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La storia nascosta di Ges


Si r L aure nc e Gardne r

on ho deciso di scrivere il libro [Bloodyline of the Holy Grail]. Il libro stato un incidente, non un progetto, dovuto in virt del fatto che nel corso degli ultimi dieci anni sono stato lo storico ed il genealogista supremo nominato da trentatr famiglie reali. E accaduto in quanto in quei primi periodi stavo documentando le evidenze sulla storia di quelle famiglie reali ed i loro nobili rampolli, e gli archivi cavallereschi di quelle nobili e sovrane famiglie. Quel che stavo facendo era mettere insieme i resoconti cronologici scritti di cose delle quali queste famiglie conoscevano la sostanza, ma non necessariamente i dettagli. E la ragione per la quale in Gran Bretagna ed in Europa spendo necessariamente molto meno tempo su questo aspetto biblico, in quanto c' parecchio di ci che discuteremo stasera che in Europa viene dato per scontato. Per la maggioranza di queste persone non era affatto un segreto, quando usc il mio libro, che Ges fosse sposato e che ebbe degli eredi, in quanto cos era scritto in davvero molti archivi di famiglia, non necessariamente privati ma di pubblico dominio. I carteggi pubblicati di Maria, Regina degli scozzesi, ne parlano per esteso. Quelli di Giacomo II di Inghilterra, che non venne deposto sino al 1688, ne parlano esaurientemente. Nel mettere insieme i dettagli, generazione per generazione, di questa storia, noi stavamo effettivamente compilando qualcosa per i posteri che, nel momento in cui iniziai il lavoro, era rinchiusa in cassette ed armadi, ed io ero effettivamente in una posizione dove mi venivano presentate cose e dicevo, "Guarda, questo dice 'Aperto l'ultima volta nel 1732!. Quindi, certa documentazione molto, molto vecchia, non solo aperta l'ultima volta nel millesettecento e qualche cosa, ma in realt scritta e documentata centinaia di anni prima. Il libro fu un incidente. Lungo un periodo di tempo, probabilmente guardando indietro oggi, dieci o dodici anni fa, iniziai questo lavoro con commissioni separate da famiglie separate, lavorando attorno a queste genealogie. Quel che accadde, fu che esse iniziarono a convergere. Divenne alquanto evidente, e richiese un lungo periodo poich occorre far andare le genealogie all'indietro, metterle insieme all'indietro e costruirle all'indietro, ma quello che stava succedendo era che un triangolo, da un'estesa base superiore con

numerose linee familiari, stava convergendo verso un punto. Improvvisamente compresi che cos'era questo punto, e dissi: "Uau, avete capito cosa abbiamo trovato qui?; e loro dissero: Ah, conosci il padre di tizio e caio?; ed io dissi, "No, no, no; in realt sto scoprendo che questo proviene dalla Dinastia di Giuda nel primo secolo"; e loro dissero: Oh,s, lo sappiamo bene; quello che volevamo facessi era per te..."; ed io dissi: "Be, ci sono milioni di persone l fuori che non ne sanno nulla, quindi ribaltiamo questo triangolo e facciamone un libro!". Cos ecco come venne fuori il libro. All'apice di tutto questo, negli ultimi sei anni sono stato Gran Priore della Sacra Famiglia della Santa Colomba di Gran Bretagna, il reale seggio ecclesiastico della Chiesa Celtica1. Quindi, avevo anche accesso alle registrazioni della Chiesa Celtica, risalenti sino al 37 d.C.. A causa dei miei legami con le famiglie, con gli ordini cavallereschi, ebbi anche accesso a documenti templari, agli autentici documenti che i cavalieri templari portarono in Europa nel 1128 e con i quali si confrontarono con la classe dirigente della Chiesa, e con i quali la spavent a morte, perch questi erano documenti che riguardavano la discendenza e la genealogia di Ges. Quindi stiamo per intraprendere una venerabile ricerca. Qualcuno l'ha chiamata la ricerca definitiva. La Chiesa Cristiana l'ha condannata come un'eresia. Un'eresia viene descritta in tutti i dizionari come "un'opinione contraria al dogma ortodosso dei vescovi cristiani" , e quelle altre ricerche che comprendono molta della odierna ricerca scientifica e medica sono altrettanto eretiche. La parola "eresia" , essenzialmente, niente di pi che un'etichetta dispregiativa, un cartellino utilizzato dalla timorosa classe dirigente di una Chiesa che ha per lungo tempo cercato di mantenere il controllo sulla societ tramite la paura dell'ignoto. Un'eresia pertanto pu contraddistinguere quegli aspetti della filosofia, della ricerca, che spaziano nei reami dello sconosciuto, e che di volta in volta forniscono risposte e soluzioni che sono alquanto contrarie alla dottrina della Chiesa. Le ricerche sono per loro stessa natura intriganti; la storia e le ricerche storiche sono illuminanti; ma le scoperte non sono di alcuna utilit, a meno che non vi siano applicazioni odierne le quali, come la scienza e la medicina, possono spargere i semi di un futuro migliore. La storia nulla pi che esperienza registrata, generalmente quella dei vincitori. E luogo comune
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Celti: antica popolazione indoeuropea originaria della Francia orientale. Elemento di coesione era la religione, amministrata dai druidi (i sacerdoti celti), nella quale la principale divinit era Teutates

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imparare dall'esperienza di ieri. E quella stessa esperienza che detiene le chiavi morali, culturali, politiche, sociali di domani, ed in tale contesto che il Santo Graal sorregge quello che chiamiamo il Codice Messianico". Questo il codice di pratica sociale istituito da Ges quando lav i piedi dei suoi apostoli durante l'Ultima Cena. Concerne gli obblighi del dare e ricevere servizio; stabilisce che coloro in posizioni di autorit eletta e influenza dovrebbero sempre essere consapevoli dei loro doveri come rappresentanti della societ, obbligati a servire la societ, non a presumere autorit sulla societ. E la chiave essenziale del governo democratico. Questo viene definito dettagliatamente come un governo del popolo, per il popolo. Senza l'attuazione del Santo Graal, facciamo solo esperienza dell'anche troppo familiare governo del popolo. Questo non un governo democratico. Ora, durante il nostro viaggio discuteremo di molti argomenti che sono ampiamente familiari, ma li osserveremo da una prospettiva differente da quella normalmente convenuta. A tal proposito sembrer che stiamo spesso procedendo in terreni del tutto nuovi, ma in realt si trattava soltanto del terreno gi esistente prima che fosse ammantato e alterato da coloro con interessi costituiti differenti. Solo riarrotolando questo tappeto di occultamento finalizzato riusciremo nella nostra ricerca del Santo Graal. Questa quindi inizier nella Sacra Terra di Giudea al tempo di Ges, ed ivi ci tratterremo per un po'. Viaggeremo poi attraverso le Ere Oscure, per spendere un po' di tempo nell'Europa medievale. Dopo seguiremo il mistero del Graal nella Bretagna di Re Art e, infine, col tempo, negli Stati Uniti d'America dove i padri americani furono tra i pi grandi esponenti del Codice del Graal. Eminenti americani come George Washington, John Adams, Benjamin Franklin, Charles Thompson, Thomas Jefferson furono altrettanto campioni del Santo Graal quanto lo furono Re Art, Sir Lancillotto e Galahad. Bloodline of the Holy Grail, il libro, stato descritto come il libro della stirpe messianica". E stato un intervistatore radiofonico a chiamarlo cos; ed una definizione appropriata dato il sottotitolo dell'opera, The Hidden Lineage of Jesus Revealed. Naturalmente questo indica che Ges ebbe dei bambini e, come logica conclusione, che era sposato. Quindi era sposato? Ges ebbe figli? Se cos, sappiamo cosa successe loro? Esistono dei discendenti in vita al giorno d'oggi? La risposta ad ognuna di queste domande s. Esamineremo dettagliatamente la famiglia emergente. Seguiremo la storia, la loro storia, secolo dopo secolo; la storia di una risoluta dinastia reale, i discendenti eredi di Ges che lottarono contro tutte le difficolt attraverso i secoli onde preservare sino ad oggi il Codice Reale Messianico. La storia qui di seguito raccontata sar quella di una cospirazione: corone usurpate, persecuzioni, assassini, e l'ingiustificato occultamento di informazioni nei riguardi delle popolazioni del mondo occidentale. E un resoconto di buon governo e cattivo governo; su come il sovrano potere patriarcale del popolo venne soppiantato dalla tirannia dogmatica e dal dominio dittatoriale sulle terre. Si tratta di un avvincente viaggio di scoperta, una visione di ere passate, ma con lo sguardo fermamente rivolto al futuro. Questa la storia come un tempo fu scritta ma non fu mai raccontata.

Il Santo Graal

Cominciamo dalla pi ovvia di tutte le domande. Cos'


il Santo Graal? Com' collegato con i discendenti di Ges? Il fatto che Ges ebbe dei discendenti per qualcuno potr essere una sorpresa, ma sino al tardo Medio Evo, solo poche centinaia di anni fa, era un fatto ampiamente conosciuto in Bretagna ed Europa. Ai tempi medievali, la linea di discendenza messianica veniva definita dalla parola francese Sangral. Essa derivava dalle due parole, Sang Ral, che significano "Sangue Reale". Era il Sangue Reale di Giuda, la stirpe regale di David che procedette attraverso Ges ed i suoi eredi. Nella traduzione inglese, la definizione, Sangral, divenne "San Gral", come in San Francisco. Quando veniva scritta in modo pi completo diveniva "Saint Grail, "Saint", naturalmente, si riferiva a "Holy" (Santo, Sacro); e per un naturale processo linguistico divenne il nome pi romanticamente familiare, Ho1y Grail" (Santo Graal). Dal Medio Evo ci furono numerosi ordini cavallereschi e militari particolarmente collegati al Reale Sangue Messianico in Bretagna ed in Europa. Essi includevano l'Ordine del Regno di Sion, l'Ordine del Santo sepolcro; ma il pi prestigioso di tutti era il Sovrano Ordine del Sangral - i Cavalieri del Santo Graal. Questo era un Ordine dinastico della Casata Reale di Scozia, quella degli Stewart. In termini simbolici il Graal viene spesso descritto come un calice che contiene il sangue di Ges: alternativamente, come una vite di uva. Il prodotto dell'uva il vino, ed il calice ed il vino della tradizione del Graal che si trovano proprio nel cuore della Comunione, della Messa, dell'Eucarestia; e questo sacramento, il Sacro Calice, contiene il vino che rappresenta il sangue perpetuo di Ges. E alquanto evidente che anche mantenendo l'antica usanza della Comunione, la Chiesa Cristiana abbia convenientemente ignorato ed abbia scelto di non insegnare l'autentico significato e le origini di tale usanza. Poche persone arrivano anche solo a pensare di fare ricer che in merito al definitivo simbolismo del sacramento del calice e del vino, credendo che provenga semplicemente da qualche

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passo del vangelo relativo all'Ultima Cena. Be', il significato del sangue perpetuo di Ges. Come viene perpetuato il sangue di Ges, o quello di chiunque altro? Viene perpetuato attraverso la famiglia e la discendenza. Allora come fu che le autorit ecclesiastiche decisero di ignorare l'importanza della linea di sangue nel sacramento del Graal? Il sacramento fu mantenuto. Come fu che arrivarono a denunciare la tradizione ed il simbolismo del Graal come eretici? Il fatto che ogni governo ed ogni chiesa insegnano la forma di storia o di dogma pi pertinenti ai propri interessi di parte. A questo riguardo siamo tutti condizionati a ricevere una forma di insegnamento estremamente selettiva. Ci viene insegnato quel che si suppone noi si debba sapere, e ci viene raccontato quel che si suppone noi si debba credere. Ma per la maggior parte, impariamo storia politica e religiosa attraverso la propaganda nazionale o clericale, e questa spesso diventa un dogma assoluto, insegnamenti da non mettere in discussione per timore di ritorsioni. Per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa verso il calice ed il vino, sfacciatamente evidente che il simbolismo originale dovette essere reinterpretato dai prelati in quanto esso denotava che Ges ebbe dei discendenti e pertanto che doveva essersi unito con una donna. Ma non furono soltanto i sacramenti ed i consueti rituali a venire reinterpretati a causa di ci: gli autentici vangeli stessi vennero contraffatti per accordarsi con l'establishment maschilista della Chiesa di Roma, pi o meno come un moderno produttore audiovisivo aggiuster e selezioner i nastri per ottenere il risultato desiderato, il risultato degli interessi costituiti della casa di produzione. condannato affinch venisse distrutto insieme a numerosi altri vangeli e scritture. E cos attraverso il mondo medievale, Tommaso e numerosi altri libri non approvati vennero seppelliti e nascosti nel quinto secolo. Solo in tempi recenti parte di questi manoscritti sono stati riportati alla luce, la pi grande scoperta tra questi avvenne presso Nag Hammadi in Egitto nel 1945, 1.500 anni dopo la sepoltura di questi documenti. Sebbene questi libri non fossero stati riscoperti sino a questo secolo, venivano apertamente adoperati dai primi cristiani. Alcuni di essi, compresi i vangeli menzionati, insieme al Vangelo della Verit, il Vangelo degli Egiziani ed altri, venivano effettivamente menzionati negli scritti dei primi ecclesiastici. Clemente d'Alessandria, Irene di Lione, Origene di Alessandria tutti costoro menzionano questi altri vangeli. Quindi, perch vennero scelti i vangeli di Marco e di Luca se questi non erano stati apostoli di Ges? Perch Marco e Luca in effetti furono apostoli di Ges, ed i primi padri della Chiesa lo sapevano. In quei giorni prima che il Nuovo Testamento venisse alterato, essi sapevano perfettamente che Ges sopravvisse alla Crocifissione. In quei primi vangeli non c'era alcuna storia di Resurrezione; quella venne aggiunta in seguito. Perch non furono scelti altri vangeli apostolici? Perch vi era un secondo, molto pi importante criterio, quello tramite cui, in verit, venne realmente fatta la scelta dei vangeli. E questo era un regolamento totalmente maschilista. Precludeva qualunque cosa fosse pertinente alla condizione delle donne nella Chiesa, o nella comunit, societ. In realt, le costituzioni apostoliche della Chiesa vennero compilate su questa base. Loro affermano, "Non permettiamo alle nostre donne di insegnare nella Chiesa, solo pregare ed ascoltare coloro che insegnano. Il nostro maestro, quando ci mand i dodici, non mand affatto una donna; poich alla testa della donna l'uomo, e non ragionevole che il corpo debba controllare la testa?". Questo era un cumulo di sciocchezze, ma fu proprio per questa ragione che dozzine di vangeli non furono selezionati, perch chiarivano decisamente come vi fossero parecchie donne attive nel dicastero di Ges. Maria Maddalena, Marta, Elena-Salom, Maria Giacobbe Cleophas, Giovanna. Queste non erano soltanto discepole del sacerdozio; vengono tramandate come sacerdotesse nel loro pieno diritto, che gestivano esemplari scuole religiose di tradizione nazarena. Nelle epistole di San Paolo ai romani, egli fa specifica menzione delle proprie aiutanti donne: Febe, ad esempio, che egli chiamava una sorella della Chiesa: Giulia, Priscilla, che stese, la sua rete per la causa. Il Nuovo Testamento pervaso di donne, ma la Chiesa le ha ignorate tutte. Quando furono compilati i precetti di disciplina ecclesiastica della Chiesa, essi affermavano, "Ad una donna non permesso parlare in Chiesa, n rivendicare per s stessa alcuna funzione maschile. Ma che questa fosse una funzione maschile lo aveva deciso la Chiesa stessa.

La scelta dei vangeli


A tutti noi sono familiari i vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, ma cosa ne degli altri vangeli? Cosa ne del Vangelo di Filippo, di Tommaso, di Maria e di Maria Maddalena? Cosa ne di tutti i numerosi vangeli ed atti ed epistole che non furono approvati dai concili della Chiesa quando venne collazionato il Nuovo Testamento? Perch furono esclusi quando vennero fatte le scelte? Vi erano in realt due criteri principali per la selezione dei vangeli per il Nuovo Testamento. Questi furono fissati durante il Concilio di Cartagine nell'anno 397. Il primo criterio era che il Nuovo Testamento dovesse essere scritto nel nome degli stessi apostoli di Ges. Marco non era un apostolo di Ges, per quanto ne sappiamo, n lo era Luca. Erano colleghi di colui che sarebbe divenuto San Paolo. Tommaso, d'altra parte, era uno dei dodici originali, eppure il vangelo a suo nome venne escluso. Non solo, ma venne destinato e

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Testamento come lo conosciamo venisse effettivamente messo insieme. Jasher eta il portabastone di Mos. Le sue scritture rivestono un'enorme importanza. I resoconti riguardano la storia degli israeliti in Egitto, il loro esodo a Cana. Ma tali storie differiscono considerevolmente dal modo in cui conosciamo la storia oggi. Spiegano che non era Mos il capo spirituale delle trib che attraversarono il Mar Rosso sino al Monte Sinai. Il leader spirituale era Miriam. A quel tempo i giudei non avevano mai sentito parlare di Geova; essi adoravano la dea Asherah. Le loro guide spirituali erano in gran parte femminili. Secondo il Libro di Jasher, Miriam costitu un tale problema per Mos, impegnato nel suo tentativo di creare un nuovo ambiente a dominanza maschile, che la fece imprigionare; e la nazione ebraica si sollev con i suoi eserciti contro di lui, per assicurarsi il rilascio di Miriam. Questo nella Bibbia non c'.

La Chiesa era talmente spaventata dalle donne che istitu un precetto di celibato: un precetto per i suoi preti, un precetto che divenne una legge nel 1138; una legge che persiste tuttora. Be', questo precetto non mai stato ci che sembrava esteriormente, poich quando lo si va a leggere, quando si studia la storia, si pu vedere che non ci fu mai, mai attivit sessuale come quella che disturbava la Chiesa. La specifica definizione che rese possibile questa regola era l'intimit sacerdotale con donne. Perch? Perch le donne divennero mogli ed amanti. La vera natura della maternit la perpetuazione delle linee di discendenza. E questo che infastidiva la Chiesa: un soggetto tab, maternit, linee di sangue. Questa immagine doveva essere separata dalla necessaria immagine di Ges. Ma non era come se la Bibbia avesse detto una cosa del genere. San Paolo aveva detto nelle sue episole a Timoteo che un vescovo dovrebbe essere sposato con una moglie ed avere dei bambini; che un uomo con una propria esperienza di gestione familiare effettivamente molto meglio qualificato a prendersi cura della Chiesa. Anche se le autorit della Chiesa romana affermavano in particolare di attenersi agli insegnamenti di San Paolo, scelsero deliberatamente di trascurare questa esplicita direttiva per convenire ai propri fini, cos che stessa condizione coniugale di Ges dovesse essere strategicamente ignorata. Ma il celibato della Chiesa, l immagine celibe di Ges era completamente contraddetta in altri scritti dell'epoca. Era apertamente contraddetta nel pubblico dominio sino a quando, soltanto 450 anni fa nel 1547, l'anno in cui mor in Inghilterra Enrico VIII, la perpetuazione della verit venne proclamata un'eresia perseguibile. Non solo il Nuovo Testamento cristiano a soffrire di queste restrizioni sessuali. Un simile processo revisionista venne applicato al Vecchio Testamento di stampo giudeo. e questo lo rese convenientemente adatto ad essere aggiunto alla Bibbia cristiana. Ci reso particolarmente evidente da un paio di annotazioni sfuggite allo scrutinio dell'editore. I vangeli di Giosu e Samuele fanno entrambi riferimento al molto pi antico Libro di Jasher. Dicono sia molto importante il Libro di Jasher. Dov'? Non nella Bibbia. Come moltissimi altri libri, venne escluso di proposito. Ma esiste ancora? S. Il rotolo ebraico di Jasher. lungo tre metri esiste ancora. Per molto, molto tempo stato storicamente importante. Era il gioiello della corte dell'Imperatore Carlo Magno, e la traduzione del Libro di Jasher fu proprio il motivo per cui venne fondata l'Universit di Parigi, nell'anno 800. Questo avvenne circa un secolo prima che il Vecchio

La Nativit
Allora, andiamo dove inizia la stessa storia cristiana. Guardiamo agli stessi vangeli e, cos facendo, vediamo cosa ci dicono effettivamente, contro quello che pensiamo ci dicano, poich tutti noi abbiamo imparato a concordare con quello che sui vangeli ci viene raccontato nelle aule scolastiche e nelle chiese. Ma l'insegnamento riferito sempre correttamente? E conforme alle scritture? In effetti sorprendente quanto pensiamo di sapere, ma lo abbiamo imparato solo da pulpiti o da libri illustrati, non necessariamente studiando i testi. La stessa storia della nativit fornisce un buon esempio. E largamente accettata. e le cartoline natalizie continuano a raccontarci che Ges nacque in una stalla. I vangeli non lo dicono affatto. In nessun vangelo autorizzato menzionata una stalla. La nativit non per nulla menzionata in Marco o Giovanni. e Matteo dice piuttosto esplicitamente che Ges nacque in una casa. Quindi da dove salta fuori la stalla? In realt, salta fuori da unerrata interpretazione del Vangelo di Luca il quale riporta che Ges era disteso in una mangiatoia, non nato, ma disteso e, allora come oggi, una mangiatoia non niente di pi che un cassoncino per alimentare gli animali. Basta solo studiare la storia della societ dell'epoca per riconoscere il fatto che era del tutto comune, per le mangiatoie, venire adoperate come culle, e venivano spesso portate in casa proprio a questo scopo. Allora perch si presunto che questa particolare mangiatoia si trovasse in una stalla? Perch la traduzione in inglese di Luca ci dice che non cera posto nella locanda. Quindi dev'essere stata in una stalla! Ma le traduzioni di Luca precedenti quella inglese non parlano di alcuna locanda: il manoscritto di Luca non dice che non cera posto nella locanda. Infatti, a quel tempo non c erano locande in oriente. Ve ne sono molto poche oggi: e se ci sono, sono illegali. La gente all'epoca alloggiava in case private. Era unusanza comune. Si

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chiamava ospitalit familiare. Le case erano aperte ai viaggiatori. Arrivati a questo punto, se davvero vogliamo essere precisi in merito, nella regione non c'erano nemmeno stalle. Infatti stalla" (stable) una parola totalmente inglese e definisce specificamente un luogo dove tenere i cavalli; cavalli di una determinata stalla. Ma chi se ne andava in giro a cavallo in Giudea? Buoi, cammelli; g1i occasionali ufficiali romani potrebbero avere avuto un cavallo, ma anche i muli ed i buoi, se tenuti al coperto, lo sarebbero stati sotto una specie di tettoia, non in una stalla. Per quanto concerne la mitica locanda, il testo greco in realt non dice che in essa non ci fosse posto. Nella migliore traduzione essa in effetti dice che non vi erano provviste nella stanza. Come menzionato in Matteo, Ges nacque in una casa e, se tradotto correttamente, Luca rivela che Ges giaceva in una mangiatoia, un cassoncino per alimentare gli animali, perch la stanza non era fornita di una culla. Rimanendo sull'argomento della nascita di Ges, penso bisognerebbe dare un'occhiata alla cronologia, poich altrettanto importante: perch i vangeli, i due vangeli che riguardano la nativit, ci danno in realt due date completamente differenti per l'evento. Secondo Matteo, Ges nacque durante il regno di Erode, Erode il Grande, che discusse l'evento con i Magi ed ordin l'uccisione dei neonati. Be', Erode mor nel 4 AC, e sappiamo da Matteo che Ges nacque prima di allora. E a causa di ci, molte Bibbie comuni e concordi e molti libri di storia suggeriscono che la data di nascita di Ges fosse il 5 AC, poich antecedente al 4 AC ed Erode era ancora regnante, quindi una buona data. Ma in Luca, viene fornita una data completamente diversa. Luca non ci parla del re Erode n di nulla del genere. Luca dice che Ges vide la luce mentre Cyrenius era Governatore della Siria, lo stesso anno in cui l'Imperatore Augusto attu il censo nazionale, per essere parte del quale Giuseppe e Maria si recarono a Betlemme. Qui vi sono punti rilevanti da menzionare, ed entrambi sono resristrati negli annali giudei del primo secolo (come The Antiquities of the Jews, Gli antichi costumi degli Ebrei). Cyrenius venne nominato Governatore della Siria nel 6 DC. Questo proprio l'anno registrato del censo nazionale, reso operativo da Cyrenius ed ordinato dall'Imperatore Augusto. Come ci racconta Luca, fu il primo ed unico censimento mai registrato per la regione. Cos Ges nacque prima del 4 AC e nell'anno 6 DC. E un errore? No, non necessariamente, perch nel modo in cui vennero originariamente descritte, stiamo in effetti guardando a due nascite piuttosto specifiche. Entrambi i vangeli sono corretti. Stiamo osservando la nascita fisica di Ges, e stiamo osservando la sua nascita nella comunit. Queste al tempo erano definite come la prima e la seconda nascita, e si applicavano specificamente a persone di particolari gruppi e sicuramente agli eredi dinastici. La seconda nascita per i ragazzi si attuava per mezzo di un rituale di rinascita. Era molto fisico: venivano avvolti in fasce per nascere nuovamente dal ventre della loro madre. Era una cerimonia fisica. Le seconde nascite per i ragazzi avvenivano all'et di dodici anni. Cos sappiamo che Ges aveva dodici anni nel 6 DC. Sfortunatamente, successivi trascrittori di Luca non capirono assolutamente il significato di ci, e si sforzarono di collegare in qualche modo questo evento riguardante avvolgere in fasce ed essere nati allora, che port a questo racconto senza senso concernente la stalla. Cos, se Ges aveva dodici anni nell'anno 6 DC, ci significa che era nato nel 7 AC, il che si attaglia perfettamente al resoconto di Matteo che diceva fosse nato verso la fine dei regno di Re Erode. Ma adesso scopriamo quella che sembra un'altra anomalia, perch Luca dice in seguito nel vangelo che quando Ges comp dodici anni, i suoi genitori, Maria e Giuseppe, per quel giorno lo portarono a Gerusalemme. Lasciarono poi la citt con i loro amici, per tornare a casa a piedi, un viaggio di un giorno, quando si accorsero che Ges non era con loro. Tornarono quindi a Gerusalemme per trovarlo al tempio, che discuteva degli affari di suo padre con i dottori. Be', che razza di genitori sono quelli che se ne vanno in giro nel deserto per un giorno intero, senza sapere che il loro figlio dodicenne non con loro? Il fatto che l'intero punto del passaggio stato frainteso. C'era una grande differenza tra un figlio dodicenne ed un figlio al suo dodicesimo anno. Quando un figlio, completando i suoi primi dodici anni - vale a dire, nel giorno del suo tredicesimo compleanno - veniva iniziato nella comunit alla cerimonia della seconda nascita, veniva considerato come se iniziasse il suo primo anno. Era l'originale fonte del moderno bar mitzvah. La sua iniziazione successiva, l'iniziazione dell'et virile nella comunit, avvenne al suo nono anno, quando era ventunenne - l'origine del privilegio dei ventuno anni. Seguirono vari gradi, e il suo successivo importante esame ebbe luogo al suo dodicesimo anno alla fine del suo dodicesimo anno, all'et di ventiquattro anni, durante tale compleanno. Quando Ges rimase nel tempio nel suo dodicesimo anno, in realt era ventiquattrenne. Non sorprende che si aspettassero che forse non era a girovagare nel deserto con loro! Cos la sua discussione con i dottori era in relazione col suo grado successivo. All'epoca avrebbe discusso di questo col suo padre spirituale, il padre della comunit; e in realt, ci che fece. Era degli affari di suo padre che

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discuteva: gli affari di suo padre. Il padre di quest'epoca registrato. Il padre spirituale della comunit a quel tempo era Simeone l'Esseno, e se riguardiamo alcuni versi in Luca, vediamo che fu proprio quest'uomo, il giusto e leale Simeone, che legittim Ges sotto la legge. Allora, possiamo credere ai vangeli? Be', come possiamo vedere, la risposta si, possiamo effettivamente credere ai vangeli fino a un certo punto, ma ci che non possiamo credere il modo in cui sono stati complicati e distorti, ed insegnatici da persone che per prime non comprendono quello che hanno effettivamente detto. trattava della Versione Ufficiale sulla quale si sarebbe basata la maggioranza delle bibbie in lingua inglese. Tuttavia nemmeno questa era una diretta traduzione da qualcosa di organico: venne tradotta principalmente dal Greco, in parte dal Latino e in qualche misura da altri che avevano fatto in precedenza altre traduzioni illegittime. Nella loro interpretazione del Nuovo Testamento, i traduttori di Re Giacomo si sforzarono di accontentare sia i Protestanti2 sia i Cattolici. Questo era l'unico modo di produrre un testo accettabile da tutti. ma il loro tentativo di compiacere non riusc completamente. I Cattolici pensavano che i traduttori parteggiassero per i Protestanti e cercarono di far saltare Re Giacomo in Parlamento, mentre i Protestanti sostenevano che i traduttori erano in combutta con i Cattolici. Comunque sia, la Bibbia sopravvisse ma i traduttori puntarono anche verso qualcosa denominata "correttezza politica". Al giorno d'oggi sappiamo di cosa si tratta; allora venne applicata. Si possono rilevare buoni esempi di ci in molti casi, in particolare in uno nel quale la traduzione letterale faceva riferimento a un al gruppo di individui denominati "soldati celesti. Ai traduttori non piaceva molto tale denominazione, cosicch ci tirarono una riga sopra e la sostituirono con lesercito celeste". Per qualcun altro si fece avanti dicendo: "No, non ancora abbastanza soddisfacente; qui viene messa in evidenza una banda armata e questo non politicamente corretto; cos ci tirarono una riga sopra ancora una volta e resuscitarono un antico vocabolo che nella lingua inglese non veniva pi adoperato da secoli: la chiamarono la moltitudine celeste". Nessuno ha la pi pallida idea di che cosa sia una moltitudine celeste. In effetti davvero sbalorditivo come molti termini antichi, oscuri ed obsoleti. che nessuno poteva comprendere, siano stati riportati in auge per garantire alla Bibbia di Re Giacomo la correttezza politica; nello stesso periodo William Shakespeare nelle sue opere stava facendo altrettanto. Se consideriamo i testi di consultazione che esistevano prima di Giacomo e Shakespeare e quelli che sono esistiti subito dopo di essi, notiamo che il vocabolario della lingua inglese cresciuto di pi del cinquanta per cento, il tutto come risultato dell'acquisizione di termini inventati o riportati alla luce dagli scrittori dell'epoca. Il problema era che nessuno, esclusi i redattori dei dizionari, conosceva il significato della maggior parte di questi termini ma. in un modo o nell'altro, questi dovevano essere definiti e cos, assai ambiguamente, "moltitudine celeste" divent "una celeste quantit di gente"! Di conseguenza, per quanto perfettamente poetica, la lingua della Bibbia Ufficiale Inglese risulta del tutto
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Le traduzioni uccise
Gli attuali vangeli in lingua inglese retrodatano in realt alla Bibbia Autorizzata, compilata per il Re degli Stewart Giacomo I d'Inghilterra all'inizio del 17 secolo. Questa venne pubblicata e data alle stampe non pi di 165 anni prima della Dichiarazione d'Indipendenza dell'America; solo pochi anni prima che i primi Padri Pellegrini facessero vela dall'Inghilterra. I vangeli della prima Chiesa furono originariamente scritti in greco del secondo e terzo secolo. Insieme alla Bibbia nella sua interezza, furono tradotti in latino nel quarto secolo, ma fu allora pi di un migliaio danni prima che avvenisse fatta alcuna traduzione in inglese. Comunque, allora la traduzione della bibbia era una faccenda rischiosa. Il riformatore del quattordicesimo secolo, Jhon Wycliff, venne denunciato come eretico per averla tradotta in inglese. I suoi libri furoni bruciati. Allinizio del 16mo secolo, William Tyndale venne strangolato come forma di esecuzione, in Belgio, e poi bruciato, giusto in caso non fosse morto, per aver tradotto la Bibbia in inglese. Un po pi tardi, Miles Coverdale, un suo discepolo, fece unaltra traduzione; e per quellepoca la stessa chiesa si era divisa in modo alquanto scrupoloso, cos la versione di Coverdale venne accettata dalla chiesa protestante ma agli occhi di Roma egli era ancora un eretico. Il problema era che finch i testi stampati rimanevano oscuri (e non si trattava di latino ordinario; questo era una spaventosa forma di latino della Chiesa), fintanto che solo i vescovi potevano comprenderli, loro potevano insegnare qualsiasi cosa sulla Terra che volevano. Se fosse stata tradotta nei linguaggi che altre persone potessero comprendere e magari leggerla da s, ci avrebbe costituito un problema perch la Chiesa sarebbe stata messa in discussione. La prima traduzione accettabile della Bibbia in lingua inglese fu eseguita per il Re degli Scozzesi Giacomo VI (Stuart) e Giacomo I d'Inghilterra soltanto agli inizi del diciassettesimo secolo. Si

il protestantesimo risale al 1529 e si sviluppato in Germania con a capo Martin Lutero. In esso rifiutata lorganizzazione gerarchica ecclesiale, il battesimo dei bambini e ogni culto che non si fondi sulla parola di Dio

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diversa da qualsiasi lingua parlata da chicchessia in Inghilterra o altrove. Essa non ha relazioni col Greco o il Latino da cui stata tradotta e certamente non era la lingua parlata da Dio, come una volta mi stato detto da alcuni preti. Tuttavia tutte le altre Bibbie in lingua Inglese sono derivate, nelle loro varie forme, da questa interpretazione canonica approvata. Nonostante tutti o suoi difetti, i nuovi termini e i suoi bei versetti essa rimane comunque, fra tutte le traduzioni in lingua Inglese, la pi fedele ai manoscritti Greci originali. Tutte le altre versioni, quelle classiche, quelle Nuove, quelle Rivedute, quelle in Inglese Moderno sono state notevolmente contaminate e sono del tutto inadeguate per un serio studio da parte di chiunque, poich ognuna di esse ha il suo specifico ordine del giorno. Possiamo citare un caso limite di come quanto appena detto si applichi in pratica. Possiamo prendere in considerazione l'edizione della Bibbia attualmente pubblicata a Papua Nuova Guinea, nel Pacifico, dove vivono trib che quotidianamente non hanno alcun contatto con altri animali che non siano i maiali; nell'edizione corrente della loro Bibbia ogni animale menzionato nel testo, anche se in origine era un bue, un leone, un asino, una pecora o quantaltro, ora un maiale! Perfino Ges, il tradizionale Agnello di Dio, in questa Bibbia diviene "il Maiale di Dio. Cos, per facilitare la migliore affidabilit possibile dei Vangeli, dobbiamo risalire agli originali manoscritti Greci, nei quali vengono usate spesso parole e frasi di origine Ebraica ed Aramaica. Cos facendo scopriamo che, proprio in relazione alla storia della Nativit, una buona parte di contenuto pertinente stata travisata, fraintesa, tradotta erroneamente o semplicemente soltanto smarrita nella narrazione: a volte questo fatto si verificato perch i vocaboli originali non avevano un corrispettivo diretto in altre lingue. Ci stato insegnato che Giuseppe, il padre di Ges, era un falegname.Perch no? Nei Vangeli scritto cos." Peccato che i Vangeli originali non riferiscano altrettanto. Stando alla migliore traduzione in realt viene detto che Giuseppe era Mastro Artigiano; il termine "falegname" era semplicemente ci che il traduttore intendeva per artigiano. Chiunque sia associato alla moderna Massoneria riconoscer il termine Arte": non ha assolutamente nulla a che vedere con la falegnameria. Il testo semplicemente indicava che Giuseppe era un uomo colto, erudito e padrone della sua arte. Altro esempio pu essere il concetto della Nascita da Vergine. I nostri Vangeli in lingua Inglese ci dicono che Maria, la madre di Ges, era vergine: continuano a dirci che era una vergine. Bene, esaminiamo la parola vergine. Noi comprendiamo questo termine; esso ci dice che questa donna non aveva alcuna esperienza di unione sessuale. Tuttavia inizialmente ci venne tradotto non dal Greco, ma dal Latino, e fu facile, dato che in Latino ella veniva chiamata virgo; Maria era una virgo. Ma non aveva affatto lo stesso significato! Virgo in latino non significava altro che "giovane donna"; per intendere la stessa cosa che "vergine" significa per noi al giorno d'oggi, il Latino avrebbe usato virgo intacta, vale a dire giovane donna illibata". Andiamo ancora pi indietro, oltre al testo latino,e vediamo perch loro la chiamavano virgo, cio giovane donna; forse avevano interpretato correttamente qualcosa che noi in seguito abbiamo frainteso. Veniamo a sapere che il termine tradotto per significare virgo, giovane donna, era lantico vocabolo Ebraico almah, che significava appunto giovane donna e non aveva alcuna connotazione sessuale. Se Maria fosse stata effettivamente virgo intacta sotto il profilo fisico, il vocabolo Ebraico adoperato sarebbe stato bethula, e non almah. Allora siamo stati completamente fuorviati dai Vangeli? No; siamo stati fuorviati dalle traduzioni in lingua Inese dei Vangeli, nonch da un'istituzione ecclesiastica che ha fatto tutto ci che era in suo potere per negare alle donne una qualsiasi normale condotta di vita nella storia del Vangelo. Le donne chiave del Nuovo Testamento sono sempre o vergini, o prostitute oppure talvolta vedove, mai fidanzate, mogli o madri di tutti i giorni e sicuramente mai e poi mai sacerdotesse o pie sorelle. Nondimeno i Vangeli ci ripetono pi volte che Ges discendeva da Re Davide attraverso suo padre Giuseppe; questo viene confermato da San Paolo nella sua Epistola ai Giudei. Per ci viene insegnato che il padre di Ges era un umile falegname e che sua madre era vergine - nessuna delle due descrizioni pu essere trovata in qualsiasi testo originale. Ne consegue che per ricavare dai Vangeli il meglio dobbiamo realmente leggerli nel modo in cui furono scritti e non come decidiamo di interpretarli secondo il linguaggio moderno. Non si sa con certezza quando i quattro Vangeli principali furono scritti esattamente. Quello che sappiamo, invece, che essi vennero pubblicati inizialmente in varie fasi durante la seconda met del primo secolo; al principio erano unanimi nel riferirci che Ges era un Nazareno. Questo fatto era affermato perfino negli annali Romani e le cronache degli Ebrei del primo secolo e ali Atti degli Apostoli della Bibbia confermano che Giacomo, fratello di Ges, e San Paolo erano capi della setta dei Nazareni. La definizione di Nazareno3 riveste una grande importanza nella storia del Graal in quanto stata travisata cos spesso da suggerire che Ges proveniva dalla citt di Nazareth. Negli ultimi 400 anni i Vangeli in lingua Inglese hanno perpetuato l'errore traducendo erroneamente "Ges di Nazareth" invece che "Ges il
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vedi approfondimento pi avanti

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Nazareno"; fra Nazareth e i Nazareni non esisteva alcun collegamento. In effetti l'insediamento di Nazareth fu istituito negli anni 60 d.C., qualcosa come trent'anni dopo la crocifissione; nessuno durante il primo periodo di vita di Ges poteva provenire da Nazareth, non esisteva nemmeno! I Nazareni erano una setta liberale Giudaica che si opponeva al rigido regime Ebraico dei Farisei e dei Sadducei; la lingua e la natura dei Nazareni erano profondamente influenzate dai filosofi dell'antica Grecia e la loro comunit sosteneva la teoria di uguali opportunit per uomini e donne. I documenti dell'epoca facevano riferimento non a Nazareth bens alla societ Nazarena. Esistevano sacerdoti e sacerdotesse con pari opportunit ma questo era cos diverso da ci che la patriarcale societ Ebraica desiderava e che la seguente patriarcale Chiesa Romana avrebbe prescritto. Bisogna ricordare che Ges non era Cristiano: egli era Nazareno, cio un Giudeo radicale occidentalizzato. Il movimento Cristiano fu fondato da altri sulla scia della sua missione e il termine Cristiano fu registrato e usato per la prima volta nel 44 d.C. ad Antiochia. in Siria. Nel mondo Arabo il vocabolo usato oggi, come allora, per definire Ges ed i sui seguaci Nazara; ci viene confermato dal Corano dei Musulmani: Ges Nazara e i suoi seguaci sono Nazara. Tale parola significa "Custodi" o "Guardiani"; la definizione completa Nazrie ha-Brit, cio "Custodi Dell'Alleanza". In effetti la parte Brit di essa la reale radice del nome nazionale di Bretagna: Brit-ain vuoi dire Terra dell'Alleanza". Ai tempi di Ges i Nazareni vivevano in Galilea e in quel mistico luogo che la Bibbia chiama "il Deserto". Il Deserto era in effetti una localit ben precisa: si trattava essenzialmente del territorio attorno all'insediamento principale di Qumran, il quale si estendeva fino a Mird e ad altri luoghi: qui vennero fabbricati i Papiri del Mar Morto, scoperti poi a Qumran nel 1948. Qualche tempo dopo la Crocifissione. Pietro ed il suo amico Paolo si recarono ad Antiochia, quindi a Roma e diedero origine al movimento che poi divenne la Cristianit; per, secondo quanto riportato in altri annali, Ges, suo fratello Giacomo e la maggioranza degli altri apostoli proseguirono l'attivit del movimento Nazareno fino a farlo progredire in Europa; esso divent la Chiesa Celtica. Nei registri della Chiesa Celtica documentato che il movimento Nazareno si formalmente costituito come Chiesa, col nome di Chiesa di Ges, nel 37 d.C., quattro anni dopo la Crocifissione. La Chiesa Romana fu fondata 300 anni pi tardi, dopo che i Cristiani di Paolo e Pietro erano stati perseguitati per tre secoli. Nel corso di molti secoli il movimento della Chiesa Celtica, improntato a quello Nazareno, fu perci direttamente opposto alla Chiesa di Roma. La differenza era assai semplice: la fede Nazarena si basava sugli insegnamenti di Ges stesso. I fondamenti della religione, i codici morali, i modelli di comportamento, le pratiche sociali, le leggi e il diritto si rifacevano al Vecchio Testamento, ma con la mente rivolta a un messaggio liberale di uguaglianza, questa era la religione di Ges; la Cristianit Romana "Ecclesialit". Non era il messaggio di Ges che rivestiva importanza: questa Chiesa trasform Ges nella religione. In breve, la Chiesa Nazarena era la vera Chiesa sociale, mentre la Chiesa Romana era la Chiesa degli Imperatori e dei Papi, ovvero l'ibrido movimento Imperiale. A di l di semplici fraintendimenti, traduzioni errate e interpretazioni scorrette, i Vangeli canonici risentono di numerose omissioni e manipolazioni intenzionali. Alcune voci sono state sostituite o eliminate, mentre altre sono state aggiunte per adattarsi agli interessi acquisiti della Chiesa; la maggior parte di queste revisioni ed omissioni furono eseguite nel quarto secolo, quando i testi furono tradotti dai loro originali idiomi Greco e Semitico in Latino. Comunque anche in precedenza, verso il 195 d.C, milleottocento anni fa, il Vescovo Clemente di Alessandria esegu la prima manipolazione nota dei testi dei Vangeli; egli elimin una considerevole sezione del Vangelo di Marco la quale era stata scritta pi di un secolo prima dell'epoca in questione, e giustific il proprio operato in una lettera: "Perch anche se essi dovessero dire qualcosa di vero, chi ama la verit non dovrebbeessere d'accordo con loro... perch non tutte le cose vere devono essere comunicate a tutti ali uomini". Interessante. Ci che intendeva dire che persino in una fase iniziale esisteva gi una discrepanza fra ci che gli autori del Vangelo avevano scritto e ci che i vescovi volevano divulgare. Ancora oggi questa sezione eliminata da San Clemente manca dal Vange1o di Marco; tuttavia quando si confronta Marco col Vangelo che conosciamo attualmente, scopriamo che anche senza quella sezione il Vangelo dei nostri tempi di un bel po' pi lungo dell'originale! Una di queste parti aggiuntive comprende l'intera sequenza della Resurrezione, la quale consta di dodici versetti completi alla fine di Marco, capitolo 16. Attualmente si sa che qualsiasi cosa raccontata in merito ad avvenimenti posteriori alla Crocifissione fu aggiunta dai vescovi della Chiesa o dai loro scrivani in qualche periodo verso la fine del quarto secolo; sebbene ci sia confermato negli archivi del Vaticano, per la maggior parte delle persone risulta assai difficile accedervi, ed anche se cos fosse, il Greco antico molto difficile da comprendere. Ma cosa era esattamente questa sezione di Marco che Clemente ritenne opportuno togliere? Era quella che trattava della resurrezione di Lazzaro. Nell'ambito del testo originale di Marco, comunque, Lazzaro veniva ritratto nella condizione di scomunicato: morte spirituale per decreto, non morte fisica. Il resoconto riportava

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anche che Lazzaro e Ges si chiamavano l'uno con l'altro prima che la tomba venisse aperta e ci frustrava il desiderio dei vescovi di descrivere la resurrezione di Lazzaro come un miracolo spirituale e non come una semplice revoca della scomunica. Ancora pi importante, questo preparava la scena per la storia della Crocifissione di Ges stesso, la cui seguente resurrezione dalla morte spirituale fu determinata dalla stessa regola dei tre giorni che era stata applicata a Lazzaro. Ges fu elevato (liberato o resuscitato) dalla morte per decreto nel terzo giorno come stabilito dalla legge. Nel caso di Lazzaro, tuttavia, Ges infranse le regole risuscitando il suo amico dopo il periodo di tre giorni di malattia simbolica; a quel punto, agli occhi degli anziani legislatori la morte civile sarebbe divenuta assoluta e Lazzaro avrebbe dovuto essere avvolto in una tela di sacco e sepolto vivo. Il suo crimine era quello di avere capeggiato una violenta insurrezione popolare il cui scopo era la salvaguardia della fornitura pubblica di acqua che era stata deviata tramite un nuovo acquedotto romano a Gerusalemme. Per Ges celebr questo affrancamento senza avere alcuna autorizzazione sacerdotale per farlo; successe che Erode Antipa di Galilea costrinse gli Alti Sacerdoti di Gerusalemme a sospendere il giudizio a favore di Ges, e questo venne considerato un miracolo senza precedenti! Ma nella sezione rimossa di Marco c'era dell'altro, poich nel riferire la storia di Lazzaro il suo resoconto metteva in chiaro il fatto che Ges e Maria Maddalena erano in effetti marito e moglie. La vicenda di Lazzaro riportata in Giovanni contiene una sequenza alquanto bizzarra che vede Marta arrivare dalla casa di Lazzaro per salutare Ges, mentre sua sorella, Maria Maddalena. resta all'interno sino a quando viene chiamata da quest'ultimo. Il resoconto originale di Marco per, diversamente da quanto appena citato, diceva che in effetti Maria Maddalena usc dalla casa con Marta e venne quindi punita dai discepoli e rispedita allinterno ad aspettare le istruzioni di Ges: questa era una procedura specifica della legge Giudaica per cui a una moglie in lutto rituale non era consentito allontanarsi da casa senza lautorizzazione del marito. A conferma del fatto che Ges e Maria Maddalena erano marito e moglie esiste una notevole quantit di informazioni al di fuori della Bibbia; ma, nei Vangeli dei nostri giorni, esiste qualcosa di pertinente, qualcosa che gli editori hanno trascurato e che ci racconta la storia? Bene, esistono alcuni dati specifici ed alcuni dati secondari. Nei Vangeli troviamo sette liste delle donne che sembravano seguire costantemente gli spostamenti di Ges e queste comprendono sua madre; in sei di queste Liste, per, il nome che precede persino quello di sua madre, Maria Maddalena. Quando si studiano altre liste del periodo le quali si riferiscono ad una qualsiasi forma di societ gerarchica, ci si accorge che la "first lady" (prima donna) era sempre il primo nome elencato; tale termine viene usato oggi negli USA. La first lady era sempre la pi anziana; veniva nominata sempre per prima, e in qualit di Regina Messianica, che lei sicuramente era, Maria Maddalena sarebbe stata citata per prima. Ma nei Vangeli viene descritto il matrimonio? S. Molti hanno avanzato l'ipotesi che il matrimonio di Cana fosse quello fra Ges e Maria Maddalena; non si trattava della celebrazione del matrimonio in quanto tale, sebbene quest'ultimo venga descritto dettagliatamente nei Vangeli. Il matrimonio l'alquanto separata unzione presso Betania. In Luca troviamo una prima unzione di Ges da parte di Maria due anni e mezzo prima della seconda; non viene in mente a molti che si tratta di storie diverse, ma esse si svolgono a distanza di due anni e mezzo. I lettori del primo secolo avrebbero avuto una totale familiarit col rito in due parti del sacro matrimonio di un erede dinastico. Ges, come sappiamo, era un "Messia", il che significa molto semplicemente un "Unto" (consacrato); in effetti tutti i sacerdoti anziani consacrati e i re Davidici erano Messia. Ges non era l'unico. Sebbene non fosse un sacerdote ordinato, egli acquis il diritto allo status di Messia per via della discendenza da Re Davide e della casata reale; tuttavia ci non si verific fino a quando non fu effettivamente unto fisicamente da Maria Maddalena, nella sua veste di alta sacerdotessa, poco prima della Crocifissione. Il termine Messia" deriva dal verbo Ebraico "ungere", che a sua volta derivato dal vocabolo Egiziano messeh, "il coccodrillo sacro"; era con il grasso del messeh che le mogli-sorelle dei Faraoni ungevano i propri mariti durante il matrimonio e tale usanza Egiziana deriv dai cerimoniali reali dell'antica Mesopotamia. Nel Cantico di Salomone sentiamo ancora parlare dell'unzione nuziale del re. Viene detto che l'olio usato era il fragrante unguento di nardo indiano, un costoso olio di radice proveniente dall'Himalaya, e apprendiamo che questo rituale dell'unzione veniva celebrato sempre mentre il marito/re sedeva a tavola. Nel Nuovo Testamento l'unzione di Ges da parte di Maria Maddalena fu certamente eseguita mentre egli sedeva a tavola e proprio con l'unguento nuziale di nardo indiano. Dopo di ci Maria asciug i piedi di lui con i propri capelli, ed alla prima occasione del matrimonio in due parti pianse; tutte queste pratiche significano l'unzione coniugale di un crede dinastico. Altre unzioni di Messia, che si trattasse di incoronazioni o ammissioni agli uffici sacerdotali superiori, venivano sempre eseguite da uomini, dal Grande Zadok o dal Gran Sacerdote; l'olio usato era quello di oliva, mescolato a cannella ed altre spezie, ma mai e poi mai nardo indiano. Il nardo indiano era l'esplicita prerogativa della moglie Messianica che doveva essere una Maria, sorella del sacro ordine; la madre di Ges era una Maria e cos anche sua moglie sarebbe stata una Maria, se non come nome di battesimo almeno come titolo. Alcuni ordini conventuali rispettano tuttora la tradizione di aggiungere il titolo di "Maria" ai nomi di battesimo delle proprie

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monache. Sorella Maria Teresa, Sorella Maria Luisa e cos via. I matrimoni Messianici erano sempre celebrati in due fasi. La prima fase, l'unzione in Luca, rappresentava l'impegno legale verso lo stato coniugale; la seconda fase, l'unzione in Matteo, Marco e Giovanni, rappresentava la stipula effettiva del contratto e, nel caso di Maria e Ges, la seconda unzione presso Betania, aveva un esplicito significato. Qui inizia. la storia del Graal poich, come spiegato nei testi di legge Ebraica di quel tempo e da Flavius Josephus in The Antiquities of the Jews, la seconda parte di questo rito nuziale non veniva mai celebrata fino a quando la moglie non fosse stata gravida da almeno tre mesi. Agli eredi dinastici come Ges veniva esplicitamente richiesto di perpetuare la propria discendenza. Il matrimonio era essenziale, ma la legge doveva preservarli da donne che si erano dimostrate sterili o che avevano abortito e tale protezione era garantita dalla regola dei tre mesi di gravidanza. Gli aborti non si verificavano spesso dopo tale periodo e, una volta che esso era trascorso, si considerava sufficientemente sicuro il completamento del contratto coniugale. Quando la moglie Messianica in questa fase celebrava l'unzione del marito, secondo le usanze, si diceva che lo facesse per la sepoltura di lui; questo viene confermato dai Vangeli. Da quel giorno in poi la moglie, per il resto della sua vita coniugale, avrebbe portato appesa al collo una boccetta contenente nardo indiano; 1 'avrebbe usata ancora una volta il giorno della sepoltura di lui. Proprio a tal fine Maria Maddalena si sarebbe recata alla tomba, cos come fece il Sabato dopo la Crocifissione. I Vangeli riferiscono che, in seguito alla seconda unzione di Betania, Ges disse: "Dovunque nel mondo intero questo Vangelo sar predicato, verr anche detto di ci che lei ha fatto, in sua commemorazione". Nella sua famosa interpretazione dell'evento, l'artista del Rinascimento Beato Angelico dipinse appunto Ges che poneva una corona sul capo di Maria Maddalena. Ma, nonostante il fatto che Beato Angelico fosse un istruito frate Domenicano del 15mo secolo, le autorit della Chiesa Cattolica hanno forse reso onore a Maria Maddalena e parlato con questo atto come una sua commemorazione? No, non lo hanno fatto. Hanno completamente ignorato le direttive dello stesso Ges e accusato pubblicamente Maria di essere una prostituta. Ad ogni modo Maria Maddalena sempre stata considerata una santa dalla Chiesa esoterica e dai Cavalieri Templari. Ancora oggi molti la venerano in quanto tale ma, se pensiamo alla tradizione del Graal, la parte interessante relativa a questa santit che Maria viene elencata come la santa patrona dei vignaioli, custode del vino, Custode del Sacro Graal, custode della sacra linea di discendenza. Nei Vangeli ci sono molte cose che noi presumiamo che non ci siano perch non veniamo mai incoraggiati a guardare aldil di un livello superficiale. A questo proposito negli anni recenti siamo stati enormemente aiutati dai Rotoli del Mar Morto e dalla straordinaria ricerca della teologa australiana D.ssa Barbara Thiering. I Rotoli del Mar Morto hanno inaugurato tutta una nuova consapevolezza del gergo e in questo campo abbiamo dei chiarimenti del tutto innovativi. Essi annotano le funzioni comunitarie del Messia di Israele e ci raccontano del consiglio dei dodici apostoli delegati che erano nominati in permanenza per presiedere a specifiche questioni rituali e di governo; questo porta ad una maggiore comprensione del ruolo degli apostoli stessi. Ora sappiamo non solo come si chiamavano, l'abbiamo sempre saputo, ma siamo in grado di capire chi erano, quali erano le loro famiglie, le loro mansioni e le loro disposizioni. Dallo studio dei Vangeli ora comprendiamo che contengono un'allegoria, cio l'uso di termini che oggi non riusciamo a capire. Adesso sappiamo che i sacerdoti battesimali venivano chiamati "pescanti, che coloro che li aiutavano accompagnando i battesimandi erano chiamati "pescatori" e che i battesimandi stessi erano denominati "pesci". Gli apostoli Giovanni e Giacomo erano entrambi "pescanti" consacrati mentre i fratelli Pietro e Andrea erano "pescatori" laici e Ges promise loro la consacrazione all'interno del ministero a venire, dicendo "far di voi dei pescanti di uomini". Ora sappiamo che all'epoca dei Vangeli esisteva un gergo particolare, gergo che sarebbe stato capito con facilit da chiunque leggesse i Vangeli nel corso dei primo secolo e immediatamente dopo; tali termini gergali sono stati persi in una interpretazione pi tarda. Oggi, ad esempio, chiamiamo i nostri produttori teatrali "angeli" e i pi importanti rappresentanti del mondo dello spettacolo "stelle", ma un lettore proveniente da una lontana cultura distante duemila anni come interpreterebbe la frase "l'angelo and a parlare alle stelle?" I Vangeli sono zeppi di termini gergali di questo tipo. Il povero", "il lebbroso", "1a moltitudine", "il cieco", nessuno di questi vocaboli significava quello che presumiamo significhi oggi. Definizioni come "'nuvole", "pecore", "pesci", "pani"' e una molteplicit di altre erano tutte riferite a persone, proprio come accade con "stelle". Quando, nel primo secolo, i Vangeli furono scritti vennero divulgati in un contesto sotto il controllo di Roma; il loro contenuto doveva essere mascherato per proteggerlo dalla sorveglianza e dalle indagini dei Romani. Le informazioni avevano spesso un carattere politico che veniva velato, trasmesso in codice; dove comparivano parti importanti queste erano spesso preannunciate dalle parole "Questo per coloro che hanno orecchie per intendere", destinate a quelli che capivano il codice. Non erano diverse dai messaggi in codice scambiati, nel corso della storia, fra i membri di tutti i gruppi oppressi; la documentazione scambiata tra il 1930 e il 1940 dagli ultimi Ebrei in Germania era in codice. Tramite la nostra conoscenza di questa crittologia della scrittura siamo ora in grado di stabilire date e luoghi con grande accuratezza e possiamo estrapolare molti dei

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significati occulti presenti nei Vangeli, al punto che i miracoli stessi appaiono in un contesto del tutto nuovo. Cos facendo non si critica in alcun modo il fatto che un uomo come Ges e, nella fattispecie, proprio Ges, fosse un individuo davvero speciale dotato di enormi poteri fuori dell'ordinario, tuttavia i Vangeli hanno fissato determinate vicende che da allora sono state descritte come "miracoli". Tali eventi non furono messi per iscritto perch erano realmente miracolosi e soprannaturali, bens, perch nell'arena politica di allora si trattava effettivamente di azioni senza precedenti che avevano infranto la legge con successo. Disponiamo di ulteriori dati e siamo a conoscenza del perch i Vangeli sono spesso in contraddizione fra loro. Ad esempio Marco dice che Ges fu crocifisso nell' ora terza, laddove Giovanni dice che ci accadde nell'ora sesta. Questo tutto sommato pu non sembrare cos importante ma, come vedremo in seguito, tale scarto di tempo di tre ore risult cruciale per gli eventi che seguirono. Esaminiamo la vicenda dell'acqua e del vino a Cana4, seguendola secondo quanto la Bibbia effettivamente ci racconta in merito e che risulta diverso da quello che pensiamo di conoscere; quello che stato un avvenimento naturale ora ammantato di caratteristiche soprannaturali. Dei quattro Vangeli solo quello di Giovanni descrive le nozze di Cana. Se per la Chiesa si trattava di un miracolo cos importante, perch negli altri tre Vangeli non ne viene fatta menzione? Non viene detto (come invece succede spesso dai pulpiti): "Essi finirono il vino". No, non viene detto cos. Viene detto: "Quando essi volevano del vino, la madre di Ges disse, Essi non hanno vino. Il Vangelo ci dice che la persona incaricata era il conduttore della festa, il che connota in modo specifico che non si trattava di un rito nuziale in quanto tale, bens di una festa pre-matrimoniale di fidanzamento. Il vino disponibile nelle feste di fidanzamento veniva concesso solo ai sacerdoti ed agli Ebrei celibi e non agli uomini sposati, ai novizi n a chiunque altro fosse considerato non santificato; a costoro veniva concessa solo dell'acqua, un rituale di purificazione, come affermato in Giovanni. Quando arriv il momento di questo rituale Maria, evidentemente non contenta di tale discriminazione, indirizzando l'attenzione di Ges verso gli ospiti non santificati disse: "Essi non hanno vino". Ges, non essendo ancora stato consacrato allo status di Messia, rispose: "La mia ora non ancora giunta". Al che Maria forz la situazione e Ges allora viol la tradizione lasciando perdere completamente l'acqua: vino per tutti! Il conduttore della festa non fece commenti di alcun genere in merito a qualche miracolo; semplicemente espresse il suo stupore per
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il fatto che il vino fosse comparso in quella fase dei festeggiamenti. Spesso stata avanzata l'ipotesi che le nozze di Cana fossero la cerimonia nuziale di Ges stesso, poich egli e sua madre manifestarono un diritto al comando che non sarebbe stato associato a ospiti qualunque. Comunque sia, questa festa pu essere fatta risalire allestate del 30 d.C., nel mese corrispondente a giugno. I primi matrimoni venivano sempre celebrati nel mese della Redenzione (settembre) e le feste di fidanzamento tre mesi prima. In questo caso troviamo che la prima unzione coniugale di Ges da parte di Maria Maddalena si svolse durante la Redenzione del 30 d.C., cio tre mesi dopo la cerimonia di Cana, la quale sembra essere stata la loro festa di fidanzamento. I Vangeli raccontano una vicenda che, sebbene non sia sempre concorde da Vangelo a Vangelo, tuttavia effettivamente riscontrabile nella Bibbia. In svariati documenti dellepoca si possono reperire i resoconti delle attivit di Ges fino al momento della Crocifissione. Negli annali ufficiali della Roma Imperiale vengono menzionati il processo da parte di Pilato e la Crocifissione, tramite questo diario cronologico dei governatori Romani possiamo determinare con precisione che la Crocifissione ebbe luogo durante la Pasqua ebraica del mese di marzo del 33 d.C.. La seconda unzione coniugale di Betania avvenne una settimana prima e sappiamo che a quel punto Maria Maddalena per legge avrebbe dovuto essere incinta di tre mesi, il che significa che avrebbe dovuto partorire nel settembre del 33 d.C.; ritorneremo sullargomento. Se i Vangeli vengono interpretati alla lettera, Ges appare come un capo dinastico liberatore, che si sforza di unire la popolazione di quell'epoca per contrastare l'oppressione dell'Impero Romano; la Giudea di quel tempo era come la Francia occupata dalla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale. Le autorit erano controllate dalle forze militari di occupazione e i movimenti di resistenza erano alquanto comuni. Ges era atteso, aspettato, e alla fine della vicenda era diventato un Messia consacrato. Nelle Antiquities of Jews primo secolo, Ges viene definito "un saggio", "un maestro e il Re"; non vi alcun accenno a connotati divini. Mentre i Rotoli del Mar Morto identificano il Messia di Israele con il Supremo Comandante Militare di Israele, non certo una novit che gli apostoli disponessero di armi; sin dal momento del reclutamento, Ges si accertava che tutti loro avessero una spada. Al termine di tutta la vicenda. Pietro sfoder la spada contro Malchus e Ges disse: "Non vengo a portare la pace, ma una spada. Molti degli Ebrei di alto rango di Gerusalemme erano ben felici di detenere posizioni di potere appoggiati da un regime militare straniero. A parte questo, gli stessi gruppi Ebraici erano settari e non volevano condividere il proprio Dio Geova con nessun altro, in particolare con gli impuri Gentili5.

antica citt della Galilea (oggi Kafr Kana) dove si ricorda che Ges trasform lacqua in vino durante un banchetto di nozze

appartenente alle genti non giudaiche, i pagani (pagus = villaggio), in opposizione col popolo ebraico, il popolo di Dio

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Secondo i Farisei e i Sadducei6, gli Ebrei erano il popolo scelto da Dio: Egli apparteneva loro, loro appartenevano a Lui. Ma esistevano anche altri Ebrei, tipo i Nazareni e gli Esseni7, che erano influenzati da una concezione pi liberale e occidentaleggiante. Secondo questo aspetto la missione di Ges fall; la spaccatura era insanabile. I Gentili, nella moderna accezione corrente, sono semplicemente le popolazioni Arabe non-Ebree, e la spaccatura l ancora oggi. La condanna di Ges fu emessa dal Governatore Romano Ponzio Pilato, ma in effetti Ges era gi stato condannato e scomunicato in precedenza dal Consiglio del Sinedrio. Fu deciso di trovare una punizione, per cui Ges sarebbe stato giudicato dal Governatore Romano, il quale stava gi giudicando altri prigionieri colpevoli di essere insorti contro di lui. Come viene anche oggi confermato dal Giudice Supremo e dal Procuratore Generale di Israele, per il Consiglio del Sinedrio era assolutamente illecito stare svegli di notte o assolvere alle proprie funzioni durante la Pasqua, cos la scelta dei tempi fu perfetta; ebbero l'ideale opportunit e motivazione per dire: "Ci dispiace, ma non possiamo occuparcene noi. Devi farlo tu che sei il Governatore Romano". Per quanto concerne la morte di Ges sulla Croce, risulta perfettamente chiaro che si tratt di una morte spirituale, non fisica, come determinato dalla regola dei tre giorni che chiunque nel primo secolo avrebbe compreso leggendo questo. In termini legali e civili, Ges era gi morto quando venne sistemato sulla Croce; era stato denunciato, frustato, preparato alla morte per decreto: al giorno d'oggi la chiamiamo "scomunica". Ges sarebbe stato nominalmente malato per tre giorni per poi essere raggiunto dalla morte assoluta il quarto giorno. Quel giorno sarebbe stato sepolto vivo, ma nei primi tre giorni avrebbe potuto essere resuscitato. In effetti egli predisse che lo avrebbe fatto. Le resurrezioni (a parte il fatto che Ges una volta infranse la regola e questo fu un miracolo!) potevano essere praticate solo dal Sommo Sacerdote o dal Padre della Comunit. Il Sommo Sacerdote di quel tempo era Giuseppe Caifa. proprio colui il quale condann Ges e, di conseguenza, la resurrezione dovette essere operata dal Padre patriarcale. Esistono dei resoconti Evangelici del discorso fatto da Ges al Padre mentre era sulla Croce, che culminava con la frase Padre, rimetto il mio spirito nelle tue mani"; dagli elenchi dell'epoca apprendiamo che il Padre in carica era l'apostolo dei Magi Simone Zelota. Ci hanno insegnato che la morte fisica di Ges fu dimostrata dal sangue e dall'acqua che sgorgarono quando egli fu trafitto dalla lancia, ma questo passo stato tradotto molto male. Il vocabolo originale non si traduce con trafitto", bens con "punto" oppure con graffiato", ed esso a sua volta fu tradotto erroneamente col verbo latino "aprire" e col termine inglese "trafitto". Quelli non erano tempi primitivi. Esistevano medici e persino, in qualche forma, ospedali; possiamo notare che, proprio come ai nostri giorni, il test di azione riflessa si eseguiva graffiando, colpendo o pungendo la pelle con uno strumento tagliente. Possiedo una lettera di un chirurgo del British Medical Council nella quale si dice: Sotto il profilo medico la fuoriuscita di acqua inspiegabile; il flusso di sangue derivante da una ferita provocata con un'arma da taglio indice di vita, e non di morte: sarebbe necessaria una estesa ferita aperta perch del sangue sgocciolasse da un cadavere, dal momento che in tal caso non sussiste azione vascolare". Andiamo oltre, a vedere ci che realmente riferiscono i Vangeli. Giuseppe di Arimatea tir gi dalla Croce il corpo di Ges. In effetti il vocabolo che fu tradotto col termine inglese corpo" era la parola Greca soma, che significa corpo vivo"; la parola diversa per denotare un "corpo morto" oppure un "cadavere" sarebbe stata ptoma. Ges a quanto pare sopravvisse, come viene esplicitamente sostenuto in altri testi ed anche dal Corano8. Durante quel Venerd pomeriggio, quando Ges si trovava sulla Croce, si verific un spostamento temporale di tre ore in avanti. Allora il tempo veniva misurato con meridiane e da sacerdoti che marcavano le ore tramite una sequenza di momenti di preghiera quantificati; in pratica c'erano ore diurne ed ore notturne. Oggi abbiamo un giorno di ventiquattrore. In Giovanni Ges disse: "Non ci sono forse dodici ore in un giorno? S, c'erano dodici ore in un giorno e dodici ore in una notte, e il giorno iniziava al sorgere del sole. Di tanto in tanto il momento di inizio del giorno variava, cos come quello della notte. In marzo l'inizio del giorno sarebbe caduto intorno alle sei, secondo il nostro sistema. Sappiamo che Giuseppe di Arimatea negozi con Ponzio Pilato in modo che Ges fosse rimosso dalla Croce dopo alcune ore di sospensione. I Vangeli in questo caso non concordano sulla successione degli eventi: alcuni usano il momento prima del cambio del tempo, altri il momento dopo il cambio. Per scomparvero tre ore diurne per essere sostituite con tre ore notturne, e tre ore di luce furono sostituite da tre ore di buio, nei Vangeli viene detto che sulla terra cal per tre ore loscurit mentre oggi, in un attimo, molto semplicemente aggiungeremmo tre ore notturne al giorno. Tuttavia queste tre ore furono la chiave di volta di ogni singolo avvenimento che segui, in quanto i lunaristi Ebraici operavano il loro cambiamento durante il giorno. Invece i solaristi, di cui i Magi e g1i Esseni erano
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nome forse derivante da Sadoc,, capo dei sacerdoti di Gerusalemme durente il regnodi Salomone (X secolo a.C.); antico popolo religioso ebraico, espressione dellaristocrazia sacerdotale. Ai tempi di Ges si opponevano ai farisei per una interpretazione arcaizzante della Legge: escludendo tutte le dottrine non attestate nella Bibbia, negavano la resurrezione dei morti, lesistenza degli angeli e la tradizione orale 7 costituivano la setta religiosa pi importante, un ordine religioso di impostazione ascetica

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fazioni, non operavano il loro cambiamento prima di mezzanotte, il che spiega come, secondo il Vangelo che si rif al calcolo del tempo Ebraico, Ges fu crocifisso allora terza mentre nellaltro con ora solare egli fu crocifisso all'ora sesta. Quella sera gli Ebrei iniziavano il loro Sabato alle nove del vecchio sistema, mentre Esseni e Magi disponevano di altre tre ore prima di iniziare il proprio. Furono quelle tre ore che consentirono loro di darsi da fare con, su e per Ges per un lasso di tempo nel quale a nessuno era consentito di intraprendere un qualsiasi lavoro fisico. Cos giungiamo a quello che probabilmente rappresenta uno degli eventi della Bibbia maggiormente fraintesi e da esso procederemo a raccontare, oltre il periodo Biblico attraverso la storia, cosa successe in merito alla nascita del figlio di Ges e Maria avvenuta nel 33 d.C. Uno degli avvenimenti pi fraintesi nella Bibbia quello dellAscensione e discutendone prenderemo in considerazione le nascite dei tre figli di Ges e dei loro discendenti. Dalla cronologia del Vangelo apprendiamo che l'unzione di Ges da parte di Maria per il secondo matrimonio di Betania avvenne la settimana prima della Crocifissione e sappiamo che a quell'epoca Maria era incinta di tre mesi, di conseguenza avrebbe dovuto partorire nel settembre seguente. Allora cosa ci raccontano i Vangeli in merito agli avvenimenti del mese di settembre del 33 d.C.? In effetti i Vangeli non ci dicono alcunch, tuttavia la storia viene ripresa negli Atti degli Apostoli che descrivono, per il mese in questione, l'evento che siamo venuti a conoscere con il nome di "Ascensione". Una cosa che ali Atti non fanno, comunque, chiamare l'evento "Ascensione". Tale nome venne affibbiato al rituale quando, tre secoli pi tardi, furono codificate le dottrine della Chiesa Romana. Quello che il testo recita in effetti : "E dopo che egli ebbe detto queste cose ... fu portato su, e una nuvola lo accolse fuori dalla loro vista". Prosegue raccontando che "un uomo vestito di bianco" disse ai discepoli: "Perch ve ne state l fissando il cielo? Questo stesso Ges...torner nello stesso modo in cui lo avete visto andarsene". Poi, un po' pi avanti negli Atti, si dice che "il cielo" deve ospitare Ges fino al "tempo della restituzione". Dato che questo era proprio il mese nel quale era atteso il figlio di Maria Maddalena, esiste forse qualche connessione fra il parto di Maria e la cosiddetta Ascensione? Sicuramente, e la connessione c' in virt del tempo della restituzione. Non esistevano soltanto regole che sovrintendevano alla celebrazione del matrimonio di un erede Messianico, ma ve ne erano anche per il matrimonio in s stesso. Le regole del matrimonio dinastico erano del tutto diverse da quelle del diritto familiare Ebraico e i genitori Messianici alla nascita di un figlio venivano formalmente separati. Anche prima di ta1e evento, l'intimit fra un marito ed una moglie dinastici era permessa solo nel mese di dicembre, cosicch le nascite degli eredi si sarebbero verificate sempre nel mese di settembre, il mese della Redenzione, il pi sacro del calendario Ebraico. In realt i genitori di Ges (Giuseppe e Maria) avevano essi stessi infranto proprio tale regola e questo era il motivo per cui gli Ebrei erano divisi nel considerare se, in effetti, Ges fosse o meno il loro vero Messia. Quando un bambino dinastico veniva concepito nel periodo sbagliato dell'anno in genere la madre, per la nascita, era sottoposta a custodia monastica, onde evitare pubblico imbarazzo. Tale provvedimento veniva definito essere "rinchiusi in privato" e Matteo afferma molto chiaramente che, quando la gravidanza di Maria fu scoperta, "Suo marito Giuseppe, essendo un uomo giusto e non desiderando che lei diventasse un (cattivo) esempio per la collettivit, si preoccup di rinchiuderla in privato". In questo caso l'arcangelo Simeone, il quale essendo a quel tempo il sacerdote angelico in carica si fregiava del titolo di "Gabriele", per la nascita in questione concesse una speciale dispensa. Sia i Rotoli del Mar Morto sia il Libro di Enoch (che venne escluso dal Vecchio Testamento) denotano che gli "arcangeli" (o primi ambasciatori) erano i sacerdoti di grado Superiore presso Qumran e che essi si fregiavano dei titoli tradizionali di "Michele", "Gabriele", Raffaele", Sariele" etc. Ad ogni modo, nel caso d Ges e Maria Maddalena, le regole del matrimonio erano state rispettate alla lettera e il loro primo figgo era stato correttamente concepito nel dicembre del 32 d.C., per poi nascere nel 33 d.C. Dal momento della nascita dinastica i genitori venivano formalmente separati, per sei anni se il figlio era un maschio e per tre anni se si trattava di una femmina, il loro matrimonio sarebbe ricominciato solo al momento designato della restituzione. Nel frattempo la madre e il bambino sarebbero entrati nell'equivalente di un nostro convento e il padre invece nel "Regno dei Cieli". Il Regno dei Cieli in realt era il Monastero Maggiore Esseno di Mird, nei pressi del Mar Morto, e la cerimonia di ammissione veniva tenuta dai sacerdoti angelici con la supervisione del Capo dei Pellegrini nominato. Nel libro dell'Esodo, nel Vecchio Testamento, i pellegrini Israeliti venivano condotti in Terra Santa da una "nuvola e in accordo con questo continuativo linguaggio figurato dell'Esodo, il Capo religioso dei Pellegrini veniva designato col titolo di "Nuvola". Cos se ora leggiamo i versetti degli Atti nel senso che intendevano significare, vediamo che Ges fu portato da una Nuvola (il Capo dei Pellegrini) nel Regno dei Cieli (il Monastero Maggiore) e che l'uomo vestito di bianco (un sacerdote angelico) disse che Ges sarebbe ritornato al tempo della restituzione (quando il suo matrimonio Terreno fosse stato ristabilito). Se poi esaminiamo l'Epistola di San Paolo agli Ebrei scopriamo che egli spiega l'episodio della cosiddetta Ascensione perfino pi particolareggiatamente, in quanto Paolo racconta di come Ges fu ammesso all'ordine del Regno dei Cieli pur non avendo effettivamente alcun

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diritto a tale ufficio sacro. Egli spiega che Ges (tramite il padre Giuseppe) era discendente della stirpe Davidica di Giuda, stirpe che deteneva il diritto regale ma non quello al sacerdozio, in quanto quest'ultimo era prerogativa esclusiva della stirpe di Aaron e Levi. Tuttavia, racconta Paolo, fu concessa una dispensa speciale e dice che "essendo stato cambiato il sacerdozio, c' la necessit di cambiare anche la legge". Come risultato di questo espresso "cambiamento della legge" viene spiegato che Ges fu autorizzato ad entrare nel Regno dei Cieli in qualit di membro dell'Ordine sacerdotale di Melchisedek. Cos, nel settembre del 33 d.C., nacque il primo figlio di Ges a Maria Maddalena e Ges entr come dovuto nel Regno dei Cieli. Non viene specificato che questo neonato fosse maschio (come invece succede per le due nascite successive) e, dato che Ges ritorn tre anni pi tardi, deduciamo che Maria deve aver partorito una bambina. Seguendo la cronologia degli Atti vediamo che nel settembre del 37 d.C. nacque un secondo figlio, quindi un altro ancora nel 44 d.C. Il periodo fra queste due nascite e la seconda restituzione nel 43 d.C. dur "sei anni", il che indica che il figlio del 37 d.C. era un maschio: tale fatto viene espresso anche dall'uso di fraseologie enigmatiche, dello stesso tipo di quelle adoperate per l figlio del 44 d.C., sicch sappiamo che anche questo terzo figlio era un maschio. In accordo con i codici deg1i scribi trascritti nei Rotoli del Mar Morto, qualsiasi messaggio enigmatico all'interno del Nuovo Testamento viene preceduto da qualche altra annotazione, che spiega che il messaggio in questione destinato a coloro che hanno orecchie per intendere". Una volta che questi codici e allegorie vengono capiti, non variano pi; ogni volta che vengono usati hanno sempre il medesimo significato e vengono usati ogni volta che tale significato necessario. Per fare un esempio, i Vangeli spiegano che Ges fu chiamato "il Verbo di Dio" : "E il Verbo si fece carne e dimor fra noi...pieno di grazia e verit". Giovanni si dilunga a spiegare l'importanza di questa definizione e successive annotazioni rilevano particolari quali "il Verbo di Dio si trovava presso il lago" e "il Verbo di Dio era in Samaria". I messaggi contenenti informazioni circa la fertilit e la nuova vita sono stabiliti nella Parabola del Seminatore il cui seme "portava frutto e cresceva", cos, quando si diceva che "il Verbo di Dio cresceva", "coloro con orecchie per intendere" avrebbero riconosciuto in un attimo che "Ges cresceva", vale a dire che aveva avuto un figlio; negli Atti esistono due annotazioni di questo tipo, e ricorrono precisamente come segnale nel 37 e nel 44 d.C. Probabilmente il libro pi travisato del Nuovo Testamento il Libro della Rivelazione di San Giovanni il Divino, cio travisato dalla Chiesa e non dal libro in s stesso. Questo libro piuttosto diverso da qualunque altro della Bbbia; pieno di terrificanti sfumature sovrannaturali e il suo semplice linguaggio figurato stato selvaggiamente stravolto dalla Chiesa con lo scopo di presentare il testo come una qualche forma di presentimento o profezia ammonitrice! Tuttavia il libro non si chiama 1a Profezia" o lAmmonimento", bens la Rivelazione". Allora cosa rivela il libro? Cronologicamente la sua storia segue agli Atti degli Apostoli e il Libro della Rivelazione , in effetti, l seguito delle vicende di Ges, Maria Maddalena e dei loro figli, con particolare riferimento al maggiore di essi, Ges Justus, del quale descrive la vita, il matrimonio e la nascita del figlio. Questo libro assai frainteso del Nuovo Testamento non n un presentimento n un ammonimento, cos come la timorosa Chiesa vorrebbe farci credere; precisamente ci che sostiene di essere: una rivelazione. Come visto in precedenza, i sacerdoti consacrati dell'epoca venivano chiamati "pescanti, i loro aiutanti i pescatori" e i battezzandi "pesci". Ges divenne un pescante consacrato quando entr nel Regno dei Cieli, ma fino ad allora (come spiegato da San Paolo) non detenne alcuna carica sacerdotale. Nel corso del rituale di consacrazione i sacerdoti Leviti officianti del Santuario avrebbero somministrato ai candidati cinque pani e due pesci, ma la legge era assai rigida in merito al fatto che i candidati dovevano essere Ebrei circoncisi; ai Gentili e ai Samaritani non circoncisi non era in alcun modo permesso di beneficiare di un simile privilegio. In effetti era proprio questo particolare rituale quello che Ges aveva trasgredito quando "sfam i cinquemila", in quanto egli si permise il diritto di dare accesso al proprio nuovo liberale ministero offrendo pani e pesci a una folla di persone non santificate. A parte il fatto che alla fine divenne un pescante, ci si riferiva a Ges come al "Cristo", definizione Greca che significava "il Re". Dicendo "Ges Cristo" in effetti come se dicessimo "Re Ges e il suo retaggio reale era quello della Casa Reale di Giuda (la Casa di Davide), come menzionato in molti casi nei Vangeli e nelle Epistole di San Paolo. Perci a partire dal 33 d.C. Ges risult avere il doppio status di "Cristo Sacerdote" o, come viene citato pi comunemente, di "Re Pescatore. Questa definizione, come vedremo, sarebbe diventata una carica dinastica ed ereditaria degli eredi di Ges e i successivi "Re Pescatori" sarebbero stati di capitale importanza nella storia della discendenza del Graal. Prima della nascita del suo secondo figlio maschio, nel 44 d.C., Maria Maddalena fu esiliata dalla Giudea in seguito ad una rivolta politica nella quale ella era stata implicata. Insieme a Filippo, Lazzaro e ad alcuni seguaci si mise in viaggio (in seguito ad un accordo con il Re Erode-Agrippa II) per andare a stabilirsi in un insediamento di quest'ultimo vicino a Lione, in Gallia (che sarebbe poi diventata la Francia). Sin dai tempi pi antichi, attraverso il Medio Evo e fino al Rinascimento, la fuga di Maria venne raffigurata in codici miniati cos come in grandi opere d'arte.

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La sua vita e il suo lavoro in Francia, specialmente in Provenza e in Linguadoca, fecero la loro apparizione non solo nelle opere della storia Europea ma anche nella liturgia della Chiesa Romana, fino a quando il Vaticano non nascose tutta la faccenda. Il Libro della Rivelazione parla dell'esilio di Maria Maddalena e dice che a quel tempo era incinta; racconta inoltre di come in seguito le autorit Romane perseguitarono Maria, suo figlio e gli eredi di quest'ultimo: "Ed ella era incinta, e soffriva per le doglie del parto ... Intanto apparve un altro segno nel cielo: un gran dragone, dal colore del fuoco, con sette teste ... e sette corone ... si pose davanti alla donna ... per divorare suo figlio appena fosse nato ... Ella diede alla luce un figlio maschio ... e la Donna fugg nel deserto ... Sicch il dragone si indign contro la Donna e and a far guerra a quelli che restano della progenie di lei ... che ... si mantengono fedeli al vangelo di Ges Cristo". Si disse che era in Gallia che Maria aveva portato il Sangral (il Sangue Reale, il Santo Graal); e fu in Gallia che la famosa linea di discendenza diretta degli eredi di Ges e Maria, i Re Pescatori, prosper per 300 anni. L'eterno motto dei Re Pescatori era "In Forza", ispirato al nome dei loro antenato Boaz (il bisnonno di Re Davide), il cui nome significava similmente "In forza". Quando fu tradotto in latino divenne In Fortis", che venne successivamente modificato in "Anfortas", che il nome del Re Pescatore nel romanzo del Graal. Possiamo ora ritornare al simbolismo tradizionale del Graal secondo cui esso un calice contenente il sangue di Ges. Possiamo anche prendere in considerazione disegni risalenti a ben prima dell'Alto Medioevo, cio intorno al 3.500 a.C. e, cos facendo, scopriamo che un calice o una coppa sono il pi antico simbolo dell'elemento femminile. La sua rappresentazone era quella del Sacro Recipiente, il vas uterus, l'utero. Cos, fuggendo in Francia, Maria Maddalena portava il Sangral nel Sacro Calice del suo grembo, proprio come spiega il Libro della Rivelazione, il nome del suo secondo figlio maschio era Giuseppe. L'equivalente simbolo tradizionale dell'elemento maschile era una lama o un corno, abitualmente rappresentati da una spada o un unicorno. Nel Canto di Salomone e nei Salmi di Davide, nell'Antico Testamento, il fecondo unicorno associato alla linea dei re di Giuda e fu questo il vero motivo per cui i Catari di Provenza adoperavano tale animale mistico per simboleggiare la discendenza del Graal. Maria Maddalena mor in Provenza nel 63 d.C. Proprio in quell'anno Giuseppe di Arimatea costru la famosa cappella di Glastonbury, in Inghilterra, in memoria della Regina Messianica; questa fu la prima chiesa Cristiana "di superficie" del mondo e l'anno successivo il figlio di Maria, Ges Justus, la consacr alla madre. Ges il Giovane infatti si era in precedenza recato in Inghilterra col fratello Giuseppe, quando aveva dodici anni, nel 49 d.C., e fu questo evento ad ispirare Jerusalem, la famosa canzone di William Blake: "E quei piedi in tempi antichi, camminarono sul verde delle montagne d'Inghilterra". Ma chi era Giuseppe d'Arimatea, l'uomo che assunse il controllo totale della gestione della Crocifissione? E perch la madre di Ges, sua moglie e il resto della famiglia accettarono l'intervento di Giuseppe senza battere ciglio? Intorno al 900 la Chiesa di Roma decise di annunciare che Giuseppe d'Arimatea era lo zio di Maria, madre di Ges; da allora tutti i ritratti di Giuseppe alla crocifissione lo hanno raffigurato in et piuttosto avanzata, laddove la Madre Maria stessa aveva all'incirca cinquant'anni. Prima della dichiarazione Romana, comunque, i dati storici su Giuseppe riferivano di un uomo molto pi giovane. Secondo g1i archivi reali era morto il 27 luglio del 82 d.C., all'et di 80 anni, e quindi al momento della Crocifissione avrebbe dovuto avere 32 anni. Di fatto Giuseppe d'Arimatea non era altri che il fratello di Ges, Giacomo, e il suo titolo non aveva nulla a che vedere con una localit; Arimatea non mai esistita. Non sorprende quindi che Giuseppe abbia negoziato con Pilato di sistemare Ges nella propria tomba di famiglia. Il titolo ereditario "Arimatea" fu una corruzione Inglese del termine di stile Greco-Ebraico ha-Rama-Theo, che significa "di Altezza Divina" o, come diremmo oggi, "Altezza Reale". Poich Ges era l'erede Messianico maggiore - il Cristo, Khristos o Re - allora suo fratello pi giovane era il Principe della Corona, l'Altezza Reale, Rama-Theo. Nella scala gerarchica Nazarena il Principe della Corona deteneva sempre il titolo patriarcale di "Giuseppe", proprio come Ges era titolare di un "Davide" e sua moglie una "Maria". All'inizio del quinto secolo i Re Pescatori discendenti da Ges e Maria si unirono tramite matrimonio ai Franchi Sicambriani e da essi deriv una dinastia regnante completamente nuova. Costoro erano i noti Re Merovingi che fondarono la monarcha Francese e che introdussero il famoso fleur-de-lys (il fiordaliso, l'antico simbolo Ebraico della circoncisione) come emblema reale della Francia. Dalla successione Merovingia un altro troncone della famiglia inaugur un regno Ebraico del tutto indipendente nella Francia del sud: il Regno di Septmania, che noi conosciamo col nome d Linguadoca. 1 primi principi di Tolosa, Aquitania e Provenza erano tutti discendenti della linea Messianica del Sacro Graal. Septimania fu insignita della Casa Reale di Davide nel 768 ed il Principe Bernardo di Septimania in seguito spos una figlia dell'Imperatore Carlornagno. Anche dai Re Pescatori deriv un'altra importante linea di successione parallela in Gallia. Laddove i Re Merovingi continuarono l'eredit del patrimonio maschile di Ges, quest'altra linea perpetu l'eredit

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matriarcale di Maria Maddalena in una linea femminile. Queste erano le Regine dinastiche di Avallon, in Borgogna, la Casa del Acqs, che significa "delle acque", stilema assegnato a Maria Maddalena nei primi giorni di viaggio per mare diretta in Provenza. Coloro che hanno dimestichezza col ciclo di Art e con la tradizione Graal avranno ormai riconosciuto il significato ultimo di questa famiglia Messianica dei Re Pescatori, delle Regine di Avallon e della Casa del Acqs (che nella saga Arturiana viene trasformato in " du Lac"). I discendenti diretti di Ges rappresentavano un'enorme minaccia per la Chiesa Apostolica Romana in quanto erano i capi dinastici della vera Chiesa Nazarena; in realt la Chiesa Romana non avrebbe dovuto esistere affatto, poich non era niente di pi che un movimento ibrido' composto di svariate dottrine pagane attaccate ad una base fondamentalmente Ebraica. Ges nacque nell'anno 7 a.C. e la sua data di nascita era l'equivalente del primo marzo, mentre il genetliaco regale ufficiale, per attenersi al regolamento dinastico, cadeva il 15 settembre. Tuttavia l'Imperatore Costantino, quando nel quarto secolo fond la Chiesa Romana Apostolica, ignor entrambe queste date e integr il 25 dicembre come nuovo giorno per la celebrazione della nascita di Cristo, per farlo coincidere con la Festa del Sole pagana. In seguito, durante il Sinodo di Whitby del 664, i vescovi si appropriarono della festa Celtica di Easter (Eostre, in italiano si tratta della Pasqua), che era la Dea della Primavera e della Fertilit, e vi conferirono un significato Cristiano completamente nuovo, cos facendo cambiarono la data della festa Celtica per troncarne il tradizionale collegamento con la Pasqua Ebraica. I1 Cristianesimo, cos come lo conosciamo, si evoluto come una religione composita in un modo del tutto diverso da qualsiasi altra. Se Ges era il suo catalizzatore vivente, allora il Cristianesimo dovrebbe giustamente basarsi sugli insegnamenti di Ges stesso, ovvero i codici morali e sociali di un ministero tollerante e di larghe vedute, orientato verso il benessere della popolazione. Tuttavia il Cristianesimo ortodosso non si basa sugli insegnamenti di Ges: si basa invece su quelli della Chiesa Romana, che sono completamente diversi. Alla base di ci esiste tutta una serie di motivi, il pi importante dei quali che Ges venne deliberatamente scavalcato a vantaggio degli insegnamenti alternativi di Pietro e Paolo, insegnamenti che vennero assolutamente sconfessati dalla Chiesa Nazarena di Ges e da suo fratello Giacomo. I Papi e i cardinali avrebbero potuto regnare sovrani soltanto con la rimozione di Ges come figura di primo piano; Costantino, nell'istituzionalizzare formalmente il Cristianesimo come religione di stato di Roma, dichiar che "egli soltanto" era il vero "Messia Salvatore", non Ges! Cos ai Vescovi di Roma (i Papi) venne assegnata una discendenza apostolica da San Pietro, non una legittima discendenza Desposinica da Ges e dai suoi fratelli, come nella tradizione della Chiesa Nazarena. L'unico modo che la Chiesa Apostolica Romana aveva a disposizione per tenere sotto controllo agli eredi di Maria Maddalena era quello di screditare Maria stessa e negare il suo rapporto coniugale con Ges. Ma che ne fu del fratello di Ges, Giacomo? Anchegli ebbe degli credi, cos come gli altri fratelli Simone, Joses e Giuda. La Chiesa non poteva evitare i Vangeli che sostengono che Ges era il "primogenito" della Benedetta Madre Maria e cos anche la maternit di quest'ultima dovette essere negata. Ne risult che la Chiesa raffigur la Madre Maria come una vergine e Maria Maddalena come una prostituta, descrizioni di cui non vi alcun cenno in qualsiasi Vangelo originale; quindi, giusto per rafforzare la posizione della Madre Maria nella sfera del soprannaturale, si disse che anche la madre di lei. Anna, le avesse dato i natali tramite una Immacolata Concezione"! Col passare del tempo, queste dottrine inventate avrebbero sortito effetti diffusi. Nei primi tempi, per, ci volle ben altro perch tali idee si affermassero, in quanto le donne originarie della missione Nazarena potevano contare su un notevole seguito nella Chiesa Celtica, donne come Maria Maddalena, Marta. Maria GacobbeCleophas e Elena-Salome, le quali avevano diretto scuole e missioni sociali in tutta l'area Mediterranea. Queste donne erano state tutte discepole di Ges e amiche intime di sua madre Maria, che avevano accompagnato alla Crocifissione, come confermato nei Vangeli. L'unica via d'uscita per la Chiesa era quella di negare il ruolo delle donne nel loro insieme; negare loro non solo il diritto ai ruoli ecclesiastici, ma anche il diritto a qualsiasi status nella societ. Per cui la Chiesa dichiar che le donne erano tutte eretiche e streghe! In questo i vescovi furono aiutati dalle parole di Pietro e Paolo e, sulla base dei loro insegnamenti, la Chiesa Apostolica Romana fu in grado di assumere un carattere rigidamente sessista. Nell'Epistola a Timoteo Paolo scrisse: "Non tollero che una donna insegni n usurpi qualche autorit all'uomo, che resti invece in silenziosa nel Vangelo di Filippo, Pietro viene citato mentre dice che "Le donne non meritano di vivere". I vescovi citavano anche le parole della Genesi, laddove Dio parl ad Eva a proposito di Adamo dicendo Egali comander su di te". Il Padre della Chiesa Tertulliano riassunse l'attitudine Romana nel suo insieme scrivendo, a proposito delle discepole di Maria Maddalena che stavano spuntando: "Queste donne eretiche! Come osano! Sono cos sfacciate da insegnare, discutere, battezzare... Non concesso a una donna di parlare in chiesa n reclamare ... una qualsiasi condivisione delle funzioni proprie dei maschi, men che meno nell'ufficio sacerdotale". Poi, per completare l'opera, fece la sua comparsa il documento

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pi incredibile della Chiesa Romana, cio L'Ordine Apostolico. Esso fu redatto nella forma di un'immaginaria conversazione fra gli apostoli dopo l'Ultima Cena. Contrariamente a quanto sostenuto nei Vangeli, qui si supponeva che Maria Maddalena fosse stata presente alla Cena e si concordava sul fatto che il motivo per cui Ges non aveva passato a Maria del vino era perch l'aveva vista ridere! Sulla base di questo straordinario, falso documento, i vescovi stabilirono che, anche se Maria poteva essere stata compagna di Ges, alle donne non poteva essere concesso alcuno spazio all'interno della Chiesa, in quanto esse non erano serie! Nella Chiesa questa attitudine sessista persistita sino ad oggi. Perch? Perch Maria Maddalena doveva essere screditata e rimossa, cos che i suoi eredi potessero essere ignorati. Ma le cose stanno cambiando e, almeno nella Chiesa Anglicana, le donne stanno cominciando ad essere riammesse al rango sacerdotale. Malgrado l'insaziabile movimento sessista, al di fuori delle istituzioni della Chiesa Romana gli eredi Messianici conservarono le loro posizioni sociali; essi fecero progredire la propria Chiesa Nazarena e Celtica e fondarono regni Desposinici in Europa e Gran Bretagna. Essi rappresentavano una costante minaccia per la Chiesa Apostolica Romana e per i governi e monarchi da essa sostenuti, e furono loro la reale ragione dell'attuazione della brutale Inquisizione, in quanto essi rispettavano un codice morale e sociale che era contrario al requisiti della Chiesa Romana. Ci fu particolarmente evidente durante il periodo della Cavalleria, la quale contemplava il rispetto delle donne, come testimoniato dai Cavalieri Templari il cui giuramento costituzionale comportava la venerazione della "Madre del Graal", la Regina Maria Maddalena. Prima del Medio Evo, le storie individuali di questa famiglia erano storicamente ben conosciute ma, quando la Chiesa inaugur il suo regno di persecuzioni fanatiche (la grande Inquisizione) l'intera eredit Nazarena e Desposinica fu costretta alla clandestinit. Ma perch questa insorgenza vendicativa dell'Inquisizione? Perch i Cavalieri Templari non solo erano ritornati dalla Terra Santa con documenti che pregiudicavano gli insegnamenti della Chiesa, ma avevano anche fondato le loro proprie chiese Cistercensi in opposizione a Roma. Queste non erano soltanto chiese qualsiasi, erano i pi grandi monumenti religiosi che avessero mai abbellito i cieli del mondo occidentale: le cattedrali Notre Dame di Francia. Nonostante la loro immagine odierna, queste imponenti cattedrali Gotiche non avevano assolutamente niente a che fare con la Chiesa Cattolica; esse furono fondate e costruite dai Cavalieri Templari ed erano dedicate a Maria Maddalena, Notre Dame, Nostra Signora, che essi denominarono "il Graal del mondo". Questo, ovviamente, sconfessava ogni dogma che la Chiesa Romana aveva stabilito ed i vescovi si vendicarono ridedicando numerose altre chiese a Maria, la madre di Ges. Per, cos facendo, emisero un rigido decreto secondo il quale tutti i dipinti artistici della Madre Maria, la Madonna, dovessero da quel momento in poi ritrarla con vesti "solo di colore blu e bianco", in modo da non conferirle alcun diritto alle cariche ecclesiastiche del sacerdozio esclusivamente maschile. Maria Maddalena, d'altro canto, veniva ritratta (dai pi grandi artisti del mondo) vestita con il mantello rosso dello status cardinalizio o con la tonaca nera di Alta Sacerdotessa Nazarena, e non c'era nulla che la Chiesa potesse fare in proposito; l'unica opzione dei vescovi era quella di proclamare tale pratica eretica e peccaminosa, in quanto avendo in precedenza deciso di ignorare Maria Maddalena e i suoi eredi, ella era al di fuori della loro giurisdizione. Fu a quel tempo che la tradizione dei Graal venne essa stessa accusata di eresia dal Vaticano. Gli scritti di Merlino del sesto secolo furono espressamente messi al bando dal Concilio Ecumenico e l'originaria Chiesa Nazarena di Ges divenne un "ruscello sotterraneo", appoggiata da sostenitori prestigiosi del calibro di Leonardo da Vinci e Sandro Botticelli. In quei giorni, la Chiesa sorvegli e controll la maggior parte della letteratura di pubblico dominio e cos, onde evitare una censura diretta, la tradizione del Graal divent allegorica ed il suo messaggio fu trasmesso tramite filigrane segrete, scritti esoterici, Tarocchi ed opere d'arte simboliche. Ma perch la tradizione del Graal e eli scritti di Merlino ponevano tanti problemi alla Chiesa Cattolica? Perch nel contesto dei loro scritti avventurosi, essi raccontavano la storia della discendenza del sangue del Graal, linea di sangue che stata spodestata dalle proprie posizioni dinastiche dai Papi e dai Vescovi di Roma, i quali avevano deciso di dominare incontrastati tramite una "successione apostolica" inventata. Si diceva che questa successione apostolica fosse stata tramandata dal primo vescovo, San Pietro (e, naturalmente, questa tuttora la versione accreditata). Tuttavia basta studiare le Costituzioni Apostoliche proprie della Chiesa per scoprire che ci semplicemente falso: Pietro non mai stato Vescovo di Roma, n vescovo di qualsiasi altra localit! Le Costituzioni del Vaticano riferiscono che il primo Vescovo d Roma fu il Principe Linus di Bretagna, figlio di Caractacus il Pendragono; fu nominato al soglio pontificio da San Paolo nel 58 d.C., mentre Pietro era ancora in vita. A partire dal dodicesimo secolo i potenti Cavalieri Templari e le loro cattedrali, poich rendevano di pubblico dominio l'eredit di Ges e Maria Maddalena, cominciarono a rappresentare un'enorme minaccia per la Chiesa esclusivamente maschile. I cardinali erano consapevoli del fatto che la loro intera istituzione avrebbe fatto un capitombolo se i discendenti Messianici avessero avuto il sopravvento: dovevano essere schiacciati! E cos fu messa in moto la brutale

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Inquisizione, atroce persecuzione di tutti coloro che dissentivano dalla norma dei vescovi. Tutto inizi nel 1208, quando Papa Innocenzo III invi 30.000 soldati nelle regioni meridionali della Linguadoca Francese; quest'area era la terra dei Catari ("i Puri") che si diceva fossero i custodi di un grande e sacro tesoro, un misterioso segreto che avrebbe potuto rovesciare il Cristianesimo ortodosso. La cosiddetta Crociata Albigese del Papa dur 36 anni, periodo durante il quale decine di migliaia di innocenti furono massacrati, ma il tesoro non fu mai trovato. Papa Gregorio IX fu colui il quale, nel 1231, nel corso di questo massacro, diede la principale spinta propulsiva all'Inquisizione (detta anche "Sant'Uffizio) che fu indirizzata contro chiunque sostenesse 'leresia del Graal"; all'indomani del 1252 vennero formalmente autorizzate la tortura e la condanna al rogo delle vittime. "Eresia" era una formidabile accusa da lanciare contro i prigionieri, in quanto solo la Chiesa poteva definirla. Le vittime venivano torturate fino a quando non confessavano e, dopo averlo fatto, venivano messe a morte: se non confessavano, allora la tortura continuava fino a quando non morivano comunque. Una nota forma di tortura consisteva nel cospargere poco a poco la vittima di grasso (iniziando dai piedi) e quindi arrostirla viva a pezzi, arto dopo arto, su di un fal. Queste selvagge persecuzioni e punizioni si protrassero per pi di 400 anni e furono estese anche contro dissidenti Ebrei, Musulmani e Protestanti. L'Inquisizione tuttavia formalmente non si ancora conclusa; nel 1965 stata ribattezzata 1a Sacra Congregazione" e teoricamente i suoi poteri sono tuttora in funzione. Il movimento Nazareno, per nulla intimorito dall'Inquisizione, prosegu per la sua strada e la storia della discendenza fu tramandata in letteratura quale il Grande Santo Graal e Alta Storia del Santo Graal; questi scritti furono in gran parte promossi dalle corti del Graal di Francia (le corti di Champagne, Anjou ed altre) e inoltre dai Cavalieri Templari e dal Desposyni; a quel punto la Saga Arturiana divenne un popolare veicolo per la tradizione del Graal. Alla luce di quanto detto, i Templari divennero un obiettivo specifico dell'Inquisizione e, nel 1307, gli sgherri di Papa Clemente V e del Re di Francia Filippo IV furono spediti contro di loro; gli eserciti papali scorrazzarono per l'Europa in cerca dei tesori e dei documenti dei Templari ma, come per l'eredit dei Catari, non venne trovato alcunch. Ad ogni modo, molti Cavalieri furono torturati e uccisi durante il processo ed i loro compagni fuggirono in paesi al di fuori del controllo papale. Il tesoro Templare per non era andato perduto e, mentre gli emissari Vaticani cercavano, esso ed i documenti furono nascosti nei sotterranei della Tesoreria del Capitolo di Parigi, sotto la protezione dei Grandi Cavalieri Templari di Sant'Antonio, "i Principi Custodi del Segreto Reale", i quali una notte caricarono il tesoro su 18 galee della flotta Templare alla fonda a La Rochelle. Sul far del giorno la flotta era salpata alla volta della Scozia, e all'arrivo fu accolta da Re Roberto il Bruce, il quale, insieme all'intera nazione Scozzese, era stato scomunicato dal Papa per aver sfidato il Re Cattolico Edoardo d'Inghilterra. I Templari ed il loro tesoro rimasero in Scozia e i Cavalieri nel 1314 combatterono insieme a Bruce presso Bannockburn per riconquistare l'indipendenza della Scozia dall'Inglilterra dei Plantageneti. Successivamente alla Battaglia di Bannockburn, nel 1317 Bruce e i Templari di Sant'Antonio fondarono il nuovo Ordine dei Fratelli Maggiori della Rosea Croce,da allora i Re degli Scozzesi divennero Gran Maestri ereditari ed ogni successivo Re Stewart si fregi del titolo onorifico da Gran Priore di "Principe di Saint Germain". Allora perch Re Art, condottiero Celtico del sesto secolo, era cos importante per i Cavalieri Templari e le corti del Graal in Europa? Molto semplicemente perch Art era stato l'unico ad avere una "duplice" eredit nella linea Messianica. Diversamente da quanto supposto da molti, Re Art non fu affatto un personaggio mitico. Tutt'altro. Ma venne invece cercato nei luoghi sbagliati: i ricercatori, ingannati dalle localit fantasiose dei romanzi, hanno invano indagato nelle cronache della Gran Bretagana, del Galles e della parte occidentale dell'Inghilterra, mentre le informazioni su Art vanno trovate negli annali Scozzesi e Irlandesi. Egli fu indubbiamente "il Re Supremo dell'Isola Celitica" e comandante in capo delle milizie Britanniche del tardo sesto secolo. Art nacque nel 559 e mor in battaglia nel 603. Sua madre era Ygerna del Acqs, figlia della Regina Viviana di Avallon, discendente di Ges e Maria Maddalena. Suo padre era Re Aedn di Dalriada (le Highlands Occidentali della Scozia, ora chiamate Argill), il quale era il Pendragon (Primo Drago" o "Re dei Re") Britannico, discendente del fratello di Ges, Giacomo; per questo motivo le storie di Art e Giuseppe di Arimatea nella tradizione del Graal sono cos strettamente intrecciate. Infatti i registri dell'incoronazione del Re di Scozia Kenneth MacAlpin (discendente di Aedn il Pendragon) fanno specifico riferimento alla sua discendenza dalle Regine dinastiche di Avallon. L'eredit paterna del Re Aedn derivava dall'antichissima Casa di Camulot (Corte b Reale inglese di Colchester) direttamente dal primo Pendragon, Re Cymbeline (il quale molto familiare agli studiosi di Shakespeare). A quel tempo i discendenti Messianici avevano fondato regni Desposinici nel Galles e nelle regioni Britanniche di Strathclyde e Cambria. Il Re degli Scozzesi Aedn, padre di Art, fu il primo monarca Britannico ad essere investito di carica sacerdotale quando, nel 574, fu incoronato e consacrato dalla Santa Colomba della Chiesa Celtica. Questo, ovviamente, fece infuriare i vescovi della Chiesa Romana in quanto essi reclamavano

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il diritto esclusivo di investire re che si supponeva avrebbero dovuto essere incoronati dal Papa! Come effetto diretto di questa incoronazione, Sant'Agostino nel 597 fu infine inviato da Roma a smantellare la Chiesa Celtica; tre anni pi tardi egli si autoproclam Arcivescovo di Canterbury, tuttavia la sua missione nel suo complesso fall e la tradizione Nazarena prosegu in Scozia, Irlanda e Galles e nella fascia settentrionale dell'Inghilterra. Un fatto importante che bisogna ricordare che i dinasti del Graal non erano mai governatori territoriali di terre; cos come Ges stesso, essi venivano nominati "Custodi" del popolo. I Merovingi di Gallia, ad esempio, erano Re dei Franchi, mai Re di Francia; Re Aedn, Roberto il Bruce ed i loro successori Stewart erano Re degli Scozzesi, mai Re di Scozia. Fu questa implicita concezione 'sociale' che la Chiesa Cattolica trov cos difficile da sovvertire, in quanto i vescovi preferivano mantenere il dominio su re territoriali, mentre il sovrano e maestro principale del popolo si supponeva dovesse essere il Papa. La Chiesa poteva regnare sovrana solo mantenendo il definitivo controllo spirituale degli individui e cos, allorquando un erede del Graal fosse venuto alla ribalta, avrebbe dovuto fare i conti con la collera della macchina papale. Nel 751 i vescovi fecero in modo di deporre la dinastia Merovingia in Gallia e inaugurarono una nuova tradizione secondo la quale i re della successione Carolingia (quella di Carlomagno) avrebbero dovuto essere approvati ed incoronati dal Papa. Tuttavia la Chiesa non sarebbe mai riuscita a far cadere le linee Desposiniche in Scozia, anche se, a partire dal sesto secolo, il vecchio regno Celtico d'Inghilterra era stato smantellato dagli AngloSassoni Germanici. Anche durante il Medioevo, molto tempo dopo la conquista dell'Inghilterra da parte dei Normanni, la Chiesa Nazarena e il culto da tempo predominante di Maria Maddalena spiccavano in Europa. I diritti all'uguaglianza delle donne furono preservati attraverso la struttura Celtica, e questo per il sacerdozio esclusivamente maschile del Cristianesimo ortodosso costitu un enorme problema. Il principio sottinteso dei monarchi del Graal era sempre quello del Servizio, secondo il codice messianico stabilito da Ges quando, durante l'Ultima Cena, lav i piedi dei suoi apostoli; cos i veri dinasti del Graal erano re e custodi dei loro regni, ma mai sovrani assoluti. Questo aspetto chiave del codice del Graal fu tramandato nel cuore del folklore e delle filastrocche. Un vescovo o un cardinale coraggiosi non hanno mai cavalcato in aiuto di un individuo oppresso o di una damigella in pericolo, poich questo sempre stato l'ambito sociale dei principi del Graal e dei loro cavalieri designati. Il codice del Graal riconosce l'avanzamento di grado per meriti e prevede una strutturazione della comunit ma, soprattutto, pienamente democratico. Se appreso, nella sua dimensione fisica o spirituale, il Graal appartiene ai capi cos come ai seguaci; appartiene inoltre al territorio e all'ambiente, ritenendo necessario che tutto dovrebbe essere "una cosa sola" in un Servizio unificato e comune. Nel corso dei secoli parlamenti e governi, nel confrontarsi con il codice sociale Messianico, hanno avuto tanti problemi quanto la Chiesa. Presidenti e primi ministri vengono 'eletti' dal popolo e si suppone che lo rappresentino. Ma lo fanno? In effetti no. Essi sono sempre affiliati a qualche partito politico ed acquisiscono le loro posizioni tramite i voti del partito di maggioranza. Tuttavia non rutti si prendono la briga di votare e in alcuni casi esistono pi di due partiti da votare. Di conseguenza in qualsiasi momento, pi della met del popolo di una nazione pu non essere rappresentato dal partito politico al potere. A tale proposito anche se formalmente stato applicato un 'voto di maggioranza', il principio democratico viene meno; quello che ne deriva non "governo da parte del popolo, per il popolo", bens "govemo del (cio sul) popolo". Ges nel primo secolo affront una situazione molto simile. A quel tempo Gerusalemme e la Giudea erano sotto l'occupazione Romana, con Re Erode e il Governatore Ponzio Pilato entrambi nominati da Roma. Ma chi rappresentava il popolo? Il popolo non era costituito da Romani, bens da Ebrei della Terra Santa, Farisei, Sadduccei, Esseni e simili; oltre a questi vi era una grande quantit di Samaritani e Gentili (le razze Arabe non-Ebraiche). Chi rappresentava costoro? La risposta "nessuno", fino a quando Ges istitu a tal fine la propria missione. Questo rappresent l'inizio del codice di servizio principesco non-affiliato del Graal,codice tramandato dai dinasti Messianici nel loro costante ruolo di "padri comuni" del popolo. Il codice del Graal si basa sui principi di libert, fraternit ed uguaglianza, e fu particolarmente manifesto durante le rivoluzioni Americana e Francese, entrambe le quali scardinarono il potere di una dispotica aristocrazia. Ma da cosa fu sostituito? Fu sostituito da partiti politici e governi in gran parte non rappresentativi. Dal Medioevo in poi in Europa e Gran Bretagna ci fu una serie di ordini cavallereschi e militari specificamente collegati al Sangue Messianico Reale. Fra questi vi erano l'Ordine del Regno di Sion e l'Ordine del Santo Sepolcro; tuttavia il pi prestigioso di tutti era il Sovrano Ordine del Sangral, i Cavalieri del Sacro Graal. Questo era un ordine dinastico della Casa Reale di Scozia degli Stewart, la casa reale che nel 14mo secolo introdusse l'unicorno dei Catari come emblema sovrano della Scozia. Poco tempo dopo essi inaugurarono il prestigioso Ordine dell'Unicorno, il cui motto del Graal era "Tutti come Uno". Cos come Re Art, anche i re di casa Stewart disponevano di una duplice eredit Desposinica sia da Ges sia dal fratello Giacomo. In effetti dal 1370 in poi essi rappresentarono la casa maggiore della linea

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Messianica e furono la dinastia Europea che regn pi a lungo in quanto detennero la corona per 31 anni fino a quando, nel 1688, furono deposti dalla Chiesa Anglicana; questo accadde poich, in conformit al codice del Graal. essi reclamavano affinit con Dio e la nazione davanti al Parlamento, alla Chiesa e all'aristocrazia. Oggi il maggiore discendente legittimo di questa linea Sua Altezza Reale Principe Michael Stewart, Conte di Albany (il cui libro The Forgotten Monarch of ScotIand stato pubblicato nel 1988 dalla Element Books). Ora passiamo ad un quesito che mi stato posto di frequente da quando Bloodline of the Holy Grail stato pubblicato; tale quesito il seguente: perch tutte queste informazioni vengono alla luce in questo particolare momento? Il fatto che tali informazioni non sono mai state occultate da coloro a cui esse si riferiscono, mentre sono state nascoste da persone esterne avide di potere, le quali hanno pensato bene di perseguire i propri scopi personali piuttosto che servire le comunit che si suppone dovrebbero rappresentare. Oggi, comunque, ci troviamo in una nuova era di ricerca, in quanto molte persone diventano sempre pi critiche nei confronti dei dogmi stabiliti che prevalgono. Viviamo in un epoca di comunicazioni via satellite, viaggi oltre la barriera del suono, computer e Internet, cosicch il mondo risulta effettivamente pi piccolo di un tempo. In un ambiente di questo tipo le notizie viaggiano molto velocemente ed molto pi difficile nascondere la verit. Inoltre vengono messe in discussione proprio la struttura della Chiesa 'dominata dai maschi' e le istituzioni di governo, mentre viene generalmente percepito che le vecchie dottrine di controllo spirituale e di gestione del territorio non stanno funzionando. Un numero sempre crescente di individui sta cercando le radici semplici ed originali della propria fede ed il senso del proprio ruolo nella societ; costoro cercano forme di amministrazione pi efficaci per contrastare la deriva fin troppo evidente verso un declino sociale e morale; sono, in effetti, alla ricerca del Sacro Graal. Tale ricerca di una nuova illuminazione viene considerevolmente rafforzata dalla prossimit del nuovo millennio ed esiste un sentimento diffuso per cui questo evento dovrebbe anche comportare, un nuovo Rinascimento , un'era di rinascita in cui i precetti del codice del Graal siano riconosciuti e messi in pratica, i precetti di libert, fraternit ed uguaglianza. La tradizione del Graal spiega in modo forte e chiaro che la ferita del Re Pescatore potr essere guarita se la terra desolata torner ad essere fertile. Cos, dato che mi stato concesso, nel corso degli anni, un accesso privilegiato agli archivi dei Cavalieri Templari, della Chiesa Celtica e delle sovrane case Messianiche d'Europa, per me giunto il momento di fare la mia modesta parte per cercare di sanare l'antica ferita del Re Pescatore. Il risultato stato il mio libro, Bloodline of the Holy Grail. Sir Laurence Gardner (Riadattamento Vito Bonanno) Note sul relatore: Sir Laurence Gardner, un genealogista cavalleresco e sovrano internazionalmente riconosciuto. Detiene la carica di Gran Priore della Sacra Famiglia della Santa Colomba della Chiesa Celtica, e si distingue come il Chevalier Labhrn de Saint Germain. Sir Laurence anche Addetto Presidenziale presso il Consiglio Europeo dei Principi, un corpo consultivo costituzionale fondato nel 1946. E formalmente assegnato alla Guardia della Nobile Famiglia della Casa Reale degli Stewart, fondata a St Germain-en-Laye nel 1692, ed Storiografo Reale Giacobita.

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Approfondimenti
Ges il Nazareno
Osserviamo come molti autori non sono daccordo col fatto che Nazareth sia stata identificata come la casa di Ges: Gli apostoli che sono stati prima di noi l'hanno chiamato cos: Ges Nazareno Cristo...Nazara la Verit. Perci Nazareno Quello della verit... (Vangelo di Filippo, capoverso 47 testo gnostico del II secolo dopo Cristo); Neppure improbabile che i primi cristiani siano stati detti Nazareni nel senso di Nazirei, piuttosto che in quello di originari della citt di Nazareth, etimologia davvero poco credibile e che probabilmente ha sostituito la prima solo quando l'antica origine dall'essenato cominciava ad essere dimenticata (Elia Benamozegh [Italia, 1823/1900, filosofo ebreo membro del collegio rabbinico di Livorno], Gli Esseni e la Cabbala, 1979); La stessa tradizione ha fissato il domicilio della famiglia di Ges a Nazareth allo scopo di spiegare cos il soprannome di Nazoreo, originariamente unito al nome di Ges e che rimase il nome dei cristiani nella letteratura rabbinica e nei paesi d'oriente. Nazoreo certamente un nome di setta, senza rapporto con la citt di Nazareth... (Alfred Loisy [Francia, 1857/1940, sacerdote cattolico, professore universitario di Storia del Cristianesimo successivamente rimosso dall'incarico], La Naissance du Christianisme); La piccola citt che porta questo nome [Nazareth], dove ingenui pellegrini possono visitare l'officina di Giuseppe, fu identificata come la citt di Cristo solamente nel medio evo... (Charles Guignebert [Francia, 1867/1939, professore universitario di Storia del Cristianesimo], Manuel d'Histoire Ancienne du Christianisme); In realt, per quel che riguarda Nazareth, gli storici non hanno potuto trovar traccia di una citt di quel nome sino al IV secolo d.C.; secondo le fonti ebraiche, bisogna scendere addirittura sino al secolo IX. Nei vangeli non troviamo mai l'espressione Ges di Nazareth ma soltanto Ges il Nazoreo, talvolta scritto anche Nazoreno o Nazareno... ora, nessuno di questi appellativi, per quanto si sia cercato di forzarne l'etimologia, pu farsi risalire ad un nome come Nazareth... da questi termini che derivato il nome della citt di Nazareth, e non viceversa (Ambrogio Donini [professore universitario], Breve Storia delle religioni, 1959) El-Nasirah un villaggio della Galilea, posto a circa quattrocento metri di altezza, nel quale la tradizione cristiana riconosce l'antica Nazareth, patria di Ges. Secondo vari studiosi, tuttavia, Nazareth - meglio Natzrath o Notzereth - non mai esistita e l'appellativo Nazareno che accompagna il nome di Ges negli scritti neotestamentari non indica affatto il suo paese di origine... (M. Craveri, [autore di numerosi volumi sulla vita di Cristo e di una antologia di scritti apocrifi] La Vita di Ges, 1974); Le forme Nazoraios, Nazarenos, Nazaraeus, Nazarene, provano tutte che gli scribi ecclesiastici conoscevano l'origine della parola ed erano ben consapevoli che non era derivata da Nazareth... (E.B.Szekely [studioso ungherese, che ha frequentato

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studi di teologia presso il Vaticano], The Essene Origins of Christianity, USA, 1980); ...Ges non era di Nazareth. Un'infinit di prove stanno ad indicare che Nazareth non esisteva ai tempi biblici. E' improbabile che la citt sia sorta prima del III secolo. Ges di Nazareth, come molti studiosi della Bibbia sarebbero oggi pronti a confermare, una cattiva traduzione dell'originale greco Ges il Nazareno... (Baigent, Leigh, Lincoln [autori di alcuni libri sulla tradizione del santo Graal e sui manoscritti del Mar Morto], L'Eredit Messianica, Tropea, Milano, 1996). stato Matteo per primo a generare l'equivoco secondo cui l'espressione 'Ges il Nazoreo' dovesse avere qualche relazione con Nazareth, citando la profezia "sar chiamato Nazareno (Nazoraios)" che, a conclusione del suo racconto sulla nativit, egli associa col passo "ritirandosi in Galilea e andando a vivere in una citt chiamata Nazareth". Questa non pu essere la derivazione del termine, poich anche in greco le ortografie di Nazareth e nazoreo differiscono sostanzialmente (R.H.Eisenman, professor at the California University, James the Brother of Jesus, Penguin Books, 1997). Io penso veramente che i cristiani non possano affermare che l'espressione 'Ges Nazareno' significhi 'Ges cittadino di Nazareth', nello stesso modo in cui l'espressione 'Leonardo da Vinci' significa 'Leonardo cittadino di Vinci'. La forma ebraica per Nazareth NZRT, che tarda ed stata indicata come Nazrat o Nazeret, invece la forma greca 'Iesous o Nazoraios', mi pare, deriva dall'aramaico Nazorai... la radice NZR (senza T) capita nella traduzione aramaica di Isaia 26:2, nella quale la parola 'emunim' (=fede) deriva dalla radice 'emeth' (=verit), in questo modo risulta chiaro perch nel Vangelo di Filippo si pot dire che 'Nazareno' significa 'della verit'... (Prof. Daniel E. Gershenson Dipartimento di Studi Classici, Universit di TelAviv, in un messaggio del 05/12/1998 indirizzato a David Donnini). In effetti, visitando Nazareth, colpisce il fatto che non esista assolutamente qualcosa che possa essere considerata una testimonianza originale del paese in cui sarebbe cresciuto Ges. Tutto posteriore e, a differenza di tanti siti archeologici in Israele, in cui c' almeno una costruzione, un muro, uno scavo, che abbia riportato alla luce testimonianze dei tempi che furono, qui la presenza di Ges e della sua famiglia raccontata solo dai nomi degli alberghi, dei ristoranti, delle chiese, e dalle parole della narrazione evangelica. Non un solo mattone o un sasso che parlino del villaggio di duemila anni fa. I pellegrini che vengono frequentano Chiese moderne, tutt'al pi qualche rudere bizantino che pu risalire all'inizio del quinto secolo. Eppure Israele una miniera inesauribile di testimonianze che ci raccontano della storia dell'uomo in tutte le sue fasi, dalla preistoria, attraverso l'et antica, quella classica, quella medievale, quella degli ultimi secoli, fino a quella moderna. Ma dov' finito il paesetto di Giuseppe e Maria? Possibile che il tempo abbia potuto cancellare ogni minimo segno di una seppur cos autorevole presenza? Eppure i resti esistono di altre citt in cui Ges passato e ha compiuto alcune delle sue opere: Cafarnao, Korazim, Bet Zayda, a nord, sul lago di Tiberiade; Samaria, nel centro del paese; Gerusalemme, Betlemme e Gerico, in Giudea, solo per fare alcuni esempi. Quello che pi sorprendente non solo la completa assenza di una "Nazareth di Ges" ma, accanto a ci, la sua completa assenza nelle testimonianze scritte degli storici. Con questo intendo riferirmi al fatto che nessuno storico del tempo ha mai nominato il villaggio e, al di fuori del racconto evangelico, esso compare solo negli scritti cristiani risalenti ad alcuni secoli dopo. Le due grandi fonti storiche che testimoniano della Palestina dei tempi di Ges sono gli scritti di Giuseppe Flavio e di Filone Alessandrino. Specialmente il primo, nelle sue grandi opere "La Guerra Giudaica" e "Antichit Giudaiche", ha minuziosamente descritto tutto il paese nominando ogni pi piccolo centro abitato. Ma di Nazareth non ha fatto cenno alcuno, sebbene a pochi passi dal villaggio sorgessero altri centri, come Sefforis e Iotapata, di cui lo storico ha parlato e di cui oggi si possono ammirare i resti. Insomma, la Nazareth dei tempi di Ges assolutamente latitante sia nel senso delle testimonianze archeologiche che di quelle letterarie. In pratica non c'. I fatti sono due: o Nazareth era solo un minuscolo borgo di due o tre case che meritava il totale oblio da parte di Giuseppe Flavio (ma cos non appare nella descrizione evangelica), oppure Nazareth, al tempo di Ges, non esisteva proprio e sarebbe stata creata successivamente, con lo sviluppo della dottrina cristiana. I Vangeli ci dicono che a Nazareth c'era del popolo e delle abitazioni, delle botteghe artigiane, come quella del carpentiere Giuseppe, c'era almeno una sinagoga; non poteva trattarsi di una semplice fattoria sperduta nella aperta campagna. Per la verit gli stessi Vangeli, quando parlano della citt di Ges, preferiscono usare espressioni differite come "la sua patria" e ne citano il nome in pochissime occasioni: il Vangelo di Marco (il pi antico fra i quattro vangeli canonici, che stato sicuramente usato come fonte per gli autori degli altri testi) la nomina una sola volta, all'apertura, con le parole: ...In quei giorni Ges venne da Nzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni... (Mc I, 9), dopo di ch il nome della citt completamente dimenticato; anche il Vangelo di Giovanni nomina la citt in un'unica occasione, sempre all'inizio. La collocazione e la frequenza del termine Nazareth all'interno dei testi evangelici lascia il

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ragionevole sospetto che possa trattarsi di interpolazioni successive. Invece, assai pi spesso, i vangeli parlano di Ges il Nazareno, e usano per questo l'espressione greca Iesous o Nazoraios (in lingua semitica Jeshu ha Nozri). A dir la verit l'aggettivo Nazoreo, come abbiamo appreso dalle precedenti citazioni, non pu significare Nazaretano, ovverosia abitante di Nazareth, e non ci sembra affatto un caso che esista un antico testo evangelico, che la chiesa definisce apocrifo, cio non accettabile ai fini della fede, che fu composto in lingua semitica da una setta giudeocristiana, contemporanea di Ges, il cui nome , appunto, Vangelo dei Nazorei (o Nazareni). Possiamo avere il piacere di consultare questo testo? Purtroppo no. Lo conosciamo solamente attraverso le citazioni denigratorie effettuate da alcuni Padri della Chiesa, che lo criticano aspramente e, forse, sono direttamente responsabili della sua scomparsa. Dalle parole di Epifanio e di Teodoreto sappiamo solamente che i Nazareni possedevano il Vangelo secondo Matteo, assolutamente integrale, in ebraico... come fu originariamente scritto, che essi rifiutano gli insegnamenti di San Paolo, che sono Giudei che onorano il Cristo come uomo giusto.... Credere che i Nazareni fossero gli abitanti di Nazareth esattamente come credere che i Domenicani siano gli abitanti di una citt chiamata Domenica! Infatti i Nazareni erano i componenti di una setta religiosa il cui nome originale Nozrim, con un possibile riferimento all'espressione ebraica NZR, indicante uno stato di purezza e di santit, che ritroviamo nell'antico testamento a proposito del voto di nazireato (i nazirei sono coloro che lasciano i capelli intonsi e accettano alcuni voti di purezza). Penso proprio che, se avessimo potuto consultare il Vangelo dei Nazareni, non avremmo mai trovato alcun cenno ad una eventuale citt chiamata Nazareth. Del resto lo stesso autore del vangelo di Matteo, per giustificare il fatto che la famiglia, al ritorno dall'esilio egiziano, avesse scelto Nazareth come residenza, comp una gaffe grossolana dichiarando ...perch si adempisse ci che era stato detto dai profeti: sar chiamato Nazoreo. Non esiste infatti alcuna profezia biblica che, con riferimento a Ges, sostiene che egli sar chiamato Nazoreo, mentre ne esistono altre, per esempio a proposito di Sansone, in cui si dice che sar Nazireo, ovverosia che sar consacrato ai voti del Nazireato ebraico... non certo che abiter a Nazareth! Gamla. Su quest'ultimo aspetto abbiamo fornito solo alcuni stimolanti indizi, nient'altro. Per avere una convinzione circostanziata dovremmo cercare un'altra serie di fattori convergenti, e li troveremo attraverso considerazioni che, purtroppo, non potranno essere brevissime. Proviamo a rileggere il brano di Luca, quello che parla di un precipizio, e vediamo che in esso l'evangelista ci racconta che... ... Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trov il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libert gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotol il volume, lo consegn all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominci a dire: - Oggi si adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi - ... Il brano che Ges avrebbe letto nella sinagoga si riferisce ad una profezia biblica sulla venuta del Messia atteso dagli ebrei, il quale avrebbe dovuto liberare Israele dalla dominazione straniera e ricostruire il Regno di Yahweh. Ges conclude il suo intervento dichiarando pubblicamente di essere proprio il Messia predestinato e scatenando, con ci, l'ira dei presenti. Uno dei problemi fondamentali, che sono alla base della dottrina cristiana, consiste nella equivocazione, intenzionale o casuale, del significato esatto dell'attesa messianica, dell'annuncio dell'avvento del regno e del ruolo complessivo che il Messia deve svolgere. I cristiani intendono queste cose in un modo che ha totalmente alienato i significati attribuiti originariamente dagli ebrei e che, comunque, sono gli unici ed autentici significati che, ai tempi di Ges, erano intesi da tutti, sia da quelli che li condividevano come da quelli che li contestavano. Facciamo un esempio: diciamo di trovarci di fronte alla stessa equivocazione di chi credesse che l'annuncio del primo pensiero marxista non avesse niente a che fare con l'idea di rivoluzione armata del proletariato, n con questioni di natura politica ed economica, ma solo con questioni di natura morale inerenti alla coscienza interiore dell'individuo. Non possiamo negare che sarebbe una bella visione, ma sarebbe comunque estremamente falsa. Nella concezione teocratica che caratterizza il pensiero ebraico il Messia uomo di Dio, ma anche uomo di potere e di guerra: , come era stato Davide, colui che compie in nome di Dio una missione santa, restituendo ad Israele un regno libero, cacciando i pagani e ristabilendo il culto nel paese. Gli ebrei non si scandalizzano affatto se il Messia combatte i suoi nemici e li uccide: Yahweh che lo vuole e il Messia la sua mano.

Il Messia delle profezie


Quanto abbiamo esposto finora ci offre buone ragioni per credere che Nazareth non fosse la citt di Ges, ma non prova definitivamente che lo fosse

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Forse, alla luce di queste considerazioni possiamo cominciare a capire il vero senso storico di alcuni episodi conclusivi della narrazione evangelica: A - Ges compie un ingresso "messianico" in Gerusalemme, mentre tutti lo salutano come il "figlio di Davide" (=dinastia regale), il "re che viene", e adempiendo una profezia di Zaccaria sulla venuta del Messia liberatore. B - Poco dopo Ges viene festeggiato nel corso di un banchetto ufficiale, al quale intervengono molte persone, e qui viene eseguita nei suoi confronti una cerimonia di unzione (l'unzione il rito di investitura del re di Israele; Messia significa proprio "UNTO") che produce la collera di molti presenti (esattamente come nella sinagoga della sua citt e, come allora, viene decisa la sua morte). C - Un paio di giorni dopo Ges invita i suoi seguaci a procurarsi armi e a radunarsi sul monte degli Ulivi in piena notte... D - ... in questa occasione giungono repentinamente i romani (il testo latino dice "coohors et tribunus", facendoci capire che non si trattava di qualche decina di persone, ma di una intera corte romana costituita da ben 600 soldati!!!) E - Si ha un tentativo di resistenza armata ma Ges viene catturato e portato via. F - I vangeli sinottici descrivono un processo per motivi religiosi che si sarebbe svolto in casa del sommo sacerdote, mentre il quarto vangelo nega l'esistenza di tale processo e di una condanna a morte per bestemmia, in realt tutti i vangeli sono d'accordo sul fatto che Ges sia stato consegnato ai romani perch lo processassero e lo giustiziassero. G - I capi d'accusa sono chiaramente espressi nel vangelo di Luca: ...Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo re... (Lc XXIII, 2) H - Ges viene condannato per atti di ribellione contro il potere di Roma imperiale e sbeffeggiato dai soldati romani per l'evidente fallimento della sua impresa messianica, infatti essi, dopo averlo addobbato come un re fantoccio, con tanto di mantello, di scettro e di corona, lo percuotono al grido canzonatorio di Salve, re dei Giudei!. I - Egli condotto al luogo della esecuzione e crocifisso come un ribelle, in mezzo a due "latrones", con una insegna sulla croce: QUESTO E' IL RE DEI GIUDEI. Chi, nella Palestina dei tempi di Ges, si era distinto per le sue ambizioni messianiche e per avere condotto una lotta sfrenata contro la politica fiscale dei romani, considerando il pagamento del tributo a Cesare come un autentico affronto a Yahweh stesso? Era stato il famoso Giuda, detto "il Galileo". Egli era morto per la lotta santa contro i dominatori pagani, nel 7 d.C., e tutti i suoi figli avevano preso in eredit la sua battaglia ed erano morti per questo: Giacomo, Simone, fino all'ultimo, Menahem, l'unico che, durante la sanguinosa ribellione degli anni 66-70, riusc, anche se solo per un breve periodo, a coronare il sogno messianico del padre: indossare in Gerusalemme la veste regale dopo essersi proclamato Messia di Israele. La stessa ambizione per cui Ges era stato processato, condannato e giustiziato dai romani. I seguaci di Giuda e dei suoi figli erano definiti "i Galilei", proprio come i membri della setta di Ges (...In verit, anche questo era con lui; anche lui un Galileo... Lc XXII, 59; .... Una serva gli si avvicin e disse: Anche tu eri con Ges, il Galileo!... Mc XXVI, 69). Normalmente il significato esatto di questo termine non viene chiarito, ma il termine galileo era diventato per i romani un sinonimo dei combattenti yahwisti, dei guerriglieri messianisti, i quali venivano chiamati in tre modi: o sicarii (dal pugnale che usavano per gli attentati: sica), o latrones, proprio come i due uomini giustiziati insieme a Ges (si faccia attenzione al fatto che la tradizione ce li presenta come due generici malviventi, menre essi erano due combattenti Yahwisti), o galilaei (probabilmente per il fatto che le prime azioni dei ribelli avevano avuto come teatro la zona di Sefforis, in Galilea). Al punto che Giuda e i suoi erano definiti galilei sebbene non fossero affatto della Galilea ma (si provi ad indovinare) erano del Golan, ed abitavano a... Gamla!!! Poich Gamla, e questo chiaramente testimoniato negli scritti di Giuseppe Flavio, ma anche dalle ricerche archeologiche degli israeliani, era la citt da cui era partita la scintilla del pi intransigente attivismo Yahwista, che aveva tentato di trasformare l'attesa messianica e l'annuncio del regno in un fatto compiuto. Per comprendere a fondo la situazione di Israele al tempo di Ges e della dominazione romana, bisogna assolutamente dire che, accanto alle sette che si facevano interpreti radicali dell'attesa messianica, c'era un'altra componente della societ ebraica che, al contrario, osteggiava al massimo questi ideali, individuando in essi (non a torto dobbiamo dire) un grave pericolo per la nazione in quanto i romani avrebbero potuto spazientirsi e agire di forza per la soppressione definitiva di ogni velleit rivoluzionaria ebraica. ...Se lo lasciamo fare cos, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione. Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera (Gv XI, 48-50) disse, a proposito di Ges, il sommo sacerdote di Gerusalemme. Uno dei pi accaniti rappresentanti di questa opposizione al messianismo radicale dei ribelli yahwisti fu un certo Shaul (San Paolo) che, dopo avere tentato inutilmente di reprimere la spinta rivoluzionaria attraverso arresti, condanne e confische, trov pi opportuno creare una alternativa ideologica al messianismo tradizionale: un messianismo revisionato, reso imbelle, spoliticizzato, rivisitato alla luce di certe concezioni della salvezza comuni nel mediterraneo ed anche in oriente. Fu cos che Shaul si dichiar seguace di Cristo, non per diffonderne gli ideali di riscossa etnico-religiosa della nazione

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ebraica, ma per trasformarli in una speranza di salvezza totalmente diversa: una salvezza spirituale che non aveva pi niente a che fare con l'attesa messianica degli ebrei. Fu San Paolo a gettare le prime basi teologiche del moderno cristianesimo, e lo fece snaturando completamente i contenuti del cristianesimo giudaico (si tenga presente che la parola "cristianesimo" utilizza la radice greca Christos [cristo=unto] al posto della radice ebraica Mashiah [messia=unto] e che, pertanto, in senso strettamente etimologico "cristianesimo" significa "messianismo"). La figura di Ges Cristo elaborata da San Paolo, alla quale sono stati attribuiti aspetti del tutto fantastici (la nascita verginale, la resurrezione...), non poteva certo conservare un legame stretto con quell'interprete radicale dell'ideale yahwista, che probabilmente veniva da Gamla o che comunque aveva a che fare con Gamla, poich aveva assunto il ruolo che era stato in precedenza di Giuda di Gamla (detto il Galileo), che aveva annunciato a tutti di essere venuto a compimento delle profezie messianiche, che era entrato in Gerusalemme come il liberatore e si era fatto ungere Re di Israele, suscitando spesso l'ira degli ebrei moderati e guadagnandosi una condanna alla crocifissione. Il Ges di San Paolo, sia per il ruolo rinnovato e spoliticizzato che gli era stato attribuito, sia per non suscitare la reazione dei romani (nella cui capitale e nel cui dominio tale dottrina veniva insegnata), non doveva pi avere connotati messianici, bens doveva acquistare una identit del tutto asettica da questo punto di vista ed essere nato in un luogo tranquillo, che addirittura potesse mascherare, in un colpo solo ben tre infamie: quella di essere Nazoreo, di essere un Galilaeus, e di venire dalla citt il cui solo nome era tutto un programma rivoluzionario: Gamla Gamla, la citt dei guerriglieri "galilaei" e degli aspiranti Messia. Gli insediamenti umani, a Gamla, risalgono alla prima et del bronzo. Per quanto riguarda gli ebrei sembra che essi abbiano cominciato ad occuparla non prima del ritorno dall'esilio babilonese, nel sesto secolo a.C. Lo stesso Giuseppe Flavio ci dice che, all'epoca di Erode, viveva in questa citt il celebre Giuda detto il galileo: C'era un certo Giuda, un gaulonita, di una citt il cui nome era Gamala... (Giuseppe Flavio, Antiquitates Judaicae, XVIII, I). A quel tempo la citt doveva essere ricca perch gli scavi archeologici hanno svelato alcuni interessanti aspetti della sua vita economica. La coltivazione delle olive e la produzione di olio era una industria molto importante a Gamla, e la sua esportazione aveva fatto la fortuna della citt . Ancora oggi possibile visitare il grande frantoio al centro del quale si trova la base circolare, in pietra, sulla quale girava la pressa rotante. Il paesaggio intorno doveva essere costellato di uliveti, mentre oggi non se ne vede uno. All'interno dell'area urbana stata trovata gioielleria, anelli d'oro, oggetti in vetro, osso e avorio, profumi, monete d'argento . La citt era strettamente giudaica, lo provano la totale assenza di decorazioni che non siano semplicemente geometriche (la religione ebraica vieta la rappresentazione della figura umana), nonch la presenza di una bellissima sinagoga e di numerose miqweh simili a quelle che si possono trovare a Qumran e a Masada . Ma c' qualcosa di pi, che molto significativo. Nel corso degli scavi sono state scoperte sei monete, tutte uguali, che non sono mai state trovate in nessun altro luogo. Gli archeologi concordano nel ritenere che queste monete siano state coniate a Gamla, e che riflettano strettamente una realt locale. Le monete contengono le seguenti scritte: "per la salvezza..." su un lato, "(di) Gerusalemme la Santa" sull'altro lato . Ci acquista un significato particolare se consideriamo che la citt era la patria della setta dei guerriglieri "galilei". Sebbene da qui a Gerusalemme ci fosse una distanza di quasi 200 chilometri, Gamla mostra di essere fortemente coinvolta nella lotta patriottico-religiosa. Anche le notizie offerteci da Giuseppe Flavio ci dimostrano che questa citt era una roccaforte della osservanza religiosa e che, proprio per questo motivo, alcuni fra i suoi abitanti erano intransigenti oppositori della dominazione romana e seguaci degli ideali messianici di stampo esseno-zelota. Anzi, un'ala del movimento messianico ebbe origine proprio in questo luogo; fu fondata da Giuda detto il galileo, ed era fortemente impegnata su temi di cui abbiamo gi parlato, per esempio l'obiezione fiscale. I componenti della famiglia di Giuda rivendicavano un autentico diritto dinastico al trono di Israele, considerandosi "figli di Davide", al punto che Menahem, figlio del famoso Giuda, riusc addirittura a indossare la veste del messia in Gerusalemme e a farsi re dei Giudei, sebbene per un tempo limitato. Oltre sessanta anni dopo la distruzione del tempio, ovverosia intorno al 135 d.C., un altro discendente di Giuda il galileo si propose ancora come "figlio di Davide" e avanz pretese messianiche, si tratta di un certo Simon bar Kokhba (Simone figlio della stella) che accese una seconda rivolta antiromana, destinata anche questa al fallimento. Ora noi non possiamo fare a meno di notare una curiosa serie di corrispondenze che sembrano mettere in relazione la famiglia di Giuda il galileo con quella di Ges: 1 - anche Ges, come Giuda, stato accusato per questioni relative all'obiezione fiscale (Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo re Lc XXIII, 2); 2 - anche il movimento di Ges era conosciuto col nome "i galilei" (...In verit, anche questo era con lui; anche lui un Galileo... Lc XXII, 59; ....Una serva gli si avvicin e disse: Anche tu eri con Ges, il Galileo!... Mc XXVI, 69); 3 - anche Ges vantava il diritto al trono di Israele, al punto da essere definito "figlio di Davide" per numerose volte nella narrazione evangelica;

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4 - tutta la sua famiglia, anche molto dopo la sua morte, continuava a vantare un diritto dinastico (...Quando lo stesso Domiziano ordin di sopprimere i discendenti di Davide, un'antica tradizione riferisce che alcuni eretici denunciarono anche quelli di Giuda (che era fratello carnale del salvatore) come appartenenti alla stirpe di Davide e alla parentela del Cristo stesso. Egesippo riporta queste notizie, dicendo testualmente: Della famiglia del Signore rimanevano ancora i nipoti di Giuda, detto fratello suo secondo la carne, i quali furono denunciati come appartenenti alla stirpe di Davide...).Questo passo di Eusebio mostra in modo fin troppo chiaro due cose: che Ges aveva dei fratelli carnali, e che costoro e i loro discendenti, dopo la morte di Ges, continuarono a perseguire la medesima causa dinastica, per la quale furono perseguitati dai romani; 5 - anche Ges stato giustiziato dai romani per attivit messianica (...Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva: Il re dei Giudei... Mc XV, 25); 6 - la citt di Ges, secondo la descrizione lucana, deve trovarsi nelle strette vicinanze di un precipizio, caratteristica questa che manca del tutto a Nazareth mentre calza a perfezione su Gamla (non ci sono altre citt sul precipizio in Palestina, se si esclude la rocca di Masada). Entrando a Gamla, nel punto in cui il sentiero attraversa la breccia nelle possenti mura di pietra , le prime cose che si possono osservare, in basso a sinistra, sono i resti ben conservati della sinagoga . Essa presenta perimetralmente tre file di panche in pietra, fatte a gradinata, circondate da un suolo pavimentato. C' poi un'area interna circondata da colonne a sezione circolare, ad esclusione di quelle d'angolo che hanno una curiosa sezione a cuore. Qui si svolgevano le assemblee per la lettura dei testi sacri. Ripensando al famoso brano di Luca, in questo luogo il racconto funziona perfettamente: a poca distanza dalla sinagoga il sentiero porta direttamente alla sommit del monte che precipita nella scarpata rocciosa. Da qui Ges avrebbe potuto realmente essere gettato di sotto. Oltre alle coincidenze che abbiamo enumerato ce n' un'altra che, per, richiede una spiegazione pi elaborata. Si tratta del fatto che alcuni dei fratelli di Ges avevano lo stesso nome dei figli di Giuda il galileo: Giacomo e Simone (...Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi?... Mt XIII, 55-56). L'analisi mostra rapidamente il fatto che alcuni di questi fratelli nominati nel passo evangelico appena citato (che Eusebio definisce carnali e di cui parlano anche altre fonti extratestamentarie) entravano a far parte della cerchia dei dodici apostoli. Una ulteriore coincidenza sarebbe quella che alcuni fratelliapostoli di Ges, Giacomo e Simone, sarebbero stati arrestati per attivit sovversive esattamente nello stesso periodo e nelle stesse circostanze in cui due figli di Giuda il galileo, Giacomo e Simone appunto, furono arrestati per le stesse ragioni. Ma volendo potremmo trovare altri indizi favorevoli a questa ipotesi. Dalla vetta del monte di Gamla, per esempio, si pu osservare facilmente il lago di Tiberiade, 250 metri pi in basso, sullo sfondo del panorama di una valle che punta direttamente verso le rive del lago. Ci sono alcuni sentieri che scendono sulle fiancate di questa valle, i quali consentono ad un eventuale cittadino di Gamla di coprire la distanza che lo separa dal lago in circa due o tre ore di cammino; una realt molto diversa rispetto a quella di Nazareth, coi suoi 36 chilometri di distanza e 600 metri di dislivello. Ecco come potrebbe spiegarsi il fatto che molti lo seguissero quando egli andava a predicare sul lago. Ed ecco come si spiega che egli, traversando il lago, approdasse a Genezaret che, per chi abita a Gamla, si trova esattamente sulla sponda di fronte. Ed ecco perch si dice che egli, dopo avere predicato sul lago tornasse "sul monte", il quale per, nella descrizione evangelica, non sembra essere semplicemente una montagna, ma una citt, anzi la sua citt, dal momento che su questo monte c'erano case, gente, e persino i suoi parenti. C' un'insistenza sospetta con cui si parla ripetutamente del monte, fino alla famosa frase in cui Ges dice: ...non pu restare nascosta una citt collocata sopra un monte... (Mt V, 14) facendo venire in mente, per un'altra volta, Gamla. Su questo fatto mi stato segnalato un particolare molto importante che, fino a poco tempo fa, mi era completamente sfuggito: mi arrivato un messaggio dal dr. Pietro Le Mura, della Stanford University (California - USA), in cui si fa notare che il Vangelo di Tomaso (uno scritto gnostico, considerato apocrifo dalla Chiesa e fatto scomparire fin dai primi secoli, finch il caso non ha voluto farlo tornare alla luce in questo secolo a Nag Hammadi, in Egitto) ai versi 31 e 32 recita quanto segue: ...Ges disse, "Nessun profeta benvenuto nel proprio circondario; i dottori non curano i loro conoscenti... una citt costruita su un'alta collina e fortificata non pu essere presa, n nascosta... Parole di questo genere sono presenti gi nei Vangeli di Matteo e Marco; il famoso brano ...nemo profeta in patriam..., che tutti conoscono, nel quale si parla della citt di residenza di Ges. Ora, estremamente significativo il fatto che, in associazione a quel brano, il Vangelo di Tomaso aggiunga la frase relativa alla citt costruita su un'alta collina e fortificata. Anche nei Vangeli canonici presente una frase simile: ...non pu restare nascosta una citt collocata sopra un monte... ma, molto sapientemente, sono state operate due modifiche dagli autori del testo canonico: 1 questa frase stata allontanata dal brano che parla della citt di Ges, affinch non ci sia alcun riferimento; 2 - stato tolto l'aggettivo "fortificata", dal momento che parlare di una citt fortificata e costruita su un'alta collina avrebbe costituito un richiamo fin troppo esplicito alla famosa Gamla che era stata espugnata da Vespasiano durante la tremenda guerra degli anni 66/70.

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Aggiunge il dr. Le Mura, dalla California: ...Interessante, no? La mia ipotesi e' che [il Vangelo di Tommaso] stia appunto parlando di Gamla.... Noi concordiamo perfettamente con lui! La disfatta di Gamla raccontata dettagliatamente nella "Guerra Giudaica" di Giuseppe Flavio. avvenivano all'et di 12 anni per le ragazze avveniva a 14. Maria Maddalena spos dunque Ges all'et di 27 anni (nel 30 d.C), rimase incinta nel dicembre del 32 d.C e l'anno seguente diede alla luce Tamar (la figlia). Nel 37 d.C diede al luce Ges il Giovane e nel 44 d.C, quando aveva 41 anni, nacque il suo secondogenito Giuseppe. A quel tempo Maddalena era a Marsiglia, in Francia. Il suo esilio venne raccontato da Giovanni, nella "Rivelazione" (12:1-17), in cui descrive Maria e suo figlio e narra della sua persecuzione, della sua fuga e della caccia al resto del suo seme (i suoi discendenti) condotta senza tregua dai Romani. Oltre a Maria Maddalena, fra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C, c'erano Marta e la sua serva Marcella. C'erano anche l'apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e Maria Salom (Elena). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis, divenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer. Tra le fonti scritte sulla vita di Maria Maddalena in Francia troviamo "La vita di Maria Maddalena", di Raban Maar (776-856), arcivescovo di Magonza (Mainz) e abate di Fuld. Una copia del manoscritto fu scoperta all'Universit di Oxford all'inizio del 1400 e ispir a William di Waynflete l'idea di fondare il Magdalen College nel 1448. Il culto pi attivo della Maddalena s'insedi infine a Rennes-le-Chateau, nella regione della Linguadoca. Ma anche altrove, in Francia, sorsero molti santuari dedicati a S.te Marie de Madelaine, fra cui il luogo della sepoltura a Saint Maximin-la-Sainte Baume, dove i monaci dell'ordine di san Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in alabastro dall'inizio del 400. Un'altra importante sede del culto della Maddalena fu Gellone, dove l'Accademia di Studi Giudaici fior durante il IX secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maddalena nel 1059 e nel 1096, l'anno della Prima Crociata, ebbe inizio la costruzione della grande Basilica di santa Maria Maddalena a Vzelay. Fu qui che nel 1146 l'abate cistercense Bernardo di Chiaravallle predic la Seconda Crociata al re Luigi VII, alla regina Eleonora, ai loro cavalieri e ad una congregazione di 100.000 persone. Nel redigere la Costituzione dell'Ordine dei Cavalieri Templari nel 1128, san Bernardo menzion specificatamente il dovere di "obbedienza a Betania, il castello di Maria e Marta". E' quindi molto probabile che le grandi cattedrali di "Notre Dame" in Europa, tutte sorte per volere dei Cistercensi e dei Templari, fossero in realt dedicate a Maria Maddalena. Ges non raggiunger mai Maria Maddalena in Francia ma continuer a spostarsi in Medio Oriente fino alla sua morte per diffondere e instaurare un nuovo ordine. Su Giuseppe, il figlio di Cristo nato in Francia, non si hanno sufficienti testi letterari e cronache storico-religiose del tempo per poter affermare che da lui la dinastia proseguir attraverso Aminadab e successivamente nei Merovingi, collegamento suggestivo ma chiaramente il pi ovvio. Come consuetudine medievale, gli avvenimenti storici nel tempo venivano plasmati nelle leggende, in tradizioni locali, in testi letterari, quelli che diffonderanno il ciclo del Graal, forma simbolica e

Maria Maddalena
Maria Maddalena mor nel 63 d.C, all'et di 60 anni, in quella che oggi St.Baume, nella Francia meridionale. Maria non era semplicemente un nome ma un titolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della sorella di Mos e Aronne). Le Miriam (Marie) partecipano a un ministero formale all'interno di ordini spirituali. Mentre i "Mos" guidavano gli uomini nelle cerimonie liturgiche, le "Miriam" facevano altrettanto con le donne. Maria Maddalena viene dapprima descritta nel Nuovo Testamento come una donna "dalla quale erano usciti sette demoni" (Luca 8:2) e pi avanti lo stesso Vangelo dice che era una peccatrice. Ma, oltre a ci, viene ritratta in tutti i Vangeli come una leale compagna preferita da Ges. Prima del matrimonio, le marie erano soggette all'autorit del capo degli Scribi, che al tempo di Maddalena, era Giuda Sicariota. Il capo degli Scribi era anche il demone sacerdote "Numero 7", e i sette "Sacerdoti Demoni" costituivano un gruppo formale di opposizione ai sacerdoti che rappresentavano le "sette luci della Menorah". Questi sacerdoti avevano il compito di sorvegliare le donne nubili della Comunit. Dopo il matrimonio Maddalena non fu pi sottoposta a tale sorveglianza. Quindi "i sette demoni uscirono da lei" e le fu consentito di avere rapporti sessuali secondo le regole spiegate prima. Il suo non era un matrimonio qualunque e Maria fu soggetta a lunghi periodi di separazione dal marito: periodi durante il quale non veniva considerata una moglie, ma una "sorella" (in senso religioso). Nella societ le sorelle avevano lo stesso rango loro assegnato nella comunit ed erano considerate vedove (donne menomate), un gradino sotto quello di "almah". Cos un almah (vergine) si sposava e saliva al rango di madre, ma durante i periodi di separazione coniugale veniva retrocessa a un rango inferiore a quello originario di donna nubile. Il padre di Maddalena era il capo dei sacerdoti (subordinato al sommo sacerdote) Siro il "Giairo". Il sacerdote Giairo officiava nella grande sinagoga marmorea a Cafarnao e la sua carica era ereditaria, riservata esclusivamente ai discendenti di Giair (Numeri 32:41). Nel Nuovo Testamento Maddalena viene menzionata per la prima volta quando i Vangeli raccontano la storia della sua resurrezione come figlia di Giairo nel 17 d.C.. Essere "resuscitata" (simbolicamente dalle tenebre eterne) si riferiva alla promozione ad un rango pi elevato all'interno della "Via". Per Maddalena si trattava di una iniziazione spirituale: se le prime "resurrezioni" per i ragazzi

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allusiva per tramandare la presenza di Cristo nella storia. banda infestava la regione sul confine della Siria, e lo uccise con molti dei suoi. L'impresa fu accolta col pi grande favore dagli abitanti della Siria; nelle citt e nei villaggi si inneggiava a Erode come al salvatore della pace e dei beni, e questi divenne noto anche a Sesto Cesare, che era parente del grande Cesare e governava la Siria... " (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica, I - 10,5). In questo passo la tendenziosit di Giuseppe appare evidente: secondo lui la cattura di Ezechia sarebbe stata accolta da tutti con grande giubilo, ed Erode salutato come un liberatore; ma noi comprendiamo che tale atteggiamento poteva essere condiviso soprattutto da quegli ebrei a cui conveniva un compromesso coi romani, piuttosto che una lotta frontale. La verit che a Gerusalemme fu contestato il gesto di Erode, ed alcuni volevano addirittura che fosse processato, per avere giustiziato sommariamente Ezechia. Questa eliminazione violenta di Ezechia, da parte Erode, fu il punto di partenza per un odio feroce fra la stirpe degli erodiani e i discendenti di Ezechia stesso. Per pi di un secolo le due famiglie furono rivali: la prima composta da regnanti effettivi, senza un diritto dinastico riconosciuto, la seconda da aspiranti al trono di Israele, che vantavano un diritto di sovranit in quanto sedicenti "figli di Davide". Allorch Antipatro fu assassinato, Erode fu eletto dai romani tetrarca d Galilea, nel 42 a.C.; ma soltanto nel 37 a.C., dopo alterne fortune e lotte feroci coi componenti della dinastia asmonea, Erode riusc a farsi eleggere re su tutta la Palestina. Il suo fu un lungo regno, durato ben trentatr anni, fino cio alla sua morte avvenuta per malattia nel 4 a.C. Una delle caratteristiche principali del regno di Erode il Grande [vedi figura] fu l'ossessione che costui nutriva nei confronti della dinastia Asmonea, ovverosia dei discendenti dei famosi Maccabei che nel secondo secolo a. C. avevano guidato una rivolta contro i sovrani stranieri Seleucidi. Erode temeva continuamente complotti nei suoi confronti, vedeva minacce ovunque e il risultato di ci fu la ferocia inaudita con cui fece perseguitare ed eliminare ogni persona sospetta. Fu un regnante dispotico e crudele. Non esiste nelle fonti storiche la bench minima traccia della cosiddetta "strage degli innocenti", ovverosia dei bambini betlemiti, ed essa sembra proprio avere un carattere del tutto leggendario; anzi sembra essere stata concepita sul modello della persecuzione del dio Ind Krishna. Il monarca ebbe numerose mogli, come ci narra Giuseppe: "...Il re aveva infatti nove mogli, e figli da sette di loro: Antipatro da Doris, Erode da Mariamme, la figlia del sommo sacerdote, Antipa e Archelao da Maltace la Samaritana, e da questa la figlia Olimpiade che fu moglie di suo nipote Giuseppe da Cleopatra di Gerusalemme Erode e Filippo, da Pallade Fasael. Di figlie ne ebbe anche altre: Rossane e

STORIA DELLA PALESTINA DAL 63 a.C. AL 73 d.C. L'epoca di Erode il Grande (37 a.C. - 4 a.C.)
Il primo ingresso di truppe romane in Gerusalemme avvenne nel 63 a.C. sotto il comando di Pompeo, e quando costui fece ritorno a Roma port con s numerosi prigionieri che formarono la prima comunit giudaica di Roma. In questo periodo i romani posero come amministratore della Giudea un certo Antipatro (47 a.C.) e, quando Giulio Cesare assunse pieni poteri, Antipatro ricevette il titolo di vicer. Antipatro non era giudeo, ma idumeo, non molto ben visto dalla popolazione di Gerusalemme; egli aveva tre figli: fasael, eletto stratega di Gerusalemme, Giuseppe, prefetto di Masada, ed Erode, stratega di Galilea. Quest'ultimo in particolare era molto ambizioso ed irruento, non si risparmiava nessuna azione che potesse contribuire a renderlo simpatico ai romani e a favorire la sua carriera politica. Nel frattempo, la convinzione che i tempi del riscatto di Israele dalle dominazioni straniere fossero vicini si era diffusa in tutta la Palestina, ed aveva preso piede soprattutto presso le classi povere, vittime di due tiranni: i romani e l'aristocrazia ebraica. Infatti n la casta sacerdotale, n i proprietari di terre, avevano alcun interesse a ricostruire l'antico regno di Davide, ma piuttosto a salvaguardare i loro interessi e a collaborare con gli stranieri che avevano preso il potere nella regione. Persino alcuni gruppi residenti nel nord, soprattutto nel Golan, presero a cuore la causa messianicodavidica. Se ne fece rappresentante un certo Ezechia, il quale rivendicava per la sua famiglia una discendenza regale: il grande re Davide, secondo lui, sarebbe stato suo antenato. Dunque, non soltanto Ezechia sosteneva l'ideale messianico, ma, con ogni probabilit, sosteneva il diritto suo, o di qualche suo discendente, di aspirare al ruolo di Messia di Israele. Ezechia era di Gamala, o Gamla, una citt situata in cima ad una rupe, nei pressi della riva orientale del lago di Kinnereth, nel Golan, la regione ai confini della Siria. Erode fu ben lieto di guidare una spedizione contro questo capo della resistenza antiromana: "... (Erode), che era energico di natura, trov subito campo per la sua azione. Cattur infatti Ezechia, un capobrigante che con una grossa

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Salom, la prima da Fedra, la seconda da Elpis. Due delle mogli non avevano avuto figli, una sua cugina e una sua nipote. Oltre a queste poi le due sorelle di Alessandro e Aristobulo, nate da Mariamme..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica, I - 28,4). Gran parte della ferocia di Erode fu riversata sulla sua stessa famiglia, infatti nel 29 a.C. fece uccidere la moglie Mariamme, nipote di Ircano lI, sospettando che essa complottasse contro di lui e, nel 7 a.C., fece uccidere anche i figli che aveva avuto da lei: Alessandro e Aristobulo. Erode fece compiere molte opere per lo splendore del suo regno; fece iniziare i lavori per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme, ma non certo per fervore religioso; fece costruire l'imponente fortezza di Masada, non lontano dalla riva sud-occidentale del Mar Morto; fece costruire nel nord, sulla costa, la citt di Cesarea, vicino all'attuale Haifa, che svolse il ruolo di porto di collegamento fra Roma e la Palestina e che, in seguito, fu la residenza ufficiale dei procuratori romani. Erode il Grande mor confermando la sua fama dispotica e sanguinaria, facendo uccidere, fra gli altri anche Antipatro, il figlio che aveva avuto dalla moglie Doris: "...So che i Giudei faranno festa per la mia morte, ma io ho il modo di farli piangere per altri motivi e ottenere un grandissimo lutto, se voi vorrete eseguire le mie disposizioni. Quando io morir. fate immediatamente circondare dai soldati e uccidere quelli che stanno rinchiusi (nell'ippodromo), s che tutta la Giudea e ogni famiglia. anche non volendo, abbiano a piangere per la mia morte..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica, I - 33,6). accendere la scintilla della "guerra santa" per la liberazione di Israele. "...Nella Perea Simone, uno degli schiavi del re, facendo affidamento sulla bellezza delle sue forme e sulla prestanza fisica. Si cinse del diadema e. andando in giro alla testa dei briganti che aveva raccolto. appicc il fuoco alla reggia di Gerico e a molti altri ricchi palazzi, procurandosi con gli incendi facili occasioni di saccheggio. E in breve avrebbe dato alle fiamme ogni abitazione di un certo valore, se non fosse andato ad affrontarlo Grato... il capo della fanteria regia... Simone stesso, mentre cercava scampo attraverso un ripido burrone, fu intercettato da Grato che con un colpo di fianco gli stacc la testa..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II, 4). "...Anche nel contado si verificarono vari disordini, e l'occasione spinse parecchi a tentare d'impadronirsi del potere. Nell'Idumea duemila veterani di Erode, raccoltisi in armi, erano in lotta con l'esercito regio. e contro di loro guerreggiava Achiab, il cugino del defunto re, appoggiandosi alle piazzeforti ed evitando una battaglia in campo aperto. A Sepphoris. nella Galilea, Giuda, figlio del capobrigante Ezechia, che un tempo aveva infestato quel paese ed era stato catturato dal re Erode, avendo raccolto una banda non piccola fece irruzione negli arsenali regi e, rifomiti di armi i suoi, attaccava gli altri che aspiravano al potere..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II, 4). Incontriamo qui un personaggio di grande importanza, il figlio di quell'Ezechia di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente: Giuda, da molti conosciuto come "il Galileo", nominato anche nel Nuovo Testamento. In realt Giuda il Galileo non era affatto galileo di nascita, era golanita, era nato a Gamala, sulla riva orientale del lago di Kinnereth. Qualcuno lo definisce Giuda di Gamala. Noi sappiamo bene che il termine "galileo" era usato comunemente per indicare la setta dei messianistidavidici che, appartenenti alla stirpe di Ezechia, provenivano dal nord. In realt la loro vera provenienza era il Golan, ma erano diventati famosi per le loro azioni a Sefforis, in Galilea, e questo aveva valso loro l'appellativo di galilei. Il termine galilei fu spesso usato per indicare anche i primi cristiani, nel primo secolo. Nessuna per delle rivolte che avvennero alla morte di Erode riusc a modificare la situazione della Palestina, probabilmente per il fatto che il consenso e la partecipazione del popolo erano limitati. Dei tre figli di Erode il Grande, che furono posti a capo delle tetrarchie, il primo a perdere il potere fu Archelao, verso il 6 d.C. perch fu deposto dai romani ed esiliato a Vienne, nella Gallia. Questa volta Augusto decise di non affidare la tetrarchia ad un altro componente della famiglia erodiana, bens fece di questa regione una provincia romana governata da un praefectus, che solitamente noi chiamiamo "procuratore". Il primo praefectus inviato da Roma fu Coponio e, in seguito, dal 26 al 36 d.C.,fu Ponzio Pilato.Questo fatto apparve molto pesante ai giudei, che si videro governati direttamente da un pagano e, ad aggravare la situazione, si aggiunse anche la decisione imperiale di eseguire un censimento

Fra Erode e Pilato (4 a.C. - 26 d.C.)


Morto Erode, i discendenti si contendevano la successione del regno: Antipatro era stato ucciso e il testamento era stato modificato, chi avrebbe ereditato il regno? In questo clima di dispute familiari Cesare Augusto prese una strategica decisione: divise la Palestina in quattro tetrarchie e le affid ad alcuni componenti della famiglia erodiana. Le regioni Idumea, Giudea, Samaria, furono affidate a Erode Archelao; le regioni Galilea e Perea furono affidate a Erode Antipa; le regioni Golan, Auranitide, Traconitide, furono affidate a Erode Filippo, infatti quest'ultima parte chiamata spesso "tetrarchia di Filippo"; la quarta regione divenne un possedimento di Salom. Naturalmente la decisione di Augusto, prima ancora che dal desiderio di contentare tutti gli erodiani, fu motivata dal celebre detto: divide et impera. Com'era prevedibile la fine del lungo regno di Erode il Grande fu occasione di ribellioni, molti speravano che questa circostanza potesse servire ad

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della popolazione, finalizzato naturalmente alla riscossione delle tasse. in questa circostanza cbe il Vangelo di Luca colloca la nascita di Cristo (siamo nel 6-7 d.C.), creando un insanabile contrasto con la data fornita dal Vangelo di Matteo, che fa nascere Ges pi di dieci anni prima, quando era ancora vivo Erode il Grande. La supervisione del censimento venne affidata al governatore della Siria Publio Sulpicio Quirino, diretto superiore del praefectus romano. Anche questa circostanza offri occasione per grosse ribellioni: i messianist videro nel praefectus romano una usurpazione sacrilega, da parte di un pagano, di una sovranit che spettava solo a Jahv, e tentarono una sommossa disperata per impedire questo fatto: "...Essendo stato ridotto a provincia il territorio di Archelao, vi fu mandato come procuratore Coponio, un membro dell'ordine equestre dei romani, investito da Cesare anche del potere di condannare a morte. Sotto di lui un galileo di nome Giuda spinse gli abitanti alla ribellione. colmandoli di ingiurie se avessero continuato a pagare il tributo ai romani e ad avere, oltre Dio, padroni mortali. Questi era un dottore che fond una sua setta particolare, e non aveva nulla in comune con gli altri..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II, 8). "...Un certo Giuda il Galileo si precipit nella sedizione. Egli sosteneva che quel censimento si portava dietro addirittura una servit totale. e chiamava il popolo a rivendicare la propria libert. Giuda il Galileo fu il fondatore della quarta setta filosofica. I suoi seguaci s'accordano in generale con la dottrina dei farisei, ma hanno un invincibile amore della libert, perch giudicano che Dio il solo capo e l'unico padrone. I pi straordinari generi di morte, i supplizi dei loro parenti e amici li lasciano indifferenti, pur di non dover chiamare nessun uomo col titolo di padrone..." (Giuseppe Flavio, Antichit Giudaiche 18, 4-5). Il figlio di Ezechia, Giuda, che aveva gi guidato una sommossa all'indomani della morte di Erode il Grande, fu nuovamente al centro dell'attenzione, come capo della rivolta del censimento. Naturalmente l'insurrezione si concluse con un insuccesso, lo stesso Giuda fu ucciso, centinaia di rivoltosi furono catturati e crocifissi. A cinquantaquattro anni di distanza il padre e il figlio condivisero la stessa sorte, per la stessa causa. Giuseppe Flavio afferma che: "...Giuda il Galileo era un dottore, che fond una sua setta particolare, la cosiddetta 'quarta setta filosofica', che non aveva nulla in comune con le altre...". E molto importante per noi focalizzare bene questa setta, comprenderne i motivi aspiratori e stabilire quali relazioni potesse avere con le altre componenti della societ ebraica. Afferma a questo proposito lo studioso G. Jossa: "...La predicazione di Giuda il Galileo contiene due elementi fondamentali: l'affermazione intransigente della signoria di Jahv e della libert di Israele e l'annuncio imminente del regno di Dio e della liberazione da Roma. Dal primo punto di vista. Giuda un dottore. un ~rabb", che ripropone con assoluta radicalit l'ideale etico teocratico di Israele. Al centro della sua predicazione il richiamo della signoria di Jahv sul popolo e l'affermazione della sua inconciliabilit con la dominazione romana. Questo presuppone una radicalizzazione dell'idea della libert di Israele che comporta il rifiuto della signoria imperiale e del pagamento del tributo. Dal secondo punto di vista, Giuda un profeta un 'nabi', che riprende con assoluta urgenza l'attesa messianica nazionale di Israele. Al centro della sua predicazione l'annuncio della venuta dal regno di Dio e la richiesta di collaborazione del popolo alla sua realizzazione. Questo significa un invito alla liberazione di Israele dal dominio di Roma che comporta la ripresa del messianismo davidico e la necessit della lotta armata..." (Giorgio Jossa, Ges e i movimenti di liberazione della Palestina, Paideia, 1980). Possiamo enucleare questi punti nel pensiero della setta di Giuda: 1) un vero israelita non pu riconoscere altro sovrano che Yahweh; 2) il riconoscimento di un sovrano straniero, per di pi pagano, un atto sacrilego; 3) il pagamento del tributo ai romani costituisce un atto esplicito di sottomissione ai pagani, pertanto una offesa alla sovranit di Yahweh; 4) un vero israelita deve adoperarsi al prezzo della sua stessa vita per contribuire alla restaurazione del regno messianico-davidico, il cosiddetto Regno di Yahweh. Dunque egli tent di organizzare delle vere e proprie obiezioni fiscali di massa. E vero, come sostiene Giuseppe Flavio, che la sua setta non aveva a che fare con le altre? Oggi la maggioranza degli studiosi sostiene che a Giuda debba farsi risalire la setta degli zeloti e dei sicari, interpretandola come un ben preciso movimento, distinto dagli altri, in particolare dagli esseni. Personalmente sono portato a credere che Giuseppe abbia voluto staccare il movimento di Giuda da quello esseno per trasmettere di questi ultimi l'immagine di asceti mistici e non violenti, avulsi dal contesto politico e da ogni inclinazione alla lotta armata contro i romani. E una immagine incompleta e scorretta del movimento esseno. Con questo non mi sento di affermare che il movimento esseno e quello di Giuda fossero la stessa cosa, ma che vi fossero profonde relazioni si, lo credo senz'altro. Pu darsi, per esempio, che il movimento di Giuda si sia ispirato ai contenuti ideologici e religiosi del pensiero esseno, che si sia affiancato ad esso, che, a sua volta, ne abbia influenzato gli sviluppi (si veda la parte dedicata alla storia del movimento esseno ). Certo che, se sussistono alcune difficolt ad identificare l'immagine del movimento di Giuda con l'immagine degli esseni offerta da Giuseppe Flavio e da Filone Alessandrino, queste difficolt scompaiono se consideriamo l'immagine degli esseni che scaturisce dal

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Rotolo della Guerra, trovato nelle grotte di Khirbet Qumran, sulle rive del Mar Morto. A questo punto possiamo ancora ammettere che si tratti di due movimenti diversi, ma i loro contenuti sono molto simili. Altre interessanti corrispondenze le possiamo individuare tra il movimento di Giuda la comunit che si era sviluppata intorno al Cristo che Pilato fece crocifiggere; mi riferisco alla comunit giudeo-cristiana, quella dei seguaci diretti di Cristo, non al cristianesimo extragiudaico, sviluppatosi in ambienti romani ed ellenistici dai seguaci di San Paolo. Afferma ancora G. Jossa, sebbene egli stesso sia fortemente contrario ad individuare relazioni fra il cristianesimo primitivo e la setta di Giuda: "...vari elementi... sembrano avvicinare le due figure di Giuda di Gamala e Ges d Nazareth. Anzitutto l'origine Galilaica e laica, intesa non come elemento puramente geografico e sociologico, ma come espressione di una religiosit diversa da quella dell'ambiente sacerdotale di Gerusalemme dal quale provengono gli Zeloti. Giuda e Ges, prima sicari e cristiani poi. sono stati chiamati entrambi 'Galilei'; fatto che rende talvolta difficile l'identificazione sicura del gruppo religioso indicato nelle fonti con questo nome..." (Giorgio Jossa, Ges e i movimenti di liberazione della Palestina, Paideia, 1980). Al procuratore Coponio succedettero, nel governo della provincia giudea, i procuratori Marco Ambibulo (9 d.C.), Annio Rufo (12 d.C.) durante l'incarico del quale mori l'imperatore Augusto che fu sostituito da Tiberio (14 d.C.), poi Valerio Grato (15 d.C.) e Ponzio Pilato (26 d.C.). Fino all'inizio dell'incarico di Ponzio Pilato, non ci sono testimonianze di altre rivolte cos importanti come quella scoppiata in occasione della morte di Erode, e quella del censimento. korbonas, per un acquedotto che faceva arrivare l'acqua da una distanza di quattrocento stadi. La folla ribolliva di sdegno, e una volta che Pilato si trovava a Gerusalemme ne circond il tribunale con grandi schiamazzi. Quello, che gi sapeva della loro intenzione di tumultuare, aveva sparpagliato tra la folla i soldati, armati e vestiti in abiti civili, con l'ordine di non usare le spade, ma di picchiare con bastoni i dimostranti, e a un certo punto diede il segnale. I Giudei furono percossi, e molti morirono per i colpi ricevuti. Molti calpestati da loro stessi nel fuggi fuggi. Terrorizzata dalla sorte delle vittime la folla ammutol..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica, II, 9). Un'altra pesante azione di Pilato fu effettuata nei confronti dei samaritani, infatti, per sedare una sommossa sul nascere ne fece massacrare un gran numero. L'azione gli varr la fine del suo incarico, perch i samaritani sporsero querela presso il legato di Siria, Vitellio, che invi Pilato a Roma, per rispondere presso Tiberio del suo operato. In realt quando Pilato giunse a Roma Tiberio era gi morto, ma Pilato non fece mai pi ritorno in Palestina (Giuseppe Flavio Ant. Giu., 18, 4). L'epoca di Ponzio Pilato l'epoca in cui si ambienta il racconto evangelico, Giuseppe Flavio non fa menzione di Cristo nella sua "Guerra Giudaica", mentre nelle "Antichit Giudaiche" possiamo leggere quel passo, diventato ormai famosissimo, che stato addirittura definito testimonium flavianum: "...In quel medesimo tempo viveva Ges, che era un uomo saggio, seppure lo si deve considerare semplicemente come un uomo, tanto ammirabili erano le sue opere. Egli ammaestrava coloro che desideravano essere istruiti nella verit, e fu seguito non solo da molti giudei ma anche da tanti gentili: egli era il Cristo. Poich alcuni capi della nostra nazione l'avevano accusato davanti a Pilato, costui lo fece crocifiggere. Coloro che lo avevano amato durante la vita non lo abbandonarono dopo la morte. Egli apparve loro vivo e risuscitato il terzo giorno, come i santi profeti avevano preannunciato, dicendo che avrebbe fatto molti altri miracoli. Da lui hanno tratto il nome i cristiani, che noi vediamo ancora oggi..." (Giuseppe Flavio, Antichit Giudaiche, 18 - 3,3). Molto tempo fa, quando intorno alle origini storiche del cristianesimo regnava il pi assoluto acriticismo, questo passo era considerato come un elemento probante della storicit del racconto evangelico, ma oggi l'opinione degli accademici, anche cattolici, fortemente cambiata. Riflettendo sul fatto che Giuseppe Flavio aveva tradito il suo paese, verso il finire della guerra degli anni 66-70, aveva rinnegato ogni principio della causa messianica ed era passato dalla parte dei romani ingraziandosi le simpatie dello stesso Vespasiano, da cui aveva ottenuto un incarico a Roma per scrivere la storia degli ebrei e il titolo di Flavius affiancato al suo nome, dobbiamo senz'altro convenire che quelle parole non potevano assolutamente uscire dalla sua penna. In particolare: "...seppure lo si deve considerare semplicemente come un uomo ... egli era il Cristo ... apparve loro vivo e risuscitato il terzo giorno, come i santi profeti avevano

L'epoca di Ponzio Pilato (26 d.C. - 36 d.C.)


Nel 26 d.C. Ponzio Pilato venne nominato dall'imperatore Tiberiopraefectus Idaeae. La sua residenza ufficiale era a Cesarea Marittima, una cittadina sulle rive settentrionali della Palestina, che fungeva da porto per le comunicazioni con Roma e da capitale amministrativa della regione governata dal praefectus. In questo periodo si verificarono alcuni disordini nei quali Pilato mostr la durezza della sua politica. In un primo momento egli tent di introdurre in Gerusalemme delle immagini dell'imperatore, gli ebrei, che non tollerano rappresentazioni della figura umana, tanto meno dell'imperatore proposto come oggetto di culto, furono sul punto di compiere una massiccia sommossa e Pilato prefer ritirare le immagini piuttosto che iniziare il suo incarico governativo con un bagno di sangue. In realt la sua disponibilit nei confronti degli ebrei dur poco e... "...tempo dopo Pilato provoc un altro tumulto impiegando il tesoro sacro, che si chiamava

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preannunciato..." sono affermazioni che costituiscono una autentica professione di fede cristiana e che non potevano essere avanzate a Roma, da un pupillo dell'imperatore, pochi anni dopo che Nerone aveva fatto crocifiggere e ardere vivi i cristiani nelle vie dell'urbe. Esse sono talmente aderenti al catechismo cattolico che si denunciano da sole come interpolazioni di marca cristiana, universalmente riconosciute come tali dai critici delle opere di Giuseppe Flavio. In pratica iltestimonium flavianum non solo non depone a favore della storicit dei Vangeli, ma fa capire quanto si sia spinta in avanti la mano dei cristiani nel piegare le verit della storia e nel manomettere i documenti che dovrebbero dare testimonianza delle vicende di quel periodo. In effetti non esistono manoscritti delle opere di Giuseppe Flavio, se non quelli pazientemente ricopiati (o riscritti?) dagli amanuensi della Chiesa, che datano ai secoli X, XI e XII. Chi ci dice, a questo punto, che non siano stati "opportunamente ritoccati" tutti i documenti storici del tempo (che in realt si contano sulle dita di una mano sola e costituiscono complessivamente poche righe) in cui si parla di Cristo? Speriamo che almeno questo passo degli Annales di Tacito possa essere considerato autentico e non interpolato: "...Per tagliar corto alle pubbliche voci, Nerone accus di essere colpevoli, e sottopose a raffinatissime pene, coloro che il popolo chiamava Cristiani e che erano odiati per i loro crimini. Quel nome veniva da Cristo, che sotto il regno di Tiberio era stato condannato al supplizio per ordine del procuratore Ponzio Pilato. Momentaneamente sopita, questa malefica superstizione proruppe di nuovo non solo in Giudea, luogo d'origine di quel flagello, ma anche in Roma dove tutto ci che vergognoso e abominevole viene a confluire e attecchisce. Per primi furono arrestati coloro che facevano aperta confessione di tale credenza. Poi, su denuncia di questi, ne fu arrestata una gran moltitudine non tanto perch accusati di aver provocato l'incendio, ma perch erano pieni d'odio contro il genere umano..." (Tacito, Annales XV, 44). immagine estrema: tutti squilibrati, omosessuali, corrotti, affetti da gravi turbe psico-affettive, ecc... A questa tendenza appartengono anche certa letteratura e cinematografia moderne, infarcite di tardo romanticismo e di luoghi comuni, che hanno prodotto i vari Quo Vadis, Ben Hur, La Tunica, Barabba, ecc. Esse hanno contribuito a fornire, a livello popolare, una visione storica di quel periodo completamente distorta e non veritiera. Caligola affid ad Erode Agrippa il governo della tetrarchia che dopo la morte di Erode Filippo nel 34 era passata sotto il diretto controllo del praefectus romano. Mi riferisco alla regione situata sulla riva orientale del lago Kinnereth. Dunque Agrippa, nel 38, lasci Roma per insediarsi nel suo dominio. Durante il viaggio fece tappa ad Alessandria d'Egitto e qui si svolse un curioso episodio, che agli effetti del nostro studio merita attenzione. Ce lo racconta Filone Alessandrino, in una sua opera finalizzata a criticare il governatore romano Flacco, accusato di essersi comportato scorrettamente nei confronti di Agrippa (Philonis Alexandrini, In Flaccum, VI). Secondo lui i greci alessandrini, ostili alla comunit giudaica locale, avrebbero inscenato nello stadio una rappresentazione beffarda. Avrebbero trascinato uno sprovveduto trovato per la strada, lo avrebbero acconciato con una corona di rami intrecciati, lo avrebbero avvolto in un mantello improvvisato, gli avrebbero messo in mano, a guisa di scettro, una canna. Insomma, ne avrebbero fatto un re fantoccio e lo avrebbero sistemato in posizione sopraelevata mentre alcuni giovani ai suoi lati, tenendo dei bastoni come lance, avrebbero rappresentato le guardie. Allora la gente gli si sarebbe avvicinata e lo avrebbe canzonato fingendo di ossequiarlo, di supplicarlo, invocando: "Oh Signore!" e usando per questo il termine che in siriaco (la lingua di Agrippa) era usato per rivolgersi al re. Si confronti adesso l'episodio con questo celebre passo del Vangelo: "...Allora i soldati del governatore condussero Ges nel pretorio e gli radunarono addosso tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: - Salve, re dei Giudei! -, sputandogi addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo..." Cos'era successo nello stadio di Alessandria? Flacco aveva consentito, o addirittura favorito, che alcuni canzonassero gli ebrei sfruttando l'immagine di quel sedicente re dei giudei che pochissimi anni prima aveva lanciato una sfida al potere imperiale, ma era stato catturato, sbeffeggiato e crocifisso. Il ricordo di questo evento era fresco e tutti coloro che avevano in antipatia i giudei trovavano che questi si fossero coperti di ridicolo per aver creduto in una possibile liberazione della Palestina da parte di un gruppuscolo di fanatici yahwisti. Come possiamo capire l'episodio molto importante, perch d una collocazione politica precisa alla crocifissione del Messia di Israele, ed arricchisce il quadro degli scritti non cristiani contenenti riferimenti a Cristo. Non a caso questo episodio volutamente

30 anni di disordini messianici (36 d.C. 66 d.C.)


Nell'anno successivo al termine dell'incarico di Pilato, cio nel 37 d.C., Tiberio Cesare fu assassinato e la carica imperiale fu assunta da Gaio, tristemente noto come Caligola. Costui era intimo amico di Erode Agrippa, il quale si era recato a Roma, ed era figlio di quell'Aristobulo che Erode il Grande aveva fatto uccidere nel 7 a.C. Pare che fra i due intercorresse qualcosa di pi che un'amicizia, cio una relazione omosessuale; si dice inoltre che Gaio fosse pazzo o per lo meno stravagante. Purtroppo gli apologeti cristiani hanno cercato di screditare al massimo gli imperatori pagani, insistendo su certe loro caratteristiche, senz'altro non pregevoli, e finendo con l'offrire di essi una

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trascurato. Si preferisce ignorarlo per evitare le sue compromettenti implicazioni e conseguenze. C' una seconda importante questione, relativa al breve periodo in cui fu imperatore Caligola, che dobbiamo prendere in considerazione. Si tratta di un grave episodio con cui Gaio ha rischiato di provocare una vera e propria guerra: "...Gaio Cesare fu cos intemperante verso la fortuna. da voler essere considerato e chiamato dio, da privare la patria del fior fiore della sua nobilt e da estendere la sua empiet anche fino alla Giudea. Infatti invi Petronio con un esercito a Gerusalemme per collocarvi le sue statue nel tempio. dandogli ordine, se i giudei non le avessero volute introdurre, di uccidere chi avesse opposto resistenza e di ridurre in schiavit tutto il resto della popolazione. Ma Dio vegliava contro tali ordini. Petronio con tre legioni e con molte milizie ausiliarie della Siria, mosse da Antiochia contro la Giudea, mentre fra i giudei alcuni non credevano alle voci di una guerra e altri, che ci credevano, non vedevano una via di salvezza; ma ben presto il terrore si diffuse fra tutti perch l'esercito era gi arrivato a Tolemaide ... [Petronio] sciolse l'assemblea che lo colmava di benedizioni e, ritirato l'esercito da Tolemaide, ritorn ad Antiochia. Di l subito inform Cesare circa la sua spedizione in Giudea e le supplichevoli richieste della nazione, concludendo che, se non voleva perdere oltre agli uomini anche il paese, conveniva non violare la loro legge e lasciar cadere l'ordine dato. A questa lettera Gaio rispose in toni tutt'altro che pacati. minacciando di morte Petronio per la lentezza con cui eseguiva le sue disposizioni. Ma a coloro che portavano questo suo messaggio capit di restare per tre mesi bloccati in mare dalle tempeste, mentre altri messaggeri con la notizia della morte di Gaio non ebbero disturbi durante la loro navigazione. Perci Petronio ricevette questo secondo messaggio ventisette giorni prima dell'altro contenente le minacce..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II, 10). L'episodio importante perch alcuni studiosi sostengono che di esso esista un preciso riferimento nel Vangelo, in quel passo che viene chiamato solitamente Piccola apocalisse di Marco (Mc XIII). In esso leggiamo: "...Quando vedrete l'abominio della desolazione stare l dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti". Colui che ha scritto queste parole si richiamato ad un passo del Vecchio Testamento in cui si descrive un altro "abominio della desolazione": la profanazione del tempio che fu effettuata allorch in esso fu sistemato un altare a Giove Olimpo. Furono queste le cose che, nel secondo secolo avanti Cristo avevano scatenato la rivolta dei maccabei. Dunque la minaccia di profanazione da parte di Caligola sarebbe l'abominio di cui parla il Vangelo? Vedremo in seguito che questo non vero. L'abominio riferito a tutt'altra circostanza alquanto pi tarda: e cio all'ingresso delle truppe di Tito nel tempio, alla profanazione del sncta sanctorum, al saccheggio del tesoro sacro, che fu portato trionfalmente a Roma come bottino di guerra. Tutte queste cose sono avvenute nel 70 d.C. Perch, dunque, molti collegano l'episodio della Piccola apocalisse di Marco alla questione delle statue di Caligola? Per la semplice ragione che molti cristiani vogliono credere, contro molte evidenze, che il Vangelo di Marco sia stato composto negli anni 50-60, pertanto l'unico eventuale riferimento storico del passo in questione pu essere fornito solo dalla minaccia di Gaio Caligola, che comunque non mai stata messa in atto. In seguito riprenderemo il problema e vedremo che le parole di Marco mostrano un preciso riferimento alla distruzione del tempio avvenuta nel 70, dandoci la sicurezza che non pu essere stato scritto prima di quella data. Caligola fu ucciso nel 39 e gli successe Claudio. Costui estese il dominio di Erode Agrippa a tutta la Palestina, compresa la parte in cui, dal tempo di Ponzio Pilato, il posto di praefectus era rimasto vacante. Il regno di Agrippa non dur a lungo, poich costui mor nel 44. Allora Claudio riesum la carica del praefectus residente a Cesarea e incaric per questo Cuspio Fado (44-46). Il fatto pi importante che dobbiamo segnalare in questo momento l'episodio di rivolta messianica di cui fu protagonista un personaggio che non viene mai chiamato per nome, ma soltanto col soprannome di guerra: Taddeo, o Teuda (il prof. R. Eisenman, della California State University, ha argomentato a lungo sull'identit di questo personaggio e sul suo enigmatico nome, che compare in diverse scritture come Addai, Thaddeo, Theudas, Yehuda, Ioudas Zelotes [James the brother of Jesus, Penguin Book]). Costui era un combattente messianista, citato anche negli Atti degli Apostoli insieme a Giuda il Galileo. Di costui hanno parlato sia Giuseppe Flavio che Eusebio di Cesarea: "... Ancora negli Atti, Luca accenna a Gamaliele, che durante l'interrogatorio degli apostoli disse che al tempo di cui parliamo si ribell un certo Teuda, che si vantava di essere qualcuno, e fu ucciso. mentre tutti quelli che gli avevano prestato fede furono dispersi. Ma consideriamo ora anche ci che Giuseppe scrive di lui. Nell'opera sopracitata riferisce testualmente quanto segue: Mentre Fado era procuratore della Giudea, un impostore di nome Teuda persuase la maggior parte della folla a prendere con s i propri averi e a seguirlo fino al fiume Giordano: diceva infatti d'essere un profeta e che a un suo cenno il fiume si sarebbe aperto, offrendo loro facile passaggio. Molti ne ingann a questo modo. Ma Fado non permise che traessero vantaggio da tale follia e invi uno squadrone di cavalieri, che piomb su di loro all'improvviso: molti furono uccisi e molti presi vivi; fu fatto prigioniero anche Teuda, cui fu tagliata la testa e portata a Gerusalemme - ..." (Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiatica II, 12). L'incarico di Cuspio Fado fu breve e gli succedette Tiberio Alessandro (46-48), nipote del ben noto Filone Alessandrino. Anche durante questo breve incarico s verificarono dei disordini, i quali portarono alla cattura di

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due figli di Giuda il Galileo: si chiamavano Giacomo e Simone, e furono entrambi crocifissi. Abbiamo cos la prova che i componenti di questa famiglia avevano letteralmente assunto l'incarico di servire fino alla morte l'ideale messianico, come una eredit che si tramandava ormai da un secolo, sin dai tempi del nonno Ezechia, quello che era stato ucciso da Erode il Grande. Anche l'incarico di Tiberio Alessandro fu breve e fu seguito da quello di Ventidio Cumano (48-52), sotto il quale si verificarono numerosi episodi di cui leggiamo alcune testimonianze: "...Dopo la morte di Erode, che aveva regnato su Calcide, Claudio sul trono dello zio mise Agrippa figlio di Agrippa; nel governo del resto della provincia ad Alessandro successe Cumano, sotto il quale ricominciarono i disordini e si verific una nuova strage di giudei. Essendosi la folla raccolta a Gerusalemme per la festa degli Azzimi, ed essendosi schierata la coorte romana sopra al portico del tempio - giacch usavano vigilare in armi in occasione delle feste, per evitare che la folla, raccolta insieme, desse inizio a qualche sommossa - uno dei soldati, sollevatasi la veste e inchinatosi con mossa indecente, mostr ai giudei il suo deretano accompagnando il gesto con acconcio rumore. La cosa fece imbestialire la folla che con grandi schiamazzi esigeva da Cumano la punizione del soldato, mentre i giovani con la testa pi calda e gli elementi per loro natura pi ribelli del popolo si gettarono allo sbaraglio e, afferrate delle pietre, le scagliavano contro i soldati. Cumano, temendo di essere assalito dal popolo intero, fece affluire dei rinforzi. Quando questi arrivarono sotto i portici, i giudei furono presi da un panico irresistibile e, volte le spalle, cercavano di fuggire dal tempio verso la citt. Ma la stretta della folla che si accalcava nei pressi delle uscite fu tale, che pi di trentamila persone morirono calpestandosi e schiacciandosi fra loro, e la festa si risolse in un lutto per tutta la nazione, con lamenti in ogni casa..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II, 12). A Cumano segu Felice (52-60), durante il cui incarico fu ucciso Claudio e sostituito dall'imperatore Nerone. La situazione palestinese andava progressivamente degenerando ed evolvendo verso quella che nel 66 sarebbe diventata una vera guerra. L'azione dei messianisti raggiunse limiti parossistici. Nei seguenti passi abbiamo un tipico esempio di come Giuseppe abbia tentato di screditare i partigani di Israele, spinto dal desiderio di scusare gli ebrei di fronte ai romani per una scelleratezza che non doveva essere imputata a tutto il popolo, ma soltanto ai cosiddetti briganti: "...Per, mentre il paese veniva cos ripulito, in Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo, quella dei cosiddetti sicari, che commettevano assassini in pieno giorno e nel bel mezzo della citt. Era specialmente in occasione delle feste che essi si mescolavano alla folla, nascondendo sotto le vesti dei piccoli pugnali, e con questi colpivano i loro avversari; poi. quando questi cadevano, gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e lo facevano cos bene da essere creduti e perci non era possibile scoprirli. Il primo ad essere assassinato da loro fu il sommo sacerdote Gionata e, dopo di lui, ogni giorno numerose furono le vittime, ma il terrore era pi grande delle uccisioni perch ciascuno, come in guerra, si sentiva ogni momento in pericolo di vita. Si studiavano da lontano le mosse degli avversari e non ci si fidava nemmeno degli amici che si avvicinavano, ma pur fra tanti sospetti e cautele la gente continuava a morire, tanta era la sveltezza degli assassini e la loro abilit nel non farsi scoprire. Oltre a questi si form un'altra banda di delinquenti: le loro mani erano meno lorde di sangue ma le loro intenzioni non erano meno empie. s che il danno da essi inferto al benessere della citt non rest inferiore a quello arrecato dai sicari. Individui falsi e bugiardi, fingendo di essere ispirati da Dio e macchinando disordini e rivoluzioni. spingevano il popolo al fanatismo religioso e lo conducevano nel deserto promettendo che ivi Dio avrebbe mostrato loro segni premonitori della liberazione. Contro costoro Felice, considerandoli come istigatori alla ribellione. mand truppe a cavallo e a piedi e ne fece gran strage ...i ciarlatani e i briganti, riunitisi insieme, istigavano molti a ribellarsi e li incitavano alla libert, minacciando di morte chi si sottometteva al dominio dei romani e promettevano che avrebbero fatto fuori con la violenza chi volontariamente si piegava alla schiavit. Distribuitisi in squadre per il paese. saccheggiavano le case dei signori, che poi uccidevano, e davano alle fiamme i villaggi, s che tutta la Giudea fu piena delle loro gesta efferate..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II, 13). Un episodio in particolare merita rilievo: "...Ma guai ancor maggiori attir sui giudei il falso profeta egiziano. Arriv infatti nel paese un ciarlatano che, guadagnatosi la fama di profeta. raccolse una turba di circa trentamila individui che si erano lasciati abbindolare da lui, li guid dal deserto al monte detto degli ulivi e di l si preparava a piombare in forze su Gerusalemme, a battere la guarnigione romana e a farsi signore del popolo con l'aiuto dei suoi seguaci in armi. Felice prevenne il suo attacco affrontandolo con i soldati romani e tutto il popolo collabor alla difesa s che, avvenuto lo scontro, l'egiziano riusc a scampare con alcuni pochi, la maggior parte dei suoi seguaci furono catturati o uccisi mentre tutti gli altri si dispersero rintanandosi ognuno nel suo paese..." (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica II, 13). Questo egiziano, che anche gli Atti degli apostoli nominano (At XXI, 38), tent un gesto che era esattamente la replica di quello che fu tentato dal sedicente Messia di Israele catturato da Pilato almeno vent'anni prima. L'episodio ci illumina sulla dinamica di queste rivolte messianiche: il monte degli ulivi era il luogo di raccolta degli insorti ed era la base per l'attacco ai presidi romani. Ci rendiamo conto di quanto siano stati numerosi i tentativi di questo genere, e di quanti Cristi

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siano apparsi in Palestina nel primo secolo, alimentati dall'attesa angosciosa di un liberatore che ricostruisse il "Regno di Dio". A Felice succedette Festo (60-62) e a questi Albino (62-64), durante il cui incarico fu giustiziato a Gerusalemme Giacomo il Giusto, o Giacomo il Minore, fratello di Cristo. L'ultimo dei procuratori fu Floro (dal 64), sotto il quale la situazione palestinese degener completamente ed ebbe inizio la sanguinosa guerra giudaica che si concluse con la disfatta totale degli ebrei. Nel trentennio che abbiamo esaminato c' stata una progressiva escalation di episodi violenti che ha visto sostanzialmente tre parti in gioco: il potere romano, sempre in difficolt nel gestire questo difficile dominio imperiale; la componente ebraica contraria allo scontro frontale con i romani, dai pi reazionari come gli erodiani e i sadducei, ai pi moderati, come i farisei e gli uomini del tipo di Giuseppe; infine la componente ebraica favorevole allo scontro frontale con i romani: le masse rurali pi sfruttate, gli zeloti, i messianisti in generale, fra cui non sono da escludere gli esseni.