2 nei confronti del deposito costituito a seguito dei crediti inizialmente accordati da BS1. La MC, che non frutta interesse, viene subito restituita da BC2 alla BC che, facendo risalire loperazione a BS1, distrugge lintero ammontare della MC utilizzata come strumento di compensazione. Nello stesso istante in cui pagata dalla BC, la BS2 spende il suo deposito per acquistare titoli presso BS1 (direttamente o attraverso un conto di clearing) (vedi figura). La compensazione interbancaria, da un punto di vista monetario, richiede lintervento della BC che definisce un circuito perfetto di MC. Lintermediazione monetaria si risolve quindi con il necessario riflusso della MC al suo punto demissione. Mediante lemissione di moneta veicolare la BC garantisce per il trasferimento di titoli da BS1 a BS2 . Determinante che nessuna posizione debitoria possa essere saldata mediante la creazione di moneta o di credito (la trasformazione di MS1 in MS2 non accresce la massa monetaria). Coerentemente con la natura bancaria della moneta, loggetto di ogni pagamento che trasferito dalla moneta veicolare (il suo contenuto reale): il debito di BS1 compensato da un trasferimento di titoli a favore di BS2 operato mediante lintervento circolare della moneta emessa dalla BC. Il ruolo dintermediazione della BC in opposizione con lidea che la funzione di prestatore di ultima istanza vada intesa come possibilit di finanziamento di un disavanzo mediante emissione di credito. In definitiva, i saldi delle transazioni interbancarie non sono mai pagati in moneta: la MC con la quale questi pagamenti sono effettuati funge solo da mezzo (immateriale) di pagamento. Lemissione di moneta centrale in cambio degli averi depositati dalle banche secondarie presso la banca centrale unoperazione di pura intermediazione 9

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Lintervento della BC non modifica le disponibilit finanziarie del sistema, si limita ad attribuire nuova forma ai depositi, lasciandone inalterata la quantit globalmente disponibile. Lintervento della BC si riduce a una semplice intermediazione finanziaria tra BS, evitando di finanziare i disavanzi dei suoi istituti con una creazione di moneta, la cui natura inflazionistica sfugge solo a coloro che si ostinano a confondere lemissione monetaria con la creazione del reddito. In definitiva, il sistema bancario, centrale e secondario, strutturato in modo da evitare confusione tra emissione monetaria e intermediazione finanziaria. Le BC sono quindi solo in apparenza dei prestatori di ultima istanza (se lo fossero davvero, opererebbero il signoraggio avendo effetti inflazionistici). Evitando di finanziare i disavanzi delle BS con una creazione monetaria, le BC agiscono nel rispetto della natura della moneta. La copertura dellindebitamento interbancario avviene attraverso il meccanismo della compensazione: ogni banca i cui crediti superano i depositi, deve cedere titoli equivalenti allinsieme delle sue consorelle. La banca centrale come banca (secondaria) del Tesoro pubblico La moneta emessa dalla BC non ha valore: prova ne che il finanziamento dei disavanzi pubblici non avviene pi attraverso la pura emissione monetaria (che genera inflazione). Come affermato da Ricardo, se il governo avesse bisogno di moneta, sarebbe obbligato a procurarsela nel modo legittimo: tassando il popolo, emettendo/vendendo titoli del Tesoro, attraverso prestiti; ma in nessun caso deve farsi prestare denaro da coloro che hanno il potere di creare moneta. La BC, banca dello Stato o del Tesoro pubblico, svolge una funzione di intermediazione nei confronti del Tesoro la cui attivit in parte finanziata mediante la raccolta di fondi sul mercato dei titoli. I buoni del tesoro, sebbene in un primo tempo possano essere acquistati dalla BC, infine sono venduti al pubblico, che trasferisce quindi parte del suo reddito nelle casse dello Stato. Lintervento della BC come primo acquirente deve infatti essere visto come linizio di una transazione che avr termine con la cessione dei titoli statali agli acquirenti finali. In pratica l BC anticipa il reddito che verr effettivamente ceduto dal pubblico; solo qualora la BC non riuscisse a vendere i buoni del Tesoro pur avendoli monetizzati, il finanziamento pubblico equivarrebbe a una creazione monetaria e sarebbe quindi inflazionistico. Nello stesso modo, se la BC si impegnasse ad acquistare titoli che il Tesoro non riesce a vendere, si avrebbe un finanziamento inflazionistico del debito pubblico e, da semplice intermediario tra Stato e titolari di reddito, la BC si trasformerebbe in sovvenzionatore ultimo del settore statale. Lanticipazione di reddito effettuata dalla BC non pu di certo essere assimilata ad un credito definitivo di ultima istanza, il prestito accordato allo stato non proviene da una creazione monetaria, ma prefinanziato da un reddito che ha origine nel sistema produttivo. In realt la BC fa da tramite tra settore pubblico e titolari di reddito e svolge una funzione di intermediazione finanziaria il cui scopo quello di trasferire reddito dagli iniziali detentori dello Stato. Se si sostituisse al pubblico qualche acquirente finale di titoli del Tesoro, la BC non solo cessare di essere un semplice intermediario, ma finanzierebbe lacquisto tramite unemissione monetaria equivalente al signoraggio. Lemissione monetaria destinata alla retribuzione di coloro che forniscono un servizio alla collettivit (funzionari dei servizi statali o produttori di aziende pubbliche). Mediante il pagamento dellattivit produttiva, la moneta (centrale o secondare) viene associata al prodotto ed solo allora che le viene attribuito un potere dacquisto positivo ! lemissione coincide con la monetizzazione della produzione. Per quanto riguarda il lacquisto di titoli Statali, invece, non si attribuisce forma monetaria alle merci prodotte, ma di consentire il trasferimento di un reddito gia formato dai titolari iniziali al Tesoro.

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CAPITOLO 3 VALORE E MONETA


3.1 Dal valore dimensionale al valore come creazione
Gli autori classici (Smith, Ricardo, Marx) avevano identificato nel lavoro il principio fondatore del valore, confrontandosi pi tardi con il problema di esprimere monetariamente il valore-lavoro. Lanalisi classica Smith introduce la distinzione tra: - valore duso: esprime lutilit di un soggetto particolare, possiede caratteristiche fisiche atte a soddisfare un bisogno umano (relazione tra oggetti fisici e uomo), una qualit economica affinch gli oggetti si trasformino in merci. Tuttavia, lutilit non pu essere misurata, dunque subentra: - valore di scambio: esprime il potere di acquistare altri beni che il possesso di quelloggetto comporta, si tratta del valore con cui le merci si presentano sul mercato per essere scambiate. Problema: qual lunit di misura comune che permette di rendere paragonabili i diversi valori duso prodotti? Ricardo: la ricerca di ununit di misura comune si identifica con quella di una merce il cui valore non varia al variare della distribuzione del reddito tra salari e profitti. La quantit di lavoro incorporata nelle merci fa variare il valore stesso delle merci, poich tutte le merci sono prodotte dal lavoro e non hanno valore se non per il lavoro impiegato per produrle. Marx: lunit di misura delle merci deve essere derivata direttamente dallespressione del loro valore. Il lavoro delluomo lelemento che accomuna le diverse merci prodotte. Un valore duso o un bene ha valore solo perch in esso oggettivato, o materializzato, lavoro astrattamente umano. ! La prima concezione del valore-lavoro quindi dimensionale; il valore si identifica con il lavoro incorporato ed considerato come una sostanza economica. Marx passa poi ad una seconda concezione: il valore considerato una semplice relazione tra prodotto e lavoro astratto. Natura del lavoro: il lavoro principio stesso del valore e non pu dunque avere un valore. Esso misura il valore dei prodotti, ma non s stesso (il prodotto misurato e il lavoro misurante). Le merci sono il risultato del lavoro e trovano la loro omogeneit in una misura comune, che appunto il lavoro socialmente necessario alla loro produzione. Lunit di misura, denominatore comune di tutti i beni prodotti, non pu essere una qualit fisica, una merce, altrimenti andrebbe anchessa misurata. Il lavoro il principio creatore del valore, come tale non ne possiede alcuno e deve essere distinto dalla categoria delle merci, cui non appartiene. Marx introduce la distinzione (non due lavori distinti, ma aspetto duplice del lavoro) tra: - lavoro concreto ! creatore di valore duso: produzione fisica, base delle differenze materiali, determina il carattere utile del lavoro influenzandone la produttivit fisica, dipende dal carattere strumentale - lavoro astratto ! creatore di valore di scambio: lavoro sociale indifferenziato e omogeneo, esprime la misura economia delle merci. Permette di attribuire la medesima forma-valore agli oggetti fisici, eterogenei, prodotti dal lavoro concreto. ! La concezione dimensionale del valore viene sostituita da una seconda concezione pi evoluta in cui il valore definito come una relazione di natura sociale: il modo di produzione inteso come insieme dei rapporti sociali di produzione che determina la relazione tra lavoro astratto e prodotto la quale permette di esprimere il valore di scambio. Il valore non una dimensione del prodotto, ma la sua misura in lavoro astratto, sociale. Se il valore fosse dimensionale, il lavoro sarebbe chiamato anchesso a possedere la stessa dimensione che dovrebbe misurare. La relazione tra lavoro e prodotto non esprime il valore di alcuna ipotetica sostanza economica, ma si limita a fornire una misura numerica dei beni e 11

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servizi prodotti. Il fondamento del valore la relazione di equivalenza tra merci prodotte e lavoro socialmente necessario, espressa in termini puramente numerici. Tuttavia, i classici, non abbandonano lidea che il lavoro vada misurato in tempo di lavoro. Idea che si scontra con il problema della riduzione del lavoro complesso a lavoro semplice, affermare che tale riduzione avvenga confrontando il valore delle merci equivale a sostenere che la riduzione implica la conoscenza dei valori, che non possono essere determinati se prima non si ridotto un lavoro allaltro. ! Concludendo, la definizione classica di valore di scambio come relazione tra prodotto e lavoro accettabile solo se si abbandona lidea di misurare il lavoro in ununit dimensionale. Lanalisi neoclassica Nellanalisi neoclassica invece, lutilit o valore duso costituisce lelemento essenziale per la determinazione dei prezzi (relativi) ai quali le merci vengono scambiate. Infatti, in base allutilit che gli agenti economici manifestano le loro preferenze, esercitando quelle forze da cui dipendono i prezzi relativi. Gli agenti economici scambiano le loro merci allo scopo di massimizzare la loro utilit, e il rapporto al quale avverr lo scambio determinato con laggiustamento dei domanda e offerta. La ricerca dellequilibrio quindi fondamentale poich capace di garantire la soddisfazione massima. I prezzi relativi non sono pensati come relazione di ogni singola merce con la sua qualit o dimensione economica, ma come relazione tra merci rese omogenee dal loro reciproco scambio. Lidea di Walras quella di esprimere numericamente i prezzi delle merci mediante la determinazione del loro rapporto di scambio. Quindi i prezzi dequilibrio sono lespressione del rapporto di scambio tra le merci, che si scambiano in base alle preferenze degli individui, espresse in termini di domanda e offerta. ! Dalla relazione tra lavoro e prodotto (classici) si passa alla relazione tra merci (neoclassici) e laccento si sposta dalla produzione (classici) allo scambio (neoclassici). Tuttavia, domanda e offerta sono funzioni di quegli stessi prezzi che dovrebbero determinare. Dunque il ragionamento circolare: domanda e offerta contribuiscono alla determinazione dello scambio e dei prezzi relativi solo se possono esercitare la propria forza prima che le merci siano scambiate, cio durante laggiustamento, tuttavia in questa fase i prezzi relativi non sono ancora conosciuti, dunque impossibile descrivere linterazione tra due forze la cui entit non ancora stabilita. !! Il problema affrontato dai classici e dai neoclassici quello della misura delle merci prodotte. Le soluzioni proposte della teoria del valore-lavoro e dei prezzi relativi non sono tuttavia soddisfacenti.

3.2 Moneta e valore


Occupiamoci del ruolo svolto dalla moneta nella teoria del valore: la moneta lunit di misura economica per eccellenza ed quindi fondamentale chiedersi quale sia la relazione tra valore e moneta. Dalla moneta come equivalente generale alla moneta come forma-valore La moneta inizialmente identificata dai classici con una merce il cui ruolo di fungere da formaequivalente, poich lo scambio tra prodotti avviene tra merci di ugual valore. Come ogni altra merce, anche quella scelta come equivalente ha un valore, determinato prima dello scambio dalla relazione con il lavoro necessario alla sua produzione. Ora, quando tutte le merci sono riferite sempre alla stessa merce scelta come equivalente, questa diviene il rappresentante universale del valore di scambio, lequivalente generale. La moneta svolge la funzione di equivalente generale se entra in relazione con tutte le altre merci. Ci avviene attraverso la determinazione di una misura comune, che i classici coincide con il tempo di lavoro socialmente necessario alla produzione di tutte le merci. Il bisogno di introdurre la moneta come equivalente generale nasce dal fatto che il valore, pura relazione tra lavoro sociale e prodotto, non subito espresso numericamente. In particolare, la misura del valore in tempo di lavoro non permette di attribuire alle merci una forma numerica. dunque chiaro che lunica conclusione possibile che il 12

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valore delle merci sia puramente numerico, poich non pu essere una dimensione economica dei prodotti. Problema: lequivalente generale permette di passare dalla misura dimensionale del valore (in tempo di lavoro) alla sua misura numerica? Siccome lequivalente generale innanzitutto una merce, anche il suo valore derivato dalla sua relazione con il lavoro ed espresso in tempo di lavoro. Il problema quello di spiegare come un rapporto tra quantit di lavoro possa trasformarsi in un rapporto tra merci e numeri. Marx propone di attribuire un prezzo monetario allequivalente generale. Tuttavia la merce scelta come equivalente generale non in grado di garantire lespressione numerica del valore delle merci e neppure di entrare in un rapporto di equivalenza con le altre merci, quindi non pu nemmeno esistere come equivalente generale. Quindi la merce non pu essere trasformata in equivalente generale perch: - in assenza di ununit di misura comune, n il valore della moneta, n il suo rapporto con le altre merci possono essere determinati. - se i tempi di lavori diversi potessero essere ridotti a tempi di lavoro semplice e indifferenziato, la moneta merce e nessuna differenza di alcun tipo possibile tra prezzi e valori. Nella teoria classica la legge dello scambio tra equivalenti impone che le merci vengano scambiate a parit di valori. Quindi se la moneta merce anche lo scambio tra moneta e prodotto deve sottostare ai principi dello scambio tra equivalenti. Luguaglianza necessaria dei valori impone anche quella tra valori e prezzi, perch, a causa dellidentificazione della moneta con una merce, gli scambi tra moneta e beni avvengono sulla base di rapporti predefiniti dai loro rispettivi valori-lavoro. Marx affianca il concetto di equivalente generale al concetto di forma-valore. La moneta non pi identificata in una merce, ma in una semplice forma numerica cui spessa il compito di esprimere il valore delle merci prodotte. ! dallespressione dimensionale del rapporto tra lavoro e prodotto si passa alla sua espressione numerica, permettendo al lavoro concreto di trasformarsi in lavoro sociale e generale con la mediazione della moneta. In conclusione, una volta escluso che lunit di misura del valore sia una merce o il tempo di lavoro, consideriamo la moneta come semplice unit di misura numerica, come forma-valore priva di qualsiasi dimensione fisica. Nella sua funzione di forma-valore, la moneta lunit di misura che perette di esprimere il valore delle merci. Dallequivalente generale al numerario Walras introduce ambiguamente il concetto di numerario: talvolta riferito ad una merce scelta come equivalente generale, talaltra ad una semplice unit di misura numerica. Egli considera il valore come una relazione di scambio tra i beni prodotti; ma labbandono di ogni concezione dimensionale del valore impone la sua misura puramente numerica. Dal numerario inteso come merce, si deve arrivare al numerario inteso come forma numerica. Nei prezzi relativi, una merce lunit di misura di unaltra merce, cio, a livello generale, la mercenumerario lunit di misura di tutti gli altri beni prodotti. Quindi, anche per la teoria neoclassica, la moneta ununit di conto che serve a misurare numericamente i prodotti. Che venga rappresentata facendo ricorso ad una merce o no, la moneta una forma numerica priva di ogni valore intrinseco. Lequivalente generale di Walras ha quindi la duplice natura di merce (appartiene alla stessa categoria di tutti i beni prodotti) e di numerario (forma numerica in cui tutte le merci vengono espresse). Che il numero delle merci disponibili sul mercato non accresciuto dalla presenza della mercenumerario prova che, anche nella teoria neoclassica, la moneta non pu essere identificata con una merce. ! La moneta semplice forma numerica, bisogna ancora determinare come la moneta numerica venga associata alle merci. 13

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!! Sia lanalisi classica che quella neoclassica, confermano quindi la necessit di attribuire alle merci una forma numerica che permetta di esprimerle in ununit di misura comune e a-dimensionale, senza pero fornirci una spiegazione di come la moneta numerica associata alle merci. Leterogeneit dei tempi di lavoro da un lato e lindeterminazione dei prezzi relativi dallaltro si appongono al tentativo di associare merci e numero attraverso lespressione numerica dellequivalente generale. Le unit-salario di Keynes Secondo gli autori classici, Smith e Marx, sono i salari monetari che misurano il valore delle merci. Il lavoro allorigine del valore: ed grazie al lavoro che possibile misurare le merci in ununit comune. Lunit in cui il valore-lavoro espresso non pu per essere dimensionale, sia perch sarebbe circolare sostenere che il lavoro, principio creatore del valore, ha lui stesso un valore, sia perch impossibile ridurre il lavoro complesso a quello semplice riferendosi al tempo di lavoro. La misura del valore creato dal lavoro richiede lintervento della moneta in quanto forma-valore puramente numerica. I salari permettono la misura monetaria del lavoro, attribuendo alle merci una forma-valore che le rende comparabili. Secondo Keynes le unit di salario (wage units) sono lunit di misura del valore (non il prezzo del lavoro). Possibili interpretazioni antitetiche del concetto di unit di salario: 1) I salari sono il prezzo del lavoro. Esistono due unit di misura (ma la misura fondamentale del valore rimane il lavoro): - lunit di lavoro (labour unit) - lunit di salario: esprime il lavoro (fisicamente eterogeneo) in unit eterogenee senza per togliere nulla alla centralit del lavoro (unora di lavoro di un certo tipo scelta come numerario e tutti gli altri lavori si diverso tipo sono valutati riferendoli al primo sulla base dei salari). Tuttavia si cade in un ragionamento circolare: illogico affermare che i salari misurano lunit di misura e che lunit di misura non sono i salari ma il lavoro. 2) I salari non sono il prezzo del lavoro: se il salario fosse il prezzo del lavoro, il lavoro sarebbe una merce e possederebbe un valore, ci che richiederebbe la duplice valutazione delle merci in lavoro e del lavoro in salari. Il salario sarebbe quindi sia lunit di misura delle merci, sia quella del lavoro. Keynes sostiene invece, come Marx, che il lavoro non una merce, ma il principio creatore delle merci e che, in quanto tale, non ha alcun prezzo. Lunit di misura in economia unica e serve a esprimere numericamente il valore delle merci. Contare il lavoro in unit di salario non significa misurarne il valore. I salari attribuiscono solo unespressione numerica al lavoro e in questo modo permettono di associare moneta e prodotto, trasformando beni fisici in merci. Ovviamente, la misura numerica delle merci possibile solo se la moneta concepita come una forma numerica e non come una merce. A questo proposito, Keynes distingue tra moneta di conto (money of account) e moneta stock (money proper) richiamando la distinzione tra moneta nominale e reale dei classici; significativa poich traccia una demarcazione tra la moneta come forma numerica (moneta-flusso) e la moneta reddito (monetastock). Come afferma Keynes, la funzione prima della moneta quella di essere ununit di conto, esprimere cio numericamente beni e servizi prodotti, immateriale (poich unit di conto). Il rapporto che il pagamento dei salari permette di stabilire tra prodotti e unit di conto rappresentate dalle monete nazionali non altro che il valore. Il concetto di unit di salario pu oggi essere ripreso e sviluppato senza dover introdurre la moneta come misura dellunit di misura. Per farlo, secondo Schmitt, bisogna mostrare che il reddito non appartiene alla categoria del prezzi e che i salari sono espressi numericamente. Il problema della misura trova cosa una risposta nella teoria quantica delle emissioni. nel momento stesso in cui le merci acquisiscono forma monetaria che esse sono create come oggetti economici e che lunit di misura pu essere definita. la produzione, intesa come 14

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creazione che, attribuendo forma numerica ai prodotti, permette di contarli in ununit comune, puramente numerica e a-dimensionale. Il reddito nato dalla produzione il risultato dellintegrazione di beni fisici nella forma monetaria, il prodotto-nella-moneta. Ne consegue che il reddito non il prezzo del prodotto, n ne la contropartita o espressione del valore, ma il prodotto stesso in quanto contenuto in una forma numerica priva di valore intrinseco. il pagamento dei salari loperazione che integra il prodotto nella moneta. Le wage units sono quindi lunit di misura del prodotto. La moneta intesa come semplice forma numerica associata ai prodotti attraverso il pagamento dei salari e i prodotti ne diventano il contenuto reale. Le unit di salario proposte da Keynes sono precisamente le unit di conto di cui dispone leconomia. Grazie allintermediazione monetaria svolta dalle banche, i prodotti sono contati in unit di salario. Ad ogni modo, la moneta e le unit di salario sono cose diverse: - la moneta un mezzo o strumento, immateriale e a-dimensionale, con cui le banche effettuano i pagamenti, un flusso e la sua esistenza si limita allistante in cui avviene il pagamento; distrutta appena il pagamento effettuato. - lunit di salario lunit con la quale si contano i prodotti e nella quale il loro valore espresso numericamente; continuano ad esprimere il valore del prodotto registrato contabilmente allattivo delle banche incaricate dellaccreditamento dei salari. La moneta sarebbe lunit di misura solo se il pagamento dei salari definisse lo scambio tra moneta e prodotti, ma non cos. In realt, loperazione con la quale i prodotti sono integrati nela moneta la formazione dei salari. Le unit di salario definiscono il prodotto-nella-moneta e non si identificano n con la sola moneta, n con il prodotto.

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CAPITOLO 5 LA PRODUZIONE
La produzione come processo macroeconomico di creazione
Come gi visto, la produzione unoperazione istantanea, definita dal suo stesso risultato: il prodotto. Solo riferendosi alla relazione di identit tra moneta e prodotto si pu analizzare la produzione come fenomeno economico. Keynes lo aveva intuito, infatti afferma la necessit di esprimere il valore del prodotto in unit di salario (wage units) e di considerare il lavoro come lunico fattore macroeconomico della produzione. In economia, la produzione un fenomeno istantaneo in cui il prodotto associato a una forma numerica (la moneta) che lo trasforma da semplice oggetto fisico in merce. Con il pagamento dei salari il prodotto diventa il contenuto reale della moneta e la moneta si trasforma da semplice flusso in reddito. Prodotto e reddito sono cos il duplice risultato di un unico processo. Il prodotto il reddito e il reddito il prodotto-nella-moneta. Come gi affermato da Smith, reddito e prodotto non sono due entit distinte: prodotto nazionale (aspetto reale del reddito nazionale) e reddito nazionale (espressione monetaria del prodotto nazionale) sono i due termini di unidentit. Il reddito non la contropartita del prodotto, ma la sua definizione economica. Il reddito prodotto reale perch definisce lunit della moneta e del suo contenuto reale e nel contempo quella del prodotto e della sua forma monetaria. La trasformazione della moneta-flusso in moneta-reddito richiede lassociazione tra moneta e prodotto e non direttamente opera delle banche, che sono lintermediario attraverso il quale moneta e prodotto diventano i termini di uno scambio assoluto. La produzione unoperazione istantanea con la quale il prodotto trasformato in una somma di reddito espresso in unit di salario. Attraverso questo scambio assoluto, il prodotto diventa loggetto reale di un deposito bancario che si identifica con il reddito percepito dai lavoratori. Come sappiamo, il pagamento che porta alla formazione di un reddito positivo quello dei salari, perch il lavoro lunico fattore della produzione che pu essere accreditato e addebitato (non pu invece esserci scambio assoluto nei confronti della terra o del capitale). Il pagamento del lavoro porta alla nascita di un reddito dapprima esistente. lo scambio assoluto tra moneta e prodotto (che avviene nel momento del pagamento del salario) che trasforma il prodotto reale in una somma di moneta-reddito. In termini monetari, il prodotto dasce quando, attraverso il pagamento del lavoro, viene attribuita unespressione numerica alla forma-utilit. La produzione per anche una creazione da un punto di vista monetario, coincide addirittura con la creazione di moneta: quando emessa in un pagamento, infatti, la moneta creata positivamente e le viene attribuito un contenuto reale. In questo senso, la moneta la forma monetaria del prodotto e la sua creazione ha luogo nellistante in cui forma e contenuto si associano dando vita al prodotto-nella moneta. Il pagamento dei salari, lunica operazione capace di attribuire una forma monetaria al prodotto reale. Il pagamento dei salari (unico costo macroeconomico della produzione) il solo il grado di fare dei prodotti fisici loggetto di un deposito bancario, mentre tutti gli altri pagamenti (terra, capitale) implicano la spesa di un reddito positivo pre-esistente, che risulta dallassociazione tra moneta e prodotot e che fa del prodotto fisico loggetto dei salari depositati al passivo delle banche. Risultato del pagamento dei salari: vedi figura. Il deposito banacario negativo di cui lazienda titolare (al di sotto dello zero nella figura) un contenitore numerico in cui si colloca il prodotto fisico materialmente immagazzinato nellazienda. Il prodotto fisico oggetto del debito dellazienda quindi economicamente o finanziariamente depositato allattivo della banca che effettua il pagamento dei salari. Riempito dal prodotto, il deposito negativo neutralizzato e la situazione riportata al livello della linea zero. Il deposito positivo dei lavoratori, rappresentato al di sopra della linea zero, definisce cosi il credito netto nato dalla produzione e il reddito macroeconomico con il quale si identifica. La 16

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produzione una creazione il cui risultato la forma numerica attribuita al prodotto con la copertura dei suoi costi macroeconomici di produzione. Ora, cosa sono i costi macroeconomici di produzione? Le aziende pagano i salari grazie al prestito accordato loro dai lavoratori che vengono pagati. I costi macroeconomici sono quindi assunti dai lavoratori il cui prestito per interamente compensato dal deposito di cui sono accreditati. La copertura dei costi macroeconomici della produzione definisce quindi sia una formazione che una spesa di reddito: il reddito formato nel momento in cui i salari sono pagati istantaneamnete prestato dai lavoraori alle banche e dalle banche alle aziende, che alimentano cos il pagamento dei slaari (vedi figura: il prestito del reddito salariale). Con lintermediazione monetaria delle banche, moneta e prodotto sono associati nel pagamento dei salari; con lintermediazione finanziaria, il reddito nato da questa associazione prestato alle aziende e finanzia la copertura dei costi macroeconomici della produzione. La produzione in quanto creazione pu dar vita a un reddito positivo, a patto che la formazione di tale reddito sia associata alla spesa. Il reddito formato dal pagamento dei salari subito speso per il loro finanziamento, ci che mostra bene come il concetto di costi macroeconomici sia perfettamente consono a quello della produzionecreazione. La produzione in quanto creazione non ha alcun costo, n micro n macro. Produrre significa attribuire una forma numerica a beni e servizi, trasformandoli da oggetti fisici in merci. Questo risultato ottenuto mediante il pagamento dei salari, che si identifica con una creazione di moneta. Il lavoro lunico fattore macroeconomico della produzione, perch luomo a ideare e realizzare la nuova forma-utilit ed il pagamento di tale attivit a darle forma numerica. La produzione unoperazione macroeconomica, perch non incrementa solo il reddito di chi la effettua, ma anche quello dellintero sistema economico cui appartiene. Il pagamento dei salari a favore di un singolo lavoratore definisce la creazione di un redito nuovo che si identifica con il prodottto del lavoratore e con una parte equivalente del prodotto totale dellintera societ. Ogni singolo prodotto monetizzato quindi un prodotto netto, poich la creazione del nuovo reddito corrispondente allassociazione tra moneta e prodotto non controbilanciata da nessuna spesa finale di reddito.

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CAPITOLO 10 LINFLAZIONE
10.1 Inflazione, equilibrio e identit
sbagliato identificare linflazione con laumento dei prezzi. Come gia sotenuto da Ricardo, laumento inflazionistico dei prezzi non va confuso con laumento che risulta da una modifica dei costi di produzione o dalla distribuzione del reddito e non altera il rapporto tra moneta e prodotto. La diminuzione del valore della moneta (deprezzamento dellattuale valore delle banconote) non deriva dallaumento dei prezzi delle merci, ma da una sovraemissione di cartamoneta da parte della Banca. vero che lemissione monetaria sovrabbondante porta a un aumento dei prezzi, ma laumento dei prezzi non sempre inflazionistico e non sempre denota una diminuzione del potere dacquisto dellunit monetaria, ci che invece accade nel caso di unemissione monetaria. impossibile che linflazione si identifichi con laumento dei prezzi se si verifica che: - aumenti di prezzo provocano solo una nuove distribuzione del reddito (come quelli causati da imposte indirette ecc.). - linflazione pu essere positiva malgrado che i prezzi rimangano costanti o addirittura diminuiscano. Sostenre che lassenza dinflazione farebbe diminuire i prezzi, come sostenre che la costanza dellIPC non la condizione necessaria per tale assenza. E non ne neppure la condizione sufficiente. La correlazione tra stabilit dei prezzi ed equilibrio monetario sarebbe vera solo se gli stessi prezzi non subissero variazioni legate al progresso tecnico o alle esigenze riditributive pubbliche e private. Siccome queste variazioni sono parte integrante dei nostri sistemi economici, lIPC un indicatore approssimativo delle anomalie monetarie. Quindi, linflazione va distinta dal concetto di costo della vita. Mentre per la moneta del paese considerato linflazione implica una perdita del potere dacquisto, laumento del costo della vita pu avere ripercussioni negative per uno o pi di gruppi residenti, senza modificare il rapporto tra moneta nazionale e prodotto nazionale. Linflazione ha sempre come conseguenza laumento dei prezzi, ma possibile che questo aumento si limiti a contrapporti alla diminuzione dovuta alla riduzione dei costi di produzione e di circolazione delle merci. dunque facile confondere inflazione con aumento del costo della vita, poich allinflazione consegue sempre laumento del costo della vita. Il prodotto fisico il contenuto della moneta, che pura forma numerica. Moneta e prodotto concorrono alla determinazione delloggetto economico, di cui sono i due aspetti indissociabili. Lemissione di moneta coincide con quella del prodotto cui integrata tramite il pagamento dei costi di produzione (salari). Domanda globale e offerta globale si equivalgono. Eppure vi sono casi in cui la domanda globale eccede (numericamente) lofferta globale. Come spiegare allora linflazione, cio la coesistenza di un divario numerico positivo e di un divario nullo tra domanda globale e offerta globale? Siccome implica una riduzione del potere dacquisto dellunit monetaria, linflazione coincide con una diluizione numerica della moneta. Lo stesso valore portato da un numero maggiore di unit monetarie e ciascuna unit ne trasporta una quantit ridotta. La moneta ha lo stesso contenuto reale e definisce la stessa domanda globale; tuttavia, ogni unit di moneta perde parte del suo potere dacquisto. Partiamo da due punti fermi della teoria monetaria: 1) Linflazione determinata da un aumento della domanda globale relativamente allofferta globale. Cio un aumento inflazionistico dei prezzi ha luogo ogni volta che le unit monetarie si gonfiano, ossia ogni quando il loro aumento non accompagnato da una crescita equivalente della produzione reale. Siccome la domanda esercitata a partire dal reddito disponibile, le cause dellinflazione sono da

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ricercare nelle operazioni che accrescono la domanda senza modificare in misura corrispondente lofferta. 2) Il reddito nazionale la misura della produzione nazionale. Ci dice che la domanda globale (reddito nazionale) sempre uguale allofferta globale (prodotto nazionale). Il reddito nazionale forma un tuttuno con il prodotto nazionale, perch il primo la misura del secondo e il secondo definisce il contenuto reale del primo. La loro determinazione dunque simultanea. ! Si riconferma cos che la spiegazione dellinflazione deve conciliare luguaglianza tra domanda globale e offerta globale con la prossibilit che la domanda globale sia numericamente superiore allofferta globale. Come sappiamo, la produzione che attribuisce forma monetaria al prodotto fisico e porta cos alla formazione di un reddito (domanda) il cui contenuto reale (offerta) il prodotto stesso. Domanda globale e offerta globale si definiscono lun laltra ed esprimono numericamente il valore assoluto dei beni e servizi prodotti. La tesi di Ricardo interpretata macroeconomicamente come squilibrio numerico tra domanda globale e offerta globale : un aumento complessivo delle unit monetarie cui non corrisponda un aumento delle merci prodotte porta a una diminuzione del potere dacquisto delle singole unit di moneta. Ma cosa pu portare allemissione di moneta vuota? Una prima risposta fornita dal caso in cui le autorit monetarie intervengano per coprire un disavanzo pubblico emettendo moneta, ma abbiamo visto che la BC non prestatore di ultima istanza, avviene ancora solo nei paesi in via di sviluppo. Escludendo dunque questa possibilit, qual lorigine di uno scarto inflazionistico tra domanda e offerta? Le ipotetiche cause microeconomiche dellinflazione Inflazione da domanda - comportamenti dei consumatori: le decisioni delle economie domestiche di risparmiare il reddito non ha alcun effetto sulla domanda (e quindi non possono essere causa di inflazione), poich il reddito viene subito prestato dalle banche, la cui intermediazione finanziaria fa si che esso venga speso per lacquisto, diretto o indiretto, dei prodotti. (vedi cap. 4) - comportamenti dello Stato: se lo Stato si rivolgesse alla BC per coprire il disavanzo pubblico con una pura emissione monetaria, il finanziamento provocherebbe inflazione. Ma questo accade solo dove vi disordine monetario e le BC sono controllate dal potere politico. In tutti i paesi con un sistema bancario autonomo, invece, lintervento pubblico finanziato dalla vendita, diretta o indiretta, di beni e servizi prodotto o commissionati dallo Stato, che diventa lorigine di una domanda e di unofferta che ne definiscono laspetto monetario e reale. Il prodotto delle aziende pubbliche parte integrante del prodotto nazionale e contribuisce alla determinazione dellofferta globale, cos come i redditi creati dallattivit lavorativa svolta in queste aziende contribuiscono a determinare la domanda globale. Se invece lintervento pubblico riguarda la ridistribuzione del reddito, evidente che non pu modificare la domanda globale. La sua misura, infatti, determinata dalla somma dei depositi bancari che rimane invariata e indipendente dallidentit dei suoi titolari. Che questi ultimi siamo di una o unaltra categoria, il loro ammontare non cambia, e siccome il reddito disponibile definisce la domanda globale, il rapporto tra moneta e prodotto non si modifica. ! n le decisioni dei consumatori, n lintervento pubblico possono alterare il rapporto tra moneta e prodotto. (vedi cap. 4) Inflazione da costi Le cause di questo tipo di inflazione vengono attribuite a quei fattori il cui comportamento si ripercuote sullofferta, modificandone il prezzo attraverso una variazione delle condizioni di produzione o di vendita. - aumento dei salari: se questi superano laumento della produttivit del lavoro si innesca un meccanismo tale per cui aumentano anche i prezzi. Ma questo aumento di natura inflazionistica? solo se si osserva una modifica del rapporto tra moneta e prodotto che si pu scoprire la presenza di 19

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uno scarto inflazionistico. Cosa che non possibile verificare, poich il medesimo rapporto tra moneta e prodotto determinato in base al versamento dei salari. In conformit con lanalisi quantica della moneta, affermiamo che ogni variazione della somma versata ai lavoratori conduce solo a un cambiamento della scala di misura delle merci prodotte. Non sono gli aumenti salariali a causare linflazione, ma linflazione a indurre un adeguamento dei salari. In definitiva, gli aumenti salariali non sono mai allorigine dei uno squilibrio inflazionistico, in quanto che: - o intervengono per limitare le perdite dei titolari di reddito dovute allinflazione, e in questo caso non si vede proprio come ladeguamento al rincaro possa essere considerato la causa dellaumento che lha provocato; - o si limitano a modificare il rapporto salari reali-profitti a favore dei salariati; - o spingono le aziende a innalzare i prezzi di vendita, senza per che questo alteri la relazione tra moneta e prodotto. - aumento del prezzo delle merci importate provocato da un aumento dei loro costi di produzione o dalla fluttuazione dei saggi di cambio. Provoca una nuova ripartizione del reddito reale tra le diverse categorie di agenti economici (residenti e non), ma non diminuisce il potere dacquisto della moneta nazionale, determinato solo dal carico interno che la produzione affida alla moneta e che la moneta si incarica di veicolare. Le merci importate vengono monetizzate in maniera del tutto autonoma rispetto al processo di associazione interno tra moneta e prodotto, e il loro prezzo non pu intaccarlo, cambia solo la distribuzione della ricchezza reale tra i due paesi (il paese importatore cede una parte maggiore del suo prodotto nazionale al paese esportatore). Quindi, siccome il rapporto tra moneta e prodotto non influenzato dalla distribuzione del reddito nazionale, alla svalutazione o allaumento del costo di produzione delle merci importate non pu essere attribuito alcun effetto inflazionistico. - rigidit dellofferta del settore agricolo. Nei paesi in via di sviluppo, con laumento di domanda di beni alimentari, che accompagna lespansione del settore industriale e lo sviluppo dellurbanizzazione, la capacit produttiva risulta inadeguata, provocando un divario endemico tra domanda e offerta che provoca un aumento inflazionistico dei prezzi. La monetizzazione della produzione definisce la nascita del reddito necessario e sufficiente allacquisto finale del prodotto sociale (ossia alla copertura finale dei costi di produzione). Se i redditi derivanti da altri settori vengono spesi in quello agricolo, i produttori possono aumentare i prezzi e realizzare un profitto proporzionato alla crescita della domanda. Ma laumento dellindice dei prezzi non necessariamente una manifestazione dellinflazione, poich affine si manifesti ci deve essere unalterazione del rapporto tra moneta e prodotto interno al quale inizialmente associato. Qui, i profitti non definiscono un aumento delle unit monetarie ma solo una diversa distribuzione del reddito iniziale. A partire dai nuovi profitti, le aziende esercitano domanda che avrebbe esercitato il consumatore, senza che il rapporto tra domanda globale e offerta globale cambi. ! quindi, come nel caso delle imposte indirette, laumento della domanda potrebbe provocare un aumento dellindice dei prezzi in quel settore, ma lascia inalterato il potere dacquisto della moneta.

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CAPITOLO 11 DEFLAZIONE E DISOCCUPAZIONE


11.1 La disoccupazione: note introduttive
Limmagine che deriva dai dati statistici spesso fuorviante, poich maschera la gravit della crisi occupazionale e spinge a sottovalutare limportanza della patologia che colpisce i nostri sistemi economici e rafforza lidea, microeconomica, che i disordini siano squilibri congiunturali causati dal comportamento e non leffetto di una persistente anomalia strutturale. Allinterpretazione qualitativa dei dati statistici va aggiunta unanalisi che consenta di distinguere, introdotta da Keynes, tra: - disoccupazione benigna o volontaria: considerata volontaria nel senso che essa insita nella scelta collettiva di un sistema economico fondato sulla produzione, sulla capitalizzazione e sullo scambio. quindi strettamente connessa allo sviluppo del sistema economico e spesso accompagnata da un aumento della produttivit e da una diminuzione dei costi (che porterebbero ad un aumento della produzione e a un miglioramento delle condizioni di vita che compenserebbero l0aumento della disoccupazione: non grave). considerata di natura microeconomica, poich dovuta alle decisioni prese dai diversi agenti economici. Vi appartengono: - disoccupazione frizionale - disoccupazione generata dal progresso tecnico - disoccupazione generata da decisioni imprenditoriali errate - disoccupazione dovuta allesistenza di limiti socio-giuridici al libero gioco della concorrenza e alla mobilit dei lavoratori. - disoccupazione patologica o involontaria: di natura macroeconomica. Riconducibile alla situazione definita dallattuale processo di accumulazione e di sovra-accumulazione patologica del capitale (diminuzione patologica della domanda).

11.2 La deflazione: lanalisi tradizionale


La deflazione uninsufficienza della domanda globale rispetto allofferta globale. Solitamente ricondotta ad un eccessivo risparmio delle famiglie (titolari di reddito) unito ad un investimento insufficiente delle aziende. Lanalisi tradizionale dunque di natura microeconomica, poich lelemento chiave il comportamento. Deflazione e risparmio Lidea che linsufficienza della domanda globale sia causata dal comportamento troppo prudente delle famiglie il cui risparmio sottrarrebbe reddito al consumo (e quindi alla domanda), errata poich fondata sul concetto di tesorizzazione. N la moneta-flusso n la moneta-stock possono essere sottratte alle banche per venir accumulate sotto forma di tesoro (cap.1). Semplicemente ci si limita a togliere dalla circolazione per un po dei titoli al portatore. Se cosi non fosse si andrebbe contro il principio della contabilit a partita doppia. Infatti le registrazioni contabili corrispondenti ai titoli al portatore non vengono annullate e questo conferma che il reddito disponibile in un sistema economico non influenzato dalle decisioni dei suoi titolari di risparmiare o meno. Quindi siccome il reddito risparmiato rimane disponibile sotto forma di depositi bancari e siccome la domanda globale determinata dallammontare del reddito disponibile, chiaro che il risparmio non crea nessun divario deflazionistico tra domanda e offerta globali, poich ci che risparmiato dagli uni speso dagli altri (intermediazione finanziaria delle banche).

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Deflazione, risparmio e investimento Quando il reddito risparmiato prestato alle aziende, ci sono due possibili scenari: 1) Le aziende investono il reddito prestato loro dalle banche nella formazione di beni-salario in attesa di essere venduti sul mercato dei prodotti. N linvestimento, n il risparmio riducono lammontare di reddito depositato nelle banche sotto forma di capitale. Quando i risparmiatori decideranno di spendere i loro depositi, il capitale lascer il posto al reddito e le aziende potranno smerciare il loro stock di benisalario. 2) Le aziende investono il risparmio delle famiglie nella produzione di nuovi beni strumentali. Se loperazione si identifica con linvestimento di un profitto anticipato, il reddito definitivamente trasformato in capitale (fisso) e sottratto al consumo; ma ci non significa che la domanda globale diminuisca rispetto allofferta. Il reddito trasformato in capitale infatti speso, sul mercato dei servizi produttori, nellacquisto di beni-capitale o beni dinvestimento. Lungi dal creare un divario deflazionistico, linvestimento del risparmio allorigine del capitale fisso, vero motore dello sviluppo economico. Secondo lanalisi tradizionale, possibile che non tutto il risparmio venga investito e che leccesso di risparmio rispetto allinvestimento conduca ad una riduzione deflazionistica della domanda globale. Secondo Keynes, le decisioni prese da famiglie e aziende sono influenzate da fattori diversi ed quindi normale che differiscano. Si tratta di stabilire se, a prescindere dal comportamento di famiglie e aziende, vero o no che linvestimento macroeconomico (I) sempre uguale al risparmio macroeconomico (S). La concezione macroeconomica (S=I) innovativa ma anche poco immediata e per capirla necessario rifarsi alla natura bancaria del reddito e del capitale. Loperazione che determina lammontare del risparmio macroeconomico linvestimento del profitto e del reddito ottenuto mediante unoperazione di capitalizzazione (emissione di azioni). Prima che linvestimento abbia effettivamente luogo, S e I possono divergere. Nellistante preciso in cui lazienda finanzia la produzione del capitale strumentale, linvestimento trova il suo livello definitivo e definisce nel contempo quello del risparmio macroeconomico. Lidentit tra S e I riguarda lammontare del reddito nazionale trasformato, attraverso il suo investimento, in capitale fisso. Essa si riferisce a quella parte di reddito definitivamente sottratto al consumo e non a ci che i consumatori intendevano risparmiare. Il risparmio non ha nessun effetto deflazionistico, perch lascia inalterato il reddito disponibile nel sistema. Il vero problema non dovuto alleccessivo risparmio, ma allinsufficienza del reddito disponibile (le famiglie non dispongono di un reddito sufficiente per finanziare la propria domanda). ! Per individuare lorigine della deflazione necessaria unanalisi macroeconomica fondata sulla corretta concezione del reddito e del processo che porta alla sua parziale trasformazione in capitale fisso.

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CAPITOLO 4 (CENCINI 1999) INFLAZIONE


Inflazione e deflazione rappresentano unanomalia del modo di produzione capitalistico che ne ostacola lo sviluppo. Sebbene entrambi gli squilibri risultino dal funzionamento del nostri sistemi monetari e capitalistici, nessuno dei due un elemento indispensabile a tale sistema.

4.1 Inflazione e indice dei prezzi


Da Ricardo alla teoria quantitativa Ricardo introduce la distinzione tra le cause dellaumento giustificato del prezzo delle merci e le cause del loro aumento inflazionistico. Egli analizza il problema della diminuzione del valore della moneta, fornendo diverse prove della sua dipendenza da unemissione monetaria sovrabbondante. Mentre laumento dei prezzi pu talvolta essere imputato a un cambiamento dei costi di produzione (e quindi del valore delle merci) o dellimposizione fiscale, la sua variazione patologica da ricercare nellalterazione del rapporto iniziale tra moneta e merci. Egli afferma dunque lesisistenza di una causalit che va dallaumento patologico della moneta (causa) alla diminuzione del potere dacquisto di ogni singola unit monetaria (effetto). Pur essendo distribuito su una quantit maggiore di unit monetarie, il valore iniziale rimane lo stesso, ma la sua maggiore diluizione fa s che ogni unit ne ha di meno e quindi ne occorrono di pi per acquistare gli stessi prodotti. Pur riconoscendo che laumento anomalo delle unit monetarie porta a un aumento inflazionistico dei prezzi, la variazione dei prezzi in quanto tale non pu essere identificata con la presenza di uno squilibrio monetario. Insomma, n la stabilit, n la variazione dellIP sono rivelatori sicuri di inflazione. La variazione dellindice dei prezzi non rispecchia necessariamente quella del potere dacquisto dellunit monetaria Tre esempi chiariscono la distinzione tra inflazione e indice del costo della vita. Esempio 1: lo Stato vuole aumentare i gettiti fiscale tramite un aumento delle imposte indirette. Vengono colpite di pi le persone che fanno largo uso dei prodotti tassati, quindi ha un effetto negativo sul potere dacquisto di buona parte dei consumatori. Tale perdita comporta una nuova distribuzione del reddito a favore dello Stato, il cui potere dacquisto tanto aumenta quando diminuisce quello delle persone tassate. Il trasferimento di reddito generato dallintroduzione delle nuove imposte indirette non diminuisce il potere dacquisto della moneta nazionale. Qui, laumento del costo della vita non dovuto ad una patologica della moneta, linflazione, ma ad uniniziativa destinata a migliorare il tenore di vita di alcune persone (pensionati ecc.) o a migliorare i beni sociali forniti dallo Stato. Esempio 2: unazienda decide di aumentare il prezzo di vendita dei suoi prodotti per accrescere il profitto. La diminuzione del potere dacquisto dei consumatori compensatala una crescita equivalente del reddito a disposizione dellazienda. Il profitto (parte di reddito dei consumatori trasferita gratuitamente alle aziende) non intacca il potere dacquisto della moneta, ma modifica solo la ripartizione finale tra le diverse categorie di agenti economici. ! in questi due esempi laumento del prezzo del prodotto innalza quello del paniere e viene quindi considerato una causa dellaumento del costo della vita. Tuttavia, i nuovi prezzi non causano una diminuzione del potere dacquisto della moneta, ma solo quello di alcune categorie di persone. Ci che perso dagli uni guadagnato dagli altri (Stato o azienda), senza che si assista ad un aumento inflazionistico della moneta. Consideriamo ora un esempio in cui lIP diminuisce a causa di una variazione esterna. Esempio 3: la moneta nazionale di un paese si rivaluta rispetto a quella dei suoi corrispondenti commerciali. Il diminuito costo delle merci importate si ripercuote sui loro prezzi, facendo diminuire 23

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lindice del costo della vita. La svalutazione di moneta estera migliora il tenore di vita attraverso un aumento del potere dacquisto dei residenti. Ma non per questo il potere dacquisto interno aumenta. Come sappiamo il potere dacquisto della moneta nazionale ne definisce il contenuto reale, che determinato dalla sua integrazione alla produzione nazionale. Le variazioni sui prodotti esteri non modificano il rapporto esistente tra moneta e produzione nazionale. importante distinguere tra potere dacquisto della moneta e potere dacquisto degli agenti economici. Il fatto che le importazioni diventino meno care non significa che il contenuto reale della moneta nazionale ne risulti accresciuto. solo il prodotto nazionale corrente che definisce il contenuto della moneta. Quindi: i prezzi delle merci importate diminuiscono, i residenti migliorano il proprio tenore di vita, il potere dacquisto della moneta rimane invariato. ! I 3 esempi dimostrano che la modifica dellindice dei prezzi non rispecchia necessariamente una variazione del potere dacquisto della moneta. Se vero che linflazione provoca un aumento dei prezzi, non sempre vero che tale aumento sia inevitabilmente un sintomo dinflazione. La costanza dellindice dei prezzi non condizione necessaria n sufficiente dellassenza dinflazione N la costanza, n la diminuzione dellindice die prezzi ci consentono di escludere aprioristicamente la presenza di un inflazione negativa. La realt connotata dalla presenza di unimportante progresso tecnologico, il cui effetto quello di ridurre i costi di produzione delle merci. Levoluzione dei nostri sistemi prodottivi dovrebbe perci comportare la quasi costante diminuzione dei prezzi ed a questa potenziale diminuzione che vanno riportati i dati relativi alla variazione dellindice dei prezzi. Il beneficio che il pubblico dovrebbe trarre dal progresso tecnologico sia di ordine qualitativo che quantitativo. Senza intaccare i profitti delle aziende, la diminuzione dei costi dovrebbe infatti consentire ai consumatori di acquistare pi prodotti, migliorando il loro tenore di vita. La presenza dellinflazione, invece, sottrae loro una parte dei vantaggi derivanti dal progresso tecnologico. Laumento inflazionistico dei prezzi si oppone allaumento tecnologico del potere dacquisto, riducendo lincremento quantitativo dei redditi reali. A questo riguardo utile chiarire che, mentre si pu immaginare di valutare il tenore di vita in termini quantitativi, la variazione patologica del potere dacquisto della moneta non dipende dalla quantit di merci cui associata. Tuttavia, il progresso tecnologico, pur frenando le ripercussioni quantitative dellinflazione, non il vero rimedio. Infatti la perdita di potere dacquisto solo apparentemente compensata dalla diminuzione tecnologica dei prezzi, che il realt fa si che linflazione sottragga una maggiore quantit di merci ai titolari di reddito. In definitiva, la perdita di potere dacquisto non va misurata in termini quantitativi, ma proporzionalmente alla diminuzione del contenuto reale (in valore) della moneta. La correlazione tra stabilit dei prezzi ed equilibrio monetario sarebbe vera solo se gli stessi prezzi non subissero variazioni legate al progresso tecnologico o alle esigenze ridistributive pubbliche e private. Siccome questa variazioni fanno parte del nostro sistema economico, lindice dei prezzi calcolato in base al tradizionale paniere di merci non un indicatore molto approssimativo degli squilibrio monetari. In definitiva, linflazione un concetto che va distinto da quello di costo della vita. (vedi capitolo 10).

4.2 Linflazione da domanda e linflazione da costi: analisi critica


Vedi cap. 10 Linflazione da domanda Vedi cap. 10 Linflazione da costi Vedi cap. 10 24

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4.3 Inflazione e intermediazione bancaria


Consumo, risparmio, intervento pubblico e domanda globale Riferiamoci alla versione moderna della teoria quantitativa in cui moneta e prodotti formano un unico insieme. Analizziamo la possibilit che il comportamento dei consumatori e/o dello Stato porti a una modifica del rapporto interno tra moneta e prodotto. Il comportamento dei consumatori monetariamente neutro (vedi cap. 10) Supponiamo che in periodi particolari, quali quello bellico, i consumatori siano costretti a risparmiare una parte importante del loro reddito e che, al venir meno delle restrizioni, essi decidano di spendere quanto precedentemente risparmiato. In quel periodo la spesa verrebbe quindi finanziata sia dal reddito corrente sia da quello accantonato nei periodi precedenti. La domanda globale aumenterebbe quindi rispetto allofferta corrente, provocando un aumento dei prezzi al consumo che ridurrebbe il potere dacquisto di ogni singola unit di moneta. Questo ragionamento presuppone che il reddito risparmiato dai consumatori non potr essere speso (quando le mutate condizioni socio-economiche lo consentiranno) che dagli stessi consumatori. evidente innanzitutto che, per i consumatori, il razionamento porta a unaccumulazione di risparmio equivalente allammontare delle spese militari. La produzione di armi, per esempio, genera un reddito che non speso direttamente per finanziarne lacquisto. Ma questo non significa che il reddito risparmiato non speso per coprire i costi di produzione delle armi. Non rilevante che le armi non vengano direttamente acquistate dai consumatori. Infatti, la produzione di armi viene pagata dallo Stato, che per farlo deve disporre delle risorse finanziarie necessarie. Tale reddito corrisponde esattamente a quello risparmiato dai consumatori. La copertura dei costi di produzione delle armi cosi fornita dai titolari di reddito, il cui risparmio prestato allindustria bellica. Il susseguente intervento dello Stato servir poi a determinare la natura, reversibile o irreversibile, di tale risparmio. Se il finanziamento ottenuto mediante vendita di titoli pubblici, i consumatori si limitano a trasferire solo temporaneamente il loro reddito allo Stato; se invece sono sottoposti a un maggiore onere fiscale, il trasferimento sar definitivo. A meno che lo Stato non finanzi la produzione bellica mediante una semplice emissione monetaria, il risparmio forzato non pu quindi essere allorigine di nessuno squilibrio inflazionistico. ! In termini pi generali, il comportamento dei consumatori non in grado di modificare le regole inerenti alluso della moneta bancaria. Inflazione e intervento pubblico (vedi cap. 10) Teorici sostenitori della teoria secondo cui lo Stato allorigine di un aumento inflazionistico della domanda: - Teorici dellinflazione monetaria: lintervento dello Stato porta ad un aumento della domanda rispetto allofferta. Consideriamo dunque leffetto inflazionistico dellintervento pubblico sul rapporto tra moneta e prodotto nazionale. Come gia osservato nella produzione bellica, errato sostenere che lintervento dello Stato abbia un effetto unilaterale sulla domanda. Verifichiamolo di nuovo rispetto: - alla funzione ridistributiva dello Stato: la domanda globale non pu essere modificata, poich la sua misura determinata dalla somma dei depositi bancari (che rimane invariata e indipendente dallidentit dei suoi titolari). Siccome i depositi bancari definiscono il reddito disponibile sotto forma di capitale-tempo e siccome il reddito disponibile definisce la domanda globale, il rapporto tra moneta e prodotto non pu essere modificato dalla semplice ridistribuzione del reddito. - agli investimenti produttivi dello Stato: la produzione di beni pubblici, oltre ad accrescere il reddito disponibile e quindi la domanda aggregata, accresce anche lofferta globale in misura equivalente. Relativamente al processo di monetizzazione, la produzione dello Stato (cosi come la produzione privata) genera un indebitamento cui le aziende produttrici fanno fronte 25

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con la vendita dei loro prodotti e definisce la formazione del reddito necessario e sufficiente alla copertura dei loro costi. Quindi il prodotto delle aziende pubbliche (armi, buche, servizi ecc.) parte integrante del prodotto nazionale e contribuisce alla determinazione dellofferta globale, cosi come i redditi creati dallattivit lavorativa svolta da queste aziende contribuiscono alla determinazione della domanda globale. - Teorici dellinflazione strutturale: - agli investimenti produttivi dello Stato: lo sviluppo dei paesi pi poveri richiede lintervento infrastrutturale dello Stato per attirare investimenti privati, che per non ha i mezzi fiscali e monetari per coprire tali costi. Sebbene la produzione di nuove infrastrutture nei paesi pi poveri comporti la formazione del reddito sufficiente al loro finanziamento, lo Stato non riesce (mediante fisco e vendita di titoli pubblici) a beneficiare del trasferimento richiesto per la totale copertura dei costi di produzione. Lo Stato pu dunque finanziarsi allestero o emettere moneta vuota (BC) che si aggiungerebbe a quella precedentemente associata al prodotto nazionale, provocandone il gonfiamento e intaccandone il potere dacquisto. Le infrastrutture vengono cosi pagate dai residenti attraverso la diminuzione inflazionistica del loro potere dacquisto. Quindi, non lintervento imprenditoriale dello Stato a causare inflazione, ma la copertura del disavanzo pubblico tramite emissione monetaria, che modifica il rapporto tra moneta e prodotto nazionale. ! Nessuno dei comportamenti finora analizzati causa effettiva di uno squilibrio inflazionistico. Banche secondarie, facilitazioni di credito e inflazione Le banche secondarie accordano crediti con troppa facilit, aumentando la domanda di beni di consumo e provocando quindi una crescita inflazionistica dei loro prezzi. necessario, analizzare le operazioni di intermediazione monetaria e finanziaria svolte dalle banche secondarie. Intermediazione monetaria: le banche secondarie, consentendo la monetizzazione della produzione, contribuiscono allaumento dei depositi bancari. A questo aumento si accompagna quello, equivalente, del prodotto nazionale. La nuova moneta piena del nuovo prodotto e definisce quindi, simultaneamente, una domanda e unofferta di ugual valore. A questa intermediazione monetaria si accompagna sempre anche unintermediazione finanziaria. In effetti, il reddito nato dalloperazione di monetizzazione ha forma di deposito bancario ed quindi immediatamente prestato alle aziende produttrici che lo usano per finanziare il loro debito nei confronti del sistema bancario per coprire i loro costi di produzione. Lammontare del nuovo reddito dunque interamente assorbito dalla nuova produzione ed impossibile che contribuisca a creare o ad aumentare il divario tra moneta nazionale e prodotto nazionale. Intermediazione finanziaria: supponiamo che BS1 monetizzi una produzione il cui costo di 10 unit di salario e che accordi crediti al consumo per 120 unit. Se il beneficiario del credito C1 paga un agente economico C2, cliente di un BS2, BS1 indebitata con BS2. Quindi BS1 accorda crediti esuberanti di 20 unit, cio 20 unit delle 120 versate da C2 a BS2 sono create senza che a esse corrisponda nessun prodotto reale. Lo scarto inflazionistico pu essere evitato solo se BS1 si astiene dal prestare 120 a C1. Dal punta di vista contabile, tuttavia, lequilibrio tra attivi e passivi garantito, cosi come il principio della contabilit a partita doppia. Il credito accordato a C1 porta per allindebitamento di BS1 nei confronti di BS2 e richiede quindi lintervento del meccanismo di compensazione interbancaria. Il fatto che BS1 accordi crediti esuberanti aumenta il rischio che il suo debito nei confronti delle altre banche non sia coperto da un credito equivalente, situazione che lo costringerebbe a ottenere un prestito dalla BC. Il rischio dellindebitamento interbancario e il meccanismo dei regolamenti lordi in tempo reale* (*Meccanismo dei regolamenti lordi in tempo reale: il pagamento di C2 pu avvenire solo se BS1 beneficia di un credito equivalente da parte di BS2) contribuiscono cos a limitare le possibilit che lattivit creditizia delle banche sia di natura inflazionistica. 26

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Ora rimane solo una possibilit aperta: la concessione eccessiva di crediti che portino alla formazione di un deposito equivalente presso BS1. Supponiamo che una BS conceda prestiti per un ammontare superiore a quello dei depositi nati dalla produzione e che il reddito prestato venga speso per lacquisto di questa stessa produzione (vedi figura pag. 137). (1) monetizzazione della produzione e formazione di un reddito di 100 unit (2) prestito di 120 unit a favore dei clienti C Sebbene i depositi nati dalla produzione siano solo di 100, BS ne presta 120. (3) alla fine della giornata BS ritrova dei depositi complessivi di 120 unit che coprono interamente il credito accordato a C. La mancata distinzione tra emissione monetaria e intermediazione finanziaria porta cosi a un aumento inflazionistico dei depositi bancari di 20 unit.

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