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Telefonia, sensori, trasduttori, laser e radar

La storia del telefono


Franco Cianflone

Excursus storico dal primo telefono di Meucci ai moderni apparecchi automatici. La storia della commutazione, prima a spinotti, poi automatica con selettori Strowger e, infine, le moderne centrali a stato solido, senza parti in movimento

Premessa Comunicare a distanza stato un sogno delluomo sin dai tempi pi remoti. Il ricorso a piccioni viaggiatori, che recavano messaggi legati alle zampe, ha cambiato lesito di molte battaglie del passato. I ruderi delle torri saracene, disseminate lungo il litorale meridionale del nostro Paese e delle coste spagnole, sono le vestigia di un sistema di telecomunicazioni inventato, nel 400 avanti Cristo, da Enea il Tattico (uno scrittore ed esperto militare greco) e descritto da Polibio. Questultimo ide, nel 150 a.C., un sistema di comunicazione mediante fiaccole, con i movimenti delle quali si trasmettevano le lettere dellalfabeto. I pellerossa
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inviavano messaggi mediante la modulazione del fumo tramite una coperta e, sia in Europa sia in America, non esistevano altri mezzi veloci di comunicazione se non i messaggeri a cavallo. Ne sono esempio i minuteman di Boston, cavalieri in grado di essere pronti in un minuto, per portare ordini o combattere. Le navi in mare, ancora oggi, trasmettono segnalazioni e messaggi con la posizione di due bandierine. La rivoluzione comincia con linvenzione, nel 1793, del telegrafo a semaforo, da parte dallecclesiastico e ingegnere francese Claude Chappe. Lingegnoso strumento fu adottato per le truppe francesi da Robespierre e dal Direttorio nella guerra contro Inghilterra, Olanda e Prussia. Trenta o quarantanni dopo, lamericano Samuele F.B. Morse, ide il telegrafo

elettrico che fu utilizzato per primo non dai militari ma dalle ferrovie, che se ne servirono per regolarizzare il movimento dei treni. Il telegrafo ebbe un notevole impatto per la rapidit con cui si diffondevano le notizie. Nel 1776, unimbarcazione particolarmente veloce impieg oltre una settimana per portare a Londra la notizia della proclamazione dindipendenza delle colonie americane. 74 anni dopo, durante la guerra di Crimea, il parlamento inglese seppe della morte dello Zar Nicola I a Pietroburgo, il pomeriggio dello stesso giorno dellevento. La trasmissione attraverso lAtlantico, dal vecchio al nuovo continente e viceversa, fu attuata nel 1866, dopo la posa di un

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cavo transoceanico. Uno dei primi messaggi fu spedito in America da un tedesco, Julius Reuter, che fond lomonima agenzia di stampa. Bisogna arrivare al 1894 per arrivare al primo telegrafo senza fili, via radio, inventato da Marconi. Il telefono Ma non era sufficiente. Luomo desiderava far sentire la propria voce e ascoltare quella dellinterlocutore. Si moltiplicarono gli sforzi degli inventori per comunicare a voce a distanza. I primi studi sulla telefonia sono da attribuire al fisico tedesco J.P. Reis, che cerc di applicare leffetto Page, consistente nella vibrazione di una sbarretta in funzione di una magnetizzazione variabile. Il primo brevetto di telefono, come definito dalletimologia greca della parola stessa, fu depositato dallitaliano Antonio Meucci nel 1871 ma, pare, il valdostano Innocenzo Manzetti, quasi contemporaneamente agli sforzi che si facevano in America, ebbe lidea di un marchingegno per trasmettere voce e suoni (meglio rumori) a distanza. Il primo telegrafo parlante consisteva in un cilindro in legno, nel quale era piazzata trasversalmente una piastrina molto sottile. Questa lamina oscillava per effetto delle vibrazioni della voce di chi parlava dentro al cornetto, e disponeva di un ago magnetizzato posto in una bobina, posizionato in verticale rispetto alla lamina. La bobina era collegata, mediante un filo isolato in rame, con un altro cornetto simile. Le vibrazioni della voce producevano una corrente indotta che faceva oscillare lago del cornetto allaltro capo del filo, inducendo la vibrazione della lamina e la riproduzione della voce. Il telefono fu successivamente perfezionato da altri due inventori, Graham Bell, ricercatore scozzese trasferitosi in America, ed Elisha Gray. Nacquero le note controversie sulla paternit dellinvenzione, che

Linea di montaggio degli apparecchi telefonici da tavolo Siemens. Milano 1969 (Cortesia Italtel)

la Corte Suprema degli Usa attribu definitivamente, nel 1886, allitaliano Meucci. Ma il telefono di Bell si era ormai diffuso sul mercato. Nei primi telefoni microfono e ricevitore erano un tuttuno ma, nel 1876, T.A. Edison ide il microfono a carbone, successivamente perfezionato da Hughes, separando le due funzioni. Tutti i microfoni del secolo scorso furono costruiti secondo questi nuovi principi. Realizzato il telefono, si ebbe la necessit di collegare tra loro gli utenti, tramite la cosiddetta centrale telefonica, un dispositivo che metteva in comunicazione i vari telefoni.

La prima centrale telefonica fu inaugurata nel gennaio del 1878 a New Haven, nel Connecticut (USA). Con questo sistema, labbonato al servizio telefonico, alzando il ricevitore, inseriva un contatto elettrico, che avvisava loperatrice. Questultima spostava una levetta per scegliere il numero della persona chiamata e collegarlo con il chiamante. La prima centrale elettrica di New Haven serviva, con otto distinte linee, soltanto 21 utenti. Non cerano indicazioni della fine di una comunicazione e pertanto loperatrice, per liberare la linea, doveva sentire tutte le comunicazioni. La commutazione telefonica Un impresario di pompe funebri di Kansas City, Almon Brown Strowger, era preoccupato per il cattivo andamento degli affari, in quanto riceveva sempre meno richieste dintervento. Ebbe il sospetto che le centraliniste, in collusione con i suoi concorrenti, non gli passassero le comunicazioni e, ossessionato da questo sospetto, brevett, nel 1889, una centrale telefonica automatica senza operatrici. Anzich alzare il ricevitore e attendere la voce della centralinista, cui comunicare il numero da chiamare, lutente poteva collegarsi direttamente al numero
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Cablaggio dei cavi di una centrale telefonica automatica. Stabilimento Siemens Milano 1960 (Cortesia Italtel)

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desiderato, azionando in sequenza tre distinti tasti. Successivamente fu ideato un disco rotante, che generava, a seconda della cifra selezionata, opportuni impulsi inviati alla centrale per connettersi al numero desiderato. Le centrali telefoniche automatiche, su brevetto Strowger, furono realizzate qualche anno dopo, ma soltanto nei primi anni del secolo funzionavano effettivamente. Proteo, la prima centrale elettronica Italtel, in servizio In Europa gli eventi se- nella rete urbana di Milano (1974) guirono a ruota. La prima centrale automatica europea fu installata in Germania nel 1900, una coppia di contatti liberi cui mentre in Italia si dovette aspettare collegare i fili dellapparecchio. Il sino al 1913 per avere il primo selettore successivo, in collegamento impianto a Roma Prati. Dopo gli con i telefoni il cui primo numero era anni 20 si ebbero, nelle centrali quello scelto, eseguiva la selezione telefoniche, importanti modifiche, del secondo numero, con lo stesso sviluppando il cosiddetto selettore criterio, e cos via sino al numero a braccio. Le centrali telefoniche finale. di questo tipo erano costituite Il selettore finale, al pari del da file di rel, contraddistinti in selettore di gruppo, controllava dieci preselettore, selettore di gruppo file di contatti, ognuna delle quali e selettore finale. ne conteneva dieci coppie. Gli impulsi elettrici, generati Componendo la seconda cifra dal primo numero selezionato con il disco del telefono, sinviavano dal disco rotante, erano inviati al tanti impulsi quanto indicava la selettore di gruppo e passavano cifra selezionata, che giungeva prima attraverso un preselettore, per allelettromagnete del selettore finale abilitare lapparecchio chiamante. corrispondente a quel numero. Il selettore era composto da due Di conseguenza, lalberino comelettromagneti, da un alberino piva tanti scatti verso lalto quante mobile e da una serie di contatti erano le cifre del secondo numero fissi, disposti su dieci file, collocate ad altezze diverse. Una delle due armature muoveva verticalmente lalberino, mentre laltra lo faceva ruotare su se stesso. In tal modo il braccio dellalberino si metteva in contatto con una delle dieci file, per collegarsi poi con il selettore finale. In tal modo si stabiliva un contatto telefonico tra il chiamante e il circuito cui fanno capo tutti i telefoni che hanno, come prima cifra, quella selezionata. Sulla medesima fila orizzontale, caratterizzata dal primo numero scelto, si trovavano gli altri contatti corrispondenti ai telefoni con lo stesso numero iniziale. In questo Selettore a sollevamento e rotazione caso lalberino ruotava sino a trovare Siemens Strowger. 1920. (Cortesia Italtel)
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selezionato e si fermava allinizio della fila orizzontale corrispondente, in attesa che fosse composta la cifra successiva. Appena compiuta questoperazione, lalberino si spostava di nuovo in avanti, completando la precedente sequenza. Alla fine, un rel faceva suonare il campanello del telefono chiamato. Ma questa storia passata. Divisione di spazio e divisione di tempo Con il consolidarsi delle nuove tecnologie elettromeccaniche, le centrali telefoniche sono diventate sempre pi complesse, permettendo la diffusione a macchia dolio del nuovo mezzo di comunicazione. Lobiettivo principale della commutazione consisteva nellassicurare la qualit della comunicazione, con diverse metodologie di smistamento delle telefonate. Sino alla prima met del secolo scorso, ha trovato larga applicazione il sistema a divisione di spazio. Con questo metodo, ogni comunicazione viaggiava su un canale unico, detto canale fonico, distinto e separato dagli altri. Nelle centrali che lavoravano con la divisione di spazio, vie erano tanti collegamenti (canali), fisicamente distinti, quanti erano gli abbonati. In tal modo, con lesistenza di una coppia di conduttori per ogni collegamento, le dimensioni e la complessit degli apparati delle centrali di commutazione sono rapidamente cresciute in funzione del numero degli utenti. Linvenzione del transistor e dei circuiti elettronici ha radicalmente cambiato, negli ultimi 40 anni, i concetti di commutazione telefonica. Per prima cosa sono stati gradatamente abbandonati i dischi combinatori a favore dei pulsanti di selezione, ormai in tutti i moderni telefoni. Si sono cos evitate parti in movimento e il numero da chiamare si selezionava azionando in sequenza i pulsanti che inviano il

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LE CUFFIE TELEFONICHE
Un problema, non trascurabile per le prime centrali telefoniche, era costituito dalle cuffie dascolto, nate per una primaria esigenza, in quanto gli operatori dovevano fisicamente connettere i due utenti attraverso opportuni cavi e spinotti e ascoltare le loro conversazioni per disconnetterli alla fine. Per effettuare velocemente loperazione di collegamento, era necessario utilizzare le due mani e parlare contemporaneamente con lutente al telefono. I primi modelli di cuffie, pesanti e ingombranti, non erano adatti alle necessit effettive di un operatore telefonico. Erano marchingegni con microfoni e ricevitori (uno per orecchio) di grandi dimensioni, Cuffie telefoniche munite dimpugnature. per operatori Nacque cos lidea di alleviare le fatiche delle di centrale adottate operatrici (non cerano ancora i sindacati), ai primordi inventando un geniale sistema per evitare della telefonia di appesantire le braccia, caricando tutto il peso sulle spalle. Tempo e tecnologia hanno migliorato i prodotti e anche nel campo delle cuffie telefoniche si sono viste notevoli innovazioni. Compare larchetto per tenere la cuffia in testa e il collarino per tenere il microfono sul petto, al fine di avere le mani libere. Addirittura, in qualche caso, il microfono era supportato da un lezioso collarino che riproduceva costose, eleganti e moderne collane in grado di abbellire laspetto delloperatrice. Nel corso degli anni le cuffie telefoniche hanno subito notevoli cambiamenti, anche in considerazione del fatto che non sono utilizzate soltanto dagli operatori telefonici, ma anche da coloro che devono passare ogni giorno qualche ora in comunicazione, come i piloti degli aerei, gli operatori nei centri di controllo industriali e ferroviari, gli utenti dInternet e cos via. La tecnologia ha consentito notevoli progressi, realizzando materiali innovativi e molto leggeri, oltre che robusti. Al giorno doggi, oltre alle cuffie telefoniche tradizionali, esistono anche prodotti cosiddetti cordless, in grado di rendere loperatore indipendente dal telefono o dalla propria scrivania e garantendo un raggio dazione anche sino a 50 metri. Alcune delle ultime realizzazioni utilizzano la tecnologia radio ad alta frequenza Bluetooth.

segnale direttamente alla centrale. I circuiti elettronici consentono oggi di richiamare lultimo numero selezionato, perch lo memorizzano, possono deviare la comunicazione ad altri numeri e fanno apparire, su un piccolo visore a cristalli liquidi, il numero chiamante. A partire dagli anni 60, con la diffusione dellelettronica, stata sviluppata la tecnica a divisione di tempo, che ha permesso, soprattutto, di semplificare i sistemi di commutazione e di ridurne le dimensioni. In questo caso, il conduttore su cui viaggiano i segnali telefonici unico. Ogni comunicazione la percorre rapidamente nel tempo assegnato. In effetti, sul medesimo conduttore sono trasmessi gli impulsi elettrici che corrispondono ai segnali vocali in partenza, divisi nel tempo e specifici per ogni collegamento. Una volta giunti a destinazione, questi impulsi sono ricostruiti e trasformati fedelmente in segnali perfettamente uguali a quelli di partenza. La commutazione elettronica Negli anni 60 il nuovo rivoluzionario strumento del XX secolo, il calcolatore elettronico, fa il suo ingresso nel settore delle telecomunicazioni. Le centrali hanno un vero e proprio rivolgimento e diventano

a stato solido, senzalcuna parte in movimento. Selezione, commutazione, collegamento e tutte le altre funzioni cominciano a essere gestite da calcolatore e lintero sistema diventa sempre pi intelligente. A Morris, negli Stati Uniti, nel 1960, installata la prima centrale elettronica a divisione di tempo, ancora sperimentale. Negli anni successivi si progettano centrali di questo tipo. La Fiera di Milano, nel 1970, il teatro dei primi esperimenti di commutazione elettronica con le centrali della serie Proteo, progettate e prodotte dalla Italtel. La prima centrale Proteo, ancora sperimentale, entra in servizio, nel 1974, a Settimo Milanese e costituisce il primo mattone delle future centrali della linea UT, realizzate con tecnica esclusivamente numerica. La tecnica numerica La tecnica numerica consiste nel trasformare i segnali, che circolano nei sistemi di commutazione a divisione di tempo, in numeri rappresentati da una serie di impulsi a due livelli 0 e 1 (che indicano, rispettivamente, secondo le regole dellalgebra booleana, assenza o presenza di segnale) secondo il principio della modulazione a impulsi Pcm (Pulse code modulation). Mentre nelle centrali

elettromeccaniche o elettroniche di prima generazione, il segnale fonico, sia a divisione di spazio sia a divisione di tempo, di tipo analogico. Con la tecnica Pcm i segnali sono trasformati in numeri (i bit del computer). quindi possibile trattare e trasmettere segnali numerici, nellambito della comunicazione telefonica. In effetti, la teoria di numerizzazione dei segnali era stata elaborata nel 1937, ma ha potuto trovare applicazione soltanto quarantanni dopo, quando sono stati disponibili semiconduttori e microelettronica. Spetta ancora agli Stati Uniti il primato dellinstallazione, a Chicago nel 1974, della prima centrale in tecnica numerica. La prima centrale di questo genere in Italia una TN 16 Italtel che, installata a Milano Bersaglio nel 1980, collega tra loro le varie centrali urbane. Bisogna per aspettare sino al 1984 per avere la prima centrale numerica urbana di seconda generazione. il sistema UT, progettato da Italtel e basato su unarchitettura modulare a comando distribuito, dotata di decine di elaboratori elettronici e di centinaia di microprocessori. Questa nuova centrale lelemento base verso i futuri sistemi intelligenti di telecomunicazione che, dora in poi, parleranno il linguaggio dei computer.
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