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Quarta catechesi Luned la prima tentazione di Ges, che poi alla fine cercher di decodificare anche in termini pi antropologici,

pi personali per ciascuno di noi, ma avete gi anche percepito fin da ieri che la tentazione che nasce l dove appare la libido amandi, la libido erotica, secondo il linguaggio di Freud, che sta in tutti noi. Ges stato tentato da questa voracit orale che investe certamente la fame del corpo, ma che investe tutta larea del desiderio delluomo, quindi investe soprattutto anche il nostro mondo dellaffettivit, il mondo della sessualit. Ma ecco che giunge la seconda tentazione. E significativo che Luca dica che Ges fu portato in alto dal demonio, che Matteo dica sulla montagna. Cosa vuol dire in alto, sulla montagna? Significa che Ges portato alla relazione con il mondo, con le cose, da dove tutte le cose si possono vedere. E significativo che prima lui ha solo davanti a s delle pietre perch diventino pane: la cosa che aveva pi a portata di mano e attraverso la quale lui tentato di soddisfare -attraverso la potenza di Figlio di Dioquella fame, quella voracit orale che metafora di tutte le voracit che stanno nel nostro corpo. Ecco perch lo porta in alto sulla montagna, gli mostra tutti i regni della Terra in un solo momento, precisa Luca. Cio Ges riesce a vedere la totalit dei Regni insieme, il tutto, come vi dicevo, il tutto.

E il diavolo gli disse: io ti dar tutto il potere e la loro gloria, perch stata consegnata a me, e io la do a chi voglio. Se tu dunque mi adorerai, sar tutta tua. E Ges, rispondendogli, disse: Sta scritto: Adorerai il tuo Dio e a lui solo renderai culto
La citazione di Dt 6,3, in parallelo alla prima citazione del Deuteronomio: Non di solo pane vive luomo. La tentazione sulla sua qualit di figlio di Dio vissuta in un uomo, in unumanit reale, prende questa volta unaltra forma. E una tentazione pi invadente: dalloralit alla psiche, dal corpo alla mente. La prima tentazione era il corpo, la fame, questa invece si colloca nella mente e nella psiche; a livello di pensiero che si possono desiderare tutti i beni della terra. Il diavolo vuole prometterci sempre qualcosa che contraddice la nostra qualit umana, ci vuole offrire lonnipotenza, limmortalit: Voi sarete come dei. C un legame fortissimo, una

coerenza enorme tra Gen. 3 e queste tentazioni di Ges. In sostanza, anche qui, secondo me, il linguaggio significativo: Lo port in alto, Lo port su una montagna, quasi per dire, insomma, che il diavolo vuole che noi togliamo i piedi da terra, che noi ci mettiamo in altezze false, che noi non aderiamo alla realt. E guardate che i nostri desideri sono causa soprattutto di tutti i mali, delle nostre azioni malvagie; tutto questo dipende molto dalla non adesione alla realt. Io non insisto molto sulle connessioni tra vita spirituale e vita psichica, per ci sono! Tutti gli errori spirituali prima o poi si rivelano malattie psichiche, non dimenticatelo. Noi purtroppo abbiamo una visione occidentale del corpo, che certamente molto mancante, non ci aiuta molto nella vita spirituale. In questo senso, sono davvero molto pi aiutati gli uomini che percorrono delle vie culturali -certo nascono, crescono, non i nostrani che poi vanno a fare un mese in India e il giorno dopo sono buddisti o induisti- ma certamente gli orientali, con questa visione che in realt luomo ha ununit molto forte, che ci che spirito ha dellinfluenza sulla psiche, certamente hanno alcune volte degli strumenti, almeno per decifrare le patologie allinterno delluomo, pi decisivi dei nostri. Voi sapete il detto buddista Se uno vuole avere una buona vita spirituale, deve avere un maestro spirituale, un dietologo e un medico. Questo per dirvi, in sintesi, in un pensiero, lunit di tutta la medicina, se voi volete, dellesplorazione umana dellOriente, soprattutto India e Cina. Perch noi siamo ci che mangiamo, ecco il dietologo, e molte malattie vengono da ci che mangiamo, lo sapete; abbiamo bisogno del maestro spirituale, e abbiamo bisogno del medico, ma i tre devono essere assolutamente tre presenze necessarie; invece noi occidentali non riusciamo a cogliere questa unit, diamo per scontato che le malattie psichiche vengono eventualmente per ereditariet, ma sovente sono errori spirituali. Ci sono persone che arrivano alla pazzia, proprio perch incapaci di unubbidienza nella vita spirituale. Lobbedienza al proprio corpo, obbedienza alla propria storia, obbedienza alla realt; questa l obbedienza, sulla quale poi si impara l obbedienza al Vangelo. E questo il vero problema: la non adesione alla realt. La prima condizione se uno aderisce alla realt o no. Se non aderisce alla realt, far solo dei guai, su di s e sugli altri. Qui c la psiche di mezzo, in questa tentazione, lio ideale coi suoi sogni, le sue immaginazioni, al di l del tempo, al di l del tempo: in un istante gli fece

vedere, quasi che il tempo si consuma, e nella cattura del tutto: Tutto sar tuo. Torniamo di nuovo al quel tutto e subito. La tentazione si basa sempre

su una falsa promessa. Anche qui, Genesi ce laveva detto, che il serpente aveva fatto la falsa promessa Voi sarete come dei e, non a caso, nella prima tentazione era implicata loralit, in questa implicata la vista: Gli fece vedere tutti i regni della terra. Il diavolo sollecita lo sguardo, gli occhi, come il serpente. Ricordate: La donna vide che lalbero era buono da mangiare, appetitoso per gli occhi; appetitoso per gli occhi: dallappetito delloralit allappetito degli occhi. E dallalto Ges vede tutti i regni della terra, dallalto del suo super-io, in se stesso, vede tutte le possibilit di avere subito e tutto. E la tentazione del possesso, della realizzazione di s attraverso lavere, la ricchezza, il possedere, la propriet. Ecco, appare qui la libido possidendi, appare a Ges come una dominante per realizzare la sua vocazione messianica. Ges stato chiamato Figlio di Dio nel Battesimo, dunque il Messia, e il Messia il re. Ecco che, in un istante, possibile che tutto questo avvenga. I regni sono promessi al Messia quante volte lo diciamo A Te appartengono i regni, a Dio e al Messia, ma il problema : questi regni glieli deve dare il Padre dopo che lui ha fatto tutta la realizzazione della sua volont in una vocazione umana fino alla morte, o lui pu darseli da solo? La domanda solo questa, solo questa che il demonio gli insinua. Il problema che Ges ha sempre affermato e poi il Quarto Vangelo con la sua ottica lo afferma, che lui aveva niente di suo, che lui non si preso mai nulla, che lui ha ricevuto e avrebbe ricevuto tutto dal Padre. Vedete, Il possesso qualcosa che ci avvince, ci coglie. Io non so se avete mai pensato bene, perch i comandamenti ci sono praticamente in tutte le culture, il decalogo, in tutte: se noi pigliamo i testi dellantichit abbiamo molti paralleli, ma ci sono due comandamenti che voi non trovate nei testi paralleli: Non desiderare la roba daltri, Non desiderare la donna daltri. Questi non li trovate, non li trovate! C Non commettere adulterio, c Non uccidere: fan parte dellumanit, ma questa precisazione che c nel decalogo, due comandamenti: Non desiderare la roba daltri, Non desiderare la donna daltri perch cera la consapevolezza della nostra vista. Noi abbiamo una voracit ottica che ci porta a desiderare. Vediamo la donna daltri, bellissima, e perch non pu

esser mia? E la desideriamo, la vogliamo. E se vediamo, non so, qui dipende dai gusti, una bella villa, vediamo una bella macchina, la desideriamo, ma gi l cera la consapevolezza, pure allinterno di un testo cos antico, che si consuma gi qualcosa di questa volont del possedere tutto e subito. Noi non sappiamo mai attendere, noi non accogliamo il presente, fuggiamo nel passato e nel futuro, vorremmo che il tempo non avesse fine. A Ges proiettata la possibilit di non fare storia, di non accogliere il tempo, di non camminare verso Gerusalemme; linsistenza poi, soprattutto allinterno del Vangelo di Luca, e notate che Luca capovolge lordine delle tentazioni proprio per dire che a Gerusalemme si deve consumare tutto, e la terza tentazione lo porter a Gerusalemme, lo vedremo. Daltronde il Messia non doveva essere il re delle genti, il Messia non doveva estendere il suo regno fino ai confini del mondo? E la promessa di tutti i profeti. Ed ecco la promessa di Satana: tutto questo possibile subito se tu mi adorerai. E qui davvero svelata la dinamica dellidolatria. Lidolo chiede sempre di essere adorato, lidolo chiede che noi ci alieniamo a lui, che noi lo riteniamo come padrone; non a caso gli idoli nella Bibbia, gli idoli sovente sono chiamati con termini terribili: baalim-baal, termine fenicio che sta per padrone. Vi ricordate quante volte viene anche vista lidolatria proprio sotto questo aspetto: Tu non dirai pi al tuo marito mio baal, ma dirai mio sposo, Osea a Israele. E voi capite anche perch lidolatria ha sempre preso forma della prostituzione. Nella Bibbia, quando si parla delle prostituzione di Israele, lidolatria: lidolatria delle cose, lidolatria dei regni, lidolatria della ricchezza, lidolatria del denaro, lidolatria del possedere. Ci cattura, noi finiamo per adorare le cose. Lidolatria, prima di essere un peccato, diceva con molta intelligenza Adorno, e ricordatevi che Adorno non era n un Cristiano n un credente, ma questo grande filosofo diceva: Lidolatria, prima di essere un peccato, un errore antropologico. E aveva ragione: prima di essere unimmagine falsa di Dio, lidolatria sempre unimmagine falsa delluomo. In questo senso, noi avremmo la possibilit, anche con gli uomini non credenti, di una vera ricerca di liberazione delluomo in una lotta antiidolatrica. C questa possibilit. Certo, ci vogliono degli uomini non credenti seri. E, notate, qui il diavolo fa una rivelazione terribile, questo mi ha sempre sconvolto e mi continua a sconvolgere nella mia vita. Il diavolo dice a Ges: A me stato consegnato tutto questo potere e la loro gloria, e io la do a chi voglio. E

proprio di Luca. Luca, lo sapete, evangelista attentissimo soprattutto al problema ricchi-poveri, evangelista per eccellenza della giustizia sociale, rivela che, insomma, il demonio dice: A me stato consegnato passivo

divino, da Dio tutto il potere e la gloria del denaro, delle cose, dei regni. Il diavolo ha un potere sulle ricchezze, sui regni, sulle propriet. E il Vangelo che ce lo dice. E ci dice Io la do a chi voglio. Per cui, chi ha

tanti beni, lo voglia o no, un amministratore di Satana, anche se non vuole saperlo, anche se fa a meno di saperlo, anche se tiene i beni a fin di bene, come si dice. Ma in una condizione precarissima, dovr sempre chiedersi da chi ho ricevuto questi beni?; A me son stati dati tutti questi beni e io li do a chi voglio. Ricchezza, possedimenti sono gli strumenti della schiavit degli uomini, della morte inflitta agli uomini. E chi possiede i beni e soddisfa la sua libido possidenti, di fatto, di fatto, un amministratore di Satana. La ricchezza una condizione pericolosa, secondo il Vangelo, Ges lha detto: E pi facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei cieli. Son parole che noi non possiamo smentire, nel Vangelo, anche se in questi ultimi decenni nella Chiesa non risuonano pi, il discorso della povert sembra relegato, chiuso, se uno lo fa sembra addirittura fuori tempo e viene preso come una persona strana, nel Vangelo c, non possiamo far finta di niente. Daltronde, il demonio stato chiamato da Giovanni, non a caso, il Principe di questo mondo e Colui che domina, e voi sapete che gli Ebrei con molta acutezza, quando dicevano lo Shema Ascolta Israele, il Signore nostro Dio, uno, tu

amerai il signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze, ma questo termine con tutte le tue forze in realt si pu tradurre con tutti i tuoi beni, con tutte le tue ricchezze. Il

temine ebraico indica le due cose. Guardate che molto importante: tutte le tue forze per noi sembrerebbe che si ama Dio semplicemente con maggior ardore, con maggior zelo, no! Con tutti i tuoi beni lo ami Dio, cio riconoscendo che Dio il proprietario della Terra, perch la Terra di Dio, che tu sulla Terra sei straniero e che i beni vanni condivisi tra gli uomini. Ges risponde allora a Satana, vincendo la tentazione, di nuovo invocando la Torah, la legge: Adorerai il Signore tuo Dio e a lui solo renderai culto, e, notate, Ges aggiunge solo; nel testo del Deuteronomio A Dio renderai culto. Qui c laggiunta del solo, quasi

per essere ancora pi radicali. Rendere il culto a Dio e lui solo significa non essere schiavizzato da nessuno e non schiavizzare nessuno, adorare Dio solo significa avere il cuore e le mani libere. Possedere, noi siamo convinti che possedendo le cose, noi accumuliamo. Ed una lotta -questa contro laccumulare- che ci tocca tutti, sapete, non pensate che ci siano alcuni esenti. Non son solo i beni e eventualmente che incantano, ma la spoliazione, la libert qualcosa di difficile, sempre pi radicale. Noi ci affezioniamo a piccole cose, cerchiamo garanzie, sicurezze in piccole cose. E significativo che Ges attirer a s tutte le cose, tutto attirer a s, ma dalla croce. Regner sullUniverso, ma dalla croce. E solo sulla croce lui merita il titolo di re. Quando lo volevano fare re e Messia, voi lo sapete, lui fuggito tutto solo sulla montagna, e anche l era stata una tentazione. Insomma, anche in questa seconda tentazione il problema sempre la filautia, lamore di se stessi e la comunione. Scusate se vi ripeto quella frase di Origene, ma la tentazione si risolve sempre o in idolatria, in schiavit o in libert e comunione, non ci sono altre vie. La libido possidendi la si vive solo attraverso la comunione. Le tre libido di Freud sono le tre libido attraverso le quali noi ci costruiamo, se non ci fossero, non diventiamo uomini, attenzione, guai se luomo non sentisse la libido amandi e la libido possidendi dentro di s. Non diventiamo uomini, noi non cresciamo se non attraverso lesercizio della libido, e rispondendo, ma la maniera di rispondere sempre nellegoismo, la filautia o nella comunione. Se io non riesco ad amare una persona, io assolutamente non cresco, la mia vita un fallimento, per se la amo nella filautia, la strumentalizzo, faccio della sessualit una maniera di consumare e mangiare. Se io possiedo -noi abbiamo il diritto di possedere anche delle cose, di avere il rapporto con le cose- per o io poi queste cose le tengo nel regime della comunione; se le riserviamo per noi e lasciamo che la filautia determini il rapporto delle cose con noi, il risultato questo. Ma eccoci alla terza tentazione. E ora il demonio conduce Ges a Gerusalemme. Significativamente Luca, che soprattutto -voi sapete- vede tutto il Vangelo come un cammino di Ges verso Gerusalemme, pone dunque questa come ultima tentazione, a differenza di Matteo che ne alla seconda. Lo pone sulla torre del tempio, e gli dice se sei Figlio di Dio,

gettati gi di qui, perch sta scritto che Dio comander ai suoi angeli per

te di custodirti, che ti porteranno sulle loro mani affinch il tuo piede non urti contro una pietra. E, rispondendo, Ges gli disse: E stato detto: non tenterai il Signore Dio tuo- con Dt 6, 16, di nuovo. Tutti i luoghi, in

sostanza, sono utilizzati per tentare Ges e per destabilizzare la sua vocazione: il deserto, lalto, ora laltro alto possibile: lalto della religione. Il luogo santo per eccellenza -che profondit in questo midrash di Matteo e Luca- anche il luogo santo per eccellenza pu diventare spazio di tentazioni, anche il luogo santo per eccellenza pu diventare luogo dellabominio; quel che successo nella storia al Santo dei Santi di Israele nientaltro che la metafora di quello che succede nei nostri corpi, in ciascuno di noi. Noi abbiamo tanta attenzione a volte ai luoghi santi, che non siano profanati, ma se c un luogo santo per eccellenza ciascuno di noi, quelli sono pur tempi di pietra, son solo tuttal pi dei segni e dei sacramenti, ma la realt siamo noi, ciascuno di noi tempio di Dio e dello Spirito Santo, in noi che si consuma effettivamente la pi grande profanazione. E allora viene smascherato. Lultima tentazione avviene nel luogo sommo della religione, della fede se tu sei Figlio di Dio sempre, la prova sulla figlialit, sempre il tentativo di separare, dividere Ges da Dio, dal Padre -diabolos, colui che divide- e Ges finora ha invocato la Parola di Dio conto il diavolo, citando il Deuteronomio, ma questa volta allora il demonio si serve della Parola di Dio stessa. Finora partito da un bisogno di Ges -la fame- o da una visione che gli ha offerto, adesso no, la tentazione non solo nel luogo santo, fatta con la Parola di Dio: Se tu sei Figlio di Dio, buttati gi, perch sta scritto (nel Salmo 90) che Dio ti ha promesso di comandare ai suoi angeli. Se Dio lha promesso addirittura al credente -Sal 90- che mander i suoi angeli perch lo custodiscano, perch lo portino sulle loro mani, in modo che il credente non inciampi su una pietra, ma se tu sei Figlio di Dio questo, allora, ti immagini, buttati gi, gli angeli verranno a met cielo, tu scenderai dolcemente, tutta Gerusalemme vedr, il miracolo a posto, di conseguenza tutti ti proclameranno Messia Il demonio si serve della Parola di Dio stessa per tentare Ges, e qui davvero anche la nostra utilizzazione della Bibbia fa parte della tentazione, pensate solo quante volte vogliamo trovare nella Bibbia dei testi per noi o contro gli altri, per sentire che la Bibbia ci d ragione, utilizzare il testo biblico invece di ascoltarlo e ubbidirlo. Qui, davvero,

sono da innestare quelle parole che ha detto il Papa nel giorno di San Bruno, in cui fa una vera analisi -Benedetto XVI- una vera analisi su come si pu strumentalizzare la Parola di Dio da parte del predicatore, un testo molto bello. Il diavolo chiede a Ges di fare a meno di ci che il vero segno della sua finitezza umana, della sua condizione: la morte; gettarsi gi dal tempio significa uccidersi, ma se Ges si getta dal tempio in quanto figlio di Dio lui non conosce la morte, secondo la promessa di Dio del salmo 90-91 ebraico. Il grande miracolo! Insomma, Ges tentato di compiere il grande miracolo, quello che stupisce, quello che provoca che tutti credano. Sar la prova del figlio di Dio, voi sapete che nellEsodo al capitolo 17 Israele aveva avuto la grande tentazione, la pi grande, quella che poi viene riassunta in Massa e Meriba, tentazione e ribellione, perch il popolo che uscito dallEgitto, il popolo che ha visto la salvezza operata da Dio, una volta giunto nel deserto si chiede: Ma Dio in mezzo a noi, s o no?. Israele dubita della Parola di Dio, dubita della presenza di Dio, dubita dellamore di Dio: Ma Vero che Dio ci ama? E vero che Dio qui in mezzo a noi?. Ecco perch quel luogo stato chiamato Massa, tentazione, ed il luogo del peccato costante dei credenti; anche Ges conosce questa tentazione. Ma se sono Figlio di Dio e mi butto gi, Dio mi viene a salvare come ha promesso nel Salmo 90 oppure no? Ma Ges vince la tentazione e risponde: Non tenterai il Signore tuo Dio. Dice no, Ges, al messianismo miracoloso e spettacolare, quel messianismo che cerca un assenso non nello spazio della fede, ma che obbliga gli altri a credere col miracolo, con lo straordinario, il messianismo che vuole una fede indotta, che confida nellapparizione nella grandiosit, nellapparire, e che obbliga gli altri al plauso, a credere. Guardate che qui la grande tentazione della Chiesa: la Chiesa che vuole apparire, chi confida nei segni, nei miracoli, che lega a quelli le vicende della fede. Noi non accettiamo pi la debolezza della croce, noi rifiutiamo la via della povert e vogliamo invece una fede che si imponga, che convinca. Quando corriamo dietro allapparizione, corriamo dietro ai miracoli, corriamo dietro ai segni, quando tutte queste cose son quelle che Ges ha rifiutato per indurre alla fede gli altri, sono esattamente il contrario. Diceva Von Balthasar che questa battaglia contro lo spettacolare, ci che si impone alla scena religiosa, la Chiesa sembra che una battaglia che ha perso dal III secolo in poi. Lo diceva

Von Balthasar. I credentisono come i Giudei, che Paolo stigmatizza in 1 Cor 1: I Giudei chiedono miracoli, i pagani, i Greci, chiedono cultura, ma noi predichiamo Cristo e Cristo crocifisso. Le tentazioni che noi abbiamo nella Chiesa son sempre quelle di vincere gli altri con la cultura, una cultura che li spiazzi, li vinca, si imponga, o di vincerli con il miracolo, lo straordinario. Ecco, c qualcosa di diabolico in questo atteggiamento che i Cristiani hanno e assumono, perch significa che non confidano nella forza del Vangelo, nella forza della Parola di Dio, e sono terrorizzati dallannunciare la croce. Allora voi vi ricordate che Paolo dice: Io in mezzo a voi ho solo voluto sapere Ges Cristo Cristo crocifisso; Paolo aveva fatto lesperienza che annunciando solo le cose miracolose in realt lui non otteneva nulla. Ecco, io credo che anche noi continuiamo a confidare in ci che sono mezzi che noi apprestiamo, la cultura, oppure una serie di manifestazioni, ma in realt poi questo sterile, non dilata il cristianesimo, non fa fare la corsa al Vangelo; questo -dovremmo esserne pi certi, del resto la storia ce lo insegna- non stato quando la Chiesa era potente che c stata dilatazione del cristianesimo, ma pi la Chiesa invece mostra una debolezza, pi si dilata il Cristianesimo: nei primi tre secoli riuscito a dilatarsi e conquistare addirittura tutta lEuropa e il Mediterraneo, e come la Chiesa ha cominciato ad essere potenza, soprattutto a Bisanzio, non a caso la Chiesa non solo non si pi dilatata, e non pi riuscita dallVIII sec ad avere nessuna missione in Oriente; ha cominciato a subire la marea mussulmana sempre pi dilatante, che poi nei grandi luoghi della Cristianit, dallAlgeria di Agostino, allAsia minore, alla Turchia dei Cappadoci, e allEgitto di SantAtanasio ecco quel che restato. Ed era il momento di massimo splendore come potenza del cristianesimo, massimo splendore non dimentichiamolo; la realt!- VIII, IX secolo, pensate sono i secoli di Giustiniano, in cui il Cristianesimo, che allora non era certamente latino e Roma; Roma era una provincia dalla quale guardavano s e no: noi cattolici crediamo tanto, ma nel primo millennio Roma non aveva nessun potere, non ha mai radunato un Concilio; lha sempre radunato limperatore e la Chiesa Orientale, e Roma mandava a volte due vescovi, a volte tre, a volte due preti, perch era come attualmente non souna provincia, n pi, n meno. Il Cristianesimo era l, e il Cristianesimo ha avuto la sua decadenza iniziata l. E la forma bizantina del cristianesimo stata una forma

nefanda, di celebrazione del potere, ieratica, che ha permesso di celebrare il potere attraverso la religione cristiana, questa la verit, ma i frutti son l, e quando poi lOccidente si distaccato ha voluto rifare la stessa storia In realt noi dobbiamo avere assolutamente questa certezza, che il Vangelo il nostro tesoro, il Vangelo la nostra forza, noi non abbiamo nulla di per s che possa convincere gli uomini, nulla! E non possiamo confidare. Allora, questa terza libido la libido dominandi, quella di dominare, quella del successo, dellavere influenza, di nuovo, anche qui, attenzione! Noi ci costruiamo attraverso questo, se noi non abbiamo nessuna influenza su nessuno ci sentiamo falliti! Una persona che ignorata va verso la pazzia. Chi solo, isolato, va verso la pazzia, se sente che lui non ha influenza su nessuno, percepisce che la sua vita un fallimento e che lui non un uomo, guai! Per il problema : questa influenza sta allinterno dello spazio della comunione, dello scambio, del poter riconoscerci, dellamare e dellessere amato o diventa il successo del potere che impone agli altri la nostra influenza, i nostri doni, per cui gli altri semplicemente diventano dei satelliti attorno a noi o addirittura degli strumenti o degli schiavi? Riassumo, a questo punto: in sostanza, leggendo antropologicamente le tentazioni di Ges, e ascoltando anche le scienze mane, noi diventiamo consapevoli che ogni uomo, ciascuno di noi si costruisce, cresce, matura mediante le relazioni con se stesso, libido amandi, mediante le relazioni con le cose, libido possidendi, mediante le relazioni con gli altri, libido dominandi. Questi rapporti sono costantemente esposti al rischio di tre pulsioni che, se non vengono arginate, disciplinate, purificate, informate dalla Grazia, diventano devastatrici, fonte di schiavit. Facendo appello alle potenzialit di volont e desiderio che sono insite in ogni uomo, la tentazione ci mette in evidenza il lato oscuro, si manifesta come una forza che mira a distorcere in senso egocentrico tutte le sfere relazionali. Insomma, se decodifichiamo la terminologia incontrata in Gen 3, incontrata nelle tentazioni di Ges e incontrata anche in 1 Gv, allora noi siamo posti di fronte allesperienza antropologica universale, le tre dominanti che agiscono sulle sfere umane dellamare dellavere e del volere. Ecco perch giustamente Freud parla della dominante delleros, la libido amandi, la dominante del possesso, la libido possidendi e la

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dominante del potere, dellaffermazione di s, la libido dominandi. La prima tentazione ci svela che il rapporto con noi stessi, rapporto del cibo, rapporto col proprio corpo, la sessualit sta sotto il segno delleros, e la possibilit la perversione del desiderio. Ecco perch leros deve essere attraversato dalla dinamica del desiderio, non essere vinto da una logica del bisogno. Pensate alla pulsione sessuale: ci abita come la fame, cresce in noi, si sviluppa nel proprio corpo, ma significativo, ed il dramma, che noi uomini a questa pulsione non sappiamo rispondere in modo animalesco. Questo il dramma, ma anche tutta la forza dellumanizzazione. A undici anni una bambina, giustamente diciamo, non una donna, e un ragazzo a dodici anni tredici hanno gli organi genitali capaci di funzionamento; se si accoppiano come gli animali possono fare un figlio. Quello lanimalit della nostra sessualit Ma, in realt, son tutti daccordo credo gli uomini, noi non siamo in grado di avere davvero un figlio a quellet, lo siamo a livello biologico; non lo siamo a livello umano. Tanto vero che normalmente ci che si consuma a quellet porta il segno della violenza, tutto e subito. Perch a quellet, ad esempio, la sessualit piglia la forma dello stupro, della violenza, e avviene addirittura a volte nella famiglia, avviene nel clan, avviene nellambiente pi vicino possibile, e perch lumanit ha sempre elaborato che in questo caso c una vicinanza terribile con lincesto? Perch lincesto tutto subito, tu lo trovi subito, nel tuo spazio: il divieto dellincesto : no, non nel tuo spazio!. Fuori dal tuo spazio! E una presa di distanza, una dilazione. Non tra fratelli e sorelle, non coi genitori, neanche con eventualmente i cugini: sempre incesto in qualche misura, e, non a caso, lo sapete, la castit significa proprio no allincesto, voi sapete: in-cestus, in-castus, la terminologia: casto colui che sta lontano dallincesto, colui che dice no allincesto, ma lincesto come cifra grande, attenzione, non solo padre, madre e genitori, cio di chi non sa prendere, perch il problema tutto e subito, allora noi abbiamo bisogno di tempo per disciplinare quelle forze caotiche che ci abitano nelladolescenza, abbiamo bisogno di trasformare la pulsione sessuale come bisogno in desiderio, quindi dobbiamo rimandare latto, rimandarlo di anni, questo eventualmente il guaio, s, con tutti i problemi che ne vengono fuori anche in una vita la quale deve essere conforme antropologicamente a uno sviluppo serio, ma nel quale siano lontani il pi possibile la violenza e la cosificazione dellaltro. Il vero

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problema, quello che noi chiamiamo della castit giovanile, un problema di crescita; se uno riesce a far s che quel fascio di forze, di pulsioni dal bisogno diventino desiderio; altrimenti un ragazzo che soddisfa il desiderio non fa lamore, fa violenza; laltro cosificato, perch uno a tredici anni non ha la capacit di sentire laltro partner come partner, soddisfa il bisogno, listinto, quindi la violenza nasce proprio da questa non volont a prendere lo spazio fuori dallo spazio, a prendere una distanza, a fare un cammino perch quel gesto dellunione sessuale possa essere assunto con una maturit e sia umanizzante, non sia disumanizzante. Questo molto decisivo. Il problema serio davvero questo quindi leros deve essere attraversato dalla dinamica del desiderio, accogliere la sfida della differenza, maschio-femmina, accogliere la sfida della distanza, imparare il rischio dellincontro con laltro, in cui laltro pu dire no. E soltanto cos noi riusciamo a diventare partner veri di comunicazione. Altrimenti, abbiamo fatto una comunicazione col corpo, ma cui non corrisponde una comunicazione che sia soggettiva, vera nellincontro di due persone. La prima tentazione, dunque, al di l del cibo che una cifra, lorale, ma la stessa cosa dellamore; non a caso, la sessualit, la prima maniera in cui si esprime proprio col bacio; strettamente legato, le due cose sono immanenti luna allaltra, allora questo dinamismo delleros per il Cristiano deve trovare davvero la via di comunione Nulla cattivo nella sessualit, nulla! Dio vide che era buona, buona cosa, ma luomo deve viverla in una logica di comunione, non in una logica che sia filautica, di amore di s. Daltronde, conoscete tutti come proprio per questo lesercizio della sessualit, se non disciplinato da un vero incontro, sempre idolatrico. Basterebbe vedere anche le manifestazioni, pensate anche alla pornografia: la cosificazione dellaltro, non a caso anche allinterno della pornografia non abbiamo mai lincontro col volto, con la persona, cosificate parti del corpo, laltro non esiste, gi sempre oggetto nella misura in cui traslato su una fotografia, su unimmagine, ma poi in realt son delle parti che vengono messe a fuoco, non c la persona, laltro nella sua alterit, la pornografia ne il segno, fino al feticismo, non a caso. La libido possidendi la seduzione esercitata dalla brama del possesso, in cui le cose, in realt, che vogliamo avere per noi ci catturano. In questo i primi Cristiani avevano capito bene; voi sapete quante polemiche i primi

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Cristiani facevano sul mio, sul tuo, questi aggettivi che rischiano di diventar qualcosa che afferma lesistenza di ciascuno di noi senza gli altri e contro gli altri. E la libido dominandi, labbiamo vista, credo che sia chiara, quella di dover dominare sugli altri. Non stato un caso che nellXI-XII secoli in Occidente, e solo in Occidente, credo che lo sappiate, quando ha cominciato a svilupparsi una visione diremmo psicologica delluomo, che nel primo millennio non cera, non a caso la vita cristiana stata contrassegnata da castit, povert e obbedienza. Nel primo millennio non si parla mai -lo sapete- di castit, povert e obbedienza. Non c una dottrina che li metta in rilievo. Anche allinterno della vita monastica, della vita religiosa, ma nel primo millennio solo monastica, non esistono altre forme di vita religiosa, la promessa che fa il monaco e continua a fare il benedettino oggi di conversio umorum e di accettazione dei fratelli, cio una vita monastica nel celibato e laccettazione dei fratelli in unalleanza comunitaria, non sono voti di povert, castit e obbedienza. Il primo che li formula e che li accetta in una forma vita San Francesco, prima non ci sono: linizio della regola di Francesco il primo testo ufficiale in cui si dice il frate vivr sine proprio, in castit e in obbedienza. Ma questo, al di l dellambiguit che porta sulla vita religiosa, e che ho criticato da altre parti, io credo che sia stato importante per lOccidente arrivare a questa visione pi psicologica e, di conseguenza, pi antropologica. Lerrore che lOccidente ha fatto dire che questi sono consigli evangelici e che appartengono ai religiosi: appartengono a tutti i cristiani e non sono consigli, sono leggi, per chi le abbraccia. Perch, in realt, lunico consiglio che stato dato, e neanche da Ges, ma solo da San Paolo, il celibato; ma povert, castit e obbedienza sono della legge data da Ges, perch la castit tanto nel matrimonio come nel celibato; si casti nel matrimonio, si casti nel celibato, si poveri, purtroppo vi una deriva di questo termine occidentale stata solo il termine povert; andava capito pi in condivisione- e la terza, obbedienza o sottomissione. secondo me laver capito in Occidente che lantidoto alle tre tentazioni di Cristo castit, condivisione, sottomissione.

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