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SaIute: AsI MiIano a medici, prescrivete dieta vegana ai diabetici
Milano, 6 mar. (Adnkronos Salute) "Hai il diabete? Diventa vegano". A breve questo potrebbe
essere lo stralcio di una conversazione medico-paziente a Milano. Perch la nuova linea suggerita
dall'Asl del capoluogo lombardo ai camici bianchi, sulla base degli ultimi studi in materia, proprio
quella di prescrivere una svolta alimentare a chi combatte con il diabete di tipo 2. Una svolta che
porta all'addio alle carni. "Dieta vegana, oppure mediterranea correttamente impostata, attivit fisica,
cessazione dal fumo". Ecco le prime 'terapie' da indicare ai pazienti, secondo quanto viene riportato
in un documento "destinato a 1.100 medici di medicina generale della metropoli e a specialisti in
forze negli ospedali", spiega Alberto Donzelli, direttore del Servizio educazione all'appropriatezza
dell'Asl di Milano, anima del progetto.
Si chiama p-PDTA, percorso Preventivo Diagnostico Terapeutico Assistenziale del paziente affetto da
diabete mellito di tipo 2, viene periodicamente aggiornato da un gruppo di lavoro ospedali-territorio,
composto da diabetologi di strutture cittadine (Niguarda, stituto Auxologico, Casa di cura San Pio X,
Policlinico, San Paolo), medici di medicina generale e rappresentanti dell'Asl di Milano. L'attuale
versione, pronta per essere spedita ai medici di famiglia, di fine 2012. l prossimo aggiornamento
sar a dicembre 2014, salvo anticipi nel caso arrivassero nuovi dati clinicamente rilevanti.
l documento tiene conto di linee guida esistenti, integrate da riflessioni del gruppo di lavoro basate
su studi e altre fonti. "Lo scopo fornire indicazioni concrete per la migliore assistenza da offrire ai
cittadini per la prevenzione, diagnosi, terapia, assistenza e prevenzione delle complicanze del
paziente diabetico, da parte sia dei medici di medicina generale, sia degli specialisti", si legge nel
testo che l'Adnkronos Salute ha avuto modo di visionare. Gli estensori hanno tenuto conto anche
"delle risorse cittadine, da impiegare con il miglior possibile rapporto costo-efficacia" cercando di
esprimere raccomandazioni che evitino "medicalizzazioni improprie e utilizzo inappropriato di
diagnostica strumentale e di laboratorio".
Quanto alla dieta, l'obiettivo "favorire abitudini alimentari, comportamentali, stili di vita e condizioni
ambientali adeguati alla prevenzione primaria, alla gestione e alla prevenzione delle complicanze del
diabete. Questo Pdta - precisano i promotori - intende intervenire sui fattori che peggiorano la salute
e la qualit di vita degli assistiti con un'azione integrata non circoscrivibile alla sola prescrizione
farmacologica".
E proprio nel capitolo sulla "terapia medica nutrizionale" si trova il passaggio sulla dieta vegana, per
la quale viene fornito ai medici anche un ricettario con suggerimenti culinari per i pazienti (che parte
integrante del Pdta). Nel volumetto 'Scacco al diabete con un pizzico di fantasia' si spazia da primi
piatti a base di pasta integrale, classici, a proposte pi 'alternative' come il meno noto bulgur
(frumento integrale, grano duro germogliato), tutti conditi con verdure. Ci sono poi suggerimenti per
rendere pi appetibili le verdure, ricette per i legumi, persino un capitolo riservato ai piatti regionali e a
quelli con soia e derivati. La premessa degli esperti che "il calo ponderale raccomandato a tutti i
pazienti diabetici in sovrappeso corporeo o obesi", citando uno studio in cui "un importante calo di
peso (del 15%) si dimostrato in grado di normalizzare glicemia, emoglobina glicata e steatosi
epatica, producendo la regressione di casi diagnosticati di diabete".
Dunque si suggerisce la via per ottenere il risultato: "Una moderata riduzione dell'apporto calorico
(300-500 kilocalorie al giorno ) e un modesto incremento del dispendio energetico (100-300 kcal al
giorno) permettono una lenta ma progressiva riduzione del peso di 0,45-0,90 chilogrammi a
settimana". E qui entra in gioco la dieta vegana. "n studi specificatamente disegnati per testare
queste ipotesi, un'alternativa che si dimostrata mediamente pi efficace e gradita, non richiedendo
imposizioni di restrizioni caloriche, rappresentata da una dieta vegana basata unicamente su cibi
vegetali, o da una dieta vegetariana a basso indice glicemico", recita il documento che riporta anche
una serie di riferimenti scientifici a supporto. Le diete vegetariane - spiegano gli esperti nel Pdta -
hanno prevenuto o migliorato il diabete.
Uno studio controllato randomizzato "di 5 mesi su 100 diabetici di tipo 2 obesi ne ha trattati 50
secondo la linea guida dell'Ada, American Diabetes Association, (15-20% di calorie da proteine,
meno del 7% da grassi saturi, 60-70% da carboidrati e grassi monoinsaturi, personalizzata per creare
un deficit di 500-1000 calorie giornaliere). E ha trattato gli altri 50 con una dieta vegana (pi vitamina
B12) con un 65% o pi di calorie da carboidrati a basso indice glicemico, meno del 20% da grassi e
meno del 15% da proteine". Una dieta "basata su verdura, frutta fresca e secca oleosa, cereali
integrali e legumi, a volont ma con poco olio aggiunto. A tutti era permesso un drink di alcol al
giorno alle donne e due agli uomini".
l confronto stato vinto dalla dieta vegana. Sia per l'aderenza al nuovo regime alimentare che
risultata del 67% per i vegani contro il 44% per i pazienti che seguivano la dieta targata Ada, sia per il
calo di peso ottenuto: 6 chili contro 4. Le altre voci in cui ha primeggiato la dieta vegana sono la
riduzione di farmaci antidiabete (43% contro 26%), la riduzione dell'emoglobina glicata, che stata
dell'1,48% per i vegani contro lo 0,81% dei pazienti in 'dieta Ada', e il colesterolo Ldl (-23 contro -11).
"Le due diete - concludono gli esperti - hanno dato miglioramenti ma quella vegana maggiori risultati
clinici e accettabilit e dovrebbe costituire la prima scelta. La buona accettazione rispetto alle diete
classiche, legata al consumo a volont, dovrebbe incoraggiare a proporre attivamente questo
modello alimentare, a partire dai circa 70 pazienti diabetici, in gran parte sovrappeso e obesi, che un
medico di medicina generale ha ogni mille assistiti". Accanto alla dieta vegana resta l'intramontabile
dieta mediterranea che prevede un'alimentazione comunque "ricca di verdura, frutta fresca e secca
oleosa, cereali integrali, legumi e semi, olio di oliva; moderatamente ricca di pesce e con latticini
consumati soprattutto in forma di yogurt; ma povera di carne, soprattutto rossa e trasformata, e di
grassi saturi e trans (acidi grassi industrialmente idrogenati presenti in prodotti da forno e fritture
industriali e dei fast-food); e ancora povera di zuccheri e bevande zuccherate".

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