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La broncopneumopatia cronica ostruttiva un'affezione cronica polmonare caratterizzata da una ostruzione bronchiale, con limitazione del flusso aereo

o per niente o solo parzialmente reversibile, lentamente progressiva, causata da un'infiammazione cronica delle vie aeree e del parenchima polmonare. Considerata la quarta causa di morte in Europa e negli USA (almeno 65.000 morti all'anno,) studi recenti hanno evidenziato un aumento della mortalit a livello mondiale

Fattori di rischio L'origine della malattia una infimmazione di carattere cronico che perdura da anni e interessa le vie respiratorie nell'individuo. Essa comporta una graduale perdita delle funzioni dei polmoni con una disfunzione non completamente reversibile anche se trattata,[9] Il fumo di sigaretta il maggiore fattore di rischio e di mortalit per lo sviluppo dell'enfisema e della bronchite cronica, che sono comprese nella definizione di broncopneumopatia cronica ostruttiva. L'intensit del fumo di sigaretta, espresso in pacchetti all'anno (pack years), correla con un abbassamento del FEV1 (Forced Expiratory Volume in the 1st second) cio il volume di aria espirata nel primo secondo durante un'espirazione massima forzata, indicatore del grado di perviet delle vie aeree. Malgrado ci, solo il 15% della variabilit del FEV1 spiegata dal fumo di sigaretta. Il sesso maschile, in cui la percentuale di fumatori maggiore, pi colpito da questa patologia, ma dal momento che il sesso femminile fa registrare una crescita netta del numero di fumatori, stanno aumentando i casi anche tra le donne.[10]. Si sospetta un contributo anche da parte del fumo passivo. L'iperattivit bronchiale (broncocostrizione) in risposta a diversi stimoli esterni, per esempio istamina, un fattore di rischio per la BPCO oltre che per l'asma. L'esposizione occupazionale a sostanze contenenti cadmio, polveri di carbone, silicio e oro favoriscono l'ostruzione bronchiale cronica e una riduzione di FEV1 e si sospettano essere un fattore di rischio per questa patologia, anche se nel complesso pesano certamente meno del fumo di sigaretta.

I sintomi compaiono dopo anni di consumo abituale di sigarette: studi sui fumatori hanno riscontrato che nelle persone che hanno fumato almeno 20 sigarette al giorno per 20 anni si manifesta una forma di tosse spesso produttiva a carattere compulsivo intorno alla quarta decade di vita. Altri sintomi, oltre alla tosse, sono: Dispnea progressiva causata dall'alterazione della capacit dell'apparato respiratorio; Ipercapnia; Ipossiemia Cianosi Poliglobulia Torace a botte Perdita di peso

Nei casi molto gravi sono presenti il segno di Hoover e il respiro paradosso

La diagnosi deve tener conto dei fattori di rischio ed essere accompagnata da un esame spirometrico (in condizione di stabilit clinica) che registri una riduzione del flusso aereo. I valori di FEV1 risulteranno inferiori all'80% dei valori ottimali di riferimento. La misurazione viene ripetuta a distanza di 40 minuti dopo la somministrazione di 400 g di 2 agonista, un broncodilatatore. Se non migliorano i risultati, ma solo la sintomatologia, possibile la diagnosi di BPCO: indice di Tiffeneau (FEV1/FVC) ridotto. L'incremento del FEV1 sia di 200 ml che del 12% rispetto al valore pre-broncodilatatore considerato un indice prognostico favorevole. Se il valore di FEV1 torna nella norma si esclude diagnosi di BPCO, verosimile una diagnosi di asma. Altri esami utili alla diagnosi e all'indice prognostico di mortalit sono: Saturazione emoglobinica arteriosa - se inferiore al 94% utile eseguire: Emogasanalisi Test 6 Minutes Walking Calcolo dell'indice di massa corporea (BMI) Calcolo del grado di dispnea

Diverse sono le malattie che hanno un'insorgenza simile per cui devono essere differenziate tramite esami specifici, per una corretta diagnosi: Scompenso cardiaco Embolia polmonare Pneumotorace Polmonite, la versione pi leggera della Broncopneumopatia Risulta utile allo scopo una radiografia toracica.

Il primo intervento agire sui fattori di rischio: ridurre l'esposizione ad inquinanti domestici e/o esterni, smettere di fumare, che porta (in una percentuale variabile nei casi e negli studi) ad un arresto nella sua progressione a distanza di 1-3 anni.

I provvedimenti pi prettamente medici attualmente disponibili includono: beta 2 agonisti short acting al bisogno o long acting in terapia cronica

corticosteroidi vaccini anti influenza e pneumococco teofillina immunomodulatori antiossidanti mucolitici Altre terapie includono: Fisioterapia respiratoria Interventi chirurgici in casi altamente selezionati che comprendono: Riduzione del volume polmonare - riduce l'iperinflazione polmonare Bollectomia - rimozione di una bolla enfisematosa Trapianto polmonare