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CAPITOLO 3 RICHIAMI SULLIRRAGGIAMENTO

3.1 Generalit Si consideri un corpo caldo sospeso allinterno di una cavit ove sia stato fatto il vuoto: se la temperatura iniziale del corpo maggiore della temperatura delle pareti questo si raffredder fino all'equilibrio termico con le pareti. In questo caso il calore non potr trasmettersi per convezione o conduzione, fenomeni che richiedono la presenza di un mezzo, pertanto si tratter di un fenomeno diverso, detto irraggiamento. I fondamenti teorici furono stabiliti nel 1864 da Maxwell il quale ipotizz che le cariche elettriche accelerate o correnti elettriche generino campi elettrici e magnetici in rapido movimento, detti onde elettromagnetiche che si propagano alla velocit della luce c. Lemissione e lassorbimento di dette onde da parte della materia si attua tramite meccanismi complessi riconducibili allagitazione termica degli atomi/molecole ed alle conseguenti oscillazioni delle cariche positive e negative di cui composta la materia. Le onde in oggetto sono perturbazioni trasversali del campo elettrico (E) e magnetico (M) che si propagano (ad esempio nella direzione x in figura). La figura superiore mostra, nella posizione generica x=cost, come le perturbazioni di
Oscillazione nel tempo per x = cost

E e M variano nel tempo. La seconda figura mostra la stessa perturbazione allistante generico =cost, (perturbazione fotografata lungo lasse x nella direzione del moto). Loscillazione richiede il tempo T (periodo) cui corrisponde la distanza o lunghezza d'onda. f = 1/T La frequenza delloscillazione vale [1/s] o [Hz]

Oscillazione nello spazio

per = cost

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Le onde elettromagnetiche sono quindi caratterizzate dalla frequenza f e dalla lunghezza d'onda , secondo la relazione:

c=

= f T

ove c la velocit della luce nel mezzo di trasmissione. Lunit di misura comunemente usata per la lunghezza d'onda il micrometro [m], dove 1 m = 10-6 [m]. La frequenza (numero di oscillazioni al secondo) di unonda pu variare in funzione della sorgente, da pochi hertz [Hz] a milioni di [Hz]. La velocit della luce in un mezzo legata alla velocit della luce nel vuoto dalla relazione c = co/n, dove n l'indice di rifrazione del mezzo e co = 2.998108 [m/s] la velocit della luce nel vuoto. Come proposto da Planck nel 1905, la radiazione elettromagnetica pu essere considerata come propagazione di un insieme di pacchetti di energia, detti fotoni o quanti di energia, ciascuno caratterizzato dalla frequenza f mediante la seguente relazione:

e = hf =
dove h = 6.625 10-34 [Js] la costante di Planck.

hc

Poich h e c sono costanti, ne segue che l'energia di un fotone inversamente proporzionale alla sua lunghezza donda e quindi la radiazione di pi piccola lunghezza donda possiede fotoni caratterizzati da maggiore energia. Si comprende quindi il motivo per il quale si cercano di evitare radiazioni di piccola lunghezza d'onda, come i raggi e i raggi X, caratterizzati da elevate energie. Come sopra precisato, sebbene le onde elettromagnetiche abbiano tutte la stessa natura, differiscono tra loro al variare della lunghezza d'onda che pu andare da meno di

10-10 [m] per i raggi cosmici a pi 1010 [m] per le onde radio. Si ricorda infatti che lo
spettro elettromagnetico, come mostrato in figura, comprende i raggi , X, la radiazione ultravioletta, luce visibile, la radiazione infrarossa, la radiazione termica, le microonde e le onde radio.

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I vari tipi di radiazione elettromagnetica sono prodotti da differenti fenomeni: ad esempio i raggi sono prodotti da reazioni nucleari, i raggi X dal bombardamento di metalli con elettroni di alta energia, le microonde da speciali tubi elettronici, le onde radio dall'eccitazione di alcuni cristalli o dal flusso di corrente alternata in conduttori elettrici. La radiazione elettromagnetica che corrisponde alla trasmissione di calore la radiazione termica emessa da moti di vibrazione e rotazione di molecole, atomi ed elettroni di una sostanza. La radiazione termica copre un campo di lunghezze donda da circa 0.1 a 100 m ed include lintera radiazione visibile ed infrarossa e parte della radiazione ultravioletta. La luce, che rappresenta la parte visibile dello spettro elettromagnetico, compresa tra 0.38 e 0.78 [m]. Se si osserva un fascio monocromatico di radiazioni (composto cio da radiazioni di unica ) si ha al crescere di una diversa sensazione cromatica: ad esempio dapprima si vedr luce violetta, poi verde, e infine rossa. Circa il 12% della radiazione solare al di fuori dell'atmosfera nel campo ultravioletto e sarebbe pericolosa se raggiungesse in gran quantit la superficie della Terra, tuttavia ci, per fortuna, impedito da uno strato di ozono (O3) nell'alta atmosfera che assorbe la maggior parte della radiazione ultravioletta extratmosferica.

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Scoperte recenti di "buchi" nello strato di ozono hanno costretto la comunit internazionale a bandire l'uso di sostanze chimiche che distruggono l'ozono, come il refrigerante Freon 12. I radar ed i telefoni senza fili impiegano anch'essi radiazione elettromagnetica nel campo delle microonde con lunghezza d'onda compresa tra 1 e 1000 m. Nello studio della trasmissione del calore, poich interessa l'energia emessa dai corpi a causa della loro temperatura, si considera soltanto la radiazione termica. Per i solidi, liquidi e gas la radiazione emessa, assorbita o trasmessa continuamente attraverso l'intero volume di materia, per cui l'irraggiamento un fenomeno che interessa tutto il volume. Per solidi opachi come le pareti, metalli, il legno ecc. la radiazione invece considerata un fenomeno superficiale e quindi le caratteristiche di emissione di radiazioni elettromagnetiche possono cambiare completamente applicando sulle superfici strati di vernici. In generale il comportamento e gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sulla materia risultano molto diversi in relazione alla loro lunghezza d'onda: si pensi, ad esempio, alle radiazioni X e alle radiazioni luminose. Le radiazioni che vengono emesse dalla superficie esterna dei corpi a causa dell'agitazione termica che si verifica a livello molecolare o atomico vengono dette radiazioni termiche e risultano, almeno nei problemi di nostro interesse, comprese tra 0.8 e 100 m.

3.2 Grandezze fisiche fondamentali per lirraggiamento


opportuno introdurre e definire alcune importanti grandezze fisiche che consentono di descrivere lemissione di radiazioni elettromagnetiche da parte di superfici. Grandezze analoghe saranno utilizzate in illuminotecnica. Si consideri un elemento di superficie dA su una superficie. Sia d il corrispondente flusso di energia emesso per irraggiamento nel semispazio sovrastante dA. Il flusso specifico quindi esprimibile come:

' =

d dA

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Si consideri ora, come rappresentato nella figura, solo la porzione di flusso d2n, emessa nella direzione normale alla superficie n e contenuta entro il cono di angolo solido d.

Langolo solido d definito in trigonometria sferica in modo analogo a quanto ben noto in trigonometria piana ( misura di un angolo in radianti). In particolare l'angolo solido d sotteso dall'area dA' e contenente il flusso d' definito (vedi figura) come
d = dA' R2

ove R rappresenta la distanza tra dA e dA'. Gli angoli solidi, anche se a rigore adimensionali, sono misurati in radianti sferici (simbolo sr). L'angolo solido, entro cui risultano comprese tutte le possibili direzioni di propagazione a partire dalla superficie dA, vale ovviamente 2 [sr], come immediatamente si verifica. Ci premesso, si definisce radianza in direzione normale alla superficie (radianza normale), la grandezza Ln (con unit di misura [W/m sr]):
2

Ln =
A rigori:

d 2n d'n d d n = = d dA dA d d

Ln =

2n A

Qualora, anzich riferirsi alla direzione normale alla superficie, interessi una generica direzione di propagazione, ad esempio quella individuata dallangolo tra
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questa e la normale n alla superficie, si definisce radianza L, il flusso energetico emesso per unit di area normale alla direzione di propagazione, (dA cos) e di angolo solido e cio:
L = d 2 dA cos d = d cos d

Il flusso specifico totale emesso nell'emisfero sovrastante dA pu ottenersi sommando tutti i contributi d'. In generale, per compiere questa operazione di integrazione occorrerebbe conoscere come la radianza L dipenda dalla direzione di emissione. Per una certa classe di superfici (superfici lambertiane) risulta:

d2 = d2n cos
e cio L indipendente dalla direzione di propagazione:

L = L =
e allora:

d 2 n cos = L n = cos t dA cos d

L=

d' cos d

d' = L cos d

Il flusso specifico per unit di area emesso in tutte le direzioni o emettenza

integrale M pu ottenersi integrando d' tra i valori dell'angolo solido = 0 ed = 2


corrispondenti all'emisfero sovrastante larea dA:
= 2 2

M = ' =

= 0

d' = L cos d
0

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Il calcolo si semplifica se si cambiala variabile di integrazione: in particolare (vedi figura), si pu stabilire una relazione tra l'angolo solido d individuato dall'elemento anulare di area dA in figura e l'angolo piano d. Poich risulta:

dA = 2 R sin R d
e ricordando la definizione di angolo solido risulta:

d = 2 sin d
I limiti di integrazione da assumersi, per la variabile , risultano compresi tra 0 e /2, e quindi:

/2

M = ' = L
/2

cos 2 sin d = L 2 cos sin d =


0 0

/2

L d sin 2 = L sin 2
0

2 0

= L 1 0 = L = Ln

Si osservi che risulta d (sin ) = 2 sin cos d. Nel caso quindi di superfici lambertiane, il totale flusso emesso (emettenza integrale

M) pari a volte la radianza Ln in direzione normale.

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3.3 Propriet radiative dei materiali


Si consideri una lastra di materiale sulla quale incida una radiazione monocromatica di lunghezza d'onda con flusso energetico per unit di area 'i [W/m2].

'i ' a 't

'r

In generale le radiazioni interagiranno con la lastra in dipendenza dalle caratteristiche della radiazione incidente (lunghezza d'onda, angolo di incidenza) e dalla natura della superficie. In ogni caso, tuttavia, una parte 'r del flusso energetico incidente sar riflessa sulla superficie, una parte 'a assorbita ed infine una parte 't trasmessa oltre la lastra. Ovviamente, sulla base del principio della conservazione dell'energia, potr scriversi la seguente relazione:

'i = 'r + 'a + 't


Dividendo per il flusso incidente 'i si ottiene:

1 = + +
ove

: fattore di assorbimento alla lunghezza d'onda : fattore di riflessione alla lunghezza d'onda : fattore di trasmissione alla lunghezza d'onda
Ovviamente ciascun fattore potr assumere unicamente valori numerici compresi

tra 0 ed 1. Nel caso che il fascio di radiazioni incidenti sia policromatico, cio composto da onde di diverse lunghezze d'onda, ad esempio nell'intervallo 1 2, risulta ancora possibile fare, in termini globali anzich monocromatici, analoghe considerazioni e scrivere:

1=++

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In questo caso ovviamente i fattori , , rappresenteranno opportuni valori medi delle corrispondenti grandezze monocromatiche. Nel caso di corpi solidi, il cui spessore sia tale da far s che = 0, si otterr + = 1 e, su base monocromatica, +

= 1. opportuno evidenziare come, a prescindere dal valore numerico del fattore di


riflessione o di trasmissione, il comportamento di lastre reali, sia in riflessione che in trasmissione, evidenzi sempre comportamenti intermedi tra due situazioni limiti qualitativamente assai diverse, e cio (vedi figura):

riflessione o trasmissione regolare; riflessione o trasmissione perfettamente diffusa.

Riflessione regolare (speculare)

riflessione diffusa

riflessione reale

Il comportamento di una superficie nei riguardi di queste modalit di riflessione dipende dalla lunghezza d'onda e dalle relazioni esistenti tra questa e la rugosit della superficie. Normalmente una superficie rugosa presenta un comportamento diffuso migliore di quello di una superficie pi levigata; ovviamente, i termini rugoso e levigato vanno intesi in senso relativo, cio in relazione alla lunghezza d'onda delle radiazioni incidenti. Ad esempio, uno specchio "piuttosto" speculare per la luce visibile, ma un foglio di carta bianca, pur caratterizzato da un fattore di riflessione paragonabile, risulta riflettere la luce visibile in modo alquanto diffuso. Il fondo di una padella per castagne risulta quasi speculare per le onde radar, mentre certamente non lo per le radiazioni luminose.

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3.4 Propriet di emissione dei corpi - Principio di Kirchoff


Come si gi accennato, l'emissione di energia raggiante da parte della superficie di un corpo dipende dalla sua natura, dalla temperatura e dalla lunghezza d'onda. opportuno, per caratterizzare il fenomeno, introdurre una nuova grandezza e cio lemettenza monocromatica M= dM/d, o flusso energetico per unit di area, emesso in tutte le direzioni alla lunghezza d'onda . Le sue dimensioni fisiche sono [W/(m2m)]. L'emettenza integrale M, o flusso per unit darea emesso in tutte le direzioni globalmente (e cio su tutte le lunghezze d'onda possibili ), vale:
0

M = M d
Tra l'emettenza, sia monocromatica sia integrale, ed i corrispondenti fattori dassorbimento, esiste una ben precisa relazione che prende il nome di Principio di

Kirchoff. Si consideri una cavit posta all'interno di un mezzo isotermo e si immagini


di porre in essa un corpo, ad esempio individuato dall'indice 1. Si supponga che inizialmente la temperatura del corpo sia inferiore a quella che caratterizza le superfici interne della cavit. Di conseguenza, tra le pareti della cavit e il corpo si verificheranno scambi di calore per irraggiamento e convezione, a causa dei quali, dopo un tempo pi o meno lungo, si raggiungeranno condizioni di equilibrio termico. In queste condizioni, la temperatura del corpo non varier pi nel tempo, in accordo con le previsioni del secondo principio della termodinamica e quindi lo scambio termico netto, sia per convezione corpo-aria che per irraggiamento corpo-pareti dovr necessariamente risultare nullo. Con riferimento al solo scambio per irraggiamento si pu osservare che, poich sia le pareti della cavit che la superficie A1 del corpo continueranno ad emettere e ad assorbire radiazioni elettromagnetiche, nelle condizioni di regime, dovr necessariamente verificarsi per ogni lunghezza d'onda un equilibrio tra il flusso di

energia assorbito e quello emesso dal corpo.


Se si suppone che all'interno della cavit non esistano direzioni privilegiate di propagazione delle onde elettromagnetiche (condizione di perfetta diffusione
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dell'energia raggiante nella cavit) il flusso di energia per unit di area, ' , incidente sul corpo, risulter costante ed indipendente dalla direzione di incidenza (' costante) Pertanto sul corpo 1, di superficie A1, incider un flusso A1 ', di cui solo la frazione 1 A1 'sar assorbita ( 1 variabile tra 0 e 1). All'equilibrio termico il flusso emesso dal corpo A1 1 dovr eguagliare il flusso assorbito e cio:

1 A1 ' = A1 1
e quindi risulter anche:
' = M 1 1

Se poi si immagina di introdurre nella cavit, supposta sempre alla stessa temperatura, anche altri corpi, ad esempio 2 e 3, dovr risultare ancora:

' = 1 / 1 = 2 / 2 = 3 / 3
Poich ' costante, per qualunque corpo anche il rapporto tra l'emettenza

monocromatica M ed il fattore di assorbimento costante (Principio di Kirchoff).


' = M = cos tan te

Le superfici con pi elevato saranno anche caratterizzati da pi elevata M. Un ipotetico corpo caratterizzato da = 1 (corpo nero) e quindi da fattori di riflessione e di trasmissione = 0 e = 0, sarebbe in grado di assorbire integralmente l'energia raggiante incidente. Lemettenza Mn di questo corpo sar quindi la massima possibile e ' coincider con Mn . Lemettenza M di una qualunque superficie (fattore di assorbimento ) potr essere espressa:

M = Mn
Introducendo ora il fattore di emissivit , o semplicemente emissivit, definito come:

= M / Mn
risulta anche:

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In termini globali, per una qualunque superficie si pu scrivere anche:


M n d
0

M n d
0

M = 1 == Mn

0 0

M n d
n

Se in una parete della cavit venisse praticata una piccola apertura, attraverso questa passerebbe il flusso di energia Mn e cio si avrebbe la stessa emissione di una superfice nera. Il flusso emesso sarebbe inoltre perfettamente diffuso in tutte le direzioni e quindi la superficie dell'apertura sarebbe caratterizzata da una radianza isotropa L = Ln, in accordo con la legge di Lambert. Inoltre, in accordo con il Principio di Kirchoff, tale superficie sarebbe anche caratterizzata da un fattore dassorbimento unitario. Di ci ci si pu rendere facilmente conto se si considera come qualunque radiazione incidente sullapertura nella cavit sar pressoch totalmente assorbita a causa delle successive riflessioni che subir allinterno della cavit. Ad esempio, l'apertura di una caverna su una parete rocciosa pu essere con buona approssimazione considerata, ed effettivamente appare, come una superficie nera, che assorbe le radiazioni visibili incidenti. L'emettenza di una cavit, e cio l'emettenza di un corpo nero, fu oggetto alla fine dell'Ottocento di molti studi teorici e sperimentali. I dati sperimentali ottenuti mostravano che l'emettenza Mn era una funzione della temperatura della cavit e della lunghezza d'onda. In base alle misure effettuate ci si rese presto conto che il totale flusso emesso su tutte le lunghezze d'onda e cio l'emettenza integrale M risultava (Legge di Stefan):
4
2

M=T

[W/m ]
-8
2 4 [W/m K ]

e cio proporzionale alla quarta potenza della temperatura assoluta della cavit, ove:

= 5.67 10

detta costante di Stefan-Boltzmann. La teoria classica sull'elettromagnetismo non riusc a giustificare l'andamento delle curve sperimentali, e fu solo grazie allintroduzione della rivoluzionaria ipotesi

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quantistica che Planck riusc ad ottenere un perfetto accordo con i dati sperimentali.
L'espressione per l'emettenza Mn = f(T,) ottenuta da Plank :
M n = 5 e c2 / T 1

c1

)
8
4

[W/(m m)]

ove:

c1 = 3.743 10 c2 = 14388

[W m /m ] [m K]

In figura rappresentata la funzione Mn in funzione della lunghezza d'onda per alcuni valori della temperatura T.

M n [W/(m m)]
106
2

104

T=
T=8 00 K

300 0K
T=6 00 K

102 10 0 2 4 6 8 10

(m)

Come si pu osservare, al crescere della temperatura viene emessa energia raggiante in maggior misura e a lunghezze d'onda sempre inferiori. La lunghezza d'onda alla quale si verifica la massima emissione si sposta progressivamente verso le lunghezze d'onda minori via via che la temperatura T aumenta. Se la temperatura T sufficientemente elevata, si ha emissione di luce visibile che progressivamente tende dal rosso verso il bianco in corrispondenza di ulteriori incrementi di temperatura. Integrando Mn su tutto il campo di lunghezze d'onda si ottiene:

M = M n d = T 4
0

Derivando la funzione Mn ed uguagliando a zero il risultato si ottiene unaltra importante relazione:

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M n =0

legge

dello

spostamento

di

Wien :

max T = 2898
dellemissione.

[m K]

Tale legge consente di valutare la lunghezza d'onda ove si verifica il massimo

Esercizi ed esempi
1) Il flusso specifico della radiazione solare extratmosferica alla distanza media della Terra-Sole detto costante solare Ws. Nellipotesi che la superficie del sole si comporti come un corpo nero si valuti la temperatura superficiale del sole (Ws = 1353

W/m2).
La potenza totale Pt attraverso la superficie ideale che ha per centro il Sole e per raggio la distanza media Terra-Sole (149.600.000 [km] R = 14,961010 [m)]) :

Pt = 4 R2 Ws = 43.14 (14.961010)21353 = 3.81 1026 W


La la potenza totale Pt divisa per la superficie solare fornisce immediatamente la potenza specifica solare e cio lemettenza integrale Ms. Poich il il raggio del Sole vale circa 696500 Km (r = 6.965 108 [m]) risulta:

Ms = Pt / 4 r2 = 6.26 107 W/m2


Conoscendo la potenza emessa per unit di superficie, la Legge di Stefan permette di risalire al valore della temperatura superficiale del sole Ts, ovviamente se la superficie solare viene assimilata ad una superficie perfettamente nera. Risulta:

M s = Ts4
e essendo la costante di Stefan-Boltzmann.pari a = 5.67 10 [W/m K ] si ottiene:
Ts = 4 M 5740 K
-8 2 4

2) Si valuti la lunghezza d'onda alla quale si ha la massima emissione di radiazioni


elettromagnetiche da parte del Sole.

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Se la superficie solare, la cui temperatura circa 5740 K, viene assimilata ad una superficie nera, la max alla quale il sole emette il massimo flusso di energia si ottiene immediatamente dalla legge di Wien:

max = 2898 / 5740 = 0.51

[m]

In prossimit di questo valore di lunghezza donda l'occhio umano presenta, come si vedr, la sua massima sensibilit .

3.5 Emissione delle superfici reali


L'emettenza delle superfici reali sempre inferiore all'emettenza limite Mn del corpo nero, in accordo col fatto che non possibile realizzare superfici con un fattore di assorbimento = 1. Risulta, infatti, sulla base delle relazioni prima descritte:

M = Mn
ove:

M = Mn

= < 1
Il totale flusso di energia M irraggiato da una certa superficie pu essere scritto nella forma:
0 0

M = M n d = M n d
Risulta evidente che l'entit di tale flusso potr essere valutata solo se nota, ad esempio in base a misure sperimentali, la funzione = = f(). Un corpo caratterizzato da = = cost detto grigio. Spesso possibile con approssimazione sufficiente considerare superfici reali come superfici grigie caratterizzate da un valore costante di emissivit pari ad un opportuno valore medio nel campo di interessato. In questi casi, landamento dell'emettenza Mn del corpo nero pu essere utilizzato per studiare anche l'emissione di corpi reali. sufficiente infatti moltiplicare lemettenza Mn, e cio l'ordinata della curva, per un fattore costante = < 1 come rappresentato in figura. Riassumendo:

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corpo nero corpo grigio (idealizzazione) corpo reale

= = 1 = = = = cost (< 1) = = f().


opportuno ricordare che in generale i fattori = dipendono dalla anche temperatura ( = =

f(T)
In generale, inoltre, l'emissivit anche da dipende notevolmente

caratteristiche della superficie stessa, quali rugosit, tipo di lavorazione, etc., che devono pertanto essere sempre accuratamente specificate.

Nella seguente tabella sono riportati valori indicativi delle emissivit medie delle superfici di alcuni materiali nellintervallo di interessante lemissione di corpi neri rispettivamente alla temperatura di 320 K (infrarosso) e 5700 K (visibile e vicino infrarosso). Questultimo caso sufficientemente rappresentativo dellemissione solare.

MATERIALE Alluminio lucido Alluminio anodizzato Laterizi Marmo (bianco) Vernice (crema) Nero fumo

CAMPO DI TEMPERATURA [K] 320 K 0.04 0.94 0.93 0.95 0.95 0.95 5700 K 0.3 0.35 0.7 0.47 0.35 0.95

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3.6 Scambio termico tra superfici nere


Lo studio dello scambio termico tra superfici nere pi semplice di quanto non lo sia per le superfici grigie perch tutto il flusso termico incidente sulle superfici viene assorbito. La presenza daria atmosferica non influenza apprezzabilmente lo scambio termico per irraggiamento in quanto, almeno per le condizioni di nostro interesse, essa risulta quasi perfettamente trasparente. Si considerino ora due superfici nere A1 ed A2, con temperatura T1 e T2 (T1 >

T2) uniformi, disposte nello spazio come rappresentato in figura.


n A2

2
n

dA2

1
A1 dA1

Si definisce fattore di forma F1,2 il rapporto tra il flusso termico 12 che, emesso dalla superficie 1 raggiunge la superficie 2 ed il totale flusso A1Mn1 emesso dalla superficie 1. In modo analogo si definisce il fattore F2,1 come rapporto tra il flusso

2 1, che emesso dalla superficie 2 raggiunge la superficie 1 ed il totale flusso A2Mn2


emesso dalla superficie 2. Risulta evidentemente dalle definizioni:
F1, 2 = 12 A 1 M n1 F2,1 = 21 A 2M n2

e quindi si pu scrivere:

12 = A1 Mn1F1,2

21 = A2 Mn2 F2,1

Il flusso netto scambiato tra le due superfici nere 1,2 pu essere espresso come:

1,2 = 12 - 21 = A1 Mn1F1,2 - A2 Mn2 F2,1


evidente che, se le due superfici sono alla stessa temperatura, deve anche risultare (per il II Principio della Termodinamica): 1,2 = 0

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In tali condizioni anche, si noti, Mn1 = Mn2, per cui deve anche essere verificata la seguente relazione di reciprocit tra i fattori di forma:

A1 F1,2 = A2 F2,1
Poich F1,2 e F2,1 sono evidentemente solo funzioni della geometria del sistema e non delle temperature T1 e T2, la precedente relazione deve dunque valere in generale anche quando T1 > T2 e 1,2 non nullo. Si potr sempre scrivere:

1,2 = A1 F1,2 (Mn1 - Mn2 ) = A2 F2,1 (Mn1 - Mn2 ) = A1 F1,2 (T1 - T2 )


Si pu osservare come la valutazione del flusso scambiato tra due superfici nere si riduca alla valutazione di uno dei fattori di forma tra le superfici stesse. Pu essere opportuno ricavare un'espressione matematica che consenta tale valutazione. A questo scopo si considerino sulle due superfici nere A1 e A2 prima citate due elementi di area rispettivamente dA1 e dA2. Sia R la distanza tra i due elementi, 1 e 2 gli angoli rispettivamente formati con le normali alle dette superfici. In riferimento all'elemento dA1, ricordando la definizione di radianza Ln1, si pu scrivere:

L n1 =

2 d 12 dA 1 cos 1d1

ed analogamente, con riferimento allelemento dA2:

L n2
2

d 21 2 = dA 2 cos 2 d 2

Si noti come il flusso d 12 che incide su dA2 corrisponda al flusso emesso da

dA1 entro l'angolo solido d1 per cui : d 1 =


Analogamente:

dA 2 cos 2 R2 dA 1 cos 1 R2

d 2 =
Ricordando inoltre che:

Mn1= Ln1
si pu scrivere:
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d 2 12 =
e analogamente:

M n1 dA 1 cos 1dA 2 cos 2 R2 M n 2 dA 1 cos 1dA 2 cos 2 R2

d 2 21 =

Il flusso netto scambiato sar quindi:


d 2 1, 2 = (M n1 M n 2 ) dA 1 cos 1dA 2 cos 2 R2

Il totale flusso si ottiene integrando relativamente alle aree A1 e A2 e cio:

1, 2 =

( M n1 M n 2 ) cos 1 cos 2 dA 2 dA 1 A R 2 A1 2

e confrontando con la relazione prima ottenuta (1,2 = A1 F1,2 (Mn1 - Mn2 ) si ottiene lespressione di F1,2:
F1, 2 = cos 1 cos 2 1 dA 2 dA 1 A 1 A1 A 2 R2

La risoluzione di questi integrali risulta in genere assai laboriosa, per cui spesso si pu ricorrere a diagrammi esistenti i letteratura che riportano andamenti dei fattori di forma almeno per le geometrie di maggiore interesse.

3.7 Scambio termico per irraggiamento tra superfici grigie


Come gi osservato lo scambio termico per irraggiamento tra corpi grigi complicato dal fatto che non tutto il flusso termico incidente viene assorbito. Si pu dimostrare, sulla base di unanalisi pi dettagliata, che il flusso netto scambiato 1,2 tra due superfici isoterme, grigie, di emissivit 1 ed 2, risulta esprimibile:

1,2 = Xa (Mn1 - Mn2 ) = Xa (T1 - T2 )


ove il fattore Xa dipende dalla geometria del sistema e dall'emissivit delle due superfici. L'espressione che si ottiene per Xa :
1 1 1 2 1 Xa = + + A 1 1 F1, 2 A 1 2 A 2
1

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Si pu notare che, se in questa espressione si pone 1 = 2 = 1 e cio se si considerano le due superfici nere, si ottiene nuovamente lespressione prima illustrata per lo scambio termico tra due superfici nere. Vale cio:
lim X a
1, 2 1

= A 1 F1, 2

opportuno considerare quale valore assuma Xa in due situazioni interessanti la fisica degli edifici: il caso delle superfici parallele indefinite (situazione tipica: intercapedine di pareti piane); il caso di un corpo piccolo in un grande ambiente (situazione tipica: corpo umano in un ambiente confinato, corpo scaldante in un locale).

Superfici parallele indefinite


In questo caso tutto il flusso emesso dalla superficie 1 deve incidere sulla superficie 2, e quindi risulta F1,2 = 1. Poich evidentemente anche A1 = A2, l'espressione del fattore Xa si riduce a:

Xa =

A1 1 1 + 1 1 2

Corpo piccolo in un grande ambiente


Si consideri un corpo piccolo (superficie A1) posto allinterno di grande ambiente (superficie A2). Si pu osservare che anche in questo caso risulta F1,2 = 1, e ci in conseguenza del fatto che tutto il flusso termico emesso dalla superficie A1 incider su A2. Si osservi per che F2,1<< 1 in conseguenza del fatto che solo una piccola parte del flusso emesso da 2 incider su A1. Se si introduce nell'espressione di Xa il rapporto A1/A2 si pu scrivere:

Xa =

A1 1 A1 1 1 + 1 A 2 2

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Al tendere del rapporto A1/A2 a zero (corpo piccolo in grande ambiente) si ottiene per Xa il valor limite:

Xa = A1 1
Cio, in questo caso, lo scambio termico dipende solo dall'emissivit 1 del corpo pi piccolo.

Espressioni semplificate utilizzate nella tecnica


Spesso per svolgere comuni calcoli tecnici in cui siano coinvolti fenomeni di irraggiamento tra superfici in intervalli relativamente ridotti di temperatura, si usa fare riferimento ad unespressione semplificata analoga a quella che esprime lo scambio termico per convezione. In particolare si vuole esprime il flusso termico scambiato per irraggiamento tra le superfici 1,2:
1, 2 = X a (T14 T24 )

nella forma 1,2 = A1 irr (t1 - t2) introducendo un coefficiente di irraggiamento irr : A questo scopo si moltiplica e divide il secondo membro della prima relazione per A1(t1-t2) :

1, 2

X a (T14 T24 ) (t 1 t 2 ) = X a (T T ) = A 1 A 1 (t 1 t 2 )
4 1 4 2

e quindi, confrontando le due relazioni, si ottiene il coefficiente irr :

irr = X a

4 ( T14 T2 ) A 1 (t 1 t 2 )

Si pu osservare che il coefficiente di irraggiamento cos definito dipende dalle caratteristiche delle superfici (Xa = f (A1, A2, F1,2, 1, 2)) e dipende in notevole misura dalle temperature dei due corpi 1 e 2.

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Esercizi ed esempi
1) Una parete perimetrale munita di unintercapedine daria (L = 6 cm). Tra le facce opposte dellintercapedine (1 e 2) esiste una differenza di temperatura t = t1-t2 = 7 C e si supponga t1 = 17 C. Nellipotesi che 1= 2 = 0.8 si valuti il flusso termico specifico trasmesso attraverso lintercapedine e il relativo coefficiente di irraggiamento

irr.
Il flusso termico per irraggiamento tra due lastre estese ed affacciate non dipende dallo spessore L essendo dato da:

1, 2 = X a (T14 T24 ) Xa = A1 A1 A = = 1 1 1 1 1 1.5 + 1 + 1 1 2 0.8 0.8

Con T1 = 290 K e T2 = 283 K si ottiene:

1, 2 = X a (T14 T24 ) = 1, 2 A1

A1 (T14 T24 ) 1.5

=
Il coefficiente irr :

1 5.67 10 8 ( 290 4 283 4 ) = 24.9 [ W / m 2 ] 1.5

irr =

X a (T14 T24 ) 24.9 = = 3.6 [ W /(m 2 K )] A 1 (t 1 t 2 ) 7

Nel caso che le superfici dellintercapedine siano caratterizzate da emissivit superficiali minori, ad esempio nel caso 1= 2 = 0.2, si ottiene:
A1 A1 A = = 1 1 1 1 1 9 + 1 + 1 0.2 0.2 1 2

Xa =

e cio il flusso specifico trasmesso risulter sei volte minore.

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2) Si supponga ora di interporre, tra le due superfici (1= 2 ) una sottile lastra ( schermo

S) con S = 1 = 2. Il flusso termico scambiato tra 1 e S eguale al flusso termico


scambiato tra 2 e S. Risulta:
1 ,S = S , 2 X a (T14 TS4 ) = X a (TS4 T24 )

Dal bilancio termico si ottiene TS:

TS4 =

T14 + T24 2

Il flusso termico scambiato tra 1 e 2 :

1 , 2 = 1 ,S

X a (T14 T24 ) T14 T24 = X a (T T ) = X a (T )= 2 2 2


4 1 4 S 4 1

da cui si deduce che la presenza dello schermo riduce a met, a parit delle altre condizioni, il flusso termico scambiato. 3) Si consideri ancora la piastra verticale del corpo scaldante (dimensioni altezza a =

0.6 m e larghezza b = 0.6 m ) gi analizzata nel Capitolo 2 per valutarne lo scambio per
convezione termica con aria ambiente alla temperatura di ta = 20 C. Si determini ora il flusso termico scambiato dalla piastra per irraggiamento e il coefficiente di irraggiamento irr nel caso di due diverse finiture superficiali: lastra verniciata (ve = 0.95) e lastra in alluminio lucido (al = 0.04). Si supponga che la temperatura superficiale della lastra sia sempre tp = 84 C e che laltra sua faccia sia termicamente isolata e che le pareti delimitanti lambiente (grande) abbiano tutte la stessa temperatura superficiale tpa = 20 C. In questo caso (corpo piccolo in grande ambiente) si possono utilizzare le relazioni:
1, 2 = X a (T14 T24 ) Xa = A1 1

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Risulta: Il flusso termico per irraggiamento :


T1 = (t p + 273) = 357 [K ] T2 = (t pa + 273) = 293 [K ] lastra verniciata 1 = ve = 0.95 1, 2 = (0.6 0.6) 0.95 5.67 10 8 ( 357 4 293 4 ) = 181 [ W ] irr = 1, 2 A 1 (t p t pa ) = 181 = 7.8 [ W /(m 2 K )] 0.36 (64)

lastra lucida 1 = al = 0.04 1, 2 = (0.6 0.6) 0.95 5.67 10 8 ( 357 4 293 4 ) = 7.6 [ W ] irr = 1, 2 A 1 (t p t pa ) = 7 .6 = 0.33 [ W /(m 2 K )] 0.36 (64)

I valori ottenuti possono essere confrontati con il coefficiente medio di convezione che era stato calcolato nel Capitolo 2:
c = 5.1 W /(m 2 K )

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3.8 Cenni sulleffetto serra


Le normali superfici vetrate manifestano un particolare comportamento detto "effetto serra", effetto che conseguente della variazione con la lunghezza donda del fattore di trasmissione che tipicamente caratterizza una lastra di vetro comune. Nella seguente figura, riportata la composizione spettrale della radiazione solare extratmosferica (curva a) ed approssimativamente la composizione spettrale della radiazione solare che giunge sulla superficie terrestre (curva b). La differenza che si pu osservare in figura tra le curve a e b dovuta al fatto che il fattore di trasmissione dello strato atmosferico < 1.

2400 2000 a 1600 [W/(m m)]


2

1200 800 400 b


0,2 0,3 0,4 0,6 0,8 1,0 2,0 3,0

Come si pu osservare, praticamente quasi tutto il flusso energetico solare che giunge sulla superficie della Terra risulta compreso nel campo di lunghezze d'onda 0.32.3 [m] con il massimo a circa 0.55 [m] in accordo approssimativo col fatto, gi ricordato, che la superficie del sole pu essere assimilata ad una superficie nera alla temperatura di circa 5700 [K]. Il fattore di trasmissione di una lastra di vetro dipende, in generale, dalla composizione del vetro, dal suo spessore e dall'angolo di incidenza della radiazione. La figura successiva riporta il tipico andamento del fattore nel caso di una lastra di vetro comune (spessore 3 mm) e per incidenza normale della radiazione.

RICHIAMI DI IRRAGGIAMENTO Capitolo 3

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1,00 0,80

0,60 0,40 0,20 0 0,2

0,3

0,4

0,6

0,8 1,0

2,0

3,0

4,0

Nella figura si pu osservare che una comune lastra di vetro presenta un comportamento "selettivo" : essa infatti risulta assai trasparente (fattore di trasmissione medio m

0.9) per le radiazioni con lunghezza d'onda compresa tra 0,4 - 2,5 m, mentre,
contemporaneamente, risulta opaca (fattore di trasmissione medio m 0.03) per le radiazioni a maggiore lunghezza d'onda. Questa selettivit all'origine del cosiddetto effetto serra, per cui il flusso energetico associato alla radiazione solare che attraversa una superficie vetrata rimane "intrappolato" all'interno dell'ambiente delimitato dalla stessa superficie vetrata. Si consideri, ad esempio, un locale munito di finestra vetrata. Il flusso energetico solare incidente sulla superficie, per quanto detto in precedenza, viene in gran parte trasmesso allinterno dellambiente attraverso la lastra; il flusso trasmesso immediatamente assorbito allinterno essendo lambiente assimilabile ad una cavit isoterma ove avvengano riflessione multiple. La finestra pu essere considerata, a sua volta come unapertura in una cavit a temperatura ambiente (295 [K]) per cui , essa deve essere considerata superficie nera con emettenza integrale Mn . Nella figura seguente riportata la composizione spettrale (emettenza monocromatica Mn) di una superficie nera alla temperatura di 295 K: si pu notare che l'emissione di radiazioni interessa la sola regione infrarossa, ove la superficie vetrata risulta opaca (non trasparente).

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40 30 [W /( m m )] 20 10 0 m
2

10

20

30

40

50

opportuno ricordare che, almeno a grandi linee, considerazioni simili possono essere svolte al riguardo dellatmosfera terrestre e cio di quello strato sferico parzialmente trasparente che circonda la superficie della Terra. Si pu ricordare che la temperatura media del nostro pianeta (pari a circa 15 C) dipende dal bilancio termico tra la potenza solare assorbita e quella infrarossa emessa verso lintero universo circostante, questultimo assimilabile ad una superficie nera a circa 3 K. Come ipotizzato da molti, il progressivo incremento della quantit di anidride carbonica nell'atmosfera conseguente alluso sempre pi massiccio di combustibili fossili (confronta col I Capitolo) ridurrebbe progressivamente il fattore di trasmissione media dellatmosfera nella zona infrarossa rendendola complessivamente meno trasparente alle radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre. Il bilancio energetico della Terra verrebbe quindi progressivamente alterato a causa del progressivo ridursi del flusso termico disperso verso lesterno. Il sistema Terra deriverebbe pertanto verso nuove condizioni dequilibrio caratterizzate da valori di temperatura media pi elevate. Non esiste attualmente accordo unanime da parte della comunit scientifica al riguardo di queste previsioni stante la complessit dellintero sistema e del possibile effetto di altri fattori (variazioni di nuvolosit, maggiore contenuto di polveri nellatmosfera, etc).

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