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Percorsi di autovalutazione

a
Scuola-Città Pestalozzi
6 maggio 2007
L'autovalutazione:
sta dentro un processo di insegnamento/apprendimento
costruttivo, situato, motivato, collaborativo

è un insieme di attività finalizzate al miglioramento


del processo di insegnamento/apprendimento

dà un senso individuale e collettivo al percorso svolto


Linee guida della scuola

Dal POF
Fin dai primi anni cerchiamo di abituare i nostri alunni al ripensamento
delle attività svolte individualmente o collettivamente.[ …]
Il ruolo degli alunni nella verifica diventa determinante. In itinere e alla fine
del percorso le osservazioni e le discussioni con gli alunni e degli alunni fra
loro, sono finalizzate ad attivare in essi la capacità di riconoscere in
particolare:
−le variazioni della loro motivazione in rapporto ai diversi contesti e
attività didattiche;
−lo sviluppo di nuove abilità e competenze disciplinari e trasversali per
studiare ed interpretare fatti e fenomeni della realtà.
Linee guida della scuola

Dal Progetto sperimentazione


Ogni équipe e ogni insegnante si fa premura di strutturare
attività periodiche, a partire anche da piccoli elementi
quotidiani, per fare costantemente il punto della situazione.
[…] Ogni alunno è inoltre sollecitato a mettere in atto strategie
tali da consentire la costruzione del proprio curricolo inteso
come percorso personale di apprendimento e si adopera per
conservare anche materialmente percorsi, documenti, elaborati,
conoscenze, che potrà riutilizzare in seguito.
• Perché si fa
• Come si fa (quali attività, cosa si
chiede)
• Come si raccoglie il materiale,
come si utilizza
• Quando si fa
Perché si fa

Per l’alunno:
• Per dare ordine a quanto ha appreso
• Per scoprire qualcosa di se stesso e di come sta procedendo
• Per sviluppare consapevolezza di cosa ha imparato
• Per sviluppare consapevolezza di come ha imparato (punti di forza,
di debolezza)
• Per riconoscere il significato, distinguere il nuovo dal vecchio,
comprendere quello che sa fare meglio con le nuove conoscenze e
sapere che può riutilizzarlo in esperienze diverse
• Per riconoscere ed apprezzare la propria reazione cognitiva ed
affettiva (cosa mi è piaciuto, cosa no)
Perché si fa

Per l’insegnante:
• Per capire l'efficacia del proprio lavoro
• Per avere indicazioni su come migliorare il
proprio metodo di lavoro
• Per capire gli stili di apprendimento degli
alunni (punti di forza e di debolezza)
• Per migliorare la motivazione degli alunni
• Per dare un senso condiviso al lavoro svolto
Come

• Ricostruzione collettiva del percorso (indice delle


attività, mappe concettuali, linea del tempo, …)
• Questionari per l’individuazione di:
cosa ha imparato
come lo ha imparato
attività più significative
difficoltà incontrate e strategie utilizzate per superarle
• Discussione collettiva
Come

È condivisa la necessità di utilizzare strumenti diversi per i diversi


bienni.
Ogni biennio programma l’intervento che ritiene più adeguato
tenendo presente i nodi forti individuati collegialmente.

Per esempio nell’a.s. 2005/06 le attività di autovalutazione sono


state focalizzate su:
• attività laboratoriali
• stare insieme-relazioni
• apprendimenti disciplinari
• competenze trasversali
• progetti
• continuità-orientamento
... CI RI-PENSO ...
Riflessione sulle mie esperienze in
III/IV
Nodi forti

Io lettore e scrittore Io e gli altri:

• il cerchio
Io e i numeri
• le emozioni

La misura • gli incarichi

Siamo più grandi


Io e i giochi di squadra
Io e la realtà

Gruppi espressivi Io ideatore ed attore di un film


Io e i numeri

1 - calcolo orale

2 - So operare con i numeri 3 – frazioni e numeri decimali


La misura

1 - Cosa so fare 2 – scelta di un’attività

3 – La misura nella mia giornata


Questa prima parte richiedeva agli
alunni di comprendere il testo proposto e
dopo di autovalutarsi, quindi creava
delle risposte errate generate da una
male interpretazione del testo. Molti
bambini infatti tendevano a confondere
le varie unità di misura e diversi mi
hanno obiettato durante la compilazione
delle schede che c’erano degli errori, nel
senso che quella domanda gli era già
stata posta, non rilevando in questo
modo che l’unità di misura questa volta
era cambiata.
la domanda aperta “in quale
mestiere ti sei sentito più
sicuro?” è stata la più utile per
noi insegnanti, si è riscontrato
che la maggior parte ha scelto
un’attività legata alla
LUNGHEZZA che è quella
meglio percepita dagli alunni.
la terza parte è
interessante perché
sicuramente stimola gli
alunni a prestare maggiore
attenzione alla realtà
circostante e ai momenti in
cui si misura.
Osservazioni finali

• il portfolio non deve essere un lavoro in più ma


una tappa importante già programmata del percorso
• è fondamentale esplicitare e condividere i criteri di
auto-valutazione con gli alunni ed avere tempi per la
restituzione
• sono da prevedere dei tempi di compresenza e
anche di riflessione tra insegnanti
Osservazioni finali

• è fondamentale che sia distribuito nell’arco


dell’intero anno e nei momenti in cui gli argomenti sono
ancora “caldi”
• è necessario avere all’inizio dell’anno ben chiari gli
obiettivi
• è utile e consigliabile selezionare solo alcuni settori
su cui fare autovalutazione