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Il Carnevale ETIMOLOGIA DELLA PAROLA Riguardo alla etimologia della parola l'ipotesi pi attendibile ricollega Carnevale al latino "carnem

levare", cio, alla prescrizione ecclesiastica dell'astensione dal consumo della carne (il periodo di Carnevale si caratterizza proprio dal godimento accentuato o addirittura sregolato dei beni materiali come cibi, bevande, piaceri sessuali, almeno nelle sue origini e radici storiche, per poi passare alla cosiddetta quaresima, o periodo di purificazione). LE ORIGINI E IL SIGNIFICATO Le origini sembrano collocarsi lontane nel tempo: gli studiosi, unanimemente, fanno risalire la nascita del Carnevale ai Saturnali latini. In quei giorni i romani nel celebrare lanniversario della costruzione del Tempio dedicato al dio Saturno(divinit italica delle sementi), si riversavano nelle strade cantando ed osannando il padre degli Dei. Le festivit iniziavano il 17 dicembre e si protraevano per sette giorni. Durante quei festeggiamenti veniva praticato il capovolgimento dei rapporti gerarchici ed in genere delle norme costituite della SOCIETA, sicch i plebei potevano confondersi con i nobili e viceversa grazie ad un travestimento. Pi tardi venne introdotto luso delle maschere, preso in prestito dai Baccanali, festeggiamenti in onore di Bacco. Presumibilmente con lo scopo di non essere riconosciuti durante le pratiche licenziose festaiole, di cui i latini erano maestri. Il carnevale, inoltre, una festa contadina, che risale ai riti tradizionali della stagione invernale. Lesplosione di gioia e luso della maschera avevano la funzione di allontanare gli spiriti malefici. La maschera, infatti, rendendo luomo simile agli animali, gli dava un potere simbolico e temporaneo sugli animali sacri. Si ipotizza che la licenza sessuale, in uso durante il carnevale, sia riconducibile ai riti di fecondit della terra. Lusanza di bruciare un fantoccio richiama i sacrifici primitivi. E chiaro che la storia del carnevale nel mondo anche riflesso dai modelli culturali delle diverse civilt e loro evoluzioni. Per il sociologo luso della maschera nella festa significativo. Le belve feroci delle maschere di guerre africane o giapponesi, hanno la funzione di dare la forza e potenza al combattente. Quelle degli sciamani eschimesi usate in Niger e Messico, quella di allontanare i demoni; la stessa convinzione presente nel Tirolo o in alcune zone della svizzera. Le popolazioni malesiane usavano travestirsi evocando simboli sessuali come auspicio alla fertilit del suolo. Anche oggi le maschere si sono disfatte del culto delloscuro e del magico, gli esperti ammettono che lasciano trapelare remote istintualit represse. Per lo psicologo carnevale non altro che un sogno vissuto nella realt e che, proprio in quanto sogno necessita di un inizio e di una fine precisa: se cos non fosse diverrebbe pazzia. Un caso estremo certamente offerto dai riti tribali WOO-DOO dove il mascheramento con sembianze divine legittima il sacrificio umano e anche lincesto. Le bastonate (seppure con arnesi di plastica), uova marce, lazzi sono lombra di queste pulsazioni distruttive. Le danzatrici di Rio De Janeiro evocano quelle sessuali e in genere nel rito carnascialesco costante il gusto per losceno, il travestimento, lesibizionismo, la morte presente nelle maschere mostruose. La maschera il travestimento, generalmente perci spesso evocatrice di impulsi ed altre paure dellanimo umano. A volte un paravento dietro di cui nascondere la propria aggressivit normalmente ingessata dai tab sociali. E presente anche il desiderio di alterare, almeno temporalmente, la propria personalit. Lapidariamente, il carnevale assume il sogno di un ribaltamento delle funzioni, di liberazione delle inibizioni, di sfogo delle proprie pulsioni di sogno. IL CARNEVALE E IL CRISTIANESIMO STORICO Il Cristianesimo fece ordine nel complicato panorama delle festivit romane e cerc di moderare quelle pi smodate e trasgressive. Fu cos che i Saturnali divennero Carnevale. Nel Medioevo esso sub una trasformazione per effetto probabilmente della tradizione pietistica e della diffusa pratica mistica. La Manifestazione divenne fondamentalmente un rito di purificazione come provato dalla scena culminante della festa che consiste nel funerale di Re Carnevale. Questo senza per perdere il momento trasgressivo di abbandono ai piaceri materiali. In Italia il carnevale stato sontuosamente celebrato per secoli. Ancora oggi sono visibili alcuni tratti di questantica festa popolare, nel Carnevale di Venezia o nel Carnevale di Viareggio e naturalmente nel Carnevale di Sciacca. IL CRISTIANO E IL CARNEVALE cosa indiscussa che questo periodo una pubblica autorizzazione ad assecondare i desideri della carne, come suggerisce la stessa parola Carnevale, che si fonda sullo stravolgimento scherzoso degli schemi della

societ. Mascherarsi, travestirsi, fare i buffoni, darsi al folle divertimento, fare pazzie e scherzi di ogni genere, abbandonarsi a sconcezze e oscenit sono difatti tutti comportamenti che caratterizzano il Carnevale. La Bibbia pone enfasi su certi modi di pensare delluomo, infatti leggiamo:...Anima mia... riposati, mangia, bevi, godi. (Luca 12:19-20). Ed ecco che tutto gioia, tutto festa! ...Si mangia carne, si beve vino... Mangiamo e beviamo, poich domani morremo! (Isaia, 22:13). Cosa dice la Bibbia a riguardo? Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non vi illudete; n i fornicatori, n gli idolatri, n gli adulteri, n gli effeminati, n i sodomiti, n i ladri, n gli avari, n gli ubriachi, n gli oltraggiatori, n i rapinatori erediteranno il regno di Dio (I Corinzi, 6:9-10). Daltro canto, il carnevale come abbiamo detto trae la sua origine dagli antichi Saturnali, un'orgiastica festa dell'antica Roma in onore del dio pagano Saturno, pertanto comprendiamo che compiacersi in queste antiche tradizioni, cozza con lo spirito sincero che anima ogni buon cristiano. Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi pi come si comportano i pagani nella vanit dei loro pensieri, con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie d'impurit con avidit insaziabile (Efesini, 4:17-19). Del resto i frutti del Carnevale (oscenit, ubriachezze, gozzoviglie, risse, adulteri, fornicazioni, per non parlare delle violenze, dei furti e degli omicidi) mostrano abbastanza chiaramente che non si tratta affatto di cose buone, ma malvagie, carnali e diaboliche, condannate da Dio: Ora, le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurit, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, stte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e altre simili cose; circa le quali vi preavviso, come vi ho gi detto, che chi le fa non erediter il regno di Dio (Galati, 5:19-21). Un cristiano che accondiscende luso del travestirsi, di vestirsi in maschera, seppure scherzosamente, aderisce allandazzo di questo mondo, il fatto stesso di mascherarsi denota insoddisfazione e rifiuto delle proprie condizioni abituali, infatti, nel travestirsi si desidera perdere per un po' la propria identit, per acquistare quella di un'immagine a cui chi si maschera. Inoltre, nell'antichit classica la maschera era l'attributo principale dell'attore (in greco: hypocrits), il quale un esperto della finzione, e noi sappiamo che questo appellativo di ipocriti il Signore Ges lo us parecchie volte verso gli scribi e i farisei. Nella Bibbia troviamo inoltre che non lecito fare i buffoni e travestirsi: La donna non si vestir da uomo, n l'uomo si vestir da donna; poich chiunque fa tali cose in abominio al Signore (Deuteronomio, 22:5); anche se il significato del passo citato va ben oltre il semplice travestimento. Vivere nell'egoismo e nei piaceri carnali ci che pi condanna la Bibbia, non possiamo dire di amare Dio e permettere anche solo per pochi giorni che la carne abbia il sopravvento, il nostro Dio un Dio geloso e ci brama fino alla gelosia. Ma voi non cos che avete imparato a conoscere Cristo. Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verit che in Ges, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l'uomo nuovo che creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santit che procedono dalla verit (Efesini, 4:20,22-24). Il cristiano che partecipa ai divertimenti del Carnevale (festa dell'Avversario) non dimostra di avere rinunciato a se stesso, perch i nati di nuovo si riconoscono dal frutto il frutto dello Spirito amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bont, fedelt, dolcezza, temperanza (Galati 5:22), tutto il contrario delle opere della carne (Galati 5:19-21). Pertanto comprendiamo quanto sia importante dare enfasi alle parole che ci suggerisce lapostolo Paolo: Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito (Galati, 5:24-25). Confrontiamo la nostra vita giornalmente con questi versetti della bibbia, e vedremo come difficile se non impossibile vivere la realt del carnevale nel vero cristiano: (1 Cor. 7:31), (Efesini 5:1-12), (Efesini, 5:15-19),(Col.3:10), (Rom.12:2), (Matteo, 7:13-14) . Qualcuno dir, ma allora i bambini? Essi non comprendono, e devono confrontarsi giornalmente con una societ che impone loro altri valori! Largomento non semplice e neanche impositivo, ma sarebbe opportuno che sin da piccoli i figli comprendessero la differenza fra cristianesimo e paganesimo, un buon insegnamento al piccolo fanciullo, spianer la strada ad un futuro figlio di Dio. Insegna al ragazzo la condotta che deve tenere; anche quando sar vecchio non se ne allontaner (Proverbi 22:6). Una cosa importante da sottolineare, linsegnamento deve rispecchiare let del fanciullo, e non creare traumi che alla lontana possono risultare controproducenti, chiediamo sempre a Dio la sua sapienza per affrontare ogni discussione e problema con pacatezza e serenit, senza gridare mai allo scandalo e allimmoralit.