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Corso di Corso di

TECNICA DELLE COSTRUZIONI TECNICA DELLE COSTRUZIONI


POLITECNICO DI TORINO
II Facolt dIngegneria II Facolt dIngegneria
(Vercelli)
Docente:
Rosario Ceravolo
Dip. Ingegneria strutturale e geotecnica
PARTE 2: PARTE 2:
SICUREZZA STRUTTURALE SICUREZZA STRUTTURALE
Deterministici
Tensioni ammissibili
Calcolo a rottura
METODI DI MISURA DELLA SICUREZZA NELLE METODI DI MISURA DELLA SICUREZZA NELLE
COSTRUZIONI COSTRUZIONI
Probabilistici
Calcolo a rottura
Di livello 3
Di livello 2
Di livello 1 (semiprobabilistici)
La misura della sicurezza avviene nello spazio delle tensioni:

R
R
S
K
e
=



R
S
K
e
o anche
fr
0 Se r, s
RK/ RK Rm
0,05
Metodi deterministici: metodo delle tensioni Metodi deterministici: metodo delle tensioni
ammissibili ammissibili



R
S
K
e
la tensione puntuale nel materiale dovuta alle azioni di esercizio e valutata
con analisi elastica lineare in presenza di qualunque tipo di azione (dirette ed
indirette);
rappresenta la combinazione tensionale (tensione ideale) cui far
riferimento nel caso di stati di sollecitazione combinati;
la resistenza caratteristica, cio quella associata al frattile 5% della
distribuzione di frequenza delle resistenze;
la tensione ammissibile e un coefficiente di sicurezza.
S
e

S
e
R
K

R
R
K
=
0 Se r, s
RK/ RK Rm
Svantaggi del metodo delle tensioni ammissibili:
1. Le sollecitazioni sono valutate in modo deterministico;
2. Se si considera lipotesi di elasticit lineare, non si prendono in conto
fenomeni anelastici, non lineari e reologici;
3. I coefficienti di sicurezza devono essere necessariamente ampi per
coprire tutte le incertezze (effetto psicologico);
4. La misura della sicurezza non trasparente.
Vantaggi del metodo delle tensioni ammissibili:
1. Possibilit di applicare il principio di sovrapposizione degli effetti;
2. Facilit nella individuazione delle configurazioni di carico pi gravose
mediante delle linee di influenza;
3. Buona attendibilit delle sollecitazioni determinate nei campi usuali
dimpiego;
4. Buon comportamento nelle numerose strutture realizzate.
La misura della sicurezza avviene nello spazio delle forze:
A A
u e
u

Metodi deterministici: metodo del calcolo a Metodi deterministici: metodo del calcolo a
rottura rottura
A A G
u e
u
e
+

G
e
: azioni permanenti di esercizio;
A
e
: azioni variabili di esercizio;
A
u
: azioni variabili ultime;

u
: coefficiente di sicurezza ultimo.
e distinguendo le azioni permanenti G
e
:
Svantaggi del metodo del calcolo a rottura:
1. La misura della sicurezza ancora deterministica;
2. Non valuta le condizioni di esercizio ;
3. I coefficienti di sicurezza devono essere necessariamente ampi per
coprire tutte le incertezze (effetto psicologico).
1. Vi la possibilit di presa in conto di fenomeni anelastici o reologici o
di non linearit dei materiali;
Vantaggi del metodo del calcolo a rottura:
di non linearit dei materiali;
2. Si effettua una valutazione corretta degli effetti delle deformazioni
impresse;
3. Esiste la possibilit di un controllo sperimentale della sicurezza ultima.
Limpostazione pi moderna e rigorosa dei problemi di sicurezza strutturale consiste
nella minimizzazione di un costo generalizzato della costruzione, nel quale
confluiscono valutazioni del rischio di rovina.
Queste valutazioni possono anche essere affette da soggettivit e spesso possono essere
affrontate con laiuto di tabelle assicurative o mediante appropriati confronti
economici.
Concettualmente equivalente impostare il problema di ottimo sulla massimizzazione di
una opportuna funzione di utilit della costruzione.
Metodi probabilistici: considerazioni generali Metodi probabilistici: considerazioni generali
una opportuna funzione di utilit della costruzione.
Siano , , (vettore ), definite in R
n
, le variabili aleatorie che governano il
problema strutturale. Sia la funzione che esprime la densit di probabilit
congiunta e la corrispondente distribuzione di probabilit cumulata, cio
lintegrale di .
X
1
X
n
X
) (x
x
f
F
x
) (x
x
f
fX(X)
x
FX(X)
x
1
Lutilit complessiva cos definita:
| | ) ( ) ( ) ( ) ( x d x
x
x d x x
x
f f
x
V
x
V
V E
R R
n n
=

=
ove : funzione di utilit.
) (x
V
x
Se
1
, ,
d
sono le variabili da cui, in complesso, dipende lintegrale precedente,
allora il problema di ottimo viene cos formulato:
| | / V E | |
*
/ V E
= max
Supponiamo ora di scegliere la seguente funzione di utilit:


=
altrove
x D x se
x
x
V
0
1
) (

= =
Dx
f
p x d x f E
x
1 ) (
Supponiamo ora di scegliere la seguente funzione di utilit:
ove : dominio di sicurezza rispetto a un predefinito stato limite. D
x
Quindi lutilit assume la forma:
ove p
f
: probabilit di attingere lo stato limite;
1-p
f
: affidabilit.
Laffidabilit di una struttura dipende anche da fattori che non possono essere trattati
dai metodi probabilistici usuali, quali errori grossolani, negligenze, errori
progettuali, ecc I codici tuttavia ne tengono conto prescrivendo controlli,
standard, qualifiche differenziate in base alle diverse classi di strutture.
Stati limite ultimi:
Perdita dellequilibrio;
Rottura o eccessiva plasticizzazione delle sezioni critiche per azioni
statiche;
Trasformazione di un meccanismo; Trasformazione di un meccanismo;
Instabilit;
Fatica;
Ecc
Stati limite di esercizio:
Eccessive deformazioni;
Eccessive vibrazioni;
Danneggiamento locale, fessurazioni;
Ecc
La scelta del livello di sicurezza rispetto ai singoli strati limite viene fatta in base alle
conseguenze in termini di:
Rischi di perdite di vite umane;
Numero di vite coinvolte;
Conseguenze economiche.
STATO LIMITE ULTIMO (S.L.U.)
Vita di progetto: 50 anni;
Probabilit di rovina (10
-3
-10
-7
):
1. Rottura fragile: 10
-5
-10
-7
(acciaio in trazione, cls in compressione,
terreno, instabilit, ecc);
2. Rottura duttile: 10
-4
-10
-5
(acciaio, C.A. in flessione, cementi
fondali, ecc).
STATO LIMITE DI ESERCIZIO (S.L.E.)
Vita di progetto: 50 anni;
Probabilit di rovina: 10
-1
- 10
-3
I metodi probabilistici di misura della sicurezza si classificano in tre livelli:
Livello 3: che effettua una analisi statistica rigorosa, che considera tutto il
dominio di sicurezza;
Livello 2: che effettua una analisi semplificata in un numero finito di punti
Devono poi essere garantiti livelli di sicurezza accettabili rispetto a eventi
eccezionali, quali esplosioni, impatti, atti di guerra o terroristici, ecc
Lazione sismica viene trattata in sede separata e con riferimento a valutazioni
statistiche di tipo differente (statistica destremo) e con riferimento a
combinazioni dei carichi differenti.
Livello 2: che effettua una analisi semplificata in un numero finito di punti
del contorno del dominio di sicurezza;
Livello 1: sono i metodi semiprobabilistici con fattori di sicurezza parziali,
con adozione di valori caratteristici delle variabili casuali. Essi appaiono
come una versione discreta dei metodi di livello 2. I fattori di sicurezza
parziali vengono determinati considerando i possibili scostamenti, cio
effettuando analisi di sensibilit con metodi di livello 2.
I codici hanno recepito i metodi di livello 1, mentre gli altri due possono essere
utilizzati per problemi ingegneristici speciali o per tarare i coefficienti di
sicurezza parziali dei metodi di livello 1.
I metodi di livello 3 prevedono una prima fase di assunzioni e estrapolazioni di tipo
deterministico (basate su principi meccanici) che portano a definire una funzione
di stato limite:
) ,..., , (
2 1
x x x
n
g Z =
Essa positiva nel dominio di sicurezza e quindi individua i limiti di tale dominio:
0 ) ,..., , (
2 1
=
x x x
n
g
D
f
: dominio di sicurezza;
D
f
: dominio di rovina.
Metodi di livello 3 Metodi di livello 3
x x x x x x
f
P
n n
x
f
d d d
D f
... ) ,...,
'
, (
2 1 2 1
=
{ }
| |
{ }
(

=


x x x x
T
n
n
x
x x
f
1
1
2
1
exp ) ... (
) 2 (
1

ove : matrice di covarianza;


: vettore dei valori medi.
| |
{ } x
2 1 n
D
f
: dominio di rovina.
Si ipotizzi una distribuzione di tipo normale:
Le variabili possono classificarsi in tre categorie indipendenti: resistenze, azioni e
dimensioni geometriche non vengono considerate.
Se si pone:
x x x x x x
f
P
n n
x
f
d d d
D f
... ) ,..., , (
2 1 2 1
'

= =
: densit di probabilit congiunta delle variabili di resistenza,
: densit di probabilit congiunta delle variabili azioni,
) ... (
1
x x
a
a x
f
x
a
) ... (
1
x x
n a
p x
f
+
x
p
Allora:
x x x x
f x
x x x x
f
x x x x
f
n a n a
p x p
a a
a x
n a n a
p x
d d G
d d d d
Rp
p X
D a
Rp
D f
... ) ..., , ( ) (
... ) ..., , ( ... ) ..., , (
1 1
1 1 1 1
) (
'
'
+ +
+ +


=
= =
Avendo posto:
x x x x
f x
a a
a x p
d d G
x
p
Da
... ) ..., , ( ) (
1
)
1
(
'

= = caratteristica propria della struttura


In molti casi pratici lequazioni di stato limite che individua il dominio di sicurezza si
esprime:
0 ) ,..., ( ) ,..., (
1 1
=
+
x x
g
x x
g
n a
s
a
r
0 = s r o anche
r: funzionale delle sole resistenze;
s: funzionale delle sole azioni.
INTEGRAZIONE
Distribuzioni utilizzate per le variabili di base:
Per la resistenza dei materiali duttili:
normale, log-normale;
drds s r
D
RS
f
f
P
) , (
'

=
normale, log-normale;
Per la resistenza dei materiali fragili:
Weibull;
Per le dimensioni geometriche: normale,
log-normale;
Per i carichi permanenti: normale;
Per i carichi accidentali: di estremo 1
tipo;
Per le azioni sismiche: di estremo 2 tipo.
Supponendo che le funzioni r e s, e conseguentemente z, abbiano una distribuzione
normale, allora si avr:
dz
z f
z z
F P
z P

(
(
(
(

= = < =

0
2
exp
2
1
) ( ) 0 (
2
2
) (
0


( ) ( ) ( ) ( )

+ +
=
(

= =
0 0 0
'
) ( ) ( ds s f s F ds dr r f s f drds s f r f
s r
s
r s s
D
r f P
Dunque:
s r z =
2 2
s r z
+ =
e
Da dipender P
f
.
z z
z f F P

(
(

2 2
2


) ( 1 ) (
2
2
2
1

= =



= du
e P
u
f
avendo posto .

2 2
s r
z
s r z
+

= =
Introducendo la variabile standardizzata :
Z
z z
u

) (
=
Il fattore di sicurezza centrale cos definito:
s
r
=

0
c c
s s
r
r
P
s r s r
s r
f
s
r
s r
2
2
0
2
0
2
2
2
2
2
2
2 2
1
1
1
) (
+

=
+

=
+

= =


c c c c
2 2
4
2 2
2
) ( 1

+ +
IL FATTORE DI SICUREZZA CENTRALE
avendo definito e , da cui
r
r
r
c

=
s
s
s
c

=
c
c c c c
r
s r s r
2
2
2 2
4
2 2
2
0
1
) ( 1

+ +
=
) exp(
2 2
0
c c
s r
+ =

Oltre alla chiara relazione funzionale tra


0
e , si osserva la grande influenza di c
r
,
variabilit della resistenza.
Se si assume invece una distribuzione log-normale per entrambi le variabili si
perviene alla forma esponenziale:

0
p
f
1. Load and strength normal
2. Load and strength lognormal
3. Load normal truncated; strength lognormal
4. Load extreme tipe I; strength lognormal
5. Forma esponenziale
( )
( )
s
r
s
r
c
c
c s
c r
+

=
+

=
645 , 1 1
576 , 2 1
645 , 1 1
576 , 2 1
0
*

( )
( )
s
r
s
r
k
c
c
c s
c r
+

=
+

=
645 , 1 1
645 , 1 1
645 , 1 1
645 , 1 1
0

Se si osserva la prima figura delle 3 precedenti, si nota che lipotesi di distribuzione
normale porta a coefficienti esagerati allincrementare di c
r
. Infatti risultati pi
attendibili si trovano utilizzando una distribuzione destremo del 1 tipo per le
azioni e una log-normale per le resistenze (curva 4), ipotesi solitamente
accettabili.
Si nota inoltre che queste ipotesi portano a risultati praticamente equivalenti alla
forma esponenziale (curva 5).
Aquesto punto diretta la definizione di:
r
Il coefficiente
d
presenta una minore variabilit rispetto a c
r
e c
s
se confrontato con

k
e ancora di pi se confrontato con
0
.

d
dunque un indicatore di sicurezza pi adatto ad essere usato nei codici.
s
r
k
95 , 0
05 , 0
=
: fattore di sicurezza caratteristico
s
r
d
95 , 0
005 , 0
=
: fattore di sicurezza di progetto
Definiamo le variabili standardizzate:

r
r r
=

s
s s
=
Allora lequazione diventa che pu essere
rappresentata graficamente:
0 = = s r z 0 = + = s r z
s r


2 2
) (
s r
s r
OP
+

= =
essendo
Metodi di livello 2 Metodi di livello 2

2 2
s r
+
Dunque , e conseguentemente p
f
, pu
essere interpretata come distanza
dallorigine della retta
rappresentativa della funzione di
stato limite.
P
f
10
-1
10
-2
10
-3
10
-4
10
-5
10
-6
10
-7

1,282 2,326 3,090 3,719 4,265 4,753 5,199


Linterpretazione geometrica riportata valida nel caso di distribuzioni di tipo
normale. Lestensione di questo criterio a distribuzioni diverse , che non
rispecchiano una retta , pu considerarsi come la base di un metodo di secondo
livello.
In tali casi la sicurezza viene associata direttamente alla distanza minima e il criterio
deve essere tarato considerando la forma effettiva delle distribuzioni.
Lattendibilit dipender dalla convessit del dominio di sicurezza.
La maggior parte dei metodi di livello 2 sono affinamenti di due metodi di base: La maggior parte dei metodi di livello 2 sono affinamenti di due metodi di base:
Metodo di Cornell;
Metodo di Lind-Hasofer.
Il metodo basato su due soli parametri statistici: media e varianza. La funzione di
stato limite considerata z = r - s, dove:
Il metodo prevede la linearizzazione di r e s in corrispondenza dei loro valori medi,
ad esempio:
da cui:
) ,..., (
1
x x
g
a
r
r = ) ,..., (
1
x x
g
n a
s
s
+
=
ove

+ =
a
i
i
i i
a r
x
x a
x x
g
r ) ( ) ,..., (
1
(
(

=
x
x x
g
a
i
a
r
i
) ,..., (
1
METODO DI CORNELL
da cui:
Se il coefficiente di correlazione = 0, cio la matrice di covarianza diagonale,
allora:
) ,..., (
1
x x
g
a r
r =

x x
x x
j i
j i
a
i
a
j
j i r
a a

=
2

2 2 2
xi
i
i r
a

=
Quindi possibile calcolare:
s r z =

2 2
s r z
+ =

=
2 2
s r
z
s r z
e
Il criterio prevede che si controlli:
Lindice di affidabilit sotto alcune ipotesi sulle distribuzioni noto, ma nel caso
pi generale deve essere tarato. pi generale deve essere tarato.
Tale metodo una estensione dellinterpretazione geometrica di nello spazio delle
variabili standardizzate.
La standardizzazione delle variabili richiede tuttavia la loro indipendenza o che si
ponga, in via approssimata, la correlazione tra tutte le variabili = 0.
Si supponga che la funzione di stato limite abbia lespressione molto generale:
) ,..., (
1 n
x x g z =
Allora le variabili standardizzate saranno , da cui la superficie:

i i
i
x x
u

=
METODO DI LIND-HASOFER
Laffidabilit si misura in base alla distanza minima
della superficie dallorigine, ossia:

i x
0 ) ,..., (
1
=
n
u u g

+ + + =
=

*
... min
0 ) ,..., (
2 2
2
2
1
1
n
n
u u u
u u g
prestabilito
Si riparte dal criterio a base dei metodi di 2 livello:
Avendo posto:

2 2
s r
r
r
+
=

2 2
s r
s
s
+
=

2 2
s r
s r
0 = +


s s r r
s r
Poich i fattori
r
e
s
spesso possono essere considerati costanti in un ampio
intervallo del rapporto c
r
/c
s
, lo sviluppo di metodi basati sulluso di coefficienti
di sicurezza parziali (livello 1) si dimostra essere pienamente giustificato.
se si definisce e allora:
c
r r r

+ =

1
c
s s s

+ =

1
0 =

s r
s r
I metodi di livello 1 introducono nella equazione di stato limite dei valori nominali
con preciso significato statistico, in associazione con fattori di sicurezza parziali.
dove:
0 ) ,..., ; ,..., (
1 1

+
x x x x
g
n a a
0 ) ,..., ; ,..., (
1
1
1
1

+
+


fn
nk
fa
k a
ma
ak
m
k
x x
x x
g
Metodi di livello 1 Metodi di livello 1
dove:
X
r
(r = 1 , 2 , , a): variabili di resistenza;
X
s
(r = a+1 , a+2 , , n): variabili delle azioni;
X
rk
= x
r
(1 K
r
C
Xr
): valore caratteristico della resistenza (K
r
il
relativo frattile);
X
sk
= x
s
(1 + K
s
C
Xs
): valore caratteristico delle azioni (K
s
il relativo
frattile);

mr
,
fs
: fattori di sicurezza parziali per le variabili di resistenza e di
azione.
Per frattile sintende un valore associato ad una determinata probabilit cumulata.
Tale metodo, messo a punto per costruzioni in calcestruzzo armato, ha rappresentato
la base di molti codici nazionali. Lanalisi di sicurezza viene effettuata nello
spazio delle variabili di uscita (sollecitazioni), cosicch il metodo assume la forma
di un criterio di resistenza (nella sezione):
0 ) ,... ( ) , (
1

F F
g f f g
n
s s c r
f f
da cui:
METODO SEMI-PROBABILISTICO CEB-FIP (1970)
0 ) ... ( ) , (
2 1
1
21 11 3
+ +
F F
g
f f
g
nk
n f n f
k
f f s f
ms
sk
mc
ck
r


dove:
k : contrassegna i valori caratteristici;
f
c
, f
s
: resistenza del cls e dellacciaio;
F
i
: generica azione applicata;
g
r
: relazione funzionale tra resistenza dei materiali e resistenza della
membratura;
g
s
: relazione funzionale tra azioni e loro effetti;

m
,
f
: fattori di sicurezza parziali;

f1i
: tiene conto della possibile deviazione sfavorevole delle azioni dal
loro valore caratteristico;

f2i
: il fattore di combinazione delle azioni e tiene conto della
probabilit ridotta di occorrenza simultanea delle differenti azioni;

f3
: tiene conto dellincertezza di valutazione degli effetti delle forze
(incertezza di modello);
Un ulteriore coefficiente
u
potrebbe essere introdotto per tenere conto degli effetti
del raggiungimento del particolare stato limite, ad esempio la rottura duttile o del raggiungimento del particolare stato limite, ad esempio la rottura duttile o
fragile.
Tale fattore potrebbe essere implicitamente introdotto mediante modifica degli altri
fattori
m
,
f
.
Per esporre gli aspetti operativi del metodo semiprobabilistico si fa riferimento al
Code Modle, recepito da molti regolamenti quasi integralmente, e in particolare
dalle norme Italiane.
Dimensioni geometriche, moduli elastici e coefficienti di dilatazione termica sono
assunti come deterministici.
Valori caratteristici delle resistenze:
s k
f f
m k
=
n risultati sperimentali
CODE MODELE CEB-FIP (1978)
s k
f f
m k
=
n risultati sperimentali
ove:

=
n
i m
f f
n
1
1
) 1 (
1
2
) (

=


n
s
n
m i
f f
e
(deviazione standard o scarto
quadratico medio)
k : frattile 5%, dipende dal tipo di distribuzione; se normale k = 1,645.
) 1 ( '
) 1 (

k
k
F F
F F
m k
m k
=
+ =
F
m
f

=
ove
equivale al c
s
Valori caratteristici delle azioni:
Si assumono i frattili di ordine 0,95 o 0,05 (95% o 5%) a seconda se le azioni sono
sfavorevoli o favorevoli.
Valori rappresentativi delle azioni variabili:
S.L.U. S.L.E. S.L.U.
Q
k
: valore caratteristico

0
Q
k
: valore di combinazione
S.L.E.
Q
es
Q
k
: valore di esercizio

1
Q
k
: valore frequente

2
Q
k
: valore quasi-
permanente Resistenze di calcolo dei materiali:
ACCIAIO CLS
controll. non controll. resist. cilindr.
S.L.U. 1,15 1,30 (1,20) 1,6
S.L.E. 1 1 1
m
k
d
f
f

=
Combinazioni di calcolo:
| | ( )

+ + + =
iK i K q K p K g d
Q Q P G S S
0 1
S.L.U. :
( )

+ + + =
iK i K K K d
Q Q P G S S
1 1
S.L.E. (rara) :
( )

+ + + =
iK i K K K d
Q Q P G S S
2 1 1
S.L.E. (frequente) :
( )

+ + = Q P G S S S.L.E. (semipermanente) :
1,5 sfavorevole
1 favorevole
precompressione
( )

+ + =
iK i K K d
Q P G S S
2
S.L.E. (semipermanente) :
| | ( )

+ =
iK i K N S d
Q Q G G S S
0 1
5 , 1 1 , 1 9 , 0 Equilibrio statico :
( )

+ + + =
iK i e e K K d
Q Q P G S S
2
Azioni eccezionali :
stabilizzante instabilizzante
correlato agli effetti (danni, ecc)
ESEMPIO: EUROCODICE 2 ESEMPIO: EUROCODICE 2
Azioni:
Natura
Forze
Deformazioni impresse
Variazione nel tempo
Permanenti
Variabili
Accidentali
Variazione nello spazio
Fisse (es. peso proprio)
Libere (es. neve) Libere (es. neve)
Azioni variabili:
Coeff. di combinazione
Valore di combinazione:
0
Valore frequente:
1
Valore quasi-permanente:
2
Azioni:
Valori di calcolo

G
G
k

Q
Q
k
o
Q

i
Q
k

A
A
k

P
P
k
Per il calcolo degli effetti (es.
sollecitazioni, momento, taglio,
spostamenti, ecc) permessa la
gradualizzazione dei coefficienti di
sicurezza.
Se i legami tra azioni ed effetti non sono lineari:
Gradualizzazione:
Se i legami tra azioni ed effetti sono lineari (es. analisi elastica lineare):

f
e
f
: sono le 2 frazioni in cui opportuno gradualizzare
f
. Il secondo tiene conto
dellincertezza del modello non-lineare.
( )

=
i
i k i f d
S S
, ,

( ) | |
i k i f f d
A dalle prodotti effetti S
,
'
,
'
=
dellincertezza del modello non-lineare.
Stati limite ultimi (S.L.U.):
Equilibrio: E
d,dest
E
d,stab
Rottura o deformazione eccessiva: S
d
R
d
Gli effetti vanno valutati con le seguenti combinazioni:
) (
1
, , 2 , , 1 ,
1
, , 0 , , , , ,
e accidental Q Q A G
Q Q G
i
i k i l k l d j k GA
i
i k i i Q l k l Q j k j G


>
>
+ + +
+ +


FATTORI DI SICUREZZAAZIONI:
FATTORI DI SICUREZZA RESISTENZE MATERIALI:
Permanente Variabile Precompresso
Favorevoli 1 0 0,9 - 1
Sfavorevoli 1,35 1,5 1,2 - 1
Cls Acciaio
Fondamentale 1,5 1,15
Accidentale 1,3 1
Stati limite di esercizio (S.L.E.):
Accidentale 1,3 1



+
+ +
+ +
i k i j k
i k i l k l j k
i k i l k j k
Q G permanente quasi ne Combinazio
Q Q G frequente ne Combinazio
Q Q G rara ne Combinazio
, , 2 ,
, , 2 , , 1 ,
, , 0 , ,
:
:
: