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I mattoni fondamentali della materia sono gli atomi ( dal greco atomos indivisibile Democrito).

. In realt si scopre poi che non affatto indivisibile. Tutto nato circa 15miliardi di anni fa nellevento del big bang, il punto in cui t=0, le th cosmologiche sianno cosa successo negli istanti successivi. Quello che successo che dopo un tempo molto piccolo, da 0 a 10^-6 s, ad una temperatura altissima, si sono formati i quark, oggetti a 2*10^-6m, dopo 0,1 s la temperatura era un pochino scesa, si sono formati il protone e il neutrone. Dopo 4 minuti in avanti si era formata la materia primordiale, miscela di elio (25%) e idrogeno(75%). Dopodich galassie, sistema solare. A t=15ml di anni, luniverso si notevolmente espanso,abbiamo luomo sul pianeta. I quark sn ogg che non oss direttamente perch sn legati a tre da forze estremamente intense. I due princ. Quark sono up ( carica+2/3) down (-1/3) se sn due up e uno down abbiamo il protone, se sono due down e uno up abbiamo i neutroni. Gli elettroni nascono dal passaggio tra neutrone e protone. P ha massa di 1,672*10^-27 Kg e carica +1,6*10^-19 c neutrone ha carica 0 e massa 1,675*10^-27 kg, lelettrone ha carica +1,6*10^-19 C e massa 9,11*10^-31 Kg. Il protone leggermente pi leggero del neutrone. Il neutrone da solo dopo circa 900 s si trasforma spontaneamente in protone e neutrone quando non parte costituente del nucleo. Le dim di un atomo di circa 10^-10m. Gli isotopi hanno propriet chimiche esattamente uguali ma cambiano le propriet chimiche, cambia il numero di neutroni. Per separare gli isotopi devo sfruttare la loro differente massa. Massa atomica di un elemento: moltiplico la uma di ogni isotopo con la sua frazione (%\100) e ne faccio la media aritmetica. Le masse di elettroni, protoni e neutroni non si sommano. E =mc^2 Il termine radioattivit deriva dal radio, primo el scoperto avere qst decadimento. una caratteristica del nucleo. Se il nucleo molto grande le cariche positive si spingono fino a fare spezzare il nucleo. Libera particella alfa (elio)+ un nuovo nucleo che si trasforma in qualcosa di pi leggero. Qst uno dei tipi pi comuni di decadimento. Oltre allemissione alfa, ci sono le particelle beta, che hanno carica negativa ( sono elettroni), aumenta di uno il numero di neutroni, e i raggi gamma. www.polito.info Nel caso di molecole la massa di una molecola uguale alla somma delle masse dei singoli atomi, non ci sono legami ad alta energia come negli atomi.1913 Bohr fu il primo a supporre che gli potessere occupare orbite circolari stazionarie ( i valori di v ed energia delle non cambiano nel tempo).Tali orbite possiedono una ben definita quantit di energia detta livello energetico. Il moto di un pianeta: in ogni istante il pianeta soggetto allattrazione gravitazionale e ad una centrifuga che si equivalgono. Lo stesso modell bohr pens di adoperarlo per latomo. Forza centrifuga =attrazione( elettrica) mv^2|r=(q1q2\r^2)k Possiamo ricavare il raggio in funzione della velocit ma qsta eq non suff abbinare sia r che v. Quindi Bohr aggiunse un ipotesi quantistica. Lenergia non continua, posseduta a quanticostante di plank h= 6,64*10^-34 j*s. A livello atomico lenergia quantizzata mvr(momento angolare dellelettrone)=n*h\2 n numero intero. A qusto punto unendo le equazioni possiamo ricavare il raggio r=n^2*5,292*10^-11 m. Il secondo risultato della trattazione di bohr quello di quantizzare anche lenergia: energia cinetica=1\2mv^2 ma si muove nel campo elettrico del nucleo e quindi ha anche unenergia potenziale, dovuta al fatto che lelettrone risente dellattrazione elettrostatica del nucleo=-k*e^2\r. mv^2=ke^2\r . lenegia totale =-ke^2|2r, sostituiamo r e si trova E=-2,18*10^18j\n^2. Un elettrone, in assenza di stimoli eserni andr ad occupare quella ad energia pi bassa, quella pi vicina al nucle. A0(raggio di bohr)=0,05292 nm. E ha un meno davanti: se prendiamo un elettrone a distanza infinita dal nucleo al quale assegnamo E=0, man mano che si avvicina al nucleo passa a livelli di energia senza pi bassi e quindi pi stabili. I livelli di energia non sono separati in maniera eguale perch vanno con linverso di n^2. 1 eV= 1,6*10^-19j . Lenergia che porta un elettrone a salire di livello data quasi sempre da un campo elettromagnetico. Campo eletttrico in verticale e campo magnetico in orizzontale. Lamba = distanza tra una cresta e laltra frequenza=ni. L energia fdi una radiazione elttrica =h*v(ni frequenza si misura in hertz) Planck: lenergia elettromagnetica trasportata in quanti, non continua. Spettro emissione idrogeno: elettroni si diseccitano liberano energia che fa luce. Il

fotone che trasmette 10,2 ev non gi pi nel visibile, vanno nellultravioletto, sn le transizioni da n=2 a n=1. Se sono troppo piccole vado nellinfrarosso. Modello di sommerfield: cerc di adattare il modello dicendo che ci sn delle orbita ellittiche secondo numero quantico.. ma ormai il modello planetario era destinato a fallire, non si riuscivano a spiegare tutta una serie di fatti. Il moto di un elettrone non unorbita. Il modello planetario fin con heinseberg nel 1926, ipotizz un principio che assieme alle leggi di planck rivoluzion la fisica: principio di indet di planck mi dice che non posso conoscere con precisione velocit e posizione di un oggetto in movimento. Heinsenberg incertezza posizione*incertezza moto (deltamv) >= h\4. Il modello planetario, invece diceva che posso conoscere sia posizione che velocit. Conoscendo la massa dellelettrone posso calcolarmi lincertezza sulla velocit, che viene nellordine di 1 *10^8 m\s, troppo grande. Dobbiamo ricorrere a un modello a onde stazionarie, un modello ondulatorio. Il fotone caratterizzato da un dualismo onda-particella. Dal 1600 si discuteva sulla natura della luce: insieme di particella o onda? Newtonteoria corpuscolare, che era la th pi accreditata. Dal 1700 inizio 800 ci si accorse che la luce dava fenomeni di interferenza la luce unonda che si muove nelletere (mezzo per propagarsi. Ma letere non esiste!). In realt il fotone pu comportarsi sia come una particella. Leffetto compton un fenomeno in cui un fotone urta un e ed entrambi deviano la loro traiettoria ma esistono anche effetti in cui il fotone si comporta da onda a seconda di cosa si sta osservando. Se si comp da onda perde le caratteristiche da particelle e viceversa. Questo vale per tutte le particelle, anche e,p,n che si comp sia come particelle che come onde. Per considerare il moto dellelettrone passiamo a esaminare il comp ondulatorio dellel. Abbiamo una serie di onde stazionarie che percorre lelettrone nel suo orbitale. Lorbita un qualcosa di deterministico, lorbitale un movimento indeterministico di fisica quantistica. Nellesperimento di comton si rius a determinare la quantit di moto (m*c) del fotone, che sperimentalmente non pi mc (0 infinito) ma h\lunghezza donda lambda, NE SEGUE LAMDA =h\p (mv) per il fotone o quanto di luce. De Broglie ipotizz che questa rel valesse anche per le altre particelle. De Broglie ipotizz che qualsiasi particella abbia una lunghezza donda caratteristica, nel caso delle dipende dalla velocit dellelettrone. Questonda viene detta onda di fase. Se penso allonda devo pensare allonda, non alla particella n allorbita. Londa di fase nel caso dellelettrone attorno al nucleo si pu intendere come funzione donda funzione psi () una funzione donda che non pu cambiare nel tempo, descrive delle situazioni stazionari. Questa funzione al quadrato mi rappresenta la densit di probabilit di trovare un elettrone in un determinato punto e quindi anche la densit di carica. La funz pu assumere valori negativi o positivi ma il quadrato sempre positivo e sempre minore di 1 (1 sarebbe la certezza). Il movimento ondulatorio dellelettrone ha alcune caratteristiche: 2r=nlambda ma 2r una circonferenza, n un numero inter questa crf percorsa da un numero intero di onde. Nel 1933 Schrodinger riusc a elaborare uneq per il moto armonico dellelettrone intorno a nucleo. Questequazione da una serie di funzioni donda che rappresenta le varie armoniche in cui pu passare lelettrone, ogni funzione donda ha un certo livello energetico ( quelli dellh sn = a quelli che aveva trovato bohr). La funzione donda contiene alcuni coefficienti interi: i numeri quantici n, il numero quantico principale, che pu assumere qualsiasi numero da 1 a infinito, l, numero quantico secondario, il cui valore va da 0 a n-1, m , numero quantico magnetico , che va da l a l. n=1 l=0 m=0 abbiamo lorbitale 1s s l=0 1=n, questo il pi semplice degli orbitali. Per avere la probabilit di trovare un elettrone ad una certa distanza dal nucleo non basta ^2, devo utilizzare la probabilit radiale, ^2 (x,y,z) *4r^2(superficie sfera) La funzione donda mi da la prob di trovare un e in un punto (x,y,z). Se riporto ^2 (x,y,z) *4r^2 che sugli assi a 0 va a 0, la distribuzione radiale da un massimo a acon0 (Bohr). Con n=2 la funzione psi attraversa un nodo, passa nel negativo e poi tende a 0 . Il punto in cui passa per 0 il nodo quindi otteniamo due sfere concentriche con diverse densit elettroniche. Se l=1 abbiamo gli orbitali di tipo p. Il pi piccolo sar lorbitale 2p. La densit si distribuisce

tra due lobi separati da un piano nodale, in cui la densit 0. Psi positivo nel lobo superiore, negativo nel lobo inferiore, Lorientazione dei due lobi dipende da m: asse x se m=0, y se m=1,z se m=-1. Se l=2 abbiamo gli orbitali d. Il primo lorbitale 3d. Quattro lobi diretti dal centro lungo le diagonali nel piano xy m=2, xz m=1, yz m=-1. Poi i lobi possono essere orientati sulle assi xy se m=-2 e poi, se m=0 abbiamo una specie di ciambella con 2 lobi sullasse z. Tra i lobi ci sono sempre i piani nodali. L=4 orbitali f ( gli orbitali sono 7 perch m va da -3 a +3). Lelettrone sceglie sempre lorbitale ad energia pi bassa