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Titolo: Percezione

Autore: Virginio Sparavigna , 2011/ 2014

Introduzione I testi contenuti nelle pagine di questo libro sono dedicati alla percezione. Il libro basato sulla capacit evocativa della parola, non sulla funzione della parola come strumento del pensiero e della logica. Il libro suddiviso in tre parti: la prima parte il cui titolo Nascenti 2013-2014, la seconda Persistenza 2012-2013, la terza Percezione, Coscienza, Hatha Yoga 2011-2012.

Indice: Introduzione...pagina 2 Nascenti..pagina 3 Persistenza...pagina 60 Percezione, Coscienza, Hatha Yogapagina 118

Nascenti
Un grande tuono incombe sul corpo. Nuvole scivolano sotto le pelli, lacqua sorride nei laghi interni. Gli insetti si riscaldano nel vento estivo, montagne trasparenti avanzano verso il tuono. Nella voracit estiva le pieghe del ventre si seccano, mani veloci intrecciano prese decisive. Il cuore il tamburo dei pianeti, ritmi di correnti frusciano e incalzano, formano getti di nascite. Uneruzione di vita. Il tuono scioglie lattesa, conduce la propria ombra nei polmoni delle pianure, invade carni malevoli, determina la fine, riposa sulla crosta rinsecchita della terra di cui ama largilla. Il suono si riempie, immoto nello stomaco, ruota nel collo, poi precipita nel risveglio invisibile, unito nel dissolversi di ogni speranza, incalza, risale nelle vene dei sassi, muta pelle nella primavera che precede linverno, vola, si comprime nellintensit. Un giorno immoto ricade fra le costole, fluttua fra accenni di vita, inghiotte con avidit. Pigre ondate di pressione cancellano lisolamento. Si stacca il sole dal soffitto, sprofonda nella voragine nascente, il rossore dellentusiasmo infiamma laurora, viaggio contro il destino, si spezza. Gli ascolti prolungano i germi elettronici, lungo le dita riecheggia lamore, la pelle tesa, avvolta nelle fiamme. Appoggiato sul cibo, scivola via tra i tonfi della cascata di stelle. Lava fangosa avvolge i nuovi nati, amica nella vita, irrora il cielo di intenzioni reticolari.

Contatto Il canto brilla , stretto nelle membra si immerge nel proprio scorrere, scioglie i legami, un lembo dopo un altro rinascono compatte e libere, lo sono gi ora del resto, lo sono sempre state. Il cuore apre per primo. Una intensa pressione libera uno dopo laltro il fegato, lintestino, i polmoni, sempre pi in l, esistenze sottili, reciproche. Molto vicino, molto lontano.. Il paesaggio lacustre corre nei polmoni. Un dono insperato fluttua. La pressione diventa un ininterrotto contatto. Dal futuro si estende nel presente, assorbe il passato, le ossa dissolvono il cielo paludoso .

Incontri Ci sono libri che non possono essere scritti, parole che non possono essere dette. Entrambi si trovano nel mondo della percezione appena un po diversa da quella 3

normale. Lascolto e lazione si uniscono nella percezione non ordinaria, quel che agisce un organismo, un luogo particolare dove lego finalmente incontra limmensit dalla quale circondato. Il cuore scorre, fiume guarda, silenzio accorre, rete colorata avvolge, tracce splendenti, sottratte alla luce, corrente di silenzio decide, ombra a lungo, sostare senza corpo, lontano dal pensiero, il cuore accorre, privo di popolazione, ultimo contatto osservato quindi trascinare, diventare liquido dopo immersione nellaria, pressioni feconde, atti. Il riconoscimento insorge, calore centrato, epidermide striata di memoria, chiami, trama assente, lume assorbente, battiti dali risalgono le correnti, osservare, lassenza delle tracce incide un nuovo silenzio, dire lamore per accogliere, volere, mostrarsi inerti lungo i canali, slanci fausti emersi fra i rami, in corsa, lalba assorbe il core, battiti ovunque, battiti raccolgono i lunghi silenzi, nessuno pu vederli, ma amarli senza il cuore, limmersione evapora. Le pelli respirano.

Battito Le parole scompaiono per la nuova presenza. Impulsi tracciano i battiti senza lasciare tracce, canti non visti scompaiono ad ogni battuta, filamenti dargento guizzano invisibili, la natura si sottrae alla vista, ciascun impulso si nutre del proprio silenzio. E sorprendente non .vivere. la natura strappa le sue reti, risale altre correnti, si disarticola in infinite fonti.

Direzioni Il cuore si immerge nel calore, intriso di pioggia emerge nellentusiasmo, ledera grondante, scrosci di liquida mobilit scorrono nelle mani, dissolvono nel corpo, rivelano . Mantici frementi disseminano note retrattili, fredda luna posa il gesto su una terra pluviale, atmosfere persistono, esplodono e tuonano sopra, ovunque concentrate. Il vuoto si adegua, prende lo spazio incastonato nella spiaggia, diamanti scagliati con amore rigano il cielo, stelle premono lintimit, lintensit della prese apre i canali, la libert scorre impetuosa, cancella ogni direzione. Improvvisamente si anima lorizzonte, gli spiriti tacciono impacciati.

Riverbero Proteggere il riverbero del sole, guardare lo sbocciare della luce sulla terra, colmare di calore gli innumerevoli fremiti delle sorgenti. Larsura della pioggia bagna il vento, sollievo, la marea placa, le acque rifrangono una sola corrente, si assorbe la pressione prima del tuo sorgere. Lodore della vita sorge nel bosco, si immerge la vegetazione nella terra profonda, arare latmosfera con lamore, un dolce raccolto inconsistente tesoro, la spiaggia brilla irraggiungibile. Inghiottila.

Osservare Cielo e terra si modulano luno nellaltro, il loro operare incombe, silenzio fra le creature, amore, si dissolvono le resistenze, il fiume scorre non trascinato da alcuna forza. Osservare in silenzio conduce, si giunge ad una fonte, riposo, il passato scorre nel presente, il futuro scorre nel presente, il tuono diventa silenzioso, il boato vibra damore, non posso pi riposare. Un solco inciso nella luce invisibile si espande, il suo contatto genera il presente, la pioggia cade con insistenza, bagna le stelle, accoglie . Il vento luminoso sospinge, trova. osserva.

Vicino Sempre, solo calore irradia, trema terra amore scorre, nellapparire tinge lorizzonte, ora si forma il vento concavo, ripieno di fiori, colma cuori appena sorti. Fermo per ore, ottiene , si aprono, scivolano correnti prima di apparire, un respiro, il respiro del ritorno, gesti frastagliati, cosparsi di sabbia, sciogliersi dellonda nello sguardo, porta indolore chi esce entra, chi entra esce, attimi preziosi, venti inspirati. Scosse travolgenti colano nella palude, neve si dirada, lorizzonte scorre sempre pi vicino, il contatto, prima dellapparizione, dopo la nascita separazione, canali immersi, coltre di silenzi. Gambe serrate, dimenticate, entrare di corsa scomparire nellabbraccio, vento, immense apparizioni prive di complicit.

Amore Lamore si libera delle immagini. Scomposto, giace, immenso su uninvisibile spiaggia, fatto di sabbia si disperde e riassorbe, liberando turbini di luce, nutrimento per i viventi. Domani in silenzio, lungo il fiume esercizi di forza, piegati dal potere, mensa di vortici coraggiosi, labbra dischiuse, gustano una brezza sussurrata tuffarsi nei polmoni. Battiti di ali tracimano la resistenza della riva, senza scorrere raggiunge, ovunque ora, qui fra le pieghe della carne mentre si dipana nei fremiti, il contatto galleggia, bagliori.

Non forza Se ci si trovasse immersi in una percezione a, per esempio, 90000 dimensioni, tutto apparirebbe estremamente diverso, il corpo non sarebbe pi un corpo, lego sarebbe una minuscola presenza, il livello di dettaglio della percezione sarebbe cos elevato da polverizzare le barriere presenti tra passato presente e futuro portando la realt a un livello di contemporaneit assoluta fra significato e animazione. Quanto detto ci che si percepisce al progressivo disintegrarsi del confinamento vissuto allinterno della percezione ordinaria. Il percepire ultra-multi-dimensionale lobiettivo della meditazione ascetica proposta dallo yoga ma anche uno stato naturale e spontaneo manifestantesi allinterno stesso della limitata percezione ordinaria. Gli yogi suggeriscono la via ascetica perch essa permette di raggiungere quella superpercezione in modo apparentemente pi veloce della via naturale e la brevit della vita ordinaria non garantisce un tempo di coscienza-vita sufficiente al manifestarsi della via naturale, ne segue la necessit della scorciatoia della via ascetica. Bisogna tenere ben presente che la meditazione yogica un percorso ascetico che acquista veramente senso solo se condotta senza forzature e autosuggestioni, coincidente sin dallinizio col sentire naturale. Purtroppo molto spesso la meditazione yogica viene interpretata in modo didattico, banalizzata e riempita di autosuggestioni ipnotiche e, ancora peggio, lascetismo della meditazione yogica viene usato come pretesto per la pratica di inutili regole coercitive. Se lascetismo ha bisogno di regole diventa stupidit e manipolazione anzich essere ci che in realt da sempre , ovvero una sorprendente via naturale al superamento della ordinaria percezione di confinamento. Dallinterno della percezione ordinaria sembra naturale poter dire che la via ascetica non sia fatta per tutti, ma in ogni caso non ci sono eletti o illuminati fra gli asceti naturali e questo lo si apprende molto bene immergendosi in una percezione ultra6

multi-dimensionale. Un asceta naturale non dir mai di essere un asceta naturale. La percezione ordinaria di confinamento sorge grazie allesistenza di forze sempre attive che impediscono agli infiniti enti il cui epifenomeno siamo, di manifestarsi indipendentemente. Quelle forze sono loro stessi degli enti, in particolare sono gli enti che determinano lesistenza stessa della percezione ordinaria, del cosmo ordinario, della Natura ordinaria. Sono enti riconoscibili percettivamente dal contesto di continua forzatura in cui operano e che creano, sempre che queste parole possano evocare qualcosa. Per via di quella forzatura viene detto nel Tao come nello Yoga di non operare mai con la forza perch la forza limitazione della percezione, conduce alla debolezza, allincoscienza. Sempre in virt di quella forzatura le arti marziali si dicono arti, ovvero solo riconoscendo linconsistenza e inefficacia delluso della forza si ottengono i risultati migliori. Se il percepire tramite forzature non viene incoraggiato, via via sorgono una immensit di percezioni-emozioni non ego-centriche il cui manifestarsi lentamente consuma ma non cancella lo stato di confinamento allinterno della percezione ordinaria. Una volta acquisita la via per uscire dallo stato di confinamento, si dice via ma si tratta di una multi-via, lo stato di confinamento non opera pi in modo cos drammaticamente condizionante e limitante. Le entitforze che creano il mondo ordinario attraggono verso se stesse le infinite manifestazioni esistenti creando quel particolar effetto gravitazionale in cui galleggiamo, anche descrivibile in termini di strutture vorticanti con un caratteristico andamento centrifugo e centripeto responsabile sia della nascita della individuazione egoica che del percepire in termini di soggetto-oggetto. Lego non una illusione ma cessa di operare quando le forze che lo creano non sono pi continuamente attive. Quel che succede allego quando cessa di operare non comunicabile usando le parole, quel che si pu dire con certezza che si tratta di qualcosa che non ha a che fare n con la vita n con la morte. La nascita, lesistenza, linvecchiamento, la morte, sono stati determinati forzando lesistente in modo naturale-ordinario, ma quella forzatura non intacca minimamente lesistente non ordinario- e anche questo non intaccare del tutto inspiegabile allinterno della percezione ordinaria. In effetti la percezione ordinaria una percezione estremamente semplificata, una visione dellesistenza priva di dettagli, di intelligenza e normalmente anche di amore disinteressato, incapace di fondere in un unico processo la tremenda complessit e al tempo stesso semplicit della realt non ordinaria.

Impulsi Le pieghe dellaria sono umide, trasuda il vento dimpulsi, cantare per unire, lorizzonte si raggomitola in un battito, la sua presenza precede lanima, lo guardo, lamore freme abbracciato agli alberi, disperso fra le alghe. Le ossa spostano la terra, una vasca germoglia, mormorio di fioritura primaverile, ai cuori si somma labbraccio, inumano. Laria mi spinge fuori dalla materia, insetti elettronici cantano lalba, tracciano le notti, oceani indistinti cancellano, si ammassano nel ventre, respiro daria, infine respiro. gli impulsi si sciolgono in un unico dono, d inverno il lago in piena cancella le memorie, il mulinio delle acque urta il cielo, il plenilunio flette la vita in una promessa, le braccia spingono flussi di presenze, trovano pace. Il prato freddo, riposa in un calore fiorito altrove, nuvole animate brillano nella notte ormai finita, mani serrate accolgono limpeto solare, si slancia nel silenzio senza apparire. Ogni contatto una vita, un abbraccio ritmato, immerso in un sole troppo intenso per brillare, inclinato sul prato.

Spontanei Correre, ogni passo simmerge nella vita, richiude, apre sale, immobile slancio cola sotto la sua stessa pioggia, sudato nella brezza stellare, il movimento risucchiato dal sottosuolo, lamore massaggia le epidermidi. Lentusiasmo vola lungo il canale pieno di fiori selvatici, le impronte della corsa incessante spingono, una piena danime scroscia nei polmoni, i canti si susseguono, conducono altre creature, risalgono impetuoso nel sangue, baci inavvertiti, spontanei.

Alberi Lamore scoglie gli alberi, affonda nella brezza, suscita il coraggio, polvere del vivente. Le radici emergono nellaria, si diffondono nella vita stupefatta, ogni nascita retrocede nellattimo che la precede. I movimenti dellepidermide scuotono flussi di microstelle. I bagliori dei vortici plasmano dei nuovi corridori, la pista pulsa di foglie solari, i fiumi si liberano dalla presa delle colline, si tuffano nel canto dei cespugli fioriti. Petali ramificati rinvigoriscono le ossa. 8

Vento di musica crepita per cantare nella gola imberbe, il petto si apre al deserto improvvisamente umido, gomitoli daria pressano, cancellano ogni esitazione, la vita solidifica nel cuore, un punto ristretto fatto damore, fonte indifferente di un rapido sguardo. Il respiro del bosco avvolge la costa frastagliata, il mare viene scavato dal vento collinare, lanciato in una pioggia di nuove montagne, amicizia e complicit nella nebbia del vivente, neve abissale abbraccia, sfugge, illumina. La nascita si espande tra i rami bagnati, grondare di squame lunari, una marea immota riassorbe il respiro, la concentra nel tubero di una galassia, esplode fra i coralli. Il bosco si condensa in un petalo, conchiglia sottile fluttua nei canali degli abissi, nuove anime germogliano dagli alberi lagunari, la loro vita una febbre morbida, profonda, inconsistente.

Labbra Il mare respira, traspare denso di alghe, odore di oscurit notturna, il tappeto di alghe tesse un corpo di animale, splendente nel ventre, denti stellari, labbra distratte e afferrare di mani, tentacoli impacciati avvolti attorno il pianeta. La corrente risuona di ombre, coni di luce immergono i propri impulsi nelle cascate del fiume, pezzi di ghiaccio risalgono la corrente fino allorigine del sole, inginocchiati flettono il vento del tramonto, cadono nel terriccio umido dinverno , respirano a cenni, labbra semichiuse appoggiate sulla corteccia.

Miniere Le membrane acquose si sovrappongono, con dolcezza. Il manto di luce spessa e pesante avvolge la terra pi volte. Ombreggia per se stessa lascensione di tuoni vegetali, animazione ribelle intacca limpulso luminoso, riposa nelloscurit, galleggia sopra una immensa distesa paludosa, lo sguardo si rapprende nellestinguersi, sboccia un fiore, il fiore cola nel petto, fra le costole, occupa uno spazio libero, leggerezza impossibile, il peso si scioglie ad ogni fioritura. La condensa scivola fra le valli. Ghiaia estiva stinge i minerali, assorbe il vento cancellandosi, spazio dopo spazio ancora lampi incidono aliti autunnali, le miniere serpeggiano negli umori delle foreste, il cavo manto montano straripa nel lago, inonda laltipiano, si ghiaccia, inosservato. Le fonti sorseggiano lorizzonte, increspano nuove membrane, spingono alla vita, dimenticano se stesse. 9

Radicare Gli alberi battono i cieli. Nuvole squamose, colorate ,afone, ritorno nel canale, vedere la vita, ascolto intermittente. La neve dissolve la strada, modulazione infranta, ripercorrere la vita intera, ascoltare, mi slancio, inghiotto. I fiori discendono lungo corpi fluidi, lincontro irragionevole, radioso. Nella foresta la prima fioritura si arrampica, gli occhi incontrano la radice, lumidit spalanca il petto, procede, mi allontana.

Prime sostanze Il cuore si posa sullalga. Strisce modulari avvolgono lanima, un vorticoso precipitare sorge dalle paludi. Il cuore immoto traccia silenziosi inizi, pioggia di viventi disegna lesistenza, spingono indietro la marea. Fluire senza sostanza, abbracciare. Risuonano non visti viventi fulminei, nebbie carnose pressano il respiro, colmano oceani in piena. La pioggia bolle fredda, profonda, lequilibrio sfugge ad ogni contatto. Il cuore abbraccia levanescenza della sua attenzione, coglie i brividi del bosco, si smembra nelle luci fiorite degli alberi. Un calice dinsetti racchiude la costiera, lento apparire di una fertile, gelida esplosione.

Natura La luce e loscurit sono diversi senza opporsi, le differenze naturali non sono irriducibili ma si trasformano l una nellaltra poich una sempre stata contenuta nellaltra, in qualche modo. Quanto detto vale per le Differenze Naturali. Le differenze appaiono irriducibili quando qualcosa in esse si oppone al processo naturale. Opporsi alla Natura come scavare tunnel nellacqua, illusorio, impossibile e conduce spesso alla propria distruzione, questa s che apparterr agli eventi naturali. Secondo altre narrazioni si hanno differenze per via di mutazioni nella presenza degli elementi costitutivi, in altre parole si smonta un fenomeno nei suoi componenti Quello smontaggio una narrazione poich inserisce una causalit non necessaria alla e nella Natura. Ovvero se la Natura esiste nel Tempo allora esistono cause, elementi e logiche, ma se la Natura non esiste nel tempo, ovvero il Tempo non un elemento naturale, allora essa illogica, profondamente illogica, sacra e luminosa nella sua brillante oscurit. La Natura non dovrebbe essere descritta, 10

in senso profondo, ma percepita. Nel percepire la Natura, gli spiriti diventano liberi e apparentemente autonomi ma nel descrivere la Natura, gli spiriti diventano assemblati ed epifenomeni di elementi ed energie. In Natura non esistono n spiriti n energie; percepire la Natura vuol dire essere nella Natura e la Natura non mai in un sol posto. La percezione stessa viva ed Natura; quella sua vita crea lo spirito o lenergia, ma spiriti ed energie, se non animati dalla percezione, diventano pezzi di un lego maldestro e disarticolato. La percezione non rappresentazione ma presenza, esperienza diretta oltre ogni possibilit di memoria. Intensificare la memoria vuol dire uscire dal ricordo e dalla logica del tempo in effetti andare oltre la memoria vuol dire restituire la vita ai ricordi. Quando i ricordi diventano vita-presente, leffetto isolante della percezione ordinaria non agisce . Lego non isolato nella realt ordinaria non ha ricordi, la sua memoria si trasformata in percezione di presenze vive, indipendenti dal suo volere.

Mutare Limmersione conduce nella Natura densa, estremamente articolata, vivente oltre i tempi, conduce in manifestazioni connesse e mutevoli. Nell immersione si dissolve il vincolo determinato dalla nascita, si manifestano le molte altre attivit legate ad ogni esistenza e, naturalmente, il senso si riassorbe. Limmersione non rende neutrali o impassibili, infatti strettamente connessa con lamore, lamore privato di qualsiasi complicit. Bisogna soffrire, aver caldo, freddo, essere affaticati, legati e liberi allo stesso tempo, per centrarsi allinterno del vasto corpo che si , ruotare privi di volume, non generare alcun impulso-spirito, tutto ci amore non pi umano. Lasciare che le manifestazioni, la natura, operino sulle strutture, costituisce un mutamento irreversibile se consapevole. Gli effetti e le tracce sono pieni di discipline, attenzioni inderogabili, non pu e non deve essere facile mutare la chimica e la fisica della realt ordinaria in altro. Mutare per cessare di opporsi a ci che muta. La percezione smembra il s. La percezione, senza essere soggetto agisce, ovvero i mutamenti avvengono in tutta la loro vastit.

Nuovi arrivati Scorre fra le foglie, rugiada vorticosa simmerge nei polmoni, li dischiude, dirige verso chiome fiorite, cime innevate espandono lagune di scintille quiete, penetranti, 11

le fronde del bosco tutto accolgono, premono. Il terriccio fertile ondeggia nellaria, creature non viste frangono le spore della luce, cibo richiesto scaturisce, mormora la sua esistenza, la terra bacia i nuovi arrivati, la pace non vista ancora, non accettata. Le manifestazioni si susseguono, lo slancio sembra energia imperiosa, priva di piet, la pressione esaurisce il suo operato, la piet non deve essere costante, la pressione cede il movimento, non certo il destino ad agire.

Avvolgere-Luce rifrange luce, oscurit si avvolge nel muschio, esplosioni nel bosco sorgono, vertebre stellari cantano nel tuo vicino, cuore volante, magnetico, salda la tua presenza , discioglie, discende, aria in penombra, spalancata, porge i suoi fiori, lungo il fianco delle montagne, la luce si inclina, penetra negli involucri, avvolgere di immersioni, tu parli, emergi, danzi, sommerso da frutti oceanici, nella profondit cade la neve, disciogliere nel cuore le mani, un attimo fremere, poi risalire con i venti, ora liquidi, ora terra paludosa di un pianeta riarso. Mi afferri, avvolgi in una natura insolita, terra fatta di vento, montagne forgiate nella luce, movimenti assorbono movimenti, quel che appare si estende ancor prima di manifestarsi.

Notte- Si affaccia, non visto, preme nel petto, si specchia in un lieve impulso, la luce lo cancella , morbido come il bosco, un odore precipita in scintille, alba estiva avvolge le mani, cadono le pelli, bruciano le costole nellabbraccio del vento. Sollevato nel sudore del fiume, fermo, oltre le pieghe della terra lamore ti osserva, breve chiarore, notturna fonte, due animali tacciono, sguardi di clorofilla, dorso oceanico inghiotte, ramifica.

Oltre le radici- Seduti accanto le radici. Entrare nelle radici, risalire le radici, fremere nel tronco, espandersi nelle foglie, moltiplicarsi nella foresta disperdersi senza un inizio. Le radici sostano nel cuore, il tronco si intreccia pi volte, incontra il ventre animato da fonti inesauribili, ruotare nei rami interni ed esterni, avvolgersi nel cielo della foresta, unirsi alla chioma del cosmo, dispersi senza un inizio. Il respiro nasce nelle radici. Con naturale slancio si comprime nei canali, La sua concentrazione la radice, il suo mutare il tronco, lo scorrere senza alcun nome 12

labbraccio dei rami, il sole sgorga dai rami, si riunisce nel cavo del petto. Il respiro cessato da tempo, disperso oltre il visibile, riassorbito in un cenno di pulsazione. Le radici si immergono nellacqua. Le radici compongono il liquido, la terra scorre nelle radici, il vento emerge dalla terra, il cuore umido di amore, la terra nutre lamore, il sole si immerge nelle radici, emerge, la sua visione la chioma delle foreste senza nome, le foreste di alghe sgorgano nel cavo dei rami, i rami accudiscono ogni nascita, gli abbracci si riassorbono senza guardarsi. Ogni traccia dispersa, nelle radici, si immerge un nuovo giorno, conclude la sua vita emergendo, la sua luce vive nel passato, un atto lontano dal tempo si disperde nella natura priva di nome. Le radici piovono, si liberano dagli impulsi, le radici sono la foresta, lalbero, il sole, lamore, il disperdersi, alcuni suoni precedono gli impulsi.

Moti nascenti- Ci che si manifesta appare come una quantit di impulsi che scorrono luno sullaltro e contemporaneamente luno nellaltro in modo rispettivamente orario e antiorario. Scorrono in modo pacifico anche se il loro scorrere d luogo a vortici, oceani, Nature, organismi di vario genere, epoche e cosmi. Il movimento fondamentale oltre la realt ordinaria quel particolare modo di scorrimento orarioantiorario che spesso appare come essere il movimento interno e reciproco dei chakra nonch il movimento allinterno del quale scorrono le energie del Tao e che, infine, determina lorigine e lo sviluppo della simbologia lineare dellI Ching. Ovviamente si tratta di un movimento non correlato allo spazio-tempo, un movimento non dimensionale, non finalizzato ad un agire interno, n ad un agire esterno. Appare come un movimento che sorge e si dissolve al tempo stesso, si disperde e si concentra

Altri nascenti- Per conoscere la realt ordinaria bisogna viverla. La percezione ordinaria strutturalmente limitata ed interessante e doveroso capire molo bene fin dove si estendono i suoi limiti. La materia della realt ordinaria materia dal punto di vista della percezione umana. Qualsiasi cosa si dica e faccia la realt ordinaria sempre agita dal punto di vista umano, quindi si hanno esseri che sono piante solo dal punto di vista umano, animali che sono animali solo dal nostro punto di vista . 13

Dal di fuori della realt ordinaria tutto appare diverso, ma quel che appare intrasportabile allinterno della percezione ordinaria eccetto che nelle sue linee generali. Le conoscenze maturate attraverso la realt non ordinaria non si traducono in conoscenza della realt ordinaria. La realt ordinaria pi sopportabile e accettabile se si accede anche ad altre forme di percezione, ma essa resta perfettamente canalizzata nel suo involucro non osmotico. La realt ordinaria osmotica, trasparente, se vista dal di fuori, non se vista esclusivamente dal di dentro. Vivere pi realt contemporaneamente non modifica le strutture delle nature con le quali si in contatto ma rende molto meno attivo il dominio del proprio ego pur lasciandolo intatto. La veggenza si sviluppa in presenza di un ego non ipertrofico ma lascia comunque lego intatto. La veggenza la diretta conseguenza di essere accessibile ad altre realt. Si tratta di unaccessibilit non voluta poich il volere esclusivit dellego. La veggenza fra le nature tipiche della realt non ordinaria e indica laccesso alla percezione dellassenza del tempo e dello spazio e della memoria. Le realt non ordinarie sono caratterizzate dalle coscienze che allo stesso tempo appaiono e si riassorbono. La coscienza ordinaria si riassorbe con estrema lentezza poich la sua particolare canalizzazione ostacola la percezione del riassorbimento, il quale, per altro, continua ad esistere indisturbato. La coscienza ordinaria rallenta ma non impedisce laccesso alle altre infinite percezioni ma indomita nellostacolare la percezione allinterno stesso della percezione ordinaria. In altre parole non si vede attraverso le cose, non si cammina sul sole, non si vola dentro la terra, a meno che non si sia definitivamente strutturalmente non inclusi nei canali della realt ordinaria, il ch implica il cessare di essere umani. Una struttura inclusiva dal punto di vista percettivo una struttura che tende fortemente a rendere unica la fonte della percezione. Per ottenere tale percezione i centri di attivit generano una dinamica quasi opposta alla dinamica naturale in cui emissione e riassorbimento sono contemporanei. Per ottenere lo sbilanciamento della dinamica di equilibrio naturale i centri di attivit aumentano lintensit del proprio agire. Tale aumento genera qualcosa che al tempo stesso oscurit , materia, spirito, rumore. Quellaumento di intensit implica una automatica riduzione della possibilit di riassorbirsi. I centri di attivit e la loro intensit sono coincidenti, allaumento della loro intensit corrisponde la loro modificazione in forme di percezione ordinaria e unapparente discontinuit nel percepire per cui sembra che un centro di attivit intensificato possa ascoltare solo se stesso perdendo la capacit di riassorbirsi e di percepire ed essere percepito liberamente. I centri di attivit, le emissioni, sono manifestazioni contemporanee a tutte le altre manifestazioni. Il livello di complessit delle interazioni fra le manifestazioni ben oltre le possibilit espressive ordinarie. 14

Allinterno degli I Ching il passaggio dalla realt ordinaria a quella non ordinaria simboleggiato dal passaggio dei simboli a sei linee a quelli a tre, o due o una linea. I simboli a sei linee descrivono una realt in cui il riassorbimento sembra impossibile e la natura sembra davvero reale. I simboli a 1, 2 e 3 linee indicano realt in cui il riassorbimento compresente al mutamento, la natura appare nel suo stesso dissolversi. Allinterno degli I Ching il sorgere dei simboli a sei righe indica lestremizzazione dellagire dei simboli a 3,2,1 riga, una estremizzazione che genera una particolare Natura Umana ciclica, sempre nellatto di crollare e rigenerarsi allinterno di una costante estremizzazione . Al di fuori dei movimenti estremizzati, non si pu pi parlare di esistenza umana. Ma, il messaggio degli I Ching afferma che la Natura estremizzata dellessere umano pu scomporsi nei suoi costituenti non umani con laiuto della loro simbologia e quindi, infine, possibile accedere a percezioni non estremizzate, non ordinarie, pur rimanendo umani.

Perch laumento di intensit di emissione avvenga resta un mistero. Ma il mistero sorge laddove si crede di poter cercar qualcosa. Fermarsi, ascoltare, lasciare che sorgano altre manifestazioni che quelle della realt ordinarie, conduce al disvelamento di quello che sembra un mistero e che invece solo qualcosa che non si trova allinterno della realt ordinaria, esattamente come il mare non si trova al di fuori della realt ordinaria. Le forme, manifestazioni, non estremizzate delle percezioni ordinarie, sono canali lungo i quali scorrono naturalmente multiple percezioni ordinarie e non ordinarie, non reciprocamente elidendosi. Accedervi non un atto poetico o intellettuale o religioso, semplice natura, vita. Se invece di suscitare lemergere del mistero si riescono a percepire i brontolii di un vento inesistente, la non osmoticit della realt ordinaria non cessa di esistere ma cessa di essere una manifestazione estrema. Percepire e generare manifestazioni o dissolverle sono atti coincidenti.

Riposo- Un ritmo procede, un balzo nel gelo si scioglie, reticoli si assorbono in un respiro, nei pressi degli alberi la luce si flette, la corteccia accarezza il calore, lo introduce nelle radici, la linfa si discioglie, coaguli di terra prendono vita, albori rumoreggiano, esplodono nel proprio sole, il canto le nutre, polvere estiva si adagia, pelle su pelle, sudare la vita. Il futuro in un bacio, volteggiare fra abbracci silenziosi, 15

mani indaffarate tracciano una speranza. La fonte viva, incurante del destino, ancora una sosta, la decisione evidente, ma gli alberi ora dormono.

Risuonare- Il calore risuona, battiti docili lambiscono la sabbia, caviglie liquide prestate dalle stelle. Evapora il caldo, molte voci non umane ballano nei cuori montani, tuonano fiumi luminosi, saluti gioiosi di alberi pomeridiani. Senza scorrere accoglie ogni mio movimento, oltre la laguna la pace risolve gli entusiasmi, scioglie la dispersione, immerge, appare la lontananza, con intensit abbraccia le correnti, giunge altrove. Il sole argina le immersioni. Oltre l orizzonte, si muove, si spegne, la gioia del contatto desta lalba, brezze ghiacciate inghiottono i corridoi rumorosi, anche la pelle avvolge lo slancio. Linterno immenso, libero per sempre. Una folla di abitanti agita le tracce del proprio cammino, sono spostati con gentilezza dai fiumi, ne vengono educati. Non esitare, volti inumani hanno braccia, toccano con altri luoghi, mi alloggiano lontano rimanendo in un sol cuore; a volte un fango luminoso prende il sopravvento, impulsi di gratitudine scivolano veloci. Lofferta vibra, le mani afferrano.

Animazione- Il sole rimuove il peso dei fiumi. Lieve vento si avvicina, rende le ali fragili di fiori, cuori intensi piegano costole, mente intessuta di cibo prende uno slancio, accorre dentro di se, fluttua, un colore tessuto di impulsi brucia mani, ravviva cieli , coglie altro slancio, lentamente il petto si avvicina alla fonte. Si ravviva il calore notturno, mente piegata dalla luce pende nell incendio magnetico, fluidi ferrosi, tersi e fusi, canali di petali addolorati, i petti intimiditi, le vite ottengono lindipendenza, tracciati sulle mani le mie promesse, amori flettono la luce, canto fra le onde sferzanti, laria si appoggia sugli alberi, radici moltiplicano il nulla, invisibile la notte, forzare, mangiare di stelle silenti, avere cura dei dettagli sprofondando oltre la vita. Ti ha osservato per ore, prossimo al campo di luce accecante, Rumore giunge oltre il cuore, frastuono di canto, metamorfosi del suono, i rami mi sollevano e lanciano , correre nei vortici di polvere di una tempesta ritmata, il cavallo si slancia nelle pieghe dellaccoglienza, fiumi di lava inspessiscono il germe, la neve lo nutre mentre lui si svuota inesorabile, la tua promessa, di sempre. Quando ho incontrato limpetuoso rantolo delloceano mi hai legato col petto, i

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brividi rivolti nel tuo calore, immerso oltre ogni animazione , una tua fusione, senza regole, presente, terribilmente intima.

Nebbia- Si allunga la nebbia, chioma su chioma, preludio del silenzio, giorno esploso nella propria alba, la brezza prende il sopravvento, radici nascenti solcano la schiena, risalgono le ginocchia, slanciano nellaria, flussi di lava impalpabile cancellano il peso, il bacino si flette senza sforzo, affonda nello spazio dissolvendo ogni immagine, il Silenzio. Ora.

Curvo sul tappetto, inghiotto ogni parola, la concentrazione scioglie le carni, materia morbida ruota nel nulla, la natura preceduta da un ultimo, primo sospiro. Il tuo ritorno, mentre il sole si chiude nelloscurit, gli slanci popolano le lagune, foreste di alghe nutrono semplice apparenza.

Slancio- Il canto si forma nei seni, circonda il cielo, erompe fra le chiome bruciate, scende nella lava per nutrire le fonti, ritrova il sorriso ,si arresta nella foresta. La brezza solca le mani, afferra le crepe interrate, mi sbalza fuori dalla vita. Foglie ricolme di insetti ansimano nel primo mattino, morbide zolle affondano nel cuore, scintille oscure massaggiano lo slancio; lontano nidifico schiacciato dalla pressione liberatoria. Nel petto atterra una fornace invisibile, macina acqua, brucia la terra e disperde il fuoco infine, ritorna fra gli anelli. Gli anelli ruotano in assenza di spazio, pulsano ricolmi , li inghiotto senza che niente muti. Il silenzio cosparge ci che resta, dietro ogni fiore una nuova fontana scaraventa le immagini ormai inutili. La terra dissoda promesse, il senso delle fonti inanellate scuote ogni albero, strappa le radici dal letargo vitale. Ora mi arrampico strattonando le nuvole. Lalba precipita il suo dominio, osserva il ronzio dellesistenza mentre si dissolve baciando lo slancio di ogni nuova creatura.

Spiriti- La pace preme per ottenere il suo silenzio, affondare in un flusso immoto, slanciarsi senza il peso dellamore. Gli spiriti si oppongono, nutrono il silenzio in altro modo, lapparente estasi sbiadisce in fretta sulle rive del fiume in piena. Gli spiriti amano trasformandosi, amano nellassenza di memoria del loro dominio, eppure restano presenti nel dileguarsi. Allora trattengono i propri riflessi, spiriti pure 17

essi, e lasciano che siano correnti ancora pi invisibili a chiamarli con altri nomi. Allora tuonano, si fingono distratti, non trattengono il proprio edificio e alcun suono li richiama, eppure ancora mi sorridono, sicuri del loro e del mio amore. Ogni incontro genera felicit nellignoto, la presenza non pi necessaria.

Animali- Strani piccoli animali scavalcano le barriere per baciare i larici tenaci. Pianeti muschiati frugano fra le braccia abbandonate, animano moti pelosi dal profondo dei petti. Il giorno retrocede fino alle stelle che precedono le stelle. Riposiamo in una tempesta: animali sontuosi cantano avvolti dai vortici. Il manto erboso, acquoso, epitelio delicato, si adagia lungo le pendici della montagna. Amore innevato fiorisce fra le loro zampe. Il calore intuisce il luogo. Un lampo di silenzio incita il cuore. Il branco attende, si immerge nei destini sprofondati. Limpeto della fonte diminuisce le presenze. Ogni colpo recita il futuro, ogni voce rinomina un passato. Labbraccio animale riempie lacqua. E tardi per mentire. Multipli di pianeti. Il cielo respira. Tramonti intermittenti tingono il pianeta. Una traccia segna laria, apre il cielo, assorbe il presente. Gli animali immoti non mi evitano. La nascita consola il nostro agire.

Ombre- La luce inesistente, densa di niente, presente nelle fonti, arrotolata negli alberi, presente anche qui, nella strada che cancella la natura, fumi e urla fin troppo umane intente nei soliti programmi. La luce che non illumina non altro, non altrove. Precede i canali, non li ha mai attraversati, lungo i canali io traghetto attente pressioni, danze, per incitare i tuoni primitivi, popolati di esseri ora presenti nella penombra, appena a un passo dal respiro normale. La sabbia avvolge la corsa, lodore di polvere urbana sostituisce la pelle, si mischia al sudore, gli animali arrivano e leccano via le ombre inospitali, arrotolati insieme fuori dalla montagna, i cuori palpitano nudi e scoperti solcati da impulsi lacustri, lacqua della luce dischiude i laghi profondi, vuoti, adagiati nella brezze senza tempo.

Amicizia- Il colore del cuore riconosce lamicizia. Di notte illumina la terra, prende i venti dellacqua, massaggia gli animali rianimandone le fonti. Radici termiche fissano il tragitto. Precisione stellare, lo slancio del sole tuffa le foreste oltre il limite. La densa nebbia si apre. 18

Fragile ombra lunare piega loceano. Il petto racchiude la spinta , sinabissa. Trova. Germogliano. Anticipano ogni emozione. I fiori si disperdono nel vento che li suscita. Altre presenza, altre terre, luce .

Erba rigogliosa- Il sole irrompe nella vita. Insetti lacustri sorseggiano laria. Delicate nuvole di metano avvolgono lerba rigogliosa. La luna regredisce nel petto, ossa luminose, pelli trasparenti, squamose. Volti autunnali occhieggiano dalle profondit di acque limacciose, il vento sorride, scuote le arterie, risale le montagne bluastre. Pressioni vibranti braccano i viventi, i fiumi, incessanti, plasmano nuovi organismi. Il ferro si sciolto, ora altri animali legano alle fonti il proprio destino. Terra friabile cuoce il suolo, mangia il tempo. Anche oggi gli occhi salutano il mare, la quiete degli oceani lambisce gli scogli, voli privi di peso piegano i tronchi sparpagliati, bagliori improvvisati si avventurano sulla terra ferma. Un calore insopportabile si concentra nelle radici. Lo slancio scioglie il cuore. Piume dinsetti oscurano laria, La laguna brilla nella sua luce, nel cavo delle sue radici, fra le sue squame, nei suoi animali, nella vertigine dei suoi tronchi stellari, la laguna ansima sprofondando nel proprio ventre. Lattenzione aspira il vivente, cede linfa alle dune umide, replica il passato per amore, senza complicit. Il mare si riassorbe nella foresta mentre la stessa foresta arretra in una nuova alba. Ogni impulso genera vite misteriose.

Lampi- Il sole sorge due volte. Le sponde flettono pieghe di messi di pelli cosmiche, germoglio ricolmo di lumi silenziosi. Un albero raccoglie. Gerani sbocciano fra le costole, cancellano il pianeta. Il saluto entusiasta. I vortici sono le braccia, la terra, la luce delicata, il cuore nel colmo dello sguardo. Lattenzione dellalbero attira la vita. Natura notturna rilassata sul ghiaccio. Abissi marini spingono i fiumi lontano dal tempo. Contatto. Lampi argentati piovono, avvolgono i fiumi con vortici irresistibili. Oceani impalpabili fremono.

Configurazioni- Una causa oltre a generare il proprio effetto, genera anche una nuova configurazione, ovvero un mutamento complesso, un nuovo essere costituito da una Natura diversa da quella costituente la causa-effetto. La nuova configurazione-essere non una entit scaturita conseguenzialmente e logicamente dal processo di causa 19

effetto, da quel processo infatti non condizionata se non nellattivazione; la natura della nuova configurazione-vivente diversa da quella ordinaria ma con quella interagisce incessantemente. Essa vive seguendo le dinamiche della propria fisiologia e al di l della fisiologia dei processi di causa-effetto ordinari esistono molte altre fisiologie, materie, nature. Il non agire una pratica preziosa perch impedisce lattivazione di nuove configurazioni-viventi, purtroppo non sempre possibile praticare il non-agire. Inoltre vi sono delle cause che conducano tanto allestinzione del proprio effetto che della causa stessa nonch della configurazione-vivente da essa attivata. Lagire e il non agire in senso percettivo possono diventare cos intensi da modificarsi in un una manifestazione capace di annullare, riassorbire qualsiasi configurazione-vivente scaturita da un processo di causa-effetto. In questo caso gli effetti ordinari generati da cause ordinarie appaiono senza agire in profondit. Ci che appare in Natura pu essere dissolto per sempre. Niente si conserva nellesistente. La difficolt percettiva della comprensione dellesistente sta nel fatto che ci che si attiva agisce e vive nellapparire ma non nellesistere. Lapparire sorge prima dellesistenza. In senso profondo esistere una delle forme dellapparire. Oltre lesistere e lapparire si trova il manifestarsi.

Tra le braccia- Il cuore riprende il calore. Onde sottili levigano il canto. Rinascono le correnti mai sopite, lo sguardo assorbe lo slancio, prende il dono. Acqua retrattile immerge la pelle, lodore rivela gli sciami in partenza. Reticoli frenetici avvolgono il manto, piove nel gelo del giorno, ginocchia inattese. La terra, adagiata nel ghiaccio, assorbe i canti. Dalla foresta i suoni giungono luminosi, le radiazioni catturano il presente, un colore dona il corpo. Il canto osserva la voce, lega, congiunge, trattiene col ventre, espande nella luce fino ad esaurirla, collassa animandosi. Una fonte gorgoglia. Nelle braccia fiorite la presa coglie un gesto, riappare, attrito fluttuante.

Alba- Alba. Lo spazio si attiva nei polmoni, la pelle espelle ossa argentate, aria diffusa penetra nelloscurit, pressione inesistente gronda sulla folla, il crepitio della pioggia si anima in una nuova luce. La terra si solleva nel vento, brulica di vortici condensati, compone una muta foresta, emerge non pi stella, non pi roccia. 20

Dolce, amorevole contatto ovunque. Nel silenzio altri impulsi ricompongono la Natura. Sguardi brevi, la memoria si allontana, esausta. Ultimo riposo raccolto nelle vertebre scomposte. I germogli accelerano la luce, posano sui ghiacciai, dissolvono. Unaltra alba che precede se stessa. Voci frusciano nei prati stellari, strisce di luce si avviluppano nellimmoto.

Nascono- Luce, fonte, getto terra ampio raggio, di luce, fonte inarrestabile, cieli nascenti, flussi radicano i cieli, primavere piovose, sete nella palude, calda acqua emerge, forma il vento libero , presenze nuove inondano, impulsi di stelle. Nel cuore qualcosa di solido osserva. Incontri fluttuanti mari sopiti, implosione cede la sua fonte, osserva nella discesa, passione amata, liberata . Gesto mancante. Uniti al luogo del contatto, lucciole diradano, spiaggia immota di estate torrida, abbracci si inseguono, smuovono il limo della fonte rampicante. Nascono.

Neve - Il ghiaccio condensa lungo il bordo del cratere. Fiori volanti si piegano nel vento, gli oceani vibrano fra le atmosfere, una presenza senza tempo lampeggia mentre risale il fiume innevato. Dolcezza ripiegata nel cuore, il fiume ricompone i ghiacciai stellari, vibra, infine perde i confini. Gli oceani si lasciano avvolgere. I crateri si coagulano nella condensa ghiacciata. Fiori di lava mutano nel vento marino. Oceani innevati scuotono le stelle oscure, risalgono. Una presenza lampeggia. I venti avviluppano le stelle nei fondi della palude. Il silenzio si manifesta tra i ghiacciai fioriti. Spirito dopo spirito, il tragitto di nuovo libero. Emergono fonti non animate.

Volo- Si apre, gi fuori, ali veloci coagulano il paesaggio, si adagia il mare nellaria sospesa, luce impercettibile sostiene gli impulsi concentrati, si avvicina la pace. Il torrente rotola nella vita, trasporta il gesto in un corpo in espansione, il volo si separa, placa la visione, libera. Latmosfera dilegua, risale velocemente pronta per cogliere. La vegetazione, impenetrabile, prossima alla fioritura. Petali delicati sostengono il volo delle gocce di amore emergenti nel suono. 21

La risacca del mare fra le dune mentre la marea risale. Il centro del calore si sposta lentamente. Ora il mare assorbe se stesso. Laria, precisa nel collocarsi, adombra gli organi. Adorabile carne flessibile, luminosa, scivola in altre vite, rami ossuti festeggiano la tempesta.

Fuori di - Venti, rocce animali, oceani, si sciolgono luno nellaltro, nascono correnti dolci e tumultuose, le luci notturne reclamano il canto. Dopo lo slancio il silenzio si estende nellinterno, assorbe ogni comprensione. Si sfalda il cielo, crepitio di luci festeggianti, canicola stellare, gioia negli abissi.

Al di fuori della percezione ordinaria e dellisolamento percettivo da cui essa attivamente limitata, non esistono individualit ma momenti di attivit e di non attivit di entit che appaiono e scompaiono con quei momenti stessi. La loro scomparsa fittizia poich la comunicazione e lesistenza delle entit e dei momenti di attivit costante, immanente, coincidente. Il risultato narrativo di quanto detto che quel che sembra agire in realt non agisce, come se lagire o il non agire fossero aspetti della percezione propri solo delle entit dalla percezione limitata come quella umana, ora la circolarit della vita ordinaria si ripropone attraverso le parole ordinarie. Una entit priva di individualit esiste, assieme al suo agire, solo nel e per, lenorme connessione con altre entit in cui coinvolta, in effetti c da chiedersi se al di fuori dellindividualit esista ancora la percezione o se lesistente e linesistente non abbiano pi limiti n senso al dissolversi dellindividualit. Quel che certo che al dissolversi dellindividualit , come svanisce la sofferenza, svanisce anche la felicit. Ma tutto questo svanire si concentra in un senso completamente privo di panico o terrore. La densit che si coagula e raccoglie oltre lo svanire dellordinario e, chiss, di qualsiasi forma di percezione, non ha alleati, la sua visione provoca gioia, il contatto con quella non descrivibile. Lincredibile vastit delle connessioni fra entit-centri di attivit non ordinari, pu rispecchiarsi nella vita ordinaria e condurre anche a pratiche comportamentali, fisiche, percettive decisamente pi articolate di quelle derivanti dalla percezione ordinaria. Una maggiore articolazione implica lo sviluppo di intensit nuove e spesso non condizionabili dalla coscienza ordinaria. In questambito ognuno sia guida a se stesso. 22

Muovere le parole, le immagini, i suoni, il corpo, sono attivit percettive fin quando non arrivano a coincidere fra loro. Dopo altro scorre e fluisce. Anche se nessuna differenza reale appare.

Eclissi- Il silenzio congiunge il tempo. Animali opposti vengono nutriti, negli sguardi lentusiasmo riprende fortuna. Il silenzio osserva il proprio dilagare. Accorto, si inoltra nella foresta ventosa, turbini di terre modellano nuove sorgenti. Il corpo rientra nel calore, unisce il vento alle paludi, brucia il tempo nell orizzonte. La marea contro la partenza. La sabbia dilegua la sua presa, con un tuono sommerso diffonde il proprio vapore tra gli abitanti invisibili. La luce non ancora sorta. Una densa neve morbida, animalesca, avvolge i movimenti, si muove, unisce gli spazi emersi. Fragore ininterrotto. Montagne premono. Cuore. Giunge tra i filari. Corrente incolore risale e cancella, attraversa i tratti viventi. Leclisse si specchia, prende il suo contatto. Dileguarsi. La pelle nidifica, sprofonda nella neve, raggiunge il tremolio della luce nascente. Si lancia nel mare, raccoglie fra le onde.

Una nuda persona- Il suo posto era qui. Lontano . Dubbioso fra le mani, ripiegato nel sudore dello sforzo. Ti ho cercato . Dopo le molte ore di pioggia il ghiaccio ci ha liberato. Resto per te. Cerco nel tuo vivere, ascolto. Laria che vedi ingoia la mia sorgente. Riprendi a mangiare, immoto. La luce strappa il silenzio ogni mia attenzione flette nel tuo volere. Il volo scansa lurto del tuo brutale fantasma. Il tremito della terra concima la nostra comune palude. Sono prudente col tuo amore, rimango nel solco scavato dalle nostre unghie nelle carni un tempo animate. La luce ostacola lorizzonte, tu vuoi esibirti , una nuda persona cosparsa di vita, erratica pace.

La mattina indurisce fra le zolle. La terra rifrange il suo ansimare nella tua partenza. Afferro linvisibile, vengo respinto, lanciato contro di te, il sudore della tua danza mi annebbia, lamine scintillanti imbottiscono corpi irruenti, la tua presenza ha dissolto la mia.

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Isole- Il calore riposa nei vortici delle acque dure, limacciose, delle montagne . Ora il vento cade ,affonda le braccia ,scuote, ristora la vita, inebria le correnti precipitate dai fiumi. Isole ghiacciate serpeggiano sotto i pianeti, un mormorio sgretola il flusso, poi lattesa del risveglio giunge al culmine. I lampi volteggiano nelle carni, amici striati denergia dirompente formano improvvise lamine di realt , sotto la superficie acquosa lascolto riesce a cancellare le differenza. Il volo spalanca il suo flusso torrenziale nel nulla, presenze dinsetti si trasportano nel cavo del ghiaccio, veloci mugolii emergono dalle cascate. Gli ultimi gesti si avvolgono nei respiri retrattili, si insinua dappertutto senza vivere n morire.

Ultima estate- Fra i rami risplende. Coagula la propria forma nei fiori, trema allungandosi nel vento, cola la propria vita nella chioma pulsante, la terra non sottrae il calore. Acqua risuona nell oscurit, gli slanci si alloggiano nel corpo, la danza flette la luce della fornace, dopo ogni giro uno squarcio di luce compone unaltra foresta. Nel groviglio di stelle il liquido mangia lo spazio. Rifrazioni di momenti piegano le nebulose, uno sguardo ferroso pretende il proprio pianeta, fra gli alberi le stelle depongono i timori, loceano inonda i lumi lontani, nascenti. Laria sfilacciata trasuda lultima estate, polvere sabbiosa inonda la fioritura, bacia gli arrivi, vibra, finalmente in un altro corpo.

Risplendere- La corrente insegue la luce nel centro del cuore. Bacia il sole, sommerso, avvolto dalla notte, dimora sullalbero, incavato in un ombra. Il giorno inghiotte il tuono, tremore lunare discende nel cuore, impeto ferroso asseconda la nebulosa, mi scoppia fra le mani, avvinghiandomi, baciandomi. Il torrente piove nel petto, gli animali si avvinghiano fra loro, la stagione mortifica la norma, gli animali inducono la gelatina stellare ad aprirsi, il mistero pulsa di felicit, labbraccio risolto, le mandrie inghiottono i fiumi, decadono fra le stelle, colate volanti replicano le fonti roventi. Il calore afferra il cuore, subisce lamore. Fra i prati i fiori ghiacciati levigano le luci, di notte il calore del ventre richiede gli umori, mani affaticano premurosi palpiti, canto dopo canto giungo nel mio petto, collocato nellesplosione. Il ventre gonfio, fiorito, radici siderali pascolano allinverso, le maree riempiono i polmoni con nuove menti, insetti paludosi stabiliscono dimore precarie nella pelle, fertilizzano il petto, leccano, pudici, gli occhi, immersi nel vortice nascente. Sorge da dietro lombra la tua corsa. Il vestito si sfalda nella sabbia il cui odore la nascita. La tua mano prende vigore fra i cristalli evanescenti, palpiti infiniti fiaccano 24

il pudore, usurpi il mio cuore, strappi linvisibile, cuoci nellamore, solidifichi ogni presenza. Uno sguardo carnoso riluce nella tormenta, i dubbi evaporano fra le spire contorte, la mia mente squamosa, la presa decisa. Il cuore risponde, non trova ma ama, riprende il possesso, nel calore libera, informa la fioritura, dimostra la tua vita, nutre, si sfama, precoce nel cedere, ristora, immenso vortice si scompone nella mia emozione, palude dopo palude, il silenzio, ora, conduce.

Attenzione- Silenzio nel cuore pelle ricopre larido focolare, trema la fusione dellacqua, sciolgo nellamore, impulso ti protegge, di nuovo il cuore fiorisce, inonda la mente col tuo abbraccio, la lingua inghiotte senza nutrimento, scintille innevate scorrono nella polvere del ricordo. Il vento abbraccia loceano promesso, si condensa nei popoli della foresta, il ghiaccio li conduce fra le praterie, la gioia dei fiori li introduce nei canali, goccia dopo goccia fioccano non visti, il cuore pulsa nel loro sapore, gronda fra cascate innevate dalla loro vita, le nuvole inspessiscono le pelli, le menti replicano la danza. Ogni densit manifesta la sua scelta, ti prendo e sono in fuga, col petto sciolto in altri vortici, i cuori inghiottono, le pulsazioni non turbate striano le correnti, gli oceani affondano nella leggerezza del suono, si sciolgono pi volte nelle stanze di ogni corpo, la carne ingrossa di gioia, labbraccio fra gli alberi tuona per sempre, ricompone la mente nel suo silenzio, nellattenzione.

Nudit- Guardano, tra i rami, luci parlanti, nubi impulsive avvolgono attimi di vita, guardano mangiando laria ventosa, il vento corre nel tunnel del cuore, rocce volanti brillano, sparse nel volto, maneggiano liquidi fluviali, cibo notturno investe le nudit. Il tuo avanzare riduce la mia ombra, ostacola la permanenza, osserva. Prende slancio il vento, rivedo i tuoi corpi mordermi, indurre la foresta nel vortice, nutrirmi.

Riposo- Aggrappati ai rami fiori umidi riposano, emettono fiumi di lampi, il sole cola nelle gole dei loro amici. Il frastuono del canto si posa nellaria, galleggia con la terra, anima i cuori. La pressione delle mani produce fiori acquatici, apre il cielo risplendente nel petto, si concentra, non confonde. Lascolto del tuo amore mi avvolge senza luce. Il tuo amore una cieca visione. I germogli affollano le mani, custodiscono la passione. Riprende il raccolto. Preme, cancella. Si adagia nel vento irradiato dagli alberi. 25

Animali- Scivola tra i fiori carnosi. Lo sguardo si scompone, ritrova le montagne incolori, il vento immoto trasporta lontano. Il calore si addensa nel petto dolorante. Le costole si illuminano per lenorme pressione, vivono prive dinteresse. Li guardo, mi guardo, un sasso come tanti. Le pressioni risuonano, temporali gonfi di petali cancellano i contorni. Le presenze attivano. E riuscito il messaggio, lamine carnose si uniscono, proteggo i germogli della prateria, tempeste di fiori nutrono i tuoni. Ho raggiunto la tua tempesta, sono protetto da un animale generoso, vedo fra le sua tempie, immerso nella vita sprofonda nella sorgente. Il frastuono della cascata una ghirlanda di stelle sospesa nella notte vaporosa, linverno trattiene lombra come suo tesoro, protegge un turbine nascente nel cuore del nulla. Gemme tattili si gonfiano nel petto. La pressione ha liberato la vita dal mio controllo, la parete rocciosa coperta di muschio, una sorgente incide il mio sguardo, la roccia, lodore di terra brilla nel vento. La vita improvvisamente si condensa, il passato rivive, il futuro dialoga col passato. Mi concentrano, flettono il mio corpo in posizioni oltre il tempo, altri animali sopraggiungono, la foresta canta, un silenzioso liquido lunare ricopre le vite di tutti.

Apertura- Due cuori si aprono in un cuore, si disperdono, il vento ansima nello scorrere, terra soffice come luce preme sulle onde, lo scoglio, fragile, immerge nel suo corpo lamore, abbracci inesistenti usurpano lo spazio, donano, lasciano. Nello spazio si disperdono i miei luoghi, il cuore rallenta, nuove foreste disarticolano quel che appariva essere un corpo, emozioni fremono oltre lesistente, il peso evapora liberando la carne dalla sua brezza. Troppe stelle per essere stelle sorgono, illuminano senza luce abbracci colorati senza tinte. Lurto ancora ora corrode gli scogli, freme nei ventri, li accoglie in vite mentre si concentrano, ritirano fra la sabbia spezzata dalla risacca. Le notti hanno compresso le promesse, si sono allacciate agli alberi nel gelo dei prossimi inferni incantati, ora si accovacciano fra le mie gambe serrate, la nuca fra i piedi, il cuore lontano, usato chiss da chi. Ritmi sommersi sciolgono lesistenza, ogni passo tinsegue, la pi tenace fra le prese.

Colare- Il canto riprende il suo posto. Vicino il sole trema, nella nebbia, piovoso , avvolto, cuore evanescente, il giorno insiste nella presenza. Reti di calore sminuzzano laria in respiri, bacio dopo bacio lattenzione si aggrappa . Arriva fra le onde oceaniche. Brillano nel mattino eterno, ingoiano laria ricca di salsedine, avidi 26

di vita , incerti nellapparire. Il canto discende inospitale. Lurto si inabissa, precede lingresso , affiora e scompare, tesse un cuore dopo laltro, freme . La natura libera i propri confini, riapre i suoi lembi con una certa attenzione, procede nel liberare, disperde ogni contatto, resta concentrata , senza alcuna fretta, nessuna richiesta. Le nuvole tracciano lemersione, nel gelo della tua gioia ripeto lincontro, troppi animali, nel cibo disciolgo il mio amore. E esploso lontano dalla vita, la grazia trema per il freddo, la violenza si piega con umilt, frasi emozionate si compongono in nuove coscienze, respiri, affanni. Oltre il mio petto si estende, senza affanno, oltre il respiro, muto nellanimo, eppure presente. Non sono solo, non sono io,. Risplende perch il mio corpo unanima. Freme perch lanima alleggia nella carne, nel proprio oceano sanguigno si avvinghia, cela radici operose nel cavo di alberi elevati, si nutre dei fiori autunnali, spalanca il vento disseminando la vita con distrazione, loceano raccoglie lentusiasmo di una tremenda passione in un unica minuscola onda, un canto, un cenno, lo sguardo apprende, la terra cede a se stessa. Gli alberi ruotano fra strati di vortici multicolori. La strada vivente condensa gemme carnose fra i rami, il cielo inonda e cancella, la terra assorbe, nel vento la gioia si disarticola, gli alberi ancora ruotano fra volatili, vorticosi rampicanti, animali si tuffano nelle tensioni amorose, nei canali scorrono turbini gemmati, presenze articolanti accennano a brevi, instabili esistenze. Sprofondano se stessi, non altrove ma qui, incontro ripetuto, il passaggio attraverso cui gli oceani scorrono come timidi ruscelli montani, brina nascosta dona la luce, osserva il proprio farsi, disfarsi, sparpagliato ovunque. Le circostanze dellinesistenza prosperano. Nella mia immaginazione il sole sorto. Tu canti, brilli nei vortici non apparenti, si sfalda il sole nella corrente emergente, le presenze mi dimenticano. Labbraccio inonda la foresta, colare di rugiada dentro i cuori dellinesistente.

Flora emotiva- Vola per incontrare lapertura del petto. Cede fra le ossa elastiche, ospitali. La primavera trema , stringere di mani, luci scivolano nei fiori aderenti. Il petto richiude il varco, esiste altrove, loceano inghiotte se stesso. Orme del cielo, orme del cuore, strie turbinanti riprendono i corpi,, si siedono sulla ghiaia ghiacciata, primaverile. Le braccia affondano le terre. Torrenti avvolgono la promessa, amore intenso raccoglie il cielo, le tue tempie frastornate dalla brezza del richiamo, lultima alba, poi i cuori incontrano labbraccio. Nel corpo si forma il luogo. Le visioni si saldano, linverno le ricopre, poi il salto nel vuoto le accoglie, la corrente scaturisce , si appoggia immersa nei brividi dellarrivo. La delicatezza del contatto inumano, poi il sole risplende . la brezza ha aperto per sempre il varco del petto. Le braccia spostano laffetto, lacrime del risveglio donano altre sorgenti. Il distacco non 27

delude, lacqua trascina, incurante dei deserti, fertilizza le mani, ombreggia i fondali, si posa , affonda nelle vicinanze. Laccoglienza era sincera. Rami lunari intessono il cielo primaverile, le radici spingono le mani nel tuo ventre, lentusiasmo risale , innalza le creature nascenti alla tua attenzione. Attimi flettono i rimi, la gola cattura i i propri sussurri, li soffia nel vento. La naturalezza del gesto sostiene . La primavera cede, lo sguardo prende la via breve, ritira lattenzione, varca il luogo, un breve lampo, i turbini appaiono fioriti, depongono infinita flora emotiva. Il silenzio affluisce attraverso il petto.

Silenzio- Si impara molto dal silenzio, nel silenzio. Il silenzio di qualcuno, qualcosa, effettivamente silenzioso. Il silenzio astratto non esiste. Solamente quando una certa configurazione diventa silenziosa si ha il silenzio da cui si impara. Imparare da ci che diventa silenzioso significa mutare, non si soli quando si impara da ci che diventato silenzioso, ma non si nemmeno assieme a qualcuno: il silenzio muta lindividualit, lego, in pi modi che si rivelano, manifestano oltre le parole. Nel silenzio non esiste dialogo, non esiste un luogo,, non esiste un tempo. Nel silenzio ci che proprio svanisce a cominciare dal proprio corpo, dalla propria mente. Quando il proprio si libera, lo fa nel silenzio, insegna senza volerlo, senza parlare, tuttavia immagini e suoni possono essere presenti.

Prime emozioni- La luce scompare nella densit del cielo incolore a cui nessuna gioia accede. Il cuore batte muto, il suono riconosce la propria vita, opera il distacco, non agisce lascia che sia laria a scorrere, canto informe, concentrato. Il silenzio appare con insolita durezza, scolpisce la nebbia aggrappata agli scogli delloceano. Respiro, movimento, emozione, cibo. Erompe, cascata invernale, concentrata oltre il cuore, un attimo riposa fra le mani, duraturo, un attimo ripetuto oltre il tempo mentre i luoghi si sfocano. Un impeto senza limiti increspa la cascata. Le prime emozioni eludono la brezza ghiacciata intrisa di pace, si fermano ai margini della cascata dove il mare non si posa ancora sulla terra.

Luce - Luce. Breve attesa. Sole, impatto composto, fronde acquatiche affastellate sul bagnasciuga Vicino ai cuori. Un vento senza limiti estende la sua corsa, brilla senza luce, preme se stesso riassorbe se stesso mentre si espande. Cos la luce non compare, eppure tutto brilla gi prima di sorgere. 28

Lamore riposa nelle radici . La luce si piega nel ventre, affonda nel sangue, muta, sospira con lemozione, si scioglie, avvolge il tuo volto, ricopre di baci lentusiasmo dei vortici mattinieri, brezza diffusa cancella i perimetri dei volti, nuvole stellari si congiungono nel dissolversi di un cuore. Il riposo osserva la memoria. Un brivido vegetale cancella i dubbi, le retine brillano disperse fra gli aghi dei pini innevati, lampi accoglienti ruotano le profondit, le montagne abbracciano, frastagliano, cancellano le tracce, grida afone non confondono la natura mentre evapora, corre, ben fermo nel proprio corpo.

Abitanti - I tuoni festeggiano la gioia del freddo, le colline popolose adombrano la presa, i ventri si riempiono di tamburi, confluiscono lo slancio nei fianchi, il calore esplode liquidi frammenti e lava nei cieli. I suoni interni abbracciano i lampi dei soli, la foresta abbraccia il vento, solleva in alto, volteggia fiorito intriso di sguardi stellati. Mani invisibili roteano le maree, balzi imprendibili catturano laltrove, scorre il sudore del commiato, pelle contro pelle emette il tuono, fragranza di gole assorte, avvolte tra radici tenaci. Il luogo del salto concentra la presa, gambe veloci accerchiano ogni primavera, ritorna lo spirito indelicato, si lancia nel salto. Laria come complice, i turbini cancellano lorigine, ghiaccio ondoso, brillante, guida una risalita vorticosa, amorevole, senza strappi, braccia nelle braccia ottengono i colori invisibili, la sete disciolta nel raccoglimento. Fremono i torrenti impetuosi, brillano correnti decise, esperte, mentre risalgono montuosit desertiche, articolari, la voragine dellimpeto desta i gesti dellattenzione, fremono i denti nel bisbigliare lamore. Gli impulsi lievi dei passaggi toccano ovunque le rotondit, cuori presentano ai cieli, terre si flettono di emozioni, il vapore dellagire trova il suo fiore, unisce. Nella breve estate della sua figura, la neve fiorita conobbe la vista, un cielo denso, profondo , invisibile, raggruppava ogni felicit per diradare le emozioni. I vortici rinsaldavano i canali, attraverso i quali, presto, sarebbe giunto un duraturo inverno, amorevole, pacifico, disseminato nel deserto lunare. I suoi abitanti, infiniti luccichii dellalba, vibravano sonorit sommesse capaci di congiungere i cuori e il nulla senza alcun movimento, appena il lentissimo manifestarsi di una goccia dacqua, mai esistita, mai estinta. Il vento irrisolto ricompattava nelle creature i canti dellamore, la gioia catturava le membra, le dissodava, le rendeva pronte per la fioritura primaverile. Infine, il grande tuono fluiva stabile, pacifico, si raccoglieva nelle cavit invisibili in cui lamore sandava concentrando in poche gocce, la cascata dombra rigava il bughenville , il calore fletteva il corpo, lo disperdeva. 29

Sostegno - I rami intrisi di luce si abbracciano, sostengono il vortice lunare, nutrono la fioritura. Il petto inspira guidato dalle costole, si rilassa nella brezza dellabbandono, la presa dei canali serpeggia , le membra si lanciano in una lunghissima corsa, il petto respira la stanchezza, affonda nel sedile, rugiada notturna copre, addormenta. La pressione modella nuovi spiriti, la luce trema, bisbiglia fra i cespugli, irradia amore un attimo prima di riassorbirsi. La salita lungo il sentiero ghiacciato scorre, la tua presenza impetuosa. Il cielo preme nella mente. Il mare tornato a prendere le sue creature. Avvolge corpi, penetra oltre il cielo, riconduce la corsa nel lago di bagliori del primo mattino, ti riconosce perdendoti.. Riprendo il mio corpo, affioro in superfice, bevo la palude. Gli alberi dimorano nello scroscio del tuono.

Presenza - Il cuore ti accoglie, insensibile al tremore, apre al vento, stringe gli impulsi spioventi. La terra morbida scioglie il corpo, animali accorrono, modificano le traiettorie, replicano i disegni delle montagne. La schiuma della pelle condensa lorizzonte, freme sui tronchi annodati alle stelle, la visione ammutolisce, risaie celate coprono le onde della corsa, i vapori notturni sono le anime. Ti aspetto senzanima,, senza corpo, complicit demozioni bloccano il sorgere del giorno, rimontano i cuori, sposano lattenzione nellaccogliere, traccia imprevista riprende il suo manifestarsi, diluisce nel liquido, la presenza vola via, mentre i lampioni dellalba bombardano una luce insensata. I balzi fra le pietre compongono il benvenuto, prendo il colore dellamicizia, i movimenti, immoti, sfiorano la decisione, affrontano la selva invisibile. La schiena fiorisce, il petto entra velocemente nei canali,, disperso nei tempi, prepara luscita del respiro. Linsistenza mi lascia stordito, fra le mani la cenere duno sguardo, i tuoi capelli rigano il sudore, i prati ricompongo in fretta le decisioni, sollevano lo slancio, mutati oltre noi stessi. Lespansione rende fertile loceano, il gorgoglio del mare nella profondit della grotta si installa nel petto, nella gola, nella mente per sempre. Chino fa le onde, scivola fra i lembi del tuono. Fra le mani giunge un vento leggero di farfalle. Animali premurosi proteggono ogni assenza.

Movimenti- Strisce fortissime cingono laria, prendono il sole fra le ali, lanciano il vuoto nelle paludi, acqua densa di nuvole , nascite di cascate, latrati irrisolti. Si affaccia il volteggio dellelettrico, nati troppe volte violano la memoria, giorno 30

normale osserva, ora si concentra, incontra, te. Percorsi del vento stracciano lincontro, prudenza fra le membra, lintensit nasconde lintenzione, il volo precipita nella luna. In corsa sotto il suo slancio, bolle lentusiasmo, scivola nel fango, raccoglie fiori, ti offre il viso, un attimo dopo si schiude limmagine nel tempo. Collasso della prateria un abbraccio deciso colora lattenzione. La foresta indietreggia. Sul pianeta la tensione allaga. Si ricompone la direzione, le pieghe della pelle conoscono la tua attrazione, dopo tornano incitate dalla presa, laccordo riallaccia la corsa, il precipizio ha scelto il successo. Un offerta fluttua tra i vapori. La testa afferra i fiori, la pelle squamosa ricade nel grembo, abbracciato nella ricrescita da mani conosciute. Lacqua sprofonda nel grembo, i passi restano nascosti dalle siepi, ti guardo trapassare nella mia anima, perdita nellalba, ascolta il canto. La rete del corpo ti avvolge sicura, luce flette nel tuo volere, grande lascito nellorizzonte, stingere di stelle.

Invisibile- Esiste la realt ordinaria, esiste quella invisibile. Quando la realt invisibile viene percepita con estrema chiarezza gli spiriti e le energie che popolano linvisibile cessano desistere, cos pure cessano di esistere lindividualit e il corpo individuale. La realt invisibile e quella visibile non sono diverse, ma la prima difficilmente pu essere nominata dal linguaggio utilizzato nella realt ordinaria. Non si deve tacere il fatto che partendo dalla realt ordinaria bisogna passare attraverso la realt invisibile per accedere allemissione-riassorbimento. Non parlare dellinvisibile, non percepirlo, non saperlo riconoscere, significa rimanere nellignoranza percettiva e nellautosuggestione. Non esistono maestri che conducano nelle e attraverso le realt invisibili. In esse ci si installa lentamente o velocemente, solo in noi stessi possiamo trovare il senso del dissolversi della percezione nelle energie e negli spiriti e il loro, e nostro, progressivo diventare silenziosi. Percepire lInvisibile significa fluire da uno spirito a un altro, da unenergia a unaltra e il protagonista del senso di quel fluire , di volta in volta, un qualche spirito, o energia. Ma spirito ed energia non sono che evocazioni il cui senso sta nellinvisib ile. Nel mondo degli spiriti la luna pu muggire, io posso essere cibo per il cielo, una quantit di complesse fisiologie si producono e riassorbono in continuazione, tirandomi per i piedi, emettendo messaggi viventi di una vita autonoma, il mio corpo, la mia mente si trasformano in una miriade di manifestazioni indipendenti dal mio volere. Il mio volere, infine, tace. Per ogni esistenza ordinaria linvisibile diventa prima o poi un inevitabile tappa, se la si evita, il riassorbimento , lilluminazione, si limitano ad essere una raffinata forma di autoipnosi. Linvisibile conduce alla vera maturazione 31

del proprio carattere, poich la conoscenza dellinvisibile e le trasformazioni profonde del proprio ego che quella conoscenza comporta, per essere stabili e non illusorie, devono essere affrontate da soli, senza ricevere e chiedere aiuti. Le esistenze invisibili, sono assurde, illogiche, e, appunto, del tutto invisibili e non dimostrabili per la realt ordinaria.

Esercitarsi- Il vento si fonde, spinge lacqua ad invadere i globi, la trasparenza galleggia, racchiude le reti in ununica goccia immota che scivola nell bagliore. I fiori si prestano allesercizio, mani tremanti lasciano cadere messaggi accorati, nel prato la luna muggisce. Dal petto soffia la tempesta dimpulsi. I richiami raggiungono dissipandosi mentre il pomeriggio scorre. La memoria si arresta fra le costole, viene risucchiata in altri corpi, dona nuove tempeste. S i avvicina . la mano diventa una foglia piena di rugiada, risale fra i magneti, abbraccia i volti degli erbivori. Nella palude gli insetti tessono la fine del tuono. Dormo nellaria, i tamburi mi percuotono la pelle. Lorizzonte incontra la nebbia damore.

Incontrollati- Il contatto. Pareti intrise di stelle. Bruma galattica. Gli anfibi emergono. Contatto indiretto, scivola nel braccio, la rugiada appiccica, lungo volo, trema . Amorevole, mi avvicina. Lumi incontrollati, il canto ti sceglie, erbe paludose, pioggia, il testimone dissolve ogni nascita.. Mani affondano in onde inesistenti, rapido nel contrarsi, allacciato, fra le gambe. Riprendere il cuore nel mattino. Piante in fiore. Altrove. Torrenti invernali, appena prima del disgelo..

Nevi- A ridosso della casa la luce scivola, interra le sue piante, aspetta un messaggio. Albero contro albero giunge l oceano, fresco, profondo. Sale liquido avvolge le braccia, vento immerso nei corpi solleva. Nuova la foresta, riflesso nel cielo aggiunge lieve pace. Batte nel cuore la risacca. Scendono nel mattino, incontrano stelle alpine fermentate, lestate scivola fra le orbite. Il tocco dei fiori, brivido molecolare, flessione, mani si appoggiano sul muschio, l odore della corteccia, il lago. Attraverso le stagioni risalita fra le membrane nebbiose, ho accolto, il suono, il tuo passo fra le nevi.

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Richiamo- La luce flette la luce. Il coraggio riscalda il petto, il tempo viene consumato con un ulteriore, difficile, piegamento. Mento contro il petto. Il petto aperto dentro le stelle, il vento spazza il ventre, l inguine ingoia loscurit del cosmo, poi, di nuovo, la luce flette la luce, fiorita, impetuosa, composta nel frammentarsi in una evanescente prateria elettronica, mattina densa, sicura, ti coglie. Si presenta la pioggia incolore, il cammino precede luscita, la pietra della scarpata rovente, presa decisa, insetti osservano, innalzano veli, fraterni richiami, onde contro il volto morbido, appena ricomposto.

Impulso nascente- I movimenti non possono ingannare, fiumi di tempesta uniti nellafferrare, la luce compone un balzo ritardato, lo stomaco aggancia levanescenza. Nel pascolo scorre la lava, torbida, mansueta, un vortice immenso filtra il vento con cui interroga, riassorbe. Pioggia notturna costruisce l ventre, imprime forme veloci nellalba. Il cuore scorre coerente. Canali invertono il coro, una lieve pressione crea lincontro, rocce, bagliori, scatti imprendibili, Il luogo non ha importanza, lesistenza scorre nel cavo di un impulso.

Decisioni- Appoggiato nellaria, getto di luce, trascinare col vento, fremere nellacqua. La pioggia si unisce al sangue, fiorisce nella roccia , nutre il vuoto, lo sguardo arretra. La luce scivola fra le vertebre, il tamburo blocca il flusso nella mente, impulsi indefiniti infrangono onde immense, lorizzonte scivo la lontano da se stesso, brilla informe, sboccia fra le costole, si popola . La decisione convince gli insetti, preludio del ritorno, frastuono ovunque, pepite di carne bollono nei prati viventi. Rapido sussurro , masticare limpossibile, ginocchia contratte, dolce dispiegarsi del manto, proteggo il vento, il vento dissolve.

Colloidi- Fiorisce nel calore delle mani. Sole, rettili intrappolati nel cuore, montagne , densa roccia cola , schiene leggere trasportano suoni, il tremore risveglia le terre, lo stormo di fenicotteri si allontana, prudente. Piogge articolari risalgono fra le gambe, nel vuoto dei gesti si accumula un nuovo piano, ripetuto osservare tattile preme, avvinghia, ancora cibo in abbondanza. Ora il sole sorge sulla pelle, anime multiple trascinano gli agglomerati, non c bisogno di ascoltare i richiami, la fioritura brulica di promesse, siepi morbide disperdono la vegetazione abbracciata. Gli organismi frusciano nel vento colloidale. 33

Tempo- Iroso per la gioia il tuono solleva il petto, decanta la pelle animata, divora la vita, ne restituisce i primi passi nella fuliggine senza luce, ci che precede il tempo. Labbraccio non cede, accoglie gocce di calore, avverte il preludio della fine. I sassi bagnati strofinano la brezza, rapidi gorghi marini festeggiano, la risacca del cuore ingoia un fragile canale, tasche solari piegano gli slanci, mattina impetuosa usurpa la notte. Il giorno preme nellanima affinch tutto ci abbia fine. Lattenzione si posa dentro la pelle. La corrente riprende il petto, riconosce le pietraie, riavvia le sorgenti. Appare.

Vapori- La foresta aderisce alle stelle, pelle sorgiva alimenta, entrambi aspirano i primi vapori galleggianti, dense notti di penombra scivolano nel sangue. Prende, raccolgo. Spiagge galleggiano, maturare di stelle. Il volto si appoggia nel vento, scivola la vita fra pietre preziose. Le emozioni si schiudono col ghiaccio lunare, prati amati pulsano, sgretolano. Lemuri silenziosi remano il bagnasciuga, oceani di conchiglie schiumano primavere. Si abbracciano, ascoltano, si lasciano precipitare, fermi nella presa.

Stagioni- Fresca, leggera, mattina legata alla corteccia della quercia, seppie avvinghiate nel fondale, correnti sabbiose ostacolano, germogli di luce rinascono fiori, anelli di nebbia lanciano palle di luce nei ventri, dai petti si ricompongono le correnti, giunti nel luogo le mani si sciolgono. Lamore ripropone la certezza, presto linvisibile lo riassorbe, cibo impalpabile afferra il mio cuore. Qualcosa mi inghiotte, chioma dorata di fagiani selvaggi, il cigno nero riconosce lamore, lo dona, abbandona il volo, tinge la corrente con impulsi palmari, forti pressioni mi spingono, schiacciano la schiena oltre il calore delle ginocchia, una prateria incolore afferma senza dire, corro in un torrido pomeriggio, solo il ghiaccio si concede, il flusso del cuore diventa sicuro, scorre e assorbe silenzioso, la corsa si racchiude nella corolla di un sole ove la luce ancora non separa. Un petto si distacca dal petto, volteggia, articola nuovi richiami, emergono le presenze, con loro impulsi, pressioni cessano il collasso naturale, osservano scorrere, la luce cantare, la primavera tace immersa in una remota stagione.

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Coleotteri- Solleva, trasporta lontano, massaggia i polmoni, freme poco distante, evapora, popola unimprovvisa pineta, il cuore assottiglia la sua presenza, per sua natura non cerca il contatto, scorrono animandosi, inanimati. Una collina popolata da coleotteri. La presa degli insetti bisbiglia nellalba, il risveglio, disseminati in terrazze fiorite, luci ospitali richiamano cieli, legno liquido avvolge il corpo, fascia carnosa sedimenta lanima. Appare un complice, uno spirito cantante, affonda nelle ossa schiudendo ali poderose. Tratti del volto sbiadiscono, la pelle fluisce nelle onde lianose. Le pulsazioni mi piegano, la torsione facilita il contatto, rivolge la montagna nello stagno stellato, chiama gli animali nellaria evanescente ove il respiro diventa un vitello felice, un anfibio poeta, un sasso silenzioso assapora le scintille che lo divorano. Flussi di meteoriti sono il contatto, presenze attive nei muscoli, nelladdome, li masticano, scrutano, incoraggiano incuranti di molte esistenze. Il giorno diventa solido. Pu finalmente sorreggere il vento, gli involucri indugiano, affondano lacqua nel petto butirroso,, riconoscono leclisse, tacciono la propria scomparsa.

Fluttuare- La neve si aggrappa alle mani, rete dinsetti canta tempestiva, ragni, aria dai formicai, suoni di rettili chiamano, monta la marea, rovescia le ferite della terra, oscura il cuore umido, ti raccoglie, osserva sotto la superficie. I respiri infondono serenit, lungo i fianchi deli animali si disegna il bacio, incontri inanimati prendono possesso, i vortici risucchiano, conducono. Oltre il tuffo nel ghiaccio riposa laccoglienza, veste il volto tremante di impalpabili fioriture, il petto rovescia il suo profilo, il respiro dissolve il sole, raccoglie il suo manto, vola. Il sole brucia il respiro per salvare, la vita scorre senza il respiro nellinvisibile, loceano si estende incurante del mio timore. Vibra lontano dal suono, inanimato, pi presente della vita stessa. I rettili sanno tutto, nascosti nel calore della primavera, grattano le squame evaporano, mormorano consigli. Il vento freddo arriva piegandomi fra le anime. La sabbia brucia gli occhi, le radici sollevano, fondono con i vortici, si manifesta un abbraccio, fra le creature si ricompone un ultimo cenno, ricomincia labbraccio del fiume, la luce si distacca dal fluido. Lacqua si incendia nel corpo, alimenta uno spirito, fruga nel respiro, tenta la sua via per emergere. Al pascolo la salvezza avvolge nelle pelli secche, poi scuote le fronde, ritorna il vento, raccoglie le note degli ultimi arrivati, il pascolo decide il mio utilizzo, fra i rami le gemme si nutrono, il coro si apre, fiorisce nella linfa del torrente, le

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formiche si raccolgono attorno le pelli. Tutti sono daccordo. Sotto la sabbia il vento del cosmo mostra cani fluttuanti nella libert

Nuovi raccolti- Il cuore affonda nel collasso delle cavit. Terre volanti scivolano nei corpi, trasformano la natura in un lungo tuono sottile, silenzio della notte rifrange lo sguardo, allombra del vento il primo volo abbraccia la sterpaglia umorale. La gola aspira il nome, lo slancio retrocede oltre gli appoggi, luci prive di un luogo occupano la presenza. Moti nel cielo scandiscono impulsi, le azioni scompaiono con i cuori, rapido salto dello scoiattolo, vinto il pianeta, inverno innevato, tranquillo, amato. La passione spinge la tua ospitalit nella foresta di tuoni. Rapidi balzi sorpassano le cascate di bagliori la sequenza si perde in un vortice di corpi allacciati, ammassi d palpiti divorano il fiume, la pienezza dei gesti precede loceano, suoni tattili decidono nella profondit, la leggerezza procede, erra nei pressi di un promettente raccolto. I nuovi arrivati sedimentano il tempo, dentro le radici i calori animali sobbalzano per la scoperta. Il cuore canta, risale le correnti, scioglie i legami, la libert stimola i tendini, conduce nellintimo di movimenti senza carne, gli involucri tendono la corolla, fluttuano allineati nellinvisibile. Attimi decisivi, abbracci intensi. Oceano- La tenacia della tua presenza facilita il respiro. Ogni battito rotola nella coscienza, attorno una riunione di lucciole osserva, coagula, una grande impegno nutre il piccolo ruscello montano. I sassi ghiacciati riposano nel sole notturno, rapido spostarsi fra foglie rinsecchite, gambe robuste sbriciolano il tempo, le lucciole si uniscono, partono, ritornano, con pochi, unici abbracci. La danza sprofonda nel ventre, scende oltre, mulinella nel muschio selvatico, dissolve le sue forme, nel pomeriggio si lavora duramente. La tensione dei cieli profuma di leggerezza, animali riottosi aspirano lintesa, donano coraggio alle lucciole provate dagli spiriti che amano. Il viaggio si ripete, i canti indossano il tuo amore, poi il silenzio incute rispetto anche alle fonti. I rami spezzati dal vento nutrono il fiume, il fango sedimenta nella costanza della corsa, un sottile lampeggiare disegna il limite del contatto. Unito alla folla, composto nel dileguarsi della luce, approdare alla prossima spinta, i muscoli del petto abbracciano una creatura emergente. Facile pasto di un essere inanimato, offerta indolore rinfresca loceano che abbandono.

Frutti- La notte dolce montagna gelatina di stelle. Cuore, nel tuo petto nutrimento sfonda limiti unisce presenza, nascono fioraie dai rami retrattili, luce incandescente 36

riflette fiumi di vapore, fra montagne di lava riposo, nelle tue mani precisione damore. Riprendo i movimenti serrati nelle foglie imbrunite, autunno ritma il cedimento della vista, sorpresa dello slancio , ti ha raggiunto, vene trasparenti, ammassi stellari riflettono impazienti. Il movimento dellaria prende luoghi inconsueti, fluisce pacifico , frutti sassosi.

Praterie- Il tuo calore mi giunge ondulando fra gli ammassi di neve. Il vento raccoglie la bruma ghiacciata, lancia il gelo nei polmoni, solleva dal suolo, polverizza tra le colline . I boschi disseminano i cieli di sentieri volatili, animali fluorescenti riassorbono gli impulsi animati. Lorizzonte simmerge nel fiume, affonda oltre il cuore, attiva la rete di canali, la eleva nello spazio, avvolge le montagne con bagliori amorevoli. In una foglia brilla la primavera delle nevi liquide, intessute di fiori lamellati, spioventi di cristallo a ridosso degli oceani pullulanti nelle pozze della prateria. Brilla fra le siepi di salvia il mare in tempesta. Tuoni aspirano la bruma, fioriscono sul bagnasciuga, investono le siepi di ovatta amorevole. Il giorno non sorge pi, ingoia la propria presenza, si reintegra nello scorrere di canali. Loceano ancora scorre in salita lungo i pendii del ghiacciaio, la gioia della lava innalza veli impulsivi, cancella linvisibile.

Corsa- Voglio accettare che tu mi immerga nei corridoi nodosi dei tuoi gesti, delle tue prese, intrise dellumore ansimante tratto dal mio cuore. Il petto ti circonda, ruota, dolce e fermo nella tua mente, evapora il la presenza, la tua pressione scivola nella mia, i corpi sintrecciano, risalgono il canto, le radici mangiano luce. A scatti, si deposita fra le carni il getto della fonte, le labbra toccano il limite del contatto, riprende la corsa del fiume, trascina via ogni presente, immobile, osservo la porpora diffondersi, sostituire la mia presenza, la tua vicinanza baciata fluisce, mi disperde nei calori di impulsi liberati.

Indomito- Le onde sinfrangono sulle palpebre. Gocce turchesi lambiscono i cuori, rugiada irriverente plana sulle ginocchia, lento il flusso affonda gli organi negli oceani, rialza le mani nelle stelle fruscianti, loro del sangue essicca la primavera carnosa, avvalora il tuo arrivo, insieme immergiamo i laghi di vapore. Si piega il pesco fiorito, lodore della terra umida freme di petali, organi pompano muco 37

terroso, cortecce dinsetti spalmano il sole sullacqua, il fiume affonda pi volte. Il suono ampia il torace, la brina polmonare offusca il tuo corpo, il suono del lago ingoia le mani, risplende fra i seni, crepita nelle cascate invernali. La presenza si dischiude nel gelo, il canto si sovrappone allurgenza, la tua vicinanza offusca la nascita, spinge nellimmoto, il contatto appena accennato, il respiro si consuma. I fiori nascenti mangiano la creazione, la realt si disarticola felice, altri esseri essudano di praterie frementi, rapidi cenni ondeggiano ovunque, corpi di terra e cielo, profumi desplosioni ariose, lacqua flette tonale, bagliori aprono i tracciati interiori fra voli di pelli indomite, tuoni stordiscono il tramonto, ritorna il vento nellaia abbandonata.

Lidi- Traccio il segno del cuore lungo la scarpata. Il cane erboso ripullula di feste radiose, cuore instabile pretende foraggio, farina, miele. Ora la luce storna ogni luna, insetti fecondi ricompongono le terre, aria compatta ricopre il manto di baci, freme lerba bruciata, estiva, ritardo damare. Gli alberi sono rafforzati dalla presenza delle montagne, la roccia investita dal fruscio delle stelle, la pressione invisibile riprende i suoi posti, cibo ferroso compare nel vento. Ogni galleria viene colmata da canali argentati, lacido sanguigno forma apparizioni fugaci, muri permeabili mi offrono il riassorbimento, senza indugiare mi trapassa, esplode, altrove per sempre. Il custode della presenza gorgoglia fra le acque albine, cortecce inumidite raschiano il fondo del lago, lentusiasmo sfalda le strade, scivola attraverso i canali voraci, labbraccio non esiste, il prato fiorisce impossibile. Il tuo corpo suona invernale, membrane planano nel cuore anfibio, respiro lumore dellultimo mattino, scorre la montagna di sale, sciame di risacche cancellano luniverso. La roccia mastica lidi fioreggianti, il rosmarino fiorisce dietro lo steccato, volo aspirato da una luminosit invisibile, vedo il cuore che mi calpesta lanima.

Foglie- Il sole leviga i piedi anneriti dallo sforzo. Croste di fango trasportano il profumo del bosco, la salita diffonde luce opaca, intensa, per qualche metro intorno. Oltre, nella morbida oscurit, animali malfermi si rallegrano, inseguono il vento mordicchiandolo, si fondono con gli arbusti lacustri. La luce anchessa un animale, i suoi molti cuori fraseggiano intonazioni aspirate, epidermidi trasparenti avvolgono il contatto con le creature incontrate, una membrana di palpiti arborei e palustri connette il suo incedere con le paludi evanescenti, il ritorno nella cavit si compie bloccando il piede alla nuca. Limmobilit ha sciolto ogni decisione. 38

Al liminare del sentimento presente il fremito della nascita risolta nella presa delle mani tuffate nel profondo, coperte dal salmastro di alghe passionali. Ora laria tersa le stordisce sbattendole nel cono degli oceani. Il passo del daino di vetro adombra il corridore, vortice di licheni disperde il gelo, atterra ondate potenti. Si accovaccia sulla ghiaia muschiosa. Lacqua ristagna tra i sassi calcarei. Gli scoiattoli tuffano il nulla tra le foglie fragranti . La corsa riprende, strappa lalbero dal suolo, solleva le arterie, le tuffa in reti, brandelli di spazio, lattenzione si placa lontano dal respiro.. Le onde tingono il sole di salsedine.

Pasto- Gli abbracci colmano il sentimento, le spalle stringono un tesoro, dal petto sgorga una brezza leggera, si scioglie la figura, mani attente lasciano la presa, linverno bacia il cuore, le montagne pressano la foresta, il tremore del lago erompe nel cielo. Mi sollevano, si disarticola la volont, mangio un pasto di luce corporea.

Estate- Estate, calore di grano, assillo senza rugiada, canti serali, amichevoli, strappati alla luna. Tuoni estivi, raminghi, potenti, offerte del sole, il mais impazzito avvolge la fonte. Acqua verdastra riga i campi notturni, aria amichevole sovrasta i respiri. Il pascolo indietreggia, assorbe la sabbia, luci montane, furtive, radici implosive raccolgono, mietono. Estate nella dimora marina, rettili passivi sostano nella fonte, liquami anfibi ripullulano nel cuore, bacio dentusiasmo riga il petto arrossato. Le gambe afferrano la testa, il caldo erompe, suscita lestate, giunge il vento, oceano fuggente, accolgo lo slancio, sono immobile nel vuoto, il tuo amore libera, brezza mattutina giunge. Immerso nel tepore, il tuo contatto dissolve, le tracce brillano nellultimo orizzonte, un sorso stellare brucia la fatica. Dopo la fioritura il grano riassorbe il tempo. Il suo posto nella palude discioglie lo spazio, agile dita si tuffano fra le rondini, ali fiorite mi agguantano, sospingono, premono. Alza lo sguardo, un accenno, un sospiro fuggente, lestate raccoglie il calore, lo sospinge oltre il cuore, dimentica lesistenza.

Mantice- Il cuore ritorna nel suo luogo. I battiti sono spazio silenzioso, nebbia vibrante scorre, precipita i suoi liquidi in radiose foreste, ai margini del sangue, le radici innestano altri fiori, lo slancio disseta. Nel ghiaccio ero con te, nutrimento delle tormente, al seguito di un oceano burrascoso, una brezza erbosa spazzava le onde daria, il tuo petto occupato da respiri tremanti, la pioggia riporta un po di quiete 39

nel sottobosco, tracce profonde muovono fra le costole, il mantice amoroso scaturisce dalle tue ginocchia. La corrente si tuffa nella schiena, ondeggia, di nuovo solleva, cancella la presenza, mani saldate, terra euforica. Insieme abbracciamo i fiumi, saltiamo fra presenze rumorose, posiamo le nostre foglie nella sabbia argentata, risuona il calore delle promesse, il peso riesce a spostare i corpi, altra pelle si srotola fra le braccia, contatti sinceri arrestano la corsa. Di notte scendo fra bagliori non dolorosi, la strada si arricchisce di impulsi, nelle ossa si contrae lorizzonte.

Stelle- Mi accompagni. Laria ride abbracciandoci. Baci scivolano fra le mani, si perdono tra le foglie nella foresta. Lacqua illumina il suo vortice di terre mutanti, una luce inesistente illumina lacqua nella furia del vortice, il vortice il nostro corpo, riempie di strie multicolori la notte interiore, sorgenti si immergono nella luce, furia sommessa, vitale, getti di corpi trasudano animali, gesti di amore risalgono un torrente di composta passione. La foresta sboccia nella foresta, fiori tesi fra carni argentate dissipano il movimento delle correnti, la vista si assorbe nel petto mentre si allunga e doma un getto di impulsi, le mani tracciano i gesti dellaffetto, tenace nel tessere limpeto, raccolgo il vuoto vivente dellorizzonte, si manifesta larrivo, stelle affamate. Il calore si annida fra le gambe incrociate, riscalda il tronco, emerge, trascina, il riposo del ghiaccio liberato nel suolo, ampio varco sfonda la presa nellattenzione concentrata, le spalle si immergono, la realt fluisce nel proprio respiro, porge gli ultimi sorrisi. Festa- Muscoli del petto si aprono al tuo arrivo, Accoglienza nella nebbia, gli aironi dissodano il fiume, lo sguardo si tuffa nel profondo limo. La terra cede sotto lo slancio, il pasto frugale della tempesta il suo dono, rotoli di impulsi luminescenti galleggiano, pompati da brevi impulsi, sfuggono dallo spazio, si assorbono osservando altre presenze, gli abitanti paludosi festeggiano una nuova fonte, la pelle espande gli oceani. Si piega nel suo intimo, le energie lasciano libera ogni decisione, il petto raccoglie emozioni, gli organi trasudano brezza leggera, si trasferiscono fra i venti, tutto cede, il cuore si affaccia nel lato invisibile, prende gli impulsi impalpabili mentre si dilegua, raccolto, concentrato in un cenno.

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Incontri felici- La pelle striata gioisce del freddo, il vento lampeggia, emozioni marine occupano la collina, le dimore aprono agli oceani, dai cieli grondano nuove superfici, animali erbosi ascoltano nella tempesta, il calore delle onde si fissa nella pelle, il mare crolla nel ghiaccio, i respiri trapelano quiete, fra le mani serpeggia lentusiasmo incorporeo della tua presenza, il mare si ritira nel lago, mattina, le tracce del gelo festeggiano lalba, una corsa inquieta riposa nellaia, polvere invernale imbianca la presa. ti osservo, mi dileguo lungo la spiaggia, la risacca incalza. Lincontro fiorisce nello spazio tremante, Le presenze delicate sono molto insistenti, il loro abbraccio scioglie nellaria liquefatta, ora la terra pu richiudersi, un colpo docchio lieve, sospinto dallarcobaleno.

Chiome- Il cuore ti conosce, si sposta, apre il corridoio, rassetta le stanze. Terra, liquida, armoniosa felicit, prende le mani, dissuade, congiunge il pomeriggio tardo nel volo, freddo sciogliersi fra le chiome, il lancio. La preda affonda nella ghiaia brillante, il sudore preme il corpo, lelasticit delle montagne soccombe al tuono, il petto colloca il cosmo ora, nellattimo del tuo sorriso, il motivo della visione autunnale, fredda primavera, quasi limpero del tuo amore. Torna nel volo, il suo vapore traccia la mia vita, rapido disseminare, corpi e mandibole nellincontro, rapprendersi della brina fra le spalle, il profilo di fiori dichiara un avvenire, battere di ossa sulla scogliera, momenti intorno labisso, risposte di libert. Domani ti aspetto. Gesto repentino sposta la visione, manifesto entusiasmo, prendimi, lenisci il respiro, svuota le terre, luce embrionale nel futuro, rapidi passaggi. Presenze- I canali della palude si aprono al tuo ritorno. Correnti fiorite scorrono, erompono lievi, espirate da pressioni cedue, il collo della ginestra piega il fiore nel torrente, si scioglie unaltra vita presso il canto dellalba. Lacqua si raccoglie nel vuoto ondoso, riposa, scivola fra i collassi delle intensit che rigano il tuo volto, indietreggia, bagna un fiume dormiente, la terra congiunge altre vite. E sera. Lo slancio dei rampicanti sorregge i suoni dellestate. La pelle del volto scivola lungo le membra, morde laiuola, sorpassa la fonte con il suo tormento. Ritmo di membra intrecciate, il contatto si espande, perimetri stellati compaiono fra i solchi traslucidi della nuova epidermide. Il cinghiale modella il suo gemello nel cuore della foresta, limpulso assalta lodore selvaggio, si acquieta nella neve pulsante, le braccia inglobano labbraccio degli organismi inanimati. 41

Un manto asciutto stringe la gola, sorseggia lo sguardo, attende. Il cuore colma lagire, risponde allabbraccio del gelo, lamore perdura, dissemina, distrae, lumida grazia del mattino ruota allontanando le presenze.

Residui- Ancora il cuore mi solleva fra le tue mani, appena accennato nei contorni, il gioco della luce risplende e trema nel liquido della vita. I canali si fermano. Laria abbassa la sua vita sul manto della palude, germoglia la vicinanza, la riva dello stagno mi ospita, animali lampeggiano fra alghe nodose. Dappertutto risuona la tua presenza, nelle membra legnose la primavera riposa fiorente, larve raccolte gemono ospitali, lansa del fiume racchiude le sue spire coralline, il vento si apre le strade. Gli abbracci uniscono limpalpabile, residui di scintille scorrono per raggiungere, fra gli oceani si annuncia, lapertura un getto inarrestabile, freme nei cuori, deposita un nuovo raccolto, ogni attimo privo di esitazioni. La schiuma della salsedine raggiunge la collina sospinta dallumidit notturna. Fra le rocce si estende il sole, inciso nellerba, trasparente per il sole stesso. Le mani cercano labbraccio, trovano la stella, crescono leggere liberandosi nelle correnti. Veli di polvere tremano per lunione, la fonte si tuffa, inspira se stessa, sfonda lorizzonte.

Isola- Abbraccio il volo. Luci pullulano nelle mani caduche, fraseggio rasente il limbo, pensa la carne, tumulto frettoloso, ancora ansioso il sole risplende, mantice mentale aiuta a baciare. La natura ingoia, risiede in unisola, i capelli disegnano un gesto, accenno lentusiasmo, splende la neve. Insolito pomeriggio di freddo lagunare. Nella discesa lo spazio soccombe, fretta calorosa, siepe divelta, riattivo il petto, finestra inodore, scivolo nel bosco corro senza appoggi. Il bosco si estende fin dentro la laguna. Caschi di vegetazione brillano multicolori, serpeggiano spinte nellaria, freddi organismi ornano la mattina nascente. Ammetti i corpi alla tua presenza, alberi morbidi si abbeverano nei laghi, il mare sorpassa loceano, giace incolto. Eccedere- Il lago al mattino riflette il cosmo. Ornato di niente incendia i suoi bordi con sottili strisce, le onde limacciose sventolano una luce sorda, tracce di rettili aprono solchi nella pancia liquida. Il giorno notturno, reti animalesche frastagliano i venti, cadono membri daria nel fondo sabbioso, la nebbia si gonfia di spore, la pelle vibra sottile, madida di gocce turchine, respiri erratici schiudono le terre, le rocce si squagliano nei vapori, il ghiaccio lentamente compare, ramifica il suo bacio nella stagione dei riflessi, il petto si denuda, ripercorre lonest del suo vivere, affonda le labbra, succhia un invisibile incontro. 42

I tuoi occhi premono il cuore, mani sottili galleggiano nellaria, artigli fioriti sollevano, appoggiato nel vento, il ventre svuota il suono, gonfia il cielo. Polmoni ossuti risuonano nella foresta essiccata, tracce stellari incidono i preparativi, il corpo esausto si carica di luce impropria, altri ospiti arrecano un ingombro, mani avvinghiate alla corrente si lasciano trascinare, stingono la passione nellintensit oltre lorizzonte, invitano a una nuova corsa. La testa si lascia avvolgere da una corteccia di scintille, presenze. Il caldo affonda fra nuvole di mastice erboso, la scia umida richiama getti ariosi, onde di liquidi eccessivamente densi riempiono fonti ingombranti, quel che nasce erompe dal cielo, freme oltre il peso, racchiude in gabbie centrifughe. La schiena sta ferma nella presa, resiste alla visione, la metamorfosi cancella il contatto, il silenzio si estende , eccede la scelta, il cuore, risucchia nellintimo.

Fremiti- Pulsa il mare nel bosco, riempie di vento la corsa nei canali, si schiude nel respiro il suo nido. Il rumore della pioggia frana nel giorno, le mani nuotano lungo il petto, la saliva, forzata, cola lungo i fianchi, il sole luccica nella corteccia, membrane di brezza avvolgono damore. La terra umida avvolge lo slancio, il corpo nuota nel nuovo stagno, si affonda nella foresta, il manto morbido discende col calore, rettili solfeggiano il ritmo desiderato. Il torrente risale la collina, afferra le nuvole per sciogliere la tua tenacia, le foglie risplendono morendo, inginocchiato nel volo la pressione sfonda lattesa, polmoni si sgonfiano, le radici rilassano ogni flessione, ti toccano il cuore. La spinta contro gli argini logora le costole, il diaframma raschia il prato dormiente, il brontolio delloceano assorbe, rimette lintelligenza , cede di schianto fra i germogli laminati, rapidi passaggi ondosi svaniscono nella fronte, ancora luce, per poco. Una corrente palpita nel prato mentre il cielo corre, si avvinghia alle primule fiorite tra le foglie limacciose, morbide. La corrente simpiglia nella passione, strappa i muscoli dallincertezza , lancia richiami, ancora i cieli arrossiscono lungo la pelle, la tua presenza mi pressa da lontano, vicino il lago lodore della notte ti cancella, nel vuoto dellarrivo riconosci i fremiti, ti appartengono.

Sorriso- Loscurit sfiora organi tremanti, fiamme articolari lumeggiano pendici fiorite, suoni neurali rispecchiano la laguna nella coltre sabbiosa, roccia elastica modella il tuono, presenta il nascituro in un abbraccio, laurora. Il bosco, destate, vicino la riva del mare, secca le sue propaggini, muta una vita articolare in una folla 43

di odori intensivi, avvolgono le creature nascenti in un aroma salmastro incendiario, ancora flette il cielo oltre il limite, perso nel cuore estinto, brillante, privo di pianeti. Si resta impigliati facilmente nelle reti tendinee della bassa palude, vegetazione marina microscopica gioisce nellinseguire lombra delle nuvole, oltre il sole si abbatte il cielo, afferra il gesto privo di tensione delle piccole creature, si colloca oltre la loro densit e pesca una gioia maliziosa mentre il testimone si ricopre di squame, svanisce. Il contatto appaga. Labbraccio senza forma riempie le membra svuotate, conduce nel nuovo giorno, intenso, privo di natura. Ecco il il corridore adagiato lungo la riva della corrente, il petto sconquassato dai flotti di luce erompente, gli occhi intasati dalla breve estate. Le mani traspaiono nellacqua rapida e fredda, la brezza solleva un altro impulso, si congiunge nel volo ricco di eccessi, precisione nel cogliere la pace manifesta, non accenna ad ulteriori cadute, giunge deciso allestinzione della memoria. Richiami. Odore di muschio, una fitta vegetazione ricopre il dorso, il tuffo nella terra vaporosa libera le stelle oltre i confini dellamore, laffanno cessa, la presa ha compiuto il proprio atto. Densi coralli sotterranei riposano nel cuore. Dischiude la corolla lontano dalla luce, disseta il rapido sorriso accolto in un alveare di anime, lacqua innervata abbraccia il pianeta, solidifica il sentimento e si manifesta con sicurezza nel procedere.

Foglie2- Si assicura il ritorno. Non vede la presa dellorizzonte, canta in modo improprio, libera gli esseri alati dalla vita, nuota indecente fra le epidermidi, risuona nel tuono per nutrirsi degli sguardi, vapore di un corpo, brivido della brughiera. Le foglie afferrano il movimento, alcuna azione richiesta, i cuori vengono dissolti, la mandria rotola nel parco, lontano dalle terre, strumenti inanimati rompono la pace precedente, fragranze difettose sembrano pulsare. Il cane manifesta la sua rabbia sciogliendosi nel vento, un abbraccio inverso, erompe la sincerit, inutile, protratta oltre il principio. Residui serpeggiano tra i gesti, vecchi canali intrecciano cellulosa, la terra estende la sua creatura, riprende il contatto, dissoda le radici, ride la follia del cuore, la rugiada riveste le labbra, assorbe, la foglia non ha lasciato una sola traccia.

Fremere- La pioggia scorre fra le braccia. La presa scivola fra le squame appena dischiuse, il lancio sprofonda nel lago, scintille di gelida bruma baciano il tempo, riposa il cielo nellintimo del ventre. La corrente freme mentre risale il dorso, si aggrappa ai tendini ossuti ricoprendoli di 44

prati verdeggianti, sciami di creature si ammassano nel petto, sollevano e stantuffano, riposa ancora il cielo, cola la rugiada nelle gole sommesse. I suoni del giorno trasudano dal cuore, alba cartilaginea si affloscia sulla riva del fiume, una folla di gabbiani esplode nellorizzonte, gli alberi assicurano le stelle spioventi, una furia selvaggia procede cauta fra le ombre. Il pasto strappa le ceneri dal torpore, vortici di insetti fuggono dalla memoria, lo sguardo si annulla tra gli impeti della fioritura, il peso del mare cede per la pressione, il fluido si raggomitola, coinvolge le cortecce abbrustolite dal sole estivo, frana sui pianeti, calcola gli incontri. Fra le rose, le serpi trovano un riparo dal sole. La quercia osserva il lento respiro degli anfibi, spiriti brillanti srotolano membra informi al sorgere della notte. Loscurit viene aspirata nelloceano, un manto di sospiri si avventa sulle rocce, la nudit della vita prende il sopravvento, esercita pressioni impossibili, loceano rotola fra sorrisi nascenti, lacqua bagna il roseto, le onde risalgono la schiena, bloccano il giorno. Il freddo si raccoglie nelle ossa, intimorito dai vortici eccitati. Il diaframma lo massaggia, in attesa che il fremito del ventre apra laccesso al calore, chiami la brezza dal riposo fra le colline. Lattesa finita, si congiungo le ossa fra le le polveri della luce.

Nome- Sembra inospitale il tuo ritorno, le nevi terminano nei tuoi capelli, frettolose apparizioni travolgono il mare, linnocenza reca testimoni carnali. Il riposo tormenta gli stagni, aria vincola al sentiero, nessun ingombro pu ostacolare. Stringo funi trasparenti, i canali avvolgono, assorbono nei tuoi colori, cado cedendo respiri, giungono gli abitanti, nuotano nella nebbia. Il vento il tuo nome, prende un tentativo, una nascita, strie di passione affrescano la roccia pulsante, il sasso si spacca, germogliano, insolite, ingombranti, inesistenti. Si manifesta nello spazio, rimbomba del muto sibilo dei cuori, le arterie si addensano nello stagno, gli amori si guardano stupiti, unora vuota, determinata nel suo deserto, incalzano folle animate e fumose, depositano fiori incandescenti. Lincontro con gli animali si conclude nelle radici. La linfa rovescia la terra, setaccia laria crea altre possibilit, simmerge per essere seguita, ali umide di saliva avvolgono scheletri di gelatina, il terreno stenta a nascere, le piante galleggiano nei corpi, tremano, cancellano lapparizione.

Scegliere- Ci congiunge con forza, il vento distrae i movimenti, la nebbia si fa vela per anime. Suoni gonfiano le menti, le rocce scagliano la tempesta in una forma acquosa, il ventre ribolle, si offre ai fiori. Affollano le montagne, corrodono, 45

riportano la pace tra le mani ossute, flessioni ripetute calmano i crampi, la testa posata sul petto, le immagini immerse nella vita. Dentro il calore riposa, colto nellunica pulsazione mai nata, il cuore sceglie la sincerit, calore senza nome offusca, presenta larresto di ogni canale, corrente, pulsazione. La cascata sommerge i fiori, la riva si riempie di fessure luminose, le onde luminose increspano la palude deserta. Luoghi ospitali, penombra nutriente, terre innevate dalla tenerezza, suono, movimenti di alberi nel silenzio del cuore, volti appassionati raccolti negli abbracci. Lumi spioventi infrangono la cupola del sole, la libert si disseta nel cuore, vortici informi guidano le correnti. Immense radici avvolgono le radici, incontrano il tuo petto, le note non pronunciate, arbusti secchi si tuffano nella chioma del lago.

Speranza- Anime anfibie riposano nelledera avviluppata al fiume. La crisalide tremante si libera del guscio, traspare al pulsare notturno, porge il suo timore, vola, piegata nello spazio, per liberarsi da ogni pressione, fugare la speranza, assorbire il pianeta in fiamme. La linfa si concentra nel petto, lentamente, le chiome rotanti assorbono la natura, il petto abbraccia il manto della prateria, vola una cartilagine non umana, densa di corpi celesti, cuori pulsanti, attimi anticipati in gesti appena affioranti. La notte riempie, loceano diventato pesante.

Intuito- La calma precede la vita, la spiaggia rilascia le correnti, sprigiona il cielo affollato di montagne, gelido contatto apre il petto, galleggia avvolto nelle pelli fiorenti, amore selvatico conduce alla spiaggia, pietre nella nebbia pulsano turchesi. Destate il passo sgombro dalle nevi, riflette negli stagni lanimazione di infiniti volti, la sete delle stelle nota alla vegetazione della valle, gli orsi colgono i frutti dai pianeti, temono laffanno del vento, le scintille dellalba invisibile. Nellinverno lincontro sorprende le valli addormentate fra la neve, i ghiacci muti trattengono gli scricchiolii, il volo delle stelle stria le superfici innevate, passi palmati inseguono le strisce, le tuffano nei propri cuori, rivelano alla natura limpudica libert. Il legno simmerge nel lago prima dellarrivo del sole. Tuffa la chioma intessuta di mani pulsanti in un fondale colloso, popolato di mucillaggine marina giunta fin qui attraverso i canali di tufo nutriti dalloceano. Una vita sospesa di accenni sonori palpeggia le cortecce, lodore di linfa si mischia nellacqua ricca di limo, i vortici salgono oltre la superficie del sole, si depositano allinterno di enormi pozze disseminate fra scogli marziani. I tuoni osservano, procedono retrogradi, i canti 46

diluiscono il silenzio fra la polvere dambra che avvolge i movimenti, guizzi rudimentali rimescolano la fanghiglia nei canali di tufo, gli animali arrossiscono di fronte ai tuoni, si lasciano assorbire dalle presenze native.. Quando si uniscono vibrano nella terra, scorrono lungo i corpi, emettono aria, si muovono oltre le luci, tornano umane, insolite accoglienze operose producono passioni concentrate, inafferrabili per le mani, troppo rapide per i cuori. Oltre la luce si espande lumore del giorno, galleggia, affonda, sospeso fra la neve e la brezza gelata, il bosco procede, sfuggente allintuito.

Argilla- Il rumore prende la sabbia, accumula argilla, gonfia la crosta del fango, trova luscita, muove verso di te, ondeggiando, solido nel tremore del vento, grandine rabbiosa leviga, il manto, argilla, acciaio bitumoso, il cuore spinge il brivido, decide lestremo, ruota nella densit, appoggia la vincita, le mani hanno ceduto, una nuova compagnia trasforma la vita in un volo, offrono la parola, con lingua morbida rendono nuda la presenza, il timore li coglie nella dolcezza, i suoni scivolano nei contenitori, cascano e riempiono, il cibo brilla, pungente, fragrante, sboccia nei germogli, stupore sulla terra, la premura li allieta, giungono nelle stanze ove il crollo dimora, spalle urtano il vello solare, arruffano il suolo piedi felpati, emerge il fiume, pace tra la folla, sabbia nel cielo, futuro nel vento la sorpresa bacia, i volti donano alle mani il tempo solidificato, scorre sangue brillante nellintimo della corteccia, del rampicante, i fiumi avvolgono uninsensata abbondanza, il domani perdura, altra vicinanza raccolta nel petto, mattoni di costole custodi del tuo seno, ora i suoni irrompono felici, irrisolti si fondono con la candela, timido calore, diletto delloceano, il mutamento si congeda nel proprio eco.

Apparizioni- Il mare non si mai allontanato da qui. I suoi sogni affondano in profondit, nellaria leggera, drogata dal gelo invernale. La ghiaia del bagnasciuga si indurita in piccoli blocchi biancastri, il vapore del corpo ricade al suolo, traccia scie di brina laminare, sensibili al vento. Le onde, vicino alla riva risuonano acute, un moto oleoso le sostiene, la palude pulsa nel gelo, solida, florida. Il silenzio assorbe il mare, lo induce a scagliarsi nella praterie, indugiare nelle valli appena emerse. Ora il tuo cuore lo apprende, fra le braccia tracce saline scintillano, gli scogli proteggono dal sonno, tutti noi aspettiamo lalba per tuffarci nelloceano. Il mare si condensa in ununica presenza pulsante, lampi incolori serpeggiano fra le alghe. La corrente si manifesta, il mare si inarca nel volo, i gabbiani aspettano ai bordi della palude, il gelo 47

vitale dischiude i fiori, si posa fra le onde di un altro mare, loceano in cui continuamente rinasco. La palude protegge le apparizioni, concentra nel folto della vegetazione, il mare scorre, cancella il tempo, diluisce la palude, conduce le apparizioni oltre lo spazio, nelle stanze del corpo una nuova folla sorta dal nulla preme, invoca con insistenza.

Attimi- Il sole scivola fra le siepi, il prato si raggomitola fra le mani, la foresta ascolta il canto dellestate, passi insicuri scoprono la riva del mare, i primi sguardi pulsano furtivi. Gli abbracci affollano le partenze, sugli alberi grava il cielo pieno di linfa trasparente, i vortici abbandonano i custodi, dissodano atmosfere spumeggianti. Seduti nell involucro consumano pasti leggeri, laria nutre, dispone gli organi nelle vallate assolate, la luce immerge gli involucri nel silenzio dei nativi. Il cammino infrange la strada, frammenti umani saturano la brezza, il mare asciuga il suo corso, la notte ora giunge imperiosa, la luna sommerge, polvere abbagliante massaggia le montagne trasparenti, pronte per dischiudersi in una flora non viva, troppo intensa per fiorire tra i ghiacciai rosati. Le ombre saltano fra gli scogli rumorosi.

Petto- Luci sfiorano linterno del petto, completano il respiro, si lanciano tra le chiome, continuano il volteggio oltre la luce stessa, si addensano in movimenti inesistenti. Le foglie morbide, carnose, si uniscono alle membra, corpo dopo corpo le sorgenti costituiscono i canali, avvolgono, uniscono le luci, tracciano nuove terre dai cuori esplosivi. La tensione indolenzisce le braccia, svuota i colori, congiunge il pulsare dei cuori, il visibile cede, un forte odore di sabbia bagnata ingoia le stelle, un oceano silenzioso lambisce il petto.

Nel golfo- Un oceano benefico immerge i polmoni, le braccia, il petto, la visione emergente, la sabbia luccica nel petto, le onde immense tingono gli alberi liquidi, intrisi di vento, di amore, loceano si ritira nelle radici, labbraccio sprofonda fra le anche, il bacino immobile collassa oltre il fondo, loceano si ritira nelle narici, limmagine corre, si alterna tra le fonti, brilla oltre il muro, distilla gocce salate unte di clorofilla, la sabbia tinge lacrime notturne, i flutti intessono lorizzonte, freme lattenzione, nessun testimone. Mi alzo fra le tue braccia, pressato da un petto piumoso, lo sguardo interrompe la luce, dirige oltre il cuore. Nel golfo galleggiano i tronchi trascinati dalla corrente fluviale. Chiazze di corteccia filtrano le acque, la 48

visione assorbe la trasformazione, la palude a ridosso del golfo attrae il legname decomposto, innumerevoli tracce accolgono la vita, conducono lentusiasmo oltre gli scogli incrostati di sale, il caldo inonda le mani, afferra lesistenza di una giornata, cambia lora della mietitura. La corrente placa ogni fremito, il guscio solare conduce il fluido nel collo, limmersione si conclude, la testa emerge, sfiora le acque del golfo, estasi elettronica precede lapparire del volto, i fiori notturni abbagliano, il cuore scioglie i legami. Una scimmia barcolla, lerba la sorregge, le stelle la sollevano, le correnti lambiscono leco di un gesto. La notte ripete il suo inverno, tracce di siepi sulla riva del golfo, un manto di nebbia pressa lalba il cui sorgere dischiude il passato, racchiude lesplosione nutrita dalla presenza, il cielo in fiamme ripete i suoi canti, raccoglie linvisibile, cessa ogni timore.

Dimore- La siccit invernale riveste il cuore di ghiaccio nutriente, lo afferra, accarezza, possiede le colline nellintimo, prende il colore della diga, profondit animate sollevano il tempo, si depositano lontano dagli organi. Sdraiati nel gelo, la luce priva di impulsi erompe dal petto, invade il golfo, lo riscalda, lacqua fluttua a mezzaria si lancia nella polvere, col vento, vicina alle mani , unisce la tempesta, ora la casa schiacciata dalla furia, la tensione dellargento solca gli impulsi, un vortice sorge nel concentrarsi del lago, il golfo contrae le correnti, il vento ora accarezza le posture improvvisate, la dimora si squama, accoglie linvito, ognuno esce dal gelo, rimuove il manto del golfo, un solco nel nulla. La natura scivola fra le crepe del cielo, ritagli di visioni, lembi di pelle intense, il respiro convoglia in una via di ossa, poi scalda nei tendini, la terra matura lestate, il giorno dellentrata, i colori rigano linvolucro, anime per un attimo, il luogo si compone a tratti, impronte dellamore scuotono vaste regioni, un trasporto attivo di umori, linterno di radici dense di fiori, lo scorrere in uno spazio, oceano da sempre,.

Affluire- Luce velata, freme nellunione. Presa, aria compatta, incuria del vento, lo slancio cede, non pretende, continua. Affluisce nella grotta, inondazioni fertili, maree nutrienti. La terra comprime i suoi frutti, gli involucri gonfiano il mare, lascolto sindebolisce. La corrente scorre sotto la sabbia, altera il peso, galleggia oltre lesistenza. Volgersi nelle proprie membra, esaudire lattesa, appoggiarsi oltre il sensibile.

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Avvolgere- Il sole brucia, lentamente arde le vallate, le mani affondano la lava nelle vesti, sapore di calce nellaria, gocce di rugiada dormienti, riposo. Le lucertole si arrotolano nelle siepi, il canto dei loro sogni precipita nella foresta, appena un incontro preme laria, liguana osserva svanire il mondo. Lapparizione invade, genera il suo cosmo, gli appelli lo richiamano, un continuo denso flusso nutre i suoi organi, gemono germogli consapevoli. Il tuono incalza nellinvisibile, ritorna, riprende il fluire della tempesta sui fianchi della scogliera, le reti tentano una preghiera, adesso un semplice gesto pone fine al tormento. Il sole si consuma nella spiaggia deserta. I battiti del vento precedono la stella, movimenti appropriati esauriscono lagire. Il cuore affonda lentamente, tra i fiori, nel silenzio, il ritorno assorbe, avvolge.

Felci- Gli organi scivolano nel fondo del bacino, solo i polmoni fioriscono, splendidi, trasudano emissioni, mostrano labbra, le felci assorbono la mente, mandrie bovine mangiano le luci, i fianchi dischiudono ghiacciai animaleschi, tensioni celestiali si muovono. Una pelle leggera avvolge i germogli nascenti, le correnti indugiano fra le onde, le spingono nella pioggia estiva, il loro impulso spezza il fieno secco. Lacquitrino ospita libellule inquiete, il ronzio penetra, innalza, evapora. Il nido di ossa ruota lentamente. Un caldo liquame nutre la fonte, suoni, odori, refoli di vita, crepitano fra le onde del giorno, lieve bacio solare sgretola il cuore, adagia, illumina inascoltato. La nebbia leviga il manto terroso, scaglie di roccia appesantiscono il nido, la rotazione muta la nascita, il cuore si fuso nellemozione incolore. Le foglie vibrano indolenti, respiri si uniscono alla sorgente del lago, le fonti richiamano la presa del ventre ossuto, un canale di aria impetuosa attiva il pomeriggio lagunare, la terra si avvolge in unimplosione schiumosa, le ultime tracce rigano la battigia.

Lemuri- Il sudore si accumula, fatica solare riprende la via, colore interiore si predispone al lancio, riccioli di sauro colmano la selva, il liquame scorre nella foresta, il terreno si alimenta in profondit inumane. Le radiazione strappano la mente dai luoghi abituali, colmo di detriti il cuore pulsa, pace recondita frange la vista, visione incauta si spegne, aggirare il vortice, poi erompe nellascesa. Il vento solleva la spiaggia, radica la presenza nel disfacimento, anime lacustri brillano vicine, scelgono , sanno, il petto implode oltre la concentrazione, al di l della profondit la dissoluzione sfalda ogni canale, gli oceani assorbono i propri canti, si depositano furtivi in un manto progressivo. La presa involontaria, una danza di legami 50

organici, improprie attitudini, lemuri rosati sorseggiano lucenti praterie. Ora la vita precede la visione.

Traspare- Il colore unisce i cieli. Gemme repentine si tuffano nella piena. Gli scogli specchiano le maree flagellanti, cumuli di sabbia diventano tori astrali, messe stellari si adagiano sui pianeti, lievi epidermidi contengono gli involucri nascenti, le gemme succhiano laria, insaziabili, concentrate. Dai rami gocciola gomma argentata, la pelle brilla, si frastaglia nella luce, ritagli di vita raggiungono il prato, la mente discende nel calore delle radici, i movimenti del petto si spingono oltre lorizzonte. I fiori trattengono le passioni, stupiscono i tuoni nellintricata boscaglia, ai bordi del fiume si ammassano gli animali, le risposte emergono nel magma ossuto. Rettili delicati cancellano il pascolo, accolgono volentieri i ventri bovini, osservano il dettaglio sprofondare il cuore, lampi furtivi erompono dai loro corpi diventati trasparenti. Nelle praterie bagnate le farfalle centrano traettorie evanescenti, i sassi sono avvolti da vapori primaverili, croste di terra scaldano gli scogli, grumi di cibo seccano al sole, la mandria si estingue, leclissi la cancella, gli animali riposano negli involucri gemmati. Le isole oggi sono visibili. Reti di lava essiccata le innalzano, morbide, tenaci, torrenti dinsetti sciamano nei loro tronchi imperfetti, conchiglie vibranti masticano, cantano. Le risaie coprono le isole, brezze vellutate passeggiano sulla fanghiglia umida, volatili precoci si sollevano oltre la visione. La presenza delle vallate trascina le isole in vortici impercettibili, il peso non cede, il suolo afferra il peso, lo dirige con amore nel centro del suo ventre. Sopra il cielo, si dischiudono le piantagioni, colano i semi fin dentro le risaie, onde invisibili uniscono le piante ai propri germogli, lestate tocca le isole, il rimorso scompare. Presenze sottili affollano laria, loceano giunge ad unire le isole, il vento arretra, si riposa fra gli occhi degli animali, le isole son costituite di vapori, i venti li mutano, i cuori li emettono, le mani li evocano, la mente li cancella, il cuore ne fa parte, lassenza li contiene e li emette, il tremore segnala il calore della vita, lazione delle foglie, il bruciare dei fiori, il corpo si diss ecca sugli scogli emersi con il protrarsi della siccit, le mani ottengono il contatto ma non la visione, il pomeriggio ritorna col suo fragore assordante, le membra si adagiano nella corsa pressata da una tenerezza ignota, nellacquitrino un anfibio si tuffa oltre il fondo, strappa linvolucro, inghiotte le gemme, perde i desideri, traspare nellamore, si disfa del vento, si lascia distrarre dalle onde della tempesta.

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Stupore- Laria scivola, frivola al contatto ride nel mezzo della notte. Suoni rompono il ronzio, gli insetti dellalba saltano nellorizzonte, lo spazio si deforma, le comete afferrano lombra del sole. La rotta del vento sincanala fra i tuberi primaverili, la terra in superficie ancora umida, le mani lafferrano, con volutt, poi solle vano il vecchio leone, donano. Oltre la pace il ghiaccio invoca e ottiene il sole. Luminosa, irresponsabile, brilla nelle radici. Il fiume ringhia in un baratro vorticoso, il corpo lo accoglie in una sfera lucente, il cuore drappeggia la tempesta con baci umidi, festosi, larrivo dei ghiacci ricompone la processione. Scende, procede, vola nel senso inverso, accolto nelle profondit senza consistenza, lascia impronte oltre il contatto, la luce si sposta, contrae il suo dominio, torna nel luogo al di sopra del cuore da cui fuoriuscita. La corrente si scompone, ogni fremito si libera, impulsi indipendenti affollano la pioggia, un immenso organismo affonda nellinesistente, Il passaggio si apre, precede le gambe, allarga il visibile, semplice, ti ama. Una vesta di squame riveste il cielo, labbra frangono il fremito del mare, stupore.

Coltri tenaci- Lacqua risolve lenigma, prosegue il canale, edifica le giunture. Il canale di fango varca la scogliera, assorbe le membra del golfo, mastica il suolo, le testuggini riflettono il brusio, tepore autunnale offusca limbrunire, la brezza ritorna nel flusso dellacqua, polmoni lacustri palpitano frenetici, generano esseri custoditi nella luce pluviale. Le presenza si espandono delle terme naturali, vapori di metano avvolgono gli sguardi incompiuti, involucri nascenti mormorano, eseguono esercizi per trasmigrare nella invisibile pressione. Zolle di terra aderiscono ai polmoni, attenzioni concentriche affondano nel magma, le spalle brulicano di pulsazioni orientabili, febbre di passione ramifica il perimetro della macchia, rovi adulti affondano nel mare, sospingono il vento dentro capillari evanescenti, una flora mobile, priva di luogo, discende fra le onde, flutti di limo tracciano il futuro, assorbono campi luminosi, incrostati dalle maree. Lazione si espande ben oltre lagire, il velo del cuore si esaurisce, il liquido appare improvviso, preludio del manifestarsi, del fiorire nel nulla, irrisolto nel tempo. La neve preme sui fianchi. La corsa si fonde col gelo, i cani sciolgono la barriera, corallo lunare rende fertile linesistente, coltri di erba mobile galleggiano fra le galassie, sostengono lagire delle presenza, assorbono le visioni col respiro del ventre, il suono delle mani in un abbraccio tenace. 52

Arrossire- Sospinti dalle ombre si rivolgono al nascere, intesi i suoni di un coro primaverile, la nascita compressa fra ali veloci, gli animali assorbono clorofilla precoce, il canto diventa una strada stellare, lembi di corpi si uniscono nellamore, organismi intrattabili eseguono laltrui presenza. Oltre lagire vive il presente non visto, argine quotidiano al tumulto dei nascituri, gli slanci retrattili dei viventi nel golfo scelgono le destinazioni, colgono il dissolversi della brezza, erompono nelle fioriture delle siepi giganti nutrite dallaurora, visibili dal petto ora dischiuso nel vento. I petali ghiacciati arrossiscono allalba, in un remoto frangente si ritirano nel cuore, estendono le siepi fra le pieghe della scogliera.

Fuochi- Colori solari, caldo sottile interiore, fianchi veloci ruotano il piano, pianeta levigato da meridiani imperiosi, toccarsi nelle fonti, grumi di umidit propizia insiste, fremiti di fantasmi palpitano nella prateria, il sole raccoglie i suoi fuochi, lambisce le mani notturne unite nel piegarsi oltre il pianto, gioia ramificata percorre il ventre, dissoda cuori, polmoni, fiorisce, emette le maree, cado nel bosco, certo dellaccoglienza. Il pomeriggio preme nelle ossa, spinge lagire lontano, si perd e nella tundra gelida, accolgo pietre nutrimento del focolare. Le braccia trattengono la spinta dellinvisibile, il canto improvviso ruota senza suonare, accenni di volti.

Pace- Seduti distesi, fra le onde, bagniasciuga schiumante, sassi amichevoli, luci filiformi addensate nelle carni, sale marino vaporizzato nei polmoni, estate perenne scivola nelle correnti, freddo amorevole solleva laria, cavalca i venti emanati dalle colline ondose, oceani fioriti ammassano cuori, capelli si ritraggono con le maree, nella fanghiglia marina la vita dura attimi, io con loro. Riposto tra i frangenti pulsanti, al di sotto di epidermidi trasparenti, ossa cristalline flessuose, giunge sullaltipiano lo scroscio dei tempi, alberi, rovi, muschi parzialmente gelati, legami di pace stringono il cielo in un pianto, piove nei corpi, calici di petunie saggiano le prime ombre, seduti nella ghiaia, il torrente dirada la vita. Il fieno primaverile festeggia il passaggio, lumache argentate trasudano nella nebbia, mani urbane chinano profili arborei, risate stremano lattesa, si allarga oltre il suono, oltre lunione un nuovo sorriso desta. La chioma dei lecci sorseggia lorizzonte. Giunge il volo dei pascoli celati tra i venti. Semplici passi concentrano 53

latto. Limmagine coagula tracce di esistenze, risalita veloce nei polmoni pulsanti, mani cancellano, traggono il contatto nel profondo, toccano il cielo.

Sfaldare- Seguo il mio sangue fino alla sua scomparsa, insieme concentrati in gocce di clorofilla, tratti dalla luce nelloceano dormiente contenuto nel golfo animato dalle correnti. Nel movimento il corpo si disciolto lontano dal suo perimetro, la corrente la sua stessa concentrazione, giunge nella profondit, in un calore senza pressione, infine ogni presenza si dilegua, ricompone uninsolita fermezza, lincontro si ripete, le mani cedono allamore, le presenze congedano la luce, il torrente invernale non fa alcuno sforzo per accogliere i baci. Lungo la strada altre animazioni svelano la propria semplicit Lunione collassa fra onde dirompenti, un intrico lagunare schiude nuova acqua per la veglia marina. Le nebbie mobili ritornano nei polmoni, si prolungano altrove i contatti, la presenza si diffonde, nessuna voce, solo suoni reticolari. Insieme non siamo umani, il percorso precede il tempo, la strada discende bruscamente, estate torrida, accogliente, sincera. Il sospiro notturna allieta la metamorfosi, scintille stellari sfaldano le forme, anche la sabbia disperde il suo seme, poche emozioni resistono nel golfo, vortici immobili precedono le parole.

Inondazione- Le mani liberano la vita, ignorano i confini, rimuovono perimetri. Solchi di luce riempiono di correnti, le vette delle montagne uniscono i cieli, ovunque il respiro si attarda nellascolto, gambe ripiegate nella sabbia, il corpo perde se stesso. Nel frutteto indugia la fioritura invernale, anelli di pietre rotolano fra le onde, lesto il ghiaccio inonda la terra, cibo per linvisibile, evocazione incauta, spinte sommesse rialzano il velo, epidermide ventosa leviga, il limite cede, accoglienza ripetuta, il mare inonda i sassi, frange la crosta fangosa, indurita. La spiaggia si ritrae, congeda lesistenza. Il cuore si espone, improvvido ascolto, la nudit preme, gonfia, schianto di persiane nella tempesta. Eppure il sudore inonda la pelle, riga il sedile, pomeriggio torrido estivo, presenza immutata, un cono daria conduce nel centro, quelle pietre fiorite nel mare invernale, scagliate dal vento oltre i legni del frutteto, uva ghiacciata, Il contatto non genera immagini, loceano tace, dilegua, il cuore concentra sommesso. Il vento travolge se stesso, lancia urla di pace fra i rami del frutteto, trascina le anime nei vortici, le solleva, solo allora loceano sprofonda nel mare, univoco, e steso. E appena accennato, lembi di emozioni fraseggiano nei germogli, le cavit aspirano 54

il sangue, capillari evaporano. Le stagioni si consumano a vicenda, bisogna far presto, prima o poi il canto ceder.

Aderire- Il silenzio vivo. Coagula presenze in aperture eterne. I fiori si appoggiano fra lembi di foglie. La vista fluisce immersi nella foresta, deserto rigoglioso, tempesta inerte lascia che loceano la frastagli, con amore aderisca agli scogli pulsanti. Vivono prima di manifestare amori attoniti, fuori dal suono, spiaggia brillante di plancton. Alcuni solchi baciano il lago, le serpi attraversano la laguna, morbide nel tempo, occhi arrossati dal tramonto riflettono fra le squame lucide. Il fondale dei cuori emerge nel nulla.

Unioni- Risplende, illumina salendo, crea mentre appare, incontra, fiorisce, accorre dischiudendo il ventre, il petto, la gola, poi fiocca ovunque qualcosa di troppo luminoso per essere ancora luce, aderisce, solleva, libera, canta, annulla ogni azione. Procede . Le superfici tremano sospese nei venti ascensionali, oltre le valli lo stesso mare si condensa in oceano e poi viene innalzato da respiri inumani, unione insignificante sempre possibile, sempre presente. Fra le costole la pace, fonte continua priva di direzione diffusa sino allunione impossibile. Il cuore si allontana, la sua presenza diventa pi intensa. Fuori dal corpo lanimazione fluisce, mani intense, colme dimpulsi si assorbono in slanci visibili solo dal cuore, allinterno tutto si sgretola in una gioia inconcepibile. Le montagne ondeggiano, dissolvono la propria epidermide stellare, estranee ad ogni incontro avvolgono ed espandono, sono presenze non pi contenute dalla luce, erompono nella libert, si trasformano, trasformano.

Fragore- Linsolito fragore risveglia la prateria. Lalba cala fredda, sconvolta da lampi aguzzi, venti oceanici, urla. La spiaggia raccoglie i richiami, assorbe nel petto le tempeste, conduce, dissolve , annulla la vita intera. Lamore diventa presente, dispone di tensioni, energia, sembra privo di qualit tanto scorre impetuoso, definito, distante. Il giorno procede, le aggressioni si sommano, la pace di casa fra queste siepi, al limite del porto, i piegamenti ripetuti hanno deformato lo spazio, la nebbia non fuoriesce, il calore decide le sue vie, sceglie quelle inanimate. Nel porto enormi blocchi di ghiaccio attraccano, affondano il vento, mutano lo sguardo instabile, privano le valli di una scelta invernale. Il turbine di sabbia ricostituisce la sua 55

spiaggia, il ghiaccio muta in silicio impalpabile, la baia si riempie di praterie alluvionali, il cielo risale il volto, il respiro assorbe il corpo, lo slancio abbandona la gioia, limpegno dischiude i fiori finali, il passaggio liquido, rimane una via ricca di pozzanghere fluviali nei pressi della foresta nascente. Lo stagno colmo di clorofilla, molteplici soli vi affondano, si uniscono in un fondale evanescente, il respiro si fonde al dischiudersi del petto, il fragore trova la sua composizione, concentra lesistente oltre ogni azione, molto deciso, non esiste.

Mattino- Scintille popolano le prime nebbie invernali, lerba evapora nel cielo, gli animali nuotano nelle profondit del pianeta, le rocce spingono loceano nelle valli carnose. I tendini della schiena vibrano di leggerezza primaverile, la pelle riflette luci ipnotiche, il mattino giunge fra le pieghe dei volti, condensa fredda riga gli occhi, il cibo scivola direttamente nella fonte colma di spiriti fluorescenti, pacifici. Lo sguardo viene sopraffatto dalla concentrazione, le manifestazioni scompongono gli esseri, lindipendenza appare innaturale fin quando il tuono la ricompone nei canali vorticanti, il movimento penetra il movimento, infrange le proprie onde sulla spiaggia, le alghe respirano , assorbono, distaccano il tempo, introducono nuove sementi, liberano dalla procreazione. Le mani si tuffano nel frumento primaverile, appena tagliato, le nubi, compatte, rafforzano lolfatto, le radici del pascolo assorbono il cuore, lento scorre lumore nel petto, il cuore trattiene , poi dissipa, immerge lo spazio in un fragore di ossa, trova la vita in ci che non appare.

Domani- Le gemme ricoperte dalla pioggia sono gonfie di anime pulsanti pietre, corpi cavernosi legati al cuore, percorsi da canali avvinghiati nelle mani trasparenti. Il lago prende il suo posto, immerge gli organi densi di gemme nella melma vitale, strisce di epidermide scivolano sulla roccia, entrano nel piede, ricostruiscono il percorso di una vita, saldano lunione con altri cuori. Un cosmo senza ossa, piegato nel suo collo, digerito dal ventre interno, sensibile alle stelle, rigoroso nellamarti, deciso nel manifestare il mutamento lontano, fracassato nei lembi di un ghiacciaio andino disperso nel deserto, perch lamore brilli senza laiuto dellimmaginazione. La corrente trema nella salita, frastaglia le rocce , i detriti rigonfiano i corpi al momento della loro nascita, lucide apparizioni donano un istinto prensile, il manto erboso, tinge i polmoni di praterie, la lava si unisce alla corsa, la trasparenza cela nomi e immagini, nel vago delle mani riflette la mente, ritorna la presa dei baci, ruota lanima nel midollo delle ossa e con quello ogni decisione esplode liberamente, 56

aria mattiniera, arresto improvviso, comparsa inesistente lo spazio il nuovo cibo, ingoio. I lati delloceano moltiplicano, cancellano, aprono la quiete, una luce priva dorigine digerisce la manifestazione, il tessuto precoce installa passione, la vicinanza del calore genera le mani, le tue mani cadono, si solleva il vuoto, infinito viaggiare nella calma , la passione degenera in un vento privo di contatto, pressione dello guardo condensa presenze, improvvise epidermidi radono al suolo cosmi evanescenti, il gesto abbozza un nuovo mattino, la luna ricopre il fondo, lanima pensa la resto. La presenza ripete la presenza, tensioni squilibrate deformano il golfo, accade anche a un cane , ora si ferisce perch il falco resiste, cede ogni aspetto, luci crollano, allo spegnersi del sole emerge la luminosit impetuosa nellinspirare, il fiato condensa il volo oltre la vita, non distrarre le cascate, imprevedibili transiti cerchiati da abbozzi di preghiere. Il cane ritorna nella sua casa prima di nascere, ogni nemico affonda nel suo pelo, lombra del giorno non lo illumina, il sole non lo mangia, il sole cede, il cane si tuffa nellacqua profonda, diventa una mangusta affollata di gemme pietrose. Gli elefanti si accucciano nel lago, , tornano nel cammino incrostati di alghe e sabbia marcia, lodore dellaffetto attira il nulla, si svuota ogni presenza, il fiume galleggia da solo, ultima presenza nemmeno luce circonda, fermo nel domani, amare.

Indeterminato- Strie animate galleggiano nella visione, entrano nella vallata, hanno radici nel cielo, il cuore spinge, imprime la sua andatura, rimuove ostacoli invisibili, colma il lago di certezze impalpabili. Il vento ritorna nel petto, insieme agli alberi esce nei vortici immobili, luci distaccano lesistenza dai tronchi pluviali, lembi di cortecce emotive si accumulano nel paesaggio bitumoso, lunione dei fiori nella mente e dei fiori svuotati scorre libera, incondizionata. Il sorriso scivola fra le dita, la testa cerca il contatto, lo trova indeterminato, morbide presenze avvolgenti arruffano le superfici, risuona il precipizio colmo di correnti, vasto liquido denso di passioni inumane, animali intrisi di clorofilla grondano sul pianeta piogge inattive. Loceano compare privo della propria causa, vuoto dintenzioni, onde compresse in organismo libero dal proprio essere, il cielo irrora la spiaggia di violette, odore di salmastro sboccia fra i ghiacci metallici, strati del cosmo risolvono lattrito in una muta concentrazione, appare e scompare. Nudo nel vento liquido sopraffatto dalla vitalit dei canali inspirare altrove, libert

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Occhi- La visione viva, rilassa i cuori, pulsazioni affluiscono in flotti bronchiali, il suono erompe dalle trachee, fiorisce nellaria emergente, i vapori rassodano nuvole invernali, la bruma del mare compone le scogliere mobili, lo slancio copre il peso delle membra, lastuzia affonda nellamore. La visione molte fonti, ora piovono ovunque, prese amichevoli comprimono gli spazi, sentieri naturali induriscono le colline, i bacini dischiudono progressioni vorticanti, la luce ricopre un intenso operare, riduce il rumore, lincertezza assorbe, umori concentrici donano grazia , il vento incalza, risale i fiumi, risale le stelle, risale la visione, comprime il respiro, la visione trama nellamore sospesa in una rugiada invisibile, lerba riposa negli abbracci invernali. Il vuoto del petto sospinto nella tempesta mattiniera, il calore illusorio di mani evanescenti spande un contatto proveniente dal vuoto, la tempesta muta le sue vie, aderisce alla foresta stipata di rocce brillanti, prive di altezza. Il passo morbido del vento di nuovo sospinge il petto in una sorda pressione, delicata certezza dello sfaldarsi della scogliera, memoria dispersa nel volo degli stormi, non sono alberi ma i rami assorbono lapparire, lesistente fluttua, un incontro pomeridiano. La foresta popolata di luci fra loro unite, rami, radici sono luci viventi, lacqua luce, luce anche il vento, il suono luminoso fiocca sulle vallate innevate, il freddo lucente si adagia sulloceano di luce, la luminosit si concentra lontano dalla visione, la giornata si avvia, nelle vene pulsa la foresta, suoni ripetuti orientano il respiro, il volo una strada vivente, fiumi di oceani risalgono fra gli occhi socchiusi, mani afferrano, la vita brilla in una calma lacustre, abbracci inanimati.

Presagio- Mostra il volto sommerso dalla luce, il vento solleva immagini ardenti, il corpo nel respiro ritrova lazione, afferra le mani, si posa senza contatto, le pulsazioni diurne formano germogli arborei, il cuore dona immagini di pace, la campagna estende la nebbia, passi decisi dirigono alla fonte, lacqua simmerge nel canto delle conifere, laria drappeggia percorsi invisibili fra le pieghe dello spazio, si manifesta il silenzio nellapertura del petto. Il calore ripercorre il tempo, fraseggia memorie perdute, lungo il crinale si dissolve nel volere del giorno. Restano alcuni animali nella valle sconquassata dai tuoni. Un tunnel primaverile bagna i loro piedi, cibo stellare si depone nei grembi, nelle arterie appare pi dun canale fluente altrove. Le presenze attivano i passaggi, accorrono le menti, dispongono la nuova semenza, ripartiscono in scintille le inondazioni dei cuori. Il presagio si manifesta nella vita, circonda la foresta con pressioni custodite nei cieli, si ottiene la pace, il cammino sostiene le spinte, il vento contiene esseri, li intrattiene nella primavera mentre gli oceani conducono la fine. 58

Progressione- Abbraccio. Mani consumate dalla luce. Giorno si abbatte con frastuono sulla scogliera. Ventoso, corpi rarefatti immergono nei cieli, flussi respinti orbitano nei cuori, negli sguardi contemplazione frenetica. Le correnti hanno scelto. Incredulo della profondit , epidermide densa di gemme fascia il canale, infinito, squamoso, aderente al nulla, vuoto nelle tensioni, cuore di stella ritmato in pezzi, ora cadono radenti al cielo, notte dopo notte, lo sguardo ancora persiste, incredulo, non afferra niente per s, il corpo coglie unanima, astuto nello spingersi oltre, accol to da moti impercettibili,. Canali ventosi ascendono nel cielo, la compagnia cessa, trema lorizzonte, la vicinanza diventa un unico contatto, tensione indescrivibile, ruscelli armonici rigano le rocce, incuranti del deserto generano praterie, foreste, ghiacciai, la neve splende sopra la sabbia infuocata, le animazioni ruotano senza tempo, prendono a cuore le manifestazioni delle nature, le pelli scorono cercandosi, il ritorno delloceano alla mattina, nebbia gelata fra le onde del fiume, alla foce, estuario boscoso bagna il cielo dai cuori umidi. Sali rocciosi scolpiscono gli animali gestanti. Sabbia vivente si espande , copre lo spazio, trasporta i pianeti in ununione doceani, il petto inspira con un solo movimento, la visione assorbe la sterminata distesa di sabbia salata e umida, branchie pulsano nel freddo lunare, le mani comprimono in una sola cavit, la progressione avanza, moti inversi, fremiti senza forma stringono in nuovi legami, espressioni inanimate sulla pelle mentre svanisce. La terra ondeggia nella pace della palude, la luce si manifesta nelle visoni animate dallafa estiva, si lavora, sudore e amore. Procede immobile nasce senza apparire, vicino, concentrato, libero.

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PERSISTENZA

Nel suono Nel suono si scioglie il colore delle intenzioni. Le mani accorrono, avvolgono in pulviscolo di comete i nostri sorrisi, tanti cuori vengono allineati lungo i crateri, il ghiaccio, emozionato, le anima, io mi inginocchio e fletto, riconosco il vento mentre mi strappa via il dolore. Il sole incombe sui nostri volti, azioni si prodigano, reti innescano flotti di ripetizioni, membra scivolano furtive, il fuoco resta immoto, scruta locchio, attende. Poi tutto cessa di apparire, altro scorre, ingloba , sono avvinghiato ad una zolla daria, fame del tuo manto, terra del mio sangue. Le correnti recuperano la propria lunghezza, nella loro profondit si accumulano dinamiche creature, momenti di emozioni quasi impercettibili come la stessa vita. Le mie qualit si sciolgono, resta una brezza leggera, una fortunata espansione.

Saccheggiatori Essere naturale vuol dire vivere la natura, ovvero non vivere se stessi. Il se steso umano vive saccheggiando la natura, il saccheggio, la prepotenza, la supponenza, sono la natura umana. In effetti la natura prevede anche il proprio saccheggio, una sorta di concessione tautologica al demiurgo che tenta di cancellare se stesso, invano, poich cancellarsi il suo atto creativo. Riecheggiano strani messaggi qualsiasi cosa tu faccia sarei sempre e solo una parte della natura. Quindi perch mai darsi tanta pena e non lanciarsi al saccheggio della natura stessa? La differenza sta proprio l, se lasciar agire la propria natura saccheggiatrice, il che un atto naturale, o lasciar agire la natura incuranti delle pretese della propria natura. Nessun umano pu affrontare una simile scelta. Per tutti le cose vanno come col cibo: uno attratto dalla intensit in cui riconosce una fonte di vita. Accettarsi di farsi mangiare dalla natura poich in tale accettazione, negli atti o non atti che essa implichi, siano contenuti infiniti tesori di intensit, un qualcosa che ha a che fare con un forte interesse verso la percezione, verso promettenti correnti di emozioni dirette molto lontano dal cuore saccheggiatore tipicamente umano. Pi una scelta impegnativa, tanto meno essa sar cieca e istintiva, una illuminante percezione si sostituisce alla scelta, lo scegliere viene abbandonato come fosse un attrezzo vecchio da lasciar usare 60

ai saccheggiatori. Alla fine ci si imbatte nel cuore bisbigliante, con discrezione, che anche il prepotente saccheggiatore una natura a cui bisogna lasciar fare il proprio corso La Natura galleggia nel non spazio ove c posto per tutti. Non siamo che atti, non frammenti, ma atti precisi, non produttori di materia, ogni atto un destino. Se il destino viene compreso la libert sopraggiunge. Gli atti cominciano a precorrere i tempi, i gesti sembrano smuovere interi cosmi, immersi nel piccolo si scopre limmensit, ma solo un attimo, non si tratta di gioco. Pioggia- Improvvisa la pioggia riprende a scorrere, lungo il fiato del cuore solca il ritmo, sonoro, slancio intenso, genera un presente polimorfo, intessuto di liquida, aggraziata freschezza. Prende a fluire nelle rotule, ammorbidisce la pietra, flette laria nella fonte del cuore, affonda il tuffo nelle mani prive di tensione. Il cuore scivola nelle pozze colme di rugiada, il vapore dei lampi gocciola fra le vertebre, osservare il buio mentre si illumina senza assumere alcun corpo, veloce nel seguire il suono, questo suono scioglie le correnti, la loro pioggia ricade nelle cavit assetate, si schiudono, fluttuano alberi con rapide foglie, quiete. Il mare scorre nelle carni, nelle ossa, ovunque io stringa. Chiome vegetali, ombrose tiepide, assolate damore, sono carne cangiante, il sangue acqua delicata, poi tortuose serpentine di pioggia, liquidi tracciati, nel corpo, ovunque esso sia, altro si manifesta. A pi riprese piove nel respiro, intonano abbracci erbosi-

Percezione intensa- Per il se stesso, lego, molto provocatoria lesistenza, chiaramente percepita, di una vita estremamente intensa ma del tutto priva di conoscenza. La vita in cui si entra al di fuori della realt ordinaria, non fornisce notizie utili allego. In tale situazione lego viene pressoch estromesso da qualsiasi responsabilit, decisione e ruolo circa la vita in corso, pur, lego stesso, continuando ad esistere. In questa vita intensissima c poco da fare per lego, a parte starsene tranquillo da una parte. La vita della percezione intensa non appartiene a nessuno, non possiede un centro, pu essere vissuta solo direttamente, senza lausilio della individualit. Lentamente, o non lentamente, lintensit rivela se stessa, ovvero vive. In una sorta di progressiva manifestazione si viene anche a chiarire il rapporto fra lego e la vita estremamente intensa, rapporto che esula dalla comprensione dellego. Lego percepisce solo quello che pu influenzare in qualche modo, in particolare lego comprende esclusivamente il suo stesso modo di influenzare, non la natura stessa di ci che esso influenza. Lintensit estrema cui ci si riferisce non pu essere influenzata, se si cerca di influenzarla essa scompare del tutto. 61

Riunione Non posso immaginare la tua presenza lungo le montagne periferiche, sempre tremanti, emettenti soli condensati di lampi, notti maculate intorno al lago, pioggia innevata pronta a tutto. Le notti non viste, si scioglie ogni movimento, corpo dopo corpo, la nudit non compete lo sguardo. Il cielo si condensa nelle pieghe , rendendolo un corpo pieno di movimento, quindi scorre e nutre ogni torrente. Raccolgo nebbia palpitante, premo il petto , lo tendo in una fune intessuta daria. Una fioritura intrattiene la polvere a mezzaria, si scompongono le decisioni, continua a fiorire stabile in modo imprevisto, ore di attesa inesistenti. Si distende dissolve, solamente strani alberi accompagnano, ruotano nelle strade chiomate, aria ventosa coglie ogni cenno, funi daria si accompagnano alla fioritura, pressioni viventi compongono le mani, le portano via, riorientano nel canto. Non ci si dovrebbe fermare, rocce costituite di stratificazioni di cieli, magmi di fiori evanescenti, nebbie ghiacciate di gioia originano aria vento, oceani , cavit nascenti. Il tuo amore mi accompagner sempre, fermo , legato lontano dal tempo, quasi ti riconosco, ripeti i nomi, scindi la valle precipitosa fino a calpestare la ghiaia, umida, salata, quante volte ancora. Prendimi, dopo ogni torsione, durante il rollio delle costole, fluire, strappare, posare, liberare il peso, non indietreggiare, osservare pi intensamente del chiedere, frastornati insieme in un amore tenace. Lintenzione si scioglie, condensarsi nel gelo di una mattina non attesa, luci inaspettate, non una, miliardi di miliardi di luci pi rapide e intense della luce stessa. Lungo la corteccia del cielo si piegano le ombre, luminosit irregolari si piegano dietro orizzonti decomposti da modi emergenti, tumultuosi, precipitosi, nientaltro che luci sc omposte da luci, lampi di intensit, donare nella nebbia densa, fiorita, riuniti nei cuori-

Normalit Le pareti si aprono. Scaglie di salsedine variopinta tracciano solchi affollati di vita. Griglie di orizzonti sopraggiungono innumerevoli ed immensi, precipitano il loro entusiasmo nelle scintille degli oceani risalenti, luoghi improvvisi vengono illuminati, organismi intensi diventano fiori evanescenti. Levanescenza scorre, nellapparenza si frastaglia in indefinite proposte vitali, ad ognuna trova un turbine come sede, arriva un lampo ad ingoiare tutto, lascia nel proprio amore un nuovo segno, una fonte 62

preceduta dalla propria generazione. Dunque ci si riassorbe in pace, scorrendo nellombra, quasi di nascosto alla vita quotidiana. Quel che esula dalle proprie decisioni entra nel flusso apparente, riassorbendosi, scomponendosi, lasciandosi dietro scie dentusiasmo. Ci che mantenuto in vita dalla propria od altrui volont, torreggia immoto, forse rallentato, in attesa di mutamenti. Un certo tipo di agire, spesso automatico, crea lillusoria credenza dell esistenza di una realt, percezione, nascosta, staccata, oscurata. Agire molto frequente nella propria quotidianit, il mondo creato dallumano, mondo di cose e simboli, un mondo basato sullagire, un agire che continua ad essere rinnovato da volont automatiche. Dove non compare lagire, il riassorbimento, nella sua incredibile complessit, appare. Appaiono intensissime manifestazioni di vita disgregate e disgreganti rispetto alla vita condizionata dallagire. In un certo senso le energie diventano salutari solo quando portano il sistema creato dallagire alla disgregazione, ovvero lo conducono in ambienti ove lEsistenza compone il senso , lintelligenza, la sensibilit, non il proprio volere. Si diventa Esistenza perdendo i propri voleri. Ci che appare nella normalit profondamente condizionato nella propria fisicit dal volere profondo che lo percepisce e agisce. Cessato quel volere, ci che si , comincia a scorrere come animato da una propria e indipendente vita. Il volere profondo non si oppone a nulla se viene equilibrato o arrestato. Torrenti ricolmi di entusiastica vita trascinano con s gli orizzonti che vengono mischiati e rifluiti nello scintillio di impulsi irripetibili. Riequilibrare la volont, lego, linvolucro, favorisce il manifestarsi della percezione di intensit talmente profonde e autocreatrici che rispetto alle intensit vissute nella normalit possono anche essere dette destabilizzanti, pericolose, folli.

Presenza Le scintille organiche cadono ovunque, fioccano, avvolgono le tempeste col loro amore. Nuvole di densit variabile pulsano nei corpi, li sparpagliano e flettono nelle correnti che scorrono in se stesse. I canali si formano in lenti passaggi fra i quali gli orizzonti saltano e risuonano, disturbano, edificano lagune assorte nellalba. I canali dimenano strade argute, frugano e trovano menti dislocate , formano nature, cedono il passo a ci che scorre, nessuno vuole il diritto del creatore. Si placa sulla riva lamore di una giornata, la riva ha assorbito i vortici degli universi, un emozione freme, nuove tensioni appaiono decise, quella decisione non complicit, non fantasia. Le mani si avvolgono in strani licheni, flotti di correnti si scambiano le intensit, i colori, corone di suoni ruotano, trasportano, risalgono, si allungano in 63

vallate sterminate dove risuona un assenza-presenza sconcertante. Nei miei occhi il tuo amore. Tecnica impossibile Se mai si potesse affermare lesistenza di una tecnica di sviluppo della percezione profonda, e non lo si pu n lo si deve affermare, si potrebbe dire che nella Percezione lequilibrio una sorta di ambiente amorevole a cui si percettivamente capaci di accedere; amorevolezza implicherebbe che nessuna manifestazione, energia, emozione, reclamerebbe , in quellambiente, un ruolo speciale , ogni entit evento saprebbe, vorrebbe, limitarsi ad esistere esclusivamente per quel che poich solamente attraverso quel limite potrebbe accedere ad una esistenza davvero intensa e sensata, in cui i propri limiti e la propria esistenza dotata di singolarit sarebbero esistenti e non attive allo stesso tempo.

Scomposizione Le cascate-esplosioni torrenziali di luci ovunque risalenti e discendenti si compattano a formare le entit e le entit, a loro volta, si scompattano, disgregano in modo del tutto naturale, in quelle torrenziali esplosioni di altre vite, a loro volta le altre vite cessano di manifestarsi dissolvendosi in intensit incredibili, le intensit incredibili si condensano nelle entit dotate di identit e in qualsiasi altra manifestazione, le quali, a loro volta si dissolvono in intensit cos eccessive da risultare invisibili nella quotidianit. Le immagini, i colori, i suoni in cui identifichiamo lesistenza, mutano negli orizzonti brulicanti di venti implosi, la mutazione viene per preceduta dalla manifestazione stessa di quegli orizzonti per cui, in realt, non si ha mutazione se non nella narrazione. Nella realt le entit esistenti, gli orizzonti, il dissolversi in indistinta intensit sono coincidenti e non identiche. Non interessante essere particolarmente poetici e versati nel raccontare la percezione dellapparente passaggio dalla percezione normale a quella della dissolvenza graduale delle forme identitarie e lapparizione della dissolvenza-riassorbimento, urgente dire che questi tipi di percezione, di vite, di esistenze, sono effettivamente vivibili e molto pi sensatamente reali della vita quotidiana. Lurgenza dovuta al fatto che la vita quotidiana densamente affollata da apparizioni che conservano in modo eccessivo le forme della quotidianit, rendendole persistenti lungo tutto larco della vita. In realt la vita quotidiana dovrebbe essere ugualmente affollata da percezioni di dislocamento della stessa in altre intensit, forme, suoni, sempre pi scevre da caratterizzazioni individualistiche. Si cessa di associare al mutamento di una intensit 64

la credenza del sorgere di una nuova identit. I mutamenti avvengono senza che agisca alcuna soggetto, quindi quel che muta resta indefinito e al tempo stesso estremamente definito nellintensit. I mutamenti non vengono percepiti di per se stessi e neanche in un insieme di mutamenti generali. I mutamenti sono lapparire contemporaneo del riassorbimento-dissolvenza e della soggettivit. In pratica la presenza della scomposizione palese della realt quotidiana sta a indicare il sopraggiungere della cessazione di qualsiasi desiderio di aspirare a una esistenza reale., scomporsi significa andare, o gi esservi, oltre il possibile, ben oltre qualsiasi realt o non realt. Non accedere alla percezione della scomposizione durante il corso della vita quotidiana un fenomeno naturale, continuamente rafforzato dalle indubbie umane dipendenze dai meccanismi del cibo, del respiro, dallesistenza del ciclo nascita-vita-morte. In ogni caso tutto prima o poi si scompone, arricchendosi di comprensione, emozione, intelligenza, ma impoverendosi di individualit, di personalit. Volo I lampi sbocciano dal petto, lo avvolgono, lo intessono d intensit crescenti. Una fonte vegetale circonda la corrente lampeggiante, io, inginocchiato, vedo serpeggiare strisce vitali dentro il mio corpo e da qui dirigersi allesterno, lentamente mutare. Ora appare. Inconsistente, vola insieme, frana frastagliato sopra zolle erbose, bottoni di rugiada luccicante si dirigono in ordini sovrapposti, chiamano conchiglie di vapori, si riassorbono nelle correnti successive, vive ed inesistenti come non mai. La figura accovacciata si nutre di luce, osserva la pelle volare, gli occhi ritornano nel branco di bisonti dacqua, lente carezze mi appoggiano negli oceani desertici. La fonte intessuta delle mie costole, sorseggio i vapori delle gemme, ci baciamo. Rientro nel petto, non pi mio, ben cotto. Cieli Turchesi Luci ombratili solcano velocissime la membrana pulsante. Onde leggere plasmano per un attimo le praterie. A perdita docchi sestende il volo, energia gelatinosa avvolge il sentimento. Nelle ginocchia cola il primo sorriso. Le spalle si avvolgono di vapori sfumati, nel passaggio sciolgono, brusii sopraggiungono, contaminano. Altre menti riposano nelle ossa, sparpagliano note variopinte negli arcobaleni intestinali, fluttuano, si dirigono nel tracciare montagne marine che aspirano stelle. La traettoria dei gesti sembra precisa, riposo nel palmo della mano, sorrisi in qualche luogo, mangiato dalle luci, mutato dalle vegetazioni, terra per un attimo. Le pressioni si avvicinano, sono io 65

che mi allontano, restano insieme, collaborano, nessuno presente, volatili inanimati precedono lagire, trecce paludose sono animate dal passaggio dellerba. Vestigia dinsetti concretizzano squarci di stellati, lo sguardo rapido dun cane indica la frattura dalla quale cola la fioriture di molteplici cuori, rilassati, in pace, impossibili nel calore. Un getto dacqua illumina il cervello, lo lima, lo rende agile, infine lo adagia nella corrente, ora pu solcare, membrana dopo membrana, i nodi, il sapore delle pelli, lattrito lo tien sveglio, lampi malfermi gemono per la sorpresa. Cuori multipli pompano laria, tracciano scie di cartilagine squamata, la respiro, pronto per altri slanci. Le mani osservano immobili, i cani trotterellano, avvinghiati a creature elettroniche, mordono laria, innaffiano del loro amore latmosfera sanguigna. Le spinte si arruffano nei vortici. Nitide nel congiungersi attendono il risveglio, dimostrano presenze insospettate, nel ghiaccio solare attendono i propri tuoni. Nel canto delle mani si annida la presa. Si schiude il passato pressato da uninsolita decisione, luci turchesi decidono, abbracciano. Aggregatori Gli aggregatori scorrono incessantemente ovunque. Non possibile non affrontare linterazione che gli aggregatori inducono poich gli aggregatori sono la stessa funzione creatrice e distruttrice di ogni individualit. Non esiste, per essere corretti, alcuna creazione e distruzione, esistono manifestazioni che si svolgono per nostra volont, nonostante la nostra volont, indipendentemente dalla nostra volont. In ogni caso lazione degli aggregatori apporta mutamenti, nuove manifestazioni. Gli aggregatori non sono entit particolari ma lindividualit stessa un aggregatrice, qualsiasi entit unaggregatrice. Essere aggregatore una funzione in quanto si tratta di unattivit che viene svolta da unentit, precisamente per aggregatore si intende una entit che induce unaltra entit a reagire mutando il proprio modo di manifestarsi, ovvero cambiando la propria condizione emozionale-fisiologica. Gli aggregatori sono tutti gli esseri che mangiano, poich mangiando alterano profondamente la manifestazione dellessere di cui si nutrono, aggregatori sono anche i suoni -che sono entit dotate di vita propria-. E pure tutte le condizioni ambientali visibili e invisibili che inducono altri esseri a mutare significativamente la propria attivit in un dato momento. Le identit svolgono una potente funzione di aggregazione verso se stesse mediante i propri pensieri, immaginazioni, desideri, emozioni, bisogni. I pensieri, le immaginazioni, le emozioni, bisogni e desideri sono entit separate dalla identit anche se lego-identit, fintanto che si lascia assorbire esclusivamente dallagire identitario, non pu riconoscerne lindipendenza. Si tratta di entit particolari che si attivano esclusivamente se stimolate dallidentit. In mancanza di tale attivazione esse non agiscono. Ci non vuol dire che riconoscendo il 66

modo di agire della funzione identitaria ci si pu liberare dai bisogni, dai pensieri e dalle emozioni. Ci si libera esclusivamente dai bisogni, emozioni, ecc. che conducono a rafforzare, alimentare la funzione identitaria. Le altre funzioni relative ai bisogni, emozioni, continuano ad avvenire. E molto interessante poter vivere stati emozionali non orientati in senso identitario, ma poterlo fare non una scelta, un processo naturale. Come esseri umani siamo costantemente avviluppati da entit il cui modo di interagire con noi stessi conduce a reazioni identitarie inevitabili. Se si riesce a cogliere prontamente lo svilupparsi dellidentit possibile non esserne dominati bisogna essere ben presenti alla vastit del processo percettivo che pu essere identitario e, al tempo stesso, dissolvente-riassorbente. Gli aggregatori possono indurre manifestazioni non identitarie, e questo modo di agire conduce naturalmente e inevitabilmente al riassorbimento. Gli aggregatori di identit in qualche modo si nutrono tramite linterazione con gli ego-identit con cui interagiscono e che creano. Questo nutrimento interagisce con loro in modo diverso a seconda del tipo di interazione effettivamente indotta. Di quale nutrimento abbia effettivamente bisogno un aggregatore identitario difficile dirlo. Un aggregatore identitario una condizione dellentit-vivente molto interattiva e non isolabile. I nostri stessi egoidentit sono densamente costituiti da una incredibile complessit di aggregatori identitari che interagiscono creando la nostra identit e quella dellambiente circostante. Quando si cominciano a percepire singolarmente gli aggregatori identitari spesso un nostro aggregatore che si sta sostituendo allego, lo stesso aggregatore pu svolgere una funzione aggregante su milioni di esseri diversi. Percepire un aggregatore identitario conduce a una visione, intelligenza, della percezione in cui lidentit viene rapidamente riconosciuta per non essere altro che un aggregato di aggregati che dispongono di forme di esistenza assolutamente anche non identitarie. Riconoscere la profondit estrema dellagire identitario umano un fatto estremamente sofisticato che non pu essere semplificato. La complessit dellessere identitario umano , a ragione, al di l della intelligenza dellessere umano stesso. Infatti per sottrarsi allassoluto condizionamento dellagire identitario e comprenderne le infinite sottigliezze bisogna essere diventati non umani, ovvero bisogna gi aver avuto accesso a quella strana cosa che la fisiologia indifferente allagire identitario. Non identit Gli aggregatori non interessati alla creazione dell ego-identit, producono per il semplice fatto di esistere, la scomposizioni di forme identitarie in parti indipendenti e correlate che agiscono senza produrre alcun centro. Ogni piccola minuta manifestazione scorre senza centrare su se stessa alcuna attrazione, la presenza che 67

esse manifestano rassomiglia alla visione di un paesaggio: la visione globale, nessun elemento singolo isolabile a meno di non decadere dalla visione del al paesaggio. Si tratta di manifestazioni che non vivono in alcun paesaggio, vivono , si manifestano tramite intensit che assumono anche laspetto di immagini e suoni ma possono anche essere intensit non dotate di alcuna forma. Gli aggregatori non interessati alla identit possono essere loro stessi entit non identitarie, non dotate di ego, come possono essere identit dotate di ego, di un ego molto particolare, un ego a forte intensit relazionale capace di utilizzare intensi campi emozionali generanti manifestazioni in cui lego non solo non appare, ma ne viene percepita la dissolvenza. La percezione della dissolvenza dellego un momento fondamentale nel riequilibrio dellego e dellintero involucro. Molte entit hanno bisogno di interagire con altre entit per accedere loro stesse al dissolvimento della propria identit e al riequilibrio del proprio ego-involucro. Daltra parte nessuna entit esiste in una condizione reale di autonomia, la reale condizione delle entit lo stato indefinibile del riassorbimento. Dire che le entit siano tutte connesse non un errore ma piuttosto banale. Le entit non solo sono connesse ma non esistono in modo indipendente poich si manifestano al di fuori e al di l di qualsiasi successione temporale. Non esiste un insieme in cui inserire le entit, per lo meno non esiste abbastanza a lungo da poter dire che esista realmente. Esiste realmente solo se inteso come comodit narrativo. Perdere e percepire la perdita dellagire identitario implica laccesso a manifestazioni pi intense e veloci del solito, pi appaganti in qualche modo, ma solo se sono libere di scorrere e non diventare memoria. Inoltre, accedendo al riequilibrio dellego, si comincia a percepire fin dove si spinge la interconnessione delle entit nella creazione delle identit. Le identit che si decompongono si rivelano essere di solito delle multi-identit multi-stratificate e ogni strato identitario pu svolgere allo stesso tempo la funzione di entit priva di ego-identit. Da questa breve narrazione scaturisce una visione dellego-identit cos complessa, articolata e mutante da sfuggire a una semplice rappresentazione fisiologica riferibile ad alcuni chakra. In realt ogni identit pu fungere da chakra, centri di attivit, per altre identit. Non esistono vere e proprie susumme poich la fisiologia del riassorbimento prevede solo una indefinibile materia emozionale vivente totopotente che svolge tutti i ruoli, senza differenziarsi, anche se cos pu sembrare. Equilibrio non umano Lequilibrio, ovvero la non universalizzazione di alcuna attivit, un agire-non-agire che va ben oltre il proprio se stesso, tramite lequilibrio si ha a che fare con il percepibile non limitato da alcuna entit. Le entit in ogni caso ci sono ed agiscono riorientando qualsiasi percezione, ricostituendo i se stessi delle entit in modo del 68

tutto automatico e naturale, universalizzano. Lagire-non-agire dellequilibrio in qualche modo integra la continua assunzione di nuovi limiti-automatici senza creare nuove opposizioni, ci che, invece, le identit-ego-se-stessi normalmente fanno. Le opposizioni si concretizzano in azioni dellego-identit, o meglio in reazioni. Lequilibrio non ha a che fare con il se stesso n con linvolucro, lequilibrio ci proietta immediatamente in una dimensione di non identit, di percezione attiva dellagire identitario ma di non reazione con lagire identitario stesso. Ci che impossibile definire lestensione dellagire identitario poich tale agire si propaga automaticamente creando infinite manifestazioni che erroneamente vengono scisse fra proprie, altrui, fantasiose. Questa scissione gi una azione-reazione dellego che scindendo lagire identitario in realt lo riduce e non ne vede leffettiva estensione, quindi, infine, non riconoscendolo, non pu affrontarlo correttamente. La reazione dellego costruisce una nuova azione identitaria intrinsecamente limitata nella sua percezione. Lagire identitario, inteso come tendenza macroscopica presente in natura, non ha una identit legata ad alcun ego, in effetti lego di quellagire la reazione che in natura si ha a quellagire identitario stesso sotto forma di sterminata generazione di forme desistenza identitarie. Tramite lagire identitario si animano i fenomeni che vengono chiamati entit, unentit che vive quellagire senza generare nuove entit una entit equilibrata, ma questo lo sa solo lei. Le entit identitarie si espandono , come dire, generano, reagendo a se stesse. Quando lagire identitario ha potentemente luogo in ci che viene percepito come il proprio se stesso, involucro, bisogna lasciarlo agire, lasciare che lazione identitaria agisca e reagisca a se stessa fin a che non cessi di farlo. E sorprendente vedere fin dove lazione reazione identitaria pu estendersi. In questa estensione lazione reazione identitaria pu sembrare del tutto coincidente col proprio ego che di fatto le fornisce energia ed emozioni. Si tratta di una sorta di tempesta emozionale da far passare, non da evitare o, peggio, analizzarla come sintomo di una nevrosi. Lattivit creativa dellagire identitario cessa e ricomincia in modo naturale, questo fa parte dellequilibrio, Se le emozioni che quellagire generano nel proprio s non vengono alimentate in modo profondo, esse generano reazioni del tutto illusorie che cessano senza provocare alcuna conseguenza. Bisogna sempre non illudersi con la credenza che ostacolare lagire identitario sia possibile, tale agire scorre potente e inarrestabile, ostacolarlo vuol dire farne parte in modo duraturo ed estremamente attivo, lasciare che esso agisca su di se inevitabile e pu essere molto istruttivo anche se talvolta doloroso, e se si capaci di lasciar che limpeto emozionale di quellagire si esaurisca da solo si comincia ad accedere a qualcosa di simile allequilibrio, non il proprio equilibrio che non esiste, ma lequilibrio presente in 69

natura, almeno nella natura che viviamo come umani, anche se quellequilibrio non rassomiglia proprio a niente di umano. Liquido Milioni di cuori pulsano fra le cascate intensive, primule tremano sotto la pelle, flotti di luci risalgono, si appoggiano accarezzando il ventre,il sole guarda, nutre stormi di cadenti, si addensa e ruota, smaglia la vita delle pareti carnose, suoni e ancora suoni. Uno strano ingombro si avvicina, vorrebbe parlare, non potendo sfonda le pareti, si ciba di quel che trova, non per piacere, non per amore, ma perch lacerato dal dolore di una separazione irrecuperabile. Il cibo non manca, si autogenera nella fucina, la fonte vibra in un lago raddensatosi nel proprio riflesso, lalbero si appoggia su se stesso, fiorisce nella vista del cielo, ghiacciato per lentusiasmo, respiro , finalmente ininterrotto. Il cibo fluisce, loro si nutrono, ricominciano a circolare urtando nei canali, sconquassati, alla fine divorati loro stessi. Sorge un altro giorno, lalba degli stomaci terrestri si interrompe un attimo prima del sorgere, si scioglie sorgendo, evapora, multicolore, felice di essudare in fiori gravati da bianche chiome, terminare, ricomporre, la reazione non tarder il fremito. Lo slancio si placa nei tendini, compatti si inseriscono nella corsa, le cadute frantumano per attimi le caviglie e niente va evitato. Rialzarsi, cogliere un tessuto daria, volare sullerba, appoggiarsi nel calore della rugiada quasi ghiacciata. Il canto si compone di esplosioni fiorite e di prati appena accennati, il piede li sfiora, le mani affondano altrove, si decide di non temere lincubo appena giunto, che abbia la sua vittoria. Non una regola, neanche amore. Semplicemente lagire di un respiro che si placa per sempre, nellimpossibile gelatina dellalba artica. E incredibile fino che punto tutto sia vivo e fino a che punto quella vita non sia mai come uno se laspetta. Non si pu contemplare il vuoto e giudicarti, ti abbraccio, mi accogli e mi dimentico. Una unica faccia ancora compare, fugace bagliore, poi i tessuti dischiudono i loro segreti, mi adagio, in unapparente attesa, qualcosa mi divora lenergia scioglie le gambe, nuovi canali tentacolari si tuffano nella chioma della tempesta di gioia. Nel canale scorre un liquido denso, lo fisso mentre quello mi esplode in tutte le direzioni, con dolcezza, lasciandomi colare, goccia dopo goccia, fra le montagne deserte, altissime. Il freddo gi arrivato, si nutre della luce, in quella luce si specchia il denso liquido. Il canale intanto diventato un cuore duna stella, orbita fra pori microscopici, traccia il cielo, dirige il flusso del liquido. Io guardo il liquido che guarda limpossibile e vi sprofondo, aggrappato al liquido ancora mantengo una 70

morbidezza fluida, filtro tra i pulviscoli emozionali, da tempo infinito non sono pi io. Nel liquido i luoghi non cessano di riprodursi, canto da entrambi le parte, quasi fosse troppo tardi.

Ultima fila Mi trattieni pur volendo essere guidato lontano da qui. Cerchi un corpo e te lo do. Vuoi cibo, lascio il mio per te. Una lunghissima fila di affamati si stringe tuttintorno, trova nutrimento e va altrove, per risplendere, farsi trasportare, cessare. Ma qua tornano, si assiepano, rumoreggiano spesso, ma non sono i primi nella fila, anzi costituiscono lultima fila rimasta. Comunque un volto lo trovano, un tuono, della luce, un calore e una breve sosta nella preziosa laguna. I cuori irrisolti premono contro se stessi, restano sommersi , aggrappati alla propria forma, con affetto decidono di precipitare. Il nulla si erge e fa tremare il loro ritorno, mi chiedono di narrarlo cos da comprendere la forma. Il sole scivola via mentre graffio la pietra. Lombra capisce, abbaia furtiva, decide , scaturisce un gesto, qualcuno decide che sia un tratto invisibile. Eppure la terra schizzata ovunque.. Riposo, domani, se vogliono, ripasseranno.

Ora Solare. Sole scomposto, mani, restare, fluire, animare il vento, morbido, accarezzare, il colore del corpo mentre svanisce, gli occhi respirano e illuminano, amarti, osservare il cuore brillare, moltiplicare nel tuo silenzio, accorrere, risalire i passi, condurre fra ombre, disporsi, baciare mentre tutto sfugge, respirare allincontrario, ondularsi nella mareggiata, prenderti nella pelle, nessuna unione da sfuggire. Unirsi alla natura, piegarsi fra le rocce, cancellarsi con la sabbia, luccicare fuori dallattesa, rinominarsi, dentro il mare affidarsi alla vita, fuori, nelle colline, animali rigano le guance, densa schiuma scuote, ero gi l prima desserci. Ora.

Separazione La percezione pu essere vista come un modo, una forma, di integrazione con lambiente, tenendo presente che lintegrazione fra lassenza di identit e lambiente genera la percezione propriamente detta. Questultima percezione assorbe la percezione dellego che si vive come essere separato dallambiente e lambiente 71

stesso visto come ente separato. Ci che ne scaturisce qualcosa che marginalmente ha anche a che fare con lego e lambiente visto come ente separato ma che per lo pi si trova altrove che nella separazione. La percezione che genera la separazione genera anche un ambiente che sembra drasticamente separato dallego, tale ambiente dispone di una certa naturale opposizione e aggressivit verso lego. Lambiente prodotto dalla percezione separatrice per sua stessa natura attivamente operante nellostacolare il fluire delle percezioni non-separatrici, tale operazione consiste nella produzione di immagini, suoni, emozioni, stimoli fisici, mentali di dimensioni microscopiche, quasi completamente scollegati da qualsiasi contesto vitale. Lo stesso ego pu essere identificato in questultima descrizione. Il segreto della percezione separatrice sta nella produzione di una realt che appare immensa e completamente separata nelle sue infinite parti. Ogni parte galleggia e vive staccata completamente dalle altre in una immensit che non pu essere vissuta in modo empatico. Ogni parte sta di fronte alle altre in modo attonito, intimorito, con un irrimediabile sentore di privazione, incapacit, inadeguatezza. Nonostante liperattivismo dellego-separazione, lego stesso vive immerso in una dinamica di correnti tensionali. Allinterno dellego quelle correnti si manifestano sotto forma di emozioni, visioni, sensorialit diffusa di difficile definizione. Le emozioni e la sensorialit diffusa rendono sopportabile lazione dellego, del resto entrambe sono il risultato della incessante azione separatrice egoica che tenta di modularle in base alle proprie esigenze. Tale modulazione non cos perfettamente chiusa e separante, se lo fosse lego semplicemente morirebbe poich si staccherebbe del tutto da correnti tensionali indispensabili per percepire leffetto vita. In effetti le emozioni, la sensorialit diffusa, le visioni, possono sfuggire alla determinazione dellego e ritrasformarsi in una sorta di canali tensionali su cui lego non pu agire. Quella trasformazione un processo naturale in cui prima o poi entra ogni essere vivente, in modo consapevole. In ogni caso lego non cessa la sua automatica produzione di realt separate e separanti dalle correnti tensionali. Questo un fatto cui in particolar modo in contesti urbani non si sfugge, e bisogna imparare a sopportare ed evitare il panico che insorge allinterno della gabbia mentale umana. In tale gabbia si sospinti dalla continua separazione operata dallego verso la ricerca di intensit emozionali purtroppo a loro volta generanti separazioni. Le intensit emozionali che non generano separazione sono difficili da riconoscere e accettare per le conseguenze che esse stesse implicano. Chi conosce bene lamore pu ben 72

intuire di cosa si stia parlando. Le correnti tensionali non riunificano le separazioni operate dallego poich quelle separazioni non esistono, quindi non esiste niente da unificare, o, altrimenti detto, unificare due separazioni vuol dire operare una nuova separazione. Le correnti tensionali non creano e non separano, si riassorbono e basta mentre si manifestano.

Correnti Si mosso. Risalgono spingendo in basso, lanciando verso l alto situato altrove, il vento distribuisce ovunque, isole pulsanti accorrono, il suono diventa luminoso. Il cuore tocca il suo vapore, diffonde gli ultimi tocchi, poi libera tutto, diffonde, comprende, si lancia fra le montagne, i rami del sole, brulicare di cascate intensive. Si apre pi volte, ci si condensa nella manifestazione. Orbite ritmate in ogni istante, ovunque. Labbraccio dura, respira.

Tensione, ancora Le tensioni sono canali dintensit come pure sono intensit diffusa come pure molti canali dintensit e intensit diffusa allo stesso tempo. I canali non sono lunico modo in cui ancora si percepisce il luogo dellintensit, quellintensit che pure una tensione non crea una definita percezione e una definita fisiologia anche se pu, la tensione, essere interpretata come una sorta di condizione fisiologica al limite della dissolvenza. Quando lego non vincola pi la percezione, cessa di esistere un solo ed unico luogo o complesso di organismi in cui qualcosa avviene. Si ha allo steso tempo la percezione e di canali dintensit e di correnti in espansione e di intensissima tensione diffusa. Si tratta di sottili forme del percepire al limite del riassorbimento, non bisogna legarsi ad esse come ad un essere definibile e conoscibile, la loro presenza acquista un senso non in queste parole ma se vissute insieme al riassorbimento. In senso stretto, quelle correnti, tensioni, sono altro dalla percezione stessa.

Inondazioni I germogli corrono, annusano laria ancora presente, filtrano lacqua, ansiosi del gelo. Scintille vegetali premono con insistenza, nutrono i fondali degli oceani, ottengono. Una fonte di calore transita velocemente, ragnatele gravitano, delicate, sugli 73

involucri. I suoni arrivano in anticipo, prendono i veli delle membrane, li scuotono, fin quando non si risvegliano i venti sopiti. Ritmi delicati brulicano nelle ossa, un pianeta dopo un altro germoglia, attimi impercettibili di abbracci afferrano, donano lamore necessario a una vita fugace. A volte il dolore il segnale atteso dai germogli, ne riconoscono le brezza, quindi agiscono, disvelano organi appena abbozzati, coprono le assenze con nuove fonti, dissipano ogni memoria. Nel profondo della terra un calore insospettato fa maturare le stagioni. Le stelle baciano le zolle, i fremiti sono i respiri, fin quando lacqua risuona di gioia. Fonti invisibili si attivano ovunque, il tempo non le disturba, irrigano levanescenza dei torrenti marini, delle esplosioni solitarie, immote. Aree prive di immaginazione inondano territori sommersi, rendono fertili gli impulsi, cantano frasi lampeggianti. Mareggiate Le luci non controllano pi la strada. Fiocchi fluorescenti colano, laria risale, gli alberi risplendono dei propri cuori. Lamore si espande, nessuna incertezza, mani sintrecciano. Il cuore si immerge in corone di luce, lascia il suo impulso, scompone il tatto, cuore dopo cuore si giunge nel lago. I fiori si mischiano alla vegetazione, tutto brilla. La sabbia assorbe. Sospesi nella nebbia mattutina, veli armonici, impassibili, di fronte ai tuoni, planano; mareggiata di lampi, alcune mani asciugano la palude appena ricomposta.

Domani Il sole mi prende vicino, riempie gli occhi di dolcezza, affronta il cuore ogni mattino, osserva le lacrime fermarsi. Solcando le onde del magma si produce nuovo tempo, privo di tempesta, denso di volatili nervosi. La pioggia si alza in volo, plana sulla pelle, fragili movimenti affossano, una colonna di luci vorticose si alza dagli occhi, si fonde col sole. Troppe tempeste squarciano le pelli. Osservare il pasto incompleto, abbandonato, fluttua sulle acque melmose. Dalla laguna si leva il vento, nel silenzio anima i branchi, ognuno si dirige e affonda nel punto prestabilito. Il cuore si salda con la testa, pulsa tuttintorno la felicit propria del magma, stormi di farfalle fioriscono sulle palpebre. Ho voluto aspettarti, ho trovato correnti amichevoli, davanti al cuore si fermato.

Velo 74

Le onde ripuliscono il velo dalla patina gelatinosa. Insistono le maree, trascinano correnti rotte, tentativi di ricomposizione, urgenza . Nei tessuti il vapore suda senza sosta, prende lo scorrere del fluido, lo dirige alluscita. Nel cadere sprigiona un immenso volume, imbriglia tuoni lampeggianti, rifrange il colore precedendo le tonalit. Si placa. Attimi di pressione intensificano la presa, coni di luce intermittenti si affacciano, rendono morbide le foglie. Il sole, loscurit, il vento, laria, denudano, definito in un seme tremante, rifletti, sfuggi veloce nel turbine di colori in formazione.

Alberi fluviali Gli alberi emettono rapida vita, il tempo cos fragile da essere appena un accenno, il tentativo damore appare debole, la consistenza del tuo petto un attimo, ora svanisce , ritorna una cascata di luce notturna, ricompone il canto, il ritmo ancora indugia con noi il desiderio di unirsi con lacqua scroscia nella mente, alberi fluviali sorvolano il corpo, un ombra instabile. Tuniche umide, rigogliose di fonti gentili, avvolgono la crescita, si avvicinano sulla superfice oleosa innumerevoli presenze. Si seguono tracce, rilasciano strie di vita, brillano lungamente, scambiano natura, mutano lessere, raggiungono, si fanno trascinare lontano, senza mai allontanarsi da qui. Gli alberi fluviali affondano nei soli, anticipano i corpi.

Precedere Viaggiano su tremolii luccicanti, attimo di integrazione, intrisa della delicata energia floreale, il cuore si libera facilmente, si distanzia, precede. Il calore sorride, attende. TI ho cercato, nel vento, fra le costole, nel cavo del diaframma. Respiro, tranquillo, placato dalla ghiaia ai piedi degli alberi, mi hanno accettato, scavato nel petto, ti ho incontrato scendendo nellaria, mattina travolgente nel cielo, neve ovunque. Sembra il cielo dentro il quale vivo. Eppure si discioglie lentamente, passo dopo passo, friabile al tatto.

Respirazione Esistono almeno due tipologie di respirazioni, movimenti energetici, movimenti in senso stretto, fondamentali sul pianeta terra e nellessere umano. Il primo movimento-respirazione il movimento dellassorbire energia e del 75

disperderla riemettendola; questo il movimento respiratorio della corsa, delle intense attivit fisiche, di molti processi fisici e chimici non umani. Come movimento respiratorio esso ottimo per irraggiare lenergia che il respiro convoglia nelle profondit dellorganismo, nelle ossa, nel sistema nervoso. Il secondo movimento un movimento simile alla pressione: tramite il respiro e lazione muscolare si esercita pressione allinterno del corpo, tale energia-pressione modifica in modo estremamente benefico lintera struttura corporea, rendendola pi resistente, percettiva e flessibile e non ego-centrata. Anche nel sistema-pianeta tale energia-pressione lavora incessantemente stabilendo le strutture energetiche portanti della vita stessa, letteralmente crea nuovi organismi. La terra pu essere definita come il pianeta in cui la vita assume la forma dominante dellacqua. E tramite la possibilit di esercitare pressione sul sistema terra che lacqua ha potuto generare la vita e utilizzare i suoi molteplici movimenti simili alla respirazione stessa. In definitiva il movimento di assunzione ed emissione di intensit e il movimento di compressione dellintensit sono movimenti generatori di ambienti vitali. Una intensit capace di esercitare la propria azione su unaltra intensit diffondendosi al suo interno e modificandola in modo sostanziale, sulla terra e nel corpo umano si traduce in azione di pressione controllata verso linterno. La pressione si esercita sulla intensit del respiro e sulla circolazione del respiro. E fondamentale una grande cura e attenzione per la creazione-mantenimento di unottimale circolazione respiratoria, su cui esercitare la pressione.

Respiro Il fluido si propaga ancor prima. Contatti, fragilit acquose, dissetarsi nel cuore. Nel punto dequilibrio si spegne lintensit, cade lazione, la vita prende il sopravvento. I delicati contorni che tratteggiano la spiaggia affondano nel tuo sguardo, morbido braccio avvolge, ama, prende le correnti nel fluido, scioglie le mani in vortici di lumi burrascosi, gioviali. Le maree si incontrano, scorrono una lungo laltra, in parte si uniscono e mischiano, una pressione precisa si condensa dal loro contatto, trasuda nuova vita, stormi di creature si librano nei venti indecisi. Scintille nuotano lungo i solchi delle maree annodate, fronde ghiacciate si lasciano toccare e poi afferrano, tendono verso il cuore, offrono immagini come promesse e certezze. Vite torrenziali, vorticanti, si addensano, premono delicatamente allinterno di contatti estesi anche se appena percettibili. I contatti sono ondate impetuose allinterno della eterna laguna, notturna, sorridente, illuminata dallintensit dei cuori. Le ondate si generano dallinterno della laguna e moltiplicano le presenze desiderose di fremere, 76

appoggiarsi nei venti, disperdersi in traettorie rarefatte. I segreti sono svelati dal semplice apparire, la semplicit dellapparire brilla lungo il greto del fiume alla lba, brilla nei sottili percorsi luminosi che scorrono lungo le fronde schiumose dei salici. Con lapparire, la semplicit diventa limpercettibile presenza che ti precede e mi affonda nelle acque gonfie di aria in cui si avvolgono le mani, afferrate dalle tue, invisibili e presto dimenticate. Il ritmo della presenza abbraccia le visioni. Ovunque tu sia.

Reticolati Nella natura i reticolati di esistenza, di energia-intensit, sono diffusi interconnessi, continuamente modulati. I reticolati possono sembrare contemporaneamente spaziali, per via del loro apparente estendersi, o temporali, in quanto possono essere percepiti come forme di modulazione che durano- talvolta sono modulazioni istantanee. Ogni minima variazione dintensit crea una entit orientata nel senso di quella intensit. Di solito sono interi reticolati dintensit a creare con il loro semplice apparire ed esistere, miriadi di esseri orientati. Lorientamento di una entit responsabile dei comportamenti inevitabili ed automatici di quella entit. Lorientamento di una entit qualcosa di estremamente complesso poich ogni entit effettivamente interconnessa con ogni possibile intensit. Ogni interconnessione genera un orientamento, l entit non altro che lemergere degli orientamenti, il loro agire, il loro riassorbirsi. Spesso esiste quel che appare essere un orientamento principale, alcuni esempi di orientamento principale sono la tendenza a dover assumere alimenti, a dover respirare, sviluppare calore, a essere dotato di moto, ecc. Oltre agli orientamenti pi ovvi si possono manifestare, altri orientamenti insoliti, lo scorrere e incontrarsi e influenzarsi dei reticolati prima o poi si rende manifesto. Lapparire degli orientamenti ed il loro riconoscimento da parte di una qualche entit determina le interconnessioni che la stessa identit genera. Lentit pu anche non generare nuove interconnessioni ma indebolire, consumare, riassorbire quelle da cui composta. Lessere umano , relativamente alla percezione ordinaria quotidiana, una entit particolarmente orientata verso lesistenza allinterno di intensit deboli. Ci vuol dire che le emozioni le conosciamo nel loro aspetto intensivo fragile e delicato dei sentimenti, le nostre energie interiori sono estremamente deboli e necessitano, per la loro esistenza, di numerose connessioni intermedie fra se stesse e le intensit intensive quali sono quelle delle stelle e quelle di entit invisibili. Le intensit intermedie per lessere umano sono quelle che noi chiamiamo aria, ac qua, 77

terra, fuoco, vento. Tutto ci che, banalmente parlando va, in senso micro e macroscopico, oltre quelle cinque classiche entit, rappresenta una intensit eccessiva per la percezione umana ordinaria. Se la dinamica terrestre di quelle cinque entit viene alterata in modo estraneo alla dinamica terrestre, ovvero tramite limmissione o la sottrazione eccessiva di quelle cinque entit, la percezione umana non pu che soffrirne. Le nostre capacit di rappresentazione tramite immagini e suoni si muovono lungo i limiti della percezione umana di quegli elementi. Non esiste la capacit effettiva di rappresentare intensit non deboli come quelle invisibili poich non disponiamo di alcun reticolato in diretta connessione fra il nostro essere umano e quelle intensit. Uscendo al di fuori del reticolato umano si accede alle intensit e ai reticolati invisibili anche se chiaramente percepibili, ma poi ci manca la possibilit di comunicarle empaticamente, emozionalmente ai propri vicini umani. Uscire dal reticolato umano implica il risveglio del riassorbimento, quel risveglio muta lintera struttura del reticolato umano in modo profondo ma invisibile, in un modo che appartiene al dominio della pi completa soggettivit e del silenzio, in pratica non se ne pu parlare e, anzi, si deve diffidare di chiunque sostenga di aver acquisito qualcosa che lo rende migliore in virt di un presunto risveglio. Tutto ci che va oltre la percezione ordinaria, per esempio la struttura dellatomo, lesistenza dei microbi, la vita cellulare, lastrofisica, pu essere compreso correttamente solamente se vi si arriva percettivamente, attraverso le varie reti di entit che intercorrono tra la ordinaria dimensione umana e lordinaria dimensione di esistenza delle stelle, cellule, eccetera. Qualsiasi altro metodo di conoscenza delle dimensioni di esistenza al di l della percezione ordinaria umana che esuli dalla via percettiva un metodo conoscitivo vago, incompleto, fuorviante anche se pu fornire risultati spettacolari e potere. La terra, laria, il fuoco, il vento, se visti, percepiti non attraverso la percezione ordinaria umana, appaiono essere qualcosaltro che vento, terra, ecc.

Secondo ritorno Il calore inonda il petto, affonda nel cuore, rami affusolati sollevano il volo fra le scintille incolori, lumidit placa la speranza. La schiena sprofonda nel respiro, la tensione dellaria guida nella risalita, poi nella corsa, un breve precipitare tinge lorizzonte, sfalda. Una quiete inumana, inodore, non vista, pulsa con intensit, evapora debolmente, nitida, costante.

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Ogni entit esercita automaticamente, per via della sua sofisticata articolazione, una pressione fra le sue parti. la modulazione di tale pressione che ne determina le caratteristiche materiche principali, quali la visibilit o linvisibilit, la liquidit, carnosit, legnosit. Quella modulazione non una pressione forte, facilmente misurabile, ma una lievissima forma di pressione dinamica, ovvero ogni parte della entit riceve dalle e trasmette alle altre parti delicate intensit di pressione. Esiste una vera e propria rete di pressioni interne alla entit che preesiste e conduce alla definizione delle parti stesse. Le intensit-elementi fondamentali di ogni entit emettono e ricevono naturalmente pressioni dinamiche con le quali integrano e si integrano in nuovi reticolati che spesso prendono laspetto di entit definite. Le intensit-elementi fondamentali sono molte cose assieme, sono assolutamente non concettualizzabili, se ne potrebbe dire di tutto e lincontrario senza sbagliarebasta tener presente che quelle intensit sono anche pressioni dinamiche, non sussiste la possibilit di trattare gli elementi come soggettivit che a un certo momento decidono di agire in un certo modo. I reticolati di pressione determinano la capacit di integrarsi con pi o meno facilit nella natura, pi quelle pressioni sonoforti, pi le entit appaiono alla percezione umana ordinaria sofisticate ed evolute, mentre in realt si tratta di entit che hanno grossissime difficolt ad integrarsi con i reticolati naturali. Via via che le entit sono capaci di dinamizzare e diminuire la pressione interna, in modo controintuitivo rispetto alla percezione umana ordinaria, si accresce la loro capacit di integrazione nella natura, aumenta la loro capacit di connettersi direttamente ad intensit forti ed invisibili. Il senso dellaumento di pressione interna che si pratica nello hatha yoga, se capito correttamente, serve proprio a modificare la propria pressione in vista di un pi naturale e integrato vivere percettivo.

Terzo ritorno Fra le luci dormienti il calore prende il petto, il sole scivola lungo le costole, si incanala nel ghiaccio, un liquido tremito giunge nelle mani. I venti rimontano lo spazio, si articolano nuove volont in molte direzioni, torrenti collassano in ogni piega, il freddo giunge dai polmoni, riscaldato, dilatato, altre membra si sono unite, membrane fluttuano, creano improvvise direzioni. Un atto irriconoscibile si composto e riassorbito, sulla riva della spiaggia invernale i prati si tuffano nella salsedine, il vento ghiacciato si asciuga sulla mia fronte, le carni inghiottono onde fiorenti, creature invisibili brillano pi delle stelle. Lalba piega la tettoia nel vento, manti di ombre si cibano di denso silenzio. Frusciano le strade volatili della bruma 79

mattutina, si ricopre di odori intimi il percorso della luce. Dopo il primo incontro gli eventi vengono preceduti. Lattenzione, concentrazione diffusa, pu affrontare, percepire, manifestazioni non vincolate alla individuazione, alla unicit, alla logica di causa-effetto. Quando le immagini sono troppo numerose per essere percepite singolarmente, i suoni e tutti gli altri stimoli giungono in modo eccessivamente numeroso per essere riconosciuti in qualche forma precisa; se si riesce a svincolarsi dalla necessit interiore, psicologica, del preciso riconoscimento di una qualche presenza, allora si pu eventualmente accedere alla percezione di una manifestazione non individualizzata, priva di soggetto, oggetto e, apparentemente anche di senso: la percezione resta comunque viva in tutta la sua intensit. Non si tratta in una percezione compiuta in s, si tratta di una percezione che resta aperta ed operante in molte altre direzioni, si tratta di una percezione dotata della capacit di fluire nel manifestarsi, estranea ad ogni utilizzo egoico. Quella percezione equilibria la struttura umana, tendendo a cessarne gli automatismi. Se poi quel percepire del manifestarsi non individualizzato esercita in modo costante il suo influsso riequilibrante, allora la struttura riequilibrata stimola a sua volta la costanza di quel percepire, la propria struttura comincia ad assumere percezioni e fisiologie che non le sono proprie nel senso dellego, piuttosto sono variabili manifestazioni del flusso del manifestarsi. Lego resta presente, i suoi automatismi sono una manifestazione ineludibile ma non vincolante. Quando i sensi ordinari non vengono univocamente collegati a un determinato stimolo, i reticolati di pressione di cui siamo composti e che scorrono ovunque e che sono lovunque, diventano pi presenti per la percezione, in particolare rivelano la loro ramificazione articolata di cui la propria struttura non che un episodio. Ramificarsi come reticolato di pressioni, vuol dire rivelare altre manifestazioni, altre entit, riassorbirsi. Come possa lapparente svilupparsi di reticolati di pressione condurre al riassorbimento percepibile solamente in un percepire non vincolato alla necessit di identificazione. Le micro-pressioni che costituiscono e sono il manifestarsi della natura e oltre, sono laspetto fisiologico delle intensit.

Dissipazione, pressione Le radici si aggrappano al sole, il calore del volto inonda le mani. Praticare solamente un tipo di pressione, ovvero praticare o solo yoga o solamente sport ( gli sports inducono lo scambio energetico di dissipazione verso lesterno) salutare solamente in parte. Lo yoga, se ben praticato elasticizza molto bene il corpo, 80

lo trasforma in qualcosa di potenzialmente molto percettivo. Eppure lo yoga non riesce a utilizzare il calore di transizione della pressione energetica che si sviluppa nella corsa o nel ciclismo. Quel calore apre altre reti di connessione cui lo yoga non ha accesso, in particolare a livello polmonare. Modificare la propria pressione in movimento nello spazio una cosa ignota allo yoga. Si pu anche velocizzare lesecuzione degli asana e provare svariate combinazioni fra movimento e respirazione, ma il tutto ha un impatto non naturale sul proprio sistema, normalmente non si fa che ottenere produzioni di energia-pressioni che non si riescono a dissiparsi rapidamente. Inoltre tramite lo yoga non si lavora sulla fusione fra le reti circolatorie di cui siamo composti ma sul loro rilassamento, rallentamento, separazione. Lequilibrio energetico-pressione derivante dallo yoga crea una separazione fra i propri componenti non esistente in natura (dagli effetti anche notevolmente autosuggestionanti) che aiuta a riconoscere e controllare il proprio ego automatico ma non aiuta a trasportare tali riconoscimenti e modificazioni in una naturalit quotidiana. Daltra parte dedicarsi solo al dissipamento energetico-pressione tramite sport sovraccarica il proprio sistema di fatiche, in realt di depositi di contro-pressioni di reazioni alle pressioni esercitate durante lo sport. Quelle contropressioni vanno eliminate, leliminazione di quelle pressioni un processo che trasforma ulteriormente il proprio sistema e non esiste niente di meglio che la lenta esecuzione degli asana per eliminare e trasformare quelle contropressioni. La stessa pressione interna esercitata dagli asana viene trasformata e utilizzata in modo corretto solamente se sottoposta alla pressione di dissipazione sportiva. Gli sport esercitano unazione estremamente profonda su tutti gli agenti circolatori del proprio sistema, e se non si tratta di sport praticati in modo stressante e intensivo, essi riescono a integrare le diverse reti circolatorie di cui siamo composti a un livello molto profondo, sconosciuto alle medicine e allo yoga stesso. Non bisogna scordarsi che lenergia esercitata su se stessi tramite pressione e lenergia usata su se stessi tramite dissipazione sono due processi naturali solamente se praticati entrambi, altrimenti sono processi curativi di cui bisogna tener presente anche gli aspetti potenzialmente nocivi.

Paradossi La luna scivola nella gelatina che lavvolge, bolle rapide si condensano nelle sembianze di spazi stellari, negli spazi invisibili una vita intensissima freme e sostiene quella visibile. Gli spazi invisibili si avviluppano a quelli visibili, li nutrono e ne sono nutriti, infine si condensano, escono dallo spazio. Luscita dallo spazio non 81

visibile nello spazio. Le intensit si condensano. Oltre una certa espansione niente di automatico esiste, anche se la sete mi spinge a cercare qualcosa. Il tempo la dilatazione di una intensit, il rallentamento di qualcosa che gi cessato, tutto comincia e finisce prima del nostro tempo. Il tempo e lo spazio sono trasparenti perch presenti solo nel passato, gli automatismi esistono solo nel passato, il futuro, quello vero, termina prima di cominciare. Oltre le intensit ci si imbatte nel quasi apparire. Il quasi-apparire non estatico n luminoso n meditativo, il quasi-apparire lo stato impossibile in cui il riassorbimento e le multiple realt ordinarie coincidono. Fin quando il riassorbimento appare come una forma estatica o allucinatoria o meditativa esso appartiene ancora al mondo delle realt ordinarie che via via si rarefanno. Quando le realt ordinarie cessano di rarefarsi e compaiono perdurando come fissate in un unico attimo e lapparente intensit del riassorbimento cessa di agire si finalmente usciti tanto dalla realt ordinaria che dallapparente riassorbimento. Lo stesso riassorbimento non altro che la forma in cui appare la realt ordinaria mentre le pressioni che la costituiscono cessano di operare. E una forma che oltre la percezione individualizzabile e tuttavia mantiene ancora aspetti reali anche se non ordinari. Quando nessuna pressione, pur agendo, compie modificazioni, le parole cessano del tutto, non esiste pi alcuna evocazione, alcun richiamo.

Distanze E interessante percepire come e quanto le distanze spaziali siano lespressione del gruppo di intensit-pressione che nella realt ordinaria ci plasma automaticamente. Le distanze sono ci che necessario alla percezione ordinaria per identificarci fra le innumerevoli altre entit dotate di intensit-pressione. Le distanze sono entit vive e apparentemente invisibili, ritenute di solito frutto di pura concettualit, eppure sono vive, dotate di corpi energetici estremamente articolati. Nella percezione ordinaria le distanze sono qualcosa di non vivente-esistente mentre linfinit degli esseri del cosmo costituiscono il vivente. Nella percezione non ordinaria le distanze sono entit viventi non spaziali. Nella percezione non ordinaria, la perdita della percezione di individualit non implica il non apparire di entit riconoscibili, implica lemergere di un nuovo percepire per il quale ogni minima energia, pressione o intensit fa parte di molteplici entit in un unico atto e non possibile limitare lestensione di alcuna entit n in una individualit n in un atto. Detto in termini normali mentre nella percezione ordinaria siamo esseri umani, viventi su un pianeta, vicino al sole, sparpagliati nel cosmo, nella percezione non ordinaria lessere umano, lessere sole, 82

pianeta e cosmo diventano attributi possono eventualmente anche di una sola entit. Le distanze che vengono percepite nellordinario costituiscono il manifestarsi di intensit-pressioni che delimitano un certo agire e da tale delimitazione scaturiscono le entit. Quelle intensit pressioni creano delle entit che per esistere necessitano sia di reciprocamente opporsi, isolarsi, escludersi, sia di attrarsi. Lattrazione e la repulsione possono essere descritti come una unica forma complessa di opposizione, o come una complessa forma di magnetismo cosmico, naturale. Di fatto, nella percezione ordinaria, lapparire delle entit imputabile allagire di un elaborato magnetismo cosmico che crea allinterno di un elaboratissimo processo di attrazione e repulsione le distanze e il tempo, i quali non sono altro che i nomi in cui vengono normalmente riassunte le infinite energie costituenti il magnetismo. Quando lazione magnetica delle intensit-pressione progressivamente cessa di agire, la percezione cambia completamente, essa non genera pi entit che si separano ma entit in progressiva apparente, in senso evocativo, fusione. Il progressivo estinguersi dellagire del magnetismo viene percepito spesso come unesperienza estatica, entusiasmante, mistica, ma quando il magnetismo cessa del tutto si cessa di percepire alcunch di estatico ed entusiasmante. Le realt ordinarie e quelle non ordinarie, vale a dire le molteplici intensit-pressioni, non si estinguono ma non agiscono, il magnetismo appare ma non agisce, o meglio lagire non provoca modificazioni neanche sullagire stesso. Tale condizione non ulteriormente descrivibile.

Altri paradossi La realt ordinaria, quella non ordinaria, il riassorbimento sono fusi fra di loro, non esiste niente che non sia tutte e tre quelle realt allo stesso momento. La realt ordinaria non potrebbe esistere senza le connessioni innumerevoli con la realt non ordinaria, entrambe sembrerebbero davvero reali se non fossero percepibili assieme al riassorbimento. Le percezioni sono spesso disseminate fra le varie realt, ovvero raramente esiste una percezione limitata ad una unica realt. Ordinario, non ordinario e riassorbimento, possono convivere e ritenerlo impossibile significa utilizzare criteri percettivi della logica ordinaria, tipicamente limitati e limitanti. La lucida compresenza delle tre fasi ( realt ordinaria, non ordinaria, riassorbimento) uno stato percettivo estremamente raro e interessante. La compresenza delle tre fasi vissuta normalmente in modo molto limitato e spesso inconsapevole, linconsapevolezza conduce inevitabilmente a sostituire la mancanza di percezione diretta con vaghe emozioni e logiche fumose. Si pu arrivare con una certa progressivit a forme di consapevolezza- percezione pi acute, ogni minimo aumento 83

della lucidit percettiva trasforma lapparire della percezione. Il significato del fondersi reciproco delle tre fasi che la percezione pi stabilmente acuta di una o pi fasi risveglia immediatamente la percezione delle altre o dellaltra che immediatamente rimodifica la percezione delle altre fasi. Non bisogna assolutamente diventare prigionieri delle parole: ordinario, non ordinario, riassorbimento, visibile, invisibile e molti altri termini non sono che evocazioni di percezioni impossibili da individuare in uniche forme e concetti. Forme e concetti non dicono nulla circa la natura della percezione vivente, ognuno responsabile delle proprie percezioni, ognuno gode della massima libert circa il percepire, non esistono guri della percezione. In particolare non possibile neanche immaginare una qualche purezza percettiva. La percezione attraversa tutto lesistente, lesistente un sofisticatissimo reticolato di percezioni di percezioni fra di loro modificantesi continuamente. Il riassorbimento si manifesta quando le percezioni avvengono senza modificare nulla e tuttavia mutano. Questa manifestazione completamente interlacciata a tutte le altre manifestazioni percepibili, le precede e sostiene. Il riassorbimento, in vari modi diversamente percepibili, presente in ogni manifestazione. Le variet e variabilit della percezione del riassorbimento sono completamente speculari alla variet e variabilit di qualsiasi altra percezione con la notevole particolarit che prima o poi, le variabilit e variet della percezione del riassorbimento cessano mentre il riassorbimento continua.

Impegno Non possibile separare la realt dalla percezione anche se in senso evocativo si pu dire che la percezione crei la realt. Come la percezione sia molte percezioni contemporaneamente e , soprattutto, come la percezione possa essere un illogico insieme di percezioni in parte visibili, in parte invisibili e in riassorbimento, cos la realt al tempo stesso sembra qualcosa di definito e oggettivo, qualcosa di privo di oggetto e soggetto, non misurabile, eppure esistente e in dissolvimento. Nessun processo naturale pu essere compreso in un unico ambito, ovvero niente in natura realmente oggettivo e misurabile, o privo di dimensioni e multicentrico o in esclusivo riassorbimento. Lerrore della scienza postulare lesistenza di leggi naturali misurabili, mentre la natura non sorretta da leggi e tanto meno la natura misurabile. Che la natura appaia alla percezione ordinaria come qualcosa che perduri in un modo approssimativamente stabile e prevedibile non che un effetto dellautomatismo funzionale del percepire umano. In realt la natura appare sorretta 84

da leggi solo in quanto intessuta di pressioni-intensit in parte trasformabili in oggettualit da parte dellego. La maggior parte delle intensit-pressioni sono invisibili per lego, eppure sono enti costituenti ed integranti la percezione-realt, inoltre se non fossero tutte le intensit pressioni in continuo riassorbimento, semplicemente non vi sarebbe percezione-esistenza. In maniera inesatta ma spettacolare si pu dire che la realt ordinaria si fonda su quella invisibile ed entrambe sono create dal riassorbimento che non agisce. Vivere in modo naturale vuol dire non affidarsi ad alcuna interpretazione della realt, lasciare che il percepire conduca il suo percorso fra le varie molteplici manifestazioni, non spaventarsi n eccitarsi troppo quando il susseguirsi delle manifestazioni avviene senza lagire di alcuna intensit, accettare di diventare quel che si diventa ogni qual volta percezione ed esistenza coincidono. Oltre la dualit e la non dualit si trova quel che si vive in silenzio, giorno dopo giorno , ora dopo ora, senza sforzo, ma con grandissimo impegno e, spesso, difficolt. Non esiste un modo privilegiato in cui percepire, non si particolarmente fortunati se si rapidamente capaci di percepire la profondit presente dietro il riassorbimento o la vastit dellesistenza non ego-centrata o multicentrica. Solamente quando le impressioni pi estreme che la percezione traccia nel proprio involucro si rilassano e cessano di diventare qualcosa di dominante e direzionale, le percezioni diventano autonome, nessuna emozione dellinvolucro agisce. In modo eccessivamente schematico si pu dire che esistano almeno due modi in cui lagire avviene: il primo modo di agire fornisce un unico orientamento alla volta dotato della capacit di mantenere stabile la percezione dellapparire di enti fra di loro separati. Il secondo modo di agire avviene senza che se ne percepisca un origine, una direzione e una conseguenza, eppure la realt continua ad apparire ma la profonda sensazione di sensatezza non viene dalla realt, la precede senza far nulla per precederla. Il secondo modo di agire estremamente pi attivo del primo anche se non fa niente per agire ed lunico modo di agire che permette di integrarsi con la natura indipendentemente da qualsiasi natura si tratti.

Nature Non esistono entit che non siano egocentriche. Il percepire dellego un agire dipendente dallego stesso, ovvero senza lesistenza dellego il percepire dellego non esisterebbe. Lego subordina lesistenza di qualsiasi altra entit alla propria, cos pure il percepire dellego stabilisce i modi in cui le entit 85

possano addirittura esistere ed apparire in relazione alla sensibilit dellego. Ci che appare come un disturbo rispetto allesistenza dellego, viene addirittura non ritenuto esistente, cancellato da qualsiasi possibilit di percezione e sensibilit. Una entit che non agisce in modo egoico, ovvero che non centra su se stessa il proprio percepire, in realt non pu nemmeno percepire la dimensione del se stesso. Essa esiste ma non come una entit, essa esiste come integrazione di intensit in pi reticolati contemporaneamente e con lo stesso riassorbimento. Quelle non-entit esistono a un livello di sofisticazione e sensibilit inimmaginabile per lego, esse sono tendenze del manifestarsi, sono una condizione dellapparire, ad un tempo diverse e indissociabili dalla particolare condizione della esistenza ordinaria, agiscono senza agire proprio come il riassorbimento. Oltre il percepire egoico impossibile indicare confini precisi e durevoli di qualsiasi entit per il semplice motivo che entit non egoiche non esistono. Si manifestano delle tendenze, delle condizioni dellapparire, quelle manifestazioni assorbono in s stesse ci che per lego ha il senso del percepire ma in realt quelle tendenze non percepiscono. Lequilibrio dei centri costitutivi dellinvolucro e dellego favorisce il cessare del percepire e il manifestarsi delle tendenze del manifestarsi non egoico. Non esistono leggi delle manifestazioni non egoiche poich quelle manifestazioni non contengono fenomeni, niente di centrico si muove. Noi conosciamo la natura nel suo apparire egocentrico ma lapparire egocentrico della natura non che un incompleto e parziale aspetto della natura stessa. La natura proprio una di quelle sofisticatissime interazioni-tendenze, per le quali il manifestarsi e lagire non agendo coincidono. Fra l ego e la natura non egoica non vi alcuna forma di opposizione, ma questa consapevolezza, manifestazione, difficile da comprendere allinterno della percezione egoica.

Primo apparire La percezione dellego e le tendenze del manifestarsi - che non sono ego e non percepiscono - non sono realt opposte e inconciliabili. Esse appaiono opposte allego il quale deve ridurre ogni manifestazione a un oggettualit delimitabile anche se molto complessa. Di conseguenza a quella opposizione le tendenze non sono percepibili dallego. Viceversa il manifestarsi delle tendenze permette infinite differenze e sfumature, addirittura lo stesso ego pu ancora apparire, anche se la sua presenza non svolge pi alcun ruolo attivo, non produce percezione. Quelle infinite differenze, sfumature, non costituiscono delle realt opposte o diverse dal riassorbimento, lo stesso riassorbimento non una realt, semmai il riassorbimento 86

precede il manifestarsi ma nonostante le apparenti differenze, il manifestarsi e il riassorbimento coincidono. In altre parole il riassorbimento ha molti modi di apparire ma nessun modo di esistere.

Appare Appare, emette, attira, concentra e slancia, dimentica se stesso non avendo mai posseduto un s, si smagnetizza in parte, pima vaga in un habitat affaticante, triste, illusorio. Come ha mai potuto sorgere tuto ci? Non sorge, si riassorbe e basta, chi lo vede sorgere si illude, vede la propria fatica e la moltiplica. La realt che si riassorbe di molteplici nature, tutte molto sorprendenti, essendo loro stesso riassorbimento. Ci che si riassorbe appare molteplice senza esserlo eternamente differenziato. Quindi quella impressionante differenziazione e molteplicit ed egoicit non sono che manifestazioni del riassorbirsi, ma viste da molto lontano, dove lo spazio non confonde pi i sentimenti.

Comporre I cuori intervengono ripetutamente. E primavera, senza terra, senza aria, presi nel volo obliquo. Massi di luce si squagliano, si perdono nel nulla per slanciarsi, sbocciano nellapparenza, si coprono di fiori , epoche tremanti giungono fin qua - Le gambe affondano nella laguna. Tepore umido vaporizza il contatto, canti diurni, notti lunari fioccano. Il cuore popola le membra di nuova aria, germogli solcano le fonti sicuri nellincanto dello sbocciare. Forme luminose accennano mutamenti, piovono pianeti torridi, sbattono sulle coste frastagliate, oscillanti, onde solide progrediscono nel favorire, lascolto si attiva, prende le mani, le sparpaglia. Un gomitolo di lampi varca la soglia, trema il petto, crolla nella spinta sonora, lo slancio conduce fra i cuori che non franano, planare dellinvisibile, tuoni secchi, amorevoli per accogliere. Il vento torna a raccogliere gli sguardi promessi. Movimenti di rapide luci incidono pieghe fluide, i canti si uniscono osservando il silenzio. Il cuore saluta una creatura incolore, le mani raccolgono il brusio di primavere nascenti, limmaginazione anticipata dallamore, nessuno sguardo, il ghiaccio collassa , si precede da se stesso.

Giungere 87

Mi ascolti da solo. Nel parco lo specchio si bagna. Terra amica accoglie le caviglie, affondo nella melma della mattina, dolce come rugiada, per incanto, per amore. Il tuo occhio si perde, le foglie assumono il tuo umore, in volo mi incoraggi, domani torner. Resisto nella luce tempestosa, la pelle squama via, un vento di polveri destina unaltra nascita, prendimi nel cuore, occupo solo le tue urla. Dentro il legno marcio affondo (il cuore) , affloscio il mio corpo, inerme nel progredire del giorno. La corsa sopraggiunta, i vapori domano la siccit , con timore si bisbiglia nella fonte della vita. La luce uno stimolo che ti offro amando. Ritorno nel parco dove tutto cominciato. Il giorno scolpisce le sue creature, le scaglia nella mia mente, flussi di polveri risalgono la crosta, compongono le offerte. Quando mi prenderai vedrai il vetro fondere, sciogliersi nel ghiaccio della notte alpina dove dormo rappreso in un crepaccio argentato. Le stelle intessono una breve pausa, poi lo stimolo alla luce ripercorre la sua vita, sceglie le tinte del giorno, giunge infine fra le mani inerti. Zanne furtive si affacciano sul fiume. Sono tornati gli aironi. Lacqua scorre su un letto denso di rubini invisibili. Sei arrivata.

Nascenti Le luci si assecondano fino a incontrarsi nei vortici reticolari , loro nutrimento. Nellalveo dei cuori , palpitano gli abbracci lagunari, le voci delle luci non mentono, diventano lo scroscio di migliaia di vite incandescenti, silenziose, con lento movimento si addensano nel palmo di un inverno, il vento le sospinge come bruma indicibile, sfiorando la profondit sorridente. La tranquillit dellorizzonte si ferma nel gesto non voluto, molti esseri si scompongono nelle fonti dense di acque, odore intenso di legno, una promessa germoglia travolgente, i cuori riappaiono, frammenti di voli radenti sul bordo degli oceani sommersi, nubi magnetiche trascinano i germogli , risalgono la tempesta, inghiottono le promesse . I sorrisi emergono, estranei alla complicit sfaldano le nature. Il volo si libera di ogni abbraccio, prende le correnti, le risale, traccia dei fremiti irriconoscibili, porge ladagiarsi nella penombra, lestate brucia i suoi occhi, infine dona, sospinge la vita in altri luoghi, pi rapidi del decidere, le braccia si liberano in un'altra aria. Il respiro ora conduce vicino al cuore. Mani intrappolano costole, muscoli duttili attraggono tendini intrisi di spinte invisibili. Onde marine si svuotano di ogni attrazione, le ali avvolgono le profondit, colgono il precipitare di un soffio e lo sospingono fra la brina indurita di un inverno maturo, seduto sulle ginocchia del suo compagno mentre franano nella vita, fioriscono, nutrono i pori di stelle nascenti. 88

Privacy La natura nella quale tutti noi viviamo pu essere narrata mediante il processo del funzionamento di svariate dinamiche, siano gli elementi costitutivi del cosmo di origine induista e pre-induista, sia la dinamica yin-yang,o altre. Quelle narrazioni spiegano lapparire e il funzionare del cosmo ordinario, della natura, di ci che sembra persistere in dimensioni spazio temporali egoiche, tanto che si tratti di ego umani o di altri esseri. Gli elementi e le energie presenti in quelle narrazioni trovano il loro senso appropriato solo se vissute assieme al riassorbimento, altrimenti esse appaiano simili a realt ineluttabili e indipendenti, mentre solo se vissute in concomitanza al riassorbimento si pu percepire, e lo si dice in modo esclusivamente evocativo, quanto quelle dinamiche non siano che manifestazioni prive di un effettivo agire intrinseco. Intanto quelle dinamiche si manifestano e attraverso esse appaiono infiniti esseri di cui noi esseri umani, ne siamo coscienti solo in minima parte. Diventare percettivamente consapevoli di entit normalmente ignote nella vita ordinaria non dovrebbe essere vissuto come qualcosa di anormale n psichico n particolarmente spirituale. Tutto ci che appare inevitabilmente legato ad una condizione egoica del manifestarsi, gli ego possono effettivamente comunicare fra loro e percepirsi reciprocamente oltre i limiti dellordinario o per attitudine naturale, quello che viene di solito chiamato karma, o perch una consapevole sostanziale riduzione, se non neutralizzazione, del condizionamento egoico permette laccesso ad un ampio percepire. In entrambi i casi non si esperimenta niente di anormale o deviante o particolarmente notevole. Ci che conta percepire a pi riprese il riassorbimento assieme al manifestarsi. Non esiste una percezione del riassorbimento pura, essenziata e perfetta. Il manifestarsi del riassorbimento o non manifestarsi che dir si voglia- e delle infinite tendenze del manifestarsi, si verifica in infiniti modi e circostanze. Le manifestazioni e il riassorbimento sono incredibilmente intrecciati fra loro, non se ne riconosce la differenza . E su tale intreccio che si fonda lesperienza dellamore, l impossibilit di canonizzare forme e regole dellamore e del percepire, la necessit di una grande seriet nellaffrontare il proprio cammino nel mondo della percezione cercando di non intrattenersi troppo con le emozioni di estasi, stupore e ansia di ridefinizioni narrative del proprio supposto sapere ogniqualvolta si intuisce qualcosa di nuovo. Piuttosto bisogna essere capaci di percepire le altre entit che appaiono via via che lego si tranquillizza senza ricondurre quel percepire a dinamiche ordinarie egoiche, eccetto nei casi in cui quel ricondurre si manifesti come 89

qualcosa di inevitabile. Bisogna tanto rendersi conto della immensit della dimensione egoica e di tutto ci che vi coinvolto quanto del fatto che lagire egoico unito al manifestarsi del riassorbimento costituiscono il sensibile e non altro. Via via che il riassorbimento e le manifestazioni appaiono non bisogna esitare, non c niente di negativo a vivere la propria umanit e laltrui egoicit, ad entrambi sono inestricabilmente avviluppate le presenze del riassorbimento e di infinite altre tendenze che lentamente mostrano il proprio senso.

Oltre il respiro A volte la vita si precipita nelle membra, non ascolta la mente, si dirige con sicurezza ovunque il vento del mattino, freddo e amorevole, la conduca. Nel silenzio dellagire la mente osserva, tranquilla, vede altre intelligenze brillare laddove pensava non esistesse che insensibilit, mentre lunica insensibilit era la propria. La mente osserva e impara in fretta, in silenzio si ritira, lascia allo scorrere delle correnti la presenza che sembra far nascere lamore dal nulla. Le membra si tuffano negli alberi densi di nuvole orientate da una brezza in espansione, che precede e descrive ogni gesto. Ma sono solo semplici e docili membra, pi vive del sole, risplendenti di stelle, attratte dalla pienezza delle oscurit. Ci si adagia nel respiro, la vita evapora fra i fremiti della natura la mente capisce, non pu dir nulla, e cos ti scrivo.

Ancora natura Scorrono le correnti fino a sciogliersi del tutto mentre io osservo, mangio, vivo, salto. Le correnti non meditano, vivono di un qualche apparente agire, nellagire inseguono sempre una qualche tendenza del manifestarsi, infine la manifestazione osserva me_io_lei osservo, lintensit precede ogni corrente mentre le stesse correnti scorrono. Esiste una sorta di via esplicita, che non n mentale n fisica, piuttosto si svolge in un continuo manifestarsi slegato da ogni decisione di meditazione o percezionevolont di percezione profonda. E la vita, la vita non scelta, la vita costituita da manifestazioni non connesse al divenire ma connesse sia al vivere sia ad una intensit crescente a tal punto da precedere il vivere stesso. Le manifestazioni precedono il vivere, per questa ragione si dice che le manifestazioni non sono un 90

divenire, ovvero le manifestazioni non si susseguono, non sono composte di processi mentali e fisici. Eppure per poter accedere al vivere non mentale e non fisico bisogna poter ricongiungersi con la natura e liberarsi dallhabitat fisico e mentale di cui intessuta la vita ordinaria. Chiunque avverta il bisogna di ridurre o eliminare le enormi manipolazioni cui lhabitat mentale e fisico della vita ordinaria sottopone lessere umano, trovi la propria via alla liberazione. La difficolt nelloperare quella liberazione si ha poich lhabitat della vita ordinaria un luogo naturale, per quanto strano e doloroso esso possa apparire, esso tanto naturale quanto la natura stessa con la quale si tenta di ricongiungersi. Tuttavia non esistono due nature contemporaneamente n si pu sostenerne lunicit della natura senza piombare nel paradosso. Linteresse primario non nella definizione di cosa sia la vera natura ma di avere una sorta di intuito di ci di cui liberarsi e di ci verso cui tendere, un intuito che ognuno pu scoprire per proprio conto, visto che nessun altro ce ne pu far dono. Lintuizione indica unattitudine non concentrata sulla definizione di singoli concetti o passaggi percettivi . Le manifestazioni allo stesso tempo sono vita e consapevolezza intense. Le manifestazioni sono il segnale evidente del ricongiungimento alla natura, possono dare la strana sensazione di essere visti in ci che si fa dalla vita stessa, si tratta di manifestazioni non presenti in stati volutamente mentali o meditativi. Non insister mai abbastanza su quanto il naturale habitat urbano isoli lessere umano i una micronatura completamente scissa e opposta dalla natura cui si tenta di ricongiungersi. Ma anche vivere vicini in campagna mentalmente e fisicamente scissi e immersi in ossessioni socio-individuali tipicamente umane non di nessun vantaggio. La natura non si trova nelle nostre menti e nei nostri corpi ordinari e tanto meno nei corpi e nelle menti urbanizzate e socializzate.

Il cuore nel sole Il cuore naviga nel sole, lembi di pietra assorbono, fugge un insetto, divertito dal nuovo ostacolo. Si aprono numerose crepe nei cieli, sotto la pelle, fra turbolenze muschiate. Tu arrivi e osservi, attendi un tentativo di fuga, una lacrima, una crepa, unica e definitiva. Si raccoglie lestate, torrenti di calore irrorano gli spazi interni, le mani afferrano nuove carni amiche, trascinano, furtive, i baci dellinverno. Nel cielo un fuoco, una stella. Nessun dolore ad attendermi. Ora decidi di farmi compagnia, vicino al caminetto, mani palmate, nude daffetto, 91

tracciano domande , decidono le accuse, cos intensamente volute contro di me. Le onde delloceano gonfiano le fiamme del caminetto, cancellano la via per la palude, la pelle scivola lontana in cerca di altri rettili. Gli abbracci non tardano a venire, saltano lungo la banchigia fra i resti dei coralli, bassa marea sferza lorizzonte, le candele si uniscono nello scroscio del tempo, ti ho preso, non ho trovato che luce.

Sorrisi So che ci sei, dispersa fra i vortici delle betulle, fiori ovunque, onde intrise di petali lambiscono laria, impossibile, gi estinta. Il tuo contatto mi trova pronto, immersi in correnti di limo gorgogliante, attimi sbocciano nel tempo, trovano lo slancio di consumare ogni attesa. Oltre il sorriso delle primavere si vive non visti.

Calore Aria disinvolta avvolge le montagne, cibo diluito cola lungo i fianchi, fonti rigogliose trasudano nel ventre, flutti primaverili sinfrangono nella mente, cancellano contorni, sprofondano esistenze protette. Nel liquame allorizzonte si annida un frugale umore, arranca la spirale di pelle sul mio collo, il respiro, sciolto il legame, cade nel gelo, nell amore. Sul volto le vie sincrociano, annodano la scelta, il ricordo denso di terra, di odori, di ricatti. La membrana apre unaltra via, inghiotte gli ostacoli, si attorciglia ai rivoli di sudore, risolve lattesa, svuota la sua posizione, ne coglie i frutti. Ora i fiori fluiscono negli oceani, giungono dagli oceani, sbattono sulle spiagge, nutrono, scindono il calore in respiro arboreo, planano nel vento, si lasciano dissolvere.

Di giorno Tramonto, sole , raggi, resa, andare, confini, violare, salare, abbracciare, anno dopo anno, misura, affondare, entusiasmo, correre, ancora abbracciare, nutrimento, nuoto, palude solare, ottenere , trasparenza gelida, riconoscere, saluto, braccia morbide, 92

polmoni lunari, stelle germogli, mano afferrare, veloce rivolo, salire nel cuore, trattenere, cuore dopo cuore, giungere, nel palmo di un volto, lembo, tremolio , brezza, riuscita, accarezzare le pelli, morbidi animali, piegarsi, incontrati

Manifestiamoci Lessere umano una manifestazione di chiusura, di separazione, di non comunicazione, di isolamento. Il compito , involontario , dellessere umano, portare a termine quella manifestazione, consumare ogni chiusura, ripristinare una semplice e libera connessione fra ogni manifestazione. Tale ripristino conduce allinevitabile dissolvimento della manifestazione dellessere umano, dissolvimento che non ha niente a che fare con i processi di nascita e di morte ben noti agli umani. Il mondo umano, la natura come appare allessere umano, il cosmo stesso in cui si crede normalmente di esistere, non sono che manifestazioni della chiusura e debole connessione con altre manifestazioni cui si sottoposti. La chiusura , come manifestazione, non un destino immutabile, ma una manifestazione momentanea, precisa e non casuale che se connessa senza ostacoli ad altre manifestazioni, perde la sua funzione di isolamento percettivo. Lessere umano si genera solo allinterno di un notevole isolamento percettivo, dissolvere quellisolamento implica il dissolvimento della manifestazione umana stessa. NOTA: le leggi della fisica attuale sono leggi che commentano, testimoniano, prolungano, la chiusura percettiva della manifestazione umana stessa, sono leggi che descrivono un certo modo di apparire di una certa percezione, non si rivolgono a una reale entit fisica. Le manifestazioni, per quanto non siano soggette ad alcuna legge, sono le uniche realt fisiche disponibili per qualche attimo, sempre che si accetti di attribuire il termine realt a qualcosa che reale non . Le leggi della fisica sono progettate allinterno di strutture di riferimento concettuali ed empiriche il linguaggio simbolico matematico, le macchine e gli utensili utilizzati negli esperimenti scientifici che, in se stesse, non conoscono alcuna forma di dissoluzione e inglobano al loro interno una notevole energia di resistenza alla propria dissoluzione. La realt fisica delle manifestazioni non prevede alcuna eternizzazione per alcuna manifestazione, quindi il perdurare della struttura di chiusura in cui si esiste come umani un apparire al quale ci si pu effettivamente sottrarre. Viceversa non possibile sottrarsi allesplicitarsi della manifestazione di chiusura stessa la quale, tuttavia, pu svolgersi senza coinvolgere in modo duraturo il proprio apparire. 93

Lapparire appartiene alla percezione del manifestarsi e fa parte della manifestazione di chiusura stessa, ma allo stesso tempo, fa parte di quella anche il dissolvimento della manifestazione di chiusura, la rapida connessione ad alle altre manifestazioni e ad ulteriori dissolvimenti. Laffermazione della realt fisica delle manifestazione con tutti i se e i ma sopra indicati nella Nota, vuole significare che esistono molti modi, circostanze , mediante i quali accorgersi del dissolvimento e del proprio dissolvimento. Il dissolvimento si annida allinterno di fenomeni che sembrano tanto fisici quanto spirituali al tempo stesso. Una precisa definizione di quei fenomeni impossibile, si tratta di manifestazioni che sembrano unire tra di loro diverse manifestazioni, oppure fra il manifestarsi con il dissolversi delle manifestazioni stesse. Le manifestazioni non vanno temute n venerate.

Ancora manifestazione A volte le manifestazioni sembrano essere gli elementi fondamentali dellesistente. In realt con il termine manifestazione si tenta semplicemente di evocare un percepire che non analizzi n sintetizzi ci che appare e nel far ci si scopre che il manifestarsi stesso rivela sensatezze insperate. Daltra parte non si sta nemmeno dicendo che basta attendere che percezioni di sensatezze si manifestino da soli.. Le manifestazioni si rivelano in modo indipendente tanto dalla propria volont di agire che da quella di non agire. Il termine manifestazione pu eventualmente essere daiuto a non utilizzare delle spiegazioni e riduzioni concettuali della percezione come sistematiche ed uniche interpretazioni della realt. Per esempio affermare che sia il gioco degli elementi fondamentali a tessere la realt scorretto, gli elementi fondamentali sono concetti che tentano di spiegare il senso del manifestarsi, ma loro stessi non contengono che un lontano ricordo ed eco delle manifestazioni che avrebbero dovuto generare, altre manifestazioni. Quelleco davvero troppo debole per comunicare in che senso si possa affermare che una manifestazione possa essere lelemento costitutivo e generante di altre manifestazioni. Il concetto di elemento utile per qualche dinamica personale e per scopi medici, ma non va usato altrimenti. Quando le sensazioni, le emozioni, i desideri, i pensieri e le memorie cessano in qualche modo di elidersi e cominciano ad integrarsi, connettersi non ad unirsi, allora le manifestazioni appaiono.

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Manifestazione Quel che veramente segna un mutamento nel percepire, la percezione sempre pi netta e sempre meno dipendente dal proprio volere, di quanto sia incredibilmente animato qualsiasi micro e macro elemento che appare e, al tempo stesso, come questa moltitudine animata sia in costante dissolvimento. Con i termini elemento e il termine manifestazione si tenta di indicare delle entit animate . Lentit animata al tempo stesso elemento e manifestazione e dissolvimento ma cosa ci significhi pu essere compreso solo se vissuto essendo al tempo stesso elemento, manifestazione e dissolvimento.

Dallinterno Non c pi acqua, non c pi terra, non c pi ira, i tuoi richiami si sono persi, fate presto, giunta la fine, non tremare per il freddo, il calore prendilo dal cuore, la via che si apre nello stomaco, traccia damore nei tuoi capelli. Vedo i palpiti rinforzare i richiami, lacqua fugge da qui, laria si scaglia contro le mie dita, afferro il colore dei tuoi ricordi, non ti trovo pi, si sciolta, mi ha abbandonato. Il vento crepita di rimorsi, risale la gola, la strozza di sale, attorno i diserti gelati chiudono la morsa, i sassi masticano carne, nessuna rete. Mi afferrano, la luce oscura, prosciuga, li aiuta a strapparmi, posso udire i loro fremiti, sono qui da sempre, ora la palude luminosa li sommerge, ogni istante un nuovo mattino. Insieme cantano il tuono, sono moltissimi. Non dubitare.

Nei pressi Ci che animato non pu essere domato, non pu essere comunicato. E ci che animato che comunica, mentre la propria illusione che crede di saper ascoltare. Ci che animato si manifesta con estrema abbondanza, in quella abbondanza si trovano le vie, le tecniche apparenti a cui si desidera star vicino, perch arricchiscono senza farsi riconoscere e si muta, nel proprio composto silenzio.

Membra 95

Il sole arriva, plana fra gli scrosci di vegetazione, la melma si adagia sui fondali, nutre vite incolori e tese. Il calore si espande dal fondo, coglie i frutti insabbiati, riprende un tragitto intessuto di vortici. La melodia delle correnti composte ai stringe in luoghi maturi, brevi scossoni plasmano innumerevoli cuori, turbini evanescenti collocano linvisibile nei propri ventri, si sfalda il fondale, la melma pulsante galleggia in se stessa.. Lentusiasmo dei primi insetti scivola nelle comete, lacqua di addensa nei cuori dei pianeti, compone lo spazio, trasmette le sue sorgenti nella quiete di un insolito mattino. Avvolto nel contatto, la pelle vibra, risuona del suo contenuto, preme per aprirsi i varchi in cui respirare. Il mondo la bacia, nel bacio lamore si afforza, si sostituisce alla pelle, unaltra sostanza agisce, in altri luoghi, con lo stesso amore. Le fonti innumerevoli, appesantiscono le membra illuminate. Il suolo cede, la trasparenza del volo semplicemente viva, fluttua al di fuori dei vortici, con decisione non dura nel tempo.

Disanimarsi Animarsi, ritrovarsi altrimenti fatto, altri luoghi circolano in altri corpi, con tale rapidit, qualcosa di diverso dalla stessa velocit. Le parti si integrano ma quel che appare non il loro insieme, integrazione diventare altro con continuit mentre tutto fa credere nella discontinuit, la pesantezza si perde, la sua presenza non vincola, pulsazioni ovunque, emersione, la luce cessa di nascondere, la trasparenza scorre oltre la luce e lombra. Nella quotidianit lintegrazione estremamente limitata, quasi assente. Nellassenza di integrazione si agglomerano lindividualit, linvolucro. Lassenza dintegrazione la nostra condizione fisica, la scarsa integrazione un fattore fondante per lessere umano e si rispecchia nella struttura fisiologica umana. Ogni incremento di nonintegrazione contribuisce ad un aumento di sofferenza e di incoscienza nella propria vita. Lincoscienza, ovvero la debolissima percettivit ha una struttura fisiologica, condiziona ogni aspetto fisiologico, provoca la strutturazione fisiologica di profonde forme di sofferenza e debolezza. La societ costruita dalla limitata percezione, la stessa determina la struttura invisibile dei saperi umani. Purtroppo un percepire integrato, dal punto di vista del normale buon senso, non risulta sembrare migliore, pi intelligente o illuminato o utile di un agire normalmente limitato e limitante. In particolare lagire che scaturisce dalla percezione integrata pu spesso risultare inutile, addirittura dannosa dal punto di vista di un percepire molto debolmente integrato.

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Nellaria Nel cuore si apre la corrente, aria dissolve il petto , aria liquida avvolge i vortici, la nuvola si schiera nel vento, la schiena si gonfia, le ali strappano la pelle che le lega, il volo si assorbe, morbido, tenace. Tessuti di impulsi si avvolgono in organismi momentanei, dischiudono le membra, conducono e risalgono le immagini, le luci restano indietro nella corsa, getti di amore attraggono senza legami, dimorano in una vegetazione sommersa nei turbini precedendo la vita, prima della vita unanimazione bruciante traccia vortici di tensioni. Mi volto e non vedo che immagini fuori posto, i colori si catturano luno con laltro per restituirmi una cecit come fonte, come sfida. Il cuore si ricompone nella sabbia, tubature ricolme di affetto sorseggiano il sangue, ripetono filamenti tesi di sorriso, labbra inesistenti richiamano, ora di destarsi senza complicit.

Animazione insolita Lecose si spiegano quando si animano e spesso quel che si anima, sembrava essere qualcosa di invisibile ed inesistente prima che e poi quando siamo noi stessi che, come dire, ci rianimiamo, allora lincredibile acquista anche qualcosa di intimo, personale ed estraneo. Prima dellanimarsi si propone labituale divario fra conoscenza e percezione con la seconda che da sempre ha la peggio. Lanimazione elude tanto il percepire che il conoscere e pertanto non pu essere insegnata. I tesori in cui ci si imbatte per lasciano tracce ovunque, soprattutto per coloro che non si lasciano imbrigliare dalle regole in cui vengono intrappolate i termini emozioni, mente, materia, spirito. Quando un punto del proprio corpo rivela lanimazione molto si spiega in un solo attimo senza tempo, ma qualsiasi punto, qualsiasi luogo, gi animato. Muoversi fra le animazioni senza essere un neofita entusiasta. Di fatto lanimazione restituisce allanonimatoinoltre incontrare lanimazione permette di sentire con precisione come e perch il mondo in cui ci colloca la percezione ordinaria pu diventare benefico. Prima, dopo E reale perch si dissolve, ci che si dissolve genera le realt che si dissolve mentre genera le realt. La realt che si dissolve mentre genera la realt, effettivamente il riassorbimento che riassorbendosi espande praterie di realt dissolventi, qui ora, per sempre. Prima dogni prima, dopo di ogni dopo. Luno senza laltro non esistono, non sono comprensibili, non sono due, non sono uno n zero. Se si crede nellapparizione di uno allora cessa il manifestarsi dellaltro, quando si manifestano entrambi non c nessun presente e nessun testimone.

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Durante il riassorbimento e nel riassorbimento stesso si animano alcune realt, diventano attive le visioni di altre realt, quel diventare attive, mediato dalle visioni, rappresenta una emissione di realt. Non bisogna mai scordarsi che si parla per entit dotate di ego, altre entit non conoscono n emissione n riassorbimento, sono oltre il livello delle definizioni, livello nel quale ci si muove ora. Le animazioni sono animate per entit individuali ed individuabili. Il riassorbimento rende animato lhabitat di una entit individuale in modo tale che quellanimazione, nel suo complesso, dissolve lindividualit, non solo la propria, fino al punto in cui si pu dire che una individualit presente ma non individua pi nulla. La presenza non si cancella, il riassorbimento non cancella le presenze. Ovviamente le presenze sono non esistenti e neppure il riassorbimento esiste in s. Lesistenza il metro di misura dellindividualizzabile, altrove non si ha esistenza. Laltrove fatto di evocazione fin quando se ne parla, quando laltrove si anima non se ne parla pi. Due fatti Due fatti hanno sempre creato problemi di comunicazione nellambito del riassorbimento, della illuminazione, della meditazione mistica. Il primo fatto , perdonate il pessimo italiano ma almeno un italiano comunicabile, che le parole, in questo ambito, hanno esclusivamente un significato evocativo che non pu essere canonizzato, fissato. Il secondo fatto che il riassorbimento e tutte le sue implicazioni, se si attuano, sono costituiti di un vero percepire fisico, rivelano entit e cosmi fisici anche se questa fisicit non presenza fisica, il riassorbimento non dotato di alcuna fisicit.

Persistenza La sua scomparsa precede addirittura la genesi perch esso non ama giocare, perch amare libert, liberazione. Parlare degli infiniti stati in ci si pu trovare. non ha molta importanza. Basta sentire che vita e morte sono sempre mischiate, sono determinate dal modo in cui sono emesse le manifestazioni . Quel modo una infinit di modi ed in quella infinit che si forma una percezione conservativa come quella umana - e non solo quella umana. Il modo in cui si animati non unico nelle sue forme, nel suo volere, nelle sue manifestazioni. Non nemmeno un modo o molti modi diversi, la sua esistenza come si gi detto, indistinguibile dal riassorbimento. Fermare il tempo e lo spazio in un ambiente privo di riassorbimento una delle principali attivit umane. In quellarresto non c volont, ma molti impulsi possono spingere a rifiutare e, successivamente, a non vedere, la realt di quella conservazione. I molteplici altri esseri visibili e invisibili che ci circondano hanno la stessa nostra sorte, o sono intrappolati in unapparente blocco percettivo o non sono 98

vincolati, quindi non credono di essere degli esseri, non esistono e non se ne pu parlare. La natura un impressionante esempio di integrazione di reti percettive che attende di essere disvelato da chiunque sia, per natura, apparentemente intrappolato in un singolo gruppo di reti. Non certo creando altre forme o altri saperi che si attivano le reti, la via scritta nel proprio vastissimo corpo, prima o poi si aprir, ma non del tutto da sola. Loggettualit creata dagli umani obbliga gruppi percettivi simili a noi, quelli che noi chiamiamo esseri quando sono visibili, a rimanere ulteriormente bloccati in forme non integrate nella natura , il che genera una miriade di entit la cui integrazione con le reti percettive estremamente dolorosa. La generazione del dolore, nella natura, un preciso indicatore della debolezza percettiva di un essere e, daltra parte, la debolezza non che linizio del percepire, linevitabilit del percepire.

Vento Il vento si prende la sua rivincita. Mi mangia le ginocchia, sinnesta nel cuore, conduce le membra in un volo senza forma, nello slancio la luce si sfalda dai fianchi, lembi di cielo si aprono cessando loscurit, il vento trascina il suo silenzio lontano da ogni testimone, ripete le sue membra nelle mie intimit, canta, battiti di mani mi sollevano da terra, mi slanciano lontano, credo in uno sguardo senza occhi. Il tocco si concentra, il peso del contatto vibra, mi disperde nella corsa fra gli immensi cristalli emergenti dallattrito, alberi di vetro mi abbracciano distruggendomi, ununica linfa impudica squarcia il cuore, solo allora il vento mi osserva.

Percezione determinante Quando la percezione si anima, il percepito diventa una entit vivente, in quel vivente succede qualcosa, il vivere si integra nella natura, apprende il riassorbimento. Se la percezione non si anima, essa si attiva nella creazione di stati percettivi-fisici non integrati nella natura. Non si tratta di unattivit contro -natura ma si assiste alla esistenza di stati della natura non integrati nella natura. Prima o poi la percezione si espande negli stati integrati della natura e giunge lanimazione. Lanima zione la condizione in cui risulta manifesta la compresenza del riassorbimento e della natura senza lintervento di alcuna unit. Quella compresenza non una relazione, unanimazione. La percezione non integrata crea realt fisiche ed oggettuali sofferenti, incapaci di percepire chiaramente qualcosa di diverso da altre percezioni 99

non integrate. Lutilit delle percezioni non integrate solo apparente. Accedere stabilmente allanimazione, conduce al completo sovvertimento dello stato fisico determinato dalla percezione non integrata. La percezione non integrata un agire profondamente condizionante, apparentemente potentissimo. Ogni percezione anche se illusoria, determina stati fisici.

Fonti Le fonti seguono un cammino costituito da fiumi avviluppati fra loro, si muovono nei lampi di luce incolore nei quali avvolgono consumando ogni forma di pesantezza. Innumerevoli centri sovrapposti fluttuano con precisione, gli alberi entrano in quelle fonti senza difficolt, incontrando gli alberi si entra in quelle fonti,

Integrarsi ancora Si possono percepire entro il campo desistenza dellinvolucro le correnti che si integrano nella natura e le correnti che non si integrano nella natura. Gli eventi naturali vengono percepiti come integrati solo quando la percezione delle dinamiche interne allinvolucro cessa di operare e viene sostituita da un progressivo sprofondamento allinterno del vivente di cui se ne tocca e vive direttamente la vita riassorbimento. Quando si sprofonda nel vivente, le dinamiche che appaiono nella natura ordinaria appaiono come manifestazioni animate prive di dinamiche. Le percezioni ordinarie che non possono integrarsi nella natura, restano allinterno della percezione ordinaria e dellinvolucro, sembrano come isolate da una sottile ma robusta membrana - epidermide - dalla percezione integrata. Ci che resiste allintegrazione nella natura come le produzioni del sapere umano e della societ umana, utilizza automaticamente gli elementi dinamici che animano linvolucro in modo da impedire il corretto funzionamento del dinamismo stesso. Gli elementi dinamici agenti la natura sono entit solo apparentemente diversificate che generano altre entit per poi riassorbirsi, incessantemente. Nella percezione non integrata della natura le entit che appaiono sembrano realmente diverse e non vi alcun sentore della percezione di riassorbimento. In tali condizioni la percezione intrappolata il un loop di sensata insensatezza, o viceversa. E molto sottile e difficile da indicare la differenza fra la percezione integrata della natura e quella non integrata: nella prima le entit appaiono, vengono percepite, ma 100

non se ne percepisce la realt e si procede oltre, nella seconda ci che appare coincide col reale, non esiste alcun oltre. Quanto detto non ha che un senso evocativo.

Automatismi Ci sono vicende con le quali non piacevole fare i conti. La percezione non mai illusoria, la percezione del mondo ordinario, come del resto anche la mente e il sentimento, indicano il proprio destino. Nessuno sa perch chi crea il proprio destino prima del proprio apparire, qualsiasi sicurezza su quellapparire infondata e viene prodotta utilizzando le dinamiche interpretative della natura come se fossero fattori ontologici. La propria apparizione fa parte deglinnumerevoli automatismi che appaiono come dati non scelti dellesistenza. Percepire in modo integrato vuol dire non ritenere un automatismo reale, non ritenerlo e non percepirlo come reale. Che gli automatismi agiscano come pacifiche apparizioni! -almeno fin quando il loro stesso automatismo non si integri, ben oltre il livello dellinvolucro, con la natura, in profondit e oltre. Lautomatismo, ovvero linspiegabilit dellapparire ordinario, rende ogni discorso sin qui condotto drammaticamente circolare, la circolarit si spezza quando lautomatismo si integra.

Collasso Quando la percezione si integra nella natura, le entit che appaiono non vengono ritenute reali, anche se non giudicate illusorie. A un certo punto la percezione integrata spontaneamente collassa in se stessa, collassare parte del suo modo di agire. Le entit e le percezioni si addensano, con esse si addensa il proprio se, le dinamiche interpretative della realt ordinaria perdono di senso. Linvolucro collassando si addensa, ovvero si apre, fiorisce in una miriade di esistenze-non esistenze, la presenza nella dimensione ordinaria continua a svolgersi, al posto delle dinamiche interpretative si percepiscono le modificazioni che ogni accenno di esistenza provoca. Ogni modificazione appare come una nuova entit, lentit appare decisamente pi intensa di qualsiasi dinamica, ancora una volta lintensit precede linterpretazione, ma lintensit si anima collassando oltre e assieme la percezione integrata . Le dinamiche interpretative si fondano, tutte nessuna esclusa, sullintuizioneconcetto che un gruppo di eventi, fatti, esistenze, ne genera altri, simili o diversi ma 101

prevedibili se il gruppo di eventi iniziale noto nei dettagli. Le dinamiche interpretative si fondano su una conoscenza che o rivelata o acquisita tramite ulteriori dinamiche interpretative come nel caso della scienza. Dal punto di vista della percezione profonda, tanto la conoscenza rivelata che quella scientifica risultano essere estremamente tautologiche, ovvero esse sembrano essere una tipica narrazione compiuta dalla percezione ordinaria che parte dalla chiusura della percezione non integrata ordinaria e termina nella stessa. Le descrizioni operate allinterno della percezione ordinaria possono essere indubbiamente utili nella vita ordinaria ma in quella esauriscono il loro operare. La percezione che si integra nella natura, la percezione profonda e oltre, non fornisce niente di utile per la vita ordinaria.

Passaggi Si diffonde con lentezza, sciogliendo unefficienza nota , per generare nuove condizioni di slancio, nuovi climi, nuovi luoghi in cui pulsazioni e respiri inglobano il corpo, poi si muovono senza apparire. Il corpo si modifica senza saperlo, il vento prende nuove vie, massaggia le profondit, da solo, allena un nuovo corpo del tutto integrato, completamente osmotico, fatto di guizzi ed espansioni. Le braccia, le mani, lo incontrano, vi si siedono allinterno, nutrono gli impulsi di molti cuori, ogni gesto, ogni cellula vibra Natura fluttuante r uota in strati multicolori attorno ad alcune creature slanciate, si aprono dei paesaggi composti unicamente di intensit. Le pressioni variano, cos il tempo muta e perde il suo senso Limprevisto si fa strada.

Inondazioni silenziose Inondazioni coprono col suono getti ombratili nascenti, rivolti a loro , concentrati in mille spinte, lacqua torna nei suoi luoghi, placa la palude. Gli alberi piegano la nebbia, ogni mattina disseminata di ghiacci, la vista assorbita nei voli, la luce scivola via dallanima. Ritorno. Calore e notti, tempo di adagiarsi nel moto, membrane di vapore plasmano il futuro, si riassorbono oltre il cuore. A volte non ci sono parole, n suoni, n immagini. Innumerevoli intensit sono presenti in modo indescrivibile, estremamente chiaro e dettagliato, si tace, nel tacere si diventa intensit a patto che non lo sappia nessuno. Il silenzio non legato allassenza del suono Una lunga lista di descrizioni sembra apparire, ma neanche i

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paradossi sono daiuto. Ora le intensit vivono, mentre si vive con gli altri e con se stessi

Spinte La pressione interna diventa cos elastica e pulsante da spingermi oltre il mio stesso impeto. Sollevato dalla terra e dal cielo mi introduco fra i polmoni fioriti di immensi ghiacciai coperti di praterie acquatiche in cui vengo disciolto, del tutto privo di peso, non pi presente a me stesso. Il bosco freme, tremante, nella nebbia gelida striata di fiumi. GLI INSETTI AVVOLGONO LE ENTRATE, MUTANO IL LORO CANTO IN SORRISI ANIMALESCHI, AFFERRANO CRISTALLI DI NEVE, SI SQUAGLIANO IN ALTI VORTICI. Sopraggiunge il vento, quasi fuori luogo nella secca sabbia invernale. Il volto non appare, membrane avvolgono il vento in molti corpi, le intenzioni di una nuova nascita sintuiscono. Il sole batte su se stesso, gas ferrosi planano, si nutrono di leggerezza, sbocciano i cuori, le membrane sprofondano, ventilano altre terre, attraggono una muta di esseri affamati. Compaiono molte luci , la strada pulsa di uninsolita intensit, si sfumano i contorni delle intenzioni, delle pulsazioni sono lultima testimonianza. Poi il ritorno nel traffico caotico avvolto in una pelle tutta sua, lontano, isolato. L ora della cena si avvicina.

Occhi leggeri Laria la pelle del mio calore. Occhi leggeri ruotano lungo i confini, li cancellano, lasciano che i fiumi trasportino altrove le membra. La luce, sospinta dal vento, prende il colore della notte, abbraccia il collo, risale le voragini silenziose, ripiega nelle radici delle comete. Qualcuno si divincola nellorizzonte, prende la forma di un prato fiorito, popolato dalle elettroniche creature dellalba. Si fa giorn o, tace il concerto, le montagne vengono riassorbite da un canto preciso, il cuore ripopola gli ultimi attimi. Le spalle bruciano per la rapidit del passaggio. La curva sonora stinge lacqua, i cristalli si appoggiano nel ventre. Esplodono, ogni attimo.

Amici 103

Nei bagliori della pioggia si prosciuga la vita, una nota di amore spinge il torrente nelle profondit, lattrazione scivola sulla ghiaia rumorosa. Limpeto delle onde schiaccia i risvegli, la luce cosparge ogni corrente di lampi magnetici, il vortice di una vita si espande nella mente; sole dopo sole, le cascate di pioggia si riassorbono nel petto, fra le radici. La stanza si affollata di dolori, pressioni, membra dorate. La neve crea l suo nido nel torpore estivo, Gli abbracci rispettano la violenza della pioggia, la brezza, il giorno dopo, riempie le immagini di gesti precisi che sfamano. In un balzo siamo lontani da ogni protezione, gli amici fluttuano oltre lattesa, sono pronti.

La dispersione presente Al momento in atto un cataclisma silenzioso: almeno dalla fine di agosto 2011 le entit cosmico-climatiche naturali non si manifestano pi in successione ma per lo pi insieme, in modo turbolento, convulso. Linverno si manifesta con lestate, lautunno e la primavera. Queste entit climatiche si ostacolano con la semplice attiva reciproca compresenza, la loro compresenza genera entit visibili - ma per lo pi invisibili- che non dovrebbero essere presenti nella nostra realt ordinaria, si tratta di entit particolarmente non integrabili nella natura. Il cosmo non una entit che agisce in modo ciclico e da lontano sul pianeta, il termine cosmo indica un modo dessere della realt ordinaria qui nel presente, il nostro stesso manifestarsi cosmo. Le entit cosmico-climatiche sono continuamente presenti, agiscono allinterno dei nostri involucri come in tutti gli involucri dei viventi. Lapparente ciclicit delle forze climatiche il modo in cui si manifesta la circolazione di quelle forze allinterno degli involucri e fra gli involucri stessi. Quella circolazione completamente integrata nellapparente automatismo delle entit naturali. Da secoli lagire dellessere umano corrode lentamente la salute di quelle entit climatiche, ma dalla fine dellagosto 2011 si palesemente arrivat o al punto di non ritorno in cui entit spiacevoli per lambiente naturale ordinario sono state introdotte nella natura e vi rimarranno fin quando un intero movimento cosmico non sar del tutto terminato. I movimenti cosmici sono lespressione del tessuto circolatorio della Natura, sul piano ordinario lesemplificazione di un completo movimento cosmico pu essere rappresentato dalla successione della nascita, della successiva esistenza e morte. Per elementi spiacevoli per la natura , sintendono elementi che ostacolano la possibilit di integrazione reciproca delle entit. In questo caso le nuove entit prodotte dallagire umano obbligano alla compresenza entit climatiche che non 104

dovrebbero essere compresenti nello stesso tempo e in determinati luoghi. Con tale obbligo si decompongono gli automatismi naturali degli involucri provocando sofferenza, incoscienza, sensazione di insicurezza profonda, paura, debolezza fisica, in altre parole provocando lannichilimento dei viventi la realt ordinaria. Gli uma ni stanno generando quelle entit, non riconoscendole affatto o scambiandole per qualcosaltro.

Slancio Il calore si addensa , ovunque, i piedi affondano nella terra battura, lacqua cola nel metallo profondo, il vento stanco, tace, rannicchiato nei cuori. Insorge il silenzio, breve estate incolore, ripete un sogno floreale, alberi spioventi disegnano i tuoi contorni, le pulsazioni si riversano nei canali che creano, intensit tumultuose, cristalline, guizzano negli spasmi mentali, trasformano le membra in liquide prese, il dono vibrante di mille cuori spalancati. La luce incolore infrange i silenzi, si avvolge nella tensione dello spazio, lo contrae, lo inghiotte, fiorisce fra rocce innevate, morbide di lava siderale, ogni cristallo infrange il suo occhio, brilla nella brezza emozionale, dal sapore del vento freddo, pieno di vita, pieno di promesse. Correre nella corteccia di molti cuori con pochi slanci, scivolare lungo i propri dolori, i fianchi contorti generano pressioni primaverili, riassorbono le fonti, la schiena pulsa per il sudore perso, gioisce nel contorcersi, si scioglie in un contatto che la sorpassa, dimentica, rende devota ed incessante. Con un solo gesto riesce a farsi assorbire, planare di sostanza in sostanza, uscire lontano dal sangue, cadute lamellari tinteggiano sommersi baci fra correnti implose, un unico testimone rotola nel vento, essiccato, adagiato.

Getti di linfa Lincontro si plasma nella cute, rimuove gli ostacoli, il vento addensato nella torba mattutina avvolge i polpacci, il suolo ritma il futuro ed inghiotte, osserva la fatica della stella. Alcuni organi si addensano sulla cima delle montagne, improvvisate reti sanguigne si radicano e fioriscono, con dolcezza, il gelo alpino ti osserva, ti ama, vola via in fretta, le radici attendono, mute nel cuore, hanno conquistato la presa. Il cuore viene sciolto nei loro sorrisi, gli involucri si dischiudono ai fiumi, assorbiti dai ruscelli invernali, dorati e canditi di crepacci acquatici. Il passo delle tensioni stellate produce le braccia che mi abbracciano, ognuna afferra e bacia in un luogo di 105

tenerezza, poi le strade tornano ad essere liquide, dettagliate nel loro essere informi e vulnerabili. Il suono si placato, i polpacci riposano a settentrione, pronti a calpestare una nuova provvida brina, il tuoni sono stati uditi, le turbolenze cantano fra i getti di linfa.

Tensioni sospese La corrente sospende il suo cuore, notte dopo notte incontra i cieli, riposa nel tuo ventre e mangia, mangia amore mio e canta, tra le mani appese al cuore, tuono dopo tuono . La salvia fiorisce nel gelo, i miei denti sorridono di insolita materia, il corpo si dibatte sulla battigia, calore imperfetto coglie le carezze, ne assorbe l impeto, riconosce il vento mentre affonda, ora punta i piedi, senza perderti, si riprende laria che ti aveva prestato, ibrido pomeriggio partorisce membra turchine In ogni cascata brillano fronde decise a tutto. Radici morbide risalgono lestinzione, il vapore che cedono colora ogni cenno, un impercettibile mormorio indirizza il cuore nel nulla del mio impeto. Scende nel torrente, le caviglie avviluppate nel fango nutriente, il sole decide la scomparsa, apprendo un nuovo gesto, non ti perdo. La pelle brilla nelle brezza estiva, il mare si posa sopra i fianchi, sorseggia lanima, gioca con i capelli, li scioglie e libera, precipita negli abissi, conduce il nutrimento in ogni cuore, coglie lesplosione fra le chiome stellate, perde i lineamenti, inghiotte la fonte, canta come una palude, corre lungo le crepe, oltre la sua profondit incontra lattimo che lo perde e congiunge, amore per amore, nessun luogo in cui inabissarsi.

Valli compresse Lintensit si tesa, costruisce in un attimo la realt, giunge con incoscienza a comprimermi il cuore, esce un fiume compresso, una vita turbolenta lo anima, poi lo dona alle aperture. La sua presenza circola nelloscurit di valli assediate dalle luci 106

organiche, ogni impulso brilla con precisione, brilla di una tensione che precede la luce. Le forme non appaiono, si manifestano nel corpo, si fanno strada fra le cellule, sospingono gli organi lungo altre direzioni, ogni manifestazione una mutazione, le arterie fluttuano nelle densit di molti altre entit, diventano tracce di percezione pi estese del cosmo, per un attimo senza estasi. Dentro e fuori una giornata urbana, perch mi vuoi vicino. Quel che esce afferra, stringe e vola via, traccia un orizzonte di epoche in cui le ombre sondano i propri impulsi. Scorrono gli umori ma perdono il proprio suono e il proprio colore, si avvicinano alla pressione decisiva, si rompe lultima membrana, le modulazioni mi abbandonano, le modulazioni si liberano di me, cessano il gioco della coscienza.

Implodere Il calore non sopporta la presenza. Si dissipa, esce con fragore. Ultimi slanci amichevoli, poi la corsa diventa precipitosa, senza indumenti risale le paludi, osserva le ultime nuvole implodere. La giornata scorre avvolta dentro la sua guaina, appoggiata discretamente accanto alle altre correnti. Solo in apparenza il suo frastuono nasconde le correnti. Con facilit le tensioni, i cuori simbiotici sovrapposti e molto altro compaiono senza assumere un aspetto . La giornata gode di propriet completamente estranee alle correnti, la prima si vede, si tocca, ci nutre, la seconda le correnti- non che presenza la cui estrema intensit non richiede n si tramuta necessariamente in tatto, senso od udito. A volte le intensit estreme e i modi di percepire della quotidianit si fondono generando sensazioni molto suggestive. Ma non si tratta che di passaggi momentanei da non trattenere. Le intensit pulsano intensamente durante tutta la giornata e anche, e soprattutto. oltre la giornata. Presenze estremamente intense precedono la comparsa del suono dei colori e delle qualit che scorrono nella quotidianit. Presenze estremamente intense non si espandono ma si contraggono, ovvero si riassorbono. Non esiste una opposizione fra le qualit percettive ordinarie del suono delludito e del tatto e le intensit estreme non contenute nella quotidianit. Il loro fondersi non solo suggestivo ma vitale ed integrante fin quando leffetto membrana, involucro isolante, della percezione ordinaria, non blocca lintegrazione e la vita ad essa connessa in qualche forma isolata in qualche particolare dimensione. Molte esistenze visibili e invisibili sono costrette, dalla qualit isolante del proprio percepire, a viversi esclusivamente isolate allinterno del 107

proprie dimensionalit. Eppure quellisolamento non che apparenza, non che una delle realt fisiche viventi. La realt effettiva di una apparenza di entit fisica data dal processo di collassamento dellapparenza di quella entit attraverso tutte le apparenze di realt fisiche manifestantesi. Il collassamento leffettivo svolgersi del riassorbimento, quindi non spiegabile, lapparenza al tempo stesso apparenza e realt fisica via via manifestantesi. In effetti con queste parole sembra di giocare a dir tutto e lincontrario di tutto, ma non cos. L evocazione aiuta ad accorgersi che la membrana isolante della percezione ordinaria del tutto permeabile.

Liquida animazione Anche se mi sembra di avere mani, braccia, gambe, schiena, testa, occhi, sono un insieme di entit liquide tenute insieme da complessi sistemi di pressioni. Il liquido che io sono generato da quelle stesse pressioni che uniscono e diffondono le parti di cui mi vedo composto.. Posso arrivare ad agire sulle entit che sono tramite pressioni, se avverto con lucidit la natura delle pressioni, il loro integrarsi in me, nella natura e oltre. Lo hatha yoga sfrutta la consapevolezza della natura delle pressioni: le pressioni fisiche possono diventare istantaneamnere liquide, magnetiche, animate e trasportare oltre la percezione ordinaria. Qualsiasi minimo gesto apparentemente fisico, emozionale o mentale una modificazione della natura liquida e animata che mi caratterizza.

Stupore Il sole assorbe il proprio suono , lo accoglie come un fiore, col ventre di cristallo, il cuore tappezzato di cannule frementi. Il sole, nel cuore, esplode nella quiete, trova senza cercare, ascolta il suono, lo riassorbe. Sulle montagne la neve si sciolta, ma altra neve cola copiosa e brilla intensa. Quella neve rimodella le montagne , canta con gli oceani espansi nellatmosfera, il ghiaccio guizza fra dita palmate, il petto sinfossa in getti di liquidi ferrosi. Molti cuori si riassorbono, assumono v orticose generazioni la cui quiete sprofonda fra gli impulsi. Sulla superficie si increspa un tenue liquido, il gesto affonda fino a immergersi in quel liquido, il gesto scorre veloce, assorbe una pienezza pacifica. Si attenua limpeto dei gesti, le membra ricompongono le turbolenze, il ventre si compatta, uno slancio improvviso conduce fuori dal tempo La corrente incalza, spinge in luoghi estatici, ma ora lestasi appare eccessiva e solida. La pressione 108

aumenta, i cuori perdono il controllo e il ritmo, tutto pulsa e preme e spinge e guizza. Le guaine isolanti si sono completamente consumate, la pressione ha sottratto alla percezione laoutomatismo della forma, cos ogni minima intensit anche luce ed oscurit.in caduta libera. Il movimento spinge fino al vento interno, dal proprio appoggio il peso ruota, ruota e ruota, si dissemina in una quantit di caduche curve, il vento si smonta, avvicina allo stupore

Senza controllo I segnali si frammentano, voci accurate richiamano i respiri, nelle vertebre si scioglie la vita, il ventre afferra i primi vortici, si osserva e, senza esitazione, si diventa umani. Il tocco della luce separa, un lembo incolore vibra, non avvolto dallepidermide, emette senza protezione, prima di sorgere tra noi. Gli abbracc i fluttuano, sono pieni di gesti decisi ma privi di direzioni, svuotati dogni forza conducono interi processi in modo impalpabile Nel mondo della Natura le connessioni sono generative, si esplicano producendo infinite entit che vengono chiamate energie, forze, desideri, emozioni. A un tratto un gesto naturale si muove senza possedere pi la propria direzione ed il proprio contesto. E questo particolare movimento che si chiama muoversi al di fuori della guaina, non avvolto nella membrana, non controllato da alcun respiro.

Insieme Quando il cuore si espande la percezione ordinaria cessa di essere isolata allinterno della membrana, si espande oltre la membrana, senza pi la capacit generativa che aveva allinterno dellinvolucro naturale. Cos facendo la percezione ordinaria diventa altro dalla percezione stessa, diventa qualcosa di impossibile da definire, rassomiglia a tensioni , impulsi, animazioni che precedono ogni intenzione. Inoltre sparisce lautomatismo interpretativo proprio della percezione ordinaria secondo il quale tutto lesistente procede secondo un principio di causa effetto, con leffetto gi contenuto in potenza nella causa. Ci che si manifesta, connesso in un modo decisamente pi raffinato del principio di causa-effetto. Per lesattezza non esiste nessun principio di causa ed effetto, nessuna unit, nessuna dualit. Ogni analisi si sviluppa allinterno della percezione ordinaria. Quando il cuore si attiva, lentamente le tracce ordinarie si dissolvono e le manifestazioni incredibilmente animate, vitali, 109

assorbono ciascuna presenza ordinaria. Per un attimo lunghissimo appare una realt composta di entit non individuali indipendenti e tuttavia estremamente connesse perch insieme animate, senza nemmeno una possibilit di individuazione come insieme.

Realt ordinarie Al di l della propria realt ordinaria che vale la pena conoscere in tutti i suoi dettagli, non si in alcun modo obbligati a vivere ulteriori forme di individualizzazione. Cercare di vivere come individualit altre forme di coscienza, diverse da quella ordinaria ma comunque definite in modo individualizzato, non apporta nessun arricchimento sostanziale alla percezione. Definire, per se stessi ed altri, gradini evolutivi di coscienza, tentare di connettersi ad altre entit tramite meditazione, non significa altro che recepire esclusivamente la manifestazione individualizzata delle entit. Quelle forme, in quanto individualizzate, per quanto suggestive possano essere, non sono strutturalmente dissimili dalla nostra forma ordinaria. La suggestione della potenza percettiva di altre entit incontestabile, ma non di nessun interesse la percezione intesa come potenza, di qualsiasi forma sia quella potenza. Qualsiasi manifestazione individualizzata come quella umana, contiene molto pi che un semplice comune denominatore a tutte le forme individualizzate. Le forme individualizzate si condizionano a vicenda in una sorta di circolo che si autopotenzia in modo conservativo, molto simile negli effetti sulla propria esistenza alleffetto guaina della membrana-involucro in cui si vive. Di fatto le entit dotate di individualit condividono in parte lo stesso involucro. Tutte le suggestive percezioni, poteri e profonde emozioni attribuite ad altre entit hanno il loro senso solamente se vissute al di fuori della propria ed altrui individualit. Ma al di fuori della individualit non posiamo costruire alcun percorso logico n trovare alleati in qualche modo delimitabili. La difficolt di dare un senso alle intense percezioni che si provano al risveglio interiore del riassorbimento comune a tutte le entit individualizzate; quel senso altro dallindividualit, non pu essere rappresentato in modo certo e logico, pu essere evocato, ma le evocazioni si estinguono rapidamente. Non esistono scorciatoie n trucchi per percorrere la via che unisce la realt ordinaria al riassorbimento. 110

Volo Chi pu respirare vibra di calore nello spazio nascente. La luce striata della stella tramuta il coraggio in certezza. Affannato , vicino alla fonte, altri arrivati lo guardano, lincontro si dilegua nellaffetto silenzioso. Lieve accenno del corpo, la pressione fuoriesce, trasporta con se unamicizia tenace, i muscoli non trattengono lazione, il cielo si lascia afferrare, sprofonda nelle braccia sudate, decisioni. Lagire il tuo augurio, vento, dimora delle tue labbra, ossa tese nellorizzonte, la presa scivola via, consumata da una felice assenza. Il contatto dimora, preludio , mani giungono, si affievoliscono, luci retrattili gemmano lungo i ghiacciai, pietre gracchianti scintillano nella notte elettronica, prima dellalba brulicano le anime lontane da se stesse. Resto a guardarti, sondare il tuo calore, sprofondo nel canale, raccolgo gesti affannati, la tua decisione netta. Il volo unapertura presente, cresce dentro di me, afferra lintensit , modella vite intere, plana oltre lo sguardo.

Presenza Il mare ondeggia, ingoia laria, muove la terra, ricopre il ghiaccio col sole, mostra la sua assenza nel cuore, trova riposo, il colore fluttua. Lontani dai suoni, consumate le immagini, presenza diffusa nella presenza, un atto scomodo da comunicare, nientaltro in cui immergersi

Pratica delle pressioni The practice of hatha-yoga is based on the use of pression on ones own body. Then pression, at a deep level, is connected with mutation of perception, mutation of Nature, concentration. By the way, hatha yoga is only one of the innumerable ways to operate with pressions. Different pressions implicate different deep connections and perceptions, but the mutation of Nature and concentration remains the same as hatha yoga. 111

Jogging is an example of pratice of different pressions then hatha yoga, also working slowly with a bar is one more example. La pratica dello hatha yoga basata sulluso della pressione sul proprio corpo. Inoltre la pressione, a un livello profondo, connessa con la mutazione della percezione, della Natura, concentrazione. In ogni caso lo hatha yoga solamente uno degli innumerevoli metodi per operare con le pressioni. Pressioni diverse implicano diverse connessioni e percezioni profonde, ma il mutamento della Natura e la concentrazione restano le stesse. La corsa un esempio di pratica di differenti pressioni dallo hatha yoga, anche lavorare lentamente con una sbarra un ulteriore esempio.

Oltre la Natura La percezione muta incessantemente, oltre un certo suo mutamento la stessa Natura muta, quel che appare non ha pi corpo n sostanze per trattenersi, depositarsi. Il mutare un ruscello vivace, appena accennato nella folta boscaglia delle montagne, lo si ode senza poterlo vedere, scorre anche nel deserto, ben riconoscibile nellarsura della sabbia, nei riflessi spontanei del cielo stellato. Il ruscello non vede, vibra delle contrazioni vitali che lo animano, il vento vi si disseta, assorbe labbraccio che lo estingue e sorregge. Nel palmo delle mani si accumula il calore, le intenzioni si manifestano, indomabili e precise nel proprio agire.

Sentieri Si diluisce la notte fino ad estinguersi nellabbraccio. Il calore si osserva, le piante palpitano, si distaccano, accumulano lo slancio. Lo slancio si prosciuga nello stagno, voli mimetici risalgono le arterie, depositano nelle mani petali marini. Un canto composto piove sul paesaggio, irrora la Natura, genera gli sguardi delle montagne ridenti. il sentiero chiama la sua gente, risucchia nel profondo delle rocce innevate, attende i passi felici delle corse mattutine. Lungo la salita crescono gli ultimi fiori estivi, radici percorse da brividi, grinze laviche sui fianchi. Il balzo cancella gli sguardi, le 112

ombre cascano nei respiri, spinte colorate tingono epidermidi nascenti. La vita viene sopraffatta dalla presenza.

Attrazione e confinamento Qualsiasi forma di attrazione tra entit, sia di natura sentimentale, che squisitamente fisica magnetica o elettrica, comporta un confinamento di entit entro determinati canali, limmediata creazione, nascita, di un involucro in parte impermeabile e in parte isolante, un certo grado di isolamento da altre entit. Se linterazione fra entit immaginata solamente in termini di attrazione e confinamento si immagina un habitat popolato da strutture che si muovono fra condizioni, pi o meno estese nel tempo, di isolamento reciproco. Da quellisolamento scaturisce una forma di rapporto che sempre dello stesso tipo, ovvero un rapporto di esclusione e confinamento. Si genera cos un cosmo in cui le materie non sono che le successive posizioni di attrazione e confinamento che le entit assumono, si tratta di un cosmo bloccato allinterno di una eterna dinamica di attrazione e confinamento. Ma se le entit vengono immaginate e magari percepite come qualcosa che si integra senza bisogno di attrazione e confinamento, allora il cosmo si apre, la sua circolazione diventa imprevedibile ed essenzialmente non avviene in un circuito chiuso, ovvero il cosmo si dissipa. Quando si dice che le entit sono capaci di integrarsi nella natura ed oltre, ci si riferisce proprio alla loro capacit di connettersi fra di loro senza bisogno di attrarsi e confinarsi, ma questo vuol dire che la stessa entit dissolve se stessa ancor prima di connettersi e quel che successivamente si connette la dissolvenza della percezione stessa, da cui segue poi il riassorbimento.

Aria immota Il sole si libera del suo calore e si congiunge. Lo sguardo si scioglie nel sorriso che apre la via nel petto, rami carnosi emettono luci, ultime dimore popolate da braccia. I raggi avvolgono il corpo, lo rendono una fune intrecciata d impulsi, una mente elastica si distacca dal tempo, gorgoglia rissosa per un breve attimo. La luce appare senza risplendere, precede le profondit, le sommerge. Labbraccio riluce lontano, rincorre la corrente, lascia incendiare il tempo, inchinandosi raccoglie fra le mani un gregge di stelle, depone la prepotenza, si dilegua con un bagliore. Il cuore si confonde con lo stormo di luci. Volano fra le paludi inabissandosi nelle nebbie immote. Il vortice interno risuona impalpabile, leggero. 113

Secondo volo Volare fra i canti, sereno, frugale, senza un segno, sciogliere le chiome, caduta nel cielo, aria assente, leggero oltre il corpo, salire sul cuore, incontrare le terre, senza nome di, cantare lo slancio senza il tuo nome, vagare nelle mani, vegetazioni irrisolte, stabili nelloscurit, risorse dei tuoi cuori, notte, attimi dincertezza donati, riposo ora ombre, salire nel tuo silenzio, le correnti si mischiano nel nulla, il vortice dei silenzi fra le mani, colate di calore al risveglio, la sua pioggia riempie la vita, seguire respiri, incontro. Il cuore stabile, il volere si dirige altrove, aria mattutina gela fra i palmi delle mani, ora ritorno con i cuori, palpitare. Salire nel cuore del tuono, ottenere labbraccio, limpulso ricevuto si fa strada, non lascia impronte , spingere oltre le stelle, torrenti impulsivi, dopo il risveglio, breve, quasi autoritario, un bacio.

Inerpicarsi Il cuore insegue la gioia dellincontro. Risale la strada delle montagne, i ghiacciai si sono ripresi il loro terreno; la neve, inesauribile nel suo amore, nutre il gelo, accoglie il mio ventre. Il gelo riposa nelle ossa, chiede spazio alla luna, si lascia trascinare nel torrente montano, fino al primo lago dove affonda, poi si avvolge nella terra, ripiegato molte volte in un impulso di cristallo. Il sentimento si posa sui pendii innevati, lestate germoglia fra le chiome fiorite di neve, tremori impulsivi si inerpicano nei sentieri, cristalli animati si colorano di fiori acquiferi, altri animali volano, la montagna si apre . Il silenzio decide. Il silenzio una fonte avvolta nella vegetazione. Aperta al cielo ogni giorno, ogni notte, indifferente al suo destino, depositata su un fondo vibrante, calore immesso nei cuori, cuori generati dal calore, limpulso il tuo calore nel cuore, silenzio di fonte, fronde rumorose, fiorite, fasciate dal cielo. Il cielo si riassorbe lontano dalla terra. Gli oceani brillano allontanandosi, avvolti dallo spazio filtrano il loro canto, espellono il contatto, uno scarto appena percepito, la vita e la morte si mischiano reciprocamente, cancellati dal nuovo silenzio, accolti senza alcuna promessa.

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Cenni Terreno dacqua, laguna tremante, orizzonte apre i cieli, la vita irrora . Lanimazione decide i suoi impulsi , la terra cade, gioco sottile , attenzione, slancio , leggerezza dell apparire.

In superficie Inodore, semplice luminescenza, sciogliere la terra, preparare le stelle, ore profondamente incise nel ritmo, altri luoghi si raggruppano, emerge un getto, incontrollabile, freme, trascina via, dispersione nellombra, nomi ricomposti, gesti attrattivi, scivolare nellacqua, lungo il gelo, tuffo dopo tuffo, polvere di sabbia, in attimi, incontri ripetuti. Aprire le montagne, frugare la terra in cerca di sorrisi, le nuvole tracciano la storia, liquido inorganico compone rarefatti impulsi, quasi-cuori mangia-spazio respiranti calore. Presenze, turbini senza complici, giostre di attimi fatali, sapori direzionali, a tratti braccia forti e docili, la voce insistente, e poi. Fiori sospinti dalle maree, liquide forze tracciano vie negli organismi, i loro perimetri, setacciano involucri emozionali, ricompongono flussi, somiglianze inaspettate, gli incontri cellulari germogliano, fluttuano nelle pietre, orientano animali impauriti. La sete, la fame, ogni richiamo , immergere nel vento. In superficie: comete traccianti compaiono nello sguardo, primule estive flettono draghi impazienti, ruotano nelle mani crepitanti energie, sorrisi frugali catturano materia , la dirigono, formazioni nascenti sul crinale, salsedine nel ventre. Richiesta, voci affermano , il momento degli insetti e del calore, pioggia scorre nelle paludi affollate, luci saldano i loro impulsi in reticolati gelatinosi, solidi attimi, sguardi congiunti.

Radicare La radice si stende. Saggia la morbidezza del cosmo, si fonde, torna in se stessa scaturendo da una nuova fonte, incontra flussi viventi, ne attraversata. Grandi e mobili animazioni scorrono, affondano nella radice, altrove. La radice si adagia fra il tempo e lo spazio s da creare lo slancio, il tremito percorre le sue linfe, intrecci di venti modellano cascate fluenti di viventi. Gli orizzonti cedono i loro colorati spessori alla radice sempre nascente, sprofondata, immersa in una mobile inconsistente 115

impulsivit. Il contatto col cielo decide la radice degli occhi, il corpo spinge il soffio dei venti attraverso un nuovo ventre, il vortice delle radici cancella le tracce, dense note marine chiazzano laria appena emersa, richiamano un fluire che dura, nel cuore, fra le mani. Il passaggio degli invisibili cancella la memoria, ingombra la mente, scioglie i tessuti. Giunge cos un buon momento per la concentrazione, la radice mostra il suo slancio, disperde la vita fra le chiome del bosco, sospinge la marea tra i canali fioriti, cumuli dimpulsi appaiono ovunque, germina uninsolita primavera, estranea al tempo. Il destino rivela i suoi piani, poi giunge il silenzio imbarazzato dellinutile attesa. Ci che risplende non luminoso, non visibile, molto presente, cos presente da dissolvere la presenza stessa.

Doni I cuori si destano in ogni istante per ricevere il tempo e il luogo del tuo apparire. Morbido paesaggio di affetti sonori, la pioggia incombe, profondit immersa. Osservare il sole sciogliersi in se stesso, bruciare nel vento da lui generato, prenderti nel suo corpo, inghiottirti per poi lasciarti andare, attimo dopo attimo ti unisci con i cosmi, al fuori di ogni natura, tranquillit e silenzio, ineluttabile quotidianit. Scivola nel cuore notturno, l'intensit incide lombra, si rompono gli involucri uno dopo laltro. Fra immense montagne, fondali fioriti, senza testimoni, presenze serpeggiano.

Brevi note Gli involucri si muovono luno rispetto allaltro in modo osmotico e dovrebbero essere capaci di percepirsi reciprocamente con estrema chiarezza e dettaglio tranne nel caso frequentissimo in cui un area di involucri si isola percettivamente rispetto ad alcuni, o molti, altri involucri. Da un punto di vista fisico-meditativo-mentale, in una sola parola percettivo, la necessit del non isolamento reciproco degli involucri ha enormi conseguenze ed implicazioni sulle pratiche ed abitudini fisiche, emotive, mentali e molto altro. Qualsiasi disciplina che non scaturisca naturalmente dallinterno dei propri involucri, agisce costruendo aree di reciproco isolamento fra involucri e sviluppando il funzionamento di alcuni involucri a discapito di altri s da creare un processo di deformazione percettiva. Attenzione: la deformazione della percezione provoca

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sempre lo sviluppo di poteri, quei poteri, a loro volta, agiscono sempre isolando eccessivamente alcune zone della percezione da altre.

Guardare Guardare, avvicinare lo sguardo, non vedere, avvertire una pressione che inghiotte, ore trascorse immerso, senza riflettere, presenze unite nellintensificarsi, luce in piena, odori rigonfi, polmoni, la quiete giunge, avvolge le esplosioni di vortici, decisioni fondono il sangue, il cuore preme, si unisce, imprime lo sguardo dello slancio, afferra la propria dispersione, gioia nella notte. Al contatto si disseccano le presenze, polvere nutrimento e poi aria, ovunque fiumi inodori, in piena, sprofondati nei cuori, ogni flusso diventa respiro, senza passato. Neve innevata abbraccia la sorgente, si scuote, una esistenza trascorre, la pelle sboccia.

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Percezione, Coscienza, Hatha Hoga

Sometimes I write in English. The basic problem when talking about perception is that perception is a kind of ensemble that one cannot divide into any kind of order, nor analyze with a conceptual thougt. In perception everything exists beyond and without the limit of the compulsory choice between true or untrue or yes or no, although we can't say that one is dealing with freedom. Perception flows inside channels, not all channels are human-centric, only a few channels are human-centric. Only a few channels start their way from the Ego, which means that most of perception is extra-ego and it's because of such caracteristic that one can sometimes perceive something like spirits, post-mortem experience, out-of-body experience,ecc. Actually, only living inside the channels of the Ego one can imagine that there's only one reality,one body,one perception. The channels of the Ego are very sofisticated, but they can exist just because they are strictly connected with some channels that intersect the Ego channels but do not start from the Ego itself and do not stop in the Ego. Perception can easily be a non Ego-perception, and by the way we must remind that channels don't finally flow into any kind of ocean: they just dissolve. Basicly and normally, inside the channels of perception no circulation takes place, but only a sort of expansion of the objects of perception, and at the same time inside the channels of perception the same perception dissolves.

Non di solo Yoga si nutre la percezione- Per cominciare a percepire in modo attivo bisogna affrontare la propria individualit. Una volta che non si pi vincolati ad alcuna individualit si comincia a percepire ci che effettivamente altro dall'ambiente socio-relazionale umano. Una volta diventati indipendenti dall'ambiente umano appare nella sua chiarezza e vastit quanto profondo ed immenso sia ci che diverso dall'umano. Una volta cessato lo stupore umano per il non umano si comincia ad essere umani e non umani al tempo stesso. Quando cessa anche l'attrazione del non umano la percezione n individuabile n vincolabile. -e non c' pi niente da dire- . La limitazione della percezione conduce al blocco del naturale processo trasformativo in cui la percezione stessa coinvolta. La limitazione della percezione genera l'insorgere di continue difficolt che 118

determinano i lineamenti di una percezione di se stessi come esseri insicuri, vulnerabili ,aggrediti, ostili, non amati, completamente individualizzati- nel senso di completa chiusura all'interno del proprio ego.

Nel mio personale linguaggio i significati di coscienza e percezione coincidono. Una sfumatura di diversit fra i due concetti sta nel fatto che mentre la coscienza nella tradizione filosofica spesso associata a una ipotetica forma di essenza cosciente impersonale, non riferita ad alcuna individualit specifica, il concetto di percezione si sempre prestato maggiormente a fare da ponte fra una dimensione-percezione individualizzata e una percezione non vincolata ad alcuna individualit. In relazione alle mie personali peripezie percettive posso dire, riconoscere, che la coscienza un fatto che mi riguarda ma in modo impersonale, ovvero la coscienza che conosco non mia, non possibile che io la possegga. La coscienza , senza essere un'essenza, del tutto impersonale ma spesso limitata nella sua possibilit di essere cosciente di qualcosa, dall'essere un umano umanit. La coscienza se ne sta l, sempre vigile ed accorta a registrare quel che accade, ma l' ego, il corpo, le infinite influenze esterne e interne in cui si vive, non permettono alla coscienza di allontanarsi dal s. Il limite della coscienza segnato da una struttura energetica che possibile modificare; gli yogi lo sapevano e i loro sforzi erano mirati alla trasformazione dei limiti cui la coscienza sottoposta nella condizione umana. Di fatto gli yogi, e non solo loro, riuscivano ad eliminare quei limiti e sapere, infine, com' fatta la coscienza priva di limiti. Ma quanto ho detto non resta che un semplice racconto a meno che non capiti di vivere personalmente e quotidianamente l'esperienza di una coscienza che vede con chiarezza quel che accade e cosa le accade. Avere quella esperienza, dimensione di vita, implica il rendersi conto che chi cosciente, vigile lucido e non reattivo non l'ego, non il pensiero, non la mente, ma solo e sempre la semplice coscienza. La coscienza se mai diventi una realt ben presente nella vita umana, lo diventa in modo del tutto naturale e autonomo dagli sforzi della persona. Quando quella coscienza attiva, le pratiche e i saperi yogici diventano particolarmente significativi ed utili. La coscienza non un bene socializzabile, qualcosa di estremamente privato, praticamente segreto. La Mente, lEgo, il corpo, le presenze interne ed esterne, sono elementi separati che creano, formano e deformano l'essere umano. La coscienza uno di quegli elementi, li condiziona, ne viene a sua volta condizionata. (Non bisogna mai dimenticare che tanto l'apparente separazione che l'apparente unione degli elementi che creano e mutano l'essere umano non esistono di per se stessi). L'agire degli elementi costituenti l'essere umano limitano l'elemento coscienza a una sorta di 119

coscienza seriale, ovvero "qui ed ora si pu essere coscienti di un fatto per volta ". La coscienza percepisce con chiarezza la propria limitatezza e pu anche arrivare ad essere estremamente cosciente della apparente diversit e divisione funzionale degli elementi che creano, compongono e mutano l'essere umano. per altro ciascuno quegli elementi dispone di una propria coscienza. E' possibile essere coscienti di ognuna di quelle coscienze e di come quelle coscienze interagiscano fra di loro. non esistono regole e leggi generalizzabili per il manifestarsi delle coscienze e l'essere cosciente della coscienza stessa. La coscienza delle coscienze pu vedere agire le singole coscienze senza influenzarne l'agire. La coscienza dell'essere umano la risultante del reciproco influenzamento delle molte coscienze che la creano e manipolano. La coscienza dell'essere umano che vede l'agire attivo della moltitudine di coscienze che la creano senza interferire con la loro azione, agisce in un modo molto particolare, infatti agisce senza agire; nello yoga questo agire si chiama " meditazione". L'agire non agendo della coscienza umana ha un incredibile effetto su tutta la struttura umana, la tranquillizza, stabilizza, la rende sempre pi cosciente (senza agitarla) della immensit di entit fra le quali e con le quali essa vive e interagisce. L'aumento della capacit coscienziale della coscienza un fatto naturale che non pu essere forzato in alcun modo, n codificato in insegnamenti. Sono sicuro che gli yogi dell'antichit sapessero molto bene quanto fosse non insegnabile il sorgere e l'espandersi naturale della coscienza mentre in epoche meno remote si , al contrario, ritenuto di poter codificare quella naturalit e modellarla in forme di religiosit tradizionali. L'aumento della capacit coscienziale trasforma la coscienza, questo significa che la coscienza perde il limite di "essere cosciente di un solo fatto per volta qui ed ora". La coscienza non limitata diventa qualcosa di indefinibile in termini umani e anche l'insistenza nel chiamarla "coscienza" crea infiniti ed incessanti ambiguit e imprecisioni. Il termine coscienza riferito alla coscienza non limitata pu avere un senso puramente evocativo; ma bisogna rendersi ben conto che tramite l'evocazione si pu dire tutto e l'incontrario di tutto.

Vita, Morte, Mente- La vita e la morte sono mischiate fra loro, non sono una successione di eventi. Vedere la condizione del dopo-morte in vita molto diverso dal vedere la condizione del dopo-morte da morto. Capire quale delle due visioni sia la vera uno sforzo vano, come pure vano decidere se sia scorretto percepire la condizione dopo-morte essendo non morti e, importante, in perfetta salute. La vita e la morte sono fra loro mischiate in una varia maniera che ora appare sotto 120

forma di continuit ora appare sotto forma di coincidenza.. Con coincidenza si intende dire che se si pu percepire tanto lo stato di vita che quello di morte allo stesso tempo ci si trova al di fuori dell'ambito della realt prodotto dalle definizioni oggettuali mentali le quali possono produrre solo conoscenza oggettuale in cui il soggetto si trova sempre ad essere altro dall'oggetto. La contemporanea percezione dello stato di vita e di quello di morte semplicemente non descrivibile, appena evocabile - con le conseguenti controindicazioni delle evocazioni che possono dire tutto e l'incontrario di tutto. Le definizioni degli stati di morte e di vita sono oggetti mentali che esistono solo in un mondo popolato da immagini mentali. E' impossibile accertare la effettiva realt del mondo generato dalla mente. Le immagini mentali non sono fantasie, esistono, ma come ogni esistenza perdurano solo se attivate, ovvero vissute attivamente. L'ego e l'infinita quantit di altri esseri percepibili come esseri distinti l'uno dall'altro esistono esclusivamente in ambito mentale. Al di fuori della natura mentale non esistono esseri, n energie.

13 febbraio 2011, Amore e percezione- Come i termini percezione e coscienza anche il termine amore dispone tanto di un significato normativo e preciso che di un significato altamente evocativo la cui precisione dipende esclusivamente dalla coscienza, percezione, della persona. Mentre l'amore inteso come sensatezza morale e normativa prettamente un prodotto sociale e socializzabile, l'amore in senso evocativo non una entit socializzabile , n insegnabile : qualcosa di esclusivamente individuale ma con una capacit di trasformazione, azione, immensa. Se l'amore normativo non affonda la sua apparizione in quello evocativo esso malfermo e vacillante, in effetti pu sembrare amore mentre spesso qualcos'altro. La comunicazione della percezione, coscienza e amore profondo possibile mediante la comunicazione evocativa. Nella comunicazione evocativa l'ego, la mente, l'individualit umana, non sono i destinatari naturali e obbligati del comunicare, la comunicazione evocativa avviene con un indistinta ma vivissima immensit di esseri fra i quali sono presenti anche l'ego, la persona umana, la mente. La comunicazione evocativa non viene effettuata per scelta, essa accade da s, semmai per i praticanti di forme di meditazione necessario chiedersi continuamente se i risultati conseguiti con il proprio meditare sono capaci di innescare processi spontanei di, come dire, fluire, agire in profondit, o se i risultati conseguiti si limitano a una estasi incentrata su una sorta di beatitudine individualizzata. Esiste la possibilit di comunicare agli 121

ego umani l'amore senza parlare espressamente di amore. Purtroppo parlare esplicitamente del senso dell'amore distrugge l'amore, lo trasforma istantaneamente in un insieme di doveri ed opportunismi, abitudini mentali, concetti falsificabili. Se l'amore sembra una scelta o un bisogno si molto vicini a un senso normativo dell'amore ed spesso in e del senso normativo dell amore che si vive. Ma questo amore normativo, proprio in quanto norma, un dovere, un concetto, un bisogno che conosce un inizio e una fine. L'amore non dispone di un inizio e di una fine e pur essendo per sua natura essenzialmente evocativo, pu essere rapidamente e felicemente inteso. La possibilit di vivere la vita con amore, o l'amore come vita, strettamente legata alla capacit di comunicare in modo evocativo senza furbizia. L'amore non pu essere definito, tantomeno descritto, con le regole dei linguaggi ordinari. Ma l'aspetto veramente complicato dell'amore non evocativo che esso praticabile solamente se si capaci di vivere e conoscere in senso fisiologico profondo l'equilibrio tra l'infinta quantit di esseri di cui siamo composti e con i quali interagiamo. Il segnale inequivocabile di avere conseguito quella capacit di equilibrio sta proprio nel vedere sorgere in continuazione flussi di coscienza, percezione, amore. Quella capacit di equilibrio pu essere stabilmente presente, ma pi di frequente essa va e viene, e in ogni caso le modificazioni individuali delle dinamiche dell'equilibrio sono infinite. Lo hatha-yoga, mediante gli asana e le loro profonde implicazioni, propizia il sorgere di quell'equilibrio e ne favorisce il mantenimento, anche se di certo ci sono infiniti modi per conseguire quell'equilibrio, ammesso che non si sia gi felicemente equilibrati per nascita. Il fatto che l'amore non sia un bene umanamente socializzabile significa che pi si capaci di vivere un amore non normativo e meno si interessati a parlare esplicitamente di amore. La capacit di vivere un amore non normativo all'interno di un contesto umano cos apparentemente dominato da forme di amori normativi non pu portare a depressione, instabilit emotiva o desideri di fuga: questi tre comportamenti sono i segnali pi manifesti della propria completa dipendenza dal dominio dell'amore normativo. All'interno del dominio dell'amore normativo non si soffre per la mancanza d'amore ma per la mancanza di coscienza e percezione. All'aumentare della percezione corrisponde l'aumento della capacit di amare mentre resta inalterata la propria ignoranza concettuale, in altre parole essere un bravo studioso o un ottimo filosofo non aumenta la percezione. La composizione fisiologica umana non orientata verso l'equilibrio a meno che i processi mentali in essa presenti non si calmino. Il concetto di equilibrio fisiologico descrive uno stato in cui nessuna delle parti che costituisce la fisiologia umana agisce in contrasto con un'altra, o per bloccarla, o al 122

contrario per renderla dominante rispetto alle altre e per generare processi ad essa reattivi. L'aspetto fisiologico e quello mentale dell'essere umano e del cosmo sono del tutto circolari: ci che fisiologico mentale e viceversa. Si parla di fisiologia e mente solo per evocare funzioni che sembrano diverse ma che in realt sono lo stesso processo. La mente pu essere in quiete, come afferma lo yoga, ma mai pu essere volutamente arrestata n a livello umano n a livello extraumano. A essere precisi la fisiologia di nessun essere tende all'equilibrio. La fisiologia tende allagire non compulsivo, ovvero all'agire inevitabile, a incorporare qualsiasi azione esterna o interna senza concettualizzala o "emotivizzarla" . La complessit di una fisiologia tendente all'equilibrio o di una mente tendente alla quiete sono incomprensibili mentalmente e inaccettabili a livello fisiologico della quotidianit " normale". D'altra parte quella complessit anche incomunicabile mediante i linguaggi ordinari. Quella complessit inevitabilmente anche amore. 23 febbraio 2011, Fisiologia e percezione- Ida, Pingala e Susumma, sono tre Nadi molto importanti per lo yoga, tre nadi, canali, vie energetiche, che, in misura maggiore di altre nadi, sono caratterizzate e interessate da una frequente attivit di trasformazione della percezione da una percezione mentale a una percezione altro che mentale-dissolvimento della percezione stessa. Per quanto riguarda la Kundalini essa una zona del chakra che di solito funziona al di sotto del ventre, alla base della spina dorsale. Essa agisce in una dimensione molto pi dinamica energeticamente della realt quotidiana; si occupa della dinamica apana - prana all'interno del corpo umano . Apana e prana normalmente sono del tutto squilibrate fra loro, e il loro squilibrio gli impedisce (al prana e all'apana) di scorrere all'interno della Susumma. L'energia kundalini non esiste, piuttosto esistono almeno due fenomeni distinti che coinvolgono la zona detta Kundalini, e le tre Nadi Ida, Pinga e Susumma. Il primo fenomeno si ha nella percezione non ordinaria, quella evocabile come dissolvimento e in parte collegata anche all'esperienza del Samadhi yogico: quella percezione propizia una globale configurazione energetica e fisica in cui nessuna energia- o elemento- prende il sopravvento su un'altra. Si tratta di una situazione di "equilibrio" che induce la kundalini, a preservare lo scorrimento separato del prana e dell'Apane in Ida e Pingala e a unificarlo in modo "equilibrato" all'interno della Susumma. Il processo di unione fra Apana e Prana modifica la struttura generale dell'essere umano rendendolo allo stesso tempo umano e non umano. Il secondo processo si ha quando la kundalini cessa del tutto di funzionare e il Prana e l'Apana, invece di scorrere nelle rispettive Nadi Ida e Pingala, si convogliano all'interno della Susumma senza equilibrarsi fra di loro. Lo scorrimento piuttosto violento, talvolta pu portare dei danni, ma, in generale, benefico. Il secondo processo in effetti un processo di 123

autoguarigione dell'intero sistema energetico umano. Esso avviene in modo del tutto naturale quando ve ne bisogno, il pi delle volte avviene in sogno e al risveglio se ne perde spesso il ricordo. Nello yoga si afferma che esistono metodi di concentrazione, meditazione, respirazione che conducono alla corretta attivazione della Susumma, ma lo yoga attribuisce a questo processo qualit di consapevolezza percettiva che non gli sono propri. La volontaria ricerca dell'unione del prana e dell'apana all'interno della Susumma non particolarmente utili ai fini percettivi e per di pi quella ricerca e quella unione provocano effetti talvolta fortemente e inutilmente dannosi. Sicuramente i primi sperimentatori dei due processi in questione ne conoscevano le differenze, mentre coloro che hanno cercato di codificare forzatamente quel sapere non erano assolutamente in grado di valutare la differenza fra i due processi.

26 febbraio 2011, Fisiologia e percezione,n.2- Fisiologia e percezione sono concetti che si intrecciano nella narrazione-rappresentazione dell'essere umano. I chakra sono centri di attivit attorno i quali si strutturano le varie parti che compongono l'essere umano. In pratica la struttura umana si auto-organizza a partire da una quantit di centri di attivit. L'attivit di quei centri definibile ma non quantificabile; essa allo stesso tempo un'attivit organizzativa e dissipativa della propria esistenza. Quei centri organizzano il sorgere e l'agire delle funzioni degli apparati fisiologici e psicologici che agiscono nella quotidianit. I centri sono fra loro collegati da numerosi canali, o meglio, l'interazione fra i centri coincide con gli stessi canali, con gli organi interni, con l'attivit mentale. Anche se i canali e gli organi interni e la mente appaiono come risultanti di uno sviluppo dei centri di attivit, essi in realt preesistono a quello sviluppo. Quello sviluppo una forma della percezione umana, non l'effettiva realt dei fatti. Le interazioni fra i centri e l'attivit all'interno di ciascun centro sono osservabili in modo distinto ma non si tratta di entit effettivamente separate. I centri cambiano letteralmente modalit di esistenza e funzionamento a seconda delle interazione che sviluppano. E' sorprendente la loro reciproca relazione di equilibrio, interrelazione in cui nessun centro condiziona il funzionamento di un altro centro: quella relazione crea un flusso che allo stesso tempo pu essere percepito come canale od energia che coinvolge tutti i centri di attivit e genera una forte sensazione, coscienza, di dissoluzione dell'esistente e contemporaneo accesso a una condizione molto speciale, non descrivibile. Nello yoga, e nella fisiologia induista, quel canale viene chiamato Susumma e quella interazione viene chiamata Samadhi-liberazione. Quel canale pu essere attivato tanto da una singola sollecitazione che parta da un unico centro quanto da molteplici 124

sollecitazioni indotte da molteplici centri di attivit. Quei centri, le loro interazioni,i canali che apparentemente creano, sono entit micro e macrocosmiche, ovvero non esiste una sola interazione all'interno della struttura umana che non sia una interazione anche cosmica. La coincidenza fra l'essere micro e macrocosmico rende estremamente semplice la possibilit di percepirsi al tempo stesso come una singola individualit umana e una indefinita entit cosmica senza che quella percezione si tramuti in delirio psicologico o antropocentrismo sfrenato. Quella coincidenza percettiva inspiegabile e malamente evocabile. In effetti la stessa esistenza di centri di attivit attorno cui si organizza il fenomeno umano possibile solo perch il microcosmo e il macrocosmo coincidono pur essendo in qualche modo separati. E' lo stesso agire dei centri che sviluppa oltre i canali, anche il micro e il macrocosmo; il micro e il macrocosmo sono interazioni che avvengono oltre il tempo e lo spazio. Come sviluppo si intende la descrizione della dinamica micro-macro, non l'effettiva realt della loro esistenza che non antecedente o successiva a quella dei centri di attivit. Quando tutti i centri si attivano in modo equilibrato il dissolversi della esistenza diventa per una attimo percepibile come fatto al tempo stesso individuale e cosmico; successivamente cessa di avere senso la nozione stessa di esistenza come quella di microcosmo e macrocosmo. L'attivit equilibrata dei centri di attivit uno stato percepibile in modo estremamente preciso ma non uno stato descrivibile in termini di quantit. A quell'equilibrio si pu talvolta accedere per caso, per qualche attimo, ma accedervi in modo stabile e naturale implica che l'intera struttura generata dai centri sia capace di supportare quell'equilibrio. Non semplice conseguire l'equilibrio dei centri di attivit, l'equilibrio profondamente connesso e alla capacit di amare, e alla capacit di non prediligere ( n identificarsi in) alcun tipo di attivit o energia e alla capacit di percepire distintamente gli stessi centri di attivit e il loro agire.

17 marzo 2011, Fisiologia e percezione,n.3- I concetti di microcosmo e macrocosmo sono estremamente insidiosi. In particolare mentre sembra ovvio associare al microcosmo la dimensione individuale di un essere, al macrocosmo di solito si associano i concetti di evoluzione, di collettivit, di archetipo, di anima di gruppo e di gerarchia evoluzionista. I concetti di micro e macrocosmo possono essere utilizzati in ambito percettivo solo utilizzandone la valenza evocativa per quanto soggettiva e vaga essa possa sembrare. La capacit di evocare e di recepire evocazioni intimamente connessa alla percezione e all'amore. L'evocazione, per quanto non sia codificabile n socializzabile , per coloro che la vivono, qualcosa di estremamente 125

pi preciso di una normale comunicazione mentale. Il micro e il macrocosmo non sono entit distinte ma sono forme di descrizioni di percezioni che avvengono in una sorta di eterno presente. In senso descrittivo si pu dire che fra il micro e il macrocosmo esista un continuo processo di reciproca trasformazione: il micro diventa macro e viceversa. Tale trasformazione non un semplice evento percettivo, soprattutto un dinamico stato fisiologico cosmico. In quella trasformazione i centri attorno cui si organizza tanto la vita umana che quella di qualsiasi altro essere non sono pi orientati esclusivamente verso un centro preciso della propria struttura. In modo pi particolare si pu dire che cessando di orientarsi verso un singolo centro della propria struttura, i centri attorno cui si organizza la vita si percepiscono via via in modo sempre pi collettivo e istantaneo. Ogni diversa fase di percezione corrisponde alla - all'esistenza -di esistenze diverse e multiple decisamente pi intelligenti e amorevoli di quelle che viviamo nella vita ordinaria. Quelle percezioni non sono assolutamente oggetti mentali o individuali, esse, rispetto alla dimensione di vita ordinaria, hanno una esistenza del tutto fugace e istantanea. Quando i centri di attivit vitale cessano di essere orientati, il tempo e lo spazio si estinguono, le dimensioni micro e macro coincidono letteralmente ma in tale coincidenza acquistano un senso e una intensit estranea alla vita ordinaria. Questo processo viene percepito come una immensa fonte di amore o come una immensit di multiple forme di amore. E' notevole che quanto detto fino a ora possa essere percepito, vissuto, senza che l'ego venga dissolto, semplicemente l'ego non pi il centro vitale verso cui viene universazlizzata la percezione. Si impara col tempo a non agire in reazione alla percezione di estrema amorevolezza. infatti, inizialmente, quando i centri non sono pi universalizzati, ancora forte l'impulso dell'ego a definire, individualizzare, mentalizzare quelle sorgenti di amore. Da un punto di vista fisiologico quell'imparare implica il riuscire a non opporsi alla percezione della cessazione dell'orientamento dei propri centri di attivit. Solo una volta acquisita stabilmente tale " non opposizione ", si scopre cosa significhi con precisione da un punto di vista fisiologico parlare di indipendenza dei centri di attivit vitale, di dissoluzione e contemporanea presenza dei centri vitali, di coincidenza fra macro e microcosmo, di contemporaneit fra i fenomeni di vita e di morte e molto altro. La percezione diretta fisiologica talmente trasformante e profonda da non essere assolutamente spiegabile col linguaggio verbale n quello scritto. Essa non pu essere nemmeno insegnata, un processo naturale in cui ci si imbatte e solamente nel proprio intimo si pu arrivare a sapere perch quell'incontro sia stato possibile.

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24 marzo 2011,Fisiologia tensionale,n.1- La fisiologia tensionale precede e sorregge la fisiologia dei centri di attivit- il linguaggio qui usato di natura evocativa. La fisiologia tensionale ci che crea e attiva i chakra-centri-di attivit. La fisiologia tensionale ed agisce, per cos dire, tramite tensioni che sollecitano e creano al tempo stesso i chakra e tale processo produce la realt che prodotta al tempo stesso dalle tensioni e dai chakra. I chakra si riassorbono in entit tensionali che a loro volta contemporaneamente esistono e si dissolvono. Il processo tensionale che crea i chakra e la realt prodotta contemporaneamente dalle tensioni e dai centri di attivit pu essere percepito, visto, vissuto pienamente, qualcosa di incredibilmente sorprendente per la vividezza degli eventi percepiti e per la rapidit e precisione con i quali si susseguono. Le emozioni della vita ordinaria sono ci che traspare in modo infinitamente meno intenso - nella vita ordinaria di quel processo e come quel processo, creano forme di realt, anche se orientate verso l'ego, mentre la percezione tensionale non ha nessun orientamento. Le emozioni della vita ordinaria sono prodotte contemporaneamente dalle fisiologie tensionali e da quella dei chakra. La fisiologia tensionale si diffonde ovunque, quella dei centri di attivit invece segue il limite del circuito-nadi dei canali in sui essi stessi sono coinvolti dopodich si trasformano e dissolvono. I centri di attivit si equilibrano solo in relazione al processo tensionale che del tutto impersonale, inevitabile e privo di direzioni. I chakra, centri di attivit, quindi non sono equilibrati in relazioni agli elementi o alle energie in circolo ma sono equilibrati quando agiscono in modo impersonale percependo il flusso tensionale della creazione e della dissolvenza. Quell'equilibrio, dall'esterno di colui che lo vive, pu non apparire, come di solito accade, o pu addirittura sembrare qualcosa di tutt'altro che equilibrato. Nessuna regola lecita in ambito tensionale. (Pi si ha dimestichezza con la percezione di dissolvenza e pi lo scorrere delle tensioni percepibile. Quando la fisiologia tensionale chiaramente percepibile i centri di attivit perdono il loro orientamento, la mente, il cuore il respiro, il ventre, non sono pi riferimenti di nulla, non favoriscono n ostacolano alcuna attivit. All'inizio di tutto ci il cuore si " meraviglia e rattrista ". Successivamente i centri pur non estinguendosi vengono come " inghiottiti " dal flusso delle tensioni. Il flusso tensionale del tutto indipendente dalla pratica della meditazione e della concentrazione. La fisiologia tensionale una " fase" molto diversa e decisamente pi profonda di qualsiasi forma meditativa.) 31 marzo 2011,Fisiologia tensionale, memoria n.2 - Nella percezione profonda, al di fuori della quotidianit, ogni essere partecipa alla creazione degli altri esseri. La interconnessione dell'esistente una entit attiva e vivente, ogni essere attiva ed contemporaneamente attivato da altri esseri tanto a livello di fisiologia di centri di 127

attivit quanto a livello della fisiologia tensionale. In un percepire pi intenso e profondo della fisiologia dei centri di attivit, i centri di attivit e la loro stessa attivit si uniscono in una sorta di plasma chiaramente percepibile che al tempo stesso letteralmente creazione degli esseri e riassorbimento degli esseri: tale plasma la rarefatta realt in ci vive la fisiologia tensionale. In entrambi le fisiologie, ma con notevoli diversit, gli esseri si appaiono in vari modi l'un l'altro al di fuori della logica temporale quotidiana, ovvero l'agire del futuro determina l'agire del passato esattamente come il passato determina l'agire del futuro. In questa dimensione percettiva il presente non di manifesta, il presente si manifesta solamente quando i centri di attivit si universalizzano verso un centro specifico " mentalizzandosi". La memoria vive esclusivamente in una logica temporale normale, quotidiana, essa una attivit mentale che si estingue con il dissolversi del processo fisiologico di universalizzazione. La memoria, in ogni caso, pu essere compresente alle altre dimensioni fisiologiche, ma in questo caso essa non le controlla, n dirige.

02 aprile 2011, Debolezza ego, emozione- La debolezza della struttura umana generata dalla intrinseca universalizzazione dei centri di attivit che sorreggono e costituiscono il fenomeno umano verso quel che viene genericamente definito come il centro di attivit dell'ego. Tale centro, per sua stessa natura, non particolarmente adatto a recepire la comunicazione degli altri centri, la logica che in esso funziona una logica esclusiva del tipo " o questo o quello", " o s o no" , o " destra o sinistra ", " definibile= esistente, o non definibile= non esistente". La logica esclusiva dell'ego oltre a essere platealmente visibile sia nel funzionamento psicologico e mentale, ugualmente e inevitabilmente applicata al livello pi squisitamente fisiologico, ovvero non si pu che percepire o caldo o freddo, fame o non fame, saziet del respiro o soffocamento. Anche la sfera della emotivit divisa in emozioni che fra loro opposte. L'intera struttura dell'ego definita come somma dellagire mentale , fisiologico, emozionale, risulta essere una tipica descrizione dettata dall'ego. La stessa struttura dell' ego vista dal di fuori dell'ego stesso, non verrebbe descritta come un composto di parti a loro volta articolabili in altre parti. Le comunicazioni verso l'ego che non possono essere percepite in termini di opposti per motivi fisiologici intrinseci all'intera struttura, non vengono semplicemente percepiti, ne segue che l'ego vive in un mondo diviso fra un " interno" ed un "esterno" scarsamente decifrabili e percepibili. Lego si accorge di udire solo una parte dell'udib ile, di vedere solo una parte del visibile, di non poter controllare il proprio respiro n il battito cardiaco che semplicemente vede avvenire, non riesce neanche a immaginare cosa sia la percezione cellulare, o cosa il vento possa sentire. Di fatto le opposizioni 128

che crea l'ego sono realt operanti e creatrici tanto a livello mentale che fisiologico ed emotivo. Se l'ego non operasse tramite scissioni la vista probabilmente non esisterebbe, ecc..,la maggior parte delle informazioni convogliate dai centri di attivit verso l'ego sono comprese meglio a un livello di percezione non esclusivamente egoico, ma bisogna essere preparati al fatto sorprendente che a un livello non egoico gli stessi centri di attivit, non essendo pi universalizzati verso l'ego, dispongono di attivit molto diverse dal dividere e scindere tipiche dell'ego. In pratica succede che l'ego che universalizza verso se stesso l'attivit dei centri vitali dell'essere umano ed in conseguenza di tale attivit che i centri di attivit appaiono come " centri" e come "attivi". Al cessare di tale attivit cessa il fenomeno dei centri di attivit e appaiono altre entit. I chakra dello yoga appartengono ancora alla dimensione dell'ego, stranamente lo yoga non da segni di avvertire chiaramente ci che appare quando la mente cessa di fare apparire i chakra. A livello fisiologico l'attivit egoica pu integrare il non mentalizzabile come automatismo fisiologico, che ancora una interpretazione di tipo mentale. Il livello emozionale pu essere mentalizzato solo in parte poich risente dell'enorme disturbo generato da ci che essendo stato automatizzato non pu pi venire percepito nemmeno come mentale. La stessa percezione mentale, che il modo di percepire - e al tempo stesso creare la realt- da parte dell'ego, genera esistenze fra loro percepibili in termini di opposti o semplicemente non percepibili. Percepire e valutare in termini di opposti ha sempre, come conseguenza, il fatto di non percepire l'effettiva portata della realt, in pi sulla vita emotiva grava il fardello di una inefficace comprensione mentale della realt e di una impossibile percezione di moltissime altre realt perch ritenute dalla mente egoica automatizzate o estremamente diverse e lontane. Il risultato finale di tutto ci che l'essere umano in quanto essere egoico-mentale non pu disporre di una intelligenza penetrante e a livello emotivo non pu che vivere nella sofferenza a causa della immensa limitatezza intrinseca dellagire percettivo- mentale. Nella vita quotidiana attraverso lemotivit che viene fruita l'esistenza. La mente viene modellata dalla sensibilit emotiva e cos pure l'aspetto fisiologico determinato dalla emotivit. Eppure la sensibilit emotiva stata fino a poco tempo fa ostracizzata dalla filosofia per non parlare del trattamento riservatole dalle grandi religioni, yoga compreso. Il modo di percepire le emozioni, ma non solo quello, pu condurre a scoprire e vivere la fisiologia tensionale che non mentale, ancor prima di giungere a scorgere la fisiologia dei chakra che in gran parte ancora mentale. Quel modo non insegnabile ma in ogni caso lo si pu incontrare. Dal punto di vista del vissuto quotidiano il vissuto emotivo il pi variabile, fragile, attivo. La vita che esso presenta una vita fatta di continui cambiamenti, per lo pi incolori o inspiegabili. La parte pi misteriosa dell'emozione risulta non tanto nell'essere fonte di sofferenze o 129

entusiasmi ma dal fatto che per quanto essa sia intensa essa non mai abbastanza intensa da risultare stabilmente appagante. Diversamente da ci che afferma il buddhismo non la felicit l'obbiettivo della vita quotidiana ma il conseguimento frequente di intense emozioni misteriosamente appaganti. Quella intensit e quel misterioso appagamento non sono assolutamente da reprimere ,ignorare, fuggire, entrambi sono l'inequivocabile segnale della intrinseca limitatezza della struttura umana e di quali intensit e sensatezze esistano oltre il funzionamento dell'ego. 11 aprile 2011- Emozione ed automatismi dell'EGO Il modo automatico di funzionamento del centro di attivit chiamato EGO quello che incessantemente convoglia verso se stesso e subordina a se stesso l'agire degli altri centri di attivit. Tale automatismo l'origine del senso di individualit, sia singola che collettiva, inteso come necessit intrinseca dell'essere, l'origine del bisogno di possesso, di potere, di controllo, in generale di definizione incessante dell'universo. L'ego, da solo, non pu percepire chiaramente l'esistente. Gli automatismi dell'EGO sono incessanti ma possono anche essere capaci di percepire la limitatezza del percepire dellego stesso e quindi di non estendere oltre i limiti di quella percezione il funzionamento degli automatismi. Lautoconsapevolezza della propria limiti estremamente preziosa per lEgo poich solo grazie a quella l'ego pu cessare di percepire attraverso i propri automatismi e quindi cessare di credere nella necessit ontologica della individualit, nella necessit del potere, della propriet, del definire compulsivo. In altre parole l'EGO pu funzionare anche senza essere dominato percettivamente dal proprio automatismo funzionale mentre gli stessi automatismi continuano ad avere luogo. Il termine libert acquista il proprio senso solamente se si capaci di non far determinare l'EGO, percettivamente, dagli automatismi dell'EGO stesso. Il punto di svolta dal quale si dipana la libert si ha in una dimensione fortemente emotiva nella quale si riesce a veder agire le proprie emozioni, pensieri, percezioni, desideri, sensazioni, senza riferirli a s stessi, senza volerne essere i legittimi destinatari, senza volerli emotivamente trattenerli. Quando l'ego cessa di essere il proprietario delle emozioni e lascia alle emozioni la propria indipendenza, l' EGO si calma e lentamente ma sicuramente, comincia a veder sorgere gli altri centri di attivit. Bisogna fare molta attenzione a non forzarsi a vedere le emozioni proprie come indipendenti dall' EGO poich la forzatura conduce a malesseri psicologici, emotivi e fisici di tutti i tipi. La capacit di non riferire le proprie percezioni al proprio EGO deve, si tratta di un dovere del tutto evocativo, sorgere in modo naturale e non stimolato dalla propria volont. Bisogna imparare a sapersi trovare immersi nel turbinio dei propri 130

automatismi senza esserne travolti emotivamente e, al contrario, essere molto presenti alla molteplicit e diversit del proprio percepire, in particolar modo del percepire emotivo, senza ridurlo, negarlo, fuggirlo. Le emozioni, se continuamente e intensamente non vissute come indissolubilmente legate al proprio EGO ma percepite come entit diverse dal proprio EGO, vissute semplicemente come entit indipendenti dotate di una esistenza propria, senza lasciarsi terrorizzare da qualsiasi forma tale indipendenza possa assumere, si intensificano. In quella intensificazione esse riescono a sviluppare la percezione di indipendenza dell'esistente dall'automatismo dell' EGO e si rendono via via conto di come gli automatismi dell' EGO portino a fraintendere l'esistente con qualcos'altro ad esso molto debolmente e remotamente connesso. Inoltre, quell'esistente, assume una vita estremamente intensa e particolare che la vita propria percepita nell'ambito della fisiologia tensionale a cui si gi accennato. Le emozioni non bisogna temerle mai, di qualsiasi natura esse siano. Ma, come tutto ci che scaturisce dall'automatismo dell' EGO, assumono il loro vero senso solo quando l'EGO cessa di percepirle come una propria intima propriet. L' EGO, fin quando resta incapace di percepire con chiarezza i limiti del proprio automatismo, resta fortemente interessato e dominato dagli eventi legati al nascere e al morire. Quando l' EGO si libera, diventa fondamentalmente disinteressato alla sofferenza, alla morte, pur continuando a viverle. Nel momento in cui l'Ego riesce a vedere con chiarezza che non altro che una entit fra molte, si disattiva, si trasforma.

15 aprile 2011- INSIEME La fisiologia tensionale ha luogo negli stessi canali in cui ha luogo la fisiologia dei centri di attivit. In modo puramente evocativo si pu dire che nella fisiologia tensionale i canali rassomigliano pi a flussi di fiumi costituiti da oceani in piena. Tali flussi producono entit e si dissolvono al tempo stesso. La realt quotidiana, ci che appare nella fisiologia tensionale e quello che appare nella fisiologia dei centri di attivit sono completamente mischiati fra loro e interconnesi in modo tale che la realt quotidiana, la fisiologia tensionale e quella dei centri di attivit possono essere vissuti contemporaneamente, supporre che esiste un ordine di successione o un ordine gerarchico fra di loro errato. Qualsiasi elemento percettivo pu risultare adatto in appropriate e peculiari circostanze a favorire la percezione del fluire contemporaneo delle diverse fisiologie oppure a favorire il fluire da una fisiologia ad un altra. Non esistono regole o schemi generali validi per tutti gli umani, ognuno deve, se vuole, se pu, seguire le proprie vie. L'emotivit, le emozioni, la capacit di emozionarsi 131

evitando sia gli eccessi di un culto della emotivit sia di considerare le emozioni percepite come qualcosa di esclusivamente intimo e personale, possono condurre rapidamente verso l'amore, verso la liberazione dell'EGO dall'Ego stesso, verso i tumultuosi oceani in dissoluzione della fisiologia tensionale, ma molto, molto difficile tanto percepire delle emozioni che non siano costituite dall'ego e riconoscerle come tali quanto percepire con chiarezza i limiti e le funzioni delle emozioni egocentriche che, dopotutto, non sono niente di innaturale. Sempre in modo evocativo si pu dire che le percezioni non si trasformano l'una nell'altra, non ci si evolve da un livello percettivo in un altro, le percezioni si presentano e come si presentano vengono vissute. Il senso del percepire nelle percezioni stesse, non altrove. Le percezioni non sono un concetto dell' EGO, sono uno dei numerosissimi stati fisiologici che avvengono. Le emozioni sono percezioni, sono presenze autonome e complesse di incredibile intensit, d'altra parte non esiste nulla che non sia dotato di grande intensit. Il fatto pi difficile da evocare che non tutto ci che pu essere percepito percepibile

20 aprile 2011 Individualit il motivo per cui impossibile parlare o rappresentare la percezione che appena ci si allontana dalla coscienza, percezione ordinaria, il linguaggio, assieme a qualsiasi altro metodo di rappresentazione, cessa di funzionare e di servire a qualcosa. Ci che si percepisce al di fuori della percezione ordinaria non risulta pi essere un insieme di emozioni, pensieri, sensazioni narrabili, articolabili, ordinabili, ricostruibili in qualche modo, comunicabili. Lontano dalla percezione ordinaria ci si trova senza il tempo, senza lo spazio, niente sembra o particolarmente grande o particolarmente piccolo e, soprattutto, il proprio io ordinario, pur continuando ad esistere come io, non si manifesta pi come una forza concentrica e magnetica. Appena ci si allontana dalla percezione ordinaria non esistono pi guide e maestri, ci che si vive , a suo modo, abbastanza sensato da non richiedere spiegazioni. Appena ci si allontana dalla percezione ordinaria non si esiste pi come individualit, il che decisamente sorprendente visto che l'ego resta l, non viene annullato, ma, come si gi detto, semplicemente cessa di funzionare in modo "magnetico". La cessazione del magnetismo dell'ego pu essere evocata ma non pu essere spiegata nei dettagli: chi la conosce non ha bisogno di alcuna spiegazione, chi non la conosce vive , in qualche modo, una forma di individualit e il magnetismo proprio di qualsiasi individualit impedisce la percezione di qualcosa di diverso da un'altra FORMA DI INDIVIDUALITA'. Il magnetismo della individualit un automatismo dell'ego, costituito da materia pulsante, come tutto del resto. Ma se l'individualit non si basta 132

pi, per chiss quale motivo, se comincia ad accorgersi con fastidio crescente degli automatismi, ecco che l'individualit impara da s stessa, senza bisogno di alcuna guida e senza impazzire, a vedersi e cessa la propria azione magnetica.

25 aprile 2011- Natura e magnetismo La comunicazione una percezione dell'ego. Oltre la percezione dell'ego, le presenze si accumulano fra di loro in un intensissimo senso di condivisione, dissolvimento , comprensione, compressione ed estinzione della dimensione dell'alterit. Oltre la comprensione dell'ego un gioco verbale decidere se si possa o non si possa ancora parlare di percezione. D'altra parte se per l'ego che si parla inevitabile giungere a parole come percezione e comunicazione, sempre con la dovuta cautela proveniente dalla consapevolezza di un loro uso strettamente evocativo. Il magnetismo dell'ego una energia complessa e pu smagnetizzarsi; nello smagnetizzarsi lego si rende immediatamente recettivo a profondi mutamenti i quali permettono l'accesso a una dimensione in cui allo stesso tempo da una parte la struttura dell'ego raggiunge un notevole equilibrio funzionale che si manifesta con la facilit a non voler possedere le proprie emozioni, pensieri e corpi, e da un'altra parte l'ego si avvia verso la dimensione del dissolvimento e della intensificazione-accumulazione delle presenze. Le emozioni percepite dall'ego, se non fossero continuamente ritenute una sorta di propriet privata dell'ego stesso, risulterebbero essere l'elemento dell'ego pi simile a ci che si percepisce nella dimensione di intensificazione-cumulazione delle presenze. Un Ego che sia capace di equilibrio, e che quindi non riferisca a se stesso i propri pensieri e le proprie emozioni pu essere condotto dalle emozioni stesse, nonch dallo stesso corpo, lungo una sorta di via naturale al dissolvimento e intensificazione percettiva. Il magnetismo dell'ego non un nemico, semplicemente qualcosa che accade e che pu facilmente essere interrotto, che pu scomparire e ricomparire seguendo la naturalit dell'apparire e del dissolversi. Una intensificata percezione dell'ego non riconosce il magnetismo come un elemento costitutivo. L'intensificarsi della percezione conduce oltre a un intensificarsi della capacit di amare, anche alla estinzione della percezione intesa come attivit di riconoscimento di elementi costitutivi di una qualche coscienza. Gli elementi che "prima" costituivano l'Ego, successivamente diventano esseri a s stanti che appaiono e si dissolvono nel naturale processo della vita. Il processo della vita in realt non esiste che per l'Ego, la natura, invece, appare e scompare. Sembra un gioco di parole e tuttavia quel che accade.

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30 aprile 2011- Visioni ed EGO Quando si gi in grado di accedere a una percezione non egocentrica si vive in una continua manifestazione di visioni: i fenomeni e le percezioni ordinarie appaiono al di fuori delle reciproche connessioni di cause-effetto tipiche della percezione egocentrica, la realt si manifesta, non si organizza. Le visioni si manifestano in una sorta di tensione in continua modulazione. Il fatto inspiegabile, ma tentando una maggiore precisione descrittiva si pu dire che le percezioni e i fenomeni, trasformandosi in visioni, diventano al tempo stesso completamente indipendenti l'uno dall'altro e completamente fusi l'uno nell'altro. Tutto ci avviene in una dimensione inesistente poich avviene al di fuori del tempo e dello spazio. Le visioni possono diventare un luogo di esistenza pressoch costante senza escludere l'ego da tale luogo. L'ego viene, come dire, trasformato dalle visioni; le percezioni e i fenomeni come il corpo, il pensiero, le emozioni, la mente, l'istinto, diventano una complessa e nitida tensione, in pratica l'ego si muta in un' insolita fisiologia priva di persistenza mnemonica e di centri di potere. Le visioni sono connesse con una realt manifestantesi non nel tempo e nello spazio e senza la generazione di legami: l'esperienza pu essere vissuta senza esserne condizionati. Ci accade perch in una realt "visionaria" l'esperienza, in modo molto particolare, si manifesta e dissolve al tempo stesso. Nella realt ordinaria, quella dell'ego, impossibile vivere contemporaneamente il manifestarsi e il dissolversi delle cose. Se ci avviene in modo spontaneo e tranquillo vuol sempre dire che qualcosa di molto profondo si trasformato. La " realt visionaria " pu essere percepita e vista dalla dimensione egocentrica ma non compresa fin tanto che l'ego non cessi la sua automatica attivit organizzatrice. Le visioni, dal punto di vista dell'ego, appaiono, di solito, come qualcosa di bizzarro, sporadico, attraente o spaventoso. L'ego cerca a volte di spiegarle col pensiero o tramite luso della memoria ma le spiegazioni che ne scaturiscono sono sempre fuorvianti, inutili, spesso addirittura nocive. Il senso della realt visionaria si manifesta solamente in una esistenza non dominata, n organizzata, dall'ego. 14 maggio 2011- Tossicit, preponderanza, disintegrazione Tutto nella realt vivo e spontaneamente adatto a condurre, in qualche modo, al superamento del funzionamento automatico dell'Ego. Tale superamento un fatto naturale, non corretto ritenerlo una volont personale n, proprio perch la natura si articola in infinite vie, si deve essere mai convinti di possedere un unico metodo valido per ogni essere umano per compiere quel superamento. Fintanto che il superamento non sia avvenuto completamente, spesso si ritiene che sia la propria volont a spingersi verso il superamento. Questo comportamento non un errore, 134

prima o poi esso cede il posto alla corretta visione della naturalit della cessazione dell'automatismo. Nella realt quotidiana, si possono vivere molte sfumature percettive che vanno da una completa chiusura all'interno dell'automatismo dell'Ego a una completa libert da quell'automatismo. Non bisogna ignorare il fatto che l'Ego, avvolto nel suo automatismo, una espressione della natura stessa, non un elemento contro-natura: mai scordarsi che l'Ego a creare naturalmente il fenomeno dell'Essere umano inteso come entit separata e separabile da altre entit separate anch' esse fra di loro. In realt tale separazione non esiste e di fatto pu spesso capitare di avvertire una estensione e saldatura del proprio corpo con quello di altri esseri, animati o apparentemente inanimati che siano. All'interno dell'habitat urbano, ancor pi che nell'habitat extra-urbano, decisamente non agevole saldarsi ad altre entit: le cose, i suoni, le luci prodotte dall'agire umano hanno spesso una funzione eccessivamente tossica ed ostile verso l'umano con la conseguenza che l'Ego tende a percepirsi come del tutto disconnesso dall'habitat oltre che a percepire ovunque presenze ostili e inospitali. La connessione quotidiana dell'Ego con l'ambiente viene operata dall'Ego mediante l'utilizzo di una complesso organismo emozionale il cui scopo la creazione di un luogo profondamente antropocentrico e affollato da una infinita miriade di esseri separati e ulteriormente separabili fra di loro. L'Ego impedisce in ogni istante a quell'organismo da lui stesso creato , di percepire l'Ego come una semplice parte in un habitat in continua fusione tra miliardi di parti. L'Ego, tanto al suo interno che al suo esterno, densamente popolato da entit da lui stesso create tramite i propri automatismi; per l intrinseca natura di quegli stessi automatismi l'Ego viene continuamente indebolito, offeso, minacciato, avvelenato. In pratica, in modo naturale e spontaneo, l'Ego crea un circuito chiuso all'interno del quale le proprie creazioni sono a lui stesso nemiche. Di fatto, tanto in ambiente urbano che extraurbano, l'ambiente creato dall'Ego ostile all'Ego stesso, cos tossico e inquinante a livello mentale, acustico, visivo, emozionale, energetico, che viene da chiedersi quanto possa durare ancora tale situazione. L'agire quotidiano dell'Ego produce le note scissioni fra mente-corpo, emotivit-pensiero-sessualit, religiosit-pensiero-materia, mio-tuo-suo, ec.... Questo agire utilizza energie tossiche per s stesse e per l'Ego. Tali energie sono a loro volta animate da esseri viventi in una situazione di non equilibrio, ovvero costituiti da parti che tendono a manipolare il funzionamento di altre parti. La manipolazione conduce ad un naturale obbligo ad assumere determinate tendenze comportamentali che in s stesse contengono ci che generer la disintegrazione di quegli stessi esseri e delle energie che costituiscono e di ci che quelle energie a loro volta generano. Uscire dall'automatismo dell'ego implica la riduzione della preponderanza di qualsiasi entit 135

all'interno dell'Ego ai danni di altre entit, in pratica implica la disintossicazione dell'Ego e del cosmo stesso che ospita l'Ego. (Lo yoga in effetti una potentissima pratica di disintossicazione se compreso correttamente). Dal punto di vista dell'Ego la tossicit intrinseca che lo compone e lo agita un fenomeno cosmico. Se il cosmo non producesse intrinsecamente tossicit mediante la sua espansione basata su una articolata successione di preponderanza di tendenze-elementi, l'Ego non esisterebbe. La successione cosmica dei fenomeni di manipolazione-preponderanza conduce, dal punto di vista dell'Ego, alla disintegrazione del cosmo stesso. In realt qualsiasi cosa appaia tanto in situazione di preponderanza che di equilibrio, ed proprio questo tipo di realt che l'ego avvolto completamente nei propri automatismi non pu vedere.

17 maggio 2011- Eccessi Ci che agisce sempre in eccesso. Quel che non agisce non solo in equilibrio ma semplicemente, si dissolve. Quando si manifestano con chiarezza tanto gli eccessi agenti che l'equilibrio dissoluzione, si usciti dall'automatismo dell'ego. Ci che agisce conduce di eccesso in eccesso, di preponderanza in preponderanza, alla continua disintegrazione di ci che agisce: la disintegrazione di un agente il corso naturale dell'agente stesso. Esso non si trasforma, semplicemente scompare il ch tuttaltra cosa che dissolversi. E' solo agli occhi dell'ego che la realt pare in continua trasformazione poich l' Ego, normalmente, non percepisce la dissoluzione della realt e in effetti, la dissoluzione non una percezione. L'eccesso di ci che agisce e lagente, costituiscono un unico ente che costituisce il cosmo stesso con una rapidit impensabile. Gli enti appaiono, per cos dire, forniti intrinsecamente di una tossicit intelligente che li disintegra progressivamente, la loro disintegrazione implica il compimento dell'azione dell'ente. Dato che il tutto non avviene nel tempo n nello spazio, non vi storia, n vi sono cicli. L'ego vede il cosmo popolato di enti agenti sotto forma di architetture complesse mentre in realt, come appare con chiarezza nell'ambito della fisiologia tensionale, non esistono che impulsi che appaiono e scompaiono del tutto molto rapidamente. Le architetture macro e microcosmiche che l'Ego percepisce sono in perpetua disintegrazione per l' ego, ma a ben vedere non si tratta di disintegrazioni cicliche bens di disintegrazioni progressive la cui prevedibilit non mai certa, a parte la sicurezza della inevitabilit di una prossima disintegrazione. Le architetture si disintegrano per ricomparire semplicemente perch l'ego ne pu vedere solo una parte per volta, esse non ricompaiono mai, infine anche l'ego si estingue per ricomparire a se stesso fin quando lego non cessa l'automatismo. Gli eccessi che agiscono costituisco molto velocemente una quantit impressionante 136

di involucri che a loro volta agiscono. Tutto ci che agisce, agisce per via di qualche eccesso e genera ulteriori involucri in azione. Di fatto il proprio pensiero, il proprio agire, non sono che dei modi con cui il cosmo crea la propria architettura agli occhi dell'ego in una sorta di impressionante, gigantesca tautologia. Tutto ci che conduce a comprendere l'automatismo che genera l'agire ha a che fare con l'amore. L'agire in s stesso non generatore di eccessi. Ci che si oppone alla separazione fra gli agenti amore, in questo caso il "ci che si oppone" dispone della duplice funzione di eccesso agente e agente che cessa di agire . Il senso pi nascosto della disintegrazione come la vede l'ego, non solo quello della estinzione di qualcuno ma la generazione di enti in opposizione, separazione ed esclusione reciproca. L'habitat e il cosmo normalmente percepito dall'essere umano, il dispiegamento perfetto dell'agire inteso come opposizione, esclusione, separazione fra l'ego e il cosmo stesso. Questa percezione ha un effetto tossico, avvelenante, per la struttura interna dell'essere umano, corpo-mente-spirito ecc, e lo conduce ad agire in modo tossico verso l'ambiente esterno in cui si trova a vivere. Ma tutto ci, per quanto possa sembrare catastrofico e doloroso, non che un automatismo che pu essere interrotto. L'ecologia normale dell'essere umano quella di essere un agente di tossicit. 19 maggio 2011- Fisiologia degli involucri La fisiologia quotidiana in cui si vive come " EGO " la fisiologia degli involucri che sono generati da una incessante azione di opposizione-esclusione-separazione operata dall' ego stesso. L'ego riconosce l'esistenza di qualcosa solamente se quel qualcosa pu essere racchiuso dentro contenitori emozionali, intellettuali, materiali, spirituali: tali contenitori costituiscono gli involucri, apparentemente ognuno diverso dall'altro per funzione, finalit, destino. L'ego vede se stesso come una struttura composta da una infinit di involucri: mente, cervello, emozioni, pensieri, cuore, polmoni, miliardi di cellule, ecc. L' ego cura se stesso come se fosse realmente costituito da involucri sui quali poter agire ignorando che la composizione del cosmo fondamentalmente disintegrazione. Il cosmo persiste perch la visione dell'ego a farlo incessantemente comparire. In realt non esiste niente da curare. L'unica incessante attivit che come ego deve essere compiuta davvero la nutrizione e l'essere al tempo stesso cibo per altri. Se l'ego non fosse cos oscurato dal proprio involucro, si accorgerebbe che tutti i suoi malanni non sono solo originati dalla inevitabile disintegrazione del cosmo, ma dal fatto che " disintegrarsi" significa che altri esseri, per lo pi invisibili, si nutrono dell'ego stesso, provocandone la nascita, la crescita, l'invecchiamento e le malattie. Il cosmo si nutre di se stesso e in se stesso si estingue. La sua estinzione non va confusa con un ritorno a un primigenio equilibrio poich tale epoca non esiste. L' equilibrio, che poi come dire " la dissoluzione", contemporaneo all'esistenza del cosmo, non 137

lo precede n lo segue. Nella quotidianit, quando si colpiti da malanni, si mangiati in qualche modo da entit, come gi detto, per lo pi invisibili. L' ego, assumendo lui stesso determinati alimenti, pu spesso " compensare" quei malanni, rallentandone o neutralizzandone l'azione disintegrante; ma a volte inevitabile essere divorati fino alla morte o subire pesanti menomazioni. Il modo in cui l'ego e il cosmo si disintegrano indipendente dalla volont dell'ego. L'ego, se ne capace, pu percepire fin dove estendere la propria azione " compensatrice " senza distruggere a sua volta il cosmo stesso, ingerendo sostanze molto particolari e utilizzando tecniche ancora pi particolari quali lo yoga. Se la compensazione operata scorretta si accelera la propria disintegrazione e quasi sempre anche quella del cosmo. Se l'ego comprendesse con chiarezza le conseguenze di essere lui stesso il cosmo, comprenderebbe quanto marginale e limitata dovrebbe essere la sua presenza e il suo agire sulla terra e nel cosmo. Purtroppo quella comprensione impossibile all'interno della " normale " fisiologia degli involucri. L'ego umano non certo l'unico ego esistente ad essere cos oscurato da operare ecologicamente come una sorta di " grande distruttore". All'interno della fisiologia degli involucri si pu arginare tale attitudine ecologica mediante l'amore. L'amore, quello disinteressato, fornisce la comprensione, discioglie gli involucri, agisce senza aggredire.

24 maggio 2011 Connessioni Le tre fisiologie, quella degli involucri, quella dei centri di attivit, quella tensionale sono sempre compresenti. Fra di esse non esiste un rapporto evolutivo, tutte e tre sono in perpetuo dissolvimento e tutte e tre conoscono la fase di disintegrazione; ma mentre per la fisiologia tensionale e quella dei centri di attivit dissolvimento e disintegrazione coincidono, all'interno della fisiologia degli involucri pu essere percepita la disintegrazione ma non il dissolvimento. Ci accade in parte perch le prime due fisiologie non possiedono involucri da consumare prima di potersi accorgere del dissolvimento senza ostacoli. Lo hatha yoga, se praticato correttamente, oltre a disintossicare il micro-macrocosmo consuma gli involucri. Quando gli involucri cominciano a consumarsi, a non essere pi tossici, si manifestano molteplicit di esistenze in rapido dissolvimento: le esistenze non condizionate da involucri esistono e si dissolvono allo stesso tempo. Quando la fisiologia dei centri di attivit attivit e gli involucri cominciano a consumarsi si manifesta con chiarezza la non individualit dei centri di attivit ( chakra ): essi si manifestano come entit prive di spazio e tempo che allo stesso tempo manifestano connessioni individualizzanti e collettivele parole non bastano davvero per descrivere. 138

31 maggio 2011 Singolarit e involucri Gli esseri umani e molti altri esseri sono caratterizzati dal sentirsi, percepirsi, esseri singoli, viventi in un cosmo composto da singole parti interconnesse tra loro. La percezione della singolarit l'effetto della composizione a involucro della stato fisiologico in cui normalmente si vive. Gli involucri sono per lo pi composti da stati, energie, manifestazioni, contrapposti fra loro, in modo tale che l'eccessopreponderanza di determinate condizioni comportano, implicano, il completo accecamento percettivo e addirittura fisiologico di altre condizioni. Le "condizioni" oscurate restano presenti ma immerse in una particolare incoscienza che allo stesso tempo incapacit di agire, quasi di esistere. Il linguaggio degli esseri che si percepiscono come singolarit decisamente inadatto a esprimere ci che altro dalla singolarit. Tenuto conto di tale limite si pu dire che esistono creature, esistenze, che non sono n singolari, n molteplici. A quelle forme di esistenza appartengono i centri di attivit e gli stati che si susseguono nella fisiologia tensionale. Le condizioni e gli stati propri della fisiologia dei centri di attivit e di quella tensionale, sono inseparabili gli uni dagli altri. Gli esseri che si percepiscono come singoli vivono in continua relazione con esseri singoli ed esseri a loro invisibili che non sono n singoli n molteplici. Gli esseri singoli si percepiscono come singolarit ma in profondit sono anch'essi degli esseri n singolari n molteplici. Comprendere fin nei dettagli l'interazione fra la natura singolare e la natura nonsingolare-non-molteplice, implica l'uscita dalla percezione ordinaria e un mutamento profondo anche se invisibile della singolarit, della struttura a "involucri". Il libro dei "I King" si occupa nei dettagli della relazione tra gli esseri umani visti come singolarit e l'esistenza umana vista come non singolare e non molteplice. Anche nella religione Samkia ci sono numerosi accenni a quella relazione, l'irriducibile esistenza del purusa individuale da far risalire a quella relazione, tuttavia all'interno del sistema Samkia sono presenti numerosissime scritture e riscritture che hanno completamente frainteso tale relazione. Lo hatha-yoga un eccezionale insieme di pratiche adatte a consumare gli involucri. Al di fuori della fisiologia a involucri l'esistenza pu essere narrata ed evocata come un susseguirsi di manifestazioni che nel manifestarsi non si manifestano, che nell'agire non agiscono, che mentre esistono si estinguono e che nell'estinguersi esistono senza esistere. Insomma la solita struttura narrativa a paradossi

02 giugno 2011 Tracce luminose e sonore Il sentirsi parlare, osservare, pensare, uno dei pi frequenti effetti dell'azione dell'involucro. Considerare quell'agire come attivit psichica non visibile dall'esterno 139

del proprio corpo, ritenerla qualcosa di teorico non costituito da alcuna materialit, un altro effetto notevole dell'azione dell'involucro. Se l'involucro potesse sospendere per un attimo la propria azione plasmatrice degli esseri singoli si vedrebbero ben strane manifestazioni. La superficie dei corpi apparirebbe continuamente percorse da traettorie multicolori e rumorose, lo spazio apparirebbe composto da rapide e liquide materie intrise di lampi e tentacoli in cui ci si troverebbe aggrovigliati e comodamente a proprio agio, ogni minima modificazione dell'interno del proprio corpo agirebbe modificando in modo estremamente manifesto l'aspetto e la morfologia della mobilissima superficie corporea. Le proprie modificazioni corporee modificherebbero le liquide e rapide materie in cui saremmo immersi in un continuo gioco di rimandi e reazioni luminosissimo e vibrante di suoni. Ogni modificazione apparirebbe non scissa dal proprio senso, significato e auto-conoscenza, gli involucri singoli apparirebbero completamente uniti e, a seconda della intensit delle vibrazioni sonore e luminose, gli involucri apparirebbero contemporaneamente come un unico intensissimo involucro, un fiume di tensioni indicibili, nient'altro che dissoluzioneriassorbimento e infiniti singoli involucri. Anche se quanto appena detto di solito invisibile, resta il fatto che ogni minima modificazione delle emozioni, dei pensieri sono al tempo stesso parti parlanti, mobili e modificanti del nostro involucro, parti che modificano e, reattivamente si fanno modificare da ci che il senso comune definisce esterno del proprio corpo. Un eccezionalmente sofisticato gruppo di energie, azioni reciproche, reti organiche in istantanea e reciproca trasformazione costituisce il sottile ma potentissimo tessuto composto di vibrazioni che naturalmente pervade il cosmo creando l'effetto involucro-corpo-singolarit impedendo che determinate parti del cosmo possano essere liberamente coscienti della fisiologia tensionale e di quella dei centri di attivit pur essendo quelle energie sia centri di attivit che tensionali. 07 giugno 2011- Agire sull'involucro Agire sull'involucro per consumarlo e disintossicarlo possibile in vari modi. Ogni involucro un'area in cui moltissime entit si contrappongono creando zone fisiologiche quasi nascoste, emotivamente assopite o, viceversa, materialmente eccessivamente persistenti, rumorose. Le zone fisiologiche quasi nascoste e ottenebrate, sono comunque generate da entit agenti in modo incessante, forzato e spasmodico, quanto le zone non nascoste. Agire sull'involucro significa interferire con quelle entit, energie, placandole, rallentandole, significa rimodulare e indebolire il ruolo delle energie-entit che rendono l'involucro qualcosa di singolo. Cos facendo si permette all'involucro di mutare la propria composizione rendendola progressivamente compatibile e recettiva al riassorbimento. Interferire con le entit140

energie che creano e plasmano l'involucro un qualcosa di assolutamente naturale. Interferire vuol dire compiere azioni che sono naturali ma inconsuete, essere recettivi alla infinita quantit di segnali strani e illogici presenti nella vita quotidiana, essere molto concentrati e attenti ad avvertire qualsiasi modificazione delle percezioni, senza volerle forzare n controllare e tanto meno predeterminarle. Interferire con le energie che creano l'involucro vuol dire vuol dire affidarsi alla natura e alla propria creativit, non temere il nuovo senza tuttavia farne un nuovo idolo. Vuol dire entrare e uscire incessantemente da elementi apparentemente corporei, emozionali, ambientali, mentali, frenetici o quieti, vivi o morti, interni o esterni, vicini o lontani, organici o inorganici avvertendone lentamente la valenza di non opposizione, di non preponderanza. Le energie-preponderanze che creano gli involucri al momento stesso del loro apparire non solo generano l'irriducibile percezione della persistenza della realt della natura ma generano anche innumerevoli circostanze energetiche che ne permettono la neutralizzazione, ovvero che conducono rapidamente alla riduzione di quelle stesse energie-preponderanze. Dall'interno del singolo involucro ci si illude circa l'esistenza di una volont, da parte di quelle energie che creano l'involucro, di creare una perenne chiusura dell'involucro, ma si tratta di una illusione. Il processo naturale delle energie creatrici dell'involucro prevede allo stesso tempo tanto la creazione della preponderanza che costruisce l'involucro singolo quanto la riduzione stessa di quella preponderanza s da lasciar fluire liberamente il riassorbimento. In ogni involucro il gioco delle preponderanze diverso dagli altri involucri, ragion per cui ogni persona deve seguire le proprie intuizioni poich ognuno sar recettivo a circostanze ed entit diverse da chiunque altro.

14 giugno 2011- Spazio Lo spazio non esiste. Ci che si percepisce come spazio il risultato di una continua modificazione di composizioni, di preponderanze, di energie che generano la sensazione di un interno e di un esterno. Lo spazio non esiste, esso una fugace effetto provocato da molte modificazioni, una sorta di composizione chimica in continua fluttuazione che ha luogo in un nulla liquido e multidimensionale. Tra quel nulla liquido e la percezione quotidiana esistono una quantit infinita di sfumature percettive, sfumature che sono genericamente chiamate livelli di coscienza. Quelle sfumature dipendono dalla mutevole composizione dell'essere che percepisce e quindi non risulta possibile canonizzare. Ogni essere umano viaggia attraverso i propri livelli di coscienza, per lo pi in modo del tutto inconsapevole a parte riconoscere i livelli della veglia, del sonno, della 141

morte e della vita e a volte, quello delle allucinazione. Questi cinque livelli sono in realt del tutto mischiati fra loro, la loro successione un'apparenza significativa ma illusoria. Spesso mentre si in vita, si vivono le stesse condizioni della morte e viceversa e questo vale anche per il sogno e la veglia. La non esistenza dello spazio rende possibile modificare lo stato di vita in quello di morte e viceversa come pure rende possibile mutare lo stato di veglia in sogno e viceversa. Queste possibilit sono frequentemente considerate qualcosa di appartenente al livello di coscienza delle allucinazioni e d'altra parte le allucinazioni stesse avvengono quando la sensazione della normalit quotidiana , viene sconvolta da alcuni mutamenti insoliti delle composizioni degli involucri. Fa parte della natura la possibilit di essere consapevoli in modo cosciente del mutamento delle composizioni degli involucri e del parteciparvi attivamente. A quella possibilit vi si accede ma non esiste un metodo per accedervi tranne lessere molto ricettivi a circostanze di solito considerate banali e del tutto prive di interesse. Essere particolarmente sensibili e ricettivi conduce a una nuova relazione con la sfera emozionale. Se la sfera emozionale riesce poi a diventare durevolmente consapevole della propria autonomia e della propria capacit di avvertire il cuore delle stesse composizioni si accede a un percepire molto particolare: in quel modo particolare le emozioni sono mutate in qualcos'altro, la propria volont cessa di agire, infine sono le stesse condizioni fisiologiche a manifestare il senso delle manifestazioni.

16 giugno 2011 Amore e fisiologia L'interno dell'involucro appare come un cosmo ordinato dal principio di causa ed effetto. Lo scioglimento dell'involucro rivela, invece, una esistenza di manifestazioni e riassorbimento privi di principi regolatori, le esistenze si manifestano e basta. Al di l dell'involucro le manifestazioni e il riassorbimento sono troppo veloci per avere una qualche tipo di relazione osservabile, oltre l'involucro si agisce in una dimensione intensissima. Il riassorbimento non pu manifestarsi senza aver prima conseguito una intensa capacit di amare. Il riassorbimento stesso genera le circostanze in cui riconoscere l'amore, circostanze che non sono determinate da alcuna preponderanza. L'amore non ha fisiologia, una strada indipendente che conduce ovunque. L'amore, il dissolvimento, non la disgregazione, delle stesse fisiologie. In ogni caso l'amore un tutt'uno con la natura, la natura va ben oltre i limiti del cosmo e del microcosmo in cui si agitano gli involucri, ma, in fondo, la natura non che una parola.

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24 giugno 2011- L'oltre decide Si fa strada, somma luci inconsistenti, guglie delicate orlano canali lenti, le correnti si attraggono e affastellano, mostrano nuove emissioni, lunghe, dense di guizzi variopinti. Suoni immoti compongono reti di reti, stese per meno di un attimo, si allineano entit affamate, unite alla terra da venti di amore. Il ritmo palpabile, sembra un sorriso anche se molto pi scomposto. Striature di epidermidi interne emergono da lontano, creano un momentaneo spazio. Acqua lagunare diventa semplicemente liquida, tracce di tempeste sono disposte sui bordi di milioni di bocche. Gli organi cessano di chiedere, attratti da nuove composizioni flettono, infestano l'aria con nascituri momentanei. L'apertura abbraccia, freme nel suo collasso. L'oltre decide. Fiorire.

27 giugno 2011- Voci Braccia multicolori popolano strisce di vita silenziosa. Il petto si apre, fiorisce, cola la sua gioia. L'aria diventa immota. Gli spazio cedono. Qui ti ritrovo, in attesa. Un nuovo ingresso facilitato, armati e piangenti ci abbracciamo, per millenni. Turbini indisciplinati, leggeri, guizzano con sussulti di tenerezza, plasmano corpi improvvisi, intensi, accoglienti. Suoni destano immensi flutti di vita, le loro correnti sorprendono, nutrono, non chiedono. Il paesaggio affollato da pulsazioni entusiaste, pi impetuose della vita stessa. La natura si dissolta per amicizia dell'invisibile. Le braccia della pioggia colano gesti che afferrano e mutano ad ogni contatto. Vengo trasportato molto in alto, lasciato precipitare, scorrere, nelle arterie del vento. Semi luminosi mi trapassano con la loro sincerit. Abbraccio un passato non mio. Un'altra creatura emerge dalla laguna.

02 luglio 2011- Nascita_perenne Rinasce dal silenzio ogni istante riflesso e perso. Dentro un cuore, stringente momento. Accesso, poi il calore, evaporare. Rinasce incurante del silenzio. prende corpo fra i corpi. Mani e amore ovunque. Imparo l'attenzione, mi compongo, azione dopo azione. Nel vento ti vedo rabbrividire tra le foglie, sono visto. Un tesoro di indizi sibila nell'aria, galleggiano, scattano, si decompongono, si assottigliano in echi. Quelli limano il mio piacere fino a ritrovarti mentre ti squagli. Nevicano notti gelate, gocce di provvidi attacchi concentrici. Amori simulati rumoreggiano, rapidi nell'appassire. Tu, nel vedermi, riveli, mi afferri. Non vuoi esitare. Abbiamo visto insieme tumulti cibarsi di germogli in fiore, ogni primavera, quando ogni moto 143

sembra precederti. Il canto segnala nuove rotte. Entrambi conosciamo i nostri pretesti. Fra le piante della foresta abbiamo bruciato il sole, ora possiamo decomporre con attenzione i nostri destini. Il ritmo di membra disarticolate danza con i fantasmi della nostra tempesta. Ma nessuno vuole partire oggi. Ora i proiettili si appoggiano con dolcezza sulle bocche che nutrono e che divorano. Vicinanza alla mattina perenne, presenze intrise di assenze, dimenticate rovinate dentro di me e ora mi mettono da parte. L'intensit conduce altrove, trova le sue sicurezze, i suoi gesti. Pioggia e aria si respirano a vicenda nell'imminenza dell'orizzonte. La luce si vergogna della propria miseria. Il calore porta conforto lungo i canali che dissolve, la vita d'accordo nello sciogliere le sue preferenze. Il sentiero frana dietro di me, la raggiungo.

03 luglio 2011- Ostacoli Quando l'involucro non pi un ostacolo per la percezione, ovvero ci che esiste oltre la dimensione dell'involucro appare progressivamente e in qualche modo si manifesta con chiarezza e regolarit, si pu accedere liberamente alle altre dimensioni di coscienza. Liberamente" vuol significare che la fatica fisica e l a necessit di cibo non sono pi un ostacolo alla percezione intensa, alla trasformazione, all'entrata in una dimensione di manifestazioni. Liberamente vuole anche dire che senza far ricorso a tecniche di concentrazione e meditazione, si sufficientemente trasparenti, come involucro, da entrare e uscire dall'involucro stesso, senza dover ricorrere alla stimolazione di particolari canali energetici- quella stimolazione richiede energia, e non sempre si dispone di energia. Ovviamente non facile conseguire quel livello di trasparenza e in effetti pi che un conseguimento della propria volont quella trasparenza segnala la forte riduzione dell'importanza dell'ego nell'ambito della vita individuale che da individuale diventa distribuita, multicentrica. E' indubbio che per coloro che dispongono, come me, di un involucro, far vivere l'involucro sia semplicemente inevitabile, quasi un dovere e una premura particolare alla quale attenersi. Ma il modo corretto di avere a che fare con l'involucro, quello di viverlo insieme alle numerosissime altre intense manifestazioni esistenti, altrimenti l'involucro diventa drammaticamente sbilanciato nel suo agire e ridetermina i soliti confini della coscienza ordinaria. Vivere insieme con le altre manifestazioni e l'involucro stesso non dipende dalla propria volont ovvero non che l'ego possa scegliere per il proprio piacere di saltare da un livello di coscienza ad altri. Il manifestarsi delle diverse esistenze segue la strada naturale delle esistenze stesse, strada che non assolutamente comprensibile e esprimibile nelle pur 144

numerose logiche dell'ego. Parlare esplicitamente di quelle strade vuol dire distruggerle.

04 luglio 2011- Cellula Il silenzio pu cominciare tra i seguenti respiri: "Ascoltare la tua voce, mentre nevica grano, il riso brucia nella pentola, la pelle brulica di sospetti. Il mio interno si popola ogni secondo, retto dal tuo sorriso irrispettoso, franiamo insieme, la complicit ci solleva da inutili simpatie. Mi unisco nel volo, solo tu resti infagottata, rattrappita in un abbraccio chiesto troppo a lungo. La luce sferza come al solito, il riposo si sfalda, voliamo con le montagne dento i ghiacciai. Pietre stellari sibilano intorno, nuove amicizie potrebbero impensierirci. Il candore della giornata tracima le aiuole, le scalza con una tempesta equivoca, le tinge di premura selvaggia, le scaglia contro di noi, ci stermina ." Dopo il silenzio il cominciare. Il cominciare non ha senso, si mangiato il silenzio. furtivo ma sfacciato, si infilato fra stelle incandescenti. Il silenzio dell'inizio come un cuore gravido d'amore, chi sa aspettarlo ne viene liberato. A pezzi, ma proprio migliaia di pezzi, ci si piega pieni di ammirazione, comincio un altro allenamento. La stella viene afferrata, si posa con ovvia, inenarrabile grazia, tutto di nuovo possibile, in ogni istante cellulare.

05 luglio 2011- Il contatto Il contatto si stabilisce nell'apparire. Calde ricerche sembrano vane, resistenti al frugare della memoria. Scorrere lentamente, in circolo, emergere e dissolversi. Voci da lontano, fatte di terra, fatte di vento e di stelle. Voci per un attimo e poi ovunque, planare, posarsi tremando in una brezza impropria . I COLORI SI SCIOLGONO RAPIDI, PRESENTANO LE LORO intensit IN UNA CONTINUA tormenta rigenerante. Poi uscire e lavorare, a volte amare, mordere la propria e altrui stanchezza. Il giorno sembra trascorrere, appena un attimo dopo, il giorno si manifesta in una semplice distrazione. Giorno, notte, creature non determinate da alcuna successione, delle non-creature avvolgono ogni gesto, non apparire ora, non pi del necessario, come l'oscurit brillare di invisibile slancio.

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05 luglio 2011- Indipendenza Tensioni circolano ovunque, desiderose di grande indipendenza, si staccano, fluttuano coordinate, si fanno trasparenti, non sono un possesso Sono loro che riconoscono, che si manifestano , che prendono contatto. Una corrente profonda trascina dentro un luogo inesistente dal quale osservare in tutta tranquillit. Tutto ruota e si abbraccia in un'unica tensione fortissima di amore. La luce si spenta, ora palpita la vita ovunque, senza alcun bisogno di messaggeri.

07 luglio 2011- Nuove pressioni Faccia luminosa, rigata di schiuma tremolante, candele microscopiche asciugano i dossi della tua pelle. Il vento espande il contatto, si muta nello splendore di un arresto improvviso, deciso. Una richiesta arrivata dal passato fin qua. Il colore della tua gioia riprende a cantare. Alberi di stelle si tramutano in animali liquidi, lunghe dita salutano da lontano, seduti in altre vite. Voci assordanti che non attendono scorrono, risucchiano i fiumi, emettono richieste di vita, o di morte. Le giornate sono ferri del mestiere, si smontano e rimontano a piacimento, la frequenza del contatto tempra il senso, gli alberi marini si spostano, una nuova pressione li rimodella. Luci illuminano stelle. Il fiume scorre dentro a un altro fiume, il fuoco brucia per via del calore prodotto da un altro fuoco, l' aria che respiro non l'aria che mi d vita. Insieme a un pesce attendo. Voci fra le membra : "Il manto ghiacciato assume la forma della mattina. Il tempo investiga il mio cuore, la notte srotola i suoi corpi. La brezza discende lungo i canali dormienti, le reti stese, asciugano, rigano guance variopinte. Palpita la spiaggia, piena di membra novelle. Lungo le spalle sboccia un nuovo abbraccio, la pressione mi stringe il petto, carezze, promesse, usciamo insieme, approfittiamo della corrente, dei suoi gorgoglii, mulinelli, bruma instabile sulla soglia dell'addio. Gli alberi si articolano fuori dallo spazio, pieni di luoghi ospitali, rinfocolati da suoni ed embrioni, insetti precipitosi tuonano per decenza. L'aria rigata da tratti morbidi e carnosi".

08 luglio 2011- Attimi decisivi In fondo. Noi, mentre scorriamo, tra membra, fuochi, tessuti acquosi, carni trasparenti, anime sorridenti per un attimo. Poi il silenzio senza ritorno. Calore di un'amicizia, calore tenue nell'orizzonte avvolgente. Molti gesti ma nessuna parola, sale l 'intensit, ci immergiamo in essa L'origine di una passione smuove infiniti 146

abbracci, solchi profondissimi , sorgenti, cantori. Il petto sboccia senza esitazioni, pochi attimi decisivi. Lo spazio si dissolve per un eccesso di seriet.

08 luglio 2011- Aggressioni L'aggressivit invisibile qualcosa di estremamente sofisticato e naturale, in particolare uno degli aspetti meno evidenti di una entit aggressiva invisibile che essa tramite il suo agire nutre qualcosa, provoca l'accrescimento di qualcosa e la menomazione di qualcos'altro. Una gran parte degli utensili e delle cose prodotte dall'essere umano hanno la capacit di attivarsi come entit aggressive, anche, e preferibilmente, verso l'essere umano stesso. La maggior parte delle aggressioni a cui si sottoposti non sono aggressioni esplicitamente umane ma vengono percepite tramite un immaginario che le umanizza. Ovvero in mancanza di un aggressore umano ma in presenza di forti e invisibili presenze aggressive si tende a dare una immagine e origine umana a presenze aggressive extra-umane, invisibili . In generale l'invisibile, dato che spesso percepito come non reale, viene umanizzato in modo fantasioso e , sovente, come qualcosa di pericoloso. Le presenze aggressive invisibili entrano nell'involucro umano e vengono scambiate per una produzione endogena dell'ego. Esse di fatto tengono occupato l'ego con molte fantasie e nevrosi e, quelle presenze, si nutrono, di solito involontariamente , dell'energia cos prodotta dall'ego. Alcune presenze aggressive apparentemente invisibili possono influenzare l'involucro in modo tale da oscurare la percezione in modo molto fastidioso e duraturo. Ma se non ci si lascia prendere dal panico, non si pu che riconoscere, magari con un po' di fatica, che la dinamica della nutrizione uguale per tutti. 10 luglio 2011- Foreste La foresta ai piedi delle montagne . Colori torrenziali discendono, risalgono, si tuffano nella roccia trasparente, colano nella foresta, respirano in un fuoco umido. Rotoli di calore galleggiano su cumuli di aria , precipitano di pulsazioni, rispondono ai tentacoli girovaghi. Nel cielo si aprono interminabili discese, franano temporali fugaci, i tuoni affondano nella neve umida e gelata. Gli animali si fondono con elementi furtivi, vegetali parlanti disperdono il proprio calore in tenui sussulti. Risposano gli insetti, i loro gemelli pi giovani riflettono fertili luci. Respiri magnetici ridestano la passione, le costole si flettono pronte a tutto, la decisione un nuovo organismo, veloce, impassibile, intessuto del gelo degli acquitrini montani.

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10 luglio 2011-Intenzioni ordinarie Quello che nella coscienza ordinaria viene chiamato intenzione, volont, pu essere percepito, in altre forma di coscienza, come la capacit ad assumere un certo tipo di struttura percettiva. La possibilit di non percepirsi come un essere chiuso all'interno della propria percezione e fisicit strettamente connessa alla capacit di percepire con chiarezza la realt della propria percezione e fisicit come una elaboratissima, incessante, manifestazione di relazioni di relazioni di materialit micro e macrocosmiche al tempo stesso . Le percezioni e i corpi si manifestano senza far mistero delle proprie connessioni e relazioni, al mutare delle relazioni mutano le manifestazioni, le connessioni si manifestano, scorrono e si dissolvono. Ogni emozione umana dispone di una certa corporeit e quella corporeit pu essere identica o in parte simile a emozioni, di altre entit. Le emozioni umane e le corporeit di altri esseri, hanno moltissime somiglianze e, in qualche modo, si pu dire che condividono lo stesso corpo pur mantenendo ciascuno una propria singolarit. Le nostre emozioni continuamente attraggono, attivano altri esseri e lo stesso vale per gli altri esseri, nel senso che il modo in cui certi esseri sono fatti o disposti li rende automaticamente attivi al nostro interno, in modo apparentemente invisibile, trasparente alla coscienza ordinaria. Bisogna stare molto attenti alle emozioni, pensieri, desideri, gesti, che si compiono poich essi ci mettono in contatto immediato con una infinit di altre entit per lo pi invisibili e le cui intenzioni nei nostri confronti possono essere estremamente varie. Non solo, l'attenzione estremamente doverosa per il fatto che gli stessi pensieri, emozioni, desideri che percepiamo possono non essere nostri ma essere generati da molteplici altre entit perfettamente compatibili con i nostri automatismi egoici. Quando si comincia a non farsi condizionare dai profondi automatismi dell'ego n l'involucro ci racchiude e oscura del tutto, l'agire delle entit non nostre, al nostro interno, diventa percepibile cos da chiarire in modo crescente la differenza fra la propria singolarit e quella degli altri. Inoltre anche le connessioni lentamente compaiono nella loro natura, nel loro agire, nel loro senso. 10 luglio 2011- Dal cuore in poi Nel cuore voci attonite ti parlano, prendono frasi di pioggia, le intingono nei tuoi occhi madidi per sempre, il calore delle loro mani ti preme il petto. Desidero baciarti, ho il timore di risvegliarti, compagna di angeli, tremante di rugiada ombrosa. Mi sollevi da terra, culli lontano dallo spazio, premi i polmoni ed esce un flotto di luce sicura nel suo procedere. Braccia su braccia, polsi alati entrano ed escono, fluidi leggeri compongo esistenze . Nelle arterie la notte rimbomba richiami ottobrini. 148

Nebbia generatrice dappertutto, anche se sono qui con te mi sfarino in un tempo ridotto. Richieste si accumulano impalpabili, gemiti sommessi suonano rintocchi e richiami, resti isolato per un attimo, una vita, poi una lieve flessione ti spinge in una coltre di germogli elettrici. Senza ascoltarli te ne cibi, non temi rimproveri, tutto cos trasparente e sinuoso che il cibo scorre senza alcun dolore. Il cuore si raddensa in drappelli di orbite prive di direzioni, un po' per volta abbandonano i corpi, sembrano montagne acquatiche, gigantesche. Alghe afferrano le caviglie. Sulla spiaggia i tessuti si srotolano, vellutati, ossuti, si ricompattano con ondate di spostamenti improvvisi, slanciano nuove spinte nei corpi, disseminati fra i canali fluttuanti. NELLA LAGUNA TUONA IL TUO CORAGGIO. BRULICHII DI SCINTILLE PESANTISSIME SI ERGONO IN TORRI IMPROVVISE, RIDENDO, SEGNALANO DEI CONFINI PARLANTI, DECOMPONGONO LE CARNI, NEL CORSO DEI MESI STANANO LE ANIME PIGRE. La quiete si appoggia fra i lampi, palpa i mutamenti prima che accadano, stipati nella sua forza le luci cedono il calore al vento, spazzano i luoghi increspandoli di accadimenti. Il tuo corpo sorridente si richiude nel mio, scioglie sostanze cosmiche, non lascia tracce.

10 luglio 2011 Apparizioni Ritorna il colore della rugiada, insieme tenue e purpureo, fremente sulla corteccia dormiente. In inverno la rugiada plana fra i cristalli, sceglie mucchi di terra brillante, vi si arresta riposa nella incandescenza del gelo. L'aria pulsa, si espande fra i cotiledoni, ripara fioriture azzardate. Nel silenzio trame acquose si dissetano, vortici sospettosi aleggiano fra le tue braccia. Nel fiume si accumula la sabbia, crescono i germogli, si nutrono i pianeti. Uniti dallo scorrere ognuno poi si diparte , scompone e scivola fra le maglie di corporature trasparenti. Nella roccia si annidano gli amori, emanazioni di pace scuotono le montagne e i dirupi, fragili insetti emergono dai crepacci innevati. Il tremore della foschia innevata risveglia stormi di farfalle dalla forma di fioriture impazzite. Sogni decisi a stanarti si perpetuano, i cuori rovesciano i carichi inutili, si lasciano rompere dalla tempesta ricorrente.

14 luglio 2011- Nuove posizioni La presenza inarcata, spalla su spalla, dritti fra le costole, pelli avvolgono ovunque. Presa tenue, dita cercano canali, sangue delicato e libero, la schiena si flette in un suo spazio. Dono nascosto ondeggia, liquido si spreme nei petti, rugiada e ancora doni, su spiagge mai prese. Qui, fra di noi, lungo il tempo gorgogliante, tentativi propiziatori. 149

Verde vento si annida nell'ultima mossa. Membra slanciate si accavallano con onde acquose e magnetiche, filamenti luminosi riflettono: ora le correnti sono pronte.

14 luglio 2011- Intensit L'uscita stata guadagnata. Senza indugi si allineano le immagini, il loro profumo, il loro sentore, la loro non visibile presenza. Il calore dell'intensit si forma lentamente in un cuore. Concentrandosi il calore prende una forma dopo l'altra, le forme si accartocciano, il calore prosegue nella via, l'intensit ora palpabile, un organismo palpitante dalle dimensioni collassate. L'espansione cancella ogni appartenenza, al culmine l'intensit ritorna nel cuore, il calore posa la sua rete. Caldo umido e zanzare osservano il cuore, non ostacolate. Mani retrattili applaudono, va tutto bene, la fine ha preceduto l'inizio. In una torrida serata luci pigre, tremolanti di foschia metalliche tacciono, sono gi ovunque. Il sogno della veglia guarda nel cuore, ma sono i cuori a scegliere l'ora e il luogo del risveglio. L'attesa la caratteristica del sogno della veglia. Tutto accade altrove che nel sogno, il sogno si dissolve se il calore intensifica la propria presenza. Successivamente il sogno diventa un amico, si allinea in un cosmo di attimi d'amore al di l della felicit. Il futuro precede il passato nel suo racconto, si drizzano entrambi in una realt di citazioni prospettiche, giungono puntuali a cucirmi il terreno sotto i piedi . ..buongiorno, e scivolano nell'altrove desiderosi di un calore che nel loro racconto non trovano. Io, con loro mi piego e recupero il canto delle ossa mentre si sfarinano, con durezza e facilit. L'ansia della fine non pi un ostacolo. 16 luglio 2011- Libert dall'inizio Ascoltare per vedere una nebbia di gioia placarmi. Striature di profumi . Attimi di gioco fra le mani, respiro nel cuore, parola da una voce assente. Attorno il movimento si dissolve, inattesa nell'abbraccio. Si estendono, afferrano, dimenano scintille. Si creato un volume delicato, non pu far nulla , assorbe senza cedere note. Il movimento invisibile si libera del tempo, resta sospeso nel cielo gelato. Assorbe la libert senza ricompense. Percepire in modo multicentrico indica l'assenza di un ordine, di una grammatica, di una gerarchia cui le percezioni debbano adeguarsi Molte percezioni autonome l'una dall'altra che sono percepibili senza che abbandonino la loro origine e assumano quella di un percipiente, indicano l'assenza di un ego, l'assenza di un'azione di unificazione-riduzione. La percezione multicentrica altro dalla coscienza, non presente nella percezione ordinaria. Nella percezione multicentrica lo spazio viene assorbito nella percezione, ogni percezione una sorta 150

di esistenza-emanazione di s stessa. L'azione di unificazione-riduzione viene compiuta nell'ambito della percezione monocentrica che la percezione delle entit per cui la percezione della propria vita precede inevitabilmente la percezione di altre vite. Nella percezione multicentrica la percezione della vita una percezione diffusa non condizionata dalla vita o dalla morte di una qualche entit in particolare. In effetti nella percezione multicentrica la vita e la morte non esistono. Non esiste alcuna barriera interposta fra la percezione monocentrica e quella multicentrica. Per una entit condizionata dalla percezione monocentrica percepire in modo multicentrico un po' come sentirsi smembrare, morire, ma in modo rigenerativo, vitale.

21 luglio 2011- Futuro Non puoi trovarmi, non puoi prendermi, tra di noi il vento soffia all'incontrario. Le radici brillano nell'aria, le fronde s'infiltrano in un terreno profondo, il cielo fatto di carne pulsante e intelligente, le stelle sono i canali di milioni di corpi, canali visibili, vivi, che parlano di eventi precisi, che premono sulla propria pelle con amichevole e dolce intesa. Il cielo dentro di noi, noi stessi non siamo in alcun luogo tranne che in questa continua rigogliosa, palpitante fioritura. L'involucro, osservato dall'esterno, nelle dimensioni prive di dimensioni, appare molto, ma molto piccolo, come se si vivesse la quotidianit in una dimensione infinitamente piccola . Esso, in ogni istante muta poich in effetti, fuori dall'involucro, non esiste n mutamento n assenza di mutamento. In altre parole all'esterno dell'involucro, si vive la sensazione di modifiche senza mutamenti, ci che l'involucro sente come mutamenti sono modificazioni di qualcosa che per quanto sia privo di spazio densamente vivo. I mutamenti dell'involucro sono completamente corrisposti da modificazioni esterne ad esso e, reciprocamente, quel che avviene al suo esterno assorbe il suo interno. La relazione di causa ed effetto fra l'interno e l'esterno dell'involucro non stabile, pu esserci come pu non esserci, un altro tipo di sensatezza scorre. La sensazione di spazio al di fuori dell'involucro viene assorbita da profonde percezioni di sensatezze viventi, di intensit, presenze il cui stesso esserci fa apparire e scomparire nell'immediato interi cosmi che possono addirittura coincidere o espandere l'involucro; quando ci avviene manifesto che si sta percependo la connessione dell'involucro con la natura e oltre. Le percezioni normalmente vissute dall'egoinvolucro, al di fuori dell'involucro, conoscono un particolare processo percettivo di assorbimento in emozioni di intensit e sensatezza estremamente precise e vaste. Al di fuori dell'involucro la percezione stessa viene assorbita in manifestazioni di intensit. 151

21 luglio 2011 Cielo scomposto Nel sole si scompone un sole. Tuoni muti prolificano, ventosi. Appoggiati fra i salici, raggi acquatici appartengono. Residui, strati lamellari, radiazioni occhiute sfilano nelle correnti. Nel cielo si appoggiano gli umori, veloci tenutari di premesse. Ora agiscono, ritmi cedui, diffrazioni colate di salsedine. Dalla pelle al bacio, avventure dissalate, resti ombrosi, emozioni si stagliano nel cuore, si eleva il sorriso, tonico, mattutino. Canta, osserva le pieghe di materie precipitose, tenerezza, prudenza, qualcuno si dilegua, cede, assume altri contorni. Scintille ricadono sulle spalle, gioia di bere vapori brinati, giocare, saltare ad un incontro. Le pieghe della pressione si chiudono, estinguono, espandono respiri muti, presenti nelle membra, mare contro mare, sempre pronto all'accoglienza. Il rientro dal continuo precipitare si manifesta, il tuo illuminarti nell'imprevisto, luce scaturisce nella luce creando, rivelando presenze guizzanti, intramontabili. Il cuore riposa in una lieve peluria, gridolini colorati intessono il giaciglio, piccole creature osservano, grandi intenzioni, gesta definitive, sempre incombe il tuo ritorno. La salita costellata di metalli appassiti si ricopre di mulinelli variopinti, i vortici urtano il nulla del cuore, gemono pressioni creatrici, tu, attenta, apprezzi l'intaglio del liquido scivolare. Si offre un morbido canale, scosso di allegria, ancora progenie, strie notturne sciolgono, dimestichezza nell'incedere nella brezza, grave e pesante il volo di una pelle, il canale tiene, riconta i presenti, contrae il vuoto per raggiungere gesti incandescenti, i quali sopraggiungono , spezzano ogni complicit, donano, potrebbe essere faticoso. Nelle tue mani si incrociano promesse e silenzi, ogni ruga un atto tempestato di passione, senza alcun racconto disponibile. Molta presenza, ogni presenza si attornia di un futuro per poter donare qualcosa, poi la perdita, udire il proprio cedimento, difficolt palpabili, uno strattone impalpabile sposta gli ostacoli, di nuovo nuotare nell'argentata freschezza delle rovine mai proposte.

21 luglio 2011 Separazione I termini energia, emozioni, amore, desideri, pensiero, distinguono delle percezioni che appaiono distinte nella percezione ordinaria ma che non appena ci si allontana da essa, si fondono in una sorta di fluido manifestarsi in cui non sono pi scindibili e percepibili. Nella percezione ordinaria quei termini vengono resi distinti dal loro indicare circostanze in cui la realt si manifesta in modo decisamente preponderante in un modo anzich in un altro poich ci che si attiva in ciascuna diversa manifestazione, una , come dire, qualit dell'essere, una serie di fenomeni o di 152

elementi, che oscura, pur non cancellandole, le altre esistenze-entit. Le posizioni, asana dello hatha-yoga, ancor prima, E ANCOR MEGLIO, che fermare il flusso della mente, permettono, tramite un diretto lavoro sull'involucro, articolazioni, tendini, respiro, di agire sulle oscurazioni avvenute, rendendone percepibile l'esistenza e neutralizzandone la funzione di ostacolo percettivo, e, ancora, permettono di spostare l'attenzione da una eccessiva focalizzazione sulla dimensione fisiologica dell'involucro, a un sorta di fisiologia in cui si ha la sensazione di esistere in un fluido cos tanto fluido e articolato, che pur in presenza di distinzioni niente sembra essere separato da niente n pare che vi siano preponderanze di sorta. A livello dell'involucro si ha l'esperienza di una effettiva separazione fra energia, emozioni, amore, separazione cos marcata da permettere all'agire dell'energia di ostacolare il corretto movimento delle emozioni e ritenere che l'amore e i desideri e le emozioni siano entit da tener separate, come se la presenza di una implicasse la inevitabile cancellazione dell'altra. Energia, amare, emozioni, desideri, pensieri, non sono che nomi di stati fisiologici dotati della funzione di isolare la percezione all'interno di specifiche manifestazioni, influenze. Percepire con chiarezza quelle manifestazioni, conduce a non esserne pi percettivamente determinati anche se l'agire sull'involucro di quelle manifestazioni persiste. Un esempio comune a tutti noi la nostra vita all'interno di una percezione umana: per quanto si possa conseguire una visione, una percezione sempre pi acuta dell'esistente, quell'acutezza non impedir il manifestarsi della propria dimensione umana, non impedir a ci che determina l'esistenza dell'involucro di costituire l'involucro, ma permetter il manifestarsi di una percezione profonda non ostacolata dall'agire isolante tipico dell'involucro. Le profonde influenze che determinano l'apparire del nostro involucro e isolano la nostra percezione nell'esistenza umana, frammentano e impediscono l'agire, l'esserci, il manifestarsi di tutte le altre esistenze-percezioni extraumane. Quando il non umano comincia a manifestarsi, si manifesta ancora tramite canali umani, tramite fantasie umanizzate, visioni umanizzate, odori riconoscibili da umani. Di fatto non esiste una opposizione e separazione reale fra canali umani e non umani, ci che non umano pu sembrare in qualche modo umano e viceversa. E' fondamentale non ritenere che sia reale la distinzione fra dimensione umana e non umana. Ma al di l di ogni descrizione, solo la percezione diretta pu parlare con chiarezza. 23 luglio 2011- Testimonianze Fluttuano incuranti dei cuori, verdeggianti, palpitano frutti multicolori. Rotazioni veloci dardeggiano nella mente, paesaggi gridanti, rugiade nascoste dischiudono visioni mute, pressioni perenni spingono nel torace, osservano. Germogli e fiori 153

tempestano sacche d'aria, ampolle trasparenti salgono, salgono fino a tingersi di vita, dissolversi, posarsi nel disegno di una presenza non detta. Un sorriso mansueto si posa, allunga il terreno, fertilizza lo schiudersi dei soli. Trapassano stormi di nuvole, conducono velocemente i loro canti, arano cieli notturni affollati di testimonianze. Carichi di separazione, ombre scostano notti deformi, lasciano brillare lucciole esplosive sulla battigia, salsedine pungente afferra la gola, pronuncia richiami accorati. Quel che si tocca, si vede, si respira, quel che si prova come emozione, a un tempo qualcosa di individuale, cosmico e assolutamente privo di dimensioni e legami e, tutto ci, pu essere vissuto nello stesso istante in molteplici forme diverse. Se l'involucro e l'ego non oscurano pi il percepire, non si fa che entrare in continue manifestazioni non legate alla quotidianit, la stessa percezione normale perde la sua opacit abitudinaria, la realt ordinaria diventa una manifestazione non pi scontata n limitante. La compresenza di manifestazioni diverse, oltre la loro stessa dissoluzione, ci che esiste e scorre. Quella compresenza ha molte conseguenze e conduce ad un' infinit di percezioni-contatti con altre manifestazioni inimmaginabili Nell'avere tali contatti bisogna sempre essere molto attenti, concentrati e consapevoli che quel che si vive l'intero processo di perdita-dell'identit-percezione-contattodissoluzione. Soffermarsi su una sola parte di quel processo vuol dire ritornare immediatamente in una dimensione individualizzata e questo ritorno, talvolta, pu essere indotto anche da presenze " invisibili". Ma l'invisibile non pu tutto, anzi pu qualcosa solamente agendo sull'involucro-ego tramite azioni che possono avere successo solamente nel caso che l'attenzione, concentrazione, siano , per qualche motivo, assenti in parte o del tutto. Se l'attenzione resta vagile, pu, al contrario, capitare di notare che sono delle presenze invisibili ad assumere una manifestazione individualizzata, per quanto invisibile. Non possibile opporsi all'immensa corrente di connessioni che la vita, possibile, invece, non soffermarsi in alcun punto particolare della corrente della connessione E' un fatto che la dissoluzione riguarda ogni connessione anche se moltissime connessioni inevitabilmente tentano di conquistare una propria individualit. Non ha nessuna importanza aspirare a mutare , lasciare, la manifestazione umano; l'importante liberarsi dalla inevitabilit, dall'automatismo, dell'individuazione, qualsiasi forma di esistenza ci capiti di esperire. Si avvicinava al cuore, circospetto, con girovago ardore. Prendimi, prendimi, ore intessute di amore, cibo in abbondanza, voci ovunque appese in un proprio cielo. Parlavano perch il gioco era finito, la partita diventava pesantissima, la sconfitta 154

sembrava, per molti, una dimora abituale. Neanche il successo aiutava i vincitori. Gli alberi gemono, spremono i cieli con molti sorrisi.

26 luglio 2011- Alterazioni Le emozioni e le energie all'interno dell'ego sono forme impedite, limitate, del libero fluire che al tempo stesso dissoluzione e manifestazione- . Ogni umore del corpo allo stesso tempo un contenitore di memorie, un portatore di desideri altrui, una costellazione di pensieri ed emozioni. Una sensazione di freddo o di caldo sono una parte del passato, una immagine di desideri ( fantasie), una parte del futuro. Non esiste una emozioni semplice, ogni emozione molto di pi di ci che appare. Una emozione, uno stato fisico, costituiscono rispettivamente, immense aree dell'involucro che si attivano in modo da determinare ci che normalmente viene definito passato, presente e futuro. Percepire e comprendere quelle immense aree dell'involucro va ben oltre la normale capacit di comprensione ed attenzione. Esse agiscono fin quando la loro attivazione le alimenta a meno che altri processi non le dissolvano arrestandole del tutto. In tal caso l'arresto non avviene per analisi o comprensione ma tramite l'utilizzo volontario di processi quali la meditazione o il sopraggiungere di altre manifestazioni. Vivere la vita ordinaria implica il non sottrarsi alla continua attivazione di una miriade di aree e connessioni, lasciare che esse agiscano. E' possibile non immedesimarsi con il loro agire, il che gi implica una modificazione della percezione quotidiana. La percezione quotidiana il segnale di una manifestazione simultanea di una infinit di eventi, purtroppo si tratta di un segnale molto debole e impreciso . La percezione quotidiana sembra costituire una attiva azione di offuscamento di una immensit di eventi affinch solo una parte di quegli eventi venga recepita. La vita quotidiana si svolge in un panorama percettivo che rivela solo una parte di ci che sta succedendo e questa riduzione comporta al tempo stesso una deformazione del senso di ci che succede. Ci che succede, per quanto sembri composto di parti, non scindibile in parti, percepirlo in parti vuol dire alterarne il senso, l'azione. La nostra esistenza quotidiana un'automatica alterazione del senso della vita e dell' immenso ambiente di cui noi non siamo che una frazione. Quell'alterazione un fenomeno naturale. Al di fuori della natura le distinzioni non comportano alterazioni, e, a dire il vero, dal di fuori della natura, la natura stessa non sembra agire tramite alterazioni. Sedere immerso fra luce e ricordi, occhi abbagliati, cibo nel cuore. Agire inesatto, dubbi, fame pomeridiana, azione precisa riconosce una via. Non parole accumulate , foglie volano, sguardi afferrano mulinelli invisibili. Cielo 155

notturno striato di liquidi, corsa , avanzata nel deserto del tempo. Tracciati involontari si innestano, ripetizioni senza cuore, fatica, indecisione irrisolta. Cuore dopo cuore modella il senso. Prima niente da fare, si accumula , soli senza capire perch, infrangere momenti di speranza, il freddo che attanaglia, l'umidit, sapere di non poter fermarti. L'ondata passa, resiste al passaggio. Qualcosa tuona fra le mani. Le esigenze quotidiane non sono eludibili n eludibile l'incessante processo reattivo che costituisce la vita umana. E' impressionante vedere l'ampiezza delle connessioni istantanee in cui vive il processo reattivo. A dire il vero pi l'immensit di quel processo viene avvertita e pi l'umanit reattiva cessa di agire. Il momento in cui i sensi abituali vengono avvertiti come forme limitate della percezione costituisce il segnale di una imminente modificazione profonda del percepire. I sensi sono forme limitate del percepire, non forme illusorie n fallaci. Cos pure le abituali emozioni, desideri, pensieri, addirittura ci che si crede essere il proprio, corpo appaiono tali solo perch manifestazioni di un'azione percettiva molto limitata. L'azione percettiva non decisa dall'ego, ma una forma diffusa di manifestazione che crea tutto il nostro cosmo. L'attivit di offuscamento della percezione dovuta a una particolare combinazione del gioco di preponderanze che autocrea noi stessi insieme al nostro ambiente. Avvertire chiaramente che anche l'agire di quelle preponderanze si dissolve in ogni istante un modo sicuro per uscire progressivamente dagli automatismi esistenziali cui si costretti nella dimensione umana. Ma avvertire la dissoluzione di quelle preponderanze, conduce in vari modi anche a una sorprendente percezione sempre pi acuta del gioco delle preponderanze oltre il cosmo, nel cosmo, nella vita quotidiana. In ogni caso la vita quotidiana, con il suo tramestio, le sue preoccupazione, la sua fame, freddo e fatica e desideri vari, resta sempre l, ineludibile come sempre. Per molte altre entit appaiono, molte altre correnti agiscono, non si immersi solamente nella vita quotidiana, n nel cosmo, da cui non ha alcun senso voler fuggire. Il mondo dell'invisibile non invisibile per vocazione propria. La limitata percezione ordinaria impedisce di accorgersi di una immensit di eventi ed esistenze che comunque sono l a un palmo dal proprio naso, anzi addirittura lo costituiscono. Ogni modo di manifestarsi ha il suo motivo di essere, il che spesso estremamente duro da accettare, come se davvero fosse una scelta l'accettazione o il rifiuto degli eventi di cui facciamo parte. Il destino diventa ineluttabile nelle credenze narrative del proprio ego. Quando si sente con estrema chiarezza che la dimensione umana-cosmica limita solo se si crede di esserne realmente limitati allora non esiste scelta poich non c' niente da perdere, n da guadagnare, in alcun caso. Quella chiarezza di assenza del limite non si ottiene tramite meditazione o tramite processi intellettuali. Si tratta di una chiarezza 156

costituita da una concomitanza di entit, tracciati, presenze che si manifestano e la loro manifestazione istantanea comprensione. 31 luglio 2011- Umanizzabile L'involucro e l'ego non sono forme autonome di esistenza, esistono completamente fuse, mischiate con la natura e il dissolversi. Ci che si percepisce non giunge solamente dall'ego-involucro ma, in larga misura, dalla natura e altro. Purtroppo, per la limitatezza della percezione quotidiana, le percezioni non strettamente inerenti a un soggetto-oggetto identificabile, per quanto possano essere intense, vengono percepite in modo invisibile, se ne sente l'intensit ma non se ne vede alcuna caratteristica sensoriale dotata di sensatezza umana. In altre parole: molto spesso si avvertono fortissime sensazioni, emozioni, percezioni prive di altri attributi che la loro intensit. Tale fenomeno viene normalmente rifiutato nella maggior parte dei casi, negato nonostante l'intensit percepita. Normalmente si tende a voler attribuire una forma individualizzabile in senso umano alle intensit percepite, se tale attribuzione non risulta possibile allora l'esistenza della percezione viene negata, il che crea un'ansia devastante la cui origine resta avvolta in un triste misterioso silenzio. Buona parte del sentire umano costituito da emozioni che non riguardano l'ego n l'involucro n l'individualit. L'immensit della natura di cui facciamo parte la fonte di quelle correnti di emozioni, saperle affrontare senza ansia e senza forzarne la percezione all'interno di un immaginario umanizzabile fondamentale, ma prima di arrivare a ci bisogna in qualche modo avvertire molto profondamente che noi stessi non siamo una forma individualizzabile. 31 luglio 2011 Danze L'aria notturna trema instabile. Presenze incomplete premono ovunque, sono state strappate a un sonno improprio, cercano di contenersi , fuggono da un cono di luce a un altro. Liquidi premono l'aria, sembrano volerla cacciare, poi posano il loro oggetto d'amore, scardinano regole benefiche, chiedono , non fiori, poca attenzione. Apparentemente nell'abbraccio nasci, le tue mani piene di premura, la offrono. Seduti dentro lo stesso corpo a mietere amicizia. Una provvida estate giunge ad osservarci, noi, vegetazione sfibrata, appassiamo per risparmiare fatica. La laguna, ancora davanti, ci brilla in faccia, sfilacciamo le nostre presenze fra onde increspate. Le emozioni si sono riassorbite, Il paesaggio rinasce, non gioca, non c' pi tempo, qualcuno vuole sperimentare il tempo della fine. In tale condizioni l'amore viene messo da parte, la mano ti afferra il volto, la delicatezza si posa fra le alghe, senza lasciare tracce si impone. Sono tutti d'accordo, quindi vengono veloci, diretti al tuffo, 157

gi fra un passo e un altro le luci li circondano, ampliano i polmoni, si distaccano dalla prepotenza. Un profilo corre fra tumuli di battiti. Passi precisi volano, osservati, collassano in vortici senza forma, affermati nel vento vuoto, la brama di una cicala arriva fin qua, grandiosa, gradita. La sorpresa viene sostituita dalla presenza di alcuni osservatori Sono nati prima dei cuori, scivolano lungo mondi piegati che creano assorbendosi in ogni slancio . 31 luglio 2011- Urgenza Ci che si manifesta come natura e quel che altro dalla natura sono completamente fusi, uno sfocia nell'altro e viceversa. Se ben osservata, la natura continuamente si apre , svela di essere a un tempo natura e altro dalla natura. Gli habitat mentali, quelli urbani e quelli domestici sono popolati da attrezzi, utensili, oggetti materiali e forme mentali-emozionali che , pur dando la sensazione di utilit, non fanno che aumentare l'offuscamento della sensibilit percettiva. Dal punto di vista di quell' offuscamento parlare di natura che al tempo stesso natura e altro dalla stessa natura pu sembrare assurdo e pretestuoso, ma proprio l'esistenza di quell'impressionante offuscamento alimenta e giustifica l'urgenza di indicarne in qualche modo la profonda limitatezza. L'offuscamento determinato dall'ambiente urbano e dagli oggetti inventati dagli esseri umani porta la percezione a un livello di debolezza caricaturale che una forma di avvelenamento. Quell'offuscamento composto non solo da cose, oggetti, suoni, ma anche da una infinita quantit di fantasie, emozioni di ansia, voci, malesseri umorali, stati di deprivazione psichica, che pregiudicano definitivamente ogni possibilit di uscire dalla chiusura dell'involucro e dagli automatismi dell'ego. Gesti accorati appaiono, il cuore si mette in mostra, ascolta ruminare fra la polvere, cos trova il suo posto, resta incolume, nutre l'attenzione, sospende ogni attrazione fino a un conto successivo. Nelle pieghe del tempo trova un posto. Ho guardato per ore colare immagini, dimore, distendersi dal cielo, porre una guida, energie esplosive conducono fino alla meta, sicure. Mi osserva in un cupo soleggiare, oscuro in volto, un torrente giocherellone si prende cura del mio peso. Vengo cancellato e spostato, sparso su letti vegetali animati da ritmici brividi, ampolle trasparenti pulsano, tracciano corpi momentanei, li espandono fra le costole. Membra fioriscono congiungendosi a fiumi intensi, palpabili nel vuoto che li sorregge. A volte l'oscurit del sole stupisce, un effetto delicato cerca di ingentilirmi. Mi piego sotto i sassi della battigia, ascolto la tua pelle baciarmi.

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04 agosto 2011- Emersione Nuovi territori si aprono in giardini mai emersi. Foglie schiumose gocciolano granelli di rocce, manti nevosi brillano e ghiacciano il cielo. La luce proviene da ci che appare, presenze multicolori sono lampi che risuonano e lampeggiano in cuori riposti altrove. Il bagliore si diffonde ovunque, un ovunque spesso indifferente ma impermeabile, il bagliore vede e pu essere visto, intimo e compatto come il cielo incorporato in ogni emozione. Lo slancio sgrana il suo percorso in una raggera di astri impalpabili, vette emerse da oceani d'intensit scuotono arie da loro stesse creati. I tuoni trasportano flutti di vita nelle spiagge raccolte ai piedi di interminabili costruzioni ghiacciate, popolate da amorevoli ribelli. Grondano temporali di rugiada, pollini fiammeggianti palpeggiano creature evanescenti, il mare pronto per l'emersione, si parte. 04 agosto 2011- Onde nascenti Fiori nel silenzio muovono intere costellazioni, con dolcezza, li adagiano nella fertilit, si ritirano nella corrente magnetica, aspettano. I brividi scuotono . Alberi d'argento serpeggiano sul declivio, i lampi raccolgono semi palpitanti, si assorbono in un momentaneo specchio celeste, brillante di ventri, canti d'insetti, tumulti di pietre. Un cono di vita schiuma nel fiume, risolleva fondali morbidi, esplode in una nuova luce, ritmi di alghe del bagnasciuga. La notte si decompone nella sua natura, origine di animali, fonte di vegetazione mobile. Frane ruotanti raccolgono spinte centrifughe per tracciare un altro sole, quello del destino. Spinte tattili raggiungono un incontro, stringono, legano il cuore, lo accarezzano, se ne lasciano assorbire, volano insieme fra montagne incandescenti, ritrovano un aspetto da eccitare, nascite incompiute accumulano il destino decisivo. Incurante di tutto, la risacca manifesta una tesa attenzione. Sprofondare nella freschezza delle onde nascenti, esserne sommerso fino a toccare la riva incandescente della vita, piegarsi fra i flutti vellutati, amare. 04 agosto 2011- Senza direzione Il lago ruota velocemente, il centro brilla, lancia bagliori senza luce, delicati, precisi, nutrienti. La festa del silenzio continua con determinazione, gioia, attimo dopo attimo, guardare. L'espansione non contenibile, sempre presente emerge e periste. Non turbabile. Il riposo permette l'incontro, scaglie voluminose riempiono i canali di luce, flotti di passione turchese tingono un nuovo inizio. Il riverbero della spiaggia smantella lembi di galassie, la polvere dissemina note infallibili, diventa un oceano veloce, intessuto di morbida inconsistenza. Il dolore sbatte le ali, si tuffa nel vortice pi vicino, resta nel coro, invisibile e giudizioso, si intromette in animate discussioni. 159

La luce interrompe la sua azione per meglio animarsi. Nel risveglio perde il centro, ritorna a bagnarsi con la bruma, senza mani s'infiltra nelle aperture dei fondali. La costa prende forma, rocce schiumose afferrano stormi di calore, energie planano senza direzione, la presenza si agita nella lava scoppiettante. Rocce di ghiaccio nutrono un insospettato calore. 06 agosto 2011- La percezione crea La percezione crea l'ambiente in cui si vive come essere singolo nella quotidianit. La percezione genera la fisicit del mondo ordinario, della natura ordinaria. Come esseri singoli si vive la quotidiana esperienza di una percezione condizionata dalla propria fisicit e dalla fisica della natura, del cosmo, in altre parole come singoli si indotti a credere che la percezione condizionata, limitata da regole determinate, da leggi e caratteristiche fisiche. In realt avviene l'incontrario: le leggi fisiche, le caratteristiche fisiche sono determinate dai modi di manifestarsi della percezione. La percezione un fatto fisico e percettivo al tempo stesso, la percezione non condizionata dal singolo essere ma il singolo essere la manifestazione dell' agire del percepire. Gli esseri singoli sono manifestazioni generate da esseri non dotati di individualit. Ci che il singolo essere chiama molteplicit la manifestazione di esseri non individuali. Affermare che la percezione generativa una realt fisica vuol semplicemente dire che la materia viva, sensibile , intelligente e autorganizzativa . La materia della natura estremamente viva e sensibile, quella materia non un'astrazione , quella materia siamo noi, come pure lo sono i fiori, gli insetti, la polvere, ecc. Dal punto di vista dell'individualit la percezione generatrice una interminabile lista di esseri ed eventi. Non esistono modalit della percezione, n modi dell'essere: compaiono solo manifestazioni. Essere parte di una manifestazione vuol dire percepire in accordo alle caratteristiche di quella manifestazione stessa, e quindi la caratteristica della manifestazione ordinaria quella di essere assorbita in una percezione articolata da molti esseri singoli simultaneamente. Tuttavia, per quanto si sia assorbiti nella manifestarsi della propria singolarit, che identica alla singolarit altrui, bisogna in qualche modo essere consapevoli che manifestarsi come singolarit solamente una frazione della manifestazione che si . Percepirsi esclusivamente come singolarit, per quanto sia normale, molto lontano dal cogliere il senso della manifestarsi e del riassorbirsi. Per mutare la preponderanza dell'agire della propria singolarit bisogna mutare la propria percezione, la propria fisicit, in qualche modo la propria stessa chimica. Ma tutto questo mutare non vuol dire altro che manifestarsi non solamente come singolarit. Non esiste un elenco delle manifestazioni e delle diverse fisiologie 160

che esse creano. Se ne parla in termini di fisiologia per riuscire a comunicare qualcosa alla propria singolarit preponderante, ma non esistono n poche n molte manifestazioni poich le manifestazioni non dispongono di un essere; se non vengono colte dall'interno, manifestandosi con esse, quelle semplicemente non esistono. Le manifestazioni sono altro dall'essere, almeno per l'essere come viene percepito in presenza della preponderanza della singolarit. La preponderanza caratteristica della percezione ordinaria dolorosa e intrinsecamente connessa con la sofferenza, e , questo dolore e questa sofferenza, sono effetti che non possono essere elusi ma, importante, se ne pu arrivare a percepire chiaramente la limitatezza come manifestazione: dolore e sofferenza non sono la caratteristica di tutte le manifestazioni, sono ESCLUSIVAMENTE componenti della manifestarsi come essere singolo. Pi si connessi e parte di altre manifestazioni pi quel dolore e quella sofferenza appaiono diversamente.

16 agosto 2011 Breve libert Ritorno nel mio cuore, caldo di slanci, ti ascolto fra le braccia, premi il collo sul mio, resto fra di me, con te. Un tocco dopo un altro, lento carezzare, giungere col calore nel tuo corpo, pioniere del tuo amore, voler promettere, ridestare con mani tremanti, cadono le mie pelli sulle tue. Il vento scatta fra i nostri gangli intrecciati, emerge, sotterra nebbie, sfarina colori, emulsiona impotenza. Fra i petti i turbini delle ali tracciano le loro rotte, cadenze di giada, vie ghiacciate e ombrose si curvano, saldarsi di epoche fragili, ti dedico, ti aspetto, ti osservo., tu che sei me, non hai mai nascosto alcuna emozione. Dentro la tempesta prendi ogni aspetto, io coltivo il giardino, canto nell'umidit incombente, l'amore ha perso il controllo, la libert lo rende impudico, innominabile, perenne. 16 agosto 2011 Magma Sgorga e canta, il lago compare per un attimo, durante il quale riempie di stelle i prossimi cieli, poi esercita la sua pressione nello stomaco. Apparenza, calma, suoni serpeggianti ovunque, baluginare di rocce morbide. Le ginocchia affondano in se stesse, lentamente, ruotando, trovano l'incontro, si liberano del tremore, si lasciano consumare nella torrida corrente. Vertebre occhiute stirano i tendini fino a penetrare la terra, poi il cielo, poi di nuovo la terra. Girano, vorticano, sciolgono le proprie ossa in fasci di canali, scorrono, si decompongono ulteriormente, poi di nuovo terra, cielo, seduti dentro un chicco di sabbia, onde oceaniche intorno, non travolgono, non accarezzano, vivono. La vegetazione si libera della sofferenza. Prende l'aria, la dirige 161

oltre il cielo, si diparte dalle nostre tracce, diventa una presenza lagunare, estesa oltre i ghiacci viventi. Da l intona la sua presenza, la spinge a valle, zolla dopo zolla, forma un immenso magma tuonante , si manifesta come un esile, inguardabile fiore. 16 agosto 2011 Prima del silenzio Il vento si attrezzato. Ora riposa, supino fra le costole, in alto nel cielo ritirandosi nel cuore, suonando nel vento, in ascolto. La gola si serrata nel cantare, note troppo acute e dense risuonano ovunque. L'impeto arriva, sostituisce la mente con pressioni insolite, il petto sbuffa nuova aria, veleggia fra timbriche che precedono i suoni. Ancor prima del silenzio ci sei tu. Non sono io a raggiungerti, fra di noi non esiste il posto per me. I fiori esplodono, semplici fiori grondano intensit insopportabili. Il cielo del cielo un'eterna fioritura, rapide ombreggiature germogliano in qualcosa che non posso seguire altrimenti che con la mia assenza. Il tumulto del corpo si allineato, il torpore svanito, il cuore sostituito da numerosi torrenti che scorrono, talvolta invisibili, talvolta luminosi d'emozioni. Le presenze sono compatte nello slancio. Le mani cedono il posto a rami senza tempo. Quel che tocco palpita in altri organismi, vive molte vite estranee, fugaci, si succedono calme esplosioni ventose intessute di colori attraverso i quali giunge la presenza. Tocchi delicati scuotono le pelli, si scioglie la coscienza in un lago ghiacciato, immenso, sul quale luci organiche si appoggiano. Avvolti in un amore insopportabile tremanti ruscelli di linfa riassorbono ogni via, ogni canale, mentre la visione resta la stessa di sempre: quarto piano di un appartamento urbano, uno fra i tanti di una qualsiasi citt. 16 agosto 2011- Trame Il sole osserva da dentro. Sulla superficie della tempesta il luogo. Con onest. E senza attesa. Sincerit completa, le visioni sono assenti, mutazioni nell'invisibile premono, scorrono. Non ci sono spettatori, entrato nella manifestazione, senza attributi, senza memoria, molta, molta presenza. I sensi sono scomparsi, una certa seriet compare, frugale, semplice, diretta. Alla fine, le parole si riassorbono, i colori tacciono, i suoni si ritraggono, una improvvisa estensione si espande e si contrae, molto altro, naturalmente, scorre senza qualit. L'involucro resta ignaro, non reagisce poich nessuna emozione gli viene richiesta. Un certo silenzio la manifestazione della completa estraneit all'involucro. Il silenzio di quelle emozioni che ancora contengono i deliziosi slanci dell'involucro. Quando tutto diventa incolore e muto i cuori pulsano diversamente. Si saldano al pulsare della pace, ma adesso non esiste un luogo particolare per incoraggiare le speranze umane. Mentre scrivo i turbini modellano tessuti, volumi, organi dentro, fuori, lontano, vicino, prima e dopo di me. 162

Un instancabile tessuto ruota, nuota in s stesso, si spreca in dettagli. Il vento del mattino precede il sole. Non si compone alcun flusso. Eppure tutto mobile, sincero. Il corpo non si scompone, l'involucro palpita felicemente. Trame sottili precedono qualsiasi percezione. Il movimento al di fuori del tempo non fa compagnia al cuore, non guida l'anima. Il movimento senza il tempo una trama di presenze che pu modificare le emozioni e i sentimenti, li modifica senza operare alcun movimento. La modificazione stessa tace. Le onde cominciano a incresparsi un po' pi in l, dove le ultime visioni lambiscono la scogliera. Dopo, nessuna esistenza. La luce dei tuoi occhi brilla ama, mi trapassa senza alcun alleato. Molta semplicit, molta presenza, eppure, nessuna manifestazione. E' la notte, con le zanzare, le stelle, il tuo amore, la mia gioia, trame intoccabili, impercettibili per qualsiasi epidermide, il caff della mattina. 16 agosto 2011 Inevitabile L'azione del fermare la mente, o non-azione che dir si voglia, resa famosa dalla disciplina dello yoga, non pi difficile, n pi facile, che quella di arrestare il movimento di qualsiasi altra parte del corpo, mano, piede, braccio, respiro. L'ego pu star fermo e rendersi conto che sta fermo, il che spesso succede anche naturalmente, senza bisogno di meditare. Ma se si osserva con attenzione cosa si muove e agisce quando si ritiene che la mente, l'ego, si stia muovendo, ci si accorge che quel che si muove, spesso non ha a che fare con l'ego-mente, piuttosto una entit che in qualche modo sta interagendo on l'ego. L'ego, la mente personale, sono piuttosto piccoli, la loro azione estremamente limita, non sono che una frazione di quel complesso di entit che creano l'effetto-esistenza che nella percezione ordinaria viene riconosciuto essere come la propria individualit. In altre parole si sta esplicitamente affermando che la propria individualit non che un minuscolo centro, una piccolissima entit attorno alla quale orbitano, e con la quale interagiscono, molte altre entit estranee all'ego-mente. Quell' orbitare e interagire costituisce l'involucro e il fenomeno della percezione di una unica individualit. Quando si arresta l'agire dell'ego-mente, se non ci si autosuggestionati, appaiono progressivamente le entit che interagiscono con l'ego e, addirittura, le entit con cui l'ego a sua volta interagisce come elemento esterno orbitante-interagente con un altro centro egoico di qualche natura non umana. Quelle apparizioni non sono previste dallo yoga, almeno dallo yoga che oggi arriva in occidente. Il complesso delle attivit delle entit che costruiscono la percezione della individualit nella nostra vita "ordinaria" non pu e non deve essere fermato, osservare agire quelle entit, con l'ego immobile, conduce molto lontano. Vale la pena segnalare il fatto che lo spazio e il tempo non sono elementi creati dall'agire dell'ego ma dall'interagire dell'ego con le altre entit. Se l'ego si ferma davvero, lo 163

spazio e il tempo non lo riguardano anche se , lo spazio e il tempo, continuano a scorrere nell'involucro la cui formazione un fatto per lo pi automatico. L'ego non pu essere estinto, l'ego, la mente, possono manifestarsi come entit che osservano ma non possono evitare di venire agiti dall'interazione con quelle entit che vogliono agire con esso e che tramite quell'interagire alimentano l'esistenza del proprio involucro. Quell'interazione un fatto naturale e inevitabile. Per l'ego e pure quelle entit, possono non attivarsi oltre l'estensione naturale, ovvero inevitabile di quella interazione. Se l'ego-mente non diventa che un osservatore scopre di non essere un centro organizzativo privilegiato, scopre che non esiste alcuna individualit, scopre che lui stesso agisce in modo esclusivamente automatico poich, anche se pu essere difficile da credere, l'ego-mente e qualsiasi altra entit manifestantesi, non hanno una volont propria ma agiscono solo in modo automatico. Arrestare la mente un fatto automatico, naturale, inevitabile, ma lo si scopre solo quando l'ego si ferma. 21 agosto 2011 Inevitabile_2 Se la mente-ego non attiva oltre gl inevitabili automatismi in cui coinvolta con numerose entit, appariranno progressivamente le manifestazioni con le quali gli automatismi stessi hanno luogo. Quell'apparizione non avviene nella percezione ordinaria, quell'apparizione gi conduce in un percepire che sfugge alla illusione di causa ed effetto della normalit. Quella percezione in realt molto varia, in essa pu rumoreggiare in modo preponderante l'emozionalit della vita ordinaria o pu rendersi sempre pi intensa la manifestazione del riassorbimento. In ogni caso piuttosto indifferente che prevalga la prima o la seconda delle manifestazioni. Si tratta di inevitabili processi naturali e se il gioco della identit non agisce pi come un vincolo, ci si pu liberare dall'assillo della perdita di qualcosa di prezioso quando invece della percezione del riassorbimento emerge il rumore della vita ordinaria. L'ego pu osservare senza farsi confondere e se tale osservazione si rafforza l'ego cessa di essere l'unico osservatore in quiete, poich tutte le manifestazioni che costituiscono la propria percezione di individualit possono diventare osservatrici in stato di quiete. Si tratta di processi naturali da non forzare tramite autosuggestione, uno stabile riconoscimento arriva prima o poi. 21 agosto 2011- Realt ordinaria La realt ordinaria una manifestazione che ha senso solo percependone la stretta connessione con tutte le altre manifestazioni. Fin quando quella stretta connessione non si manifesta, il senso della realt ordinaria resta fortemente limitato, deprivato. Quella stretta connessione non un concetto, essa si esplica tramite una enorme quantit di percezioni della realt ordinaria che assumono, a volte improvvisamente, a 164

volte progressivamente, caratteristiche decisamente non ordinarie. La realt ordinaria pu diventare assolutamente non ordinaria senza cessare di manifestarsi. Se le manifestazioni non ordinarie si intensificano, risulta evidente che la distinzione tra la realt ordinaria e quella non ordinaria non esercita pi alcun vincolo sulla percezione. I modi in cui le realt non ordinarie si manifestano sono pressoch infiniti, il motivo per cui esse si manifestano semplice, ovvero esse fanno tranquillamente parte della natura come di ci che sta oltre la natura; il desiderio dell'ego ordinario di possederle, definirle, trovarne un senso recondito, che attribuisce a quelle realt molti inutili nomi quali, per esempio, divinit, misticismo, fantasmi, demoni. Detto per inciso molto probabilmente noi stessi siamo dei fantasmi per un demone. Nessuno chiede a un filo d'erba il perch della sua esistenza, la si accetta e basta, si percepisce chiaramente di esserne in qualche modo una parte. Allo stesso modo, quando il petto sembra aprirsi e si assiste all'agire di qualche altra esistenza si pu rimanete tranquilli: se ci avviene, avviene solamente perch siamo profondamente connessi con quella esistenza. Basta stare ad osservare e lasciare che le interazioni operino senza intromettervi la propria ansia. I paesaggi via via si dischiudono, le intensit si chiarificano, molti corpi finalmente comunicano. 21 agosto 2011- Sensi e manifestazione Le percezioni dei sensi possono diventare intensissime e lasciare filtrare ci a cui sono connesse nell'invisibile invisibile tutto ci che non si pu percepire nella percezione ordinaria. Il senso delle connessioni fra visibile e " invisibile" inspiegabile se non viene vissuto in prima persona. La differenza fra visibile e invisibile non deve far ritenere reale l'esistenza di livelli di percezione diversi per profondit e valore. La percezione non conosce livelli, semmai essa varia in intensit non quantificabili n memorizzabili. Le sensazioni della percezione ordinaria non vengono mai cancellate, esse si manifestano assieme ad altre percezioni mantenendo la presenza di eventuali sensazioni di dolore, sofferenza, gioia; ma queste sensazioni, estendendosi in una percezione diversa da quella ordinaria, cessano l'attivit di offuscare la percezione. Il dolore, la sofferenza, la gioia, se perdono il loro carattere di offuscamento percettivo non sono pi tali pur continuando ad esistere. Le sensazioni della percezione ordinaria possono attivarsi in modo profondamente non ordinario continuando comunque a sembrare quel che sono in una situazione ordinaria. L'attivazione non ordinaria delle sensazioni un fatto frequente ma spesso troppo poco intenso per essere accettato. Gli esseri umani, come tutti gli esseri esistenti, vivono mediante una sofisticatissima modulazione di forme d'intensit, gli esseri umani sono forme d'intensit. Percepire diverse forme d'intensit come una unica forma d'intensit e, allo stesso tempo, disinteressarsi alla intensit come 165

fenomeno, significa essere entrati nella realt intesa come manifestazione. Nella realt intesa come manifestazione sempre presente il dissolvimento della manifestazione stessa, senza quel dissolvimento le sensazioni tornano ad essere attive normalmente, e questo vero per qualsiasi essere visibile o invisibile che sia. L'essere cessa di essere tale quando appare il dissolvimento, allora , in presenza del dissolvimento, la manifestazione precede l'essere, ovvero precede la percezione dell'esistenza di una qualsiasi individualit, quella percezione cessa di essere attiva pur mantenendo i propri automatismi. 21 agosto 2011- Privi di forza Ripiegato su s stesso troppe volte per esistere. Cede il tempo, afferra mille caviglie, scivola nei liquidi, torrenti, irradiazioni fresche, attive. La schiena si popola di canali, vasche trasparenti compaiono nei tessuti, i tendini si sfilacciano unendosi. Giunge un riposo intermittente, fra ondate di pressione si sistemano rami e tronchi di foreste senza terra, la linfa degli occhi si muove a scatti, ascolta, produce una epidermide a coriandoli. Vie tortuose si compattano e sciolgono pi volte, terre rumorose, coperte di vita solare sciolgono volumi immensi nel ghiacciaio fiorito. Il bagnasciuga raccoglie le ossa attivate, assume posizioni quasi definitive. Fra le spalle il fumo dissolve la muscolatura, il collo si fa incandescente, nella bocca straripano oceani, poi di nuovo, si ricomincia, uno vicino all'altro fin quando le stelle non cedono sotto il peso di infinite lievi contrazioni. La freschezza viene riassorbita dal manto erboso, insetti elettronici tuonano fra le arterie, osservatori lacustri pompano ossigeno in pi punti. Con la torsione successiva si apre la via dell'alimentazione, l'alimentazione viene dispersa fra mutanti tremanti da cui la luce scivola via per ospitare assenze decisive. I ricordi del dolore non sono sostituibili, vengono colti, lasciati collassare nell'assieme. Forme vibrano al passaggio delle variazioni, restano a testimoniare, si piegano, edificati come alberi, lasciano che siano nutrite i propri cuori. La terra e la laguna si fondono, le costole non cercano alcunch, il respiro lascia la riva, fra le caviglie germogliano i semi. Un ammasso di cuori ritmati, privi di forza, senza alcuna presenza. 23 agosto 2011- Natura del manifestarsi Per la natura stessa del manifestarsi, non possibile descrivere nessuna genesi del cosmo n della vita. Non neanche possibile capire il senso di quelle genesi vivendole di prima persona, poich nessuna genesi mai esistita. Il senso delle genesi, delle apocalissi, delle " origini della vita", contenuto nelle emozionalit proprie della vita ordinaria, emozioni che l appaiono e l scompaiono. Puramente 166

emozionale in senso ordinario anche il costante tentativo di trovare elementi di separazione fra il vivente e il non vivente, fra l'organico e l'inorganico . Le separazioni appaiono laddove non si percepiscono connessioni profonde, manifestazioni. Quando le connessioni si manifestano numerose, la complessit delle intensit percepite, rispetto a un'ottica ordinaria, tanto immensa quanto incomunicabile. Le connessioni profonde non forniscono alcun potere particolare a chi le percepisce. Viceversa, le connessioni di natura emozionale/concettuale, possono dare l'illusione di ottenere qualche potere anche se resta ben presente l' inafferabilit della natura dell'origine del potere ottenuto. Afferro la caviglia ma non pi la mia caviglia, stringo il ginocchio ed esplode una fioritura estiva, arriva una torrida giornata estiva ma si tratta di esseri che conducono loro iniziative, sono parte di loro, non sono una mia parte, e dopo ogni ginocchio serrato si propaga nell'intensit altra intensit, intensit di presenza indifferente ad ogni conta. Le manifestazioni sono anche la realt ordinaria, spesso parte tutto proprio dall'ordinario, in modo inaspettato, ma si dipanano in modo impossibile da parlarne poich mentre le manifestazioni sembrano dipanarsi, svolgere un loro processo, quel che emerge una sorta di intensit estremamente avvolgente, unificante e assorbente tanto la realt ordinaria che il dipanarsi delle manifestazioni. La presenza continua a scorrere senza per possedere alcun centro. Senza un centro, senza un modello e senza follia. Se non si forzano le intensit che sorgono in se stessi e quelle da cui si attraversati si entra prima o poi in un vento intelligente di intensit e creature diffuse, non centripete. Quel vento pu anche coincidere con la realt ordinaria ma privata dei suoi centri, ovvero gli oggetti, gli esseri, cominciano a scorrere l'uno nell'altro tracciando dimensioni improbabili e precipitose, in una quiete assordante. Ogni movimento consapevolmente composto dall'accordo di miliardi di miliardi di pulsazioni. La manifestazione ha gi preceduto se stessa, il disegno si diffonde prima di diffondersi, i muri sono improvvisamente trasparenti, tuoni invernali affondano in una vegetazione amica ancora presente, erbe risalgono la schiena nutrendo oceani ruotanti in vortici assolati, l'intensit spegne le visioni e la strada appare nuovamente sola, l'attesa si consumata. 21 agosto 2011- Movimento Un attimo, subito, dopo, il completo silenzio, in cui camminare, osservare il corpo mutare, vallate acquifere occupano luoghi impensati, calori frenetici dislocare tendini, la vegetazione ripopola una sfera imponente. Nel silenzio le apparizioni si fanno discrete, strani alimenti parlano, destano striature vitali con le quali producono 167

orizzonti torrenziali. Il petto libera i propri organi. Restano a pascolare fra le stelle in un magma insettivoro. Le parole vengono riassorbite dalle membra ripiegate mille volte. Immersa nel silenzio la citt s'incanala dentro se stessa, scivola via, si raggomitola fra le mani, serpeggia ovunque si guardi. Gli ospiti prendono anch'oggi il loro posto. Non mi sono mai mosso da qui. 27 agosto 2011- Ancora natura Raggi balzano da un sole a un altro, risalgono le tracce interne, precipitano in una doccia variopinta. Gli alberi splendono. Astri delicati solcano torrenti di creature, brusii compatti amalgamano intensit, straripano, scintillano sull'asfalto, pompano nel cuore, nutrono labbra. Vene incorporee si annidano ovunque, rendono denso lo spazio quotidiano, fremono, lontane e vicine allo stesso tempo non cessano di condurre altrove, rendono trasparenti i suoni. Quel che splende si ritrae in ondate di oceani, acqua morbida tinta d'amore raggruma dimore cosmiche. Attimo dopo attimo il cuore si espande fra mille prese. La prima apertura nella natura. Poi appaiono infinite circolazioni torrenziali d'intensit non energetica che pure inglobano la natura e con essa emettono intensit. Il silenzio compare perch la natura pu apparire svuotata di energia sebbene sia attivissima. Ma non pi silenzio. La pace non quel che sembra. 29 agosto 2011- Pelle La stessa pelle condivisa fra molti. Presenze si compongono e ricompongono in continuazione. L'ego, la volont propria, vengono assorbite dalle presenze, ci che voglio e le modificazioni delle presenze coincidono. Lentamente le presenze diventano le mie emozioni: restano le emozioni, il senso del "mio" si saldato alle presenze. Presenze, emozioni, mutamenti, volont, saldandosi fra di loro cancellano il tenue legame con l'ego che molte manifestazioni ancora avevano e continuano ad avere. Quella saldatura chiarifica ulteriormente il manifestarsi, rende la diversit sempre meno legata a emozioni di opposizione, rende la realt ordinaria e le sue tentacolari influenze decisamente sopportabili, comprensibili. Molto spesso, rallentare un'azione induce l'ego a perderne tranquillamente il controllo percettivo e l'egemonia percettiva. Quando l'ego non riconduce l'agire a se stesso, l'agire appare come una quantit di manifestazioni che avvengono senza.. coinvolgere l'agire. Il rallentamento dell'agire tale quando spontaneo, non forzato. L'ego cessa di controllare percettivamente il proprio agire anche in condizioni normali in cui non si ha alcun rallentamento dell'azione e senza il ricorso a tecniche ipnotiche. E' una esperienza molto istruttiva osservare i propri sensi mentali e fisici, con tutte le 168

immagini, le emozioni, i significati e ricordi intensamente ad essi associati, cessare di esistere assieme al proprio ego e vedere quei sensi e l'ego tradursi in manifestazioni molto pi esplicative, intense, veritiere, dei sensi e dell'ego stesso. Contrariamente alla ordinaria sensazione egoica in cui l'individualit sa di coesistere nel mondo con una infinit di esseri con i quali connessa ma anche dai quali decisamente separata, quando cessa l'agire centralizzante dell'ego appare una intensissima e dettagliatissima compresenza di manifestazioni consapevolmente reciprocamente influenzantesi. Si in presenza di un sentire pi intenso dell'amore e totalmente privo di soggetti. Cos tanto privo di un sentore di soggettivit da risultare inizialmente inquietante. Quel manifestarsi non pu essere utilizzato per descrivere la realt ordinaria in termini di destino o ineluttabilit. La relazione fra il manifestarsi non egoico e la realt ordinaria rassomiglia all'adesione completa fra due oggetti trasparenti e impalpabili, un evento assolutamente concreto ma impossibile da vivere a meno che non si sia quegli oggetti stessi. 04 settembre 2011- Ginocchia Le cose informi si raggruppano intorno. Matasse colorate, volani, si posano fra di noi, entrano ed escono, scompongono, ricompongono creature, crepitano assolate. Con te si sono posate. Frecce liquide si stagliano sopra la linea del promontorio, tracce vitali orbitano nei d'intorni, risucchiate dalle ginocchia in torsione. L'erba si svuota, la neve interna la pervade, nutre, spiagge lamellari intensificano il dischiudersi di vite torrentizie, si spalanca il sorriso, ondate di petali avvolgano gli oceani evaporanti.

04 settembre 2011- Identit Il cuore brucia e ascolta. Si vede il cuore per un attimo, subito dopo molte voci lo circondano, assorbono, riemettono, semplicemente il cuore molte voci nate da molte correnti. Non un gioco, si percepiscono le manifestazioni che rendono tutto pi fluido ed immobile e che rendono l'intensit dello stesso percepire, sopportabile. Le intensit possono risultare insopportabili fin quando un qualche tipo di identit cerca di riconoscerle come identit. Il dissolvimento pu essere comunque sempre presente anche se l'intensit dell'identificarsi diventa piuttosto forte : nel mondo della percezione l'identit sempre foriera di debolezza, frammentazione, ostacoli di molti generi. L'amore intenso pu estinguere l'azione identitaria. Al contrario, percepire con chiarezza che l'esistenza dell'ego non pu essere condizionata da alcun vincolo di gruppo o atteggiamento gregario, un passo decisivo verso il rendersi liberi da automatismi mentali indotti da regole sociali. L'ego l'ego, non esiste un ego individuale come non esiste un ego collettivo. Societ e individualit sono forme 169

mentali scaturite dallo stesso agire egoico. Se ci si libera dell'abitudine alla condivisione delle dinamiche sociali la stessa individualit viene a estinguersi come senso e intensit. Percepire l'ego non pi agito dall'individualit n da atteggiamenti socialmente gregarie, significa cominciare a percepire ci che ha a che far molto pi con l'intensit e il manifestarsi che con la forma e le dinamiche narrative. Le forme e le dinamiche presenti negli habitat umani agiscono automaticamente sempre ostacolando la percezione dell'ego non individualizzato, a parte forme e dinamiche agenti in modo esclusivamente evocativo. L'ego non individualizzato altro dall'ego ordinario, inoltre anche le molte altre componenti l'essere umano dispongono di propri fenomeni identitari automatici. La liberazione dall'identit non una guerra che si combatte contro nemici, un aspetto del fluire della natura, del suo manifestarsi. Percepire chiaramente l'ego ordinario assieme l'ego non individualizzato senza provare impulsi ad escludere, a reagire, ha molto a che fare con un modo intenso d'amare. Cessare il volontario sviluppo di comportamenti gregari, fase ineludibile dell'intensificarsi della percezione, non pu essere fatto inventandosi una mitologia antisociale o dell'eroe. Non pi interessante conseguire una personalit solitaria anzich socievole e gregaria, interessante ed augurabile riuscire a non farsi assorbire n dalle molteplici forme in cui appare l'ego ordinario n dalle molteplici forme in cui pu apparire la realt non ordinaria. 04 settembre 2011- Ancora percepire La percezione vive, la sua vita generare, la sua generazione a volte comprende me. Ne parlo, ma lei che mi agisce e pone laddove popola le correnti. A ogni sua mossa si librano milioni di eccitati corpuscoli, brulicano nei cuori appena composti e gi evanescenti. Percezione dopo percezione comincio a tacere, incomprensibile a me stesso, ovunque io tocchi mi afferra, accarezza, quell'io rimbalza ovunque, si scompone nell'immenso brulicare, l'entit mi afferrano e sostituiscono, la percezione non risponde. Nel silenzio i tuoni aggiungono l'impensabile.

04 settembre 2011 Tamburi Le colline svuotano sorde voragini. Battiti d'ali spingono, cespugli animati brulicano d'insetti marmorei. Folle si assorbono in vapori metallici, risuona l'ansia quotidiana di veleni mal celati, voci estenuanti salmodiano il tempo. Dentro e fuori, tormente di fiori nutrono altri luoghi, si slanciano lontano da qualsiasi direzione, ricompongo e frastagliano getti di luce invisibile, fonti acquifere immerse nei liquidi guizzanti. Tratti appena composti inseguono corpi ombrosi, volti rintanati in canali stagnanti osservano obliqui, forse pensano l'attesa. Sono tornati nel tempo, luogo e dovere e 170

tributi, parole nemiche accompagnano fedelmente ogni passo. Sopra, sotto, il tamburo troneggia fra stelle irrisolte. Cordoni intrecciati di gelatina marina penzolano nel buio, riempiono i polmoni della gioia ingenerata, morbido il giorno mai sorto. Tra l'esofago e la trachea prende velocit, luminosit composte si coagulano in pesi istantanei, guidano gi, ancora pi gi, tutto sembra vacillare. Pi leggero e agile, ora, si slancia, i fianchi rilassati germogliano nella tormenta fiorita. La polvere si alleggerita del proprio cielo, i tamburi segnano altre spiagge dove privare la luce della sua supremazia. Si spegne l'attesa, si riaccende, il cuore chiama, ma viene anche richiamato. Di notte l'oscurit s'illumina dei desideri viventi, liberi, giocondi s'impongono ai cuori, conducono strade straniere, spinte tenaci verso l'ignoto immerso nell'amore che non appartiene. Richiami accorati tentano di brillare a lungo in qualsiasi petto, in qualsiasi sasso. Il calore del sole evapora, li bacia un'ultima volta, poi li abbandona. Il cielo scivola nel proprio ghiacciaio, non dura, non presente.

06 settembre 2011- Ancora rugiada I cuori festeggiano una nuova tempesta. Sassi, sabbia , si celano lungo la riva. La corsa scivola con dolcezza fra lo scintillio dei rampicanti fioriti. La quercia troneggia in cima la salita, immerge i rami nei ghiacciai. Baci gorgoglianti fuoriescono dai canali incrostati, si affatica tra i sassi masticati il corso del ruscello, si immerge un daino trasparente, i riflessi spengono il sole, una tormenta eccitata arriva di corsa, abbraccia gli animali entusiasti, vola fra le montagne nebbiose, poi precipita nella pelle terrestre. La rugiada misura il suo tempo, nel destino intermedio si osserva un certo torpore, ora la marcia continua, si appoggia alla tua spalla un abete fluttuante, stormi di pettirossi annunciano, ma l'acqua calma, non c' motivo di preoccuparsi, l'amore salvo, ora mi alzo, ti riprendo, la fonte si immerge lontano dalla terra, nel cielo perdo ogni insistenza, la fonte mi assorbe mentre cade la prima neve. L'oceano si dischiude alla presenza lunare. Lo sguardo lacustre nutre con mitezza mani fragili, mutanti in fretta. Carezze estinguono le emozioni, il cielo chiama a s, dentro i vortici fioccano le correnti, membra veloci indicano cascate mobili, palpitanti di sguardi ammiccanti. L'intensit dona fugaci presenze, spinge altrove, nel silenzio accoglie.

09 settembre 2011- Freschezza Il suolo appoggia i lati nella chioma delle alghe. Ricche trib di micro-insetti chiacchierano di lampi incandescenti, reti di ossa si rimpolpano nutrite dall'aria. Altri 171

seguaci girovagano fra le nevi, baratri invisibili stringono con morsa d'acciaio, il ferro si distacca e scioglie, liquido nella mano felice, osserva, risuona di gemiti. Brevi corse di antilopi arano la sabbia, il cibo si dirada, il nutrimento si muta, siamo afferrati, trascinati, pressati fra pelli non vissute. Assume le tinte della vita e della morte, respira per frugarmi dentro, vortica per scolpire l'ombra , mi tratteggia, fa compagnia, potrebbe non trovare pi nessuno ad attendere e quindi guizzare con gioia fuori dall' orizzonte, stanare se stessa, gettarsi a terra, sciogliersi in valli precipitate. La decisione non tarda, riposa attimi di secoli in cui edifica creature maculate e nodose. La freschezza scende nelle ossa, affastella i tendini in un'unica corrente, trascina in fondo, si discioglie nella prateria notturna dove una marea di sibili ritmati forza i confini, sale fino al collo, si lega ai tronchi, sembra ristagnare fra terse cortecce. Nebbie procedono a scatti lungo le pelli, si frastagliano in nutrimento pudico, riposano nelle pieghe di baci temperati, montagne stormiscono al sole, una volta.

11 settembre 2011 Persistenza I fiori si schiudono, poco dopo lo spazio che accoglie i fiori si schiude anch'esso e compare qualcosa di diverso dallo spazio, mobilissimo ma solo nell'intensit. Si manifestano delle intensit del tutto sconosciute nella vita quotidiana, intensit persistenti, non casuali o fugaci. Esse persistono, la vita quotidiana, persiste anch'essa. Entrambi sono manifestazioni stabili, la manifestazione quotidiana pare sciogliersi in continuazione in un'altra manifestazione, aderirvi in ogni dettaglio e via via che aderisce si spiega, muta e cessa il senso della percezione della quotidianit. Anche la quotidianit si pu schiudere come un fiore proiettando attorno a s una miriadi di impulsi estremamente intelligenti, l'intensit aumenta in particolar modo se non viene sollecitata da nessuna volont. Le intensit che procedono senza l'intervento di alcuna volont procedono attraverso manifestazioni stabili e densissime Bisogna stare in guardia: stupore ed estasi sono modulazioni della volont. Pi manifestazioni possono persistere nello stesso momento, anzi questa contemporaneit la norma. E' l'agire delle volont che rende la manifestazione della quotidianit totalizzante, se le volont cessasse d agire, apparirebbero altre manifestazioni che la realt ordinaria. Tra la quotidianit e la volont non esiste una reale differenza, la diversit delle parole usate tende solamente a evocare degli atteggiamenti diversi. In realt la quotidianit esiste poich costruita dalla volont ma la volont il modo in cui tende a manifestarsi il processo fisiologico di creazione, manifestazione, della 172

individualit. L'ego e l'involucro non sono che atti di tale processo, si tratta di un processo che agisce nella contemporaneit, solamente nella contemporaneit esso appare con nitidezza. Attribuire a quel processo una successione temporale vuol dire non essere ancora capaci di osservarlo dal di fuori, dall'interno di quel processo se ne manipolati in modo spesso drammatico.

13 settembre 2011- Umano, non umano La luce entra in mille canali gorgoglianti, diventa liquida, terrosa, ariosa, esplode in un impossibile prisma di colori. La luce cos scomposta si immerge in una infinit di esseri i quali scorrono in modo composto e turbolento nello stesso momento. Gli esseri scorrono in un moto immoto, una volta che ci si immerge in quel moto si viene assaliti da molti brividi che scompongono il proprio essere in una miriade di scintille. Le scintille sono intense, luminose di colori, palpitanti, ventose, non dissolvono il proprio essere, lo restituiscono alla trasparenza dell'acqua. La trasparenza che appare cancella lo spazio, lo spazio come un guscio che copre la nudit, deforma la percezione inducendo la convinzione dell'esistenza di una distinzione e separazione fra un se stessi e il cosmo. Il senso dell'intimit cambia molto quando le distinzioni generate dall'ego-involucro non agiscono, si tratta di un cambiamento che non pu essere narrato e insegnato, quel cambiamento rende consapevoli del fatto che ogni atto comunicativo una nuova struttura egoica, quindi entro certi limiti, il silenzio circa quel cambiamento la scelta migliore. La comunicazione non dovrebbe creare nuove increspature sulle onde di un oceano gi tempestoso quali sono le onde che solcano gli involucri. La comunicazione avviene quando la comunicazione riesce in qualche modo a saldarsi con il senso di qualche manifestazione, in questa saldatura si ritrova una corrente di naturalit che non agisce come forzatura e manipolazione. Per comunicare senza manipolare bisogna essere presenti, realmente presenti, attraverso una effettiva presenza che la percezione anche corrente: l'interno delle correnti il luogo in cui ci si riconosce, muta manifesta. Nel comunicare non esiste una reale differenza fra il comunicante e il ricevente: il comunicante e il ricevente devono essere ugualmente presenti. Vedere le correnti, vedersi nelle correnti, non un atto socializzabile ma un fatto che cancella la differenza tra la propria intimit e quella altrui. Se si affermasse che vedersi nelle correnti vuol dire essere ovunque allora bisognerebbe tener presente che essere ovunque significa non essere umano e se si capaci di non essere umani mentre si effettivamente umani, allora meglio tenerselo per s. In ogni caso si sarebbe ovunque non da umani e in assenza di spazio 173

e tempo: parlare di percezioni non umane in modo direttamente descrittivo porta sempre al grottesco e al paradosso.

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