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Appunti di Produzione Industriale

Corso di LOGISTICA Facolt di Scienze Politiche Universit di Padova Risposta allOrdine Ricezione dellordine. Dal momento in cui il cliente effettua lordine (1) devono essere predisposte delle attivit finalizzate a soddisfare la domanda nel minor tempo e nel minor costo possibile. Le tecnologie dellinformazione sono utili per fare in modo che lordine venga processato in tempo reale, eliminando stampe di documenti e trasferimenti documenti in formato cartaceo. Le attivit che derivano da un ordine sono diverse e dipendono fortemente dal modello produttivo adottato dallazienda (2). Se lazienda produce per magazzino (MTS Make to Stock) allordine seguono attivit di preparazione della merce per il trasporto. Diversamente, vi sono dei casi in cui lordine d origine ad attivit che non si fermano al magazzino ma che risalgono la filiera produttiva andando ad attivare la progettazione (ETO - Engineer-To-Order), o gli approvvigionamenti, o le attivit produttive (MTO Make-To-Order) o di assemblaggio (ATO Assembly-To-Order), coinvolgendo in alcuni casi terze parti, come i fornitori (3).

Figura 1: Modelli di produzione e gestione dell'ordine

Ciascun modello produttivo adottato ha diversi tempi di risposta allordine, partendo dal caso in cui il tempo minimo quando la merce gi pronta (MTS) al tempo massimo quando allordine segue la progettazione del prodotto (ETO). Tutti i modelli potrebbero coinvolgere anche soggetti esterni allazienda, in particolare fornitori (4). In questa situazione, lintegrazione di filiera si ha nel momento in cui tutti i soggetti coinvolti riescono a vedere in tempo reale lordine del cliente. Diversamente si generano dei tempi di attesa legati al trasferimento delle informazioni che impattano sul livello di servizio totale. Lintegrazione in questa fase del processo significa che tutti i soggetti coinvolti nella preparazione dellordine, devono essere allertati in tempo reale al momento della ricezione. I parametri da usare per un controllo della fase sono: Tempo per la conferma dellordine: tempo medio che intercorre tra il ricevimento dellordine e linvio della conferma dordine; Ordini arrivati per via elettronica su ordini totali. tempo intercorso tra la ricezione dellordine e lavvio delle attivit di preparazione;

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Le tipologie dei sistemi produttivi Si soliti fare riferimento a schemi di classificazione che collegano le tipologie dei sistemi produttivi agli obiettivi strategici che essi si prestano a conseguire, in virt delle caratteristiche assunte da elementi quali: il grado di semplicit o complicanza della struttura del prodotto; la variet e la numerosit dei prodotti realizzati; la modalit di manifestazione della domanda da soddisfare; il grado di standardizzazione e la consistenza del volume di produzione collocato sul mercato; il processo di realizzazione adottato in relazione alle caratteristiche intrinseche del prodotto; il grado di specializzazione o rigidit rispetto al grado di genericit o flessibilit delle componenti strutturali del sistema produttivo. In sintesi, le tipologie di sistemi produttivi emergenti dai vari criteri di classificazione proposti in letteratura possono essere ricondotte a quattro fattispecie significative: produzioni job-shop; produzioni a lotti (a cella); produzioni in linea a cadenza fissa o a cadenza non fissa; produzioni di processo o processi continui. Tali fattispecie si differenziano per quanto attiene alle logiche di progettazione che incorporano, alle priorit dei sub-obiettivi strategici assegnati al sistema produttivo, al ricorso a date leve hardware e software. Produzioni job-shop Le produzioni job-shop operano in genere su commessa, ossia realizzano esemplari unici (commessa singola) o un numero limitato di unit (commessa ripetitiva) conformi a specifiche concordate con il cliente. L'elevato grado di personalizzazione del prodotto secondo le richieste del cliente e i volumi produttivi contenuti fanno s che la gamma realizzata sia caratterizzata da gradi variet e variabilit piuttosto marcati. La produzione di macchinari speciali, di apparecchiature o componenti eseguiti su disegno, la realizzazione di mobili o abiti su misura ne costituiscono tipici esempi, come peraltro le opere di ingegneria civile o di cantieristica navale. L'acquisizione dell'ordine generalmente preceduta dalla formulazione di un'offerta di prezzo al cliente: a tal fine gli enti preposti alla progettazione effettuano verifiche di fattibilit tecnica, corredate dalla stesura di un preventivo in base a stime di costo a partire da standard produttivi e rilevazioni consuntivate dalla contabilit industriale nella realizzazione di prodotti simili. L'esigenza di personalizzare il prodotto rende necessario, a fronte di ogni nuovo ordine acquisito, rielaborare totalmente o parzialmente il progetto e predisporre i dati tecnici relativi a materiali, attrezzature e al ciclo di lavorazione. Nelle produzioni su commessa la realizzazione delle attivit produttive, compresi in parte l'acquisto dei materiali e la progettazione, avviene dopo l'acquisizione dell'ordine dal cliente. La variet delle caratteristiche del prodotto rende difficoltoso predeterminare la sequenza delle operazioni richieste dal ciclo di lavorazione. Ci spinge le imprese di tipo job-shop a dotarsi di macchinari e attrezzature con capacit generiche, idonei a effettuare un ampio spettro di lavorazioni. Simili caratteristiche sono chieste anche alla forza lavoro, in termini di polivalenza e di disponibilit a mantenere un certo grado di elasticit degli orari di lavoro. Agli addetti sono anche richieste abilit e competenze specifiche, acquisite con l'esperie za o attraverso interventi di formazione sul posto di lavoro. I materiali impiegati, se specifici, vengono acquistati dopo l'ordine, con un investimento in scorte di materie prime componenti conseguentemente contenuto. Sono anche pressoch assenti le scorte di prodotto finito. Al contrario, le scorte di semi lavorati (o work in process) costituite dai materiali che si trovano in lavorazione ai diversi stadi del ciclo di trasformazione, sono piuttosto consistenti e oggetto di attenzione e contenimento da parte del management. Il lay-out in genere organizzato per
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reparti, all'interno dei quali i macchinari vengono aggregati secondo criteri di omogeneit delle lavorazioni realizzabili. Ogni unit di lavoro (ordine di lavorazione o commessa, composto da uno o pi pezzi che procedono insieme) richiede l'esecuzione di una serie di operazioni da parte di un gruppo di centri di lavoro (macchine, stazioni di lavoro, operatori) in una sequenza definita dal ciclo di lavorazione. L'organizzazione per reparti facilita lintercambiabilit e lo scambio di competenze tra operatori, la supervisione di pi macchine da parte di un solo operatore e il controllo delle lavorazioni da parte dei responsabili di reparto. Tuttavia, i flussi generati dall'avanzamento dei materiali e delle lavorazioni sono molto articolati, poich si generano interferenze tra i cicli produttivi delle varie commesse in essere. Ci comporta una notevole complessit gestionale e difficolt di programmazione nell'utilizzo delle risorse. Nella determinazione della capacit produttiva di un job-shop occorre partire dall'identificazione della potenzialit produttiva di ogni centro di lavoro. Tale misurazione pu risultare difficile causa della continua variabilit dei prodotti lavorati. Infatti, la capacit produttiva disponibile influenzata dalle caratteristiche del mix delle commesse in essere e dalle condizioni operative dei centri di lavoro. Ad esempio, dalla dimensione dei lotti di produzione dipende il numero di ore indisponibili a causa di riattrezzaggi per cambi di produzione; la complessit dei pezzi da lavorare influenza l'articolazione dei cicli di lavoro; il numero e le caratteristiche delle commesse in essere possono generare colli di bottiglia variabili, attese delle lavorazioni e accumuli di materiali ai diversi centri di lavoro. Le produzioni job-shop necessitano di una elevata capacit di presidio del flusso informativo, elemento determinante per il coordinamento dei flussi produttivi e per il controllo dello stato di avanzamento delle lavorazioni. Il flusso informativo costituisce, infatti, un elemento nevralgico del sistema produttivo; esso caratterizzato nelle produzioni job-shop da un'elevata formalizzazione dei compiti di alimentazione del sistema e da una rigida predisposizione dei supporti informativi che accompagnano ogni commessa dalla formulazione dell'offerta alla consuntivazione. In sintesi, le realt produttive jobshop sono generalmente caratterizzate da elevati gradi di flessibilit ed elasticit produttiva, fabbisogni di investimen o ridotti e coefficienti di produttivit contenuti, elementi coerenti con l'esigenza di realizzare bassi volumi di un prodotto vario e variabile. I maggiori tempi di consegna sono, entro certi limiti, accordati dal mercato a fronte delle capacit di personalizzazione delle prestazioni del prodotto alle specifiche esigenze espresse dal cliente nel rispetto della data di consegna pattuita (affidabilit della consegna).

Produzioni a lotti (a cella) Le produzioni consistono nella realizzazione di prodotti caratterizzati da una elevata variet e da una variabilit piuttosto contenuta, in quantitativi (lotti) non necessariamente legati al fabbisogno immediato. Troviamo tali tipi di produzione, ad esempio, nei settori calzaturiero, mobiliero, meccanico, dell'abbigliamento, ecc. La gamma produttiva, piuttosto differenziata, risulta nota e definita per l'azienda in anticipo rispetto al momento di acquisizione dell'ordine, dal quale risultano svincolate le attivit di progettazione e di definizione dei cicli di lavoro, delle attrezzature e dei materiali. Tali attivit sono peraltro parte del processo di sviluppo e di industrializzazione di nuovi prodotti, realizzati secondo le esigenze di rinnovamento dettate dal mercato e dalla concorrenza. In questa tipologia di sistema produttivo, la produzione pu avvenire su ordine acquisito o su previsione della domanda, a seconda che il tempo di risposta accordato dal mercato sia compatibile o meno con il tempo necessario alla realizzazione delle attivit produttive. Nel primo caso, si configura la fattispecie delle aziende che operano per commesse ripetitive a catalogo, realizzando di volta in volta i volumi produttivi corrispondenti alle quantit richieste da singoli ordini di prodotti a catalogo. Nel secondo caso, si assiste alle tipiche produzioni intermittenti, lanciate sulla base di previsioni di domanda per quantitativi superiori al fabbisogno immediato, che alimentano scorte di prodotti finiti destinate a essere utilizzate in seguito. In questo modo ci si assicura un assortimento del magazzino prodotti finiti che consenta di soddisfare le richieste del mercato quando i centri
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produttivi sono impegnati nella realizzazione di altre tipologie di prodotto. Le produzioni per lotti implicano l'adozione di cicli produttivi di variet ampia, seppure entro limiti definiti a priori, e criteri di alternanza dettati dall'entit dei fabbisogni previsti e dalle caratteristiche dei centri di lavorazione (in particolare dalle attivit di attrezzaggio richieste per i cambi di produzione). Il lay-out organizzato per reparti, nei quali tutti i pezzi costituenti il lotto transitano insieme da ciascun centro di lavoro secondo la sequenza assegnata dal ciclo. A differenza delle produzioni su specifica del cliente, si delinea in genere un flusso produttivo stabile, anche se suscettibile di varianti in base alle lavorazioni richieste dai vari prodotti. Laddove si possano individuare famiglie di prodotto con cicli di lavorazione abbastanza omogenei, pu essere conveniente ricorrere ad una organizzazione per cellule (group technology): in tal caso le macchine sono adibite alla realizzazione delle lavorazioni richieste dall'intera famiglia di pezzi. Il vantaggio di questa soluzione rispetto alla precedente risiede principalmente nella riduzione dell'intreccio e delle interferenze tra i flussi produttivi; lo svantaggio consiste nella riduzione del grado di flessibilit dell'impianto. Le produzioni per lotti si avvalgono di macchinari e addetti la ui capacit risulta abbastanza generica, a meno di specificit richieste a fronte di particolari lavorazioni. L'ammontare di scorte di materie prime e di prodotti finiti varia secondo le scelte di programmazione e le previsioni di vendita e, a meno di situazioni patologiche o peculiari di alcuni settori, ad esempio, marcata stagionalit della domanda e di specifiche politiche aziendali, ad esempio, promozioni commerciali, non assume valori elevati. Come nelle produzioni job-shop, risulta assai consistente l'investimento in scorte di semilavorati. Anche con riferimento alla determinazione della misura della capacit produttiva valgono le considerazioni esposte per la produzione job-shop. E' necessario riferirsi ad un mix produttivo significativo nel medio-lungo termine e monitorare i fattori che generano un impatto critico sulla disponibilit produttiva: scelte di dimensionamento dei lotti di produzione, numerosit delle varianti del ciclo produttivo generate dalla differenziazione all'interno di ciascuna tipo ogia di prodotto, scelte di sequenzionamento e allocazione delle lavorazioni ai centri di lavoro. Permane anche la criticit di presidio del flusso informativo, a motivo dell'ampia variet dei flussi fisici; una certa semplificazione dei flussi informativi comunque resa possibile dalla conoscenza anticipata di molte informazioni, in particolare di quelle di natura tecnica (progetto, distinte di prodotto, cicli di lavoro, materiali, attrezzature) e degli standard produttivi. Inoltre, per le aziende che non producono su ordine acquisito, risulta essenziale la capacit di previsione della domanda e di pianificazione dei fabbisogni di materiali e di capacit produttiva. Produzioni in linea a cadenza fissa e non Le produzioni in linea realizzano elevati volumi di prodotti con variet e variabilit piuttosto contenute, tali da giustificare investimenti in impianti e macchinari dedicati in modo specifico a singole famiglie o tipologie di prodotto. Esempio di tali produzioni si riscontrano nell'industria automobilistica, elettronica e in quella degli elettrodomestici. La ridotta variet e gli elevati volumi produttivi permettono l'adozione di soluzioni progettuali che puntano sulla ripetitivit e sulla omogeneit dei cicli produttivi. Nella produzione in linea si possono svolgere in modo rigido e sequenziale molte fasi di lavorazione, se non, nel caso migliore tutte le fasi del processo. Inoltre, tipico della produzione in linea l'alimentazione di un magazzino prodotti finiti o semilavorati, grazie al quale le dinamiche produttive vengono svincolate da quelle di acquisizione degli ordini. Il lay-out rispecchia la sequenza di lavorazioni richieste dallo specifico ciclo tecnologico di un prodotto o di una famiglia di p dotti. Si parla in proposito di lay-out in linea (o per prodotto) che, nel caso di elevati volumi di produzioni standardizzate, presenta indubbi vantaggi di semplificazione dei flussi, efficienza e contenimento dei semilavorati. Il flusso produttivo risulta ben determinato dalle caratteristiche definite in sede di progettazione e industrializzazione della linea. Nelle produzioni in linea risultano critiche proprio le scelte di progettazione del sistema produttivo, mentre sono relativamente pi semplici le decisioni gestionali tipiche delle fattispecie precedenti. La definizione delle operazioni deve portare a carichi di lavoro equilibrati per tutte le stazioni di lavoro collocate
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lungo la linea, onde evitare stazioni sovraccariche (colli di bottiglia) o sottosature. Il bilanciamento un presupposto necessario per le prestazione dell'intera linea, in particolare per il ritmo produttivo, perch la velocit di avanzamento vincolata da quella della stazione pi lenta. Quindi, la corretta determinazione degli s andard produttivi assume un ruolo critico ai fini della corretta progettazione della linea. La misura della capacit produttiva di una linea , diversamente che nelle produzioni jobshop e a lotti, di facile calcolo, perch risulta interamente determinata dal ritmo produttivo, dal tempo di apertura dell'impianto e dallo stato di disponibilit degli impianti (ossia dalle ore di lavoro disponibili al netto di tempo richiesti per riparazioni, manutenzioni, ecc.). I criteri di assegnazione delle operazioni alle singole stazioni di lavoro rispondono a obiettivi di massimizzazione dell'efficienza e della produttivit e si fondano sulla parcellizzazione spinta delle operazioni e la specializzazione dei compiti. Le caratteristiche di macchinari e attrezzature e le capacit richieste agli addetti sono di conseguenza estremamente specifiche. E' importante nelle produzioni in linea stabilire adeguati sistemi di incentivazione della forza lavoro, le cui motivazioni possono essere fortemente pregiudicate dalla ripetitivi dei compiti. A tale scopo, diffusa la prassi di adottare schemi di rotazione delle mansioni (job rotation) e di arricchimento dei compiti (job enrichment). Nelle produzioni in linea il flusso informativo molto complesso, articolato, prevalentemente unidirezionale (dal management ai livelli operativi) e si incentra sulla programmazione della produzione. Assai rilevante anche lo scambio di flussi con i fornitori, al fine di mantenere un costante approvvigionamento di materiali e componenti. In sintesi, e in contrapposizione alle produzioni job-shop e a lotti, le produzioni in linea si connotano per elevati livelli di produttivit e di efficienza ed ingenti investimenti produttivi di marcata rigidit. Tali elementi sono coerenti con l'esigenza di realizzare elevati volumi di prodotti relativamente omogenei, anche se possono entrare in contrasto con esigenze di elasticit e flessibilit dettate da un ambiente competitivo instabile. Produzioni di processo La produzione di processo riguarda prodotti fortemente standardizzati, ottenuti in volumi ingenti, la cui natura richiede la realizzazione di un ciclo di trasformazione continuo dalle materie prime al prodotto finito. Esempi classici sono dati dalla produzione dell'acciaio, dei prodotti petrolchimici, della carta, di alcuni prodotti alimentari, del cemento, delle fibre, di farmaceutici, ecc. In una produzione di processo i materiali in ingresso subiscono modificazioni fisico-chimiche a seguito delle quali in genere impossibile identificare gli elementi che costituiscono il prodotto. La produzione per processo quindi irreversibile; in questo senso, esso si contrappone alle produzioni per parti, nelle quali il prodotto il risultato dell'assemblaggio di componenti di fabbricazione interna o esterna (automobili, elettrodomestici, scarpe, abiti, giocattoli, ecc.). Nelle produzioni per processo il flusso produttivo ben delineato e la sequenza delle operazioni previste dal ciclo di lavorazione vincolante iclo tecnologico vincolato). La produzione avviene per il magazzino, in modo indipendente dall'acquisizione degli ordini; di frequente, si realizza per lunghi periodi di tempo lo stesso tipo di prodotto, con un'alternanza estremamente contenuta dei cicli di lavorazione. Anche nel caso di produzioni per processo, come per quelle in linea, sono di maggior rilievo le problematiche progettuali del sistema produttivo rispetto a quelle di carattere gestionale. Essenziali sono le scelte relative alla tecnologia e al grado di integrazione verticale: gli ingenti investimenti in impianti impongono infatti un'accorta valutazione delle dinamiche tecnologiche, tenendo conto del rischio di introduzione di nuove tecnologie nell'orizzonte temporale di ammortamento degli impianti. La scelta del grado di integrazione verticale richiede invece l'analisi di fattori di carattere economico e tecnologico, legati alla possibilit di sfruttare eventuali economie di scala. In proposito, si osserva che nella produzione per processo, me in quella in linea, la capacit produttiva relativamente facile da determinare. La gestione delle attivit di approvvigionamento, di programmazione, di manutenzione degli impianti hanno, nella produzione per processo, l'obiettivi prioritario di garantire la possibilit di operare senza interruzioni dovute a mancanza di materiali, al riattrezzaggio degli impianti, a guasti, cc. La natura capital intensive delle produzioni continue si
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riflette anche nelle caratteristiche della forza lavoro: il rapporto tra addetti diretti (esecutori) e indiretti (assistenza, servizio, controllo) sbilanciato a favore dei secondi, cui si richiede elevata professionalit e una conoscenza tecnica del processo specifico. Il flusso informativo semplice e unilaterale dal management ai livelli operativi."

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