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Roma, 5 aprile 2013 Interrogazione al Ministro dell'Economia Per sapere, considerato che: tra le priorit indicate nelle conclusioni

del Consiglio europeo del 14 e 15 marzo 2013, quella di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita ha aperto uno spiraglio in Italia per il pagamento dei debiti che gravano sulle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese private fornitrici di beni e di servizi; il 18 marzo 2013 lUnione europea ha dato il via libera al nostro Paese per il conteggio flessibile del peso dei pagamenti arretrati delle PA su deficit e debito pubblico italiani; il Parlamento ha approvato all'unanimit la risoluzione unica sulla nota di aggiornamento dei saldi di finanza pubblica, un passaggio cruciale perch l'aggiornamento del Def contiene le necessarie correzioni sui conti pubblici che permetteranno i pagamenti dei debiti pregressi della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese; ; che il Governo si impegnato a sbloccare i primi 40 miliardi (20 nel secondo semestre 2013; altrettanti nel 2014); la prima tranche da saldare questanno prevede 10 miliardi da reperire con lemissione di titoli di Stato, il cui impatto sul debito autorizzato da Bruxelles, e i restanti 10 miliardi, verrebbero pagati dai Comuni grazie a un allentamento del Patto di stabilit interno, operazione che a fine anno porter il deficit italiano dal 2,4% al 2,9%; le misure concordate sono finalizzate all'immissione di liquidit nel sistema economico attraverso un'accelerazione dei pagamenti relativi ai crediti vantati dai privati nei confronti della Pubblica amministrazione e interessano le Amministrazioni centrali, gli Enti territoriali e gli Enti del Servizio sanitario nazionale e operano con modalit diverse in relazione al comparto e alla tipologia del debito; le misure per l'accelerazione dei pagamenti riguarderanno anche i rimborsi fiscali pregressi a carico dello Stato, attraverso l'utilizo delle giacenze di tesoreria; le imprese hanno fretta di vedere soddisfatti i crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni; il decreto ministeriale del 24 marzo 2010 ha fissato i criteri per l'individuazione delle aree di crisi industriale che ha consentito di definire ed aggiornare il sistema territoriale nazionale delle aree e dei distretti di grave crisi industriale cui applicare gli interventi previsti dalla legge n. 181 del 1989 e sue successive modificazioni ed integrazioni; si tratta di situazioni di crisi industriale complessa, nonch con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, quelle che non risultano risolvibili in via ordinaria con gli strumenti e le risorse di competenza regionale e che coinvolgono una o pi imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto e che riguardano aree o distretti fortemente specializzati in un settore produttivo che manifesta una crisi prodotta dalla

domanda internazionale; nell'aprile 2011 anche il distretto tessile di Prato stato dichiarato area in stato di crisi dal Ministero dello Sviluppo Economico; se il Ministero dell'Economia, nell'individuare le priorit di pagamento dei debiti pregressi delle Pubbliche Amministrazioni, oltre a quella, ovvia, dell'anzianit del credito, non ritenga necessario inserire tra i primi pagamenti del secondo semestre 2013 anche le imprese privatefornitrici di beni e servizi che operano all'interno delle aree di crisi. Sen. Riccardo Mazzoni (gruppo Pdl)