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Corso di Organizzazione e Gestione della Sicurezza Aziendale

Tecnica di isolamento dalle vibrazioni meccaniche – Elementi introduttivi.

Termini e definizioni

Vibrazione meccanica: rappresenta il movimento oscillatorio di un corpo attorno ad una posizione di equilibrio, conseguente all’azione di una forza variabile nel tempo; la forza può variare nel tempo con regolarità ovvero in modo caotico.

variare nel tempo con regolarità ovvero in modo caotico. Figura 1 Caratteristica elastica : è normalmente

Figura 1

nel tempo con regolarità ovvero in modo caotico. Figura 1 Caratteristica elastica : è normalmente individuata

Caratteristica elastica: è normalmente individuata nella elasticità propria del materiale costituente il sistema o uno dei suoi membri, ovvero in quella di un singolo elemento del sistema stesso (i.e. una molla); la peculiarità di tale caratteristica è la tendenza a riportare il sistema nella configurazione di equilibrio statico. Tale caratteristica può essere sempre schematizzata attraverso la costante elastica k, che identifica un legame forza –spostamento ovvero un legame momento – rotazione θ.

–spostamento ovvero un legame momento – rotazione θ . Figura 2 Caratteristica dissipativa: essa sta a
–spostamento ovvero un legame momento – rotazione θ . Figura 2 Caratteristica dissipativa: essa sta a

Figura 2

Caratteristica dissipativa: essa sta a rappresentare l’insorgere, con il moto del corpo, di forze che si oppongono al moto stesso ed il cui effetto è quello di limitare l’ampiezza del moto oscillatorio del sistema (smorzamento). Un sistema di smorzamento di notevole interesse applicativo è quello di tipo viscoso nel quale si schematizza che le forze che si oppongono al moto del sistema siano proporzionali alla sua velocità.

al moto del sistema siano proporzionali alla sua velocità. Figura 3 Frequenza f : in generale

Figura 3

Frequenza f: in generale è il numero di volte in cui il moto del sistema si presenta con le medesime caratteristiche in un prefissato intervallo di tempo; esso rappresenta il numero di variazioni cicliche della grandezza nell’unità di tempo.

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Corso di Organizzazione e Gestione della Sicurezza Aziendale Figura 4 Quando il moto si ripete con

Figura 4

Quando il moto si ripete con le medesime caratteristiche in un intervallo di tempo ben definito, detto periodo T, la frequenza rappresenta il numero delle oscillazioni complete per unità di tempo:

f =

1

T

Quando il periodo è espresso in secondi, la frequenza è espressa in s -1 ; tale unità è detta hertz, abbreviato in Hz. Un termine utilizzato per esprimere la frequenza è anche cicli per minuto (cpm), invece che Hz, in tal caso l’equivalenza tra le due unità di misura è data da 1Hz= 60 cpm. Talvolta si fa riferimento alla pulsazione ω=2πf (espressa in rivoluzioni per minuto – rpm).

Frequenza naturale fn (o frequenza propria): rappresenta la frequenza con cui vibra un sistema che ha soltanto caratteristiche elastiche e non è soggetto a forze esterne attive variabili nel tempo del tipo F(t).

a forze esterne attive variabili nel tempo del tipo F(t). Figura 5 Frequenza eccitatrice f (o

Figura 5

Frequenza eccitatrice f (o frequenza forzante): è quella dovuta all’azione esterna F(t), se presente, che agisce sul sistema con variabilità dipendente dal tempo.

agisce sul sistema con variab ilità dipendente dal tempo. Figura 6 Vibrazioni libere : sono da

Figura 6

Vibrazioni libere: sono da intendersi quelle concernenti un sistema che, allontanato dalla condizione di equilibrio statico, viene lasciato libero di oscillare in assenza di forze di eccitazione esterne F(t). Nel caso di fig.5 se noi spostiamo la massa verso l’alto e poi lasciamo libero il sistema, si parlerà di oscillazioni libere, in quanto non agiscono forze esterne. In tal caso il sistema oscillerà con una determinata frequenza detta propria fn.

Vibrazioni smorzate: rispetto al caso semplificato prima citato, noi sappiamo che nella realtà le ampiezze delle oscillazioni diminuiscono finchè il sistema non si arresta del tutto: questo in quanto nei sistemi reali si

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ha uno smorzamento dovuto agli attriti interni, posseduti più o meno da tutti i corpi e dipendente dal materiale costituente gli stessi.

i corpi e dipendente dal materiale costituente gli stessi. Figura 7 Vibrazioni forzate : sono intese

Figura 7

Vibrazioni forzate: sono intese come le vibrazioni di un sistema sottoposto all’azione di forze eccitatrici esterne F(t). Esse sono generate da elementi interni alla macchina i quali hanno una frequenza correlata con il numero di giri del motore: ad esempio il movimento di una pompa alternativa che genera all’inversione del moto una forza di distrurbo di rilevante entità.

Risonanza: nel caso in cui la frequenza di eccitazione del sistema coincide con la frequenza propria dello stesso vi è un’amplificazione delle oscillazioni con la conseguenza che le forze trasmesse all’esterno del sistema, in generale al basamento, sono molto alte.

Analisi delle vibrazioni forzate

Si

prenda in esame lo schema di figura 8 che rappresenta il caso generale di un corpo di massa concentrata

m

sospeso ad una molla di rigidezza k e vincolato ad uno smorzatore di tipo viscoso il cui coefficiente di

smorzamento sia c, inoltre agisca sulla massa un’azione forzante esterna F(t). Si supponga che alla massa sia consentito il solo spostamento nella direzione verticale (si considerano trascurabili gli spostamenti in direzione trasversale), in tale ipotesi se ne vuole determinare l’equazione del moto. Va considerato che nella

configurazione di equilibrio statico (senza considerare l’azione forzante F) il corpo è soggetto al suo peso P

sorretto dalla reazione elastica della molla che si è deformata di δ rispetto alla sua lunghezza libera l, deve valere quindi la relazione:

P = k⋅δ

Utilizzando le equazioni cardinali della dinamica, la condizione di equilibrio del sistema nella generica configurazione si può esprimere attraverso la relazione:

r

r

'

R

+

R

=

0

r

r

'

dove R sta ad indicare la risultante di tutte le forze agenti su di esso ed

R

la risultante delle forze d’inerzia.

indicare la risultante di tutte le forze agenti su di esso ed R la risultante delle

Figura 8

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L’equazione di equilibrio alla traslazione si può scrivere:

P k (x ) c x&+ F m &x&= 0

in cui le forze attive, reattive e d’inerzia sono:

la forza peso P;

la forza eccitatrice esterna F(t);

la reazione elastica della molla k (x + δ);

la reazione dello smorzatore viscoso c x& ;

la forza d’inerzia m &x&

tenendo conto della condizione di equilibrio statico e riordinando la relazione precedente si arriva all’equazione differenziale del moto nella forma:

m&x&+ c x&+ k x = F

che una volta integrata, ci darà la legge del moto del corpo in esame.

Prima di procedere all’integrazione, dobbiamo introdurre il coefficiente di smorzamento critico:

ccr = 2

il coefficiente di smorzamento critico : c cr = 2 k m = 2 m ω

k m = 2 m ωn

avendo posto la pulsazione naturale ωn del sistema pari a:

e inoltre essendo

ωn =

k m
k
m

c

c

2

ω

n

c

c

 

=

= 2

2

 

ω=

n

m

m

2

ω

n

2 m ω

n

c

cr

ω= ξω

n

2

n

Chiameremo, inoltre, fattore di smorzamento il rapporto

ξ=

c

ccr

che si configura come un numero che sta ad indicare se il valore del coefficiente di smorzamento c del sistema è maggiore, eguale o minore del valore critico c cr prima citato.

Se sul corpo considerato si suppone agente una forza eccitatrice F funzione del tempo secondo una legge sinusoidale del tipo:

F = F0 sin(ωt)

l’equazione di equilibrio alla traslazione si scrive:

m&x& + cx& + kx = F0 sin(ωt)

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dividendo il tutto per m ed introducendo il fattore di smorzamento d e la pulsazione naturale ωn, l’equazione precedente diventa:

&&+ x

2

ξωn &

x

2

n

x =

F

0

m

sin(

ω

t)

se si considera che il rapporto F 0 /m si può scrivere:

F

0

k

F

0

=

m

m

k

2

=ω ∆ F

n

0

il fattore F 0 =F 0 /k, la cui dimensione è una lunghezza, corrisponde all’«allungamento che subirebbe la molla se la forza F agisce staticamente con il suo valore massimo F 0 »; con tale significato lo si può definire “statico”. Con tali posizioni, l’equazione differenziale del moto si può ricondurre nella forma:

&&+ ξωn &+ω =ω ∆

x

2

x

2

n

x

2

n

F0 sin(

ω

t)

La soluzione completa della equazione precedente sarà data dalla somma della risposta in transitorio (la soluzione della omogenea associata) e dalla risposta a regime (la soluzione particolare).

Se si ipotizza per la soluzione particolare ancora una forma sinosoidale della stessa frequenza dell’azione forzante, la risposta completa sarà una forma del tipo:

x

=

A

1

e

α

1

t

+

A

2

e

α

2

t

+

X sin(

ω+φ

t

)

Per quanto riguarda la risposta in transitorio la soluzione dell’equazione differenziale potra essere posta nella forma:

x =

A

1

e

α

1

t

+

A

2 e

α

2

t

dove A1 e A2 sono le costanti da determinare in base alle condizioni iniziali, mentre α1 e α2 sono le radici dell’equazione caratteristica:

α + ξωα+ω =

2

n

n

2

2

0

il discriminante di questa equazione è:

ξω −ω =ω ξ −

n

n

n

(

2

2

2

2

2

1)

la sua forma mette in evidenza come il numero ed il tipo delle radici della equazione caratteristica dipendono dall’essere ξ maggiore, uguale o minore dell’unità: ossia c maggiore, uguale o minore del coefficiente di smorzamento critico c cr .

Per quel che concerne, invece, la risposta a regime la ricerca della soluzione particolare risulterà agevole se, ricordando che risulta:

e

j

ω

t =

cos(

t)

ω +

jsen(

ω

t)

si pone che la forza eccitatrice esterna sia la parte reale di una forma complessa:

F

=

F0 e

j

ω

t

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ne segue che anche per la soluzione particolare si può porre:

x =

X e

j(

t

ω+ϕ

)

=

X e

j

ϕ

e

j

ω

t

=

X e

partendo da tali pressupposti si avrà:

x

=

X e

j

ω

t

&

x

= ω

j

X e

j

ω

&&

x

=−ω

2

X e

j

t

ω

t

j

ω

t

quindi sostituendo nell’equazione differenziale del moto:

si avrà

X (

&&+ ωn &+ω =ω ∆

x

2 d

x

2

n

x

2

n

F0 sin(

ω

2

−ω+

2 jd

ωω+ω

n

2

n

) e

j

ω

t

2

=ω ∆

n

F

t)

0

e

j

ω

t

ω f semplificando e dividendo per ω 2 n e introducendo la definizione di frequenza
ω f
semplificando e dividendo per ω 2 n e introducendo la definizione di frequenza ridotta
r
= =
si otterrà
ω
n fn
2
X
(1
r
)
+
j2
ξ
r
=∆
F0
da cui, razionalizzando, si ottiene:
F
F
0
0
j
ϕ
2
r]
X
=
Xe
=
=
⋅ [(1 −
r
)
j2
ξ
[
2
]
2
2
2
(1
r
)
+
j2
ξ
r
(1
r
)
+
(2
ξ
r)
in
definitiva si può ricavare il modulo:
F
F
0
0
2
2
2
X =
(1
r
)
+
(2
ξ
r)
=
2
2
2
(1
r
)
+
(2
ξ
r)
2
2
2
(1
r
)
+
(2
ξ
r)
e
la fase:
2 ξ r
φ=
arctg ⎜
1 − r
2 ⎠

in

definitiva, la soluzione particolare assumerà la forma:

∆ F 0 x = 2 2 2 (1 − r ) + (2 ξ
F
0
x =
2
2
2
(1
r
)
+
(2
ξ
r)

⋅ ω+φ

sin(

t

)

a regime, quindi, l’ampiezza della risposta del sistema alla sollecitazione esterna, così come come lo sfasamento, dipende dal:

 

ω

 

f

-

rapporto delle frequenze

r

=

ω

n

=

fn

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- fattore di smorzamento

ξ=

c

ccr

Se prendiamo in esame il seguente rapporto definito come “fattore di amplificazione”:

A =

x ∆ F 0 = ∆ F 2 2 2 0 (1 − r )
x
F
0
=
F
2
2
2
0
(1
r
)
+
(2
ξ
r)

il cui valore è un indice di comparazione di tale risposta con il statico. L’analisi dei punti caratteristici della

funzione

A(r,ξ) ci dice che:

A


A

(

r,

)

ξ=

1

per r

=

0

(

r,

)

ξ=

0

per r

=∞

indipendentemente dal valore di ξ

0 per r =∞ indipendentemente dal valore di ξ Figura 9 Si fa notare che in

Figura 9

Si fa notare che in corrispondenza di r=1, per il quale si

A
A

=∞

, si verfica il cosidetto fenomeno della

risonanza, definito come quella condizione in cui la risposta del sistema si esalta tendendo ad un’ampiezza

di valore infinito; quindi nel caso la frequenza forzante fc raggiunga il valore della frequenza di vibrazione

propria fn si ha la condizione di risonanza, cui corrisponde un’amplificazione dell’ampiezza del moto che può compromettere l’integrità del sistema vibrante.

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Isolamento dalle Vibrazioni

Un qualsiasi sistema reale è, nella maggior parte dei casi, un sistema vincolato ad un telaio e quindi all'ambiente circostante esterno. Se un siffatto sistema è soggetto a vibrazioni queste risulteranno trasmesse, attraverso i vincoli, a detto ambiente; e ciò è generalmente causa di disturbo. Premesso che è ovviamente impossibile pensare di poter eliminare del tutto tale circostanza, il problema dell'isolamento dalle vibrazioni indotte da un sistema vibrante deve essere visto come il tentativo di ridurre il più possibile l'intensità delle forze trasmesse dal sistema al basamento intervenendo, per quanto tecnicamente possibile, sui valori dei parametri che caratterizzano il sistema ammortizzante o antivibrante (costituito da molle e smorzatori di tipo viscoso).

(costituito da molle e smorzatori di tipo viscoso). Figura 10 In ambito tecnico, la bontà del

Figura 10

In ambito tecnico, la bontà del risultato dell’isolamento può essere valutata attraverso il valore assunto da un parametro specifico detto coefficiente di trasmissibilità T definito come il rapporto fra il valore massimo della forza trasmessa al basamento ed il valore massimo della forza eccitatrice esterna. Al fine di determinare il coefficiente citato, si prenda in esame lo schema di fig.11 e si ipotizzi che sul corpo vibrante agisca una forza eccitante esterna F funzione del tempo secondo una legge sinusoidale del tipo Fo sin(ωt) e che a regime il corpo sia soggetto ad un moto del tipo:

x = X sin (ωt + φ)

sia soggetto ad un moto del tipo: x = X sin ( ω t + φ

Figura 11

La risultante delle forze agenti sul basamento F T sarà la somma di quella trasmessa dalla massa vibrante attraverso le molle e quella trasmessa attraverso lo smorzatore.

Possiamo scrivere quindi:

FT = cx& + kx

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Se dividiamo per k, abbiamo:

FT

c

k

=

&+

x

m

m

m

x

ricordando le definizioni di fattore di smorzamento ξ e di pulsazione naturale del sistema ωn, si ricava:

possiamo scrivere ancora:

F

T

k

F

T

=

k

m

k

F

T

k

F

T

=

k

m

k

2

ω = ξω&

n

2

n

x

2

ω = ξω&

n

2

n

x

2

2

n

n

x

x

Se sostituiamo in questa espressione quella di x e dx/dt che si ricavano dalla legge del moto ipotizzata, si ottiene:

F

T ω =

2

n

k

X[

ω

2

n

sin(

ω+φ+ ξωω

t

)

2

n

cos(

ω+φ

t

)]

Introducendo la frequenza ridotta r=ω/ωn e dividendo il tutto per ω 2 n si ottiene:

FT =

k

X[sin(

ω+φ+ ξ

t

)

2

r cos(

ω+φ

t

)]

Da tale relazione si evince che la forza complessiva trasmessa al basamento è costituita da due componenti in quadratura: la reazione della molla, infatti, è massima quando la velocità è nulla (ed è massimo lo spostamento), mentre la resistenza viscosa è massima quando è massima la velocità (ed è nullo lo spostamento). La somma di queste due componenti darà:

F T = X 1 + (2 ξ k
F
T =
X
1
+
(2
ξ
k

r)

2

sin(

ω+β

t

)

con β dato dalla somma algebrica delle fasi:

β = φ + arctg(2 ξ r)

Se riprendiamo l’espressione F T /k vista in precedenza:

F T = X 1 + (2 ξ k
F
T
=
X
1
+
(2
ξ
k

r)

2

ricordando che il modulo X nel caso di azione forzante sinusoidale in presenza di vibrazioni forzate con smorzamento viscoso:

X =

∆ F 0 2 2 2 (1 − r ) + (2 ξ r)
∆ F
0
2
2
2
(1
r
)
+
(2
ξ
r)

Il valore max di F T assumera l’espressione:

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2 F 1 + (2 ξ r) T =∆ F 0 ⋅ k 2 2
2
F
1
+
(2
ξ
r)
T
=∆ F
0 ⋅
k
2
2
2
(1
r
)
+
(2
ξ
r)

dalla quale si ricava:

2 F 1 1 + (2 ξ r) T = k ∆ F 0 2
2
F
1
1
+
(2
ξ
r)
T
=
k
F
0
2
2
2
(1
r
)
+
(2
ξ
r)

infine considerando che F 0 =F 0 /k

e che il valore max di F T /F 0 vale:

(F )

T

max

(F )

T

max

k

(F )

T

max

1

=

=

F

0

k

F

0

k

F

0

A questo punto si può ricavare la trasmissibilità T data dal rapporto:

T =

2 (F ) 1 + (2 ξ r) T max = 2 2 2 F
2
(F )
1
+
(2
ξ
r)
T
max
=
2
2
2
F
(1
r
)
+
(2
ξ
r)
0

ovvero in forma estesa

T =

2 ⎛ ω ⎞ 1 + ⎜ 2 ξ ⎟ ⎝ ω n ⎠
2
ω ⎞
1
+ ⎜
2
ξ
ω
n
2 2 2 ⎡ ⎤ ⎛ ω ⎞ ⎢ 1 − ⎛ ω ⎞ ⎟
2
2
2
ω ⎞
1 −
⎛ ω ⎞ ⎟
+
2
ξ
ω
n
ω
n

Tale grandezza, come già accennato, rapporta l’ampiezza della forza trasmessa dall’antivibrante alla fondazione (F T ) con l’ampiezza della forza che sarebbe trasmessa alla fondazione senza l’interposizione del sistema antivibrante (F 0 ).

La figura 12 riporta il diagramma della trasmissibilità T in funzione del rapporto tra le frequenze r al variare del fattore di smorzamento ξ.

Si deve far notare che indipendentemente al valore di ξ il valore T è sempre pari all’unità per :

-

per

r

=

2 = 1,41

2 = 1,41

 

-

per

r

=

ω

ω

n

=

f

fn

= 0

 

ω

 

f

E

per

r =

ω

n

=

fn

= ∞

la tramissibilità T 0.

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Inoltre per:

-

fne Gestione della Sicurezza Aziendale Inoltre per: - Figura 12 → T è sempre maggiore di

e Gestione della Sicurezza Aziendale Inoltre per: - fn Figura 12 → T è sempre maggiore

Figura 12

T è sempre maggiore di 1 e per ξ che tende a zero si verifica il fenomeno della risonanza,

ossia il massimo valore di trasmissibilità, che risulta tanto più accentuato quanto minore risulta il fattore di smorzamento ξ.

-

fnquanto minore risulta il fattore di smorzamento ξ . - → T è sempre minore di

T è sempre minore di 1 per qualsiasi valore del fattore di smorzamento ξ e pertanto le

vibrazioni risultano attenuate.

Riassumendo, la trasmissibilità T risulta amplificata per r<1,41 qualunque sia il valore dello smorzamento ξ, mentre per r=1,41 assume valore unitario per cui la forza trasmessa risulta uguale alla forza applicata e per r>1,41 la trasmissibilità T diminuisce traducendosi in un effetto positivo nell’isolamento per la riduzione della forza trasmessa F T al basamento.

per la riduzione della forza trasmessa F T al basamento. Figura 13 - Curva della trasmissibilità

Figura 13 - Curva della trasmissibilità T per ξ=0

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In termini di frequenze, considerando i valori che assume la trasmissibilità, si può notare che per frequenze

molto basse f/fn0 , alla struttura di sostegno viene trasmessa una forza di intensità pari a quella che agisce sulla macchina. All’aumentare della frequenza della forza eccitante aumenta la forza trasmessa al basamento, che diventa infinitamente grande per f=fn. Per frequenze superiori alla frequenza naturale la forza trasmessa decresce rapidamente raggiungendo il valore della forza impressa in corrispondenza della

frequenza f =

zona è quella considerato utile il funzionamento dell’isolatore.

quella considerato utile il funzionamento dell’isolatore. 2 fn per decrescere ancora all’aumentare della frequenza

2 fn per decrescere ancora all’aumentare della frequenza forzante o eccitante. Quest’ultima

In altre parole, tenendo presente quanto visto circa il fattore T, è possibile affermare che il principio base dell’isolamento consiste nello scegliere un’elemento visco-elastico tale che la frequenza propria del sistema macchina-elemento antivibrante (fn) risulti inferiore della più bassa frequenza componente lo spettro della macchina (f).

bassa frequenza componente lo spettro della macchina (f). Figura 14 – (frequency ratio=r) Si parla di

Figura 14 – (frequency ratio=r)

Si parla di isolamento attivo quando isoliamo la macchina che genera il disturbo, di isolamento passivo quando si provvede ad isolare il sistema o l’elemento che subisce il disturbo dato dalle vibrazioni.

I dispositivi antivibranti elastici

A titolo di esempio si prenda in esame un sistema antivibrante costituito da supporto a molla, in tal caso si

può assumere il coefficiente di smorzamento c=0, o analogamente che c sia molto piccolo rispetto alla caratteristica elastica della molla e pertanto trascurarne il contributo (c<<k) ai fini dell’analisi che seguirà.

della molla e pertanto trascura rne il contributo (c<<k) ai fini dell’analisi che seguirà. Figura 15

Figura 15

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In tal caso ricordando che la trasmissibilità T, scritta in forma estesa, vale:

T =

2 ⎛ c ω ⎞ 1 + ⎜ ⋅ ⎟ (F ) T max ⎝
2
c
ω ⎞
1 + ⎜
(F )
T
max
k
m
ω
n
=
F
2
0
2
2
c
ω ⎞
1 −
+ ⎜
2
⎛ ⎜ ω n ⎞
ω
k
m
ω
n

che nell’ipotesi c<<k, può essere ridotta nella forma semplificata:

T =

1 2 1 − r
1
2
1
r

=

1

2 1 − ⎛ ⎜ ω ⎞ ⎟ ⎝ ω n ⎠
2
1 − ⎛ ⎜ ω ⎞
ω
n

siccome, per quanto visto nella trattazione generale, per ottenere l’isolamento dalle vibrazioni si deve verificare che

f = > ω 2 fn ω n
f
= >
ω 2
fn
ω n

= 1,41

in tal caso ha senso porre la relazione precedente nella forma:

1 T = 2 ⎛ ω ⎞ ⎜ ⎟ − 1 ⎝ ω n ⎠
1
T =
2
⎛ ω ⎞
− 1
ω
n

Se teniamo conto del fatto che il corpo manifesterà un moto oscillatorio armonico con pulsazione naturale ωn, a questa corrisponderà la frequenza naturale fn che può essere esplicitata, indifferentemente, come:

f n

=

ω 1 k 1 k ⋅ g 1 g n = = = 2 π
ω
1 k
1
k
⋅ g
1 g
n
=
=
=
2 π
2 π
m
2 π
P
2 π
∆ s

nella quale, oltre la simbologia già nota, si è indicata con

∆ =

s

P

m

g

=

k

k

la freccia statica presentata dalla molla e con g l’accelerazione di gravità (riportata in unità congruenti, ossia 9,81 m·s -2 ovvero 9.810 mm/s -2 ). Le tre forme in cui è possibile esprimere la frequenza naturale del sistema mettono in evidenza che quest’ultima dipende esclusivamente dai parametri caratterizzanti il sistema (la massa e l’elemento elastico). Per quest’ultimo elemento, noto il carico statico P e la frequenza forzante f la rigidezza k della molla è ricavabile mediante la:

k

=

(

2

π

fn

)

2

P

g

Da tale relazione è facile riscontrare che operando, quando possibile, la scelta di installare supporti a rigidezza contenuta porta ad una consistente riduzione della frequenza propria del sistema (in quanto

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variabile con legge quadratica della fn) che a sua volta consente, a parità di f, di incrementare il rapporto di riduzione r=f/fn che, per i valori r>1,41, permette una riduzione della trasmissibilità T.

Quella maggiormente significativa è la relazione per la quale la lettura dell’allungamento della molla sotto l’azione del solo peso P (in condizioni statiche) è sufficiente per la determinazione della frequenza naturale del sistema fn. Infatti, sostituendo i valori numerici, si può ricavare che la freccia statica s (espressa in millimetri) relativa alla molla compressa è legata alla frequenza propria fn (Hz) del sistema vibrante attraverso la semplice relazione:

fn =

15,8

∆ s
s

Da notare che tale relazione è valida in condizioni di comportamento elastico-lineare e che il materiale dell'isolante possieda lo stesso tipo di elasticità sia nelle circostanze statiche che dinamiche.

In figura 15 si è rappresentata graficamente la relazione tra la frequenza propria fn (in s -1 ) e l’abbassamento statico s (in cm o inch) per tale sistema lineare ad un grado di libertà.

cm o inch) per tale sistema lineare ad un grado di libertà. Figura 16 È evidente

Figura 16

È evidente che la scelta di supporti antivibranti con valori di deflessione statica consistenti permette una forte riduzione della frequenza naturale fn e pertanto, a parità di azione forzante esterna f, e di conseguenza l’abbattimento della trasmissibilità del sistema T.

Nel caso le frequenze siano espresse in cicli al minuto (si ricorda che 1Hz=60cpm), mediante il nomogramma in scala logaritmica di fig.17 è consentita la determinazione della deflessione statica s (in mm) e, nota la frequenza forzante f (in cpm), la trasmissibilità T(%); tali parametri sono correlati dalla:

s =

15,8

⎜ ⎛

1

+

T

f

2

T

nella quale s è espressa in mm e la frequenza forzante f (o di disturbo) in Hz.

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Corso di Organizzazione e Gestione della Sicurezza Aziendale Figura 17 – trasmissibilità vs. frequenze (per ξ

Figura 17 – trasmissibilità vs. frequenze (per ξ=0)

La trasmissibilità T, equivalentemente, può essere valutata, nota la freccia statica della molla (in mm) conseguente il carico incidente e la frequenza forzante f (Hz) , adoperando la relazione:

T =

1 2 ⎛ f ∆ s ⎜ ⎞ ⎟ − 1 15,8 ⎜ ⎝ ⎟
1
2
⎛ f
s
⎜ ⎞
− 1
15,8
⎜ ⎝
⎟ ⎠

È opportuno informare il lettore che in quest’ambito potrà trovare, invece che la trasmissibilità T, il complemento a 100 della stessa che rappresenta l’isolamento percentuale I (%):

ovvero

I (%) = (1 − T) ⋅100% ( f fn ) 2 − 2 I
I (%) = (1 − T) ⋅100%
(
f fn
)
2
− 2
I =
⋅ 100%
(
f fn
)
2
− 1

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In ambito tecnico è considerato un buon isolamento quello superiore all’80%.

considerato un bu on isolamento quello superiore all’80%. Figura 18 – isolamento vs frequenze (per ξ

Figura 18 – isolamento vs frequenze (per ξ=0)

Dall’esame di figura 18 è possibile riscontrare che intersecando i valori di frequenza forzante f con le linee dell’isolamento I (%), individua il valore della frequenza naturale fn (ascissa) del sistema necessario per realizzare l'isolamento richiesto. È evidente che il decremento della frequenza propria fn corrisponde, a parità di frequenza forzante f, ad un incremento dell’isolamento I del sistema vibrante.

Nella pratica applicativa:

per ottenere condizioni di isolamento non particolari (normali) sono raccomandati valori di fn compresi tra 1/3·f<fn<1/10·f; in tal caso è possibile ottenere una variabilità dell’isolamento I compreso, rispettivamente, tra il 90% e il 99% (cui corrisponde analogamente una variabilità di T compresa nell’intervallo del 10%) – normale condizione di isolamento.

nelle situazioni più critiche sono consigliati valori della frequenza naturale fn >1/10·f, cui corrisponde un isolamento superiore al 99% (ovvero una T intorno all’1%).

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Sistemi antivibranti

I dispositivi antivibranti più utilizzati sono costituiti da molle in acciaio, gomma e materiale plastico, sughero, feltro, fibre di vetro compatte, etc.

Le molle metalliche sono usate spesso come isolatori di vibrazioni in quanto oltre i vantaggi legati alla resistenza meccanica consentono di risolvere problemi di isolamento a qualsiasi frequenza, perchè con questi dispositivi è possibile ottenere un vasto campo di deflessioni statiche cambiando la tipologia di materiale impiegato per la costruzoine e il loro dimensionamento. Le molle avvolte ad elica presentano frequenze proprie di vibrazione modeste a causa della loro notevole proprietà di deformabilità assiale

(fig.19).

loro notevole proprietà di deformabilità assiale (fig.19). Figura 19 Il materiale elastomerico come ad esempio la
loro notevole proprietà di deformabilità assiale (fig.19). Figura 19 Il materiale elastomerico come ad esempio la

Figura 19

Il materiale elastomerico come ad esempio la gomma si presta bene all’isolamento di macchine ed apparecchiature meccaniche nel caso sia necessario raggiungere un valore consistente dello smorzamento viscoso. I supporti antivibranti in gomma si basano sul principio che l’energia prodotta dalla vibrazione può essere dissipata accoppiando l’elasticità del materiale alle caratteristiche di smorzamento di tipo isteretico che dissipa una parte dell’energia accumulata sotto forma di calore. L’efficienza e la durata di tali dispositivi è fortemente compromessa in presenza di acidi o altri materiali corrosivi; nel caso delle gomme, la sensibilità alla luce, può favorire il fenomeno dell’invecchiamento che porta ad una decadimento delle loro caratteristiche meccaniche. Valori tipici del fattore di smorzamento ξ sono dell’ordine del 5%.

del fattore di smorzamento ξ sono dell’ordine del 5%. Figura 20 Il sughero che rappresenta uno
del fattore di smorzamento ξ sono dell’ordine del 5%. Figura 20 Il sughero che rappresenta uno

Figura 20

Il sughero che rappresenta uno dei primi materiali impiegati per l’isolamento dalle vibrazioni; gli isolatori di tale tipo lavorano prevalentemente a compressione. Tale materiale non è in grado di fornire grandi deflessioni statiche e quindi non è utile installarlo per impieghi in presenza di frequenza naturale di modesta entità, vale a dire per fn inferiori a 10 Hz. Valori tipici del fattore di smorzamento ξ sono dell’ordine del 6%.

a dire per fn inferiori a 10 Hz. Valori tipici del fattore di smorzamento ξ sono

Figura 21

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Il feltro ha forti caratteristiche di smorzamento che lo rende particolarmente adatto nel ridurre l’ampiezza delle vibrazioni quando si prevede che il sistema possa essere soggetto a risonanza (fig.22). Tale materiale presenta fattori di smorzamento ξ prossimi a quelli del sughero.

fattori di smorzamento ξ prossimi a quelli del sughero. Figura 22 Normalmente è possibile ricorrere a

Figura 22

Normalmente è possibile ricorrere a soluzioni semplici attraverso l’isolamento della macchina mediante l’uso di supporti antivibranti (fig.22)

macchina mediante l’uso di supporti antivibranti (fig.22) Figura 23 ovvero mediante l’ancoraggio della macchina ad

Figura 23

ovvero mediante l’ancoraggio della macchina ad una massa notevole (fig.23). Quest’ultima soluzione è ottenuta aggiungendo una massa m' alla macchina e isolando il sistema complessivo (macchina+massa aggiunta m').

il sistema complessivo (macchina+massa aggiunta m'). Figura 24 Per un effettivo isolamento antivibrante è

Figura 24

Per un effettivo isolamento antivibrante è necessario che:

gli isolatori siano installati simmetricamente rispetto al moto del baricentro;

il centro di gravità risulti il più basso possibile al fine di evitare instabilità del sistema.

Le macchine caratterizzate da urti e vibrazioni di notevole entità (i.e. grandi presse, rotative, etc.) richiedono oltre all’impiego di sospensioni antivibranti anche la realizzazione di fondazioni atte a ridurre la trasmissione delle sollecitazioni della macchina al pavimento, al fabbricato ed agli edifici circostanti.

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