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Le noci aiutano a diminuire gli effetti dello stress

Una dieta ricca di noci aiuta a combattere gli effetti biologici dello stress. Lo ha scoperto una ricerca pubblicata dal Journal of the American College of Nutrition, secondo cui mangiare 9 noci al giorno diminuisce sia la pressione totale che l'aumento della pressione dovuta alle situazioni stressanti. I ricercatori hanno studiato 22 adulti sani con il colesterolo alto, fornendo loro tutti i pasti per sei settimane. I soggetti che avevano un'alta quantit di noci nella dieta, sottoposti a prove stressanti come parlare in pubblico o immergere i piedi nell'acqua fredda, hanno mostrato un minore aumento della pressione, e la migliore condizione circolatoria stata confermata anche con degli esami che misuravano la dilatazione delle vene. "E' la prima volta che si trova un beneficio simile da parte di un alimento nei confronti di un effetto dello stress - hanno scritto i ricercatori - questo pu essere molto utile perch non possiamo evitare i fattori di stress nella nostra vita".

Colesterolo e malattia cardiovascolare


Colesterolo e malattia cardiovascolare - Fatti e cifre chiave della malattia cardiovascolare - I fattori di rischio cardiovascolare - Il colesterolo: ridurlo per contrastare la MCV - Sette consigli anticolesterolo - Test - Il tuo colesterolo ti sta a cuore? - Menu anticolesterolo

Colesterolo e malattia cardiovascolare


Che cos' la malattia cardiovascolare? Il termine malattia cardiovascolare (MCV) si riferisce ad un vasto spettro di patologie che interessano il cuore e i vasi sanguigni e che, a loro volta, possono causare vari livelli di invalidit e la morte. Le patologie che rientrano nell'ambito della MCV possono essere classificate a seconda della regione del corpo colpita. CUORE L'ostruzione delle arterie che forniscono sangue al cuore pu causare: infarto (morte di parte del muscolo cardiaco che impedisce al cuore di funzionare correttamente e, nei casi pi gravi, ne causa il completo arresto) dolore al petto, in particolare durante l'attivit fisica battito cardiaco irregolare CERVELLO L'ostruzione delle arterie che forniscono sangue al cervello pu causare: ictus (danneggiamento o morte di parti del cervello) indebolimento temporaneo di vista, parola, sensibilit o movimento ARTI E TRONCO L'ostruzione delle arterie che forniscono sangue ai muscoli di braccia, gambe e corpo pu causare: dolori o crampi, in particolare ai muscoli delle gambe durante l'attivit fisica.

Cosa la coronaropatia (CHD)?

La coronaropatia rappresenta il tipo di malattia cardiovascolare pi significativo in termini di mortalit e disabilit ed tipicamente causata dall'aterosclerosi delle coronarie, che apportano ossigeno vitale al miocardio. Le arterie coronariche sono particolarmente vulnerabili all'aterosclerosi a causa del loro piccolo diametro. Se le coronarie sono ostruite per un periodo di tempo prolungato, parti del miocardio vengono private dell'ossigeno e dei nutrienti vitali, causando la necrosi dell'area colpita (infarto miocardico o attacco di cuore). Nei casi pi gravi, in cui l'area di miocardio interessata ampia oppure nei quali l'area interessata include il sistema elettrico di conduzione cardiaco, pu portare a morte improvvisa. Top

Fatti e cifre chiave della malattia cardiovascolare


Il costo nel mondo... La MCV la prima causa di morte e invalidit. La MCV uccide pi persone di tutte le forme di cancro messe insieme. La MCV uccide pi persone dell'AIDS. Una morte su tre dovuta a MCV. Circa 17 milioni di persone muoiono ogni anni di MCV. Muoiono tre volte pi persone per MCV che per eventi accidentali quali incidenti stradali, incendi e annegamento. 8,1 milioni di uomini muoiono ogni anno di MCV. 8,6 milioni di donne muoiono ogni anno di MCV. 7,2 milioni di persone muoiono ogni anno di infarto. 5,5 milioni di persone muoiono ogni anno di ictus.

Il conto in secondi... stato stimato che si verifica: Un decesso dovuto a MCV ogni due secondi. Un infarto ogni cinque secondi. Un ictus ogni sei secondi. La malattia cardiovascolare non ha frontiere... In Europa: La MCV responsabile di quasi cinque milioni di decessi ogni anno, pari al 52% dei decessi totali. Ogni giorno si verificano circa 13.500 decessi da MCV, pari ad una media di nove morti al minuto. Nelle Americhe: Circa due milioni di decessi da MCV nelle Americhe, pari al 32% dei decessi totali. Negli USA la MCV responsabile di circa 900.000 di decessi ogni anno, pari al 38% dei 2

decessi totali. In Asia: Nell'Asia sud orientale, la MCV responsabile di quasi quattro milioni di decessi ogni anno, appena al di sotto del 30% dei decessi totali. Nella regione del Pacifico occidentale la MCV responsabile di quasi quattro milioni di decessi ogni anno, pari al 32% dei decessi totali. Nella regione dell'Asia Pacifico stato riscontrato che la MCV colpisce gli adulti asiatici 10 anni prima degli adulti dei paesi occidentali. Ci sono prove di un aumento dell'incidenza del colesterolo elevato tra la popolazione asiatica. Mentre il tempo passa... 1990: 13,1 milioni di decessi da MCV - 26,0% dei decessi totali. 1999: 16,9 milioni di decessi da MCV - 30,3% dei decessi totali. 2000: 24,8 milioni di decessi da MCV - 36,3% dei decessi totali. Previsione per il 2020: 24,8 milioni di decessi da MCV - 36,3% dei decessi totali. Top

I fattori di rischio cardiovascolare


L'espressione ?fattore di rischio cardiovascolare? viene utilizzato per descrivere qualsiasi situazione in atto che aumenti le probabilit che un individuo sviluppi una malattia cardiovascolare. Esistono diversi fattori di rischio ben noti che si possono suddividere in due gruppi: quelli che possono essere cambiati (modificabili ) e quelli che non possono essere cambiati (non modificabili ).

Abitudine al fumo, vita sedentaria, dieta sbagliata, stress, diabete e pressione arteriosa elevata: molteplici sono le condizioni che mettono a rischio le arterie e provocano malattie cardiovascolari (infarto, ictus, arteriopatia obliterante). Fattore di rischio non vuol dire certezza e, per fortuna, la maggior parte di tali fattori si possono modificare con comportamenti adeguati ed eventualmente con una corretta terapia farmacologica. Il principale fattore di rischio di MCV il colesterolo elevato. Gli italiani, per, hanno in media livelli troppo alti di colesterolo nel sangue: il 21% degli uomini e il 25% delle donne hanno un 3

valore di colesterolemia totale uguale o superiore a 240 mg/dl. E' importante intervenire, perch ogni anno pi di 130.000 persone subiscono un infarto miocardico acuto e oltre 90.000 sono colpiti da ictus cerebrale. Tutte patologie con un denominatore comune: l'accumulo di colesterolo nel sangue e sulla parete interna delle arterie.

Il colesterolo: ridurlo per contrastare la MCV


La riduzione del colesterolo uno dei bersagli principali per diminuire il rischio cardiovascolare. Soprattutto il rapporto tra colesterolo ?buono? HDL e ?cattivo? LDL va controllato con attenzione. In parole semplici, perch importante ridurre il colesterolo cattivo e riequilibrare quello buono? Il colesterolo ?cattivo? (LDL) si deposita nelle arterie, mentre il colesterolo ?buono? (HDL) protegge dell'accumulo di colesterolo LDL nelle arterie, rimuovendolo e portandolo al fegato per l'eliminazione. Controbilanciare i livelli di entrambi i tipi di colesterolo riduce il rischio cardiovascolare. Secondo le pi recenti Linee Guida statunitensi, per i pazienti a rischio cardiovascolare moderatamente alto, il colesterolo totale dev'essere mantenuto su livelli inferiori a 190 mg/dL, il colesterolo LDL su valori inferiori a 100 mg/dL e quello di HDL su valori superiori a 40 mg/dL. In Italia, il 62% degli uomini e il 61% delle donne hanno un livello elevato di LDL (cio maggiore di 115 mg/dl) ed il 70% dei pazienti a rischio cardiovascolare non riescono a raggiungere i livelli prescritti di colesterolo. Cosa fare? Quando la dieta e l'esercizio fisico non bastano, consigliabile una terapia con statine. Tra queste rosuvastatina ha dimostrato, gi alla dose di 10 mg, di far raggiungere a nove persone su dieci il livello ottimale di colesterolo "cattivo" o LDL?. Studi clinici registrano oltre alla capacit di rosuvastatina di diminuire i livelli di colesterolo LDL ?cattivo? (-45.8%) quella di aumentare i livelli di colesterolo HDL ?buono? (+14,5) con risultati superiori rispetto ad altre statine disponibili.

Sette consigli anti-colesterolo


Il rischio cardiovascolare aumentato da diversi fattori, che si ?rinforzano? reciprocamente. Sono molte le persone che hanno almeno un fattore di rischio, come soprappeso, abitudine al fumo, pressione arteriosa elevata, eccessivi livelli di colesterolo ?cattivo?. Ecco alcune semplici regole (suggerite dal Prof. Stefano Genovese, Diabetologo presso l'Ospedale Humanitas di Rozzano-Milano) per abbattere il rischio-colesterolo: 1. Fare attivit fisica aerobica a media intensit. 4

2. Usare comunque prudenza e non sottoporsi a sforzi bruschi, che potrebbero danneggiare il cuore. 3. Organizzare la vacanza in modo da ?staccare? veramente, evitando inutili occasioni di stress. 4. Approfittare della pausa dallo stress per liberarsi dell'abitudine al fumo di sigaretta che abbassa i livelli di colesterolo ?buono? HDL. 5. Specie se al mare, non trascurare di comprendere nella dieta il pesce azzurro, riducendo i crostacei e i frutti di mare come aragoste, gamberi, ostriche e cozze. Per chi in montagna un occhio di riguardo ai salumi e ai formaggi grassi (pecorino, grana, gorgonzola). 6. Ricordare di controllare la pressione arteriosa prima di scegliere se andare o meno in montagna (valori elevati di pressione arteriosa aumentano il rischio in alta quota). 7. Ma soprattutto, chi ha qualche fattore di rischio cardiovascolare non dimentichi di portare con s i farmaci che il medico avr sicuramente prescritto e di seguirne le indicazioni. Il colesterolo va tenuto sotto controllo e controbilanciato durante tutto l'anno come indicato dalle Linee Guida, con una particolare attenzione verso coloro che sono a maggior rischio.

Test - Il tuo colesterolo ti sta a cuore?


Compila il test per valutare il tuo livello di conoscenza sul colesterolo e sul rischio cardiovascolare e capire se tieni alla salute deltuo cuore e delle tue arterie o sei hai bisogno di saperne di pi e rivolgerti al tuo medico per suggerimenti e approfondimenti.

Somma i punteggi ottenuti Punti 0-3: sei preparato e non hai bisogno di ulteriori approfondimenti sul colesterolo e sul rischio cardiovascolare. Punti 4-8: hai qualche lacuna che puoi chiarire parlandone con il tuo medico. Punti 9-15: hai scarse conoscenze sull'argomento. Ti consigliamo di chiedere informazioni dettagliate al tuo medico. Se sei tra coloro che hanno totalizzato un punteggio superiore a 4 e soffri di una o pi di queste patologie: pressione alta diabete di tipo 2 cardiopatia obesit

...ti consigliamo di parlare approfonditamente con il tuo medico sull'argomento rischio e malattia cardiovascolare e le soluzioni a te adatte. Top

Menu anticolesterolo
Ecco cosa mangiare per tenersi in circa 320 mg di colesterolo, quantit perfetta per una persona 6

sana. Con qualche piccolo accorgimento, possibile scendere senza problemi a 250 mg, livello consigliato a chi soffre di ipercolesterolemia. COLAZIONE La protezione contro il colesterolo e l'eccesso di lipidi comincia dal mattino. Scegliamo alimenti che aiutano a prevenire e a combattere l'ipercolesterolemia: proteine ad alto valore biologico (latte e yogurt); carboidrati complessi e zuccheri semplici (prodotti da forno e frutta); grassi in giusta quantit (latte, yogurt e prodotti da forno); fibra (frutta, verdura, prodotti da forno integrali); vitamine e sali minerali (latte, yogurt, frutta e verdura).

Frutta e verdura: le fonti principali di fibra, vitamine e antiossidanti; come tutti gli alimenti di origine vegetale, sono privi di colesterolo. Preferite i frutti integri per sfruttare appieno il patrimonio di vitamine e antiossidanti. Prodotti integrali: completano l'apporto di fibra e vitamine offerto da frutta e verdura e favoriscono il senso di saziet. Una piccola quota di dolci, preparati limitando l'uso di grassi saturi (burro) e uova, consumata una o due volte alla settimana non compromette la qualit della nostra alimentazione. PRANZO Per il pranzo approfittiamo della ricchezza (e della flessibilit!) della dieta mediterranea, consumando prodotti integrali, verdure crude e cotte, formaggio, soia, pesce. Possiamo annaffiare il tutto con un bicchiere di vino. Acidi grassi polinsaturi: gli studi pi recenti, hanno scoperto un potente alleato di antiossidanti, fibra e vitamine nella prevenzione e nel trattamento dell'ipercolesterolemia: gli acidi grassi polinsaturi (acidi omega 3 e omega 6) presenti nel pesce. Gli acidi grassi polinsaturi si trovano prevalentemente nel pesce pescato e non in quello allevato: per la sintesi degli acidi grassi polinsaturi fondamentale che il pesce consumi le alghe che crescono sui fondali marini, ma non sulle pareti delle vasche per pescicoltura. Meglio poi optare per il pesce azzurro (alice, sardina, sgombro, tonno, pesce spada), ma la regola d'oro rimane quella di variare e limitare il consumo dei prodotti pi ricchi di colesterolo (crostacei e molluschi). Fondamentale anche la scelta del metodo di preparazione e/o di cottura. Gli acidi polinsaturi sono molto delicati: quindi fondamentale preferire i metodi di cottura non troppo spinti (vapore, al forno, al cartoccio) o le preparazioni a freddo (marinatura, magari con limone). CENA Per cena scegliamo un primo e un secondo leggeri, o un piatto unico per non sforare il budgetcolesterolo quotidiano.

Ipertensione
Quali sono le cause? - Quali consigli agli ipertesi? - Cos'? - Cos' la massima? - Cos' la minima? - Quale delle due pi pericolosa? - Quanto diffusa? - Quali sono i sintomi? - Quali 7

sono le conseguenze? - Quali sono i farmaci in grado di controllarla?

Quali sono le cause?


Nella maggior parte dei casi la causa sconosciuta (ipertensione essenziale o primaria). A volte pu dipendere da altre patologie, per esempio un'insufficienza renale o alcuni tipi di tumori che producono quantit eccessive di ormoni che alzano la pressione (ipertensione secondaria). Quali sono i fattori predisponenti?

obesit: Piuttosto che di obesit meglio parlare di eccesso ponderale. L'eccesso ponderale si accompagna con grande frequenza ad aumento della pressione, della glicemia, dei grassi nel sangue, ed a riduzione dell'attivit fisica; inoltre, un grosso fardello che affatica inutilmente il cuore. Secondo dati recenti nel mondo occidentale circa il 30% della popolazione avrebbe un eccesso ponderale di varia entit. Va precisato, a questo proposito, che si parla di obesit quando il peso corporeo superi del 15% il peso ideale. La determinazione del peso ideale si ottiene con varie formule. Un criterio abbastanza diffuso definisce come peso ideale il numero di chili pari ai centimetri oltre il metro di statura (quindi, per un uomo alto 1,80 m. il peso ideale sarebbe 80 chili), ma questo criterio forse pi adatto al ventenne che svolga attivit fisica; per un sessantenne sedentario appare eccessivamente generoso, e sarebbe consigliabile una riduzione di almeno il 10%. E' stato anche sicuramente dimostrato che l'aumento del peso del 20% rispetto a quello ideale nei soggetti di media et raddoppia l'incidenza di malattie delle coronarie, e la triplica se l'obesit si accompagna a ipercolesterolemia o ipertensione. Gli obesi malati di cuore vivono in media 4 anni di meno del cardiopatico di peso regolare. L'essere fortemente sovrappeso anticipa poi di 7 anni l'inizio della malattia in chi predisposto. Negli Stati Uniti stato anche calcolato che se si riuscisse a debellare il cancro la vita si allungherebbe di meno di due anni, mentre se si eliminasse l'obesit si allungherebbe di 5 anni. diabete; stress: L'importanza dello stress generalmente sopravvalutata dai pazienti. In gran parte ci dovuto al fatto che un termine che ha trovato grande successo e diffusione, essendo chiamato in causa per situazioni molto diverse. Essendo utopistico e irrealizzabile l'intento di modificare positivamente l'ambiente in maniera sostanziale, chiaro che i nostri sforzi sono diretti alla individuazione ed alla eventuale modificazione di quei tratti della personalit che, sottoposti all'influenza ambientale, possano costituire un fattore di rischio per gli eventi coronarici. Numerosi ed approfonditi studi hanno individuato uno specifico atteggiamento comportamentale, definito come personalit di tipo A, che costituisce un sicuro fattore di rischio coronarico. Gli elementi costitutivi del comportamento di tipo A sono rappresentati da una costellazione di atteggiamenti caratteriali che contribuiscono nel loro insieme a determinare uno specifico tipo di personalit. In sintesi, i tratti distintivi del comportamento di tipo A sono la fretta, l'impazienza, 8

l'eccessiva competitivit ed un certo grado di ostilit verso l'ambiente sociale, lavorativo e familiare. Nell'ambito di una strategia riabilitativa globale, in cui gli atteggiamenti psicologici hanno un ruolo fondamentale, la ripresa graduale delle proprie attivit, con un'ottica diversa e con una mentalit diversa, favorisce il totale reinserimento sociale, la chiusura di un periodo della vita difficile ed oscuro, culminato con un grave "incidente", e l'inizio della ricostruzione psico-fisica del paziente, su nuove basi. Sul piano pratico consigliabile adottare una serie di atteggiamenti di difesa, che potrebbero essere riassunti nei seguenti consigli: eliminare l'eccesso di lavoro; affrontare e risolvere un problema alla volta; crearsi se possibile un hobby.

sedentariet: Il tema della sedentariet, intesa come ridotta attivit fisica, strettamente connesso con quello dell'eccesso ponderale. Una riduzione del dispendio calorico, se si mantengono costanti le entrate, si traduce in un accumulo di grasso ed aumento di peso.". Accurate indagini statistiche effettuate in un numero rilevante di pazienti hanno consentito di verificare che l'attivit fisica si traduce in una diminuzione significativa del rischio cardiovascolare, sia nella prevenzione primaria, cio nell'evitare un primo infarto, sia, e soprattutto, nella prevenzione secondaria, cio nell'evitare un secondo infarto in chi ne abbia gi subito uno. I meccanismi attraverso i quali l'attivit fisica induce effetti benefici sono ben noti, e sono sia diretti che indiretti. Direttamente, l'allenamento fisico, cio un'attivit fisica regolare e costante, produce effetti benefici mediante la riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa sotto sforzo, con conseguente risparmio del consumo di ossigeno del muscolo cardiaco, una migliore utilizzazione dell'ossigeno da parte dei muscoli scheletrici, un miglioramento della capacit lavorativa globale, uno spostamento del controllo nervoso del cuore a vantaggio del vago, sistema frenatore e di risparmio, a discapito del simpatico, sistema acceleratore e dispendioso, un innalzamento della soglia a cui compaiono ischemia ed angina durante lo sforzo, ed aritmie minacciose. Indirettamente, l'attivit fisica ha effetti benefici attraverso un aumento del colesterolo protettivo HDL, una riduzione dell'aggregabilit delle piastrine, una riduzione della pressione arteriosa, degli ormoni circolanti che stimolano il cuore, della glicemia nel diabete e dei trigliceridi, dell'obesit, dell'abitudine al fumo. Non c' dubbio, quindi, che l'attivit fisica vada incoraggiata ed incrementata e che al contrario la vita sedentaria vada evitata invertendo, cos, la radicata tendenza che imponeva periodi di lunga e pressoch completa, e talora definitiva inattivit agli infartuati. alimentazione ricca di grassi animali consumo cronico di alcol abitudine al fumo di sigaretta precedenti familiari di infarti: le malattie cardiovascolari tendono ad aggregarsi in particolari nuclei familiari, per cui si finisce con l'ereditare la predisposizione ad ammalare, ed i discendenti di coronaropatici vanno guardati con particolare attenzione;

et: L'aterosclerosi coronarica, come quella degli altri distretti vascolari, una malattia di tipo degenerativo, dovuta essenzialmente alla inevitabile senescenza dei vasi; per cui si dice 9

comunemente, non a torto, che abbiamo l'et dei nostri vasi; ed a dispetto di ogni disperata ricerca di ringiovanimento esteriore ed estetico, nessuno pu venderci la pillola della giovinezza; Top

Quali consigli agli ipertesi?


Il 1999 stato l'anno in cui l'Organizzazione Mondiale della Sanit, d'intesa con l'International Society of Hypertension, ha reso note le nuove linee-guida per il trattamento dell'ipertensione. Le linee consigliano di iniziare la terapia antipertensiva attraverso modificazioni dello stile di vita (riduzione del peso corporeo, riduzione dell'eccesso di sale nella dieta, maggior consumo di cibi di natura vegetale, abolizione del fumo, correzione delle abitudini alcoliche, incremento dell'attivit fisica), prima di passare ad un trattamento farmacologico. Le linee-guida apportano anche un "ritocco" verso il basso dei valori pressori massimi consentiti nella norma: 130/85 e non pi 140/90 mmHg. Ci significa allontanarsi quanto pi possibile dai rischi di complicanze. Si pensi solo che, passando da una "minima" di 90 a una di 105, aumenta di 2,5 volte il rischio di eventi coronarici e di 4 volte quello di eventi cerebrovascolari. Ai reduci da un infarto recente va sottolineato che generalmente i livelli di pressione, anche se erano elevati o molto elevati prima dell'infarto, tendono a normalizzarsi durante la degenza e per un periodo pi o meno lungo anche dopo la dimissione. Ci dovuto ad una serie di fattori, che vanno dalla stessa lesione del muscolo cardiaco alla immobilit assoluta o riduzione dell'attivit fisica, alle terapie effettuate. E' inevitabile che la pressione, se era alta prima, presto o tardi dopo l'evento infartuale torner a crescere. E' molto importante, quindi, che dopo l'infarto la pressione sia tenuta costantemente sotto controllo, poich l'ipertensione un importante fattore favorente un ulteriore evento coronarico. I dieci comandamenti della pressione alta Dieci comandamenti per chi soffre di pressione alta 1. conoscere la propria pressione e controllarla regolarmente 2. sapere quale deve essere il proprio peso ideale e conservarlo a quel livello 3. non eccedere con il sale ed evitare cibi salati 4. seguire una dieta povera di grassi 5. non fumare 6. assumere farmaci seguendo esattamente le prescrizioni del medico 7. seguire i consigli del medico per svolgere qualsiasi attivit fisica 8. cercare di condurre una vita normale 9. spingere parenti e figli a controlli regolari della pressione 10

10. non disdire mai l'appuntamento con il medico Top

Cos'?
E' una condizione caratterizzata da un innalzamento stabile dei valori della pressione del sangue. Nell'adulto si considera ottimale una pressione di 80-120 mmHg. Si parla di ipertensione quando i valori sono uguali o maggiori di 90-140 mmHg. Dai dati raccolti negli ultimi anni pare che siano oltre un miliardo nel mondo le persone ipertese e che, di esse, solo un quarto abbia una pressione arteriosa ben controllata. In certi paesi, addirittura, gli ipertesi assistiti terapeuticamente stanno diminuendo: in Inghilterra solo il 6% trattato correttamente. Questa situazione in parte legata alla natura asintomatica della malattia che per questo si pu definire un perfetto "silent-killer". L'iperteso non si sente ammalato. E' solo cosciente di un rischio, motivazione spesso non sufficiente per indurlo a sottoporsi ad una terapia per tutta la vita e fare una dieta adeguata. Top

Cos' la massima?
La pressione sistolica (massima) la forza che il sangue esercita sui vasi quando il cuore si contrae e pompa. Top

Cos' la minima?
La pressione diastolica (minima) registrata quando il cuore si rilascia per riempirsi nuovamente di sangue. Top

Quale delle due pi pericolosa?


Sorprese dalla ricerca clinica: la "massima" da tenere principalmente sotto controllo. Rispetto alle convinzioni del passato, che indicavano nei parametri della pressione diastolica (la "minima") il principale fattore di rischio, emerso con forza che l'attenzione che bisogna prestare alla "massima" viene dall'importanza che si annette, tra i fattori di rischio, alla pressione differenziale (i millimetri di mercurio che intercorrono tra la sistolica e la diastolica). Infatti, man mano che aumenta l'et - spiegano gli ipertensiologi, come intendono oggi definirsi quei medici che, oltre a far ricerca, abbiano anche grande esperienza clinica nel campo dell'ipertensione - la pressione sistolica continua a salire, mentre al contrario quella diastolica a ridursi. Top

Quanto diffusa?
Secondo le statistiche, in Italia soffrono di ipertensione dieci milioni persone, ma secondo gli esperti ne esistono altre cinquemila che, senza saperlo, sono colpite dalla malattia. Top

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Quali sono i sintomi?


Di solito l'ipertensione non d sintomi, e viene scoperta in occasione di un controllo. A volte pu dare: lieve dolore alla nuca, soprattutto al mattino, affaticamento, sangue dal naso (epistassi), disturbi della vista, palpitazioni, vertigini, stimolo frequente a urinare. Top

Quali sono le conseguenze?


La responsabilit dell'ipertensione arteriosa nell'incidenza d'eventi cardiovascolari nota da molti anni, a seguito di approfondimenti epidemiologici su popolazioni. Si calcola, infatti, che il rischio di essere colpiti da una malattia coronarica sarebbe doppio negli ipertesi rispetto ai normotesi, e che il rischio di accidenti vascolari cerebrali sarebbe addirittura otto volte maggiore. L'ipertensione induce insufficienza cardiaca pi spesso nelle donne, negli obesi e nelle popolazioni di colore. Alla conclusione sono giunti ricercatori dell'universit dell'Illinois, Chicago, dopo aver esaminato le cartelle di 680 pazienti con insufficienza cardiaca. Nei soggetti monitorati, il 25% delle insufficienze cardiache avevano avuto come prima causa l'ipertensione. Tra le donne, per, questa causalit ricorreva nel 34% dei casi (contro il 21% degli uomini); il divario era ancora pi netto tra afro - americani e bianchi (40% contro 7%) e tra obesi e non (45% contro 18%). Ad ogni modo, sicuramente l'alta pressione arteriosa responsabile, da sola o in concorso con altri fattori, di un diffuso danno delle pareti dei vasi e del cuore stesso (l'ipertrofia del ventricolo sinistro) e di un'accelerazione del processo aterosclerotico. Attraverso questi meccanismi, essa in grado di determinare o favorire le malattie coronariche, come l'angina e l'infarto, l'ictus cerebrale, lo scompenso cardiaco, le aritmie, l'insufficienza renale, la patologia ostruttiva dei vasi degli arti inferiori, la patologia vascolare dell'occhio. Dagli studi di popolazioni appare verificata anche la relazione inversa: pi bassa la pressione, pi aumenta la durata della vita e migliora la sua qualit. Top

Quali sono i farmaci in grado di controllarla?


L'impiego dei farmaci, i cui effetti collaterali possono rappresentare un ostacolo per un'assunzione a lungo termine, e la realt sanitaria di molti paesi, che non favorisce l'instaurarsi di un prolungato rapporto medico-paziente, sono fattori che costituiscono una condizione fondamentale per mantenere una buona adesione del paziente stesso alla terapia. I diuretici: abbassano la pressione diminuendo la quantit di liquidi in circolo. Sono per sconsigliati a chi soffre di diabete e gotta, perch tendono a far aumentare la glicemia e l'uricemia, e a chi soffre di incontinenza urinaria, perch aumentano la quantit di urina che viene prodotta. Betabloccanti: agiscono direttamente sulle terminazioni nervose, diminuendo la forza con cui il cuore si contrae e dilatando le pareti delle arterie. Sono controindicati se si soffre di asma, perch favoriscono un restringimento dei bronchi. Calcioantagonisti: diminuiscono la pressione sia riducendo la forza con cui il cuore si contrae sia dilatando le arterie. Sono indicati in chi soffre di angina. ACE inibitori: bloccano la produzione da parte del rene di una sostanza che fa alzare la pressione. Sono indicati nei diabetici. Possono provocare una tosse stizzosa. 12

Sta al medico scegliere per ciascuno la cura pi appropriata, o eventualmente un'associazione.

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