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I tubi termoionici

Nasce la valvola e lelettronica consumer


Nel 1904 avviene linvenzione del diodo; primo tubo elettronico perfezionato successivamente nel triodo. Ne esaminiamo le caratteristiche tecniche e le modalit dimpiego
Vittorio Castellotti

ifacciamoci allinizio del 1900 per tener conto della cronologia degli avvenimenti e dellimportanza di questo secolo, nei cui inizi avvennero le scoperte pi rivoluzionarie. Prima ancora di Einstein con lenunciato sulla teoria della relativit (1905) fu Guglielmo Marconi la figura emblematica del 1900 per aver dato il via alle radiocomunicazioni. Di lui ricorso il 12 dicembre 2001 il centenario della sua prima trasmissione radio transatlantica da Poldhu (Cornovaglia) a S.Giovanni di Terranova n Canada. Dopo la superba riuscita delle sue esperienze, Marconi fond la Wireless Telegraph Company in Inghilterra, commercializzando le possibilit derivanti dallapplicazione pratica dei fenomeni elettromagnetici radio per luso sulle navi passeggeri o mercantili con limitate applicazioni nelle navi da guerra. Su queste ultime il primo conflitto mondiale ne intensific limpiego. Per commemorare limpresa, il giorno 12 dicembre 2001, in mattinata, lIstituto di Radioastronomia del Cnr di Bologna unitamente alla Fondazione Marconi, ha diffuso la voce registrata dello scienziato utilizzando la superficie della Luna come riflettore di segnali trasmessi dalla Terra.
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Lesperimento ha impiegato il grande paraboloide di 32 metri del radiotelescopio del Cnr sito a Medicina (BO). In questo giorno la Luna sorta alle ore 5 locali, tramontando alle 15. La banda prescelta stata quella amatoriale dei 23 cm con frequenza di lavoro a 1296,1 MHz.

Fig. 1a - Marconi allepoca degli esperimenti transoceanici: aveva 28 anni

Fig. 1b - Marconi nel laboratorio a bordo dellElettra

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Esigenza di perfezionamenti Il problema che nacque come conseguenza dei primi esperimenti condotti con la famosa trasmissione della lettera s in caratteri Morse, fu quello di riuscire a passare da un collegamento univoco a quello multiplo fra corrispondenti posti in localit diverse, magari lontanissime tra loro, non solo utilizzando i segnali telegrafici ma anche la voce umana. Si trattava di inventare dei dispositivi che modulassero unonda portante continua convogliandola a un sistema radiante. Solo lapparizione dei tubi termoionici rese possibile la radiotelefonia. I tubi divennero perci arbitri delle telecomunicazioni via radio allincirca sino agli anni 50 del secolo scorso, quando fu iniziato limpiego dei semiconduttori. Tuttavia ancora oggi persiste luso dei tubi termoionici nei trasmettitori di potenza per le radioaudizioni circolari, per la televisione e nellambito dellHi-Fi. Aggiungiamo che limpiego dei tubi permise di facilitare in medicina la diagnostica (raggi X per radiografie) e certi particolari metodi di cura (marconiterapia). Linizio dellera termoionica fu indubbiamente esaltante sotto ogni punto di vista. Appaiono i primi esemplari di valvole Nel 1904 linglese Fleming, utilizzando le ricerche di Edison, realizz un tubo elettronico a cui diede il nome di diodo, costituito da due elettrodi, un filamento che fungeva da catodo e una placca come anodo. A ragion veduta, oggi, siamo propensi a valutare maggiormente lapparizione del diodo come base dei procedimenti condotti con lutilizzazione della rete alternata per alimentare i ricevitori.

GLI IMPIANTI PER LIMPRESA TRANSOCEANICA


La stazione trasmittente a Poldhu aveva un apparato di alimentazione costituito da un alternatore monofase di 25 kW e lantenna da una serie di cavi appesi a 20 pali di legno alti 60 metri. Un impianto simile fu relizzato anche a Terranova dallinventore, ma lantenna fu abbattuta dal vento. Marconi, senza perdersi danimo, sfrutt il vento della zona realizzando un nuovo sistema radiante con un lungo cavo sollevato fino a 100 metri di altezza da un aquilone. Nel 1931 cos scriveva Gabriele DAnnunzio a Marconi: Mio carissimo Guglielmo, io vivo di giorno e di notte nel tuo genio etereo e per tua virt condenso gli spazi nel mio cervello.

Fig. 2 - Lo yacht Elettra. Da qui Marconi effettuava gli esperimenti sulla propagazione delle onde corte. La nave ebbe un triste destino: silurata da un sommergibile inglese nelle acque di Zara l8 gennaio del 1944, col a picco. Ricuperata per intervento del maresciallo Tito, fu riconsegnata allItalia affinch fosse ricostruita. Ma nulla fu fatto: ci che avvenne fu solo il suo smembramento: la prora rimase a Trieste unitamente allalbero maestro, le apparecchiature elettriche andarono (per fortuna) al Museo della Scienza e della Tecnica a Milano, altri pezzi furono sparsi in varie citt dItalia con la parte centrale dello scafo a Bologna e la poppa presso la centrale del Fucino di Telespazio ad Avezzano. 27
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UNA PRECISAZIONE LESSICALE


Pi comunemente viene usato il termine valvola al posto di tubo termoionico. Questa semplificazione ci pare pi giusta in quanto nel dire tubo si impiega la traduzione dellinglese tube come concetto unicamente estetico, mentre la parola valvola esprime la vera funzione dellampolla termoionica che, analogamente alla valvola meccanica, regola o interdice un flusso elettronico.

Funzionamento dei primi tipi di valvole IL DIODO Se alla valvola a due elettrodi denominata diodo, viene applicato un potenziale positivo alla placca nasce un flusso di elettroni dal catodo verso la placca con ritorno al catodo attraverso il circuito comprendente la sorgente alimentante. Se invece si applica un potenziale alternato alla placca, questa alternativamente polarizzata nei due sensi con produzione di corrente anodica nei semiperiodi positivi. In questo caso viene a verificarsi un flusso di corrente in una sola direzione con un effetto chiamato rettificazione a semionda. Se la valvola costruita con due placche e con uno o due catodi la rettificazione si attua a onda intera. La 80 e la 5Y3 erano esemplari di valvole usate per ottenere il flusso a onda intera. Un altro metodo per aumentare lefficienza della rettificazione consiste nel racchiudere nellampolla qualche goccia di mercurio generando la vaporizzazione dei suoi atomi man mano che la valvola si riscalda. Questi atomi vengono bombardati dal flusso di elettroni e divengono ionizzati producendo un incremento nella corrente anodica. La 81 e la 83 sono stati i primi tipi di valvola a vapori di mercurio degli anni 30.

Tuttavia, pur essendo il diodo il primo gradino della scala per ottenere i futuri tubi elettronici, non si era ancora giunti ad attuare un dispositivo che consentisse operazioni pi complesse quali il controllo del flusso, la modulazione di unonda portante, lamplifica-

zione e la demodulazione del segnale. Ci pens lamericano De Forest nel 1906 introducendo un elettrodo supplementare nel diodo tra catodo e anodo, chiamandolo griglia e triodo il nuovo tipo di tubo.

Fig. 3 - Caratteristiche della rettificazione di una tensione alternata mediante diodo per lalimentazione in continua dei ricevitori

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Un circuito particolare, da considerarsi un escamotage, stata la duplicazione della tensione ottenibile dalla rettificazione mediante una valvola biplacca che poneva in serie due raddrizzamenti separati, sommando le tensioni ottenute. Lo si usato nei primi piccoli ricevitori portatili per eliminare il trasformatore di alimentazione. IL TRIODO Con lintroduzione di un terzo elettrodo nel diodo venne ideato il triodo mediante una spirale di filo a maglie allargate per consentire il passaggio del flusso degli elettroni, posizionandola a breve distanza dal catodo. Nelluso come triodo amplificatore, alla griglia viene applicato un potenziale negativo; in queste condizioni la griglia non attira una corrente apprezzabile. Lintensit del flusso elettronico che perviene alla placca dipende dagli effetti combinati nelle polarizzazioni. Quando la placca positiva e la tensione applicata alla griglia diviene sempre pi negativa, la corrente anodica diminuisce proporzionalmente. Al contrario quando la griglia assume valori positivi. Perci, quando sulla griglia varia lintensit dei segnali in arrivo, ugualmente avviene per la corrente di placca. Come conseguenza, un piccolo segnale applicato alla griglia generer comparativamente una pi forte variazione della corrente anodica e il segnale sar amplificato. Triodi usualmente impiegati erano la 6C4, la 6J5, la 45 e la 2A3 per luso, rispettivamente, come amplificatrici-rivelatrici, come driver e come finali in B.F. Aggiungiamo un cenno sul funzionamento del triodo per le capacit interlettrodiche che vengono a formarsi tra griglia e placca e tra catodo e placca. La pi rilevante quella tra griglia e placca che pu produrre effetti

Fig. 4 - In alto, costituzione del triodo, sotto, il suo circuito base

indesiderati con accoppiamenti nei circuiti in ingresso e in uscita causando instabilit e prestazioni poco soddisfacenti, eliminabili o semplicemente riducendole con opportune neutralizzazioni. Altro parametro che si riflette maggiormente sul rendimento

il carico di placca (generalmente induttivo negli stadi finali) il cui valore resistivo deve avvicinarsi il pi possibile a quello interno della valvola per ottenere il massimo guadagno con minore incidenza nella distorsione dei segnali.
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